Università per Stranieri di Siena CENTRO F.A.S.T. (Formazione e Aggiornamento anche con Supporto Tecnologico) Via di Pantaneto, 45 - I-53100 Siena Tel. +39.0577.240245 Fax +39.0577.240239 e-mail: [email protected] S i Scopi e metodi della didattica progettuale t di d ll did tti tt l Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ ◊ Che cos’è la D. P. Perché ricorrere alla D. P. Perché ricorrere alla D. P. Autonomia dello studente Vantaggi e svantaggi Tipi di progetti Tipi di progetti Tipi di attività Il ruolo dell’insegnate Il sillabo nella D P Il sillabo nella D. P. La valutazione Parametri di valutazione dei progetti Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Che cos’è la Didattica Progettuale? Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Che cos’è la Didattica Progettuale? E’ un metodo didattico sistematico che non va confuso con una singola attività comunicativa di classe Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Che cos’è la Didattica Progettuale? E’ un metodo didattico sistematico che non va confuso con una singola attività comunicativa di classe L’apprendimento diventa un’esperienza complessa che, attraverso task, coinvolge g il discente in modo totale e g gli consente di impossessarsi delle competenze necessarie a interagire con il momdo esterno Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Che cos’è la Didattica Progettuale? E’ un metodo didattico sistematico che non va confuso con una singola attività comunicativa di classe L’apprendimento diventa un’esperienza complessa che, attraverso task, coinvolge g il discente in modo totale e g gli consente di impossessarsi delle competenze necessarie a interagire con il momdo esterno E’ una serie di task collegati fra loro in un periodo di tempo più o meno lungo Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Che cos’è la Didattica Progettuale? E’ un metodo didattico sistematico che non va confuso con una singola attività comunicativa di classe L’apprendimento diventa un’esperienza complessa che, attraverso task, coinvolge g il discente in modo totale e g gli consente di impossessarsi delle competenze necessarie a interagire con il momdo esterno E’ una serie di task collegati fra loro in un periodo di tempo più o meno lungo Non è l’insegnante che definisce la lingua o gli elementi linguistici discreti da insegnare, ma sono gli stessi apprendenti che decidono gli sviluppi del progetti e il percorso linguistico da seguire Sabrina Maffei USP Siena 2009 TASK Focus sul significato e sulla negoziazione Focus sul gap informativo Sabrina Maffei USP Siena 2009 Impariamo il... 10% di ciò che leggiamo 20% di ciò che ascoltiamo 30% di ciò che vediamo 50% di ciò che vediamo e ascoltiamo 70% di ciò che discutiamo con gli altri 80% di ciò di cui abbiamo esperienza diretta 95% di ciò che spieghiamo p g ad altri Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. ● Consente percorsi individualizzati di studio e di rinforzo C t i i di id li ti di t di di i f Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. ● Consente percorsi individualizzati di studio e di rinforzo C t i i di id li ti di t di di i f ● Favorisce la cooperazione all’interno del gruppo Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. ● Consente percorsi individualizzati di studio e di rinforzo C t i i di id li ti di t di di i f ● Favorisce la cooperazione all’interno del gruppo ● Stimola la continua negoziazione dei contenuti e dei significati, la p p , g p capacità di pianificare, di organizzare la divisione dei compiti Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. ● Consente percorsi individualizzati di studio e di rinforzo C t i i di id li ti di t di di i f ● Favorisce la cooperazione all’interno del gruppo ● Stimola la continua negoziazione dei contenuti e dei significati, la p p , g p capacità di pianificare, di organizzare la divisione dei compiti ● Valorizza la diversificazione delle competenze degli studenti Sabrina Maffei USP Siena 2009 Perché ricorrere alla Didattica Progettuale? ● Coinvolge i discenti nell Coinvolge i discenti nell’acquisire acquisire conoscenza e abilità attraverso un conoscenza e abilità attraverso un complesso processo strutturato e attentamente programmato. ● Consente percorsi individualizzati di studio e di rinforzo C t i i di id li ti di t di di i f ● Favorisce la cooperazione all’interno del gruppo ● Stimola la continua negoziazione dei contenuti e dei significati, la p p , g p capacità di pianificare, di organizzare la divisione dei compiti ● Valorizza la diversificazione delle competenze degli studenti ● Vincola i membri del gruppo al raggiungimento dello scopo e quindi alla responsabilità individuale Sabrina Maffei USP Siena 2009 Continuum degli scambi comunicativi in classe Attività che implicano negoziazione e cooperazione fra studenti e insegnante Attività con vuoti informativi + guidato + libero Lezione frontale Esercizi strutturali Memorizzazione Lettura dialoghi Role play Discussioni a tema Discussioni a tema Costruzione di dialoghi Sabrina Maffei USP Siena 2009 Spazi comunicativi Simulazioni di ruolo Costruzione di i di dialoghi Conversazioni guidate id t Compiti che necessitano necessitano cooperazione (ad es. correggere un esercizio)) + visibili ‐ visibili Sabrina Maffei USP Siena 2009 MAGGIORI SCAMBI COMUNICATIVI MAGGIORE POSSIBILITA’ DI FORMULAZIONE DI IPOTESI IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA INTERLINGUISTICO Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Autonomia dello studente A i d ll d Quanta autonomia? Apprendente Situazione Tempo a disposizione Livello di competenza Sabrina Maffei USP Siena 2009 Maggiore autonomia Testi input forniti dall’insegnante Minore autonomia Testi input selezionati dagli apprendenti Insegnante “tutor” Lezione workshop Sviluppo di competenze trasversali e generali li Gestione dei tempi e dei ritmi da parte degli stessi apprendenti Gestione e organizzazione del lavoro da parte degli stessi studenti Attività di coppia, lavori di gruppo Insegnante “modello” Lezione frontale Sviluppo mirato di specifiche, singole abilità bili à li linguistiche i i h Gestione dei tempi da parte dell’insegnante Organizzazione del lavoro da parte dell’insegnante Attività individuali Scelta di unn argomento di la lavoro oro da parte degli studenti Obiettivo finale da raggiungere (oggetto da realizzare)) Uso libero di internet durante la lezione Scelta dell’argomento di la lavoro oro da parte dell’insegnante Esame da superare Possibilità di uscire fisicamente fuori della classe Possibilità di contatti mirati con nativi Uso guidato di internet tramite indicazioni dell’insegnante Aula Aula Possibilità di ricercare liberamente in una Aula biblioteca o mediateca Sabrina Maffei USP Siena 2009 Esempio Caratteristiche che generano maggiore autonomia Caratteristiche che generano maggiore autonomia Presenti/assenti Testi input selezionati dagli apprendenti No Insegnante “tutor” No Lezione workshop No Sviluppo di competenze trasversali e generali No Gestione dei tempi e dei ritmi da parte degli stessi d d d d l apprendenti Sìì Gestione e organizzazione del lavoro da parte degli stessi studenti No Attività di coppia, lavori di gruppo Sì Scelta di un argomento di lavoro da parte degli studenti Scelta di un argomento di lavoro da parte degli studenti No Uso libero di internet durante la lezione No Possibilità di uscire fisicamente fuori della classe No Possibilità di contatti mirati con nativi No Possibilità di ricercare liberamente in una biblioteca o mediateca di t No Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Vantaggi e svantaggi Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Vantaggi e svantaggi Vantaggi Svantaggi Favorisce la cooperazione e quindi p q l’interazione tra studenti che è alla base di un sistema interlinguistico ricettivo e in evoluzione. Lavorando in gruppo e g pp autonomamente gli apprendenti possono avere la sensazione di essere abbandonati a se stessi, senza nessuno che li corregga o li indirizzi. Sposta il focus Sposta il focus didattico didattico dall’insegnante al gruppo e dal gruppo al singolo individuo. Ciò evita le contrapposizioni dirette pp con l’insegnante (a meno che non siano espressamente ricercate dallo stesso apprendente) e allo stesso tempo aumenta il numero degli scambi in L2 contestualizzandoli. Insegnante e studente possono Insegnante e studente possono sentirsi a disagio in ruoli meno tradizionali; specialmente con studenti provenienti da culture in p cui i ruoli non possono essere messi in discussione. Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Vantaggi e svantaggi Vantaggi Svantaggi Esce dagli schemi e dalle routine di g Le difficoltà di un modulo operativo p classe e fornisce motivazione. e del lavoro di gruppo possono rapidamente demotivare gli studenti. Fornisce l’occasione per utilizzare risorse concrete della vita reale in modo credibile (ad esempio l’aula modo credibile (ad esempio l aula multimediale, l’uso di Internet per fare ricerche ecc.). Alcuni apprendenti possono non essere interessanti a sovrapporre il “tempo” tempo dell dell’apprendimento apprendimento e e quello della vita reale, tendendo quindi a separare rigidamente i due aspetti. p Crea un clima di cooperazione e empatia tra apprendenti e tra apprendenti e insegnante apprendenti e insegnante, particolarmente fruttuoso per l’apprendimento. La gestione della classe è più complessa, occorre una supervisione costante da parte supervisione costante da parte dell’insegnante. Ad esempio, l’assenza di uno studente può g pp bloccare il lavoro di tutto il gruppo. Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Vantaggi e svantaggi Vantaggi Svantaggi Impone allo studente di agire in p g prima persona, richiedendo maggiore autonomia, indirizzando così il proprio percorso di apprendimento verso una personalizzazione altrimenti impossibile. Studenti con minore motivazione possono non gradire una maggiore autonomia; in primo luogo perché significa mettersi in discussione, ma soprattutto, perché significa impegnarsi maggiormente. Allarga e aumenta le occasioni E’ difficile trovare tematiche ritenute interessanti e condivise da d’uso della L2 (a patto naturalmente che si allarghino g i tutta la classe. contesti d’uso e le varietà di testi prodotti). Fornisce occasioni mirate di contatti con parlanti nativi (ad esempio, con interviste nella elaborazione di progetti di classe). Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Tipi di progetti (Ridarelli [1998: 178]) Progetti esplorativi aperti verso l’esterno e, soprattutto, orientati a un contatto con i parlanti nativi ( d i) (sondaggi) Progetti testuali orientati all’elaborazione di testi (sceneggiatura, cortometraggio) Progetti di corrispondenza Progetti di corrispondenza e scambio scambio di lettere, mail, video lettere mail video ecc. Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Tipi di attività QCER [2002: 71‐109] attività di produzione orale e tti ità di d i l scritta attività ricettive orali e scritte attività di ricezione audiovisiva attività interattive scritte e orali attività di mediazione Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Tipi di attività a. Prendere decisioni in gruppo b. Sostenere la propria opinione e cercare di persuadere gli altri attività di carattere orale e interazionale c. Discutere informalmente in gruppo d. Cooperare con gli altri per il raggiungimento di uno scopo pratico e. Dividersi e organizzare il lavoro f. Intervistare ed essere intervistati g. Ricercare informazioni su Internet o in biblioteca h Comprensione h. C i di un testo scritto i i. Elaborare di testi scritti di supporto a materiale iconografico attività relative relative all’asse letto‐scrittura j. Preparare una relazione scritta k. Elaborare dei dati sotto forma di grafici l. Esporre il proprio lavoro Sabrina Maffei USP Siena 2009 attività legate all’esposizione all esposizione ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi • Risolvere problemi di carattere interpersonale Risolvere problemi di carattere interpersonale Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi • Risolvere problemi di carattere interpersonale Risolvere problemi di carattere interpersonale • Suscitare l’interesse su un determinato argomento (pre‐motivazione) Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi • Risolvere problemi di carattere interpersonale Risolvere problemi di carattere interpersonale • Suscitare l’interesse su un determinato argomento (pre‐motivazione) • Sostenere la motivazione durante tutto il corso del progetto Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi • Risolvere problemi di carattere interpersonale Risolvere problemi di carattere interpersonale • Suscitare l’interesse su un determinato argomento (pre‐motivazione) • Sostenere la motivazione durante tutto il corso del progetto • Aiutare gli apprendenti a scoprire i loro bisogni linguistici Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding G i l ff ldi • Risolvere problemi di carattere interpersonale Risolvere problemi di carattere interpersonale • Suscitare l’interesse su un determinato argomento (pre‐motivazione) • Sostenere la motivazione durante tutto il corso del progetto • Aiutare gli apprendenti a scoprire i loro bisogni linguistici • Preparare gli apprendenti all’uso delle strutture linguistiche utili Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il ruolo dell’insegnante Insegnante = tutor • Garantire lo scaffolding Ga a t e o sca o d g • Risolvere problemi di carattere interpersonale • Suscitare l’interesse su un determinato argomento (pre‐motivazione) • Sostenere la motivazione durante tutto il corso del progetto • Aiutare gli apprendenti a scoprire i loro bisogni linguistici Aiutare gli apprendenti a scoprire i loro bisogni linguistici • Preparare gli apprendenti all’uso delle strutture linguistiche utili • Individuare a priori i possibili generi testuali , le funzioni implicate e le strutture linguistiche necessari e le strutture linguistiche necessari Sabrina Maffei USP Siena 2009 COME MONITORARE IL PROGETTO far compilare alla fine di ogni sessione del progetto una scheda in cui si descrivono le cose fatte e le cose da fare esaminare il lavoro svolto insieme ai membri del gruppo, cercando eventualmente di riorientare il progetto riorientare il progetto monitorare l’aspetto linguistico‐cognitivo i l’ li i i ii Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Il sillabo nella D.P. La versione “forte” dell’insegnamento per progetti (ossia quella che esalta al massimo l’autonomia dello studente) è incompatibile con un sillabo formale, determinato a priori e basato su una lista di elementi grammaticali o funzionali. Sono gli studenti che decidono i contenuti e i testi da utilizzare. Sono gli studenti che decidono i contenuti e i testi da utilizzare. SILLABO PROCESSUALE ( (Lo Duca 2006; Ciliberti 1994) ; ) Sabrina Maffei USP Siena 2009 CONSEGUENZE: impossibilità di stabilire degli obiettivi linguistico‐grammaticali a monte del corso Impossibilità di una verifica formale dell’apprendimento Valutazione del lavoro: Valutazione del lavoro: a) del gruppo, che può essere basata sul “successo” del p g progetto, sul raggiungimento degli obiettivi iniziali , gg g g a) del singolo membro del gruppo, che ha caratteristiche più strettamente linguistiche Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ La valutazione Valutazione del lavoro: a) del gruppo, che può essere basata sul “successo” del progetto, sul gg g g raggiungimento degli obiettivi iniziali a) del singolo membro del gruppo, che ha caratteristiche più strettamente linguistiche strettamente linguistiche QCER QCER ‐ ‐ ‐ categorie linguistiche: categorie linguistiche: Funzioni Ti i t t li Tipi testuali Generi testuali Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ La valutazione QCER categorie linguistiche: categorie linguistiche: ‐ Funzioni ‐ Tipi testuali ‐ Generi testuali G i li attività di “interazione orale”: ▪ Interazione orale generale ▪ Comprendere un interlocutore nativo ▪ Conversazione ▪ Discussione informale tra amici ▪ Discussioni e incontri formali ▪ Cooperazione finalizzata a uno scopo (ad esempio, riparare un Cooperazione finalizzata a uno scopo (ad esempio, riparare un’auto, auto, discutere un documento, organizzare un’iniziativa) ▪ Transazioni per ottenere beni e servizi, scambio di informazioni ▪ Intervistare ed essere intervistati Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ La valutazione intervistare ed essere intervistati, cooperazione finalizzata a uno scopo, scambio di informazioni descrittori B2 B2.1 B2.1. B2.2 B2.2 B2.1 B2.2. Cooperazione finalizzata a uno scopo (QCER [2002: 98]). È in grado di comprendere in modo affidabile istruzioni dettagliate. È in grado di far avanzare il lavoro invitando altri a prendervi parte, a dire che cosa pensano ecc. È in grado di delineare con chiarezza una questione o un problema, riflettendo su cause o conseguenze, soppesando vantaggi e svantaggi t i di approccii diff differenti. ti Scambio di informazioni (QCER [2002: 100]. È in grado di trasmettere informazioni dettagliate in modo affidabile. È in grado di descrivere una procedura in modo chiaro e dettagliato. È in i grado d di sintetizzare i t ti e riferire if i informazioni i f i i e dati d ti traendoli t d li da d fonti f ti diverse. di È in grado di comprendere e scambiare informazioni e consigli complessi su tutta la gamma di argomenti che si riferiscono al suo ruolo professionale. Intervistare ed essere intervistati (QCER [2002: 101]) È in grado di condurre un’intervista sciolta ed efficace, allontanandosi in modo spontaneo dalle domande predisposte e sfr ttando le risposte interessanti per indagare oltre. sfruttando oltre Discorsi rivolti a un pubblico (QCER [2002: 76]) È in grado di fare un’esposizione chiara, preparata in precedenza, adducendo ragioni pro o contro un certo punto di vista e indicando vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni. È in grado di rispondere a una serie di domande di precisazione con sufficiente scioltezza e spontaneità da non creare tensione né per sé ne per gli ascoltatori. È in grado di fare un’esposizione chiara e sistematica, mettendo in evidenza i punti salienti e sostenendoli con particolari pertinenti. grado ado d di a allontanarsi o ta a s spo spontaneamente ta ea e te da u un testo p preparato epa ato e riprendere p e de e spu spuntit interessanti te essa t p proposti opost da dal pubb pubblico, co, da dando do È in g spesso prova di notevole scioltezza e facilità d’espressione. Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Parametri di valutazione dei progetti LIVELLO GENERE TESTUALE ATTI COMUNICATIVI B1 testo descrittivo descrivere; confrontare e Scala di Produzione contrapporre Scritta (Relazione e saggi p. 79), 79) Scala di Produzione Orale (Monologo articolato p. 74) curriculum vitae presentarsi, scrivere di sé Scala di Produzione scritta (Pianificazione p. 81) intervista scritta e orale e orale chiedere agli altri chiedere agli altri un’opinione; esprimere opinioni Scala di Interazione Orale Scala di Interazione Orale (Intervistare ed essere intervistati p. 101) sms stabilire, mantenere e chiudere un contatto Scala di Interazione Scritta (Corrispondenza p. 87) tabella, grafico, schema descrivere, confrontare e Scala di Produzione Orale contrapporre dati contrapporre dati Generale p 73 Generale p. 73 Sabrina Maffei USP Siena 2009 SCALE DELLE ATTIVITA’ TRATTE DAL QCER TRATTE DAL QCER [2002: pp. 71‐109] Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Correzione degli errori ma se faccio un errore chi mi corregge? Impossibilità di autovalutazione Impossibilità di valutazione Sensazione di non imparare frustrazione Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Correzione degli errori Alcuni suggerimenti: COSA SI INTENDE PER ERRORE? ● forma (strutture lessicali, morfosintattiche, fonologiche) ● appropriatezza al contesto (registro) ● culturale L’errore è positivo in quanto sintomo dell’interlingua g Sabrina Maffei USP Siena 2009 ◊ Correzione degli errori La valutazione del tipo di errore dipende da: ● gli obiettivi didattici ● il tipo di compito ● il livello di competenza FLUENZA Correzione a posteriori VS CORRETTEZZA Correzione mirata Sabrina Maffei USP Siena 2009 TRANSFER DI INSEGNAMENTO TRANSFER L1 ERRORE DELL’APPRENDENTE STRANIERO SEMPLIFICAZIONE DELLA L2 IPERGENERALIZZAZIONE DI STRUTTURE DELLA L2 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Transfer da L1 1. Mi prendi alla stazione stasera, per favore? Semplificazione 3. Mi pare che non sei 3 un buon insegnante Transfer di insegnamento g 2. Secondo me lui sia russo Ipergeneralizzazione 4. Ieri mi ho fatto la barba e ho uscito SCHEDA PER L’INSEGNANTE Transfer L1 Mancata conoscenza L2 Ipergeneralizzazione Fattori extra linguistici grammatica e sintassi lessico fonologia registro funzioni testualità cultura lt Sabrina Maffei USP Siena 2009 Semplificazione Altra lingua straniera Sabrina Maffei USP Siena 2009 Quali sono gli obiettivi valutabili? I GENERI TESTUALI CONSENTONO: A) una valutazione sufficientemente comparabile B) una valutazione compatibile con i tradizionali strumenti del testing (cloze, completamento, domande di scelta multipla ecc.) Genere Funzioni Intervista Presentarsi chiedere il permesso di fare domande chiedere informazioni Chiedere l’opinione .... Sabrina Maffei USP Siena 2009 PREPARAZIONE DEL PROGETTO: COSA FA L’INSEGNANTE? ● Valuta le risorse disponibili ● Valuta l’adeguatezza al livello di competenza (QCER) / scala di autonomia ● Individua I di id gli li obiettivi bi tti i di d dattici: tti i abilità; bilità ffunzioni; i i culturali; lt li grammaticali ● Individua gli obiettivi valutabili: genere testuale, testuale funzioni e tipo di valutazione ● Pianifica la scansione temporale delle fasi del progetto ● Prepara la scheda del progetto per gli allievi: obiettivi, compiti calendario compiti, calendario, descrizione delle fasi ● Prepara la scheda di riflessione linguistica in itinere ● Organizza il lavoro in gruppi SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO CARATTERISTICHE Materiale input fornito dall’insegnante PUNTEGGIO 0 Materiale input selezionato dagli apprendenti 1 Insegnante tutor Lezione frontale Lezione workshop Sillabo “a priori” Sviluppo mirato di specifiche, singole abilità linguistiche 1 0 1 0 0 Gestione dei tempi e dei ritmi da parte degli stessi apprendenti 1 Gestione e organizzazione del lavoro da parte degli stessi studenti d i 1 Attività individuali Attività di coppia Lavoro di gruppo Scelta di un argomento di lavoro da parte degli studenti 0 1 1 1 Obiettivo finale da raggiungere (oggetto da realizzare) 1 Uso libero di internet durante la lezione 1 Uso guidato di internet tramite indicazioni dell’insegnante 0 Possibilità di uscire fisicamente fuori della classe 1 Possibilità di contatti mirati con nativi 1 Possibilità di ricercare liberamente in una biblioteca o 1 mediateca Sabrina Maffei USP Siena 2009 TOTALE 13 Sabrina Maffei USP Siena 2009 INDICE DI AUTONOMIA IN UN PROGETTO 0 scarso 4 medio 9 elevato 13 ESEMPIO DI VALUTAZIONE DI UN PROGETTO LE CANZONI ITALIANE Scopo: sviluppare le abilità di comprensione e di produzione orale e scritta Testi: pubblicitari cartacei, in audio e in video. Materiali: forniti di volta in volta dall’insegnante. Attività: comprensione, comprensione comunicative comunicative, individuali, individuali di coppia e in alcuni casi di gruppo. Insegnante: cerca di rispettare un sillabo morfosintattico-funzionale; evita testi in cui compaiono forme morfosintattiche che ritiene non adeguate al grado di competenza degli apprendenti. Sabrina Maffei USP Siena 2009 SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO CARATTERISTICHE Materiale input fornito dall’insegnante PUNTEGGIO 0 Materiale input selezionato dagli apprendenti 0 Insegnante g tutor Lezione frontale Lezione “workshop” Sillabo “a priori” Sviluppo mirato di specifiche, singole abilità linguistiche Gestione dei tempi e dei ritmi da parte degli stessi apprendenti 0 0 0 0 0 1 Gestione e organizzazione del lavoro da parte degli stessi studenti 0 Attività individuali Attività di coppia Lavoro di gruppo Scelta di un argomento di lavoro da parte degli studenti Obiettivo finale da raggiungere (oggetto da realizzare) 0 1 1 0 Uso libero di internet durante la lezione 0 Uso guidato di internet tramite indicazioni dell’insegnante Possibilità di uscire fisicamente fuori della classe 0 Possibilità di contatti mirati con nativi 0 0 0 Possibilità di ricercare liberamente in una biblioteca o 0 mediateca Sabrina Maffei USP Siena 2009 TOTALE 3 SCHEDA PER LA CORREZIONE E L’AUTOVALUTAZIONE Simbolo Tipo di errore Gr grammatica L lessico O ortografia Op ordine delle parole R registro C cultura Sabrina Maffei USP Siena 2009 SCHEDA PER LO STUDENTE (lavoro individuale) ERRORE FORMA CORRETTA A un professore “Lei dove ho detto: lavora?” “Tu dove lavori?” PERCHE’ HO SBAGLIATO Non lo sapevo Lo sapevo ma nella mia lingua non si dice così Si dice così in un’altra lingua che ho studiato Non ero sicuro Non è adatto alla situazione Non è adatto al canale Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 FASI DEL PROGETTO Pianificazione e preparazione • • • Motivazione e sensibilizzazione degli studenti al tipo di lavoro proposto e all’eventuale argomento (lettura testi sull’argomento, visione progetti precedenti ecc.); ecc ); Scelta del tipo di progetto (ricerca, progetto esplorativo); Scelta delle fonti (interviste, internet, libri, riviste, film ecc.) Scelta del supporto finale (video, recite, opuscoli informativi, mappe, itinerari turistici ecc ecc.); ); Divisione in gruppi Divisione del lavoro Preparazione del materiale necessario allo svolgimento del progetto (es scheda per le interviste (es. interviste, sceneggiatura per una rappresentazione teatrale ecc.) Gli studenti escono (metaforicamente/concretamente) fuori della classe e raccolgono le informazioni necessarie e/o realizzano attività Elaborazione delle informazioni e del lavoro svolto (file di presentazione) Stesura di testi di commento e descrizione Resa su un supporto (poster, video, presentazioni su computer, lucidi per lavagna luminosa ecc.) Correzione dei testi da parte dell’insegnante Prove e simulazioni di presentazione da parte dell’apprendente • • • Presentazione, esposizione lavoro Discussione e feedback sul lavoro svolto Valutazione finale dell’insegnante • • • Organizzazione del lavoro • • • Svolgimento pratico • • • • Fasi preliminari alla presentazione Presentazione e valutazione Sabrina Maffei USP Siena 2009 ESEMPIO DI SCHEDA DI UN PROGETTO Titolo del progetto Livello di competenza Durata Obiettivi verificabili Descrizione Le superstizioni B2 40 ore Lettura e comprensione di un testo con tema la superstizione; produzione scritta e orale di descrizione di immagini di gesti; commento a un testo audiovisivo in cui compaiono gesti Si tratta di una ricerca sulle superstizioni più comuni in Italia e nel resto del mondo. P Prevede d una ricerca i bibli bibliografica fi e sull web. b E’ articolato nelle seguenti fasi: 1) organizzazione genarale del lavoro; 2) suddivisione in gruppi; 3) divisione delle aree geografiche da investigare; 4) investigazione; 5) elaborazione di una presentazione; 5) elaborazione di un testo scritto; 6) presentazione. Generi testuali Intervista; tabella di tipo statistico; relazione orale monologica; testi audiovisivi (spezzoni di film, pubblicità; documentario televisivo); dialogo informale Funzioni Descrivere; confrontare e contrapporre; esprimere la propria opinione; argomentare Scale delle attività QCER [2002: pp. 71-109] Produzione orale e scritta; interattiva; ricezione orale e scritta Compiti Redazione di un breve testo descrittivo; esposizione orale dei risultati dell’indagine dell indagine Il lavoro può essere svolto dall'intero gruppo classe se non numeroso; altrimenti si suggerisce di dividere la classe in gruppi, in modo da poter presentare il progetto agli altri gruppi Computer per la ricerca sul web. Progetto testuale Può essere utile mostrare alcuni spezzoni di film che rappresentano alcuni gesti. Citiamo per tutti, l’episodio "La patente", con Totò, tratto dall'omonima novella di Pirandello. Caratteristiche Attrezzature Tipo Osservazioni, link e suggerimenti Sabrina Maffei USP Siena 2009 ESEMPIO DI SCHEDA DI UN PROGETTO Titolo del progetto Livello di competenza Durata Obiettivi verificabili Descrizione Il giornalino C1 40 ore Stesura di un articolo a partire da una traccia di indicazioni Scopo del progetto è la redazione settimanale di un giornalino. Le notizie riguardano temi di interesse generale: costume e società, sport, avvenimenti politici, proposte per il fine settimana e altri a scelta degli studenti. La redazione del giornalino è preceduta dall’analisi di vari giornali cartacei e on line volta a rilevarne le caratteristiche dell’organizzazione interna. Generi testuali Articolo di cronaca; articolo sportivo; articolo culturale; recensione di film, musica e libri. Funzioni Commentare; esporre; sostenere la propria opinione e riportare opinioni altrui; confrontare e contrapporre; argomentare Produzione orale e scritta; ricezione scritta; riassumere Scale delle attività QCER [2002: pp pp. 71 71-109] 109] Compiti Osservazione e analisi della struttura di un giornale; osservazione e analisi dei generi testuali coinvolti; rielaborazione e sintesi degli g articoli letti;; stesura di nuovi testi per il giornalino. Caratteristiche Gli studenti si dividono in gruppi, ogni gruppo forma una redazione con un diverso argomento. p fotocopiatrice p Computer, Progetto esplorativo Attrezzature Tipo Osservazioni, link e suggerimenti Proposta di esercitazione Obiettivo: rendere un progetto veicolo di apprendimento linguistico Come? Pensandolo per un gruppo di apprendenti a cui si possa rivolgere Pianificando gli obiettivi V l t d il grado Valutando d di autonomia t i Prevedendo la valutazione Sabrina Maffei USP Siena 2009 SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO CARATTERISTICHE Materiale input fornito dall’insegnante PUNTEGGIO Materiale input selezionato dagli apprendenti Insegnante g tutor Lezione frontale Lezione “workshop” Sillabo “a priori” Sviluppo mirato di specifiche, singole abilità linguistiche Gestione dei tempi e dei ritmi da parte degli stessi apprendenti Gestione e organizzazione del lavoro da parte degli stessi studenti Attività individuali Attività di coppia Lavoro di gruppo Scelta di un argomento di lavoro da parte degli studenti Obiettivo finale da raggiungere (oggetto da realizzare) Uso libero di internet durante la lezione Uso guidato di internet tramite indicazioni dell’insegnante Possibilità di uscire fisicamente fuori della classe Possibilità di contatti mirati con nativi Possibilità di ricercare liberamente in una biblioteca o mediateca Sabrina Maffei USP Siena 2009 TOTALE 3 Sabrina Maffei USP Siena 2009 ESEMPIO DI SCHEDA DI UN PROGETTO Titolo del progetto Livello di competenza Durata Obiettivi verificabili Descrizione Generi testuali Funzioni Scale delle attività QCER [2002: pp. 71-109] Compiti Caratteristiche Attrezzature Tipo Osservazioni, link e suggerimenti Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Sabrina Maffei USP Siena 2009 Bibliografia Amati, A., La didattica per progetti: una strategia di rinnovamento, in "Strumenti Cres", maggio 1998. BERRETTINI L. 2007, “Una classe venuta da lontano. proposta di un modello di sillabo processuale”, Studi di Glottodidattica, Glottodidattica II, (1): 3 – 17 Bordallo, J.P. Ginest 1999, Didattica per progetti, La Nuova Italia Bozzi, Branduardi, Cappelli, Moro, Valagussa 1998, Dal progetto al processo, Mursia CILIBERTI A, 2003, “La classe come «ambiente comunicativo»”, in Ciliberti, Pugliese, Anderson: 43–73 GIACALONE – RAMAT A. (a c. di) 2003, Verso l’italiano, Roma, Carocci IORI A. 1998, “L’autoapprendimento”, in Serra Borneto (a c. di): 287-303 ohnson D.W. e Johnson R.T. e Holubec E. 1996, Apprendimento cooperativo in classe, Erickson, Trento LEGUTKE M. - THOMAS H. 1991, Process and Experience in the Language Classroom, Pergamo Cassandro M, Maffei S., 2007, La didattica per progetti, in Curricolo di italiano a Stranieri, Guerra Edizioni, P gi Perugia Polito 2000, Attivare le risorse del gruppo classe, Trento, Erikson Pozzo G. 1994, Ricerca Azione: apprendimento e sviluppo professionale dell’insegnante, in Insegnando s’impara, a cura di G. Pozzo, Torino, IRRSAE Piemonte QCER 2002, 2002 Consiglio d d’Europa Europa, Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, apprendimento insegnamento valutazione, Milano, R.C.S. Scuola, La Nuova Italia-Oxford, (ed. or. Council of Europe 2001, Common European Framework for Languages: Learning, Teaching, Assessment, Cambridge, CambridgUniversity Press – trad. italiana di F. Quartapelle – D. Bertocchi) QUARTAPELLE F. (a c. di) 1999a, Didattica per progetti, Milano, Franco Angeli QUARTAPELLE F. 1999b, “Attuare il progetto”, in Quartapelle (a c. di) 1999a: 135-160 QUERCIOLI F. 2004, “La didattica modulare per progetti nella prospettiva del “Quadro Comune Europeo”, in Jafrancesco (a c. di) RIDARELLI G. 1998, “Project Work”, in Serra Borneto (a c. di): 173-187