Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
INQUINAMENTO
AMBIENTALE:
LE RESPONSABILITA’
DELL’AUTOMOBILE
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
INQUINAMENTO:
1) CHIMICO
2) RADIOATTIVO
3) LUMINOSO
4) ACUSTICO
INQUINAMENTO CHIMICO:
a) Aria
b) Acqua
c) Suolo
5) VISIVO
6) TERMICO
Nessuno nega l’importanza dell’inquinamento nell’incidenza di alcune patologie che hanno
subito un sensibile incremento negli ultimi decenni. Ciò nonostante l’aspettativa di vita
media alla nascita negli USA era di 47 anni nel 1900, 77 anni nel 2000 (fonte: OMS).
E’ evidente da questo dato che le mutate condizioni atmosferiche legate all’inquinamento
hanno un’importanza relativa rispetto ai notevoli miglioramenti delle condizioni di vita resi
possibili dal progresso tecnologico, di cui l’auto è vettore e simbolo
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
L’AUTOMOBILE HA LE SUE
RESPONSABILITA’, MA E’ NECESSARIO
SAPERE QUALI PER NON
CRIMINALIZZARLA INUTILMENTE
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
ALTERNATIVE?
Il trasporto pubblico non è attraente e pertanto non costituisce in moltissimi casi un’alternativa
plausibile all’auto
Il forte ritardo nell’estensione dell’Alta Velocità ferroviaria continua a rendere l’automobile molto
vantaggiosa su tragitti nei quali il treno sarebbe potenzialmente vincente
Le stesse ferrovie non hanno ancora risolto (in particolare in Italia) il problema fondamentale della
INTERMODALITA’; questo continua a dare al trasporto delle merci su gomma un grande vantaggio
rispetto al trasporto pesante su rotaia
Rimane irrisolta, anche perché in larga parte ignorata dai media (perché?) la problematica relativa
all’inquinamento legato al trasporto aereo, che pure è molto importante e destinata ad aggravarsi
Sui 103 Comuni capoluoghi di provincia nel 1999 i viaggi per abitante all'anno dei mezzi
pubblici sono stati 176, contro i 188 del 1998 (Ecosistema urbano 2000, Legambiente). In ben
43 Comuni la media dei viaggi per abitante con trasporto pubblico è meno di 1 a settimana. Il
numero dei passeggeri trasportati annualmente rispetto al 1998 è in diminuzione in 50 Comuni
e aumenta in 48. Gli incrementi maggiori per le città con più di 200.000 abitanti si sono
verificati a Milano e a Roma (18% e 10%),
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
SI HA MOLTO SPESSO LA SENSAZIONE
CHE L’ATTACCO ALL’AUTOMOBILE
SIA MOSSO PIU’ PER PRECONCETTI DI
NATURA POLITICA CHE PER REALI
RAGIONI TECNICHE
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INQUINANTI DIVERSI, PROBLEMI DIVERSI:
-Benzene
-Monossido di Carbonio
-NOx
-Anidride Carbonica
-Polveri sottili (<PM10). Con tale termine si indica una miscela di particelle solide e
liquide, che possono rimanere sospese in aria anche per lunghi periodi, con dimensioni comprese
tra 0,005 µm e 50-150µm. Sono costituite da una miscela di elementi quali: carbonio, piombo,
nichel, nitrati, solfati, composti organici, frammenti di suolo, ecc. Le sorgenti di questo
particolato possono essere antropiche (processi di combustione: emissioni da traffico veicolare,
utilizzo di combustibili vari come carbone, oli, legno, rifiuti, rifiuti agricoli, emissioni industriali
come cementifici, fonderie, miniere), mentre le fonti naturali invece sono sostanzialmente
l’aerosol marino, il suolo risollevato e trasportato dal vento, aerosol biogenico, incendi boschivi,
emissioni vulcaniche, ecc.
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Benzene (C6H6)
Il benzene, idrocarburo carcinogenico che può causare leucemia, è stato a lungo usato come
antidetonante nella benzina ‘verde’ al posto del tetraetile di piombo. Ora praticamente eliminato
Viene dalle autovetture a benzina non catalizzate (20.000 tonnellate/anno), seguite dai ciclomotori
(cilindrata <50cc) (7.000 tonnellate/anno) e dalle vetture catalizzate (2.900 tonn/anno). I fattori di
emissione vedono la predominanza dei ciclomotori (290 mg/veic x km), seguiti dai veicoli
commerciali leggeri a benzina non catalizzati (120 mg/veic x km), dalle autovetture non catalizzate
(105 mg/veic x km) e infine dai motocicli (cilindrata>50 cc) (80 mg/veic x km). Proseguire nel
rinnovamento del parco circolante interessando in maniera più incisiva il settore dei veicoli
commerciali e soprattutto dei vecchi ciclomotori appare dunque essenziale.
Il benzene è però veicolato a contatto con l’uomo anche da altre fonti.
“….le nostre stesse abitazioni possono fungere da elemento trainante dell'inquinamento,
costituito dalle superfici assorbenti presenti sulle pareti, sui pavimenti e sui mobili. Questa ipotesi è
sostenuta dal minor tasso di inquinamento interno nelle città dell'Europa meridionale: nelle città
nordeuropee sono maggiormente presenti la moquette, il linoleum e le superfici in legno, mentre in
quelle del sud Europa è più facile trovare superfici piastrellate, in marmo e pareti non rivestite... "
(Urban benzene and population exposure, Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS, Padova, Italy, 2000, rip. da
www.ariostea.com)
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Monossido di carbonio (CO)
Il CO è un prodotto di combustione incompleta dei combustibili organici (carbone, olio, legno,
carburanti). Esso è presente negli scarichi dei veicoli e nel fumo di tabacco
Il CO tossico perché legandosi saldamente agli atomi di ferro nell'emoglobina del sangue forma un
complesso molto più stabile dell'ossiemoglobina; inoltre l'affinità dell'emoglobina verso il CO è 200
volte quella verso l'ossigeno. La formazione di questo complesso fa sì che l'emoglobina sia satura di
CO e che sia quindi incapace di distribuire l'ossigeno al corpo, questo causa una deficienza di
ossigeno che porta ad uno stato di incoscienza e quindi alla morte
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L'anidride carbonica (CO2)
E’ un gas incolore e inodore; non è tossica in sé, ma non è respirabile e quindi può provocare la
morte per asfissia.
Respirare un'atmosfera particolarmente ricca di CO2 produce un sapore acidulo in bocca ed un
senso di irritazione nel naso e nella gola; ciò è dovuto al suo reagire con l'acqua per formare acido
carbonico.
Attualmente (2004), il contenuto di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre è circa dello 0,038%
(o 380 ppm) in volume
Nonostante la sua piccola concentrazione, la CO2 è un componente fondamentale dell'atmosfera
terrestre perché - insieme al vapore acqueo ed al metano - intrappola la radiazione infrarossa della
luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre (il cosiddetto effetto serra)
impedendo alla Terra di raffreddarsi. Sono stati i vulcani le prime fonti di anidride carbonica
atmosferica della Terra neonata, grazie ad essa si è potuto instaurare un clima favorevole allo
sviluppo della vita. Oggi i vulcani rilasciano in atmosfera circa 130 - 230 milioni di tonnellate di
anidride carbonica ogni anno, L'aumento della quantità di anidride carbonica nell'atmosfera va ad
incrementare l'effetto serra e contribuisce quindi ad un rapido riscaldamento del pianeta al quale gli
ecosistemi non hanno il tempo necessario per adattarsi
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Metano: ‘The Hidden Greenhouse Gas’ (New Scientist)
“….(Methane) traps 25 times as much of the Sun's heat in the atmosphere as carbon dioxide.”
Lo scienziato tedesco Dieter Ehhalt stima che esistano nel mondo circa 1,3 miliardi di capi bovini
adulti, un numero duplicato negli ultimi 40 anni a scopo alimentare. Ognuno di questi capi produce
circa 200 grammi di metano al giorno, per un totale di circa 100 milioni di tonnellate di metano
all’anno che vengono emesse nell’atmosfera e vi rimangono per almeno 10 anni. Il quantitativo è
sufficiente a contribuire in maniera decisivo al riscaldamento globale, eppure nessuno ha mai
pensato di ‘catalizzare’ le mucche o perlomeno di canalizzare questo gas per scopi pratici
(autotrazione, riscaldamento, etc)
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PM10 (particolato)
La nocività delle ‘polveri sottili’ dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le
diverse parti dell'apparato respiratorio:
oltre i 7 µm: cavità orale e nasale
fino a 7 µm: laringe
fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari
fino a 3,3 µm: bronchi secondari
fino a 2,1 µm: bronchi terminali
fino a 1,1 µm: alveoli polmonari
Dipende inoltre dalla loro natura chimica. In genere, le patologie legate all'inquinamento da polveri
sottili sono riconosciute essere l'asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità
polmonari. La mortalità indotta dalle polveri sottili è oggetto di dibattito. L'OMS, sulla base di uno
studio condotto nel 2000 in 8 città del mondo, stima che le polveri sottili siano responsabili dello 0,5%
dei decessi registrati nell'anno.
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PM10 (particolato)
Secondo alcuni studiosi l‘esame dell’impatto dell'inquinamento da PM10 sulla salute dei residenti
stimato nelle 8 maggiori città italiane ha rivelato che nella popolazione di oltre trenta anni, il 4.7% di
tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile al PM10 in eccesso di 30m g/m3. Si
avanza dunque l’ipotesi che riducendo il PM10 ad una media di 30m g/m3 si potrebbero prevenire circa
3.500 morti all'anno soltanto nelle otto città più grandi. Nelle aree urbane il traffico veicolare non è la
principale fonte del PM10 (è circa il 29% - fonte: Centro studi sui sistemi di trasporto, riportato sul
numero di febbraio 2007 della rivista Quattroruote)
NOTA BENE: I VEICOLI CATALIZZATI CON MOTORE A
BENZINA NON EMETTONO ‘POLVERI SOTTILI’!
Anche i motori Diesel per auto di nuova generazione, cioè «Euro 3» ed «Euro 4», emettono polveri sottili
in quantità minima; si calcola che queste categorie incidano all’1-2% del PM10 su scala nazionale (contro
l’8% della voce generale delle vetture) e al 2,5-3% su scala metropolitana, contro il 20-22% delle auto
prese nel loro insieme. Di qui il corollario: durante i blocchi di traffico, fermare anche le auto più nuove è
inutile, visto che la riduzione di PM10 da gas di scarico apportata da queste è appena del 3%. Un
beneficio che, nel caso delle targhe alterne, si riduce addirittura all’1%.
In totale, il trasporto stradale è artefice del 29% delle emissioni di PM10, il resto è addebitabile ad altro
come le emissioni industriali, i processi produttivi e il riscaldamento.
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
Un tema ricorrente di alcune amministrazioni locali e di politici avversi all’automobile: il traffico
aumenta la produzione di PM10.
Nessuno nega la potenziale pericolosità, in particolare sull’apparato respiratorio, del PM10, PM5, etc.
Ricordiamo però a questo proposito che:
-Le auto a benzina catalizzate da Euro 1 in poi non emettono
polveri sottili;
-A emettere PM10 e simili sono soprattutto grossi motori Diesel, camion, autobus di vecchia
generazione, che circolano sempre e comunque, e non le auto private;
-Il PM10 prodotto da questi grossi Diesel non ‘filtrati’ (nonché dai riscaldamenti condominiali a
gasolio, scarichi industriali in aree produttive metropolitane, etc) cade al suolo e viene sollevato,
quindi ricircolato nell’atmosfera, dal passaggio continuo dei veicoli;
-Basta però una pioggia per lavare le strade e abbattere drasticamente i livelli di PM10;
-Dunque, se gli amministratori locali avessero tanto a cuore la salute dei cittadini relativamente al
PM10, e non volessero solo puntare alla facile demagogia antiautomobilistica, BASTEREBBE CHE
FACESSERO LAVARE LE STRADE PIU’ FREQUENTEMENTE, come si fa ad esempio a Parigi,
città con alto numero di diesel e bassi livelli atmosferici di PM10, per migliorare drasticamente i
livelli aerei di questo e di altri inquinanti.
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POLVERI SOTTILI E CANCRO AL POLMONE
«Non è vero – ha dichiarato il noto oncologo professor Umberto Veronesi - che le polveri sottili
(PM10) sono tra le principali cause di tumore ai polmoni. Dire questo significa perdere di vista il vero
problema: il fumo di sigaretta, che resta causa dell’80% di queste patologie». Altrimenti non si
spiegherebbe come mai a Vercelli l’incidenza del carcinoma polmonare, con l’81,2%, è superiore che a
Torino (53,9%) e come mai, ancora, in Lombardia a Varese, Como e Sondrio si muore di più che
nell’inquinata Milano.
I VERI FATTORI FAVORENTI L’INSORGENZA DI UN CANCRO
1. Alimentazione 35%
Per prevenire il cancro, meglio privilegiare una dieta moderata e povera di grassi, ricca di frutta e verdura
2.Tabacco 30%
Il fumo di sigaretta resta il vero nemico da battere e laddove il suo consumo è più frequente il tumore si diffonde con
maggiore facilità
3. Infezioni 10%
Alcuni virus responsabili di infezioni possono causare la distruzione del dna delle cellule e provocare lo sviluppo del
cancro
4. Maternità 7%
Sono legati all’età del menarca, della prima gravidanza, dell’allattamento e della menopausa, in relazione
essenzialmente al tumore al seno
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EMISSIONI DI GAS CHE AUMENTANO L’EFETTO SERRA: IL RISCALDAMENTO
GLOBALE
CLIMA TORRIDO UNA MINACCIA O UNA SPERANZA? inquinamento - un'autorevole Commissione europea ha
denunciato sfracelli climatici nel futuro europeo a causa dell'innalzamento delle temperature.
Si va dalla desertificazione del Meridione europeo, al crollo del turismo. I nostri ministri dell'Ambiente e dell'Economia
hanno già allertato i rispettivi team di studio per affrontare l'allerta.
Eppure, paradossalmente, da cuor contento qual sono, io leggo nelle righe una buona notizia.
Cominciamo per ordine una rilettura dell'evento, supposto che anche questa previsione non si tramuti per la solita bufala.
inquinamento - 1) Diminuisce la dipendenza dal petrolio e dal gas, con notevole conseguenza sulla bolletta energetica
inquinamento - 2) Diminuisce di conseguenza l'inquinamento da consumo di idrocarburi
inquinamento - 3) Diminuirà drasticamente il numero dei morti per la presenza di strade ghiacciate o innevate
inquinamento - 4) Diminuirà il nostro fabbisogno calorico giornaliero e quindi la quantità di cibo ingerito, con risparmio
nostro e della salute in genere
inquinamento - 5) Avremo le primizie alimentari sulle nostre tavole naturalmente, senza diservanti e riscaldamenti al
carburo
inquinamento - 6) Diminuiranno i danni da inondazioni dovute a un eccesso nevoso in scioglimento
inquinamento - 7) L'innalzamento dei livelli del mare, impedira la costruzione selvaggia sulle spiagge, migliorando
l'estetica del paesaggio
inquinamento - 8) Potremo stare in riva al mare nove mesi l'anno, anziché gli attuali cinque
inquinamento - 9) Diminuiranno le malattie tipo artrosi, raffreddamento e sbalzi climatici in genere.
Per tutti questi motivi, e tanti se ne potrebbero aggiungere, penso che l'innalzamento futuro delle temperature sia per noi
una buona notizia.
A proposito, ricordatevi che lo scorso inverno a Mosca si sono sfiorati i 30 gradi sotto zero….Perciò, non prendiamoci
troppo sul serio. La natura farà quel che vorrà.
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I BIOCARBURANTI: UNA POSSIBILITA’
CONCRETA?
Relative to the fossil fuels they displace, greenhouse gas emissions are reduced
12% by the production and combustion of ethanol and 41% by biodiesel.
Biofuels cannot replace petroleum without impacting food supplies. Even
dedicating all U.S. corn and soybean production to biofuels would meet only 12%
of gasoline demand and 6% of diesel demand.
(Alpha Online, a Division of Environmed Research Inc. Sechelt, British Columbia,
Canada)
E85: 85% metanolo, 15% benzina
Calano benzene e butadiene, aumentano formaldeide e acetaldeide
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BIOCARBURANTI (ETANOLO, METANOLO)
“The livestock industry remains the largest consumer of corn by utilizing almost 58
percent of the total corn used over the past decade. In the past year alone, cattle
feeders have seen a 92 percent increase in cash corn prices." (January-February
2007 price at $3.68 per bushel, compared to $1.91 per bushel in 2006.)
“In time U.S. corn producers can meet this rapidly expanding additional demand.
However, until the appropriate acreage and yield adjustments can be made during
this transition, USDA’s current projection of a 50 percent year-to-year increase in
ethanol-based corn demand from 2.15 to 3.2 billion bushels will be felt squarely in
the wallets of every feeder and cow-calf producer in this country.”
-NCBA member and Texas Cattle Feeder Ernie Morales, March 8, 2007
“We must continue investing in new methods of producing ethanol -- using
everything from wood chips to grasses, to agricultural wastes.”
- President George W. Bush
State of the Union Address, January 23, 2007
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I LATI OSCURI DEI BIOCARBURANTI
La Repubblica, 30 agosto 07: Il mondo rischia di finire il cibo-Troppi campi dedicati al biofuel
Sempre più terre, in America e in Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione di biocarburi, come l'etanolo e
altri carburanti "puliti", sia per ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente
Lester Brown, presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-seller "Chi sfamerà
la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli
800 milioni di automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra".
L'anno scorso già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la produzione di
etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno. Una politica analoga è in corso un po'
ovunque, dall'Europa all'India, dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per cento dal 2006, e ciò sta
portando ad aumenti da record dei prezzi dei generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne.
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IDROGENO
The most common and cost-effective method of hydrogen production is from natural gas,
which emits large amounts of CO2 (a greenhouse gas), since it would require too much
electric power to produce hydrogen using the electrolysis method.
- Internal combustion engines continue to improve in efficiency.
- Since hydrogen is likely to be made from combustion of fossil fuels, it produces less CO2
and other greenhouse gases to burn the fossil fuel directly.
- Fuel cells are likely to be much more expensive than competing technologies.
- Fuels used to make hydrogen could achieve larger reductions in greenhouse gas emissions
if used to replace the least efficient of the electric power plants
(Da:The Hype about Hydrogen: Fact and Fiction in the Race to Save the Climate, Joseph J. Romm,
published in 2004 (ISBN 1-55963-703-X)
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NUOVE
BATTERIE?
-Nickel metal hydride
-Litio-ION
-Ultracondensatori
-Digitized Energy Storage Device (DESD)
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Nuove applicazioni: in corsa
Nel luglio 2007 la Toyota Supra HV-R ibrida ha vinto la 24 ore di Tokachi in Giappone
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MICHELIN HY-LIGHT
The Hy-Light is a car built around a
hydrogen fuel cell, meaning it generates
electricity through a basic chemical
reaction involving hydrogen and oxygen.
The gases are stored in two specially
developed tanks (the hydrogen is
pressurized and its tank can withstand the
direct shot of a Swiss Army rifle). Probably
the only drawback of the vehicle's design is
the need to fill two tanks, which currently
takes roughly eight minutes total.
The Michelin prototype is a catalog of clean-tech innovations. The key novelty is its "active
wheel": the electric motors (which weigh a few kilos each) and the suspensions are lodged inside
the wheels. "We have designed a system made of a central energy production unit (the fuel cell)
and two or four peripheral energy usage units (the motors in the wheels)," explains Pierre Varenne.
"In between, there are only electric cables."
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MDI car
Periodicamente viene riproposta l’idea dell’auto non inquinante, ad esempio questa MDI francese
‘ad aria compressa’:
Non se n’è mai fatto nulla perché la ricarica dei tank a pressione richiede alcune ore, un tempo
intollerabilmente lungo, e la potenza di questi motori è comunque talmente bassa da rendere questa
vetturetta dal peso di 750 kg (con strutture di sicurezza attiva/passiva assai limitate, senza
condizionatore, etc) molto lenta (110 km/h max) e poco confortevoli. Ma soprattutto questo sistema
richiede comunque energia elettrica per ricaricare i tank, spostando quindi l’inquinamento a monte,
non riducendolo effettivamente
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
Produrre cibo inquina più che guidare un’automobile….
Let's get this straight. Exercising like a meth-addicted Richard Simmons and then stuffing your
face like Cookie Jarvis is none too good for the global atmosphere. "Eating less and driving to
save energy would be better," environmentalist Chris Goodall told the Times. His reasoning -sure to please couch potatoes everywhere -- is based on calculating the environmental cost of food
versus oil production. Surprisingly, it's the food that pollutes more.
According to Goodall, Author of "How to Live a Low Carbon Life" and a Green Party
parliamentary candidate in England, driving a typical UK car for three miles adds around 0.9 kg
of CO2 to the atmosphere, while walking the same distance uses about 180 calories, which you'd
need 100 grams of beef to replace. And that would result in 3.6kg of emissions, or four times as
much as driving. Damn forensic mathematics and the insufferable law of unintended
consequences.
(Da: ‘Times Online’)
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
Produrre cibo inquina più che guidare un’automobile….
L’autorevole New Scientist ci ricorda che produrre un chilogrammo di carne bovina ‘costa’ circa
36 chilogrammi di CO2, misurando le emissioni….della mucca stessa, e circa 169 megajoules
d’energia.
Sempre da ‘New Scientist’: “…on a cow-for-cow basis, carcass incineration of an average sized
beast comprising 18 per cent carbon may yield over 160 000 litres of carbon dioxide. This is
roughly equivalent to the amount produced through respiration by a single animal in a month….”
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LOHNER-PORSCHE (1899)
Il primo veicolo ibrido della storia, con motori elettrici in ogni ruota la cui rotazione passiva in caso
di frenata ricaricava la batteria, che era però normalmente alimentata da un motore a scoppio
appositamente installato. Il vantaggio era che il motore a scoppio, ruotando a velocità costante,
poteva ottimizzare potenze e consumi mentre le batterie rimanevano sempre ben cariche e potevano
alimentare senza problemi i quattro motori di questo veicolo (costruito su ordine di un gentiluomo
inglese, di Luton) che aveva trazione integrale e quattro ruote sterzanti…..108 anni fa!
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
Nel prossimo
futuro una
programmazione
intelligente
dell’uso delle
risorse
energetiche ci
permetterò di
continuare a
assaporare
momenti come
questi nel
massimo rispetto
della salute e
dell’ambiente.
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Inquinamento ambientale: le responsabilità dell’automobile
GRAZIE A TUTTI!
Lecco, 6 settembre 2007
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