MENSILE A CURA DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI BOLLATE. PUBBLICAZIONE A CARATTERE INTERNO. ANNO VI - NUMERO LXXV - OTTOBRE
Iඅ Cൺආආංඇඈ
උංඌඍංൺඇඈ
Come Preghi?
“Signore insegnaci a pregare” (Luca 11:1) è questa la meravigliosa richiesta
fatta dai discepoli a Gesù.
La Scrittura ci fa comprendere come nacque in loro questo nobile desiderio:
Gesù era stato in disparte a pregare e, quando ebbe finito, sembra quasi che i discepoli
fossero proprio li ad aspettarlo “ansiosi” di imparare dal loro maestro come dovevano
pregare.
Solo contemplando l’esempio di Gesù, che dava un’importanza centrale alla
preghiera, sentiremo anche noi nascere nel nostro cuore questo desiderio.
Dopo questa domanda Gesù, non indugia neanche un attimo e insegna loro una
preghiera conosciutissima: il Padre Nostro, che contiene insegnamenti profondi su come
pregare come si conviene.
Nella meditazione odierna però, non ci soffermeremo sul Padre Nostro, ma esamineremo brevemente sette insegnamenti dati da Gesù intorno alla preghiera durante il
suo Ministerio.
Istruzioni che sono molto spesso trascurati all’ombra del Padre Nostro, ma ci
illustrano diversi aspetti importanti sulla preghiera, che come veri discepoli di Gesù
vogliamo cogliere e fare nostri.
ALL’INTERNO...
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 Sඍඋඎൽංൺආඈ අൺ Pൺඋඈඅൺ
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Pਁਇ. 1, 6, 7, 8, 9, 10, 11
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Pਁਇ. 16
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 1
CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
Raduno Giovanile tenuto a Gallarate
Nella giornata di sabato 22 Settembre in occasione della visita del fratello Terry
Peretti e di sua moglie Marshall nella comunità di Gallarate si è tenuto un culto a cui
hanno partecipato gran parte dei giovani delle comunità limitrofe, compresa Bollate.
Il culto è stato presieduto dal fratello Franco Spina che, poco prima del messaggio, ha invitato la sorella Marshall a parlare della sua esperienza personale col Signore.
La sorella nacque in una famiglia cristiana la quale pregava assiduamente per
lei, ogni giorno, fin da quando era piccolina. Da giovanissima la sorella si arrese nelle
mani del Signore. Decise di servirlo con tutto il cuore e ben presto nacque in lei il desiderio di operare nel campo missionario. Abbandonò il suo paese di origine per spostarsi
in Italia sconvolgendo completamente ogni suo progetto di vita . “Perciò, ecco, io l’attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Osea 2.14).
Nel parlare, mentre ci osservava, la sorella disse che vedeva in noi un numeroso
esercito pronto a lavorare per l’opera del Signore “Il tuo popolo si offre volenteroso
quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a
te come rugiada” (Salmo 110:2,3).
Da qui l’invito della sorella Marshall ad arrenderci completamente alla volontà
del Signore. “Non conformatevi a questo mondo ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente affinché
conosciate per esperienza quale sia
la volontà di Dio, la buona, gradita e
perfetta volontà” (Romani 12.2) poiché “Io so i pensieri che medito per
voi, dice il Signore, pensieri non di
male ma di pace, per darvi un avvenire e una speranza. (Geremia
29.11).
Il messaggio della parola
del Signore è stato portato dal fratello Terry Peretti. E’ stato letto 1°
Samuele 17 e la predicazione si è
sviluppata intorno alla figura di Davide e Golia. Come cristiani che
hanno fiducia in Cristo come l’unica
via verso il cielo, la nostra battaglia
con i giganti della nostra vita si tradurrà in vittoria se ci aggrappiamo
per fede a Dio e alla Sua potenza.
Egli si preoccupa profondamente dei
suoi figli e vuole per loro solo il
meglio. Giacomo ci dice di considerare pura gioia quando incontriamo
le prove perché mettono alla prova la
nostra fede sviluppando pazienza e
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 2
CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
perseveranza (Giacomo 1:2-4).
La risposta di Davide a Golia fu la chiave di tutta la sua battaglia:
“Tu vieni a me con la spada, lo scudo ed il giavellotto, ma io vengo a te nel
nome del Signore”.
Golia era equipaggiato delle migliori armi militari (un’armatura di quasi 57
chili ed un giavellotto ove solo la punta ne pesava 7 kg) ma dovette tener testa ad un
ragazzo privo di qualsiasi protezione e forse indifeso dal punto di vista militare ma che
aveva imparato a non temere nulla poiché sapeva di aver accesso ad un’arma molto più
potente: il nome di Dio.
Egli parlò e agì per fede, una fede sincera e genuina.
Perfino quando Golia tuonò col suo vocione, Davide rispose nella fede: “Chi
crede di essere questo filisteo incirconciso?”. E quando Saul disse: ”Non sei che un ragazzino!” Davide rispose ancora con fede: ”Non si abbatta il vostro cuore, andrò e lo
sconfiggerò”. Ed ancora a Golia: ”Tu vieni a me con la spada e lo scudo ma io vengo a
te nel nome del Signore.
Quando agiamo secondo la nostra fede, riceviamo ciò di cui abbiamo bisogno,
perché la fede opera in questo modo. Non riceveremo mai una riserva di potenza da immagazzinare per poi renderci testimoni; ma se andremo a testimoniare avremo il potere
di farlo. La potenza arriva nel corso dell’azione.
Davide riportò a Saul la testa di Golia per dimostrare alla propria nazione ciò
che Dio aveva fatto per loro.
“Tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha
vinto il mondo: la nostra fede” (1 Giovanni 5:4).
Giuseppe Gallo
“Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca,
ma meditalo, giorno e notte;
abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto;
poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai.
Non te l'ho io comandato? Sii forte e coraggioso;
non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il Signore,
il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai”
Giosuè 1:8-9
IL CAMMINO CRISTIANO
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CRONACA INTERNAZIONALE...
a cura di Giuseppe & Valentina
Afghanistan:
lettera da un fratello in carcere
Vi pubblichiamo frammenti di
una lettera di un pastore afgano, in prigione a causa della sua fede. Said Musa,
questo il suo nome, è stato arrestato
dalle autorità afgane dopo che il canale
televisivo locale Noorin TV aveva mostrato immagini di una riunione di cristiani afgani durante la quale alcune
persone venivano battezzate. Said ha
lavorato per anni nell’International
Committee for the Red Crescent a Kabul, nel quale era impiegato nel settore
delle protesi agli arti superiori e inferiori (sono in molti ad aver perso o a perdere un arto a causa della guerra, delle
mine e/o bombe inesplose; lo stesso
Said ha una protesi alla gamba). Sposato con 6 figli, Said si è convertito al
cristianesimo 8 anni fa. Dal carcere ci
ha inviato varie lettere. La prima era
disarmante, poiché in essa ci segnalava
gli orrendi abusi e le violenze a cui era
sottoposto quotidianamente da parte
delle guardie e degli altri detenuti proprio a causa della sua fede (alcuni dettagli non sono pubblicabili, inoltre in certi momenti Said appariva così sconvolto da rendere incomprensibile ciò che descrive…); il tono disperato con cui supplicava aiuto era
straziante e una delle sue richieste era quella di fare il possibile perché venisse trasferito.
Gli avvocati che potenzialmente potevano prendersi carico del suo caso hanno
incontrato e incontrano ostacoli di tutti i tipi. Poi, in quello che per Said è stato un miracolo, lo hanno trasferito in un altro carcere, dove, a quanto pare, è meno vessato e discriminato: la lettera che abbiamo ricevuto dopo questo trasferimento era ricolma di gratitudine nei confronti di Dio e si dichiarava totalmente convinto che il piano di Dio per l’Afghanistan e per la sua vita sarebbe stato compiuto appieno.
Eccovi la trascrizione di alcune parti dell’ultima lettera (anche in questo caso,
siamo stati costretti ad omettere alcune parti per problemi di sicurezza):
Ciao a tutti, miei amati fratelli e sorelle in Cristo, afgani e stranieri, sono in prigione a
causa della nostra fede. Provo una grande gioia a motivo del mio Signore Gesù. Fratelli
e sorelle, ricordatevi dei discepoli del Signore. Loro sono stati perseguitati, dati in pasto
ai leoni, sbattuti in carcere e messi a morte. Erano ricolmi di gioia, perché avevano uno
scopo: il loro scopo era la vita eterna, umiliando se stessi e chinando il capo per servire
IL CAMMINO CRISTIANO
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CRONACA INTERNAZIONALE...
a cura di Giuseppe & Valentina
il nostro Signore Gesù. Io sono il peggiore dei peccatori, ma il sangue del Figlio di Dio
ora mi ha lavato. Oggi sono un figlio di Dio: quale grande gioia e felicità è questa per
me! Ho una richiesta per tutti voi: per favore resistete alla persecuzione pazientemente e
rimanete in Lui fino alla fine, obbedendo ai Suoi comandamenti e credendo in Cristo
Gesù quale vostro personale Salvatore. Per favore portate frutto; se non portate frutto,
non siete nulla, come un albero seccato. Per favore annunciate il Vangelo ad altri e predicate la Buona Novella alle persone e soprattutto continuate a pregare, non mollate.
Ora sono pronto a dare tutto a Dio, la mia vita, la mia famiglia e i miei beni e a
resistere nella persecuzione. Giorno e notte prego e piango per questo, o mio Signore,
voglio far conoscere il Tuo nome in Afghanistan. Io desidero costruire la tua chiesa in
Afghanistan… Questo è il mio proposito ed è questo che chiedo al mio Signore.
Per favore, per favore non smettete di pregare… noi siamo soldati di Cristo, siamo luce in un mondo di tenebre. Per favore non abbiate paura di questo, non abbiate
paura degli esseri umani. Il Signore è con noi… Qual è il senso della vita senza Cristo,
in questo mondo e in quello futuro?…
Concludendo, la grazia, la pace, la gloria, l’onore e la saggezza, la gratitudine e la potenza e la forza siano con voi per sempre da parte di Dio Padre, attraverso Gesù Cristo
il Salvatore, amen.
L’ultimo dei vostri fratelli in fede,
Said Musa
Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe,
colui che ti ha formato, o Israele!
Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!
Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi,
essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato
e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio,
il Santo d'Israele, il tuo salvatore...
...Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo...
...Non temere, perché io sono con te…
Isaia 43:1-5
IL CAMMINO CRISTIANO
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
L’importanza della preghiera privata e personale
“ma tu, quando preghi , entra nella tua cameretta e, chiusa la porta rivolgi la
preghiera al padre tuo che è nel segreto; e il padre tuo che vede nel segreto te ne darà
la ricompensa”. (Matteo 6:6)
Gesù dà questo importante insegnamento dopo aver parlato degli ipocriti, che
invece amavano e praticavano soltanto la preghiera pubblica per essere visti dagli altri. E
per questo pregavano nelle sinagoghe e nelle piazze, luoghi che potevano placare la loro
sete di protagonismo.
Gesù disse che questo era il solo premio che potevano raggiungere, l’ammirazione degli uomini.
In questo frangente Egli stava parlando a migliaia di persone, mentre predicava
il famoso sermone sul monte, ma usa il tu, un pronome personale espresso alla seconda
persona singolare, volendo così sottolineare l’importanza della preghiera personale, che
ogni discepolo del Signore è chiamato a praticare.
Il Maestro fa un esempio pratico e invita coloro che lo ascoltavano a entrare
nella loro cameretta, a chiudere la porta e a rivolgersi al Padre in preghiera. È bello notare come Gesù è esaustivo nella spiegazione, non tralasciando neanche i passaggi più
“elementari”; doveva essere una preghiera personale e privata, e quindi bisognava che
ognuno la praticasse a casa sua, nella propria stanza, per godere momenti di intimità col
Signore ed evitare le distrazioni, perciò la porta doveva essere chiusa.
Riusciamo così ad apprendere dall’insegnamento di Gesù l’importanza di avere
una preghiera personale e intima col Signore, sapendo che il Padre nostro è li , vede e
sente nel segreto della nostra cameretta, e c’è ne darà la ricompensa.
Notiamo, inoltre, la differenza di ricompensa tra coloro che pregavano per
essere visti dagli uomini e quelli
che accettano l’invito di Gesù di
pregare guardando al Padre. I primi
ricevono come premio l’approvazione degli uomini che è effimera,
gli altri hanno la ricompensa di Dio
che è stabile e soddisfacente.
Non trascuriamo dunque la
preghiera privata, un incontro personale e quotidiano col nostro Padre Celeste, da praticarsi lontano
da tutti per poter dire a Dio ciò che
forse non riusciamo a dire neanche
alle persone più care, sapendo che
Egli ci comprende.
L’importanza delle poche parole
“Nel pregare non usate troppe
parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il
gran numero delle loro parole.
Non fate dunque come loro , poiIL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 6
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
ché il Padre vostro che è nei cieli sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate”. (Matteo 6:7)
Questo è un altro passaggio importante riguardo all’insegnamento dato da Gesù
sulla preghiera e sembra riguardare più da vicino non la preghiera privata ma quella pubblica. Notiamo infatti, che Gesù usa il pronome personale voi, quindi non più al singolare ma al plurale. Nella preghiera non bisogna usare tante parole, come fanno i pagani che
hanno una convinzione sbagliata: pensano di essere esauditi per le parole che dicono.
Questo è un pericolo che corriamo tutti!
Nelle chiese molto spesso ci sono i cosiddetti “professionisti della preghiera”,
uomini e donne che sanno usare tante belle parole, e che per questo vengono chiamati ad
innalzare preghiere in occasioni particolari.
Gesù ci insegna ad usare poche parole non pensando che sono queste ultime o la
durata delle nostre preghiere a muovere il braccio del Signore, ma l’atteggiamento di
fiducia di riverenza e di amore col quale ci accostiamo a
Lui confidando nella
Sua meravigliosa grazia.
Questo insegnamento, oltre a far riflettere ciascuno di noi, servirà certamente ad incoraggiare coloro
che non si sentono “bravi a pregare”, perché non sono
abili con le parole a non temere di pregare in pubblico sapendo che il Padre che è nei cieli non guarda alla moltitudine
o alla bellezza delle parole, ma al loro cuore e conosce alla perfezione i loro bisogni.
Non c’è bisogno allora di aver paura di non essere compresi perché Dio ci capisce, ricordiamoci che anche nella preghiera
pubblica è a Dio che eleviamo la nostra voce e non agli uomini,
quindi non temiamo di usare le semplici parole che in quel momento
vengono dal nostro cuore.
L’importanza dell’umiltà, di non sentirsi giusti
e di non disprezzare il prossimo (Luca 18:9-14)
Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e
disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e
l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: "O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come
questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello
che possiedo". Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli
occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!" Io
vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque
s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».
Gesù conclude la parabola con queste parole: chi si innalza sarà abbassato, ma
chi si abbassa sarà innalzato.
Il maestro racconta di due uomini che salirono al tempio per pregare, uno era un
religioso del tempo (il fariseo), uno un esattore delle tasse (il pubblicano).
I due si presentano a Dio con un atteggiamento diametralmente opposto: il fariseo con orgoglio, pieno di sé e della sua apparente giustizia, elenca davanti a Dio le cose
che fa e il suo modo di essere a suo parere irreprensibile.
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IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 7
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
Il pubblicano prega con umiltà, conscio di avere peccato e di avere offeso in
questo modo la santità di Dio, al quale stava rivolgendo la sua preghiera.
Il primo non chiede perdono, il secondo lo fa battendosi il petto, il primo disprezza il prossimo, il secondo si concentra sulla propria vita anziché giudicare quella
degli altri. Gesù disse che il pubblicano tornò a casa giustificato dandoci un grande insegnamento, quando preghiamo facciamolo in modo umile non dimenticandoci mai di essere davanti a colui che conosce la nostra vita di dentro e di fuori.
Ogni volta che preghiamo abbiamo bisogno di dire a Dio: “abbi pietà di me
peccatore”, non importa qual è il nostro ruolo nella società e nella chiesa, ma davanti a
Dio vogliamo presentarci con umiltà sapendo che il Signore resiste ai superbi e dà grazia
agli umili.
Qualcuno leggendo questa parte potrebbe dire: questo non è per me!
Ma se questo pensiero si insinua nel cuore c’è il rischio di imbattersi nella stessa situazione del fariseo, che riteneva di essere giusto, o quantomeno si sentiva migliore
di quel pubblicano che era salito al tempio insieme a lui.
Facciamo nostro l’insegnamento di Gesù e quando preghiamo non andiamo a
Dio “alzando la cresta”, a petto in fuori e ancora peggio disprezzando gli altri, il loro
modo d’essere e magari il loro modo di pregare.
Ma presentiamoci al Signore umili, battendoci il petto con un sentimento di
intima prostrazione e d’umiliazione, anche a testa bassa, se necessario, sapendo che Egli
perdonandoci la rialzerà.
L’importanza della perseveranza (Luca 18:1-5)
Propose loro ancora questa parabola per mostrare che dovevano pregare
sempre e non stancarsi: «In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e
non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da
lui e diceva: "Rendimi giustizia sul mio avversario". Egli per qualche tempo non volle
farlo; ma poi disse fra sé: "Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno,
pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché,
venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa"».
Il primo verso ci spiega perché questo insegnamento è così importante. Gesù
infatti, racconta un’intera parabola per mostrare ai suoi uditori di allora e a tutti noi oggi,
che bisogna pregare senza stancarsi, pregare con perseveranza.
E per farlo sceglie un personaggio semplice come quello di una vedova, che
rimasta sola per la dipartita di suo marito e avendo un avversario che le dava noia, decide di rivolgersi a un giudice famoso per la sua cattiveria.
Gesù mette in evidenza come la perseveranza della donna fu la chiave per ottenere quello che desiderava. E così è nella preghiera, Dio desidera un popolo che impari
ad insistere presso il trono della grazia affinché riceva, non vuole uomini arresi ai primi
apparenti “fallimenti”, piegati alle prime difficoltà. Ma uomini e donne che, come dice la
Scrittura, cercano finché non trovano, bussano finché vedono la porta aperta, chiedono
fino a quando avranno risposta.
Non facendolo come una tantum, ma con perseveranza, quasi con ostinazione,
come una semplice vedova che a furia di insistere ottiene risposta da un giudice iniquo.
Gesù vuole spronare i suoi a chiedere con perseveranza, perché se un giudice
malvagio ha concesso grazia, quanto più Dio renderà giustizia ai suoi eletti che giorno e
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 8
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
notte gridano a Lui?
L’importanza del perdono (Marco 11:25)
“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate;
affinché il Padre vostro, che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe”.
Gesù dà un insegnamento importantissimo, il perdono che noi concediamo agli
uomini è “direttamente proporzionale” a quello che il Padre nostro ci concede, quando
andiamo a Lui.
Anche in questo caso si parla di preghiera, Gesù avvisava coloro che avevano
qualcosa con contro qualcuno, un cattivo sentimento, uno strascico dato da qualche incomprensione, a perdonare in modo da essere perdonati da Dio.
È chiaro dall’insegnamento del Maestro che coloro che non perdonano il loro
prossimo, non saranno perdonati da Dio.
Nel sermone sul monte (Mt 5:23-24) ,Gesù dice che prima di donare la propria
offerta a Dio, è necessario riconciliarsi col proprio prossimo con il quale c’è stato qualche motivo di incomprensione. È fondamentale quindi perdonare per essere perdonati, il
credente deve poter dire sinceramente: “rimetti i miei debiti come io li rimetto ai mie
debitori” in questo modo sentirà
scendere nella sua vita il perdono
di Dio.
L’importanza
della
(Matteo 21:22)
fede
“Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete
fede, le otterrete”.
Questo verso è meraviglioso, Gesù promette che tutte le
cose chieste in preghiera possono
essere ottenute, ma c’è un se, una
condizione che deve essere soddisfatta, c’è bisogno della fede.
La fede è basilare anche
nella preghiera, chiunque si accosta a Dio deve credere che Egli è,
e che ricompensa coloro lo cercano (Ebrei 11:6).
La Bibbia ci mostra diversi personaggi che hanno avuto fede e per questo hanno
ricevuto da Dio: la donna cananea, il centurione, i due ciechi. Tutti hanno pregato in
modo semplice forse, ma con la fiducia che Dio era potente ad esaudire la loro preghiera.
Nella preghiera ci vuole fede, Gesù non dice di usare una formula particolare, di
seguire degli orari determinati, di frequentare luoghi speciali, di fare pellegrinaggi, ma di
avere semplicemente fede.
È bello sapere che nella preghiera possiamo chiedere come i Continua a Pag.10
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 9
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
discepoli: “Signore aumentaci la fede”, perché vogliamo ottenere le cose che chiediamo
secondo la volontà di Dio.
L’importanza del nome di Gesù (Giovanni
16:23)
“In verità, in verità vi dico che qualsiasi
cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve
la darà.”
Gesù, poco prima di morire, lascia ai suoi
discepoli e a noi un altro grande insegnamento sulla
preghiera. Egli chiede ai suoi di “usare” il Suo nome quando essi si rivolgono al Padre, questo è un
grande previlegio che spesso sottovalutiamo.
A ciascuno di noi sarà capitato di andare
da qualcuno, mandato da un altro che conosceva
bene quella persona. “Mi manda…..” così abbiamo
detto! Questo ci metteva, davanti a quello sconosciuto, in una posizione di familiarità, per merito di
colui che ci aveva mandato.
Bene, pregare nel nome di Gesù significa
proprio questo, quando andiamo al Padre possiamo
farlo nel nome di Cristo Gesù, è Lui che ci manda,
è Lui che merita, Lui che garantisce per noi, Lui
che è morto e che è risuscitato.
Non possiamo andare a Dio nel nostro
nome, a nome di una chiesa, di un pastore, di un
profeta ma a nome di Colui che ha dato la Sua vita
per noi sulla croce, Gesù Cristo il Signore.
Ricordiamo questo insegnamento, quando preghiamo, tutte le preghiera devono
iniziare o finire nel nome di Gesù, questa per qualcuno può essere solo una forma, ma
per coloro che credono è un privilegio, una garanzia, un onore, oltre che un segno di
ubbidienza al Signore.
Andare al Padre con fede nel nome di Gesù, ci garantisce che qualunque cosa
domanderemo ci verrà concessa.
Come preghi?
Guardandoci intorno vediamo che ognuno lo fa a suo modo, secondo insegnamenti ricevuti da uomini, da religioni o da convinzioni del tutto personali. Noi invece
vogliamo pregare secondo l’insegnamento di Gesù nostro maestro e Signore; dai importanza alla preghiera personale, praticala ritagliandoti un tempo, chiudi la porta della tua
stanza e prega il Signore, sapendo che Lui che vede nel segreto te ne darà la ricompensa.
Non credere che sia la moltitudine delle parole o la loro bellezza a farti avere
l’esaudimento o l’approvazione di Dio, ma rivolgiti a Dio con le parole che Egli ti mette
in cuore confidando nell’aiuto dello Spirito Santo.
Prega con umiltà, davanti a colui che è L’alto, l’eccelso, il Santo e non guardare
gli altri, lascia che lo faccia il Signore che sicuramente vede meglio di te.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 10
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
Prega con perseveranza, a volte è proprio questa caratteristica che manca alla
cristianità del XXI secolo abituata ad avere tutto e subito.
Prega e perdona, le due cose devono andare assieme, Colui al quale tu elevi la
tua preghiera ti ha perdonato non guardando a quanto male tu hai fatto, fai tu la stessa
cosa col tuo prossimo. Prega con fede, senza la quale non puoi vedere risposta, prega nel
nome di Gesù, che è alla destra del Padre al quale stai elevando la voce con l’aiuto dello
Spirito Santo.
Luciano Di Marco
Perle Antiche...
“Spesso, ho imparato di più in un’ora
di preghiera che in svariate ore
di lettura e riflessione”
Martin Lutero
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 11
LO SAI CHE...
a cura di Mattia
Lo sai che?
“Lo sai che?” nasce come una breve rubrica il cui intento
è quello di rispondere ad alcuni dubbi e curiosità, che talvolta
possono nascere spontaneamente durante la lettura della Bibbia.
Abbiamo deciso, quindi, di investigare la Parola di Dio attraverso la lente delle fonti storiche, le quali ci aiutano ad arricchire la
nostra conoscenza della Bibbia e possono contribuire a confutare alcuni dei luoghi comuni che si sono formati attorno a quegli
argomenti che vengono dati per scontato, nonostante la loro
erroneità o falsità.
Mattia Bertaggia
Lo sai che… la data di nascita di Gesù, che erroneamente viene fatta coincidere con l’anno 0 del calendario Gregoriano (il calendario più adottato nel mondo), si aggirerebbe negli anni 7-6 a. C. e ciò sarebbe
confermato dai dati storici che ci vengono forniti dalla
Bibbia, ovvero che Egli nacque negli ultimi anni di
Erode il Grande (73 a. C. – 4 a. C. ca.) in qualità di governatore della
Giudea. Per quanto riguarda il giorno di nascita, è risaputo che la scelta
del 25 dicembre, da parte della Chiesa cattolica, è puramente legata
alla sostituzione della festività pagana del “Dies Natalis Solis Invicti”.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 12
SPIGOLATURE...
a cura di Samuele D.
La Preghiera
“...perché non sappiamo pregare come si conviene...”.
(Romani 8:26)
La preghiera funziona un po’ come il numero
telefonico “118” che chiamiamo per le emergenze.
L’unica cosa da fare è digitare quel riferimento e,
all’istante saremo connessi a un esperto operatore
preparato a mantenere la calma nelle situazioni più
gravi e in grado di prendere contatto con il servizio
d’emergenza necessario per inviare immediatamente
i soccorsi. Forse non sapremo spiegare lucidamente il
nostro problema. Magari un nostro caro ha appena
subito un infarto e ci sentiamo così frastornati da non
saper cosa fare, se non gridare all’apparecchio, invocando aiuto. Non preoccuparti!
L’operatore non ha bisogno di conoscere i dettagli: sa, perfettamente, da dove stai chiamando e ti
rassicura sull’arrivo dei soccorsi. Alle volte, attraversiamo momenti di così profonda disperazione e
indicibile dolore, da costringerci a fare queste preghiere stile “118”. Siamo talmente sopraffatti
che ,talvolta, non sappiamo neppure quali parole usare. Dio, però sente il nostro grido; conosce il nostro
nome e la nostra situazione e ha già provveduto ad
inviare il Suo aiuto. Egli è già all’opera. “Allo stesso
modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra
debolezza, perché non sappiamo pregare come si
conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri
ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il
desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i
santi secondo il volere di Dio. Or sappiamo che tutte
le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i
quali sono chiamati secondo il suo disegno” (v.2628).
Un giorno, predicando sull’intercessione, John
Bunyan disse: “In preghiera è meglio avere un cuore
senza parole, piuttosto che parole senza un cuore”.
Tratto dal trimestrale “Gocce dal Cielo” (23-09-2012)
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 13
LINEAMENTI DOTTRINALI
a cura di Luciano
Il Battesimo
Celebriamo il battesimo in acqua per immersione, nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito Santo, per coloro che fanno professione della propria fede nel Signore
Gesù Cristo come loro personale Salvatore"
(Matteo 28:18, 19; Atti 2:38; 8:12)
Il culto della Chiesa dell'era apostolica, secondo quanto appare nel Nuovo Testamento, non seguiva uno schema liturgico formale e rigido, ma esso consisteva nel
canto comunitario, nella preghiera spontanea, nella lettura delle Sacre Scritture, nella
predicazione della Parola, con testimonianze, esercizio dei carismi dello Spirito Santo e
raccolta delle offerte per l'aiuto da offrire ai bisognosi e per sostenere la diffusione del
messaggio cristiano. Nell'ambito della celebrazione del culto a Dio "in ispirito e verità",
venivano amministrati i due ordinamenti lasciati direttamente da Cristo agli apostoli: "il
battesimo in acqua" per immersione e la "cena del Signore". Questi due ordinamenti
sono rispettivamente, la testimonianza dell'opera che Cristo compie nel credente che
pone in Lui tutta la sua fiducia e il ricordo della morte del Signore celebrato con gratitudine. Il battesimo, secondo la Sacra Scrittura, consiste in una sola immersione totale del
credente che si è ravveduto dei propri peccati ed ha accettato Cristo come personale Salvatore e Signore, dichiarandosi disposto a camminare con Lui in "novità di vita" .
Il battesimo è amministrato secondo la formula stabilita da Cristo stesso quando
disse ai Suoi discepoli: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel
nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d'osservare tutte
quante le cose che io v'ho comandato" . Tutti i riferimenti che si trovano nel Libro degli
Atti degli Apostoli, riguardanti il "battesimo nel nome di Gesù Cristo" , non si riferiscono alla formula battesimale, ma unicamente all'accettazione del battesimo come è stato
istituito da Gesù e amministrato in ubbidienza al Suo ordine.
Il battesimo in acqua è una testimonianza simbolica dell'unione del credente con
Dio, come evidenza del ravvedimento manifestato e della nuova nascita sperimentata per
la fede in Cristo, secondo l'Evangelo.
Tratto dall’ opuscolo
“Lineamenti Dottrinali” Adi Media
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 14
IMPARIAMO GIOCANDO...
a cura di Mango E.
Scegli la risposta giusta...
1) Qual’era l’altro nome di Paolo?
Saulo
Gionathan
Luca
2) Dove nacque Paolo?
Ad Antiochia
A Listra
A Tarso di Cilicia
3) Su quale via si trovava Paolo quando Gesù gli apparve per convertirlo
all’ Evangelo?
Sulla via che mena a Damasco
Sulla via che scende sa Gerusalemme a Gaza
Sulla via di Efrata
4) Che cosa stava andando a fare Paolo quando gli apparve Gesù per convertirlo
all’ Evangelo?
Stava andando a perseguitare i santi
Stava andando a lavorare
Stava andando a trovare un suo parente
5) Per quanti giorni Paolo rimase senza vedere per il fulgore della luce che vide
quando gli apparve Gesù?
4
2
3
6) Quanti anni aveva Giosuè quando morì?
140
130
110
7) Dove fu seppellito Giosuè?
Hebron
Gerusalemme
Timnat-Serah
1;A; 2.B; 3.A; 4.A; 5.C; 6.C; 7.B.
Soluzioni:
IL CAMMINO CRISTIANO
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BACHECA APPUNTAMENTI...
A cura di Samuele D.
Ottobre 2012
Evangelizzaz
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Sabato 06 DELLE SORELLE
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Redazione: Bertaggia Samuele; Bertaggia Mattia; Di Marco Luciano; Di Nunno Samuele;
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Hanno collaborato:
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