POSTE ITALIANE S.p.A. Tassa pagata Pubblicità diretta non indirizzata DRT/DCB/VI/185/03/SC del. 19/11/2003 Azienda Mettersi in lista: diminuiscono le attese Ospedale Pronto soocorso: un servizio strategico Territorio Pediatri ediatri nel territorio Prevenzione Giornata mondiale del rene Alle famiglie Nuovo mammografo digitale n. 2 anno 2006 Strani personaggi dal naso rosso clown e cabarettisti all’insegna della solidarietà per i bambini malati Ulss 5 Notizie periodico d’informazione dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino numero 2 anno 2006 2 aprile 2006 2006. Anche quest’anno i clown volontari della Federazione VIP Viviamo In Positivo - Onlus sono scesi in 34 piazze italiane per promuovere la “Missione della Gioia” con stand, spettacoli, intrattenimenti, tanta allegria e colore. Un’iniziativa denominata “Giornata del naso rosso” rosso e tesa a raccogliere fondi per gli ospedali italiani serviti dai volontari clown di corsia e per due progetti rivolti al disagio minorile. Il gruppo Vip Clown di Vicenza ha cercato quest’anno di colorare e riempire di sorrisi Piazza dei Signori a Vicenza, ma la “Giornata del naso rosso” è iniziata ad Arzignano con qualche giorno di anticipo: le offerte raccolte il 30 marzo all’ingresso dell’ospedale hanno permesso di acquistare un televisore LCD e due DVD destinati al reparto di pediatria. «La partecipazione è stata fantastica - racconta uno dei protagonisti - la gente ci ha accolto con entusiasmo, interesse e stupore. Alcuni non sapevano della nostra esistenza ma con colori, sorrisi e palloncini hanno conosciuto una realtà nuova nel nostro ospedale». Una decina di clown del gruppo Vip Vicenza è presente ad Arzignano da , o ss il mio naso ro r e p , ben tre anni e fa servizio il e m i d i i, Sorrid buffi palloncin i ie m giovedì dalle 19 alle 21 nei i e d e e sorridi di m n me, co re reparti di pediatria, ginee id rr so ti ritrovi a fferenza so la cologia, neurologia e chio rs e iv d modo . o tt rurgia generale. le ad osservare in o st e u e in q Il servizio del gruppo Vip che ti costring i, h cc o ndo agli Clown di Vicenza conti, a Mi guardi in fo im n rriva fino all’a a e ch nua e dà appuntameno rd a u uno sg e non ho. ch e st o to nel 2007 per la terza sp ri i d mi chie cuore, io m il Giornata del naso rosso. re ri p a Posso solo e e im Sorrisi a tutti! cr la e tu le IP La poesia di V raccogliere un abbraccio, in e rl a rm o sf a te. tr rosso solo per , so a n n u in , in un sorriso 2 Silvia Mussolin DIRETTORE Daniela Carraro DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Carlotti REDAZIONE Direzione Generale e Ufficio Relazioni con il Pubblico Azienda Ulss 5 via Trento, 4 36071 Arzignano (VI) tel. 0444 479580 www.ulss5.it e-mail: [email protected] RACCOLTA PUBBLICITARIA Meneghini&Associati Srl viale Trento, 56 36100 Vicenza GRAFICA Raffaello Galiotto STAMPA Tipografia Rumor via dell’Economia, 117 36100 Vicenza Consegnato in tipografia agosto 2006 Autorizzazione del Tribunale di Vicenza n. 669 del 21.12.1989 tiratura 69.000 copie distribuzione gratuita Si ringraziano gli autori degli articoli: Venceslao Ambrosini, Fabio Armellini, Enrico Bottona, Claudio Busana, Francesco Cappellari, Francesca Concato, Livio Dalla Verde, Giovanni Dal Maso, Ennio De Dominicis, Patrizia Draghicchio, Adolfo Fiorio, Marcello Giachetti, Giordano Guizzardi, Cecilia Isatto, Lorenzo Magrin, Pietro Mainente, Domenico Mantoan, Cecilia Miotello, Silvia Mussolin, Cristina Oliani, Antonella Pinzauti, Piera Pozza, Claudio Ronco, Marisa Sbicego, Franca Silvestri, Giuseppe Zordan. agosto 2006 Editoriale Azienda Lettera del Direttore Generale Daniela Carraro Logo per il Comitato Pari Opportunità Mettersi in lista: diminuiscono le attese 2° concorso qualità anno 2006 Liste d’attesa: le indicazioni della Regione 4 4 5 5 6 Ospedale Lo scompenso cardiaco 9 Prevenzione alle malattie tiroidee 10 Laboratorio Analisi... ma quanto mi costi? 10 Qualità del servizio 10 Le epatopatie croniche 11 Nuove frontiere dell’oncologia 12 La psichiatria nell’ospedale generale 12 La gestione della Trombosi Venosa 13 Nuovo mammografo digitale 14 Pronto soccorso: un servizio strategico 15 Territorio Si accorcia la strada per la radioterapia La Risorsa Corso di formazione Parent Training Educazione alla salute Identità e culture straniere Turni farmacie Pediatri nel territorio Prevenzione Skin Cancer Day Pace, integrazione e dialogo Infortuni agli occhi Giornata Nazionale del Malato Oncologico Giornata mondiale del rene agosto 2006 16 16 17 18 19 20 21 23 28 28 29 29 30 C are lettrici, cari lettori con il secondo numero della rivista dell’Ulss nel 2006 abbiamo voluto, oltre a dare un resoconto il più possibile fedele dei principali “avvenimenti” dell’Ulss negli ultimi tre mesi, concentrare l’attenzione su tre temi che - lo sappiamo - sono al centro dell’attenzione dei cittadini: LISTE D’ATTESA - PRONTO SOCCORSO - PEDIATRIA. Sono tre temi che per la complessità, il fatto che interessano molteplici servizi (quindi sono multidisciplinari) e per il livello di “emotività” che - a ragione - suscitano quando si trattano, riteniamo meritino una trattazione approfondita, per cercare di fornire alla popolazione quelle informazioni che sono indispensabili per conoscere cosa offre l’Ulss 5 e, non meno importante, come approcciarsi ai servizi della Ulss. Sulle LISTE D’ATTESA non si improvvisa nulla: il lavoro, ben fatto, parte dalla indicazione della urgenza della prestazione richiesta avviata dall’Ulss 5 nel 2002, grazie alla collaborazione tra l’Ospedale (con l’organizzazione degli ambulatori) e Il Direttore Generale della medicina generale (con l’indicazione Daniela Carraro del grado di urgenza nella ricetta). Il lavoro è proseguito ed ha avuto un’accelerazione tra l’estate del 2005 e l’estate del 2006: vedrete nell’articolo il risultato di questo lavoro di équipe. Si è trattato, infatti, della messa a frutto della collaborazione tra Ospedale, con gli specialisti e la Medicina Generale, con il Distretto Socio Sanitario. Hanno lavorato insieme e questo è già un risultato utile per i cittadini/ pazienti. Il resto lo leggerete nelle pagine dedicate all’argomento. Nell’articolo sul PRONTO SOCCORSO si potranno conoscere i progetti, gli obiettivi e le azioni intraprese per migliorare il servizio. Molto del lavoro attinente un miglior uso del Pronto Soccorso coinvolgerà però anche la medicina di famiglia. Sulla PEDIATRIA presentiamo l’accordo con i pediatri di libera scelta e la loro Carta dei Servizi: famiglie e bambini più informati sui servizi loro dedicati per usufruire appieno delle possibilità offerte dalla normativa italiana. Per finire una precisazione: presentando il lavoro fatto non vogliamo incensarci, e neanche crediamo di essere arrivati al traguardo. Vogliamo, in sostanza, condividere il percorso intrapreso. Cordialmente. É possibile proporre al Comitato di redazione la trattazione di argomenti che maggiormente interessano. Per poterlo fare basta inviare all’Ufficio Relazioni con il Pubblico una breve descrizione dell’argomento con il proprio nominativo e recapito. Ufficio Relazioni con il Pubblico Via Trento, 4 36071 Arzignano (VI) tel. 0444 479580 fax 0444 479615 e-mail: [email protected] 3 Azienda Lettera del Direttore Generale Daniela Carraro a tutti i dipendenti e collaboratori, 2 maggio 2006 C on riferimento ad articoli pubblicati dalla stampa locale con ampio risalto, esprimo a tutti Loro la mia sincera preoccupazione che questi eventi possano ingenerare sfiducia e demotivazione in tutti i medici che operano con professionalità e umanità all’interno delle strutture dell’Ulss 5 e che anche da parte dei pazienti possa sorgere un sentimento di sfiducia e disistima verso l’Ulss 5 nel suo complesso. Resta indubitabile che singoli comportamenti e singoli eventi sono già all’attenzione delle Istituzioni competenti, sia per gli aspetti deontologici che per altri eventuali profili di responsabilità. In questo momento sento la necessità di rappresentare a tutti gli operatori dell’Ulss 5 la convinzione profonda che il lavoro che state svolgendo è di qualità, che l’umanizzazione e il rispetto umano per Voi sono imperativi di vita prima ancora che scelte professionali. Esprimo a tutti gli operatori la profonda fiducia che ho in tutte le persone oneste, competenti, professionali e umane che compongono la grande “squadra” dell’Ulss 5 e mi rendo garante delle loro qualità umane e professionali anche davanti alla collettività esterna e ai pazienti attuali e futuri. È il momento di rendersi ancora più saldi nelle proprie convinzioni e di essere coerenti con esse: sono convinta che il patrimonio di questa Ulss non sarà disperso da singoli episodi in totale dissonanza con il Vostro comportamento abituale e quotidiano. Invito ciascun componente il Collegio di Direzione a voler dare la massima diffusione della presente nota a tutto il personale delle strutture afferenti, insieme al mio personale cordiale saluto e augurio di buon lavoro. Daniela Carraro Logo per il Comitato Pari Opportunità gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Lonigo si aggiudicano il concorso I Logo adottato dal Comitato 4 l logo per il Comitato Pari Opportunità (CPO) è nato dalle idee degli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “Trentin” di Lonigo, indirizzo Biologico, classe IIA. Degne di nota, anche un’idea proveniente dalla medesima classe e un terzo logo presentato dal Liceo Scientifico di Arzignano. Questi lavori sono frutto del Concorso a premi “Crea tu il logo” proposto nell’ambito degli interventi per l’Educazione alla Salute nella Scuola ed ideato dal CPO. Hanno aderito un Liceo Classico, un Liceo Scientifico ed un ITAS, presentando più di trenta opere che sono state selezionate da un’apposita commissione con i seguenti criteri: inerenza al tema, originalità, riproducibilità, immediatezza, numero di alunni coinvolti, interdisciplinarietà. Le proposte dell’ITAS sono risultate le più rispondenti alle richieste del Comitato, anche se tutti gli elaborati sono interessanti e tutte le classi meritevoli; la ricchezza di contenuti evidenzia un intenso lavoro di preparazione da parte degli insegnanti e di discussione fra gli studenti stessi. L’Ulss 5 si ripropone comunque di dare visibilità a tutti gli elaborati. Il Concorso si è concluso con una breve cerimonia e la consegna del premio alla classe vincente, alla presenza del Dirigente Scolastico, prof. Rossetto e delle Docenti Anni, Gleria e Grillone che hanno seguito la formazione degli studenti. Sono intervenuti il Direttore Generale Avv. Daniela Carraro, la Presidente del CPO Dr.ssa Draghicchio, il Dr. Ambrosini, Resp. del Servizio Materno-Infantile, con il supporto informatico del Tecnico Serafini. Perfettamente in tema anche la presenza del nuovo Sindaco di Lonigo Prof. Marchetto, proveniente da una lista elettorale con una nutrita rappresentanza femminile. Patrizia Draghicchio agosto 2006 Azienda Mettersi in lista: diminuiscono le attese un vademecum per richiedere visite mediche Cos’é una lista d’attesa? É una lista di pazienti che necessitano di una prestazione sanitaria giudicata “non urgente”, sia essa ambulatoriale o di ricovero. Non esiste un’unica lista per tutti i pazienti: essi sono suddivisi a seconda della gravità o della tipologia di prestazione. Le Ulss garantiscono i tempi massimi d’attesa regionali almeno in un punto di erogazione (lo specialista sarà quello disponibile in quel giorno ed ora). Cos’é il tempo di attesa? É il tempo intercorso tra il giorno in cui viene prenotata la prestazione e il giorno in cui questa viene effettuata. Quale é un ragionevole tempo d’attesa? Non esiste in assoluto un ragionevole tempo di attesa. Esso dipende da vari fattori, tra cui le condizioni del paziente, la disponibilità delle apparecchiature e la tipologia della prestazione. Come funziona la lista d’attesa? Le liste sono organizzate per fasce di priorità che la Regione Veneto ha definito in 3 livelli: attesa breve (entro 10 giorni), attesa differibile (visite entro 30 giorni, prestazioni entro 60 giorni), attesa programmabile (fino a 180 giorni). Cosa può scegliere il paziente? Al cittadino viene comunicata la prima data utile in base alla priorità. Se il paziente chiede la sede più comoda può essere necessario aspettare più tempo. Si può scegliere uno specifico medico solo se di libera professione. Riduciamo l’attesa Gli ambulatori protetti Vengono calendarizzate le prestazioni richieste da persone affette da malattie croniche, da patologie che richiedono sorveglianza o necessitano di finestre puntuali di controllo. Screening Le attività di screening coinvolgono, con esami gratuiti e specifici, le fasce di popolazione più a rischio. Nell’Ulss 5 sono in corso screening per la prevenzione del tumore alla mammella, al colon e al collo dell’utero. La prioritarizzazione Ogni prescrizione ha una priorità, definita in base al grado di necessità clinica e rischio per il paziente. Il medico di famiglia É il primo gradino del Sistema Sanitario Nazionale. Lui conosce la storia clinica di ogni paziente e, assieme ai medici specialisti, valuta l’urgenza, la gravità dell’intervento o la necessità di prevenzione. La collaborazione dei cittadini Gli assistiti danno un contributo ascoltando i consigli del medico di famiglia e degli specialisti ed evitando richieste inutili. Anche disdire gli appuntamenti già prenotati, ma di cui non si può più usufruire, permette di aiutare a ridurre le liste d’attesa. Provvedimenti per diminuire le attese L’Ulss 5 acquista prestazioni dai propri specialisti per aumentare il numero di prestazioni giornaliere erogate. Acquista inoltre prestazioni presso strutture convenzionate, ricerca nuovo personale, ha realizzato un Cup informatizzato per ottimizzare gli appuntamenti dell’Azienda e aderisce al Cup provinciale. 2° concorso qualità anno 2006 È stato avviato il secondo concorso aziendale della qualità per l’anno 2006. Nel sito Internet aziendale www.ulss5.it sono a disposizione di tutti gli operatori sanitari il Bando di Concorso e il Modulo di Partecipazione. La data di scadenza per la presentazione dei Progetti Qualità è il 31 ottobre 2006. Giuseppe Zordan agosto 2006 Per informazioni Ufficio Qualità Arzignano Via Trento, 4 tel. 0444 479552 [email protected] 5 Azienda Liste d’attesa: le indicazioni della Regione criticità e urgenza alla base delle prestazioni specialistiche ambulatoriali L a continua crescita delle richieste di prestazioni specialistiche genera una notevole pressione sulle strutture ambulatoriali, sia territoriali sia ospedaliere, che, pur riorganizzandosi costantemente per affrontare al meglio il problema, non riescono talvolta a soddisfare, in tempi rapidi, le richieste per alcune specifiche prestazioni. Quest’aumento delle richieste può essere attribuito alla sempre maggiore attenzione dei cittadini nei confronti della tutela della propria salute e alla capacità degli stessi di influire sulle scelte sanitarie, in quanto dotati di maggiori conoscenze e non più disponibili a svolgere un ruolo passivo nel processo diagnostico-terapeutico. La Regione Veneto, richiamandosi al D.Lgs 124/1998, ha approvato un programma di riorganizzazione nell’erogazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali finalizzato ad assicurare il rispetto della tempistica nell’espletamento delle prestazioni stesse. Il programma regionale ha previsto: A. L’individuazione di prestazioni con maggiore criticità per le quali ha fissato dei tempi standard di erogazione: RMN della colonna = attesa massima 60 giorni TAC cerebrale = attesa massima 60 giorni Ecodoppler dei tronchi sovraortici e dei vasi periferici = attesa massima 60 giorni Visita cardiologica = attesa massima 30 giorni Visita oculistica = attesa massima 30 giorni Esofagogastroduodenoscopia = attesa massima 60 giorni Ecografia addome = attesa massima 60 giorni B. La suddivisione della domanda per livelli di urgenza, come di seguito indicato: CLASSE A Prestazione la cui tempestiva esecuzione Da eseguirsi entro 10 condiziona in arco di tempo breve la giorni prognosi a breve del paziente o influenza marcatamente il dolore, la disfunzione o la disabilità. CLASSE B Prestazione la cui tempestiva esecuzione non influenza significativamente la prognosi a breve ma è richiesta sulla base della presenza di dolore, di disfunzione o di disabilità. CLASSE C Prestazione che può essere program- Da eseguirsi entro 180 mata in un maggiore arco di tempo in giorni quanto non influenzano la prognosi, il dolore, la disfunzione o la disabilità. Da eseguirsi entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per le prestazioni strumentali La domanda deve rispondere a criteri di appropriatezza, preventivamente condivisi tra soggetti prescriventi ed erogatori; essa deve, nel medio periodo, consentire 6 agosto 2006 Azienda la crescita culturale e scientifica dei suoi principali “agenti” (cittadini, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti ospedalieri e ambulatoriali interni) ed il superamento delle determinanti improprietà della domanda, con il conseguente miglioramento del servizio offerto. C. La suddivisione degli ambulatori specialistici per classi di priorità, in modo da garantire i vari livelli di urgenza. Priorità e appropriatezza: una prestazione deve essere erogata rispettando le indicazioni cliniche per le quali si è dimostrata efficace, nel momento giusto e secondo il regime organizzativo più adeguato; le iniziative per aumentare il grado di appropriatezza sono da ritenersi prioritarie, per ridurre le liste d’attesa. Criteri di priorità cliniche: la pratica clinica induce l’applicazione di criteri di differenziazione dovuti principalmente all’esperienza clinica e al buon senso. I criteri di priorità si devono basare in primo luogo sulle caratteristiche cliniche del quadro patologico presente: eziologia, stadio e decorso della patologia, con particolare riguardo ai possibili danni legati a ritardi nel trattamento, presenza ed intensità di sintomi e deficit funzionali, fattispecie particolari che richiedono di essere trattate secondo tempistiche prefissate. Comunemente si addebitano le cause delle lunghe liste d’attesa, tra l’altro, a ridondanze e duplicazioni delle richieste di esami clinici, al pellegrinaggio dei pazienti, ad improprie indicazioni all’esame specialistico, all’uso improprio delle tecnologie sanitarie, a conflittualità e confusione nelle prescrizioni cliniche terapeutiche tra le varie figure professionali, all’uso incongruo delle richieste urgenti. L’Ulss 5 ha dato applicazione al programma regionale, adottando più strategie, tutte finalizzate comunque alla migliore gestione delle liste di attesa, sia in termini di miglioramento della qualità di erogazione sia della riduzione dei tempi. 1. È stato costituito un gruppo di lavoro integrato ospedale-territorio (composto da: dr. Domenico Mantoan - Direttore Medico Ospedaliero, dr.ssa Milvia Marchiori - Dirigente Medico, dr.ssa Carmelina Saraceno - Dirigente Medico, Elvio Gremes - Direttore Distretto, dr. Francesco Cappellari - Direttore Servizio Radiologia, dr. Cosimo Perrone - Dirigente Medico Servizio Cardiologia Ospedale Arzignano, dr. Antonio Musetti - Dirigente Medico Servizio Ortopedia Ospedale Montecchio M., dr. Marco Visonà - Dirigente Medico Sumaista referente Area Branca Oculistica, dr. Domenico Amato - Dirigente Medico Servizio Ortopedia Ospedale di Montecchio M., dr. Giovanni Dal Maso - Direttore Amministrativo Ospedaliero, Aurora Corriere e Giampietro Scalchi - Direzione Amministrativa Ospedaliera) , con il compito di definire le modalità di accesso alle prestazioni mediante l’utilizzo degli strumenti del governo clinico, quali l’appropriatezza della domanda e della prestazione, attraverso “percorsi diagnostici terapeutici” e “raggruppamenti di attesa omogenei”. 2. Sono stati approvati 4 progetti concernenti le aree con maggiore criticità: cardiologia, oculistica, ortopedia e radiologia. 3. Sono stati approvati i protocolli di indirizzo per la richiesta delle “visite in urgenza breve”. 4. Sono stati suddivisi gli ambulatori in prime visite e visite di controllo. 5. Sono state riviste le modalità di prenotazione per alcune prestazioni al fine di garantire una sistematica prenotazione dei controlli programmati soprattutto per i pazienti cronici, attivando agende separate per i controlli. agosto 2006 Nelle prenotazioni precedenza ai casi più gravi Il grado di urgenza del vostro caso è contraddistinto da un codice nell’impegnativa, che indica la priorità delle cure ed i tempi di attesa. Il codice di priorità è assegnato dal medico prescrittore sulla base di specifici protocolli clinici. Codice U Urgente Massimo impegno per ridurre l’attesa Codice B Breve Attesa breve entro 10 giorni Codice D Differibile Visita entro 30 giorni altra prestazione entro 60 giorni Codice P Programmabile Entro 180 giorni 7 Azienda 6. Vengono monitorati mensilmente i tempi di attesa che permettono, soprattutto nelle aree di maggiore criticità, di adottare eventuali azioni correttive per ottenere il risultato voluto. 7. È stata creata la CLASSE D, in aggiunta alle classi A, B, e C della programmazione regionale, riservata ai controlli a lungo termine definiti dallo specialista ospedaliero prescrivente. Si segnala, da ultimo, che la ricetta elaborata dal Servizio Sanitario Nazionale riporta uno spazio dedicato alla priorità della prestazione, come da fac-simile. Le lettere indicate corrispondono alle classi di priorità definite a livello regionale, più precisamente: lettera ricetta U definizione classe regionale urgenza tempo entro 24 ore, non si prenota, si esegue al pronto soccorso visita breve classe A entro 10 giorni dalla prenotazione D prestazione sollecita classe B entro 30 giorni per le visite, entro 60 giorni per gli esami P prestazione programmata classe C (e D) entro 180 giorni dalla prenotazione B N.B. la prioritarizzazione delle agende è per il momento attiva per le branche di cardiologia, oculistica, medicina fisica e per le ecografie all’addome. Per quanto riguarda gli esami strumentali della branca specialistica di oculistica e cardiologia non è prevista l’urgenza o l’urgenza breve (lettera B del ricettario, classe A del programma regionale), in quanto lo specialista che esegue la visita in urgenza breve, prende in carico l’utente per ogni successiva indagine di approfondimento. Giovanni Dal Maso Centro Unico Prenotazione (C.U.P.) Il Centro Unico di Prenotazione (n° verde gratuito ) ha attivato dal 29 dicembre 2005 una nuova procedura di Call Center, che facilita l’accesso al servizio di prenotazioni. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 16.00. É possibile inoltre prenotare anche da cellulare al n. 0445 425188. Tale attivazione ha permesso, come fra l’altro previsto dalla DGRV n. 3535/2004, di migliorare l’organizzazione aziendale suddividendo, all’interno del Call Center, la possibilità di prenotare, di disdire - con priorità rispetto alla prenotazione utilizzando l’opzione 2 - e di dedicare alla prenotazione della libera professione un numero telefonico aperto dal lunedì al venerdì dalle 13,00 alle 16,00 (tel. 0445 423090). Per migliorare la soddisfazione dell’utente è intenzione di questa Amministrazione di potenziare il servizio, aumentando il numero delle postazioni, prevedendo in tal modo di poter rispondere a tutte le chiamate entro tempi limitati. Per un miglior servizio e per diminuire le liste d’attesa, è necessario che i cittadini provvedano a disdire le prenotazioni quando non possono usufruire delle prestazioni, almeno 2 giorni feriali precedenti la data stabilita. In caso di mancata disdetta, all’utente viene addebitato il costo della prestazione, ove non esente, aumentato delle spese postali. 8 agosto 2006 Ospedale Lo scompenso cardiaco I l 13 maggio si è svolto all’Hotel Castelli di Montecchio Maggiore il tradizionale annuale corso di aggiornamento in cardiologia per medici di medicina generale. L’argomento principale è stato quello dello scompenso cardiaco, in particolare lo scompenso acuto. La problematica è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni, paradossalmente, a causa dei progressi della cardiologia, grazie ai quali molti malati che una volta avevano esiti infausti della loro malattia cardiaca, ora invece, attraverso le cure più appropriate, sopravvivono, talora in modo soddisfacente, talaltra in condizioni molto precarie. Succede, ad esempio, che un soggetto che ha avuto un infarto, è sopravvissuto, ma ha sviluppato una cardiomiopatia postinfartuale: in altre parole, il muscolo cardiaco, danneggiato dall’infarto, si è rimodellato, si è ingrossato, si è ipertrofizzato, ha cambiato le sue dimensioni, creando una situazione di carico progressivamente crescente sulla parte del cuore che non è stata danneggiata dall’infarto. Il cuore sviluppa diversi meccanismi naturali di compenso, e i farmaci e le procedure interventistiche, meccaniche come l’angioplastica o chirurgiche come il bypass aortocoronarico, ristabiliscono molto spesso situazioni di adeguato equilibrio emodinamico. Ma sono sempre più numerosi i pazienti che vanno incontro a complicanze nel decorso della malattia. Quindi può esplodere lo scompenso acuto di cuore, quando, per la presenza di cause scatenanti, c’è un cedimento della funzione cardiaca e si crea una importante riduzione della portata cardiaca. Ciò significa che l’apporto nutritizio ordinario che il sangue fornisce ai vari organi viene ad essere drasticamente ridotto; il primo organo che ne risente è il rene agosto 2006 una sfida per il futuro che riduce la sua funzione di filtrazione determinando una ritenzione idrica, così il paziente accumula un surplus di acqua nel suo corpo e comincia a presentare gli edemi, che sono il caratteristico gonfiore alle gambe che si osserva in queste persone. Ma la ritenzione idrica si manifesta a carico di tutti gli organi, per esempio, l’apparato respiratorio, ove si formano accumuli di liquido nella pleura, con compressione polmonare, riduzione della capacità respiratoria, insufficienza respiratoria conclamata. A questo punto il paziente viene in genere ricoverato d’urgenza, perché questa situazione è pericolosa per la vita. Questi pazienti vanno quindi incontro a scompenso cronico di cuore, che deve essere adeguatamente trattato per evitare le riacutizzazioni come quella sopradescritta. Pertanto la gestione domiciliare della terapia e dei comportamenti di questi malati diventa fondamentale. In questo campo la funzione del medico di famiglia è determinante; egli, in collaborazione con gli specialisti che hanno avuto in cura il malato, verifica l’attuazione del trattamento e la risposta terapeutica del paziente. Un rapporto diretto col medico di famiglia, informale e veloce, può contribuire alla cura del paziente in modo soddisfacente. Questo argomento perciò è stato scelto per il corso di aggiornamento annuale, perché si è convinti che lo scompenso cardiaco costituisce la sfida del futuro, non solo per medici e operatori della sanità sempre più impegnati in questo campo, ma anche per i programmatori della sanità e per i politici in essa coinvolti. Ennio De Dominicis 9 Ospedale Prevenzione alle malattie tiroidee a “Stai con Noi” occhi puntati su screening e alimentazione I l dottor Marcello Giachetti, Dirigente Medico dell’Unità Operativa Complessa di Medicina dell’Ospedale di Valdagno, responsabile dell’Ambulatorio di Endocrinologia, è stato ospite del programma “Stai con Noi” di TvA Vicenza per approfondire un problema in crescente aumento negli ultimi anni: le malattie della tiroide. La diagnosi precoce è importante, così come la terapia medica o chirurgica; ma occorre insistere sulla prevenzione e sullo screening in alcuni soggetti a rischio (neonati, bambini, anziani, donne in gravidanza). I tumori della tiroide sono rari e la prognosi è generalmente favorevole: l’agoaspirato è il primo passo nella valutazione del nodulo e l’ecografia è il metodo migliore per controllarne le dimensioni e i caratteri nel tempo. Dagli schermi di TvA il dottor Giachetti ha presentato anche la campagna di informazione e il programma di monitoraggio della iodoprofilassi: la carenza di iodio è responsabile di varie malattie non solo tiroidee (gozzo, ipotiroidismo, cretinismo, etc). In Italia si calcola che circa il 12% dell’intera popolazione adulta sia affetta da gozzo e che, in alcune aree, ne sia affetta ben il 20% della popolazione in età scolare. Per evitare queste malattie è sufficiente utilizzare a tavola sale iodato (arricchito di iodio) al posto del comune sale da cucina; è un rimedio naturale che non presenta controindicazioni né effetti nocivi. Marcello Giachetti Le malattie tiroidee più diffuse: gozzo= qualsiasi aumento di volume della tiroide, parziale (nodulo o gozzo nodulare, gozzo multinodulare) o totale (gozzo diffuso); ipotiroidismo= insufficienza degli ormoni tiroidei. Possibili cause: carenza o eccesso di iodio, radiazioni ionizzanti, malattie metaboliche da accumulo, lesioni dell’ipotalamo. È la patologia endocrina più frequente dopo il diabete mellito; ipertiroidismo= funzionamento eccessivo della tiroide che rilascia troppi ormoni nell’organismo. Tutti gli organi ne sono colpiti, ma maggiormente danneggiati risultano il cuore e il sistema nervoso; tumori= sono solitamente benigni, solo lo 0,3% dei noduli è maligno e presenta oltre il 90% di probabilità di guarigione, se diagnosticati e curati precocemente. Sono più diffusi tra le donne e la loro incidenza aumenta con l’età. Causa principale è l’esposizione a radiazioni ionizzanti: le forme più aggressive si sviluppano nelle zone iodocarenti. Laboratorio analisi... ma quanto mi costi? pronto il tariffario di tutti gli esami È in distribuzione in questi giorni un opuscolo che racchiude le tariffe delle analisi eseguite dai Laboratori di questa Azienda. Frutto di un lungo periodo di lavoro, il nuovo opuscolo è nato per soddisfare le richieste degli utenti che, in epoca di spese sempre più alte, si trovano nella situazione di voler sapere in anticipo quanto verrà loro a costare un controllo dello stato di salute. Studiato per essere a disposizione di tutta l’utenza, questo documento sarà reperibile in tutto il territorio Qualità del Servizio è la parola d’ordine per la Direzione Ospedaliera S i è svolto il 13 maggio ad Arzignano il convegno “Clinical Governance e Tecniche di Direzione” organizzato dall’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere. I metodi e gli strumenti per la gestione e lo sviluppo della qualità si stanno diffondendo a macchia d’olio, in parallelo con la cultura della governance clinica, 10 dell’Ulss 5 presso i medici di base, i pediatri di libera scelta, farmacie, punti salute, ospedali, case di riposo, comuni e biblioteche. Si è cercato di utilizzare questo strumento anche per fornire alla popolazione un gran numero di informazioni sugli esami di laboratorio. Sono riportati gli indirizzi e gli orari di tutti i punti prelievo, i nomi e le tariffe delle analisi, le tipologie di analisi che richiedono appuntamento e le istruzioni per richiedere esami a pagamento. Patrizia Draghicchio Elementi fondamentali della Clinical Governance Gestione del rischio clinico AUDIT clinico Formazione ed aggiornamento continuo Percorsi diagnostico - terapeutici condivisi Efficacia clinica quel meccanismo atto ad assicurare elevati livelli di assistenza e il miglioramento continuo nella qualità agosto 2006 Ospedale Le epatopatie croniche I dalla diagnosi alla terapia nella gestione ambulatoriale l 17 maggio 2006, Villa S. Fermo di Lonigo ha visto riuniti specialisti epatologi e medici di medicina generale per un Corso di formazione in epatologia. L’evento è inserito nel programma di aggiornamento mensile per i medici territoriali, come previsto dal Patto Aziendale dell’Ulss 5, in vigore da gennaio 2004. Scopo del corso è stato analizzare le problematiche che quotidianamente si possono incontrare nella gestione ambulatoriale di un paziente epatopatico. L’incontro prevedeva due sessioni. Nella prima sono stati affrontati gli aspetti riguardanti la diagnosi delle epatopatie. Il dr. Massimo Casaril, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Medicina di Valdagno, ha tracciato il percorso che dovrebbe fare il paziente che si presenta in ambulatorio con i parametri di funzione epatica alterati. Sottolineati soprattutto gli aspetti clinici (la storia e le abitudini del paziente con i segni emersi dalla visita) che possono indirizzare verso la corretta diagnosi. È poi intervenuto il dr. Maurizio Pantalena della Unità Operativa Dipartimentale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva che ha illustrato il corretto utilizzo delle informazioni che possono fornire le moderne tecniche di laboratorio in ambito virologico. Sono infatti oggi disponibili test che valutano direttamente la presenza del virus nell’organismo e la sua replicazione; essi, inoltre, sono indispensabili per controllare l’efficacia delle terapie messe in atto. Il dr. Enrico Bottona, responsabile della Unità Operativa Dipartimentale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ulss 5, ha poi indicato come utilizzare al meglio uno strumento diagnostico largamente diffuso come quello ecografico. La non invasività, la ripetibilità, il costo contenuto fanno dell’ecografia un mezzo d’indagine sicuramente basilare e fondamentale ma di esso spesso si abusa e viene sovrautilizzato. Sono state tracciate delle linee di comportamento per migliorare l’appropriatezza nell’indicazione all’indagine ecografica. Nella seconda parte del corso sono stati presentati gli aspetti clinici riguardanti le complicanze. Il dr. Massimo Casaril ha fatto un’ampia carrellata sulla terapia antivirale disponibile. Le informazioni emerse sono confortanti: è oggi possibile intervenire con successo in più del 60% dei pazienti (negli anni ’90 si arrivava al 30%). A fronte di ciò vi è un aumentato rischio di effetti collaterali che il dr. Maurizio Pantalena ha illustrato, suggerendo anche i mezzi per diagnosticarli precocemente e per trattarli efficacemente. In tal modo è possibile arrivare al completamento del percorso terapeutico nella quasi totalità dei pazienti. Il dr. Maurizio Dal Bosco, responsabile del Servizio di riabilitazione gastroenterologica di Lonigo, è poi intervenuto presentando le complicanze, a volte fatali, che possono presentarsi nello stadio finale delle epatopatie croniche: la cirrosi epatica. Dalla presentazione finale di casi clinici sui quali è stata aperta la discussione con tutti i partecipanti, è chiaramente emerso come le difficoltà dell’attività ambulatoriale quotidiana possono essere superate dal confronto e dal dialogo fra specialisti e medici di medicina generale: ogni figura professionale può portare il proprio contributo per migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai Enrico Bottona pazienti. dei servizi, compatibilmente con le risorse assegnate. I diversi livelli istituzionali e le articolazioni di un’organizzazione sanitaria sono tutti coinvolti nei processi di miglioramento della qualità e sono chiamati a risponderne degli esiti. Per sostenere questo processo di miglioramento è necessaria una sostanziale trasformazione dell’organizzazione e in particolare delle leadership cliniche, che devono adottare codici comuni di comportamento per la gestione dei problemi. Il convegno di maggio si è concluso con una Tavo- la Rotonda alla quale hanno partecipato il Direttore dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria Ferdinando Antonio Compostella, i Direttori Generali, i Direttori di Struttura Tecnico Funzionale Ospedaliera di tutte le Ulss venete e i Direttori di Unità Operative e di figure dirigenziali delle Professioni Sanitarie. agosto 2006 Domenico Mantoan 11 Ospedale Nuove frontiere dell’oncologia tra costi e innovazione: due convegni sugli sviluppi della terapia oncologica O ncologia e nuove terapie: questi i temi dei due convegni organizzati a Villa Cordellina Lombardi tra maggio e giugno dalla dr.ssa Cristina Oliani, primario del Servizio di oncologia dell’Ulss 5. All’incontro “I nuovi farmaci in oncologia: il costo dei risultati”, promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, hanno partecipato oltre 120 oncologi e farmacisti per confrontarsi sull’efficacia delle nuove terapie oncologiche. Mentre gli oncologi hanno evidenziato i risultati dei chemioterapici e dei farmaci biologici nel prolungare la sopravvivenza, esperti di farmaco-economia hanno analizzato le implicazioni costo-beneficio di questi nuovi farmaci. Il Dr. Sandro Cinguetti, Direttore Sanitario dell’Ulss 7, il Dr. Giampaolo Stopazzolo, Direttore Sani- tario dell’Ulss 5 e l’Avv. Daniela Carraro, Direttore Generale dell’Ulss 5, hanno convenuto con gli esperti sulla necessità di arrivare a linee guida regionali per la gestione e l’utilizzo delle nuove terapie. Due, invece, le giornate dedicate a “I tumori aggressivi della tiroide: quali percorsi terapeutici innovativi?”. Il convegno, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Morfologico-Mediche dell’Università di Verona, ha riunito esperti internazionali della terapia integrata di questa forma di neoplasia. I tumori tiroidei hanno generalmente una buona possibilità di cura con le terapie standard. Alcuni, però, possono diventare aggressivi, sfuggendo al controllo dei farmaci convenzionali: si sono per questo delineati i nuovi protocolli terapeutici per i pazienti affetti da carcinomi tiroidei non più suscettibili di terapia con radioiodio, al fine di ottimizzare e individuare il trattamento medico. Cristina Oliani La psichiatria nell’ospedale generale percorsi di cura per l’integrazione nella società “L a Psichiatria nell’ospedale generale: percorsi di cura”: questo il tema del XVII Congresso Interregionale Psive (Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria) organizzato a Lonigo dal dr. Claudio Busana - Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 5. L’evento ha approfondito il ruolo dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, definendone sia i compiti diagnostici e terapeutici, sia la funzione nella riabilitazione e nel trattamento a medio-lungo termine. Il ricovero cioè non va ritenuto il fallimento delle cure territoriali, secondo l’equazione ricovero uguale manicomio, ma diviene momento importante del processo terapeutico. Nel 1978 veniva approvata la Legge 180 che riformava profondamente l’assistenza psichiatrica: vennero chiusi i manicomi, cambiarono le procedure del ricovero e nell’Ospedale Generale furono aperti i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura. In molte realtà, per anni, questi rappresentarono l’unica possibilità di trattamento per i pazienti acuti e cronici; in qualche caso divennero solo luoghi di 12 “parcheggio”, privi delle funzioni di diagnosi e cura idonee. La realizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale e della rete territoriale dei Servizi Psichiatrici e la messa a punto dei Progetti Obiettivo per la Tutela della Salute Mentale ha permesso di stabilire una nuova organizzazione. Si è così attribuito ad ogni servizio del Dipartimento di Salute Mentale il proprio ruolo specifico e la complementarietà degli interventi è divenuta elemento fondante dei programmi terapeutici. L’Ulss 5 si è dotata negli ultimi 10 anni di una serie articolata di Servizi e Strutture psichiatriche all’avanguardia, per rispondere adeguatamente alle necessità assistenziali di malattie così complesse, che ha permesso una buona integrazione sociale e lavorativa di molti utenti. Claudio Busana agosto 2006 Ospedale La gestione della trombosi venosa I l convegno: “Le malattie tromboemboliche. Dai trials clinici alla medicina basata sull’evidenza: nuove e vecchie acquisizioni in Medicina Interna”, organizzato dai Dipartimenti di Area Medica e con il contributo della ditta farmaceutica Sanofi Aventis, si è tenuto il 10 giugno ad Arzignano, in un clima informale e interattivo che ha consentito di uscire dagli stereotipi delle lezioni frontali e di discutere costruttivamente le problematiche quotidiane della malattia tromboembolica. L’entità del fenomeno: l’incidenza della trombosi venosa profonda (TVP) è di circa 2 nuovi casi ogni 1000 abitanti all’anno e quella dell’embolia polmonare (EP) di circa la metà. La EP è la più comune causa di morte prevenibile nel paziente ospedalizzato, l’80% delle EP non hanno segni premonitori e 2/3 delle morti avvengono entro 30 minuti dall’inizio dei sintomi. Si tratta quindi di una malattia di estrema gravità che si deve prevenire con modalità ben precise. La prevenzione e il trattamento: i fattori di rischio possono essere personali, legati ad una trombofilia ereditaria, o legati alla specifica condizione clinica. Essendo improponibile uno screening a tappeto, si studieranno solo i soggetti per i quali si prospetta una situazione di rischio potenzialmente aggiuntivo (ad esempio la contraccezione ormonale). È peraltro inutile effettuare screening per quei soggetti che si trovano in una situazione clinica sicuramente a rischio e che devono pertanto essere sottoposti comunque ad un trattamento di profilassi. I pazienti ricoverati con patologie quali scompenso cardiaco, infarto del miocardio, ictus cerebri, cancro, precedenti di TVP o EP e in genere tutti i pazienti costretti alla immobilità, soprattutto se anziani, devono essere agosto 2006 prevenzione e trattamento al centro del convegno di Arzignano sottoposti a trattamento preventivo con eparina a basse dosi e/o presidi meccanici come la compressione pneumatica intermittente degli arti o l’applicazione di calze elastiche. Nel momento in cui viene diagnosticata una TVP, la terapia prima con eparina a dosi piene e poi con dicumarolo rappresenta anche la miglior prevenzione della più temuta complicanza: l’Embolia Polmonare. Appropriatezza: purtroppo l’atteggiamento dei clinici nei confronti della malattia tromboembolica non è univoco e si assiste da una parte ad una scarsa attenzione al rischio con aumentata incidenza di TVP e/o EP, dall’altra all’iperprescrizione con inutile aumento del rischio di emorragia (eccessivo dosaggio di anticoagulanti) e di piastrinopenia (complicanza della terapia eparinica). Gruppo di lavoro: esistono esperienze molto interessanti che hanno portato effetti positivi non solo in termini di salute per i pazienti, ma anche in termini economici per le amministrazioni. La multiprofessionalità è indispensabile e vede raccolti intorno allo stesso tavolo l’internista, il chirurgo, l’anestesista, il laboratorista, il referente per il Centro Trasfusionale, il medico del Pronto Soccorso, il cardiologo, il farmacista, il radiologo, il responsabile del Distretto, il Medico di Medicina Generale e, naturalmente, il caposala. La presentazione di queste esperienze ha suscitato molta curiosità e interesse fra i presenti che si sono impegnati a verificare, ciascuno nella propria sede operativa, la fattibilità di un progetto analogo anche nella nostra Azienda. Fabio Armellini 13 Ospedale Nuovo mammografo digitale più precisione per la salute delle donne È stata inaugurata il 19 maggio la nuova apparecchiatura per mammografie dell’ambulatorio di Radiologia dell’ospedale di Montecchio Maggiore. Quest’acquisizione nasce, ancora una volta, dalle capacità di riunire risorse dell’Ulss con quelle di Istituzioni private, sotto la strategia di organizzazione a lungo termine che già altre volte ha portato la nostra azienda sanitaria a percorrere strade innovative. Il mammografo “digitale” è la più recente novità tecnologica in questo campo e solo altri quattro centri ospedalieri veneti possono vantarne l’utilizzo. Esso è dotato di un sistema computerizzato per erogare le radiazioni a seconda del tipo di tessuto da esplorare, in ragione della sua densità. Questo permette di poter analizzare con più precisione anche le aree con maggior presenza di ghiandole. Il sistema su cui l’immagine viene elaborata non è più la radiografica tradizionale, ma un pannello fatto di tanti piccoli elementi, i pixel, che colpiti dalle radiazioni emettono un segnale che viene elaborato dal sistema rilevatore per creare l’immagine. Ogni immagine quindi ha la possibi- lità di essere analizzata su un monitor ad alta definizione da diversi punti di vista. Grazie al “digitale”, quindi, le informazioni possono essere trasferite nelle diverse sedi Ulss senza perdita di notizie, arricchendo così la rete di consulenza tra Montecchio Maggiore, Arzignano, Valdagno e Lonigo, già esistente per alcune modalità radiologiche quale la Tac di Arzignano e Valdagno. Il vantaggio più evidente ai fini operativi è comunque rappresentato dal miglioramento della qualità dell’immagine mammografica. La richiesta di esami mammografici è in costante aumento nella nostra Ulss: solo nel 2005 sono stati eseguiti nei tre centri di Montecchio M., Valdagno ed Arzignano circa 10.000 esami. I tempi d’attesa per la visita differiscono a seconda della necessità di una “prima mammografia”, se cioè è la prima volta che la donna esegue questo esame, di un “controllo”, programmabile a scadenza prefissata di uno o due anni, o di una visita in “urgenza”, stabilita dal Medico di Medicina Generale ed eseguita in due o tre giorni. Affiancato agli ambulatori cosiddetti “clinici“ c’è il programma di “Screening“ che viene offerto alle donne dai 50 ai 69 anni e che risponde alla necessità di fare mammografie a donne sane nelle fasce di età a maggior rischio e che permette di scoprire i tumori in fase pre-clinica e quindi nelle condizioni più favorevoli per la guarigione. Per la realizzazione di tutta l’attività mammografica e per il lavoro di prevenzione, l’Ulss 5 collabora con numerose associazioni, tra cui “Andos”, allo scopo di creare il pool di specialisti necessari ad affrontare al meglio le patologie mammarie. Francesco Cappellari 14 agosto 2006 Ospedale Pronto soccorso: un servizio strategico N nel piano di miglioramento grande importanza al dialogo tra reparti egli ultimi anni il Pronto Soccorso è stato oggetto di profonde richieste di adeguamento ai bisogni sia dell’utenza che del Sistema Sanitario. Si è dotato, per questo, di un piano di miglioramento che prende in considerazione gli aspetti gestionaliorganizzativi, clinici, di formazione e di mission della struttura e analizza le funzioni dei vari operatori che vi lavorano; inoltre sono stati valutati i rapporti di interfaccia con il territorio e con la struttura ospedaliera. 1 2 3 4 1 2 1 1 2 1 Punto di forza del piano di miglioramento è il ruolo attivo svolto dagli operatori del servizio: medici, infermieri, operatori sociosanitari e autisti hanno partecipato attivamente ai gruppi di lavoro e sono ora impegnati nell’applicazione di quanto individuato nel piano. Giordano Guizzardi area obiettivo Gestione assistenza Ottimizzare la gestione dell’accettazione dei pazienti azione - Definire modalità precise di gestione degli accessi. - Individuare la destinazione degli ambulatori, la distribuzione del lavoro e le responsabilità tra medici. Potenziare il sistema di - Definire le modalità di controllo del paziente (individuare una monitoraggio del paziente figura di riferimento, ottimizzare la collocazione logistica, aggiornarsi col sistema informatico). - Coordinare il lavoro con i medici di medicina generale. Gestire l’astanteria in modo - Definire un protocollo dei criteri d’accesso, tempi d’osservazione pertinente e documenti di supporto. - Analizzare le modalità di ricovero notturno a Lonigo. Favorire l’omogeneità dei - Definire i canali di trasmissione delle informazioni e assicurarsi comportamenti assistenziali che vengano utilizzati nel modo migliore. Gestione attività di Razionalizzazione dell’utilizzo - Condividere il software di gestione dei trasferimenti supporto all’attività dei mezzi a disposizione e delle programmabili in ambulanza e definirne il processo di richiesta. clinico assistenziale attività di gestione Migliorare la gestione delle - Uniformare la dotazione delle ambulanze e degli ambulatori, gli attività di supporto, definendo strumenti di controllo e le relative responsabilità. strumenti, responsabilità e modalità di verifica Rapporto con le Migliorare la relazione tra - Contestualizzare e condividere la funzione del pronto soccorso Unità Operative pronto soccorso e unità anche nei rapporti con le altre unità operative. interne operative interne, in termini - Ridefinire i tempi di intervento. di efficacia ed efficienza del - Definire l’approccio alle diverse patologie al fine di omogeneizzare servizio la modalità di richiesta. - Individuare modalità/strumenti di confronto e scambio. Sistema informatico Migliorare il sistema - Incentivare l’uso delle funzioni disponibili sull’attuale sistema per informativo attuale per la registrazione delle attività di astanteria. renderlo più funzionale alle necessità degli operatori Gestire il passaggio al nuovo - Proposta di alcuni criteri per la valutazione del sistema informatico sistema informatico da acquistare. - Definizione modello dei documenti che dovranno essere prodotti dal sistema. Gestione del Migliorare la qualità del - Definire le competenze delle figure professionali che operano nel personale servizio, definendo i percorso pronto soccorso. di inserimento e formazione - Identificare il piano formativo di ingresso per il nuovo personale e del personale costruire un piano della formazione continua. 2 3 agosto 2006 Definire criteri di accesso e percorsi di affiancamento del personale a contratto Chiarire le attività delle varie figure professionali - Definire i criteri per l’accesso al pronto soccorso e il percorso di inserimento/integrazione del personale a contratto. - Identificare le responsabilità delle varie figure professionali e le modalità di espletamento delle attività di coordinamento. 15 Territorio Si accorcia la strada per la radioterapia dall’ANDOS un servizio di trasporto per raggiungere l’Ospedale di Legnago U Pulmino utilizzato per il trasporto dei pazienti all’Ospedale di Legnago con il primario dr. Franco Campostrini (indossa il camice bianco), al centro la Sig.ra Piera Pozza, il volontario autista dell’Associazione SOGIT (indossa la divisa arancione) e due pazienti n nuovo servizio a disposizione di chi necessita quotidianamente della radioterapia: da qualche mese l’Associazione ANDOS offre la possibilità di usufruire di un pulmino per raggiungere il reparto dell’ospedale di Legnago (VR). Il più delle volte, infatti, non è possibile per l’utente recarsi da solo all’Ospedale e un familiare è costretto a dedicare al trasporto metà giornata, creando disagi in famiglia e al lavoro. Raccogliendo i segnali di difficoltà di chi vive questa esperienza, la Presidente dell’ANDOS Piera Pozza e il dr. Graziano Meneghini si sono attivati per sollevare da questa difficoltà i pazienti e le loro famiglie. L’attivazione del trasporto è stata possibile grazie all’impegno dei Comuni di Montecchio Maggiore e di Brendola, delle Associazioni S.O.G.IT di Brendola, del Gruppo Amicizia di Arzignano e del Gruppo di Educazione Civica di Montecchio Maggiore. Un ruolo fon- damentale è stato svolto anche dalle Direzioni Generale, Sanitaria e Medica dell’Ulss 5 che, assieme al Primario di Oncologia dr.ssa Cristina Oliani e al responsabile del Centro Donna dr. Graziano Meneghini, hanno provveduto alla programmazione e alla coordinazione con il reparto di Radioterapia dell’Ospedale di Legnago. Valutato il livello del risultato di tale progetto e soprattutto la sua capacità di rispondere con efficacia ai bisogni di chi si trova ad affrontare un momento difficile della propria vita, siamo sicuri che tale collaborazione continuerà nel tempo e si consoliderà. Auspichiamo inoltre che tutti i comuni dell’Ulss 5 possano diventare parte attiva per la continuità del servizio. Piera Pozza La Risorsa per il disagio psichico un ponte tra la comunità e i gruppi di auto-aiuto G Cecilia Isatto, referente Psicologa Progetto Self-Help Cecilia Miottello, presidente Associazione La Risorsa Livio Dalla Verde, referente Medico Progetto Self-Help Informazioni Associazione La Risorsa ONLUS via Duomo, 1 Montecchio Maggiore tel. 0444 675640 (Daniele Dugatto) [email protected] 16 razie all’Associazione La Risorsa da più di un anno si può contare su un dialogo continuo fra il servizio pubblico e i gruppi di auto-aiuto al disagio psichico. Questa associazione è sorta nel marzo del 2005 in seguito ai risultati dati dal Progetto “Porte Aperte” dell’Ulss 5. Elementi base dei gruppi di auto-aiuto sono lo stare insieme e il condividere un problema comune. Solitamente il sostegno viene fornito dalla famiglia, accade però che questo non sia sufficiente; in questi casi i gruppi di auto-aiuto si affiancano all’azione dei familiari e dei servizi socio-sanitari. Questo fornisce completezza ed efficacia all’intervento nel rispetto della rete di relazioni della persona, considerata come una pre- ziosa risorsa. Nel nostro territorio sono attivi 35 gruppi di auto-aiuto attenti alle problematiche della Salute Mentale e hanno coinvolto circa 350 persone fra volontari, familiari e utenti del Centro Salute Mentale, aiutando i partecipanti a sentirsi parte attiva della comunità. La Risorsa non ha scopo di lucro e le sue finalità sono di solidarietà sociale. In particolare organizza iniziative ed eventi formativi nell’ambito della promozione della salute mentale e si preoccupa della relazione con gli enti del territorio. L’associazione mira a far uscire la comunità da una mentalità di chiusura rispetto al disagio psichico, proponendo all’intera popolazione iniziative su stili di vita sani. agosto 2006 Territorio Corso di formazione S ono stati consegnati nel mese di aprile i 41 diplomi del corso di formazione complementare in assistenza odontoiatrica per Operatori Socio-Sanitari. L’attestato di “operatore socio sanitario con formazione complementare in assistenza odontoiatrica” consente a tale figura, tra l’altro, di assistere ed aiutare l’odontoiatra nelle attività proprie dell’odontoiatria, compresa l’ortodonzia, la pedodonzia, la chirurgia orale e paradontologica; compilare il questionario anamnestico; rilevare alcuni parametri quali il battito cardiaco, la pressione arteriosa omerale, secondo protocolli specificatamente predisposti; insegnare ai pazienti le tecniche per il mantenimento della salute oro-dentale; coadiuvare l’odontoiatra al fine di organizzare i soccorsi per le emergenze che si potrebbero verificare durante l’attività, provvedere alla pulizia e sterilizzazione degli ambienti, degli strumenti e delle attrezzature; svolgere attività di segreteria, tenere i contatti su delega dell’odontoiatra, con i fornitori di materiali, dispositivi medici ed attrezzature. Il corso, della durata di 200 ore, si è tenuto in due edizioni, la prima da aprile 2005 a novembre 2005, la seconda da settembre 2005 a marzo 2006. «Con questa iniziativa - nota il Direttore Generale dell’Ulss 5 Daniela Carraro - la Regione del Veneto in collaborazione con l ‘Associazione Nazionale Dentisti Italiani e l’Associazione Italiana Assistenti Studi Odontoiatrici, ha inteso delineare con chiarezza il ruolo delle Assistenti che operano nel settore delle cure odontoiatriche identificandone il profilo professionale e disciplinandone il percorso formativo, e ciò per garantire la qualità delle prestazioni e tutelare gli stessi operatori». La signora Girardi ha aggiunto: “Sono diversi anni che ci battiamo per raggiungere questo traguardo che per noi costituisce un punto di arrivo e contemagosto 2006 quarantuno i neo diplomati in assistenza odontoiatrica poraneamente di partenza, essendo il cittadino-cliente e la sua salute “oro-dentale” il nostro primo obiettivo”. I premiati, alla presenza del Direttore Generale dell’Ulss 5, avv. Daniela Carraro, del Direttore Medico Ospedaliero, dr. Domenico Mantoan e della sig.ra Anna Maria Girardi, Segretaria Nazionale dell’A.I.A.S.O., sono: Luisa Balzarin, Alessia Benetti, Monica Cattazzo, Carmen Dalla Benetta, Debora Dalla Benetta, Cheti Dalla Riva, Tiziana Dalla Riva, Serenella De Franceschi, Elisabetta Dubois, Sabrina Folco, Martina Galiotto, Raffaella Gambarotto, Marta Ghiotto, M. Cristina Lorenzi, Marinella Lucia Maistrello, Federica Marchesini, Rita Martini, Elisa Meggiolaro, Edda Michelotto, Elisa Montesello, Marta Olivan, Debora Oliviero, Elisa Peretto, Daniela Pezzelato, Lisa Poli, Eddi Pretto, Lorena Pretto, Tiziana Refatto, Alexandra Sava, Cinzia Segato, Adriana Serpe, Antonia Silvestro, Laura Stangoni, Flavia Tovo, M. Antonietta Tullo, Paola Urbani, Paola Volpiana, Magda Zamunaro, Lucia Zarantonello, Paola Zarantonello. Un momento della consegna dei diplomi con Daniela Carraro, Anna Maria Girardi e una partecipante al corso. Lorenzo Magrin 17 Territorio Parent Training a lezione i genitori di bambini con difficoltà di attenzione e iperattività T raining, in italiano “addestramento”. Parent Training, quindi, come percorso formativo per aiutare i genitori a intervenire sul comportamento dei figli e ad assumere consapevolmente le proprie responsabilità educative. L’Ulss 5 è impegnata nella realizzazione di un corso di formazione per genitori di bambini con difficoltà di attenzione e iperattività, basato sul modello di Parent Training del Prof. Salvatore Soresi dell’Università di Padova. Idea generativa del corso è la consapevolezza che tutti i bambini possono presentare, in determinate situazioni, predisposizione a distrarsi e commettere errori durante attività prolungate e ripetitive. Per alcuni soggetti, però, queste modalità di comportamento si presentano in tutti i contesti compromettendone l’attività sociale e scolastica. L’attività della nostra Ulss mira a dare risposta al bisogno dei genitori che, preoccupati di commettere errori, si rivolgono a noi per trovare aiuto nella gestione del comportamento dei figli. Con la mancata diagnosi dell’iperattività, alcuni bambini iperattivi vengono puniti perché considerati discoli e Confronto pre-post del punteggio medio Buona la risposta da parte della popolazione ai due corsi proposti: hanno partecipato rispettivamente 26 e 25 genitori di 27 bambini dai 4 ai 14 anni. I genitori sono stati presenti agli incontri in media 7 volte su 8, hanno svolto i compiti per casa 5 volte su 6 ed hanno raggiunto il “criterio di padronanza” nel 82,64% dei casi. Positivi anche i risultati delle analisi statistiche: vi è una riduzione dei valori di “iperattività” e “disattenzione” fra la rilevazione prima e quella dopo il corso di Parent Training. maleducati. Tale distorsione non produce che ulteriore disagio nel bambino e tensione in famiglia. L’intervento dei Servizi si inserisce per dare corrette informazioni e stabilire priorità e specificità di intervento (attività possibile grazie alla DGR 4222/03). Questi gli interventi attivati: • Attività di parent-training: 2 cicli di 8 incontri ciascuno (maggio ‘05 e aprile ‘06) a cui hanno partecipato 51 genitori. • Attività di consulenza psicologica a carattere preventivo nelle scuole primarie su richiesta e in collaborazione con gli istituti scolastici: presenza dello psicologo nelle classi come osservatore, seguita da un incontro con gli insegnanti per fornire indicazioni educative e comportamentali (16 gli alunni monitorati nell’a.s. 2005/06, che si aggiungono ad altri già da tempo seguiti dal Servizio). Nello specifico, la “Scuola per Genitori” è un gruppo di lavoro finalizzato a: • restituzione di un ruolo attivo alla famiglia; • chiarimento delle informazioni sulle caratteristiche del disturbo e sul trattamento; • evidenziazione delle difficoltà e delle potenzialità del bambino; • organizzazione di un ambiente supportante; • insegnamento dei principi che regolano il comportamento e lo sviluppo psicologico dei figli; • apprendimento delle tecniche di osservazione del comportamento senza l’utilizzo di giudizi qualitativi; • insegnamento di strategie educative efficaci alternative alla punizione. Francesca Concato 18 agosto 2006 Territorio Educazione alla salute S ta per nascere, all’interno dell’Ulss 5, un gruppo di lavoro per la progettazione in rete di interventi di Educazione alla Salute in ambito Europeo. Il corso per la realizzazione di questo ambizioso progetto, indirizzato a 16 dipendenti dei servizi territoriali, si è tenuto il 15 e il 16 maggio presso la Direzione del Distretto Socio Sanitario a Montecchio Maggiore, grazie all’organizzazione del dr. Venceslao Ambrosini - Direttore dell’Unità Operativa Complessa Materno Infantile. creatività in rete per le nuove iniziative «Gli operatori del Territorio - sottolinea il dr. Elvio Pistaffa, Direttore del Distretto Socio Sanitario - dimostrano ancora una volta creatività e interesse per il miglioramento della qualità dei servizi. Si tratta di iniziative concrete, destinate alla reale crescita della nostra Ulss e delle offerte ai cittadini, in particolare nel campo dell’educazione e della prevenzione». Venceslao Ambrosini Il progetto del dr. Ambrosini si inserisce in una più ampia proposta della Regione Veneto atta a “voler portare la salute” in Europa. Nove le principali sezioni del corso: • Finalità della progettazione europea e coinvolgimento delle strutture socio sanitarie. Obiettivo: rendere consapevoli i partecipanti sulle finalità e le potenzialità della progettazione europea. Relatore: dr. Venceslao Ambrosini dell’Ulss 5; • La storia, gli orientamenti, la normativa, le linee guida europee relative alla progettazione. Obiettivo: conoscenza del quadro normativo. Relatore: dr. Luigi Bertinato - Dirigente Servizio per i rapporti sociosanitari internazionali della Regione del Veneto; • Progettazione partecipata: analisi di fattibilità e pertinenza, valutazione dell’efficacia/efficienza degli interventi. Obiettivo: acquisire capacità di analisi qualitativa/quantitativa dei bisogni della popolazione e di valutazione dell’efficienza/efficacia degli interventi. Relatori: dr. Luigi Bertinato e dr.ssa Eleonora Martinello - Dirigenti Ufficio Bruxelles della Regione del Veneto; • Strategie e metodi per la progettazione partecipata degli interventi di Educazione alla Salute in ambito europeo. Obiettivo: acquisire competenze e metodologie della progettazione partecipata. Relatore: dr.ssa Eleonora Martinello; • Project-work. Obiettivo: acquisire capacità di trasferire in progetti concreti i contenuti teorici. Relatore: dr.ssa Eleonora Martinello; • Presentazione ed analisi del progetto “Il problema agosto 2006 HIV negli immigrati dell’est e del Sud Europa”. Obiettivo: favorire la consapevolezza sugli aspetti di criticità/agio legati alle metodologie della progettazione partecipata. Relatore: Silvana Menichelli e Eva Baldassari del Centro Regionale di Riferimento per la Promozione della Salute - Verona - Regione del Veneto; • Presentazione ed analisi del progetto “Europe for patients”. Obiettivo: acquisire ed approfondire strategie di pianificazione degli interventi. Relatore: Simonetta Scaramagli dell’Ulss 10 San Donà di Piave; • Projet-work pratico. Obiettivo: sviluppare la capacità di trasferire in micro-progetti i contenuti appresi. Relatore: dr.ssa Eleonora Martinello; • Test di apprendimento e questionario di gradimento. Verifica dell’evento formativo. Obiettivo: verificare il livello di apprendimento e l’impatto dell’iniziativa sui partecipanti. 19 Territorio Identità e culture straniere i ragazzi e l’integrazione I l giovane straniero somiglia molto al coetaneo italiano e come questi è alla ricerca di una propria individualità: il suo percorso da un lato può essere complicato dalla forzata appartenenza a una “doppia cultura” e dal cammino migratorio, dall’altro questa stessa esperienza sembra imprimere una marcia in più al superamento dei momenti di impasse del suo percorso evolutivo. Ciò di cui gli adolescenti stranieri sembrano aver bisogno è proprio il riconoscimento che il loro “essere migranti” rappresenta un valore aggiunto per se stessi e un catalizzatore di energie per il contesto in cui stanno crescendo. Sono questi i dati emersi dal servizio “Spazio Ascolto” dell’Ulss 5, lo sportello di consulenza psicologica che opera all’interno degli Istituti Superiori per rispondere alle esigenze dei giovani. Negli Anni Scolastici 2004-05 e 2005-06 sono stati 570 gli studenti che hanno usufruito di questo servizio. Di questi il 9,3% Nelle caratteristiche specifiche degli “immigrati” (età media 16 anni) si osserva rispetto ai compagni italiani: - che i genitori, pur avendo titoli superiori ai genitori dei compagni italiani, svolgono lavori di bassa specializzazione. Hanno quindi un basso livello economico; - oltre la metà dei ragazzi segnala alta conflittualità familiare; difficile il dialogo inter e intragenerazionale anche a seguito della “doppia appartenenza” dei figli; - le capacità di “resilienza” dei giovani immigrati appaiono nettamente superiori a quelle dei coetanei italiani, mentre la progettualità assume nei loro racconti una definizione più concreta e realistica: oltre metà dei ragazzi progetta un futuro nel proprio paese di origine; - l’investimento emotivo nelle relazioni con l’altro sesso è molto elevato (specie nelle femmine): 2/3 dei ragazzi hanno una relazione sentimentale in corso, e anche l’attività sessuale è più precoce che nei coetanei italiani. Nella scelta del partner sembra contare molto la vicinanza etnica; - gli episodi di puro razzismo segnalati riguardano una piccola minoranza ma quasi tutti segnalano una difficoltà ad essere accettati da gruppi informali. Per i giovani immigrati i luoghi di possibile integrazione sono la scuola o le società sportive. Anche nelle amicizie viene privilegiata la vicinanza 20 sono figli di extra-comunitari. La “domanda” di consulenza dei ragazzi “immigrati” appare sovrapponibile a quella dei coetanei italiani: le difficoltà di rendimento scolastico, le relazioni critiche con amici o partner e i conflitti familiari sono le tematiche più sentite da tutti i ragazzi. Non mancano però le differenze. La domanda dello studente straniero risulta essere più “urgente” e ripone maggiore fiducia nel consulente; la sua richiesta è quindi quasi sempre esplicitata come vera e propria richiesta di aiuto. In ambito scolastico, i problemi di rendimento sono spesso strettamente connessi a difficoltà linguistiche e anche la scelta scolastica risente di questo limite: i ragazzi “immigrati” scelgono percorsi formativi più brevi e professionalizzanti. Franca Silvestri etnica: per africani o indiani le occasioni di incontro con coetanei sono spesso legate a eventi di tipo religioso o tradizionale, mentre in genere c’è poca possibilità di frequentarsi fra etnie diverse. L’attività dello Spazio Ascolto si colloca all’interno delle attività previste dal “Progetto Geyser” finanziato dalla DGR. 4222/03 le cui finalità generali sono la prevenzione del disagio nella fascia giovanile (14-20 anni). agosto 2006 Servizio farmaceutico Farmacie di turno continuato giorno e notte Dalle ore 8.45 di ogni sabato alle ore 8.45 del sabato successivo Il servizio di turno viene effettuato per i casi di effettiva necessità e/o su presentazione di ricetta medica. Il servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci urgenti è attivo tutte le notti dalle ore 22.00 alle ore 8.45 del mattino successivo e nei giorni festivi tramite A.N.C.R. - tel. 0444 964525 Periodo Comune dal 26 agosto Valdagno al 02 settemb. Castelgomberto Arzignano Lonigo dal 02 settemb. Valdagno al 09 settemb. Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 09 settemb. Cornedo Vic.no al 16 settemb. Chiampo Arzignano Brendola dal 16 settemb. Valdagno al 23 settemb. S.P. Mussolino Montecchio Magg. Zermeghedo Alonte dal 23 settemb. Recoaro Terme al 30 settemb. Cornedo Vic.no Arzignano Lonigo dal 30 settem. Valdagno al 07 ottobre Crespadoro Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 07 ottobre Valdagno al 14 ottobre Brogliano Arzignano Sarego dal 14 ottobre Valdagno al 21 ottobre Altissimo Montecchio Magg. Gambellara dal 21 ottobre Valdagno al 28 ottobre Trissino Arzignano Lonigo Farmacia Dall’Ara dr. Paolo via F. Filzi, 12 (S. Quirico) Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 1 Fondazione Miotti via Roma, 1 1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 Pagani dr. Roberto via XXIV Maggio, 4 Bellosi dr. Corrado via Monte Cengio, 5 Gambin dr. Alberto via G. Zanella, 35 1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) 3 Liviero snc via B. Croce, 2 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1 Bertotti dr. Giorgio piazza S. Savina, 1 Borgo dr.ssa Paola via Roma, 1/3 Rigo dr. Paolo via Cavour, 32 1 Marchi snc via 4 Martiri, 78 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34 1 Bason dr. Sandro viale Trento, 68 Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio, 16 1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti, 12 Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari, 16 Pasetti dr. Antonio via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale) Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15 1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 Aliani dr. Stefano via Roma, 2 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A Cooperativa Arl via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24 1 Zanoni dr. Angelo via Mazzini, 3 1 Cardi snc via Garibaldi, 1 Telefono Note 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 0445 402786 0444 696395 0444 649042 0445 951165 0444 623118 0444 482408 0444 400836 0445 401136 0444 687675 0444 699118 0444 685756 0444 439396 0445 75057 0445 951026 0444 671489 0444 830002 0445 401004 0444 429013 0444 696059 0444 649030 0445 414389 0445 947404 0444 670085 0444 830516 0445 401614 0444 487055 0444 696140 0444 444058 0445 413665 0445 962021 0444 670174 0444 830076 aperta sabato pom.02.09.06 aperta sabato pom.02.09.06 aperta sabato pom.09.09.06 aperta sabato pom.09.09.06 aperta sabato pom.16.09.06 aperta sabato pom.16.09.06 aperta sabato pom.23.09.06 aperta sabato pom.23.09.06 aperta sabato pom.30.09.06 aperta sabato pom.30.09.06 aperta sabato pom.07.10.06 aperta sabato pom.07.10.06 aperta sabato pom.14.10.06 aperta sabato pom.14.10.06 aperta sabato pom.21.10.06 aperta sabato pom.21.10.06 aperta sabato pom.28.10.06 aperta sabato pom.28.10.06 dal 28 ottobre Recoaro Terme al 04 novem. Valdagno Chiampo Montorso Vic.no Montecchio Magg. Grancona dal 04 novem. Valdagno al 11 novem. Castelgomberto Arzignano Lonigo dal 11 novem. Valdagno al 18 novem. Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 18 novem. Cornedo Vic.no al 25 novem. Chiampo Arzignano Brendola dal 25 novem. Valdagno al 02 dicem. S.P. Mussolino Montecchio Magg. Zermeghedo Alonte dal 02 dicem. Recoaro Terme al 09 dicem. Cornedo Vic.no Arzignano Lonigo dal 09 dicem. Valdagno al 16 dicem. Crespadoro Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 16 dicem. Valdagno al 23 dicem. Brogliano Arzignano Sarego dal 23 dicem. Valdagno al 30 dicem. Altissimo Montecchio Magg. Gambellara dal 30 dicem. Valdagno al 06 gennaio Trissino Arzignano Lonigo dal 06 gennaio Recoaro Terme al 13gennaio Valdagno Chiampo Montorso Vic.no Montecchio Magg. Grancona Dal Lago dr. Eddo via V. Emanuele, 13 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Bezzan snc via B. Dal Maso, 4 Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38 1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.) 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis Dall’Ara dr. Paolo via F. Filzi, 12 (S. Quirico) Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 1 Fondazione Miotti via Roma, 1 1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 Pagani dr. Roberto via XXIV Maggio, 4 Bellosi dr. Corrado via Monte Cengio, 5 Gambin dr. Alberto via G. Zanella, 35 1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) 3 Liviero snc via B. Croce, 2 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1 Bertotti dr. Giorgio piazza S. Savina, 1 Borgo dr.ssa Paola via Roma, 1/3 Rigo dr. Paolo via Cavour, 32 1 Marchi snc via 4 Martiri, 78 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34 1 Bason dr. Sandro viale Trento, 68 Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio, 16 1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti, 12 Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari, 16 Pasetti dr. Antonio via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale) Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15 1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 Aliani dr. Stefano via Roma, 2 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A Cooperativa Arl via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24 1 Zanoni dr. Angelo via Mazzini, 3 1 Cardi snc via Garibaldi, 1 Dal Lago dr. Eddo via V. Emanuele, 13 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Bezzan snc via B. Dal Maso, 4 Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38 1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.) 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis 1 la farmacia rimane chiusa il sabato mattino della settimana successiva al turno per recupero 2 la farmacia rimane chiusa il mercoledì mattino della settimana successiva al turno per recupero 3 la farmacia rimane chiusa il giovedì mattino della settimana successiva al turno per recupero 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 0445 402786 0444 696395 0444 649042 0445 951165 0444 623118 0444 482408 0444 400836 0445 401136 0444 687675 0444 699118 0444 685756 0444 439396 0445 75057 0445 951026 0444 671489 0444 830002 0445 401004 0444 429013 0444 696059 0444 649030 0445 414389 0445 947404 0444 670085 0444 830516 0445 401614 0444 487055 0444 696140 0444 444058 0445 413665 0445 962021 0444 670174 0444 830076 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 aperta sabato pom.04.11.06 aperta sabato pom.04.11.06 aperta sabato pom.04.11.06 aperta sabato pom.11.11.06 aperta sabato pom.11.11.06 aperta sabato pom.18.11.06 aperta sabato pom.18.11.06 aperta sabato pom.25.11.06 aperta sabato pom.25.11.06 aperta sabato pom.02.12.06 aperta sabato pom.02.12.06 aperta sabato pom.09.12.06 aperta sabato pom.09.12.06 aperta sabato pom.16.12.06 aperta sabato pom.16.12.06 aperta sabato pom.23.12.06 aperta sabato pom.23.12.06 aperta sabato pom.30.12.06 aperta sabato pom.30.12.06 aperta sabato pom.06.01.07 aperta sabato pom.06.01.07 aperta sabato pom.13.01.07 aperta sabato pom.13.01.07 aperta sabato pom.13.01.07 Territorio Pediatri nel territorio nasce la Carta dei Servizi del Pediatra di Libera Scelta U un po’ di ordine tra i pediatri dell’Ovest Vicentino. È a disposizione di tutti genitori del territorio dall’Ulss 5 la nuova Carta dei Servizi del Pediatra di Libera Scelta, lo strumento studiato per facilitare la conoscenza e le modalità di accesso alle prestazioni offerte dai pediatri del territorio. Dal primo dicembre 2005, infatti, tutti i pediatri di famiglia hanno concordato con l’Ulss 5 di sperimentare la realizzazione di forme di lavoro associato nei vari ambiti territoriali. Un lavoro frutto della collaborazione della categoria con l’Unità Operativa Complessa Materno-Infantile. Obiettivi della pubblicazione sono il miglioramento dell’informazione e della comunicazione ai genitori dei bambini e assicurare una maggiore copertura ambulatoriale e assistenziale, garantendo la presenza nell’arco dell’intera giornata e al sabato mattina. La pratica guida che fotografa la situazione pediatrica dell’area è in distribuzione gratuita a tutti i genitori presso gli ambulatori pediatrici del territorio. Venceslao Ambrosini U.O.C. Materno-Infantile Associazionismo della Pediatria di Libera Scelta Punto Salute Nord pediatra lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì Cracco 9,00 -12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-18,30 Fusco 9,00-12,00 16,00-18,30 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 Mascarello 16,00-18,00 9,00-11,30 9,00-11,30 16,00-18,00 9,00-11,30 Prandoni 16,00-19,00 9,00-11,00 16,00-18,00 9,00-11,00 9,00-11,00 Ronconi 9,30-12,00 9,30-12,00 16,00-19,00 16,00-19,00 9,30-12,00 Sambugaro 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-18,30 Sassolino 9,00-11,30 9,00 -11,30 16,00-18,00 9,00-11,30 16,00-19,00 Trevisan 9,00-11,30 16,00-18,30 9,00-11,30 16,00-18,30 9,00-11,30 pediatra ambulatori Dr. Cracco Franco Cornedo - piazza Aldo Moro, 13 0445 446181 Dr. Fusco Fabrizio Valdagno - piazza Roma, 4 0445 401935 Dr.ssa Mascarello Nicoletta Trissino - piazza Mazzini, 7 0445 490600 Dr. Prandoni Stefano Valdagno - via Madonnetta 0445 402590 Dr. Ronconi Massimo Castelgomberto - via Villa, 26/F 0445 947766 Dr.ssa Sambugaro Daniela Valdagno - piazza Roma, 4 0445 403689 Dr.ssa Sassolino Stefania Trissino - piazza Mazzini, 7 0445 490331 Dr.ssa Maria C. Trevisan Recoaro - via Campogrosso, 20 0445 76494 agosto 2006 telefono 23 Territorio Punto Salute Centro pediatra lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì Bonati 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 Danda 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 Ferrari 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-19,00 Fortunato 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 Fraccarolo 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-19,00 Gallo 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 Usai 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 Sartori Zamorani pediatra ambulatori telefono Dr. Bonati Saverio Arzignano - largo De Gasperi,11 0444 676122 Dr. Danda Riccardo Arzignano - largo De Gasperi,11 0444 453244 Dr. Ferrari Giulio Arzignano - via Fiume, 38 0444 676464 Dr.ssa Fortunato Elena Chiampo - via Pieve, 83 0444 623091 Dr. Sartori Michele Arzignano - via Fiume, 38 0444 450341 Dr. Fraccarolo Antonio Alte di Mont. Mag. - via Da Vinci, 42 0444 694978 Dr. Gallo Roberto Brendola - p.tta B. Russell, 1 0444 401311 Dr.ssa Usai Aurora Montecchio Mag. - via B.ta Stella, 7 0444 490620 Dr.ssa Zamorani Edgarda Alte di Mont. Mag. - via Da Vinci, 42 0444 697998 Punto Salute Sud pediatra lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-19,00 9,00-12,00 14,00-17,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 15,00-18,00 16,00-19,00 9,00-12,00 9,00-12,00 16,00-18,00 16,00-19,00 9,00-12,00 16,00-18,00 16,00-19,00 8,00-10,00 16,00-18,00 8,00-10,00 Amanatidu D’Avino Diana Tegazzini pediatra ambulatori Dr.ssa Amanatidu Eleni Montebello - via Pesa, 19 338 1019888 Dr. D’Avino Andrea Lonigo - via C. Battisti 340 1766844 Dr.ssa Diana Rosalia Lonigo - via del Macello 0444 833742 Dr. Tegazzini Aldo Lonigo - via Ognibene, 2 368 285096 24 telefono agosto 2006 La presente Carta dei Servizi è redatta secondo le indicazioni della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27/01/1994 “Principi sull’erogazione dei servizi pubblici” e del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19/05/1995 relativo alla “Carta dei servizi pubblici sanitari”. La riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, avviata dai decreti legislativi n. 502/92 e n. 517/93, proseguita con D. L.vo n. 229/99, ha stabilito i ruoli delle Regioni, delle Aziende, dei Distretti e delle organizzazioni sindacali, nelle diverse articolazioni territoriali anche in relazione all’assistenza rivolta ai minori offerta e garantita dai pediatri di famiglia con lo scopo di migliorare qualitativamente l’assistenza attraverso un ricorso più appropriato delle prestazioni sanitarie. Il pediatra di famiglia è parte integrante ed essenziale dell’organizzazione sanitaria complessiva e opera funzionalmente a livello distrettuale per l’erogazione delle prestazioni demandategli dal Piano Sanitario Nazionale. Riferimenti legislativi: Quali sono le prestazioni a carico dell’assistito: alcune “prestazioni professionali” effettuate dal Pediatra di Famiglia non sono previste in “regime di convenzione”, cioè sono prestazioni che non rientrano nei compiti previsti dal Servizio Sanitario Nazionale. Tali prestazioni, alcune delle quali sono di seguito elencate, vengono effettuate a pagamento secondo il tariffario professionale pediatrico. • Visite e prescrizione nei confronti di bambini non iscritti nell’elenco dei propri assistiti • Visite ai bambini residenti in altro comune che occasionalmente si trovino fuori sede • Certificati per lo sport, al di fuori di quelli previsti per legge per l’ambito scolastico • Certificati richiesti dalle colonie, soggiorni estivi, campi scout, ecc. • Certificati richiesti ad uso assicurativo • Certificati in genere che non siano compresi tra quelli riportati nel paragrafo precedente • Esecuzione di vaccinazioni non obbligatorie • Ogni altra richiesta professionale che non rientri in quelle previste dagli Accordi nazionali o regionali Pronto Soccorso Pediatrico: l’accesso al Pronto Soccorso Pediatrico è riservato esclusivamente ad eventi e/o situazioni urgenti non rimandabili. L’accesso improprio al Pronto Soccorso per problematiche banali o gestibili a livello ambulatoriale determina affollamento e disfunzione a discapito di chi ne ha veramente bisogno. Chi ne usufruisce impropriamente è soggetto a pagamento del ticket. La comunicazione, anche telefonica, tra pediatra di famiglia ed ospedale è una modalità importante per dare continuità all’assistenza nel territorio. Avv.to Daniela Carraro Il Direttore Generale Gentili Genitori, abbiamo realizzato questa carta dei Servizi per presentare in modo semplice e comprensibile l’attività del Pediatra di Libera Scelta che seguirà il Vostro bambino nella sua crescita. In particolare, potete consultare questa guida per conoscere le modalità d’accesso a tutte le prestazioni del Pediatra. Nella speranza di rendere un Servizio utile e gradito per tutti i genitori, porgiamo a Voi e alle Vostre Famiglie i più cordiali saluti. La carta dei servizi del pediatra di libera scelta Distretto Socio-sanitario U.O.C. Materno-Infantile Pediatri di Libera Scelta Chi è: il pediatra di famiglia è medico specialista in pediatria. Egli è parte attiva e qualificante del Sistema Sanitario Nazionale essendo preposto alla tutela dell’infanzia, dell’età evolutiva e dell’adolescenza. Il Pediatra di Libera Scelta (di famiglia) L’associazione dei pediatri: ❑ ❑ ❑ ❑ Alla Carta dei Servizi è allegato il prospetto dei pediatri in associazione del proprio territorio con il numero di telefono e l’orario degli ambulatori. PUNTO SALUTE NORD (Brogliano, Castelgomberto, Cornedo, Recoaro, Trissino, Valdagno) PUNTO SALUTE CENTRO (Altissimo, Arzignano, Chiampo, Crespadoro, Montorso, Nogarole , S. Pietro Mussolino) PUNTO SALUTE CENTRO (Brendola, Montecchio Maggiore) PUNTO SALUTE SUD (Alonte, Gambellara, Grancona, Lonigo, Montebello, Sarego, Zermeghedo). Le Associazioni dei pediatri di libera scelta nella nostra AULSS coincidono con il territorio dei: Durante i giorni della settimana un assistito, in caso di problemi che non possono essere rimandati sino all’apertura dell’ambulatorio del proprio medico, può rivolgersi agli altri pediatri in associazione previo contatto telefonico. Non bisogna rivolgersi ad un altro pediatra per comodità di orario, per fare confronti o per sentire pareri diversi. Il sabato mattino è aperto a rotazione tra i pediatri in associazione un ambulatorio dalle ore 8 alle ore 12. L’accesso a tale ambulatorio è consentito per l’effettuazione di visite per patologie urgenti insorte durante la notte del venerdì e/o del sabato mattina. Per conoscere l’ambulatorio di turno al sabato mattino basta telefonare all’ambulatorio del proprio pediatra la cui segreteria telefonica darà l’informazione richiesta. Dal 1° dicembre 2005 i pediatri di famiglia hanno concordato di sperimentare la realizzazione di forme di lavoro associato nei vari ambiti territoriali dell’Aulss. L’obiettivo è di assicurare una maggiore copertura ambulatoriale e assistenziale nell’arco dell’intera giornata e al sabato mattina. Ogni pediatra rimane responsabile della cura dei propri assistiti, inoltre coordina l’orario del proprio ambulatorio con quello degli altri colleghi in associazione. Ciò permette di assicurare maggiore disponibilità e copertura oraria ambulatoriale giornaliera dal lunedì al venerdì, che si estende attualmente fino a sei ore al giorno. Chi si iscrive: Ogni nuovo nato viene iscritto al pediatra di famiglia presso il Distretto (Punto Salute) del proprio ambito territoriale. Tale scelta permane fino all’età di 14 anni; dopo il 6° anno di età il genitore del bambino può scegliere di iscrivere il proprio figlio al medico di medicina generale. Vi è inoltre la possibilità di mantenere la scelta del pediatra fino al 16° anno di età. Tale possibilità è determinata da particolari problematiche e regolata da precise disposizioni valutate e definite in seno al Comitato aziendale. Cosa fa: svolge funzioni di prevenzione, cura, riabilitazione e continuità assistenziale per l’età pediatrica. Collabora in forma attiva con l’organizzazione distrettuale nella realizzazione di programmi e obiettivi finalizzati alla tutela della salute dell’infanzia, della madre e della famiglia secondo le modalità e gli obiettivi dei Progetti regionali Cure Primarie e Salute Infanzia. Dov’è: il pediatra svolge di norma l’attività presso il proprio studio professionale, aperto ai pazienti per 5 giorni alla settimana, o a domicilio del paziente, nei casi in cui il pediatra ritiene che il bambino sia intrasportabile. In questo caso vengono garantite in giornata le visite richieste entro le ore 10.00. La sede più adatta alla valutazione del paziente resta comunque l’ambulatorio, dove il pediatra ha la possibilità di avvalersi di tutte le informazioni raccolte su computer o archivio cartaceo e di utilizzare alcuni strumenti diagnostici rapidi utili per la gestione più corretta dei problemi del piccolo paziente. Come si contatta: Esiste un sistema di prenotazione delle visite, gestito attraverso il telefono, che viene attivato con modalità ed orari stabiliti, diversi per ogni pediatra. E’ quindi utile che i genitori chiedano direttamente al pediatra da loro scelto, la organizzazione del suo lavoro con orari e numero di telefono, che sono anche esposti fuori dell’ambulatorio e in sala d’attesa. messaggio promozionale Prevenzione Skin Cancer Day 365 giorni all’anno di prevenzione U na giornata dedicata all’educazione sui tumori della pelle. Il 6 maggio si è svolta in tutta Italia “Skin Cancer Day”, giornata promossa dalla Società Italiana di Dermatologia e dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani con il patrocinio del Ministero della Salute. Questo è il terzo anno che la nostra Ulss aderisce a “Skin Cancer Day”, consapevole che l’iniziativa può incrementare la cultura della prevenzione, intesa sia come diagnosi precoce, sia come limitazione dei fattori di rischio. Dopo due edizioni a Montecchio M., “Skin Cancer Day 2006” si è svolto a Lonigo: una visita gratuita per spiegare come “guardare la propria pelle”, per non trascurare variazioni di forma, di colore e di dimensione di tutte le “macchie” del corpo. Quest’iniziativa si aggiunge a un’attività ambulatoriale già consolidata nella nostra Ulss: l’“ambulatorio multidisciplinare per i tessuti cutanei e il melanoma” di Valdagno coordinato dal Dr. Pietro Mainente dell’Unità Modalità di accesso all’ambulatorio Valdagno: martedì dalle 15.00 presso l’Ambulatorio n.1 dell’Ospedale Vecchio Lonigo: giovedì dalle 15.00 presso l’Ambulatorio n.4 La prenotazione della visita avviene tramite il Centro Unico di Prenotazione con impegnativa del medico curante, riportando sulla prescrizione “Visita chirurgica per controllo nei” con opzione su Valdagno o Lonigo a seconda della residenza. Prevista una corsia preferenziale per i pazienti per i quali sia stata consigliata exeresi urgente. Operativa di Chirurgia. Da gennaio 2005 è inoltre attivo un ambulatorio nell’ospedale di Lonigo, con attività chirurgica di asportazione di lesioni cutanee sospette presso il Day Surgery. Dopo quattro anni di attività i risultati sono confortanti: sono stati trattati 63 casi di melanoma cutaneo. La particolare attenzione rivolta ai tumori maligni della pelle deriva dalla loro elevata frequenza. In Italia ogni anno si osservano circa 135 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, per un totale di oltre 65.000 nuovi malati. Questi dati vanno interpretati correttamente: oltre il 90% di questi tumori sono carcinomi che una volta asportati chirurgicamente non necessitano di ulteriori trattamenti e hanno un rischio praticamente nullo di dare metastasi. Ben diverso invece è il caso dei melanomi, che presentano un’incidenza di 10-12 casi ogni 100.000 abitanti e che necessitano di trattamento chirurgico aggiuntivo, sia locale che loco-regionale, la cosiddetta Biopsia Linfonodo Sentinella (cioè l’asportazione del linfonodo possibile sede di metastasi, utilizzando un tracciante vitale radiomarcato e una sonda per la ricerca dei raggi gamma intraoperatoria). Il melanoma infatti è più pericoloso dei carcinomi sia perché è a maggior rischio di metastasi, sia perché le terapie oncologiche, cosiddette adiuvanti (radio e chemioterapia), sono poco efficaci. Pietro Mainente Pace, integrazione e dialogo la parola ai giovani M essaggi di Pace. Non avrebbe potuto avere titolo più significativo la pubblicazione realizzata dagli studenti dell’Istituto Comprensivo 1°, Scuola Media “Anna Frank” di Montecchio Maggiore. L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione del progetto “Parliamo al Parlamento Europeo”, promosso dal Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss 5 e rivolto agli studenti di 18 scuole, tra primarie, secondarie di primo grado e superiori. La tematica proposta quest’anno è stata proprio “Messaggi di Pace”: argomento vasto e variegato che ha permesso agli studenti la realizzazione di idee creative 28 sviluppate in diverse direzioni. La risposta della scuola “Anna Frank” di Montecchio M. è stata la produzione di una pubblicazione in cui si raccontano esperienze e situazioni diverse. Tematiche di ampio respiro come dialogo tra culture, integrazione, diritti umani e ambiente vengono trattate mantenendo sempre un contatto con la realtà dei ragazzi, che intervengono con le proprie idee, esperienze e speranze. Antonella Pinzauti agosto 2006 Prevenzione Infortuni agli occhi una campagna di prevenzione dello Spisal I nfortuni agli occhi nell’ambiente di lavoro sotto osservazione grazie alla campagna di prevenzione avviata dal Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Ulss 5. «Si tratta di infortuni possibili in tutti i settori produttivi - sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss Daniela Carraro - ma la frequenza maggiore si registra nel metalmeccanico, produzione di motori ed apparecchiature elettriche, edilizia e agricoltura». La campagna prevede l’invio di una lettera a tutte le aziende già interessate da un infortunio agli occhi per suggerire una revisione delle misure di prevenzione. In secondo luogo vengono proposte le Linee Guida per la Prevenzione degli Infortuni agli Occhi, per indirizzare i datori di lavoro nell’analisi del rischio, nell’individuazione di misure di prevenzione e protezione, nell’addestramento dei lavoratori e nelle verifiche periodiche. «Nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni di lieve entità - aggiunge il Direttore dello Spisal e del Dipartimento di Prevenzione Dr. Adolfo Fiorio - tuttavia una parte di questi può provocare danni permanenti alla vista, con conseguenze per l’attività lavorativa e per la vita di relazione. Va considerato inoltre il danno economico e sociale, legato alle giornate di lavoro perse e agli alti costi connessi agli infortuni». Dal 2001 lo Spisal ha attivo un Osservatorio Infortuni Infortuni accaduti in Aziende nel territorio dell’Ulss 5 Ulss 5 2003 2004 2005 Totale n° infortuni 4154 4001 3619 Totale n° infortuni occhi 632 (15,21%) 554 (13,84%) 534 (14,75%) 1799 1735 Totale giorni di prognosi 1971 per infortuni occhi (*) (*) giorni di prognosi del 1° certificato di Pronto Soccorso Infortuni agli occhi suddivisi per giorni di prognosi numero infortuni Giorni di prognosi 2003 2004 2005 0-3 539 453 445 4-9 84 94 82 10 - 19 9 6 4 = > 20 - 1 3 per rilevare ed analizzare tutti gli infortuni sul lavoro delle aziende del territorio. Questo strumento, che si basa sui primi certificati di infortunio sul lavoro redatti dal Pronto Soccorso, permette di valutare l’andamento degli infortuni e di indirizzare le iniziative di prevenzione basandosi su dati obiettivi. Adolfo Fiorio Giornata Nazionale del Malato Oncologico L’ il racconto di uno dei protagonisti della manifestazione incontro era stato fissato per concordare una serie di conferenze su temi come la malattia, il dolore e il senso della vita. La dr.ssa Cristina Oliani, responsabile del servizio oncologia dell’Ulss 5, senza darci tempo di proferire parola, ci presentò l’iniziativa del 4 giugno “Giornata Nazionale del Malato Oncologico”, suggerendoci di promuovere degli eventi nelle diverse realtà del territorio dell’Ulss 5. È cominciata allora la sarabanda organizzativa: telefonate, mail e incontri nella sede Andos e l’intraprendenza della sig.ra Piera Pozza che sfornava idee e le concretizzava a getto continuo. E volantini, inviti, manifesti hanno incominciato a punteggiare i muri, gli uffici, i negozi e ogni spazio disponibile e raggiungibile. I Comuni hanno dato il patrocinio e la Direzione Generale ha appoggiato l’iniziativa sia con materiale che con supporto informativo. Così si sono tenuti i dibattiti, abbiamo percorso i sentieri di Montecchio M., scortati maggio 2006 dagli Amici dei Strodi, e quelli di Villa Serena a Valdagno ricchi di piante rare. Aperitivo conclusivo e tanta simpatia da parte del gruppo dei medici Clown, tanto che neanche la pioggia ha mandato a casa gli irriducibili, decisi a giocare e scherzare ancora con la dr.ssa Dada. Possiamo garantire che gli obbiettivi previsti sono stati conseguiti: - parlare di cancro, per tentare di dissolvere l’aura di paura che circonda la malattia; - far uscire il malato oncologico e i suoi familiari dalla solitudine in cui la malattia tende ad isolarli; - acquisire la consapevolezza che tutti, malati e no, dobbiamo vivere una vita piena e ricca di partecipazione, disponibili a batterci per cure e servizi, le migliori possibili. E ora pensiamo agli incontri d’autunno... piccoli passi per vivere più felici, tutti. Marisa Sbicego 29 Prevenzione Giornata mondiale del rene prevenzione e diagnosi tempestiva le chiavi per limitare malattie renali I l 9 marzo si è celebrata la “Giornata Mondiale del Rene”, un avvenimento voluto dalla Federazione Internazionale delle Associazioni Scientifiche che si occupano di malattie renali e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia vivono circa 3 milioni di persone affette da diversi tipi di malattie renali ed altrettanti registrano disfunzioni renali non conclamate. Oltre 70.000 pazienti sono in emodialisi cronica. In Italia, come nel mondo, le malattie renali e l’insufficienza renale sono in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione, della maggiore incidenza di diabete ed ipertensione e di consumo incontrollato di farmaci. In tutto questo diventa importantissimo, per una diagnosi precoce e una cura tempestiva, il contributo di un’accurata e capillare informazione, studiata in collaborazione con i medici di famiglia. La celebrazione della “Giornata mondiale del rene” ha avuto grande risonanza in tutta la provincia, anche grazie allo sforzo dei membri dello staff Emanuele Cavallini, Flaviano Ghiotto, Lucia Tomasi, dr. Carlo Crepaldi e prof. Claudio Ronco del Dipartimento Interaziendale di Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale assieme ai volontari dell’Associazione Amici del Rene di Vicenza. Oltre 200 le misurazioni della pressione eseguite dai Medici volontari della Nefrologia di Vicenza. Altrettante misurazioni sono state eseguite ad Arzignano e Valdagno dove gli infermieri della dialisi, accompagnati dalle caposala e dai dr. Milan e Crepaldi, hanno presidiato i gazebo. A Schio lo spiegamento di forze è stato notevole, con partecipazione di medici ed infermieri ma anche di volontari dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati) e della protezione civile. Le attività sono proseguite nei reparti con diffusione del messaggio culturale e assistenziale. Nella giornata del rene, infine, sono stati distribuiti oltre 2000 documenti e depliant informativi per uno sforzo di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie renali. Claudio Ronco Che cosa fare per scoprire una malattia renale iniziale? Fare attenzione a segni quali necessità di urinare molto di notte, pressione alta, presenza di sangue o proteine nelle urine e senso ingiustificato di stanchezza. Quando la malattia si fa più avanzata compaiono insonnia, pallore e anemia, nausea e vomito, gonfiore alle gambe o alle mani, perdita di appetito, prurito, pressione molto alta. Chi sono i soggetti particolarmente a rischio? Adulti sopra i 60 anni Ipertesi Diabetici ed obesi Pazienti con famigliarità per malattie renali Pazienti che abusano di farmaci antinfiammatori. Quali esami sono importanti anche nelle fasi precoci? Pressione arteriosa Urine Creatinina nel sangue Informazioni www.worldkidneyday.org www.nefrologiavicenza.it 30 Suggerimenti Se il check up è negativo, va ripetuto dopo un anno nei soggetti a rischio. Se è positivo, d’accordo con il medico di famiglia, è consigliato consultare un medico specialista nefrologo. agosto 2006 messaggio promozionale messaggio promozionale