GIULIANI nel
Anno 3 - Ottobre 2008 - Numero 2
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M NDO
Facciamo il punto
Carissimi giuliani nel Mondo,
mentre in Italia eravamo in piena estate, l’Associazione Giuliani nel Mondo era impegnata in alcune
significative manifestazioni che troveranno dettagliata descrizione in alcuni articoli di questo numero del nostro periodico.
Dal 10 al 17 giugno, a New York, nelle sale del Consolato generale d’Italia, è stata allestita, con vasta
eco sui giornali locali, la Mostra documentaria
sull’emigrazione giuliana nel mondo, denominata
“Con le nostre radici nel nuovo millennio”.
Successivamente, dal 20 al 30 giugno, con gli auspici
del locale Viceconsolato italiano, la rassegna è stata
esposta con grande evidenza nella vicina Newark,
presso la One Gallery del One Gateway Center.
Dal 26 giugno al 4 luglio la Mostra è stata poi presentata, con grande successo di pubblico, a Montreal,
presso le sale del Centro Italiano Leonardo Da Vinci.
Nei giorni 1, 2, 3 e 4 agosto a Wollongong (Australia), una splendida località ad un’ora di macchina
da Sydney, 400 giuliani provenienti dalle principali
città australiane (Sydney, Melbourne, Adelaide,
Perth, Canberra e Brisbane), si sono dati appuntamento al Fraternity Club per partecipare al grande
Raduno dei Giuliano - Dalmati residenti in Australia.
Con l’occasione si è tenuta anche l’Assemblea generale della Federazione dei Circoli giuliani d’Australia
che ha provveduto al rinnovo delle cariche per il
prossimo biennio, confermando alla Presidenza
della Federazione Adriana Douglas.
Subito dopo la breve pausa estiva, dal 21 settembre al 5 ottobre si è tenuta l’XI° edizione dello Stage
formativo-culturale che l’Associazione organizza in
Italia per giovani discendenti da famiglie di origine
giuliana, fiumana, istriana e dalmata.
Anche quest’anno 15 giovani, provenienti da Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Canada e Sud
Africa, hanno avuto modo, nelle due settimane di
permanenza a Trieste, di approfondire la conoscenza dell’ambiente, della storia, della cultura e dell’arte, delle tradizioni popolari della Venezia Giulia e
dell’Istria, nonché delle istituzioni e dell’attuale realtà sociale ed economica di Trieste, di Gorizia e della
Regione Friuli Venezia Giulia.
Altre celebrazioni riguardano il 40° Anniversario di
fondazione del Club Giuliano-dalmato di Toronto
(25 ottobre) e l’80° anniversario della fondazione
del Circolo Venezia Giulia a Buenos Aires (26 ottobre). Con l’occasione, in programma, rispettivamente, l’Assemblea della Federazione Giulianodalmata Canadese e quella della Federazione dei
Circoli Giuliani dell’Argentina, convocata, quest’ultima, anche per il rinnovo delle cariche.
Poi, il 29 ottobre, il nostro Circolo di Bruxelles, in
collaborazione con l’Ufficio di collegamento della
Regione Friuli Venezia Giulia nella capitale belga,
organizza una manifestazione per la presentazione dell’ultimo libro del critico e artista triestino Gillo
Dorfles, considerato oggi una delle personalità più
eminenti della cultura europea.
Inoltre entro il primo semestre del 2009, la Mostra
documentaria sull’emigrazione giuliana nel mondo, dopo l’Australia, il Canada, il Sud Africa, gli Stati
Uniti e l’Argentina, completerà il suo programma
del mondo con le tappe in Uruguay, Brasile, Cile e
Venezuela e concluderà il suo viaggio a Roma, dove
verrà presentata in collaborazione con la Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia e con l’Associazione
Triestini e Goriziani - Gen. Licio Giorgieri.
Infine, a dicembre, il Direttivo dell’Associazione sarà
chiamato ad approvare gli altri progetti per il 2009.
***
In mezzo a tutti questi impegni, ed esattamente il
18 giugno, si è tenuta a Trieste l’Assemblea annuale
dei soci della nostra Associazione, con all’ordine del
giorno, fra l’altro, il rinnovo delle cariche.
È stata l’occasione per un’ampia riflessione sull’attività svolta e sui programmi per il futuro.
L’ Assemblea ha quindi provveduto ad approvare,
all’unanimità, il conto consuntivo dell’esercizio 2007
ed il bilancio preventivo per il 2008 e ad eleggere il
nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione, che resterà in carica per il prossimo triennio.
Successivamente il nuovo Consiglio Direttivo, riunitosi il 16 luglio, mi ha confermato, all’unanimità, alla Presidenza dell’Associazione.
Colgo l’occasione per ringraziare non solo tutti
i membri del Consiglio Direttivo che hanno voluto rinnovarmi la loro fiducia ma, in particolare, i più stretti ed assidui collaboratori, senza
i quali non mi sarebbe possibile portare avanti
un incarico così gravoso: dal Presidente onorario Dario Rinaldi al Direttore Fabio Ziberna, da
Leonardo Gambo a Rosanna Giuricin, da Marina Radivo a Ilara Cigar.
Una bella squadra, che lavora in armonia e
della quale mi onoro di far parte.
Dario Locchi
Nei nostri Circoli
Federazioni
Argentina - 25 ottobre
Assemblea generale ordinaria della Federazione dei Circoli giuliani in Argentina. Si svolgerà nel salone del Museo
Roca di Buenos Aires. All’ordine del
giorno il piano di attività 2008-2010 e
l’elezione del Comitato Esecutivo per il
biennio 2008-2010.
***
Canada - 25 e 26 ottobre
A Toronto, presso la sede del Club Giuliano-dalmato, avrà luogo l’annuale riunione della Federazione Giuliano-dalmata
Canadese. Al vaglio anche l’iniziativa che
s’intende organizzare nel luglio 2009, al
“Pier 21”, ad Halifax presso il Museo dell’immigrazione.
Anniversari
Toronto - 25 ottobre
I corregionali di Toronto celebreranno il
40° anniversario di fondazione del Club
Giuliano-dalmato. Nell’ambito della cerimonia sono previste numerose iniziative
per festeggiare degnamente tale significativa giornata. Confermata la gradita
presenza di Eduard Ballaman, Presidente
del Consiglio Regionale del Friuli Venezia
Giulia.
***
Buenos Aires - 26 ottobre
Esattamente 80 anni fa veniva fondato
il Circolo Venezia Giulia di Buenos Aires,
che ha cessato da tempo la sua attività,
ma nel cui ricordo si svolgeranno numerose iniziative tra queste un’esposizione
dell’artista-scrittore Giacinto Giobbe. E’
prevista anche la presentazione del libro “Istria: storia arte e cultura” di Dario
Alberi. Il Circolo voluto dai primi emigrati giunti in Argentina dopo il primo
conflitto mondiale, era stato fondato
dal capitano di lungo corso Rodolfo
Agazzi. Allora il Club comprendeva ben
145 soci provenienti rispettivamente 55
da Pola, 26 da Albona, 21 da Trieste ed
altri ancora.
Attività
Bruxelles - 29 ottobre
Duplice incontro dedicato a Gillo Dorfles, profondo e raffinato intellettuale e
artista di statura europea con la presentazione del suo ultimo libro, intitolato
“Horror pleni. La (in)civiltà del rumore”,
Alberto Castelvecchi Editore, e la proiezione del documentario “Attraverso il
tempo attraversato dal tempo…Un secolo con Gillo Dorfles” (Italia, 2007, ‘63)
del noto regista Francesco Leporino.
Interverranno Gillo Dorfles, Francesco
Leporino e Ruggero Melan, Presidente
del Circolo Giuliano di Bruxelles.
L’evento si svolge con il contributo
dell’Associazione Giuliani nel Mondo
di Trieste e di Bruxelles, dell’Ufficio e
della Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia, della Fondazione CRTrieste, dell’Impresa Master di Trieste, della Banca
di Cividale s.p.a. (Gruppo Banca Popolare di Cividale), della Ditta La Giuliana
Cornici di Trieste in collaborazione con
Biblioteca Statale Isontina e Biblioteca
Statale di Trieste – Ministero per i Beni e
le Attività Culturali.
Don Francesco Bonifacio, sacerdote e martire
La Chiesa di Trieste in festa per il nuovo Beato
Il suono delle campane di San Giusto a
festa e uno scrosciante e commosso applauso dei numerosissimi fedeli presenti
hanno accolto l’annuncio il 4 ottobre a
Trieste che don Francesco Bonifacio, sacerdote e martire, è ora nella schiera dei
beati. S.E. mons. Angelo Amato, Prefetto
della Congregazione delle Cause dei Santi,
in rappresentanza di Sua Santità Benedetto XVI, ha dato lettura della “bolla papale”.
Tolto il drappo che ne copriva il ritratto, il
viso di don Francesco è stato finalmente
visibile al popolo dei fedeli che ora potrà
onorarne la memoria liturgica ogni anno
l’11 settembre.
Il fratello del Beato, Giovanni Bonifacio, ha
quindi donato alla Diocesi di Trieste nella
persona del Vescovo, mons. Eugenio Ravignani, il calice, che i ragazzi dell’Azione
Cattolica di Cittanova avevano offerto a
don Francesco per la sua prima Messa e la
stola che don Francesco aveva indossato
nel cammino che da casa lo aveva portato
al Duomo di San Giorgio di Pirano.
Quindici i Vescovi presenti; una sessantina di
sacerdoti concelebranti; circa milleduecento
fedeli; una cinquantina dei quali provenienti
dalle parrocchie di Pirano, Grisignana e Villa
Gardossi in Istria; i labari delle Associazioni
degli esuli; numerose autorità.
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Giuliani nel Mondo
Dario Locchi confermato alla presidenza
dell’Associazione Giuliani nel Mondo
Si è riunito, il 16 luglio a Trieste, il nuovo Consiglio
Direttivo dell’Associazione Giuliani nel Mondo eletto
dall’Assemblea dei soci tenutasi il 18 giugno.
Il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione, che resterà in carica per il prossimo triennio, risulta composto da:
Ennio Abate, Vittoriano Brizzi, Silvio Cattalini, Giorgio Cesare, Livio Chersi, Leonardo Gambo, Rosanna T. Giuricin,
Giorgio Gregori, Dario Locchi, Franco Miniussi, Nicolò
Molea, Pio Nodari, Claudia Razza, Dario Rinaldi, Pierluigi
Sabatti, Roberto Sancin, Marco Toncelli, Chiara Vigini,
Rodolfo Ziberna, Armando Zimolo. L’Assemblea dei soci
ha provveduto, altresì, ad eleggere il Collegio dei revisori dei conti, che risulta composto dai membri effettivi: Gianfranco Bettio, Stefano Nedoh, Elena Suzzi e dai
componenti Supplenti: Gianni Cernoia, Maria Micheli.
Alla seduta di insediamento del Consiglio Direttivo, presieduto dal Presidente onorario dell’Associazione, Dario
Rinaldi, erano presenti l’Assessore Adele Pino, in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale di Trieste ed
il Consigliere Fabio Dominicini, in rappresentanza del
Comune di Trieste. La Provincia di Trieste e quella di
Gorizia sono soci fondatori dell’Associazione.
In apertura di seduta il Consiglio Direttivo ha confermato, per acclamazione, Dario Locchi Presidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo per il triennio 2009-2011.
Su proposta del Presidente, il Consiglio Direttivo ha
poi provveduto, sempre all’unanimità, alla conferma
dei Vicepresidenti, Franco Miniussi e Silvio Cattalini, del
Tesoriere Nicolò Molea e all’elezione degli altri membri
del Comitato Esecutivo: Ennio Abate, Leonardo Gambo, Rosanna T. Giuricin e Marco Toncelli; del Comitato
Esecutivo fa parte anche il Presidente onorario Dario
Rinaldi; partecipa il Direttore dell’Associazione Giuliani
nel Mondo Fabio Ziberna.
Nel suo intervento il Presidente Locchi ha informato
il Consiglio Direttivo sull’incontro avuto, assieme alle
altre Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, con il Presidente della Regione Renzo Tondo e
l’Assessore competente Roberto Molinaro.
“Ai vertici della Giunta Regionale abbiamo chiesto”
– ha riferito Locchi – “la convocazione del Comitato
dei corregionali all’estero e dei rimpatriati, che non si
riunisce dal 2004, e l’organizzazione della Conferenza
sui corregionali all’estero (l’ultima è del 1993), per un
rilancio complessivo della politica della Regione a
favore dei nostri emigrati. Abbiamo chiesto, inoltre,
che il ruolo delle Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, riconosciuto dalla legge regionale,
venga concretamente valorizzato dall’Amministrazione regionale, con finanziamenti adeguati ed una più
sollecita erogazione dei contributi”.
Il Presidente Locchi ha, poi, svolto un’ampia relazione
sui programmi futuri dell’Associazione.
“Il prossimo triennio di attività” – ha concluso Locchi –
“assumerà particolare rilevanza; nel 2010 l’Associazione
Giuliani nel Mondo festeggerà il 40° di fondazione”.
Continua la presentazione della Mostra sull’emigrazione giuliana
In giugno a New York ed a Newark
All’inizio di luglio a Montreal
Il giorno seguente la Mostra documentaria ha registrato
più di 300 visitatori italo-canadesi provenienti dalle varie
città dell’Ontario e del Quebec, tra cui – nota curiosa una sposa prima di recarsi in chiesa per il fatidico “sì”.
“Questi eventi non sono solo occasioni di aggregazione, ma ragione di vita per le oltre sessanta Associazioni
dei nostri corregionali sparsi nei cinque continenti”, ha
affermato Lorenzo Leban, presidente dell’Associazione Famiglie Istriane, Giuliane e Dalmate di Montreal e
dintorni nel suo indirizzo di saluto all’apertura ufficiale
della Mostra.
Una panoramica della Mostra
L’Ambasciatore d’Italia negli USA Giovanni Castellaneta, accompagnato dal Console Generale
a New York Francesco Maria Talò visitano la Mostra accolti da Dario Locchi
Il 10 giugno a New York, preceduta da un incontro con
l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Giovanni Castellaneta, si è svolta nella sede del Consolato Generale d’Italia
la cerimonia di inaugurazione della Mostra documentaria
sull’emigrazione giuliana nel mondo, e in particolare negli Stati Uniti, intitolata «Con le nostre radici nel nuovo
millennio». Dopo gli interventi d’apertura della Presidente dell’Associazione Giuliano-dalmata di New York, Iolanda Maurin, e di Eligio Clapcich, dirigente del nostro Sodalizio, il Presidente della Associazione Giuliani nel Mondo,
Dario Locchi, ha spiegato le finalità dell’iniziativa. «Questa
esposizione - ha detto Locchi - nasce per far conoscere in
Italia ed all’estero, una pagina di storia, quella della emigrazione giuliana, poco conosciuta perchè scomoda e
perciò troppo a lungo rimossa». «L’emigrazione giuliana
Iolanda Maurin ed Elio Clapcich unitamente al
Console Generale e Leonardo Gambo
– ha proseguito il Presidente dei Giuliani nel Mondo – è
stata una emigrazione diversa, perché determinata dalle
travagliate vicende storico-politiche che hanno interessato alla fine della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra le terre della Venezia Giulia, dell’Istria,
di Fiume, delle Isole del Quarnero e della Dalmazia cioè
dei territori ceduti all’ex Jugoslavia».
Dopo l’intervento del Console Generale a New York,
Francesco Maria Talò, è stato presentato il documentario
di Chiara Barbo sulle «Triestine Girls». La Mostra di New
York oltre che dal documentario, è composta da quasi
300 immagini (fotografie e reperti storici) e si articola in
quattro percorsi espositivi che hanno come motivo «fatti
e antefatti», «il distacco» cioè le partenze, «ricominciare»
cioè l’insediamento nel nuovo Paese e infine «guardare
avanti» verso il futuro.
E’ stato realizzato un opuscolo illustrativo con testi di sintesi richiamanti argomenti trattati nella Mostra. «L’esposizione - si è detto a New York nel corso dell’inaugurazione - si propone di promuovere il ricordo e la maggiore conoscenza sia agli emigrati stessi ma anche alle
popolazioni dei Paesi dove gli emigrati Giuliano-dalmati
risiedono». La Mostra ha riscosso un notevolissimo successo tanto che è stato deciso di allestirla nella sede consolare di Newark ed in altre Istituzioni del New Jersey.
Documentario sulle “Triestine Girls”
Una foto ricordo delle “Mule” triestine
Il documentario di Chiara Barbo e Andrea Magnani “Le
ragazze di Trieste - Triestine Girls negli USA” è stato
presentato il 18 settembre al Museo Revoltella di Trieste alla presenza di un foltissimo pubblico. Prodotto da
Zeroquaranta, in collaborazione con la Cappella Underground ed il sostegno della Fondazione CRTrieste e della
Provincia di Trieste, ricrea le atmosfere di una Trieste anni
50 e soprattutto racconta il singolare fenomeno delle
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spose triestine con i soldati di stanza nella città giuliana
durante il periodo del Governo Militare Alleato spiegando come la lunga permanenza dei soldati d’oltreoceano
a Trieste fece si che il fenomeno avesse proprio qui caratteristiche più marcate rispetto ad altre città italiane,
dove la presenza dei militari durò meno.
In un’intervista rilasciata da Chiara Barbo, in occasione
della rassegna cinematografica Lagunamovies, svoltasi
di recente a Grado illustra come sia riuscita a “confezionare” questa iniziativa: “negli articoli o interviste che
leggevo per documentarmi sul periodo spesso venivano
citati alcuni nomi che ho provato a rintracciare. Sapevo,
inoltre, che erano emigrate circa 1300 ragazze e statisticamente parlando, doveva pur esserci qualcuno a Trieste che
aveva ancora dei contatti con alcune di loro. Così ho semplicemente sparso la voce tra amici e conoscenti. Abbiamo
raccolto moltissimo materiale e, alla fine, abbiamo scelto
le sette storie più originali”.
E’ stato un successo l’allestimento della Mostra “Con le
radici nel nuovo Millennio” a Montreal da parte dell’Associazione Giuliani nel Mondo, in collaborazione con
l’Associazione Famiglie Istriane-Giuliano Dalmate del
capoluogo del Quebec, del Consolato Generale con
l’appoggio dell’Istituto Italiano di Cultura, del Consolato
Generale, C.G.I.E., Comities, Società Dante Alighieri, con
il contributo finanziario della Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia e della Fondazione CRTrieste.
Prolungato applauso per Vito Maurovich
“Non vi è dubbio che la cultura rappresenta un campo
fondamentale e fertile per avvicinare maggiormente i
giovani corregionali ai Sodalizi attivi all’estero, ma le seconde e terze generazioni necessitano di ulteriori stimoli
e tra questi si possono annoverare le discipline sportive”.
A ribadirlo l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Gabriele
Sardo, triestino, durante l’incontro con Fabio Ziberna,
Direttore dell’Associazione Giuliani nel Mondo, presente
anche Dario Zanini, Presidente del Club di Ottawa.
Il rappresentante del Governo italiano ha altresì auspicato una più accentuata attenzione delle realtà
scientifiche e universitarie triestine a livello internazionale – come ad esempio il Collegio del Mondo Unito
dell’Adriatico di Duino – verso i giovani canadesi da
coinvolgere in iniziative comuni.
L’attenzione che le Autorità governative nazionali hanno per le problematiche dei nostri emigrati è stata confermata inoltre dall’incontro – sempre nella nostra sede
diplomatica – con il Consigliere culturale Giulio Alaimo
e la presenza alla cerimonia inaugurale della Mostra di
Fabio Paolo Venier, Console generale a Montreal.
L’appuntamento è stato arricchito dalla vernice della
mostra di pittura “Passeggiando per Pirano” di Gianna
Giraldi Fort ed il concerto-poesia con testi di Virgilio
Giotti e composizione di Erik Satiè, al piano Alma Rovelli Ventura, presso il prestigioso Centro Leonardo da
Vinci, alla presenza di un centinaio di nostri corregionali.
Il Console Fabio Paolo Venier taglia il nastro
con al suo fianco Lorenzo Leban, Presidente
dell’Associaizone a Montreal
“Si tratta – ha sottolineato il Direttore dell’Associazione Giuliani nel Mondo Fabio Ziberna, a nome del
Presidente Dario Locchi – di un percorso attraverso
l’emigrazione giuliano-dalmata nel mondo ed in particolare in Canada e nel Quebec, comprendente 300
tra fotografie, documenti, reperti storici, montati su
47 pannelli, di grande effetto cromatico e di notevole
impatto visivo”.
Nei discorsi dei rappresentanti le realtà istituzionali
italiane e canadesi attive a Montreal tra i quali Konrad
Eisenbichler Presidente della Federazione GiulianoDalmati Canadesi, Pat Buttino per il Centro espositivo,
i Presidenti dell’Istituto Italiano di Cultura, del Comites,
del C.G.I.E. e del Congresso italo-canadese, è stato ribadito che simili lodevoli iniziative costituiscono momenti rafforzanti, la solidarietà, l’unione, l’identità ed il mantenimento dei rapporti fra i vari gruppi istriani, giuliani
e dalmati nel Quebec ed in generale nel Canada.
Gianna Giraldi Fort e Alma Rovelli Ventura
in concerto-poesia
A rendere pregnanti le serate la consegna di attestati
di benemerenza ai soci. Una ricordo particolare a Vito
Maurovich per la sua dedizione al Sodalizio e soprattutto per la sua vena poetica che lo spinge a scrivere
versi dedicati a “Vita, sogni, lamenti, desideri di un
esule”.
Giuliani nel Mondo
Grande Raduno nazionale dei Giuliano-Dalmati
d’Australia a Wollongong
Foto ricordo della manifestazione
celebrativa
Nei giorni 1, 2, 3 e 4 di agosto 400 persone
provenienti dalle principali città australiane
(Sydney, Melbourne, Adelaide, Perth, Canberra e Brisbane), si sono date appuntamento al Fraternity Club a Wollongong per
partecipare al raduno nazionale dei Giuliano - Dalmati residenti in Australia.
L’evento è stato organizzato dalla Federazione dei Circoli Giuliano - Dalmati d’Australia presieduta da Adriana Douglas, dal Vice
Presidente Romeo Varagnolo e dal Segretario Warren Douglas in collaborazione con
l’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste.
La manifestazione, che si è aperta con un
incontro con i giovani, è proseguita con
l’inagurazione di una mostra documentaria
e fotografica sull’emigrazione Giuliana in
Australia iniziata oltre 50 anni fa e si è conclusa con una grande conviviale alla presenza del Vice Console Luca Ferrari.
Il Vice console Luca Ferrari assieme alla
Presidente Adriana Douglas e Dario Locchi
Una panoramica
della mostra fotografica
Al raduno ha presenziato il Presidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo Dario
Locchi, che ha ribadito l’importanza del legame tra gli emigrati giuliani e la loro terra
d’origine e la necessità di trasmettere i valori
dell’identità giuliana ai giovani discendenti.
Con l’occasione si è tenuta anche la riunione
del Direttivo della Federazione dei Circoli Giuliani d’Australia che ha provveduto al rinnovo
delle cariche per il prossimo biennio, con-
fermando Adriana Douglas alla Presidenza
della Federazione e nominando Sergio Csar
di Melbourne primo Vice Presidente e Mario Donda secondo Vice Presidente; Warren
Douglas Segretario; Carlo Brugnatti Tesoriere.
I consiglieri sono: Mario Stillen (NSW), Mario
Donda (ACT), Leo Crulcich (Vic), Elio Salvagno (SA), Manlio Bertogna (WA); Rappresentati in Regione: Gianfranco Cresciani e
Romeo Varagnolo.
Un gruppo di giovani che ha partecipato
al Raduno
XI stage formativo-culturale per i giovani nel Friuli Venezia Giulia
Sono 15 i partecipanti quest’anno all’XI edizione dello
Stage formativo-culturale nel Friuli Venezia Giulia destinato ai giovani discendenti da famiglie di origine
giuliana, fiumana, istriana e dalmata provenienti da:
Australia, America Latina, Nord America (Usa, Canada), Sud Africa ed altri Paesi dell’Europa.
Al loro arrivo si sono incontrati presso la sede dei
Giuliani nel Mondo, Associazione che promuove l’iniziativa, per conoscersi ed approffondire il programma
ma soprattutto i significati della loro permanenza in
regione e territori limitrofi per due settimane.
Una “full immertion” per usare un termine internazionale con alcune finalità principali, così come sottolineato negli interventi del Presidente Dario Locchi e
dal Presidente onorario Dario Rinaldi.
Per l’Associazione Giuliani nel Mondo che promuove
questi incontri, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRTrieste, tali iniziative
costituiscono un appuntamento annuale di notevole
importanza, soprattutto per l’apprezzamento riscosso
da parte dei giovani partecipanti, per il loro specifico
interesse; cioè quella di favorire una maggiore conoscenza dell’ambiente, della storia, della cultura e dell’arte,
delle tradizioni popolari della Venezia Giulia e dell’Istria.
I giovani partecipanti hanno modo di conoscere la
realtà delle istituzioni, delle amministrazioni e della
vita sociale ed economica di Trieste, di Gorizia e in
generale del Friuli Venezia Giulia.
Ma la loro presenza segna anche il punto di congiunzione tra vecchie e nuove generazioni, rispondendo
alla necessità di passare il testimone a dei giovani
motivati ed intenzionati a mantenere vive cultura
e tradizione civile dei corregionali ovunque li abbia
portati l’emigrazione nel mondo.
E’ plausibile pertanto parlare di “investimento” sul
futuro.
Durante lo stage i giovani hanno conosciuto la storia,
anche quella delle loro famiglie, raccontata da specialisti, senza quell’emotività che è spesso frutto della
immancabile nostalgia delle loro famiglie.
Un altro livello di conoscenza, quindi, che può garantire la comprensione e la crescita individuale. Questi
giovani possono inoltre vantare la ricchezza di appartenere a mondi diversi che nel loro modo di essere
s’intersecano e si completano.
Nel momento delle presentazioni si è scoperto che
anche quest’anno erano rappresentate geograficamente le Comunità che fanno capo all’Associazione
Giuliani nel Mondo e nello stesso tempo i giovani
discendenti di famiglie triestine, goriziane, bisiache,
istriane, fiumane e dalmate.
Questi i partecipanti: dall’Argentina, GARRIDO SANTOS Natalia Carolina (Federazione Argentina - Buenos
Aires); DIAZ Hernan (Mar del Plata); MACOVAZ Maria
Elena (Cordoba); MARTINIS MERCADO Daniela Susana (Salta); PEREZ Miguel Angel (Gruppo Esuli ed
Emigrati giuliano-dalmati); dal Canada, GENEROSO
AMISICH Christopher (Chatham); PERINI Cristina
(Chatham); dall’Australia, JENNINGS Jason (Wollongong); VITI Victoria Lauren (Melbourne); STABILE
Allan (Adelaide); dal Sud Africa, GIURICICH Walter
Dennis (Johannesburg); VIDULICH Ornella (Johannesburg); dal Brasile, COLOMBARI PEDRAZZINI dos
SANTOS Viviane (Pirassununga); DEVESCOVI LODY
Juliana (San Paolo); dall’Uruguay, BACIGALUPO
ZANFABRO Diego Cesar (Montevideo).
Negli ultimi anni, durante la permanenza in Regione
i partecipanti si sono recati anche in Istria. Così è sta-
to anche in questa edizione. Il 29 settembre hanno
visitato Pirano, Parenzo e Rovigno riportando a casa
impressioni ed emozioni vivissime sulle località dalle quali provengono le famiglie di alcuni dei ragazzi
presenti.
Il programma – come ormai consuetudine – ha compreso sia riunioni istituzionali quanto numerose visite
in aziende della Regione ed a siti culturali.
All’incontro di commiato si raccolgono i pareri dei
giovani al fine di migliorare, in base ai loro suggerimenti, sia la parte logistico-organizzativa ma soprattutto quella contenutistica. Da quanto emerso, forte
è il fascino che alcuni luoghi della Regione ma anche
dell’Istria e della Dalmazia hanno su queste persone,
proprio perché i loro genitori, una volta emigrati in un
altro paese, hanno spesso avuto difficoltà a raccontare il proprio passato. Sono attratti dalla storia che
conoscono in modo sommario ma che vorrebbero
approfondire per riuscire a collocare, in una prospettiva quanto più oggettiva, anche gli aspetti tragici
connessi alle due guerre mondiali e al Secolo scorso.
Un’ambizione difficile, ma realizzabile, per chi guarda
alle cose con occhi aperti e nuovi. (rtg) Nella prima
colonna:
i giovani giulianodalmati in visita:
al Campo Profughi,
al Comune di
Trieste,
al Consiglio
Regionale.
In mezzo:
alla Provincia di
Trieste, alla Foiba di
Basovizza,
al Museo della
Civiltà Fiumana e
Dalmata.
Nella terza colonna:
impegnati in
una partita con i
ragazzi del Mib, in
Regione a Udine
con l’Assessore
Regionale Roberto
Molinaro, e nella
sede dei Giuliani nel
Mondo.
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Giuliani nel Mondo
I Bonifacio: storia di una famiglia
Intervista con Luciano Lecas emigrata nel 1929 in America
IN CANADA la cucina triestina
Fare fortuna in America, quasi un imperativo. Se ne parla spesso in Friuli Venezia Giulia negli ambienti che si occupano
di emigrazione nel mondo. E sono tanti
i nomi di personaggi che hanno “fatto
strada” imponendosi per capacità, conoscenza o semplicemente per passione.
Alla base di tutto due momenti: la necessità
che li aveva costretti ad andarsene dalla loro
città dopo il 1954, una forte motivazione ad
emergere nell’ambiente di destinazione.
Il triestino Luciano Lecas era entrato nelle
file della polizia locale nel periodo del Governo Militare Alleato, come tanti, alla ricerca di un lavoro che permettesse di uscire
dai difficili anni della guerra. Ma quando gli
“americani” lasciarono Trieste, la crisi spinse
tanti giovani a tentare altrove la fortuna.
“Me ne andai in Inghilterra – racconta – giravo con un camion cisterna adibito al lavaggio delle strade. Il mio collega era un
anziano signore, molto severo nell’impormi
ad esprimermi correttamente nella sua lingua. Così quando presi la via del Canada disponevo già di un bagaglio linguistico che
mi avrebbe aiutato moltissimo”.
Luciano, con la moglie Ines – lei originaria
di Bassano del Grappa – torna in Italia ogni
anno, la nostalgia è forte, il bisogno di ritrovare i propri luoghi sempre più intenso.
Mantiene rapporti con l’Associazione Giuliani nel Mondo, avendo fondato con lo zaratino Benito Joe Pesut, ben cinquant’anni fa,
un Circolo giuliano a Montreal che continua
ad esistere. Non ha una sede ma “ci si ritrova
alcune volte l’anno – spiega Luciano – per i
pic nic, le cene, qualche concerto del nostro
coro”.
Un coro addirittura?
“Ed è anche bravo ma con sempre meno
giovani. E’ nato grazie all’impegno di Pesut
che è un appassionato di musica oltre che
un apprezzato baritono”.
E i suoi figli, che legami hanno con il Friuli
Venezia Giulia e il Veneto?
“Parlano il nostro dialetto e si riconoscono
nelle nostre tradizioni, usi e costumi. Da
quando poi mio figlio Massimo, con il figlio
di Benito, Roberto, ed un collega siciliano,
Angelo, hanno intrapreso con successo
la via della ristorazione, le loro radici sono
diventate un importante biglietto da visita.
Nel ristorante “Buonanotte” – il primo ad
essere nato qualche anno fa e al quale è
poi seguito il “Globe” – abbiamo una carta di quattrocento vini da tutto il territorio
italiano, da Pantelleria al Carso triestino, che
sono una vera passione per i nostri clienti”.
E la cucina?
“Quando mio figlio e soci, nel ’91, mi hanno
chiesto se ero disposto a dare una mano, ho
detto subito di sì. Il lavoro è il sale della vita e
io non riesco a stare fermo. Così dopo averli
aiutati a restaurare gli spazi destinati al ristorante, mi sono cimentato nella proposta di
piatti della nostra tradizione. In particolare i
nostri clienti gradiscono i piatti di gnocchi
col ragù o con salse più leggere se sono
fatti con gli spinaci. Ne preparo tremila la
settimana, buoni, così come si facevano a
casa mia a Trieste. Poi non mancano le nostre minestre, jota e pasta fasioi, orzo, e poi
capuzzi e altro ancora”.
La sua specialità?
“Strudel de gnochi”.
La strada per realizzare questo sogno, suo
e di suo figlio, è stata difficile?
“Direi interessante. Non mi hanno mai spaventato le novità. Quando sono partito
dall’Inghilterra, l’idea era di stabilirmi negli
Stati Uniti dove avevo dei parenti proprieta-
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ri di un mattatoio. Erano emigrati nel 1900
ed erano stati i primi a comprare a Cleveland un camion Ford. Bene, ho tentato in
vari modi, ma entrare negli USA per noi era
impossibile, allora ho deciso di fermarmi in
Canada”.
Difficile trovare un lavoro?
“Io sono un tifoso, già in Italia frequentavo
i bar Sport, così ho fatto anche a Montreal
e si sono rivelati degli ottimi posti per tutte le nostre necessità. All’inizio s’era formato un gruppetto di ragazzi della mia
età che si spostavano insieme. Ricordo
che fummo aiutati anche dalla polizia. Ci
trovarono a vagare alla ricerca di un posto
dove dormire e ci offrirono di occupare
alcune celle del carcere. Accettammo:
quando era l’ora del rancio per i detenuti
chiudevano le nostre celle per questioni
di sicurezza e poi eravamo nuovamente liberi. In quegli anni la solidarietà era
grande, c’erano molti italiani nel Quebec,
ci si dava una mano. Così trovammo delle
stanze in affitto presso delle famiglie di
connazionali e un lavoro”.
Detta così sembra quasi una passeggiata…
“Tendo a vedere sempre il lato divertente delle cose, è il mio modo di essere, un
triestin allegro insomma. Appena arrivato
andai a fare il boscaiolo ma non avevo mai
visto tagliare un albero in vita mia e a vederci all’opera era uno spasso. Poi c’erano
le zanzare che ti succhiavano l’anima e un
giorno che pungevano più del solito, dalla
disperazione mi sono buttato nel ruscello...
rischiando di affogare. Allora realizzai e siccome ero nato e vissuto in città forse quella
sarebbe stata una soluzione più congeniale
al mio modo di rapportami col mondo. Ci
misero su un camion e lasciammo il bosco,
appena raggiunta la strada principale ci
scaricarono, letteralmente, con le valige in
mezzo al nulla. E anche lì, giù a ridere”.
E come andò a finire?
“Camminammo per un bel po’ e raggiunto
il primo paese ci infilammo in una gelateria.
Il proprietario era un friulano, così ci aiutò.
E sono stati in tanti ad offrirci un’opportunità”.
Quanti mestieri ha fatto?
“Tanti, anche dopo essermi sposato. Il più
interessante in una fabbrica di aeroplani che andava forte durante la guerra di
Corea. Ricordo che mi fecero un test di
idoneità e mi passarono subito operaio
specializzato. Finita la guerra la fabbrica
entrò in crisi e andai ad occuparmi della distribuzione delle riviste italiane che
prelevavo ogni lunedì all’aeroporto. Mi
piaceva tanto perché così ero in contatto
con tutte le realtà dei connazionali presenti a Montreal. Ma anche adesso, con il
ristorante i contatti non mancano. Sarebbe nostro desiderio organizzare a breve
anche una settimana della cucina triestina a Montreal, proporre sapori e prodotti
di una terra ancora da scoprire per i canadesi e per gli italiani di altre regioni che
vivono nel Quebec”.
Il racconto scivola via con tanti dati, aneddoti e spunti. La simpatia dell’interlocutore trasforma ogni episodio in una storia
a parte fino alla sua affermazione finale,
convinta: “questo lavor in ristorante me
ga slongà la vita”. Il resto è un andirivieni
tra il Canada e Trieste, ovviamente, perché ogni tanto “cambiar aria fa ben”.
Rosanna Turcinovich Giuricin Sono più di cinquanta i componenti le famiglie Bonifacio, originarie piranesi, attive
nelle Americhe (30 nel New Jersy, 15 a Montevideo e 10 a Buenos Aires); il singolare
dato è emerso durante una visita, la prima
in assoluto in Italia ed a Trieste, di Mark Bonifacio - nipote di quel Dario emigrato nel
1929 negli States - figlio di Roger nato nel
1932 a New York.
Assieme alla moglie Melissa Deutsh, insegnante e le due figlie Rebecca e Abigail
(Felicità), Mark che è dirigente del Gruppo
Marketing della Sony, è stato accolto nella
sede dell’Associazione Giuliani nel Mondo
dal diretto parente dei Bonifacio e consigliere dell’Associazione Giuliani nel Mondo
Marco Toncelli.
Durante il cordiale colloquio si è convenuto
anche sulla costituzione di una nuova realtà associativa negli USA, accanto a quelle
storiche di New York e delle Triestine Girls,
quella di Los Angeles ed a quella più recente a Seattle, condotta dal giovane corregionale Jason Cascio.
***
In questo contesto di significative presenze va sottolineata oramai la consolidata
tradizione che nel periodo agostano,
soci, familiari, consiglieri, dirigenti delle
nostre oltre 60 realtà associative sparse
Marco Toncelli con i Bonifacio in Associazione
nei cinque continenti vengano a far visita
a parenti, amici e conoscenti.
Quest’anno nutrito risulta il carnet di presenze anche in Associazione. In ordine sparso, Niky Giuricich presidente dell’Associazione in Sud Africa, Fulvio Cernecca, triestino,
pluridecorato dal Governo di Pretoria per
aver salvato nelle miniere alcuni africani,
Antonio Perini Presidente del Circolo di Chatham. Dall’Australia, Adriana Douglas presidente della Federazione dei Circoli, Ondina
De Marchi nota autrice di libri sulle vicende
delle donne emigrate in terra australiana,
Eligio Clapcich dirigente del Circolo di New
York e Silvana Marega, affermata pittrice a
livello internazionale da Montreal.
Ultimo, ma non per importanza, il triestino
sangiacomino Luciano Lecas.
Mar del Plata Paste alimentari
Nuovo guidoncino
da Fiume
per i Giuliani
all’Uruguay
Il Circolo di Mar del Plata ha realizzato un
nuovo guidoncino che è stato recentemente consegnato alla casa madre l’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste.
Luis Gianasso Maganja
con il guidoncino associativo
Hernan Diaz studente-musicista
partecipante all’XI° Stage formativo-culturale
affida il gagliardetto a Fabio Ziberna
Giuliani nel Mondo
Periodico - anno 3 - ottobre 2008 - n. 2
E dito :
Associazione Giuliani nel Mondo - Trieste
Con i contributi di
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Direzione Regionale Istruzione, Formazione, Cultura,
Servizio Identità Culturali, Linguistiche e Corregionali all’Estero
Fondazione CRTrieste
Distribuzione gratuita
Autorizzazione Tribunale di Trieste n. 1146 dd. 28.12.2006
Spedizione in abbonamento postale
Luis Gianasso Maganja, attualmente residente ad Andorra per la prima volta a Trieste in visita all’Associazione ed all’ex pastificio “Stabilimento paste alimentari” dove
nel 1947 il nonno Giovanni Maganja, nato
a Fiume, era contitolare. Giovanni emigrò
nel 1950 in Uruguay dove fondò un nuovo
impianto per la produzione di paste alimentari, sotto la ragione sociale “Adria”, attività
ancora oggi nota in tutto il paese sudamericano e gestita dalla mamma Anna Renata e
dalla sorella Marianna.
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Anno 3 - Associazione Giuliani nel Mondo