Il direttore responsabile Rosanna De Lorenzo N on potevamo aprire questo numero della nostra Rivista non dedicando ampio spazio al Premio Internazionale Limen Arte, evento della Camera di Commercio, istituzionalizzato, che, quest’anno, alla seconda edizione, presenta grandi novità di successo. Prima fra tutte la presenza autorevole di Vittorio Sgarbi che ha ufficialmente aperto l’esposizione d’arte contemporanea confermando la crescente credibilità di una proposta che si palesa come importante appuntamento di promozione dell’arte e degli artisti che meglio la esprimono. A questo si aggiunge l’alta considerazione del Capo dello Stato, con il suo messaggio augurale, e ancora, un numero maggiore di qualificati artisti in rassegna e un crescente consenso di critica e di pubblico; non da ultimo, la donazione di opere di due valenti artisti, Francesco Cinelli e Salvatore Provino che, seppur non premiati, hanno deciso di dare il loro contributo per la costituenda Collezione d’Arte Contemporanea della Camera di Commercio a cui, tra l’altro, il Premio è finalizzato. Tra l’altro, proprio nell’ambito di Limen Arte, lo stesso Maestro Cinelli con i suoi manichini viventi ha proposto una esaltante performance, regalando un’esperienza esaltante agli studenti del Liceo Artistico di Vibo Valentia, gli stessi che poi sono stati coinvolti anche dall’artista Eugenia Serafini in un ulteriore laboratorio creativo denominato Il Cavaliere della Luna Rossa. Il Premio Limen Arte, dunque, ha confermato anche quest’anno, potenziandoli, i connotati dell’alta qualità, della dinamicità, dell’internazionalità. Criteri che, in un’era di imperante globalizzazione, sono parametri di riferimento universali per processi e prodotti, per interventi istituzionali come imprenditoriali, sempre nell’ottica di una continua revisione di strategie, congruenti ai caratteri culturali e commerciali di uno scenario internazionale in continua evoluzione. Interessanti a questo proposito le indicazioni dell’Avv. Cozzo sul Processo di internazionalizzazione e il quadro specifico della regione Calabria presentato nell’Osservatorio Economico di Unioncamere Calabria. Internazionalizzazione che gioca la sua partita vincente su una combinazione di fattori risolutivi, tra cui sicuramente ricerca, innovazione, tecnologia, che ritroviamo ricorrenti e attuali in dibattiti, confronti e progetti sullo sviluppo di un settore, quello delle Energie rinnovabili ed efficienza energetica, anche in relazione a risparmio sui consumi, tutela dell’ambiente e migliore qualità della vita. E, visto i tempi, fortemente innovativa fu per la Mileto Normanna, eletta a Capitale della Grande Contea di Calabria e di Sicilia, l’officina monetaria, ovvero la zecca, che il Gran Conte Ruggero I impiantò per coniare quelle monete che avrebbero consentito ai sudditi di superare la pratica del baratto, non sempre pacifica, con “sosfisticati” mezzi di scambio per le contrattazioni quotidiane. Una pagina di storia importante per l’intera Calabria. E proprio alla ricerca delle fonti documentarie e archivistiche della storia calabrese e alla loro rivalutazione critica si interessò un illustre monteleonese, Ettore Capialbi, lungimirante amministratore, fervido intellettuale, fine studioso, le cui ricerche e le cui opere mantengono inalterato l’alto valore scientifico e culturale ritrovando, nel tempo, rinnovato apprezzamento. Considerazione, consensi e apprezzamenti che appartengono anche a un altro esempio di calabrese illustre, Rubens Santoro, artista di successo con vocazione al mecenatismo, vedutista dalla pittura elegante e raffinata, ricca di effetti coloristici e dettagliatamente descrittiva e suggestiva. Anno 2010 - n° 4 3 Il direttore editoriale Michele Lico Commissario Camera di Commercio di Vibo Valentia COMMISSARIO Michele Lico REVISORI DEI CONTI Michele Montagnese - Presidente Massimo Corso Antonio Cannizzaro SEGRETARIO GENERALE Donatella Romeo 4 Anno 2010 - n° 4 N el corso degli ultimi anni è diventato sempre più interessante il dibattito in merito alle condizioni più idonee a favorire lo sviluppo del sistema imprenditoriale all’interno di un dato contesto territoriale, sia esso nazionale che internazionale. Se da un lato appare chiaro che è la competitività il motore dello sviluppo, dall’altro è altrettanto evidente come questa sia strettamente legata alla formazione e alla ricerca, quindi alla capacità di proporsi con processi, prodotti e servizi moderni e innovativi. È per questo che nel corso crisi globale, le economie emergenti e più aggressive hanno reagito potenziando gli investimenti nella ricerca e nei progetti di trasferimento tecnologico. In Italia, invece, ci troviamo a registrare e fronteggiare un dato in forte controtendenza, anche rispetto a Paesi della stessa Unione Europea. Il nostro Paese, evidenzia, infatti, un quadro critico relativamente ai fattori che determinano la capacità di produrre e di diffondere conoscenze e di generare valore da esse, per una concomitanza di fattori penalizzanti: la dotazione di capitale umano sottodimensionata; il sistema pubblico di Ricerca con scarsa attitudine all’applicazione dei risultati e alla collaborazione con le imprese; lo stato della Ricerca, fatte salve alcune eccezioni di eccellenza, non allineato alla prassi internazionale; la disomogeneità della distribuzione territoriale della Ricerca, nella quasi totalità concentrata nelle regioni centro-settentrionali del Paese; e tanto altro ancora. Dal canto suo, la Comunità Europea si è espressamente assunta il compito di consolidare le basi dello Spazio europeo della ricerca, in particolare incoraggiando le imprese, ivi comprese le piccole e medie imprese, i centri di ricerca e le università nelle loro attività di studio e sviluppo tecnologico, dando priorità a settori e progetti per i quali il finanziamento e la cooperazione europei sono di particolare importanza e si traducono in valore aggiunto. Il Parlamento europeo ha sottolineato ripetutamente l’importanza della ricerca, dello sviluppo tecnologico e il ruolo crescente della conoscenza per la crescita economica e il benessere sociale ed ambientale. La globalizzazione che sottopone il sistema economico e sociale a frequenti e repentini cambiamenti, influenzando il mondo del lavoro e i sistemi di vita, richiede, a ciascuno, di aggiornare continuamente le proprie competenze e di acquisirne di nuove, allo scopo di adattarsi ai cambiamenti e di fornire le risposte attese dal mercato per affrontare le nuove sfide professionali, imprenditoriali ed economiche. La valorizzazione del capitale umano, soprattutto se attuata tramite strumenti formativi integrati e orientati alla ricerca, assume un ruolo strategico per lo sviluppo economico e sociale di un Paese. Occorre, dunque promuovere una istruzione di qualità, una formazione continua e incentivare il dinamismo, la creatività e l’eccellenza della ricerca rafforzando, quantitativamente e qualitativamente, il potenziale umano in questo impegnato e l’eccellenza delle istituzioni di settore e delle Università. Occorre poi sostenere un’ampia diffusione e utilizzazione della conoscenza generata proprio dalla ricerca, perchè dal circolo virtuoso delle nuove idee e delle nuove tecnologie si sviluppino occasioni paritarie di competitività e di sviluppo. Istruzione, formazione e ricerca, sono proprio queste le nuove forntiere della competizione internazionale Il sistema Paese su tutto questo deve puntare per sostenere la crescita di un’economia competitiva, per valorizzare competenze e creatività, per un progresso ed un benessere sempre più diffuso e generalizzato. Anno 2010 - n° 4 5 SOMMARIO DIRETTORE EDITORIALE Michele Lico Commissario CCIAA DIRETTORE RESPONSABILE Rosanna De Lorenzo COMITATO SCIENTIFICO Tonino Ceravolo storico 8 Premio Internazionale Lìmen Arte 2010 38 L’Internazionalizzazione in Calabria 18 Vittorio Sgarbi a Lìmen Arte 2010 48 Energie rinnovabili ed efficienza energetica: interventi e tecnologie 22 Francesco Cinelli e i suoi manichini viventi 56 L’Officina Monetaria della Contea Normanna di Mileto 30 Il Cavaliere della Luna Rossa 66 Ettore Capialbi 34 Imprese e mercarti esteri Percorsi e strategie per conquistare nuovi traguardi commerciali 72 Rubens Santoro Il vedutista romantico e realista dal tratto raffinato e ricco di effetti coloristici Giuseppe Fiorillo arciprete Duomo di San Leoluca Giuseppe Capuano economista Maria Teresa Iannelli direttrice Museo V. Capialbi - VV Francesco Cuteri archeologo - Università Mediterranea - RC Giacinto Namia storico Giuseppe Braghò esperto storia classica REDAZIONE Maurizio Caruso Frezza Raffaella Gigliotti PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Francesco Romano STAMPA Romano Arti Grafiche Tropea (VV) FOTO © Archivio Romano Arti Grafiche © Archivio C.C.I.A.A. © Art tica Direzione e redazione Camera di Commercio di Vibo Valentia tel 0963.294602 - fax 0963.294630 [email protected] Registrazione Tribunale n° 3 del 2006 In copertina: Vittorio Sgarbi all’inaugurazione del Premio Internazionale Lìmen Arte 2010 Nel sommario: L’interno di Palazzo Enrico Gagliardi sede della Mostra del Premio Internazionale Lìmen Arte 6 Anno 2010 - n° 4 a cura di Rosanna De Lorenzo La Camera di Commercio di Vibo Valentia rinnova l’appuntamento annuale con il Premio Internazionale Limen Arte. Cinque le sezioni, novantatre i creativi in rassegna, due performance artistiche per una mostra d’arte contemporanea che cresce in numeri e consensi. All’inaugurazione la presenza autorevole e prestigiosa di Vittorio Sgarbi © foto: Studio Grillo Vibo Valentia P untuale, alla sua seconda edizione, il Premio Internazionale Lìmen Arte, si conferma, in un crescendo di consensi e di adesioni, prestigioso evento culturale che coniuga, nella mission che la Camera di Commercio ha inteso affidargli, la promozione del territorio -attraverso l’attrattività del messaggio estetico dell’arte- e l’avvio di un percorso “didattico e pedagogico” per fornire percorsi di lettura e di decodificazione di un linguaggio che spesso può apparire incomprensibile o stravagante, come dai più viene considerato proprio quello dell’arte contemporanea. Il Premio Internazionale Limen Arte 2010 è stato inaugurato l’11 dicembre nella splendida cornice del Palazzo Comunale Enrico Gagliardi, con la partecipazione straordinaria del Prof. Vittorio Sgarbi. Confermata la direzione artistica del Prof. Giorgio Di Genova; autorevole, anche quest’anno, la Commissione inviti per la presenza di noti e prestigiosi critici d’arte Toti Carpentieri, Claudio Cerritelli, Nicola Micieli, Enzo Le Pera. A loro è stata affidata l’individuazione degli artisti da coinvolgere in questa importante evento, finalizzato tra l’altro ad un ulteriore ambizioso obiettivo: la costituzione di una collezione d’arte della Camera di Commercio di Vibo Valentia come riferimento delle nuove tendenze e delle nuove espressività artistiche internazionali. Il Premio presenta, in questa edizione, 93 opere d’arte contemporanea di quotati artisti nazionali ed internazionali, in mostra fino al 23 Gennaio 2011. Cinque le sezioni previste: “L’opzione monocromatica: dal tutto bianco al tutto nero”, curata direttamente dal prof. Di Genova; “Artisti Italiani”; “Artisti Stranieri”; Sezione “Scultura”; Sezione “Calabresi Emergenti”, curata dal Prof. Le Pera. A sottolineare il crescente successo del Premio, non solo, come dicevamo, all’inaugurazione l’autorevole presenza del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, ma anche, l’alta considerazione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che al Commissario della Camera di Commercio Michele Lico ha inviato Anno 2010 - n° 4 9 il suo messaggio augurale: e: “Il Capo dello Stato esprime il suo apprezzamento per la rassegna espositiva - che consentirà a un ampio pubblico ubblico di conoscere opere anei- e, nell’augurare di prestigiosi artisti contemporaneiil pieno successo dell’iniziativa, va, invia a lei, al direttore artistico della manifestazione nifestazione e a tutti coloro che interverranno, il suo cordiale o di grande saluto”. Un evento artistico rilevanza che, dunque, cresce nei numeri e in qualità: maggiore re il numero degli artisti partecipanti; ampliata la partnership istituzionale; raddoppiate addoppiate el contesto le performance inserite nel dell’evento che passano così osì a due: sco Cinelli quella dell’artista Francesco e quella dell’artista Eugenia nia Serafini, con il coinvolgimento degli studenti del ntia. Il Premio Liceo Artistico di Vibo Valentia. Internazionale Lìmen Arte ha, infatti il valore aggiunto di creare sinergiaa tra i soggetti attivi del territorio: istituzioni, ni, imprenditoria, associazioni culturali e di categoria, ma soprattutto di prevedere percorsi didattici e formativi riservati al mondo do della scuola. Due i progetti realizzati allo scopo: opo: uno Praticamente Arte , l’altro Borsa Lavoro. Con n Praticamente Arte si è realizzato uno stage di formazione azione per la gestione e promozione di eventi artistici ci e dei servizi didattici, destinato a studenti e tirocinanti rocinanti laureati che hanno avuto la possibilità dii partecipare alle fasi di l’evento. Nel progetto, allestimento e gestione dell’evento. ernanza scuola-lavoro, funzionale alla logica di alternanza atale d’Arte “Domenico è stato coinvolto l’Istituto Statale rticolarmente le quinte Colao” di Vibo Valentia, particolarmente vo di approfondimento classi, in un percorso formativo e di acquisizione di conoscenze, ze, abilità e competenze, utile a favorire l’inserimento o nel mondo del lavoro. pre nella formula dello Il progetto Borsa Lavoro, sempre Nella pagina a fianco, l’interno di Palazzo Gagliardi gliardi e”, di Francesco Bombardi A destra, “Pensieri contratti - ritratto apparente”, 2007, bronzo e ferro patinato, cm 65x125x70 stage, ha consentito l’accoglienza di due giovani stranieri laureati, Verònica Corredoira (Università di Santiago de Campostella, Spagna) e Navas Sastre Rubén (Università di Valladolid, Spagna) per lo svolgimento di un tirocinio di formazione ed orientamento, curato dall’Associazione Culturale Aleph Arte, in convenzione con “Cooperazione Sud per l’Europa” nell’ ambito del Programma europeo “Leonardo da Vinci”. Con il Premio Internazionale Lìmen Arte la Camera di Commercio propone, dunque, l’arte come luogo di incontro e di relazione, dove sviluppare un’etica del confronto, del dialogo e dell’integrazione, dove potenziare l’offerta culturale, sociale ed economica del territorio. Tutto questo partendo da una comune contemporaneità che, 12 Anno 2010 - n° 4 sebbene diversamente interpretata e diversamente comunicata dalle varie anime che interagiscono -artisti da un lato e osservatori dall’altro- trova proprio nell’arte uno spazio privilegiato, libero da qualsiasi possibilità di contrapposizione, perché in quest’ambito nulla è giusto o non giusto, nulla è oggettivamente bello o brutto, ma tutto ha un autentico apprezzamento estetico soggettivo e solo ciò che ha valore sopravvive al tempo. Saper leggere un’opera -sia essa un dipinto, una scultura In alto, in primo piano da sinistra: Mario Caligiuri - Assessore alla Cultura Regione Calabria, l’artista Sonia Talarico, Vittorio Sgarbi, Michele Lico - Commissario Camera di Commercio Vibo Valentia A fianco, una sala della mostra Anno 2010 - n° 4 13 ARTISTI IN RASSEGNA Sezione “L’opzione monocromatica: dal tutto bianco al tutto nero” Maria Baldan, Antonio Corpora, Pasquale Di Fabio, Renzo Eusebi, Sergio Floriani, Guido La Regina, Giovanni Leto, Bruno Lisi, Umberto Mariani, Max Marra, Elio Mazzella, Stefano Montagna, Teresa Noto, Gaetano Pallozzi, Vincenzo Parea, Adriana Pignataro, Gualtiero Redivo, Angelo Savelli, Augusto Sciacca, Giulio Turcato, Gianfranco Zappettini. Sezione Artisti Italiani Maria Luisa Belcastro Schneidersitz, Maria Pia Campagna, Natino Chirico, Francesco Cinelli, Lorenzo D’Angiolo, Enzo Fabbiano, Giovanna Fra, Fiorentina Giannotta, Marcello Malandugno, Luigi Malice, Maria Micozzi, Salvatore Provino, Giuseppe Rumi, Eugenia Serafini, Nik Spatari, Francesca Speranza, Alessandro Taglioni, Stefano Tonelli. Sezione Artisti Stranieri Gabriela Bernales, Emil Ciocoiu, Greta Frau, Pierre Hamon, Fathi Hassan, Fukushi Ito, Nataly Maier, Shuhei Matsuyama, Mikulàš Rachlík, Tetsuro Shimizu, Zhu Ye. Sezione Scultura Cesare Baccelli, Francesco Bombardi, Narciso Bresciani, Marina Buening, Claudio Capotondi, Paolo Delle Monache, Christophe Demaître, Roberto Di Trani, Yangsil Lee, Filippo Malice, Diego Minuti, Daniele Nitti Sotres, Izumi Oki, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Meliton Rivera Espinoza, Boutros Romhein, Angiero Sabato, Salvatore Sava, Paolo Scirpa, Margherita Serra, Valdi Spagnulo, Tomoriki Takahashi, Genti Tavanxhiu. Sezione “Calabresi Emergenti” Maurizio Cariati, Pasquale Maria Cerra, Antonello Curcio, Francesca De Bartolo, Pasquale De Sensi, Elena Diaco Mayer, Salvatore Falbo, Alejandro Garcia, Andrea Grosso Ciponte, Alessandro Lato, Elda Longo, Mario Loprete, Vincenzo Marsiglia, Marcello Montoro, Giuseppe Negro, Fabio Nicotera, Katia Perna, Ernesto Spina, Sonia Talarico, Luca Valotta. 14 Anno 2010 - n° 4 o un’architettura- significa infatti, principalmente, decodificarne i messaggi trasmessi attraverso l’uso del linguaggio visivo. E ogni opera è portatrice di uno specifico messaggio che deriva dall’ambiente culturale all’interno del quale si è sviluppata e dalla funzione che l’artista le ha attribuito nel voler comunicare valori, emozioni, sensazioni, nel voler stabilire con l’altro, con l’osservatore, un contatto non verbale, ma per questo non meno significativo ed intenso. Parole che si esprimono attraverso i segni, i colori, le luci e anche le ombre, parole che nell’arte contemporanea sembrano senza regole, indefinite e, forse per questo, ancora più affascinante è l’approccio alla sua comprensione, con il gusto di meravigliarsi e della scoperta di non essere lontani da una realtà sensoriale solo diversamente espressa, ma intimamente comune, partecipata e condivisa. L’arte dunque intesa come laboratorio di idee, di grandi sperimentazioni culturali da partecipare e condividere, di grande dinamismo territoriale e opportunità di sviluppo, sollecitati e concretizzati anche dai grandi eventi che intorno ad essa si possono costruire, e che possono coniugare bellezza, arte, cultura, con espressioni altrettanto nobili quali territorio ed economia. Tutto questo conferma il Premio Internazionale Lìmen Arte anche in questa seconda edizione, forte dell’esperienza ma pure del successo già registrato e che ha decretato l’alta valenza dell’idea, la credibilità organizzativa, la positività degli effetti. Non da ultimo quello di una collezione di Arte Contemporanea della Camera di Commercio che prende sempre più consistenza, con l’apporto delle opere degli artisti vincitori e, quest’anno, anche con le donazioni dei maestri Francesco Cinelli (Contaminazione n. 8) e Salvatore Provino (Visione Aurea), che sebbene non premiati, hanno voluto lasciare all’Ente traccia tangibile della loro partecipazione al Premio Limen Arte e del loro apprezzamento per un appuntamento di grande prestigio per l’arte e per gli artisti che ne sono espressione viva e coinvolgente. Anno 2010 - n° 4 15 PREMIO INTERNAZIONALE LIMEN ARTE 2010. I VINCITORI SEZIONE L’OPZIONE MONOCROMATICA MAX MARRA Domus Mediterranea, 2007, acrilico su tela e juta, cm 105x155x15. M O T I VA Z I O N E : Per aver interpretato in soluzioni originali la tradizione del quadro oggetto in relazione ai valori plastico-monocromatici con una fisicità di efficacia tattile. L’artista - a destra - premiato dall’On. Doris Lo Moro SEZIONE CALABRESI EMERGENTI (VINCITORI EX AEQUO) VINCENZO MARSIGLIA Bucolic Ambient, 2010, poltrona acrilico su tessuto provenzale, ceramica dipinta, cm 200x200x200 SEZIONE ARTISTI STRANIERI MIKULÀŠ RACHLÍK Archeologia del presente, 2004, olio su tela, cm 100x120 M O T I VA Z I O N E : per aver saputo esprimere la sua concezione tragica del mondo moderno con una idea di frantumazione che rispecchia le esperienze storiche del proprio vissuto. Il Commissario della Camera di Commercio di Vibo Valentia Michele Lico - a sinistra - premia RACHLÍK SEZIONE ARTISTI ITALIANI SEZIONE SCULTURA ENZO FABBIANO Costellazione, 20 BOUTROS ROMHEIN Donna alla finestra, 2005, marmo statuario e vetro, cm 27x72x21 M O T I VA Z I O N E : per aver raggiunto con una tecnica singolare un’indubbia sensibilità lirica nell’ambito di un tema cosmico-spaziale riconducibile alla corrente post-informale. M O T I VA Z I O N E : per la finezza di modulazione plastica tra l’iconico e l’aniconico, che restituisce la concezione simbolica del corpo femminile con sottile erotismo trasposto in metafora musicale. M O T I VA Z I O N E : per la complessa ricchezza dei riferimenti delle decorazioni del tessuto e della maiolica trasposti in un’opera ambiente riconducibile a uno spazio sospeso tra memorie domestiche e letterarie messe attraverso una griglia tecnologica” LUCA VALOTTA Una dolce tentazione, 2010, olio su tela, cm 70x90x4 M O T I VA Z I O N E : per aver interpretato il tema del desiderio con una tecnica pittorica che felicemente traduce l’ottica fotografica che sprigiona una sospensione metafisica tra realtà e surrealtà”. In alto Vincenzo Marsiglia - a destra premiato dal Direttore artistico Giorgio Di Genova. A fianco Luca Valotta - a destra premiato dall’Assessore Comunale Pasquale La Gamba 16 Anno 2010 - n° 4 MENZIONE SPECIALE E TARGA SEZIONE L’OPZIONE MONOCROMATICA SEZIONE ARTISTI ITALIANI SEZIONE ARTISTI STRANIERI SEZIONE SCULTURA SEZIONE CALABRESI EMERGENTI VINCENZO PAREA Immaginazione cromoideata/arancio, 2005, acrilico su tela, cm 90x90 FRANCESCO CINELLI Contaminazione n.8, 2009, anilina su lurex, cm 150x210x90 ITO FUKUSHI Nello spazio e nel tempo. MU n. 13, 2010, computer drawing su pvc trasparente e sfera d’acciaio, cm 5 YANG SIL LEE Svolgimento, 2010, terracotta policroma, cm 37x77x37 ANTONELLO CURCIO Senza titolo, 2009, gesso e grafite su MDF, cm 37x35x4,5 SONIA TALARICO Elevazione, 2010, istallazione, cm 200x200 Anno 2010 - n° 4 17 VITTORIO SGARBI a 1 2 “Ritengo il Premio Internazionale Lìmen Arte una lodevole iniziativa, un’interessante proposta nel panorama artistico nazionale; l’impressione evidente è del rigore nella scelta degli artisti e della felice intuizione del curatore Giorgio Di Genova, di riservare una sezione agli Artisti Calabresi Emergenti, dando così modo ai contemporanei di farsi conoscere -laddove limitate sono per loro le occasioni per farlo- e al territorio di rappresentare i suoi migliori talenti. Devo dire che questo particolare metodo scelto dal prof. Di Genova, è lo stesso che vorrò seguire per la Biennale di Venezia, che porterò in Tutta Italia, con la sezione riservata agli artisti emergenti per ogni regione. Qui in Calabria, in particolare, ci sarà un padiglione a Reggio Calabria dove saranno presenti presenti i talenti calabresi della pittura, scultura, fotografia e del design. Perchè per far emergere la Calabria bisogna mostrare quello che di buono e positivo c’e, e in questo senso questa terra ha tanto, anche l’arte e gli artisti emergenti”. 3 4 Anno 2010 - n° 4 19 6 7 Foto 1 e 2 Sgarbi in visita alla Camera di Commercio Foto 3 e 4 Un momento dell’inaugurazione del Premio Internazionale Limen Arte Foto 5 Sgarbi in visita alla mostra con l’Assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri Foto 6, 7 e 8 Altri momenti della visita all’esposizione 5 20 8 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 21 FRANCESCO CINELLI E I SUOI MANICHINI VIVENTI La metamorfosi delle forme, il dinamismo dei colori. Al Premio Internazionale Lìmen Arte la straordinaria performance dell’estroso artista fiorentino che trasforma giovani studenti in protagonisti di una esaltante esperienza A nche in uesta seconda edizione del Premio Internazionale Limen Arte, la Camera di Commercio ha voluto proporre interessanti appuntamenti e nuove occasioni per avvicinare all’arte il grande pubblico, e soprattutto i giovani, valorizzando la creatività come espressione di competenze e capacità. Un messaggio che l’Ente ha affidato alla creatività e alla forza comunicativa del maestro Francesco Cinelli autore di una straordinaria performance che ha visto protagonisti studenti del Liceo Artistico “Domenico Colao di Vibo Valentia. A Palazzo Gagliardi, sede dell’esposizione l’artista fiorentino ha porposto il suo laboratorio creativo prendendo spunto dall’opera “Contaminazione n. 8”, presentata proprio a Limen Arte. L’opera consiste in un originale “manichino policromo” che dà il sesno di superare la sua staticità proprio attraverso la dinamicità della luce e delle sfumature dei suoi colori. La performance, che Cinelli ha voluto significativamente intitolare “Omaggio a Lìmen Arte”, trae origine da un progetto più complesso chiamato “Camaleonte”, attraverso il quale conduce una ricerca costante per dare all’arte, e a ciò che vuole esprimere, sempre nuove ed originali forme. Il progetto è imbastito sul tema Anno 2010 - n° 4 23 24 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 25 della metamorfosi delle forme, nell’ottica di una sinergia tra pittura, movimento del corpo e spazio. Tutto questo propone “Omaggio a Limen Arte”, che prende così forma tra la curiosità e lo stupore dei ragazzi che seguono con interesse e con crescente coinvolgimento le indicazioni del maestro. Cinelli parla a lungo con i ragazzi-performers, li colloca, seduti, in spazi per loro appositamente creati e, dopo averli celofanati e resi immobili, li consegna ai ragazzi-pittori con il compito di dipingerli secondo il loro estro e la loro creatività. Prendono forma, così, policromi manichini che, dapprima imprigionati nella loro staticità, a precisi comandi del maestro e sulle note del sottofondo musicale, cominciano, lentamente, a prendere vita, manifestando l’anima che quei corpi comunque hanno e custodiscono e che, ora, ciascuno, individualmente, secondo la personale sensibilità, esprime e manifesta attraverso una successione di movenze armoniche e scenografiche. I ragazziperformers, divenuti opere d’arte, non rimangono, però, chiusi all’interno del Palazzo; si avviano verso l’esterno, per aprirsi al mondo e per comunicare quel dinamismo che appartiene a ciascuno di loro e che grazie all’arte possono esprimere in maniera creatività e originale. La performance del maestro Cinelli è stata emozionante e suggestiva: entusiasti gli studenti per questa esperienza che hanno definito unica e coinvolgente; soddisfatto lo stesso artista che ha trovato nei suoi “manichini viventi” delle persone straordinarie, vive e partecipative “segno -come ha detto- che i ragazzi rispondono positivamente quando si offrono loro occasioni interessanti di interazione, come questa pensata per loro dalla Camera di Commercio con il Premio Limen Arte. Un’esperienza che si arricchisce di un rapporto umano e di legame costante che l’arte ha saputo costruire e che grazie all’arte sarà sicuramente saldo e duraturo”. Anno 2010 - n° 4 27 Francesco Cinelli “LA NATURA UMANA COME OGGETTO DA SVILUPPARE E RICERCARE NELLE MIE SPERIMENTAZIONI” Francesco Cinelli Vive in Toscana, a Fucecchio (FI). Dopo essersi diplomato in Decorazione Pittorica all’Istituto d’Arte “A.Passaglia” di Lucca,si è cimentato in molteplici esperienze artistiche ed ha cominciato a dipingere su diversi materiali (legno, muro, stoffa, ceramica) per apprendere nuove tecniche e per ricercare nuove sfumature di colore, dando così forma, piano piano, alla sua pittura informale. Ama definirsi un contenitore di idee: esuberante estroso, solitario, curioso, eclettico, sognatore, viaggiatore immaginario e realista, uno che è sempre alla ricerca di nuovi percorsi da sperimentare. Ha iniziato a lavorare nel campo della moda in una boutique di abbigliamento; in seguito si è dedicato alla libera professione. Attualmente lavora come vetrinista (corso di formazione per Vetrinista e Visual Merchandaising tenuto all’”Accademia Vetrinistica Italiana” di Milano) Oltre a dipingere, ha collaborato attivamente come scenografo con il centro arti performative Elan Frantoio in Fucecchio diretto da Firenza Guidi (direttore artistico di “Elan Wales”, compagnia internazionale di performance teatrale con sede a Cardiff (GB) Ha fatto esperienze come Designer realizzando costumi scenici per manifestazioni artistiche e culturali nel comune di Fucecchio (FI) e Santa Croce sull’Arno (PI). Dice di lui: “Una cosa che amo di me stesso? Mettermi sempre in discussione” “Una cosa che non amo di me stesso? Quello che vedo guardandomi allo specchio” La sua visione simbolico-allegorica del mondo e del vivere è basata sulla duplicità, sul contrasto. L’esistenza umana è per lui un contrasto: l’uomo e la donna, l’intelletto e il sentimento, la libertà e l’ordine, l’istinto e lo spirito, il vagabondo e il borghese, la vita e la morte... questa scissione è per me fondamentale nel comunicare. Bisogna sempre pagare l’una cosa con la perdita dell’altra e sempre l’una è altrettanto desiderabile dell’altra. Questa duplicità, dice, gli permette di affrontare tematiche importanti all’esistenza umana provocandogli nuove sperimentazioni ed emozioni spesso incontrollate. Sostiene che l’esistenza umana ha avuto origine da una scissione creativa e questo ha portato alla scoperta dell’emozione; il fatto che l’emozione possa essere positiva o negativa ci induce a riflettere molto sulla parola... perché? Questo è un motivo di riflessione, a suo avviso, perché mette la vita dell’uomo in discussione. La sua ricerca artistica non è altro che una scoperta emotiva sempre diversa, affascinante perché dove il colore non trova la materia è la materia a trovare il suo colore, in una continua lotta tra l’ascetismo e sensualità, alla ricerca del significato dell’esistenza. 28 Anno 2010 - n° 4 Contaminazioni n° 8. L’opera presentata da Francesco Cinelli al Premio Internazionale Limen Arte 2010 e donata alla Camera di Commercio di Vibo Valentia. Anno 2010 - n° 4 29 L IL CAVALIERE DELLA LUNA ROSSA Colori e poesia sospesi tra sogno e realtà. L’arte come emozione da trasmettere e condividere. L’artista Eugenia Serafini a Limen Arte 2010 con l’avvincente performance e con il laboratorio creativo “Dream Box”. a favola e il sogno per sperare e realizzare. Al Premio Internazionale Limen Arte intorno a questo ruota l’altro interessante happening creativo proposto dalla Camera di Commercio. Parte attiva, ancora una volta, è uno degli artisti presenti all’esposizione d’arte contemporanea e, ispiratrice, l’opera presentata. L’artista in questione è Eugenia Serafini che incontra gli studenti e docenti del Liceo Artistico di Vibo Valentia, coinvolti nella performarmance e nel laboratorio artistico ““Il Cavaliere della Luna Rossa: Dream Box “. Eugenia Serafini è nota a livello internazionale e nazionale per le sue ricerche artistiche e performative innovatrici, raffinate e di grande coinvolgimento. “Desidero puntare sul Dream Box per dare ai nostri ragazzi una spinta propulsiva verso il sogno come possibilita’ positiva e reale di speranza nella propria realizzazione, partendo dalla mia performance poetica “Il cavaliere della Luna Rossa”, favola d’amore e sogno dedicata alla Calabria, scritta durante uno dei tanti happening artistici in questa bellissima e mutevole terra, e dilatare poi l’emozione creata dall’interpretazione di questa mia pièce nella ricerca del sogno personale dei singoli studenti.” L’incontro, curato dal Direttore artistico del Premio, Giorgio Di Genova, e coordinato dal prof. Antonio Pujia, docente del Liceo Artistico, si è articolato in due momenti: nella Performance “Il Cavaliere della Luna Rosa: Dream Box “ all’interno della sua Installazione artistica “I Cavalieri del Vento”, esposta a Palazzo Gagliardi nell’ambito della mostra del Premio Internazionale Limen Arte 2010, e quindi nel Laboratorio proposto agli studenti delle quinte classi del Liceo Artistico che, sotto la guida della Serafini, hanno realizzato un grande pannello dal titolo “DREAM BOX”. Di grande interesse si è dimostrata la discussione sul SOGNO come utopia e spinta positiva, a conclusione della quale Eugenia Serafini ha Anno 2010 - n° 4 31 E U GE NI A S E RA FI NI Docente di Disegno all’Università della Calabria. Il suo percorso culturale l’ha portata a diventare artista di spicco nell’arte contemporanea internazionale. Figura complessa e interessante di creativa e scrittrice, ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma. Poeta performer e installazionista, lavora da anni alla contaminazione intermediale e all’arte totale, utilizzando e fondendo gli apporti di diversi rami creativi: da quello visivo-digitale a quello teatrale, poetico e musicale che utilizza nella creazione delle sue installazioni performative. Direttrice editoriale dell’Artecom-onlus, ne ha ideato e dirige la Collana di Libri d’Artista e la Sezione per l’Ex-libris ed è responsabile delle rubriche di Arte e Letteratura Contemporanea della rivista FOLIVM. Numerose le sue pubblicazioni di saggi e monografie di artisti moderni e contemporanei. Ha scritto e pubblicato raccolte di poesia, fiabe, opere teatrali e racconti brevi tradotti e pubblicati in romeno, arabo, inglese e francese. Vanta una vasta produzione di scrittura creativa e libri d’artista. Realizza da anni eventi di Cultura sul Territorio nella città di Roma ed eventi multimediali con partecipazioni internazionali di altissimo livello. E’ stata invitata a Stages, Simposi e Installazioni performative in Italia, U.S.A., Brasile, Europa Orientale, Egitto, Francia, Romania, Ucraina e ha fondato nel 1998 il Museo di Arte Contemporanea “Micu Klein” a Blaj, in Romania. Sue opere si trovano nei Musei di questi paesi e in Collezioni private. Tra le partecipazioni recenti: Premio Italia per le Arti V. 2001; A.R.G.A.M.- Primaverile Romana 2005; Premio Michetti 2003; 52^ Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia, 2007; Premio Sulmona 1998, 2006, 2008; 66^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2009, interprete nel film “POETI” di Tony D’Angelo; 53^ Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia 2009. Monografia: D. Trombadori, C. Pitto, M. Verdone, Eugenia Serafini, a cura di U. M. Milizia, Roma 2003; Catalogo della Biennale di Venezia, Marsilio 2007; G. Di Genova, Storia dell’Arte Italiana per generazioni, Generazione anni quaranta, tomo I, Ediz. Bora 2007, foto in sovraccopertina e pp. 555-559; Catalogo della Biennale di Venezia, Marsilio 2009. indirizzato gli studenti a lavorare su tre distinte, ma coordinate, realizzazioni: 1. la scatola dei sogni (un gruppo di studenti ha il compito di realizzare, ciascuno, una piccola scatola materica, costruita avvalendosi di cartoncino, colla e spillatrice, e dentro la quale inserire collage, elementi materici o tocchi di colore che danno corpo al sogno); 2. il volto del sogno (un gruppo di studenti si fa carico, ciascuno, di dipingere un cartoncino I Cavalieri del vento. Opera presentata dalla Serafini a Limen Arte 2010 bianco con il proprio volto); 3. i colori del sogno (un gruppo di studenti deve, invece dipingere, individualmente, su un cartoncino bianco in modo informale, dando colore al sogno). Coloratissimo, materico, ricco di suggestioni cromatiche, il pannello finale assemblato in modo corale da tutti i partecipanti e che nella sede dell’Istituto cittadino rimarrà a testimonianza della sinergia tra artista e studenti, tra Scuola e Camera di Commercio e soprattutto tra arte e territorio nel segno della evidenza di impegno e creatività. Anno 2010 - n° 4 33 *di Alberto Cozzo IMPRESE E MERCARTI ESTERI PERCORSI E STRATEGIE PER CONQUISTARE NUOVI TRAGUARDI COMMERCIALI Il progressivo ampliamento “dell’ambiente” imprenditoriale e aumento della sua dinamicità rende le tradizionali strategie di internazionalizzazione sempre meno efficaci. Infatti la dimensione internazionale impone anche alle piccole e medie imprese una visione globale, che si allarga e coinvolge tutte le fasi dell’attività produttiva e commerciale: scelta dei fornitori, decisioni di make or buy, confronto di produttività ed efficienza con i concorrenti, ricerca delle fonti di finanziamento, scelte tecnologiche, strategie commerciali. L’attuazione dei principi della società dell’informazione accelererà ulteriormente la competizione soprattutto a livello delle Piccole e Medie Imprese (PMI). D iverse sono le accezioni con cui viene inteso il termine internazionalizzazione. Per “processo di internazionalizzazione” si intende quello che distingue tra due percorsi: quello dell’orientamento al marketing internazionale e quello al commercio internazionale. La modalità del commercio internazionale è anche detta internazionalizzazione passiva, mentre quella del marketing internazionale corrisponde all’internazionalizzazione attiva. L’impresa è in condizioni di internazionalizzazione passiva quando sono gli altri operatori economici (buyer, importatori, distributori) a trovare conveniente comprare il prodotto di un determinato paese. Infatti, avviene che nel paese di origine i prodotti siano comprati dai buyers delle multinazionali o da esportatori nazionali oppure che nel paese di destinazione i prodotti siano comprati da importatori o da distributori. Da questa analisi si ricava che i caratteri fondamentali e distintivi di tale forma di processo di internazionalizzazione sono: • la saltuarietà dei rapporti commerciali • l’assenza della ricerca del cliente • la mancanza della conoscenza del mercato • la non attuazione di una politica promozionale • la presenza di un buyer o di un esportatore/ importatore, che si accolli il rischio di collocazione del prodotto sul mercato. Questa forma dunque sarà utile per l’impresa qualora si verifichino dei surplus produttivi. Si parlerà di internazionalizzazione attiva, se l’impresa è in grado di riferire all’estero almeno la fase distributiva della propria attività economica ed è parte promotrice dei propri prodotti. Infatti, gli agenti e commissionari all’export operano nel paese d’origine per conto dell’impresa produttrice e quindi, si occupano di cercare i clienti sul mercato non domestico, mentre nel paese di destinazione l’impresa agirà mediante agenti di vendita, distributori grossisti e distributori finali. Anche qui Anno 2010 - n° 4 35 Tabella 1 - Orientamento al marketing internazionale capacità Rete distribu va Coinvolgimento iniziale internazionale solo casi eccezionali NO NO NO (commesse) produzione saltuaria per presente, ma non si ha saltuario (solo in caso di NO l’estero alcun controllo su di esse surplus produ vi) lievi modifiche di prodo o costante, ma limitato quota costante di rispe o al mercato controllata (priorità al mercato produzione per l’estero domes co interno) studiato ad hoc per i presenza di impian ges ta in via dire a totale merca internazionali all’estero Prodo No Marke ng Marke ng saltuario Marke ng regolare Marke ng totale 36 Anno 2010 - n° 4 per l’estero Orientamento produ va PERCORSO EVOLUTIVO DELLE FORME DI INTERNAZIONALIZZAZIONE nell’internazionalizzazione. Le linee che uniscono i punti stanno ad indicare il percorso evolutivo solo di alcune forme di internazionalizzazione. Come si può vedere l’esportazione indiretta è quella che presenta Tempo il minor grado di rischio, di controllo e Esportazione diretta di preparazione in Sole con propria filiale termini di tempo. La forma della licenza venture presenta lo stesso grado di controllo dell’esportazione diretta con agenti o distributori ma presenta un minor graJoint venture do di rischio rispetto all’esportazione diretta, in quanto Licenza quest’ultima è connotata dalla presenza Esportazione diretta di scorte sui mercati con agenti distributori internazionali. L’esportazione diretta Esp. indiretta con propria filiale presenta, invece, solo un maggior grado Rischio di controllo rispetto a quella equivalente svolta mediante agenti o distributori. La “joint Naturalmente per poter passare dalla fase di orienventure” permette di avere un elevato controllo dei tamento all’esportazione di tipo mercantile a quella propri prodotti, presenta un elevato rischio e magdi marketing internazionale occorre tenere conto del giori tempi di attuazione. La “sole venture” rappregrado di controllo che l’impresa può avere nell’osenta la forma più rischiosa, più lunga in termini di perazione di internazionalizzazione, nel livello di attuazione e con il maggior controllo sul prodotto. rischio dell’operazione e nel tempo che si impiega Grado di controllo è possibile ricavare i caratteri fondamentali di tale forma di internazionalizzazione, che sono: • la sistematicità dei rapporti commerciali; • la selezione dei mercati di sbocco della propria offerta; • la ricerca della clientela “target”; • l’utilizzo di politiche promozionali. La tabella 1 evidenzia gli effetti dell’orientamento al marketing internazionale da parte dell’impresa sul prodotto, sulla capacità produttiva, sulla rete distributiva internazionale e sul coinvolgimento aziendale. I vari orientamenti al marketing sono così esplicabili: • NO MARKETING: la produzione è rivolta solo al mercato domestico ed il coinvolgimento aziendale è limitato all’esecuzione di commesse all’estero. • MARKETING SALTUARIO: implica una estensione diretta del prodotto ossia l’introduzione del bene nel mercato estero senza alcuna modifica. Vengono esportati solo degli eventuali surplus produttivi destinati all’estero. Non si ha alcun grado di controllo della rete distributiva. Questa forma di orientamento corrisponde all’internazionalizzazione passiva. • MARKETING REGOLARE: una quota costante di produzione viene destinata all’estero ed il prodotto viene adattato alle preferenze della clientela ed alle condizioni locali1. Esiste la presenza di un ufficio esportazione che si occupa di controllare i canali di marketing (ossia la rete distributiva) internazionali mediante forme di accordi di distribuzione o franchising. • MARKETING TOTALE: corrisponde alla forma di internazionalizzazione attiva. Si ha la creazione di un prodotto studiato ad hoc per il mercato non domestico. La produzione è effettuata mediante impianti situati all’estero costruiti grazie ad investimenti diretti o joint venture. Si ha un pieno controllo della rete distributiva. Il management considera tutti i mercati, anche quello domestico, come mercati esteri. 1. La Ciba-Geigy ha creato una gamma di prodotti specifica per i mercati in via di sviluppo, caratterizzata da un assortimento minore e più mirato e da confezioni “senza fronzoli” per permettere dei prezzi ridotti *Esperto in Progetti Comunitari Anno 2010 - n° 4 37 IL COMMERCIO CON L’ESTERO DI BENI Bilancia commerciale e grado di apertura al commercio estero L’andamento della bilancia commerciale rappresenta un indicatore fondamentale della precaria solidità e ricchezza economica regionale poiché evidenzia una difficoltà del comparto produttivo a competere in modo performante sui mercati globalizzati. Nel 2009 la bilancia commerciale regionale risulta in passivo in quanto le importazioni superano per una differenza pari a 223.429.383 euro le esportazioni determinando una conseguente uscita di capitale monetario dalla regione. Lo sbilancio a favore delle importazioni risulta in aumento rispetto ai valori definitivi registrati nell’anno 2008. Le esportazioni hanno subito una contrazione (-18,2%) nettamente superiore a quella registrata nelle importazioni (-8,2%), confermando la ridotta presenza e stabilità delle imprese regionali sui mercati esteri. L’analisi del saldo della bilancia commerciale rileva un andamento regionale decisamente negativo con l’incremento del deficit medio calabrese pari al 11,5 % con la performance peggiore di Reggio Calabria 167,9 % ed a seguire Crotone 22,9 %. Le province di Cosenza e Catanzaro hanno ridotto il disavanzo rispettivamente del 12,7%, del 10,6%. Andamento negativo, invece, per la provincia di Vibo Valentia, l’unica della regione a realizzare un avanzo commerciale che, nel 2009, ha registrato una flessione del 20,4 %. L’andamento nazionale denota a differenza di quello regionale una diminuzione considerevole del disavanzo (- 68,5%), frutto di un aumento delle esportazioni superiore al valore delle importazioni Il dato negativo, ascrivibile al peggioramento della bilancia commerciale, registrato in Calabria influenza negativamente anche la propensione all’export dei trend provinciali. Difatti, nel 2009 la propensione all’export diminuisce in tutte le province rispettivamente Cosenza (-0,1 punti percentuali), Catanzaro (-0,2 punti percentuali), Reggio Calabria (-0,3 punti percentuali), Crotone (-0,5 punti percentuali), Vibo Valentia (-0,4 punti Commercio estero delle province italiane. Valore delle importazioni ed esportazioni 2008-2009 e variazione percentuale. Valori in euro. 149.938.978 119.721.186 186.427.353 81.373.705 55.186.173 592.647.395 126.968.673 96.666.145 190.647.588 81.816.228 48.147.223 544.245.857 L’INTERNAZIONALIZZAZIONE IN CALABRIA SUD E ISOLE 53.752.659.231 36.783.420.050 -31,6 43.391.427.778 30.650.801.916 -29,4 ITALIA 382.050.168.324 294.212.801.205 -23,0 369.015.556.090 290.112.617.198 -21,4 Cosenza Catanzaro Reggio Calabria Crotone Vibo Valentia CALABRIA 2008 definitivo ESPORTAZIONI 2009 provvisorio Var. 09 / 08 -15,3 -19,3 2,3 0,5 -12,8 -8,2 Province e regioni 2008 definitivo IMPORTAZIONI 2009 provvisorio 76.568.430 37.985.780 171.441.653 30.529.751 75.670.403 392.196.017 62.915.185 23.587.277 150.505.538 19.348.076 64.460.398 320.816.474 Var. 09 / 08 -17,8 -37,9 -12,2 -36,6 -14,8 -18,2 Fonte: ISTAT 38 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 39 percentuali). Complessivamente la Calabria registra nel 2009 una propensione all’export del 1,1 % vale a dire inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto al 2008. Parimenti sul versante nazionale si segnala una propensione all’export in calo che passa dal 26,1 % del 2008 al 21,2 % del 2009 con una differenza di 4,9 punti percentuali. Risulta in peggioramento, nell’anno 2009, anche il dato relativo al grado complessivo di apertura ai mercati esteri che interessa negativamente tutte le province rispettivamente Cosenza (-0,3 punti percentuali), Catanzaro (-0,7 punti percentuali), Reggio Calabria (-0,2 punti percentuali), Crotone (-0,4 punti percentuali), Vibo Valentia (-0,7 punti percentuali). Complessivamente la Calabria registra nel 2009 un grado complessivo di apertura ai mercati esteri del 40 2,9 % vale a dire inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al 2008. Anche in questo caso l’andamento negativo è in linea con quello nazionale dove si registra una diminuzione di 10,4 punti percentuali. LE ESPORTAZIONI Le esportazioni verso l’estero hanno subito, nel corso del 2009, un decremento del 18,2% rispetto all’anno precedente inferiore alla media del Sud e Isole (-29,4%) ed a quella nazionale (-21,4%). L’analisi delle esportazioni su base provinciale determina una classifica di valori negativi in cui Catanzaro si posiziona al primo posto (-37,9%) seguita da Crotone (-36,6%), Cosenza (-17,8%), Vibo Valentia (-14,8%) e Reggio Calabria (-12,2%). Il valore delle esportazioni regionali nel 2009 ammonta complessivamente a 320.816.474 euro dunque si registra una diminuzione rispetto al 2008 di 71.379.543 euro. L’analisi dell’andamento delle esportazioni nell’arco temporale intercorrente tra il 1997 e il 2008, rileva un picco delle esportazioni in Calabria negli anni 1999 e 2000 perfettamente in linea con la media del Sud e Isole e con quella nazionale. Mentre si registra la peggiore performance nel biennio 2004-2005 con una contrazione del valore delle esportazioni (-9,1%) seguita da una positiva ripresa nel 2006-2007 (30,9%) e immediatamente dopo da una nuova contrazione nel 2008 (-8,9%). Analizzando i flussi delle esportazioni per settore di attività economica nel’anno 2009 si evidenzia che i comparti produttivi regionali maggiormente incisivi sui mercati esteri risultano il metalmeccanico Grado di apertura al commercio estero nelle province calabresi. Anni 2008-2009 Andamento delle esportazioni 1997-2008 Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Istituto Guglielmo Tagliacarne - ISTAT Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati ISTAT Anno 2010 - n° 4 ed elettronico (43,1%), il settore alimentare (19,6%) e la chimica, gomma e plastica (19%). Questi tre macrosettori aggregano complessivamente l’81,7% delle esportazioni regionali assegnando ai restanti comparti fasce numericamente poco significative di contribuzione all’export regionale. Secondo l’analisi delle esportazioni alla luce della tassonomia di Pavitt, che classifica i settori merceologici sulla base delle fonti e della natura delle opportunità tecnologiche e delle innovazioni, dell’intensità della ricerca e sviluppo e della tipologia dei flussi di conoscenza, la nostra regione ha esportato nell’anno 2009 (47,5%) prodotti tradizionali e standard, per un valore di 152.401.037 euro, percentuale inferiore rispetto sia alla media Sud e Isole (60,6%), che nazionale (54,8%). A seguire, il 39,9% è rappresentato Anno 2010 - n° 4 41 Esportazioni delle province calabresi per macrosettore. Anno 2009. Valori assoluti in euro e composizione percentuale sul totale export provinciale Province e regioni Agricoltura e pesca Alimentare Sistema moda Chimica gomma plastica Legno/carta Metalmeccanica ed Elettronica Altro industria Totale Cosenza 26.842.290 42,7 17.953.057 28,5 1.663.327 2,6 209.272 0,3 3.892.869 6,2 6.418.662 10,2 5.935.708 9,4 62.915.185 100,0 Catanzaro 1.873.292 7,9 7.055.486 29,9 528.684 2,2 620.296 2,6 299.113 1,3 11.084.337 47,0 2.126.069 9,0 23.587.277 100,0 Reggio Calabria 6.826.456 4,5 25.269.461 16,8 1.733.951 1,2 1.634.251 1,1 52.240.372 34,7 60.326.416 40,1 2.474.631 1,6 150.505.538 100,0 965.155 5,0 8.653.298 44,7 160.370 0,8 6.454 0,0 3.488.085 18,0 5.389.005 27,9 685.709 3,5 19.348.076 100,0 Vibo Valentia 3.767.590 5,8 3.807.153 5,9 93.193 0,1 366.989 0,6 1.033.580 1,6 55.028.470 85,4 363.423 0,6 64.460.398 100,0 CALABRIA 40.274.783 12,6 62.738.455 19,6 4.179.525 1,3 2.837.262 0,9 60.954.019 19,0 138.246.890 43,1 11.585.540 3,6 320.816.474 100,0 SUD E ISOLE 1.175.431.855 3,8 3.364.188.208 11,0 1.971.035.095 6,4 543.211.222 1,8 11.280.316.909 36,8 10.398.570.004 33,9 1.918.048.623 6,3 30.650.801.916 100,0 ITALIA 4.523.025.577 1,6 19.887.359.710 6,9 32.886.114.421 11,3 6.132.580.874 2,1 49.781.949.224 17,2 142.904.347.445 49,3 33.997.239.947 11,7 290.112.617.198 100,0 Crotone Fonte: Elaborazione Istituto Guglielmo Tagliacarne su dati Istat da prodotti specializzati e high tech, percentuale superiore alla media Sud e Isole (34,8%) e inferiore a quella nazionale (43,3%). Il contributo di agricoltura e materie prime (12,6%) nonostante sia esiguo sul versante regionale appare significativo se comparato con la media del Sud e Isole (4,5%) e con la media nazionale (1,9%). Al primo posto della classifica dei principali prodotti per valore delle esportazioni, nel 2009, si posizionano Locomotive e materiale rotabile ferro-tranviario, con 53.213.514 euro seguono Altre macchine di impiego generale, Altri prodotti chimici, Prodotti di colture permanenti, Frutta e ortaggi lavorati e conservati, Prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie. Altri prodotti alimentari, Oli e grassi vegetali e animali, Macchine di impiego generale, Prodotti di colture agricole non permanenti aggregano complessivamente 240.445.765 euro contro la rimanente parte di prodotti che aggrega solo 4.856.569 euro. I MERCATI DI SBOCCO Perfettamente in linea con il trend nazionale il flusso delle esportazioni regionale è indirizzato nel 2009 verso i Paesi dell’Unione Europea con una percentuale di beni destinati pari al 42,4% del totale delle esportazioni, a cui si aggiunge il 16,6% rivolto all’Africa e il 9,3% destinato ai Paesi entrati nell’Unione Europea nel 2004. Il comparto 42 Anno 2010 - n° 4 produttivo regionale nel 2009 è presente con difficoltà sui mercati dell’Oceania, dell’America centro-meridionale e degli altri Paesi Europei non aderenti all’Unione. L’andamento provinciale delle esportazioni per area geografica evidenzia che Cosenza è capofila nella destinazione di beni verso i Paesi dell’Unione Europea con il (58,1%) seguita da Catanzaro (51,1%) Reggio Calabria (45,3%) Crotone (31,3%) e Vibo Valentia (20,6%). I Paesi verso cui la regione esporta maggiormente sono rappresentati da: Germania, Marocco, Stati Uniti, Polonia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Grecia e Algeria che, da soli, aggregano 30.194.497 Composizione percentuale delle esportazioni della Calabria per area geografica. Anno 2009. Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Istituto Guglielmo Tagliacarne - ISTAT euro dell’export regionale. In particolare, nel 2009 si è assistito ad un boom delle esportazioni verso Singapore con un incremento di 5.764.450 euro mentre diminuiscono le esportazioni regionali verso l’Egitto. LE IMPORTAZIONI Nel corso dell’anno 2009, il valore provvisorio delle importazioni regionali si attesta a 544.245.857 euro, in diminuzione del 8,2% rispetto al valore definitivo relativo al 2008. La diminuzione delle importazioni è più marcata nella provincia di Catanzaro (-19,3%), seguita da Cosenza (-15,3%), Vibo Valentia (-12,8%) mentre una inversione di tendenza si riscontra nelle province di Reggio Calabria (2,3%) e Crotone (0,5%) Si registra una contrazione anche nella ripartizione Sud ed isole (-31,6%) ed a livello nazionale (-23%). La domanda regionale di prodotti sul totale importato si riferisce al settore Metalmeccanica ed Elettronica (32,7%) al settore Alimentare (28%) ed al settore Agricoltura e pesca (12,3%); a seguire, il valore degli acquisti di merce estera è da riferire a prodotti della Chimica e plastica (10,1%), Altro industria (7,1%), Legno/carta (5,4%), Moda (4,3%). Il peso percentuale delle importazioni relative al settore Metalmeccanica ed Elettronica ed a quello Alimentare (60,7%), è superiore sia alla media Sud e Isole (29,2%) che a quella nazionale (45,2%). La Calabria, nel 2009, ha importato maggiormente dai Paesi dell’Unione Europea per un valore pari al 65,4% del totale e 355.962.524 euro. Su piano nazionale si registra un flusso di importazioni verso l’Unione Europea pari al 49,4% contro un valore medio del Sud e Isole pari al 27,1%. Il 2009 registra i maggiori flussi di importazioni regionali da Germania, Spagna e Cina. Nel 2009, rispetto all’anno precedente, la Calabria ha aumentato le importazioni dalla Cina (74,8%) mentre ha diminuito le importazioni dall’Argentina (- 57,7%). Nel 2009 la Calabria ha importato maggiormente: Importazioni delle province calabresi per macrosettore. Valori percentuali. Anno 2009. Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Istituto Guglielmo Tagliacarne - ISTAT pesce, crostacei molluschi lavorati e conservati, carne lavorata e conservata, prodotti a base di carne, altre macchine di impiego generale, prodotti di colture permanenti, parti ed accessori per autoveicoli e loro motori, prodotti delle industrie lattiero-casearie, animali vivi e prodotti di origine animale. Solo i primi sette prodotti in classifica rappresentano oltre la metà del totale complessivo delle importazioni (52,9%). L’analisi sulla percentuale di importazioni per contenuto tecnologico dei beni, evidenzia una richiesta elevata della nostra regione per prodotti tradizionali e standard, che rappresentano il 59,6% delle importazioni. A seguire, la richiesta di prodotti specializzati e higt tech (27,3%) ed a seguire di quelli appartenenti all’agricoltura e materie prime (13,1%). IL COMMERCIO CON L’ESTERO DI SERVIZI La Calabria registra nel 2009 un saldo import/ export dei servizi negativo pari a - 42.851 euro. Tale disavanzo dipende da un valore molto elevato dei debiti, pari a 197.382 euro, a fronte di crediti che ammontano a 154.528 euro. Le province che Anno 2010 - n° 4 43 Commercio internazionale dei Servizi - Servizi per provincia e per tipo di transazione - Crediti. Valori in migliaia di euro. Anno 2009 (*). ROYALTIES E LICENZE SERVIZI FINANZIARI SERVIZI INFORMATICI SERVIZI PER IL GOVERNO SERVIZI PERSONALI ALTRI SERVIZI ALLE IMPRESE TRASPORTI VIAGGI ALL'ESTERO TOTALE 73 0 0 290 227 0 2.810 0 43.740 47.199 663 160 2 508 0 8 2.864 0 22.647 26.853 191 270 5 121 0 129 2.866 0 45.469 49.174 0 285 0 6 220 0 0 463 0 12.875 13.849 2 0 385 0 140 0 0 0 1.677 0 15.234 17.438 CALABRIA 169 16 1.597 430 153 1.139 227 137 10.680 0 139.980 154.528 SUD-ISOLE 14.364 5.803 97.054 30.809 39.515 20.187 40.864 27.502 451.647 0 3.154.502 3.882.247 ITALIA 868.145 1.097.186 1.939.279 725.847 4.785.049 515.466 934.681 736.308 19.876.648 9.031.028 23.595.257 64.104.894 PROVINCE E REGIONI ASSICURAZIONI COMUNICAZIONI Cosenza 59 0 Catanzaro 1 0 107 16 Crotone 0 Vibo Valentia Reggio Calabria COSTRUZIONI (*) I dati si riferiscono al periodo gennaio-novembre 2009 ad eccezione del capitolo viaggi all’estero che si riferiscono al periodo gennaio-settembre 2009 Fonte: Banca d’Italia ex Ufficio Italiano dei Cambi 44 registrano il disavanzo complessivo più importante sono Catanzaro (-21.690 euro) e Cosenza (-15.778 euro), seguite a distanza da Reggio Calabria (-7.322 euro). Vantano un avanzo invece nella bilancia commerciale dei servizi, Crotone, con un saldo di 1.746 euro, e Vibo Valentia con 191 euro. Tuttavia, come è facilmente visibile dal grafico che segue, l’andamento dei saldi ha subito variazioni importanti in tutte le province calabresi, con un andamento generalizzato, ad eccezione di Cosenza che, dal 2003, vede aumentare costantemente il proprio disavanzo per poi riacquistare quota nel 2009. da titoli di ammontare uguale o superiore al 10% del capitale dell’impresa partecipata in termini di azioni ordinarie e di azioni con diritto di voto e i rapporti di natura finanziaria intercorrenti tra partecipante e partecipata. Per convenzione, sono considerati investimenti diretti anche gli investimenti immobiliari. Nel 2009 gli investimenti esteri diretti in Calabria ammontavano a 25.322 euro, a fronte di 22.323 euro di investimenti diretti all’estero. Tale andamento evidenzia la difficoltà della Calabria a realizzare strategie di penetrazione commerciale attraverso la delocalizzazione o altri tipi di investimento all’estero particolarmente FLUSSI DI INVESTIMENTO DA E VERSO L’ESTERO Gli investimenti diretti all’estero (IDE) rappresentano una forma di internazionalizzazione delle imprese. L’indicatore IDE esamina gli investimenti che realizzano un interesse durevole tra un’impresa residente nell’economia nazionale ed una residente in un’altra economia. A tale scopo, sono considerati investimenti diretti: le partecipazioni dirette o indirette non rappresentate da titoli e i rapporti di natura finanziaria intercorrenti tra partecipante e partecipata, le partecipazioni dirette o indirette rappresentate Flussi di investimento diretti dalla Calabria verso l’estero Anno 2009 Anno 2010 - n° 4 (*) I dati del 2009 fanno riferimento al periodo gennaio-ottobre 2009 Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Ufficio Italiano Cambi evidente risulta a tale proposito il dato riportato dalla provincia di Crotone. L’analisi dei flussi di investimenti diretti dalla Calabria verso l’estero nel 2009, vede un aumento rispetto al 2007 di 239 mila euro che diventa più significativo rispetto al 2008 con una differenza di 4.206 euro. La provincia di Vibo Valentia con i 53% detiene la percentuale più alta di investimenti diretti verso l’estero sul totale regionale, seguita da Cosenza (17,4%), Catanzaro (11,7%), Reggio Calabria (11,2%), Crotone (6,7%). Il peso percentuale dei flussi di investimento calabresi diretti all’estero nel 2009 è appena 0,05% del totale nazionale. Dal grafico si denota una buona performance degli investimenti verso l’estero della provincia di Vibo Valentia, seguita da Cosenza e Reggio Calabria. Gli investimenti diretti dall’estero verso la Calabria nel 2009, pari a 22.323 euro, hanno subito un decremento rispetto al 2008 (35.857 euro) ed al 2007 (36.544 euro). La Calabria assorbe lo 0,04% degli investimenti esteri diretti verso l’Italia. Nel 2009 la classifica delle province calabresi che hanno attratto maggiormente flussi di investimenti esteri vede al primo posto Cosenza (64,1%) seguita da Catanzaro (13,3%), Vibo Valentia (13,1%) e Reggio Calabria (9,5%). Composizione provinciale dei flussi di investimento diretti dalla Calabria verso l’estero. Anni 2007-2009 (*) I dati del 2009 fanno riferimento al periodo gennaio-ottobre 2009 Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Ufficio Italiano Cambi Anno 2010 - n° 4 45 Flussi di investimenti diretti dall’estero verso l’Italia. Dati in migliaia. Anni 2007-2009 Province e regioni Cosenza Catanzaro Reggio Calabria Crotone Vibo Valentia CALABRIA SUD E ISOLE ITALIA Composizione provinciale dei flussi di investimento diretti dall’estero verso la Calabria. Anni 2007-2009. 2007 6.195 7.327 18.230 357 4.435 36.544 2008 7.664 2.168 20.027 163 5.835 35.857 2009 (*) 14.299 2.976 2.118 0 2.930 22.323 1.231.431 947.724 1.080.116 202.894.008 117.885.333 44.832.191 (*) I dati del 2009 fanno riferimento al periodo gennaio-ottobre 2009 Fonte: Elaborazione su dati Ufficio Italiano Cambi Flussi di investimento diretti dall’estero verso la Calabria – Anno 2009 (*) I dati del 2009 fanno riferimento al periodo gennaio-ottobre 2009 Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Ufficio Italiano Cambi (*) I dati del 2009 fanno riferimento al periodo gennaio-ottobre 2009 Fonte: Elaborazione Unioncamere Calabria su dati Ufficio Italiano Cambi Fonte: Osservatorio Economico Unioncamere Calabria 2010 Anno 2010 - n° 4 47 ENERGIE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA: INTERVENTI E TECNOLOGIE A cura di Dintec Consorzio per l’Innovazione tecnologica 48 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 49 50 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 51 52 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 53 54 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 55 * di Alfredo Ruga L’OFFICINA MONETARIA DELLA CONTEA NORMANNA DI MILETO F in da epoche remote la Calabria, per la sua conformazione geografica, stretta tra due ampi golfi e dominata da imponenti e boscose montagne ricche di corsi d’acqua e risorse non solo minerarie, ha determinato e condizionato lo sviluppo insediativo umano e le dinamiche economiche. La sua posizione le ha dato, a seconda delle epoche, una centralità anche a livello mediterraneo, in cui emergevano importanti compagini territoriali, con un ruolo forte assunto da aree strategiche ed a vocazione produttiva particolare. Si tratta per esempio delle (poche) piane (Sibari, Sant’Eufemia, Gioia Tauro) o zone assimilibali (il Marchesato, il Poro) e le valli di corsi d’acqua perenni (Crati, Neto, Angitola, Mesima…), ma soprattutto di aree di transito sovra regionali e locali (lo Stretto, l’istmo di Catanzaro…) tra i mari Ionio e Tirreno o le grandi dorsali e percorsi di crinale che in vario modo assicurano i collegamenti terrestri. La necessaria premessa permette di cogliere le peculiarità che spinsero i Normanni, nel corso del loro percorso di conquista e poi di consolidamento saggio e razionalmente sviluppato del dominio, a scegliere Mileto come capitale della Grande Contea di Calabria e Sicilia, erede diretta della greco-romana Hipponio/ Valentia, con una certa corrispondenza di funzioni e scopi. Il ruolo principale assunto dalla città, politicamente ed amministrativamente, trova un suo completamento nel nuovo ruolo nell’ambito della geografia ecclesiastica della Calabria ‘rilatinizzata’, diventando sede di una delle più importanti diocesi e di una delle più potenti abbazie meridionali, la benedettina San Michele Arcangelo poi SS. Trinità. Anche il loro spazio fisico e le volumetrie connoteranno, fino ai disastrosi terremoti del XVII e XVIII secolo e le successive ruberie di materiali, l’immagine della città, segnata anche dalla presenza del palazzo A fianco, Mileto nella veduta Pacichelli Anno 2010 - n° 4 57 Fig. 1 - Il Gran Conte Ruggero I. comitale. A questo punto fu naturale che nel disegno di dotare la sua capitale di tutte le infrastrutture civili e spirituali, il Gran Conte 58 Anno 2010 - n° 4 Ruggero I (fig 1), a servizio di una popolazione ben stratificata socialmente e di tradizioni culturali differenti, impiantasse l’officina monetaria, la zecca. Coniare moneta era senz’altro segno di prestigio e potere, prerogativa di chi, avendo ricevuto una investitura che sancisce la sacralità del proprio mandato, vuole non solo dotare i sudditi di ‘sofisticati’ mezzi di scambio per le transazioni minute, quotidiane (monete di rame alligato o meno con altri metalli) e per quelle medio-alte (monete di argento e di oro), per andare, laddove necessario, oltre espressioni premonaetali come il baratto. Conscio della diffusione capillare delle monete ne fa, secondo la migliore tradizione romana e bizantina, un potente veicolo di propaganda. A partire da Vito Capialbi e via via fino ai più rilevanti studiosi contemporanei di numismatica medievale il problema della zecca di Mileto è stato discusso in più occasioni, talvolta negandone l’esistenza e talvolta sostenendo che la città emise, oltre a monete di ‘rame’, anche monete di metalli preziosi. Incerta è la zecca calabrese che emise tra il 1060 e il 1080 le coniazioni che imitavano i folles anonimi bizantini di Classe C (1034-1041). Questi costituivano la moneta divisionale più diffusa nella Calabria bizantina intorno al terzoquarto decennio dell’ XI secolo e presente ancora nella prima fase della dominazione normanna (almeno fino alla riforma monetaria di Ruggero I). La scelta consapevole dell’imitazione, per la cui coniazione verosimilmente proporrei già Mileto, era dovuta proprio all’estrema familiarità che la popolazione aveva per queste monete, per altro ben documentate non solo nel Vibonese, come attestano i materiali da scavo e della collezione Capialbi presso il Museo Nazionale di Vibo Valentia, ma anche nel sito di Mileto (scavi del prof. Peduto nel 1995 presso l’abbazia). Comunque è accertato che nuove contingenze storiche, dopo la conquista della Sicilia, la morte del Guiscardo ed il consolidamento del suo dominio territoriale, spingendo “Ruggero I a progettare e attuare un’organica riforma monetaria, databile tra 1085 e 1087” (L. Travaini) al momento, daranno un particolare impulso all’attività della zecca di Mileto, che emetterà solo monete di rame e sue leghe. Essa, giovandosi anche dei minerali locali, per i quali nel 1094 aveva ottenuto particolari concessioni l’abate Brunone (“cum mineris aeri set ferri et omnium metallorum”), ed attuando una Fig. 2 - Dritto e rovescio del follaro con Tau progressiva fusione o ribattitura degli ormai logori follis bizantini di classe C, nel giro di poco tempo produce un discreto volume di esemplari in rame che ricordano sul dritto le monete bizantine eliminate dalla circolazione e le loro imitazioni, mentre sul rovescio si introduce un elemento propagandistico nuovo. È il momento dell’introduzione del nuovo follaro che propone sul D/ una croce gemmata, nei cui quarti trovano posto le indicazioni dell’autorità emittente RO GE CO ME, Ruggero Conte (fig. 2). Sul R/ invece compare la croce a Tau, una croce commissa che grande valore simbolico avrà per S. Francesco d’Assisi nel XIII secolo, ma che non sembra impiegata in precedenza nell’Italia normanna. Essa è circondata dalla leggenda CALABRIE SICILIE. La scelta del tipo del R/, forse influenzata dal tipo di una moneta di Taranto di V sec. a.C., che un dibattito ha suscitato tra vari studiosi (Travaini, Grierson, von Falkenhausen ed altri), era frutto di un’ abile scelta propagandistica: aveva un alto valore ideologico funzionale alla sua politica religiosa, che ne sottolineava la sua adesione globale al Cristianesimo e nello stesso tempo era un ‘segno’ cristiano mitigato, tutto sommato accettabile anche dalla popolazione musulmana di Sicilia cui le monete, assieme alle coniazioni auree ed argentee sempre con Tau, erano anche destinate per gli usi giornalieri. Nell’attuale Calabria questa moneta milesia in ‘rame’ (Tipo TRAVAINI 1995, nn. 156-159 e MEC, nn. 88-91), oltre che in collezioni e raccolte museali senza dati certi di rinvenimento - ad esempio nella collezione Capialbi oggi nel Museo vibonese (4 esemplari) - è nota dagli scavi di Tiriolo (CZ) (2 esemplari), di Lamezia Terme- Nicastro (CZ), di Tropea (VV), dal sito che fu di Scolacium (BorgiaCZ) (fig. 3) e da Crotone, da Gerace (RC). Per Mileto si ricordano i due esemplari della collezione Naccari Carlizzi, nel locale Museo Statale. In generale si po’ dire che questa emissione si caratterizza per l’aspetto fisico delle monete, poco curate tecnicamente, coniate su tondelli nuovi Fig. 3 - Follaro con Tau da Scolacium tagliati spesso a cesoie o, come ricordato in precedenza, su logore monete bizantine. In questo caso le modalità di produzione non cancellavano del tutto il tipo originario sotto le impressioni dei nuovi coni, permettendo così abbastanza facilmente Anno 2010 - n° 4 59 il riconoscimento di esso. Una capitolo a parte è costituito poi dalla più suggestiva emissione in rame di Ruggero I, quella con il cavaliere, che alcuni studiosi tenderebbero ad attribuire alla zecca di Messina, ma che per il suo valore programmatico non può essere disgiunta da quel luogo di eccellenza e carico di significati per il Gran Conte che fu proprio la ‘sua’ Mileto (fig 4). Si tenga anche conto che la città, rappresentazione fisica e simbolica della volontà comitale, ebbe il privilegio di accogliere le tombe dinastiche all’interno della SS. Trinità, chiesa/mausoleo depositaria, con i suoi Fig. 4 - Follaro con cavliere e Madonna col Bambino capolavori e la sua architettura ricca di reimpieghi, delle aspirazioni e delle riuscite laiche e spirituali di Ruggero I. La moneta è definita convenzionalmente ‘trifollaro’, in considerazione del peso medio elevato, se rapportato a quello dei follari con Tau. Ma in generale, come già osservato in studi della fine degli ultimi anni del secolo scorso, è più corretto parlare di follaro, il cui peso estremamente variabile (per esempio da 15,75 gr a 6,05 gr negli esemplari della collezione di Vittorio Emanuele III e da 11,74 gr a 6,43 gr nel Museo Provinciale di Catanzaro, da 13,62 a 8, 22 nella collezione Grierson al Fitzwilliams Museum di Cambridge) può essere dovuto a due fattori. Da una parte il cosidetto taglio al marco, dall’altra la possibilità di una riduzione progressiva del peso 60 Anno 2010 - n° 4 Fig. 5 - Dritto e rovescio del follaro con cavaliere nel corso di un lungo periodo dell’emissione di uno stesso tipo. La coniazione in oggetto rappresenta sul D/ il Conte a cavallo (fig 5) e sul R/ la Vergine in trono con il Bambino in braccio (fig.5), con leggende sul dritto (ROGERIVS COME+S) e sul rovescio (+MARIA MATER DNI). Emessa in un momento storico particolare, l’anno in cui parte la prima crociata e in cui il papa Urbano II concede a Ruggero la legazia apostolica (1098), essa è una moneta celebrativa, prima di tutto. Il Gran Conte con l’orgoglio per l’esito delle sue imprese ed una forte autoscienza di sè, vi si fa effigiare a cavallo (fig 6), da conquistatore della Sicilia, degna ‘illustrazione’ del passo di Goffredo Malaterra, nel IV libro del De rebus gestis Rogerii, in cui si mette in evidenza che l’impresa rogeriana contro gli Arabi di Sicilia era stata una crociata che anticipava quella diretta in Terra Santa. Anche dal punto di vista artistico la moneta appare molto originale, con «il cavaliere che presenta forti analogie con immagini normanne come quelle dell’«arazzo» di Bayeux (figure 7 e 8), ma la figura della Vergine seduta è nuova», come scrive Lucia Travaini. In effetti la studiosa ha evidenziato più volte che l’immagine della Madonna con il Bambino non trova paralleli o confronti nella contemporanea arte bizantina od occidentale. È una Maestà in cui Maria non ripropone il modello frontale, verso lo spettatore: è seduta si in trono, ma di tre quarti. Il Bambino, poi, avvolto Fig.6 - Cavaliere normanno tratta da Rooke 1992 Anno 2010 - n° 4 61 Fig. 8 - Particolare di altro cavaliere nell’arazzo di Bayeux Fig. 7 - Particolare di cavaliere nell’arazzo di Bayeux 62 Anno 2010 - n° 4 Anno 2010 - n° 4 63 per altro, quando possibile, vengono gradualmente raccolti ed esclusi dalla circolazione e fatti affluire nella zecca di Mileto per essere fusi o ribattuti con tipi normanni. Per inciso, analoga funzione deve aver esercitato Mileto per la raccolta di “metalli e monete di varia provenienza, e quindi anche eventuali rispostigli monetali antichi” (L. Travaini), al fine di recuperare argento in lega per produrre le monete di mistura dette kharrube , con Tau, del peso di circa 0.20-0.24 gr, per le quali alcuni autori (Sambon e Cagiati) hanno in altri tempi proposto la nostra città come sede dell’emissione, esclusa dagli studi più recenti di L. Travaini. È allora auspicabile che la riscoperta avviata della città comitale, fulcro e rappresentazione compedella provincia Melitana, possa portare con i progresso delle ricerche archeologiche nel sito alla identificazione Fig. 9 - Follaro dell’Accademia Milesia nel Museo Statale di Mileto strettamente nelle fasce incrociate, tanto da ricordare nella sua rigida immobilità una “bambola di legno” russa, è sproporzionato, a sottolineare ‘teologicamente’ il suo ruolo e il suo rapporto con Maria figlia del suo stesso Figlio”, parafrasando la preghiera di San Bernardo/Dante nel XXXIII canto del Paradiso. Quanto agli aspetti tecnici, i tondelli, stante comunque la non regolarità, sono “freschi”, non esistendo, almeno per ora, esemplari ribattuti su monete precedenti. I rinvenimenti sicuri di esemplari di questo tipo in varie località della Calabria (Mileto [fig 9], Tropea, Gerace, Grotteria, Pian della Tirena) oltre a dare un nuovo valore alla documentazione presente in alcune collezioni pubbliche e private della regione (Catanzaro, Vibo Valentia [fig 10] , Mileto, Reggio Calabria), sembrano confermare che fin dal loro apparire le nuove monete circolano in posizione non certo sussidiaria rispetto alla mole di bronzi bizantini finora riscontrata, che 64 Anno 2010 - n° 4 Fig. 10 - Follaro della Collezione Capialbi - Museo Statale di Vibo Valentia dell’officina della zecca e alla scoperta di testimonianze materiali rilevanti (attrezzi, scarti, scorie di lavorazione) per dirimere definitivamente tutta la questione della produzione monetaria di Mileto e della sua portata nell’ambito delle coeve zecche dell’Italia medievale. BIBLIOGRAFIA AA VV, Mileto. Mille anni di storia, a cura dell’Accademia Milesia, Mileto 2001; AA VV, Ruggero I e la provincia Melitana, a cura di G. Occhiato, Soveria M. 2001; AA VV, I Normanni in finibus Calabriae, a cura di F.A. Cuteri, Soveria M., 2003; E. A. ARSLAN , Ancora sulla circolazione della moneta in rame nella Calabria di X-XII secolo, in Società e insediamento in Italia Meridionale nell’età dei Normanni: il caso della Calabria. Actes du séminaire de Rocelletta di Borgia, Parco Archeologico di Scolacium, 12-13 novembre 1994, in NOYÉ G. - POISSON J. M. (a cura di) in “MEFRM”, 110,1, pp. 359-378; F. BARELLO, Prime osservazioni sui rinvenimenti di monete, in AA VV, Scavi medievali in Calabria: Tropea 1, rapporto preliminare, “Archeologia Medievale”, XXI, pp. 365-366; F. BARELLO, Riflessioni sulle monete dagli scavi di Gerace e Tropea, in Calabria 1998, pp. 425430; A. BERTINO, Il trifollaro normanno con i tipi del cavaliere e della Madonna, (Atti Congr. Intern. Num. - Roma 1960), 2, Roma, pp. 571-579; V. CAPIALBI, Memorie per servire alla storia della santa Chiesa militese, Napoli, 1835; R. CAPUTO, Il Museo Statale di Mileto, Soveria M.; E. CUOZZO, L’unificazione normanna e il regno normanno-svevo, in GALASSO G.ROMEO R. (a cura di), Storia del Mezzogiorno, vol. II, 2, Portici, pp. 593-825; E. CUOZZO, L’organizzazione sociopolitica, in D’ONOFRIO M. (a cura di), I Normanni popolo d’Europa MXXX-MCC, Venezia, pp. 177181; P. DELOGU, L’evoluzione politica dei Normanni d’Italia fra poteri locali e potestà universali, in Atti del Congresso Internazionale di Studi sulla Sicilia Normanna, Palermo 4-8 dicembre 1972, Palermo; V. VON FALKENHAUSEN V., La circolazione monetaria nell’Italia meridionale e nella Sicilia in epoca normanna secondo la documentazione di archivio, in “Bollettino di Numismatica”, n° 6-7, 1986, pp. 55-79; Ph. GRIERSON, Tarì, Follari e Denari. La numismatica medievale nell’Italia Meridionale, Salerno; Ph. GRIERSON, L. TRAVAINI, Medieval European Coinage. 14. Italy (III) (South Italy, Sicily, Sardinia, Cambridge, 1998 (abb. MEC); R. FIORILLO, P. PEDUTO, Saggi di scavo nella Mileto Vecchia in Calabria (1995 e 1999), in BROGIOLO G. P. (a cura di ), Atti del II Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Brescia 28 settembre-1 ottobre 2000, Firenze, pp. 223-233 (in particolare “Le monete”, pp. 231-233); G. OCCHIATO, Mileto capitale della Contea normanna (XII secolo), in “Daidalos”, II, 2 (2002), pp. 74-81; P. ROOKE, I normanni, Milano, 1992; A. RUGA, La moneta nella Calabria normanna: produzione e circolazione, in F.A. CUTERI, I Normanni in finibus Calabriae, Soveria M., 2003, pp. 173-180; 1993 L. TRAVAINI, Propaganda politica nelle monete normanne e sveve del Regno di Sicilia: alcuni appunti, in Moneta e non moneta. Usi monetari della moneta e moneta oggetto, Convegno Internazionale di Studi Numismatici in occasione del Centenario della Società Numismatica Italiana (1892-1992), Milano 11-15 maggio 1992, a cura di V. CUTULLI, D. FORABOSCHI, A. SAVIO, in “Rivista Italiana di Numismatica e Scienze Affini”, 95, pp. 585-595; L. TRAVAINI, La monetazione, in D’ONOFRIO M. (a cura di), I Normanni popolo d’Europa 10301200, Venezia, 1994, pp. 291-293; L. TRAVAINI, La monetazione dell’Italia Normanna, Ist. St. It. Medio Evo, Roma, 1995; F.A.CUTERI, Motte e villaggi abbandonati in Calabria. Ricerche archeologiche a Motta San Demetrio, Rocca Angitola e Mileto Vecchia, in Ricerche archeologiche e storiche in Calabria. Modelli e prospettive, a cura di G. LENA, (atti del Convegno di studi in onore di G. Azzimmaturo CS 24 marzo 2007), Cosenza 2008, pp. 197- 216 (in part. pp. 204-209). * Archeologo. Presidente dell’Istituto su Cassiodoro e il Medioevo in Calabria - Squillace (CZ) Anno 2010 - n° 4 65 * di Giacinto Namia ETTORE CAPIALBI Lungimirante amministratore, fervido intellettuale, fine studioso. Rivolse il suo interesse alla ricerca delle fonti archivistiche e documentarie della storia calabrese e alla loro rivalutazione critica N el vasto campo di tutti questo secoli di storia il Capialbi [Ettore Capialbi] procedette securo. Nipote di quel conte Vito Capialbi che diede alla Calabria il corpo più importante delle sue memorie ecclesiastiche, egli, sin dalla sua prima giovinezza, si propose di proseguirne e di completarne l’opera. Ma comre il materiale aumentava sotto la sua indagine, la visione storica prendeva una maggiore ampiezza di orizzonte nel medesimo tempo, che diveniva più caldo il sentimento animatore.Qual si fosse l’epoca soggetta al suo studio, egli traeva alimento all’amore per la sua terra. Così scriveva il poeta e scienziato calabrese Antonio Anile nel necrologio dedicato ad Ettore Capialbi apparso sul “Giornale d’Italia” del 24 febbraio del 1920. Ettore Capialbi era morto, due mesi prima, il 19 dicembre del 1919, circondato dall’affetto e dalla stima di amici e studiosi; il fratello Nicola ne raccolse e pubblicò testimonianze e ricordi in un volumetto edito nel 1921 e intitolato In commemorazione del signor Conte Hettore Capialbi (Monteleone - Vibo Valentia - 1921). Ettore Capialbi nacque a Monteleone, oggi Vibo Valentia, il 9 gennaio del 1842 dal Conte Vincenzo e dalla nobildonna Giulia dei Baroni Satriani. Frequentò il collegio dei Padri Scolopi prima a Monteleone e poi a Catanzaro, dove ebbe compagni di studi, tra gli altri, Francesco Acri, Francesco Fiorentino, Bernardino Grimaldi e Bruno Chimirri: Anno 2010 - n° 4 67 destinati, i primi due, a divenire insigni cultori di filosofia, i secondi a interessarsi attivamente di problemi politici. Dal marzo 1868 al marzo 1870 fu sindaco della città nativa; tra il 1867 al 1881 fu consigliere e deputato provinciale. Negli uffici che ricoprì e nella notevole attività pubblicistica, svolta soprattutto attraverso il periodico “L’Avvenire Vibonese”, affrontò i problemi più urgenti della città: difese il mantenimento del Real Collegio Vibonese (oggi Liceo-Ginnasio “M. Morelli”) contro la minaccia di una sua soppressione da parte del Governo; sostenne la campagna a favore del passaggio della linea ferroviaria nel territorio della città; promosse i progetti dell’acquedotto cittadino e della trasformazione dell’illuminazione pubblica. Capialbi associò a una non comune competenza nel campo del diritto amministrativo a una solida e robusta preparazione nelle discipline storiche. L’una e l’altra ebbero un meritato riconoscimento nell’assegnazione, in seguito a pubblico concorso, nella direzione dell’Archivio Storico di Catanzaro, ufficio che egli assunse il 31 gennaio del 1902 e tenne e gestì con decoro e prestigio. La produzione scientifica di Capialbi è concentrata inizialmente su argomenti collegati con la storia della sua città. Dell’attività di questo periodo ricordiamo una serie di contributi motivati dalla sua attività di amministratore, tra i quali spicca la serie degli Opuscoli vari per la questione ferroviaria di Monteleone (1886-1889). Ma appaiono decisamente più notevoli il volume Racconti e canti greci di Roccaforte, raccolti insieme al prof. Luigi Bruzzano (1985-1986), che ci presentano un Capialbi interessato al folclore calabrese e alla sua letteratura; il saggio La fine di un re - Murat al Pizzo (1894), che esamina e discute criticamente notizie ed opinioni tendenziose sulla morte di Murat; l’ampia e accurata monografia Il R. Liceo Filangieri. Notizie e documenti (1987), che traccia la storia di questo Istituto dalle origini ai tempi dell’autore. Spazia invece sull’intera Calabria la produzione che ci riporta agli anni dell’ufficio di 68 Anno 2010 - n° 4 Direttore dell’Archivio Provinciale di Catanzaro. Due opuscoli sono connessi con l’attività di Direttore dell’Archivio: Archivio Provinciale di Catanzaro. Realzione (1901) e Gli Archivi Provinciali del Mezzogiorno (apparso nel “Bollettino dell’Unione delle province d’Italia”, settembre 1908). Capialbi si accinse con cura e attenzione a studiare gli archivi e a valutarne l’importanza nell’esame della molteplicità e varietà delle fonti storiche di cui essi sono depositari, dai diplomi delle abbazie calabresi ai documenti della cosidetta “Cassa Sacra”. Più tardi riprende la medesima tematica e la approfondisce nell’opuscolo Le fonti della Storia Calabrese (1913), che riproduce sostanzialmente la conferenza tenuta a Reggio Calabria nel maggio del 1913. L’autore affronta con rigore critico la questione delle fonti , discutendo e polemizzando contro il mitico e favoloso di cui erano infarcite le opere dei vecchi autori di cronache; ma non manca di osservare con rammarico come fosse necessario ed urgente ricercare ed esaminare la molteplicità e varietà della documentazione con metodo severo e scientifico. Lo spirito con cui Capialbi si accosta alla trattazione dell’argomento emerge in modo significativo dalla considerazione seguente: “Quando altri ebbe a dire che la nostra era una storia insignificante, ebbe forse ragione di affermare una frase infelice, perché tale apparisce questa Storia a chi l’ignora, e deve ignorarla dal momento che essa è ignorata dal più gran numero dei Calabresi stessi. E’ questa una dura e incontestabile verità che dobbiamo confessare: siamo poco conosciuti dagli altri, perché poco conosciamo noi stessi”. Il saggio Il re Gioacchino Murat (1915) riprende un tema già discusso da Capialbi, il quale anche in questa occasione legge la vicenda del re francese con “animo appassionato” (sono sue parole) e anche con evidente simpatia. A eventi storici più lontani nel tempo si riferisce il volume Instructionum Regis Ferdinandi primi liber (1916). Le Instructiones del Re Ferdinando I di aragona, pubblicate allora di recente dal Anno 2010 - n° 4 69 Valpolicella, fornivano una notevolissima quantità di informazioni sulla vita dell’Italia Meridionale del Quattrocento e sui rapporti intrattenuti dal re di Napoli con i sovrani degli altri stati della penisola. Un altro lavoro importante, nel campo specifico della storia ecclesiastica, è La continuazione all’Italia Sacra dell’Ughelli con Appendice (1913), opera postuma di Vito Capialbi arricchita da Ettore con nuovi contributi. Un cenno soltanto è qui possibile dare a due opuscoli per più aspetti pregevoli: Il Venerabile Santuario di Polsi (1907) e La vita e l’opera di Bruno Chimirri (1918); in quest’ultimo opuscolo, nato come conferenza, Capialbi rievoca e discorre della vita e dell’opera dell’amico più caro, e ne parla con equilibrio e con serenità di giudizio. Ma 70 Anno 2010 - n° 4 l’attività particolarmente notevole e duratura di storico e soprattutto di promotore e organizzatore di cultura storia, Capialbi la spese nell’iniziativa editoriale della pubblicazione dell’Archivio Storico della Calabria, per il quale volle accanto a sé come condirettore Francesco Pititto, notevole figura di ricercatore. La Rivista si pubblicò dal 1912 al 1918 e rivolse la sua ttenzione e il suo interesse soprattutto alla ricerca delle fonti documentarie e archivistiche della storia calabrese e alla loro rivalutazione critica. Ebbe collaboratori insigni: dall’archeologo Paolo Orsi al filologo ed epigrafista Domenico Comparetti, dal citato storico Luigi Volpicella all’etnologo Raffaele Corso, da Michelangelo Schipa, agli storici della chiesa Francesco Lanzoni a Pio Paschini. Nella prefazione del primo numero della Rivista i due direttori delineano così gli intendimenti e il programma della loro iniziativa: “Un vasto campo di attività ci si offre davanti, e noi questo campo verremo dissodando, sicuro di trovare su questa nostra terra, vecchia di tremila anni di storia, tesori inestimabili: grandezze sconosciute o dimenticate, glorie dimenticate od impallidite, esempi di chiare virtù patriottiche, civili e religiose […]. Nostro intento preciso sarà dunque di esumare, pubblicare ed illustrare documenti e monumenti sconosciuti o male studiati, e così pure tutti quegli elementi sussidiari che sono un coefficiente preziosissimo alla rivelazione della vita dei nostri maggiori. Le scritture inedite, le collezioni numismatiche interessanti la regione, l’epigrafia, gli oggetti d’arte, le leggende, il folklore, le tradizioni, gli usi, i costumi, saranno oggetto del nostro interessamento e delle cure di quanti ci hanno onorato della promessa del loro concorso”. Le sei annate della Rivista dimostrano come le finalità perseguite dai due direttori siano state pienamente realizzate. Il valore scientifico e culturale della Rivista è messo in evidente rilievo, tra tante altre testimonianze e apprezzamenti, da una lettera che il grande meridionalista Umberto Zanotti Bianco indirizzò il 10 luglio del 1931 a Francesco Pititto, condirettore - come si è visto- del periodico. Scive Zanotti Bianco: “ Il marchese E.Gagliardi ci ha consegnato a Roma, per la nostra Biblioteca di Studi Meridionali “Giustino Fortunato”, le ultime annate dell’Archivio Storico Calabrese da Lei diretto con il compianto H. Capialbi [Ettore Capialbi era il modo con cui soleva firmare il Nostro nel periodo della pubblicazione della Rivista]. A nome dell’Associazione la ringrazio vivamente del prezioso dono, e colgo l’occasione per pregarla ancora da parte del Senatore Orsi di voler collaborare all’Archivio Storico per la Calabria e la Lucania apparso quest’anno”. L’archivio Storico per la Calabria e la Lucania ereditava e continuava anche nel titolo, ampliandone prospettive e contenuti, le tematiche e le finalità dell’”Archivio Storico della Calabria”. Le parole di Zanotti Bianco suonano come un elogio autorevole dell’opera svolta da Ettore Capialbi e insieme con lui da Francesco Pititto. Ettore Capialbi era morto dodici anni prima, ma il ricordo del suo lavoro di ricercatore e di storico era ben vivo. *Storico Anno 2010 - n° 4 71 di Michele Lico RUBENS SANTORO IL VEDUTISTA ROMANTICO E REALISTA DAL TRATTO RAFFINATO E RICCO DI EFFETTI COLORISTICI T u hai cominciato dove altri finiscono. E’ il significativo elogio che Rubens Santoro riceve dal pittore spagnolo Mariano Fortuny al suo debutto, a soli 15 anni, alla Promotrice napoletana del 1874. Un riconoscimento alle abilità tecniche e alle capacità esprtessive che l’artista calabrese manifesta già in giovanissima età, nelle sue prime produzioni, riscuotendo da subito quel consenso di critica e di pubblico che lo accompagnerà poi in tutta la sua carriera, decretandone importanti affermazioni e grandi successi. Rubens Santoro si può definire, per la sua epoca, un artista in controtendenza: a differenza di molti suoi colleghi non era affatto insoddisfatto e povero, era invece uomo di successo, benestante e richiestissimo dal collezionismo borghese. A fianco, Un Canale a Venezis, olio du tela cm 47,5x35,5 Anno 2010 - n° 4 73 Tanto che, mentre l’artista olandese Van Gogh viveva una vita disagiata e non riusciva a vendere i suoi quadri, il pittore calabrese imperversava sul mercato internazionale, sicuramente per la capacità di interpretarne ed assecondarne gusti e richieste. Fama, notorietà, agiatezza che però Santoro non tiene solo per sè ma, con senso di grande generosità, mette a a servizio dell’arte e dei suoi migliori talenti, diventando mecenate di giovani artisti, soprattutto quelli meno abbienti, e finanziando premi per i più meritevoli. Un amore per l’arte che Santoro vive e respira sin dalla nascita. La sua, infatti,m era una famiglia di letterati e di artisti che ruotava attorno alla figura autorevole del capostipite Giovan Battista Santoro, a cui va il merito di aver fondato, nel 1850 a Fuscaldo, nel cosentino, la bottega d’arte “Litografia Calabra”, specializzata in riproduzioni di arte sacra e di ritratti. Rubens Santoro nasce il 26 ottobre del 1859 a Mongrassano, in provincia di Cosenza, dove la famiglia di origine fuscaldese si era trasferita al seguito della Famiglia Sarri, e sotto la sua protezione. Suo padre Carlo era uno stimato scultore. All’età di 11 anni Rubens Santoro si trasferisce a Napoli dove frequenta l’Istituto di Belle Arti, allievo di Domenico Morelli. L’insofferenza verso la disciplina scolastica lo porta però, l’anno dopo, ad abbandonare gli studi e ad intraprendere numerosi viaggi, in Italia e all’estero, con soggiorni frequenti a Venezia, Verona, Chioggia, località che saranno fonte di ispirazione della sua migliore produzione artistica. Ed è proprio attraverso questi viaggi che Santoro perfeziona la sua arte, felice sintesi delle più diffuse correnti artistiche del tempo, espressione di contaminazioni culturali diversissime. Le prime opere napoletane di Rubens furono dei quadretti molto piccoli ma significativi, come la “Fancuilla che ride”, con cui debutta alla Promotrice Napoletana del 1874; l’opera fu premiata con la medaglia d’argento e acquistata, poi, dal suo maestro Morelli. L’incontro, nello stesso anno, con il pittore spagnolo Mariano 74 Anno 2010 - n° 4 Fortuny influenzò notevolmente l’artista calabrese ispirandolo per alcuni dipinti come Al Sole (Milano – Galleria d’Arte Moderna) e Case al Sole con il quale partecipa alla Mostra di Brera, Milamo, nel 1878. Alla Promotrice Napoletana del 1875 espone i dipinti Mezza figura di sposa, Il solecchio Nella pagina afianco, Autoritratto Sopra Idillio Anno 2010 - n° 4 75 Ragazza di Capri, olio su tela cm 17x29 Ritratto di Fanciullo, olio su tela cm 64x146 e due Studi in Torre del Greco; l’anno successivo la Marina alla Chiaolilla in Procida, Sole di Marzo e Case di Procida. La terra partenopea fu protagonista di tante altre opere con le quali l’artista partecipa ad altrettante nunmerose esposizioni nazionali ed internazionali: Dopo la pioggia a Margellina presso Posillipo; Marina di maiuri sulla costa di Amalfi, acquistata dal Goupil; Margellina; Marina di Napoli; Pozzo-Capri. Con quest’ultima opera ottiene un premio di merito e diploma alla Mostra Nazionale di Torino del 1880 dove è presente con altre opere: Giovinezza, Cavalcavia, Mezza figura di donna, Quiete, Monte Tiberio, La Zingara, Vecchiezza. Nel soggiorno veneziano la tecnica pittorica di Rubens si caratterizza per il forti tratti lunimistici e per le realistiche vedute e scene paesaggistiche. Così Ricordo di Venezia; Un Canale a Venezia, Antica porta veronese; Cortile San Lorenzo a Verona, Casamicciola; Venezia senza sole; Venezia verso sera, Estate a Verona; Verona Antica, Canale Grigio e ancora tante altre opere con le quali partecipa alle più importanti esposizioni internazionali come a Pietroburgo, Buenos Aires, Chicago, Barcellona. Opere segnate da una finezza di esecuzione nei particolari, da un verismo quasi fotografico tanto che il critico d’arte Francesco Carelli, nella presentazione in catalogo per la Personale alla Mostra di “Fiamma” in Roma del 1930, così scriveva: “Rimango a lungo ad ammirtare delle tavolette veneziane che non capisco come siano fatte, tanto è fine l’interpretazione del marmo, delle colonne, dei gradini nell’acqua, dell’acqua stessa con i suoi riflessi magici. Dei frontoni delle chiese, ove, la solidità delle pietre e il gioco delle ombre sulle statue seicentesche nell’incendio del sole, lascia attoniti per la perfezione tecnica e la poesia dell’interpretazione”. La sua tecnica e le sue opere conquistano anche Adolhe Goupil, noto mercante d’arte parigino, che lo prende in grande considerazione spalancandogli le porte del mercato del collezionismo francese Venezia, Canale Sant’Apostoli 78 Anno 2010 - n° 4 e londinese. Proprio a Londra, dove spesso si trasferiva e soggiornava per lunghi periodi, Rubens Santoro era considerato “il più leggiadro vedutista di Venezia”. E proprio le vedute di Venezia segnano una svolta nella pittura dell’artista che si manifesta elegante, raffinata e da cui traspare tutta la sua maestria; è ricca di effetti coloristici, dettagliatamente descrittiva e suggestiva, con il gusto della precisione e delle vibrazioni dei colori, attraverso i quali ogni rappresentazione, ogni scena prende vita quasi materializzando suoni, odori, sentimenti, sensazioni, il tutto valorizzato dall’elemento tipico della sua pittura: la luce. Una pratica artistica romantica e versita, che anima anche la produzione dei suoi ritratti, come Ritratto di ragazzo, Ritratto di Francesco Jerace, “Maestro Cilea”. Gli ultimi anni Rubens Santoro li passa in silenzio e solitudine, chiuso nel profondo dolore per la morte dell’adorata moglie, scomparsa il 2 aprile del 1936. E lei l’artista riproduce in uno splendido dipinto “Ritratto della Signora Samtoro” elogiato dal Bovio e dal critico Carelli, che a proposito disse “rimanete smarriti da tanto fervore d’arte e da così squisita lavorazione”.Nell’ultimo decennio della sua vita raccoglie ancora molte soddisfazioni professionali. Nella mostra del 1931, molti dei suoi dipinti vengono acquistati dallo Stato italiano, da Stati esteri, da Case regnanti e da privati. Una vita ricca anche di importanti riconoscimenti: fu nominato Grande Ufficiale della Corona d’Italia da Re Vittorio Emanuele III, ma anche Membro della Reale Accademia di Scienza e dell’Accademia Pontaniana, occupando in questa istituzione il posto prestigioso un rtempo del Morelli. Rubens Santoro muore a Napoli nel 1941, lasciando ovunque un grande rimpianto; con lui scompariva la scuola morelliana, a cui era rimasto fedelissimo. Come scrisse “Il Giornale d’Italia” del 1 febbraio del 1942, con la scomparsa di Rubens Santoro, la Calabria perdeva il suo rappresentante più eminente del mondo dell’Arte. Anno 2010 - n° 4 79 Gli Uffici della Camera di Commercio Sede Piazza San Leoluca Complesso Monumentale Valentianum 89900 Vibo Valentia centralino 0963.294600 fax 0963.294631 Presidenza tel. 0963.294602 Segreteria Affari Generali e Personale tel. 0963.294615 Registro delle Imprese tel. 0963.294604 Ragioneria Provveditorato Economato Diritto Annuale tel. 0963.294620 Servizi Sviluppo Imprese e Regolazione del Mercato tel. 0963.294614 Orario di Servizio al Pubblico lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.15 martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.15 e dalle ore 15.00 alle ore 16.30 80 Anno 2010 - n° 4