Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani UNEBA VENETO E URIPA RASSEGNA STAMPA VENETA 17 marzo 2013 REGIONE Sernagiotto a pag 66 Frezza-Bramezza-Dal Ben-Fiori-Modolo-Basso-Conte-Crea-FarneaMeridio:la rete di potere di Sernagiotto tra ipab e Mir di Samorì a pag 70 Trentin-De Mitri-Presente-Masullo-Basso-Maggiolo: i fedelissimi di Sernagiotto in Regione Anziani a pag 4 Volpe (Uripa): le famiglie ricevono meno dalla Regione e quindi rinunciano alla casa di riposo Sanità a pag 5 Coletto: tra due mesi le schede ospedaliere. E forse arriva un riequilibrio, a saldo zero, dei tagli alla sanità privata a pag 6 Verso un parziale accordo tra Regione e sanità privata convenzionata BELLUNO Anziani a pag 7 Ultimi passi per il nuovo centro diurno di Cesiomaggiore a pag 8 Fine della sperimentazione, la Regione uscirà da Sersa a pag 9 Il bilancio di Alessandra Pilotto sulla sperimentazione di ospedale di comunità ad Alano di Piave a pag 12 Previsti altri quattro ospedali di comunità nella Ulss 2 Disabili a pag 13 Limana, il paese aiuta la comunità per persone con disabilità Infanzia a pag 14 Sedico Servizi alza le rette del nido del 6% e il Comune alza il contributo alle famiglie. Cresceranno del 3% le rette della casa di riposo Sociale a pag 15 Senza fondi il «Centro del libro parlato» potrebbe chiudere tra tre anni a pag 16 Tosello, nuovo direttore del sociale Ulss 2: anziani meglio a casa che in casa di riposo Sanità a pag 17 “L'ospedale di Cortina torna pubblico, Agordo e Pieve rischiano la chiusura” a pag 19 Brusegan, direttore del Codivilla, dubita che ci sia la copertura finanziaria per la pubblicizzazione a pag 21 “Perché per la sanità veneta vogliono prendere a modello la Lombardia?” a pag 22 Pettenò: terminare la sperimentazione al Codivilla fa recuperare risorse PADOVA Anziani Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 1 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani a pag 23 Craup non aumenta le rette, ma far quadrare il bilancio è arduo Infanzia a pag 24 Deficit di 60 mila euro per l'asilo paritario di Legnaro Sanità a pag 25 Il Parkinson si cura in albergo con il progetto “Riabilitazione e termalismo” ROVIGO Disabili a pag 26 Sociale a pag 27 Sanità a pag 28 a pag 29 50 tele dipinte da persone con disabilità in mostra a Rovigo grazie alla Ulss 18 Cariparo finanzia corso sull'Alzheimer per famiglie e operatori sanitari Indagine sulla sanità privata dopo le denunce di Brusco “Schede sanitarie, silenzio preoccupante” TREVISO Anziani a pag 30 Cisl chiede che le rette in casa di riposo siano proporzionali all'Isee a pag 31 Famiglia in lite, nessuno paga la retta per l'anziani: restano 36 mila euro di debiti con l'ipab San Gregorio di Valdobbiadene a pag 32 Renato Mason sarà il presidente della casa di riposo Aita di Crespano a pag 33 Caldato promette che le rette Israa non aumenteranno Disabili a pag 34 Formazione per insegnanti su come seguire chi soffre di autismo a pag 35 Convegno Aipd su persone con sindrome di Down adulte e anziane a pag 36 Di nuovo gratuito il trasporto a scuola di minori disabili, paga il Comune a pag 37 Caso Amidevi Sphera: Nicoli avrebbe cercato di costituire una nuova associazione per continuare a collaborare con la Provincia a pag 38 Provincia di Treviso e Regione Veneto si costituiscono parte civile nel processo sul caso Amidevi Infanzia a pag 39 Mobilitazione dei genitori a Castelfranco per salvare le scuole d'infanzia paritarie Sociale a pag 40 30mila euro dal Csv Treviso, il bando scade il 30 aprile a pag 41 Già 18 cooperative scolastiche in provincia di Treviso Sanità a pag 42 1400 domande per 3 posti da infermieri nella Ulss 7 VENEZIA Anziani a pag 43 Domotica e badante di condominio per nuove risposte di assistenza a pag 44 Fermo il progetto di casa di riposo privata a Mira a pag 45 Rassicurazioni sulla nuova casa di riposo di Mira: lavori al via giugno Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 2 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani a pag 46 L'Ire organizza counseling pedagogico per famiglie di malati di Alzheimer Disabili a pag 47 Nuovo direttore per la Fondazione Piccolo Rifugio Sanità a pag 48 Niente cassa integrazione al Policlinico San Marco. I 54 licenziati saranno riassunti dalla Regione? VERONA Anziani a pag 49 Commissione d'indagine regionale in arrivo alla Alberini di Isola della Scala Disabili a pag 50 Gli studenti spingono le carrozzine, passeggiata formativa promossa da coop Monteverde a pag 51 A Verona il primo centro sportivo federale per atleti disabili Infanzia a pag 52 312 mila euro in due anni dal Comune di Sant'Ambrogio in Valpolicella alle sue 4 materne paritarie Minori a pag 53 Fondazione Ancora finanzia con il 5 per mille il lavoro di due giovani educatori con studenti in difficoltà Sanità a pag 54 Parole a favore ma fatti contro, l'ospedale di Zevio sembra vicino alla chiusura VICENZA Anziani a pag 56 Rolando: l'Ipab ha i conti in ordine a pag 57 Reparto per giovani traumatizzati alla casa di riposo di Altavilla, costano 130 euro al giorno a pag 58 Tornano all'asilo gli anziani della casa di riposo di Noventa Disabili a pag 59 Nascerà a Longare la prima comunità alloggio per autistici. Ma servono altri 130 mila euro... Infanzia a pag 60 125 euro al mese sono troppi: le materne paritarie di Creazzo perdono iscritti Minori a pag 61 Minori accolti in struttura, il Comune paga il 70% e il resto lo pagano gli altri Comuni del distretto Sanità a pag 62 Continua il totodirettori per la Ulss 6, le nomine saranno il 31 marzo a pag 64 Ulss 4: nuovo comitato per pari opportunità e contro discriminazioni a pag 65 Sbloccati 3 milioni per l'ospedale di Asiago nuovo, ma ne mancano ancora 6 da reperire Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 3 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani REGIONE ANZIANI Giornale di Vicenza 16 marzo Volpe (Uripa): le famiglie ricevono meno dalla Regione e quindi rinunciano alla casa di riposo Roberto Volpe presidente dell´Uripa, l´Unione regionale delle case di riposo, ha segnalato questa preoccupazione anche alla quinta commissione regionale alla sanità. Il taglio del contributo che le famiglie ricevevano all´interno del fondo regionale per la non autosufficienza sta provocando molte fughe dagli istituti. I famigliari non riescono più a sostenere i costi integrativi delle rette, che in qualche caso sono anche aumentate, per cui, in tempi di pesante crisi economica, tengono gli anziani a casa, per cui non solo risparmiano, ma utilizzano la pensione e, se c´è, l´assegno di accompagnamento, come fonte di reddito. «Sì - conferma il presidente dell´Ipab di Vicenza Gianni Rolando - se in una famiglia si perde il posto di lavoro e si riduce drasticamente il reddito, quando è possibile si tiene l´anziano a casa. La tendenza è a macchia di leopardo in tutto il Veneto. Da noi in questo momento non sono occupati 30 posti-letto per non autosufficienti» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 4 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani REGIONE SANITA' Nuova 12 marzo Coletto: tra due mesi le schede ospedaliere. E forse arriva un riequilibrio, a saldo zero, dei tagli alla sanità privata VENEZIA «La protesta delle strutture private? Stiamo cercando, a parità di budget, di rimodulare i tagli». Ieri c'era l'assemblea a Padova delle organizzazioni della sanità privata, oggi a Marghera c'è una nuova assemblea del Comitato di crisi regionale contro la sanità veneta. Tutti schierati contro i tagli stabiliti dalla “spending review” calata sul Veneto. L'assessore Coletto apre uno “spiraglio” per quelli più colpiti dai tagli, ma niente di più: sui 140,5 milioni disponibili «c'è chi al momento ha avuto tagli del 70%, e chi del 30%. Non possiamo tirare fuori altri soldi, ma stiamo studiando se si riesce a riequilibrare tra gli uni e gli altri». I cordoni della borsa, insomma, non si allargano, nonostante anche dalla politica siano giunti appelli a non danneggiare le strutture private e a puntare semmai a una rapida applicazione del nuovo Piano socio-sanitario - in frigo da mesi - con le riduzioni di dotazioni di posti-letto e di primariati in base alle nuove “schede” di dotazione di ogni struttura. «Le schede del Piano? Devo fare un giro politico di confronto sui dettagli, poi lo porterò in Giunta. Ci vorranno circa due mesi». Sarà più veloce invece l'annunciata delibera che istituirà la possibilità di fare visite in ospedale anche la sera e nel week end. Non c'è contraddizione con i tagli ai privati che offrono esami e visite? «No, perché qui stiamo parlando di visite specialistiche e soprattutto non ci sono costi ulteriori per il sistema pubblico perché si rientra nei budget per orari di servizio e per prestazioni aggiuntive degli specialisti stessi». Quanto ai conti della sanità veneta, nel giro di un mese si terrà il solito esame al Ministero dell'economia ma l'assessore Coletto conferma quanto già emerso nelle settimane scorse: «Ci presentiamo a Roma con un mini-utile di 6 milioni nel 2012» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 5 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani REGIONE SANITA' Mattino 13 marzo Verso un parziale accordo tra Regione e sanità privata convenzionata Camici bianchi incatenati all'ingresso di Palazzo Balbi. Quelli della medicina privata, in lotta con la Regione che ha tagliato del 30% il budget delle prestazioni convenzionate. Un colpo di scure da 50 milioni sui bilanci di cliniche, ambulatori diagnostici, laboratori, centri di riabilitazione: un microcosmo che incide per il 12% sul fatturato della sanità veneta e contribuisce a mantenerne elevati gli standard. Per contrastare la decisione della giunta dettata dalla drastica flessione di fondi governativi (un miliardo in meno al welfare nel prossimo biennio) - le associazioni hanno raccolto 103 mila firme tra lavoratori, pazienti e familiari. «Il nuovo Piano socio-sanitario ci ignora, siamo esclusi anche dai tavoli tecnici eppure in alcune Ulss il privato accreditato garantisce il 50 e perfino il 70 per cento delle prestazioni nel campo della diagnosi e della riabilitazione, contribuendo a sfoltire le liste di attesa a costi inferiori rispetto al pubblico», è la denuncia di Lia Ravagnin, battagliera presidente dell’Anisap. La protesta veneziana non è caduta nel vuoto: il governatore Luca Zaia e l’assessore Luca Coletto hanno ricevuto una delegazione di manifestanti e l’incontro ha consentito di mettere a fuoco i rispettivi argomenti. «La totale autonomia concessa ai direttori generali delle Usl sta creando una situazione caotica», lamentano le associazioni «chi ci chiede buste chiuse al massimo ribasso; chi vuole sconti del 20, 30, 40%; chi rinuncia tout court alle nostre prestazioni. Com’é possibile pianificare un servizio in queste condizioni? Grazie alla regressione tariffaria pratichiamo sconti elevatissimi alla Regione, dai noi la riabilitazione di un paziente costa 150 euro al giorno contro i 450 del day hospital pubblico, siamo pronti a ulteriori sacrifici ma questi tagli sono obiettivamente insostenibili, ne va della continuità del servizio sanitario e della salvaguardia dell’occupazione». «Comprendo la vostra situazione», la replica di Zaia «nel Veneto la medicina convenzionata è un partner che integra il sistema pubblico e non vogliamo penalizzarla. Certo, non potremo garantirvi i budget precedenti, tutti i soggetti in ballo devono essere solidali, vi chiedo uno sforzo per eliminare gli sprechi residui e abbattere i tempi d’attesa dei pazienti, ancora troppo elevati. Da parte nostra, verificheremo le disponibilità di bilancio e vi convocheremo all’inizio della prossima settimana con una proposta concreta». L’impressione è che una schiarita nella vertenza sia imminente. Oggi è in programma un riunione tecnica tra il governatore, Coletto e il segretario generale della sanità Domenico Mantoan. A quanto si è appreso, la giunta potrebbe ridurre sensibilmente i tagli, fino a dimezzarli, qualora i privati si impegnassero concretamente in due direzioni: l’eliminazione delle prestazioni “improprie” anche attraverso una rete informatica che segnali le «sequenze» onerose e superflue (tac e analisi in primo luogo); e l’integrazione della sanità pubblica nella fascia notturna e nei week end. Catene spezzate, allora?Lo sapremo presto. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 6 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO ANZIANI Corriere Alpi 12 marzo Ultimi passi per il nuovo centro diurno di Cesiomaggiore CESIOMAGGIORE Si sono fatte le cose per bene, al futuro centro diurno, curando gli aspetti strutturali e della logistica ai fini di un miglioramento funzionale della struttura. Ma si è andati anche oltre il tesoretto pubblico-privato di cui disponeva il Comune per realizzare l'opera, oltre trecentomila euro. Così adesso si chiama in causa l'azienda municipalizzata di Feltre, alla quale fa capo ormai da anni anche la casa di riposo di Cesio, per completare il discorso degli arredi e soprattutto per mettere a punto la gestione di un centro che dà risposte concrete ai bisogni degli anziani in condizioni di non autosufficienza. L'accordo potrebbe fruttare ad entrambe le parti: al Comune che vedrebbe l'opera riconsegnata al completo di tutto, all'azienda che potrebbe allocare il centro prelievi in un luogo più idoneo e logisticamente agevole grazie alla ripuntualizzazione viaria davanti alle strutture. «Abbiamo fatto una richiesta formale al presidente e al direttore dell'azienda servizi alla persona per poter avere garanzie sul futuro del centro diurno visto che attualmente manca la disponibilità finanziaria per concludere l'opera con gli arredi», spiega il sindaco Michele Balen. «Il centro che ormai è al grezzo avanzato è strutturato in modo tale da ospitare altre strutture, come il punto prelievi, attualmente collocato nella attigua casa di riposo». Già sono stati realizzati i divisori per delimitare gli interni e ricavare gli spazi ad uso delle associazioni di volontariato, come CesioSolidarietà e Anteas Monteperina nello specifico, che da anni ormai si spendono per il benessere degli ospiti e contribuiscono all'organizzazione della Rsa. Il Centro diurno è stato finanziato grazie a una consistente donazione liberale, al contributo della Fondazione Cariverona e ai fondi ministeriali dell'Unra finalizzati a opere sociali per anziani e prima infanzia. Il progetto prevede dieci posti letto in una struttura di circa 180 metri quadrati che è stata realizzata ex novo come prolungamento del corpo centrale della casa di riposo. Questa scelta, alternativa all'ipotesi originaria di realizzare il centro più distante dalla Rsa, è stata fatta per garantire l'assistenza infermieristica più tempestiva se dovessero esserci emergenze sanitarie. In corso d'opera si era peraltro evidenziata la possibilità di ricavare uno spazio sotto la futura sala delle associazioni per alloggiare i mezzi del trasporto degli utenti in dotazione all'Anteas. L'intervento sui dislivelli del terreno ha consentito inoltre una ripuntualizzazione della strada più funzionale alla logistica. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 7 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO ANZIANI Corriere del Veneto 15 marzo Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 8 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO ANZIANI Azione 17 marzo Il bilancio di Alessandra Pilotto sulla sperimentazione di ospedale di comunità ad Alano di Piave Se gli ospedali di comunità in Veneto avranno un futuro, lo si dovrà probabilmente anche ai positivi riscontri della sperimentazione avviata al Centro servizi "Parrocchia S. Antonio Abate" di Alano di Piave, nella Ulss 2 di Feltre. Una casa di riposo privata convenzionata, di proprietà della parrocchia (il legale rappresentante è il parroco protempore), che accoglie 43 persone non autosufficienti, 10 autosufficienti, 16 persone in comunità alloggio, un centro diurno e ora appunto un ospedale di comunità per 15 persone. «La sperimentazione di ospedale di comunità avviata nel nostro caso - spiega la direttrice Alessandra Pilotto - è la prima nel Veneto all'interno di una casa di riposo. Una sperimentazione partita nel settembre 2012, e della durata di un anno». Nella prassi sanitaria, già da tempo esiste il temporaneo ricovero post ospedaliero in strutture protette attraverso il cosiddetto "articolo 2". Gli ospedali di comunità sono una cosa diversa. «L'ospedale di comunità garantisce un servizio sanitario, seguendo i pazienti ospedalieri nella fase post acuta: nella sostanza accogliamo pazienti di tutti i reparti affrontando le relative problematiche sanitarie, e garantendo le necessarie cure ospedaliere. Nell'ospedale di comunità non si arriva per risolvere questioni sociali (per esempio, il classico anziano che non ha parenti a casa e dopo un ricovero passa un certo periodo in struttura protetta prima del rientro al domicilio o del ricovero, ndr). Dal punto di vista sanitario, garantiamo quindi uno standard di professionalità e di assistenza, di presenza infermieristica e di disponibilità di attrezzature medicali molto superiore ad una classica casa di riposo. Diversamente l'articolo 2 prevede che la persona sia inserita nel circuito dell'Assistenza Domiciliare integrata, che, non offrendo un servizio intensivo e continuativo, si colloca su un altro livello di gestione e di gravità della patologia. Siamo lontani dal concetto di "struttura intermedia", che invece è quello che ha scelto di attivare la nostra Ulss. Nel nostro caso, peraltro, offriamo in più anche un intervento riabilitativo ad integrazione della convenzione in essere». Quanto tempo si ferma, mediamente, un paziente nell'ospedale di comunità? E che tasso di occupazione avete rispetto ai vostri 15 posti? «La degenza ha un tempo massimo previsto di 30 giorni, più una eventuale proroga di altrettanti 30 giorni in caso di necessità. Mediamente la nostra esperienza dice che la degenza si conclude prima dei 30 giorni. Quanto all'occupazione dei posti, siamo sull'ordine dell'80% della capienza, come prevedeva la sperimentazione». Il servizio è gratuito? «Il costo del servizio è garantito dalla sanità pubblica, quindi dalla Regione, per i primi 30 giorni. Se vi è necessità di prorogare la degenza per il secondo mese, alla famiglia si chiede una compartecipazione di 15 euro al giorno. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 9 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani Per questo servizio nella nostra struttura la Regione spende 70 euro al giorno per ospite ricoverato». Che significa un bel risparmio... «Questa cifra è possibile nella nostra struttura, grazie ad una sinergia di fattori volta alla perfetta ottimizzazione di costi e risorse. Mi rendo conto che la cifra è bassa e difficilmente ripetibile, ma penso anche che ci sia una via di mezzo credibile tra i nostri 70 euro e i 130 euro di certi altri ospedali di comunità. Volevo offrire un esempio di fattibilità». Lei è anche psicologa: sotto questo aspetto come vivono gli ospiti nell'ospedale di comunità? «Per la mia professionalità volevo capire i benefici legati alla gestione di un reparto ospedaliero all'interno di un Centro servizi come il nostro, che rispetto ad un contesto ospedaliero offre un approccio meno istituzionale e più socio-relazionale, quindi anche sotto questo aspetto parliamo di "struttura intermedia", perché mantiene la personalizzazione più propria di un ambiente domestico. In questa realtà il paziente viene stimolato all'alzata, si veste, vive con gli altri, anche con gli ospiti della casa di riposo e fa "vita sociale" con un conseguente notevole beneficio sul piano clinico, percepito anche dai familiari degli ospiti, che spesso riconoscono una condizione migliore persino a quella precedente al ricovero. Anche la lontananza da casa non diventa mai un problema. L'esperienza è vincente». Alla luce di questi risultati, pensa che l'ospedale di comunità sia una soluzione da diffondere? E perché non ci si è arrivati prima? «Sicuramente sì. È un servizio da mantenere e da diffondere. Noi abbiamo intercettato da un lato i bisogni espressi dalla popolazione, sofferente di un sistema di cure domiciliari non sempre in grado di rappresentare una piena risposta e, contestualmente, gli orientamenti regionali che tendevano alla dislocazione sul territorio anche dei servizi di carattere sanitario, con la relativa necessità di potenziare le strutture intermedie per alleggerire i reparti ospedalieri e arrivare alla specificità delle risposte e ricorrere agli ospedali solo nei casi che realmente lo richiedono. Sostanzialmente abbiamo anticipato un po' i tempi, ma in Regione l'intenzione già c'era. Ora, in base alle direttive del segretario generale della Sanità veneta dottor Mantoan e alle nuove linee guida del Piano socio-sanitario, mi sembra che si intenda proseguire su questa strada. Noi di sicuro lo faremo». L'ospedale di comunità è una struttura residenziale per la prestazione di assistenza sanitaria per un periodo breve (solitamente 2 mesi al massimo). Tale tipo di ospedale, con un numero limitato a 15-20 posti letto, è riservato a quei pazienti che, pur non presentando patologie acute ad elevata necessità di assistenza medica, per motivi socio-sanitari non possono essere adeguatamente assistiti a casa. Alcuni esempi: i malati affetti da patologie croniche che necessitano periodicamente di controlli o terapie particolari; i pazienti in condizioni di fragilità che necessitano di ulteriore monitoraggio clinico dopo il ricovero in reparto per acuti; le persone che a seguito di malattie acute o evolutive necessitano di terapie difficilmente erogabili a domicilio; i malati Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 10 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani in fase preterminale-terminale non gestibili a casa. Inoltre esso può permettere l'abbreviazione dei tempi di diagnosi e terapia grazie all'utilizzo di una dotazione diagnostica e tecnologica di base. L'ospedale di comunità opera attraverso la presa in carico globale dei bisogni del paziente, assicurandogli continuità di assistenza tra ospedale e domicilio, con piani di cura personalizzati. La gestione clinica di ogni singolo paziente è affidata al medico di medicina generale. Il servizio di Continuità assistenziale garantisce l'assistenza prefestiva, festiva e notturna, mentre gli interventi in emergenza sono garantiti dal medico di guardia dell'area medica. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 11 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO ANZIANI Azione 17 marzo Previsti altri quattro ospedali di comunità nella Ulss 2 A pagina 48 dell'opuscolo che riassume e sintetizza quanto realizzato e progettato tra il 2008 e il 2012 dal direttore generale dell'Ulss 2 di Feltre Bortolo Simoni (ora a Castelfranco), c'è una cartina geografica dell'Ulss con il territorio suddiviso in cinque zone. In ciascuna zona è prevista la realizzazione di un ospedale di comunità "inteso come una disponibilità di letti, gestiti dai medici di medicina generale, presso i centri servizi per anziani". Per i tre Comuni della nostra diocesi - Trichiana, Mel e Lentiai - sono previsti otto posti-letto. In ciascuno di questi Comuni esiste un centro di servizio per anziani (così vengono chiamate, in questa Ulss, le case di riposo): "Rosa ed Ettore Mione" di Lentiai (41 ospiti non autosufficienti nel 2011), Casa di riposo comunale di Mel (85 non auto) e "Madonna della Salute" di Trichiana (47 non auto). Si tratta di strutture che non hanno nulla da invidiare a un reparto ospedaliero di geriatria o lungodegenza. Anzi, per determinate situazioni - come il recupero dopo un'operazione al femore o un ictus - sono in grado di fornire un'assistenza più mirata. Spetta all'Ulss individuare la struttura in cui realizzare l'ospedale di comunità. La scelta potrebbe cadere su Mel, dal momento che è prossimo il terzo stralcio dei lavori di ristrutturazione della casa di riposo iniziati nel 2003. Oltre a proseguire nella realizzazione di queste soluzioni intermedie tra ospedale e casa di riposo che favoriscono il ritorno del malato a casa, la nuova dirigenza dell'Ulss 2 dovrà anche affrontare il problema serio della carenza di posti-letto per non autosufficienti cronici: in lista d'attesa ci sono decine e decine di persone. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 12 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO DISABILI Corriere Alpi 15 marzo Limana, il paese aiuta la comunità per persone con disabilità LIMANA Un letto e un divano per la comunità alloggio Villa Anna di Limana. È l’obiettivo con cui anche quest’anno si è svolta l’iniziativa dei calendari frazionali: devolvere il ricavato a favore di opere sul territorio, in questo caso per i disabili ospitati dal centro. La consegna degli ausili si terrà domani pomeriggio. Un dono da parte di tutta la popolazione di Limana, che ha partecipato al progetto dei calendari. «Da quattro anni Limana propone un calendario frazionale dove sono riportate tutte le manifestazioni del paese», precisa l’assessore al turismo Sandra Da Riz, che ha coordinato i lavori dei capi frazione. «A turno, una frazione ogni anno fa da capofila. Il calendario poi viene proposto porta a porta dai singoli capi frazione e diventa anche un modo per farsi gli auguri di Natale». Ma anche per promuovere il territorio, per aiutare chi opera nel campo della solidarietà e per creare coesione sociale e occasioni di vita di comunità, che sembrano andate perse. Capofila per questa quarta edizione la frazione di La Cal, che ha preso il testimone da Navasa (calendario 2012). Prima ancora c’erano state Polentes (2011) e Pieve di Limana (2010). Nel 2012 il ricavato della vendita era stato utilizzato per contribuire a sistemare la chiesa di Navasa. «Quest'anno La Cal ha deciso di aiutare i meno fortunati con questa particolare attenzione per la comunità di Villa Anna», dice ancora Da Riz. E una parte del ricavato andrà anche al centro di scambio “Mi a ti, ti a mi”. «La donazione verrà utilizzata per progetti di rete», spiega l’assessore alle politiche sociali Renata Dal Farra. «Il centro è diventato un punto di riferimento per un numero crescente di persone e ci sono genitori che propongono iniziative di diverso tipo. Con queste risorse potranno essere in parte finanziate. Grazie al Csv e al progetto, che quest’anno vede come capofila l’associazione Famiglie aperte, il centro potrà continuare a essere aperto fino al 31 dicembre del 2014». I calendari frazionali in tutte le edizioni hanno avuto una media di vendite di oltre 700 copie, sia tramite le edicole, sia con la consegna porta a porta. «Un grazie alla generosità della cittadinanza di Limana», sottolinea Da Riz, «che anche quest'anno ha dimostrato di essere sensibile e attenta a questa iniziativa di solidarietà». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 13 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO INFANZIA Corriere Alpi 15 marzo Sedico Servizi alza le rette del nido del 6% e il Comune alza il contributo alle famiglie. Cresceranno del 3% le rette della casa di riposo SEDICO. Il contributo del Comune tiene basse le rette all'asilo nido. La “Sedico servizi”, società che gestisce casa di riposo, asilo, farmacia e palasport, aveva prospettato un aumento delle tariffe al nido del 6%. Troppo, per il Comune, che da anni segue la filosofia degli adeguamenti Istat per evitare salassi alle famiglie. Così la giunta ha chiesto di quantificare quanti soldi avrebbe ottenuto con tale aumento e quanti invece ne avrà se il costo salirà solo del 3%. La differenza è di 7.500 euro, cifra che il Comune tirerà fuori dal bilancio. «Questa decisione va nella direzione di un aiuto alle famiglie, alle quali non avremmo potuto rifilare aumenti così consistenti», spiega il vice sindaco, Roberto Maraga. «Da anni facciamo solo adeguamenti Istat, il che ci permette di evitare che le rette siano bloccate per anni e poi subiscano un'impennata difficile da sostenere». Il 27 dicembre, però, il cda della Sedico servizi ha proposto al Comune un adeguamento delle rette che andava oltre quel 3% e il Comune è intervenuto per limitare l'aumento. «Si rischiava non solo di andare a colpire le nostre famiglie, ma anche di ridurre il numero delle iscrizioni», continua Maraga. Il che avrebbe aggravato il deficit gestionale. «Il sostegno del Comune all’asilo nido, quindi, appare contenuto e giustificato, trattandosi di un servizio sociale di grande rilevanza per le famiglie», si legge in delibera. «Il maggior onere tiene conto che possano non esservi più proventi dalla farmacia e ciò nell’ipotesi di una vendita, dalla quale peraltro il Comune otterrebbe soldi da reinvestire». Nella stessa data la società ha anche chiesto di adeguare le tariffe della casa di riposo, che saliranno del 3%, e di adeguare il rimborso chilometrico dei servizi di trasporto, aumentando la tariffa di 0,10 euro al km (gli utenti daranno un contributo di 0,45 euro a km, prima era di 0,35). Restano invece ferme fino al 30 giugno le tariffe per l'utilizzo del palasport e quelle per i pasti consumati dai bambini e dai ragazzi nelle mense scolastiche. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 14 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SOCIALE Corriere del Veneto 13 marzo Senza fondi il «Centro del libro parlato» potrebbe chiudere tra tre anni «Garantiamo l’attività del Libro parlato fino al 2016, siamo assestati su un equilibrio fragilissimo». Flavio Devetag annuncia così che il Centro di Feltre che per primo fondò «la banca della voce» rischia la chiusura. Il motivo è legato al taglio di finanziamenti subìto negli ultimi dodici mesi. Da trent’anni il Centro offre i suoi servizi a oltre 1.300 soggetti con difficoltà alla vista, con dislessia o altre malattie invalidanti o biblioteche, trasferendo in lettura registrata più di 15mila opere tra libri, spartiti musicali in braille e periodici. Collaborano oltre 400 «donatori di voce» da tutt’Italia, un centinaio di volontari e - fino a due giorni fa - dodici dipendenti. Ma ora questa realtà, a causa del taglio dei finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e della Regione, rischia di chiudere. «Si tratta di una riorganizzazione dolorosa, ma non di un ridimensionamento», precisa il presidente Flavio Devetag, che ieri mattina ha avuto «il triste compito di licenziare due dipendenti e di ridurre le ore e quindi lo stipendio del 20% agli altri dieci». Il Centro aveva in progetto di portare nel Bellunese il secondo museo tattile in Italia (dopo quello di Ancona), «ma ieri ho firmato una lettera di un museo che vuole acquisire le nostre opere dal momento che siamo stati costretti ad abbandonare l’idea». Insomma, tempi ancora più difficili. In oltre trent’anni di attività sono molte le persone che si sono avvicinate al Centro del libro parlato, che ha saputo dare supporto e speranza a molte famiglie. «Nell’ultimo consiglio direttivo abbiamo constatato che il taglio per quest’anno ha segnato una decurtazione di oltre 50 per cento dei finanziamenti pubblici, che si concretizzano - hanno spiegato il presidente Devetag e il vicedirettore Piero Reghin - in 140mila euro in meno su un bilancio complessivo di circa 500mila euro». Il consiglio ha dovuto provvedere con una riorganizzazione, «che non si traduce in un ridimensionamento dell’attività. Abbiamo analizzato approfonditamente gli ultimi cinque anni e abbiamo fatto emergere i settori che non sono autosufficienti ». Da questi due settori «ci siamo visti costretti a licenziare due persone, che verranno riassorbiti con progetti e incarichi da libero professionisti ». Tra le attività che offre il Cilp c’è la lettura su richiesta di testi: recentemente si è laureato un ragazzo ipovedente in ingegneria chimica all’Università di Trieste. Ma c’è anche l’attività nelle case di riposo, come quella di dare in dotazione dei registratori agli anziani che possono ascoltare libri in italiano o in dialetto e prolifero è poi l’impegno per bimbi dislessici, che con un percorso possono correggere la propria forma di dislessia. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 15 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SOCIALE Gazzettino 15 marzo Tosello, nuovo direttore del sociale Ulss 2: anziani meglio a casa che in casa di riposo Famiglia, disabilità, lavoro. Il nuovo direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale dell'azienda sanitaria locale, Massimo Fusello (in foto), ha avviato questa settimana un ciclo di incontri con i sindaci dei comuni che appartengono all'Ulss 2. Ad accompagnarlo, in alcuni di questi appuntamenti, il primo cittadino di Feltre Paolo Perenzin. «Ho cominciato - spiega - con Sovramonte e Seren del Grappa. La prossima settimana andrò a Pedavena, Santa Giustina e Sedico. Per me era interessante conoscere il territorio, incontrare i sindaci per capire quali sono le criticità emergenti, ma anche per vedere insieme le opportunità che ci sono e che a volte possono suggerire le soluzioni ai problemi». Il tour dovrebbe concludersi nell'arco di 3-4 settimane. Tra i temi affrontati il servizio di integrazione lavorativa e l'inserimento delle persone anziani, disabili e dei minori all'interno delle strutture. «La situazione attuale - continua Fusello - ci impone di dare non tanto pesce, ma canne da pesca. Dobbiamo evitare l'assistenzialismo». Fusello è poi intervenuto sul rischio che le prestazioni "extra Lea", cioè aggiuntive ai livelli essenziali di assistenza, ai disabili e agli anziani, subiscano una pesante sforbiciata: «Siamo tutti preoccupati di fronte a questa situazione. Io presumo che si risolverà alla fine per il meglio. Se verrà tolto qualcosa, verrà eliminato ciò che non è fondamentale per l'assistenza socio sanitaria, ma l'impianto sarà mantenuto». Togliere queste prestazioni comporterebbe costi maggiori per la Regione per la crescita delle richieste di accoglienza nelle case di riposo e negli istituti di anziani e disabili. «La politica della domiciliarietà che è alternativa alla politica dell'istituzionalizzazione - dichiara il direttore dei servizi sociali - è vincente. Alla fine chi sta male preferisce stare a casa. Io non ho mai conosciuto qualcuno che volesse andare in istituzione». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 16 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SANITA' Corriere Alpi 14 marzo “L'ospedale di Cortina torna pubblico, Agordo e Pieve rischiano la chiusura” CORTINA «Il ritorno ad una gestione totalmente pubblica provocherà la chiusura di un’ospedale e la perdita di oltre cento posti di lavoro». Matteo Toscani, vicepresidente del consiglio regionale, ne è certo. E spiega punto per punto la sua posizione. Un ospedale da chiudere. «Inevitabile chiusura di un ospedale: Agordo o Pieve di Cadore. Recependo una norma nazionale, il piano socio-sanitario della Regione prevede l’“adeguamento tendenziale” del numero dei posti letto in rapporto alla popolazione di ciascuna azienda sanitaria: 3 per mille per acuti e 0,5 per mille per postacuti. Per l’Usl 1, con 128 mila abitanti, l’obiettivo è dunque di arrivare a 384 posti letto per acuti e 64 per post-acuti. Attualmente sono 453 per acuti (330 a Belluno, 51 ad Agordo e 72 a Pieve) e 65 per post-acuti (18 a Belluno, 32 ad Agordo e 15 a Pieve). Se la gestione del Codivilla-Putti torna totalmente pubblica, ai 69 posti letto per acuti già in eccesso, si aggiungono gli ulteriori 62 dell’ospedale ampezzano (di cui 26 di ortopedia e traumatologia e 36 di patologie ossee), oltre ai 16 per post-acuti. Tradotto: ciò comporta la chiusura certa di un ospedale tra Agordo e Pieve». Cento posti persi. «Attualmente al Codivilla-Putti sono occupati 153 dipendenti, di cui 42 in comando dall’Usl, 104 della società e 7 collaboratori con contratto. Data l’impossibilità per legge di un passaggio automatico dal privato al pubblico, 104 persone con l’attuazione del provvedimento si troveranno senza lavoro. Si tratta di 2 primari, 8 medici, un direttore amministrativo, 45 infermieri professionali, 4 tecnici di radiologia, 7 fisioterapisti, 6 ausiliari/operai, 19 operatori socio-sanitari e 12 amministrativi. Oltre alle pesanti conseguenze per i dipendenti e le rispettive famiglie, è opportuno chiedersi come potrebbe funzionare una struttura a cui vengono meno, improvvisamente, due terzi del suo personale». Causa milionaria. «L’attuazione di quanto previsto dall’emendamento comporterebbe, inevitabilmente, un contenzioso infinito con la Giomi Spa, che potrebbe chiedere un risarcimento milionario per i danni subiti». Bocciatura giuridica. «Sentito un parere tecnico in merito, appare più che probabile l’impugnazione, da parte dello Stato, di una norma giuridicamente insostenibile». «A ciò si aggiunge la ridicola dotazione finanziaria prevista con l’emendamento: 100 mila euro per la gestione di un ospedale». Relazione dei saggi inutile. «Commissionata dall’allora presidente Giancarlo Galan, costata la bellezza di 150 mila euro (quasi 10 mila euro a pagina!) e consegnata alla giunta il 30 dicembre del 2009, va precisato che non sancisce affatto il fallimento della sperimentazione, ma elenca, tra l’altro, alcune inadempienze regionali. Invito pertanto quanti si appigliano pretestuosamente all’ormai famosa relazione, consiglieri regionali in primis, a leggerne attentamente il testo. Altrimenti sorge spontaneo il dubbio che non l’abbiano ancora fatto o, peggio, che non siano riusciti a capirne il contenuto». La Destra in campo. Anche la Destra sezione Cadore Cortina, con Antonio Degasper Antonio e il responsabile veneto Fabiano Bosetti, prende posizione contro la chiusura della sperimentazione, annunciando l’avvio di una campagna di sensibilizzazione. Contestando il Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 17 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani ritorno alla gestione pubblica del Codivilla Putti «con la conseguenza di riduzione di posti letto e con inevitabile ripercussione sugli ospedali di Pieve di Cadore ed Agordo,strutture utili e fondamentali per gli abitanti del territorio e non. La Destra ritiene inviolabile il diritto alla salute, che sia garantito da una struttura pubblica o privata, e per tale diritto si batterà come sempre». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 18 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SANITA' Gazzettino 14 marzo Brusegan, direttore del Codivilla, dubita che ci sia la copertura finanziaria per la pubblicizzazione dell'ospedale Una decisione improvvisa, quanto improvvisata. Carlo Brusegan, direttore sanitario del Codivilla Putti di Cortina, riassume così il suo pensiero, sulla decisione del consiglio regionale di porre fine alla sperimentazione gestionale mista, pubblico e privato, dell'ospedale cortinese. Nel suo studio, commenta: «Per una decisione di questa importanza, sarebbe stata necessaria una adeguata preparazione, per due aspetti fondamentali: il futuro del personale e i rapporti con il socio privato, se lo si intende liquidare». Entra quindi nel dettaglio, nei numeri: «Oggi la società Codivilla spa ha 150 dipendenti. Di questi, 40 dipendono dalla Ulss, e sono in comando da noi, gli altri 110 hanno un contratto privato». Che cosa ne vuole fare, la Regione? «Il Codivilla, con i servizi che offre adesso, ha bisogno di questo personale, per funzionare. Ci sono inoltre vari medici, che sono andati in pensione, dal settore pubblico, e che lavorano con noi. Ci sono servizi che, senza il personale assunto con contratto privato, chiuderebbero. Prima fra tutti la radiologia. Inoltre ci sono altri servizi, come la pulizia, la ristorazione, la portineria, che hanno contratti a parte, ad appalto». Cosa farà la Ulss, li confermerà? «Io debbo programmare l'attività sanitaria, per il mese di aprile, devo far sapere alle persone se saranno operate o meno: in questo momento non lo posso fare». Brusegan lamenta inoltre di non aver avuto alcuna comunicazione ufficiale, ma di aver appreso la notizia dalla stampa. E sottolinea l'aspetto forse più importante: il numero di posti letto. «In questo momento noi, struttura affidata ad una società mista, ma di fatto con gestione privata, abbiamo 78 posti letto. Se il Codivilla rientra nella Ulss 1 di Belluno, questi posti vanno tolti ad altri ospedali, che sono Agordo, Pieve di Cadore, lo stesso San Martino del capoluogo. Non lo so se ci abbiano pensato quelli che hanno proposto o votato l'emendamento». C'è infine un terzo aspetto, non certo irrilevante: «Questa operazione, se si vorrà davvero chiudere la società mista e riportare il Codivilla al pubblico, avrà dei costi rilevanti, a cominciare dal pagamento del socio, che dovrà essere liquidato. Mi chiedo se sia stata prevista la copertura finanziaria. Di questa onerosità avevano parlato già i tre commissari, nella loro relazione del 2009: allora suggerirono di concordare con il socio privato, per evitare una risoluzione lenta e molto onerosa». Il direttore Brusegan esprime tutta la sua perplessità sulla reale fattibilità dell'operazione: «Il voto del consiglio regionale impegna la giunta, ma se non c'è la copertura finanziaria, non si potrà fare. A meno che non sia soltanto uno scrollone alla giunta, perché definisca la vicenda. I tempi troppo stretti, pochi giorni da qui al 1 aprile, Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 19 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani confermerebbero questa ipotesi. Se è una provocazione, per costringere la Regione a decidere cosa sarà il Codivilla, è la fine del principio, ovvero la conclusione della prima fase della gestione. Se invece si vuole davvero adottare questo provvedimento, allora è il principio della fine». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 20 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SANITA' Gazzettino 13 marzo “Perché per la sanità veneta vogliono prendere a modello la Lombardia?” «Passate le elezioni regionali le Ulss di Belluno e Feltre saranno unite». La previsione è di Guido Trento, ex consigliere regionale, che critica aspramente l'ipotesi di accorpare le due aziende sanitarie provinciali. «Il nostro modello socio sanitario - dichiara - è stato copiato dalla Svezia negli anni 2003-2004 perché risponde molto bene alle esigenze del territorio fondandosi su due principi: l'integrazione socio sanitaria con la capacità di integrare la sanità con il sociale e la continuità terapeutica per integrare l'ospedale con il territorio. E invece qui si vuole copiare il modello lombardo che ha generato un sacco di costi senza dare risposte adeguate. Proprio per questo in Lombardia molti ospedali sono privati». «È chiaro - continua Trento - che con l'ultimo piano socio-sanitario si è minato il modello veneto perché declassando Feltre a ospedale di serie C e facendo in modo che Belluno fosse un ospedale "hub", l'intenzione del legislatore è stata quella di andare verso un modello lombardo che io non riesco a digerire perché significa spazio al privato. Questo porterà maggiori disfunzioni e spese più elevate. Chi crede che unendo le due Ulss si risparmi sulla dirigenza, sbaglia. Sono scelte politiche importanti che cambiano il sistema. Vedremo tra 3-4 anni quali saranno i risultati. Quando hanno chiuso le Ulss del Cadore e di Agordo si sono visti i risultati». Trento non risparmia pesanti critiche agli esponenti del mondo politico e della società civile che puntano a potenziare l'ospedale di Belluno: «Il territorio periferico - attacca l'ex consigliere regionale - non è più rappresentato da un capoluogo che pensa solo alla sua pancia e quando Belluno avrà bisogno il territorio risponderà picche. Non so se il Movimento 5 Stelle ha il coraggio di affrontare una discussione con chi conosce veramente le norme. Sono tanti gli enti inutili da eliminare, ma quelli che funzionano sarebbe il caso di tenerli. Non buttiamo al macero tutto». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 21 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani BELLUNO SANITA' Gazzettino 15 marzo Pettenò: terminare la sperimentazione al Codivilla fa recuperare risorse Nella vicenda Codivilla-Putti di Cortina le decisioni si scontrano con allarmismi e strumentalizzazioni, o almeno questa è la conclusione del consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Pietrangelo Pettenò. Da un lato la coraggiosa scelta di decidere dopo una lunga sperimentazione, dall'altro le paure nella gente dopo aver riflettuto sulla dichiarazione del consigliere regionale, Matteo Toscani, che ha preannunciato un futuro doloroso per gli ospedali periferici di Agordo e Pieve di Cadore. «La conseguenza del voto è una sola - sostiene Toscani - l'inevitabile chiusura dell'ospedale di Agordo, dal momento che il delicato equilibrio del numero dei posti letto non regge più». Parole che hanno impaurito la vallata agordina, perché pronunciate da un consigliere di maggioranza a pochi giorni dall'annuncio che la Ulss 1 non potrà più gestire le strutture per anziani e inabili costringendo l'ente locale (Comuni o Unioni dei Comuni) a probabili ulteriori sacrifici. «Gli allarmismi che qualcuno sta provando a lanciare vanno rifiutati - dice Pettenò - nessuna ricaduta ci dovrà essere sulle altre strutture dell'Ulss 1, perché la legge approvata va in direzione esattamente contraria, ovvero è finalizzata a recuperare risorse derivanti dalla razionalizzazione e dall'efficientizzazione del sistema». Il consigliere della Sinistra non si limita a difendere le ultime decisioni approvate con il voto della maggioranza, ma al gruppo di governo non risparmia l'ulteriore critica in merito alle famose schede regionali ancora oggetto misterioso: «Se la Giunta regionale, a distanza di un anno dall'approvazione del piano socio sanitario, ancora non presenta le schede di dotazione ospedaliere, è chiaro chi ha delle responsabilità in merito. È ora di finirla di giocare con i bisogni di salute della popolazione e si prendano delle decisioni. Ed è proprio questo lo spirito con cui il Consiglio regionale ha approvato la cessazione della sperimentazione del Codivilla e lo scioglimento della società Istituto Codivilla-Putti Spa». L'articolo della finanziaria regionale votato pone quindi fine alla sperimentazione pubblico-privata dell'ospedale Codivilla-Putti di Cortina, mette fine ad una questione che la Giunta regionale non ha sostanzialmente affrontato in questi anni, facendo slittare i tempi senza decidere nulla in merito. «In un momento cosi difficile per le risorse pubbliche, con drastici tagli alla sanità - conclude Pettenò - è necessario prendere decisioni rapide ed improntate ad ottenere un servizio pubblico razionale ed efficiente» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 22 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani PADOVA ANZIANI Gazzettino 14 marzo Craup non aumenta le rette, ma far quadrare il bilancio è arduo La casa di riposo di Piove di Sacco va incontro alle difficoltà finanziarie delle famiglie decidendo di non aumentare le rette per il 2013. Una scelta presa dal Cda lo scorso 7 marzo, con l'approvazione del bilancio di previsione e delle rette di ospitalità 2013. «La decisione ha reso molto difficile il raggiungimento del pareggio di bilancio - ha spiegato la direttrice del Craup, Emanuela Perin - imponendo una serie di decisioni volte a contenere le spese di gestione attraverso tagli a numerosi capitoli del bilancio, attraverso riorganizzazioni interne e con la richiesta, inoltrata ai fornitori dell'ente, di applicare sconti sui prezzi contrattuali per il 2013». La direzione dell'ente non nasconde le sempre maggiori difficoltà di gestione. «Nel 2012 sono stati decisi dalla Regione, tra gli altri, tagli importanti dei contributi sanitari destinati all'assistenza dei pazienti in stato vegetativo - continua Perin - Questo provvedimento ha avuto un impatto sul bilancio pari a 109 mila euro». Una situazione che desta non poche preoccupazioni, anche in vista degli imminenti lavori di ristrutturazione dell'edificio di via San Rocco, in quanto, con molta probabilità, per la copertura finanziaria si renderà necessario il ricorso alla contrazione di mutui. «Il nostro è un ente che non possiede patrimoni e i nostri amministratori non dispongono di un compenso ma svolgono la loro funzione a titolo completamente gratuito - ha dichiarato Giovanni Ferrara, presidente del Cda - Non disponiamo neppure di funzionari con stipendi da capogiro per cui sono veramente poche le voci su cui era possibile tagliare ». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 23 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani PADOVA INFANZIA Gazzettino 12 marzo Deficit di 60 mila euro per l'asilo paritario di Legnaro L'asilo parrocchiale è in difficoltà ed il parroco lancia un appello ai fedeli durante la messa. È successo domenica, a Legnaro, quando don Luciano Forte ha ritenuto opportuno informare i parrocchiani della situazione di disagio in cui versa la scuola dell'infanzia Sant'Antonio, gestita dalla parrocchia ed operante dal 1984. «Ho invitato i presenti a prendere coscienza del fatto che la scuola sta vivendo un momento di difficoltà a causa della crisi economica - ha spiegato don Luciano - Abbiamo un deficit di circa 60 mila euro nel bilancio 2012 a causa dei frequenti tagli ai contributi statali e regionali che, tra l'altro, arrivano spesso in ritardo. Ho detto che sono circa 3500 le famiglie presenti a Legnaro e che basterebbe che 400 di queste si rendessero disponibili ad aiutare la parrocchia con una donazione di 150 euro per risollevare le sorti della scuola. La mia intenzione non è certamente quella di chiudere la scuola, anzi, ma bisogna attivarsi per trovare delle soluzioni». L'asilo, sito in via Roma, ospita circa 200 bambini, 180 per la scuola materna e 25 per il nido integrato, e costituisce una risorsa molto importante per la comunità, anche per l'elevata qualità del servizio offerto, resa possibile grazie all'impegno quotidiano di 12 insegnanti, 9 per la scuola dell'infanzia e 3 per l'asilo, e di 4 suore. «L'appello rivolto dal parroco desta preoccupazione in quanto stiamo parlando di un servizio indispensabile per la collettività, di cui certamente non si può fare a meno. Dovrebbe esserci maggiore collaborazione tra l'amministrazione comunale e la parrocchia nella ricerca di una soluzione», ha commentato Davide Bianchini, consigliere di opposizione per la lista Vivere Legnaro. «Eravamo a conoscenza del problema - ha spiegato Giovanni Bettini, vicesindaco e assessore all'istruzione - L'amministrazione fornisce un contributo di circa 70 mila euro l'anno per 165 bambini, tra i più alti nella provincia. Faremo il possibile per aumentarlo ulteriormente, in base alle disponibilità di bilancio, ma la gestione della scuola, d'ora in poi, dovrà necessariamente essere orientata ad un risparmio». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 24 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani PADOVA SANITA' Gazzettino 12 marzo Il Parkinson si cura in albergo con il progetto “Riabilitazione e termalismo” Reazioni positive dal versante imprenditoriale al via libera, ieri, al progetto "Riabilitazione e Termalismo" che prevede il trattamento post-operatorio e post-ospedaliero in stabilimenti alberghieri dei pazienti affetti da morbo di Parkinson oppure che abbiano affrontato un intervento di protesi d'anca. Il piano, che è stato adottato dal coordinamento degli assessori regionali alla sanità e predisposto da una specifica commissione tecnica presieduta dal sottosegretario alla salute Adelfio Elio Cardinale, è stato presentato in anteprima nella sede della Giunta veneta, alla presenza dell’assessore alla sanità Luca Coletto. «È un'iniziativa cui abbiamo creduto sin dall'inizio e fino in fondo. Per noi rappresenta una grossa opportunità per ridisegnare il futuro dell'intero settore», commenta Gianluca Bregolin, presidente dell'Associazione albergatori termali di Abano e Montegrotto. «Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel processo di accreditamento sanitario dei nostri hotel - prosegue Bregolin -; il periodo post-operatorio o successivo al ricovero in un albergo presenta una serie di indubbi vantaggi sia per i pazienti che per la collettività. Innanzitutto, l'ospite affronta la riabilitazione in un ambiente, quello dello stabilimento termale, decisamente più accogliente rispetto a una struttura ospedaliera tradizionale. E questo avrà ricadute positive non solo dal punto di vista strettamente clinico, ma anche per quanto riguarda il benessere del paziente inteso nella sua totalità». Le nuove modalità di cura, insomma, favoriranno quell'approccio cosiddetto "olistico" (attenzione non solo alla malattia, ma anche alla condizione psico-fisica generale della persona) che è considerato ormai il paradigma curativo per eccellenza. «Ma non dobbiamo dimenticare gli inevitabili risparmi per la sanità pubblica - continua il presidente dell'Assoalbergatori euganea -. Curare un paziente in hotel costa molto meno rispetto ai consueti percorsi successivi al ricovero». I requisiti per poter accedere al programma ufficializzato dal protocollo - la presenza di un ambulatorio di fisiatria e del personale specializzato - sono attualmente in possesso di tre alberghi del bacino termale euganeo, vale a dire il Bristol Buja e La Residence di Abano e l'Hermitage di Teolo dove si svolgerà la sperimentazione. 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Presenta l'iniziativa è il nuovo direttore generale dell'Ulss 18 Arturo Orsini assieme a Manuela Baccarin, direttore dei servizi sociali dell'azienda sanitaria rodigina, ed Emma Zorzato, direttore dei servizi per la disabilità. «La loro sensibilità a volte - precisa Orsini è maggiore di quella dei normalmente abili. Sensibilità che vene bene espressa grazie all'arte e alla pittura». Come spiega Zorzato «la mostra raccoglie quadri nati da un'esperienza di pittura estemporanea, finalizzata alla promozione del benessere psico fisico, attraverso la valorizzazione delle emozioni esistenti che spesso non riescono ad essere espresse». La manifestazione ambisce a diventare veicolo di quel forte messaggio culturale alla base di ogni processo di integrazione: obiettivo che i servizi sociali dell'Ulss 18 hanno perseguito con la sperimentazione di attività e progetti divenuti inclusione e vita vera per i ragazzi con diversa abilità. L'inaugurazione sarà domani alle 10. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 26 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani ROVIGO SOCIALE Gazzettino 10 marzo Cariparo finanzia corso sull'Alzheimer per famiglie e operatori sanitari Si è concluso all'Ulss 19, con un seminario aperto alle famiglie dei malati di demenza senile, il corso di formazione rivolto alle assistenti familiari che rientra nel Progetto Alzheimer, promosso e sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Tale corso, organizzato in collaborazione con la cooperativa sociale Attivamente, ha presentato le caratteristiche delle demenze e dei disturbi collegati a queste malattie, proponendo strategie per la gestione dei disturbi del comportamento, illustrando le modalità comunicative più adeguate e fornendo semplici tecniche di stimolazione per prendersi cura della persona con più efficacia e competenza. L'obiettivo è preparare adeguatamente le assistenti familiari, il cui lavoro negli ultimi anni è diventato una delle soluzioni più diffuse sul territorio per rispondere alla domanda di cura e di assistenza domiciliare delle persone anziane in condizioni di malattia. Accanto a una domanda crescente di assistenza, vi è una maggiore esigenza di capacità relazionali specifiche, quali attitudine alla comprensione e al dialogo, abilità culinarie con riferimento anche alla cultura alimentare locale, competenze di cura della persona che rendono sempre più importante la creazione di percorsi formativi per le assistenti familiari. L'attività di formazione si è articolata in quattro moduli di quattro ore ciascuno seguiti, nella giornata finale, da un seminario che ha proposto un momento di riflessione e di condivisione sulla dimensione attuale della demenza, intesa non solo come patologia, ma soprattutto come cambiamento della modalità comunicativa e relazionale tra chi ne è affetto e chi si prende cura del malato. Al corso hanno partecipato 41 persone, dodici delle quali familiari e operatori sanitari interessati ad approfondire le problematiche assistenziali inerenti al paziente con demenza. Nel seminario conclusivo Livio Crepaldi, consigliere della Fondazione, ha consegnato gli attestati di partecipazione, esprimendo il ringraziamento per la preziosa opera che quotidianamente le assistenti familiari offrono a molte famiglie in difficoltà. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 27 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani ROVIGO SANITA' Voce di Rovigo 15 marzo Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 28 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani ROVIGO SANITA' Gazzettino 15 marzo Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 29 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO ANZIANI Tribuna 12 marzo Cisl chiede che le rette in casa di riposo siano proporzionali all'Isee Rette delle case di riposo calcolate in base al reddito Isee (che conteggia anche case, depositi bancari, entrate economiche varie e calcola il numero di familiari), esenzione Irpef dai 15 mila euro, più sostegno da Usl e Comuni: è la ricetta di Cisl Pensionati di fronte alla crisi che non sta risparmiando la terza età. Il primo congresso Fnp, pensionati Cisl Belluno e Treviso, ieri a Castelbrando di Cison, è partito da un dato di fatto: «Nel 2011, nel territorio della Usl 9 ben 980 anziani non autosufficienti hanno rinunciato al posto in casa di riposo per le rette troppo alte rispetto alle pensioni», spiega Francesco Rorato, segretario generale Pensionati Treviso. Rette da 1.600 euro mensili, che contributi comunali, indennità di accompagnamento, agevolazioni dell’Usl e pensione non riescono a coprire. E mentre i figli, magari disoccupati o in cassa integrazione, decidono di badare da sé al genitore non autosufficiente, Rorato chiede che siano rivisti i criteri che determinano le rette degli istituti di assistenza: «Non è accettabile che le rette delle case di riposo e l’indennità di accompagnamento siano uguali per tutti, indipendentemente dai redditi». Una situazione che rischia di degenerare, e anche nella Marca potremmo presto assistere a un fenomeno che ha preso piede in Friuli: «Le famiglie portano gli anziani nelle case di riposo croate, dove le rette costano la metà». Cisl cerca una sponda nei sindaci, che talvolta integrano con un contributo la retta mensile. A Conegliano le parti sociali si sono già mosse con il sindaco Floriano Zambon: «Un incontro in cui abbiamo chiesto che l’esenzione Irpef parta dai 15 mila euro, e che anche l’Imu sia calcolato in base al reddito Isee», spiega Francesco Albanese, responsabile Pensionati Cisl per il coneglianese. Zambon, che dovrà divincolarsi tra tagli ai trasferimenti e Patto di Stabilità, ha promesso un nuovo incontro a breve, anche con le altre sigle sindacali. E anche il direttore generale dell’Usl 7, Gian Antonio Dei Tos, ha detto sì a un incontro con le parti sociali. Conclude Rorato: «Non avevamo mai ricevuto così tante richieste di prestiti e aiuto da parte degli anziani, che fino a poco tempo fa erano il primo ammortizzatore sociale per i figli che restavano senza lavoro». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 30 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO ANZIANI Tribuna 13 marzo Famiglia in lite, nessuno paga la retta per l'anziani: restano 36 mila euro di debiti con l'ipab San Gregorio di Valdobbiadene VALDOBBIADENE. Muore in casa di riposo, ma i parenti si rifiutano di pagare il funerale. E il nipote lascia un debito di 36 mila euro con la casa di riposo: si sarebbe intascato i soldi della pensione senza mai pagare l’alloggio. Una storia di abbandono e dissidi familiari che ha sconvolto cittadini e amministratori, tanto che il Comune ha deciso di pagare di tasca propria le esequie della sfortunata anziana. La storia risale alla fine di gennaio. Anni di litigi per motivi di eredità, e di sotterfugi per non pagare le rette di soggiorno. A farne le spese, l’anziana deceduta, abbandonata dai parenti ma non dal personale dell’istituto Ipab San Gregorio di Valdobbiadene, che al momento del decesso, non trovando una sponda nei familiari, decide di rivolgersi ai servizi sociali del Comune. Questi contattano i familiari più stretti: «I soggetti civilmente obbligati sono stati informati, dall’ufficio Servizi Sociali, del decesso della congiunta», scrive nella sua relazione alla giunta il sindaco Bernardino Zambon, «senza però presentare alcun interesse né disponibilità al pagamento o alla compartecipazione della spesa per la sepoltura». Anzi, i familiari avrebbero pure spiegato al sindaco che non si tratta di un problema economico, ma di una precisa volontà dovuta ai cattivi rapporti domestici: «Tale comportamento è da imputare ad una controversia tra fratelli per questioni di eredità, durata più di dieci anni». Nessuno, insomma, vuole pagare per le esequie. Nemmeno allargando il giro dei parenti si riesce a trovare qualcuno interessato a dare degna sepoltura all’anziana: «Nessun altro parente si è interessato per il servizio funebre, e non è stata presentata alcuna una richiesta di contributo economico o di pagamento per il servizio stesso». E quando spunta un nipote, figlio di una sorella, in qualità di persona incaricata del ritiro delle pensioni dell’anziana, la situazione, anziché risolversi, precipita. La donna percepisce due pensioni dall’Inps, una pensione estera e un’indennità di accompagnamento. Somme che sarebbero dovute servire al pagamento della retta dell’istituto, e a organizzare le esequie. E invece: «Il nipote ha gestito autonomamente la liquidità anziché utilizzarla per il pagamento delle rette di ricovero, accumulando così un debito nei confronti del locale Centro Servizi Anziani di circa 36 mila euro». Soldi sperperati che il Comune non riesce a recuperare, perché il nipote non solo non collabora, ma chiude ogni contatto con gli uffici e gli altri parenti. A questo punto, il Comune getta la spugna e mette mano al portafoglio: con 1.745 euro organizza le esequie, affidandole a una ditta di onoranze funebri di Valdobbiadene. Ma quei 36 mila euro di debito, e la somma per i funerali, saranno recuperati mediante rivalsa sull’asse ereditario. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 31 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO ANZIANI Gazzettino 14 marzo Renato Mason sarà il presidente della casa di riposo Aita di Crespano Il nome dell’ex direttore generale dell’Usl 8 è tra quelli che il sindaco di Crespano del Grappa Annalisa Rampin ha fatto in vista della nomina del prossimo consiglio di amministrazione. Il consiglio infatti dura in carica 5 anni e segue la legislatura in corso e come da statuto la nomina dei membri del consiglio di maggioranza spetta proprio al sindaco. Alla minoranza spetta la nomina di un consigliere che in questo caso è Giorgio Capovilla già presidente dell'ente durante il periodo di amministrazione di Nico Cunial. Il nuovo consiglio di amministrazione dovrebbe insediarsi tra oggi e domani e poi la prossima settimana sarà convocata l'assemblea per l'elezione del nuovo presidente indicato dal sindaco, Renato Mason. Tutti i passaggi sono stati seguiti dal primo cittadino, mentre gli uffici preposti hanno espletato le incombenze burocratiche. «È stata una grande soddisfazione -ha commentato il sindaco- poter indicare Renato Mason. È persona estremamente competente, la sua esperienza e le sue capacità ci consentiranno di elevare il livello della struttura facendone un punto di riferimento per l’intera pedemontana». «La prossima settimana -ha concluso il sindaco- il consiglio si ritroverà per l'elezione del nuovo presidente, ma fin da ora auguro a tutti buon lavoro». Sul fronte delle prossime scadenze riguardanti la nuova casa di riposo, il sindaco taglia corto: «Ora l'importante è che il nuovo consiglio di amministrazione venga insediato, prenda possesso dell'ente e tutto il resto sarà di conseguenza secondo i tempi che detteranno i nuovi dirigenti. Da parte mia, confermo la piena disponibilità a collaborare per lo sviluppo della casa di riposo». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 32 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO ANZIANI Tribuna 15 marzo Caldato promette che le rette Israa non aumenteranno “Le rette non aumenteranno». Luigi Caldato, neopresidente dell’Israa, ha incontrato ieri le associazioni dei familiari, i gruppi di volontariato che operano all’interno del settore e le organizzazioni sindacali (ha «debuttato» il nuovo segretario dello Spi Cgil, paolino Barbeiro). Era il primo incontro di quelli previsti a cadenza mensile dallo statuto, occasioni di aggiornamento e verifica costante di attività e programmi. Dopo le furenti polemiche che hanno accompagnato la nomina di Caldato, sernagiottiano di ferro ed ex manager della Sanremo, come successore dello storico presidente Fausto Favaro, i toni sono apparsi distesi. Si è parlato anche di bilancio, delle iniziative per il 2013, dei progetti futuri per le strutture. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 33 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO DISABILI Tribuna 13 marzo Formazione per insegnanti su come seguire chi soffre di autismo CONEGLIANO L'autismo è difficile da individuare, ma ne soffre più di un bambino ogni cento. Per favorire l'apprendimento scolastico e l'inserimento nelle classi è stato previsto un progetto che formerà il personale e aiuterà anche le famiglie. Un ragazzo autistico non impara «naturalmente», ma deve essere costantemente seguito nel suo percorso di apprendimento. Il disturbo a volte viene confuso da chi si trova a interagire con lui. Per questo, Ulss 7 con il Centro territoriale per l'integrazione dei minori, Fondazione Oltre il Labirinto, l'associazione La Nostra famiglia e associazioni di genitori hanno programmato dei corsi, con una serie di lezioni che proseguiranno per i prossimi tre anni. L'obiettivo è la formazione sul campo di insegnanti, addetti all'assistenza e referenti degli istituti. «Dobbiamo utilizzare il tempo come uno strumento di educazione di questi ragazzi» spiega Mario Paganessi, direttore della Fondazione Oltre il Labirinto. «Con questo accordo nasce un team di lavoro che potrà cambiare la vita a molti di questi ragazzi e impreziosire con una formazione mirata tanti attori della scuola». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 34 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO DISABILI Azione 14 marzo Convegno Aipd su persone con sindrome di Down adulte e anziane Una bambina bella e sorridente con la sindrome di Down con a fianco un interrogativo: “2060. E io come sarò?”. È la locandina che pubblicizza il convegno organizzato dalla sezione trevigiana dell’Aipd, l’Associazione Italiana Persone Down. L’appuntamento è in programma giovedi 21 marzo dalle 9 alle 17 nell’auditorium della sede della Provincia di Treviso, al Sant’Artemio. Il convegno è per medici, tecnici dei servizi socio sanitari e famiglie. Il quesito che fa da titolo al convegno - “2060. E io come sarò?” - vuol aprire il confronto e l’approfondimento su quel che rappresenta la sindrome di Down nell’età adulta e anziana. Il convegno proporrà al mattino un primo modulo dedicato agli aspetti sanitari della Sindrome di Down in età adulta e anziana. Sono previsti interventi di Francesca Pinto, coordinatrice AIPD Venezia Mestre, Piera Bonato, geriatra dell’ Ulss 7, Sara Piccoli, psichiatra de La Nostra Famiglia, Roberto Fraioli, ginecologo di Villa Salus a Mestre. Dopo la paura pranzo, dalle 14.15 alle 17 il secondo modulo riguarderà i servizi sociosanitari ed i progetti per gli adulti con la sindrome di Down: ci saranno interventi di Silvia Ceschel, assistente sociale presso l’assessorato regionale ai Servizi Sociali, di Elisa Mantovani e Giovanna Schirone, educatrici AIPD, e di Eliana Pin, coordinatrice della sezione trevigiana dell’AIPD. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 35 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO DISABILI Tribuna 15 marzo Di nuovo gratuito il trasporto a scuola di minori disabili, paga il Comune VALDOBBIADENE Il tragitto Valdobbiadene - Conegliano sarà a carico del Comune, stop alle fatture mensili da 250 euro. La buona notizia per sette famiglie di altrettanti minori disabili di Valdobbiadene è arrivata al termine di un incontro chiarificatore con i responsabili dell’ente e dell’Usl 8. Nei giorni scorsi il sindaco Bernardino Zambon ha annullato la delibera della discordia, la 160 del 7 novembre 2012, con la quale si chiedeva ai genitori di contribuire alla spesa per il trasporto. Quella somma la pagherà il Comune. Resta aperta la partita relativa a una parte della cifra, che potrebbe essere garantita dalla Provincia: in ogni caso, le famiglie non sborseranno un euro. Un servizio garantito in tutte le altre Usl della Marca; un servizio, soprattutto, indispensabile per chi è già costretto a fare i conti con le spese che un familiare disabile comporta. Tanto più che, fino allo scorso anno scolastico, il trasporto era garantito, e completo di servizi personalizzati per ogni ragazzo. Per questo, la maxi fattura da 750 euro, relativa a tre mensilità di trasporto e recapitata senza alcuna concertazione, aveva mandato su tutte le furie le famiglie. Una delibera pubblicata sull’albo pretorio, ma della quale non erano mai stati informati i genitori, che a inizio anno si sono visti presentare il conto senza poter nemmeno replicare. Mamme e papà di Valdobbiadene, cui si era aggiunta una famiglia di Cornuda alle prese con lo stesso problema, erano ricorsi all’avvocato Francesca Facchinello di Asolo. Comune e Usl 8 non hanno voluto salire sulle barricate e ingaggiare una battaglia legale dalla quale, con ogni probabilità, sarebbero usciti sconfitti Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 36 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO DISABILI Tribuna 12 marzo Caso Amidevi Sphera: Nicoli avrebbe cercato di costituire una nuova associazione per continuare a collaborare con la Provincia Dopo che la Provincia scoprì la presunta truffa sui contributi ai disabili e interruppe i rapporti con Amidevi e Sphera, la presidentessa delle onlus Paola Nicoli tentò di recuperare il rapporto con l’ente pubblico. È il retroscena che emerge dalle indagini della Procura sul raggiro da 217 mila euro co presentandosi con una nuova associazione ntestato alla responsabile delle due associazioni di assistenza ai ciechi e ai sordi e che giovedì comparirà davanti al giudice dell’udienza preliminare di Treviso. «La Nicoli», scrivono i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria in una relazione sugli esiti dell’indagine, «pur di non rinunciare alla sua “fonte di reddito” (Amidevi-Sphera), tentò e anzi costituì un’altra associazione onlus “Stelle sulla terra” non comparendo tra gli inseriti, ma agendo da esterna al fine di mantenere l’affidamento del servizio da parte della Provincia la quale non voleva in alcun modo trattare con lei. Tale iniziativa, per una serie di ragioni, non andò a buon fine». Secondo questa ricostruzione la presidentessa tentò dunque di continuare a incassare i contribuiti provinciali utilizzando il nome di una nuova onlus di cui lei stessa sarebbe stata l’ispiratrice. Paola Nicoli, in una riunione con gli assistiti a cui parteciparono anche gli investigatori, avrebbe chiesto di affidare la gestione del servizio alla neocostituita onlus allo scopo di «mantenere il bagaglio di esperienza maturata dall’associazione per il ben dei figli». In sostanza la donna avrebbe spiegato l’iniziativa come, appunto, una via d’uscita per non danneggiare i ragazzi assistiti. Ragazzi a cui, ha spiegato Nicoli in più occasioni, non ha mai sottratto un euro. E il passaggio di somme di denaro dai conti correnti delle onlus a quelli suoi personali si giustifica, ha precisato la donna, con il fatto che aveva in precedenza anticipato le spese delle associazioni. Una ricostruzione a cui la Procura non ha però creduto. E questo perché, sempre secondo i riscontri investigativi, dal 2006 alla data del sequestro «non risulta che dai conti correnti della Nicoli siano mai uscite somme destinate alle associazioni per prestiti, anticipi o versamenti volontari. Non risulta che la Nicoli abbia mai versato alcunché di tasca propria all’associazione, a parte 50 euro». Risultano, invece, frenetici prelievi in contanti dal suo conto bancario dal momento in cui iniziano a circolare sulla stampa le notizie relative all’indagine in corso: 17.500 euro prelevati tra il 27 giugno al 4 agosto 2011 e di cui, scrivono gli investigatori, «non si conosce la destinazione». Il sospetto della Procura è che Nicoli volesse sottrarre le somme a un eventuale sequestro. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 37 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO DISABILI Tribuna 15 marzo Provincia di Treviso e Regione Veneto si costituiscono parte civile nel processo sul caso Amidevi Provincia di Treviso e Regione Veneto si costituiscono parte civile nel processo sul caso Amidevi, approdato ieri di fronte al gup Silvio Maras. A finire indagate sono state Paola Nicoli, presidente delle onlus di assistenza disabili Amidevi e Sphera, accusata di truffa per aver fatto sparire oltre 200 mila euro destinati agli utenti, e Antonella Masullo, ex funzionaria del settore Servizi Sociali della Provincia di Treviso, all’epoca dei fatti coordinatrice dell’osservatorio politiche sociali della Regione, accusata di abuso d’ufficio e di favoreggiamento. Nei confronti di Masullo si è costituita parte civile la sola Provincia di Treviso, mentre nei confronti di Nicoli le parti civili sono rappresentate, oltre che dall’ente del Sant’Artemio, anche dalla Regione Veneto e da tre famiglie destinatarie dell’assistenza della onlus. A causa di un legittimo impedimento dell’avvocato Fabio Crea, l'udienza è stata rinviata al 18 aprile prossimo. La Procura di Treviso contesta alla numero uno di Amidevi e Sphera, come detto, di aver fatto sparire oltre 217 mila euro destinati agli utenti. Denaro pubblico che la Provincia elargiva alla onlus Amidevi per sostenere le spese per i servizi di didattica scolastica integrativa a ragazzi con disabilità sensoriali. L’associazione però, una volta intascati i sussidi, non avrebbe mai fornito quel tipo di assistenza. Ad Antonella Masullo viene invece contestato di aver omesso o di non aver effettuato adeguatamente i controlli necessari sulle note spese presentate da Paola Nicoli: è accusata di abuso d’ufficio e di favoreggiamento. Antonella Masullo ha già annunciato che, se il gup la rinvierà a giudizio, non chiederà alcun rito alternativo che comporti uno sconto di pena: andrà invece in aula per cercare di dimostrare la sua innocenza e per spiegare che altri, non lei, hanno la responsabilità della truffa ai danni delle casse pubbliche. L’ex funzionaria della Provincia è decisa dunque a dare battaglia contro le accuse. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 38 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO INFANZIA Tribuna 15 marzo Mobilitazione dei genitori a Castelfranco per salvare le scuole d'infanzia paritarie CASTELFRANCO Asili paritari a rischio chiusura per colpa dei tagli governativi e regionali: e, visti i bilanci più esigui, neppure i Comuni possono mettere in campo maggiori risorse. Occorre quindi trovare nuove soluzioni e i genitori scendono in campo, affinchè questo patrimonio educativo non vada perduto e sia garantito questo servizio ai bambini di oggi e di domani. È questa l’indicazione che arriva dal Movimento Salva Scuole Paritarie del Veneto nella sua prima uscita pubblica, tenutasi ieri sera al Centro Don Bordignon: «L’obiettivo» spiega uno dei portavoce, Rommy Lustro «è sensibilizzare i cittadini su questo problema. Di fronte ai tagli di Governo e Regione, dovrebbe toccare al Comune farsi carico di quanto manca: ma ben sappiamo che anche questo ente ha le sue difficoltà». Gli asili paritari afferenti alle parrocchie sono otto nel comune di Castelfranco e accolgono 700 bambini: in caso di chiusura sussisterebbe il problema di trovare spazio nelle strutture statali che però attualmente potrebbero mettere a disposizione solo 150 posti. «Dobbiamo considerare che per evitare la chiusura senza l’arrivo di nuovi fondi l’unica alternativa è l’aumento delle rette a carico dei genitori» aggiunge Monia Rizzo «ma in questi tempi di crisi sarebbe una falsa soluzione: molti genitori non sarebbero in grado di sostenere gli aumenti e quindi potrebbero decidere di ritirare i propri figli». E meno iscritti vorrebbe dire ancora meno entrate per gli asili. «Ci preme sottolineare» conclude Lustro «che gli asili parrocchiali svolgono un ruolo pubblico anche se gestiti da privati: e spesso sono l’unica possibilità per i bambini per frequentare la scuola d’infanzia». Una presenza storica che però rischia di essere cancellata già dal prossimo anno se qualcosa non cambierà Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 39 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO SOCIALE Vita del Popolo 14 marzo Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 40 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO SOCIALE Vita del Popolo 15 marzo Già 18 cooperative scolastiche in provincia di Treviso Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 41 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani TREVISO SANITA' Tribuna 9 marzo 1400 domande per 3 posti da infermieri nella Ulss 7 PIEVE DI SOLIGO Tre posti da infermiere a tempo indeterminato: si candidano in 1.400. Boom di curricula inviati al bando di concorso pubblicato dall’Usl 7, che sta pensando di inserire le figure professionali richieste negli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto. Non ci sarà certo posto per tutti non solo in ospedale, ma nemmeno nell’aula d’esame, tanto che l’azienda sanitaria ha deciso di ricorrere a una preselezione, per scremare a 3-400 il numero dei partecipanti alla prova scritta. Per il concorso vero e proprio, problemi anche nel reperire gli spazi: si sta pensando addirittura di portare i candidati nella Zoppas Arena di Conegliano, pronta a trasformarsi in maxi aula per il concorsone. «Cifre impressionanti», spiega Aldo Lorenzon, segretario Cisl sanità, «fino a dieci anni fa i concorsi per infermieri coprivano giusto i posti disponibili. Dal 2006, con l’inizio della crisi, i giovani neolaureati stanno optando per professioni sicure. E cosa c’è di meglio di un posto pubblico a tempo indeterminato?». Al concorso dell’Usl 7 stanno partecipando da tutta Italia. Soprattutto giovani neolaureati. Molti sono “professionisti del concorso”, perché anche entrare in graduatoria serve, e incrementa il punteggio per future selezioni. Finire nelle prime tre posizioni – che sarebbero due, perché una è sempre riservata ai militari – «è come vincere al lotto», secondo Lorenzon. Servono fortuna e un curriculum eccellente. La laurea, anche triennale, in professioni sanitarie infermieristiche è indispensabile. In alternativa, vale il diploma universitario pre-riforma di infermiere. Necessaria l’iscrizione all’albo professionale. Il concorso giudicherà il risultato della prova d’esame ma anche i titoli, ovvero i punteggi accumulati grazie al curriculum, alla carriera universitaria, a eventuali pubblicazioni. L’esame comprenderà una prova scritta, una orale, e una pratica. Visto il numero di partecipanti, l’Usl 7 ha pensato di scremarli con una prova preselettiva, composta da quiz a risposta multipla sugli argomenti previsti per le prove scritta e pratica. Data, ora e luogo della preselezione saranno resi noti il 16 aprile, con un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Solo in seguito chi avrà superato la prova sarà informato sulle modalità e i tempi di svolgimento del concorso vero e proprio. Le richieste di partecipazione arrivate nella sede di Pieve di Soligo erano 1.400 il 28 febbraio, termine ultimo per l’invio dei curricula. Ma il numero è destinato a crescere ancora: in questi giorni stanno arrivando altre domande spedite per posta. Per chi resterà escluso, c’è comunque una piccola speranza: «La graduatoria rimane efficace per 36 mesi», spiega l’Usl nel bando, «per eventuali coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito, e che successivamente ed entro tale data dovessero rendersi disponibili». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 42 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA ANZIANI Gazzettino 11 marzo Domotica e badante di condominio per nuove risposte di assistenza Ci sarà la badante di condominio ad Altobello. Con tanto di appartamento per lei. Anzi due appartamenti perché non è detto che una badante sia sufficiente per 24 anziani. E siccome si tratta di un esperimento per ora unico nel suo genere, il Comune di Venezia ha intenzione di procedere a piccoli passi per vedere come va. Ma il progetto che verrà attuato nei condomini ristrutturati di Campo dei sassi, a Mestre, quartiere Altobello, è estremamente interessante ed è stato studiato nei dettagli. Prevede che gli anziani siano seguiti al meglio, con occhi elettronici e occhi umani, quelli della badante. Vuol dire che per quanto riguarda la parte sanitaria, ad esempio, gli anziani potranno attivare una micro-telecamera e parlare direttamente con infermieri e medici, mentre per quanto riguarda i piccoli bisogni quotidiani, potranno rivolgersi alla badante, che alloggerà nello stesso condominio. Tra microtelecamere, rilevatori di posizione, videocitofoni, telesoccorso e sistemi di misurazione automatica della pressione, insomma, i nonnetti saranno monitorati giorno e notte. «È un modello che vogliamo sperimentare a partire da settembre, quando i lavori di ristrutturazione di Campo dei sassi saranno conclusi - spiega il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sandro Simionato - In realtà Altobello farà da apripista perché potremmo aver bisogno in tempi molto rapidi di applicare questo modello in altre parti della città. Teniamo presente che non è solo l’invecchiamento, ma anche la crisi economica che ci spinge a fare esperimenti di questo tipo. Il costo di una badante è ormai un peso insopportabile per molte famiglie, se invece questo costo viene diviso tra 5-10 famiglie, ecco che diventa sopportabile. In più ad Altobello noi andiamo a sperimentare proprio un modulo di intervento che ha al centro la qualità della vita degli anziani. Vogliamo cioè metterli nelle condizioni di vivere al meglio e il più a lungo possibile. E’ il metodo di don Armando Trevisiol (il prete che più si è dato da fare da anni a Mestre per l’assistenza agli anziani soli) rielaborato e ristudiato per adattarlo a vari contesti. Vuol dire che non andiamo a concentrare gli anziani in un solo posto, ma li lasciamo vivere nel loro quartiere e creiamo un condominio solidale. Speriamo che ci diano una mano anche le fondazioni, sto pensando ad esempio alla Fondazione del compianto Pighin che già ha aiutato una donna di Altobello che aveva bisogno di una badante. Credo che un progetto del genere possa interessare a chi vuol fare qualcosa di concreto per gli anziani di questa città». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 43 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA ANZIANI Gente Veneta 16 marzo Fermo il progetto di casa di riposo privata a Mira «A distanza di un anno dalla posa della prima pietra, ci sentiamo presi in giro dalle istituzioni preposte, perché in via Boldani, a Mira, della casa di riposo non si intravede niente». Lo scrive, in una lettera a GV, Ugo Semenzato, dell'associazione Suor Armanda di Oriago. In effetti, conferma il sindaco Alvise Maniero, tutto è fermo. Il fatto è - ricorda il sindaco che la struttura dovrebbe essere costruita da un imprenditore privato, che vi investirebbe una dozzina di milioni, contando di recuperarli gestendo la struttura. Continua Maniero: «Solo che il progetto è stato concepito in un momento in cui la Regione già diceva che le impegnative, cioè i contributi dati, tramite l'Ulss, per sostenere le rette, non erano tali da coprire i costi dei 120 posti previsti per la residenza. Anzi, ne rappresentavano una minima parte. Insomma, non capisco se sia stato venduto ai miresi qualcosa di irrealizzabile, perché i tempi non lo consentono, o se c'erano altre prospettive, che non vedo». Costruire una casa di riposo resta per Mira la risposta a un'esigenza vera, conferma il sindaco. «E aggiungo anche che siamo in credito presso la Regione, che dà alla Ulss 13 meno soldi che alle altre. Forse per questa via, riequilibrando i finanziamenti, potremmo ottenere qualcosa. Ma per ora tutto è fermo...». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 44 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA ANZIANI Nuova 12 marzo Rassicurazioni sulla nuova casa di riposo di Mira: lavori al via giugno «Che fine ha fatto la casa di riposo di Mira?». Se lo chiedono Elsa Marchiori e Ugo Semenzato, rappresentanti dell’associazione Suor Armanda che almeno un anno fa avevano partecipato al sondaggio indetto dal Comune per dare un nome alla prima casa di riposo del più popoloso comune rivierasco. Al momento c’è stata solo la posa della prima pietra, in periodo pre-elettorale, da parte dell’ex sindaco Michele Carpinetti. Un’ala della nuova struttura che dovrebbe sorgere in via Boldani a Mira porte era stata intitolata ad Adele Zara, l’altra appunto a suor Armanda. Paolo Dalla Bella, presidente della cooperativa che costruirà e gestirà l’opera, rassicura tutti. «Abbiamo perso oltre un anno di tempo a causa dei passaggi burocratici avvenuti in Regione e negli uffici tecnici» dice Dalla Bella «questo perchè la capienza è stata aumentata dalla conferenza dei sindaci dell’Asl 13 e dalla Regione a maggio dello scorso anno da 90 posti per non autosufficienti a 120, e con una struttura dedicata a disabili gravi da 20 posti letto. Giovedì prossimo il Comune di Mira dovrebbe darci finalmente i permessi a costruire che attendiamo. Per giugno i lavori dovrebbero finalmente partire. Saranno conclusi nel giro di due anni e mezzo, ma intanto se ne è perso uno e mezzo». Il nuovo complesso si compone di due strutture complementari. Una per anziani non autosufficienti da 120 posti letto (Adele Zara) e un’altra per disabili gravi (suor Armanda) con 20 posti letto. Le due strutture saranno collegate da un parco di 1500 metri quadrati, e a servire l’area ci saranno parcheggi con circa 200 posti auto. La costruzione della nuova casa di riposo costerà complessivamente 13 milioni di euro. All’interno saranno impiegati 130 lavoratori, fra medici, paramedici e personale delle mense e di assistenza. Ci sarà una sala polivalente con postazioni Internet, non mancheranno palestre di fisioterapia e aree per la visione di film ascolto musica e biblioteca. La nuova struttura avrà anche un centro cottura del tutto autonomo. Dal ritardo alla polemica politica. «L’ampliamento era perfettamente prevedibile e auspicato anche dall’imprenditore» sottolinea ora dice il segretario provinciale dell’Udc Luca Scalabrin «è chiaro che l’inaugurazione di Carpinetti alla vigilia delle elezioni fu solo una passeggiata elettorale. Venni tacciato di strumentalizzazioni. Il tempo mi ha dato ragione». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 45 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA ANZIANI Gazzettino 15 marzo L'Ire organizza counseling pedagogico per famiglie di malati di Alzheimer Assistere un malato di Alzheimer, si sa, è molto faticoso. Per aiutare familiari e badanti a far fronte alla situazione l’Ire ha ora organizzato un nuovo servizio di "counselling pedagogico". Gruppi di una trentina di persone che si ritrovano mensilmente nel centro servizi della Gazzera, sotto la guida di due educatori. «Una formula che sta funzionando molto bene - spiega la presidente dell’Ire, Giovanna Cecconi - E visto il successo, abbiamo deciso di ripetere l’iniziativa anche a Venezia». Chi volesse partecipare può già telefonare allo 041/5459742. Domani intanto, torna la Giornata di studio sulla malattia, promossa ormai da nove anni da Ire e Istituto Mario Negri. L’appuntamento è, dalle 9 alle 18, nell’aula Magna dell’Ateneo veneto. Tra i temi trattati quest’anno, la "contenzione fisica del paziente affetto da demenza" e l’"apatia e le demenze". Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 46 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA DISABILI Gazzettino 10 marzo Nuovo direttore per la Fondazione Piccolo Rifugio SAN DONÀ DI PIAVE - Cambio della guardia alla direzione amministrativa della Fondazione Piccolo Rifugio. Dopo 25 anni di servizio lascia l'incarico Francesco Facci, che comunque rimane vicino ai "Rifugi" come volontario ed associato all'Istituto Secolare Volontarie della Carità, e al suo posto arriva Antonio Bincoletto. Facci venne assunto nel 1987, dopo aver prestato servizio come obiettore di coscienza tra il 1984 ed il 1985. «A Francesco Facci ha scritto il presidente della Fondazione Piccolo Rifugio, Carlo Barosco - vanno i migliori auguri per la sua nuova esperienza professionale, unitamente al doveroso sentimento di riconoscenza per l'opera svolta in tanti anni di collaborazione». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 47 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VENEZIA SANITA' Gazzettino 13 marzo Niente cassa integrazione al Policlinico San Marco. I 54 licenziati saranno riassunti dalla Regione? È andato a vuoto anche l’incontro in Regione. Dunque, per il Policlinico San Marco ci sono solo le lettere di licenziamento. La Regione - l’assessorato di Elena Donazzan - ha chiesto ai vertici del Policlinico di congelare le lettere per altri 10 giorni. Il Policlinico si è riservato di decidere. Ma, anche se partiranno a fine mese, 54 persone saranno presto senza lavoro e la speranza è tutta nella promessa, fatta a suo tempo dall’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, di assorbimento del personale in esubero presso altre Ulss del Veneto. All’incontro di ieri, presso la Sezione Lavoro della Regione Veneto, era presente, con i vertici del Policlinico e le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil anche l’assessore provinciale Paolino D’Anna. I sindacati speravano che ci fosse una apertura sulla possibilità della cassa integrazione in deroga - che non è prevista per il comparto sanitario privato - ma la Regione ha fatto capire che a disposizione ci sono pochissimi soldi e quindi è praticamente impossibile mettere in atto i contratti di solidarietà. Dunque si va avanti sulla strada dei licenziamenti. «La delegazione Cgil della Funzione Pubblica di Venezia e del Veneto, della Camera del Lavoro Cgil di Venezia, scrive in un comunicato che considera l’incontro ancora interlocutorio, apprezza l’impegno assunto dalle istituzioni presenti ed è convinta della necessità di raggiungere un accordo con l’azienda che permetta di sospendere i licenziamenti e di garantire a livello regionale che la programmazione sociosanitaria non produca licenziamenti e tagli su servizi indispensabili per i cittadini. La sospensione dei licenziamenti e necessaria per poter gestire con le istituzioni di riferimento le ricollocazioni professionali ed evitare il dramma della perdita del posto di lavoro», conclude la Cgil. La Cisl, l’unico sindacato che ha firmato l’accordo di riduzione dei licenziamenti da 74 a 54, chiama a raccolta Cgil e Uil per andare in Regione a chiedere il rispetto degli impegni di ricollocazione nelle Ulss del personale del Policlinico in esubero. E intanto si spera che i 15 posti letto dell’hospice, appena autorizzati dall’Ulss 12, apra la strada a qualche riassorbimento. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 48 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA ANZIANI Arena 12 marzo Commissione d'indagine regionale in arrivo alla Alberini di Isola della Scala ISOLA DELLA SCALA ol sindaco Giovanni Miozzi risponde ai consiglieri comunali del gruppo di opposizione «Isola nostra bene comune» che hanno mandato alla Procura e alla Corte di conti un esposto sulla Casa di riposo «Benedetto Albertini», da mesi nella bufera per gravi irregolarità amministrative. «I consiglieri di “Isola nostra bene comune"», dice Miozzi, «hanno dimostrato ancora una volta di essere o in ingiustificato ritardo o in malafede. Presentano infatti solo oggi una denuncia che noi abbiamo già fatto a gennaio agli organi competenti. Con circa due mesi di ritardo avanzano dunque iniziative e rilasciano dichiarazioni che sanno di sciacallaggio politico su una questione che riguarda oltretutto gli anziani». Nell´esposto, i consiglieri chiedono la revoca degli amministratori della Albertini e la nomina di un commissario regionale per la gestione della crisi. «Anche sul commissario», continua il sindaco, «sono alquanto impreparati: non sono né la minoranza né la maggioranza a doverlo richiedere, ma è la Regione che decide su questa procedura. E anche in questo caso sono in ritardo: la scorsa settimana, io e il presidente della Casa di riposo abbiamo avuto un incontro in Regione, dove abbiamo portato le relazioni con i dati emersi dalle verifiche sulla quantificazione del danno e sul programma di rientro; e a Venezia abbiamo condiviso la necessità di una ulteriore verifica sulla Casa di riposo da parte di una loro commissione». «Questo», conclude il sindaco Miozzi, «perché si vuole collaborare in primo luogo per garantire la massima trasparenza e una chiarezza ancora maggiore sull´accaduto, attraverso un ulteriore controllo che si aggiunga al lavoro fatto dai nostri consulenti (lavoro che la stessa Regione ha già detto di aver apprezzato, a differenza dei consiglieri di Isola nostra bene comune); e poi per cercare la soluzione migliore per raggiungere quello che è l´obiettivo principale, cioè il salvataggio della Casa di riposo. Attualmente ci sono tutti i presupposti perché ciò avvenga» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 49 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA DISABILI Arena 11 marzo Gli studenti spingono le carrozzine, passeggiata formativa promossa da coop Monteverde a quarta passeggiata in compagnia «Camminiamo insieme oltre la disabilità», disputatasi sabato mattina con la partecipazione delle scuole ha visto la presenza di 550 aderenti. C´erano gli alunni di Illasi, Tregnago, Badia Calavena, Colognola ai Colli e Lavagno, chiamati a camminare insieme, spingendo la carrozzina dei ragazzi disabili della cooperativa Monteverde e degli anziani delle case di riposo di Illasi e Colognola. L ´obiettivo di far incontrare mondo della scuola con la disabilità è stato centrato grazie al coinvolgimento di ragazzi e insegnanti lungo tutto il tragitto nel quale hanno spinto le carrozzine e poi nel balletto in piazza dove hanno coinvolto con la musica e il canto le persone più anziane e quelle meno fortunate. Al ristoro sul Monte Tabor, nella tenuta di don Verzè, il gruppo musicale «L´ora del the» ha suonato e cantato per la cooperativa Monteverde: Samuele Bernardi e Nicola Meneghetti alla chitarra, Diego Zocca e Francesca Marchi voci, Cristian Truzzoli e Loris Ercole alle tastiere, Michael Anselmi al basso; tutti studenti e lavoratori, insieme da un anno e mezzo votati a far musica per solidarietà. Per tutto il mese la cooperativa Monteverde stimolerà gli studenti delle medie a scrivere poesie su tematiche sociali. Le migliori verranno poi pubblicate sul sito www.monteverdeonlus.it e premiate con un simpatico gadget. Durante la manifestazione la cooperativa ha lanciato anche l´adesione alla lotteria e l´iniziativa del 5 per 1000 (C.F. 01880230238) per chi voglia compiere un gesto concreto per le persone più bisognose. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 50 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA DISABILI Arena 13 marzo A Verona il primo centro sportivo federale per atleti disabili «L´eccellenza che Verona esprime nello sport ormai è ben nota, dal calcio con il Chievo e l ´Hellas, ma anche nel basket, volley e nelle cosiddette discipline minori dove la nostra città spesso si mette in gran luce. Ma da fine maggio, Verona potrà vantarsi anche di essere il primo centro sportivo federale per atleti disabili». L´annuncio, fatto ieri in conferenza stampa durante la presentazione di Sport Expo 2013, è dell´assessore allo Sport Marco Giorlo. «L´istituto San Zeno dei Salesiani sta completando i lavori per questo nuovo palazzettoin via San Marco da 2mila posti, con spogliatoi di nuova generazione attrezzati per chi ha difficoltà motorie, e a fine maggio la struttura sarà inaugurata». Il Comune, spiega Giorlo, compartecipa alla costruzione con circa 300mila euro e sarà firmato un protocollo d´intesa con il Coni per l´elezione della nuova struttura a Centro federale per sportivi disabili che si potranno allenare, con tutti dispositivi e le facilitazioni adatte, nelle diverse discipline paralimpiche. «A Verona ci sono circa 600 atleti in carrozzina che tra poco potranno avere uno spazio adeguatamente attrezzato per svolgere stage e allenamenti di livello nazionale», conclude Giorlo. Lunedì 18, annuncia ancora l´assessore, nell´ambito di Sport Expo, interverrà per una conferenza Luca Pancalli, l´atleta che dopo aver vinto tre campionati italiani giovanili di pentathlon moderno, nel 1981 è diventato tetraplegico in seguito ad una caduta da cavallo alla sua prima convocazione in nazionale durante un concorso internazionale in Austria. Pancalli è attualmente vicepresidente del Comitato Olimpico nazionale italiano (Coni) presidente del Comitato italiano Paralimpico (Cip) nonché Segretario generale del comitato paralimpico Europeo (Epc). È stato uno dei promotori delle Paralimpiadi in Italia e della Cerimonia di apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006, lunedì sarà a Verona per insegnare ai giovani il valore dello sport Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 51 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA INFANZIA Arena 14 marzo 312 mila euro in due anni dal Comune di Sant'Ambrogio in Valpolicella alle sue 4 materne paritarie È stata approvata dal Consiglio comunale di Sant'Ambrogio di Valpolicella la convenzione tra il Comune e le scuole materne paritarie del territorio per il biennio scolastico 2013/2014. A favore hanno votato la maggioranza e dai banchi dell'opposizione Elly Zampieri e Luca Frildini del Partito Democratico, Remo Sandri e Vittorio De Battisti Besi della Lega Nord, mentre il consigliere Pier Luigi Toffalori si è astenuto dal voto. Per il prossimo biennio è stato confermato il contributo annuale complessivo di 312mila 500 euro per le 4 scuole materne paritarie presenti sul territorio comunale, gestite ciascuna da un comitato di genitori. A cui va aggiunta l'eventuale spesa necessaria, da sommare al contributo annuale, per gli alunni diversamente abili, quantificata preventivamente in 12mila euro. La «Don Ulisse Bertoldi» di Sant'Ambrogio e la «Sacro Cuore» di Domegliara riceveranno un contributo annuale rispettivamente di 102mila 500 euro in virtù delle cinque sezioni; stessa cifra per la scuola materna «Sacro Cuore» di Domegliara, mentre per la scuola materna «Angeli custodi» di Gargagnago il contributo è stato stabilito in 64mila 500 euro per le sue tre sezioni e per la «San Gaetano» di Ponton in 43mila euro a favore delle sue due sezioni. L'assessore all'Istruzione Franco Cristini ha sottolineato la bontà della convenzione e il ruolo fondamentale le scuole materne paritarie nel campo dell'istruzione. Cristini ha aggiunto che, «rispetto alla precedente convenzione, non sono state apportate modifiche sostanziali». Il sindaco Nereo Destri ha precisato che «lo schema di convenzione è stato recentemente sottoposto all'esame dei presidenti dei comitati di gestione delle quattro scuole materne paritarie, i quali hanno all'unanimità dichiarato di essere d'accordo con il contenuto della convenzione». Il consigliere Pier Luigi Toffalori s'è detto d'accordo con tutte le iniziative di sostegno alle scuole paritarie. «La convenzione rispecchia in pieno i contenuti di quella impostata dalle amministrazioni comunali» ha spiegato Toffalori. «Recentemente ho presentato al sindaco interpellanze ed interrogazioni, al fine di introdurre criteri di maggiore equità nei confronti delle famiglie. Nel ribadire che la convenzione in esame risulta una delle migliori della Provincia di Verona, mi astengo in quanto l'amministrazione comunale non ha accolto la mia richiesta di apportare dei miglioramenti alla convenzione» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 52 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA MINORI Arena 15 marzo Fondazione Ancora finanzia con il 5 per mille il lavoro di due giovani educatori con studenti in difficoltà Neolaureandi in Scienze dell´Educazione e poco più che ventenni, Giacomo e Giada, stanno mettendo alla prova le proprie competenze professionali al fianco di alcuni giovani studenti, di elementari e medie che, più degli altri, hanno bisogno di attenzione, di una guida, di un sostegno. Non si tratta però del normale tirocinio aziendale pre laurea, ma di un vero e proprio lavoro; regolarmente contrattualizzato per un anno intero. E che ha il valore aggiunto di essere svolto dai giovani, per i giovani. Si tratta di «Progetto Primo Lavoro«, un´esperienza pensata e realizzata dalla Fondazione L´Ancora voluta da don Renzo Zocca che ha impiegato i ventimila euro raccolti attraverso i contributi del cinque per mille per i due contratti di lavoro, dando a Giacomo e Giada fiducia e al tempo stesso l´opportunità di mettersi alla prova nel non facile mondo del lavoro. Attraverso questi due contratti a progetto, per un anno, i due educatori metteranno a disposizione la loro professionalità affiancando gli insegnanti dell ´istituto comprensivo Verona 2 Saval-Parona e offrendo nel contempo un sostegno educativo e didattico agli studenti in difficoltà o che hanno bisogno di un aiuto. «Si tratta di alunni, individuati dai vari consigli di classe, che hanno bisogno di essere seguiti con maggior attenzione, cura e presenza, durante le ore scolastiche ed extrascolastiche al fine di prevenire l´insuccesso scolastico», spiega Rosa Anna Tirante, dirigente dell´isituto comprensivo 2. Il progetto è stato presentato ieri n sala dall´assessore alle Politiche giovanili Alberto Benetti. «Ringrazio la Fondazione per aver ideato e concretizzato questa importante iniziativa al fine di favorire l´inserimento lavorativo dei giovani nelle scuole. Speriamo che ora questa bella idea possa con il tempo trovare i fondi per essere estesa», commenta Benetti. Un auspicio, questo, ribadito dallo stesso don Zocca. «Puntare sui giovani, di questi tempi, è essenziale», spiega don Renzo. «Il progetto parte questo mesi per concludersi a giugno dell´anno prossimo. Ma qualora ci fossero ulteriori disponibilità economiche siamo pronti ad estenderlo ad altre scuole e ad implementarlo anche in lavori al fianco di anziani e persone disagiate», aggiunge don Zocca. L´attenzione al progetto nel mondo della scuola, comunque, è già alto. «Ulteriori richieste di collaborazioni sono già arrivate ai nostri uffici», spiega Roberto Grison, dell´Ufficio scolastico provinciale Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 53 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VERONA SANITA' Arena 13 marzo Parole a favore ma fatti contro, l'ospedale di Zevio sembra vicino alla chiusura Bocciato l'emendamento alla Finanziaria regionale 2013 presentato dal vicepresidente del Consiglio regionale Franco Bonfante e da Roberto Fasoli, suo collega del Pd, che prevedeva 1,5 milioni di euro per rendere antisismico il Chiarenzi. La cifra sarebbe bastata ad adeguare la struttura alle normative e ad eseguire alcuni interventi manutentivi minori. Se tre indizi fanno una prova, l'ospedale fondato più di 100 anni fa dall'allora parroco di Zevio ha già il piede nella fossa. La bocciatura dell'emendamento segue il no dell'assessore alla sanità Luca Coletto al permanere nel Chiarenzi degli 80 posti letto di riabilitazione, gli ultimi rimasti, esplicitato in uno scambio di battute con Bonfante e registrato dal cronista (ne abbiamo scritto sull'edizione di domenica). Il colpo di grazia è recentissimo, e cioè la decisione dell'Ulss 20 di riabilitare al proprio interno i pazienti dimessi dall'ospedale di San Bonifacio, che da solo forniva circa un quarto dei pazienti in entrata a Zevio (ne riferiamo nell'articolo in basso). Salvo colpi di scena, che appaiono improbabili, legati alla prossima presentazione delle schede ospedaliere, il funerale del Chiarenzi potrebbe essere celebrato nel 2015, con l'entrata in vigore del Piano sanitario. Tornando all'emendamento, hanno votato a favore Pd, Sinistra veneta, Udc, Idv, l'ex assessore alla sanità Sandro Sandri (Gruppo misto), i consiglieri veronesi leghisti Vittorino Cenci e Andrea Bassi. Contro, Pdl e il grosso della Lega. Astenuta l'Unione Nordest. Durante la discussione, Bonfante ha ribadito che i posti letto riabilitativi di Zevio producono 1,4 milioni di euro di utile l'anno, cifra sufficiente ad ammodernare la struttura. Ha aggiunto che, grazie alla vicinanza, il Chiarenzi è capace d'attrarre pazienti dalla città, circostanza importante per la necessità dell'Ulss di Legnago di reperire entrate. Quindi ha lodato la professionalità del personale, «affinata dalle vicende che a più riprese hanno messo in discussione la continuità del reparto». Parole pro Zevio anche da Stefano Valdegamberi. Il consigliere dell'Udc ha sostenuto che Venezia spende 6 milioni di euro l'anno per riabilitare i veronesi ad Arco di Trento. «Va invece potenziata la nostra riabilitazione. Così si recuperano risorse, il servizio si avvicina e si crea lavoro». Sandri ha ricordato d'aver difeso, quand'era assessore alla sanità, il ruolo della riabilitazione di Zevio, «vitale per la provincia, perché indispensabile al raggiungimento dei minimi assistenziali stabiliti». «Nessuno della maggioranza ha fiatato sull'emendamento», dice Bonfante dopo il voto. «Ciò significa che il disegno di chiudere Zevio c'è. Altrimenti Coletto avrebbe potuto osservare che al momento non ci sono soldi e che la sorte del Chiarenzi non è scontata». Per il sindaco Diego Ruzza la bocciatura della proposta è pari a una sberla. «L'emendamento è stato respinto con i voti del mio partito», mugugna prima di dire che la partita non è ancora chiusa grazie ai numeri del Chiarenzi. «Numeri che né Coletto né il presidente della quinta commissione sanità hanno voluto ascoltare, ma che la dicono lunga sull'ottimo servizio reso dal nostro ospedale. E pensare che con una cifra irrisoria per il bilancio si sarebbero potuti mantenere pubblici posti letto importanti e Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 54 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani remunerativi». Ruzza accusa il nuovo Piano sanitario di fare tabula rasa della sanità del Medio e Basso Veronese. Poi annuncia l'intenzione di chiedere il passaggio del suo Comune nell'Ulss 20, «per usufruire così dell'ospedale di San Bonifacio, molto più a portata di mano rispetto a quello di Legnago». Bonfante è convinto che chiudendo gli ospedali periferici, privi di grandi difensori, la Regione voglia evidenziare alle altre province venete che anche Verona taglia posti letto. «C'è poi la convinzione, spropositata, d'accentrare al massimo i servizi per risparmiare su riscaldamento e manutenzioni. Ma con gli sprechi che continuano ad esserci, i problemi non sono il riscaldamento. Prendere infine a pretesto la non antisismicità di Zevio è risibile, perché se al potente di turno fa comodo fare una grande opera spendendo centinaia di milioni, l'antisismicità diventa un optional. Viceversa è essenziale quando si tratta di un modesto problema strutturale come per il Chiarenzi». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 55 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA ANZIANI Gazzettino 11 marzo Rolando: l'Ipab ha i conti in ordine «Criticità? Cattiva gestione? Discrepanze con la legge? Macché. Quelle della Regione sono solo diffamazioni». Ipab di Vicenza contro Regione. I due enti sembrano sempre più ai ferri corti a causa delle presunte irregolarità rilevate da Venezia nei confronti dell'istituto di contra’ San Pietro, braccio operativo del Comune nell'assistenza degli anziani. Irregolarità che, se confermate, potrebbero portare l'Ipab al commissariamento. Nei giorni scorsi in consiglio comunale il presidente Giovanni Rolando, nel corso di un'audizione, ha difeso il suo operato e quello del consiglio di amministrazione (cda). «Le accuse della Regione vanno respinte», ha tuonato. «Nonostante la recessione, i conti dell'Ipab sono in ordine e senza il ricorso ad artifici contabili». Chiaro il riferimento al bilancio di previsione 2013, approvato di recente, che chiuderà con un pareggio di 25 milioni e conterrà novità come la riduzione degli stipendi del cda. Da Rolando è arrivata poi una stoccata a Palazzo Balbi sulla quota sanitaria: «I contributi regionali sono fermi al 2010 e privi di adeguamento Istat». Dalla parte del numero uno dell'istituto - titolare di un patrimonio immobiliare di 72 milioni di euro e responsabile di otto case di riposo per un totale di 800 anziani e 500 dipendenti - l'assemblea di sala Bernarda, la quale ha approvato tre ordini del giorno per sollecitare il sindaco Achille Variati ad attivarsi in particolare per sbloccare l'accordo di programma per il riordino dell'assistenza sociosanitaria in città. Un'operazione da milioni di euro che potrebbe andare in fumo a causa degli attacchi regionali. Sotto accusa, lo stallo del progetto per la realizzazione di tre nuove strutture da un centinaio di posti ciascuna a Maddalene, Ca’ Balbi e Laghetto - quest'ultima sarebbe già finanziata con 10 milioni di euro, di cui 5 milioni stanziati dall'Ipab e il resto dalla Regione - e di quello per l'ospedale di comunità 15 posti letto - previsto nella residenza di Monte Crocetta Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 56 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA ANZIANI Giornale di Vicenza 14 marzo Reparto per giovani traumatizzati alla casa di riposo di Altavilla, costano 130 euro al giorno Una “cittadella del trauma cranico" unica in Italia e tra le pochissime in Europa. È stato aperto da poco alla casa di riposo Papa Luciani di Altavilla, il “Reparto dei Tigli", per seguire il traumatizzato cranico o midollare dalla cura all´eventuale reinserimento scolastico o lavorativo. Il nuovo reparto è anche la storia di uno «spreco mancato», come spiega Elio Rigotto, assessore al sociale: «La struttura era stata costruita con un finanziamento regionale di 500 mila euro e inaugurata dalla passata Amministrazione. Nel frattempo, però, la situazione era cambiata e per legge non potevano essere assegnati alla Papa Luciani altri 20 anziani. Ci siamo quindi trovati con una struttura nuova, pronta e arredata, che però non si poteva utilizzare». Con un confronto tra presidenza della casa di riposo, ospedale e associazione Brain «è scaturita l´idea di ospitare giovani traumatizzati, che in assenza di una struttura dedicata andavano in casa di riposo. Un malato di questo tipo in ospedale costa 500 euro al giorno, mentre in casa di accoglienza 130. Abbiamo già nove ospiti. Contiamo di andare a regime in 5 o 6 mesi». Ai “Tigli" vengono ospitati sia malati più lievi per «terapie mirate e riabilitazione, sia casi più gravi, per periodi più brevi, con sollievo per le famiglie che li accudiscono a casa». Per le urgenze arriva un medico dal San Bortolo, mentre tutto il personale è preparato dall´associazione Brain. «Molti i servizi già presenti - conferma Rigotto - Andiamo da ricovero e riabilitazione all ´interno del reparto gestito dalla cooperativa Promozione lavoro, al centro diurno per chi migliora, seguito dalla cooperativa Easy, fino al reinserimento lavorativo o scolastico curato dall´associazione Brain. Sui 50-60 casi nuovi ogni anno, circa un terzo recupera, se seguito bene recupera. Alcuni traumatizzati sono andati all´università o lavorano». Una struttura che è un vanto per il paese, dove l´associazione Brain sta anche costruendo la residenza La Rocca, per i malati cronici senza una rete famigliare Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 57 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA ANZIANI Giornale di Vicenza 16 marzo Tornano all'asilo gli anziani della casa di riposo di Noventa Gli anziani della casa di riposo “Cà Arnaldi” di Noventa, ospiti dei bambini dell´ultimo anno dell´asilo comunale “Do re mi”. L´inedito incontro ha inaugurato il progetto tra generazioni del Servizio educatori avviato da alcuni mesi con un´attività basata sul ricordo e sul racconto di alcune favole tra le più conosciute dai bambini. Le maestre e i bimbi del nido hanno accolto i “nonni” nella saletta dedicata alle fiabe pronti ad ascoltare la storia di Cappuccetto rosso raccontata da Lina, 93 anni, che ha saputo attirare l´attenzione dei piccoli mentre spiegava le parti salienti della favola. È seguito il momento della merenda e con filastrocche e canti che i piccoli hanno voluto regalare alle nonnine per rallegrarle e far conoscere a tutti quanto di bello si può imparare al nido Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 58 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA DISABILI Giornale di Vicenza 13 marzo Nascerà a Longare la prima comunità alloggio per autistici. Ma servono altri 130 mila euro... LONGARE Con lo slogan : “Il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente”, Autismo Triveneto ha deciso di rimboccarsi le maniche per pensare al futuro. Progettare per assicurare una speranza e, soprattutto, per lavorare e intervenire in maniera alternativa creando un´assistenza sempre più mirata, condivisa, pensata. Con la cooperativa sociale “Primavera 85” di Sovizzo e grazie all´aiuto di Ipab che ha ceduto in comodato d´uso una casa a Longare in via Priare Vecchie, immersa nel verde dei colli della Riviera Berica, sono iniziati i lavori per la costruzione di una casa famiglia che sarà in grado di avere a disposizione otto letti più due per l´emergenza, primo esempio nel Veneto. Il progetto è stato finanziato in parte dalla Fondazione Cariverona (200 mila euro), e ne servono altri 130 mila euro. E qui la fantasia della presidente, la vicentina Antonella Tofano si è scatenata. «Innanzitutto - spiega - tutti i soldi che saremo in grado di raccogliere con concerti, cene, altri appuntamenti conviviali, verranno utilizzati in vista del recupero dell´alloggio da adibire a comunità». Infatti sul sito dell´associazione, oltre a tutti i passi avanti che si stanno facendo nel recupero della struttura ci sono foto di volontari al lavoro con pennelli, trapani, scope, cavi dell´elettricità, molto rimane ancora da costruire e riadattare. Quello che l´associazione sta facendo crescere a Longare sarà il primo esempio di comunità per residenti presente nel Veneto. «Nel 2009 sempre con la cooperativa sociale Primavera 85 - aggiunge Tofano - abbiamo messo in piedi un centro diurno per persone autistiche a Valmarana di Altavilla. Dopo quell´esperienza abbiamo rimesso assieme le nostre forze fisiche, intellettuali, economiche finalizzando questo nuovo progetto che verrà inserito nei piani di zona dell´Ulss 6». «Abbiamo iniziato a lavorare a questa idea lo scorso 17 dicembre - conclude la presidente Tofano - dobbiamo fare il possibile per risparmiare e prima ancora per ricevere fondi. Magari anche piccole cifre da dieci euro per noi e per i nostri ragazzi sono fondamentali. Distribuiremo volantini nelle case, penseremo, come dicevo, a concerti o ad altri appuntamenti» Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 59 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA INFANZIA GdV 14 marzo 125 euro al mese sono troppi: le materne paritarie di Creazzo perdono iscritti Gli asili paritari costano troppo e a Creazzo scatta la corsa per aggiudicarsi un posto alle scuole materne statali. Nonostante i contributi annui pro capite che il Comune devolve agli istituti parrocchiali, la retta a carico delle famiglie rimane alta, 125 euro mensili contro i 95 euro mensili della scuola materna statale, generando un “fuggi fuggi” delle famiglie che agli asili parrocchiali prediligono quelli statali. Tre sono le scuole materne presenti nel comune, di cui due, la San Nicolò e la Sant ´Antonio, sono paritarie. Dall´anno scolastico 2009- 2010 le iscrizioni in questi asili hanno registrato un calo del 15%, mentre le adesioni di bambini alla statale San Marco sono incrementate di circa il 10%. «Le rette delle scuole parrocchiali hanno un costo troppo alto - spiega l´assessore all´istruzione Mirella Olivieri- e sempre più famiglie cercano di accaparrarsi un posto alla scuola statale. Chi non riesce ad avere un posto iscrive, temporaneamente, i bambini in uno dei due istituti paritari, poi, durante l´anno, se si liberano dei posti alla statale, le famiglie fanno subito domanda per spostare il figlio». Conclude Olivieri: «Negli anni il Comune ha aumentato i contributi erogati agli istituti paritari, da 550 euro nel 2009-2010 agli attuali 630 euro per ogni bambino iscritto, ma non è sufficiente per diminuire il costo delle rette e le famiglie scelgono la scuola meno costosa». Afferma don Francesco Frigo, responsabile dirigente delle materne San Nicolò e Sant ´Antonio: «È vero. le scuole parrocchiali costano molto di più delle statali e molte famiglie, pur condividendo i principi trasmessi dalla nostra scuola, devono fare i conti con il difficile momento economico. Di conseguenza, scelgono la scuola che costa meno. Purtroppo anche i nostri istituti hanno spese molto alte e, pur ricevendo dei contributi, fatichiamo a far quadrare il bilancio ancor più con le iscrizioni in calo. Abbassare il prezzo delle rette è per ora impossibile». Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 60 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA MINORI GdV 14 marzo Minori accolti in struttura, il Comune paga il 70% e il resto lo pagano gli altri Comuni del distretto Tutela minorile, le deleghe comunali di Isola si rinnovano senza scadenza. Durante lo scorso Consiglio comunale maggioranza e minoranza hanno approvato quasi all ´unanimità (si è astenuto Gio Battista Gasparella di "Isola unita") il rinnovo dell´accordo. Dal 2006 il Comune collabora con l´Ulss 6 per funzioni di tutela minorile e di sostegno alla famiglia in caso di situazione problematiche che richiedono la presa in carico di minori in condizioni di particolari disagi (affido o inserimento in strutture diurne). «Proponiamo di rinnovare le deleghe senza scadenza: in questo modo è più facile avere una maggior continuità da parte del personale», ha spiegato l´assessore al sociale, Valentina Verlato. «Una scelta positiva a fini sociali», è intervenuta l´opposizione "Insieme" per bocca di Francesco Gonzo. Per l´inserimento di minori in strutture residenziali un Comune impegna il 70% della spesa complessiva, il restante 30% è coperto dagli altri Comuni del distretto. Nel caso di Isola la cifra annuale è di circa 19 mila euro. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 61 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA SANITA' Giornale di Vicenza 12 marzo Continua il totodirettori per la Ulss 6, le nomine saranno il 31 marzo Ermanno Angonese non si sposta di un millimetro. Ha detto e ripetuto che i tre direttori li nominerà il 31 marzo, ultimo giorno di proroga della terna uscente, e sta mantenendo la parola. In pratica Vicenza resta fra le ultime Ulss a dover ancora riempire le caselle dei colonnelli per il triennio appena iniziato. I PAPABILI. I papabili restano, pertanto, quelli di cui si chiacchiera da settimane. Per la poltrona di direttore sanitario c´è da sciogliere, innanzitutto, l´enigma di Fabrizio Fontana, tuttora in forza all´Azienda "Santa Maria della Misericordia" di Udine, l´unico sul quale Angonese si sia veramente sbilanciato. Si è sussurrato che a frenarne l´arrivo sarebbe il trattamento economico, in quanto il compenso che percepisce in Friuli dovrebbe superare di un buon 30 per cento i 106 mila euro lordi che riceverebbe a Vicenza. Secondi altri, invece, lo stipendio non sarebbe il primo pensiero di Fontana, che ha pure lui il contratto in scadenza a fine marzo, anche perché spifferi che soffiano dal Friuli lo vorrebbero, comunque, fuori da Udine. LA CONCORRENZA. L´arrivo proprio domani dal Cro di Aviano di Mauro Delendi, il nuovo dg che ha battuto la forte concorrenza dell´ex dg di Rovigo Adriano Marcolongo, chiuderebbe le porte a uno come lui cresciuto alla scuola di Carlo Favaretti. A questo punto, Fontana tornerebbe volentieri a casa all´Ulss di Bassano, per riprendersi il suo posto di apicale della prevenzione e chiudere così la carriera. Angonese, pertanto, si troverebbe senza la prima scelta, per cui, a meno di non avere già nella manica alternative segrete, dovrebbe trovare rapidamente altre soluzioni. Fra i nomi di riserva c´è Ennio Cardone rientrato alla direzione medica dell´ospedale di Noventa dopo due mandati di ds a Bussolengo e a Monselice. Ma a farsi avanti con discrezione pare ci siano anche candidati interni, fra cui il direttore del distretto cittadino Giuseppe Iannaci e un paio di primari. Stessa musica per la poltrona di direttore amministrativo. Angonese aveva pescato fra le conoscenze un manager innominato, che - racconta lo stesso dg - ha declinato l´offerta perché con la paga Ulss ci rimetterebbe. Resta in pista Tiziano Zenere, dirigente regionale, ex a Thiene e a Bassano. In corsa pure Roberto Toniolo, tornato a Vicenza, dopo due esperienze di vertice a Rovigo e all´azienda di Padova, nel suo posto di capo del personale al posto di Laura Moretti, passata a dirigere, pare con un po´ di delusione, l´ufficio affari legali, prima affidato in toto a Laura Tedeschi, ora rientrata fra i ranghi. L´OUTSIDER. Ma fra gli outsiders dell´ultima ora è comparsa, a sorpresa, Sandra Zuzzi, responsabile del provveditorato all´Ulss 20, che Angonese conobbe quando era a Verona. Per il sociale, Paolo Fortuna resta forte del consenso di quasi tutti i sindaci della conferenza (solo 2 su 39 i contrari), ma la sfida resta aperta. In lizza Fabio Nicoletti insegnante ex Ipab, Stefano Tolio direttore della sanità penitenziaria, Mariuccia Lorenzi ex di Bassano, ora tornata a dirigere l´unità infanzia e famiglia al distretto di contrà Santi Apostoli. Incertezza pure sul futuro direttore medico. Senza Fontana, con cui ha sempre Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 62 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani lavorato, non arriverebbe da Udine nemmeno Giovanni Guarrera, il quale, nell´ipotesi del bassanese come ds, si siederebbe il posto di Livio Dalla Barba, a sua volta dirottato a tempo pieno al Poliambulatorio di contrà Mure Santa Lucia che oggi guida ad interim. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 63 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA SANITA' Giornale di Vicenza 13 marzo Ulss 4: nuovo comitato per pari opportunità e contro discriminazioni Aumenta la sicurezza dei lavoratori dell'Ulss 4 in materia di discriminazioni, grazie alla nascita di un nuovo organismo di tutela. Si tratta del “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni", al quale la legge riconosce il ruolo di prevenire, rilevare, e contrastare eventuali episodi di violenza sessuale, morale o psichica nei luoghi di lavoro. Il Comitato unico di garanzia (Cug), di fatto, sostituisce ed estende i compiti dei Comitati per le pari opportunità e dei Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, già attivi da tempo nelle amministrazioni pubbliche. Nello specifico il nuovo organismo deve contribuire a creare un ambiente di lavoro improntato all'assenza di ogni discriminazione, attraverso la promozione della cultura delle pari opportunità di genere e le pari opportunità per tutti, contrastando discriminazioni dovute al genere, all'età, alla disabilità, all' origine etnica, alla lingua, alla razza e all'orientamento sessuale dei singoli. Il Cug, che rimane in carica per quattro anni dalla data del suo insediamento, è composto da dipendenti dell'amministrazione, tra i quali viene nominato il presidente, e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali più presenti a livello di ente. Nell'Ulss 4, il Comitato è presieduto da Carla Marcolin ed è costituito da ventidue componenti. «Grazie all'istituzione del Comitato unico di garanzia – ha commentato Daniela Carraro, direttore generale dell'azienda sanitaria - i dipendenti potranno rivolgersi ad un interlocutore utile per ottenere un intervento che rafforzi la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e che garantisce l'assenza di qualunque forma di violenza morale o psicologica e di discriminazione». «Il Comitato unico di garanzia si occuperà anche di azioni positive per la parità uomo-donna, telelavoro, formazione e sostegno alla maternità e alla paternità», ha aggiunto la dg. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 64 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani VICENZA SANITA' Giornale di Vicenza 16 marzo Sbloccati 3 milioni per l'ospedale di Asiago nuovo, ma ne mancano ancora 6 da reperire ASIAGO Sbloccati i primi 2,8 milioni di euro per la costruzione del nuovo plesso ospedaliero di Asiago. È stato dato il via al primo tranche di fondi nazionali Cipe per l ´edilizia sanitaria del Veneto tra cui appunto i primi fondi necessari per la struttura altopianese. L´edificio, che sarà realizzato ex novo dopo che il primo progetto di adeguamento e rimodernamento è stato frenato da problemi di stabilità del sottosuolo, costerà quasi 20 milioni di euro. Il finanziamento è quasi tutti a carico dello Stato attraverso il fondo interministeriale per la programmazione economica. I lavori, iniziati nel novembre scorso e poi subito fermati per l´inverno, sono in procinto di essere riavviati. «È questione di qualche settimana perché si scongeli il sottosuolo - spiega il sindaco Andrea Gios -, poi credo che la velocità con cui s´inalzerà il nuovo ospedale stupirà molti anche perché le imprese che hanno vinto il bando hanno 1.082 giorni per consegnare alla cittadinanza dell´Altopiano e ai suoi turisti un ospedale nuovo e moderno». E mentre il primo finanziamento viene incassato e l´impresa costruttrice scalda i motori delle ruspe, le amministrazioni locali, Ulss 3 e Regione, proseguono nella ricerca degli ulteriori 5/6 milioni di euro necessari. Si tratta di soldi che sono venuti a mancare quando i 205 milioni di euro che il Cipe aveva assegnato al Veneto nel 2009 sono stati ridotti a 130 milioni a causa dei tagli nazionali imposti dalla crisi. Fondi che il direttore generale dell´Ulss 3, Antonio Compostella, ritiene necessari per finire completamente il polo ospedaliero compreso il blocco operatorio e la “mini rianimazione”. Quest´ultima Compostella, professionalmente formato come anestesista, la ritiene fondamentale per assicurare una copertura completa di sicurezza delle emergenze. «Oltre a costare meno di quanto si ipotizzasse grazie al ribasso d´asta di oltre il 20%, il nuovo ospedale di Asiago continuerà a costare meno grazie a nuove tecnologie e ad energie rinnovabili - sottolinea Gios -. Le caratteristiche più innovative sono l´impianto di geotermia, i pannelli solari e l´impianto fotovoltaico. Un risparmio sui consumi del 39,29% grazie all´involucro edilizio abbinato alle energie rinnovabili. Il risparmio di metano nei mesi invernali è previsto pari al 17% mentre l´impianto geotermico sarà capace di sopperire a più del 50% della potenza frigorifera necessaria». L´impianto fotovoltaico avrà una potenza totale pari a 43,491kWp mentre l´impianto termico per la produzione di acqua calda sanitaria, utilizzerà collettori solari a tecnologia sottovuoto, consentendo un risparmio di energia per la produzione di acqua calda sanitaria pari al 15,4%. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 65 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani IPAB & SERNAGIOTTO Tribuna 16 marzo Frezza-Bramezza-Dal Ben-Fiori-Modolo-Basso-Conte-Crea-Farnea-Meridio:la rete di potere di Sernagiotto tra ipab e Mir di Samorì TREVISO. Un mese fa ha piantato la bandiera sull’ Ipab di Treviso, la più potente, l’Israa: 5 strutture in città, 850 ospiti, reparti avanzatissimi nella cura dell’Alzheimer e progetti europei attivati. Remo Sernagiotto ha imposto il fedelissimo Luigi Caldato, ex manager della Sanremo, consigliere comunale Pdl a Treviso, e Leonardo Muraro, presidente leghista delle Provincia, ha obbedito. Il patto che Sernagiotto ha stipulato con i leghisti tosiani, capogruppo Caner in testa, è stato più forte del veto di Gobbo e Gentilini, dell’opposizione dei familiari, e delle associazioni di volontariato che operavano nella strutture, sostenitori della riconferma di Fausto Favaro, ex Dc, da 15 anni su quella poltrona. Forse l’unica questione su cui Gobbo e Gentilini si sono trovati d’accordo in tanti anni: si sono dovuti arrendere, a soli 4 mesi dalle comunali nel capoluogo. Sernagiotto allarga la sua rete sullle Ipab venete. L’ultimo «scalpo» dell’assessore veneto al Welfare conferma un sistema collaudato, talmente oliato da configurare una perfetta macchina di occupazione del potere. Servizi e appalti, consenso e territorio: le case di riposo sono un tesoro del potere, come insegnavano il doge Bernini e l’antica Balena Bianca del Veneto. Dalle case di riposo alle Usl: epicentro la Marca Trevigiana regna Sernagiotto, con riverberi nel Veneziano, da San Donà a Chioggia, grazie a un gruppo di fedelissimi, una rete di intense relazioni sul territorio, e all’uso del potere: commissariamenti, nomine e consulenze che preludono a concorsi e nuove nomine. Da dove escono vincitori nuovi dirigenti e direttori: altre covate di fedelissimi. Prendete Eddi Frezza, nuovo direttore della casa di riposo «Aita» di Crespano del Grappa: era candidato con il Mir alle ultime politiche. La formazione di Samorì è stata sposata da Sernagiotto in vista delle europee 2014, dove i voti dell’Emilia-Romagna (Samorì è di Modena) serviranno a Sernagiotto per scalare Bruxelles e Strasburgo. In lista nel Mir alla Camera c’era anche Michele Basso, sindaco di Meolo, direttore dell’Ipab di Casale e Quarto d’Altino. Al Senato, secondo in lista, c’era invece Gerardo Meridio, ex presidente dell’Ipab di Vicenza. Nella città del Palladio il nuovo cda ha querelato Sernagiotto, e il successore di Meridio, Rolando, ha denunciato per la seconda volta l’assessore. Sernagiotto, dalla Regione, aveva fatto partire diffide e un’ispezione, minacciando il commissariamento per la gestione dell’Ipab sotto il Cda nominato dalla giunta Variati (centrosinistra). Meccanismo collaudato, please. Così come nomi e cognomi . Coincidenze? In politica i corsi e ricorsi non fanno pensare a Vico. I nomi che ruotano attorno a una serie di Ipab trevigiane sono quasi sempre gli stessi: cambiando l’ordine di incarichi e funzioni il risultato cambia poco. Prendete Carlo Bramezza, nuovo direttore generale dell’Usl 10 di San Donà. Sernagiotto lo considera sua creatura, chi conosce Bramezza dice che il neodirettore Usl lavora per sé, ed è fedele solamente alla scuola delle vecchia Dc, in cui si è formato, da giovane berniniano. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 66 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani Nel 2000 era direttore della Ipab casa Marani di Villorba, sostituendo Michela Conte, passata alla direzione della residenza anziani di Oderzo. La Conte è stata appena nominata da Bramezza direttrice amministrativa dell’Usl 10. Da Oderzo, Conte era passata nel 2004 all’Usl 9 di Treviso, settore Servizi Sociali. A Oderzo la sostituiva Anna Vittoria Fiori: dal 2010, nel nucleo di valutazione dell’Ipab opitergina c’è Mario Modolo, dirigente regionale e braccio destro di Sernagiotto. Nel frattempo anche Conte maturerà una serie d incarichi: fra cui quella di componente del nucleo di valutazione all’Ipab di Villorba, dove Bramezza era direttore. Nel frattempo, l’Ipab di Villorba diretta da Bramezza si è aggregata con le case di riposo di Povegliano e Paese. Consulente del progetto di aggregazione è Daniele Dal Ben. Adesso guida l’Ipab di Villorba al posto di Bramezza, salito al soglio dell’Usl sandonatese con nomina di Zaia benedetta da Sernagiotto. Passiamo,all’Ipab «Pietro ed Eliseo Mozzetti» di Vazzola, dove Dal Ben lavorava nel 2008 come funzionario. Lì Bramezza era membro del nucleo di valutazione: a un certo punto il segretario direttore Stefano Barazza si dimette dall’incarico e fa causa. Bramezza è nominato direttore a scavalco, e lo sarà fino al 31 dicembre 2012. E il vice? Dal Ben. Ma nel 2011- Sernagiotto è assessore a Venezia da un anno – Bramezza assumerà un’altra direzione a scavalco, quella dell’«Aita» di Crespano, fino al 1 dicembre 2012. Perché? Il presidente, Giorgio Capovillla, e il precedente direttore erano in rotta, il sindaco fa appello alla Regione. Concorso per il nuovo direttore: primo Eddi Frezza, che poi entrerà anche nelle liste del Mir. Al secondo posto, in graduatoria, un altro nome noto: Denis Farnea, ex An, ex assessore provinciale, recentemente in Regione con incarico a tempo determinato. Anche all’Ipab Bon Bozzola di Farra di Soligo il presidente Dozza e il direttore Vincenzo Scattolin non viaggiano in sintonia. Siamo nel 2011. Il cda nomina Carlo Bramezza nel nucleo di valutazione, con Anna Vittoria Fiori. In seconda battuta, Bramezza diventa consulente, infine il sindaco di Farra chiede ancora l’intervento della Regione. Sernagiotto dispone un’inchiesta, nell’autunno 2012, sulla base della relazione commissaria l’Ipab e nomina l’avvocato Fabio Crea, oggi capogruppo del Pdl a Treviso, quale commissario. La relazione degli ispettori delle Regione è impietosa: «gravissime irregolarità gestionali». Vane le memorie difensiva del nuovo presidente del cda, Dal Piva, ritenute «non pertinenti», così come i 3 milioni nella casse dell’ente. Crea nomina il nuovo direttore con un avviso di mobilità: si insedia Eddi Frezza, che batte un candidato concorrente. Ora Denis Farnea approderà all’Aita di Crespano al posto di Frezza? Parentesi su Crea, tutt’altro che figura di secondo piano: avvocato noto a Treviso, fedelissimo di Sernagiotto, negli ultimi anni è stato nominato dall’assessore commissario sia all’Ipab di Chioggia e poi alla fondazione Breda di Padova, dov’è anche liquidatore dopo il grave scandalo finanziario che ha travolto l’ente proprietario delle Padovanelle. All’Ipab di Chioggia Crea, come consulente per il bilancio, chiama Daniele Dal Ben. Intanto Scattolin, con il concorso dov’è giunto secondo, diventa ragioniree capo all’Israa di Treviso. Decisivo, per commissariamenti ed ispezioni nelle Ipab, Mario Modolo: 39 anni, coneglianese, dal 2010 dirigente dei Servizi Sociali della Regione,braccio destro di Sernagiotto. La sua carriera comincia come responsabile sicurezza della Casa Divina Provvidenza» di S Lucia di Piave, poi la direzione della Ca’ dei Fiori onlus di Quarto d’Altino Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 67 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani , fino al 2008, quando vince il concorso da dirigente all’Ircss San Camillo di Venezia. Dal 2010 assume l’incarico in Regione, più recentemente non entra nella lista dei direttori generali delle Usl, dove si era candidato sostenuto più o meno palesemente da Sernagiotto. E adesso? I bene informati sussurrano che diverse Ipab siano in allerta, non solo nella Marca trevigiana. I precedenti insegnano. E così fiocca già una battuta, sul Mir che Sernagiotto anima e sostiene con i suoi figliocci (Alessio De Mitri in primis) senza risultarne ufficialmente il padre, e sulle poltrone nel settore sociosantario veneto: «Mir...accomando». Ma viste le poltrone, sarebbe meglio dire mi(r)..accomodo Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 68 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani SERNAGIOTTO®IONE Tribuna 16 marzo Trentin-De Mitri-Presente-Masullo-Basso-Maggiolo: i fedelissimi di Sernagiotto in Regione In passato aveva fatto discutere anche lo staff che l’assessore Remo Sernagiotto aveva nominato, facoltà dei componenti della giunta veneta ai sensi dell’articolo 19. Nel 2010 il big del Pdl trevigiano ha portato a Venezia l'allora assessore provinciale ai Servizi sociali Barbara Trentin, (foto) come capo della propria segreteria, facendola sostituire in Provincia con il fedelissimo Alessio De Mitri. Altra nomina che aveva fatto parlare quella di Giada Presente, fidanzata di De Mitri, ora non più nello staff. A fine gennaio 2011 Sernagiotto fece trasferire in Regione come «distaccata» Antonella Masullo (oggi all’Usl 7, ma tuttora coordinatrice a Venezia, per la Regione, dell’osservatorio alle Politiche Sociali), funzionaria della Provincia. Piccolo particolare: Masullo è madre di Giada Presente (oggi non più in Regione). Nello staff di Sernagiotto è transitata anche Annalisa Basso, ex segretario provinciale del Pdl, fidatissima di Remo, già commissario al Gris per la non autosufficienza. E ha appena cessato un incarico temporaneo Diletta Maggiolo, esponente Pdl di Castello di Godego, candidata per il Mir alle ultime politiche. Va ribadito: tutto consentito dalla legge. Uripa – Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani www.uripa.it [email protected] Uneba Veneto - Unione nazionale di istituzioni e iniziative di assistenza sociale www.uneba.org [email protected] 69 DI 69 Torna al sommario Materiale riservato ad uso interno esclusivo degli associati Uneba Veneto e Uripa