EGITTO
EGITTO
APPARTENENZA RELIGIOSA
Musulmani 94,9%
Cristiani 5,1%
AREA
POPOLAZIONE RIFUGIATI (interni*) RIFUGIATI (esterni**) SFOLLATI
1.002.000 km2 82.537.000
183.398
9.456
----*Rifugiati stranieri che vivono in questo Paese **Cittadini di questo Paese rifugiati all’estero
La Costituzione che era stata redatta dopo l’elezione a Presidente di Mohammed
Morsi dei Fratelli Musulmani, è stata abolita. Il testo era stato ratificato nel dicembre 2012 in un clima di gravi controversie; nelle settimane precedenti, infatti, alcuni importanti membri del Comitato estensore – in sostanza, cristiani e musulmani moderati – avevano abbandonato i lavori per protestare contro la dominante posizione islamica e la formulazione ambigua di talune disposizioni1.
Da segnalare che in essa era stato mantenuto l’art. 2 di quella in vigore durante
la Presidenza Mubarak, articolo nel quale si definiva l’islam religione di Stato e si
indicavano i principi della Shari’a come fonte principale della legislazione. Il termine «principi» risultava essere meno restrittivo del termine «regole», così come
evidenziato dai membri salafiti del Comitato che erano riusciti a inserire anche un
altro articolo che adoperava la parola «principi». Tale articolo era il 219 che stabiliva che tali principi includevano «le prove generali, i principi fondamentali della
giurisprudenza islamica e le fonti affidabili tra le scuole sunnite di pensiero». Per
il vescovo copto cattolico di Assiut, Kyrillos William, tale Costituzione era «un attacco ai diritti dell’uomo, perché manteneva niente altro che le prerogative degli
estremisti musulmani»2.
In virtù di alcune disposizioni era, di fatto, aumentata la possibilità che i giudici applicassero più rigidamente la Shari’a, come testimoniano alcuni fatti accaduti all’inizio del gennaio 2013. Vale qui la pena richiamare quello accaduto il giorno 14,
quando, a Beni Suef, un tribunale ha condannato Nadia Abdel-Wahab a 15 anni
di reclusione per aver riabbracciato la sua religione d’origine dopo la morte del
marito musulmano; anche sette funzionari, accusati di aver sostituito sui docu-
www.washingtonpost.com/world/middle_east/muslim-brotherhoods-supreme-guide-thefocus-of-liberal-egyptians-angst/2012/12/27/bc60a4c0-4bcb-11e2-8758-b64a2997a921_
story.html
2 Zenit, 22nd gennaio 2013
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menti d’identità il nome islamico con quello di battesimo, erano stati condannati
alla medesima pena3.
Dopo la destituzione del Presidente Morsi, è stato istituito un Comitato di riesame
della Costituzione. Le comunità cristiane – copti ortodossi, copti cattolici e protestanti evangelici – hanno nominato un delegato e anche altri cristiani hanno potuto partecipare, a vario titolo, ai lavori del Comitato.
In un referendum tenutosi il 14 e 15 gennaio 2014, la nuova Costituzione è stata
approvata dal 98% dei votanti. La maggior parte dei cristiani ha votato “sì”, sebbene nell’Alto Egitto (Assiut, Minya e Sohag) molti copti abbiano disertato le urne
per timore degli islamisti, particolarmente attivi in zone distanti dalla capitale4.
Nella nuova Carta costituzionale, i principi della Shari’a continuano a essere fonte principale della legislazione, ma l’art. 219 risulta abolito; l’interpretazione dei
principi della legge coranica spetta alla Suprema Corte costituzionale che, nei
suoi pronunciamenti, ha l’obbligo di tenere conto dell’adesione dell’Egitto agli Accordi internazionali in tema di diritti umani.
La nuova Costituzione definisce il Paese «uno Stato democratico moderno, guidato da un Governo civile», termini che vogliono evitare gli abusi derivanti dall’uso politico della religione. Sono anche formalmente vietati i partiti costituiti su
base religiosa (art. 74) e, per quanto riguarda i diritti delle comunità cristiane,
viene garantito quello della costruzione di luoghi di culto senza limitazioni o restrizioni (art. 64). Al momento di redigere questo Rapporto, il Parlamento si prepara a promulgare una legge che consenta il libero culto cristiano (art. 235). La
Costituzione afferma poi che «tutti i cittadini hanno pari diritti, doveri e libertà
davanti alla legge, senza discriminazioni basate sulla religione che professano.
Inoltre, discriminare e incitare all’odio, è considerato reato» (art. 53). Da segnalare che uno degli scopi della nuova normativa, è quello di ridurre la violenza
contro i cristiani5.
Durante la Presidenza Morsi, tutte le loro comunità, ma soprattutto quella copta,
hanno vissuto non solo le medesime discriminazioni patite con la precedente Presidenza Mubarak – come le restrizioni alla costruzione di chiese e l’esclusione da
posizioni di alto livello nelle istituzioni statali – ma anche, in aggiunta, forme di denigrazione religiosa, come quella perpetrata attraverso i libri di testo scolastici
contenenti ricorrenti riferimenti all’islam politico, oltre all’affermazione che l’islam
è l’unica religione accettata da Dio6.
Secondo padre Rafic Greiche, responsabile dell’Ufficio Stampa della Chiesa cattolica, «i cattolici venivano attaccati laddove risultavano più efficaci e attivi», porAsiaNews, 16th gennaio 2013
4 www.madamasr.com/content/upper-egypt-copts-more-politically-apathetic-referendum
5 www.constituteproject.org/constitution/Egypt_2014
6 Youssef Sidhom, editor of the principal weekly newspaper of the Coptic Orthodox community, cited in Oasis, 28th January 2013
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tando come esempio i provvedimenti adottati ai danni di Caritas Egitto e altre associazioni di solidarietà e sviluppo di matrice cristiana, come quello che congelava i fondi provenienti dall’estero7.
Prima e dopo le elezioni presidenziali del giugno 2012 che portarono Morsi al potere, l’ostilità verso i copti ha raggiunto un livello elevato, testimoniato dall’aumento delle violenze fisiche e morali. Ne fanno parte le condanne per «insulto all’islam», le dichiarazioni provocatorie di salafiti, le espressioni di odio nelle moschee contro i cristiani descritti nei mass-media come «crociati» o «miscredenti»,
le pressioni sulle donne affinché indossassero il velo islamico, il loro rapimento
per costringerle a sposare musulmani e convertirsi all’islam, nonché le minacce
di espulsione rivolte ai membri delle comunità cristiane8.
A testimoniare la portata e la diffusione della violenza e delle aggressioni contro i
cristiani copti, può contribuire l’elenco dei principali episodi avvenuti negli anni
2012 e 2013.
Nel corso del 2012:
- Gennaio: nella provincia di Assiut (Alto Egitto) case di cristiani sono state date
alle fiamme a seguito della diffusione su internet di un disegno – a quanto pare opera di uno studente copto – con l’immagine di Maometto. Gli assalitori
hanno anche dato fuoco all’azienda del padre di uno studente9.
Si sono registrati due attacchi da parte di salafiti nella provincia di Nag Hammadi. In uno, essi si sono scagliati contro gli abitanti copti di Kebly-Rahmaniya
causando il ferimento di due persone; nell’altro, hanno preso di mira la chiesa
di San Matteo a Bahteen10.
Due copti, padre e figlio, sono stati uccisi fuori del loro negozio a Baghoura,
nella provincia di Nah-Hammadi11; vicino ad Alessandria, invece, precisamente a Kobry-el-Charbat, circa 3mila musulmani, guidati da salafiti, hanno incendiato case e negozi di cristiani copti. Gli aggressori hanno poi costretto un
commerciante cristiano ad abbandonare le sue cose, in modo da appropriarsene e venderle12.
- Febbraio: salafiti hanno ordinato a otto famiglie copte di El Nahda, vicino ad
Alessandria, di abbandonare le proprie case allo scopo di venderle; i cristiani
si sono rifiutati, ma un tribunale islamico tradizionale li ha espulsi dalle loro abitazioni13.
Zenit, 15th luglio 2013
8 www.maghrebchristians.com/tag/coptic/
9 El-Ahram hebdo, 4-10/1/12
10 AsiaNews, 22/1/2012
11 AED 30/1/12
12 AsiaNews, 10/2/12
13 website : Solidarité copte, 17th febbraio 2012
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- Marzo: un tribunale di Edfou ha condannato un prete copto, padre Makarios
Bolous, a sei mesi di carcere e a un’ammenda di 300 sterline egiziane per aver
violato una legge sull’altezza delle chiese. Un’altra chiesa, a Elmarinab, era
stata data alle fiamme da una folla di musulmani, perché il campanile era più
alto del minareto della vicina moschea14.
- Giugno: a El-Basraa, vicino ad Alessandria, una folla di islamisti ha impedito a
un gruppo di visitatori giunti in pullman, di pregare in una chiesa cristiana che
è anche luogo di pellegrinaggio. Gli estremisti hanno anche minacciato di bruciare l’edificio e i pellegrini sono stati costretti a ripartire15.
- Luglio: a Dahchour, vicino al Cairo, un cristiano dipendente di una lavanderia
aveva accidentalmente bruciato la camicia di un cliente musulmano. Questi,
accompagnato da alcune centinaia di altri musulmani armati, ha attaccato una
chiesa e le abitazioni del proprietario della lavanderia e di altri cristiani. Il bilancio è stato di 16 feriti e 120 famiglie copte cacciate dal villaggio; numerose case sono state saccheggiate e devastate16.
- Settembre: un’insegnante copta è stata condannata a sei anni di reclusione
per aver «insultato» l’islam in scritti pubblicati su internet 17.
- Ottobre: a Rafah, nel Sinai, jihadisti hanno distribuito opuscoli in cui ordinavano agli abitanti copti di abbandonare il villaggio, pena la morte. Hanno poi sparato contro negozi appartenenti a cristiani, costringendoli a fuggire18.
Il partito salafita El-Nour ha inviato lettere minatorie a lavoratori e commercianti cristiani, ordinando loro di cessare la vendita di icone e statuette a tema cristiano o con l’effige di faraoni19.
In un villaggio nei pressi di Assiut, un’insegnante cristiana è stata arrestata e
trattenuta in stato di fermo per due giorni, perché uno dei suoi allievi l’aveva
accusata di blasfemia. La medesima accusa è stata rivolta a due bambini copti, di età compresa tra nove e 10 anni, perché avevano strappato le pagine di
un libro che conteneva versi del Corano20.
Nel corso del 2013:
- Gennaio: con l’avvicinarsi del Natale copto, un’associazione islamista denominata il Legittimo comitato per i Diritti e le riforme ha emesso una fatwa in cui in-
Site de La Vie, 22nd marzo 2012
15 �
El-Ahram hebdo, Cairo 4th – 10th luglio 2012
16 El-Ahram hebdo, 8-14/8/12 ; 29/8-4/9/12
17 �
Le Figaro, 28/9/12
18 �
El-Ahram, 3-9/10/12
19 �
El-Ahram hebdo 10-16/10/12
20 �
La Croix, 6/11/12
14 �
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vitava i musulmani a non fare gli auguri ai cristiani copti in occasione della loro
festività21.
- Aprile: il giorno 5, a Khoussous, a Nord del Cairo, un musulmano ha rimproverato dei bambini cristiani perché stavano disegnando una croce su un istituto
religioso. Più tardi, musulmani inferociti hanno attaccato i copti del villaggio
che, a loro volta, hanno reagito con violenza. Musulmani hanno circondato la
chiesa di San Giorgio e poi saccheggiato e dato fuoco a un negozio e a una
casa di cristiani. Quattro persone sono rimaste uccise, tre di esse erano copti.
I loro funerali sono stati celebrati il 7 aprile presso la cattedrale di San Marco a
Abbassiya, al Cairo. Durante il servizio, islamisti hanno attaccato la congregazione, uccidendo due persone e ferendone 10022.
- Luglio: a El-Arich nel Sinai, un prete copto, padre Mina Aboud Charouine, e un
laico copto sono stati uccisi. La stessa sorte è toccata ad altri quattro cristiani
copti in provincia di Luxor23. A Porto Said la chiesa di San Menas è stata crivellata di colpi. A Delga, nei pressi di Minya nell’Alto Egitto, gli islamisti hanno attaccato, razziato e incendiato il centro sociale della chiesa cattolica di San
Giorgio. A Marsa Matruh, la Chiesa della Vergine Maria è stata attaccata con
bottiglie molotov. A Nagaa Hassan, vicino Luxor, quattro cristiani sono stati uccisi e altri tre feriti, mentre diverse case sono state bruciate24. Un commerciante cristiano di Sheikh Zowayde, nel Sinai, è stato decapitato. Anche il villaggio
cristiano di Dabayya è stato attaccato, con quattro morti e 23 case incendiate.
A Sohag, nell’Alto Egitto, la chiesa di San Giorgio è stata attaccata da islamisti
che hanno innalzato la bandiera di Al Qaeda sul tetto dell’edificio e ucciso un
cattolico. Una bambina di 10 anni è stata uccisa mentre stava uscendo da una
chiesa protestante al Cairo. Ad Assiut, un’orda di circa 10mila islamisti è sfilata nel quartiere cristiano gridando «Teodoro è un cane!» e disegnando croci
sui negozi appartenenti a cristiani copti25.
- Agosto/settembre: una lista con persone da uccidere, tra cui il Papa copto ortodosso Teodoro II, è stata rinvenuta in una moschea del Cairo26. L’organizzazione L’Oeuvre d’Orient ha stilato una lista delle proprietà cristiane bruciate o saccheggiate tra il 14 agosto e il 10 settembre. Convalidata dalle autorità religiose
cristiane egiziane, essa include: 38 chiese saccheggiate, incendiate o bombardate; 21 colpite da sassaiole e bombe molotov nonché assediate; il blocco
dell’accesso al monastero di Abou Fana a Minya con lo sbarramento della strada che lo collega al resto del Paese; l’incendio di sette scuole e conventi; il rogo
completo di altre otto proprietà ecclesiastiche. Per quanto concerne le proprietà
L’Orient-Le Jour, 6/1/13
La Croix, 10 April; El-Ahram hebdo 17-23 aprile 2013
23 La Croix 12 & 16/7/13
24 Le Figaro, 20-21 luglio 2013
25 �
Reconquête, settembre 2013
26 �
La Croix, 9/8/13
21 �
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e le case di singoli cristiani saccheggiate o incendiate nonché l’espulsione di residenti, la lista include: 58 case, 85 negozi, 16 farmacie, tre alberghi, 75 pullman
e automobili. Nessuna comunità cristiana – copti ortodossi, copti cattolici, cattolici latini, melchiti cattolici o protestanti – è stata risparmiata.
- Ottobre: nel quartiere di El-Warak del Cairo, un attentato durante una festa nuziale cristiana fuori della chiesa di Nostra Signora ha fatto registrare quattro
morti e 17 feriti27.
A seguito di un’iniziativa del Ministro dell’Ambiente, Leïla Iskandar28, il nuovo Governo, in carica dal 3 luglio, si appresta a concedere formalmente ai commercianti di stracci e di ossa del Cairo, lo statuto di «raccoglitori di spazzatura». Negli ultimi 40 anni, questa attività è stata svolta dalle famiglie copte più povere, generalmente di origine rurale, che si sono stabilite nel quartiere Moqattam, alla periferia
della capitale. In precedenza non avevano alcun riconoscimento legale e questo
li privava di tutti i vantaggi concessi ad altri lavoratori29.
Anche la comunità musulmana sciita è stata presa di mira dagli islamisti sunniti.
Gli sciiti sono bersaglio di attacchi ostili dei mass-media e dei predicatori islamici
che li accusano di proselitismo, di subire l’influenza dell’Iran e di incoraggiare la
dissolutezza, la venerazione dei santi e altri «eccessi». Il 23 giugno 2013, nella
cittadina di Abou Moussallam, a Sud del Cairo, dove vivono circa una 20ina di famiglie sciite, centinaia di sunniti hanno circondato la casa di uno di essi dopo aver
scoperto che ospitava Hassan Shehata, importante notabile sciita. Dopo aver gridato «Gli sciiti sono infedeli!», hanno fatto irruzione in casa e trascinato Shehata
in strada dove lo hanno linciato, insieme ad altri tre musulmani sciiti, mentre la polizia assisteva inerme30.
Episodi di persecuzione e discriminazione non sono mancati neanche nel 2014.
In febbraio, una 15enne cristiana, Amira Hafez Wahib, è stata rapita a Luxor mentre si avviava ad assistere a una funzione nella chiesa di San Giorgio; da allora,
di lei non si ha alcuna notizia. La famiglia ritiene di conoscere l’identità del rapitore, un musulmano che sembra avesse già cercato di rapirla pochi mesi prima in
un negozio vicino alla chiesa31.
Il mese successivo, davanti alla scuola che frequentava è stata rapita un’altra ragazza. Il padre, in procinto di avviare le ricerche, è stato fermato da una paio di
uomini che lo hanno diffidato dal farlo. Quando l’uomo si è recato dalle autorità
per ottenere una copia del certificato di nascita, ha scoperto che il nome della fiLe Figaro-Magazine, 25/10/13
http://thecairopost.com/news/108136/news/iskandar-in-kafr-el-sheikh-for-recycling-projects
29 http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/55025/Egypt/Politics-/Zabaleen-Egyptstraditional-garbage-collectors-str.aspx
30 Site State Afrique, 28/6/13 ; L’Orient-Le Jour, 25/6/13
31
www.foxnews.com/world/2014/04/18/rate-christian-girls-abducted-and-attacked-by-extremists-on-rise-in-egypt/
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glia era già stato cambiato e che risultava essere diventata di religione islamica32.
Al Cairo, alla fine di marzo, un’orda islamista ha picchiato, accoltellato e ucciso
Mary Sameh George, presumibilmente a causa della croce appesa nella sua auto; Mary l’aveva lasciata in un parcheggio per consegnare cibo e medicine alle
persone anziane residenti nella zona. Le associazioni internazionali copte hanno
condannato l’uccisione come «un atto brutale, crudele e immotivato»33.
Fox News 18th aprile 2014
33 �
www.persecution.org/2014/04/08
32 �
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