Fraternità Lettera periodica agli amici del Convento (OTTOBRE 2011, n. 9) Frati Cappuccini - Chiesa di S. Maria degli Angeli - 12042 BRA FRANCESCO, FRATELLO D'ITALIA P rendo a prestito il titolo del festival francescano che si è tenuto in questi giorni a Reggio Emilia per agganciarmi più facilmente ad alcune riflessioni che desidero condividere. 150 anni Molte sono state le iniziative che, in questi mesi, hanno celebrato i 150 anni dell’unità italiana. E' questa una realtà sentita con differenti sensibilità, per qualcuno è una realtà molto sentita, per la cui esistenza molti si sono sacrificati, per altri è invece una realtà da superare, da modificare. Ma i 150 anni dell'unità italiana ricordano al tempo stesso sia un fatto, un evento storico, sia una realtà che ci tocca ogni giorno nelle piccole e grandi occasioni in maniera multiforme e concreta. Francesco e Caterina, patroni Nel 1939 a giugno, appena eletto papa e alla vigilia della seconda guerra mondiale, papa Pio XII sentì il bisogno di affidare l'Italia a due santi molto amati, Caterina da Siena e Francesco d'Assisi e li elesse patroni. Vangelo e fraternità La celebrazione di san Francesco, quest'anno, senza aver la pretesa di commemorare quei due particolari avvenimenti, può essere l'occasione per lasciar emergere alcune domande, per guardare al nostro oggi, spesso difficile da decifrare, da leggere con il cuore e gli occhi di Dio, ma anche per guardare ai... prossimi 150 anni! Che senso ha essere oggi cristiani e francescani nella nostra società italiana? Il Vangelo per la vita personale e comunitaria, la fraternità come modello di relazione con gli altri, hanno un senso oggi, un futuro? Sono luce, orientamento per la convivenza sociale? Celebrare quest’anno Francesco Per lasciarci toccare dalle domande profonde che emergono dal Vangelo, per imparare da Francesco, dal suo esempio di vita evangelica e di fraternità, quest'anno, il 4 ottobre, pregheremo per la pace, per l’Italia, per le nostre città, sognandole sempre più accoglienti, fraterne, umane. Il Sindaco accenderà simbolicamente una lampada, come fanno le Regioni italiane a turno, proprio quel giorno ad Assisi. Pellegrini ad Assisi “ el prossimo mese di ottobre, mi recherò pellegrino nella città di san Francesco, invitando ad unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà, allo scopo di fare memoria di quel gesto storico voluto dal mio Predecessore e di rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace”. Così Benedetto XVI il 1° gennaio scorso, giornata mondiale di preghiera per la pace, ha annunciato questa decisione coraggiosa, piena di fede e di speranza, che nasce dall'accoglienza delle istanze che vengono dal mondo e che il papa con cuore grande sembra accogliere sempre più. Il primo incontro, nel 1986, voluto dal Beato Giovanni Paolo II fu un gesto profetico, dirompente e lasciò molti col fiato sospeso suscitando discussioni e reazioni. Ma il papa pochi giorni dopo, accomiatandosi Pag. 1 dai capi religiosi, disse serenamente che “siamo andati in pellegrinaggio ad Assisi perché siamo tutti convinti che le varie religiosi possono e devono contribuire alla pace”. Il tema del pellegrinaggio è ripreso a distanza di 25 anni proprio nel titolo della giornata: “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”. L'incontro di Assisi ruoterà su tre momenti centrali: la riflessione e il silenzio, il dialogo, la preghiera. La preghiera “intesa come dialogo di ogni credente con Dio, con l'Assoluto, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa e la propria ricerca di verità” (card. Tauran). Vivere il 27 ottobre “con” Assisi Giovedì 27 ottobre la nostra Chiesa resterà aperta tutto il giorno per unirci all’incontro di Assisi. Digiuno, ascolto, preghiera, impegno personale e comunitario, potranno scandire anche per noi quella giornata e farci sentire uniti ad Assisi, anche noi pellegrini della verità, pellegrini della pace. Concluderemo la giornata con una liturgia ecumenica, per pregare insieme ai nostri fratelli e sorelle cristiani l’unico Padre del cielo. fra' Luca Il Cantico di frate sole (5) Laudato sie, mi’ Signore, per frate Vento e sor’Acqua I l Cantico delle creature (Fonti francescane 263) nella sua esplosione verticale di lode all’Altissimo, ridiscende sempre più alle cose semplici della terra. Frate vento e sora acqua sono accomunati in questa lode. Sono numerosi, nella Bibbia, gli esempi dell’associazione “ventoacqua”: Genesi 1,2; Esodo 14,21-22. Poi nei profeti e nei salmi ritroviamo: Ezechiele 36,25-26; il Salmo 135,7. Del Vangelo ricordiamo, invece, il colloquio di Gesù con Nicodemo: Giovanni 3, 1-20 (il vento soffia dove vuole...). Il vento, potenza in movimento Lo sappiamo per esperienza che non a tutti è facile essere amico di ‘frate vento’... Chi dice ‘frate’ al vento, riconosce in lui qualche profonda capacità di comunione; il vento, infatti, evoca una potenza sempre in movimento che non dà sosta, sradica e conduce lontano. Per amare frate vento o per simpatizzare profondamente con quello che esprime, bisogna essere distaccati dalle cose, aperti ai rinnovamenti interiori, alle grandi ispirazioni, alle trasformazioni profonde... Come non pensare al padre Abramo (Genesi 12), sradicato dal vento di Dio per una terra nuova, per un destino totalmente da scoprire? Beato chi in ogni tappa della sua vita, può dire, come Abramo e Francesco, d’essere povero e libero insieme! Mentre Francesco ascolta il canto di frate vento, la sua anima spoglia, si apre alla perenne novità dello Spirito. Egli non celebra frate vento per le sue qualità, ma per le sue manifestazioni: “per aere et nubilo et sereno et omne tempo”. Con l’espressione “per lo quale alle tue creature dai sustentamento”, il Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento et per aere e nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si’, mi’ Signore, per sor’Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta vento è associato all’opera della creazione. Frate vento diviene l’immagine, il simbolo del Soffio creatore che sostenta ogni cosa. Qui, ancora una volta, l’elemento materiale è superato, integrato in un linguaggio che simbolizza ciò che l’anima ricerca profondamente. Francesco canta frate vento perché anche lui gli parli dell’Altissimo. Frate vento e sor’acqua Accanto a frate vento, vi è un’altra immagine: “sora acqua”. Ripensando a Genesi 1,2 cogliamo l’immagine fecondante del Soffio creatore sulle acque primordiali: le domina e feconda, quasi covandole. Paul Claudel sostiene che il “vento è il seminatore e l’acqua è il grembo materno”. Vento e acqua ci rimandano anche ai racconti teologici e simbolici del Vangelo di Giovanni (il Vangelo dei segni) e, in particolare: Gesù con Nicodemo (Gv 3); Gesù e la samaritana (Gv 4) e Gesù alla piscina di Betzaetà (Gv 5). Sor’acqua, utile, umile e casta Francesco non riconosce a ‘sora acqua’ alcun compito specifico, perché il suo valore consiste soltanto nel suo essere “molto utile, et humile et preziosa et casta”. Aggettivi evocanti immagini poetiche legate insieme: l’acqua è servizievole. Sono tralasciate le immagini terrificanti di Pag. 2 quello che può produrre ‘sora acqua’ quanto si scatena; ha solo il volto di sorella utile et humile. Il santo d’Assisi utilizza però ancora altri due aggettivi: ‘pretiosa et casta’. L’acqua è sognata in relazione ad un mondo simbolico di valori: ritorna l’immagine del tesoro sacro (preziosi sono gli oggetti sacri per l’Eucarestia, per la Parola di Dio). E’ preziosa e casta: i due termini si completano a vicenda e ci rimandano alla grande visione del profeta Ezechiele (47,1 ss): l’acqua che sgorga dal lato destro del tempio purificando, sanando e diventando generatrice di vita. Francesco, come abbiamo visto per le altre immagini del Cantico, è aperto al Sacro, alla comunione con l’Altissimo. L’uomo che rinunzia alla sua saggezza è colui che permette allo Spirito di lavorare in lui creando e provocando una nuova nascita. Rinascere grazie allo Spirito Celebrando nel suo cantico frate vento e sora acqua, Francesco celebra la sua rinascita, la sua apertura allo Spirito di Dio. L’uomo diventa così riconciliato con se stesso, con le forze misteriose provenienti dallo Spirito. Soltanto nella notte della sofferenza, Francesco poté percepire questa profonda illuminazione: l’assicurazione del Regno, l’immenso e prezioso tesoro a lui donato. fra’ Oreste Fabbrone 7otizie della fraternità LAUS E LA SALETTE Sabato 27 e domenica 28 Agosto si è svolto il pellegrinaggio ai due santuari mariani di Laus e La Salette, in Francia, organizzato dai frati cappuccini di Bra. Subito tra tutti partecipanti si è instaurata un’ottima sintonia e un clima amichevole e sereno. In questo viaggio possiamo veramente dire di aver conosciuto i due volti di Maria che, come ogni buona madre, sa rivolgersi a noi suoi figli con affetto e compassione ma anche con severità e fermezza quando necessario per il nostro bene. Questa infatti è stata l’impressione nel confrontare la Madonna tenera e amorevole apparsa a Benoîte a Laus con quella triste e delusa di La Salette incontrata da Maximin e Mèlanie. A Laus le apparizioni sono durate ben 54 anni, durante i quali Maria ha accompagnato Benedetta nel suo difficile percorso esortandola sempre a portare la Sua voce a tutti coloro che ne avevano bisogno attraverso gesti di accoglienza e di preghiera ma anche attraverso vere e proprie guarigioni. Il maestoso santuario de La Salette, costruito al confine tra il cielo e le montagne e completamente immerso nelle nuvole, è invece un vero e proprio monumento alla grandezza di Dio. Qui sono state davvero belle e confortanti le parole di un giovane Padre brasiliano che ci ha introdotti al messaggio delle apparizioni. Al termine del viaggio siamo ripartiti nello stesso clima di affetto ed allegria che ha contraddistinto l’intero pellegrinaggio e prima di salutarci ci siamo dati, con i nostri nuovi amici e fra’ Luca e padre Oreste, appuntamento al prossimo pellegrinaggio magari in qualche luogo francescano. La riflessione ultima che questo pellegrinaggio può aver lasciato in tutti noi è che se sicuramente è confortante sapere della presenza di una Madre dolce ed accogliente che ci accompagna ma che forse è ancora più importante, al giorno d’oggi, pensare che c’è una Madre che, con amore, ci osserva soffrendo per i nostri errori e la nostra superbia. Preghiamo quindi affinché Maria ci guidi sempre. Stefano C. SONO DISPONIBILE! Nel mese di luglio scorso mi raggiungeva a Capo Verde una lettera amica del Padre Provinciale. Contenuto: proposta di fare parte della fraternità dei Cappuccini di Bra La Rocca. Rispondo telefonicamente: FREI CLAUDINO, PRETE! Domenica 17 luglio a Brava, l’isola di Capo Verde da cui proviene, fra’ Claudino è stato ordinato sacerdote da mons. Arlindo Gomes Furtado. I frati presenti ci hanno raccontato che è stato davvero un bel momento di Chiesa, una bella e gioiosa festa. A fra’ Claudino e a tutti i giovani frati di Capo Verde, da parte nostra, gli auguri più belli e il ricordo nella preghiera affinché sappiano donarsi senza risparmio alla Chiesa e alla gente. Auguri! sono disponibile. Eccomi ora qui a fare parte viva dei fratelli cappuccini e della comunità allargata che è l’intera cittadina braidese. Sono lieto di questo nuovo inserimento e mi auguro che il costante lavoro che porto avanti per il popopolo capoverdiano sia anche per voi, comunità religiosa e civile, una positiva e concreta esperienza di servizio per lo sviluppo umano, sociale e spirituale di Capo Verde. Grazie per avermi accolto. Con amicizia e affetto. P. Ottavio Fasano Pag. 3 IN DIALOGO CON P. ANGELICO (dai quaderni in Chiesa) • Padre Angelico, adesso che inizio la P . Angelico, nato a None nel 1875, è dapprima seminarista diocesano, poi frate cappuccino, sacerdote, professore e provinciale dei Cappuccini. Nel 1914 parte missionario e lavora in Eritrea e in Etiopia per trent’anni. Vive come la popolazione del luogo, cura le vocazioni locali, per le sue innumerevoli attività lo chiamano “frate tuttofare”. Espulso dall’Etiopia a causa della guerra nel 1943, torna in Italia e si ritira a Bra dedicandosi alla preghiera, al confessionale, alla predicazione. Muore il 15 gennaio 1953 ed è dichiarato Venerabile il 7 marzo 1992 dal Beato Giovanni Paolo II. Presso la sua tomba, nella nostra Chiesa, i fedeli lo invocano ogni giorno. scuola fammi andare bene a scuola e fa star bene i miei genitori e mia sorella. • Caro Padre Angelico, aiuta la mia piccola famiglia a superare questo momento: fa’ che la gente veda in me una donna diversa e possa raccogliere anch’io un po’ di stima e di affetto, che smetta di giudicarmi male, aiutami per favore ad imparare a vivere, non abbandonarmi. • Caro padre Angelico, aiuta mia mamma per le gambe e per la sua salute e aiuta tutta la mia famiglia e proteggici dalle invidie. • Carissimo Padre Angelico aiuta mio figlio a trovare una brava ragazza, tu lo sai, grazie di tutto. • Padre Angelico prega per la conversione dei miei familiari. Grazie. • Caro padre Angelico, proteggi i miei familiari, nonno e nonne. • Caro padre Angelico aiuta a guarire mio marito e a superare le difficoltà che ci circondano. Proteggi mio figlio dal male del mondo e aiutalo a camminare nella vita con rettitudine. • Caro padre Angelico dai la forza a ORARIO DELLE CELEBRAZIONI SANTE MESSE Giorni feriali: ..................................ore 7.00 e ore 7.30 Giorni festivi:..................................ore 7.00; 8.00; 9.00; 20.30 LITURGIA DELLE ORE Giorni feriali: ..................................ore 6,40 (Lodi) Giorni feriali e festivi .....................ore 18,40 (Vespri) CONFESSIONI E ASCOLTO Siamo disponibili durante l’orario di apertura della Chiesa. Vicino alla sacrestia vi è l’indicazione della nostra presenza in Convento, suonare il campanello. Padre Felice è disponibile per l’ascolto. E’ bene contattarlo direttamente per fissare l’appuntamento (cell. 333 4674174). Anche fra’ Michele (333 8715883) e fra’ Luca (348 0557383), che però non sono sacerdoti, offrono la loro disponibilità per l’ascolto e il dialogo. I DIECI COMANDAMENTI Prosegue il corso su I Dieci comandamenti. Sono incontri per giovani che hanno luogo nella nostra Chiesa. Per informazioni rivolgersi a fra’ Michele (cell. 333 8715883). Chi desidera ricevere questo foglio in formato PDF ce lo comunichi via email: [email protected]. Causa un recente disguido con il computer vi chiediamo di inviarci nuovamente il vostro indirizzo e-mail. Pag. 4 mio padre di affrontare la sua malattia e di guarire. Proteggi inoltre la mia famiglia e le persone che amo dalla malattia e dalla sofferenza. Dammi la forza di essere ottimista e di vivere bene, a mia sorella un po’ di maturità e bontà e a mio fratello una vita felice. Ridai a mia nonna la salute. Grazie di tutto. • Caro padre Angelico ti raccomando tanto il mio Alessandro, veglia su di lui, proteggilo dai pericoli e dal male, aiutalo. Grazie. Ti raccomando anche Luigi che ha bisogno di un lavoro. Li affido a te, grazie di tutto. • Padre Angelico aiuta i miei figli a superare le difficoltà del loro matrimonio. Una mamma in pena. • Padre Angelico, grazie per la tua intercessione: che lo Spirito Santo mi illumini sempre nel proferire sante parole e consigli a chi viene per un aiuto. Aiuta tutti nella via della pace. • Padre Angelico, aiuta sempre i più disperati e soli. Per informazioni, richieste di preghiera, opuscoli e immagini del Venerabile p. Angelico, scrivere al Convento, anche tramite email. I NOSTRI RECAPITI Convento Frati Cappuccini Piazza XX Settembre, 42 12042 BRA (Cn) Telefono 0172 062 032 E-mail [email protected]