NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ANIMALI
Anno 8 | numero 34 | edizione Agosto -Novembre 2012
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News
Alaskan Malamute:
un’incredibile
robustezza
Cane Lupo
Cecoslovacco:
intrepido
e coraggioso
Selkirk Rex:
il gatto
“Barboncino”
I pesci più amati in acqu
ario
I pesci pulitori
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Sommario
PARLIAMO DI...
legame antico:
7 Un
il rapporto
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A
Alaskan Malamute:
un’incredibile robustezza
Cane Lupo
Cecoslovacco:
intrepido e coraggioso
IN RIVA AL MARE
Selkirk Rex:
il gatto “Barboncino”
risposte
8 Ledell’addestratore
cinofilo
uomo-cane
12 LE NOSTRE OFFERTE
ACQUARIOFILIA
14
Acquario Natura
I pesci più amati in acquario:
I pesci pulitori
ALLA SCOPERTA DI..
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Editoriale
Pseudogravidanza nella cagna
In viaggio con Fido e Felix
RUBRICHE
10 Foto
Gallery
21 Pet Therapy
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Risposte
ai lettori
22 Ledelnovità
mercato
17
Sotto
l’ombrellone
e
24 Lagli bacheca
appuntamenti
Vacanze, parola magica che porta la
mente lontano dalla fatica di un anno
di lavoro.
Le mie, però, sono già un ricordo perché quest’anno sono stata reclutata
come baby sitter del nipotino e dunque partenza a fine giugno ed eccomi
nel cuore della riviera romagnola.
Al mattino, poco prima delle 7,
quando il nipotino dormiva ancora,
mi piaceva andare a camminare
sulla spiaggia, tra il mare e la pineta.
Stupendo!
Ero in buona compagnia: gente di
tutte le età che camminava di buon
passo spesso con le cuffiette per
ascoltare la musica, qualcuno correva
e c’erano già molte mamme con i loro
passeggini. C’erano anche molte persone accompagnate dai loro cani.
Mattina dopo mattina mi sono trovata ad osservare i volti delle persone
che incontravo e non ho potuto fare a
meno di notare una grande differenza.
Le persone erano tutte serie e, per
lo più, silenziose ma quelle che
erano accompagnate dal loro amico
a quattro zampe sorridevano e
chiacchieravano. Se erano sole, chiacchieravano con il cane. Fantastico!
Questa è l’ennesima dimostrazione
di quanto la presenza di un animale
nella nostra vita ci aiuti a vivere
meglio. A questo proposito vi consiglio di leggere l’articolo a pagina 21
e non dimenticate i nostri consigli di
viaggio (pag. 20) e le nostre superofferte estive.
Buone vacanze a tutti
dallo staff di Zoomark!
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Parliamo di...
A
Alaskan Malamute
ORIGINI E STORIA
Originario del Grande Nord (Alaska),
è stato selezionato dalla tribù dei
Mahlemiut, da cui prende il nome.
I Mahlemiut erano cacciatori di
caribù, animali che poco prima dell’epoca della corsa all’oro cambiarono
improvvisamente territorio, lasciando
gli uomini privi di risorse.
I primi americani arrivati in Alaska
trovarono perciò pochissimi cani
superstiti: per fortuna li condussero
con loro negli Stati Uniti e ricostruirono la razza che oggi è molto diffusa e
ben allevata in molte parti del mondo.
CARATTERE, ATTITUDINI
E CARATTERISTICHE FISICHE
È un classico cane nordico, dalle spiccate caratteristiche di tipo Spitz.
Ha il tronco forte e compatto, ma
non troppo pesante; arti diritti e
possenti, coda a spazzola portata a falce sopra la schiena
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senza toccare il dorso. La testa presenta orecchie erette, ben separate,
leggermente rivolte in avanti; il muso
è allungato ma non appuntito.
Occhi a mandorla dalla tipica espressione nordica, inseriti obliquamente.
Il pelo è di lunghezza media, spesso
e ruvido, con folto sottopelo; sono
ammessi tutti i colori dal grigio al
nero, con la presenza di bianco su
parte delle zampe e dei piedi, la testa
presenta maschere diverse che dovrebbero sempre essere simmetriche.
La taglia per il maschio è di cm. 63 con
peso superiore ai 40 Kg., per le fem-
Per questo motivo il Malamute è
ormai quasi esclusivamente cane da
compagnia o da esposizione.
In teoria, un cane da slitta dovrebbe
essere socievole anche con gli altri
simili, purtroppo questo non trova
sempre riscontro nella pratica.
Con il padrone e la sua famiglia,
invece, è estremamente dolce ed affettuoso, sopporta pazientemente anche
i bambini, anche se giocare con loro
non è la sua massima aspirazione.
Il Malamute è un cane d’incredibile
rusticità e robustezza. Non teme
affatto il caldo, come si pensa comu-
mine di cm. 58 con peso superiori ai
30 Kg. L’Alaskan Malamute è un cane
da traino pesante, ma questa occupazione non trova riscontro nel mondo
moderno: le odierne gare per cani da
slitta sono prove di velocità che richiedono soggetti più agili e snelli (tipo i
Siberian Husky).
nemente, perché in estate si libera del
pesante sottopelo.
Essendo un cane di notevole mole e
che ha bisogno di molto esercizio
fisico, è consigliabile tenerlo in giardino, badando di mettergli sempre
a disposizione acqua fresca e spazi
ombrosi nella stagione calda.
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Parliamo di...
A
Cane Lupo Cecoslovacco
ORIGINI E STORIA
Nel 1955 nell’ex Cecoslovacchia
furono praticati degli incroci tra i
Pastori Tedeschi ed il Lupo dei Carpazi.
L’Ing. Karel Hartl, considerato il padre
della razza, riuscì dopo alcuni tentativi a creare una nuova razza ibrida
ben fissata e, dal 1965, venne elaborato un progetto di allevamento
sistematico di questa nascente razza,
finalizzato ad unire nel miglior modo
possibile le qualità del lupo e del cane.
Il Cane Lupo Cecoslovacco fu ricono-
sciuto nel 1982 come razza nazionale
dalle associazioni degli allevatori della
Cecoslovacchia e nel 1994 dalla F.C.I.
CARATTERE, ATTITUDINI
E CARATTERISTICHE FISICHE
È un cane molto solido, di taglia mediogrande, con struttura rettangolare.
È simile al lupo per costituzione, movimento, mantello, colore e maschera.
La testa è di buona muscolatura, ha la
forma di un cuneo smussato; gli occhi
sono piccoli a mandorla, di color
ambra con palpebre ben aderenti.
Le orecchie sono dritte, sottili, corte e
di forma triangolare. Il collo è molto
muscoloso, torace ampio e dorso rettilineo. La regione lombare è corta e
molto muscolosa.
Gli arti anteriori sono solidi e asciutti,
i posteriori potenti.
La taglia per i maschi dovrà essere
almeno 65 cm. con peso di 26/28 kg.
e per le femmine di 60 cm. con peso
di 20/22 Kg.
Il Cane Lupo Cecoslovacco è pieno
di temperamento, molto attivo,
resistente, recettivo, rapido nelle reazioni, intrepido e coraggioso.
Molto gerarchico, si lega fortemente
al padrone ma è estremamente
diffidente verso tutto ciò che non
conosce, per questo necessita di
grande socializzazione fin da cucciolo.
La coda è attaccata alta ma portata
bassa, quando il cane è in allerta
viene solitamente portata a sciabola.
Il mantello è diritto e portato aderente, ricco di sottopelo d’inverno;
i colori vanno dal grigio-giallo al
grigio-argento con la caratteristica
maschera chiara.
Attualmente è un cane particolarmente “di moda”, ma non è un cane
per tutti, occorre informarsi a fondo
prima di acquistarne uno.
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Parliamo di...
A
Selkirk Rex
ORIGINI E STORIA
Nel Wyoming, negli Stati Uniti, una
gatta dalla pelliccia normale venne
incrociata con un maschio dal pelo
riccioluto e diede origine, nel 1987, ad
una femmina riccioluta ‘Miss de Pesto
of No Face’ che fu adottata da Jeri
Newman, allevatrice di Persiani nel
Montana. Miss de Pesto, accoppiata a
Photo Finish, un Persiano nero, mise
al mondo nel 1088 tre gattini riccioluti. Fu accoppiata nuovamente a uno
dei suoi figli. Nacquero tre gattini riccioluti. Jeri Newman diede a questa
nuova razza il nome dei monti Selkirk.
Questa mutazione spontanea è dovuta
a un nuovo gene dominante, diverso
dagli altri “geni di arricciatura”.
Se il Devon Rex assomiglia all’extraterrestre E.T., il Selkirk Rex fa pensare
ad un cane barboncino.
Popolare negli Stati Uniti, apparso in
Europa nel 1990, è tuttora una razza
molto rara.
ASPETTO GENERALE
Il Selkirk Rex è un gatto di taglia
media, il più forte e il più peloso di
tutti i gatti ricci.
La testa è rotonda, larga, di taglia
media, con fronte rotonda, guance
piene, muso corto- quadrato, naso
arcuato con stop arcuato, baffi e
sopracciglia ricce. Orecchie di taglia
media, ben spaziate, che terminano
con una punta leggermente arrotondata. Gli occhi sono grandi, rotondi e
ben distanziati, di colore uniforme,
armonizzato a quello del mantello.
Aspetto generale:
Gatto di taglia media, il più forte e peloso di tutti i gatti ricci.
Ossatura pesante.
Peso: da 3 a 5 kg.
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Il collo è corto e spesso. Le zampe,
di lunghezza media con ossatura e
muscolatura medio-forti, i piedi sono
grandi e rotondi. La coda, di lunghezza media, spessa e dalla punta
arrotondata. Spessa pelliccia dai ricci
ben separati, particolarmente numerosi a livello del collo e della coda e
che copre tutto il corpo, sottopelo
spesso. L’arricciatura della pelliccia varia in funzione del clima, delle
stagioni e dello stato
ormonale, in particolare delle femmine.
I gattini nascono ricci,
poi i ricci si disfano
per riformarsi verso
gli 8/10 mesi.
Il pelo continua a svilupparsi fino all’età di
due anni.
Esiste la varietà a pelo
corto e quella a pelo
lungo; tutti i colori
sono riconosciuti.
C A R AT T ER E E
PARTICOLARITÀ
Il Selkirk Rex è un
gatto attivo, dal
carattere bonario e calmo
e va molto
d’accordo
con i suoi
simili e
con i cani.
Giocherellone, è un ottimo compagno
per i bambini.
Tenero, affettuoso, è molto gradevole
vivere con lui.
DOVE E COME TENERLO
Si adatta bene alla vita in appartamento. Ha bisogno di un minimo
di mantenimento ed è sufficiente
una spazzolatura leggera 2/3 volte al
mese.
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
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Parliamo di...
A
Un legame antico: il rapporto uomo-cane
La storia dell’amicizia tra cane e
uomo si perde nella notte dei tempi.
Oggi, il cane, come il gatto, è entrato
a far parte della vita moderna, condivide con noi luoghi e talvolta
emozioni e gli viene riconosciuto,
dalla comunità scientifica, un valore,
se non terapeutico, quanto meno
d’aiuto. Ma come fu, migliaia di anni
fa, che l’uomo preistorico decise di
addomesticare quello che doveva
essere l’antenato del nostro “canis
familiaris”?
Come mai questo animale fu da
sempre trattato con occhio diverso,
rispetto alle altre razze che, nel
tempo, vennero assoggettate alla
mano dell’uomo? Come fu che, riuscì
poi a guadagnarsi un posto speciale
nella società umana, fino a divenire
un animale d’affezione?
I primi tentativi di addomesticamento del cane sembrano risalgano
ad almeno 12000 anni fa, alla fine del
Pleistocene. Le prime tracce pittoriche raffiguranti un cane, rinvenute in
una caverna in Iraq, sembrano confermare la datazione nel Neozoico.
È quindi lecito pensare che, l’antenato
dell’uomo e quello del cane condividessero territori, cibi e spazi.
Molte erano le similitudini che accomunavano i due mammiferi: le loro
strutture sociali erano simili, gli
uomini si radunavano in tribù o in
gruppi, i cani in branchi; così come
comuni erano alcune loro modalità di
comunicazione, quali le espressioni
mimiche e gli atteggiamenti di posizione del corpo, sovente entrambi
attaccavano prede più grandi di loro,
impresa questa, che richiedeva uno
sforzo di squadra e la divisione dei
compiti tra i membri del gruppo.
Dalla sua probabile origine, nel sudest asiatico, l’addomesticamento del
cane si diffuse e ciò spiegherebbe la
comparsa, del tutto improvvisa, di
cani in Europa e in Africa, arrivati con
le migrazioni umane e impiantati sul
territorio al seguito dei ‘padroni’.
Introdotto in nuovi territori, il cane
si è accoppiato con gli esemplari
selvatici autoctoni dando così vita ai
diversi ceppi che, negli anni, hanno
prodotto le razze più antiche, quali i
levrieri, i cani da pastore, i bracchi e
i molossi.
Con il passare dei secoli e la nascita
delle grandi civiltà, il ruolo sociale del
cane appare sempre più delineato e
rilevante. Le raffigurazioni dell’animale sono numerose e disseminate
in molti territori: bassorilievi AssiroBabilonesi, ritraggono scene di caccia
con uomini e mute di cani; soggiogata
la Mesopotamia, Ciro, Re di Persia,
portò al seguito del suo esercito i
quattro zampe trovati nei territori
conquistati, tanto era grande la loro
possenza. Le tracce del canis familiaris si trovano nella cultura ateniese,
più avanti, in quella romana dove ne
appaiono cenni nelle opere di Varrone,
di Columella e nelle “Georgiche” di
Virgilio. Nei manoscritti medioevali,
compare la dicitura ‘cane da pastore’
e ‘cane da guardia’, segno che l’uomo
aveva imparato sempre meglio a
conoscere e sfruttare le attitudini
comportamentali di questo animale.
Dal XV secolo in avanti, le espressioni
pittoriche mostrano chiaramente
come il cane sia una presenza
costante nella vita umana.
Non c’è tela che rappresenti un banchetto reale o una battuta di caccia in
cui uomo e cane non siano insieme.
Il quadro diventa espressione e testimonianza di una società. In questo
contesto va approfondito il filone
dell’Arte Animalier, ossia quella moda
tanto in voga degli artisti che, a partire dal seicento, ritraggono scene di
vita quotidiana dove, i cani, con i loro
padroni, sono protagonisti indiscussi.
Nel settecento, la pittura animalier
si arricchisce di soggetti. Non solo i
nobili vogliono essere ritratti con i
loro beniamini a quattro zampe, ma li
vogliono anche come unici soggetti,
per mostrarne la bellezza, la prestanza fisica e la bravura nella caccia.
Tra il settecento e l’ottocento, la borghesia in piena ascesa, rivendica il
suo ruolo sociale.
Parte essenziale di questa società
sono ancora i cani che non vengono
più rappresentati in scene di caccia
o posa con i loro padroni ma sono
ritratti all’interno della famiglia, nella
casa di cui fanno parte.
Come si può notare in questo piccolo excursus artistico, l’inserimento
del cane come soggetto nei dipinti,
è sintomatico di un atteggiamento
psicologico e sociale della classe nobiliare prima e borghese poi, che fa di
questo animale una parte essenziale
della vita sociale e privata.
Dal Rinascimento in avanti cambiano
le dinamiche relazionali tra uomo e
cane: non si caccia più, se non per
sport, l’arte della guerra si è affinata e
i morsi dell’antico mastino sembrano
non essere più indispensabili per la
vittoria.
Perché quindi l’uomo continua a
circondarsi di questa specie? Perché
ancora lo accoglie sotto la sua tavola?
Perché si fa ritrarre dai pittori con il
suo cane preferito? Perché proprio in
questo tempo cominciano a nascere
gli allevamenti?
Probabilmente la risposta va cercata
nell’animo umano, capace di rispondere, come ogni altra specie animale,
a quell’istinto atavico che si chiama
“attaccamento”...
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A
Parliamo di...
LE RISPOSTE DELL’ADDESTRATORE CINOFILO
L’amore e la dominanza
A CURA DELLA
A.S. CINOFILA
Il corretto rapporto uomo-cane
La natura sociale di uomini e cani
Sappiamo tutti che i cani discendono
dal lupo ma, forse, non riflettiamo abbastanza su cosa questo significhi quando
dobbiamo capire i comportamenti dei
nostri cani. Nonostante secoli di selezione
e allevamento la base genetica del cane è
rimasta quella del lupo ed è quindi inutile
pretendere da lui comportamenti umani
che non conosce e non può assumere
perché le sue capacità mentali non gli
permettono di arrivare alla complessità
del comportamento, del linguaggio e dei
sentimenti umani.
È indubbio però che i cani ci stupiscano: a
volte sembra che si comportino come noi
e che capiscano ogni cosa.
Ciò avviene perché all’interno della
gamma di comportamenti e istinti del
cane ve ne sono molti che si armonizzano
perfettamente con i nostri e lo spirito di
osservazione e la sensibilità che i cani
possiedono permette loro di capire molte
cose di noi.
Un aspetto che spesso ci sorprende è la
loro grande capacità di interpretare e, a
volte, di anticipare i nostri comportamenti
e stati d’animo; sembra che capiscano le
nostre frasi. In realtà non è proprio così.
Possono, per esempio, riconoscere che a
quel nostro comportamento o stato d’animo corrisponde una precisa situazione
(se prendiamo il guinzaglio, si andrà a
fare la passeggiata) ma non dobbiamo
mai scordare che il loro sistema di comunicazione è molto diverso dal nostro: noi
comunichiamo principalmente attraverso la parola, loro attraverso le posture
del corpo e gli odori perciò se vogliamo
comunicare con loro siamo noi a dover
apprendere il loro modo di comunicare
e non dobbiamo aspettarci che accada il
contrario.
Ciò è molto più importante perché moltissimi dei problemi che si creano fra uomo
e cane derivano proprio da incomprensioni nella comunicazione (ad esempio,
abbracciare un cane dominante, significa,
per lui, cercare di sottometterlo e con
tutta probabilità reagirà in modo
aggressivo).
Indubbiamente, uomo e cane in molti
aspetti si assomigliano e, in effetti, sono
entrambi mammiferi sociali, cioè vivono
in branco. Sia l’uomo che il cane necessitano della vita di branco; la solitudine
e l’isolamento sono deleteri per entrambi
e, come le altre specie sociali, hanno leggi
che regolano i rapporti fra gli individui
dello stesso gruppo; quelle di uomini e
cani in molti aspetti sono simili anche se
quelle del cane sono indubbiamente più
semplici ma più rigide.
In natura, la vita sociale del lupo è vivacissima e i rapporti fra gli individui del
branco prevedono la presenza di capi (un
maschio e una femmina) e una gerarchia
di individui via via più sottomessi.
Tutta la vita del branco ne è condizionata:
gli unici a riprodursi sono i due capi, i
dominanti hanno la precedenza nel mangiare per nutrirsi con i pezzi migliori,
dormono nei punti più favorevoli, prendono le decisioni che regolano la vita
del branco, assumono posture del corpo
(coda alta, orecchie dritte, atteggiamento
impettito) che riaffermano continuamente il proprio ruolo, le dispute vengono
risolte con comportamenti di dominanza
che a volte sfociano in un’aggressività
quasi sempre rituale.
I cani applicano queste regole sia agli altri
esemplari che alle persone che vivono con
loro e ciò comporta notevoli conseguenze
nel comportamento che dobbiamo assumere nei loro confronti. Ribadiamo che è
fondamentale avere ben chiaro che siamo
noi a dover conoscere e capire il nostro
cane e non viceversa: lui continuerà sempre a comportarsi da cane e a considerarci
suoi simili, appartenenti al suo branco;
noi, invece, dobbiamo imparare a conoscerlo, in modo da poterci comportare “da
cani”. È questo il vero segreto per avere un
giusto rapporto con lui.
Il ruolo più importante e gravoso spetta
dunque all’uomo.
Gli insuccessi educativi e le problematiche
comportamentali sono, nella quasi totalità dei casi, da addebitare a errori umani.
Vediamo dunque come impostare un
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rapporto con il proprio cane basato su
affetto e dominanza, i due aspetti essenziali per convivere serenamente con lui.
Sono fondamentali, perché un cane senza
ricevere attenzioni sarà infelice e senza
riconoscere la posizione di dominanza del
proprietario-capobranco non sarà obbediente e rispettoso.
I cani e l’amore
I cani si nutrono letteralmente di amore,
la loro è una vera e propria vocazione.
Manifestano un attaccamento viscerale
verso i propri compagni di vita, siano
essi uomini o altri cani, e lo esprimono
volendo sempre stare con loro e facendo
incredibili festeggiamenti ogni volta che
si riuniscono dopo una separazione,
comunque sempre dolorosa; anche i nuovi
incontri sono quasi sempre caratterizzati
da grande entusiasmo e felicità di conoscere qualcuno.
Pongono l’amore talmente in cima al loro
modo di essere che molto spesso esprimono felicità nel salutare perfino coloro
che li hanno maltrattati. I cani privati di
affetto e stimoli sociali, sviluppano spesso
caratteri duri e scontrosi, manifestando
forti difficoltà di relazione con gli altri.
È quindi chiaro che per avere un buon
rapporto con un cane è necessario trasmettergli la felicità che deriva dallo stare
con lui; i cani devono sentire il gusto di
vivere in branco, il più possibile vicino ai
loro compagni, amano la vicinanza, il contatto fisico, la comunicazione.
Un cane tenuto ai margini della vita familiare, ignorato o trascurato può sviluppare
comportamenti negativi e certamente
non sarà felice. L’idea che il cane debba
fare il cane sulla quale molti si basano per
tenerlo sempre fuori casa, magari al gelo,
o chiuso in un recinto è quanto di più sbagliato si possa fare.
La loro vita ideale è quella che li vede
sempre a stretto contatto con il proprio
branco-famiglia e non dobbiamo mai
dimenticare che le separazioni, anche
brevi, non sono mai piacevoli perché
vanno contro l’istinto canino di rimanere
sempre uniti ai propri compagni.
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Parliamo di...
soprattutto per coloro
che non siano portati
a farlo. Ognuno di noi
tende a rapportarsi a suo
modo con il proprio cane
e non è detto che chi sia
in generale deciso nella
vita (ad es. con le altre
persone) lo sia anche con
il cane, così come può
accadere che personalità
tendenzialmente indecise e insicure riescano
a instaurare con lui un
rapporto corretto.
In ogni caso, tenere il proprio cane vicino
a sé non significa viziarlo bensì, semplicemente, andare incontro al suo istinto.
Il confine, però, fra l’assecondare la sua
natura e lo scivolamento negli errori di
educazione è labile e può essere facilmente
superato, infatti, purtroppo, sbaglia anche
chi esagera nell’assecondare troppo il proprio cane fino a permettergli di tutto.
I cani e la dominanza
Un cane è rispettoso e obbediente solo
con coloro che si pongono nei suoi confronti come capi-branco e sarà invece
disobbediente e un po’ menefreghista con
coloro che ai suoi occhi appaiono come
figure prive di autorevolezza e carisma.
Anche qui si può spaziare tra esemplari
con un’innata propensione alla docilità e alla sottomissione e altri tendenti
a imporsi ad ogni costo, ma con tutti è
necessario trasmettere segnali e assumere
comportamenti atti a manifestare dominanza nei loro confronti.
L’arte della dominanza è proprio la capacità di porsi come capo nei confronti del
proprio cane: è difficile, perché spesso
accade di essere o troppo severi o troppo
accondiscendenti e di sbagliare i segnali
che gli si inviano.
In una comunità di lupi, il capobranco è un
individuo carismatico, forte, sicuro di sé,
autorevole, equilibrato e mai inutilmente
violento, che si occupa amorevolmente
delle sorti della sua comunità guidandola
e prendendo le decisioni importanti; la
forza viene usata solo nei confronti di chi
sfida la sua autorità (e spesso gli scontri
sono solamente rituali), per difendere il
territorio e nella caccia.
Comportarsi da capo non è sempre facile,
Ma cos’è la dominanza e come si
deve comportare un capobranco?
Carisma, decisione, coerenza sono le
caratteristiche principali, peraltro, per
nulla in contrasto con affetto, disponibilità, dolcezza. Essere capobranco non
significa essere violenti dittatori bensì
saper segnalare con chiarezza e fermezza
cosa vada o non vada fatto.
Il nostro cane capirà ciò che gli vogliamo
comunicare solo se useremo segnali estremamente comprensibili. Ogni esemplare
avrà bisogno di un’appropriata “dose” di
dominanza: come puro esempio, molto
probabilmente ne servirà di più per controllare l’aggressività di un Rottweiler
maschio verso altri esemplari dello stesso
sesso che per insegnare ad una femmina
di Golden Retriever a non salutare tutte le
persone che incontra per strada.
Amore e dominanza
nel rapporto uomo-cane
L’equilibrio tra amore e dominanza va
impostato non appena si inizia la convivenza con il proprio cane.
Immaginiamo di portare a casa il nostro
bellissimo cucciolo. Ha un aspetto adorabile, è simpaticissimo, ha un muso
fantastico: ci verrebbe naturale permettergli qualsiasi cosa! Eppure è qui che inizia
quel lungo e paziente percorso che ci può
portare a essere degli ottimi proprietari.
Dobbiamo immaginare di essere un cane
adulto di carattere forte e sicuro che permette al cucciolo di leccarlo, saltargli
addosso, mordicchiarlo ma che è anche
pronto a ringhiare maestosamente, fingendo magari un’aggressione, in modo da
fargli capire che sta esagerando.
Il concetto di limite è molto importante.
A
I cuccioli che crescono senza le lezioni
impartite da genitori e fratelli rischiano
di crescere senza sapere quando debbano
fermarsi nel gioco e nel morso, mentre, al
contrario, quelli inutilmente maltrattati
dall’uomo diventano timidi e inibiti.
Non impegnarsi nell’educazione di un
cane significa indurlo a fare tutto ciò che
gli passa per la testa: dal tirare al guinzaglio al saltare addosso per fare le feste, dal
mordicchiare per gioco al mordere seriamente per dominanza.
Al nostro nuovo cane dobbiamo assicurare
amore, rispetto, cibo adeguato, acqua fresca, cure veterinarie, un punto della casa
o del giardino dove dormire, moto e gioco
quotidiano, senza però dimenticare che
l’educazione è altrettanto importante e
deve cominciare insegnando alcune cose
fondamentali.
I cuccioli, oltre a fare i propri bisogni
dappertutto, tendono a essere piuttosto
invadenti mettendo continuamente alla
prova la pazienza di chi li circonda, mordicchiano tutto quello che capita loro
sotto tiro, rischiando di sviluppare comportamenti indesiderati.
Come abbiamo già sottolineato, risulta
spesso difficile “sgridare” un dolcissimo
cucciolo o negargli qualcosa ma dobbiamo ricordare che lo facciamo per il suo
e il nostro bene; lui crescerà equilibrato e
quindi accettato da tutti e noi godremo
dei vantaggi del capo-branco.
Come rafforzare
la dominanza sul proprio cane
Non serve essere aggressivi per essere
dominanti. Bisogna invece essere severi
e soprattutto molto coerenti. Quando si
vieta al cane un certo comportamento,
bisogna continuare coerentemente (e
pazientemente) finché il cane non avrà
capito, insistendo anche per molti mesi.
I messaggi verso il cane devono essere
chiari ed espliciti. Se gli vietate una cosa
solo ogni tanto, il cane non capirà il messaggio. Anzi tenderà a non capire la forza
del divieto anche se solo di tanto in tanto,
vi “dimenticherete” di rinnovare il divieto
di fronte al suo comportamento sbagliato.
Continuate a scriverci,
a farci le domande più curiose….
Siamo a vostra disposizione
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Qeen di Renata e Giovanni (Sordevolo)
Sara di Rita (Ponderano)
Siami di Sonia e Luciano
Teo di Giuseppina (Biella)
Tina di Paola e Katia (Salussola)
Simba di Nicoletta e Alberto (Biella)
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
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Silvestro
Giulio e Amilcare di Monica e Giorgio (Biella)
Tigre di Sonia e Luciano
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Acquario
Natura
Acquario natura è la prima
fiera in Italia completamente
dedicata all’acquariologia
e laghetti ornamentali.
Una nuova esposizione per esplorare
il magnifico mondo sommerso.
Un’occasione nella quale il visitatore
possa godere delle meraviglie che il
mondo acquatico può offrire, attraverso l’osservazione degli acquari
che saranno allestiti da ogni azienda
espositrice. La fiera sarà aperta a
tutti: agli operatori del settore, ai
privati, all’appassionato ma anche al
neofita, alle famiglie e, soprattutto,
alle scolaresche.
Le maggiori aziende incontreranno
operatori del settore e il pubblico per
illustrare i propri prodotti: acquari,
pompe, filtri, riscaldatori, impianti di
CO2, impianti di osmosi inversa, mangimi, trattamenti, sali marini ecc.
Si avrà la possibilità di presenziare a
seminari e convegni, partecipare a
laboratori tematici, osservare sessioni
di aquascamping, assistere ad avvincenti proiezioni.
La fiera si terrà nei giorni 22-23-24
settembre presso la fiera di Bergamo.
Per informazioni visitate il sito
www.acquarionatura.it o venite in
negozio a ritirare il coupon che dà
diritto ad uno sconto su biglietto di
ingresso.
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Acquariofilia
I PESCI PIÙ AMATI IN ACQUARIO sabbia. I Coridoras e altri pulitori per vetri dell’acquario, alle decorazioni e
I pesci pulitori
Forse non saranno coloratissimi
e attraenti come altri pesci tropicali ma sicuramente i pesci pulitori
sono tra i più amati e posseduti dagli
acquariofili.
Sono acquistati in un primo momento
per la loro capacità di tenere pulito
l’acquario, spesso però colpiscono per
la loro simpatia dovuta al buffo comportamento e al modo di nuotare.
Vengono chiamati in modi diversi:
pesci pulitori, spazzini, “ciuccia vetro”, ecc. in base alla loro
specializzazione.
A seconda della specie a cui appartengono possono essere divisi in due
grandi gruppi: i pesci onnivori e quelli
prevalentemente vegetariani.
Al primo gruppo appartengono
soprattutto i Coridoras; si tratta di
pesci di piccole dimensioni (dai 2 ai
5-6 cm) provenienti dal sud America.
Ne esistono di tantissime varietà che
però hanno caratteristiche di allevamento molto simili tra loro. Innanzi
tutto non devono mai essere allevati
da soli perché sono animaletti gregari,
un piccolo gruppo di 4-6 esemplari va
bene per quasi tutti gli acquari.
Le caratteristiche dell’acqua non
sono particolarmente importanti
perché sono molto adattabili quindi
vivono bene anche in un acquario
di comunità, tuttavia l’acqua deve
essere pulita (assenza di nitriti e pochi
nitrati) e tenera (durezza totale inferiore a 10° dGH).
Il fondo dell’acquario deve essere
costituito in parte o totalmente da
il fondo come gli Acanthopsis infatti
la setacciano mettendola in bocca e
facendola uscire dalle branchie, in
questo modo la sabbia viene completamente smossa e ripulita da avanzi
di cibo e detriti di vario genere.
alle piante, esso è munito di piccoli
denti che grattano le superfici pulendole dalle alghe.
Alcune specie raggiungono dimensioni ragguardevoli (Hypostomus,
Panaque) quindi prima di acquistarli è
necessario assicurarsi che l’acquario
che li ospiterà sia abbastanza grande.
Coridoras sterbai
Al secondo gruppo (quello dei pesci
vegetariani) appartengono molte specie, le più famose sono gli Ancistrus,
Hypostomus, Otocinclus, Panaque,
Hypancistrus e Baryancistrus, ecc.
L’Ancistrus in particolare è molto
diffuso negli affluenti del Rio Negro
(Brasile), dove si segnala sia in corsi
d’acqua abbastanza piccoli, con una
corrente rapida, sia in laghi nella
foresta.
La classificazione di certe specie di
Ancistrus spesso è dubbia; svariate
specie strettamente imparentate tra
loro vengono riprodotte in allevamenti europei e le loro condizioni di
allevamento ideali sono acque scure
con pH basso, tuttavia si adattano a
vivere facilmente (anche a riprodursi)
in condizione medie adatte alla maggior parte dei pesci tropicali.
Presentano un apparato boccale a
ventosa grazie al quale si attaccano ai
Hypancistrus zebra
Apparato boccale Ancistrus sp.
L’alimentazione per i pesci pulitori
è necessaria poiché il cibo avanzato
dagli altri pesci e le alghe non sono
sufficienti al loro sostentamento.
Il cibo in pastiglie o in wafer è il
più indicato poiché viene difficilmente mangiato dagli altri inquilini
dell’acquario.
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Risposte ai lettori
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—>(23$, >#(>(#$-3(Ï" 9(.-$>$+$331.-(" >/$1>(>& 33(
Le specie più indicate a questi spostamenti sono i Ciclidi, gruppo che,
probabilmente, trae maggiori benefici
dallo spostamento all’aperto, infatti i
pesci crescono più velocemente grazie ad una dieta variata e di ottima
qualità.
Sovente si assiste a riproduzioni
migliori che in acquario e i piccoli crescono più velocemente e decisamente
più robusti, inoltre al rientro in vasca
presenteranno una livrea con colori
più intensi e brillanti.
Allo stesso modo, Guppy, Xipho, Platy,
Portaspada ed altri stretti parenti si
adattano molto bene alla vita all’aperto, crescendo molto in fretta e
sviluppando delle sfumature di colore
che difficilmente in acquario riescono
manifestare.
Mi è stato detto che si possono
tenere alcuni pesci d’acquario
anche all’esterno, è vero?
E quali possono essere?
Alessandro, Cerrione.
Effettivamente si può organizzare
un periodo di vacanza all’aria aperta
anche per alcuni ospiti degli acquari
tropicali. Ovviamente si dovranno
rispettare alcune condizioni ma i
pesci ne trarranno molteplici benefici.
La soluzione più semplice per ospitarli all’esterno è quella di utilizzare
un grosso contenitore di plastica che,
in assenza di un giardino o cortile,
potrà essere sistemato su un balcone
o su un terrazzo. Essendo questa una
sistemazione temporanea bisognerà
utilizzare un contenitore che possa
essere svuotato con facilità e che consenta il recupero agevole dei pesci.
La soluzione migliore sarebbe quella
di un piccolo laghetto in giardino,
inserendo all’interno un contenitore
adatto al recupero dei pesci.
Se si utilizza un recipiente in plastica,
sarà necessario prevedere un filtro
interno o esterno per mantenere
una buona qualità dell’acqua.
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Esiste per i gatti un sistema
d’identificazione elettronica
come per i cani?
Franca, Lessona.
Sì, anche se in Italia l’identificazione dei gatti è volontaria e non
obbligatoria.
Dal 2010 però, è attiva l’A.N.F.
(Anagrafe Nazionale Felina), una
banca dati informatizzata che registra i dati identificativi dei gatti dotati
di microchip. Il progetto ha come
promotori l’Associazione Nazionale
Medici Veterinari e la Frontline
Combo Education Program.
I medici veterinari, le autorità
sanitarie nazionali ed europee la
incoraggiano per favorire il controllo
della demografia felina, contrastare
l’abbandono e agevolare il ricongiungimento del gatto col suo padrone, in
caso di smarrimento.
L’augurio è che una maggior sensibilizzazione dei proprietari da un lato e
dei veterinari dall’altro portino a un
progressivo aumento dei gatti con
microchip.
Per ulteriori informazioni:
www.anagrafenazionalefelina.it
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Sotto l’ombrellone
ORIZZONTALI
VERTICALI
1 - La femmina di…Titti
7 - C’è quello sapiens
8 - Scende nell’arena
10 - È famoso il suo occhio
11 - La forza degli antichi
romani
12 - Società Esercizi
Aeroportuali
13 - Il plurale di anatra
17 - Una memoria
del computer
18 - È dolce sugli zerbini
21 - Lo è la pecora
24 - Lo sono le giornate
che minacciano pioggia
26 - Così erano gli anni ‘80
27 - I confini del Siam
28 - Il verso del gatto
29 - La seconda
e la terza vocale
1 - Lo si mette al cane
2 - Servono per pescare
3 - Davanti al verbo
serve per negare
4 - Le prime d’Italia
5 - Tre per tre
6 - Manca quando fa caldo
9 - L’inizio dell’ospitalità
12 - Un millenio ne ha dieci
14 - Sono famose
le sue Cronache
15 - Serve per riempire
le bottiglie
16 - La sesta nota
19 - Pappagallo
20 - Piccola pietra
22 - Avverbio di luogo
23 - Quando sono tante
fanno rumore
25 - Grosso uccello
australiano
26 - La Metropolitana
Milanese
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CANE SEI IL BENVENUTO
Un uomo scrisse ad un albergo
di campagna in Irlanda per chiede
re
se avrebbe accettato il suo cane.
RICEVETTE LA SEGUENTE RISPOSTA
:
Caro signore, lavoro negli alberghi
da più di trent’anni.
Fino ad oggi non ho mai dovuto chi
amare
la polizia per cacciare un cane ub
riaco
nel cuore della notte.
Nessun cane ha mai tentato di rifi
larmi
un assegno a vuoto.
Mai un cane ha bruciato le copert
e fumando.
Non ho mai trovato un asciugam
ano
dell’albergo nella valigia di un can
e.
Il suo cane è il benvenuto.
SE LUI GARANTISCE,
PUÒ VENIRE ANCHE LEI.
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Alla scoperta di...
Pseudogravidanza nella cagna
DOTT.SSA ROBERTA PICCOLO, MEDICO VETERINARIO
La Pseudogravidanza chiamata anche
“gravidanza isterica o falsa gravidanza” è una situazione fisiologica
un po’ anomala di cui avrete sicuramente sentito parlare almeno una
volta nella vita.
Prima di approfondire tale argomento
vorrei darvi alcune nozioni relative al
ciclo estrale della cagna.
La pubertà in una cagna insorge tra i
6 e i 18 mesi di età.
L’intervallo medio tra l’insorgenza di
un ciclo e l’altro è di circa 6/7 mesi
con alcune variabili soggettive. Dopo
l’8° anno, generalmente, la durata e
la frequenza dei cicli diventa meno
regolare e può aumentare il tempo
interestrale.
Per comprendere meglio che cosa
s’intende per ciclo estrale, possiamo
suddividerlo in quattro fasi: proestreo, estro, diestro, anestro.
Il proestro dura in media 9 giorni ed
è definito come il periodo in cui la
cagna esercita l’attrazione sessuale,
ma rifiuta ancora gli approcci del
maschio. Comunemente per contraddistinguere il primo giorno di proestro
lo si associa alla comparsa dello scolo
vaginale sieroematico e della tumefazione vulvare.
Anche l’estro, periodo in cui la cagna
accetta il maschio, dura in media
9 giorni. La vulva inizia a contrarsi,
diventa più morbida e lo scolo vaginale tende a diminuire leggermente.
Il diestro inizia quando la cagna non
accetta più il maschio.
Ha una durata media di circa 70
giorni dopo di che la femmina entra
in anestro, cioè in “riposo”, a meno
che non sia gravida.
Le cagne soggette a Pseudogravidanza
dopo ogni calore, di solito da 1 a 2
mesi dopo, mostrano i segni clinici
della gravidanza e della lattazione
anche se non è avvenuto un accoppiamento fecondo.
Secondo alcuni studi etologici
questo è un comportamento
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normale all’interno di un branco.
Tutte le femmine, infatti, tendono
ad andare in calore nello stesso
momento anche se solamente la femmina dominante si accoppia con il
maschio alfa.
Questo loro comportamento è
comunque utile alla sopravvivenza del
branco in quanto permette al capobranco di avere più di una cucciolata
e, nell’eventualità che la femmina
dominante non abbia abbastanza
latte per i cuccioli o muoia, di sostituirla nell’accudimento dei piccoli.
Da un punto di vista sintomatologico
tale situazione mima in tutto e per
tutto la gestazione e solo la certezza
del mancato accoppiamento con un
maschio può escluderla nelle fasi
iniziali; dopo invece 3-4 settimane è
possibile distinguere le due situazioni,
attraverso una radiografia, o meglio
ancora un’ecografia.
Il primo segnale che il proprietario riscontra nella cagna è un
cambiamento nel comportamento
con irrequietezza, ridotta attività
fisica soprattutto alla mattina, nausea
e a volte vomito.
Compare l’istinto del nido, cioè la
ricerca di un luogo sicuro dove appartarsi e costruire un nido che accolga i
cuccioli, come l’istinto materno, con
forte attrazione nei confronti di altri
animali presenti o di oggetti come
bambole, peluches o altro.
In alcuni casi il suo istinto territoriale e protettivo verso i suoi piccoli,
può causare qualche problema ai
proprietari.
Anche l’appetito può subire dei cambiamenti diventando sempre più
esigente nella scelta del cibo.
A questo si associa molto spesso un
aumento del volume delle mammelle,
la presenza del latte e di una lieve
distensione addominale.
Questo è dovuto ad un aumento del
livello ematico della prolattina, l’ormone responsabile dell’avvio e del
mantenimento della lattazione stessa.
Ovviamente tutti questi sintomi
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Alla scoperta di...
variano di intensità da soggetto a
soggetto. Ci possono essere cagne
che manifestano l’istinto del nido e
l’istinto materno ma che non arrivano
a produrre latte.
In tutti i casi è bene distinguere le due
situazioni.
Nella maggior parte delle volte, la
sintomatologia si risolve spontaneamente nell’arco di 1/2 settimane; nel
caso in cui ci sia invece una lattazione
imponente è necessario somministrare dei farmaci che antagonizzino
l’azione della prolattina ed è spesso
consigliato applicare degli impacchi
di acqua fredda sulle mammelle per
farle diminuire di volume.
In alcuni casi può essere d’aiuto utilizzare un collare di Elisabetta al fine di
evitare il fenomeno dell’autosuzione.
L’utilizzo dei farmaci antiprolattinici
è fondamentale perché il ristagno di
latte a livello mammario può favorire
l’insorgenza di processi infiammatori
(mastiti) a carico della ghiandola.
Un altro problema collegato a pseudogravidanze, ripetute nel tempo, è
la possibilità di sviluppare una piometra, infezione purulenta dell’utero,
in quanto l’azione protratta del
progesterone sulla mucosa uterina, ed i conseguenti cambiamenti
morfo-funzionali che ne derivano, predispongono l’animale ad infezioni
che se non trattate prontamente con
la rimozione chirurgica dell’organo
possono essere causa di morte per
l’animale stesso.
È credenza comune che, il far accoppiare almeno una volta nella vita la
propria cagnolina possa scongiurare definitivamente il problema
della pseudogravidanza, non è così!
Un consiglio, perciò, che mi sento
di dare ai proprietari di cagne che
presentano frequentemente pseudogravidanze, è quello di parlarne con il
Medico Veterinario di fiducia e prendere la decisione più giusta e migliore
per la salute del proprio animale,
anche se questa può comportarne la
sterilizzazione.
Prevenzione della Leishmaniosi
Molti cani nel sud dell’Europa sono
in costante rischio di sviluppare la
lesihmaniosi canina. Il veicolo di trasmissione di questo parassita è un
insetto molto diffuso nelle regioni che
si affacciano sul mar Mediterraneo,
in particolare Italia, Spagna, Grecia,
Portogallo e Sud della Francia.
Attualmente ci sono 2,5 milioni di cani
in Europa infettati da Leishmania.
Questa malattia è spesso mortale e
gli attuali trattamenti possono solamente controllare i sintomi, ma non
curare la malattia. La prevenzione è la
miglior protezione!
Vaccinare il cane significa potenziare
il suo sistema immunitario aumentandone la resistenza.
Per 20 anni ricercatori di alto
livello hanno lavorato allo studio di
tecnologie vaccinali all’avanguardia
per poter proteggere il cane dall’infezione di questo mortale parassita.
Ora, grazie a queste ricerche, è disponibile per la prima volta in Europa
un vaccino contro la leishmaniosi
canina. A differenza degli antiparassitari esterni che hanno l’obiettivo
di evitare la puntura del flebotomo,
il vaccino è una forma nuova e
differente per proteggere il cane
dall’interno. Tuttavia, vaccinare
il cane non evita che esso venga
punto dal flebotomo, vanno perciò
utilizzati sempre degli insetticidi
repellenti.
Pertanto, il consiglio finale è quello
di rivolgersi al proprio Medico
Veterinario che saprà dare le
migliori indicazioni del caso.
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Alla scoperta di...
In viaggio con Fido e Felix
COSA È BENE SAPERE
PER UNA VACANZA FELICE
CON I NOSTRI FEDELI AMICI
PRIMA DI PARTIRE
˜ facciamo visitare il nostro amico
dal veterinario per accertare che sia
in perfetta forma e che abbia fatto
tutte le principali vaccinazioni.
˜ informarci sui rischi che può presentare la località prescelta per la
nostra vacanza; ci sono zone ad alto
rischio di filaria e, nel caso, il veterinario provvederà ai trattamenti
preventivi.
˜ ricordiamoci di portare con noi prodotti antiparassitari e di difesa dalle
zanzare.
VIAGGI ALL’ESTERO
Per i viaggi all’estero dal 1 ottobre
2004 è obbligatorio il passaporto dove
sarà specificato il nome, il sesso, il
peso e la data di nascita, il colore del
manto e la razza, la foto è facoltativa.
Il documento è obbligatorio per cani,
gatti e furetti, inoltre per i cani è
richiesto il tatuaggio o il microchip.
IN AUTO
Se viaggiamo in auto, il trasporto è
disciplinato dal C.d.S. art. 169.
Il comma 6 consente di trasportare
in auto un solo animale purché non
costituisca pericolo o intralcio per il
conducente. È consentito inoltre il trasporto di più animali se questi vengono
custoditi nel vano posteriore dell’auto
appositamente diviso da una rete, da
un separatore o in un trasportino.
Lungo il percorso, programmare delle
soste, almeno ogni due ore, per permettere all’animale di sgranchirsi e
dissetarsi.
IN TRENO
Per chi viaggia in treno, il trasporto
dei piccoli animali è consentito sia in
1ª che 2ª classe, seguendo una serie
di semplici regole legate alla taglia
del soggetto. I cani di piccola taglia
possono viaggiare liberamente in 2ª
classe, in braccio al padrone, con un
biglietto ridotto del 40%; anche i
cani di taglia media e grossa
pagano un biglietto ridotto
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del 40% e sono ammessi solo se non
disturbano, ma vanno tenuti al guinzaglio e con la museruola.
Nei treni Eurostar Italia possono viaggiare solo i cani per non vedenti.
Sui treni ETR sono ammessi solo animali di piccola taglia se custoditi negli
appositi contenitori (trasportino) che
devono essere collocati in appositi
spazi indicati dal personale.
Nelle vetture letto è possibile viaggiare
con un piccolo animale prenotando
tutto lo scompartimento; mentre nelle
carrozze cuccette non è ammesso il
trasporto di animali. Va ricordato che
gli accompagnatori degli animali sono
tenuti alla loro sorveglianza e sono
responsabili di tutti i danni eventualmente causati dagli stessi.
IN AEREO
Viaggiare in aereo, per un cane può
essere traumatico soprattutto se
costretto a stare nel reparto bagagli.
Tutte le compagnie aeree consentono
il trasporto di cani e piccoli animali
in genere, ma ciascuna adotta regole
leggermente diverse. È quindi utile,
prima della partenza, programmare
bene il viaggio, informandosi con un
certo anticipo. La regola generale è
che i piccoli animali viaggiano come
‘bagaglio a mano’, mentre quelli di
grande taglia come ‘bagaglio registrato’, cioè in stiva. La presenza
dell’animale va comunicata alla
compagnia aerea al momento della
prenotazione, considerando che le
compagnie permettono l’imbarco di
un solo animale per ogni classe.
IN NAVE
Gli animali non sono ammessi sulle
navi da crociera, possono viaggiare
solo sui traghetti.
Anche qui non esiste una normativa
unica per tutte le compagnie marittime ed è necessario informarsi prima
di organizzare il viaggio.
In genere non ci sono problemi a portare il nostro amico a bordo di navi
o traghetti, basta avere il certificato
di buona salute e nel caso delle isole
anche il certificato antirabbia.
È indispensabile avere con sé il guinzaglio e la museruola. Il personale di
bordo indicherà di volta in volta come
dovrete comportarvi e in quale locale
il cane potrà accedere.
SU TRASPORTI URBANI COMUNALI
Per i trasporti urbani comunali
-autobus, tram, metropolitana- i regolamenti variano da Comune a Comune.
Quando l’accesso al cane è consentito, è richiesto il pagamento del
biglietto e l’animale dovrà essere
tenuto al guinzaglio e munito di
museruola. Non sono ammessi due
cani contemporaneamente.
I cani guida per non vedenti sono
sempre ammessi senza nessuna
restrizione.
IN TAXI
Per il trasporto in taxi, non esistono
regole particolari per cui è a discrezione del conducente se accettare o
meno il nostro compagno a bordo.
Consigliamo quindi di segnalare la
presenza di animali al momento della
prenotazione dell’auto.
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APERTI ANCHE LUNEDÌ MATTINA
ORARIO CONTINUATO LUNEDÌ-SABATO 9.00-20.00
Pet Therapy
Il valore delle cose semplici
DI
FEDERICA POLICANTE
Bisognerebbe tornare alle cose semplici… sono quelle che ci fanno meno
paura e di cui, in fondo, abbiamo più
bisogno.
Gli animali fanno parte del dominio delle cose semplici, nel senso
che sono parte integrante di quella
natura da cui tanti uomini si sono
allontanati.
Viviamo in un’epoca in cui con la tecnologia si pensa di poter sostituire
tutto. Inoltre, si sta diffondendo una
concezione ingenua della scienza:
molte persone assorbono in modo
acritico concetti scientifici estremamente semplificati e, anziché
alimentare il loro patrimonio culturale, finiscono per impoverirlo
sempre di più. Non che la natura sia
stata sempre benevola verso l’uomo,
e che la vita per lui sia sempre stata
felice ma adesso la situazione si è
capovolta, soprattutto per chi vive
nelle grandi città.
Alcuni bambini non hanno mai visto
una mucca, se non in televisione.
Un corretto lavoro con gli animali ci
può aiutare a superare questi fenomeni degenerativi.
Il contatto con un animale è senz’altro più imprevedibile e richiede una
creatività che nasce dal tentativo di
capire un essere diverso da noi.
Questo lavoro può essere utile anche
per lo sviluppo delle più semplici
capacità legate all’intelligenza sociale.
Ed è anche per questo che la pet therapy può incontrare l’animazione in
diversi campi o situazioni.
La pet therapy ha lo scopo di
˜ p ro g e t t a re e g e s t i re a t t i v i t à
socio-culturali
˜ promuovere gli individui
˜ prevenire il disagio, l’emarginazione
e l’esclusione sociale.
Negli ultimi anni si è segnalata la preoccupante crescita del fenomeno del
‘bullismo’ nelle scuole: sempre più
bambini mettono in atto comportamenti offensivi e violenti verso i loro
compagni.
Il contatto con un pet ci rimette in
condizione di scegliere se essere
lesivi o protettivi verso l’animale,
problemizzando la scelta dell’azione
violenta che non sempre è frutto di
impulsi difficilmente controllabili.
Introdurre programmi di Pet Therapy
in scuola materna può essere un’ottima forma di prevenzione che va a
vantaggio di tutti.
Un altro grosso problema, che è sempre più in aumento, è la solitudine
e l’allontanamento emotivo tra le
persone.
La solitudine genera paura e, infatti,
assistiamo ad un aumento di sindromi ansiose molto forti.
Un pet la “rompe”, ci aspetta e ci fa
sentire amati; vuole essere accarezzato, suscitando così un sentimento
positivo di ilarità o tenerezza che
aiuta ad attenuare la distanza dagli
altri esseri viventi.
Così in comunità alloggio o ospedali
(dove non basta la presenza di una
persona!) anche la presenza di animali può contribuire sicuramente a
rendere l’ambiente meno opprimente
e più festoso.
Il musetto di un cane che si insinui
con simpatia nelle difese fumose
di molti depressi, facendoli ridere e
rendendoli più disponibili ad uscire
dal loro stato, a riprendere a vivere e
progettare, può essere davvero utile.
Importantissime rimangono le persone, i buoni maestri, i terapeuti, gli
amici, gli amori e la famiglia.
Gli animali ci possono affiancare con
la loro antica saggezza e i loro legami
con realtà, quali la vita, la morte, la
sazietà, il gioco e l’amore che, troppo
spesso dimentichiamo.
Se avete curiosità o domande
potete scrivere a
[email protected]
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Le novità del mercato
Hill’s Prescription Diet™ y/d™ Feline
Da Hill’s Pet Nutrition nasce il
primo prodotto specifico per
la gestione dell’ipertiroidismo
felino
Dopo 10 anni di ricerca, Hill’s Pet
Nutrition è pronta a lanciare in Italia
il nuovissimo Hill’s Prescription Diet™
y/d™ Feline, alimento dietetico completo per gatti adulti, specifico per la
gestione alimentare dell’ipertiroidismo felino.
Si stima che l’ipertiroidismo riguardi
circa il 10% dei gatti di età superiore
ai nove anni, ovvero l’endocrinopatia
felina maggiormente diagnosticata al
mondo.
Hill’s™ Prescription Diet™ y/d™
Feline è clinicamente provato per la
gestione di questa patologia tiroidea
in circa tre settimane.
Per questo motivo, l’introduzione sul
mercato di y/d riveste il massimo interesse per due ragioni: da un lato offre
ai veterinari un nuovo importante
strumento per gestire le esigenze dei
gatti ipertiroidei, basato sull’alimentazione; dall’altro è l’occasione per i
proprietari di negozi specializzati di
avere un prodotto unico per questa
patologia.
Il trattamento dell’ipertiroidismo
felino solitamente implica l’intervento chirurgico, o un trattamento
somministrato oralmente, che può
risultare particolarmente difficile per
alcuni proprietari.
Quindi, la disponibilità di un alimento
unico e specifico come opzione alternativa a supporto, rappresenta un
progresso notevole per la medicina
veterinaria e un’importante opportunità professionale per i negozianti.
Prescription Diet™ y/d™ Feline è un
alimento a basso contenuto
di iodio e livelli controllati di
fosforo e magnesio.
Il basso contenuto di sodio
con più alti livelli di taurina e
L-carnitina supportano la funzionalità dei reni e del sistema
cardiocircolatorio, mentre i
ridotti livelli di magnesio aiutano a
mantenere un pH urinario ideale per
la salute del tratto urinario.
HYPOALLERGENIC
umido Royal Canin
Una soluzione innovativa nella
gestione nutrizionale di allergie
ed intolleranza alimentari.
Oltre le proteine idrolizzate della
soia, l’esclusivo utilizzo di amido
di pisello, normalmente poco
impiegato negli alimenti per cani,
conferisce una consistenza
unica riducendo la possibilità che si manifestino
intolleranze nei confronti
di quel tipo di amido.
Risultato di un processo
produttivo
avanzato,appositamente sviluppato allo scopo di risolvere
le problematiche dei cani
affetti da allergie ed
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intolleranze alimentari,
è l’alimento ideale per
cani fortemente debilitati, non in grado di
assumere alimenti secchi,
ma anche per cani abituati
ad alimenti umidi.
Hypoallergenic umido
può essere utilizzato da solo, come
dieta completa, o
associato ad uno
qualsiasi dei prodotti
secchi della gamma
Hypoallergenic.
Disponibile in lattine
da 400 gr.
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SUSHICAT
natural lounge food
Sushicat è una gamma di alimenti umidi per gatti, di qualità
SuperPremium e dall’elevata appetibilità, prodotta con ingredienti
naturali al 100%.
Ricette ricercate ed originali con
elevate percentuali di carne,
pesce e materie prime di
altissima qualità, rese
ancor più prestigiose
dalla speciale preparazione a mano.
La linea Sushicat comprende gustosissime formulazioni caratterizzate
da tre differenti ed esclusivi sistemi
di cottura che aiutano a preservare
la qualità nutrizionale e visiva degli
ingredienti, salvaguardandone il
sapore.
FIPROSPOT
antiparassitario a base di Fipronil
F i p ro s p o t è u n
antiparassitario
spot-on (pipetta)
a base di Fipronil
utile per trattare
tutti gli animali
di casa.
Si presenta in
5 formati da 3
pipette, ognuno
destinato alla
relativa taglia
dell’animale, da
utilizzare una
volta ogni quattro settimane per
il trattamento
contro le pulci
del cane e del
gatto e le zecche
del cane.
L’innovativa pipetta è concepita per
trattare il vostro animale in tutta
sicurezza e semplicità.
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