22° Circolo Didattico
Scuola Materna ed Elementare
“Alberto Mario”
Pz. S. Eframo Vecchio, 130
80137 Napoli
Distretto 46
Quartiere San Carlo all’Arena
Codice Scuola NAEE02200X
Codice fiscale 80022520631
E-MAIL:
[email protected]
[email protected]
Dirig.te Scolastico : Prof. Giuseppe Cardinale
PIANO OFFERTA
FORMATIVA
2002/2003
ALLEGATI:
•
Piano annuale delle attività di formazione e aggiornamento
•
Progetti funzioni obiettivo
•
Progetti curricolari
•
Progetti extracurricolari
•
Verbali coordinamento e monitoraggio POF
DIREZIONE DIDATTICA STATALE
22° Circolo di Napoli “A. MARIO”
Piano offerta formativa 2002/2003
SOMMARIO
PREMESSA
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CHI SIAMO
3
LETTURA DEL TERRITORIO
6
LINEE D'INDIRIZZO P.O.F. 2001/2002
9
FASE PREPARATORIA
10
PROGETTI FUNZIONI - OBIETTIVO
11
OFFERTA FORMATIVA
12
MIGLIORAMENTO OFFERTA FORMATIVA
13
AMPLIAMENTO OFFERTA FORMATIVA
14
ORGANIZZAZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA
15
COLLEGIALITÀ E PARTECIPAZIONE
18
ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE
19
RECUPERO DELLO SVANTAGGIO E PREVENZIONE
DELL'HANDICAP
23
LA CONTINUITA'
24
VERIFICA E VALUTAZIONE ALUNNI
27
AUTOANALISI DEL CIRCOLO
29
MONITORAGGIO
29
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DIREZIONE DIDATTICA STATALE
22° Circolo di Napoli “A. MARIO”
Piano offerta formativa 2002/2003
PREMESSA
Il piano dell’offerta formativa del 22° Circolo Didattico “A. Mario” nasce dalla consapevolezza di
una tradizione culturale molto forte, da un passato che si vuole conservare, rinnovare e potenziare
per ottimizzare la qualità ed il livello del servizio, partendo e riflettendo sui bisogni socio – culturali
del territorio.
I lavori di ristrutturazione dell’edificio scolastico determineranno un adeguamento dell’orario di
funzionamento del servizio scolastico, sia per gli alunni che per i docenti, e delle restrizioni nell’uso
degli spazi della scuola.
Verranno, infatti resi inagibili il salone, la palestra, l’aula ubicata nell’ex – ambulatorio e le
dodici aule del padiglione più interno dell’edificio.
Tale carenza di spazi avrà delle ricadute sull’organizzazione del Circolo e sulla progettazione
dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2002/2003.
Si intende utilizzare in modo coerente l’autonomia scolastica, per offrire risposte precise all’utenza,
che in una società complessa e multiculturale, deve acquisire capacità di orientamento e
decisionalità, oltre al possesso di una solida cultura di base.
Il P.O.F. evidenzia in modo esplicito la progettualità organizzativa, curricolare ed extra
curricolare della Nostra Istituzione, documento flessibile e modificabile, in parte o in tutto, se i
bisogni formativi muteranno producendo nell’utenza e nei docenti esigenze diverse.
Il presente piano è disponibile all’indirizzo Internet http://cd22.hermescuole.na.it dove verrà
aggiornato costantemente ed è pubblicato all’albo.
È redatto e pubblicato anche in forma sintetica su un opuscolo che verrà distribuito ai genitori dei
nostri alunni al momento dell'iscrizione.
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DIREZIONE DIDATTICA STATALE
22° Circolo di Napoli “A. MARIO”
Piano offerta formativa 2002/2003
CHI SIAMO
L’istituzione scolastica
22° Circolo Didattico
Scuola Materna ed Elementare
“Alberto Mario”
Pz. S. Eframo Vecchio, 130
80137 Napoli
Distretto 46
Quartiere San Carlo all’Arena
Codice Scuola NAEE02200X
Codice fiscale 80022520631
Dirigente Scolastico : Prof. Giuseppe Cardinale
COME CONTATTARCI
TEL. E FAX: 081/7519375
E-MAIL: Referente:
Segreteria:
Dirigente:
INDIRIZZO WEB:
[email protected]
[email protected]
[email protected]
mailto:[email protected]
http://cd22.hermescuole.na.it
LOCALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO
Il 22° Circolo Didattico è costituito da un unico plesso situato in Piazza S. Eframo Vecchio, 130.
L’edificio scolastico si affaccia sulla Via Michele Guadagno, proprio nel punto in cui essa
confluisce nella Piazza che ospita la monumentale Chiesa di Sant’Eframo Vecchio, alla sommità di
una collinetta.
La zona è raggiungibile con l’autolinea urbana 12 che collega la Piazza con v. M. Guadagno, v. G.
Profumo, v. Veterinaria, v. Foria, pz. G. B. Vico.
TRADIZIONI DELLA SCUOLA
La scuola si è insediata nell’attuale sede nel 1960.
Essa è intitolata al patriota e giornalista emiliano Alberto Mario.
ALBERTO MARIO
Alberto Mario nacque a Lendinara, in Emilia nel 1825.
Studiò legge, diventò scrittore e giornalista. Diresse giornali che
diffondevano e difendevano la libertà e l’indipendenza d’Italia in un
periodo in cui il nostro Paese era governato dagli Austriaci.
Non solo difese la libertà a parole, scrivendo le sue idee, ma combattè
come volontario nella Prima Guerra d’Indipendenza nel 1848,
partecipò alla spedizione di Sapri nel 1857. Fu arrestato e allontanato
dall’Italia, ma anche da lontano continuò a lottare per la libertà e
l’indipendenza, collaborando con Mazzini e Garibaldi.
Morì nel 1883.
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DIREZIONE DIDATTICA STATALE
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Piano offerta formativa 2002/2003
STRUTTURA EDILIZIA DEL 22° CIRCOLO
Il Circolo insiste su 3 blocchi fabbricati:
1. Il primo blocco fabbricato ospita:
a) direzione;
b) segreteria;
c) sala archivio, adibita anche a sala insegnanti;
d) biblioteca;
e) uno stanzino deposito;
f) abitazione del custode.
2. Il secondo blocco fabbricato ospita le aule. Esso é strutturato su tre livelli:
a) Piano terra, con 3 entrate e diversi ampi corridoi, comprende 17 aule, di cui 9 per la scuola
materna con 1 gruppo di servizi igienici e 7 per la scuola elementare con 2 gruppi di servizi
igienici.
b) Primo piano con 16 aule, 3 gruppi di servizi igienici e ampi corridoi.
c) Seminterrato abbastanza ampio, ma inutilizzabile per quanto riguarda le attività didattiche,
poiché privo di servizi igienici, del tutto trascurato e sede di un deposito di materiale didattico,
sussidi e arredi non utilizzati.
3. Il terzo blocco fabbricato ospita:
a) un ampio salone che di volta in volta è adibito a sala riunioni per i docenti e a sala teatro;
b) un vano in cui sono conservati vari sussidi didattici;
c) la palestra, molto ampia e ben attrezzata che, in orario pomeridiano, viene utilizzata da una
struttura esterna “ Polisportiva Atletica San Paolo”;
d) una piccola aula con servizi;
e) aula multimediale.
L'esterno é costituito da un cortile con giardino, suddiviso in tante aiuole recintate.
Spazi utilizzabili
I lavori di ristrutturazione dell’edificio scolastico determineranno delle restrizioni nell’uso degli
spazi della scuola.
Verranno, infatti resi inagibili il salone, la palestra, l’aula ubicata nell’ex – ambulatorio e le
dodici aule del padiglione più interno dell’edificio.
Le aule disponibili in sede saranno 20: 10 al pian terreno e 10 al piano superiore.
Saranno inoltre disponibili 2 aule mobili: 1 al pian terreno e 1 al piano superiore.
Tale carenza di spazi avrà delle ricadute sull’organizzazione del Circolo
Per i laboratori sono utilizzate le aule libere in orario extrascolastico ed in giorni da stabilirsi.
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Piano offerta formativa 2002/2003
ATTREZZATURE E SUSSIDI
Arredamento aule ed uffici
2 macchine da scrivere in dotazione all'ufficio di segreteria
4 computers multimediali
3 fotocopiatrici
Sussidi didattici:
3 televisore
3 lettore video
1 lavagna luminosa
Giradischi, registratori, audio- visivi
Attrezzi ginnici (mattonciní, cerchi, clavette, birilli, corde, palloni)
Blocchi logici, tombole, strumenti musicali ecc.
Materiale di consumo
Biblioteca alunni e insegnanti .
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LETTURA DEL TERRITORIO
IL QUARTIERE NELLA CITTÀ
1. S. Ferdinando
2. Chiaia
3. S. Giuseppe – Porto
4. Montecalvario – Avvocata
5. Stella
6. S. CARLO ALL’ARENA
7. S. Lorenzo – Vicaria
8. Pendino – Mercato
9. Vomero
10. Arenella
11. Posillipo
12. Poggioreale
13. Zona industriale
14. Bagnoli
15. Rione Flegreo
16. Soccavo
17. Miano – Piscinola –
Secondigliano
18. Barra – Ponticelli – S. Giovanni
a Teduccio
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Piano offerta formativa 2002/2003
ANALISI DELLE RISORSE DISPONIBILI
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Scuole elementari
Scuole materne statali
Scuole materne comunali
Commissariato di Polizia: v. M. A. Severino,42 – tel. 081/7511928
Vigili del Fuoco
Protezione Civile “Base Puma”
Carabinieri : pz. S. Eframo Vecchio, 19- -tel. 081/07519577
Ufficio Anagrafico
Università : Dipartimento di biologia vegetale : v. Foria,223 – tel. 081/440681
Medicina Veterinaria: v. F. Delfino, 1 – tel. 081/449759
Orto Botanico: v. Foria, 223 – tel. 081/449759
Osservatorio Astronomico di Capodimonte: Sal. Moiariello, 16 – tel. 081/454678
A.S.L. Distretto 49:
v. Don Bosco, 4 F – tel. 081/7491111;
v. C. De Marco, - tel.081/7517535
Guardia medica: v. C. De Marco, - tel.081/7517510
Ospedale di zona: Nuovo Pellegrini: v. F. M. Briganti, 255 – tel. 081/7512436
Palestre
Circoli culturali
Associazioni
Consultorio Familiare: v. A. Sogliano, 19
Centri religiosi
Officina erboristeria conventuale – Convento s. Eframo
Bosco di Capodimonte
Ufficio Postale: v. A. Minichini,31
Postazione Taxi
Monumenti rilevanti:
Convento di S. Eframo Vecchio
Chiesa di S. Maria degli Angeli alle
Croci
Palazzo Fuga
Ponti Rossi
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Piano offerta formativa 2002/2003
SITUAZIONE GEOGRAFICA
Essendo il quartiere S. Carlo all’Arena, per estensione e densità abitativa uno dei più vasti della
nostra città, prenderemo come riferimento il seguente territorio delimitato da: via Foria, via Tenore,
via Veterinaria, via S. Eframo Vecchio, Piazza Gian Battis ta Vico, via Bernardo Tanucci, Piazza
Carlo 3¡, via Arenaccia, piazza Ottocalli, Ponti Rossi .
EDILIZIA E SITUAZIONE ABITATIVA
La situazione edilizia della zona presa in considerazione ad una prima analisi risulta alquanto
eterogenea: ha palazzi stile «Rinascimento» (anni 1880 -1920) con caratteristiche di vani
mediamente ampi e alti che interessano via Foria- via Arenaccia, P.zza G. B. Vico- via Bernardo
Tanucci-P.zza S. Eframo Vecchio-P.zza Ottocalli, si alternano abitazioni più recenti (lato alto di
Carlo de Marco- via Nicola Nicolini - via S. Eframo Vecchio) fino al nuovissimo centro di piazza
Grande ai Ponti Rossi e al recente e non ancora ultimato risanamento di via S. Giovanni e Paolo con
edilizia di scarso valore architettonico e che già mostra segni di fatiscenza e di degrado.
ANALISI SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE
Il 22° Circolo didattico opera su un territorio molto vasto e ad alta densità urbanistica, privo di
spazi verdi attrezzati.
L’area è interessata ad un intenso sviluppo demografico.
Le risorse economiche della zona si fondano sul terziario e sull’artigianato.
L’esistenza dei centri commerciali comporta una densa circolazione di mezzi privati e pubblici che
causano un alto tasso di inquinamento ambientale ed acustico .
La platea scolastica risulta numerosa e frammentaria per provenienza territoriale ed eterogenea per
composizione socio-economica.
Il livello culturale delle famiglie è medio (licenza elementare 30% , licenza media inferiore 48%,
licenza media superiore 20%, analfabeti 2%. Sufficiente è il loro grado collaborativo con la scuola.
Dalle indagini e dalle analisi effettuate è emersa una situazione di profondo disagio che caratterizza
una buona parte della nostra scolaresca .
Le cause che generano tale situazione sono da ricercarsi :
• nell’eccessivo carico di richieste che il mondo degli adulti pone ai bambini ;
• nella difficoltà dei genitori ,di creare un «contatto» affettivo positivo;
• negli atteggiamenti educativi contraddittori della coppia che determinano nei bambini
confusione e disorientamento;
• nella massiccia esposizione ai messaggi mass- mediali ;
• nella mancanza di esperienze ludico- motorie.
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LINEE D'INDIRIZZO P.O.F. 2002/2003
( Giugno - Settembre 2002)
RIFLESSIONE INTERNA AD OGNI COMMISSIONE
Ø Analisi di quanto realizzato nell' a. s. 2001/2002
Ø Individuazione dei punti forti e dei punti deboli
Ø Progettazione schematica di interventi di sviluppo e/o
consolidamento
FASE
PREPARATORIA
P.O.F. 2002/2003
COORDINAMENTO TRA COMMISSIONI, D. S.,
D.S.G.A., F.F.O.O., COLLABORATORI
Ø consolidamento di un modello organizzativo che
favorisca:
− circolarità delle informazioni;
− assunzione di responsabilità;
− decisionalità diffusa.
Ø Definizione , per ciascuna commissione, di:
− struttura;
− campo d'azione;
− finalità;
− processualità;
− legami.
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Piano offerta formativa 2002/2003
FASE PREPARATORIA
Il P.O.F. 2002/2003 nasce dalla riflessione del Collegio Docenti sull’esperienza dei precedenti anni
scolastici e dallo sforzo comune degli operatori scolastici del 22° Circolo Didattico per coniugare
l’esigenza di ottimizzare al meglio i tempi e gli spazi attualmente disponibili garant endo all’utenza
sempre e comunque il successo formativo degli alunni
Il Collegio Docenti, si è articolato in Commissioni tematiche, costituite da gruppi misti di docenti di
Scuola Materna ed Elementare, con il preciso compito di individuare nel P.O.F. 2002/2003
i punti forti da conservare e ripercorrere con continuità ed i punti deboli da recuperare e potenziare.
Il Collegio ha inoltre sentito il bisogno di organizzare le commissioni sia a livello strutturale che a
livello procedurale secondo standard che le rendano il più possibile efficienti nel funzionamento ed
efficaci nell’azione, garantendo nel contempo la circolarità delle informazioni e della
comunicazione(Vedi verbali coordinamento P.O.F. allegati).
Ciascuna Commissione ha nominato un proprio coordinatore di gruppo ed ha approfondito una
specifica tematica:
Tematica
Coordinatore
Aggiornamento e formazione in servizio
Continuità
Integrazione scolastica
Progettazione curricolare
Progettazione extracurricolare
Tempo e spazi
Valutazione esiti formativi
Castaldo Anna
Persico Rosa
Barone Rita
Carreras Assunta
Vertuccci Emma
Pacca Margherita
De Rosa Maria
A conclusione dei lavori i coordinatori di gruppo hanno socializzato e commentato le riflessioni e le
problematiche inerenti a ciascun tema affrontato individua ndo come nodi critici del Piano Offerta
Formativa 2002/2003 i seguenti settori:
− Coordinamento e gestione della progettazione curricolare
− Verifica ed autovalutazione esiti formativi, progettuali e didattici.
− Analisi dei bisogni formativi e gestione del piano di formazione ed aggiornamento
− Rapporti con il territorio
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PROGETTI FUNZIONI - OBIETTIVO
I docenti incaricati delle funzioni – obiettivo hanno presentato un progetto di lavoro nel quale hanno
specificato le azioni che intendono intraprendere per potenziare quei settori che al Collegio sono
sembrati più meritevoli e bisognosi di particolare attenzione per l’anno scolastico in corso.
AREA
1. Gestione P.O.F.
FUNZIONE OBIETTIVO
Verifica ed autovalutazione
esiti formativi, progettuali e
didattici.
2. Sostegno al lavoro dei
docenti
Analisi dei bisogni formativi e
gestione
del
piano
di
formazione ed aggiornamento.
3. Sostegno e servizi per
gli alunni
Gestione e coordinamento delle
attività
inerenti
alle
problematiche dell’integrazione
scolastica degli alunni portatori
di handicap.
4. Rapporti con il
territorio
DOCENTE ASPIRANTE
De Rosa Mercede
Castaldo Anna
Mariotto Gianna
Finicelli Annamaria
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Piano offerta formativa 2002/2003
OFFERTA FORMATIVA
La nostra offerta formativa
• Costruzione di percorsi individualizzati.
• Valorizzazione delle diverLaboratorio culturale…
sità nel rispetto delle pari
opportunità e dell’equivalore dei risultati.
• Accoglienza e integrazione
dei portatori di handicap.
•
Continuità.
pensare è…
•
Educazione alla salute ed
fare
all’ambiente.
operare
•
Esperienze teatrali e di
inventare
drammatizzazione, di filoelaborare
sofia, manipolative, musiper orientare il futuro di ogni bambino
cali, multimediali.
• Visite guidate.
• Collaborazione didattica e
..
scientifica con il C. N. R
• Rete intranet ed internet
presso il Consorzio HERPROGRAMMAZIONE
MES “La rete delle scuole
EDUCATIVA
di Napoli”.
♦ OBIETTIVI FORMATIVI
A. Scolarizzazione.
B. Socializzazione.
C. Educazione alla legalità e alla cooperazione.
D. Consolidamento della propria identità.
E. Motivazione allo studio e alla cultura.
♦
A.
B.
C.
OBIETTIVI COGNITIVI
Sviluppo delle strumentalità di base delle conoscenze.
Sviluppo delle capacità di comunicazione ed espressione.
Acquisizione delle capacita’ di pianificare di elaborare e di ricercare perrielaborare.
D. Potenziamento delle capacità logiche.
E. Potenziamento dei mezzi espressivi non verbali e metacomunicazionali.
♦
A.
B.
C.
D.
OBIETTIVI COMPENSATIVI E INTEGRATIVI
Promuovere l’autonomia personale e sociale del soggetto.
Sviluppare capacità collaborative con i compagni e le insegnanti.
Motivare, organizzare ed arricchire l’esperienza espressiva dell’alunno.
Rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi dicomunicazione, rimuovendone blocchi psicologici.
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MIGLIORAMENTO OFFERTA FORMATIVA
Le attività curricolari sono integrate con attività di recupero e di sviluppo che realizzano la
progettualità dei docenti in contemporanea prestazione di servizio.
ATTIVITÀ DI RECUPERO
Ø "Progetto interistituzionale in re te" (da autorizzare)
ATTTIVITÀ DI SVILUPPO
Ø Progetto “La sicurezza a misura di bambino” (per gli alunni della Scuola Materna)
Ø Progetto scientifico curricolare “La qualità della vita”
Ø Progetto filosofia per bambini
Ø Progetto “Una scuola che riflette sui Diritti dell’Infanzia” in collaborazione con il Consiglio
Nazionale delle Ricerche Istituto Studi Giuridici Internazionali di Napoli e con il
Dipartimento di Scienze Sociali dell’Istituto Universitario L’Orientale, dell’Università
degli Studi di Napoli
Ø Convenzione con il St. Peter’s English Language Centre per gli alunni del secondo ciclo,
per interventi periodici di insegnanti di madre lingua con gli alunni
Ø Convenzione con l' Ente Certificatore TRINITY COLLEGE LONDON per esami in Sede
Ø Collaborazione con il C.N.R. di Napoli, con interventi di ricercatori in sede e partecipazione di
gruppi di alunni a manifestazioni organizzate.
Le esperienze sono disponibili su htpp://esperienze.iigb.na.cnr.it/albertomario/index.htm.
Ø Visite guidate a musei , parchi naturali e archeologici, organizzate dai docenti per permettere
agli alunni di fare esperienze dirette di osservazione e fruizione dei beni ambientali e culturali
del territorio.
Ø Collegamento intranet ed internet attraverso HERMES “La scuola napoletana in rete”.
ATTIVITÀ DI CONTINUITÀ
Ø "Progetto continuità Scuola Materna ed Elementare"
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Piano offerta formativa 2002/2003
AMPLIAMENTO OFFERTA FORMATIVA
La scuola è aperta il pomeriggio con diverse attività extracurricolari per offrire agli alunni un
punto di riferimento e di aggregazione nel quartiere.
Proposta di criteri per la scelta dei progetti
Si propone che ogni anno siano attivati tre laboratori fissi, intesi come contenitori entro i quali
collocare i progetti di attività extracurricolari.
I laboratori proposti sono:
•
Laboratorio artistico, per realizzare progetti di tipo teatrale - musicale - grafico - pittorico;
•
Laboratorio psicomotorio, per progetti che mettano il “corpo in situazione”;
•
Laboratorio delle idee, di tipo scientifico - filosofico - informatico - linguistico.
Per la scelta dei progetti da attuare si propongono i seguenti criteri:
§ ogni anno ci dovrà essere almeno un progetto per ciascun laboratorio;
§ nell'ambito dei progetti due saranno permanenti:
− progetto di bilinguismo (laboratorio delle idee);
− progetto a favore dell'integrazione degli alunni portatori di handicap o svantaggio,
commisurato alle abilità di tali alunni con la partecipazione anche di bambini normodotati
(da inserire in uno dei laboratori fissi);
§ i progetti non approvati nell'anno in corso per carenza di fondi potranno essere ripresentati
nell'anno successivo, ma senza alcun diritto di precedenza;
§ il docente che elabora il progetto non è obbligato a coordinarlo, ma parteciperà alla
realizzazione delle attività di laboratorio;
§ fra i docenti che intendono partecipare alle attività di laboratorio avranno la precedenza, per i
laboratori annuali, coloro che l'anno precedente non vi hanno partecipato;
§ i progetti dovranno coinvolgere almeno due moduli.
§ Il coordinatore di progetto sarà responsabile:
1. della regis trazione presenza docenti coinvolti nei progetti;
2. della sostituzione, in caso di rinuncia del docente incaricato del laboratorio;
3. del recupero ore per i docenti assenti temporaneamente;
§ per assicurare un efficace conseguimento degli esiti formativi, ogni docente dovrebbe avere
affidati per ciascun laboratorio 15 alunni.
Per l'anno scolastico 2002/2003 verranno realizzati i seguenti progetti:
Ø “Bilinguismo” (lingua francese per le classi quinte che in orario scolastico studiano inglese)
Ø “Progetto inglese” (per gli alunni della Scuola Materna)
Ø “Impara a vivere nella legalità” (per gli alunni della Scuola Materna e per le classi prime,
seconde, terze e quarte)
Ø Progetto in rete “Scienze e vita 2002”
Ø Progetto filosofia per bambini (per gli alunni delle classi quarte).
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Piano offerta formativa 2002/2003
PROSPETTO RIEPILOGATIVO ATTIVITÀ EXTRACURRICOLARI
LABORATORIO
PROGETTO
Progetto bilinguismo
Educare alla legalità
per gli alunni della Scuola Elementare
DOCENTI
COINVOLTI
PERIODO
Dal 15/11/02 al 11/04/03
Dal 03/12/02 al 18/02/03
IDEE
1.
Chiomenti
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Castaldo A.
Bonetti
Mastrobuoni
Narciso
Persico
Carreras
Novi Picardi
Morena
Barone
Zurlo
Dente
De Rosa Me.
Finicelli At.
Finicelli Am.
Castaldo L.
Mariotto
Arrichiello F.
Caldara
Cugnetto
Filogamo
Marone
Tomasi
N° ALUNNI
DESTINAT.
CLASSE
E
SEZIONE
Quinte
B-C
D-E-F
TOTALE ORE
INS.
FUNZ
40
10
20 x15
10
77
sez. B
sez. E
sez. G
sez. H
22x7
10
45
276
1C-1D
1E - 1F
2A - 2 B
2 C-2 E
3A - 3 B
4A - 4 B
Educare alla legalità
per gli alunni della Scuola Materna
Da novembre a febbraio
Lingua 2 “Inglese”
per gli alunni della Scuola Materna
Da febbraio ad aprile
1.
2.
Galiero
Russo
48
di 5 anni
23x2
10
Dal 08/01/03 al 28/05/03
3.
4.
5.
Sabini
Avolio
Corricelli
54
4aC - 4a D
20x3
10
TOTALE ORE SCUOLA MATERNA
200
20
TOTALE ORE SCUOLA ELEMENTARE
400
50
Progetto “Filosofia per bambini”
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Piano offerta formativa 2002/2003
ORGANIZZAZIONE DELL’OFFERTA
FORMATIVA
DATI GENERALI SUL CIRCOLO
SCUOLA ELEMENTARE
DOCENTI
AULE
CLASSI MODULARI
20
DI
AMBITO
25
37
SPECIALISTI
L2
H
1
6
Risor
I.R.C. se
agg.
2
0
ALUN
NI
PORTATORI
DI
HANDICAP
625
11
SCUOLA MATERNA
SEZIONI
AULE
9
DOCENTI
A TURNO
INTERO
A TURNO
ANTIMERIDIA
NO
7
2
DI
SEZIONE
16
ALUNNI
SPECIALISTI
SOSTEGNO
I.R.C.
1
PORTATORI
DI
HANDICAP
242
DOCENTI CON PARTICOLARI FUNZIONI
COLLABORATORI
VICARIO
FUNZIONE OBIETTIVO AREA 1:VALUTAZIONE ESITI
FORMATIVI
FUNZIONE OBIETTIVO AREA 2: FORMAZIONE ED
AGGIORNAMENTO
FUNZIONE OBIETTIVO AREA 3: HANDICAP
FUNZIONE OBIETTIVO AREA 4: RAPPORTI CON IL
TERRITORIO
COMITATO DI VALUTAZIONE
SCUOLA
ELEMENTARE
SCUOLA
MATERNA
1
1
1
1
1
1
2+1 supplente
IL PERSONALE DELLA SCUOLA
DOCENTI
65
AMMINISTRATIVI
5
AUSILIARI
ASSISTENTE MAT. PER H
15.+ 9 L.S.U. + 2 S.C.
1
15
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22° Circolo di Napoli “A. MARIO”
Piano offerta formativa 2002/2003
ARTICOLAZIONE DEGLI ORARI
ORARIO SETTTIMANALE SCUOLA MATERNA (su 5 giorni)
ORARIO DOCENTI
ORARIO ALUNNI
SEZIONI
A TURNO INTERO
25
8,15/13,15 e 11,15/16,15
a rotazione settimanale
40
8,15/16,15 x 5 giorni
SEZIONI A TURNO
ANTIMERIDIANO
25
8,15/13,15
25
8,15/13,15 x 5 giorni
16
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Piano offerta formativa 2002/2003
ORARIO SCUOLA ELEMENTARE
Organizzazione orari alunni e docenti nel doppio turno
ORARIO ANTIMERIDIANO
N° ORE
N° ORE
DOCENTI
ALUNNI
CURRICOLARI
CLASSI
PRIME
E
SECONDE
ALTRE
CLASSI
ORARIO POMERIDIANO
N° ORE
N° ORE
DOCENTI
ALUNNI
CURRICOLARI
4,30 X 6 = 27
(8,15/12,45)
4,30 X 5 = 22,30
4,10 X 6 = 25
(13,30/17,40)
4,10 X 5 = 20,50
4,45 X 6 = 28,30
(8,15/13,00)
4,45 X 5 = 23,45
4,10X 6 = 25
(13,30/17,40)
4,10 X 5 = 20,50
TEMPO SCUOLA E TEMPO DOCENZA SU 2 SETTIMANE
N° ORE
N ° ORE DOCENTI
ALUNNI
LINGUA
RELIGIONE
CURRICOLARI
STRANIERA
CATTOLICA
CLASSI
PRIME
E
SECONDE
ALTRE
CLASSI
52/54 (- 2)
43,20/44 (- 40’)
53,30/60 (- 6,30)
44,35/44 (+35’)
De Luca
43/48 (-5h)
TEMPO SCUOLA
SETTIMANALE
ALUNNI
DOCENTI
DOPPIO
TURNO
I CICLO
II CICLO
26
26 e 45 m
h
h
m
21 e 40
22 h e 20 m
Ficalora 20/20
Pecoraro 39/44 (-5h)
TEMPO SCUOLA ANNUO
ALUNNI
DOCENTI
858
883
713
736
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Piano offerta formativa 2002/2003
PROGRAMMAZIONE MODULARE
La programmazione modulare avrà cadenza quindicinale (quattro ore) oppure settimanale (due ore ) e
si svolgerà nei giorni di seguito indicati per ciascuna classe e docente specialista, in prosecuzione con
l’orario di lezione, con inizio alle ore:
− 12,45 per il primo ciclo;
− 13,00 per il secondo ciclo;
− 17,40 in prosecuzione all’orario pomeridiano.
Ogni bimestre la programmazione si svolgerà per classi parallele (Interclasse tecnica), dalle 17,45
alle 19,45, per consentire il coordinamento delle attività di programmazione, verifica e valutazione,
AGGREGAZIONE DEGLI AMBITI DISCIPLINARI
AMBITO
A. LINGUISTICO
B. LOGICO –
MATEMATICO
C. ANTROPOLOGICO
DISCIPLINE
Lingua italiana ed educazione all’immagine
Matematica, scienze, educazione motoria
Storia, geografia, studi sociali ,educazione al suono e alla musica
UTILIZZO ORE DI CONTEMPORANEITÀ
Nell’organizzazione modulare la contemporaneità è utilizzata per tutte le attività trasversali e di
recupero.
La sostituzione dei docenti assenti fino a cinque giorni è gestita secondo il dettato del CCND
siglato il 5/11/97: garanzia di 110 ore di contemporaneità per classe.
Le ore in esubero sono utilizzate per le supplenze brevi.
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Piano offerta formativa 2002/2003
COLLEGIALITÀ E PARTECIPAZIONE
ORGANI COLLEGIALI
Collegio Docenti
Consigli di
Interclasse/Intersezione
Incontri scuola - famiglia
N° ORE
3
4
2
2
2
6
2
2
2
2
3
2
ATTIVITÀ
Programmazione di inizio anno scolastico
Da tenersi in corso d’anno: monitoraggio
P.O.F.
Verifica di fine d’anno
Verifica andamento programmazione
educativa e didattica
Informazione sui risultati degli scrutinii
quadrimestrali
Informazioni relative all’andamento della
programmazione
Il Collegio dei Docenti sarà convocato nell’arco dell’anno per complessive ore diciotto.
I Consigli d’Interclasse e di Intersezione come organi di gestione e di verifica della programmazione
curricolare saranno convocati ogni bimestre per due ore.
Ogni quadrimestre verranno comunicati ai genitori i dati relativi al documento di valutazione .
I docenti di scuola materna negli incontri con le famiglie informeranno i genitori sull’andamento delle
attività educative.
Gli insegnanti potranno comunque incontrare i genitori degli alunni in ogni momento dell’anno, previa
comunicazione, in orario extrascolastico.
Per le attività di programmazione e di verifica di inizio e fine anno sono previste ore dieci.
Le date relative alle attività collegiali saranno stabilite in relazione alle esigenze scolastiche.
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ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE
ACCOGLIENZA
Interventi a favore degli alunni portatori di handicap
Dal punto di vista del bambino e della sua famiglia, l’impatto con l’ambiente nuovo può
provocare ansia, preoccupazioni, disorientamento, è perciò opportuno anticipare le occasioni di
conoscenza delle persone, dei luoghi e delle strutture al fine di evitare che la tensione dell’approccio
possa influire negativamente sull’inserimento.
Il rapporto tra domanda educativa particolare e risposta, non può risolversi dunque nell’immediatezza
dell’ingresso in classe il primo giorno di lezione, ma va affrontato in anticipo fin dall’anno scolastico
precedente, attraverso una serie d’iniziative ed attività che testimoniano segnali d’accoglienza nei
confronti del bambino disabile.
Occorre quindi effettuare:
v la conoscenza da parte del dirigente scolastico della diagnosi funzionale, all’atto dell’iscrizione,
v l’attivazione del gruppo handicap operante presso il circolo affinché la situazione sia assunta come
propria dalla comunità scolastica.
Nel periodo intercorrente tra il momento dell’iscrizione ed il mese di settembre debbono essere
predisposte una serie d’incontri ed iniziative:
• incontro con i familiari per arricchire il quadro d’informazione sulla personalità del minore e sui suoi
momenti di vita informale. si può cogliere l’occasione per rendere loro noto il progetto educativo
d’istituto ed il piano dell’offerta formativa, esplicitando in particolare l’impegno della scuola nei
confronti degli alunni in difficoltà;
• incontro con i curanti e con gli operatori dei servizi sociali, al fine di mettere a fuoco il profilo
diagnostico, in termini di potenzialità e di deficit, e di conoscere il programma riabilitativo;
• conoscenza più approfondita del bambino, diretta o indiretta, attraverso i contatti con l’ambiente
scolastico dell’ordine di scuola precedente;
• richiesta di collaborazione all’ente locale finalizzata all’organizzazione della mensa, trasporto, ausili
e assistenza;
• predisposizione e allestimento dell’ambie nte scolastico, attraverso l’adattamento di spazi, l’acquisto
d’attrezzature, i sussidi e le tecnologie multimediali;
• l’individuazione della classe - eventualmente ridotta sulla base di uno specifico progetto educativo
come prevede il dm: n° 72/1999- e l’assegnazione del team docente.
A partire dal quadrimestre successivo alle iscrizioni, possono essere programmati:
q
incontri con i colleghi di sostegno e curricolari che ospitano in classe il bambino, per approfondire la
conoscenza del progetto educativo e didattico che lo riguarda;
q
l’osservazione diretta dell’alunno (dinamiche relazionali con gli adulti ed i compagni,
comportamento in classe) in compresenza con i colleghi;
q
attività didattiche interscolastiche (spettacoli, manifestazioni organizzate per gruppi d’allievi dei
diversi ordini di scuola per una reciproca conoscenza dei bambini e dei rispettivi ambienti);
q
attività di consulenza e tutoring nei confronti del docente per il sostegno assegnato al caso per
favorire la conoscenza degli aspetti organizzativi, la conoscenza della documentazione e la
modulistica adottata;
q
partecipazione ai gruppi di lavoro sull’handicap nella scuola dell’ordine precedente o successiva da
parte dei docenti di sostegno per collaborare a rendere più agevole il passaggio del bambino e per
offrire consulenza nella predisposizione del piano educativo individualizzato.
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Ipotesi d’intervento
Rispetto al bambino portatore di handicap si possono prevedere:
• la preparazione verso la nuova scuola ricapitolando le tappe essenziali della propria storia familiare e
scolastica da raccogliere in un quadernone (immagini, fotografie, disegni, schemi, oggetti appunti);
• la presentazione di sé, attraverso l’esplicitazione delle “cose” che si sanno e non si sanno fare, dei
propri interessi, abilità e preferenze, con il ricorso alla mediazione dei linguaggi diversi
• attività di gruppo con i compagni della scuola precedente (discussioni, drammatizzazione, disegni su
cartelloni) per socializzare le immagini anticipatorie circa la scuola futura e successiva raccolta
d’informazione sulle caratteristiche della stessa (descrizione dell’edificio, tragitto);
• la realizzazione di visite alla nuova scuola insieme con un gruppo scelto di compagni e al precedente
insegnante di sostegno;
• attività di tutoring (allievi nuovi - allievi anziani) durante le visite interscolastiche.
Interventi a favore degli alunni stranieri
L’accoglienza dei bambini stranieri richiede per tutti i soggetti che ne prendono atto e ne condividono gli
obiettivi formativi una serie d’iniziative così esplicitate:
• acquisizione da parte del dirigente scolastico di tutte le informazioni necessarie attraverso l’esame
della documentazione disponibile e mediante colloqui personali con la famiglia e con i servizi sociali
territoriali.
• incontro tra docenti e le famiglie dei bambini stranieri, finalizzati alla reciproca conoscenza;
• predisposizione di materiale informativo sulle culture e gli ambienti di vita dei nuovi arrivati;
Successivamente alle iscrizioni ci si attiverà per:
1) la creazione di angoli interculturali,
2) l’allestimento di laboratori
3) la predisposizione di materiali specifici (giocattoli, strumenti musicali, oggetti tipici e/o familiari);
4) la preparazione di cartelloni e indicazioni scritte in più lingue
Ipotesi di intervento
§
§
§
realizzazione di giochi di presentazione reciproca come il saluto e il commiato;
racconti e fiabe italiane e dei paesi di provenienza dei nuovi allievi;
proiezione di filmati, videoregistrazioni e fotografie per descrivere e presentare al gruppo-classe i
paesi dei nuovi comp agni;
§ laboratori espressivi (giochi di ruolo, giochi di cooperazione e di simulazione;
§ scambi di vivande tipiche delle diverse culture;
§ scambi di corrispondenza con classi di altri paesi.
Questa prima fase di intervento si concluderà con un’attenta rilevazione delle competenze linguistiche
possedute dagli alunni stranieri attraverso la somministrazione di prove di accertamento (fonologia,
morfologia, sintassi, linguaggio orale) al fine di predisporre opportuni itinerari di apprendimento della
lingua italiana e per avere maggiori elementi per individuare le classi in cui inserire definitivamente gli
alunni.
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INTERVENTI INDIVIDUALIZZATI E DI SOSTEGNO
L'alunno in situazione di handicap pone alla scuola una domanda più complessa di aiuto educativo e di
sostegno didattico, che riteniamo possa realizzarsi solo attraverso un percorso individuale di
apprendimento scolastico, che miri “pur nella diversità” al raggiungimento finale dei seguenti obiettivi:
a)
b)
c)
d)
Promuovere l’autonoma personale e sociale dei soggetto.
Sviluppare capacità collaborative con i compagni e le insegnanti.
Motivare, organizzare ed arricchire l’esperienza espressiva dell'alunno.
Rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi di comunicazione, rimuovendone
blocchi psicologici.
e) Favorire il graduale recupero, nei limiti delle possibilità individuali, dei deficit indotti dall'handicap
specifico di cui sono portatori.
La costruzione di un progetto personalizzato, flessibile, bene inserito nella programmazione didattica,
avrà come suoi presupposti:
a) l'attenta e accurata lettura della "diagnosi funzionale" per rilevare le aree di carenze e quelle di
potenzialità.
b) l' osservazione sistematica del soggetto per valutare attraverso griglie le abilità di base nelle aree
dell’autonomia sociale, percettiva, psicomotoria, comunicativa e cognitiva.
La formulazione del profilo dinamico- funzionale redatto dai vari esperti nei settori di competenza, per
rilevare le difficoltà di apprendimento e le capacità potenziali da sostenere.
Nel bambino si osserveranno: le modalità di comunicazione, gli stili di relazione e le autonomie, le
capacità di esplorazione e di manipolazione, le prime forme di rappresentazione e di rielaborazione.
Tutti i bambini in situazione di handicap saranno inseriti in progetti interdisciplinari perché l’interazione
scolastica viene vista anche in termini di prevenzione, di salute, di lavoro, di tempo libero, di qualità
complessiva della vita degli alunni.
Per i disabili con handicap "lieve", compatibilmente con le attività della classe, saranno programmate, dal
team docente attività integrative, mentre i soggetti con ritardi gravi seguiranno un programma educativo
di base: educazione all'autonomia, educazione senso - percettiva, socializzazione, igiene, con percorsi
diversificati graduali e sequenziali.
Gli insegnanti di sostegno programmeranno le attività didattiche operative con gli altri docenti del
modulo della classe.
Dalla classificazione di obiettivi redatta per il gruppo classe, saranno enucleati obiettivi minimi, per il
bambino con problemi poichè egli dovrà sentirsi parte integrante di quel gruppo.
I contenuti saranno impliciti negli obiettivi minimi enucleati e avranno caratteristiche di sequenzialità e
gradualità. Ogni docente pur conservando la propria autonomia disciplinare, cercherà con ali altri colleghi
del modulo una metodologia unitaria mediante percorsi interdisciplinari e trasversali.
Si realizzeranno :
− interventi individualizzati e in compresenza dell'insegnante di base e dei compagni, tentando di
coinvolgere il più possibile il soggetto in attività di gruppo;
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Piano offerta formativa 2002/2003
− classi aperte con la possibilità di formare, secondo necessità, gruppi opzionali o gruppi omogenei per
livello di apprendimento;
− interventi individuali. di tipo educativo – riabilitativo;
− animazione teatrale;
− attività psicomotorie;
− stimolazione continua delle attività espressive e comunicative spontanee con precisi riferimenti alle
esperienze vissute, alla realtà quotidiana.
La programmazione educativa dei soggetti in situazione di handicap avrà come suoi fondamenti:
− una didattica attiva;
− una metodologia razionale;
− una concretezza di contenuti;
− erogazione di rinforzatori.
Negli anni ponte i soggetti in difficoltà saranno inseriti nei progetti di continuità che nella nostra scuola
sono già operativi.
Il team docente oltre a lavorare sull'attuazione del piano educativo - didattico avrà cura di sollecitare e di
intensificare i rapporti con le famiglie e le istituzioni sul territorio per promuovere iniziative estese
all'extra - scuola in considerazione del fatto che I' alunno portatore di handicap più vive con gli altri e in
mezzo agli altri più diviene autonomo e capace di far propri gli "input" del mondo esterno
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RECUPERO DELLO SVANTAGGIO E
PREVENZIONE DELL'HANDICAP
Interventi a favore degli alunni “svantaggiati”
Per ampliare e migliorare la qualità dell’offerta formativa, la nostra scuola include nel proprio piano,
attività inerenti alle problematiche dello svantaggio e del disagio scolastico nella scuola elementare e
nella scuola dell’infanzia.
Lo svantaggio è una condizione che ha radici esclusivamente a livello culturale e sociale, legata a cause
familiari, a deprivazioni affettive, culturali, economiche, sociali, linguistiche e a scarsità di stimolazioni
intellettuali.
L’alunno in situazione di svantaggio è una persona che ha vissuto una realtà sfavorevole che ha influito
negativamente sul suo primo sviluppo e compromesso le sue capacità di apprendimento e di
socializzazione.
La nostra scuola, pertanto, si propone di seguire due linee di interventi: una a favore degli alunni che
presentano ritardo nell’acquisizione scolastica, l’altra a favore degli alunni che vivono condizioni di
disagio relazionale-affettivo.
Interventi
•
•
•
Individuazione degli alunni che vivono in condizioni di svantaggio e disagio relazionale.
Individuazione delle cause che hanno determinato lo svantaggio.
Individuazione dei settori nei quali si avvertono le carenze dei soggetti svantaggiati.
Obiettivi generali
• Superamento delle difficoltà relazionali e del disagio affettivo sociale.
• Sviluppo dell’autonomia sociale.
• Superamento delle difficoltà degli apprendimenti.
• Sviluppo dell’autostima.
Attività
Si realizzeranno:
• Attività di prevenzione delle difficoltà di apprendimento e del disagio relazionale (Progetto
interistituzionale in rete).
• Colloqui con i familiari.
• Attività di recupero e costruzione di progetti individualizzati e flessibili per la compensazione.
• Incontri con operatori di servizi sociali per delineare percorsi strategici di tipo educativo-didattico.
• Attività psicomotoria.
• Animazione teatrale
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Piano offerta formativa 2002/2003
LA CONTINUITA' NELLA NOSTRA SCUOLA
Per creare rapporti interattivi fra i vari ordini di scuola e le altre istituzioni contigue, il Piano offerta
formativa del 22° Circolo prevede articolate forme di raccordo e partecipazione:
• Momento di accoglienza per gli alunni che accedono alla scuola materna e per quelli che iniziano la
scuola elementare, da effettuarsi con tre incontri nel periodo Settembre – Ottobre - Novembre.
• Incontri con la scuola media interessata, saranno effettuati con gli alunni delle classi quinte nel
periodo Aprile- Maggio.
• Momenti di collaborazione incrociata in classe tra alunni e insegnanti, sulla base di specifici progetti.
• Coordinamento dei curricoli degli anni ponte onde raccogliere tutte le informazioni utili sugli alunni
(percorsi didattici effettuati, diagnosi caratteriali e funzionali ecc.).
• Conoscenza reciproca dei P.M. per effettuare la programmazione coordinata di obiettivi, itinerari e
strumenti di osservazione e verifica per le classi terminali e iniziali, accompagnata da momenti
condivisi di formazione e aggiornamento per i docenti.
• Utilizzazione delle strutture scolastiche e dei servizi di competenza territoriale (scuola- A.S.LConsultorio, ecc.).
• Gli incontri con gli specialisti saranno periodici e su tematiche varie stabilite in itinere.
• Altri incontri nella scuola saranno organizzati ove possibile, con i Padri del convento Francescano che
costituisce
centro
di
incontro
per
i
ragazzi
del
quartiere.
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Piano offerta formativa 2002/2003
CONTINUITA’ EDUCATIVA
SCUOLA MATERNA-ELEMENTARE
La continuità educativa assume rilevanza giuridica in base alla legge n° 148 del 5/06/1990 ed è
raccomandata dalla Circolare Ministeriale n° 338 del 16/11/1992. Essa è, infatti, in aderenza alle linee
pedagogiche dei Nuovi Orientame nti del ’90, che considerano il bambino come soggetto di diritto
all’educazione/formazione integrale della personalità. Questa deve coinvolgere sia la famiglia sia la
scuola materna fino a giungere ai tre attuali gradi della scuola dell’obbligo.
Il bambino riceve la prima forma di educazione nella famiglia, da cui apprende i primi rudimenti di
cultura, le prime norme di condotta. È in essa che si formano le coordinate della sua personalità, che gli
consentono di maturare i fondamentali valori morali e socia li.
Talvolta l’azione educativa della famiglia è negativa, in quanto non aiutata, per motivi diversi, da un
adeguato senso di responsabilità nei confronti dei figli; ecco, quindi, l’importanza della scuola che
interviene per affiancare l’opera familiare, per correggerne gli errori, cercando di neutralizzare giudizi ed
abitudini negative.
L’educazione scolastica non è spontanea come quella familiare, ma intenzionale, perché basata su
determinate tecniche educative, essendo legata ad una maggiore razionalità di fini ed obiettivi.
Alla scuola materna compete un’iniziazione all’acquisizione delle varie cognizioni mediante attività
ludiche ed attività guidate e programmate; alla scuola primaria spetta l’approccio sistematico ai vari
ambiti disciplinari, e infine alla scuola media una progettazione analitica.
I Nuovi Orientamenti prevedono che la realizzazione della continuità con la scuola elementare deve
essere finalizzata “al coordinamento dei curricoli degli anni ponte, alla comunicazione di informazioni
utili sui bambini e sui percorsi didattici effettuati, alla connessione fra i rispettivi impianti metodologici
e didattici e all’organizzazione di attività comuni”. Pertanto si è stabilito di coordinare la
programmazione su questi punti fondamentali:
Ø le necessarie informazioni sull’alunno :
si tratta di conoscenze finalizzate all’elaborazione di curricoli flessibili in collegamento con la
famiglia e l’extrascuola (continuità orizzontale); notizie sulle abitudini domestiche del bambino, sui
suoi punti di forza o sulle sue difficoltà, sulle aspettative che la famiglia ha verso la scuola ecc.;
Ø la comunicazione dei dati sull’alunno :
si tratta di elementi d’informazione sul rendimento scolastico del singolo alunno e della
documentazione relativa agli accertamenti ed alle osservazioni sistematiche dei docenti (fascicolo
personale dell’alunno);
Ø il coordinamento dei curricoli degli anni iniziali e finali:
in particolare l’attenzione va posta su:
− identificazione di campi di esperienza particolarmente significativi nell’intervento educativo della
scuola;
− collaborazione incrociata dgli insegnanti dei due gradi di scuola;
− armonizzazione delle metodologie e strategie didattiche;
Ø il sistema di valutazione degli alunni:
oltre alle comunicazioni di cui si è detto in precedenza, si tratta di dare corso a concordanze nella
predisposizione di verifiche e accertamenti tramite di osservazioni sistematiche.
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CONTINUITA’ EDUCATIVA
VERTICALE
1)FAMIGLIA
− Accoglienza dei bambini
− Inserimento nella scuola
− Osservazione sistematica del
comportamento
− Equilibrata formazione delle sezioni
− Flessibilità dei tempi in relazione alle
esigenze dei bambini.
− Predisposizione degli spazi
− Scansione delle attività
2) ASILO NIDO
− Predisposizione di programmazioni
educativa e didattiche concordate
− Confronto e verifiche di esperienze
didattiche
− Occasioni di incontro e di confronto
− Modalità comuni di osservazione del
comporta− mento del bambino.
3)SCUOLA ELEMENTARE
− Coordinamento dei curricoli degli anni
ponte
− Comunicazione di informazioni utili sui
bambini e sui percorsi didattici effettuati
ed eventuale organizzazione di attività
comuni
ORIZZONTALE
1)FAMIGLIA
− Organizzazione della vita scolastica
− Individuazione degli orari
− Progettazione didattica
− Coordinamento di atteggiamenti
comportamentali comuni
2)ALTRE SCUOLE
− Per il confronto e la verifica della
programmazione didattica
3)ASSOCIAZIONI CULTURALI
− Per coordinare e utilizzare le risorse
culturali e inserirle nel progetto educativo
4)LA COMUNITA’ DEL TERRITORIO (ENTI
LOCALI)
− Per dare vita ad uno stile educativo
rispondente alle esigenze della realtà
sociale e dei bambini
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VERIFICA E VALUTAZIONE ALUNNI
CRITERI DI VALUTAZIONE
La valutazione dovrà tener presenti i seguenti criteri generali:
a) Livello di partenza;
b) Condizioni socio - ambientali;
c) Capacità individuali;
d) La proprietà dei lessico;
e) Capacità di comunicazione e socializzazione;
f) Conoscenza degli argomenti e capacità di elaborazione;
g) Maturità e autonomia operativa;
h) Motivazione ed impegno;
i) Capacità di integrazione sia con i più capaci che con gli svantaggi e i portatori di handicap.
Diverse saranno le modalità di verifica, esse infatti andranno dai cosiddetti “test d'ingresso”, che
per i bambini della scuo la dell'infanzia, possono anche assumere la forma di griglie di rilevazione,
con dati tratti sia dal fascicolo personale dell'alunno, che dalle osservazioni organizzate e finalizzate
durante il corso dell’anno.
Schede di rilevazione per obiettivi non cognitivi potranno, per esempio, essere anche compilate
dopo gli incontri con le famiglie.
Le procedure di verifica da utilizzare saranno diverse, potranno consistere in prove oggettive,
strutturare all'interno di ciascun gruppo di lavoro sulla base degli obiettivi determinati dalla
programmazione, da effettuare sia durante il corso delle lezioni sia sistematicamente al termine di
ogni unità didattica. Per realizzarle si potrà ricorrere, per esempio, a:
a) test oggettivi precompilati, di completamente, a scelta multipla (da biffare), di riordino, con
difficoltà graduata, etc.;
b) test con sequenze temporali;
c) test tipo "saggio" che richiedono una risposta aperta e costruita liberamente;
d) questionari diversificati scritti e orali;
e) rappresentazioni grafiche e compilazione di tabelle da somministrare “in itinere” durante
l'attività didattica formativa.
La valutazione potrà anch’essa essere variamente impostata con parametri che indicano i livelli di
approssimazione superiore o inferiore all’obiettivo proposto (la simbologia usata può anche essere
soggettiva, purché conosciuta nella sua valenza da tutti, potrebbe essere allora numerica, come la
scala docimologica di non antica data, alfabetica, etc.).
Si utilizzerà come punto di riferimento il livello di partenza del singolo alunno, oppure quello del
contesto classe o scuola. Può essere scelto il criterio riferito ai tempi di apprendimento.
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ATTIVITA’ DI VERIFICA ALUNNI
Ø Costruzione di standard per l’accertamento e valutazione dei livelli di abilità e capacità
possedute dagli alunni negli anni ponte (scuola dell’infanzia, elementare e media) concordati
con i docenti dei rispettivi gradi scolastici.
Ø Ricerca e sperimentazione di parametri per la verifica e la valutazione condivisi dai docenti per
aree disciplinari in senso verticale ed orizzontale.
Ø Raccolta, coordinamento e tabulazione degli standard di verifica elaborati dalle interclassi e
degli esiti conseguiti dagli alunni (iniziali, intermedi e finali).
Ø Coordinamento e tabulazione di griglie per la verifica del conseguimento degli standard
prefissati.
Ø Raccolta e monitoraggio della verifica per la ricaduta sugli alunni dei progetti curricolari ed
extra curricolari.
Ø Monitoraggio degli esiti dell’azione di recupero.
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AUTOANALISI DEL CIRCOLO
Premessa
Il prodotto scolastico è costituito dall’offerta formativa intesa in modo più ampio rispetto al livello
di apprendimento che conclude un corso di studi. Occorre ampliare lo sguardo su tutta
l’organizzazione della scuola, individuandone le variabili e le responsabilità.
In questa ottica la valutazione non si limita al compito dello studente, ma deve investire tutte le
componenti. C’è infatti un rapporto organico tra la formazione del soggetto e le modalità di
organizzazione della struttura nella quale questa formazione si realizza.
Questo approccio sistemico alla valutazione richiede l’adozione di sistemi di autovalutazione.
L’autovalutazione presuppone due tipi di obiettivi di impostazione:
a) obiettivo con finalità conoscitive, che innesta un processo di riflessione all’interno della
struttura scolastica;
b) obiettivo con finalità orientate al miglioramento.
Si ritiene che, in una prima fase, sia più proficuo assumere l’autovalutazione nell’accezione più
semplice, cioè come riflessione guidata e costante sulla qualità dell’offerta formativa.
AUTOANALISI DOCENTI
Ø Azione di monitoraggio e valutazione delle attività di valutazione delle attività di
progettazione, programmazione, verifica e valutazione elaborate dai docenti per il P.O.F.
Ø Valutazione quantitativa finale (monitoraggio) degli alunni che hanno raggiunto gli obiettivi
programmati nella scuola dell’infanzia ed elementare.
Ø Monitoraggio degli esiti dell’azione di recupero.
Ø Annotazione dei cambiamenti apportati alla programmazione didattica ed educativa al fine di
migliorare gli interventi e stabilire descrittori più adeguati.
Ø Tabulazione di griglie e questionari preposti all’autovalutazione.
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DIREZIONE DIDATTICA STATALE
22° Circolo di Napoli “A. MARIO”
Piano offerta formativa 2002/2003
MONITORAGGIO P.O.F.
Monitorare, dall'inglese" monitor", significa segnalare o controllare l'andamento di un fenomeno o
di un sistema in evoluzione.
Il monitoraggio dell'autonomia e del Piano dell'offerta formativa è stato affidato alla B.D.P., a
livello nazionale, ed ai Nuclei di supporto dell'autonomia, a livello provinciale.
Si tratta di una rilevazione di dati che rendano leggibile, catalogabile, aggiornabile e riutilizzabile il
processo di autonomia in atto in ogni istituzione scolastica.
Il Piano dell'offerta formativa della Nostra Istituzione Scolastica prevede momenti di monitoraggio
"in itinere", nel corso dell'anno scolastico, che permettano un puntuale coordinamento ed
adeguamento delle diverse attività in corso.
Le componenti del Collegio Docenti (commissioni, gruppi di lavoro, docenti incaricati delle
funzioni obiettivo, collaboratori ecc.) si riuniscono periodicamente, su convocazione del Dirigente
Scolastico, oppure autonomamente, per fare il punto sullo stato di attuazione del P.O.F. e apportare
le modifiche che via via si rendono necessarie, definendo azioni e tempi (vedi verbali allegati).
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Anno scolastico 2002/2003