TECNICHE E METODOLOGIE DELLA PROGETTAZIONE
DOTT.SSA BARBARA BUSI
20 NOVEMBRE 2003
I CANALI DI FINANZIAMENTO
EUROPEI
E
GLI SCENARI FUTURI
MATERIALE RISERVATO ALLA CIRCOLAZIONE PER USO ESCLUSIVAMENTE DIDATTICO
TECNICHE E METODOLOGIE DELLA PROGETTAZIONE
DOTT.SSA BARBARA BUSI
20 NOVEMBRE 2003
STRUTTURA DELL’INTERVENTO
PRIMA PARTE - LA POLITICA DI COESIONE
ECONOMICA E SOCIALE E I FONDI STRUTTURALI
SECONDA PARTE - LA PROGRAMMAZIONE ITALIANA E
I POSSIBILI CANALI DI FINANZIAMENTO
TERZA PARTE – GLI SVILUPPI FUTURI
TECNICHE E METODOLOGIE DELLA PROGETTAZIONE
DOTT.SSA BARBARA BUSI
20 NOVEMBRE 2003
PRIMA PARTE
LA POLITICA DI COESIONE ECONOMICA E SOCIALE
E
I FONDI STRUTTURALI
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LA POLITICA DI COESIONE ECONOMICA E SOCIALE
TAPPE STORICHE
 Trattato CEE (1957 – Roma): nel Preambolo si fa riferimento alla
riduzione delle “disparità tra le differenti regioni”
 anni ’70: prime iniziative organiche per coordinare ed integrare sul
piano finanziario gli strumenti di intervento europei e nazionali
 Atto Unico Europeo (1986): rende la coesione economica e sociale
un obiettivo prioritario in vista della futura UEM (Titolo V - Art. 158)
 Trattato sull’Unione Europea (1992 – Maastricht): istituzionalizza la
politica di coesione economica e sociale rendendola uno degli obiettivi
fondamentali sui cui si basa l’UE accanto alla UEM e al Mercato Unico
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LA POLITICA DI COESIONE ECONOMICA E SOCIALE
FINALITÀ
La Politica di Coesione Economica e Sociale rimanda all’idea di
sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo del territorio europeo
 riduzione delle disparità economiche e sociali fra aree territoriali dei
paesi membri dell’Unione Europea
 sostegno alle politiche nazionali e regionali nelle regioni più deboli
 sostegno alle politiche occupazionali perseguite a livello nazionale e
regionali
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LA POLITICA DI COESIONE ECONOMICA E SOCIALE
STRUMENTI FINANZIARI
I principali strumenti finanziari volti a conseguire l’obiettivo della
coesione economica e sociale sono
 Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
 Fondo Sociale Europeo
 Strumento finanziario di orientamento per la pesca
 Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
 Fondo di Coesione
FONDI
STRUTTURALI
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE
(FESR)
Istituito nel 1975 ha l’obiettivo di:
- correggere i principali squilibri regionali esistenti
- partecipare allo sviluppo ed all’adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di
sviluppo e alla riconversione delle aree industriali in declino
Principali settori di intervento:
- investimenti produttivi volti a creare/mantenere posti di lavoro permanenti
- infrastrutture
- potenziale endogeno (sviluppo locale, PMI)
- assistenza tecnica
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IL FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)
Previsto fin dal Trattato di Roma ha l’obiettivo di:
- combattere la disoccupazione
- sviluppare le risorse umane e l’integrazione sociale nel mercato del lavoro
- promuovere un livello elevato di occupazione, la parità tra uomini e donne, uno sviluppo
duraturo e la coesione economica e sociale.
Principali settori di intervento:
- sviluppo e promozione di politiche attive del m.d.l.
- promozione di pari opportunità per tutti nell’accesso al mercato del lavoro
- promozione e miglioramento della formazione professionale (life long learning)
- sostegno a misure rivolte a favorire accesso/partecipazione delle donne al m.d.l.
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STRUMENTO FINANZIARIO DI ORIENTAMENTO
DELLA PESCA (SFOP)
Istituito nel 1993 ha l’obiettivo di:
- rafforzare la competitività delle strutture nel settore;
- migliorare approvvigionamento/valorizzazione
dell’acquacultura;
dei
prodotti
della
pesca
- contribuire al rilancio delle zone dipendenti dalla pesca e dalla acquacultura.
Principali settori di intervento:
-sostegno a misure volte a mantenere un equilibrio tra domanda e offerta
- potenziamento della competitività e rivitalizzazione delle zone dipendenti dalla pesca
- trasformazione e commercializzazione dei prodotti
e
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
FONDO EUROPEO AGRICOLO DI ORIENTAMENTO E
GARANZIA (FEOGA)
Istituito nel 1962 ha l’obiettivo di:
- sostenere la PAC
- migliorare le strutture agricole europee
Principali settori di intervento:
- ristrutturazione delle aziende agricole e aiuto all’insediamento di giovani agricoltori
- formazione
- prepensionamento
- zone svantaggiate o soggette a vincoli ambientali
- trasformazione e commercializzazione
- silvicoltura
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FONDO DI COESIONE
Istituito con il Trattato sull’Unione Europea (1992) finanzia progetti nei
settori:
- dell'ambiente
- delle reti transeuropee di trasporto e comunicazione,
Tali progetti sono finanziati solo negli Stati membri con un PNL inferiore al
90% della media comunitaria:
- Spagna
- Grecia
- Portogallo
- Irlanda
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PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO
Il funzionamento dei fondi strutturali fa riferimento a alcuni principi generali:
 CONCENTRAZIONE: l’azione dei fondi viene diretta esclusivamente al
raggiungimento degli obiettivi prefissati nelle aree territoriali identificate
 PROGRAMMAZIONE DEGLI AIUTI: elaborazione di programmi di sviluppo
pluriennali mediante un processo di decisione partenariale, in più fasi, fino all'assunzione
delle azioni da parte dei responsabili di progetti pubblici o privati.
 PARTERNARIATO: le azioni comunitarie si fondano su una stretta concertazione
tra la Commissione e lo Stato Membro, le autorità regionali e locali, le altre autorità
pubbliche, le parti economiche e sociali
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PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO
 ADDIZIONALITÀ: gli aiuti europei devono aggiungersi agli aiuti nazionali e non
sostituirli inoltre gli Stati devono mantenere, per ogni obiettivo, le loro spese pubbliche
almeno allo stesso livello del periodo precedente.
 GESTIONE, SORVEGLIANZA E VALUTAZIONE:
- gli Stati membri designano per ogni programma un'autorità di gestione, i cui compiti
guardano la realizzazione, la regolarità della gestione e l'efficacia del programma.
- sono stati inoltre creati dei comitati di sorveglianza che assicurano l'efficacia e la
qualità dell'attuazione delle azioni strutturali
- si mantengono i tre tipi di valutazione esistenti ex ante (spetta alle autorità di
gestione). Intermedia (l'autorità di gestione effettua, in collaborazione con la Commissione
e prima del 31 dicembre 2003, la valutazione intermedia del programma da essa gestito),
ex post (di competenza della Commissione europea, in collaborazione con lo Stato
membro e l'autorità di gestione)
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FUNZIONAMENTO DEI FONDI STRUTTURALI
Il funzionamento dei fondi strutturali è stato, a partire dall’AUE, definito
attraverso la predisposizione di specifici regolamenti:
- regolamento 2052/88 : prima fase di programmazione
- regolamenti 2081/93 : seconda fase di programmazione
- regolamento 2082/93 : seconda fase di programmazione
- regolamento 1260/99 : terza fase di programmazione  anni dal 2000 al 2006
In corrispondenza di ciascun regolamento generale sono stato redatti
regolamenti specifici per il funzionamento dei singoli fondi strutturali
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
TERZA FASE DI PROGRAMMAZIONE 2000-2006–
REGOLAMENTO 1260/99
OBIETTIVI
FONDI
AREE TERRITORIALI
Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e
l’adeguamento strutturale delle regioni che
presentano ritardi nello sviluppo
FESR, FSE, FEOGA,
SFOP
Aree territoriali il cui PIL medio è
inferiore al 75% della media dell’UE,
regioni ultraperiferiche, aree ex-ob. 6
Obiettivo 2: favorire la riconversione economica
e sociale delle zone in difficoltà strutturali
FESR, FSE
Aree in cui è in atto un profondo
cambiamento dell’economia, aree
rurali in declino, aree in crisi per
dipendenza dalla pesca, quartieri
urbani in difficoltà
Obiettivo 3: favorire l’adeguamento e
l’ammodernamento delle politiche e dei sistemi di
istruzione, formazione e occupazione
FSE
Aree non interessate da Obiettivo 1
 Popolazione interessata da interventi passa da 52.5% a 35-40%
 Aree phasing out (aiuti transitori decrescenti)
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TERZA FASE DI PROGRAMMAZIONE 2000-2006–
LE INIZIATIVE COMUNITARIE
Speciali strumenti di finanziamento dei Fondi Strutturali che la Commissione
Europea propone agli Stati Membri di propria iniziativa, per aiutare a risolvere
problemi che hanno un impatto particolare a livello europeo
INTERREG II
per incentivare la cooperazione transnfrontaliera, transnazionale e
interregionale intesa a promuovere uno sviluppo ed un assetto territoriale equilibrati
(finanziamento FESR)
URBAN
per favorire il rilancio economico e sociale delle città e delle periferie in crisi
(finanziamento FESR)
LEADER PLUS
per promuovere lo sviluppo rurale mediante le iniziative di gruppi di azione
locale (finanziamento FEOGA – sezione orientamento)
EQUAL
per sviluppare nuove prassi di lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze di
qualsiasi tipo nel mercato del lavoro (finanziamento FSE)
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TERZA FASE DI PROGRAMMAZIONE 2000-2006–
AZIONI INNOVATIVE E MISURE DI ASSISTENZA TECNICA
La programmazione 2000-2006 ha previsto il finanziamento di altre azioni
specifiche denominate:
 AZIONI INNOVATIVE: per il finanziamento di progetti in tre differenti campi di
azione
- l'economia regionale fondata sulla conoscenza e sull'innovazione
tecnologica;
- eEuropa-Regio: la società dell'informazione al servizio dello sviluppo
regionale;
- l'identità regionale e lo sviluppo rurale
 MISURE DI ASSISTENZA TECNICA: misure preparatorie, di sorveglianza, di
valutazione e di controllo necessarie all’attuazione delle politiche strutturali e al
miglioramento dei metodi di valutazione e dei sistemi di scambio delle
informazioni.
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TERZA FASE DI PROGRAMMAZIONE 2000-2006–
AZIONI PER I PAESI CANDIDATI ALL’ALLARGAMENTO
La programmazione 2000-2006 ha previsto, infine, uno stanziamento a favore
dei Paesi Candidati all’adesione dell’Unione Europea mediante tre strumenti:
 PROGRAMMA PHARE: operante dal 1989 e finalizzato al consolidamento delle
istituzioni degli Stati, alla loro partecipazione a programmi comunitari, allo sviluppo
regionale e sociale, alla ristrutturazione industriale e allo sviluppo delle PMI;
 PROGRAMMA SAPARD: finalizzato all’ammodernamento e allo sviluppo rurale
ed istituito con regolamento n. 1268/99;
lo strumento strutturale di preadesione ISPA: volto a sostiene lo sviluppo delle
infrastrutture nei settori dei trasporti e della tutela dell’ambiente.
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TERZA FASE DI PROGRAMMAZIONE 2000-2006–
RISORSE DISPONIBILI
La Commissione Europea per gli anni dal 2000 al 2006 ha stanziato un totale
di 195 miliardi di euro così suddivisi:
OBIETTIVO
PRIORITARIO
RISORSE FINANZIARIE
ASSEGNATE
PERCENTUALE SU TOTALE
RISORSE ASSEGNATE
Obiettivo 1
135,9 miliardi di euro
69,7%
Obiettivo 2
22,5 miliardi di euro
11,5%
Obiettivo 3
24,05 miliardi di euro
12,3%
cui si aggiungono:
- 5,35% quote destinate alle Iniziative Comunitarie (10,43 ml. di euro)
- 0,65% quote destinate a Azioni innovative e Misure di Assistenza tecnica (1,27 ml. di euro)
- altri programmi a sostegno dei paesi candidati + fondo di coesione (51 ml. euro)
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DEI FONDI
L’ammissione ad un obiettivo prioritario è esclusiva inoltre le risorse erogate
a titolo dei fondi sono COFINANZIAMENTI  non coprono il 100% del
costo di un progetto ma una quota variabile:
OBIETTIVO
PRIORITARIO
COPERTURA FINANZIARIA PREVISTA
Obiettivo 1
al massimo il 75% del costo totale ammissibile e, di norma, almeno il 50%
della spesa pubblica ammissibile
l'80% per le regioni situate in uno Stato membro beneficiario del Fondo di
coesione (Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo)
l'85% per tutte le regioni ultraperiferiche e le isole minori del mar Egeo
(Grecia).
Obiettivo 2
al massimo il 50% del costo totale ammissibile e, di norma, almeno il 25%
della spesa pubblica ammissibile.
Obiettivo 3
al massimo il 50% del costo totale ammissibile e, di norma, almeno il 25%
della spesa pubblica ammissibile.
TECNICHE E METODOLOGIE DELLA PROGETTAZIONE
DOTT.SSA BARBARA BUSI
20 NOVEMBRE 2003
SECONDA PARTE
LA PROGRAMMAZIONE ITALIANA
E
I POSSIBILI CANALI DI FINANZIAMENTO
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I FONDI STRUTTURALI IN ITALIA
Le risorse finanziarie attribuite all’Italia sono così distribuite:
OBIETTIVO PRIORITARIO RISORSE ATTRIBUITE
O AZIONE
Obiettivo 1
21.935 milioni di euro + 187 milioni di euro per phasing out
Obiettivo 2
2.145 milioni di euro + 377 milioni di euro per phasing out
Obiettivo 3
3.744 milioni di euro
Iniziative Comunitarie
1.172 milioni di euro (108 per Urban, 426 per Interreg II, 371
per Equal, 267 per Leader Plus)
SFOP non obiettivo 1
96 milioni di euro
TOTALE
29.656 milioni di euro
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LE AREE OBIETTIVO IN ITALIA
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LE AREE OBIETTIVO NELLA REGIONE
EMILIA ROMAGNA
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
IL CICLO DI PROGRAMMAZIONE
 l’Italia ha presentato alla Commissione Europea un Piano di Sviluppo e Riconversione nel quale,
basandosi sulle priorità nazionali e regionali, ha inserito
- una descrizione precisa della situazione attuale della regione (divari, ritardi, potenziale di sviluppo);
- una descrizione della strategia più appropriata per raggiungere gli obiettivi fissati;
- indicazioni sull'utilizzo e la forma del contributo finanziario dei Fondi previsti.
 l’Italia ha presentato alla Commissione Europea documenti di programmazione più specifici:
- Quadri Comunitari di Sostegno (QCS) articolati in Programmi Operativi Nazionali o Regionali (PON o
POR)  utilizzati per programmazione degli interventi relativi ad aree Obiettivo 1
- Documenti Unici di Programmazione (DOCUP)  utilizzati per programmazione degli interventi relativi
ad aree Obiettivo 2 e 3 o a aree Obiettivo 1 se importo è inferiore a 1 ml. di euro
- Complemento di Programmazione
 La Commissione ha negoziato con l’Italia i summenzionati documenti di programmazione
e ha stabilito ad una ripartizione indicativa dei Fondi per ciascun intervento e per ciascun
documento.
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
INDIVIDUAZIONE DI CANALI DI FINANZIAMENTO DI
POSSIBILE INTERESSE PER ITALIA
Quattro sono i livelli sui cui è possibile individuare canali di
finanziamento di possibile interesse ed a ciascuno corrisponde uno
specifico documento di programmazione  prima azione da compiere
individuare area territoriale sulla quale si vuole intervenire e ricercare
il documento di programmazione di riferimento
 aree ob 3  QCS e POR regionali
 aree ob 2  DOCUP
 aree ob 1  QUADRI COMUNITARI DI SOSTEGNO articolati in PON
e POR
 le INIZIATIVE COMUNITARIE
 i PROGRAMMI e le AZIONI europee
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
IL POR EMILIA ROMAGNA OBIETTIVO 3
 ASSE A: SVILUPPO E PROMOZIONE DI POLITICHE ATTIVE DEL MERCATO DEL LAVORO
Misura A.1: organizzazione dei servizi per l’impiego
Misura A.2: inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dell’approccio preventivo
(es: apprendistato)
Misura A.3: inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di 6
o 12 mesi
 ASSE B: PROMOZIONE DI PARI OPPORTUNITà PER TUTTI NELL’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO
CON PARTICOLARE ATTENZIONE PER LE PERSONE CHE RISCHIANO L’ESCLUSIONE SOCIALE
Misura B.1: inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati
 ASSE C: PROMOZIONE E MIGLIORAMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE, DELL’ISTRUZIONE E
DELL’ORIENTAMENTO, NELL’AMBITO DI UNA POLITICA DI APPRENDIMENTO NELL’INTERO ARCO DELLA
VITA
Misura C.1: adeguamento del sistema della formazione professionale (es: certificazione delle strutture formative)
Misura C.2: prevenzione della dispersione scolastica e formativa (es: interventi a favore dei Drop Out)
Misura C.3.: formazione superiore e permanente (es: corsi post diploma, post laurea, IFTS)
Misura C.4.: formazione permanente (es: opportunità di formazione al di fuori delle aziende)
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IL POR EMILIA ROMAGNA OBIETTIVO 3
 ASSE D: PROMOZIONE DI UNA FORZA LAVORO COMPETENTE, QUALIFICATE ED ADATTABILE,
DELL’INNOVAZIONE E DELL’ADATTABILITà NELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Misura D.1: sviluppo della formazione continua, della flessibilità del lavoro e della competitività delle imprese (PMI)
Misura D.2: adeguamento delle competenze della PA
Misura D.3: sviluppo e consolidamento dell’imprenditorialità con priorità ai nuovi bacini di impiego
Misura D.4: miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico
 ASSE E: MISURE SPECIFICHE INTESE A MIGLIORARE L’ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE
AL MERCATO DEL LAVORO
Misura E.1: promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro
 ASSE F: ACCOMPAGNAMENTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO
Misura F.1: spese di gestione, esecuzione, monitoraggio, controllo
Misura F.2: altre spese di assistenza tecnica
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IL DOCUP REGIONE EMILIA ROMAGNA
OBIETTIVO 2
 ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
Misura 1.1: sviluppo delle attività produttive
Misura 1.2: innovazione e qualificazione imprenditoriale della Piccola Impresa
Misura 1.3: riqualificazione e sviluppo delle imprese turistiche e commerciali
Misura 1.4: sviluppo dell’autoimprenditorialirà e della microimpresa
Misura 1.5: sostegno allo start up di imprese innovative
Misura 1.6: sviluppo di progetti di innovazione e di impresa
 ASSE 2: PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA PER LO SVILUPPO LOCALE
Misura 2.1: rafforzamento competitivo dell’area orientale (Province di Ferrara e Ravenna)
Misura 2.2: valorizzazione della risorsa montagna (province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna,
Forlì- Cesena, Ravenna, Rimini).
Misura 2.3: qualificazione avanzata del sistema produttivo dell'area a sostegno transitorio della pianura (province di
Modena e Reggio Emilia)
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IL QUADRO COMUNITARIO DI SOSTEGNO (OB. 1)
 ASSE 1: valorizzazione delle risorse naturali e ambientali (Risorse Naturali)
 ASSE 2: valorizzazione delle risorse culturali e storiche (Risorse Culturali)
 ASSE 3: valorizzazione delle risorse umane (Risorse Umane)
 ASSE 4: potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo (Sistemi locali
di sviluppo)
 ASSE 5: miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita
associativa (Città)
 ASSE 6: rafforzamento delle reti e nodi di servizio (Reti e nodi di servizio)
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
I POR E I PON (OB. 1)
Il QCS si articola in piani operativi definiti a livello regionale e nazionale
In Italia il QCS della terza fase di programmazione si articola in:
 7 PON (piano operativi nazionali) per i settori: ricerca; scuola; sicurezza;
sviluppo locale; trasporti; pesca; assistenza tecnica
 7 POR (piani operativi regionali) per le regioni: Campania, Puglia, Calabria,
Basilicata, Sicilia, Sardegna + Molise
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L’INIZIATIVA COMUNITARIA
Iniziativa Comunitaria EQUAL: per la lotta a qualunque tipo di discriminazione
in relazione al mercato del lavoro
Prevede 4 settori tematici:
 occupabilità + richiedenti asilo = agevolare accesso a m.d.l. di che trova difficoltà a
integrarsi o reintegrarsi + lotta a xenofobia e razzismo in rapporto a m.d.l.
 imprenditorialità = apertura ai processi di creazione di imprese + rafforzamento
dell’economia sociale (terzo settore) concentrandosi sul miglioramento della qualità dei
posti di lavoro
 adattabiltà = promozione della formazione professionale permanente + adattamento
delle imprese rispetto a cambiamenti economici e sociali + ricorso a nuove tecnologie
 pari opportunità tra donne e uomini = (conciliazione vita e lavoro + desegregazione)
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA/
AZIONE
OGGETTO/OBIETTIVO
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
ALA
- ALFA
Programma di riferimento per
la cooperazione della
Comunità europea con i Paesi
in via di sviluppo
dell’America latina a
dell’Asia (Paesi PVS-ALA).
Attivo dal 1992
(in fase di
approvazione
ALA II)
http://www.europa.eu.int/co
mm/external_relations/index.
htm
2003 – Anno
Europeo per i
disabili
Programma che proclama il
2003 “Anno europeo dei
disabili”.
2002-2003
http://www.eypd2003.org/ey
pd/eypd/index.html
2003-2004
http://www.europa.eu.int/co
mm/sport/index_it.html
-
AL-INVEST II
@LIS
URB-AL II
ASIA-INVEST II
ASIA IT&C
ASIA-URBS
ASIA-LINK
2004 – Educazione Programma che proclama il
attraverso lo sport 2004 "Anno europeo
dell’educazione attraverso lo
sport".
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA/
AZIONE
OGGETTO/OBIETTIVO
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
Azioni di ONG a
favore dei PVS
- rafforzare il tessuto
democratico e il rispetto dei
diritti dell'uomo nei PVS;
- lottare contro la povertà nei
PVS;
- migliorare il tenore di vita e
la capacità di sviluppo
endogeno nei PVS.
Attivo dal 2000
http://www.europa.eu.int/co
mm/development/sector/ngo/
index_en.htm
Buon Governo e
Stato di Diritto nei
PTM
Programma di cooperazione
regionale fra l’UE e i Paesi
Terzi del Mediterraneo per la
promozione del buon governo
e dello Stato di diritto.
2003-2005
http://www.europa.eu.int/co
mm/external_relations/index.
htm
Consumatori
Promuovere gli interessi dei
consumatori e garantire loro
un elevato livello di tutela
1999-2003
http://europa.eu.int/comm/co
nsumers/index_it.html
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
Cooperazione
decentralizzata
- promuovere uno sviluppo
partecipativo e rispondente alle
esigenze delle popolazioni dei
PVS
- contribuire alla diversificazione,
al rafforzamento della società
civile e alla democratizzazione
nei PVS
1999-2006
http://europa.eu.int/comm/dev
elopment/index_en.cfm
Cultura 2000
Strumento unico di
programmazione e di
finanziamento a favore della
cooperazione in campo culturale.
2000-2006
http://www.antennaculturale.it
Daphne II
Programma d’azione comunitaria 2004-2006
per la lotta contro la violenza nei
confronti dei bambini, dei giovani
e delle donne – II fase
http://europa.eu.int/comm/justi
ce_home/project/daphne/it/ind
ex.htm
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
eContent
Incentivare lo sviluppo e l’utilizzo
dei contenuti digitali europei nelle
reti globali e a promuovere la
diversità linguistica nella società
dell’informazione.
2001-2004
http://www.cordis.lu/econtent/
EIDHR
Iniziativa per la democrazia e i
diritti umani della Commissione
europea
1999-2004
http://europa.eu.int/comm/exte
rnal_relations/human_rights/in
tro/index.htm
eLearning
Migliorare la qualità e
l’accessibilità dei sistemi europei
di istruzione e formazione
attraverso l’impiego delle nuove
tecnologie dell’informazione e
della comunicazione (TIC).
2004-2006
http://europa.eu.int/comm/edu
cation/index_en.html
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
Fondo europeo
per i rifugiati
Fondo europeo per i rifugiati
destinato al sostegno degli Stati
membri impegnati
nell'accoglienza dei rifugiati
2000-2004
http://www.europa.eu.int/com
m/justice_home/funding/refug
ee/funding_refugee_en.htm#
Gioventù
Politica di cooperazione nel
settore della gioventù.
2000-2006
http://www.europa.eu.int/com
m/education/youth.html
Integrazione
femminile nei
paesi in via di
sviluppo
Sostenere l’attuazione della
risoluzione del Consiglio del 20
dicembre 1995 sull’integrazione
della tematica uomo-donna nella
cooperazione allo sviluppo.
1998-2003
http://europa.eu.int/comm/dev
elopment/sector/social/gender_
en.htm
Leonardo da
Vinci II
Promuovere l'attuazione di una
politica di formazione
professionale dell'UE
2000-2006
http://www.programmaleonard
o.net
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA/
AZIONE
OGGETTO/OBIETTIVO
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
Lotta contro la
discriminazione
Promuovere misure di lotta alle
discriminazioni dirette o indirette
fondate sulla razza o l'origine etnica,
la religione, le convinzioni
personali, gli handicap, l'età o le
tendenze sessuali.
2001-2006
http://europa.eu.int/comm/e
mployment_social/fundamri
/prog/info_en.htm
Lotta contro
l’emarginazione
sociale
Incoraggiare la cooperazione tra gli
Stati membri al fine di combattere
l'emarginazione sociale.
2002-2006
http://www.europa.eu.int/co
mm/employment_social/soc
-prot/socincl/ex_prog_en.htm
Malattie della
povertà nei PVS
Volto a combattere le tre principali
malattie legate alla povertà
(HIV/AIDS, malaria e tubercolosi),
nei PVS, attraverso assistenza
finanziaria e consulenze appropriate
agli attori nel settore dello sviluppo.
2003-2006
http://europa.eu.int/comm/d
evelopment/body/theme/soc
ial/communicable_en.htm
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
ONG attive per
la parità tra
donne e uomini
Programma comunitario per la
2004-2005
promozione delle organizzazioni attive a in fase di
livello europeo nel settore della parità
approvazione
tra donne e uomini.
Parità tra donne
e uomini
Programma di sostegno alla strategia
quadro comunitaria per la parità tra
donne e uomini.
2001-2005
Piano d’azione
apprendimento
lingue
Piano d'azione per la promozione
dell'apprendimento delle lingue e della
diversità linguistica
2004-2006 in
fase di
approvazione
Prevenzione
delle lesioni
Programma d'azione comunitario
relativo al prevenzione delle lesioni
personali nel quadro dell’azione nel
settore della sanità pubblica per il
periodo 1999-2003.
1999-2003
INDIRIZZO INTERNET
http://www.europa.eu.int/
comm/employment_soci
al/equ_opp/index_en.htm
http://europa.eu.int/com
m/health/ph/programmes
/injury/index_en.htm
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
Salute e diritti
riproduttivi nei
PVS
Programma per azioni riguardanti la
promozione della salute riproduttiva e
sessuali nei PVS.
2003-2006
http://www.europa.eu.int/
comm/development/inde
x_en.htm
Sanità pubblica
Programma d'azione in campo sanitario,
teso a garantire un elevato livello di
protezione della salute umana, a lottare
contro le disparità di trattamento nel
settore della salute e ad incoraggiare la
cooperazione fra gli Stati membri.
2003-2008
http://europa.eu.int/com
m/health/index_it.html
Socrates II
Programma comunitario in materia di
istruzione SOCRATES - II fase
2000-2006
http://europa.eu.int/com
m/education/socratesit.html
UE/Canada
Programma comunitario di sostegno alla
cooperazione CE-Canada nei settori
dell’istruzione superiore e della
formazione
2001-2005
http://europa.eu.int/com
m/education/canada/cana
da.html#call
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I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMM
A/ AZIONE
OGGETTO/OBIETTIVO
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
UE/USA
Programma comunitario di sostegno alla
cooperazione CE-USA nei settori
dell’istruzione superiore e della
formazione
2001-2005
http://europa.eu.int/com
m/education/ecusa/usa.html
URB-AL II
Programma per lo sviluppo di relazioni
dirette e durature fra autorità locali
europee e latino-americane attraverso la
diffusione, l’acquisizione e la
applicazione delle migliori pratiche
nell’ambito delle politiche urbane.
2001-2005
http://www.urb-al.com
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
I PROGRAMMI E LE AZIONI EUROPEE:
ALCUNE INDICAZIONI
PROGRAMMA OGGETTO/OBIETTIVO
/ AZIONE
SCADENZA
INDIRIZZO INTERNET
MEDA II
Sostenere gli sforzi intrapresi dai PTM
nel procedere alle riforme delle loro
strutture economiche e sociali, a
migliorare le condizioni dei più sfavoriti
e ad attenuare le conseguenze
ambientali e sociali dello sviluppo.
2000-2006
http://europa.eu.int/com
m/external_relations/med
_mideast/euro_med_part
nership/meda.htm
Media +
Formazione
Programma comunitario a sostegno
della formazione professionale degli
operatori dell’industria europea dei
programmi audiovisivi.
2001-2006
http://www.antennamedia
.to.it
Media +
Sviluppo/Distri
buz/Produz.
Programma comunitario di
incentivazione dello sviluppo, della
distribuzione e della promozione delle
opere audiovisive europee.
2003-2006
http://www.antennamedia
.to.it
- EUMEDIS
- EUROMED
AUDIOVISUAL
- EUROMED
HERITAGE
- EUROMED
YOUTH
- SMAP
- UE/Turchia
- TEMPUS III
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A COSA PORRE ATTENZIONE IN FASE DI
PROGETTAZIONE
 identificare area territoriale di intervento e articolare correttamente
idea progettuale in termini di obiettivi, attività, beneficiari, tempistiche,
budget
 studiare accuratamente i documenti di programmazione nei quali
vengono stabiliti obiettivi, priorità, risorse finanziarie disponibili,
criteri di gestione, parametri di selezione, ecc.
 identificare con attenzione i partner con i quali si intende collaborare
nella realizzazione del progetto e definire con precisione le attività
facenti capo ad ognuno
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
LE PRINCIPALI DIFFICOLTÀ DA TENER PRESENTI
 necessità di ricorrere a forme associative complesse (ATI o ATS)
 gestione economica del progetto e finanziamento strutturato per
acconti
 rischio del disimpegno automatico
 cofinanziamento (pubblici o privati)
 la logica del parternariato
 lingua, rispetto dei vincoli di pubblicizzazione e diffusione dei
prodotti, relazioni con autorità di controllo
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
SITI INTERNET DI POSSIBILE INTERESSE
 www.europa.eu.int/comm/dgs/regional_policy/index_it.htm
 www.dps.tesoro.it
 www.europalavoro.it
 www.politicheagricole.it
 www.europa.formez.it
 www.inforegio.cec.eu.int
 www.europafacile.it
TECNICHE E METODOLOGIE DELLA PROGETTAZIONE
DOTT.SSA BARBARA BUSI
20 NOVEMBRE 2003
TERZA PARTE
GLI SVILUPPI FUTURI
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
QUALE FUTURO PER I FONDI STRUTTURALI?
Dopo il 2006 cosa accadrà ai finanziamenti comunitari?
ALLARGAMENTO  UE 25 (maggio 2004)
crescita evidente dell’eterogeneità tra gli Stati Membri in termini di
sviluppo economico e condizioni sociali  politica di coesione
economica e sociale
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
CONSIGLIO EUROPEO DI COPENAGHEN
Il Consiglio Europeo di Copenaghen (dicembre 2002) ha concluso i
negoziati sull’allargamento stabilendo che per il 2004-2006:
 il bilancio comunitario venga mantenuto sotto il 1.27% del PIL comunitario 
non cresce il contributo da parte dei singoli stati membri
 i trasferimenti finanziari verso gli Stati Membri (compresi i nuovi che entreranno)
non superino il 4% del PIL nazionale  paesi più ricchi continueranno a ottenere i
trasferimenti più alti
 sia previsto un periodo transitorio dei nuovi stati membri nell’accesso ai
trasferimenti fino al 2013  sono creditori netti e percepiscono trasferimenti
graduali (262 mil euro per 2004, 479 mil euro per 2005, 346 mil euro per 2006)
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
DIBATTITO IN CORSO
Il dibattito sulla politica di coesione economica e sociale ha preso
avvio nel gennaio 2001 con l’adozione del secondo rapporto sulla
coesione economica e sociale
Vi hanno e continuano a contribuirvi vari attori:
- Parlamento Europeo, Consiglio dei Ministri,
Comitato Economico e Sociale, Comitato delle
Regioni
- Stati, Regioni, Enti locali
- Parti economiche e sociali e associazioni
Sito ufficiale:
http://europa.eu.int/comm
/regional_policy/debate/f
orum_it.htm
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
INCONTRI INFORMALI TRA I MINISTRI
RESPONSABILI DELLA POLITICA REGIONALE
Dopo un primo incontro informale tra i ministri responsabili della politica
regionale tenutosi il 16 maggio 2003, si è tenuto recentemente un nuovo
incontro il 20 ottobre 2003 a Roma le cui conclusioni sono le seguenti:
 la maggior parte dei paesi concorda sul fatto che la politica di coesione debba
coinvolgere tutte le regioni dell’UE e non solo le più povere
 bene concentrare i finanziamenti nel settore delle infrastrutture, della ricerca e
dello sviluppo tecnologico degli investimenti sul capitale umano
 la revisione delle risorse finanziarie disponibili per la politica di coesione deve
essere postposta alla decisione di revisione del bilancio comunitario, degli obiettivi
di tale politica e del funzionamento dei fondi strutturali
 una revisione del funzionamento della politica di coesione è necessaria e deve
essere fatta tenendo conto delle regioni che usciranno da obiettivo 1
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
IL 2013 ANNO DECISIVO
Sono state fatte numerose ipotesi sull’impatto che l’allargamento avrà in termini
di disponibilità di risorse per i fondi strutturali negli attuali stati membri
fino al 2006 il periodo transitorio previsto per i nuovi stati membri non
modificherà l’ammontare delle risorse a disposizione degli attuali stati membri e
lo stesso accadrà fino al 2013

peggiorerà la condizione delle regioni più povere degli attuali stati membri il
cui PIL supererà la soglia del 75% prevista per le aree obiettivo 1
(PIL attuale delle regioni più povere = 60-75% del PIL UE  in una UE a 25
il PIL delle regioni più povere sarà pari al 30-40% PIL UE)
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AREE OBIETTIVO 1
CON UE 15 (2000-2006)
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
REVISIONI AREE
OBIETTIVO 1 CON UE 25
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AREE OBIETTIVO 1 IN ITALIA (DIVERSE
IPOTESI DI ALLARGAMENTO)
Tratto da: T. Boeri, F. Coricelli, Europa più grande o più unita?, Edizioni Laterza, 2003
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
CONCLUSIONE: C’È UNA POSSIBILE SOLUZIONE?
Unica via percorribile impone una revisione dell’attuale
funzionamento dei fondi strutturali che:
- tenga conto della forte eterogeneità economica e sociale che
caratterizzerà la futura Unione Europea allargata
- non si concretizzi in un costo a carico esclusivo di aree
territoriali attualmente considerate depresse ma che riveda il
meccanismo di assegnazione delle risorse e gli indicatori in base
ai quali si identificano le aree obiettivo
Tecniche e Metodologie della Progettazione – Dott.ssa Barbara Busi – 20 novembre 2003
RIFERIMENTI
Per qualsiasi dubbio o richiesta di approfondimenti:
BARBARA BUSI
E.MAIL: [email protected]
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I canali di finanziamenti europei e gli scenari futuri