Innanzitutto chi siamo e cosa facciamo...
Est - portiamo nasce nel 1993 nella Parrocchia di Santa Maria della Noce e si presenta come
uno dei molti gruppi che si interessano dell'Est Europeo (Albania, Russia, Ucraina, Ungheria,
Romania ecc), preda di una gravissima crisi economica e morale che si è palesata pienamente
dopo la caduta del muro di Berlino e del comunismo sovietico. Le prime esperienze di Estportiamo furono al seguito di amici missionari partiti immediatamente per l'Albania e per la
Russia. In seguito si è intrecciata una fitta rete di rapporti con diverse Caritas dei paesi dell'Est. Da
allora sono innumerevoli i viaggi e le spedizioni di TIR carichi di beni di prima necessità, che
vanno dal cibo al vestiario, agli arredi per scuole , ospedali, orfanotrofi, scuole d’infanzia, ecc.
Il gruppo non gode di riconoscimenti ufficiali, come nel caso di associazioni onlus, ecc., e i
costi di gestione sono strettamente di natura personale; per esempio i volontari viaggiano e
lavorano rigorosamente a proprie spese operando a titolo assolutamente gratuito.
Un’idea delle operazioni svolte dal gruppo la si può trarre consultando il sito
www.estportiamo.com, nel quale si evidenziano anche le principali aree di intervento: gli
orfanotrofi, la campagna “Pro life” (come spiegheremo in questo diario), le comunità che
accolgono tossicodipendenti, il sostegno economico a disabili e ammalati particolarmente
bisognosi, nonchè le ricorrenti emergenze umanitarie nei vari paesi (come nel caso di alluvioni ed
altri disastri naturali). Non ultimo, tra i nostri riferimenti (anche se non dell’est europeo) c’è anche il
centro giovanile delle Suore di Maria Ausiliatrice di Cremisan, in Terra Santa.
La nostra idea e la nostra speranza è che chi ci legge possa scoprire l’esistenza del nostro gruppo
come opportunità di impegno per giovani e non più giovani, che vogliano dedicarsi ad un’attività di
volontariato, oppure offrano aiuti in termini di materiale, o con il contributo universale, buono per
tutto: il denaro, anche se poco, perchè tante gocce fanno un un mare.
Ed ora una breve premessa...
I nostri fronti di impegno sono molteplici e quasi tutti riconducibili al problema dell’infanzia
abbandonata (almeno sostanzialmente, anche se non ufficialmente) e degli orfanotrofi in quella
zona dell’Est europeo post-sovietico che è la regione Ucraino-Transcarpatica.
I “Diari di lavoro” hanno l’intendimento di fissare nella loro progressione alcune situazioni che ci
vedono particolarmente coinvolti e hanno un prevedibile sviluppo prolungato nel tempo. Ne
nascerà un’utile cronistoria, alla quale periodicamente attingere per informare, per documentare,
per convincere, … per chiedere e…. (perché no?) magari coinvolgere qualche volonteroso,
sensibile a questi problemi e desideroso di darsi da fare e disposto a correre con noi un’avventura
che serve solo ad aiutare qualcuno.
Potrà così contribuire a far tornare il sorriso sulle labbra di qualche anziano, o a far sgorgare un
gridolino di gioia dalla bocca di qualche bambino.
Pro-Life
Contro la piaga dell’aborto in Ucraina
L’antefatto
Si tratta di un’attività fortemente voluta dal Vescovo di
Munkàcs, Antal Majnek, oltre che per l’oggetto in sé, dalla
forte valenza negativa – ovvero l’aborto – anche per le
dimensioni allarmanti che ha assunto il fenomeno in
Transcarpazia (e in genere in Ucraina), tanto da far
configurare la diffusione di questa pratica come un’autentica
piaga sociale.
Inoltre le condizioni sanitarie in cui gli aborti generalmente
vengono praticati in quel disgraziato paese, destano più di
una preoccupazione.
Riveste fondamentale importanza, in questo settore, la
prevenzione, e i campi d’azione più decisivi sono quelli della
scuola e dell’università, cercando innanzitutto di formare gli
studenti (ma non solo loro, ovvio) a una visione più
complessiva e meno disordinata della sessualità.
Ma l’attività non ignora quanto comunque accade, e
continua ad accadere, con l’assistenza alle donne e
l’affiancamento nel caso di aborto e soprattutto nella
successiva fase di” sindrome post-aborto”.
L’attività deve perciò poter far conto, sia su materiali d’appoggio, come pubblicazioni e audiovisivi,
che soprattutto su personale qualificato in grado di condurre l’attività e di orientare e formare
coloro che, come gli insegnanti, hanno per ruolo un potenziale ascendente verso i giovani loro
affidati.
Ovvio che l’efficacia di questo tipo di lavoro (come per tanti altri, peraltro) dipende non solo dalla
buona volontà e dallo spirito di servizio degli operatori, ma anche dalla disponibilità di risorse
anche economiche da destinare non solo alle dotazioni e attrezzature necessarie, ma anche a una
sufficiente tranquillità economica a chi lavora a tempo pieno sul progetto.
Inoltre i fondi raccolti serviranno per sostenere l’adeguatezza e l’efficienza di una “dimora” per
ragazze e donne incinta, aiutate così nel mantenere la loro scelta pro-life, la scelta – in altre parole
– di non abortire.
Si tratta di un progetto complessivo di grande impegno e delicatezza.
Già l’impegno messo in atto da Est-Portiamo ha dato qualche frutto, nei limiti delle nostre
possibilità economiche già provate da altre iniziative (che ci legge già conosce), ma soprattutto ha
innescato il parallelo coinvolgimento su questo fronte di un gruppo di giovani che con noi è in
collegamento e che da tempo si sta dando da fare anche su questo problema. Logicamente
sperano che altri giovani si uniscano a loro per portare avanti più agevolmente le varie azioni
necessarie E’ un esempio di “contagio” che ci auguriamo possa diffondersi. Intanto chi legge (e
anche chi non legge … ) può dare una mano non tanto a noi (che siamo a disposizione per fare da
tramite, come per tutte le nostre attività) quanto per contenere lo sfacelo sociale di cui la politica
degli aborti in Ucraina è lo specchio.
Aggiornamento a marzo 2010
Incontro del 18 marzo 2010 col Vescovo di Munkàcs, Mons. Antal Majnek
Erano presenti, con un sacerdote ucraino assistente di Mons. Majnek, Elia Cattaneo di EstPortiamo e don Raffaele Donneschi del Centro Missionario diocesano di Brescia.
Si è parlato della situazione relativa al progetto Pro-Life, sul quale stanno operando già quattro
signore, di cui una solo a tempo pieno e tre a tempo parziale. Sono insegnanti e una di loro
conosce bene l'inglese. La loro azione fino a oggi è soprattutto di informazione presso le scuole
superiori sulle tematiche del rispetto per la vita, l'aborto e le sue conseguenze fisiche e
psicologiche, oltre che morali. Inoltre, alcuni professionisti cattolici (medici e psicologi) danno già il
loro contributo e supporto all’iniziativa.
Da sei anni si è avviato anche un lavoro di pianificazione familiare proponendo i metodi naturali di
regolazione delle nascite.
Il Vescovo si adopera per fare in modo che le donne non abortiscano in caso di quarta o quinta
gravidanza, offrendosi di battezzare di persona il nascituro, così da dare visibilità alla dignità di
ogni vita.
Per quanto riguarda il post-aborto, c'è consapevolezza dell'importanza dell'accompagnamento di
queste donne, anche se mancano poi gli strumenti concreti per questo intervento.
Circa la “gestione” dei bambini salvati dall'aborto è stato riferito del lavoro di un ben avviato Istituto
per l'Adozione dei bambini, in collaborazione con la Caritas. Costituisce inoltre un problema il fatto
che, mentre le madri che lavorano godono di una sorta di assegno familiare per ogni figlio fino al
diciottesimo anno di età, per le donne che non lavorano come dipendenti lo Stato non prevede
alcun tipo di supporto.
Il futuro del Progetto
Il Vescovo pensa per il futuro a quattro centri di riferimento in Diocesi. Per la formazione, fino ad
oggi le signore impegnate nel Pro-Life si sono informate tramite pubblicazioni esistenti sulle varie
tematiche; c'è anche un sacerdote che tieni incontri con i giovani, direttamente o nelle scuole.
Manca molto tra i giovani una corretta INFORMAZIONE sulla gravidanza, anche a livello minimo
di scientificità: da qui la necessità di materiale informativo-formativo, cartaceo e multimediale...
Si ritiene possa essere importante l'invio di personale italiano per sostenere, stimolare e formare
sia la piccola equipe esistente, sia il personale professionale che già collabora, allargando l'invito
ad altre persone sia interessate, sia da contattare ad hoc. (la venuta in Italia è più complessa per
via dei visti d'ingresso...).
Un sostegno anche finanziario per le tre-quattro signore è comunque urgente per “vincolarle” un
po' di più al progetto e permettere loro un po' più di tranquillità economica, visto che tre di loro
devono ritagliare del tempo al lavoro che già svolgono per mantenersi.
Aggiornamento a dicembre 2010
Abbiamo ricevuto in novembre un’interessante e lunga lettera di Marta Popovics-Palojtay della
Caritas diocesana di Mocacevo, con la quale veniamo aggiornati sulla situazione. Essendo una
parte significativa dell’attività rivolta al mondo delle scuole, durante i quattro mesi estivi l’attività si
è un po’ ridotta, ma è continuato il servizio di una linea telefonica ’dedicata’ e di un indirizzo email, rivolti a rispondere alle richieste di donne in gravidanza e ’tentate’ dall’aborto, come anche di
donne che hanno abortito ma si
trovano in preda a sindromi
conseguenti.
Allo scopo di vincere, però, la
persistente riluttanza da parte di
molte donne a cercare contatti
telefonici, i responsabili della ProLife stanno muovendosi per poter
andare a contatti sistematici e
autorizzati, in ospedale, nei reparti
dedicati alla pratica dell’aborto.
Se ciò si verificherà, sarà ancora più
stringente e onerosa l’esigenza di personale qualificato che si dedichi con competenza a questo
compito difficile e delicato.
Intanto hanno stampato 6.000 volantini per promuovere l’uso di questa linea telefonica privilegiata,
oltre che per informare sulle attività del Centro.
Produrranno anche una brochure da utilizzare nelle scuole, mentre già sono in distribuzione
adesivi promozionali su questi temi, utilizzati anche durante la Marcia della Vita. Un evento
ecumenico da loro promosso, cui hanno partecipato quattro vescovi e molti sacerdoti esponenti di
altre confessioni cristiane e una folla di popolo. Anche il sindaco ha marciato e si è dimostrato
disponibile. Durante la marcia sono stati distribuiti centinaia di volantini.
Ora il pezzo forte del programma è una serie di incontri nelle scuole aventi per tema la lotta
all’aborto e la proposta della ’purezza’ di vita prima del matrimonio. Interessante è notare come il
modo di affrontare questi temi è apprezzato anche da studenti e insegnanti non credenti: nessuno
finora ha parlato con loro della sessualità in forma seria.
Uno dei grandi problemi è infatti la mancanza di informazione e da questa constatazione è nata
l’idea di farla attraverso poster e manifesti in 25 bacheche o punti di affissione in città, il cui uso è
stato concesso gratuitamente dalla società concessionaria del servizio. A carico del Centro
restano ovviamente i costi di grafica e stampa.
I risultati sono ottimi da quanto è dato di vedere, e gli
organizzatori sanno già di diversi casi in cui donne
che hanno visto il manifesto, sono state
impressionate dai contenuti e hanno deciso di tenere
il bambino. La diffusione dell’aborto è infatti così
grande, soprattutto a causa dell’ignoranza diffusa su
questi temi, oltre che dall’influenza di pressioni
esterne sulla donna.
Statistiche reali (fonte medica) e non menzognere
come quelle ufficiali, rilevano percentuali di donne
che hanno abortito che sfiorano il 90%, sulla
popolazione femminile in età fertile.
Si conta di arrivare alle TV locali per intensificare
l’azione e a questo scopo sarà fondamentale ottenere
e mantenere una collaborazione totale da parte delle
altre chiese e confessioni religiose.
Ugualmente è in corso l’esportazione di questo
programma in altre città
della Transcarpazia,
sperando in livelli di disponibilità da parte di società e
istituzioni, come quelli sperimentati a Mocacevo.
Verrà incrementata l’opera di sensibilizzazione verso
parrocchie e altre realtà, fornendo materiale
informativo vario, anche su supporto elettronico (CD).
Infine, l’obiettivo più ambizioso è quello di riuscire (sperano nel sindaco, che è stato recentemente
rieletto) a entrare negli ospedali con attività di consulenza nei confronti della donne ricoverate in
attesa di abortire. Ma, in questo caso, le necessità di disporre di personale qualificato
aumenteranno moltissimo. A tal proposito, attendono dall’Italia nel prossimo giugno l’arrivo di un
team molto qualificato, guidato da Elisabetta Pittino.
A favore delle donne che hanno abortito ma ne sentono il dramma sono stati istituiti periodi di
’ritiro’ ,durata quattro giorni, allo scopo di operare una riconciliazione col sacro, con Dio e col figlio
non nato. E dopo il ritiro proseguono i contatti telefonici e per quelle che lo desiderano ci sono
incontri fraterni periodici.
Tutto ciò richiede l’impiego di molte risorse economiche e a tal proposito la lettera contiene un
caloroso ringraziamento per il denaro ricevuto tramite Est-Portiamo, ma chiedendo nel contempo
di ... continuare l’ opera di aiuto.
La nostra Associazione è molto sensibile a questa richiesta, ma a sua volta la ’gira’ ai suoi amici.
Noi siamo a disposizione e facciamo da tramite per convogliare in quella sede, come altrove
(secondo quanto disposto dalla Provvidenza), la buona volontà di tutti, associati, volontari e amici.
Aggiornamento al febbraio 2011
In Ucraina l'intera nazione è in festa durante
la prima metà di gennaio (Festività natalizie
ortodosse) e le presentazioni nelle scuole
sono ricominciate dopo le vacanze. Ce ne
sono già state due e Vera e Marta stanno
organizzando il prossimo ritiro post-aborto,
che si terrà a febbraio.
C'è stata anche una persona interessata ad
avere un ritiro anche a Vinnizza.
Un articolo sull'aborto è apparso su „Új
Hajtás” (Nuovo Virgulto), rivista della chiesa
romano-cattolica ungherese attiva nella
diocesi di Mocacevo. Ulteriori attività sono
state preparate per avere più informazioni
sull'aborto (scrittura lettere e creazione
contatti con altre organizzazioni).
In base al programma iniziato due anni fa, ora dovrebbe cominciare la terza fase di lavoro, ma
possono coprire solo i costi della prima metà del 2011. Cercano fondi e chiedono aiuti, perciò, per
l’attività del secondo semestre.
Il principale risultato di febbraio è stato il ritiro, che si è tenuto dal giorno 17 al 20. C'è stata la più
grande affluenza mai registrata,tanto che molte donne che avevano chiesto di partecipare non han
trovato posto. Sono state però inserite nel gruppo di un prossimo ritiro.
Si stanno già vedendo alcuni risultati del lavoro, e infatti la vita delle donne è cambiata e molte si
sono convertite a Dio. La cosa ha suscitato grande soddisfazione, essendo segno visibile della
non inutilità di quanto si sta facendo.
Aggiornamento al marzo 2011
Ci sono state due presentazioni nelle scuole, i manifesti sono di nuovo nelle strade e sono stati
richiesti anche da persone e attivisti di città vicine. E’ stato consegnato loro il tutto, in formato
elettronico. E’ stata data notizia su quel che si sta facendo anche con articoli in lingua ucraina e
ungherese. Attività di questo tipo stanno infatti cominciando anche in Ungheria.
Aggiornamento ad aprile 2011
Non ci sono particolari novità in questo ultimo periodo, ma ogni giorno c'è sempre tanto da fare:
molte telefonate; attività di supporto/aiuto post-riabilitazione (sempre molto importante);
organizzazione dei ritiri e cura delle persone partecipanti; presa di contatto con i preti e le varie
associazioni; campagne di sensibilizzazione, e molto altro.
E’ stato scritto molto su giornali e periodici (anche testate non religiose) per spiegare le attività in
corso e smontare le dietrologie (chi c’è dietro? anche là è di casa il sospetto e molti pensano ci sia
una “setta” a dirigere la cosa). E’ fondamentale diffondere la conoscenza corretta dell’iniziativa,
perché la chiarezza facilita il contatto delle persone.
Vera (è tra le responsabili) è stata intervista da un giornale locale per spiegare nel dettaglio il
lavoro che si svolge, e un lungo articolo verrà pubblicato a breve.
Di nuovo molti poster e manifesti sono stati affissi per le strade.
Per il primo di giugno è in corso di preparazione una marcia per la vita (March for Life). Sarà un
grosso evento, per il quale sono state informate ovviamente le gerarchie religiose, che hanno
fornito molto aiuto. Nella stessa data si terrà anche un grande concerto dedicato ai giovani.
Fatto veramente interessante: un noto cantante locale ha chiamato gli uffici del “movimento” e si è
complimentato per questo lavoro in difesa della vita nascente.
La sfida maggiore sarà quella di educare i nomadi che vivono nel circondario, anche a causa del
relativamente basso livello culturale e della conseguente tendenza a comportamenti a rischio.
Sono arrivati e particolarmente benvenuti i mobili da ufficio inviati da Est-Portiamo. Grazie!
Aggiornamento al maggio 2011
Proseguono con buona efficacia contatti e incontri con gli organi d’informazione locali, giornali,
radio ed emittenti televisive, cosa che ci consente un rapporto efficace di conoscenza “diretta” con
l’opinione pubblica.
Continua la preparazione per la Marcia per la Vita del 1° giugno, cui seguirà il 3 giugno una
importante conferenza.
Sono stati tenuti anche parecchi incontri con le persone che hanno partecipato ai periodici “ritiri”,
come pure è stata intensa l’attività relativa a incontri e presentazioni nelle scuole.
Prosegue ancora la ricerca di donazioni e contributi per la seconda parte del 2011.
Aggiornamento al giugno 2011
Il 1° giugno, proclamata giornata della
protezione dei bambini, per la seconda volta
è stata organizzata un’iniziativa di preghiera
comunitaria per i bimbi non nati.
La preghiera è stata seguita da una marcia
verso il Centro consultivo femminile dove
vengono praticati gli aborti. Con questa
semplice azione ci si è ripromessi di mettere
in primo piano l’esigenza di proteggere i
bimbi non ancora nati, che sono pure loro
creature di Dio.
La gente dimostra sensibilità contro
questa penosa pratica di interruzione
della gravidanza, e a questo proposito si è
verificata la solidarietà e la partecipazione
di rappresentanti di altre confessioni
religiose.
E’ stato infatti creato a questo scopo
anche un team ecumenico cui partecipano
rappresentanti
della
chiesa
grecocattolica, di quella cattolica romana, di
quelle protestanti e di quelle ortodosse
rispondenti ai patriarcati di Mosca e di
Kyev. Questi “fratelli separati” hanno
partecipato alla sfilata ed è la prima volta
che le Chiese cristiane della zona
manifestano insieme.
Un noto cantante pop ha dichiarato
apertamente la sua solidarietà con questa
iniziativa e ha partecipato con un concerto
molto seguito, includendo anche dei bambini
nel suo programma nel corso del quale ha
anche parlato ai manifestanti.
E’ stato salutata con soddisfazione la partecipazione anche di rappresentanti dell’amministrazione
statale, con in testa il sindaco Zoltan Lendyel, i quali hanno parlato apertamente sulla gravità del
problema dell’aborto.
Si tratta di un dono di Dio, questo della simbolica posa di un “segno” di memoriale per la
salvaguardia della vita, ad opera dell’Autorità nel cortile stesso del consultorio femminile.
Quest’anno una pietra è stata consacrata, e posata sul posto.
E’ stata anche inviata una lettera ai medici, nella quale si chiede di rigettare la pratica dell’aborto,
e di dare ai rappresentanti delle varie confessioni religiose la possibilità di parlare con le donne
prima che diano esito alla volontà di abortire.
C’è molta gratitudine nei confronti di tutti coloro che agiscono in queste iniziative e anche per tutti
coloro che le sostengono con le loro preghiere.
Il 2 giugno, incaricati del Movimento Per la Vita italiano, che erano sul posto accompagnati da
volontari di Est-Portiamo, hanno iniziato dei corsi per i volontari del Pro-Life ucraino di cui alla
relazione precedente. Verrà trasmessa relazione su quanto dibattuto e sulle indicazioni emerse.
Continua efficacemente la campagna di affissione di manifesti, mentre anche il servizio di
assistenza telefonica sta riscuotendo un grande successo: molte donne lo utilizzano sia per
emergenze di gravidanza che per altri problemi, dal momento che spesso non sanno a chi altro
rivolgersi.
Ci sarebbe bisogno di un posto dove incontrarle personalmente perché il rapporto “faccia a faccia”
è troppo importante. Fortunatamente la Curia si sta muovendo in proposito
Prosegue il contatto costante con le donne dei ritiri post-aborto, sia tramite telefono che con
incontri diretti. Le donne si servono comprensibilmente di questi contatti per esporre anche tutti i
problemi familiari che le assillano.
Si opera anche nel fondamentale settore dei rapporti di coppia, propedeutico a un corretto
approccio ai tempi della sessualità e della procreazione. Molte sono le coppie con le quali si
tengono incontri.
Si sta già organizzando il prossimo ritiro a settembre, mentre prosegue lo sforzo di rinforzare la
strutturazione interna del gruppo anche nell’intento di ottenere un riconoscimento pubblico da
parte delle istituzioni.
I problemi sono molti, ma molte sono anche le loro preghiere e quelle che chiedono agli amici.
Prosegue ancora la ricerca di donazioni e contributi per la seconda parte del 2011.
Estratto dal quotidiano “Avvenire” del 7 luglio 2011
Un articolo di Elisabetta Pittino ha dato conto dell’incontro avvenuto a Mocacevo tra l’equipe
italiana del Movimento per la Vita e i responsabili locali del Movimento Pro-Life.
Dal 2 al 5 giugno si è svolta appunto una fruttuosa serie di incontri con trenta operatrici volontarie
o simpatizzanti del Pro-Life locale, con i sette inviati italiani: Valter Boero, Arturo Buongiovanni,
Gianfranco
Costanzo,
Antonella
Diegoli, Gabriele Frassoldati, Natalia
Marrese, Elisabetta Pittino.
L’iniziativa era stata promossa dallo
stesso
Vescovo
della
Diocesi
romano-cattolica di Mocacevo un
anno e mezzo fa, con una richiesta
rivolta al Gruppo Est-Portiamo,
all’Ufficio Missionario di Brescia (Don
Raffaele Donneschi) e, appunto, al
Movimento per la Vita italiano, allo
scopo di ottenere aiuti non solo dal
punto di vista economico, ma anche
da quello formativo e organizzativo,
per la nuova iniziativa di Caritas e
Diocesi rivolta a contrastare la piaga
dell’aborto, particolarmente devastante in Ucraina, con la formazione e la messa in campo di
volontari preparati e di mezzi adeguati.
Le giornate congiunte italo-ucraine di riflessione e di “travaso di esperienze” hanno avuto esiti di
grande soddisfazione reciproca, con la volontà di proseguire nella collaborazione.
Aggiornamento all’agosto 2011
Sono state tenute tre lezioni sul tema della
pianificazione familiare e l’attività di
consultorio con e per le donne, è continua.
Si sono riscontrati risultati positivi (aborti
evitati, incremento della consapevolezza
del problema, ecc.) dopo gli incontri con i
rappresentanti del Movimento per la Vita
italiano, su iniziativa di Est-Portiamo.
Si segnalano due casi di donne incinte in
profonda crisi, una delle quali è in preda a
una profonda depressione, mentre altri due
casi sono di “sindrome depressiva postaborto”.
Ci sono anche buone notizie: due settimane
fa è nato un bambino che sembrava
dovesse essere abortito, ma con l’aiuto di Dio la giovane mamma è stata persuasa a proseguire la
gravidanza.
A metà settembre (tra il 15 e il 18) si terrà il prossimo ritiro spirituale per donne in condizioni di
“sindrome post-aborto” e si sta preparando quanto necessario per gestire al meglio questa
importante occasione.
Hanno cominciato a lavorare per l’allestimento del tanto atteso ufficio. C’è molto da fare in
proposito, e cercano di far intervenire volontariamente chiunque possa dare una mano.
Molto lavoro è già stato fatto, pagato finora dal vescovo anticipando circa 5.000 dollari di cui però
si aspetta la restituzione, appena possibile.
I lavori finora fatti hanno riguardato le pavimentazioni, le riparazioni (fessure, crepe, ecc.) dei muri,
gli intonaci, impermeabilizzazioni e isolamento termico, impianti idraulici ed elettrici.
Cosa resta da fare? Ancora molto: completamento dei pavimenti e dei rivestimenti con piastrelle;
realizzare tutte le porte; rubinetteria; accessori del bagno; impianto di riscaldamento;
allacciamento idrico; finiture; luci e buona parte del mobilio.
Da perfezionare anche una gran mole di pratiche burocratico/autorizzative, che pure avranno il
loro costo, e in tutto viene stimato in 3.000 Euro il corrispettivo economico ancora mancante per le
operazioni di completamento, anche se circa 1.500 si potranno attingere da contributi già
pervenuti e “risparmiati” anche se non finalizzati strettamente a questo lavoro.
Intanto pensano a campagne di raccolta fondi in diocesi, e ad altre iniziative. L’obiettivo è
importante e tra l’altro la collocazione dell’ufficio si presenta ideale, in pieno centro storico, dietro
la chiesa e vicino alla “libreria cattolica”, dove si vende anche oggettistica e si riscontra moltissima
presenza. La dimensione della struttura è sufficiente, non di più, e questo facilita sul piano dei
costi, sia di realizzazione che di gestione.
Aggiornamento al settembre 2011
L’evento più importante in questo settembre è costituito dal positivo riscontro e dal risultato di
partecipazione che hanno caratterizzato l’ultimo ritiro post-aborto. Il numero di partecipanti è stato
ottimale (ovviamente non basterebbe mai … ), tanto più considerando la limitata pubblicità data
all’evento, con avvisi nelle chiese soprattutto all’inizio dell’estate.. Molte le partecipazioni anche di
donne “reduci” da precedenti incontri di questo tipo.
Sono state salvate preziose vite umane e a quanto sembra i migliori e più efficaci ambasciatori
dell’attività pro-life sono le donne stesse uscite dal trauma dell’aborto e approdate a pace e
riconciliazione grazie a questi ritiri; sono loro che oggi riescono in molti casi a far cambiare idea
alle altre donne intenzionate ad abortire. Hanno uno strumento di persuasione dolce ed efficace:
la storia da loro vissuta!
Altro frutto positivo e importantissimo dell’ultimo ritiro si è avuto con la partecipazione di un
giovane sacerdote, intenzionato a dedicarsi a questo lavoro. Si verifica anche che diverse donne
coinvolte da questa esperienza, pur essendo di altre zone, stanno attivamente lavorando nelle loro
realtà e stanno così nascendo nuove “cellule” di attività pro-life.
L’organizzazione sta ora lavorando anche alla preparazione di un ritiro di quattro giorni per
famiglie che hanno sofferto la perdita di un figlio; non è un problema semplice e richiede specifica
una preparazione per la quale si stanno “attrezzando”.
Uno stabile è stato acquisito per fungere da sede/ufficio del “Pro Life”, ma c’è molto da fare per la
ristrutturazione. Intanto funziona molto il servizio di “telefono amico” con contatti che spesso, per
le persone che chiamano da vicino, sfociano in contatti personali.
I casi sono molti, tutti delicati e impegnativi anche perché cercano di seguire le donne per tutti i
problemi di diversa natura, pratici o morali, cui possono essere soggette.
Per concludere, si tengono anche incontri su un ampio spettro di temi – pro-life compreso – con
molte coppie di fidanzati, in preparazione alla vita matrimoniale.
Aggiornamento ad ottobre 2011
La notizia più importante del mese è quanto avvenuto a Uzgorod (capoluogo della
Transcarpazia) dove le autorità sanitarie hanno rilevato una diminuzione del 55% dei casi di
aborto; l’indagine effettuata per capirne le cause ha concluso che il merito di questo va attribuito
all'impatto dei manifesti e dei poster distribuiti e affissi nel corso della campagna Pro Life!
Nonostante questa ricerca sia stata fatta soltanto in quella città è lecito pensare che una
diminuzione degli aborti stia avvenendo anche nelle altre aree dove Pro Life è attiva. Grazie al
lavoro dei responsabili (e dei supporter, tra i quali Est-Portiamo) molte vite di bambini sono state
salvate, e a molte donne e alle loro famiglie è stato risparmiato il trauma dell’aborto e del postaborto.
La maggior parte del lavoro di questo mese è stata dedicata alla ristrutturazione dell’ufficio/sede.
Gli impianti idrici ed elettrici sono stati finiti ed è anche stato sistemato l’ingresso. Grazie ai contatti
con varie aziende sono riusciti ad avere i materiali e le attrezzature a prezzo di costo, e qualche
volta pure con qualche omaggio!
Nei primi giorni del mese, un collega austriaco dell'organizzazione umanitaria Human Life
International ha tenuto una conferenza per i consacrati e per tutti gli interessati a questo tipo di
lavoro. Ha fatto anche interventi durante due S. Messe domenicali.
Questo mese è stato allietato dalla nascita di tre bambini le cui madri si erano affidate agli amici
del Pro-Life, dopo aver pensato di
abortire. Ad una di queste donne, in
stato di particolare necessità, si son fatti
avere abitini, un po' di soldi e istruzioni
su come accudire il nuovo arrivato.
Importante è stato anche un incontro col
vescovo, nell’intento di chiarire in quali
termini
l’associazione
opererà
ufficialmente, dopo la eventuale, attesa
e sospirata registrazione pubblica.
Il resto dell’attività è stato di routine:
lunghe telefonate con le donne
bisognose di conforto; nuovi articoli per i
giornali; incontri di aggiornamento per i
partecipanti ai ritiri precedenti; organizzazione dei prossimi ritiri, incluso uno di nuovo tipo, per
genitori che hanno perso un figlio non a causa di aborto.
Gli annunci sono ancora affissi in molti posti, grazie alla disponibilità e generosità di alcune
compagnie pubblicitarie, e si sta lavorando per espandere la campagna pubblicitaria in tutta la
regione delle Transcarpazia).
Concludendo: alla fine di Ottobre si è verificato un incontro con rappresentanti di Est-Portiamo
(Elia, Augusto e Maurizio) che ha rinsaldato l’amicizia e rinforzato la voglia di andare avanti.
Aggiornamento a novembre 2011
Da una lettera di Marta Palojtay Popovics:
Quest'ultimo mese è stato molto impegnativo. E’ stata
conclusa la ristrutturazione della sede con un grande
impegno, anche giorno e notte. L'ufficio è ancora da
arredare e quindi occorre ancora altro tempo prima di
riuscire ad utilizzarlo per le necessità quotidiane di
PRO LIFE.
E’ stata organizzata anche una mostra diocesana e
sono state distribuite più di 7000 lettere, ognuna con
l'immagine di un bambino nel grembo materno. Le
scritte sulla lettera erano ucraine da un lato e
ungheresi dall'altro, con i riferimenti per i contatti e
una spiegazione delle attività.
Le lettere sono state distribuite in tutte le chiese romano-cattoliche della Transcarpazia, in
occasione della prima domenica d'Avvento, e secondo la consuetudine queste lettere verranno
riportate in chiesa con (possibilmente) una donazione nella quarta domenica d'Avvento.
L'obiettivo di tutto ciò non è soltanto quello di raccogliere fondi, ma anche di pubblicizzare il lavoro
in corso e di fornire il numero di telefono per i casi di necessità. Infatti se una donna è in
gravidanza o soffre per un aborto che ha subito, difficilmente avrà il coraggio di recarsi da un prete
per avere indicazioni. Invece, avendo questa
informazione diretta si sentirà più libera e più
facilitata nel contatto.
A dimostrazione di ciò, nell'arco di pochi giorni dalla
distribuzione delle lettere le chiamate via telefono e
via e-mail si sono moltiplicate. Alcune persone
avevano bisogno d'aiuto, mentre altre si
proponevano per offrirne! In questo modo ora è
disponibile un maggior numero di volontari.
E’ stato un gran lavoro, più del previsto, e ci son
stati anche parecchi problemi tecnici., ma alla fine si
son visti dei risultati.
Altro grande progetto di questo mese è stato
organizzare il prossimo ritrovo. All’inizio si era pensato di organizzare un ritiro per le donne che
avevano perso un bambino prima o dopo il parto, ma non c’è stata sufficiente adesione e pertanto
si è ripiegato su di un tradizionale ritrovo post-aborto, con buon successo di partecipazione
nonostante lo scarso preavviso.
Aggiornamento a dicembre 2011
Scrive Marta Poljtay della Caritas di Mocacevo che in questo mese si sono verificati due eventi
importanti.
Innanzitutto si è tenuto il terzo incontro dell’anno sul tema post-aborto, cui hanno partecipato 12
donne, e l’esito è stato positivo. Nello stesso periodo però era arrivato al Pro-Life l’invito a Roma
per un meeting organizzato dal Movimento per la Vita, ma la coincidenza con il loro incontro,
molto importante, non avrebbe dato la possibilità di venire in Italia. Alla fine però il vescovo ha
deciso di venirci lui, a Roma, con Vira.
E’ stata un’ottima cosa questa decisione poiché Vira ha potuto intervenire e parlare
sull’importanza di curare la fase post-aborto delle donne, fase che invece altre realtà sottovalutano
o non prendono in considerazione, mentre invece è ritenuto di fondamentale importanza nei
programmi Pro-Life in Transcarpazia.
Infatti l’esperienza fatta ha portato alla conclusione che la “cura” del post-aborto costituisce il
miglior investimento ai fini del salvataggio dei bimbi di altre donne, minacciati dall’aborto
(naturalmente a seguito di adeguate campagne informative).
In poche parole: l’organizzazione, di per sé, di bimbi ne ha salvati pochi, mentre la gran parte dei
risultati è stata conseguita grazie al ruolo delle donne uscite dalla sindrome post-aborto
partecipando agli incontri e ritiri organizzati dal Pro-Life. I casi sono molti e il fenomeno è in
crescita.
Dopo gli incontri, le donne che hanno vissuto questa dolorosa esperienza si sentono libere di
parlarne e non c’è modo migliore per persuadere le donne tentate di abortire a non farlo.
In questo periodo di Avvento la colletta organizzata per sostenere le attività è in corso: era stata
distribuita una lettera in tutte le parrocchie romano-cattoliche della Diocesi e nella quale sono
spiegati finalità e programmi, con anche la richiesta di restituzione della busta con il contributo
libero che ognuno può e vuol dare. Non sanno ancora cosa otterranno in denaro, ma certamente è
già positivo il fatto dell’informazione data. Comunque già si sono ricevute sia richieste che offerte
di aiuto e ci sono diversi casi di collaborazione. Un esempio: una signora che esercisce un
negozio in un paese vicino ha esposto all’esterno un poster Pro-Life, sacrificando l’unico spazio
pubblicitario disponibile e così “sfrattando” una pubblicità della Coca Cola.
Intanto l’ufficio/sede sta progredendo nell’allestimento e si conta di aprirlo in gennaio, alla fine
delle festività e delle vacanze ortodosse.
Continuano nel frattempo le attività consuete: lezioni a scuola, articoli e scritti, consulenza
telefonica, nuovi poster, ecc.
Aggiornamento a gennaio 2012
La prima metà del gennaio 2012 non
è stata molto attiva, dato che in
questo periodo dell’anno tutto è
“chiuso” per le feste ortodosse. Le
scuole sono rimaste chiuse, per
esempio, fino al 23 gennaio.
Persone generose hanno aiutato due
situazioni per noi economicamente
difficili da sostenere, riguardanti due
donne in gravidanza in condizioni di
grande povertà. Dedicando tempo e
denaro, queste persone hanno ridato
speranza a queste donne.
Sono proseguite le consuete attività
(consulenza, letture nelle scuole,
articoli per pubblicazioni, ecc.) ed è
programmato il ritiro di febbraio. Sono
stati definiti i programmi per la
prossima
grande
campagna
informativa prevista per il 2012.
C’è stata la partecipazione a un importante programma televisivo, nel corso del quale Vera è stata
invitata a parlare, come pure hanno riferito la loro esperienza due donne che avevano partecipato
in precedenza a ritiri del Pro-Life.
In Mocacevo opera il gruppo principale di collaboratori, e altri volontari operano in altre città. Il
detto “gruppo principale” consta di sei membri attivi che nel mese scorso si sono coordinati per
ripartirsi le competenze e così consolidare l’efficacia del lavoro.
Con loro, anche se non con la stessa continuità, operano anche altre quattro persone.
Il loro ufficio non è ancora aperto ufficialmente, ma già è operativo in base alle necessità che
emergono da parte di donne in difficoltà. Ora avrebbero bisogno di una postazione di computer,
come anche di un grosso tavolo da riunione per dieci persone, oltre a qualche semplice stoviglia
da cucina, come tazze, ecc.
Dall’ultima lettera di Marta Palojtay:
Un grosso problema è costituito dal fatto che mentre le donne incinte vengono incoraggiate ad
avere i loro bebè, non si può dimenticare che queste non hanno niente con cui vivere o non hanno
abbastanza da sfamare i figli che già hanno. Senza contare i problemi di salute, che senza risorse
non si riesce a fronteggiare.
Tutta la cosa è molto delicata perché si vuole evitare che le donne si muovano solo per avere
soldi e non direttamente per cibo, medicine ecc. Forse si riuscirà ad assumere part-time una
donna per aiutare nel lavoro.
Un altro grosso problema è costituito dai test di gravidanza che in Ucraina costano molto e che si
conta di approvvigionare altrove, anche in Italia, se si
riesce. Disporne in una certa quantità può favorire
l’approccio di donne all’organizzazione Pro-Life.
Aggiornamento a febbraio 2012
In questo ultimo mese è continuata la normale
attività:
assistenza,
conferenze,
articoli
e
organizzazione del lavoro. L’evento più importante
del periodo è stato di nuovo un ritiro per le donne
che avevano abortito, dal 21 al 26 febbraio ed è
sempre meraviglioso constatare gli effetti di questi
incontri con Cristo che guarisce.
Il giorno 22 c’è stato anche un incontro con i gruppi
precedenti e anche qui l’esito è stato quello: la vita di
queste donne è cambiata dopo il loro ritiro.
Sono nati anche dei bambini, e si è fatto uno sforzo
per aumentare la propaganda con poster e avvisi,
allo scopo di mantenere e rafforzare la coscienza
della vita nella gente.
All’inizio del mese il Vescovo ha benedetto
l’ufficio/sede del movimento, finalmente completato,
a parte alcune rifiniture ancora in corso.
Aggiornamento a marzo 2012
In quest’ultimo mese si è fatto un grosso lavoro di contatto e consulenza, sia personale nel nuovo
ufficio che per telefono. I problemi affrontati sono: metodi naturali di pianificazione familiare;
assistenza post-aborto; dipendenza da alcool; depressione; adozione; assistenza particolare a
una donna intenzionata ad abortire, che però è stata persuasa da Vera a tenere il bambino.
La donna è in contatto con l’organizzazione Pro-Life che cerca in tutti i modi di aiutarla anche
materialmente, data la sua situazione realmente disperata: divorziata con tre bambini di 4 anni, 2
anni e 9 mesi di età, con anche l’onere di doversi occupare (anzi, lo sta prendendo con sé) di un
bambino di 2 anni, frutto di una breve “disavventura” sentimentale di una sua sorella alcolizzata.
Sono anche riusciti ad aiutare un’altra
donna, di un’altra città, che aveva
deciso di avere il bambino e, tra l’altro,
le hanno fornito un passeggino e altri
articoli per l’infanzia, compresi molti
pannolini ricevuti da Est-Portiamo.
E’ sempre confortante constatare come
molte donne, a seguito dei “ritiri”
organizzati per loro, manifestino
grande disponibilità a dare un aiuto,
riuscendo a fare un sacco di cose in
questo senso. Per esse hanno
organizzato in marzo due meeting, con
la speranza di riuscire a farle aderire a
gruppi locali di “Focolare” (in italiano
nel testo originale della comunicazione
ricevuta) o comunque ad altri gruppi
ecclesiali.
Pro-Life ha anche approfittato del miglioramento del tempo e del rialzo della temperatura per
completare la facciata del nuovo ufficio, oltre che per realizzare sul tetto una piccola ulteriore
protezione contro la pioggia. Si è così potuto sistemare in facciata una grossa bacheca allo scopo
di evidenziare anche ai passanti l’esistenza dell’organizzazione, dove è attiva, quali sono i suoi
riferimenti per reperirla, e cosa fa.
Sono state tenute anche letture rivolte ai giovani nelle scuole e nelle realtà cristiane, e inoltre si è
lanciata una nuova campagna di pubblicizzazione dell’attività tramite manifesti e tabelloni, 50 dei
quali sono stati affissi un po’ dovunque in Transcarpazia.
Infine stanno lavorando per la prossima “Marcia per la Vita”.
In definitiva: un gran lavoro!
Ringraziano chi li ha aiutati e chiedono di non dimenticarli nella loro importantissima opera, e di
aiutarli ancora.
Aggiornamento ad aprile 2012
In questo mese diverse cose sono state fatte e, tra l’altro sono stati installati gli scaffali inviati
tempo fa da Est-Portiamo.
All’inizio del mese Mons. Thomas Edward Gullickson, Nunzio papale per l’Ucraina, ha visitato la
diocesi e ha incontrato il gruppo nel nuovo ufficio. La relazione fattagli è stata molto dettagliata e
precisa e il Nunzio è rimasto entusiasta del lavoro fatto.
Il lavoro di organizzazione per la Marcia Pro-Life del primo giugno è in pieno progresso, come
anche il dialogo con le altre chiese e le istituzioni cittadine. Ci sarà anche un concerto pro-life nel
centro della città quella sera, e il lavoro organizzativo è enorme.
Nel frattempo il movimento ha preso piede anche a Beregszasz (Beregovo), dove si sta
preparando la loro prima marcia pro-life in città!
In Ungheria, l’organizzazione pro-life “Insieme per la Vita” ha finalmente pubblicato il libro che
include anche informazioni sull’attività del Pro-Life di Transcarpazia, che tra l’altro aveva dato
anche una mano nella compilazione del libro. Questo è un manuale che aiuta nell’assistenza alle
donne gravide in crisi e descrive anche la situazione e le possibilità di aiuto che vengono offerte
sia in Ungheria che in Ucraina.
Un altro libro è stato pubblicato da una coppia ungherese che aiutava nei ritiri post-aborto e ha
raccontato le proprie esperienze. Più precisamente, il testo è la trascrizione dei programmi
condotti alla radio sulla realtà dei “ritiri”.
E’ stato approntato un nuovo depliant, stampato in 10.000 copie.
Una volontaria del Pro-Life è diventata pure molto efficace nella consulenza ad alcolizzati e ai loro
familiari, e stanno pensando di assumerla part-time.
Sta iniziando la collaborazione anche una signora che ha una laurea all’Università Cattolica di
Leopoli ed è specializzata in Pianificazione Familiare Naturale. Ha buoni contatti con diversi
medici e in futuro si pensa di organizzare conferenze per ginecologi.
Il prossimo ritiro dopo-aborto è in preparazione, e si terrà all’inizio di giugno.
Membri del movimento si portano presso diverse chiese di altre città, alla domenica, per parlare
durante la Messa e incoraggiare la gente a partecipare.
Ci sono state lezioni nelle scuole, inclusa una per più di cento studenti all’Università Nazionale di
Uzhgorod. Si tengono anche lezioni per coppie che si preparano al matrimonio, e i contatti
telefonici sono sempre molti.
Ancora notizie dell’aprile 2012
Il mese scorso è
stato
veramente
impegnativo. Non
c'era
nulla
di
realmente
nuovo,
ma
le
attività
consuete
sono
costate un sacco di
tempo ed energia.
Tutta
la
organizzazione
della marcia per la
vita
del
primo
giugno è stata fatta
da Vira. Un lavoro
veramente enorme.
Tutte le Chiese
principali
hanno
segnalato la loro
adesione e
così
sarà
anche
un
grande
Evento
Ecumenico.
In serata ci sarà anche un concerto nel centro della città, con un cantante molto rinomato, che è
diventato un sostenitore e un annunciatore di pro-life.
Questo cantante e Vira e gli ospiti del movimento Cenacolo hanno anche tenuto un evento di
successo per studenti all’ università in Uzhgorod.
Oltre ad organizzare la marcia, c’era il compito di affrontare le fasi finali per la legalizzazione
dell’organizzazione. Una serie infinita di complicazioni! Deve essere preparato un sacco di carte
stupide, con timbri e bolli da ottenere da diverse autorità e uffici, ecc.
Nel frattempo bisognava anche non dimenticare la organizzazione del prossimo ritiro “post
aborto”.
Il tutto condito con le normali attività: un sacco di consulenza sia telefonica che ad personam
(compreso il problema dell'abuso di alcool), nonché lezioni e riunioni di consigli pre-matrimonio
sia in lingua ungherese che ucraina. Da non scordare gli incontri di gruppo per i partecipanti ai ritiri
precedenti. E’ morta la mamma del marito di Marta. Oltre al dolore della intera famiglia ed alle
complicazioni che un simile evento determina, è chiaro che Marta ha dovuto estraniarsi, almeno
momentaneamente, dalla co-gestione del gruppo e che tutto è ricaduto sulle spalle di Vera .
Probabilmente potrà essere nuovamente attiva fra un paio di settimane.
Aggiornamento a maggio 2012
Il mese di maggio è stato molto affaccendato, soprattutto per l’attività ordinaria che ha richiesto un
notevole dispendio di tempo ed energie.
L’organizzazione della terza edizione della Marcia per la Vita, il 1° giugno, Giornata per la
Protezione del Bambino, quest’anno è ricaduta interamente sulle spalle di Vira ed è stato un
lavoro tremendo! Tutte le Chiese delle principali confessioni cristiane partecipano e perciò si tratta
di un avvenimento anche di grande significato ecumenico.
La sera ci sarà un grande concerto in centro città, con la partecipazione di un cantante famoso di
cui è nota l’opinione più volte espressa in favore della vita.
Vira e gli ospiti del movimento “Cenacolo”, insieme al cantante di cui si è detto, hanno pure
organizzato un evento che ha avuto successo, per gli studenti universitari di Uzhgorod.
Si è manifestato più complicato del previsto l’impegno per ottenere la legalizzazione
dell’organizzazione: un mucchio di inutili carte è stato approntato, e ciò ha poi richiesto una marea
di “timbri” da un gran numero di autorità di ogni tipo …
Intanto stanno organizzando il prossimo ritiro post-aborto, mentre continuano le attività consuete:
consulenza e assistenza telefonica o personale (anche sul problema dell’alcolismo), lezioni,
educazione pre-matrimoniale sia in ungherese che in ucraino, riunioni di gruppo per chi ha
partecipato ai precedenti ritiri, ecc.
Aggiornamento a giugno 2012
Il 1° giugno in Ucraina è stato “il giorno del
bambino”. In questa occasione si è svolta,
infatti, a Mucacevo in Transcarpazia la III
Marcia per la Vita.
“I partecipanti erano più numerosi dello
scorso anno, quasi un migliaio”, hanno
scritto Marta Popovic e Vira Fediva,
responsabili del gruppo Pro-Life promotore
della Marcia per la Vita, nel loro rapporto
mensile sulle attività svolte.
Anche quest’anno spiccava la presenza
di Vescovi e Pastori delle varie
confessioni religiose presenti (cattolici,
ortodossi,
protestanti,
riformati,
eccetera) e delle autorità civili, Sindaco
compreso.
La presenza unitaria delle varie Chiese è un aspetto eccezionale di questa marcia.
Generalmente, infatti, le Chiese delle diverse confessioni (in particolare i loro capi) fanno
molta fatica a relazionarsi e la Marcia per la Vita è perciò l’unico momento che li vede uniti
e concordi; e questo è il terzo anno consecutivo.
Va inoltre segnalata la significativa presenza alla marcia di numerose madri con i bambini.
“Abbiamo portato palloncini e distribuito volantini (circa ventimila) sulla vita umana e su cosa fare
se qualcuno soffre della sindrome post-aborto – ha raccontato Marta – e anche il sacerdote grecocattolico ha fatto stampare altri volantini dello stesso genere”.
Proprio riguardo al tema del post-aborto, il gruppo Pro-Life di Transcarpazia è stato fin dal suo
esordio molto sensibile e attento alla donna. In Ucraina, dove il numero degli aborti è elevatissimo,
è molto alto anche il tasso di ri-abortività che arriva quasi al 90%.
Le donne abortiscono più di una volta e si trovano spesso da sole con malesseri e/o patologie più
o meno rilevanti, senza nessuno che si curi di loro. Ed il fatto che l’aborto lasci strascichi così
pesanti sulla salute della donna è ancora più rilevante e di pubblico interesse, se consideriamo
che nella società ucraina odierna è soprattutto la donna a reggere la famiglia, anche dal punto di
vista economico. Basti pensare che il problema dell’alcolismo è estremamente diffuso tra gli
uomini.
Il gruppo Pro-Life di Mucacevo, dunque, è impegnato ad organizzare ritiri per aiutare
concretamente le donne vittime di aborto, a cui partecipano sempre più donne.
Per
la
prima
volta,
quest’anno, è stata invitata
la comunità Fede e Luce,
un gruppo che coinvolge
persone
con
handicap,
“venute – ha riferito Marta –
per dare la testimonianza
che anche una persona
handicappata ha la sua
dignità come essere umano
e può vivere una vita degna
di essere vissuta”.
Alcuni membri di questa
comunità,
presenti
alla
Marcia, sono giunti da città
remote dell’Ucraina come
Tiacevo che dista circa 150
km. “La folla li ha salutati
con un lungo e caloroso
applauso e loro sono stati
molto contenti di essere
venuti”, ha aggiunto la responsabile Pro-Life.
La Giornata per la Vita ucraina si è conclusa in serata con un concerto nel centro della città.
“Siamo stati fortunati – ha raccontato ancora la Popovic – perché una compagnia aveva costruito
un palco professionale per quel week-end e ci ha permesso di utilizzarlo per il nostro concerto”.
“Un famoso cantante ucraino – ha proseguito – è diventato molto pro-life e ha cantato per noi,
facendo intervenire anche i bambini. La mia collega Vera Fediva ha poi parlato del nostro gruppo
Pro-Life, descrivendo le attività che portiamo avanti e spiegando che abbiamo un ufficio a
disposizione delle persone che hanno problemi”.
Nello stesso giorno, inoltre, per la
prima volta anche il gruppo ProLife di Beregovo, nato dal gruppo
di Mucacevo, ha organizzato una
analoga e autonoma Marcia per la
Vita nella sua città.
Il lavoro del gruppo A Mucacevo
continua
quotidianamente:
aiuto/consulenza
alle
donne,
conferenze,
ritiri
post-aborto,
numero
verde
di
ascolto,
sostegno psicologico a singoli e
famiglie,
lavoro
d’ufficio,
pubblicità, materiale scientifico, e
via dicendo.
Tutto questo lavoro è possibile
grazie all’impegno e alla passione
dei membri di questo gruppo
voluto dalla Diocesi Cattolica, in
particolare dal Vescovo Antal Majnek, ma soprattutto grazie alla provvidenza.
La situazione economica dell’Ucraina, infatti, è estremamente pesante. Senza beneficenza questo
gruppo, che si va allargando, non potrebbe svolgere questo lavoro di aiuto alle donne, ai bambini
e alle famiglie.
Aggiornamento a luglio 2012
A luglio sono proseguite le attività di supporto e si sono prestate consulenze telefoniche e di
persona presso l’ufficio.
Alla fine del mese è stato incontrato un
gruppo di volontari Pro-Life provenienti
dalla Repubblica Ceca durante una loro
escursione in bicicletta verso Kiev. E’ stata
celebrata una santa Messa con preghiere
dedicate ai bambini non nati e per tutti i
bambini concepiti. Poi, dopo la Messa, i
partecipanti sono andati a pregare davanti a
due ospedali di Mukachevo dove effettuano
ancora aborti. Per la prima volta, durante la
recita del rosario davanti all'ospedale,
alcune donne e medici hanno guardato
dalle finestre (alcune donne si sono anche
unite alla preghiera).
Non c’era il permesso di manifestare e
perciò
c’era
anche
qualche
preoccupazione; sono state ricevute
telefonate da parte di alcuni medici e di autorità civili ma alla fine è andato tutto bene.
Si sarebbe voluto farlo prima, ma senza permessi si era esitato. Poi, questa volta non si è chiesto
il permesso, si è corso il rischio ed è andata bene.
Si è sostenuto moralmente e materialmente il caso di Tanya, donna che sta per avere il suo
quarto bambino in questi giorni, e si è parlato con Marianna a Beregovo (una donna che deciso di
non abortire dopo aver visto un manifesto di Pro-Life per strada). La sua bambina ha cinque mesi
ed è stato comprato un po' di cibo e pannolini, ma occorre pensare seriamente a come meglio
aiutarla in futuro. In questo momento vive in una camera in affitto; i suoi genitori sono deceduti e
ha due sorelle di 13 e 17 anni che vivono in collegio. La loro casa di famiglia si trova in un villaggio
vicino a Mukachevo (solo una camera senza cucina e senza bagno), ma è andata a fuoco ed è
impraticabile. Vive con il sostegno che riceve dallo Stato (120 Euro), ma quando il bambino avrà
compiuto un anno di età potrà avere solo circa 10 euro mensili.
E’ stato perciò importante ricevere da parte di Est-Portiamo un contributo economico proprio a
questo scopo.
Grazie ad un incontro di due ex alcolisti (uno da Leopoli e l’altro da Mukachevo ) con Ildiko
(responsabile dell’associazione per questo tipo di problemi) si è deciso di creare un gruppo di
sostegno per coloro che vogliono cambiare vita. Intanto è stato realizzato del buon materiale
informativo e opuscoli sull’argomento.
Nuovi volantini sia in lingua ungherese che ucraina sono stati pure realizzati per pubblicizzare i
ritiri Pro-Life.
Aggiornamento a settembre 2012
Settembre è stato un mese denso di attività, non solo quelle normali – che proseguono – ma
anche altre nuove, meno consuete.
Vira ha avuto la possibilità di parlare davanti ai responsabili del corpo insegnanti delle scuole di
Mucacevo e ai leader del “gabinetto di metodologia” sull’istruzione pubblica. Vira ha effettuato una
“lettura” piuttosto semplice nel corso della quale ha però spiegato quali sono gli argomenti (e
come intende affrontarli) nell’occasione dei futuri incontri con gli studenti nelle loro scuole.
Infatti, se finora aveva avuto alcune volte l’opportunità di tenere conferenze nelle scuole, d’ora in
poi avrà ufficialmente la possibilità di programmare lezioni in tutte le scuole di Mucacevo.
Molto dipenderà dall’atteggiamento degli insegnanti e delle direzioni degli istituti scolastici, ma
comunque si troveranno davanti a un “obbligo”.
Marta è stata invitata a tenere una conferenza sul tema “La vita come dono” presso il Parlamento
ungherese il 28 settembre. Ha parlato con esempi concreti sulla sindrome post-aborto ed ha
riscosso molto interesse.
Ha poi parlato anche in occasione di una conferenza internazionale sull’associazionismo civile a
Beregzasz.
L’organizzazione avrà anche un logo (stanno esaminando il da farsi ma non hanno ancora deciso)
ed è pure in corso di realizzazione una serie di materiali di propaganda.
Sono stati distribuiti migliaia di volantini informativi sui ritiri post-aborto e un’intervista a Marta è
stata pubblicata sul maggiore quotidiano in lingua ungherese, edito in Transcarpazia.
Si sta preparando il prossimo ritiro, mentre molto lavoro è stato svolto nel settore della consulenza
e del consiglio alle donne con problemi di questo tipo, via telefono o tramite contatti personali.
Si sta anche pensando a come migliorare l’organizzazione del lavoro, questione molto importante.
Aggiornamento a ottobre 2012
L’evento più significativo in questo mese è
costituito da un ritiro per le donne che
patiscono problemi di ordine morale e
spirituale in conseguenza dell’aver abortito.
Come al solito l’organizzazione del ritiro ha
richiesto
moltissimo
impegno,
ma
comunque poi è andato tutto bene. Il ritiro è
stato tenuto a Sinijak in una casa
appositamente dedicata a questi incontri,
nei giorni dall’11 al 14.
Marta ha tenuto una lettura sulla sessualità
responsabile
e
sulle
conseguenze
dell’aborto, in favore di ragazze e ragazzi
del Collegio Cattolico di Beregovo. Altre
letture sono state tenute da Ella e
l’accoglienza da parte dei giovani è stata
molto buona. Diverse testate nazionali, sia
a stampa che on line, hanno ospitato articoli su questa attività di ritiri post-aborto, suscitando un
vivo interesse anche oltre le realtà della Transcarpazia.
Sono stati distribuiti volantini, si è parlato telefonicamente con le persone e ora c’è il “logo” che
aiuta a meglio identificare l’organizzazione.
Vira si è interessata al caso di una donna intenzionata a “tenere” il bambino e a non abortire, ma
che sta vivendo in condizioni molto difficili. Ha trovato nel villaggio dove viveva, la sua baracca
distrutta dal fuoco e ora è a Beregovo.
Si cerca di aiutarla con del cibo e con legna da ardere perché possa riscaldarsi, grazie al denaro
ricevuto anche da Est-Portiamo.
Si sta lavorando a un programma di formazione per futuri volontari, e anche per preparare un
meeting con la Conferenza Episcopale ucraina, in novembre e su invito dei vescovi.
Aggiornamento a dicembre 2012
L’evento principale del mese è stato un corso di addestramento/formazione della durata di un
giorno e mezzo (tra 14 e 15 del mese) per persone che han dato disponibilità a collaborare. Il
programma è stato elaborato in autonomia, ma con l’aiuto e la partecipazione di Fratel Miron.
Hanno partecipato 18 persone provenienti da diverse parti della Transcarpazia, cui è stato
presentato il lavoro Pro-Life nelle differenti aree operative, cercando il massimo di praticità
nell’approccio alle modalità di coinvolgimento.
Il programma include aspetti di tipo operativo insieme ad altri di tipo spirituale, con forti basi
sull’insegnamento di Giovanni Paolo II circa la cultura della vita in opposizione alla “cultura di
morte” imperante.
I partecipanti hanno risposto alle domande di un questionario finalizzato a quale tipo di area di
attività si sentono indirizzati. Poi tutti i dati sono stati elaborati a computer e valutati.
Si vedono già i primi frutti dell’attività: diversi poster che restavano inutilizzati nell’ufficio ora sono
collocati in molti posti esterni, e qualcuno ha collocato in città una bacheca in un posto molto
frequentato. Una donna, che era nota per la sua timidezza, ora affigge e distribuisce materiale di
propaganda e parla attivamente con la gente su questi temi.
Quella iniziativa di addestramento/formazione si era tenuta nei giorni precedenti il Natale e perciò
subito dopo tutti si sono
ripiegati ovviamente sulle feste
in
famiglia,
ma
l’attività
riprenderà normalmente dopo il
Natale Ortodosso, alla metà di
gennaio. Molte altre persone
vogliono partecipare a queste
iniziative di formazione, ma c’è
qualche
difficoltà
per
la
disponibilità di formatori e di
tempo a disposizione, ma è
probabile che prossimamente
si riesca a proseguire in questa
iniziativa.
Vira ha tenuto una conferenza
in una scuola secondaria
davanti a cento studenti, e
inoltre sta ora occupandosi dei
problemi di una giovane madre
a Beregovo. Sta anche occupandosi di rapporti a livello istituzionale ufficiale.
Un membro del gruppo sta ora lavorando all’avviamento di un gruppo di Alcolisti Anonimi e ha
invitato un responsabile AA di Lviv (Leopoli?) a parlare di questi temi, una domenica. Egli e Vira si
stanno prendendo pa
rticolare cura di una donna alcolizzata che vive da sola.
Aggiornamento a gennaio 2013
Gennaio in Ucraina è il mese nel quale meno si può fare a causa del lungo periodo festivo, e
perciò non si sono registrate particolari attività, mentre peraltro c’è stato qualche progresso dal
punto di vista organizzativo.
Il vescovo, Antal Majnek, ha incaricato Padre Miron Petenko (il sacerdote che lavora col gruppo
da due anni) di mettersi alla testa dell’organizzazione.
Stanno lavorando molto sulla struttura interna, anche organizzando una suddivisione nei compiti e
negli obiettivi e si son trovate persone (anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e
formazione) in grado di aiutare in molti modi. E’ grazie al loro lavoro – specialmente nel caso di
una giovane donna ora impiegata part-time – che molte cose prima in sospeso si stanno
muovendo. Ora il gruppo è presente su Facebook, un sito web è quasi pronto e c’è una mailing list
che potrà essere utilissima per il lavoro.
Infine si sono realizzati volantini in ungherese, stampati e distribuiti in quattro tipi per un totale di
30.000 copie. L’ungherese infatti è la lingua parlata dalla maggioranza dei romano-cattolici di
Transcarpazia, ma verranno stampati anche corrispondenti volantini in ucraino.
Due donne gravide si sono messe in contatto e molto probabilmente decideranno di tenere i loro
bambini. Una però è terribilmente povera (il suo bambino più grande non può andare a scuola
perché non ha scarpe …), ma è giornalmente in contatto con Vira. Sperano di aiutarla con denaro
dal “Progetto Gemma”.
Continuano nel frattempo a prendersi cura delle precedenti “pazienti”.
Appuntamento a febbraio 2013
Grazie alla mailing list con Google c’è regolare contatto con molte persone e altre realtà
interessate a questo lavoro, con la possibilità di aiuto reciproco anche per eventuali necessità.
I corrispondenti sono anche attivi nella distribuzione di volantini e grazie al loro lavoro aumentano
conoscenza e contatti. E’ stato anche attivato un recapito telefonico in lingua ungherese e proprio
una settimana fa si son fatte vive quattro donne che così sono state persuase a proseguire con la
gravidanza.
I volontari sono contattati anche per altri
motivi, soprattutto da persone che
hanno dei problemi ma non hanno
nessuno con cui parlarne e farsi
ascoltare.
Nel caso delle donne incinte, molte
hanno
una
situazione
sociale
terribilmente difficile ed è anche grazie
al progetto Gemma che si riesce a dare
dell’aiuto.
In diversi casi ci sarebbero gli estremi
per un aiuto da parte delle Istituzioni, ma
le stesse donne interessate non sanno
come fare e non riescono a preparare i
documenti necessari. Si cerca di aiutarle
in queste cose, ma l’agire a livello
ufficiale-istituzionale
comporta
un
grande dispendio di tempo: alcuni dei volontari occupano tempo ed energie esclusivamente per
questo!
Occorre organizzarsi per questo tipo di problemi e si sta vedendo di creare della cooperazione con
altri organismi per fronteggiare la difficile situazione.
Marta è andata a parlare all’università di Beregszasz nell’ambito dei corsi di formazione per
insegnanti, riscuotendo interesse e apprezzamento di cui sono stati espressione articoli sulla
stampa e numerose interviste.
Occorrerà ristampare molti volantini perché sono stati tutti distribuiti e Padre Miron contatterà tutti i
sacerdoti delle varie realtà per la diffusione nelle chiese.
Sono stati tenuti due incontri per donne che avevano partecipato ai ritiri post-aborto. E’ in corso, a
questo proposito, la preparazione a breve di un ritiro e si tratta di un’organizzazione molto
laboriosa. Anche le richieste di partecipazione sono molte e si è costretti a invitare le persone a
posticipare la loro partecipazione a un’occasione successiva, dato che non si riesce a soddisfare
tutte le richieste.
La pagina Facebook in ucraino ha cominciato a funzionare, mentre si sta cercando di
implementare quella in ucraino e il sito web.
Grazie a questi supporti informatici arrivano lettere anche dall’Ungheria, da persone interessate a
questo tipo di lavoro post-aborto, e ciò è molto gratificante per gli addetti.
Aggiornamento a marzo 2013
In marzo è proseguito in molti modi il lavoro di ascolto e consulenza via telefono, e-mail e contatti
personali. Continua anche il supporto a diverse donne incinta e due di loro sono in procinto di
partorire. L’impegno mira per quanto possibile all’assistenza continua lungo tutta la gravidanza.
Come sottolineato anche il mese scorso, la cura di queste situazioni richiede energia, tempo e
anche denaro; per questo ci rinnovano i ringraziamenti per la somma inviata a questo scopo.
Diverse sono le esigenze che là si intende soddisfare con questi soldi, come quella di una donna
cui è morto il marito, che ha due figli ed è incinta a causa di uno stupro; sta letteralmente morendo
di fame e non ha nemmeno il denaro necessario per le pratiche necessarie a ricevere un aiuto da
parte delle Istituzioni pubbliche. Non solo: si trova in una situazione legale disperata poiché suoi
parenti, pessime persone, hanno contratto impegni economici servendosi fraudolentemente del
suo nome; per questo motivo è stato interpellato un avvocato in modo da evitare che la donna
perda anche quella piccola parte di precario alloggio nel quale vive. Anche questa perciò sarà
un’operazione in favore della vita.
Poi c’è un’altra donna che può avere il bambino da un momento all’altro, vive in un paese e la sua
casa è completamente al freddo dato che non ha assolutamente possibilità di acquistare legna per
scaldarsi e per cucinare.
Ha una figlia che in questa casa fredda convive con problemi renali, e come se non bastasse
anche la scuola che frequenta è al freddo. Grazie alla collaborazione di un bravo vicino è stato
possibile dar loro della legna e del cibo, ma resterà la necessità delle cose di base per la nascita
del bambino.
C’è anche il caso di un’altra donna cui è stato promesso in un paese vicino una stanza più
confortevole di dove sta in modo molto precario. Grazie all’aiuto che si pensa di darle potrà
riuscire a prenderla in affitto.
Ma sono molte le cose da fare; questi sono stati solo degli esempi.
In marzo si è tenuto il previsto ritiro post-aborto e stavolta le donne che avevano fatto richiesta di
partecipare erano così tante da costringere a spostare per molte la partecipazione fino al ritiro di
giugno.
A Vinnitsa ci sono alcune suore che svolgono del lavoro Pro-Life come quest e prenderanno
contatto per vedere come funzionano i “ritiri”. Inoltre c’è contatto con alcuni ordini religiosi di
Ucraina e Ungheria che aiutano anche con loro preghiera.
Un nuovo addetto si sta preparando sul tema del miglioramento delle unioni civili e sul come
studiare e preparare dei buoni progetti.
Stanno distribuendo volantini e stanno iniziando il lavoro su nuovi manifesti e pubblicazioni.
Aggiornamento ad aprile 2013
In aprile c’è stato molto lavoro con le madri “in attesa”, non tanto per il loro numero, quanto per la
complessità degli interventi, che richiedono mesi di lavoro. Sfortunatamente una di loro ha perso il
bambino; aveva problemi di alcolismo e disgraziatamente non si è fatto in tempo a trovarle posto
in un centro di riabilitazione.
I volontari hanno partecipato a un meeting con entrambe le rappresentanze, ucraina e ungherese,
della Chiesa greco-cattolica, a Beregszasz, ed è stata l’occasione opportuna per parlare di questo
lavoro. Ne è scaturito che Marta è stata invitata dagli ungheresi a parlare di questo alla
“conferenza” di tutto il clero greco-cattolico della regione, ma dati i pochi giorni di preavviso si
sono fatti i salti mortali per preparare per ognuno dei partecipanti un grosso dossier di materiale
informativo.
L’esito è stato molto positivo, entusiasmante, tanto che c’è una forte richiesta di manifesti,
volantini e altro materiale sull’argomento.
Sono molti i programmi di lavoro su cui discutono e un risultato importante è stato che la direzione
di una catena di farmacie consentirà di inserire materiale informativo pro-life in ogni confezione di
test di gravidanza.
E’ partita la raccolta e la distribuzione di vestitini per l’infanzia più piccola, facendo capo in una
piccola stanza presso i magazzini della Caritas di via Vatutina. Una persona vi staziona ogni
martedì, si prende cura di quanto accantonato e confeziona i pacchi che occorrono.
E’ iniziata in due città (Beregszasz e Mucacevo) la raccolta di articoli usati per bambini,
consentendo così a qualcuno di vendere e raggranellare qualcosa, e ad altri di comprare a poco
costo. La gestione di questa attività è affidata agli Scout e all’Unione trans-carpatica delle famiglie
numerose di etnia ungherese.
Stanno negoziando con grosse società internazionali (come Procter & Gamble) la possibilità che
sponsorizzino questa attività, e se succedesse il ritorno d’immagine sarebbe di grande valore.
Altro progetto in formazione: realizzare “baby box” in alcune parti della città, dove le madri
intenzionate a non tenere il bambino loro nato, possono lasciarlo evitando così di farlo morire
magari gettandolo nei rifiuti, come capita.
Volantini e manifesti, anche di nuovo tipo, sono sempre in stampa e inoltre si sta implementando il
sito Web in lingua ungherese, come pure quello in ucraino.
Padre Miron, tre altri sacerdoti (uno dei quali greco-cattolico) e Marta, frequentano una Facoltà
universitaria ungherese di Medicina per perfezionarsi negli studi di Salute Mentale, cosa molto
utile per questo tipo di lavoro, che esige preparazione specifica e conoscenze approfondite.
Aggiornamento a maggio 2013
Il prossimo mese di giugno sarà pieno di impegni, ma il maggio ha richiesto un gran lavoro di
preparazione; infatti il primo di giugno, come ormai tradizione, ci sarà la “Marcia per la Vita” in due
città: Mucacevo (è la quarta volta) e Beregszasz (seconda).
Vira e Isabella si son date da fare moltissimo, naturalmente, e come sempre sono state invitate
tutte le confessioni religiose
cristiane a partecipare, in modo
che
divenga
un
evento
veramente ecumenico.
In maggio sono nati due bambini
da madri che avevano preso
contatto col movimento e che si
erano persuase a non abortire.
Vien dato loro anche un
supporto economico grazie al
denaro pervenuto da EstPortiamo, mentre accessori e
articoli come vestiario per
neonati, ecc., vengono da
donazioni di persone del posto.
Queste cose vengono ricevute
ogni martedì in una piccola
stanza della sede della Caritas,
e con queste prepara pacchi e
quanto necessario per le madri
con le quali si lavora. Due donne incinte e terribilmente povere hanno preso recentemente
contatto e stanno aiutandole economicamente.
Recentissimo è stato anche il battesimo di un neonato a Svaljava. La mamma in precedenza era
tentata di abortire e tutta la famiglia la consigliava in questo senso. E’ successo però che
percorrendo ogni giorno la strada che passa dalla chiesa parrocchiale, vedeva continuamente un
manifesto murale anti-aborto con l’esortazione a “non uccidere”. Questo l’ha persuasa
gradualmente a tenere il bambino, facendolo nascere.
Padre Miron ha lavorato moltissimo per la realizzazione di altri volantini e manifesti ed è riuscito a
mettersi d’accordo con i proprietari di una casa i cui muri fronteggiano la clinica femminile, per
l’esposizione di un grande manifesto permanente, ovviamente su questo tema dell’aborto.
Lì passa anche la strada dell’Università e così i giovani studenti lo vedono ogni giorno.
Altra iniziativa laboriosa ma ben riuscita è stata l’implementazione del sito web e sulle pagine
Facebook.
Marta ha tenuto letture e conferenze in una scuola, in un collegio e in un campo Gipsy sulla
pianificazione familiare, e a sua detta l’esperienza è stata interessante.
Sono in corso molte consultazioni individuali e anche corsi di preparazione al matrimonio, sulla
pianificazione familiare coi metodi naturali; ci si occupa anche di casi di depressione, problemi
matrimoniali/familiari e problemi di altro genere, ma che richiedono cura e attenzione.
Padre Miron, Marta e due altri sacerdoti hanno affrontato gli esami di ammissione alla Facoltà di
Medicina dell’Università di Budapest per perfezionarsi sul tema del disagio psichico; si tratta di
un’opportunità preziosa visto il numero crescente di casi di questo tipo che vengono in evidenza.
L’esito dell’esame si avrà alla fine di giugno, ma nel frattempo è stato redatto un progetto di
intervento su questi problemi, progetto poi sottoposto a “Renovabis” per ottenere un contributo,
data la scarsa disponibilità di risorse economiche a questo scopo. Al Pro-Life hanno ancora
incertezza sulla possibilità o meno di ottenere questo aiuto.
L’ufficio è stato attrezzato con scrivanie e scaffalature.
A Mucacevo Padre Miron ha messo in piedi un “Albero della Vita” che verrà installato in chiesa.
Ogni volta che nascerà un bambino e verrà battezzato, i genitori appenderanno a un ramo una
scarpina rosa o azzurra, secondo i casi.
E’ partita la preparazione del prossimo ritiro post-aborto, che si terrà alla fine di giugno. Sarebbero
anche intenzionati a tenere un corso di formazione per i volontari, ma il problema, oggi, è il tempo
da dedicargli.
Aggiornamento a giugno 2013
Il 1° giugno si è svolta la Marcia
per la Vita a Mucacevo (era la
quarta volta) e Beregszasz (qui,
la seconda) e, come sempre,
erano invitate tutte le Chiese e
Confessioni religiose. L’evento
ha avuto addirittura carattere
internazionale
avendo
partecipato anche un gruppo
dalla Slovacchia.
Dal 27 al 30 giugno è
programmato il nono ritiro postaborto, col solito titolo “Non
temere, non ti sto giudicando”, e
a condurlo saranno Marta e
Padre Miron.
Come al solito i problemi per i
ritiri sono tanti, ma sta riuscendo
tutto bene e si vede che in
questo c’è l’aiuto di Dio: è Lui
che lavora. L’organizzazione è molto impegnativa e Marta ne è assorbita totalmente.
Sono stati pubblicati articoli e comunicazioni su siti web e notiziari Internet, per lo più gravitanti
sulla Chiesa Cattolica Ucraina, ma anche su siti non confessionali. In parte chi partecipa ai ritiri
conosce da queste fonti l’iniziativa, mentre diverse persone ne prendono spunto per avere
maggiori informazioni. Per questo motivo sono stati implementati sia i siti web che le pagine
Facebook.
E’ da poco disponibile una nuova bacheca a Vinogradovo, messa a disposizione da un
volonteroso simpatizzante
Vira e Padre Miron sono anche impegnati in lezioni a favore di coppie in procinto di sposarsi. Vira
spiega in particolare i metodi naturali di pianificazione familiare, tema sul quale le coppie poi a
volte ritornano a parlare con lei.
Il Vescovo è riuscito a ottenere che un’emittente TV in lingua ucraina consenta ogni giorno un
breve spot di 4 minuti su temi religiosi, parlando da una chiesa. Al gruppo Pro-Life il Vescovo ha
chiesto di parlare una volta alla settimana sui vari aspetti dell’opera.
Il canale televisivo propone questi brevi interventi tre volte al giorno e l’opportunità è molto
interessante, anche per il fatto che l’emittente arriva su tutto il territorio di Transcarpazia.
Marta e Padre Miron, insieme ad altri sacerdoti, sono stati iscritti alla Facoltà di Igiene Mentale
dell’Università di Medicina di Budapest, dove per loro lo studio avrà la finalità di elaborare sistemi
idonei di cura pastorale e guida spirituale nel settore.
L’unico problema è però il denaro dato che le lezioni costano 500 euro/semestre/persona.
Vira, Marta e Magdi (una collega) si prestano a contatti di consulenza telefonica, ma anche a
contatti personali per persone che hanno problemi di vario tipo, mentre dal canto suo Izabel –
disponibile part-time anche grazie al nostro aiuto (di Est-Portiamo) – costituisce una pedina molto
importante su vari aspetti soprattutto tecnici e organizzativi.
A questo proposito è da osservare che attraverso sia il sito web che i ritiri, sempre più persone si
dichiarano disposte a dare il proprio aiuto in questo lavoro.
Ci ringraziano molto per aver contribuito a rendere possibile tutto ciò.
Aggiornamento a luglio 2013
In luglio sono proseguite le diverse attività di ascolto e consulenza. Vira per esempio si è occupata
molto di formazione prematrimoniale ed educazione ai metodi naturali di pianificazione familiare.
Marta invece si è occupata di emergenze personali e familiari.
Vira è intervenuta più volte, come anche Padre Miron, sull’emittente televisiva regionale nei
programmi “4 minuti” riservati alla Chiesa ogni giorno.
Vira, Izabel e alcuni volontari sono andati a Medjugorie con un programma di 10 giorni nel quale si
sono affrontati temi come la purezza di vita, il matrimonio e la pianificazione familiare, con letture
da parte di Vira.
A Marta e a suo marito Bela è stato chiesto di tenere una conversazione in un programma
avanzato di formazione per insegnanti a Beregszasz. Han così potuto parlare dell’importanza dei
bambini e dei danni causati dall’aborto nei confronti della donna, della famiglia e della società.
Avevano portato con sé volantini e manifesti che i partecipanti alla lezione hanno ritirato e portato
a casa e nei loro paesi e città per essere esposti nelle rispettive scuole.
Padre Miron si è procurato molte copie de “L’urlo silenzioso” da distribuire, particolarmente a tutti i
parroci della diocesi.
Hanno proposto un progetto a “Renovabis” nel quale chiedono un supporto per Marta, Padre
Miron e altri tre sacerdoti perché possano frequentare corsi sulla salute mentale presso la facoltà
di Medicina dell’Università di Budapest. La proposta è stata accolta e così oggi sono in grado di
pagare la frequenza, avendo risolto ormai l’ultimo ostacolo su questo programma.
Stanno lavorando molto su cinque tipi diversi di grandi manifesti in lingua ungherese, che tra l’altro
sono stati commissionati anche da molti sacerdoti greco-cattolici, Ma ugualmente molto è da fare
per tutto il restante materiale necessario: manifesti più piccoli, fogli informativi da diffondere nelle
farmacie, avvisi da esporre sugli autobus urbani, ecc.
In diocesi stanno lavorando a uno specifico libro di preghiere e anche al Pro-Life ne hanno
raccolte e trasmesse alcune, riguardanti temi come la famiglia e altri simili.
Aggiornamento ad agosto 2013
Si è tenuto un incontro durato 5 giorni, destinato ai giovani su temi relativi alla vita affettiva e
familiare. E’ stato gestito da Vira con anche interventi di Padre Miron.
L’organizzazione è stata invitata a un festival della diocesi di Transcarpazia della Chiesa GrecoCattolica, dove ha gestito una postazione presso la quale il pubblico poteva porre domande o
semplicemente prendere conoscenza del lavoro di Pro-Life, come pure – se riteneva – rispondere
a un questionario riguardante vari aspetti della vita, ecc.
Erano stati preparati anche manifesti, locandine e materiale informativo vario da distribuire, e
parecchi sacerdoti greco-cattolici, infatti, se ne sono serviti per la divulgazione nelle loro
parrocchie.
C’era parecchia gente; i contatti sono
stati diversi e sembra anche fruttuosi.
Marta e Padre Miron, insieme a un altro
volontario che è designer professionale,
hanno speso un sacco di tempo
studiando e preparando materiale di
propaganda e promozionale che ha
richiesto parecchio impegno per la cura
dei dettagli. La maggiore difficoltà è
consistita nel reperire immagini di bimbi
nell’utero. Sono ricorsi a soluzioni di
compromesso, ma ne cercano anche
presso chi legge queste righe: se
qualcuno dispone di immagini di
questo tipo in buona risoluzione,
avvisi Est Portiamo o direttamente
Pro-life. Si provvederà.
I poster disponibili sono di diversi tipi, in ungherese e in ucraino e ne sono stati forniti molti a
persone che li affiggeranno in differenti località della Transcarpazia.
Padre Miron ha parlato col gestore di una catena di farmacie, il quale si è dimostrato disponibile a
collaborare: gli sono stati forniti volantini da inserire negli espositori dei test di gravidanza e nelle
farmacie esporrà anche dei poster.
Padre Miron, Vira e Marta hanno avuto molte occasioni di colloquio sia personale che telefonico
con persone interessate a questi temi; inoltre Vira continua a parlare in un programma televisivo
regionale, una volta alla settimana nel programma cosiddetto “dei quattro minuti” messo a
disposizione della Chiesa ogni giorno.
Dal Pro-Life ci chiedono di condividere una loro grande gioia: una delle volontarie ha avuto modo
di parlare nel corso di un incontro in diocesi con molte donne che avevano partecipato ai
precedenti ritiri post-aborto. Hanno raccontato di come la loro vita personale e familiare, anche
religiosa, sia cambiata profondamente grazie a queste iniziative!
Ci ringraziano ancora per l’aiuto che diamo.
Aggiornamento a settembre 2013
E’ stato forte l’impegno nel lavoro di ascolto e consulenza, sia via telefono che attraverso contatti
personali. Le “linee calde” sono sempre attive e arrivano richieste per ogni tipo di problema. La
tendenza è infatti per una moltiplicazione delle persone che hanno problemi sia familiari che
psicologici.
E’ stato scelto per questa associazione il nome “Famiglia e Vita”, proprio con riferimento
all’impegno su entrambi questi fronti e per l’esigenza di rispondere meglio alle necessità, Padre
Miron e Marta, insieme ad altri tre sacerdoti, studiano all’Istituto di Salute Mentale presso la
Facoltà di Medicina dell’Università di Budapest.
Questo impegno di studio richiede mediamente tre giorni di assenza al mese e molto lavoro a
casa: è un impegno molto esigente in termini di tempo, ma tutti sono convinti che sia necessario
per migliorare la qualità complessiva del lavoro. Finora in Ucraina i servizi di tipo
psicologico/psichiatrico erano praticamente assenti (presenti in qualche caso, veramente, ma di
pessima qualità), cosicché coloro che avevano problemi di questo tipo, con le loro famiglie, si
affidavano per lo più alla Chiesa. In molti casi, così, finiscono al Pro-Life, e perciò devono
qualificarsi sempre meglio per essere pari alle necessità. Ecco perché lo studio in questa
Università.
Il sito web è stato molto implementato e le pagine Facebook sono sempre aggiornate.
E’ iniziato anche un progetto denominato “una finestra per la vita”, riguardante un “posto sicuro”
nel quale le mamme intenzionate a non tenere il bambino, possono lasciarlo in segretezza.
Cercando intorno per la localizzazione idonea, è stata trovata disponibilità presso l’ospedale
pediatrico di Mucacevo. La Direttrice dell’ospedale si è dimostrata molto disponibile e ha
consentito di organizzare la cosa, dando anche l’autorizzazione a esporre manifesti nell’ospedale,
come quelli esposti nei paesi vicini.
In “cambio” ha chiesto di diffondere informazione sull’importanza dell’acido folico durante la
gravidanza, poiché là l’incidenza di deformità e anormalità nei neonati è molto più alta che in
Occidente. Questo è dovuto anche alla carenza di acido folico nei primi tre mesi di gravidanzaIn questo periodo stanno cercando sponsor per il lavoro riguardante la messa a punto dei dettagli
tecnici del progetto. Molto del lavoro è fortunatamente svolto da volontari.
Vira e Padre Miron continuano le loro conversazioni in televisione nel programma cosiddetto “dei 4
minuti”, una volta alla settimana. Vira tiene anche letture e conferenze nelle scuole.
Stanno preparando un altro ritiro, che richiede molto impegno organizzativo e stanno addestrando
nuovi volontari, mentre continua la diffusione di poster e volantini.
Aggiornamento a ottobre 2013
Son continuate in ottobre le consuete
attività e in particolare si sono tenuti
molti incontri di consiglio e consulenza
su questi temi. Si è anche aggiornato e
implementato il sito web e ora i visitatori
e gli ospiti possono ascoltare le
testimonianze di donne che hanno
partecipato ai ritiri post-aborto.
Analogo aggiornamento è stato fatto
per le pagine facebook.
Inoltre prosegue la distribuzione di
pieghevoli, volantini, manifesti, mentre
Marta, Padre Miron e gli altri tre
sacerdoti proseguono i loro studi
all’Università di Budapest sulla salute
mentale. Anche le comparse in TV di
Vira e Padre Miron proseguono
normalmente, e Vira ha anche diverse
occasioni per parlare nelle scuole.
Una società di trasporto pubblico sta impiegando 100 dei poster di Pro-Life sui suoi autobus,
esposti in modo visibile dentro e fuori.
Ci sono stati anche motivi di amarezza in ottobre, dato che sono stati costretti ad annullare il ritiro
post-aborto che avevano programmato, in quanto pochissime donne avevano manifestato
interesse, troppo poche per uno svolgimento efficace. Questo fatto comunque si è risolto in una
buona occasione perché i nostri amici trovassero il tempo per dibattere: hanno discusso per un
giorno e mezzo, in modo da mettere meglio a punto i programmi e ripensare le strategie finora
adottate per questi ritiri. Tutto sommato, questa forzata interruzione è stata la benvenuta sennò
mai avrebbero trovato il tempo per analisi che, come si è constatato, erano necessarie.
Hanno anche organizzato un’iniziativa di formazione/addestramento per nuovi volontari. I
partecipanti sono una trentina e il corso si terrà dai primi di novembre.
Lo Stato ungherese al quale era stato presentato un progetto di attività, l’ha approvato. In pratica
verranno assegnati un computer, una stampante e altre attrezzature d’ufficio. Ora così dispongono
di tutto quanto era ritenuto necessario, anche se ancora manca una connessione “veloce” a
Internet (ma se ne stanno occupando).
Per il progetto “Una finestra per la Vita” (per i bambini abbandonati in incognito) hanno trovato
sostegno e sponsorizzazione tra le società che fabbricano finestre e a quanto sembra questa
“finestra speciale” sarà pronta a breve, mentre altre due settimane occorreranno per realizzare la
segnaletica, gli allarmi, le opere murarie, ecc., e così consentire di partire veramente col
programma.
Infine stanno lavorando a due altri programmi: un week end per coppie nel corso del quale
insegnare l’uso dei metodi naturali, e un meeting di un giorno per le donne che finora hanno
partecipato ai ritiri post-aborto.
Aggiornamento a novembre 2013
Novembre è stato uno dei loro mesi più intensi di lavoro da quando han cominciato.
Vira continua col suo programma televisivo settimanale “dei quattro minuti” e su questi temi fa
anche lezioni e letture nelle scuole. La formazione/addestramento per volontari è cominciata con
incontri tra il giorno 8 e il 10; i partecipanti sono più di trenta e sono guidati da Padre Miron e da
Marta. Il programma riguarda informazioni sul movimento Pro-Life, considerazioni su aborto e
valore della vita, sindrome post-aborto, statistiche sul fenomeno, informazioni di base per l’attività
di colloquio/consulenza nell’attuale situazione. Poi anche sul come parlare nelle scuole su questi
temi, come condurre un dibattito sull’aborto, come presentare i metodi naturali di pianificazione
familiare; inoltre sulla conoscenza del sistema legale circa l’adozione e l’affidamento, sul come
presentare i programmi Pro-Life e
come partecipare attivamente a
questi programmi, ecc.
I partecipanti di lingua ungherese
erano talmente numerosi che il
programma formativo è stato tenuto,
mentre in un prossimo futuro se ne
terrà uno specifico per i volontari di
madre-lingua ucraina.
Nei giorni dal 22 al 24 novembre si è
tenuto un altro corso, specialmente
rivolto ai metodi naturali per il
controllo delle nascite. A partecipare
sono state diverse copie di fidanzati
mandati dai loro sacerdoti, ma
diverse altre coppie sono venute per
loro autonoma iniziativa. 20 in tutto i
partecipanti.
Il relatore del corso è stato un esperto venuto da Uzhgorod, in collaborazione con Vira.
Marta e suo marito Bela sono stati incaricati per un giorno di conversazione destinato a studenti
dell’Università di Uzhgorod sul tema “Matrimonio”. Insieme a loro c’era un’altra coppia e gli
studenti partecipanti erano cinquanta.
Ci sono state molte visite in questo mese, a cominciare dal Sottosegretario di Stato, vice-Ministro
per la Famiglia e la Salute, del Governo ungherese. Poi son venuti due reporter del maggiore
quotidiano pubblicato in Ungheria (Népszabadsàg). Si tratta di un giornale di tendenze liberali e
per lo più anti-cristiane, ma i due giornalisti son rimasti favorevolmente impressionati per il lavoro
svolto.
Inoltre un’emittente televisiva regionale, ucraina ma di lingua ungherese, ha raccolto interviste su
questa attività, e ha invitato Marta a presenziare a un talk-show televisivo.
Da notare che nessuna di queste visite è stata richiesta, ma sono accadute in modo spontaneo, o
su segnalazione di altri.
Il 30 novembre Padre Miron e Marta hanno tenuto un ritiro di un giorno per quelle donne che in
passato hanno partecipato ai ritiri post-aborto. Era la prima volta che facevano ed è stato
constatato il vivo gradimento da parte delle partecipanti che hanno anche chiesto di ripetere
l’esperienza.
Intanto continuano le attività “ordinarie” consuete: aggiornamento del sito web (se ne occupa
soprattutto Isabella); preparazione e diffusione di volantini e manifesti; la partecipazione ai corsi
universitari di igiene mentale da parte di Miron e Marta.
Infine si stanno attivando per il rifacimento del tetto che è in condizioni terribili. Ci sarebbe chi fa il
lavoro, che però è stato valutato sui 1.500 dollari e li stanno … cercando.
Le Baby-Box
Il progetto “Finestre per la Vita” prosegue bene e così sono stati in grado di aprire la “Baby-Box” il
29 novembre alla presenza del direttore dell’Ospedale dei Bambini e delle autorità cittadine;
evento anche “coperto” da molti organi d’informazione. Cosa ottima data la necessità di dare
informazione e visibilità a questa fondamentale iniziativa.
Padre Miron e Marta hanno rilasciato diverse interviste e l’evento è andato in televisione oltre che
sulla prima pagina di un giornale, e anche online.
Aggiornamento a dicembre 2013
In dicembre è continuato il grosso lavoro di ascolto e consulenza sia per telefono che con contatti
personali. Molti i problemi affrontati di ordine spirituale e l’impressione è che sempre di più siano le
persone che vengono per questo motivo grazie al consiglio di altri che hanno già fatto questa
esperienza: un “passaparola”, in pratica.
Ci sottopongono anche un problema da “girare” al “Movimento per la Vita”, innescato da un
ragazzo che ha scritto dicendo di avere messo incinta la sua ragazza. Da qui è nata una
situazione complessa che vede un atteggiamento non chiaro della ragazza e la volontà della
famiglia di farla abortire. La situazione presenta diverse complicazioni che ci hanno commentato,
ma che sembrano non poter avere sbocchi positivi.
Marta è andata in un villaggio piuttosto lontano a tenere una conversazione rivolta ai giovani di
una scuola locale, dove uno dei volontari dei loro corsi di formazione, un entusiasta, ha
organizzato degli incontri che hanno richiamato una sessantina di giovani provenienti anche dai
paesi vicini.
Il tetto sopra l’ufficio di Pro-Life è stato rifatto; era infatti una necessità urgente perché c’erano
infiltrazioni tali da rovinare tutto l’interno del locale.
Vira continua a tenere le sue conversazioni settimanali di 4-5 minuti su un’emittente TV, e ora fa lo
stesso anche su un canale radiofonico, in modo da raggiungere la maggiore quantità di gente
possibile. La preparazione di questi programmi, anche se brevi, la impegna comunque molto.
Marta è stata invitata in uno studio televisivo di Uzhgorod nell’ambito di un talk-show in
ungherese, e ha potuto così parlare di come il loro lavoro è organizzato e suddiviso, e dei
problemi legati alla vita e all’aborto.
Padre Miron e Marta si stanno concentrando molto sulla preparazione dei loro esami all’Università
di Budapest; devono leggere e scrivere moltissimo, oltre che far pratica nel settore specifico dei
loro studi (salute mentale e cura pastorale).
Augurano ogni bene per il nuovo anno a tutti coloro che li ascoltano e li aiutano in Italia,
ringraziando in particolare noi di Est-Portiamo.
Aggiornamento a gennaio 2014
In Transcarpazia, nel mese di gennaio non c’è molta possibilità di operare: fino al giorno 21 le
scuole sono chiuse, per esempio, e quanto Pro-Life riesce a mandare avanti sono le attività di
contatto e consulenza (soprattutto via telefono), il programma televisivo “dei quattro minuti”, a cura
di Vira, il lavoro sul sito Web e l’aggiornamento della pagina di Facebook, come pure il lavoro di
amministrazione e di organizzazione, a cura di Izabella.
Sul principale canale radiofonico ungherese è andata in onda una lunga intervista a Marta,
riguardante la loro attività. In questo periodo Padre Miron e Marta sono anche impegnati in esami
all’Università di Budapest e questo assorbe molto del loro tempo. L’organizzazione vive come
determinante questo impegno di studio, tanta è l’importanza che gli viene attribuita per una
migliore conduzione dei programmi Pro-Life (sono anche in corso studi e riflessioni in tema di
consulenza e di cura pastorali).
E’ arrivata un nota personale di Marta: ho scoperto di essere in attesa del mio quinto bambino e
ciò comporta non solo gioia ma anche parecchi problemi circa il nostro lavoro futuro, ma sono e
siamo sicuri che Dio ha le sue vie e ce le presenterà.
Aggiornamento a febbraio 2014
In questo mese son continuate le attività consuete, anche se con diversi “extra”.
Vira lavora molto coi programmi TV e radio, ma si occupa molto anche delle “vecchie” assistite e
dei loro bambini, oltre
che svolgere parecchio
lavoro
amministrativo.
Ha anche cominciato la
preparazione del “Giorno
della Famiglia”, sorta di
estensione dell’annuale
“Marcia per la Vita”.
Isabella
lavora
moltissimo su progetti
che riguardano gli scritti
(stanno tentando di fare
uso di programmi in
corso di fornitura da
parte
dello
Stato
ungherese – nella loro
comunicazione non è
chiaro il senso-ndr) e
inoltre dà un forte aiuto
nel lavoro amministrativo
oltre
ad
aver
ulteriormente
implementato i siti Web e Facebook e provveduto a diverse altre necessità.
Padre Miron e Marta hanno superato con successo gli ultimi esami del semestre all’Università di
Budapest; hanno dedicato ovviamente molto tempo a questa cosa, ma gli studi da loro affrontati
saranno molto utili e tutto quello da loro appreso influirà positivamente sulla qualità del lavoro di
ascolto e consulenza fornito dal Pro-Life. Ascolto e consulenza che comunque Marta continua a
erogare mediamente due volte a settimana personalmente in ufficio, e di più al telefono. Anche
Padre Miron esercita la medesima funzione nella sua veste di sacerdote.
Dal 27 febbraio al 1° marzo, Miron e Marta han tenuto un ritiro di tre giorni per le mogli dei
sacerdoti greco-cattolici circa le problematiche pro-life. Questo è successo grazie all’esperienza di
due di queste donne che avevano partecipato in novembre a un’iniziativa di questo tipo. L’esito è
stato positivo e l’iniziativa ha avuto luogo in una “casa di ritiro” di Antalovci.
E’ in preparazione il prossimo ritiro post-aborto che avrà luogo in marzo.
L’attività è stata oggetto di parecchie interviste apparse su giornali o trasmesse alla radio e tutto
ciò contribuisce a diffondere informazioni sui fatti inerenti la tutela della vita, il fenomeno
dell’aborto e della sindrome post-aborto.
E’ in corso una “storia” molto impegnativa con una donna che era nata affetta da “spina bifida” ed
è sempre vissuta su una sedia a rotelle, sennonché – nonostante questa sua infermità – ha
vissuto una relazione sentimentale per sei anni. Voleva sposarsi, ma i suoi genitori non volevano
saperne ed è successo che due settimane fa la donna ha … scoperto di essere incinta di 7 mesi
(!).
Sia lei che il bambino corrono seri rischi e le pressioni per farla abortire sono molto forti; i nostri
amici, dal canto loro, si prodigano per aiutarla e fortunatamente la prossima settimana sarà
sottoposta a cure competenti e pertinenti in Ungheria (è stato necessario per loro darsi da fare per
procurarle permessi, passaporto e tutte le altre documentazioni necessarie).
Hanno ancora provveduto alla ristampa di manifesti in ucraino e in ungherese, che verranno diffusi
da volontari nelle città e nei paesi della Transcarpazia.
Aggiornamento a marzo 2014
Quando il 1° marzo P. Miron e Marta hanno finito il ritiro per le mogli dei sacerdoti greco-cattolici,
si sono messi a preparare il nuovo ritiro post-aborto, poi tenuto dal 20 al 23 del mese. Come
sempre è stato un impegno molto gravoso per la preparazione e la gestione organizzativa.
E’ andato comunque molto bene questo lavoro di “medicazione interna” delle coscienze.
Sono molte le richieste di colloquio e ciò comporta molto tempo da dedicare, ma c’è estrema
necessità di questo lavoro data la carenza delle istituzioni nel settore del supporto psicologico.
P. Miron e Marta continuano i loro studi all’Università di Budapest e ci si attende che quanto da
loro appreso consenta ulteriori miglioramenti nell’attività, come nella gestione dei colloqui e dei
“ritiri”.
Sono anche molto impegnati nella redazione di documenti e scritti vari su queste cose, soprattutto,
in questo periodo, a beneficio di quattro signore intenzionate a intraprendere lo stesso tipo di studi
a Budapest. Marta le sta aiutando anche con la stesura di “progetti” idonei a ottenere una borsa di
studio per le spese di iscrizione e partecipazione (c’è in Germania un’organizzazione di aiuto per
questi casi).
Un altro progetto di questo tipo su cui Marta lavora, è rivolto a una borsa di studio necessaria a
una donna intenzionata a studiare la tecnologia Na-Pro (trattamento contro l’infertilità, supportato
dalla Chiesa). E’ avvertito un grande bisogno per questa cosa, a tutto beneficio del complessivo
impegno per le famiglie.
Ci sono inoltre altri progetti per i quali potranno essere utili le possibilità di sovvenzione offerte
dall’Ungheria, ma un problema sarà trovare il tempo e “la strada” per seguire tutte queste cose.
Vira continua coi suoi programmi in radio e TV e sta organizzando un ritiro per giovani sul
problema della castità prematrimoniale, e prevede di poterlo tenere nel primo fine-settimana di
aprile.
Anche i collaboratori volontari si danno molto da fare, dando privatamente consigli, partecipando a
colloqui, fornendo aiuto in particolari situazioni di crisi e collaborazione nell’organizzazione dei
ritiri.
Sono anche riusciti a fare in modo che la donna con spina bifida, incinta di 7 mesi, che loro
assistono possa andare a partorire in Ungheria nella speranza di salvarle il figlio. Ci faranno
sapere come si evolve la situazione.
Intanto abbiamo inviato da Est-Portiamo alla Caritas di Mucacevo 5.700 euro, 2.500 dei quali da
destinare appunto al programma Pro-Life.
E’ tutto, e ci augurano Buona Pasqua!
Aggiornamento ad aprile 2014
La più importante notizia del mese
è che nella notte del 7 aprile una
neonata è stata collocata nella
baby-box allestita in novembre sul
fianco dell’ospedale dei bambini.
E’ una bella bimba, bionda, ed è
stata subito presa in cura dal
personale dell’ospedale. Siccome
nel calendario ortodosso quel
giorno era la festa di Maria, le è
stato dato questo nome.
Si spera che presto possa essere
trovata una famiglia che l’adotti;
infatti sono molti i casi di richieste
di adozione, ma la cosa non è
facile e richiede tempo e pazienza
a causa della burocrazia.
Sui media il problema di questa
bambina ha avuto molta eco.
Nel primo fine-settimana di marzo,
Vira – insieme a una suora e a una signora laica – ha condotto un ritiro per giovani sul tema della
castità e la cosa ha avuto molto successo.
Ella continua nell’aiuto a due donne che avevano contattato in precedenza l’organizzazione grazie
al suo programma televisivo (quello detto “dei 4 minuti” giornalieri, concesso alla diocesi che poi lo
calendarizza sui vari temi, tra i quali il Pro-Life), come pure continua nell’insegnamento dei metodi
naturali di pianificazione familiare alle coppie che si preparano al matrimonio.
Marta ha avuto un mese difficile poiché alla sua 20^ settimana di gravidanza ha perso il suo
bambino, cosa che ha comportato anche diversi giorni di degenza in ospedale. Subito dopo
essere stata dimessa ha ripreso il suo lavoro di ascolto e di consulenza. Insieme a padre Miron ha
anche organizzato l’ennesimo ritiro post-aborto che avrà luogo nei giorni dal 7 al 10 maggio a
Vinnitsa, nell’Ucraina centrale.
Mentre prosegue negli studi di consulenza pastorale a Budapest, Marta ha preso parte a un
incontro formativo di due giorni (ASIST), ancora in Budapest, sul tema degli interventi di
prevenzione del suicidio. Su questa esperienza ha scritto un resoconto poi fatto pervenire a tutti i
sacerdoti ucraini di lingua ungherese.
Sono stati reperiti fondi per far sì che due membri dell’organizzazione possano prendere parte al
prossimo incontro di questo tipo su questi temi, e parte di questo supporto economico sarà
coperto dalle donazioni di Est-Portiamo.
Stanno lavorando su ulteriori bacheche da esposizione per il materiale illustrativo, essendo
arrivato il permesso di installarne altre tre in due città.
Sono state realizzate cartoline con belle fotografie e una pertinente citazione biblica, che
verranno molto utili sia nel corso dei ritiri che delle attività di ascolto/consulenza. Sono state edite
separatamente in lingua ucraina e in lingua ungherese.
Un’intervista fatta a Marta un paio di mesi fa ha vinto una nomina relativa a un premio ungherese
riguardante l’attività dei media.
Per due giorni alla settimana è stata assunta la volontaria Ildiko, che è sempre molto attiva nelle
attività di ascolto/consulenza, si prende cura dei molteplici problemi delle persone che li
interpellano e ha una buona esperienza di lavoro coi tossicomani.
E’ stato dedicato parecchio tempo al mantenimento del contatto coi volontari e con tutti coloro che
aiutano in un modo o nell’altro, oltre che a curare il grosso lavoro amministrativo.
Aggiornamento a maggio 2014
All’inizio del mese, P. Miron, Marta e un volontario di Chust sono andati a Vinnitsa nell’Ucraina
interna per tenere un ritiro post-aborto. Si è trattato di un impegno pesante anche per i tempi:
praticamente una settimana, con quattro giorni per il ritiro vero e proprio e 12 ore di viaggio in
treno, sia per l’andata che per il ritorno. Faticoso sì, ma con frutti positivi nonostante le difficoltà:
ne attribuiscono il merito allo Spirito Santo, dato che il “retroterra” di questa azione è stata una
robusta dose di preghiere, assolutamente necessarie.
Un esempio delle difficoltà affrontate: appena arrivati in mattinata, subito le suore canossiane li
hanno avvisati che le autorità avevano decretato lo stato di emergenza a causa di informazioni
che davano certa l’azione di provocatori armati in città. C’era perciò una specie di coprifuoco:
nessuno poteva uscire di casa, comprese – ovviamente – le partecipanti al ritiro.
Si son messi a pregare con le suore e gradatamente la situazione si è normalizzata, tanto che a
sera arrivarono nove donne, giusto il numero ottimale sul quale avevano calibrato i loro interventi.
Le suore erano felici e hanno chiesto di ripetere l’esperienza appena possibile.
Vira ha lavorato molto nella formazione ai metodi naturali di pianificazione familiare, avendo anche
l’opportunità
di
riprendere contatto con
precedenti
“clienti”.
Continua intanto il suo
programma televisivo
settimanale che ormai
dura da un anno!
P. Miron e Marta,
intanto, continuano i
loro studi a Budapest e
hanno superato bene
un esame, mentre si
stanno preparando per
i successivi.
Isabella e un altro
volontario
si
sono
aggiunti a Marta nel
seguire il programma
ASIST (prevenzione in
tema di suicidio), di cui
già si è parlato in
questi “diari”. Sperani
di poter fare buon uso di questo programma in futuro, tanto più che Marta ha già avuto modo di
occuparsi di alcuni casi.
Le attività di ascolto e consulenza sono moltissime e perciò sono particolarmente soddisfatti dalla
possibilità di disporre di un ufficio apposito nel quale poter parlare nella massima tranquillità e
discrezione; altra attività intensa la esercitano via telefono.
Ildiko, la signora che si è messa a disposizione per due giorni alla settimana, ha cominciato con le
visite in ospedale alle persone ricoverate.
Molto è il lavoro amministrativo, ma ci sono anche buone notizie: per quella donna affetta da
“spina bifida” e incinta al settimo mese, si sono organizzati per bene sia dal punto di vista dei
permessi che da quello dei costi, riuscendo a farla ricoverare in Ungheria, dove ha dato alla luce
un bel maschietto, in piena salute.
Ha certamente, lei, problemi di salute legati al suo problema, ma i medici riescono a tenere la
situazione sotto controllo. In Transcarpazia, purtroppo, né lei né il bambino sarebbero riusciti a
venirne fuori ...
Aggiornamento a giugno 2014
In questo mese ci sono stati gli esami all’Università di Budapest per P. Miron e per Marta (studi
sulla salute mentale e sull’assistenza spirituale), il che ha comportato quattro viaggi nella capitale
ungherese e grande impegno per tutto il mese. In pratica la cosa ha totalizzato la loro disponibilità
di tempo lungo questo periodo.
In compenso le cognizioni apprese sono da tempo utilissime nell’attività che svolgono di
assistenza e consulenza in quel settore di impegno.
Vira in questo mese ha incontrato molte coppie a proposito dell’impegno sui metodi naturali di
pianificazione familiare. Questa è tradizionalmente una “stagione di matrimoni” e alle coppie
intenzionate all’incontro viene chiesto di partecipare a questi programmi educativi prima delle
nozze. Spesso sono molte queste coppie e deve essere fatto lavoro di gruppo, e inoltre, stando
all’esperienza, si riscontra il ritorno di molti ad un contatto motivato dai vari problemi incontrati.
Vira ha continuato coi suoi programmi televisivi oltre che col suo impegno di aiuto a donne con
bambini e alle prese con vari problemi.
Marianna, che ha iniziato a lavorare col Pro-Life a Uzhgorod, ha pure iniziato ad apparire in vari
programmi televisivi. E’ la persona più esperta tra loro sui temi della pianificazione familiare con
metodi naturali, ed è laureata. Ora vorrebbe proseguire all’estero i suoi studi su queste tecniche,
le uniche valide tecnicamente ed eticamente per aiutare le coppie a concepire un bambino. Lei e
Marta hanno redatto un progetto, poi proposto per ottenere un finanziamento/borsa di studio, ma
così non è avvenuto, ed è perciò che si stanno tutti dando da fare per trovare altre risorse
economiche per aiutarle.
La stessa cosa è accaduta a quei volontari che hanno sostenuto gli esami d’ingresso all’Università
di Budapest per studi sulla salute mentale, analoghi a quelli che stanno seguendo P. Miron e
Marta. Sono stati redatti progetti per loro, che però non sono stati accettati. Anche in questo caso
vedranno di aiutarli in qualche modo.
Quest’anno non è stata tenuta la consueta “Marcia per la Vita”, anche a causa della difficile
situazione politica in Ucraina, ma per settembre stanno programmando un’intera settimana sul
tema della “Famiglia”, per la quale Vira ha contattato i rappresentanti delle confessioni religiose
aderenti alla manifestazione, allo scopo di definire il programma.
Sono venute pronte e a disposizione due bacheche a Nagyszolos vicino a Vinogrado, città della
Transcarpazia orientale.
C’è stato un incontro con i volontari di Chop, coi quali c’è stato un confronto. Alcuni di loro sono
attivi e solleciti su un programma di aiuto agli alcolizzati di lingua ucraina, analogamente a quanto
già succede con un programma simile a beneficio di persone di lingua ungherese. I nostri amici
contano di aiutarli, appena possibile, perché riescano in questa impresa.
E’ stata piazzata un’insegna appositamente progettata, sul muro all’esterno dell’ufficio, come pure
una cassetta postale. Finalmente è in atto un collegamento Internet più stabile in ufficio; la cosa
non è stata così facile come pareva, ma ora funziona tutto.
Questo mese è stato anche quello delle nuove disposizioni diocesane per i sacerdoti e Padre
Miron andrà a svolgere il suo servizio a Uzhgorod (circa 40 chilometri da qui) a partire da agosto.
Sarà molto occupato per le molte comunità di cui dovrà occuparsi, e così – sfortunatamente per
noi – il tempo che potrà dedicare al vecchio lavoro sarà molto limitato. Peraltro, sarà forse in grado
di aprire un centro Pro-Life là dov’è destinato.
Gli amici del Pro-Life ci sono sempre grati per il nostro aiuto e per l’ultima donazione pervenuta.
Aggiornamento a luglio 2014
Luglio è il mese in cui i bambini sono a casa e il tempo dedicato a loro è tutto tempo che non può
essere dedicato a questo lavoro che perciò diventa meno intenso.
Comunque diverse cose sono state fatte, come una nuova “ondata” di campagne a mezzo
manifesti, soprattutto ad opera di Padre Miron che ha incontrato diversi manager di società
pubblicitarie e li ha persuasi a mettere a disposizione gratuitamente degli spazi sui loro tabelloni.
Nonostante ciò restano elevati i costi di stampa e quelli vivi di affissione, ma fortunatamente sono
coperti in buona parte dalle nostre donazioni di Est-Portiamo.
In tutto per questa campagna hanno speso circa 20.000 Uah (pari a 1.210 euro), con questi
risultati; in città:
- 40 grandi manifesti da 6 x 3 metri, per la maggior parte in lingua ucraina, qualcuno in
ungherese;
- 35 tabelloni luminosi da 1,8 x 1,2 metri.
Fuori città:
- 16 grandi manifesti sulla strada principale di accesso a Mucacevo da Jasinja e nei centri
principali toccati dal percorso:
- 18 grandi manifesti, come sopra, sulla strada tra Uzhgorod e Mucacevo;
- 15 tabelloni luminosi a Uzhgorod, 10 nell’area esterna di Tiacevo e 6 in quella di Mucacevo.
Padre Miron sta lavorando per fare altrettanto a Beregovo.
E’ stata evidente l’efficacia di questi manifesti e questo incoraggia a investire ancora del denaro
nell’operazione, tanto più che la disponibilità degli spazi è spesso gratuita, a fronte di un prezzo
normale che sarebbe tra i 50 e i 100 euro al mese per ogni localizzazione, oltre naturalmente ai
costi di stampa e di installazione.
La presenza di questi manifesti equivale in pratica alla presenza di un addetto per 24 ore al
giorno, che parli continuamente di questo argomento coi passanti.
Proseguono gli incontri con le coppie in preparazione al matrimonio, quasi tutti gestiti da Vira che
tra l’altro prosegue col suo programma settimanale TV dei “4 minuti”. A questo proposito ha
cominciato ad affiancarsi a Vira, per questo programma TV, una signora di nome Marianna.
Marta dal canto suo prosegue gestendo una parte preponderante delle consultazioni/colloqui su
problemi familiari con incontri personali o contatti telefonici.
Stanno preparando con grande attenzione la “settimana della famiglia” prevista per settembre e
allo scopo si confrontano con le autorità comunali e con tutte le altre confessioni religiose presenti
in zona.
Vira sta preparando un “ritiro” giovanile per il corrente mese di agosto, mentre Marta è a Kiev per
qualche giorno a incontrarsi con gli organi direttivi delle organizzazioni Pro-Life che stanno
operando in Ucraina.
Come sempre è molto oneroso il lavoro amministrativo e d’ufficio.
Aggiornamento ad agosto 2014
Anche se inteso come mese “di vacanza”, in agosto i nostri amici han dovuto darsi comunque da
fare.
Vira e Suor Anastasia han tenuto un ritiro di tre giorni dedicato ai giovani sul tema della castità e
l’interesse suscitato è stato molto positivo, anzi entusiastico, ci dicono.
Continua la campagna basata su manifesti, volantini, réclame luminose ed è positivo notare come
materiale esposto in luglio sia in molti casi ancora intatto e sul posto.
Continuano regolarmente anche attività ormai consuete come:
- Preparazione delle coppie al matrimonio;
- Programmi televisivi;
- Contatti personali su vari temi (in questo mese un certo numero di tossicomani, insieme ad
altre persone con problemi di depressione, ecc.). Questi contatti avvengono tramite
colloqui, ma anche via telefono o e.mail;
- Lavoro amministrativo.
Per i volontari che studiano comunicazione pastorale e sociale c’è stata a livello universitario una
settimana di intensa attività che ha consentito esperienze utilissime, con positive ricadute anche a
livello di lavoro amministrativo.
La preparazione della “Settimana della famiglia” e proseguita regolarmente anche se ha richiesto
molto lavoro e un grande impiego di tempo, soprattutto a Vira.
Marta ha tenuto tre lezioni a Szinyak in una tre-giorni dedicata alla formazione di genitori adottivi
circa le logiche educative in tema di sessualità.
Grazie alle somme ricevute da noi di Est-Portiamo sono stati in grado di dare 5.000 dollari a
Marianna Andrashko che li impiegherà per i suoi studi a Zagabria, presso l’Istituto Papa Paolo VI,
in tema di procreazione e tecnologie per il trattamento dell’infertilità.
Ella terrà anche attività libera e volontaria di formazione su questi temi e sulla Pianificazione
Familiare Naturale, a favore di persone indicate dall’organizzazione.
Ci sono grati per l’aiuto ricevuto, che si è rivelato fondamentale per proseguire nell’attività. Ci
chiedono anche di pregare per loro, per il loro lavoro e soprattutto per quelli dei loro volontari che
attraversano periodi difficili.
Là si fa sentire il clima di guerra che attraversa la nazione, con tutte le conseguenze anche
economiche che ne derivano.
Questo comporta anche una tendenza all’incremento degli aborti, dato il clima imperante di
incertezza per il futuro. Per contrastare la tendenza è giunta a proposito la loro nuova campagna
di comunicazione basata sull’imperativo “Non uccidere”.
Questo dovrebbe costituire anche un messaggio di pace a fronte di molti altri volantini diffusi in
Ucraina con messaggi del tipo “Morte al nemico!” e simili.
Non sanno come andrà a finire, ma sono sicuri che Dio darà loro obiettivi e possibilità in positivo
anche in una situazione come questa.
Aggiornamento a settembre 2014
Nel corso della terza settimana del mese si è tenuta la “Giornata della Famiglia” a Mucacevo, un
evento gestito con altre associazioni e d’intesa con la municipalità, ma organizzato da loro (in
particolare Vira). Si è trattato di un evento sostitutivo dell’ormai tradizionale “Marcia per la Vita”
che quest’anno, in giugno, è stata cancellata soprattutto a causa della situazione politica del
Paese.
La settimana di preparazione e di incontro è stata introdotta da una serie di messaggi, avvisi e
manifesti su questi temi: “Dedicate tempo alla vostra famiglia”; “Chiamate dal lavoro la vostra
sposa e ditele che le volete bene”; “Spegnate la
TV, Internet, WiFi dalle 18 alle 19 e parlate tra voi
in famiglia”, e altre cose intese su questo tono.
Durante la “Settimana” sono state tenute da Vira,
Marta e Pastori delle varie confessioni cristiane,
conferenze nelle scuole sui temi del valore della
famiglia e del matrimonio, a favore dei ragazzi di
16-17 anni. Il giorno più importante è stato il
sabato, “Giornata del papà”, con un programma
svoltosi nel centro cittadino, con interviste,
testimonianze, spettacoli musicali, intrattenimenti
per bambini, e nell’occasione sono stati distribuiti
volantini e si son venduti libri sul tema della
famiglia, sia in lingua ucraina che in lingua
ungherese.
L’Amministrazione ha gradito la cosa ed ha
espresso l’intenzione di proseguire nella
collaborazione con l’associazione.
Padre Miron e Marta insieme ad alcuni altri
sacerdoti hanno iniziato il loro secondo anno alla
Facoltà di Medicina dell’università di Budapest
per studi in materia di consulenza psicologica e
pastorale. Nello stesso tempo altre due persone
hanno pure iniziato studi similari in tema di
“Salute mentale e sviluppo organizzativo”.
Marta, per conto dell’associazione, opera intanto
per dare loro tutta l’assistenza possibile sui vari
aspetti della loro attività di studio.
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