MASTER
NEGA TIVE
NO. 92-80703
MICROFILMED
1993
COLUMBIA UNIVERSITY LIBRARIES/NEW YORK
as part of the
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-il
the
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AUTHOR:
CROCE, BENEDETTO
TITLE:
VOLFANGO GOETHE A
NAPOLI...
PLACE:
NAPOLI
DA TE
:
1903
Master Negative #
COLUMBIA UNIVERSITY LIBRARIES
TRESERVATION DEPARTMENT
BIDLIOGRAPHICMICROFORMTARnFT
Originai Material as rilmed
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Croco, Bonodotto, 1066- 1Q52
... Volfanco Cootho a llapoli, con cinquo
napoli, Piorro, 1003
cisioni,
57 P
21
piate, portn-
ci.i.
At head of title: Bonodot'.o Croco.
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Maryland 20910
301/587-8202
Centimeter
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2.0
1.1
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1.4
1.6
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degli articoletti qui raccolti
anni fa; gli
altri,
sedici
trovabile. Acconseiito
Proprietà letteraria.
anni fa,
a ristamparli
e fattevi parecchie aggimite
— nelF
in
un
fu piMlicato
opìcscoletto
— dopo
r
occasio7ie che
s'inaugura
in
di 7ion cercarvi altro, se non vogliono
procacciarsi
U7ia delusione.
Marzo igoj
h
ce
.1
:
Ì7i-
Napoli.
Queste pagiyie han7io se7npiice interesse di
curiosità; e prego
i lettori
C'
ora
averli riveduti
una lapide a ricordo del soggior7io del
Goethe
y
dieci
B.
C
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'
.«"'I
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I.
LA LOCANDA DEL SIGNOR MORICONI
b
Tl
{
giorno dopo il suo arrivo a
Napoli, il 26 febbraio
1787, Volfango Goethe cominciava cosi una
sua lettera:
« A//a locajtda del signor Moriconì
al Largo del Castello. Con questa
soprascritta, cosi festosa
-i-
e pomposa, ci
ritroverebbero ormai lettere da
tutte le quattro parti
del
inondo
!
Nella contrada del gran
Castello
stende un largo spazzo, che,
«
quattro lati da case, non si
probabilmente sin dagli antichi
1
campo
presso
il
mare
si
benché circondato da tutti
chiama piazza, ma largo,
tempi
eh' era
ancora un
interminato (i).
Qui a un dei lati sporge una
gran casa che fa angolo
entrammo in una spaziosa sala anch'
essa all'angolo'
donde s. gode un'ampia ed allegra
«
e noi
veduta sulla piazza'
eh è sempre piena di movimento.
Un' inferriata corre innanzi a piii balconi, anche
intorno all' angolo. Non
ci
si
",
(I) Veramente, U,rgo in
dialetto napoletano significa,
"'. e ftazsa (chiazza)
significa invece il mercato.
senz'altro, piaz-
,
*^NllpirM»rilWIM(fliiÌli^^
V*«.*y
—
vorrebbe mai
—
da quel posto, se non
staccare
un vento freddo che
sentire
—
8
ci
costringe a rientrare
tamone o a Ghiaia. La nuova strada del Chiatamone,
la
nuova Villa reale, avevano attirato da quel lato della
città
i
del suo soggiorno a Napoli nell'anno
In parecchie delle città d' Italia
sono
identificati
stati
,
ora
dal
visitate
Goethe,
sibile,
,
dunque,
al
elegante e la mobile colonia straniera.
Chiatamone e a Ghiaia sono
alberghi
gli
Anche
più eie-
ganti di Napoli; e vi
si sono aggiunti solo, a
concorrenza,
Corso Vittorio Emmanuele.
Nel secolo decimosesto un centro di alberghi
fu il Cer-
le
,
quelli del
case e gli alberghi nei quali egli fece dimora durante
suo viaggio. Vediamo
la società
1787?
e talvolta ricordati con lapidi
,
—
Gli alberghi menzionati eran posti, quasi tutti,
al Chia-
(i).
»
Dov' era posta precisamente la locanda del signor Movarii mesi
quale il Goethe dimorò durante
riconi, nella
9
facesse
si
il
di riconoscere, se è pos-
yiglio, le cui taverne non eran
già popolari o plebee, come
poi divennero, e noi ora le diremmo
restaurants. Presso
anche questo albergo napoletano.
un albergo del Cerriglio è messa
la scena della commedia
Giambattista della Porta, intitolata la
Tabernaria. Nel
secolo seguente, gli alberghi o
posade dei forestieri eran
presso il palazzo del Nunzio (largo
della Carità) e nei
vicoli della Corsea (i). Il vico
dei Tre Re a Toledo prese
li
nome dell' albergo dei Tre Re, uno dei
migliori sulla
di
In un volume, contenente
numeri della Gazzetta Civica
i
Napoletana dal 15 ottobre 1784
si
sono frequentemente menzionati
città,
nomi
coi
o ne partivano.
canda
da Napoli,
o
Erano
locanda della
la
semplicemente
di Londra
Villa
Enwianìiele
di
o Albergo
giungevano
la
locanda di
la
E
i
letto
la locajida
dal
Hempel,
s.
a.
Un'
dalla signora Julie
nella
Villa di
alcune
Guantari, ed
à.^\V italianische
collezione
altra edizione,
delle
di
Re
Tre
di
Ho
zu den drei Konige, poco lungi dal
ponte del Reno, sulla'
cui facciata in una nicchia son
le statue dei tre Re Magi,
i
tre re viaggiatori:
forestieri,
Diintzer,
Questo nome
si
di
vata dalle scoperte città di Pompei ed Ercolano.
tata
nel 1686.
di Basilea,
Imperiale,
Batiston ai
sempre dall'edizione
di
il
soleva dare agli alberghi in ogni
parte d' Europa.
ancora innanzi agli occhi un vecchio
albergo
alla
Die heil'gen drei Kon'ge aus Morgenland,
Sie frugen in jedem Stadtchen:
»
—
acquistato allora, quasi direi, una seconda celebrità, avvi-
/i) Cito
— come ricordo d'aver
— Duca Mantova
quale dimorò
Giornali del Conforto
vicino
albergo delle Croccile.
1'
nei
quando venne a Napoli
che vi capitavano, erano, per la massima parte, signori inglesi. Il viaggio di Napoli divenne di
moda nella seconda metà del settecento: il Vesuvio aveva
altre.
fine del seicento, nel
lo-
Emmanuele
Svezia nel palazzo del Principe di Strongoli, la
Marocco,
Storica,
Vittoria,
Gajola, detta anche di
Tuillerie, ossia alla Villa Reale,
la
Società
principali alberghi della
i
dei forestieri distinti che vi
Emmanuele
di
30 dicembre 1785, che
al
della nostra
conserva nella biblioteca
come canta
(1) Cfr.
Reisc, curata ed anno-
opere del
Goethe,
Berlin,
gran lusso, e riccamente illustrata
von Kahle, fu stampata a Berlino nel 1885.
\^^o geht der \^'ecT nach Bethlehem,
Ihr lieben
Napoli,
la
Buben und Madchen
«
-
(2)
Capasso,
Sulla
circoscrizione civile
ed
eccles.
di
Natoh
1883, p. 51.
Re dell' Oriente
Qual' è la via di Betlem
o voi
{Btich dcr Lieder^ Die Hcitnkehr,
(2)
?...
soavissima poesia di Errico Heine.
« I
tre
santi
,
don^andavano
cari giovinotti
39).
in
,
o^ni
'
pacsetto:
o voi ragazze?
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'
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"
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I
—
Ma
non divaghiamo,
—
IO
Torniamo
alberghi
di
Napoli e
costumanze degli albergatori e dei
delle vecchie e curiose
viaggiatori.
non è
e bastino questi cenni; qui
luogo per discorrere dei vecchi
il
XVIII
alla fine del secolo
§ o e -^
e all'al-
bergo dove abitò Volfango Goethe.
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Nella stessa Gazzetta Civica ho trovato nel numero 40
del
15 luglio
1785
Meuricon al Vico
Romano
Bonelli
»
seguente nota:
la
E
signor duca
//
IH
non è
francesizzato di Meuricon
parla
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Alla locanda di
Campane, è giunto
delle
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difficile scovrire, sotto
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il
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limitata dalle
vie di
di vicoletti:
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e dalla via
del Castello
il
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prima detto
si
stendeva
dal quale
Vico delle
Carnpaìie,
mezzo
il
Vico della
Cagliantese,
Eran luoghi
Vico
'
staccava nel
si
che sboccava nel
Vico
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pieni di taverne e di case di
1
mala fama
mava un
(i);
il
Basile, nelle sue Afuse
Napolitani chia-
donne
fiore)
della
La
tradi-
certo genere
Cagliatitesca, e
di
non intendeva dire
lo sciore (il
fiore di virtù!
zione volgare pone nelle case di quei vicoli la leggendaria
scena di una certa sfida che Maria Carolina avrebbe fatto
con
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Brigida, dal
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rotto S. Carlo.
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la
Mes-
salina di Giovenale.
Campane
Vico delle
Il
deria di campane,
giungeva
la via
case comprese
si
diceva così
che vi era ancora nel
Toledo
col
Largo
del
da un'antica fon1690. Esso con-
Castello.
E
nelle
di 5. Antra questo vicolo e quello vicino
corsituazione
La
Moriconi.
del
locanda
Abate era la
del Goethe.
risponde perfettamente alla descrizione
dubbio, ecco un
qualche
ancora
Ma, se alcuno avesse
tonio
e
che,
definitivamente
documento che glielo toglierebbe
sulla locanda del
notizie
altre
porge
ci
nel tempo stesso,
in data
Giacomo,
di
S.
Banco
del
cedola
Moriconi. È una
Domenico Moriconi paga
ottobre 1785, con la quale
3
120 ducati
D. Teresa Prencipe pel quadri1785 ^ per l'affitto.... di prmio e
alla signora
mestre di settembre
Camera, e con
secondo appartamento. Cantina e
tutti
li
site al largo del Castello
comodi esistenti... delle sue case
PrenQuali fossero queste case della signora
Nuovo
cipe,
» (i).
ci
mostra
manoscritta di Napoli della fine
la pianta
si
dove, descrivendosi
fabbricati di
i
nell'Archivio di Stato,
conserva
del secolo scorso che
Largo
del Castello, dai
bigliardo e bottega
«
di
37 a 39 sono indicati:
e dai numeri 33 a 42
proprietà della signora Prencipe»,
numeri
«
proprietà della predetta signora
Il
il
vico delle
Intorno alla
guagli:
i
«
La
»
una stanza all'angolo verso
quello di S. Antonio Abate.
verso
o
Campane
seguenti raganche
porge
ci
stanza
quale
Goethe prese dimora
in
i
specie la vòlta,
sala è decorata vivacemente,
scompartimenti
cui arabeschi in cento
annunziano già
vicinanza di Pompei e d'Ercolano».
Ma egli aveva freddo e come tutti
,
(I) Archivio Generale del
iàtmÈtémÙÈttémm
i
forestieri
la
che
,
Banco.
Anno
1785, 3 ottobre, N. 5752.
ÉMK&MMMMlÉiitaÉi-^vAMeÉ
rr^
i»1«>«^«(»St^»«ar«l«HIW*««!»l8*««MIM^-»»A~' *-
-xr-
12
giungon d'inverno
che a Napoli
nel mite clima di Napoli,
freddo è più raro,
il
—
—
ebbe a notare
ma
al
lo si soffre più che
nei paesi settentrionali. Chiese
del fuoco, e gli fu portato
un treppiede
egli racconta
alto da terra
in modo
da poterci tener su le mani a riscaldare.
~
-
la
,
treppiede
era posta una specie di piatto, contenente
della carbonella
si direbbe alla napoletana,
coperta di cinigia {ganz zarte
gluhende Kohlen, gar glatt mit Asche bedeckf).
E, quando
volle
smuovere
bonella dette
—
calore,
ma
cinigia per riscaldarsi meglio
la
una bella vampata, mandò
pochi minuti
in
Per fortuna,
il
si
consumò
,
la car-
tutta.
poeta aveva con sé un grosso mantello
da marinaio, che gli rese buon servigio.
Se lo mise addosso, lo fermò con una corda tolta
dal suo bagaglio, e
destò le risa dei suoi amici in quel
camuffamento tra'di
marinaio e di cappuccino (i).
Del locandiere Moriconi e del suo albergo
situato in
,
fondo al largo del Castello, si parla ancora in
quella lettera
aperta, che Vincenzo Monti scrisse
nel 1794 in nome di
Francesco Tiranesi al ministro Acton.
Nella
locanda del
Moriconi furono arrestati
due pretesi agenti che
i
Pi-
il
ranesi avrebbe mandati per far
sequestrare o assassinare
Barone
d' Armfeldt. La storia è lunga;
Ignota a parecchi dei nostri lettori
(2). E
Il
secondo scrive
mare
i
il
Monti
birri. Infatti,
—
fece la spia
,
e
ma
il
forse
non
Moriconi
andò
—
a chia-
poco lungi dalla locanda del Moriconi
era la guardia dei birri
(3).
(1) Ital. Reise,
ed.
cit.,
pp.
Vedi Opere inedite o rare
1851, p. 26 e passim.
(2)
(3)
Pianta
citata.
174-5.
di
Vincenzo Monti, 3^
Archivio di Stato.
ediz.,
Napoli
'
Della locanda non saprei dire le posteriori vicende. Fino
1860, a quel posto era una trattoria, che si chiamava
Villa di
lato di
un piacevole
fuori
—
Milano.
E
chi voglia ora ritrovare
il
luogo nel
quale sorgeva già l'albergo abitato dal Goethe, deve fermarsi press'a poco all'entrata della Galleria Umberto I, dal
Sul
—
13
/J
Via Municipio.
'"'"^ììttf
SO*8<»Mj«i«#*E«»lW«««*3<B*iSS^M«**lÌ«
li.
LA PRINCIPESSINA
***
U
LA
Principessina ^^"^ è una figura indimenticabile per
chi ha letto
Le pagine, dov'
vive
del
che mise
Viaggio in Italia di Volfango Goethe.
ella
comparisce, sono Ira
ed è evidente
libro,
il
il
la
le
più belle e
compiacenza e
la
cura
gran poeta nel ritrarre quel bizzarro carattere
meridionale, che lo aveva curiosamente colpito.
marzo 1787, Volfango Goethe, tornando
da Capodimonte, volle fare ancora una visita ai suoi amici
Filangieri. Gaetano F'ilangieri e sua moglie, Carolina Frem-
Una
del
,
sera del
abitavano allora nel palazzo avito del primogenito
Cesare Filangieri, principe d'Arianiello,
oggi Palazzo Monaco
(i).
al
Nell'entrare,
seduta sul sofà, accanto alla signora di
—
Largo Arianiello,
il Goethe trovò
casa, una donna,
—
non mi parve corrisponegli dice
« il cui aspetto
dere alle maniere familiari, alle quali s'abbandonava senza
,
ritegno ».
(i)
Questa notizia sull'abitazione del suo avolo mi fu comunicata dal
defunto principe di Satriano Gaetano Filangieri; ed è ora ripetuta in T.
Filangieri, // general Carlo Filangieri, Milano, 1902, p. 340; dove per
una
svista,
cellino ».
\
in
luogo
ili
«
Largo Arianiello
»,
si
dice «
Largo San Mar-
^^•--'^r
—
i6
—
—
—
17
piazza. Questi mi condusse innanzi alla porta d'entrata d'un
Vestita d'una leggiera vesticciuola di seta listata, la
«
gran palazzo; e non supponendole
testa bizzarramente acconciata, quella piccola graziosa per-
abitazione, ripetetti ancora
soncina somigliava a una modista che
il
r ornamento degli
proprio. Quelle
curando sempre
non ha nessuna cura
altri,
donne sono
loro lavoro, che
,
dell'aspetto
così abituate a veder
non concepiscono
pagato
dover fare gratuitamente qualche cosa per se medesime. La mia entrata
non interruppe il suo chiacchierio, e raccontò un' infinità
il
di storielle facete,
o meglio cui
La
le
che
di
erano capitate
le
in questi
giorni,
sue storditezze avevano dato occasione.
signora di casa, volendo farmi parlare alla mia volta,
mise
discorso sulla magnifica posizione di Capodimonte
il
e sui
tesori artistici
che
vi
sono.
Ma
la
s'alzò di scatto e, vista così in piedi, era
vivace donnina
anche più graziosa
nome:
il
una
una
io
così magnifica
modo
volta, nel
più chiaro,
mi trovavo proprio
servitore m'assicurò che
posto che volevo. Vidi subito, nell'entrare
al
una spaziosa
,
corte, solitaria e silenziosa, pulita e vuota, tutta intorno cir-
condata da
ed accessorii: l'architettura era
edifizii principali
la solita festosa architettura
lore.
napoletana; e così anche
il
co-
Di fronte a me, una grande porta e una scala larga e
dolce.
Ai due
lati
della scala, su su fin in alto, erano
neati dei servi, in ricche livree,
i
profondamente s'inchinavano. Mi sembrò d'essere
Wieland
delle fiabe del
e
mi
feci
sonaggio. Poi mi ricevettero gli
finché
il
sultano
un cuore secondo
il
per-
domestici della casa,
alti
più solenne di essi mi aprì
il
alli-
mio passar davanti,
quali, al
porte d'una gran
le
:
di
prima. Si congedò,
passandomi
avviò verso
si
d' innanzi
:
—
I
la porta,
e
vengono
Filangieri
mi disse
questi
in
giorni a pranzo da me. Spero di vedere anche voi
I
—E
prima che io avessi potuto accettare. Seppi poi ch'era
Principessa *^^, stretta parente della famiglia. I Filan-
sala, ch'io trovai
di gente.
bella
come
il
Nel passeggiare su e giù,
laterale, apparecchiata
ma egualmente
resto,
sbirciai, in
una
vuota
galleria
una tavola, per circa quaranta per-
Un
partì
sone, magnifica, corrispondente al resto.
la
domandarmi né chi fossi né donde venissi,
prese la mia presenza come solita e naturale e mi parlò
del più e del meno. Una porta a due battenti s' aprì, e si
gieri
non erano
ricchi e
vivevano
in
una decente ristrettezza.
Credetti che fosse cosi anche della Principessina, perchè,
del resto, questi alti titoli non sono rari a Napoli. Notai
il
nome,
suo
al
il
giorno e
l'ora, e
luogo indicato (i)
mi proposi
di
trovarmi a tempo
rinchiuse subito dietro un vecchio signore, che venne avanti.
L'ecclesiastico
andò
difilato
con poche parole cortesi
».
ecclesiastico
entrò, e senza
tuoni
,
a
lui,
io
che egli
abbaiati o balbettati, talché
anche; lo salutammo
ricambiò con certi
ci
non
potetti indovinare
sillaba di quel dialetto ottentoto. Si situò presso al
una
camino
Difatti,
non mancò. Tre giorni dopo
dalla Principessina.
E
vai la
pena
si
recava a pranzo
di leggere la descrizione
;
e
1'
ecclesiastico
si
rifece indietro
ed
con
io
lui.
Entra un maestoso benedettino, con un giovane compagno: saluta anch'esso l'ospite, anch' esso ne riceve gli
«
di questo pranzo:
abbaiamenti
Per trovarmi a tempo dalla mia strana Principessina,
e per non sbagliar casa
presi con me un servitore di
Gli ecclesiastici d'ordini, specialmente quelli più elegan-
«
,
temente
il
(I)
Ita/.
Rehc,
Lett.
del
9 marzo, pp.
186-;.
e,
vestiti,
dopo, se ne viene da noi, presso la finestra.
godono
in società dei
maggiori vantaggi;
loro abito accenna ad umiltà ed abnegazione
,
mentre
3
li
ll»»M»<-l»»««»K»«.«»<«»».,<.i»-»,.«^«.<».,yj,j-),^^^
—
i8
—
—
—
19
insieme conferisce ad essi una spiccata dignità. Nel loro
cosa. Ciò che noi abbiamo,
contegno possono all'occasione, senza umiliarsi, mostrarsi
sottomessi; e quando poi si rialzano sulle loro gambe, una
certa compiacenza di sé stessi
avvolge
li
che
,
«
non sarebbe mandata buona. Cosi era quest'uomo.
classi
Io gli domandai di Montecassino: egli mi
e'
fu portata in giro
— Vi prego
gridò — È forse
essa
noi, coi
»
!
La zuppa
con dignità.
mi
invitò e
amici
nostri
alle altre
dovremmo godercelo
di
il
benedettino mangiava
il
:
non imbarazzarvi, reverendo
cucchiaio troppo piccolo
!
Io ve
?
cortigiani,
ne farò portare uno più grosso: persone come voi, sono
Il padre rispose, che nella
abituate a grossi bocconi.
ecclesiastici secolari, finanche alcuni cappuccini. Cercai in-
sua casa principesca tutto era così bene ordinato che ben
vano cogli occhi qualche dama; e pure non sarebbe dovuta
altri
promise
più lieta accoglienza.
la
Frattanto
«
s'era popolata:
la sala
ufficiali,
—
mancare.
Ancora una
«
due battenti
volta
di
una porta
rinchiudono. Entra una vecchia signora, anche più
vecchia del signore
e, questa volta, la presenza
della
e
uno
aprono
si
;
padrona
di casa
mi dava
la
certezza che ero in un palazzo
completamente
straniero, sconosciuto
erano state imbandite
agli
abitatori.
mi tenevo
le pietanze, e io
agli ecclesiastici per scivolar con essi nel
Già
stretto
paradiso della
:
!/l
lui
sarebbero
dei pasticcini e
essa gli gridò che
Lo
dozzina.
si
che
ospiti
Vennero
«
—
capo di
tutti,
saltò
venne a
— Bravo davvero
esclamò. — Mettetevi a
me
di
«
avere
il
mio posto;
giungemmo
fronte a noi
è
;
buonissimo,
scelti
:
!
Giorno
cenni di
quando
tenuta
la
parola
debbo prima
mio
!
per giorno,
I
i
benedettini
altro lato.
tutti
meglio.
il
me.
»
cibi
di
Ma
ora
bricconi, io
proprio
—
« Il
di
pranzo
quaresima,
ma
mezza
digerisce facilmente
E
così
il
padre ne
infilzò
!
«
anche una torta
cattiveria
lo tirò nel
—
perchè,
— Un terzo! gridò essa, padre
altro.
ha un
facile lavoro,
— rispose
il
padre.
così seguitò sempre, senza interrompersi per altro
Io parlavo frattanto col
cose. In genere,
non ho
i
mio vicino
sentito
migliori bocconi.
delle
particolari, al
più
serie
mai Filangieri a dire una
parola indifferente. Rassomiglia in questo,
egli,
:
suo piatto,
Sembra che voi vogliate porre buone fondaQuando gli son dati materiali così eccellenti,
!
l'architetto
E
un pezzo e
che per dare a me, coscienziosamente,
!
presso di me; voi dovete
aspettate! Io
:
menta.
«
varii giri ch'essa fece, e final-
—
disse:
tormentare questi preti
rire
i
posto
al
io v' indicherò
avermi
Ma
Filangieri al
mi
i
poi, sedetevi subito accanto a
Così invitato, seguii
«
mente
Principes-
la
difilata:
tavola
migliori bocconi.
i
scegliere
anche nella sala
tra gli inchini, le riverenze e
soltanto
una
prenderne
le dette occasione d'esercitare la sua
reverendo
passando
doveva
sentito la puntura dello scherzo.
ne rotolò appresso un
Un momento dopo
soddisfatti.
Il prudente uomo prese ancora un pasticcino, ringraziando per la graziosa attenzione, come se non avesse
con sua moglie, scusandosi dell'aver tardato.
«
pienamente
padre ne prese
il
sfoglio, già lo sapeva, si
stanza da pranzo, quando, a un tratto, ecco entra Filangieri,
sina, e,
stati
come
in altri
nostro amico Giorgio Schlosser (i); sol che
come napoletano ed uomo
di
mondo, ha una natura
più dolce ed un fare più sciolto.
«
In tutto questo
tempo non
fu data tregua agli ecclc-
debbo un po'
non
li
posso sof-
vengono a strapparci qualche
(I)
scrittore tedesco, e fon( 1739-1/99)»
Anzeigen, insieme col Goethe (del quale
Giovanni Giorgio Schlosser
datore dei Frankfurter gclehrte
era cognato), col
Merck ed
altri.
:aMi>gga»aaaBBia
WSMKSfc^W—i.
—
21
—
20
contenti
dalla
siastici
i:
f.
pesci,
che
forma
di
mia vicina specialmente
tempo di quaresima cucinare in
insolenza della
usano
essi
in
rilievo
i
;
carni (i), le dettero inesauribile materia di os-
servazioni né pie né morali
specialmente per mettere in
;
loro desiderio della carne e per approvare che
il
cercassero almeno di godere dell'apparenza, non potendo
avere
sostanza
la
non ho
il
coraggio di
ridire.
scherzi, che
di questi
altri
però
Nella vita, pronunziati da una
possono riuscir sopportabili
bella bocca,
:!
;
;
ma,
ridotti
E
su bianco, non piacerebbero più neanche a me.
fece la proposta che io
essa ha una grande proprietà
siaca veduta
dovrebbero
faremmo insieme una
me
volse a
quando
;
affatto
,
temeva che
inaspettatamente,
calmata e mi disse:
la
riesce
mai
di
in
pace
—
Siracusa (2)
il
tormentarne uno fino
dere l'appetito
!
mia vicina si
Lasciamo che
vita
dà molto da fare
si
Quando
pena
la
voi fate
nuove
di escogitare
il
leggi, noi
modo
quelle di prima, c'eravamo
Napoli
Gli
!
fargli per-
di ragionevole.
?
Il
!
tanti
!
—
io gli
di trasgredirle
riusciti
uomini vivono da
me non
buon uomo
ho detto;
dobbiamo darci di nuovo
Filangieri
Tante volte
!
a
:
giacché, per
Vedete com' é bella
anni
spensierati e
Quando ripassò per
Leggo
una cronaca manoscritta dal 1730 al 1732 (che fu già
del compianto Capasse e si trova ora nella Bibl. delia Soc. Storica Nap.),
che,
quando
in
nel
1727 venne a Napoli
l'Elettore di Colonia suo nipote e
tino,
nell' aj
si
la gran principessa di
Toscana con
recò a visitare la Certosa di S. Mar-
la Principessina stava a
derla
(2)
ed
Vino
il
Priore la regalò d'acquavita e di salciccie di pesce
di Siracusa.
t>.
la
Sorrento ed egli non potè rive-
:
Io non rivedrò
la
mia discola Principessina. Essa è
di partire m'ha fatto
davvero partita per Sorrento, e prima
l'onore di rimproverarmi che avessi potuto
pietrosa e selvaggia Sicilia
!
preferirle la
Alcuni amici mi dettero dei
ragguagli intorno a questa strana persona. Nata da una
buona,
ma non
ricca famiglia, educata in
un
risolse a sposare
tanto
fu
più
facile indurla in
di
ricco
amore. In
col suo spirito e,
almeno dar
che
la
convento,
Principe, e a
quanto che
natura
la
in verità
,
essa cercò d' aiutarsi
non potendo condursi a suo modo,
lingua.
Mi
si
sua condotta è interamente senza macchia:
Andò
in
12 marzo, pp.
Sicilia
le
buona,
libero sfogo alla sua
(1) Lettera del
(2)
si
ciò
ma del tutto inquesta posizione ricca, ma per condizioni
aveva dato un' indole,
capace
vecchio e
partamento del priore « ritrovò una gran deserta con dolci
e liquori di cioccolato e molte sorti di acquavita e di tutto volle assaggiare
noi
:
(i).
»
Napoli, alla metà del niaggio (2),
di famiglia assai rigida e limitata
(i)
traccia
veramente allegra
Qualche giorno dopo, Volfango Goethe partiva per
i
ma
punto da
al
Ora diciamo qualche cosa
Che discorso facevate con
Egli
;
rughe, di cui mi lascio
non resterebbe più
*
* *
«
preti tracannino
le
e la paradi-
filosofìa; poi
nero
continuasse
sì
montagna
guarirmi d' ogni
solcare prima del tempo,
Sicilia.
dessert fu servito, ed io
suo maestro di casa mi
il
vitello di latte (viongana). L'aria di
poi l'im-
cevole.
così
;
!
nutrirebbe dei migliori pesci e della più squisita carne di
perchè sorprende; ma, raccontata, appare offensiva e spia-
« Il
il
—
Qui mi
dovessi andare a Sorrento, dove
pertinenza ha questo di proprio che, sul momento, diverte,
sempre
ne appicca uno, e tutto
di tanto in tanto se
resto procede magnificamente per la sua via
verrebbe essa stessa, e di tutte
!
Io ho notato varii
«
ìi»ra'iifiiiBiMW»ìmitiMt..iBf!
il
190-193.
29 marzo e ne tornò
il
14 maggio.
volle
assicurò
ma
che
I
—
22
pare
—
—
23
proposta col suo parlare sfrenato di romperla, a
si sia
fronte aperta, con ogni rispetto umano. Si osservava scher-
zando che, se
suoi discorsi fossero messi in iscritto, nessu-
i
na censura potrebbe
«
perchè essa non dice
lasciarli passare:
non offenda o
nulla che
Si raccontano di
la religione
lei
le
o lo stato o
più meravigliose
la
e
Fin qui
morale.
graziose
sina
una, benché non sia la più
storielle, delle quali qui dirò
tersi
decente.
Il
«
Poco prima del terremoto che
colpi la Calabria, essa
era andata nei beni che possiede colà suo marito.
nella vicinanza
immediatamente
e tutta
si
sul terreno: del resto tappezzata, arredata
ben disposta. Ai primi segni del terremoto, essa vi
Stava seduta su un sofà, ricamando, dinnanzi a
rifugiò.
un tavolinetto
prete,
di lavoro; di fronte a
lei,
un abate, vecchio
famigliare della casa. Tutto a un tratto, la terra
ondeggiò
dall' altro
baracca cadde dal lato di
la
;
l'abate e
:
lei
,
e
si
sollevò
tavolino furono così levati in alto.
il
— Vergogna — esclamò
appoggiata
parete che s'inclinava: — è cosa conveniente questa per un
essa,
!
uomo
così venerabile
dérmi addosso
Frattanto
?
Voi
fate
Questo è contro
colla testa alla
cenno come se voleste cala
morale e
baracca era ricascata
la
non sapeva
che
!
finir
al
la
decenza
!
—
suo posto, ed essa
dal ridere per la matta, lubrica figura,
buon vecchio doveva aver rappresentata e parve
con questo scherzo non risentir nulla di tutte quelle cala-
***
;
come
felice,
non
al
Ma
questa rappresentazione artistica
Chi era? Quel
posto delle misteriose **^^
la
stesso
Goethe.
spiritosa definizione delle leggi e della loro utilità, data
Goethe su una scheda,
quale, mescolata con altre sue, fu, per isbaglio, stam-
pata nel Kuìist und Alterthum
pensieri varii (i).
al
?
mistero fu già mezzo svelato dallo
dalla Principessina, fu scritta dal
k
La Principesnome deve met-
è un'invenzione artìstica.
esistette davvero.
una raccolta
in
,
Una massima
di
suoi
cosi sovversiva in bocca
grave Consigliere segreto di
S.
A.
il
Duca
di
Weimar
spiegazione:
chi sia
«
—
Io so lettori cosi attenti delle mie opere,
una nota
—
che avranno riconosciuto subito di
questa massima. Essa è difatti della Principessina
scrisse in
napoletana, di cui ho parlato nel mio
Viaggio in
Italia.
Questo caso, o questa negligenza, mi dà modo di accennare quanto riusci grazioso e ingegnoso questo scherzo
Queir allegra bellezza era
nell'occasione in cui fu detto.
la sorella carnale
che
io tacqui
nel
del
Filangieri
Viaggio
Ì7i
{leibliche
Schwester)
Un uomo
Italia.
appassionato e tutto preso del suo tema com'era
gieri (di lui
sono
alle
stampe
volumi sulla
dieci
zione) era incline a parlare con tutti coloro cui
serio
il
,
il
ed
Filan-
legisla-
dava
sua confidenza, schiettamente ed energicamente, dei
la
difetti
tante migliaia d'uomini. Carattere mirabilmente
cui riesce di dire
una
facezia,
mentre
la
terra sta
(l)
per inghiottirla !» (i).
solite^
Veramente,
so hiìtte
studiare tutte le
ÌVerke^
(i) Lettera del
25 maggio, pp. 309-310.
IV
poteva destar meraviglia; ond'ei credè bene di dare una
il
mità, anzi delle grosse perdite, che colpirono la sua famiglia,
La
Anche
suo castello era stata costruita una
baracca, cioè una casa di legno, di un sol piano, posta
del
Goethe.
il
così indovinata
G.
V.
voi.
un po' modijkata:
man gar
legi^i,
XIX,
non
IVenn mandile Gesetze stiidiren
keine Zcit sic zu
si
avrebbe
il
tempo
Spriichc in Prosa,
Loepcr, Berlin, Hempel,
s.
a.,
Ubertreten. « Se
si
di trasgredirle ».
Goethe 's
hg. u.
p.
55.
mit
volesse
Anmerkungen von
I
1
WIM
—
del presente
—
24
—
delle speranze di
,
attraversando una volta
un avvenire migliore. E
sorella
che aveva tutt' altre
la
,
Questa
dichiarazione
di
e che cosa
Il
Gaetano
si
il
minimamente
mette subito sulla
Filangieri.
sa di
Duntzer,
Ma
!
»
(i).
via.
noto goethista (in
come, purtroppo, presso
tante monografie su tante
comentatore
in Ilalia.
di
Germania
di noi
Sorella
i
sono
vi
i
dantisti), l'au-
questioni e question-
una dotta edizione
— laddove
di Satriano
E
critica del
la
Principessina***
Fieschi Ravaschieri
fu
come
;
riscontro dei connotati (per
quale delle sorelle?
celle biografiche e bibliografiche intorno a Volfango
il
Ravaschieri
(i).
si
appunto Teresa Filangieri
può vedere facilmente dal
dire che la cosa
non
mi
fu
anche assicurata dall'ultimo Gaetano Filangieri, principe
della famiglia).
di Satriano, che si fondava sulla tradizione
lei ?
goethisti,
tore di
da
,
cittadino, appropriarsela
dunque,
Fieschi
moglie del vecchio principe Filippo
,
cose pel capo, con un discorso di leggi, leggi e poi leggi,
essa uscì in questa sentenza, che, per la sua grazia,
come
si fa tante volte
le si vorrà perdonare
senza però,
buon
—
25
Goethe,
Via^Q-io
nelle sue illustrazioni a questo libro
restringe a notare che la principessina era la sorella di
Filangieri, nella sua Vita di Goethe, pubblicata qualche
Maritata a un vecchio principe.
—
Infatti,
Filippo Ra-
Ventimivaschieri, vedovo per prime nozze di Eleonora
sessant'anni.
avea
nel
1787
glia dei marchesi di Gerace,
Nel 18 18, di 91 anni, non avendo figliuoli, impetrò dal
Re
di poter far passare
nente
tano
generale Cario
Filangieri aveva
entrato nel
suoi titoli al suo affine,
i
te-
il
Filangieri (2). Così l'ultimo Gaedi
titolo
il
ramo cadetto
Principe di
Satriano,
della famiglia Filangieri pel
ma-
si
anno dopo, vien
so indovinare
presso
con una curiosa notizia, ch'io non
davvero donde abbia tratto
« Incontrò
fuori
—
»
—
bria,
la sorella
modello
di
accoppiata a schietta
di
lui
seducente
,
la
leo--
bontà di cuo-
(2).
Ora una principessa
Gaetano Filangieri
di
dice
egli
Belmonte, un
gerezza napoletana,
re
Calabria.
:
Filangieri
il
Principessa di
trimonio appunto della Teresa.
parla dei possedimenti del marito di
Il Goethe
di
Belmonte non
fu
mai
(3). Questi, oltre varii fratelli,
sorella
aveva
cinque sorelle: tre di esse monache; una, che fu maritata
ad un Capece Pignatelli; un'altra, infine, Teresa, che era
—
L.
(2)
DiiNTZER, Goethcs Leben,
e.
2.
ediz. riveduta, Leipzig,
1883, L- V.
Satriano,
come
si
in
in provincia di Catanzaro.
Accenna che
cipessina
si
nel
tempo
del tremuoto del 1783 la Prin-
trovava in Calabria. Infatti,
combinazione!
—
il
— guardate un po'
Gorani, nelle sue famigerate Memorie
e politiche di quella
segrete, riferendo alcune notizie fisiche
di Satriano:
Principessa
dalla
avute
catastrofe, dice d'averie
La soeur de Filangieri est mariée au Prince de Satriatrès marqués avec son
no. Cette dame a des rapports
«
illustre frère.
des détails
(1)
Infatti,
lei
sa, è terra di Cala-
C est
d'elle
que
je tiens la
majeure partie
sur le désastre de la Calabre. Elle en a été
terre dans cette maltémoin, puisqu'elle habitait alors une
appartiennent plus
heureuse province. Gomme ces détails
§ 21, p. 397.
(3)
Era
che prese
cfr.
allora Principessa di
poi parte
Belmonte
alla rivoluzione
Arch. Stor. NapoL,
XXVII,
Pignatelli quella Chiara Spinelli,
del
246.
1799,
e fu esule
in
Francia:
(i)
CANDmA Gonzaga,
Casa Filangieri, Antico manoscritto
Giannini,
de Lellìs con note ed aggiunte, Napoli,
o. c, p. 330.
(2) CANDmA Gonzaga,
di
Carlo
1887, p. 3^3 sgg-
S
\
WjWJBi
tawincfi
—
~
26
à la physique qu'à l'hìstoire
proprement dite, je n'en ai
inséré dans cet ouvrage que ce qui a
trait au gouverneinent napolitain » (i).
—
Accenna ad un
stello di
possedimento a Sorrento.
È
Vico Equense, ora proprietà del
Conte
dove morì e
fu sepolto
Gaetano
conserva la stanza, coi mobili
il
un grandioso
ca-
Filangieri;
stessi del
Filangieri studiava e lavorava alla
Ad
il
Giusso"
palazzo a Napoli
dove ancora si
tempo, nella quale
sua grande opera.
?
_
li
È
palazzo
il
Satriano, al largo della Vittoria, all'angolo
tra la via Calabritto e la Riviera di Ghiaia; la
facciata,
cortile,
il
scala,
XVIII
davvero
bella,
dall'architetto
furono
fatti
Ferdinando Sanfelice
(2).
Si potrebbe
aggiungere: chi è che, leggendo
Goethe, non ha pensato che la
zione del
i-/
la
sul principio del secolo
la
descri-
Principessina
doveva essere qualche
cosa di più
che
semplicemente
bizzarra, o carattere mirabilmente felice;
che doveva essere
alquanto squilibrata? E la tradizione afferma
che Teresa
Fieschi Ravaschieri moriva pazza
Varii altri particolari appaiono anche
chiari.
signore, che rispose abbaiando al Goethe
e al
!
clesiastico
,
dettino, forse
doveva
Il
essere Filippo Ravaschieri.
un amico
uno
di
dei fratelli di
vecchio
degno
Il
ec-
bene-
Gaetano Fi-
langieri, ch'era benedettino
(3).
* *
Con Gaetano
Filangieri, se è esatto ciò eh e
mi scrisse
Gaktaxo Fu.
Mémoirs secrets et critiques des cours,
des gouvemements et des
mocurs des principaux états de V Italie
par Joseph Gorani, citoyen
(1)
Francois,
Paris,
(da un'
iiicisioiK.'
di
\\(;ii:i<i
Kalìaclk)
Moi^hcn)
L
250. Vedi anche pp. 131 e
242
dell' antico e del curioso della
città
dt Napoli, ediz. Chiarini, Napoli,
1860, V, 557.
1793,
(2)
Celano,
(3)
Candida Gonzaga,
Notizie del bello
1.
,
e.
I
•«
j
—
26
j
-
.
i_"
—
à la physique qu'à l'histoire proprement dite,
je n'en ai
inséré dans cet ouvrage que ce qui a
trait
ment napolitain »
Accenna ad un
au gouverne-
(i).
~
possedimento a Sorrento.
£ il e
Vico Equense, ora proprietà del
Conte Giusso
dove morì e fu sepolto Gaetano Filangieri;
dove ancora si
conserva la stanza, coi mobili stessi del
tempo, nella quale
il
Filangieri studiava e lavorava alla sua
grande opera
Ad un grandioso palazzo a Napoli ?
È il palazzo
stello di
—
'(
Satriano, al largo della Vittoria, all'angolo
tra la via Calabrìtto e la Riviera di Ghiaia: la
facciata,
cortile,
il
scala,
davvero
XVIII
bella,
furono
fatti
la
sul principio del secolo
dallarchitetto Ferdinando Sanfelice
(2).
Si potrebbe
aggiungere: chi è che, leggendo
Goethe, non ha pensato che la
zione del
i
la
descri-
Principessina
doveva essere qualche
cosa di più
che
semplicemente
bizzarra, o carattere mirabilmeyite felice;
che
alquanto squilibrata?
E
la
doveva essere
tradizione afferma che
Teresa
Fieschi Ravaschieri moriva pazza
Varii altri particolari appaiono anche
chiari.
signore, che rispose abbaiando al Goethe
e al
!
ec-
,
langieri, ch'era
Con Gaetano
(1)
vecchio
doveva essere Filippo Ravaschieri.
Il beneforse un amico di uno dei fratelli
di Gaetano Fi-
clesiastico
dettino,
Il
degno
Memorrs
moctu-s des
benedettino (3).
Filangieri, se è esatto ciò eh e
mi scrisse
secrets et
pnncipaux
criUqnes des cours. dcs gouvernements
de V Italie par Joseph
Goram,
(ti.i
et
des
états
citoven
250. Vedi anche pp. 13, e -4(2) CF.LANO, Notn-e dei bello
dell'antico e del curioso della
^
città
dt Napoli, ediz. Chiarini,
Napoli, 1860, V,
55;.
iranvois,
(3)
Paris,
1793,
L
Candida Gonzaga,
1.
e.
un" inrisioiic
(li
K.ill.ii Ilo
M<
>i
ulifii
I
MMMentMWMMmaaiHMMMHlWMWtM
mmmmmm^S^-
—
—
27
il
principe P^ilangieri
Volfango Goethe era già, prima
che venisse a Napoli, in corrispondenza. Come
si fossero
,
non
conosciuti,
potrebbe
si
— secondo
questo
dire:
forse
non
fu estraneo a
—
principe Filangieri
il
moglie
l'esser
del Filangieri la contessa Carolina
Fremdel, nata a Pre-
sburgo, donna d'alto sapere ed ingegno,
mandata a
Napoli da Maria Teresa d'Austria, nel
1783, come istitutrice della
figliuola
Carolina (i).
Le
rani;
ci
quale
il
gherese,
della regina Maria
possono leggersi nel Codice che conosceva varie lingue, 1' un-
tedesco,
il
secondogenita
lodi di
il
lei
latino,
francese, l'italiano;
il
dell'educazione mirabile che dava
ci
cora
epistolare
principe Filangieri in una sua
il
~
fra
Goethe e
il
del
— mi
diceva an-
lettera,
Filangieri,
il
andò perduta negli incendi!
che con-
sventuratamente
99, e cosi pure le altre
(1)
ToMMASI, Biotto di Gaetano Filangieri, Napoli, 1789.
(2)
GoRANl,
altri
parla
ed aggiun-
fra le dame della regina
(2).
riferito giudizio ai discendenti delle altre.
La lunga corrispondenza
servo
al
figli;
che era l'unica onesta
ge...
Chiedo scusa del
«
suoi
ai
o.
e,
p.
249-50. Nel
della farnìj^lia Filangieri,
1799
la
tra cui la sorella
(
vedova del Filangieri ed
Teresa ? ) presero parte
movimento
della Repubblica. Nel Monitore Napoletano,
n. 32, del
legge a proposito della tornata in onore
del Filangieri nella
Sala dWstrtizionc : « Intervennero la vedova, la sorella,
e tutta la famiglia
giugno,
I
si
defunto ». Parlarono
dell'illustre
Nicolini
improvvisò
ringraziò
dalla tribuna.
peratrice,
Filangieri,
del
delle
il
Pagano;
il
giovanetto figlio
il
giovane Nicola
del
In una lettera dì Maria Carolina alla
29 luglio 1799,
une ennigée avec
horreurs dont je ne
Cirillo e
il
ottave:
finirai
si
les
jamais
legge:
fils
!
»
«La
et parents
Filangieri
figlia
veuve de
de son mari,
enfin des
(Helfert, Fabrizio Ruffo,
ital.,
Roma,
ed
fu educato quel giai-anetto figlio, Carlo, valoroso
generale del
e
ivi
1885, append.).
domatore della rivoluzione
frescata la
citato.
memoria
Com'è
trad.
noto, la Fremdel esulò in Francia,
siciliana del
la figliuola,
im-
Frendl mariée,
1848, del
Murat
quale ha testé rin-
Duchessa Ravaschieri,
nel libro di sopra
H
-
^ ^"s:^'^' ""jc w" ^^."T
-'«5,!8g««a»«wiffl«»«M
2S
Filangieri
del
corrispondenze
—
col
—
(perchè
Franklin
il
Appunto
—
1787 guardava con interessamento
nel
venimenti d' Europa e lo attristava
agli av-
Filangieri fu uno dei grandi pubblicisti in Europa che
elaborarono lo statuto americano), col Diderot e gli en-
Francia, perchè Giuseppe II avrebbe potuto forse così più
ciclopedisti, etc. »
facilmente impadronirsi dell'Italia (i).
1
I;1 if
29
La conoscenza personale, che fece in Napoli
di
Fu
Gaetano
Filangieri che fece fare al
il
debolezza
la
Goethe
la
della
conoscenza
-
Filangieri,
fu pel
Goethe fonte
di
viva ammirazione (i).
possono fare a un uomo delle parole,
con le quali egli ne scriveva ai suoi amici di Germania.
giovani rispettabili che
« Appartiene a quel numero di
Pochi elogi più
belli si
hanno solo in mira il bene dei popoli ed una ragionevole
libertà. Nel suo portamento si può riconoscere il soldato (2),
il
cavaliere, e
dolcito
il
gentiluomo: questo contegno è però rad-
da un tenero sentimento morale, che, sparso per
tutta la sua persona, traluce gentilmente dalle sue parole
della Scienza nuova, allora
mania.
scrive
«
il
Da
completamente ignota in Gerun fuggevole sguardo che ho dato al libro
Goethe,
m' è parso che
buono
— che mi comunicarono come una
vi
sieno in
e del giusto, che
esso
—
reliquia,
sibilline previsioni
del
una volta deve o dovrebbe venire,
fondato sopra serie considerazioni della tradizione e della
naturalmente, prova che non basta esser
Goethe per cogliere con uno sguardo fuggevole l'indole
dell'opera di Giambattista Vico (2).
vita. » Il giudizio,
suo aspetto. Anch'egli è legato di cuore al
suo sovrano ed al suo reame, benché non approvi tutto
quello che qui avviene; ma anch'egli è oppresso dal timore
e da tutto
il
L'immagine d'un despota, che ondeggi
per destar timore in un animo nobile.
Parlò con me con intera franchezza di tutto ciò che Napoli ha da temere da quell'uomo. Egli si trattiene volentieri
sul Montesquieu, sul Beccaria, anche sui suoi proprii scritti,
sempre nello stesso spirito della miglior volontà e d' un
di
Giuseppe
II.
solo in aria, basta
cordiale desiderio giovanile d'operare
il
bene
»
(3).
Ch'io sappia, di questo timore del Filangieri per Giuseppe II non resta altrove memoria. È bene però notare
che
il
Goethe era
stesso avversissimo a Giuseppe
lui
IL
Uno
(i)
Gaetano
Europa
Filangieri
aveva
allora trentacinque
cominciata a pubblicare
già due tedesche
:
una
il
(2)
ed era
noto
1780, oltre varie traduzioni francesi, ce n'erano
di C.
R. Zink
(Altdorf,
Filangieri,
giovinetto,
(3) Lettera del 5 marzo.
1784)
;
l'altra del
Gee-
era stato militare.
il
de Bury,
in
un suo
de Stein et Goethe (3), mette la Prin-
numero
cipessina napoletana nel
Goethe
in
di quegli
amori
italiani,
Germania raffreddato e
svogliato dall'amore della sempre fedele Carlotta von Stein:
« Pour épuiser la cronique galante de ce voyage en Italie,
citons encore cette Princesse napolitaine que
Goethe appelle
Dame Kobold
nature mobile,
(1)
{dove f).
Le noni
dit
tout
:
DuNTZER, Goethes Leben, L. V.,
§ 3, p. 408.
primo ad accennare pubblicamente al Vico in Germania fu
l'Herder, che venne a Napoli qualche anno dopo il Goethe, nel
1789.
Il
Nei suo
lett.
scritto,
filosofia dell'
dilige
Briefe znr Befòrderung der Hnmanitàt (17931797),
Vico e soggiunge a proposito di Napoli
« Sulla
59, discorre del
eccellenti
stermann (Vienna, 1784).
Il
anni
certo più di Volfango Goethe. Della Scienza della legislazione^
Madame
che fecero tornare
(2)
in
scrittore francese, Errico Blaze
articolo su
umanità,
:
sull'
economia dei popoli noi abbiamo avuto opere
da quel paese, giacché
la libertà del
pensiero illumina
golfo di Napoli più che altra parte d' Italia ».
(3) Revve ies deux 7nandes, 1870, fascicolo del 15
e pre-
il
aprile,
p. 911.
—
ardente et démoniaque
rappelle, mais
fàcheuses.
1'
.
3°
dont
—
1'
aventure
avec
de
loin et sans qu'il eùt eu des
histoire de Rossini avec la
poèta
le
conséquences
princesse
ghese
Bor-
».
Questo è un po' troppo La cronaca
galante del Goethe
è già abbastanza lunga; e ad aggiungervi
tutte le donne
che vide ed ammirò, addirittura
non finirebbe più
Teresa Filangieri era bella della
persona, di
!
III.
i
ngegno
moltissimo
e spirito,
allora le donne.
E
ma
poca coltura, come generalmente
che si compiaceva e dei
Goethe, se attestano infatti il
suo
di
MISS HARTE
gli scherzi, di
un saggio dà il
ingegno e il suo spirito, non
attestano forse egualmente
pel loro genere, la sua
coltura.
quali
Probabilmente,
il
Goethe,
della sua fine infelice.
su di
lei,
nel
E
in
Germania, non ebbe notizia
nel pubblicare nel
secondo volume
(Emma Lyms)
1817
à^W lialienische
le
pagine
Reise. igno-
rava che cosa era avvenuto di
quella donna, che viveva
così bizzarramente allegra
nella sua descrizione.
T Tn' altra
iJ
conoscenza napoletana di Volfango
Goethe fu
Miss Harte. Qui non c'è bisogno ó:x
ficcar lo viso a fondo
per riconoscere di chi
famoso
di
meglio, di
tratti.
di
Miss Harte è
Emma
Lyons,
il
nome non
o, se
piace
Lady Hamilton.
Napoli aveva fatto
bnante:
si
una donna famosa:
al
poeta tedesco un' impressione ineb-
aveva messo nelle vene una voglia
di vivere
per vivere, di godere, di non
far nulla. « Io mi riconosco appena
scriveva,
mi credo un tutt' altro uomo
Ieri pensavo: o eri
pazzo prima, o sei pazzo ora
La
vita di Napoli gli appariva
un gioire
gli
_
-
!
-
universale: . gli uo-
mini corrono su e giù tutto il
giorno come in un paradiso
senza guardarsi intorno .. Tra
queste impressioni e con
queste disposizione d' animo
scriveva ai suoi amici
la
,
Stein,
Herder ed
16 marzo 1787, da Caserta:
« Se in Roma si studia volentieri,
qui si vuol soltanto
vivere. Qui si dimentica se
stessi e il mondo; ed
è per me
una mirabile sensazione vedermi
intorno solo gente che
gode. Il cavaliere Hamilton,
eh 'è sempre a Napoli inaltri,
il
i
I
—
viato d' Inghilterra,
—
32
ha ora, dopo un
così
lungo amor deli^
lungo studio della natura, trovato il sommo di
tutte le gioie della natura e dell' arte in una bella ragazza.
appena
Il cavaliere ha presso di sé una giovane inglese,
l'arte,
un
così
ventenne, bella, ben formata; alla quale ha latto fare un
costume greco, che le sta a meraviglia. Così vestita, la
bellissima giovane scioglie i suoi capelli, prende un paio
di scialli, e compie una tal serie di metamorfosi di situa-
m
movimenti, atteggiamenti, che alla fine par di sognare. Qui si vede tutto quello che tante migliaia d'artisti
volentieri avrebbero creato, vivo, in movimento, e in mizioni,
rabile avvicendamento. Ritta in piedi, inginocchiata, seduta,
sdraiata, seria, triste, faceta, sfrenata, pentita, lusinghiera,
minacciosa, angosciata, ecc., ogni cosa segue l'altra e nasce
Sa scegliere e cangiare ad ogni espressione le pie-
dall'altra.
ghe
dello scialle, e collo stesso fazzoletto fa cento sorte di
di testa.
acconciature
e
si
è dato,
Il
vecchio cavaliere
con tutta l'anima, a quest'
tutte le bellezze delle statue antiche,
nete sicilane, finanche
certo,
due
E
l'
Apollo di
divertimento è unico
sere.
Noi
!
Stamattina Tischbein
pochi giorni dopo,
mento
«
il
il
i
le tiene
uffizio.
il
il
lume,
Trova
in lei
bei profili delle
mo-
Belvedere. Quel che è
lo
le fa
abbiamo già goduto
il
22 marzo,
ritratto ».
tornava
sull'
argo-
:
Se non mi tormentasse
la
mia
natura
tedesca,
e
il
desiderio d' imparare e di fare più che di godere, vorrei
ancora restare qui in Napoli, in questa scuola della vita
lieta e leggiera, e profittarne
liziosamente, sol
comodità.
La
ancora. Qui
e'
che uno possa acconciarsi
è da star de-
posizione della città, la dolcezza del clima
non possono esser mai lodate abbastanza: ma è anche vero
che il forestiero deve contentarsi quasi soltanto di questo.
Chi però prende tempo, chi ha abilità e danaro, può qui
stabilirsi
meravigliosamente.
Km MA Lvoxs
con qualche
Hamilton, per esempio,
s'
è
neiratteojLiianientc)
(da uno
elei
di
Sofouisba
rami del Kohber^',
1794)
1
!
—
—
32
dopo un
viato d' Inghilterra, ha ora,
così
lungo amor del-
lungo studio della natura, trovato il sommo di
tutte le gioie della natura e dell' arte in una bella ragazza.
appena
Il cavaliere ha presso di sé una giovane inglese,
l'arte,
un
così
ventenne, bella, ben formata; alla quale ha latto fare un
costume greco, che le sta a meraviglia. Così vestita, la
bellissima giovane scioglie
di scialli, e
compie una
metamorfosi
serie di
;'(.<:
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un paio
suoi capelli, prende
i
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di situa-
movimenti, atteggiamenti, che alla fine par di sosi vede tutto quello che tante migliaia d'artisti
zioni,
gnare. Qui
volentieri avrebbero creato, vivo, in movimento, e in mirabile avvicendamento. Ritta in piedi, inginocchiata, seduta,
/ I
sdraiata, seria, triste, faceta, sfrenata, pentita, lusinghiera,
minacciosa, angosciata, ecc., ogni cosa segue l'altra e nasce
dall'altra. Sa scegliere e cangiare ad ogni espressione le pie-
ghe
dello scialle, e collo stesso fazzoletto fa cento sorte di
di testa.
acconciature
e
si
è dato,
Il
le tiene
vecchio cavaliere
con tutta l'anima, a quest'
uffizio.
il
;i
«o
lume,
Trova
in lei
tutte le bellezze delle statue antiche, i bei profili delle monete sicilane, finanche 1' Apollo di Belvedere. Quel che è
certo,
due
E
il
divertimento è unico! Noi lo abbiamo già goduto
sere.
Stamattina Tischbein
pochi giorni dopo,
le fa
il
22 marzo,
il
mento
« Se non mi tormentasse
ritratto ».
tornava sull'argo-
:
mia
la
natura
tedesca,
e
il
desiderio d' imparare e di fare più che di godere, vorrei
ancora restare qui in Napoli,
lieta e leggiera,
La
questa scuola della vita
e profittarne ancora.
liziosamente, sol che
comodità.
in
uno
Qui
posizione della città,
la
il
forestiero
Chi però prende
stabilirsi
è da star de-
ma
è
deve contentarsi quasi soltanto
tempo, chi
meravigliosamente.
ha
Mmma
con qualche
dolcezza del clima
non possono esser mai lodate abbastanza:
che
e'
possa acconciarsi
anche vero
di questo.
abilità e danaro,
può qui
Hamilton, per esempio,
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^'^^^'^^^^'^^i^'^
^
^^^^ffff
.SP^».;:-."^3«^;
—
33
—
creato una bella esistenza e se la
sua
vita.
Le camere, che ha
sono quanto
glese,
di più
gode ora
fatto
bello
si
alla sera della
modo
disporre al
in-
possa immaginare:
la
veduta della stanza, eh 'è all'angolo, è forse
unica. Sotto,
il mare; di
faccia, Capri; a destra, Posilipo;
vicino, la passeggiata della Villa reale; a sinistra,
un vecchio edifizio
dei Gesuiti; più in là, la costa di
Sorrento fino a Capo
Minerva. Sarebbe difficile trovar la seconda
in Europa;
o, almeno, non nel mezzo d'una
città grande e popolosa'.
Hamilton è un uomo di gusto universale e,
dopo aver
peregrinato
tutti
i
regni della natura, ha finalmente rag-
giunto in una bella donna
tista
!
capolavoro
il
del
somma
ar-
»
Ancora una
volta,
data del 27 maggio)
prima
1'
di partire,
uomo
fortunato
ricorda (sotto la
:
« Hamilton e la sua bella continuano a dar
prova della
loro amabilità verso di me. Pranzai
a casa loro, e verso
sera Miss Harte esibì
anche
le
sue virtù musicali e me-
liche ».
*
* *
Quando il Goethe venne a Napoli, T Hamilton era
da
pochi mesi in possesso del suo tesoro.
E dove 1' avesse
scovato, e quale ne fosse l'origine, racconterò
brevemente,
seguendo una recente ed ampia biografia inglese
di Emma,'
condotta su documenti inediti
(I)
teis
LaJv Hamilton and Nelson, An
and other documents
Fonthill, Wiltshire,
in the
by John
(i).
historical
biography based on
let-
possession of Alfred Morrison, esqu.
of
Cordy Jeaffreson, Author of The real
a. Blackett, 1888, 2 voli.
Come sè-
Lord Byron, etc, London, Hurst
guito ed appendice a questa deve considerarsi
l'altra opera dello stesso
autore:
The Queen of Naples and Lord Nelson,
ivi,
1889,
2
voli.
5
iT|
*» "Kr»»
—
Emma {Amy)
borgo
era nata
due anni
,
il
1763 nel piccolo
un fabbro, Henry
26 aprile
il
Denhall (nel Cheshire),
di
Lyons. Essendole morto
—
—
34
figlia di
padre quando essa aveva appena
madre
restò affidata alla
che
,
1'
accompagnò
poi in tutte le sue peregrinazioni ed in Napoli fu conosciuta col
nome
di
Dopo avere imparato
Mrs. Cadogan.
a leggere e scrivere alla meglio, a quattordici anni entrò
come
balia in casa di
una certa signora Thomas,
den, e a circa sedici anni, con lo stesso
casa del D.r Budd.
in
ed abbandonata
ghe
la
Ma
qui cominciarono
tempo
di mercanti, visse alcun
da
,
cui
fallo,
Graham
Tempio
nel
visitatori
;
ma
in
compagnia
amò un giovane
per campar
della dea Igea
la parte
suoi
i
falli;
di
ufficiale di
una
ma-
nacque un bambino. Sembra che dopo
le
questo primo
Hawar-
a Londra,
casa del Budd, servì in alcune botte-
signora mezzo matta, ed
rina
di
ufficio,
,
e di
la
assumesse
vita,
esporsi
di
far
sguardi
agli
dei
dottore ciarlatano
della Salute del
Igea coperta di una lunga tunica, come
affretta a far notare
il
suo pudico biografo.
esposizioni passò in casa di un cavaliere
Da
si
—
35
e,
dal 1764 alla corte di Napoli
basciatore inglese sin
da
finan-
4»
vedovo (i). Andando male gh affari
alcuni anni
Inghilricco zio, che s' era recato in
il
ziarli del Greville,
il
concertati,
aiutarlo. E, tra gli aiuti
,
adoperò ad
avesse tolto con sé Emma, che gh
nipote gli propose che
e poteva tenergli luogo di
avrebbe fatto buona compagnia
acquistava così da sua
una seconda moglie. Il Greville
conveniente,
matrimonio
un
parte la possibilità di trattare
si
terra
metter ordine nei suoi affari.
Emma giungeva a Napoli, invitata da
finito di
che avrebbe
1786
sotto colore di farla
William ed inviata dal Greville
alcuni mesi parve
nella coltura musicale. Per
Neil' aprile
sir
perfezionare
che le si voleva creare
inconscia della nuova posizione
quali l'avverte, quasi
nelle
Greville
al
si hanno sue lettere
di sir William. Ma il Greville
offesa, degli arditi tentativi
intendere di accomodarsi
lasciava
le
e
commoveva
:
non
si
come
le riusciva
ventava
E, sulla fine del
meglio.
1786,
Emma
di-
maitresse del vecchio ambasciatore.
la
queste
Henry Fether-
*
* *
stonehaugh; e ne fu cacciata dopo non molto per alcune sue
eccessive cortesie agli amici del suo protettore.
in
una
che,
posizione;
difficile
malgrado
i
suoi
falli,
ma
il
non oltrepassò mai
che sembra cosi insignificante
ed importante
visibile
alle
Ed
eccola
biografo apologista assicura
«
quella linea,
ai severi moralisti,
ed è tanto
donne che son tentate
di
ol-
trepassarla ». E, se non oltrepassò quella linea, lo dovette
all'
on. Charles Francis Greville, che, avendola conosciuta
presso
il
risplende ancora nelle tante
in quadri del
nei rami del Rehberg
del tempo.
artisti
Kaufmann e di altri
siorica bellezza di
tele del
Romney,
Tischbein
,
della
Emma
,
riprodotti in un magnifico
Molti suoi ritratti si veggono
Hilda Gamlin (2). Con la
volume, pubblicato nel 1 891 da
quella bellezza, potenparola non si giunge a descrivere
Fetherstonehaugh, nel 1782 V invitò a trattenersi
compagnia
in casa sua. In
di quattro anni
che conobbe
il
,
assai
pittore
del Greville,
saggiamente
Romney
;
Emma
visse più
e fu in quel
tempo
e tante volte gli servì
da
modella.
Il
La
Greville era nipote di
sir
William
Hamilton
,
am-
(1) Della
prima moglie
dell'
Hamilton discorrono
i
viaggiatori inglesi
sull'Italia.
Sh\RP e SwIMBURNE nei loro libri
G.^MLIK,
HamiHon, An old story re-told by HlLDA
(2) Emma Lady
with
Fortraits
don,
1891.
,
Vacsimiles
,
and
other
Illustrations.
Liverpool-Lon-
-
-
36
—
dosi appena indicarne alcuni connotati.
alta e snella
ed eleganza
i
;
1'
;
Aveva
la
persona
lineamenti del volto di classica purezza
espressione mite
dolcissima
verginale.
,
Folte e nerissime
le
chiome:
—
in verità,
grafo,
malgrado
le
—
Emma
non poteva
benevoli descrizioni
né buona né cattiva.
dirsi,
suo bio-
del
Come mai avrebbe
potuto
essere attivamente malvagia essa
corteggiata, ammirata e
trattata come un prezioso gioiello
artistico ? Ingegno
me-
diocre, spirito superficiale, senza nessun
carattere, le si è
attribuita a gran lode una certa sensibilità
e tenerezza di
cuore della quale ci restano parecchi
documenti, e che può
benissimo accoppiarsi con
sue tacite ambizioni,
al
la scarsa
tempo
in cui
elevatezza morale.
il
Goethe
la
Sembra
che, pel caso che questi disegni
non
prepararsi un via di salvezza con
Era un vero museo, adorna
andarono perdute
un naufragio
in
e
furono vendute in Inghilterra.
parte
Tischbein c'informa che, tra
Il
i
quadri
dell'
Hamilton,
si
notavano un Fanciullo rideyite di Leonardo, eh' egli aveva
avuto in eredità da una dama, e una Venere con Amore
Campagnola. Sulle
del
scale,
e di Democrito; tra di essi,
corna.
busti di Eraclito
i
Rosa,
di Salvator
uomo con un pappagallo ed una
che rappresentava un
scimmia
stavano
un quadro
accanto un montone dalle grandi
sulle spalle, e
senso di questo quadro era, secondo V Hamilton:
Il
Varie sentenze
e becchi cornuti!
Siamo pappagalli, scimie
ma
adornavano le stanze, e tra l'altre, questa, non sua,
espressione del suo beato epicureismo
dove
mi
:
La mia
patria e
trovo bene (2).
Le
conobbe,
consistevano tutte nel conquistarsi una
posizione in società
possibilmente, sposare il vecchio sir William.
e,
(i).
collezioni artistiche, che poi parte
di
,
occhi azzurri, ed in uno
d'essi, con bizzarra ed affascinante anomalia,
si vedeva
un' ombra nera: la bocca era poi
dice il Jeaffreson
« la più notevole delle attrattive del suo
volto ». Guardatela in qualcuna delle figure del Romney.
gli
Rispetto alle qualità morali,
primo e secondo piano
il
—
37
le riuscissero,
poi
volesse
1'
istruirsi nella musica
ed esercitarsi nella mimica, pronta a
passare dagli spettacoli intimi del salotto
dell'ambasciatore inglese alle
scene dei teatri.
Sir William Hamilton era un
archeologo e uno scienziato di non poco valore
e sono noti così i suoi studi
sui vasi etruschi, come le sue
osservazioni
rami del Rehberg
I
atteggiamenti,
Maddal^ìia, da
da
ci
Emma
mostrano
Ifigeìiia
,
da
nei suoi famosi
da
BaccaJite,
Cleopatra, da Sofonisba, e
scrittore tedesco, che
Gerning, dice che
la
venne a Napoli nel
prima idea
nacque da un tentativo
di
1797
da
Uno
Isacco
,
atteggiamenti
questi
di
Vestale,
così via.
restauro di una statua di Pal-
;
vulcanologiche.
A
Napoli formava il centro di tutta la
gente di gusto, e
in ispecie della colonia
straniera. Era anche uomo di pia-
cevolissima conversazione, allegro ed
inesauribile raccontatore di aneddoti e storielle
curiose.
La
casa degli Hamilton, che
palazzo
Sessa a
il
Goethe
descrive, era nel
Cappella Vecchia, del quale occupava
(i)
Vedi Napoli nobiliss.,W\, 1898,
voluzione Napoletana del ijgg,
menti erano
fig.
p.
199: e
cfi
.
V Albo
della Ri-
20. Negli anni seguenti quegli apparta-
abitati dal celebre arcivescovo di
Taranto,
Gli Hamilton avevano anche una Casina a Posilipo,
Palazzo di Dognanna: vedi F. ALVINO,
La
Capecelatro.
—
qua
del
poco
al
di
collina di Posilipo,
Napoli,
1845, p. 75.
(2) Tischbein, Ans meinem Leben, II, 102 sgg. Cfr. anclie F. vON
Alten, Aus T\s Leben n. Briefuechscl, Leipzig, Seemann, 1872, pp.
48,
52-3, 62,
69.
MI
P
—
-iliade, eh' era al
Hamilton.
Museo
—
quantunque
colo,
dice,
parlando di
—
Emma
«
Weimar.
e,
Italia,
A
accompagnando
Napoli
tornato a
si
Roma,
la
trattenne nel
21
il
matrimonio un'
at-
store) »
C
È
gennaio e febbraio
tra
chiama Madame Harte
—
la
faceva
druda
le
di
lo
Hamilton
—
ed essa, di
ri-
una scimmia però,
bella:
«
A
di cui
spettacolo finito, io restai
di lei per
non c'è la maggiore.
veramente irritato contro
avermi bruscamente svegliato dai miei sogni e
che faceva a Napoli
,
un
Pare
la
il
popolo
si
Santa Vergine!
bellissima
la
—
ci
è ridetta da un
La regina Maria Carolina
(2).
ì
)
che
fu
il
Re
curiosità; e
austriaco, ch'era
modo che
cose in
la
Emma,
Regina potè scontrarla
Emma
non veniva ancora ricevuta a
corte;
società la frequentava, e l'ebbero in loro
Duchessa
quando
Argyll come
di
la
ma
ultime lettere della sorella Maria Antonietta.
Del
tento
«
gli
».
Ma
Emma
nel
il
così la
la
cosa,
si
William l'avesse secretamente
spondi gentilmente e cortesemente, ringraziando
non
migliore
duchessa Amalia di Weimar,
recarono a Napoli. Per bene colorir
si
sposata.
la
compagnia
sechezza con Maria
Hamilton
le
passeg-
giata.
se
1'
dispose
alla
che qualsiasi abilità non basta pel vero sentimento dell'arte,
arte scime dal paese dell' arte io torno nemico d' ogni
Rilettera.
della
spiegazione
come
valga
miesca. Questo
anche
sapendo
un giovane principe Draydrixtous,
cavalier servente di
il
aver distrutto una gran parte delle mie
cioè
po' esagerate, sugli atteggiamenti artistici. Io veggo
in verità
avendo
,
recava a vederla ogni domenica a Posilipo,
si
mossa da
in-
affollava esclamando:
lasciava intendere che sir
idee,
resto,
in
V Herder era pa-
sentito parlar di quella meravigliosa bellezza e
,
,
bella/
contemporaneo
si
animo, senza delicato sentire, come credo,
che sia grande sublime eternamente
,
Com 'è
te.
picco, volgeva sempre a me nella società i suoi atteggiamenti di baccante. Del resto, essa è à fond una persona
d'
:
(i).
L' impressione
scherzo
sue mille posizioni e
figure in vestito greco, io la stuzzicava,
per cosa alcuna
anche
casa ho unito
,
l'altre
m'ha dato per
scritta davvero poeticamente e con grazia; e
quando
cui
coppia {copulirt
glese, sul cui passaggio
accenna a questo che,
nella
,
febbraio scriveva,
Eccoti una letterina che la Duchessa
molto volgare
altra
,
\
cose, a sua moglie:
«
Hamilton
vecchio cicisbeo
è con-
nel 1789, un
duchessa Amalia di
teggiamenti V Herder, che fece anch' egli
viaggio in
il
essa sia
divenuta ora un po' grassa e meno greca » (i).
Ma assai sfavorevolmente giudicava Emma e i suoi
s'
tentato di farmi dei cortesi ringraziamenti, e così
egli lo spetta-
Gerning potè ammirare anch'
Il
Console Inglese un bello ed onesto regalo. Egli
gusto artistico dello
di Portici, e dal
—
39
matrimonio non ebbe luogo effettivamente
1791 in Inghilterra; e
al ritorno, nell'ottobre,
era ricevuta a corte e cominciava la
Carolina
,
sua
cui ella recava
intrin-
una delle
dette motivo di scon-
:
In una cosa mi
sono ingannato
,
nello
sperare dal
(i)
Reise nach Italien^ Briefwechsel mìt seiner Gattin, Giessen, 1859,
PP. 259,
(2)
I. 291-2.
(l) Reise durch Oesterreich w. Italien, Frankf. a. M., 1803,
260-1,.
Vedi
il
brano degli Aneddoti del Ferrari, da
di Napoli^ p. 599 w.
me
citato in Teatri
MM
—
—
—
40
diceva;
Poche parole su quest'amicizia, che appartiene
alla nostra triste storia.
l'intermediaria tra
fu
Emma,
alla storia,
non
divenuta Lady Hamilton,
Maria Carolina e
il
governo inglese,
strumento passivo,
intelligente, anzi
di cui
Maria Ca-
i
rolina credeva di valersi per indurre l'Inghilterra alle sue
ma
voglie,
sembra
di cui
valesse anche
si
aver docile la Regina di Napoli
al
inglese. Molti scrittori dei fatti del
Nelson per
il
1799
hanno
le
benché
fare
sia difficile
esattamente
relazione
dopo
la vittoria
ebbe
Nelson
con
Aboukìr
di
marzo
del
che
di
chiama
egli
1798,
cara moglie
calcolo che
il
di marinaresco:
Nelson, pei
il
Emma
se
non un anno
Brevità di tempo
il
,
,
nove mesi,
che lasciò
profumo,
alla
Fu
fu
quantunque
bella,
Il
lamentevole
«
dato
— Nelson
quello, del resto,
Napoli,
lettera dal golfo di
il
nome
l'attrattiva delle
come sua
L<i
«
rappresentante,
letto napoletano,
(2)
p
È
il
il
tempo
del
incidente
»
,
Quell'amore ebbe una vittima, che fu la moglie del Nelson,
povera Fanny Nisbet, costretta a divorziare. Sir William
mento, gli lasciava un ritratto di Emma e due fucili « in
segno della grande considerazione
che io ho per Sua
Signoria, il più virtuoso, leale, e veramente forte carattere, che io abbia mai incontrato.
Dio lo benedica, e
l'onta cada su quelli che non dicono così. Amen!
». È
,
—
e
vero che, poco prima della sua morte accaduta nell'
a1803, stanco delle continue feste e dei turbinosi di,
Grazia Nelson.
di
prile
Emma:
e le
vertimenti, ai quali
una
dei suoi maggiori trionfi. In
19 luglio
1799,
diretta al suo antico
Emma
gli
dà notizia delle
Regina non è venuta. Essa mi ha mandata
perchè io sono molto popolare
e sono considerata,
curioso che
:
parlo
il
dia-
con Sir William, come l'amica del
e di bricconi
i>
Nelson, appena giunto a Napoli nel
il
nostro paese:
e
!
il-
non pare che sospettasse mai della vera natura delle rer amico aveva con sua moglie: nel suo testa-
nell' en-
popolo ».
nisse
prime
lazioni che
Jeaffreson pre-
scriveva allora ad
amante, ed allora suo nipote, Charles Greville,
cose di Napoli, e dice:
quindici
sua passione
si
abbandonava
Emma
col Nelson, ave-
va espresso l'intenzione di separarsi, se non
(1)
Jeaffreson
continui
viaggi e
guerre, non ebbe occasione, fino alla sua morte,
di stare
la
gennaio dell'anno seguente, della nascita
una bambina, cui
Mia
nel
1800, quando, nel viaggio verso Malta, ac-
fu causa, nel
il
tutta la freschezza,
fosse affatto sentimentale fino
tende che quella passione
al
avete dato
(i).
principio
bonpoint dei suoi trentacinque anni (2).
cadde quel eh'
1'
Emma
le parti
e la venuta dell'ammiraglio
ancora assai
eh' era
fatto
accanto ad
Nelson concepì una forte passione per
inglese a Napoli.
Emma,
non
credulo Nelson ignorò
II
!
giorni /
l
.
,
avevano non poco d'ingenuo e
t
»
lusioni.
delle responsabilità nella turpe faccenda
La
me
sempre che Emma aveva avuto, venti anni prima, un figlio
da un suo precursore, un giovane ufficiale di
marina
Del resto la sua passione ed ammirazione per
ha
attri-
zione e nelle stragi dei repubblicani. Tale opinione è forse
esagerata,
lo deste; e voi, grazie a Dio,
..f
giuoco della politica
buito un' efficacia demoniaca nell'infrazione della capitola-
Io non ebbi mai un pegno d'amore finché
voi
«
a nessun altro fuori che a
rappresentato dall' Hamilton e dal Nelson. Intermediaria
non
me
—
41
un paese
di suonatori di
1798,
violino e di poeti
defi,
di
(
gli
lascias-
sero fare la vita tranquilla di un vecchio, che vuol seguire
un po' le sue inclinazioni. Le quali erano assai modeste:
recarsi a pescare
nel
quentare a Londra
il
Tamigi
Museo,
—
egli
spiegava,
la Società
Reale,
del martedì, e le pubbliche vendite di pitture
!
—e
il
fre-
Club
—
42
m
Ucciso Nelson nel 1805 a Trafalgar,
La
si
perdita dell'amante le dette
il
Emma
precipitò.
dolore egoistico di chi
vede, ad un tratto, priva della fonte della sua potenza
e della sua ricchezza.
mese dopo, era
Ma
consolò
si
presto,
e,
qualche
tutta alla sua vita di dissipazione: balli,
concerti, ricevimenti, e specialmente banchetti, nei quali essa
IV.
beveva chaynpagne, troppo champagne! Col disordine della
vita andava di pari passo la decadenza della sua salute fisica
e del suo carattere morale. Indebitata fino ai capelli,
suo lusso,
malgrado
Nelson
,
sua prodigalità e
la
i
ricchi assegni lasciatile
sollecitò
da Sir William e dal
continuamente pensioni e
sussidii
dal
non aveva mai
governo
pagati.
In uno di queben
già
assai
stati
resi, o che le erano
non fosse
Grazia
che
dichiarare
a
ebbe
di
bugie,
sti accessi
sua figlia, ma una bambina, a lei affidata, nata al Nelson
inglese, vantandosi di servigi che
da una donna troppo altolocata da potersi nominare; lasciando intendere che si trattasse della regina Maria Carolina
!
(i).
E, sempre precipitando,
cere per debiti, dieci mesi, tra
poi di carcere,
si
il
finì
181 3 e
a Calais,
ritirò
il
18 14; ed uscita
dove morì
il
15 gen-
discendenti di Grazia Nelson discutono ancora se nelle
loro vene
di
non scorra un po'
Maria Carolina
(1)
«
(2)
Vedi
FRKSON, e
le
nel
sangue imperiale e reale
(2).
!
Her mother was
ther and Horatia
del
too
great
\
to be
mentioned, but her father, moin
Emma
Hamilton
».
Gamlin.
Tedesca
il
poco più che ventenne,
letterata, filosofa, studiosa di
stioni sociali, politiche,
umanitarie, scrittrice di
quepe-
libri
dagogici e di poesie filantropiche, donna di sentimento
È
quasi inutile soggiungere che viveva separata da suo
marito; che suo marito era
un uomo rozzo
Era nata a Wurzburg,
nella Baviera,
Vitale, che pubblicò nel
un viaggio
e brutale, etc. etc.
eh' egli
aveva
1766. L'abate
il
1788 a Firenze
la
fatto in
descrizione
Germania
nel
1779, narra di averla conosciuta a Wurzburg che aveva
tredici anni, e viveva colla madre vedova, ed era già
un portento di sapere. Dotta in varie lingue, parlava l'ita-
lunghe discussioni in proposito nelle due opere del Jeafdella
della Regina.
suo nome tedesco era Giuliana di Mudersbach, baronessa di Redewitz, ed aveva sposato in Napoli
un duca Nicola Giovane di Girasole. Era una bella donna,
d' origine,
latina di
had a tnie and virtuous friend
volume
Duchessa Giovane era dama
LA
collo stare in car-
naio 181 5.
I
LA DUCHESSA GIOVANE
pel
sua inconsideratezza, e
la
liano
come una
sofi
storici
,
,
fiorentina
politici
,
;
aveva
letto molti poeti
,
e ne discorreva nulla jactantia
filo-
ac
—
recto judicio rerum.
guide
A
m
—
44
—
Quanto a bellezza
poi,
forma venusta
un
quindici anni scrisse
idillio
prosa, nel genere
in
Aufhebung der Leibeigenschaft
Boemia
in Bòhme^ì),
che fu
poi stampato nel 1783. Del Gessner tradusse in italiano
Nel 1784 pubblicò Le quattro età del morido {die
vier Weltalter)
imitazioni da Ovidio
che furon lodate
dal Gessner (2). Nel 1785 stampò: Idyllen von Juliane vo7i
gl'idillii.
,
,
Mudersbach, a Wiirzburg
(3).
un poco, e
li
non peggiori,
tenti, degli
altri soliti
trovati
Quanti
idillii!
se
Io
li
ho
scorsi
non più diver-
tempo.
in quel
la
sua fortuna o sfortuna
la
col
Duca
di Girasole.
detto l'inevitabile risultato.
Regina N.
Maestà
Gurtelet, confessore della Maestà della
che
S. (D. G.) », e
Regina:
della
»
(ch'è quanto dire
interessanti
«
madrina fu
notizie, che,
;
!)
con
altre
la
predetta
anche meno
cavo da alcune carte gen-
tilmente comunicatemi dal sig. avv. Carlo Giovane, suo
pronipote (i).
Carlo Giovane conserva
sig.
Il
ritratto, dipinto
ad
anche un
olio, della Giuliana, ch'è assai
John
dal ritratto inciso dal
diverso
e riprodotto recentemente nella
edizione illustrata deìV Italieniscke Reise, fatta dalla signora
von Kahle
(2).
E
,
gran protettrice
Aggiungo che
il
bambina;
Giovane era
dell'altro, Carlo,
Volfango Goethe
il
Del qual matrimonio ho
d'una diecina d'anni più vecchio di lei, essendo nato nel
1756; che essa al marito portò duemila ducati di dote; che
dal matrimonio nacquero due figliuoli, di cui l'una, Elisabetta, dovette morir
nato nel rea! Palazzo,
portò a Napoli, forse verso
1785, dove Maria Carolina
di tedeschi, la prese a proteggere, e le fece stringere
matrimonio
Don Antonio
Mr.
Julie
Giovanissima, viaggiò per una gran parte d'Europa.
la fine del
«
battezzato nella Cappella di Castelnuovo dall'IlLmo e Rev.
del Gessner, intorno all'abolizione della servitù in
ho
r atto di nascita dice
fino al 1849,
I
ut nihil ultra (i).
(iiber die
—
45
che visse
una
visita la sera
giorno della sua partenza da Napoli.
la
data del 2 giugno:
«
precedente
Scriveva
sotto
Io avevo promesso di far visita alla Duchessa Giovane,
che abita a Palazzo, dove mi
si
fecero salir molte scale,
attraversar varii corridoi, gli ultimi dei quali erano pieni
di casse, armadii, e di tutti
gl'ingombri d'una guardaroba
Io trovai, in una grande ed alta sala, che non
di corte.
aveva niente
Vedi Gesanunelte Sehrijten von lULlE von Giovane, etc, Wien,
1793- Il brano biografico dell' ab. P>ancesco Antonio Vitale è riferito
le fece
al
di
notevole, una ben formata giovane
dama,
(i)
in nota alla prefazione dell' opuscolo:
altre notizie
intomo
alla
Antonio Cassitto,
descrive
le
Giovane
si
Lettera di
una dama. Parecchie
leggono nel curioso opuscolo di Giov.
Lettera a S. E. la sig. LHichessa Giovane etc, che
feste arianesi nel fausto passaggio delle
MM.
LL.
di delicata
non
le
gendo
ed elevata conversazione. Tedesca
era ignoto
e tenda a
particolarmente
come
la nostra letteratura si
di
nascita,
vada svol-
una più larga e libera umanità; apprezzava
le fatiche
dell'Herder e ciò che ad esse so-
e delle
LL, AA. RR., etc, Napoli, 1790.
primo di questi idillii, snWEtà dell'oro, fu pubblicato « in ele(2)
gantissimi versi toscani » dall'ab. Alberto Fortis, che prometteva
gli altri
Il
tre
(Cassito,
(3)
/.
sole,
e).
Ersch-Gruber, Encyklopddie
(i)
,
alla
paiola
Giavene. Vedi
che raccolta sopracitata.
an-
-«i.-.>^L..t
fedi di nascite,
libro speciale:
dichiarazioni di nobiltà,
il
Berlin,
sig.
Conte
1885, p.
di Sciarni,
209.
etc Sulla famiglia
Della famiglia Giovane dei duchi di Gira-
Ragguaglio storico genealogico
Eccellenza
(2)
..
Sono
Giovane c'è un
di
D. Carlo Nardi, dedicato a Sua
Lucca,
1736.
•il
Mi
-
-
46
miglia: anche la pura intellettualità del
lato intimamente
suo cuore
al
si
andare 'alla pari colle scrittrici tedesche, e
•
i
cilmente che la sua ambizione
Su
esercitata e lodata.
si
era d' essere
volgevansi
ciò
i
sforzava
di
vedeva
fa-
,
fine
(2).
argomento,
per
ed
tratto,
portate
conversazione
già
volta nella
}
che
la
era stata di sor-
suo scopo. Noi
vamo
superiore
proprio di
fronte a noi;
piano
la
e
,
sua intenzione
del
erano
la spalancò d' un
può vedere solo una
si
il
finestra
ha
non
andavamo su
prendermi, raggiunse interamente
a una
lei
accostandosi a una
,
imposte chiuse
le
Se
vita.
Noi
quand' essa
io vidi allora ciò
per
cominciato e non
candele.
le
stanza;
la
la
che aveva
finestra
la
crepuscolo era
ancora
state
giù
Il
:
il
sta-
Vesuvio
lava scorreva lenta in giù,
fiamma già chiaramente rosseggiava, per essere
il sole tramontato da un pezzo e già cominciava a indorare il fumo che l'accompagna; il monte boa va possentemente sopra di esso, ferma una mostruosa nuvola di
e la sua
;
fumo;
le
diverse parti di questa, a ogni getto solcate
da lampi e illuminate
una
in
massa. Di
là,
come
giù giù fino al mare,
bragia e di vapori infocati: del resto poi,
striscia di
mare e
terra, rocce e vegetazione, distinte nel crepuscolo,
chiare
placide
,
,
in
(i) Cristiano Garve,
scrittore,
una magica calma. Abbracciar tutto
nato a Breslau
specialmente di filosofia
il
1742 e morto
il
1798, notevole
morale. Federico II lo chiamò a in-
segnare a Charlottenburg. Scrisse: Sulle inclinazioni^ sull' unione della
morale colla politica, suipt incipii della moralità^ etc, e tradusse eccellentemente alcuni
(2)
come
libri
Suir educazione
si
vedrà
piìi
di
Platone e di Aristotile.
delle
oltre.
fanciulle la
Giovane
t
e
sull'educazione delle giovanette delle alte classi:
su questo
\
una penna
suoi discorsi
tradivano nel tempo stesso l'intenzione di operare, se fosse
possibile,
i
Garve aveva par-
Essa
(i).
\
scrisse
poi
un
libro,
L\ Di
(^da
(
in:ssA (ìiovani-:
un* incisione tedesca)
-
-
46
Gaive aveva par-
miglia: anche la pura intellettualità del
lato
intimamente
suo cuore
al
andare^ alla pari colle
scrittrici
Su
sforzava
di
vedeva
fa-
si
una penna
era d' essere
volgevansi
ciò
si
tedesche, e
cilmente che la sua ambizione
esercitata e lodata.
Essa
(i).
suoi discorsi
i
,
e
tradivano nel tempo stesso l'intenzione di operare, se fosse
sull'educazione delle giovanette delle alte classi:
possibile,
argomento,
su questo
fine
ancora
state
giù
per
la
ed
tratto,
portate
conversazione
già
che
volta nella
Se
vita.
la
,
sua intenzione
la
spalancò
superiore
proprio di
e la sua
il
fronte a noi;
temente
fumo;
;
da un pezzo e già cominciava a indo-
da lampi e illuminate
una
il
monte boava possen-
sopra di esso, ferma una mostruosa
nuvola di
diverse parti di questa, a ogni getto solcate
le
sta-
Vesuvio
il
:
lava scorreva lenta in giù,
fumo che l'accompagna;
il
un
fiamma già chiaramente rosseggiava, per essere
sole tramontato
rare
la
e
era stata di sor-
vamo a una
piano
d'
suo scopo. Noi
il
del
erano
può vedere solo una
si
prendermi, raggiunse interamente
finestra
ha
non
accostandosi a una
,
imposte chiuse
le
lei
andavamo su
Noi
quand' essa
io vidi allora ciò
per
cominciato e non
candele.
le
stanza;
la
che aveva
finestra
la
crepuscolo era
Il
(2).
in
massa. Di
là,
come
giù giù fino al mare,
bragia e di vapori infocati: del resto poi,
striscia di
mare e
terra, rocce e vegetazione, distinte nel crepuscolo,
chiare
placide
,
,
in
(i) Cristiano Garve,
scrittore,
una magica calma. Abbracciar tutto
nato a Eresiali
specialmente di filosofia
il
1742 e morto
morale.
il
1798, notevole
Federico li lo chiamò a in1. \
segnare a Charlottenburg. Scrisse: Stille inclinazioni^ sull' unione della
morale colla politica, sui pr incipii della moralità^ etc, e tradusse eccellentemente alcuni
(2)
come
Sull'
si
libri
educazione
di
Platone e di Aristotile.
delle
vedrà più oltre.
fanciulle la
Giovane
scrisse
poi
un
libro,
1
)l
(
III'.SSA
(
il(»\ ANI".
(da un* im-isioiic udcsiu)
—
questo con uno sguardo,
contemplar
spettacolo
—
47
e,
a compimento del meraviglioso
la
luna piena sorger di dietro
I
il
,
di fare stupore.
dorso del monte, era cosa che ben meritava
comprenposto dove mi trovavo, l'occhio poteva
«
Dal
non fosse in grado
der tutte queste cose insieme, e benché
di scernere
uno per uno
perdeva mai
l'
tutt'
i
singoli oggetti
,
impressione del grande insieme.
pur non
La
nostra
ma
subito
conversazione fu interrotta da questo spettacolo;
sentimentale.
più
dopo prese, perciò appunto, un tono
migliaia d'anni
Ora avevamo dinanzi un testo, che varie
più la notte
Quanto
non sarebbero bastate a comentare.
paesaggio acquistava splendore
colonne del fumo,
luna fulgeva come un secondo sole; le
con l'occhio
parte
ogni
in
chiare
illuminate, si vedean
s'avanzava, tanto più
I'.
la
;
il
;
tutte
pezzi
i
appena armato, si sarebbe creduto di distinguere
mia
La
cono.
sul
notte
nella
slanciati
di roccia rovente
si
mi
perchè difficilmente
vo' chiamarla così
ospite
fece
convivio
poteva apparecchiare un più splendido
della stanza; e la bella
opposto
lato
al
candele
le
mettere
come proscenio di questo
dalla luna
—
donna
,
illuminata
,
—
,
incredibile quadro,
mi parve divenir più
amabilità crebbe con ciò che io sentivo
una molto gradevole
meridionale
menticai che
osservare
dare
;
s'
,
e
si
,
bella, e la
sua
in questo paradiso
favella tedesca. Io di-
farmelo
faceva tardi, cosicché essa dovè
quantunque malvolentieri
avvicinava
l'
ora che
le
sue
,
mi dovè conge-
gallerie
sarebbero
E così io mi sestate chiuse col rigore di un chiostro.
il mio destino, che
benedicendo
e
parai, temporeggiando,
la sera, per le
m'aveva voluto così bellamente compensare,
fare dudovuto
aveva
che
cortesia,
visite di
sforzate
rante
il
giorno
»
(i).
(I) Lettera del 2 giugno
dopo.
1787,
H
Goethe
partì
da Napoli
il
giorno
-
-
48
—
Nel 1790
la
Duchessa Giovane stampava a Napoli un
Lettera (con la data del i.*' giugno 1789)
opuscolo col titolo
Anche
1'
Herder
conobbe a Napoli, e
la
scriveva a sua moglie Carolina
Duchessa Giovane
re
Jcvi
»
(i).
tedesca di nascita
,
;
paura col persuaderle
farle
l'aria d' Italia
volte. E,
che non
senza innamorarsi non una,
parlando
singolare
al
,
ma
Giuseppe
Vairo
il
codice di S. Leucio, e su di questo essa
sue osservazioni
le
,
« Il
cietà civile,
ra-
ci
dà qualche
vero Giuliano Colonna
notizia
come indarno
una
filosofo rivolge gli
satira del
conquistatori
assediata dal po-
— morto sul patibolo nel
1799
,
le
sia
il
annali del genio
,
svaniti
questo e a quello
Di alcun non
Alcuno
è,
il
pena se ne possono discernere
pubblico
n
;
sono
La
libertina.
e frante a segno
i
frammenti
all'
alla
suo ammiratore napoletano
in quel
(i) Rcise
nach
Italìen,
p.
237. Sui timori di Carolina Herder, vedi
pp. 246-7.
(2) In
D.
I.
,
gnor D.
un manoscritto della Biblioteca Nazion.
ed è intitolata
:
Le metamorfosi del
Salvatore,,,.^ Anacreontica.
s.
(i)
Nap.
,
segn.
XV.
XVIII, Galeria del
si-
ci fa
Di un avv. Giuseppe Vairo Rosa, che
stiniani,
alla
non
es-
sua de-
»
(2).
sapere anche che,
tempo, essa attendeva a un'opera geografica, a un
dei doveri dell'
di
che con
da giorno in
dove il bene
uopo ch'eglino cedessero
irrepugnabile ordine del mondo, etc.
Un
(2).
:
natura dell'uomo, né
stinazione e felicità, faceva perciò
!
avvisa che
sistemi dei
altrimenti avvenire, poiché quei sistemi
sendo confacenti né
osa ancor decidere,
scelta è ancor sospesa
i
si rischiarano quelle teorie politiche,
generale trionfa delle prepotenze, delle ricchezze, e dello
eccessivo vantaggio di pochi sopra il più della nazione.
Né dovea
né resela
Sol pazzamente accesa.
Non
si
,
Del suo preteso merito
N k
so-
portentose sopra di loro
macchine più
,
umano,
giorno
Ardito la destina
ita-
una perfetta legislazione. E
cammino, pur nondimeno chi da
fondate sono in fine crollate
!
e fredda e chiusa in sé, tutta nelle sue fisime letterarie:
A
al
egli è quello di
già appianate ne sono le vie
,
,
della so-
si
società napoletana
presenta
fini
liano, ecco
quantunque lento ne
la
comentative e laudative
vuole avere un saggio del suo scrivere
un brano che stralciamo dallo scritto:
punto centrale, a cui da gran tempo tende la
Se
cietà.
gione. Di qui la previdente cautela della frase dell'Herder.
Intorno alla riputazione che la Giovane godeva nella
tempo, che ce
professore primario di chi-
,
Vairo, e fa la teoria dell' educazione e dei
dieci, venti
aveva forse qualche
Don
espone
poteva respirare
si
al sig.
:
sul codice delle leggi di S. Leucio indirizzata
dato a leggere
Bisogna sapere che Carolina
Herder era un
po' inquieta per le avventure che potevano capitare in
Italia al suo marito pastore. Il Goethe s' era divertito
a
!
dama
mica nella Regia Università degli studii di Napoli, inembro di pili accademie d'Europa, etc. (i). Il re le aveva
e ti scriverò di
L' ammirazione non va però fino all' amo-
tra breve.
lei
«
:
2 febbraio
1789
Qui pregio molto una
il
di una
—
49
uomo
Mem.
fu professore della scienza
e del cittadino nella scuola di
scritt.
legali,
Salerno
III, 224), é detto nel libro del
Giu-
(cfr.
Gerning
(1797)» che era studioso della filosofia kantiana.
(2) Nei Gesammelte Schriften, sopra citati.
7
.
—
50
—
trattato, scritto in francese, Della
influenza delle Belle
—
51
—
Arti
sul
costume dei popoli^ e ad un altro nella
stessa lingua
sulla Legislaziaiie criminale tirata
dai priiicipii della Ragione,
«
dove con minuta ricerca
VI SI
passano come a rassegna, e
l'umana Politica de'
i
La Giovane non tornò
da per tutto
vi trionfa
Filosofi,
sterminando
di una ferina Giurisprudenza »
(i).
dizii
*
tutte le dissertazioni conosciute
più a Napoli, e restò alla
corte di
le Le^ires sur /' édncation
des Pnncessrs, dedicate
a Maria Carolina con
Vienna.
pregia-
fatali
Lo stesso ammiratore se la vide passare
innanzi, per
Ariano, diretta verso Germania,
nell'agosto del 1790', accompagnante la Regina nel suo viaggio a
Vienna p'er le
doppie nozze delle principesse napoletane
e
Ma
quale fu
il
mio
trasporto, o Signora,
ebbi l'onore di baciarle la benefica
disparve tutta
Arianesi.
la calca
,
e tutto
mano? Agli
il
ticcia e
cattivi demoni lo
impedirono » (i). Cosi uno
contemporaneo. Queste lettere sono
veramente un
bel hbretto, pieno di
buon senso e di osservazioni acute.
V. s, discorre delle difficoltà
di una simile educazione,
delle qualità che deve
avere l'educatrice, degli oggetti
sui
quali deve versare l'istruzione
e
l
celeste corteggio, che a Lei facevano
le Grazie e la Virtù, con luce maggiore
dileguò tutto l' incan
tesimo degli occhi terreni. Ecco,
dissi,
Il
ornamento del sesso amabile,
florida nazione
che gira
in
Germanica.
stra insieme.
la
Breve però
l'educazione, del
della dotta età nostra, della
«
fu
dure son éducation
C, pp.
que
Elle peut devoir vivre
dans le celi
bat ^ou peut dévenir
souveraine d' un grand
état
cu
peut-etre d'un très mediocre,
d'un état plus o„ moins cult.vé, plus ou moins
libre. Elle peut dévenir
l'epouse d'un
prince eclairé, ou borné dans
ses lumiéres, d' un
prince
qui 1 unisse aux soins du
gouvernement, ou qui l'en exclue
et elle peut, par le malheur
de perdre son époux, se trou'
!
,
,
,
!
O.
sur la destination
conséquemment à ce qu'il seraunjour:
cependant, combien de points importants
sur l'état, la position future
d'une
jeune princesse, restent indécidés
pour tout le temps
posso lusingarmi di gran sollievo in
mirar con me tanti
cultori delle sue virtù rattristati,
e dolenti. Quanti son
essi ? Quanti hanno ragione
Signora e quanti hanno
cuore »
CaSSITTO,
L' indécision
,
Mael'onor mio, e momentanea
come lunga e viva mi
resta l'afflizione per vedermi lontano.
Ma, se è vero che
la pena si scema, quando ne
abbiamo de' compagni
(l)
metodo
deve procedere:
eleve, est certainement
l'allegrezza in servirla da presso,
,
si
de l'enfant, qu' on
une des plus grandes difficultés
qu on puisse éprouver dans
l'education
rien ne promettant mieux le succés que
de pouvoir élever un enfant
Un
Protettrice de' dotti, e la
si
.
col quale
caro
puro sangue ed illustre,
quelle vaghe membra, governa i moti
di un
cuore più bello. Ecco
V
scrittore
quando
il
19 giugno 1791.
:
occhi miei
dolce,
pubblicava
i
festivo apparato degli
il
Vienna
una lettera
«Si era pensato per questo libro
di
conferirle 1' onor di
educare
rampolli imperiali
il
che
sarebbe stato, d' altra
parte, una fortuna.
esser maladel
li
degli arciduchi
austriaci: «
A
11-15.
(DI.
M
1
.,
I.
1002,
Gerntng,
I,
92-3.
li^is.
,u,rh Oestcrrach n.
Itnlien,
Frankf. a.
—
ver
52
—
— sa-
seule
chargée du soin de regner
et de pourvoir à
educa K.n et au sort de ses
1
enfants
tant de cas, dont
nul n est impossible,
produisent une incertitude
effrayante
qu, devrau faire
trembler celles qui sont
chargées de'
1 educafon
des princesses, puisqu'
elle ne leur laiL
que
des pcnts de vue vagues,
nìultiplie les soins à
l'infini, et
rend le succes douteux »
che mi è occorso già di
citare
e che la
v.de a V.enna nell'ottobre
del 1797. scrive di
lei: .Qui
fa vna pnvata la
Duchessa Giovane
dove sera separata dal suo
rozzo
per sé e per
!T' fla
,
presso
l'
pera tnce e
E
in
gue-
anno uscivano per le stampe
i
Gesa,.„^Ue Schri/ten
der Frau Herzogin
Mie von Giovane gebornen
Reichsfre.
yrnn von Mudersbach,
Sternkreu.ordensdame Ehrenjglie.
des der komgkchen
Akademie der schonen
st
bey Igna. Alberti, X793).
dove,
Uat,,
,
«
J
Quaii messi durevoli .i
sor
''^'^' ""' ''"^ '
mZ7 "'Ir^f
''
lab,nnt<ca
aggiunge: «L'Imperatore,
l' ImThugut apprezzano ed onorano
Tra
le così svariate
v.ta. la nobile
^
de la scerete,
pel figho Carlo,
da
certo
;
non proveniente
deve lascLe il suo
nome tedesco e portarne uno
italiano
perchè uno straniero è diventato suo
marito.... ». Il che gli
porge occasione a vane osservazioni
sul matrimonio e sul
divorzio (a)
Discors., che forse avevano
fatto insieme.
.
'^--^r.
*
Con Maria Carolina
aecompagnées
le.
,
Cattolica
2tim Cruten zu fuhreìif).
W
tempeste della
martire ha sofferto molto
vuole la dura legge
della Chiesa
,
una di-
^^^^'^
Dalberg.... (r).
sua
perchè cosi
per condurle
(
tore
da Cnsto
gedruck
tra i vani suoi scritti
.tahan,, francesi e
tedeschi, è ristampata
sertatone:
Tane
(Wien
Ministro
,1
:
Wissenscka/ten
Stockkolnt
scienze». E, date varie
notizie sulla sua
ne la salute.. Ed in una
nota
« Questa donna, cosi
ricca
d mgegno, deve ora
passare la sua vita senza
compagno
,
^nnsen und AlterthUmer su
le
,
questa rara donna, eh
'è un'amica di gioventù
del coadiu-
arciduchessina
f^"-""'-^"'''''''-'^
futura
moglie di Napoleone.
venuta da Napoli
marito: vive ora solo
v.ta e sulle sue opere,
(i).
Luisa
,
,
:
Maria
Mana
Gerning
li
de tabletles et précédées
lasciato in Napoli.
Nel
fini
col guastarsi. Nell'agosto
1800
rec6 a Schonbrunn,
ospite poco gradita
Mana
Carolina
per
condizioni politiche, che
volevano alloca traJL
le
1797 pub-
"'
meTfert
,
brtn la
brunn,
'
danaro
.
si
'""""
'
''""""
""'^^
^^-^^
^'' '°^^'"'-"" ^^"^^
r
Covane
aveva
crea 60,000
saputo carpirie
fiorini
,
'^^^
ite'
-conta
R^g"- - Schonforti somme di
e altre ne aveva prese
da
quello dell Imperatrice
Maria Teresa. Spari finalmente
da
(l)
e
Nei Gesammelte Schriften
citati,
SuLt '" ''^""-"--^ "* -
opere
.'
.Ucolo
cit.
del.'EKSCH
f
—
54
—
—
Vienna, lasciando debiti per 200
mila
,
in
particolari così precisi, che
,
,
scriveva
all'
Acton, e
al
vano fieramente tanto
Veramente,
stesso, nelle quali
quanto persone
finanche, l'Imperatrice Teresa.
Ai suoi
vevano anche i dissensi sorti tra
madre
ultim, tempi del soggiorno
e,
di
si
(frase di
sua fiducia
maneggi
e
l'essersene andata in
calunnia-
figlia
si
carattere.
do-
desca
di Schònbrunn. Onde
nelle
Maria Carolina a Maria Teresa
si trova il seguente ben di Dio sulla Giovane
« Elle a volé, trompé
sous votre et mon nom partout.
lui
ai donne des somJe
mes trés grandes, car elle m'
attendrissait
mais rien ne
suffisa.t. Enfin, e' est
une grande intriguante, sans
pudeur
ni morale.... J'ai honte
quand j' y pense combien elle m'a
mystifié
force et fait voir
croire une chose pour une
autre elle est impudente,
comédienne, et doit étre
pro-
étant
Philosophe et liée avec tous les
sectateurs
hommes et femmes, des actuels temps
pour moi tout en
est dit, et rien ne m'en
étonne.... » (i).
1
-
Carolina, non saprei dire pretante lodi e tanta stima d'
illustri contemporanei, si dura un po' fatica
a crederia una cosi bassa
e
vo gare briccona, quale ce la
dipinge la Regina di Napoli;
e 11 dubbio cresce, quando
si pensi di
che abbondante e
facile secrezione di fiele
la natura
Dopo
avesse provvista Maria
(.)
Lettere del
4 e 23 settembre, del
15 novembre 1803, ed altre
in
Konigin KaroUna von Neapel und
Sicilien. Wien
1878
"^"^ ^^ «^'f"'
^ono desunte tutte da' lettera
"-!
df^r"^^;
"f"^
d.
Maria Carolma
? Per giudicarle, bisognerebbe
HELFERT
,
.
saper
questo.
-
te-
,
Carlo,
il
1805,
e mori
come ho già accennato, morì
il
ÌI
1820.
lU
Il
1849, di 62
anni. Noto che in qualcuna delle
carte napoletane, che mi
son passate sott'occhio, ho visto il nome
della MudersbachGiovane, conciato così: Donna Giuliana
di Montesbarco
eh 'è un bell'esempio di traduzione ad
orecchio.
!
La Duchessa Giovane non
tornò più a Napoli, e mori
agosto del 1805 a Budapest.
Quale fede bisogni
concedere alle accuse di Maria
e
!),
un ammiratore), non dà una bella idea
del suo
Per la famiglia Giovane di Napoli
questa
passò a seconde nozze dopo
figlio
;
nell'
marito
!
,
;
il
,
,
cisamente.
(passi
figli
vivere per sé e per la scienza
,
:
tégée
i
Germania a
comparsa per qualche anno per cavar la
razza,
come avrebbe detto il medico di casa d'Azeglio
e poi,
tutto a un tratto, dileguatasi per sempre,
doveva essere un
bizzarro ricordo Il marito, il quale
probabilmente faceva
da parte sua le stesse melanconiche
considerazioni sull'indissolubilità del matrimonio e sulla
dura legge cattolica,
negli
lettere di
,
aver lasciato
1'
^
Re
lei,
—
Carolina. D'altra parte, nei ragguagli
dell' Helfert vi sono
non è facile crederli senz'altro
e interamente inventati. Tenti chi vuole
una conciliazione
tra i cozzanti giudizii.
fiorini
e andò in
compagnia di una Contessa Revay.
Maria
Carolina si sgannò completamente
e s'accorse della vipera che aveva nutrita nel seno,
quando tornata a Napoh, le capitarono in mano delle
lettere che la Giovane
Ungheria
55
—
57
NOTA
Dall' Italienische Reise del Goethe
Augusto
ha una traduzione
sì
ma
di Cossilla (Milano, 1877);
spesso sgrammaticata
(cfr. gli
crvressimo,
i
veramente
italiana di
cattiva, scorretta,
dovessi?no per
dovemmo, etc),
e piena di grossolani sbagli di traduzione. Cito qualche esempio per
P. 203 «
lettere colla data di Napoli.
la
Regina
Il testo
?
ha invece Spittglàser,
bicchieri a calice.
unterlegt »
dice invece « mit griinen Blattern
A
ch'è
384 «
p.
che adornano
attoniti
il
L* ideale convito,
golfo di Napoli
mi fece
m
che
brata
dplla
sì
E
in
un convito
« con
testo
il
foglie verdi
Goethe, e
il
tedesca di Napoli
correnza del centenario del viaggio.
Du-
fu offerto dalla
mostrar
una notte
ai suoi
estiva,
occhi
è tra-
materiale, in 7ina cena
basti questo piccolo saggio.
riferisce
— Al
sog-
una conferenza tenuta dal prof.
già dell' Univ. di Napoli,
colonia
poeta
al
le finestre e
tutta la bellezza di
servirei
giorno del Goethe a Napoli
Adolf Holm,
ossia
,
botteghe dei salumai napoletani, diventano: saU
sformato nel Di Cossilla, p. 389,
squisita che
il
dei venditori di S. Lucia di metterli in mostra.
chessa Giovane collo spalancar di colpo
\
»; e
P. 382:
colle lor foglie »;
paternostri dì salsicce », dì cui parla
infatti le
voluminose!
sicce
modo
il
grossi
i
le sole
buon umore
guter Hoffiiung », ossia
ist
sfrutti di 7nare frammisti a ra?ni di piante
di sotto »,
è di
P. 376: « bicchieri fatti a punta »: che cosa pos-
è incinta!
sono essere
«Die Kònigin
dice:
174,
testo tedesco, p.
La Regina
il
alla
25
S'intitola:
Goethcfeier^ che fu celefebbraio
Das
1787,
nella
geistige Leben
ri-
Nea-
pels in den letzen fahrhunderten\ ed è stampata nella Zeitschrift fiir
allgem. Geschichte,
1887,
fase.
V, pp. 321-343.
desidera-
Viaggio del Goe-
una traduzione
the,
con note desunte dagli ampii cementi tedeschi e con 1' aggiunta di
maggiore facilità e
italiana
quelle altre che uno studioso italiano può fare con
sicurezza.
i
— Sarebbe
completa ed accurata del
bile
INDICE
Avvertenza
La locanda
La
.^_
del signor
Principessina
Monconi
**^
Miss Haite
La Duchessa Giovane
....
Nota
•
•.
•
•
•
»
7
»
i-
v
? i
vx
»
»
^
-.
43
5/
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VW^^-
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WT
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i*
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V-,
\
Scarica

Volfango Goethe a Napoli [microform], con cinque incisioni