DELLA ANNO XXXV 4 SETTEMBRE 2010 E 1,20 32 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO COMO CREA: SI RIPARTE DALLA NATURA T ante conferme e qualche novità nel nutrito programma proposto dal Centro di riferimento per l’educazione ambientale di Como per l’anno scolastico 2010-2011. A PAGINA 16 COMO I BUONI PER UN TURISMO ALLA PORTATA DI TUTTI A PAGINA 17 COMO FILO DIRETTO CON IL SUDAN A PAGINA 18 COMO NUOVO S. ANNA E LA LINEA DEL BUS A PAGINA 19 COMO GIÀ 100 ANNI FA LA CITTÀ “SET” CINEMATOGRAFICO A PAGINA 22 GUIDE CAMMINACITTÀ: RISCOPRIRE L’AREA URBANA CON IUBILANTES A PAGINA 23 Nella foto William: un momento della cerimonia nella basilica di S. Abbondio dello scorso 30 agosto. SOLENNITÀ DI S. ABBONDIO PUBBLICHIAMO IL TESTO INTEGRALE DEL MESSAGGIO DEL VESCOVO PRONUNCIATO IN OCCASIONE DELLA SOLENNITÀ DEL SANTO PATRONO ALLE PAGINE 9-10-11-12 PRIMO PIANO ACQUA: NELLE TUE MANI IL DONO DI DIO PER TUTTI A Pietralba, il 1° settembre, i vescovi di Bolzano-Bressanone, Belluno, Como e Trento, il Pastore evangelico di Bolzano e il Pope rumeno ortodosso di Bolzano si sono ritrovati a celebrare la Giornata per la salvaguardia del Creato. A PAGINA 3 CHIESA MONDO DON ALBERTI IN CAMEROUN A PAGINA 13 DIACONI L’11 SETTEMBRE IL VESCOVO ORDINERÀ QUATTRO GIOVANI DIACONI A PAGINA 7 CHIESA LOCALE LA VISITA DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME E LA FIACCOLATA DI GARZOLA A PAGINA 15 SONDRIO LA CONDIZIONE FEMMINILE IN VALTELLINA E VALCHIAVENNA La Cisl della provincia di Sondrio nelle prossime settimane darà il via a una ricerca in cui sarà studiata la situazione della popolazione femminile un po’ meno giovane. A PAGINA 32 SONDRIO AZIONI PER LA SICUREZZA STRADALE Un progetto di prevenzione di Asl, forze dell’ordine, associazioni contro il disagio prevenzione finalizzato alla guida sicura e ai rischi connessi alla guida in stato di alterazione da sostanze legali ed illegali. A PAGINA 29 MASS MEDIA IL CINEFORUM DI COMO ALLA 57° EDIZIONE A PAGINA 31 CASPOGGIO BENEDETTO L’ALTARE DI S.ANTONIO A PAGINA 30 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 MANUALI DI EDUCAZIONE AFFETTIVA IO CRESCO... MI SENTO GRANDE... SONO GRANDE! S copo di questi manuali di educazione affettiva e sessuale è aiutare i bambini, quindi i ragazzini, poi gli adolescenti, ad approfondire la conoscenza Questo libro vuole essere uno strumento di informazione e di formazione per i genitori ma anche per quanti operano nella scuola come addetti ai lavori - in quanto offre uno sguardo sulla vita scolastica di tutti i giorni, e non solo su situazioni particolari e difficili. Scritto da due insegnanti della scuola secondaria con competenze pedagogiche e psicologiche, si propone di accompagnare i genitori sul piano della consapevolezza e della responsabilità nell’affrontare le questioni concrete che la scuola pone, come l’apprendimento e le difficoltà emotive, il metodo di studio, la valutazione, i colloqui con gli insegnanti, il passaggio alla scuola secondaria e molti altri. Le “parole chiave” sono organizzate in ordine alfabetico, e chiuse da una nutrita serie di consigli pratici suggeriti in modo semplice ma non banale, per affrontare i problemi con le attenzioni e le azioni più corrette. NICOLETTA BALLA-BIO – ATTILIO BERGAMINI, Sguardi sulla scuola. Guida pratica per i genitori che vogliono accompagnare il cammino scolastico dei figli, Ancora, pagine 206, euro 14,00. del proprio corpo e a padroneggiare le proprie emozioni (da quelle più semplici come la rabbia e la tristezza a quelle più complesse come la vergogna e l’imbarazzo), punto di partenza per un’equilibrata crescita affettiva ed un sereno affacciarsi al mondo. Il primo risponde con semplicità e naturalezza alla curiosità dei bambini dai 3 ai 6 anni, aiutandoli nella scoperta serena del proprio corpo, delle differenze tra uomini e donne, del mistero della nascita. Il secondo libro si rivolge alla fascia 7-11 anni: i bambini di questa età sono molto curiosi della propria ed altrui corporeità, e sono continuamente esposti a stimoli di natura sessuale. E’ importante dar loro risposte chiare e vere. Infine il manuale per gli adolescenti dai 12-16 anni: affronta l’argomento dei cambiamenti corporei, il tema dell’identità di genere, quello del distacco dai genitori, l’amore a l’affettività, i temi della sessualità e della procreazione. Agili e immediati, i manualetti hanno utili pagine rivolte specificamente ai genitori ed agli educatori. L’autrice è una psicologa dello sviluppo con esperienza di attività clinica e di ricerca a Losanna e Melbourne, attualmente presso le università di Milano e Pavia. testi a cura di ELENA CLERICI ELISABETTA COSTANTI-NO – illustrazioni di CRISTINA RAICONI, Io cresco! Manuale di educazione affettiva e sessuale 3-6 anni, pp.32, euro 7,00; Mi sento grande! 7-11 anni, pp. 40, euro 7,00; Sono grande! 12-16 anni, pp. 80, euro 9,00, Edizioni San Paolo, 2010. INSEGNAMI A PREGARE Ecco un nuovo libro interamente illustrato a colori, con tanto di link internet - www.ancoralibri.it/Catalogo/insegnamiapregare - per scaricare file audio e contenuti speciali, rivolto ai ragazzi tra i 10 e i 15 anni, per imparare a pregare con gioia partendo dalla catechesi e dai gruppi parrocchiali per arrivare a saper pregare individualmente. Insegnami a pregare, Elledici, pagine 160, euro 7,50. NOVITÀ IN LIBRERIA a cura di ELENA CLERICI SALMI E SANTI I salmi sono preghiera scaturita dalla vita “pregata”, cioè consapevole di essere quotidianamente sotto lo sguardo di Dio: ecco perchè sono così adatti anche per i ragazzi, perchè li aiutano a guardare i fatti della loro vita dal punto di vista della fede. Questo volume è un Salterio dei ragazzi: non nel senso che si è fatto ricorso ad un linguaggio più infantile, né perchè si è scelta la via della parafrasi. E’ un Salterio dei ragazzi perchè i cinquanta Salmi scelti per temi di preghiera (cioè per pregare ogni giorno, nella fiducia, nella tristezza, con e per gli altri, per chiedere perdono, per la pace, per cantare la lode) sono stati riscritti dando voce alle loro esperienze ed ai loro sentimenti, cioè affidando al linguaggio di oggi la forza comunicativa delle immagini e dei simboli di un tempo. La speranza è che le parole dei salmi - pregati magari in gruppo e con la guida di buoni maestri risuonino a lungo nel cuore dei ragazzi, fino a mettere radici. Testi di ANNA PEIRETTI – illustrazioni di ANTONIO LAPONE e CRISTINA STELLA, Canto per te, Signore. I salmi dei ragazzi, Elledici, pagine 62, euro 19,90. Padre Leopoldo Mandic è collocato tra i santi confessori: nato in Dalmazia nel 1866 e vissuto per lo più a Padova nella Chiesa dei Cappuccini, egli trascorse 33 anni della sua vita in confessionale, anche 12 ore al giorno – la sera prima della sua morte, avvenuta nel 1942, aveva confessto 50 penitenti, l’ultimo a mezzanotte. Questo libro tutto illustrato ripercorre in versi la sua esistenza umile e santa: l’invito a leggerlo, come una favola vera, è rivolto ad adulti e bambini, perchè l’esempio di bontà e perdono di san Leopoldo si trasformi in preghiera e contagi la vita di ciascuno. Il volume contiene anche un’appendice con la biografia del santo ed un’ampia scelta di immagini fotografiche. LUIGI FERRARESSO – illustrazioni di ALIDA MASSARI, Padre Leopoldo, Elledici, euro 15,00. Raccontare la storia di Francesco d’Assisi attraverso gli occhi di un povero di nome Bartolomeo che chiede l’elemosina davanti alla bottega di Pietro di Bernardone, e di cui Donna Pica ha cura come degli altri mendicanti: è l’originalità di questo romanzo edito dalle Paoline nella Collana Grandi storie – Giovani lettori. L’autore è uno scrittore esordiente, affascinato dalla figura del poverello d’Assisi a partire da una visita turistica alla cittadina umbra nel 1988: da quel momento cominciò a leggere le biografie ufficiali del santo e ad interessarsi ai vari spettacoli teatrali e cinematografici su di lui. Ne è nata una biografia particolare su san Francesco: “quello che un uomo qualunque può aver capito di lui, della sua storia, vedendola da fuori e curiosando ogni tanto dalla finestra sulla strada”. Un Francesco dunque “visto con gli occhi di chi vuole capire come possa un uomo abbandonare tutto e creare qualcosa di meraviglioso, solo avendo tra le mani un cuore grande così”. FABIO BERGAMASCHI – illustrazioni di ELISABETTA FERRERO, Un mendicante racconta Francesco d’Assisi, Paoline, pagine 208, euro 16,00. VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C Parola FRA noi SAP 9,13-18 SAL 89 FM 1,9-10.12-17 LC 14,25-33 Vivere i consigli evangelici significa amare come Gesù di ANGELO SCEPPACERCA SECONDA SETTIMANA del Salterio LA FOLLA E LA CROCE S i inizia con una folla numerosa che gli andava appresso e si finisce con la scelta di un singolo discepolo che lascia tutto e abbraccia la propria croce. Dai molti uno, perché poi, da quell’unico conio, ne vengano molti. La folla era attirata dai prodigi, dalle guarigioni, da quelle parole uniche e nuove. Gesù ne è consapevole e, volgendosi indietro, mostra l’esigenza di una dedizione totale. Parla a tutti e a ciascuno. Oggi a noi, con le stesse parole e con identico sguardo. Come può una folla ridursi a pochi? Gesù aveva appena raccontato di quell’uomo che ha fatto molti inviti, tutti disertati con ogni genere di scusa. Per poi ripiegare su storpi, ciechi e zoppi, ad ogni angolo di mondo. Gli invitati alla cena sono molti, ma ognuno deve scegliere di accettare un invito così privilegiato e assoluto. Amare più del padre, della madre, della moglie e dei figli, più della propria vita? Chi è che chiede tanto? Il pastore bello che ha lasciato novantanove pecore per cercare l’ultima, perduta sul ciglio del burrone, salvarla e tenersela in braccio. Il Signore sa di chiedere una cosa grande e difficile perché contraria al nostro istinto di possesso. Ce la fa non chi è virtuoso e forte, ma chi si è lasciato conquistare ed è affascinato dalla vita nuova che Dio dona nell’intimo e che cambia tutti i rapporti attorno, liberandoli dal possesso egoistico ed elevandoli alla statura di Gesù, l’uomo compiuto. Questa pagina è spesso legata ai consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza. Comunemente li si ritiene riservati alle persone consacrate nella vita religiosa, nel senso che solo queste sono tenute a seguire l’invito di Gesù alla perfezione. La pensano così fedeli laici, ma anche sacerdoti diocesani, forse per l’identificazione dei consigli con i voti relativi di povertà, castità e obbe- dienza. Come se essere semplici cristiani non fosse sufficiente per un impegno totale. Gesù, però, non discrimina categorie privilegiate rispetto ad altre “comuni”. Lui parla a tutti, uomini e donne, che vogliono essere discepoli e raggiungere la maturità umana – oltre che la verità del nome cristiano – di un rapporto col prossimo che sia autentico amore. Vivere i consigli evangelici significa amare come Gesù. Il Vange- lo resta profondo da comprendere, più grande della nostra capacità. La parola del Signore è immensa, cresce con chi la legge. Non resta che la strada quotidiana del discepolo, l’incessante morire e risorgere in Lui. Tutto, persone e cose, deve essere sempre immerso nel Vangelo e risorgere nuovo. Non è facile, è come costruire una torre, o vincere una battaglia in guerra. Infatti Gesù stesso l’ha detto. CHIESA PRIMO PIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 3 LA GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO INSIEME PER EVOCARE LA MERAVIGLIA DEL CREATO E PRESERVARNE LA BELLEZZA C ontestualizzare il messaggio pubblicato in occasione della Giornata per la salvaguardia del Creato - affinché non appaia un freddo e burocratico documento, ma sia accolto nella sua vera forza pregnante e provocante - è il motivo che ha indotto i vescovi di B o l z a n o - B r e s s a n o n e, Belluno, Como e Trento e il Pastore evangelico di Bolzano e il Pope rumeno ortodosso di Bolzano a leggere il documento stesso nella stupenda cornice offerta dal Monte San Pietro. Prima della lettura i partecipanti hanno attraversato il canyon di Bletterbach che l’acqua, nel corso dei millenni ha scavato, svelando in tal modo ai nostri occhi quel meravigliosa sovrapposizione di sedimenti che raccontano la storia geologica del territorio. Significativo il titolo dato al documento: “Acqua, nelle tue mani il dono di Dio per tutti”. Esso ci vuole ricordare come l’elemento ‘acqua’ abbia un valore inestimabile per la vita dell’uomo. Avendo noi, un po’ illusoriamente, l’idea che l’acqua potabile sia abbondante e quindi si possa usarne quanta se ne vuole, ci fa perdere il senso della preziosità di questo dono, come purtroppo abbiamo perso il senso del Creato come dono e lo abbiamo ridotto ad un aggregato minerale-biologico, che chiamiamo: natura. Il messaggio ribadisce essenzialità dell’acqua per la vita dell’uomo. Innanzitutto soddisfa il bisogno biologico della sete che accompagna quotidianamente l’uomo. Tale funzione dell’acqua è stata poi usata in modo metaforico da Gesù per dire che Egli è l’acqua che soddisfa un altro tipo di sete, non meno importante, quella dello spirito. Il messaggio ci ricorda anche i molteplici utilizzi dell’acqua nei vari settori della attività umana. Senza di essa molti beni non potrebbero essere prodotti: basti pensare all’agricoltura. E qui si apre tutto il preoccupante capitolo della carenza d’acqua che molte popolazioni devono registrare e l’indifferenza di chi potrebbe aiutarle a eliminare tale deficit. La giornata si è conclusa al Santuario d Pietralba. Lì si è ringraziato il Signore per il prezioso dono dell’acqua, ringraziamento che concretamente significa assumere stili di vita sobri. GIUSEPPE CORTI ACQUA: NELLE TUE MANI IL DONO DI DIO PER TUTTI A Pietralba, il 1° settembre, i vescovi di Bolzano-Bressanone, Belluno, Como e Trento, il Pastore evangelico di Bolzano e il Pope rumeno ortodosso di Bolzano si sono ritrovati per leggere insieme il documento pubblicato per la Giornata. L’occasione per ribadire il senso e la necessità di un comune impegno a tutela e a salvaguardia del Creato L “ audato si, mi Signore, per sor Aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta”: così si esprimeva san Francesco d’Assisi, facendosi eco di vari testi biblici e di un’osservazione attenta e gioiosa della natura e riflettendo un pensiero costante nella tradizione cristiana sul valore dell’acqua come bene universale per l’umanità. Di fronte allo stupendo panorama offertoci dalle montagne attorno al Santuario di Pietralba e ancora incantati dallo spettacolo del lavorio millenario dell’acqua nel canyon del Bletterbach, ci siamo fermati anche noi in contemplazione del dono del Creato: i nostri occhi, il nostro cuore e la nostra mente si dischiudono al messaggio che Dio rivolge a tutte le sue creature e all’uomo in particolare, custode spesso inadempiente ed egoista di un dono pensato per il bene comune e non per il vantaggio di pochi. Il grande libro della natura, letto alla luce della storia della salvezza, ricorda la nostra chiamata ad una vita in “pace”: shalôm infatti nel suo più profondo significato indica perfezione e pienezza, dovute alla capacità di armonizzare la gestione delle risorse create per i bisogni della generazione presente e di quella futura. La sfida non si esaurisce dunque nell’evitare i conflitti, ma richiede piuttosto un costante impegno per creare intese e collaborazioni forti e coinvolgenti, possibili solo con una decisa conversione verso stili di vita individuali e collettivi a favore di una pacifica relazione indissolubile con gli altri e con il creato. In ciascuno c’è questa sete di armonia, il desiderio cioè di gustare la pace globale. Purtroppo sono molte le deviazioni che portano a cercare di dissetarsi con acqua che non soddisfa definitivamente. Nel messaggio evangelico Gesù, parlando alla Samaritana, afferma: “chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14). Il rapporto con Cristo porta alla pienezza di vita, ma questa metafora, come tante altre nella Bibbia, ci spronano a riflettere anche sul come ci approcciamo all’uso dell’acqua naturale. La rifles- sione su questo tema non inizia oggi, poiché da secoli la dottrina della Chiesa afferma che l’acqua è un bene comune dell’umanità, come lo è l’aria che respiriamo. Noi cristiani crediamo che il bene e il bisogno spirituale di ogni uomo e dell’umanità intera non possano esser raggiunti senza un’attenta cura del bene fisico e del creato. In tale linea sono gli appelli delle Encicliche Sociali e delle diverse assemblee ecumeniche degli ultimi decenni e i lavori preparatori della Convocazione Ecumenica Internazionale per la Pace che avrà luogo a Kingston nel 2011. L’acqua è bene essenziale e insostituibile per la vita, ma assediata da inquinamento, spreco e privatizzazione, che causa malattie, conflitti economici e bellici, povertà e degrado ambientale. Di tutta l’acqua presente sulla Terra solo il 2,5% è potabile e le nazioni maggiormente sviluppate scaricano il 70% dei rifiuti industriali nelle acque, mentre il fabbisogno idrico è cresciuto del doppio rispetto allo sviluppo demografico1; la FAO prevede che già nel 2025 ben 1,8 miliardi di persone saranno in assoluta scarsità di acqua e due terzi della popolazione mondiale potrebbe trovarsi in condizione di sofferenza2. Sono allarmanti i dati relativi alle conseguenze sanitarie ed economiche; già oggi sono in atto attacchi al diritto fondamentale della persona umana circa l’approvvigionamento dell’acqua necessaria e salubre, attacchi economici come pure scontri armati, su diverse scale, per il controllo idrico. Il fatto di vivere in regioni alpine che finora non soffrono di questi problemi non può esimerci dal guardare anche nei nostri territori con più attenzione, riflettendo sull’acqua come dono e facendoci promotori concreti di buone pratiche per mostrarne la reale fattibilità. Un grande lavoro viene svolto anche dalla Rete interdiocesana per i Nuovi Stili di Vita, ma la collaborazione in questo campo è più che necessaria. Al nostro impegno aggiungiamo un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, alle autorità, ai singoli cittadini ed ai turisti per monitorare l’impiego che viene fatto di questo che è un bene non illimitato. Di conseguenza appoggiamo la campagna contro la privatizzazione dell’acqua, che è stata motivata con il pretesto di una sua migliore e più equa gestione. Nello stesso tempo riconosciamo che è necessario a proposito un percorso culturale e catechistico sulla dottrina sociale della Chiesa. Vi sono anche ragioni umane che ci portano a un tale atteggiamento. Una progressiva diminuzione dell’acqua disponibile e modificazioni delle precipitazioni atmosferiche comportano tensioni anche nei nostri territori; pensiamo soltanto al molteplice sfruttamento dell’acqua: per gli usi personali, per l’agricoltura e il giardinaggio, per gli animali, per le esigenze turistiche, dell’innevamento artificiale, per l’industria. Per ogni progetto va considerata quindi anche una sostenibilità effettiva. L’interesse di una piccola comunità o impresa, per quanto legittimo, non può mettere in scacco quello più ampio della collettività intera. L’ampio utilizzo dell’acqua in agricoltura, pur riconoscendo le già esistenti difficoltà dell’ambiente montano, deve assolutamente spingere a ricercare una più grande efficacia dei metodi di irrigazione e promuovere maggiormente le colture biologiche e integrate. La stessa cementificazione nelle nostre valli comporta un grave rischio per l’impatto immediato e futuro sulle falde acquifere e i bacini d’acqua. Invitiamo poi i cristiani a preferire luoghi di villeggiatura rispettosi dell’ambiente e di scegliere prodotti alimentari ecologici e del commercio equo-solidale: sono investimenti per il futuro e un modo per rendersi parte di economie virtuose. I percorsi offerti dai GAS (Gruppi di acquisto solidale) o dai Bilanci di giustizia possono aiutarci nella continuazione di questa riflessione e prassi. Le industrie e gli artigiani, anche in questi tempi di crisi e con i costanti limiti che l’ambiente montano comporta, non si lascino tentare da soluzioni economicamente più vantaggiose a scapito della giustizia so- ciale e del creato, ma continuino a comprendere il loro compito come un servizio a vantaggio del bene comune. La pubblica amministrazione senta suo compito il difendere l’acqua come bene pubblico e vigili sul suo impiego equilibrato, evitando ogni spreco, curando la manutenzione degli acquedotti e privilegiando il bene comune rispetto agli interessi privati, anche quando vi fossero lobby molto potenti. Le comunità cristiane inoltre, con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, ripensino a molte abitudini che fanno percepire come necessarie pratiche che in realtà sono superflue e alle volte dannose. Una riflessione nelle nostre regioni va fatta ad esempio sull’acqua in bottiglia, il cui uso incide sull’economia familiare, sull’aumento dei consumi energetici, sul traffico e sul volume dei rifiuti. Vi sono sprechi di acqua facilmente riducibili nell’uso domestico e per l’igiene personale. Altro aspetto è l’uso smodato di prodotti detergenti e di disinfettanti inquinanti. Si possono fare altri esempi, ma il primo passo è concepire come imperativo morale nuovi stili di vita, cambi di abitudini, ristrutturazioni che riducano le necessità di energia o la ottengano da fonti rinnovabili non inquinanti. Inoltre i cristiani contribuiranno perché ciò divenga cultura quotidiana condivisa e venga applicata una politica anche localmente contraria a sprechi e favorevole a uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro anche di chi verrà dopo di noi. Anche con piccoli passi come con azioni congiunte e iniziative pubbliche rispondiamo all’appello del Signore (Mt 5,9) ad essere costruttori di pace . Ma siamo coscienti che la pace prima di tutto è dono di Dio (Is 26,12; Gv 14,27) e quindi accompagniamo il nostro impegno con la preghiera a Cristo, che è la nostra pace (Ef 2,14). 1 http://www.unwater.org/statistics_res.html 2 http://www.fao.org/nr/water/issues/ scarcity.html P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 CRISI E RIPRESA RILANCIARE RAGIONI BUONE EUROPA PELLEGRINAGGIO DA ESZTERGOM (UNGHERIA) A MARIAZELL (AUSTRIA) l nodo, per quest’autunno, ma più ampiamente sul medio periodo, è la ristrutturazione dell’economia durante e dopo la crisi. E i concetti chiave sono responsabilità e innovazione. Serve un nuovo orizzonte, ormai globale, che attrezzi i nostri “vecchi” Paesi a riprendere le strade dello sviluppo. Il presidente della Cei nell’omelia per la solenne festa della Madonna della Guardia ha rilanciato la centralità della famiglia e poi si è fatto interprete dei problemi concreti del lavoro, con un invito alla responsabilità, “al dialogo insistente e intelligente”. C’è la vertenza giudiziaria Fiat, ci sono circa 200 tavoli di crisi aperti nel Paese. È un momento molto delicato e cruciale. D’altro canto, ha sottolineato il cardinale Bagnasco, perché la storia proceda servono politici “qualificati e coerenti”, rilanciando il “sogno” di una nova classe politica, “cristiana nei fatti, non nelle parole”. “Molto spesso le ragioni del declino sociale ed economico di un Paese hanno a che fare con ciò che non abbiamo saputo o voluto trasformare, con l’abitudine di mantenere sempre le cose come stanno”, ha detto l’amministratore delegato Fiat al meeting di Rimini, chiedendo “un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale”, che innovi rispetto agli schemi della tradizionale lotta tra capitale e lavoro e tra padroni e operai. Il momento è molto delicato, perché l’Italia ha mantenuto una base manifatturiera ancora significativa, ma ora è tempo di investire. E dunque servono reciproche garanzie, tanto per chi investe, tanto per i costi in termini di sacrifici (ma anche in prospettiva i dividendi) che si rendono necessari. Questo significa che non bisogna negare, ma anzi rilanciare il paradigma della giustizia sociale, così da accompagnare adeguatamente il cambiamento che inevitabilmente si profila. Il punto è tenere sempre la persona al centro, offrire le necessarie garanzie e, nello stesso tempo, i necessari stimoli e un bagaglio culturale e morale adeguato. D’altro canto, non si tratta solo di rimettere al centro, ma di rimettere a posto la persona, un concetto su cui in Occidente sembra le idee non siano più molto chiare, con conseguenze imprevedibili. È necessario cambiare, come è necessario coinvolgere responsabilmente tutti gli attori, in modo che tutti ne siano protagonisti. Questo comporta anche un impegno per le istituzioni, sempre nel senso dell’innovazione e della responsabilità. Lo stesso cardinale Bagnasco riferendosi ad uno dei grandi protagonisti culturali del Risorgimento, il beato Rosmini, ha ricordato di recente che “la molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l’unità; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore”. Questo vale per il “federalismo”, in corso di faticosa gestazione, ma più ampiamente per il sistemaPaese. Non c’è via di sopravvivenza nel medio periodo, in un quadro di competizione mondiale, per chi si imbozzoli. E per questo è necessario ritrovare e rilanciare ragioni buone di vita comune, da cui scaturiscano pratiche virtuose comuni. n pellegrinaggio “ecologico” in cinque tappe da Esztergom (Ungheria) a Mariazell (Austria), passando per Bratislava (Slovacchia), per “presentare all’Europa qual è lo sguardo della Chiesa sui doni della creazione”. Così vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d’Europa responsabili per la custodia del Creato sono in cammino da oggi (1° settembre) fino a domenica 5, riflettendo attorno al tema indicato da Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2010: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Diversi i mezzi di trasporto su cui si muoveranno i pellegrini: il battello sul Danubio, poi il bus, il treno, e infine un tratto di strada sarà percorso a piedi. “Il pellegrinaggio è innanzitutto un cammino spirituale, un cammino di conversione che inizia con il lasciare il proprio ambiente abituale per giungere ad un traguardo particolare segnato dall’intervento divino. Presuppone una disponibilità all’ascolto e alla meditazione, al raccoglimento e alla preghiera”, spiega p. Duarte da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), che promuove l’iniziativa. “La crisi ecologica, intesa come uso irrazionale e irresponsabile dei doni del creato, che oggi stiamo attraversando in Europa – prosegue p. da Cunha – non è dissociata dall’attuale crisi morale del continente, ma l’una influisce I FRANCESCO BONINI La bellezza nel creato U sull’altra. Lo stesso Santo Padre ci ha ricordato come una vera attenzione all’ecologia del pianeta non possa prescindere da una seria riflessione sull’ecologia umana, da una conversione spirituale e da un cambiamento dei stili di vita. Spesso il tema della custodia del creato è incentrato sugli aspetti scientifici, politici ed etici. Pensiamo che sia altresì centrale ricordare la visione spirituale, teologica e antropologica alla base di una vera attenzione per il creato che non sia legata a meri fini politici e/o economici. Non possiamo continuare ad affrontare il tema a segmenti. L’uomo è un tutt’uno”. Il pellegrinaggio si svolge a sei anni dalla conclusione delle consultazioni organizzate dal Ccee sul tema dell’ambiente e della responsabilità per il creato, dalle quali nacque una rete dei delegati nazionali delle Conferenze episcopali d’Europa. Ora, il Ccee intende riavviare e intensificare lo scambio e la rete dei delegati nazionali, per presentare al continente lo sguardo della Chiesa sui doni della creazione. “L’attenzione per il creato – continua il segretario generale dell’organismo ecclesiale – è sempre stata presente nei lavori del Ccee, come testimonia il lavoro fatto dal gruppo di lavoro Ccee-Kek in occasione della terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu nel 2007". “La nostra odierna attenzione – sottolinea – parte dalla consapevolezza che la questione ecologica è spesso sta- ta affrontata quasi in termini ‘apocalittici’ e a volte in modo dialettico, ponendo quasi l’uomo come nemico della natura. Noi, invece, come ci ha spesse volte invitato il Santo Padre, desideriamo motivare la nostra riflessione e la nostra azione per l’ambiente per il semplice fatto che la custodia del creato, il rispetto per la natura, è alla base della ‘ricerca di un’autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune’”. Il pellegrinaggio si apre nel pomeriggio di oggi (1° settembre) con la celebrazione eucaristica e la benedizione del pellegrino da parte del card. Peter Erdõ, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee. I parte- cipanti si dirigeranno poi (2 settembre) verso Bratislava navigando sulle acque del Danubio: sarà l’occasione per riflettere sul tema dell’acqua e dell’energia (è prevista una visita alla fabbrica di biodiesel a Komarom). A Bratislava i pellegrini saranno accolti dall’arcivescovo, mons. Stanislav Zvolenský, e dal sindaco Andrej Durkovský. Venerdì 3 si rifletterà sulla formazione alla custodia del creato con una tavola rotonda che prevede la partecipazione del card. Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, e di Ján Figel, già commissario europeo all’educazione e alla cultura e attuale ministro slovacco per i lavori pubblici, le poste e le telecomunicazioni. Dopo il trasferimento in bus a St. Pölten (Austria) è prevista in cattedrale una celebrazione ecumenica, alla quale parteciperanno rappresentanti delle Chiese cristiane e di organismi ecumenici locali e internazionali. Sabato 4 si proseguirà in treno fino a Bürgeralpe, dove a presiedere la celebrazione eucaristica sarà mons. André-Joseph Léonard, arcivescovo di MalinesBruxelles e presidente della Conferenza episcopale del Belgio. Infine, a piedi si giungerà a Mariazell, e qui domenica 5 settembre chiuderà il pellegrinaggio la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca. STORIE DI ACCOGLIENZA E SPERANZA Rom: andare oltre il pregiudizio S ulle recenti espulsioni dei Rom decise dal presidente Sarkozy le parole di Benedetto XVI all’Angelus, lette in lingua francese, sono un segnale forte e un appello ad educare i figli alla fratellanza universale come strada da seguire: “Tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È anche un invito a sapere accogliere le legittime diversità umane, al seguito di Gesù venuto a riunire gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue. Cari genitori, possiate educare i vostri figli alla fraternità universale”. Ritorna il tema educativo dell’accoglienza. Un cammino non facile, ma che può essere percorso con risultati impensabili e sorprendenti anche nei confronti dei Rom. Così è successo a Milano dove, dopo lo sgombero nel novembre 2009 di un campo abusivo di via Rubattino, sono stati avviati, inventati percorsi d’integrazione possibili. Un clima diverso avvertito anche dall’arcivescovo della diocesi ambrosiana, card. Dionigi Tettamanzi. Nella lettera alla città, letta a sant’Ambrogio (8 dicembre 2009), l’arcivescovo afferma: “Mi ha colpito nei giorni scor- si, a seguito dello sgombero di un gruppo di famiglie Rom accampate a Milano, la silenziosa mobilitazione e l’aiuto concreto portato loro da alcune parrocchie, da tante famiglie del quartiere preoccupate, in particolare, di salvaguardare la continuità dell’inserimento a scuola – già da tempo avviato – dei bambini. La risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei Rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive”. Anna Cossovich conosce la realtà dei Rom e ricorda lo sgombero di via Rubattino; nella lettera pubblicata su “Avvenire” (14 agosto 2010), dice: “Non si possono sgomberare delle famiglie intere senza dare loro delle alternative valide, e di conseguenza negare di fatto il diritto allo studio dei bambini”. Per la settima volta consecutiva don Massimo Mapelli, della Casa della Carità, ha accompagnato quest’anno più di 60 ragazzi Rom nella vacanza marina di Pomaia, presso una casa messa a disposizione dalla diocesi di Pisa. “Quando i ragazzi sono fuori dal sistema ‘ghetto’ (il campo) – dichiara don Mapelli – si può davvero lavorare bene con loro. Dal rispetto del luogo dove erano ospiti, al rispetto delle persone. Spiegando alla gente chi erano questi ragazzi rom abbiamo ricevuto accoglienza, non problemi”. Proprio nel quartiere Rubattino Guido Maffioli, 39 anni, papà milanese di tre bambini in età scolare, ha conosciuto Florin, un papà rom. Anche la sua famiglia venne sgomberata nel novembre 2009. Grazie all’interessamento di volontari ha avuto una casa. “L’accoglienza – dice Maffioli – è arrivata da parte di famiglie dei compagni di classe degli stessi bambini e da tanti cittadini del quartiere: il frutto di concreti percorsi d’integrazione troppo spesso bruscamente interrotti dalle ruspe. Florin e la sua famiglia sono ospitati prima dal parroco della vicina via Padova, poi trovano una vera casa in affitto, con l’aiuto degli scout di zona. Florin ha trovato un lavoro regolare con cui sostenere la spesa. Una borsa-lavoro sta dando una preziosa opportunità anche al suo figlio maggiore”. Anche Paola Bini, pensionata con molto tempo libero, ha conosciuto la realtà dei Rom nel campo di Segrate dove, dopo lo sgombero di via Rubattino, arrivarono alcune famiglie. Qui Paola ha conosciuto Alina che “è una donna Rom molto coraggiosa, determinata a integrarsi nella vita milanese per dare ai suoi figli una vita degna di essere vissuta. Tra noi è nata subito una grande simpatia, il ‘lei’ presto è stato sostituito dal ‘tu’ e la strada per venire da Segrate a casa mia le è diventata familiare. Senza dubitare della sua onestà, l’ho assunta per fare le pulizie, uscendo serenamente mentre lei rendeva lucidi i pavimenti. Non solo, quando per un periodo mi sono assentata da Milano per recarmi in Australia, in seguito a un nuovo sgombero, ho ospitato Alina e i suoi quattro figli a casa mia. Quando sono tornata ho trovato la casa tirata a lustro e non mi mancava nulla. In seguito, insieme ai genitori e insegnanti della scuola elementare del quartiere e alla Comunità di Sant’Egidio, abbiamo deciso di aiutare Alina a trovare una casa per non dover affrontare un nuovo inverno al freddo e al gelo”. a cura di SILVIO MENGOTTO SOCIETÀ FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 5 UNA RIFLESSIONE DEL CARD. ANGELO BAGNASCO Famiglia: dove vive il futuro A U Troppi “massaggi” poca informazione no sguardo sereno e costruttivo su matrimonio e famiglia è quello offerto dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in occasione della solennità della Madonna della Guardia. Nelle omelie del 29 agosto l’arcivescovo ha ripercorso l’iter naturale dell’amore umano. Lo ha fatto perché matrimonio e famiglia sono un bene per la società; il mondo potrà guardare con fiducia al suo futuro “finché un uomo e una donna uniranno le loro vite per sempre nel vincolo del matrimonio”. Ascoltando le parole del card. Bagnasco sembra così strano che oggi si giochi a minare e screditare quella cellula fondamentale che è la famiglia. Che cosa si pensa di guadagnare? Quale futuro si vuole preparare? Colpisce, soprattutto che la Chiesa sia, praticamente, l’unica a promuovere e difendere la famiglia in tutti i suoi aspetti. Raramente, capita di ascoltare nella società apprezzamenti per il matrimonio fedele e aperto alla vita. Il contesto attuale non aiuta la scelta responsabile e fedele dell’uomo e della donna; si teorizzano nuovi diritti – mai doveri! – individuali e si presenta la vita come un frammento, senza né capo né coda, da spremere il più possibile. Si tratta di una musica – così l’ha definita il cardinale – che viene continuamente suonata: “La vita è solo tua; dopo la morte non c’è nulla; godi il più possibile e approfitta di tutto senza scrupoli; fai quello che ti senti di fare, lasciati guidare dalle sensazio- ni”. La suonano taluni organi di informazione, la propongono cattivi maestri, purtroppo, talvolta, viene rilanciata nelle sedi dove si programma il governo dei cittadini. Chiesa richiama la responsabilità di tutti, soprattutto di chi ha in mano il bene comune, affinché si guardi con realismo al momento presente. “Che l’Italia non goda di buona salute sul piano della natalità – ha detto l’arcivescovo di Genova – è sotto gli occhi del mondo intero”. A chi spetta occuparsene? “Che gli altri Paesi non se ne preoccupino è scontato, ma che non ce ne preoccupiamo e non ce ne occupiamo noi è stolto”. Gli effetti negativi a tutti i livelli di questo inverno demografico sono noti a chi riflette e vuole informarsi: sul piano economico, politico, sociale, psicologico, culturale, ecclesiale. Tra questi il cardinale ne ha aggiunto uno, sul quale poco si riflette: quello democratico. “Sembra strano parlare di rapporto tra demografia e democrazia, ma bisogna tuttavia riconoscere che l’equilibrio demografico non solo è necessario alla sopravvivenza fisica di una comunità – che senza bambini non ha futuro! – ma è anche condizione per quella alleanza tra generazioni che è essenziale per una normale dialettica democratica”. Anche per questo motivo la Chiesa da molto tempo va dicendo che, in Occidente, dietro ad una bassa demografia sta una catastrofe culturale grave. La scarsità di bambini significa non solo un futuro autunnale, ma già ora crea squilibri tra le generazioni, cau- sa una povertà educativa non solo perché gli adulti sono sottratti al compito di educare, ma anche perché non educano più se stessi. “I ragazzi e i giovani, infatti, ci costringono a metterci in discussione; ci provocano a uscire da noi che, per età e acciacchi, tendiamo a ripiegarci sui nostri bisogni immediati”. Non sono solamente i genitori che, avendo dei figli, devono cambiare prospettive e stili, devono pensare e organizzarsi in rapporto ai figli nelle diverse età. È la società nel suo insieme che deve pensarsi e organizzarsi in tal senso. Si dirà, allora, che la bassa natalità è dovuta a questioni economiche? Certo, da questo punto di vista, i figli sono un impegno non indifferente e pertanto la società ha il dovere – se non vuole asfissiare – di intervenire, mettendo in atto concrete politiche familiari. Però, c’è anche da dire che bisogna attuare un cambio culturale: occorre essere critici nei confronti dei livelli economici, imposti da una società consumistica. I figli non hanno bisogno di tutto quello che si propaganda e vanno educati ad un consumo responsabile. Semmai, necessitano di esperienze familiari forti, di semplici gioie, di considerare la vita come l’occasione per donare sé stessi. Hanno bisogno di una forte rete relazionale, che comincia con i genitori, prosegue con i nonni e gli altri parenti, si affaccia nella società e vive nella comunità ecclesiale. MARCO DOLDI CORSIVO di AGOSTINO CLERICI GHEDDAFI, I CAVALLI E... LE OCHE Il colonnello Gheddafi viene a Roma per concludere i suoi affari. Giunge in compagnia delle sue guardie del corpo (tutte donne) e di 30 cavalli berberi da esibire nello show equestre per la festa di conclusione del Ramadan. I cavalli se li è portati dalla Libia, ma... le oche le ha fatte scegliere in Italia: 500 giovani, belle e pagate per ascoltare le sue lezioni di Corano e per sentirsi dire che l’Islam sarà presto la religione dell’Europa. Le cronache ci dicono che qualcuna - molto poche in verità - è rimasta scioccata e se ne è andata anzitempo, perdendo il gettone di presenza di cento euro; tre si sarebbero convertite all’islam; una buona parte di esse ha magnificato l’eleganza del leader libico e ha confessato di averne avuta un’ottima impressione... Noi italiani occidentali abbiamo dato la nostra bella prova di tolleranza ad un capo di stato che, invece, non lesina punizioni corpo- rali e non smette di calpestare i diritti umani. Chissà se quelle 500 bamboline sanno che cosa rischia in Libia una donna sorpresa con tacchi a spillo e minigonna magari in atteggiamento affettuoso con un uomo che non sia il suo marito (padrone)? Ma l’impressione è stata ottima e poi c’era il compenso in danaro, per fare la comparsa... Si potrebbero sprecare gli aggettivi per definire il fatto. Lasciamo perdere gli usi ideologici della vicenda: in Italia, purtroppo, qualunque cosa diventa un pretesto per aggiungere una battuta al teatrino della politica. C’è chi ha sorriso, dicendo che si tratta di una buffonata. Chi ha parlato di provocazione. Non è la prima volta che Gheddafi viene in Italia a fare il buffone o il provocatore, in occasione delle sue visite di affari. Aveva già radunato le ragazze in un’altra occasione e aveva ripetuto parole simili. Non ci preoccupa tanto Gheddafi, ma che quanto egli va dicendo, con il suo stile un po’ berbero e un po’ barbaro, non sia per nulla campato per aria. Che l’Eu- ropa rischi di diventare musulmana non è affatto una previsione culturale, ma un semplice conto demografico. Come ha dichiarato il gesuita di origini egiziane Samir Khalil Samir, islamologo di fama internazionale: «Gli europei hanno un tasso di natalità molto basso, in media l’1,38%, vale a dire la metà di quello degli immigrati di provenienza extracomunitaria, in gran parte musulmani. I demografi prevedono che entro il 2050 un quarto della popolazione europea sarà islamica». Naturalmente gli affari sono sacrosanti e se ci sono in ballo succosi contratti di lavoro in tempo di crisi, il fiato per ricordare ad un dittatore che non può rinchiudere centinaia di eritrei nei campi di detenzione (è solo l’ultima violazione perpetrata da Gheddafi), viene ricacciato indietro in una sorta di scambio diplomatico di sorrisi e cordialità. Eppure, Gheddafi viene nel cuore del cattolicesimo a proporre di convertirsi all’islam, e nessuno dice niente. Forse sarebbe stato bene dargli un segnale che per noi non esistono solo gli affari. O non è così? ncora sul tema dell’informazione. La nostra è una società nella quale sembrano sempre di più abbondare “tuttologi” e “infallibili” così che il linguaggio spesso diventa “menzogna organizzata” e può diventare l’arma più potente dell’arsenale dei despoti e dei demagoghi. “Il linguaggio che usiamo - annota R. Gross - come l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo è sempre più inquinato”. Come non condividere quanto Russell scrive: “molti preferirebbero morire piuttosto che pensare”. Ci troviamo - volenti o non - immersi in un oceano verbale dove gli slogan costituiscono le onde cariche di emozioni che increspano la superficie delle acque. Allora, semaforo verde al “politichese”, al “sinistrese”, al “sindacalese”, all’“assessorese”, al “difficilese”, al “burocratese”... tutti linguaggi precotti che danno l’illusione di saziare ma che - in profondità - nascondono più di quanto affermano: “Come cani e gatti amano essere accarezzati, così ci sono uomini che amano essere verbalmente accarezzati, amano cioè solo quei messaggi che in realtà sono dei massaggi”. * * * Aumenta sempre di più il numero di quelli che amano quelle parole-imbroglione che proiettano una “deliziosa luce lunare su tutti gli oggetti, luce in complesso piacevole, ma che non ne mostra chiaro uno solo”. Così il parlare oscilla tra la banalità fumosa e la mafiosità snobistica e l’oscurità viene ad essere come una carezza verbale al bambino che sonnecchia in ognuno di noi anche se è uno schiaffo all’intelligenza e al pensiero critico: per troppi intellettuali nulla è più incomprensibile dei discorsi della gente a cui il linguaggio non serve a nient’altro che a farsi capire! Quando la “menzogna organizzata” diventa fatto sociale e di rilevante proporzione, è necessario difendersi dai “persuasori occulti”, siano essi pubblici o privati. Poco importa chi parla alla radio e alla televisione o chi scrive su di un giornale, se tutti i cittadini possedessero un minimo di strumentazione per discernere e criticare i diversi messaggi inviati così da poterli smascherare nelle loro profonde intenzionalità. Alcune provocazioni. La prima: è necessario distin- guere tra oggettività d e l l ’ i n fo rmazione e obiettività di colui che informa. Una notizia, una informazione è oggettiva se è controllabile: l’oggettività è una questione di pubblico controllo. L’obiettività: dicendo che una persona è obiettiva noi intendiamo affermare che è onesta, che è proba. La seconda: occorre non confondere la faziosità con la parzialità. Ogni osservazione è necessariamente parziale perché avviene sempre a partire da un punto di vista. La parzialità dell’informazione consiste nel rapportarsi alla realtà cogliendo uno tra i tanti punti di vista. La faziosità, invece, subentra quando per un motivo di ordine diverso (ideologico, politico, economico...) si pretende che un punto di vista sia il solo punto di vista. La terza: si impone la distinzione tra spiegazione di un fatto e la sua interpretazione ideologica. La spiegazione di un fatto rientra nel campo del controllabile; la sua interpretazione ideologica, invece, sfugge a ogni controllo, poiché interpreta tutto e nulla spiega. * * * Allora di fronte ad una qualsiasi informazione dovremmo porci domande come queste: questa argomentazione è una spiegazione o un’interpretazione? Quali sono le cause addotte, in un discorso televisivo o in un articolo di giornale, di questo o di quest’altro evento? Esistono altre cause e quindi altre spiegazioni? Possono esistere? I fatti riportati sono tutti i fatti rilevanti al caso? Possono venir visti in un’altra luce? Il giornalista assolutizza una sola causa, magari quella valorizzata dalla sua ideologia? Come, e in base a quale criterio, un articolista gerarchizza una costellazione di cause? Il rapporto tra l’informatore ed il pubblico non può essere un rapporto fiduciario. Occorrono, insomma, più argomentazioni e meno esclamazioni. Troppe esclamazioni rendono il linguaggio un’arma di presunta difesa. In realtà fanno torto all’intelligenza di chi parla e a quella di chi ascolta. FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI GERMANIA: FORUM CATTOLICI TEDESCHI, “SOLIDARIETÀ AI CRISTIANI PERSEGUITATI” “Avere coraggio per la missione”: con questo appello, pronunciato dal vescovo di Limburgo, mons. Franz-Peter Tebartz-vanElst si è concluso domenica 29 agosto a Fulda il X congresso del Forum dei Cattolici tedeschi. Nella risoluzione finale approvata dai circa 1.600 partecipanti, al termine di tre giorni di incontri, si esortano i cattolici a difendere la Chiesa: “in considerazione di un deterioramento drammatico della fede cattolica e della cultura cristiana in Germania occorre rinnovare la capacità di testimonianza cristiana”, si legge nel documento dell’organizzazione fondata nel 2000. La dichiarazione sollecita ad opporsi “contro tutti i tentativi di rimuovere la Chiesa dalla vita pubblica e di screditare” la fede cristiana. Il 28 agosto è stato inoltre diffuso un appello ad una maggiore solidarietà nei confronti dei cristiani perseguitati in tutto il mondo. L’edizione del 2010 del congresso è stata dedicata al tema “La Chiesa a servizio della verità e segno di contraddizione”. La messa finale è stata celebrata presso il duomo di Fulda ed è stata presieduta dal Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, card. Zenon Grocholewski. P A G I N A 6 SOCIETÀ ECONOMIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 LE RESPONSABILITÀ POLITICHE E CULTURALI DELLA CRISI È LA GLOBALIZZAZIONE CHE PERMETTE ALL’OCCIDENTE DI CRESCERE P otrà sembrare assurdo, ritengo purtuttavia importante riflettere sul significato della parola processo, intesa come svolgimento, in successione, di fatti e avvenimenti, incidenti sulla vita dei cittadini e sullo sviluppo della società civile. Il processo si sviluppa attraverso fasi successive, che non ignorano il passato. Mi spiego prendendo in considerazione l’attuale crisi economica. Fatto iniziato con la crisi finanziaria scoppiata tre anni fa negli Stati Uniti, giunta poi in Europa e in seguito dilagata nei vari Continenti. All’inizio del fenomeno si pone la corruzione, che ha attraversato il mondo politico, finanziario e culturale. Per evitare di incorrere in errori di valutazione, è bene riflettere sul seguente passo della Spe Salvi: “Sì, la ragione è il grande dono di Dio all’uomo, e la vittoria della ragione sull’irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana… Se il progresso, per essere progresso, ha bisogno della crescita morale dell’umanità, allora la ragione del potere e del fare deve essere integrata mediante l’apertura della ragione alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male”. L’analisi che sto compiendo, non Il mercato, la produzione, la concorrenza ed i consumi, dal ristretto ambito occidentale si sono aperti alle aree dell’Asia e a lembi di Africa pagina a cura di GIANNI MUNARINI può essere circoscritta all’analisi della frazione, della parte, della porzione, e ignorare l’insieme. Intendo dire che la corruzione non è presente solo in alcuni settori, ma colpisce l’intero Paese: istituzioni, attività economiche, cittadini. A mio giudizio, per riportare valori e cultura della legalità nel Paese, non basta blaterare di “questione morale”, è necessario elaborare una cultura della legalità, fondata sulla morale e supportata da regole chiare, da controlli rigorosi e da severa repressione dei reati. A questa fase deve far seguito una severa azione educativa, volta innanzitutto alle giovani generazioni. Questo lavoro di elaborazione culturale e di educazione non è stato svolto, anzi è stata condotta avanti la subcultura della violenza, dell’anarchia e del nichilismo, che ha conosciuto i suoi momenti forti nella contestazione studentesca sessantottina e nelle lotte retrograde, oscurantiste e contro i valori morali, della sinistra radicalchic. Quanti sostengono, che la crisi è riconducibile ad un eccesso di sregolatezza e disordine della finanza, dei mercati e della globalizzazione, sono superficiali o in malafede. Costoro non vogliono cogliere le responsabilità del mondo della cultura, della politica, dell’imprenditoria e del sindacato. Faccio rilevare ai denigratori della globalizzazione, che è proprio detto “mostro” che permette all’Occidente di riprende a crescere. La crescita non è più spinta dagli Stati Uniti, bensì dai Paesi emergenti: Cina, India, Brasile. Il mercato, la produzione, la concorrenza ed i consumi, dal ristretto ambito occidentale si sono aperti alle aree dell’Asia e a lembi di Africa. Il falso moralismo della sinistra, come il garantismo sventolato dalle forze di governo, sovente è inficiato da ipocrisia e doppiezza. Basti pensare che, dal lontano 1981, il fantasma della questione morale si aggira fra i banchi del Parlamento, nelle aule dei tribunali, nel mondo della cultura e financo nelle bettole dei paesi. In realtà il problema non è stato recepito, nella sua concreta pericolosità, cosicché non è stato affrontato e risolto. Si pensi a “Mani pulite” che, con tutto il suo tintinnar di manette, è riuscita a distruggere il sistema partitico, senza però riuscire a far nascere l’invocata cultura della legalità. Tangentopoli, il malaffare, gli interessi inconfessabili, che legano sovente il mondo della politica con quello imprenditoriale, imperversano tutt’oggi nel Paese. La corruzione brucia 50 miliardi l’anno; l’evasione fiscale supera i 150 miliardi; la criminalità organizzata incassa una cifra che sfiora i 140 miliardi, infine il governo in autunno potrebbe cadere, creando così le condizioni per un netto peggioramento della situazione. Il ricorso alle urne, almeno a mio giudizio, non creerà le condizioni richieste per dar vita a compagini alternative, idonee ad affrontare i dissesti provocati dalla crisi economica e dal crollo etico. Temo non si abbia il coraggio di dire che nel Paese, stanno per esplodere vecchie contrapposizioni politico/ culturali, sulla concezione e sull’architettura dello Stato, della politica, della legalità e del vivere civile. Il Papa ha più volte sollecitato la nascita di una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, ma l’esortazione pare essere stata disattesa dalle istituzioni della Chiesa italiana, dalle associazioni e dalle università cattoliche. Non sostengo che non è stato fatto nulla, dico semplicemente che quanto è stato fatto è insufficiente. Soprattutto sostengo che era impossibile aspettarsi risultati positivi, perché detto lavoro non è stato supportato da una cultura innervata da principi evangelici e da dettami della dottrina sociale della Chiesa. Alle corte, i cattolici che intendono impegnarsi nell’ambito politico, hanno in dotazione principi generali e valori, ma non hanno un pensiero politico organico, innervato dall’ispirazione evangelica e dall’insegnamento sociale della Chiesa, a cui riferirsi. Mi sento di dover aggiungere che gli attacchi di Famiglia Cristiana al Presidente del Consiglio, come i sogni dell’opposizione di dar vita a una coalizione anti-Berlusconi, non hanno costrutto, perché si limitano a porre in evidenza i limiti della politica del governo e a demonizzare Berlusconi, come persona, illudendosi, attraverso questi comportamenti, di nascondere l’incapacità di formulare robusti programmi alternativi. Attraverso questa via non si otterrà il consenso degli elettori, ma solo si peggiorerà la situazione politica ed economica del Paese. LA SINISTRA HA MOTIVI PER PIANGERE, IL CENTRODESTRA NON NE HA PER RIDERE CONTI PUBBLICI DISASTRATI E BANCAROTTA NEL PRIVATO L a sinistra dunque ha buoni motivi per piangere, mentre il centrodestra non ne ha per ridere. I conti pubblici sono disastrati, secondo la Corte dei Conti i Comuni italiani, hanno consolidato, nel 2008 un debito di 71,6 miliardi di euro, ovvero hanno accumulato un debito superiore a quello dello Stato che, quest’anno, raggiungerà il 118,4% del prodotto interno lordo. Lo sfascio è comunque molto più esteso. Al riguardo cito la denuncia depositata, in questi giorni, alla Procura di Ravenna, contro l’ex Consorzio dei servizi sociali, ora in fase di liquidazione per un disavanzo di 9 milioni e mezzo di euro. Proseguo, l’Asl Provinciale n. 5 di Reggio Calabria, sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2008, ha registrato un debito di 500 milioni di euro, per la Tirrenia il Tribunale fallimentare ha dichiarato lo stato di insolvenza. Il quadro che ho disegnato dice chiaramente che l’Italia non può permettersi crisi di governo. Condivido ben poco dell’operato del Governo, in quanto è un susseguirsi di interventi tampone, di rincorsa all’emergenza, non modernizza, ovvero non progetta futuro. Ricordo l’intervento teso a salvare dalla bancarotta i Comuni di Roma e di Catania. Il primo, guidato da un’amministrazione di Centrosinistra, è riuscito ad accumulare un debito certificato in quasi 10 miliardi di euro. Il secondo guidato da un’amministrazione di Centrodestra ha esposto un deficit spaventoso e un debito attorno al miliardo di euro. Con questi risultati gli enti locali, incredibile, rivendicano maggior autonomia. Nel privato, manco a dirlo, le cose non vanno meglio, basti ricordare la bancarotta di Parmalat e Cirio, quella del gruppo Burani, 750 milioni di passivo, alla pari con Giacomelli. Seguono, nell’ordine, Tecnosistemi e Trevitex con 420 milioni di euro, Finpart con 380 e Ventaglio con 200. Continuo l’analisi dei dati 2008 soffermandomi sul valore dell’economia sommersa. Stando al rapporto Istat, detta fetta di economia si aggira sui 255-275 miliardi di euro l’anno, ossia tra il 16,3% e il 17,3% del Pil. I lavoratori coinvolti, nel lavoro nero, si avvicinano ai 3 milioni di uni- tà. Sono stime, non dati certi, comunque dicono che il valore del prodotto, che sfugge a tasse e imposte è enorme, come lo è l’evasione dei contributi sociali. Non posso non soffermarmi sulla vicenda Fiat-Fiom, perché emblematica degli errori, delle arretratezze culturali e degli ideologismi, che stanno alla base del crollo etico, politico, sociale ed economico del Paese. Con frequenza, si confondono il valore della solidarietà e la difesa del diritto ad un posto di lavoro, con lo spreco, l’inefficienza, lo sperpero di danaro pubblico. Il diritto di sciopero, che giudico irrinunciabile, viene sovente confuso con la lotta di classe, col “compito” del movimento operaio di abbattere l’impresa capitalista. Siamo fermi agli albori della rivoluzione industriale, ignoriamo come gli equilibri geopolitici e geoeconomici si sono modificati. Il mondo cattolico troppe volte sogna di poter identificare la politica economica dello Stato e le attività imprenditoriali con gli obiettivi, lo spirito e le modalità operative della San Vincenzo. Errore, le opere di carità sono “espressione originale e creativa della fecondità dell’amore cristiano” (Giovanni Paolo II, discorso al Convegno di Loreto del 1985), mentre le politiche economiche e le attività imprenditoriali perseguono la produzione di beni e servizi, la massimizzazione dei profitti, attraverso l’innovazione e la competitività, nonché la creazione di posti di lavoro. Il tutto dovrebbe avvenire nel rispetto della dignità della persona del lavoratore e della giustizia distributiva. Pertanto: “se le strutture, il funzionamento, gli ambienti di un sistema economico sono tali da compromettere la dignità umana di quanti vi esplicano la propria attività… un siffatto sistema è ingiusto” (MM 83), quindi va combattuto. Superfluo dire che non si deve dimenticare l’importanza e il valore degli ammortizzatori sociali, strumenti tesi a rendere meno tragica la perdita del lavoro che, come si sa, è necessario al sostentamento della famiglia. Il caso, Marchionne/Fiom, pare indirizzato a porre in evidenza due esigenze, la nascita di una cultura responsabile, contemplante la fine dell’impresa pro- tetta e sovvenzionata, con contributi statali, nonché la fine del lavoro sovvenzionato. E’ inoltre urgente dar vita ad un modello di relazioni industriali capace di relazionarsi con i temi della globalizzazione e inserito nel quadro del rinnovo del Sistema/Italia. Quest’ultimo non va sottovalutato. Sino al 2008 la produttività in Italia è cresciuta del 3%, contro il 14% dell’area euro. In questo primo trimestre l’Inghilterra, la Francia e la Germania, sono rispettivamente cresciute dell’1,6%, dell’1,7% e del 3,7%, mentre l’Italia dell’1,1%. Alle corte, non è sufficiente saper progettare bene le automobili, se poi non si sanno creare le condizioni richieste per poterle fabbricare in Italia e venderle in Europa e nel mondo. Per concludere, il “processo” è iniziato dalla corruzione e il suo svolgimento si è colto nella crisi, in successione: politica, finanziaria, dell’economia reale, del debito pubblico divenuto enorme, quindi è ovvio concludere che è necessario combattere la causa e non gli effetti, se si desidera raggiungere risultati positivi. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 QUATTRO GIOVANI SARANNO ORDINATI DAL VESCOVO DIEGO AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 2 A Brinzio, alle ore 20.30, celebrazione della Santa Messa. VENERDÌ 3 A Como, udienze e colloqui personali. SABATO 4 A Nuova Olonio, mattino e pomeriggio, assemblea della vita consacrata. SABATO 4 E DOMENICA 5 Visita pastorale a Parè e Drezzo. MARTEDÌ 7 A Como, presso l’Auditorium del Collegio Gallio, incontro formativo per gli insegnanti delle scuole cattoliche della diocesi; a Ronago, in serata, Santa Messa con l’associazione Bindun. MERCOLEDÌ 8 A Lenno, alle ore 10.30, Santa Messa presso il santuario della Madonna del Soccorso; a Como, alle ore 19.30, nell’ambito della manifestazione “Parolario”, colloquio a partire dal libro “Vivere da prete”. GIOVEDÌ 9 A Como, al mattino, Consiglio episcopale. VENERDÌ 10 A Como, restituzione della visita pastorale da parte dei giovani della zona Valtellina Superiore (in Cattedrale, alle ore 11.00, celebrazione della Santa Messa). Sabato 11 settembre le ordinazioni diaconali in Duomo S abato 11 settembre, alle ore 10.00, in Cattedrale a Como, il vescovo monsignor Diego Coletti presiederà la liturgia di ordinazione diaconale. Quattro i giovani che riceveranno l’ordine diaconale: due diocesani, due appartenenti alla congregazione della Consolata. Marco Turra è nato a Milano il 15 gennaio 1978 è della parrocchia di S. Giorgio Martire in Rovagnate. Ha conseguito la maturità classica al Liceo Ginnasio A. Volta di Como nel 1997, anno in cui comincia la propedeutica presso il seminario diocesano di Como. Nel seminario della nostra diocesi rimarrà fino al 2001 prestando servizio nelle parrocchie di Olgiate Comasco e Maccio. Dopo la terza teologia, si trasferisce ad Alpignano (To) per cominciare un nuovo cammino vocazionale coi missionari della Consolata. Marco termina gli studi teologici di base nel 2003 presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Fossano. Durante l’a.s. 2003-2004 ha svolto il proprio periodo di noviziato a Rivoli (To) e l’anno successivo si reca in Tanzania per due anni di stage pastorale. Ritorna dalla Tanzania nel 2007 per conseguire una licenza in teologia dogmatica a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Ora è destinato nuovamente in Tanzania, terra in cui ritornerà dopo l’ordinazione diaconale. Alexander Likono è nato il 6 dicembre 1976 in Kenya. Ha frequentato a Nairobi il seminario filosofico dei missionari della Consolata. Dopo quattro anni di studi filosofici, svolge il proprio periodo di noviziato tra il 2002 e 2003 a Sagana. Dopo il noviziato, è stato destinato a Roma, dove ha conseguito il baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Durante l’a.s. 20062007 svolge un anno di servizio pastorale nella parrocchia di S. Maria di Loreto a Platì, diocesi di Locri-Gerace. Terminata questa esperienza, si reca di nuovo a Roma per conseguire una licenza in teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense. Dopo l’ordinazione diaconale, presterà il proprio servizio missionario in Costa d’Avorio. Pietro Bianchi è nato a Como il 28 settembre 1985, della parrocchia dei santi Ambrogio e Antonio in Casnate. Entra in propedeutica nell’anno 2004presso la parrocchia di Cavallasca dopo aver conseguito il diploma presso lo scientifico Giovio di Como. Negli anni di seminario ha prestato servizio presso la parrocchia di Lipomo, il Centro Diocesano Vocazioni, la Pastorale giovanile diocesana e a Olgiate Comasco. Mario Biffi è nato a è nato a Cuggiono (Mi) il 25 novembre 1978, ma risiede a Teglio presso la parrocchia di Sant’Eufemia. Frequenta liceo classico di Busto Arsizio e si laurea poi presso la Facoltà di lingue e civiltà orientali a Venezia. Entra quindi nella propedeutica a Cavallasca nell’ottobre 2004. Negli anni di seminario presta servizio presso le parrocchie di Mandello Sacro Cuore, il Centro Diocesano Vocazioni, la parrocchia di Sant’Antonio in Camerlata con il servizio in carcere e a Capiago. tà parrocchiale di Morbegno, che già ringraziamo per la disponibilità. È un appuntamen- to a cui tutti i soci sono chiamati per una riflessione, una condivisione e una programma- SABATO 11 A Como, in Cattedrale, alle ore 10.00, ordinazioni diaconali; a Como, alle ore 21.00, fiaccolata dal Santuario del Sacro Cuore (Opera don Guanella) al Santuario Madonna del Prodigio in Garzola. DOMENICA 12 A Bormio, restituzione della visita pastorale da parte della zona Valtellina Superiore. AZIONE CATTOLICA Assemblea inizio anno L o sguardo è rivolto al 20 febbraio 2011, giorno della prossima Assemblea diocesana: esperienza forte, momento che chiude un triennio e che subito passa il testimone ai responsabili che guideranno il cammino associativo dei prossimi anni. Con le mani ancora bianche della “farina” usata per impastare la vita delle attività estive, ci prepariamo a vivere un momento importante rappresentato dall’assemblea di inizio anno. Quest’anno saremo ospitati nelle nuove strutture della Chiesa di San Giuseppe, nella comuni- zione della vita associativa che esige “presenze” piuttosto che deleghe. Questo è il primo gradino della responsabilità a cui siamo chiamati per costruire la Chiesa della Diocesi di Como attorno al nostro Vescovo Diego. Aspettiamo tutti! P A G I N A 8 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 IL VESCOVO INCONTRA LA COMUNITA’ PASTORALE DI DREZZO E PARÉ Il 4 e 5 settembre mons. Diego Coletti riprenderà la Visita Pastorale alle parrocchie della diocesi incontrando i fedeli di Drezzo e Paré nella zona Prealpi e parrocchie di Paré e Drezzo, dall’inizio di quest’anno infatti, sono impegnate a vivere il cammino della pastorale integrata, una sfida impegnativa, bella, a volte difficoltosa, che stiamo cercando di vivere con gradualità. Vengono proposti una serie di momenti e di attività interparrocchiali che, oltre ad essere stati accettati positivamente sia dai parrocchiani di Paré che da quelli di Drezzo, stanno già portando i loro frutti, insegnandoci a mettere in pratica la collaborazione e l’aiuto reciproco. Da qualche mese, infatti, sono molte le attività che si svolgono insieme, a partire dalla preparazione e accoglienza del nuovo parroco di Paré e Drezzo, Don Sergio Bianchi, attraverso diversi momenti di incontro delle due comunità, la costituzione di un comitato misto pro accoglienza, la preparazione della liturgia delle prime due celebrazioni del nuovo pastore nel mese di gennaio e i PER CAMMINARE INSIEME La chiesa parrocchiale di Paré L festeggiamenti in suo onore. In occasione del 39° carnevale drezzese e del 15° carnevale parediense, si è pensato poi all’animazione e alla sfilata di un unico grande corteo dalla piazza della chiesa di Paré all’oratorio di Drezzo. I giovani delle due parrocchie hanno festeggiato insieme e si è pensato di creare alcune occasioni di incontro per una conoscenza reciproca. Sono stati pensati alcuni momenti di preghiera interparrocchiali: per il Mercoledì delle Ceneri, infatti, oltre alle consuete celebrazioni serali, nel pomeriggio si è tenuta una liturgia della Parola con l’imposizione delle Ceneri in chiesa a Paré per tutti i bambini delle scuo- le elementari e i ragazzi delle scuole medie. Altri momenti di preghiera comune sono state le Vie Crucis celebrate il venerdì sera in alternanza tra Paré e Drezzo, l’adorazione eucaristica comunitaria per i giovani in occasione delle Giornate Eucaristiche a Drezzo, la giornata comunitaria di ritiro per i cresimandi di Paré e di Drezzo in preparazione alla SS. Cresima, la Celebrazione interparrocchiale della Prima Confessione, alla quale hanno partecipato i bambini di IIIa elementare di entrambi i paesi, il mese mariano interparrocchiale e il pellegrinaggio a Torino in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone. Inoltre, è sta- to necessario pensare a una riformulazione degli orari delle SS. Messe festive e feriali di Parè e di Drezzo, con lo spostamento di alcuni orari e la soppressione di altri. Infine, le due comunità hanno vissuto congiuntamente la pre-visita il 2 Luglio scorso e ora, in un clima di preghiera, si preparano alla visita pastorale di Mons. Diego Coletti, nel prossimo fine settimana, nei giorni 4 e 5 settembre. Non è sempre facile andare d’accordo, rispettarsi reciprocamente e condividere idee e progetti: è un lavoro lungo, difficile e faticoso da fare, insieme, giorno per giorno. LA COMUNITA’ PASTORALE DUE PARROCCHIE E TANTE PERSONE AL “LAVORO”... La parrocchia di Paré, dedicata a San Giovanni Battista, conta 1763 abitanti. I gruppi che collaborano alla vita parrocchiale, tutti egualmente importanti per il loro contributo, possono essere raggruppati all’interno di due aree:apostolico-missionaria e amministrativa. Della prima fanno parte tutti quei gruppi che de- La chiesa dicano il proprio tempo ed energie per diffondere di Drezzo il messaggio cristiano. In parrocchia è presente un sostanzioso gruppo di catechisti impegnato ad accompagnare piccoli, ragazzi e giovani verso una scelta di fede consapevole, attraverso i sacramenti dell’iniziazione cristiana, e verso una fede adulta. Inoltre, sono molti coloro che si impegnano nell’animazione delle attività estive come il GREST e il campo scuola. Da sottolineare la presenza di un nutrito numero di volontari, come il gruppo bar e i volontari per la pulizia, che si occupano delle necessità dell’Oratorio parrocchiale, le donne che si preoccupano della pulizia e dell’abbellimento della Chiesa, il gruppo di donne che organizza un banco vendita di oggetti fatti a mano, ricami, oggetti per la casa, il cui ricavato viene donato con generosità a favore delle opere parrocchiali. Non si può dimenticare il Gruppo Alpini e il gruppo teatrale di Paré in prima linea nel sostenere, con i suoi spettacoli, le necessità della parrocchia e i nostri missionari nel mondo. Soffermiamoci ora un istante sull’animazione delle funzioni religiose e sui tanti laici che vi operano come i chierichetti, il coro parrocchiale e quanti ogni domenica si mettono a disposizione per preparare i canti e suonare. Nella parrocchia di Paré è presente il gruppo di Azione Cattolica e quello della Caritas parrocchiale, impegnato nell’aiuto ai più indigenti. Dal 2005 è presente una comunità di suore originarie del Perù, appartenenti alla congregazione “Canonichesse della Croce”, formata da 4 giovani donne; una ricchezza condivisa con Drezzo. Le suore si occupano primariamente della Scuola parrocchiale dell’Infanzia. Il loro supporto riguarda anche l’animazione liturgica, l’oratorio oltre a collaborare con il Centro Diocesano Vocazioni. All’interno della seconda area si trovano tutti quei gruppi che si occupano dell’amministrazione dei beni mobili e immobili della parrocchia. Questi gruppi sono: il Consiglio degli Affari Economici, il Consiglio per l’Amministrazione della Scuola dell’Infanzia, la Segreteria parrocchiale, la Commissione Sagra di S. Giovanni Battista e il Gruppo NOI che si occupa dell’amministrazione dell’Oratorio. Un nutrito numero di parrocchiani si occupa della realizzazione del giornale parrocchiale, “L’Amico”, nonché del foglio settimanale distribuito ogni domenica. La parrocchia di Drezzo, con patroni i Santi Rocco e Sebastiano, conta attualmente 1183 abitanti. Da anni si sta percorrendo un cammino che ha come meta il riconoscersi in una grande famiglia solidale, attenta ai bisogni dei più deboli. A Drezzo ancora non esiste un consiglio pastorale strutturato come da indicazioni pastorali, ma ci sono tanti gruppi di volontari che mettono il proprio tempo al servizio della comunità. I catechisti, tra cui donne, giovani e le “Suore Canonichesse della Croce” sono impegnati a far conoscere Gesù e la bellezza della fede cristiana ai bambini e adolescenti. I chierichetti e quanti si impegnano per abbellire la Chiesa parrocchiale e il Santuario di Chiesa Alta. Gli Oratoriani (così definiti da Don Giovanni) mandano avanti e progettano le attività dell’oratorio, luogo privilegiato di crescita nella fede, senza dimenticare chi si occupa del bar e della pulizia dell’Oratorio. Gli Animatori sono impegnati in oratorio soprattutto durante le settimane del GREST. La Schola cantorum, diretta dai maestri Damiano e Luigi che anima la liturgia insieme al Piccolo coro di “voci bianche”. I Pensionati che si ritrovano in oratorio per fare piccoli lavoretti a favore dei disabili. Le “Marte”(ma anche “Marie”) preparano i banchi vendita per l’Immacolata e la pesca di beneficenza per la novena d’agosto. Il gruppo Caritas è formato da persone di buona volontà che preparano, tra le varie cose, i sacchi a pelo per il dormitorio di Como, le bende di tela e lana per i lebbrosi, lavano, stirano e riempiono scatoloni di lenzuola, indumenti, scarpe per i container che vanno in ogni parte del mondo, dalla Georgia al Congo, a Suor Carla, alla Romania, con cui da anni c’è un rapporto particolare grazie a Don Antonio di Brescia, Don Gabriel di Oradea e la casa famiglia che ospita i bimbi tolti dagli orribili orfanotrofi romeni. Senza dimenticare chi si occupa delle numerose adozioni a distanza fatte con la Caritas di Como, suor Carla, Padre Luigi e Don Gabriel. Gli amici del Crotto di Chiesa Alta è il gruppo forse più numeroso che opera in parrocchia, che coinvolge un po’ tutti, soprattutto durante la novena dell’Assunta e in occasione del Carnevale. La redazione realizza gli avvisi e i bollettini parrocchiali, le copie dei libretti della via crucis o delle sante Messe. Il gruppo sportivo, dal lontano ’76, è presente in Oratorio per organizzare i campionati di calcio e di pallavolo con il CSI. In oratorio si ritrovano anche il gruppo alpini che organizza serate e varie attività con gli altri gruppi della zona come la giornata in ricordo di Nikolajevka, e il gruppo teatrale dialettale “I stralüsc”. IN ATTESA DI INCONTRARE UN “AMICO” Le parrocchie di Paré e Drezzo, due comuni della fascia prealpina immediatamente a ridosso del confine italo-elvetico, si stanno preparando a ricevere mons. Diego Coletti, Vescovo di Como, nella sua prima Visita Pastorale. Da pochi mesi, sono state unite in una comunità pastorale che sta muovendo i suoi piccoli, ma significativi primi passi nell’apertura verso un graduale comune cammino pastorale, pur nel costante rispetto della propria originalità. Entrambe le realtà parrocchiali vedono al loro interno un forte grado di generosa e appassionata ministerialità laicale, frutto senza dubbio della propria storia locale, sia passata sia presente, della naturale indole buona e laboriosa delle popolazioni di una costante vicinanza alla Chiesa, specialmente nella militanza in Azione Cattolica dell’impegno apostolico dei pastori zelanti che si sono avvicendati alla guida spirituale di entrambe le parrocchie e che qui hanno profuso il meglio delle loro energie e del loro cuore sacerdotale. Non possiamo a questo punto esimerci dal ricordare, proprio sulla scorta di tutto ciò, gli ultimi due parroci di Drezzo e di Paré: mons. Giovanni Valassina e don Mario Ziviani. Il loro ricordo è tanto vivo nelle popolazioni di entrambi i paesi quanto emblematici sono e resteranno per sempre i segni visibili del loro passaggio nella vita delle persone e nelle strutture parrocchiali. L’impostazione del programma della Visita Pastorale, presentato dalla Comunità Pastorale e accolto integralmente dal Vescovo, anche per la situazione contingente, desidera dunque offrire a tutti la possibilità di un incontro veramente familiare tra il Pastore della Diocesi, che viene in mezzo a noi nel nome del Signore, ed il Gregge che è affidato alle sue cure dalla Grazia di Dio e della Chiesa. Alla Madonna Assunta e Madre del Buon Consiglio, particolarmente amata e venerata nelle nostre chiese dalla nostra gente, chiediamo, con grande fiducia, una particolare Benedizione per la buona riuscita di questo straordinario evento pastorale che ci disponiamo a vivere. don SERGIO BIANCHI parroco di Drezzo e Paré PA G I N A IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 Il messaggio del Vescovo 1 Nella solennità del santo patrono Abbondio ... E LIBERACI DAL MALE UOMINI E DONNE COSTRUTTORI DI SPERANZA PERCHÈ SANNO SPENDERSI PER IL BENE DI TUTTI Pubblichiamo il testo integrale del discorso del Vescovo alla città di Como e all’intera diocesi in occasione della solennità di sant’Abbondio; mons. Diego Coletti lo ha pronunciato durante i Primi Vespri, che si sono svolti nella basilica del santo, a Como, lunedì 30 agosto alle ore 17.30; il giorno successivo, il 31 agosto, il pontificale si è tenuto in Cattedrale alle ore 17.00 ANCORA UNA VOLTA AFFIDANDOMI ALLA INTERCESSIONE DI SANT’ABBONDIO RIVOLGO UN MESSAGGIO AI FRATELLI E ALLE SORELLE CREDENTI IN CRISTO E MEMBRI DEL SUO CORPO CHE È LA CHIESA E LO OFFRO ANCHE A TUTTI I MEMBRI DELLA “CITTÀ DELL’UOMO” CON I QUALI CONDIVIDIAMO FATICHE E ANGOSCE, GIOIE E SPERANZE PER UN FUTURO CHE SIA ANCORA LUOGO DI LIETE PROMESSE E NON SOLO ORIZZONTE DI OSCURE MINACCE 1. UNO SGUARDO ALLO STATO DI SALUTE DEL MONDO D a molti mesi a questa parte stiamo vivendo, sotto diversi punti di vista apparentemente indipendenti l’uno dall’altro, un periodo difficile. Si parla di crisi, di recessione economica, di dilagante disoccupazione; sembrano moltiplicarsi gli episodi di violenza e di malaffare; le prospettive che si aprono, soprattutto alle nuove generazioni, sono fragili, precarie, certamente non incoraggianti a intraprendere progetti personali, di qualificazione culturale e professionale, di ampio respiro; molte famiglie, anche nei Paesi cosiddetti sviluppati, faticano a giungere alla fine del mese senza peggiorare la propria situazione economica gravata da penuria di entrate e crescita dei debiti. Qua e là si assiste al preoccupante riaccendersi di tensioni e conflitti tra nazioni e potentati, senza contare le guerre in atto, a volte dimenticate anche se spesso coinvolgono popoli disperati e oppressi e non di rado anche bambini e adolescenti costretti a prendere le armi e a imparare ad uccidere. Ancora: con un ritmo che pare accelerato, le cronache ci riportano giornalmente le notizie di eventi catastrofici che minacciano la stessa integrità ambientale di intere zone del nostro pianeta. Fotoservizio William Non si tratta solo di eventi imprevedibili e dipendenti dallo scatenarsi di forze della natura, ma in molti casi ci troviamo di fronte a gravi mancanze e inaccettabili leggerezze da parte dell’uomo. Molte di quelle cose che attribuiamo alla cieca esplosione delle forze della natura, di fronte alla quali si arriva perfino a dubitare della provvidenza di un Dio buono e amico degli uomini, dipendono di fatto da secolari distrazioni e colpevoli ignoranze la cui responsabilità è nostra e non di un improbabile Dio distratto e indifferente. Che ne sareb- be oggi, per esempio, dello scatenarsi delle forze che si sviluppano nella deriva dei continenti o emergono dalle profondità della terra nei vulcani, se avessimo investito da secoli allo studio di questi fenomeni e al loro sfruttamento positivo quanto invece è stato impiegato, con sovrabbondanza di mezzi e impegno delle intelligenze più brillanti e preparate, per progettare e costruire inutili (per lo meno superflue) fonti di profitto e di svago o, peggio ancora, raffinatissimi strumenti di morte e di violenza su scala mondiale? PA G I N A 2 Notiamo, più da vicino e in concreto, che proprio in questi giorni le cronache riportano un dato a dir poco inquietante: pare che quasi il cinquanta per cento delle distruzioni e delle vittime del terremoto che ha colpito l’Aquila derivi non dalla forza del sisma ma dalla negligente e disonesta costruzione delle case. Come a dire: siamo noi a potercela prendere con Dio per i morti e i danni del terremoto, oppure è Lui che potrebbe venire a chiedere conto a noi della fine che ha fatto Abele, visto che il Creatore ci ha dato una responsabilità reale – per quanto limitata - sulla storia? Credo che a ciascuno di noi vengano in mente anche altri esempi, a livello mondiale, nazionale e locale: occasioni perse, irresponsabili gestioni finanziarie finalizzate solo alla produzione del massimo profitto possibile, spreco di risorse su cose superficiali, inutili IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 Sant’Abbondio2010 o dannose, sistematico rifiuto di assumersi responsabilità di programmazione e di gestione della cosa pubblica, energie spese in litigi e contrasti, mentre il bene comune viene subordinato alla ricerca del proprio vantaggio senza troppo badare ai mezzi e alla legalità, sistematica ed esclusiva ricerca del consenso, al fine di continuare a gestire il potere se lo si ha, o di conquistarlo se già non lo si possiede. Questi sono da troppo tempo i contenuti principali delle cronache politiche e dei notiziari economici (e non solo da noi in Italia) che hanno portato con sé una crisi della democrazia che è sotto gli occhi di tutti. Si deve purtroppo registrare il diffondersi di un risentito disinteresse alla politica e di un pericoloso e indignato qualunquismo che svuotano le cabine elettorali e rischiano di far rinascere nostalgie autoritarie. 2. «TUTTO SI TIENE»: MA NOI NON CI FACCIAMO CASO L impressione è che si a cercare di ’ continui far fronte all’uno o al- l’altro di questi eventi in modo disordinato e isolato. E questo avviene per due motivi. Si fa fatica a mettersi insieme e a realizzare vere e proprie strategie comuni, al di là di qualche provvisorio e parziale aiuto umanitario, per lo più calcolato in modo che il “ritorno” di immagine e anche di profitto siano garantiti al meglio. Tant’è vero che, appena l’attenzione di quel mostro che si usa chiamare “opinione pubblica” si volge altrove, e la cronaca del fatto non fa più “au-dience”, ci si sbarazza delle residue notizie di agen- ualcosa sta alla base di queste ferite del mondo e dell’umanità. Se non in tutti i casi e sotto tutti gli aspetti, ma certo in modo spesso determinante. Tanto che solo arrivando a intervenire a livelli profondi si è in grado di far evolvere il futuro verso forme di maggiore serenità e di più alta sicurezza. L’intelligenza umana e la sua capacità di sviluppo tecnologico possono dare una svolta al futuro del pianeta e dell’umanità, solo se tale intelligenza e tale tecnologia sono a servizio di un progetto globale di vita e di società costruito su un fondamento etico sufficientemente solido e largamente condiviso. Q L’inquinamento ambientale e la fragilità dell’umano di fronte alle forze della natura non sono inevitabile destino. Dipendono in gran parte da quello che già Paolo VI, oltre quarant’anni fa, indicava come la causa principale del blocco dello sviluppo dei popoli: l’inquinamento morale a sua volta provocato dall’inquinamento culturale e antropologico. Ascoltiamo la sua voce: «La crescita personale e comunitaria dell’umanità ver- zia e si archivia senza scrupoli la fatica e l’angoscia d’intere popolazioni. una catena nella quale i veri responsabili sono ben più a monte e ben più colpevoli. E poi c’è un secondo motivo: gli interventi restano per lo più in superficie, dove i fenomeni sembrano staccati e indipendenti l’uno dall’altro. Si tampona qualche falla, s’interviene nell’emergenza con il fiato corto e la ricerca di risultati immediati, ci si rivolge a settori e aspetti particolari scollegati tra loro. Con la conseguenza di una sensazione di smarrimento e di impotenza di fronte al franare inarrestabile degli eventi, e cedendo spesso alla tentazione di aprire subito la caccia al colpevole che viene identificato con l’ultimo anello di Sto cedendo a un eccessivo pessimismo? La mia visione delle cose non è avvalorata dall’esperienza? Certamente ci sono anche altre possibili letture, ed è confortante constatare come, soprattutto da parte dei giovani, si registrino in queste circostanze veri e propri atti di eroismo e di dedizione per aiutare chi soffre. 3. CERCHIAMO, DUNQUE, DI ANDARE IN PROFONDITÀ rebbe compromessa ove si deteriorasse la vera scala dei valori. Legittimo è il desiderio del necessario, e il lavoro per arrivarci è un dovere: “Se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangia- re” (2Ts 3,10). Ma l’acquisizione dei beni temporali può condurre alla cupidigia, al desiderio di avere sempre di più e alla tentazione di accrescere la propria potenza. L’avarizia delle persone, delle famiglie e delle nazioni può contagiare i meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che soffoca lo spirito. Avere di più, per i popoli co- Tuttavia ritengo che il fenomeno, come l’ho abbozzato qui, sia evidente a tutti coloro che vanno al di là delle emozioni superficiali e del sensazionalismo mediatico. me per le persone, non è dunque lo scopo ultimo. Ogni crescita è ambivalente. Necessaria onde permettere all’uomo di essere più uomo, essa lo rinserra come in una prigione, quando diventa il bene supremo che impedisce di guardare oltre. Allora i cuori s’induriscono e gli spiriti si chiudono, gli uomini non s’incontrano più per amicizia, ma spinti dall’interesse, il quale ha buon giuoco nel metterli gli uni contro gli altri e nel disunirli. La ricerca esclusiva dell’avere diventa così un ostacolo alla crescita dell’essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l’avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale. Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un «umanesimo» nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori di amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane. PA G I N A IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 3 Sant’Abbondio2010 • Meno umane: le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall’egoismo. • Meno umane: le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni. • Più umane: l’ascesa dalla miseria verso il possesso del necessario, la vittoria sui flagelli sociali, l’ampliamento delle conoscenze, l’acquisizione della cultura. • Più umane, altresì: l’accresciuta considerazione della dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà (cf. Mt 5,3), la cooperazione al bene comune, la volontà di pace. • Più umane, ancora: il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi, e di Dio che ne è la sorgente e il termine. • Più umane, infine e soprattutto: la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell’uomo, e l’unità nella carità del Cristo che ci chiama tutti a partecipare in qualità di figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini. (Paolo VI, Populorum Progressio, 1967, nn.18-21) uesto testo del grande, indimenticabile Paolo VI ci porta al cuore del problema, offrendoci qualcosa di più di un esempio a proposito dei valori che promuovono la cura e l’incremento dello sviluppo dei popoli, e dei disvalori che lo deprimono. A questo livello del problema, anche un cristiano come tale, anche un vescovo, ha titolo per intervenire e offrire il suo servizio alla coscienza e alla libertà di tutti, credenti e non credenti. Senza presunzione, senza pretesa che la sua fede sia imposta a chicchessia con qualsivoglia subdolo ricatto. Bisognerebbe andare a rileggere il testo del discorso con cui Paolo VI dichiarò terminato il Concilio (Paolo VI , Discorso di chiusura del Concilio Vaticano II, 7.XII.1965): io lo faccio spesso, e mai senza una rinnovata emozione! Q 4. IL SENSO DELL’INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO Il cristiano interviene solo per mettere a disposizione di tutti, gratuitamente, quanto il suo incontro con Gesù Cristo, e la conseguente luce che da questo incontro è scaturita sulla verità dell’uomo e di Dio e sulla verità della loro relazione, può suggerire alla coscienza di ogni essere umano, che condivida o meno la sua fede: basta che sia disposto – senza pregiudizi – a mettere alla prova, a “provare” tale verità. In questo senso si è espresso anche recentemente il cardinale Bagnasco: «La Chiesa sa che alla radice di molti mali e di tante povertà vi è il sottosviluppo morale, come afferma Benedetto XVI nella lettera “Caritas in Veritate” al n.29, e per questo non cessa di servire il mondo nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale … Essa ricorda che esiste un codice morale che nasce dallo spirito e dalla natura stessa di ogni uomo; ricorda la distinzione tra il bene e il male, e che questa non dipende dall’arbitrio di nessuno». (Omelia per la solennità di san Lorenzo, cf Avvenire 10.08.2010, p. 9.) suoi contemporanei. Gesù, al contrario, ci ha rivelato – non solo nelle sue parole ma anche e soprattutto nella sua stessa persona – un Dio che è tenerezza e bontà, che già come tale si era rivelato ai tempi dell’antica alleanza con il popolo di Israele: un Dio che non aveva nulla da difendere per sé, ma che era tutto impegnato (e senza condizioni) a favore della salvezza e della felicità del suo amico, del suo figlio, l’uomo. Un Dio pronto a dare se stesso per chi lo aveva rifiutato e tradito. Un Dio che si avvicina alla sua creatura non per farsi servire, ma per mettersi a servizio e dare la sua vita per tutti. Un Dio che riassume tutta la legge nel suo nuovo e ultimo comandamento, che non abolisce tutti gli altri ma ne mostra finalmente il senso ultimo e lo scopo e li porta a compimento: «Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri; come io ho amato voi così anche voi dovete amarvi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Nella sua recente enciclica Deus caritas est, papa Benedetto XVI commenta questa convinzione centrale della fede cristiana e ne applica le conseguenze alla vita dei singoli, della comunità e alla storia del mondo intero. Perché il cristiano e la sua comunità si sentono in grado di offrire un contributo decisivo alla lettura dei mali che affliggono l’umanità? Perché presumono di poter portare un altrettanto decisivo apporto alla loro soluzione, o almeno ad un efficace contrasto? Perché pensano che quanto offrono alla coscienza generale dell’umanità sia un dono che raggiunge in profondità le speranze di un’umanità tribolata? Ancora una volta, il nostro patrono, che conosciamo come “assertor et defensor incarnationis Filii Dei” (colui che afferma e difende [la verità del] l’Incarnazione del Figlio di Dio) ci indica la risposta a questa domanda. Si tratta di capire che cosa, o meglio, chi ha preso carne nella santa umanità di Gesù. Quale verità di Dio è diventata visibile e palpabile in Lui? In Gesù Cristo ha preso carne non un Dio qualsiasi; soprattutto non un Dio come se lo immagina spontaneamente il buon senso umano lascia- to a se stesso: cioè un Dio potente, dominatore, autoritario, giudice severo (per quanto segnato da qualche sussulto di benevolenza); un Dio che, in fondo, è pensato da noi a immagine e somiglianza nostra: e perciò anche Lui impegnato a far tornare i suoi conti, a curare i propri interessi, a esercitare il potere. Non dimentichiamo che di fronte a questa immagine di Dio, Gesù è stato giudicato un bestemmiatore, e come tale è stato crocifisso, per salvare un’idea di Dio che era ritenuta vera dai più religiosi tra i Cosa succederebbe se facessimo qualche sforzo in più per realizzare la nostra vocazione fondamentale che è quella di entrare in una somiglianza sempre più profonda con Dio? Non è forse per questo che il Verbo si è fatto carne, per consentirci cioè di trasferire nella storia umana dei singoli e dei popoli il dono gratuito e magnifico che Egli ci fa, attraverso il suo Spirito: il dono che ci offre la possibilità di diventare noi stessi partecipi di questa natura divina? Un tale dono è già presente nella vicenda umana, ma è compito mai terminato dei cristiani portarlo in evidenza (la testimonianza al Vangelo è questo!) e farlo agire di fronte a tutte le angustie e le sofferenze che affliggono l’umanità per rendere vera e operante la salvezza portata nel mondo dal loro Signore. PA G I N A 4 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 Sant’Abbondio2010 5. IL RIMEDIO ESSENZIALE AL MALE DEL MONDO: DONNE E UOMINI CHE VIVONO VERE RELAZIONI INTERPERSONALI IN UN ORIZZONTE DI FRATERNITÀ APERTA E UNIVERALE molti quanto vado dicendo potrà sembrare un’utopia, se con questa parola si vuole indicare una pia illusione che non si verificherà mai e in nessun luogo. Con un sorriso di compatimento giudicheranno le mie parole, e questo non sarebbe un gran male, ma liquideranno anche le Parole dell’evangelo di Gesù. E questa è un’iniezione di veleno mortale nelle vene dell’umanità! A I cristiani continuano a sperare e a scommettere che la potente azione dello Spirito Santo di Gesù e del Padre può sconfiggere le nostre debolezze e i nostri peccati e dar vita ad un’umanità nuova nella quale regneranno la verità e la vita, la santità e la grazia, la misericordia e la giustizia, l’amore e la pace. Su questo “regno”, e non su altri, esercita il suo “potere” la regalità di Gesù Cristo, con buona pace di tutti i Ponzio Pilato della storia (cfr Gv 18,28-40). Riusciamo ad immaginarci che ne sarebbe dei tanti pro- blemi che affliggono l’umanità, che ne sarebbe delle conseguenze delle catastrofi naturali, delle crisi finanziarie, delle guerre e delle violenze di tutti i tipi, dello scandaloso divario tra Paesi opulenti e Paesi in miseria, e via dicendo, se ci fossero in azione più donne e più uomini che somigliano al Dio di Gesù Cristo e non a quello del potere e del tornaconto personale? Uomini e donne che non fanno del profitto personale (o di gruppo o di casta) il loro idolo. Che non si preoccupano di aumentare ad ogni costo e senza scrupoli il vantaggio della propria “parte”, ma si occupano con amore disinteressato di ciò che promuove e garantisce il bene di tutti. Cosa succederebbe se questi uomini e queste donne fossero il nerbo della classe politica e imprenditoriale? Se questo fosse lo stile dei rapporti e delle relazioni a tutti i livelli? Il Papa, nel discorso tenuto in occasione della preghiera dell’Angelus, domenica 8 agosto di quest’anno, ha indicato la fonte alla quale attingere questa “conversione” della mente, del cuore e degli stili di vita: «Ascoltando Gesù il nostro cuore viene aperto ad una speranza che illumina e anima l’esistenza concreta: abbiamo la certezza che “il vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro è stata spalancata. Chi ha speranza, vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova” (Spes Salvi n. 2), … La parola del vangelo ci deve spingere ad una vita intensa, ricca di opere buone: “vendete ciò che possedete e datelo in elemosina: fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma” (Lc 12,33). È un invito ad usare le cose senza egoismo, sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di Dio, la logica dell’attenzione all’altro, la logica dell’amore: come scrive sinteticamente Romano Guardini, “nella forma di una relazione: a partire da Dio e in vista di Dio” (“Accettare se stessi”, Brescia 1992, 44»). Non ci si devono aspettare miracoli o interventi straordinari da parte del Grande Gendarme della storia; se questo Gendarme esistesse, farebbe bene anche lui a interessarsi del proprio profitto a nostro discapito! L’unico vero Dio, il Padre di Gesù e padre nostro, lo stesso suo Figlio e il loro Spirito d’amore, la Trinità, ricca di misericordia, è al lavoro per suscitare nelle vicende dell’umanità uomini e donne capaci di operare la salvezza: quella eterna, certo, che però s’innesta e cresce su un vita “salvata” fin d’ora, in concreto, dall’amore. Siamo ancora all’essenziale del messaggio che già lo scorso anno cercavo di proporre alla meditazione di tutti, a partire dall’Enciclica di Benedetto XVI sullo sviluppo umano integrale, “Caritas in veritate”! 6. STA PER INIZIARE UN DECENNIO DI LAVORO ECCLESIALE SUL TEMA DELL’EDUCAZIONE L a Chiesa in Italia si propone di affrontare la sfida di cui abbiamo parlato fin qui a partire dall’impegno educativo. Oggi è difficile dar vita a relazioni educative profonde ed efficaci. Il divario tra le generazioni, la crisi della relazione in genere e dell’autorità in particolare, la superficialità e la provvisorietà degli impegni, la forma “liquida” e instabile di ogni convinzione e tradizione, sono alcuni dei fenomeni che rendono veramente arduo il compito educativo. Arduo ma non impossibile. Anche noi dobbiamo affrontare questo compito con coraggio e con fiducia, consapevoli che riusciremo a svolgerlo bene solo insieme. Nuovi ed esigenti percorsi di formazione, la cura di quelli più tradizionali e naturali in fa- miglia, nella scuola, nei vari centri di aggregazione e di vita sia ecclesiali sia civili (penso soprattutto all’urgente rilancio educativo degli Oratori!) sono oggi una necessità impellente sia per educare, soprattutto negli adolescenti e nei giovani, gli affetti, le emozioni e le scelte di prossimità e di amore, sia per educare tutti alla cittadinanza attiva, al senso prevalente della comune responsabilità di un servizio disinteressato al bene comune, al senso civico e alla legalità. Mi propongo, con l’aiuto di tutti voi, miei fratelli e sorelle nella fede, e di voi, donne e uomini di buona volontà, di tornare su queste tematiche educative. Avremo tempo di riflettere e dialogare, di sperimentare e approfondire, di scambiarci esperienze e suggerimenti per un lavoro appassionante, capace di dare slancio e futuro alla vita dei nostri figli, e un nuovo impulso al nostro personale e condiviso desiderio di spendere bene i giorni della nostra vita. Che Dio (quello vero!) benedica i nostri propositi! CHIESA CHIESAMONDO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 N el pomeriggio di lunedì 30 agosto don Alessandro Alberti è partito dall’aeroporto di Malpensa diretto alla missione diocesana in Camerun. Dopo una sosta a Ndjamena, in Ciad, ha raggiunto nei giorni scorsi la diocesi di Maroua-Mokolo in Camerun, dove si è unito all’equipe dei missionari “Fidei Donum” presente sul posto. Don Alessandro, originario di Morbegno, è stato vicario di Bormio dal 2002 al 2007 e successivamente parroco di San Siro a Lomazzo. Negli ultimi mesi, dopo la decisione del Vescovo di inviarlo come missionario fidei donum in Camerun, ha trascorso alcuni mesi per lo studio del francese a Parigi, presso una casa dei missionari comboniani, oltre ad aver frequentato il corso organizzato dal CUM di Verona per tutti i fidei donum. Questa è la lettera che don Alessandro ci ha consegnato, domenica 29 agosto, alla vigilia della partenza. “Carissimi amici tutti, tramite Il Settimanale vi scrivo questa lettera comunitaria “appena prima di partire”. Sì, domani dopo alcuni mesi di preparazione, partirò finalmente per la missione diocesana in Cameroun! “Appena prima di partire” sono tanti i pensieri che abitano la mia mente e molte le emozioni che si muovono dentro di me. Ho preparato le valige (max 46 + 10 kg) e vi assicuro che non è stato facile scegliere che cosa portare o lasciare. E nella bisaccia del cuore che cosa metto? Don Tonino Bello parlava di bisaccia del pellegrino e così esortava un giovane prete all’inizio del suo ministero: “Ecco tutto quello di cui hai bisogno: un cielo, un sasso, la stola, il pane e il vino, la Parola, le tue mani…”. Mi sembra davvero un bel kit da missionario… essenziale, evangelico e pieno di gioia! Ma un bravo pellegrino ha sempre con sé anche un buon bastone. Prima di diventare diacono, nell’estate del 2001 ebbi la fortuna di fare il Cammino di Santiago di Compostela a piedi e ricordo che c’era allora l’usanza di segnare il bastone ogni 100 km. Ho in mente benissimo che la sera prima di arrivare alla meta avevo inciso l’ottava tacca e confesso, non senza un certo orgoglio! L’indomani, all’alba dell’ultima tappa non trovai più 13 CAMEROUN IL SALUTO DI DON ALBERTI, NUOVO FIDEI DONUM APPENA PRIMA DI PARTIRE il mio affezionato bastone! Me l’avevano rubato o qualcuno lo prese per errore! Ma il Signore mi ripagò un anno dopo, quando arrivai da giovane prete a Bormio e come augurio durante la santa messa di accoglienza mi regalarono un magnifico bastone nuovo che mi ha accompagnato fin qui e che ha segnato tanti momenti, specialmente le indimenticabili gite e i bellissimi campi in montagna anche con la parrocchia di Lomazzo poi. Questo bastone non so se potrà venire in Africa con me, ma idealmente di sicuro! Non ho più segnato tacche ma il bastone del mio cuore è marcato indelebilmente innanzitutto dal segno della GRATITUDINE. Grazie a tutti e a ciascuno! Ringrazio la mia famiglia: i miei cari fratelli con le mie cognate e i miei amati nipoti e soprattutto i miei genitori. Come da bambino mi lasciarono - all’inizio un pò a malincuore partire in seminario, così anche oggi, dopo la non facile reazione iniziale, sono certo che diventano un po’ missionari con me e mi sostengono con l’affetto e la saggezza di sempre! Ringrazio le tante persone che in questi anni mi hanno accolto come fratello, figlio, nipote, amico - perchè discepolo di Cristo! - e sempre mi sono stati vicini con le cure, il cuore, le preghiere. Ho sperimentato già qui il centuplo promesso nel Vangelo! Sempre magnificherò il Signore per voi. Ringrazio la mia chiesa di Como che mi invia. Una chiesa che sempre ho amato, dall’infanzia nella mia grande parrocchia di Morbegno e in tutti gli anni di seminario dove sono stato educato ad aprirmi al mondo. Ringrazio il vescovo Diego che oggi mi ha chiamato a partire e tutti i miei confratelli sacerdoti specialmente quelli con cui ho condiviso maggiormente il cammino e i miei carissimi compagni di ordinazione. Io ho la fortuna di “andare ad gentes” ma tutti siamo “fidei donum”, dono di fede gli uni gli altri e per le persone che ci vengono affidate! Ringrazio immensamente le parrocchie dove ho vissuto la mia vita e il mio ministero in L’APPELLO DELLA CARITAS EMERGENZA PAKISTAN “E’ stata una catastrofe assolutamente epocale. La Caritas e la Chiesa pakistana stanno facendo il possibile per portare aiuti agli sfollati ma ci sarà bisogno di molte risorse per gestire l’emergenza e ritornare ad una situazione di normalità”. Lo dice al SIR Massimo Pallottino, responsabile dell’ufficio Asia di Caritas italiana, che racconta come stanno procedendo gli aiuti umanitari alle popolazioni del Pakistan colpite dalle alluvioni: si parla di 2000 morti e circa 20 milioni di persone coinvolte nel disastro, tra cui 3,5 milioni di bambini che rischiano di contrarre malattie mortali. Secondo l’Onu almeno 800.000 persone sono ancora isolate. Caritas italiana - che subito P A G I N A lanciato una raccolta fondi e ha già allocato 180/190.000 euro è in costante contatto con Caritas Pakistan, che sta distribuendo aiuti alla popolazione e intende raggiungere almeno 250.000 sfollati. Il 24 agosto il vescovo di Faisalabad, mons. Joseph Coutts, ha chiesto di celebrare una giornata di preghiera anche per favorire il dialogo tra cattolici (minoranza nel Paese), musulmani e indù per un aiuto reciproco. Il Papa aveva lanciato un appello il 18 agosto scorso e la Cei ha stanziato un milione di euro e invitato al sostegno delle iniziative promosse da Caritas italiana (www. caritasitaliana.it). La situazione, infatti, risulta peggiorare di ora in ora: “Molte zone prima inaccessibili sono state raggiunte ed emergono tutti i bisogni degli sfollati: prima di tutto il cibo. Il governo e gli aiuti internazionali consegnano solo riso, ma c’è necessità di complementi nutrizionali supplementari, soprattutto per i bambini e le donne incinte”. Dall’altra parte aumenta il rischio di epidemie - sono stati già registrati casi di colera - così come si registra una mancanza di coordinamento negli aiuti. “Sono cinque le diocesi colpite dall’esondazioni del fiume Indo, da nord a sud del Paese – racconta il responsabile Caritas -, e ora l’onda di piena si sta spostando dal Punjab al Sindh e si teme che arrivi a Islamabad. La gente è nel panico perché si sente minacciata dalla piena e fugge. C’è quindi una forte pressione degli sfollati questi otto anni in diocesi. Dalle montagne di Bormio alle pianure di Lomazzo ho sperimentato a fondo, in maniera differente ma con un’intensità formidabile, la gioia di essere prete. Nella parrocchia di Lomazzo San Siro sono stato nemmeno tre anni ma il Signore mi ha colmato di ogni grazia e ho gustato la bellezza di essere pastore nel suo gregge. Bormio e Lomazzo: porto nel cuore momenti meravigliosi e soprattutto il volto di tanti fratelli e sorelle con cui abbiamo davvero camminato insieme. Grazie per il bene che mi avete voluto e che non meritavo. Grazie perché mi avete accolto, accompagnato e lasciato partire. Grazie di tutto! Un grazie sentito alle moltissime persone che mi hanno dimostrato un grande amore per la nostra missione in Cameroun e per le missioni anche con l’aiuto materiale. Vorrei ringraziare poi in modo particolare il Centro Missionario Diocesano anche per il sostegno in questo ultimo periodo di preparazione prima a Parigi e poi al CUM di Verona. Sono stati mesi simpatici ed impegnativi e ho appreso molto! Ma prima di partire vi assicuro che oltre alla gratitudine vorrei segnare sul bastone del cuore la tacca dell’UMILTÀ. Parto certamente con coraggio e con entusiasmo e anche con qualche paura perchè le difficol- tà ci saranno, ma chiedo al Buon Dio che non mi faccia mai mancare l’umiltà e lo STUPORE. Arriverò in una chiesa, quella di Maroua-Mokolo, giovane e gravida di speranza da cui avrò solo da imparare, incontrerò una nuova cultura che mi arricchirà e sono certo che i poveri che troverò sul mio cammino mi doneranno molto di più di quello che saprò dare loro. Mi inserirò nell’èquipe missionaria “fidei donum” di Como che da anni lavora con passione tra questa gente. Sarò l’ultimo arrivato, mi metterò in coda e sono sicuro che avranno tanta pazienza con me. A Verona ho conosciuto un anziano missionario rientrato dopo una vita in Africa che mi raccomandava: «Abbraccia la terra in cui lavorerai e sentila come la tua terra» e aggiungeva «ma ricordati che solo se ami le tue radici sarai capace di accogliere le radici del popolo che incontrerai». Chiedo a Gesù la grazia di sapere abbracciare con amore e libertà i fratelli e le sorelle che incontrerò sulla strada che si apre davanti a me. Quell’abbraccio che ho sentito vivo e forte in tutti voi che mi avete tanto amato qui nella mia cara terra e che ancora - ne sono certo - mi accompagnate e un po’ partite con me. Sempre uniti nella preghiera! Appena prima di partire… vi abbraccio tutti!” Oltre 2 mila morti e 20 milioni di sfollati a causa delle alluvioni. Per sostenere gli interventi di Caritas Italiana in corso si possono inviare offerte tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale “Pakistan” sono milioni e hanno bisogno davvero di tutto”, racconta Stephen Sadiq, il responsabile della Comunità di Sant’ Egidio a Islamabad. “I bisogni più urgenti - dice Sadiq - sono teli di plastica da usare come pavimento nelle tende, materassi, cuscini, lenzuola, zanzariere contro la malaria, latte per bambini e neonati, acqua potabile, utensili per cucinare, medicine e vestiti”. Una prima raccolta di aiuti di emergenza, fatta ad Islamabad, ha permesso di procedere alla distribuzione di acqua e generi alimentari, lungo l’autostrada che porta alla capitale, dove c’è un’immensa fila di persone che non hanno più niente, solo i vestiti che indossano. “Gruppi di donne e bambini - continua Sadiq non mangiavano da diversi giorni. Tanti sono scalzi. Non possono neanche tornare indietro perché le strade semplicemente non ci sono più, inghiottite dall’acqua o distrutte”. sulle città, in particolare su Karachi, e non sarà facile reggere l’impatto”. Passata l’emergenza, spiega Pallottino, “bisognerà verificare i danni reali sull’agricoltura: girano cifre che vanno da 1,7 milioni a 5 milioni di ettari di coltivazioni distrutte, soprattutto risaie. Questo potrebbe mettere a dura prova la sicurezza alimentare del Paese”. “Il disastro in Pakistan è immenso, come non si era mai visto nella storia di questo paese. I profughi che stanno arrivando nelle città DON ALESSANDRO CHIESA P A G I N A 14 PER LE PARROCCHIE RUBRICHE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 SETTEMBRE 2010 110 L’informatore giuridico I l D.L. 31 maggio 2010, n. 78, dal titolo “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto alcune novità in tema di lotta all’evasione e all’identificazione catastale degli immobili presenti sul territorio dello Stato. All’art. 19, commi 14-16, a partire dall’1.7.2010, si in troduce, infatti, l’obbligo di indicazione dei dati catastali negli atti pubblici e nelle scritture private. In particolare il comma 14 considera gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, stabilendo che tali atti devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all’identificazione catastale (comune, foglio, particella e subalterno), anche il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale. Tale predetta dichiarazione può peraltro essere sostituita da un’attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Tale procedura non riguarda, peraltro, il conferimento di beni a fondi patrimoniali, l’accettazione di eredità, la fusione, la scissione o la trasformazione di società e gli atti di cancellazione delle ipoteche. La norma prevede poi, per il rispetto dell’obbligo imposto dalla legge, che prima della stipula degli atti indicati nel comma 14, il notaio individui gli intestatari catastali e verifichi la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari. Il comma 15, poi, estende l’obbligo anche in tema di tassazione di registro, affermando che la richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali, di locazione o di affitto di beni immobili esistenti sul territorio dello Stato e le relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite, deve contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili. Il caso di mancata od errata indicazione dei dati catastali è considerato fatto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro ed è punito con la sanzione prevista dall’art. 69 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, applicandosi cioè una sanzione compresa tra il 120 ed il 240% dell’imposta di registro dovuta per la registrazione del contratto. Questa norma, oltre che a rendere quasi impossibile la registrazione di atti per immobili che non risultino censiti in catasto, non consentirà più di affittare un ufficio nel caso in cui l’unità immobiliare sia catastalmente censita come abitazione o viceversa, come purtroppo è spesso avvenuto. Per la comunicazione dei dati catastali relativi ai contratti di locazione l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modello da presentare all’atto della richiesta di registrazione (Modello CDC) composto da un’unica facciata contenente gli estremi di registrazione, i dati del soggetto che presenta la comunicazione, i dati castali degli immobili e la sottoscrizione. rubrica mensile a cura di VITTORIO RUSCONI PAROLA DI VITA di CHIARA LUBICH «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette» (Mt 18, 22) G esù con queste sue parole risponde a Pietro che, dopo aver ascoltato cose meravigliose dalla sua bocca, gli ha posto questa domanda: “Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello, se pecca contro di me? fino a sette volte?”. E Gesù: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Pietro, probabilmente, sotto l’influenza della predicazione del Maestro, aveva pensato di lanciarsi, buono e generoso com’era, nella sua nuova linea, facendo qualcosa di eccezionale: arrivando a perdonare fino a sette volte. […] Ma Gesù rispondendo: “…fino a settanta volte sette”, dice che per lui il perdono deve essere illimitato: occorre perdonare sempre. “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Questa Parola fa ricordare il canto biblico di Lamech, un discendente di Adamo: “Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamech settantasette” (Gn 4,24). Così inizia il dilagare dell’odio nei rapporti fra gli uomini del mondo: ingrossa come un fiume in piena. A questo dilagare del male, Gesù oppone il perdono senza limite, incondizionato, capace di rompere il cerchio della violenza. Il perdono è l’unica soluzione per arginare il disordine e aprire all’umanità un futuro che non sia l’autodistruzione. “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Perdonare. Perdonare sempre. Il perdono non è dimenticanza che spesso significa non voler guardare in faccia la realtà. Il perdono non è debolezza, e cioè non tener conto di un torto per paura del più forte che l’ha commesso. Il perdono non consiste nell’affermare senza importanza ciò che è grave, o bene ciò che è male. Il perdono non è indifferenza. Il perdono è un atto di volontà e di lucidità, quindi di libertà, che consiste nell’accogliere il fratello e la sorella così com’è, nonostante il male che ci ha fatto, come Dio accoglie noi peccatori, nonostante i nostri difetti. Il perdono consiste nel non rispondere all’offesa con l’offesa, ma nel fare quanto Paolo dice: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21). Il perdono consiste nell’aprire a chi ti fa del torto la possibilità d’un nuovo rapporto con te, la possibilità quindi per lui e per te di ricominciare la vita, d’aver un avvenire in cui il male non abbia l’ultima parola. “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Come si farà allora a vivere questa Parola? Pietro aveva chiesto a Gesù: “Quante volte dovrò perdonare a mio fratello?”. E Gesù, rispondendo, aveva di mira, dunque, soprattutto i rapporti fra cristiani, fra membri della stessa comunità. E’ dunque prima di tutto con gli altri fratelli e sorelle nella fede che bisogna comportarsi così: in famiglia, sul lavoro, a scuola o nella comunità di cui si fa parte. Sappiamo quanto spesso si vuole compensare con un atto, con una parola corrispondente, l’offesa subita. Si sa come per diversità di carattere, o per nervosismo, o per altre cause, le mancanze di amore sono frequenti fra persone che vivono insieme. Ebbene, occorre ricordare che solo un atteggiamento di perdono, sempre rinnovato, può mantenere la pace e l’unità tra fratelli. Ci sarà sempre la tendenza a pensare ai difetti delle sorelle e dei fratelli, a ricordarsi del loro passato, a volerli diversi da come sono… Occorre far l’abitudine a vederli con occhio nuovo e nuovi loro stessi, accettandoli sempre, subito e fino in fondo, anche se non si pentono. Si dirà: “Ma ciò è difficile”. Si capisce. Ma qui è il bello del cristianesimo. Non per nulla siamo alla sequela di Cristo che, sulla croce, ha chiesto perdono al Padre per coloro che gli avevano dato la morte, ed è risorto. Coraggio. Iniziamo una vita così, che ci assicura una pace mai provata e tanta gioia sconosciuta. Parola di vita , settembre1999, pubblicata in Città Nuova , 1999/15-16, p. 41 CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 15 DAL 18 AL 20 SETTEMBRE LA VISITA ALLA DIOCESI DI COMO DEL PATRIARCA LATINO DI GERUSALEMME FOUAD TWAL A COMO E SONDRIO opo l’incontro con i seminaristi e i Superiori del Seminario di Beit Jala del mese di luglio, la nostra Diocesi si prepara ad accogliere il Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal. La sua presenza in Italia, a pochi giorni dall’apertura del Sinodo delle Chiese Orientali, offre l’opportunità di una visita di grande valore spirituale e civile. È l’incontro con il Vescovo della Chiesa Madre di Gerusalemme e con tutte le sue responsabilità ma anche con le contraddizioni a cui ogni giorno deve far fronte. Alla vigilia del Sinodo voluto dal Papa, sarà occasione di riflessione e di preghiera! Un invito a tutti per una partecipazione D corale in uno dei momenti indicati nel programma, in modo particolare sarà significativo invitare tutti coloro che si sono recati pellegrini in Terra Santa per rivivere l’intensità di quella esperienza. L’annuncio della visita del patriarca di Gerusalemme, fu dato lo scorso luglio da monsignor Coletti durante la Messa di saluto a chiusura dell’esperienza comasca dei seminaristi di BeitJala. «La vostra è una testimonianza di fede vera e grande nonostante le sofferenze quotidiane», disse in Vescovo Diego nell’omelia. Un legame di amicizia che si rinsalda sempre di più e che vide l’incontro fra il nostro vescovo e il patriarca Twal nel settembre 2009 in Terra Santa. SABATO 11 E DOMENICA 12 SETTEMBRE A GARZOLA IN PREGHIERA CON LA MADONNA DEL PRODIGIO S abato 11 settembre alle ore 21.00, con partenza dal santuario guanelliano del Sacro Cuore, si svolgerà la fiaccolata, presieduta dal Vescovo Diego, che porterà, in preghiera, fino al santuario della Madonna del Prodigio in Garzola, dove sarà celebrata la Santa Messa. Domenica 12 settembre, alle ore 10.15, ci sarà la celebrazione eucaristica; nel pomeriggio, alle ore 15.00, la recita del Santo Rosario e la benedizione eucaristica, in particolare per gli anziani e i malati. Ecco cosa scrive monsignor Coletti: «I prossimi 11 e 12 settembre torna un appuntamento che è ancora una novità, ma che, di cuore, mi auguro possa diventare una tradizione condivisa e significativa per i fedeli della città e della diocesi di Como. La sera di sabato 11, accompagnati dal silenzio e dal raccoglimento che le ore serali sanno donare, saliremo in preghiera dal Santuario del Sacro Cuore – dove riposano le spoglie terrene del beato Luigi Guanella, ormai prossimo alla santificazione – al Santuario di Garzola, che domina dall’alto la città e la cui effigie mariana, che svetta dorata dalla cuspide del tetto, è stata confidenzialmente ribattezzata la “Madunina de Comm”. Il giorno dopo, domenica 12, ci saranno altri momenti di preghiera e riflessione, con la celebrazione eucaristica, la recita del rosario, e la benedizione di anziani e malati. Il programma illustra con precisione la ricchezza di queste due giornate. Sarebbe bello che la partecipazione, anche solo ad alcuni degli appuntamenti proposti, fosse ampia e numerosa. Tutti dovrebbero sentirsi invitati, chiamati a vivere tali particolari e forti occasioni di preghiera, trovando in Maria, madre tenerissima e gioiosa, l’esempio e il modello vero e concreto per la vita del credente. La Vergine venerata presso il santuario garzolese è nota con il titolo di “Madonna del prodigio”. Invochiamola affinché in tutti si rinnovi e rinforzi il dono prodigioso della fede e la passione liberante per la preghiera, che da nutrimento e linfa al dialogo con Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo. La Madonna, la quale tanto ama – riamata – la nostra Chiesa (come testimoniano le molte Apparizioni avvenute nella nostra diocesi e i moltissimi santuari e le chiese a Lei dedicati) ci guardi benigna e amorosa». P A G I N A 16 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI LUNEDÌ 28 SETTEMBRE Crea: si riparte dalla natura Tante conferme e qualche novità nel nutrito programma proposto dal Centro di riferimento per l’educazione ambientale di Como per l’anno scolastico 2010-2011 a cura di MARCO GATTI [email protected] M ancano poche settimane, ormai, alla ripresa dell’anno scolastico e il Crea di Como (il Centro di riferimento per l’educazione ambientale) è già pronto con le nuove proposte didattiche per la “stagione” 2010-2011. Come ogni anno il programma sarà illustrato ai dirigenti scolastici e ai docenti interessati con un incontro di presentazione a Villa Gallia, fissato per il 27 settembre prossimo, dalle 15 alle 18. L’incontro precederà di qualche giorno la data di invio delle schede di iscrizione ai vari laboratori (prevista per il 4 ottobre), così da dare modo ai dirigenti scolastici di effettuare le scelte più appropriate e di coordinare l’invio delle richieste di ciascun plesso. Allo scopo di assicurare una più efficace gestione dei progetti, stante la notevole affluenza registrata negli ultimi anni, e di offrire una distribuzione più omogenea su tutto il territorio provinciale il Crea ha deciso di introdurre, per questa edizione, oltre al vincolo di un solo laboratorio per classe, anche il limite di richiesta di un massimo di dieci classi per ciascun plesso. Le assegnazione avverranno, come di consueto, fino ad esaurimento delle ore disponibili per ciascuna cooperativa/laboratorio seguendo l’ordine di arrivo delle richieste. La partecipazione prevista quest’anno è di circa 450 classi. Ma vediamo ai contenuti delle proposte 20102011. «Il programma di educazione ambientale di quest’anno - ci spiega Anna Danielon responsabile del Crea di Como si presenta con alcune interessanti novità e altre importanti conferme. Da segnalare, innanzitutto, la scelta di dedicare la nostra copertina all’Anno Internazionale delle Foreste, proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per soste- nere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Una adesione non solo formale, la nostra, ma che si è concretizzata anche in due progetti a tema. Il primo riguardante il nuovo laboratorio/spettacolo teatrale “Alla ricerca del Tempo perduto”, in cui il protagonista farà un viaggio nel tempo per scoprire come sarà il futuro del nostro pianeta in conseguenza dei cambiamenti climatici. Le foreste che l’uomo non si preoccupa di preservare saranno il punto di partenza per questo viaggio di riflessione e speranza. La seconda noANNO SCOLASTICO 2009/2010 vità riguarda il progetto SOS naARGOMENTI TRATTATI N. CLASSI LABORATORIO CREA COMO tura, realizzato 74 Teatro - Sotto Assedio dalla polizia lo43 acqua cale provinciale, 54 carta che quest’anno 24 energia ed energia darà, a ciascuna 9 impronta ecologica classe che lo vor41 riciclare per non inquinare rà, la possibilità di piantare un CONSUMI CONSAPEVOLI 245 albero nel pro9 cambiamenti climatici prio giardino sco3 aria metropolitana lastico. KYOTO E IL CLIMA 12 Un’altra inte13 lago di piano ressante novità 50 blu base riguarda il pro18 spina verde getto “La nurseBIODIVERSITA' 81 ry dei nostri fiu54 GEV - a piedi nel parco mi”, che realizze26 origine dei laghi remo con l’associazione “Pro47 SOS natura - polizia locale teus” presso l’in16 lago vivo o lago morto? cubatoio ittico di 16 la strada e la sostenibilità Valmorea, gesti6 muto come un pesce to dall’Ufficio PeLUOGHI E PAESAGGI 165 sca della Provin10 Nautilus (radio) cia di Como, per COMUNICAZIONE 10 parlare ai ragazTOTALE 513 zi di ripristino Di seguito una veloce carrellata dei laboratori proposti Mini Nautilius - progetto radio NOVITÀ! Il sottomarino “Nautilus”torna a viaggiare sulle frequenza di Ciao Como Radio FM 89.4 in una versione dedicata ai più piccoli. L’acqua, una risorsa preziosa Il laboratorio ha lo scopo di sensibilizzare in merito ad un consumo consapevole dell’acqua e aiutare a conoscerne la qualità. Riciclare per non inquinare Questo laboratorio nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sul tema dei rifiuti, del riciclaggio e della raccolta differenziata. Particolare attenzione sarà dedicata all’osservazione della composizione dei rifiuti più comuni, anche attraverso la manipolazione dei materiali di scarto. C’è energia ed energia Quali energie utilizziamo nella nostra vita quotidiana? Come possiamo suddividere i diversi tipi di energia? E soprattutto, cosa possiamo fare per consumarne meno? I ragazzi avranno modo di analizzare i consumi quotidiani di energia e conoscere esempi di utilizzo di tecnologie alternative. L’impronta ecologica I ragazzi apprenderanno il significato di questo indice e impareranno a misurarlo. Metti la carta in gioco I ragazzi apprenderanno il procedimento di produzione della carta da riciclo o, in alternativa, la tecnica del riutilizzo attraverso la produzione di cartapesta. Alla ricerca del tempo perduto (teatro) NOVITÀ! Attraverso l’attività teatrale si darà modo ai ragazzi di riflettere sull’importanza delle piccole azioni quotidiane che ognuno può compiere per la salvaguardia dell’equilibrio tra uomo e ambiente. Area metropolitana e cambiamenti climatici Un laboratorio, da sviluppare secondo tre diverse modalità, per “leggere” l’area metropolitana nella sua complessità approfondendone gli aspetti inquinanti. Al lago di Piano sulle tracce della biodiversità I protagonisti andranno alla scoperta del lago di Piano, esplorando gli ambienti del bosco e del lago, scoprendone la biodiversità. Spina Verde, la natura tra città e cielo Conoscere la Spina Verde, un ambiente naturale in cui la biodiversità viene preservata e si lascia osservare. A piedi nel parco Alla scoperta del percorso botanico del Parco di Villa Olmo grazie alle G.E.V. (Guardie Ecologiche Volontarie) che operano in seno alla Polizia locale della Provincia di Como. S.O.S. Natura - speciale foreste NOVITÀ! Un viaggio nell’ambiente naturale alla scoperta dei boschi e delle foreste del territorio lariano con l’ausilio della Polizia Locale della Provincia di Como. La strada e la sostenibilità ambientale Sempre il supporto degli agenti di Polizia locale i ragazzi potranno tastare con mano le problematiche connesse alla viabilità delle nostre strade, vivendo da protagonista anche l’esperienza di un vero e proprio controllo stradale. La nursery dei nostri fiumi NOVITÀ! Interessante laboratorio all’interno del Parco della Valle del Lanza, alla scoperta dell’incubatoio ittico di Valmorea. Laboratorio “blu” base Gli educatori dell’Associazione Proteus guideranno i ragazzi alla conoscenza degli ecosistemi acquatici del nostro territorio. L’origine e l’utilizzo sostenibile del territorio lariano Questo laboratorio introdurrà i ragazzi nel meraviglioso mondo della Geologia. Un nuovo modo di parlare del lago di Como. Lago vivo o lago morto? Basta che le acque siano trasparenti per dire che sono pulite? Il laboratorio cerca di rispondere a questa e ad altre domande partendo dal concetto che laghi e fiumi non sono semplici contenitori di acqua, ma ricchi ecosistemi pieni di vita. Per ulteriori informazioni sui laboratori e per le modalità di iscrizione consultare il sito del C.R.E.A. www.creacomo.it. ambientale dei corsi d’acqua. Ancora: il progetto radiofonico “Nautilus” quest’anno si è trasformato in “Mini Nautilus”. La trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze di Ciao Como Radio, infatti, sarà realizzata da classi di bambini (delle elementari o, al massimo, delle medie) che lo scorso anno si sono particolarmente distinte nelle nostre attività. E per finire abbiamo consolidato, attraverso un protocollo d’intesa, la collaborazione con la Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, gra- zie alla quale avremo la possibilità di portare 25 classi alla Riserva del Lago di Piano. Non si tratta esattamente una novità, ma abbiamo scelto di riproporre questa iniziativa visto il successo della sperimentazione fatta lo scorso anno . Con la collaborazione del Parco Spina Verde, invece, altre 20 classi avranno l’opportunità di visitare la zona umida di Paré. Per il resto, tutti i vecchi progetti sono stati confermati, essendo i temi trattati ancora di stretta attualità. Quest’anno contiamo di lavorare con un numero di classi che potrà variare da 450 a 490 (+ quelle che saranno coinvolte su altri progetti non compresi nel programma), a seconda dei laboratori che verranno scelti, che possono richiedere più o meno ore a scalare. Un successo atteso, frutto anche della sensibilità e dell’attenzione messa in campo dagli assessori Paolo Mascetti (Ambiente) e Ivano Polledrotti (Agricoltura e Pesca, Polizia locale). Lo scorso anno scolastico le classi coinvolte nei vari laboratori furono 513». CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 CONTRIBUTI PER POTER ANDARE IN VACANZA Tornano i buoni per un turismo alla portata di tutti L a vacanza, un diritto per tutti. L’occasione per staccare la spina, ritrovare energie, risorse per riprendere l’attività lavorativa rinvigoriti nel corpo e nello spirito. Un diritto sacrosanto che, però, la crisi globale ha recentemente messo in discussione. Oggi più di prima occorre dosare con oculatezza i risparmi di una vita, nel tentativo di mantenere in equilibrio il bilancio familiare. Il risultato è che, per molti, la vacanza si è trasformata in un mordi e fuggi. Uscite “spot”, fuori porta. La semplice occasione per una boccata d’aria. Ma se, nella sostanza, poco è cambiato per chi già stava bene, a rimanere tagliati fuori, negli ultimi mesi, sono apparsi, sempre di più, i ceti medio bassi. Quanti, non senza sacrifici, nonostante le fatiche, testardamente sceglievano di “strappare” una manciata di giorni di vacanza al menage quotidiano. Va nella direzione di offrire sostegno a questa categoria la logica dei “buoni vacanze”, pensati anni fa dal Governo Prodi ma mai concretamente attuati e, finalmente estratti dal cappello nel corso di questo 2010. «È la frontiera del turismo sociale - ci spiega Paolo Perazzoli, presidente di Etsi Como, l’Ente turistico sociale italiano della Cisl, legato, nel comasco, all’agenzia Viaggi Plinio -. Il turismo sociale della Cisl punta ad andare incontro alle esigenze delle fasce deboli della popolazione. E rappresenta una forma di tutela del cittadino nel suo diritto ad avere una pausa di riposo nell’attività lavorativa, a difesa della Una volta ottenuta la certificazione Isee è possibile inoltrare richiesta di un sostegno economico per coprire parte dei costi delle proprie ferie. Un modo per salvaguardare il diritto a staccare la spina, nonostante la crisi e le difficoltà economiche di MARCO GATTI qualità della vita. Uno strumento utile nei momenti in cui vi è una reale difficoltà: famiglie numerose, con bambini piccoli, con anziani in casa, giovani con reddito non ancora consolidato, anziani solo parzialmente autosufficienti, famiglie a basso reddito». Ma cerchiamo di capire meglio dove nasce la storia dei buoni vacanza e come si configurano. «Emessi dall’ultimo Governo Prodi - prosegue Perazzoli - non si era mai provveduto a darne effettivamente corso attraverso i necessari regolamenti attuativi. I buoni erano rimasti così in giacenza. L’atteso decreto è finalmente arrivato soltanto agli inizi di quest’anno. I primi buoni vacanza sono quindi stati emessi agli inizi di quest’anno, a scadenza, però, al 30 giugno. La loro validità riguardava lo svolgimento di vacanze in Italia per i nuclei familiari che ne facevano richiesta rispondenti a determinati requisiti reddituali. Vacanze che, però, lo ribadisco, dovevano avere termine entro il 30 di giugno». Qual è stata la risposta dell’utenza? «Direi discreta. Va det- to che, come Viaggi Pilinio, siamo l’unica agenzia turistica di Como ad accettare i buoni…» Perché? «Per le agenzie rappresentano un costo. Lo sconto dovuto all’utilizzatore e le spese di commissione (il 4%) dovute alle gestione del sistema dei buoni ne riducono considerevolmente i margini di guadagno. Ma trattandosi, la nostra, di un’agenzia sindacale che attua e promuove forme di turismo sociale non potevamo sottrarci dal sostenere questa opportunità». Torniamo ai numeri… «Sono circa una ventina le persone che hanno usufruito, fino al 30 giugno, dei buoni». Le località prescelte? «Per lo più la riviera romagnola e la Liguria. Qualcuno ha optato, invece, per il meridione». E per i buoni non utilizzati? «Al termine del 30 giugno - prosegue il presidente di Etsi - i buoni perdevano valore e non si potevano più utilizzare. Una nota di fine luglio ha però comunicato l’intenzione del governo di rinnovare il decreto attuativo, estendendo la possibilità di richiedere nuovamente i buoni per vacanze da settembre a novembre e da gennaio a giugno, dunque con scadenza annuale, fuori dai periodi di alta stagione, e sempre per vacanze in Italia. Tale regolamentazione è stata approvata sul finire del mese di agosto. Pertanto attualmente è possibile, per chi lo desideri, inoltrare richiesta per l’ottenimento dei nuovi buoni. Chi fosse in possesso dei vecchi dovrà, necessariamente, riconvertirli. Una correzione positiva introdotta rispetto alla prima fase riguarda l’in- BUONI VACANZE ITALIA I Buoni Vacanze Italia sono uno strumento a disposizione di tutti i soggetti interessati a favorire il turismo sociale: un turismo per tutti, un turismo di qualità, solidale e sostenibile finalizzato alla crescita, all’arricchimento e alla valorizzazione sociale e culturale dell’uomo. Vengono messi a disposizione di tutti i soggetti pubblici o privati che vogliono in particolare favorire l’accesso al turismo delle categorie più deboli o dei loro dipendenti. Hanno diritto ad ottenere il contributo statale i nuclei familiari, composti da cittadini italiani e dell’Unione Europea, regolarmente residenti in Italia, ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e di residenza, che alla data della richiesta di emissione dei buoni vacanze rientrano nelle previsioni socio-economiche in base alla composizione familiare ed alle fasce di reddito previste in una apposita tabella. dal sito www.buonivacanze.it troduzione di un sistema più equo per l’erogazione dei contributi. Inizialmente per concedere i buoni veniva richiesto il reddito del nucleo familiare. Attualmente invece la concessione è subordinata all’Isee». Ma come funziona la procedura per accedere al buono? «Prima di tutto l’utilizzatore si deve rivolgere ad un Caf per richiedere il rilascio della certificazione ISEE. Una volta ottenuta può presentare la domanda direttamente attraverso il sito dei buoni (www.buonivacanze.it), oppure può rivolgersi a noi che, come Etsi, ci facciamo carico di assistere l’utente nell’inoltro della richiesta. Il contributo statale varierà, ovviamente, a seconda del livello di reddito Isee. Nel momento in cui viene accettata la domanda (la procedura on-line è praticamente immediata) rilasciamo all’utente due copie dell’autorizzazione ottenuta con le quali deve recarsi in banca, una filiale della Intesa-S. Paolo, entro 10 giorni dalla richiesta, e pagare la quota di sua competenza. Dopo di che gli arriverà, direttamente a casa, entro pochi giorni, il mazzetto di buoni richiesti corrispondenti al valore totale. Un esempio, tanto per essere chiari: se una persona ha diritto a 500 euro di buono, con il contributo statale di 100 euro, si recherà in banca versando 400 euro, e riceverà a casa un buono spendibile del valore di 500 euro». Dove possono essere spesi i buoni? «Alberghi, campeggi, affittacamere... In buona sostanza tutte le strutture convenzionate riportate nel database presente sul sito di buoni vacanze. I buono è anche spendibile presso le agenzie di viaggio disposte ad accettarli, in questo caso anche per strutture non riportate sul sito, purché si tratti di viaggi in Italia e nei periodi autorizzati». FONDO SOSTEGNO AFFITTO: LE DOMANDE FINO AL 20 OTTOBRE Fondo sostegno affitto: ci sarà tempo fino al 20 ottobre per presentare la domanda. Il fondo, lo si evince dalla sua stessa definizione, ha lo scopo di erogare contributi a favore di soggetti aventi un contratto di affitto regolarmente registrato. La domanda deve essere presentata presso i Centri di Assistenza Fiscale (C.A.A.F.) del territorio convenzionati con la Regione Lombardia e/o con il Comune di Como. A titolo di rimborso potrà essere chiesto il pagamento di un importo massimo di 5 euro. Il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti: residenza nel Comune di Como, cittadinanza italiana o di uno stato dell’Unione Europea ov- vero straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno almeno biennale che eserciti regolare attività, anche in modo non continuativo, di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. Per gli stranieri: residenza da almeno dieci anni sul territorio nazionale, o da almeno cinque anni in Regione Lombardia. Per l’anno 2010 i richiedenti sono tenuti a dichiarare di aver beneficiato, nella dichiarazione IRPEF corrispondente, della detrazione spettante per il canone di locazione. Nulla è dovuto qualora il contributo sia pari o inferiore alla detrazione. Nel calcolo dei redditi non sono da considerare le indennità di accompagnamento o speciali riconosciute a portatori di handicap totali o parziali. CRONACA P A G I N A Como 18 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 VIAGGIO NEL PAESE AFRICANO/1 Como-Sudan un legame che continua S ono larghe e coperte di polvere le strade di Khartoum, capitale del Sudan. Le dune del Sahara sono lontane ma un deserto di sassi e polvere arriva fino alle porte delle città e anche oltre, portato dal vento. Vista dal cielo la capitale del più grande stato dell’Africa, con i suoi 2,5 milioni di chilometri quadrati (grande quanto Italia, Francia, Spagna e Portogallo messi insieme), appare come una lunga distesa opaca tagliata nel mezzo da un serpente azzurro che avvolge le sue spire tra i palzzi del centro: costruzione che rappresentano il segno più evidente dello sviluppo degli ultimi anni, alimentato dai proventi petroliferi e dai grandi investimenti dei Paesi arabi e delle potenze asiatiche come Cina, India, Malesya e Sud Corea. E’ il Nilo o meglio Sono sempre più stretti i rapporti tra la nostra diocesi e il Paese africano che sta provando a lasciarsi alle spalle i dolori della guerra Ecco gli appunti di un viaggio nel “gigante”africano pagina a cura di MICHELE LUPPI di due Nili, il Bianco proveniente dal Sud Sudan e l’Azzurro proveniente dall’Etiopia, che proprio qui, nel cuore di Khartoum, si incontrano dando vita al grande fiume padre di antiche civiltà. Il fiume carico d’acqua per la stagione delle piogge, come da millenni, ha superato gli argini allagando i campi e coprendo con il prezioso limo una lingua di terra a destra e a sinistra del suo naturale alveo. Una grande fascia verde rubata al deserto. E’ questa visione di Khartoum dall’alto e della grandezza del Nilo che saluta il nostro arrivo a Khartoum all’inizio di questo viaggio in un Paese sempre più legato a Como e alla nostra diocesi. A partire dal Vescovo, mons. Rudolf Deng Majak, presidente della Conferenza Episcopale Sudanese, che a Como ha trascorso parecchi mesi durante i suoi anni di studio a Roma e con cui è nata un’amicizia che continua a distanza di qua- il palazzo del presidente sudanese al-Bashir a Khartoum rant’anni. E come dimenticare i tanti missionari comaschi e valtellinesi che in Sudan trascorrono o hanno trascorso la loro vita. I progetti sostenuti dall’Ufficio Missionario nel Paese africano e il lavoro di volontari e organizzazioni come l’ OVCI Nostra Famiglia di Bosisio Parini che, proprio in Sudan, gestisce alcuni centri di assistenza per bambini con disabilità. Un impegno a favore del Sudan che da anni vede impegnata in prima linea anche la Caritas diocesana che è presente nel Paese con un proprio operatore, Enrica Valentini, nella diocesi di Wau, in Sud Sudan. Una presenza che, grazie alla solidarietà dei comaschi, ha permesso in questi anni di sostenere la Chiesa sudanese nell’assistere la popolazione provata dalla guerra. Sì, perché in Sudan la guerra è stata una terribile realtà fino al 2005 quando un accordo di pace ha posto fine alla lotta tra Nord e Sud. Scontri che continauno ancora nella martoriata regione del Darfur. La guerra civile tra nord e sud durata dal 1983 al 2003 è costata la vita, secondo le stime a quasi 2 milioni di persone, costringendo 4 milioni di persone alla fuga. Il Sudan rimane un Paese simbolo, al confine tra due afriche, quella cosiddetta “araba” del nord, dove forte è la presenza dell’Islam, e quella nera del sud, in prevalenza cristiana e animista. La terra della rivoluzione islamica del Mahdi e di San Comboni che morì proprio a Khartoum nel 1881 dopo aver iniziato l’evangelizzazione dell’Africa nera. Una terra che per secoli è stata al centro di scambi commerciali, con i mercanti arabi che penetravano lungo il Nilo fino al cuore del continente, ma anche culturali e sociali. Confini che, come sempre in Africa, non sono mai netti e difficilmente possono essere tracciati con una riga sull’atlante. Ora gli occhi di tutti sono rivolti al referendum del prossimo gennaio quando i cittadini del Sud Sudan potranno scegliere se diventare indipendenti dal Nord. Una decisione che potrebbe provocare nuove violenze. Un appuntamento che non può non interessarci. Ecco perché nelle prossime settimane vi accompagneremo in questo viaggio nel “nostro” Sudan. INTERVISTA A MONS. RUDOLF DENG MAJAC PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SUDANESE “La gente è stanca della guerra, ha voglia di pace” F a un certo effetto stare su un aereo che sorvola la savana, verde per le abbondanti precipitazioni della stagione delle piogge, e sentire un Vescovo africano parlare del lago di Como e delle montagne della Valchiavenna. E’ questo che mi è successo in Sudan lungo il volo tra la capitale Khartoum e la città di Wau, una delle più popolose città del Sud Sudan. Il Vescovo in questione è mons. Rudolf Deng Majak, presidente della Conferenza Episcopale Sudanese con un passato da seminarista in Italia e tante estati a Como sulle spalle. “Era il 1967 – racconta – quando studente dell’Istituto di Propaganda Fide, durante il periodo estivo, sono arrivato per la prima volta a Como, ospite della parrocchia di Sant’Agata. Da allora è nata con la parrocchia e più in generale con la vostra diocesi un’amicizia che continua ancora oggi”. In particolare mons. Rudolf ha ricordato Maria Maternini, la sua “madrina” in quegli anni, ma è da tutta la parrocchia di S.Agata prima e, successivamente, dall’intera diocesi che è arrivato e continua ad arrivare “un sostegno materiale e morale alla nostra Chiesa”. L’ultima visita di mons. Rudolf Deng Majak alla nostra diocesi è avvenuta lo scorso anno, insieme a padre Eugenio Caligari, missionario comboniano nativo di Chiavenna , da alcuni anni parroco a Raja una cittadina nella diocesi di Wau, retta proprio da mons. Deng Majak. Pochi giorni dopo il viaggio in aereo abbia- mo rincontrato il Vescovo a Wau e raccolto questa intervista. Eccellenza qual è la situazione oggi in Sudan a quasi sei anni dalla firma degli accordi di pace? “Il successo più importante del CPA è senza dubbio quello di aver posto fine a vent’anni di guerra e aver favorito l’at- mosfera di maggior stabilità che respiriamo ormai da cinque anni. Ci sono stati miglioramenti nelle infrastrutture, con la sistemazione di alcune strade tra le principali città del Sud ed alcuni passi in avanti nei servizi sociali con la costruzione di alcune scuole e dei centri sanitari. Siamo però all’inizio e ancora tanto è da fare. La mia preoccupazione è che i nostri leader non siano così preparati a sostenere tutte queste sfide. In particolare non possiamo negare il cammino ancora lungo da compiere per quanto riguarda la riconciliazione tra le comunità. Un impegno che ci coinvolge in prima persona come Chiesa”. In questi anni qual è stato il ruolo della Chiesa sudanese? “Abbiamo lavorato per incoraggiare l’intera società ad apprezzare di più la vita, lavorando per favorire il perdono e la riconciliazione, andando oltre divisioni e tribalismo”. A che punto è il cammino di riconciliazione? “Qualcosa sta camminando ma è necessario lavorare di più sulla formazione e l’educazione ma purtroppo le risorse a disposizione sono poche” Il referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan si avvicina. Come Conferenza Episcopale avete inviato una lettera pastorale all’intero popolo sudanese e ai rispettivi leader. Cosa chiedete? “Prima di tutto ribadiamo la necessità di rimettere al centro la dignità umana e dall’altra parte chiediamo che ad ogni persona venga garantito il diritto di esprimere la propria opinione. Nel documento sottolineiamo la necessità che entrambi gli schieramenti, sia chi è per la separazione che chi è per l’unità, chiariscano quali saranno le conseguenze di un’eventuale scelta in un senso o nell’altro. Chi vuole l’unità deve chiarire che tipo di Sudan unito sarà: sarà un Sudan in cui un gruppo comanda sugli altri o vi sarà la partecipazione di tutti? Quali saranno di diritti e i doveri? Così come chi vuole l’indipendenza deve spiegare come intenderà governare e cosa farà una volta che il Paese sarà indipendente”. In vista del referendum appaiono però ancora molti punti in sospeso come la definizione dei confini e la stessa macchina elettorale non si è ancora messa in moto. Crede si possa arrivare impreparati al voto? “Si, purtroppo c’è ancora molto da fare. Credo sia necessario che la popolazione prenda consapevolezza della decisione che sta per prendere. E’ necessario organizzare gruppi di discussione e dibattito perché ognuno possa arrivare ad una scelta consapevole. Durante la guerra non si poteva parlare adesso viviamo in un’atmosfera di libertà e non possiamo più tollerare forme di corruzione, nepotismo, tribalismo”. In caso di una scelta a favore dell’ indipendenza del Sud Sudan pensa che il governo di Khartoum accetterà senza problemi? “Il Nord non accetterà facilmente, ci saranno delle difficoltà, specialmente nelle aree di confine. Anche al Sud ci sono persone che potrebbero opporsi ad un’indipendenza. Ma credo che tutti questi problemi possano essere risolti con un po’di buona volontà da parte di entrambe le parti”. Quindi, guarda con speranza al futuro? “Si, perché penso che dopo oltre sessant’anni di sofferenza e di guerra, l’ultima delle quali durata vent’anni l’intero popolo del Sudan voglia la pace. La gente è stanca della guerra”. CRONACA P A G I N A Como 19 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 LE NOVITÀ DAL 13 SETTEMBRE S. Anna e nuova viabilità, si parte dai bus D al prossimo 13 settembre i bus del trasporto locale raggiungeranno il nuovo ospedale S.Anna. Il servizio sarà assicurato ogni 15 minuti nelle ore di punta, dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 19.30, e ogni 30 minuti nelle altre fasce orarie e nei festivi. Ad annunciarlo sono stati in una conferenza stampa congiunta i vertici del Comune di Como e della Provincia che hanno precisato come “non sarà attivata alcuna linea dedicata” - come ipotizzato negli scorsi mesi - ma “si provvederà alla modifica del tracciato della linea 1 Ponte Chiasso- San Fermo che verrà deviata in modo da raggiungere il nuovo ospedale”. Ad essere deviati non saranno, però, tutti i bus della linea 1 ma solo la metà dei mezzi che saranno indicati da un’apposita dicitura, probabilmente “linea 1H S.Anna”. La prima corsa arriverà all’Ospedale alle 6.38, l’ultima lascerà il nosocomio alle 22.00. Questo di fatto comporterà lo sdoppiamento del capolinea, con il conseguente dimezzamento delle corse nel tratto PrestinoSan Fermo. IL NUOVO TRAGITTO I mezzi provenienti da Ponte Chiasso dopo aver Cambiamenti sul tracciato della linea 1 Ponte Chiasso S. Fermo, che verrà deviata in modo da raggiungere il nuovo ospedale di MICHELE LUPPI attraversato Como e raggiunto piazza Camerlata, procederanno lungo la via Varesina e imboccheranno via Risorgimento, attraversando il quartiere di Breccia, proseguiranno poi fino a Prestino dove all’altezza di piazzale Giotto sarà realizzata, entro la prossima estate, una nuova rotatoria con una spesa di circa 400 mila euro a carico dell’amministrazione provinciale. Piazzale Giotto diventerà così il punto di snodo tra le due varianti della Linea 1. Qui i bus si divideranno: una parte proseguirà verso il capolinea S. Fermo per poi tornare verso Como, l’altra tornerà, invece, indietro lungo viale D’Annunzio per immettersi nella “varesina” in direzione di Lucino e del nuovo Ospedale. Un percorso, strettamente legato alla realizzazione di alcune opere accessorie (vedi il box) che serviranno a permettere ai bus di circolare con maggior sicurezza e fluidità. Su tutti ricordia- Foto William mo l’intervento in piazzale Giotto a Prestino per cui saranno necessari 68 mesi. “Fino ad allora ha spiegato Pierantonio Lorini, tecnico del Comune di Como - i bus seguiranno un percorso provvisorio: i mezzi diretti a S.Fermo e quelli diretti al nuovo Ospedale non si biforcheranno a Prestino, in piazzale Giotto, ma a Breccia, al bivio tra via Risorgimento e viale D’Annunzio”. LE RAGIONI DELLA SCELTA L’assessore alla viabilità del Comune di Como, Stefano Molinari, presentando il nuovo servizio, giovedì 26 agosto, non ha nascosto il dibattito nato tra Comune, Provincia e Asf negli scorsi mesi. “Abbiamo lavorato a cinque ipotesi - ha spiegato l’assessore - e non nascondiamo che come Comune di Como avevamo ipotizzato l’istituzione di una linea dedicata dalla stazione S.Giovanni al nuovo Ospedale. Una possibilità scartata per motivi prettamente economici: questo avrebbe comportato un esborso di circa 800 mila euro all’anno dalle casse comunali e considerando i tagli al finanzia- mento statale al trasporto pubblico, previsti per il prossimo anno, non era una soluzione sostenibile. La decisione di deviare la linea 1, invece, oltre a permettere la funzionalità del servizio, avrà praticamente costo zero, utilizzando una linea già esistente”. Dall’altra parte la scelta di utilizzare come punto di scambio quello di piazzale Giotto è stata dettata, secondo i tecnici, dalla volontà di non penalizzare un bacino di utenza importante per il nuovo ospedale come quello di Prestino e Breccia. DISAGI PER I CITTADINI La nuova variante comporterà dei disagi per i cittadini di Prestino e San Fermo soprattutto nei primi mesi, quando sarà in funzione la linea provvisoria. “Nelle prime settimane di servizio -ha spiegato il funzionario della provincia Giuseppe Cosenza - effettueremo un monitoraggio della situazione per valutare l’eventualità di estendere le fasce di punta con la necessità di finanziare le corse aggiuntive. Questo comporterà un investimento di fondi pubblici da parte della Provincia per cui vogliamo essere sicuri che sia realmente necessario”. Sugli eventuali disagi per i cittadini di San Fermo l’assessore e i tecnici tagliano corto. “E’ vero i cittadini di San Fermo vedranno dimezzate le corse in arrivo al capolinea - ha spiegato l’architetto Cosenza - ma rimane comunque uno dei Comuni meglio serviti della cintura urbana con bus in arrivo ogni 15 o 30 minuti”. CHE COSA CAMBIEÀ Ecco di seguito un elenco delle principali modifiche alla viabilità legate al nuovo ospedale. La realizzazione di una corsia riservata al trasporto pubblico sulla Varesina, da via Risorgimento a via Lissi in direzione di Como (intervento realizzabile in tempi brevi); la limitazione del traffico privato in via Risorgimento con transito consentito solo ai bus, veicoli di residenti e frontisti, nel tratto in direzione di Como tra via Nicolodi e via Rimembranze, e la deviazione del traffico di transito, proveniente da Prestino-San Fermo e diretto verso Como centro, lungo l’itinerario D’Annunzio-Varesina, sfruttando la rotatoria su due livelli esistente e il possibile aumento del tempo di verde semaforico sull’ex statale Briantea (intervento realizzabile in tempi brevi); la realizzazione di una rotatoria in piazzale Giotto (intervento attuabile non prima della prossima primavera) per consentire la deviazione di parte delle corse della linea 1 Chiasso-San Fermo, da detto piazzale di Prestino per/da il nuovo ospedale; la ristrutturazione dell’intersezione via Varesina/via Lissi, con realizzazione di una rotatoria, per fluidificare il traffico in uscita dalla città verso il nuovo ospedale Sant’Anna (intervento già previsto nel Piano triennale delle Opere per il 2011). PARI OPPORTUNITÀ: CONTRIBUTI ALLE STUDENTESSE ISCRITTE ALLE FACOLTÀ TECNICO-SCIENTIFICHE Contributi a favore di ragazze che scelgono corsi di laurea a carattere tecnico-scientifico. L’iniziativa, promossa dalle consigliere di Parità della Provincia di Como, Paola De Dominicis e Rosi Manganaro, nell’ambito delle attività che realizzano per favorire l’inserimento delle donne nei settori professionali in cui risultano sottorappresentate, ha lo scopo di incentivare le donne a scegliere percorsi universitari di tipo scientifico, caratterizzati ancora oggi da una scarsa presenza femminile. «Le materie scientifiche e tecnologiche – spiegano - sono, infatti, considerate tradizionalmente appannaggio dei maschi, che vengono ritenuti più bravi e predisposti, mentre nelle ragazze si tende a sottolineare l’attitudine per le materie umanistiche. Le scelte formative di studenti e studentesse risultano, inoltre, condizionate anche dagli stereotipi di genere che riguardano la divisione dei ruoli nella società tra donne e uomini. Il progetto formativo delle donne finisce, pertanto, più o meno consapevolmente, per essere subordinato alla possibilità di trovare occasioni di lavoro che offrano modalità organizzative che si combinino alla gestione della famiglia, soprattutto in presenza di figli». A tale scopo le consigliere di Parità promuovono, in collaborazione con il Comitato Pari Opportunità dell’Insubria, un bando per l’assegnazione di contributi – rimborso prima rata tasse di iscrizione e buono libri di 400 euro - a donne che si iscrivono alla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università dell’Insubria di Como, ai seguenti corsi: corso di laurea triennale in fisica, corso di laurea magistrale in chimica. Le consigliere di Parità hanno promosso, inoltre, un bando per l’assegnazione di contributi, rimborso prima rata tasse di iscrizione, a donne che si iscrivono al Politecnico di Milano, polo Regionale di Como, al corso di laurea triennale in Ingegneria Informatica I bandi per la selezione delle candidate sono disponibili dal 25 agosto 2010. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre il 17 settembre 2010. Per le iscritte a Fisica e Chimica il bando è scaricabile dai siti: www.provincia.como.it; http://lavoro.provincia.como.it; www. uninsubria.it/uninsubria/facolta/scico.html . Per informazioni: Comitato Pari Opportunità Università dell’Insubria, dott.ssa Barbara Giussani, tel. 031-2386424, e-mail [email protected], dott.ssa Patrizia Scuderi . tel. 031/2386425 , e-mail [email protected], [email protected]. Per le iscritte a ingegneria informatica il bando è scaricabile dai siti, www.provincia.como.it, http://lavoro.provincia.como.it; www.polocomo.polimi.it; Per informazioni: Ufficio Orientamento Politecnico Polo di Como, tel. 031-3327318, e-mail: [email protected] CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 I PROGETTI IN CANTIERE L’Unione Ciechi “guarda” lontano... Dal sostegno a due giovani ugandesi non vedenti ad un progetto legato alla realizzazione di libri parlati. Questo e altro nelle iniziative proposte dall’associazione per offrire sostegno alle persone con disabilità visiva T erminata la pausa estiva anche l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como si avvia alla ripresa delle regolari attività di formazione, intrattenimento, supporto e sensibilizzazione rispetto al tema disabilità visiva. Molti, come sempre, i progetti in cantiere. Tralasciando la normale attività di sezione ci limitiamo a segnalare alcune iniziative, a nostro avviso, di notevole interesse. La prima è la prosecuzione del progetto Uganda denominato: “Guardare lontano”. Dal 23 aprile scorso la ...hai l'ALCOLISMO in casa? ...VUOI saperne di più? ...hai bisogno di AIUTO? I GRUPPI FAMILIARI AL-ANON condividono le loro esperienze in modo anonimo e gratuito e possono offrirti le informazioni che cerchi. telefona al: 800-087897 Questi i nuovi orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30 sezione comasca si è impegnata ad assistere due giovani ugandesi, Annet ed Esther, disabili visive, nella frequentazione di corsi di braille, informatica, mobilità e tanti altri aspetti dell’autonomia personale. Le due giovani, accompagnate da una religiosa (suor Patricia), rimarranno in Italia fino al mese di ottobre, ospiti della casa dei padri Comboniani di Rebbio, dopo aver trascorso i primi tre mesi in Italia presso la Casa Vincenziana di via Tatti. «A parte qualche imprevisto per ricovero sanitario - spiega Daniele Rigoldi, presidente dell’ Uici di Como - le due ospiti stanno seguendo con attenzione e profitto i corsi proposti. Vorrei approfittare di questa occasione per ringraziare gli amici soci e volontari che hanno circondato di attenzione e solidarietà le due donne e che hanno contribuito ad offrire la propria opera personale gratuita di insegnamento». Un nuovo fronte d’impegno per l’Unione riguarda anche il maggiore coinvolgimento dei soci più giovani. Da qui la decisione di promuovere un laboratorio di teatro, rivolto a bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni con disabilità visive, aperto anche alla partecipazione dei genitori. Il laboratorio dovrebbe sfociare, poi, nella rappresentazione di uno spettacolo o di un saggio. I genitori che desiderano iscrivere i propri figli dovranno telefonare in segreteria (Uici Como, tel. 031-570565) entro il 10 settembre. Un ulteriore progetto, rivolto al mondo della disabilità visiva, ma che mira ad allargare la rete dei volontari sensibili a questo mondo, riguarda il “Libro parlato” «La nostra sezione spiega in merito Daniele Rigoldi - sta coinvolgendo nuovi volontari donatori di voce per creare un gruppo di lettori in grado di soddisfare eventuali esigenze di lettura dei soci. Questa iniziativa prevede la formazione di volontari lettori, all’uso del programma di registrazione per la lettura di SCULTURE E CERAMICHE D’ARTE A FENEGRÒ Se la terra non ha voce. Boris Proietti in mostra “Se la terra non ha voce”. E’ questo il titolo della mostra che si terrà a Fenegrò dal 4 al 12 settembre prossimo nella sala polifunzionale di via Roma 22. Protagonista sarà l’artista e ceramista Boris Proietti, il cui laboratorio ceramico Tethis, ha sede proprio a Fenegrò. L’inaugurazione della mostra è previsto per venerdì 3 settembre, alle ore 18. Gli orari di apertura saranno i seguenti: sabato 4 e 11 settembre e domenica 5 e 12 dalle 10 alle 23, da lunedì 6 a venerdì 10 settembre dalle 17 alle 22. Nato in Gran Bretagna, ma formatosi alla facoltà di architettura di Milano, Boris Proietti è oggi un ceramista di fama internazionale. All’interno della mostra personale, organizzata dall’associazione culturale “Finis Agrorum”, verranno esposti altorilievi e sculture tridimensionali in cotto refrattario. Tema centrale sarà la “Terra” e il suo “essere madre in multiformi aspetti”. Sempre presso il centro polifunzionale di Fenegrò, lunedì 13 settembre, partirà un corso di ceramica in 5 lezioni aperto a tutti. Per informazioni 335-8158074. testi. Lo scopo è quello di costituire un’audioteca sezionale da mettere a disposizione dei disabili visivi». A tale proposito, al fine di soddisfare al meglio le necessità dell’utenza, è stato predisposto un questionario rivolto ai soci, con la richiesta di indicazioni e suggerimenti in merito alla tipologia dei testi da registrare e alle caratteristiche che un non vedente reputa imprescindibili per un “lettore doc”. I questionario sarà sottoposto ai soci periodicamente, al fine di predisporre al meglio il servizio. Fino a qui le novità più importanti. La punta di un servizio articolato e complesso che, con molteplici iniziative, mira a offrire al mondo dei non vedenti e ipovedenti occasioni per una vita serena. A tal proposito la sezione comasca ricorda che già da qualche settimana sono aperte le iscrizioni ai prossimi corsi sezionali ordinari che avranno inizio in autunno: informatica, ginnastica dolce, attività motoria, ballo, orientamento e mobilità, autonomia domestica, scrittura Braille, cucina, stiro, firma, etc. Si riproporranno esperienze già vissute in passato relative a corsi di pattinaggio su ghiaccio ed inglese e si avvieranno nuove esperienze di corsi relativi a difesa personale, nuoto e ginnastica in acqua. Per saperne di più ed, eventualmente, iscriversi, rivolgersi alla sede di via Raschi, aperta il lunedì, mercoledì e sabato dalle 8.30 alle 12, tel. 031570565, fax 031-571540, e-mail: [email protected], sito internet: www.uicco. it. Tra gli appuntamenti da segnale in calendario: l’assemblea sezionale di sabato 18 settembre 2010 alle ore 15.00. CRONACA P A G I N A Como 21 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 VERRÀ SISTEMATO IL MURO ADIACENTE ALLA FONTANA RAZIONALISTA Restauri a Villa Geno I lavori prenderanno il via in autunno e duraranno 101 giorni. Il costo: 200 mila euro Alcune immagini della fontana e del muro in rovina che la circonda P renderanno il via il prossimo autunno i lavori di rifacimento del muro a lago del la fontana di Villa Geno. Lo ha stabilito la giunta accogliendo il progetto esecutivo, redatto dai tecnici del settore Reti, Impianti Tecnologici, Protezione civile, per un investimento di 200mila euro attribuiti al Comune di Como con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso giugno attraverso la cosiddetta legge Mancia. “Grazie all’intervento del senatore Alessio Butti spiega l’assessore Stefano Molinari - l’Amministrazione Comunale ha beneficiato di uno stanziamento di 350mila euro, 200 dei quali appunto verranno utilizzati per il recupero del giardino di Villa Geno. La fontana rappresenta uno dei simboli della nostra città e questo finanziamento ci permette di poter intervenire subito scongiurando la chiusura al pubblico dell’area e addirittura dello stesso impianto. I danni provocati dal moto ondoso del lago hanno, infatti, minato le fondamenta del muro di sostegno. Questo danno pone in condizioni di forte precarietà la stabilità del manufatto, e con il tempo avrebbe potuto produrre l’inevitabile ribaltamento della fontana. Spero che grazie all’intervento di alcuni sponsor privati, da me contattati, si possa presto riattivare anche la seconda pompa e riportare così la fontana al suo antico splendore e installare l’impianto di illuminazione colorata dei getti d’acqua». La fontana di Villa Geno, capace di un getto d’acqua alto 45 metri e realizzata nel 19481951 dall’ingegnere Renato Uslenghi, uno dei maestri del Razionalismo lariano, venne realizzata a margine del parco della sontuosa villa iniziata alla fine del Settecento dalla marchesa Menafoglio Ghilini. Una costruzione rimasta incompiuta. La proprietà del sito, infatti, passò ai marchesi Cornaggia Medici che, intorno al 1850, commissionarono all’architetto Tazzini l’abbattimento dell’edificio e la nuova costruzione di una villa di linee tardo-neoclassiche. L’edificio fu ricostruito e l’interno venne decorato con affreschi. I Cornaggia Medici realizzarono anche l’ampio parco circostante. In particolare, furono tracciati viali e sentieri, avendo però cura di conservare gran parte della vegetazione esistente e di inserire, con sensibilità e buon gusto, piantagioni diverse, fuse in un tutto organico e di grande bellezza. La stessa famiglia realizzò anche l’alberato Viale Geno, che qui conduce alla piazza della Funicolare. Nel primo Novecento la proprietà fu acquisita dal Comune di Como ed il parco fu drasticamente ridimensionato, anche per la sopravvenuta costruzione di numerose ville, mentre la villa fu trasformata e, da molti anni, è sede di un noto ristorante. I lavori di ripristino del muro adiacente la fontana prevedo- no l’infissione di palancole disposte in maniera tale da consentire le lavorazioni in asciutto e svolgere la funzione di antiscalzamento del nuovo muro, la demolizione del muro con recupero del rivestimento in pietra di Moltrasio, la ricostruzione del muro di sostegno. Il piano di lavoro prevede, altresì, tutto il successivo rivestimento del muro di sostegno con pietre di recupero e con pie- tre di nuova fornitura, in caso di necessità, e la riqualificazione dell’area a monte del muro di sostegno mediante stesa di terreno di coltura e semina di erba. L’esecuzione del contratto d’appalto sarà fatta in via d’urgenza, sia per preservare l’incolumità pubblica che per evitare l’ulteriore degrado della struttura di sostegno. I lavori dureranno 101 giorni. L.CL. I DATI DELLA CGIL Scuola comasca: 250 lavoratori in meno uecentocinquanta lavoratori in meno tra docenti e personale Ata nella scuola comasca. A dichiararlo Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como. Nel dettaglio: 22 in meno nelle scuole primarie, 35 per quanto concerne le medie, 84 alle superiori di II grado, 118 tra il personale Ata. «Di conseguenza – spiega Licata - le scuole non potranno assicu rare l’offerta formativa proposta: meno docenti vuol dire meno ore per i laboratori, per gli approfondimenti, per le supplenze, non poter assicurare l’ora di alternativa alla religione cattolica…Tagliare significherà inoltre meno posti disponibili per i lavoratori precari, lavoratori docenti e Ata che, dopo aver prestato servizio nella scuola per anni, rischiano di trovarsi senza un lavoro. Nel nostro territorio non ci sono ancora i drammi a cui stiamo assistendo in questi giorni nel sud d’Italia, ma di questo passo anche in provincia di Como rischia di replicarsi quanto sta accadendo nelle province del mezzogiorno. I lavoratori precari della scuola statale hanno diritto a un posto stabile. Si pensi alla scuola secondaria di secondo grado dove per tutte le classi di concorso e a fronte di migliaia di precari iscritti nelle graduatorie della provincia avremo soltanto 3 immissioni in ruolo. Oppure nella scuola primaria dove, a fronte di 68 posti disponibili in organico di diritto, soltanto 8 saranno i precari immessi in ruolo. Questo vuol dire non poter garantire alle famiglie e agli studenti la stabilità dei docenti, costretti a cambiare scuola ogni anno. Un altro tema che ci preoccupa è la riduzione degli insegnanti di sostegno, malgrado diverse sentenze abbiano stabilito tutt’altro. In provincia di Como abbiamo una media di un insegnante di sostegno ogni 2,83 alunni, praticamente ogni tre alunni, con la conseguenza che alunni con handicap gravi saranno seguiti dal docente di sostegno per pochissime ore. Si tratta di una delle media più alte non solo della Lombardia ma di tutta l’Italia». Infine, c’è il problema dei presidi: «in Lombardia – continua Licata - ci sono 318 dirigenze vacanti, in provincia di Como 21 su 74. Questo significa che avremo dirigenti “costretti” ad assumere la reggenza di altre scuole, precettati da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale. Al Dirigente Scolastico la reggenza non conviene nè da un punto di vista economico nè da un punto di vista professionale. La gestione di una scuola richiede tempo, pazienza e impegno costante. Non è pensabile per una istituzione scolastica avere un dirigente scolastico part time! Inoltre a causa delle troppe reggenze le scuole rischiano di non veder soddisfatte D al meglio le richieste di risorse umane e professionali necessarie al corretto funzionamento. La causa di questo problema va ricercata nella mancata indizione di un nuovo concorso per dirigenti scolastici. Per queste ragioni, come Flc Cgil, continueremo ad essere a fianco dei lavoratori della scuola e ci mobiliteremo a livello locale e nazionale per denunciare tale situazione». CRONACA P A G I N A 22 ComoCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 CURIOSITÀ DEL NOVECENTO Due fotogrammi del film del film Napo Torriano, il prigioniero del Baradello (1910), tratto da A.Bernardini, “Il cinema muto italiano, 1910 i film dei primi anni”, Bianco e Nero, Nuova Eri, 1996 Ma quale effetto Clooney. Como “set” del cinema già un secolo fa La città fu, nel lontano 1910, teatro di alcune proiezioni cinematografiche. Aspetto curioso se si pensa che il cinema, in quel primo decennio del secolo, era proprio agli albori... di GIANNI POZZI N el 1910, quindi cent’anni fa in quel di Como e dintorni vengono girati alcuni film. La notizia mi pare meritevole di segnalazione visto che il cinema, in quel primo decennio del secolo, era proprio agli albori e, passato il periodo pionieristico cominciava a prender piede nelle città con le prime sale permanenti. A Como, che aveva visto il passaggio degli ambulanti coi loro cinema, la prima sala stabile è aperta solo nel 1907 sul retro del Teatro Sociale; seguiranno poi American-Kinema, Cinema Centrale, Cinematografi Excelsior, Marconi, Volta e Vittoria. Seguiranno poi Cinematografo Como, Cinema Adoloscentia, Americano, Carducci, Cressoni, Marconi, Moderno e Sant’Agata. Ma cent’anni fa rileviamo da cronache giornalistiche alcuni film a carattere locale. Innanzitutto “Dal seme serico al telaio: veduta dello stabilimento Clerici, film istruttiva per la plaga comasca eminentemente serico- sericola, Film omaggio al Salone mostra Serica all’Esposizione di Casalmaggiore del sig. Giorgetti di Como, premiato con 5 diplomi di Medaglia d’oro massima onorificenza “ proiettato al Cinema-Teatro Excelsior di Como, il 10 ed 11 ottobre come ci informano i giornali comaschi “Corriere del mattino” e settimanale “ La vita del popolo “. Poi in agosto, dal 1 al 4 agosto 2010 al Cinematografo Volta nell’Arena di Como ( filiale del Cinema Teatro Santa Radegonda di Milano della ditta G. Trevisan & C.) viene fat- to vedere il film Nubifragio dell’Alta Lombardia, disastri di Saronno, Solaro e Busto, il pietoso trasporto delle vittime, che documenta un ciclone che il 23 luglio 1910 investe il comasco, milanese, ed anche Saronno e Como, provocando un centinaio di vittime; probabilmente si tratta del film catalogato come Il Ciclone di Saronno (1910) per la produzione di Croce & C. di Milano. Ma quello più interessante, perché si tratta di un film che oggi diremmo di “fiction” è il film Napo Torriano, il prigioniero del Baradello, pubblicizzato come “storia comasca” evidentemente ispirato a quel Napo della Torre che, preso prigioniero da Simone da Locarno muore nel 1278 dopo vari mesi di esposizione in una gabbia all’esterno della torre del Baradello. Proiettato al cinematografo Volta nell’Arena di Como, nel giugno ed anche a Varese, dapprima al Cine- ma Excelsior e poi al concorrente Cinema Dumont, sempre nel giugno, come si rileva sui quotidiani locali. In quei giorni di giugno viene proiettato anche a Milano “… Ieri sera, girando per i principali cinematografi, i più eleganti di Milano, vidi in tutti riprodotta l’ultima pellicola della Milano-Films: Napo Torriano al Castello di Baradello. Non parlo di tutte le scene bellissime e storicamente perfette di questa cinematografia; ma vi fu un momento in cui la scena rappresentava l’assalto al Castello, eseguita con tale perfezione, con tanta suggestività, con tanta verità in quei guerrieri che si arrampicavano fra il fumo e le fiamme, che il pubblico non potè frenarsi dallo scoppiare in fragorosi applausi …” , come si legge in una corrispondenza milanese. Il film ( lungo m. 250), viene distribuito a partire da ottobre 1910 anche in Francia (titolo: Napo Torriano, le prisonnier du château Baradello), in Germania (titolo: Napo Torriano) ed in Gran Bretagna (titolo: Napo Torriano ). Ne è regista Giuseppe De Liguoro che ricopre anche il ruolo del protagonista; fece notizia all’epoca perché il conte Pier Gaetano Venino, consigliere delegato della società di produzione - Milano Films di Milanopare ne sia stato l’ideatore e vi presero parte quali attori e comparse molti esponenti dell’aristocrazia milanese, mentre le scene vennero girate “dal vero” in castelli storici lombardi. Quel regista, De Liguoro, firma anche un altro film di ambientazione scenica comasca e brianzola al Castello di Carimate del conte Bernardo Arnaboldi, per conto della Milano Films. In una lunga cronaca di un quotidiano comasco (Gazzetta del mattino, Como, 20 maggio 1910) si legge: “Furono già svolte le sce- ne storiche che illustrano il Baradello e ieri…, venivano resi egregiamente gli episodi principali della battaglia di Waterloo nella quale campeggia la figura di Gioacchino Murat. L’ampio parco del Castello - N.di R. Castello di Carimate - che per l’imponente vastità e posizione non potrebbe meglio adattarsi alla riproduzione di tali scene, ha dato ricetto ad una quantità di baldi cavalieri i quali portati da focosi destrieri correvano alla mischia con uno slancio veramente naturale … “ Si tratterebbe in realtà non di Waterloo ma della battaglia di Wagram e Danzica, come precisa qualche giorno dopo lo stesso giornale; è il film Gioacchino Murat (Dalla locanda al trono). Anche in questo film, che si avvale di scene e costumi provenienti dalla Scala di Milano, c’è la firma del De Liguoro che ne è regista e protagonista; ma non solo si tratta della traspo- sizione di un dramma Murat o la fine di un re da lui scritto e rappresentato per la prima volta a Roma nell’agosto 1901. Sono ancora alcuni esponenti della nobiltà lombarda a far da interpreti e comparse accanto ad alcuni dirigenti della stessa Milano Films, il conte Arnaboldi, il conte Jean Visconti di Modrone e suo fratello Giuseppe, il conte Marco Greppi, i conti Gino e Giulio Durini, … Un documentario girato sul lago ed a Como compare, sempre in quel 1910, nelle sale cinematografiche col semplice titolo di COMO, prodotto da Pettine di Montecatini, in due episodi. I varesini lo ammirano nell’agosto 1910, al cinema Excelsior in due serate successive col titolo “ Lario pittoresco, prima parte, dal vero “ e “ Lario pittoresco, seconda serie. Cinematograficamente parlando un anno 1910 davvero interessante per Como. CRONACA P A G I N A Como 23 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 LA GUIDA VIRTUALE DI IUBILANTES CamminaCittà riscoprire l’area urbana a piedi G La presentazione ufficiale è prevista, nell’ambito della manifestazione Parolario, giovedì 9 settembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale di SILVIA FASANA le. Un portale, in cui si cerca di riscoprire e valorizzare il patrimonio culturale delle nostre città coniugando mobilità dolce, turismo sostenibile e accessibilità. ( L’obiettivo finale è quello di favorire il principio del “bello per tutti” e del “turismo per tutti”, nella convinzione che il viaggiare, soprattutto nella forma della mobilità lenta e sostenibile, è una risorsa della vita che deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni». Il portale nasce per la città di Como, ma è stato pensato anche per ospitare percorsi riguardanti qualsiasi altra città e paese (è già presente Argegno e presto lo sarà Pavia), che vogliano ripensare il proprio turismo in modo più solidale e più sostenibile. Per ogni percorso, il sito VISITA ALLA CHIESA DI S. ALESSANDRO DI LASNIGO L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” ricorda per domenica 5 settembre la possibilità di visite guidate gratuite alla chie-setta romanica di S. Alessandro di Lasnigo (lungo la strada Erba-Bellagio), in collaborazione con la Parrocchia di Asso. L’appuntamento è per le ore 15.30 sul luogo. Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni: Mondo Turistico, tel. 339-4163108; e-mail: mondoturisti co @virgilio.it. ERRATA CORRIGE Sul numero scorso, a pag. 16, in fase di stampa è saltata la dicitura “Foto Pozzoni” in riferimento all’immagine principale dell’articolo di apertura. Ci scusiamo con i lettori e con il fotografo Pozzoni. ne offre l’ambientazione, la descrizione generale e delle diverse tappe in cui può essere diviso, i tempi di percorrenza a piedi, i punti di interesse, le schede di approfondimento dei monumenti, i collegamenti con i mezzi pubblici, i parcheggi e i servizi presenti nella zona.( Il portale offre anche notizie sugli ingressi e sulle barriere architettoniche, lasciando agli utenti il giudizio sulla reale accessibilità di quanto descritto in rapporto alla propria situazione personale. I testi, scaricabili su computer portatili e palmari, sono corredati da immagini, mappe, audioguide e link utili. Nella parte riguardante Como, la città viene riletta attraverso quattro percorsi: il primo (Dalla Croce del Duomo alla Croce di S. Maurizio) guida alla scoperta del legame che unisce le principali chiese urbane con la rete dei conventi e degli eremi posti nella zona orientale della convalle, fino al Monte di Brunate; il secondo (Processione del Santo Crocefisso) porta invece sui passi dei suggestivi riti della Settimana Santa, unendo la Basilica della SS. Annunciata, a ovest della città, con il centro città e con i quartieri meridionali cittadini. Seguendo il terzo percorso (verso il monte della Croce) si potranno invece visitare i luoghi sacri, anche precristiani, posti sulle pendici del Baradello, lungo gli antichi itinerari poi legati al culto di S. Eutichio e ai riti propiziatori delle Rogazioni. Il quarto percorso (Un antico pellegrinaggio) collega l’antica chiesa di S Giuliano in Pomario con la Cappella della Nosetta sull’antica via per Torno, permettendo di scoprire una fitta rete di ospedali e luoghi di accoglienza, dove un tempo si ospitavano i viandanti, esercitando la preziosa pratica della solidarietà. Continua Ambra Garancini: «La nostra è una proposta per scoprire Como con il passo del pellegrino: camminando, senza fretta, con lo sguardo attento ai luoghi, ma anche con l’animo pronto a coglierne le antiche suggestioni, le memorie, le tradizioni. Una proposta di decifrare la nostra città, ritrovandone, con pazienza, con amore, l’anima nascosta. Percorrendo questi itinerari, infatti, il visitatore, come gli antichi pellegrini, potrà scoprire che i luoghi del sacro, a Como come ovunque, formano una “rete” di sicuro spessore storico e che il patrimonio artistico in essi custodito nasce da tradizioni lontane nel tempo ma ancora ben vive e profondamente radicate. Queste tradizioni sono profondamente legate al ANCHE IL MUSEO DELLA SETA ALLA XXVI MOSTRA INTERNAZIONALE DEL PIZZO, DELLA SETA E DELLA MODA DI NOVEDRATE Ci sarà anche il Museo didattico della Seta dal 5 al 12 settembre presso l’Università on line eCampus, via Isimbardi 10 Novedrate (Como) in occasione della XXVI Mostra Internazionale del Pizzo, della Seta e della Moda, con l’allestimento di una vetrina di reperti preziosi. L’assessorato alla Cultura di Novedrate, in collaborazione con l’associazione Novedratese per la Promozione del Pizzo e l’Università degli Studi E-campus, hanno organizzato la rassegna che intende salvaguardare e valorizzare la produzione del “Pizzo di Cantù”, antica tradizione locale di significativa diffusione che ha assunto nel corso degli anni una rilevanza sempre maggiore ed una valenza unica nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. L’inaugurazione della mostra è prevista per domenica 5 settembre alle ore 11 alla presenza del senatore Umberto Bossi e dell’europarlamentare Francesco Speroni. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 21. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ iovedì 9 settembre, presso l’auditorium della Biblioteca Comunale di Como, alle ore 17.30, nell’ambito della rassegna culturale “Parolario 2010”, l’associazione Iubilantes presenta “CamminaCittà”, la nuova guida virtuale per scoprire a piedi Como… e non solo. Con questo progetto, sostenuto da Regione Lombardia, Provincia di Como, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e condiviso da Centro Servizi Volontariato e Politecnico di Milano - Polo Regionale di Como, l’attenzione di Iubilantes per l’accessibilità della cultura e per la cultura dell’accessibilità si coniuga felicemente con l’impegno per la scoperta lenta dei luoghi e dei monumenti. Al lavoro ha offerto la sua preziosa collaborazione l’Unione Italiana Ciechi e Ipoventi ONLUS, Sezione provinciale di Como, che ha contribuito alla progettazione, alla verifica dei percorsi e alla validazione del sito. Ci spiega Ambra Garancini, presidente dell’Associazione comasca: «Si tratta di un innovativo portale internet (www. camminacitta.it) bilingue (italiano - inglese), che propone itinerari urbani da percorrere in modo lento, solidale e sostenibi- vissuto personale e collettivo della città: a momenti di gioia e di speranza, ma anche a momenti di dolore e difficoltà, come le carestie, le pestilenze e la siccità, le malattie del bestiame, la mortalità neonatale, le angherie dei dominatori stranieri. Abbiamo cercato di restituire anche il volto scomparso di Como; di descrivere, cioè, e di rendere leggibili anche edifici ormai cancellati dal tempo. Solo così, a nostro parere, i luoghi della nostra città potranno mantenere vivo il legame con la propria storia e continuare a sperare, per il futuro, nel meritato e dovuto rispetto». All’incontro di presentazione in Biblioteca interverranno Ambra Garancini (Presidente di Iubilantes) Silvia Fasana (giornalista), Marta Miuzzo (Presidente dell’associazione “Mondo Turistico”), Daniele Rigoldi (Presidente della Sezione di Como dell’Unione Italiana Ciechi e Ipove-denti). Per informazioni: Iubilantes, tel. 031-279684; fax 031-2281470; e-mail: [email protected]; sito internet: www.iubi lantes.eu. CRONACA P A G I N A Lago&territorio 25 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 L’ULTIMO SALUTO A FINE LUGLIO A Dio, don Cetti, uomo di fede e di arte Don Giovanni Battista si è spento nel cuore dell’estate. Era nato nel 1918 e ordinato nel 1942. Era stato vicario ad Abbadia Lariana (1942-46) e parroco di Ramponio Verna (194699). Risiedeva presso la Casa del Clero di Lenno di RINA CARMINATI FRANCHI E ra nato a Laglio il 24 ottobre del 1918, don Battista Cetti e ha finito la sua vita terrena a Lenno il 27 luglio scorso. Fu nominato sacerdote nel lontano 1942 nel duomo di Como e subito inviato dal vescovo ad Abbadia Lariana (Piano dei Resinelli ), ma già nel 1946 gli fu assegnata la guida della parrocchia di Ramponio Verna dove resterà fino al ritiro dalla vita pubblica. È proprio nel piccolo cimitero vicino al Santuario di S.Pancrazio che ha voluto essere sepolto, vicino alla sua gente che tanto aveva seguito e amato per tutta una vita sacerdotale. Ciao don Battista. Ti dico, anzi ti scrivo ciao per l’ultima volta. A lungo sei stato un maestro per me e per i miei amici “scribacchini”, come tu ci chiamavi. Ci hai fatto conoscere i Magistri Comacini e per noi eri come un’enciclopedia non scritta ogni volta che ci cacciavamo in qual- che ricerca che si rivelava un ginepraio. Eri sempre disponibile anche per i nostri ragazzi che si cimentavano in tesi di laurea. Li seguivi con interesse e per spronarli raccontavi loro di come le informazioni sugli artisti tu te le eri procurate andando a cercarle per tutta l’Italia e all’estero. Quanti bei pomeriggi delle domeniche d’inverno passate in gruppo nella tua canonica per sentirti raccontare le tue avventure artistiche! Insieme al tuo amatissimo cugino e compagno, don Nicola Cetti, vi siete sobbarcati tanti viaggi (tra i quali amavi ricordare quando siete andati in Sicilia) per ricercare i lavori dei nostri artisti. Vi chiamavano i “preti dell’arte”, ed eravate una squadra molto efficiente ed entusiasta. Poi tutto finiva sugli opuscoli culturali e su dei volumi. Tu e don Nicola avete avuto un grande dono: due vite parallele. Cugini di primo “SUI PASSI DELL’ANIMA. LUOGHI DELLA DEVOZIONE NEL TERRITORIO LARIOINTELVESE” PRESSO LA BIBLIOTECA DI RAMPONIO VERNA La Biblioteca Comunale di Ramponio Verna organizza per sabato 4 settembre, alle ore 15.00, presso la sede della Biblioteca (ex casa Bolla) la presentazione del libro “Sui passi dell’anima. Luoghi della devozione nel territorio lariointelvese”, di Silvia Fasana e Ambra Garancini (con contributi di mons. Saverio Xeres e Rina Carminati Franchi), di Bellavite Editore, per la collana “Perle d’Intelvi”. L’iniziativa editoriale è stata promossa dalla Comunità Montana Lario Intelvese, con il patrocinio della Regione Lombardia - Culture, Identità, Autonomie della Lombardia e della Provincia di Como - Assessorato alla Cultura. Un volume che intende riscoprire il territorio ripercorrendo i “passi dell’anima”, alla ricerca dei luoghi e delle tracce più significative che nei secoli la profonda religiosità delle nostre genti ci hanno lasciato, tra cui lo splendido Santuario di San Pancrazio a Ramponio Verna. L’ingresso è libero. grado tanto da portare lo stesso cognome, sacerdoti (avete ricevuto l’ordinazione solo a distanza di due anni) destinati in Valle e coetanei. Quando don Nicola, nel 1984, morì d’infarto fu un grosso colpo per te, ma raccogliesti con una venerazione invidiabile la sua eredità, tramandando come una missione tutto quello che voi avevate scoperto e scritto sugli artisti della Valle salvando così il loro ricordo dalla polvere del tempo. Così nacquero i tuoi libri sui Bregno, su Tommaso Orsolino, sugli artisti Intelvesi Ercole Ferrata e tanti altri, culminando le tue fatiche nel magnifico libro d’arte “Vita e opere dei Magistri Comacini”, un’edizione fuori commercio dedicata alla Madonna Immacolata e presentato al pubblico l’8 dicembre 1993 purtroppo ormai esaurito. Nell’anno successivo fu ammesso alla biblioteca vaticana e questo ti rese oltremodo felice e orgoglioso. Mi piace ricordare un piccolo aneddoto che rispec-chia la tua personalità: avevo “osato” chiamare in un piccolo articolo Carlo Lurago, il grande architetto, simpatico mascalzone. Non l’avessi mai fatto! Anche se lo sapevi benissimo che il Lurago se lo meritava in pieno, lo confermano le sue frequenti visite nelle galere di più nazioni, dovute alla sua disubbidienza, tu non sopportavi che si mancasse di rispetto a un grande artista. Mi tirasti le orecchie. Mi difesi con onore e così mi guadagnai un vasetto del tuo prelibato miele, e poi mi invitasti perentoriamente a sedermi perché mi avresti confessato visto che, essendo in tempo di Pasqua, dubitavi che avrei avuto il tempo di farlo. Eccoti scrittore, ricercatore e maestro ma anche, e soprattutto, sacerdote. Ti vidi triste quando dovesti lasciare la tua amata parrocchia. Le tue chiese che tenevi come gioielli, ma purtroppo gli anni si facevano sentire e sul “Settimanale “ per l’occasione tutti i tuoi DANZA CLASSICA IN ALTO LAGO. POSSIBILITÀ DI ISCRIZIONI Ami la danza? Per chi desidera apprendere l’arte della danza classica è opportuno sapere che un’insegnante esperta in possesso di attestato U.M.A. - Union Methods Academy (1° fase) cerca allieve/i (dai 5 anni compiuti) per corsi di danza classica di vari livelli, per bambini e adulti con possibilità a fine anno di sostenere gli esami di grado U.M.A. Si ricorda che il programma dei corsi preparatori è analogo al programma di ‘propedeutica’ dell’accademia nazionale di danza di Roma e costituisce la necessaria preparazione di base anche per chi voglia indirizzarsi alla danza moderna senza precedenti esperienze. Le lezioni si svolgeranno nelle sedi di Lenno o Tremezzo (secondo disponibilità) o su richiesta, un’ora la settimana nella fascia oraria 17-19. Con un congruo numero di iscritti, questi verranno divisi in due corsi in base a età ed eventuali esperienze. In caso di corso unico, verranno attivate lezioni di altri stili di danza. Corsi pomeridiani o serali a richiesta (min. 8 iscritti): ‘City ballet’ (dance fitness) per adulti; danza moderna per adolescenti; danza del ventre (ottima contro il mal di schiena!); laboratori coreografici per rievocazioni storiche; laboratori per insegnanti (danze dal mondo ecc.) Info tel. 0344.40288 ore pasti amici “scribacchini” ti indirizzarono una lettera di ringraziamento. La esponesti sulla porta della chiesa. Ora in questo fine di luglio ti abbiamo accompagnato in quell’antico cimitero di Ramponio vicino alla tua gente e da dove puoi sentire le campane di S.Benedetto e di S.Pancrazio, come era tuo desiderio. Ciao, don Battista il tuo ricordo avrà sempre nei nostri cuori il posto dei maestri che ci hanno dato tanto, senza chiedere nulla in cambio. Ci auguriamo di essere altrettanto validi nel tramandarlo ai nostri figli . AVIS: CAMMINATA DI S. ABBONIDO A COMO. NUOVO LOOK Nuovo look per la tradizionale camminata di Sant’Abbondio. L’11 settembre prossimo, infatti, la tradizionale manifestazione promossa dall’Avis di Como, inserita nel calenddario FIASP (Federqazione Italiana Amatori Sport per tutti) e giunta alla 15° edizione rinnoverà il suo itinerario, nonchè il luogo di partenza e arrivo. Decisi a sfruttare la bellezza del lungolago e i suoi scorci sulla città, quest’anno il percorso si snoderà (a seconda della lunghezza, di 6 o 12 km) lungo la passeggiata di Villa Olmo, il parco di Villa Olmo, la via per Cernobbio sino alla rotonda di Tavernola, e poi, ancora, toccherà la diga foranea, i lungo lario Trento e Trieste, via Geno, secondo un percorso circolare e per la quasi totalità su strade chiuse al traffico veicolare. Ritrovo, partenza e arrivo a Como, in Viale Puecher (tra il Monumento ai Caduti ed il Tempio Voltiano). Partenza libera ore 17.00 - 17.30. Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A P A G I N A 27 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 CISL SONDRIO UNA RICERCA CHE STUDIERÀ LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE MENO GIOVANE La condizione femminile in Valle L a sede di Sondrio della Federazione Nazionale Pensionati, per svolgere con maggiore efficacia il suo ruolo di tutela e sostegno dei pensionati in una società che cambia, ha valutato che fosse necessario un supplemento di conoscenza della situazione sociale in cui opera, in particolare della componente femminile del vasto mondo degli anziani della provincia. L’invecchiamento della popolazione è in forte crescita in tutta la società, e anche in provincia di Sondrio, con l’aggravante che l’ambiente montano, la dispersione degli abitanti e forse ancora un certo tradizionalismo culturale rendono più difficile raggiungere le persone anziane, comunicare con loro, costruire, insieme alle istituzioni, forme di assistenza più moderne ed efficaci. In particolare la componente femminile sembra sovraccaricata, oltre che dalle “normali” difficoltà derivanti dall’età e dallo stato di salute, anche da una tradizionale attribu- SANTUARIO MADONNA DI TIRANO APERTURE ESTIVE • Il Santuario-Basilica della Madonna di Tirano osserverà l’apertura continuata dalle ore 7.00 alle ore 19.00 anche nel mese di settembre. GIORNATA PROVINCIALE DELL’AMMALATO DOMENICA 5 SETTEMBRE Domenica 5 settembre si celebra la Giornata Provinciale dell’ammalato, organizzata del santuario con la preziosa ed esperta collaborazione dell’Unitalsi: • ore 7.30 e ore 9.30: Santa Messa • ore 9.30: accoglienza dei fedeli e dei malati sul piazzale e nelle sale attigue • ore 10.30: celebrazione della santa Messa solenne in piazza Basilica • ore 12.00: per chi volesse è possibile avere i locali per la colazione al sacco • ore 15.00: celebrazione mariana: santo rosario, litanie, recita della preghiera alla Madonna di Tirano, benedizione eucaristica ai malati e a tutti i fedeli • ore 16.30 e 18.30: sante Messe zione di compiti di cura verso altri componenti della famiglia di appartenenza, cosicché è prevedibile che una indagine specificamente mirata sulla “condizione femminile anziana” possa dire qualcosa di più rispetto a una generica ricerca sul mondo degli anziani, oltre ad approfondire la conoscenza complessiva degli ambienti sociali ed esistenziali in cui vivono. Per questo, anche in vista dell’impegno nella “contrattazione sociale” con i Comuni, che il sindacato rilancerà nelle prossime settimane, e andrà a toccare i problemi e i bisogni in particolare della parte più disagiata dei cittadini, e cercherà di individuare risposte adeguate, è importante approfondire i contesti di riferimento. La ricerca, infatti, pur nei limiti della logica del ‘campione’, cerca di cogliere una situazione complessiva nei suoi tratti più ricorrenti, e a rilevare qualche caso problematico più acuto, ma significativo di fenomeni che potrebbero estendersi, e che vanno affrontati in una logica di prevenzione. Non dunque un lavoro fine a se stesso, ma tale da rilevare – nel più assoluto anonimato – una situazione certamente in movimento e che è importante comprendere tempestivamente, così da consentire una azione sindacale e anche assistenziale più mirata, tanto più in una stagione in cui le risorse per la pubblica assistenza si riducono in maniera preoccupante. Il lavoro è condotto sotto la supervisione del professor Guglielmo Giumelli, docente presso l’Università “Bicocca” di Milano e noto esperto della condizione anziana per aver diretto analoghe ricerche per conto di istituzioni e di organizzazioni sindacali e di volontariato. È sviluppato con l’impegno di rilevatori volon- NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELL’APPARIZIONE TEDÌ 28 SETTEMBRE MARTEDÌ DA LUNEDÌ 20 A MAR • ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane • ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano) • ore 7.30: Santa Messa • ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione • ore 16.00: Santa Messa (solo mercoledì 22 settembre) • ore 17.30: recita del Santo Rosario • ore 18.00: Santa Messa Confessioni: dalle ore 5.30 alle ore 12.00; dalle ore 14.30 alle ore 19.00 PELLEGRINAGGIO DALLA VALPOSCHIAVO Domenica 26 settembre: giungerà per l’ultima Santa Messa vespertina delle ore 18.00 (e non 18.30). GIORNATA DELL’APPARIZIONE MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE • ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane • ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano) • ore 7.30: Santa Messa • ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione • ore 10.30: Santa Messa presieduta dal Vescovo Diego Coletti • ore 15.00: recita del Santo Rosario, litanie mariane, benedizione eucaristica • ore 16.00: Santa Messa • ore 17.30: recita del Santo Rosario • ore 18.00: Santa Messa • ore 20.30: processione; a seguire, concerto della Banda cittadina tari, reclutati prevalentemente tra cooperatori del sindacato o dell’associazionismo sociale, che ovviamente sono persone preparate e di fiducia. La ricerca, dopo una preparazione durata alcuni mesi, dovuta ai problemi organizzativi, alla stesura del questionario e alla formazione dei rilevatori, sta per avviarsi con le interviste sul campo. Sono coinvolte persone, scelte assolutamente a caso, dagli elenchi elettorali di 21 comuni della provincia, ottenuti secondo le regole vigenti. È garantito l’anonimato e i risultati della elaborazione statistica sono di natura complessiva e non individuale. Quanto alla loro interpretazione, il compito è dei responsabili della ricerca. Il Sindacato si avvarrà del prodotto finale, di cui verrà data ampia notizia, per l’affinamento delle proprie strategie di intervento nel sociale. P A G I N A CRONACA 28 Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 MESE INCONTRO DEGLI AMICI DELLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA VERCEIA: L’ULTIMO SALUTO A FRANCESCO OREGIONI C’era tutta Verceia per l’ultimo saluto a Francesco Oregioni. Domenica, la chiesa parrocchiale di San Fedele ha accolto il funerale del giovane alpinista scomparso giovedì mattina in Un incidente avvenuto sul massiccio del Monte Bianco. È toccato a don Gianni Dolci, parroco del paese, il compito di guidare i familiari e tutti gli altri presenti nella ricerca di un conforto. «E’ un momento veramente difficile quello che stiamo vivendo - ha detto il sacerdote nell’omelia La fede può esserci d’aiuto, perché sappiamo che quello che succede è nei disegni di Dio e il Signore ci vuole bene, sempre. La sua vicinanza aiuta ad accettare i momenti peggiori e ci dà conforto». Ad ascoltare le parole del prete c’erano moltissime persone provenienti da tutta la Valchiavenna e non sono mancati gli appassionati di montagna che, in occasione di numerose salite, hanno avuto modo di conoscere e apprezzare Francesco. IL CENTRO DI STUDI STORICI VALCHIAVENNASCHI A MADESIMO Domenica 5 settembre a Madesimo, dopo la messa celebrata da don Riccardo nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nella Sala conferenze in via alle Scuole, e con inizio alle ore 10.45, si terrà l’assemblea annuale dei soci del Centro di studi storici valchiavennaschi, associazione senza scopo di lucro fondata nel 1959 da don Peppino Cerfoglia, Luigi Festorazzi, Giovanni Giorgetta, Sandro Massera, don Tarcisio Salice, Giorgio e Guido Scaramellini, avente per scopo lo studio e la divulgazione della storia valchiavennasca, nonché il restauro e la salvaguardia del patrimonio artistico della vallata. L’assemblea sarà aperta dalla relazione morale del presidente Guido Scaramellini, a cui seguirà il rendiconto finanziario del segretariocassiere Cristian Copes e, dopo l’intervento dei soci, il presidente intratterrà i presenti parlando delle estati trascorse dal poeta Giosue Carducci a Madesimo tra il 1888 e il 1905. Seguiranno le relazioni di Antonio Scaramellini sui giardini della località turistica al principio del Novecento, tra cui quello della Val Cava, di Giordano Sterlocchi sull’Archivio storico della Val San Giacomo, dove si conservano antiche pergamene, e di Guglielmo Scaramellini sullo sfruttamento degli alpeggi della valle nel Medioevo. Il pranzo, a base di prodotti tipici, sarà servito all’hotel Andossi e nel pomeriggio si terranno delle visite guidate alla Baita Barìn, all’Osteria végia, alla frazione di Pianazzo, nella cui chiesa c’è un dipinto seicentesco del pittore Gian Giacomo Macolino di Gualdera, e a Teggiate, dove la giornata si concluderà con una visita alla chiesetta settecentesca intitolata alla Madonna della Neve e all’agriturismo La Violetta sarà offerto un rinfresco. Oltre che dal presidente Guido Scaramellini, il direttivo del Centro di studi storici valchiavennaschi è costituito dal vicepresidente Guglielmo Scaramellini e dagli altri consiglieri Marino Balatti, Cristian Copes, Renato Dolci, Paolo Raineri, Paolo Rotticci, Giordano Sterlocchi e Giuseppe Succetti, mentre i tre revisori dei conti sono Germano Caccamo, Bruno Mezzera e Gianni Zatta. Oggi l’associazione conta oltre mille soci, che ogni anno ricevono gratuitamente il bollettino “Clavenna”, volume di trecento pagine contenente l’attività svolta dal sodalizio culturale e una quindicina di articoli incentrati sulla storia e l’arte della Valchiavenna. Per chi volesse avere ulteriori informazioni o iscriversi al Centro di studi storici valchiavennaschi può consultare il sito www.clavenna.it, telefonare allo 0343 35382 o recarsi direttamente in sede, aperta il venerdì pomeriggio dalle ore 15 alle 18, al piano nobile del palazzo PestalozziLuna in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna. ieci giorni per addentrarsi nella storia dell’antica Piuro. In occasione dell’anniversario della frana che distrusse, il 4 settembre 1618, l’importante borgo della val Bregaglia, l’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro propone una serie di iniziative molto interessanti. Quest’anno è la musica ad avere la parte del leone all’interno di un programma che comprende incontri e spettacoli tutti i giorni fino al 5 settembre. Il clou della manifestazione sarà, sabato 4 e domenica 5, l’esecuzione di D un’opera lirica andata perduta, “Die Glocken von Plurs - Le campane di Piuro” del compositore tedesco Ernst-Hermann Seyffardt. Una riscoperta preziosa, da parte di Gian Primo Falappi consigliere del sodalizio, di una composizione del 1912 mai eseguita a sud delle Alpi ma ormai dimenticata anche nella patria del suo autore. Venerdì pomeriggio la “Dieci giorni Piuro Bregaglia” è stata inaugurata, all’Ospitale di Prosto, dal convegno dedicato a “Le campane di Piuro”, una tavola rotonda per parlare di storia e di musica, dalle Ricordando don Primo ’ L Associazione Amici della Casa Sacra Famiglia don Primo Lucchinetti ha fissato, nell’ultimo sabato di agosto, la data per la propria assemblea annuale. Tre i momenti della giornata: l’incontro di preghiera; l’apertura ufficiale della biblioteca di don Primo; l’incontro conviviale per soci e simpatizzanti. Ricordando che lo scopo dell’Associazione è di mantenere viva fra i laici la figura e il carisma di don Primo ricordando ai valchiavennaschi il grande dono che il prete di Mese ha fatto a tutta la valle attraverso l’opera educativa e sociale delle suore della casa Sacra Famiglia. Fra queste emerge suor Tomasina Pozzi, la piccola suora che ha consumato la propria esistenza nella totale imitazione di Gesù. La santa Messa. Alle ore 11.00, don Andrea Del Giorgio, sacerdote chiavennasco, ha celebrato l’Eucarestia, a suffragio dei soci che ci hanno lasciato (don Siro e Vittorina) ma anche perché ogni socio riceva le grazie che sente di aver bisogno. Prendendo spunto dal vangelo del giorno, incentrato sulla parabola dei “talenti”, don Andrea ha ricordato che la capacità di far rendere il denaro che i servi hanno ricevuto dal loro padrone, non è una lezione di economia finanziaria, ma la sensibilità di ognuno di investire i “propri talenti” per perseguire il bene comune. La similitudine va a don Primo che con l’aiuto di Gesù ha promosso numerose iniziative parrocchiali, compresa l’istituzione delle sue suore, volte ad aiutare, guidare e consolare le anime a lui affidate. Nella preghiera dei fedeli abbiamo pregato per i giovani in cerca di lavoro e perché nessuno di noi si spaventi e si scoraggi per i propri limiti traendo da questi la forza di proseguire il cammino specialmente alla luce degli avvenimenti che stiamo vivendo. A tale proposito, in una predica del 1890, il parroco di Mese dà uno specchio della società del fine ottocento. La società, diceva, è come un infermo […] tenuta in piedi da prepotenza, egoismo, ribellione e odio. Non c’è scampo finché le cose stanno come sono. L’attualità di questa frase la possiamo costatare quotidianamente. Dopo la messa, i soci hanno visitato la nuova biblioteca voluta dall’Associazione, per raccogliere il patrimonio librario di don Primo al quale si è aggiunto quello di don Tarcisio Salice. Un particolare ringraziamento va al socio Marino Balatti per la preziosa opera di selezione, catalogazione e sistemazione negli scaffali. Per rendere consultabile la biblioteca, si sta valutando la possibilità di rendere pubblico l’accesso tramite internet. Infine la risottata a base di funghi porcini. Il risotto quest’anno è stato preparato da uno chef d’eccezione: Domenico Passera, che per 30 anni, nella sua trattoria a Milano, è stato la bandiera milanese della cucina lombarda. Ad arricchire il menù ci hanno pensato le suore con prodotti della Valchiavenna, bresaola, pane, vino, acqua, contorni vari e per finire dolce caffè e ammazza caffè. Un trionfo di profumi e di sapori serviti secondo lo spirito tramandato dal fondatore che, in conclusione, usava dire: Chi ha dà, chi non ha preghi. L’importante è aprire le porte e… stare insieme. rium” giunto alla terza edizione - spiega Gian Primo Falappi, consigliere dell’Associazione e responsabile delle pubblicazioni. Si tratta di occasioni preziose per fare conoscere la storia di Piuro alla popolazione della Valchiaven-na, in particolare agli studenti, e ai turisti che visitano la zona». Visto il numero de- gli appuntamenti e la qualità degli eventi, vale sicuramente la pena di leggere il programma integrale sul sito www.piuroitalosviz zera.net - Si tratta di un portale rinnovato di recente, ricco di informazioni, immagini e video sull’attività dell’associazione. MARCO SARTORI PIURO IN MEMORIA DELLA FRANA Un «tuffo» nella storia origini dell’opera lirica fino alla composizione di Seyffardt, ma anche del romanzo di fine ‘700 di Ernst Pasqué che ispirò poi l’opera. La composizione sarà eseguita per due volte in forma di concerto, senza parti recitate, nella suggestiva cornice dei ruderi del castello di Belfòrt, sulle sponde del Mera poco sopra l’abitato di Borgonuovo. A dirigere Antonello Puglia, che ne ha curato la riduzione e l’adattamento, con la Corale Laurenziana di Chiavenna diretta da Ezio Molinetti, la Corale di Prosto di Nardo Del Barba e l’orchestra sinfonica Francesco Rogantini di Sondrio. Quattro i cantanti solisti: nel ruolo di Mariella ci sarà il mezzosoprano Caterina Tartaglione, come Nicolò il tenore Luca Favaron, il sacerdote Ruffo sarà interpretato dal baritono Enrico Maria Marabelli e Annetta il soprano Normanna Dacquati. Sabato l’organizzazione ha proseguito con la visita guidata ai “gioielli” di Piuro: il palazzo Vertemate Franchi, le chiese di san Martino e Rotonda di Santa Croce e dell’Assunta di Prosto. Alla sera ai crotti di Belfòrt il consorzio “Valtellina che gusto!” e l’associazione “De Gustibus” hanno offerto una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Per tutta la settimana, alle ore 18.00 a conclusione delle visite al Museo e agli scavi, i crotti ospiteranno degli aperitivi. La giornata di sabato si è conclusa alle ore 21.00, sempre al Belfòrt, con la scuola primaria di Piuro che ha presentato “An va sü a Saogn”, premiato all’Expo di Monza. Domenica 29 è stata dedicata alla pietra ollare: visita alle cave di pietra ollare con “Sóta al Cùerc del lavéc” e, all’Ospitale, tavola rotonda sull’utilizzo salutistico del lavéc e sulle proprietà della pietra ollare nei vari usi domestici. Tra gli altri appuntamenti anche l’incontro di preghiera con cattolici e riformati di martedì 31 agosto a Belfòrt nel ricordo dei morti sepolti dalla frana. «Oltre a i “dieci giorni”, vero e proprio momento clou dell’anno, si affiancano altre attività ugualmente importanti, ad esempio quelle riferite alla presentazione del bollettino “Plu- NICOLA FALCINELLA P A G I N A CRONACA 29 Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 SONDRIO IL PROGETTO DI ASL, FORZE DELL’ORDINE, ASSOCIAZIONI CONTRO IL DISAGIO Azioni per la sicurezza stradale L a Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione e l’Associazione Comunità Il Gabbiano Onlus da luglio sono impegnate nella gestione e realizzazione di un progetto di prevenzione finalizzato alla guida sicura e ai rischi connessi alla guida in stato di alterazione da sostanze legali ed illegali. Il progetto, finanziato dall’Asl di Sondrio, fa parte di un’iniziativa di più ampio respiro promossa dalla Regione Lombardia ed è finalizzata a sperimentare su sei territori Asl della Lombardia, tra cui quella di Sondrio, azioni di prevenzione e promozione della salute relative ai rischi connessi con la guida in stato di alterazione da sostanze legali e illegali. L’iniziativa a livello regionale si intitola “Sulla strada... della prevenzione selettiva in Lombardia”. Al progetto collaborano e sono coinvolti fin dall’inizio gli Uffici di Piano dei distretti della Provincia: Bormio, Chiavenna, Morbegno, Sondrio e Tirano e il Valtellina Security Driving Project School. Tanti gli obiettivi del progetto. Innanzitutto promuovere comportamenti più responsabili e una cultura maggiormente orientata alla consapevolezza di tutti i rischi connessi all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti e alcoliche sopratutto se associate alla guida. Poi aumentare la conoscenza di informazioni relative alla normativa e al limite del tasso alcolemico in merito alla guida e relative alla propria percezione e capacità di riconoscere gli effetti dell’assunzione di alcool sul proprio organismo non solo quando l’assunzione di alcool è stata eccessiva, ma anche quando è moderata o scarsa. Al terzo punto troviamo la volontà di sensibilizzare e informare per attivare momenti di confronto sul tema guida sicura tra i diversi gruppi di destinatari (ragazzi, giovani, gestori dei locali, forze dell’ordine, operatori della prevenzione, del trattamento e dei servizi di prossimità, adulti di riferimento giovanile, ecc.). Altro aspetto fondamentale è sviluppare e potenziare la rete territoriale, attraverso riunioni di presentazione, programmazione e coordinamento del progetto con le altre iniziative e servizi realizzati dalle Agenzie del territorio che si oc- cupano, a diversi livelli, del problema in stretta connessione con l’Osservatorio per le Dipendenze dell’Asl di Sondrio e le Forze dell’ordine. Infine promuovere un’azione di ricerca scientifica finalizzata a una conoscenza il più possibile completa e complessa del fenomeno del consumo di alcool e sostanze e dei rischi connessi alla guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze psico-attive. Le attività del progetto sono cominciate a metà luglio e proseguiranno fino a febbraio 2011. A partire dal 28 luglio, a settimane alterne, il mercoledì e il venerdì dalle ore del pomeriggio fino a notte inoltrata, sulla statale 38, in una delle piazzole antistanti i centri commerciali fra Castione e la Sassella, in direzione Sondrio-Morbegno, sarà attiva una postazione con un camper e un equi-pe di operatori esperti. La postazione sulla strada sarà predisposta con il proposito di assolvere a due funzioni. La visibilità: le persone che BORGONUOVO DI PIURO TRADIZIONE DA TRENTAQUATTRO ANNI Tutti in festa per Sant’Abbondio a 34 anni, precisamente dal 28 settembre 1976, giorno della consacrazione e della dedicazione a Sant’Abbondio, San Cassiano e al Beato Luigi Guanella della nuova chiesa parrocchiale, i fedeli di Borgonuovo di Piuro si sono riuniti nella chiesa nuova, abbandonando la località di Sant’Abbondio dove sorgeva la vecchia parrocchiale settecentesca, che in questi anni veniva riaperta quasi esclusivamente per celebrarvi la commemorazione del IV Novembre, vista la vicinanza con il monumento ai Caduti. Domenica scorsa, in occasione della festa del patrono Sant’Abbondio, riprendendo l’antica tradizione, l’arciprete di Prosto, don Agostino Quadrio, su espresso desiderio dei residenti in zona, ha celebrato la Santa Messa alle ore 11.00, seguita da un rinfresco offerto dalla comunità parrocchiale, davanti a un nutrito gruppo di parrocchiani. Nel pomeriggio la celebrazione solenne dei Vespri. D RAGAZZI IN CAMPO PER IL TROFEO ALDO FALCO A San Cassiano si avvicina la festa del pallone dedicata ad Aldo Falco. Sabato 4 e domenica 5 settembre si svolgerà al campo sportivo del paese una delle iniziative più seguite dello sport valchiavennasco. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, raccoglie ogni anno l’interesse e la partecipazione di un grande numero di persone. Amici, conoscenti o semplicemente curiosi si riuniscono per due giornate in ricordo dell’amico Aldo Falco. Per molti anni è stato dirigente e tecnico della “Polisportiva San Cassiano”, la società attualmente presieduta dal figlio Emanuele. Aldo, come ricordano gli amici, metteva tutto il suo impegno e la sua passione nel calcio. Si occupava della gestione delle squadre del paese, in particolare di quelle dei bambini e delle ragazze. Viene ricordato per la grande generosità e disponibilità verso gli altri. In queste due giornate Aldo verrà ricordato all’insegna dello sport, del sano divertimento e dello stare bene insieme con gioia e serenità. Tutti valori in cui Aldo credeva fortemente. Nell’arco dei due giorni si svolgerà il consueto torneo dei bambini, con nove squadre da tutta la Valchiavenna. Domenica mattina, a San Cassiano, si svolgerà la santa messa in memoria di Aldo Falco. S.BAR. A dare maggior risalto alle celebrazioni religiosi, quest’anno, dopo tanti anni di silenzio, anche il vecchio campanile di Sant’Abbondio, recentemente restaurato dall’Associazione Scavi di Piuro, ha iniziato a far sentire la sua voce, battendo il mezzogiorno. transiteranno sulla strada dovranno vedere immediatamente la postazione ed esserne attratti. A tal proposito ci preme segnalare che è in corso la realizzazione di una campagna informativa che vede alcuni giovani del Territorio impegnati a realizzare logo e slogan per il progetto. L’accoglienza: le persone che sceglieranno di fermarsi avranno la possibilità di avvalersi di differenti proposte: spazio informativo presso il camper gestito da operatori esperti di riduzione dei rischi attraverso il supporto di materiale informativo cartaceo e multimediale; spazio counselling presso il camper: gli operatori daranno informazioni sui rischi connessi all’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche; sarà anche proposto un que- stionario anonimo e volontario per sondare gli stili di consumo; spazio energia pulita con distribuzione di acqua succhi di frutta, integratori etc.; rilevazione del tasso alcolemico presente nel sangue attraverso l’uso di un etilometro per verificare la propria idoneità alla guida. La prova non comporta sanzioni, ma la possibilità di sperimentare lo strumento ed eventualmente, usufruire dell’area “pit stop” (sarà organizzata una postazione per permettere a chi fosse oltre il limite legale, di attendere il tempo necessario per essere legalmente idonei alla guida); prove con simulatore di guida: per verificare direttamente in loco le proprie capacità percettive e sensoriali. A tutte le persone che decideranno di fermarsi sarà offerto, in omaggio, un etilometro mono uso da tenere nella propria auto in caso di necessità. Tutta la popolazione in transito sulla Statale 38 in direzione sud (da Sondrio a Morbegno) potrà essere coinvolta nel progetto. A settimane alterne, nello stesso tratto di strada, sarà presente, la Polizia Stradale e i Carabinieri che, con diverso ruolo e mandato, partecipano al progetto e alla raccolta dei dati. Le prossime date di attivazione del servizio sono 8, 10, 22 e 24 settembre; 6, 8, 20 e 22 ottobre; sospese le attività del servizio a novembre e dicembre riprendono a gennaio e febbraio 2011. EDUCARE PER PREVENIRE «Le ultime notizie dicono, per quanto riguarda Valtellina e Valchiavenna, di una diminuzione di eventi riconducibili al fenomeno delle cosiddette “stragi del sabato sera”, il problema, però, dell’alcolismo e delle dipendenze in generale esiste e non si deve mai abbassare la guardia». La riflessione è di don Augusto Bormolini, referente della Caritas della provincia di Sondrio. Anche l’ultima iniziativa messa in atto da Asl, associazioni e forze dell’ordine per contrastare il fenomeno di uso e abuso di alcol e sostanze stupefacenti è senza dubbio importante, ma è altrettanto importante impostare un’azione educativa che, sul lungo termine, contribuisca a colpire alla radice il fenomeno. La Caritas, con le molteplici iniziative messe in atto, sul fronte dell’ascolto e dello studio dei fenomeni di disagio, rappresenta un osservatorio competente e sensibile a questi problemi. «L’abuso di alcol e sostanze – prosegue don Bormolini – è espressione di un malessere della persona. Sono dinamiche che abbiamo registrato anche nella compilazione della ricerca, pubblicata lo scorso anno, sul suicidio. Talvolta il ricorso all’alcol o alle sostanze può essere un aiuto per chi ha difficoltà a relazionarsi. Oppure, semplicemente, si considera piacevole e divertente la sensazione di alterazione che provoca. Ma sono aspetti che non possono essere valutati con leggerezza». Per quanto riguarda lo specifico dell’alcolismo don Augusto ci ricorda il lavoro prezioso delle associazioni degli alcolisti in trattamento: «lavorano con grandissima attenzione e si impegnano in un’azione formativa su più fronti, dove un ruolo fondamentale è dato anche alla famiglia e ai contesti di amicizie e conoscenti. Il loro è un impegno prezioso, perché di forte impronta educativa ed è questa la strada da seguire». Don Bormolini si congeda ricordandoci, come si era auspicato lo scorso anno al termine del convegno sul tema del suicidio, che il gruppo “Malaombra” continua il proprio lavoro: dopo la ricerca ora si passa alle azioni concrete, che coinvolgeranno il territorio in tutte le sue articolazioni. P A G I N A 30 CRONACA Sondrio&provincia L’IMPORTANZA DELLA CONNESSIONE Negli ultimi giorni è cresciuta l’attenzione dedicata al problema del digital divide in Valchiavenna a seguito delle osservazioni degli operatori turistici locali che lamentano il gap di servizi che sono in grado di erogare. Nel contempo è maturata la consapevolezza che, in prospettiva futura, questa situazione potrebbe risultare penalizzante per quelle destinazioni non in grado di garantire una adeguata copertura in termini di connessione. Alla luce della collaborazione tra Comunità Montana Valchiavenna e Politec, Polo dell’Innovazione della Valtellina, per valutare le effettive possibilità di copertura dell’intero territorio con la tecnologia WiMAX, abbiamo rivolto alcune domande a Stefano Besseghini, amministratore delegato di Politec. WiMAX è veramente una tecnologia in grado di fornire risposte alle esigenze di connettività? «È un paradigma di cui siamo profondamente convinti in Politec da quando, nel marzo del 2008, siglammo l’accordo con Retelit per portare il WiMAX in Provincia di Sondrio. In seguito a tale accordo, realizzammo in pochi mesi una infrastruttura che ora si estende da Delebio a Poggiridenti, garantendo connettività a diverse centinaia di utenti. La realizzazione di tale rete ha coinvolto solo aziende locali nella implementazione del progetto e portato la Provincia di Sondrio ad essere uno dei primi territori in Italia infrastrutturati con questa tecnologia. Credo che sia riconosciuto da tutti che la tecnologia WiMAX è quella in grado di sfruttare al meglio il sistema radio per trasportare dati e assicurare connessioni a banda larga a costi contenuti. Come se non bastasse, la facilità di istallazione, l’assenza di infrastrutture per l’accesso alla rete e la possibilità di creare profili personalizzati sono vantaggi che fanno del WiMAX la tecnologia su cui puntare». Perché è così importante garantire connettività a un territorio? «Credo che sia ormai universalmente riconosciuta la capacità di incidere sulla competitività di un territorio che un’efficace connessione alla rete è in grado di garantire. È particolarmente sintomatico che sia il settore turistico quello che per primo ha evidenza del gap di opportunità che la mancanza di connettività può determinare. Questo perché si tratta di un settore che per sua stessa natura è destinatario delle richieste di una popolazione eterogenea che spesso proviene da territori dove la disponibilità di connessione è ormai un dato quotidiano; tanto da apparire naturale richiedere che anche nei periodi di relax questo servizio sia disponibile». Quindi dare connettività a un territorio è un problema di tecnologia? «Certamente la scelta della tecnologia ha una sua importanza, ma il digital divide non è solo una questione tecnologica. Le tecnologie che permettono di superarlo esistono e sono numerose. Piuttosto il digital divide vive di un intrinseco paradosso. I territori afflitti da digital divide sono quelli tradizionalmente meno dinamici dal punto di vista economico e caratterizzati da una bassa densità di popolazione. Quindi, proprio i territori che risultano meno appetibili dal punto di vista economico per garantire all’operatore privato un ragionevole ritorno dell’investimento necessario alla realizzazione dell’intervento. D’altra parte sarebbero i territori che più potrebbero beneficiare di tale intervento per la capacità di accelerazione universalmente riconosciuta alla disponibilità di connettività. Risulta allora ancora più importante la capacità di intervento di strutture (come Politec) che siano in grado di esprimere le potenzialità dei territori che sfuggono ai grossi operatori. E’, in fondo, quello che stiamo cercando di realizzare con il progetto WiMAX. Gli operatori non sarebbero venuti in Provincia di Sondrio in via prioritaria come invece hanno fatto grazie alla mediazione di Politec. Ora stiamo lavorando (e in questo senso va l’iniziativa con la comunità Montana Valchiavenna) per far sì che un’alleanza con il territorio ci permetta di estendere e completare la copertura. Non è un progetto facile perché richiede di trovare il giusto equilibrio tra diverse necessità e la sostenibilità economica complessiva, le risposte cominciano comunque a esserci e contiamo entro la fine dell’anno di espandere significativamente la copertura». Recentemente, sia a livello nazionale che regionale si è sentito parlare di banda larga. Qual’è la situazione e cosa sta facendo Politec? «Purtroppo, a livello nazionale pare che il tema sia un po’ in affanno. In Lombardia, invece, si è chiuso all’inizio di agosto un importante bando per l’assegnazione di consistenti fondi (circa 40 milioni di euro) a grossi operatori per il superamento del digital divide in un gran numero di comuni lombardi. Nella lista figurano anche diversi comuni della Provincia di Sondrio che vedranno potenziate le proprie centraline telefoniche. È un progetto in cui siamo stati coinvolti e che seguiamo con attenzione. Vi è poi un ambiziosissimo piano di “fiber to home” promosso dalla Regione che avrebbe il pregio di portare la banda pressoché infinita della fibra ottica in ogni casa. Uso il condizionale perché il nostro territorio sarà inevitabilmente interessato solo marginalmente dal progetto, almeno nella sua prima fase esecutiva». IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 CASPOGGIO ALLA PRESENZA DEL VESCOVO Consacrato l’altare S abato 21 e domenica 22 agosto, il vescovo Diego Coletti ha fatto visita alla comunità di Caspoggio per consacrare il nuovo altare della chiesetta di Sant’Antonio e per dedicare questa chiesa anche alla Madonna della Neve. Accompagnato dal parroco don Bartolomeo Cusini, il nostro vescovo è salito in seggiovia a Sant’Antonio, il balcone naturale che sovrasta il paese. Qui è stato ricevuto dal sindaco Diego Negrini, dai rappresentanti delle associazioni del paese e dai sacerdoti caspoggini padre Pietro Bracelli, padre Davide Negrini, dal novello don Nicholas Negrini, da mons. Enrico Bedetti e dai ragazzi del Grest che lo hanno accolto con il loro canto “Sottosopra”. Prima della cerimonia, il parroco ha spiegato al vescovo il motivo del nuovo altare che fa parte della ristrutturazione in atto della chiesa. La chiesetta di Sant’Antonio, costruita nel 1670 dal parroco di allora don Antonio Miotti, aveva bisogno di un radicale rinnovamento nella struttura, nel pavimento, negli arredi, negli impianti e nelle facciate esterne. Completate le prime parti restano da ultimare alcune parti interne e le facciate esterne. Il nuovo altare e il leggio in serpentino della Valmalenco è opera dell’architetto Aurelio Benetti. La santa Messa celebrata dal vescovo con tutti i sacerdoti presenti e accompagnata dalla corale Santa Cecilia di Caspoggio è stata seguita da tantissimi fedeli che hanno gremito la piccola chiesa e lo spiazzo adiacente dove hanno potuto assistere alla funzione religiosa tramite due grandi schermi allestiti per l’occasione. Nell’omelia, che a sorpresa è stata enunciata davanti alle persone che si trovavano all’aperto, il vescovo ha preso spunto dalle letture della Messa per ricordare il fine ultimo di ogni cristiano che è la Salvezza e l’amore verso il prossimo che non deve essere solo generico, ma specifico verso la moglie, il marito, i figli, la suocera… i colleghi di lavoro. Monsignor Coletti ha anche ricordato il miracolo della nevicata a Roma nel IV secolo che ha dato origine alla costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore e alla festa della Madonna della Neve. Durante il rito della consacrazione il vescovo ha posto nell’opercolo, situato al centro dell’altare, le reliquie dei santi Carpoforo, Antonio e Felice vescovo di Como, quindi ha versato sull’altare l’olio del Sacro Crisma e ha bruciato l’in- censo simbolo di preghiera e di profumo che invade il tempio e che la Chiesa ha l’incarico di spargere nel mondo come fragranza di Cristo. Un simpatico fuori programma c’è stato quando il fumo dell’incenso ha invaso la piccola chiesetta procurando qualche colpo di tosse, ma anche in questo caso il vescovo ha dato prova della sua “verve” e della sua simpatia ricordando che anche nella Bibbia si parla della consacrazione del Tempio, che doveva essere una Tenda, e che il fumo fu tale che il popolo dovette uscire dalla Tenda. Al termine del rito il parroco don Bartolomeo ha ringraziato il vescovo per essere venuto a consacrare l’altare di una chiesetta che da giugno a settembre è molto frequentata sia dalle persone che salgono sul maggengo che dai molti turisti di passaggio; si augura che questa chie- setta, dedicata alla Beata Vergine della Neve, diventi una presenza significativa della Madonna anche nei mesi invernali dove la neve è in parte il pane di Caspoggio sia per il turismo che per le competizioni sciistiche che si svolgono. Dopo la funzione monsignor Coletti è stato circondato e festeggiato dalle tante persone che avevano raggiunto, chi in seggiovia, chi a piedi o in auto Sant’Antonio, per partecipare a questa importante celebrazione. In serata il vescvoo ha potuto assistere a una “Elevazione spirituale” con canti della Corale di Caspoggio diretto dal Maestro Silvino Negrini e con musiche eseguite all’organo da don Nicholas Negrini. Domenica mattina il vescovo ha celebrato la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Caspoggio e ha benedetto le statue dei santi Pietro e Paolo che saranno poste nelle nicchie della facciata anteriore della chiesa stessa. Dopo, in elicottero, ha raggiunto il Pizzo Scalino e la Cima Giovanni Paolo II dove ha celebrato la Santa Messa. Quindi è sceso, sempre in elicottero, all’Alpe Prabello che si trova ai piedi del Pizzo Scalino. Presso il rifugio Cristina ha pranzato in compagnia del comasco monsignor Oscar Cantoni vescovo di Crema, dei parroci e dei sindaci di Caspoggio e di Chiesa, di altri sacerdoti presenti e del comandante della stazione carabinieri di Chiesa, maresciallo Di Roio. Nell’anfiteatro naturale, qual è l’Alpe Prabello, monsignor Coletti ha incontrato i tanti valligiani e i tanti turisti convenuti per l’annuale festa della Madonna Regina della Pace, che simpaticamente gli si sono stretti attorno. Poi, accompagnato da don Bartolomeo, ha fatto visita al piccolo Santuario dedicato appunto alla Madonna Regina della Pace, fermandosi per un momento di preghiera. Infine il vescovo Diego si è congratulato con gli Alpini e i volontari della Protezione civile del Gruppo di Caspoggio che hanno organizzato il “Rancio dell’alpino” e sono sempre solleciti nel supportare, oltre alle loro manifestazioni, anche le feste religiose. PASQUALE NEGRINI MORBEGNO LA SERA È VIVA Mentre proseguono con ottimi riscontri di pubblico le serate proposte da “Le nevi di un tempo” la Biblioteca Civica “Ezio Vanoni” comunica che il programma previsto subirà due modifiche. La visita guidata della professoressa Sarah Gazzola di sabato 4 settembre (San Giacomo a Selvetta e San Gottardo ad Alfaedo) con ritrovo a Forcola (alla Parrocchiale di San Carlo) avrà inizio alle ore 15.00. Per una concomitante manifestazione di valorizzazione del patrimonio culturale di Talamona, la visita di sabato 11 settembre all’archivio del Comune di Talamona, in collaborazione anche con il Comune di Talamona e con l’Associazione culturale “Ad Fontes” guidata dalla professoressa Rita Pezzola, è rimandata a data da destinarsi. Ricordiamo inoltre che si raccolgono presso Sinferie (telefono 0342615209 Paola Passerini) le prenotazione per la visita guidata dalla professoressa Silvana Vaninetti all’Abbazia di Mustair e al Convento Nuovo di Luigi Caccia Dominioni a Poschiavo, proposta per il prossimo 2 ottobre. TERMINATI I LAVORI A DALOO Il belvedere di Daloo, nel comune di San Giacomo Filippo, è ormai terminato e sarà inaugurato domenica 5 settembre. Il Consorzio dell’alpeggio ha dato il via alle opere il 27 luglio che permetteranno di godere al meglio la vista dallo splendido punto panoramico. La croce sarà anche illuminata. P A G I N A 31 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010 AL CINEMA ASTRA Al via la 57° edizione del cineforum di Como N el solco della tradizione aperta dal compianto don Fossati il Cineforum di Como approda alla 57° edizione, grazie al consenso, convinto ed entusiasta, dei vari sostenitori, giovani e non più giovanissimi. Constatazione incoraggiante che obbliga a non mollare, e aiuta a tenere il passo, nonostante le difficoltà e le perplessità determinate dalle varie circostanze legate, alla flessione sia della stessa settima arte, sia dei (un tempo) cineamatori. Veniamo al dunque e rendiamo noto che per tutto settembre presso l’ufficio di via Rodari 1 (COMO, tel. 031 300 131) sono in vendita le tessere per la stagione sociale 2010/2011. I turni di proiezione rimangono quelli tradizionali: lunedì ore 21.00, martedì ore 15.30 e 21.00, mercoledì 15.30. Un tempo, vedi anni sessanta e settanta, era possibile stilare il calendario completo con due o tre vuoti per film da festival, che veniva scelto strada facendo. Oggi non è più possibile in rapporto alla tenuta dei film. Allora esisteva una prima, una seconda e anche una terza visione, oggi può accadere che esaurita la prima visione alcuni film escano di sce- I film di settembre BRIGHT STAR (7-8 Settembre) Film drammatico di Jane Campion (120 min) BACIAMI ANCORA (14-15 Settembre) Commedia di Gabriele Muccino (130 min) BASILICATA COAST TO COAST (21-22 Settembre) Commedia musicale che segan il debutto alla regia di Rocco Papaleo (105 min) na e spariscono. Un calendario rigido priva della possibilità di presentare film della stagione. Contiamo, naturalmente, sui fedelissimi che sono sulla breccia fin dai primi anni, ma è bello e non utopistico contare anche sui giovani che aspettiamo fiduciosi, per venire incontro alle loro legittime esigenze di novità e di aggiornamento. Ci si augura che la formula mantenga il suo consenso e possa pescare non alla cieca, come nel pozzo di San Patrizio, ma con un briciolo di fortuna nel mare magnum della produzione. In attesa dell’avvio che cadrà nei giorni 4-5-6 ottobre pr.v. al cinema ASTRA viene programmato il prologo che inizierà il 7 e 8 settmembre e proseguirà per quattro settimane. Il dettaglio dei film nella scheda allegata a fianco. DEPARTURES (28-29 Settembre) Film drammatico di Yojiro Takita (130 min) don ENRICO MALINVERNO INTERNET QUALE FUTURO PER LA RETE? C ome se non bastasse il solleone, Google e Verizon hanno fatto la loro parte per far schizzare all’insù i termometri: l’ accordo siglato alle porte di ferragosto ha scaldato i dibattiti e surriscaldato (se mai ce ne fosse stato bisogno) il dibattito sulla neutralità della rete e il futuro di internet. Il 9 agosto il blog europeo di “public policy” di Google riporta un articolo dal titolo “A joint policy proposal for an open Internet” (una proposta congiunta per una rete aperta), firmato dai direttori “public policy” di Google e Verizon, Alan Davidson e Tom Tauke. Nasce il caso dell’estate. Il documento, firmato dagli amministratori delegati, è una proposta congiunta di regola-mentazione della rete che i due colossi hanno portato all’attenzione del legislatore Usa e della Fcc, la Federal communications commission (l’autorità Usa per le telecomunicazioni). Il documento ha spaccato gli internauti e i commentatori più illustri, ripro-ponendo il consueto scontro tra opposte tifoserie: da una parte c’è chi profetizza la fine della libertà su Internet e, dall’altra, chi tende a minimizzare la portata del documento e gli eventuali effetti sulla rete. Qual è la realtà dei fatti? Anzitutto un chiarimento, il passo compiuto dal tandem Google-Verizon non è nulla di nuovo ed era del tutto prevedibile dato che da mesi le due società stanno lavorando assieme su questi temi. Il famigerato accordo Google-Verizon altro non è che un aggiornamento di posizioni già espresse, a diversi interlocutori e in diversi INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale. contesti nei mesi precedenti, anche in risposta alla “sentenza Comcast” (con la quale la Corte d’Appello del distretto di Columbia negli Stati Uniti ha stabilito che la Fcc non ha sufficienti poteri per poter regolamentare anche il traffico internet). Ma veniamo al contenuto del documento, la proposta si articola in sette punti. Google e Verizon, come recita il primo punto del documento, sono da tempo fautrici “degli attuali principi della Fcc sull’apertura della rete fissa a banda larga, che garantiscono agli utenti l’accesso a tutti i contenuti leciti disponibili su Internet, permettendo loro di utilizzare le applicazioni, i servizi e i dispositivi di loro scelta”; per questo motivo la proposta delle due società “permetterebbe alla Fcc di imporre l’applicazione di questi principi”, anche attraverso “regole contro le pratiche discriminatorie”. Dunque, una proposta per la difesa della neutralità della rete, o almeno così sembrerebbe. Alcuni osservatori ritengono che il documento presenti due grandi criticità. Anzi- tutto, i co-firmatari scrivono esplicitamente che la loro proposta non si applica alla banda larga mobile, perché si tratta di un mercato ancora agli albori che non può essere regolamentato. Inoltre, nella proposta si parla di “servizi online addizionali e differenziati” per i quali non dovrebbero applicarsi le regole di non discriminazione del traffico. Internet è destinato a cambiare volto dopo questo documento? Probabilmente no, anche se è prevedibile un’accelerazione dei lavori del legislatore statunitense su questi temi. Di certo, però, resta una domanda non risolta alla quale tutti devono cercare di dare una risposta: in un mondo nel quale una concorrenza sempre più serrata obbliga ad offrire qualità e banda sempre maggiori a prezzi in costante caduta, senza la possibilità di offrire servizi “premium” di connettività, a prezzi più remunerativi, quale azienda privata avrà l’interesse ad investire ancora nelle reti di telecomunicazione? ANTONIO RITA DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: A GOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. Registrazione TTribunale ribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: La Pr ovincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 Provincia 22100 Como - telefono: 031-58.22.11 fax: 031-52.64.50 tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2010: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. 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