DELLA
ANNO XXXV
4 SETTEMBRE 2010
E 1,20
32
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
COMO
CREA: SI RIPARTE
DALLA NATURA
T
ante conferme e qualche novità nel nutrito
programma proposto
dal Centro di riferimento per l’educazione ambientale di Como per l’anno scolastico 2010-2011.
A PAGINA 16
COMO
I BUONI
PER UN TURISMO
ALLA PORTATA
DI TUTTI
A PAGINA 17
COMO
FILO DIRETTO
CON IL SUDAN
A PAGINA 18
COMO
NUOVO S. ANNA
E LA LINEA DEL BUS
A PAGINA 19
COMO
GIÀ 100 ANNI FA
LA CITTÀ “SET”
CINEMATOGRAFICO
A PAGINA 22
GUIDE
CAMMINACITTÀ:
RISCOPRIRE
L’AREA URBANA
CON IUBILANTES
A PAGINA 23
Nella foto William: un momento della cerimonia nella basilica di S. Abbondio dello scorso 30 agosto.
SOLENNITÀ
DI S. ABBONDIO
PUBBLICHIAMO
IL TESTO
INTEGRALE
DEL MESSAGGIO
DEL VESCOVO
PRONUNCIATO
IN OCCASIONE
DELLA SOLENNITÀ
DEL SANTO
PATRONO
ALLE PAGINE 9-10-11-12
PRIMO PIANO
ACQUA: NELLE TUE
MANI IL DONO
DI DIO PER TUTTI
A Pietralba, il 1° settembre,
i vescovi di Bolzano-Bressanone, Belluno, Como e
Trento, il Pastore evangelico di Bolzano e il Pope rumeno ortodosso di Bolzano
si sono ritrovati a celebrare
la Giornata per la salvaguardia del Creato.
A PAGINA 3
CHIESA
MONDO
DON ALBERTI
IN CAMEROUN
A PAGINA 13
DIACONI
L’11 SETTEMBRE
IL VESCOVO
ORDINERÀ
QUATTRO GIOVANI
DIACONI
A PAGINA 7
CHIESA LOCALE
LA VISITA
DEL PATRIARCA
DI GERUSALEMME
E LA FIACCOLATA
DI GARZOLA
A PAGINA 15
SONDRIO
LA CONDIZIONE
FEMMINILE
IN VALTELLINA
E VALCHIAVENNA
La Cisl della provincia di
Sondrio nelle prossime settimane darà il via a una ricerca in cui sarà studiata la
situazione della popolazione femminile un po’ meno
giovane.
A PAGINA 32
SONDRIO
AZIONI
PER LA SICUREZZA
STRADALE
Un progetto di prevenzione di Asl, forze dell’ordine, associazioni contro il
disagio prevenzione finalizzato alla guida sicura e
ai rischi connessi alla guida in stato di alterazione
da sostanze legali ed illegali.
A PAGINA 29
MASS MEDIA
IL CINEFORUM
DI COMO ALLA
57° EDIZIONE
A PAGINA 31
CASPOGGIO
BENEDETTO
L’ALTARE
DI S.ANTONIO
A PAGINA 30
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
MANUALI DI EDUCAZIONE AFFETTIVA
IO CRESCO... MI SENTO
GRANDE... SONO GRANDE!
S
copo di questi manuali
di educazione affettiva e
sessuale è aiutare i
bambini, quindi i ragazzini, poi gli adolescenti,
ad approfondire la conoscenza
Questo libro vuole essere uno
strumento di informazione e
di formazione per i genitori ma anche per quanti operano
nella scuola come addetti ai
lavori - in quanto offre uno
sguardo sulla vita scolastica
di tutti i giorni, e non solo su
situazioni particolari e difficili. Scritto da due insegnanti
della scuola secondaria con
competenze pedagogiche e psicologiche, si propone di accompagnare i genitori sul piano
della consapevolezza e della
responsabilità nell’affrontare
le questioni concrete che la
scuola pone, come l’apprendimento e le difficoltà emotive,
il metodo di studio, la valutazione, i colloqui con gli insegnanti, il passaggio alla scuola secondaria e molti altri. Le
“parole chiave” sono organizzate in ordine alfabetico, e
chiuse da una nutrita serie di
consigli pratici suggeriti in
modo semplice ma non banale, per affrontare i problemi
con le attenzioni e le azioni più
corrette. NICOLETTA BALLA-BIO – ATTILIO BERGAMINI, Sguardi sulla
scuola. Guida pratica per
i genitori che vogliono accompagnare il cammino
scolastico dei figli, Ancora,
pagine 206, euro 14,00.
del proprio corpo e a padroneggiare le proprie emozioni (da quelle più semplici come
la rabbia e la tristezza a quelle più complesse come la vergogna e l’imbarazzo), punto di
partenza per un’equilibrata crescita affettiva ed un sereno affacciarsi al mondo.
Il primo risponde con semplicità e naturalezza alla curiosità dei bambini dai 3 ai
6 anni, aiutandoli nella scoperta serena del
proprio corpo, delle differenze tra uomini e
donne, del mistero della nascita. Il secondo libro si rivolge alla fascia 7-11 anni: i
bambini di questa età sono molto curiosi
della propria ed altrui corporeità, e sono
continuamente esposti a stimoli di natura
sessuale. E’ importante dar loro risposte
chiare e vere. Infine il manuale per gli adolescenti dai 12-16 anni: affronta l’argomento dei cambiamenti corporei, il tema dell’identità di genere, quello del distacco dai
genitori, l’amore a l’affettività, i temi della
sessualità e della procreazione. Agili e immediati, i manualetti hanno utili pagine
rivolte specificamente ai genitori ed agli
educatori.
L’autrice è una psicologa dello sviluppo
con esperienza di attività clinica e di ricerca a Losanna e Melbourne, attualmente
presso le università di Milano e Pavia.
testi a cura di ELENA CLERICI
ELISABETTA COSTANTI-NO – illustrazioni di CRISTINA RAICONI, Io
cresco! Manuale di educazione affettiva e sessuale 3-6 anni, pp.32, euro 7,00;
Mi sento grande! 7-11 anni, pp. 40, euro
7,00; Sono grande! 12-16 anni, pp. 80,
euro 9,00, Edizioni San Paolo, 2010.
INSEGNAMI
A PREGARE
Ecco un nuovo libro interamente
illustrato a colori, con tanto di link
internet - www.ancoralibri.it/Catalogo/insegnamiapregare - per
scaricare file audio e contenuti speciali, rivolto ai ragazzi tra i 10 e i 15
anni, per imparare a pregare con
gioia partendo dalla catechesi e dai
gruppi parrocchiali per arrivare a
saper pregare individualmente.
Insegnami a pregare, Elledici,
pagine 160, euro 7,50.
NOVITÀ IN LIBRERIA
a cura di ELENA CLERICI
SALMI E SANTI
I salmi sono preghiera scaturita dalla
vita “pregata”, cioè consapevole di essere quotidianamente sotto lo sguardo di
Dio: ecco perchè sono così adatti anche
per i ragazzi, perchè li aiutano a guardare i fatti della loro vita dal punto di vista
della fede. Questo volume è un Salterio
dei ragazzi: non nel senso che si è fatto
ricorso ad un linguaggio più infantile, né
perchè si è scelta la via della parafrasi.
E’ un Salterio dei ragazzi perchè i cinquanta Salmi scelti per temi di preghiera (cioè per pregare ogni giorno, nella fiducia, nella tristezza, con e per gli altri,
per chiedere perdono, per la pace, per cantare la lode) sono stati
riscritti dando voce alle loro esperienze ed ai loro sentimenti, cioè
affidando al linguaggio di oggi la forza comunicativa delle immagini e dei simboli di un tempo. La speranza è che le parole dei
salmi - pregati magari in gruppo e con la guida di buoni maestri risuonino a lungo nel cuore dei ragazzi, fino a mettere radici. Testi di ANNA PEIRETTI – illustrazioni di ANTONIO LAPONE
e CRISTINA STELLA, Canto per te, Signore. I salmi dei ragazzi, Elledici, pagine 62, euro 19,90.
Padre Leopoldo Mandic è collocato tra i
santi confessori: nato in Dalmazia nel
1866 e vissuto per lo più a Padova nella
Chiesa dei Cappuccini, egli trascorse 33
anni della sua vita in confessionale, anche 12 ore al giorno – la sera prima della
sua morte, avvenuta nel 1942, aveva
confessto 50 penitenti, l’ultimo a mezzanotte. Questo libro tutto illustrato
ripercorre in versi la sua esistenza umile
e santa: l’invito a leggerlo, come una favola vera, è rivolto ad adulti e bambini,
perchè l’esempio di bontà e perdono di san
Leopoldo si trasformi in preghiera e contagi la vita di ciascuno. Il volume contiene anche un’appendice con la biografia
del santo ed un’ampia scelta di immagini fotografiche. LUIGI
FERRARESSO – illustrazioni di ALIDA MASSARI, Padre
Leopoldo, Elledici, euro 15,00.
Raccontare la storia di Francesco d’Assisi
attraverso gli occhi di un povero di nome
Bartolomeo che chiede l’elemosina davanti alla bottega di Pietro di Bernardone, e
di cui Donna Pica ha cura come degli altri
mendicanti: è l’originalità di questo romanzo edito dalle Paoline nella Collana
Grandi storie – Giovani lettori. L’autore è
uno scrittore esordiente, affascinato dalla
figura del poverello d’Assisi a partire da
una visita turistica alla cittadina umbra
nel 1988: da quel momento cominciò a leggere le biografie ufficiali del santo e ad
interessarsi ai vari spettacoli teatrali e cinematografici su di lui. Ne è nata una
biografia particolare su san Francesco:
“quello che un uomo qualunque può aver
capito di lui, della sua storia, vedendola da fuori e curiosando ogni
tanto dalla finestra sulla strada”. Un Francesco dunque “visto
con gli occhi di chi vuole capire come possa un uomo abbandonare
tutto e creare qualcosa di meraviglioso, solo avendo tra le mani
un cuore grande così”. FABIO BERGAMASCHI – illustrazioni
di ELISABETTA FERRERO, Un mendicante racconta Francesco d’Assisi, Paoline, pagine 208, euro 16,00.
VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Parola
FRA
noi
SAP 9,13-18
SAL 89
FM 1,9-10.12-17
LC 14,25-33
Vivere i consigli
evangelici significa
amare come Gesù
di ANGELO SCEPPACERCA
SECONDA SETTIMANA
del Salterio
LA FOLLA E LA CROCE
S
i inizia con una folla numerosa che gli andava
appresso e si finisce con
la scelta di un singolo discepolo che lascia tutto e abbraccia la propria croce.
Dai molti uno, perché poi, da
quell’unico conio, ne vengano
molti. La folla era attirata dai
prodigi, dalle guarigioni, da quelle parole uniche e nuove. Gesù ne
è consapevole e, volgendosi indietro, mostra l’esigenza di una dedizione totale. Parla a tutti e a
ciascuno. Oggi a noi, con le stesse parole e con identico sguardo.
Come può una folla ridursi a
pochi? Gesù aveva appena raccontato di quell’uomo che ha fatto molti inviti, tutti disertati con
ogni genere di scusa. Per poi ripiegare su storpi, ciechi e zoppi,
ad ogni angolo di mondo. Gli invitati alla cena sono molti, ma
ognuno deve scegliere di accettare un invito così privilegiato e
assoluto.
Amare più del padre, della
madre, della moglie e dei figli,
più della propria vita? Chi è che
chiede tanto? Il pastore bello che
ha lasciato novantanove pecore
per cercare l’ultima, perduta sul
ciglio del burrone, salvarla e tenersela in braccio. Il Signore sa
di chiedere una cosa grande e
difficile perché contraria al nostro istinto di possesso. Ce la fa
non chi è virtuoso e forte, ma chi
si è lasciato conquistare ed è affascinato dalla vita nuova che
Dio dona nell’intimo e che cambia tutti i rapporti attorno, liberandoli dal possesso egoistico ed
elevandoli alla statura di Gesù,
l’uomo compiuto.
Questa pagina è spesso legata
ai consigli evangelici di castità,
povertà e obbedienza. Comunemente li si ritiene riservati alle
persone consacrate nella vita religiosa, nel senso che solo queste
sono tenute a seguire l’invito di
Gesù alla perfezione. La pensano
così fedeli laici, ma anche sacerdoti diocesani, forse per l’identificazione dei consigli con i voti relativi di povertà, castità e obbe-
dienza. Come se essere semplici
cristiani non fosse sufficiente per
un impegno totale. Gesù, però,
non discrimina categorie privilegiate rispetto ad altre “comuni”.
Lui parla a tutti, uomini e donne,
che vogliono essere discepoli e
raggiungere la maturità umana
– oltre che la verità del nome cristiano – di un rapporto col prossimo che sia autentico amore.
Vivere i consigli evangelici significa amare come Gesù. Il Vange-
lo resta profondo da comprendere, più grande della nostra capacità. La parola del Signore è immensa, cresce con chi la legge.
Non resta che la strada quotidiana del discepolo, l’incessante
morire e risorgere in Lui. Tutto,
persone e cose, deve essere sempre immerso nel Vangelo e risorgere nuovo. Non è facile, è come
costruire una torre, o vincere una
battaglia in guerra. Infatti Gesù
stesso l’ha detto.
CHIESA
PRIMO PIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
3
LA GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO
INSIEME
PER EVOCARE
LA MERAVIGLIA
DEL CREATO
E PRESERVARNE
LA BELLEZZA
C
ontestualizzare il
messaggio pubblicato in occasione della Giornata
per la salvaguardia del Creato - affinché
non appaia un freddo e
burocratico documento,
ma sia accolto nella sua
vera forza pregnante e
provocante - è il motivo
che ha indotto i vescovi di
B o l z a n o - B r e s s a n o n e,
Belluno, Como e Trento e
il Pastore evangelico di
Bolzano e il Pope rumeno
ortodosso di Bolzano a
leggere il documento stesso nella stupenda cornice
offerta dal Monte San
Pietro.
Prima della lettura i
partecipanti hanno attraversato il canyon di Bletterbach che l’acqua, nel
corso dei millenni ha scavato, svelando in tal modo
ai nostri occhi quel meravigliosa sovrapposizione
di sedimenti che raccontano la storia geologica
del territorio.
Significativo il titolo
dato al documento: “Acqua, nelle tue mani il dono di Dio per tutti”. Esso
ci vuole ricordare come
l’elemento ‘acqua’ abbia
un valore inestimabile per
la vita dell’uomo. Avendo
noi, un po’ illusoriamente,
l’idea che l’acqua potabile sia abbondante e quindi si possa usarne quanta se ne vuole, ci fa perdere il senso della preziosità di questo dono, come
purtroppo abbiamo perso
il senso del Creato come
dono e lo abbiamo ridotto
ad un aggregato minerale-biologico, che chiamiamo: natura.
Il messaggio ribadisce
essenzialità dell’acqua
per la vita dell’uomo. Innanzitutto soddisfa il bisogno biologico della sete
che accompagna quotidianamente l’uomo. Tale
funzione dell’acqua è stata poi usata in modo metaforico da Gesù per dire
che Egli è l’acqua che soddisfa un altro tipo di sete,
non meno importante,
quella dello spirito.
Il messaggio ci ricorda
anche i molteplici utilizzi
dell’acqua nei vari settori della attività umana.
Senza di essa molti beni
non potrebbero essere prodotti: basti pensare all’agricoltura. E qui si apre
tutto il preoccupante capitolo della carenza d’acqua che molte popolazioni devono registrare e l’indifferenza di chi potrebbe
aiutarle a eliminare tale
deficit.
La giornata si è conclusa al Santuario d Pietralba. Lì si è ringraziato
il Signore per il prezioso
dono dell’acqua, ringraziamento che concretamente significa assumere
stili di vita sobri.
GIUSEPPE CORTI
ACQUA:
NELLE TUE MANI
IL DONO
DI DIO PER TUTTI
A Pietralba, il 1° settembre, i vescovi
di Bolzano-Bressanone, Belluno, Como e Trento,
il Pastore evangelico di Bolzano e il Pope
rumeno ortodosso di Bolzano si sono ritrovati
per leggere insieme il documento pubblicato
per la Giornata. L’occasione per ribadire
il senso e la necessità di un comune impegno
a tutela e a salvaguardia del Creato
L
“
audato si, mi Signore, per sor Aqua, la
quale è molto utile e
umile e preziosa e
casta”: così si esprimeva san Francesco d’Assisi,
facendosi eco di vari testi biblici
e di un’osservazione attenta e
gioiosa della natura e riflettendo un pensiero costante nella
tradizione cristiana sul valore
dell’acqua come bene universale per l’umanità.
Di fronte allo stupendo panorama offertoci dalle montagne
attorno al Santuario di Pietralba e ancora incantati dallo spettacolo del lavorio millenario
dell’acqua nel canyon del Bletterbach, ci siamo fermati anche
noi in contemplazione del dono
del Creato: i nostri occhi, il nostro cuore e la nostra mente si
dischiudono al messaggio che
Dio rivolge a tutte le sue creature e all’uomo in particolare,
custode spesso inadempiente ed
egoista di un dono pensato per
il bene comune e non per il vantaggio di pochi. Il grande libro
della natura, letto alla luce della storia della salvezza, ricorda la nostra chiamata ad una
vita in “pace”: shalôm infatti nel
suo più profondo significato indica perfezione e pienezza, dovute alla capacità di armonizzare la gestione delle risorse
create per i bisogni della generazione presente e di quella futura. La sfida non si esaurisce
dunque nell’evitare i conflitti,
ma richiede piuttosto un costante impegno per creare intese e collaborazioni forti e coinvolgenti, possibili solo con una
decisa conversione verso stili di
vita individuali e collettivi a
favore di una pacifica relazione indissolubile con gli altri e
con il creato.
In ciascuno c’è questa sete di
armonia, il desiderio cioè di
gustare la pace globale. Purtroppo sono molte le deviazioni
che portano a cercare di dissetarsi con acqua che non soddisfa definitivamente. Nel messaggio evangelico Gesù, parlando alla Samaritana, afferma:
“chi berrà dell’acqua che io gli
darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò
diventerà in lui una sorgente
d’acqua che zampilla per la vita
eterna” (Gv 4,14). Il rapporto
con Cristo porta alla pienezza
di vita, ma questa metafora,
come tante altre nella Bibbia,
ci spronano a riflettere anche
sul come ci approcciamo all’uso
dell’acqua naturale. La rifles-
sione su questo tema non inizia oggi, poiché da secoli la dottrina della Chiesa afferma che
l’acqua è un bene comune dell’umanità, come lo è l’aria che
respiriamo. Noi cristiani crediamo che il bene e il bisogno spirituale di ogni uomo e dell’umanità intera non possano esser
raggiunti senza un’attenta cura
del bene fisico e del creato. In
tale linea sono gli appelli delle
Encicliche Sociali e delle diverse assemblee ecumeniche degli
ultimi decenni e i lavori preparatori della Convocazione
Ecumenica Internazionale per
la Pace che avrà luogo a
Kingston nel 2011.
L’acqua è bene essenziale e
insostituibile per la vita, ma
assediata da inquinamento,
spreco e privatizzazione, che
causa malattie, conflitti economici e bellici, povertà e degrado ambientale. Di tutta l’acqua
presente sulla Terra solo il 2,5%
è potabile e le nazioni maggiormente sviluppate scaricano il
70% dei rifiuti industriali nelle
acque, mentre il fabbisogno
idrico è cresciuto del doppio rispetto allo sviluppo demografico1; la FAO prevede che già nel
2025 ben 1,8 miliardi di persone saranno in assoluta scarsità di acqua e due terzi della
popolazione mondiale potrebbe
trovarsi in condizione di sofferenza2. Sono allarmanti i dati
relativi alle conseguenze sanitarie ed economiche; già oggi
sono in atto attacchi al diritto
fondamentale della persona
umana circa l’approvvigionamento dell’acqua necessaria e
salubre, attacchi economici come pure scontri armati, su diverse scale, per il controllo idrico.
Il fatto di vivere in regioni
alpine che finora non soffrono
di questi problemi non può esimerci dal guardare anche nei
nostri territori con più attenzione, riflettendo sull’acqua come
dono e facendoci promotori concreti di buone pratiche per mostrarne la reale fattibilità. Un
grande lavoro viene svolto anche dalla Rete interdiocesana
per i Nuovi Stili di Vita, ma la
collaborazione in questo campo
è più che necessaria. Al nostro
impegno aggiungiamo un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, alle autorità, ai singoli cittadini ed ai
turisti per monitorare l’impiego che viene fatto di questo che
è un bene non illimitato.
Di conseguenza appoggiamo
la campagna contro la privatizzazione dell’acqua, che è stata
motivata con il pretesto di una
sua migliore e più equa gestione. Nello stesso tempo riconosciamo che è necessario a proposito un percorso culturale e
catechistico sulla dottrina sociale della Chiesa.
Vi sono anche ragioni umane
che ci portano a un tale atteggiamento. Una progressiva diminuzione dell’acqua disponibile e modificazioni delle precipitazioni atmosferiche comportano tensioni anche nei nostri territori; pensiamo soltanto al
molteplice sfruttamento dell’acqua: per gli usi personali, per
l’agricoltura e il giardinaggio,
per gli animali, per le esigenze
turistiche, dell’innevamento
artificiale, per l’industria. Per
ogni progetto va considerata
quindi anche una sostenibilità
effettiva. L’interesse di una piccola comunità o impresa, per
quanto legittimo, non può mettere in scacco quello più ampio
della collettività intera.
L’ampio utilizzo dell’acqua in
agricoltura, pur riconoscendo le
già esistenti difficoltà dell’ambiente montano, deve assolutamente spingere a ricercare una
più grande efficacia dei metodi
di irrigazione e promuovere
maggiormente le colture biologiche e integrate. La stessa
cementificazione nelle nostre
valli comporta un grave rischio
per l’impatto immediato e futuro sulle falde acquifere e i bacini d’acqua. Invitiamo poi i cristiani a preferire luoghi di villeggiatura rispettosi dell’ambiente e di scegliere prodotti
alimentari ecologici e del commercio equo-solidale: sono investimenti per il futuro e un
modo per rendersi parte di economie virtuose. I percorsi offerti
dai GAS (Gruppi di acquisto
solidale) o dai Bilanci di giustizia possono aiutarci nella continuazione di questa riflessione e prassi.
Le industrie e gli artigiani,
anche in questi tempi di crisi e
con i costanti limiti che l’ambiente montano comporta, non
si lascino tentare da soluzioni
economicamente più vantaggiose a scapito della giustizia so-
ciale e del creato, ma continuino a comprendere il loro compito come un servizio a vantaggio del bene comune.
La pubblica amministrazione
senta suo compito il difendere
l’acqua come bene pubblico e
vigili sul suo impiego equilibrato, evitando ogni spreco, curando la manutenzione degli acquedotti e privilegiando il bene
comune rispetto agli interessi
privati, anche quando vi fossero lobby molto potenti.
Le comunità cristiane inoltre,
con tutte le donne e gli uomini
di buona volontà, ripensino a
molte abitudini che fanno percepire come necessarie pratiche
che in realtà sono superflue e
alle volte dannose. Una riflessione nelle nostre regioni va
fatta ad esempio sull’acqua in
bottiglia, il cui uso incide sull’economia familiare, sull’aumento dei consumi energetici,
sul traffico e sul volume dei rifiuti. Vi sono sprechi di acqua
facilmente riducibili nell’uso
domestico e per l’igiene personale. Altro aspetto è l’uso smodato di prodotti detergenti e di
disinfettanti inquinanti. Si possono fare altri esempi, ma il
primo passo è concepire come
imperativo morale nuovi stili di
vita, cambi di abitudini, ristrutturazioni che riducano le
necessità di energia o la ottengano da fonti rinnovabili non
inquinanti. Inoltre i cristiani
contribuiranno perché ciò divenga cultura quotidiana condivisa e venga applicata una
politica anche localmente contraria a sprechi e favorevole a
uno sviluppo sostenibile che
guardi al futuro anche di chi
verrà dopo di noi.
Anche con piccoli passi come
con azioni congiunte e iniziative pubbliche rispondiamo all’appello del Signore (Mt 5,9) ad
essere costruttori di pace . Ma
siamo coscienti che la pace prima di tutto è dono di Dio (Is
26,12; Gv 14,27) e quindi accompagniamo il nostro impegno
con la preghiera a Cristo, che è
la nostra pace (Ef 2,14).
1 http://www.unwater.org/statistics_res.html
2 http://www.fao.org/nr/water/issues/
scarcity.html
P A G I N A
4
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
CRISI E RIPRESA
RILANCIARE
RAGIONI BUONE
EUROPA PELLEGRINAGGIO DA ESZTERGOM (UNGHERIA) A MARIAZELL (AUSTRIA)
l nodo, per quest’autunno, ma
più ampiamente sul medio
periodo, è la ristrutturazione
dell’economia durante e dopo
la crisi. E i concetti chiave sono responsabilità e innovazione.
Serve un nuovo orizzonte, ormai
globale, che attrezzi i nostri “vecchi” Paesi a riprendere le strade
dello sviluppo. Il presidente della Cei nell’omelia per la solenne
festa della Madonna della Guardia ha rilanciato la centralità
della famiglia e poi si è fatto interprete dei problemi concreti del
lavoro, con un invito alla responsabilità, “al dialogo insistente e
intelligente”. C’è la vertenza
giudiziaria Fiat, ci sono circa 200
tavoli di crisi aperti nel Paese. È
un momento molto delicato e cruciale.
D’altro canto, ha sottolineato
il cardinale Bagnasco, perché la
storia proceda servono politici
“qualificati e coerenti”,
rilanciando il “sogno” di una nova
classe politica, “cristiana nei fatti, non nelle parole”.
“Molto spesso le ragioni del declino sociale ed economico di un
Paese hanno a che fare con ciò che
non abbiamo saputo o voluto trasformare, con l’abitudine di mantenere sempre le cose come stanno”, ha detto l’amministratore delegato Fiat al meeting di Rimini,
chiedendo “un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale”, che innovi rispetto agli schemi della tradizionale lotta tra
capitale e lavoro e tra padroni e
operai. Il momento è molto delicato, perché l’Italia ha mantenuto una base manifatturiera ancora significativa, ma ora è tempo di investire. E dunque servono reciproche garanzie, tanto per
chi investe, tanto per i costi in
termini di sacrifici (ma anche in
prospettiva i dividendi) che si
rendono necessari. Questo significa che non bisogna negare, ma
anzi rilanciare il paradigma della giustizia sociale, così da accompagnare adeguatamente il
cambiamento che inevitabilmente si profila. Il punto è tenere
sempre la persona al centro, offrire le necessarie garanzie e, nello stesso tempo, i necessari stimoli e un bagaglio culturale e
morale adeguato. D’altro canto,
non si tratta solo di rimettere al
centro, ma di rimettere a posto
la persona, un concetto su cui in
Occidente sembra le idee non siano più molto chiare, con conseguenze imprevedibili. È necessario cambiare, come è necessario
coinvolgere responsabilmente
tutti gli attori, in modo che tutti
ne siano protagonisti.
Questo comporta anche un impegno per le istituzioni, sempre
nel senso dell’innovazione e della responsabilità. Lo stesso cardinale Bagnasco riferendosi ad
uno dei grandi protagonisti culturali del Risorgimento, il beato
Rosmini, ha ricordato di recente
che “la molteplicità, in tutti i
campi, è una ricchezza se costruisce l’unità; se invece disgrega e
allontana, allora non diventa più
un valore ma un disvalore”. Questo vale per il “federalismo”, in
corso di faticosa gestazione, ma
più ampiamente per il sistemaPaese. Non c’è via di sopravvivenza nel medio periodo, in un quadro di competizione mondiale,
per chi si imbozzoli. E per questo
è necessario ritrovare e rilanciare
ragioni buone di vita comune, da
cui scaturiscano pratiche virtuose comuni.
n pellegrinaggio “ecologico” in cinque
tappe da Esztergom
(Ungheria) a Mariazell (Austria), passando per Bratislava (Slovacchia),
per “presentare all’Europa
qual è lo sguardo della Chiesa
sui doni della creazione”. Così
vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d’Europa
responsabili per la custodia
del Creato sono in cammino
da oggi (1° settembre) fino a
domenica 5, riflettendo attorno al tema indicato da Benedetto XVI per la Giornata
mondiale della pace 2010: “Se
vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Diversi i mezzi di trasporto su cui si muoveranno i pellegrini: il battello sul Danubio, poi il bus, il
treno, e infine un tratto di
strada sarà percorso a piedi.
“Il
pellegrinaggio
è
innanzitutto un cammino spirituale, un cammino di conversione che inizia con il lasciare il proprio ambiente abituale per giungere ad un traguardo particolare segnato
dall’intervento divino. Presuppone una disponibilità all’ascolto e alla meditazione, al
raccoglimento e alla preghiera”, spiega p. Duarte da
Cunha, segretario generale
del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee),
che promuove l’iniziativa. “La
crisi ecologica, intesa come
uso irrazionale e irresponsabile dei doni del creato, che
oggi stiamo attraversando in
Europa – prosegue p. da
Cunha – non è dissociata dall’attuale crisi morale del continente, ma l’una influisce
I
FRANCESCO BONINI
La bellezza nel creato
U
sull’altra. Lo stesso Santo
Padre ci ha ricordato come
una vera attenzione all’ecologia del pianeta non possa prescindere da una seria riflessione sull’ecologia umana, da
una conversione spirituale e
da un cambiamento dei stili
di vita. Spesso il tema della
custodia del creato è incentrato sugli aspetti scientifici, politici ed etici. Pensiamo che
sia altresì centrale ricordare
la visione spirituale, teologica e antropologica alla base di
una vera attenzione per il creato che non sia legata a meri
fini politici e/o economici. Non
possiamo continuare ad affrontare il tema a segmenti.
L’uomo è un tutt’uno”.
Il pellegrinaggio si svolge a
sei anni dalla conclusione delle consultazioni organizzate
dal Ccee sul tema dell’ambiente e della responsabilità
per il creato, dalle quali nacque una rete dei delegati nazionali delle Conferenze
episcopali d’Europa. Ora, il
Ccee intende riavviare e intensificare lo scambio e la
rete dei delegati nazionali, per
presentare al continente lo
sguardo della Chiesa sui doni
della creazione. “L’attenzione
per il creato – continua il segretario generale dell’organismo ecclesiale – è sempre stata presente nei lavori del
Ccee, come testimonia il lavoro fatto dal gruppo di lavoro Ccee-Kek in occasione della terza Assemblea ecumenica
europea di Sibiu nel 2007".
“La nostra odierna attenzione – sottolinea – parte dalla
consapevolezza che la questione ecologica è spesso sta-
ta affrontata quasi in termini
‘apocalittici’ e a volte in modo
dialettico, ponendo quasi l’uomo come nemico della natura. Noi, invece, come ci ha
spesse volte invitato il Santo
Padre, desideriamo motivare
la nostra riflessione e la nostra azione per l’ambiente per
il semplice fatto che la custodia del creato, il rispetto per
la natura, è alla base della ‘ricerca di un’autentica solidarietà a dimensione mondiale,
ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene
comune’”.
Il pellegrinaggio si apre nel
pomeriggio di oggi (1° settembre) con la celebrazione
eucaristica e la benedizione
del pellegrino da parte del
card. Peter Erdõ, arcivescovo di Esztergom-Budapest e
presidente del Ccee. I parte-
cipanti si dirigeranno poi (2
settembre) verso Bratislava
navigando sulle acque del
Danubio: sarà l’occasione per
riflettere sul tema dell’acqua
e dell’energia (è prevista una
visita alla fabbrica di biodiesel
a Komarom). A Bratislava i
pellegrini saranno accolti dall’arcivescovo, mons. Stanislav Zvolenský, e dal sindaco Andrej Durkovský. Venerdì 3 si rifletterà sulla formazione alla custodia del creato con una tavola rotonda
che prevede la partecipazione
del card. Peter Kodwo
Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio
Giustizia e Pace, e di Ján Figel, già commissario europeo
all’educazione e alla cultura
e attuale ministro slovacco
per i lavori pubblici, le poste
e le telecomunicazioni. Dopo
il trasferimento in bus a St.
Pölten (Austria) è prevista in
cattedrale una celebrazione
ecumenica, alla quale parteciperanno rappresentanti delle Chiese cristiane e di organismi ecumenici locali e internazionali. Sabato 4 si proseguirà in treno fino a Bürgeralpe, dove a presiedere la
celebrazione eucaristica sarà
mons. André-Joseph Léonard, arcivescovo di MalinesBruxelles e presidente della
Conferenza episcopale del
Belgio. Infine, a piedi si giungerà a Mariazell, e qui domenica 5 settembre chiuderà il
pellegrinaggio la celebrazione
eucaristica presieduta dal
card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna
e presidente della Conferenza episcopale austriaca.
STORIE DI ACCOGLIENZA E SPERANZA
Rom: andare oltre il pregiudizio
S
ulle recenti espulsioni
dei Rom decise dal presidente Sarkozy le parole di Benedetto XVI
all’Angelus, lette in lingua francese, sono un segnale forte e un appello ad educare i figli alla fratellanza universale come strada da seguire: “Tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È anche un
invito a sapere accogliere le
legittime diversità umane, al
seguito di Gesù venuto a riunire gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue. Cari
genitori, possiate educare i
vostri figli alla fraternità universale”. Ritorna il tema educativo dell’accoglienza. Un
cammino non facile, ma che
può essere percorso con risultati impensabili e sorprendenti anche nei confronti dei Rom.
Così è successo a Milano dove,
dopo lo sgombero nel novembre 2009 di un campo abusivo
di via Rubattino, sono stati avviati, inventati percorsi d’integrazione possibili.
Un clima diverso avvertito
anche dall’arcivescovo della
diocesi ambrosiana, card.
Dionigi Tettamanzi. Nella
lettera alla città, letta a
sant’Ambrogio (8 dicembre
2009), l’arcivescovo afferma:
“Mi ha colpito nei giorni scor-
si, a seguito dello sgombero di
un gruppo di famiglie Rom
accampate a Milano, la silenziosa mobilitazione e l’aiuto
concreto portato loro da alcune parrocchie, da tante famiglie del quartiere preoccupate, in particolare, di salvaguardare la continuità dell’inserimento a scuola – già da tempo avviato – dei bambini. La
risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei Rom
non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive”.
Anna Cossovich conosce la
realtà dei Rom e ricorda lo
sgombero di via Rubattino;
nella lettera pubblicata su “Avvenire” (14 agosto 2010), dice:
“Non si possono sgomberare
delle famiglie intere senza dare
loro delle alternative valide,
e di conseguenza negare di
fatto il diritto allo studio dei
bambini”.
Per la settima volta consecutiva don Massimo Mapelli, della Casa della Carità, ha
accompagnato quest’anno più
di 60 ragazzi Rom nella vacanza marina di Pomaia, presso
una casa messa a disposizione dalla diocesi di Pisa. “Quando i ragazzi sono fuori dal sistema ‘ghetto’ (il campo) – dichiara don Mapelli – si può
davvero lavorare bene con
loro. Dal rispetto del luogo
dove erano ospiti, al rispetto
delle persone. Spiegando alla
gente chi erano questi ragazzi rom abbiamo ricevuto accoglienza, non problemi”. Proprio nel quartiere Rubattino
Guido Maffioli, 39 anni,
papà milanese di tre bambini
in età scolare, ha conosciuto
Florin, un papà rom. Anche la
sua famiglia venne sgomberata nel novembre 2009. Grazie
all’interessamento di volontari ha avuto una casa. “L’accoglienza – dice Maffioli – è arrivata da parte di famiglie dei
compagni di classe degli stessi bambini e da tanti cittadini
del quartiere: il frutto di concreti percorsi d’integrazione
troppo spesso bruscamente interrotti dalle ruspe. Florin e
la sua famiglia sono ospitati
prima dal parroco della vicina
via Padova, poi trovano una
vera casa in affitto, con l’aiuto degli scout di zona. Florin
ha trovato un lavoro regolare
con cui sostenere la spesa.
Una borsa-lavoro sta dando
una preziosa opportunità anche al suo figlio maggiore”.
Anche Paola Bini, pensionata con molto tempo libero,
ha conosciuto la realtà dei
Rom nel campo di Segrate
dove, dopo lo sgombero di via
Rubattino, arrivarono alcune
famiglie. Qui Paola ha conosciuto Alina che “è una donna
Rom molto coraggiosa, determinata a integrarsi nella vita
milanese per dare ai suoi figli
una vita degna di essere vissuta. Tra noi è nata subito una
grande simpatia, il ‘lei’ presto
è stato sostituito dal ‘tu’ e la
strada per venire da Segrate
a casa mia le è diventata familiare. Senza dubitare della
sua onestà, l’ho assunta per
fare le pulizie, uscendo serenamente mentre lei rendeva
lucidi i pavimenti. Non solo,
quando per un periodo mi sono
assentata da Milano per recarmi in Australia, in seguito a
un nuovo sgombero, ho ospitato Alina e i suoi quattro figli a casa mia. Quando sono
tornata ho trovato la casa tirata a lustro e non mi mancava nulla. In seguito, insieme
ai genitori e insegnanti della
scuola elementare del quartiere e alla Comunità di
Sant’Egidio, abbiamo deciso di
aiutare Alina a trovare una
casa per non dover affrontare
un nuovo inverno al freddo e
al gelo”.
a cura di SILVIO MENGOTTO
SOCIETÀ
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
5
UNA RIFLESSIONE DEL CARD. ANGELO BAGNASCO
Famiglia: dove vive il futuro
A
U
Troppi “massaggi”
poca informazione
no sguardo sereno e
costruttivo su matrimonio e famiglia è
quello offerto dal card.
Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in occasione della
solennità della Madonna della
Guardia. Nelle omelie del 29
agosto l’arcivescovo ha ripercorso l’iter naturale dell’amore
umano.
Lo ha fatto perché matrimonio e famiglia sono un bene per
la società; il mondo potrà guardare con fiducia al suo futuro
“finché un uomo e una donna
uniranno le loro vite per sempre
nel vincolo del matrimonio”.
Ascoltando le parole del card.
Bagnasco sembra così strano che
oggi si giochi a minare e screditare quella cellula fondamentale che è la famiglia. Che cosa si
pensa di guadagnare? Quale futuro si vuole preparare?
Colpisce, soprattutto che la
Chiesa sia, praticamente, l’unica a promuovere e difendere la
famiglia in tutti i suoi aspetti.
Raramente, capita di ascoltare
nella società apprezzamenti per
il matrimonio fedele e aperto
alla vita. Il contesto attuale non
aiuta la scelta responsabile e
fedele dell’uomo e della donna;
si teorizzano nuovi diritti – mai
doveri! – individuali e si presenta la vita come un frammento,
senza né capo né coda, da spremere il più possibile. Si tratta
di una musica – così l’ha definita il cardinale – che viene continuamente suonata: “La vita è
solo tua; dopo la morte non c’è
nulla; godi il più possibile e approfitta di tutto senza scrupoli;
fai quello che ti senti di fare,
lasciati guidare dalle sensazio-
ni”. La suonano taluni organi
di informazione, la propongono
cattivi maestri, purtroppo, talvolta, viene rilanciata nelle sedi
dove si programma il governo
dei cittadini.
Chiesa richiama la responsabilità di tutti, soprattutto di chi
ha in mano il bene comune, affinché si guardi con realismo al
momento presente. “Che l’Italia non goda di buona salute sul
piano della natalità – ha detto
l’arcivescovo di Genova – è sotto gli occhi del mondo intero”.
A chi spetta occuparsene? “Che
gli altri Paesi non se ne preoccupino è scontato, ma che non
ce ne preoccupiamo e non ce ne
occupiamo noi è stolto”. Gli effetti negativi a tutti i livelli di
questo inverno demografico
sono noti a chi riflette e vuole
informarsi: sul piano economico, politico, sociale, psicologico,
culturale, ecclesiale.
Tra questi il cardinale ne ha
aggiunto uno, sul quale poco si
riflette: quello democratico.
“Sembra strano parlare di rapporto tra demografia e democrazia, ma bisogna tuttavia riconoscere che l’equilibrio demografico non solo è necessario
alla sopravvivenza fisica di una
comunità – che senza bambini
non ha futuro! – ma è anche
condizione per quella alleanza
tra generazioni che è essenziale per una normale dialettica
democratica”. Anche per questo
motivo la Chiesa da molto tempo va dicendo che, in Occidente, dietro ad una bassa demografia sta una catastrofe culturale grave. La scarsità di bambini significa non solo un futuro autunnale, ma già ora crea
squilibri tra le generazioni, cau-
sa una povertà educativa non
solo perché gli adulti sono sottratti al compito di educare, ma
anche perché non educano più
se stessi. “I ragazzi e i giovani,
infatti, ci costringono a metterci in discussione; ci provocano
a uscire da noi che, per età e
acciacchi, tendiamo a ripiegarci sui nostri bisogni immediati”. Non sono solamente i genitori che, avendo dei figli, devono cambiare prospettive e stili,
devono pensare e organizzarsi
in rapporto ai figli nelle diverse età. È la società nel suo insieme che deve pensarsi e organizzarsi in tal senso.
Si dirà, allora, che la bassa
natalità è dovuta a questioni
economiche? Certo, da questo
punto di vista, i figli sono un
impegno non indifferente e pertanto la società ha il dovere –
se non vuole asfissiare – di intervenire, mettendo in atto concrete politiche familiari. Però,
c’è anche da dire che bisogna
attuare un cambio culturale:
occorre essere critici nei confronti dei livelli economici, imposti da una società consumistica. I figli non hanno bisogno
di tutto quello che si propaganda e vanno educati ad un consumo responsabile. Semmai,
necessitano di esperienze familiari forti, di semplici gioie, di
considerare la vita come l’occasione per donare sé stessi. Hanno bisogno di una forte rete
relazionale, che comincia con i
genitori, prosegue con i nonni e
gli altri parenti, si affaccia nella società e vive nella comunità ecclesiale.
MARCO DOLDI
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
GHEDDAFI,
I CAVALLI
E... LE OCHE
Il colonnello Gheddafi viene a Roma per concludere i
suoi affari. Giunge in compagnia delle sue guardie del
corpo (tutte donne) e di 30
cavalli berberi da esibire
nello show equestre per la
festa di conclusione del Ramadan. I cavalli se li è portati dalla Libia, ma... le oche
le ha fatte scegliere in Italia: 500 giovani, belle e pagate per ascoltare le sue lezioni di Corano e per sentirsi dire che l’Islam sarà
presto la religione dell’Europa. Le cronache ci dicono
che qualcuna - molto poche
in verità - è rimasta scioccata e se ne è andata anzitempo, perdendo il gettone
di presenza di cento euro;
tre si sarebbero convertite
all’islam; una buona parte
di esse ha magnificato l’eleganza del leader libico e ha
confessato di averne avuta
un’ottima impressione...
Noi italiani occidentali abbiamo dato la nostra bella
prova di tolleranza ad un
capo di stato che, invece,
non lesina punizioni corpo-
rali e non smette di calpestare i diritti umani. Chissà se quelle 500 bamboline
sanno che cosa rischia in
Libia una donna sorpresa
con tacchi a spillo e minigonna magari in atteggiamento affettuoso con un uomo che non sia il suo marito (padrone)? Ma l’impressione è stata ottima e poi
c’era il compenso in danaro, per fare la comparsa...
Si potrebbero sprecare gli
aggettivi per definire il fatto. Lasciamo perdere gli usi
ideologici della vicenda: in
Italia, purtroppo, qualunque cosa diventa un pretesto per aggiungere una battuta al teatrino della politica. C’è chi ha sorriso, dicendo che si tratta di una buffonata. Chi ha parlato di
provocazione. Non è la prima volta che Gheddafi viene in Italia a fare il buffone
o il provocatore, in occasione delle sue visite di affari.
Aveva già radunato le ragazze in un’altra occasione
e aveva ripetuto parole simili. Non ci preoccupa tanto Gheddafi, ma che quanto
egli va dicendo, con il suo
stile un po’ berbero e un po’
barbaro, non sia per nulla
campato per aria. Che l’Eu-
ropa rischi di diventare musulmana non è affatto una
previsione culturale, ma un
semplice conto demografico.
Come ha dichiarato il gesuita di origini egiziane Samir
Khalil Samir, islamologo di
fama internazionale: «Gli
europei hanno un tasso di
natalità molto basso, in media l’1,38%, vale a dire la
metà di quello degli immigrati di provenienza extracomunitaria, in gran parte
musulmani. I demografi
prevedono che entro il 2050
un quarto della popolazione europea sarà islamica».
Naturalmente gli affari
sono sacrosanti e se ci sono
in ballo succosi contratti di
lavoro in tempo di crisi, il fiato per ricordare ad un dittatore che non può rinchiudere
centinaia di eritrei nei campi di detenzione (è solo l’ultima violazione perpetrata da
Gheddafi), viene ricacciato
indietro in una sorta di
scambio diplomatico di sorrisi e cordialità. Eppure,
Gheddafi viene nel cuore del
cattolicesimo a proporre di
convertirsi all’islam, e nessuno dice niente. Forse sarebbe stato bene dargli un segnale che per noi non esistono solo gli affari. O non è così?
ncora sul tema dell’informazione. La
nostra è una società
nella quale sembrano sempre di più abbondare “tuttologi” e “infallibili” così che il linguaggio
spesso diventa “menzogna organizzata” e può diventare
l’arma più potente dell’arsenale dei despoti e dei demagoghi. “Il linguaggio che usiamo - annota R. Gross - come
l’aria che respiriamo, l’acqua
che beviamo, il cibo che mangiamo è sempre più inquinato”. Come non condividere
quanto Russell scrive: “molti
preferirebbero morire piuttosto che pensare”. Ci troviamo
- volenti o non - immersi in un
oceano verbale dove gli slogan
costituiscono le onde cariche
di emozioni che increspano la
superficie delle acque. Allora,
semaforo verde al “politichese”, al “sinistrese”, al “sindacalese”, all’“assessorese”, al
“difficilese”, al “burocratese”...
tutti linguaggi precotti che
danno l’illusione di saziare ma
che - in profondità - nascondono più di quanto affermano:
“Come cani e gatti amano essere accarezzati, così ci sono
uomini che amano essere verbalmente accarezzati, amano
cioè solo quei messaggi che in
realtà sono dei massaggi”.
* * *
Aumenta sempre di più il numero di quelli che amano quelle parole-imbroglione che proiettano una “deliziosa luce lunare su tutti gli oggetti, luce
in complesso piacevole, ma che
non ne mostra chiaro uno
solo”. Così il parlare oscilla tra
la banalità fumosa e la mafiosità snobistica e l’oscurità viene ad essere come una carezza verbale al bambino che sonnecchia in ognuno di noi anche se è uno schiaffo all’intelligenza e al pensiero critico:
per troppi intellettuali nulla
è più incomprensibile dei discorsi della gente a cui il linguaggio non serve a nient’altro che a farsi capire! Quando
la “menzogna organizzata” diventa fatto sociale e di rilevante proporzione, è necessario
difendersi dai “persuasori occulti”, siano essi pubblici o
privati. Poco importa chi parla alla radio e alla televisione
o chi scrive su di un giornale,
se tutti i cittadini possedessero un minimo di strumentazione per discernere e criticare i diversi messaggi inviati
così da poterli smascherare
nelle loro profonde intenzionalità. Alcune provocazioni.
La prima: è necessario distin-
guere tra
oggettività
d e l l ’ i n fo rmazione e
obiettività
di colui che
informa. Una notizia,
una informazione è
oggettiva se
è controllabile: l’oggettività è una
questione di
pubblico
controllo.
L’obiettività: dicendo
che una persona è obiettiva noi
intendiamo affermare che è
onesta, che è proba.
La seconda: occorre non confondere la faziosità con la parzialità. Ogni osservazione è necessariamente parziale perché
avviene sempre a partire da un
punto di vista. La parzialità dell’informazione consiste nel rapportarsi alla realtà cogliendo uno
tra i tanti punti di vista. La faziosità, invece, subentra quando
per un motivo di ordine diverso
(ideologico, politico, economico...)
si pretende che un punto di vista sia il solo punto di vista.
La terza: si impone la distinzione tra spiegazione di un fatto e
la sua interpretazione ideologica. La spiegazione di un fatto
rientra nel campo del controllabile; la sua interpretazione
ideologica, invece, sfugge a ogni
controllo, poiché interpreta tutto e nulla spiega.
* * *
Allora di fronte ad una qualsiasi informazione dovremmo
porci domande come queste:
questa argomentazione è una
spiegazione o un’interpretazione? Quali sono le cause addotte, in un discorso televisivo o in
un articolo di giornale, di questo o di quest’altro evento? Esistono altre cause e quindi altre
spiegazioni? Possono esistere? I
fatti riportati sono tutti i fatti
rilevanti al caso? Possono venir
visti in un’altra luce? Il giornalista assolutizza una sola causa, magari quella valorizzata
dalla sua ideologia? Come, e in
base a quale criterio, un articolista gerarchizza una costellazione di cause? Il rapporto tra
l’informatore ed il pubblico non
può essere un rapporto fiduciario. Occorrono, insomma, più
argomentazioni e meno esclamazioni. Troppe esclamazioni
rendono il linguaggio un’arma
di presunta difesa. In realtà fanno torto all’intelligenza di chi
parla e a quella di chi ascolta.
FUORI
dal
CORO
ARCANGELO BAGNI
GERMANIA: FORUM CATTOLICI TEDESCHI,
“SOLIDARIETÀ AI CRISTIANI PERSEGUITATI”
“Avere coraggio per la missione”: con questo appello, pronunciato dal vescovo di Limburgo, mons. Franz-Peter Tebartz-vanElst si è concluso domenica 29 agosto a Fulda il X congresso del
Forum dei Cattolici tedeschi. Nella risoluzione finale approvata dai circa 1.600 partecipanti, al termine di tre giorni di incontri, si esortano i cattolici a difendere la Chiesa: “in considerazione di un deterioramento drammatico della fede cattolica e
della cultura cristiana in Germania occorre rinnovare la capacità di testimonianza cristiana”, si legge nel documento dell’organizzazione fondata nel 2000. La dichiarazione sollecita ad
opporsi “contro tutti i tentativi di rimuovere la Chiesa dalla
vita pubblica e di screditare” la fede cristiana. Il 28 agosto è
stato inoltre diffuso un appello ad una maggiore solidarietà nei
confronti dei cristiani perseguitati in tutto il mondo. L’edizione
del 2010 del congresso è stata dedicata al tema “La Chiesa a
servizio della verità e segno di contraddizione”. La messa finale è stata celebrata presso il duomo di Fulda ed è stata presieduta dal Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, card. Zenon Grocholewski.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
ECONOMIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
LE RESPONSABILITÀ POLITICHE E CULTURALI DELLA CRISI
È LA GLOBALIZZAZIONE
CHE PERMETTE ALL’OCCIDENTE
DI CRESCERE
P
otrà sembrare assurdo, ritengo purtuttavia importante riflettere sul significato
della parola processo,
intesa come svolgimento, in
successione, di fatti e avvenimenti, incidenti sulla vita dei
cittadini e sullo sviluppo della
società civile. Il processo si
sviluppa attraverso fasi successive, che non ignorano il
passato. Mi spiego prendendo
in considerazione l’attuale crisi economica. Fatto iniziato
con la crisi finanziaria scoppiata tre anni fa negli Stati Uniti, giunta poi in Europa e in
seguito dilagata nei vari Continenti. All’inizio del fenomeno si pone la corruzione, che
ha attraversato il mondo politico, finanziario e culturale.
Per evitare di incorrere in
errori di valutazione, è bene
riflettere sul seguente passo
della Spe Salvi: “Sì, la ragione è il grande dono di Dio all’uomo, e la vittoria della ragione sull’irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana… Se il progresso, per
essere progresso, ha bisogno
della crescita morale dell’umanità, allora la ragione del potere e del fare deve essere integrata mediante l’apertura
della ragione alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male”. L’analisi che sto compiendo, non
Il mercato, la produzione, la concorrenza
ed i consumi, dal ristretto ambito occidentale
si sono aperti alle aree dell’Asia
e a lembi di Africa
pagina a cura di GIANNI MUNARINI
può essere circoscritta all’analisi della frazione, della parte,
della porzione, e ignorare l’insieme. Intendo dire che la corruzione non è presente solo in
alcuni settori, ma colpisce l’intero Paese: istituzioni, attività economiche, cittadini. A
mio giudizio, per riportare
valori e cultura della legalità
nel Paese, non basta blaterare di “questione morale”, è necessario elaborare una cultura della legalità, fondata sulla
morale e supportata da regole chiare, da controlli rigorosi
e da severa repressione dei
reati. A questa fase deve far
seguito una severa azione
educativa, volta innanzitutto
alle giovani generazioni. Questo lavoro di elaborazione culturale e di educazione non è
stato svolto, anzi è stata condotta avanti la subcultura della violenza, dell’anarchia e del
nichilismo, che ha conosciuto
i suoi momenti forti nella contestazione studentesca sessantottina e nelle lotte retrograde, oscurantiste e contro i
valori morali, della sinistra
radicalchic. Quanti sostengono, che la crisi è riconducibile
ad un eccesso di sregolatezza
e disordine della finanza, dei
mercati e della globalizzazione, sono superficiali o in malafede. Costoro non vogliono
cogliere le responsabilità del
mondo della cultura, della politica, dell’imprenditoria e del
sindacato.
Faccio rilevare ai denigratori della globalizzazione, che è
proprio detto “mostro” che permette all’Occidente di riprende a crescere. La crescita non
è più spinta dagli Stati Uniti,
bensì dai Paesi emergenti:
Cina, India, Brasile. Il mercato, la produzione, la concorrenza ed i consumi, dal ristretto
ambito occidentale si sono
aperti alle aree dell’Asia e a
lembi di Africa. Il falso
moralismo della sinistra, come il garantismo sventolato
dalle forze di governo, sovente
è inficiato da ipocrisia e doppiezza. Basti pensare che, dal
lontano 1981, il fantasma della
questione morale si aggira fra
i banchi del Parlamento, nelle
aule dei tribunali, nel mondo
della cultura e financo nelle
bettole dei paesi. In realtà il
problema non è stato recepito,
nella sua concreta pericolosità, cosicché non è stato affrontato e risolto. Si pensi a “Mani
pulite” che, con tutto il suo tintinnar di manette, è riuscita a
distruggere il sistema partitico,
senza però riuscire a far nascere l’invocata cultura della legalità. Tangentopoli, il malaffare, gli interessi inconfessabili,
che legano sovente il mondo
della politica con quello imprenditoriale, imperversano
tutt’oggi nel Paese. La corruzione brucia 50 miliardi l’anno;
l’evasione fiscale supera i 150
miliardi; la criminalità organizzata incassa una cifra che sfiora i 140 miliardi, infine il governo in autunno potrebbe cadere, creando così le condizioni per un netto peggioramento della situazione.
Il ricorso alle urne, almeno
a mio giudizio, non creerà le
condizioni richieste per dar vita
a compagini alternative, idonee
ad affrontare i dissesti provocati dalla crisi economica e dal
crollo etico. Temo non si abbia
il coraggio di dire che nel Paese, stanno per esplodere vecchie contrapposizioni politico/
culturali, sulla concezione e
sull’architettura dello Stato,
della politica, della legalità e
del vivere civile. Il Papa ha più
volte sollecitato la nascita di
una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, ma
l’esortazione pare essere stata
disattesa dalle istituzioni della
Chiesa italiana, dalle associazioni e dalle università cattoliche. Non sostengo che non è
stato fatto nulla, dico semplicemente che quanto è stato
fatto è insufficiente. Soprattutto sostengo che era impossibile aspettarsi risultati positivi,
perché detto lavoro non è stato supportato da una cultura
innervata da principi evangelici e da dettami della dottrina
sociale della Chiesa. Alle corte, i cattolici che intendono
impegnarsi nell’ambito politico, hanno in dotazione principi generali e valori, ma non
hanno un pensiero politico organico, innervato dall’ispirazione evangelica e dall’insegnamento sociale della Chiesa, a
cui riferirsi. Mi sento di dover
aggiungere che gli attacchi di
Famiglia Cristiana al Presidente del Consiglio, come i sogni
dell’opposizione di dar vita a
una coalizione anti-Berlusconi,
non hanno costrutto, perché
si limitano a porre in evidenza
i limiti della politica del governo e a demonizzare Berlusconi,
come persona, illudendosi, attraverso questi comportamenti, di nascondere l’incapacità di
formulare robusti programmi
alternativi. Attraverso questa
via non si otterrà il consenso
degli elettori, ma solo si peggiorerà la situazione politica ed
economica del Paese.
LA SINISTRA HA MOTIVI PER PIANGERE, IL CENTRODESTRA NON NE HA PER RIDERE
CONTI PUBBLICI DISASTRATI E BANCAROTTA NEL PRIVATO
L
a sinistra dunque ha
buoni motivi per piangere, mentre il centrodestra non ne ha per
ridere. I conti pubblici
sono disastrati, secondo la
Corte dei Conti i Comuni italiani, hanno consolidato, nel
2008 un debito di 71,6 miliardi di euro, ovvero hanno accumulato un debito superiore
a quello dello Stato che, quest’anno, raggiungerà il 118,4%
del prodotto interno lordo. Lo
sfascio è comunque molto più
esteso. Al riguardo cito la denuncia depositata, in questi
giorni, alla Procura di Ravenna, contro l’ex Consorzio dei
servizi sociali, ora in fase di
liquidazione per un disavanzo
di 9 milioni e mezzo di euro.
Proseguo, l’Asl Provinciale n.
5 di Reggio Calabria, sciolta
per infiltrazioni mafiose nel
2008, ha registrato un debito
di 500 milioni di euro, per la
Tirrenia il Tribunale fallimentare ha dichiarato lo stato di
insolvenza. Il quadro che ho
disegnato dice chiaramente
che l’Italia non può permettersi crisi di governo. Condivido
ben poco dell’operato del Governo, in quanto è un susseguirsi di interventi tampone,
di rincorsa all’emergenza, non
modernizza, ovvero non progetta futuro. Ricordo l’intervento teso a salvare dalla bancarotta i Comuni di Roma e di
Catania. Il primo, guidato da
un’amministrazione di Centrosinistra, è riuscito ad accumulare un debito certificato in
quasi 10 miliardi di euro. Il
secondo guidato da un’amministrazione di Centrodestra
ha esposto un deficit spaventoso e un debito attorno al
miliardo di euro. Con questi
risultati gli enti locali, incredibile, rivendicano maggior
autonomia.
Nel privato, manco a dirlo,
le cose non vanno meglio, basti ricordare la bancarotta di
Parmalat e Cirio, quella del
gruppo Burani, 750 milioni di
passivo, alla pari con Giacomelli. Seguono, nell’ordine,
Tecnosistemi e Trevitex con
420 milioni di euro, Finpart
con 380 e Ventaglio con 200.
Continuo l’analisi dei dati
2008 soffermandomi sul valore dell’economia sommersa.
Stando al rapporto Istat, detta fetta di economia si aggira
sui 255-275 miliardi di euro
l’anno, ossia tra il 16,3% e il
17,3% del Pil. I lavoratori
coinvolti, nel lavoro nero, si
avvicinano ai 3 milioni di uni-
tà. Sono stime, non dati certi,
comunque dicono che il valore del prodotto, che sfugge a
tasse e imposte è enorme,
come lo è l’evasione dei contributi sociali.
Non posso non soffermarmi
sulla vicenda Fiat-Fiom, perché emblematica degli errori,
delle arretratezze culturali e
degli ideologismi, che stanno
alla base del crollo etico, politico, sociale ed economico del
Paese. Con frequenza, si confondono il valore della solidarietà e la difesa del diritto ad
un posto di lavoro, con lo spreco, l’inefficienza, lo sperpero
di danaro pubblico. Il diritto
di sciopero, che giudico irrinunciabile, viene sovente confuso con la lotta di classe, col
“compito” del movimento operaio di abbattere l’impresa
capitalista. Siamo fermi agli
albori della rivoluzione industriale, ignoriamo come gli
equilibri geopolitici e geoeconomici si sono modificati. Il
mondo cattolico troppe volte
sogna di poter identificare la
politica economica dello Stato e le attività imprenditoriali con gli obiettivi, lo spirito e
le modalità operative della
San Vincenzo. Errore, le opere di carità sono “espressione
originale e creativa della fecondità dell’amore cristiano”
(Giovanni Paolo II, discorso al
Convegno di Loreto del 1985),
mentre le politiche economiche e le attività imprenditoriali perseguono la produzione di beni e servizi, la massimizzazione dei profitti, attraverso l’innovazione e la competitività, nonché la creazione di posti di lavoro. Il tutto
dovrebbe avvenire nel rispetto della dignità della persona
del lavoratore e della giustizia distributiva. Pertanto: “se
le strutture, il funzionamento, gli ambienti di un sistema
economico sono tali da compromettere la dignità umana
di quanti vi esplicano la propria attività… un siffatto sistema è ingiusto” (MM 83),
quindi va combattuto.
Superfluo dire che non si
deve dimenticare l’importanza e il valore degli ammortizzatori sociali, strumenti tesi
a rendere meno tragica la perdita del lavoro che, come si sa,
è necessario al sostentamento della famiglia. Il caso,
Marchionne/Fiom, pare indirizzato a porre in evidenza
due esigenze, la nascita di una
cultura responsabile, contemplante la fine dell’impresa pro-
tetta e sovvenzionata, con
contributi statali, nonché la
fine del lavoro sovvenzionato.
E’ inoltre urgente dar vita ad
un modello di relazioni industriali capace di relazionarsi
con i temi della globalizzazione e inserito nel quadro del
rinnovo del Sistema/Italia.
Quest’ultimo non va sottovalutato. Sino al 2008 la produttività in Italia è cresciuta
del 3%, contro il 14% dell’area
euro. In questo primo trimestre l’Inghilterra, la Francia
e la Germania, sono rispettivamente cresciute dell’1,6%,
dell’1,7% e del 3,7%, mentre
l’Italia dell’1,1%. Alle corte,
non è sufficiente saper progettare bene le automobili, se poi
non si sanno creare le condizioni richieste per poterle fabbricare in Italia e venderle in
Europa e nel mondo. Per concludere, il “processo” è iniziato dalla corruzione e il suo
svolgimento si è colto nella
crisi, in successione: politica,
finanziaria, dell’economia reale, del debito pubblico divenuto enorme, quindi è ovvio
concludere che è necessario
combattere la causa e non gli
effetti, se si desidera raggiungere risultati positivi.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
QUATTRO GIOVANI SARANNO ORDINATI DAL VESCOVO DIEGO
AGENDA
del
VESCOVO
GIOVEDÌ 2
A Brinzio, alle ore 20.30,
celebrazione della Santa
Messa.
VENERDÌ 3
A Como, udienze e colloqui
personali.
SABATO 4
A Nuova Olonio, mattino
e pomeriggio, assemblea
della vita consacrata.
SABATO 4
E DOMENICA 5
Visita pastorale a Parè e
Drezzo.
MARTEDÌ 7
A Como, presso l’Auditorium del Collegio Gallio,
incontro formativo per gli
insegnanti delle scuole cattoliche della diocesi; a Ronago, in serata, Santa Messa con l’associazione Bindun.
MERCOLEDÌ 8
A Lenno, alle ore 10.30,
Santa Messa presso il santuario della Madonna del
Soccorso; a Como, alle ore
19.30, nell’ambito della
manifestazione “Parolario”, colloquio a partire
dal libro “Vivere da prete”.
GIOVEDÌ 9
A Como, al mattino, Consiglio episcopale.
VENERDÌ 10
A Como, restituzione della visita pastorale da parte
dei giovani della zona
Valtellina Superiore (in
Cattedrale, alle ore 11.00,
celebrazione della Santa
Messa).
Sabato 11 settembre le ordinazioni diaconali in Duomo
S
abato 11 settembre,
alle ore 10.00, in Cattedrale a Como, il vescovo monsignor Diego
Coletti presiederà la liturgia di ordinazione diaconale.
Quattro i giovani che riceveranno l’ordine diaconale: due diocesani, due appartenenti alla congregazione della Consolata.
Marco Turra è nato a Milano il 15 gennaio 1978 è della
parrocchia di S. Giorgio Martire in Rovagnate. Ha conseguito la maturità classica al Liceo
Ginnasio A. Volta di Como nel
1997, anno in cui comincia la
propedeutica presso il seminario diocesano di Como. Nel seminario della nostra diocesi rimarrà fino al 2001 prestando
servizio nelle parrocchie di
Olgiate Comasco e Maccio.
Dopo la terza teologia, si trasferisce ad Alpignano (To) per cominciare un nuovo cammino
vocazionale coi missionari della Consolata. Marco termina gli
studi teologici di base nel 2003
presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Fossano. Durante
l’a.s. 2003-2004 ha svolto il proprio periodo di noviziato a Rivoli (To) e l’anno successivo si reca
in Tanzania per due anni di stage pastorale. Ritorna dalla Tanzania nel 2007 per conseguire
una licenza in teologia dogmatica a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Ora
è destinato nuovamente in Tanzania, terra in cui ritornerà
dopo l’ordinazione diaconale.
Alexander Likono è nato il
6 dicembre 1976 in Kenya. Ha
frequentato a Nairobi il seminario filosofico dei missionari
della Consolata. Dopo quattro
anni di studi filosofici, svolge il
proprio periodo di noviziato tra
il 2002 e 2003 a Sagana. Dopo
il noviziato, è stato destinato a
Roma, dove ha conseguito il
baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università
Urbaniana. Durante l’a.s. 20062007 svolge un anno di servizio
pastorale nella parrocchia di S.
Maria di Loreto a Platì, diocesi
di Locri-Gerace. Terminata questa esperienza, si reca di nuovo
a Roma per conseguire una licenza in teologia pastorale
presso la Pontificia Università
Lateranense. Dopo l’ordinazione diaconale, presterà il proprio
servizio missionario in Costa
d’Avorio.
Pietro Bianchi è nato a
Como il 28 settembre 1985, della parrocchia dei santi Ambrogio e Antonio in Casnate. Entra in propedeutica nell’anno
2004presso la parrocchia di
Cavallasca dopo aver conseguito il diploma presso lo scientifico Giovio di Como. Negli anni
di seminario ha prestato servizio presso la parrocchia di Lipomo, il Centro Diocesano Vocazioni, la Pastorale giovanile
diocesana e a Olgiate Comasco.
Mario Biffi è nato a è nato a
Cuggiono (Mi) il 25 novembre
1978, ma risiede a Teglio presso la parrocchia di Sant’Eufemia. Frequenta liceo classico di
Busto Arsizio e si laurea poi
presso la Facoltà di lingue e civiltà orientali a Venezia. Entra
quindi nella propedeutica a
Cavallasca nell’ottobre 2004.
Negli anni di seminario presta
servizio presso le parrocchie di
Mandello Sacro Cuore, il Centro Diocesano Vocazioni, la parrocchia di Sant’Antonio in
Camerlata con il servizio in carcere e a Capiago.
tà parrocchiale di Morbegno,
che già ringraziamo per la disponibilità. È un appuntamen-
to a cui tutti i soci sono chiamati per una riflessione, una
condivisione e una programma-
SABATO 11
A Como, in Cattedrale, alle
ore 10.00, ordinazioni
diaconali; a Como, alle ore
21.00, fiaccolata dal Santuario del Sacro Cuore
(Opera don Guanella) al
Santuario Madonna del
Prodigio in Garzola.
DOMENICA 12
A Bormio, restituzione
della visita pastorale da
parte della zona Valtellina
Superiore.
AZIONE
CATTOLICA
Assemblea
inizio anno
L
o sguardo è rivolto al 20
febbraio 2011, giorno
della prossima Assemblea diocesana: esperienza forte, momento che
chiude un triennio e che subito
passa il testimone ai responsabili che guideranno il cammino
associativo dei prossimi anni.
Con le mani ancora bianche della “farina” usata per impastare
la vita delle attività estive, ci
prepariamo a vivere un momento importante rappresentato dall’assemblea di inizio anno.
Quest’anno saremo ospitati nelle nuove strutture della Chiesa
di San Giuseppe, nella comuni-
zione della vita associativa che
esige “presenze” piuttosto che
deleghe. Questo è il primo gradino della responsabilità a cui
siamo chiamati per costruire la
Chiesa della Diocesi di Como
attorno al nostro Vescovo Diego. Aspettiamo tutti!
P A G I N A
8
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
IL VESCOVO INCONTRA LA COMUNITA’ PASTORALE DI DREZZO E PARÉ
Il 4 e 5
settembre
mons. Diego
Coletti
riprenderà
la Visita
Pastorale alle
parrocchie
della diocesi
incontrando
i fedeli di
Drezzo e Paré
nella zona
Prealpi
e parrocchie di Paré e
Drezzo, dall’inizio di
quest’anno infatti,
sono impegnate a vivere il cammino della
pastorale integrata, una sfida impegnativa, bella, a volte
difficoltosa, che stiamo cercando di vivere con gradualità. Vengono proposti una serie di momenti e di attività
interparrocchiali che, oltre ad
essere stati accettati positivamente sia dai parrocchiani di
Paré che da quelli di Drezzo,
stanno già portando i loro frutti, insegnandoci a mettere in
pratica la collaborazione e
l’aiuto reciproco. Da qualche
mese, infatti, sono molte le
attività che si svolgono insieme, a partire dalla preparazione e accoglienza del nuovo
parroco di Paré e Drezzo, Don
Sergio Bianchi, attraverso diversi momenti di incontro delle due comunità, la costituzione di un comitato misto pro
accoglienza, la preparazione
della liturgia delle prime due
celebrazioni del nuovo pastore nel mese di gennaio e i
PER CAMMINARE INSIEME
La chiesa parrocchiale
di Paré
L
festeggiamenti in suo onore.
In occasione del 39° carnevale drezzese e del 15° carnevale parediense, si è pensato poi
all’animazione e alla sfilata di
un unico grande corteo dalla
piazza della chiesa di Paré all’oratorio di Drezzo. I giovani
delle due parrocchie hanno
festeggiato insieme e si è pensato di creare alcune occasioni di incontro per una conoscenza reciproca. Sono stati
pensati alcuni momenti di
preghiera interparrocchiali:
per il Mercoledì delle Ceneri,
infatti, oltre alle consuete celebrazioni serali, nel pomeriggio si è tenuta una liturgia
della Parola con l’imposizione
delle Ceneri in chiesa a Paré
per tutti i bambini delle scuo-
le elementari e i ragazzi delle
scuole medie. Altri momenti
di preghiera comune sono state le Vie Crucis celebrate il
venerdì sera in alternanza tra
Paré e Drezzo, l’adorazione
eucaristica comunitaria per i
giovani in occasione delle
Giornate Eucaristiche a
Drezzo, la giornata comunitaria di ritiro per i cresimandi
di Paré e di Drezzo in preparazione alla SS. Cresima, la
Celebrazione interparrocchiale della Prima Confessione,
alla quale hanno partecipato i
bambini di IIIa elementare di
entrambi i paesi, il mese mariano interparrocchiale e il pellegrinaggio a Torino in occasione dell’Ostensione della
Sacra Sindone. Inoltre, è sta-
to necessario pensare a una
riformulazione degli orari delle SS. Messe festive e feriali
di Parè e di Drezzo, con lo spostamento di alcuni orari e la
soppressione di altri.
Infine, le due comunità hanno vissuto congiuntamente la
pre-visita il 2 Luglio scorso e
ora, in un clima di preghiera,
si preparano alla visita pastorale di Mons. Diego Coletti,
nel prossimo fine settimana,
nei giorni 4 e 5 settembre.
Non è sempre facile andare
d’accordo, rispettarsi reciprocamente e condividere idee e
progetti: è un lavoro lungo,
difficile e faticoso da fare, insieme, giorno per giorno.
LA COMUNITA’ PASTORALE
DUE PARROCCHIE E TANTE PERSONE AL “LAVORO”...
La parrocchia di Paré, dedicata a San Giovanni Battista, conta
1763 abitanti. I gruppi che collaborano alla vita parrocchiale, tutti
egualmente importanti per il loro contributo, possono essere raggruppati all’interno di due aree:apostolico-missionaria e amministrativa.
Della prima fanno parte tutti quei gruppi che de- La chiesa
dicano il proprio tempo ed energie per diffondere di Drezzo
il messaggio cristiano. In parrocchia è presente
un sostanzioso gruppo di catechisti impegnato ad
accompagnare piccoli, ragazzi e giovani verso una
scelta di fede consapevole, attraverso i sacramenti
dell’iniziazione cristiana, e verso una fede adulta. Inoltre, sono molti coloro che si impegnano
nell’animazione delle attività estive come il
GREST e il campo scuola. Da sottolineare la presenza di un nutrito numero di volontari, come il
gruppo bar e i volontari per la pulizia, che si occupano delle necessità dell’Oratorio parrocchiale,
le donne che si preoccupano della pulizia e dell’abbellimento della Chiesa, il gruppo di donne
che organizza un banco vendita di oggetti fatti a
mano, ricami, oggetti per la casa, il cui ricavato
viene donato con generosità a favore delle opere
parrocchiali. Non si può dimenticare il Gruppo
Alpini e il gruppo teatrale di Paré in prima linea
nel sostenere, con i suoi spettacoli, le necessità
della parrocchia e i nostri missionari nel mondo.
Soffermiamoci ora un istante sull’animazione delle funzioni religiose e sui tanti laici che vi operano come i chierichetti, il coro parrocchiale e quanti ogni domenica si mettono a disposizione per
preparare i canti e suonare. Nella parrocchia di
Paré è presente il gruppo di Azione Cattolica e
quello della Caritas parrocchiale, impegnato nell’aiuto ai più indigenti. Dal 2005 è presente una comunità di suore originarie del
Perù, appartenenti alla congregazione “Canonichesse della Croce”,
formata da 4 giovani donne; una ricchezza condivisa con Drezzo. Le
suore si occupano primariamente della Scuola parrocchiale dell’Infanzia. Il loro supporto riguarda anche l’animazione liturgica, l’oratorio oltre a collaborare con il Centro Diocesano Vocazioni. All’interno della seconda area si trovano tutti quei gruppi che si occupano dell’amministrazione dei beni mobili e immobili della parrocchia. Questi gruppi sono: il Consiglio degli Affari Economici, il Consiglio per l’Amministrazione della Scuola dell’Infanzia, la Segreteria parrocchiale, la Commissione Sagra di S. Giovanni Battista e il
Gruppo NOI che si occupa dell’amministrazione dell’Oratorio. Un
nutrito numero di parrocchiani si occupa della realizzazione del
giornale parrocchiale, “L’Amico”, nonché del foglio settimanale distribuito ogni domenica.
La parrocchia di Drezzo, con patroni i Santi Rocco e Sebastiano,
conta attualmente 1183 abitanti. Da anni si sta percorrendo un
cammino che ha come meta il riconoscersi in una grande famiglia
solidale, attenta ai bisogni dei più deboli. A
Drezzo ancora non esiste un consiglio pastorale
strutturato come da indicazioni pastorali, ma ci
sono tanti gruppi di volontari che mettono il proprio tempo al servizio della comunità.
I catechisti, tra cui donne, giovani e le “Suore
Canonichesse della Croce” sono impegnati a far
conoscere Gesù e la bellezza della fede cristiana
ai bambini e adolescenti. I chierichetti e quanti
si impegnano per abbellire la Chiesa parrocchiale e il Santuario di Chiesa Alta. Gli Oratoriani
(così definiti da Don Giovanni) mandano avanti
e progettano le attività dell’oratorio, luogo privilegiato di crescita nella fede, senza dimenticare
chi si occupa del bar e della pulizia dell’Oratorio.
Gli Animatori sono impegnati in oratorio soprattutto durante le settimane del GREST. La Schola
cantorum, diretta dai maestri Damiano e Luigi
che anima la liturgia insieme al Piccolo coro di
“voci bianche”. I Pensionati che si ritrovano in
oratorio per fare piccoli lavoretti a favore dei
disabili. Le “Marte”(ma anche “Marie”) preparano i banchi vendita per l’Immacolata e la pesca di beneficenza per la novena d’agosto. Il gruppo Caritas è formato da persone di buona volontà che preparano, tra le varie cose, i sacchi a pelo
per il dormitorio di Como, le bende di tela e lana
per i lebbrosi, lavano, stirano e riempiono
scatoloni di lenzuola, indumenti, scarpe per i
container che vanno in ogni parte del mondo, dalla Georgia al Congo, a Suor Carla, alla Romania, con cui da anni c’è
un rapporto particolare grazie a Don Antonio di Brescia, Don Gabriel
di Oradea e la casa famiglia che ospita i bimbi tolti dagli orribili
orfanotrofi romeni. Senza dimenticare chi si occupa delle numerose
adozioni a distanza fatte con la Caritas di Como, suor Carla, Padre
Luigi e Don Gabriel. Gli amici del Crotto di Chiesa Alta è il gruppo
forse più numeroso che opera in parrocchia, che coinvolge un po’
tutti, soprattutto durante la novena dell’Assunta e in occasione del
Carnevale. La redazione realizza gli avvisi e i bollettini parrocchiali, le copie dei libretti della via crucis o delle sante Messe.
Il gruppo sportivo, dal lontano ’76, è presente in Oratorio per organizzare i campionati di calcio e di pallavolo con il CSI.
In oratorio si ritrovano anche il gruppo alpini che organizza serate e varie attività con gli altri gruppi della zona
come la giornata in ricordo di Nikolajevka, e il gruppo teatrale dialettale “I stralüsc”.
IN ATTESA
DI INCONTRARE
UN “AMICO”
Le parrocchie di Paré
e Drezzo, due comuni della fascia prealpina immediatamente a ridosso del
confine italo-elvetico, si
stanno preparando a ricevere mons. Diego Coletti, Vescovo di Como,
nella sua prima Visita
Pastorale.
Da pochi mesi, sono
state unite in una comunità pastorale che sta
muovendo i suoi piccoli,
ma significativi primi
passi nell’apertura verso
un graduale comune
cammino pastorale, pur
nel costante rispetto della propria originalità.
Entrambe le realtà parrocchiali vedono al loro
interno un forte grado di
generosa e appassionata
ministerialità laicale,
frutto senza dubbio della propria storia locale,
sia passata sia presente,
della naturale indole
buona e laboriosa delle
popolazioni di una costante vicinanza alla
Chiesa, specialmente nella militanza in Azione
Cattolica dell’impegno
apostolico dei pastori zelanti che si sono avvicendati alla guida spirituale di entrambe le
parrocchie e che qui hanno profuso il meglio delle loro energie e del loro
cuore sacerdotale.
Non possiamo a questo
punto esimerci dal ricordare, proprio sulla scorta di tutto ciò, gli ultimi
due parroci di Drezzo e
di Paré: mons. Giovanni
Valassina e don Mario
Ziviani. Il loro ricordo è
tanto vivo nelle popolazioni di entrambi i paesi
quanto emblematici sono
e resteranno per sempre
i segni visibili del loro
passaggio nella vita delle persone e nelle strutture parrocchiali.
L’impostazione del programma della Visita Pastorale, presentato dalla
Comunità Pastorale e accolto integralmente dal
Vescovo, anche per la situazione contingente, desidera dunque offrire a
tutti la possibilità di un
incontro veramente familiare tra il Pastore della
Diocesi, che viene in mezzo a noi nel nome del Signore, ed il Gregge che è
affidato alle sue cure dalla Grazia di Dio e della
Chiesa.
Alla Madonna Assunta
e Madre del Buon Consiglio, particolarmente
amata e venerata nelle
nostre chiese dalla nostra gente, chiediamo,
con grande fiducia, una
particolare Benedizione
per la buona riuscita di
questo straordinario evento pastorale che ci disponiamo a vivere.
don SERGIO BIANCHI
parroco di Drezzo e Paré
PA G I N A
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
Il messaggio del Vescovo
1
Nella solennità del santo
patrono Abbondio
...
E LIBERACI DAL MALE
UOMINI E DONNE
COSTRUTTORI DI SPERANZA
PERCHÈ SANNO SPENDERSI
PER IL BENE DI TUTTI
Pubblichiamo il testo integrale del discorso
del Vescovo alla città di Como e all’intera
diocesi in occasione della solennità
di sant’Abbondio; mons. Diego Coletti
lo ha pronunciato durante i Primi Vespri,
che si sono svolti nella basilica del santo,
a Como, lunedì 30 agosto alle ore 17.30;
il giorno successivo, il 31 agosto, il pontificale
si è tenuto in Cattedrale alle ore 17.00
ANCORA UNA VOLTA
AFFIDANDOMI ALLA INTERCESSIONE
DI SANT’ABBONDIO
RIVOLGO UN MESSAGGIO
AI FRATELLI E ALLE SORELLE
CREDENTI IN CRISTO
E MEMBRI DEL SUO CORPO
CHE È LA CHIESA
E LO OFFRO ANCHE
A TUTTI I MEMBRI DELLA “CITTÀ
DELL’UOMO”
CON I QUALI CONDIVIDIAMO
FATICHE E ANGOSCE, GIOIE
E SPERANZE
PER UN FUTURO
CHE SIA ANCORA LUOGO DI LIETE
PROMESSE
E NON SOLO ORIZZONTE DI OSCURE
MINACCE
1. UNO SGUARDO ALLO STATO
DI SALUTE DEL MONDO
D
a molti mesi a questa
parte stiamo vivendo, sotto diversi punti di vista apparentemente indipendenti
l’uno dall’altro, un periodo difficile. Si parla di crisi, di recessione economica, di dilagante disoccupazione; sembrano moltiplicarsi gli episodi di violenza e di malaffare;
le prospettive che si aprono,
soprattutto alle nuove generazioni, sono fragili, precarie,
certamente non incoraggianti a intraprendere progetti
personali, di qualificazione
culturale e professionale, di
ampio respiro; molte famiglie,
anche nei Paesi cosiddetti sviluppati, faticano a giungere
alla fine del mese senza peggiorare la propria situazione
economica gravata da penuria di entrate e crescita dei
debiti. Qua e là si assiste al
preoccupante riaccendersi di
tensioni e conflitti tra nazioni e potentati, senza contare
le guerre in atto, a volte dimenticate anche se spesso
coinvolgono popoli disperati e
oppressi e non di rado anche
bambini e adolescenti costretti a prendere le armi e a imparare ad uccidere. Ancora:
con un ritmo che pare accelerato, le cronache ci riportano
giornalmente le notizie di
eventi catastrofici che minacciano la stessa integrità ambientale di intere zone del nostro pianeta.
Fotoservizio William
Non si tratta solo di eventi
imprevedibili e dipendenti
dallo scatenarsi di forze della
natura, ma in molti casi ci troviamo di fronte a gravi mancanze e inaccettabili leggerezze da parte dell’uomo.
Molte di quelle cose che attribuiamo alla cieca esplosione delle forze della natura, di
fronte alla quali si arriva perfino a dubitare della provvidenza di un Dio buono e amico degli uomini, dipendono di
fatto da secolari distrazioni e
colpevoli ignoranze la cui responsabilità è nostra e non di
un improbabile Dio distratto
e indifferente. Che ne sareb-
be oggi, per esempio, dello scatenarsi delle forze che si sviluppano nella deriva dei continenti o emergono dalle profondità della terra nei vulcani, se avessimo investito da
secoli allo studio di questi fenomeni e al loro sfruttamento positivo quanto invece è
stato impiegato, con sovrabbondanza di mezzi e impegno
delle intelligenze più brillanti e preparate, per progettare
e costruire inutili (per lo meno
superflue) fonti di profitto e
di svago o, peggio ancora, raffinatissimi strumenti di morte e di violenza su scala mondiale?
PA G I N A
2
Notiamo, più da vicino e in
concreto, che proprio in questi giorni le cronache riportano un dato a dir poco inquietante: pare che quasi il cinquanta per cento delle distruzioni e delle vittime del terremoto che ha colpito l’Aquila
derivi non dalla forza del sisma ma dalla negligente e disonesta costruzione delle case.
Come a dire: siamo noi a potercela prendere con Dio per i
morti e i danni del terremoto,
oppure è Lui che potrebbe venire a chiedere conto a noi
della fine che ha fatto Abele,
visto che il Creatore ci ha dato
una responsabilità reale – per
quanto limitata - sulla storia?
Credo che a ciascuno di noi
vengano in mente anche altri
esempi, a livello mondiale, nazionale e locale: occasioni perse, irresponsabili gestioni finanziarie finalizzate solo alla
produzione del massimo profitto possibile, spreco di risorse su cose superficiali, inutili
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
Sant’Abbondio2010
o dannose, sistematico rifiuto
di assumersi responsabilità di
programmazione e di gestione della cosa pubblica, energie spese in litigi e contrasti,
mentre il bene comune viene
subordinato alla ricerca del
proprio vantaggio senza troppo badare ai mezzi e alla legalità, sistematica ed esclusiva
ricerca del consenso, al fine di
continuare a gestire il potere
se lo si ha, o di conquistarlo
se già non lo si possiede.
Questi sono da troppo tempo i contenuti principali delle
cronache politiche e dei notiziari economici (e non solo da
noi in Italia) che hanno portato con sé una crisi della democrazia che è sotto gli occhi
di tutti. Si deve purtroppo registrare il diffondersi di un
risentito disinteresse alla politica e di un pericoloso e indignato qualunquismo che
svuotano le cabine elettorali
e rischiano di far rinascere
nostalgie autoritarie.
2. «TUTTO SI TIENE»:
MA NOI NON CI FACCIAMO CASO
L
impressione è che si
a cercare di
’ continui
far fronte all’uno o al-
l’altro di questi eventi in modo disordinato e isolato. E questo avviene
per due motivi.
Si fa fatica a mettersi insieme e a realizzare vere e proprie strategie comuni, al di là
di qualche provvisorio e parziale aiuto umanitario, per lo
più calcolato in modo che il “ritorno” di immagine e anche di
profitto siano garantiti al meglio. Tant’è vero che, appena
l’attenzione di quel mostro
che si usa chiamare “opinione pubblica” si volge altrove,
e la cronaca del fatto non fa
più “au-dience”, ci si sbarazza
delle residue notizie di agen-
ualcosa sta alla
base di queste ferite del mondo e dell’umanità. Se non
in tutti i casi e sotto tutti gli aspetti, ma certo
in modo spesso determinante.
Tanto che solo arrivando a intervenire a livelli profondi si
è in grado di far evolvere il futuro verso forme di maggiore
serenità e di più alta sicurezza. L’intelligenza umana e la
sua capacità di sviluppo tecnologico possono dare una
svolta al futuro del pianeta e
dell’umanità, solo se tale intelligenza e tale tecnologia
sono a servizio di un progetto
globale di vita e di società costruito su un fondamento etico sufficientemente solido e
largamente condiviso.
Q
L’inquinamento ambientale
e la fragilità dell’umano di
fronte alle forze della natura
non sono inevitabile destino.
Dipendono in gran parte da
quello che già Paolo VI, oltre
quarant’anni fa, indicava come la causa principale del
blocco dello sviluppo dei popoli: l’inquinamento morale a
sua volta provocato dall’inquinamento culturale e antropologico. Ascoltiamo la sua voce:
«La crescita personale e comunitaria dell’umanità ver-
zia e si archivia senza scrupoli la fatica e l’angoscia d’intere popolazioni.
una catena nella quale i veri
responsabili sono ben più a
monte e ben più colpevoli.
E poi c’è un secondo motivo: gli interventi restano per
lo più in superficie, dove i fenomeni sembrano staccati e
indipendenti l’uno dall’altro.
Si tampona qualche falla, s’interviene nell’emergenza con il
fiato corto e la ricerca di risultati immediati, ci si rivolge a settori e aspetti particolari scollegati tra loro. Con la
conseguenza di una sensazione di smarrimento e di impotenza di fronte al franare
inarrestabile degli eventi, e
cedendo spesso alla tentazione di aprire subito la caccia
al colpevole che viene identificato con l’ultimo anello di
Sto cedendo a un eccessivo
pessimismo? La mia visione
delle cose non è avvalorata
dall’esperienza? Certamente
ci sono anche altre possibili
letture, ed è confortante constatare come, soprattutto da
parte dei giovani, si registrino in queste circostanze veri
e propri atti di eroismo e di
dedizione per aiutare chi soffre.
3. CERCHIAMO, DUNQUE,
DI ANDARE IN PROFONDITÀ
rebbe compromessa ove si deteriorasse la vera scala dei valori. Legittimo è il desiderio
del necessario, e il lavoro per
arrivarci è un dovere: “Se
qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangia-
re” (2Ts 3,10). Ma l’acquisizione dei beni temporali può condurre alla cupidigia, al desiderio di avere sempre di più e
alla tentazione di accrescere la
propria potenza. L’avarizia
delle persone, delle famiglie e
delle nazioni può contagiare i
meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che
soffoca lo spirito.
Avere di più, per i popoli co-
Tuttavia ritengo che il fenomeno, come l’ho abbozzato
qui, sia evidente a tutti coloro
che vanno al di là delle emozioni superficiali e del sensazionalismo mediatico.
me per le persone, non è dunque
lo scopo ultimo. Ogni crescita
è ambivalente. Necessaria onde permettere all’uomo di essere più uomo, essa lo rinserra
come in una prigione, quando
diventa il bene supremo che
impedisce di guardare oltre.
Allora i cuori s’induriscono e
gli spiriti si chiudono, gli uomini non s’incontrano più per
amicizia, ma spinti dall’interesse, il quale ha buon giuoco
nel metterli gli uni contro gli
altri e nel disunirli. La ricerca esclusiva dell’avere diventa così un ostacolo alla crescita dell’essere e si oppone alla
sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l’avarizia è la forma più evidente
del sottosviluppo morale.
Se il perseguimento dello
sviluppo richiede un numero
sempre più grande di tecnici,
esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un
«umanesimo» nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i
valori superiori di amore, di
amicizia, di preghiera e di
contemplazione. In tal modo
potrà compiersi in pienezza il
vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da
condizioni meno umane a condizioni più umane.
PA G I N A
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
3
Sant’Abbondio2010
• Meno umane: le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono
mutilati dall’egoismo.
• Meno umane: le strutture oppressive, sia che provengano
dagli abusi del possesso che da quelli del potere, dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni.
• Più umane: l’ascesa dalla miseria verso il possesso del
necessario, la vittoria sui flagelli sociali, l’ampliamento delle
conoscenze, l’acquisizione della cultura.
• Più umane, altresì: l’accresciuta considerazione della
dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà (cf. Mt
5,3), la cooperazione al bene comune, la volontà di pace.
• Più umane, ancora: il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi, e di Dio che ne è la sorgente e il termine.
• Più umane, infine e soprattutto: la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell’uomo, e l’unità nella carità del
Cristo che ci chiama tutti a partecipare in qualità di figli alla
vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini.
(Paolo VI, Populorum Progressio, 1967, nn.18-21)
uesto testo del
grande, indimenticabile Paolo VI ci
porta al cuore del
problema, offrendoci qualcosa di più di un
esempio a proposito dei valori che promuovono la cura e
l’incremento dello sviluppo
dei popoli, e dei disvalori che
lo deprimono. A questo livello
del problema, anche un cristiano come tale, anche un vescovo, ha titolo per intervenire e offrire il suo servizio alla
coscienza e alla libertà di tutti, credenti e non credenti.
Senza presunzione, senza pretesa che la sua fede sia imposta a chicchessia con qualsivoglia subdolo ricatto. Bisognerebbe andare a rileggere il
testo del discorso con cui Paolo VI dichiarò terminato il
Concilio (Paolo VI , Discorso
di chiusura del Concilio Vaticano II, 7.XII.1965): io lo faccio spesso, e mai senza una
rinnovata emozione!
Q
4. IL SENSO
DELL’INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO
Il cristiano interviene solo
per mettere a disposizione di
tutti, gratuitamente, quanto il
suo incontro con Gesù Cristo,
e la conseguente luce che da
questo incontro è scaturita
sulla verità dell’uomo e di Dio
e sulla verità della loro relazione, può suggerire alla coscienza di ogni essere umano,
che condivida o meno la sua
fede: basta che sia disposto –
senza pregiudizi – a mettere
alla prova, a “provare” tale
verità. In questo senso si è espresso anche recentemente il
cardinale Bagnasco:
«La Chiesa sa che alla radice di molti mali e di tante povertà vi è il sottosviluppo morale, come afferma Benedetto
XVI nella lettera “Caritas in
Veritate” al n.29, e per questo
non cessa di servire il mondo
nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene
comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale …
Essa ricorda che esiste un codice morale che nasce dallo
spirito e dalla natura stessa
di ogni uomo; ricorda la distinzione tra il bene e il male,
e che questa non dipende dall’arbitrio di nessuno».
(Omelia per la solennità
di san Lorenzo,
cf Avvenire 10.08.2010, p. 9.)
suoi contemporanei.
Gesù, al contrario, ci ha rivelato – non solo nelle sue
parole ma anche e soprattutto nella sua stessa persona –
un Dio che è tenerezza e bontà, che già come tale si era rivelato ai tempi dell’antica alleanza con il popolo di Israele: un Dio che non aveva nulla da difendere per sé, ma che
era tutto impegnato (e senza
condizioni) a favore della salvezza e della felicità del suo
amico, del suo figlio, l’uomo.
Un Dio pronto a dare se stesso per chi lo aveva rifiutato e
tradito. Un Dio che si avvicina alla sua creatura non per
farsi servire, ma per mettersi
a servizio e dare la sua vita
per tutti. Un Dio che riassume tutta la legge nel suo nuovo e ultimo comandamento,
che non abolisce tutti gli altri
ma ne mostra finalmente il
senso ultimo e lo scopo e li
porta a compimento: «Vi do un
comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri; come io ho
amato voi così anche voi dovete amarvi gli uni gli altri»
(Gv 13,34).
Nella sua recente enciclica
Deus caritas est, papa Benedetto XVI commenta questa
convinzione centrale della
fede cristiana e ne applica le
conseguenze alla vita dei singoli, della comunità e alla storia del mondo intero.
Perché il cristiano e la sua
comunità si sentono in grado
di offrire un contributo decisivo alla lettura dei mali che
affliggono l’umanità? Perché
presumono di poter portare
un altrettanto decisivo apporto alla loro soluzione, o almeno ad un efficace contrasto?
Perché pensano che quanto
offrono alla coscienza generale dell’umanità sia un dono
che raggiunge in profondità le
speranze di un’umanità tribolata?
Ancora una volta, il nostro
patrono, che conosciamo come
“assertor et defensor incarnationis Filii Dei” (colui che afferma e difende [la verità del]
l’Incarnazione del Figlio di
Dio) ci indica la risposta a
questa domanda.
Si tratta di capire che cosa,
o meglio, chi ha preso carne
nella santa umanità di Gesù.
Quale verità di Dio è diventata visibile e palpabile in Lui?
In Gesù Cristo ha preso carne non un Dio qualsiasi; soprattutto non un Dio come se
lo immagina spontaneamente il buon senso umano lascia-
to a se stesso: cioè un Dio potente, dominatore, autoritario, giudice severo (per quanto segnato da qualche sussulto di benevolenza); un Dio
che, in fondo, è pensato da noi
a immagine e somiglianza nostra: e perciò anche Lui impegnato a far tornare i suoi
conti, a curare i propri interessi, a esercitare il potere.
Non dimentichiamo che di
fronte a questa immagine di
Dio, Gesù è stato giudicato un
bestemmiatore, e come tale è
stato crocifisso, per salvare
un’idea di Dio che era ritenuta vera dai più religiosi tra i
Cosa succederebbe se facessimo qualche sforzo in più per
realizzare la nostra vocazione
fondamentale che è quella di
entrare in una somiglianza
sempre più profonda con Dio?
Non è forse per questo che il
Verbo si è fatto carne, per consentirci cioè di trasferire nella storia umana dei singoli e
dei popoli il dono gratuito e
magnifico che Egli ci fa, attraverso il suo Spirito: il dono che
ci offre la possibilità di diventare noi stessi partecipi di
questa natura divina?
Un tale dono è già presente
nella vicenda umana, ma è
compito mai terminato dei
cristiani portarlo in evidenza
(la testimonianza al Vangelo
è questo!) e farlo agire di fronte a tutte le angustie e le sofferenze che affliggono l’umanità per rendere vera e operante la salvezza portata nel
mondo dal loro Signore.
PA G I N A
4
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
Sant’Abbondio2010
5. IL RIMEDIO ESSENZIALE
AL MALE DEL MONDO:
DONNE E UOMINI CHE VIVONO
VERE RELAZIONI INTERPERSONALI
IN UN ORIZZONTE DI FRATERNITÀ
APERTA E UNIVERALE
molti quanto vado
dicendo potrà sembrare un’utopia, se
con questa parola si
vuole indicare una
pia illusione che non si verificherà mai e in nessun luogo.
Con un sorriso di compatimento giudicheranno le mie
parole, e questo non sarebbe
un gran male, ma liquideranno anche le Parole dell’evangelo di Gesù. E questa è un’iniezione di veleno mortale
nelle vene dell’umanità!
A
I cristiani continuano a sperare e a scommettere che la
potente azione dello Spirito
Santo di Gesù e del Padre può
sconfiggere le nostre debolezze e i nostri peccati e dar vita
ad un’umanità nuova nella
quale regneranno la verità e
la vita, la santità e la grazia,
la misericordia e la giustizia,
l’amore e la pace. Su questo
“regno”, e non su altri, esercita il suo “potere” la regalità
di Gesù Cristo, con buona
pace di tutti i Ponzio Pilato
della storia (cfr Gv 18,28-40).
Riusciamo ad immaginarci
che ne sarebbe dei tanti pro-
blemi che affliggono l’umanità, che ne sarebbe delle conseguenze delle catastrofi naturali, delle crisi finanziarie,
delle guerre e delle violenze
di tutti i tipi, dello scandaloso
divario tra Paesi opulenti e
Paesi in miseria, e via dicendo, se ci fossero in azione più
donne e più uomini che somigliano al Dio di Gesù Cristo e
non a quello del potere e del
tornaconto personale? Uomini e donne che non fanno del
profitto personale (o di gruppo o di casta) il loro idolo. Che
non si preoccupano di aumentare ad ogni costo e senza
scrupoli il vantaggio della propria “parte”, ma si occupano
con amore disinteressato di
ciò che promuove e garantisce
il bene di tutti. Cosa succederebbe se questi uomini e queste donne fossero il nerbo della classe politica e imprenditoriale? Se questo fosse lo stile dei rapporti e delle relazioni a tutti i livelli?
Il Papa, nel discorso tenuto
in occasione della preghiera
dell’Angelus, domenica 8 agosto di quest’anno, ha indicato
la fonte alla quale attingere
questa “conversione” della
mente, del cuore e degli stili
di vita:
«Ascoltando Gesù il nostro
cuore viene aperto ad una speranza che illumina e anima
l’esistenza concreta: abbiamo
la certezza che “il vangelo non
è soltanto una comunicazione
di cose che si possono sapere,
ma è una comunicazione che
produce fatti e cambia la vita.
La porta oscura del tempo, del
futuro è stata spalancata. Chi
ha speranza, vive diversamente; gli è stata donata una vita
nuova” (Spes Salvi n. 2), … La
parola del vangelo ci deve
spingere ad una vita intensa,
ricca di opere buone: “vendete
ciò che possedete e datelo in
elemosina: fatevi borse che
non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non
arriva e tarlo non consuma”
(Lc 12,33). È un invito ad usare le cose senza egoismo, sete
di possesso o di dominio, ma
secondo la logica di Dio, la logica dell’attenzione all’altro,
la logica dell’amore: come
scrive sinteticamente Romano
Guardini, “nella forma di una
relazione: a partire da Dio e
in vista di Dio” (“Accettare se
stessi”, Brescia 1992, 44»).
Non ci si devono aspettare
miracoli o interventi straordinari da parte del Grande Gendarme della storia; se questo
Gendarme esistesse, farebbe
bene anche lui a interessarsi
del proprio profitto a nostro
discapito! L’unico vero Dio, il
Padre di Gesù e padre nostro,
lo stesso suo Figlio e il loro
Spirito d’amore, la Trinità, ricca di misericordia, è al lavoro
per suscitare nelle vicende
dell’umanità uomini e donne
capaci di operare la salvezza:
quella eterna, certo, che però
s’innesta e cresce su un vita
“salvata” fin d’ora, in concreto, dall’amore.
Siamo ancora all’essenziale
del messaggio che già lo scorso anno cercavo di proporre
alla meditazione di tutti, a
partire dall’Enciclica di Benedetto XVI sullo sviluppo umano integrale, “Caritas in
veritate”!
6. STA PER INIZIARE UN DECENNIO DI LAVORO
ECCLESIALE SUL TEMA DELL’EDUCAZIONE
L
a Chiesa in Italia si propone di affrontare la
sfida di cui abbiamo
parlato fin qui a partire dall’impegno educativo. Oggi è difficile dar vita a
relazioni educative profonde
ed efficaci. Il divario tra le generazioni, la crisi della relazione in genere e dell’autorità in particolare, la superficialità e la provvisorietà degli
impegni, la forma “liquida” e
instabile di ogni convinzione
e tradizione, sono alcuni dei
fenomeni che rendono veramente arduo il compito educativo. Arduo ma non impossibile. Anche noi dobbiamo affrontare questo compito con
coraggio e con fiducia, consapevoli che riusciremo a svolgerlo bene solo insieme. Nuovi ed esigenti percorsi di formazione, la cura di quelli più
tradizionali e naturali in fa-
miglia, nella scuola, nei vari
centri di aggregazione e di
vita sia ecclesiali sia civili
(penso soprattutto all’urgente rilancio educativo degli
Oratori!) sono oggi una necessità impellente sia per educare, soprattutto negli adolescenti e nei giovani, gli affetti, le emozioni e le scelte di
prossimità e di amore, sia per
educare tutti alla cittadinanza attiva, al senso prevalente
della comune responsabilità
di un servizio disinteressato
al bene comune, al senso civico e alla legalità. Mi propongo, con l’aiuto di tutti voi, miei
fratelli e sorelle nella fede, e
di voi, donne e uomini di buona volontà, di tornare su queste tematiche educative. Avremo tempo di riflettere e dialogare, di sperimentare e approfondire, di scambiarci
esperienze e suggerimenti per
un lavoro appassionante, capace di dare slancio e futuro
alla vita dei nostri figli, e un
nuovo impulso al nostro personale e condiviso desiderio di
spendere bene i giorni della
nostra vita.
Che Dio (quello vero!) benedica i nostri propositi!
CHIESA
CHIESAMONDO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
N
el pomeriggio di lunedì 30 agosto don Alessandro Alberti è partito dall’aeroporto di
Malpensa diretto alla
missione diocesana in Camerun. Dopo una sosta a Ndjamena, in Ciad, ha raggiunto nei
giorni scorsi la diocesi di
Maroua-Mokolo in Camerun,
dove si è unito all’equipe dei
missionari “Fidei Donum” presente sul posto. Don Alessandro, originario di Morbegno, è
stato vicario di Bormio dal 2002
al 2007 e successivamente parroco di San Siro a Lomazzo. Negli ultimi mesi, dopo la decisione del Vescovo di inviarlo come
missionario fidei donum in
Camerun, ha trascorso alcuni
mesi per lo studio del francese
a Parigi, presso una casa dei
missionari comboniani, oltre ad
aver frequentato il corso organizzato dal CUM di Verona per
tutti i fidei donum.
Questa è la lettera che don
Alessandro ci ha consegnato,
domenica 29 agosto, alla vigilia della partenza.
“Carissimi amici tutti,
tramite Il Settimanale vi scrivo questa lettera comunitaria
“appena prima di partire”. Sì,
domani dopo alcuni mesi di preparazione, partirò finalmente
per la missione diocesana in
Cameroun!
“Appena prima di partire”
sono tanti i pensieri che abitano la mia mente e molte le emozioni che si muovono dentro di
me. Ho preparato le valige (max
46 + 10 kg) e vi assicuro che non
è stato facile scegliere che cosa
portare o lasciare. E nella bisaccia del cuore che cosa metto?
Don Tonino Bello parlava di bisaccia del pellegrino e così esortava un giovane prete all’inizio
del suo ministero: “Ecco tutto
quello di cui hai bisogno: un cielo, un sasso, la stola, il pane e il
vino, la Parola, le tue mani…”.
Mi sembra davvero un bel kit
da missionario… essenziale,
evangelico e pieno di gioia!
Ma un bravo pellegrino ha
sempre con sé anche un buon
bastone. Prima di diventare diacono, nell’estate del 2001 ebbi la
fortuna di fare il Cammino di
Santiago di Compostela a piedi
e ricordo che c’era allora l’usanza di segnare il bastone ogni 100
km. Ho in mente benissimo che
la sera prima di arrivare alla
meta avevo inciso l’ottava tacca
e confesso, non senza un certo
orgoglio! L’indomani, all’alba
dell’ultima tappa non trovai più
13
CAMEROUN IL SALUTO DI DON ALBERTI, NUOVO FIDEI DONUM
APPENA PRIMA DI PARTIRE
il mio affezionato bastone! Me
l’avevano rubato o qualcuno lo
prese per errore! Ma il Signore
mi ripagò un anno dopo, quando arrivai da giovane prete a
Bormio e come augurio durante la santa messa di accoglienza mi regalarono un magnifico
bastone nuovo che mi ha accompagnato fin qui e che ha segnato tanti momenti, specialmente
le indimenticabili gite e i bellissimi campi in montagna anche
con la parrocchia di Lomazzo
poi.
Questo bastone non so se potrà venire in Africa con me, ma
idealmente di sicuro! Non ho
più segnato tacche ma il bastone del mio cuore è marcato
indelebilmente innanzitutto dal
segno della GRATITUDINE.
Grazie a tutti e a ciascuno!
Ringrazio la mia famiglia: i
miei cari fratelli con le mie cognate e i miei amati nipoti e soprattutto i miei genitori. Come
da bambino mi lasciarono - all’inizio un pò a malincuore partire in seminario, così anche
oggi, dopo la non facile reazione iniziale, sono certo che diventano un po’ missionari con me e
mi sostengono con l’affetto e la
saggezza di sempre!
Ringrazio le tante persone che
in questi anni mi hanno accolto come fratello, figlio, nipote,
amico - perchè discepolo di Cristo! - e sempre mi sono stati vicini con le cure, il cuore, le preghiere. Ho sperimentato già qui
il centuplo promesso nel Vangelo! Sempre magnificherò il Signore per voi.
Ringrazio la mia chiesa di
Como che mi invia. Una chiesa
che sempre ho amato, dall’infanzia nella mia grande parrocchia di Morbegno e in tutti gli
anni di seminario dove sono stato educato ad aprirmi al mondo. Ringrazio il vescovo Diego
che oggi mi ha chiamato a partire e tutti i miei confratelli sacerdoti specialmente quelli con
cui ho condiviso maggiormente
il cammino e i miei carissimi
compagni di ordinazione. Io ho
la fortuna di “andare ad gentes”
ma tutti siamo “fidei donum”,
dono di fede gli uni gli altri e
per le persone che ci vengono
affidate!
Ringrazio immensamente le
parrocchie dove ho vissuto la
mia vita e il mio ministero in
L’APPELLO DELLA CARITAS
EMERGENZA PAKISTAN
“E’ stata una catastrofe
assolutamente epocale. La
Caritas e la Chiesa pakistana
stanno facendo il possibile
per portare aiuti agli sfollati
ma ci sarà bisogno di molte
risorse per gestire l’emergenza e ritornare ad una situazione di normalità”. Lo dice
al SIR Massimo Pallottino,
responsabile dell’ufficio Asia
di Caritas italiana, che racconta come stanno procedendo gli aiuti umanitari alle
popolazioni del Pakistan colpite dalle alluvioni: si parla
di 2000 morti e circa 20 milioni di persone coinvolte nel
disastro, tra cui 3,5 milioni di
bambini che rischiano di contrarre malattie mortali. Secondo l’Onu almeno 800.000
persone sono ancora isolate.
Caritas italiana - che subito
P A G I N A
lanciato una raccolta fondi e ha
già allocato 180/190.000 euro è in costante contatto con
Caritas Pakistan, che sta distribuendo aiuti alla popolazione e
intende raggiungere almeno
250.000 sfollati. Il 24 agosto il
vescovo di Faisalabad, mons.
Joseph Coutts, ha chiesto di celebrare una giornata di preghiera anche per favorire il dialogo
tra cattolici (minoranza nel Paese), musulmani e indù per un
aiuto reciproco. Il Papa aveva
lanciato un appello il 18 agosto
scorso e la Cei ha stanziato un
milione di euro e invitato al sostegno delle iniziative promosse da Caritas italiana (www.
caritasitaliana.it).
La situazione, infatti, risulta
peggiorare di ora in ora: “Molte
zone prima inaccessibili sono
state raggiunte ed emergono
tutti i bisogni degli sfollati: prima di tutto il cibo. Il governo e
gli aiuti internazionali consegnano solo riso, ma c’è necessità di complementi nutrizionali
supplementari, soprattutto per
i bambini e le donne incinte”.
Dall’altra parte aumenta il rischio di epidemie - sono stati
già registrati casi di colera - così
come si registra una mancanza di coordinamento negli aiuti.
“Sono cinque le diocesi colpite dall’esondazioni del fiume
Indo, da nord a sud del Paese –
racconta il responsabile Caritas
-, e ora l’onda di piena si sta
spostando dal Punjab al Sindh
e si teme che arrivi a Islamabad. La gente è nel panico perché si sente minacciata dalla
piena e fugge. C’è quindi una
forte pressione degli sfollati
questi otto anni in diocesi. Dalle montagne di Bormio alle pianure di Lomazzo ho sperimentato a fondo, in maniera differente ma con un’intensità formidabile, la gioia di essere prete.
Nella parrocchia di Lomazzo
San Siro sono stato nemmeno
tre anni ma il Signore mi ha colmato di ogni grazia e ho gustato la bellezza di essere pastore
nel suo gregge. Bormio e
Lomazzo: porto nel cuore momenti meravigliosi e soprattutto il volto di tanti fratelli e sorelle con cui abbiamo davvero
camminato insieme. Grazie per
il bene che mi avete voluto e che
non meritavo. Grazie perché mi
avete accolto, accompagnato e
lasciato partire. Grazie di tutto!
Un grazie sentito alle moltissime persone che mi hanno dimostrato un grande amore per
la nostra missione in Cameroun
e per le missioni anche con
l’aiuto materiale. Vorrei ringraziare poi in modo particolare il
Centro Missionario Diocesano
anche per il sostegno in questo
ultimo periodo di preparazione
prima a Parigi e poi al CUM di
Verona. Sono stati mesi simpatici ed impegnativi e ho appreso molto!
Ma prima di partire vi assicuro che oltre alla gratitudine
vorrei segnare sul bastone del
cuore la tacca dell’UMILTÀ.
Parto certamente con coraggio
e con entusiasmo e anche con
qualche paura perchè le difficol-
tà ci saranno, ma chiedo al
Buon Dio che non mi faccia mai
mancare l’umiltà e lo STUPORE. Arriverò in una chiesa,
quella di Maroua-Mokolo, giovane e gravida di speranza da
cui avrò solo da imparare, incontrerò una nuova cultura che
mi arricchirà e sono certo che i
poveri che troverò sul mio cammino mi doneranno molto di più
di quello che saprò dare loro. Mi
inserirò nell’èquipe missionaria
“fidei donum” di Como che da
anni lavora con passione tra
questa gente. Sarò l’ultimo arrivato, mi metterò in coda e
sono sicuro che avranno tanta
pazienza con me.
A Verona ho conosciuto un
anziano missionario rientrato
dopo una vita in Africa che mi
raccomandava: «Abbraccia la
terra in cui lavorerai e sentila
come la tua terra» e aggiungeva «ma ricordati che solo se ami
le tue radici sarai capace di accogliere le radici del popolo che
incontrerai». Chiedo a Gesù la
grazia di sapere abbracciare
con amore e libertà i fratelli e
le sorelle che incontrerò sulla
strada che si apre davanti a me.
Quell’abbraccio che ho sentito
vivo e forte in tutti voi che mi
avete tanto amato qui nella mia
cara terra e che ancora - ne sono
certo - mi accompagnate e un
po’ partite con me. Sempre uniti nella preghiera!
Appena prima di partire… vi
abbraccio tutti!”
Oltre 2 mila morti
e 20 milioni
di sfollati a causa
delle alluvioni.
Per sostenere
gli interventi
di Caritas Italiana
in corso si possono
inviare offerte tramite
C/C POSTALE N.
347013 specificando
nella causale
“Pakistan”
sono milioni e hanno bisogno
davvero di tutto”, racconta
Stephen Sadiq, il responsabile della Comunità di Sant’
Egidio a Islamabad. “I bisogni
più urgenti - dice Sadiq - sono
teli di plastica da usare come
pavimento nelle tende, materassi, cuscini, lenzuola, zanzariere contro la malaria, latte
per bambini e neonati, acqua
potabile, utensili per cucinare, medicine e vestiti”. Una
prima raccolta di aiuti di
emergenza, fatta ad Islamabad, ha permesso di procedere alla distribuzione di acqua
e generi alimentari, lungo
l’autostrada che porta alla capitale, dove c’è un’immensa
fila di persone che non hanno
più niente, solo i vestiti che indossano. “Gruppi di donne e
bambini - continua Sadiq non mangiavano da diversi
giorni. Tanti sono scalzi. Non
possono neanche tornare indietro perché le strade semplicemente non ci sono più, inghiottite dall’acqua o distrutte”.
sulle città, in particolare su
Karachi, e non sarà facile reggere l’impatto”. Passata l’emergenza, spiega Pallottino, “bisognerà verificare i danni reali
sull’agricoltura: girano cifre che
vanno da 1,7 milioni a 5 milioni di ettari di coltivazioni distrutte, soprattutto risaie. Questo potrebbe mettere a dura
prova la sicurezza alimentare
del Paese”. “Il disastro in
Pakistan è immenso, come non
si era mai visto nella storia di
questo paese. I profughi che
stanno arrivando nelle città
DON ALESSANDRO
CHIESA
P A G I N A
14
PER LE PARROCCHIE
RUBRICHE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
SETTEMBRE 2010
110
L’informatore giuridico
I
l D.L. 31 maggio 2010, n. 78, dal titolo “Misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, convertito con
legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto alcune novità in tema di lotta
all’evasione e all’identificazione catastale degli immobili presenti sul territorio dello Stato. All’art. 19, commi 14-16, a partire dall’1.7.2010, si in
troduce, infatti, l’obbligo di indicazione dei dati catastali negli atti pubblici e
nelle scritture private. In particolare il comma 14 considera gli atti pubblici e
le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la
costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già
esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, stabilendo che tali atti
devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre
all’identificazione catastale (comune, foglio, particella e subalterno), anche il
riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in
atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e
delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale.
Tale predetta dichiarazione può peraltro essere sostituita da un’attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli
atti di aggiornamento catastale.
Tale procedura non riguarda, peraltro, il conferimento di beni a fondi
patrimoniali, l’accettazione di eredità, la fusione, la scissione o la trasformazione di società e gli atti di cancellazione delle ipoteche.
La norma prevede poi, per il rispetto dell’obbligo imposto dalla legge, che
prima della stipula degli atti indicati nel comma 14, il notaio individui gli
intestatari catastali e verifichi la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari.
Il comma 15, poi, estende l’obbligo anche in tema di tassazione di registro,
affermando che la richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali, di
locazione o di affitto di beni immobili esistenti sul territorio dello Stato e le
relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite, deve contenere anche
l’indicazione dei dati catastali degli immobili.
Il caso di mancata od errata indicazione dei dati catastali è considerato
fatto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro ed è punito con
la sanzione prevista dall’art. 69 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, applicandosi cioè una sanzione compresa tra il 120 ed il 240% dell’imposta di registro
dovuta per la registrazione del contratto.
Questa norma, oltre che a rendere quasi impossibile la registrazione di atti
per immobili che non risultino censiti in catasto, non consentirà più di affittare un ufficio nel caso in cui l’unità immobiliare sia catastalmente censita
come abitazione o viceversa, come purtroppo è spesso avvenuto.
Per la comunicazione dei dati catastali relativi ai contratti di locazione
l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modello da presentare all’atto della richiesta di registrazione (Modello CDC) composto da un’unica facciata
contenente gli estremi di registrazione, i dati del soggetto che presenta la
comunicazione, i dati castali degli immobili e la sottoscrizione.
rubrica mensile a cura di VITTORIO RUSCONI
PAROLA DI VITA
di CHIARA LUBICH
«Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette» (Mt 18, 22)
G
esù con queste sue parole risponde a Pietro che, dopo aver ascoltato cose
meravigliose dalla sua bocca, gli ha posto questa domanda: “Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello, se pecca contro di me? fino a sette
volte?”. E Gesù: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”.
Pietro, probabilmente, sotto l’influenza della predicazione del Maestro, aveva pensato di lanciarsi, buono e generoso com’era, nella sua nuova linea, facendo qualcosa di eccezionale: arrivando a perdonare fino a sette volte. […]
Ma Gesù rispondendo: “…fino a settanta volte sette”, dice che per lui il perdono deve
essere illimitato: occorre perdonare sempre.
“Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”.
Questa Parola fa ricordare il canto biblico di Lamech, un discendente di Adamo: “Sette
volte sarà vendicato Caino, ma Lamech settantasette” (Gn 4,24). Così inizia il dilagare
dell’odio nei rapporti fra gli uomini del mondo: ingrossa come un fiume in piena.
A questo dilagare del male, Gesù oppone il perdono senza limite, incondizionato, capace di rompere il cerchio della violenza.
Il perdono è l’unica soluzione per arginare il disordine e aprire all’umanità un futuro
che non sia l’autodistruzione.
“Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”.
Perdonare. Perdonare sempre. Il perdono non è dimenticanza che spesso significa non
voler guardare in faccia la realtà. Il perdono non è debolezza, e cioè non tener conto di
un torto per paura del più forte che l’ha commesso. Il perdono non consiste nell’affermare senza importanza ciò che è grave, o bene ciò che è male.
Il perdono non è indifferenza. Il perdono è un atto di volontà e di lucidità, quindi di
libertà, che consiste nell’accogliere il fratello e la sorella così com’è, nonostante il male
che ci ha fatto, come Dio accoglie noi peccatori, nonostante i nostri difetti. Il perdono
consiste nel non rispondere all’offesa con l’offesa, ma nel fare quanto Paolo dice: “Non
lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21).
Il perdono consiste nell’aprire a chi ti fa del torto la possibilità d’un nuovo rapporto con
te, la possibilità quindi per lui e per te di ricominciare la vita, d’aver un avvenire in cui
il male non abbia l’ultima parola.
“Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Come si farà allora a vivere
questa Parola? Pietro aveva chiesto a Gesù: “Quante volte dovrò perdonare a mio fratello?”. E Gesù, rispondendo, aveva di mira, dunque, soprattutto i rapporti fra cristiani,
fra membri della stessa comunità.
E’ dunque prima di tutto con gli altri fratelli e sorelle nella fede che bisogna comportarsi così: in famiglia, sul lavoro, a scuola o nella comunità di cui si fa parte.
Sappiamo quanto spesso si vuole compensare con un atto, con una parola corrispondente, l’offesa subita.
Si sa come per diversità di carattere, o per nervosismo, o per altre cause, le mancanze
di amore sono frequenti fra persone che vivono insieme. Ebbene, occorre ricordare che
solo un atteggiamento di perdono, sempre rinnovato, può mantenere la pace e l’unità
tra fratelli.
Ci sarà sempre la tendenza a pensare ai difetti delle sorelle e dei fratelli, a ricordarsi
del loro passato, a volerli diversi da come sono… Occorre far l’abitudine a vederli con
occhio nuovo e nuovi loro stessi, accettandoli sempre, subito e fino in fondo, anche se
non si pentono.
Si dirà: “Ma ciò è difficile”. Si capisce. Ma qui è il bello del cristianesimo. Non per nulla
siamo alla sequela di Cristo che, sulla croce, ha chiesto perdono al Padre per coloro che
gli avevano dato la morte, ed è risorto.
Coraggio. Iniziamo una vita così, che ci assicura una pace mai provata e tanta gioia
sconosciuta.
Parola di vita , settembre1999, pubblicata in Città Nuova , 1999/15-16, p. 41
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
15
DAL 18 AL 20 SETTEMBRE
LA VISITA
ALLA DIOCESI DI COMO
DEL PATRIARCA LATINO
DI GERUSALEMME
FOUAD
TWAL
A COMO
E SONDRIO
opo l’incontro
con i seminaristi e i Superiori del Seminario di Beit Jala
del mese di luglio, la nostra Diocesi si prepara ad accogliere il Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine monsignor Fouad
Twal. La sua presenza
in Italia, a pochi giorni
dall’apertura del Sinodo
delle Chiese Orientali,
offre l’opportunità di
una visita di grande valore spirituale e civile. È
l’incontro con il Vescovo
della Chiesa Madre di
Gerusalemme e con tutte le sue responsabilità
ma anche con le contraddizioni a cui ogni giorno
deve far fronte. Alla vigilia del Sinodo voluto
dal Papa, sarà occasione
di riflessione e di preghiera! Un invito a tutti
per una partecipazione
D
corale in uno dei momenti indicati nel programma, in modo particolare sarà significativo
invitare tutti coloro che
si sono recati pellegrini
in Terra Santa per rivivere l’intensità di quella esperienza.
L’annuncio della visita
del patriarca di Gerusalemme, fu dato lo scorso
luglio da monsignor
Coletti durante la Messa di saluto a chiusura
dell’esperienza comasca
dei seminaristi di BeitJala. «La vostra è una testimonianza di fede vera e grande nonostante
le sofferenze quotidiane», disse in Vescovo Diego nell’omelia. Un legame di amicizia che si rinsalda sempre di più e che
vide l’incontro fra il nostro vescovo e il patriarca Twal nel settembre
2009 in Terra Santa.
SABATO 11 E DOMENICA 12 SETTEMBRE A GARZOLA
IN PREGHIERA CON LA MADONNA DEL PRODIGIO
S
abato 11 settembre alle ore 21.00, con partenza dal santuario guanelliano del Sacro Cuore, si
svolgerà la fiaccolata,
presieduta dal Vescovo
Diego, che porterà, in
preghiera, fino al santuario della Madonna
del Prodigio in Garzola,
dove sarà celebrata la
Santa Messa. Domenica 12 settembre, alle
ore 10.15, ci sarà la celebrazione eucaristica;
nel pomeriggio, alle ore
15.00, la recita del Santo Rosario e la benedizione eucaristica, in particolare per gli anziani e
i malati. Ecco cosa scrive monsignor Coletti:
«I prossimi 11 e 12 settembre torna un appuntamento che è ancora una novità, ma che, di cuore, mi auguro possa diventare una tradizione
condivisa e significativa
per i fedeli della città e
della diocesi di Como.
La sera di sabato 11,
accompagnati dal silenzio e dal raccoglimento
che le ore serali sanno
donare, saliremo in preghiera dal Santuario del
Sacro Cuore – dove riposano le spoglie terrene
del beato Luigi Guanella, ormai prossimo alla
santificazione – al Santuario di Garzola, che
domina dall’alto la città
e la cui effigie mariana,
che svetta dorata dalla
cuspide del tetto, è stata confidenzialmente ribattezzata la “Madunina de Comm”.
Il giorno dopo, domenica 12, ci saranno altri
momenti di preghiera e
riflessione, con la celebrazione eucaristica, la
recita del rosario, e la benedizione di anziani e
malati.
Il programma illustra
con precisione la ricchezza di queste due
giornate.
Sarebbe bello che la
partecipazione, anche
solo ad alcuni degli appuntamenti proposti,
fosse ampia e numerosa.
Tutti dovrebbero sentirsi invitati, chiamati a
vivere tali particolari e
forti occasioni di preghiera, trovando in Maria, madre tenerissima e
gioiosa, l’esempio e il
modello vero e concreto
per la vita del credente.
La Vergine venerata
presso il santuario garzolese è nota con il titolo di “Madonna del prodigio”. Invochiamola affinché in tutti si rinnovi
e rinforzi il dono prodigioso della fede e la passione liberante per la
preghiera, che da nutrimento e linfa al dialogo
con Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
La Madonna, la quale
tanto ama – riamata –
la nostra Chiesa (come
testimoniano le molte
Apparizioni avvenute
nella nostra diocesi e i
moltissimi santuari e le
chiese a Lei dedicati) ci
guardi benigna e amorosa».
P A G I N A
16
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI LUNEDÌ 28 SETTEMBRE
Crea:
si riparte
dalla
natura
Tante conferme e qualche novità
nel nutrito programma proposto dal
Centro di riferimento per l’educazione
ambientale di Como per l’anno
scolastico 2010-2011
a cura di MARCO GATTI
[email protected]
M
ancano poche settimane, ormai,
alla ripresa
dell’anno
scolastico e il Crea di
Como (il Centro di riferimento per l’educazione
ambientale) è già pronto
con le nuove proposte didattiche per la “stagione”
2010-2011. Come ogni
anno il programma sarà
illustrato ai dirigenti scolastici e ai docenti interessati con un incontro di
presentazione a Villa Gallia, fissato per il 27 settembre prossimo, dalle 15 alle 18. L’incontro
precederà di qualche giorno la data di invio delle
schede di iscrizione ai
vari laboratori (prevista
per il 4 ottobre), così da
dare modo ai dirigenti
scolastici di effettuare le
scelte più appropriate e di
coordinare l’invio delle richieste di ciascun plesso.
Allo scopo di assicurare una più efficace gestione dei progetti, stante la
notevole affluenza registrata negli ultimi anni,
e di offrire una distribuzione più omogenea su
tutto il territorio provinciale il Crea ha deciso di
introdurre, per questa
edizione, oltre al vincolo
di un solo laboratorio per
classe, anche il limite di
richiesta di un massimo
di dieci classi per ciascun
plesso.
Le assegnazione avverranno, come di consueto,
fino ad esaurimento delle ore disponibili per ciascuna cooperativa/laboratorio seguendo l’ordine di
arrivo delle richieste.
La partecipazione prevista quest’anno è di circa 450 classi.
Ma vediamo ai contenuti delle proposte 20102011.
«Il programma di educazione ambientale di
quest’anno - ci spiega
Anna Danielon responsabile del Crea di Como si presenta con alcune interessanti novità e altre
importanti conferme. Da
segnalare, innanzitutto,
la scelta di dedicare la nostra copertina all’Anno
Internazionale delle Foreste, proclamato dall’Assemblea generale delle
Nazioni Unite per soste-
nere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Una adesione non solo formale, la nostra, ma che si è concretizzata anche in due progetti a tema. Il primo riguardante il nuovo laboratorio/spettacolo teatrale “Alla ricerca del Tempo
perduto”, in cui il protagonista farà un viaggio
nel tempo per scoprire
come sarà il futuro del nostro pianeta in conseguenza dei cambiamenti
climatici. Le foreste che
l’uomo non si preoccupa
di preservare saranno il
punto di partenza per
questo viaggio di riflessione e speranza.
La seconda noANNO SCOLASTICO 2009/2010
vità riguarda il
progetto SOS naARGOMENTI TRATTATI
N. CLASSI LABORATORIO CREA COMO
tura, realizzato
74
Teatro - Sotto Assedio
dalla polizia lo43
acqua
cale provinciale,
54
carta
che quest’anno
24
energia ed energia
darà, a ciascuna
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impronta ecologica
classe che lo vor41
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di piantare un
CONSUMI CONSAPEVOLI
245
albero nel pro9
cambiamenti climatici
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aria metropolitana
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KYOTO E IL CLIMA
12
Un’altra inte13
lago di piano
ressante novità
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blu base
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spina verde
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81
ry dei nostri fiu54
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origine dei laghi
remo con l’associazione “Pro47
SOS natura - polizia locale
teus” presso l’in16
lago vivo o lago morto?
cubatoio ittico di
16
la strada e la sostenibilità
Valmorea, gesti6
muto come un pesce
to dall’Ufficio PeLUOGHI E PAESAGGI
165
sca della Provin10
Nautilus (radio)
cia di Como, per
COMUNICAZIONE
10
parlare ai ragazTOTALE
513
zi di ripristino
Di seguito una veloce carrellata dei laboratori proposti
Mini Nautilius - progetto radio NOVITÀ!
Il sottomarino “Nautilus”torna a viaggiare sulle frequenza di
Ciao Como Radio FM 89.4 in una versione dedicata ai più
piccoli.
L’acqua, una risorsa preziosa
Il laboratorio ha lo scopo di sensibilizzare in merito ad un
consumo consapevole dell’acqua e aiutare a conoscerne la qualità.
Riciclare per non inquinare
Questo laboratorio nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sul tema dei rifiuti, del riciclaggio e della raccolta differenziata. Particolare attenzione sarà dedicata all’osservazione
della composizione dei rifiuti più comuni, anche attraverso
la manipolazione dei materiali di scarto.
C’è energia ed energia
Quali energie utilizziamo nella nostra vita quotidiana? Come
possiamo suddividere i diversi tipi di energia? E soprattutto, cosa possiamo fare per consumarne meno? I ragazzi avranno modo di analizzare i consumi quotidiani di energia e conoscere esempi di utilizzo di tecnologie alternative.
L’impronta ecologica
I ragazzi apprenderanno il significato di questo indice e impareranno a misurarlo.
Metti la carta in gioco
I ragazzi apprenderanno il procedimento di produzione della
carta da riciclo o, in alternativa, la tecnica del riutilizzo
attraverso la produzione di cartapesta.
Alla ricerca del tempo perduto (teatro) NOVITÀ!
Attraverso l’attività teatrale si darà modo ai ragazzi di riflettere sull’importanza delle piccole azioni quotidiane che
ognuno può compiere per la salvaguardia dell’equilibrio tra
uomo e ambiente.
Area metropolitana e cambiamenti climatici
Un laboratorio, da sviluppare secondo tre diverse modalità, per “leggere” l’area metropolitana nella sua complessità approfondendone gli aspetti inquinanti.
Al lago di Piano sulle tracce della biodiversità
I protagonisti andranno alla scoperta del lago di Piano,
esplorando gli ambienti del bosco e del lago, scoprendone
la biodiversità.
Spina Verde, la natura tra città e cielo
Conoscere la Spina Verde, un ambiente naturale in cui la biodiversità viene
preservata e si lascia osservare.
A piedi nel parco
Alla scoperta del percorso botanico del Parco di Villa Olmo grazie alle G.E.V.
(Guardie Ecologiche Volontarie) che operano in seno alla Polizia locale della
Provincia di Como.
S.O.S. Natura - speciale foreste NOVITÀ!
Un viaggio nell’ambiente naturale alla scoperta dei boschi e delle foreste del
territorio lariano con l’ausilio della Polizia Locale della Provincia di Como.
La strada e la sostenibilità ambientale
Sempre il supporto degli agenti di Polizia locale i ragazzi potranno tastare
con mano le problematiche connesse alla viabilità delle nostre strade, vivendo da protagonista anche l’esperienza di un vero e proprio controllo stradale.
La nursery dei nostri fiumi NOVITÀ!
Interessante laboratorio all’interno del Parco della Valle del Lanza, alla scoperta dell’incubatoio ittico di Valmorea.
Laboratorio “blu” base
Gli educatori dell’Associazione Proteus guideranno i ragazzi alla conoscenza
degli ecosistemi acquatici del nostro territorio.
L’origine e l’utilizzo sostenibile del territorio lariano
Questo laboratorio introdurrà i ragazzi nel meraviglioso mondo della Geologia. Un nuovo modo di parlare del lago di Como.
Lago vivo o lago morto?
Basta che le acque siano trasparenti per dire che sono pulite? Il laboratorio
cerca di rispondere a questa e ad altre domande partendo dal concetto che
laghi e fiumi non sono semplici contenitori di acqua, ma ricchi ecosistemi
pieni di vita.
Per ulteriori informazioni sui laboratori e per le modalità di iscrizione consultare il sito del C.R.E.A. www.creacomo.it.
ambientale dei corsi d’acqua. Ancora: il progetto
radiofonico “Nautilus”
quest’anno si è trasformato in “Mini Nautilus”. La
trasmissione radiofonica
in onda sulle frequenze di
Ciao Como Radio, infatti,
sarà realizzata da classi
di bambini (delle elementari o, al massimo, delle
medie) che lo scorso anno
si sono particolarmente
distinte nelle nostre attività.
E per finire abbiamo
consolidato, attraverso un
protocollo d’intesa, la collaborazione con la Comunità Montana Valli del
Lario e del Ceresio, gra-
zie alla quale avremo la
possibilità di portare 25
classi alla Riserva del
Lago di Piano. Non si
tratta esattamente una
novità, ma abbiamo scelto di riproporre questa
iniziativa visto il successo della sperimentazione
fatta lo scorso anno . Con
la collaborazione del Parco Spina Verde, invece, altre 20 classi avranno l’opportunità di visitare la
zona umida di Paré.
Per il resto, tutti i vecchi progetti sono stati
confermati, essendo i
temi trattati ancora di
stretta attualità.
Quest’anno contiamo di
lavorare con un numero
di classi che potrà variare da 450 a 490 (+ quelle
che saranno coinvolte su
altri progetti non compresi nel programma), a seconda dei laboratori che
verranno scelti, che possono richiedere più o
meno ore a scalare. Un
successo atteso, frutto anche della sensibilità e dell’attenzione messa in
campo dagli assessori
Paolo Mascetti (Ambiente) e Ivano Polledrotti
(Agricoltura e Pesca, Polizia locale). Lo scorso
anno scolastico le classi
coinvolte nei vari laboratori furono 513».
CRONACA
P A G I N A
Como
17
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
CONTRIBUTI PER POTER ANDARE IN VACANZA
Tornano i buoni
per un turismo
alla portata
di tutti
L
a vacanza, un diritto per tutti.
L’occasione per
staccare la spina,
ritrovare energie,
risorse per riprendere
l’attività lavorativa rinvigoriti nel corpo e nello
spirito.
Un diritto sacrosanto
che, però, la crisi globale
ha recentemente messo in
discussione. Oggi più di
prima occorre dosare con
oculatezza i risparmi di
una vita, nel tentativo di
mantenere in equilibrio il
bilancio familiare.
Il risultato è che, per
molti, la vacanza si è trasformata in un mordi e
fuggi. Uscite “spot”, fuori
porta. La semplice occasione per una boccata
d’aria.
Ma se, nella sostanza,
poco è cambiato per chi
già stava bene, a rimanere tagliati fuori, negli ultimi mesi, sono apparsi,
sempre di più, i ceti medio bassi. Quanti, non
senza sacrifici, nonostante le fatiche, testardamente sceglievano di
“strappare” una manciata di giorni di vacanza al
menage quotidiano.
Va nella direzione di offrire sostegno a questa
categoria la logica dei
“buoni vacanze”, pensati
anni fa dal Governo Prodi
ma mai concretamente
attuati e, finalmente
estratti dal cappello nel
corso di questo 2010.
«È la frontiera del turismo sociale - ci spiega
Paolo Perazzoli, presidente di Etsi Como, l’Ente
turistico sociale italiano
della Cisl, legato, nel
comasco, all’agenzia Viaggi Plinio -. Il turismo sociale della Cisl punta ad
andare incontro alle esigenze delle fasce deboli
della popolazione. E rappresenta una forma di tutela del cittadino nel suo
diritto ad avere una pausa di riposo nell’attività
lavorativa, a difesa della
Una volta
ottenuta la
certificazione Isee
è possibile
inoltrare richiesta
di un sostegno
economico per
coprire parte
dei costi delle
proprie ferie.
Un modo per
salvaguardare
il diritto a
staccare la spina,
nonostante la crisi
e le difficoltà
economiche
di MARCO GATTI
qualità della vita. Uno
strumento utile nei momenti in cui vi è una reale difficoltà: famiglie numerose, con bambini piccoli, con anziani in casa,
giovani con reddito non
ancora consolidato, anziani solo parzialmente
autosufficienti, famiglie a
basso reddito».
Ma cerchiamo di capire
meglio dove nasce la storia dei buoni vacanza e
come si configurano.
«Emessi dall’ultimo Governo Prodi - prosegue
Perazzoli - non si era mai
provveduto a darne effettivamente corso attraverso i necessari regolamenti attuativi. I buoni erano
rimasti così in giacenza.
L’atteso decreto è finalmente arrivato soltanto
agli inizi di quest’anno. I
primi buoni vacanza sono
quindi stati emessi agli
inizi di quest’anno, a scadenza, però, al 30 giugno.
La loro validità riguardava lo svolgimento di vacanze in Italia per i nuclei familiari che ne facevano richiesta rispondenti a determinati requisiti
reddituali. Vacanze che,
però, lo ribadisco, dovevano avere termine entro il
30 di giugno».
Qual è stata la risposta dell’utenza?
«Direi discreta. Va det-
to che, come Viaggi Pilinio, siamo l’unica agenzia
turistica di Como ad accettare i buoni…»
Perché?
«Per le agenzie rappresentano un costo. Lo sconto dovuto all’utilizzatore
e le spese di commissione
(il 4%) dovute alle gestione del sistema dei buoni
ne riducono considerevolmente i margini di guadagno. Ma trattandosi, la
nostra, di un’agenzia sindacale che attua e promuove forme di turismo
sociale non potevamo sottrarci dal sostenere questa opportunità».
Torniamo ai numeri…
«Sono circa una ventina le persone che hanno
usufruito, fino al 30 giugno, dei buoni».
Le località prescelte?
«Per lo più la riviera romagnola e la Liguria.
Qualcuno ha optato, invece, per il meridione».
E per i buoni non utilizzati?
«Al termine del 30 giugno - prosegue il presidente di Etsi - i buoni perdevano valore e non si potevano più utilizzare. Una
nota di fine luglio ha però
comunicato l’intenzione
del governo di rinnovare
il decreto attuativo, estendendo la possibilità di richiedere nuovamente i
buoni per vacanze da settembre a novembre e da
gennaio a giugno, dunque
con scadenza annuale,
fuori dai periodi di alta
stagione, e sempre per
vacanze in Italia. Tale
regolamentazione è stata
approvata sul finire del
mese di agosto. Pertanto
attualmente è possibile,
per chi lo desideri, inoltrare richiesta per l’ottenimento dei nuovi buoni. Chi fosse in possesso
dei vecchi dovrà, necessariamente, riconvertirli.
Una correzione positiva
introdotta rispetto alla
prima fase riguarda l’in-
BUONI VACANZE ITALIA
I Buoni Vacanze Italia sono uno strumento a disposizione di tutti i soggetti interessati a favorire il turismo sociale: un turismo per tutti, un
turismo di qualità, solidale e sostenibile finalizzato alla crescita, all’arricchimento e alla valorizzazione sociale e culturale dell’uomo.
Vengono messi a disposizione di tutti i soggetti pubblici o privati che
vogliono in particolare favorire l’accesso al turismo delle categorie più
deboli o dei loro dipendenti.
Hanno diritto ad ottenere il contributo statale i nuclei familiari, composti da cittadini italiani e dell’Unione Europea, regolarmente residenti in
Italia, ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e di residenza, che alla data della richiesta di emissione dei buoni vacanze rientrano nelle previsioni socio-economiche in base alla composizione familiare ed alle fasce di reddito previste in una apposita tabella.
dal sito www.buonivacanze.it
troduzione di un sistema
più equo per l’erogazione
dei contributi. Inizialmente per concedere i
buoni veniva richiesto il
reddito del nucleo familiare. Attualmente invece
la concessione è subordinata all’Isee».
Ma come funziona la
procedura per accedere al buono?
«Prima di tutto l’utilizzatore si deve rivolgere ad
un Caf per richiedere il
rilascio della certificazione ISEE. Una volta
ottenuta può presentare
la domanda direttamente
attraverso il sito dei buoni (www.buonivacanze.it),
oppure può rivolgersi a
noi che, come Etsi, ci facciamo carico di assistere
l’utente nell’inoltro della
richiesta. Il contributo
statale varierà, ovviamente, a seconda del livello di reddito Isee. Nel
momento in cui viene accettata la domanda (la
procedura on-line è praticamente immediata) rilasciamo all’utente due copie dell’autorizzazione ottenuta con le quali deve
recarsi in banca, una filiale della Intesa-S. Paolo, entro 10 giorni dalla
richiesta, e pagare la quota di sua competenza.
Dopo di che gli arriverà,
direttamente a casa, entro pochi giorni, il mazzetto di buoni richiesti
corrispondenti al valore
totale. Un esempio, tanto
per essere chiari: se una
persona ha diritto a 500
euro di buono, con il contributo statale di 100
euro, si recherà in banca
versando 400 euro, e riceverà a casa un buono
spendibile del valore di
500 euro».
Dove possono essere
spesi i buoni?
«Alberghi, campeggi,
affittacamere... In buona
sostanza tutte le strutture convenzionate riportate nel database presente
sul sito di buoni vacanze.
I buono è anche spendibile presso le agenzie di
viaggio disposte ad accettarli, in questo caso anche
per strutture non riportate sul sito, purché si tratti di viaggi in Italia e nei
periodi autorizzati».
FONDO SOSTEGNO AFFITTO: LE DOMANDE FINO AL 20 OTTOBRE
Fondo sostegno affitto: ci sarà tempo fino al 20 ottobre per presentare la domanda. Il fondo, lo si evince dalla sua stessa definizione, ha lo scopo di erogare
contributi a favore di soggetti aventi un contratto di affitto regolarmente registrato.
La domanda deve essere presentata presso i Centri di Assistenza Fiscale
(C.A.A.F.) del territorio convenzionati con la Regione Lombardia e/o con il Comune di Como. A titolo di rimborso potrà essere chiesto il pagamento di un
importo massimo di 5 euro.
Il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti: residenza nel
Comune di Como, cittadinanza italiana o di uno stato dell’Unione Europea ov-
vero straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno almeno
biennale che eserciti regolare attività, anche in modo non continuativo, di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. Per gli stranieri: residenza da almeno
dieci anni sul territorio nazionale, o da almeno cinque anni in Regione Lombardia.
Per l’anno 2010 i richiedenti sono tenuti a dichiarare di aver beneficiato, nella dichiarazione IRPEF corrispondente, della detrazione spettante per il canone di locazione. Nulla è dovuto qualora il contributo sia pari o inferiore alla
detrazione. Nel calcolo dei redditi non sono da considerare le indennità di accompagnamento o speciali riconosciute a portatori di handicap totali o parziali.
CRONACA
P A G I N A
Como
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
VIAGGIO NEL PAESE AFRICANO/1
Como-Sudan
un legame
che continua
S
ono larghe e coperte di polvere
le strade di
Khartoum, capitale del Sudan.
Le dune del Sahara sono
lontane ma un deserto di
sassi e polvere arriva fino
alle porte delle città e anche oltre, portato dal vento. Vista dal cielo la capitale del più grande stato
dell’Africa, con i suoi 2,5
milioni di chilometri quadrati (grande quanto Italia, Francia, Spagna e
Portogallo messi insieme), appare come una
lunga distesa opaca tagliata nel mezzo da un
serpente azzurro che avvolge le sue spire tra i
palzzi del centro: costruzione che rappresentano
il segno più evidente dello sviluppo degli ultimi
anni, alimentato dai proventi petroliferi e dai
grandi investimenti dei
Paesi arabi e delle potenze asiatiche come Cina,
India, Malesya e Sud
Corea. E’ il Nilo o meglio
Sono sempre più
stretti i rapporti
tra la nostra
diocesi e il Paese
africano che sta
provando a
lasciarsi alle
spalle i dolori
della guerra
Ecco gli appunti
di un viaggio nel
“gigante”africano
pagina a cura di MICHELE LUPPI
di due Nili, il Bianco proveniente dal Sud Sudan e
l’Azzurro proveniente dall’Etiopia, che proprio qui,
nel cuore di Khartoum, si
incontrano dando vita al
grande fiume padre di
antiche civiltà. Il fiume
carico d’acqua per la stagione delle piogge, come
da millenni, ha superato
gli argini allagando i campi e coprendo con il prezioso limo una lingua di
terra a destra e a sinistra
del suo naturale alveo.
Una grande fascia verde
rubata al deserto.
E’ questa visione di
Khartoum dall’alto e della grandezza del Nilo che
saluta il nostro arrivo a
Khartoum all’inizio di
questo viaggio in un Paese sempre più legato a
Como e alla nostra diocesi. A partire dal Vescovo,
mons. Rudolf Deng Majak, presidente della Conferenza Episcopale Sudanese, che a Como ha trascorso parecchi mesi durante i suoi anni di studio a Roma e con cui è
nata un’amicizia che continua a distanza di qua-
il palazzo del presidente
sudanese al-Bashir
a Khartoum
rant’anni. E come dimenticare i tanti missionari
comaschi e valtellinesi
che in Sudan trascorrono
o hanno trascorso la loro
vita. I progetti sostenuti
dall’Ufficio Missionario
nel Paese africano e il lavoro di volontari e organizzazioni come l’ OVCI
Nostra Famiglia di Bosisio Parini che, proprio in
Sudan, gestisce alcuni
centri di assistenza per
bambini con disabilità.
Un impegno a favore del
Sudan che da anni vede
impegnata in prima linea
anche la Caritas diocesana che è presente nel
Paese con un proprio operatore, Enrica Valentini,
nella diocesi di Wau, in
Sud Sudan. Una presenza che, grazie alla solidarietà dei comaschi, ha
permesso in questi anni
di sostenere la Chiesa
sudanese nell’assistere la
popolazione provata dalla guerra. Sì, perché in
Sudan la guerra è stata
una terribile realtà fino
al 2005 quando un accordo di pace ha posto fine
alla lotta tra Nord e Sud.
Scontri che continauno
ancora nella martoriata
regione del Darfur. La
guerra civile tra nord e
sud durata dal 1983 al
2003 è costata la vita, secondo le stime a quasi 2
milioni di persone, costringendo 4 milioni di
persone alla fuga.
Il Sudan rimane un Paese simbolo, al confine tra
due afriche, quella cosiddetta “araba” del nord,
dove forte è la presenza
dell’Islam, e quella nera
del sud, in prevalenza cristiana e animista. La terra della rivoluzione
islamica del Mahdi e di
San Comboni che morì
proprio a Khartoum nel
1881 dopo aver iniziato
l’evangelizzazione dell’Africa nera. Una terra
che per secoli è stata al
centro di scambi commerciali, con i mercanti arabi
che penetravano lungo il
Nilo fino al cuore del continente, ma anche culturali e sociali. Confini che,
come sempre in Africa,
non sono mai netti e difficilmente possono essere
tracciati con una riga sull’atlante. Ora gli occhi di
tutti sono rivolti al referendum del prossimo gennaio quando i cittadini del
Sud Sudan potranno scegliere se diventare indipendenti dal Nord. Una
decisione che potrebbe
provocare nuove violenze.
Un appuntamento che
non può non interessarci.
Ecco perché nelle prossime settimane vi accompagneremo in questo viaggio nel “nostro” Sudan.
INTERVISTA A MONS. RUDOLF DENG MAJAC PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SUDANESE
“La gente è stanca della guerra, ha voglia di pace”
F
a un certo effetto stare su un
aereo che sorvola la savana, verde per le abbondanti precipitazioni della stagione delle
piogge, e sentire un Vescovo africano parlare del
lago di Como e delle montagne della Valchiavenna.
E’ questo che mi è successo in Sudan lungo il volo
tra la capitale Khartoum
e la città di Wau, una delle più popolose città del
Sud Sudan. Il Vescovo in
questione è mons. Rudolf
Deng Majak, presidente
della Conferenza Episcopale Sudanese con un
passato da seminarista in
Italia e tante estati a Como sulle spalle. “Era il
1967 – racconta – quando studente dell’Istituto
di Propaganda Fide, durante il periodo estivo,
sono arrivato per la prima volta a Como, ospite
della parrocchia di
Sant’Agata. Da allora è
nata con la parrocchia e
più in generale con la vostra diocesi un’amicizia
che continua ancora oggi”.
In particolare mons.
Rudolf ha ricordato Maria Maternini, la sua “madrina” in quegli anni, ma
è da tutta la parrocchia di
S.Agata prima e, successivamente, dall’intera
diocesi che è arrivato e
continua ad arrivare “un
sostegno materiale e morale alla nostra Chiesa”.
L’ultima visita di mons.
Rudolf Deng Majak alla
nostra diocesi è avvenuta lo scorso anno, insieme
a padre Eugenio Caligari,
missionario comboniano
nativo di Chiavenna , da
alcuni anni parroco a
Raja una cittadina nella
diocesi di Wau, retta proprio da mons. Deng
Majak. Pochi giorni dopo
il viaggio in aereo abbia-
mo rincontrato il Vescovo
a Wau e raccolto questa
intervista.
Eccellenza qual è la
situazione oggi in
Sudan a quasi sei anni
dalla firma degli accordi di pace?
“Il successo più importante del CPA è senza
dubbio quello di aver posto fine a vent’anni di
guerra e aver favorito l’at-
mosfera di maggior stabilità che respiriamo ormai
da cinque anni. Ci sono
stati miglioramenti nelle
infrastrutture, con la sistemazione di alcune
strade tra le principali
città del Sud ed alcuni
passi in avanti nei servizi sociali con la costruzione di alcune scuole e dei
centri sanitari. Siamo
però all’inizio e ancora
tanto è da fare. La mia
preoccupazione è che i
nostri leader non siano
così preparati a sostenere tutte queste sfide. In
particolare non possiamo
negare il cammino ancora lungo da compiere per
quanto riguarda la riconciliazione tra le comunità. Un impegno che ci
coinvolge in prima persona come Chiesa”.
In questi anni qual è
stato il ruolo della
Chiesa sudanese?
“Abbiamo lavorato per
incoraggiare l’intera società ad apprezzare di più
la vita, lavorando per favorire il perdono e la riconciliazione, andando oltre divisioni e tribalismo”.
A che punto è il cammino di riconciliazione?
“Qualcosa sta camminando ma è necessario
lavorare di più sulla formazione e l’educazione
ma purtroppo le risorse a
disposizione sono poche”
Il referendum per
l’autodeterminazione
del Sud Sudan si avvicina. Come Conferenza Episcopale avete
inviato una lettera pastorale all’intero popolo sudanese e ai rispettivi leader. Cosa
chiedete?
“Prima di tutto ribadiamo la necessità di rimettere al centro la dignità
umana e dall’altra parte
chiediamo che ad ogni
persona venga garantito
il diritto di esprimere la
propria opinione. Nel documento sottolineiamo la
necessità che entrambi
gli schieramenti, sia chi
è per la separazione che
chi è per l’unità, chiariscano quali saranno le
conseguenze di un’eventuale scelta in un senso
o nell’altro. Chi vuole
l’unità deve chiarire che
tipo di Sudan unito sarà:
sarà un Sudan in cui un
gruppo comanda sugli altri o vi sarà la partecipazione di tutti? Quali saranno di diritti e i doveri? Così come chi vuole
l’indipendenza deve spiegare come intenderà governare e cosa farà una
volta che il Paese sarà indipendente”.
In vista del referendum appaiono però
ancora molti punti in
sospeso come la definizione dei confini e la
stessa macchina elettorale non si è ancora
messa in moto. Crede
si possa arrivare
impreparati al voto?
“Si, purtroppo c’è ancora molto da fare. Credo sia
necessario che la popolazione prenda consapevolezza della decisione che
sta per prendere.
E’ necessario organizzare gruppi di discussione e
dibattito perché ognuno
possa arrivare ad una
scelta consapevole. Durante la guerra non si poteva parlare adesso viviamo in un’atmosfera di libertà e non possiamo più
tollerare forme di corruzione, nepotismo, tribalismo”.
In caso di una scelta
a favore dell’ indipendenza del Sud Sudan
pensa che il governo di
Khartoum accetterà
senza problemi?
“Il Nord non accetterà
facilmente, ci saranno delle difficoltà, specialmente
nelle aree di confine. Anche al Sud ci sono persone che potrebbero opporsi
ad un’indipendenza. Ma
credo che tutti questi problemi possano essere risolti con un po’di buona
volontà da parte di entrambe le parti”.
Quindi, guarda con
speranza al futuro?
“Si, perché penso che
dopo oltre sessant’anni di
sofferenza e di guerra, l’ultima delle quali durata
vent’anni l’intero popolo
del Sudan voglia la pace.
La gente è stanca della
guerra”.
CRONACA
P A G I N A
Como
19
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
LE NOVITÀ DAL 13 SETTEMBRE
S. Anna
e nuova
viabilità,
si parte
dai bus
D
al prossimo 13
settembre i bus
del trasporto locale raggiungeranno il nuovo
ospedale S.Anna. Il servizio sarà assicurato ogni
15 minuti nelle ore di
punta, dalle 7.30 alle 9.30
e dalle 17.30 alle 19.30, e
ogni 30 minuti nelle altre
fasce orarie e nei festivi.
Ad annunciarlo sono stati in una conferenza
stampa congiunta i vertici del Comune di Como e
della Provincia che hanno precisato come “non
sarà attivata alcuna linea
dedicata” - come ipotizzato negli scorsi mesi - ma
“si provvederà alla modifica del tracciato della linea 1 Ponte Chiasso- San
Fermo che verrà deviata
in modo da raggiungere il
nuovo ospedale”. Ad essere deviati non saranno,
però, tutti i bus della linea 1 ma solo la metà dei
mezzi che saranno indicati da un’apposita dicitura,
probabilmente “linea 1H
S.Anna”. La prima corsa
arriverà all’Ospedale alle
6.38, l’ultima lascerà il
nosocomio alle 22.00.
Questo di fatto comporterà lo sdoppiamento del capolinea, con il conseguente dimezzamento delle
corse nel tratto PrestinoSan Fermo.
IL NUOVO
TRAGITTO
I mezzi provenienti da
Ponte Chiasso dopo aver
Cambiamenti
sul tracciato della
linea 1 Ponte
Chiasso S. Fermo,
che verrà deviata
in modo
da raggiungere
il nuovo ospedale
di MICHELE LUPPI
attraversato Como e raggiunto piazza Camerlata,
procederanno lungo la via
Varesina e imboccheranno via Risorgimento, attraversando il quartiere
di Breccia, proseguiranno
poi fino a Prestino dove
all’altezza di piazzale
Giotto sarà realizzata,
entro la prossima estate,
una nuova rotatoria con
una spesa di circa 400
mila euro a carico dell’amministrazione provinciale. Piazzale Giotto
diventerà così il punto di
snodo tra le due varianti
della Linea 1. Qui i bus si
divideranno: una parte
proseguirà verso il capolinea S. Fermo per poi tornare verso Como, l’altra
tornerà, invece, indietro
lungo viale D’Annunzio
per immettersi nella
“varesina” in direzione di
Lucino e del nuovo Ospedale. Un percorso, strettamente legato alla realizzazione di alcune opere
accessorie (vedi il box) che
serviranno a permettere
ai bus di circolare con
maggior sicurezza e
fluidità. Su tutti ricordia-
Foto William
mo l’intervento in piazzale Giotto a Prestino per
cui saranno necessari 68 mesi. “Fino ad allora ha spiegato Pierantonio
Lorini, tecnico del Comune di Como - i bus seguiranno un percorso provvisorio: i mezzi diretti a
S.Fermo e quelli diretti al
nuovo Ospedale non si
biforcheranno a Prestino,
in piazzale Giotto, ma a
Breccia, al bivio tra via
Risorgimento e viale
D’Annunzio”.
LE RAGIONI
DELLA SCELTA
L’assessore alla viabilità del Comune di Como,
Stefano Molinari, presentando il nuovo servizio,
giovedì 26 agosto, non ha
nascosto il dibattito nato
tra Comune, Provincia e
Asf negli scorsi mesi. “Abbiamo lavorato a cinque
ipotesi - ha spiegato l’assessore - e non nascondiamo che come Comune di
Como avevamo ipotizzato
l’istituzione di una linea
dedicata dalla stazione
S.Giovanni al nuovo Ospedale. Una possibilità
scartata per motivi prettamente economici: questo avrebbe comportato
un esborso di circa 800
mila euro all’anno dalle
casse comunali e considerando i tagli al finanzia-
mento statale al trasporto pubblico, previsti per il
prossimo anno, non era
una soluzione sostenibile.
La decisione di deviare la
linea 1, invece, oltre a permettere la funzionalità
del servizio, avrà praticamente costo zero, utilizzando una linea già esistente”. Dall’altra parte
la scelta di utilizzare
come punto di scambio
quello di piazzale Giotto
è stata dettata, secondo i
tecnici, dalla volontà di
non penalizzare un bacino di utenza importante
per il nuovo ospedale
come quello di Prestino e
Breccia.
DISAGI
PER I CITTADINI
La nuova variante comporterà dei disagi per i
cittadini di Prestino e San
Fermo soprattutto nei
primi mesi, quando sarà
in funzione la linea provvisoria. “Nelle prime settimane di servizio -ha
spiegato il funzionario
della provincia Giuseppe
Cosenza - effettueremo
un monitoraggio della situazione per valutare
l’eventualità di estendere
le fasce di punta con la
necessità di finanziare le
corse aggiuntive. Questo
comporterà un investimento di fondi pubblici da
parte della Provincia per
cui vogliamo essere sicuri che sia realmente necessario”. Sugli eventuali disagi per i cittadini di
San Fermo l’assessore e i
tecnici tagliano corto. “E’
vero i cittadini di San Fermo vedranno dimezzate
le corse in arrivo al capolinea - ha spiegato l’architetto Cosenza - ma rimane comunque uno dei Comuni meglio serviti della
cintura urbana con bus in
arrivo ogni 15 o 30 minuti”.
CHE COSA CAMBIEÀ
Ecco di seguito un elenco delle principali modifiche alla viabilità legate al
nuovo ospedale.
La realizzazione di una corsia riservata al trasporto pubblico sulla Varesina,
da via Risorgimento a via Lissi in direzione di Como (intervento realizzabile
in tempi brevi); la limitazione del traffico privato in via Risorgimento con
transito consentito solo ai bus, veicoli di residenti e frontisti, nel tratto in
direzione di Como tra via Nicolodi e via Rimembranze, e la deviazione del
traffico di transito, proveniente da Prestino-San Fermo e diretto verso Como
centro, lungo l’itinerario D’Annunzio-Varesina, sfruttando la rotatoria su due
livelli esistente e il possibile aumento del tempo di verde semaforico sull’ex
statale Briantea (intervento realizzabile in tempi brevi); la realizzazione di
una rotatoria in piazzale Giotto (intervento attuabile non prima della prossima primavera) per consentire la deviazione di parte delle corse della linea 1
Chiasso-San Fermo, da detto piazzale di Prestino per/da il nuovo ospedale; la
ristrutturazione dell’intersezione via Varesina/via Lissi, con realizzazione di
una rotatoria, per fluidificare il traffico in uscita dalla città verso il nuovo
ospedale Sant’Anna (intervento già previsto nel Piano triennale delle Opere
per il 2011).
PARI OPPORTUNITÀ: CONTRIBUTI ALLE STUDENTESSE ISCRITTE ALLE FACOLTÀ TECNICO-SCIENTIFICHE
Contributi a favore di ragazze che scelgono corsi di laurea a carattere
tecnico-scientifico.
L’iniziativa, promossa dalle consigliere di Parità della Provincia di Como,
Paola De Dominicis e Rosi Manganaro, nell’ambito delle attività che realizzano per favorire l’inserimento delle donne nei settori professionali in
cui risultano sottorappresentate, ha lo scopo di incentivare le donne a
scegliere percorsi universitari di tipo scientifico, caratterizzati ancora oggi
da una scarsa presenza femminile. «Le materie scientifiche e tecnologiche – spiegano - sono, infatti, considerate tradizionalmente appannaggio
dei maschi, che vengono ritenuti più bravi e predisposti, mentre nelle
ragazze si tende a sottolineare l’attitudine per le materie umanistiche.
Le scelte formative di studenti e studentesse risultano, inoltre, condizionate anche dagli stereotipi di genere che riguardano la divisione dei ruoli
nella società tra donne e uomini. Il progetto formativo delle donne finisce, pertanto, più o meno consapevolmente, per essere subordinato alla
possibilità di trovare occasioni di lavoro che offrano modalità organizzative
che si combinino alla gestione della famiglia, soprattutto in presenza di
figli».
A tale scopo le consigliere di Parità promuovono, in collaborazione con il
Comitato Pari Opportunità dell’Insubria, un bando per l’assegnazione di
contributi – rimborso prima rata tasse di iscrizione e buono libri di 400
euro - a donne che si iscrivono alla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università dell’Insubria di Como, ai seguenti corsi:
corso di laurea triennale in fisica, corso di laurea magistrale in chimica.
Le consigliere di Parità hanno promosso, inoltre, un bando per l’assegnazione di contributi, rimborso prima rata tasse di iscrizione, a donne che si
iscrivono al Politecnico di Milano, polo Regionale di Como, al corso di
laurea triennale in Ingegneria Informatica
I bandi per la selezione delle candidate sono disponibili dal 25 agosto
2010. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e
non oltre il 17 settembre 2010.
Per le iscritte a Fisica e Chimica il bando è scaricabile dai siti:
www.provincia.como.it; http://lavoro.provincia.como.it; www.
uninsubria.it/uninsubria/facolta/scico.html . Per informazioni: Comitato
Pari Opportunità Università dell’Insubria, dott.ssa Barbara Giussani,
tel. 031-2386424, e-mail [email protected], dott.ssa Patrizia Scuderi . tel. 031/2386425 , e-mail [email protected],
[email protected].
Per le iscritte a ingegneria informatica il bando è scaricabile dai siti,
www.provincia.como.it, http://lavoro.provincia.como.it; www.polocomo.polimi.it; Per informazioni: Ufficio Orientamento Politecnico Polo
di Como, tel. 031-3327318, e-mail: [email protected]
CRONACA
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
I PROGETTI IN CANTIERE
L’Unione Ciechi
“guarda”
lontano...
Dal sostegno
a due giovani ugandesi
non vedenti ad un
progetto legato alla
realizzazione di libri
parlati. Questo
e altro nelle
iniziative proposte
dall’associazione
per offrire sostegno
alle persone
con disabilità visiva
T
erminata la pausa estiva anche
l’Unione Italiana
Ciechi e Ipovedenti di Como si
avvia alla ripresa delle
regolari attività di formazione, intrattenimento,
supporto e sensibilizzazione rispetto al tema disabilità visiva.
Molti, come sempre, i
progetti in cantiere. Tralasciando la normale attività di sezione ci limitiamo a segnalare alcune
iniziative, a nostro avviso, di notevole interesse.
La prima è la prosecuzione del progetto Uganda denominato: “Guardare lontano”.
Dal 23 aprile scorso la
...hai
l'ALCOLISMO
in casa?
...VUOI saperne
di più?
...hai bisogno
di AIUTO?
I GRUPPI
FAMILIARI
AL-ANON
condividono le
loro esperienze in
modo anonimo e
gratuito
e possono offrirti
le informazioni che
cerchi.
telefona al:
800-087897
Questi i nuovi
orari:
dal lunedì
al venerdì dalle
10.00 alle 12.00
e dalle 14.00
alle 17.30
sezione comasca si è impegnata ad assistere due
giovani ugandesi, Annet
ed Esther, disabili visive,
nella frequentazione di
corsi di braille, informatica, mobilità e tanti altri
aspetti dell’autonomia
personale.
Le due giovani, accompagnate da una religiosa
(suor Patricia), rimarranno in Italia fino al mese
di ottobre, ospiti della
casa dei padri Comboniani di Rebbio, dopo aver
trascorso i primi tre mesi
in Italia presso la Casa
Vincenziana di via Tatti.
«A parte qualche imprevisto per ricovero sanitario - spiega Daniele Rigoldi, presidente dell’ Uici
di Como - le due ospiti
stanno seguendo con attenzione e profitto i corsi proposti. Vorrei approfittare di questa occasione per ringraziare gli
amici soci e volontari che
hanno circondato di attenzione e solidarietà le
due donne e che hanno
contribuito ad offrire la
propria opera personale
gratuita di insegnamento».
Un nuovo fronte d’impegno per l’Unione riguarda anche il maggiore coinvolgimento dei soci
più giovani. Da qui la decisione di promuovere un
laboratorio di teatro, rivolto a bambini e ragazzi
dai 5 ai 15 anni con
disabilità visive, aperto
anche alla partecipazione
dei genitori. Il laboratorio
dovrebbe sfociare, poi,
nella rappresentazione di
uno spettacolo o di un
saggio.
I genitori che desiderano iscrivere i propri figli
dovranno telefonare in
segreteria (Uici Como,
tel. 031-570565) entro il
10 settembre.
Un ulteriore progetto,
rivolto al mondo della
disabilità visiva, ma che
mira ad allargare la rete
dei volontari sensibili a
questo mondo, riguarda il
“Libro parlato”
«La nostra sezione spiega in merito Daniele
Rigoldi - sta coinvolgendo
nuovi volontari donatori
di voce per creare un
gruppo di lettori in grado
di soddisfare eventuali
esigenze di lettura dei
soci. Questa iniziativa
prevede la formazione di
volontari lettori, all’uso
del programma di registrazione per la lettura di
SCULTURE E CERAMICHE D’ARTE A FENEGRÒ
Se la terra
non ha voce.
Boris Proietti
in mostra
“Se la terra non ha voce”. E’ questo il titolo della mostra che si terrà a
Fenegrò dal 4 al 12 settembre prossimo nella sala polifunzionale di via Roma
22. Protagonista sarà l’artista e ceramista Boris Proietti, il cui laboratorio
ceramico Tethis, ha sede proprio a Fenegrò. L’inaugurazione della mostra è
previsto per venerdì 3 settembre, alle ore 18. Gli orari di apertura saranno i
seguenti: sabato 4 e 11 settembre e domenica 5 e 12 dalle 10 alle 23, da
lunedì 6 a venerdì 10 settembre dalle 17 alle 22.
Nato in Gran Bretagna, ma formatosi alla facoltà di architettura di Milano, Boris Proietti è oggi un ceramista di fama internazionale. All’interno
della mostra personale, organizzata dall’associazione culturale “Finis
Agrorum”, verranno esposti altorilievi e sculture tridimensionali in cotto
refrattario. Tema centrale sarà la “Terra” e il suo “essere madre in multiformi aspetti”. Sempre presso il centro polifunzionale di Fenegrò, lunedì 13
settembre, partirà un corso di ceramica in 5 lezioni aperto a tutti. Per informazioni 335-8158074.
testi. Lo scopo è quello di
costituire un’audioteca
sezionale da mettere a
disposizione dei disabili
visivi». A tale proposito, al
fine di soddisfare al meglio le necessità dell’utenza, è stato predisposto
un questionario rivolto ai
soci, con la richiesta di
indicazioni e suggerimenti in merito alla tipologia
dei testi da registrare e
alle caratteristiche che un
non vedente reputa imprescindibili per un “lettore doc”. I questionario
sarà sottoposto ai soci
periodicamente, al fine di
predisporre al meglio il
servizio.
Fino a qui le novità più
importanti. La punta di
un servizio articolato e
complesso che, con molteplici iniziative, mira a offrire al mondo dei non
vedenti e ipovedenti occasioni per una vita serena.
A tal proposito la sezione comasca ricorda che
già da qualche settimana
sono aperte le iscrizioni ai
prossimi corsi sezionali
ordinari che avranno inizio in autunno: informatica, ginnastica dolce, attività motoria, ballo,
orientamento e mobilità,
autonomia domestica,
scrittura Braille, cucina,
stiro, firma, etc.
Si riproporranno esperienze già vissute in passato relative a corsi di
pattinaggio su ghiaccio
ed inglese e si avvieranno nuove esperienze di
corsi relativi a difesa personale, nuoto e ginnastica in acqua.
Per saperne di più ed,
eventualmente, iscriversi,
rivolgersi alla sede di via
Raschi, aperta il lunedì,
mercoledì e sabato dalle
8.30 alle 12, tel. 031570565, fax 031-571540,
e-mail: [email protected],
sito internet: www.uicco.
it.
Tra gli appuntamenti
da segnale in calendario:
l’assemblea sezionale di
sabato 18 settembre 2010
alle ore 15.00.
CRONACA
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Como
21
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
VERRÀ SISTEMATO IL MURO ADIACENTE ALLA FONTANA RAZIONALISTA
Restauri a Villa Geno
I lavori
prenderanno
il via in autunno
e duraranno 101
giorni. Il costo:
200 mila euro
Alcune
immagini
della
fontana
e del muro
in rovina
che la
circonda
P
renderanno il via
il prossimo autunno i lavori di
rifacimento del
muro a lago del
la fontana di Villa Geno.
Lo ha stabilito la giunta
accogliendo il progetto
esecutivo, redatto dai tecnici del settore Reti, Impianti Tecnologici, Protezione civile, per un investimento di 200mila euro
attribuiti al Comune di
Como con decreto del Ministero dell’Economia e
delle Finanze dello scorso giugno attraverso la cosiddetta legge Mancia.
“Grazie all’intervento del
senatore Alessio Butti spiega l’assessore Stefano
Molinari - l’Amministrazione Comunale ha beneficiato di uno stanziamento di 350mila euro,
200 dei quali appunto
verranno utilizzati per il
recupero del giardino di
Villa Geno. La fontana
rappresenta uno dei simboli della nostra città e
questo finanziamento ci
permette di poter intervenire subito scongiurando
la chiusura al pubblico
dell’area e addirittura
dello stesso impianto. I
danni provocati dal moto
ondoso del lago hanno,
infatti, minato le fondamenta del muro di sostegno. Questo danno pone
in condizioni di forte
precarietà la stabilità del
manufatto, e con il tempo
avrebbe potuto produrre
l’inevitabile ribaltamento
della fontana. Spero che
grazie all’intervento di
alcuni sponsor privati, da
me contattati, si possa
presto riattivare anche la
seconda pompa e riportare così la fontana al suo
antico splendore e installare l’impianto di illuminazione colorata dei getti
d’acqua». La fontana di
Villa Geno, capace di un
getto d’acqua alto 45 metri e realizzata nel 19481951 dall’ingegnere Renato Uslenghi, uno dei
maestri del Razionalismo
lariano, venne realizzata
a margine del parco della
sontuosa villa iniziata
alla fine del Settecento
dalla marchesa Menafoglio Ghilini. Una costruzione rimasta incompiuta. La proprietà del sito,
infatti, passò ai marchesi
Cornaggia Medici che, intorno al 1850, commissionarono all’architetto
Tazzini l’abbattimento
dell’edificio e la nuova costruzione di una villa di
linee tardo-neoclassiche.
L’edificio fu ricostruito e
l’interno venne decorato
con affreschi. I Cornaggia
Medici realizzarono anche l’ampio parco circostante. In particolare, furono tracciati viali e sentieri, avendo però cura di
conservare gran parte
della vegetazione esistente e di inserire, con sensibilità e buon gusto, piantagioni diverse, fuse in un
tutto organico e di grande bellezza. La stessa famiglia realizzò anche l’alberato Viale Geno, che qui
conduce alla piazza della
Funicolare. Nel primo Novecento la proprietà fu acquisita dal Comune di
Como ed il parco fu drasticamente ridimensionato, anche per la sopravvenuta costruzione di numerose ville, mentre la
villa fu trasformata e, da
molti anni, è sede di un
noto ristorante. I lavori di
ripristino del muro adiacente la fontana prevedo-
no l’infissione di palancole disposte in maniera
tale da consentire le lavorazioni in asciutto e svolgere la funzione di antiscalzamento del nuovo
muro, la demolizione del
muro con recupero del rivestimento in pietra di
Moltrasio, la ricostruzione del muro di sostegno.
Il piano di lavoro prevede, altresì, tutto il successivo rivestimento del
muro di sostegno con pietre di recupero e con pie-
tre di nuova fornitura, in
caso di necessità, e la
riqualificazione dell’area
a monte del muro di sostegno mediante stesa di
terreno di coltura e semina di erba. L’esecuzione
del contratto d’appalto
sarà fatta in via d’urgenza, sia per preservare
l’incolumità pubblica che
per evitare l’ulteriore degrado della struttura di
sostegno. I lavori dureranno 101 giorni.
L.CL.
I DATI DELLA CGIL
Scuola comasca: 250 lavoratori in meno
uecentocinquanta lavoratori in meno tra docenti e personale Ata nella
scuola comasca. A dichiararlo Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di
Como. Nel dettaglio: 22 in meno nelle scuole primarie, 35 per quanto
concerne le medie, 84 alle superiori di II grado, 118 tra il personale
Ata. «Di conseguenza – spiega Licata - le scuole non potranno assicu
rare l’offerta formativa proposta: meno docenti vuol dire meno ore per i laboratori, per gli approfondimenti, per le supplenze, non poter assicurare l’ora di alternativa alla religione cattolica…Tagliare significherà inoltre meno posti disponibili per i lavoratori precari, lavoratori docenti e Ata che, dopo aver prestato servizio nella scuola per anni, rischiano di trovarsi senza un lavoro. Nel nostro
territorio non ci sono ancora i drammi a cui stiamo assistendo in questi giorni
nel sud d’Italia, ma di questo passo anche in provincia di Como rischia di replicarsi quanto sta accadendo nelle province del mezzogiorno. I lavoratori precari
della scuola statale hanno diritto a un posto stabile. Si pensi alla scuola secondaria di secondo grado dove per tutte le classi di concorso e a fronte di migliaia di
precari iscritti nelle graduatorie della provincia avremo soltanto 3 immissioni in
ruolo. Oppure nella scuola primaria dove, a fronte di 68 posti disponibili in
organico di diritto, soltanto 8 saranno i precari immessi in ruolo. Questo vuol
dire non poter garantire alle famiglie e agli studenti la stabilità dei docenti,
costretti a cambiare scuola ogni anno.
Un altro tema che ci preoccupa è la riduzione degli insegnanti di sostegno,
malgrado diverse sentenze abbiano stabilito tutt’altro. In provincia di Como abbiamo una media di un insegnante di sostegno ogni 2,83 alunni, praticamente
ogni tre alunni, con la conseguenza che alunni con handicap gravi saranno seguiti dal docente di sostegno per pochissime ore. Si tratta di una delle media più
alte non solo della Lombardia ma di tutta l’Italia».
Infine, c’è il problema dei presidi: «in Lombardia – continua Licata - ci sono
318 dirigenze vacanti, in provincia di Como 21 su 74. Questo significa che avremo dirigenti “costretti” ad assumere la reggenza di altre scuole, precettati da
parte dell’Ufficio Scolastico Regionale. Al Dirigente Scolastico la reggenza non
conviene nè da un punto di vista economico nè da un punto di vista professionale. La gestione di una scuola richiede tempo, pazienza e impegno costante. Non è
pensabile per una istituzione scolastica avere un dirigente scolastico part time!
Inoltre a causa delle troppe reggenze le scuole rischiano di non veder soddisfatte
D
al meglio le richieste di risorse umane e professionali necessarie al corretto funzionamento. La causa di questo problema va ricercata nella mancata indizione
di un nuovo concorso per dirigenti scolastici.
Per queste ragioni, come Flc Cgil, continueremo ad essere a fianco dei lavoratori della scuola e ci mobiliteremo a livello locale e nazionale per denunciare tale
situazione».
CRONACA
P A G I N A
22
ComoCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
CURIOSITÀ DEL NOVECENTO
Due fotogrammi del film
del film Napo Torriano,
il prigioniero del
Baradello (1910),
tratto da A.Bernardini,
“Il cinema muto italiano,
1910 i film dei primi
anni”, Bianco e Nero,
Nuova Eri, 1996
Ma quale
effetto Clooney.
Como “set”
del cinema
già un secolo fa
La città fu,
nel lontano 1910,
teatro di alcune
proiezioni
cinematografiche.
Aspetto curioso
se si pensa che
il cinema, in quel
primo decennio
del secolo,
era proprio
agli albori...
di GIANNI POZZI
N
el 1910, quindi
cent’anni fa in
quel di Como e
dintorni vengono girati alcuni
film. La notizia mi pare
meritevole di segnalazione visto che il cinema, in
quel primo decennio del
secolo, era proprio agli
albori e, passato il periodo pionieristico cominciava a prender piede nelle
città con le prime sale permanenti. A Como, che
aveva visto il passaggio
degli ambulanti coi loro
cinema, la prima sala stabile è aperta solo nel 1907
sul retro del Teatro Sociale; seguiranno poi American-Kinema, Cinema
Centrale, Cinematografi
Excelsior, Marconi, Volta
e Vittoria. Seguiranno poi
Cinematografo Como, Cinema Adoloscentia, Americano, Carducci, Cressoni, Marconi, Moderno e
Sant’Agata.
Ma cent’anni fa rileviamo da cronache giornalistiche alcuni film a carattere locale. Innanzitutto
“Dal seme serico al telaio:
veduta dello stabilimento
Clerici, film istruttiva per
la plaga comasca eminentemente serico- sericola,
Film omaggio al Salone
mostra Serica all’Esposizione di Casalmaggiore
del sig. Giorgetti di Como,
premiato con 5 diplomi di
Medaglia d’oro massima
onorificenza “ proiettato
al Cinema-Teatro Excelsior di Como, il 10 ed 11
ottobre come ci informano i giornali comaschi
“Corriere del mattino” e
settimanale “ La vita del
popolo “.
Poi in agosto, dal 1 al 4
agosto 2010 al Cinematografo Volta nell’Arena di
Como ( filiale del Cinema
Teatro Santa Radegonda
di Milano della ditta G.
Trevisan & C.) viene fat-
to vedere il film Nubifragio dell’Alta Lombardia,
disastri di Saronno, Solaro e Busto, il pietoso trasporto delle vittime, che
documenta un ciclone che
il 23 luglio 1910 investe
il comasco, milanese, ed
anche Saronno e Como,
provocando un centinaio
di vittime; probabilmente
si tratta del film catalogato come Il Ciclone di
Saronno (1910) per la produzione di Croce & C. di
Milano.
Ma quello più interessante, perché si tratta di
un film che oggi diremmo
di “fiction” è il film Napo
Torriano, il prigioniero del
Baradello, pubblicizzato
come “storia comasca” evidentemente ispirato a
quel Napo della Torre
che, preso prigioniero da
Simone da Locarno muore nel 1278 dopo vari
mesi di esposizione in una
gabbia all’esterno della
torre del Baradello. Proiettato al cinematografo
Volta nell’Arena di Como,
nel giugno ed anche a
Varese, dapprima al Cine-
ma Excelsior e poi al concorrente Cinema Dumont, sempre nel giugno,
come si rileva sui quotidiani locali. In quei giorni di giugno viene proiettato anche a Milano “…
Ieri sera, girando per i
principali cinematografi,
i più eleganti di Milano,
vidi in tutti riprodotta
l’ultima pellicola della
Milano-Films: Napo Torriano al Castello di Baradello. Non parlo di tutte le
scene bellissime e storicamente perfette di questa
cinematografia; ma vi fu
un momento in cui la scena rappresentava l’assalto al Castello, eseguita con
tale perfezione, con tanta
suggestività, con tanta
verità in quei guerrieri che
si arrampicavano fra il
fumo e le fiamme, che il
pubblico non potè frenarsi dallo scoppiare in fragorosi applausi …” , come
si legge in una corrispondenza milanese.
Il film ( lungo m. 250),
viene distribuito a partire da ottobre 1910 anche
in Francia (titolo: Napo
Torriano, le prisonnier du
château Baradello), in
Germania (titolo: Napo
Torriano) ed in Gran
Bretagna (titolo: Napo
Torriano ). Ne è regista
Giuseppe De Liguoro che
ricopre anche il ruolo del
protagonista; fece notizia
all’epoca perché il conte
Pier Gaetano Venino, consigliere delegato della società di produzione - Milano Films di Milanopare ne sia stato l’ideatore e vi presero parte quali attori e comparse molti
esponenti dell’aristocrazia milanese, mentre le
scene vennero girate “dal
vero” in castelli storici
lombardi.
Quel regista, De Liguoro, firma anche un altro
film di ambientazione
scenica comasca e brianzola al Castello di Carimate del conte Bernardo
Arnaboldi, per conto della Milano Films. In una
lunga cronaca di un quotidiano comasco (Gazzetta del mattino, Como, 20
maggio 1910) si legge:
“Furono già svolte le sce-
ne storiche che illustrano
il Baradello e ieri…, venivano resi egregiamente gli
episodi principali della
battaglia di Waterloo nella quale campeggia la figura di Gioacchino Murat. L’ampio parco del
Castello - N.di R. Castello di Carimate - che per
l’imponente vastità e posizione non potrebbe meglio adattarsi alla riproduzione di tali scene, ha
dato ricetto ad una quantità di baldi cavalieri i
quali portati da focosi
destrieri correvano alla
mischia con uno slancio
veramente naturale … “ Si
tratterebbe in realtà non
di Waterloo ma della battaglia di Wagram e Danzica, come precisa qualche giorno dopo lo stesso
giornale; è il film Gioacchino Murat (Dalla locanda al trono). Anche in questo film, che si avvale di
scene e costumi provenienti dalla Scala di Milano, c’è la firma del De
Liguoro che ne è regista e
protagonista; ma non solo si tratta della traspo-
sizione di un dramma Murat o la fine di un re da lui scritto e rappresentato per la prima volta a
Roma nell’agosto 1901.
Sono ancora alcuni esponenti della nobiltà lombarda a far da interpreti
e comparse accanto ad
alcuni dirigenti della
stessa Milano Films, il
conte Arnaboldi, il conte
Jean Visconti di Modrone
e suo fratello Giuseppe, il
conte Marco Greppi, i conti Gino e Giulio Durini, …
Un documentario girato sul lago ed a Como
compare, sempre in quel
1910, nelle sale cinematografiche col semplice titolo di COMO, prodotto da
Pettine di Montecatini, in
due episodi. I varesini lo
ammirano nell’agosto
1910, al cinema Excelsior
in due serate successive
col titolo “ Lario pittoresco, prima parte, dal vero
“ e “ Lario pittoresco, seconda serie.
Cinematograficamente
parlando un anno 1910
davvero interessante per
Como.
CRONACA
P A G I N A
Como
23
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
LA GUIDA VIRTUALE DI IUBILANTES
CamminaCittà
riscoprire
l’area urbana
a piedi
G
La presentazione
ufficiale
è prevista,
nell’ambito della
manifestazione
Parolario, giovedì
9 settembre,
alle ore 17.30,
presso la
Biblioteca
Comunale
di SILVIA FASANA
le. Un portale, in cui si
cerca di riscoprire e valorizzare il patrimonio culturale delle nostre città
coniugando mobilità dolce, turismo sostenibile e
accessibilità. ( L’obiettivo
finale è quello di favorire
il principio del “bello per
tutti” e del “turismo per
tutti”, nella convinzione
che il viaggiare, soprattutto nella forma della
mobilità lenta e sostenibile, è una risorsa della
vita che deve essere accessibile a tutti, senza
discriminazioni».
Il portale nasce per la
città di Como, ma è stato
pensato anche per ospitare percorsi riguardanti
qualsiasi altra città e paese (è già presente Argegno e presto lo sarà
Pavia), che vogliano ripensare il proprio turismo in modo più solidale
e più sostenibile.
Per ogni percorso, il sito
VISITA ALLA CHIESA
DI S. ALESSANDRO
DI LASNIGO
L’Associazione Culturale
“Mondo Turistico” ricorda
per domenica 5 settembre
la possibilità di visite guidate gratuite alla chie-setta romanica di S. Alessandro di Lasnigo (lungo la
strada Erba-Bellagio), in
collaborazione con la Parrocchia di Asso. L’appuntamento è per le ore 15.30 sul
luogo. Non è necessaria la
prenotazione.
Per informazioni: Mondo
Turistico, tel. 339-4163108;
e-mail: mondoturisti co
@virgilio.it.
ERRATA CORRIGE
Sul numero scorso, a pag. 16,
in fase di stampa è saltata la
dicitura “Foto Pozzoni” in riferimento all’immagine principale dell’articolo di apertura. Ci scusiamo con i lettori e
con il fotografo Pozzoni.
ne offre l’ambientazione,
la descrizione generale e
delle diverse tappe in cui
può essere diviso, i tempi
di percorrenza a piedi, i
punti di interesse, le schede di approfondimento dei
monumenti, i collegamenti con i mezzi pubblici, i
parcheggi e i servizi presenti nella zona.( Il portale offre anche notizie
sugli ingressi e sulle barriere architettoniche, lasciando agli utenti il giudizio sulla reale accessibilità di quanto descritto
in rapporto alla propria
situazione personale. I
testi, scaricabili su computer portatili e palmari,
sono corredati da immagini, mappe, audioguide e
link utili.
Nella parte riguardante Como, la città viene riletta attraverso quattro
percorsi: il primo (Dalla
Croce del Duomo alla
Croce di S. Maurizio) guida alla scoperta del legame che unisce le principali chiese urbane con la
rete dei conventi e degli
eremi posti nella zona
orientale della convalle,
fino al Monte di Brunate;
il secondo (Processione
del Santo Crocefisso) porta invece sui passi dei
suggestivi riti della Settimana Santa, unendo la
Basilica della SS. Annunciata, a ovest della città,
con il centro città e con i
quartieri meridionali cittadini. Seguendo il terzo
percorso (verso il monte
della Croce) si potranno
invece visitare i luoghi sacri, anche precristiani,
posti sulle pendici del Baradello, lungo gli antichi
itinerari poi legati al culto di S. Eutichio e ai riti
propiziatori delle Rogazioni. Il quarto percorso (Un antico pellegrinaggio) collega l’antica chiesa di S Giuliano in Pomario con la Cappella della Nosetta sull’antica via
per Torno, permettendo di
scoprire una fitta rete di
ospedali e luoghi di accoglienza, dove un tempo si
ospitavano i viandanti,
esercitando la preziosa
pratica della solidarietà.
Continua Ambra Garancini: «La nostra è una
proposta per scoprire
Como con il passo del pellegrino: camminando,
senza fretta, con lo sguardo attento ai luoghi, ma
anche con l’animo pronto
a coglierne le antiche suggestioni,
le memorie, le tradizioni. Una proposta di decifrare
la nostra città, ritrovandone, con
pazienza, con amore, l’anima nascosta. Percorrendo questi itinerari, infatti, il
visitatore, come
gli antichi pellegrini, potrà scoprire che i luoghi del sacro, a
Como come ovunque, formano una “rete” di
sicuro spessore storico e
che il patrimonio artistico in essi custodito nasce
da tradizioni lontane nel
tempo ma ancora ben vive
e profondamente radicate. Queste tradizioni sono
profondamente legate al
ANCHE IL MUSEO DELLA SETA ALLA XXVI MOSTRA INTERNAZIONALE
DEL PIZZO, DELLA SETA E DELLA MODA DI NOVEDRATE
Ci sarà anche il Museo didattico della Seta dal
5 al 12 settembre presso l’Università on line eCampus, via Isimbardi 10 Novedrate (Como) in
occasione della XXVI Mostra Internazionale del
Pizzo, della Seta e della Moda, con l’allestimento
di una vetrina di reperti preziosi.
L’assessorato alla Cultura di Novedrate, in collaborazione con l’associazione Novedratese per la
Promozione del Pizzo e l’Università degli Studi
E-campus, hanno organizzato la rassegna che intende salvaguardare e valorizzare la produzione
del “Pizzo di Cantù”, antica tradizione locale di
significativa diffusione che ha assunto nel corso
degli anni una rilevanza sempre maggiore ed una
valenza unica nel campo della valorizzazione del
patrimonio culturale del territorio.
L’inaugurazione della mostra è prevista per domenica 5 settembre alle ore 11 alla presenza del
senatore Umberto Bossi e dell’europarlamentare
Francesco Speroni.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10
alle 21.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
iovedì 9 settembre, presso
l’auditorium
della Biblioteca Comunale
di Como, alle ore 17.30,
nell’ambito della rassegna culturale “Parolario
2010”, l’associazione Iubilantes presenta “CamminaCittà”, la nuova guida virtuale per scoprire a
piedi Como… e non solo.
Con questo progetto, sostenuto da Regione Lombardia, Provincia di Como, Fondazione Provinciale della Comunità
Comasca e condiviso da
Centro Servizi Volontariato e Politecnico di Milano - Polo Regionale di
Como, l’attenzione di Iubilantes per l’accessibilità della cultura e per la
cultura dell’accessibilità
si coniuga felicemente con
l’impegno per la scoperta
lenta dei luoghi e dei monumenti. Al lavoro ha offerto la sua preziosa collaborazione l’Unione Italiana Ciechi e Ipoventi
ONLUS, Sezione provinciale di Como, che ha contribuito alla progettazione, alla verifica dei percorsi e alla validazione
del sito.
Ci spiega Ambra Garancini, presidente dell’Associazione comasca:
«Si tratta di un innovativo portale internet (www.
camminacitta.it) bilingue
(italiano - inglese), che
propone itinerari urbani
da percorrere in modo
lento, solidale e sostenibi-
vissuto personale e collettivo della città: a momenti di gioia e di speranza,
ma anche a momenti di
dolore e difficoltà, come le
carestie, le pestilenze e la
siccità, le malattie del bestiame, la mortalità neonatale, le angherie dei
dominatori stranieri. Abbiamo cercato di restituire anche il volto scomparso di Como; di descrivere,
cioè, e di rendere leggibili anche edifici ormai cancellati dal tempo. Solo
così, a nostro parere, i luoghi della nostra città potranno mantenere vivo il
legame con la propria storia e continuare a sperare, per il futuro, nel meritato e dovuto rispetto».
All’incontro di presentazione in Biblioteca interverranno Ambra Garancini (Presidente di
Iubilantes) Silvia Fasana
(giornalista), Marta Miuzzo (Presidente dell’associazione “Mondo Turistico”), Daniele Rigoldi
(Presidente della Sezione
di Como dell’Unione Italiana Ciechi e Ipove-denti).
Per informazioni: Iubilantes, tel. 031-279684;
fax 031-2281470; e-mail:
[email protected];
sito internet: www.iubi
lantes.eu.
CRONACA
P A G I N A
Lago&territorio
25
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
L’ULTIMO SALUTO A FINE LUGLIO
A Dio, don Cetti,
uomo di fede
e di arte
Don Giovanni Battista si è spento
nel cuore dell’estate. Era nato nel
1918 e ordinato nel 1942. Era stato
vicario ad Abbadia Lariana (1942-46)
e parroco di Ramponio Verna (194699). Risiedeva presso
la Casa del Clero di Lenno
di RINA CARMINATI FRANCHI
E
ra nato a Laglio il
24 ottobre del
1918, don Battista
Cetti e ha finito la
sua vita terrena a
Lenno il 27 luglio scorso.
Fu nominato sacerdote
nel lontano 1942 nel duomo di Como e subito inviato dal vescovo ad
Abbadia Lariana (Piano
dei Resinelli ), ma già nel
1946 gli fu assegnata la
guida della parrocchia di
Ramponio Verna dove resterà fino al ritiro dalla
vita pubblica. È proprio
nel piccolo cimitero vicino al Santuario di S.Pancrazio che ha voluto essere sepolto, vicino alla sua
gente che tanto aveva seguito e amato per tutta
una vita sacerdotale.
Ciao don Battista. Ti
dico, anzi ti scrivo ciao per
l’ultima volta. A lungo sei
stato un maestro per me
e per i miei amici “scribacchini”, come tu ci chiamavi. Ci hai fatto conoscere
i Magistri Comacini e per
noi eri come un’enciclopedia non scritta ogni volta
che ci cacciavamo in qual-
che ricerca che si rivelava un ginepraio. Eri sempre disponibile anche per
i nostri ragazzi che si cimentavano in tesi di laurea. Li seguivi con interesse e per spronarli raccontavi loro di come le informazioni sugli artisti tu
te le eri procurate andando a cercarle per tutta
l’Italia e all’estero.
Quanti bei pomeriggi
delle domeniche d’inverno
passate in gruppo nella
tua canonica per sentirti
raccontare le tue avventure artistiche! Insieme al
tuo amatissimo cugino e
compagno, don Nicola
Cetti, vi siete sobbarcati
tanti viaggi (tra i quali
amavi ricordare quando
siete andati in Sicilia) per
ricercare i lavori dei nostri artisti.
Vi chiamavano i “preti
dell’arte”, ed eravate una
squadra molto efficiente
ed entusiasta. Poi tutto
finiva sugli opuscoli culturali e su dei volumi. Tu
e don Nicola avete avuto
un grande dono: due vite
parallele. Cugini di primo
“SUI PASSI DELL’ANIMA.
LUOGHI DELLA DEVOZIONE
NEL TERRITORIO
LARIOINTELVESE”
PRESSO LA BIBLIOTECA
DI RAMPONIO VERNA
La Biblioteca Comunale di
Ramponio Verna organizza per sabato 4 settembre, alle ore 15.00, presso
la sede della Biblioteca (ex casa Bolla) la presentazione del libro “Sui passi dell’anima. Luoghi della devozione
nel territorio lariointelvese”, di Silvia
Fasana e Ambra Garancini (con contributi di mons. Saverio Xeres e Rina
Carminati Franchi), di Bellavite Editore, per la collana “Perle d’Intelvi”.
L’iniziativa editoriale è stata promossa dalla Comunità Montana Lario
Intelvese, con il patrocinio della Regione Lombardia - Culture, Identità,
Autonomie della Lombardia e della
Provincia di Como - Assessorato alla
Cultura. Un volume che intende
riscoprire il territorio ripercorrendo i
“passi dell’anima”, alla ricerca dei luoghi e delle tracce più significative che
nei secoli la profonda religiosità delle
nostre genti ci hanno lasciato, tra cui
lo splendido Santuario di San
Pancrazio a Ramponio Verna. L’ingresso è libero.
grado tanto da portare lo
stesso cognome, sacerdoti (avete ricevuto l’ordinazione solo a distanza di
due anni) destinati in Valle e coetanei. Quando don
Nicola, nel 1984, morì
d’infarto fu un grosso colpo per te, ma raccogliesti
con una venerazione
invidiabile la sua eredità,
tramandando come una
missione tutto quello che
voi avevate scoperto e
scritto sugli artisti della
Valle salvando così il loro
ricordo dalla polvere del
tempo.
Così nacquero i tuoi libri sui Bregno, su Tommaso Orsolino, sugli artisti Intelvesi Ercole Ferrata e tanti altri, culminando le tue fatiche nel magnifico libro d’arte
“Vita e opere dei Magistri
Comacini”, un’edizione
fuori commercio
dedicata alla Madonna Immacolata e presentato al pubblico l’8 dicembre 1993 purtroppo
ormai esaurito.
Nell’anno successivo fu
ammesso alla biblioteca
vaticana e questo ti rese
oltremodo felice e orgoglioso.
Mi piace ricordare un
piccolo aneddoto che
rispec-chia la tua personalità: avevo “osato” chiamare in un piccolo articolo Carlo Lurago, il grande architetto, simpatico
mascalzone. Non l’avessi
mai fatto! Anche se lo sapevi benissimo che il
Lurago se lo meritava in
pieno, lo confermano le
sue frequenti visite nelle
galere di più nazioni, dovute alla sua disubbidienza, tu non sopportavi che
si mancasse di rispetto a
un grande artista. Mi tirasti le orecchie. Mi difesi con onore e così mi guadagnai un vasetto del tuo
prelibato miele, e poi mi
invitasti perentoriamente
a sedermi perché mi avresti confessato visto che,
essendo in tempo di Pasqua, dubitavi che avrei
avuto il tempo di farlo.
Eccoti scrittore, ricercatore e maestro ma anche,
e soprattutto, sacerdote.
Ti vidi triste quando
dovesti lasciare la tua
amata parrocchia. Le tue
chiese che tenevi come
gioielli, ma purtroppo gli
anni si facevano sentire e
sul “Settimanale “ per
l’occasione tutti i tuoi
DANZA CLASSICA IN ALTO LAGO.
POSSIBILITÀ DI ISCRIZIONI
Ami la danza? Per chi desidera apprendere l’arte della danza classica
è opportuno sapere che un’insegnante esperta in possesso di attestato
U.M.A. - Union Methods Academy
(1° fase) cerca allieve/i (dai 5 anni
compiuti) per corsi di danza classica di vari livelli, per bambini e adulti con possibilità a fine anno di sostenere gli esami di grado U.M.A.
Si ricorda che il programma dei
corsi preparatori è analogo al programma di ‘propedeutica’ dell’accademia nazionale di danza di Roma e
costituisce la necessaria preparazione di base anche per chi voglia indirizzarsi alla danza moderna senza
precedenti esperienze.
Le lezioni si svolgeranno nelle sedi
di Lenno o Tremezzo (secondo disponibilità) o su richiesta, un’ora la settimana nella fascia oraria 17-19.
Con un congruo numero di iscritti, questi verranno divisi in due corsi in base a età ed eventuali esperienze. In caso di corso unico, verranno attivate lezioni di altri
stili di danza.
Corsi pomeridiani o serali a richiesta (min. 8 iscritti): ‘City
ballet’ (dance fitness) per adulti; danza moderna per adolescenti;
danza del ventre (ottima contro il mal di schiena!); laboratori
coreografici per rievocazioni storiche;
laboratori per insegnanti (danze dal mondo ecc.) Info tel.
0344.40288 ore pasti
amici “scribacchini” ti indirizzarono una lettera di
ringraziamento. La esponesti sulla porta della
chiesa.
Ora in questo fine di
luglio ti abbiamo accompagnato in quell’antico
cimitero di Ramponio vicino alla tua gente e da
dove puoi sentire le campane di S.Benedetto e di
S.Pancrazio, come era tuo
desiderio.
Ciao, don Battista il
tuo ricordo avrà sempre
nei nostri cuori il posto
dei maestri che ci hanno
dato tanto, senza chiedere nulla in cambio. Ci auguriamo di essere altrettanto validi nel tramandarlo ai nostri figli .
AVIS: CAMMINATA
DI S. ABBONIDO
A COMO. NUOVO LOOK
Nuovo look per la tradizionale
camminata di Sant’Abbondio. L’11
settembre prossimo, infatti, la tradizionale manifestazione promossa
dall’Avis di Como, inserita nel
calenddario FIASP (Federqazione
Italiana Amatori Sport per tutti) e
giunta alla 15° edizione rinnoverà
il suo itinerario, nonchè il luogo di
partenza e arrivo.
Decisi a sfruttare la bellezza del
lungolago e i suoi scorci sulla città,
quest’anno il percorso si snoderà (a
seconda della lunghezza, di 6 o 12
km) lungo la passeggiata di Villa
Olmo, il parco di Villa Olmo, la via
per Cernobbio sino alla rotonda di
Tavernola, e poi, ancora, toccherà
la diga foranea, i lungo lario Trento
e Trieste, via Geno, secondo un percorso circolare e per la quasi totalità su strade chiuse al traffico
veicolare.
Ritrovo, partenza e arrivo a
Como, in Viale Puecher (tra il Monumento ai Caduti ed il Tempio
Voltiano). Partenza libera ore 17.00
- 17.30.
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
P A G I N A
27
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
CISL SONDRIO UNA RICERCA CHE STUDIERÀ LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE MENO GIOVANE
La condizione femminile in Valle
L
a sede di Sondrio
della Federazione
Nazionale Pensionati, per svolgere
con maggiore efficacia il suo ruolo di tutela e sostegno dei pensionati in una società che
cambia, ha valutato che
fosse necessario un supplemento di conoscenza
della situazione sociale in
cui opera, in particolare
della componente femminile del vasto mondo degli anziani della provincia.
L’invecchiamento della
popolazione è in forte crescita in tutta la società, e
anche in provincia di
Sondrio, con l’aggravante
che l’ambiente montano,
la dispersione degli abitanti e forse ancora un
certo tradizionalismo culturale rendono più difficile raggiungere le persone anziane, comunicare
con loro, costruire, insieme alle istituzioni, forme
di assistenza più moderne ed efficaci.
In particolare la componente femminile sembra
sovraccaricata, oltre che
dalle “normali” difficoltà
derivanti dall’età e dallo
stato di salute, anche da
una tradizionale attribu-
SANTUARIO MADONNA DI TIRANO
APERTURE ESTIVE
• Il Santuario-Basilica della Madonna di Tirano osserverà l’apertura continuata
dalle ore 7.00 alle ore 19.00 anche nel mese di settembre.
GIORNATA PROVINCIALE DELL’AMMALATO
DOMENICA 5 SETTEMBRE
Domenica 5 settembre si celebra la Giornata Provinciale dell’ammalato, organizzata del santuario con la preziosa ed esperta collaborazione dell’Unitalsi:
• ore 7.30 e ore 9.30: Santa Messa
• ore 9.30: accoglienza dei fedeli e dei malati sul piazzale e nelle sale attigue
• ore 10.30: celebrazione della santa Messa solenne in piazza Basilica
• ore 12.00: per chi volesse è possibile avere i locali per la colazione al sacco
• ore 15.00: celebrazione mariana: santo rosario, litanie, recita della preghiera
alla Madonna di Tirano, benedizione eucaristica ai malati e a tutti i fedeli
• ore 16.30 e 18.30: sante Messe
zione di compiti di cura
verso altri componenti
della famiglia di appartenenza, cosicché è prevedibile che una indagine specificamente mirata sulla
“condizione femminile
anziana” possa dire qualcosa di più rispetto a una
generica ricerca sul mondo degli anziani, oltre ad
approfondire la conoscenza complessiva degli ambienti sociali ed esistenziali in cui vivono.
Per questo, anche in vista dell’impegno nella
“contrattazione sociale”
con i Comuni, che il sindacato rilancerà nelle
prossime settimane, e
andrà a toccare i problemi e i bisogni in particolare della parte più disagiata dei cittadini, e cercherà di individuare risposte adeguate, è importante approfondire i contesti di riferimento. La
ricerca, infatti, pur nei limiti della logica del ‘campione’, cerca di cogliere
una situazione complessiva nei suoi tratti più ricorrenti, e a rilevare qualche caso problematico più
acuto, ma significativo di
fenomeni che potrebbero
estendersi, e che vanno
affrontati in una logica di
prevenzione.
Non dunque un lavoro
fine a se stesso, ma tale
da rilevare – nel più assoluto anonimato – una
situazione certamente in
movimento e che è importante comprendere tempestivamente, così da consentire una azione sindacale e anche assistenziale più mirata, tanto più in
una stagione in cui le risorse per la pubblica assistenza si riducono in
maniera preoccupante.
Il lavoro è condotto sotto la supervisione del
professor Guglielmo Giumelli, docente presso
l’Università “Bicocca” di
Milano e noto esperto della condizione anziana per
aver diretto analoghe ricerche per conto di istituzioni e di organizzazioni
sindacali e di volontariato. È sviluppato con l’impegno di rilevatori volon-
NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELL’APPARIZIONE
TEDÌ 28 SETTEMBRE
MARTEDÌ
DA LUNEDÌ 20 A MAR
• ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane
• ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano)
• ore 7.30: Santa Messa
• ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione
• ore 16.00: Santa Messa (solo mercoledì 22 settembre)
• ore 17.30: recita del Santo Rosario
• ore 18.00: Santa Messa
Confessioni: dalle ore 5.30 alle ore 12.00; dalle ore 14.30 alle ore 19.00
PELLEGRINAGGIO DALLA VALPOSCHIAVO
Domenica 26 settembre: giungerà per l’ultima Santa Messa vespertina delle
ore 18.00 (e non 18.30).
GIORNATA DELL’APPARIZIONE
MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE
• ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane
• ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano)
• ore 7.30: Santa Messa
• ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione
• ore 10.30: Santa Messa presieduta dal Vescovo Diego Coletti
• ore 15.00: recita del Santo Rosario, litanie mariane, benedizione eucaristica
• ore 16.00: Santa Messa
• ore 17.30: recita del Santo Rosario
• ore 18.00: Santa Messa
• ore 20.30: processione; a seguire, concerto della Banda cittadina
tari, reclutati prevalentemente tra cooperatori del
sindacato o dell’associazionismo sociale, che ovviamente sono persone
preparate e di fiducia.
La ricerca, dopo una
preparazione durata alcuni mesi, dovuta ai problemi organizzativi, alla
stesura del questionario e
alla formazione dei rilevatori, sta per avviarsi
con le interviste sul campo. Sono coinvolte persone, scelte assolutamente
a caso, dagli elenchi elettorali di 21 comuni della
provincia, ottenuti secondo le regole vigenti.
È garantito l’anonimato
e i risultati della elaborazione statistica sono di
natura complessiva e non
individuale. Quanto alla
loro interpretazione, il
compito è dei responsabili della ricerca. Il Sindacato si avvarrà del prodotto finale, di cui verrà data
ampia notizia, per l’affinamento delle proprie
strategie di intervento nel
sociale.
P A G I N A
CRONACA
28
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
MESE INCONTRO DEGLI AMICI DELLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA
VERCEIA: L’ULTIMO SALUTO
A FRANCESCO OREGIONI
C’era tutta Verceia per l’ultimo saluto a Francesco Oregioni. Domenica, la chiesa parrocchiale di San Fedele ha accolto il funerale del giovane alpinista scomparso giovedì mattina in
Un incidente avvenuto sul massiccio del Monte Bianco. È toccato a don Gianni Dolci, parroco del paese, il compito di guidare i familiari e
tutti gli altri presenti nella ricerca di un conforto. «E’ un momento veramente difficile quello che stiamo vivendo - ha detto il sacerdote
nell’omelia La fede può esserci d’aiuto, perché
sappiamo che quello che succede è nei disegni
di Dio e il Signore ci vuole bene, sempre. La
sua vicinanza aiuta ad accettare i momenti
peggiori e ci dà conforto». Ad ascoltare le parole del prete c’erano moltissime persone provenienti da tutta la Valchiavenna e non sono
mancati gli appassionati di montagna che, in
occasione di numerose salite, hanno avuto
modo di conoscere e apprezzare Francesco.
IL CENTRO DI STUDI STORICI
VALCHIAVENNASCHI A MADESIMO
Domenica 5 settembre a Madesimo, dopo la
messa celebrata da don Riccardo nella chiesa
dei Santi Pietro e Paolo, nella Sala conferenze
in via alle Scuole, e con inizio alle ore 10.45, si
terrà l’assemblea annuale dei soci del Centro
di studi storici valchiavennaschi, associazione
senza scopo di lucro fondata nel 1959 da don
Peppino Cerfoglia, Luigi Festorazzi, Giovanni
Giorgetta, Sandro Massera, don Tarcisio Salice, Giorgio e Guido Scaramellini, avente per
scopo lo studio e la divulgazione della storia
valchiavennasca, nonché il restauro e la salvaguardia del patrimonio artistico della vallata.
L’assemblea sarà aperta dalla relazione morale del presidente Guido Scaramellini, a cui seguirà il rendiconto finanziario del segretariocassiere Cristian Copes e, dopo l’intervento dei
soci, il presidente intratterrà i presenti parlando delle estati trascorse dal poeta Giosue
Carducci a Madesimo tra il 1888 e il 1905. Seguiranno le relazioni di Antonio Scaramellini
sui giardini della località turistica al principio
del Novecento, tra cui quello della Val Cava, di
Giordano Sterlocchi sull’Archivio storico della
Val San Giacomo, dove si conservano antiche
pergamene, e di Guglielmo Scaramellini sullo
sfruttamento degli alpeggi della valle nel Medioevo. Il pranzo, a base di prodotti tipici, sarà
servito all’hotel Andossi e nel pomeriggio si
terranno delle visite guidate alla Baita Barìn,
all’Osteria végia, alla frazione di Pianazzo, nella
cui chiesa c’è un dipinto seicentesco del pittore Gian Giacomo Macolino di Gualdera, e a Teggiate, dove la giornata si concluderà con una
visita alla chiesetta settecentesca intitolata alla
Madonna della Neve e all’agriturismo La Violetta sarà offerto un rinfresco. Oltre che dal
presidente Guido Scaramellini, il direttivo del
Centro di studi storici valchiavennaschi è costituito dal vicepresidente Guglielmo Scaramellini e dagli altri consiglieri Marino Balatti,
Cristian Copes, Renato Dolci, Paolo Raineri,
Paolo Rotticci, Giordano Sterlocchi e Giuseppe Succetti, mentre i tre revisori dei conti sono
Germano Caccamo, Bruno Mezzera e Gianni
Zatta. Oggi l’associazione conta oltre mille soci,
che ogni anno ricevono gratuitamente il bollettino “Clavenna”, volume di trecento pagine
contenente l’attività svolta dal sodalizio culturale e una quindicina di articoli incentrati sulla storia e l’arte della Valchiavenna. Per chi
volesse avere ulteriori informazioni o iscriversi al Centro di studi storici valchiavennaschi
può consultare il sito www.clavenna.it, telefonare allo 0343 35382 o recarsi direttamente in
sede, aperta il venerdì pomeriggio dalle ore 15
alle 18, al piano nobile del palazzo PestalozziLuna in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna.
ieci giorni per addentrarsi nella
storia dell’antica
Piuro. In occasione dell’anniversario della frana che distrusse, il 4 settembre
1618, l’importante borgo
della val Bregaglia, l’Associazione italo-svizzera per
gli scavi di Piuro propone
una serie di iniziative molto interessanti. Quest’anno è la musica ad avere la
parte del leone all’interno
di un programma che comprende incontri e spettacoli tutti i giorni fino al 5 settembre. Il clou della manifestazione sarà, sabato 4 e
domenica 5, l’esecuzione di
D
un’opera lirica andata perduta, “Die Glocken von
Plurs - Le campane di
Piuro” del compositore tedesco Ernst-Hermann
Seyffardt. Una riscoperta
preziosa, da parte di Gian
Primo Falappi consigliere
del sodalizio, di una composizione del 1912 mai
eseguita a sud delle Alpi
ma ormai dimenticata anche nella patria del suo
autore. Venerdì pomeriggio
la “Dieci giorni Piuro Bregaglia” è stata inaugurata, all’Ospitale di Prosto,
dal convegno dedicato a
“Le campane di Piuro”, una
tavola rotonda per parlare
di storia e di musica, dalle
Ricordando don Primo
’
L
Associazione Amici della Casa
Sacra Famiglia
don Primo Lucchinetti ha fissato, nell’ultimo sabato di
agosto, la data per la
propria assemblea annuale. Tre i momenti
della giornata: l’incontro
di preghiera; l’apertura
ufficiale della biblioteca
di don Primo; l’incontro
conviviale per soci e simpatizzanti. Ricordando
che lo scopo dell’Associazione è di mantenere
viva fra i laici la figura e
il carisma di don Primo
ricordando ai valchiavennaschi il grande dono
che il prete di Mese ha
fatto a tutta la valle attraverso l’opera educativa e sociale delle suore
della casa Sacra Famiglia. Fra queste emerge
suor Tomasina Pozzi, la
piccola suora che ha consumato la propria esistenza nella totale imitazione di Gesù.
La santa Messa. Alle
ore 11.00, don Andrea
Del Giorgio, sacerdote
chiavennasco, ha celebrato l’Eucarestia, a suffragio dei soci che ci hanno lasciato (don Siro e
Vittorina) ma anche perché ogni socio riceva le
grazie che sente di aver
bisogno.
Prendendo
spunto dal vangelo del
giorno, incentrato sulla
parabola dei “talenti”,
don Andrea ha ricordato che la capacità di far
rendere il denaro che i
servi hanno ricevuto dal
loro padrone, non è una
lezione di economia finanziaria, ma la sensibilità di ognuno di investire i “propri talenti” per
perseguire il bene comune. La similitudine va a
don Primo che con l’aiuto di Gesù ha promosso
numerose iniziative parrocchiali, compresa l’istituzione delle sue suore, volte ad aiutare, guidare e consolare le anime a lui affidate. Nella
preghiera dei fedeli abbiamo pregato per i giovani in cerca di lavoro e
perché nessuno di noi si
spaventi e si scoraggi per
i propri limiti traendo da
questi la forza di proseguire il cammino specialmente alla luce degli
avvenimenti che stiamo
vivendo. A tale proposito, in una predica del
1890, il parroco di Mese
dà uno specchio della
società del fine ottocento. La società, diceva, è
come un infermo […] tenuta in piedi da prepotenza, egoismo, ribellione e odio. Non c’è scampo finché le cose stanno
come sono. L’attualità di
questa frase la possiamo
costatare quotidianamente. Dopo la messa, i
soci hanno visitato la
nuova biblioteca voluta dall’Associazione, per
raccogliere il patrimonio
librario di don Primo al
quale si è aggiunto quello di don Tarcisio Salice.
Un particolare ringraziamento va al socio Marino Balatti per la preziosa opera di selezione,
catalogazione e sistemazione negli scaffali. Per
rendere consultabile la
biblioteca, si sta valutando la possibilità di rendere pubblico l’accesso
tramite internet.
Infine la risottata a
base di funghi porcini. Il risotto quest’anno
è stato preparato da uno
chef d’eccezione: Domenico Passera, che per 30
anni, nella sua trattoria
a Milano, è stato la bandiera milanese della cucina lombarda. Ad arricchire il menù ci hanno
pensato le suore con prodotti della Valchiavenna,
bresaola, pane, vino, acqua, contorni vari e per
finire dolce caffè e ammazza caffè. Un trionfo
di profumi e di sapori
serviti secondo lo spirito tramandato dal fondatore che, in conclusione,
usava dire: Chi ha dà,
chi non ha preghi. L’importante è aprire le porte e… stare insieme.
rium” giunto alla terza edizione - spiega Gian Primo
Falappi, consigliere dell’Associazione e responsabile delle pubblicazioni. Si
tratta di occasioni preziose per fare conoscere la storia di Piuro alla popolazione della Valchiaven-na, in
particolare agli studenti, e
ai turisti che visitano la
zona». Visto il numero de-
gli appuntamenti e la qualità degli eventi, vale sicuramente la pena di leggere
il programma integrale sul
sito www.piuroitalosviz
zera.net - Si tratta di un
portale rinnovato di recente, ricco di informazioni,
immagini e video sull’attività dell’associazione.
MARCO SARTORI
PIURO IN MEMORIA DELLA FRANA
Un «tuffo»
nella storia
origini dell’opera lirica fino
alla composizione di
Seyffardt, ma anche del romanzo di fine ‘700 di Ernst
Pasqué che ispirò poi l’opera. La composizione sarà
eseguita per due volte in
forma di concerto, senza
parti recitate, nella suggestiva cornice dei ruderi del
castello di Belfòrt, sulle
sponde del Mera poco sopra l’abitato di Borgonuovo. A dirigere Antonello
Puglia, che ne ha curato la
riduzione e l’adattamento,
con la Corale Laurenziana
di Chiavenna diretta da
Ezio Molinetti, la Corale di
Prosto di Nardo Del Barba
e l’orchestra sinfonica
Francesco Rogantini di
Sondrio. Quattro i cantanti solisti: nel ruolo di Mariella ci sarà il mezzosoprano Caterina Tartaglione, come Nicolò il tenore
Luca Favaron, il sacerdote
Ruffo sarà interpretato dal
baritono Enrico Maria
Marabelli e Annetta il soprano Normanna Dacquati. Sabato l’organizzazione
ha proseguito con la visita
guidata ai “gioielli” di
Piuro: il palazzo Vertemate Franchi, le chiese di san
Martino e Rotonda di Santa Croce e dell’Assunta di
Prosto. Alla sera ai crotti
di Belfòrt il consorzio “Valtellina che gusto!” e l’associazione “De Gustibus”
hanno offerto una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia locale.
Per tutta la settimana,
alle ore 18.00 a conclusione delle visite al Museo e
agli scavi, i crotti ospiteranno degli aperitivi. La
giornata di sabato si è conclusa alle ore 21.00, sempre al Belfòrt, con la scuola primaria di Piuro che ha
presentato “An va sü a
Saogn”, premiato all’Expo
di Monza. Domenica 29 è
stata dedicata alla pietra
ollare: visita alle cave di
pietra ollare con “Sóta al
Cùerc del lavéc” e, all’Ospitale, tavola rotonda sull’utilizzo salutistico del
lavéc e sulle proprietà della pietra ollare nei vari usi
domestici. Tra gli altri appuntamenti anche l’incontro di preghiera con cattolici e riformati di martedì
31 agosto a Belfòrt nel ricordo dei morti sepolti dalla frana.
«Oltre a i “dieci giorni”, vero
e proprio momento clou
dell’anno, si affiancano altre attività ugualmente
importanti, ad esempio
quelle riferite alla presentazione del bollettino “Plu-
NICOLA FALCINELLA
P A G I N A
CRONACA
29
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
SONDRIO IL PROGETTO DI ASL, FORZE DELL’ORDINE, ASSOCIAZIONI CONTRO IL DISAGIO
Azioni per la sicurezza stradale
L
a Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione e l’Associazione Comunità Il Gabbiano Onlus da luglio sono impegnate nella gestione e
realizzazione di un progetto di prevenzione finalizzato alla guida sicura e ai rischi connessi
alla guida in stato di alterazione da sostanze legali ed illegali. Il progetto, finanziato dall’Asl di
Sondrio, fa parte di
un’iniziativa di più ampio respiro promossa
dalla Regione Lombardia
ed è finalizzata a sperimentare su sei territori
Asl della Lombardia, tra
cui quella di Sondrio,
azioni di prevenzione e
promozione della salute
relative ai rischi connessi con la guida in stato
di alterazione da sostanze legali e illegali. L’iniziativa a livello regionale si intitola “Sulla strada... della prevenzione
selettiva in Lombardia”.
Al progetto collaborano
e sono coinvolti fin dall’inizio gli Uffici di Piano dei distretti della Provincia: Bormio, Chiavenna, Morbegno, Sondrio e
Tirano e il Valtellina
Security Driving Project
School.
Tanti gli obiettivi
del progetto. Innanzitutto
promuovere
comportamenti più
responsabili e una
cultura maggiormente orientata alla consapevolezza di tutti i
rischi connessi all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti e
alcoliche sopratutto se
associate alla guida. Poi
aumentare la conoscenza di informazioni relative alla normativa e al limite del
tasso alcolemico in
merito alla guida e relative alla propria percezione e capacità di riconoscere gli effetti dell’assunzione di alcool sul
proprio organismo non
solo quando l’assunzione
di alcool è stata eccessiva, ma anche quando è
moderata o scarsa. Al
terzo punto troviamo la
volontà di sensibilizzare e informare per attivare momenti di confronto sul tema guida
sicura tra i diversi gruppi di destinatari (ragazzi, giovani, gestori dei
locali, forze dell’ordine,
operatori della prevenzione, del trattamento e
dei servizi di prossimità,
adulti di riferimento giovanile, ecc.). Altro aspetto fondamentale è sviluppare e potenziare
la rete territoriale,
attraverso riunioni di
presentazione, programmazione e coordinamento del progetto con le altre iniziative e servizi
realizzati dalle Agenzie
del territorio che si oc-
cupano, a diversi livelli,
del problema in stretta
connessione con l’Osservatorio per le Dipendenze dell’Asl di Sondrio e
le Forze dell’ordine. Infine promuovere un’azione di ricerca scientifica finalizzata a
una conoscenza il più
possibile completa e
complessa del fenomeno del consumo di
alcool e sostanze e dei
rischi connessi alla
guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze psico-attive.
Le attività del progetto sono cominciate a
metà luglio e proseguiranno fino a febbraio
2011. A partire dal 28
luglio, a settimane alterne, il mercoledì e il venerdì dalle ore del pomeriggio fino a notte inoltrata, sulla statale 38, in
una delle piazzole antistanti i centri commerciali fra Castione e la Sassella, in direzione Sondrio-Morbegno, sarà attiva una postazione con
un camper e un equi-pe
di operatori esperti.
La postazione sulla
strada sarà predisposta
con il proposito di assolvere a due funzioni. La
visibilità: le persone che
BORGONUOVO DI PIURO TRADIZIONE DA TRENTAQUATTRO ANNI
Tutti in festa per Sant’Abbondio
a 34 anni, precisamente dal 28
settembre 1976,
giorno della consacrazione e della dedicazione a Sant’Abbondio, San Cassiano e al
Beato Luigi Guanella della nuova chiesa parrocchiale, i fedeli di Borgonuovo di
Piuro si sono riuniti nella
chiesa nuova, abbandonando la località di Sant’Abbondio dove sorgeva la vecchia parrocchiale settecentesca, che in questi anni
veniva riaperta quasi
esclusivamente per celebrarvi la commemorazione
del IV Novembre, vista la
vicinanza con il monumento ai Caduti. Domenica
scorsa, in occasione della
festa del patrono Sant’Abbondio, riprendendo l’antica tradizione, l’arciprete di
Prosto, don Agostino Quadrio, su espresso desiderio
dei residenti in zona, ha celebrato la Santa Messa alle ore 11.00, seguita da un
rinfresco offerto dalla comunità parrocchiale, davanti a un nutrito gruppo
di parrocchiani. Nel pomeriggio la celebrazione solenne dei Vespri.
D
RAGAZZI IN CAMPO PER IL TROFEO ALDO FALCO
A San Cassiano si avvicina la festa del pallone dedicata ad Aldo Falco. Sabato 4 e
domenica 5 settembre si svolgerà al campo sportivo del paese una delle iniziative
più seguite dello sport valchiavennasco. La manifestazione, giunta alla quarta
edizione, raccoglie ogni anno l’interesse e la partecipazione di un grande numero di
persone. Amici, conoscenti o semplicemente curiosi si riuniscono per due giornate
in ricordo dell’amico Aldo Falco. Per molti anni è stato dirigente e tecnico della
“Polisportiva San Cassiano”, la società attualmente presieduta dal figlio Emanuele. Aldo, come ricordano gli amici, metteva tutto il suo impegno e la sua passione nel calcio. Si occupava della gestione delle squadre del paese, in particolare di
quelle dei bambini e delle ragazze. Viene ricordato per la grande generosità e
disponibilità verso gli altri. In queste due giornate Aldo verrà ricordato all’insegna
dello sport, del sano divertimento e dello stare bene insieme con gioia e serenità.
Tutti valori in cui Aldo credeva fortemente. Nell’arco dei due giorni si svolgerà il
consueto torneo dei bambini, con nove squadre da tutta la Valchiavenna. Domenica
mattina, a San Cassiano, si svolgerà la santa messa in memoria di Aldo Falco.
S.BAR.
A dare maggior risalto alle
celebrazioni religiosi, quest’anno, dopo tanti anni di
silenzio, anche il vecchio
campanile di Sant’Abbondio, recentemente restaurato dall’Associazione Scavi di Piuro, ha iniziato a far
sentire la sua voce, battendo il mezzogiorno.
transiteranno sulla strada dovranno vedere immediatamente la postazione ed esserne attratti. A tal proposito ci preme segnalare che è in
corso la realizzazione di
una campagna informativa che vede alcuni giovani del Territorio impegnati a realizzare logo e
slogan per il progetto.
L’accoglienza: le persone che sceglieranno di
fermarsi avranno la possibilità di avvalersi di
differenti proposte: spazio informativo presso
il camper gestito da operatori esperti di riduzione dei rischi attraverso
il supporto di materiale
informativo cartaceo e
multimediale; spazio
counselling presso il
camper: gli operatori
daranno informazioni
sui rischi connessi all’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche; sarà
anche proposto un que-
stionario anonimo e volontario per sondare gli
stili di consumo; spazio
energia pulita con distribuzione di acqua succhi di frutta, integratori
etc.; rilevazione del
tasso alcolemico presente nel sangue attraverso l’uso di un etilometro per verificare la propria idoneità alla guida.
La prova non comporta
sanzioni, ma la possibilità di sperimentare lo
strumento ed eventualmente, usufruire dell’area “pit stop” (sarà organizzata una postazione per permettere a chi
fosse oltre il limite legale, di attendere il tempo
necessario per essere legalmente idonei alla guida); prove con simulatore di guida: per
verificare direttamente
in loco le proprie capacità percettive e sensoriali. A tutte le persone che
decideranno di fermarsi
sarà offerto, in omaggio,
un etilometro mono uso
da tenere nella propria
auto in caso di necessità. Tutta la popolazione
in transito sulla Statale
38 in direzione sud (da
Sondrio a Morbegno) potrà essere coinvolta nel
progetto. A settimane alterne, nello stesso tratto di strada, sarà presente, la Polizia Stradale e
i Carabinieri che, con
diverso ruolo e mandato, partecipano al progetto e alla raccolta dei dati.
Le prossime date di
attivazione del servizio
sono 8, 10, 22 e 24 settembre; 6, 8, 20 e 22 ottobre; sospese le attività del servizio a novembre e dicembre riprendono a gennaio e febbraio
2011.
EDUCARE PER PREVENIRE
«Le ultime notizie dicono, per quanto riguarda
Valtellina e Valchiavenna, di una diminuzione di eventi riconducibili al fenomeno delle cosiddette “stragi
del sabato sera”, il problema, però, dell’alcolismo e
delle dipendenze in generale esiste e non si deve mai
abbassare la guardia». La riflessione è di don Augusto Bormolini, referente della Caritas della provincia di Sondrio. Anche l’ultima iniziativa messa in
atto da Asl, associazioni e forze dell’ordine per contrastare il fenomeno di uso e abuso di alcol e sostanze
stupefacenti è senza dubbio importante, ma è altrettanto importante impostare un’azione educativa che,
sul lungo termine, contribuisca a colpire alla radice il
fenomeno. La Caritas, con le molteplici iniziative messe in atto, sul fronte dell’ascolto e dello studio dei
fenomeni di disagio, rappresenta un osservatorio competente e sensibile a questi problemi. «L’abuso di alcol
e sostanze – prosegue don Bormolini – è espressione
di un malessere della persona. Sono dinamiche che
abbiamo registrato anche nella compilazione della
ricerca, pubblicata lo scorso anno, sul suicidio. Talvolta il ricorso all’alcol o alle sostanze può essere un aiuto per chi ha difficoltà a relazionarsi. Oppure, semplicemente, si considera piacevole e divertente la sensazione di alterazione che provoca. Ma sono aspetti che
non possono essere valutati con leggerezza». Per quanto riguarda lo specifico dell’alcolismo don Augusto ci
ricorda il lavoro prezioso delle associazioni degli
alcolisti in trattamento: «lavorano con grandissima
attenzione e si impegnano in un’azione formativa su
più fronti, dove un ruolo fondamentale è dato anche
alla famiglia e ai contesti di amicizie e conoscenti. Il
loro è un impegno prezioso, perché di forte impronta
educativa ed è questa la strada da seguire». Don
Bormolini si congeda ricordandoci, come si era auspicato lo scorso anno al termine del convegno sul tema
del suicidio, che il gruppo “Malaombra” continua il
proprio lavoro: dopo la ricerca ora si passa alle azioni
concrete, che coinvolgeranno il territorio in tutte le
sue articolazioni.
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CRONACA
Sondrio&provincia
L’IMPORTANZA DELLA CONNESSIONE
Negli ultimi giorni è cresciuta l’attenzione dedicata al problema del digital divide in Valchiavenna a
seguito delle osservazioni degli operatori turistici
locali che lamentano il gap di servizi che sono in
grado di erogare. Nel contempo è maturata la consapevolezza che, in prospettiva futura, questa situazione potrebbe risultare penalizzante per quelle destinazioni non in grado di garantire una adeguata copertura in termini di connessione. Alla luce
della collaborazione tra Comunità Montana
Valchiavenna e Politec, Polo dell’Innovazione della
Valtellina, per valutare le effettive possibilità di
copertura dell’intero territorio con la tecnologia
WiMAX, abbiamo rivolto alcune domande a Stefano Besseghini, amministratore delegato di Politec.
WiMAX è veramente una tecnologia in grado di
fornire risposte alle esigenze di connettività?
«È un paradigma di cui siamo profondamente convinti in Politec da quando, nel marzo del 2008, siglammo l’accordo con Retelit per portare il WiMAX
in Provincia di Sondrio. In seguito a tale accordo,
realizzammo in pochi mesi una infrastruttura che
ora si estende da Delebio a Poggiridenti, garantendo connettività a diverse centinaia di utenti. La realizzazione di tale rete ha coinvolto solo aziende
locali nella implementazione del progetto e portato
la Provincia di Sondrio ad essere uno dei primi territori in Italia infrastrutturati con questa tecnologia. Credo che sia riconosciuto da tutti che la tecnologia WiMAX è quella in grado di sfruttare al meglio il sistema radio per trasportare dati e assicurare connessioni a banda larga a costi contenuti.
Come se non bastasse, la facilità di istallazione,
l’assenza di infrastrutture per l’accesso alla rete e
la possibilità di creare profili personalizzati sono
vantaggi che fanno del WiMAX la tecnologia su cui
puntare».
Perché è così importante garantire connettività
a un territorio?
«Credo che sia ormai universalmente riconosciuta
la capacità di incidere sulla competitività di un territorio che un’efficace connessione alla rete è in grado di garantire. È particolarmente sintomatico che
sia il settore turistico quello che per primo ha evidenza del gap di opportunità che la mancanza di
connettività può determinare. Questo perché si tratta di un settore che per sua stessa natura è
destinatario delle richieste di una popolazione eterogenea che spesso proviene da territori dove la disponibilità di connessione è ormai un dato quotidiano; tanto da apparire naturale richiedere che
anche nei periodi di relax questo servizio sia disponibile».
Quindi dare connettività a un territorio è un
problema di tecnologia?
«Certamente la scelta della tecnologia ha una sua
importanza, ma il digital divide non è solo una questione tecnologica. Le tecnologie che permettono di
superarlo esistono e sono numerose. Piuttosto il
digital divide vive di un intrinseco paradosso. I territori afflitti da digital divide sono quelli tradizionalmente meno dinamici dal punto di vista economico e caratterizzati da una bassa densità di popolazione. Quindi, proprio i territori che risultano meno
appetibili dal punto di vista economico per garantire all’operatore privato un ragionevole ritorno dell’investimento necessario alla realizzazione dell’intervento. D’altra parte sarebbero i territori che più
potrebbero beneficiare di tale intervento per la capacità di accelerazione universalmente riconosciuta alla disponibilità di connettività. Risulta allora
ancora più importante la capacità di intervento di
strutture (come Politec) che siano in grado di esprimere le potenzialità dei territori che sfuggono ai
grossi operatori. E’, in fondo, quello che stiamo cercando di realizzare con il progetto WiMAX. Gli operatori non sarebbero venuti in Provincia di Sondrio
in via prioritaria come invece hanno fatto grazie
alla mediazione di Politec. Ora stiamo lavorando (e
in questo senso va l’iniziativa con la comunità Montana Valchiavenna) per far sì che un’alleanza con il
territorio ci permetta di estendere e completare la
copertura. Non è un progetto facile perché richiede
di trovare il giusto equilibrio tra diverse necessità e
la sostenibilità economica complessiva, le risposte
cominciano comunque a esserci e contiamo entro la
fine dell’anno di espandere significativamente la
copertura».
Recentemente, sia a livello nazionale che regionale si è sentito parlare di banda larga. Qual’è
la situazione e cosa sta facendo Politec?
«Purtroppo, a livello nazionale pare che il tema sia
un po’ in affanno. In Lombardia, invece, si è chiuso
all’inizio di agosto un importante bando per l’assegnazione di consistenti fondi (circa 40 milioni di
euro) a grossi operatori per il superamento del
digital divide in un gran numero di comuni lombardi.
Nella lista figurano anche diversi comuni della Provincia di Sondrio che vedranno potenziate le proprie centraline telefoniche. È un progetto in cui siamo stati coinvolti e che seguiamo con attenzione. Vi
è poi un ambiziosissimo piano di “fiber to home”
promosso dalla Regione che avrebbe il pregio di portare la banda pressoché infinita della fibra ottica
in ogni casa. Uso il condizionale perché il nostro
territorio sarà inevitabilmente interessato solo
marginalmente dal progetto, almeno nella sua prima fase esecutiva».
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
CASPOGGIO ALLA PRESENZA DEL VESCOVO
Consacrato l’altare
S
abato 21 e domenica 22 agosto, il
vescovo Diego
Coletti ha fatto
visita alla comunità di Caspoggio per
consacrare il nuovo altare della chiesetta di Sant’Antonio e per dedicare
questa chiesa anche alla
Madonna della Neve.
Accompagnato dal parroco don Bartolomeo
Cusini, il nostro vescovo è salito in seggiovia a
Sant’Antonio, il balcone
naturale che sovrasta il
paese. Qui è stato ricevuto dal sindaco Diego
Negrini, dai rappresentanti delle associazioni
del paese e dai sacerdoti
caspoggini padre Pietro
Bracelli, padre Davide
Negrini, dal novello don
Nicholas Negrini, da
mons. Enrico Bedetti e
dai ragazzi del Grest che
lo hanno accolto con il
loro canto “Sottosopra”.
Prima della cerimonia,
il parroco ha spiegato al
vescovo il motivo del
nuovo altare che fa parte della ristrutturazione
in atto della chiesa. La
chiesetta di Sant’Antonio, costruita nel 1670
dal parroco di allora don
Antonio Miotti, aveva
bisogno di un radicale
rinnovamento
nella
struttura, nel pavimento, negli arredi, negli impianti e nelle facciate esterne. Completate le
prime parti restano da
ultimare alcune parti
interne e le facciate esterne. Il nuovo altare e
il leggio in serpentino
della Valmalenco è opera dell’architetto Aurelio
Benetti. La santa Messa celebrata dal vescovo
con tutti i sacerdoti presenti e accompagnata
dalla corale Santa Cecilia di Caspoggio è stata
seguita da tantissimi fedeli che hanno gremito
la piccola chiesa e lo
spiazzo adiacente dove
hanno potuto assistere
alla funzione religiosa
tramite due grandi schermi allestiti per l’occasione. Nell’omelia, che a
sorpresa è stata enunciata davanti alle persone che si trovavano all’aperto, il vescovo ha
preso spunto dalle letture della Messa per ricordare il fine ultimo di
ogni cristiano che è la
Salvezza e l’amore verso il prossimo che non
deve essere solo generico, ma specifico verso la
moglie, il marito, i figli,
la suocera… i colleghi di
lavoro. Monsignor Coletti ha anche ricordato il
miracolo della nevicata
a Roma nel IV secolo che
ha dato origine alla costruzione della Basilica
di Santa Maria Maggiore e alla festa della Madonna della Neve. Durante il rito della consacrazione il vescovo ha
posto nell’opercolo, situato al centro dell’altare, le reliquie dei santi
Carpoforo, Antonio e Felice vescovo di Como,
quindi ha versato sull’altare l’olio del Sacro Crisma e ha bruciato l’in-
censo simbolo di preghiera e di profumo che
invade il tempio e che la
Chiesa ha l’incarico di
spargere nel mondo
come fragranza di Cristo. Un simpatico fuori
programma c’è stato
quando il fumo dell’incenso ha invaso la piccola chiesetta procurando
qualche colpo di tosse,
ma anche in questo caso
il vescovo ha dato prova
della sua “verve” e della
sua simpatia ricordando
che anche nella Bibbia si
parla della consacrazione del Tempio, che doveva essere una Tenda,
e che il fumo fu tale che
il popolo dovette uscire
dalla Tenda.
Al termine del rito il
parroco don Bartolomeo
ha ringraziato il vescovo per essere venuto a
consacrare l’altare di una chiesetta che da giugno a settembre è molto frequentata sia dalle
persone che salgono sul
maggengo che dai molti
turisti di passaggio; si
augura che questa chie-
setta, dedicata alla Beata Vergine della Neve,
diventi una presenza significativa della Madonna anche nei mesi invernali dove la neve è in
parte il pane di Caspoggio sia per il turismo che
per le competizioni sciistiche che si svolgono.
Dopo la funzione monsignor Coletti è stato circondato e festeggiato
dalle tante persone che
avevano raggiunto, chi
in seggiovia, chi a piedi
o in auto Sant’Antonio,
per partecipare a questa
importante celebrazione. In serata il vescvoo
ha potuto assistere a
una “Elevazione spirituale” con canti della Corale di Caspoggio diretto
dal Maestro Silvino Negrini e con musiche eseguite all’organo da don
Nicholas Negrini.
Domenica mattina il
vescovo ha celebrato la
Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Caspoggio e ha benedetto
le statue dei santi Pietro e Paolo che saranno
poste nelle nicchie della
facciata anteriore della
chiesa stessa. Dopo, in
elicottero, ha raggiunto
il Pizzo Scalino e la Cima
Giovanni Paolo II dove
ha celebrato la Santa
Messa. Quindi è sceso,
sempre in elicottero,
all’Alpe Prabello che si
trova ai piedi del Pizzo
Scalino. Presso il rifugio
Cristina ha pranzato in
compagnia del comasco
monsignor Oscar Cantoni vescovo di Crema, dei
parroci e dei sindaci di
Caspoggio e di Chiesa, di
altri sacerdoti presenti e
del comandante della
stazione carabinieri di
Chiesa, maresciallo Di
Roio. Nell’anfiteatro naturale, qual è l’Alpe Prabello, monsignor Coletti
ha incontrato i tanti valligiani e i tanti turisti
convenuti per l’annuale
festa della Madonna Regina della Pace, che simpaticamente gli si sono
stretti attorno. Poi, accompagnato da don Bartolomeo, ha fatto visita
al piccolo Santuario dedicato appunto alla Madonna Regina della
Pace, fermandosi per un
momento di preghiera.
Infine il vescovo Diego si
è congratulato con gli Alpini e i volontari della
Protezione civile del
Gruppo di Caspoggio che
hanno organizzato il
“Rancio dell’alpino” e
sono sempre solleciti nel
supportare, oltre alle
loro manifestazioni, anche le feste religiose.
PASQUALE NEGRINI
MORBEGNO LA SERA È VIVA
Mentre proseguono con ottimi riscontri di pubblico le serate proposte da “Le nevi
di un tempo” la Biblioteca Civica “Ezio Vanoni” comunica che il programma
previsto subirà due modifiche. La visita guidata della professoressa Sarah Gazzola
di sabato 4 settembre (San Giacomo a Selvetta e San Gottardo ad Alfaedo) con
ritrovo a Forcola (alla Parrocchiale di San Carlo) avrà inizio alle ore 15.00. Per
una concomitante manifestazione di valorizzazione del patrimonio culturale di
Talamona, la visita di sabato 11 settembre all’archivio del Comune di Talamona,
in collaborazione anche con il Comune di Talamona e con l’Associazione culturale
“Ad Fontes” guidata dalla professoressa Rita Pezzola, è rimandata a data da
destinarsi. Ricordiamo inoltre che si raccolgono presso Sinferie (telefono 0342615209 Paola Passerini) le prenotazione per la visita guidata dalla professoressa Silvana Vaninetti all’Abbazia di Mustair e al Convento Nuovo di Luigi Caccia
Dominioni a Poschiavo, proposta per il prossimo 2 ottobre.
TERMINATI I LAVORI A DALOO
Il belvedere di Daloo, nel comune di San Giacomo Filippo, è ormai terminato e
sarà inaugurato domenica 5 settembre. Il Consorzio dell’alpeggio ha dato il
via alle opere il 27 luglio che permetteranno di godere al meglio la vista dallo
splendido punto panoramico. La croce sarà anche illuminata.
P A G I N A
31
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 4 SETTEMBRE 2010
AL CINEMA ASTRA
Al via la 57° edizione
del cineforum di Como
N
el solco della tradizione aperta dal compianto don Fossati il
Cineforum di Como
approda alla 57° edizione, grazie al consenso, convinto ed entusiasta, dei vari sostenitori, giovani e non più giovanissimi. Constatazione incoraggiante
che obbliga a non mollare, e aiuta a tenere il passo, nonostante le
difficoltà e le perplessità determinate dalle varie circostanze
legate, alla flessione sia della
stessa settima arte, sia dei (un
tempo) cineamatori.
Veniamo al dunque e rendiamo
noto che per tutto settembre
presso l’ufficio di via Rodari 1
(COMO, tel. 031 300 131) sono
in vendita le tessere per la stagione sociale 2010/2011.
I turni di proiezione rimangono quelli tradizionali: lunedì
ore 21.00, martedì ore 15.30 e
21.00, mercoledì 15.30.
Un tempo, vedi anni sessanta
e settanta, era possibile stilare il
calendario completo con due o tre
vuoti per film da festival, che veniva scelto strada facendo. Oggi
non è più possibile in rapporto
alla tenuta dei film. Allora esisteva una prima, una seconda e
anche una terza visione, oggi può
accadere che esaurita la prima
visione alcuni film escano di sce-
I film di settembre
BRIGHT STAR
(7-8 Settembre)
Film drammatico di Jane
Campion (120 min)
BACIAMI ANCORA
(14-15 Settembre)
Commedia di Gabriele
Muccino (130 min)
BASILICATA
COAST TO COAST
(21-22 Settembre)
Commedia musicale che
segan il debutto alla regia di
Rocco Papaleo (105 min)
na e spariscono. Un calendario
rigido priva della possibilità di
presentare film della stagione.
Contiamo, naturalmente, sui fedelissimi che sono sulla breccia
fin dai primi anni, ma è bello e
non utopistico contare anche sui
giovani che aspettiamo fiduciosi,
per venire incontro alle loro legittime esigenze di novità e di aggiornamento. Ci si augura che la
formula mantenga il suo consenso e possa pescare non alla cieca,
come nel pozzo di San Patrizio,
ma con un briciolo di fortuna nel
mare magnum della produzione.
In attesa dell’avvio che cadrà nei
giorni 4-5-6 ottobre pr.v. al cinema ASTRA viene programmato
il prologo che inizierà il 7 e 8
settmembre e proseguirà per
quattro settimane.
Il dettaglio dei film nella scheda allegata a fianco.
DEPARTURES
(28-29 Settembre)
Film drammatico di Yojiro
Takita (130 min)
don ENRICO MALINVERNO
INTERNET
QUALE FUTURO PER LA RETE?
C
ome se non bastasse il
solleone, Google e Verizon hanno fatto la loro
parte per far schizzare
all’insù i termometri: l’
accordo siglato alle porte di ferragosto ha scaldato i dibattiti e
surriscaldato (se mai ce ne fosse
stato bisogno) il dibattito sulla
neutralità della rete e il futuro di
internet. Il 9 agosto il blog europeo di “public policy” di Google
riporta un articolo dal titolo “A
joint policy proposal for an open
Internet” (una proposta congiunta per una rete aperta), firmato
dai direttori “public policy” di
Google e Verizon, Alan Davidson
e Tom Tauke. Nasce il caso dell’estate. Il documento, firmato
dagli amministratori delegati, è
una proposta congiunta di regola-mentazione della rete che i
due colossi hanno portato all’attenzione del legislatore Usa e
della Fcc, la Federal communications commission (l’autorità Usa per le telecomunicazioni). Il documento ha spaccato gli
internauti e i commentatori più
illustri, ripro-ponendo il consueto scontro tra opposte tifoserie:
da una parte c’è chi profetizza la
fine della libertà su Internet e,
dall’altra, chi tende a minimizzare la portata del documento e gli
eventuali effetti sulla rete. Qual
è la realtà dei fatti?
Anzitutto un chiarimento, il
passo compiuto dal tandem
Google-Verizon non è nulla di
nuovo ed era del tutto
prevedibile dato che da mesi le
due società stanno lavorando
assieme su questi temi. Il famigerato accordo Google-Verizon
altro non è che un aggiornamento di posizioni già espresse, a diversi interlocutori e in diversi
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contesti nei mesi precedenti, anche in risposta alla “sentenza
Comcast” (con la quale la Corte
d’Appello del distretto di
Columbia negli Stati Uniti ha
stabilito che la Fcc non ha sufficienti poteri per poter regolamentare anche il traffico internet). Ma veniamo al contenuto del documento, la proposta si
articola in sette punti. Google e
Verizon, come recita il primo
punto del documento, sono da
tempo fautrici “degli attuali principi della Fcc sull’apertura della
rete fissa a banda larga, che garantiscono agli utenti l’accesso a
tutti i contenuti leciti disponibili su Internet, permettendo loro
di utilizzare le applicazioni, i servizi e i dispositivi di loro scelta”;
per questo motivo la proposta
delle due società “permetterebbe
alla Fcc di imporre l’applicazione
di questi principi”, anche attraverso “regole contro le pratiche
discriminatorie”. Dunque, una
proposta per la difesa della neutralità della rete, o almeno così
sembrerebbe. Alcuni osservatori
ritengono che il documento presenti due grandi criticità. Anzi-
tutto, i co-firmatari scrivono
esplicitamente che la loro proposta non si applica alla banda larga mobile, perché si tratta di un
mercato ancora agli albori che
non può essere regolamentato.
Inoltre, nella proposta si parla di
“servizi online addizionali e differenziati” per i quali non dovrebbero applicarsi le regole di non
discriminazione del traffico.
Internet è destinato a cambiare volto dopo questo documento?
Probabilmente no, anche se è
prevedibile un’accelerazione dei
lavori del legislatore statunitense su questi temi. Di certo, però,
resta una domanda non risolta
alla quale tutti devono cercare di
dare una risposta: in un mondo
nel quale una concorrenza sempre più serrata obbliga ad offrire
qualità e banda sempre maggiori a prezzi in costante caduta,
senza la possibilità di offrire servizi “premium” di connettività, a
prezzi più remunerativi, quale
azienda privata avrà l’interesse
ad investire ancora nelle reti di
telecomunicazione?
ANTONIO RITA
DELLA DIOCESI DI COMO
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