casa • residenza • politiche sociali • economie informali • diritti • intercultura sociale • cultura • teatro • laboratori • corsi
luglio . agosto ‘04
Anno X
tiratura
6.000 copie
Offerta libera
Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora
Pubblicazione periodica mensile luglio - agosto 2004
Lotta alla povertà
Ad un certo punto i paesi ricchi, visto che non riuscivano a combattere la povertà, decisero di fare la guerra ai poveri. Questo paradosso sembra purtroppo trovare, in questi giorni, sempre maggiori conferme. Il primo pensiero va alla nave umanitaria tedesca Cap
Anamur; trasportava 37 profughi africani, in viaggio da 22 giorni in cerca di un approdo e solo ora è stata accolta a Porto
Empedocle (Sicilia). La storia è nota: queste persone scappano da uno dei 42 conflitti che insanguinano il continente africano, esattamente dal Darfur (fra Sudan e Ciad); naufragati in acque internazionali con il loro gommone sono stati salvati dalla Cap Anamur,
che poi si è diretta verso le coste italiane per permettere ai profughi di essere accolti e chiedere asilo. Queste persone dovevano
essere soccorse immediatamente sul suolo italiano, ma il nostro Governo e quello tedesco si stanno attaccando a cavilli e procedure
burocratiche rallentando così l’iter giuridico di tutela di questi profughi. Questa Europa egoista e blindata è fuorilegge. L’Italia sta
dunque chiudendo le porte ai perseguitati politici, ma sono tante altre le porte che si stanno chiudendo in faccia ai più poveri, in
questo paese: 26mila famiglie rischiano di essere sbattute fuori casa con uno sfratto...
Segue a pagina 2
Avanti, si vota
Albergo popolare
L’alcol è una droga: contiene etanolo, una sostanza psicoattiva e
può produrre dipendenza. La
malattia più conosciuta è l’alcolismo: in Italia ne sono affette almeno un milione e mezzo di persone.
Elezioni 2004. Grazie al progetto
Avvocato di Strada, quest’anno per la
prima volta 300 senza fissa dimora
hanno potuto esercitare il proprio diritto di voto.
Una struttura d’accoglienza che
accompagni i soggetti in stato di grave
marginalità in un percorso di reinserimento sociale. È l’idea che anima
l’Albergo popolare di Bergamo.
pag. 4
pag. 8 e 9
pag. 8 e 9
Alcolismo
PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzata
luglioagosto duemilaquattro
1
se c o n d a
Lotta alla povertà
Amici di Piazza
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questo mese ci hanno
sostenuto:
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...E’ scaduta la proroga per gli sfratti per
gli inquilini appartenenti a categorie disagiate e la Corte Costituzionale ha negato
una qualsiasi possibilità di altre proroghe. Dovevano esserci degli sconti
sull’Ici (tassa comunale sugli immobili) per chi affittava a basso
canone ma non è mai funzionato
nulla... e chi si può permettere
700, 800, 900 euro di affitto ai
prezzi di mercato? Noi no.
Neanche se ci mettiamo in dieci
in un monolocale.
Certo i senza dimora fanno fatica a stare nelle statistiche,
comunque, secondo l’Istat, in
Italia sono molte le persone che
non si possono permettere affitti
del genere (e nemmeno una vacanza):
ci sono 7 milioni e 100mila individui che
spendono meno di 800 euro al mese, sono
2 milioni e 400mila famiglie monoreddito e il
capofamiglia è spesso una donna sola. Questi
poveri costituiscono il 12,4% degli italiani: un calo dei poveri rispetto ad un anno fa,
ma le buone notizie finiscono lì perchè un altro dato ci dice che i poveri sono sempre più poveri. Aumenta il solco fra ricchi e poveri e chi già faceva fatica oggi è
ancora più povero. E il Governo dell’uomo più ricco d’Italia che fa? Ovviamente
taglia i fondi. Proprio così: la legge Finanziaria presentata in questi giorni taglia
vistosamente i fondi sociali, mentre il Piano nazionale contro la povertà e l’esclusione sociale del ministro Maroni è stato criticato da molte forze sociali.
Una realtà che conosciamo bene quella dei tagli al sociale anche in ambito locale:
dopo un periodo di stallo si comincia a sentire la mancanza di ossigeno di un contesto politico e culturale che non vuole veramente investire sul recupero delle persone e sulle realtà che lavorano nel sociale, ma che interviene, a livello di assistenzialismo, con modalità che non riusciamo a capire: vengono aperte strutture d’accoglienza per i senza casa poi si comincia a parlare di regole sempre più rigide, di vincoli, di percorsi. Da molti mesi non vengono attivati nuovi percorsi di “borsa lavoro”
per permettere alle persone di sperimentare le proprie capacità e dignità sul lavoro e i percorsi esistenti sono tenuti insieme con i pochi spiccioli che rimangono, di
mese in mese. Ma come si fa a riprendersi dopo soli 3 mesi di lavoro?! E dopo?
La lotta contro i poveri passa anche da questo: dalle guerre che i paesi ricchi
fomentano in Africa ai tagli alla solidarietà, fino a quella multa affibbiata ad un
nostro diffusore, semplicemente perchè distribuiva queste pagine, appena fuori
dalla Stazione ferroviaria di Bologna. Sarà anche poca cosa rispetto agli orrori dei
villaggi devastati dalla morte in Africa o rispetto a quel muro eretto in terra palestinese occupata, ma ci indica comunque che stiamo andando pericolosamente indietro nel tempo e nella storia. Dopo le vacanze (si fa per dire) le cose devono cambiare, a partire da qui: dalla nostra città. Una vera lotta alla povertà a partire da noi...
da Piazza Grande insieme a chi ancora ci crede.
Si potrebbe cominciare dall’applicare, anche nella vita a terra, il diritto internazionale del mare: un naufrago salvato ha il diritto di essere sbarcato nello scalo successivo, cioè quello più ragionevolmente sicuro. Ognuno deve poter trovare rifugio
e protezione nel posto e nel modo che desidera, impegnandosi nel percorso di vita
più adatto alle proprie esigenze.
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2
...segue dalla prima pagina
COMUNICARE RELAZIONI
Anche per le persone senza fissa dimora la comunicazione è uno dei modi principali di socializzazione e di scambio di idee, esigenze, affetti.
In una parola: relazioni.
Piazza Grande desidera ringraziare il negozio
Radarphone di Bologna (via Lame, 2 – Tel. 051
234848) per averci donato 5 telefoni cellulari
che utilizzeremo per essere più vicini alle esigenze delle persone che vivono in strada e che
possono avere bisogno di assistenza immediata.
Questo mese ringraziamo la ditta
Sign Pubblitecnica che ci ha stampato gratuitamente le grafiche per il nostro gazebo
luglioagosto duemilaquattro
t e rza
DAL BASSO VERSO L’ALTO...
Interviste di strada
DOVE SEI FINITO UGO?
L’altro giorno personalmente ho intervistato alcuni ragazzi e uomini di una certa età avanzata, che vivono e dormono nei portoni, oppure sotto i ponti, si arrangiano come meglio possibile.
Questa categoria abbandonata dalla società, definita emarginata, meglio dire non protetta
dalla nostra società.
Frugando poi nei minimi del personaggio.
Magari poi sgradevolmente criticandolo nel peggior dei modi.
Ma bisogna aggiungere che loro hanno l’intelligenza la capacità interiormente un’anima
molto sensibile, sentimenti non lucidi perché non vengono capiti quasi da nessuno, non hanno
lavoro fisso; oppure altri disagi, disavventure in famiglia.
Le circostanze di ognuno di loro vengono contaminate accumulandosi la fase della disperazione e sono traditi dal destino.
Ma oggi possiamo dire da pochi anni a questa parte, questi casi vengano man mano diminuendosi.
I Comuni, le Regioni, sono quasi tutti sensibili a questo tipo di vita, per questa categoria. I
cosiddetti emarginati.
Per questa categoria vi dedico principi buoni, da poeta nobili sentimenti, un mondo di bene.
Che il signore protegga con buoni sentimenti religiosi anche l’uomo che sbaglia.
Filippo Anelli
L’uomo nel Buio
Amica MAMMA
Tu Uomo,
non abbandonarti nel buio;
la vita ti appartiene,
segui un cammino,
quel cammino di una volta,
un mondo inquinato,
tu cerchi nel passato,
cerchi nelle parti oscure,
dell’uomo che soffre,
una storia disperata,
l’anima cade nel buio,
la vita tradisce,
ma tu, uomo,
non abbandonarti nel buio,
cerca, cerca, se puoi,
affinché i tuoi piedi,
possono arrivare,
l’uomo traccia una strada,
nei boschi oscuri abbandonati,
per dire domani che nella
mente,
c’è tanta luce,
che le mani sono forti per,
accarezzare un bambino
appena nato.
Fuggivi nel tempo
E tu rimanevi fragile,
come una piuma al vento,
e gli anni passavano
fino all’ultimo istante di
vita.
E POI…Fuggivi col vento,
spossata dalla fatica,
e poi scese la sera
si fece buio, il silenzio,
la luna illuminava i tuo
occhi
senza ormai una speranza
di un domani.
Tu amica, Mamma.
La musica di mille violini
Tracciavano una strada
Ormai senza ritorno.
Pian piano andavi via
Mamma
Nell’oscurità della notte.
Eri già lontana
Ma sentivo ancora
Il frenetico ardore
Del tuo amore.
Le parole monche
13
Dolcezza e mancanza
Si rischia di rimanere sopraffatti
L’ignoranza del passato non regge al dolore
del presente, non giustifica, non rende più
sopportabile il dolore
La consapevolezza del presente guarda la dolcezza dell’amore perduto ma vissuto
La consapevolezza del presente culla la mancanza di quell’amore vissuto ma perduto
Ciao, ti ricordi di un’amica che ti stava raccontando la sua storia e che insieme avevate deciso di raccontarla agli amici che leggono Piazza
Grande?
Ti posso raccontare un altro pezzo della mia
vita? Vuoi sapere quali sono le novità?
Non sei un po’ curioso di sapere cosa ho combinato in questo periodo? Sai sono passati…..
sette anni dal nostro primo e unico articolo che
io e te con tanta emozione, gioia, paura e
orgoglio abbiamo scritto.
Dove sono finite le cassette con la mia voce e
la tua che insieme, tu domandando io rispondendo e raccontando, hanno messo insieme la
storia di un’alcolista che stava tentando di
ricominciare a vivere?
Sai ad un certo punto il filo della libertà si è
spezzato e tutto è ricominciato da capo. Il
delirio è arrivato in un lampo e questa volta ho
perso tutto, casa, figlio, lavoro ma soprattutto
avevo perso la cosa più importante: me stessa!
Dai Ugo torna e vedrai che le cose andranno
come devono andare. Dammi retta per piacere;
non senti quante voci ti chiamano? Non solo la
mia sai? Lo sai che ti sto cercando e prima o
poi ti troverò e ti sculaccerò, sgriderò,
abbraccerò e insieme da quella porta entreremo, come è giusto che sia.
Torna adesso prima che sia troppo tardi e che
io non abbia più voce per raccontarti il resto
della mia storia.
Non so quanto è passato… forse due anni. Non
so, non ricordo, non mi interessa. Ugo ho
voglia di abbracciarti.
Silvia
Dolcezza e mancanza
Si rischia di rimanere sopraffatti
Un aiuto in più
Ringraziamo con tanto affetto tutti coloro che, per tutto l’anno scorso, ci hanno sostenuto, hanno sottoscritto abbonamenti, donazioni,
tutti gli amici che sono venuti a trovarci alle Officine per le nostre iniziative, gli spettacolile feste, i concerti e i corsi. Tantissime persone
ci sono state vicine: anche acquistando il giornale (ben 7.500 copie il numero di Natale!), comprando il calendario di Piazza Grande. E’
per l’affetto che ci avete dimostrato che vi proponiamo questo nuovo modo di aiutare gli Amici di Piazza Grande. Un abbraccio.
Sostenete l’Associazione
Amici di Piazza Grande Onlus
con contributi detraibili
dalla vostra dichiarazione dei redditi
EROGAZIONI LIBERALI ALLE ONLUS D.Lgs 460/97
Le erogazioni liberali a favore di Onlus consentono al donante (sia persona fisica che giuridica) di
usufruire dei benefici fiscali ai fini delle imposte sui redditi. Questi sono i passi da seguire:
· versamento in conto corrente postale n. 25736406 intestato Associazione Amici di Piazza Grande
Onlus via Libia 69 - 40129 BOLOGNA o altro mezzo certificato dall’ente poste (es. vaglia postale)
contenente la causale: “Erogazione liberale per l’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus”
· bonifico bancario o altro mezzo certificato, sistemi di pagamento previsti dall’art.23 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n.241, e cioè carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari da un Istituto Bancario contenente la causale: “Erogazione liberale per
L’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus”
L’associazione provvederà a rilasciare apposita ricevuta che può essere utilizzata come documento per ottenere lo sgravio fiscale.
Altre idee per sostenerci:
1.
Un’impresa può mettere a disposizione dell’Associazione l’opera di uno o più dipendenti, e
può dedurre dal reddito d’impresa dichiarato le spese sostenute per quei lavoratori. L’impresa può
dunque “prestare” i propri dipendenti all’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus, beneficiando della detrazione dal reddito delle spese, a condizione che:
1.
I lavoratori “prestati” siano assunti a tempo indeterminato;
2.
Le spese da dedurre non superino il 5 per mille dell’ammontare complessivo delle spese
sostenute dall’azienda per prestazioni di lavoro dipendente, così come risultano dalla dichiarazione
dei redditi.
3.
Un’impresa può donare all’Associazione Amici di Piazza Grande,
gratuitamente e senza alcun limite, derrate alimentari.
Questa cessione non costituisce ricavo per l’azienda ed è esente da IVA.
Un’impresa, inoltre, può cedere gratuitamente anche altri beni
diversi dalle derrate alimentari destinati all’eliminazione dal circuito
commerciale
luglioagosto duemilaquattro
3
q u a rt a
L’alcol è una droga: non va proibito ma spiegato
di Giuseppe Marongiu
L’apertura di un nuovo sportello di ascolto per chi ha problemi di alcolismo ci dà l’opportunità di parlare di un problema dato spesso per scontato.
L’alcol è una droga: contiene etanolo, una sostanza psicoattiva e può produrre
dipendenza. La malattia più conosciuta è l’alcolismo: in Italia ne sono affette almeno un
milione e mezzo di persone. Poi ci sono altri 4 milioni di italiani che eccedono nel bere.
L’etanolo è una sostanza tossica contenuta nelle bevande alcoliche che può provocare
svariati disturbi anche a chi beve in maniera moderata ma costante: le dosi variano da
individuo a individuo. Oltre che al fegato (cirrosi epatica) l’uso di bevande alcoliche può
causare tumori alla gola, all’esofago e alla bocca, gastriti, ulcere e emorragie allo stomaco, danni al sistema nervoso (dolori a braccia e gambe), ai muscoli, al cervello, alla capacità sessuale e alla psiche.
L’alcol può minare in maniera permanente l’organismo dei più giovani,
quando si è in fase di maturazione. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms) in Europa un quarto dei decessi dei giovani tra i 15 e i 29 anni è imputabile all’alcol. Eppure la metà dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni fanno uso di alcolici (50% i maschi,
40% le femmine).
In Italia l’alcol non è considerato una droga e non compare nelle tabelle ufficiali degli stupefacenti e delle sostanze psicoattive. Forse perché l’alcol uccide più della
droga (9% contro 2%). Nella trasmisione Report, andata in onda su Rai Tre il 23 marzo
2003, l’autrice, Giovanna Corsetti, affermava che ‘Produciamo ogni anno 50 milioni di
ettolitri di vino più liquori, birra e distillati, per un valore di 20 miliardi di euro, il 2% del
nostro Pil, che da’ lavoro a più di mezzo milione di persone. E se l’alcol e’ per tutti un
buon affare, per lo Stato lo e’ due volte perché sull’alcol, vino escluso, si pagano due
tasse: l’I.V.A. come per tutti gli altri prodotti e l’Accisa (imposta sulla produzione, n.d.r.), in
tutto 5 milioni di euro’. Ma se lo Stato guadagna 5 milioni di euro deve spendere tra i 26 e
i 66 miliardi di euro (tra il 2 e il 5% del Pil) ogni anno per curare e coprire i danni provocati
direttamente e non dall’alcol (dati Oms). Dunque l’alcol non dovrebbe essere un buon
affare per lo Stato, ma fa in qualche modo girare l’economia. Nel 2001 il nostro Paese ha
aderito alla legge europea sull’alcol ma ha deciso di non fare informazione preventiva:
sulle nostre bottiglie non c’è scritto niente che avverta sui rischi dell’alcol, del bere in gravidanza o alla mensa sul posto di lavoro.
In Italia non serve una legge proibizionista (come quella sulle droghe leggere)
né farmaci per permetterci di continuare a bere senza misura (vedi il prodotto ‘absorbalcol’, per assorbire l’alcol assunto in eccesso, di cui si parla in Report Rai Tre). Serve
informazione. ‘Prima di tutto nelle scuole, tra i giovani’ dice Paola De Santis, presidente
dell’Associazione Insieme di Bologna e responsabile del Centro per gli alcolisti in trattamento (Cat) dell’Ospedale Maggiore. ‘Chi si rivolge al Cat segue prima di tutto un corso di
tre mesi sui danni che l’alcol provoca. Poi inizia a frequentare i corsi di auto-aiuto, che
possono durare anche 8 anni’. Infatti, spiega Paola De Santis, uscire dall’alcolismo è difficilissimo e raro, e implica non bere più alcolici per tutta la vita.
‘Non esistono ex-alcolisti’ chiarisce la presidente ‘ma solo alcolisti in astinenza’. Si apprende dei rischi dell’alcol, nella maggior parte dei casi, quando si inizia la cura
di disintossicazione. Quasi come per i terremoti: non si sa nulla e niente ci è dato prevedere finché una scossa viene rivelata.
reparto di tossicologia o attraverso i gruppi di auto-aiuto. Gli alcolisti o le famiglie che
hanno problemi con l’alcol sono molte, ma serve andare a cercarle o raggiungerle a casa,
con i propri mezzi. Questa è una novità nel territorio bolognese’. Nazar Hassan, pakistano, è uno dei volontari dello sportello ‘Tra gli stranieri, soprattutto con chi ha problemi a
trovare un lavoro o a portare in Italia la famiglia a causa della mancanza del permesso di
soggiorno, l’alcol inizia a diffondersi, non come piacere ma come medicina alla solitudine.
Nella comunità pakistana ma anche in quella indiana e bangladese, bere è un’offesa alla
religione musulmana, dunque rende ancora più emarginati. Io sono mediatore culturale fra
lo sportello e le tre comunità di Bologna. Lo scopo dell’associazione è di riuscire a entrare
in contatto con tutte le nazionalità presenti in città, per portare prevenzione e cura’.
Lo sportello è in via della Beverara, 66/B ed è aperto il lunedì, il mercoledì e il
venerdì, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30, telefono 051.5877346.
Un aiuto in più
C’entro anch’io 2004
In questi mesi i nostri sostenitori hanno una possibilità in più di
aiutarci a realizzare un progetto sociale al quale stiamo collaborando insieme alla cooperativa sociale Apad. Dal 3 giugno fino al
10 luglio tutti i soci coop Adriatica possono infatti devolvere il
loro risconto (pari allo 0,7% della spesa fatta nel 2003) a favore di
alcune iniziative di solidarietà, una di queste combatte il disagio
giovanile ed è il progetto Giocabus.
Come si fa? Ogni socio coop ha a disposizione questo ristorno che
può spendere al supermercato interamente oppure può spenderne
metà e donarne metà, si può anche finanziare due progetti devolvendo la metà a uno e la metà all’altro. Si ritira il relativo tagliando al supermercato coop di appartenenza; si sceglie il progetto e si
decide la quota da devolvere. Nei prossimi giorni troverete dei
punti informativi presso tutte le coop. Cercate il nostro progetto e
donateci questo piccolo risparmio che può far vivere un’idea
molto grande.
C’entro anch’io è l’ini-
Info
http://www.euro.who.int/eprise/main/WHO/Home/TopPage
http://www.ossdipbo.org/
http://www.alcolonline.org/
http://www.alcolisti-anonimi.it/aa.htm
http://www.aicat.net/
http://www.alcoldrogalegale.com/liberi_di_non_bere1.htm
http://www.farmaonline.it/Legislazione/tabellefarmacopea/tabella7/tab5.htm
http://www.iss.it/goal/omsc/0005.html
http://www.fuoriluogo.it/index.htm
http://www.cedro-uva.org/
succede a Bologna
L’Associazione Insieme di Bologna ha aperto da tre mesi uno sportello per alcolisti, in collaborazione con il Cat (Centro per alcolisti in trattamento) dell’Ospedale Maggiore, per
svolgere un servizio di relazione più efficace tra chi ha problemi con l’alcol e i centri di trattamento. La presidente, Paola De Santis spiega che ‘I fondi sono ancora pochi, siamo per
ora 4 volontari, ma cerchiamo di seguire l’utente in maniera attiva. Spesso siamo noi a
muoverci per cercare chi ha bisogno di aiuto, di un colloquio o di iniziare il trattamento al
4
luglioagosto duemilaquattro
ziativa con cui la Coop Adriatica
promuove progetti di solidarietà
nel territorio, in collaborazione
con le associazione di volontariato e cooperative sociali. Nel 2004
è alla sua terza edizione. A seguito della diffusione del bando di
selezione, sono stati 334 i progetti presentati dalle organizzazioni
del volontariato e cooperative
sociali. La giuria, presieduta da
Don Luigi Ciotti, ha selezionato
34 progetti di ambito territoriale,
distribuiti nelle 14 zone soci della
cooperativa, che accederanno ad
un contributo di 140.000 euro
stanziato da Coop Adriatica, a cui
si aggiungeranno i fondi destinati
dai soci tramite il Ristorno, quota
percentuale della spesa effettuata
in un anno.
Il Nostro Progetto
Ragazzi che viaggio…
con il Giocabus!
La coop. APAD, con l’obbiettivo
di combattere il disagio giovanile, individua gruppi di adolescenti attraverso il “Giocabus”, che
gira per le strade di Bologna e li
convince nel apprendimento di
attività espressive come giocoleria, graffiti animazione teatrali,
commedia dell’arte, clowneria.
Partner: Associazione “Bloom
culture teatri” e “Amici di Piazza
Grande”, coop. “la carovana”.
Comune di Bologna.
quinta
L’integrazione possibile
Dal nostro corso di Giornalismo sociale. La diversità culturale è spesso fonte di emarginazione. La storia di “Chinny” è un esempio di come la si possa trasformare in risorsa.
di Maddalena
Chinedu Nebedum è una donna
nigeriana di 33 anni che vive in Italia dal
1992. Si è trasferita per ricongiungersi col
marito che già da tempo lavora come chimico presso un istituto di ricerca nei pressi
di Imola.
“Appena arrivata” racconta lei
stessa “mi sono rimessa a studiare per
prendere il diploma di perito chimico”.
Chinny, questo il suo soprannome, si
diploma e inizia a lavorare nell’istituto
dove è assunto il marito. Nel nuovo posto
di lavoro non si trova bene, per questo lo
lascia e trova posto in una fabbrica; nel
frattempo nascono i suoi due figli. “Visto
che lavoravo facendo i turni spesso mi
capitava di avere la mattinata libera e un
giorno passeggiando per la città sono capitata davanti all’ufficio di accoglienza per
gli stranieri di Imola.” Chinny sente di
voler impiegare il suo tempo in qualcosa
che le dia la possibilità di fare qualcosa per
chi ne ha bisogno, così entra e chiede in
cosa può essere utile. Le viene dato l’indirizzo di un’associazione di Imola che si
occupa dei problemi dell’integrazione
sopratutto per quanto riguarda le donne
straniere: Trama di terre. Chinny si reca
alla sede e nel 2001 inizia a lavorare come
mediatrice culturale scolastica e nello stesso anno frequenta un corso di formazione a
Ravenna di 550 ore più lo stage.
“Ho fatto lo stage a Trama di
terre e in più lavoravo anche allo sportello
di informazione per gli immigrati del
comune. Non riuscivo però a conciliare
tutti i miei impegni così, dopo aver lasciato
il lavoro in fabbrica, nel 2002 ho deciso di
dedicarmi esclusivamente a Trama di terre
perchè è un’associazione che lotta veramente per i diritti degli stranieri, è più por-
tata verso il lato personale a differenza
dello sportello del comune che instaura
solamente un rapporto di lavoro.”
Chinny diventa in seguito la coordinatrice
di circa 25 mediatrici culturali scolastiche
che lavorano nelle scuole di Imola e
Faenza. Verso la fine del 2002 l’associazione propone un nuovo progetto per formare altre mediatrici.
Parte del corso punta a creare un’impresa
gestita dalle mediatrici stesse, a questa collabora anche Chinny. “Nel 2003 abbiamo
costituito Agave una cooperativa di dieci
socie ed io ne sono la presidente. Facciamo
il lavoro di mediazione nelle scuole, organizziamo servizi di catering multietnico e
in futuro apriremo un laboratorio di sartoria etnica. In questo modo sfruttiamo la ricchezza di provenire da tutto il mondo e
diamo l’opportunità a donne straniere di
dirigere qualcosa da sole.” Chinny dice
sorridendo di non aver fatto fatica ad inserirsi, ma sa anche che non per tutte è così
ed è per questo che fa di tutto per aiutarle.
Trama di terre
Trama di terre è un’associazione interculturale di donne native e migranti, nata nel
1997, che promuove i diritti di cittadinanza
delle donne italiane e straniere. Le mediatrici culturali che vi lavorano hanno il compito di facilitare la comunicazione fra persone con lingue o culture diverse. I servizi
offerti sono iniziative per donne e famiglie:
corsi di alfabetizzazione, corsi di madrelingua per bambini, mediazione culturale scolastica dove insegnanti e mediatori collaborano. Inoltre l’associazione dispone di cinque appartamenti offerti temporaneamente
a donne in difficoltà per ritrovare il proprio
equilibrio e l’indipendenza e di un centro
di documentazione: “Scaffale interculturale”.
Trama di terre ha quattro convenzioni
per ricevere fondi: due con il consorzio dei
servizi sociali di Imola per il lavoro nelle
scuole e gli appartamenti, uno con le scuole di Imola e uno con quelle di Faenza. Le
mediatrici guadagnano 7,75 euro l’ora ma
molto lavoro è fatto come volontariato e
molte straniere hanno anche un lavoro più
sicuro che gli permette di rinnovare il per-
messo di soggiorno.
Le donne che accedono al servizio sono
principalmente di nazionalità: albanese,
cinese, marocchina, algerina, tunisina,
russa.
Per contatti: Trama di terre
via Aldrovandi,31 - 40026 Imola (Bo)
Tel: 0542 28912
[email protected]
CENTRO DI ACCOGLIENZA PER DONNE SUOR CATERINA ELKAN
di Giusi Alessandra Vaccaro
Il nuovo centro di accoglienza dell’Opera Padre
Marella, intitolato a suor Caterina Elkan, una sua collaboratrice convertitasi dall’ebraismo al cattolicesimo, è stato
inaugurato a metà giugno in località Varignana di Sotto
(Castel San Pietro).
Questo progetto, di cui coordinatrice è la dottoressa
Adriana Di Salvo, è diretto a donne sole, temporaneamente senza fissa dimora o con situazione abitativa precaria, che necessitano di un graduale reinserimento nella
comunità. La struttura per quanto abbiamo potuto riscontrare, è ad altissima soglia, e si configura più come un
albergo popolare che come un centro d’accoglienza. Le
ospiti devono essere persone sole, senza problemi di salute, comportamentali o relativi a dipendenze. Le regole
sono molto rigide, e i controlli molto accurati e severi. E’
proposto un modello di vita fondato sui valori cristiani,
ma le attività a carattere religioso proposte ovviamente
sono facoltative.
Il centro accoglie anche straniere in difficoltà purché
munite di regolare permesso di soggiorno e di un contratto di lavoro. La struttura offre 8 posti letto diretti a
donne segnalate da altre strutture dell’opera padre
Marella , da altre comunità Cristiane, o affidate alla fondazione dai servizi sociali e dal ministero di grazia e giustizia (che si prenderanno anche carico degli oneri economici spettanti alla struttura). Nel caso in cui siano private
cittadine a fare richiesta d un posto letto, esse dovranno
rispondere a determinati requisiti; quelli fondamentali
sono l’avere un reddito proprio (pensione o contratto di
lavoro regolare) per potersi pagare la retta e un certificato medico attestante il buono stato di salute.
Oltre al posto letto sono offerti il servizio di navetta
negli orari in cui non è disponibile il servizio pubblico,
servizio lavanderia e guardaroba, pranzo, cena, e cambi
biancheria da bagno e da letto. Tutto questo però ha un
costo: è possibile accedere alla struttura in cambio di un
contributo economico fisso a carico dei servizi invianti,
nel caso in cui gli utenti non dispongano di un reddito
proprio, o direttamente a carico delle utenti che faranno
richiesta autonoma, in proporzione al loro reddito (circa
200 euro mensili).
Le ospiti durante il loro soggiorno, inoltre,
dovranno dimostrare alla direzione di essere impegnate a
risparmiare il più possibile nella prospettiva di poter
affrontare più facilmente gli alti costi legati al mondo
degli affitti; l’accoglienza infatti è solo temporanea e
quantificata in un massimo di 12 mesi. La struttura è fornita inoltre di una stanza che sarà allestita come punto di
incontro per le donne del circondario. Lo scopo è quello
di rendere il centro di accoglienza non solo un punto di
riferimento abitativo ma anche un punto di riferimento
culturale, ricreativo e sociale per la comunità. Al momento non ci sono ancora ospiti.
Monghidoro (Bo) Loc. Madonna dei Boschi, Via
Madonna dei Boschi n° 32
Comunità alloggio per anziani e disabili
Tel. 051/6555110
CENTRO ACCOGLIENZA PER DONNE
SUOR CATERINA ELKAN
Via Varignana n°594
Varignana di Sotto (Castel San Pietro)
Tel. 051/6957090
(da Bologna autobus 94 e 101)
Badolo Sasso Marconi (BO) via Brento n°12
Comunità di recupero per tossicodipendenti “La sorgente”
tel. 051/847583
ALTRI CENTRI D’ACCOGLIENZA DELL’OPERA
PADRE MARELLA:
CENTRO DI PRIMA ACCOGLIENZA “PROGETTO
PUNTO NAVE”
Bologna via San Mamolo n° 23 tel. 051 580330
San Lazzaro di Savena (BO) Loc. La Cicogna via dei
Ciliegi n°6
Pensionato sociale Comunità per lavoratori
Tel. 051/6255070
San Lazzaro di Savena (BO) Loc. La Cicogna via dei
Ciliegi n°1
Casa della carità (per donne sole con figli minori a carico)
Tel. 051/6256799
Monghidoro (Bo) Via Madonna dei Boschi n° 4
Casa famiglia per minori
051/6555453
Bologna via Beethoven n°9
Casa “Maria Luisa Malliani” (casa d’accoglienza per
ragazze madri e donne separate con figli)
Tel. 051/474874
Boschi di Baricella (BO) via Marchette n° 13/a
Comunità agricola “Alesssandro Mariani” (comunità
assistenziale di tipo agricolo per adulti in difficoltà)
051/6600642
luglioagosto duemilaquattro
5
se st a
La città che non dorme
Archiviate le elezioni riprende la rubrica che raccoglie la voce di chi la strada la vive ogni giorno e che la notte riposa (si fa per dire) al dormitorio
Carracci beach
In via Carracci, per chi ancora non lo
sapesse, c’è un grande dormitorio dove
trovano un riparo per la notte circa ottanta
persone. Altre volte abbiamo descritto la
struttura, ora intitolata al nostro Massimo
Zaccarelli, come collocata in mezzo ad una
spiaggia di cemento senza mare, quale è
la zona dell’ex mercato ortofrutticolo: da questo viene il nome di questa rubrica che è lo
specchio dell’incontro fra Piazza Grande e
tutti gli amici che passano dal Carracci; ogni
lunedì sera dopo una tazza di caffe ci mettiamo
attorno a un tavolo e insieme cerchiamo di raccontare
il mondo dal nostro punto di vista.
Questo mese:
Non siamo solo quelli che raccontano le storie di buoni e felici
“barboni” che tanto vanno di moda oggi giorno.
Piazza Grande racconta storie di vita vere e anche difficili come
quella di Espedito: sorvegliato speciale sulla grande spiaggia del
Carracci Beach!
Questa è la testimonianza di un ragazzo che come tanti ha sbagliato piombando in un vortice più grande di lui. Una storia che sembra uscita da un film ma non lo è purtroppo! E’ la vicenda di un
quarantenne napoletano con qualche problema con la giustizia.
Storie di pentiti, estorsioni, false accuse e sviste giudiziarie hanno
portato Espedito a essere, come molti altri ragazzi che vivono qui
al dormitorio di Via Carracci, prigioniero di un sistema fatto di
pregiudizi da parte di datori di lavoro e della società in genere.
Questa è la storia di una persona che pur avendo pagato il suo
debito con la società, e pur essendosi tirato fuori da tutti i suoi
casini, non riesce comunque ad uscire dal circolo vizioso di cui è
schiavo e che potrebbe farlo ricadere in errore se qualcuno non fa
qualcosa di tangibile perché la sua situazione cambi.
6
luglioagosto duemilaquattro
Libero, però mi sento de schiattà!
di Espedito Stompanato
Mi chiamo Espedito Stompanaro,
sono nato a Napoli il 22/10/1964. Non mi
sono messo a scrivere qui per raccontare
tutta la mia vita, ma solo gli ultimi 10 anni,
quelli più difficili. Un periodo rovinato dalla
mia dipendenza dall’eroina, che mi ha portato a frequentare persone malvagie che,
approfittando di questa mia schiavitù, mi
usavano per andare a riscuotere somme di
denaro che provenivano da estorsioni. Io,
anche se tacitamente, conoscevo la provenienza di quei soldi… ma qualche bigliettone di lire mi faceva comodo per comprare la
mia dose quotidiana di veleno, in quelle condizioni non si sta tanto a guardare alla provenienza dei soldi: ti servono e basta.
Ovviamente cominciano i guai: il
primo maggio del 1993 vengo arrestato con
l’accusa di tentata estorsione (che bella festa
dei lavoratori!), insieme ad altre persone, tra
cui l’artefice della mia rovina: quello che ha
saputo trarre profitto dalla mia tossicodipendenza, il signor S.S., collaboratore di giustizia che ha barattato la sua libertà con la mia.
Lasciando in carcere me e gli altri imputati.
Arrivai incensurato al processo, mi presi
comunque una condanna di primo grado di
sei anni e sei mesi (ridotta poi in appello di
ben 3 mesi!). Con tutto il rispetto per la giustizia credo di essere stato scambiato per un
Salvatore Riina o un Gaetano Badalamenti:
perché nemmeno loro, con tutti i precedenti
penali gravanti, hanno mai preso così tanto
per una tentata estorsione (più di sei anni!).
La Giustizia, non contenta, nel 1995 mi
aggiunge una pena accessoria: 4 anni di
“obbligo di soggiorno” con la “sorveglianza
speciale”: per chi legge voglio spiegare che
l’obbligo di soggiorno con sorveglianza speciale nel comune di residenza significa praticamente continuare a stare in galera fuori dal
carcere. La giustizia ha deciso che io potrei
rifare quel crimine e quindi si tutela prendendo misure preventive, ma come posso
stare lontano dal crimine se non posso trovare un lavoro, vivere in pace, stare insieme
agli altri, ecc. Secondo il regolamento relativo alle misure di sicurezza e prevenzione io
non potrei neanche stare in chiesa! Non
posso frequentare nessun luogo pubblico
tipo bar, ristoranti per un tempo superiore al
necessario: praticamente se c’è ressa rischio
di passare dei guai! La sera non posso stare
fuori oltre le 21.00, ma che mi hanno preso
per un vampiro? E la mattina, in inverno,
non posso uscire prima delle 7.00 e se trovassi un lavoro che devo alzarmi alle 5.00?
Il 20 giugno del 1995 mi viene notificata
una custodia cautelare per “associazione
camorristica”: durante questo processo, che
è durato fino al luglio del 2002, mi viene
prima affibbiata una condanna di 6 anni e 2
mesi, poi ridotta a 2 anni e 3 mesi dal
Procuratore della Repubblica che ha interpretato la condanna come continuazione
rispetto al reato di estorsione.
Nel novembre del 1999 vengo scarcerato
alla fine dei miei 6 anni e 3 mesi per estorsione chiedo di essere trasferito presso mio
fratello residente a Sasso Marconi a
Bologna. Purtroppo a questo punto iniziano
le lungaggini burocratiche e un conflitto fra
il questore di Napoli e il giudice che presenziò la Camera del Consiglio del Tribunale
sezione Misure e Precauzioni: vicenda che si
conclude con il mio trasferimento, dopo sei
mesi, a Sasso Marconi nel maggio del 2000.
Dopo cinque giorni ho trovato subito un
lavoro come operaio metalmeccanico. Felice
dell’andamento della mia vita mi ero preposto di rientrare in carcere soltanto per pagare
il definitivo dell’associazione a delinquere.
Il 18-12-2000 mi viene notificata una custodia cautelare per aver commesso un’estorsione di 50 milioni tra agosto e settembre del
‘99: cosa assurda in quanto in quel periodo
ero detenuto! Questa mia situazione ho tentato di spiegarla al Giudice per le indagini
preliminari, ma ha confermato l’arresto.
Soltanto dopo due anni sono stato assolto
per non aver commesso il fatto.
All’uscita dal carcere mi sono recato dunque subito a Sasso Marconi, ma le
cose vanno diversamente: mi metto subito a
cercare lavoro ma, ad ogni mia richiesta,
dopo aver spiegato al datore di lavoro la mia
situazione, venivo subito licenziato, mi venivano chiuse tutte le porte in faccia. Come
fare allora per ricominciare?
Mi sono rivolto agli assistenti
sociali di Sasso Marconi perché mi aiutassero a trovare un lavoro che mi facesse vivere
dignitosamente; per un mese mi hanno dato
un contributo di 150 euro, ma a me serve un
lavoro, come si fa a vivere con 150 euro al
mese? Dopo è iniziata una borsa lavoro di
soli 3 mesi a 495 euro, ma come si fa a rialzarsi con così poco e per così poco tempo?
Dovendo poi pagare l’alloggio, le spese, gli
spostamenti, il mangiare…
Ho sempre lavorato duramente, ma alla
fine sono stato comunque congedato, sentendomi dire che avevano bisogno di operai
specializzati e non di operai generici come
me, che fanno comodo solo se pagati con
una borsa lavoro e non con una paga decente. Comunque sia questa borsa lavoro finisce
nell’ottobre del 2003 e da allora non sono
più riuscito a trovare un lavoro. Inoltre per
colpa del mio saltuario uso di stupefacenti
mi sento dire che devo andare in comunità;
siccome non ho uno stipendio mi sento dire
che non posso avere una casa, ma che devo
fare allora? Vi assicuro che invece io sono in
grado di portare avanti gli impegni che prendo, soprattutto quelli di lavoro (anche se ora
non c’è).
Attualmente dunque mi trovo
disoccupato; dormo in un dormitorio fatiscente come quello di Via Carracci e mangio
una volta al giorno presso la mensa delle
suore della Caritas in Via Santa Caterina.
Oggi che si sente tanto parlare di “problemi
sociali” mi viene da ridere: conoscendo i
modi e i tempi dell’impegno sociale italiano… mi rimetto alla bontà umana di una
qualsiasi persona che mi voglia offrire una
fonte di guadagno lecita, per poter condurre
una vita dignitosa come qualsiasi italiano o
come chiunque venga in Italia a cercare
lavoro.
Distinti saluti da un vostro connazionale che ha sbagliato, ha pagato ed ora
vuole inserirsi nella società a pieno titolo e
in modo onesto.
se t t i ma
Avanti, si vota
di Alberto Benchimol *
Elezioni 2004. Grazie al progetto Avvocato di Strada, quest’anno per la
prima volta 300 senza fissa dimora hanno potuto esercitare il proprio
diritto di voto.
Bologna, giugno 04
Allo sportello di
“Avvocato di Strada” gli
appuntamenti elettorali assumono sempre un significato
emotivo particolare. La tutela
del diritto di voto, infatti, è
stata la scintilla che ha generato, nel 2001, l’idea dell’apertura del servizio di assistenza
legale alle persone senza fissa
dimora. In quell’anno alcuni
legali del progetto Avvocato di
Strada hanno dovuto intraprendere una causa pilota contro il
Comune di Bologna per ottenere il riconoscimento del diritto
alla residenza di un cittadino
senza fissa dimora, ospite del
centro Beltrame sino dal Marzo
1999. La causa, come molti lettori ricorderanno, rese necessario un procedimento d’urgenza
che provocò la concessione
d’ufficio, da parte del Comune
di Bologna, della residenza alla
persona facente richiesta ancor
prima che il Giudice emettesse
la sentenza in merito.
L’accaduto scosse notevolmente l’opinione pubblica,
oltre a suscitare l’interesse
della stampa e di tutti gli opera-
tori del terzo settore, e rese evidente come le questioni giuridiche riguardanti la cittadinanza e
la residenza anagrafica coinvolgono l’ampia tutela dei diritti
fondamentali dell’uomo, affermati e riconosciuti a livello
costituzionale alla persona in
quanto tale, a prescindere dalla
sua condizione sociale.
Ad oggi, l’esperienza del
gruppo dei legali del servizio
“Avvocato di Strada” conferma
come spesso tale tutela sia pregiudicata nei confronti di persone che vivono in condizioni
di estrema precarietà. I pregiudizi, le violazioni, gli abusi
riscontrati nei casi seguiti allo
sportello hanno più volte
costretto i legali che prestano
servizio volontario allo sportello ad intervenire per ottenere
l’accertamento e il riconoscimento di diritti fondamentali
delle persone senza fissa dimora, tra cui in particolare proprio
il diritto alla residenza.
La mancanza della
iscrizione nei registri della
popolazione residente comporta
una serie di disagi di notevole
rilievo per un cittadino, impedendogli l’esercizio di quei
“AVVOCATO DI STRADA”
Associazione Amici di Piazza Grande
Tel. e Fax 051-397971
EMAIL: [email protected]
Lo sportello di VIA LIBIA,
è aperto
tutti i MERCOLEDI' e i VENERDI’ del mese, dalle 15 alle 17
I mercoledì per il diritto civile
I venerdi’ per il diritto penale
Eclusi i festivi
Allo sportello di VIA LENIN, 20 (Anche per il riparo di via
Lombardia), saremo presenti , per il mese di Aprile, nel quarto
GIOVEDI' del mese, dalle 19,30 alle 20,30 per il diritto civile-penale
Allo sportello di VIA CARRACCI, 69, saremo presenti, per i
mese di Aprile nel secondo e nel quarto giovedi del mese,
dalle 19 alle 20 per il diritto civile-penale
La segreteria dell “Avvocato di strada”, in via Libia 69, è
aperta al mattino fino alle 13,30
fondamentali diritti che sono
riconosciuti come incoercibili
dal nostro ordinamento.
La materia anagrafica, infatti, è
improntata non solo ad esigenze di diritto pubblico collegate
con il servizio elettorale, la
riscossione dei tributi, le notificazioni ed altre ancora, ma
attiene anche alla tutela di posizioni giuridiche private.
Oltre a quello già citato della partecipazione alle consultazioni elettorali, numerosi
sono i diritti che derivano dalla
iscrizione anagrafica. Tra i
principali, quello all’assistenza
sanitaria, alla istruzione scolastica, all’ottenimento di una
concessione commerciale per
il commercio ambulante, all’esercizio di una professione. La
mancanza della residenza costituisce una grave limitazione di
quei diritti che la Costituzione
qualifica come fondamentali,
assoluti, incoercibili ed inviolabili dell’individuo.
Nel nostro ordinamento è possibile affermare che la
titolarità dei diritti sociali è
subordinata all’iscrizione nei
registri anagrafici della popolazione residente. L’effettività
della cittadinanza intesa in
senso lato è garantita solo per
le persone residenti in uno dei
Comuni del nostro Stato, e ciò
nonostante si tratti di un diritto
riconosciuto come fondamentale.
Le persone prive di residenza
e che vivono in condizione di
grave disagio possono usufruire
di una assistenza sanitaria
esclusivamente limitata alle
situazioni di emergenza presso
il Pronto Soccorso, lavorare
esclusivamente “in nero” e non
possono esercitare diritti politici. Tutto ciò può accadere ad
una persona extracomunitaria, e
quindi non cittadina italiana,
ma naturalmente anche ai cittadini italiani. Che significa essere cittadini di uno Stato se, a
fronte di gravi situazioni di
disagio ed emergenza, il meccanismo per il quale alla mancanza di una casa corrisponde
la mancanza di residenza che
impedisce di esercitare tutti
quei diritti dello Stato Sociale
che svolgono una funzione di
protezione? Il concetto di cittadinanza rimane qualcosa di
meramente formale e si svuota
di contenuto e nei rischi della
società globale rientra anche il
concetto di cittadinanza in
senso più ampio di quello formale regolato dalla legge.
Piazza Grande
Giornale di strada di Bologna
fondato dalle persone
senza fissa dimora
Per questo è opportuno sottolineare ancora una volta
quanto sia importante il ruolo
degli interventi organizzati da
centri privati e dalle varie associazioni che si occupano di istituire e gestire, fra gli altri, gli
ambulatori medici per le persone senza fissa dimora e per gli
extracomunitari, le mense e i
centri diurni: la grande e straordinaria rete di servizi sul territorio in cui è inserito il progetto
Avvocato di Strada. Ecco perché le elezioni del 12 e 13 giugno sono state un momento
emozionante e importante per
tutti gli utenti dello sportello di
“Avvocato
di
Strada”.
Quest’anno, per la prima volta,
si sono recati alle urne più di
300 senza fissa dimora, ospiti
dei dormitori bolognesi, che
hanno fatto richiesta di residenza al Comune di Bologna
Registrato presso il Tribunale
di Bologna il 15/09/1995 n°6474
Il libero esercizio del diritto
di voto accomuna tutti i membri della società civile, incluse
le persone che si trovano in difficoltà e sono costrette a vivere
in strada; ci fa sentire parte
della stessa comunità che può e
deve decidere da chi essere
amministrata. Un grande lavoro
è stato fatto dai volontari e
dalle associazioni che si sono
fatte carico di informare gli
ospiti dei 4 dormitori bolognesi
sulle modalità di voto e che li
hanno accompagnati negli uffici preposti per il ritiro dei certificati elettorali mentre circa
150 sono stati quelli recapitati
direttamente presso i dormitori.
Distribuzione: Antonino Palaia
* Direttore del Progetto
Avvocato di Strada
Questo mese ringraziamo:
- il Dott. Giordano Cevolani e Barbara Gualandi, del Consiglio Nazionale delle Ricerche
di Bologna, per la gentile concessione a titolo gratuito di una sala riunioni per l'incontro di
coordinamento degli sportelli italiani che prestano assistenza gratuita alle persone senza
fissa dimora
Proprietà:
Associazione Amici di Piazza Grande
Direttore responsabile:
Antonino Palaia
Direttore Editoriale:
Massimo Macchiavelli
Caporedattore:
Massimiliano Salvatori
Redazione:
via Libia, 69 40138 Bologna
Tel. 051 342 328
Fax 051 397 971
www.piazzagrande.it
[email protected]
Abbonamenti: Salvatore Morelli
Webmaster: Jacopo Fiorentino
Impaginazione:
Massimiliano Salvatori
Idea Grafica:
Ass. Amici di Piazza Grande
Immagini:
Le altre fotografie provengono dall’archivio di Piazza Grande.
In Redazione:
Massimo Macchiavelli, Massimiliano
Salvatori, Leonardo Tancredi, Angelo
Cipriano, Jacopo Fiorentino, Antonio
Boccuni, Giusi Alessandra Vaccaro,
Salvatore Morelli.
Hanno collaborato a questo numero:
Tutti gli amici del lunedì sera al
Carracci e del Centro diurno presso il
Beltrame, Concetta, Filippo Anelli,
Silvia, Franco Foschi, Giuseppe
Marongiu, Maddalena, Espedito, Teo,
Gianni, Angelo, Alberto Benchimol.
Chiuso in redazione il: 13.07.2004
Stampa: Nuova Cesat Firenze
luglioagosto duemilaquattro
7
ottava
A Bergamo senza tetto in albergo
di Leonardo Tancredi
Nell’immaginario nazionale Bergamo è la citta del lavoro, della produttività. A questa immagine se ne è legata un’altra un po’ meno condivisibile: lo
stesso territorio è considerato un feudo leghista, con tutte le conseguenze in termini di intolleranza che negli ultmi dieci anni si sono registrate. Che
Bergamo e dintorni non siano solo questo lo dimostrano importanti esperienze di solidarietà come l’Albergo popolare.
Bergamo, 04
Una struttura d’accoglienza che non si
limiti a dare un tetto a chi si ritrova a
vivere in strada, ma accompagni i soggetti in stato di grave marginalità in un percorso di reinserimento sociale. È l’idea
che anima l’Albergo popolare di
Bergamo, una struttura molto ben radicata
su un territorio che ha fatto del lavoro un
fondamento etico e anche per questo
motivo è stato storicamente oggetto d’immigrazione. A Giacomo Invernizzi abbiamo chiesto com’è nata, come si è evoluta
e come funziona adesso la struttura di cui
è responsabile.
“L’Albergo nasce nel ’56, è di proprietà
del Comune, ma è sempre stata gestita da
privati. A fine anni ’70 ne è stata raddoppiata la recettività, in seguito, nel ’90
un’ulteriore ristrutturazione ha modificato
la funzionalità della struttura. Dall’’84 è
gestita dall’Opera Bonomelli, un’associazione espressione del mondo cattolico
bergamasco, che da inizio novecento è
impegnata nell’accoglienza prima degli
emigranti, poi degli sfollati post-guerra
infine delle figure classiche di senza fissa
dimora e di ogni forma di esclusione. Dai
primi anni Novanta si è pensato di riorganizzare il servizio a fronte di una lettura
dei fenomeni di marginalità da parte di
alcuni operatori della struttura in quel
periodo. Si è voluto mettere in discussione la cronicità del disagio, le appartenenze sociali e la provenienza: i disagiati non
erano persone che Bergamo importava,
ma una realtà del nostro territorio”.
Come è cambiato il servizio alla luce di
queste considerazioni?
Sartoria
di Piazza
Grande
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d’abbigliamento
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Via Libia 69, Bologna
[email protected]
8
luglioagosto duemilaquattro
Siamo passati dal semplice dormitorio a
gestire un progetto di recupero della persona. Si tratta di progetti, individualizzati
e comunitari, definiti in tre macro fasi
d’intervento. Ogni percorso non è mai
uguale, quindi è importante avere una
dimensione individuale; accanto a questa
è necessario un confronto in un gruppo
più allargato. Il rapporto tra pari è un’importante occasione per esemplificare dei
percorsi evolutivi, per elaborare difficoltà
in supporto al percorso individuale.
Quando abbiamo cominciato a attivare
questa dimensione comunitaria le resistenza dei soggetti erano enormi. Il fatto
che le persone adesso entrano e vedono
che altri sono già avviati verso il recupero, è un esemplificazione che vale più di
mille parole: se queste persone hanno
migliorato la loro vita allora è evidente
anche per i nuovi arrivati che quel tipo di
approccio è utile. È anche una questione
di risorse perché se lavori con una persona piuttosto che con dieci impieghi molte
più energie. Anche i soggetti utenti non
sono più solo passivi, ma la rielaborazione delle loro storie serve come modello
per gli altri.
Come sono organizzate le comunità?
Le differenziazione avviene in base al
disagio. Abbiamo così la comunità degli
alcolisti, dei tossicodipendenti, quella del
disagio psichico e del disagio generico.
L’attività degli operatori è improntata a
una filosofia comune, ma su questa si
innesta una lettura diversa delle tipologie
di disagio. Nell’Albergo ci sono spazi
fisici di contatto e spazi destinati alle singole comunità. La colazione è autorganizzata e si svolge nei gruppi, il pranzo e la
cena sono comuni e si fanno in mensa.
nona
...segue
Una volta alla settimana ogni comunità si
organizza un pranzo e una cena. Questa
distinzione, inoltre, ci ha permesso di essere riconosciuti come struttura che tratta i
vari problemi sociali in particolare e di
accedere a dei finanziamenti per la tossicodipendenza, l’alcolismo ecc.
In cosa consistono le tre fase d’intervento previste dal progetto di recupero?
Si passa da una prima fase di accoglienza,
a una seconda di inserimento nelle quattro
differenti comunità e alla fine del percorso
è previsto un periodo di accompagnamento
all’esterno.
Per accoglienza s’intende un periodo di
circa due mesi, fatto soprattutto di osservazione. È il periodo in cui si cerca di
“agganciare” la persona, di individuarne il
disagio e il tipo di percorso che sarà possibile intraprendere.
Quando si entra nella comunità specifica la
richiesta più importante è di partecipare al
gruppo che si fa la mattina dalle 9 fino alle
10.30, condotto a turno dal responsabile
della comunità, dallo psicologo e dall’educatore che segue la persona.
Ognuno narra la propria storia, il gruppo fa
da specchio e la narrazione da rielaborazione dei problemi, mentre l’operatore
orienta il racconto, in modo che non sia
fine a se stesso ma funzionale ad evidenziare i temi sui quali si può puntare nel
recupero oppure quelli che hanno creato il
disagio.
Nella giornata sono previste attività di
laboratorio. L’atelier è uno spazio trasversale usato da tutte le comunità. Nella fase
d’accoglienza funziona come strumento di
osservazione e contenimento. Nel secondo
livello il laboratorio serve per vedere se il
soggetto ha la capacità di reggere un’organizzazione, una giornata più strutturata.
Infine nella terza fase il laboratorio è concepito come borsa lavoro. In quest’ultimo
passaggio, alcuni operatori della struttura
seguono il reinserimento con la ricerca di
un alloggio, per i primi tempi abbiamo a
disposizione 4 case, e di un lavoro. In questo siamo aiutati anche dai servizi comunali.
Come fa una persona in difficoltà ad
accedere all’Albergo?
Può arrivare attraverso segnalazioni della
Caritas, oppure dei servizi dei comuni provinciali o specifici come il SerT e il Cps.
Un servizio comunale del genere è stato
pressoché smantellato. All’inizio l’80%
degli ospiti arrivava spontaneamente, adesso le percentuali sono ribaltate, proprio
perché abbiamo scelto di non fare solo
accoglienza. Comunque è possibile restare
ospiti da noi per pochi giorni, solo per far
fronte a un bisogno temporaneo.
Quanti sono i posti disponibili e quante
le persone senza dimora a Bergamo?
L’Albergo dispone di 80 posti, 70 persone
in media sono ospitate ogni giorno, 120
passano in un anno. In città esistono altre
due strutture per un totale di 150 posti.
Anche attraverso l’unità di strada registriamo la presenza di 200 persone senza tetto
tra accolti e non, con un flusso annuale
200-300. È un calcolo approssimativo che
non tiene conto degli stranieri. In generale
penso che qui ci sia una buona disponibilità alloggiativa, mancano posti per le
donne e per gli immigrati.
A questo proposito come funziona l’accoglienza delle donne e dei migranti?
Gli immigrati trovano posto solo se vivono
una condizione di grave marginalità. Per
chi ha solo bisogno di accoglienza esistono
altre strutture in città. Dopo i primi anni
‘90, abbiamo deciso di dividere nettamente
le due cose, perché riteniamo che i migranti abbiano bisogno di un altro tipo di assistenza. Neanche sono previste donne
attualmente all’interno della struttura, per
due ragioni: una di tipo etico, relativa al
carattere religioso dell’ente gestore, un’altra più operativa. Abbiamo visto, infatti,
che la presenza di donne creava difficoltà
di gestione, pensiamo che la distinzione in
alcuni momenti sia utile. Invece, l’inserimento delle operatrice è stato un importante contributo per le particolari modalità di
ascolto e per la sollecitazione di alcuni
bisogni delle persone. Adesso abbiamo più
operatrici che operatori.
Esistono operatori alla pari nella struttura?
Quando si è deciso di aiutare persone che
si trovano in grave difficoltà a uscire da
quella condizione, allora servivano figure
professionali, persone che sapessero quello
che facevano. Gli otto o nove portinai che
gestivano il posto all’inizio sono stati sostituiti da psicologi ed educatori. Ma alcuni
grandi cambiamenti all’interno della struttura sono stati fortemente caratterizzati
dagli stessi soggetti utenti, soprattutto all’inizio, a suon di assemblee, si è cercato di
coinvolgerli attivamente.
Considerando le peculiarità del territorio bergamasco, fondato sul lavoro e la
produttività, avete registrato conflittualità verso una struttura che impiega
risorse nel recupero di persone che si
mostrano totalmente improduttive?
Lavorare con soggetti non produttivi significa non esser riconosciuti. Insomma è difficile far passare l’idea di dare dei soldi a
persone che non lavorano. Per aprire un
centro diurno in un’altra zona abbiamo
dovuto affrontare un anno di conflittualità
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luglioagosto duemilaquattro
9
d e c i ma
Storie di quelli che cadono in piedi
di Franco Foschi
MARTINO
Martino si può dire che avesse praticamente tutto. Forse gli stava stretta la sua
pur amata Sardegna, ma Cagliari offriva e offre, volendo, quel che offre qualsiasi
altra grande città. Lui sfruttava appieno tutte le possibilità: aveva un avviato studio legale, che per quanto lui fosse giovane funzionava bene. Era uno sportivo di
discreto livello, giocava a calcio guadagnando abbastanza. Era anche circondato
da donne, magnetizzate da quel suo famoso sorriso malandrino. Tutto bene,
dunque. Tutto troppo bene, forse. Così, a trent’anni, Martino cadde in un delirio
di onnipotenza. Studio, allenamenti e partite in giro per l’Italia, ma anche fuori
tutta la notte, mai fermo, frenesia… Incontrò il sollievo che la cocaina procura a
chi ha fretta di vivere. Ma non bastava mai, cominciò a cercarla in luoghi pericolosi, e incontrò anche l’eroina…
Nel giro di un anno era un uomo distrutto. Tutto andò a rotoli, come era prevedibile. Martino si ridusse a bassezze incredibili, finché non toccò il fondo: il carcere.
Va da sé che venne abbandonato da tutti i grandi amici che aveva in precedenza. E fu sul punto di morire.
Poi capì. Capì che era inutile la vita condotta fino a quel momento, e che non
aveva nessuna direzione. Non ebbe paura di ammettere che aveva bisogno di
aiuto.
“Sono stato benissimo, in comunità. Eppure stavo malissimo. Tutto era lì a portata di mano, ma ti veniva chiesto di non toccarlo. Una fatica terribile. Due anni tremendi, e fondamentali. Ora ho forza, come non ho mai avuto. Non so se ho
vinto, anche se dopo la comunità sono già due anni che non mi faccio: l’eroina è
sempre lì con te, non ti lascia mai, ti vorrebbe. Solo, adesso sei tu che non l’ami
più. Non voglio certo ritornare a essere quell’orrore malato che ero. Ero quasi
morto, ma ho avuto la fortuna di rimettermi in piedi…”
Non solo Martino ce l’ha fatta, grazie alla comunità. Ora ha ripreso, in un’altra
città della penisola, il suo lavoro. Ha trovato colleghi comprensivi che l’hanno
accolto in uno studio legale aiutandolo, all’inizio, affidandogli piccoli lavori. Ora è
diventato socio paritario dello studio.
Ma Martino non ha dimenticato il disagio che ha vissuto, il fango, la solitudine, la
perdizione di chi vive per strada, di chi è quasi morto. Non ha dimenticato l’aiuto
che ha ricevuto. E dedica una parte del suo tempo per consulenze e patrocini
gratuiti alla gente in difficoltà e agli emarginati che una bella organizzazione
offre. E che si chiama Liberi avvocati per libera gente (nome fittizio).
Fare Mondi
La Cooperativa Fare Mondi
affonda le radici nel percorso associativo
degli aderenti all’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus.
Ritiriamo i vostri vecchi computer
e pensiamo noi al loro riutilizzo
Sgomberiamo il solaio, la cantina
Forniamo un servizio per piccoli trasporti, pulizia
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Riutilizzo ecologico di carta, vetro, legno, residui metallici, residui
di fibre naturali; Piccoli sgomberi di cantine, solai. Pulizie.
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elettrici.
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10
luglioagosto duemilaquattro
MARIAM
Mariam viene da un paese africano che si chiama Guinea Conakry.
“Tu sa dove essere Guinea Conakry?” dice sempre, e poi ci fa sopra una risata
omerica.
Il racconto della fuga dal suo paese richiederebbe lo spazio di un romanzo, il
romanzo che nessuno vorrebbe fosse stato mai scritto. L’approdo del viaggio
lunghissimo fu la Germania. Lì, in breve tempo, dopo sopraffazioni spaventose,
venne instradata alla prostituzione. Rimase quasi un anno in Germania, un anno
di botte, minacce, segregazione, e disperazione. Poi, nell’ambito di uno scambio
tra malavitosi, venne venduta a una gang di italiani. Arrivata in Italia, non è che le
cose cambiarono: sesso a pagamento, reclusione in un appartamento con altre
sei ragazze, infelicità tenuta sotto controllo per una tenace voglia di vivere che la
caratterizzava. Poi un giorno incontrò, sulla circonvallazione dove batteva, uno
strano camioncino: c’erano sopra dei ragazzi e delle ragazze, tutti giovani, tutti
sorridenti, distribuivano tè caldo, biscotti, ma anche preservativi, e opuscoli in
tutte le lingue che spiegavano i segreti per prevenire le malattie sessualmente
trasmesse. I ragazzi erano così simpatici, venivano spesso a trovarla sul lavoro,
chiacchieravano… Un giorno Mariam lesse con attenzione gli opuscoli che le
avevano dato, e si spaventò. Si spaventò soprattutto per la sua ignoranza.
Cambiò, anzi tentò di cambiare il suo atteggiamento nei confronti dei clienti.
Cominciò a dire che lavorava solo con il preservativo. Ma non appena i suoi protettori lo seppero la riempirono di botte, ma tante botte, che se le ricorderà per
sempre. Ma fecero anche un errore: il giorno dopo questo massacro, nonostante
fosse tumefatta in tutto il corpo, con un occhio gonfio, un labbro spaccato, la
mandarono comunque a battere. Quella sera, dopo qualche giorno di assenza,
comparve di nuovo il furgoncino dei ragazzi: fu chiaro, appena la videro, il loro
sconvolgimento. Marek, un ragazzo serbo che aveva sposato un’italiana, le fece
timidamente una proposta: le disse che conosceva qualcuno che poteva aiutarla
ad abbandonare il giro. Mariam fu dapprima presa dal terrore, sicura che i suoi
l’avrebbero ammazzata. Passò quasi un mese di tentennamenti e ripensamenti,
ma una sera, appena vide Marek, la domanda le sorse spontanea: “Mi portate
via di qui?”
Dopo è la storia di una fuga, di un centro di accoglienza pieno di suore battagliere, di un prete da combattimento che dapprima le trova un lavoretto, poi una
casa in coabitazione con altre ragazze come lei, e infine arriva come un trionfo la
regolarizzazione formale (il prete ha un forte ascendente nella Polizia), e un lavoro regolare, come inserviente in un ospedale.
Mariam si rifiuta di dirmi se i suoi l’hanno cercata, minacciata, spaventata: “Io no
voglio sapere più niente, e neanche ricordare. Io incontrato gente bellissima, io
felice, ora bene. Io ride, tu visto che io ride, no?”
u n d i c e si ma
Stage intensivo di Commedia dell’arte
Dal Lunedì 19 luglio a Domenica 31 luglio
Anche quest’anno passeremo due magnifiche settimane ad
Anconella (Loiano-600 mt). Il 2°stage intensivo di Commedia dell’arte si è arricchito di una settimana in più, il lavoro si svolgerà per
otto ore al giorno, e oltre a Massimo Macchiavelli che condurrà il
training di Commedia dell’arte, alla sera sarà possibile costruire la
propria maschera in cuoio con Tania Passarini, in più diversi ospiti
esperti in varie metodologie teatrali si alterneranno e ci verranno a
trovare per lavorare con noi.
-Programmamaschere della Commedia dell’arte.
Alcuni amici professionisti ci verrano a trovare e conduranno una parte del lavoro
La Commedia dell’arte-
-Vitto e alloggio-
Insegnante-Massimo Macchiavelli
Materie- Respirazione, risuonatori vocali, la pantomimica,
le maschere (Arlecchino,Zanni, Capitano, Amorosi,
Vecchi),i lazzi, il lavoro sul testo, elemeni di
acrobatica,l’improvvsazione.
-Costuzione maschereInsegnante- Tania Passarini
I partecipanti saranno sisemati in una scvuola nuova di
zecca con bagno e docce.
Pranzo a carico dlla Fraternal Compagnia
l’unica cosa a carico degli allievi sarà la cena (daremo la
possibilità di cucinare e la prima colazione)
Materie-Costruzione dei calchi, maschere eutre, le
(Associazione
Amci di Piazza
Grande)
Ritorno alla sera
di domenica 31 luglio.
info-Massimo Macchiavelli338715105,[email protected]
-PartenzaPartenza lunedì 19 h.10 da Via Libia 69-
Per conoscerci
www.fraternalcompagnia.it
INGRESSO LIBERO
Una rubrica per spassarsela a Bologna senza una lira... un centesimo,
insomma senza un soldo. O quasi.
I Giardini del Baraccano
Viale Gozzadini, 1
ore 22.00 INGRESSO LIBERO ma il
14 e il 21 giugno è previsto un biglietto
di ingresso di 10 euro con la consumazione
IL BARRIO NAVILE
BAR WOLF
Via Massarenti 118
Fino al 29 luglio ore 21:30
Ingresso libero se non diversamente indicato. E’ gradita la prenotazione.
INFORMAZIONI tel. 051 342944
http://www.bar-wolf.it/
GIARDINI MARGHERITA
Fino al 25 luglio. Tutte le sere, nel Parco di
Villa Angeletti, aperitivi, incontri, live music
e dj set
Tutte le serate sono a ingresso gratuito
presso la Palazzina Collamarini, Piazzale
Jacchia. In caso di maltempo gli incontri si svolgeranno allo “Chalet dei Giardini Margherita”
PARCO DI VILLA ANGELETTI
Via Carracci (dietro stazione FS)
Info: 328 4826779
Cultura e Tempo Libero, Musica, Teatro
Gli incontri avranno inizio alle ore 21.00
Bolognetti Land
DAL 2 AL 31 LUGLIO
Anche quest’anno un’estate di teatro, cinema e musica a Vicolo Bolognetti.
teatro ore 21.30 musica ore 22.00
Vicolo Bolognetti, 2
INGRESSO GRATUITO, se non diversamente indicato nel programma
DAL 5 AL 23 LUGLIO
INGRESSO LIBERO
Grandi attori leggono grandi poeti
1, 6, 12, 15, 19 LUGLIO ore 21.30
15 luglio
PIAZZA SANTO STEFANO
Piera Degli Esposti legge da Dante a
Joyce
Dedicato alla mia città
INFORMAZIONI tel: 340 4719020
19 luglio
PIAZZA SAN DOMENICO
Sotto le stelle del cinema
In PIAZZA MAGGIORE
DAL 1° AL 31 LUGLIO (dal 3 al 10
luglio: “Il Cinema Ritrovato” )
ore 22.00
INGRESSO GRATUITO
INFORMAZIONI
Cineteca del Comune di Bologna
tel. 051/2194820
http://www.cinetecadibologna.it
Ugo Pagliai e Paola Gassman
Luoghi indiscreti della memoria.
Accompagnamento alla chitarra Massimo
Scattolin
I concerti del Bar Wolf
Musica dal vivo: flamenco, bossa
nova, jazz.
INGRESSO GRATUITO
I colori della città
PIAZZA SAN GIUSEPPE
1, 7, 8, 9, 12, 14, 16, 19, 20, 23
LUGLIO
dalle ore 19.30
Una piazza dedicata a spettacoli di musica etnica e di musica jazz e tante altre sorprese anche
per i più piccoli
INGRESSO GRATUITO
INFORMAZIONI tel: 051 247158
DAL 5 GIUGNO AL 14 AGOSTO ore
21.00
Mostre e Visite Guidate
Piazza coperta / L’Arianna di Guido
Reni
Dodicesima edizione del Festival di Scandellara,
manifestazione nata dall’ esigenza di dare spazi
per esibirsi alle giovani bands bolognesi.
SALA BORSA - PIAZZA COPERTA
piazza Nettuno, 3
DAL 5 GIUGNO AL 31 LUGLIO
ORARIO
lunedì dalle 14.30 alle 23.00
da martedì a domenica dalle 9.00 alle
23.00
INGRESSO gratuito
INFORMAZIONI
BIBILOTECA SALA BORSA
Piazza Nettuno, 3/b - tel. 051/204400
MUSEO INTERNAZIONALE DELLA
MUSICA
Strada Maggiore, 34 - Palazzo Aldini
Sanguinetti
DAL 12 MAGGIO AL 31 LUGLIO
Il Porto del Jazz
CHET BAKER
Via Polese, 7/a
TUTTI I MARTEDI’ E MERCOLEDI’ DI
LUGLIO,
3 E 4 AGOSTO Dalle 20.00 alle 24.00
Anche quest’anno si svolgerà in via Polese, con
la chiusura serale al traffico della via trasformata
per l’occasione in un grande giardino, la manifestazione “il Porto del Jazz”.
INFORMAZIONI
Chet Baker
Via Polese, 7/a
tel. 051/265416
http://www.chetbaker.it
Scandellara festival 2004
PARCO DI VILLA SCANDELLARA
Blues Gospel and Soul
Piazza S. Giovanni XXVIII - Bologna
(ore 20,30)
20 - 21 luglio 2004 INGRESSO GRATUITO
INGRESSO LIBERO
Festival Per Te
QUELLO CHE NON SI DICE
CORTILE INTERNO
ISTITUTO PACINOTTI
Quello che non si dice" è una rassegna organizzata da Giovanni Lindo Ferretti e dai suoi allievi
della Bottega Bologna di Musica e
Comunicazione. Un appuntamento culturale a
base di musica, teatro, cinema, uno sguardo
sulla città e sull'Europa.
Via Saragozza, angolo via del Fossato
DAL 24 GIUGNO AL 26 LUGLIO
INGRESSO LIBERO
INFORMAZIONI
Tel. 051 583851 - 339 8706493
e-mail: [email protected]
Villa Serena estate 2004
Via Della Barca, 1
Tutti i venerdì e sabato fino al 31
luglio.
INGRESSO GRATUITO
Ritorna il festival di musica popolare italiana a
cura di Giovanni Lindo Ferretti. Un percorso notturno tra le magiche atmosfere dei ritmi del
Mezzogiorno
23 luglio 2004
Piazza S. Stefano - Bologna
PGR
Casi difficili - d'anime e animali
Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo,
Giorgio Canali
Dal 25 al 29 agosto
con altri artisti emergenti.
4, 5, 6 agosto 2004
Revolver. Riscoperta dei Beatles
L'Orchestra Spaziale di Giorgio Casadei interpreta e riarrangia la musica dei Beatles a partire
dal mitico album "Revolver".
Cortile Manifattura delle Arti - Bologna
INGRESSO GRATUITO
LATINAFRO
Festival Internazionale Afro Latino-Americano
La MACCHIA
DJ set, live, drink and food, mostre,
relax,videoarte…È alla cava del monte
Croara nel parco dei Gessi (dopo l’ospedale Bellaria a destra 2 Km)
Via Ca’ Bianca info 339 5801459
Viva Bologna
Proponiamo una piccola selezione di eventi gratuiti dal programma della più grande rassegna
estiva del Comune (350 eventi per 67 giorni di
programmazione) quest’anno alla sua quarta
edizione.
Dal 16 al 26 luglio
Viale Togliatti (angolo con Viale
Salvemini)
Gli immigrati, attraverso gli abiti tradizionali, il
cibo,la musica e l’arte propria delle loro rispettive culture, tentano di affermare la propria presenza e di creare, al tempo stesso,le condizioni
per essere accolti dalla cultura ospitante. Oltre
ai concerti, il festival ha in programma spettacoli
teatrali, proiezioni, mostre, gare di ballo e
gastronomia tipicamente afro e latino americani.
Programma completo delle iniziative sul sito ufficiale www.latinafro.it
SEDE DELLA COOPERATIVA
VIA ANTONIO DI VINCENZO 26/F (BO)
TELEFONO E FAX
051 372 223 OPPURE 051 4158 361
SITO INTERNET:
www.cooplastrada.it
E - MAIL:
[email protected]
luglioagosto duemilaquattro
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u l t i ma
NUMERI E INDIRIZZI UTILI
ASCOLTO
Servizio Sociale Adulti Via Sabatucci, 2 ricevimento Assistenti Sociali ed Educatori
Professionali. Lunedì, Mercoledì, Venerdì,
Sabato dalle 9:00 alle 13:00 Martedì e Giovedì
dalle 14: alle 17:00 Bus 20 – 37
tel. 051/245156
Punto d’ascolto e indirizzo 1° binario stazione
centrale dal Lunedì al Sabato 9:00 alle 12:00 e
dalle 15:00 alle 18:30. Solo con appuntamento.
tel. 051/244044
Centro ascolto italiani della Caritas Via S.
Caterina, 8 Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì
dalle 9:00 alle 11:30 Giovedì 14:00/16:00 Bus
20-32-33-37 tel. 051/6448186
Primo Aiuto Dimissioni Carcere Centro G.
Venezian Via Solferino, 7 Venerdì mattina
tel. 051/582443
L.I.L.A. in caso di esito positivo Via Agucchi,
290/a Lunedì dalle 16:30 alle 20:00 Martedì al
Venerdì dalle 10:30 alle 14:00 Bus 13-18-92
tel. 051/6347644
Telefono Verde AIDS Per informazioni e prenotazioni del test HIV in modo anonimo e gratuito. Lunedì 9.00-13.00 e 1.00-19.00
da Martedì a Venerdì: 15.00-19.00
Tel. 800.856080 www.telefonoaids.it
HELP LINE hiv/aids ANLAIDS: risponde
dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20 su test,
terapie, orientamento e ascolto.
Tel. 051/4210817
Casa Delle Donne per non subire violenza
Via dell'Oro, 3 - 40124 Bologna, Fax 0513399498 Tel. 051/333173
Centro di Aiuto per la Libertà dalla
Violenza Via dei Poeti, 4 Lunedì al Venerdì
dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
tel. 051/2960721 Reperibilità notturna e
festivi 333-4721541 Per Donne.
Centro d’ascolto immigrati della Caritas Via
Rialto, 7/2 Lunedì Giovedì dalle 9:00 alle
11:00 Martedì dalle 15:00 alle 17:00 Navetta
50 I colloqui per l’accesso alle mense si svolgono martedì (ore 15-17) e venerdì (9-11)
tel. 051/235358 Stranieri
Sportello Sociale e delle Opportunità Via del
Porto, 15/b dal Lunedì al Sabato dalle 9:30 alle
16:30. Tel. 051/523494
Telefono Viola (abusi in campo Psichiatrico)
tutti i giorni feriali dalle 19:00 alle 21:00
tel. 051/342000
Servizio Immigrati, profughi e nomadi Solo
extracomunitari con permesso di soggiorno Via
Drapperie, 6 Lunedì dalle 9:00 alle 13:00
Martedì e Giovedì dalle 15:00 alle 18:00
Sabato dalle 9:00 alle 13:00 tel. 051/6564611
Centro lavoratori stranieri - CGIL Bologna
Via Marconi 69/d Bologna, tel. 051 6087190
Volontari di varie comunità straniere sono a
disposizione per parlare nella tua lingua di
qualsiasi problema riguardante l’impiego, la
sanatoria, i contributi INPS ecc.
S.O.S. Donna - Linea telefonica contro la violenza. Lun - mart - ven, h. 20/23, giov
h.15.30/17.30. Segreteria sempre attiva, tel.
051.434345. N° verde 80045009
LAVARSI
Centro San Petronio Via Santa Caterina, 8
Max 25 persone. UOMINI STRANIERI
Mercoledì dalle 15:00 alle 16:00 Martedì mattina prenotazione UOMINI ITALIANI lunedì
dalle 15:00 alle 16:00 lunedì mattina prenotazione DONNE Martedì dalle 15:00 alle 16:00
Venerdì mattina su prenotazione.
tel 051/6448015 (distribuzione cambio intimo nuovo)
Antoniano Via Guinizzelli, 3 dal Lunedì al
Sabato alle 12:30 Autobus 33 tel. 051/346756
LAVANDERIA
Rifugio notturno della Solidarietà Via del
Gomito, 22/2 lun. – ven. 15:00 – 18:30
tel. 051/324285 Bus 25 (capolinea)
Lavanderie a gettoni Via S. Donato 4b/c; Via
Saragozza 34°/b; Viale Oriani, 12; Via Petroni,
38; Via Corticella, 90; Via Saragozza, 41
12
MANGIARE
Opera dei poveri delle Suore di S. Elisabetta,
Via Nosadella 32 lun. - sab. dalle 8:30 alle 9:00
(colazione).
Chiesa dei poveri, via Zamboni (colazione),
solo dom. ore 9:00
Antoniano, Via Guinizzelli, 3 ore 11:30 pranzo, bus 33, tel. 051/346756 Aperto a tutti
Parrocchia Cuore Immacolato, Via Mameli
5, martedì dalle 10:00 alle 12:00 e venerdì dalle
15:30 alle 17:30 (sportina cibo). Bus 13,
tel. 051/400201
Mensa della Fraternità della Caritas Via S.
Caterina 8 Tutti i giorni alle 18:00 t e l .
051/6448015 (si accede attraverso il centro
d’ascolto italiani e il centro d’ascolto stranieri).
Parrocchia San Girolamo dell’Arcoveggio
Via Fioravanti 137 tutti i giorni sportina cibo
Bus 11/c tel. 051/356477
Parrocchia Santa Maria della Misericordia
Piazza Porta di Castiglione, 4 Sabato alle 8:00
distribuzione numero per sportina genere alimentari dalle 9:30 alle 11:00, Bus 30-32-33
tel. 051/332755
Parrocchia Santa Maria Maddalena Via
Zamboni, 47 Tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00
e dalle 17:00 alle 19:00 alimenti da cucinare
tel. 051/244060
Parrocchia Sacro Cuore Via Matteotti, 25 da
Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e dalle
15:00 alle 17:30 sportina Bus 10-11-25-27-35
tel. 051/364801
Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via
Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30
sportina cibo Bus 27 a b c 95-97-98
tel. 051/322288
Centro Diurno Via del Porto, 15/c Tutti i giorni dell’anno dalle 12:30 alle 18:00 (si accede
attraverso il Servizio Sociale Adulti).
tel. 051/521704
Emergenza Freddo dalle 18:30 alle 19:15
Link, dalle 19:30 alle 20:15 Montagnola.
Opera “Sorelle dei Poveri”
via S. Stefano 50 viene offerta la colazione alle
8,30 e la distribuzione di indumenti un giorno
alla settimana.
UNITA’ D’AIUTO
Distribuzione caffè, succhi,
biscotti, scambio siringhe, preservativi, relazione e aggancio
dalle 16:00 alle 17:45zona universitaria dalle 18:00 alle 19:00
zona stazione (inps) dalle
19:15 alle 20:15 Carracci.
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Casa del riposo notturno Madre Teresa di
Calcutta Viale Lenin, 20 aperto dalle 19:00
alle 24:00 Bus 14-34-37 tel. 051/531742 Si
accede dai servizi sociali.
Casa del riposo notturno Via Lombardia, 36
aperto dalle 19:00 alle 24:00 Bus 27-36
tel. 051/493923 Si accede attraverso i servizi
sociali.
Centro Beltrame (Servizio Sociale Adulti) Via
Sabatucci, 2 aperto 24h/24h Bus 20-37
tel. 051/245156 Si accede dal servizio sociale
adulti.
Casa del riposo notturno Via Carracci 69/2
aperto dalle 20:00 alle 24:00 Si accede tramite
lo Sportello sociale e delle opportunità di Via
del Porto, 15
Opera Padre Marella Via del Lavoro, 13 dalle
9:00 alle 12:00 tel. 051/244345
L’isola che non c’è Via Dell’industria aperta
24h/24h Bus 14 Si accede dalla strada.
Rifugio Notturno della Solidarietà Via del
Gomito, 22/2 aperto dal Lunedì al Venerdì
dalle 15:00 alle 23:00 Sabato dalle 17:00 alle
23:00 Domenica dalle 19:00 alle 23:00 Bus 25
(capolinea) tel. 051/324285
luglioagosto duemilaquattro
CURARSI
Poliambulatorio Biavati Strada Maggiore, 13
(ingresso da vicolo Alemagna 21) Tutti i giorni
dalle 17:30 alle 19:00 Bus 14-27
tel. 051/226310,
051/226310 assistenza medica gratuita
per i Senza Fissa Dimora.
Pronto Soccorso Sociale Quadrifoglio Via
Cabaletta, 5 aperta 24h/24h Struttura domiciliare a bassa soglia d’accesso per tossicodipendenti. Si accede tramite l’unità mobile.
Pronto Soccorso Sociale Pettirosso Via de
Matuiani, 1 aperta 24h/24h Struttura domiciliare a bassa soglia d’accesso per tossicodipendenti. Si accede tramite l’unità mobile.
Sokos Via de Castagnoli, 10
tel. 051/2869294
lunedì 16.30 - 19.00
mercoledì 16.00 - 19.00
sabato 9.00 - 11.00
(assistenza medica gratuita per SFD e tossicodipendenti)
Alcolisti Anonimi tel. 0335/8202228 Gruppi
auto-aiuto
Narcotici Anonimi tel. 051/6344342 Gruppi
auto-aiuto
Croce Rossa Italiana Via del Cane, 9
tel. 051/581858 dal Lunedì al Venerdì dalle
9:00 alle 11:00 Servizio Infermieristico su presentazione di ricetta medica.
VESTIRSI
Parrocchia S. Egidio Via S. Donato, 38 da
lun. a sab. dalle 9:00 alle 10:00 e dalle 16:00
alle 17:00 (è richiesto un piccolo contributo
economico per i vestiti) Bus 18-20-37-93
tel. 051/244090
Opera San Domenico Piazza San Domenico
5/2 Lunedì e Giovedì dalle 8:30 alle 11:00 Bus
13-11-86 tel. 051/226170
Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via
Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus
27 a b c 95-97-98 tel. 051/322288
Parrocchia Santa Maria Assunta Via Emilio
Lepido, 58 Martedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus
13-86 tel. 051/405741
Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Via
Mameli, 5 Mercoledì dalle 9:00 alle 11:00 (è
richiesto un piccolo contributo economico) Bus
13 tel. 051/400201
Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via
Marzabotto, 12 tel. 051/435119 Giovedì dalle
16:00 alle 18:00 Bus 19-35-38
Chiesa San Girolamo dell’Arcoveggio Via
Fioravanti, 137 Sabato dalle 16:00 alle 17:00
Bus 11/c tel. 051/356477
Antoniano Via Guinizelli, 3 Escluso il Martedì
dalle 9:00 alle 17:00 (è richiesto un piccolo
contributo economico) Bus 33
tel. 051/346756
Parrocchia San Bartolomeo Via Beverara, 88
Mercoledì dalle 14:00 alle 18:00 Bus 11
tel. 051/6345431
ASSISTENZA
LEGALE
Associazione amici di piazza grande
Via Libia, 69 Mercoledì e Venerdì
dalle 15:00 alle 17:00
tel. 051-397971
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Lotta alla povertà