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Num. 14---47
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DIREZIONE
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C.4ateliettO L . 2, Primo
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I
I manoscritti ci» s'inviano alla Direcioae
ND • restituisooso, se ti rende ragione
della rima di stamparli: non ei %omettano
IL RISURCIMENT o
Mercoledì 5 Aprile 1876
GIORNALE de a
scritti aoonimi. — Li lettere Don frano.»
0011 si ricevono.
rrTA
e PROVINCIA
SETTIMANA
"—met
AMILINIET7U2IONE
libreria Nietsi setto Borgo
ai r)IsA.
ANIMINISTRi (IVO -POLITICO-SCIENTIFICO-LETTERARIO
sl PUBBLICA f.K.NI NIERCOLEDk DI CIASCUNA
ANNO IV
Le amoeizzioni hanno il prMcIple
il l.* ed il 14 d'ogni mese, con pagamene»
anticipato di lire 5 per un anno e di lire 3
per sei mesi.
Un Numero
arretrati centesimi
eeparato centesimi 10,
20.
A•TI/i ed inserzioni centesimi lb
in linea o spazio di linea.
Ui
8
Insa 4 Aprile
sua
Cose Pisa.rie
Nel leggere l'articolo del Corriere
dell'Arno, quando ci siamo imbattuti
in una specie di complimento al nostro indirizzo, stavamo per domandarci
come il savio antico: « Che abbiamo
detto, per caso, qualche corbelleria? »
E mentre, riflettendoci su, ci ricordavamo che il Corriere vuole la conciliazione, alcune altre frasi dello stesso
articolo ci hanno impedito di far quella
domanda e di pensare altrimenti alla
desiderata conciliazione correriana.
Infatti certe frasi che alludono a
mal di stomaco, a insinuazioni, a bassi
fondi, a possibili cambiamenti di bandiera annullano il complimento e ci
fan ritrovare con gioia il Corriere, il
solito Corriere, il nostro Corriere che
credevamo di aver perduto.
<>
Più sopra abbiamo nominato la conciliazione. E lecito dirnandare per la
terza ed ultima volta al Corriere:
« Della parte nostra chi scartereste?
E della vostra quali sono pronti a conciliarsi? E con chi? »
Nel suo zirticolo, il foglio pisano con
noi personalmente, del resto, se la
prende poco. Se la prende invece e
come di petto contro una quantità. di
rispettabili persone, mentre forma voti
che alcuni fatti i quali a lui sembrano
abusi non possano avvenir più sottana.
LA MIA R tDRONA DI CASA
Una sera toruai a casa pieno di malinconia e mi buttai sul sofà.senza dire una
parola. Essa mi venne accanto. Duravo
fatica a tratteuer le lacrime. Mi domandò che cos'avessi. Non volevo rispondere,
e allora le apersi il mio cuore come a un
amico.
,
— Ho avuto un dispiacere, — le dissi. —
Ho saputo che l'altro giorno, iu una casa
hanno detto che i miei scritti sono noiosi e che non farò mai nulla di buonoì lo
ne sono persuaso e non ho più voglia di
studiare. Voglio ,buttar nel fuoco tutti i
miei libri e tornare a fare il soldato,
Sono triste, scoraggiato 'e annoiata della
vita . Non mi importerebbe nulla di
morire. sis, •
La buona douua si sforzò di ridere;
ma era intenerita. Cercò di consolarmi
e di rimettermi di buon umore; chiamò a
raccolta tutti i suoi frizzi, le sue frasi i
suoi proverbi; mi assicurò che i miei libri
erano pieni di bi coneett~éhi§liavrebbe
s
.supal
1 •
•
v
. i U S.Ita 1/0 <VI mq
i» iaittnulon e az-
nuovo ministero Depretis. Per queste
sue speranze esulta il Corriere dell'avvenimento al potere della sinistra.
Non è vero dunque — come volevano i maligni — che godesse per
la possibilità che la prefettura di Pisa
venisse data al signor Curzio Pieri.
<.>
A questo proposito il Corriere afferma che certe piccole insinuazioni
non arrivano fino ad esso perche
indipendente visse e indipendente
vivrà sempre. Burlone d'un Corriere!
O che abbia voluto far credere al signor Pieri di aver supposto possibile
la notizia della prefettura di Pisa?
Il Corriere ora che i suoi amici
sono al potere — frase d'obbligo — si
dà delle arie da giornale ufficioso e
annunzia l'arrivo del Re, e racconta che
S. M. si tratterrà fiu dopo Pasqua e che
nel frattempo avranno luogo a Pisa
alcuni consigli di ministri.
L'avere scritto Pisa invece che San
Rossore, ha fatto nascere delle chiacchiere curiosissime. Fra le altre, parecchie persone che si pretendevano
bene informate, assicuravano che l'on.
Nicotera sarebbe andato ad abitare nel
palazzo Toscanelli e l'on. Depretis in
casa del sig. Sinaonelli. Diamo la nostra parola che non inventiamo per far
Il Corriere dice che non si mera- dello spirito e che la notizia correva
viglierebbe se un di questi giorni ve- per la città in questi giorni. ./
<I>
nissimo a cantargli le lodi del miniAnche il Corriere è contento della
stero di sinistra.
nomina
a senatore del prof. Carrara.
Oh, quanto a noi ripetiamo con gli
Pensare che come giornale ministealtri giornali che il programma Depretis assomiglia così al programma riale gli tocca ad esser lieto e come
Minghetti che non meritava la pena Corriere dell'Arno gli deve seccar
di variar governo; per cui è anche tanto! Mah! Non a tutti nè sempre è
possibile che il ministero faccia bene possibile avere la botte piena e la
moglie briaca. !
e che noi ne diciamo gli elogi.
Lo avvisiamo perchè quel giorno —
les
caso mai avvenga — non se ne meDAL TEVERE ALL'ARNO
ravigli.
<>
«orna, I aprile.
Per quanto non ne dividiamo tutte
Co tue vi annunciai nell'ultima mia, il
le idee, sarà possibile che il Risorgigiorno 28 il nuovo ministero si presentò
mento lodi o l' on. Depretis, o l' on.
alla Camera che impaziente aspettava che
Nicotera. Vuoi sapere il Corriere di e' svolgesse il suo programma. Dico c imchi noi — noi redattori — non cante- paziente perchè quantunque la Camera
remo mai le lodi, mai, in nessun caso, sia divisa d'opinioni e d'aspirazioni, pure
neanche se avvenisse la impossibile con- ognuno pendeva intento dalle labbra delciliazione, neanche se Ma già, l'onorevole Presidente del Consiglio, sebi ..443porta che glielo diciamo?
bene non tutti avessero gli stessi intenvoluto saperli scrivere lei; mi promise che
sarei un bravissimo scienziato a dispetto
dei maligni; mi disse che avrebbe voluto
.s
•fssets
,
dimenti. La destra infatti, quella cioè ehe
ora più propriamente dovrebbesi chiama.re sinistra, aspettava al varco l'onorevole
Depretis per poterlo cogliere in fallo, cosa che sta ie cima di tutti i suoi desideri: la sinistra per contrario aspettava
lo svolgimento di quelle idee, che erano
state tante volte proclamate nel Parlamento, ma sempre in opposizione cogli
atti del Governo: e i centri dal canto
loro aspettavano qualche cosa di bello e di
grande che valesse a giustificarli dell'aver
essi disertata la bandiera del ministero
Miughetti e fatto così traboccare la bilancia in favore dell'opposizione.
Fu dunque in mezzo alla generale attenzione che l'onorevole Depretis prese la
parola per manifestare lo idee del Gabinetto, che in conclusione furono queste:
libertà di voto, libertà di coscienza e progressivo miglioramento delle nostre condizioni finanziarie ed economiche. Le parole furono belle: vedremo i fatti, perchè
se ben mi rammento le stesse parole o
press'a poco furono pronunziate dal Minghetti quando sali al potere; ed ognuno
può giudicare quanto i fatti vi abbiano
corrisposto.
**
Un ministero di sinistra è una cosa
tanto nuova che occupa tutto giorno non
solo la stampa nazionale, ms, anche la
stampa estera, cosa che deve lusingare
non poco il nostro amor proprio. E se
le parole della Gazzetta di Angusta non
suonano molto lusinghiere ai nostri orecchi ed anzi riesce dolorosissimo il vedere
come essa ne predica t tristissimi giorni a,
abbiamo in compenso lo Standard di
Londra che nutre sentimenti molto benevoli a nostro riguardo. E nemmeno è
del tutto avverso a un ministero di sinistra, e specialmente al ministero Depretia
— Mi perdona? — le domandavo.
trovarsi faccia a faccia cou chi aveva
— Oh buon figliuolo ! — rispondeva; —
sparlato di me, per fargli una risciacquata
perdoni lei a me, che sono una brontoche non trovasse più la via di tornarsene
lona e una zotica. Ma veda: glielo dico
a casa: mi fece bere un dito di vin santo,
per
il su' bene che non venga a casa
mi diede del ragazzo, mi picchiò sotto il
mento e gridò: — Su la testa! — Infine tardi perchè..... io non ho mica il diritto
di impicciarmi nella sua condotta si
mi lasciò rasserenato, dicendo che se le
ma ho notato che tutte le sere
facevo un'altra volta una di quelle scene, capisce
che
viene
a casa tardi, e non studia più,
pezzo più grosso che sarebbe rimasto
mattina
dopo è di malumore.
la
•di me, aveva da essere un orecchio, co— Ha ragione, padroua, ha ragione!
m'è vero che c'è tanto di Biancone in
piazza della Signoria.
Apra la porta e facciamo la pace.
. Qualche volta però ci bisticciavamo,
Essa apriva la porta e non faceva mai
- per cose da nulla, s'intende; per esempio in tempo a levarsi il fazzoletto dagli
sperchè tornavo a casa tardi, e lei mi tro- - occhi.
vava a ridire, ed io le rispondevo di
Così passarono sei mesi.
•mala grazia, Allora stavamo una mezza
Un giorno, dopo una settimana intera
giornata senza cambiare una parola. La
di preparativi e di esitazioni, mi feci forsera • poi, pensando ch' essa era là in un
za e dissi, guardandola fisso negli occhi:
cantuccio della sua camera, sola, malinco— Padrona, io debbo partire da Finica, al buio, mi pigliava il rimorso, correnze.aie
revo all'uscio e le domandavo per il buco
— Dove va?
della serratura: — Padrona, come è quel
— A. casa mia.
detto di Cituabue che mi disse ier l'altro?
Cimabue che couoseera IktIsSica al
— Va bene. Io terrò le sue camere li-
bere per quando tornerà. Può lasciar qui
libri, quadri, carte: come le lascerebbe
alla sua famiglia. Prima che ritorni farò
mettere la stufa, comprerò un altro seggiolone e se mi salta il ticchio farò cambiare la tappezzeria al salotto. E passeremo il nostro inveruetto d'amore e d'accordo, lei a studiare ed io a fare le mie
faccenduole. Ah! vedo che almeno negli
ultimi anni della mia vita avrò qualche
consolazione. Quando tornerà?
non glielo poeso
— Cara padrona dire.s
— Che, forse non tornerebbe più? domandò col viso alterato.
— Forse non torne-rò più!
• as •-cf
ae
. e padr
Stette qualche momento Sem
,&3411
e poi esclamò con voce treinaile- — ma
loggnou
dunque io resterò sola'
-ib
E tacque di nuovo come pere sentir
4;eco di quella triste parola.
Poi nascose il viso nel gretubiale e diode in uno scoppio -di piano.
M'aiutò a fare i miei bauli, volle riporre tutti i libri colle sue mani, non mi
lasciò più un s momento fino all'oca ,della
partenza. L'iglitssa notte,. verif ,Nsyndíci,
elribb eleitue onaue:
esto altu, ing0
tasto — rispondeva con una voce in cui
si sentiva una improvvisa contentezza.
,
onahleuiq ieeijaci
!ii.iiiaIa uìq Un'a
04511 „WL' tiLr
•
che anzi enumera le buone qualità degli
nomini che lo compongono, benchè creda
che non dureranno
, molto al potere. Perchè? La Camera ha preso un atteggiamento
per nulla oetile alle operazioni che il Gabinetto sta per intraprendere e se l'antica destra cercherà con tutti i mezzi di
incagliarne i moti, i centri favorevoli al
Ministero, e la sinistra numerosa e compatta formano nelle' Camera una forte
maggioranza che ci fa sicuri che il ministero non resterà senza appoggio. Non
credo ch'e' si troverà nel caso di non poter effettuare i propri dieegni: tutto stà
che le sue intenzioni siano buone e quali
richiedono le condizioni del paese; tutto
sta che non cada nei difetti del gabinetto
cessato, tutto età che abbia in cima ai
suoi pensieri l'intereeee nostro, la nostra
prosperità, il nostro decoro e valga a
rimettere in petto agli italiani un po' di
qnella fiducia tanto necessaria a sopportare i giorni calamitosi, e vedrete che il
paese non lo abbatterà giammai. 11
t-
,
Domani sat'et' nno settoposti alla firma
reale i decreti di nomina dei nuovi segretari geuerali. Essi sono:
Lacava Interno — Tornielli, Esteri —
Branca Agricoltura — La Francesca Giustizia — Baccarini Lavori pubblici --Seisitiit-Doda Finanza.
Non sono ancora scelti i segretari generali per la guerra, l'istruzione pubblica
e" la marina.
•
;'.
Con tutta la più buona volontà del
mondo non posso andare più avanti nella noiosa corrispondenza per mancauza
di notizie. L'avvicinarsi delle vacanze di
pasqua pare che inceppi l'attività della
grande Metropoli: tutti, anche i ladri, si
danno al riposo: sì davvero, anche i ladri; e ciò che fa la contentezza del coinm.
Bolis forma la disperazione dei poveri
cronisti che non hanno il più piccolo suicidio, il più piccolo furto da. raccoutare.
La Camera si è chiusa fino al 25 aprile
i teatri serali si chiuderanno tra p pco
per cedere l'impero ai politearne e alle
arene; cosa non molto seducente, perchè
accenna all'avvicinarsi di una stagione
che, a giudicarne dal caldo che già comincia a farsi sentire, dovrà essere orribile nella c città dei Cesari Felici voi
cui il mare e il fresco venticello che ne
spira offrono un sicuro refrigerio contro
gli imminenti ardori!
be
I 110 .
ut mon della imuosta del fiume Tara
do agli occhi. La mattina seguente, quando partii, mi accompagnò fin sul pianerottolo e mi disse colla solita dolcezza: —
Lei se ne torna colla sua famiglia: io,
povera vecchia, rimaugo sola. Si ricordi
qualche volta di me che le volevo bene
come a un figliuolo. Abbia giudizio; contiuuui a studiare e sarà contento. Mentre
viaggerà in Spagna e in Francia, io guarderò il suo ritratto, leggerò i suoi libri
e pregherò il Signore per lei. Quando
morirò, lei si ricorderà che le ho voluto
bene e piangerà, non è vero? Ed ora
vada, figliuolo, che è tardi; e Dio l'accompagni!
Le diedi un bacio e discesi per le scale.
La povera donna mi mandò ancora un
addio rotto da un singhiozzo e poi rientrò nella gita casa vuota e triste.
Oh buona e cara Vecchia! se mi son
rieordato di te! viaggio, ogni volta che
Paireata l untiti a scrivere in una eaMeta 'd'albergo, allo scoccare delle undici
ho detto tra me, con tristezza: — Oh! se
sentissi picchiare nel muro, quanto lavorerei più volentieri! — Ogni volta ebe
11,
poche avvertenze di Antonio Di Lupo Parra
•
L'homme s'agite, leen
mène.
La repubblica fiorentina non fu nè buona ne triste:
fu quale il sue tempo la fece; quale nel!' ordino provvidenziale dovea essere, parchi) potesse avviarsi ai
mutamenti della età moderna.
Essa non poteva avere nel »colo decimequinto
costume gentile e le idee filantropiche e umanitarie
del secolo decimunono e dulli onorevoli Promotori di
venuti te).
Qts im ri' necessità fu quella che
dette origine allo Uffizio dei Fossi creato
dalla famiglia dei Medici allo oggetto appunto di riparare ai danni prodotti alla
pianura e alla città di Pisa dalla scellerata politica della Repubblica di Firenze,
che a viemeglio dietruggere la vinta rivale aveva ordinato lo abbandono a se stessi di tutti i corsi di acqua onde se ne
imPaludisse il terreno e l' aria divenisse
infetta e malsana. ( 14 )
Una sì benefica istituzione da cui si
ripete principalmente la prosperità deld'agro pisano fu oggetto delle cure di
Cosimo I e di altri granduchi di quella
casa, come pure ricevè provvide riforme
sotto il principe Lorenesi. ( 15 ) r
Perfino la dominazione straniera non
solo rispettò questa istituzione, ma il primo
Napoleone, così accentratore in tutto, ravvisandone la utilità e la importanza, la
regolò con speciale provvedimento. ( 16)
Non è nuovo nella storia dei popoli il
grido di c viva la mia morte, nuora la
mia vita.
Questo grido insensato Iauno emesso i
firmatari delle istanze suaccennate. ( 17 )
Ma è egli doveroso e giusto che il R.
Governo dia ascolto a domande di tal natura?
L'amministrazione dei Fiumi e Fossi della
Pianura pisana dopo una esistenza due volte
secolare venne a porsi in armonia con le
previsioni della legge 20 maggio 1865, e
ciò mediante la approvazione del suo nuovo regolamento organico (t 8 ), la quale ebbe luogo per parte della assemblea generale ( 19 ) dei Consorzi riuniti () nella adunanza del 21 aprile 1868: regolamento
che fu pure approvato dal Consiglio provinciale con deliberazione del 28 detto,
omologata dalla Regia Prefettura sotto
dì 11 maggio successivo. ( 21 )
,
( 14 ) E fu in conseguenza delle colmate naturali (imposte. non del diritto del più forte, ma dalla miseria
in cui gran cadute la città e le castella por la lunga e
aspra guerra, per la emigrazione, per lo scoramento dei
pochi rimasti e i-aerea l'ajut) poeteriore delle leggi eeonomiche di Pietro Leopoldo, che l'agro pisano si trasformò così che adesso vicinas urbes alit et grave sentit aratrum.
La caduta di Pica per mano de,Ila Repubblica Fioren-dna fu Uno di quei tanti dettigli del grande lavoro
siutetico che, trapassando poi principati sorti al cadere
_
mentre scriveva, picchiò ancora una volta
nella parete e mi pregò di avermi riguar-
r"della età medievale, 4113■Ye'va riuscire in questi
alla unita nazionale.
scrivo, e rileggendo la mia prosa, la trovo scolorita e senza grazia, dico con rammarico: — Ah! quanto ci corre da quest'italiano a quello della mia padrona di
casa! — La sera, quando la mia famiglia
è raccolta intorno al fuoco, e tutti ridono e lavorano, io penso col cnore stretto
che tu sei sola nella tua stanza, forse al
freddo ed al buio, perchè la legna e l'olio sono rincarati. E non mi si presenta
mai l'immagine della mia cara Firenze,
senza ch'io goda in fondo all'anima pensando che un giorno forse vi tornerò, che
andrò a cercarti, che ti troverò ancora,
che mi rimetterò a imparare da te la lingua armoniosa e gentile con cui mi rallegravi e mi davi coraggio.
EDMONDO
Da Amicts.
(Dalla Rivista Minima.)
istanza.
(") Ho segoaii3te, di sopra, lo ca,000 principali e
vere della prosperità dell'agro pisano.
L'Urlare dei Fossi non fu una causa, 11121 un espediente,
un mezzo, uno etruniento di azione; e allora feoe la
questa
—
atea 'parte di bene.
Ora, influiti i tempi, le circostanze e li uomini, questo istrumento non risponde più a tanto mutamento
cose. Multa reuasceutur quae Sani cecidere, cadantque
Quae mine stutt in honore ce.
( 19 ) Napoleone I forse la serbò perohè fatta at similitudirrem suarn.
Se non chè, a lui si puteva bene accordare di essere
accentratore; egli, che fu la mente più sintetica dei
tempi moderni.
Ma, se non sbaglio, qui si vorrebbe attribuire allo
Uffizio dei Fossi un ben diverso carattere — e allora lo
esempio storico non tornerebbe più, e sarebbe un non
senso.
i 17 ) Non trovo nella mia memoria ricordi storici di
questa sorta. Forse è una volata lirica in senso figurato: e in questo teso le brevi ali del mio ingegno non
bastano a levarmi a tanta altezza — e « ritorno indietro e lasci andar lor traccia ».
Scrivendo poi a S. E. il Ministro, e scrivendo di noi
(o vogliano compiacersi di guardare la nota delle firme
della nostra istanza, e vedranno chi siamo) i Signori
Avversari nostri dovrebben) usare un linguaggio che
non fosse sconosciuto all'alto Personaggio del pari che
a Noi.
( 19 ) Allora, non fu mai osservata la legge, e lo ho
accennato di già; dipoi, 1' amministrazione dei Fiumi e
Fossi non osservò mai il suo proprio regolamento, e
ancu questo ho ripetutamente dimostrato.
Qual legge può dunque invocare l' Ufficio dei Fossi?
La legge dello Stato, no; perché fu elusa.
La sua?
Quando la rispettò per non esser respinto, Amo,
anco da essa?
( 49.) Numero 17, dico dieci e sette individui per numero 127 — centoveutisette corsi di acqua, si chiamano
rem)lea generale!
(") Consorzi? no davvero. I Consorzi a quel tempo
non ci erano nè furono istituiti. Vi eran soltanto iute.
reuati nei cere: di acqua.
( 91 ) Deliberazione e omologazione in disaccordo con
le disposizioni della legga.
Si volle, forse, far le cose alla buona, e si cascò
nella illegalità.
Munii° Di LUPO PARRA.
((Jontinua).
Commemorazione scientifica del conte Alessandro Spada Lavini letta nell'adunanza
della Società toscana di Scienze Naturali del dì 12 marzo 1876.
(Continuazione vedi num. 13).
nuova teoria, anche di fronte ai fatti
contradittorii; la balda disinvoltura di
qualche fanatico partigiano; le ingegnose
argomentazioni che dall' una e dall' altra
parte si contrapponevano; e la compostezza nobilmente scientifica di chi, senza preconcetto sistema, attentamente osservava
e ponderatamente discuteva. Erano col
de Buch: Pasini, Collegno, Pareto e Pentland; combattevano la teoria dei coni di
sollevamento soli Scacchi e Spada. È un
titolo glorioso di benemerenza che la
storia della scienza ha inscritto nei suoi
annali con caratteri indelebili.
Il Colleguo che, approfittandosi dei rilievi di Spada e d' Orsini, aveva potuto
compiere il suo abbozzo di carta geologica generale d'Italia, presentava alla Società geologica di Francia ( 19 maggio
1845) una loro Memoria intitolata: c Note
sur la constitution géologique de l' Italie
centrale che fu poi pubblicata nell'anno
stesso anche In italiano nella Rivista
scientifica ( numeri 16 e 17, Ann.
1845) sotto il titolo: c Osservazioni geologiche su quella parte del versante Adriatico compresa fra il Monte Corno e l'Esino ». In essa Memoria era annunciata
come prossima al compimento la carta
geologica della regione comprendente le
Marche di Fermo, di Macerata e d'Ancona, con una parte degli Abruzzi, dall'Esino al Monte Corno, dal Pizzo di Sivo
e Monte della Sibilla all'Adriatico. Il taglio geologico che l'accompagna è lo stesso
ch'era stato presentato al Congresso di
Milano, ma coli' aggiunta di nuovi particolari e con alcune correzioni. Mutata
è pure in qualche parte la divisione dei
terreni, claseati in cinque anzichè in
quattro gruppi, per la distinzione introdottavi del terziario medio o miocene. Il
deposito ciottoloso o gonfolitico di materiali appenniuici, racchiudente ossa di
Elefanti, Rinoceronti e Cervi, sovrastante
alle sabbie gialle, vi è riunito al pliocene;
l'eccitarla Macigno e la calcarea Num:unlitica al cretaceo; il marino Majolica al
giuraseico. Così esigeva in allora lo stato
della scienze; ma è bello ed interessante
il segu're le modificazioni arrecate al primo tentativo di classificazione in questo
e nei succeesivi lavori, tnercè le più accurate osservazioni e col sussidio del nuovo lume che andava diffondendosi. Sotto
al quale aspetto, merita pure di essere
menzionata la c Relazione sulla eseguita
revisione dell'estimo rustico delle provincie compoueuti la sezione delle Marche s
(Roma 1847), nella quale si avv.3rte un nlVeri. Tte av vici namen to alla , classificazione
dei terreni definitivamente adottata nell'ultima e più estesa trattazione del medesimo argomento. Ma non è aucor tempo
che si parli di essa: interviene un' epoca
nella quale chi ora commemora i meriti
scientifici del conte Alessandro Spada Lavini ebbe la ventura di essergli compagno di studio, di convivere insieme, di
stringere con lui grande amicizia.
(continua).
Nella successiva settima riunione degli Scienziati italiani tenutasi in Napoli,
il conte Aleeeandro Spada ebbe l'onore di
dividere col professore ..kreatigelo Scacchi
il segretariato della sezione di Geologia.
Prese quindi parte a tutti i lavori e ad
alcune delle discussioni, corna risulta dagli Atti di quella adunanza, nei quali
vediamo pure registrata una sua memoria
diretta a dimostrare la identità del marmo Majolica e della Calcarea rossa animonitifera, che souo frequenti negli Appennini, colla calcarea che appartiene ai
terreni giuramici superiori, riconosciuta
dal barone de Buch in una zona che
•~1.
traversa l'Eeropa meridionale dalla Crimea ai Pirenei.
Ma la grande discussione che diede
importanza straordinaria a quel Congresso fu quella relativa ai coni vulcanici, se
2111
di sollevamento o semplicemente di eruO voi filologi, linguisti, grammatici delzioue, discussione agitata, oltrechè nelle la bella penisola, piegate le vostre anime,
aule delle sedute, sul ,cono e nel cratère ripiene di etimologie e di sintassi, alla
stesso del Monte Nuovo, sul Somma, nel- preghiera d'un povero disgraziato. Pospol'Atrio del Cavallo e sull'orlo del cratère nete, vi scongiuro, queste due lettere delVesuviano dal cui centro s' innalzava il l'alfabeto, fate sì che non presentino più
piccolo -cono .che salutava, per così dire, per l'avvenirl zerribile monosillabo: No!
la comitiva con una eaploaietie, Chi ebbe Rdgapet% quell!•aecoppiemento fatale, se
la fortuna di assistere a quella grande v'è cara l'esistenza d'un giovine che è la
battaglia non può a meno di serbarne speranza de'parenti e della patria. —
scolpiti nella memoria ì particolari: la
Era puro ed azzurro il cielo, l' aura
tenace fermezza dell'illustre autore della fresca e profumata; ed io godevo di quella.
A SPASSO PER L' ALFABETO
e
a
mar
•
•
brezza mattutina, affacciato alla finestra
della mia stanza, quando per la prima
volta la vidi. Era pur bella, o lettrice,
abbandonata negligentemente sul davanzale della finestra di faccia! lo l' (issar-,
vavo come si potrebbe osservare uno spirito celeste, io avrei dato tutto nie stesso
per poterla vedere più da vicino, per poterla sfiorare colle labbra, per possederla
un istante; allorche, infamia! un vecchietto dalle guancia rugose, dalle dita streminzite, stese la mano sopra di lei, se la
portò alla bocca e disparve. Se m avessero tolto tutto ciò che posseggo di pitt'
caro sulla terra, io non avrei provato unj
affanno come quello; fu immenso, sterminato quel dolore. E tutto il giorno non
'pensai che a lei, la notte non sognai che
di lei, al passeggio non mi vedevo balenare dinanzi agli occhi che lei, non desideravo non volevo altro che lei, e inaule
vece lui la possedeva, lui! •
Quella leggiadra forma divenne la mia
ombra dì 'Banco, ed io mi accorsi che
sarei morto di caepaenore, se non fossi
arrivato a impadronirmene; perciò feci
un animo risoluto e andai. Fui fatto
passare, e la prima cosa, che vidi, fu lei
sdraiata mollemente sopra un divano chertniai, a un passo circa da quel vecchietto
antipatico. Adempiuti i miei convenevoli,
esposi a quest'ultimo, come fossi venuto
,per parlargli; egli con una voce, simile
.al.cigolio d'una carrucola arrugginita, rispose che lo facessi pure liberamente.
Ed io avevo fissato gli occhi su lei e
ce li tenevo conficcati, non rammentandomi più del padrone di casa; mi avvicinai piano piano, in punta di piedi, come
rapito in estasi, allungai l'indice per sentirne il contatto, quando la voce stridula
,del vecchio guaì.
”ea,
a No! no! lasci in pace la mia Turca,
o signore! ne son geloso all' estremo, e
non voglio che alcuno me la tocchi! »
« C;orn& gridai, non cederebbe ella la
sua Turca? »
« No, o signore ».
« Neppure ad uno che si struggesse
per lei? »
a No, no ».
« Nemmeno a me che da un mese son
calato di circa otto kilogramtni per....? »
« Nammeno, o signore! »
« Ah, ella è crudele! esclamai, ella è
crudele più dei Pelli Rosse, più dei cannibali! Ma deve sapere, o sigaore, ch'io
sono l'unico discendente della mia famiglia, ch'io sono per morire di struggimento, per suicidarmi a motivo di quella Turca, e lasciare così la mia famiglia inlla
desolazione e togliere all' Italia una sua
gloria futura! E dopo tutto questo ella,
o signore, non mi vuol cedere quella
Turca? »
« No! no! no! e poi no! Se ne vada! »
« Ah, infame! infame! mille volte infame! »
Ed infuriato partii.
Andai a casa, mi chiusi in camera,
agguantai una pistola, e al momento
.„
di finire una vita diventata incomportakile, un subitaneo pensiero mi assalse.
« E come, dissi, morire a quest' età!
Essa è bella pur troppo, la mia Turca;
ma in fin de' conti merita eh' io tronchi
un'esistenza, che ho il dovere di sopportaret D'altronde ella non è neanco d'una
fabbrica nazionale, è turca e forse uscita
dalle mani di qualche rinnegato; se fosse.
stata italiana, chi non si sarebbe tolto la
vita per essa? ma per una pipa turca mi
contenterò di piangere per tutta quanta
la vita ».
Ah infame di vecchio! Io vedo sempre
la tua bella pipa posata sul davanzale
della finestra di faccia, e sento ancora
rintronarmi negli orecchi i tuoi terribili
.monosillabi: — No! No! No!
a
,
Ra.trapran! ratrapran! ratrapran! pran!
prati! Vi ricordate i bei tempi della guardia
nazionale? Allora noi eravamo ragazzi, e
issati sulle braccia della nostra rispettabile
genitrice, assistevamo alla marcia trionfale, che la sacra falange compieva pr
le via principali della città; tutti que'guerrieri ci passavano dinanzi colle loro facce bronzine, ce' fucili arrugginiti, colle
loro uniformi scompisciate. E fra costoro
vedevamo ancora l'autore de'nostri
fiero conte un Aiace, e impicciato, come
tutti gli altri, nell'andare a passo col vicino; ma non è in ciò che si mostra il
valore d'un soldato, è sui campi di battaglia, sui campi della gloria e dell'onore:
e se i militi della guardia nazionale confermassero ciò, ce lo mostra la storia. —
Ratapran! prua! pran! pran! pran!. e .
La città era in festa. Anch'essa aveva
la sua truppa preceduta da un tamburo,
che incantava a sentirlo. Il tamburo! Che
bell'uomo, che barba, che uniforme! era
la delizia di tutti. Bisognava vederlo ma-.
neggiare ,quelle bacchette, bisognava sentire che suoni, che bizzarri ratrapran,
che fantasie faceva uscire da quello strumento. Erano migliaia e migliaia d'Erre
che guizzavano, saltavano fuori, s'incrociavano, entravano prepotentemente negli
orecchi di tutti; erano milioni e milioni
d'Erre, che, come tanti Mefistofele, ghignavano, stridevano, sibilavano, canzonando e incantando allo stesso tempo gli
ascoltatori. Che bellezza! Qu'ale potenza
hai tu, o lettera diciassettesima dell'alfabeto! Per te i militi, compresi di bellico
furore, arrotando i, denti, andavano furiosamente a...... desIttare, tu eri il Tirteo
della guardia nazionale, te amavano i
ragazzi, le donne, i giovanotti; sul suono, che risvegliavi nel tamburo, si modellavano i poeti novellini nei loro inni
di libertà; tu abbelidavi negli endecasillabi scolastici, nei versi unitativi, per te
son quasi quasi per dire, si fece l'Italia.
R vuol dir guerra, ferro, rivoluzione!
R è „la magica parola che fa tremare
di terrore i tiranni! Urrà, urrà., o Erre!
Il tuo effetto è quello del vino generoso,
esalti e infondi vigore nell'animo!.
Ratrapran! Ralrapran! Ratrapran!
111•1111
40,,MaR
tr
Conoscete voi l'Ebreo errante? Sapete
dr è? Sapete voi dove vada? — Egli
rappresenta tutta quella massa compatta di
uomini, che si sono sforzati e si sforzano
tuttora di raggiungere una meta inarrivabile:
Li Redazione! — Egli rappresenta
tutte le passioni umane, che ambiscono ad
un premio impossibile, ai Campi Elisi sulla
terra, agli ozii beati, alla pada perpetua.
E sai tu dirmi, o lettore, dove si fermerà
l'ebreo errante? Egli cammina, cammina
in eterno.
E l'uomo suda e s' arrovella dietro
quest'X incognita; vuol suscitare la luce,
dove naturalmente è un buio d' inferno:
cerca le cose dove non sono; si crea
fantasmi e illusioni a suo talento, e poi
si lagna se quei fantasmi e quelle illusioni non dicono il vero. Dotato dell'intelletto e stimandosi simile a Dio, si è
fatto Prometeo; ha voluto strappare segreti, scoprire arcani, che avrebbero fatto vacillare una mente impastata di tutte
e sette le menti dei sapienti di Grecia, e
poi impreca e bestemmia se la natura
l'ha incatenato allo scoglio . Lagnati,
pigmeo, butta fuori la bile, atteggiati
pure a martire, chiama la natura matrigna, tua ben ti mariti l'uccello rapace;
chi ensegna a molestare i giganti? a
pochi fu dato il farlo e questi pochi si
contentarono del giusto. Galileo, Newton,
Herschell ed altri hanno scrutato quest'X Esigante, per quanto lo potevano; ma
non hanno preteso farsi giganti loro stessi; e vedi che in tal caso non lo volendo
essere rimpetto alla natura, lo son divenuti rimpetto agli uomini.
Microscopico mollusco, schiacciato sulla
scorza terrestre, osi levare la testa e
chiedere infinito: — Che cosa sei? —
Talvolta morto nel cuore a affranto da
passioni brutali ti diverti a dimandare
—
,
dove sia la bellezza in natura; tu allora
vedi il mondo traverso a un cristallo affumicato, lo vedi tetro, oscuro, popolato
diTfantasime, e non senti la vita che si
svolge sotto l' immenso occhio del ole,
non comprendi l'armonia che regola l'universo, l'amore che trascorre in una bella
campagna! Uccidi tutto colla tua parol%
col tuo alito. —
X! Che cosa ci volete fare? Dopo un
mondo un altro mondo, dopo una nebulosa, dopo una costellazione un' altra
stellazione, dopo une sriazio sterminato.
110 altro spazio infinito, e sempre così
senza mai trovare una naeta, un punIt'i
dove si possa dire: — Qui termina l'universo! — E si vola colla fantasia! si trovano miriadi e miriadi di soli, si lasciarlo indietro pianeti silenziosi e diserti, ma
una Voce alle spalle ci grida sempre: —
Excelsior! — Si traversano immensi tratti
ripieni di quiete e di tenebre, si vederlo
migliaia di punti lucenti, ma una voce ci
grida sempre alle — Excelsior! —
Finchè stanchi, confusi, abbarbagliati, si
vacilla e si cade
X! Dietro te corre fino dalla sua origine una folla sterminata di uomini; tu
sei la meta dell'Ebreo errante. X! Terribile enigma che hai fatto delirare tanti
grandi e che farai divenir pazzo chi aran
dirà' dilucidarti! —
iovanni Yontana.
• J)
P* i s a.
Siamo assicurati che il ministro di grazia e giustizia ha già preparato il decreto
col quale viene !nominato senatore il prof.
Carrara. Non manca che la firma di S. M.
Noi siamo lietissimi di questa meritata
sebbene tarda onorificenza.
**
Leggiamo nell'Avvisatore Sardo di
Cagliari:
Fra coloro che onorano la Sardegna è
da collocarsi certamente il cav. Da Gioannis Gianquinto, professore di Diritto Amministrativo nella R. Università di Pisa.
Le sue opere, note in tutta Italia, dimostrano abbastanza quanto valga nel campo
della scienza; e però a titolo di onorificenza l' ACCADEMIA ARAOLLA 10 eleggeva
in questi giorni suo Membro Onorario e
Rappresentante colla Croce d' onore al
merito scientifico.
Riportiamo il Decreto gli conferiva la
decorazione ed accompagnava il diploma
d'onore:
« Alla S. V. Chiarissima, che colle rare
doti di mente e di cuore altamente onora
la Patria, il Giurì d' onore di quest' Accademia
LA CROCE D' ONORE
ad unanitnita decretava, premio ai Benemeriti della Civiltà e del Progresso.
Il Presidente
PISANO SEC III.
**
Con decreto del 20 marzo, sulla proposta del ministro per la pubblica istruzione il prof. Licurgo Cappelletti è stato
nominato membro attivo della R. Commissione italiana pei testi di lingua.
I membri che compongono questa cotnmissione sono cento e vi figurano parecchie distinte individualità nostrane ed alcuni dotti stranieri. Farvi parte è dunque un bell'ouore.
*
* *
Domenica due aprile nella sala della
Provincia gentilmente concessa ebbe luogo l'adunanza del Collegio notarile di
questo distretto. Presiedeva l'adunanza il
cav. Curzio Pieri, funzionava da segretario il dott. Aurelio Fontani. Scarso fu il
numero dei Notati intervenuti, erano 14,
dei quali sei soli di città. Si spera che
in seguito cesserà quest'apatia, e che le
adunanze saranno più numerose.
-:.<40ffir
Fu esauritò"! l'ordie del giorno, e furono pienamente approvate tutte le proposte fatte dal Consiglio.,.
,
**
Il tiro al piccione avrà luogo
vr.
il 25 di
questo mese. Ancora, non è stato definitivatneute fissato il locale del tiro. Per
iscriversi o come socio o nel numero dei
tiratori c'è tempo sino al 15 di aprile.
Da una corrispondenza pisaua della 0usetta d'Italia vediamo Che tra le pationesse è anche la signora Lostia di Santa
Sofia.
**i
La Provincia di Pisa scrive che, la Deputazione della R. Accademia di Belle
Arti sarebbe stata completata mediante
la nomina lei signori prof. Ferdinando
Raualli — prof. Nardo Nardi-Dei — cav.
avv. Leópoldó Tanfani —e ca. avv. Felice
Tribolati.
Noi ci auguriamo vera la notizia, perchè convinti Che riunite questa capacità
alle altre che già esistono nell'Accademia
stessa, potremo sperare un riordinamento
a questa istituzione, tale, da soddisfare
ai bisogni delle arti e industrie locali.
***
Lo stesso giornale annunzia che nel
22 ultimo il Ministero della pubblica
istruzione, rispondendo a una lettera del
nostro Sindaco del 17 corrente colla quale
si chiedeva un sussidio pei restauri al
•
.
tempio di Santa Maria della Spina, an-.
nunziava aver vincolato sul bilancio dello
Stato per l' anno corrente la somma di
lire 10mila per detti: restauri. E così riunite queste 10.nila lire alle altre 10mila
che ancora sono a riscuotersi dal detto
Ministero sul bilanhio dell'anno decorso,
si hanno 2Ornila lire disponibili in quest'anno sul bilancio dello Stato per
restauro dei nostri grandiosi monutnentL
***
Dalla Regia Prefettura siamo pregati
di pubblicare quanto appresso, per norma degli abitanti della Provincia:
• In alcuni giornali italiani venne pubblicato un avviso del sig. Lilienféld
torno alla Latteria di Amburgo, con avvertenza di dirigersi al R: Consolato italiano in quella città per informazioni.
< Interessa che il pubblico sappia che
quell'avvertenza venne aggiunta senza il
concorso, ed anzi contro la espreaaa volontà del R. Console, il quale nen darà
mai alcuna informazione stilla Lotteria
sopra indicata, che, sebbene autorizzata
dal governo di Amburgo, non è clw' una
impresa del tutto privata ».
*
La sera del 25 marzo p. p. avveniva un
disordiae in una bettola del popolo li CaPannoli. Die RR. carabinieri ch.. si recarono
a sedarlo, mentre procedevano all'arresto del
principale autore di esso, incontrarono una
acuita» resistenza per parte di costui e di
altro che ne prendeva le difeso. Ma ad onta
di ciò, e ad onta degli sgrani o di lievi lesioni che i ridetti carabinieri •blpiro a riportare, gli autori della resistenza furono
entrambi arrestati e poeti a disposizione della,
autorità, giudiziaria.
I •
D .ciaatnente alcune persone sono contrarie alla luce. Anche la sera del 25 marzo le guardie municipali arrestarono un ra,gazzaccio che divertivaai a tirar &Lessate ai
lampioni del Luugarno rompendona vani.
•
* •
Jacopo Cini, d'anni 35, di Firenze, muratore, che stava intonacatili.) un mero esterno
di una casa posta nel popolò di S. Vincenzo
(C:Impiglia), cadde a breve altezza dal suolo;
ma aven lo pereossa una tempia, rimase all'istante cadavere.
...■■■••••••••••■■••••••••••■■■■•■
▪
t".
•••
•
1
"
NOTIZIE TEATRALI
Il PRELUDIO si pubblica il 1. ° ed il 15
di ogni mese in fascicoli di 16 pagine a
Per domani sera, Giovedì, si annunzia
al Teatro Nuovo la beneficiata della signora Tabacchi. Non sappiamo se la distinta artista canterà qualche pezzo all'infuori dell'Ade, di quello che siarno sicuri è che il teatro sarà pienissimo.
<1>
Lunedì sera, al teatro già Ravvivati, i
piccoli attori allievi del signor Torri recitarono benissimo Gli Innamorati di
Goldoni. Al solito vi si distinse molto la
bambina del nostro Sani. Qualche signora nei palchi e discreto pubblico in
platea.
1144.■
LIBRI E GIORNALI
Sono usciti i fascicoli IX, X e XI e il
2 delle Tavole della Nuova Encioclopedia edita dell' Unione Tipografica
Editrice. Per ritirarli dirigersi alla Suecursale del!' Unione Lungarno Mediceo
num. 2 rosso.
CO
Per cura del dott. Giuseppe Franceiehelli e dell'ing. Tito della Santa si è
Tubblicato l'Annuario amministrativo-staitistico della Provincia di Pisa. È un bel
volume di più che 220 pagine con molte
itavole prospettiche.
L'annuario è compilato accuratamente
e le varie cose sono disposte con moltisisima chiarezza, in modo che, ad apertura
di libro, è facile trovar subito quello che
oi cerca.
Noi crediamo utilissima la pubblieazione
di questo annuario, per tutti in generale;
ma in ispecie per i pubblici ufficiali e per
i vani comuni della nostra Provincia.
00
Si è pubblicato il mun. 12 ( Anno III,
Roma, 22 marzo 1876) del GIORNALE DEI
LAVORI PUBBLICI E DELLE STRADE FERRATE,
che contiene:
Sommario. - Le ferrovie e lo Stato,
lettera dell'Ingegnere L. Trevelliui all'onorevole Boselli deputato al Parlamento - La costruzione dei ponti nel
Mediterraneo - Ferrovie del Gottardo - L'istruzione Tecnica nel Giappone - Concorso per un Dizionario
tecnico - Congresso degli alpinisti in
Pistoia - Notizie Ferroviarie - Notizie diverse - Appalti - Nostre informazioni - Avvisi.
l..
L
CC
•
,erique
Il num. 13, 29 marzo, cont iene:
Il sistema Agudio applicato alla ferrovia
del Gottardo - Ferrovie di Stato o
Ferrovie private? (ing. L. Buzzi) continuazione - Le ferrovie e lo Stato,
lettera 1.1 dell'ing. L. Trevellini Nostra corrispoudeuza - Il parere dell' ing. Paecal sul porto di Genova Notizie diverse Notizie e progetti
di lavori - Notizie ferroviarie romane - Appalti - Annunzi.
CO
Si è pubblicato il fascicolo 9.° del PREmano, couteneute le segueuti materie:
1. La commetenraeione di Leguago - La
Direzione. - 2..1 vincoli dell' um.tna
alleanza (Pik.dusiene del prof.
Rivista CS'tica di - A.. Cantalupi.
3. A propositosdel Bulletin du Progrès
Médieel 'del 29 gennaio 1876 --Buetano Cerùuscoli. - 4. Madre - Poesia di Corredo Corradino. - 5. Scienze potetive
Chimica :e la prosperità
(coutiuudaioue9,:4 0,-delle Niteioni.
6.
Questioni
di
niatesnatiea..
.H.R
Teatro della Coneor lia
Noterelle
critiche 'T"
due colonne con copertina.
Abbonamento annuo per l'Italia lire 7.
Semestre lire 4.
Gli associati annui ricevono in dono un
interessante opuscolo di Bruno Minore che
ha per titolo: Scintille.
Direzione: Cremona, via Ginnasio, 3.
Ufficio succursale: Torino, via Barbarota, 10.
COMUNICAZIONI DEL PUBBLICO
Fuori Porta alle Piagge, nella via.
detta del Sacco,
ITENDESI
una Palazzina con stalla, rimessa, giardino e altri comodi. - Per le trattative
rivolgersi al caffè della Stella, Sotto
Borgo, Pisa.
posso il felice scioglimento della questione intavolata.
Attestandole la più sentita stima, mi
confermo
•
Firenze, 20 marzo 1876
Devotissimo
Ing.
PlEIIUCCIO PINI.
FORTUNATO POLI Gerente Respons
Una Signora tedesca,
IL PRELMO
reene";: l1a.
taliano, dà lezioni di Lingua tedesca, tanto
in Casa propria quanto a domicilio.
RIVISTA SCIENTIFICO-LETTERARIA
Dirigersi via de' Notari numero 7. p. p.
~mia.
Caro Volterra.
Ti preghiamo di pubblicare nel giornale da te diretto, quanto segue:
« Quando, nel carnevale passato, venne iniziata una sottoscrizione volontaria,
per procurare una somma che facilitasse
la messa in iscena dell'opera l' Aida noi
trovammo buona l'idea e volentieri prendemmo parte alla sottoscrizione. Ma ora
che con l'Aida l'impresario ha fatto e
continua a fare una speculazione eccellente, è giusta che si debbano pagare le
somme sottoscritte? decoroso per l'impresario l'esigerle? A noi sembra di no;
in ogni modo solleviamo il dubbio e attendiamo una risposta in proposito i.
Grazie del favore e credici affez. tuoi
Alcuni abbonati al Teatro Nuovo.
Si pubblica in Cremona il 1.0 e il,
15 d'ogni mese - Per Pabbuonamento dirigersi all' amministrazione - Un anno
lire 7, un semestre lire 4. Un numero
separato centesimi trenta - Vendesi presso i principali librai - Deposito in Pisa
alla libreria Nistri.
Affittasi un Quartiere
al' 11.3a1 In
smobiliato con Giardino, situato in via del
Cancello, palazzo Misoch. Per le informazioni
dirigersi all' Albergo della Minerva.
e.
Misure di Vetro per il Vino.
Il sottoscritto Albertini Giovanni, stagnaio
sulla piazza della Berlina in Pisa, fa noto che
tiene un assortimento di misure in vetro
per il vino, a prezzi convenienti.
AVVISO
PER I SARTI che volessero prender lezioni per tagliatore-sarto. In dodici lezioni
possono disimpegnarsi in qualunque Sartoria col metodo della squadra segnata a
centimetri. Questo sistema insegna a tagliare i vestiti con la massima facilità e
la più perfetta precisione. Quelli che volessero prender lezioni si dirigano alla Sare
toria via S. Francesco, ne) 6.
Pisa li 22 marzo 1876.
Albertini Giovanni.
1F3
Illustrissimo signor Direttore del giornale il Risorgimento,
VENDITA IN CASCINA
Ho ricevuti i due numeri del suo
accreditato giornale, ove si parla del-
Di una Casa composta di 3 piani, cioè:
bottega, cantina e chiostra a terreno, di
l'importantissima questione che attualmente si dibatte circa alla professione
dell'Ingegneria.
Ringrazio chi ebbe il pensiero d'inviarmeli. Concordo tutto quanto viene in
quegli articoli espresso, approvo i criteri
formulati, e le modificazioni allo schema
di legge proposto dall'associazione degli
Ingegneri di Napoli.
Mi permetta solo di aggiungere poche
parole, circa l'esito della questione da
me suscitata nel seno del Congresso di
Firenze.
L'ordine del giorno votato ad mianimità dal Congresso degli Scienziati di
Palermo, e da me proposto alla Sezione I
del passato Congresso degli Ingegneri in
Firenze, fu respinto per le varie ragioni
che nell'articolo « Questioni professionali a
nel suo giornale si acéennauo: è necessario
però osservare, come tanto in quella medesima Sezione I, quanto uell' adunanza
generale di chiusura furono adottate delle
proposte che raggiungevano lo stesso scopo: poichè nella Sezione I, durante la discussione delle tariffe per le operazioni
degli ingegneri e architetti civili, fu approvata la seguente deliberazione da inalzarsi, ai Poteri legislativo ed esecutivo, in
forma di voto:
« Che il Ministro dei lavori pubblici
« abbia ad essere officiato perchè prescri« va con apposite circolari, ai Tribunali ,
« alle Regie prefetture, ed alle R ippr e« sentanze Provinciali e Comunali di 11J11
« commettere Perizie legili, nè studi a
« direzione dell' esecuzioae di fa,b1Liche,
« ponti, strade; canali ec., se non a chi
« è notoriamente munito di competente
« grado accademico e.
adunanza generale di chiusura
1F
fu approvato senza discussione la schema
di legge proposto dagli ingegneri ed architetti di .Napoli; e Pouorevole Presidente onorario del Congresso, commendatore
Peruz7.i, ait,- ttò l'incarico di presentarlo
ParTzimento.ebempicene
.tib seritiAl4l'ilov,ee didonannicarle:
i' l prOnto sempre a:..éhitalnicaete per quatit
un salone al 1.. piano e 3 stanze, e 3
stanze al 2.0, situata rimpetto al prato in
detto paese.
Per le trattative dirigersi fino a tutto il
15 andante da S .irafilio Burchi, stimatore
piazza del Montino Pisa.
N in effettuandosi a trattativa !Di veto, la
vendita all' incanto seguirà la tuattina del16 corr. al suddetto domicilio iii Pisa. deL
sottoscritto
,
Serafino B archi
Pubblico Stimatore.
Ai n'allusi od RIP lialialli
Lezioni di lingua inglese, date da un ,
71
gersi al sig. .71/. A. C., Livorno. Ferma in
Posta (affrancare).
IL CATASTO
--•-•0000•0004/000■•• 41141.
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e la perequazioue della imposta fondiaria
osservazioni e appunti critici di Giorgio
Sonnino prezzo lire una. A benefizio dell'Ospizio di Mendicità.
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inglese che è avvezzo a insegnare. Diri-
Alla Direzione del nostro giornale si
vende l'opuscolo.
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