Verbale di Seduta
COMUNE DI
REGGIO EMILIA
DEL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA
L'anno duemilasette addì 02-duedel mese di luglio alle ore
16:19 nella
sala consiliare, ritualmente convocato, si è riunito il Consiglio Comunale.
P.G. n. 13560
All'appello erano presenti i seguenti Consiglieri
DELRIO Graziano
ANCESCHI Alessandro
BALLARINI Ivano
BEDOGNI Giuliano
COLOSIMO Francesco G.
CORRADINI Achille
CORSI Romano
D'ANDREA Ernesto
DE LUCIA Carmine
EBOLI Marco
FANTINI Marco
FERRIGNO Alberto
FORNACIARI Marco
GIAMPAOLI Vanda
GIARONI MARIO
GIOVANNINI Giacomo
GRASSI Prospero
LOMBARDINI Tommaso
MALATO Emiliano
MARGINI Fernando
MARZIANI Marco
MONDUCCI Mario
MONTANARI Valeria
MONTIPO' Gino
OLIVO Antonio
POLI Mario
PRANDI Marco
Sì
Sì
Sì
No
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
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Sì
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Sì
Sì
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No
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Sì
No
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
PRATI Gianni
RINALDI Nando
RIVA Matteo
RIZZO Antonio
SALARDI Demos
SALSI Roberto
SASSI Matteo
SCARPINO Salvatore
VECCHI Luca
VENA Donato
ZINI Sebastiano
----- Assessori ----FERRETTI Franco
PEDRONI Gina
SASSI Iuna
FERRARI Ugo
COLZI Carla Maria
MONTANARI Giuseppina
CATELLANI Giovanni
SPADONI Uberto
CORRADINI Franco
GANDOLFI Paolo
MIARI Valeria
Consiglieri presenti: 34
Presiede: RINALDI Nando
Segretario: REBUTTATO Domenico
Sì
Sì
No
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
No
Sì
No
No
Sì
No
No
Sì
Sì
No
INDICE
INTERPELLANZA N. 49 DEL CONSIGLIERE GIACOMO GIOVANNINI IN ORDINE
ALL’ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI ATTI A SGRAVARE VIA CANALINA DA UNA
SITUAZIONE DI TRAFFICO INSOSTENIBILE (I.D. 163)
Pag. 3
INTERPELLANZA N. 50 DEL CONSIGLIERE MARCO FANTINI IN ORDINE AD AVARIE
VERIFICATESI SUI MEZZI ACT (I.D. 164)
Pag. 6
INTERPELLANZA N. 47 DEI CONSIGLIERI LOMBARDINI, EBOLI E RIZZO IN ORDINE
ALLA PRESENZA DI UN RAPPRESENTANTE DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA IN
SENO AL CONSIGLIO DELL’UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO (I.D. 165)
Pag. 8
INTERPELLANZA N. 54 DEL CONSIGLIERE MARCO MARZIANI IN ORDINE
ALL’ADESIONE E COLLABORAZIONE DEL COMUNE ALL’INIZIATIVA DENOMINATA
“CULTURE DAY” DEL 17 MAGGIO 2007 (I.D. 166)
Pag. 11
DELIBERA N. 67 SURROGA DELLA CONSIGLIERA PAOLA DONELLI – CONVALIDA
DELL’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE SUBENTRANTE (I.D. 167)
Pag. 17
DELIBERA N. 68 SURROGA DELLA DIMISSIONARIA CONSIGLIERA INNOCENZA
GRILLONE – CONVALIDA DELL’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE SUBENTRANTE (I.D.
168)
Pag. 17
DELIBERA N. 69 SURROGA DEL DIMISSIONARIO CONSIGLIERE CARLO BALDI –
CONVALIDA DELL’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE SUBENTRANTE (I.D. 169)
Pag. 21
COMUNICAZIONE IN ORDINE ALLA COSTITUZIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE
ULIVO PER IL PARTITO DEMOCRATICO
Pag. 27
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VERBALE DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 02.07.2007
Alle ore 15.18 sono presenti i Consiglieri: Giovannini Giacomo, Lombardini Tommaso,
Rinaldi Nando, Rizzo Antonio, Vecchi Luca e l’Assessore Gandolfi.
A norma dell’art. 6, comma 2, del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, si procede quindi alla trattazione delle interpellanze.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Bene. Iniziamo i lavori del Consiglio comunale di Lunedì 2 Luglio 2007 dall’Interpellanza
49 del Consigliere Giovannini in ordine all’adozione di provvedimenti atti a sgravare via
Canalina da una situazione di traffico divenuta insostenibile a cui risponde l’Assessore
Gandolfi.
Viene introdotto in discussione il punto numero 49 dell’Ordine del Giorno, relativo a “Interpellanza del Consigliere Giacomo Giovannini in ordine all’adozione di provvedimenti atti a sgravare via Canalina da una situazione di traffico insostenibile” (I.D.
163)
INTERPELLANZA
Premesso che
risulta conclamato il problema dell’attraversamento di via della Canalina da parte di
non residenti, che viene aggravato da una sorta di strozzatura a livello dell’incrocio
di via Bismantova;
è indispensabile, anche alla luce dei nuovi insediamenti urbanistici su via Dimitrov,
mettere in campo una serie di provvedimenti volti a sgravare via Canalina da una
situazione di traffico insostenibile;
interpella la Giunta per sapere
se si intende provvedere, dichiarando via Canalina e via Rosselli come zone residenziali alla stregua dell’esperienza progettuale di via Adua; adeguando via Inghilterra rispetto alla funzione di asse attrezzato che riveste e quindi alla capacità di
assorbire ulteriore carico veicolare anche dai nuovi comparti urbanistici in realizzazione; accelerando l’iter di realizzazione del nuovo parcheggio scambiatore di
via Francia ed adeguando la rotonda dell’acquedotto di via Gorizia.
Giacomo Giovannini
Capogruppo
Intervengono nell’ordine
CONSIGLIERE GIOVANNINI
Grazie signor Presidente. Signor Assessore, l’Interpellanza di oggi segue la nostra precedente, relativa allo stato e ai progetti di via Inghilterra e vi è, naturalmente, correlata
per le problematiche che abbiamo sottolineato nel testo ed in particolare per il fatto che a
tutt’oggi, via della Canalina, così anche come via Martiri della Bettola, ma limitiamoci a
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questa strada, via della Canalina è un asse, sostanzialmente, di attraversamento della
città e utilizzato specie da non residenti nei quartieri che vi si affacciano. Questa situazione, anche alla luce delle trasformazioni della viabilità, che sono state effettuate a livello
dell’incrocio tra via Bismantova e via Compagnoni, ha comportato un aggravamento nei
flussi del traffico proprio perché la realizzazione delle svolte, delle rotonde su
quell’incrocio ha causato una strozzatura, per cui basta che pochi mezzi si incolonnino
nell’attesa di effettuare le manovre d’interesse che il traffico ne risulta sostanzialmente
bloccato. Quindi siamo a mezza via; mezza strada rispetto alla trasformazione di questa
strada a un miglioramento del flusso veicolare. Noi crediamo , anche alla luce del fatto
che nella zona della Baragalla, in particolare nei pressi di via Dimitrov, è in atto una forte
urbanizzazione, crediamo indispensabile, improrogabile la necessità di programmare una
serie di azioni, di provvedimenti per sgravare via della Canalina da una situazione di traffico che risulta sostanzialmente insostenibile, quanto meno nella sua parte finale verso
via Francia. Allora Vi chiediamo, proprio perché è evidente che non si può agire solo con
interventi su questa strada, ma anche negli assi di grande viabilità e chiediamo alcune
soluzioni, alcuni programmi puntuali. In particolare, anche alla luce dei progetti che sono
stati realizzati su via Adua, se si intende provvedere a dichiarare le zone residenziali,
quelle che stanno attorno a via Canalina e via Rosselli, quindi con tutti gli adeguamenti
del caso, se s’intende adeguare via Inghilterra rispetto alla funzione di asse attrezzato,
quindi una funzione mista sia a servizio dell’attraversamento, ma anche della residenza
nuova che si attesta su via Dimitrov e dintorni; e soprattutto se s’intende accelerare l’iter,
che sappiamo abbastanza complesso e complicato, della realizzazione del nuovo parcheggio di via Francia e, come ci ricordava anche qualche settimana fa, vorremmo sapere un po’ i tempi, le idee per la razionalizzazione della rotonda dell’acquedotto di via Gorizia. Grazie Presidente.
Entrano i Consiglieri Vena, Prandi, Eboli e Marziani.
Consiglieri presenti numero 9
ASSESSORE GANDOLFI
Grazie Presidente. Grazie consigliere Giovannini per la Interpellanza. Il tema di via Canalina si pone come altri temi simili, cioè di strade che hanno assolto, un tempo, un ruolo di
strade di attraversamento, di ingresso della città e oggi, invece, si ritrovano a essere inglobate all’interno dei quartieri residenziali, il tema di trasformare, appunto, queste strade
da un uso, che ne viene fatto tutt’ora, come strade di attraversamento da parte di alcune
quote del traffico, a strade residenziali a tutti gli effetti. Strade residenziali, strade di quartiere, meglio definirei, e non strade residenziali, ovvero strade che prevedono la distribuzione del traffico all’interno dei quartieri interessati, che nel caso della Canalina è da intendersi il quadrante ricompreso tra via Francia, via Inghilterra e via Martiri della Bettola.
La strategia per arrivare ad ottenere questo risultato, che consiste sostanzialmente nel
ridurre via Canalina del traffico di attraversamento, in particolare quello che viene da sud
e si dirige verso la città, per quanto riguarda la parte alta della strada e quello che attraversa est – ovest la città usando via Lelio Basso, via Rivoluzione Ottobre e poi un tratto
della Canalina e poi, o via Compagnoni o via Francia. Per eliminare, diciamo, queste
quote di attraversamento si procederà sulla base di due prime operazioni: la prima, che è
in corso di, credo, appalto, anche se su questo dovrei riservarmi di avere, di volta in volta,
di giorno dopo giorno dei dettagli dall’Assessore ai lavori pubblici, comunque è la costruzione del ponte sul Crostolo all’altezza del Casale di Rivalta che permetterà la chiusura
dell’anello di circonvallazione a sud della città e quindi la possibilità di inviare parte del
traffico, che oggi attraversa la città per andare da est a ovest, cioè diciamo grosso modo
venendo dal quartiere cinque, dalla zona di Scandiano per andare verso il quartiere tre,
zona Cavriago o comunque per andare verso l’asse attrezzato, permettere di deviarlo
verso quel ponte, quel passaggio che connette direttamente la testata di via Inghilterra al
Casale di Rivalta; quindi ridurre, in questo senso, la necessità di attraversamento che
oggi viene rappresentata dallo schema delle strade di Reggio e che tende ad usare le
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strade che dicevamo prima, ovvero via Lelio Basso, via Rivoluzione Ottobre, Canalina e
Compagnoni. Per quanto riguarda, invece, il nord – sud, come dicevamo appunto in una
precedente interrogazione, interpellanza,
c’è la necessità di risolvere il nodo
dell’acquedotto, soluzione che è abbastanza complessa; è allo studio anche in questo
caso del dirigente dei lavori pubblici, Ingegnere Torreggiani, per ottenere, diciamo così,
una maggiore fluidità del traffico in direzione nord – sud contando sulla diminuzione
dell’attraversamento est – ovest da via Gorizia, via Magenta, verso via Gorizia interna,
verso via Magenta e quindi una maggiore fluidità dell’attraversamento nord – sud che riduca le colonne in entrata, la mattina, in direzione nord. Attraverso questi due interventi,
adesso nel dettaglio tecnico di come si risolverà la rotonda non entro, semplicemente per
la ragione che non ho ancora il progetto e quindi non saprei dire. Abbiamo varie ipotesi.
Stiamo ancora valutando qual è la più efficiente, comunque, in ogni caso, questi due interventi dovrebbero permetterci di diminuire il traffico. La buona logica poi suggerisce,
come in parte si sta già facendo, di intervenire tempestivamente, ad ogni riduzione del
traffico intervenire con una riduzione della portata, ovvero facendo quegli interventi di
moderazione del traffico che oggi sono in sede di realizzazione in via Lelio Basso; interventi simili, quindi, con la realizzazione di parti della strada a Zona 30 anche su via della
Canalina, in particolare in corrispondenza dei poli scolastici ex – Artigianelli, ex – orfanotrofio e più in giù nella parte di attraversamento dell’area urbana più densa, cioè quella
corrispondente grosso modo ai Vigili del Fuoco e all’incrocio con via Bismantova, ovvero
in altri punti dove si dovesse ritenere di rallentare il traffico, mettendo in campo quegli
strumenti di progettazione tipici di Zone 30, tipo disassamento, restringimenti, eventuali
rialzi, eccetera, eccetera. Per quanto riguarda, poi, come la strada dovrà svolgere la funzione di accogliere il traffico delle aree residenziali adiacenti è chiaro che la strategia
messa in campo, in questo senso, è duplice: da un lato si ritiene che la strada della
Canalina debba comunque essere la strada su cui convergono le viabilità di quartiere più
interne, quindi diciamo, per esempio, via Dimitrov per citare quella che citava Lei o altre,
però bisogna dare l’opportunità a questa viabilità, soprattutto quando si fanno carico di
grandi quantità di residenza, anche nuove, di poter uscire anche direttamente diciamo su
quel quadrante esterno che ho definito all’inizio, in questo caso su via Inghilterra. Questa
è la strategia che stiamo mettendo in campo su cui io sono personalmente impegnato
anche nel dialogo con i residenti di quella zona per trovare una soluzione che risponda a
questa esigenza, ma al tempo stesso vada bene anche agli abitanti stessi, sempre evitando, anche in questo caso, l’attraversamento da parte di veicoli che non sono diretti
all’area residenziale. Grazie.
Entra il Consigliere Monducci.
Consiglieri presenti numero 10
CONSIGLIERE GIOVANNINI
Grazie Presidente. Noi ci dichiariamo parzialmente soddisfatti, nel senso che viene accolto l’invito, sostanzialmente, a ripensare la viabilità interna di quartieri di via della Canalina
e via Rosselli per le funzioni che hanno queste strade, quindi strade di quartiere. In questo senso mutuare l’esperienza di via Adua, che pure ha avuto due interventi anche di un
certo rilievo sotto il profilo dei costi, è un’esigenza ed un’idea utile per migliorare la qualità
della vita di quei quartieri. Noi, oggi, abbiamo l’improrogabile necessità di lavorare sui
quartieri esistenti, sulla città consolidata per migliorare una qualità della vita che si è andata un po’ depauperando a causa del totale interesse della politica, ma anche del mercato volto tutto al nuovo edificato. Noi ci troviamo con dei quartieri invasi da una viabilità
impropria che vanno riportati a uno stato di vivibilità adeguata. Oggi abbiamo trattato la
questione di via della Canalina; io tengo anche a precisare che a nostro modo di vedere
non è indispensabile, tante volte, restringere le carreggiate, fare dossi, avvallamenti, rotonde o sensi unici, basta rendere efficiente ed efficace la grande viabilità, perché una
grande viabilità efficiente porta gli automobilisti, gli utenti della strada a non utilizzare impropriamente le strade di quartiere. A questo proposito credo, crediamo sia necessario
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arrivare, e qui arrivo ai motivi di insoddisfazione, a tempi certi; perché? Perché è evidente
che oggi il nodo, il grande nodo irrisolto della viabilità è, si dice, la rotonda dell’acquedotto
e questo non ha solo implicazioni su via della Canalina, su via Inghilterra, ma anche, ne
abbiamo discusso in Commissione pochi giorni fa, sul quartiere dell’Orologio, sul quartiere di Regina Pacis; quindi è evidente che si deve portare la soluzione, adesso si dice “c’è
un studio”, bene, dopo lo studio l’Amministrazione deve mettere come priorità
l’adeguamento di questo attraversamento. Voglio anche ricordare, perché è sempre legato a questo sistema viabilistico, che nel piano triennale dei lavori pubblici del 2005, se
non ricordo male, erano stati stanziati dei fondi per l’adeguamento, ad esempio, di via
Cecati, la via del Lungo Crostolo; gli interventi vennero poi stralciati, solo adesso sono
stati ri – immessi, però, in un ambito più generale e meno definito, quindi, e torno un po’
all’inizio, noi dobbiamo dare tempi certi di esecuzione ad interventi che sono ormai improrogabili, pena continuare ad avere una viabilità insopportabile e quindi una qualità della
vita interna al quartiere residenziale non certamente sostenibile. Grazie Presidente.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie Consigliere Giovannini. Ho ricevuto ora un’informazione da parte dell’Assessore
Sassi che è appena uscita dall’autostrada. Aveva un impegno, era a Bologna e sta arrivando, per cui, in attesa che arrivi, sospendiamo momentaneamente la seduta, poi riprenderemo con le Interpellanze: quella del Consigliere Lombardini e quella del Consigliere Marziani.
Il Presidente del Consiglio sospende la seduta alle ore 15.30
Entrano i Consiglieri Giaroni e Fantini.
Consiglieri presenti numero 12
La seduta riprende alle ore 15.35
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Riprendiamo i lavori dall’Interpellanza 50 del Consigliere Fantini in ordine ad avarie che si
sono verificate sui mezzi ACT a cui risponde l’Assessore Gandolfi. Prego Consigliere
Fantini. Assessore.
Viene introdotto in discussione il punto numero 50 dell’Ordine del Giorno, relativo a “Interpellanza del Consigliere Marco Fantini in ordine ad avarie verificatesi sui mezzi
ACT” (I.D. 164)
INTERPELLANZA
- Premesso che il trasporto pubblico deve rappresentare una priorità nel sistema di
mobilità
- Viste le segnalazioni di alcuni cittadini che riferiscono di avarie verificatesi nelle
scorse settimane nei giorni con temperature più elevate
- Considerato che le avarie descritte sarebbero dovute a una sorta di surriscaldamento che obbligava l’autista a fermare l’autobus con tutti i passeggeri a bordo
causando notevoli disagi per il mancato servizio
- considerato inoltre che il parco autobus dell’ACT è stato oggetto di rinnovamento
SI INTERPELLA
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Per conoscere
- quale tipo di avaria si è verificata e quali provvedimenti si intendono adottare per
evitare il ripetersi di tali episodi in previsione dei prossimi mesi estivi, dove, presumibilmente, si registreranno alte temperature
- se è opportuna la sostituzione degli autobus o, se trattandosi, di mezzi acquistati
di recente è possibile contattare il produttore per effettuare le necessarie migliorie.
Dr. Marco Fantini
Consigliere Comunale
Italia dei Valori
Intervengono nell’ordine
CONSIGLIERE FANTINI
Grazie Presidente. Quest’Interpellanza scaturisce da alcune segnalazioni da parte di cittadini. Pare che ci siano state delle avarie dovute ad un surriscaldamento e quindi ci sono
stati dei fermi degli autobus coi passeggeri a bordo. Tra l’altro, dalle informazioni sommarie che i cittadini hanno riferito, trattasi di autobus nuovi, di recente acquisizione, quindi
proprio un’Interpellanza nel vero senso del termine per conoscere se effettivamente ci
sono state queste avarie, di che genere sono, quali provvedimenti si intendono adottare e
soprattutto se è stato contattato il produttore per far sì che questi mezzi che dovrebbero
essere ancora in garanzia vengono sostanzialmente messi in condizione di svolgere al
meglio la propria funzione.
ASSESSORE GANDOLFI
Grazie Presidente. Grazie Consigliere Fantini, che tra l’altro ringrazio per aver messo in
evidenza questo tema che mi ha permesso di chieder spiegazioni all’azienda e quindi di
capire meglio un fatto di cui tra l’altro io non ero a conoscenza diretta. Ho quindi provveduto a chiedere quale era la situazione in merito al fermo degli autobus per ragioni tecniche che Lei ha denunciato: risulta, appunto che gli autobus urbani della flotta attualmente
in uso presso il consorzio che gestisce il trasporto pubblico urbano a Reggio sono quasi
tutti alimentati a GPL; 52 di questi veicoli a GPL negli ultimi mesi hanno manifestato, appunto, problemi di surriscaldamento del motore, credo in relazione, e questo me lo hanno
spiegato a voce, quindi con beneficio di inventario, in relazione al sistema diciamo di raffreddamento, però non sono certo di questo dettaglio tecnico. In ogni caso questi veicoli
sono di produzione della Man e sono stati acquistati con una gara d’appalto recentemente; sono stati tutti sottoposti, dopo questi fenomeni che si sono verificati già a partire
dall’estate scorsa, quindi nei periodi più caldi, sono stati sottoposti nel mese di Maggio a
verifica da parte dei tecnici della casa costruttrice e sono stati identificati problemi costruttivi che hanno imposto un’azione di richiamo su tutti e 52 i veicoli. L’intervento rientra
quindi tra le azioni di miglioramento del prodotto che dovrebbe portare a una soluzione
definitiva del problema. In ogni caso, ACT ha provveduto, tramite il proprio legale, a notificare alla Man la volontà di tutelare i propri interessi anche in sede giudiziaria, nel caso
in cui il problema non fosse risolto, problema che al momento viene affrontato, appunto, a
carico della ditta costruttrice stessa. Questo è quanto io ho potuto raccogliere
dall’azienda relativamente a questo problema; è ovvio che essendo problemi tecnici che
si sono manifestati su dei veicoli nuovi, anche di nuova generazione di cui non c’erano
già sperimentazioni precedenti, suppongo che se l’azienda costruttrice non dovesse poi
garantire sull’efficienza futura dei 52 veicoli in oggetto sarà opportuno che ACT si rifaccia
legalmente e anche dal punto di vista economico sulla Man, sull’azienda produttrice, escludendola, poi eventualmente, in futuro dalla partecipazione a gare d’appalto per altri
veicoli. Grazie.
Entrano il Consigliere Montipò e l’Assessore Sassi.
Consiglieri presenti numero 13
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CONSIGLIERE FANTINI
Ringrazio l’Assessore. Innanzitutto devo dire che sono soddisfatto perché ho colto nel
segno e mi fa piacere che le segnalazioni dei cittadini mi abbiano permesso di mettere in
luce un problema che non mi pare di poco conto. Prendo atto delle affermazioni
dell’Assessore. Preferirei ci fosse una azione un pochino più incisiva, nel senso che il timore è che in questo balletto di lettere, mezzi che vengono rimandati, revisioni, eccetera,
ci ritrovassimo poi a far sì che scadano, voglio dire, i termini di, chiamiamola, garanzia,
per usare un termine forse improprio e che comunque un parco macchine non adeguato
gravasse sull’azienda consorziale; questo ci terrei, quindi vorrei che le azioni che
l’Assessore ha prefigurato fossero azioni ficcanti e incisive, non solo a futura memoria,
non ci, come è stato detto un po’ in modo plateale, non ci avvarremo più di questa azienda produttrice che ci ha sostanzialmente dato dei mezzi non adeguati, ma che il problema che si è verificato su un numero considerevole di autobus, mi segnala 52, venga risolto in maniera definitiva e che, ripeto, non ci troviamo un balletto di, così , dal punto di vista di segnalazioni da parte anche degli studi legali che poi, alla fine, di fatto, al di là delle
controversie aperte, consegnino alla città, tra qualche anno, un parco mezzi che ha questo problema; problema che non è irrilevante, perché abbiamo sempre più di fronte a noi
delle situazioni di estati molto calde, quindi il problema di surriscaldamento significherebbe avere una flotta aziendale in gravi problemi, in gravi situazioni di carenza proprio nei
periodi estivi. Quindi mi dichiaro soddisfatto, però con la raccomandazione a far sì che il
problema venga risolto in modo deciso nei tempi stretti.
Entrano i Consiglieri Colosimo, Corradini e Salsi.
Consiglieri presenti numero 16
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie Collega Fantini. Riprendiamo l’Interpellanza 47 del gruppo consiliare di Alleanza
Nazionale, primo firmatario Lombardini, in ordine alla presenza di un rappresentante del
Comune di Reggio in seno al Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Modena e
Reggio Emilia. Prego Consigliere Lombardini.
Viene introdotto in discussione il punto numero 47 dell’Ordine del Giorno, relativo a “Interpellanza dei Consiglieri Lombardini, Eboli e Rizzo in ordine alla presenza di un
rappresentante del Comune di Reggio Emilia in seno al Consiglio dell’Università di
Modena e Reggio” (I.D. 165)
INTERPELLANZA
L’Università degli Studi di Modena e Reggio rappresenta una grande risorsa per il
nostro territorio ma, al momento attuale, la sede reggiana non sembra adeguatamente organizzata per poter garantire la miglior offerta formativa possibile, sia dal
punto di vista dei corsi avviati sia dal punto di vista della penetrazione territoriale.
Relativamente alla situazione dell’Università, si interpella la Giunta, nella persona
dell’Assessore competente per materia, per sapere:
1. se il Comune di Reggio Emilia abbia un proprio rappresentante all’interno
del Consiglio dell’Università di Modena e Reggio;
2. dove e da chi siano decise le politiche universitarie (avviamento corsi studio,
apertura nuove facoltà etc.);
Qualora la risposta di cui al punto 1. sia negativa, si chiede di conoscere adeguatamente il motivo di questa assenza.
Tommaso Lombardini
Marco Eboli
Antonio Rizzo
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Intervengono nell’ordine
CONSIGLIERE LOMBARDINI
Ben arrivato Assessore. So che è proprio giunta in tempo reale, quindi La ringrazio. In
realtà il testo dell’Interpellanza è estremamente semplice, quindi faccio un doveroso cappello iniziale: è evidente come l’Università degli Studi di Modena e Reggio rappresenti
per la nostra città, potenzialmente almeno, un grossissimo trampolino di lancio per la nostra città, da qualunque punto di vista, che noi sappiamo quanto una Università possa
portare in termini d’immagine, in termini di vivibilità della stessa città dal momento che
vediamo come le città a noi vicine, Parma, Modena, con dei campus universitari storici,
come queste città vedono una vitalità tipica, appunto, delle città universitarie. È chiaro
che Reggio, soprattutto nei confronti di queste Università storiche, appare abbastanza
indietro, anche perché un percorso di costruzione dell’Università è certamente un percorso lungo, un percorso difficile, un percorso che richiede notevoli sforzi. Siamo, però, consapevoli del fatto che, appunto, ribadisco, potenzialmente l’Università sia una grossissima risorsa per il nostro territorio; per tale ragione noi ci interroghiamo relativamente al
ruolo che l’Università può svolgere a Reggio e relativamente al ruolo che il Comune di
Reggio può giocare in merito alle politiche universitarie, in senso lato ovviamente. Ragione per cui noi chiediamo alla Giunta in che modo il Consiglio comunale, anzi mi correggo,
più che il Consiglio comunale, in che modo il Comune sia rappresentato all’interno
dell’Università e le politiche universitarie, proprio per la loro importanza, e sempre in senso lato ovviamente, chiediamo dove e da chi siano decise. Relativamente alle risposte
che ci fornirete ci dichiareremo o meno soddisfatti. Grazie.
ASSESSORE SASSI
Buongiorno a tutti. Io mi scuso per il ritardo, ma non è dovuto alla mia responsabilità. Avevo un altro impegno a Bologna e sono arrivata solo adesso in tempo reale. Ringrazio il
Consigliere Lombardini per avere posto all’attenzione del Consiglio questo tema che è un
tema che ci interessa moltissimo, che seguiamo con attenzione e con impegno. Credo,
l’ho già ribadito in altre occasioni, che la scelta di istituire l’Università a Reggio Emilia sia
stata una scelta di carattere storico per la nostra città, una scelta davvero strategica e
qualificante, quindi convengo con le considerazioni che venivano fatte. A Reggio sono
state istituite, l’Università a Reggio è un infante, nel senso proprio di infantile, ha nove
anni scarsi, quindi non ha raggiunto neanche l’età dell’adolescenza, per cui è ovvio che
sconta tutta una serie di problemi che certamente altre università e atenei storici hanno
da lungo superato, cioè, perché l’Università s’affermi, occorrono dei tempi affinché si radichi la presenza dei docenti, si radichi la presenza degli studenti e poi il fatto che crescano varie sedi universitarie nelle singole città privilegia il fatto che i ragazzi, almeno nella fase triennale, rimangano prevalentemente nella loro città, quindi non c’è una grande
presenza di studenti sia stranieri, ma anche italiani di altre città, salvo per Scienze della
Comunicazione che è una delle Facoltà che si trova in pochissime sedi nel nostro Paese.
Per il resto il movimento avviene prevalentemente in coincidenza con la specialistica: allora sì che gli studenti si muovono, perché ormai con la configurazione che ha l’Università
il triennio è quasi come una scuola post – superiore, più che una vera e propria esperienza di carattere universitario. Vengo subito ai quesiti che venivano posti. Il Consiglio
d’Amministrazione che è costituito col Decreto Rettorale ha fra i suoi componenti un rappresentante designato dal Sindaco secondo l’art. 7 e 63 dello Statuto dell’Università che
sono poi stati sostituiti dall’art. 8 del nuovo Statuto; quindi sono presenti all’interno del
Consiglio di Amministrazione un rappresentante del Sindaco e un rappresentante della
Provincia. Sono stati invece, con la modifica dello Statuto, eliminati gli altri soggetti che
prima erano presenti, che erano quelli che hanno istituito originariamente la nostra Università che era la Fondazione Manodori e la Camera di Commercio, e si è sostituito
quest’organo con un altro organo che è una sorta di conferenza interprovinciale fra Reggio e Modena per sentire, appunto, le opinioni del mondo produttivo e del mondo istitu9
zionale – economico delle varie realtà. Quindi solo all’interno del Consiglio di Amministrazione c’è un rappresentante, nel caso specifico, in riferimento al Comune, il rappresentante è costituito dall’Assessore, cioè dalla sottoscritta, che ha la competenza
dell’Università. Debbo dire che la presenza degli amministratori reggiani è una presenza
assolutamente costante a differenza di quelli modenesi che proprio perché hanno
l’Università da tempo, non attribuiscono all’Università questo impegno e questo ruolo che
per Reggio Emilia, proprio perché l’abbiamo in qualche modo procreata insieme alla
stessa Università, è stato per sempre determinante. L’art. 33 della Costituzione, poi, recita che l’istituzione di alta cultura, Università ed Accademia, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato, e quindi è ovvio, e lo stabilisce
la stessa Costituzione, che c’è un’autonomia che tra l’altro è rivendicata quotidianamente
dall’Università rispetto alle scelte successive e sull’art. 7 dello Statuto si dice che spetta al
Senato accademico indicare le linee di sviluppo e di programmazione dell’Ateneo ed elaborare ed approvare i piani pluriennali tenendo conto delle indicazioni avanzate dalle
strutture didattiche e di ricerca, sentito il Consiglio d’Amministrazione. Quindi le scelte sul
futuro e sulla crescita dell’Università non spettano al Consiglio d’Amministrazione, dove
pure rappresentiamo due soggetti su trenta, trentacinque, quindi insomma il nostro peso
è pure relativo, ma dal Senato accademico che è costituito dal Rettore, dai Presidi delle
Facoltà, dai Capi di Dipartimento e da quattro studenti, quindi da quel punto di vista direi
che Reggio Emilia si spinge sempre oltre quelle che sono davvero i propri spazi di competenza, insomma, nell’indicare anche all’Università quali siano gli indirizzi. Spetta
all’Università farlo, credo che spetti con un indirizzo nazionale che dice “occorre tenere
conto anche della realtà economica” e soprattutto, dal momento che l’Università oggi richiede risorse e finanziamenti anche da parte di enti pubblici e privati, è ovvio che una relazione tra le scelte universitarie e la realtà economico, culturale, sociale di una città, indubbiamente, è importante. Che cosa può fare l’Amministrazione comunale e la Amministrazione provinciale, cioè le istituzioni? Credo che molto abbiano fatto, hanno impegnato
notevoli risorse, hanno dotato quest’Università di sedi prestigiose, dalla caserma Zucchi
all’area del San Lazzaro, l’offerta del servizio abitativo per gli studenti è passato tutto a
carico dell’Amministrazione comunale, da 56 posti del 2001 – 2002, a 97 e dà risposta a
tutti gli studenti che hanno diritto alla borsa di studio, quindi che hanno condizioni economiche che li rendono beneficiari di questi contributi. L’Amministrazione comunale è impegnata a contribuire allo sforzo storicamente anche sostenuto da ARESTUD, ma che a
Reggio non ha, nel caso specifico, sedi a propria disposizione per aumentare i posti letto
a prezzi calmierati in modo da offrire alla popolazione studentesca condizioni di ricettività
idonee. Inoltre vi sono convenzioni con locali della CIR, dal punto di vista della ristorazione; sul fronte dell’integrazione con i servizi del territorio vi è un radicamento successivo
determinato, appunto, dall’incontro con Polaris, con ARESTUD, ma anche con
l’Informagiovani che dall’anno scorso, con due postazioni internet dedicate alla compilazione delle domande dei benefici ARESTUD, è diventato un punto di riferimento anche
per gli studenti universitari. La Carta Giovani, inoltre, prevede per gli studenti universitari,
anche fuori sede, come per tutti gli altri giovani, vantaggi per le iniziative culturali e per gli
esercizi commerciali, librerie, dischi, palestre e altri prodotti equo – solidali; è ovvio che
per far sì che la città sia davvero animata dagli studenti occorre una presenza più attiva
degli studenti stessi, degli stessi insegnanti anche, però, degli esercizi commerciali privati
in modo tale che appunto diventino essi fautori di una maggiore presenza degli studenti
per quel che attiene ai servizi che gli studenti richiedono. Quindi sono tutti temi che credo
siano anche superati dal tempo, cioè non è pensabile, insomma, che un città diventi una
città universitaria dopo nove anni; fa fatica ancora ad esserlo Modena dopo centinaia di
anni, quindi diventa davvero difficile riuscire, in tappe così brevi, a raggiungere i risultati,
che noi auspichiamo, di maggiore integrazione fra gli studenti e la città di Reggio.
Entrano i Consiglieri Sassi, Riva, Prati, Corsi, Anceschi, Olivo, Zini, Ferrigno, Scarpino,
Ballarini, Montanari, Malato, D’Andrea e gli Assessori Montanari e Corradini.
Consiglieri presenti numero 29
10
CONSIGLIERE LOMBARDINI
Grazie Presidente. È evidente che sui tempi noi non è che possiamo mettere una fretta
eccessiva, perché sappiamo quali sono i tempi necessari, perché si ricostituisca, come
diceva in premessa, una realtà universitaria. Non è certamente facile, è una questione
anche di cultura e tradizione e di abitudine. È chiaro che in questo percorso più soggetti
partecipano alla nascita di un polo universitario a trecentosessanta gradi, quindi Assessore, in sostanza… quindi un polo universitario de facto in cui, appunto, vengano compresi
anche soggetti privati, è evidente che richiede del tempo: questo è innegabile. Quindi mi
è sembrato di capire che per quanto riguarda il punto due dell’Interpellanza, cioè le scelte
di politica universitaria, il C.d.A., di fatto, abbia solo una funzione d’indirizzo su quelle che
sono le politiche universitarie, non certamente di controllo… sì certo nell’ambito
dell’autonomia universitaria così come pure delle scuole superiori, questo è chiaro. Quello che noi possiamo fare è rivolgere, appunto, un invito all’Amministrazione comunale e
all’Amministrazione provinciale, anche se questa non è, chiaramente, la sede, perché si
operi nel miglior modo possibile per garantire quel futuro universitario che noi tutti vogliamo, anche perché io credo che l’Università sia una patrimonio comune a tutti i reggiani, quindi per chi ha a cuore il futuro della nostra città, anche dal punto di vista culturale,
perché Reggio Emilia è una Provincia che deve fare un salto di qualità anche da questo
punto di vista. Vedrei bene anche, qua io mi auguro che l’amministrazione possa andare
in quel senso, anche un coinvolgimento maggiore di quelle che possono essere anche le
realtà economiche private; io adesso non so, esattamente, in che termini, eventualmente,
questo già ci sia. Qualora ci fosse mi auguro, però, sia ancora più presente, proprio perché una Provincia, un Comune con una vocazione imprenditoriale, con una vocazione
economica così forte come la nostra, ecco che uno sforzo complessivo, quindi sia
dell’Amministrazione che dei privati in sinergia in questo caso, non possono che fare un
servizio alla nostra Città. Dunque relativamente alla risposta direi che siamo abbastanza
soddisfatti; è chiaro, però, che noi chiediamo un impegno ancora maggiore, se possibile,
alle Amministrazione pubbliche, perché valorizzino e lancino ulteriormente. È chiaro, non
pretendiamo che questo accada domani mattina, siamo consapevoli che sono anche fenomeni sociologici che richiedono del tempo; certo che i buoni risultati ottenuti non devono farci dormire sugli allori, devono anzi essere uno sprone per fare ancora meglio, perché, per quanto mi risulti, capisco che noi non possiamo interferire con le politiche del
Senato accademico, questo è chiaro, però, c’è uno sbilanciamento, ad oggi, abbastanza
netto nei favori dell’Università modenese, senza con questo voler entrare in polemica con
la parte modenese della nostra Università. Quindi noi rivolgiamo all’Amministrazione questo incentivo, questo invito a continuare a lavorare ancora di più per lanciare definitivamente l’Università reggiana, non solo in un ambito provinciale o regionale, ma anche in
un ambito nazionale.
Entrano i Consiglieri Poli, Fornaciari e De Lucia.
Consiglieri presenti numero 32
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie Consigliere Lombardini. Però, Consiglieri, vi prego siamo in fase di trattazione
delle interpellanze. Consiglieri ripeto… Prego Consigliere Marziani per l’Interpellanza
numero 54 in ordine all’adesione e collaborazione del Comune all’iniziativa denominata
“culture day” tenuta il 17 Maggio 2007. Do la parola al Consigliere Marco Marziani del
gruppo di Forza Italia.
Viene introdotto in discussione il punto numero 54 dell’Ordine del Giorno, relativo a “Interpellanza del Consigliere Marco Marziani in ordine all’adesione e collaborazione
del Comune all’iniziativa denominata «culture day» del 17 maggio 2007” (I.D. 166)
11
Interpellanza
adesione e collaborazione del comune di Reggio E. al “culture day” del 17 maggio
07.
Giovedì 17 maggio piazza della Vittoria ha ospitato il “culture day” proposto dalla
consulta provinciale degli studenti degli istituti superiori della nostra provincia in
collaborazione con Arcigay, con la Provincia e appunto con il nostro Comune.
L’adesione del Comune e degli istituti scolastici superiori, che hanno favorito la
partecipazione degli studenti, ricordiamoli molti ancora minorenni, addirittura
chiudendo alcune scuole ha contribuito, in forza della autorevolezza che gli è propria, a rassicurare le famiglie sulla proposta educativa oltre che ludica della manifestazione.
Comprensibile quindi lo sconcerto di molti genitori, da alcuni anche coraggiosamente espresso sulla stampa locale, alla scoperta purtroppo a posteriori che la
presentazione dei gruppi musicali si accompagnava alla diffusione di opuscoli con
a tema l’uso “corretto” di diversi tipi di droghe, di profilattici maschili e femminili
(oggetti questi di ultima generazione, utilizzabili con un piccolo trucco ben spiegato anche per rapporti anali!) e ultima chicca, di “dildo” strumenti per l’autoerotismo
e l’erotismo di gruppo catalogati in tabelle comparative di materiali e costi; tutto
ciò condito di opinabili giudizi sull’omofobia nel giornale distribuito da Arcigay.
Un culture day quindi molto schierato, autorevolmente proposto ai nostri ragazzi!
Una informazione all’apparenza solo tecnica, in realtà scollata da ogni valore esperienziale ragionevole, che spinge sull’istintività e trasmette una concezione della
vita e della sessualità come puro gioco, slegata da qualsiasi riflessione positiva
sull’amore, sul rispetto, sulla responsabilità.
Difficile quindi far emergere una reale preoccupazione educativa, un criterio di giudizio con cui confrontare la propria giovanile istintività in temi così seri come l’uso
di droghe o la propria sessualità, fra l’altro evidenziando un abbinamento di temi
non certo casuale.
La droga fa sempre male e le persone non sono usa e getta. Questo forse avrebbero voluto sentir dire ai loro figli le tante famiglie che hanno reagito a questo “insulto educativo” e le tante altre che purtroppo per distrazione o per fiducia nelle istituzioni non si sono rese conto della manipolazione ideologica che ha coinvolto i
loro ragazzi.
Si chiede quindi al sig. Sindaco:
- se era a consapevole conoscenza della adesione del comune all’iniziativa in oggetto;
- se ne conosceva e condivideva modi e finalità;
l’impegno ad una più attenta valutazione delle proposte culturali rivolte ai giovani
cui la Sua amministrazione decide di dare la propria autorevole adesione.
Marco Marziani
Consigliere comunale F.I.
Entra il Sindaco- Consiglieri presenti numero 33
12
Intervengono nell’ordine
CONSIGLIERE MARZIANI
Grazie Presidente., gentile Assessore e anche ai Consiglieri presenti se ci dedicano un
attimo di attenzione. Il fatto oggetto dell’Interpellanza di oggi è noto a tutti e certamente a
tutti voi e alla città intera e Lei ha certamente letto il testo dell’Interpellanza e quindi Le
voglio solo dire, anticipando la spiegazione, che questa Interpellanza nasce perché raccoglie il disagio che hanno manifestato alcuni genitori, alcuni alunni, alcuni studenti, alcuni nostri ragazzi e che tramite le loro possibilità e le loro vie e quindi anche tramite la mia
voce in questo momento in quest’Aula, vogliono amplificare in quest’Aula le loro perplessità educative e il loro disagio provato durante quella giornata e soprattutto vogliamo dare
voce in quest’Aula al coraggio che hanno dimostrato queste persone osando pubblicamente un giudizio su di una manifestazione che ha interessato la città. Avrebbero potuto,
Assessore, come facciamo spesso molti di noi, parlare con i loro figli in casa, tenere i loro
figli a casa, invece hanno scelto di esporsi e quindi hanno scelto di manifestare pubblicamente la loro preoccupazione educativa e di questo hanno chiesto conto alle istituzioni;
hanno chiesto conto ai Presidi e, indirettamente in questo momento anche tramite noi,
chiedono conto anche all’istituzione che Lei rappresenta e che, indirettamente, avvallando l’iniziativa del culture day, ne ha validato i contenuti e, indirettamente, ha in qualche
modo, non dico ingannato, ma messo in difficoltà le famiglie o i genitori che, ovviamente,
davanti all’avvallo dell’Amministrazione si sentono garantiti e tutelati. Noi oggi, però, non
siamo qui, gentile Assessore, per chiederle nè un’ammissione di responsabilità, che potrebbe anche non essere condivisa, e nemmeno per chiederle un gesto concreto particolare come spesso accade nelle interpellanze: un lampione, una strada, quello che vuole.
Noi siamo qui oggi per chiedere, come hanno fatto questi genitori e questi ragazzi che
hanno osato dare un giudizio, noi siamo qui per chiedere anche a Lei di esporsi in un
giudizio, quello che Lei ritiene, quello che è il suo giudizio. Le chiediamo se ritiene che sia
stato un episodio formativo per i nostri studenti, molti dei quali ancora minorenni, essere
stati in quella giornata, ma non solo in quella giornata, essere stati oggetto di messaggi e
di opuscoli che rimandano all’uso, tra virgolette, corretto dei diversi tipi di droghe e in
questo modo rendono il loro uso indirettamente lecito, purché se ne limiti il danno alla salute. Noi di questo, non c’è bisogno di dirlo, lo sottolineiamo e riteniamo che la limitazione
del danno della salute non sia l’unico, possibile e fondamentale giudizio su questo tema.
E così Le chiediamo anche un giudizio sull’altro aspetto sempre accaduto nel culture day,
cioè sulla pubblicizzazione, attraverso materiale illustrativo e cataloghi di cui poi, se i
Consiglieri vogliono, c’è ampia documentazione, i cataloghi con tabelle comparative su
materiali e costi dei nuovi giochetti erotici da fare in compagnia o da fare da soli proposti
ai nostri ragazzi in quell’occasione: parliamo dei profilattici femminili, oltre che quelli maschili, e parliamo soprattutto dei dildo, una parola onestamente sconosciuta a quasi tutta
la cittadinanza e che solo in occasione del culture day è diventata di uso comune e di
pubblico dominio e conoscenza. Non mi dilungo sul significato di questi oggetti. Quindi
noi Le chiediamo un giudizio su questo evento e su questa giornata e speriamo che questo giudizio non si limiti a dire che è stata un’informazione tecnica, perché non crediamo
che un’informazione tecnica possa mascherare, noi crediamo che quest’informazione
tecnica possa in realtà mascherare quello che purtroppo è accaduto, cioè una proposta
scollata da ogni valore d’esperienza e che ha portato i ragazzi, vedo l’Assessore impegnato, a spingere i loro gesti soprattutto sull’istintività e su una concezione della vita e
della sessualità come puro gioco, slegata quindi da riflessioni positive sull’amore, sul rispetto e sulla responsabilità; e devo dire che oggi, ho quasi finito, molti studiosi, molti
psicologi riconoscono questa base di rapporto con la sessualità e con la vita di puro gioco, lo riconoscono come uno dei pilastri fondamentali del disagio che poi i ragazzi trovano nell’età adulta; disagio e deresponsabilizzazione che poi vengono a vivere nell’età adulta. Le chiediamo infine, oltre al giudizio, anche una promessa, Assessore, Le chiediamo una promessa che, le debbo dire la verità, il nostro Sindaco, che oggi sono onorato
di vedere presente, ha peraltro già anticipato nel suo intervento alla Festincontro
13
dell’Azione Cattolica, cioè la promessa di una valutazione molto più attenta e rigorosa dei
patrocini che l’Amministrazione dà alle manifestazioni culturali che riguardano i nostri giovani. Questo a partire ovviamente anche dal culture day del prossimo anno che a nostro
avviso risulterebbe, se inquadrata nei canoni giusti di una manifestazione artistica e culturale dei giovani, una manifestazione positiva e da valorizzare, ma che invece, purtroppo, a noi sembra che in quest’occasione, in questo anno, sia stata un’occasione di plagio
delle menti dei ragazzi. Grazie.
Entrano il Consiglieri Salardi ed il vice – Sindaco Ferretti.
Consiglieri presenti numero 34
ASSESSORE SASSI
Cerco di essere abbastanza precisa nel rispondere, perché dopo l’Interpellanza e dopo
che già era uscito un articolo sul giornale io ho cercato di documentarmi per verificare effettivamente come potessero essere andati i fatti e la documentazione che ho fatto mi
porta a dover dire che, in realtà, l’Amministrazione comunale non ha concesso un patrocinio all’iniziativa, ma non per questo vogliamo disconoscere l’iniziativa in sé; non l’ha
concessa, probabilmente, perché non vi è stata una richiesta ufficiale da parte della consulta degli studenti, perché storicamente, effettivamente, questa manifestazione, di solito,
è stata patrocinata dall’Amministrazione comunale così come è stata consentita ed autorizzata da tutti i capi dei Consigli d’Istituto ai quali la Consulta ha fatto richiesta formale
affinché i ragazzi fossero autorizzati da parte della scuola a partecipare a quest’evento
che di solito ha avuto, appunto, una configurazione di carattere culturale e di carattere artistico e che più che altro, generalmente, ha determinato le ire dei professionisti e di alcuni commercianti del centro storico, perché storicamente la preoccupazione principale era
quella dei volumi dei microfoni; quindi negli anni scorsi il problema principale è sempre
stato questo. Devo dire che, insomma, dopo le informazioni lette sulla stampa , anch’io
ho cercato di raccogliere ulteriori informazioni da parte della Consulta degli Studenti,
quindi intanto io Le riporto quelle che sono state le informazioni che ho raccolto e poi Le
esprimerò anche un mio giudizio personale. Dalle informazioni risulta che l’evento si è
svolto senza incidenti e questo, insomma, corrisponde al vero, che l’affluenza è stata
maggiore rispetto agli anni scorsi e che i permessi erano in regola, perché effettivamente,
pur non essendoci un patrocino da parte dell’Amministrazione comunale, la piazza era
stata chiesta regolarmente, regolarmente ottenuta dai ragazzi e l’Amministrazione comunale ha messo a loro disposizione le pedane per gli spettacoli musicali: questo è
l’impegno dell’Amministrazione comunale nel caso specifico. I dirigenti scolastici di ogni
singolo istituto superiore hanno provveduto a far firmare alle famiglie degli studenti un
modulo per permettere al proprio figlio di partecipare all’evento, quindi i ragazzi erano autorizzati sia dalle famiglie, sia dai Consigli d’Istituto. All’evento hanno partecipato scuole
superiori di Reggio con anche mostre d’arte ed esposizioni con vendita di materiale auto
– prodotto, equo – solidale, per permettere la fabbricazione di protesi odontoiatriche per i
bambini del Terzo Mondo. Quindi nell’ambito dell’iniziativa c’è stata anche un’iniziativa
specifica adottata dai ragazzi che andava, appunto, a intercettare risorse per poterle dirottare nel campo, appunto, del, diciamo, volontariato e dell’impegno di carattere equo –
solidale. Erano presenti 3 palchi con diverse tipologie di gruppi musicali che si sono alternati per tutta la giornata. Il culture day si è svolto il 17 Maggio, come Lei ben riporta, in
concomitanza con la giornata mondiale di lotta alla omofobia. Questo è stato il tema che
certamente ha creato motivo di dissenso da parte dei genitori e da parte sua. Mi pare che
da parte sua si pongano rilievi anche rispetto ad altra pubblicistica che era presente e
che era distribuita in quella giornata della quale io ne ho copia e che mi pare che posso
consegnarle. L’intervento del Presidente di Arcigay a metà mattinata, così mi riferiscono
gli studenti della Consulta, è stato molto apprezzato dai partecipanti e riguardava
l’omofobia e il bullismo collegato alle discriminazione di genere negli ambiti scolastici; noi
sappiamo che si erano verificate, proprio in concomitanza con quell’evento, fatti gravi, insomma, anche in molte scuole italiane che avevano provocato fenomeni di bullismo pe14
santi nei confronti, e di ragazzi disabili, ma anche nei confronti di ragazzi omosessuali e
quindi si era organizzata la giornata assieme ad Arcigay, perché durante l’anno si era realizzato un progetto, “schoolmates”, che l’Arcigay ha portato nelle assemblee, nel monte
ore delle scuole superiori di Reggio Emilia; il progetto serviva a fare riflettere i ragazzi su
diversi orientamenti di genere e a non considerare diversi, a isolare o a non compiere atti
di bullismo verso coetanei che dimostrano atteggiamenti omosessuali, spesso non essendolo neanche, perché talvolta alcuni ragazzi, dai compagni, vengono tacciati di omosessualità e non lo sono minimamente. Per marcare ancora una volta il rapporto di collaborazione con Arcigay è stato prodotto insieme un volantino per il 17 Maggio. I materiali
distribuiti da Arcigay durante l’evento erano in maggior parte volantini che parlavano di
tematiche riconducibili al mondo omosessuale ed erano presenti nel punto
d’informazione, e quindi non distribuiti direttamente ai ragazzi, una rivista di Arcigay, la
rivista “Pegaso” che a pagina 28, mi pare, riportava, appunto, questa informazione su dildo della quale, sono venuta a conoscenza come Lei, perché proprio non ne sapevo nulla.
Ecco quindi, questo è indubbiamente, non era in prima pagina, era contenuta a pagina
28, ma certamente c’era questa informazione piuttosto pesante. L’articolo è stato scritto
dalla Commissione salute di Arcigay nazionale che si avvale anche, dicono loro, dell’aiuto
di medici. Però questi sono i fatti; dai fatti, io, adesso, intendo esprimere un mio giudizio
personale e il mio giudizio personale, devo dire, che è un giudizio di critica e di condanna
rispetto a quello che è stato proposto, soprattutto perché comprendo come l’articolo possa avere creato imbarazzo in ragazzi, anche nelle famiglie soprattutto se ne sono venute
a conoscenza, ma soprattutto comprendo come il fatto che fosse rivolto a ragazzi indistintamente dai 14 ai 19 anni, quindi anche ragazzi di prima, seconda superiore fosse certamente non compatibile con l’età di quei giovani adolescenti. Su questo io, quindi, esprimo, non credo che in una manifestazione di questo tipo vadano date informazioni di questo tipo, di questa natura. Diversa, invece, è la valutazione rispetto all’altro materiale che
era presente in quella giornata e del quale io ho copia qui con me; si tratta di un materiale
proposto da Unità di Prevenzione che è un nostro servizio dell’Assessorato Servizi Sociali
che è adottato da una equipe operativa che funziona dal Luglio 2000 che fa parte di un
progetto finanziato dal Comune di Reggio Emilia che credo, mi risulta, abbiate discusso
anche in Commissione consiliare, quindi siano stati portati, ma comunque sono presenti
su internet; sono materiali di carattere informativo che non esprimono, è vero, giudizi di
valore, ma che possono dare informazioni molto precise e devo dire alcune riguardano la
legge, riguardano i danni che possono provocare determinate sostanze, affinché almeno i
giovani siano a conoscenza di quelli che sono i danni che possono provocare sostanze di
questa natura. Quindi rispetto a questi io credo che, invece, sia anche importante utilizzare occasioni di questo tipo, del resto unità di strada e unità di prevenzione queste campagne le fanno regolarmente nelle discoteche, le fanno regolarmente nei luoghi frequentati dai ragazzi, quindi con un’azione di carattere informativa e preventiva. Questo materiale è curato da medici e devo dire, insomma, è stato spesso anche finanziato dalla Regione Emilia Romagna, oltre che dal Comune ed è stato anche utilizzato da altre città
proprio per il carattere, diciamo, scientifico che presenta…
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Assessore la invito a concludere
ASSESSORE SASSI
Vado subito. È un tema abbastanza complesso; da risolvere in un’Interpellanza è abbastanza complicato. Soprattutto come genitore, ma come insegnante, io credo che alcune
delle valutazioni che venivano espresse dal Consigliere Marziani siano condivisibili e credo anche di raccogliere questo appello a valutare nelle prossime occasioni, insieme alla
Consulta dei Studenti, se intendiamo, appunto, aderire a questa iniziativa, quali sono le
iniziative che rivolgono ai ragazzi soprattutto minorenni. Grazie.
Entra la Consigliera Giampaoli.
15
Consiglieri presenti numero 35
CONSIGLIERE MARZIANI
Grazie Assessore. Se si potesse dividere la soddisfazione in percentuale facciamo 30 e
70: 30 perché sicuramente Lei, e questo mi fa molto piacere, ha riconosciuto la inopportunità di certe pubblicazioni in quel contesto e ha promesso una valutazione più attenta
per il prossimo anno e questo è certamente una cosa positiva che noi volevamo sentire in
quest’Aula; sul 70, diciamo, soltanto per sottolineare due aspetti, anche se non sono di
completa responsabilità dell’Amministrazione: il primo è che il 17 Maggio era la giornata
mondiale dell’omofobia, ma non era necessario fare il culture day in quel giorno, è stata
una scelta e quindi è chiaro che questo abbinamento lascia intendere che si volesse distribuire quel materiale e si volesse portare l’attenzione dei ragazzi, non soltanto sul
dramma del bullismo, che noi tutti condanniamo, ma anche sugli aspetti positivi di una
educazione in questa direzione e quindi questo non ci ha visto favorevoli; e per ultimo,
forse saranno anche stati soddisfatti i partecipanti dopo aver sentito il discorso, però, certamente c’erano molti studenti e molti genitori perplessi e soprattutto molti non consapevoli del luogo dove avevano mandato i loro figli e questo, credo, debba farci riflettere, non
soltanto l’Amministrazione, ripeto, in questo caso più le scuole che dovrebbero quando
chiudono per consentire la partecipazione dei ragazzi a manifestazioni, informare meglio
le famiglie di che manifestazioni si tratta; quindi il 70 è un po’ il rammarico del fatto che
non è emerso con chiarezza, diciamo, quella che è la preoccupazione educativa che anche l’Amministrazione deve avere sulle iniziative che avvengono nella città. E questo non
soltanto nel culture day, ma anche nelle altre, e finisco, occasioni d’incontro con i ragazzi,
come diceva Lei, le discoteche o i luoghi da essi frequentati, dove, specialmente gli opuscoli che riguardano le dipendenze vengono giustamente distribuiti e sono sì opuscoli ufficiali e regionali che dicono anche tante cose giuste ed interessanti, quello, però, che
non balza all’occhio è che forse molti genitori, qui concludo, vorrebbero sentirsi dire e dovrebbe balzare all’occhio è che la droga comunque fa sempre male e che le persone non
sono un usa e getta; è questo quello che noi vorremmo balzasse agli occhi e non ci sembra essere l’evento principale della documentazione, del materiale di documentazione
che viene, invece così ampiamente diffuso. Grazie.
Esce il Consigliere Riva.
Consiglieri presenti numero 34
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie Consigliere Marziani. Bene iniziamo con l’appello. Prego, Dottor Rebuttato.
Alle ore 16.19, su invito del Presidente, il Segretario Generale procede all’appello nominale al fine di verificare l’esistenza del numero legale per poter validamente deliberare ai
sensi dell’art. 6, comma 1, del regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale.
Risultano presenti n. 34 Consiglieri, pertanto la seduta viene dichiarata legalmente valida.
Scrutatori: Giovannini, Malato, Montanari
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Informo il Consiglio che sono stati depositati, in norma all’art. 20, due O.d.G. La priorità,
però, è conseguente alla ricostituzione del plenum dell’Organo consiliare, per cui, prima
di votare l’ammissione dei due O.d.G. depositati, uno dal Consigliere Poli e l’altro dal
Consigliere Riva., riprendiamo dalle Delibere di surroga.
Escono i Consiglieri Monducci, Eboli, Ferrigno, Giampaoli, Lombardini, Rizzo, Poli, Marziani, Giovannini.
Consiglieri presenti numero 25
16
Il Presidente del Consiglio, quindi, pone in votazione, mediante rilevazione elettronica, la
Delibera numero 67 recante “Surroga della Consigliera Paola Donelli – convalida
dell’elezione del Consigliere subentrante” (I.D. 167) e ne
Proclama
Il seguente esito
PRESENTI:
25
VOTANTI:
23
FAVOREVOLI: 23 Sindaco; Anceschi, Ballarini, Corsi, D’Andrea, Montanari, Montipò, Olivo, Prati, Rinaldi , Salardi, Salsi, Scarpino, Vecchi (D.S.);
Colosimo, De Lucia, Fornaciari, Giaroni, Prandi (La Margherita);
Fantini, Malato, Zini (Gr. Misto); Corradini (Costr. Re)
CONTRARI:
0
ASTENUTI:
2 Vena (C.I.); Sassi (P.R.C.)
Ed in conformità di ciò proclama approvata all’unanimità la delibera di cui trattasi.
Il Presidente del Consiglio , quindi, introduce in discussione la Delibera numero 68 recante “Surroga della dimissionaria Consigliera Innocenza Grillone – convalida
dell’elezione del Consigliere subentrante” (I.D. 168)
Intervengono nell’ordine
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Il Presidente rivolge all’Aula e su conforme richiesta i Consiglieri sono invitati ad indicare,
qualora ne siano a conoscenza, gli eventuali motivi di ineleggibilità o di incompatibilità a
carico del neo – Consigliere Francesco Notari per i casi previsti dal Testo Unico degli Enti
Locali, in particolare gli articoli 60 e 63. Qualche Consigliere intende intervenire? Prima
voglio dare lettura della lettera con la quale la Consigliera Grillone ha, diciamo, rivolto
l’oggetto delle dimissioni: “Con la presente comunico che per motivi legati ad impegni sopravvenuti che mi impedirebbero di partecipare ai lavori del Consiglio per un lungo periodo, ho deciso di rassegnare le dimissioni da Consigliere comunale a far data da oggi.
Ben consapevole della delicatezza e dell’importanza del momento presente che vede la
nascita del gruppo unico dell’Ulivo, ritengo necessario che il gruppo della Margherita
possa continuare a contare sul pieno impegno di pensiero e di presenza di tutti i suoi
componenti. Salutandovi caramente, vi prego di ringraziare a nome mio tutto il personale
per la competenza, la cortesia e la disponibilità. Auguri di buon lavoro.” Allora, ha chiesto
di intervenire il Consigliere Eboli. Consigliere Eboli, interviene su eventuali elementi di
incompatibilità?
Entrano i Consiglieri Eboli, Ferrigno e Poli.
Consiglieri presenti numero 28
CONSIGLIERE EBOLI
Io volevo semplicemente salutare la collega Grillone che credo abbia dato un ottimo contributo ai lavori del Consiglio comunale, sia da Presidente della Commissione sanità, per
quanto ha ricoperto questo ruolo, sia da Consigliera comunale. Credo sia doveroso questo riconoscimento, come saluto il collega Notari che so che la dovrà sostituire. Devo anche però dire, visto che il dibattito sulla surroga della collega Donelli non era più possibile, però merita una specificazione: il gruppo di Alleanza Nazionale, ma non solo il gruppo
di Alleanza Nazionale, ha lasciato l’Aula al momento del voto per coerenza, e noi, forse,
siamo stati veramente gli unici coerenti, come opposizione, rispetto a quanto avevamo
17
detto la volta precedente, ossia, concludo, che partecipavamo a uno squallido banchetto
per una questioni di posti e oggi abbiamo visto che la ragion di Stato, la ragion politique,
quella bassa politica che il figlio di Paola Donelli ha denunciato pubblicamente, ha avuto
la sua dimostrazione con i figlioli prodighi che sono tornati a casa e non hanno fatto cadere questa Giunta come invece meritava. Credo che questa sia una pagina vergognosa.
Voteremo a favore di questa surroga e di quella successiva del Consigliere Baldi.
Entrano i Consiglieri Rizzo, Lombardini, Giampaoli e Marziani.
Consiglieri presenti numero 32
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Allora, però, Consiglieri io non consento che si ammetta una discussione su un atto già
deliberato da questo Consiglio, per cui prego di attenervi alla Delibera oggetto di esame,
cioè quella relativa alla surroga della Consigliera Grillone, in particolare se esistono cause di incompatibilità o di ineleggibilità, perché questo prevede il Testo Unico degli Enti
Locali. Prego Poli.
Entra il Consigliere Grassi.
Consiglieri presenti numero 33
CONSIGLIERE POLI
Grazie Presidente. Proverò ad attenermi a quanto ha appena detto, cioè stare ad un
commento di quanto sta avvenendo, cioè la surroga della Consigliera Grillone che, appunto, con una propria lettera ha pubblicizzato le proprie difficoltà personali, di famiglia,
per ricoprire ancora, con costanza questo ruolo e quindi ne prendo atto, la ringrazio
dell’attività. Voglio anche ricordare che in precedenza la collega Grillone era stata anche
Presidente della terza Commissione e quindi aveva, effettivamente, dato un buon contributo ai lavori della nostra Assemblea, della nostra Aula. Mi dispiace, ecco, perdere una
collega che ha manifestato esperienza, capacità, sensibilità. Presumo, anche, che chi
subentrerà, se non con le stesse caratteristiche, darà un contributo fattivo e registro, però, sul piano tutto politico, una situazione che mi fa paragonare questo Consiglio comunale quasi ad un’azienda in cassa integrazione, cioè c’è un sopravvenire di sostituzioni abbastanza insolite, direi anche strane sul piano politico generale; strane in tutti i sensi. Sottolineo strane in tutti i sensi rispetto al quadro della votazione della volta scorsa e rispetto
a quella di oggi. Poi aggiungo, appunto, che si susseguono altre sostituzioni in modo tale
che piano, piano questo Consiglio comunale arriva ad essere un Consiglio comunale che
non esprime direttamente la rappresentanza degli elettori, ma arriva ad esprimere,
indirettamente, la volontà dei partiti politici che governano questi gruppi consiliari. Non a
caso oggi abbiamo visto presenze autorevoli a partire da quella dovuta del Sindaco, ma
sugli spalti ho visto anche qualche autorevole rappresentante segretario di partito.
Questo conferma, oggi, attivamente, che c’è una situazione politica di questo Consiglio,
di questa maggioranza di Centro – Sinistra, torno a dire, molto composita, molto strana e
anche la surroga attuale.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Però Consigliere vorrei che tutti si attenessero al merito della surroga, perché non è…
CONSIGLIERE POLI
Io sto al merito della surroga.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
No lei non sta intervenendo sul merito della surroga.
CONSIGLIERE POLI
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Sto al merito della surroga, sto commentando le dimissioni della Consigliera Grillone e gli
effetti che questa condizione ha sul Consiglio comunale e come queste surroghe piano,
piano arrivano ad avere degli effetti di natura politica su quest’Aula consiliare. È la realtà,
non è una mia invenzione, per cui dato atto che, effettivamente, la Consigliera Grillone ha
dei problemi e degli impegni di natura personale, familiare prendo atto altrettanto che c’è
una surroga, quindi io non faccio altro che registrare la surroga, poi registro anche la situazione politica che piaccia o non piaccia ai colleghi della maggioranza di Centro – Sinistra. La realtà è questa. Oggi abbiamo assistito a una diversa situazione politica. Grazie
Presidente.
Entra il Consigliere Riva.
Consiglieri presenti numero 34
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
No, però, Consiglieri, ripeto, la surroga. …Il Consiglio è invitato ad esprimersi in merito a
eventuali, io lo voglio dire questo, poi ognuno è libero di dire quello che ritiene necessario
fare, però in merito a eventuali cause di incompatibilità o di ineleggibilità che devono essere portati a conoscenza del consesso prima della votazione dell’atto di surroga. Altri
elementi sono di natura discrezionale che non appartengono di per sé all’atto che noi andiamo ad adottare. Prego Consigliera Giampaoli.
CONSIGLIERE GIAMPAOLI
Grazie Presidente. Io vorrei, al di là dei commenti sulle surroghe che vengono testè votate come fatto dovuto, delle surroghe che certamente qualche scompiglio, in particolare,
sappiamo tutti, il problema del Partito dei Verdi e il problema degli ecologisti per l’Ulivo e
tutto quello che c’è dietro, noi ci siamo già espressi allontanandoci dall’Aula. Volevo solo
dire, ripeto, quello che ho detto l’altra volta, forse sarò ripetitiva, ma ringrazio, mi dispiace, non so se Innocenza è qui, il lavoro che ha fatto Innocenza Grillone anche se spesso,
ripeto, abbiamo avuto, non sempre, in tante situazioni posizioni concordi, spesso non
concordi, però, ripeto quella che è la mia constatazione è che così stanno le cose; vengono naturalmente in surroga le persone che sono immediatamente dietro in termini di
elezione rispetto alle persone che vengono surrogate, però spero che ciò che Innocenza
Grillone ha sempre fatto come attività, le cose particolarmente legate anche a quella sensibilità femminile, a quelle richieste legate al mondo della politica in senso femminile vengano portate avanti non solo da me e dalla collega Montanari, uniche due donne del
Consiglio comunale, ma spero che questa sensibilità non venga meno rispetto agli altri
colleghi uomini, perché il numero delle donne, per rinunce o purtroppo per altre cause, è
venuto a diminuire. Quindi io chiedo ai colleghi di portare avanti insieme, vista la scarsa
presenza femminile che per me è un indice molto brutto della politica, purtroppo io da
tempo lo vado dicendo e lo dico ancora di più in questo Consiglio comunale, però, ripeto,
credo che senz’altro Innocenza Grillone quando verrà a vedere anche i lavori del Consiglio comunale, se verrà, spero che sarà contenta se io e la collega Montanari, insieme
agli altri colleghi, riusciremo a portare avanti quelle battaglie di sensibilità tipicamente
femminili della politica che purtroppo vedono poche rappresentanti in quest’Aula, ma che
non per questo devono essere meno presenti e meno pressanti rispetto alla politica di
Reggio Emilia. Grazie.
Entra il Consigliere Giovannini.
Consiglieri presenti numero 35
CONSIGLIERE MONTANARI
Grazie Presidente. Io innanzitutto vorrei esprimere la mia assoluta contrarietà e non condivisione degli interventi che sono stati sino ad ora fatti dall’opposizione escluso
l’intervento della collega Vanda Giampaoli che appoggio e condivido pienamente. Non
credo che sia, in questo momento, opportuno effettuare riferimenti ad altre questioni che
19
possono in un qualche modo essere collegate ad altri avvenimenti accaduti recentemente. Quindi io vorrei ed inviterei tutti ad attenersi nel merito della surroga, perché di questo
si sta parlando. Io mi associo, appunto, a quello che diceva la collega Giampaoli: Enza
Grillone credo che abbia sempre operato in assoluta correttezza, in assoluta responsabilità e nel momento in cui, per problemi di salute, si è resa conto che non era in grado di
adempiere al 110% alle proprie funzioni, ad esempio quella relativa alla responsabilità di
una Commissione, ha avuto la correttezza e la responsabilità di dimettersi dall’incarico.
Quindi io ringrazio Innocenza Grillone e auguro al Consigliere subentrante e a tutti i Consiglieri di quest’Aula, di portare avanti il lavoro con correttezza, responsabilità e anche
con la valorizzazione di quell’esperienza che contraddistingue effettivamente anche il genere femminile. Grazie.
Entra il Consigliere Monducci.
Consiglieri presenti numero 36
CONSIGLIERE PRANDI
Voglio ringraziare, a nome mio personale e di tutto il gruppo della Margherita, Enza per il
lavoro che ha fatto in questi anni, in quest’Aula e su questi banchi, sia come Consigliere
comunale, sia nel ruolo di Presidente della Commissione, per la passione che ha investito nell’adempiere a questa funzione importante in cui lei profondamente crede. È stata, la
sua, un’esperienza, ancor prima che un’esperienza politica, credo, un’esperienza umana, nel senso che Enza in questi anni, sicuramente di esperienza politica ha saputo costruire relazioni umane con molti di noi, non solo all’interno del nostro gruppo, non solo
all’interno della maggioranza, ma all’interno di tutto il Consiglio, sia come maggioranza
che come opposizione. Quindi il nostro è un ringraziamento che è conscio anche della,
come dire, di quanto le sia costata questa scelta; è una scelta che lei ha compiuto per
motivazioni di natura familiare, è una scelta che sicuramente le è costata e noi sappiamo
questo, è una scelta che lei, che un anno fa ha ragionato per farla per motivi di natura di
salute, quando ha attraversato un altro momento difficile e in quel momento, ragionando
assieme, si era convinta appunto di continuare a portare avanti quest’esperienza, cosa
che oggi, invece, non l’è stato più possibile in quanto motivazioni familiari, le condizioni
familiari e le condizioni dell’anziana madre, le impediscono questo. Credo che questo voglia, però, portare un messaggio di natura politica, ci devono fare pensare, come Consiglio, alle cause che ostacolano oggi, all’interno delle famiglie e in particolare le donne, nel
portare avanti un’attività di natura politica, perché spesso sempre di più accadono e cadono sulle spalle delle donne la conduzione della famiglia e l’accudire i genitori come in
questo caso, quindi credo che sia compito nostro assumerci responsabilmente il lavoro
che faccia sì che andiamo piano, piano a rimuovere queste che sono le cause che fanno
sì che così poche donne si impegnino in politica e sono fra coloro che legge come il fatto
che solamente due colleghe siano rimaste in quest’Aula lo vede come un impoverimento
di quest’Assise. Credo che questo sia il modo migliore, lavorare in questa direzione di
andare ad abbattere queste cause per aiutare Enza anche in futuro e le tante Enze che ci
sono in Italia e che sono impegnate nella famiglia e che non riescono a fare politica, di
potere in questo modo, ridare loro l’opportunità di fare politica.
Entra l’Assessore Colzi.
CONSIGLIERE VENA
Molto brevemente io ringrazio la Consigliera Grillone per il lavoro svolto e soprattutto, lo
voglio ricordare anche in quest’Aula, proprio nella prima seduta, il gesto di generosità che
fece in una situazione un po’ imbarazzante per la maggioranza, credo che sia stato un atto coraggioso e che le dà merito, quindi solo per dire che chiaramente il nostro gruppo
voterà a favore non solo perché è un atto dovuto, la surroga del Consigliere Grillone.
20
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Vorrei anch’io unirmi nei ringraziamenti che sono stati fatti dai diversi Consiglieri alla
Consigliera Grillone che ha dimostrato impegno, serietà anche in momenti difficili in questa sua esperienza. Tutto il Consiglio la ringrazia per l’impegno e anche, credo, per la serietà con cui a saputo affrontare questo incarico così importante per la città.
Esce il Consigliere Eboli.
Consiglieri presenti numero 35
Il Presidente del Consiglio , nessun altro consigliere chiedendo la parola, pone in votazione , mediante rilevazione elettronica, la Delibera numero 68 recante “Surroga della
dimissionaria Consigliera Innocenza Grillone – convalida dell’elezione del Consigliere subentrante” (I.D. 168) e ne
Proclama
Il seguente risultato
PRESENTI:
35
VOTANTI:
34
FAVOREVOLI: 34 Sindaco; Anceschi, Ballarini, Corsi, D’Andrea, Montanari, Montipò, Olivo, Prati, Rinaldi , Salardi, Salsi, Scarpino, Vecchi (D.S.);
Colosimo, De Lucia, Fornaciari, Giaroni, Prandi (La Margherita);
Riva, Vena (C.I.); Ferrigno, Sassi (P.R.C.); Giampaoli, Marziani
(F.I.); Lombardini, Rizzo (A.N.); Poli (U.D.C.); Monducci (Gente
Re); Giovannini (L.N.P.); Fantini, Malato, Zini (Gr. Misto); Corradini (Costr. Re)
CONTRARI:
0
ASTENUTI:
1 Grassi (U.D.C.)
Ed in conformità di ciò proclama approvata all’unanimità la delibera di cui trattasi.
Il Presidente del Consiglio introduce in discussione la Delibera numero 69 recante “Surroga del dimissionario Consigliere Carlo Baldi – convalida della elezione del Consigliere subentrante” (I.D. 169)
Intervengono nell’ordine
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Dò lettura della lettera del Consigliere Baldi: “Carissimi Signori, il sottoscritto Carlo Baldi,
eletto Consigliere per conto del gruppo Laboratorio Baldi”… scusate. Mi ero dimenticato.
Invitiamo il collega Notari ad entrare in Aula, prego un applauso di benvenuto. Benvenuto
Consigliere Notari. Scusate me ne ero dimenticato.
Entra il Consigliere Notari.
Consiglieri presenti numero 36
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Allora passiamo alla surroga del Consigliere Baldi, convalida dell’elezione del Consigliere
subentrante. Dò lettura della lettera del Consigliere Baldi: “Gentile Sindaco, gentile Presidente, il sottoscritto Carlo Baldi, eletto Consigliere per conto del gruppo Laboratorio intende dimettersi da componente del Consiglio comunale. Le dimissioni sono motivate anche per permettere al collega Rangone, primo dei non eletti in questa lista, di subentrare
nell’esperienza politica di Consigliere per il principio previsto nel nostro programma elettorale che la politica non deve rappresentare una professione, ma un servizio tempora21
neo reso nell’interesse di tutti i cittadini. Il dottor Claudio Rangone e il sottoscritto, con
l’avvicendamento a metà carica della Consigliatura, onorano questo impegno. Sono certo
che il collega Rangone, che conosco da tempo e che stimo non solo per la sua appartenenza alla nostra lista, ma per la professionalità, l’onestà e la qualificazione, farà onore al
nostro gruppo e agli elettori del Laboratorio della città nel suo complesso. Personalmente
continuerò nella mia attività insieme agli amici della città e della Provincia coi quali si opera per contribuire a un processo di rinnovamento di cui la società ha profonda necessità.
Grato della collaborazione, porgo cordiali saluti ed auguri di buon lavoro alle Loro persone, agli Assessori, ai colleghi Consiglieri di ogni gruppo politico e a tutto il personale
dell’Amministrazione comunale”. Su conforme richiesta del Presidente, tutti i Consiglieri
sono invitati ad indicare, qualora ne siano a conoscenza, eventuali motivi di ineleggibilità
o di incompatibilità a carico del Consigliere Claudio Rangone, per i casi di cui agli articoli
60 e 63 del Testo Unico degli Enti Locali.
Entra il Consigliere Eboli.
Esce l’Assessore Gandolfi.
Consiglieri presenti numero 37
CONSIGLIERE EBOLI
Noi facciamo i migliori auguri al collega Rangone che subentra, oltre metà mandato, nella
lista del Laboratorio per Reggio. Ci dispiace che il collega Baldi che è notoriamente persona, dal punto di vista professionale e dal punto di vista ideale, molto vulcanico, per usare questa espressione che comunque rende, non abbia potuto, voluto conferire questa
sua grande dinamicità all’interno del Consiglio comunale. Purtroppo, credo, e questo è
sotto gli occhi di tutti, il suo passaggio in Consiglio comunale è stato un passaggio non
molto vivace, per usare un eufemismo. Credo che questa cosa la si è purtroppo vista già
all’inizio della Consigliatura, quando la sua lista si astenne sul programma del candidato
Sindaco. Spero che il collega Rangone voglia associarsi ai gruppi d’opposizione in questo ultimo scorcio di Consigliatura e che questo ingresso non sia, invece, prodromico
all’arricchimento delle esauste e ora rinforzate fila del Partito Democratico.
CONSIGLIERE CORRADINI
Signor Presidente. Signori Consiglieri. Non so se mi sia consentito parlare di alcune cose
che il Dottor Baldi ha espresso nei miei confronti che io non ritengo vere e neanche belle,
però penso di poterlo dire. Dire le cose che sto dicendo è molto triste; è molto triste dover
dire addio, ma magari il Dottor Rangone poi riferirà, insomma avrà modo, il Dottor Baldi,
di sapere le cose che sto dicendo. È molto triste dover dire addio a una persona che si è
stimata ed anche amata per i valori e per gli ideali che tu pensavi fossero ben presenti
nella sua persona, cose che purtroppo si sono rivelate non tutte vere. Il Dottor Baldi ha
espresso il rimpianto di avermi portato in Consiglio comunale. Allora io dirò che in Consiglio ci sono arrivato da solo con 250 voti di preferenze, voti di amici e conoscenti, gente
che mi stima e che ringrazio ancora. Ho contribuito, inoltre, a far dirottare molti voti anche
sulla lista del Laboratorio com’era mio dovere. Il Dottore dovrebbe anche ricordare che
sono stato l’artefice principale della sua elezione a Consigliere Comunale del Partito Socialista nel 1990, dove è diventato Assessore al Patrimonio e dal quale si è dimesso dopo
due anni. Per ottenere questo risultato sono dovuto andare per due mesi di casa in casa
per far confluire sulla sua persona 200 – 250 voti dei miei soliti amici e conoscenti che lui
ben conosce. Penso che Baldi abbia tratto vantaggio d’immagine e che gli sia servito in
seguito e per tutto questo non mi ha mai ringraziato. A Baldi debbo dire e deve sapere
che sono il coraggio, l’altruismo e la riconoscenza che fanno grandi gli uomini. Io penso
che la riconoscenza gli sia estranea. Non è piacevole collaborare con una persona che
dimostra una scarsa riconoscenza e nonostante questo io ho continuato a seguirlo politicamente e anche nell’avventura dell’Asinello, perché credevo nelle idee e credo ancora
ai valori della politica che lui, tuttora, pur abbandonando il Consiglio comunale, continua
ad annunciare, ma oggi sono convinto che per la città questi valori debbano essere rap22
presentati da altri. Dice di restare come ideali nel Centro – Sinistra, però, nelle elezioni
regionali del 2005, ha fatto candidare un suo stretto collaboratore nel listino di Centro –
Destra e addirittura nelle elezioni politiche precedenti alle ultime ha fatto convogliare dei
voti anche su Roversi Monaco, coordinatore del centro destra di Bologna. Il Dottor Baldi
non si è reso conto che dal momento che non è diventato Sindaco è diventato il più assenteista del Consiglio comunale; ha disertato le commissioni e le riunioni dei capi gruppo e per questo ritengo che abbia la grossa colpa di aver tradito più di 8.000 reggiani che
l’hanno votato, vedendo in lui non solo il futuro Sindaco, ma il leader, il riformatore della
politica che avrebbe dovuto contribuire alla rinascita di questa città che, è vero, è messa
veramente male. A Baldi io non devo nulla, sono anzi convinto di essere a credito. Non
ho usufruito di nessun interesse e vantaggio dall’essere Consigliere comunale. Questo
per puntualizzare la verità delle cose. Senza rancori saluto il Dottor Baldi e grazie Signor
Presidente.
CONSIGLIERE GIAMPAOLI
Grazie Presidente. Io prendo atto delle dimissioni del Consigliere Dottor Carlo Baldi e non
mi permetto di andare a, diciamo così, sindacare circa le motivazioni che lo hanno spinto
a farlo, ci sono delle motivazioni, io sono libero professionista, so quali sono le difficoltà
del portare avanti una libera professione insieme ad un impegno serio in Consiglio comunale. Certo, però, che devo fare una considerazione in ordine a quello che il Consigliere
Baldi ha dichiarato sui giornali, cioè dice Baldi: “io rinuncio al seggio per una serie di motivi”, ripeto, si fa fatica a fare il Consigliere comunale e a conciliare la libera professione,
ma tutte le professioni probabilmente, però qui c’è una questione di scelte. Ognuno probabilmente fa le proprie. Ciò che, però, non mi risulta del tutto chiaro dal punto di vista
politico è l’affermazione del Consigliere Baldi che rinuncerà al seggio in Consiglio comunale, ma farà politica da fuori e non nell’ambito del Centro – Destra. Allora io mi chiedo
che senso ha, rispetto anche alla volontà degli elettori pensare di abbandonare un seggio
in Comune per fare politica da fuori? La politica, se la si vuole fare con impegno, la si fa
dall’interno delle istituzioni. Questo naturalmente non toglie niente alle capacità del Dottor
Rangone che sostituirà il Consigliere Baldi; io non valuto, per carità, le capacità del sostituto o del Consigliere Baldi, il Dottor Rangone, che saranno senz’altro all’altezza della situazione, mi permetto, però, di dire che rispetto a quello che è stato l’impegno del Consigliere Baldi e alla sua dichiarazione “farò politica da fuori” mi permetto di esprimere la mia
delusione dal punto di vista politico, perché indubbiamente fare politica dall’interno si fa
fatica; si fa fatica in termini di scelte personali, di rinunce personali che costano a tutti.
Non mi aspettavo la dichiarazione “io esco, ma farò politica da fuori”, questo per me è
una dichiarazione che dal punto di vista, ripeto, del dare valore alle istituzioni risulta certamente svilente rispetto, perlomeno, a quanti, come noi, portano avanti un impegno che,
ripeto, non è facile, ma è un impegno rispetto agli elettori. Una parola, Corradini, e poi
termino: vedi, Corradini, io ho letto le dichiarazioni che il Consigliere Baldi, tuo ex – capogruppo, ha fatto in riferimento sia a te che al Consigliere De Lucia usciti dal Gruppo
Baldi. Probabilmente, Corradini, la gratitudine, lasciatelo dire, non è di questo mondo,
forse la pensa così anche il Consigliere Baldi nei tuoi confronti, certo è che io registro
all’interno del Consiglio comunale una serie di balletti e di fuoriuscite che mi lasciano un
po’ perplessa. Io forse avrò una mentalità piuttosto severa dal punto di vista delle scelte
politiche, però io credo che le scelte vadano portate avanti fino in fondo. Poi si fanno delle considerazioni, ma francamente rispetto ai cittadini questi strani balletti e passaggi ricordiamoci che non sempre danno uno specchio delle istituzioni positivo, anzi credo che
alla fine il risultato che si dà all’esterno è quello di creare e di ingenerare una confusione
di cui la città di Reggio Emilia, oltre che l’Italia, non ha sicuramente bisogno. Grazie.
Escono i Consiglieri Eboli, Fantini e Grassi.
Consiglieri presenti numero 34
23
CONSIGLIERE POLI
Grazie Presidente. Signori Consiglieri, nel commentare questa surroga mi sento un po’
inibito dalle parole di censura che mi aveva riservato il Presidente, poi sentendo altri colleghi commentare in merito alle dimissioni del collega Baldi mi sono un po’ vivacizzato, mi
sono ripreso dal trauma di essere stato tirato per le orecchie e faccio anch’io, ovviamente, delle considerazioni di natura politica, non solo di criteri di ineleggibilità o di incompatibilità, perché finora, negli anni precedenti, nei mesi precedenti, quando abbiamo trattato,
signor Presidente, casi di surroghe abbiamo fatto tutti, Centro – Destra e Sinistra, delle
osservazioni che andavano al di là di quello che è lo spirito rigoroso, la norma rigorosa
della legge; e quindi sulle dimissioni del collega Baldi dico che mi dispiace perdere un
collega che in potenza aveva capacità, esperienza, professionalità. Mi dispiace un po’
meno aver verificato che, poi, nel frattempo, la presenza del Dottor Baldi è stata una presenza molto rara, probabilmente preso da impegni, però non abbiamo potuto, come tanti
altri, vederlo spesso sui banchi di quest’Aula e quindi credo che tutto sommato la vera
motivazione di questo suo abbandono, di questa sua rinuncia non sia tanto l’atto politico
di fare politica in termini, in modi e in luoghi diversi, ma sia legato soprattutto alla sua attività professionale che poteva, effettivamente, essere spesa utilmente anche sui banchi e
sui lavori del Consiglio comunale. L’altra osservazione politica che faccio, ovviamente,
appunto, di buon lavoro, buon ingresso al sostituto e, nello stesso tempo, mi auguro che
il nuovo Consigliere sia fino in fondo parte dell’opposizione, perché qua abbiamo visto nel
frattempo che la lista civica Baldi, tengo a precisare la distinzione, la lista civica Laboratorio per Reggio di Baldi, ha avuto un iter abbastanza zigzagante, al punto tale che uno dei
Consiglieri è andato ad appoggiare, a far parte della maggioranza, quell’altro, di fatto, vota con la maggioranza. È vero che non c’è il due senza il tre, ma sul piano politico spererei proprio che l’ultimo rimasto, l’ultimo dei Mohicani della Lista Baldi faccia parte di una
schiera di gruppi consiliari che coerentemente così come si sono proposti all’elettorato di
essere alternativi al Centro – Sinistra, alla maggioranza attuale sia, appunto, fino in fondo
un Consigliere che non vota sempre e comunque con la maggioranza. Detto questo concludo dicendo che l’esperienza, almeno per quanto riguarda la lista civica Laboratorio di
Reggio Emilia, si sia dimostrata un’esperienza politica pressoché fallimentare, per cui
non vedo grandi prospettive di ripresa, di ricorso di quest’idea di liste civiche e mentre è
nota la mia stima per la lista civica del collega Mario Monducci, oppure nella figura personale di Mario Monducci, sul futuro di queste liste civiche, secondo me, con le dimissioni
del capogruppo Carlo Baldi è calata la saracinesca e si è scritta la parola fine. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
A me dispiace ripetermi, Consiglieri, però io vorrei essere abbastanza preciso su questo:
in passato non avevamo mai, diciamo, tra virgolette, fatto commenti alle surroghe, non è
mai avvenuto almeno da quanto io sono Presidente. Il Testo Unico è abbastanza severo
su questo, nel determinare le cause di ineleggibilità e di incompatibilità. Io non voglio, diciamo così, censurare il dibattito, vorrei che fossero portati a conoscenza di questo consesso elementi che rientrano all’interno di queste cause, eventuali cause, però ad oggi,
fino ad adesso, diciamo, non mi è parso coglierle.
CONSIGLIERE GIOVANNINI
Grazie signor Presidente. Se da un lato dobbiamo rammaricarci per il fatto che esca dal
Consiglio una voce importante della città che avrebbe potuto aiutare in maniera più fattiva
e proficua il lavoro di questo nostro consesso, dall’altra dobbiamo dire che la città ha
scampato un bel pericolo nel non vedere eletto Carlo Baldi a sindaco, perché quando si
imputa una sconfitta politica ai due colleghi che siedono qua di fianco a me riteniamo che
sia un modo ingeneroso per certificare il proprio fallimento, perché di questo si parla
quando ci si presenta in una competizione politica con una lista che porta il proprio nome.
Allora noi diciamo che, e avremmo voluto immaginare, una città governata da un sindaco
che non avrebbe avuto la forza di governare perché magari qualche Consigliere non gli
24
dava la mano sperata, cosa più che altro da dimostrare, considerata la presenza del Dottor Baldi nelle Commissioni e anche in quest’Aula e considerato soprattutto il fatto che il
primo atto della lista civica da lui guidata è stato l’ astensione sulle linee programmatiche
di governo ed è stato far da stampella, addirittura in due Circoscrizioni, per far sì che venissero eletti due Presidenti di Circoscrizione, non della sua lista, ma di una lista a cui si
era contrapposto. Quindi noi facciamo gli auguri al Dottor Rangone; certo è che oggi si
certifica il fallimento politico di quel progetto politico che aveva nella propria insegna il
nome del Dottor Baldi. Grazie signor Presidente.
CONSIGLIERE FORNACIARI
Accetto il suo rilievo e rinuncio al mio intervento.
Il Presidente del Consiglio, nessun altro consigliere chiedendo la parola, pone in votazione, mediante rilevazione elettronica, la Delibera numero 69recante “Surroga del dimissionario Carlo Baldi – convalida della elezione del Consigliere subentrante” (I.D.
169) e ne
Proclama
Il seguente esito
PRESENTI:
34
VOTANTI:
34
FAVOREVOLI: 34 Sindaco; Anceschi, Ballarini, Corsi, D’Andrea, Montanari, Montipò, Olivo, Prati, Rinaldi., Salardi, Salsi, Scarpino, Vecchi (D.S.);
Colosimo, De Lucia, Fornaciari, Giaroni, Notari, Prandi (La Margherita); Riva, Vena (C.I.); Ferrigno, Sassi (P.R.C.); Giampaoli,
Marziani (F.I.); Lombardini, Rizzo (A.N.); Poli (U.D.C.); Monducci
(Gente Re); Giovannini (L.N.P.); Malato, Zini (Gr. Misto); Corradini
(Costr.Reggio)
CONTRARI:
0
ASTENUTI:
0
Ed in conformità di ciò proclama approvata all’unanimità la delibera medesima.
Entra il Consigliere Rangone.
Consiglieri presenti numero 35
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Prima di procedere con l’ordine dei lavori avendo ricostituito il plenum dell’Organo, sono
stati depositati, in base all’art. 20, due O.d.G.: il primo a firma del Consigliere Poli a cui dò
la parola per presentare l’O.d.G.
CONSIGLIERE POLI
Grazie Presidente. La caratteristica di urgenza del nostro art. 20 era più legata al giorno
25 di Giugno che non alla data di oggi. Purtroppo, poi, per i noti avvenimenti non è stato
possibile affrontare quest’art. 20 e ci ritroviamo a parlarne una settimana dopo, anche se
il problema non è stato risolto; il problema riguarda lo sfratto esecutivo di cui è, purtroppo,
vittima la signora Sandra Muntoni, madre di due figli, e per la quale si prospettava proprio
il giorno 26 di Giugno l’esecuzione dello sfratto esecutivo e nel nostro art. 20 chiediamo
al Consiglio comunale di impegnare la Giunta perché si trovi una soluzione per questa
madre e i due figlioli all’interno del patrimonio diretto del Comune o nel patrimonio più
grande gestito dall’ACER. Nel frattempo è sopraggiunta una proroga di un mese, quindi
la signora per fortuna non si trova sulla strada coi due bambini, ma l’intesa è un’intesa di
natura privata, cioè l’intervento dell’Ente pubblico, nonostante la sollecitazione intervenu25
ta anche a mezzo di articoli di stampa, non c’è stato e noi chiediamo come gruppo
consiliare che questo Consiglio abbia la sensibilità di impegnare la Giunta a ritrovare
all’interno, torno a dire, del patrimonio edilizio, che non è numericamente scarso, ci sono,
se non ricordo male, degli alloggi che devono per legge essere tenuti vuoti da parte del
Comune, credo che siano, qui ci sono fior di avvocati, disposizione di legge per motivi di
ordine pubblico e quindi si può individuare all’interno di quel patrimonio oppure all’interno,
facendo un intervento diretto sull’ACER che comunque è un’agenzia che gestisce per
conto del Comune un patrimonio edilizio enorme, un intervento per trovare una soluzione
definitiva a questa situazione familiare che è estremamente pesante e devo dire che, insomma, le giustificazioni portate sempre dall’Assessore Colzi sulla stampa mi sono sembrate proprio giustificazioni dell’ultimo momento, cioè non c’è una ragione che possa impedire una soluzione. La famosa volontà politica, in questo caso, dovrebbe farsi azione
concreta e trovare un alloggio, perché non si vive di solo Calatrava, di solo master plan
delle Reggiane, si vive anche dei problemi sociali e a questo riguardo devo dire che la
Giunta, che è a maggioranza di Centro – Sinistra , spesso e volentieri fa orecchie da mercante e pure è piuttosto sorda. Qui c’è un caso molto semplice da superare, non è
costoso, non è impossibile, torno a dire, basta una volontà politica; per questo noi confidiamo, Presidente, che quest’art. 20 sia promosso nella sua ammissibilità e si possa trovare un impegno in più per questo Comune, cioè per questa Giunta comunale. Grazie
Presidente.
Entra l’Assessore Ferrari.
Esce il vice – Sindaco Ferretti.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie a Lei. Dò lettura dell’O.d.G.
O.d.G. in base all’art. 20 Regolamento Comunale (caratteristiche di urgenza e novità)
Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia, preso atto della situazione drammatica della signora Sandra Muntoni, madre di due figli piccoli, che proprio nella giornata odierna dovrebbe subire uno sfratto esecutivo e rimanere senza un alloggio ove poter vivere con la propria famiglia, impegna il Sindaco e l’Assessore ai Servizi Sociali Pedroni ad individuare una immediata soluzione per ridare dignità e tranquillità
ad una famiglia in evidenti e grandi difficoltà economiche e psicologiche.
Il Consiglio indica infine come sia possibile una soluzione o all’interno del patrimonio diretto del Comune o nel patrimonio più grande gestito dall’ACER di Reggio
Emilia.
Escono i Consiglieri De Lucia, Ferrigno e Rangone.
Consigliere presenti numero 32
Il Presidente del Consiglio, quindi, pone in votazione, mediante rilevazione elettronica,
l’ammissibilità dell’O.d.G. e ne
Proclama
Il seguente esito
PRESENTI: 32
VOTANTI:
29
FAVOREVOLI: 8 Giampaoli, Marziani (F.I.); Lombardini (A.N.); Grassi, Poli (U.D.C.);
Monducci (Gente Re); Giovannini (L.N.P.); Malato (Gr. Misto)
26
CONTRARI: 21 Sindaco; Anceschi, Ballarini, Corsi, D’Andrea, Montanari, Montipò,
Olivo, Prati, Salardi, Salsi, Scarpino, Vecchi (D.S.); Colosimo, Fornaciari, Notari, Prandi (La Margherita); Riva, Vena (C.I.); Sassi
(P.R.C.); Zini (Gr. Misto)
ASTENUTI:
3 Rinaldi (D.S.); Giaroni (La Margherita); Corradini (Costr. Re)
Il Consiglio respinge.
COMUNICAZIONI IN ORDINE ALLA COSTITUZIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE
ULIVO PER IL PARTITO DEMOCRATICO
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Prima di procedere con la richiesta di convocazione del Consiglio vi è una comunicazione. Nò, gli art. 20 sono terminati. Dò una comunicazione al Consiglio, ho ricevuto questa
nota:
Al signor Presidente del Consiglio comunale.
Oggetto: variazioni gruppi consiliari . Così come previsto dall’art. 59, comma 4 del
Regolamento sul funzionamento del Consiglio , noi sottoscritti Consigliere e Consiglieri informiamo che, a far data da oggi, procediamo alla costituzione del gruppo Ulivo per il Partito Democratico e designiamo quale capogruppo il Consigliere
Luca Vecchi.
Cordialmente
I Consiglieri:
Salvatore Scarpino
Giuliano Bedogni
Ernesto D’Andrea
Luca Vecchi
Fernando Margini
Gino Montipò
Romano Corsi
Alessandro Anceschi
Carmine De Lucia
Marco Prandi
Mario Giaroni
Valeria Montanari
Roberto Salsi
Gianni Prati
Ivano Ballarini
Francesco Notari
Demos Salardi
Nando Rinaldi
Qualcuno intende fare una comunicazione rispetto a questa cosa o intende intervenire rispetto alla comunicazione? Il gruppo si chiama, è denominato Ulivo per il Partito Democratico. Il Regolamento prevede che il Consiglio nella prima seduta utile, il Presidente informa il Consiglio di eventuali modifiche rispetto alla costituzione dei gruppi e il Presidente sta facendo questa comunicazione. Ho ricevuto una comunicazione nella quale mi si fa
oggetto di una costituzione di un gruppo denominato Ulivo per il Partito Democratico che
designa quale capogruppo il signor Luca Vecchi. Ne fanno parte i Consiglieri Scarpino,
Vecchi, Margini, Montipò, Bedogni, Corsi, D’Andrea, Anceschi, Rinaldi Nando, Ballarini,
27
De Lucia, Prati, Giaroni, Salsi, Prandi, Olivo, Montanari, Notari, Salardi. Sono riuscito a
ricostruire le firme. Diciannove. Si sono iscritti Vecchi e Giovannini.
Esce il Consigliere Corsi.
Entra il Consigliere Rangone.
Consiglieri presenti numero 31
CONSIGLIERE GIOVANNINI
In realtà io non mi sono iscritto per intervenire rispetto a questa comunicazione, ma per
avere un chiarimento, perchè Lei ha letto un certo numero di nominativi che non fanno
esattamente tutti riferimento agli ex – gruppi dei D.S. e della Margherita. Allora volevamo
capire se ci sono altre comunicazioni in merito o, eventualmente, le variazioni rispetto ai
gruppi di partenza come vengono rideterminati. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Ad oggi non ho ricevuto nessun’altra comunicazione salvo per l’appunto quella dei Consiglieri di cui ho dato lettura. Io aderisco, ho già firmato. Aderisco così come ho visto aderire oggi, mi sono documentato, i Presidenti di Camera e Senato ai diversi gruppi anche
se la mia posizione è sicuramente più modesta. Anche il Presidente del Consiglio ha aderito a questo gruppo consiliare, così come fanno gli istituti più alti della presidenza di questo Consiglio. Per quanto richiamato, Consigliere Giovannini, ad oggi però non ho ricevuto nessun’altra composizione; il gruppo che viene a non essere più presente è sicuramente quello dei Democratici di Sinistra, in quanto tutti i Consiglieri hanno sottoscritto
questa adesione. L’altra rimane, diciamo, l’attuale composizione. Ci sono altre mozioni
d’ordine? Perché se noi si passa alle comunicazioni in ordine a questa comunicazione.
Vecchi, prego.
CONSIGLIERE VECCHI
Grazie Presidente. Signor Sindaco, Signori Assessori, Colleghi Consiglieri,la decisione
assunta in questo Consiglio, dai gruppi consiliari uscenti dei D.S. e della Margherita, di
dar vita a un nuovo gruppo consiliare che assume il nome di Ulivo per il Partito Democratico, anticipa la nascita ormai prossima del Nuovo Partito Democratico, volendo contribuire a renderne maggiormente percepibile il profilo politico e culturale nelle sedi istituzionali
e nella società civile. Una scelta impegnativa, non scontata, coerente con un percorso
politico teso alla costituzione di un partito nuovo, luogo in cui storie, tradizioni culturali e
politiche del riformismo italiano scelgono di unirsi in un nuovo progetto politico. Un progetto politico che nella dimensione della contemporaneità si propone, in chiave riformista, di innovare le idee, i modi dell’agire politico, le classi dirigenti di un Paese tendenzialmente vecchio e fermo. Si propone, dunque, l’obiettivo primario di contribuire ad una
forte riforma della politica. L’Italia vive oggi un momento difficile, inutile negarlo; un forte
senso di disillusione, uno stacco crescente, quotidianamente palpabile fra i cittadini e le
istituzioni, accanto a un preoccupante riemergere di un forte vento di natura anti – politica, attraversano l’intero Paese. Tutto ciò non può essere un problema che riguarda solo
chi si trova a governare e non può essere un’opportunità da cavalcare per chi si trova pro
tempore nell’opposizione. È un problema che dovrebbe interrogare tutti e indurci a riflettere profondamente sulle ragioni e sulle misure che possono contribuire a una vera riforma della politica. Riforma che non può passare solo dal tema dei doppi, dei tripli o dei
quadrupli incarichi, tema che per altro facciamo nostro essendo parte integrante del dibattito culturale sul nascente Partito Democratico e con il quale siamo, senza approcci
ideologici o visioni punitive ad personam, pronti a farci carico e a discutere apertamente.
Una riforma della politica passa anzitutto dalla capacità di coniugare ogni giorno capacità
di ascolto e capacità di decisione e più in generale dalla consapevolezza che dovrebbe
investire tutte le forze politiche di porre mano ad una seria riforma dell’architettura istituzionale del Paese, capaei di ricostruire un nuovo equilibrio tra le ragioni della governabilità e le ragioni della rappresentanza politica. Una riforma che dovrebbe anche interrogarsi
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sui modi e le forme di un dibattito e di un confronto che talvolta finisce avvelenato, confuso, sopra le righe rendendone difficilmente comprensibili i contenuti autentici. Non si tratta certo di negare al dibattito lo spazio della battaglia politica che rappresenta nel profondo il sale della democrazia; si tratta forse di recuperare il senso di una sobrietà, di una
misura, di una discrezione, forse anche in ambito locale, forse anche in questa Sala, lo
dico sommessamente facendomi carico della mia quota parte di responsabilità, ma credo
che faremmo un utile servizio ai cittadini aiutandoli a sentirsi più vicini, più in sintonia con
le ragioni che ispirano il confronto e determinano le differenze se insieme riuscissimo ad
elevare la qualità del confronto rendendo più percepibile l’autorevolezza dell’istituzione
che rappresentiamo. Penso avesse ragione Norberto Bobbio nel ritenere che il recupero
di un significato alto della politica passasse soprattutto dal recupero dei buoni costumi e
delle virtù civili dell’agire politico, tenendo insieme ogni giorno la responsabilità del pensiero e la concretezza dell’agire. Il gruppo dell’Ulivo per il Partito Democratico nasce anche con quest’ambizione. Non abbiamo la presunzione di essere i soli titolari, ma abbiamo l’ambizione di volerci e doverci provare. Nasce prioritariamente per sostenere con
forza l’azione della Giunta, ma senza smarrire l’obiettivo di configurarsi come laboratorio
di idee, d’innovazione politica e culturale di fronte alla città. Nasce con il proposito di ascoltare, di includere, di lavorare a un percorso che possa trovare nuovi consensi e nuove adesioni. Questo anche perché a Reggio Emilia, tradizionalmente terra di buon governo e di solidi principi, il rapporto tra cittadini e politica va quotidianamente coltivato e questo impegno ci è richiesto ancor di più oggi in una fase di profonda trasformazione della
città ove al fianco di significativi punti di eccellenza emergono nuovi problemi e nuove sfide che si svelano dietro una forte crescita quantitativa della città, chiamandoci alla responsabilità non solo del governo della quotidianità, ma soprattutto ad una visione lucida
del futuro dei nostri territori. Dal 2004 ad oggi la città, la provincia, quasi tutto il territorio
provinciale sono governati da un’ampia maggioranza di Centro – Sinistra. La nascita del
gruppo Ulivo per il Partito Democratico nel Consiglio comunale di Reggio Emilia non ha
l’ambizione di contribuire a mutare la natura e la sostanza di questa maggioranza e il suo
programma di mandato, i contenuti del recente aggiornamento programmatico sottoscritto
da pochi mesi. Non c’è da parte nostra, e vorrei dirlo al di fuori di ogni possibile equivoco,
una volta per tutte, nessuna presunzione di autosufficienza o di arrogante superiorità.
C’è piuttosto la consapevolezza di un ruolo nel voler contribuire ad un forte consolidamento dell’azione di governo della città. Con assoluta serenità, attenzione, rispetto, assistiamo all’evolversi di altri processi politici come quello in corso alla Sinistra del nascente
Partito Democratico che se sarà in grado di contribuire ad un superamento dell’eccessiva
frammentazione, ad un’evoluzione in senso più unitario dentro un quadro di forte responsabilità di governo anche in ambito locale, non potrà che essere salutato come un processo politico importante ed utile all’intero Paese. La stessa attenzione e lo stesso spirito
va anche a chi ha scelto di non seguirci in quest’avventura. Vorrei dire che un partito
nuovo che nasce nel nuovo secolo non può fondare la sua esistenza sul dogma o sulla
presunzione di essere portatore di verità assolute. Il dialogo, il confronto e anche soprattutto il riconoscimento sincero del valore del dubbio è una sensibilità culturale che ci dovrà contraddistinguere, sia quando il dubbio si risolve approdando ad una condivisione,
sia pure quando giunge ad elaborare un legittimo dissenso sul progetto. Per questo a coloro che non ci hanno seguito e che siamo certi continueranno ad essere sinceri e leali
sostenitori di questa maggioranza, vogliamo dire che, nel riconoscere il valore e il contributo politico e culturale delle loro ragioni, teniamo ferma la speranza e l’auspicio che nel
confronto le strade che oggi ci separano possano quanto prima ritrovare una loro nuova
convergenza. Veniamo da una settimana un po’ difficile per vicende ormai a tutti note e
vorrei qui, sommessamente, fare alcune brevi considerazioni su quanto accaduto. Non
sfugge a me e credo anche ad ognuno di noi la dimensione emotiva nella quale ci siamo
approssimati a questo dibattito e a questo passaggio. Ognuno di noi è libero e pienamente legittimato a compiere proprie autonome valutazioni di coscienza, anche di ordine etico
e morale, ma c’è una aspetto che, almeno personalmente, non credo possa essere trascurato: mi riferisco al fatto che le circostanze che portano un Consigliere a subentrare in
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questo Consiglio aderendo a un gruppo consiliare che non è lo stesso con il quale si era
condotta la campagna elettorale del 2004, merita una valutazione che lasci spazio alla
legittimità della dimensione individuale di ogni Consigliere, alla sfera dei suoi diritti soggettivi, alla valutazione autonoma e cosciente su come è meglio e più coerentemente far
corrispondere il proprio pensiero politico con il mandato ricevuto dai propri elettori. Per
questo io credo che oggi votare la surroga era un atto istituzionalmente dovuto e prendiamo atto con soddisfazione che nel Consiglio di oggi vi sia stata un’evoluzione in positivo di questa vicenda. Del resto, come già ampiamente anticipato anche dal Consigliere
Gobbi, riconosciamo l’esistenza di un problema politico che attiene al venir meno di una
rappresentanza politica in questo Consiglio e siamo fin d’ora pronti ad aprire un confronto
per esplorare insieme le strade di una ritrovata condivisione; insieme, questa maggioranza, in questa prima metà di mandato ha condotto in porto molte azioni positive.
L’abbiamo fatto portando avanti una percepibile azione riformista che non esclude, laddove necessario, il coraggio anche di un’azione più radicale. L’abbiamo fatto riconfermando la qualità complessiva del nostro sistema socio – educativo, l’abbiamo fatto investendo sull’educazione, sulla cultura, sul sapere, considerando questo ambito come il
perno di una politica dove la centralità della persona e la sua condizione di vita siano coerenti con un ideale alto di libertà e di pari opportunità in una città educante, colta, europea costantemente attenta a salvaguardare alti livelli di coesione sociale e a ricercare
nuovi e più avanzati conseguimenti di sostenibilità. L’abbiamo fatto avviando un
importante lavoro di riqualificazione del centro storico, investendo anche su nuove
politiche abitative per i meno abbienti e operando in tante altre direzioni che non
possiamo qui interamente elencare. Queste e tante altre non meno impegnative sfide ci
attendono nel corso dei prossimi due anni; sfide importanti che avranno al centro la
sicurezza, la coesione sociale, la mobilità, l’ambiente, le politiche territoriali e un deciso
intervento sui quartieri e le frazioni. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre
responsabilità per portare a compimento gli obiettivi di mandato. Non mi farei travolgere,
a volte, dal pessimismo della ragione, piuttosto lavoriamo insieme sull’ottimismo della
volontà nel ricercare e condividere una comune visione del futuro di questa città, anche
quando questo comporta un sano e franco dibattito sulle idee. Il gruppo dell’Ulivo per il
Partito Democratico lavorerà in questa direzione; abbiamo fiducia che tutta la
maggioranza possa mantenere un’intesa forte ed uno spirito adeguato di cooperazione e
condivisione sulle principali scelte strategiche che ci attendono nei prossimi anni. Grazie.
Entra il Consigliere Eboli.
Consiglieri presenti numero 32
CONSIGLIERE GIAMPAOLI
Grazie Presidente. Il mio intervento sarà certamente più breve di quello dell’amico Vecchi
che, giustamente, in considerazione della formazione di questo nuovo gruppo, si era preparato per dare anche una consistenza politica a questo neonato gruppo consiliare denominato l’Ulivo per il Partito Democratico. In effetti i colleghi dicevano, diceva il collega
Marziani, c’è una specie però di auspicio, cioè ci uniamo sperando di riuscire a portare
avanti il Partito Democratico o per lo meno la denominazione fa intendere questo. Speriamo, per carità, che l’auspicio sia positivo, anche perché dal nostro punto di vista nulla
osta a che la politica sia muova, anzi da tempo, come Forza Italia, vediamo un certo immobilismo della politica, c’è da capire e da vedere dove andrà questo Partito Democratico che perde pezzi in maniera evidente anche qui all’interno del Comune di Reggio Emilia. Ci chiedevamo, infatti, ma certamente ci risponderà meglio il Sindaco, da che parte
sta il Sindaco; il Sindaco, quindi, è già federato in quest’Ulivo per il Partito Democratico?
No Sindaco, non è stato Lei, se non ho capito male, enucleato nell’elenco che ci hanno
letto, quindi la mia domanda, mi permetta, era anche legittima, perché è stato fatto un elenco di aderenti, ma non c’era il nome del Sindaco di Reggio Emilia. Lo ha dichiarato
prima, ne prendo atto, ce lo spiegherà. Il Sindaco è anche Consigliere comunale, tant’è
che vota. Altra cosa importante, oltre a prendere atto del fatto che questo nuovo gruppo
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politico dell’Ulivo per il Partito Democratico perde qualche pezzo, mi piacerebbe anche
un attimino soffermarmi sui pezzi che perde, ma sono un po’ sotto gli occhi di tutti. I primi
che si distaccano, ma si distaccano anche a livello nazionale, è la cosiddetta Sinistra,
chiamiamola, massimalista, non riformista, la Sinistra che spinge in una certa direzione.
Sassi deve anche rendersi conto che se si è arrivati ad uno scontro così violento sulla
surroga della Consigliera Donelli è perché la Sinistra estrema non accettava, a buon diritto dal mio punto di vista politico, che venisse sostituita un’idea politica con un’idea politica
diversa, cioè la sostituzione non dava più voce ad un partito che dentro al Partito Democratico futuro, prossimo futuro, non c’è; quindi abbiamo perso i pezzi dei Comunisti Italiani, del gruppo misto composto da U.D.E.U.R., Italia dei Valori, Zini che, adesso non vorrei
sbagliarmi nel collocarlo politicamente, non lo colloco così non mi sbaglio, Rifondazione
Comunista; e poi c’è il gruppo, il duo Fornaciari, Colosimo che, immagino, che rimarrà,
ma questo per carità va probabilmente a buon diritto dei due Consiglieri che non hanno,
per motivi che forse ci spiegheranno, forse anche un trio, non hanno aderito a questo futuro potenziale, chi lo sa cosa sarà, Partito Democratico. Quindi prendiamo atto che continueranno a chiamarsi “la Margherita” o quello che rimane della Margherita, non lo so;
forse è bene anche prendere un altro nome, non so, io la butto lì poi, giustamente, non
voglio intervenire sulla libertà politica dei due Consiglieri che certamente sapranno come
muoversi. Quindi, signori, prendiamo atto di una cambiamento notevole dal punto di vista
dello scenario politico, non nell’ambito dell’opposizione, per lo meno, non nell’ambito del
Centro – Destra, perché sulle liste civiche qui abbiamo avuto dei movimenti di ogni genere. Nell’ambito del Centro – Destra cerchiamo di mantenerci almeno noi saldi, perché qui
non si sa mai, ma ci sono dei movimenti che, ripeto, di confusione forse ne creano. Termino dicendo, Presidente, io, però, dopo questo proclama e, ripeto, io faccio anche il mio
augurio di buon lavoro al capogruppo Vecchi e questi sono sinceri nel modo più assoluto,
ma dopo questo, diciamo, proclama politico voglio, però, vedere nel tempo che rimarrà
fino alla fine della legislatura il comportamento dei signori Consiglieri Colosimo, Fornaciari, Matteo Riva, Sassi, Ferrigno, cioè tutti coloro, non voglio scordarli: Malato, Zini, Fantini, tutti coloro che non hanno aderito al Partito Democratico, cioè io credo, signori, che
questo voglia dire qualcosa. Io mi auguro che il vostro non partecipare a questo potenziale Partito Democratico voglia dire qualcosa in termini politici; io me lo auguro, perché altrimenti siamo veramente alla barzelletta estrema, cioè credo che non avendo aderito a
questo partito, gli Assessori e i Consiglieri che non hanno aderito, l’avranno fatto a buon
diritto esprimendo, immagino, un’idea diversa; mi auguro che sia un’idea diversa, altrimenti, guardate, potevamo risparmiarci questo balletto, perché francamente nulla ha
cambiato e nulla cambierà se non ci sarà una vera presa di posizione politica anche da
parte di coloro che oggi, credo, a buon diritto e con delle motivazioni non hanno aderito al
Partito Democratico. Staremo a vedere. Il tempo che manca alla fine della legislatura lo
dimostrerà, soprattutto speriamo che si riescano a fare delle cose oltre che qualche
chiacchiera su queste formazioni rutilanti e roboanti che abbiamo qui in Consiglio comunale; speriamo di fare qualche cosa per i nostri poveri, dico io, cittadini reggiani che attendono delle scelte in maniera concreta, quindi mi auguro di non discutere sempre dei
massimi sistemi e di non dare degli specchi troppo evanescenti, poco concreti e, a volte,
anche deprimenti. Grazie.
Esce l’Assessore Ferrari
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Allora , Consiglieri , noi abbiamo fatto, dal punto di vista del Regolamento ho dato comunicazione della costituzione di un gruppo; così come abbiamo sempre previsto è possibile
intervenire cinque minuti e, però, non è una proposta di delibera. Qualcuno ha presentato
O.d.G. Su questa proposta, che è una mera comunicazione, non è possibile adottare
nessun atto, perché il nostro Regolamento è abbastanza preciso in questo: possono essere presentati O.d.G. su proposte. Questa è una comunicazione, una presa d’atto che
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viene data al Consiglio, è una comunicazione, diciamo, di garbo istituzionale su cui è
possibile, certo, intervenire, ma non è possibile votare O.d.G., documenti.
Entra il Consigliere De Lucia.
Consiglieri presenti numero 33
CONSIGLIERE LOMBARDINI
Chiedo scusa. Sentivo dei commenti funerei provenire dalla mia sinistra, chiedo scusa se
non parto proprio molto seriamente. Innanzitutto un sincero augurio a Luca Vecchi che si
assume un carico non certamente leggero; un carico non certamente leggero nell’essere
capogruppo, è un grande onore, ma anche una grande responsabilità, perché questo
grande gruppo unico, la discussione che c’è stata oggi,in realtà è stata semplicemente
una parte di una discussione e, diciamo, le pecche sono state evidenziate nella discussione che abbiamo avuto lunedì scorso in quest’Aula, allorché abbiamo discusso per più
di un’ora, un’ora e un quarto, sulla surroga di un Consigliere e quella, oltre che una discussione su quella surroga, era anche una discussione sul nascente Partito Democratico. Le premesse non sono state certamente delle migliori, ma come sempre accade, se
questo è vero, quando ci sono dei grandi cambiamenti e dei cambiamenti di questo genere; e allora è una grande responsabilità quella che i Consiglieri di maggioranza avranno
davanti a sé, perché in questo momento, con questa loro scelta chiara fanno una scelta,
finalmente, e si assumono in pieno la responsabilità di questa scelta di governare la città.
Io tra l’altro non ho avuto modo di contare da quanti elementi sia composto questo gruppo unico; sono 20, quindi non sono sufficienti per avere la maggioranza in Sala del Tricolore. Venti più il Sindaco, 21, grazie, in effetti è una sottolineatura non da poco, perché
questo anche nell’ambito di assetti politici è decisamente rilevante. Io mi chiedo ora quale
sarà, se ci sarà, una ristrutturazione degli equilibri interni all’attuale maggioranza, perché
è evidente che la nascita di un gruppo unico comporta poi anche uno spostamento in
termini di peso relativo e di peso specifico, e quindi vedremo se nei mesi successivi, se
nei due anni di legislatura che verranno, assisteremo a dei mutamenti all’interno, appunto, di questa maggioranza. Però questa è una grande sfida, io credo, anche per il Centro
– Destra, perché se è vero che i gruppi della Margherita, dei D.S. con malumori, se vogliamo, in alcuni casi, con mal di pancia, con fatica ed anche con scontri, sono riusciti a
costituire un gruppo unico, ecco che lanciano una grande sfida, comunque la lanciano
all’altra parte dell’emiciclo, da questa parte. Il Centro – Sinistra dimostra di voler dare un
segnale di unità che vada al di là di un segnale formale e noi qua li attenderemo; vogliamo vedere se la vostra unità è un’unità reale o un’unità di comodo per poter tenere insieme i pezzi della maggioranza e arrivare con minor numero di danni possibili
all’appuntamento elettorale del 2009. Vedremo quale sarà la reale consistenza di questo
gruppo unitario: se, appunto, è un modo per limitare i danni o se è un progetto politico reale. È chiaro che nella relazione del neo – capogruppo c’è un progetto politico; si tratta di
vedere se alle parole seguiranno i fatti e noi qui vi aspettiamo. Ma questa diventa una sfida, io credo, anche per il Centro – Destra che non può rimanere inerte di fronte a questo.
Io non so se da ora, da subito, da domani o nei prossimi giorni avverrà qualcosa di simile
anche dall’altra parte, ma credo che questo ci debba fare riflettere; una riflessione che noi
faremo coi nostri amici della Casa delle Libertà, insieme uniti per poter costituire
un’opposizione ancora più compatta rispetto a quanto non sia stato fatto fino ad ora.
Quindi noi, sostanzialmente, ci auguriamo per il bene della città che questo nuovo gruppo
possa almeno sopperire ai difetti dell’attuale maggioranza, e cioè il continuo dover ricorrere alla presenza dell’opposizione per garantire autonomamente il numero legale; il fatto
di dover, ogni volta, sottoporre questo Consiglio a lunghissime e quasi interminabili discussioni per riuscire a, diciamo, sciogliere qualche nodo gordiano che a volte, comunque non viene sciolto affatto se non solamente a parole, ma non nei fatti. Vedremo se,
appunto, questo nuovo gruppo riuscirà a governare la città e se il Sindaco riuscirà ad essere la sintesi reale ed effettiva di questo nuovo gruppo e soprattutto come si porranno
quei partiti e quei Consiglieri che a questo gruppo, ancora non hanno aderito e forse non
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aderiranno mai. È una grande responsabilità che vi prendete, non solo in quest’Aula, ma
di fronte a tutta la città; dall’altra parte troverete un’opposizione che sarà pronta a verificare la reale consistenza del nascente Partito Democratico, ma certamente non rimarrà
indietro rispetto a quelle che sono le necessità e i bisogni che la cittadinanza reggiana
avverte.
Entra il Consigliere Fantini.
Consiglieri presenti numero 34
CONSIGLIERE RIVA
Io ho strappato il mio intervento, ma volevo a questo punto, faccio solo una domanda,
volevo capire, per via del voto ponderale previsto dalla conferenza dei capigruppo, da
quanti Consiglieri è composto questo gruppo Ulivo per il Partito Democratico? Il Consigliere Gobbi, che abbiamo surrogato, fa parte di questo gruppo o no?
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Per adesso il Consigliere Gobbi non è iscritto a nessun gruppo.
CONSIGLIERE RIVA
Quindi è composto da 20 Consiglieri. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Prima di dare la parola vorrei dire che nel momento in cui un Consigliere entra in Consiglio è chiaro che poi provvederà, successivamente, in questo caso non vi è, a comunicare alla presidenza, entro i 10 giorni, così come prevede il nostro Regolamento, a quale
gruppo attende aderire oppure se intende costituire un altro gruppo consiliare. Per adesso è iscritto, così come prevede il Regolamento, nel gruppo in cui è stato eletto.
CONSIGLIERE FORNACIARI
Io e l’amico Francesco Colosimo, forse si aggiungerà un altro, non costituiamo nessun
gruppo. Siamo la Margherita, eravamo e siamo ancora la Margherita fino a quando la
Margherita ci sarà. La coerenza quindi ci contraddistingue; non la coerenza del Consigliere Ginetto Montipò, il quale era contro, poi sulla strada di Damasco si è convinto ad aderire al Partito Democratico. Noi non eravamo di questo parere inizialmente e ancora non
abbiamo maturato questa decisione. Io ho aderito in ritardo alla politica, direi che ho fatto
parte attiva della politica in ritardo rispetto ai giovani Consiglieri che sono qui, l’unico che
mi batte è Corradini, ma ho aderito con entusiasmo per quegli ideali che la Democrazia
Cristiana prima, il Partito Popolare poi, la Margherita, avevano per me costituito e che
fanno parte di quel cattolicesimo democratico, in cui io credo fermamente, che mi impone, ancorché impegnato professionalmente in altre cose, di dedicare il mio tempo alla politica cercando di dare un contributo. Ora, mai più pensavo, all’inizio di questa nuova avventura in Consiglio comunale, quando festeggiavo in cuor mio, scusate la parola, il verbo, l’avvento del primo Sindaco non comunista, o non post – comunista, di trovarmi nella
decisione di dovere decidere a quale partito, a metà consigliatura, aderire. Non ho ancora
deciso quale sarà il mio destino ed è per questo che rimango nel partito in cui ho creduto,
in cui credo: la Margherita. Mi permetterete, io non ho preparato dei lunghi discorsi, anche perché non ne vedo la ragione, ho creduto in un’idea e continuo a praticarla. Non
per questo il mio voto… sarà critico come sempre, non è mai stato in linea, io sono un
contestatore e quindi non posso micca… io mi trovo forse meglio nell’opposizione, ma
non posso non considerare la mia presenza in questi banchi a sostegno del governo della città e non certo verrò meno, a meno che questo governo non travolga quelle che sono
le mie idee. Ma permettetemi due citazioni, io in genere non le faccio, ma questa volta ho
voluto farle ed ho voluto fare uno sfoggio di erudizione, cosa che in genere non mi capita,
le fa l’avvocato Corsi in greco e in latino, in genere io non le faccio, o le faceva perché
adesso è silente da un po’ di tempo. Il Papa, al governo italiano che cercava di ottenere
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pacificamente Roma, disse “non possumus”, non possiamo e questo “non possumus” si
dice anche di Clemente VI a Enrico VIII che richiedeva il divorzio ardentemente e il Papa
rispose “non possumus”, non possiamo. Malgrado la simpatia che ho manifestato, anzi gli
avevo preconizzato l’idea che diventasse Sindaco, nei confronti del Consigliere Luca
Vecchi, e se si ricorda bene votai per lui per la presidenza del Consiglio comunale, poi
all’ultimo votai Rinaldi, ma per dire che la mia approvazione per quella che è la figura del
nuovo capogruppo è totale. Abbiamo fatto parte insieme della Commissione della riforma
dello Statuto, ci siamo conosciuti nelle sedute dello Statuto dei quartieri, ci siamo conosciuti meglio e così ho potuto vivere con lui parecchie sedute interminabili che andavano
fino a sera e quindi ci siamo conosciuti meglio. L’altra citazione che faccio è questa, è un
po’ più dura, è un po’ più brutta: “ubi leonis pellis deficit, vulpinam insuendam esse;” che
vuol dire in italiano “quando la pelle del leone non basta, occorre cucirsi addosso quella
della volpe”; lo ha detto Plutarco e lo ha detto Fedro. Ora, vedete, non credo ancora in un
partito… ho ascoltato con interesse Veltroni quando, a Torino, in un intervento debbo dire
magistrale quanto a sentimento, a citazioni, ha proferito per l’inizio di questa sua candidatura a presidente del nuovo partito, però io incontro nella mia vita quotidiana di avvocato,
nella mia vita quotidiana di cittadino, molte perplessità su questo partito nuovo, le perplessità che, a parte la dichiarazione d’intenti che avete tutti coralmente, avete anche voi
e continuo a dire, non Ginetto solo, anche voi darete, perché l’avete manifestata spesso
e volentieri in camera caritatis. Questa perplessità l’ho anch’io. Un partito deve nascere
dalle viscere, dal cuore, dal profondo. La mia adesione al partito della Democrazia Cristiana prima e al Partito Popolare poi è nato dal profondo, se no, se altrimenti fosse nato
da un calcolo non sarei in quest’Aula, mi dedicherei ad altre cose. Questo desiderio del
nuovo partito, in questo momento, non alberga nel mio cuore. Questo non vuol dire che
in un futuro possa anch’io, come Ginetto, basta è l’ultima volta che lo nomino, essere
colpito sulla strada di Damasco, perché questo partito è un partito in fieri; in questo momento, ripeto, la mia decisione è no, o per lo meno di incertezza. Io ho, alcuni mesi fa,
era presente anche il Sindaco, a Correggio vi fu un convegno dove vi era Savino Pezzotta, Martinazzoli, Castagnetti e De Mita, alcuni di voi erano presenti. Io con Franco Colosimo e con altri eravamo a quel congresso e quei dubbi che agitavano in allora le coscienze, sono quei dubbi che ancora oggi ci sono, in ordine alla costituzione di questo
gruppo che è ancora qualcosa in sé e non è ancora qualcosa di sofferto e di sentito come
un partito deve essere; quindi non un diniego, il mio, credo anche sia la stessa idea che
alberga nell’animo dell’amico Franco Colosimo, non è un diniego assoluto, è una perplessità circa il destino di questo nostro Paese che sta a cuore a tutti, non sta micca solo
a cuore a quelli che partecipano al Partito Democratico. Certo che se dall’altra parte vi è
una figura come Berlusconi, indubbiamente, la bilancia pende dall’altra parte, anche se la
Giampaoli vuole insegnarci su come ci dobbiamo chiamare prossimamente. Io, per il
momento, mi chiamo ancora Margherita, come partito e continuo a manifestare assenso
a questo governo della città, quindi non mi allontano, guardo con interesse al Partito Democratico, ma anche con un certo distacco. Vediamo cosa può accadere. Io non voglio
pensare a quelle fasi storiche del pessimismo della ragione, l’ottimismo della volontà; dire
che questo partito, Vecchi, si farà sul campo, anche a Reggio Emilia dove le resistenze,
credimi, da parte dei due gruppi contrapposti, sono ancora nutrite. Io faccio gli auguri a
tutti, anche a me stesso, perché non voglio estraniarmi da questo Consiglio comunale e
dall’appartenenza politica in cui ho creduto, ho sempre fatto parte della Sinistra D.C., ho
sempre fatto parte di un certo modo di pensare alla politica: non voglio estraniarmi da
questo, voglio solamente rimanere in attesa di eventi e che maturino anche in me stesso
delle convinzioni che in questo momento non ho. Grazie dell’attenzione.
Entra il Consigliere Ferrigno.
Consiglieri presenti numero 35
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CONSIGLIERE GIOVANNINI
Signor Presidente, io più volte, in quest’Aula, ho sostenuto che la maggioranza che governa la nostra città è l’esatta fotocopia del Governo di Roma guidato da Romano Prodi.
Oggi ne abbiamo ulteriore conferma. Di fronte a un fallimento politico si rilancia cambiandosi d’abito, cambiando qualche volto, ma non facendo i conti con le cose non fatte e
programmi non rispettati. Allora noi, in questa città, ci troveremo di fronte a una situazione più critica, perché in questa città c’è una Sinistra radicale che è più forte e perché, in
questa città, chi subirà l’avvento di questa nuova unione, che reputiamo politicamente incestuosa, sarà il Centro moderato e cattolico, testimonianza ne è che due Consiglieri della Margherita non aderiscono al Partito Democratico. Allora noi facciamo i complimenti e
gli auguri di buon lavoro al collega Vecchi per il nuovo incarico, ringraziando, allo stesso
tempo, chi l’ha preceduto, ma non crediamo in un successo fattivo di questa nuova formazione e non se ne abbia a male il collega Vecchi che adesso deve essere uscito, ma
ho letto nel suo intervento la stessa piattezza, ho visto lo stesso compitino che ho sentito
qualche giorno fa udendo le parole di Walter Veltroni. Qui siamo ancora agli auspici, siamo alle cartoline elettorali, perché ancora c’è un Partito Democratico che non c’è e voi già
costituite un gruppo per “vedremo cosa sarà” e nel frattempo si riesce anche a far sopravvivere la Margherita, cioè tiriamo a campare, esattamente come fa Prodi a Roma: tirare a campare, cercare che qualcosa avvenga nel frattempo. Qualcosa che credo non
avverrà in questa città, proprio perché, così come a Roma, c’è un programma che dice
tutto e il contrario di tutto per accontentare tutte le sue varie componenti che, come dicevo prima, qui hanno una conformazione molto diversa nel proprio peso, e che non porterà
certamente alla realizzazione degli auspici che annunciava il collega Vecchi che testimoniavano, per altro, perfettamente, l’insuccesso politico dei primi tre anni del Governo di
Delrio, il quale, nel frattempo, si è precipitato a ricandidarsi in nome, per conto di questa
nuova formazione politica e qui, e concludo signor Presidente, c’è l’unica differenza con il
Governo Prodi, con l’avvento di Veltroni: a Reggio Emilia non ci sarà nessun Montezemolo ad applaudirlo. Grazie signor Presidente.
Entra l’Assessore Gandolfi.
CONSIGLIERE MONDUCCI
Signor Sindaco. Signor Presidente. Colleghi Consiglieri, è una comunicazione, quella della costituzione del nuovo gruppo che, a Ottobre, presumibilmente, diventerà ufficialmente
gruppo consiliare del Partito Democratico che ci consente di fare qualche riflessione e le
prime riflessioni che mi vengono in mente sono una di carattere locale e una di carattere
nazionale. Quella di carattere locale è: sarebbe bene che gli amici del neo – costituendo
gruppo, come primo elemento di lavoro, potessero affrontare e dare una risposta a un
quesito, e cioè: il mitico e tanto sbandierato, ormai direi abusato, programma elettorale
del 2004, quanto è stato realizzato e quanto, invece, è sostanzialmente un pezzo di carta? Questo credo debba essere il primo elemento di riflessione, perché pochi, forse, hanno osservato che, in questi tre anni, le frizioni che si sono realizzate tra i due gruppi, ora
diventati uno, della Margherita e dei D.S., rispetto agli altri gruppi della coalizione, non
vertevano su questioni ideologiche, non è che loro sono i comunisti che abbeverano in
piazza San Pietro i cavalli, non sono i nuovi cosacchi, nè sono i comunisti che mangiano i
bambini come ama ogni tanto evocare nei suoi comizi Berlusconi. Il problema era, probabilmente, che l’ala più a sinistra della coalizione che ha vinto le elezioni del 2004, per rispetto alle elezioni precedenti, era convinta che in questo programma e in questo scorcio
di consigliatura, si potessero realizzare delle cose; cose che in realtà non si sono realizzate e quindi credo che questa continua caccia ai sostanziali traditori od oppositori, io
credo, debba essere rimandata al mittente, perché io credo che se c’è qualcuno che qui
non ha mantenuto le promesse sono proprio coloro che hanno oggi una maggioranza
numerica, non ancora assoluta, 20 seggi su 40, ma sono in qualche modo il centro motore e qualificante di questa alleanza e io credo anche di poter dire, conoscendo, credo,
bene la saggezza e l’intelligenza dell’amico Colosimo e dell’amico Fornaciari che non
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credo che la loro non adesione sia una non adesione solo per motivi, tra virgolette, di natura politico – ideologica, ma credo anche che in loro ci sia la perplessità per tutta una serie di ritardi e di mancati appuntamenti con la realizzazione del programma elettorale del
2004. Cito solo un caso, stiamo ancora aspettando ed è un caso che ha interessato soprattutto i colleghi della Margherita nella scorsa legislatura e il caso non si è mai concluso, aspettiamo sempre con grande pazienza che approdi in Consiglio comunale, sulle vicende del Giglio. Stiamo ancora qui ad aspettare. Sappiamo che nella scorsa legislatura i
colleghi della Margherita fecero una battaglia politica su questo; si astennero qui in Consiglio comunale e credo che si astennero proprio per carità di patria, cioè per non arrivare
a una rottura all’interno della coalizione. Il caso vuole che alcuni anni dopo in questa consigliatura si sia realizzato, sostanzialmente, tutto quello che si poteva realizzare, e anche
qualcosa di più, urbanisticamente parlando, in quella zona; si è edificato, si è fatto quello
che gli amici della Margherita speravano non si facesse e ancora siamo in attesa di una
sorta di pannicello caldo, cioè di una sorta di delibera che venga a porre la parola fine a
questo che io credo sia un gravissimo errore di natura urbanistica e politica, comunque il
figlio è frutto di un piano regolatore dissennato e allora, concludendo, consentitemi di fare
l’altra considerazione sulla politica nazionale: io credo che il discorso di Veltroni forse è
stato non esaminato attentamente e approfonditamente da molti colleghi, ma io credo
che alcuni osservatori abbiano rilevato che è un discorso nettamente moderato e credo
che il collega Sassi converrà con me. Il discorso di Veltroni è stato un discorso moderato,
ultra – moderato al punto tale che non ha neppure escluso che in un sistema elettorale
diverso ci possano essere alleanze diverse e quindi Veltroni ha ipotizzato il principio che
l’unione non sia una sorta di recinto chiuso del quale devono far parte Comunisti Italiani,
Rifondazione, Verdi e altri alleati, ma sostanzialmente deve cercare di arrivare a una percentuale tale di voti che consenta, poi, di avere le mani libere e questo in un’ottica, in
quella famosa ottica neo – moderata, neo – centrista, neo – conservatrice in cui
l’impresa, il grande capitale, sostanzialmente, devono giocare un ruolo dinamico e di movimento; prova ne sia che i primi complimenti sul discorso di Veltroni da chi sono arrivati?
Da Luca Cordero di Montezemolo, se non vado errato e cioè da quel mondo imprenditoriale che qualche settimane prima aveva sparato a zero sul sindacato e sul mondo della
Sinistra. Quindi auguri al collega Vecchi, il quale si trova in una situazione un po’ paradossale, perché voi sapete che il collega Vecchi, che è persona perbene, intelligente e
preparata, aderiva a una mozione all’interno dei D.S. che non era per la costituzione del
Partito Democratico, ma la politica è anche questa: si ritrova, uno che non voleva il Partito Democratico , a diventarne capogruppo.
CONSIGLIERE FANTINI
Grazie Presidente. Grazie colleghi. Sono dispiaciuto perché, per motivi personali, oggi
non ho la necessaria lucidità e tranquillità per affrontare un tema politico di rilievo. Ci proverò ugualmente. Innanzitutto gli auguri al collega Vecchi per l’incarico di capogruppo,
ma è d’obbligo, come già hanno fatto altri, una riflessione su questo evento che è un evento che si colloca nel solco di uno scenario nazionale, come già ricordava il collega
Monducci. La riflessione non può che intrecciarsi tra il tema nazionale e il tema locale. Io
ho detto, qualche tempo fa, che aderirò anch’io al Partito Democratico, tra 19 anni. Adesso resta da valutare se la notizia positiva, perché è un amico e per me è una notizia
positiva, della nomina a capogruppo del collega Vecchi , può fare qualche sconto: potrei
fare 18 anni e 6 mesi, insomma, 18 anni e 5 mesi. Anch’io sono un perplesso, e perché
sono perplesso? Sono perplesso perché vorrei che questo partito si facesse sfiorare dal
dubbio: come mai, a livello nazionale, tanti sono usciti dalla Margherita e dai D.S. in questi ultimi mesi? A destra come a sinistra e non faccio i nomi, potremmo farli, tutti li sanno,
tutti leggiamo le cronache. Come mai a livello locale, collega Monducci, il sottoscritto, tanti altri sono entrati nei D.S. poi ne sono usciti tutti, nessuno escluso? Non lo so. Sono
problemi personali? Non credo. Come mai il gruppo dell’Ulivo, alla Camera, ha 9 deputati
sotto i quarant’anni? Di questi 9 deputati, 8 dichiarano che la loro professione è “funzionario politico”. Io, in un partito di funzionari, non entrerò mai; non entrerò mai. I funzionari
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politici vanno consegnati al passato. Io entrerò soltanto in un partito di persone libere che
ragionano con la loro testa e la pre – condizione per essere liberi è avere un proprio lavoro, non essere funzionari politici. Il nono è il nipote del migliore Consigliere del capo
dell’opposizione. Questo, per me, è un altro piccolo problema. Qualcuno lo vedeva, anche, addirittura, come possibile leader in alternativa a Veltroni. Questioni piccole, i destini
del Paese, i grandi programmi: sì, va bene, io ho condiviso al 99% il discorso di Veltroni,
però, questi fatti che io ricordo, per me sono dei macigni insormontabili, così come un
macigno insormontabile è la questione dei doppi incarichi. Il Partito Democratico, vediamo cosa verrà votato, Partito Democratico che ha spinto fino ad oggi perché entri un
Consigliere che ha un doppio incarico; il Partito Democratico che mi ha bocciato un emendamento: vediamo cosa faremo sulla mozione di iniziativa popolare dove noi chiediamo che anche a Reggio questo costume venga superato. Io vorrei un partito che fosse
un pochino più sfiorato dal dubbio, che accettasse le diverse sensibilità in modo vero e
non formale, perché accettare diverse sensibilità significa mettere dentro al proprio partito, persone forti e indipendenti, non fare una serie di citazioni che vanno da Destra a Sinistra, da Bobbio a Marx: questo è un melting pot che non significa assolutamente nulla.
Un partito nuovo, un partito con facce nuove. Io ho denunciato che in questa città non si
muove niente, che sono vent’anni che ci sono le stesse facce. Io sono già sette anni che
faccio politica e penso di ritirarmi, non ne posso più e non posso capire come ci possano
essere persone che fanno, sostanzialmente, passano, come qualcuno diceva, attraverso
tutte le stagioni. E qua voglio togliermi un ultimo sassolino dalla scarpa, siccome che si
parla di cambi di casacca, passare attraverso le stagioni, sono stato tirato in causa più
volte, anche la collega Giampaoli oggi parla di situazioni a suo modo disdicevoli; ecco allora io voglio fare una domanda, me la faccio a me stesso, la faccio al Consiglio: qualcuno può non aver gradito la mia scelta, una scelta che ribadisco, ma se io, oggi, Marco
Fantini, volessi stare nel partito in cui sono stato eletto, i Democratici di Sinistra,il partito
non c’è più, allora quale coerenza possiamo accampare se non la coerenza con le proprie idee? Io la coerenza con le mie idee la rivendico fino in fondo, quindi rivendico anche
il diritto, così come altri hanno fatto, di potere anche anticipare i percorsi e non che il singolo ha sempre torto, perché questa è la logica di Valdo Magnani che, praticamente, era
la pulce sul crine del cavallo, perchè il soggetto collettivo, il partito chiesa, aveva ragione
e il singolo aveva torto, salvo poi riabilitarlo dopo vent’anni e via dicendo. Allora io rivendico anche il diritto che qualcuno possa arrivarci prima, che qualcuno possa dire “a me i
D.S. non stanno bene, perché poi saltano fuori le intercettazioni, perché poi c’è lo scandalo Coopservice, perché poi ci sono i doppi incarichi, perché ci sono altri mila motivi e
perché poi questo partito non ci sarà più”. Non è che le scelte dei singoli debbono essere
sempre fatte a rimorchio di quelle che sono le scelte collettive. Chiedo scusa e concludo.
Molte perplessità, qualche speranza. Il collega Vecchi è sicuramente una speranza, il
Sindaco prima di tutti, il Sindaco è una figura nuova che io spero possa essere, a livello
locale, il traino per una nuova stagione del governo della città, ma anche di questa formazione politica che io auspico essere una formazione politica trasparente e nuova nei
costumi e nel far la politica, ma soprattutto anche nelle persone che esprime.
CONSIGLIERE EBOLI
Grazie Presidente. Io saluto sinceramente e con favore la nascita del Partito Democratico
in quest’Aula e a livello nazionale, perché io sono, insieme al mio partito, fautore di un
confronto tra posizioni alternative; posizioni alternative significa anche espressioni culturali diverse dove chi sta dall’altra parte è concepito come avversario e non come nemico,
dopo i settarismi e le estremizzazioni sono messe al bando. Quindi, se anche in
quest’Aula nasce oggi il Partito Democratico e nasce con degli artifizi anche numerici poco edificanti, ma non torniamoci più sopra, le pagine che sono state scritte lunedì scorso
e oggi in merito alla vicenda, soprattutto, ma forse non solo quella, della surroga della
collega Donelli, ne è una eloquente dimostrazione. Se, però, questa maggioranza che
non è riuscita a essere maggioranza nonostante abbia avuto un consenso elettorale
ampissimo, nonostante sia riuscita a far digerire agli elettori di sinistra, che sono la
maggior parte in questa città, per la prima volta, un candidato cattolico di fede e di
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parte in questa città, per la prima volta, un candidato cattolico di fede e di professione,
ma direi non cattolico di tradizione, forse per questo Graziano Delrio è diventato Sindaco;
forse nessuno si è troppo soffermato sul fatto che le simpatie giovanili del Sindaco erano
tutt’altro che simpatie giovanili cattoliche, erano simpatie marcatamente di Sinistra; quindi
un cattolico anomalo, un cattolico dossettiano, un cattolico appartenente a quella cultura
d’ispirazione esclusiva, elitaria, ma anche, in qualche modo, dialogante con quello che
era il vecchio P.CI. Idealmente l’area dossettiana, ciò che rappresentò Dossetti senior,
non solo Dossetti junior, per ciò che fa oggi in ambito sociale, è la dimostrazione di un
percorso che ha poi dato vita all’Unione e ha dato vita all’Ulivo. C’è una sua coerenza in
questo percorso. È naturale che chi non ha mai aderito, nemmeno nella vecchia Democrazia Cristiana, a questa impostazione, ha fatto, credo, altrettanto coerentemente la
scelta di un’aggregazione moderata di Centro – Destra. Quindi se oggi nasce il Partito
Democratico a Reggio Emilia io lo saluto favorevolmente, perché anche in virtù della sua
autonomia numerica spero che finalmente si riesca ad instaurare un discorso tra diversi,
ossia tra avversari, sulle questioni che stanno sul tappeto, sulle questioni dello sviluppo
della città, su come questa città deve crescere, perché se questa maggioranza, come
quella di Governo, rimane schiava e vittima dei personalismi e degli estremismi, quelli
della Sinistra cosiddetta antagonista che pure da questa operazione è chiamata a nuove
forme di aggregazione, ebbene credo che si comprometterà seriamente anche il livello
partecipativo da parte dei cittadini alla politica. Allora Vecchi, al quale faccio i miei auguri
per il suo ruolo di capogruppo del Partito Democratico, è entrato con uno stile che sembra abbastanza ben augurante in quest’aula. Una volta, il collega Fornaciari, lo aveva
apostrofato con le ambizioni Sindaco: non ci scherzi troppo. Io ricordo una Consigliera
che stava sempre silenziosa e nell’ultimo banco: ha fatto il Sindaco per 13 anni, quindi
credo che, forse, certi percorsi possano manifestarsi col tempo. Io credo che questa operazione del Partito Democratico, però, non possa esimere anche il Centro – Destra da
una qualche forma più coraggiosa di aggregazione. È in atto anche nel Centro – Destra
questo dibattito sul futuro: federazione, partito unitario. Noi alla festa tricolore di Alleanza
Nazionale, già da un paio d’anni, lanciammo l’idea di dare un qualche segnale di unità:
qualcosa di più; e lo facciamo e lo abbiamo fatto senza avere alcuna ambizione di essere
i primi a guidare questo processo, ma mettendo a disposizione quella che è la nostra capacità politica, il nostro radicamento territoriale, la nostra voglia di cambiare davvero e la
rilancio anche qua, questa idea. Lo dico agli amici dell’U.D.C. che, però, in questa sede,
forse più che a Roma, sono fedeli e corretti alleati; lo dico a Forza Italia; lo dico alla Lega,
nella sua autonomia, dove a Roma, però, partecipa in modo più concreto a un discorso
unitario della Casa delle Libertà. Credo che di fronte alla costituzione del Partito Democratico, del gruppo unico, sarebbe un errore, se in un’ottica per adesso federativa, il
Centro – Destra si limitasse a guardare e non desse quel segnale anche di alternanza nel
ruolo, ma di definizione temporanea da qua al 2009, che sarebbe anche propedeutica alla creazione della vera alternativa politica in termini programmatici, a lanciare la vera sfida, perché , non me ne vogliano i colleghi delle liste civiche, ma per quanto io possa
prendere seriamente le parole del Dottor Baldi, convengo con quanto dice la collega
Giampaoli, non si lancia la battaglia lanciando proclami da fuori, le battaglie si fanno
all’interno; ora, è troppo presto, perché è appena entrato il collega Rangone, avrà tutto il
tempo di dimostrare quale tipo di azione vuole svolgere in quest’Aula, sta di fatto, però,
che il Laboratorio Baldi, come esperienze di liste civiche, è fallito. Lo ha detto anche un
suo amico e io di questo dò atto ad Achille Corradini, perché io, Achille Corradini, lo conosco da molto tempo e posso, però, dargli atto che lui a Carlo Baldi, fino a quando ha
potuto, è restato fedele; poi non è del tutto colpa sua se se n’è dovuto andare, poi anche
Carmine De Lucia, a onor del vero, ha fatto scelte un po’ obbligate. Quindi l’esperimento
Laboratorio per Baldi è finito; è finita quella che è l’illusione del finto civismo, quella che
pensava di essere alternativa alla Sinistra rimanendo di Sinistra e credo che chiunque
abbia in animo un’ operazione di questo tipo sarà destinato a cocenti delusioni. Sto concludendo. La Sinistra antagonista sarà sempre più emarginata quanto più dal Centro –
Destra saprà crescere una proposta alternativa, quanto più dal Centro – Sinistra, ossia
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dal Partito Democratico, ci sarà il riconoscimento di quel ruolo politico che il Centro – Destra rappresenta in quest’Aula con il 30% dei consensi. Non con il 3%, con il 4%. Quando
si riconoscerà il ruolo politico che, nei fatti, di un dialogo fra diversi, ma di una capacità di
confrontarsi sulle idee, si creeranno le premesse per un’alternativa che per voi sarà rischiosa, ma sarà una crescita per la democrazia reggiana. Pertanto io concludo davvero
con la proposta di cui sono, forse, solitario sostenitore, ma spero di no da molto tempo, si
crei anche in quest’aula, molto presto, a fasi alterne, un gruppo unico guidato da un esponente di Centro – Destra, di volta in volta; Alleanza Nazionale non si candida ad essere il primo, quindi decida la Casa delle Libertà chi sarà il nostro capogruppo unitario per
un semestre, per otto mesi, per quello che volete, ma solo obbligandoci a lavorare insieme noi potremo dare un esempio in più all’esterno di come stiamo preparando
l’alternativa. Se continueremo a lavorare in modo sicuramente coordinato come abbiamo
fatto fino ad oggi, molto più delle passate consigliature, e io ne sono testimone, ma in
modo troppo sparso senza obbligarci a sintesi, anche operative, un pochino più stringenti, credo che da qua al 2009 saremo pronti per la sfida. Quindi lo dico alla collega Giampaoli, che sia lei, che sia il collega Poli, che sia il collega Giovannini, cominciamo questo
percorso e diamo un segnale alla città. Non restiamo semplicemente spettatori di un processo politico che credo ci investe anche se noi non lo vorremo.
CONSIGLIERE PRANDI
Signor Presidente, Signor Sindaco e colleghi Consiglieri, sicuramente la costituzione,
oggi, del gruppo dell’Ulivo per il Partito Democratico è una costituzione che si colloca
dentro a un percorso politico che è stato avviato a livello nazionale già da alcuni mesi ed
è un percorso politico che, comunque, è destinato a lasciare un segno all’interno del nostro Paese, sia che questo progetto politico, quello di andare alla costituzione del Partito
Democratico, abbia successo, sia che, invece, questo progetto possa fallire. È destinato
a lasciare un segno, perché nasce con degli obiettivi importanti; nasce con gli obiettivi di
dare una risposta al bisogno di politica che c’è e al bisogno di politica diversa che c’è
all’interno del nostro Paese; bisogno di politica diversa che ha portato e sta portando ad
un allontanamento da parte di tanta gente, a una disaffezione dalle forme partito. Forma
partito che, invece, riteniamo essere fondamentale all’interno di un’esperienza democratica come quella del nostro Paese. Quindi gruppo unico che si colloca all’interno di questo percorso, a un percorso che è stato avviato sul territorio, sul territorio nazionale ai vari
livelli: nei congressi provinciali, nei congressi regionali, nazionali fino ai congressi nazionali dei Democratici di Sinistra e della Margherita. Percorso che è stato caratterizzato da
un dibattito; probabilmente questo dibattito non è stato il dibattito che molti di noi avrebbero voluto in termini di confronto, in termini di opportunità, di discutere. Debbo dire che a
Reggio Emilia, all’interno della Margherita, ci si è caratterizzati per discutere nel modo più
ampio possibile, probabilmente a livello nazionale, all’interno del nostro partito, il fatto che
ci fosse una mozione unica è stato un elemento di debolezza, all’interno dei D.S. ci sono
state più mozione ed è stato questo, credo, un elemento di ricchezza. Dibattito che ha
portato, per come si è caratterizzato e per le scelte che ci sono state sia all’interno dei
Democratici di Sinistra, sia all’interno della Margherita, a delle scelte anche dolorose, a
delle scelte sofferte, a delle scelte di amici coi quali si sono fatti anni e anni di comune militanza che hanno portato a fare scelte diverse in questo momento, e che ci auguriamo in
un futuro possano essere scelte che per le comuni radici ideali e per le comuni ispirazioni, per il comune sentire politico, ci si possa tornare ad incontrare; quindi anche a scelte
diverse, a separazioni che speriamo e ci auguriamo possano essere separazioni anche
temporanee. Certo, se noi guardiamo al passato, le ragioni del dubbio ne abbiamo tutti e
ne abbiamo tante, però, abbiamo anche visto com’è cambiato il panorama politico nel
nostro Paese in questi anni, abbiamo visto come le culture, anche diverse, anche contrapposte, si sono incontrate e hanno costruito dei comuni denominatori importanti che
possono essere le fondamenta e le radici sulla quale si può costruire il futuro del nostro
Paese. Io voglio usare un’immagine che ha usato un delegato in un intervento al congresso della Margherita, credo che la scommessa del Partito Democratico , e la scom39
messa quindi del gruppo unico che si colloca all’indomani, alla vigilia della costituzione
del comitato promotore a livello provinciale per il Partito Democratico, sia una scommessa che noi non stiamo facendo, oggi, per noi, in quest’Aula. Sarebbe miope e sbagliato,
come ho sentito nel dibattito anche in queste settimane, stare a fare la conta di numeri,
questo è sbagliato da chi attribuisce alla nascita del gruppo unico questo significato; è
una scommessa che si fa per il futuro; è una scommessa che si fa per le nuove generazioni; è una scommessa che si fa per i nostri figli, per dare a loro degli strumenti di partecipazione politica, nella quale la politica si riappropri di un ruolo, perché quando la politica
manifesta una crisi di rappresentanza e di legittimazione e di legittimità, allora, nel vuoto
della politica, sopravvengono e prevalgono altri poteri: i poteri economici, i poteri forti.
Siccome noi, invece, crediamo nel primato della politica, pensiamo che andare a costruire
una forma rinnovata di partecipazione, oggi, o scommettere di provare di andare a costruire una forma rinnovata di partecipazione politica oggi, sia una scelta per il futuro e
per il futuro del Paese. Certo una scelta difficile. Sicuramente una scelta difficile. È una
scelta irta di difficoltà e credo che nei diversi interventi che ci sono stati, penso che hanno
tutti toccato degli elementi importanti: penso al tema del rinnovamento della classe dirigente che ha toccato il Consigliere Fantini. È un tema vero, frutto anche, probabilmente
di una legge elettorale nella quale c’è stata una captazione, ma questo non è avvenuto
solo da una parte, cioè è stato in generale. Tutte le forze politiche quando il vertice va a
decidere tutte le liste su delle liste bloccate, senza l’opportunità di esprimere una preferenza o senza dare la possibilità direttamente al cittadino attraverso la competizione nei
collegi com’era nel vecchio sistema di potere competere, di potere decidere chi lo va a
rappresentare, alla fine si va a creare un elemento di fidelizzazione, quindi, voglio dire, il
vertice sceglie tutto. E questo non aiuta sicuramente il ricambio e questo è avvenuto in
modo generale in tutte le forze politiche. Questa è una scommessa sulla quale tutti si può
lavorare assieme, perché questi sono obiettivi importanti. Termino, Presidente, con un
piccolo esempio per rendere l’idea: c’è un Paese nel mondo nel quale l’80% delle famiglie ha un personal computer in casa; il 70%, quasi, delle persone alle ultime elezioni ha
votato per via informatica, è dotato di una card elettronica che gli serve come tessera informatica, gli serve come passaporto, gli serve come patente. Questo lo dico, perché
questo Paese, riporto, è l’Estonia, un piccolo Paese europeo che faceva parte del blocco
dei Paesi del sistema comunista decaduto; lo dico per sottolineare i grandissimi cambiamenti che stanno avvenendo a livello del mondo, a livello della società civile, grandissimi
cambiamenti tecnologici, grandissimi cambiamenti culturali, grandissimi cambiamenti sociali; anche la politica deve essere in grado di rispondere, di stare al passo con questi
cambiamenti. La sfida del Partito Democratico, la sfida del gruppo unico, con tutti i dubbi,
con tutte le difficoltà che abbiamo davanti, è un tentativo che va in questa direzione.
CONSIGLIERE MONTIPO’
Insomma, intanto debbo ringraziare l’esimio avvocato Fornaciari che mi onora di un diminutivo che nel mio ambiente alpinistico è molto conosciuto e quindi, insomma, è una garanzia diciamo e poi devo dire che fa bene il Consiglio comunale a impegnare un po’ del
suo tempo per un avvenimento che, secondo me, senza andare troppo sopra le righe, io
ritengo uno degli avvenimenti politicamente più significativi di questo mandato amministrativo, perché siamo alla conclusione, alla tappa intermedia, diciamo meglio, di un percorso che è stato, effettivamente, travagliato per tante persone, me compreso. Sappiamo
benissimo, insomma, il nostro vissuto, quanto pesa nel prendere certe decisioni. Tuttavia,
insomma, dopo molto travaglio, non solo noi in questa sede, ma un po’ in molte parti del
nostro Paese, gente di buona volontà conviene che la situazione politica in campo nazionale sia particolarmente, anche un po’ preoccupante per lo sfilacciamento della nostra
società, per la necessità di ridare fiducia alla gente nelle istituzioni, nella politica con la p
maiuscola e, in quest’operazione, la prospettiva del Partito Democratico vuole aiutare;
vuole aiutare un Paese che, oggettivamente, al di là se lo governa la Destra o se lo governa il Centro – Sinistra, il Centro – Destra o il Centro – Sinistra, è un po’, oggettivamente, con il fiato corto sui temi, diciamo, politici di alto livello. Devo dire che sono anche con40
fortato dalla bontà del lavoro che stiamo proponendo e della tappa intermedia che stiamo
raggiungendo, dallo stesso intervento del Consigliere Eboli al quale si può rimproverare
moltissimo, un trascorso nella Destra, anche lui come me, come molti, insomma, ha attraversato varie fasi politiche di questo Paese da quella più estrema a quella più
ragionevole; gli si può rimproverare tutto, ma non è che gli si può dire che non capisce di
politica e ha colto, effettivamente, lui come altri, insomma, a livello nazionale, hanno colto
che quest’operazione del Partito Democratico si avvia veramente a una modifica del
quadro politico nazionale e, ovviamente, anche locale. Ci sarà chi lo coglie prima questa
esigenza, chi la coglie dopo, ma guardate che la strada è questa e direi che fino ad ora,
diciamo, il miglior viatico per la proposta che abbiamo fatto al Consiglio, e cioè di unire gli
uomini di buona volontà del gruppo dell’Ulivo per il Partito Democratico,
paradossalmente, viene proprio da Eboli che conferma la giustezza dell’operazione che
stiamo conducendo e invita, appunto, quelli del fronte del Centro – Destra a fare più o
meno altrettanto; questo è un po’, diciamo, proprio l’obiettivo che si pone proprio il Partito
Democratico. Devo dire anche che proprio chi coglie questa esigenza che non è tattica,
ma è veramente politica, direi sociale nel senso di ricostruire una comunità che pur
venendo da posizioni diverse, si dà dei principi comuni, degli obiettivi comuni: ricostruisci
il senso del bene comune; e poi naturalmente si può anche dividere sulle strategie per
ottenere questo bene comune, ma mette bene al centro la comunità come terminale di
tutte le politiche e non la politica come mezzo per governare la comunità. Non so se sono
stato chiaro. D’altra parte non ho preso degli appunti molto precisi e potrei anche,
diciamo, confondermi. Inoltre, mi pare che il nostro nuovo capogruppo abbia esposto con
passione e con, diciamo, competenza quelli che sono gli scenari di riferimento del nostro
lavoro. Anch’io faccio una battuta, una citazione: io sono convinto, come molti di noi sono
convinti, che il futuro non si aspetta. Si prepara. Il futuro si prepara. Noi stiamo provando
a prepararlo ed anche per questo non abbiamo parole di critica per coloro che ancora,
diciamo, non accedono alla prospettiva che noi proponiamo. lI Consigliere Colosimo, il
Consigliere Fornaciari sono persone di grande spessore politico; sanno e sapranno,
sicuramente, per altro lo hanno già detto, come collocarsi politicamente in quest’Aula;
rispettiamo, o per lo meno, io rispetto fortemente il loro travaglio, perché è stato anche il
mio, ma sono convinto che sarà inevitabile un riavvicinamento sulla base dei programmi
e, ripeto, dei valori che noi come Partito Democratico, costituendo Partito Democratico,
vogliamo proporre al Paese. Guardiamo, anche con una certa fiducia ai prossimi
appuntamenti che sono sicuramente non facili. Tuttavia, particolarmente in questa città, ci
sostiene anche un certo percorso storico che la Sinistra riformista ha fatto e Monducci ha
tutto il diritto di aprire prospettive politiche a lui gradite, ma io penso che in questa terra è
molto presente, sicuramente, lo dico per semplificare, una componente, lo dico per
semplificare e non è la frase corretta, ma non me ne viene in mente un’altra, una forte
componente, diciamo, di estrema Sinistra. Tuttavia la storia di questa terra ci parla,
invece, di una Sinistra riformista. Alla grande. E siamo fiduciosi che ci daranno ancora,
diciamo, il consenso, perché questa è terra di civiltà non di scontri e sono convinto,
insomma, che questo sforzo che stiamo facendo, non senza un certo travaglio, quello di
unire anche 19 Consiglieri più il Sindaco, non ci siamo mai preoccupati del numero.
Questo è stato, io l’ho anche scritto sul giornale, una favola che è stata messa in giro,
seconda la quale il Partito Democratico andava a cercare il ventunesimo Consigliere
chissà per far che cosa, come se uno non avesse il diritto, una volta, anche di sentirsi
poco bene, stare a casa. Questa è una favola che non ha nessun riferimento politico, ma,
l’ultima cosa che devo dire, devo anche dire che però noi difendiamo chi liberamente
sceglie di aderire al Partito Democratico, al gruppo, cioè non è che siamo noi che diciamo
“no, no non venite che altrimenti disturbate qualcuno”. Noi siamo ben contenti di
accogliere persone, pur, ripeto, anche partendo da posizioni diverse, che possano
riconoscersi nel progetto politico che manifestiamo; senza voglie, diciamo, egemoniche
che, ripeto, sono una favola, ma anche convinto che non è che si può parlare del Partito
Democratico solo quando la gente lo lascia; bisognerà anche che apprezziamo quando la
gente lo apprezza.
41
CONSIGLIERE COLOSIMO
Grazie Presidente. La sua raccomandazione è sicuramente dovuta, ma lei capirà che il
tema oggetto del nostro interesse, da alcuni definito storico, forse consente una qualche
deroga. Tuttavia cercherò di stare entro i cinque minuti, anche per via di un fastidiosissimo malessere per il quale credo di essermi attirato, anche, qualche benedizione. È un
segno del Cielo. Credo che tu mi abbia pensato molto, Sindaco, in queste ultime quarantotto ore. In quest’Aula, circa un’ora e mezza fa un amico mi ha chiesto perché dovrei
proprio dargli un dispiacere. Sarebbe facile rispondere che gli amici veri dicono ciò che
pensano anche quando ciò che si pensa non è ciò che si spera o ciò che si gradisce. Rimane, tuttavia, la condizione di lealtà fra amici. Sgombro subito il campo da qualche sollecitazione benevola che è avvenuta in quest’Aula, con particolare riferimento al collega
Monducci. Monducci ci interroga sulle perplessità che potremmo avere vista la nuova
stagione che si apre, anche per noi, sul programma di governo locale. Noi solitamente
siamo abituati, con il collega Fornaciari, ma anche con gli altri colleghi con i quali abbiamo condiviso fino ad oggi una presenza, un lavoro, un pensiero, siamo abituati a mettere
il timbro della lealtà nei nostri comportamenti e la nostra lealtà non verrà certamente meno rispetto ad una scommessa politica per la quale abbiamo lavorato dal 2002 in poi.
Continueremo, quindi, a chiederci, se questa è la domanda, il perché, sempre, rispetto ad
un atto amministrativo, di un consenso ed anche il perché, collega Montipò, di un possibile dissenso, perché la politica se vuole essere seria, fatta da persone serie, e qua abbiamo qualche presunzione come potete averla tutti voi, si interroga sempre sul perché del
voto che dà o che nega. Forse, per quello che capita oggi in quest’Aula, occorre fare
qualche sforzo in più per meritarsi questa lealtà. Forse. Quindi nessun problema di ripensamento sulla scommessa politica che abbiamo fatto nel 2004 e per la quale abbiamo lavorato anche negli anni precedenti. Io ho apprezzato molto il tono pacato e anche le parole garbate del collega Vecchi al quale, tuttavia, voglio dire, fare due considerazioni
semplici. La prima: può capitare, Luca, mi permetterai quest’espressione confidenziale,
può capitare che tra l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione si annidi il
pragmatismo delle classi dirigenti o del centro politico che vuole auto – perpetuarsi o,
peggio ancora, il cinismo delle convenienze. Siamo tutti sicuri, questo lo dico anche al
collega Prandi, che c’è qualcuno che ha lo sguardo rivolto al passato e c’è qualcuno che
ha lo sguardo in maniera così disinteressata, esclusivamente rivolta al futuro? Ma se così
fosse, anche, e dovessimo anche noi accedere che in quest’Aula e non soltanto in
quest’Aula c’è soltanto qualcuno che guarda al futuro e qualcuno che, invece, viene considerato come sentinella di una nostalgia del bel tempo andato, spiegateci, in maniera
comprensibile, qual è il futuro che si prepara, perché in questo Paese anche l’avvento del
Partito Democratico è stato costruito con un colpo di teatro degno dell’intelligenza di
Massimo D’Alema. Nei giorni scorsi il Paese, la stampa, le televisioni erano tutte affaccendate su ben altre cose. È stato sufficiente l’annuncio in una trasmissione televisiva del
lancio della possibile candidatura di Veltroni perché di quegli argomenti il Paese non parlasse più e parlasse soltanto della candidatura di Veltroni. Se la politica è quella che vive
di immagine, di slogan e di slanci personalistici, è una politica che francamente non mi interessa, anche perché è curioso, direbbe De Mita “la politica nasce da un’idea” e il Partito
Democratico non c’è dubbio che è un’idea, ma voi stessi dite che è un tentativo, è un
percorso politico, quindi ancora non c’è. Tuttavia abbiamo già il leader e tutto questo capita in un Paese in cui la politica vive molto di più di messaggi, di personalismi e di liberismo che non di idee fondanti di un’esperienza politica; e qua arrivo alla domanda: io non
nego che anche chi, assieme a me, assieme a Graziano Delrio, ha condiviso
un’esperienza politica abbia non solo la legittimità, ma anche il diritto di fare una scommessa sul futuro e che la faccia mettendo in campo la sua esperienza di cattolici democratici, è un’espressione questa che cerco di non usare mai, perché mi sa tanto di aule
universitarie e di professorini, ma del cattolicesimo popolare, del cattolicesimo sociale.
Credo che sia oltre che legittimo anche un diritto scommettere sul futuro mettendo in
campo quest’esperienza, ma così come noi riconosciamo la legittimità e il diritto a questi
amici, vogliano anche gli altri amici riconoscere legittimità e diritto a chi ancora questa
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stessa domanda se la pone e dice che forse c’è ancora bisogno, in questo Paese, di un
pensiero strutturato del cattolicesimo sociale, del cattolicesimo politico, perché se nel
prossimo futuro le contrapposizioni sono fra una politica illuministica e la tecnica, credo
che la sconfitta della politica sia già scritta e forse un surplus, direbbe il Sindaco Derio, di
nuovo umanesimo sarebbe necessario; e allora mi chiedo: forse, rispetto a questa prospettiva, i cattolici, con la creazione del Partito Democratico, credono che la loro esperienza sia all’epilogo? Questa è la domanda. Noi crediamo che non sia l’epilogo di questa
esperienza politica. Vogliamo essere le sentinelle di una nostalgia? No. Vogliamo essere
portatori di una passione triste? Credo di no . A questa domanda noi abbiamo elaborato
il dubbio, collega Vecchi, e a questo dubbio stiamo dando questa risposta non per segnare una differenza o una distanza, ma per sottolineare ancora la necessità che forse questa presenza, nel panorama politico del Paese, è ancora necessaria. Chiudo con quello
che è avvenuto a Torino. Io ho riletto due volte l’intervento di Veltroni, perché ero curioso,
per tentare di capire quanto più possibile ci fosse di nuovo, di novità e mi sono ritrovato in
due espressioni; una usata da Cacciari, il quale, dopo aver ascoltato e dopo aver letto il
suo intervento dice: “francamente non mi è dispiaciuto niente e non mi è piaciuto niente”.
Ancora più caustica la battuta di Emanuele Macaluso che non mi pare sia un integralista
inguaribile, il quale dice: “chi crede che a Torino sarà svelato l’ultimo mistero di Fatima, è
un illusionista di mestiere o un cretino dilettante”. Io non sono così caustico. Io credo che
nell’intervento di Veltroni, certamente intriso di passione, certamente intriso di ansia della
novità, ci sia tuttavia uno zibaldone di tante e belle intenzioni e tra l’altro credo che ci siano pochi motivi di scelta vera: tra un riformismo agognato e la necessità di creare una
grande Sinistra in un grande Ulivo come fino a qualche anno fa, ma non molto lontano,
badate, diceva, ma anche nel suo intervento, cercando, insomma, di rendere compatibili
aspetti che ancora non lo sono, guardando alla politica internazionale si limita soltanto a
dire che nel panorama mondiale è impossibile non pensare all’esperienza dei Democratici americani, dei Democratici indiani e del socialismo. Basta andare a rileggere. E allora,
qua, la domanda di fondo è: le cose nuove che nascono sono cose che hanno radici nel
passato? Certamente, ma sono cose rispetto alle quali si prendono le distanze per creare
un pensiero nuovo o sono cose che vengono riverniciate e che ciascuno di noi vuole portarsi appresso? E qui una domanda sia ai colleghi, ex a questo punto, della Margherita e
ai colleghi, ex, dei D.S. Non vi sarà sfuggito nelle vostre letture dei giornali ciò che sta
capitando; chi del vecchio si vuole portare la propria esperienza fa , come l’Onorevole
Fioroni, la corrente dei cattolici nel Partito Democratico, chi si vuole portare la sua esperienza laica, come Gentiloni che riempie Roma dei manifesti semplicemente laici nel Partito Democratico, chi come Fassino vuole impedire una corsa vera alle primarie ad amici
di partito, perché, insomma, il gruppone dei D.S. unito è quello che condiziona e c’è chi,
come Rutelli e i suoi amici, hanno predisposto e stanno predisponendo, attraverso alcuni
convegni, la corrente dei democratici rinnovatori, cioè come dire che rispetto ad una cosa
nuova che si vuole costruire non c’è il senso di una rinuncia, ma c’è la volontà di portarsi
appresso ciò che in qualche modo si ha la presunzione di rappresentare. Cari amici, se
questo è il modo di costruire il Partito Democratico io vi faccio i miei migliori auguri, ma
credo che la nostra, non essendo una passione triste, continuerà, anche in quest’Aula, a
dare il suo contributo.
CONSIGLIERE SASSI
Grazie Presidente. Io credo che la costituzione, anche in questa Sala e a Reggio Emilia,
del gruppo unico dell’Ulivo per il Partito Democratico ci consegni la possibilità di qualche
riflessione politica, proprio perché credo che ci si trovi di fronte ad un fenomeno storico,
politico di indubbia rilevanza e allora i fenomeni della storia possono essere approcciati in
due modi, cioè da un lato con un angolo di visuale attento alla contingenza e dall’altro lato, invece, cercando di collocare quel fenomeno all’interno di un contesto più ampio, fino
ad arrivare, come dire, alle radici di quel fenomeno, alle sue cause sociali, politiche.
Quindi io credo che oggi anche a Reggio Emilia, così come più in generale nel Paese, si
raggiunga l’esito, per molti aspetti naturale, di un percorso che è iniziato parecchio tempo
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fa e che è iniziato con la fine del secolo breve, sostanzialmente. Sono stati necessari
questi venti anni per comprendere che vi era la necessità di costituire o di tentare di costituire una cultura politica, un partito politico che fosse in linea con quelle posizioni politiche
che, dalla fine del secolo breve ad oggi, sono state, comunque percorse. Credo che il
Partito Democratico dovrà, certamente, guardare al futuro, alle grandi sfide del XXI secolo; non potrà sottrarsi a queste sfide e credo che soltanto parzialmente potrà trovare risposte rispetto alle storie, alle tradizioni e alle culture che pure lo compongono e che, per
certi versi, possono rappresentare un patrimonio assolutamente formidabile di questo
partito, cioè il fatto che buona parte di questo nascente partito sia costituito dalla tradizione post – comunista, post – democristiana, cioè comunque quei due partiti che hanno fatto l’Italia repubblicana. Credo, tuttavia, che le sfide del XXI secolo siano così rilevanti e
così profonde che non sarà semplicemente sufficiente attingere a quell’eredità del profilo
moderato, o meglio ancora, probabilmente, centrista, nel senso proprio di questo termine,
in politica, del Partito Democratico si sia detto parecchio e quindi non voglio aggiungere
nulla. È un partito che sicuramente manifesta un’esigenza di compatibilità rispetto al sistema all’interno del quale è inserito legittimamente e qui ci tengo a fare una precisazione
che è politica, ma che è anche personale, cioè credo che gli amici del Partito Democratico siano al pari del sottoscritto e spero di tutti voi lontani dalle ingiustizie del presente,
credo che si indignino altrettanto del sottoscritto di fronte a quelle ingiustizie; delineano,
tuttavia, una fuoriuscita rispetto al presente che non mi sento di sottoscrivere. Credo che
la ricetta che viene proposta sia una ricetta non capace di affrontare le questioni alla radice; in questo ha un profilo, io credo, moderato e, come ho detto prima, centrista, ma
questi aggettivi non vogliono in alcun modo essere una sorta di etichettamento verso
questo partito, volto a delegittimare chi lo compone. Assolutamente. Credo che la cultura
politica che si tenta di costruire, quella alla quale ci si richiama, pensiamo appunto al partito democratico statunitense , sia una cultura politica legittima, lontana, molto lontana
dalla mia, ma una cultura politica legittima che, probabilmente, introduce degli elementi
anche di chiarezza all’interno di questo Paese. Sul piano metodologico non credo che sia
compito di chi non ha vissuto questo percorso determinare dei giudizi di valore. Il mio può
essere solo un giudizio politico. Si tenta di inserire anche nel nostro Paese un modello
sociale ed economico nuovo rispetto alla storia italiana ed europea della seconda metà
del Novecento con un aperto richiamo, quindi, alla cultura democratica, liberal del partito
democratico americano seppur con molte contraddizioni, basti pensare alla questione dei
diritti civili, ma non sono stato parte integrante di quel percorso e quindi non dò giudizi di
valore. Registro, però, in maniera positiva che questo partito ha deciso, almeno localmente, di puntare, indubbiamente, sui suoi uomini migliori e puntando sui suoi uomini migliori
lancia un segnale molto chiaro, io credo, in politica agli alleati, agli avversari, a chi comunque, come la Sinistra, non può che avere un proprio immaginario politico, un proprio
orizzonte politico, la necessità di elaborare una propria alternativa di società che per molti
versi non può che porsi anche in chiave competitiva con il Partito Democratico oltre che,
chiaramente, con altre formazioni politiche, e quindi credo che questa sfida debba essere
colta, in primo luogo dalla Sinistra, dalle forze radical – democratiche, socialiste; una Sinistra che si ispiri ai valori del socialismo, credo, che sia oggi una Sinistra necessaria,
storicamente ancora prima che politicamente, all’interno di questo Paese. È aperta, quindi, credo, una sfida per la rappresentanza dei ceti sociali popolari,delle classi sociali meno abbienti in questo Paese. Ecco perché non accetto l’idea che vi sia una Sinistra definita radicale, antagonista o massimalista. Vi è oggi una Sinistra. Una Sinistra che è chiamata far fronte a questo processo storico, sottolineo, ancor prima che politico e che lo
deve fare con questa consapevolezza che sottolineavo prima e cioè che il Partito Democratico, comunque, è capace di inserire, oltre che a elementi di ragione, anche elementi
di passione nel momento in cui, ribadisco, investe sui propri uomini migliori. Quindi credo
che la Sinistra non possa manifestare alcun atteggiamento di superiorità o di sufficienza
rispetto al Partito Democratico, ma deve ulteriormente investire in un percorso di elaborazione, come si suole dire buttare anche il cuore al di là dell’ostacolo per accettare quel livello della sfida e per dire che è capace di elaborare un’idea, un modello di alternativa di
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società che superi, quindi, l’esistente e ne determini una fuoriuscita che non può che essere laica, progressista, sociale, anti – liberista, pacifista; una Sinistra femminista. Credo
che di questo ci sia oggi la necessità e che, indubbiamente, anche il Partito Democratico
contribuisce storicamente a questa necessità. Quindi concludo, Presidente, augurando,
indubbiamente, un buon lavoro e un buon cammino agli amici del Partito Democratico.
Esce il Consigliere Marziani.
Consiglieri presenti numero 34
CONSIGLIERE GIARONI
Grazie Presidente. Abbiamo parlato di perplessità. L’amico Fornaciari ha esternato le
proprie perplessità; le perplessità sono tante, io ne ho tante, nonostante ciò ho ritenuto di
aderire. Ne ho tante per tanti motivi: per come nasce il Partito Democratico, nel senso
che il rischio è che se il tutto si ferma semplicemente a un conferimento di due rami
d’azienda, cioè quello dei DS e quello della Margherita, si và poco lontano. La perplessità è la perplessità di chi come molti che avevano iniziato il cammino della Margherita credendo che questo avrebbe voluto dire qualcosa di nuovo, si sono sentiti non più a casa
loro per le vicende che poi successivamente la Margherita ha avuto, però , vedete, queste perplessità, credo portino per chi ha creduto, e io mi ci metto, fino dall’inizio alla possibilità di costruire una casa, invece, che dovere scegliere tra una chiesa e l’altra, chi credeva alla possibilità di costruire qualcosa di nuovo fin dai tempi di Alleanza Democratica
e poi successivamente con i democratici dell’Asinello, di cui alcuni ricordano, anzi credo
tutti ci ricordiamo, credo che questo desiderio, questa speranza che ha radici che vanno
al di là negli anni, credo che questo faccia sì che il “non possumus” che l’amico Fornaciari
citava, nel caso di molti di noi porti a dire “non possiamo non provarci, ci si deve provare”.
Questo è il motivo fondamentale per cui credo in modo anche sofferto, ma alla fine molti
di noi hanno aderito al Partito Democratico, perché il Partito Democratico crediamo costituisca, comunque, un tentativo serio per rispondere ad un bisogno, che è un bisogno serio. Vedete il futuro, ho ascoltato attentamente quello che l’amico Colosimo ha detto, se
non è chiaro l’obiettivo è bene cercare di chiarirselo, perché se no non si capisce dove si
và. Certo, però c’è anche un bisogno, un bisogno che io credo che molti di noi abbiamo
sentito, che è il bisogno che dicevo prima, a questo bisogno c’è questa possibilità e credo
che noi questa possibilità dobbiamo percorrerla fino in fondo con entusiasmo e con serietà. Questo bisogno, anzi tutto, è un bisogno di normalità, dicevo il bisogno di poter far politica e avere un confronto politico senza necessariamente sentirsi parte di una chiesa
che scomunica l’altra. La possibilità di sperare veramente nel futuro, da questo punto di
vista, e di contrapporre a quello che io veramente definisco una sorta di caricatura di
darwinismo sociale che questa Destra spesso e volentieri propone per poi semplicemente
giustificare posizioni di privilegio, ecco a questo io vorrei che il Partito Democratico fosse
capace di proporre non quello che tante volte il Centro Sinistra, a cui io mi ascrivo e ritengo di fare parte, è riuscito a contro proporre, cioè o l’immobilismo, non facciamo nulla,
oppure appiattiamoci sull’esistente, accettiamo il mercato in modo assolutamente acritico,
diventiamo i più convinti sacerdoti che quello che è esistente sia la cosa migliore. Ecco,
credo che noi, come Partito Democratico, dobbiamo sapere ragionare su questo. Lo stimolo e il richiamo che il collega Sassi prima ha fatto sui problemi, sulle ingiustizie, credo
che debba portare il Partito Democratico a ragionare e a scommettere tutto su di un fatto:
è possibile governare l’esistente o l’esistente va avanti semplicemente per conto suo?
Su questa scommessa credo che si giochi, fondamentalmente, la vita del Partito Democratico. Pertanto le condizioni che ognuno di noi e ognuno di voi, io comunque qui lo dico,
proprio perché ripeto non mi sento tutto sommato come storia personale, né proveniente
dal gruppo dei D.S. ovviamente, ma tutto sommato anche piuttosto indipendente rispetto
al gruppo della Margherita, credo che le condizioni di partecipazione debbano essere il
dialogo, l’ascolto, il confronto; il confronto anche aspro, hanno citato Cacciari, e Cacciari
questo l’ha detto spesso: se non ci si confronta aspramente, se da questo confronto siamo tutti veramente d’accordo, senza che ci siano lacerazioni, poniamoci veramente il
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problema se il percorso che stiamo facendo è un percorso vero, fecondo, se sta costruendo qualcosa. Se chi è già dentro nei due rami d’azienda per, scusatemi il termine,
alla fine è unanime nel proseguire un certo cammino, stiamo attenti perché può darsi che
chi è fuori non comprenda e non entri, e il Partito Democratico serve per chi è fuori non
per chi è già dentro, quindi, credo, che alla fine noi dobbiamo essere capaci di aprirci alla
società. Lo vedremo nella costituente del Partito Democratico, lo vedremo nella lotta, che
io spero sia veramente una lotta, un confronto forte in cui ci si metta in gioco e si rischia
di proprio, nella lotta per l’elezione del segretario. Se il tutto sarà qualcosa di manieristico, di predefinito, credo che dovremo preoccuparci che questo partito veramente possa
andare avanti e quindi io spero, proprio perché, vi ho detto, non ritengo di avere fatto
parte ne di una chiesa ne dell’altra, ma questa è mia storia personale, credo che ci debba
essere una forte attenzione all’area laica, all’area socialista, all’area ambientalista, proprio perché, se no, ci chiudiamo. Il Partito Democratico se prosegue come semplice prosecuzione dell’attività delle due aziende conferite nel nuovo Ente, morirà. Credo che morirà, soprattutto, per il disinteresse della gente. Io mi auguro e spero di no, proprio per la
speranza che, credo, in questi anni, tutto sommato, mi ha fatto continuare ad interessare
di politica e credo sia la speranza che anima molti di noi. Certamente questa è una condizione per proseguire questo cammino. Grazie.
Esce la Consigliera Giampaoli.
Consigliere presenti numero 33
CONSIGLIERE CORRADINI
Grazie signor Presidente. Io faccio gli auguri al Consigliere Vecchi per il nuovo incarico.
La cosa che mi fa più piacere è che si tratta di un giovane al quale auguro tanta fortuna.
Ne dovrà avere molta per tenere a bada questa Sinistra radicale e ricattatrice e sempre in
cerca di nuovi incarichi. L’intervento del Consigliere Sassi è stato moderato e io dovrei rivedere anch’io il mio intervento, ma il poco tempo a disposizione… Mi limito a dire: non
riesco a capire se il Consigliere Sassi sia un intellettuale o un estremista ideologico. Non
fa certamente parte di quei fomentatori di tumulti che in ogni occasione aspirano alla
guerriglia urbana, ai vandalici teppisti, ai settari politici, ma forse fa parte di quegli estremisti ideologici che, a volte, sono più pericolosi; possono diventare anche un po’ aggressivi. Il Consigliere Sassi diventa un po’ aggressivo ogniqualvolta si mette in discussione il
suo appartenere o a un problema o alla società o a un partito che lui ritiene superiori o ad
una delle sue verità che spesso lui ritiene verità assolute fino a quando interviene il suo
segretario provinciale, del suo partito , che gli ricorda che il Consigliere Sassi non è il partito, e si deve rimangiare tutti i suoi slogan. Spero che al capogruppo Vecchi venga in
aiuto anche Veltroni, il quale pare abbia detto che si può anche fare a meno del partito di
Rifondazione Comunista. Io lo spero molto per il bene del nostro Paese e tengo a ribadire
che a livello di Consiglio comunale ricordo che non ho mai praticato l’opposizione ideologica, ma costruttiva, anche se rischierò di apparire poco tonico agli occhi del Consigliere
Poli. Io non sono contro le persone, Consigliere Sassi. Mai. Specialmente Lei che è il più
giovane del Consiglio comunale, ma vorrei che Lei usasse la sua intelligenza per cose
che fossero più utili ai poveri e ai più bisognosi. Grazie.
Esce il Consigliere Monducci.
Consiglieri presenti numero 32
CONSIGLIERE POLI
Grazie Presidente. Ho tardato a chiedere l’iscrizione a parlare, perché non ritenevo, inizialmente, che fosse giusto dedicare molto tempo alla costituzione di questo nuovo gruppo, perché sta un po’ nei tempi, sta nelle decisioni politiche, ma il dibattito che si è sviluppato mi ha coinvolto al punto da chiedere la parola e devo dire che questo dibattito assomiglia sempre di più a un dibattito congressuale all’interno della Margherita e all’interno
degli ex – D.S., perché ciascuno di molti Consiglieri hanno portato in campo le loro rifles46
sioni, le loro decisioni con motivazioni tutte nobili, ma che vanno anche un po’ ridimensionate, almeno da parte nostra come partiti dell’opposizione. Vanno ridimensionate e ricondotte all’interno di una logica di governo locale, perché ragioniamo almeno, per ora, di
quella che è la decisione presentata al Presidente del Consiglio, cioè la costituzione del
nuovo gruppo Ulivo per il Partito Democratico e all’interno, allora, di questa ipotesi o di
questo governo locale, così come ho definito un pericolo che il Consiglio comunale diventi un Consiglio di cassa integrazione, ho l’impressione che la maggioranza di Centro – Sinistra, con questa operazione diventi una maggioranza in cassa integrazione a zero ore,
la cassa integrazione speciale; perché l’operazione è un operazione che mira a compattare una maggioranza sfilacciata, a precostituire comunque un nucleo, il nocciolo duro
della fissione nucleare attorno a questo Partito Democratico, in quanto abbiamo visto,
anche, in Consigli precedenti, come la maggioranza uscita dal risultato elettorale sia ormai una maggioranza molto sfarinata, sfilacciata. Oggi, poi, abbiamo assistito anche ad
una votazione dove la maggioranza ha fatto appello, ha chiesto i voti anche a rappresentanti di partiti che formalmente non fanno parte della maggioranza. Mi riferisco alla prima
surroga dove gli amici Malato, Corradini e anche Fantini hanno votato a favore. Al collega
Fantini voglio ricordare, che si è accalorato nel sottolineare il principio della coerenza,
che una settimana fa Lei e qualche altro suo Collega non avevate partecipato al voto, ma
dopo una settimana, chissà per quale miracolo avvenuto, voi non solo siete rimasti in Aula, ma avete votato sì e questo, sul piano della coerenza, non mi pare un esempio esaltante, eclatante e coerente, se così si può dire. Questa maggioranza di fatto in crisi, ormai su diversi argomenti, che segna la difficoltà a gestire tutti i problemi dell’ACT, della
TAV, delle surroghe, della mobilità, della cementificazione: argomenti che ormai diventano un leit motiv già sentito e sperimentato. Cosa sta provocando questa situazione? La
nascita di questo gruppo Ulivo per il Partito Democratico che, come sempre, a Reggio si
vuole anticipare i destini della patria e quindi siamo fra i primi che, in quanto a gruppi
consiliari, facciamo nascere, in pratica, il gruppo consiliare del Partito Democratico. Questo, naturalmente, trova in noi dell’opposizione, sì, rispetto e anche invidia di essere, appunto, fino in fondo propositivi, ma ha creato anche in altri colleghi delle riflessioni e delle
ripercussioni che non sono di poco conto e che vanno tenute in considerazione. Io condivido e vorrei esprimere anche una solidarietà e rispetto ai colleghi Colosimo e l’avvocato,
perché riconosco in loro una coerenza di comportamento, ma anche una coerenza sui
valori. Io faccio fatica, molta fatica, a pensare che il Partito Democratico sia nato per una
fusione di valori condivisi. Personalmente, e non solo il sottoscritto, ma tanti nel Paese,
valutano e giudicano questa nascita come un atto di sopravvivenza politica e io dico anche un atto di innaturale convergenza fra due partiti, due storie nettamente diverse; e chi
come me ha già una certa età, ma anche come l’avvocato e collega Fornaciari e il collega
Colosimo, hanno fatto diverse attraversate nel deserto, non possono giudicare, non possono non fare proprio questo giudizio. Questa è una fusione di puro potere, è una fusione di cervello, di testa, non di pancia, perché la gente non si è appassionata a questa nascita; la gente non ha spinto per questa nascita. Questa è una decisione voluta da Prodi,
il quale Prodi, da sempre, ha in testa il modello americano dei due partiti e mi fa specie
che voi della Sinistra, ma anche alcuni amici della Margherita, arrivino a condividere questo: che il Paese debba essere rappresentato, sul piano politico – istituzionale, solo da
due raggruppamenti, i democratici e i repubblicani. Questa è una concezione yankee di
natura politica che va respinta, perché questa favorisce i ricchi nella partecipazione e nel
governo della vita pubblica. Non favorisce le masse popolari e mi fa specie che voi della
Sinistra corriate, se non in modo strumentale, dietro alla sirena cantata da Prodi; e il modo strumentale è come conservare il vostro potere, come conservare il governo, la maggioranza, al punto tale che vi siete ridotti ad auspicare il caudillo. Guardate che la candidatura di Veltroni rappresenta l’uomo della Provvidenza che viene a irrobustire le
prospettive elettorali, le speranze elettorali del Centro – Sinistra dopo che le amministrative avevano e hanno fatto prefigurare un naufragio delle vostre prospettive
elettorali e quindi vi adeguate alla scelta presidenziale, perché diventa una scelta di stile
presidenziale chiamare a votare il popolo italiano o il popolo del Centro – Sinistra alle
primarie di Ottobre con una sola candidatura, perché, di fatto, sarà una sola candidatura.
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bre con una sola candidatura, perché, di fatto, sarà una sola candidatura. Li stanno facendo rinunciare tutti; sì e no si candiderà Letta. Quindi questo Partito Democratico, a
mio avviso, non può avere prospettive, non può essere l’elemento speculare o progettuale per il Centro – Destra. Non ci interessa un’unione di questo genere; neanche nel Centro – Destra. Noi abbiamo, come voi avreste dovuto avere, tempi molto più lunghi, ma avreste dovuto scandagliare, analizzare meglio perché questi due partiti, Margherita e
D.S., arrivano a fare un partito unico, un partito solo. Forse c’è davvero un legame sui
valori di fondo ? Basta guardare l’aspetto o la materia del diritto etico di alcuni valori cari
al mondo cattolico, che nascono subito le contrapposizioni. Basterebbe guardare anche
un po’ la politica estera, argomenti su cui Veltroni, il nuovo slogan è “Veltroni santo subito”, se n’è ben guardato nel discorso di Torino. E allora, mi fanno cenno di chiudere,
chiudo, perché non voglio battere il record, voglio esprimere, appunto, sì anche auguri al
collega Vecchi come capogruppo, fra l’altro è anche un giovane quindi un segnale positivo. L’unica cosa che vorrei far osservare in modo molto garbato, Vecchi ha tutta la mia
stima e lo sa e se non c’è un problema di conflitti d’interessi o di situazioni di inopportunità, usiamo questo termine, messe in un canto le quali tutto torna ad essere funzionale ad
un ragionamento di confronto con Vecchi, ma anche con tutti gli altri, come sempre intelligente e possibilmente anche sereno. Non sempre lo siamo, però voglio chiudere con
una battuta all’amico Ginetto che non c’è… Eccolo, sembriamo una piece a teatro: lo
chiamo, lui entra. Chiudo con questa osservazione di natura anche simpatica, alpinistica :
non sempre il Ginetto citato può essere Lei, può anche essere Ginetto il commerciante di
articoli sportivi montanari, però, tornando sulle cose più concrete, è vero, questa di Reggio Emilia è una realtà come Lei ha sostenuto, però è anche vero che ci sono sessanta…
Esce il Sindaco.
Consiglieri presenti numero 31
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Le devo togliere la parola Consigliere. Mi perdoni, ma ha sforato di undici minuti. Abbiamo raddoppiato i tempi a disposizione.
CONSIGLIERE MALATO
Grazie Presidente. Intanto mi duole dover rispondere subito al Consigliere Poli che qua
dentro sa che è una delle persone che stimo di più in assoluto. Poiché spesso sono stato
accusato di incoerenza, anche in questo caso, mi da molto fastidio dover sempre giustificare delle situazioni che fanno parte del nostro essere e di alcune situazioni che toccano
i nostri stati d’animo. Evidentemente la politica continua ad essere qualcosa di asettico
che non concepisce le cose personali, non concepisce che qualcuno possa cambiare idea. La politica sembra che sia la dottrina che debba fare da guida a tutti noi. Io, invece,
Consigliere Poli, Le dirò che mi sto allontanando sempre di più dalla politica, perché io
sto scoprendo in questo mandato che è veramente l’antitesi sia di ciò che i cittadini cercano da noi, sia della logica e sia, certe volte, del buon senso. Se io oggi ho votato è perché la mia battaglia politica l’ho fatta la volta scorsa perché aveva un senso. Oggi bisognava rispettare un Regolamento e quindi mi sono sentito in dovere di farlo. Quindi con
due battute termino qui questa triste vicenda e poi lo saprò io in che modo contestare il
Consigliere Gobbi se mai entrerà qua dentro, perché io intendo continuare a farlo. Poi,
proseguendo, per me ha dell’assurdo che oggi stiamo parlando, stiamo buttando una
giornata per parlare del Partito Democratico; nemmeno di un qualcosa che è già bello e
pronto, ma qualcosa che dovrà addivenire. Reggio Emilia, perché noi siamo sempre avanti, oggi si crea il gruppo che farà, diciamo, da promotore al Partito Democratico e
quindi siamo qui, io non ho capito ancora, a parlare di cosa. Abbiamo addirittura raddoppiato i tempi. Ci sono stati colleghi che hanno parlato per otto minuti in più, quindi quindici
minuti per parlare del Partito Democratico… no qualcuno è arrivato a quindici anche.
Quindi, per parlare di cosa non si sa, mentre spesso, quando noi parliamo di argomenti
seri dentro questo consesso il tempo viene bloccato dopo trenta, trentacinque secondi o
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un minuto in più; quindi questo è già un dato di fatto che sconvolge chi cerca di fare della
politica una passione. E vengo a ciò che sta avvenendo e ciò che dirò, perché io, dopo
l’intervento del Consigliere Fantini, io non volevo neanche intervenire questa sera, ma
sono stato spinto dal collega Fantini, perché credo che abbia ben… quindi dopo
l’intervento del Consigliere Fantini mi sono sentito quasi in dovere d’intervenire, perché
ha detto delle cose verissime. Qui ci stiamo dimenticando che persone che fanno della
politica, appunto, una passione si stanno allontanando, perché questo tipo di politica non
ci piace. Non piace a me che ho trentatre anni, mi considero un giovane. È per questo,
Consigliere Poli, che io non riesco, e glielo dico con molto affetto, io finché la politica non
sarà quella che immagino dentro di me, farò fatica a trovare un partito che possa rappresentare appieno ciò che dentro di me, a seconda degli argomenti che a me stanno più a
cuore, possa veramente fare qualcosa per i cittadini. La scorsa settimana mi ha fermato
un caro amico, che è un tutore dell’ordine, facendomi vedere un articolo di giornale mostrandomi che le pattuglie della polizia sono a piedi, perché non ci sono i soldi per la benzina e questo lo sanno tutti. Il Ministro Amato in un’intervista pubblica ha dichiarato ai
questori, autorità provinciali, di non pagare le bollette e gli affitti dei telefoni per pagare la
benzina delle pattuglie. Ebbene, noi oggi stiamo parlando di Partito Democratico, perché,
giustamente, come ha detto prima il Consigliere Colosimo, si sta spettacolarizzando questa venuta di Veltroni. Per una settimana tutti gli organi stampa, le tv hanno parlato di
questo evento allontanandoci dalla realtà che è questa: ai cittadini interessano gli argomenti reali. Dobbiamo dare delle risposte ai cittadini. Finché questo non avverrà ci saranno Consiglieri che non sapranno trovare una casa, come il sottoscritto, e non mi vergogno a dirlo. Non mi vergogno, perché qua dentro c’è stato un Sindaco che non ha saputo
tenere una forza di maggioranza come i Popolari U.D.E.U.R. che avevano scelto di seguire il suo mandato. Non si è sentito nemmeno in dovere, nonostante i proclami che
c’erano sui giornali, di chiamare il sottoscritto e di dire “vediamo che cosa sta succedendo”. Eppure i Popolari U.D.E.U.R. sono fedeli fino ad oggi nella coalizione di Centro – Sinistra. Comunque questo a me ha risolto un grosso problema il Sindaco, perché io in
questo momento sono veramente contento, perché riesco a usare la mia testa, quindi io
mi pongo dall’alto e cerco di dare una motivazione a tutto ciò che in quest’Aula verrà da
votarsi. Quindi io, però, debbo fare gli auguri al consigliere Vecchi, perché è una persona
degna di grande stima; ha un grosso impegno, grossissimo impegno che lo aspetta. Gli
faccio gli auguri, perché è un giovane anche lui; è un giovane che ci crede. Abbiamo parlato spesso anche di questa giornata e credo che la politica, se incominciamo a farla parlando anche di persone, al di là di ciò che può essere un’ideologia, forse riusciremo a dare quelle risposte che i cittadini ancora pretendono.
CONSIGLIERE VENA
Grazie Presidente. Cerchiamo di stare nei cinque minuti. Oggi viene fatto un atto politico
in questo Consiglio comunale molto forte per le ambizioni di chi è protagonista. Sappiamo
anche che il Partito Democratico, a livello nazionale, nascerà il 14 di Ottobre, quindi nasce sotto il segno della bilancia; sotto il segno della bilancia, è un qualcosa che si dovrebbe, a mio, avviso, probabilmente, se si resta tutti insieme nel Centro – Sinistra, destreggiare tra la Sinistra e tra il Centro, quindi un Partito Democratico che dovrà mediare,
sicuramente, queste due anime e qui, e ne diamo atto al Partito Democratico, che ha accelerato quella volontà, quella richiesta fatta da molti anni, da parte del nostro partito, di
aggregare o di confederare la Sinistra, e da parte di qualcun altro, o ultimo arrivato, che
vuol fare un qualcosa di centro. Quindi questo Partito Democratico, partito della bilancia,
vedremo il ruolo che avrà dal 15 Ottobre in poi. Noi facciamo un augurio al Partito Democratico. Un augurio a un partito di cui noi siamo alleati; siamo alleati a livello nazionale,
siamo alleati a livello regionale, lo siamo a livello provinciale, lo siamo a livello comunale.
Avevamo detto, però, che, e qui credo che sia giusto ribadirlo, la scelta da parte di uno
dei due partiti che costituisce il Partito Democratico, mi riferisco ai D.S., creano, con la loro scelta, sicuramente, un vuoto, un grosso vuoto in Italia, un vuoto a Sinistra. Noi credevamo che, forse, la scelta migliore sarebbe stata quella che poteva diventare, il Partito
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Democratico, elemento di riunificazione della Sinistra e creare un soggetto forte, confederato, a Sinistra e dare la possibilità ad altri partiti che hanno più una storia centrista di organizzarsi e di fare qualcos’altro al centro. Questo non è avvenuto. Noi crediamo che
questo sia un grosso errore politico, un errore storico, però, ripeto, noi possiamo soltanto
augurare un buon lavoro al Partito Democratico. Noi vogliamo essere un’altra cosa: vogliamo essere una forza che insieme ad altre forze di Sinistra, in una prima fase, in una
fase di confederazione, vogliamo aggregare per fare quella massa critica che in altri luoghi, in altre assisi viene richiamata proprio per dare un peso a una politica di Sinistra,
perché poi al di là delle sigle dei partiti occorre capire qual è la politica che viene messa
in campo, bisogna pensare che cosa si pensa, per esempio, della laicità dello Stato, bisogna capire tutta una serie di temi che evidentemente, per natura, per storia, perché il
Partito Democratico è composto da uomini che vengono da una cultura diversa tra di loro, dovranno avere una dialettica interna. Una dialettica interna che, però, va, in ogni caso, concordata con le altre forze che al Centro e alla Sinistra del Partito Democratico si
andranno a costituire. Va detto, però, anche qualcosa, perché qualcuno se qualche giorno avrà qualche minuto di tempo e andrà ad aprire qualsiasi dizionario della lingua italiana, bisogna anche fare chiarezza sul termine riformista. Riformista, Consigliere Montipò,
è colui che vuole difendere i diritti; è colui che vuole allargare i diritti, vuole allargare la
platea dei diritti. Bene. Io non credo. Tema attuale: scalone, scalini per quanto riguarda le
pensioni. Sicuramente una scelta che oggi fa, che vuol fare Partito Democratico, non è
sicuramente riformista, perché non va verso l’allargamento dei diritti, l’allargamento dei
servizi nei confronti della gente. Ebbene veniamo accusati di essere, noi della Sinistra,
invece, estremisti. Ebbene, se serve dire questo termine: sì, noi siamo estremisti nel
momento in cui bisogna difendere i diritti, nel momento in cui bisogna allargare i diritti. Su
questo tema noi non abbiamo paura di essere chiamati estremisti di Sinistra, se estremista significa, ripeto, difendere ed allargare i diritti conquistati anche con scioperi, sacrifici
e morte di persone che hanno fatto la storia di questo Paese, ma nello stesso tempo
siamo anche una Sinistra riformista. Quindi concludo augurando un buon lavoro al Partito
Democratico che, torno a dire, per noi è un partito alleato. Un augurio particolare al capogruppo Luca Vecchi che, secondo me, è la figura più equilibrata che all’interno del Partito Democratico potevano trovare. La dimostrazione si è avuta anche come è stata condotta la Commissione sul decentramento, dove è arrivata a termine grazie, anche, al ruolo di mediazione del collega Vecchi. L’ultima questione e concludo. Mi dispiace che non
c’è qui il Consigliere Eboli che, giustamente, lancia anche questa proposta alle forze del
Centro – Destra, di fare questa aggregazione con un unico capogruppo, mi sembra di
aver capito, e fa addirittura il passo indietro, di non essere lui, probabilmente, o uno del
suo gruppo, a fare questo. Sicuramente sarebbe una cosa positiva, anche se, credo, che,
anzi, non credo che il fatto di Eboli di aver fatto un passo indietro sia un conteggio quasi
matematico per arrivare, la sua forza politica, ad essere il capogruppo nel 2009. Non credo sia questo. Parlava di sei mesi a rotazione. Comunque credo che questo elemento di
trasformazione che sta avvenendo nel Partito Democratico, che sta avvenendo a Sinistra
e che presumo che avverrà anche sia nel Centro, sia nella Destra, probabilmente, in un
discorso non maggioritario, ma nel rispetto del ruolo delle forze politiche che rappresentano l’Italia, credo che siamo, sicuramente, in una nuova era. Vedremo e capiremo di volta in volta che cosa ci aspetterà nel futuro.
Escono i Consiglieri Fantini e Malato.
Consiglieri presenti numero 29
CONSIGLIERE POLI
[Interviene fuori microfono e non è venuto registrato , fino al richiamo del Presidente del
Consiglio, intervento per contestare l’utilizzo di computer in aula da parte dell’assessore
Gandolfi]. Ognuno poi è libero di fare qualsiasi cosa, invece che seguire la discussione.
Io Le chiedo formalmente di invitare gli Assessori o a seguire il dibattito o a fare dall’altro,
però vanno nelle loro sale.
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PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Questo è un invito che faccio a tutti, non solo agli Assessori. Insomma, non credo che,
però, l’Assessore disturbi più di tanto i lavori di questo Consiglio. Consigliere, mi sembra
che la sua mozione d’ordine può essere in parte accolta, però il problema che
l’Assessore Gandolfi assiste ai lavori del dibattito pur non avendo, diciamo, nessun tema
all’ordine del giorno come competenza specifica, non credo che dia fastidio a noi. Non
sta disturbando i lavori del Consiglio. Gandolfi prego.
ASSESSORE GANDOLFI
Chiedo scusa se ho provocato qualche disguido. Tengo a precisare che ho chiesto il
permesso al Presidente prima di lavorare e lo faccio in maniera eccezionale questa volta
tenendo la presenza in Consiglio comunale sia per i temi trattati in sede d’interrogazione
e sia per l’eventualità che poi possano seguirne altri. Chiedo testimonianza ad alcuni
Consiglieri del fatto che nonostante il fatto che abbia lavorato per ragioni che, spero, siano di utilità a tutti, ho avuto l’occasione di ascoltare e di fare i complimenti agli interventi
che ho ritenuto più interessanti. Detto questo, spegnerò immediatamente il computer per
non creare ulteriori disguidi al Consigliere Poli.
CONSIGLIERE POLI
Io vorrei sapere in base a quale normativa Lei consente questo.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Dal punto di vista regolamentare non esiste nessuna normativa specifica. Allora noi dovremmo vietare l’ingresso in quest’Aula di tutti gli strumenti informatici a partire dai cellulari che ognuno di noi utilizza, oppure un foglio di carta o un giornale. Quante volte è
capitato che un Consigliere legga un giornale, sfogli una rivista? Mi sembra veramente,
diciamo, del tutto impropria se non il fatto che ho consentito all’Assessore Gandolfi di
utilizzare uno strumento che penso non dia disturbo a nessuno. Comunque apprezzo la
volontà dell’Assessore Gandolfi di chiudere il proprio portatile.
CONSIGLIERE RANGONE
Grazie Presidente. Vi confesso che parlare per la prima volta in questo contesto, ma direi
in questa situazione mi dà un certo imbarazzo, anche perché io che vengo da quella che
si dice la società civile e non ho esperienza di politica partitica, rilevo, dopo alcune ore di
dibattito, che al di là di molti, di alcuni, forse, per essere più sincero, apprezzabili
interventi, ci sono anche molte, troppe, parole; anche perché, forse è una mia carenza,
ma io non ho capito, credo che ben pochi ne abbiano fatto cenno, a quello che è, per la
città di Reggio, non in generale, perché in generale tutti sono capaci di parlare di tutto,
ma per la città di Reggio qual è il progetto politico che davvero sta dietro alla nascita del
Partito Democratico. Indipendentemente, comunque, da questo io volevo intervenire
soprattutto per dire quello che sarà complessivamente il mio approccio e spero il mio
contributo concreto alla città, al governo della città . Direi che soprattutto devo
sottolineare un aspetto e cioè che c’è estremo bisogno, lo dico in polemica con alcuni,
ma in particolare con il Consigliere Eboli che in questo momento non è presente, c’è
estremo bisogno, lo ripeto, lo sottolineo, di una presenza civica, cioè vuol dire di una
logica che prescinde da una cultura ideologica e partitica che, ahimè, vedo anche in
questo Consiglio, molto, troppo presente. Perché? Perché il pericolo è quello di una
perdita di aderenza con la realtà che credo sia stata, e credo efficacemente, sottolineata
da alcuni. Quindi mi contrappongo a questa idea delle liste civiche morte. Certo abbiamo
commesso tanti errori, ci sono tante carenze, per carità, chi lo vuole negare, ma vorrei
dire: forse perché non ci sono nei partiti, e lo abbiamo visto anche in questi giorni, delle
carenze o dei limiti anche personali? Ebbene non scherziamo, perché credo che ce ne
sia per tutti. Chiusa parentesi. Ma il senso del mio intervento, e chiudo subito, perché
secondo me pochi minuti devono bastare per tutti negli interventi, per non perdere tempo
inutilmente, io credo che dobbiamo tenere presente che la gente che sta fuori segue con
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tenere presente che la gente che sta fuori segue con molta difficoltà e con crescente distacco molti dei ragionamenti cosiddetti politici che tanto sembrano essere a cuore di
questi Consiglieri. Grazie.
Esce il Consigliere Riva.
Consiglieri presenti numero 28
CONSIGLIERE SCARPINO
Grazie Presidente. Un recente sondaggio, uscito proprio di recente, poneva la domanda
agli intervistati: “com’è cambiata la politica dal 1992” epoca famosa di mani pulite “ad oggi?”. Il 51% degli intervistati ha risposto “è peggiorata”; il 39% “è rimasta la stessa”; solo
l’8% ha risposto “è migliorata”. Quindi da questo sondaggio, che secondo me è attendibilissimo, anzi, il 51% mi sorprende in negativo, secondo me è anche di più, anche se si
ascolta la gente, se si va dalla gente a parlare, secondo me è di più del 51% che ritiene
che la politica sia peggiorata. Allora, guardate, da questo emerge un’esigenza lampante:
c’è bisogno in questo Paese e a Reggio Emilia, faceva bene prima il Consigliere Rangone a dire caliamoci nella realtà locale, c’è bisogno di una politica nuova o di una nuova
politica. È significativo, guardate: chi si è sciolto? I partiti che si sono sciolti, i D.S. e si
scioglieranno a breve, in Ottobre, la Margherita e altre organizzazioni. Si sciolgono, si
scioglieranno e confluiranno nel Partito Democratico, è quindi significativo che questa
sensibilità l’abbiano colta. Noi ci auguriamo, ed è questo anche uno dei messaggi che
viene lanciato, che anche dall’altra parte, io apprezzo, come ha fatto prima Montipò, la
sensibilità che ha avuto oggi e l’intuito politico che ha avuto il Consigliere Eboli. Ne faccio
pubblico apprezzamento. Non ho sentito da altre parti… era quello il senso del messaggio politico che viene lanciato dal Partito Democratico. Mi riconosco pienamente, quindi
non vado a rispolverare, diciamo, le motivazioni per cui nasce il Partito Democratico, perché nella relazione del nostro capogruppo Vecchi, mi riconosco pienamente nella relazione di Vecchi. Guardate, su Vecchi, debbo dirlo pubblicamente: noi abbiamo avuto un
consenso unanime nella scelta del capogruppo Vecchi, di Luca Vecchi che abbiamo ritenuto, in Luca Vecchi, tutte le doti necessarie e indispensabili per condurre, diciamo, per
essere nel gruppo consiliare e nel Consiglio comunale, quindi dirigere un gruppo che effettivamente adesso, non solo per il numero, ma anche per l’importanza, è una cosa molto impegnativa. Luca Vecchi a parte… non esiste nessuna incompatibilità. Qualcuno accennava a qualche incompatibilità, a qualche inopportunità. Assolutamente, Luca Vecchi,
ha tutte le doti, gli equilibri, la sensatezza per rispondere a queste osservazioni. Quindi,
detto questo, io voglio fare qualche riflessione, diciamo, sul locale. I gruppi la Margherita
per l’Ulivo, i D.S. per la Margherita hanno fatto un tentativo; un tentativo, diciamo, un po’
nato male per andare incontro, diciamo, alla formazione del Partito Democratico. Oggi, in
questa giornata, finalmente si fa un atto di coraggio e si costituisce il gruppo unico, ci si
aggrega. Guardate, in questo Consiglio comunale noi abbiamo visto anche, spesso, disaggregazioni, azioni di separazione. Oggi vediamo, per la prima volta, un’azione di
aggregazione, quindi, finalmente, un tentativo di aggregare delle forze politiche. Questo
va anche nel senso della politica nuova cui accennavo prima, ma questo deve invogliare
anche la parte opposta ad agire nello stesso modo, perché effettivamente l’esigenza che
nasce… guardate, anche nella raccolta delle firme per il referendum, viene dalla gente
questa necessità di cambiare la politica. Allora noi abbiamo formato il gruppo unico sia in
Comune, sia in Provincia e anche in altri Consigli comunali; ci siamo uniti. Qual è la motivazione? Innanzitutto lealtà e collaborazione piena e netta alla maggioranza che noi sosteniamo e soprattutto alle linee di mandato così come sono state riformulate nell’ultima
verifica che è avvenuta qualche mese fa. Quindi piena collaborazione, lealtà alla maggioranza e al mandato amministrativo. Questo è il primo motivo che, a livello locale, a livello
di questo Consiglio comunale, il gruppo unico si pone. Un invito: guardate, io ho ascoltato
gli interventi, la porta del Partito Democratico, lo dico, è aperta, innanzitutto ai due Consiglieri della Margherita che oggi io riconosco e apprezzo le motivazioni per cui i due
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Consiglieri hanno motivato la loro scelta. Quindi va, innanzitutto rispettata questa scelta,
però ho colto una differenza nelle due posizioni del Consigliere Fornaciari e del Consigliere Colosimo: il Consigliere Fornaciari l’ha ripetuto non so quante volte, ha detto “in
questo momento non possomus” e l’ha detto tante volte. In questo momento. Quindi io
vedo e invito, certamente, di esaminare quello che fa adesso questo gruppo, certamente,
e quindi io penso che c’è il motivo, infatti lui dice “non è un diniego assoluto”, ho apprezzato anche questo passaggio, quindi io mi auguro che il non possomus diventi al più presto un possomus. Lo dico anche per il Consigliere Colosimo, ritenendo, come ha detto
qualcuno qua in questa sala che non solo per il Partito Democratico, anche per il gruppo
unico, sono delle risorse. Sono delle risorse apprezzabili, delle valenze politiche che
fanno bene anche al gruppo unico. Quindi la porta è aperta. Un lieve passaggio al Consigliere Colosimo: la motivazione del cattolicesimo democratico che c’è necessità, diceva il
Consigliere Colosimo, del cattolicesimo democratico, non mi ha convinto più di tanto, anche perché nel Partito Democratico le due anime principali, quella socialista e quella cattolica, sono le anime che debbono ispirare. Quindi venire a dire qua che questo è il motivo che non fa entrare Colosimo nel gruppo unico dell’Ulivo, nel Partito Democratico, mi fa
rimanere perplesso. Qua divento perplesso io. Comunque, guarda Franco e Marco Fornaciari, la porta del Partito Democratico è aperta, come è aperta anche per tutti quelli che
nel Partito Democratico si riconoscono e si riconoscono nei valori. Guardate, io per la politica nuova, è un monito anche, è un invito anche all’opposizione, è un dialogo nuovo, lo
diceva la relazione del nostro capogruppo; un dialogo nuovo anche con l’opposizione,
quindi una politica nuova anche con l’opposizione. Brevemente voglio citare un passo del
Presidente Ciampi: “la democrazia è a volte conflitto, ma è sempre e comunque dialettica
e dialogo e soprattutto è capacità d’ascolto e di rispetto dell’altro, anche quando l’altro è
diverso da te”. Mi permetta Presidente voglio, invece, citare, perché la lettera che ha
mandato la Grillone è stata letta in quest’Aula, io ne ho letta un’altra sulla stampa. La
Grillone terminava in questo modo, era una lettera indirizzata al Consiglio comunale, ai
Consiglieri comunali: “faccio a tutti i gruppi consiliari l’augurio di essere sempre di più
consapevoli delle ricadute che ogni scelta amministrativa, in qualunque settore, ha sulla
vita della gente. Pertanto auspico che ci sia sempre più attenzione alle persone concrete
che abitano i nostri territori, alle mille fragilità della normalità per non spezzare le canne
incrinate, per non spegnere i lumicini fumiganti”. Io ho voluto ricordare l’impegno della
Consigliera Grillone e l’invito che fa a tutti noi, anche per rispondere a Rangone e quindi
per rispondere alle esigenze della gente. La Grillone è stata una, questo lo dico anche a
Fornaciari e a Colosimo, artefice principale per la costituzione del nuovo gruppo Ulivo per
il Partito Democratico. Grazie.
Escono gli Assessori Sassi e Montanari.
CONSIGLIERE SALARDI
Direi che il gruppo che nasce oggi, che si inserisce nella logica della nascita del Partito
Democratico, lo dobbiamo vedere come un percorso, fondamentalmente. Non è punto
d’arrivo, ma è punto di partenza, quindi è un percorso che si intraprende e, com’è la nostra storia, la nostra storia è fatta di percorsi. Il riformismo, più volte richiamato, laico, cattolico è frutto di approfondimenti, di valutazioni, di elaborazioni, di quant’altro che hanno
permesso, come ricordo spesso quando parlo, di giungere a questo punto; di giungere ad
un livello sociale molto elevato della nostra società e, complessivamente, anche del nostro Paese con tutte le contraddizioni che dopo cercherò di dire. Quindi è un percorso.
Quindi la discesa in campo, di per sé, di una persona che è stata indicata come leader
del futuro Partito Democratico, intanto non rappresenta la discesa in campo, di per sé, la
nascita del Partito Democratico, ma è semplicemente l’avvio di un percorso che consentirà di far sì che questa persona si misuri con altre candidature che nell’esercizio della democrazia, con il senso più ampio che questa parola possa avere, si realizzerà nel momento in cui si andrà a scegliere e credo che il dibattito stesso sia l’elemento, direi, fondante rispetto a questo tipo di percorso. Come l’elenco delle cose da fare, perché io lo
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chiamo così, che ha citato Veltroni a Torino, che non è che abbia inventato una strategia
particolare, ha semplicemente messo in evidenza quelle che sono le cose da fare che da
più parti, e che noi stessi sappiamo esserci presenti in questo Paese; ha semplicemente
messo in fila le cose. Mi rifaccio all’intervento che ha fatto Colosimo quando richiamava
Cacciari. I filosofi dicono quello che vogliono, cioè il dire non ho visto niente di nuovo,
niente di vecchio, mi sembra che sia una posizione di comodo che fa parte ancora della
vecchia filosofia. Stiamo costruendo una cosa nuova; non stiamo costruendo una cosa
dove c’è bisogno di rimarcare la differenza o di stare “in attesa”. Stiamo costruendo una
cosa dove, in poche parole, c’è bisogno di metterci del proprio, dell’innovazione, della
spinta, della voglia, dell’orgoglio e delle capacità di spendersi e anche da questo punto di
vista l’approccio mi sembra che sappia di vecchio partitismo. Lo dico perché voglio essere molto franco in questo. Pur tuttavia mi interessa partire da quello che siamo e da cosa
rappresentiamo, perché è da lì che noi dobbiamo trarre forza e convinzione per riuscire a
creare il cosa siamo, il cosa vogliamo essere. È da lì, perché la storia del nostro riformismo è un elemento che non possiamo cacciarcelo alle spalle, ma un elemento sul quale
dobbiamo costruire e innovare e cercare di costruire il futuro, perché noi non nasciamo
senza radici; noi abbiamo radici profonde in questa città in particolare, ma in tutto il Paese, perché se questo Paese è arrivato al punto in cui è, credo che merito sia anche del
riformismo che in qualche misura tutti hanno cercato di portare all’interno dell’evoluzione
della nostra società. Quindi, da sempre il nostro riformismo è protagonista d’innovazione,
di stimolo. Da sempre. E quindi la necessità del cambiamento sta nella nostra capacità di
innovare ulteriormente, perché la società è cambiata o per tutte le ragioni che non sto qui
ad elencare, per ragioni anche di… Quindi che patrimonio si porta dentro al nuovo Partito
Democratico? Si porta il patrimonio che ognuno di noi mette a disposizione per la storia,
la cultura, la tradizione che ognuno di noi ha, per le capacità che ognuno di noi riesce ad
esprimere, fondamentalmente. Ho sentito parlare della cultura del dubbio, ma la cultura
del dubbio è stato uno degli elementi sul quale si è basata l’analisi critica storica che il riformismo laico e cattolico è riuscito a compiere in questa società che non vuol dire, cultura del dubbio, non essere capaci di decidere. Vuol dire prendere le decisioni più opportune tenendo conto del contesto in cui si opera. Vuol dire tener conto della gente. Vuol dire
tenere conto dei bisogni della realtà. Io credo, però, si debba, a questo Paese, la semplificazione della politica. Io, sostanzialmente, non sono entusiasta quando qualche politico
di mestiere dice “la politica costa troppo”. Io credo abbia perso un’occasione per stare zitto, perché la politica che costa troppo è una condizione che sappiamo tutti quanti, ma
non è solo un tema della politica che costa troppo, è il semplificare anche la vita pubblica.
Il governo della nostra società, il governo della cosa pubblica è uno dei più complicati e
farraginosi che ci sia nell’Europa oggi che sicuramente è democratico, ma ha prodotto
anche disastri dal punto di vista, direi, dell’economicità della politica. Questo è l’altro elemento sui cui il Partito Democratico si deve misurare. Quindi l’approccio non è un approccio di condivisione; è un approccio critico, di innovazione, un approccio che deve
cercare di farsi carico del nuovo, di cavalcarlo e di fare proposte innovative. Questo è
l’elemento fondamentale e la nascita del Partito Democratico sollecita la competizione fra
schieramenti nel bene del Paese, cioè ci si deve caratterizzare per quello che si è in grado di proporre, quello che si è in grado di fare, quello che si è in grado di innovare e il cittadino, l’elettore deve decidere e scegliere lo schieramento che gli piace di più, quello
che si avvicina di più ai suoi sentimenti, alle sue necessità. Il tema, quindi, è la competitività del sistema Paese. Mi piace pensare che anche Reggio sia visto in questo modo e
da questo punto di vista la competitività la si assicura se prima di tutto si assicura la governabilità. Certo, la nascita del Partito Democratico, del gruppo unico qui dentro , non
è esaustivo di tutti i problemi, ma è un ulteriore contributo all’avanzare della società, ma
non è esaustiva, non è autosufficiente, ma quando si dice che non è autosufficiente non
dico che non è autosufficiente perché, caso mai, manca qualche numero una volta rispetto all’altra; non è autosufficiente perché abbiamo bisogno di avere idee da parte di
tutti per potere andare avanti. Vorrei chiarire un concetto, poi ho finito. Il significato di
competitività che non vorrei che fosse tradotto con un significato di competitività solamen54
te di carattere economico: non è così. La competitività di un sistema, e in questo caso
anche della nostra città, del nostro contesto sociale, politico ed economico, è tale se si
riesce a dare risposte esaustive ai bisogni della società, anche quelli più elementari, anche alle nuove povertà, un sistema è competitivo se riesce a farsi carico di questi problemi, non se va bene l’economia, non se va bene la viabilità, l’urbanistica o quant’altro;
quando riesce a governare facendo sì che il sistema competitivo della città, in qualche
modo, sia esaustivo per tutti coloro che hanno un ruolo dentro questa società, massimo o
minimo che sia. In ogni caso, un sistema competitivo non può permettersi di avere delle
problematiche non risolte a partire da quelle delle povertà e quindi si è competitivi quando si è così. Ecco il problema e la necessità della governabilità, dell’assicurare la governabilità. Ecco perché non mi spaventa il fatto che alcune distinzioni dentro la maggioranza siano un elemento non positivo. Lo ritengo un elemento positivo, perché sicuramente
sarà portatore di ulteriori idee per riuscire ad andare avanti. L’ultima questione: il Partito
Democratico deve nascere e puntare sul ricambio generazionale, perché è anche attraverso il ricambio generazionale che si garantisce l’innovazione, poi le idee non hanno età, come si suole dire, però posso dire che la scelta che oggi abbiamo compiuto noi di
nominare Luca Vecchi nostro nuovo capogruppo, va in questa direzione, perché credo
che ci sia bisogno anche di questo, quindi gli auguri di buon lavoro a Luca credo che siano doverosi e mi auguro che riesca a corrispondere a quelle che sono le necessità di
questa città nel tenere alto il livello di dibattito, ma anche nel garantire la necessaria coesione per assicurare la governabilità.
Esce il Consigliere Eboli.
Consiglieri presenti numero 27
CONSIGLIERE GRASSI
Io, quest’oggi, non volevo intervenire, però, ho visto che oggi si è parlato delle nostre
scelte politiche fatte nella vita. In nessun intervento sentito quest’oggi si è parlato della
nascita della nostra democrazia proveniente dalla Resistenza. Si è parlato, come dice
giustamente un dirigente economico, di necessità di poter avere un comando, della necessità di poter gestire il potere, della necessità di avere un ricambio generazionale. Salardi, tenga presente che a livello nazionale, fra i 40 nominati, non ce n’è uno al di sotto
dei 40 anni, quindi sono stati i vecchi che hanno imposto questa operazione, non i giovani, ma la anomalia vostra, lo voglio dire, non è dei D.S.; l’anomalia sarà delle forze provenienti dal popolarismo sturziano. Non siete voi. Voi avete raggiunto un obiettivo che andavate perseguendo dal dopoguerra ad oggi. È dal dopoguerra che le Sinistre italiane,
vedendo una incapacità nelle loro proposte politiche di risolvere i problemi all’interno della nostra società e all’interno del mondo, la Sinistra è sempre stata contraria all’Europa,
alla NATO, a tutto il resto, oggi cercate, con delle parole, ricambio generazionale, ma fatta da degli ottuagenari, non da delle persone nuove. Non c’è stato dibattito culturale di
proposte politiche, è stata una calata dei vertici per cui quelli che vogliono avere un po’ di
potere da gestire si sono adattati. Io faccio gli auguri a Vecchi, ma Vecchi era l’ultima
persona che andava investita di questa carica, caro Ingegnere, per il semplice motivo che
nel dibattito dei D.S. lui era contrario a questa operazione. Voi avete usato un vecchio sistema di partito: ai contrari, a coloro che non condividevano si dà il premio del comando,
per cui dopo, loro, si daranno da fare per ottenere gli obiettivi, ma per voi, per cortesia, io
non critico, è nella vostra natura. Avevate un messaggio politico vecchio, superato, non
più proponibile, siete riusciti ad agganciare il mondo popolare e cattolico. Loro dovranno
dare una risposta al loro elettorato, dovranno dare una risposta alla loro cultura, alla loro
tradizione, alle loro scelte politiche e anche a un qualche cosa che non si può mediare,
perché dal tempo della “Rerum Novarum”, in Italia, i cattolici impegnati in politica hanno
un qualche cosa che hanno contribuito a formare e si tratta della dottrina sociale cristiana. Vedremo come sarà possibile una convivenza tra la dottrina sociale cristiana e la dottrina marxista non ancora abiurata da voi. A Reggio Emilia uno studioso come è stato
Padre Sorge, in occasione della celebrazione del quarantesimo anniversario della fonda55
zione della scuola di scienze sociali, ha detto questa semplice cosa, non la dico io: “non
si possono mettere assieme le contrarietà per avere il potere”. Sarà un’operazione destinata a fallire, ma fallire non perché voi non siate capaci di gestirla. Non voglio neanche
essere un facile, diciamo così, precursore di risultati elettorali, ma perché l’altra parte che
oggi, in una maniera anomala, non è mai esistito che un partito politico abbia messo insieme dei risultati elettorali, che sono i Consiglieri comunali, senza fare un dibattito e abbia immediatamente investito una nuova forza politica. Oggi qui non esiste più, se non
fosse per l’attaccamento di Fornaciari e di Colosimo, una storia politica che parte dal
1892. Ma scherziamo? Il movimento cattolico con la sua espressione culturale di
esperienza politica, ha rinunciato a tutto per arrivare al potere, per arrivare a gestire
qualche cosa. Ma è una cosa che la storia, non voglio essere un facile precursore.
…Chiedo scusa. Io volevo fare una cosa più possibile. Le dico, Dottor Rangone, che io
sono della società civile. Non è la società civile quella che in questi anni è rimasta fuori
dal palazzo. Noi abbiamo democraticamente interpretato la società civile e, le voglio dire,
al punto che è oggi, abbiamo qui un volantino che celebra i fatti del 7 Luglio, oggi
troviamo che A.N. è in piazza con i D.S. per imporre alla nostra società un nuovo tipo di
governo del Paese, con la formazione non più di coalizioni, ma del bipartitismo. Quando
un certo Onorevole, Senatore, Presidente, Professore Fanfani…
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Consigliere Grassi, però concluda.
CONSIGLIERE GRASSI
Senta, però, Lei ha dato tempo a qualchedun’altro, ne dà a me anche.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Sì lo so, però c’è il rischio che rimaniamo da soli.
CONSIGLIERE GRASSI
Io la ringrazio. Non mi preoccupo. Io voglio dare una testimonianza. Cercò di semplificare
il discorso politico fu accusato di presidenzialismo, di attacco alla costituzione. Oggi lo
state facendo voi questo percorso, ma voglio dire: in tutti i discorsi fatti, la Costituzione italiana, con il vostro progetto politico, deve rimanere quella che avete difeso fino a ieri o,
appena avrete l’opportunità, la modificherete? Questa è una risposta che io voglio sentire
da voi. Io non voglio sentire la proposta di una soluzione dell’asfaltatura, voglio sentire la
proposta politica che si basa sulle fondamenta della nostra democrazia. L’ho letto anch’io
il discorso di Veltroni, ma te l’ho detto caro Prati, ho chiesto a l’Unità di immetterlo in internet, perché l’Unità lo aveva scritto solo in parte. Ma voglio vedere i Verdi ad accettare
le proposte fatte da Veltroni sugli inceneritori. Quindi c’è una contraddizione esagerata. Io
non voglio, oggi, premiare, per cortesia sarebbe una cosa brutta, gli amici della Margherita che hanno cercato di mantenere in alto un vessillo senza metterlo nel consumismo politico, ma qualcheduno c’è ancora e spero che ci sia anche in futuro a tenere in piedi queste idee. Io non sono d’accordo sulla proposta di Eboli. Sono d’accordo che finché ci sdarà Eboli, voi governerete per 80 anni, sono apertamente d’accordo. Io mi permetto di dire:
oggi abbiamo visto un’operazione di potere. La ringrazio per avermi dato questi minuti.
Esce il Consigliere Montipò.
Consigliere presenti numero 26
CONSIGLIERE SALSI
Io starò nei 5 minuti. Ritengo che un primo passo importantissimo verso il Partito Democratico sia stato fatto oggi con la esplicitazione dei gruppi unici. Da qui in avanti si apre
un percorso difficile, impegnativo, ma certamente molto bello, perché si dà un confronto
con la gente, nel vero senso della parola, e il mettersi in discussione, noi per primi, per
arrivare all’interno di un grande partito, di un contenitore più grande, con un laboratorio di
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idee nuove, anche con gente nuova e con un percorso fortemente partecipativo, sia nella
classe dirigenziale che ci governerà dopo, sia nella classe dirigente del partito nel quale
intendiamo fondare, e credo che sia un’occasione storica soprattutto per donne e giovani,
per cui, per quelle classi alle quali per tanto tempo è stata negata l’opportunità,
l’occasione di essere protagonisti della vita politica per cui il fatto di andare e di calarsi
dentro la società civile inserendoci esattamente in tutte le ramificazioni per cui ascoltando
tutti, questo grande percorso di ascolto che deve essere fatto, e questo grande laboratorio di idee nel quale noi intendiamo osare, credo che sia una cosa bella, carismatica, significativa. Oggi è stata scritta una pagina importante, qui, per Reggio Emilia. Il Partito
Democratico nasce per fare da collante non per essere divisorio, per cui voglio rassicurare anche qui gli altri partiti della coalizione: è chiaro che noi, lì, vogliamo segnare uno
spostamento forte sull’asse riformista. Noi crediamo che questa terra, come ricordava
anche qualche collega prima, che è piena di riformismo e lo vediamo nei fatti, perché
guardate che qui dal dopo-guerra, per cui dopo la grande battaglia antifascista, è stato
fatto un ragionamento forte e robusto sui nostri territori. In questi territori non solo abbiamo delle eccellenze fondamentali come gli asili più belli del mondo, ma qui c’è stato un
mix fortissimo tra quelli che sono gli inneschi del privato, per cui un’economia solida, robusta, che si sa innovare, che sa interpretare nuove sfide assieme al ragionamento del
sociale, per cui, non solo asili, non solo scuole, non solo università, ma anche un ragionamento sulle vecchie e nuove povertà al quale gli Assessorati, ad esempio, della coesione sociale e delle pari opportunità danno risposte dirimenti tutti i giorni; per cui abbiamo dinanzi a noi questi quattro mesi di sfida fortissima nei quali saremo impegnati, nei
quali saremo fortissimamente protagonisti, noi assieme a tutta la cittadinanza reggiana e
a tutti coloro che vorranno impegnarsi in prima persona per arrivare qui. E al Consigliere
Colosimo dico una cosa: la ragione del dubbio, ben espressa da tanti giornalisti e da tanti
scrittori del Novecento, ma anche dell’Ottocento, è ben intrinseca in noi. Ci mancherebbe. Io, però, penso che l’osare il gusto della sfida, la capacità di mettersi in discussione,
la capacità di non stare fermi, ma di vedere in avanti l’evoluzione, tradotto, in Europa non
solo a Reggio Emilia, c’è un fortissimo movimento di idee, di laboratori, di progettualità
politiche, per il quale, alla fine, stare fermi diventa veramente anacronistico. Torno a fare
il ragionamento che faceva il Consigliere Scarpino: per persone come Colosimo e come
Fornaciari, alla fine, secondo me, si dovrà scegliere e credo e spero che Colosimo, Fornaciari e tutta quella parte della Margherita alla quale Colosimo e Fornaciari fanno riferimento, sappia osare, sappia mettersi in discussione, sappia cogliere questa occasione
storica e lo dico a voi come lo dico anche alle altre persone di Reggio Emilia. Un ultima
battuta per il Consigliere Rangone, io non so esattamente questa società civile cosa sia.
Diceva prima il Consigliere Prospero Grassi che anche lui della società civile , penso che
tutti quanti noi siamo società civile. È chiaro che, in tempi di Gian Antonio Stella e di costi
della politica, una domanda viene spontanea, perché è evidente: c’è stato un qualche fenomeno, diciamo così, troppo errato; si è andati, a volte, fuori dai binari: questo è evidente. Ma una cosa su tutte deve fare riflettere: alla fine questo ragionamento del civismo qui
a Reggio Emilia non ha pagato, non è stato catalizzatore di consensi, non è stato nemmeno catalizzatore di progettualità politica, per cui io non so cosa farà il Consigliere Rangone in quest’aula, non so quali sono le progettualità del Laboratorio Baldi, non so esattamente cosa vorrà fare il Dottor Baldi. La cosa che dico, però, e mi limito a dirla qui, è
che c’è un occasione storica anche per, non solo per Lei, ma per molti del vostro elettorato, che hanno visto un faro, non hanno avuto risposte. Su quello ci si può impegnare, se
non altro ci si può confrontare. La grande operazione di ascolto e di confronto sta anche
in quello.
Escono i Consiglieri Fornaciari e Corradini.
Consiglieri presenti numero 24
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PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RINALDI NANDO
Grazie Consigliere. Allora abbiamo esaurito gli interventi , se non c’è nessun altro Consigliere che intende intervenire. Allora, la proposta operativa per i lavori del Consiglio è
quella di aggiornare la seduta se nessuno è contrario. Volevo solo informare che ho ricevuto una comunicazione nella quale mi si dice che a fronte della nascita, in Consiglio comunale , del nuovo gruppo l’Ulivo per il Partito Democratico, i Consiglieri comunali Colosimo e Fornaciari continuano a far parte del gruppo consiliare la Margherita per l’Ulivo e
il Presidente è stato nominato, il capogruppo, il consigliere Franco Colosimo, per cui già
nella prossima conferenza dei capigruppo la Margherita continuerà ad essere rappresentata dai Consiglieri Colosimo e Fornaciari e il capogruppo sarà il Consigliere Colosimo.
Continua ad esistere il gruppo consiliare Margherita per l’Ulivo. Qualcuno si oppone
all’aggiornamento della seduta? Nessuno? Allora auguro a voi e alla vostra famiglia una
buona serata. Grazie per i lavori di oggi e buona serata.
Esce il Consigliere Rizzo.
Consiglieri presenti numero 23
Il Consiglio Comunale termina alle ore 20.10
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Letto, approvato e sottoscritto.
IL PRESIDENTE
F.to RINALDI
IL CONSIGLIERE ANZIANO
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to SCARPINO
F.to REBUTTATO
CERTIFICATO DI PUBLICAZIONE
Si certifica che il presente verbale è stato posto in pubblicazione all’Albo Pretorio il giorno
31/10/2007e che vi resterà sino a
15/11/2007, a norma dell’art. 124 del Dlgs. n. 267/2000.
Dalla Residenza Municipale, li 31/10/2007
IL MESSO COMUNALE
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to SANTINI
F.to REBUTTATO
Il presente verbale è stato approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del
29/10/2007 con atto n. 20898/251.
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Verbale CC 02.07.2007