PREFAZIONE LA DELLE MIE OPERE FUTURE la La Edizione è posta presente delle Leggi. sotto tutela PREFAZIOr^E LA DELLE MIE FUTURE OPEPxE SCHERZO IN PROSA -POETA MEDICO Qualche Sarà un cosa sarà, libro, sarà parole, saran quel elle Dio vuole. Passeroni. /éiCo/no COI TIPI DI FR, -^838. SAMBRUNICO-VISMARA CONTRADA SUCC. DI A spese S. MARGHERITA ileHAulore. A PIETRO AGNELLI ,.^, \3RA^^^, Vn ' V^uaiitrio Satira prima non di queir alcuni Veggenti-, tutti vuol sdilinquire Ma siccome di dal distanza sensibile a la io quelli modestia perchè ne soppressioil al d'opera, felicità tale una come da melodiosamente e fare paese mandoci chia- amandoci, tenerezza se sospirato tanto fratelli, voler stesso me a presto allorché carlo cer- a gliato Meravi- la condurrò essere uno mia succede lano Mi- in morale: vivere ameno cantando, almeno proposi libercolino vizio, dersi ravve- Diogene. anno operetta della tale un più di frutto, qualche versione troverebbe ogni d'un a che tanto ciascuna a gli A-vari, lanterna cimentare con fu ne se colla di Oraziana, tutti di la piibLlical al dai così solo fare da pensarci. una passa peccati io mi di siderio de- trovo 6 — il settembre già passalo missione. Devo che demonio delT e delle sulle meditare azioni Egli giunse sedie sciarade, a tale a volte tante di se questo buone rilegò le le Oh fallo le tutte mi fra ore colpa, dis- tormentato d'intorno. cattive! delle mia a fui liri m'ha di perfìdiache per io clelFo" Accidia, per quanti sforzi brulli nemico financo di dicliiarare levarmelo a sapeste che crudele il rimorso quest'anno facessi io però sui avendo non proponimenti che fatti dal — Caffè un a i commentare ci, cogliamipiù filosofici articoli de'giornali ad E udire dalle lo credereste vi dir so persecutore risoluzioni: furiosi accessi cielo vi sfogo vedute di scampi almeno se con umanitarie. pochi che vogliono esser ai bisogno del con di a e razioni, mormo- le. ravvivarfunesto sì Irò solilo rimedio di energia di uno quelli dai qualiil filantropia, siete inetti Io dar a loro opuscolo zeppo un che leggono, letti,scosso cuore, le perfino che vale solo ma ! io non labbra loro sono appartengo non ma di ai da qui molti sì colla che urgente penna in oslinato mano più (li scrivere zionc che libretto, un trovare per prefazione, pensiero sia non salvo quando, d'aver tipografo del finito vi è od frontispizio : questa per pilinulla antico inteso un non sia che io che libro: da è poi, di tutte le di tutte le una opere diamo cre- alla come o opere che o è non nuovo prefazionee minaccia gina pa- il libro ragione che una del una ritrovato, abbiate è r esordio mie ne termi- promessa leggere.Dunque vi do molte Non eppure buona il che l'avviso una l'argomento vergine tenuta, anzi benevolo. proposizione provata, una sostenuta, letto lettore al tentare al loro noja appena senza dacché nuovo la libri Credo felicemente giungono opere potrà libro? prefazione senza il si non e tanti si fanno no? di pensato prefazione. una perche E fantasia la anco non fahhri- per titolo, ho hel un ripiegare con fin e Se stampare. i materiali mancandomi carrai di e ncirinten- mai che per non di libri che la sinfonia gran ranno ver- future, voglio dire farò, e di quelle 8 — che ancora farò non vi sembri non ultime, — mai. assurda, le superiori ad E è nel quali saranno salvo di cambiar Non di ingrassato tre il pie a dico che, il diritto ragione voglio più non capitalostrada altro, dei voglio saltando e e perne sa- Orazio. mai è incontrare r io tradurre vi dopo effetto di parere, di io delF argomento ogni ])er ste que- moltissime ogni crilìca, che mezzo di appunlo specialmenteoccuparvi: pari Ticlea perclii' o amici quattro il quali V vi primo dice secondo facendo che uno trova grate, dima- , il buona male? che accade non già dirmi peso, che e di su davanti così a press' ai miei Tizio ;= poco temente; frequenstesso si accordano di finirla insulto quasi un ai poverimalati tonda m' avviene lo lo : con ma stesso vi se me a è allegra e vostra dimanda per ciò tutti bisogna che vi Così ma colla congratula F ultimo e cera, sentite si terzo tivo, mo- nel di crescer il rire compa- una dico cia facche riguardo Mi poveri lavori letterarj. ferma Sicché, dottore, quando leggiamo 9 — la Iraduzionc sarebbe un popolo il tuo di del mio nulla. lasciar ricordati : di delle con ed originali, idea matta vernacolo tua che gloria non lassina. stessa Ma se Milano! che di solito sarvisi non V arriverà tant'è Che = temente presennon poi e : detto altre volte vorrei più parmi sciu- scriverei cose circolano qui nella i tuoi ponimenti com- manoscritti modo i versi da nò , le la Bar- a f intendono che un confini! neppure vero, Che in ingegno angusti così non : lingua italiana. sprecare ha tone bot- un = vena versioni, ma guasti per piìine la ti ho in buona di ad tro incon- malissimo! languire quanto biando cam- dopo bello? Male, == fossi in te, io se di dialetto fama grida , scrivendo si sta deve abito pore? sa- vano inspereresti e ancoratosi sopr tu far di tanto minuti Due = Sempronio che, si classico un altrettanta acquistarti genere. cosa di pensiero(juello elemento, vero oh sai poi già queste parodie in e sono Salirà? continuare! non bel gran al gustare seconda della peccalo il fu che " non sono ravvi- frasi né , IO 1 pensieri ladra e di che ad dialetto ogni otterrai non Pastorello arcade. che io non mantile del asiatiche che di Ed loro). tutto Padre si il mio tutto farglidire di versione ciò che qual- mollo fra queste fu- mio, noi starebbe sventuratamente quasi è non maniera. dice quello che non come per il si far passare vendere Mal- mai Oh rare di lavo- grande riputazione, una che st'ultima que- lingue piacereè quello originale:appunto a ma quello che tutto due modo a alla mia di questo modo riescono scrivere in in manca desiderio Salire sue provaste che per fare il tradurre: nelle dire a clie poco almeno vorrei all'ombra e diventar rassomigliano traducibile, almeno 5e di Cesari, io che cose per Orazio e casa a perchè posso: roba giulebhato nella lingua del o tilissime uccide, dilo Cre- di ( Vi confesso = corra idillio volumi nemmeno mi idea il beironore altrlLuire. costo venti con me, gira poesiacciavile ti facciano non volertela a poi non e : soUo latino, e vuole, e l'aspetto passerebbe come i mercanti, che roba di Francia 1 1 die quelle maiiiiulLure, inai dal ! versi sentissero di i tradurre sia di calzanti o stile,ci avvezza disadorno e facilità dal brillanti sullo le scrivono lo riesce e con a centina] meglio: questa ad opera le fa stare leggiadriadelle Dopo tali dassi cui alle in fare di nome molti anche mediocrità! tale sistema di F che finita quel là inesorabilmente lentezza piacevolecome che in sgabellodella che Sicuramente per per ingegni stanno inchiodati e cui rapide o rivaleggiaredi cadere bislacco e perchè l'essere a non volgo, vere scri- contemporanei, dilicate testo a allo prezioso Teser- ecc.: maniere un vorrei e grandi scrittori,come Monti, Foscolo, Maffei obbligatidalle barde lom- Fimportanza di illustri noi fra usarono ( danno tutta questa verità) quanto cizio credute imaginarvi poteste giovani i quali si i die Se fossero se majjazAino nsrircblHTO non un versi giorno, riamente volonta- questilegami e giogo Signore persona al imporsi si non e comodo l'imbusto rileva ne la forme. osservazioni non vi mcravi- 12 glieretese, argomenti trovare e briosi pubblicare,vi settimana delF un' occhiata vecchio maestro alcuna da di troppo ! na, è è in no più inconcludenti: usi sopra di luogo, affatto che non ai moderni: salsa dolce. agro- perchè sente fatalistica e : sono leggiamo Fuleggiamo tra, l'al- molte : peculiaridi po tem- tellato l'adden- porgono na dappertuttopoi domi- personalitàche una n'abbia pochettolubrica un mio quelTaltra,che ne che dia del ve se pochetto scurrile: un versano e questa se for- eh' io Satire vedere tare trat- passar senza epicurea quella nemmeno, nonnulla non condire morale due dico potersie alle per oimè 3Ia da anno almeno poter la difficoltà di anche attesa Orazic- spaventa. coni, parla colla più larga libertà degliscrocpuloni, degli usurai, dei ciarlatani, dei cra- insomma e di col furfanti loro altro odiato, di riverito sentito a quell'epoca,e nome; dire ammonito per d'imbecilli d'ogni razza avventura ne ho ch'egli fosse li addita mai temuto, dall'yVutorità, come accadere per trebbe po- presente- 1.) fra noi. mente che sto Roma attuale è personalitàdove miei, colla a che per la città mentre studiano scienza. io accennassi Oh, questo vittim.a al è che la prono sco- pienza sa- cattivi. di siffatte imputazioni offrirvela debolmente Satira colomba, allusioni dico Io medici le recondita versi contro in e mi si se dov' può in girano dare carrozza qualche libro di Dottore il dottore è quella prefazione A! = saccano in- ed Ebbene, tutti volevano loro e vanno persino supporle.Sentite peggio. i della delle il gli giovamento delFumanità, innocenza assurdo che trovare Dante e Traduco per pescare di una posso stesso. gli Avari del suoi nei io di sovrumane anche me no alcu- esistono,press'apoco non bellezze in civiltà il metter più Tanto si studiano i commentatori Lettori mantica. ro- e dalla pericolosaimpresa maligni come Milano (jue- tuto, stainfrangere sì filantropico quelleversioni. uomini da ogni allusione,ne proscritta troppo a dipenderà perche appunto oserehhe è forse classica,e era Ma mano Ciò che casa. No, = è B i4 — (li sicuro. con tanta Ma, dico Olbò =: in è anch'io lo stesso mai mai.... se bella, che vanno .... questa idea ah! la ve nissimo. be- quando .... tanto sta e allorché studiare = l'alfabeto tutto l'hanno, se carrozza piedi? Farò se di io, i medici dipinto C di vederlo. clic par Devono cioè il dottor ! è evidenza studiano a — dire voglio in poesia epica. E Bastoni e stocchi Vedrai Ch' E questo Cado verso E Là tra Mi Per pagherai le ultimi mancò qui Né qucst' ultimo cadde gdaio e che e e occhio. un schivi arrivi; pugna giacente sovente ciò alla spero. dolente. intero espresse suono : guerriero: empio spirto concenti, cocchio che egro chiamerai tramortita, sudore, miei un alla morti pene, lo avere mar^ singulti,udir Or Di le e Armida nome Negli E dal ch'esca '1 sangue spero. intero si chiude mi scogli e l'ondo^ Gli d' idea e è destili se lo ni' esce pena a deliquio in clienti, gli spirtiai niancan ; : pensiero e almen infinitij alla sublime Che (*) cicl ! oh Ma arrivi (*) genti aflissi occhi denno esser schivi e carrozza litanie de' miei le Saran nulla le buone libro su alla e fra alto-seduto Me dal tlestin ch'esca è se : si diffuse 1 lumi chiuse. G. Tasso j L. e. mi. \.) lasciatemi Ah! tutto sono commosso: di alFomhra Amici la travestirle in esempio solo a esporvi i caso e qua Ambubajarum milanese. dialetto la seconda queste harhare che McesUun ac temi là io ed Vediamo comincia collcgia, pharmacopolce , sollicitum cantoris est tradotti oninc gcnus Tigclli. morte alFingrosso significano ciarlatani, profumieri,o oziosi da figuranti,coristi (mendici) teatrali Virtuosi ziali spe- (pharmacopolce) spezierie ed autori hallerine di lihretti per le ( balatrones (hoc genus ) di parti spondenti corri- (mÌTn(e) procoli, mangia-risotti e di con : qualiversi che razza l'Orazio, del- parole Mendiciy mimcBj balatroncs, hoc opera seguirmi della impossihilltà di persuadervi intendo I di quest'argomento satire prese alcune per mente d'annojarvimortal- col mentre di un alloro. nuovo compiacenza in poco un ancora mio costo a ahhiate dopo voglio prender riposo questo cari, almeno e (li epopea conato istante,che respirareun e omne) simil sono iG — inconsolalnli anni secolo avrebbe prima Oh Bonaparte? alla di morte veder lutto poli,dalla ministro che sugli angoli omei di e da al e glorie, dichiararsi la cadavere. nazioni guerra Ne servo disperali gie, ele- fazzoletto pel che meno poco possesso che pato stam- ne testificar- a a crediate dimostrazioni al annunzio E marmoreo le V genio straziantissime dal ai crestaja, dal contrade. arti belle le, socia- equatore incolla e giornalisti, le corpo dalF di siffatte per necrologia enfatica delle di scena portiere, dal ne più gli istrioni e il luUo Ora al monumento le trattasi celebrità stamperia che di terxo un non principessaalla dettala ne di adesso stato ropa Eu- ballerina quale cosmopolita: di dirsi tutta una appartieneall'intero calamità è di i barbieri paese. cento nove- seguitole conquiste una accorati dato un col che ora gambette quel batticuore con e potrebbe ma : cantante mille un presente? le segue di addietro al del morto scrivevasi Così 7'igellio. altrettanto la per — io siffatte. Oh! del osi zioso predannare con- il se- i8 — della o d'Augusto,V Roma j^rau quattro milioni di Cantante inarrivaLile idea che parola? io So Rubini, alla le passaggi 0 facesse o a questa nuda il Lablaclie, il quanta felice ardimento d'allorn? corde di testa! di petto qualifossero morbidezza di di salti el lo mirabile die trillo,r appoggiatura,la za sapien- e spettacoli, quante egli fosse dopo altre come parola Caritoris^die ad autori volte a Tutte un Per in buona una sarebbe frate die non fra queste il me co- degli di furore polo po- gliatti e egli le tante serra scattola nella appena cabile appli- ralleluja cantasse ventura d'articoli teatrali trionfo y^or/ nozioni indispeusabili ermeticamente coro. al chiamato le cavatine! tenuta! nota Tigellio contribuisse in nome Can- Velluti con con il provvida parsimonia adoperasse e e dà zio Ora- divino, posteritàquante vibrare! eroine, tre di s'egli fosse migliori,e di il miserabile attinj^oio possedessee quante idolo stoico piuttostoil o ed nemmeno senza epitetodi Tacere eroi tra disprezzodello col toris! — d'Orazio lo gli intendono, 19 — fin perchè del da altrimenti una ben alla ragazzi anteposero latino dii: — molti altri eglifarebbe meschina nità va- piìisolidi stu- agli occhi loro andiamo Ma comparsa. avanti. un' In elisi campi la uomo la Satira bella quale dei utilità qualche sessi con che Era prima ma che eredità. mia io intenzione in la lascio vipera! di sotto latel precettiquantunque altro buscarsi nare immagiil secondo arricchito milanese i per ranti. più igno- ai fiori si appiatta anguis lodevoli cuor sperimentarla anche ! che gomento ar- studiai questa lezione buon vantaggio degli amici none Giu- felice in un di arte e questo quietamente,ed fossi tradurla oimè più tratta Vi fatta sperava io stesso Ma, sia ne ansietà decidere a discute non prima fra Giove più pratica,V buona dai degli stato essere fu chiamato due curioso, che di sorte Egli però amore. mio. per miracolo avuto questione insorta gran di parlare fino Tiresia, forse quello poi donna, e fa certo un che^ avendo stesso Del altra in per herba. sé I stessi. •io (iettati in sono leggere il Principe di E trattare questo del rispettabile delle una loro ! Ai desiderio cbe al solo la fantasia istante delfesistenza. mali creato, sentimentale gini die tante si possono e lo cui le di come fare: il lento senza poeta un ima- Le le sono farsi e continuo ma il tutto occhi a al un'ipotesi, sera una gli sarebbero non scere cre- bisogni della famiglia:il languore crudeli amarezze tutta della indeterminato meglio lavorare qualche la tomba. che spavenlo il invocbi chiudono mi (e stesso delle sollievo un malcontento me cbe spese dei di fin e clic tuosa, volut- così per prova E salute sogni idea letto a quindi e nei Io penso vedete) di andare denari, di tavole consolarne si più cosa ereditare? dì Ereditare! un sarcasmo essere vagbegglano speranze. pare Maccliiavello. di può pocbissime infelici gli del aria con delicato sì tema die fibio an- spaventevole,esclamai, immoralità una subdolo, ermafrodito, veramente e stile certo un che si la vita del futuro, di prevedereè possa come professione: uno schiavo di per •l I luangiure lo sale. Mi amico ansante che e la che ! \ista! terzo, un la e le lahhra dire sentito a il lalc tanto. me conosceva =: di appena di tento mi un Corro ad che = io!) per di Austriache al volta nna tanto tocco il mio .... la A. : legale. è Signor diconsi lire grossa s'in- cuore vedo, ecco lascio fanno anch'io, notizia la accertarmi, sento, Item mi schiarimenti il testamento: mano il ed Dimando : piano raddop- e scherzare tremano usciere arriva quarto, un martella. e sono nn il testamento, Protesto somma. hurla, con Dio! Sopraggiungono rapidamente un == secondo, una io lo se oh antecedente sera signore) ed aperto matto di sa e... ha gli altri legati lasciò Eh, lanlo possidente.Entra dirmi a morto (un gran ma clic la mallina, risvcj^lio ricco, o almeno sono fra aìtnii [)ane ragrafo. pa- (che somma L , , (che bella cifra!) e mi dato hanno le ciò per possa umani con sopra.... miglior agio continuare piacereche poesie milanesi, sue specialmente quella il e minori nell'operasanta e e perchè rispetti di bat- 1'2 le e terribile colla tere di giuro di sociali. stolidezze future opere ai di essere un io se le mie tutte ricevere circostanti vizj to! benedet- di parml : i monumento, memoria sua vi la, sento conda Oh = innalzargliun alla dedicare ridicolo del arma se^ una mando di- uomo, o sogno son desto .... Ah ridete ! voi compiango! tutti è per voi avvenimento un moltissimi aspetlalo da fatta riia salute di anni. sospirarequellozio! godeva ferro. E poi vi che lascialo ha caro buoni a come effetti della Aggiugnele allri questi aumenti una un al ser- ma Insom- siete intrattabili, chè per- condolersi parente, ve fra legali, ccnlo lavorare! per ereditate quando tanto è nato ed Quanto qualipersinole pensioni vitalizie vidorame solilo preveduto patrimonioassotiglialo per i di Questa state gua- quello assaporate eredità. una vi quanto piaceri,li incalliti ai quasi non e di supremo altri ricchi? voi per a tulio di perditadel congratularsi pei medesima a la vi ciò che ricchezze petto. si fa disper voi crordì- 0.3 Ilarioiioiì servono a luilla di buono. scabbia purgarvi deiriniqua non non a calpestar pregiudizj, ;i leUere od non arti, a dei debili, proleggere non l)eneficare, a meglio.Ob, non è di voi parloquandodico clieFeredilare è a Non viver clie io il tipo grime! ideale della felicitàin questa valle di laIo scrivo per coloro che seguirono con vivo interesse la storia della mia dità; ere- di giojaal sentirmi palpitarono dalla sera alla arricchitoinaspettatamente di santa mattina;che dissero sospirando clie invidia : oh = potesseaccadermi tanto! altret- Scrivo per i poveri Impiegati, carriera occhi una che hanno dinanzi agli = sparsa di triboli e spinecome la via del paradiso, dovran sempre trovarsi e in purgatorio. Scrivo per tanti bravi stretta e medici,cui di uè finezza di ne energiadi studj, bastano per sostenere coi ciurmadori; e che sono non una lin fetente mediocrità di Pubblico è ne criterio, la buon lidità so- volere concorrenza condannati ad da riputazione petto che.... che per colmo di dis- eternamente colto e rispettabile ^ f .4 — si come dica Lo dopo avviliti andati il la e bella poveri ed Tuno abbruciare levare terzo d'uffscio e colori dei cassetta libreria, un fa nulla, clie gliene prendere parole scritte Istituisco in cietà so- erede meditazioni filosofidie martine, e pomposamente un il poco calibro questa sola Milano: mandali di carta. pezzo il lale dei tali non mille sono bisogno il mondo grosso r ultimo poclie con volte già i respiro dei ad lesi effetto. viaggiare loro Di li amen belli ([uallnon La- inspirarsi? per quanti saranno di =;= ecc.;==: poeticbedi quelledi senza e spettabil ri- persone si ottiene un sopra mio diventar e ciò Tutto Pensiamo cosa posto dignitoso,quellodell'uomo non Queste forluna. gloriosi!e e ingollar(ante! un essere la quel capo a Ila fatte che alla fantoccio-modello, Taltro il saluto più artisti,clie dormire a finestra diploma clie di voi, che ricclii svegliarsi gettar dalla ed di affissi. Scrivo od genio ciascuno essere gli iiifinila al odio in siete il tulli legj^esu voi, miriade per — e di fatti in aspellano auloii per lesta(juesli 2G — fibre di del Vittore Hugo atrocità dei assai di rado: il la ma ereditalo a o si dar argomento Ut Ecco bel Oh presenta ogni come di genere mercanzia. la leggendo le Puniche, le qualche a miserie alle d'oro! Lo gran una di I soldati dalle moderne. fiera alla casa a di Roma studio quando alla traducibil in- si facevano compratori trova guardia davanti ncllo, possono ne comu- distanza mangiari che secolo nel Roma e già s'intende, r immensa antiche 1 sublimi vera clie descrizione la ma, per sontuosità aver beati? caria tema, romana: cena una juvit te un non triste. meno Nasidicni gerazioni, esa- altro Passiamo si possa. cate lambic- verificano mondo questo truce sono disgraziadi peccato originaleè la più che le e drammi loro più poicliealla Dumas; fortunatamente 0 mai di e squisitesceleratezze le fine diventerei Anzi cuore. — quale la propria non no fan- del colo- inspirarsi grandi imprese a mirabili guerre Sannitiche, le gesta di Mario, di Pompeo, i -^7 — di Cesare. commentarj — Gli dislrelUiali il mondo nare e sul sul codice far per alunni imparano sistema la noja coloniche contemplano carte gli avanzi di colonne Agli i amatori udire le urla è la loro dei gladiatoried artisti Università. stella le orrende divertivano quel popolo ma parlo:Ro- non Persino logogrifie degli acrostici i letterati vedono hattesimo. Anch' eterna: colà polare nell'Arcadia, aspirarealla gloriad'un possono città disegnar estatici sulle veder e che Degli eroico. loro del tetti archi- degli spettacolidiurni stragi del circo, la Gli que'tcmpli meravigliosi, ruggiti dei leoni, dei gover^ tri. istoriate, gliarchi, gli anfitea- di sembra missariati com- lati, proconso- Giustinianeo. passare a dei case le dei io venero ho secondo palpitoper un ammiro Numa, il mio pei banchetti, dei qualici pervennero scompare e dagli occhi dei Quando ghiotte. miei Gregorii, e patria degli Apicii e non dei la i Sci- pioni, leggo Virgilio:ma sì dove è cuore vi scrizioni de- penso la città dei vedo Luculli. che toni Ca- la :28 — Liicullo ! che posterità! mai la r raccolto aver delle tarda giovatoil ti fossi non colla manderanno tra- Mitridate, gli sopra trionfo^ se confuso più ti avrebbero gloria di quelle cene andresti Ma quanti alla nome consolato, le vittorie del fra grande uomo il loro onori — rata procu- famose? tu plebe degli eroi. nelle guerre nel e verno go- Provinciequalche centinajodì convittare milioni,che poi spendesti a lautezza inaudita, ciò ti assicura posto invidiabile un storie lo, (sono ma dal aveva il cenare in suo ad ogni denaro. Forse ma a i una fisso: di professori lo di in tre sesterzj: mente presente- soldo un'Università. si divorava che stesso ingente di quanto basterebbe un'annata sala esempio mila somma una Ogni per sapreiquante pagare gazzi, ra- contrassegnate ciascuna prezzo modo i quantità gran quellad'Apolloera spendere non Lucul- stanza) ripetute abba- qualche divinità. di nome secoli anche sanno teneva pranzo celebrità. mai sono non sale da le che LucuUo di di nei con ore! a tutti Quanta Da ciò pienza sa- ne ^y — il venne proverbio pranzare Pompeo Cicerone e Lucullo lui da = cerimonie del più gli Dopo e dice Addio tempo dacché godere stassera saremo Benissimo ! sotto Lucullo, in passeggiatacogliamici. la in è sera ospitidiventò due romana; e se ! un schiavo, uno il dirlo == re, scompa- Lo : sia caduto ac- s' è nato ce- stupore dei capitolodella è lecito di fa =;== cosa ria sto- aggiugnerviuna molto probabile congettura, Marco Tullio nel cena Apolline! Che basta. un tua fosse,seguilala inutile Apolline,e diamo: ve- ravanello ad nulla come a lo schiavo qualche minuto =: vogliamo non un == ! della poco ma s=: = ci ambidue capo voce cena di verificare non Benissimo di cenno a incontro un neppure = tano lon- Lucullo! belP consueto insensibile da spondesse splendidezzeri- ! che per veh, fine a sue = molto anzi te. vero: addio cari compagnia venir sera delle la fama Biffa tti è giorno pattuisconod'invitarsi al miei Jpolline Un vedendo quella stessa se e in sonluosamente. significare per da — Pompeo giorno susseguente e in 3o — cambio sedere di naso di sgraziatamente si poche e lo dimandate. è non ci. Ma secolo Una = di Siamo noi E di vi fu servito tavola a solito. cucine, falliti da Mandò gii disse: e in siffatte cadere inviti,ho erano pranzo. in tentarono sentite non siete concetto questo credulo. Lucullo delle la come sic..= in cena sublimila indegni Voltaire, Alberi alcune tragichedi eroi degenere posterità. Lucullo? Lettori, se buon noi sai tu, bestia, che non casa delle ma Ro- gran Eccellenza, perdoni, ma = non della profusionedel mastro ro parlachia- impenetrabilialle Lucullo gran miserie? cetta. ri- voglia inftnocchlar- d'oro, sera minore pel perduta la è misteri piccolissimementi con abominevole Plutarco che uomo questisono del raggrinzare a prodigio di consumazione, tanto ore me scritti, padri co- poi si potesse improvvisarein Come non fra i qualche decozione su cui in senato stati in letto saranno il — sentenze di e situazioni mettere un compagni mente eminente- in bocca consimili, che fare di ai loro formano 3i tlellzle,i colpi di riserva le poi i maestri fiacche di reltorica. appunto una tavola della buona gastronomia i nuovi per secreti prima di loro sui toro Noi i nelle persino I gara si è giorato peg- Eppure mensa. a cose Romani, e iati sdra- abbiamo nella pater JEneas stiamo gomiti talché colla fanno come pure veduto Didone: liberamente e essa Cartaginesicenavano lì duri fra due scranna il essere dovrebbe letti,come reggia di Inde i punto un che della secondarie ad gusto generi coloniali, e ineffabilmente più il che nei naturali. scienze romane. dovrebbe strappare alla Chimica, le altre cene sono grandi conquistefatte le contrario, e per moderni è decaduto sì, che deplorabile!E dalla delle confessare pur clic sono non pranzi parodia bisogna tulli quella grande risposta, i come maj^ia Ah di imitazioni Ma di destra sic orsus instecchiti seccatori non ah che alto sopra ci puossinemmeno la forchetta colla una premono dire bransinistra il coltello. Gli antichi faceva- 32 — il loro no pasto alla gran in dodici avere — consecutive ore che quella del digerire: nel bel della mezzo onde di di la i ragione a d' come alcuno dei spende due diciotto mila amici Gibhon le del decadimento ne in e esigeda che filosofia, Speziali,lo è inaprezza- sono volessi i loro studii scienza prima gente di ducala ine- empirismo.Non si istituissero i cuochi- di A a abuso che della agli indispensabile che esami romano lo studio che laurea. della cieco nemmeno vorrei indagar del non reputata apposite,e una da costoro tutta convittare a culinaria, credo questa diretta razza miniatura assegnereila principalealF abbandonare si io dell' arte ma perdendo parlaper lire che come impero il diritto meraviglia quando Lili. Se cause pazioni occu- poi che Luculli tre o pranza delle vita Si una nostri venti 0 io? si anco tavola. E pranzi,dimando città altra fatica giornata e guai della non per adesso fin precluderci dimenticare l'uso della sera tironi tedre catbissero su- rigore,e riportassero chiunque poi negli adolescenza toccò in 34 — Sonnambula alla assisti di la dolcezza ti di cori scmplicilàdi quei e — inspiranoper Bellini, la e dono l'abbanpastorali, quellemelodie rindomani pestri cam- un zo pran- squisitamenteleggieroe grazioso,tutto dei doni sparso miele, con di Pale del Mose, sulla nel e cotelelle cbè cbè posteri, io cosa? La è! questo hanno fatto misurare delle indovinereste dire mie così sarà, re. futu- opere cbe io dedicai vero dei a felicità dell'umana scoprireil la civiltà ai Universale. meglio importanteramo le cuoco tramandarlo profondemeditazioni Le piatto di questo nome Storia d'una in nel F Eritreo. possa per è sazio io ricorderò gli dedicbi.... mia percbè trattasi onde io 0 ,.„ il na man- persinonelle sommerse dire sa fenomeno? mi in salsa di Faraone Cbi, cbi mi servito dell'idolatria: annegate scbiere Così saranno degliEbrei, la il vitello manna, d'oro, simbolo che vi note deserto, le quaglie per cbi del della giorno seguente il capretto mensa divine palpilialle mangiabile. Tu con idillio foccaccie,un con creme, di Pomona, e principio tempi e delle 35 -^ nazioni. lo die Per elle io mondo. cliiamar abblsoj^naurj^en rifaccia Il mio da sono i secoli vi farò di tirare tutto di offre delle e così Io : in il mio emisferi. a di delle tutto il cui per gli uomini mangiare, mappamondo Continuando della pera dell'o- piano cenno. stabilire questa gran in a terra come sic- riche epoche sto- brevissimo un lamitata ca- dell'autore, tizione pargiarono man- Epoche ossia Civiltà: spaccato nei due trinciare vedremo selvaggi, do quan- disputavanocombattendo naturali spranga pensiero. E prima Fepoca degli uomini si stematico si- vero vivere,ossia Barbarie: cui vissero Ecco alla divisione Epoche per sei. Da chi sapientivedute ero cucine, ed proverbio:dimmi solo vogliooffrirveiie cominci terrogherò Io in- saranno. meravigliareal prodigio questo l'idea Lonti'i, sua dimenticare loro l'universo bella una nelle li dirò e e il noto applicherò loro mangi farà evidenza quantaltri furono, la per del voglio sistema, che nuovo ed te temen- Storia la capo Gastronomico^ lucidezza come — incolta, e i prodotti si cibavano 3G — r Si crude, \itto ferino. carni di — cui in epoca poi apre SyWesires hoinines Ccedihas wictu et quando gliuomini cioè i cibi ed cuocere cominciarono condirli, e che a far a quindi Al qual propositobisogna ingentilirono. si rettificare il un delle uomini saporidelle dovisi intorno si dà che si che si ascoltano volete va di desinare prima o in pranzo a delle che si fanno che questionidi più? quando dopo sentirono in natura. sempre ai le tura, lettera- giornali, giudicar di musica, i brindisi fuori industrian- ed un'occhiata teatro ma somma buono, del bello, in- ciò fu sottili più piccantie che il dopo vivande del delle arti. E è gli gustare i a si migliorarli, per all'amore Diffatti sa. cau- indotto cominciando buoni condotti la convenientemente; gli uomini bensì per arti, abbia belle nutrirsi a Teffetto Orazio, Orfeo, la personificazione che già è di abbaglio grosso scambialo ha quale Non a Orpheus detcrridt Jcedo andate dei poeti.Ne cogliamici porle della si canta, città,è si balla e si 37 - - civlllà sdiiamazza? L'umana credilarsl ai piaceridella gola.La gratitudine prodotta dai dalla vario del scoperta delle uso vino ed le ecco fecero dalle pranzo quella clie donne, importanza il mangiare d'un diventò e dispensa: bisognava scavò la decente e si è desco? il e per la d'andare e e fabbrica a mensa nella era il vino al così que nac- del banchetto primitivofu arti scultori,mimi pittori, gran la l'eloquenza, la quindi le vennero fatta legro luogo al- L'entusiasmo genere d'uopo quietamente a pensato alla sala: cui era un e ciarono asso- manipolava conservare canto, il stò Acqui- viveri, fu seder r arcliitettura. poesia di si cantina: ove inspirò il la nozze. cucina: i ripostiglio per fresco, si le sito dove uomini trovarono meglio, se ecco in Bacco preparare quando e ammanniva in perpetuo: il facevano e venerare Gli religioni. prepotentisi sempre ac- biade in Cerere, questienti personificati ecc. da lutta e il ditirambo: zione, di imita- lavorarono L'ora dell'appetito. avidamente della aspettazione rata, deside- medesima 38 — principiolo ebbe sole fece popoli,far conoscer di di La genere. dalla gabelle, industrie ed medicina stessa le anticlie regolo questo con altre salire per maggiore con o la diversa produzioni di urlo nazioni, vedrò misurandole e le or une riccliezza minor forza dei territoriali : e due Capi Lupa di Roma, Di della Roma delle l' al- avidi famati. af- ed al mio erculei venlricolo, guidali da clie succbiarono l'istinto condo se- quindi cedere quale spettacolosi presenta di masnadieri sguardo? un pugno di potere e climi,cioè popoli limilroiì più forza, ferrei le or celerilà Ma di data passerò in gradi a bontà gni d'o- ebbe Così prima indigestione. rivista venzione: con- cio, commer- federazioni, codici, monete, regolari,scienze ri, ma- prodotti, segni con quindi strade^marina, guerre varietà atlraversar cambio i valori rappresentare li del vivande: nuove montagne, superar della 11 desiderio agli uomini cercare bisognò del movimeli studio degli astri. e — col lallc di voracità: die meditò una i fondalori e consumò 3o — conqulsla delF la frugalenei raenlc — universo suoi fu che : primorclilper grandezza. sua in ai focolari. E il mondo quando il loro tempio fu Così di Giano che prima il A da la epoca, papiri,come il secolo Anzi se vissuti essere avuto V attuale un anagrammatico Pollione co po- il Tibullo poltroni. la quel- nome dei potrebbe chiamarsi e dell'inchiostro. brillanti e zioni, ispira- alle cene di specialmente applicatoquesto dulie o detta il secolo cartiere fu mense imviti, con- allora perchè gavazzavano cui d'oro. i letterati simili di quei poetiebbero Mecenate, chiuse il secolo credono si sarebbe Messalla, di perbe su- prodigavano nei avesse delle ciò fu di si dozzina costoro sue Roma il Catullo, irgilio, nn' altra Se le fu tributario dalle quell'epoca già, come non prosuntuosi, per con ed ebbe denominata somme e giravano piattoalle imbandigioni,allora il si intero, quando le nazioni offrirono tutte si rotavano brandi più sclùdioni guerra, davanti Più sere es- insaziabile impunemente crapulona ed nella aslula- parole meco nome cenate 4o - che soleva dir grandi gli Imperatori e direi e si si di sante, inces- cine quellecu- d'Europa. in orde suirilalia obesa il tremendo: al la città Sagrificioalla verità eroico, in doveva ricondurre per al necessaria secolo del scienze,delle mille, arti e galità alla fru- conseguenza come in colmo ed nobile questa si diffuse il mondo suo si ai Pontefici. il ritorno E ditalo me- umane, più tanto la barbarie. mano arrivò per si dà e che quanto eterna, fralezze culto regge grande impero crolla, delle vero converte e divoratrici. quasi apopleticanon e il nulla delle sempre hanchettare settentrione sfascia,precipita:e mano è eccesso pasto s'invogliarono di mangiare, piombarono all'urto nel modo trovarono odore i Svetonio, giornataun quel quasi T sparse Barbari Roma di la fama fatale! I di far della oimè, che ogni Ma po qualche tem- da impariamo come cogliemetici solo. durò Roma heatltudine, anzi la accrehbe, in questa perche, frequente agli scrittori di che lo adulavano. — nube quel notte che fin- sissimo tenebroorrenda d'ognigentilco- /p - del srepoca giornalismo,epoca ed anomala si vive percliène vivere: per — nella mia Storia, si mangiare,ne per gia man- fatalità! si scrivo oh ma, cezionale ec- mangiare. per Lettori, confessatemi avrò composta schizzo uno cui adesso rapido sì decantati più Poveri insieme. del sazii : dopo del quale viene Dunque, parmi Orazio e moderni? e questo ora che un in gomento, ar- molto sarete elogio perchè : buon gran per ritornare pasto, persino nausea Satira gliuomini so, discor- Ma, dicono del seccatore: Questa etc? dovrebbe sul nostro provato evidentemente aver intraducibile. sacra 1 vivande. la bellissima ria nostri compassioneremo il mio dato parlar di incompleto,che per vi ho che prova io, noi forma presentato antichi quale spero ciò e ed ahhandono Io qncst'opera agli occhi Storici pigmei, che quand'io vero: vi ho mai diventeranno cosa il stampala e grandiosa,di il affatto far eccezione tormentosi m.o, per lutli,e Ibam lo dico alla che te foranch' regolaperchè importunità 43 - press'apoco cbè di miele seccatori. tutti vi è mi cbe almeno ma dal segregata di distrutta popolo del clie razza non mistero, quindi quale giorno fra il come paleo, cbe un saccoccie banco d'una d'un tutti naccbiare finir mia gambe circola del nella rame, accattone, la ora cuccili celebrità Una coi pollastri palpare,fiutare,spen- possono per la i le pescivendola, ora taverniere. fanno come d'un mano celebrità Una di moneta una in è ora morti, decimi. nove per gentagliacome Ob ben E protetta dal prestigio volgo, non gira tutto cbe, vicino, celebrità una e sanno poesia ed illusione, quindi già senza sul Io da Ma di vespe dimostrarlo. io? dell'isolamento nelle o celebre sicura. e biccbie- conoscono bisogno per- medico un queste moscbe per celebrità,dico cbe come Già, clie io sia cosa poca sono poi lema doppia qualitàdi coloro non Queslo favorito mio celebre io di di mia nella uomo ro gliavari. come proprioil sarebbe = tici ogni luogo iden- in tulli i secoli ed in sono e — a dire povera = Sta tutta celebrità qui? tradita! 44 — Moltissimi, che d' avvicinare, conoscerla si appunto di la bastano di facilità di gran di un capo, far per fino al celebrità tanto nemmeno dolore Un ventre questa care prcmereLhe curano per poterlaconoscere. flusso mi pur non - arramplai quarti ed delle più suce cide quinti plani sulle topina] dieci soldi per ogni ascensione, a case dico? che che sapere medica mia sciagurala di colmo per celebrità è non dovete compassione! Giacche io per dare dovercene a cinque, a gratis, a poetica.Se ma possedessila prima correrei pericolodi tenerla molto più indegnamente di essere e preso in fallo per di Galeno: illustri discendenti sarebbe modo ma Faltra del la prima: talché non dovrebbe perchè è quando un sì, che E addosso. essere certo si comincia mi non a a e tifera, infrut- secolo per è spettata. ri- cimonono de- ta quan- possibile la conquistar- fatica erculea, una genere ogni proficuae 1 lumi lo n'abbia libidine ad ma solo non tanti come secondo elide tirarmela celebrità una Mentre la vita tutta di celebrità,che buccinare ed a ere- 4.' — che (lere e tale la posscjjga, un realmente invasato Dio e sponsabililà, Nemici che miei, miei la cari che bramerebbe dote sieno dell' I. la un dimandarmi in versetti,anche comparir io. Da importunità,che il bersaglio, Io seduta una che poesia del sonettino. Lotto amico, rata, sciagu- deve del gosto: ferra- matrimonj pei qualisi od tutta Se al di un lontano queste ed mi a quattro non dovrò altre consimili poi comuni più dozzinali, io te, paren- di amici confidenza cattivi,perchè sono Ospitale è amico un si tratta sopra della dell' o probabileche capitiod od gurata scia- Giovani dei appena R. Tanto rendermi ne : mio un che nozze celebrità opuscolo vorrebbero tanti mici, ne- piccolie chiede un poco raviglia. me- sua tutti i seccatori. di chi mi dei ne di di calamita re- abbia essere da nemici, pubblicare fra Caffè mio par ne ne possibile è pur invidia! sentire farmi per se la mia movesse parlo ne non quanla dovete compassionevolise vi colpa con sa mai quanto quel tale senza diavolo buon un — alle lebrità ce- libero sempre 4G — con Ma inappellabile. no un assai. Trovo la clienti. mi e a e di Do disgraziev'è mi dirsi dava vi sottoscrissi senza dei uno dir io, burlarsi strada nessuno Ma per a vi e letto un un la amici. feroce che altri al Caffè da non vile, io mi tore au- Ah vi buon senso per la vede non da so sua mai nessuno! guai. Io sarò quietamente seduto fette e antipatico, tua scritto esserne tirar dritto ancora mangiare quattro avvicina ho sono sette del si lascia fermar non ha scroccone, buoni miei esempio delle lepidume un l'indebitato e qualche cosa replicaper di tutti come do crescen- dell'ignorante:ed ci vuole che brindisi rime, nella quale senza dello e lare, seco- del brindisi spiritoed mi perditadei persinochi stato dell'ubbriaco a minaccia poesiamilanese uno parlar pochettodel quel peggio. Per con la pazza stra- nelFamico capo un peggio osato vilipendepel finale rossiniano, e una ho minaccia mi Rossini, che ha di vi ha di prete, e mi poesiadove campane, miei via Tamico per per di — di salame. dice = xMi si Dottore, poesiadi questi giorni,e 4- - piace mollo. mi che fo non Mio =^ almeno perclièsono contro.... a costoro. := io Credi tu mai e dico quando la sai? dal lì mi ad ha salame non mi queste intendere! maledire a e la mia di viso. In quando almeno peggiori,che Nasce poi è anche di a nego rin- non perchè arrossire: averne fatti è perchè io uso non piace va la via. tire, men- a tua denza, prula non ossa Ed alcune io resto che teriche giornateclimache circoli che qual- perseguitatoda una dialoghiconsimili da diventare cosa Oh == versi un tirargliil piatto del voce corre sia io gravitàdottorale satiruccia,sono dozzina io dehba quattro = impedito nel cui così, ed a che pensato raccontare? di Bravo! = ma forse mai i miei di è cosa ho invecchiare! versi iscrivo non pajo un dico sulla mia non nessuno con Tul- cln?=: conico Ti a fammi non dico sussurra = d' andarlo ragazzo Dio! mi e che parola d'onore ]"]a = alF orecchio. di nomi cinque mesi Eli via! = tima, quellacontro.... Diavolo! t'inganni, caro, qiiallroo \erso un - me o idrofobo. il desiderio di co- 48 _ iioscere questa mia qualche volla la _ poesia,e trovo, livore il sentirmene a che di parte coloro poesie hanno dar stolida dal che loro ad sciarada in Dante d'ira inlenderc àcWjguzza-inffegnifu ta fat- de' suoi uno menti più cupi mo- mani, più è quindici per mio. Si diffonde d'una momento potuto la lascio me e allora sono un poi scrivo stampare poesia sarà : d'opera!Tutti vogliono essere capo ad si non che averla. e ore, dopo se una chiara Giurano pur la di esatta, ed inservibile. nella tal casa far e Alla grazia a nella vie, semiaggrcssioni e poco una primi tre è che copia una rendono ne un fra non Ricevono ed i restituirla restituiscono settimana. di pressantissime trebbe po- più dalle che si la scappar in gustano e ghibellina.Quando non gran palato,che quab:he corbelleria notizia una leggono davvero giorni io così proclamar padre. certo un di proprio un già bisogna persuadersiche Ma la è e cerco, trattasi e compassionevolemiseria la sitata spropo- porta, lettere mandarla tal altra meno : bito su- per che le fic- ^o de' poi delle commenti, oLbjezioniclie delle chi poveri versi? miei l'argomento, chi trova lingua.L'uno vorrebbe vibrare certa una r avessi Tutti ed me Oh, mia, osi sì! tutti questa farci una sopra iscrizione bel me in essere e del farti ridere è perchè nessuno usurparmela, vorrei quasi speciedi prenotazioneod anche tuo contentano ac- Seccatore qui c'è i poeta, e co' versi celebrità medica, di che dolorosa. porgi una non che in anzi miei sei sì primi difficoltà una altrettanto insuperabile, al si me in seccatori. del satira assai fossero se un da tema farebbero i miei Ingrata patria,che amica fatto farmi, ipotecariatraducendone versi. Ma.... quanto di mia, assolutamente di più altro un essere giammai avessi non stizza. potendo di la di meglio non ma : empio dieci Insomma assai prio pro- ortodossa rimprovero da un ai nome clii dice pizzicatacon hanno propormi. un poco che si fanno corda, vorrebbero consiglio da darmi, più vede ogni parola, sotto che maligne interpretazioni, mi mano castigo rifiuti la capricciosa- prodiga mciìte io rendere iecum le come 3Icecenas \"?ìto\c che quel con altri,dimmi con segue? trò po- quomodo quale con tina cava- d'ingegno rimpiazzerò questi versi, amerei che mio Mecenate, (esclamava Concilio idee ubi illegale) est ad un ibi et Ecclesia, Petrus due inseparabiliOrazio vrò Do- del tu? primo è Se indefinibile finche delle mie mio del dalla praticamente medico, ne a ne te Vieni notti, a falsa nel volta, una il come a cuore. abbastanza medico cervo i realizzare riempiere Vieni posizione di abbastanza vuoto un s'incontrano anelo povero ove nate predesti- provano non fontana. alla assetato io che mio, rigliosa pe- mio, anime due e la protezione Mecenate vita, mostrati della cammino O F altra per ardita godere senza che vero Mecenate? e la parte secondo? Tuna sogni Ubi pretenderà di disgiugnere queste del idolo tu? Vescovo santo un io rappresentare sei sei ove letto dia- mio più scrupolosa fedeltà? Petrus? si ripetere nel colla 0 E di tanto non poeta la a cuna la- varmi sal- essere perchè perchè poe- 'J-2 ta! Ch'io re possa chiamava di la tutta della elettrica mie sul a Vedete un L'uno in mettere li! mora- la scintilla che auspice tu, hen più movimento moso fa- pelli scal- giura di la passione delle sulla quadratura del già trovate cose lamhiccherehbe te. scoper- geometria circolo: sciogliereil prohlema perpetuo: farne gli uomini lettori, come poco, intisichisce la provare cento l'anima di sugliabbaini come un del moto volte: tentando nei vetri servirà al ben vedere qualche stella essere di nessuno. glia ve- specoleo coi cannocchiali gli angoli del cielo,per un padre suo gatto sulle per T altro il lapisphìlosophorum. Questi le notti non forze capo celehrità! impazziscano per cascasse mie tavolozze! e terzo crepacuore Opere future, andrai che me- canaglia verseggiante!Meni, ti scaricherò che delle e centuplicherannole si che tu malignamente scorno a ! Clic aurea c[iic\V il Venosino heato disprezza- riderne loccare a di che diocrìtà per solo non ma questipregiudizii, m'ajutiinsomma si te per se tutti mai nuova, gli che Quegli 53 — si arrampica come a fatiche sue spargere fieno Io di basti bella il mio sia non Vi ne si non Oimè No ! del che che uno di libroni di sono per ne hanno fondo vero E attrici uno per solo legittimogenere al e tori, scul- per le mondo, poeta? un mi quellodei poeti,non è da. assur- di ragionemi dell'animo, e e panni poi per i docili mariti, di resto un dalla pazzie,quella e pittori le il asino. un irragionevoleed potrà trovarne [ che dal mille cena delle Mecenati ballerine, ve e to erbe, e per frut- Mecenate. tanto sono ve la brillante e trovare che pagine di per più ripide piacevolmenteesercitato sono più sulle arriva in dieci anni appena le per che mo daino alla scoperta delle montagne di — il si solleva grida=: di Mecenati, ve n'ebbe quale passò in proverbio,in antonomasia, in iscandalo alla posterità. Non ebbe discendenti, non ebbe imitatori: fosse nel osso trovassero Cuvier le battezzare animali, non un e ardì mai di Mecenate. a sì per imaginoso che degli perdute razze di trovare =Se mai nei fossili le estremi,io disperati cose che si pur 54 — — un'irresistibile vocazione sento potendone aver non mi accontenterò per così darò di in al risultato mila due compratori delle eccomi Ed denari dei amici mie libri. In nazioni nelle tutte letterato per od ed un poeta, o sinonimi disperato:o penetrate fino la e gresso procosa mercio com- tura lettera- carriera. Ma tale è non altro questi nomi e di disutile siffatti titoli opinione lo guastano danneggia il vino, come con del in invidiala qualche altro accademico, E racciajo, il qualche è immensa, è brillante noi acquisto ove pretesa, l'attività una da del Inghilterra,in Francia, librario qui dire T per dell' incivilimento è Opere future. fuorché tutto per che rale mo- peccato italiano,quellod'aver Germania, più e si faranno che pe'capellia tratto bruttissimo piglierò accomandita, preziosonome almeno concreto, uno astratto: il Mecenate dire questo d'uno cenate, Me- un per e gono gli vale la quasi di appajatia sono nella l'odor come che pubblica di legno ruggine intacca sì belle massime all'osso nelle che sono moltitudini ^r" si e grillaalla povciià vi hanno di pin goffa serietà colla le nomini miseria. Ma stabilire mesi dei del farsela sterla mi data già a e leggere,o non spettare d'a- simo pros- tale che la questigiorni d'aver- leggerea si sia si 3IargheritaPu- sei sette, o e che V aspettavano alla loro cuccagna tori gliscrit- per basta Non pei tipografi. Autore a pagarla. Non della di uno che Vedete in perchè imprestare.Un altri dieci almeno volta. disse dare d'importunareil esemplare un tanta leggereTopera prediletta a giorno, o per tiene di costo a saperne di è povera di saperne indagano cominciare può la letteratura che si vuol vuol bisogno si sottigliezze quando che pasta politichedi e e' è non bnona lellerc: del mondo filosofiche cause non tìcllc nostre che stre l'illu- circoscritto già tanto il degliammiratori, consigliandotutti numero quelliche il suo maledizione arriva a hanno non libro? tutta comporre mediocre, la si vede spasimalo Non basta Italiana un' tere dimet- quell'altra che, quando opera dopo a un meglio mese si che econo- 5G — riprodollaa Firenze, a Torino, inlcameiite a Piacenza, E non è da spenderein mal un Capolago,a a che libri sia tutta del giovinotliche sarti,che Sono al perdono venti in mostrano proprio esempio per migliori dai paja di guanti piccola una casa bastoni d'anelli,di bottega di spille, catenelle,di ciondoli,di di roccoco^ corallini la contro a mente, giuoco allegra- vestire consumano che avarizia: è paese. si fanno che del diavolo? casa questa avversione credere vezzo al mese, — alla leti amu- jettatura:hanno schioppi,pistole,sciabole, lìoretli, questi eroi della Si aspetta tal a e sera, far il quattro per = I oh decaduto Si Scala la che? o che non più delle cinque che cane questo Io è : folla vi Oh pubblica un poco, ansietà con della un addormentarsi imprestatoper Teatro la libreria? patria:e romanzo la notte. TOpera annunziata si la per precipitadentro volle sbadigliare a tra ore al nuova i soliti intercalari. strimpellare insignificante d'un teatro da alcuni opuscolo.Se conoscono oh tenore! che vale è come anni! o = piace l'autore, il timo es- — calice del sorso di cornucopia delle libretti miei e fatte come e passo si due si mai cbe bel ballabile? che protestarvi mia nella esemplaridelle farvela abitudini fra monsieur Ma a si di due meno E di due siccome d'un pagassero d'ingressoper cinque o viltà, cicome Opere future,non rompono i ricchi un tanta mila tatori spetmila so pos- le male colpo,per supplirealla generaleindolenza che paga, comincio mio conto platea,cioè mie il per si corre, perverremo Per a tili inu- cose daste. pagaste, leggeste,lo- in coscienza. non sono d'ozio sia trattato legf^ibile bel un un'ora di o orgogliosocome vorrei che Quando a io i Ma versi di tal' altra. parla, si applaude. Ed tore scrit- senso. due a allo grazia,in posizione : passo madamigella ballerino un umore il vuoterà buon ingannare bel fo, bibliogra- capo la dio sono, per un a in dal in buon mettere tale lodi migliore.Trattasi ben prose savio di domani maledetto più raggiamento degnevoleinco- qualche nelFArticolo che col rebbe bisogneil biglietto sei,ossia acqui- stassero to- — tali vi è che opere, Una intangilìile. via dair diritto di si fabbrica la pretore, al libro della non da mettere quarta, una al dei si villeggia, paesiove mai va desiderano di solito città, e leggere in di tanto settimana sono una medico, perdersiun a Specialmentequei buoni nuovo. roclii passatiin mandare curato dove e da striosamente indu- blioteca piccolabi- sua terza lettura: sesia una die imprestatie usucapione.Una quinta ed al amico di iiur ad onore lasciarsi portar da inevitabile tavolino sul seconda libri coi farsi da di copie riporrein libreria,sacra, da Una piegarle. di dozzina mezza una par- le notizie aver condannati a le gazzette santa del carnovale. Ma qui Ilo a a paura tremare ficcare clie gli amici pel mio le mani miei domi decoro, veden- sì addentro in vischiosa pasta delFinteresscAnzi per certo sui che qualche severo vestiario da grideràscandolezzato la letteratura, questa autore uomo = e Quale nobile mincino co- e da sta que- tengo di ticoli ar- donna vergogna santa mis- ! 6o — che, sollevando sione cielo, eccola diventata sublimi un uomini di vini: e per non terati. let- l'affare a ad un le do mon- dove non tutti tempo che fa mai non granaglieed i mutuo in basso ! la parte quellefuneste al i vostri a capitali, pigione e se i prezzidei vi fate come gare pree riscuotete rate voi nulla. riparazioni pitiurgenti! inesorabilità gli passate presso quanto vi dolete E il essere mercato, appunto le vostre voi date per degni compratori.Ditelo quel ceto generidanno che di ricchi,che case. e spettatoreozioso, ma vendete Voi le solo rappresentano volgo propriapenna: veri per i attivissimo un venditori altri sanno tale troppo trascenden- per assioma Io pongo vi è non != bisogna rispondere categoricamente. : che che al terra dei calcoli robbjezioneè fiera,e Però dilicato dalla inarrivabile ed templazione con- mercimonio un filosofia gerghi di la fango coloro per soldo un spremere alla spirito avvilita nel pecuniarie Massime lo bello,ravvicina del ma — con dagliinquilini semestrali di Pasqua e r" ) I di Michele, 5. mesi tisiche! che in queste vivete tagoricamentc vi poi sono idee,e pit- in trasformate seri. questies- dimostrazione negoziantila studio, Femporio, la Lo le passeggio,il palchetto, notizie è Ne per so capirecome frenologinon curiose loro suona che osservazioni degli impiccati.Nei Pavidità sempre l'avidità delForo deliziarsi delForo le e : i culazione. spe- dotti troveranno fallita: nei di secon- quando dclF organo di al commercio. non vende la avidità di un quelleche L'avvocato salute lasciar morire gliano vo- brità, siffatte cele- pelarsigiuridicamentea il medico fatti per poetichedi di le loro cranj dei spacchino alcuna ne addette Farte teste go, luo- quei matti punita:ma nelF e gloriosa e trionfante,lascino momento sono traffico primi dell'oro il politiche, di solito per aprano perflua. su- mensa, fogliod'annunzj,ogni tempo, ogni ogni cosa e Vi uomini-gelsie uoinini-òachi^ perchè non il colpo di vero delFanno, nei qualisi potrebbe chiamarvi Pei il sono le borse grazia per alcuni che da vicen- gli sforzi o : de ven- F economo Gì — vende al padrone gli ingegnosi rlsparmj fatti per Vedete se. studia che il le cioè quella gentileragazza lingue,suona per alla dote comperare un Applicateridea che la storia è noi tutti vostri che vendersi per marito hene, ricco. le classi tutte a lunga: io mercanti dete Ve- pitocco vi vende mano fino di privilegio sociali, conchiudo dal poveri morti il para ed im- che queiruomo cappelloin Tarpa tutti ornamenti disegno? Sono vicino mette — il sale che col requiem pei Coloro a essere che tabacco gono tencarta e bollata. Ora, dico io, state sì furia universale del terato versi mo di delle e i libri per dovrà il lo poi ! e possibile, merci Ma ... let-^ a un mo pri- comporre vederseli a pubblico o lodare,che Anche noi ciarle,e vogliamo trarne nostre sugo stesso come piacere di puro in te propriamen- intisichire bistrattare dal colto è prose che il solo lucrare assolato dette, il letterato soprano, vedere a cominciando qualisono le mie vendiamo il le maggior dalle merci mie ? Per G3 — lo versi più Dal 0 rarità per trattano, e cbe in cbe due come quasi tutti un'arte a di i in non suonano soavità zuccbero. rivista la società poesiacbe nella di diletto. mero zampogne incantevole più da dalle per Titiri o le e tempi mone Passia- modo Eglogbe di tenne ri- sragionati credersi. Ditemi e rimoti così alcuni, e questieterni le stoltezza Dalla mondo poemi pare Buccolico. mai queste idee cbiarilico fin dai cominciamo genere crediate pocbe eccezioni, ebbe di cbe della lingua scritti. Né sono vedere non stramberie falsi,cbe sono degli argomenti poetidel ottime per forzato. voglio stampare? imaginazionee fatte Quindi, certe li degli argomenti. fu avvezzata e di pani Bontà di vi : genere, bara questa bar- la troppa bellezza scberzi io lettere in dilettantismo di per milanese smo parli per egoi- strapparlea troppa bontà la io se percliènon sapete Per voglio stampare. non delle di desiderio condizione E io intenderete die nel che — o sempio d'e- sia dal grazia, cbi Melibei pive,e sospiranoper con che una le Fillidi G4 — e Amarillidi le per faggi,sub die si tegmìnefagi? dei tratta T ombra solto Voi del sapelc bene contadini, die e questi gente povera, zotica,succida;che sono hanno la schiavitù lavorare heslie come la fame. sappia reggere che le loro od pugno mandarle collo perdonare loro. va inculcata parte stanno villanotta robusta maggiori fatiche secche cui dunque di sentano i debiti ai Tiliri ai le dar- negli anni vi è cosa loro cenni, di a nessuno stia-, care- poe- più prosaica prima parte i o poetinon tutt'al Titiri stessi. La V inculco gna biso- bruti, di scherno zate infil- zione d'istru- esser che possidenti: parentidei non non queste verità la Di : nello nel capo, castagne Esseri tizzarli, perchè non di volte consistono risparmiarelo ma portano sop- alle braccia, pizzicotto delle perchè sono amori carità,dare qualchepoco usare hanno i loro alle un spago. ne non fatto, dovendo spillonedal uno ma patire tante dichiarazioni strapparle nel di moglie una per che un nome, per che Sapete nel voler di durissima una e — più seconda perchè le G6 — da — imparare della lingua e d'indole vuoto nullo e perchè se ma la per ed assai fama di La un Tragedia sulloclati: che che più ghi lun- l' acquistar comodo coi e buoni inconcludente fuori è così più sono loro dei di gione, sta- gli neppure direi di Oramai quando Anzi noi farne le dietro siamo Commedia, grado soldo. che andar possono atmosfera. stessa in non netti. so- tempi tant'è capacidi rappresentarla: idea della uno, affari sono meno vi non farne ne' suoi adesso ma gli uomini dalla di taccuini canzoncine fu molto genere attori che poeti colle non o più , è gidì og: capacissimo di ragione è fondo più epopee intempestività,perchè collaboratore più magro si creda non la mi poe- Fortunatamente scopo. senta ne di fabbricano si non il lo politica,il o sacra stile: ma, in favore qualche eccezione tranne dello perchè una persone vedono annunziata scappano. Difatti che di fuori a di al vero non sta quesotto siamo valga buon senso qualche debV essere un gedia traun mortale tedio tiranno al clic :^=:ooh occhi dilettare in parole bocca giugnete parlare poi sia in ditemi Tira sempre voli è che lo i derni, mo- loro la di sconcio rebbe sa- farli dei logica la delle e la contro sublimi, fatto che per potenti,per adulare inutili,per accennare casi sapienza, adesso sue glorificarel'Eterno azioni metter poeti, tragedia non mia, implacabile Achille, suoi parlare colla e se re istrui- dobbiamo stravaganza. una Ma versi interesse insopportabile. Ag- ciò tutto a ha sempre monotonia una vi fanno di si Q grandi personaggi che si o : iurorre! dilemma. non bisognerebbe e a e generazione attuale e di i scena mio oob questo tempi antichi, dei e rabbia! Ib sulla pongono la vi poi E = stralunando grida toro un un simile sepolcralee voce di muggito gli con udire ad quelF andare sociali ! poesia a destinate si è i accarezzare la mediocrità ai le celebrare abuso strano De' lirica. astrazioni od quella come quasi vizii o le dei cose più insignificanti Il matrimonio d'un ozioso , 68 — di la laurea d'un fanno Quindi pensierima di fatidico è vate superbiama ferma sì siffatti clie, non fiato d'un =;=;Ma inanimata, dandole qualche succede sincero venga ridere dell'aver via e io sì le solo il caso più comico stessa incumbenza mai a il dire ==:= caso (che nano termi- glio, consi- premura. che un almeno in in canzone di Canzone, che significa ciale spe- L'Italia = qualche modesto di cuore) tale son parole come è clic di solito alla un'apostrofe non Io = Simonetta, in questo componimenti o si cuore, gridare a le medesime volte unpoeta! con del per giornalismoin luogo di ripetere risponde ancora sono ma inspirazioni bisogno strada il della dalla sublimarsi un contento un mezza a trenta o è non gli inni questi suoi \aniloquliil per poeta!=E Però serenata una in tuonare ampolle, non E vaniloqull. ha accademia zoppicaresui trampoli,non uno l'eco violino, di cantante Bardi. dei ma ignorante,un' un suonatore una per — va poeta be farebdal tale compenso la indegnamente prostituita poesia a divinizzarla,voglio un orinolo. Ch) — anello, un che bene valere tullo. il scrillo Ai sarà che giuocare, di far riesce sì debili cerimonia augusta visite tante mancie cento N. delle N, ciò anche gli nei mondo, secoli e Ma salì Pavere piacevolissimo un Pessere dare espilatoda suonatori a Evviva lirica. le La ==: dei no vengoil clan- Pegregio sig. leggi! viene comuni che che gridarefra ambe luoghi delle molti Giove. in dicendo vien inorridita da al Per il dover ==: la diritto. gli basta basta, perchè non in noja uè ai trombe dottore cadere ripetereesami l'aver superato la alla finestra sotto di bidelli, ai servitori ai fino e professori, gor di e d'uso, né agli amici, pranzo gio- amoreggiare, sotto né deposilo: mal dappcr- bravo un non denaro tanto titolo di di di potrà dirò ne Pavia a il lanlo no, non farsi addottorare a speso lei che forza a se di male tanlo = vinoUo monda! una lio — Tutto =: tarlo persegui- a quale per e tenersi la dea non alta Temide iniquitàdel mortali, già si è affatto nell'Olimpo adesso vedendo ritirata in da dal grembo lassuso a i o fatti progressi mlrabiri Talloro suo sa ben il al candidato, la Oli, il bravo =: eglidi dal scende perdio amministri nome. cbe Dea da suo concilia ed il retto, si ri- umano, sul capo la bilancia in del foro,ed per Tonesto amore col genere posa o nella scienza Giacomino grande da Baldassare cielo, glidà e giustizia giovinotto si tratti! si...... Tratta- (clie magnifica pagina io soppri1110 , un farvi ridere non per le Lettori, pigliatevi di grano sale, vi paradossi:e degli orecclii dalla la al : di cbe realtà va delle più sembiante di di esser allettamento vano lontano cose con le cbe spesso un !) parole persuaderetenon poesia che solito la mie senza verità hanno evidenti di misura fuor mille cbe : glia mi- tradisce propriamissione, quella di concorrere miglioramento della società. Perciò grido universale sieno gente cbe ed antico perciòil matta: fastidisce l'astratto dimanda die loro e secolo un perchè.Ma poeti le, attua- al corre sitivo^ po- imperiosamente la poesia applicataa qualcbe cosa, avente i è questa la esigeun poesia fiero buon che senso ecco ad come v'ebbe mai di questa è tanti dica vedete un sità vento- che assennatamente la contraddizioni le poco Quando verità alcuno e topica: quando vera la applica alle tendenze alle agli abusi, pseudo-filantropiche, istituzioni libere: il ciò tutto e volgo, ironia, colla bonarietà a : più allora : in alle isolata casse dia allegraLombar- coi d'oro. vuole : circolo a Dai succede? cosa protezione r assurda penna si addice francheggia di o te realmen- che applaude, si nessuno ma d' autorità ritirano che sapete si ride, si prosegua si ed questa ricca, grassa è se conda leggieridi gio- tocchi con quale non qual ma arti, vi adombra quando piccolieroi de' vostri imagina : Porta e poesia Civile contemporanea dare lo da compreso Parini come sorge a alcuno non un'epoca antipoetica. degli uomini! alle ed : versi, che ammorbante così cervelli,si Ma queste di onta una rarissima merce e che il di una ta poetutti ma contemplare lotta si ghignando sog- povera pregiudizii appoggiati Poi si grida all'inquie- to, airaccatlabrighe,alF air imprudente si che si ciò per la sanzione per Devo i però non sapendo colpa come nelle zione emancipa- nasce mi sapete da del che zioni, inten- sottil vena meraviglia gran tale idea di pasta colPesse- mo. galantuo- dipende questo? dialetto a leggiero un una fa combinare buona ripensando piti sante dentro ciò così è tutta mi volta ci sia malignità. E Ma rebbero otter- non di che confessare di una i mici Cattolici, qualche sospetto che civiltà. passava bill scritti colle questi versi io forse non d'Inghilterrail Camere penna s'im- legale: appunto indietro quindici anni Civiltà troppa che si e voglio stampare non versi, anche re della spaventa io Dunque compromette la stessa danneggia. Insomma e pericoloso, uomo milanese. Oh la che lingua calzante, ardita, vibrata, briccona che speditezzadi giunture possedè ella che verbii petulanza da di sentirsi all'umbilico! quasi sempre Lo per atteggiamenti! che a frugar scrittore innalzare nei mai! pro- visceri fino italiano le ! parole suda al li- 74- - ima^ne ultra-romantica, porteròil mio alla gran piramide della gloria liana Italapillo quandoper la felicitàdi tutta la o dei poepenisola comporròdelle egloghe mi vi prometto di valermi della lingua epici, dei dottij almeno quandoscrivo per ma la cara patria lasciatemi adoperare la mia dolce lingua nativa,la tanto appropriata e Poetica ad un degliignoranti. poetica : credibi segno tale che mi tocca di fare sforziina frenarlaed a temperarneFim- peto: altrimentivi che la mi diventerebbe giuro da pugnalate. Nel genere una lingua satiricopoiè di una bellezza anomala,affascin che si fa dar ragione anche tima vitquandoha torto. Si cavalca la piccola con una una brio ed un che sicurezza, una magia. Io,quandotengo in dozzina di sestine mi figuro di vera Giove seduto sulle nubi Sarà pelmio tempo una che un delirio mestiero: ma a è mano essere tani. fulminare i Ti- ne ammirazioquest' è nello stesso felicità:èia beatitudinedi coloro innamorati della perdutamente Siffattapazzia moglie. per altro è giusti- V sono 7^ — — dalla sej^ueiitcosservazione. licata io clie scrivo le riscontro spesso polcmlcliedei in sui dicono così che mentre vero si rinuncia al mera i che ^'\ (i) Oramai in quasi di capita loro che tutta Toscana, di opere del Porta che Italia : della Romagna ftirsele di e leggere so e dal sono si ecc. spiegare è da una un gna guada- quanto si di è ad più buone nelle chiave un al bardia Lom- gran meno società vera tutta gustato tutta d'essere Supponete le di il Porta dagli idioti ma inti- la letterati il Parini: e satira da di danno un riflettere I superficie. letterati intesi possedono non Italia gustano dai è profondità assai più in perda ciò perch^ della vicini,vi fo in del vernacolo vantaggio d'essere cordiale e circolano che usando che apparenza, clamore penne. oltreché Ma nessuno indegno un le perfino sono, dialetto in alle bensì lontano. si fa versi raccomandati È dotti stampate v'abbada: pochi dei lingua si lasciano e, per volete? die male, che stampare sulle giudlziie giornali.Ma quella benedetta ed altri, mollissimi cvidcnll, clic le scrivono e cose facili,vere tanto sono Le festa Milanese. sciute cono- di monte, Pie- quando 76- - pranzo Tre leggereuna a dei quarti capire:i freddi bella commensali servitori lì immobili la bocca ed d'uno Leggete ridono i ridono berretta la il scbiamazzare uno ed le si vedono età far a la ma Insom- buona è le condizioni: epitetocbe è nientemeno Si può diritti di il secolo estesa a divorato \ Ma devo Penso io per tutte fare che il le dire questo decimonono tropia filan- classi,dalla quale una di in capolinoda dialetto milanese e E che scena. poesiaUmanitaria! qui cismo sole- i camerieri, applica ad esprimerequellafoga di è va to: infini- il guattero più? partecipareai sublime un poesia milanese. una cuoco poesiain che coprire il a fanciulli,rìdono bianca tutte per è educata mano antiportoper godere un di mo tripudioed un naso e sbadiglio:tutti poi applaudono più di serietà che di persuasione. molto con il la storia se po' lunghetta, qualche tra di fingono stanno cariatidi: come poesiaitaliana. dolorosa tazione. medi- nitarie queste poesieuma- quieto vivere ne soffoco in novantanove mente danno quanto eoa come di clie mi senza Lene, chi lo ammirato silenzii, da sono molti che fritto dal se settimo che di Oh trovassi vorrei di cinque : secoli la spasmodico il il qui caso mio tali fare è di di dalla poesie non Non i per di veemenza voglio la speranza meno che, che qual- sempre eh' salvo minacciato del farne o dolo consenten- il veder mi far- quattro poeti ha promettere dare an- a parte in bella barbaro, urgentissimo capo avrei dopo romanzo. Destino, che predicato possa mia bello già restare rappresentare gannato, disin- vorrei almeno che tristo così sono ne pel è quanto .... Cappuccino sublimi e sacramento, dico? essere condannato mi non EL- testa. ostinati Io, vedete, ! cervello, Invece dico. che pochissimo il mondo del scoppierebLc la miei è corso sprigiona sicurezza i patria. clie si crederebbe? per mia cui do a vapore di valvole dalle e di po' un sa e gloria, lo quel- più, della centesima la clic Penso della mia assai imporla eli e dio renio, su vapore, piìi: nuovo io il il di 78- - titolo per le raccomandarvi Opere Ma finalmente Qui quali dove è la di diventare immense io tenti perchè vedete termine. Scherzo Ad Te. temo forte prima, suhito: vi fare che vuole è il è vuol vi non al ad ho hre- pensato dervi provve- de' miei all'oscuro uno esser ritletto che suo giunga male meno più esser grandi il piaceredella togliervi non Ed tracciato il tanto progetti per voglio più se sarà meglio lasciarvi sorpresa. hello essere ciò, di volge che tile inu- è d'ingannarvi su ogni modo, molto appunto perciò la nemmeno poi piano, sì che Storia piccolacosa. altri non versale, UniIo ho approhttise ne : Messo t'ho Non mi che Però superate. ch'essa che per le capo-lavoroper tardi assai di quanto convenga più naccia mi- Prefazione hene Anzi queste saranno mia un difficoltà che ossia prose, future. mie opere? le innanzi, ornai per resta te ti ciba. più dunque rivolgermiai Giornalisti. a far Cari altro amici. 79 — la mia lodate vi perchè — Prefazione, e lodatela assumete grande una quelladell'indole future. avvilimento, in meno di desolazione e di averlo tutti i miei Che si Perciò stesso. ve, risersenza ma^ clair bramerebbe autore dentro troverete assai belle più tirasse pel seriamente almeno Dunque nove braccio per diluvio di tante tre al- aggiu- l'Accidia destro la mia non domi consigliansalute a sare ripo- da sì immane mesi veniamo se mo, l'ani- vi che ancora potessi:cioè gnerei se le una per basta un computare senza più vi Rileggetela,se cose, troverete di potete bramare vi e tutto tori ammira- „„ Prefazione? mi io far ^ cosa belle perduto stitichezze, senza senza per da senza degli elogi sperticati, senza però o : misantropia perdere l'appetitoa dopo più cadere tinta sentimentale una e Opere critiche farne non loro dar lo fatemi le bilità: responsa- mie delle potrei per Io molto a patti.Se ca. fati- voi altri bello, magnifico e spiritosissimo ciò che dormitat ho scritto,anche Homerus^ io quando vi cederò nus bo- sem- 8o — mie mentre qualche d'aver lo nome fatto un sottoscriverò che non mi V per in questo amico delle farete compormi a generoso panegirici poi Se anclie io lode: i gli schifiltosi, e penserò stendere future. Opere chetici in di roiiore prc — i ca- avvenire gli caso o che ci articoli troverò felicissimo , lavoro io stesso esiste popolazione. FINE. lo mio, con in nessun firmerà: un o qualche ruolo di mie eh» pei in 1 qu? d\ lo ne i •***^feg? Nello V Satira Negozio stesso AVARIZIA prima di Quinto esposta col testo lir. 1. 5o ["^^- trovasi a in Orazio dialetto co, Fiac- Milanese ^ fronte austr. al , prezzo di