PREFAZIONE
LA
DELLE
MIE
OPERE
FUTURE
la
La
Edizione
è
posta
presente
delle
Leggi.
sotto
tutela
PREFAZIOr^E
LA
DELLE
MIE
FUTURE
OPEPxE
SCHERZO
IN
PROSA
-POETA
MEDICO
Qualche
Sarà
un
cosa
sarà,
libro, sarà
parole,
saran
quel
elle Dio
vuole.
Passeroni.
/éiCo/no
COI
TIPI
DI
FR,
-^838.
SAMBRUNICO-VISMARA
CONTRADA
SUCC.
DI
A
spese
S.
MARGHERITA
ileHAulore.
A
PIETRO
AGNELLI
,.^,
\3RA^^^,
Vn
'
V^uaiitrio
Satira
prima
non
di
queir
alcuni
Veggenti-,
tutti
vuol
sdilinquire
Ma
siccome
di
dal
distanza
sensibile
a
la
io
quelli
modestia
perchè
ne
soppressioil
al
d'opera,
felicità
tale
una
come
da
melodiosamente
e
fare
paese
mandoci
chia-
amandoci,
tenerezza
se
sospirato
tanto
fratelli,
voler
stesso
me
a
presto
allorché
carlo
cer-
a
gliato
Meravi-
la
condurrò
essere
uno
mia
succede
lano
Mi-
in
morale:
vivere
ameno
cantando,
almeno
proposi
libercolino
vizio,
dersi
ravve-
Diogene.
anno
operetta
della
tale
un
più
di
frutto,
qualche
versione
troverebbe
ogni
d'un
a
che
tanto
ciascuna
a
gli A-vari,
lanterna
cimentare
con
fu
ne
se
colla
di
Oraziana,
tutti
di
la
piibLlical
al
dai
così
solo
fare
da
pensarci.
una
passa
peccati
io
mi
di
siderio
de-
trovo
6
—
il settembre
già passalo
missione.
Devo
che
demonio
delT
e
delle
sulle
meditare
azioni
Egli giunse
sedie
sciarade,
a
tale
a
volte
tante
di
se
questo
buone
rilegò le
le
Oh
fallo
le
tutte
mi
fra
ore
colpa,
dis-
tormentato
d'intorno.
cattive!
delle
mia
a
fui
liri m'ha
di
perfìdiache
per
io
clelFo"
Accidia, per quanti sforzi
brulli
nemico
financo
di
dicliiarare
levarmelo
a
sapeste che
crudele
il rimorso
quest'anno
facessi
io
però
sui
avendo
non
proponimenti che
fatti
dal
—
Caffè
un
a
i
commentare
ci,
cogliamipiù filosofici articoli de'giornali
ad
E
udire
dalle
lo
credereste
vi
dir
so
persecutore
risoluzioni:
furiosi
accessi
cielo vi
sfogo
vedute
di
scampi
almeno
se
con
umanitarie.
pochi che
vogliono esser
ai
bisogno del
con
di
a
e
razioni,
mormo-
le.
ravvivarfunesto
sì
Irò
solilo
rimedio
di
energia
di
uno
quelli
dai qualiil
filantropia,
siete inetti
Io
dar
a
loro
opuscolo zeppo
un
che
leggono,
letti,scosso
cuore,
le
perfino
che
vale
solo
ma
!
io
non
labbra
loro
sono
appartengo
non
ma
di
ai
da
qui
molti
sì
colla
che
urgente
penna
in
oslinato
mano
più
(li scrivere
zionc
che
libretto,
un
trovare
per
prefazione,
pensiero
sia
non
salvo
quando,
d'aver
tipografo
del
finito
vi è
od
frontispizio
:
questa
per
pilinulla
antico
inteso
un
non
sia
che
io
che
libro:
da
è
poi,
di
tutte
le
di
tutte
le
una
opere
diamo
cre-
alla
come
o
opere
che
o
è
non
nuovo
prefazionee
minaccia
gina
pa-
il libro
ragione che
una
del
una
ritrovato, abbiate
è r esordio
mie
ne
termi-
promessa
leggere.Dunque
vi do
molte
Non
eppure
buona
il
che
l'avviso
una
l'argomento vergine
tenuta,
anzi
benevolo.
proposizione provata,
una
sostenuta,
letto
lettore
al
tentare
al loro
noja
appena
senza
dacché
nuovo
la
libri
Credo
felicemente
giungono
opere
potrà
libro?
prefazione senza
il
si
non
e
tanti
si fanno
no?
di
pensato
prefazione.
una
perche
E
fantasia
la
anco
non
fahhri-
per
titolo, ho
hel
un
ripiegare con
fin
e
Se
stampare.
i materiali
mancandomi
carrai
di
e
ncirinten-
mai
che
per
non
di libri
che
la
sinfonia
gran
ranno
ver-
future, voglio dire
farò,
e
di
quelle
8
—
che
ancora
farò
non
vi sembri
non
ultime,
—
mai.
assurda,
le
superiori ad
E
è
nel
quali saranno
salvo
di
cambiar
Non
di
ingrassato
tre
il
pie
a
dico
che,
il diritto
ragione
voglio più
non
capitalostrada
altro, dei
voglio
saltando
e
e
perne
sa-
Orazio.
mai
è
incontrare
r
io
tradurre
vi
dopo
effetto di
parere,
di
io
delF argomento
ogni
])er
ste
que-
moltissime
ogni crilìca, che
mezzo
di
appunlo
specialmenteoccuparvi:
pari
Ticlea
perclii'
o
amici
quattro
il
quali
V
vi
primo
dice
secondo
facendo
che
uno
trova
grate,
dima-
,
il
buona
male?
che
accade
non
già
dirmi
peso,
che
e
di
su
davanti
così
a
press'
ai miei
Tizio
;=
poco
temente;
frequenstesso
si accordano
di
finirla
insulto
quasi un
ai
poverimalati
tonda
m' avviene
lo
lo
:
con
ma
stesso
vi
se
me
a
è
allegra e
vostra
dimanda
per
ciò tutti
bisogna
che
vi
Così
ma
colla
congratula
F ultimo
e
cera,
sentite
si
terzo
tivo,
mo-
nel
di
crescer
il
rire
compa-
una
dico
cia
facche
riguardo
Mi
poveri lavori letterarj.
ferma
Sicché, dottore, quando leggiamo
9
—
la
Iraduzionc
sarebbe
un
popolo
il tuo
di
del
mio
nulla.
lasciar
ricordati
:
di
delle
con
ed
originali,
idea
matta
vernacolo
tua
che
gloria non
lassina.
stessa
Ma
se
Milano!
che
di solito
sarvisi
non
V
arriverà
tant'è
Che
=
temente
presennon
poi
e
:
detto
altre volte
vorrei
più
parmi
sciu-
scriverei
cose
circolano
qui nella
i tuoi
ponimenti
com-
manoscritti
modo
i versi
da
nò
,
le
la
Bar-
a
f intendono
che
un
confini!
neppure
vero,
Che
in
ingegno
angusti
così
non
:
lingua italiana.
sprecare
ha
tone
bot-
un
=
vena
versioni, ma
guasti per
piìine
la
ti ho
in buona
di
ad
tro
incon-
malissimo!
languire
quanto
biando
cam-
dopo
bello?
Male,
==
fossi in te,
io
se
di
dialetto
fama
grida
,
scrivendo
si sta
deve
abito
pore?
sa-
vano
inspereresti
e
ancoratosi
sopr
tu
far
di tanto
minuti
Due
=
Sempronio che,
si
classico
un
altrettanta
acquistarti
genere.
cosa
di
pensiero(juello
elemento,
vero
oh
sai
poi già queste parodie in
e
sono
Salirà?
continuare!
non
bel
gran
al
gustare
seconda
della
peccalo il
fu
che
"
non
sono
ravvi-
frasi
né
,
IO
1
pensieri
ladra
e
di
che
ad
dialetto
ogni
otterrai
non
Pastorello
arcade.
che
io
non
mantile
del
asiatiche
che
di
Ed
loro).
tutto
Padre
si
il mio
tutto
farglidire
di
versione
ciò
che
qual-
mollo
fra
queste fu-
mio, noi
starebbe
sventuratamente
quasi
è
non
maniera.
dice
quello che
non
come
per
il
si
far passare
vendere
Mal-
mai
Oh
rare
di lavo-
grande riputazione,
una
che
st'ultima
que-
lingue
piacereè quello
originale:appunto
a
ma
quello che
tutto
due
modo
a
alla mia
di
questo modo
riescono
scrivere
in
in
manca
desiderio
Salire
sue
provaste che
per
fare
il tradurre:
nelle
dire
a
clie
poco
almeno
vorrei
all'ombra
e
diventar
rassomigliano
traducibile, almeno
5e
di
Cesari,
io che
cose
per
Orazio
e
casa
a
perchè
posso:
roba
giulebhato nella lingua del
o
tilissime
uccide,
dilo
Cre-
di
( Vi confesso
=
corra
idillio
volumi
nemmeno
mi
idea
il beironore
altrlLuire.
costo
venti
con
me,
gira poesiacciavile
ti facciano
non
volertela
a
poi non
e
:
soUo
latino,
e
vuole,
e
l'aspetto
passerebbe come
i
mercanti, che
roba
di
Francia
1
1
die
quelle maiiiiulLure,
inai dal
!
versi
sentissero
di
i
tradurre
sia
di
calzanti
o
stile,ci
avvezza
disadorno
e
facilità dal
brillanti
sullo
le
scrivono
lo
riesce
e
con
a
centina]
meglio:
questa
ad
opera
le
fa
stare
leggiadriadelle
Dopo
tali
dassi
cui
alle
in
fare
di
nome
molti
anche
mediocrità!
tale sistema
di
F
che
finita
quel
là inesorabilmente
lentezza
piacevolecome
che
in
sgabellodella
che
Sicuramente
per
per
ingegni stanno
inchiodati
e
cui
rapide
o
rivaleggiaredi
cadere
bislacco
e
perchè l'essere
a
non
volgo,
vere
scri-
contemporanei,
dilicate
testo
a
allo
prezioso Teser-
ecc.:
maniere
un
vorrei
e
grandi scrittori,come
Monti, Foscolo, Maffei
obbligatidalle
barde
lom-
Fimportanza di
illustri
noi
fra
usarono
(
danno
tutta
questa verità) quanto
cizio
credute
imaginarvi
poteste
giovani i quali si
i
die
Se
fossero
se
majjazAino
nsrircblHTO
non
un
versi
giorno,
riamente
volonta-
questilegami
e
giogo
Signore
persona
al
imporsi
si
non
e
comodo
l'imbusto
rileva
ne
la
forme.
osservazioni
non
vi
mcravi-
12
glieretese,
argomenti
trovare
e
briosi
pubblicare,vi
settimana
delF
un' occhiata
vecchio
maestro
alcuna
da
di
troppo
!
na,
è
è
in
no
più
inconcludenti:
usi
sopra
di
luogo,
affatto
che
non
ai moderni:
salsa
dolce.
agro-
perchè
sente
fatalistica
e
:
sono
leggiamo Fuleggiamo
tra,
l'al-
molte
:
peculiaridi
po
tem-
tellato
l'adden-
porgono
na
dappertuttopoi domi-
personalitàche
una
n'abbia
pochettolubrica
un
mio
quelTaltra,che
ne
che
dia
del
ve
se
pochetto scurrile:
un
versano
e
questa
se
for-
eh' io
Satire
vedere
tare
trat-
passar
senza
epicurea
quella nemmeno,
nonnulla
non
condire
morale
due
dico
potersie
alle
per
oimè
3Ia
da
anno
almeno
poter
la difficoltà di
anche
attesa
Orazic-
spaventa.
coni,
parla colla più larga libertà degliscrocpuloni,
degli usurai, dei ciarlatani, dei cra-
insomma
e
di
col
furfanti
loro
altro
odiato,
di
riverito
sentito
a
quell'epoca,e
nome;
dire
ammonito
per
d'imbecilli
d'ogni razza
avventura
ne
ho
ch'egli fosse
li addita
mai
temuto,
dall'yVutorità,
come
accadere
per
trebbe
po-
presente-
1.)
fra noi.
mente
che
sto
Roma
attuale
è
personalitàdove
miei,
colla
a
che
per
la città
mentre
studiano
scienza.
io accennassi
Oh,
questo
vittim.a
al
è
che
la
prono
sco-
pienza
sa-
cattivi.
di siffatte imputazioni
offrirvela
debolmente
Satira
colomba,
allusioni
dico
Io
medici
le
recondita
versi
contro
in
e
mi
si
se
dov'
può
in
girano
dare
carrozza
qualche libro
di
Dottore
il dottore
è
quella prefazione
A!
=
saccano
in-
ed
Ebbene, tutti volevano
loro
e
vanno
persino
supporle.Sentite
peggio.
i
della
delle
il
gli
giovamento delFumanità,
innocenza
assurdo
che
trovare
Dante
e
Traduco
per
pescare
di
una
posso
stesso.
gli Avari
del
suoi
nei
io
di
sovrumane
anche
me
no
alcu-
esistono,press'apoco
non
bellezze
in
civiltà
il metter
più
Tanto
si studiano
i commentatori
Lettori
mantica.
ro-
e
dalla
pericolosaimpresa
maligni
come
Milano
(jue-
tuto,
stainfrangere sì filantropico
quelleversioni.
uomini
da
ogni allusione,ne
proscritta
troppo
a
dipenderà
perche
appunto
oserehhe
è
forse
classica,e
era
Ma
mano
Ciò
che
casa.
No,
=
è
B
i4
—
(li sicuro.
con
tanta
Ma,
dico
Olbò
=:
in
è
anch'io
lo stesso
mai
mai....
se
bella, che
vanno
....
questa idea
ah!
la
ve
nissimo.
be-
quando
....
tanto
sta
e
allorché
studiare
=
l'alfabeto
tutto
l'hanno,
se
carrozza
piedi? Farò
se
di
io, i medici
dipinto
C
di vederlo.
clic par
Devono
cioè
il dottor
! è
evidenza
studiano
a
—
dire
voglio
in
poesia epica.
E
Bastoni
e
stocchi
Vedrai
Ch'
E
questo
Cado
verso
E
Là
tra
Mi
Per
pagherai
le
ultimi
mancò
qui
Né
qucst' ultimo
cadde
gdaio
e
che
e
e
occhio.
un
schivi
arrivi;
pugna
giacente
sovente
ciò
alla
spero.
dolente.
intero
espresse
suono
:
guerriero:
empio
spirto
concenti,
cocchio
che
egro
chiamerai
tramortita,
sudore,
miei
un
alla
morti
pene,
lo
avere
mar^
singulti,udir
Or
Di
le
e
Armida
nome
Negli
E
dal
ch'esca
'1 sangue
spero.
intero
si chiude
mi
scogli e l'ondo^
Gli
d'
idea
e
è destili
se
lo
ni' esce
pena
a
deliquio
in
clienti,
gli spirtiai
niancan
;
:
pensiero
e
almen
infinitij
alla sublime
Che
(*)
cicl !
oh
Ma
arrivi
(*)
genti
aflissi occhi
denno
esser
schivi
e
carrozza
litanie de' miei
le
Saran
nulla
le buone
libro
su
alla
e
fra
alto-seduto
Me
dal
tlestin ch'esca
è
se
:
si diffuse
1 lumi
chiuse.
G.
Tasso
j
L.
e.
mi.
\.)
lasciatemi
Ah!
tutto
sono
commosso:
di
alFomhra
Amici
la
travestirle
in
esempio
solo
a
esporvi i
caso
e
qua
Ambubajarum
milanese.
dialetto
la seconda
queste harhare
che
McesUun
ac
temi
là io
ed
Vediamo
comincia
collcgia,
pharmacopolce
,
sollicitum
cantoris
est
tradotti
oninc
gcnus
Tigclli.
morte
alFingrosso significano
ciarlatani, profumieri,o
oziosi
da
figuranti,coristi
(mendici)
teatrali
Virtuosi
ziali
spe-
(pharmacopolce)
spezierie
ed
autori
hallerine
di
lihretti
per
le
( balatrones
(hoc
genus
)
di
parti
spondenti
corri-
(mÌTn(e) procoli, mangia-risotti e
di
con
:
qualiversi
che
razza
l'Orazio,
del-
parole
Mendiciy mimcBj balatroncs, hoc
opera
seguirmi
della impossihilltà
di
persuadervi
intendo
I
di
quest'argomento
satire prese
alcune
per
mente
d'annojarvimortal-
col
mentre
di
un
alloro.
nuovo
compiacenza
in
poco
un
ancora
mio
costo
a
ahhiate
dopo
voglio prender riposo
questo
cari,
almeno
e
(li epopea
conato
istante,che
respirareun
e
omne)
simil
sono
iG
—
inconsolalnli
anni
secolo
avrebbe
prima
Oh
Bonaparte?
alla
di
morte
veder
lutto
poli,dalla
ministro
che
sugli angoli
omei
di
e
da
al
e
glorie,
dichiararsi
la
cadavere.
nazioni
guerra
Ne
servo
disperali
gie,
ele-
fazzoletto
pel
che
meno
poco
possesso
che
pato
stam-
ne
testificar-
a
a
crediate
dimostrazioni
al
annunzio
E
marmoreo
le
V
genio
straziantissime
dal
ai
crestaja, dal
contrade.
arti
belle
le,
socia-
equatore
incolla
e
giornalisti,
le
corpo
dalF
di
siffatte
per
necrologia enfatica
delle
di
scena
portiere, dal
ne
più
gli istrioni
e
il luUo
Ora
al monumento
le
trattasi
celebrità
stamperia che
di
terxo
un
non
principessaalla
dettala
ne
di
adesso
stato
ropa
Eu-
ballerina
quale
cosmopolita:
di
dirsi
tutta
una
appartieneall'intero
calamità
è
di
i barbieri
paese.
cento
nove-
seguitole conquiste
una
accorati
dato
un
col
che
ora
gambette
quel batticuore
con
e
potrebbe
ma
:
cantante
mille
un
presente?
le
segue
di
addietro
al
del
morto
scrivevasi
Così
7'igellio.
altrettanto
la
per
—
io
siffatte. Oh!
del
osi
zioso
predannare
con-
il
se-
i8
—
della
o
d'Augusto,V
Roma
j^rau
quattro milioni
di Cantante
inarrivaLile
idea
che
parola?
io
So
Rubini,
alla
le
passaggi 0
facesse
o
a
questa
nuda
il
Lablaclie, il
quanta
felice
ardimento
d'allorn?
corde
di testa!
di petto
qualifossero
morbidezza
di
di
salti el lo
mirabile
die
trillo,r appoggiatura,la
za
sapien-
e
spettacoli,
quante
egli fosse
dopo
altre
come
parola Caritoris^die
ad
autori
volte
a
Tutte
un
Per
in
buona
una
sarebbe
frate die
non
fra
queste
il
me
co-
degli
di
furore
polo
po-
gliatti
e
egli le
tante
serra
scattola nella
appena
cabile
appli-
ralleluja
cantasse
ventura
d'articoli teatrali
trionfo
y^or/
nozioni
indispeusabili
ermeticamente
coro.
al
chiamato
le cavatine!
tenuta!
nota
Tigellio contribuisse
in
nome
Can-
Velluti
con
con
il
provvida parsimonia adoperasse
e
e
dà
zio
Ora-
divino,
posteritàquante
vibrare!
eroine,
tre
di
s'egli fosse
migliori,e
di
il miserabile
attinj^oio
possedessee quante
idolo
stoico
piuttostoil
o
ed
nemmeno
senza
epitetodi
Tacere
eroi
tra
disprezzodello
col
toris!
—
d'Orazio
lo
gli
intendono,
19
—
fin
perchè
del
da
altrimenti
una
ben
alla
ragazzi anteposero
latino
dii:
—
molti
altri
eglifarebbe
meschina
nità
va-
piìisolidi
stu-
agli occhi
loro
andiamo
Ma
comparsa.
avanti.
un'
In
elisi
campi
la
uomo
la
Satira
bella
quale
dei
utilità
qualche
sessi
con
che
Era
prima
ma
che
eredità.
mia
io
intenzione
in
la
lascio
vipera!
di
sotto
latel
precettiquantunque
altro
buscarsi
nare
immagiil
secondo
arricchito
milanese
i
per
ranti.
più igno-
ai fiori si appiatta
anguis
lodevoli
cuor
sperimentarla
anche
! che
gomento
ar-
studiai questa lezione
buon
vantaggio degli amici
none
Giu-
felice in
un
di
arte
e
questo
quietamente,ed
fossi tradurla
oimè
più
tratta
Vi
fatta
sperava
io stesso
Ma,
sia
ne
ansietà
decidere
a
discute
non
prima
fra Giove
più pratica,V
buona
dai
degli
stato
essere
fu chiamato
due
curioso,
che
di
sorte
Egli però
amore.
mio.
per miracolo
avuto
questione insorta
gran
di
parlare fino
Tiresia, forse quello
poi donna,
e
fa
certo
un
che^ avendo
stesso
Del
altra
in
per
herba.
sé
I
stessi.
•io
(iettati in
sono
leggere il Principe
di
E
trattare
questo
del
rispettabile
delle
una
loro
! Ai
desiderio
cbe
al solo
la
fantasia
istante
delfesistenza.
mali
creato,
sentimentale
gini
die
tante
si
possono
e
lo
cui
le
di
come
fare:
il lento
senza
poeta
un
ima-
Le
le
sono
farsi
e
continuo
ma
il
tutto
occhi
a
al
un'ipotesi,
sera
una
gli
sarebbero
non
scere
cre-
bisogni della famiglia:il languore
crudeli
amarezze
tutta
della
indeterminato
meglio
lavorare
qualche
la tomba.
che
spavenlo
il
invocbi
chiudono
mi
(e
stesso
delle
sollievo
un
malcontento
me
cbe
spese
dei
di
fin
e
clic
tuosa,
volut-
così
per
prova
E
salute
sogni
idea
letto
a
quindi
e
nei
Io penso
vedete) di andare
denari,
di
tavole
consolarne
si
più
cosa
ereditare?
dì
Ereditare!
un
sarcasmo
essere
vagbegglano
speranze.
pare
Maccliiavello.
di
può
pocbissime
infelici
gli
del
aria
con
delicato
sì
tema
die
fibio
an-
spaventevole,esclamai,
immoralità
una
subdolo,
ermafrodito,
veramente
e
stile
certo
un
che
si
la vita
del
futuro, di
prevedereè
possa
come
professione:
uno
schiavo
di
per
•l I
luangiure lo
sale. Mi
amico
ansante
che
e
la
che
!
\ista!
terzo,
un
la
e
le lahhra
dire
sentito
a
il
lalc
tanto.
me
conosceva
=:
di
appena
di
tento
mi
un
Corro
ad
che
=
io!) per
di Austriache
al
volta
nna
tanto
tocco
il mio
....
la
A.
:
legale.
è
Signor
diconsi
lire
grossa
s'in-
cuore
vedo,
ecco
lascio
fanno
anch'io,
notizia
la
accertarmi, sento,
Item
mi
schiarimenti
il testamento:
mano
il
ed
Dimando
:
piano
raddop-
e
scherzare
tremano
usciere
arriva
quarto,
un
martella.
e
sono
nn
il testamento,
Protesto
somma.
hurla,
con
Dio!
Sopraggiungono rapidamente un
==
secondo,
una
io lo
se
oh
antecedente
sera
signore) ed aperto
matto
di
sa
e...
ha
gli altri legati lasciò
Eh,
lanlo
possidente.Entra
dirmi
a
morto
(un gran
ma
clic
la mallina,
risvcj^lio
ricco, o almeno
sono
fra
aìtnii
[)ane
ragrafo.
pa-
(che
somma
L
,
,
(che bella
cifra!) e
mi
dato
hanno
le
ciò per
possa
umani
con
sopra....
miglior agio
continuare
piacereche
poesie milanesi,
sue
specialmente quella
il
e
minori
nell'operasanta
e
e
perchè
rispetti
di bat-
1'2
le
e
terribile
colla
tere
di
giuro
di
sociali.
stolidezze
future
opere
ai
di
essere
un
io
se
le mie
tutte
ricevere
circostanti
vizj
to!
benedet-
di
parml
:
i
monumento,
memoria
sua
vi la, sento
conda
Oh
=
innalzargliun
alla
dedicare
ridicolo
del
arma
se^
una
mando
di-
uomo,
o
sogno
son
desto
....
Ah
ridete
!
voi
compiango!
tutti
è
per
voi
avvenimento
un
moltissimi
aspetlalo da
fatta
riia
salute
di
anni.
sospirarequellozio! godeva
ferro. E
poi
vi
che
lascialo
ha
caro
buoni
a
come
effetti della
Aggiugnele
allri
questi aumenti
una
un
al
ser-
ma
Insom-
siete intrattabili,
chè
per-
condolersi
parente,
ve
fra
legali,
ccnlo
lavorare!
per
ereditate
quando
tanto
è nato
ed
Quanto
qualipersinole pensioni vitalizie
vidorame
solilo
preveduto
patrimonioassotiglialo
per
i
di
Questa
state
gua-
quello
assaporate
eredità.
una
vi
quanto
piaceri,li
incalliti ai
quasi non
e
di
supremo
altri ricchi?
voi
per
a
tulio
di
perditadel
congratularsi pei
medesima
a
la
vi
ciò che
ricchezze
petto.
si fa disper
voi
crordì-
0.3
Ilarioiioiì
servono
a
luilla di buono.
scabbia
purgarvi
deiriniqua
non
non
a calpestar
pregiudizj,
;i
leUere od
non
arti,
a
dei debili,
proleggere
non
l)eneficare,
a
meglio.Ob, non è di voi
parloquandodico clieFeredilare è
a
Non
viver
clie io
il tipo
grime!
ideale della felicitàin questa valle di laIo scrivo per coloro che seguirono
con
vivo interesse la storia della mia
dità;
ere-
di giojaal sentirmi
palpitarono
dalla sera alla
arricchitoinaspettatamente
di santa
mattina;che dissero sospirando
clie
invidia :
oh
=
potesseaccadermi
tanto!
altret-
Scrivo per i poveri
Impiegati,
carriera
occhi una
che hanno dinanzi agli
=
sparsa di triboli e spinecome
la via del paradiso,
dovran sempre trovarsi
e
in purgatorio.
Scrivo per tanti bravi
stretta
e
medici,cui
di
uè finezza di
ne
energiadi
studj,
bastano per sostenere
coi ciurmadori;
e che sono
non
una
lin
fetente mediocrità di
Pubblico
è
ne
criterio,
la
buon
lidità
so-
volere
concorrenza
condannati ad
da
riputazione
petto
che.... che per colmo di dis-
eternamente
colto
e
rispettabile
^
f
.4
—
si
come
dica
Lo
dopo
avviliti
andati
il
la
e
bella
poveri ed
Tuno
abbruciare
levare
terzo
d'uffscio
e
colori
dei
cassetta
libreria, un
fa
nulla,
clie
gliene
prendere
parole scritte
Istituisco
in
cietà
so-
erede
meditazioni
filosofidie
martine,
e
pomposamente
un
il
poco
calibro
questa
sola Milano:
mandali
di carta.
pezzo
il lale dei
tali
non
mille
sono
bisogno
il mondo
grosso
r ultimo
poclie
con
volte
già
i
respiro dei
ad
lesi
effetto.
viaggiare
loro
Di
li
amen
belli
([uallnon
La-
inspirarsi?
per
quanti
saranno
di
=;=
ecc.;==:
poeticbedi quelledi
senza
e
spettabil
ri-
persone
si ottiene
un
sopra
mio
diventar
e
ciò
Tutto
Pensiamo
cosa
posto dignitoso,quellodell'uomo
non
Queste
forluna.
gloriosi!e
e
ingollar(ante!
un
essere
la
quel capo
a
Ila fatte
che
alla
fantoccio-modello, Taltro
il saluto
più
artisti,clie
dormire
a
finestra
diploma
clie
di
voi, che
ricclii
svegliarsi
gettar dalla
ed
di
affissi. Scrivo
od
genio
ciascuno
essere
gli
iiifinila
al
odio
in
siete
il
tulli
legj^esu
voi, miriade
per
—
e
di
fatti in
aspellano
auloii
per
lesta(juesli
2G
—
fibre
di
del
Vittore
Hugo
atrocità dei
assai di rado:
il
la
ma
ereditalo
a
o
si
dar
argomento
Ut
Ecco
bel
Oh
presenta
ogni
come
di
genere
mercanzia.
la
leggendo le
Puniche,
le
qualche
a
miserie
alle
d'oro!
Lo
gran
una
di
I soldati
dalle
moderne.
fiera alla
casa
a
di Roma
studio
quando
alla
traducibil
in-
si facevano
compratori trova
guardia davanti
ncllo, possono
ne
comu-
distanza
mangiari che
secolo
nel
Roma
e
già s'intende,
r immensa
antiche
1 sublimi
vera
clie
descrizione
la
ma,
per
sontuosità
aver
beati?
caria
tema,
romana:
cena
una
juvit te
un
non
triste.
meno
Nasidicni
gerazioni,
esa-
altro
Passiamo
si possa.
cate
lambic-
verificano
mondo
questo
truce
sono
disgraziadi
peccato originaleè la più
che
le
e
drammi
loro
più
poicliealla
Dumas;
fortunatamente
0
mai
di
e
squisitesceleratezze
le
fine
diventerei
Anzi
cuore.
—
quale
la propria
non
no
fan-
del colo-
inspirarsi grandi imprese
a
mirabili
guerre
Sannitiche, le
gesta di Mario, di Pompeo,
i
-^7
—
di Cesare.
commentarj
—
Gli
dislrelUiali
il mondo
nare
e
sul
sul codice
far
per
alunni
imparano
sistema
la
noja
coloniche
contemplano
carte
gli avanzi
di
colonne
Agli
i
amatori
udire
le urla
è la loro
dei
gladiatoried
artisti
Università.
stella
le
orrende
divertivano
quel popolo
ma
parlo:Ro-
non
Persino
logogrifie degli acrostici
i letterati
vedono
hattesimo.
Anch'
eterna:
colà
polare nell'Arcadia,
aspirarealla gloriad'un
possono
città
disegnar
estatici sulle
veder
e
che
Degli
eroico.
loro
del
tetti
archi-
degli spettacolidiurni
stragi del circo,
la
Gli
que'tcmpli
meravigliosi,
ruggiti dei leoni,
dei
gover^
tri.
istoriate,
gliarchi, gli anfitea-
di
sembra
missariati
com-
lati,
proconso-
Giustinianeo.
passare
a
dei
case
le
dei
io
venero
ho
secondo
palpitoper
un
ammiro
Numa,
il mio
pei banchetti, dei qualici
pervennero
scompare
e
dagli occhi
dei
Quando
ghiotte.
miei
Gregorii, e
patria degli Apicii e
non
dei
la
i Sci-
pioni, leggo Virgilio:ma
sì
dove
è
cuore
vi
scrizioni
de-
penso
la città dei
vedo
Luculli.
che
toni
Ca-
la
:28
—
Liicullo !
che
posterità!
mai
la
r
raccolto
aver
delle
tarda
giovatoil
ti fossi
non
colla
manderanno
tra-
Mitridate, gli
sopra
trionfo^ se
confuso
più
ti avrebbero
gloria di quelle cene
andresti
Ma
quanti
alla
nome
consolato, le vittorie
del
fra
grande
uomo
il loro
onori
—
rata
procu-
famose?
tu
plebe degli
eroi.
nelle
guerre
nel
e
verno
go-
Provinciequalche centinajodì
convittare
milioni,che poi spendesti
a
lautezza
inaudita, ciò ti assicura
posto invidiabile
un
storie
lo, (sono
ma
dal
aveva
il
cenare
in
suo
ad
ogni
denaro.
Forse
ma
a
i
una
fisso:
di
professori
lo
di
in
tre
sesterzj:
mente
presente-
soldo
un'Università.
si divorava
che
stesso
ingente di
quanto basterebbe
un'annata
sala
esempio
mila
somma
una
Ogni
per
sapreiquante
pagare
gazzi,
ra-
contrassegnate ciascuna
prezzo
modo
i
quantità
gran
quellad'Apolloera
spendere non
Lucul-
stanza)
ripetute abba-
qualche divinità.
di
nome
secoli
anche
sanno
teneva
pranzo
celebrità.
mai
sono
non
sale da
le
che
LucuUo
di
di
nei
con
ore!
a
tutti
Quanta
Da
ciò
pienza
sa-
ne
^y
—
il
venne
proverbio pranzare
Pompeo
Cicerone
e
Lucullo
lui
da
=
cerimonie
del
più
gli
Dopo
e
dice
Addio
tempo
dacché
godere
stassera
saremo
Benissimo
!
sotto
Lucullo,
in
passeggiatacogliamici.
la
in
è
sera
ospitidiventò
due
romana;
e
se
!
un
schiavo,
uno
il dirlo
==
re,
scompa-
Lo
:
sia
caduto
ac-
s' è
nato
ce-
stupore dei
capitolodella
è lecito
di
fa
=;==
cosa
ria
sto-
aggiugnerviuna
molto
probabile congettura,
Marco
Tullio
nel
cena
Apolline!
Che
basta.
un
tua
fosse,seguilala
inutile
Apolline,e
diamo:
ve-
ravanello
ad
nulla
come
a
lo schiavo
qualche minuto
=:
vogliamo
non
un
==
!
della
poco
ma
s=:
=
ci
ambidue
capo
voce
cena
di verificare
non
Benissimo
di
cenno
a
incontro
un
neppure
=
tano
lon-
Lucullo!
belP
consueto
insensibile
da
spondesse
splendidezzeri-
! che
per
veh,
fine
a
sue
=
molto
anzi
te.
vero:
addio
cari
compagnia
venir
sera
delle
la fama
Biffa tti è
giorno
pattuisconod'invitarsi
al
miei
Jpolline
Un
vedendo
quella stessa
se
e
in
sonluosamente.
significare
per
da
—
Pompeo
giorno susseguente
e
in
3o
—
cambio
sedere
di
naso
di
sgraziatamente si
poche
e
lo dimandate.
è
non
ci. Ma
secolo
Una
=
di
Siamo
noi
E
di
vi
fu servito
tavola
a
solito.
cucine,
falliti da
Mandò
gii disse:
e
in siffatte
cadere
inviti,ho
erano
pranzo.
in
tentarono
sentite
non
siete
concetto
questo
credulo.
Lucullo
delle
la
come
sic..=
in
cena
sublimila
indegni
Voltaire, Alberi
alcune
tragichedi
eroi
degenere posterità.
Lucullo?
Lettori, se
buon
noi
sai tu, bestia, che
non
casa
delle
ma
Ro-
gran
Eccellenza, perdoni, ma
=
non
della
profusionedel
mastro
ro
parlachia-
impenetrabilialle
Lucullo
gran
miserie?
cetta.
ri-
voglia inftnocchlar-
d'oro,
sera
minore
pel
perduta la
è
misteri
piccolissimementi
con
abominevole
Plutarco
che
uomo
questisono
del
raggrinzare
a
prodigio di consumazione,
tanto
ore
me
scritti,
padri co-
poi si potesse improvvisarein
Come
non
fra i
qualche decozione
su
cui
in senato
stati in letto
saranno
il
—
sentenze
di
e
situazioni
mettere
un
compagni
mente
eminente-
in bocca
consimili, che
fare
di
ai loro
formano
3i
tlellzle,i colpi di riserva
le
poi
i maestri
fiacche
di
reltorica.
appunto
una
tavola
della buona
gastronomia
i nuovi
per
secreti
prima
di loro
sui
toro
Noi
i
nelle
persino
I
gara
si è
giorato
peg-
Eppure
mensa.
a
cose
Romani,
e
iati
sdra-
abbiamo
nella
pater JEneas
stiamo
gomiti talché
colla
fanno
come
pure
veduto
Didone:
liberamente
e
essa
Cartaginesicenavano
lì duri
fra due
scranna
il
essere
dovrebbe
letti,come
reggia di
Inde
i
punto
un
che
della
secondarie
ad
gusto
generi coloniali, e
ineffabilmente
più
il
che
nei
naturali.
scienze
romane.
dovrebbe
strappare alla Chimica,
le altre
cene
sono
grandi conquistefatte
le
contrario, e per
moderni
è decaduto
sì, che
deplorabile!E
dalla
delle
confessare
pur
clic
sono
non
pranzi
parodia
bisogna
tulli
quella grande risposta,
i
come
maj^ia
Ah
di
imitazioni
Ma
di
destra
sic
orsus
instecchiti
seccatori
non
ah
che
alto
sopra
ci
puossinemmeno
la forchetta
colla
una
premono
dire
bransinistra
il coltello. Gli antichi faceva-
32
—
il loro
no
pasto alla
gran
in dodici
avere
—
consecutive
ore
che
quella del digerire:
nel
bel
della
mezzo
onde
di
di
la
i
ragione a
d'
come
alcuno
dei
spende
due
diciotto
mila
amici
Gibhon
le
del
decadimento
ne
in
e
esigeda
che
filosofia,
Speziali,lo
è
inaprezza-
sono
volessi
i loro
studii
scienza
prima
gente
di
ducala
ine-
empirismo.Non
si istituissero
i cuochi-
di
A
a
abuso
che
della
agli
indispensabile
che
esami
romano
lo studio
che
laurea.
della
cieco
nemmeno
vorrei
indagar
del
non
reputata
apposite,e
una
da
costoro
tutta
convittare
a
culinaria, credo
questa
diretta
razza
miniatura
assegnereila principalealF
abbandonare
si
io
dell' arte
ma
perdendo
parlaper
lire
che
come
impero
il diritto
meraviglia quando
Lili. Se
cause
pazioni
occu-
poi che
Luculli
tre
o
pranza
delle
vita
Si
una
nostri
venti
0
io?
si
anco
tavola. E
pranzi,dimando
città
altra fatica
giornata e
guai della
non
per
adesso
fin
precluderci
dimenticare
l'uso della
sera
tironi
tedre
catbissero
su-
rigore,e riportassero
chiunque poi negli
adolescenza
toccò
in
34
—
Sonnambula
alla
assisti
di
la dolcezza
ti
di
cori
scmplicilàdi quei
e
—
inspiranoper
Bellini,
la
e
dono
l'abbanpastorali,
quellemelodie
rindomani
pestri
cam-
un
zo
pran-
squisitamenteleggieroe grazioso,tutto
dei doni
sparso
miele,
con
di Pale
del Mose,
sulla
nel
e
cotelelle
cbè
cbè
posteri,
io
cosa?
La
è!
questo
hanno
fatto
misurare
delle
indovinereste
dire
mie
così
sarà,
re.
futu-
opere
cbe io dedicai
vero
dei
a
felicità
dell'umana
scoprireil
la civiltà
ai
Universale.
meglio
importanteramo
le
cuoco
tramandarlo
profondemeditazioni
Le
piatto
di questo
nome
Storia
d'una
in
nel F Eritreo.
possa
per
è sazio
io ricorderò
gli dedicbi....
mia
percbè trattasi
onde
io
0
,.„
il
na
man-
persinonelle
sommerse
dire
sa
fenomeno?
mi
in salsa
di Faraone
Cbi, cbi mi
servito
dell'idolatria:
annegate
scbiere
Così
saranno
degliEbrei, la
il vitello
manna,
d'oro, simbolo
che
vi
note
deserto, le quaglie per cbi
del
della
giorno seguente
il capretto
mensa
divine
palpilialle
mangiabile. Tu
con
idillio
foccaccie,un
con
creme,
di Pomona,
e
principio
tempi
e
delle
35
-^
nazioni.
lo die
Per
elle io
mondo.
cliiamar
abblsoj^naurj^en
rifaccia
Il mio
da
sono
i secoli
vi farò
di
tirare tutto
di
offre
delle
e
così
Io
:
in
il mio
emisferi.
a
di
delle
tutto
il
cui
per
gli uomini
mangiare,
mappamondo
Continuando
della
pera
dell'o-
piano
cenno.
stabilire questa gran
in
a
terra
come
sic-
riche
epoche sto-
brevissimo
un
lamitata
ca-
dell'autore,
tizione
pargiarono
man-
Epoche
ossia Civiltà:
spaccato nei due
trinciare vedremo
selvaggi,
do
quan-
disputavanocombattendo
naturali
spranga
pensiero. E
prima Fepoca degli uomini
si
stematico
si-
vero
vivere,ossia Barbarie:
cui vissero
Ecco
alla
divisione
Epoche
per
sei. Da
chi
sapientivedute
ero
cucine, ed
proverbio:dimmi
solo
vogliooffrirveiie
cominci
terrogherò
Io in-
saranno.
meravigliareal prodigio
questo
l'idea
Lonti'i,
sua
dimenticare
loro
l'universo
bella
una
nelle
li dirò
e
e
il noto
applicherò loro
mangi
farà
evidenza
quantaltri furono,
la
per
del
voglio
sistema, che
nuovo
ed
te
temen-
Storia
la
capo
Gastronomico^
lucidezza
come
—
incolta, e
i
prodotti
si cibavano
3G
—
r
Si
crude, \itto ferino.
carni
di
—
cui
in
epoca
poi
apre
SyWesires hoinines
Ccedihas
wictu
et
quando gliuomini
cioè
i cibi ed
cuocere
cominciarono
condirli, e che
a
far
a
quindi
Al qual propositobisogna
ingentilirono.
si
rettificare
il
un
delle
uomini
saporidelle
dovisi
intorno
si dà
che
si
che
si ascoltano
volete
va
di
desinare
prima
o
in
pranzo
a
delle
che
si fanno
che
questionidi
più? quando
dopo
sentirono
in natura.
sempre
ai
le
tura,
lettera-
giornali,
giudicar di musica,
i brindisi
fuori
industrian-
ed
un'occhiata
teatro
ma
somma
buono, del bello, in-
ciò fu
sottili
più piccantie
che
il
dopo
vivande
del
delle arti. E
è
gli
gustare i
a
si
migliorarli,
per
all'amore
Diffatti
sa.
cau-
indotto
cominciando
buoni
condotti
la
convenientemente;
gli uomini
bensì
per
arti, abbia
belle
nutrirsi
a
Teffetto
Orazio,
Orfeo, la personificazione
che
già
è
di
abbaglio
grosso
scambialo
ha
quale
Non
a
Orpheus
detcrridt
Jcedo
andate
dei
poeti.Ne
cogliamici
porle della
si canta,
città,è
si balla
e
si
37
-
-
civlllà
sdiiamazza?
L'umana
credilarsl ai
piaceridella gola.La gratitudine
prodotta dai
dalla
vario
del
scoperta
delle
uso
vino
ed
le
ecco
fecero
dalle
pranzo
quella clie
donne,
importanza il
mangiare
d'un
diventò
e
dispensa: bisognava
scavò
la
decente
e
si è
desco?
il
e
per
la
d'andare
e
e
fabbrica
a
mensa
nella
era
il vino
al
così
que
nac-
del banchetto
primitivofu
arti
scultori,mimi
pittori,
gran
la
l'eloquenza, la
quindi le
vennero
fatta
legro
luogo al-
L'entusiasmo
genere
d'uopo
quietamente a
pensato alla sala:
cui
era
un
e
ciarono
asso-
manipolava
conservare
canto,
il
stò
Acqui-
viveri, fu
seder
r arcliitettura.
poesia di
si
cantina:
ove
inspirò il
la
nozze.
cucina:
i
ripostiglio
per
fresco, si
le
sito dove
uomini
trovarono
meglio, se
ecco
in Bacco
preparare
quando
e
ammanniva
in perpetuo:
il
facevano
e
venerare
Gli
religioni.
prepotentisi
sempre
ac-
biade
in Cerere,
questienti personificati
ecc.
da
lutta
e
il ditirambo:
zione,
di imita-
lavorarono
L'ora
dell'appetito.
avidamente
della
aspettazione
rata,
deside-
medesima
38
—
principiolo
ebbe
sole
fece
popoli,far
conoscer
di
di
La
genere.
dalla
gabelle,
industrie
ed
medicina
stessa
le
anticlie
regolo
questo
con
altre salire
per
maggiore
con
o
la diversa
produzioni
di
urlo
nazioni,
vedrò
misurandole
e
le
or
une
riccliezza
minor
forza
dei
territoriali
:
e
due
Capi
Lupa
di
Roma,
Di
della
Roma
delle
l'
al-
avidi
famati.
af-
ed
al mio
erculei
venlricolo, guidali da
clie succbiarono
l'istinto
condo
se-
quindi cedere
quale spettacolosi presenta
di masnadieri
sguardo? un
pugno
di
potere
e
climi,cioè
popoli limilroiì più
forza, ferrei
le
or
celerilà
Ma
di
data
passerò in
gradi a
bontà
gni
d'o-
ebbe
Così
prima indigestione.
rivista
venzione:
con-
cio,
commer-
federazioni, codici, monete,
regolari,scienze
ri,
ma-
prodotti,
segni
con
quindi strade^marina,
guerre
varietà
atlraversar
cambio
i valori
rappresentare
li del
vivande:
nuove
montagne,
superar
della
11 desiderio
agli uomini
cercare
bisognò
del movimeli
studio
degli astri.
e
—
col lallc di
voracità:
die
meditò
una
i fondalori
e
consumò
3o
—
conqulsla delF
la
frugalenei
raenlc
—
universo
suoi
fu
che
:
primorclilper
grandezza.
sua
in
ai focolari. E
il mondo
quando
il loro
tempio
fu
Così
di Giano
che
prima
il A
da
la
epoca,
papiri,come
il secolo
Anzi
se
vissuti
essere
avuto
V attuale
un
anagrammatico
Pollione
co
po-
il Tibullo
poltroni.
la
quel-
nome
dei
potrebbe chiamarsi
e
dell'inchiostro.
brillanti
e
zioni,
ispira-
alle
cene
di
specialmente
applicatoquesto
dulie
o
detta il secolo
cartiere
fu
mense
imviti,
con-
allora
perchè gavazzavano
cui
d'oro.
i letterati
simili
di
quei poetiebbero
Mecenate,
chiuse
il secolo
credono
si sarebbe
Messalla, di
perbe
su-
prodigavano nei
avesse
delle
ciò fu
di
si
dozzina
costoro
sue
Roma
il Catullo,
irgilio,
nn' altra
Se
le fu tributario
dalle
quell'epoca
già, come
non
prosuntuosi,
per
con
ed ebbe
denominata
somme
e
giravano
piattoalle
imbandigioni,allora
il
si
intero, quando le nazioni
offrirono
tutte
si rotavano
brandi
più sclùdioni
guerra,
davanti
Più
sere
es-
insaziabile
impunemente crapulona ed
nella
aslula-
parole meco
nome
cenate
4o
-
che
soleva
dir
grandi
gli Imperatori
e
direi
e
si
si
di
sante,
inces-
cine
quellecu-
d'Europa.
in orde
suirilalia
obesa
il
tremendo:
al
la città
Sagrificioalla
verità
eroico, in
doveva
ricondurre
per
al
necessaria
secolo
del
scienze,delle
mille,
arti
e
galità
alla fru-
conseguenza
come
in
colmo
ed
nobile
questa si diffuse
il mondo
suo
si
ai Pontefici.
il ritorno
E
ditalo
me-
umane,
più
tanto
la barbarie.
mano
arrivò
per
si dà
e
che
quanto
eterna,
fralezze
culto
regge
grande impero crolla,
delle
vero
converte
e
divoratrici.
quasi apopleticanon
e
il nulla
delle
sempre
hanchettare
settentrione
sfascia,precipita:e
mano
è
eccesso
pasto
s'invogliarono di mangiare,
piombarono
all'urto
nel
modo
trovarono
odore
i
Svetonio,
giornataun
quel
quasi T
sparse
Barbari
Roma
di
la fama
fatale!
I
di far della
oimè, che ogni
Ma
po
qualche tem-
da
impariamo
come
cogliemetici
solo.
durò
Roma
heatltudine, anzi la accrehbe,
in questa
perche,
frequente agli scrittori
di
che lo adulavano.
—
nube
quel
notte
che
fin-
sissimo
tenebroorrenda
d'ognigentilco-
/p
-
del
srepoca
giornalismo,epoca
ed
anomala
si vive
percliène
vivere:
per
—
nella
mia
Storia,
si
mangiare,ne
per
gia
man-
fatalità! si scrivo
oh
ma,
cezionale
ec-
mangiare.
per
Lettori, confessatemi
avrò
composta
schizzo
uno
cui adesso
rapido
sì
decantati
più
Poveri
insieme.
del
sazii
:
dopo
del
quale
viene
Dunque,
parmi
Orazio
e
moderni?
e
questo
ora
che
un
in
gomento,
ar-
molto
sarete
elogio perchè
:
buon
gran
per
ritornare
pasto,
persino
nausea
Satira
gliuomini
so,
discor-
Ma, dicono
del seccatore:
Questa
etc?
dovrebbe
sul nostro
provato evidentemente
aver
intraducibile.
sacra
1
vivande.
la bellissima
ria
nostri
compassioneremo
il mio
dato
parlar di
incompleto,che
per
vi ho
che
prova
io,
noi
forma
presentato
antichi
quale spero
ciò
e
ed
ahhandono
Io
qncst'opera
agli occhi
Storici
pigmei, che
quand'io
vero:
vi ho
mai
diventeranno
cosa
il
stampala
e
grandiosa,di
il
affatto
far eccezione
tormentosi
m.o,
per
lutli,e
Ibam
lo dico
alla
che
te
foranch'
regolaperchè
importunità
43
-
press'apoco
cbè
di
miele
seccatori.
tutti
vi
è
mi
cbe
almeno
ma
dal
segregata
di
distrutta
popolo
del
clie
razza
non
mistero, quindi
quale
giorno fra
il
come
paleo, cbe
un
saccoccie
banco
d'una
d'un
tutti
naccbiare
finir
mia
gambe
circola
del
nella
rame,
accattone,
la
ora
cuccili
celebrità
Una
coi
pollastri
palpare,fiutare,spen-
possono
per
la
i
le
pescivendola, ora
taverniere.
fanno
come
d'un
mano
celebrità
Una
di
moneta
una
in
è
ora
morti,
decimi.
nove
per
gentagliacome
Ob
ben
E
protetta dal prestigio
volgo, non
gira tutto
cbe,
vicino,
celebrità
una
e
sanno
poesia ed illusione, quindi già
senza
sul
Io
da
Ma
di
vespe
dimostrarlo.
io?
dell'isolamento
nelle
o
celebre
sicura.
e
biccbie-
conoscono
bisogno
per-
medico
un
queste moscbe
per
celebrità,dico
cbe
come
Già, clie io sia
cosa
poca
sono
poi
lema
doppia qualitàdi
coloro
non
Queslo
favorito
mio
celebre io
di
di
mia
nella
uomo
ro
gliavari.
come
proprioil
sarebbe
=
tici
ogni luogo iden-
in tulli i secoli ed in
sono
e
—
a
dire
povera
=
Sta
tutta
celebrità
qui?
tradita!
44
—
Moltissimi, che
d'
avvicinare,
conoscerla
si
appunto
di
la
bastano
di
facilità di
gran
di
un
capo,
far
per
fino al
celebrità
tanto
nemmeno
dolore
Un
ventre
questa
care
prcmereLhe
curano
per
poterlaconoscere.
flusso
mi
pur
non
-
arramplai
quarti ed
delle più suce
cide
quinti plani sulle topina]
dieci soldi per ogni ascensione,
a
case
dico?
che
che
sapere
medica
mia
sciagurala
di
colmo
per
celebrità
è
non
dovete
compassione! Giacche
io per
dare
dovercene
a
cinque, a gratis,
a
poetica.Se
ma
possedessila prima correrei pericolodi
tenerla molto
più indegnamente di essere
e
preso
in fallo per
di Galeno:
illustri discendenti
sarebbe
modo
ma
Faltra
del
la
prima:
talché
non
dovrebbe
perchè è
quando
un
sì, che
E
addosso.
essere
certo
si comincia
mi
non
a
a
e
tifera,
infrut-
secolo
per
è
spettata.
ri-
cimonono
de-
ta
quan-
possibile
la
conquistar-
fatica erculea,
una
genere
ogni
proficuae
1 lumi
lo n'abbia
libidine
ad
ma
solo
non
tanti
come
secondo
elide
tirarmela
celebrità
una
Mentre
la vita
tutta
di
celebrità,che
buccinare
ed
a
ere-
4.'
—
che
(lere
e
tale la posscjjga,
un
realmente
invasato
Dio
e
sponsabililà,
Nemici
che
miei,
miei
la
cari
che
bramerebbe
dote
sieno
dell' I.
la
un
dimandarmi
in
versetti,anche
comparir
io. Da
importunità,che
il bersaglio,
Io
seduta
una
che
poesia del
sonettino.
Lotto
amico,
rata,
sciagu-
deve
del
gosto:
ferra-
matrimonj pei qualisi
od
tutta
Se
al di
un
lontano
queste ed
mi
a
quattro
non
dovrò
altre consimili
poi comuni
più dozzinali, io
te,
paren-
di amici
confidenza
cattivi,perchè
sono
Ospitale è
amico
un
si tratta
sopra della
dell'
o
probabileche capitiod
od
gurata
scia-
Giovani
dei
appena
R.
Tanto
rendermi
ne
:
mio
un
che
nozze
celebrità
opuscolo
vorrebbero
tanti
mici,
ne-
piccolie
chiede
un
poco
raviglia.
me-
sua
tutti i seccatori.
di chi mi
dei
ne
di
di
calamita
re-
abbia
essere
da
nemici,
pubblicare fra
Caffè
mio
par
ne
ne
possibile
è
pur
invidia!
sentire
farmi
per
se
la mia
movesse
parlo ne
non
quanla
dovete
compassionevolise
vi
colpa
con
sa
mai
quanto
quel tale
senza
diavolo
buon
un
—
alle
lebrità
ce-
libero sempre
4G
—
con
Ma
inappellabile.
no
un
assai. Trovo
la
clienti.
mi
e
a
e
di
Do
disgraziev'è
mi
dirsi
dava
vi sottoscrissi
senza
dei
uno
dir
io,
burlarsi
strada
nessuno
Ma
per
a
vi
e
letto
un
un
la
amici.
feroce
che
altri
al Caffè
da
non
vile,
io
mi
tore
au-
Ah
vi
buon
senso
per
la
vede
non
da
so
sua
mai
nessuno!
guai. Io
sarò
quietamente seduto
fette
e
antipatico,
tua
scritto
esserne
tirar dritto
ancora
mangiare quattro
avvicina
ho
sono
sette
del
si lascia fermar
non
ha
scroccone,
buoni
miei
esempio
delle
lepidume
un
l'indebitato
e
qualche cosa
replicaper
di tutti
come
do
crescen-
dell'ignorante:ed
ci vuole
che
brindisi
rime, nella quale
senza
dello
e
lare,
seco-
del
brindisi
spiritoed
mi
perditadei
persinochi
stato
dell'ubbriaco
a
minaccia
poesiamilanese
uno
parlar
pochettodel
quel
peggio. Per
con
la
pazza
stra-
nelFamico
capo
un
peggio
osato
vilipendepel finale
rossiniano, e
una
ho
minaccia
mi
Rossini, che ha
di
vi ha di
prete, e mi
poesiadove
campane,
miei
via Tamico
per
per
di
—
di
salame.
dice
=
xMi si
Dottore,
poesiadi questi giorni,e
4-
-
piace mollo.
mi
che
fo
non
Mio
=^
almeno
perclièsono
contro....
a
costoro.
:=
io
Credi
tu
mai
e
dico
quando
la
sai?
dal
lì
mi
ad
ha
salame
non
mi
queste
intendere!
maledire
a
e
la mia
di
viso. In
quando
almeno
peggiori,che
Nasce
poi
è
anche
di
a
nego
rin-
non
perchè
arrossire:
averne
fatti è perchè
io
uso
non
piace
va
la
via.
tire,
men-
a
tua
denza,
prula
non
ossa
Ed
alcune
io resto
che
teriche
giornateclimache
circoli
che
qual-
perseguitatoda
una
dialoghiconsimili
da diventare
cosa
Oh
==
versi
un
tirargliil piatto del
voce
corre
sia
io
gravitàdottorale
satiruccia,sono
dozzina
io
dehba
quattro
=
impedito
nel
cui
così, ed
a
che
pensato
raccontare?
di
Bravo!
=
ma
forse
mai
i miei
di
è
cosa
ho
invecchiare!
versi
iscrivo
non
pajo
un
dico sulla mia
non
nessuno
con
Tul-
cln?=:
conico
Ti
a
fammi
non
dico
sussurra
=
d' andarlo
ragazzo
Dio!
mi
e
che
parola d'onore
]"]a
=
alF orecchio.
di nomi
cinque mesi
Eli via!
=
tima, quellacontro....
Diavolo!
t'inganni,
caro,
qiiallroo
\erso
un
-
me
o
idrofobo.
il desiderio
di
co-
48
_
iioscere
questa mia
qualche
volla
la
_
poesia,e
trovo,
livore
il
sentirmene
a
che
di
parte
coloro
poesie hanno
dar
stolida
dal
che
loro
ad
sciarada
in
Dante
d'ira
inlenderc
àcWjguzza-inffegnifu
ta
fat-
de' suoi
uno
menti
più cupi mo-
mani,
più
è
quindici
per
mio.
Si diffonde
d'una
momento
potuto
la lascio
me
e
allora
sono
un
poi scrivo
stampare
poesia
sarà
:
d'opera!Tutti vogliono essere
capo
ad
si
non
che
averla.
e
ore,
dopo
se
una
chiara
Giurano
pur
la
di
esatta,
ed
inservibile.
nella
tal
casa
far
e
Alla
grazia a
nella
vie, semiaggrcssioni
e
poco
una
primi
tre
è che
copia
una
rendono
ne
un
fra
non
Ricevono
ed
i
restituirla
restituiscono
settimana.
di
pressantissime
trebbe
po-
più
dalle
che
si
la
scappar
in
gustano
e
ghibellina.Quando
non
gran
palato,che
quab:he corbelleria
notizia
una
leggono
davvero
giorni io
così
proclamar padre.
certo
un
di
proprio un
già bisogna persuadersiche
Ma
la
è
e
cerco,
trattasi
e
compassionevolemiseria
la
sitata
spropo-
porta, lettere
mandarla
tal altra
meno
:
bito
su-
per
che
le
fic-
^o
de'
poi
delle
commenti,
oLbjezioniclie
delle
chi
poveri versi?
miei
l'argomento, chi
trova
lingua.L'uno
vorrebbe
vibrare
certa
una
r avessi
Tutti
ed
me
Oh,
mia,
osi
sì!
tutti
questa
farci
una
sopra
iscrizione
bel
me
in
essere
e
del farti ridere
è
perchè nessuno
usurparmela, vorrei quasi
speciedi prenotazioneod
anche
tuo
contentano
ac-
Seccatore
qui
c'è
i
poeta,
e
co' versi
celebrità medica, di che
dolorosa.
porgi una
non
che
in
anzi
miei
sei sì
primi
difficoltà
una
altrettanto
insuperabile,
al
si
me
in
seccatori.
del
satira
assai
fossero
se
un
da
tema
farebbero
i miei
Ingrata patria,che
amica
fatto
farmi,
ipotecariatraducendone
versi. Ma....
quanto
di
mia,
assolutamente
di
più
altro
un
essere
giammai
avessi
non
stizza.
potendo
di
la
di
meglio
non
ma
:
empio
dieci
Insomma
assai
prio
pro-
ortodossa
rimprovero da
un
ai
nome
clii dice
pizzicatacon
hanno
propormi.
un
poco
che
si fanno
corda, vorrebbero
consiglio da darmi,
più
vede
ogni parola,
sotto
che
maligne interpretazioni,
mi
mano
castigo
rifiuti la
capricciosa-
prodiga
mciìte
io rendere
iecum
le
come
3Icecenas
\"?ìto\c
che
quel
con
altri,dimmi
con
segue?
trò
po-
quomodo
quale
con
tina
cava-
d'ingegno rimpiazzerò questi versi,
amerei
che
mio
Mecenate,
(esclamava
Concilio
idee
ubi
illegale)
est
ad
un
ibi et Ecclesia,
Petrus
due
inseparabiliOrazio
vrò
Do-
del
tu?
primo
è
Se
indefinibile
finche
delle
mie
mio
del
dalla
praticamente
medico,
ne
a
ne
te
Vieni
notti, a
falsa
nel
volta,
una
il
come
a
cuore.
abbastanza
medico
cervo
i
realizzare
riempiere
Vieni
posizione di
abbastanza
vuoto
un
s'incontrano
anelo
povero
ove
nate
predesti-
provano
non
fontana.
alla
assetato
io
che
mio,
rigliosa
pe-
mio,
anime
due
e
la protezione
Mecenate
vita, mostrati
della
cammino
O
F altra
per
ardita
godere
senza
che
vero
Mecenate?
e
la parte
secondo?
Tuna
sogni
Ubi
pretenderà di disgiugnere queste
del
idolo
tu?
Vescovo
santo
un
io rappresentare
sei
sei
ove
letto
dia-
mio
più scrupolosa fedeltà?
Petrus?
si
ripetere nel
colla
0
E
di
tanto
non
poeta
la
a
cuna
la-
varmi
sal-
essere
perchè
perchè
poe-
'J-2
ta! Ch'io
re
possa
chiamava
di
la
tutta
della
elettrica
mie
sul
a
Vedete
un
L'uno
in
mettere
li!
mora-
la scintilla
che
auspice
tu,
hen
più
movimento
moso
fa-
pelli
scal-
giura
di
la
passione delle
sulla
quadratura
del
già trovate
cose
lamhiccherehbe
te.
scoper-
geometria
circolo:
sciogliereil prohlema
perpetuo:
farne
gli uomini
lettori,
come
poco,
intisichisce
la
provare
cento
l'anima
di
sugliabbaini
come
un
del
moto
volte:
tentando
nei
vetri
servirà al ben
vedere
qualche stella
essere
di
nessuno.
glia
ve-
specoleo
coi cannocchiali
gli angoli del cielo,per
un
padre
suo
gatto sulle
per
T altro
il lapisphìlosophorum.
Questi
le notti
non
forze
capo
celehrità!
impazziscano per
cascasse
mie
tavolozze!
e
terzo
crepacuore
Opere future, andrai
che
me-
canaglia verseggiante!Meni,
ti scaricherò
che
delle
e
centuplicherannole
si
che
tu
malignamente
scorno
a
! Clic
aurea
c[iic\V
il Venosino
heato
disprezza-
riderne
loccare
a
di che
diocrìtà
per
solo
non
ma
questipregiudizii,
m'ajutiinsomma
si
te
per
se
tutti
mai
nuova,
gli
che
Quegli
53
—
si
arrampica come
a
fatiche
sue
spargere
fieno
Io
di
basti
bella
il mio
sia
non
Vi
ne
si
non
Oimè
No
! del
che
che
uno
di
libroni
di
sono
per
ne
hanno
fondo
vero
E
attrici
uno
per
solo
legittimogenere
al
e
tori,
scul-
per
le
mondo,
poeta?
un
mi
quellodei poeti,non
è
da.
assur-
di
ragionemi
dell'animo, e
e
panni poi
per i docili mariti,
di
resto
un
dalla
pazzie,quella
e
pittori
le
il
asino.
un
irragionevoleed
potrà trovarne
[ che
dal
mille
cena
delle
Mecenati
ballerine, ve
e
to
erbe, e per frut-
Mecenate.
tanto
sono
ve
la
brillante
e
trovare
che
pagine di
per
più ripide
piacevolmenteesercitato
sono
più
sulle
arriva in dieci anni
appena
le
per
che
mo
daino
alla scoperta delle
montagne
di
—
il
si solleva
grida=:
di Mecenati,
ve
n'ebbe
quale passò in
proverbio,in antonomasia, in iscandalo
alla posterità.
Non
ebbe
discendenti, non
ebbe
imitatori:
fosse
nel
osso
trovassero
Cuvier
le
battezzare
animali, non
un
e
ardì
mai
di Mecenate.
a
sì
per
imaginoso che
degli
perdute razze
di trovare
=Se
mai
nei fossili
le
estremi,io
disperati
cose
che
si
pur
54
—
—
un'irresistibile vocazione
sento
potendone aver
non
mi
accontenterò
per
così
darò
di
in
al risultato
mila
due
compratori delle
eccomi
Ed
denari
dei
amici
mie
libri. In
nazioni
nelle
tutte
letterato
per
od
ed
un
poeta,
o
sinonimi
disperato:o
penetrate
fino
la
e
gresso
procosa
mercio
com-
tura
lettera-
carriera. Ma
tale
è
non
altro
questi nomi
e
di
disutile
siffatti titoli
opinione lo guastano
danneggia il vino, come
con
del
in
invidiala
qualche altro accademico,
E
racciajo,
il
qualche
è
immensa,
è
brillante
noi
acquisto
ove
pretesa, l'attività
una
da
del
Inghilterra,in Francia,
librario
qui
dire
T
per
dell' incivilimento
è
Opere future.
fuorché
tutto
per
che
rale
mo-
peccato italiano,quellod'aver
Germania,
più
e
si faranno
che
pe'capellia
tratto
bruttissimo
piglierò
accomandita,
preziosonome
almeno
concreto,
uno
astratto:
il Mecenate
dire
questo
d'uno
cenate,
Me-
un
per
e
gono
gli vale
la
quasi di
appajatia
sono
nella
l'odor
come
che
pubblica
di
legno
ruggine intacca
sì belle
massime
all'osso
nelle
che
sono
moltitudini
^r"
si
e
grillaalla povciià
vi
hanno
di
pin goffa serietà
colla
le
nomini
miseria.
Ma
stabilire
mesi
dei
del
farsela
sterla mi
data
già
a
e
leggere,o
non
spettare
d'a-
simo
pros-
tale che
la
questigiorni d'aver-
leggerea
si sia
si
3IargheritaPu-
sei
sette,
o
e
che
V aspettavano alla loro
cuccagna
tori
gliscrit-
per
basta
Non
pei tipografi.
Autore
a
pagarla. Non
della
di
uno
che
Vedete
in
perchè
imprestare.Un
altri dieci
almeno
volta.
disse
dare
d'importunareil
esemplare
un
tanta
leggereTopera prediletta
a
giorno, o
per
tiene
di
costo
a
saperne
di
è povera
di
saperne
indagano
cominciare
può
la letteratura
che
si vuol
vuol
bisogno
si
sottigliezze
quando
che
pasta
politichedi
e
e' è
non
bnona
lellerc:
del mondo
filosofiche
cause
non
tìcllc nostre
che
stre
l'illu-
circoscritto
già tanto
il
degliammiratori, consigliandotutti
numero
quelliche
il
suo
maledizione
arriva
a
hanno
non
libro?
tutta
comporre
mediocre, la si
vede
spasimalo
Non
basta
Italiana
un'
tere
dimet-
quell'altra
che, quando
opera
dopo
a
un
meglio
mese
si
che
econo-
5G
—
riprodollaa Firenze, a Torino,
inlcameiite
a
Piacenza,
E
non
è da
spenderein
mal
un
Capolago,a
a
che
libri sia
tutta
del
giovinotliche
sarti,che
Sono
al
perdono
venti
in
mostrano
proprio
esempio
per
migliori
dai
paja di guanti
piccola
una
casa
bastoni
d'anelli,di
bottega di spille,
catenelle,di ciondoli,di
di
roccoco^
corallini
la
contro
a
mente,
giuoco allegra-
vestire
consumano
che
avarizia: è
paese.
si fanno
che
del diavolo?
casa
questa avversione
credere
vezzo
al mese,
—
alla
leti
amu-
jettatura:hanno
schioppi,pistole,sciabole, lìoretli,
questi
eroi della
Si aspetta
tal
a
e
sera,
far
il
quattro
per
=
I oh
decaduto
Si
Scala
la
che?
o
che
non
più
delle
cinque
che
cane
questo
Io
è
:
folla vi
Oh
pubblica un
poco,
ansietà
con
della
un
addormentarsi
imprestatoper
Teatro
la libreria?
patria:e
romanzo
la notte.
TOpera
annunziata
si
la
per
precipitadentro
volle
sbadigliare
a
tra
ore
al
nuova
i soliti intercalari.
strimpellare
insignificante
d'un
teatro
da
alcuni
opuscolo.Se
conoscono
oh
tenore!
che
vale
è
come
anni!
o
=
piace
l'autore,
il
timo
es-
—
calice
del
sorso
di
cornucopia delle
libretti
miei
e
fatte
come
e
passo
si
due
si
mai
cbe
bel
ballabile?
che
protestarvi
mia
nella
esemplaridelle
farvela
abitudini
fra
monsieur
Ma
a
si
di due
meno
E
di
due
siccome
d'un
pagassero
d'ingressoper cinque
o
viltà,
cicome
Opere future,non
rompono
i ricchi
un
tanta
mila
tatori
spetmila
so
pos-
le male
colpo,per
supplirealla generaleindolenza
che
paga,
comincio
mio
conto
platea,cioè
mie
il
per
si
corre,
perverremo
Per
a
tili
inu-
cose
daste.
pagaste, leggeste,lo-
in coscienza.
non
sono
d'ozio
sia trattato
legf^ibile
bel
un
un'ora
di
o
orgogliosocome
vorrei che
Quando
a
io
i
Ma
versi
di
tal' altra.
parla, si
applaude. Ed
tore
scrit-
senso.
due
a
allo
grazia,in posizione
:
passo
madamigella
ballerino
un
umore
il
vuoterà
buon
ingannare
bel
fo,
bibliogra-
capo
la dio
sono,
per
un
a
in
dal
in buon
mettere
tale
lodi
migliore.Trattasi
ben
prose
savio
di domani
maledetto
più
raggiamento
degnevoleinco-
qualche
nelFArticolo
che
col
rebbe
bisogneil
biglietto
sei,ossia acqui-
stassero
to-
—
tali
vi è
che
opere,
Una
intangilìile.
via
dair
diritto di
si fabbrica
la
pretore, al
libro
della
non
da mettere
quarta,
una
al
dei
si villeggia,
paesiove
mai
va
desiderano
di solito
città, e
leggere in
di
tanto
settimana
sono
una
medico,
perdersiun
a
Specialmentequei buoni
nuovo.
roclii
passatiin
mandare
curato
dove
e
da
striosamente
indu-
blioteca
piccolabi-
sua
terza
lettura:
sesia
una
die
imprestatie
usucapione.Una
quinta ed
al
amico
di
iiur
ad
onore
lasciarsi portar
da
inevitabile
tavolino
sul
seconda
libri
coi
farsi
da
di
copie
riporrein libreria,sacra,
da
Una
piegarle.
di
dozzina
mezza
una
par-
le notizie
aver
condannati
a
le gazzette
santa
del
carnovale.
Ma
qui Ilo
a
a
paura
tremare
ficcare
clie
gli amici
pel mio
le mani
miei
domi
decoro, veden-
sì addentro
in
vischiosa pasta delFinteresscAnzi
per
certo
sui
che
qualche severo
vestiario
da
grideràscandolezzato
la
letteratura,
questa
autore
uomo
=
e
Quale
nobile
mincino
co-
e
da
sta
que-
tengo
di
ticoli
ar-
donna
vergogna
santa
mis-
!
6o
—
che, sollevando
sione
cielo, eccola
diventata
sublimi
un
uomini
di
vini:
e
per
non
terati.
let-
l'affare
a
ad
un
le
do
mon-
dove
non
tutti
tempo
che
fa mai
non
granaglieed
i
mutuo
in basso
!
la parte
quellefuneste
al
i vostri
a
capitali,
pigione
e
se
i
prezzidei
vi fate
come
gare
pree
riscuotete
rate
voi
nulla.
riparazioni
pitiurgenti!
inesorabilità
gli
passate presso
quanto vi dolete
E
il
essere
mercato,
appunto
le vostre
voi date
per
degni
compratori.Ditelo
quel ceto
generidanno
che
di
ricchi,che
case.
e
spettatoreozioso, ma
vendete
Voi
le
solo
rappresentano
volgo
propriapenna:
veri
per i
attivissimo
un
venditori
altri
sanno
tale
troppo trascenden-
per assioma
Io pongo
vi è
non
!=
bisogna rispondere categoricamente.
:
che
che
al
terra
dei calcoli
robbjezioneè fiera,e
Però
dilicato
dalla
inarrivabile
ed
templazione
con-
mercimonio
un
filosofia
gerghi di
la
fango
coloro
per
soldo
un
spremere
alla
spirito
avvilita nel
pecuniarie
Massime
lo
bello,ravvicina
del
ma
—
con
dagliinquilini
semestrali
di
Pasqua
e
r"
) I
di
Michele,
5.
mesi
tisiche!
che in queste
vivete
tagoricamentc vi
poi
sono
idee,e pit-
in
trasformate
seri.
questies-
dimostrazione
negoziantila
studio, Femporio, la
Lo
le
passeggio,il palchetto,
notizie
è
Ne
per
so
capirecome
frenologinon
curiose
loro
suona
che
osservazioni
degli impiccati.Nei
Pavidità
sempre
l'avidità
delForo
deliziarsi
delForo
le
e
:
i
culazione.
spe-
dotti
troveranno
fallita: nei
di
secon-
quando
dclF
organo
di
al commercio.
non
vende
la
avidità
di
un
quelleche
L'avvocato
salute
lasciar morire
gliano
vo-
brità,
siffatte cele-
pelarsigiuridicamentea
il medico
fatti per
poetichedi
di
le loro
cranj dei
spacchino alcuna
ne
addette
Farte
teste
go,
luo-
quei matti
punita:ma
nelF
e
gloriosa e trionfante,lascino
momento
sono
traffico
primi
dell'oro
il
politiche,
di solito
per
aprano
perflua.
su-
mensa,
fogliod'annunzj,ogni tempo, ogni
ogni cosa
e
Vi
uomini-gelsie uoinini-òachi^
perchè non
il
colpo di
vero
delFanno, nei qualisi potrebbe
chiamarvi
Pei
il
sono
le borse
grazia per
alcuni
che
da
vicen-
gli sforzi
o
:
de
ven-
F
economo
Gì
—
vende
al
padrone gli ingegnosi rlsparmj
fatti per
Vedete
se.
studia
che
il
le
cioè
quella gentileragazza
lingue,suona
per
alla
dote
comperare
un
Applicateridea
che
la storia è
noi
tutti
vostri
che
vendersi
per
marito
hene,
ricco.
le classi
tutte
a
lunga: io
mercanti
dete
Ve-
pitocco
vi vende
mano
fino
di
privilegio
sociali,
conchiudo
dal
poveri morti
il
para
ed im-
che
queiruomo
cappelloin
Tarpa
tutti ornamenti
disegno? Sono
vicino
mette
—
il
sale
che
col
requiem pei
Coloro
a
essere
che
tabacco
gono
tencarta
e
bollata.
Ora, dico io, state
sì
furia
universale
del
terato
versi
mo
di
delle
e
i libri
per
dovrà
il
lo
poi
!
e
possibile,
merci
Ma
...
let-^
a
un
mo
pri-
comporre
vederseli
a
pubblico o lodare,che
Anche
noi
ciarle,e vogliamo trarne
nostre
sugo
stesso
come
piacere di
puro
in
te
propriamen-
intisichire
bistrattare dal colto
è
prose
che
il solo
lucrare
assolato
dette, il letterato
soprano,
vedere
a
cominciando
qualisono
le mie
vendiamo
il
le
maggior
dalle
merci
mie
? Per
G3
—
lo
versi
più
Dal
0
rarità
per
trattano,
e
cbe
in cbe
due
come
quasi tutti
un'arte
a
di
i
in
non
suonano
soavità
zuccbero.
rivista
la società
poesiacbe
nella
di
diletto.
mero
zampogne
incantevole
più
da
dalle
per
Titiri
o
le
e
tempi
mone
Passia-
modo
Eglogbe
di
tenne
ri-
sragionati
credersi.
Ditemi
e
rimoti
così
alcuni, e
questieterni
le
stoltezza
Dalla
mondo
poemi
pare
Buccolico.
mai
queste idee
cbiarilico
fin dai
cominciamo
genere
crediate
pocbe eccezioni, ebbe
di
cbe
della lingua
scritti. Né
sono
vedere
non
stramberie
falsi,cbe
sono
degli argomenti
poetidel
ottime
per
forzato.
voglio stampare?
imaginazionee
fatte
Quindi,
certe
li
degli argomenti.
fu avvezzata
e
di
pani
Bontà
di
vi
:
genere,
bara
questa bar-
la troppa bellezza
scberzi
io
lettere in
dilettantismo
di
per
milanese
smo
parli per egoi-
strapparlea
troppa bontà
la
io
se
percliènon
sapete
Per
voglio stampare.
non
delle
di
desiderio
condizione
E
io
intenderete
die
nel
che
—
o
sempio
d'e-
sia dal
grazia, cbi
Melibei
pive,e
sospiranoper
con
che
una
le Fillidi
G4
—
e
Amarillidi
le
per
faggi,sub
die
si
tegmìnefagi?
dei
tratta
T ombra
solto
Voi
del
sapelc bene
contadini,
die
e
questi
gente povera, zotica,succida;che
sono
hanno
la schiavitù
lavorare
heslie
come
la fame.
sappia reggere
che
le loro
od
pugno
mandarle
collo
perdonare
loro.
va
inculcata
parte
stanno
villanotta
robusta
maggiori
fatiche
secche
cui
dunque
di
sentano
i debiti
ai
Tiliri
ai
le
dar-
negli anni
vi è
cosa
loro
cenni,
di
a
nessuno
stia-,
care-
poe-
più prosaica
prima parte
i
o
poetinon
tutt'al
Titiri stessi. La
V inculco
gna
biso-
bruti,
di
scherno
zate
infil-
zione
d'istru-
esser
che
possidenti:
parentidei
non
non
queste verità la
Di
:
nello
nel
capo,
castagne
Esseri
tizzarli,
perchè non
di
volte
consistono
risparmiarelo
ma
portano
sop-
alle braccia,
pizzicotto
delle
perchè
sono
amori
carità,dare qualchepoco
usare
hanno
i loro
alle
un
spago.
ne
non
fatto, dovendo
spillonedal
uno
ma
patire tante
dichiarazioni
strapparle
nel
di
moglie una
per
che
un
nome,
per
che
Sapete
nel voler
di
durissima
una
e
—
più
seconda
perchè le
G6
—
da
—
imparare della lingua e
d'indole
vuoto
nullo
e
perchè se
ma
la
per
ed
assai
fama
di
La
un
Tragedia
sulloclati:
che
che
più
ghi
lun-
l' acquistar
comodo
coi
e
buoni
inconcludente
fuori
è così
più
sono
loro
dei
di
gione,
sta-
gli
neppure
direi
di
Oramai
quando
Anzi
noi
farne
le
dietro
siamo
Commedia,
grado
soldo.
che
andar
possono
atmosfera.
stessa
in
non
netti.
so-
tempi
tant'è
capacidi rappresentarla:
idea
della
uno,
affari
sono
meno
vi
non
farne
ne' suoi
adesso
ma
gli uomini
dalla
di taccuini
canzoncine
fu
molto
genere
attori
che
poeti colle
non
o
più
,
è
gidì
og:
capacissimo di
ragione
è
fondo
più epopee
intempestività,perchè
collaboratore
più magro
si creda
non
la
mi
poe-
Fortunatamente
scopo.
senta
ne
di
fabbricano
si
non
il
lo
politica,il
o
sacra
stile: ma,
in favore
qualche eccezione
tranne
dello
perchè
una
persone
vedono
annunziata
scappano.
Difatti
che
di
fuori
a
di
al
vero
non
sta
quesotto
siamo
valga
buon
senso
qualche
debV
essere
un
gedia
traun
mortale
tedio
tiranno
al
clic
:^=:ooh
occhi
dilettare
in
parole
bocca
giugnete
parlare
poi
sia
in
ditemi
Tira
sempre
voli
è
che
lo
i
derni,
mo-
loro
la
di
sconcio
rebbe
sa-
farli
dei
logica
la
delle
e
la
contro
sublimi,
fatto
che
per
potenti,per
adulare
inutili,per
accennare
casi
sapienza,
adesso
sue
glorificarel'Eterno
azioni
metter
poeti,
tragedia non
mia, implacabile
Achille,
suoi
parlare
colla
e
se
re
istrui-
dobbiamo
stravaganza.
una
Ma
versi
interesse
insopportabile.
Ag-
ciò
tutto
a
ha
sempre
monotonia
una
vi
fanno
di
si
Q
grandi personaggi
che
si
o
:
iurorre!
dilemma.
non
bisognerebbe
e
a
e
generazione attuale
e
di
i
scena
mio
oob
questo
tempi antichi,
dei
e
rabbia!
Ib
sulla
pongono
la
vi
poi
E
=
stralunando
grida
toro
un
un
simile
sepolcralee
voce
di
muggito
gli
con
udire
ad
quelF andare
sociali !
poesia
a
destinate
si è
i
accarezzare
la mediocrità
ai
le
celebrare
abuso
strano
De'
lirica.
astrazioni
od
quella
come
quasi
vizii
o
le
dei
cose
più insignificanti
Il matrimonio
d'un
ozioso
,
68
—
di
la laurea
d'un
fanno
Quindi
pensierima
di
fatidico
è
vate
superbiama
ferma
sì
siffatti
clie, non
fiato
d'un
=;=;Ma
inanimata, dandole
qualche
succede
sincero venga
ridere
dell'aver
via
e
io sì
le
solo
il
caso
più comico
stessa
incumbenza
mai
a
il
dire
==:=
caso
(che
nano
termi-
glio,
consi-
premura.
che
un
almeno
in
in
canzone
di
Canzone,
che
significa
ciale
spe-
L'Italia
=
qualche modesto
di cuore)
tale
son
parole come
è clic di solito
alla
un'apostrofe
non
Io
=
Simonetta, in questo
componimenti
o
si
cuore,
gridare
a
le medesime
volte
unpoeta!
con
del
per
giornalismoin luogo di ripetere
risponde
ancora
sono
ma
inspirazioni
bisogno
strada
il
della
dalla
sublimarsi
un
contento
un
mezza
a
trenta
o
è
non
gli inni
questi suoi \aniloquliil
per
poeta!=E
Però
serenata
una
in tuonare
ampolle, non
E
vaniloqull.
ha
accademia
zoppicaresui trampoli,non
uno
l'eco
violino,
di
cantante
Bardi.
dei
ma
ignorante,un'
un
suonatore
una
per
—
va
poeta
be
farebdal
tale
compenso
la
indegnamente prostituita
poesia a divinizzarla,voglio un
orinolo.
Ch)
—
anello,
un
che
bene
valere
tullo.
il
scrillo
Ai
sarà
che
giuocare, di far
riesce
sì
debili
cerimonia
augusta
visite
tante
mancie
cento
N.
delle
N,
ciò
anche
gli
nei
mondo,
secoli
e
Ma
salì
Pavere
piacevolissimo
un
Pessere
dare
espilatoda
suonatori
a
Evviva
lirica.
le
La
==:
dei
no
vengoil clan-
Pegregio sig.
leggi!
viene
comuni
che
che
gridarefra
ambe
luoghi
delle
molti
Giove.
in
dicendo
vien
inorridita
da
al
Per
il dover
==:
la
diritto.
gli basta
basta, perchè
non
in
noja
uè
ai
trombe
dottore
cadere
ripetereesami
l'aver superato la
alla finestra
sotto
di
bidelli, ai servitori
ai
fino
e
professori,
gor
di
e
d'uso, né
agli amici,
pranzo
gio-
amoreggiare,
sotto
né
deposilo:
mal
dappcr-
bravo
un
non
denaro
tanto
titolo di
di
di
potrà
dirò
ne
Pavia
a
il lanlo
no,
non
farsi addottorare
a
speso
lei
che
forza
a
se
di
male
tanlo
=
vinoUo
monda!
una
lio
—
Tutto
=:
tarlo
persegui-
a
quale per
e
tenersi
la dea
non
alta
Temide
iniquitàdel mortali, già
si è
affatto
nell'Olimpo
adesso
vedendo
ritirata
in
da
dal
grembo
lassuso
a
i
o
fatti
progressi
mlrabiri
Talloro
suo
sa
ben
il
al
candidato,
la
Oli, il bravo
=:
eglidi
dal
scende
perdio amministri
nome.
cbe
Dea
da
suo
concilia
ed il retto, si ri-
umano,
sul capo
la bilancia
in
del foro,ed
per Tonesto
amore
col genere
posa
o
nella scienza
Giacomino
grande
da Baldassare
cielo,
glidà
e
giustizia
giovinotto
si tratti!
si......
Tratta-
(clie magnifica pagina io soppri1110
,
un
farvi ridere
non
per
le
Lettori, pigliatevi
di
grano
sale,
vi
paradossi:e
degli orecclii
dalla
la
al
:
di
cbe
realtà
va
delle
più
sembiante
di
di
esser
allettamento
vano
lontano
cose
con
le
cbe
spesso
un
!)
parole
persuaderetenon
poesia che
solito la
mie
senza
verità hanno
evidenti
di misura
fuor
mille
cbe
:
glia
mi-
tradisce
propriamissione, quella di concorrere
miglioramento della società. Perciò
grido
universale
sieno
gente
cbe
ed
antico
perciòil
matta:
fastidisce l'astratto
dimanda
die
loro
e
secolo
un
perchè.Ma
poeti
le,
attua-
al
corre
sitivo^
po-
imperiosamente la
poesia applicataa qualcbe cosa,
avente
i
è
questa
la
esigeun
poesia
fiero
buon
che
senso
ecco
ad
come
v'ebbe
mai
di
questa
è
tanti
dica
vedete
un
sità
vento-
che
assennatamente
la
contraddizioni
le
poco
Quando
verità
alcuno
e
topica: quando
vera
la
applica alle
tendenze
alle
agli abusi,
pseudo-filantropiche,
istituzioni
libere:
il
ciò
tutto
e
volgo,
ironia, colla bonarietà
a
:
più
allora
:
in
alle
isolata
casse
dia
allegraLombar-
coi
d'oro.
vuole
:
circolo
a
Dai
succede?
cosa
protezione
r assurda
penna
si addice
francheggia
di
o
te
realmen-
che
applaude, si
nessuno
ma
d' autorità
ritirano
che
sapete
si ride, si
prosegua
si
ed
questa ricca, grassa
è
se
conda
leggieridi gio-
tocchi
con
quale
non
qual
ma
arti,
vi adombra
quando
piccolieroi
de' vostri
imagina
:
Porta
e
poesia Civile contemporanea
dare
lo
da
compreso
Parini
come
sorge
a
alcuno
non
un'epoca antipoetica.
degli uomini!
alle
ed
:
versi, che
ammorbante
così
cervelli,si
Ma
queste
di
onta
una
rarissima
merce
e
che
il
di
una
ta
poetutti
ma
contemplare
lotta
si
ghignando
sog-
povera
pregiudizii appoggiati
Poi
si
grida all'inquie-
to,
airaccatlabrighe,alF
air
imprudente
si
che
si
ciò
per
la sanzione
per
Devo
i
però
non
sapendo
colpa
come
nelle
zione
emancipa-
nasce
mi
sapete da
del
che
zioni,
inten-
sottil
vena
meraviglia
gran
tale idea
di
pasta
colPesse-
mo.
galantuo-
dipende questo?
dialetto
a
leggiero
un
una
fa
combinare
buona
ripensando
piti sante
dentro
ciò
così
è tutta
mi
volta
ci sia
malignità. E
Ma
rebbero
otter-
non
di
che
confessare
di
una
i mici
Cattolici,
qualche
sospetto che
civiltà.
passava
bill
scritti colle
questi versi
io
forse
non
d'Inghilterrail
Camere
penna
s'im-
legale: appunto
indietro
quindici anni
Civiltà
troppa
che
si
e
voglio stampare
non
versi, anche
re
della
spaventa
io
Dunque
compromette
la stessa
danneggia. Insomma
e
pericoloso,
uomo
milanese.
Oh
la
che
lingua calzante, ardita, vibrata, briccona
che
speditezzadi giunture possedè ella
che
verbii
petulanza
da
di
sentirsi
all'umbilico!
quasi sempre
Lo
per
atteggiamenti! che
a
frugar
scrittore
innalzare
nei
mai!
pro-
visceri fino
italiano
le
!
parole
suda
al li-
74-
-
ima^ne ultra-romantica,
porteròil mio
alla gran piramide
della gloria
liana
Italapillo
quandoper la felicitàdi tutta la
o dei poepenisola
comporròdelle egloghe
mi
vi prometto di valermi della lingua
epici,
dei dottij
almeno quandoscrivo per
ma
la cara patria
lasciatemi adoperare
la mia
dolce lingua
nativa,la tanto appropriata
e
Poetica ad un
degliignoranti.
poetica
:
credibi
segno tale che mi tocca di fare sforziina frenarlaed a
temperarneFim-
peto: altrimentivi
che la mi diventerebbe
giuro
da pugnalate.
Nel genere
una
lingua
satiricopoiè di una bellezza anomala,affascin
che si fa dar ragione
anche
tima
vitquandoha torto. Si cavalca la piccola
con
una
una
brio ed
un
che
sicurezza,
una
magia. Io,quandotengo in
dozzina di sestine mi figuro
di
vera
Giove seduto sulle nubi
Sarà
pelmio
tempo una
che
un
delirio
mestiero:
ma
a
è
mano
essere
tani.
fulminare i Ti-
ne
ammirazioquest'
è
nello stesso
felicità:èia beatitudinedi coloro
innamorati della
perdutamente
Siffattapazzia
moglie.
per altro è giusti-
V
sono
7^
—
—
dalla sej^ueiitcosservazione.
licata
io
clie scrivo
le riscontro
spesso
polcmlcliedei
in
sui
dicono
così
che
mentre
vero
si rinuncia
al
mera
i
che
^'\
(i) Oramai
in
quasi
di
capita
loro
che
tutta
Toscana,
di
opere
del Porta
che
Italia
:
della
Romagna
ftirsele
di
e
leggere
so
e
dal
sono
si
ecc.
spiegare
è
da
una
un
gna
guada-
quanto si
di
è
ad
più
buone
nelle
chiave
un
al
bardia
Lom-
gran
meno
società
vera
tutta
gustato
tutta
d'essere
Supponete
le
di
il Porta
dagli idioti
ma
inti-
la
letterati
il Parini:
e
satira
da
di
danno
un
riflettere
I
superficie.
letterati
intesi
possedono
non
Italia gustano
dai
è
profondità assai più
in
perda
ciò
perch^ della
vicini,vi fo
in
del vernacolo
vantaggio d'essere
cordiale
e
circolano
che
usando
che
apparenza,
clamore
penne.
oltreché
Ma
nessuno
indegno
un
le
perfino
sono,
dialetto
in
alle
bensì
lontano.
si fa
versi
raccomandati
È
dotti
stampate
v'abbada:
pochi
dei
lingua
si lasciano
e,
per
volete?
die
male, che
stampare
sulle
giudlziie
giornali.Ma
quella benedetta
ed
altri,
mollissimi
cvidcnll, clic le scrivono
e
cose
facili,vere
tanto
sono
Le
festa
Milanese.
sciute
cono-
di
monte,
Pie-
quando
76-
-
pranzo
Tre
leggereuna
a
dei
quarti
capire:i
freddi
bella
commensali
servitori
lì immobili
la bocca
ed
d'uno
Leggete
ridono
i
ridono
berretta
la
il
scbiamazzare
uno
ed
le
si vedono
età
far
a
la
ma
Insom-
buona
è
le condizioni:
epitetocbe
è nientemeno
Si
può
diritti di
il secolo
estesa
a
divorato
\
Ma
devo
Penso
io
per
tutte
fare
che
il
le
dire
questo
decimonono
tropia
filan-
classi,dalla quale
una
di
in
capolinoda
dialetto milanese
e
E
che
scena.
poesiaUmanitaria!
qui
cismo
sole-
i camerieri,
applica ad esprimerequellafoga di
è
va
to:
infini-
il guattero
più? partecipareai
sublime
un
poesia milanese.
una
cuoco
poesiain
che
coprire il
a
fanciulli,rìdono
bianca
tutte
per
è
educata
mano
antiportoper godere
un
di
mo
tripudioed
un
naso
e
sbadiglio:tutti poi applaudono
più di serietà che di persuasione.
molto
con
il
la storia
se
po' lunghetta, qualche
tra
di
fingono
stanno
cariatidi:
come
poesiaitaliana.
dolorosa
tazione.
medi-
nitarie
queste poesieuma-
quieto vivere
ne
soffoco
in
novantanove
mente
danno
quanto
eoa
come
di clie mi
senza
Lene, chi
lo
ammirato
silenzii,
da
sono
molti
che
fritto dal
se
settimo
che
di
Oh
trovassi
vorrei
di
cinque
:
secoli
la
spasmodico
il
il
qui
caso
mio
tali
fare
è
di
di
dalla
poesie
non
Non
i
per
di
veemenza
voglio
la speranza
meno
che,
che
qual-
sempre
eh'
salvo
minacciato
del
farne
o
dolo
consenten-
il
veder
mi
far-
quattro
poeti ha
promettere
dare
an-
a
parte in
bella
barbaro,
urgentissimo
capo
avrei
dopo
romanzo.
Destino, che
predicato
possa
mia
bello
già
restare
rappresentare
gannato,
disin-
vorrei
almeno
che
tristo
così
sono
ne
pel
è
quanto
....
Cappuccino
sublimi
e
sacramento,
dico?
essere
condannato
mi
non
EL-
testa.
ostinati
Io, vedete,
!
cervello,
Invece
dico.
che
pochissimo
il mondo
del
scoppierebLc la
miei
è
corso
sprigiona
sicurezza
i
patria.
clie si
crederebbe?
per
mia
cui do
a
vapore
di
valvole
dalle
e
di
po'
un
sa
e
gloria,
lo
quel-
più, della
centesima
la
clic
Penso
della mia
assai
imporla
eli e
dio
renio,
su
vapore,
piìi: nuovo
io
il
il
di
78-
-
titolo per
le
raccomandarvi
Opere
Ma
finalmente
Qui
quali
dove
è
la
di diventare
immense
io tenti
perchè
vedete
termine.
Scherzo
Ad
Te.
temo
forte
prima,
suhito:
vi
fare
che
vuole
è
il
è
vuol
vi
non
al
ad
ho
hre-
pensato
dervi
provve-
de' miei
all'oscuro
uno
esser
ritletto
che
suo
giunga
male
meno
più
esser
grandi
il piaceredella
togliervi
non
Ed
tracciato
il
tanto
progetti
per
voglio più
se
sarà
meglio lasciarvi
sorpresa.
hello
essere
ciò,
di
volge
che
tile
inu-
è
d'ingannarvi su
ogni modo,
molto
appunto
perciò
la
nemmeno
poi
piano,
sì
che
Storia
piccolacosa.
altri
non
versale,
UniIo
ho
approhttise
ne
:
Messo
t'ho
Non
mi
che
Però
superate.
ch'essa
che per
le
capo-lavoroper
tardi assai di quanto convenga
più
naccia
mi-
Prefazione
hene
Anzi
queste
saranno
mia
un
difficoltà
che
ossia
prose,
future.
mie
opere?
le
innanzi, ornai per
resta
te
ti ciba.
più dunque
rivolgermiai
Giornalisti.
a
far
Cari
altro
amici.
79
—
la mia
lodate
vi
perchè
—
Prefazione, e lodatela
assumete
grande
una
quelladell'indole
future.
avvilimento,
in
meno
di
desolazione
e
di
averlo
tutti i miei
Che
si
Perciò
stesso.
ve,
risersenza
ma^
clair
bramerebbe
autore
dentro
troverete
assai
belle
più
tirasse
pel
seriamente
almeno
Dunque
nove
braccio
per
diluvio
di
tante
tre
al-
aggiu-
l'Accidia
destro
la mia
non
domi
consigliansalute
a
sare
ripo-
da sì immane
mesi
veniamo
se
mo,
l'ani-
vi
che
ancora
potessi:cioè
gnerei se
le
una
per
basta
un
computare
senza
più
vi
Rileggetela,se
cose,
troverete
di
potete bramare
vi
e
tutto
tori
ammira-
„„
Prefazione?
mi
io
far
^
cosa
belle
perduto
stitichezze, senza
senza
per
da
senza
degli elogi sperticati,
senza
però
o
:
misantropia
perdere l'appetitoa
dopo
più
cadere
tinta sentimentale
una
e
Opere
critiche
farne
non
loro
dar
lo
fatemi
le
bilità:
responsa-
mie
delle
potrei per
Io
molto
a
patti.Se
ca.
fati-
voi
altri
bello, magnifico e spiritosissimo
ciò che
dormitat
ho
scritto,anche
Homerus^
io
quando
vi cederò
nus
bo-
sem-
8o
—
mie
mentre
qualche
d'aver
lo
nome
fatto
un
sottoscriverò
che
non
mi
V
per
in
questo
amico
delle
farete
compormi
a
generoso
panegirici
poi
Se
anclie
io
lode:
i
gli schifiltosi,
e
penserò
stendere
future.
Opere
chetici
in
di
roiiore
prc
—
i
ca-
avvenire
gli
caso
o
che
ci
articoli
troverò
felicissimo
,
lavoro
io
stesso
esiste
popolazione.
FINE.
lo
mio,
con
in
nessun
firmerà:
un
o
qualche
ruolo
di
mie
eh»
pei
in
1
qu?
d\
lo
ne
i
•***^feg?
Nello
V
Satira
Negozio
stesso
AVARIZIA
prima di Quinto
esposta
col
testo
lir.
1.
5o
["^^-
trovasi
a
in
Orazio
dialetto
co,
Fiac-
Milanese
^
fronte
austr.
al
,
prezzo
di
Scarica

La Prefazione Delle Mie Opere Future: Scherzo in Prosa