GIORNALE
LOCALE
Domenica 17 luglio 2011
SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE
FONDATO NEL 1957
POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA
Missioni
Alla soglia dei 100 anni, la vita del
sacerdote originario di San Felice
PAGINA 9
Alcuni missionari modenesi sono
tornati. E raccontano...
La storia
Don Tassinari, che
vive in Giappone
Voci da terre lontane
A PAGINA 2
Anno LV n° 27 • euro 1,20
www.nostrotempo.it
Azione Cattolica
Estate, tempo
eccezionale
Le propste formative e le linee
per il nuovo triennio A PAGINA 18
Al
centro
Si vince insieme
dell’attenzione
N
Il Punto
• GIANNI BORSA
on sarà certo un vertice europeo – sotto forma
di Consiglio Ue, Eurogruppo o Ecofin – a risolvere i problemi del sistema-Italia, caricato
del pesante fardello del debito pubblico e sottoposto ad attacchi speculativi. Ma di sicuro il consesso
comunitario appare oggi quello più adeguato per affrontare rischi di portata mondiale, se è vero, come è vero, che
non solo i piccoli Paesi (Grecia, Irlanda, Portogallo), ma
addirittura colossi come gli Stati Uniti corrono il pericolo-default.
L’allarme emerso in Italia con l’ultimo scossone borsistico
ha fra l’altro riportato in primo piano la crisi finanziaria
ed economica partita nel 2008 con i subprime americani. Smentendo quelle voci – numerosissime, soprattutto
di provenienza politica – che raccontavano una recessione
“alle spalle”. Invece la crisi c’era e c’è: e ne sanno qualcosa
le imprese che hanno commesse a singhiozzo o che faticano a ottenere prestiti bancari; gli istituti di credito che
perdono peso specifico e valore; i lavoratori e le famiglie,
su cui gravano disoccupazione, calo dei redditi, restrizione
forzata dei consumi e incertezza per il futuro.
Di certo l’empasse attuale ci consegna alcune certezze. La
prima: il rigore dei conti statali, il controllo del deficit e
del debito non sono uno sfizio o un’inutile imposizione
europea, ma rappresentano uno dei primi, positivi compiti
di un governo nazionale. La seconda: all’inizio del nuovo
millennio la finanza fa la parte del leone sui mercati mondiali e, per tale ragione, occorrono contromisure coerenti:
la governance condivisa e gli altri provvedimenti che l’Ue
sta faticosamente cercando di impostare sono una strada
credibile.
Una terza “certezza”: l’economia reale, quella che passa per
i settori produttivi, il commercio, l’occupazione, i consumi,
il risparmio, deve ottenere costante e prioritaria attenzione da parte di ogni Paese e delle istituzioni sovranazionali.
Essa è un punto fermo, un valore in sé, che può provvedere
al benessere dei cittadini, delle famiglie, della società nel
suo insieme. L’azione politica di ogni buon governo deve essere dunque orientata ad assicurare il libero mercato,
senza rinunciare a prudenti correttivi mediante investimenti, incentivi, leva fiscale, controlli e regole, formazione
e istruzione, welfare state, accordi internazionali...
Non da ultimo, per i Paesi europei l’Ue diventa – piaccia
o non piaccia – un percorso obbligato per salvaguardare
gli stessi interessi nazionali, pur nel contesto comunitario.
Quindi “più coesione nazionale” e “più Europa politica”,
come ricorda il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per avere un’economia più forte.
Mentre proseguono
i lavori di restauro,
una serie d’iniziative
diverse si concentrano
su Duomo,
Ghirlandina e piazza
Grande
• Stefano Malagoli
F
ari puntati (e
da più angolazioni),
in
questa torrida
estate modenese, sul
Duomo, la Ghirlandina e piazza Grande,
i beni più preziosi di
Modena tutelati dal
1997 dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Procediamo
con ordine. Mercoledì
scorso è stata presentata a cura di Francesca
Piccinini, direttrice del
Museo civico d’arte e
coordinatrice del sito Unesco, la nuova
guida di 47 pagine
promossa dall’agenzia
delle Nazioni Unite per l’educazione,
la scienza e la cultura
all’interno della collana “I tesori d’Italia e
l’Unesco” (Sagep editori, 2011). Il volumetto s’intitola “Modena:
Cattedrale, torre Civica e piazza Grande” e
comprende immagini
a colori, cartine, ele-
menti di storia e descrizioni
dei tesori artistici, ma anche
informazioni utili su come
raggiungere la città, dettagli
sulle principali manifestazioni
e sulla gastronomia del territorio. La presentazione è avvenuta nel corso della conferenza in
piazza XX Settembre su “Modena e il Patrimonio Mondiale
dell’Umanità: i siti Unesco del
mondo in immagini e parole”.
Dal 2008 ad ogni sito Unesco
in Italia è dedicata una guida
con approfondimenti tematici,
itinerari consigliati, immagini
e informazioni; la nuova guida
al complesso modenese è curata dal Museo civico d’arte e dal
servizio Turismo del Comune
di Modena. E sempre l’Unesco realizzerà prossimamente
audioguide in diverse lingue su
Duomo,Ghirlandina, Musei
del Duomo e piazza Grande
(con i prospetti di palazzo Comunale e palazzo Arcivescovile) a disposizione dei turisti in
visita alla città. Un altro faro
puntato sul Duomo è quello acceso dal National Geographic che, nei giorni scorsi,
ha girato un documentario in
cattedrale focalizzando l’attenzione in particolare sulla Porta
della Pescheria. La troupe, accompagnata dal direttore
dei Musei del Duomo
Renato Cavani, era in
città per realizzare un
documentario sulla figura di Re Artù e, come è
noto, la Porta della Pescheria della cattedrale
contiene, nell’archivolto,
la prima rappresentazione in Europa della
Chanson des Gestes con
l’epica di Re Artù e dei
cavalieri della Tavola rotonda. Le telecamere del
National
Geographic
hanno anche ripreso l’interno della cattedrale,
cercando di indagare e
documentare quella che
doveva essere la decorazione pittorica che nei
secoli passati rivestiva le
pareti in laterizio. Dopo
Modena la troupe si è
poi spostata in Toscana,
dove a S.Galgano (Si) si
custodisce il “cimelio” arturiano della spada conficcata nella roccia.
Segue a pagina 4
2
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Missioni
In pausa dalla missione
Incontro con don
Maurizio Setti,
sacerdote modenese
a Itapuranga, nella
diocesi brasiliana
gemellata con quella
di Modena
T
Sono passati anche...
P
• mariapia cavani
rascorre gli ultimi giorni
del suo periodo di pausa a Modena il nostro
don Maurizio Setti. Per
impegni di famiglia non ha potuto
partecipare alla Tre giorni, uno dei
momenti in cui il suo vissuto brasiliano si sommava all’esperienza
modenese, ma ci dedica il tempo
di due chiacchiere per fare il punto
della situazione. “Da febbraio dello
scorso anno - ci ricorda - sono pas-
Riflessioni
sulla
Don Maurizio Setti, Edilene (collaboratrice di Anna Melini), mons. Lanfranchi, Anna Melini,
Anna Zambolini
sato dalla parrocchia di Itaberai a
quella di Itapuranga, a circa 60 km
di distanza. Il decentramento, che
già è una caratteristica della nostra
diocesi, qui è ancora più evidente:
la messa, nelle diverse comunità
Parola
Il Regno dei cieli
è simile… (Mt 13,21)
C
G.G.
ontinua da parte di Matteo la presentazione del discorso in parabole di Gesù. Qui tre interventi per
aiutarci a comprendere il mistero del Regno che lui
è venuto ad annunciare e inaugurare.
La parabola della zizzania, seminata dal “nemico” in mezzo al
buon seme; quella del granello di senape, il più piccolo di tutti
i semi; quella del lievito che fa lievitare una grande quantità di
farina.
Di fronte ai buoni e ai cattivi Dio si mostra paziente, dà spazio
agli uni e agli altri, li lascia crescere insieme, non li separa nettamente. Anche perché bene e male passano dentro a ciascun
uomo; nessun uomo è mai totalmente buono e mai totalmente
cattivo.
Nessuno è mai definitivamente collocato durante la vita terrena
nel bene o nel male.
Dio è attento, si riserva il giudizio finale e chiede ai suoi discepoli, alla sua Chiesa, di seguirlo nell’esercizio della pazienza e della
misericordia.
Invita poi ad essere vigilanti e pronti in vista della “mietitura”. No
diremmo della “resa dei conti”: ma per Dio si tratta della realizzazione della sua giustizia alla fine del mondo. “I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre”.
C’è poi l’eloquente immagine del più piccolo dei semi (il granello
di senape) che, per la potenza vitale che porta dentro è destinato,
crescendo, a farsi un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono
a fare il nido tra i suoi rami.
E’ piccolo il gruppo che inizialmente si raccoglie intorno a Gesù
e accetta il suo annuncio, ma la forza dello Spirito lo rende popolo grande di Dio.
Così come la parabola del lievito mette in evidenza soprattutto la
forza capace di fermentare una grande quantità di farina a partire
da una quantità modesta di lievito.
Così è stato dell’allargarsi, non solo numerico, del Regno nel
mondo e soprattutto della sua capacità di animare la storia umana fermentandola di amore.
Parabole destinate a infondere coraggio e speranza nella Chiesa
nascente, piccola realtà. Ma anche nel popolo di Dio immerso
nel mondo e spesso tentato di pessimismo e avvilimento di fronte ai contrasti e agli insuccessi.
Sempre la Chiesa è chiamata a credere nella forza potente dello Spirito che la abita e fa crescere il Regno, conducendolo alla
pienezza.
era celebrata una volta al mese. Ho
fatto la proposta di celebrarla ogni
due mesi, sostituendo una delle due
liturgie con la formazione per gli
operatori. E nessuno ha avuto nulla
da obiettare. Naturalmente da parte
dei sacerdoti serve l’attenzione, in
caso di spostamenti di date, per non
far comunque mancare la celebrazione per periodi troppo lunghi”.
Sorrido e penso che spesso da noi
la soppressione di una messa causa
scontento e perplessità: “Le chiese
sorelle del sud del mondo – ricorda don Maurizio – avrebbero molte
esperienze da condividere lungo il
cammino della corresponsabilità
e dell’impegno dei laici”. Il tema è
di grande attualità anche da noi, in
effetti.
Inevitabile un passaggio sulla situazione economica brasiliana: “Il salario di base – racconta ancora don
Maurizio – è salito in questi anni
più dell’inflazione, quindi le condizioni della popolazione sono nettamente migliorate negli ultimi dieci
anni. Gli incentivi sociali aiutano
i poveri, specialmente in regioni
come il Nordeste, a non essere più
dipendenti dai ricchi per la propria
sopravvivenza, e questo emerge nei
risultati elettorali. Per questo alle
ultime elezioni abbiamo assistito ad
un significativo ricambio nella classe dirigente, persone che ricoprivano ruoli di potere da decine di anni
non sono state rielette.
Il Brasile è un democrazia giovane
però ed il passo successivo, per chi
sale a ricoprire incarichi di responsabilità, è quello di non usare il
proprio ruolo per arricchire se stesso, qualche congiunto o gli sponsor
che hanno finanziato la campagna
elettorale. Un sistema trasparente
di finanziamento pubblico per la
politica servirebbe a limitare questi
rischi. Ma servirebbe anche educare, alla luce della Dottrina sociale,
ad una presenza positiva nelle istituzioni, che sia davvero un servizio”.
Un ultimo pensiero don Maurizio
lo riserva all’asilo di Fernanda Park,
una delle strutture di Itaberai a cui
ha dedicato tempo ed attenzioni:
“La comunità ormai lo sente proprio, è in corso una convenzione
col comune. I modenesi mi hanno
aiutato per realizzarlo, ma ormai si
regge con le sue gambe. E di questo sono grato a molti, in Italia e in
Brasile”.
adre Aristide Guerra
(nella foto con la nipote
Gloria) Nato a Nonantola nel 1927, frequenta dapprima i seminari della diocesi,
per poi entrare nel noviziato
dei Comboniani del Cuore di
Gesù, a Venegono, nel 1947.
E’ del 1949 la sua professione religiosa, a cui seguono gli
studi teologici in Italia e negli
Usa, a Cincinnati. L’ordinazione sacerdotale è del 1952,
anno in cui comincia il suo
lavoro in Eritrea, dove tuttora opera. Prima è all’Asmara
e poi a Decamerè. Negli anni
difficili della guerriglia si adoperò in favore della popolazione locale, collaborando alla
distribuzione degli aiuti, fino
alla liberazione di Decamerè,
nel 1991.
Anna Iotti
Nata a Modena nel 1938, Anna è cresciuta nel fertile campo dell’Azione Cattolica della
nostra città, collaborando anche con la Città dei Ragazzi.
Dopo la laurea in Lingue e
letterature straniere alla Bocconi, entrò nella fraternità
delle Piccole Sorelle di padre
De Foucauld. Partì per la Terra santa, dove tuttora vive, nel
1967: qui ha svolto attività di
incontro, sostegno, lavorando
accanto alla popolazione di
questa terra ricca ed inquieta.
Oggi vive a Beer Sheva, nel
deserto del Neghev.
Anna Maria Melini
Legata al Movimento del
Graal, fondato da un vescovo
olandese, fatto di missionari
laici, Anna, nata a Castelnuovo nel 1930, si laurea in Lettere classiche a Bologna e, nel
1961, parte per il Brasile (dove
tuttora vive). Impegnata prima
a Belo Horizonte e poi a San
Paulo, collabora poi per alcuni anni alla preparazione dei
missionari, a Verona. Nel 1970
torna in Brasile, con una equipe
modenese che opera a Itauçu. Il
trasferimento a Goiania è del
1974: qui realizza, anche con il
sostegno della diocesi di modena, con cui la diocesi di Goias
è gemellata, il centro comunitario Capuava per l’assistenza
spirituale e scolastica della popolazione. Ha insegnato anche
Pedagogia presso l’università di
Goiania e si è dedicata, dopo il
1980, al coordinamento delle
attività scolastiche del Barrio
Capuava. Ha collaborato con la
diocesi nella commissione Bibbia e catechesi.
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
3
Terzo settore
Rinnovate le
cariche all’interno
dell’associazione
che gestisce il
Centro servizi per
il volontariato di
Modena
L
’associazione Servizi per il volontariato di Modena,
ente gestore del
Centro di Servizi per il Volontariato, ha un nuovo presidente: si tratta di Angelo
Morselli, 60 anni, impegnato da anni nel mondo del
volontariato, in particolare
all’interno dell’associazione Auser (Autogestione dei
Servizi per la solidarietà)
provinciale. Vice presidente è stato eletto, nel corso
dell’assemblea dell’associa-
Davanti
allo
L’aiuto per chi aiuta
zione, Luca Barbari, 31 anni,
avvocato e volontario dell’associazione Porta Aperta.
“Nell’attuale situazione di
crisi economica, fatta di risorse che calano e di bisogni
che aumentano – dice Morselli – il ruolo del volontariato e delle reti sociali è ancora
più importante. Nel sistema
del welfare, il volontariato
deve mantenere la propria
specificità,
impegnandosi
in maniera sussidiaria, evitando quindi un ruolo di
sostituzione.
Secondo il
rapporto Eurispes del 2011,
al primo posto nella fiducia degli italiani c’è proprio
il volontariato: questo forte
sentimento non va tradito e
sarà quindi nostro compito
investire impegno e risorse
in trasparenza, efficienza, attenzione
all’efficacia, apertura al dialogo e al
lavoro di rete.
Il Centro di servizio per il volontariato – aggiunge poi
il neo-presidentein questo momento
difficile caratterizzato da un brusco
calo delle risorse,
deve essere accanto al volontariato,
favorirlo nella sua
azione quotidiana e
deve anche aprirsi
sempre più all’esterno, creare partnership con tutto il terzo
In Consiglio
e in commissione
O
Angelo Morselli
vizio è quello di
sostenere e qualificare l’attività
delle associazioni
di volontariato del
territorio di riferimento, nel caso
modenese coincidente con l’ambito provinciale,
attraverso l’erogazione di servizi,
rivolti alle associazioni
iscritte
e non iscritte al
registro provinciale. Formazione,
Specchio
Adeodato
e Genoeffa in ferie
L
• don nardo masetti
a mattinata sembra trascorrere come tutte le altre: Genoeffa sotto l’ombrellone lavora un centrino
all’uncinetto, la “signora” legge le sue riviste e Adeodato è andato a fare il solito giretto al molo. All’improvviso la “signora”, distolto lo sguardo dalla rivista, rivolge
per la prima volta la parola a Genoeffa. Le chiede a bruciapelo:
“Ma lei va a Messa proprio tutte le domeniche?”. L’interpellata rimane con l’uncinetto sospeso in aria per la sorpresa; poi
riavutasi e resasi conto che le parole sono rivolte proprio a lei,
risponde: “Signora, non solo ci vado la domenica, ma quando
mi è possibile anche i giorni feriali”. “Per favore non mi dica
signora; mi chiami Afra che è il mio nome di battesimo”. Poi
la signora Afra racconta che da molto tempo ha abbandonato
la pratica religiosa; esattamente dal giorno in cui, dopo esserle
morto il marito, Dio le ha tolto anche l’unico figlio in un incidente stradale, nel quale lui non aveva alcuna colpa. La domanda che Genoeffa le aveva rivolto tre giorni prima, l’aveva
indotta, e non sapeva nemmeno lei perché, a rimettere piede in
chiesa. Ma il suo problema di fondo rimaneva. Genoeffa rimane in silenzio. Poi confessa di non essere in grado di rispondere, perché era andata a scuola sino alla terza elementare... Però
aggiunge che anche lei ha perduto una figlia colpita da uno dei
tumori più brutti, quando aveva solamente ventiquattro anni.
Il parroco le aveva detto che Dio non c’entra con le disgrazie:
vengono perché vengono. Lui si interessa di cose più importanti: quelle che ci portano in paradiso per tutta l’eternità. La
figlia è già là che aspetta i suoi genitori. Per portarci in paradiso, non ha risparmiato nemmeno suo Figlio. Poi il prete aveva
concluso che Dio non risolve i nostri problemi terreni, ma li
illumina con la sua luce e, allora, anche le disgrazie si vedono
in modo tutto diverso. Genoeffa non sa dire altro e si scusa con
la signora. Afra aggiunge che bastava così e che la ringrazia.
Non riesce a dire altro, perché sta piangendo. Nel frattempo
era ritornato Adeodato il quale, avendo afferrato quello che la
moglie stava dicendo, aggiunge con un sospiro: “Eh signora!
Se non ci fosse la fede in Dio, come si farebbe a tirare avanti? Ma la c’è la Provvidenza per fortuna!”. Più tardi arriva la
signora dell’ombrellone vicino, e Afra le mormora: “Ma quei
due lì da dove sono saltati fuori? Li ha proprio mandati la
Provvidenza!”.
P.S.Adeodato e Genoeffa possono insegnare qualcosa pure a
noi, quando ci recheremo in ferie?
Luca Barbari
settore, le amministrazioni
pubbliche e il mondo imprenditoriale. Il Centro di
servizio per il volontariato
si impegnerà inoltre per aumentare la rappresentatività
del volontariato locale, in sinergia con le organizzazioni
di rappresentanza, il Forum
del terzo Settore e il Comitato Paritetico Provinciale. Analogo impegno verrà
profuso a livello nazionale,
per sviluppare sempre più il
rapporto con gli altri Centri
di servizio per volontariato
in Italia.
Il lavoro che ci aspetta è comunque in continuità con
l’ottimo lavoro svolto dal
presidente e dall’intero consiglio direttivo che ci hanno
preceduti, che noi ringraziamo per l’impegno profuso e i
risultati raggiunti”.
L’associazione Servizi per
il volontariato, fondata nel
1995, gestisce l’omonimo
Centro servizi , uno dei nove
attivati sul territorio regionale e previsti dalla Legge
266/91 e dalla Legge regionale 37/96. Istituiti dal Comitato di Gestione (Co.Ge)
regionale con i fondi messi a
disposizione dalle Fondazioni delle Casse di Risparmio,
compito del centri di Ser-
ltre al presidente Morselli e al vice presidente Barbari, eletti anche i membri del nuovo consiglio direttivo,
dell’organo di controllo contabile e della commissione
di garanzia. Nel consiglio direttivo entrano Fabio Campioli
(associazione di solidarietà con il popolo Sarawi Kabara Lagdaf ), Alessandra Ferrini (Aism-associazione italiana sclerosi
multipla di Modena), Giuseppe Mucciarini (Amila - Amicizia Italo Latinoamericana), Piernicola Tartaglione (associazione Noè - Famiglie per le famiglie), Cristiano Terenziani
(Avis provinciale), Massimo Tonelli (Acli per la gente) e Roberto Zanoli (Venite alla festa) nominato dal Co.Ge Emilia
Romagna.
Componenti dell’organo di controllo contabile sono Francesco Artioli (associazione Noè – Famiglie per le famiglie), Camilla Grisan (Avis provinciale e comunale di Modena e Aido
provinciale) e Vito Rosati (nominato dal Co.Ge Emilia Romagna). La Commissione di garanzia dell’associazione Servizi per il volontariato di Modena è ora composta da Massimo
Bergonzini (Anffas – associazione nazionale famiglie fanciulli
e adulti subnormali), Maria Lugli (Uildm – Unione italiana
lotta alla distrofia muscolare) e Giordano Riccò (Acae – associazione Cristiana attività espressive).
consulenza, attività di informazione e comunicazione,
promozione e orientamento,
sostegno per la documentazione e la logistica e affiancamento nella progettazione:
questi i servizi che l’associazione Servizi per il volonta-
riato, tramite il centro, offre
alla ricca e articolata realtà
del terzo settore modenese.
A disposizione delle associazioni e dei cittadini, anche il
sito www.volontariamo.it, il
portale del volontariato modenese.
Festival Francescano 2011: il lancio sul web
Francesco d’Italia… lo spot!
O
ltre 1.000 visualizzazioni in pochi giorni.
Riscuote un grande
successo il video promozionale
della terza edizione di Festival
Francescano, a Reggio Emilia
il 23, 24 e 25 settembre 2011.
Per la sua realizzazione, gli
organizzatori del Festival
(il Movimento francescano
creazione di video in “motion
graphics”, una tecnica di animazione che combina grafica, effetti audio, musiche e parlato.
La storia che viene raccontata è
quella terrena del santo Patrono
d’Italia, a cui il Festival è dedicato, con uno stile semplice e
accessibile a tutti. Non una mera
narrazione, però. Ad ogni tappa
dialogo, amore, perdono… è
questo il messaggio di Festival Francescano che verrà declinato attraverso conferenze,
spettacoli, attività per i bambini. Tra gli ospiti: Giovanni
Allevi, Enrico Brizzi, Nicolo’
Fabi, Ernesto Olivero, Valerio
Onida, Marco Impagliazzo e
molti altri!
dell’Emilia Romagna) si sono
affidati a “Tiwi”, giovane società con sede proprio a Reggio Emilia, specializzata nella
della vita di Francesco, viene
ribadito il valore che l’ha contraddistinta. Carità, essenzialità,
fraternità, umiltà, speranza, pace,
Il video si può vedere nell’home page del sito www.festivalfrancescano.it
Info: +39 334 2609797.
4
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Attualità
Emergenza caldo: per gli anziani
numero verde e pasti a domicilio
Comune di Modena, Ausl e associazioni di volontariato si sono organizzati per affrontare le ondate di afa. Per le esigenze
si può telefonare all’800 493797
n questi giorni, secondo le
previsioni meteo, è arrivata la prevista significativa
ondata di caldo, con punte
(naturalmente farlo anche se non
si avverte lo stimolo della sete),
consumare molta frutta e verdura, e indossare indumenti leggeri
e di colore chiaro.
Per rendere meno disagevole il
fino ai 35 gradi che hanno messo in difficoltà soprattutto le fasce
più deboli della popolazione e chi
non è ancora andato in vacanza
in luoghi di villeggiatura, o per
chi non riuscirà comunque a partire. Per chi resta in città, quindi,
non rimane altro che seguire alcuni semplici ma efficaci consigli
per affrontare meglio le difficoltà
del clima: evitare di uscire nelle
ore più calde della giornata, bere
almeno 2 litri d’acqua al giorno
soggiorno in città, in particolare
per gli anziani, anche quest’anno
l’assessorato alle Politiche sociali
del Comune di Modena, in collaborazione con il Dipartimento di
cure primarie e con le associazioni di volontariato, ripropone una
serie di iniziative. Si va dall’assistenza farmaceutica ai pasti a
domicilio, dai soggiorni marini a
Pinarella di Cervia, dal numero
verde 800-493797 per le emergenze a piani informativi per i
I
Segue da pagina 1
Al centro dell’attenzione
T
utto questo avviene mentre nel cantiere della
cattedrale, per usare un termine legato a Lanfranco, continuano i lavori con la pulitura dei
pannelli con le Storie della Genesi di Wiligelmo
in facciata e gli interventi sul lato meridionale che prospetta in piazza Grande (qualcosa già s’intravvede nella
strettoia di Calle dei Campionesi e in prossimità della
Porta dei Principi) e sulle absidi.
E poi la Ghirlandina, celata alla vista di modenesi e turisti
ormai da 3 anni. Anche sulla torre simbolo della città i
lavori stanno procedendo celermente, dopo l’ empasse dei
mesi scorsi con il fallimento della prima ditta aggiudicataria dei lavori, il subentro di una seconda impresa e qualche rallentamento dovuto a motivi economico-finanziari.
E’ per il momento solo un’ ipotesi, ma prima di quanto si
possa immaginare (si parla addirittura di settembre), potrebbero cadere i veli di Mimmo Paladino e la Ghirlandina, rimessa a nuovo, tornerebbe presto a far bella mostra di
sé, “elta e sacca, pianteda in dl’umbréghel ed Mòdna” per dirla
con un modenese doc come Sandrone Pavirone. E tutto il
complesso monumentale che parla di S.Geminiano e del
passato illustre di Modena potrà così tornare a splendere
come nella bella immagine del fotografo geminiano Ghigo
Roli pubblicata in prima pagina (la foto è stata utilizata
per gentile concessione di Franco Cosimo Panini Editore).
cittadini e per le collaboratrici
familiari, con la distribuzione di
opuscoli e schede informative
contenenti le misure da adottare.
E’ stata inoltre tracciata una
mappa degli anziani di età maggiore di 75 anni che vivono soli
o con altri anziani in città e non
hanno figli residenti a Modena.
L’elenco sarà distribuito ai medici di Medicina generale, che
potranno a loro volta segnalare
ulteriori soggetti fragili, affinché
vengano attivati servizi di cure
domiciliari sulla base del criterio
di rischio. Per i casi di emergenza è stata strutturata una unità
di crisi distrettuale, composta
da dipartimenti Cure primarie e
Sanità pubblica, assessorato alle
Politiche sociali, medici di Medicina generale e Protezione Civile. Attiverà una rete di servizi
in caso di allarme e deciderà le
azioni da intraprendere in caso di
protratte ondate di calore.
Tante sono inoltre le attività di
socializzazione e di stimolo organizzate nei Centri territoriali
(polisportiva Pini, circolo Piazza,
polisportiva Saliceta San Giuliano, circolo XXII Aprile) e nei
centri aggregativi Il Girasole e Il
Faro. Aperti anche nel periodo
estivo, infine, i punti iniettori del
territorio comunale.
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
5
Chiesa e mondo
Giornata del mare:
l’impegno della
Chiesa per molte
persone a rischio
• Mons. Giancarlo Perego
L
’Italia è un Paese abbracciato dai
mari e accompagnato da molti
porti. Il mare è “cosa buona”
– come ricorda il
libro della Genesi (1,10).
Al tempo stesso,
il mare è simbolo di precarietà,
rischio, distanza.
Celebrare la domenica del mare
significa ricordare un simbolo
della vita, della
vita buona che il
mare rappresenta, ma che chiede
attenzione,
rispetto, tutela.
Nel
messaggio
per la Giornata di quest’anno
– che si è celebrata il 10 luglio
– il Pontificio
Consiglio per i
migranti e gli itineranti ricorda il
mondo di circa 1
milione e mezzo di marittimi di oltre 100
nazionalità che quotidianamente lavorano in mare.
In Italia sono circa 40.000
i marittimi, secondo i dati
del Ministero dei Trasporti.
Purtroppo, però, questa categoria di lavoratori è tra le
meno tutelate al mondo, per
diversi motivi: incidenti, abbandono delle navi in porti
stranieri, retribuzione inadeguata, orario di lavoro esteso, mancanza di sicurezza e
In porti stranieri
protezione, tutela delle famiglie. Nel 2006 l’Ilo, l’Organizzazione internazionale
sul lavoro, ha adottato una
convenzione sul lavoro marittimo, recepita nel 2009 da
una direttiva del Consiglio
d’Europa e ratificata da 16
Paesi del mondo.
L’Italia nel 2010 ha istituito
il Comitato tripartito marittimo nazionale al fine di
trattare le questioni dell’applicazione della Convenzione Ilo del 2006, ma non
ha ancora ratificato la Convenzione. Ci auguriamo che
la discussione sulla ratifica
della Convenzione venga
calendarizzata tra i lavori
parlamentari dell’autunnoinverno 2011-2012 e veda
un’approvazione di tutti i
partiti politici, così che anche in Italia vengano meglio
tutelati i lavoratori marittimi
e le loro famiglie.
Tra i lavoratori marittimi
sempre più ci sono anche in
Italia lavoratori immigrati.
Rumeni, cinesi, albanesi, filippini, ucraini, tunisini, indiani sono tra gli immigrati
più presenti nel lavoro marittimo.
Questa sempre più numerosa presenza spesso soffre i
maggiori disagi e, al tempo
stesso, le più frequenti discriminazioni e limitazioni
sui diritti dei lavoratori.
La Giornata del mare chiede
di guardare a questi “ultimi”
in particolar modo, perché
il profitto, l’interesse economico non limiti la tutela dei
diritti.
Non è un caso che, dal 1943,
“patrono del mare” è stato
proclamato san Francesco di
Paola, il cui culto è soprattutto diffuso in molte città
m a r i n a re
d’Italia e
d’Europa,
ricordando il suo
prodigioso passaggio dello
stretto di
Messina
sul
suo
mantello,
ma
anche il suo
amore per
i poveri,
soprattutto tra la
gente del
mare. Le
“Stellae
maris”,
le
parrocchie
sul mare,
le
cappellanie
nelle città portuali spesso sono gli
avamposti con cui la Chiesa,
attraverso presbiteri, diaconi,
consacrati e un meraviglioso mondo di laici, incontra
e sostiene i lavoratori non
solo nei bisogni essenziali,
ma anche in un cammino di
riconoscimento dei diritti,
dentro una comunità sempre
più capace di solidarietà sulle navi e anche nei porti e in
ogni luogo di passaggio delle
persone.
Legge fine vita
Segnale positivo
• Marco Doldi
L
a buona notizia viene dalla Camera dove è stato votato
con ampia maggioranza il primo articolo della nuova
legge. Insieme ai due che seguono, questo articolo delinea in maniera chiara le finalità della legge che vuole garantire
l’inviolabilità e l’indisponibilità della vita umana, oltre che la
tutela della salute, come diritto fondamentale del cittadino e
della società, garantendo anche la partecipazione del paziente
all’identificazione dei percorsi medici nell’ambito di un’autentica alleanza tra medico e paziente.
L’iter della legge viene seguito con senso di responsabilità da
tanti cittadini, nonché associazioni. Queste nei mesi scorsi si
sono riunite per sostenere con la loro attiva partecipazione il
dibattito pubblico sul fine vita. Si tratta di un gesto molto
importante perché non si può tacere che in questi ultimi anni taluni organi d’informazione abbiano stonato, presentando
un’informazione parziale e dando più voce al sentire di pochi
che non alla sensibilità delle persone comuni. Da aggiungere
che di recente sui media cattolici è stato pubblicato un documento di intellettuali a favore della legge.
I cattolici hanno sempre fatto sentire e continuano a far sentire la loro voce. Una voce non mossa da alcun interesse se
non dal desiderio di difendere sempre il bene della persona,
soprattutto nel momento delicato in cui termina l’esistenza
umana. Una voce libera da condizionamenti di parte che trova
consenso in un’ampia maggioranza trasversale alla Camera dei
deputati. Questa accoglienza è vista dagli oppositori come se
si trattasse di un’indebita ingerenza: si vuole forse una Chiesa
che parla e nessuno che l’ascolta? Le associazioni d’ispirazione
cristiana ritengono fermamente che il testo di legge sia “una
proposta ragionevole, condivisibile, realmente liberale e oggi non più rinviabile, a fronte degli avvenimenti degli ultimi
anni sul fine vita e libertà di cura”. Al momento, è urgente e
necessario che il Parlamento ponga per legge limiti e vincoli
precisi a quei tentativi, talvolta condotti nelle sedi di giudizio,
che conducono a derive eutanasiche. Purtroppo, in assenza di
una legge adeguata, gravi decisioni giudiziarie hanno reso possibile interrompere a pazienti non più in grado di esprimere
il proprio consenso trattamenti vitali come l’alimentazione e
l’idratazione. Occorre sostenere lo sforzo del legislatore per
arginare in modo efficace quella cultura di morte che finirebbe
per schiacciare molti indifesi.
Etica della vita
La Francia insegna... il sesso
• don Gabriele Semprebon *
L
e diverse teorie sui
generi sessuali hanno certamente disorientato
molti,
tant’è che a Parigi il Ministero francese per l’Istruzione
Nazionale ha annunciato di
voler introdurre la teoria del
genere nei manuali di Scienza della Vita e della Terra di
tutte le classi di premières
(alunni di 16 anni). La bozza
del testo è stata commentata
dall’ arcivescovo di Parigi, il
cardinale André Vingt-Trois,
il quale dichiara che la teo-
ria presentata propone “una
sessualità completamente disarticolata...”. Il cardinale lamenta soprattutto il modo in
cui la sessualità viene descritta
e cioè come un’esperienza culturale in cui l’orientamento
fluttua spinto dal sentimento
e dalle circostanze. In questo
modo si propone una sessualità disarticolata e dissociata
dalla personalità che comunque deve fare i conti con un
assetto bio-fisiologico che
non è altalenante o malleabile
ma che impone naturalmente un tipo di orientamento
piuttosto che un altro. In una
intervista radiofonica il cardi-
nale aggiunge: “Una sessualità
che si riduce a una relazione
sessuale senza tener conto che
questa relazione sessuale si
articola con la costruzione di
una persona... questa è la cosa
più triste in questi manuali,
dei quali ho visto qualche copia: l’immagine della sessualità umana che viene data è solo
di malattia... è un’educazione
sessuale che si concentra
esclusivamente sulle malattie
a trasmissione sessuale, per
dare consigli per evitarle, e
sull’aborto... occorre aiutare i
giovani a scoprire che hanno
una personalità infinitamente
più ricca di quel che sembra e
che possono trovare una grande quantità di ricchezze straordinarie, ma a condizione di
entrare in una relazione umana con l’altro... e tuttavia sembra proprio quello che non si
vuole dire loro”. Credo che il
pensiero vada anche ai giovani delle nostre realtà, soprattutto delle parrocchie. Non
mi pare che ci sia una onesta
educazione sessuale, tema di
cui si glissa volentieri. Manca
un confronto onesto e sincero pur mantenendo ferma la
questione che la morale cristiana non cambia in base ai
tempi e che confrontarsi non
significa lesinare o adattare
le cose ma chiarire i motivi
tali per cui l’insegnamento
magisteriale ha percorso un
certo orientamento piuttosto
che un altro. Si fanno incontri sull’aspetto psicologico e
relazionale della sfera sessuale
ma occorre educare partendo
anche dall’aspetto biologico,
filosofico e morale, elementi
da cui non si può prescindere
nella costruzione di una sessualità della persona e non solo dell’istinto. Bisogna sapere
in modo approfondito come
funziona non solo la sfera psichica ma anche quella fisiologica e come su questa base si
inserisce una sessualità ragio-
nata, pensata, con un prezzo
da pagare alto, ma che è comunque più umana che non il
genere bestiale della sessualità
culturale. La pluridimensionalità della sessualità, legata proprio ai diversi aspetti
dell’uomo (biologico, psicologico, morale...) se insegnata,
proposta attraverso un onesto
confronto, non può che orientare ad un reale significato di
sessualità che è ben lungi da
essere un fenomeno fluttuante
di una certa cultura in un certo momento storico.
* In collaborazione con
il Centro di Bioetica Moscati
6
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Diocesi
Sulla roccia, pensando a Madrid
Una esperienza realizzata da un gruppo di giovani modenesi in preparazione alla prossima Giornata mondiale della gioventù in Spagna
N
umerose sono state in questi mesi le
attività, i momenti
di preghiera e di riflessione che hanno coinvolto gli
832 giovani della nostra diocesi
in partenza per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù
che si terrà il prossimo agosto a
Madrid in Spagna. Tra le varie
esperienze, accogliamo la testimonianza di una ragazza che,
insieme ad altri quaranta giovani della parrocchia di Santa
Teresa, ha partecipato ad una
due giorni di ritiro guidata da
don Stefano Violi all’ombra del
santuario della Madonna della
Corona.
• Chiara Franchini
“
M
i chiedevo da
tempo come mai
Gesù andasse
così spesso sui
monti a pregare e predicare.
Probabilmente, per la conformazione del territorio. Eppure,
i due giorni trascorsi a Spiazzi
(Vr) con i giovani della parrocchia che accompagneremo
a Madrid mi hanno spinta a
cercare un altro significato:
forse Gesù amava le monta-
gne perché insegnano
silenziosamente come
affrontare la vita. Non
solo la fatica del cammino o la bellezza della
vetta, ma la prudenza
per riflettere su ogni
passo, l’umiltà di seguire
il sentiero che un piede
più esperto ha tracciato, la meraviglia di scoprire un paesaggio che
cambia man mano che
si avanza verso l’unica
meta.
Ma soprattutto, il valore del pellegrinaggio
affrontato
seriamente, segnato da amicizie
che una Mano intreccia
quasi senza che noi ce
ne accorgiamo; l’aiuto vicendevole che nasce spontaneo, naturale, proprio come in famiglia;
la perseveranza di non lasciarsi scoraggiare dalle asperità o
distrarre dal cammino, perché
c’è un luogo che ci aspetta, o
meglio, c’è Qualcuno che ci
aspetta.
È stato determinante avere
Gesù come centro del nostro
viaggio, incontrato in special
modo nel santuario della Ma-
sto ha scelto per continuare ad
edificare la sua Chiesa.
L’ultima sera, al calar del sole,
canti di lode e di adorazione
attorno al fuoco hanno coronato il nostro ritiro e, anche qui,
mi ha colto con tutta la sua
solidità cosa implica affermare
che Gesù è luce per la nostra
vita. Attorno al fuoco, ciascuno aveva un volto, un nome, era
un amico. Una volta spento, le
tenebre ci hanno inghiottito, il
paesaggio era indistinguibile,
donna della Corona, incastonato come una gemma preziosa
nella parete di una montagna.
Lassù, attorniati dalle vette
che formano la corona da cui
prende nome il santuario, si è
concretizzato in modo unico
e inconfondibile il messaggio
che il Santo Padre ha scelto per
questa Gmg: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”.
Ecco perché dal 1200 a oggi c’è
sempre stato su quel precipizio
vertiginoso un tempio che non
gli occhi non scorgevano più
visi familiari. Era come essere
soli, persi, azzerati; l’estasi per
lo sfondo mozzafiato che incorniciava la veglia diventava la
paura di precipitare nell’abisso.
Siano dunque la Luce e la
Roccia ad accompagnarci verso
Madrid, perché possiamo radicare e fondare tutta la nostra
vita in Cristo e a nostra volta
contagiare di gioia luminosa
gli indecisi ed essere sostegno
incrollabile per chi vacilla.”
ha mai ceduto, fondato
sulla roccia,
che ha mostrato a noi
giovani che ci
apprestiamo
ad incontrare
a Madrid il
Santo Padre
l’ immagine
eloquente di
quella “Pietra” che Cri-
“L’Eucaristia nella vita quotidiana”
In vista del
prossimo
Congresso
Eucaristico
Nazionale dal 3
all’11 settembre
S
“
ignore da chi andremo? L’Eucaristia per
la vita quotidiana”.
È questo il tema del
XXV Congresso Eucaristico
Nazionale, che si terrà ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre.
La settimana si articolerà in
momenti spirituali e celebrativi, riflessioni e testimonianze e
culminerà con una solenne celebrazione eucaristica domenica 11 settembre ad Ancona.
I significati del Congresso
Eucaristico sono molteplici.
In primo luogo, si tratta di un
atto di fede nell’Eucarestia e
un evento di comunione per
l’intera Chiesa italiana che in
quei giorni vedrà convergere
nel capoluogo marchigiano
migliaia di fedeli da tutte le
diocesi. L’evento riveste anche
un significato sociale e culturale perché l’Eucarestia, sacramento dell’amore di Dio per
gli uomini, è pane del cammino storico dei credenti e
fermento di novità in tutti gli
aspetti del vivere umano.
Ecco i principali appuntamenti lungo le giornate. Il 2
settembre, venerdì, alla Mole
Vanvitelliana sarà inaugurata la mostra “Alla Mensa
del Signore. Capolavori dell’Arte Europea da
Raffaello a Tiepolo”. Il
3 settembre si svolgerà
tutto ad Ancona, a partire dalle 10.30, con la
celebrazione eucaristica
per i volontari ecclesiali e di protezione civile,
l’accoglienza del Legato
Pontificio e l’incontro
con le autorità. Nel pomeriggio relazione del
prof. Andrea Riccardi
“I Congressi Eucaristici
nella storia d’Italia”, l’inaugurazione degli stand
informativi e del Punto
Giovani. In serata l’accoglienza della Croce
proveniente dalla XXV
GMG di Madrid.
Domenica 4 settembre alle
ore 11 la celebrazione Eucaristica di apertura (diretta RAI)
con rappresentanza di circa
1000 ragazzi. Nel pomeriggio “La festa sei tu” incontro
con i ragazzi da 8 a 12 anni
(in collaborazione con ACR,
AGESCI, Pueri Cantores).
In serata la processione delle
imbarcazioni per il lancio delle
corone nel ricordo dei caduti
in mare. Alle 21.30 il concerto
del maestro Giovanni Allevi con l’orchestra filarmonica
marchigiana. Il tema di lunedì 5 è Eucaristia: passione di
Dio per l’uomo - Eucaristia
per l’affettività. La giornata si
svolgerà interamente ad Ancona, si aprirà alle 8 con la messa. Nel pomeriggio percorsi
turistici, culturali e religiosi. A
seguire Fontane di Luce: luoghi di ascolto e di dialogo curati dalla Pastorale Familiare
della Regione Marche. Musica
e teatro in serata. Martedì 6 il
tema sarà Eucarestia: presenza di misericordia - Eucaristia
per la fragilità. La giornata si
svolgerà tra Loreto, Ancona
ed Osimo: in mattinata l’approfondimento sul tema della
giornata con particolare attenzione al disagio,
alla dipendenza
e al rapporto
con esso, nel
pomeriggio la
benedizione dei
malati, alle 20
ad Ancona la
Via Crucis. Il
7
settembre
si rifletterà su
Eucaristia nel
tempo dell’uomo - Eucaristia
per il lavoro e la
festa, il tema che
maggiormente
tocca la nostra
diocesi, legato
al nuovo anno
pastorale.
La
giornata si svolgerà a: Fabriano, Ancona, Falconara, Osimo.
In mattinata approfondimento sul tema “Eucaristia e Lavoro”; nel pomeriggio percorsi
turistici, culturali e religiosi e
animazione di bande musicali, in serata festa itinerante.
La giornata dell’8 settembre
è dedicata a Eucarestia pane
del cammino: Eucaristia per la
tradizione e si svolgerà a Senigallia, Ancona, Jesi.
In mattinata approfondimento
sul tema della giornata con gli
operatori pastorali dell’evangelizzazione. Incontro con gli
operatori pastorali dell’evangelizzazione, della formazione
e insegnanti e premiazione
concorso scolastico nazionale.
Alle 17 ad Ancona S. Messa,
seguita dalla processione Eucaristica. Venerdì 9 Eucaristia:
luce per la città - Eucaristia
per la cittadinanza (ad Ancona e Osimo): mattinata per
gli approfondimenti, pomeriggio dedicato all’incontro
dei delegati per l’ecumenismo.
Alle 21, Stabat Mater, a cura
della fondazione Pergolesi – Spontini. Sabato 9 inizio
delle celebrazioni conclusive:
IV Pellegrinaggio Nazionale
delle Famiglie per la Famiglia, “Frammenti di vita vera”
- Incontro per le famiglie e
Incontro ecumenico.
Domenica 10 settembre, giornata conclusiva, alle ore 10
nell’area portuale di Ancona,
la Santa Messa presieduta dal
Santo Padre. Benedetto XVI
alle 17 incontra sacerdoti e
sposi e alle 18 i fidanzati.
I dettagli su www. congressoeucaristico.it.
Agenda del
Vescovo
Domenica 17 luglio
ore 11 a Miceno
celebrazione Eucaristica
ore 15 a Dogana – Villa
Immacolata
con l’Azione Cattolica
diocesana
Martedì 19 luglio
ore 9.30
Consiglio episcopale
Venerdì 22 luglio
ore 18.30 a Magreta
celebrazione eucaristica
con associazione San
Gaetano
Domenica 24 luglio
a Ferriere
Agenda della
Diocesi
Lunedì 18 luglio
Partenza del campo estivo
degli adolescenti 16/19
con i seminaristi
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
7
Solidarietà
Da Modena e
Reggio Emilia
un progetto
per sostenere la
realizzazione di
una cooperativa
casearia nei
Balcani
Una mano in Kosovo
i chiama M.i.l.k.
“Milk-processing
Initiative to Link
Kosovo to Europe il
nuovo impegno internazio-
nico per la costituzione di
una cooperativa casearia a
Klina, città della regione di
Peja/Prc, nel Kosovo centro
occidentale, mirata alla costituzione di un caseificio,
finalizzato alla produzione
ed alla commercializzazione
di formaggi freschi e semi
stagionati (a tre mesi). Il
progetto, della durata di 24
mesi è finanziato con fondi dell’Unione Europea per
550.000 euro e vede il Gal
come partner di Reggio Terzo Mondo Onlus e Gal Mi-
murri, vice presidente del Gal
– offrire il nostro supporto a
questa iniziativa, per contribuire allo sviluppo ed alla
ripresa economica di questa
zona del Kosovo, duramente
colpita dalla guerra. Dopo la
ripresa della fase produttiva,
infatti, occorre sviluppare
anche la fase della commercializzazione dei prodotti,
per aiutare la quale il GAL
Antico Frignano e Appennino Reggiano, attraverso il
confronto con il locale GAL
Mirusha, metterà a disposi-
operativa agricola, composta
da 5 associazioni che a loro
volta associano 225 contadini di Klina; il secondo consiste, appunto, nella creazione
e nell’avviamento del caseificio; il terzo, infine, prevede
l’istituzione di un marchio
per il formaggio fresco e semi
stagionato, che verrà prodotto. A questo fine, attraverso
la collaborazione tra il Gal
Antico Frignano e Appennino Reggiano e il Gal Mirusha, è previsto uno stage
presso due caseifici del terri-
me nasce questo progetto?
Lo spiega Francesco Gradari, responsabile dei Progetti
dell’Area Balcani di Reggio
Terzo Mondo: “Dal 1999, la
nostra associazione opera a
Klina, un’area rurale del Kosovo centro occidentale composto da una cinquantina di
villaggi, nei quali vivono circa 55.000 abitanti. Fin dall’inizio della nostra attività,
abbiamo sostenuto i centri di
raccolta latte, che poi veniva
conferito per la lavorazione.
Attraverso questo progetto,
in una struttura che, durante la guerra, era stata adibita
a rifugio per le famiglie di
profughi, poi sistemate in
altre abitazioni. Il prodotto finito, formaggio fresco e
semi stagionato, una specie
di caciotta locale, sarà poi
caratterizzato da un marchio
specifico e sarà distribuito
in tutto il Kosovo attraverso grossisti. Inoltre, presso
il caseificio, è previsto uno
spaccio per la vendita diretta. Infine, grazie al progetto,
sarà messo a disposizione un
nale del Gal Antico Frignano e Appennino reggiano.
L’agenzia di sviluppo, che
ha sede a Modena, offrirà
infatti la propria consulenza
e garantirà il supporto tec-
rusha, insieme alla Facoltà
di Agraria dell’Università di
Modena e Reggio Emilia e
Ipsia – Acli.
“Abbiamo ritenuto importante – spiega Valeria Ca-
zione le proprie competenze
e buone pratiche”. “Tre sono gli obiettivi del progetto
– aggiunge Gualtiero Lutti,
direttore del Gal – il primo
è la costituzione di una co-
torio del nostro Appennino,
al quale prenderanno parte
due casari di Klina, oltre ai
rappresentanti delle cinque
associazioni e al presidente
del Gal kossovaro”. Ma co-
per il quale abbiamo chiesto
il sostegno del GAL, puntiamo alla costituzione di un
caseificio, la cui sede, concessa in comodato gratuito dal
Comune, è stata individuata
mezzo per la distribuzione e
vendita nei mercati locali”.
Per approfondimenti sul
progetto: www.galmodenaereggio.it e www.reggioterzomondo.org.
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8
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Incontri
Comunità che genera risposte
Intervista con
Salvatore Rizzo,
messinese animatore
del progetto
‘Horcynus Orca’ e
impegnato in Libera
• Mariapia Cavani
N
el nostro territorio
– gli appuntamenti estivi ne sono
una testimonianza
– si continua ad interrogarsi
sul tema della legalità, delle
infiltrazioni mafiose e delle
reali possibilità di contrasto
di questi fenomeni, anche se
qualcuno finge ancora che il
problema non ci riguardi.
Prendersi cura di una città,
della convivenza all’interno di
essa, degli spazi che farebbero più comodo abbandonati:
ci parla di questo Salvatore
Rizzo, residente del consorzio Ecosmed di Messina, che
dal servizio civile nella Caritas diocesana è partito per un
lavoro che fosse insieme servizio alla sua città e agli abitanti. Lo abbiamo incontrato
nel corso della giornata della
memoria e dell’impegno di
Libera, la primavera scorsa,
e vi raccontiamo oggi la sua
esperienza. Nel 1999 è stato
tra i fondatori della cooperativa Ecosmed, per lo sviluppo e l’economia sociale nel
Mediterraneo. “Non ci sono
contraddizioni - ci spiega in queste parole: esiste un’economia capace di includere
chi è escluso, fatta di legalità,
occupazione, sostenibilità ambientale”. Da qui il progetto
Horcynus Orca, che prende il
suo nome da un romanzo di
Stefano D’Arrigo. “Capo Peloro era un luogo abbandonato
- ci racconta ancora Salvatore
- il parco, il sito archeologico
e la fortezza. Abbiamo creato
una rete di istituzioni locali, insieme alle università di
Messina e Reggio Calabria,
al CNR, ad attori locali, imprese di giovani, per creare
intorno a questi spazi un’economia che producesse lavoro
vero, senza reti clientelari”. Il
progetto ha le caratteristiche
di un organismo vivente, cresce e si modifica nel corso del
tempo, secondo le esigenze del
territorio e delle persone che
lo animano. “Oggi - prosegue
con una specifica vocazione
sociale”.
E poi c’è la Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi: “Nasce dal desiderio della Curia
messinese, attraverso la Caritas, di prevenire il fenomeno
e dare sostegno economico e
finanziario a chi ne era colpito, attraverso microcredito alle
imprese e alle famiglie”. Ora
tra gli attori della fondazione
ci sono anche Ecosmed, Arci e
Movi, per il sostegno materiale, legale, fiscale e psicologico
delle persone colpite.
Dicevamo di un organismo
in evoluzione: lo scorso anno
è nata infatti la Fondazione
Salvatore - il parco è sede della Fondazione, dell’Horcynus
festival, della Biennale di arte
contemporanea del Mediterraneo, luogo di ricerca per teatro, musica ed arti figurative. E’
anche divenuto centro ONU
di documentazione, ricerca,
alta formazione e trasferimento delle tecnologie e dei saperi
legati al mare”. Numerosi anche i servizi turistici offerti.
La seconda sfida che Salvatore
ci racconta è legata ad un altro luogo di Messina: “Il Forte
Petrazza, un sistema difensivo
umbertino, era stato occupato
dalla mafia locale. Ora è stato
anch’esso restituito alla città,
di Comunità di Messina: “Un
soggetto che nasce allo scopo di coordinare le iniziative:
comprende le altre fondazioni
e diversi attori istituzionali,
come Confindustra e Ausl.
La comunità si organizza, e si
finanzia attraverso la produzione di energie rinnovabili.
Tre grandi impianti sono stati
realizzati su terreni confiscati
alla mafia, altri 200 sono sui
tetti di abitazioni di famiglie
che hanno aderito al progetto: per loro è uno strumento
di risparmio ed integrazione
del reddito. Poi ci sono quelli
sugli edifici istituzionali, come quelli del Ministero della
Capo Peloro
Forte Petrazza
Giustizia”.
Tanti i programmi della Fondazione che si stanno sviluppando: “Luce e libertà”, che
prevede l’inserimento lavora-
tivo di 56 ex internati all’ospedale psichiatrico di Barcellona
buone prassi, risorse e
progetti nell’educazione.
C’è il progetto “Crescendo in bellezza”,
rivolto ai bambini del
quartiere Camaro, per il
potenziamento dei fattori di protezione della
loro salute, che coinvolge i pediatri e, attraverso
i progetti nazionali Nati
per leggere e Nati per la
musica, anche le associazioni musicali cittadine, le parrocchie e la
Caritas.
Dal racconto di Salvatore Rizzo vediamo che
è possibile, per una comunità,
ascoltare i bisogni e trovare le
Pozzo di Gotto, sostenendone
l’integrazione sociale attraverso percorsi personalizzati. C’è
il Patto Educativo Territoriale,
tra la scuola e le altre agenzie educative del territorio,
per raccogliere metodologie,
risposte, costruendole su misura, realizzando anche spazi
di bellezza da condividere.
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ancora deciso dove passare le
vacanze.
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NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
9
La storia
Don Tassinari, che vive in Giappone
Il 99enne
missionario salesiano
originario di San
Felice, una vita
avventurosa per
portare il Vangelo ai
confini del mondo
• Paolo Seghedoni
D
a San Felice, o
meglio dalla borgata di Dogaro,
alla corte dell’imperatore del Sol Levante.
Non solo in senso metaforico,
perché don Clodoveo Renato Tassinari (per tutti, anche
in Giappone, semplicemente
don Renato nome più semplice da pronunciare) alla
corte dell’imperatore c’è stato
davvero, perfino per il matrimonio di una delle figlie di
Hirohito, oltre ad
aver ricevuto ormai
40 anni fa nel 1971
la VI classe dell’ordine del Tesoro Sacro,
la massima onorificenza giapponese
per uno straniero.
Riavvolgiamo il nastro e la vita di don
Tassinari: nato il 9
marzo del 1912, è
ormai prossimo a
tagliare il traguardo
del secolo di vita, a
Dogaro di San Felice, don Clodoveo
Renato ha sei fratelli
tra cui don Vasco, altro sacerdote scomparso alcuni anni fa.
Studia a San Felice
e Finale Emilia ed
entra, nel 1929, nel
liceo
dell’istituto
salesiano a Chiari,
presso Brescia. Il 27
gennaio del 1930,
prima di compiere i
18 anni, sbarca in Giappone a
Nagasaki e lì termina gli studi
filosofici prima di spostarsi a
Hong Kong dove studia teologia e riceve il suddiaconato.
Nel 1933 torna in Giappone,
a Miyazaki, dove completa
gli studi di teologia sotto la
direzione del Venerabile don
Cimatti, e dove viene ordinato sacerdote l’8 novembre
del 1936. Resta nella cittadina
giapponese dove ha responsabilità nella locale parrocchia
e nel locale seminario, prima
di arrivare a Tokyo il primo
aprile del 1940; sei anni dopo viene nominato direttore
dell’orfanotrofio per i tanti
orfani di guerra della capitale che viene fondato ufficialmente il 26 aprile del 1946.
Questa è una sorta di ‘Città
dei Ragazzi’ nipponica, che
don Tassinari dirige con lo
stile di don Bosco e che cresce rapidamente, attirandosi le simpatie e la stima dei
giapponesi. In questo periodo
conosce Abe Tetsuo, un giornalista nipponico che scriverà
il libro tradotto in italiano col
titolo di ‘Prima e dopo Hiroshima’, ma che nel titolo originale giapponese si chiama
‘Don Tassinari, che vive in
Giappone’. Tetsuo sarà in Italia, a Modena e a San Felice,
nel 1978 proprio per scrivere
il libro e per conoscere la famiglia d’origine del salesiano.
La nipote Ughetta Veronesi,
che ci racconta questi episodi insieme alla sorella di don
Renato, la 92enne Amedea,
ricorda: “Venne in casa questo
giapponese e, secondo la loro
idea di ospitalità, andò in cucina a fare il te per i genitori
di don Renato, come segno di
accoglienza e di rispetto. Facile immaginare la reazione
stranita di mia zia”.
Il primo ritorno in Italia,
dopo 19 anni di
estremo oriente, nel
1949 e nello stesso
anno è nominato
ispettore salesiano
del Giappone. Resta
impegnato nell’insegnamento e nella
cura dei giovani a
Tokyo, Miyazaki e
Beppu. Nel 1970
torna in Italia a causa di una malattia, una sorta
di invecchiamento precoce.
Don Tassinari non si abbatte: prima è a Castel de Britti
nel bolognese a dirigere un
ginnasio salesiano, poi, nel
1977, a Modena dove insegna
religione al ginnasio salesiano
e cura una rubrica televisiva
per Antenna 1 ‘L’evangelizzazione nel mondo’. Il richiamo
del Sol Levante è, però, trop-
po forte e rimessosi in buone
condizioni don Renato torna
in Giappone il 28 settembre
del 1980. I ritorni si fanno
più radi e il sacerdote si ritira
a Beppu nell’isola meridionale del Giappone, in una casa
di riposo salesiana, dove però
continua a lavorare e a scrivere: libri veri e propri e pamphlet in cui ricorda la vita di
altri missionari salesiani; questo fino al 2005. L’ultimo ritorno nel paese d’origine risale
al 1991, per il 25° di sacerdozio di mons. Lino Pizzi, mentre nel 1986 per i 50 anni di
sacerdozio era tornato a San
Felice, seguito da una corale
giapponese che aveva voluto
essere presente a tutti i costi.
“Telefoniamo ogni due settimane a don Renato – ricorda
ancora la nipote – di salute sta
bene anche se purtroppo non è
più lucidissimo. La sua figura
in quel Paese è davvero onorata e conosciuta, basti pensare
che ancora nel 2005 un gruppo di giapponesi in visita in
Italia sono venuti qui da noi
per conoscere la famiglia di
don Tassinari. Di noi a tro-
varlo là è andato
soltanto il fratello
don Vasco, ma la
consuetudine c’è
sempre stata, ha
scritto tante volte
e sempre metteva
una fotografia e
qualche suo scritto”, e così dicendo ci fa vedere il
piccolo tesoro che
la famiglia di don
Clodoveo Renato
conserva gelosamente.
Infine
l’ultimo
ricordo consegnatoci dalla nipote:
“La sua frase riguardo al luogo dove vuole
morire è sempre stata chiara
‘Voglio diventare terra giapponese’ ha sempre detto”.
Una dichiarazione di amore
per il popolo che don Renato, da oltre 80 anni, serve nel
nome del Vangelo.
10
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Pastorale
A messa in estate
L’orario delle celebrazioni festive e di quelle anticipate al sabato sera durante il periodo estivo nelle parrocchie della diocesi
I
n estate si moltiplicano le occasioni per trascorrere un
week end o anche solo una giornata festiva in una località
diversa da quella nella quale si risiede abitualmente, magari per godere del fresco che offrono le nostre montagne.
Per agevolare chi lascia per un periodo più o meno lungo la pro-
pria parrocchia e si dirige verso mete che rientrano nei confini
dell’arcidiocesi di Modena-Nonatola, Nostro Tempo pubblica
in queste pagine l’orario estivo delle s.messe festive e di quelle
anticipate al sabato sera nei diversi vicariati della diocesi.
Per una lettura più chiara, gli orari sono presentati non in ba-
se alle singole località ma, per ciascun Vicariato, seguendo una
scansione oraria, in modo tale da avere a portata di mano il quadro completo delle celebrazioni eucaristiche nell’arco dell’intera giornata festiva o del sabato pomeriggio un una determinata
zona.
Vicariato del Cimone
Ore 8.45 Montalto
Ore 9.00 Montalbano * Montetortore * S. Martino di Salto
Ore 9.15 Iola
Ore 9.30 Bertocchi
Ore 10.00 Monteombraro * Pieve di Trebbio * Rosola (Santuario Verrucchia) * Samone * S. Giacomo Maggiore
Ore 10.15 Missano * Montecorone (Zocchetta)
Ore 10.30 Maserno
Ore 11.00 Salto S. Maria
Ore 11.15 Ciano * Guiglia * Montecorone * Roccamalatina *
Rosola * Zocca
Ore 11.30 Montese
Ore 11.45 Castelluccio Moscheda
Ore 18.00 Montese (Oratorio) * Rosola (Santuario Verrucchia)
Ore 19.00 Zocca
Vicariato Pedemontana Ovest
Festiva anticipata
Ore 16.00 Dogana Nuova
Ore 16.30 Canevare
Ore 17.00 Sant‘Anna Pelago
Ore 18.00 Fanano * Fiumalbo * Montecreto (Trogolino) * Sestola
* Riolunato
Ore 18.15 Pievepelago
Ore 20.00 Lotta
Ore 21.00 S. Michele Pelago
Sante Messe Festive
Ore 7.30 Fanano (Santa Chiara)
Ore 8.15 Pievepelago
Ore 8.45 Castello * Casoni
Ore 9.00 Sestola (chiesa del Rosario) * Fiumalbo
Ore 9.30 Fellicarolo * Trentino
Ore 10.00 Castellaro * Roccapelago * Acquaria * Rocchetta Sandri
* Roncoscaglia * Sant‘Annapelago * Tagliole * S. Andrea Pelago
Ore 11.00 Fanano*Fiumalbo * Riolunato * Vesale
Ore 11.15 Casine * Montecreto * Pievepelago * Sant‘Andrea Pelago * Sestola * Vesale
Ore 15.00 Groppo * Trignano
Ore 16.00 Serpiano * Poggiorso * Rotari
Ore 16.30 Ospitale
Ore 17.00 Pievepelago (Oratorio Monticelli) * Pian del Falco (dal
31 luglio al 15 agosto compreso)
Ore 18.00 Fanano * Fiumalbo * Montecreto (Trogolino) * Sestola
(chiesa del Rosario)
Ore 18.15 Pievepelago
Vicariato del Dragone
Festiva anticipata
Ore 16.00 Casa Guiglia
Ore 17.00 Gusciola
Ore 18.00 Palagano * Lama di Monchio * Rubbiano
Ore 19.00 Susano
Sante Messe Festive
Ore 8.30 Monchio
Ore 8.45 Montemolino
Ore 9.00 Riccovolto * Savoniero
Ore 9.45 Farneta
Ore 10.00 Boccassuolo * Cargedolo * Piandelagotti * Vitriola
Ore 11.00 Casola * Sassatella * Monchio
Ore 11.15 Costrignano * Frassinoro * Palagano
Ore 12.00 Montefiorino
Ore 15.00 Lago
Ore 18.00 Montefiorino
Ore 19.00 Palagano
Vicariato di Zocca
Festiva anticipata
Ore 16.00 Castellino delle Formiche
Ore 17.00 Gainazzo * Samone * Salto S.Maria * Zocca * Montalbano * Monteorsello
Ore 18.00 Montecorone * Monteombraro * Montese * Rosola
(santuario Verrucchia)
Ore 19.00 Guiglia * Semelano
Ore 20.00 Montespecchio
Sante Messe Festive
Ore 7.30 Zocca
Ore 8.00 Monteombraro * Montese (Oratorio)
Ore 8.30 Guiglia * Zocca
Vicariato di Pavullo
Festiva anticipata
Ore 16.00 Gaiato (Villa Pineta)
Ore 17.00 Gombola * Monteobizzo
Ore 18.00 Lama Mocogno * Pavullo * Polinago
Ore 18.30 Pavullo (Cappuccini)
Sante Messe Festive
Ore 7.30 Pavullo (Cappuccini)
Ore 8.00 Monteobizzo
Ore 9.00 Cassan * Iddiano-Campiano * Mocogno * Pavullo
(Centro pastorale Annunziata) * Pavullo (Ospedale) * Vaglio
Ore 10.00 Crocette * Camatta * Frassineti * Madonna dei Baldaccini * Monteobizzo * Montorso * Olina * Pavullo (Cappuccini) * Pavullo * Sant‘Antonio * Sassostorno * Castagneto
Ore 10.15 Borra * S. Martino Vallata
Ore 11.00 Barigazzo * Gombola * Miceno * Montebonello *
Montecuccolo * Monzone * Morano * Niviano * Renno
Ore 11.15 Benedello * Coscogno * Lama Mocogno * Montecenere * Pavullo * Polinago * Verica
Ore 11.30 Monteobizzo
Ore 12.00 Pavullo (Cappuccini)
Ore 17.00 Gombola
Ore 18.00 Lama Mocogno * Pavullo * Polinago
Ore 18.30 Pavullo (Cappuccini)
Ore 19.30 Monteobizzo
Vicariato di Serramazzoni
Festiva anticipata
Ore 16.30 Baggiovara (nuovo Ospedale)
Ore 18.00 Corlo * Montale Rangone * Magreta
Ore 18.30 Baggiovara (Monastero) * Casinalbo * Maranello * Ubersetto
Ore 19.00 Formigine * Portile * Castelnuovo Rangone
Sante Messe Festive
Ore 7.00 Formigine
Ore 8.00 Casinalbo * Magreta * Maranello * Montale Rangone *
Castelnuovo Rangone
Ore 8.15 Colombaro
Ore 8.30 Baggiovara (Monastero) * Corlo * Fiorano (parrocchia) *
Formigine * Spezzano
Ore 9.30 Magreta * Fogliano * Portile
Ore 9.45 Baggiovara (parrocchia)
Ore 10.00 Baggiovara (nuovo Ospedale)* Casinalbo * Corlo * Fiorano (parrocchia) * Formigine * Maranello * S. Martino di Mugnano * Spezzano * Castelnuovo Rangone * Montale Rangone * Torre
Maina
Ore 10.30 Portile (in luglio e agosto)
Ore 11.00 Portile (no luglio e agosto) * Pozza * S. Venanzio * Ubersetto
Ore 11.15 S. Maria di Mugnano * Montale Rangone * Magreta *
Fiorano (Santuario) * Corlo * Colombaro * Baggiovara (parrocchia)
* Castelnuovo Rangone (no15 giugno-31 agosto)
Ore 11.30 Casinalbo * Maranello * Formigine * Spezzano
Ore 17.30 Fiorano (Santuario)
Ore 18.00 Castelnuovo Rangone
Ore 18.30 Casinalbo
Ore 19.00 Formigine * Pozza
Vicariato Pedemontana Est
Festiva anticipata
Ore 16.00 Vignola (Casa Albergo)
Ore 17.00 Levizzano (Santuario Puianello)
Ore 18.00 Vignola (Cappuccini)
Ore 18.30 Vignola (Chiesa parrocchiale) * Spilamberto
Ore 19.00 Castelvetro * Formica *Savignano (San Marco) * San Cesario * Marano * S. Vito
Ore 19.30 Solignano
Sante Messe Festive
Ore 7.30 Vignola (Chiesa parrocchiale)
Ore 8.00 Formica (Garofalo) * Levizzano *Levizzano (Santuario
Puianello) * Spilamberto
(Chiesa parrocchiale) * Vignola (Cappuccini)
Ore 8.30 Savignano (S. Marco)
Sante Messe Festive
Ore 9.00 Brodano * Vignola (Chiesa parrocchiale) * Vignola (Pieve)
Ore 8.00 S. Dalmazio
Ore 9.30 Castelvetro * Festà * S. Cesario
Ore 8.30 Serramazzoni (Crocifisso) * Faeto
Ore 10.00 Cà di Sola * Formica * Levizzano (Santuario Puianello)
Ore 8.45 Monfestino
* chiesa di S. Antonio a Mulino di Savignano * S. Vito * Vignola
Ore 9.00 Montagnana
(Oratorio) * Vignola (Cappuccini)
Ore 9.30 Montegibbio * Denzano * Serramazzoni (Crocifisso) Ore 10.15 Vignola (parrocchiale)
Ore 10.00 Pazzano * Selva * Pompeano
Ore 11.00 Brodano * Castelvetro * Levizzano (Santuario Puianello)
Ore 10.15 Rocca S. Maria
* Levizzano * San Cesario * Marano * Spilamberto (Chiesa parrocOre 10.30 Varana
chiale)
Ore 11.00 Selva
Ore 11.15 Campiglio (Pratomavore) * Vignola (Cappuccini) * SoOre 11.15 Riccò
lignano
Ore 10.20 Ospitaletto
Ore 11.30 Vignola (Chiesa parrocchiale)
Ore 11.30 Ligorzano * Montebaranzone * Sassomorello * S. Ore 17.00 Levizzano (Santuario Puianello)
Dalmazio * Serramazzoni (Crocifisso)
Ore 17.30 Spilamberto
Ore 18.00 Granarolo * Serramazzoni (Crocifisso)
Ore 18.00 Campiglio (Pratomavore) * Levizzano (Santuario Puianello) * Vignola (Cappuccini)
Ore 19.00 Marano * Vignola
Festiva anticipata
Ore 16.00 Valle
Ore 17.00 Ligorzano * Pescarola
Ore 18.00 Serramazzoni (Crocifisso) * Riccò
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Pastorale
11
PUBBLICITA’ A PAGAMENTO
Vicariato cittadino Centro
Storico
Festiva anticipata
Ore 18.00 Duomo * S. Antonio (Cittadella)
Ore 18.30 Sant‘Agostino * San Biagio * San Francesco * San
Giuseppe (Tempio) * San Pietro
Ore 19.00 San Giorgio
Sante Messe Festive
Ore 7.00 San Pietro
Ore 7.30 San Francesco
Ore 8.00 San Biagio * S:Agostino (escluso dal 31 luglio a
tutto agosto)
Ore 8.30 San Giuseppe (Tempio)
Ore 9.00 Duomo * S. Antonio (Cittadella)
Ore 9.30 San Pietro * San Barnaba
Ore 10.00 Duomo * Cimitero Cittadino *
San Francesco * San Domenico
Ore 11.00 Duomo * Sant‘Agostino *
S.Antonio (Cittadella) * San Biagio *
San Giuseppe (Tempio) * San Pietro
Ore 11.15 San Francesco
Ore 17 S. Eufemia (no luglio e
agosto)
Ore 18.00 Duomo
Ore 18.30 S. Francesco * San
Pietro
Ore 19.00 San Giorgio
Ore 19.30 Sant’Agostino
Vicariato
cittadino
Sant‘Agnese
Festiva anticipata
Ore 19.00 B.V Della Salute (Osp. Policlinco) * Vaciglio *
Madonna Pellegrina * Sacra Famiglia * S. Agnese * S. Benedetto * San Damaso * S.Teresa * Spirito Santo
Sante Messe Festive
Ore 7.30 S. Teresa
Ore 8.00 Spirito Santo * Sant‘Agnese
Ore 8.30 San Benedetto * Sacra Famiglia
Ore 9.30 Madonna Pellegrina (Chiesa Mater Misericordiae
via Sigonio) * Vaciglio * B.V. Della Salute (Osp. Policlinico
c/o Centro Oncologico Modenese)
Ore 10.00 Collegara * Sacra Famiglia * S. Agnese
Ore 10.30 Sacra Famiglia * Madonna Pellegrina
Ore 11.00 Bv Della Salute (Osp. Policlinico) * Collegarola *
S. Benedetto * Spirito Santo
Ore 11.15 S. Agnese * S. Teresa
Ore 11.30 Sacra Famiglia
Ore 19.00 B.V. Della Salute (Osp. Policlinico) * Madonna
Pellegrina * Sacra Famiglia * S. Agnese * S. Teresa
Ore 21.15 Madonna Pellegrina
San Donnino (Orari non definiti. Per info: tel.059/468812)
Vicariato cittadino Crocetta
S. Lazzaro
Festiva anticipata
Ore 18.30 S. Giovanni Evangelista
Ore 19.00 Albareto * S. Lazzaro * SS. Crocifisso (S. Caterina) * S. Pio X
Ore 20.30 Albareto
Sante Messe Festive
Ore 8.00 Albareto * S. Cuore alla Sacca (c/o suore)
Ore 8.30 S. Lazzaro * S. Pio X
Ore 9.00 Regina Pacis
Ore 9.15 SS. Crocifisso (Casa della gioia e del sole)
Ore 9.30 S. Giovanni Evangelista
Ore 10.00 S. Anna ai Torrazzi
Ore 11.00 Regina Pacis * Sacro Cuore (Sacca) * S. Pio X * S.
Giovanni Evangelista
Ore 11.15 S. Lazzaro * SS. Crocifisso (S. Caterina)
Ore 11.30 Albareto
Ore 19.00 S. Pio X
Vicariato cittadino S.Faustino
Festiva anticipata
Ore 16.30 B.V. Addolorata (struttura protetta Ramazzini) *
S. Giovanni Bosco (casa protetta Guicciardini)
Ore 17.30 Cognento
Ore 18.00 S. Rita * Gesù Redentore
Ore 18.30 Marzaglia (Marzaglia Vecchia) * S. Paolo * Saliceta S.Giuliano
Ore 19.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * S. Giovanni Bosco * S. Faustino
Sante Messe Festive
Ore 7.30 S. Giovanni Bosco (Casa Famiglia)
Ore 8.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * Cognento * Marzaglia * S. Rita
Ore 8.30 S. Faustino
Ore 9.00 B.V. Addolorata * Marzaglia (in inglese) * S. Giovanni Bosco *Saliceta S. Giuliano
Ore 9.30 Gesù Redentore
Ore 10.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * Cognento * S. Paolo * S. Faustino (sospesa nei mesi di luglio e agosto)
Ore 11.00 B.V. Addolorata * Cittanova * Marzaglia *
S.Giovanni Bosco * Gesù Redentore
Ore 11.15 Freto (giugno-luglio-agosto) * Saliceta S.Giuliano
* Cognento
Ore 11.30 S. Rita * S. Paolo * S.Faustino
Ore 17.30 Cognento
Ore 18.30 S. Paolo
Ore 19.00 Gesù Redentore * S.Giovanni Bosco * S.Faustino
Vicariato di NonantolaCampogalliano-Soliera
Festiva anticipata
Ore 18.30 Nonantola (Abbazia) * Rami di Ravarino * Sorbara
Ore 19.00 Bastiglia * Campogalliano (Santuario Sassola) *
Bomporto * Soliera
Sante Messe Festive
Ore 7.30 Campogalliano * Nonantola (Abbazia)
Ore 8.00 Ravarino * Bomporto * Soliera
Ore 8.30 Sorbara (no in agosto)
Ore 8.45 Campogalliano (Santuario Sassola)
Ore 9.30 Bastiglia * Sozzigalli * Ganaceto * Soliera
Ore 10.00 Campogalliano (no in agosto) * Redù * Saliceto
Buzzalino * Stuffione
Ore 10.30 Bagazzano * Nonantola (Pieve)
Ore 11.00 Bastiglia * Bomporto * Lesignana * Soliera
Ore 11.15 Campogalliano * Nonantola (Abbazia) * Rubbiara
Ore 11.30 Ravarino * Sorbara
Ore 18.00 Bastiglia (Santuario S. Clemente)
Ore 18.30 Nonantola (Abbazia)
Ore 19.00 Bomporto
Vicariato della Bassa
Festiva anticipata
Ore 16.00 Reno Finalese
Ore 16.30 San Felice (Casa Protetta)
Ore 18.00 Cavezzo * Medolla * Finale Emilia * San Prospero
Ore 18.30 Massa Finalese * Cadecoppi * San Felice
Ore 19.00 Rivara
Sante Messe Festive
Ore 7.00 Finale Emilia (Ospedale)
Ore 7.30 San Felice
Ore 8.00 Cavezzo
Ore 8.30 Massa Finalese *Camposanto * San Biagio
Ore 9.00 Medolla * Finale Emilia (Duomo) * San Lorenzo
Ore 9.30 Cavezzo * Motta
Ore 10.00 Solara * Camurana * Finale E. (Casa protetta) *
San Biagio * San Pietro * San Felice
Ore 10.15 Finale Emilia (Duomo) * Villafranca
Ore 11.00 Cavezzo * Rivara * S. Prospero
Ore 11.15 Staggia * Disvetro
Ore 11.30 Camposanto *Finale E. (Duomo) * Massa Finalese * Reno Finalese * Medolla
Ore 12.00 San Felice
Ore 18.00 Cavezzo * Finale Emilia (Duomo e Santuario
Obici)
Ore 18.30 Massa Finalese * San Felice
Avvertenza
Gli orari riportati in queste pagine sono stati aggiornati a
luglio 2011 e sono da ritenersi validi per il periodo estivo.
Le celebrazioni potranno pertanto subire variazioni con l’orario invernale nel prossimo autunno.
12
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
dalla Città
Improvvisazione organistica: Parola d’ordine, saper fare
Da ottobre un nuovo percorso di studio post-diploma
masterclass e saggio
Parrocchia Gesù Redentore, ultimo appuntamento estivo
U
na
giornata di studio ed
espressione che
contribuisce
a
conoscere la teoria e a sviluppare la pratica dell’improvvisazione. Aperto ad
organisti diplomati e studenti dall’ottavo anno in su,
il masterclass, in programma mercoledì 20 luglio alle
ore 10, offre ai musicisti la
possibilità di qualificare la
propria preparazione, di incontrare e confrontarsi con
altri organisti, ma, soprattutto, di venire a contatto
con un concertista e docente
di fama internazionale: Jorg
Abbing. Direttore del coro
e organista a Saarbrucken,
dove insegna improvvisazione, Abbing ha all’attivo
numerose incisioni e registrazioni, insegna piano ed
organo a Speyer, è critico
musicale e conferenziere,
ma è anche un giovane di
talento che sa raccontare
vivacemente e testimoniare
cristianamente l’arte musicale. Al termine del masterclass ai partecipanti
verrà rilasciato un attestato
di partecipazione dell’IS-
SM C. Monteverdi. L’evento
si concluderà alle 21 con un
saggio di improvvisazione
aperto al pubblico.
Per info e prenotazioni: tel.
don.marco@gesuredentore.
it, [email protected].
F
ormazione, giovani,
lavoro e futuro: temi
d i
stringente
attualità, in
prima linea
all’interno
del dibattito
politico e nelle necessità
dell’opinione
pubblica, che
trovano una
nuova
risposta nella
nostra provincia
con
la creazione
dell’Istituto
Tecnico Superiore.
Si
tratta di un
percorso innovativo di
studio post
diploma altamente specializzato nel settore della meccanica, in particolare sull’uso dei
materiali, che partirà il prossimo autunno. Il corso avrà
durata biennale, con l’obiettivo di favorire la crescita della
cultura tecnica tra i giovani
diplomati attraverso un forte
collegamento al mondo del
lavoro.
“Saper fare” è la parola d’ordi-
ne che orienta l’intera tipologia di apprendimento la quale
prevede stage di lunga durata
presso le più qualificate azien-
tre ad un titolo di studio di
Tecnico Superiore, rilasciato
dal Ministero dell’Istruzione e riconosciuto a livello
de meccaniche modenesi. La
realizzazione dell’istituto è
frutto della collaborazione
tra diverse realtà formative
di Modena e provincia, ITIS
Fermo Corni, Università di
Modena e Reggio Emilia,
Democenter-Sipe,
diversi
enti di formazione professionale, 16 imprese del territorio
e il Comune di Modena e
di Bomporto, e garantirà ol-
europeo, un alto livello di
occupabilità dei partecipanti. L’ITS modenese fa parte
della rete politecnica della
Regione Emilia-Romagna
che comprende altri 8 istituti superiori in altrettanti
capoluoghi di provincia. Le
iscrizioni sono aperte fino al
15 ottobre.
Per info: tel. 059 827835,
[email protected].
Nuovi spazi per l’attività fisica quotidiana
Al Parco Ferrari
tra verde e sport
I
naugura sabato 16
luglio la nuova area
ludico-sportiva adiacente al laghetto del
Parco Ferrari.
Uno spazio per il gioco ed il
fitness pensato per i cittadini di tutte le età, ideale per
tenersi in forma e divertirsi
dagli 8 ai 99 anni.
I bambini fino a 12 anni
avranno a disposizione un
castello con scivolo e corde per arrampicarsi e i più
grandi potranno utilizzare
ben cinque piazzole attrezzate per la corsa ad ostacoli,
le parallele, gli addominali,
il vogatore e i simulatori di
cyclette e tapis roulant senza la necessità di energia
elettrica.
Una delle principali novità
è l’impianto per lo “skysurf ”
che permette di volteggiare
per aria simulando la disciplina sportiva che normalmente richiede il lancio da
un aereo o un elicottero e
una tavola da surf.
In occasione dell’inaugu-
razione, alle ore 10, saranno
presenti il sindaco Giorgio
Pighi, Simona Arletti, assessore all’Ambiente del Comune di Modena, Antonino
Marino, assessore allo Sport,
Alberto Cirelli presidente
della Circoscrizione 4.
Dopo il taglio del nastro gli
atleti del Pentathlon Modena effettueranno una dimostrazione dell’utilizzo degli
attrezzi. Per concludere,
merenda salutare a base di
frutta di stagione. Per la
realizzazione dell’area sono
stati investiti circa 80mila
euro a cui hanno contribuito la Regione EmiliaRomagna e la Provincia di
Modena.
Per info: tel. 059 2034030,
[email protected].
Parrocchia Regina Pacis
Pranzo della solidarietà
S
abato 16 luglio alle ore 12, presso la parrocchia Regina
Pacis, si tiene il pranzo della solidarietà di Modena Est.
L’iniziativa è organizzata con il contributo della Polisportiva Modena Est, del Comitato Cittadini Modena Est e
della Circoscrizione 2.
Parrocchia Sant’Agostino
Pulizie e fraternità
S
abato 23 luglio, dalle ore 9.30 alle 12, tutta la comunità
è invitata a partecipare alla mattinata di grandi pulizie
della chiesa di Sant’Agostino. Lo scorso anno è stato un
bellissimo momento di fraternità. Chi lo vorrà, alla fine della
mattinata, potrà fermarsi per un pranzo collettivo in canonica.
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
13
dalla Pianura
Pietro Prandini,
artigiano bottaio,
premiato
nell’ambito
dell’iniziativa
‘Italia 150. Le
Radici del Futuro’
C
’è anche un artigiano di San Prospero
sulla Secchia - uno
dei nove comuni
dell’Area Nord - tra le 150
imprese più longeve di Italia.
È il cavalier Pietro Prandini,
falegname, ma soprattutto
bottaio e produttore dell’aceto balsamico tradizionale di
Modena, che è stato premiato
a Roma nell’ambito dell’ini-
La Notte blu delle
arti animerà le
piazze del paese
con musica, danze
e tanto altro
• Laura Solieri
C
i saranno musica, danza, cinema,
giocoleria, cabaret,
fotografia, fumettistica tra spettacoli ed esibizioni ad animare Bomporto
la notte di sabato 16 luglio,
Notte blu delle arti, in cui l’arte cercherà casa tra le vie e le
piazze del paese.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Bomporto,
partirà alle ore 20 con il fischio
d’inizio delle finali del torneo
di beach soccer, con la parte-
Dall’Area Nord a Roma
ziativa “Italia 150. Le Radici
del Futuro” promossa da fondazione Symbola e Unioncamere
e inserita nel calendario degli
eventi per i 150 anni dell’unità
d’Italia. Prandini ha ricevuto il
riconoscimento da Maria Grazia Cucinotta, madrina dell’iniziativa, che ha visto partecipare
tre aziende modenesi insieme
al Presidente della Camera di
Commercio, Maurizio Torreggiani.
La storia della falegnameria
Prandini di San Prospero è di
molto precedente l’unità nazionale: era infatti il 1742 quando
Archimede Prandini di Luigi
iniziava la sua attività di bottaio
e produttore di ruote per carri.
Si narra che nel 1743, France-
Archimede in modo così
efficiente che il Duca ne
divenne cliente abituale.
L’attività di Archimede fu
proseguita dal figlio Antonio, anch’egli specializzato
in ruote per carri e attrezzi
agricoli, poi fu la volta di Luigi
e dei fratelli Guido e Pietro, poi
ancora di Jures e infine Pietro,
nato nel 1935 e oggi Cavaliere
della Repubblica per l’attività
svolta nella produzione di botti,
barili, falegnameria e infissi. Da
sempre attivo nel mondo dell’associazionismo, con incarichi anche in Lapam e all’interno della
Camera di Commercio, il cavalier Pietro Prandini continua
ancora oggi, con
la stessa passione,
la tradizione familiare. In mancanza
di eredi maschi,
Pietro Prandini si
sta preparando a
passare il testimone ai nipoti Elias
e Lorenzo, nati dalle figlie
Monica e Marilena. Elias ha
anche assunto il cognome dei
Prandini.
Insieme alla targa per questo
importante riconoscimento,
Pietro Prandini ne mostra
un’altra, altrettanto preziosa:
quella inviata dal Vaticano per
i 50 anni di matrimonio. Un
altro traguardo tagliato brillantemente.
Bomporto città d’arte
cipazione della Strana Coppia
di Radio Bruno e delle Modena
Cheerleaders al Tornacanale; alle 20.30 ci sarà una sfilata d’auto
d’epoca dedicata al 150° dell’Unità di’Italia; alle 21.30 in Piazza
Roma teatro di strada con Crop
Circo con Zibaldone, artisti nel
mondo del circo felliniano. Alle
ore 22.30 danze dall’oriente con
Ekaterina Sofina, gruppo danza polisportiva Madonnina; in
Piazzetta del Pozzo Duet’s alle
22 per una parentesi musicale
dal magico swing alle melodie
di Einaudi e Allevi.
E ancora: alle 22.30 in piazza
Matteotti spazio all’associazione Mani Tese con Che porto a
Bomporto?: defilé vintage con
abiti anni ’70, ’80 e ’90 in passe-
Medicina
Medibase Area Nord,
Borelli nuovo presidente
C
sco III d’Este, passando sulla via
del Canaletto diretto a Modena,
transitando a San Prospero sulla
Secchia, fu costretto a provvedere urgentemente alla riparazione
di una ruota della sua carrozza.
Riparazione che fu eseguita da
ambio ai vertici di Medibase Area Nord, la cooperativa dei medici di famiglia aderente a Confcooperative
Modena. Nunzio Borelli è il nuovo presidente, mentre
Silvia Zanella è la vice presidente; resteranno in carica per il
triennio 2011-2013. “Ringrazio il presidente uscente, l’amico e
collega Giovanni Razzaboni, che in questi anni ha fatto crescere
la cooperativa – afferma Borelli – Dai 39 medici di famiglia soci
iniziali siamo passati agli attuali 61; contemporaneamente è aumentato il senso di appartenenza a questa realtà così largamente
utilizzata dai cittadini”.
Tra il 1° gennaio e il 31 maggio di quest’anno sono stati 1549
gli accessi all’ambulatorio di Medibase Area Nord, che si trova a
Mirandola in via Bernardi 7. Quasi la metà dei pazienti proviene
da Mirandola; seguono Cavezzo, Medolla e Concordia, con percentuali tra il 10 e l’8. Le patologie più frequenti sono per il 26
per cento quelle otorinolaringoiatriche (compresa l’influenza),
seguite da quelle respiratorie (16,5 per cento). Oltre al servizio
di continuità assistenziale, Medibase Area Nord svolge il servizio infermieristico diabetologico rivolto a pazienti diabetici per
il monitoraggio della glicemia post-prandiale, pressione arteriosa, peso, prevenzione del piede diabetico e altro ancora.
rella per sostenere un progetto
di aiuto in Cambogia; sempre in
piazza Matteotti sarà presente il
Mercato degli Artisti dell’Ingegno. Al parcheggio BPER alle
ore 22 l’associazione Precariart
proporrà Parnassus, dove tutti i
sogni diventano realtà… e alle
22.30 sarà la volta di Graffiti Re-
search Lab Italy con L.A.S.E.R.
Tag, performance interattiva di
laser graffiti. All’una presso la
Darsena Pyro Shop, Brucia la
Darsena e per finire alle 3, ai
Laghi Elena, bomboloni caldi per tutti!
Per tutti i palati: dalle
ore 19 aperitivo tricolore al Darsena Cafè;
dalle ore 20 frutta
pronta da gustare da
Edris Ortoprimizie;
sempre dalle 20 prelibati sfilatini di salsiccia
a L’angolo delle bontà;
alle ore 18 happy hour
al Bar Franklin; dalle ore 20
spiedini di carne alla Macelleria
Gionata e dalle 22 pizza e gnocco caldi al Forno Bavutti.
Nonantola
Note d’organo
nell’antica Abbazia
R
itorna a Nonantola la musica di Oren Kirschenbaum,
organista, figlio di un ex ragazzo di Villa Emma. Sabato 16 luglio alle ore 21 la basilica abbaziale ospiterà
un concerto per organo e voce, organizzato dal Comune di
Nonantola e dalla Fondazione Villa Emma.
Kirschenbaum accompagnerà con l’organo settecentesco
dell’Abbazia nonantolana la voce del soprano Alice Borciani,
e il programma del concerto prevede la Toccata duodecima
et ultima tratte dall’Apparatus Musico Organisticus (1690)
di Georg Muffat, partite sopra l’Aria della Romanesca aus
Toccate e partite d’intavolatura di cimbalo libro primo (1615)
e Aria di Romanesca aus Arie musicali (1630) di Girolamo
Frescobaldi, Johann Ludwing Krebs e la partita Uber Allein
Gott in der Hoh sei Ehr aus der Clavierubung (1744), poi due
sonate di Domenico Scarlatti e la cantata Am funften Sonntage nach Trinitatis: Bagnadigte Seelen gesegneter Christen
aus dem Harmonischen Gottesdienst (1726) di Georg Philipp
Telemann, infine Johann Sabastian Bach con Praludium und
Fuge in Es-Dur aus dem Zweyten Theil des Wohltemperierten Claviers (1742) e arie Bist du bei mir Aus J.S. Bachs Notenbuchlein fur Anna Magdalena Bach (1725).
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14
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
dalla Pedemontana
A Formigine
solenne
celebrazione
eucaristica per il
50°anniversario
dell’ordinazione
sacerdotale di
monsignor
Giuseppe Verucchi
Tu sei sacerdote per sempre
• francesco gherardi
I
l 29 giugno 1961,
monsignor Giuseppe
Verucchi, arcivescovo
metropolita di Ravenna-Cervia, era ordinato sacerdote. Dopo aver svolto
per dieci anni il ruolo di cappellano a Castelnuovo Rangone, nel 1971 egli faceva il
suo ingresso a Formigine in
qualità di arciprete, per svolgervi un’intensa e feconda
opera pastorale che sarebbe
durata sino al 1986. Arcivescovo di Ravenna-Cervia dal
2000, monsignor Verucchi
ha celebrato il cinquantesimo
anniversario dell’ordinazione
sacerdotale anche a Formigine, quale segno evidente di
un profondo ed ininterrotto
legame che né il tempo, né la
distanza hanno potuto intaccare. Così, alle 19 di giovedì
7 luglio la chiesa parrocchiale di Formigine si è riempita
di fedeli che hanno accolto
festosamente colui che, ancorché elevato alla dignità
episcopale, per essi era e sarà
sempre “don Giuseppe”. Erano presenti in forma ufficiale
il sindaco Franco Richeldi, il
presidente del Consiglio co-
munale Guido Gilli, numerosi
assessori e consiglieri comunali
di maggioranza e di opposizione con il gonfalone del Comune di Formigine. “Grazie per
avermi dato la possibilità di celebrare questo anniversario in
una chiesa e comunità che ho
molto amato e dove ho vissuto
circa un terzo della mia vita sa-
cerdotale”: queste le parole con
le quali l’arcivescovo di Ravenna-Cervia ha porto il proprio
saluto all’assemblea. La concelebrazione, allietata dal coro
dei giovani, è stata semplice ma
solenne ed ha visto la presenza
di diversi sacerdoti, tra i quali
l’arciprete di Formigine don
Giuliano Gazzetti ed il vica-
rio foraneo della pedemontana
ovest don Fernando Bellelli.
“Le prime comunità cristiane ha esordito monsignor Verucchi nell’omelia - non vivevano
in modo esemplare semplicemente in virtù della loro bravura, né il loro mettere ogni
cosa in comune o il riunirsi in
semplicità e letizia era la causa
del loro essere cristiani, ma la
conseguenza della loro vita in
comunione con Cristo”. Commentando il passo degli Atti
degli Apostoli ( At. 2, 42 - 47 )
che descrive la vita delle prime
comunità cristiane, monsignor
Verucchi ha affermato che “la
Chiesa non è fatta soltanto da
quelli che sono in cammino
su questa terra, ma anche da
coloro che sono ora vicini al
Signore e ai quali siamo uniti
dalla celebrazione eucaristica.
Per essere nuovi, bisogna essere antichi e specchiarsi nelle
fonti, non nei meandri o nella
foce della storia delle comunità cristiane”. La fonte, ha
affermato monsignor Verucchi, sgorga da “quattro assiduità”: assiduità all’ascolto della
Parola di Dio, alla preghiera
personale e comunitaria, alla
celebrazione dell’Eucarestia
“che non significa semplicemente stare in chiesa durante
la Messa, ma entrare nella logica di Cristo che dona la sua
vita per noi” e dalla comunione
con Dio e con i fratelli. “Da
queste quattro assiduità - ha
rimarcato monsignor Verucchi
- nasce la comunità, che non è
una semplice organizzazione
umana”. Riflettendo sul ruolo
E’ stato cappellano a Castelnuovo
e parroco a Formigine e Fiorano
N
ato a Miceno di Pavullo nel Frignano il 23 novembre 1937, ordinato sacerdote il 29 giugno 1961,
cappellano a Castelnuovo Rangone fino al 1971,
poi arciprete di Formigine dal 1971 al 1986, vicario generale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola dal 1986 al 1997,
quindi parroco di Fiorano sino all’elezione alla cattedra che
fu di Sant’Apollinare il 9 marzo 2000 ed all’ordinazione
episcopale il 13 maggio dello stesso anno: questi i passaggi
principali dell’attività pastorale di monsignor Giuseppe Verucchi, attuale arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia.
Prelato d’onore di Sua Santità dal 1992, nella nostra arcidiocesi monsignor Verucchi è stato anche canonico ed arciprete
maggiore del Capitolo metropolitano, membro del Collegio
dei consultori e del Consiglio presbiterale, direttore dell’Ufficio diocesano arte sacra e delegato arcivescovile per i rapporti con le sovrintendenze e gli enti culturali.
del sacerdote, l’arcivescovo di
Ravenna-Cervia ha poi concluso che “se si distorce l’idea
di comunità fondata sull’ascolto della Parola di Dio mediante le scritture e la tradizione
della Chiesa, sulla presenza
reale di Cristo nell’Eucarestia,
sulla preghiera e sulla comunione, anche la figura del prete
ne esce distorta”. Concludendo
l’omelia, monsignor Verucchi
si è detto fortunato per aver
avuto sempre al proprio fianco
tante persone con le quali collaborare per esercitare in modo
più efficace il proprio ministero, che non può essere vissuto
se non mediante una costante
comunione con Cristo poiché
“nell’ordinazione si instaura
una comunione ontologica
con il Signore: se viene meno
questo, siamo dei bravi professionisti del sacro, e niente
più”.
Al termine della celebrazione, sul sagrato di San
Bartolomeo i formiginesi si
sono stretti attorno all’antico
pastore, chi per porgere un
saluto, chi per presentargli
figli o nipoti che, nel lontano 1986, erano fanciulli o si
trovavano ancora “in mente
Dei”. I festeggiamenti sono poi continuati negli spazi
dell’oratorio “Don Bosco”,
dove la parrocchia di Formigine aveva allestito un rinfresco a buffet seguito da un
partecipato incontro nel corso del quale è stato possibile
ai presenti porgere numerose
domande a monsignor Verucchi (vedi di seguito).
Vivere la comunione, educare ad una fede matura
Incontro
all’oratorio
“Don Bosco”
con monsignor
Giuseppe Verucchi
• f.g.
T
erminata la Santa Messa di ringraziamento per
il cinquantesimo
anniversario dell’ordinazione
di monsignor Giuseppe Verucchi, dopo il rinfresco organizzato dai volontari della
parrocchia di Formigine nel
giardino e sotto il porticato
dell’oratorio “Don Bosco”, si
è tenuto un incontro pubblico tra monsignor Verucchi
e quanti erano presenti alla
celebrazione ed ai festeggiamenti. L’arcivescovo di
Ravenna-Cervia, introdotto
dal parroco don Giuliano
Gazzetti, ha risposto per
più di un’ora alle domande dei
parrocchiani, che hanno spaziato dai più vasti problemi di
attualità alle dinamiche della
vita di una comunità cristiana
e di quella Chiesa domestica
che è la famiglia, il cui ruolo
educativo negli ultimi decenni è sempre più messo in discussione tanto nelle tendenze
culturali egemoni, quanto nella prassi quotidiana. L’avvio
dell’assemblea è stato quanto
mai impegnativo, dato che la
prima domanda rivolta dal
pubblico a monsignor Verucchi è stata: “perché tanta divisione nella Chiesa, sia al livello
dell’episcopato che a quello dei
fedeli e della vita delle nostre
comunità e dei movimenti?”.
“ La divisione – ha esordito
l’Arcivescovo di RavennaCervia – è senz’altro più marcata all’estero che in Italia.
Come episcopato, quello italiano è certamente uno dei più
concordi nell’individuazione
dei problemi di fondo e delle
linee da seguire. Le divergenze
si fanno più marcate quando
si tratta di mettere in atto ciò
che si è concordemente deciso: a questo livello le differenti
sensibilità e i diversi approcci
si fanno sentire e spesso sono
cavalcati dai mezzi di informazione”. Come antidoto alla
confusione che un’informazione non sempre corretta né
tantomeno sempre disinteressata può generare nei fedeli,
mons. Verucchi ha suggerito
di “fare sempre riferimento ai
testi ufficiali, quando si parla
di dottrina del Papa o dei Vescovi, così come ricorrere alla
stampa qualificata, per esempio «Avvenire» , «L’Osservatore Romano» o alla stampa
diocesana per avere un’informazione corretta e rispettosa
della verità”. In merito all’annoso problema dei rapporti tra
parrocchie e movimenti, l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia
ha rimarcato: “Nella Chiesa, i
movimenti sappiano vivere la
comunione, oltre all’identità:
nessuno può chiedere loro di
rinunciare all’identità che li
contraddistingue, ma è necessario saper condividere progetti ai quali tutti i movimenti
possano concorrere in una realizzazione comune”. Una domanda non meno impegnativa
che i presenti hanno rivolto a
monsignor Verucchi verteva sulla capacità della Chiesa
di educare cristiani adulti, in
grado di assumersi le proprie
responsabilità sul lavoro, in famiglia, nel sociale e in politica.
“ Siamo molto impegnati nei
cammini di fede dei bambini
e dei ragazzi – ha risposto Verucchi – ma siamo deboli con
gli adulti: noi adulti dobbiamo
crescere in una fede matura
che sappia leggere i problemi
e affrontarli cristianamente,
che non vuol dire fare ciò che
si vuole perché siamo adulti,
quindi autonomi”. Più di un
genitore presente ha chiesto
all’Arcivescovo di RavennaCervia se vi possa essere una
reale incisività della famiglia nell’educazione cristiana
dei figli e quale sia in questo
contesto il ruolo della comunità parrocchiale. Rispondendo, monsignor Verucchi
ha esposto, sulla base della
propria esperienza pastorale
come cappellano, parroco ed
arcivescovo, i limiti ed i punti di forza di due realtà quali
la famiglia e la comunità, che
devono saper integrare le proprie legittime e distinte azioni
educative. Spesso la comunità cristiana può consentire
di giungere là dove famiglie
inesistenti o in crisi vengono a
meno rispetto ai propri compiti, a patto che nella comunità si viva realmente la presenza
di Cristo, pastore e porta del
gregge. “ Infatti, viviamo in
una cultura nella quale – ha
sottolineato monsignor Verucchi – dopo aver valorizzato due cose ottime che un
tempo erano impedite, cioè la
soggettività e la realizzazione
della persona umana, siamo
passati al soggettivismo, al relativismo dei valori, all’agenda
di genere. Queste sono idee
che si respirano nel mondo che ci circonda e, spesso, persino nelle sagrestie”.
Concludendo, don Giuseppe ha indicato tra le priorità dell’azione pastorale dei
prossimi anni la messa in
campo di progetti formativi
che consentano di divulgare
e vivere lo spirito del recente documento della Conferenza episcopale italiana
“Educare alla vita buona del
Vangelo” mediante “cammini di fede con chi ci sta,
e ritorno ai fondamentali”.
Tutto questo per riscoprire
la comunione con Cristo e
con i fratelli quale fondamento della vita cristiana,
perché “o c’è comunione,
oppure è facilissimo andare
in chiesa e pensare «io credo
come mi pare» soltanto perché mi sono fatto una mia
idea della fede, magari senza
preoccuparsi se sia un’idea
vicina o lontana da quella di
Gesù Cristo”.
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
15
dall’Appennino
Per regalare un sorriso
Pievepelago.
‘Insieme per un
sorriso ed un futuro
di speranza’: comici
e artisti gratis per
Aseop e Admo
‘
I
nsieme per un sorriso
ed un futuro di speranza’, la kermesse in favore di Admo e Aseop,
giunge alla quinta edizione
e si arricchisce di serate e di
protagonisti.
Da Paolo Migone a Mauro
Corona, fino all’artista di
Pievepelago Davide Riccio e
a Duilio Pizzocchi. Un parterre de roi, con i comici e gli
artisti presenti che non percepiscono alcun compenso
per raccogliere fondi contro
i tumori infantili e per la ricerca.
L’iniziativa presenta serate a
Pievepelago, Sant’Annapelago, Fiumalbo e Riolunato e
copre l’intera stagione estiva,
le prime serate sono già in archivio, ma dal 23 luglio fino
al 7 settembre sono in programma otto appuntamenti.
La presentazione nel corso di
una conferenza stampa in Lapam, con il segretario generale
Carlo Alberto Rossi, il segretario di Pievepelago Germano
Manfredini, con Erio Bagni
presidente Aseop, con Michele Colò di Bambininsieme e
con gli esponenti della Bper
Vittorio Castagni (Capo
Area) e Umberto Barigazzi. Lo scorso anno
sono stati raccolti circa
20mila euro, tutti andati
ad Aseop e Admo, per i
progetti portati avanti
dalle associazioni, tra cui
il laboratorio di ricerca
presso il Policlinico, le
sei case d’accoglienza a
Modena per le famiglie
di bambini malati, un
progetto di cooperazione internazionale che ha
permssso di curare oltre
250 bambini in Paraguay
e il progetto di donazione del sangue cordonale ‘Mamma due volte’.
Nel 2010 sono stati 29
i bambini malati di tumore (leucemie o tumori
cosiddetti ‘solidi’) curati
a Modena, nei primi sei
mesi del 2011 il numero
è arrivato a 13. Nel corso della
presentazione è stato ricordato il caso di un fiumalbino
che si è iscritto all’Admo in
seguito a una serata con Paolo
Migone (che nel 2007 tenne
a battesimo l’iniziativa) e che
è stato chiamato a donare il
midollo osseo contribuendo a
curare un malato. L’iniziativa
è supportata anche quest’anno
da Banca Popolare dell’Emilia
Romagna, Lapam Confartigianato Imprese e Servizio
Sanitario Regionale, sponsor
dell’evento, l’organizzazione
di Bambininsieme, il patrocinio dei Comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato,
grazie all’Agenzia Ridens,
che si occupa di tenere i contatti con gli artisti presenti.
Il programma.
Sabato 23 luglio alle 21,
presso il cinema teatro
Cabri, rassegna di cori
di montagna; sabato 30
luglio alle 21 alla piscina alto Frignano di
Pievepelago ‘Dilettanti
allo Sbarbaglio’; sabato 6 agosto, sempre al
Cabri di Pieve alle 21,
Mauro Corona con
Paolo Migone e Federico Pagliai; giovedì 11
agosto a Sant’Annapelago alle 21 è la volta di
‘Elmo’, di e con Davide Riccio; venerdì 19
agosto al teatro di Riolunato Matteo Cesca
con ‘comico ergo sum’;
giovedì 25 agosto a
Sant’Annapelago è la
volta di Paolo Migone;
venerdì 26 agosto a
Fiumalbo all’anfiteatro
comunale c’è Reo Carlas e, infine, mercoledì
7 settembre sempre al Cabri
di Pieve alle 21 il gran finale
con Duilio Pizzocchi.
... sui pensionati,
ZAC, si taglia subito!
S
e c’è un’emergenza oggi nel nostro paese
è senza alcun dubbio la mancanza di
“responsabilità morale della classe politica”
in generale, ovvero il venir meno di quell’etica
che ha guidato (dal ‘45 in poi) la “mission” dei padri
di questa nostra Patria, esempio di democrazia
rappresentativa che ha saputo far crescere e coltivare
un modello di “welfare”, dalla scuola, alla sanità, alla
previdenza invidiabile in ogni altra parte del mondo.
Ma questo welfare è inesorabilmente impoverito,
ridotto, frantumato, da vent’anni a questa parte,
sotto le picconate impietose di interventi legislativi,
da destra e da sinistra, che vanno sempre a colpire i
lavoratori e i pensionati.
Dobbiamo tenere sotto controllo un debito pubblico
crescente, l’Unione Europea ci raccomanda il
pareggio di bilancio (che vuol dire non spendere di
più delle entrate) e per tale ragione servono risorse:
ma dove prenderle?
Noi crediamo di essere nel giusto non solo
“moralmente”, ma anche matematicamente nel
sostenere che le risorse ci sono, basta andarle a
prendere proprio là dove sono, ovvero nel costo della
politica, dall’oggi al domani, così come invece si fa su
lavoratori e pensionati. Ma per i tagli nei finanziamenti
ai partiti, negli emolumenti dei politici, nella riduzione
del loro numero, nell’abolizione delle province,
nell’eliminazione di indennità e agevolazioni varie, “si
sceglie la strada della cautela, si ritiene
sia necessaria una commissione ad
hoc, si rinvia alla prossima legislatura,
si prende tempo: sui pensionati ZAC,
si taglia subito!”.
I risparmi possibili sulle spese della
politica possono coprire la metà
della finanziaria di lacrime e sangue
approvata in questi ultimi giorni.
Così, nel perdurare di una crisi
che falcidia posti di lavoro giorno
dopo giorno, mentre dalle Alpi alla
Sicilia assistiamo impotenti allo
sgretolamento della società e ad un
aumento delle povertà, l’amoralità
sociale della nostra politica giustifica
Appennino Modenese
Tornano i parchi di cultura
S
ono 176 gli appuntamenti previsti dalla settima edizione
dei Parchi di Cultura, il progetto ideato e gestito da Ial
Emilia Romagna (ente Cisl per la formazione professionale) nell’ambito del “Laboratorio Appennino Modenese”, il
progetto d’area che intende promuovere il turismo culturale e
sostenibile dell’Appennino modenese. Anche quest’anno il Parco
dei Luoghi dell’Anima e il Parco del Medioevo che, lo ricordiamo, non sono entità fisiche delimitate bensì contenitori tematici
di appuntamenti, hanno sviluppato sinergie tra operatori pubblici
e privati delle montagne modenesi. Preceduti nei mesi scorsi da
attività di formazione mirata, i 129 eventi del Parco dei Luoghi dell’Anima e i 47 del Parco del Medioevo promettono di
attrarre i turisti più attenti alle ricchezze culturali e naturali del
territorio, alla sua storia e tradizioni enogastronomiche. «Attraverso lo strumento dei Parchi di Cultura, finanziato dal fondo
per la formazione continua “For.te.”, sosteniamo attività e iniziative finalizzate a promuovere sul nostro territorio un turismo di
qualità e spessore culturale», afferma Giulia Lugli, referente del
progetto per lo Ial Emilia-Romagna. Quest’anno gli opuscoli dei
Parchi di Cultura (disponibili presso le strutture degli operatori
aderenti e i principali punti informativi dei Comuni montani)
sono ancora più ricchi di informazioni e notizie; insieme agli appuntamenti che esaltano spazi e silenzi, autenticità e benessere,
spiritualità, pace e dialogo, rievocazioni storiche e visite guidate
a castelli e borghi medievali, gli opuscoli dedicano largo spazio
alla promozione di nuovi pacchetti turistici improntati al turismo
spirituale e culturale. Tali pacchetti si collocano all’interno dei
“Cammini d’Europa”, un progetto di cui il GAL è il leader territoriale finalizzato alla creazione di reti internazionali tra territori
caratterizzati dalla presenza di vie storiche (Francigena, Romea,
Cammino di Santiago ecc…) che hanno esercitato una forte influenza su cultura, economia, fede e storia europee. I Parchi di
Cultura promuovono il calendario anche sul web con siti dedicati
che permettono al turista di costruirsi il proprio percorso di appuntamenti navigando tra curiosità e approfondimenti sul nostro
territorio. I siti di riferimento sono quattro: www.parchidicultura.
it; www.parcoluoghidellanima.it; www.parcomedioevo.it; www.
parchidicultura.it/camminideuropa.
A cura di
Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena
41124 Modena - via Emilia Ovest, 101
Tel. 059/890846 Fax 059/828456
la conservazione di privilegi e indennità e getta al
vento, l’altro giorno, l’opportunità di tagliare le
province (costo 4,5 miliardi di € all’anno).
Anche noi, donne della Fnp di Modena, eravamo
presenti a Piazza del Popolo il 18 giugno eravamo
tantissime! A manifestare pacificamente; ma
abbiamo anche gridato tutta
la nostra rabbia, il nostro
malessere i timori, le ansie, le
preoccupazioni non solo per noi
ma anche, o forse, per i giovani
di questo paese.
Anche noi chiediamo alla
nostra Federazione il massimo
impegno possibile perché siano
raggiunti traguardi di equità e
giustizia sociale; che il 18 giugno
non sia soltanto il ricordo di una
grandiosa manifestazione.
Anna Pini coordinamento
Donne Fnp Modena
16
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Varie dalle zone
Domenica 17 luglio
si rinnova la festa per
il Patrono, da venerdì
appuntamenti per
tutti
• francesco gherardi
D
opo il triduo predicato in questi
giorni da don Paolo Biolchini sui
temi “Vivere da risorti” e “Farsi
prossimo” e la liturgia penitenziale tenutasi mercoledì 13 luglio, domenica 17 Baggiovara
festeggerà San Luigi - ad un
mese di distanza dai confinanti
di Casinalbo - con la classica
sagra parrocchiale. Domenica mattina alle 8.30 si terrà la
Sagra di San Luigi a Baggiovara
s. messa al monastero della
Visitazione, mentre alle 9.30
in chiesa parrocchiale verrà
celebrata la s. messa solenne
seguita dalla processione; alle
11.15 sarà il turno della messa
in lingua inglese con la comunità nigeriana, poi, alle 18, le
celebrazioni liturgiche si concluderanno con i vespri solenni seguiti dalla santa messa.
Ricco il programma della sa-
gra: venerdì 15 luglio alle 19
i festeggiamenti saranno aperti dalla corsa podistica non
competitiva “Memorial Bruno
Bondi”, mentre alle 21 si terrà
Sagra parrocchiale
San Giacomo
Maggiore in festa
il “palio di San Luigi”. Sabato
16 alle 19.30 le vie del paese
risuoneranno del rombo dei
trattori d’epoca, diretti all’aratura notturna, mentre alle 21
si terrà una dimostrazione della produzione del parmigiano
reggiano e della ricotta, seguita dalla serata musicale dei
“Dobro country rock band”.
Domenica mattina alle 11 si
svolgerà un moto raduno sul
parcheggio del Conad e, in
serata, sarà la volta della “festa sull’aia” con dimostrazione
di trebbiatura con macchine
storiche alle 18.30, musica e
balli con “Rumanaz” a partire
dalle 21.30 e l’estrazione della lotteria in favore dell’asilo
alle 23.30. Sabato e domenica dalle 18 saranno in mostra
all’aperto modelli di Vespa e
trattori d’epoca, mentre presso l’ex teatrino si terrà la mostra di mulini e macchine del
gruppo del presepio di Piumazzo Giovanni Santunione.
Inutile dire che stand gastronomici i più vari e servizio bar
saranno attivi durante tutte e
tre le serate della sagra.
Formigine
Triduo della Madonna del Carmine
M
ercoledì 13 luglio a
Formigine ha avuto
inizio il triduo della Madonna del Carmine. La
devozione dei formiginesi per
la Regina del Monte Carmelo è antica e risale perlomeno al XVIII secolo, quando
comparve per la prima volta
un sodalizio che sarebbe poi
divenuto la confraternita della Madonna del Carmine.
La devozione doveva essere
molto sentita se, negli ultimi
anni di quel secolo, il celebre
compositore Felice Alessandri, già maestro di cappella
del Re di Prussia, dopo aver
trascorso gli ultimi anni nella
campagna casinalbese, chiese
ed ottenne di trovare sepoltura nei pressi dell’altare del
Carmine della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.
Nell’800 il sodalizio venne
fuso con la ben più antica
compagnia del Rosario e nel
‘900 le celebrazioni della Madonna del Carmine assursero
al rango di principale sagra
parrocchiale
formiginese:
non c’erano ancora le ferie
estive ed i pubblici festeggiamenti con tanto di banda
musicale erano un evento da
non perdere. Sebbene in forma minore, la tradizione dura
tuttora, e dopo il triduo (13-
14-15 luglio)
con recita del s.
rosario alle 20
e s. messa alle
20.30, sabato
16 luglio alle
20 si terrà la s.
messa seguita
dalla processione con le
torce per le vie
del paese.
L’antica statua
della Madonna del Carmine,
posta
sul maestoso
baldacchino
adorno di fiori, sarà anche
quest’anno issata sulle spalle
dei formiginesi
festanti e portata in trionfo.
Al
termine
della sacra funzione, dopo la
benedizione,
si apriranno i
festeggiamenti popolari: e
qui a farla da
padrone sarà
il tradizionale
bensone, accompagnato da
musica ed intrattenimenti
dialettali.
S
abato 23 luglio e domenica 24 sagra di San Giacomo
Maggiore presso Montese. Sabato sera, alle ore 20, processione con fiaccolata dall’oratorio di San Rocco alla
chiesa parrocchiale di San Giacomo, la processione sarà accompagnata dal corpo bandistico. Dalle ore 21.30: buon cibo
e musica per tutta la notte e alle 23.30 spettacolo di fuochi
d’artificio. Domenica 24, continuerà la festa liturgica, ma non
mancheranno musica e intrattenimento.
Associazione San Gaetano
Visita pastorale
dell’Arcivescovo
V
enerdì 22 luglio, in occasione della festa di chiusura
del centro dell’associazione San Gaetano in via della
Fornace a Formigine, monsignor Antonio Lanfranchi
celebrerà la santa messa alle ore 18.30. Al termine della messa,
i responsabili dell’associazione San Gaetano e della cooperativa Monte Tabor presenteranno a Sua Eccellenza una relazione
delle attività svolte durante l’anno. Seguirà un momento di festa insieme.
Villanova
Ricordo
di don Polacchini
• Franco Mantovi
A
quarant’anni dalla scomparsa, avvenuta il 12 luglio del
1971 al Policlinico di Modena (dove era andato per
compiere una visita ad un bisognoso in un gesto di
grande generosità) la comunità di San Bartolomeo in Villanova ha ricordato il canonico-prevosto don Goffredo Polacchini,
parroco dal 1938. Nato a Massa Finalese nel 1889, dopo l’ordinazione sacerdotale venne inviato sull’Appennino come cappellano, quando fu precettato sulla linea del Fronte sul Piave
come ‘bersagliere-ciclista’. Coraggioso e robusto, don Goffredo
seppe farsi onore anche al fronte, poi, al rientro in diocesi, assolse incarichi religiosi a Formigine da dove in piena estate
del nel 1938 l’arcivescovo cappuccino mons. Bussolari lo spedì
a Villanova. In quella parrocchia, sopraffatto dai debiti per la
grande chiesa neo-gotica, era infatti morto il parroco don Ferraguti. Sulle rive del Secchia don Goffredo diede ogni energia
portando a termine la canonica, la chiesa e l’asilo parrocchiale
nell’arco di quattro lustri. Di poche parole, sempre attivo e ligio
alle direttive della Chiesa, ma generoso e sollecito con tutti
(inclusi ebrei e collaborazionisti), don Goffredo durante l’ultima guerra si adoperò per molti quando venivano a trovarsi in
gravi difficoltà, evitando per vera grazia di essere fucilato dai
tedeschi nel terribile gennaio del 1945, all’esterno della grande
chiesa ristrutturata in stile neo-romanico dall’architetto ingegner Giuseppe Tubini. Parco e sempre disponibile, ottenne
anche l’autorizzazione ad assolvere al ruolo di esorcista liturgico, incarico che svolse fino ad età veneranda presso la chiesa
comunale del Voto che raggiungeva in bicicletta, viaggiando
pericolosamente a lato della linea ferroviaria Carpi-VillanovaModena.
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
17
Chiese e sorprese
La chiesa
parrocchiale della
cittadina della
Bassa, terra di
marinai senza mare
• matteo giannacco
P
er iniziare a parlare
di Bomporto bisogna farsi suggestionare prima di tutto
...nella nostra diocesi
Bomporto, San Nicolò dei naviganti
dal suo nome. Già da questo
è infatti possibile percepire come il destino del paese
sia strettamente connesso
a quello dei suoi tanti corsi
d’acqua. ‘Buon porto’ evoca
subito alla mente navi, pescatori, canali, fiumi, e acqua
in genere. Storicamente ne
abbiamo conferma: il piccolo centro abitato si collega
famoso miracolo di Nicola,
ovvero la resurrezione di tre
fanciulli assassinati da un macellaio che voleva venderne la
carne sotto sale. Per Modena,
e per la Bassa, la curiosa storia di Bomporto (terra di marinai, ma anche di carbonari
e patrioti) e della sua chiesa
rappresenta una memoria
unica e rara, che racconta di
un tempo in cui anche noi
eravamo «uomini d’acqua»,
parafrasando Melville. Di più
non ci spingiamo, invitandovi
calorosamente a fare una gita
in questo luogo magico, sulle
tracce di ‘navi fantasma e reti
miracolose’.
Il Santo
Da Myra a Bari:
un destino di viaggio
difatti al canale che il vescovo Eriberto fece scavare (nel
sul Panaro – Naviglio e risale,
appunto, al 1609 la costruzio-
S
an Nicola Magno (280-343 d.C.), in Italia noto anche come San Nicolò, fu un vescovo della Licia e
viene oggi venerato nel mondo, anche al di fuori
della tradizione cristiana, come figura che ha dato
origine a Santa Klaus. Nacque a Pàtara da genitori cristiani
che lo abbandonarono prematuramente a causa di un’epidemia di peste. Sembra che il giovanissimo orfano erede
di un ricco patrimonio decise di devolverlo in favore dei
più bisognosi. Le storie intorno a Nicola sono tantissime e
per ognuna esistono diverse versioni. Ciò che più importa,
tuttavia, è che la sua figura ha attraversato i secoli indenne,
senza perdere neanche per un istante l’immensa carica simbolica che la caratterizza. Basti rammentare l’episodio che
ritrae Nicola, durante il Concilio di Nicea (nel 325), così
intento a scagliarsi contro l’eresia ariana da schiaffeggiare
pubblicamente lo stesso Ario. La sua grande popolarità si
evince anche dal fatto che viene considerato protettore di
innumerevoli ‘categorie’: dei bambini (una leggenda narra
che resuscitò tre fanciulli uccisi da un macellaio che voleva venderne la carne), delle giovani che devono prendere
marito, dei pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, scolari,
avvocati nonché delle vittime di errori giudiziari. E nella
Chiesa Ortodossa russa è spesso la terza icona insieme a
Cristo e a Maria nell’iconostasi. Ma, soprattutto, e in primo
luogo, Nicola è il patrono indiscusso di marinai e naviganti.
Questo, sicuramente,
perché si crede sapesse placare le tempeste
ma anche perché il
destino delle sue reliquie è destino singolare di viaggio. Dopo
la sua morte avvenuta il 6 dicembre 343,
forse nel monastero
di Sion, le spoglie furono conservate nella
cattedrale di Myra
fino al 1087. Ma
quando
la
città
dell’Anatolia cadde
in mano musulmana, Bari, al tempo dominio bizantino, e
Venezia, dirette rivali nei traffici marittimi, entrarono in
competizione per il loro trafugamento. Così una spedizione
barese di 62 marinai raggiunse Myra e si impadronì delle
reliquie. Arrivate nelle Puglie esse furono depositate sotto
la custodia dell’abate Elia, in seguito vescovo della città, il
quale promosse l’edificazione di una nuova maestosa chiesa
dedicata a Nicola. Da allora San Nicola di Myra divenne
Nicolò di Bari. I veneziani, dal canto loro, non si rassegnarono all’incursione e, nel 1099, approdarono a loro volta a
Myra, dove trovarono il sepolcro vuoto del santo. Riuscirono tuttavia a recuperare molti frammenti ossei dimenticati
dai pugliesi che furono traslati nell’abbazia di San Nicolò
del Lido, dove finiva la laguna veneziana e cominciava il
mare aperto. La basilica barese è oggi luogo d’incontro tra
le Chiese d’Oriente e d’Occidente. Dal destino erratico delle spoglie del santo, quindi, nasce un sogno che attraversa
gli oceani del tempo: l’unione sulla terra di tutti i cristiani.
Focus
Begarelli: la crocefissione
S
lontano 1056) per bonificare
le paludi circostanti e collegare la zona al grande fiume
Po (quindi all’Adriatico). Il
Navigium (o Naviglio), detto
popolarmente Fossa Solitaria,
unisce Bomporto al Secchia e
al Panaro rendendo il territorio comunale un importante
centro del traffico fluviale da
Venezia e dal mare. A riprova
dell’importanza strategica del
porto è la costruzione, nella
seconda metà del XVIII secolo, da parte di Francesco
II d’Este, di un’ imponente
darsena. E anche il fatto che
nel simbolo civico campeggia una torre, memoria del
faro che di notte indicava la
strada, in mezzo alla pianura
sconfinata, ai naviganti del
fiume. Quindi Bomporto è
terra di marinai di fiume e
di barcaioli coi piedi a secco.
Tutto questo serve a capire un
po’ meglio la dedicazione della chiesa parrocchiale. Essa è
infatti intitolata al famosissimo protettore dei pescatori e
naviganti, San Nicola. E non
a caso, dunque. È proprio tra
il XV e il XVIII secolo che si
ebbe il massimo sviluppo della navigazione commerciale
ne della chiesa di San Nicolò.
Inizialmente dipendeva dalla plebana di Sorbara da cui
venne distaccata solamente
nel 1769. Appena ultimata,
comunque, la parrocchiale
non aveva ancora l’atrio di
gusto neoclassico che oggi
possiamo vedere, dato che il
grandioso portale d’ingresso
venne eretto non prima del
1837. Il timpano triangolare, sostenuto da due lesene
e due colonne con capitelli ionici, fanno assomigliare
San Nicolò ad un tempietto
greco, ma l’interno dell’edificio sacro, invece, appare
ben inserito nella tradizione
cinque-secentesca
dell’arte
sacra della zona. È ad una
sola navata, con cinque altari
laterali. Sull’arco trionfale del
presbiterio il pittore Antonio
Simonazzi (1824-1908) ha
raffigurato il celebre episodio
leggendario che vede il santo
di Myra nell’atto di aiutare
tre fanciulle povere, destinate
alla prostituzione, costituendo loro una dote sufficiente
a riscattarle. La tela ad olio
posta sull’altare, invece, è del
pittore modenese Luigi Manzini e rappresenta l’altro più
olo nel 1824 la meravigliosa Crocefissione con la Beata
Vergine e San Giovanni del Begarelli, risalente al 1550,
viene traslata nella chiesa di San Nicolò a Bomporto. Prima era conservata, insieme alle statue di San Francesco
e San Bonaventura (oggi alla Galleria Estense di Modena) nello
scomparso oratorio di San Bernardino. L’opera plastica, posta
dietro l’altare, ha una forza espressiva di notevole impatto: il Cristo sofferente sulla croce emana una luce avvolgente, sprigionata
dalla materia stessa, come a ricordare la fisicità della Passione
umana del Figlio di Dio, ma allo steso tempo cela, forse nel colore, forse
nella posa,
la Verità
della
prossima
resurrezione. Al
suo fianco,
come
è
tradizione
consolidata, Maria e
l’apostolo
Giovanni.
Distanti
tra loro, in
un dolore
che li separa per
la diversa
condizione affettiva che, invece, li lega a Gesù. Entrambi, però, sono in preghiera:
alzano gli occhi verso il legno dolente, le mani giunte vicino al
petto. Siamo di fronte, ancora una volta, ad un esempio straordinario di catechesi figurale. Ad una pagina biblica trasportata
fuori dal testo, fatta diventare realtà tangibile per tutti. Cosa,
d’altronde, non nuova ad un personaggio come Antonio Begarelli che ha usato per tutta la vita materia cosiddetta ‘inerte’
per lasciare al mondo mirabili opere ‘vive’. Lo scultore nato a
Modena nel 1499, della cui formazione nulla o quasi sappiamo,
ci ha abituato fin troppo a considerare ‘fratelli’ i suoi personaggi
di terracotta (o marmo). Tanto sono verosimili le emozioni che
esprimono, anche a noi moderni. Il suo è un linguaggio aulico,
fortemente impregnato di classicità, ma allo stesso tempo ‘popolare’ nel senso che riesce a rivolgersi a tutti. Se dovessimo trovare
il ‘segreto’ dell’armonia begarelliana, forse, potremmo spiegarlo
con un termine usato dagli storici dell’arte per un movimento
di pittori molto successivo, ovvero il ‘realismo magico’. La sua
profonda conoscenza della realtà e parimenti il desiderio di raccontare il sacro (nel tempo, non sopra di esso) fanno, infatti, dello
scultore modenese un unicum della storia. E il Tiraboschi ce lo
ricorda quando afferma che « Non v’è forse un altro artefice, che
abbia condotto la plastica a quella perfezione a cui fu condotta
dal Begarelli».
18
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
InformACI
Un nuovo triennio
per l’Ac di ModenaNonantola che
inizia con le tante
proposte estive. I
richiami del vescovo
Antonio e le linee
del centro nazionale
L
• Paolo Seghedoni*
’estate è un tempo
eccezionale. Lo sanno bene gli educatori
Acr, anche quelli un
po’ più ‘attempati’, che ricordano il TEE (Tempo Estate Eccezionale) alla fine delle guide
Estate, tempo eccezionale
come momento conclusivo,
ma non ‘vuoto’ per il cammino di crescita nella fede dei
ragazzi, ma lo dimostrano le
attività che l’Azione Cattolica
diocesana propone per questo
periodo anche, e soprattutto!,
in questo 2011. Questo tempo
estivo ricco di attività è il segno
di una vitalità che la nostra Ac
(a livello diocesano, certo, senza
dimenticare le tante proposte
che le associazioni parrocchiali
non si stancano di mettere in
pratica) conserva e rilancia, a
partire dalla tre giorni unitaria
di cui al volantino qui a fianco
di venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 luglio per cui è possibile
iscriversi anche in extremis. Si
va dal campo adultissimi, che si
sta svolgendo in questi giorni a
Serramazzoni, fino ai tradizionali campi Acr per elementari
e medie, tra Villa Immacolata e
La Santona (ma non mancano
diversi campi Acr parrocchiali);
ancora la proposta per le famiglie di fine agosto e quella per i
giovani, che cammineranno per
ma comuni a tutti i battezzati;
sono però specifiche dell’Ac, che
assumendole come propria specificità e vivendole in modo più
profondo può aiutare la Chiesa
a crescere. A volte si annulla
l’Ac perché le sue caratteristiche
sono di tutti”. Un secondo pericolo è “credere che l’Ac sia solo
un metodo o dei testi, ma è diverso essere dentro una struttura
o dentro a un modo di vivere il
battesimo in modo più radica-
Campo famiglie ed adulti
Azione Cattolica diocesi di Modena
Dal 26 al 28 (29 per chi può ) Agosto ‘11 presso la Foresteria
delle Suore Francescane dell’ Immacolata di Palagano (Mo)
DIACONIA DI COPPIA
Interverranno i coniugi Benatti
(responsabili pastorale familiare Diocesi di Modena)
Ritrovo nel pomeriggio del 26 Agosto a Palagano; ritorno previsto il
28 Agosto in serata.
La casa sarà in autogestione, gli ospiti devono portare lenzuola e
asciugamani.
Le quote giornaliere di partecipazione (comprensive delle spese di
organizzazione ) sono:
Adulti 45 euro
Ragazzi dai 9 ai 14 anni 30 euro
Ragazzi da 4 a 8 anni 25 euro
Bimbi da 0 a 3 anni gratis
E’ previsto un percorso specifico per i bambini.
Info: Anna 3392957255 e Emanuele 3397287544
Le iscrizioni, accompagnate da un acconto di 50 euro a famiglia, possono essere comunicate alla Segreteria A.C. 059 2929171.
Si possono confermare anche versando direttamente la caparra sul
conto corrente dell’Azione Cattolica codice IBAN
IT65 Q 05188 12900 000000004687
specificando nella causale:caparra campo famiglie e adulti a Palagano.
Modulo di iscrizione
Iscrivo al campo di Palagano
n …… ADULTI
n …… RAGAZZI 9-14
n …… RAGAZZI 4-8
n ……. BIMBI (gratis)
restiamo anche il 29
si
Allego caparra di € 50
no
Nome ............................................................................................
Cognome .......................................................................................
Telefono .........................................................................................
Email .............................................................................................
Modena, ......................... Firma......................................................
Il carpigiano Paolo
Trionfini confermato
come vice presidente
adulti
I
l Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica
Italiana, riunito a Roma
presso la Domus Pacis, ha
nominato i componenti della
presidenza nazionale dell’associazione, in carica per il triennio
2011-2014. A tutti loro il nostro
augurio di buon lavoro. E il nostro grazie a chi li ha preceduti.
Giovanissimi
Mo C’lavor
A
nche quest’anno
è arrivato il momento di presentarvi la proposta estiva
per i Giovanissimi. Da
qualche anno l’Azione
Cattolica propone per
i Giovanissimi, in estate, un campeggio di tre
giorni in collaborazione
con il Centro di Pastorale Giovanile. L’occasione
è più unica che rara per
confrontarsi e conoscersi meglio con ragazzi e
ragazze che fanno durante il proprio percorso
di gruppo un cammino diverso dal nostro ma che condividono
l’appartenenza alla Chiesa di Modena-Nonantola. La Tre giorni
si svolge a Villa Immacolata di Dogana Nuova dal 9 all’11 settembre. Iscrizioni entro il 5 settembre presso l’Ufficio di Pastorale Giovanile 059 2133851 – [email protected].
mo impegnarci anche con altre
aggregazioni laicali e per porre
semi e segni di comunione). Il
Vangelo che ci accompagnerà
è quello di Bartimeo, il cieco di
Gerico, e proprio dall’interiorità vogliamo ripartire per questo
nuovo triennio, senza dimenticare il lavoro e la festa come ambito di formazione e attenzione.
E questo triennio ci porterà, nel
2012, a ricordare i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano
II e, in comunione con l’Ac di
i luoghi francescani; infine la
proposta, insieme al Centro di
Pastorale Giovanile, della Tre
giorni per Giovanissimi, ce n’è
davvero per tutti.
Recentemente il vescovo Antonio è stato con noi al consiglio
diocesano: l’occasione è stata
bella e familiare e ci ha dato l’opportunità di confrontarci con il
Pastore della nostra Chiesa in
modo franco. Mons. Lanfranchi
ha ricordato il primato dell’interiorità, della vita nello Spirito, e
ci ha anche messo in guardia da
tre ‘pericoli’: “Le caratteristiche
dell’Ac – ha detto - non sono
esclusive dell’Azione Cattolica,
to, che è il frutto di un anelito
profondo”. In terza battuta: “si
identifica troppo l’Acr con pastorale dei ragazzi, per cui quando diventano adolescenti non
ce n’è più bisogno; ma l’Azione
Cattolica è una vocazione, per
cui introdurre una persona su un
percorso e a un certo punto interromperlo è ingannarla. Non
si può identificare l’Acr con la
pastorale dei ragazzi e viceversa”. Tre dati da cui ripartire per
un nuovo anno pastorale, che
come Ac modenese vogliamo in
coerenza con il cammino della
Chiesa di Modena-Nonantola
(e proprio per questo voglia-
tutta Italia, saremo impegnati in
quell’anno a ‘riconsegnarlo’: “il
richiamo al Concilio - è scritto
nelle linee per il triennio in seguito all’assemblea nazionale di
maggio – che è sempre stato un
punto di riferimento importante
nel delineare i percorsi formativi dell’Azione Cattolica, costituisce in questo triennio il filo
conduttore che accompagna e
sostiene il cammino di tutta l’associazione”.
* Presidente diocesano
Acr
Tutti al campo!
A
.A.A. Cercansi ragazzi che abbiano voglia di passare una
fantastica settimana in compagnia di amici della loro
parrocchia e da tutta la diocesi, per giochi, preghiere, e
tante attività un sacco belle! L’aria buona ce l’abbiamo, un campo
bellissimo lo stiamo preparando, gli educatori si stanno già riscaldando. Il campo sarà da mercoledì 24 a mercoledì 31 agosto,
a villa Maria Immacolata a Dogana di Fiumalbo e alla casa del
seminario alla Santona di Lama Mocogno.
Le iscrizioni sono aperte, per informazioni: Sara 3403218754 –
elementari; Nicola 3356025172 medie.
La nuova Presidenza nazionale
Maria Graziano (diocesi di
Gaeta) vice presidente per il
settore Adulti; Paolo Trionfini
(diocesi Carpi) vice presidente
per il settore Adulti; Lisa Moni Bidin (diocesi di Concordia
Pordenone) vice presidente per
il settore Giovani; Marco Sposito (diocesi di Gaeta) vice presidente per il settore Giovani;
Teresa Borrelli (diocesi di Bari)
responsabile nazionale dell’A-
zione Cattolica Ragazzi (Acr);
Gigi Borgiani (diocesi di Genova) segretario generale; Michele
Panajotti (diocesi di Chioggia)
amministratore nazionale.
Dopo la riconferma di Franco
Miano come Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, avvenuta lo scorso 25 maggio
in seno al Consiglio permanente
della Conferenza Episcopale Italiana, si completa l’organismo di
presidenza che guiderà l’associazione per i prossimi tre anni.
Il primo pensiero è per Papa Benedetto XVI, a cui i nuovi membri della presidenza nazionale
dell’Ac hanno voluto rivolgere un
filiale e affettuoso saluto. Rinnovando l’impegno d’Associazione
ad essere sempre più disponibile
nel suo servizio alla Chiesa, per
onorare la dignità personale di
ciascun uomo, con i suoi valori
irrinunciabili, a cominciare dalla
vita e dalla pace, dalla famiglia e
dall’educazione, per camminare
accanto a tutti e a ciascuno, per
tessere insieme una trama viva di
relazioni fraterne.
L’impegno dell’Azione Cattolica,
Info
ieri come oggi e come domani, è
spendersi in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla
responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle
istituzioni, alla partecipazione,
alla democrazia.
www.azionecattolicamodena.it
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
19
Sport-Csi
Si avvicina la Maratona della Pace
Iscrizioni aperte
per l’iniziativa Csi
del 22 ottobre. Il
presidente nazionale
Achini: “Sport mezzo
di integrazione e
coesione”
S
Santa una cultura della pace e del dialogo attraverso lo
sport; grande occasione di in-
Papa Woityla verrà festeggiato
in questa data come beato. Alla
storica corsa nella quale il Csi
lo sport come mezzo di pace,
integrazione e coesione sociale
nei paesi colpiti da conflitti.
contro e grande novità. Vista
la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II a cui i “JP II
Games” sono dedicati, la Maratona della Pace si svolgerà
il 22 ottobre e non, dunque,
il 19 maggio. Scelta motivata dal fatto che il 22 ottobre
ricorre l’elezione a pontefice
di Giovanni Paolo II e che
quest’anno, per la prima volta,
è ormai protagonista da otto
anni, e che dunque cambierà
nome da Maratona della Pace
a “JP II Games”, si affiancano
attività e competizioni sportive
con l’obiettivo di parlare di pace partendo dallo sport. «Questa iniziativa - ha commentato
il presidente nazionale del Csi,
Massimo Achini - rafforza a livello internazionale l’idea del-
L’aiuto delle istituzioni europee ci darà la possibilità di far
crescere ulteriormente il valore
della Maratona di pace e delle
• marco costanzini
ono aperte ancora per
due mesi (fino all’11
settembre) le iscrizioni alla Maratona
Betlemme-Gerusalemme, la
corsa della pace che quest’anno giunge alla sua 8ª edizione
e alla quale il Csi Modena partecipa con una sua delegazione sin dalle sue origini, in un
pellegrinaggio in Terra Santa
che coniuga l’aspetto sportivo
con quello religioso e culturale. La Maratona della Pace,
inizialmente programma dal
17 al 22 maggio scorso, è stata
posticipata ad ottobre (dal 21
al 25) dopo una decisione presa di comune accordo tra Csi
nazionale e Opera Romana
Pellegrinaggi, l’anima di questa manifestazione. I motivi di
questo rinvio sono stati spiegati ormai due mesi fa a Bruxelles, presso la sala stampa del
Parlamento Europeo, quando
sono stati presentati i “JP II
Games”, progetto nato con
l’idea di promuovere in Terra
Pedalanatura
Pronti, via, pedalare!
T
orna, per la terza edizione, la “Grande Pedalanatura Biciesseì”.
Da giovedì 14 a domenica
17 i coraggiosi si sposteranno
da Bologna a Prato, attraverso l’Appennino, pedalando in
compagnia ad andatura tranquilla alla scoperta di luoghi,
storia e cultura del nostro territorio con esperienze e testimonianze uniche.
Sabato 16 luglio al Parco Ferrari di Modena
Sport e divertimento con Young Ferrari
Y
oung Ferrari è l’iniziativa organizzata dalla
commissione giovani
della Circoscrizione 4 insieme al Csi Modena e al club
TreEmme: l’appuntamento,
ovviamente dedicato a tutti i
giovani modenesi e non solo,
è per sabato 16 luglio al Parco Ferrari con un’intera serata
a disposizione per divertirsi
grazie ai numerosissimi tornei e alle attività sportive in
programma. Tutto inizierà
alle ore 18 con l’aperitivo
“young”, il miglior modo per
accogliere tutti i partecipanti,
iniziando a creare quell’atmosfera di festa che caratterizzerà poi tutta la serata.
Chi invece avrà voglia di
muoversi e giocare in compagnia di tanti amici, vecchi
e nuovi, dovrà attendere le
18.30, quando verrà ufficialmente dato il via alle dan-
ze sportive con l’apertura
dell’impianto di calcio saponato, attrattiva numero uno
di questo pomeriggio di festa
al Parco Ferrari. Dallo stesso
orario ci si potrà cimentare nella pratica di discipline
orientali come aikido e ogawa, mentre un’ora più tardi,
alle 19.30, ci sarà il fischio
d’inizio dei tornei di calcio a
7 e di green volley, che continueranno fino a tarda serata.
altre attività ad essa collegate». La corsa della pace come
ogni anno partirà da Betlemme e arriverà a
Gerusalemme
passando per
il check point,
il luogo che
segna la divisione tra Israele e Palestina,
rappresentando
l’unica possibilità in tutto
l’anno per i palestinesi di entrare in Israele
senza controllo
dei documenti.
Momenti salienti dei “JP
II
Games”:
22
ottobre
(memoria del
Beato Giovanni Paolo II):
Santa Messa
al Monte delle
Beatitudini, nel
luogo dove il
Beato Giovanni Paolo II celebrò la Santa
Messa per i giovani il 25 marzo del 2000. 23 ottobre: visite
di Nazareth, Lago di Tiberia-
de, Betlemme e Gerusalemme. Competizioni sportive. 24
ottobre: Maratona della Pace
Betlemme-Gerusalemme.
Quota di partecipazione è di
870 euro, così ripartiti: 700€ di
quota, 140 di tasse e accessori
e 30 di iscrizione. E’ possibile
richiedere, sino ad esaurimento disponibilità, la camera singola pagando un supplemento
di 160€. La quota comprende:
viaggio aereo Roma Fiumicino-Tel Aviv-Roma Fiumicino;
trasporti in pullman; visite ed
escursioni come da programma; ingressi; sistemazione in
istituti o alberghi di seconda
categoria (camere a due letti
con servizi privati); pensione completa dalla cena del 1°
giorno alla prima colazione
dell’ultimo giorno (bevande
escluse); mance; radio-guide;
borsa da viaggio; assistenza
tecnico–religiosa; assicurazione annullamento viaggio e sanitaria.
Per informazioni: Daniele Pasquini, segretario di Presidenza
del Centro Sportivo Italiano,
via della Conciliazione 1, 00193
Roma (tel. 06/68404535, fax
06/68802940, email [email protected]).
20
NostroTempo
Domenica 17 luglio 2011
Cultura
Racconti di vita ai
margini nel nuovo
spettacolo della
compagnia modenese
I
l teatro come veicolo di
trasmissione di un disagio esistenziale, un progetto che esplora racconti
di vita ai margini che rimandano a storie lontane del senso
comune del bello, del ben fatto,
del decoroso e del giusto. Tutto
questo è solo un assaggio del
nuovo spettacolo del Teatro dei
Venti, dal titolo “Senso Comune”. Solo venti minuti del lavoro, scaturito dall’esperienza
della compagnia modenese in
contesti considerati difficili, di
confine, saranno infatti proposti alla finale del Premio Scenario per Ustica 2011. Per la
presentazione dell’intero spettacolo bisognerà invece aspettare settembre.
“Senso Comune” partecipa alla
rassegna Giardini della memoria, promossa dall’Associazione
Il Teatro dei Venti in finale
al Premio Scenario per Ustica
Parenti delle Vittime di Ustica, e va in scena a Bologna nel
parco antistante al
Museo della Memoria giovedì 14
luglio alle 21.30.
Per questa edizione il Teatro dei
Venti ha deciso di
portare alle estreme conseguenze la
propria poetica di
incontro, scambio
e contaminazione
elaborando un lavoro che si ispira
direttamente all’attività svolta con gli
utenti del Centro
di Salute Mentale
di Modena, con i
detenuti della Casa
di Reclusione di Castelfranco
Emilia e con i ragazzi dell’I-
stituto Penitenziario Minorile
di Nisida (Napoli).
parte della storia del Teatro dei
Venti, in particolare quello a
Fin dalla sua nascita, nel 2005,
il lavoro nel sociale ha fatto
contatto con le realtà penitenziarie che ha portato la compa-
I giovedì al Giardino Ducale
Torna in agosto
la rassegna estiva
musicale
C
hi lo dice che in
estate la città è
noiosa?
Anche
quest’anno il Laboratorio Musicale del Frignano,
in collaborazione e con il patrocinio della Circoscrizione
1 e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena,
organizza “I Giovedì al Giardino Ducale”, rassegna estiva
che riempie di musica l’agosto modenese. Giunta alla sua
quattordicesima edizione, l’iniziativa mette in programma
quattro serate di concerti ad
ingresso libero a partire dalle
ore 21.15. Si parte il 4 agosto
con “Pianoforte a 4 mani”:
celebri valzer, polke e marce
della famiglia Strauss con Roberto Metro ed Elvira Foti. Si
prosegue l’11 agosto con “Ritratti di donna”, pianoforte di
Attilio Bergamelli e voce di
Ljuba Bergamelli. Il 18 agosto
è la volta di “Birkin Tree”, con
tre strumenti: il flauto traverso
irlandese di Michel Balatti, la
cornamusa di Fabio Rinaudo e
la chitarra di Daniele Caronna,
per uno stretto dialogo musicale in bilico tra virtuosismo e
pathos, alla scoperta degli sterminati paesaggi sonori della
musica irlandese. Per finire,
il 25 agosto è in programma
“Dalla favola al musical”, un
O F F E R TA
viaggio emozionante tra i più
bei temi Disney e i grandi musical di Broadway con la voce
di Emilia Zamuner, il violino
di Riccardo Zamuner ed il
pianoforte di Maria Sbeglia.
Per info: tel. 059 2033480,
[email protected].
Capossela e Battiato in piazza Grande
Concerti d’estate
C
ontinua la rassegna di concerti estivi che animeranno l’estate
modenese in piazza Grande. Da segnare in agenda, in particolare, due appuntamenti con nomi importanti della musica
italiana: Vinicio Capossela, pronto a festeggiare i suoi vent’anni di
carriera domenica 14 luglio, e Franco Battiato, in programma domenica 28 luglio. I biglietti per i concerti sono in prevendita presso
i punti del circuito Ticketone e Fangareggi Dischi. Completamente
gratuito invece il grande concerto di Radio Bruno Estate che il 20
luglio, come ogni anno, raduna in Piazza Grande i nomi più noti
della musica italiana contemporanea.
Per info: tel. 059 451646.
esclusiva
gnia, nel 2007, alla finale del
Premio Ustica con lo spettacolo Frammenti, realizzato proprio con quattro detenuti della
Casa di Reclusione di Castelfranco.
Questa attività nel corso degli anni ha assunto carattere
di continuità e viene ora sostenuta da uno specifico progetto denominato “Margini
in Azione” e sostenuto dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dalla Regione
Emilia-Romagna e dal Comune di Modena.
Margini in Azione nasce nel
2010 proprio con lo scopo di
dare continuità ad un impegno
che altrimenti difficilmente
avrebbe gli strumenti necessari per crescere e si articola
in diversi laboratori tra cui:
il laboratorio presso la Ca-
sa di Reclusione di Castelfranco Emilia, che porta alla
costruzione dello spettacolo
Attraverso Caligola (debutto
a Modena il 28 ottobre 2011
al Teatro delle Passioni), il
laboratorio rivolto a persone
affette da disagio psichico, in
collaborazione con Sportello Social Point Modena (con
spettacolo presentato alla Settimana della Salute Mentale),
il laboratorio con bambini e
ragazzi affetti da difficoltà di
linguaggio, in collaborazione con logopedista Morena
Manzini ed il laboratorio con
anziani di alcune Case Protette modenesi e adolescenti dei
Centri di Aggregazione Giovanile, in collaborazione con
l’associazione Animatamente.
Per info: tel. 320 2370333, [email protected].
Fusorari, ricordando Tiziano Terzani
Giornalismo e musica
in piazzale Torti
A
d occhi aperti”, un titolo suggestivo per una serata davvero
interessante: quella dedicata al grande giornalista e scrittore
Tiziano Terzani, giovedì 21 luglio alle ore 21.30 in piazzale
Torti.
L’appuntamento rientra nella rassegna “La Piazza in una mano”,
curata da Fusorari, ed è incentrato sui 40 anni di carriera di uno
dei reporter internazionali più autorevoli del secondo Novecento,
testimone appassionato e voce autonoma di un giornalismo carico di umanità che, come sempre ripeteva, “non è un mestiere, è un
modo di vivere”. A parlare della novità editoriale in uscita da Mondadori che ne raccoglie le opere, il curatore Alan Loreti, introdotto
da Franco Cardini. Le suggestioni estive modenesi non finiscono
qui, martedì 26 luglio, infatti, ci si emoziona di nuovo con le musiche di Fabrizio De Andrè interpretate dalla cover band FaberNoster accompagnata dal liuto arabo e dalla voce di Ismail El Aouam,
musicista originario del Marocco e modenese d’adozione. Un inno
mediterraneo, un ponte musicale tra due sponde che fonde raffinate
sonorità tradizionali arabe alla poesia di Faber.
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