GIORNALE LOCALE Domenica 17 luglio 2011 SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE FONDATO NEL 1957 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA Missioni Alla soglia dei 100 anni, la vita del sacerdote originario di San Felice PAGINA 9 Alcuni missionari modenesi sono tornati. E raccontano... La storia Don Tassinari, che vive in Giappone Voci da terre lontane A PAGINA 2 Anno LV n° 27 • euro 1,20 www.nostrotempo.it Azione Cattolica Estate, tempo eccezionale Le propste formative e le linee per il nuovo triennio A PAGINA 18 Al centro Si vince insieme dell’attenzione N Il Punto • GIANNI BORSA on sarà certo un vertice europeo – sotto forma di Consiglio Ue, Eurogruppo o Ecofin – a risolvere i problemi del sistema-Italia, caricato del pesante fardello del debito pubblico e sottoposto ad attacchi speculativi. Ma di sicuro il consesso comunitario appare oggi quello più adeguato per affrontare rischi di portata mondiale, se è vero, come è vero, che non solo i piccoli Paesi (Grecia, Irlanda, Portogallo), ma addirittura colossi come gli Stati Uniti corrono il pericolo-default. L’allarme emerso in Italia con l’ultimo scossone borsistico ha fra l’altro riportato in primo piano la crisi finanziaria ed economica partita nel 2008 con i subprime americani. Smentendo quelle voci – numerosissime, soprattutto di provenienza politica – che raccontavano una recessione “alle spalle”. Invece la crisi c’era e c’è: e ne sanno qualcosa le imprese che hanno commesse a singhiozzo o che faticano a ottenere prestiti bancari; gli istituti di credito che perdono peso specifico e valore; i lavoratori e le famiglie, su cui gravano disoccupazione, calo dei redditi, restrizione forzata dei consumi e incertezza per il futuro. Di certo l’empasse attuale ci consegna alcune certezze. La prima: il rigore dei conti statali, il controllo del deficit e del debito non sono uno sfizio o un’inutile imposizione europea, ma rappresentano uno dei primi, positivi compiti di un governo nazionale. La seconda: all’inizio del nuovo millennio la finanza fa la parte del leone sui mercati mondiali e, per tale ragione, occorrono contromisure coerenti: la governance condivisa e gli altri provvedimenti che l’Ue sta faticosamente cercando di impostare sono una strada credibile. Una terza “certezza”: l’economia reale, quella che passa per i settori produttivi, il commercio, l’occupazione, i consumi, il risparmio, deve ottenere costante e prioritaria attenzione da parte di ogni Paese e delle istituzioni sovranazionali. Essa è un punto fermo, un valore in sé, che può provvedere al benessere dei cittadini, delle famiglie, della società nel suo insieme. L’azione politica di ogni buon governo deve essere dunque orientata ad assicurare il libero mercato, senza rinunciare a prudenti correttivi mediante investimenti, incentivi, leva fiscale, controlli e regole, formazione e istruzione, welfare state, accordi internazionali... Non da ultimo, per i Paesi europei l’Ue diventa – piaccia o non piaccia – un percorso obbligato per salvaguardare gli stessi interessi nazionali, pur nel contesto comunitario. Quindi “più coesione nazionale” e “più Europa politica”, come ricorda il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per avere un’economia più forte. Mentre proseguono i lavori di restauro, una serie d’iniziative diverse si concentrano su Duomo, Ghirlandina e piazza Grande • Stefano Malagoli F ari puntati (e da più angolazioni), in questa torrida estate modenese, sul Duomo, la Ghirlandina e piazza Grande, i beni più preziosi di Modena tutelati dal 1997 dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Procediamo con ordine. Mercoledì scorso è stata presentata a cura di Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico d’arte e coordinatrice del sito Unesco, la nuova guida di 47 pagine promossa dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura all’interno della collana “I tesori d’Italia e l’Unesco” (Sagep editori, 2011). Il volumetto s’intitola “Modena: Cattedrale, torre Civica e piazza Grande” e comprende immagini a colori, cartine, ele- menti di storia e descrizioni dei tesori artistici, ma anche informazioni utili su come raggiungere la città, dettagli sulle principali manifestazioni e sulla gastronomia del territorio. La presentazione è avvenuta nel corso della conferenza in piazza XX Settembre su “Modena e il Patrimonio Mondiale dell’Umanità: i siti Unesco del mondo in immagini e parole”. Dal 2008 ad ogni sito Unesco in Italia è dedicata una guida con approfondimenti tematici, itinerari consigliati, immagini e informazioni; la nuova guida al complesso modenese è curata dal Museo civico d’arte e dal servizio Turismo del Comune di Modena. E sempre l’Unesco realizzerà prossimamente audioguide in diverse lingue su Duomo,Ghirlandina, Musei del Duomo e piazza Grande (con i prospetti di palazzo Comunale e palazzo Arcivescovile) a disposizione dei turisti in visita alla città. Un altro faro puntato sul Duomo è quello acceso dal National Geographic che, nei giorni scorsi, ha girato un documentario in cattedrale focalizzando l’attenzione in particolare sulla Porta della Pescheria. La troupe, accompagnata dal direttore dei Musei del Duomo Renato Cavani, era in città per realizzare un documentario sulla figura di Re Artù e, come è noto, la Porta della Pescheria della cattedrale contiene, nell’archivolto, la prima rappresentazione in Europa della Chanson des Gestes con l’epica di Re Artù e dei cavalieri della Tavola rotonda. Le telecamere del National Geographic hanno anche ripreso l’interno della cattedrale, cercando di indagare e documentare quella che doveva essere la decorazione pittorica che nei secoli passati rivestiva le pareti in laterizio. Dopo Modena la troupe si è poi spostata in Toscana, dove a S.Galgano (Si) si custodisce il “cimelio” arturiano della spada conficcata nella roccia. Segue a pagina 4 2 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Missioni In pausa dalla missione Incontro con don Maurizio Setti, sacerdote modenese a Itapuranga, nella diocesi brasiliana gemellata con quella di Modena T Sono passati anche... P • mariapia cavani rascorre gli ultimi giorni del suo periodo di pausa a Modena il nostro don Maurizio Setti. Per impegni di famiglia non ha potuto partecipare alla Tre giorni, uno dei momenti in cui il suo vissuto brasiliano si sommava all’esperienza modenese, ma ci dedica il tempo di due chiacchiere per fare il punto della situazione. “Da febbraio dello scorso anno - ci ricorda - sono pas- Riflessioni sulla Don Maurizio Setti, Edilene (collaboratrice di Anna Melini), mons. Lanfranchi, Anna Melini, Anna Zambolini sato dalla parrocchia di Itaberai a quella di Itapuranga, a circa 60 km di distanza. Il decentramento, che già è una caratteristica della nostra diocesi, qui è ancora più evidente: la messa, nelle diverse comunità Parola Il Regno dei cieli è simile… (Mt 13,21) C G.G. ontinua da parte di Matteo la presentazione del discorso in parabole di Gesù. Qui tre interventi per aiutarci a comprendere il mistero del Regno che lui è venuto ad annunciare e inaugurare. La parabola della zizzania, seminata dal “nemico” in mezzo al buon seme; quella del granello di senape, il più piccolo di tutti i semi; quella del lievito che fa lievitare una grande quantità di farina. Di fronte ai buoni e ai cattivi Dio si mostra paziente, dà spazio agli uni e agli altri, li lascia crescere insieme, non li separa nettamente. Anche perché bene e male passano dentro a ciascun uomo; nessun uomo è mai totalmente buono e mai totalmente cattivo. Nessuno è mai definitivamente collocato durante la vita terrena nel bene o nel male. Dio è attento, si riserva il giudizio finale e chiede ai suoi discepoli, alla sua Chiesa, di seguirlo nell’esercizio della pazienza e della misericordia. Invita poi ad essere vigilanti e pronti in vista della “mietitura”. No diremmo della “resa dei conti”: ma per Dio si tratta della realizzazione della sua giustizia alla fine del mondo. “I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre”. C’è poi l’eloquente immagine del più piccolo dei semi (il granello di senape) che, per la potenza vitale che porta dentro è destinato, crescendo, a farsi un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido tra i suoi rami. E’ piccolo il gruppo che inizialmente si raccoglie intorno a Gesù e accetta il suo annuncio, ma la forza dello Spirito lo rende popolo grande di Dio. Così come la parabola del lievito mette in evidenza soprattutto la forza capace di fermentare una grande quantità di farina a partire da una quantità modesta di lievito. Così è stato dell’allargarsi, non solo numerico, del Regno nel mondo e soprattutto della sua capacità di animare la storia umana fermentandola di amore. Parabole destinate a infondere coraggio e speranza nella Chiesa nascente, piccola realtà. Ma anche nel popolo di Dio immerso nel mondo e spesso tentato di pessimismo e avvilimento di fronte ai contrasti e agli insuccessi. Sempre la Chiesa è chiamata a credere nella forza potente dello Spirito che la abita e fa crescere il Regno, conducendolo alla pienezza. era celebrata una volta al mese. Ho fatto la proposta di celebrarla ogni due mesi, sostituendo una delle due liturgie con la formazione per gli operatori. E nessuno ha avuto nulla da obiettare. Naturalmente da parte dei sacerdoti serve l’attenzione, in caso di spostamenti di date, per non far comunque mancare la celebrazione per periodi troppo lunghi”. Sorrido e penso che spesso da noi la soppressione di una messa causa scontento e perplessità: “Le chiese sorelle del sud del mondo – ricorda don Maurizio – avrebbero molte esperienze da condividere lungo il cammino della corresponsabilità e dell’impegno dei laici”. Il tema è di grande attualità anche da noi, in effetti. Inevitabile un passaggio sulla situazione economica brasiliana: “Il salario di base – racconta ancora don Maurizio – è salito in questi anni più dell’inflazione, quindi le condizioni della popolazione sono nettamente migliorate negli ultimi dieci anni. Gli incentivi sociali aiutano i poveri, specialmente in regioni come il Nordeste, a non essere più dipendenti dai ricchi per la propria sopravvivenza, e questo emerge nei risultati elettorali. Per questo alle ultime elezioni abbiamo assistito ad un significativo ricambio nella classe dirigente, persone che ricoprivano ruoli di potere da decine di anni non sono state rielette. Il Brasile è un democrazia giovane però ed il passo successivo, per chi sale a ricoprire incarichi di responsabilità, è quello di non usare il proprio ruolo per arricchire se stesso, qualche congiunto o gli sponsor che hanno finanziato la campagna elettorale. Un sistema trasparente di finanziamento pubblico per la politica servirebbe a limitare questi rischi. Ma servirebbe anche educare, alla luce della Dottrina sociale, ad una presenza positiva nelle istituzioni, che sia davvero un servizio”. Un ultimo pensiero don Maurizio lo riserva all’asilo di Fernanda Park, una delle strutture di Itaberai a cui ha dedicato tempo ed attenzioni: “La comunità ormai lo sente proprio, è in corso una convenzione col comune. I modenesi mi hanno aiutato per realizzarlo, ma ormai si regge con le sue gambe. E di questo sono grato a molti, in Italia e in Brasile”. adre Aristide Guerra (nella foto con la nipote Gloria) Nato a Nonantola nel 1927, frequenta dapprima i seminari della diocesi, per poi entrare nel noviziato dei Comboniani del Cuore di Gesù, a Venegono, nel 1947. E’ del 1949 la sua professione religiosa, a cui seguono gli studi teologici in Italia e negli Usa, a Cincinnati. L’ordinazione sacerdotale è del 1952, anno in cui comincia il suo lavoro in Eritrea, dove tuttora opera. Prima è all’Asmara e poi a Decamerè. Negli anni difficili della guerriglia si adoperò in favore della popolazione locale, collaborando alla distribuzione degli aiuti, fino alla liberazione di Decamerè, nel 1991. Anna Iotti Nata a Modena nel 1938, Anna è cresciuta nel fertile campo dell’Azione Cattolica della nostra città, collaborando anche con la Città dei Ragazzi. Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere alla Bocconi, entrò nella fraternità delle Piccole Sorelle di padre De Foucauld. Partì per la Terra santa, dove tuttora vive, nel 1967: qui ha svolto attività di incontro, sostegno, lavorando accanto alla popolazione di questa terra ricca ed inquieta. Oggi vive a Beer Sheva, nel deserto del Neghev. Anna Maria Melini Legata al Movimento del Graal, fondato da un vescovo olandese, fatto di missionari laici, Anna, nata a Castelnuovo nel 1930, si laurea in Lettere classiche a Bologna e, nel 1961, parte per il Brasile (dove tuttora vive). Impegnata prima a Belo Horizonte e poi a San Paulo, collabora poi per alcuni anni alla preparazione dei missionari, a Verona. Nel 1970 torna in Brasile, con una equipe modenese che opera a Itauçu. Il trasferimento a Goiania è del 1974: qui realizza, anche con il sostegno della diocesi di modena, con cui la diocesi di Goias è gemellata, il centro comunitario Capuava per l’assistenza spirituale e scolastica della popolazione. Ha insegnato anche Pedagogia presso l’università di Goiania e si è dedicata, dopo il 1980, al coordinamento delle attività scolastiche del Barrio Capuava. Ha collaborato con la diocesi nella commissione Bibbia e catechesi. NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 3 Terzo settore Rinnovate le cariche all’interno dell’associazione che gestisce il Centro servizi per il volontariato di Modena L ’associazione Servizi per il volontariato di Modena, ente gestore del Centro di Servizi per il Volontariato, ha un nuovo presidente: si tratta di Angelo Morselli, 60 anni, impegnato da anni nel mondo del volontariato, in particolare all’interno dell’associazione Auser (Autogestione dei Servizi per la solidarietà) provinciale. Vice presidente è stato eletto, nel corso dell’assemblea dell’associa- Davanti allo L’aiuto per chi aiuta zione, Luca Barbari, 31 anni, avvocato e volontario dell’associazione Porta Aperta. “Nell’attuale situazione di crisi economica, fatta di risorse che calano e di bisogni che aumentano – dice Morselli – il ruolo del volontariato e delle reti sociali è ancora più importante. Nel sistema del welfare, il volontariato deve mantenere la propria specificità, impegnandosi in maniera sussidiaria, evitando quindi un ruolo di sostituzione. Secondo il rapporto Eurispes del 2011, al primo posto nella fiducia degli italiani c’è proprio il volontariato: questo forte sentimento non va tradito e sarà quindi nostro compito investire impegno e risorse in trasparenza, efficienza, attenzione all’efficacia, apertura al dialogo e al lavoro di rete. Il Centro di servizio per il volontariato – aggiunge poi il neo-presidentein questo momento difficile caratterizzato da un brusco calo delle risorse, deve essere accanto al volontariato, favorirlo nella sua azione quotidiana e deve anche aprirsi sempre più all’esterno, creare partnership con tutto il terzo In Consiglio e in commissione O Angelo Morselli vizio è quello di sostenere e qualificare l’attività delle associazioni di volontariato del territorio di riferimento, nel caso modenese coincidente con l’ambito provinciale, attraverso l’erogazione di servizi, rivolti alle associazioni iscritte e non iscritte al registro provinciale. Formazione, Specchio Adeodato e Genoeffa in ferie L • don nardo masetti a mattinata sembra trascorrere come tutte le altre: Genoeffa sotto l’ombrellone lavora un centrino all’uncinetto, la “signora” legge le sue riviste e Adeodato è andato a fare il solito giretto al molo. All’improvviso la “signora”, distolto lo sguardo dalla rivista, rivolge per la prima volta la parola a Genoeffa. Le chiede a bruciapelo: “Ma lei va a Messa proprio tutte le domeniche?”. L’interpellata rimane con l’uncinetto sospeso in aria per la sorpresa; poi riavutasi e resasi conto che le parole sono rivolte proprio a lei, risponde: “Signora, non solo ci vado la domenica, ma quando mi è possibile anche i giorni feriali”. “Per favore non mi dica signora; mi chiami Afra che è il mio nome di battesimo”. Poi la signora Afra racconta che da molto tempo ha abbandonato la pratica religiosa; esattamente dal giorno in cui, dopo esserle morto il marito, Dio le ha tolto anche l’unico figlio in un incidente stradale, nel quale lui non aveva alcuna colpa. La domanda che Genoeffa le aveva rivolto tre giorni prima, l’aveva indotta, e non sapeva nemmeno lei perché, a rimettere piede in chiesa. Ma il suo problema di fondo rimaneva. Genoeffa rimane in silenzio. Poi confessa di non essere in grado di rispondere, perché era andata a scuola sino alla terza elementare... Però aggiunge che anche lei ha perduto una figlia colpita da uno dei tumori più brutti, quando aveva solamente ventiquattro anni. Il parroco le aveva detto che Dio non c’entra con le disgrazie: vengono perché vengono. Lui si interessa di cose più importanti: quelle che ci portano in paradiso per tutta l’eternità. La figlia è già là che aspetta i suoi genitori. Per portarci in paradiso, non ha risparmiato nemmeno suo Figlio. Poi il prete aveva concluso che Dio non risolve i nostri problemi terreni, ma li illumina con la sua luce e, allora, anche le disgrazie si vedono in modo tutto diverso. Genoeffa non sa dire altro e si scusa con la signora. Afra aggiunge che bastava così e che la ringrazia. Non riesce a dire altro, perché sta piangendo. Nel frattempo era ritornato Adeodato il quale, avendo afferrato quello che la moglie stava dicendo, aggiunge con un sospiro: “Eh signora! Se non ci fosse la fede in Dio, come si farebbe a tirare avanti? Ma la c’è la Provvidenza per fortuna!”. Più tardi arriva la signora dell’ombrellone vicino, e Afra le mormora: “Ma quei due lì da dove sono saltati fuori? Li ha proprio mandati la Provvidenza!”. P.S.Adeodato e Genoeffa possono insegnare qualcosa pure a noi, quando ci recheremo in ferie? Luca Barbari settore, le amministrazioni pubbliche e il mondo imprenditoriale. Il Centro di servizio per il volontariato si impegnerà inoltre per aumentare la rappresentatività del volontariato locale, in sinergia con le organizzazioni di rappresentanza, il Forum del terzo Settore e il Comitato Paritetico Provinciale. Analogo impegno verrà profuso a livello nazionale, per sviluppare sempre più il rapporto con gli altri Centri di servizio per volontariato in Italia. Il lavoro che ci aspetta è comunque in continuità con l’ottimo lavoro svolto dal presidente e dall’intero consiglio direttivo che ci hanno preceduti, che noi ringraziamo per l’impegno profuso e i risultati raggiunti”. L’associazione Servizi per il volontariato, fondata nel 1995, gestisce l’omonimo Centro servizi , uno dei nove attivati sul territorio regionale e previsti dalla Legge 266/91 e dalla Legge regionale 37/96. Istituiti dal Comitato di Gestione (Co.Ge) regionale con i fondi messi a disposizione dalle Fondazioni delle Casse di Risparmio, compito del centri di Ser- ltre al presidente Morselli e al vice presidente Barbari, eletti anche i membri del nuovo consiglio direttivo, dell’organo di controllo contabile e della commissione di garanzia. Nel consiglio direttivo entrano Fabio Campioli (associazione di solidarietà con il popolo Sarawi Kabara Lagdaf ), Alessandra Ferrini (Aism-associazione italiana sclerosi multipla di Modena), Giuseppe Mucciarini (Amila - Amicizia Italo Latinoamericana), Piernicola Tartaglione (associazione Noè - Famiglie per le famiglie), Cristiano Terenziani (Avis provinciale), Massimo Tonelli (Acli per la gente) e Roberto Zanoli (Venite alla festa) nominato dal Co.Ge Emilia Romagna. Componenti dell’organo di controllo contabile sono Francesco Artioli (associazione Noè – Famiglie per le famiglie), Camilla Grisan (Avis provinciale e comunale di Modena e Aido provinciale) e Vito Rosati (nominato dal Co.Ge Emilia Romagna). La Commissione di garanzia dell’associazione Servizi per il volontariato di Modena è ora composta da Massimo Bergonzini (Anffas – associazione nazionale famiglie fanciulli e adulti subnormali), Maria Lugli (Uildm – Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) e Giordano Riccò (Acae – associazione Cristiana attività espressive). consulenza, attività di informazione e comunicazione, promozione e orientamento, sostegno per la documentazione e la logistica e affiancamento nella progettazione: questi i servizi che l’associazione Servizi per il volonta- riato, tramite il centro, offre alla ricca e articolata realtà del terzo settore modenese. A disposizione delle associazioni e dei cittadini, anche il sito www.volontariamo.it, il portale del volontariato modenese. Festival Francescano 2011: il lancio sul web Francesco d’Italia… lo spot! O ltre 1.000 visualizzazioni in pochi giorni. Riscuote un grande successo il video promozionale della terza edizione di Festival Francescano, a Reggio Emilia il 23, 24 e 25 settembre 2011. Per la sua realizzazione, gli organizzatori del Festival (il Movimento francescano creazione di video in “motion graphics”, una tecnica di animazione che combina grafica, effetti audio, musiche e parlato. La storia che viene raccontata è quella terrena del santo Patrono d’Italia, a cui il Festival è dedicato, con uno stile semplice e accessibile a tutti. Non una mera narrazione, però. Ad ogni tappa dialogo, amore, perdono… è questo il messaggio di Festival Francescano che verrà declinato attraverso conferenze, spettacoli, attività per i bambini. Tra gli ospiti: Giovanni Allevi, Enrico Brizzi, Nicolo’ Fabi, Ernesto Olivero, Valerio Onida, Marco Impagliazzo e molti altri! dell’Emilia Romagna) si sono affidati a “Tiwi”, giovane società con sede proprio a Reggio Emilia, specializzata nella della vita di Francesco, viene ribadito il valore che l’ha contraddistinta. Carità, essenzialità, fraternità, umiltà, speranza, pace, Il video si può vedere nell’home page del sito www.festivalfrancescano.it Info: +39 334 2609797. 4 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Attualità Emergenza caldo: per gli anziani numero verde e pasti a domicilio Comune di Modena, Ausl e associazioni di volontariato si sono organizzati per affrontare le ondate di afa. Per le esigenze si può telefonare all’800 493797 n questi giorni, secondo le previsioni meteo, è arrivata la prevista significativa ondata di caldo, con punte (naturalmente farlo anche se non si avverte lo stimolo della sete), consumare molta frutta e verdura, e indossare indumenti leggeri e di colore chiaro. Per rendere meno disagevole il fino ai 35 gradi che hanno messo in difficoltà soprattutto le fasce più deboli della popolazione e chi non è ancora andato in vacanza in luoghi di villeggiatura, o per chi non riuscirà comunque a partire. Per chi resta in città, quindi, non rimane altro che seguire alcuni semplici ma efficaci consigli per affrontare meglio le difficoltà del clima: evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, bere almeno 2 litri d’acqua al giorno soggiorno in città, in particolare per gli anziani, anche quest’anno l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Modena, in collaborazione con il Dipartimento di cure primarie e con le associazioni di volontariato, ripropone una serie di iniziative. Si va dall’assistenza farmaceutica ai pasti a domicilio, dai soggiorni marini a Pinarella di Cervia, dal numero verde 800-493797 per le emergenze a piani informativi per i I Segue da pagina 1 Al centro dell’attenzione T utto questo avviene mentre nel cantiere della cattedrale, per usare un termine legato a Lanfranco, continuano i lavori con la pulitura dei pannelli con le Storie della Genesi di Wiligelmo in facciata e gli interventi sul lato meridionale che prospetta in piazza Grande (qualcosa già s’intravvede nella strettoia di Calle dei Campionesi e in prossimità della Porta dei Principi) e sulle absidi. E poi la Ghirlandina, celata alla vista di modenesi e turisti ormai da 3 anni. Anche sulla torre simbolo della città i lavori stanno procedendo celermente, dopo l’ empasse dei mesi scorsi con il fallimento della prima ditta aggiudicataria dei lavori, il subentro di una seconda impresa e qualche rallentamento dovuto a motivi economico-finanziari. E’ per il momento solo un’ ipotesi, ma prima di quanto si possa immaginare (si parla addirittura di settembre), potrebbero cadere i veli di Mimmo Paladino e la Ghirlandina, rimessa a nuovo, tornerebbe presto a far bella mostra di sé, “elta e sacca, pianteda in dl’umbréghel ed Mòdna” per dirla con un modenese doc come Sandrone Pavirone. E tutto il complesso monumentale che parla di S.Geminiano e del passato illustre di Modena potrà così tornare a splendere come nella bella immagine del fotografo geminiano Ghigo Roli pubblicata in prima pagina (la foto è stata utilizata per gentile concessione di Franco Cosimo Panini Editore). cittadini e per le collaboratrici familiari, con la distribuzione di opuscoli e schede informative contenenti le misure da adottare. E’ stata inoltre tracciata una mappa degli anziani di età maggiore di 75 anni che vivono soli o con altri anziani in città e non hanno figli residenti a Modena. L’elenco sarà distribuito ai medici di Medicina generale, che potranno a loro volta segnalare ulteriori soggetti fragili, affinché vengano attivati servizi di cure domiciliari sulla base del criterio di rischio. Per i casi di emergenza è stata strutturata una unità di crisi distrettuale, composta da dipartimenti Cure primarie e Sanità pubblica, assessorato alle Politiche sociali, medici di Medicina generale e Protezione Civile. Attiverà una rete di servizi in caso di allarme e deciderà le azioni da intraprendere in caso di protratte ondate di calore. Tante sono inoltre le attività di socializzazione e di stimolo organizzate nei Centri territoriali (polisportiva Pini, circolo Piazza, polisportiva Saliceta San Giuliano, circolo XXII Aprile) e nei centri aggregativi Il Girasole e Il Faro. Aperti anche nel periodo estivo, infine, i punti iniettori del territorio comunale. NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 5 Chiesa e mondo Giornata del mare: l’impegno della Chiesa per molte persone a rischio • Mons. Giancarlo Perego L ’Italia è un Paese abbracciato dai mari e accompagnato da molti porti. Il mare è “cosa buona” – come ricorda il libro della Genesi (1,10). Al tempo stesso, il mare è simbolo di precarietà, rischio, distanza. Celebrare la domenica del mare significa ricordare un simbolo della vita, della vita buona che il mare rappresenta, ma che chiede attenzione, rispetto, tutela. Nel messaggio per la Giornata di quest’anno – che si è celebrata il 10 luglio – il Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti ricorda il mondo di circa 1 milione e mezzo di marittimi di oltre 100 nazionalità che quotidianamente lavorano in mare. In Italia sono circa 40.000 i marittimi, secondo i dati del Ministero dei Trasporti. Purtroppo, però, questa categoria di lavoratori è tra le meno tutelate al mondo, per diversi motivi: incidenti, abbandono delle navi in porti stranieri, retribuzione inadeguata, orario di lavoro esteso, mancanza di sicurezza e In porti stranieri protezione, tutela delle famiglie. Nel 2006 l’Ilo, l’Organizzazione internazionale sul lavoro, ha adottato una convenzione sul lavoro marittimo, recepita nel 2009 da una direttiva del Consiglio d’Europa e ratificata da 16 Paesi del mondo. L’Italia nel 2010 ha istituito il Comitato tripartito marittimo nazionale al fine di trattare le questioni dell’applicazione della Convenzione Ilo del 2006, ma non ha ancora ratificato la Convenzione. Ci auguriamo che la discussione sulla ratifica della Convenzione venga calendarizzata tra i lavori parlamentari dell’autunnoinverno 2011-2012 e veda un’approvazione di tutti i partiti politici, così che anche in Italia vengano meglio tutelati i lavoratori marittimi e le loro famiglie. Tra i lavoratori marittimi sempre più ci sono anche in Italia lavoratori immigrati. Rumeni, cinesi, albanesi, filippini, ucraini, tunisini, indiani sono tra gli immigrati più presenti nel lavoro marittimo. Questa sempre più numerosa presenza spesso soffre i maggiori disagi e, al tempo stesso, le più frequenti discriminazioni e limitazioni sui diritti dei lavoratori. La Giornata del mare chiede di guardare a questi “ultimi” in particolar modo, perché il profitto, l’interesse economico non limiti la tutela dei diritti. Non è un caso che, dal 1943, “patrono del mare” è stato proclamato san Francesco di Paola, il cui culto è soprattutto diffuso in molte città m a r i n a re d’Italia e d’Europa, ricordando il suo prodigioso passaggio dello stretto di Messina sul suo mantello, ma anche il suo amore per i poveri, soprattutto tra la gente del mare. Le “Stellae maris”, le parrocchie sul mare, le cappellanie nelle città portuali spesso sono gli avamposti con cui la Chiesa, attraverso presbiteri, diaconi, consacrati e un meraviglioso mondo di laici, incontra e sostiene i lavoratori non solo nei bisogni essenziali, ma anche in un cammino di riconoscimento dei diritti, dentro una comunità sempre più capace di solidarietà sulle navi e anche nei porti e in ogni luogo di passaggio delle persone. Legge fine vita Segnale positivo • Marco Doldi L a buona notizia viene dalla Camera dove è stato votato con ampia maggioranza il primo articolo della nuova legge. Insieme ai due che seguono, questo articolo delinea in maniera chiara le finalità della legge che vuole garantire l’inviolabilità e l’indisponibilità della vita umana, oltre che la tutela della salute, come diritto fondamentale del cittadino e della società, garantendo anche la partecipazione del paziente all’identificazione dei percorsi medici nell’ambito di un’autentica alleanza tra medico e paziente. L’iter della legge viene seguito con senso di responsabilità da tanti cittadini, nonché associazioni. Queste nei mesi scorsi si sono riunite per sostenere con la loro attiva partecipazione il dibattito pubblico sul fine vita. Si tratta di un gesto molto importante perché non si può tacere che in questi ultimi anni taluni organi d’informazione abbiano stonato, presentando un’informazione parziale e dando più voce al sentire di pochi che non alla sensibilità delle persone comuni. Da aggiungere che di recente sui media cattolici è stato pubblicato un documento di intellettuali a favore della legge. I cattolici hanno sempre fatto sentire e continuano a far sentire la loro voce. Una voce non mossa da alcun interesse se non dal desiderio di difendere sempre il bene della persona, soprattutto nel momento delicato in cui termina l’esistenza umana. Una voce libera da condizionamenti di parte che trova consenso in un’ampia maggioranza trasversale alla Camera dei deputati. Questa accoglienza è vista dagli oppositori come se si trattasse di un’indebita ingerenza: si vuole forse una Chiesa che parla e nessuno che l’ascolta? Le associazioni d’ispirazione cristiana ritengono fermamente che il testo di legge sia “una proposta ragionevole, condivisibile, realmente liberale e oggi non più rinviabile, a fronte degli avvenimenti degli ultimi anni sul fine vita e libertà di cura”. Al momento, è urgente e necessario che il Parlamento ponga per legge limiti e vincoli precisi a quei tentativi, talvolta condotti nelle sedi di giudizio, che conducono a derive eutanasiche. Purtroppo, in assenza di una legge adeguata, gravi decisioni giudiziarie hanno reso possibile interrompere a pazienti non più in grado di esprimere il proprio consenso trattamenti vitali come l’alimentazione e l’idratazione. Occorre sostenere lo sforzo del legislatore per arginare in modo efficace quella cultura di morte che finirebbe per schiacciare molti indifesi. Etica della vita La Francia insegna... il sesso • don Gabriele Semprebon * L e diverse teorie sui generi sessuali hanno certamente disorientato molti, tant’è che a Parigi il Ministero francese per l’Istruzione Nazionale ha annunciato di voler introdurre la teoria del genere nei manuali di Scienza della Vita e della Terra di tutte le classi di premières (alunni di 16 anni). La bozza del testo è stata commentata dall’ arcivescovo di Parigi, il cardinale André Vingt-Trois, il quale dichiara che la teo- ria presentata propone “una sessualità completamente disarticolata...”. Il cardinale lamenta soprattutto il modo in cui la sessualità viene descritta e cioè come un’esperienza culturale in cui l’orientamento fluttua spinto dal sentimento e dalle circostanze. In questo modo si propone una sessualità disarticolata e dissociata dalla personalità che comunque deve fare i conti con un assetto bio-fisiologico che non è altalenante o malleabile ma che impone naturalmente un tipo di orientamento piuttosto che un altro. In una intervista radiofonica il cardi- nale aggiunge: “Una sessualità che si riduce a una relazione sessuale senza tener conto che questa relazione sessuale si articola con la costruzione di una persona... questa è la cosa più triste in questi manuali, dei quali ho visto qualche copia: l’immagine della sessualità umana che viene data è solo di malattia... è un’educazione sessuale che si concentra esclusivamente sulle malattie a trasmissione sessuale, per dare consigli per evitarle, e sull’aborto... occorre aiutare i giovani a scoprire che hanno una personalità infinitamente più ricca di quel che sembra e che possono trovare una grande quantità di ricchezze straordinarie, ma a condizione di entrare in una relazione umana con l’altro... e tuttavia sembra proprio quello che non si vuole dire loro”. Credo che il pensiero vada anche ai giovani delle nostre realtà, soprattutto delle parrocchie. Non mi pare che ci sia una onesta educazione sessuale, tema di cui si glissa volentieri. Manca un confronto onesto e sincero pur mantenendo ferma la questione che la morale cristiana non cambia in base ai tempi e che confrontarsi non significa lesinare o adattare le cose ma chiarire i motivi tali per cui l’insegnamento magisteriale ha percorso un certo orientamento piuttosto che un altro. Si fanno incontri sull’aspetto psicologico e relazionale della sfera sessuale ma occorre educare partendo anche dall’aspetto biologico, filosofico e morale, elementi da cui non si può prescindere nella costruzione di una sessualità della persona e non solo dell’istinto. Bisogna sapere in modo approfondito come funziona non solo la sfera psichica ma anche quella fisiologica e come su questa base si inserisce una sessualità ragio- nata, pensata, con un prezzo da pagare alto, ma che è comunque più umana che non il genere bestiale della sessualità culturale. La pluridimensionalità della sessualità, legata proprio ai diversi aspetti dell’uomo (biologico, psicologico, morale...) se insegnata, proposta attraverso un onesto confronto, non può che orientare ad un reale significato di sessualità che è ben lungi da essere un fenomeno fluttuante di una certa cultura in un certo momento storico. * In collaborazione con il Centro di Bioetica Moscati 6 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Diocesi Sulla roccia, pensando a Madrid Una esperienza realizzata da un gruppo di giovani modenesi in preparazione alla prossima Giornata mondiale della gioventù in Spagna N umerose sono state in questi mesi le attività, i momenti di preghiera e di riflessione che hanno coinvolto gli 832 giovani della nostra diocesi in partenza per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà il prossimo agosto a Madrid in Spagna. Tra le varie esperienze, accogliamo la testimonianza di una ragazza che, insieme ad altri quaranta giovani della parrocchia di Santa Teresa, ha partecipato ad una due giorni di ritiro guidata da don Stefano Violi all’ombra del santuario della Madonna della Corona. • Chiara Franchini “ M i chiedevo da tempo come mai Gesù andasse così spesso sui monti a pregare e predicare. Probabilmente, per la conformazione del territorio. Eppure, i due giorni trascorsi a Spiazzi (Vr) con i giovani della parrocchia che accompagneremo a Madrid mi hanno spinta a cercare un altro significato: forse Gesù amava le monta- gne perché insegnano silenziosamente come affrontare la vita. Non solo la fatica del cammino o la bellezza della vetta, ma la prudenza per riflettere su ogni passo, l’umiltà di seguire il sentiero che un piede più esperto ha tracciato, la meraviglia di scoprire un paesaggio che cambia man mano che si avanza verso l’unica meta. Ma soprattutto, il valore del pellegrinaggio affrontato seriamente, segnato da amicizie che una Mano intreccia quasi senza che noi ce ne accorgiamo; l’aiuto vicendevole che nasce spontaneo, naturale, proprio come in famiglia; la perseveranza di non lasciarsi scoraggiare dalle asperità o distrarre dal cammino, perché c’è un luogo che ci aspetta, o meglio, c’è Qualcuno che ci aspetta. È stato determinante avere Gesù come centro del nostro viaggio, incontrato in special modo nel santuario della Ma- sto ha scelto per continuare ad edificare la sua Chiesa. L’ultima sera, al calar del sole, canti di lode e di adorazione attorno al fuoco hanno coronato il nostro ritiro e, anche qui, mi ha colto con tutta la sua solidità cosa implica affermare che Gesù è luce per la nostra vita. Attorno al fuoco, ciascuno aveva un volto, un nome, era un amico. Una volta spento, le tenebre ci hanno inghiottito, il paesaggio era indistinguibile, donna della Corona, incastonato come una gemma preziosa nella parete di una montagna. Lassù, attorniati dalle vette che formano la corona da cui prende nome il santuario, si è concretizzato in modo unico e inconfondibile il messaggio che il Santo Padre ha scelto per questa Gmg: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Ecco perché dal 1200 a oggi c’è sempre stato su quel precipizio vertiginoso un tempio che non gli occhi non scorgevano più visi familiari. Era come essere soli, persi, azzerati; l’estasi per lo sfondo mozzafiato che incorniciava la veglia diventava la paura di precipitare nell’abisso. Siano dunque la Luce e la Roccia ad accompagnarci verso Madrid, perché possiamo radicare e fondare tutta la nostra vita in Cristo e a nostra volta contagiare di gioia luminosa gli indecisi ed essere sostegno incrollabile per chi vacilla.” ha mai ceduto, fondato sulla roccia, che ha mostrato a noi giovani che ci apprestiamo ad incontrare a Madrid il Santo Padre l’ immagine eloquente di quella “Pietra” che Cri- “L’Eucaristia nella vita quotidiana” In vista del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale dal 3 all’11 settembre S “ ignore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. È questo il tema del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre. La settimana si articolerà in momenti spirituali e celebrativi, riflessioni e testimonianze e culminerà con una solenne celebrazione eucaristica domenica 11 settembre ad Ancona. I significati del Congresso Eucaristico sono molteplici. In primo luogo, si tratta di un atto di fede nell’Eucarestia e un evento di comunione per l’intera Chiesa italiana che in quei giorni vedrà convergere nel capoluogo marchigiano migliaia di fedeli da tutte le diocesi. L’evento riveste anche un significato sociale e culturale perché l’Eucarestia, sacramento dell’amore di Dio per gli uomini, è pane del cammino storico dei credenti e fermento di novità in tutti gli aspetti del vivere umano. Ecco i principali appuntamenti lungo le giornate. Il 2 settembre, venerdì, alla Mole Vanvitelliana sarà inaugurata la mostra “Alla Mensa del Signore. Capolavori dell’Arte Europea da Raffaello a Tiepolo”. Il 3 settembre si svolgerà tutto ad Ancona, a partire dalle 10.30, con la celebrazione eucaristica per i volontari ecclesiali e di protezione civile, l’accoglienza del Legato Pontificio e l’incontro con le autorità. Nel pomeriggio relazione del prof. Andrea Riccardi “I Congressi Eucaristici nella storia d’Italia”, l’inaugurazione degli stand informativi e del Punto Giovani. In serata l’accoglienza della Croce proveniente dalla XXV GMG di Madrid. Domenica 4 settembre alle ore 11 la celebrazione Eucaristica di apertura (diretta RAI) con rappresentanza di circa 1000 ragazzi. Nel pomeriggio “La festa sei tu” incontro con i ragazzi da 8 a 12 anni (in collaborazione con ACR, AGESCI, Pueri Cantores). In serata la processione delle imbarcazioni per il lancio delle corone nel ricordo dei caduti in mare. Alle 21.30 il concerto del maestro Giovanni Allevi con l’orchestra filarmonica marchigiana. Il tema di lunedì 5 è Eucaristia: passione di Dio per l’uomo - Eucaristia per l’affettività. La giornata si svolgerà interamente ad Ancona, si aprirà alle 8 con la messa. Nel pomeriggio percorsi turistici, culturali e religiosi. A seguire Fontane di Luce: luoghi di ascolto e di dialogo curati dalla Pastorale Familiare della Regione Marche. Musica e teatro in serata. Martedì 6 il tema sarà Eucarestia: presenza di misericordia - Eucaristia per la fragilità. La giornata si svolgerà tra Loreto, Ancona ed Osimo: in mattinata l’approfondimento sul tema della giornata con particolare attenzione al disagio, alla dipendenza e al rapporto con esso, nel pomeriggio la benedizione dei malati, alle 20 ad Ancona la Via Crucis. Il 7 settembre si rifletterà su Eucaristia nel tempo dell’uomo - Eucaristia per il lavoro e la festa, il tema che maggiormente tocca la nostra diocesi, legato al nuovo anno pastorale. La giornata si svolgerà a: Fabriano, Ancona, Falconara, Osimo. In mattinata approfondimento sul tema “Eucaristia e Lavoro”; nel pomeriggio percorsi turistici, culturali e religiosi e animazione di bande musicali, in serata festa itinerante. La giornata dell’8 settembre è dedicata a Eucarestia pane del cammino: Eucaristia per la tradizione e si svolgerà a Senigallia, Ancona, Jesi. In mattinata approfondimento sul tema della giornata con gli operatori pastorali dell’evangelizzazione. Incontro con gli operatori pastorali dell’evangelizzazione, della formazione e insegnanti e premiazione concorso scolastico nazionale. Alle 17 ad Ancona S. Messa, seguita dalla processione Eucaristica. Venerdì 9 Eucaristia: luce per la città - Eucaristia per la cittadinanza (ad Ancona e Osimo): mattinata per gli approfondimenti, pomeriggio dedicato all’incontro dei delegati per l’ecumenismo. Alle 21, Stabat Mater, a cura della fondazione Pergolesi – Spontini. Sabato 9 inizio delle celebrazioni conclusive: IV Pellegrinaggio Nazionale delle Famiglie per la Famiglia, “Frammenti di vita vera” - Incontro per le famiglie e Incontro ecumenico. Domenica 10 settembre, giornata conclusiva, alle ore 10 nell’area portuale di Ancona, la Santa Messa presieduta dal Santo Padre. Benedetto XVI alle 17 incontra sacerdoti e sposi e alle 18 i fidanzati. I dettagli su www. congressoeucaristico.it. Agenda del Vescovo Domenica 17 luglio ore 11 a Miceno celebrazione Eucaristica ore 15 a Dogana – Villa Immacolata con l’Azione Cattolica diocesana Martedì 19 luglio ore 9.30 Consiglio episcopale Venerdì 22 luglio ore 18.30 a Magreta celebrazione eucaristica con associazione San Gaetano Domenica 24 luglio a Ferriere Agenda della Diocesi Lunedì 18 luglio Partenza del campo estivo degli adolescenti 16/19 con i seminaristi NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 7 Solidarietà Da Modena e Reggio Emilia un progetto per sostenere la realizzazione di una cooperativa casearia nei Balcani Una mano in Kosovo i chiama M.i.l.k. “Milk-processing Initiative to Link Kosovo to Europe il nuovo impegno internazio- nico per la costituzione di una cooperativa casearia a Klina, città della regione di Peja/Prc, nel Kosovo centro occidentale, mirata alla costituzione di un caseificio, finalizzato alla produzione ed alla commercializzazione di formaggi freschi e semi stagionati (a tre mesi). Il progetto, della durata di 24 mesi è finanziato con fondi dell’Unione Europea per 550.000 euro e vede il Gal come partner di Reggio Terzo Mondo Onlus e Gal Mi- murri, vice presidente del Gal – offrire il nostro supporto a questa iniziativa, per contribuire allo sviluppo ed alla ripresa economica di questa zona del Kosovo, duramente colpita dalla guerra. Dopo la ripresa della fase produttiva, infatti, occorre sviluppare anche la fase della commercializzazione dei prodotti, per aiutare la quale il GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, attraverso il confronto con il locale GAL Mirusha, metterà a disposi- operativa agricola, composta da 5 associazioni che a loro volta associano 225 contadini di Klina; il secondo consiste, appunto, nella creazione e nell’avviamento del caseificio; il terzo, infine, prevede l’istituzione di un marchio per il formaggio fresco e semi stagionato, che verrà prodotto. A questo fine, attraverso la collaborazione tra il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano e il Gal Mirusha, è previsto uno stage presso due caseifici del terri- me nasce questo progetto? Lo spiega Francesco Gradari, responsabile dei Progetti dell’Area Balcani di Reggio Terzo Mondo: “Dal 1999, la nostra associazione opera a Klina, un’area rurale del Kosovo centro occidentale composto da una cinquantina di villaggi, nei quali vivono circa 55.000 abitanti. Fin dall’inizio della nostra attività, abbiamo sostenuto i centri di raccolta latte, che poi veniva conferito per la lavorazione. Attraverso questo progetto, in una struttura che, durante la guerra, era stata adibita a rifugio per le famiglie di profughi, poi sistemate in altre abitazioni. Il prodotto finito, formaggio fresco e semi stagionato, una specie di caciotta locale, sarà poi caratterizzato da un marchio specifico e sarà distribuito in tutto il Kosovo attraverso grossisti. Inoltre, presso il caseificio, è previsto uno spaccio per la vendita diretta. Infine, grazie al progetto, sarà messo a disposizione un nale del Gal Antico Frignano e Appennino reggiano. L’agenzia di sviluppo, che ha sede a Modena, offrirà infatti la propria consulenza e garantirà il supporto tec- rusha, insieme alla Facoltà di Agraria dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Ipsia – Acli. “Abbiamo ritenuto importante – spiega Valeria Ca- zione le proprie competenze e buone pratiche”. “Tre sono gli obiettivi del progetto – aggiunge Gualtiero Lutti, direttore del Gal – il primo è la costituzione di una co- torio del nostro Appennino, al quale prenderanno parte due casari di Klina, oltre ai rappresentanti delle cinque associazioni e al presidente del Gal kossovaro”. Ma co- per il quale abbiamo chiesto il sostegno del GAL, puntiamo alla costituzione di un caseificio, la cui sede, concessa in comodato gratuito dal Comune, è stata individuata mezzo per la distribuzione e vendita nei mercati locali”. Per approfondimenti sul progetto: www.galmodenaereggio.it e www.reggioterzomondo.org. S LA SERENITÀ SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MODENA - VIALE V. REITER 38 - 059.221122 - CARPI - 059.654688 8 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Incontri Comunità che genera risposte Intervista con Salvatore Rizzo, messinese animatore del progetto ‘Horcynus Orca’ e impegnato in Libera • Mariapia Cavani N el nostro territorio – gli appuntamenti estivi ne sono una testimonianza – si continua ad interrogarsi sul tema della legalità, delle infiltrazioni mafiose e delle reali possibilità di contrasto di questi fenomeni, anche se qualcuno finge ancora che il problema non ci riguardi. Prendersi cura di una città, della convivenza all’interno di essa, degli spazi che farebbero più comodo abbandonati: ci parla di questo Salvatore Rizzo, residente del consorzio Ecosmed di Messina, che dal servizio civile nella Caritas diocesana è partito per un lavoro che fosse insieme servizio alla sua città e agli abitanti. Lo abbiamo incontrato nel corso della giornata della memoria e dell’impegno di Libera, la primavera scorsa, e vi raccontiamo oggi la sua esperienza. Nel 1999 è stato tra i fondatori della cooperativa Ecosmed, per lo sviluppo e l’economia sociale nel Mediterraneo. “Non ci sono contraddizioni - ci spiega in queste parole: esiste un’economia capace di includere chi è escluso, fatta di legalità, occupazione, sostenibilità ambientale”. Da qui il progetto Horcynus Orca, che prende il suo nome da un romanzo di Stefano D’Arrigo. “Capo Peloro era un luogo abbandonato - ci racconta ancora Salvatore - il parco, il sito archeologico e la fortezza. Abbiamo creato una rete di istituzioni locali, insieme alle università di Messina e Reggio Calabria, al CNR, ad attori locali, imprese di giovani, per creare intorno a questi spazi un’economia che producesse lavoro vero, senza reti clientelari”. Il progetto ha le caratteristiche di un organismo vivente, cresce e si modifica nel corso del tempo, secondo le esigenze del territorio e delle persone che lo animano. “Oggi - prosegue con una specifica vocazione sociale”. E poi c’è la Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi: “Nasce dal desiderio della Curia messinese, attraverso la Caritas, di prevenire il fenomeno e dare sostegno economico e finanziario a chi ne era colpito, attraverso microcredito alle imprese e alle famiglie”. Ora tra gli attori della fondazione ci sono anche Ecosmed, Arci e Movi, per il sostegno materiale, legale, fiscale e psicologico delle persone colpite. Dicevamo di un organismo in evoluzione: lo scorso anno è nata infatti la Fondazione Salvatore - il parco è sede della Fondazione, dell’Horcynus festival, della Biennale di arte contemporanea del Mediterraneo, luogo di ricerca per teatro, musica ed arti figurative. E’ anche divenuto centro ONU di documentazione, ricerca, alta formazione e trasferimento delle tecnologie e dei saperi legati al mare”. Numerosi anche i servizi turistici offerti. La seconda sfida che Salvatore ci racconta è legata ad un altro luogo di Messina: “Il Forte Petrazza, un sistema difensivo umbertino, era stato occupato dalla mafia locale. Ora è stato anch’esso restituito alla città, di Comunità di Messina: “Un soggetto che nasce allo scopo di coordinare le iniziative: comprende le altre fondazioni e diversi attori istituzionali, come Confindustra e Ausl. La comunità si organizza, e si finanzia attraverso la produzione di energie rinnovabili. Tre grandi impianti sono stati realizzati su terreni confiscati alla mafia, altri 200 sono sui tetti di abitazioni di famiglie che hanno aderito al progetto: per loro è uno strumento di risparmio ed integrazione del reddito. Poi ci sono quelli sugli edifici istituzionali, come quelli del Ministero della Capo Peloro Forte Petrazza Giustizia”. Tanti i programmi della Fondazione che si stanno sviluppando: “Luce e libertà”, che prevede l’inserimento lavora- tivo di 56 ex internati all’ospedale psichiatrico di Barcellona buone prassi, risorse e progetti nell’educazione. C’è il progetto “Crescendo in bellezza”, rivolto ai bambini del quartiere Camaro, per il potenziamento dei fattori di protezione della loro salute, che coinvolge i pediatri e, attraverso i progetti nazionali Nati per leggere e Nati per la musica, anche le associazioni musicali cittadine, le parrocchie e la Caritas. Dal racconto di Salvatore Rizzo vediamo che è possibile, per una comunità, ascoltare i bisogni e trovare le Pozzo di Gotto, sostenendone l’integrazione sociale attraverso percorsi personalizzati. C’è il Patto Educativo Territoriale, tra la scuola e le altre agenzie educative del territorio, per raccogliere metodologie, risposte, costruendole su misura, realizzando anche spazi di bellezza da condividere. Molto altro su www.horcynusorca.it, anche per chi non ha ancora deciso dove passare le vacanze. Speciale in aereo da Bologna Lourdes Russia - Anello d’Oro 20-22 agosto 2011 2-9 settembre 2011 € 460,00 + tasse €1.690,00 (tasse incluse) Quota di partecipazione a partire da Per informazioni e prenotazioni: Quota di partecipazione a partire da Ufficio Diocesano Pellegrinaggi di Modena - Tel 059. 2133863 - [email protected] NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 9 La storia Don Tassinari, che vive in Giappone Il 99enne missionario salesiano originario di San Felice, una vita avventurosa per portare il Vangelo ai confini del mondo • Paolo Seghedoni D a San Felice, o meglio dalla borgata di Dogaro, alla corte dell’imperatore del Sol Levante. Non solo in senso metaforico, perché don Clodoveo Renato Tassinari (per tutti, anche in Giappone, semplicemente don Renato nome più semplice da pronunciare) alla corte dell’imperatore c’è stato davvero, perfino per il matrimonio di una delle figlie di Hirohito, oltre ad aver ricevuto ormai 40 anni fa nel 1971 la VI classe dell’ordine del Tesoro Sacro, la massima onorificenza giapponese per uno straniero. Riavvolgiamo il nastro e la vita di don Tassinari: nato il 9 marzo del 1912, è ormai prossimo a tagliare il traguardo del secolo di vita, a Dogaro di San Felice, don Clodoveo Renato ha sei fratelli tra cui don Vasco, altro sacerdote scomparso alcuni anni fa. Studia a San Felice e Finale Emilia ed entra, nel 1929, nel liceo dell’istituto salesiano a Chiari, presso Brescia. Il 27 gennaio del 1930, prima di compiere i 18 anni, sbarca in Giappone a Nagasaki e lì termina gli studi filosofici prima di spostarsi a Hong Kong dove studia teologia e riceve il suddiaconato. Nel 1933 torna in Giappone, a Miyazaki, dove completa gli studi di teologia sotto la direzione del Venerabile don Cimatti, e dove viene ordinato sacerdote l’8 novembre del 1936. Resta nella cittadina giapponese dove ha responsabilità nella locale parrocchia e nel locale seminario, prima di arrivare a Tokyo il primo aprile del 1940; sei anni dopo viene nominato direttore dell’orfanotrofio per i tanti orfani di guerra della capitale che viene fondato ufficialmente il 26 aprile del 1946. Questa è una sorta di ‘Città dei Ragazzi’ nipponica, che don Tassinari dirige con lo stile di don Bosco e che cresce rapidamente, attirandosi le simpatie e la stima dei giapponesi. In questo periodo conosce Abe Tetsuo, un giornalista nipponico che scriverà il libro tradotto in italiano col titolo di ‘Prima e dopo Hiroshima’, ma che nel titolo originale giapponese si chiama ‘Don Tassinari, che vive in Giappone’. Tetsuo sarà in Italia, a Modena e a San Felice, nel 1978 proprio per scrivere il libro e per conoscere la famiglia d’origine del salesiano. La nipote Ughetta Veronesi, che ci racconta questi episodi insieme alla sorella di don Renato, la 92enne Amedea, ricorda: “Venne in casa questo giapponese e, secondo la loro idea di ospitalità, andò in cucina a fare il te per i genitori di don Renato, come segno di accoglienza e di rispetto. Facile immaginare la reazione stranita di mia zia”. Il primo ritorno in Italia, dopo 19 anni di estremo oriente, nel 1949 e nello stesso anno è nominato ispettore salesiano del Giappone. Resta impegnato nell’insegnamento e nella cura dei giovani a Tokyo, Miyazaki e Beppu. Nel 1970 torna in Italia a causa di una malattia, una sorta di invecchiamento precoce. Don Tassinari non si abbatte: prima è a Castel de Britti nel bolognese a dirigere un ginnasio salesiano, poi, nel 1977, a Modena dove insegna religione al ginnasio salesiano e cura una rubrica televisiva per Antenna 1 ‘L’evangelizzazione nel mondo’. Il richiamo del Sol Levante è, però, trop- po forte e rimessosi in buone condizioni don Renato torna in Giappone il 28 settembre del 1980. I ritorni si fanno più radi e il sacerdote si ritira a Beppu nell’isola meridionale del Giappone, in una casa di riposo salesiana, dove però continua a lavorare e a scrivere: libri veri e propri e pamphlet in cui ricorda la vita di altri missionari salesiani; questo fino al 2005. L’ultimo ritorno nel paese d’origine risale al 1991, per il 25° di sacerdozio di mons. Lino Pizzi, mentre nel 1986 per i 50 anni di sacerdozio era tornato a San Felice, seguito da una corale giapponese che aveva voluto essere presente a tutti i costi. “Telefoniamo ogni due settimane a don Renato – ricorda ancora la nipote – di salute sta bene anche se purtroppo non è più lucidissimo. La sua figura in quel Paese è davvero onorata e conosciuta, basti pensare che ancora nel 2005 un gruppo di giapponesi in visita in Italia sono venuti qui da noi per conoscere la famiglia di don Tassinari. Di noi a tro- varlo là è andato soltanto il fratello don Vasco, ma la consuetudine c’è sempre stata, ha scritto tante volte e sempre metteva una fotografia e qualche suo scritto”, e così dicendo ci fa vedere il piccolo tesoro che la famiglia di don Clodoveo Renato conserva gelosamente. Infine l’ultimo ricordo consegnatoci dalla nipote: “La sua frase riguardo al luogo dove vuole morire è sempre stata chiara ‘Voglio diventare terra giapponese’ ha sempre detto”. Una dichiarazione di amore per il popolo che don Renato, da oltre 80 anni, serve nel nome del Vangelo. 10 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Pastorale A messa in estate L’orario delle celebrazioni festive e di quelle anticipate al sabato sera durante il periodo estivo nelle parrocchie della diocesi I n estate si moltiplicano le occasioni per trascorrere un week end o anche solo una giornata festiva in una località diversa da quella nella quale si risiede abitualmente, magari per godere del fresco che offrono le nostre montagne. Per agevolare chi lascia per un periodo più o meno lungo la pro- pria parrocchia e si dirige verso mete che rientrano nei confini dell’arcidiocesi di Modena-Nonatola, Nostro Tempo pubblica in queste pagine l’orario estivo delle s.messe festive e di quelle anticipate al sabato sera nei diversi vicariati della diocesi. Per una lettura più chiara, gli orari sono presentati non in ba- se alle singole località ma, per ciascun Vicariato, seguendo una scansione oraria, in modo tale da avere a portata di mano il quadro completo delle celebrazioni eucaristiche nell’arco dell’intera giornata festiva o del sabato pomeriggio un una determinata zona. Vicariato del Cimone Ore 8.45 Montalto Ore 9.00 Montalbano * Montetortore * S. Martino di Salto Ore 9.15 Iola Ore 9.30 Bertocchi Ore 10.00 Monteombraro * Pieve di Trebbio * Rosola (Santuario Verrucchia) * Samone * S. Giacomo Maggiore Ore 10.15 Missano * Montecorone (Zocchetta) Ore 10.30 Maserno Ore 11.00 Salto S. Maria Ore 11.15 Ciano * Guiglia * Montecorone * Roccamalatina * Rosola * Zocca Ore 11.30 Montese Ore 11.45 Castelluccio Moscheda Ore 18.00 Montese (Oratorio) * Rosola (Santuario Verrucchia) Ore 19.00 Zocca Vicariato Pedemontana Ovest Festiva anticipata Ore 16.00 Dogana Nuova Ore 16.30 Canevare Ore 17.00 Sant‘Anna Pelago Ore 18.00 Fanano * Fiumalbo * Montecreto (Trogolino) * Sestola * Riolunato Ore 18.15 Pievepelago Ore 20.00 Lotta Ore 21.00 S. Michele Pelago Sante Messe Festive Ore 7.30 Fanano (Santa Chiara) Ore 8.15 Pievepelago Ore 8.45 Castello * Casoni Ore 9.00 Sestola (chiesa del Rosario) * Fiumalbo Ore 9.30 Fellicarolo * Trentino Ore 10.00 Castellaro * Roccapelago * Acquaria * Rocchetta Sandri * Roncoscaglia * Sant‘Annapelago * Tagliole * S. Andrea Pelago Ore 11.00 Fanano*Fiumalbo * Riolunato * Vesale Ore 11.15 Casine * Montecreto * Pievepelago * Sant‘Andrea Pelago * Sestola * Vesale Ore 15.00 Groppo * Trignano Ore 16.00 Serpiano * Poggiorso * Rotari Ore 16.30 Ospitale Ore 17.00 Pievepelago (Oratorio Monticelli) * Pian del Falco (dal 31 luglio al 15 agosto compreso) Ore 18.00 Fanano * Fiumalbo * Montecreto (Trogolino) * Sestola (chiesa del Rosario) Ore 18.15 Pievepelago Vicariato del Dragone Festiva anticipata Ore 16.00 Casa Guiglia Ore 17.00 Gusciola Ore 18.00 Palagano * Lama di Monchio * Rubbiano Ore 19.00 Susano Sante Messe Festive Ore 8.30 Monchio Ore 8.45 Montemolino Ore 9.00 Riccovolto * Savoniero Ore 9.45 Farneta Ore 10.00 Boccassuolo * Cargedolo * Piandelagotti * Vitriola Ore 11.00 Casola * Sassatella * Monchio Ore 11.15 Costrignano * Frassinoro * Palagano Ore 12.00 Montefiorino Ore 15.00 Lago Ore 18.00 Montefiorino Ore 19.00 Palagano Vicariato di Zocca Festiva anticipata Ore 16.00 Castellino delle Formiche Ore 17.00 Gainazzo * Samone * Salto S.Maria * Zocca * Montalbano * Monteorsello Ore 18.00 Montecorone * Monteombraro * Montese * Rosola (santuario Verrucchia) Ore 19.00 Guiglia * Semelano Ore 20.00 Montespecchio Sante Messe Festive Ore 7.30 Zocca Ore 8.00 Monteombraro * Montese (Oratorio) Ore 8.30 Guiglia * Zocca Vicariato di Pavullo Festiva anticipata Ore 16.00 Gaiato (Villa Pineta) Ore 17.00 Gombola * Monteobizzo Ore 18.00 Lama Mocogno * Pavullo * Polinago Ore 18.30 Pavullo (Cappuccini) Sante Messe Festive Ore 7.30 Pavullo (Cappuccini) Ore 8.00 Monteobizzo Ore 9.00 Cassan * Iddiano-Campiano * Mocogno * Pavullo (Centro pastorale Annunziata) * Pavullo (Ospedale) * Vaglio Ore 10.00 Crocette * Camatta * Frassineti * Madonna dei Baldaccini * Monteobizzo * Montorso * Olina * Pavullo (Cappuccini) * Pavullo * Sant‘Antonio * Sassostorno * Castagneto Ore 10.15 Borra * S. Martino Vallata Ore 11.00 Barigazzo * Gombola * Miceno * Montebonello * Montecuccolo * Monzone * Morano * Niviano * Renno Ore 11.15 Benedello * Coscogno * Lama Mocogno * Montecenere * Pavullo * Polinago * Verica Ore 11.30 Monteobizzo Ore 12.00 Pavullo (Cappuccini) Ore 17.00 Gombola Ore 18.00 Lama Mocogno * Pavullo * Polinago Ore 18.30 Pavullo (Cappuccini) Ore 19.30 Monteobizzo Vicariato di Serramazzoni Festiva anticipata Ore 16.30 Baggiovara (nuovo Ospedale) Ore 18.00 Corlo * Montale Rangone * Magreta Ore 18.30 Baggiovara (Monastero) * Casinalbo * Maranello * Ubersetto Ore 19.00 Formigine * Portile * Castelnuovo Rangone Sante Messe Festive Ore 7.00 Formigine Ore 8.00 Casinalbo * Magreta * Maranello * Montale Rangone * Castelnuovo Rangone Ore 8.15 Colombaro Ore 8.30 Baggiovara (Monastero) * Corlo * Fiorano (parrocchia) * Formigine * Spezzano Ore 9.30 Magreta * Fogliano * Portile Ore 9.45 Baggiovara (parrocchia) Ore 10.00 Baggiovara (nuovo Ospedale)* Casinalbo * Corlo * Fiorano (parrocchia) * Formigine * Maranello * S. Martino di Mugnano * Spezzano * Castelnuovo Rangone * Montale Rangone * Torre Maina Ore 10.30 Portile (in luglio e agosto) Ore 11.00 Portile (no luglio e agosto) * Pozza * S. Venanzio * Ubersetto Ore 11.15 S. Maria di Mugnano * Montale Rangone * Magreta * Fiorano (Santuario) * Corlo * Colombaro * Baggiovara (parrocchia) * Castelnuovo Rangone (no15 giugno-31 agosto) Ore 11.30 Casinalbo * Maranello * Formigine * Spezzano Ore 17.30 Fiorano (Santuario) Ore 18.00 Castelnuovo Rangone Ore 18.30 Casinalbo Ore 19.00 Formigine * Pozza Vicariato Pedemontana Est Festiva anticipata Ore 16.00 Vignola (Casa Albergo) Ore 17.00 Levizzano (Santuario Puianello) Ore 18.00 Vignola (Cappuccini) Ore 18.30 Vignola (Chiesa parrocchiale) * Spilamberto Ore 19.00 Castelvetro * Formica *Savignano (San Marco) * San Cesario * Marano * S. Vito Ore 19.30 Solignano Sante Messe Festive Ore 7.30 Vignola (Chiesa parrocchiale) Ore 8.00 Formica (Garofalo) * Levizzano *Levizzano (Santuario Puianello) * Spilamberto (Chiesa parrocchiale) * Vignola (Cappuccini) Ore 8.30 Savignano (S. Marco) Sante Messe Festive Ore 9.00 Brodano * Vignola (Chiesa parrocchiale) * Vignola (Pieve) Ore 8.00 S. Dalmazio Ore 9.30 Castelvetro * Festà * S. Cesario Ore 8.30 Serramazzoni (Crocifisso) * Faeto Ore 10.00 Cà di Sola * Formica * Levizzano (Santuario Puianello) Ore 8.45 Monfestino * chiesa di S. Antonio a Mulino di Savignano * S. Vito * Vignola Ore 9.00 Montagnana (Oratorio) * Vignola (Cappuccini) Ore 9.30 Montegibbio * Denzano * Serramazzoni (Crocifisso) Ore 10.15 Vignola (parrocchiale) Ore 10.00 Pazzano * Selva * Pompeano Ore 11.00 Brodano * Castelvetro * Levizzano (Santuario Puianello) Ore 10.15 Rocca S. Maria * Levizzano * San Cesario * Marano * Spilamberto (Chiesa parrocOre 10.30 Varana chiale) Ore 11.00 Selva Ore 11.15 Campiglio (Pratomavore) * Vignola (Cappuccini) * SoOre 11.15 Riccò lignano Ore 10.20 Ospitaletto Ore 11.30 Vignola (Chiesa parrocchiale) Ore 11.30 Ligorzano * Montebaranzone * Sassomorello * S. Ore 17.00 Levizzano (Santuario Puianello) Dalmazio * Serramazzoni (Crocifisso) Ore 17.30 Spilamberto Ore 18.00 Granarolo * Serramazzoni (Crocifisso) Ore 18.00 Campiglio (Pratomavore) * Levizzano (Santuario Puianello) * Vignola (Cappuccini) Ore 19.00 Marano * Vignola Festiva anticipata Ore 16.00 Valle Ore 17.00 Ligorzano * Pescarola Ore 18.00 Serramazzoni (Crocifisso) * Riccò NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Pastorale 11 PUBBLICITA’ A PAGAMENTO Vicariato cittadino Centro Storico Festiva anticipata Ore 18.00 Duomo * S. Antonio (Cittadella) Ore 18.30 Sant‘Agostino * San Biagio * San Francesco * San Giuseppe (Tempio) * San Pietro Ore 19.00 San Giorgio Sante Messe Festive Ore 7.00 San Pietro Ore 7.30 San Francesco Ore 8.00 San Biagio * S:Agostino (escluso dal 31 luglio a tutto agosto) Ore 8.30 San Giuseppe (Tempio) Ore 9.00 Duomo * S. Antonio (Cittadella) Ore 9.30 San Pietro * San Barnaba Ore 10.00 Duomo * Cimitero Cittadino * San Francesco * San Domenico Ore 11.00 Duomo * Sant‘Agostino * S.Antonio (Cittadella) * San Biagio * San Giuseppe (Tempio) * San Pietro Ore 11.15 San Francesco Ore 17 S. Eufemia (no luglio e agosto) Ore 18.00 Duomo Ore 18.30 S. Francesco * San Pietro Ore 19.00 San Giorgio Ore 19.30 Sant’Agostino Vicariato cittadino Sant‘Agnese Festiva anticipata Ore 19.00 B.V Della Salute (Osp. Policlinco) * Vaciglio * Madonna Pellegrina * Sacra Famiglia * S. Agnese * S. Benedetto * San Damaso * S.Teresa * Spirito Santo Sante Messe Festive Ore 7.30 S. Teresa Ore 8.00 Spirito Santo * Sant‘Agnese Ore 8.30 San Benedetto * Sacra Famiglia Ore 9.30 Madonna Pellegrina (Chiesa Mater Misericordiae via Sigonio) * Vaciglio * B.V. Della Salute (Osp. Policlinico c/o Centro Oncologico Modenese) Ore 10.00 Collegara * Sacra Famiglia * S. Agnese Ore 10.30 Sacra Famiglia * Madonna Pellegrina Ore 11.00 Bv Della Salute (Osp. Policlinico) * Collegarola * S. Benedetto * Spirito Santo Ore 11.15 S. Agnese * S. Teresa Ore 11.30 Sacra Famiglia Ore 19.00 B.V. Della Salute (Osp. Policlinico) * Madonna Pellegrina * Sacra Famiglia * S. Agnese * S. Teresa Ore 21.15 Madonna Pellegrina San Donnino (Orari non definiti. Per info: tel.059/468812) Vicariato cittadino Crocetta S. Lazzaro Festiva anticipata Ore 18.30 S. Giovanni Evangelista Ore 19.00 Albareto * S. Lazzaro * SS. Crocifisso (S. Caterina) * S. Pio X Ore 20.30 Albareto Sante Messe Festive Ore 8.00 Albareto * S. Cuore alla Sacca (c/o suore) Ore 8.30 S. Lazzaro * S. Pio X Ore 9.00 Regina Pacis Ore 9.15 SS. Crocifisso (Casa della gioia e del sole) Ore 9.30 S. Giovanni Evangelista Ore 10.00 S. Anna ai Torrazzi Ore 11.00 Regina Pacis * Sacro Cuore (Sacca) * S. Pio X * S. Giovanni Evangelista Ore 11.15 S. Lazzaro * SS. Crocifisso (S. Caterina) Ore 11.30 Albareto Ore 19.00 S. Pio X Vicariato cittadino S.Faustino Festiva anticipata Ore 16.30 B.V. Addolorata (struttura protetta Ramazzini) * S. Giovanni Bosco (casa protetta Guicciardini) Ore 17.30 Cognento Ore 18.00 S. Rita * Gesù Redentore Ore 18.30 Marzaglia (Marzaglia Vecchia) * S. Paolo * Saliceta S.Giuliano Ore 19.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * S. Giovanni Bosco * S. Faustino Sante Messe Festive Ore 7.30 S. Giovanni Bosco (Casa Famiglia) Ore 8.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * Cognento * Marzaglia * S. Rita Ore 8.30 S. Faustino Ore 9.00 B.V. Addolorata * Marzaglia (in inglese) * S. Giovanni Bosco *Saliceta S. Giuliano Ore 9.30 Gesù Redentore Ore 10.00 B.V. Mediatrice (Madonnina) * Cognento * S. Paolo * S. Faustino (sospesa nei mesi di luglio e agosto) Ore 11.00 B.V. Addolorata * Cittanova * Marzaglia * S.Giovanni Bosco * Gesù Redentore Ore 11.15 Freto (giugno-luglio-agosto) * Saliceta S.Giuliano * Cognento Ore 11.30 S. Rita * S. Paolo * S.Faustino Ore 17.30 Cognento Ore 18.30 S. Paolo Ore 19.00 Gesù Redentore * S.Giovanni Bosco * S.Faustino Vicariato di NonantolaCampogalliano-Soliera Festiva anticipata Ore 18.30 Nonantola (Abbazia) * Rami di Ravarino * Sorbara Ore 19.00 Bastiglia * Campogalliano (Santuario Sassola) * Bomporto * Soliera Sante Messe Festive Ore 7.30 Campogalliano * Nonantola (Abbazia) Ore 8.00 Ravarino * Bomporto * Soliera Ore 8.30 Sorbara (no in agosto) Ore 8.45 Campogalliano (Santuario Sassola) Ore 9.30 Bastiglia * Sozzigalli * Ganaceto * Soliera Ore 10.00 Campogalliano (no in agosto) * Redù * Saliceto Buzzalino * Stuffione Ore 10.30 Bagazzano * Nonantola (Pieve) Ore 11.00 Bastiglia * Bomporto * Lesignana * Soliera Ore 11.15 Campogalliano * Nonantola (Abbazia) * Rubbiara Ore 11.30 Ravarino * Sorbara Ore 18.00 Bastiglia (Santuario S. Clemente) Ore 18.30 Nonantola (Abbazia) Ore 19.00 Bomporto Vicariato della Bassa Festiva anticipata Ore 16.00 Reno Finalese Ore 16.30 San Felice (Casa Protetta) Ore 18.00 Cavezzo * Medolla * Finale Emilia * San Prospero Ore 18.30 Massa Finalese * Cadecoppi * San Felice Ore 19.00 Rivara Sante Messe Festive Ore 7.00 Finale Emilia (Ospedale) Ore 7.30 San Felice Ore 8.00 Cavezzo Ore 8.30 Massa Finalese *Camposanto * San Biagio Ore 9.00 Medolla * Finale Emilia (Duomo) * San Lorenzo Ore 9.30 Cavezzo * Motta Ore 10.00 Solara * Camurana * Finale E. (Casa protetta) * San Biagio * San Pietro * San Felice Ore 10.15 Finale Emilia (Duomo) * Villafranca Ore 11.00 Cavezzo * Rivara * S. Prospero Ore 11.15 Staggia * Disvetro Ore 11.30 Camposanto *Finale E. (Duomo) * Massa Finalese * Reno Finalese * Medolla Ore 12.00 San Felice Ore 18.00 Cavezzo * Finale Emilia (Duomo e Santuario Obici) Ore 18.30 Massa Finalese * San Felice Avvertenza Gli orari riportati in queste pagine sono stati aggiornati a luglio 2011 e sono da ritenersi validi per il periodo estivo. Le celebrazioni potranno pertanto subire variazioni con l’orario invernale nel prossimo autunno. 12 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 dalla Città Improvvisazione organistica: Parola d’ordine, saper fare Da ottobre un nuovo percorso di studio post-diploma masterclass e saggio Parrocchia Gesù Redentore, ultimo appuntamento estivo U na giornata di studio ed espressione che contribuisce a conoscere la teoria e a sviluppare la pratica dell’improvvisazione. Aperto ad organisti diplomati e studenti dall’ottavo anno in su, il masterclass, in programma mercoledì 20 luglio alle ore 10, offre ai musicisti la possibilità di qualificare la propria preparazione, di incontrare e confrontarsi con altri organisti, ma, soprattutto, di venire a contatto con un concertista e docente di fama internazionale: Jorg Abbing. Direttore del coro e organista a Saarbrucken, dove insegna improvvisazione, Abbing ha all’attivo numerose incisioni e registrazioni, insegna piano ed organo a Speyer, è critico musicale e conferenziere, ma è anche un giovane di talento che sa raccontare vivacemente e testimoniare cristianamente l’arte musicale. Al termine del masterclass ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione dell’IS- SM C. Monteverdi. L’evento si concluderà alle 21 con un saggio di improvvisazione aperto al pubblico. Per info e prenotazioni: tel. don.marco@gesuredentore. it, [email protected]. F ormazione, giovani, lavoro e futuro: temi d i stringente attualità, in prima linea all’interno del dibattito politico e nelle necessità dell’opinione pubblica, che trovano una nuova risposta nella nostra provincia con la creazione dell’Istituto Tecnico Superiore. Si tratta di un percorso innovativo di studio post diploma altamente specializzato nel settore della meccanica, in particolare sull’uso dei materiali, che partirà il prossimo autunno. Il corso avrà durata biennale, con l’obiettivo di favorire la crescita della cultura tecnica tra i giovani diplomati attraverso un forte collegamento al mondo del lavoro. “Saper fare” è la parola d’ordi- ne che orienta l’intera tipologia di apprendimento la quale prevede stage di lunga durata presso le più qualificate azien- tre ad un titolo di studio di Tecnico Superiore, rilasciato dal Ministero dell’Istruzione e riconosciuto a livello de meccaniche modenesi. La realizzazione dell’istituto è frutto della collaborazione tra diverse realtà formative di Modena e provincia, ITIS Fermo Corni, Università di Modena e Reggio Emilia, Democenter-Sipe, diversi enti di formazione professionale, 16 imprese del territorio e il Comune di Modena e di Bomporto, e garantirà ol- europeo, un alto livello di occupabilità dei partecipanti. L’ITS modenese fa parte della rete politecnica della Regione Emilia-Romagna che comprende altri 8 istituti superiori in altrettanti capoluoghi di provincia. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 ottobre. Per info: tel. 059 827835, [email protected]. Nuovi spazi per l’attività fisica quotidiana Al Parco Ferrari tra verde e sport I naugura sabato 16 luglio la nuova area ludico-sportiva adiacente al laghetto del Parco Ferrari. Uno spazio per il gioco ed il fitness pensato per i cittadini di tutte le età, ideale per tenersi in forma e divertirsi dagli 8 ai 99 anni. I bambini fino a 12 anni avranno a disposizione un castello con scivolo e corde per arrampicarsi e i più grandi potranno utilizzare ben cinque piazzole attrezzate per la corsa ad ostacoli, le parallele, gli addominali, il vogatore e i simulatori di cyclette e tapis roulant senza la necessità di energia elettrica. Una delle principali novità è l’impianto per lo “skysurf ” che permette di volteggiare per aria simulando la disciplina sportiva che normalmente richiede il lancio da un aereo o un elicottero e una tavola da surf. In occasione dell’inaugu- razione, alle ore 10, saranno presenti il sindaco Giorgio Pighi, Simona Arletti, assessore all’Ambiente del Comune di Modena, Antonino Marino, assessore allo Sport, Alberto Cirelli presidente della Circoscrizione 4. Dopo il taglio del nastro gli atleti del Pentathlon Modena effettueranno una dimostrazione dell’utilizzo degli attrezzi. Per concludere, merenda salutare a base di frutta di stagione. Per la realizzazione dell’area sono stati investiti circa 80mila euro a cui hanno contribuito la Regione EmiliaRomagna e la Provincia di Modena. Per info: tel. 059 2034030, [email protected]. Parrocchia Regina Pacis Pranzo della solidarietà S abato 16 luglio alle ore 12, presso la parrocchia Regina Pacis, si tiene il pranzo della solidarietà di Modena Est. L’iniziativa è organizzata con il contributo della Polisportiva Modena Est, del Comitato Cittadini Modena Est e della Circoscrizione 2. Parrocchia Sant’Agostino Pulizie e fraternità S abato 23 luglio, dalle ore 9.30 alle 12, tutta la comunità è invitata a partecipare alla mattinata di grandi pulizie della chiesa di Sant’Agostino. Lo scorso anno è stato un bellissimo momento di fraternità. Chi lo vorrà, alla fine della mattinata, potrà fermarsi per un pranzo collettivo in canonica. NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 13 dalla Pianura Pietro Prandini, artigiano bottaio, premiato nell’ambito dell’iniziativa ‘Italia 150. Le Radici del Futuro’ C ’è anche un artigiano di San Prospero sulla Secchia - uno dei nove comuni dell’Area Nord - tra le 150 imprese più longeve di Italia. È il cavalier Pietro Prandini, falegname, ma soprattutto bottaio e produttore dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, che è stato premiato a Roma nell’ambito dell’ini- La Notte blu delle arti animerà le piazze del paese con musica, danze e tanto altro • Laura Solieri C i saranno musica, danza, cinema, giocoleria, cabaret, fotografia, fumettistica tra spettacoli ed esibizioni ad animare Bomporto la notte di sabato 16 luglio, Notte blu delle arti, in cui l’arte cercherà casa tra le vie e le piazze del paese. La manifestazione, organizzata dal Comune di Bomporto, partirà alle ore 20 con il fischio d’inizio delle finali del torneo di beach soccer, con la parte- Dall’Area Nord a Roma ziativa “Italia 150. Le Radici del Futuro” promossa da fondazione Symbola e Unioncamere e inserita nel calendario degli eventi per i 150 anni dell’unità d’Italia. Prandini ha ricevuto il riconoscimento da Maria Grazia Cucinotta, madrina dell’iniziativa, che ha visto partecipare tre aziende modenesi insieme al Presidente della Camera di Commercio, Maurizio Torreggiani. La storia della falegnameria Prandini di San Prospero è di molto precedente l’unità nazionale: era infatti il 1742 quando Archimede Prandini di Luigi iniziava la sua attività di bottaio e produttore di ruote per carri. Si narra che nel 1743, France- Archimede in modo così efficiente che il Duca ne divenne cliente abituale. L’attività di Archimede fu proseguita dal figlio Antonio, anch’egli specializzato in ruote per carri e attrezzi agricoli, poi fu la volta di Luigi e dei fratelli Guido e Pietro, poi ancora di Jures e infine Pietro, nato nel 1935 e oggi Cavaliere della Repubblica per l’attività svolta nella produzione di botti, barili, falegnameria e infissi. Da sempre attivo nel mondo dell’associazionismo, con incarichi anche in Lapam e all’interno della Camera di Commercio, il cavalier Pietro Prandini continua ancora oggi, con la stessa passione, la tradizione familiare. In mancanza di eredi maschi, Pietro Prandini si sta preparando a passare il testimone ai nipoti Elias e Lorenzo, nati dalle figlie Monica e Marilena. Elias ha anche assunto il cognome dei Prandini. Insieme alla targa per questo importante riconoscimento, Pietro Prandini ne mostra un’altra, altrettanto preziosa: quella inviata dal Vaticano per i 50 anni di matrimonio. Un altro traguardo tagliato brillantemente. Bomporto città d’arte cipazione della Strana Coppia di Radio Bruno e delle Modena Cheerleaders al Tornacanale; alle 20.30 ci sarà una sfilata d’auto d’epoca dedicata al 150° dell’Unità di’Italia; alle 21.30 in Piazza Roma teatro di strada con Crop Circo con Zibaldone, artisti nel mondo del circo felliniano. Alle ore 22.30 danze dall’oriente con Ekaterina Sofina, gruppo danza polisportiva Madonnina; in Piazzetta del Pozzo Duet’s alle 22 per una parentesi musicale dal magico swing alle melodie di Einaudi e Allevi. E ancora: alle 22.30 in piazza Matteotti spazio all’associazione Mani Tese con Che porto a Bomporto?: defilé vintage con abiti anni ’70, ’80 e ’90 in passe- Medicina Medibase Area Nord, Borelli nuovo presidente C sco III d’Este, passando sulla via del Canaletto diretto a Modena, transitando a San Prospero sulla Secchia, fu costretto a provvedere urgentemente alla riparazione di una ruota della sua carrozza. Riparazione che fu eseguita da ambio ai vertici di Medibase Area Nord, la cooperativa dei medici di famiglia aderente a Confcooperative Modena. Nunzio Borelli è il nuovo presidente, mentre Silvia Zanella è la vice presidente; resteranno in carica per il triennio 2011-2013. “Ringrazio il presidente uscente, l’amico e collega Giovanni Razzaboni, che in questi anni ha fatto crescere la cooperativa – afferma Borelli – Dai 39 medici di famiglia soci iniziali siamo passati agli attuali 61; contemporaneamente è aumentato il senso di appartenenza a questa realtà così largamente utilizzata dai cittadini”. Tra il 1° gennaio e il 31 maggio di quest’anno sono stati 1549 gli accessi all’ambulatorio di Medibase Area Nord, che si trova a Mirandola in via Bernardi 7. Quasi la metà dei pazienti proviene da Mirandola; seguono Cavezzo, Medolla e Concordia, con percentuali tra il 10 e l’8. Le patologie più frequenti sono per il 26 per cento quelle otorinolaringoiatriche (compresa l’influenza), seguite da quelle respiratorie (16,5 per cento). Oltre al servizio di continuità assistenziale, Medibase Area Nord svolge il servizio infermieristico diabetologico rivolto a pazienti diabetici per il monitoraggio della glicemia post-prandiale, pressione arteriosa, peso, prevenzione del piede diabetico e altro ancora. rella per sostenere un progetto di aiuto in Cambogia; sempre in piazza Matteotti sarà presente il Mercato degli Artisti dell’Ingegno. Al parcheggio BPER alle ore 22 l’associazione Precariart proporrà Parnassus, dove tutti i sogni diventano realtà… e alle 22.30 sarà la volta di Graffiti Re- search Lab Italy con L.A.S.E.R. Tag, performance interattiva di laser graffiti. All’una presso la Darsena Pyro Shop, Brucia la Darsena e per finire alle 3, ai Laghi Elena, bomboloni caldi per tutti! Per tutti i palati: dalle ore 19 aperitivo tricolore al Darsena Cafè; dalle ore 20 frutta pronta da gustare da Edris Ortoprimizie; sempre dalle 20 prelibati sfilatini di salsiccia a L’angolo delle bontà; alle ore 18 happy hour al Bar Franklin; dalle ore 20 spiedini di carne alla Macelleria Gionata e dalle 22 pizza e gnocco caldi al Forno Bavutti. Nonantola Note d’organo nell’antica Abbazia R itorna a Nonantola la musica di Oren Kirschenbaum, organista, figlio di un ex ragazzo di Villa Emma. Sabato 16 luglio alle ore 21 la basilica abbaziale ospiterà un concerto per organo e voce, organizzato dal Comune di Nonantola e dalla Fondazione Villa Emma. Kirschenbaum accompagnerà con l’organo settecentesco dell’Abbazia nonantolana la voce del soprano Alice Borciani, e il programma del concerto prevede la Toccata duodecima et ultima tratte dall’Apparatus Musico Organisticus (1690) di Georg Muffat, partite sopra l’Aria della Romanesca aus Toccate e partite d’intavolatura di cimbalo libro primo (1615) e Aria di Romanesca aus Arie musicali (1630) di Girolamo Frescobaldi, Johann Ludwing Krebs e la partita Uber Allein Gott in der Hoh sei Ehr aus der Clavierubung (1744), poi due sonate di Domenico Scarlatti e la cantata Am funften Sonntage nach Trinitatis: Bagnadigte Seelen gesegneter Christen aus dem Harmonischen Gottesdienst (1726) di Georg Philipp Telemann, infine Johann Sabastian Bach con Praludium und Fuge in Es-Dur aus dem Zweyten Theil des Wohltemperierten Claviers (1742) e arie Bist du bei mir Aus J.S. Bachs Notenbuchlein fur Anna Magdalena Bach (1725). Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - [email protected] Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/347326 - 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Elena Cristoni, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, mons. Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Gianni Borsa, Marco Costanzini, Francesco Gherardi, Matteo Giannacco, Franco Mantovi, don Nardo Masetti, mons. Giancarlo Perego, don Gabriele Semprebon, Laura Solieri Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito, Dante Farricella, Luigi Ottani Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2400 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento fino a dicembre 2011 Ordinario: 20 € - Sostenitore: 80 € Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 - Nostro Tempo - casella postale 357 Modena 3 - Presso gli Uffici pastorali: via Sant’Eufemia, 13 Modena (Ufficio Stampa) - Presso la Galleria Incontro Dehoniana: c.so Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni: tel. 059 2133867 il lunedì e il giovedì ore 9-12 [email protected] Pubblicità Contattare MediaMo tel 059/350269 - [email protected] 14 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 dalla Pedemontana A Formigine solenne celebrazione eucaristica per il 50°anniversario dell’ordinazione sacerdotale di monsignor Giuseppe Verucchi Tu sei sacerdote per sempre • francesco gherardi I l 29 giugno 1961, monsignor Giuseppe Verucchi, arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia, era ordinato sacerdote. Dopo aver svolto per dieci anni il ruolo di cappellano a Castelnuovo Rangone, nel 1971 egli faceva il suo ingresso a Formigine in qualità di arciprete, per svolgervi un’intensa e feconda opera pastorale che sarebbe durata sino al 1986. Arcivescovo di Ravenna-Cervia dal 2000, monsignor Verucchi ha celebrato il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale anche a Formigine, quale segno evidente di un profondo ed ininterrotto legame che né il tempo, né la distanza hanno potuto intaccare. Così, alle 19 di giovedì 7 luglio la chiesa parrocchiale di Formigine si è riempita di fedeli che hanno accolto festosamente colui che, ancorché elevato alla dignità episcopale, per essi era e sarà sempre “don Giuseppe”. Erano presenti in forma ufficiale il sindaco Franco Richeldi, il presidente del Consiglio co- munale Guido Gilli, numerosi assessori e consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione con il gonfalone del Comune di Formigine. “Grazie per avermi dato la possibilità di celebrare questo anniversario in una chiesa e comunità che ho molto amato e dove ho vissuto circa un terzo della mia vita sa- cerdotale”: queste le parole con le quali l’arcivescovo di Ravenna-Cervia ha porto il proprio saluto all’assemblea. La concelebrazione, allietata dal coro dei giovani, è stata semplice ma solenne ed ha visto la presenza di diversi sacerdoti, tra i quali l’arciprete di Formigine don Giuliano Gazzetti ed il vica- rio foraneo della pedemontana ovest don Fernando Bellelli. “Le prime comunità cristiane ha esordito monsignor Verucchi nell’omelia - non vivevano in modo esemplare semplicemente in virtù della loro bravura, né il loro mettere ogni cosa in comune o il riunirsi in semplicità e letizia era la causa del loro essere cristiani, ma la conseguenza della loro vita in comunione con Cristo”. Commentando il passo degli Atti degli Apostoli ( At. 2, 42 - 47 ) che descrive la vita delle prime comunità cristiane, monsignor Verucchi ha affermato che “la Chiesa non è fatta soltanto da quelli che sono in cammino su questa terra, ma anche da coloro che sono ora vicini al Signore e ai quali siamo uniti dalla celebrazione eucaristica. Per essere nuovi, bisogna essere antichi e specchiarsi nelle fonti, non nei meandri o nella foce della storia delle comunità cristiane”. La fonte, ha affermato monsignor Verucchi, sgorga da “quattro assiduità”: assiduità all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera personale e comunitaria, alla celebrazione dell’Eucarestia “che non significa semplicemente stare in chiesa durante la Messa, ma entrare nella logica di Cristo che dona la sua vita per noi” e dalla comunione con Dio e con i fratelli. “Da queste quattro assiduità - ha rimarcato monsignor Verucchi - nasce la comunità, che non è una semplice organizzazione umana”. Riflettendo sul ruolo E’ stato cappellano a Castelnuovo e parroco a Formigine e Fiorano N ato a Miceno di Pavullo nel Frignano il 23 novembre 1937, ordinato sacerdote il 29 giugno 1961, cappellano a Castelnuovo Rangone fino al 1971, poi arciprete di Formigine dal 1971 al 1986, vicario generale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola dal 1986 al 1997, quindi parroco di Fiorano sino all’elezione alla cattedra che fu di Sant’Apollinare il 9 marzo 2000 ed all’ordinazione episcopale il 13 maggio dello stesso anno: questi i passaggi principali dell’attività pastorale di monsignor Giuseppe Verucchi, attuale arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia. Prelato d’onore di Sua Santità dal 1992, nella nostra arcidiocesi monsignor Verucchi è stato anche canonico ed arciprete maggiore del Capitolo metropolitano, membro del Collegio dei consultori e del Consiglio presbiterale, direttore dell’Ufficio diocesano arte sacra e delegato arcivescovile per i rapporti con le sovrintendenze e gli enti culturali. del sacerdote, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia ha poi concluso che “se si distorce l’idea di comunità fondata sull’ascolto della Parola di Dio mediante le scritture e la tradizione della Chiesa, sulla presenza reale di Cristo nell’Eucarestia, sulla preghiera e sulla comunione, anche la figura del prete ne esce distorta”. Concludendo l’omelia, monsignor Verucchi si è detto fortunato per aver avuto sempre al proprio fianco tante persone con le quali collaborare per esercitare in modo più efficace il proprio ministero, che non può essere vissuto se non mediante una costante comunione con Cristo poiché “nell’ordinazione si instaura una comunione ontologica con il Signore: se viene meno questo, siamo dei bravi professionisti del sacro, e niente più”. Al termine della celebrazione, sul sagrato di San Bartolomeo i formiginesi si sono stretti attorno all’antico pastore, chi per porgere un saluto, chi per presentargli figli o nipoti che, nel lontano 1986, erano fanciulli o si trovavano ancora “in mente Dei”. I festeggiamenti sono poi continuati negli spazi dell’oratorio “Don Bosco”, dove la parrocchia di Formigine aveva allestito un rinfresco a buffet seguito da un partecipato incontro nel corso del quale è stato possibile ai presenti porgere numerose domande a monsignor Verucchi (vedi di seguito). Vivere la comunione, educare ad una fede matura Incontro all’oratorio “Don Bosco” con monsignor Giuseppe Verucchi • f.g. T erminata la Santa Messa di ringraziamento per il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione di monsignor Giuseppe Verucchi, dopo il rinfresco organizzato dai volontari della parrocchia di Formigine nel giardino e sotto il porticato dell’oratorio “Don Bosco”, si è tenuto un incontro pubblico tra monsignor Verucchi e quanti erano presenti alla celebrazione ed ai festeggiamenti. L’arcivescovo di Ravenna-Cervia, introdotto dal parroco don Giuliano Gazzetti, ha risposto per più di un’ora alle domande dei parrocchiani, che hanno spaziato dai più vasti problemi di attualità alle dinamiche della vita di una comunità cristiana e di quella Chiesa domestica che è la famiglia, il cui ruolo educativo negli ultimi decenni è sempre più messo in discussione tanto nelle tendenze culturali egemoni, quanto nella prassi quotidiana. L’avvio dell’assemblea è stato quanto mai impegnativo, dato che la prima domanda rivolta dal pubblico a monsignor Verucchi è stata: “perché tanta divisione nella Chiesa, sia al livello dell’episcopato che a quello dei fedeli e della vita delle nostre comunità e dei movimenti?”. “ La divisione – ha esordito l’Arcivescovo di RavennaCervia – è senz’altro più marcata all’estero che in Italia. Come episcopato, quello italiano è certamente uno dei più concordi nell’individuazione dei problemi di fondo e delle linee da seguire. Le divergenze si fanno più marcate quando si tratta di mettere in atto ciò che si è concordemente deciso: a questo livello le differenti sensibilità e i diversi approcci si fanno sentire e spesso sono cavalcati dai mezzi di informazione”. Come antidoto alla confusione che un’informazione non sempre corretta né tantomeno sempre disinteressata può generare nei fedeli, mons. Verucchi ha suggerito di “fare sempre riferimento ai testi ufficiali, quando si parla di dottrina del Papa o dei Vescovi, così come ricorrere alla stampa qualificata, per esempio «Avvenire» , «L’Osservatore Romano» o alla stampa diocesana per avere un’informazione corretta e rispettosa della verità”. In merito all’annoso problema dei rapporti tra parrocchie e movimenti, l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia ha rimarcato: “Nella Chiesa, i movimenti sappiano vivere la comunione, oltre all’identità: nessuno può chiedere loro di rinunciare all’identità che li contraddistingue, ma è necessario saper condividere progetti ai quali tutti i movimenti possano concorrere in una realizzazione comune”. Una domanda non meno impegnativa che i presenti hanno rivolto a monsignor Verucchi verteva sulla capacità della Chiesa di educare cristiani adulti, in grado di assumersi le proprie responsabilità sul lavoro, in famiglia, nel sociale e in politica. “ Siamo molto impegnati nei cammini di fede dei bambini e dei ragazzi – ha risposto Verucchi – ma siamo deboli con gli adulti: noi adulti dobbiamo crescere in una fede matura che sappia leggere i problemi e affrontarli cristianamente, che non vuol dire fare ciò che si vuole perché siamo adulti, quindi autonomi”. Più di un genitore presente ha chiesto all’Arcivescovo di RavennaCervia se vi possa essere una reale incisività della famiglia nell’educazione cristiana dei figli e quale sia in questo contesto il ruolo della comunità parrocchiale. Rispondendo, monsignor Verucchi ha esposto, sulla base della propria esperienza pastorale come cappellano, parroco ed arcivescovo, i limiti ed i punti di forza di due realtà quali la famiglia e la comunità, che devono saper integrare le proprie legittime e distinte azioni educative. Spesso la comunità cristiana può consentire di giungere là dove famiglie inesistenti o in crisi vengono a meno rispetto ai propri compiti, a patto che nella comunità si viva realmente la presenza di Cristo, pastore e porta del gregge. “ Infatti, viviamo in una cultura nella quale – ha sottolineato monsignor Verucchi – dopo aver valorizzato due cose ottime che un tempo erano impedite, cioè la soggettività e la realizzazione della persona umana, siamo passati al soggettivismo, al relativismo dei valori, all’agenda di genere. Queste sono idee che si respirano nel mondo che ci circonda e, spesso, persino nelle sagrestie”. Concludendo, don Giuseppe ha indicato tra le priorità dell’azione pastorale dei prossimi anni la messa in campo di progetti formativi che consentano di divulgare e vivere lo spirito del recente documento della Conferenza episcopale italiana “Educare alla vita buona del Vangelo” mediante “cammini di fede con chi ci sta, e ritorno ai fondamentali”. Tutto questo per riscoprire la comunione con Cristo e con i fratelli quale fondamento della vita cristiana, perché “o c’è comunione, oppure è facilissimo andare in chiesa e pensare «io credo come mi pare» soltanto perché mi sono fatto una mia idea della fede, magari senza preoccuparsi se sia un’idea vicina o lontana da quella di Gesù Cristo”. NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 15 dall’Appennino Per regalare un sorriso Pievepelago. ‘Insieme per un sorriso ed un futuro di speranza’: comici e artisti gratis per Aseop e Admo ‘ I nsieme per un sorriso ed un futuro di speranza’, la kermesse in favore di Admo e Aseop, giunge alla quinta edizione e si arricchisce di serate e di protagonisti. Da Paolo Migone a Mauro Corona, fino all’artista di Pievepelago Davide Riccio e a Duilio Pizzocchi. Un parterre de roi, con i comici e gli artisti presenti che non percepiscono alcun compenso per raccogliere fondi contro i tumori infantili e per la ricerca. L’iniziativa presenta serate a Pievepelago, Sant’Annapelago, Fiumalbo e Riolunato e copre l’intera stagione estiva, le prime serate sono già in archivio, ma dal 23 luglio fino al 7 settembre sono in programma otto appuntamenti. La presentazione nel corso di una conferenza stampa in Lapam, con il segretario generale Carlo Alberto Rossi, il segretario di Pievepelago Germano Manfredini, con Erio Bagni presidente Aseop, con Michele Colò di Bambininsieme e con gli esponenti della Bper Vittorio Castagni (Capo Area) e Umberto Barigazzi. Lo scorso anno sono stati raccolti circa 20mila euro, tutti andati ad Aseop e Admo, per i progetti portati avanti dalle associazioni, tra cui il laboratorio di ricerca presso il Policlinico, le sei case d’accoglienza a Modena per le famiglie di bambini malati, un progetto di cooperazione internazionale che ha permssso di curare oltre 250 bambini in Paraguay e il progetto di donazione del sangue cordonale ‘Mamma due volte’. Nel 2010 sono stati 29 i bambini malati di tumore (leucemie o tumori cosiddetti ‘solidi’) curati a Modena, nei primi sei mesi del 2011 il numero è arrivato a 13. Nel corso della presentazione è stato ricordato il caso di un fiumalbino che si è iscritto all’Admo in seguito a una serata con Paolo Migone (che nel 2007 tenne a battesimo l’iniziativa) e che è stato chiamato a donare il midollo osseo contribuendo a curare un malato. L’iniziativa è supportata anche quest’anno da Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Lapam Confartigianato Imprese e Servizio Sanitario Regionale, sponsor dell’evento, l’organizzazione di Bambininsieme, il patrocinio dei Comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato, grazie all’Agenzia Ridens, che si occupa di tenere i contatti con gli artisti presenti. Il programma. Sabato 23 luglio alle 21, presso il cinema teatro Cabri, rassegna di cori di montagna; sabato 30 luglio alle 21 alla piscina alto Frignano di Pievepelago ‘Dilettanti allo Sbarbaglio’; sabato 6 agosto, sempre al Cabri di Pieve alle 21, Mauro Corona con Paolo Migone e Federico Pagliai; giovedì 11 agosto a Sant’Annapelago alle 21 è la volta di ‘Elmo’, di e con Davide Riccio; venerdì 19 agosto al teatro di Riolunato Matteo Cesca con ‘comico ergo sum’; giovedì 25 agosto a Sant’Annapelago è la volta di Paolo Migone; venerdì 26 agosto a Fiumalbo all’anfiteatro comunale c’è Reo Carlas e, infine, mercoledì 7 settembre sempre al Cabri di Pieve alle 21 il gran finale con Duilio Pizzocchi. ... sui pensionati, ZAC, si taglia subito! S e c’è un’emergenza oggi nel nostro paese è senza alcun dubbio la mancanza di “responsabilità morale della classe politica” in generale, ovvero il venir meno di quell’etica che ha guidato (dal ‘45 in poi) la “mission” dei padri di questa nostra Patria, esempio di democrazia rappresentativa che ha saputo far crescere e coltivare un modello di “welfare”, dalla scuola, alla sanità, alla previdenza invidiabile in ogni altra parte del mondo. Ma questo welfare è inesorabilmente impoverito, ridotto, frantumato, da vent’anni a questa parte, sotto le picconate impietose di interventi legislativi, da destra e da sinistra, che vanno sempre a colpire i lavoratori e i pensionati. Dobbiamo tenere sotto controllo un debito pubblico crescente, l’Unione Europea ci raccomanda il pareggio di bilancio (che vuol dire non spendere di più delle entrate) e per tale ragione servono risorse: ma dove prenderle? Noi crediamo di essere nel giusto non solo “moralmente”, ma anche matematicamente nel sostenere che le risorse ci sono, basta andarle a prendere proprio là dove sono, ovvero nel costo della politica, dall’oggi al domani, così come invece si fa su lavoratori e pensionati. Ma per i tagli nei finanziamenti ai partiti, negli emolumenti dei politici, nella riduzione del loro numero, nell’abolizione delle province, nell’eliminazione di indennità e agevolazioni varie, “si sceglie la strada della cautela, si ritiene sia necessaria una commissione ad hoc, si rinvia alla prossima legislatura, si prende tempo: sui pensionati ZAC, si taglia subito!”. I risparmi possibili sulle spese della politica possono coprire la metà della finanziaria di lacrime e sangue approvata in questi ultimi giorni. Così, nel perdurare di una crisi che falcidia posti di lavoro giorno dopo giorno, mentre dalle Alpi alla Sicilia assistiamo impotenti allo sgretolamento della società e ad un aumento delle povertà, l’amoralità sociale della nostra politica giustifica Appennino Modenese Tornano i parchi di cultura S ono 176 gli appuntamenti previsti dalla settima edizione dei Parchi di Cultura, il progetto ideato e gestito da Ial Emilia Romagna (ente Cisl per la formazione professionale) nell’ambito del “Laboratorio Appennino Modenese”, il progetto d’area che intende promuovere il turismo culturale e sostenibile dell’Appennino modenese. Anche quest’anno il Parco dei Luoghi dell’Anima e il Parco del Medioevo che, lo ricordiamo, non sono entità fisiche delimitate bensì contenitori tematici di appuntamenti, hanno sviluppato sinergie tra operatori pubblici e privati delle montagne modenesi. Preceduti nei mesi scorsi da attività di formazione mirata, i 129 eventi del Parco dei Luoghi dell’Anima e i 47 del Parco del Medioevo promettono di attrarre i turisti più attenti alle ricchezze culturali e naturali del territorio, alla sua storia e tradizioni enogastronomiche. «Attraverso lo strumento dei Parchi di Cultura, finanziato dal fondo per la formazione continua “For.te.”, sosteniamo attività e iniziative finalizzate a promuovere sul nostro territorio un turismo di qualità e spessore culturale», afferma Giulia Lugli, referente del progetto per lo Ial Emilia-Romagna. Quest’anno gli opuscoli dei Parchi di Cultura (disponibili presso le strutture degli operatori aderenti e i principali punti informativi dei Comuni montani) sono ancora più ricchi di informazioni e notizie; insieme agli appuntamenti che esaltano spazi e silenzi, autenticità e benessere, spiritualità, pace e dialogo, rievocazioni storiche e visite guidate a castelli e borghi medievali, gli opuscoli dedicano largo spazio alla promozione di nuovi pacchetti turistici improntati al turismo spirituale e culturale. Tali pacchetti si collocano all’interno dei “Cammini d’Europa”, un progetto di cui il GAL è il leader territoriale finalizzato alla creazione di reti internazionali tra territori caratterizzati dalla presenza di vie storiche (Francigena, Romea, Cammino di Santiago ecc…) che hanno esercitato una forte influenza su cultura, economia, fede e storia europee. I Parchi di Cultura promuovono il calendario anche sul web con siti dedicati che permettono al turista di costruirsi il proprio percorso di appuntamenti navigando tra curiosità e approfondimenti sul nostro territorio. I siti di riferimento sono quattro: www.parchidicultura. it; www.parcoluoghidellanima.it; www.parcomedioevo.it; www. parchidicultura.it/camminideuropa. A cura di Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel. 059/890846 Fax 059/828456 la conservazione di privilegi e indennità e getta al vento, l’altro giorno, l’opportunità di tagliare le province (costo 4,5 miliardi di € all’anno). Anche noi, donne della Fnp di Modena, eravamo presenti a Piazza del Popolo il 18 giugno eravamo tantissime! A manifestare pacificamente; ma abbiamo anche gridato tutta la nostra rabbia, il nostro malessere i timori, le ansie, le preoccupazioni non solo per noi ma anche, o forse, per i giovani di questo paese. Anche noi chiediamo alla nostra Federazione il massimo impegno possibile perché siano raggiunti traguardi di equità e giustizia sociale; che il 18 giugno non sia soltanto il ricordo di una grandiosa manifestazione. Anna Pini coordinamento Donne Fnp Modena 16 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Varie dalle zone Domenica 17 luglio si rinnova la festa per il Patrono, da venerdì appuntamenti per tutti • francesco gherardi D opo il triduo predicato in questi giorni da don Paolo Biolchini sui temi “Vivere da risorti” e “Farsi prossimo” e la liturgia penitenziale tenutasi mercoledì 13 luglio, domenica 17 Baggiovara festeggerà San Luigi - ad un mese di distanza dai confinanti di Casinalbo - con la classica sagra parrocchiale. Domenica mattina alle 8.30 si terrà la Sagra di San Luigi a Baggiovara s. messa al monastero della Visitazione, mentre alle 9.30 in chiesa parrocchiale verrà celebrata la s. messa solenne seguita dalla processione; alle 11.15 sarà il turno della messa in lingua inglese con la comunità nigeriana, poi, alle 18, le celebrazioni liturgiche si concluderanno con i vespri solenni seguiti dalla santa messa. Ricco il programma della sa- gra: venerdì 15 luglio alle 19 i festeggiamenti saranno aperti dalla corsa podistica non competitiva “Memorial Bruno Bondi”, mentre alle 21 si terrà Sagra parrocchiale San Giacomo Maggiore in festa il “palio di San Luigi”. Sabato 16 alle 19.30 le vie del paese risuoneranno del rombo dei trattori d’epoca, diretti all’aratura notturna, mentre alle 21 si terrà una dimostrazione della produzione del parmigiano reggiano e della ricotta, seguita dalla serata musicale dei “Dobro country rock band”. Domenica mattina alle 11 si svolgerà un moto raduno sul parcheggio del Conad e, in serata, sarà la volta della “festa sull’aia” con dimostrazione di trebbiatura con macchine storiche alle 18.30, musica e balli con “Rumanaz” a partire dalle 21.30 e l’estrazione della lotteria in favore dell’asilo alle 23.30. Sabato e domenica dalle 18 saranno in mostra all’aperto modelli di Vespa e trattori d’epoca, mentre presso l’ex teatrino si terrà la mostra di mulini e macchine del gruppo del presepio di Piumazzo Giovanni Santunione. Inutile dire che stand gastronomici i più vari e servizio bar saranno attivi durante tutte e tre le serate della sagra. Formigine Triduo della Madonna del Carmine M ercoledì 13 luglio a Formigine ha avuto inizio il triduo della Madonna del Carmine. La devozione dei formiginesi per la Regina del Monte Carmelo è antica e risale perlomeno al XVIII secolo, quando comparve per la prima volta un sodalizio che sarebbe poi divenuto la confraternita della Madonna del Carmine. La devozione doveva essere molto sentita se, negli ultimi anni di quel secolo, il celebre compositore Felice Alessandri, già maestro di cappella del Re di Prussia, dopo aver trascorso gli ultimi anni nella campagna casinalbese, chiese ed ottenne di trovare sepoltura nei pressi dell’altare del Carmine della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Nell’800 il sodalizio venne fuso con la ben più antica compagnia del Rosario e nel ‘900 le celebrazioni della Madonna del Carmine assursero al rango di principale sagra parrocchiale formiginese: non c’erano ancora le ferie estive ed i pubblici festeggiamenti con tanto di banda musicale erano un evento da non perdere. Sebbene in forma minore, la tradizione dura tuttora, e dopo il triduo (13- 14-15 luglio) con recita del s. rosario alle 20 e s. messa alle 20.30, sabato 16 luglio alle 20 si terrà la s. messa seguita dalla processione con le torce per le vie del paese. L’antica statua della Madonna del Carmine, posta sul maestoso baldacchino adorno di fiori, sarà anche quest’anno issata sulle spalle dei formiginesi festanti e portata in trionfo. Al termine della sacra funzione, dopo la benedizione, si apriranno i festeggiamenti popolari: e qui a farla da padrone sarà il tradizionale bensone, accompagnato da musica ed intrattenimenti dialettali. S abato 23 luglio e domenica 24 sagra di San Giacomo Maggiore presso Montese. Sabato sera, alle ore 20, processione con fiaccolata dall’oratorio di San Rocco alla chiesa parrocchiale di San Giacomo, la processione sarà accompagnata dal corpo bandistico. Dalle ore 21.30: buon cibo e musica per tutta la notte e alle 23.30 spettacolo di fuochi d’artificio. Domenica 24, continuerà la festa liturgica, ma non mancheranno musica e intrattenimento. Associazione San Gaetano Visita pastorale dell’Arcivescovo V enerdì 22 luglio, in occasione della festa di chiusura del centro dell’associazione San Gaetano in via della Fornace a Formigine, monsignor Antonio Lanfranchi celebrerà la santa messa alle ore 18.30. Al termine della messa, i responsabili dell’associazione San Gaetano e della cooperativa Monte Tabor presenteranno a Sua Eccellenza una relazione delle attività svolte durante l’anno. Seguirà un momento di festa insieme. Villanova Ricordo di don Polacchini • Franco Mantovi A quarant’anni dalla scomparsa, avvenuta il 12 luglio del 1971 al Policlinico di Modena (dove era andato per compiere una visita ad un bisognoso in un gesto di grande generosità) la comunità di San Bartolomeo in Villanova ha ricordato il canonico-prevosto don Goffredo Polacchini, parroco dal 1938. Nato a Massa Finalese nel 1889, dopo l’ordinazione sacerdotale venne inviato sull’Appennino come cappellano, quando fu precettato sulla linea del Fronte sul Piave come ‘bersagliere-ciclista’. Coraggioso e robusto, don Goffredo seppe farsi onore anche al fronte, poi, al rientro in diocesi, assolse incarichi religiosi a Formigine da dove in piena estate del nel 1938 l’arcivescovo cappuccino mons. Bussolari lo spedì a Villanova. In quella parrocchia, sopraffatto dai debiti per la grande chiesa neo-gotica, era infatti morto il parroco don Ferraguti. Sulle rive del Secchia don Goffredo diede ogni energia portando a termine la canonica, la chiesa e l’asilo parrocchiale nell’arco di quattro lustri. Di poche parole, sempre attivo e ligio alle direttive della Chiesa, ma generoso e sollecito con tutti (inclusi ebrei e collaborazionisti), don Goffredo durante l’ultima guerra si adoperò per molti quando venivano a trovarsi in gravi difficoltà, evitando per vera grazia di essere fucilato dai tedeschi nel terribile gennaio del 1945, all’esterno della grande chiesa ristrutturata in stile neo-romanico dall’architetto ingegner Giuseppe Tubini. Parco e sempre disponibile, ottenne anche l’autorizzazione ad assolvere al ruolo di esorcista liturgico, incarico che svolse fino ad età veneranda presso la chiesa comunale del Voto che raggiungeva in bicicletta, viaggiando pericolosamente a lato della linea ferroviaria Carpi-VillanovaModena. NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 17 Chiese e sorprese La chiesa parrocchiale della cittadina della Bassa, terra di marinai senza mare • matteo giannacco P er iniziare a parlare di Bomporto bisogna farsi suggestionare prima di tutto ...nella nostra diocesi Bomporto, San Nicolò dei naviganti dal suo nome. Già da questo è infatti possibile percepire come il destino del paese sia strettamente connesso a quello dei suoi tanti corsi d’acqua. ‘Buon porto’ evoca subito alla mente navi, pescatori, canali, fiumi, e acqua in genere. Storicamente ne abbiamo conferma: il piccolo centro abitato si collega famoso miracolo di Nicola, ovvero la resurrezione di tre fanciulli assassinati da un macellaio che voleva venderne la carne sotto sale. Per Modena, e per la Bassa, la curiosa storia di Bomporto (terra di marinai, ma anche di carbonari e patrioti) e della sua chiesa rappresenta una memoria unica e rara, che racconta di un tempo in cui anche noi eravamo «uomini d’acqua», parafrasando Melville. Di più non ci spingiamo, invitandovi calorosamente a fare una gita in questo luogo magico, sulle tracce di ‘navi fantasma e reti miracolose’. Il Santo Da Myra a Bari: un destino di viaggio difatti al canale che il vescovo Eriberto fece scavare (nel sul Panaro – Naviglio e risale, appunto, al 1609 la costruzio- S an Nicola Magno (280-343 d.C.), in Italia noto anche come San Nicolò, fu un vescovo della Licia e viene oggi venerato nel mondo, anche al di fuori della tradizione cristiana, come figura che ha dato origine a Santa Klaus. Nacque a Pàtara da genitori cristiani che lo abbandonarono prematuramente a causa di un’epidemia di peste. Sembra che il giovanissimo orfano erede di un ricco patrimonio decise di devolverlo in favore dei più bisognosi. Le storie intorno a Nicola sono tantissime e per ognuna esistono diverse versioni. Ciò che più importa, tuttavia, è che la sua figura ha attraversato i secoli indenne, senza perdere neanche per un istante l’immensa carica simbolica che la caratterizza. Basti rammentare l’episodio che ritrae Nicola, durante il Concilio di Nicea (nel 325), così intento a scagliarsi contro l’eresia ariana da schiaffeggiare pubblicamente lo stesso Ario. La sua grande popolarità si evince anche dal fatto che viene considerato protettore di innumerevoli ‘categorie’: dei bambini (una leggenda narra che resuscitò tre fanciulli uccisi da un macellaio che voleva venderne la carne), delle giovani che devono prendere marito, dei pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, scolari, avvocati nonché delle vittime di errori giudiziari. E nella Chiesa Ortodossa russa è spesso la terza icona insieme a Cristo e a Maria nell’iconostasi. Ma, soprattutto, e in primo luogo, Nicola è il patrono indiscusso di marinai e naviganti. Questo, sicuramente, perché si crede sapesse placare le tempeste ma anche perché il destino delle sue reliquie è destino singolare di viaggio. Dopo la sua morte avvenuta il 6 dicembre 343, forse nel monastero di Sion, le spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087. Ma quando la città dell’Anatolia cadde in mano musulmana, Bari, al tempo dominio bizantino, e Venezia, dirette rivali nei traffici marittimi, entrarono in competizione per il loro trafugamento. Così una spedizione barese di 62 marinai raggiunse Myra e si impadronì delle reliquie. Arrivate nelle Puglie esse furono depositate sotto la custodia dell’abate Elia, in seguito vescovo della città, il quale promosse l’edificazione di una nuova maestosa chiesa dedicata a Nicola. Da allora San Nicola di Myra divenne Nicolò di Bari. I veneziani, dal canto loro, non si rassegnarono all’incursione e, nel 1099, approdarono a loro volta a Myra, dove trovarono il sepolcro vuoto del santo. Riuscirono tuttavia a recuperare molti frammenti ossei dimenticati dai pugliesi che furono traslati nell’abbazia di San Nicolò del Lido, dove finiva la laguna veneziana e cominciava il mare aperto. La basilica barese è oggi luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente. Dal destino erratico delle spoglie del santo, quindi, nasce un sogno che attraversa gli oceani del tempo: l’unione sulla terra di tutti i cristiani. Focus Begarelli: la crocefissione S lontano 1056) per bonificare le paludi circostanti e collegare la zona al grande fiume Po (quindi all’Adriatico). Il Navigium (o Naviglio), detto popolarmente Fossa Solitaria, unisce Bomporto al Secchia e al Panaro rendendo il territorio comunale un importante centro del traffico fluviale da Venezia e dal mare. A riprova dell’importanza strategica del porto è la costruzione, nella seconda metà del XVIII secolo, da parte di Francesco II d’Este, di un’ imponente darsena. E anche il fatto che nel simbolo civico campeggia una torre, memoria del faro che di notte indicava la strada, in mezzo alla pianura sconfinata, ai naviganti del fiume. Quindi Bomporto è terra di marinai di fiume e di barcaioli coi piedi a secco. Tutto questo serve a capire un po’ meglio la dedicazione della chiesa parrocchiale. Essa è infatti intitolata al famosissimo protettore dei pescatori e naviganti, San Nicola. E non a caso, dunque. È proprio tra il XV e il XVIII secolo che si ebbe il massimo sviluppo della navigazione commerciale ne della chiesa di San Nicolò. Inizialmente dipendeva dalla plebana di Sorbara da cui venne distaccata solamente nel 1769. Appena ultimata, comunque, la parrocchiale non aveva ancora l’atrio di gusto neoclassico che oggi possiamo vedere, dato che il grandioso portale d’ingresso venne eretto non prima del 1837. Il timpano triangolare, sostenuto da due lesene e due colonne con capitelli ionici, fanno assomigliare San Nicolò ad un tempietto greco, ma l’interno dell’edificio sacro, invece, appare ben inserito nella tradizione cinque-secentesca dell’arte sacra della zona. È ad una sola navata, con cinque altari laterali. Sull’arco trionfale del presbiterio il pittore Antonio Simonazzi (1824-1908) ha raffigurato il celebre episodio leggendario che vede il santo di Myra nell’atto di aiutare tre fanciulle povere, destinate alla prostituzione, costituendo loro una dote sufficiente a riscattarle. La tela ad olio posta sull’altare, invece, è del pittore modenese Luigi Manzini e rappresenta l’altro più olo nel 1824 la meravigliosa Crocefissione con la Beata Vergine e San Giovanni del Begarelli, risalente al 1550, viene traslata nella chiesa di San Nicolò a Bomporto. Prima era conservata, insieme alle statue di San Francesco e San Bonaventura (oggi alla Galleria Estense di Modena) nello scomparso oratorio di San Bernardino. L’opera plastica, posta dietro l’altare, ha una forza espressiva di notevole impatto: il Cristo sofferente sulla croce emana una luce avvolgente, sprigionata dalla materia stessa, come a ricordare la fisicità della Passione umana del Figlio di Dio, ma allo steso tempo cela, forse nel colore, forse nella posa, la Verità della prossima resurrezione. Al suo fianco, come è tradizione consolidata, Maria e l’apostolo Giovanni. Distanti tra loro, in un dolore che li separa per la diversa condizione affettiva che, invece, li lega a Gesù. Entrambi, però, sono in preghiera: alzano gli occhi verso il legno dolente, le mani giunte vicino al petto. Siamo di fronte, ancora una volta, ad un esempio straordinario di catechesi figurale. Ad una pagina biblica trasportata fuori dal testo, fatta diventare realtà tangibile per tutti. Cosa, d’altronde, non nuova ad un personaggio come Antonio Begarelli che ha usato per tutta la vita materia cosiddetta ‘inerte’ per lasciare al mondo mirabili opere ‘vive’. Lo scultore nato a Modena nel 1499, della cui formazione nulla o quasi sappiamo, ci ha abituato fin troppo a considerare ‘fratelli’ i suoi personaggi di terracotta (o marmo). Tanto sono verosimili le emozioni che esprimono, anche a noi moderni. Il suo è un linguaggio aulico, fortemente impregnato di classicità, ma allo stesso tempo ‘popolare’ nel senso che riesce a rivolgersi a tutti. Se dovessimo trovare il ‘segreto’ dell’armonia begarelliana, forse, potremmo spiegarlo con un termine usato dagli storici dell’arte per un movimento di pittori molto successivo, ovvero il ‘realismo magico’. La sua profonda conoscenza della realtà e parimenti il desiderio di raccontare il sacro (nel tempo, non sopra di esso) fanno, infatti, dello scultore modenese un unicum della storia. E il Tiraboschi ce lo ricorda quando afferma che « Non v’è forse un altro artefice, che abbia condotto la plastica a quella perfezione a cui fu condotta dal Begarelli». 18 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 InformACI Un nuovo triennio per l’Ac di ModenaNonantola che inizia con le tante proposte estive. I richiami del vescovo Antonio e le linee del centro nazionale L • Paolo Seghedoni* ’estate è un tempo eccezionale. Lo sanno bene gli educatori Acr, anche quelli un po’ più ‘attempati’, che ricordano il TEE (Tempo Estate Eccezionale) alla fine delle guide Estate, tempo eccezionale come momento conclusivo, ma non ‘vuoto’ per il cammino di crescita nella fede dei ragazzi, ma lo dimostrano le attività che l’Azione Cattolica diocesana propone per questo periodo anche, e soprattutto!, in questo 2011. Questo tempo estivo ricco di attività è il segno di una vitalità che la nostra Ac (a livello diocesano, certo, senza dimenticare le tante proposte che le associazioni parrocchiali non si stancano di mettere in pratica) conserva e rilancia, a partire dalla tre giorni unitaria di cui al volantino qui a fianco di venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 luglio per cui è possibile iscriversi anche in extremis. Si va dal campo adultissimi, che si sta svolgendo in questi giorni a Serramazzoni, fino ai tradizionali campi Acr per elementari e medie, tra Villa Immacolata e La Santona (ma non mancano diversi campi Acr parrocchiali); ancora la proposta per le famiglie di fine agosto e quella per i giovani, che cammineranno per ma comuni a tutti i battezzati; sono però specifiche dell’Ac, che assumendole come propria specificità e vivendole in modo più profondo può aiutare la Chiesa a crescere. A volte si annulla l’Ac perché le sue caratteristiche sono di tutti”. Un secondo pericolo è “credere che l’Ac sia solo un metodo o dei testi, ma è diverso essere dentro una struttura o dentro a un modo di vivere il battesimo in modo più radica- Campo famiglie ed adulti Azione Cattolica diocesi di Modena Dal 26 al 28 (29 per chi può ) Agosto ‘11 presso la Foresteria delle Suore Francescane dell’ Immacolata di Palagano (Mo) DIACONIA DI COPPIA Interverranno i coniugi Benatti (responsabili pastorale familiare Diocesi di Modena) Ritrovo nel pomeriggio del 26 Agosto a Palagano; ritorno previsto il 28 Agosto in serata. La casa sarà in autogestione, gli ospiti devono portare lenzuola e asciugamani. Le quote giornaliere di partecipazione (comprensive delle spese di organizzazione ) sono: Adulti 45 euro Ragazzi dai 9 ai 14 anni 30 euro Ragazzi da 4 a 8 anni 25 euro Bimbi da 0 a 3 anni gratis E’ previsto un percorso specifico per i bambini. Info: Anna 3392957255 e Emanuele 3397287544 Le iscrizioni, accompagnate da un acconto di 50 euro a famiglia, possono essere comunicate alla Segreteria A.C. 059 2929171. Si possono confermare anche versando direttamente la caparra sul conto corrente dell’Azione Cattolica codice IBAN IT65 Q 05188 12900 000000004687 specificando nella causale:caparra campo famiglie e adulti a Palagano. Modulo di iscrizione Iscrivo al campo di Palagano n …… ADULTI n …… RAGAZZI 9-14 n …… RAGAZZI 4-8 n ……. BIMBI (gratis) restiamo anche il 29 si Allego caparra di € 50 no Nome ............................................................................................ Cognome ....................................................................................... Telefono ......................................................................................... Email ............................................................................................. Modena, ......................... Firma...................................................... Il carpigiano Paolo Trionfini confermato come vice presidente adulti I l Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, riunito a Roma presso la Domus Pacis, ha nominato i componenti della presidenza nazionale dell’associazione, in carica per il triennio 2011-2014. A tutti loro il nostro augurio di buon lavoro. E il nostro grazie a chi li ha preceduti. Giovanissimi Mo C’lavor A nche quest’anno è arrivato il momento di presentarvi la proposta estiva per i Giovanissimi. Da qualche anno l’Azione Cattolica propone per i Giovanissimi, in estate, un campeggio di tre giorni in collaborazione con il Centro di Pastorale Giovanile. L’occasione è più unica che rara per confrontarsi e conoscersi meglio con ragazzi e ragazze che fanno durante il proprio percorso di gruppo un cammino diverso dal nostro ma che condividono l’appartenenza alla Chiesa di Modena-Nonantola. La Tre giorni si svolge a Villa Immacolata di Dogana Nuova dal 9 all’11 settembre. Iscrizioni entro il 5 settembre presso l’Ufficio di Pastorale Giovanile 059 2133851 – [email protected]. mo impegnarci anche con altre aggregazioni laicali e per porre semi e segni di comunione). Il Vangelo che ci accompagnerà è quello di Bartimeo, il cieco di Gerico, e proprio dall’interiorità vogliamo ripartire per questo nuovo triennio, senza dimenticare il lavoro e la festa come ambito di formazione e attenzione. E questo triennio ci porterà, nel 2012, a ricordare i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II e, in comunione con l’Ac di i luoghi francescani; infine la proposta, insieme al Centro di Pastorale Giovanile, della Tre giorni per Giovanissimi, ce n’è davvero per tutti. Recentemente il vescovo Antonio è stato con noi al consiglio diocesano: l’occasione è stata bella e familiare e ci ha dato l’opportunità di confrontarci con il Pastore della nostra Chiesa in modo franco. Mons. Lanfranchi ha ricordato il primato dell’interiorità, della vita nello Spirito, e ci ha anche messo in guardia da tre ‘pericoli’: “Le caratteristiche dell’Ac – ha detto - non sono esclusive dell’Azione Cattolica, to, che è il frutto di un anelito profondo”. In terza battuta: “si identifica troppo l’Acr con pastorale dei ragazzi, per cui quando diventano adolescenti non ce n’è più bisogno; ma l’Azione Cattolica è una vocazione, per cui introdurre una persona su un percorso e a un certo punto interromperlo è ingannarla. Non si può identificare l’Acr con la pastorale dei ragazzi e viceversa”. Tre dati da cui ripartire per un nuovo anno pastorale, che come Ac modenese vogliamo in coerenza con il cammino della Chiesa di Modena-Nonantola (e proprio per questo voglia- tutta Italia, saremo impegnati in quell’anno a ‘riconsegnarlo’: “il richiamo al Concilio - è scritto nelle linee per il triennio in seguito all’assemblea nazionale di maggio – che è sempre stato un punto di riferimento importante nel delineare i percorsi formativi dell’Azione Cattolica, costituisce in questo triennio il filo conduttore che accompagna e sostiene il cammino di tutta l’associazione”. * Presidente diocesano Acr Tutti al campo! A .A.A. Cercansi ragazzi che abbiano voglia di passare una fantastica settimana in compagnia di amici della loro parrocchia e da tutta la diocesi, per giochi, preghiere, e tante attività un sacco belle! L’aria buona ce l’abbiamo, un campo bellissimo lo stiamo preparando, gli educatori si stanno già riscaldando. Il campo sarà da mercoledì 24 a mercoledì 31 agosto, a villa Maria Immacolata a Dogana di Fiumalbo e alla casa del seminario alla Santona di Lama Mocogno. Le iscrizioni sono aperte, per informazioni: Sara 3403218754 – elementari; Nicola 3356025172 medie. La nuova Presidenza nazionale Maria Graziano (diocesi di Gaeta) vice presidente per il settore Adulti; Paolo Trionfini (diocesi Carpi) vice presidente per il settore Adulti; Lisa Moni Bidin (diocesi di Concordia Pordenone) vice presidente per il settore Giovani; Marco Sposito (diocesi di Gaeta) vice presidente per il settore Giovani; Teresa Borrelli (diocesi di Bari) responsabile nazionale dell’A- zione Cattolica Ragazzi (Acr); Gigi Borgiani (diocesi di Genova) segretario generale; Michele Panajotti (diocesi di Chioggia) amministratore nazionale. Dopo la riconferma di Franco Miano come Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, avvenuta lo scorso 25 maggio in seno al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, si completa l’organismo di presidenza che guiderà l’associazione per i prossimi tre anni. Il primo pensiero è per Papa Benedetto XVI, a cui i nuovi membri della presidenza nazionale dell’Ac hanno voluto rivolgere un filiale e affettuoso saluto. Rinnovando l’impegno d’Associazione ad essere sempre più disponibile nel suo servizio alla Chiesa, per onorare la dignità personale di ciascun uomo, con i suoi valori irrinunciabili, a cominciare dalla vita e dalla pace, dalla famiglia e dall’educazione, per camminare accanto a tutti e a ciascuno, per tessere insieme una trama viva di relazioni fraterne. L’impegno dell’Azione Cattolica, Info ieri come oggi e come domani, è spendersi in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia. www.azionecattolicamodena.it NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 19 Sport-Csi Si avvicina la Maratona della Pace Iscrizioni aperte per l’iniziativa Csi del 22 ottobre. Il presidente nazionale Achini: “Sport mezzo di integrazione e coesione” S Santa una cultura della pace e del dialogo attraverso lo sport; grande occasione di in- Papa Woityla verrà festeggiato in questa data come beato. Alla storica corsa nella quale il Csi lo sport come mezzo di pace, integrazione e coesione sociale nei paesi colpiti da conflitti. contro e grande novità. Vista la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II a cui i “JP II Games” sono dedicati, la Maratona della Pace si svolgerà il 22 ottobre e non, dunque, il 19 maggio. Scelta motivata dal fatto che il 22 ottobre ricorre l’elezione a pontefice di Giovanni Paolo II e che quest’anno, per la prima volta, è ormai protagonista da otto anni, e che dunque cambierà nome da Maratona della Pace a “JP II Games”, si affiancano attività e competizioni sportive con l’obiettivo di parlare di pace partendo dallo sport. «Questa iniziativa - ha commentato il presidente nazionale del Csi, Massimo Achini - rafforza a livello internazionale l’idea del- L’aiuto delle istituzioni europee ci darà la possibilità di far crescere ulteriormente il valore della Maratona di pace e delle • marco costanzini ono aperte ancora per due mesi (fino all’11 settembre) le iscrizioni alla Maratona Betlemme-Gerusalemme, la corsa della pace che quest’anno giunge alla sua 8ª edizione e alla quale il Csi Modena partecipa con una sua delegazione sin dalle sue origini, in un pellegrinaggio in Terra Santa che coniuga l’aspetto sportivo con quello religioso e culturale. La Maratona della Pace, inizialmente programma dal 17 al 22 maggio scorso, è stata posticipata ad ottobre (dal 21 al 25) dopo una decisione presa di comune accordo tra Csi nazionale e Opera Romana Pellegrinaggi, l’anima di questa manifestazione. I motivi di questo rinvio sono stati spiegati ormai due mesi fa a Bruxelles, presso la sala stampa del Parlamento Europeo, quando sono stati presentati i “JP II Games”, progetto nato con l’idea di promuovere in Terra Pedalanatura Pronti, via, pedalare! T orna, per la terza edizione, la “Grande Pedalanatura Biciesseì”. Da giovedì 14 a domenica 17 i coraggiosi si sposteranno da Bologna a Prato, attraverso l’Appennino, pedalando in compagnia ad andatura tranquilla alla scoperta di luoghi, storia e cultura del nostro territorio con esperienze e testimonianze uniche. Sabato 16 luglio al Parco Ferrari di Modena Sport e divertimento con Young Ferrari Y oung Ferrari è l’iniziativa organizzata dalla commissione giovani della Circoscrizione 4 insieme al Csi Modena e al club TreEmme: l’appuntamento, ovviamente dedicato a tutti i giovani modenesi e non solo, è per sabato 16 luglio al Parco Ferrari con un’intera serata a disposizione per divertirsi grazie ai numerosissimi tornei e alle attività sportive in programma. Tutto inizierà alle ore 18 con l’aperitivo “young”, il miglior modo per accogliere tutti i partecipanti, iniziando a creare quell’atmosfera di festa che caratterizzerà poi tutta la serata. Chi invece avrà voglia di muoversi e giocare in compagnia di tanti amici, vecchi e nuovi, dovrà attendere le 18.30, quando verrà ufficialmente dato il via alle dan- ze sportive con l’apertura dell’impianto di calcio saponato, attrattiva numero uno di questo pomeriggio di festa al Parco Ferrari. Dallo stesso orario ci si potrà cimentare nella pratica di discipline orientali come aikido e ogawa, mentre un’ora più tardi, alle 19.30, ci sarà il fischio d’inizio dei tornei di calcio a 7 e di green volley, che continueranno fino a tarda serata. altre attività ad essa collegate». La corsa della pace come ogni anno partirà da Betlemme e arriverà a Gerusalemme passando per il check point, il luogo che segna la divisione tra Israele e Palestina, rappresentando l’unica possibilità in tutto l’anno per i palestinesi di entrare in Israele senza controllo dei documenti. Momenti salienti dei “JP II Games”: 22 ottobre (memoria del Beato Giovanni Paolo II): Santa Messa al Monte delle Beatitudini, nel luogo dove il Beato Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa per i giovani il 25 marzo del 2000. 23 ottobre: visite di Nazareth, Lago di Tiberia- de, Betlemme e Gerusalemme. Competizioni sportive. 24 ottobre: Maratona della Pace Betlemme-Gerusalemme. Quota di partecipazione è di 870 euro, così ripartiti: 700€ di quota, 140 di tasse e accessori e 30 di iscrizione. E’ possibile richiedere, sino ad esaurimento disponibilità, la camera singola pagando un supplemento di 160€. La quota comprende: viaggio aereo Roma Fiumicino-Tel Aviv-Roma Fiumicino; trasporti in pullman; visite ed escursioni come da programma; ingressi; sistemazione in istituti o alberghi di seconda categoria (camere a due letti con servizi privati); pensione completa dalla cena del 1° giorno alla prima colazione dell’ultimo giorno (bevande escluse); mance; radio-guide; borsa da viaggio; assistenza tecnico–religiosa; assicurazione annullamento viaggio e sanitaria. Per informazioni: Daniele Pasquini, segretario di Presidenza del Centro Sportivo Italiano, via della Conciliazione 1, 00193 Roma (tel. 06/68404535, fax 06/68802940, email [email protected]). 20 NostroTempo Domenica 17 luglio 2011 Cultura Racconti di vita ai margini nel nuovo spettacolo della compagnia modenese I l teatro come veicolo di trasmissione di un disagio esistenziale, un progetto che esplora racconti di vita ai margini che rimandano a storie lontane del senso comune del bello, del ben fatto, del decoroso e del giusto. Tutto questo è solo un assaggio del nuovo spettacolo del Teatro dei Venti, dal titolo “Senso Comune”. Solo venti minuti del lavoro, scaturito dall’esperienza della compagnia modenese in contesti considerati difficili, di confine, saranno infatti proposti alla finale del Premio Scenario per Ustica 2011. Per la presentazione dell’intero spettacolo bisognerà invece aspettare settembre. “Senso Comune” partecipa alla rassegna Giardini della memoria, promossa dall’Associazione Il Teatro dei Venti in finale al Premio Scenario per Ustica Parenti delle Vittime di Ustica, e va in scena a Bologna nel parco antistante al Museo della Memoria giovedì 14 luglio alle 21.30. Per questa edizione il Teatro dei Venti ha deciso di portare alle estreme conseguenze la propria poetica di incontro, scambio e contaminazione elaborando un lavoro che si ispira direttamente all’attività svolta con gli utenti del Centro di Salute Mentale di Modena, con i detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e con i ragazzi dell’I- stituto Penitenziario Minorile di Nisida (Napoli). parte della storia del Teatro dei Venti, in particolare quello a Fin dalla sua nascita, nel 2005, il lavoro nel sociale ha fatto contatto con le realtà penitenziarie che ha portato la compa- I giovedì al Giardino Ducale Torna in agosto la rassegna estiva musicale C hi lo dice che in estate la città è noiosa? Anche quest’anno il Laboratorio Musicale del Frignano, in collaborazione e con il patrocinio della Circoscrizione 1 e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, organizza “I Giovedì al Giardino Ducale”, rassegna estiva che riempie di musica l’agosto modenese. Giunta alla sua quattordicesima edizione, l’iniziativa mette in programma quattro serate di concerti ad ingresso libero a partire dalle ore 21.15. Si parte il 4 agosto con “Pianoforte a 4 mani”: celebri valzer, polke e marce della famiglia Strauss con Roberto Metro ed Elvira Foti. Si prosegue l’11 agosto con “Ritratti di donna”, pianoforte di Attilio Bergamelli e voce di Ljuba Bergamelli. Il 18 agosto è la volta di “Birkin Tree”, con tre strumenti: il flauto traverso irlandese di Michel Balatti, la cornamusa di Fabio Rinaudo e la chitarra di Daniele Caronna, per uno stretto dialogo musicale in bilico tra virtuosismo e pathos, alla scoperta degli sterminati paesaggi sonori della musica irlandese. Per finire, il 25 agosto è in programma “Dalla favola al musical”, un O F F E R TA viaggio emozionante tra i più bei temi Disney e i grandi musical di Broadway con la voce di Emilia Zamuner, il violino di Riccardo Zamuner ed il pianoforte di Maria Sbeglia. Per info: tel. 059 2033480, [email protected]. Capossela e Battiato in piazza Grande Concerti d’estate C ontinua la rassegna di concerti estivi che animeranno l’estate modenese in piazza Grande. Da segnare in agenda, in particolare, due appuntamenti con nomi importanti della musica italiana: Vinicio Capossela, pronto a festeggiare i suoi vent’anni di carriera domenica 14 luglio, e Franco Battiato, in programma domenica 28 luglio. I biglietti per i concerti sono in prevendita presso i punti del circuito Ticketone e Fangareggi Dischi. Completamente gratuito invece il grande concerto di Radio Bruno Estate che il 20 luglio, come ogni anno, raduna in Piazza Grande i nomi più noti della musica italiana contemporanea. Per info: tel. 059 451646. esclusiva gnia, nel 2007, alla finale del Premio Ustica con lo spettacolo Frammenti, realizzato proprio con quattro detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco. Questa attività nel corso degli anni ha assunto carattere di continuità e viene ora sostenuta da uno specifico progetto denominato “Margini in Azione” e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Modena. Margini in Azione nasce nel 2010 proprio con lo scopo di dare continuità ad un impegno che altrimenti difficilmente avrebbe gli strumenti necessari per crescere e si articola in diversi laboratori tra cui: il laboratorio presso la Ca- sa di Reclusione di Castelfranco Emilia, che porta alla costruzione dello spettacolo Attraverso Caligola (debutto a Modena il 28 ottobre 2011 al Teatro delle Passioni), il laboratorio rivolto a persone affette da disagio psichico, in collaborazione con Sportello Social Point Modena (con spettacolo presentato alla Settimana della Salute Mentale), il laboratorio con bambini e ragazzi affetti da difficoltà di linguaggio, in collaborazione con logopedista Morena Manzini ed il laboratorio con anziani di alcune Case Protette modenesi e adolescenti dei Centri di Aggregazione Giovanile, in collaborazione con l’associazione Animatamente. Per info: tel. 320 2370333, [email protected]. Fusorari, ricordando Tiziano Terzani Giornalismo e musica in piazzale Torti A d occhi aperti”, un titolo suggestivo per una serata davvero interessante: quella dedicata al grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani, giovedì 21 luglio alle ore 21.30 in piazzale Torti. L’appuntamento rientra nella rassegna “La Piazza in una mano”, curata da Fusorari, ed è incentrato sui 40 anni di carriera di uno dei reporter internazionali più autorevoli del secondo Novecento, testimone appassionato e voce autonoma di un giornalismo carico di umanità che, come sempre ripeteva, “non è un mestiere, è un modo di vivere”. A parlare della novità editoriale in uscita da Mondadori che ne raccoglie le opere, il curatore Alan Loreti, introdotto da Franco Cardini. Le suggestioni estive modenesi non finiscono qui, martedì 26 luglio, infatti, ci si emoziona di nuovo con le musiche di Fabrizio De Andrè interpretate dalla cover band FaberNoster accompagnata dal liuto arabo e dalla voce di Ismail El Aouam, musicista originario del Marocco e modenese d’adozione. Un inno mediterraneo, un ponte musicale tra due sponde che fonde raffinate sonorità tradizionali arabe alla poesia di Faber. PER I LETTORI DI “NOSTRO TEMPO” 10 BUONO SCONTO % SU TUTTA LA SPESA Buono utilizzabile presso l’ipermercato E.Leclerc-Conad di Modena - Strada Morane 500 • I buoni non sono cumulabili tra di loro nè con altri buoni sconto in percentuale sulla spesa, su singoli reparti o su singoli prodotti. • Il buono è applicabile su un massimo di 300 euro ad esclusione di prodotti in promozione, ricariche telefoniche, farmaci senza ricetta, e prodotti del reparto ottico. • Il Buono è utilizzabile solo con Carta Insieme. 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