ANNO III Sabato 16 Ottobre 1875 NUM. 82 .■•••• DIREZIONE Via CasteliettoN.° 2, Primo Piano. ' I manoscritti che s'inviano alla Direùonc non si restituiscono, ne si rende. ragione della ricusa di stamparli: non si accettano scritti auonimi. — Le lettere non trancate non si ricevono. P'isa 1 5 Ottobre .L'Imperatore di Gorizia 111 Italia In questi giorni i periodici tatti d' Italia non si occupano che di una sola cosa: della venuta a Milano dell' Imperatorg Guglielmo. Il nostro giornale che si pubblica due sole volle la settimana ha preferito non occuparsi, in sino ad ora, del grande avvenimento: che potevamo dir noi che già, non tosse stato detto e ripetuto dalla Ga3 zet1a d'Italia giornale così letto in Pisa? La visita di un imperatore di Germania a un re d'Italia è ceri() un fatto tra i più solenni che la Storia annovererà. Un tempo quelli imperatori scendevano tra noi come dominatori per conquistarci; è la prima volti che uno d'essi scende in Italia quale am•co. È naturale dnnque che s ne faccia tutto questo chiasso e che i giornali empiano le loro colonne di notizie, (li informazioni, di programuii che vengono letti con curiosità somma quasi con avidità. 44.9J a bb I ica re2, e.44iklifeleiJil&iiiii,a11.9.. pea cofriedo dei nostri lettori il 'programma uf,iciale delle‘ feste milanesi e l' avviso pubblicalo dalla D.rezione delle Ferrovie dell' Alta Ecco il programma: - . . Giorno 18 — solenne ingresso — pranzo di famiglia a Corte, al quale sarà inviteto il Sindaco — alla sera illuminazione a bengala del Duomo; giorno 19 grande rassegna in Piazza d'Armi — ricevimento a Corte — Piattizo di 'gala nella sala della Cariatidi — illurninezione fantastica della piazz t del Duomo e della Scala, non — 2APPENDIG)61 PAOLO LUIGI COURIER Courier aveva scoperto fin dal 1807, iii-dl'Abbadia di „Monte Csino in Firenze, un manoscritto dei Pastorali di Longo Sofista; manoscritto, il quale fu poi trasportato nella biblioteca Mediceo-Laurenziana. Ritornato a Firenze nel 1809, volle copiare da quel manoscritto ciò che cava nei libri stampati. Si fece aiutare nel lavoro dai signori Del Furia e Benciui, impiegati entrambi nella biblioteca suddetta. Lavorando con essi, egli, per inavvertenza, fece nel manoscritto uila macchia d'inchiostro, la quale cunprì una ventina di parole nella parte inedita g'à lui trascritta. Sembra, a quanto dice egli stesso, che mettesse sul naamoscritto un foglio di carta, il quale di sotto era sporcato d'inchiostro. Il Del Furia rimase (ed era naturale) dispiacentissinio dell'accaduto, e non meno dispiacente ne fu il Cou- - .. della CI ai e 1=1 1--ZOVINC:I.A rti AMMLNISTRAZIONE Libreria Nistri Le associazioni hanno il principio l.° ed il 16 d'ogni mese, con pagamento anticipato di lire 8 per un anno e di lire 5 per sci mesi. Un Numero separato centesimi lo, arretrati centesimi 20. il AtiirdiNiSTRATIVO -POLITICO - SCIENTIFICO - LETTERARIO SI PUBBLICA OGNI MERCOLEDÌ E SABATO DI CIASCUNA SETTIMANA per le diverse linee; l'orario dei quali treni sarà pubblicato mediante appositi' avvisi. . Nel prossimo numero pubblicheremo la descrizione dell' arrivo dell' Imperatoretasqualè un nostro corrispondente speciale c' invierà da Milano. che della Galleria Vittorio Emanuele, spettacolo di gala alla Scala: i sovrani saranno nella gran loggia; g,orno 20 — gran caccia a Monza —•alla sera spettacolo alla Scala, assistendo le Corti dai palchetti Privati;-giorno 21 — visita ai monumenti della città. — alla sera gran ballo a Corte; giorno 22 — partenza. Ed ecco 1' avviso della Strada Ferrata: lu occasione delle feste ehe nei giorni 18, 19, 20, 21 e 22 corrente ottobre, avranno luogo a Milano per l'arrivo di S. M. l' Imperatore di GerMALI ia. La Direzione delle Ferrovie dell'Alta Italia ha disposto che le staziotti nominate in apposito quadro pubblicato dalla Direzione generale delle ferrovie dell'Alta Italia, (listribuiranno biglietti di andata e ritorno con riduzioni progressive secomki le distanze. La distribuzione (lei biglietti avrà principio il giorno 15 e continuerà ti io a tutto il giorno 22. Il ritorno sarà facoltativo nei giorni dal 15 al 24 e non potrà essere protratto oltre il giorno 25. bigliet ti sara.u.now,getti _allteese norme e discipline cM, regelatio i- bighetti normali di andata e ritorno. Nei prezzi indicati trovasi compresa l'imposta governi a va del 13 per 100. L'ainannistrazioae non accorderà verun rimborso a quei viaggiatori che per insufficienza di posti dovessero sabre in carrozze di classe inferiore a quella del loro biglietto. Per maggior comodo poi degli accorrenti, avvertrsi che durante il corso delle feste in giorni da determinarsi, saranno effettuati nelle ultime ore pomeridiane dei treni speciali (t:t Milano La Ruilliblin AMABILE Jules Simon è un uomo di lettere, un illustre pubblicista, una delle pia belle individualità della Francia: ciò nei toglie però che egli qualche volta faccia dei sogni celor di rosa, e fabbrichi castelli deliziosi negli spazi immaginarj. N‘.1 suo discorso pronunziato a Cette, or sano pochi giorni, egli ha detto che per far durare lungamente la Repubblica bis ignerebbe renderla amabile. E il signor Juies Stnjti nen ha tutti i torti: rendete intatti una cosa qaalunque, che non piaccia alr universale, bella, graziosa , piacevole ed amabile, e vedrete che la pubblica opinione, di contraria che era, diverrà .subito favorevole. E fin vi non abhiarrnrnnlla iii eontrarioa1M1 bisogna pero vedere se tutte le cose che non sono amabili possono divenir tali col tempo . Una vecchia settuagenaria, una gobba, una guercia possono benissimo, per le qualità del loro spirito, rendersi amabili a chi le avvicina; ma una forma di governo che, in un dato paese, ha fatto per tre volte sempre cattiva prova, è segno manifesto che non le è mai riuscito di rendersi amabile, tua anzi disaggradevole alla inagg,ioranza della Nozione. Dal 179:3 al 1795, dal 1795 al rier, il quale promise al Del Furia di dargli il Bibliotecario accusava il Courier di aver insudiciato a bulla posta il manoscritto, di avergli poi negata quella copia che prima gli aveva promesse, e di aver pure involata quella che in parte fatta ne aveva, per suo studio e diletto, il vice-bibliotecario Bencini. tutta la parte inedita trascritta, scrivendogli, per suo discarico, sulla parte intatta del foglio macchiato, la dichiarazione seguente: t Ce nzorceau, de papier posé par megarde dans le .1Ianuscript pour servir de marque, s'est trouvé taché d'encre; la fatele en est tonte à moi qui ai fait celle etourderie, en fói de quoi j'ai signé « Florence, 10 novembre 1809 « COURIER. » Questo avvenimento, a dire il vero, avrebbe fatto poco rumore, se il Courier, non avesse risposto agli attacchi dei pedanti (cuistres), così appellando egli il Del Furia ed il suo ajuto, che lo perseguitavano. La risposta fu fatta sotto il titolo di Lettera al signor Renouard, libraio di Parigi, il quale si era trovato presente alla scoperta del manoscritto di Longo; e fu dessa una lettera, ripiena di quel fiele satirico, di quela vena d' insolenza Uil po' abbandonata, e pur tuttavia di buon gusto, di cui uon si erano veduti altri modelli dopo le risp iste di Voltaire Fréron e a Desfontaiues. Dopo breve tempo, il bibliotecario Del Furia e il vice-bibliotecario Beucini deziarono Courier al mondo sapiente, come reo di avere annientato quel brano di greco inedito, per inercanLeggiare sulla copia, o per impedire che si potesse verificare la scoperta che egli si attribaiva. Il DA Furia stampò nel febbrai 1810 un opuscolo intito!ato: Della scoperta e subitanea perdita di una parte inedita del primo libro de' Pdstorali di Longo, fatta in un codice dell'Abbazia fiorentina, ora esigente nella pubblica imperane Biblioteca Mediceo-Laurenziana. In questo opuscolo - . In questa risposta, Courier chiama il Del Furia semplicemeute Furia, ed il commendator Tommaso Pucciui, ciambel- sotto Borgo Avvisi ed inserzioni centesimi 15 i o linea o spazio di un ea. 1799, dal 1799 al 101, la Francia vide una Repubblica che, in soli un . dici anni, prese tre differenti caratteri: prima la Convenzione; poi il birettorio, • quindi il Consolato che, Come tutti sanno, fu l'avanguardia della tirannia imperiale. ' Caduto Napoleone, ai 'francesi stanchi di guerre e deaiderosi di pace, ;(enbrò amabile il governo di Lui:i X1'111, l'autore, della Carta costiinzionale: poi, morto questo re, i giornali cantarono in coro, e primo fra tutti il Journal des Débals, che il re Carlo X era oltre ogni dire amabile e che amabilissimo doveva essere il suo regno; ma le tre giornate del luglio 1830 guastarono l' idillio; e allora il solito giornalismo, anspice sempre il Journal des Débats, gridò la croce addosso al ramo pritnogenito dei Borboni, e praclamò seriamente che il sessagenario duca d'Orlaans era. più amabile del piccolo duca di Bordeaux, che aveva appena dieci - anni. Dopo il 1830, molti furono i lì2,11 ici della monarchia di Luglio: malevisa all'estero, odiata all'interno da tre partiti, che le avevano giurata una guerra a morte, essa cadde più ignominiosamente del ramo primogenito; e il 24 febbraio 1818 ft trovata, dal buon pinolo di Parigi, assai pii amabile la repubblica che il governo degli Orleauesi. Ma che repubblica fu mai quella ? Domandatelo all'Italia, .e specialmente ai tritetiviri della Repubblica Romana, ed a quei siciliani, c‘M avevano voImito sattrarsi :d gioro dei Barboni, e che avevano sperat, nella protezione di Francia! La Repubblica Francese bombardò amabilmente Roma; ed il - lano della principessa B iciocchi e direttore della huperial Galleria di Firenze, il sig. Puzzini o Pulcini: poi3hè questo signore aveva egli pure inorridito (come narra il Del Furia) all'annunzio della catastrofe dell'inchiostro. Non rega il Courier di aver promesso al Dal Furia la copia autentica fatta sull' originale greco, e soggiunge: La si disdegnò dapprima, come non potendo tener luogo dell'originale, e quindi la si pretese; ma allora io aveva le mie buone ragioni per non darla. Scagliandosi poi contro il Dal Furia scrisse queste parole che non sono scevre di esagerazione: « P signor Furia è un pedante, giù, calzolaio come suo padre, guardiano d'una biblioteca che egli dovrebbe ancora spazzare, che fa ogni giorno dei cattivi libri non avendo mai potuto fare delle buoue scarpe; ellenista quasi niuna abilità, che ha ottocento franchi di stipendio; copiatore di greco per quelli che lo pagano; allievo e successore del signor • Baudini, la cui ignoranza, è celebre a. • ' suo governo conferì, con amabilità senza pari, le più alte insegne della Legion d'Onore al generale Filangeri che, in nome di Ferdinando II, aveva bombardata Palermo, distrutta Messina, insanguinata Catania, messe a ferro e fuoco le più nobili terre dell'isola! Tre anni dopo, il Nipote dell'Uomo che aveva fatto il colpo di Stato del 18 brumaio, ne faceva uno esso pure: e, dopo pochi mesi, quasi tutti i francesi trovarono amabile l'Impero, piú ehe amabile l' imperatore, amabilissima l'Imperatrice. La campagna d'Italia del 1859 fece perdere all' Impero un quarto della sua amabilità; quella del 1866 fra•l'Austria e la Prussia gliene fece perdere un altro quarto; e la guerra del 1870 gli tolse a dirittura l'altra metà. Ed allora gli abitanti del Cervello del mondo trovarono amabile il monoculo Gambetta, l'arruffato Giulio Favre, e il trascurato conte di Keratry, il quale, per far dimenticare il suo titolo di nobiltà, portava il soprabito unto, e sdegnava di lavarsi le mani. Ma dopo pochi mesi, a Parigi si cambiò di pensiero: la Comune fu creduta più amabile della Repubblica gambettiana; Felice Pyat, Rochefort, e compagnia bella, furono di una amabilità senza pari: domandatelo alle Tuilleries, n11' lle.ael de Ville, al Louvre, alla Colonna di Vendòue, a Moasigtor Darby ed ai generali Clement e Thoma.s! Finito il breve regno di questi amabili signori, successe quello meno non amabile del vecchio Thiers, il quale durò per qualche tempo a fecondare col i sangue comunardo il funebre altipiano di Satory. E dopo Thiers si trovò amabile il moderno Ba.jardo (rubo l'espressione al conte di Chambord) il quale dichiarò, senza tante ambagi, che avrebbe fatto rispettare l'ordite e le leggi (compreso lo stato d' assedio) dalle amabilissime baionette dei suoi soldati. Li signor Jules Simon, il quale crede sal 'serio che in Francia es'sta attualmente la Repubblica, si contenterel)be che questa si rendesse auvtbi/e; siccome il Del Furia aveva riportato in cian al suo opuscolo il fac-sintile della pagina macchiata d'inchiostro, il Courier nella sua lettera a1 Renoua.rd assicurò che la m icellia era il doppio di quella fitta da lui nel 1809, aggiungendo ancora che era stata ingrandita a bella posta. Questa risposta di Paolo Luigi fece un grande scalpore: egli manifestò in questo breve lavoro il suo gran talento di pantfletario; e la satira ivi versata a piene mani contro il Pucciui ed il Del Furia, fu causa indite tta della morte del primo e della malattia del secondo. Dobbiaino però convenire che se i Bibliotecarii di Firenze diedero un peso soverchio al pité d' encre, come lo chiama il Courier, anche quest'ultimo esagerò nella sua risposta, dando dell'ignorante a tutto pasto, ora a qursto ed ora a quello, e scendendo perfino a denigrare la città di Firenze, quasi fossa una tana di gente leggiera e priva d'ogui coltura a Tanto può la passioue sull'animo dell'uomo, da farlo divenire ingiusto su tutto e con tutti! ed allora, dice lui, la Repubblica è assicurata in perpetuo. Però il signor Simon (sempre in questione di amabilità) ha fatto i conti senza l' oste, o, per meglio dire, senza gli osti: vale a dire senza i bonapartisti che trovano più amabile il Principe Imperiale; senza i legittimisti che trovano più aniabile il Conte di Chambord; senza i Comunardi che trovano più amabili Pyat e Rochefort; senza i Conservatori di tutti i partiti che trovano, almeno per ora, amabilissimo il Duca di Magenta! Ad eccezione di queste poche persone, a tutto il resto dei francesi si può benissimo rendere amabile la Repubblica. Ed un tal compito spetta di diritto al sig. Jules Simon, il quale, colla storia alla mano, dimostrerà ai suoi concittadini quanto sia amabile una forma di governo, che non ebbe mai un carattere serio e positivo in Francia. L. CAPPELLETTI. NOSTRE CORRISPONDENZE Seravezza, 4 ottobre. In una corrispondenza seravezzese pubblicata tempo indietro dal giornale La Nazione era detto che in occasione del Centenario di Michelangelo. persona di cui non ricordo il nome avrebbe pubblicato un lavoro sulla dimora di quel sommo nella Versilia e sui lavori da lui qua compiti — Il ceutenario venne con tutta la sequela delle feste che lo accompagnarono, passò e finì senza che il lavoro quasi promesso al pubblico vedesse la luce, Quando si lesse quella corrispondeuza e quella promessa vi fu chi pensò che quell'anounzio avrebbe potuto essere uno svegliane° pel nostro Municipio a far ciò che non fu fatto in modo che si è dato luogo a commenti che potranno forse essere tacciati di poco benevoli, ma non già di esagerati ed ingiusti — Si sperava infatti che il unstro Manicipio, somiglianza di quanto fa fatto pel centenario di Dante, avrebbe mandato i suoi rappresentanti a Firenze ad onorari: 1 memoria del divino Miehelan,gelo e lo si sperava con buona rag,inue riflettendo che a quel graude dobbiamo il tracciato e la esecuzione di una delle più utili vie, quella del Monte Altissimo. la scoperta e Il siguor Armando Carrel, il quale ha scritto una breve ma elegante biografia di Paolo Luigi, ha detto saggiamente che vi era molto di fantastico e di diserdinato nella sua carriera militare. Ma, per una condiscendenza di uomo di parto, non h t rilevato la vera sorgente di tali bizzarrie. Questa sorgente era l'orgoglio, altra qualità di certi spiriti inapplicabili e nati per una eterna negazione. Era per il sentimento esagerato della propria personalità, di se medesima inebriata, che Courier cercava, in questa specie di fanetistun di artista, una singolarità della quale egli si faceva una superiorità assoluta. Vi era più affettazione di quel che nnn si pensi in quella pretese distrazioni di dotto e di antiquario, in quell' oblio della disciplina e dei doveri del suo grado; e i calcoli dell' attore occupavano una gran parte in questa condotta, in cui Armando Carrel non ha lasciato vedere che l'originalità dell'uomo. Il sig. Alfredo Nettement, nel secondo volume della sua Histoire de la littérature la escavazione delle prime cave dei marmi che fanno ora la prosperità e la ricchezza del nostro paese, in cui anche oggi può vedersi la casa da lui abitata di quel tempo — Invece può ognuno figurarsi qual bella impressione facesse il silenzio inqualificabile del nostro Municipio che in quella circostanza si mostrò così non curante da far credere che avesse preso il Centenario di Michelangelo per quello di Confucio o di altri più estraneo ancora alla Versilia. Non è dunque tanto ingiusto chi non sa trovare scuse per questo procedere che è rimasto per molti difficile a spiegarsi e a paragonarsi a quello tenuto in occasione, come poèo sopra io diceva,' del centenario dell'Alighieri — È bensì vero che quando si celebrò questo ultimo altri amministratori avevamo che vogliosi o no nulla trascuravano di quanto poteva recare lustro e decoro al paese. Ora uomini di senno sperimentato e armati predare virtù cittadine sono a capo della nostra amministrazioue; ma che ameremmo forniti maggiormente di quella rara e preziosa energia che non dovrebbe mai far difetto a chi vuol reggere le sorti di un paese e che unita ad un certo tatto pratico e a larghezza di vedute, costituisce la dote migliore dei pubblici funziouarii: chè il contentarsi solo di essere onesti e leali, qualità certo preziosissime, non basta per condurci nella via del progresso e della civiltà nè il solo galantomistno ad additarci i bisogni di un popolo e il modo di soddisfarvi — E a darne un esempio: Non è stato mai possibile far comprendere ai nostri egregi consiglieri comunali, persone d'altro lato rispettabilissime e senza eccez:.one, che incremento della pubblica istruzione è aumento di pubblica ricchezza. E i fatti che a dispetto di tutto e di tutti sono di una logica inesorabile vengono tutto giorno a dimostrare la giustezza di questa osservazione. Qiianto infatti non è ora di danno al paese il non avere voluto prima di quattro o cinque anni fa istituire fra noi una scuola di Belle-arti, di non averle mai voluto dire regolamenti meno barocchi e più consentanei alla natura di quella istituzione e soccorsi più larghi e più efficaci? Basti. per avere -nue rispneta guardare ai seni vantaggi che colgono ora dalle loro .accademie di Belle arti le vicine Carrara, 'essa e Pietrasauta che ricevono ora ad usura i frutti del danaro e delle cure spesa con tanto senno intorno alle loro ticcadetnie. Qua invece per franpise sous la Restauration, fa un quadro bellissimo di Courier e delle sue opere. Giudicandolo benevolmente, ma con giustizia, viene poscia a dire queste parole: « Cesare diceva: io vorrei essere il primo in un villaggio, piuttosto che il .secondo in Roma. Ideavi un'intiera razza di Cesari mancati (nanqués) che si fabbricano un villaggio nel seno di Rema stess a per occuparvi il primo posto. Così faceva Paolo Luigi Courier. Nani patir:lido far meglio oppure così bene, sul campo di battaglia, come limiti bravi militari cai quali si - trovava,' volle almeno fare altrimenti. Egli disse: — Io sarò Diogene, non potendo essere Alessandro; — rivoltando Così questa frase che è di una vanità veramente satanica e che, più ancora degli onori divini pretesi nell'Asia, rivela tutto l'orgoglio che si agitava nel cuore del re di Macedonia. In una parola, non poteudo accupare la sommità della scala, egli volle almeno non sssere classato: evitò di prender posto nella gerarchia, e fu un'eccezione ». mania di economizzare si è giunti al punto di creare a questa scuola nostra una vita tisica e gratna onde averne poi dei resultati nulli o presso che nulli — che se invece prima fosse stata istituita e quando lo fu, soccorsa più largamente di quello fu fatto , Seravezza ne risentisebbe già preziosi vantaggi perché il commercio dei marmi lavorati, a cui solo una accademia di Belle arte può dar vita e sostegno non 'sarebbe una incognita o una rarità fra noi diminuendo così la importanza del commercio nostro. L'industria del Marmo non si alimenta solo col segar blocchi o col frullonare quadretto e quali utili possa ricavare dalle arti decorative lo mostri a chi noi credesse Pietrasanta che quasi esclusivamente smercia marmi lavorati e per somme vistose. Così se aucor qua si fosse avuto a suo tempo la provvida generosità di alcune migliaia di lire di più verso quella istituzione coglieremmo già i frutti ubertosi di un agire più seunato e più saggio e se non affatto eliminati vedremmo certo diminuiti non poco gli imbarazzi dei nostri egregi Consiglieri comunali costretti ora ad andare in cerca di strane ed ipotetiche tasse pel manco di reali e fruttiferi cespiti di entrate. Se a me, che non condivido i poetici lirismi di qualche corrispondente ottimista sul paese modello ed altre simili amenità e che parlo per ver dire Non per odio d'altrui uè per disprezzo se a me, diceva, piace il constatare che le nostre finanze sono in uno stato se non brillante soddisfacente almeno, piace ancora osservare che non furono fatte che le spese di pura e semplice necessità e che le ottantamila lire ( salvo errore ) che il Comune ritrasse dalla vendita delle cave del Monte Costa sono già affatto esaurite d'onde la risultanza di un deficit fino ad ora non avvertito perchè dissituultato dall' incasso e dalla spesa delle rate annuali di pagamento di quella Pornma. Questo deficit un commercio più florido ( e panni aver già dimostrato quanto a farlo tale avrebbe potuto contribuire la nostra scuola di B d)e arti meglio diretta) avrebbe se non del tutto colmato però in gran parte con sadisfa zioue nostra e più sedi vantaggi pie( ti i stro paese. Che se si prende a considerare la cosa sotto un altro aspetto usi pi La:: osservare com.: aia vano, dannoso farse, il vnlersi n tscoudere che troppa sona cresciuti i Courier, dopo la famosa lettera a Renouard, si trovò in grandi impicci, perchè si venne a sapere che l'uomo dalla macchia d'inchiostro era un capo squadrone che aveva abbandonato l' annata. Il ministro dell'interno voleva perseguitarlo come ladro di greco; e quello della guerra pretendeva farlo giudicare come dis:rtore. Tuttavia gli riuscì tirarsene fuori, ma a condizione di non scrivere più centra chicchesia: prudenza che egli seppe scrupolosamente osservare. Iufatti non fece altro che viaggiare e studiare sino alla pace. Egli viaggiava nel 1812, all' epoca della cospirazione ' di Mallet.. Essendo privo di passaporto, fu arrestato come sospetto; poi fu rilasciato, riconoscendo che non si mischiava puuto di politica. E fu questa la sua ultima questione col regime militare imi. LICURGO CAPPELLHTTI. • (Continua.) " , bisogni delle popolazioni e che troppo imperiosa è la necessità di soddisfarvi ( e qui parlo in geuerale) perchè si possa ragionevolmente passarvi sopra con la più deplorevole noucuranza avendo la ingenua convinzione di aver fatto ciò nonostante il proprio dovere e meritato il titolo di abili amministratori — E la pubblica istruzione e fra noi appunto, e più 'fra noi che fra altri, dotata di cotesto carattere di imperiosa necessità nè possiamo assolutamente sottrarci dal soddisfarvi se non vogliamo che il nostro paese entri definitivaniente in quella via di indolente apatia e di regresso morale che accenna a voler percorrere; a meno che si debbano ritenere per indizii di cresceste -civiltà e di morale progresso i gesuiti in missioni quasi permanenti e i successi del circolo cattolico onde nel paese che fu dimora gradita a Massimo d' Azeglio e rifugio a• Poerio il notturno scampanio delle chiese e le prediche di qualche frate fanatico sono succedute ai liberi convegni dei rifugiati del treutuno e ai nobili .sensi dei seravezzesi d'allora. Certo che se. paragoniamo le nostre finanze e quelle dei nostri vicini di Pietrasanta, Stazzema e Viareggio abbiamo anche troppe ragioni di chiamarci contenti poichè pur troppo! le condizioni finanziarie di quei comuni sono in un tale stato di anarchia nei due pritni in ispecie da non trovarsi chi sappia fin da ora prevedere in qual modo si potrà rimediare a sì fatto sconcio. Ma intanto si domanderà, quali le cause di cotesta decadenza morale e materiale? Troppe e svariate e gravi sono desse, nè come altri vogliono se ne può del tutto incolpare la autorità centrale, quantunque la sua condotta in faccia a molte delle difficoltà che ad ogni piè sospinto impacciano il camino alle nostre amministrazioni non potrebbe esser sempre giustificata seriamente — Ed essa stessa è forse costretta come tutti gli uomini a subir la influenza di molte cause ( non 'ultime fra queste le differenze di carattere e di tendenze non che di posizione topografica) alle quali non si può sfuggire nonostante una profonda conoscenza delle cose e -degli ordinamenti amministrativi. Entrare ora in questa lunga e spinosa • uistione avrebbe per effetto di portar troppo in lungo uua corrispondenza già .assai estesa — Perciò rimetto la cosa ad altra mia siecessiva per la quale vi prego della ospitalità ch e. vi piacque concedere alla prea,ente. -- - frldnífea7M=SILME-M2, 2 La inerte repentina di Carlo del Gaspero Balestri, ha rattristato indicibilmente i suoi amici e crediamo che la notizia della sua morte non possa a meno di eccitare una impressione dolorosa nella città intiera, imperoccche egli era universalmente conosciute e amato. Nato di mediocre condizione sociale nel subbrgo di San Marco di questa città, Carlo iìalestri senza il °arredo ■li peregrine istruzioni, con la sola enere.ia del suo validissimo ingegao, con l'attività sa indefessa aveva saputo ancora giovanissimo procurarsi onestamente una discreta posizione, quando per le sue rare qualità di niente, per la l'outà, lealtà e delicate z za somma che lo d.stinguono, fu ricercato di far parte della Società Romanelli e Compagni per l' accollo in larga scala di grandi costruzioni. Non tardò Carlo a dimostrare singolare attitudine in queste svaria- tissime imprese, nelle quali difficili e delicatissimi uffici gli venivan con grandissima fiducia affidati, e finalmente raccolse meritati frutti di larghi guadagni, giusto compenso di 35 anni di indefettibile lavoro. Ma sventuratamente la morte lo ha colpito nei giorni più belli della sua vita! — Partito per Siena la sera di sabato, 9 ottobre 1875 nell' atto in cui stava per entrare nella sua abitazione, alle ore 11 pomeridiane, colpito da repentino malore, senza quasi proferire parola, cadeva fulminato dalla morte in braccio ad alcuni suoi familiari esterrefatti per l' impensato infortunio. La salma di Lui è stata trasportata in Pisa. Povero Carlo! — a soli 47 anni d'età, dopo che avevi meritato di godere in pace i frutti delle tue onorevoli fatiche, abbandoni la terra.! Di te non potranno narrarsi straordinarie imprese, ma sulla tua tomba si potrà scrivere con verità, che fosti ottimo marito, e padre affettuoso e solerte del tuo unico figlio, — non mai estraneo alle altrui sventure, cortese e familiare con tutti, sincero sempre, lealissimo, lieto compagno ed amico degli amici, non irascibile anzi facile al perdono, e come gemma preziosa che adorni la tua memoria questo segnatamente si potrà sempre affermare; che la fiducia in te riposta non fu ingannata giammai, perché la più sincera onestà fu la costante tua guida. Alcuni amici. Ltsr* 3Ezb i s Lunedì mattina I I corrente, scrive la Provincia, alle ore 9, 30, veniva celebrato nell'Uffizio comunale il matrimonio civile fra l'avv. David Supino figlio del cav. Moisè e la signorina Regina Perugia figlia del cav. Cesare. Al mezzogiorno aveva luogo alella casa del sig. Perugia la cerimonia, All' una e altra assistevano come testimoni il cav. prof. Francesco Euonamici ed il dott. Enrico Aghib. La scritta nuziale era stata firmata nella sera precedente, e tanto a questa quanto alla cerimouia civile e religiosa intervennero non poche signore e distinti personaggi, fra i quali l'avo materno della sposa, conerneudatore Barone De Parente di Trieste. Lo splendido trattamento dato dalla famiglia del signor Perugia stava a dimostrare la piena soddisfazione per la incontrata parentela con la famiglia dei signori Supino che da gran tempo i sistessi errandemente stima&mori Perugia n r. cordi e restò pienamente soddisfatto della montatura del medesimo, per cui fece i più vivi elogi della Giunta Direttiva. Il professore Salviui, in seguo della sua simpatia per quell'Istituto, si offrì di regalare il busto dell'immortale Rossini da esso scolpito, offerta che venne con riconoscenza accettata. La Giunta direttiva adunatasi nella sera stessa deliberò di nominare a socio onorario lo stesso professore Salvini. Nel tempo medesimo nominò pure a socio onorario il cav. prof. Alessandro Lanfredini, direttore dell' Accademia di Belle Arti. *sa * Abbiamo ricevuto, raccolti in un' opuscoletto, la Relazione della Commissione nominata allo scopo di formulare un programma per la Società protettrice dell'Infanzia, e il progetto di statuto della società istessa. Ambo erano comparsi già nelle colonne della Provincia di Pi,sa. Con piacere abbiamo preso cognigione sì della relazione che del progetto di statuto e ci sembra che i promotori di questa nascente società abbiano ben compresa l'importanza dell'impegno che si sono assunti, ed abbiano ben scelto il cammino nel quale dovranno guidare i primi passi della nuova istituzione. Ci sembra superfluo parlare delle utilità che potrà la medesima arrecare al paese: ci sembra anno superfluo lo spender molte parole per invitar la cittadinanza a corrispondere con premura e con zelo agli sforzi degli egregi promotori. Senza dubbio essi avranno bisogno che il paese rispouda alla loro generosa iniziativa con fargli ottenere solidi e duraturi appoggi, con danaro, oggetti ed auco l'opera attiva ,lei cittadini: avranno bisogno di grande incoraggiamento perchè il loro vasto programma possa un poco alla volta porsi in effettuazione: ed * 4' * essi, noi ne siamo sicuri, non avranno A coloro che trovavano esagerarati i indarno sperato nella cooperazione cittanostri entusiasmi per gli attori della comdina. pagnia drammatica Pietriboni, dedichiamo Vogliamo divenire una nazione forte queste righe che togliamo dal Fanfulla: potente, per braccia, per intelligenze? Ebe La Calunma di Scribe, seguì ieri sera bene, coltiviamola fin da quando essa è al Valle le sorti prospere del Bicchier bambina. Sono i giovani germogli che , d'acqua.... possiamo sperare di coltivare rigogliosi, Ma già è un vero flagello questo di sono le giovani vite che educate fisicadover tutti giorni sciogliere un inno pie- . mente e moralmente non possono rendere tribouiauo ! Mi faccia il piacere il capofrustranee le cure di chi le sorveglia. comico di ordinare ai suoi subordinati, al Ben di cuore adunque lodiamo il penBersi, al Novelli e agli altri, di recitare siero benefattore dei promotori di questa maluccio una sera. Che sugo a sentirli società: bene di cuore faccianr) gli auguri eternamente lodati? e i più ardenti perchè possa questa fiorire E li altri giornali di Roma non fanno fra noi; e saremo ben lieti ss poi remo che ripetere sempre quanto scrive Fonalla medesima mostrarci pronti a convafeala ogni giorno. lidare con fatti, i voti sinceri che per la * * * sua prosperità presentemente facciamo. Tra padre e figlio B. piccoli possidenti ** * di Vicopisauo insorse una questione per causa d' interessi. Il figliolo, dato di piIn Ripafratta, il 10 corrente, due cugini B. si presero a parole con diversi glio a un pennato con questo colpì nella giovani contadini. Uu di questi tirò un testa il padre producendogli una leggiera colpo di stile in una coscia del B. Luigi ferita guaribile in 7 o 8 giorni. Il fericausandogli una grave ferita. Il f,ritore tore si è reso latitante. * non è stato per anco arrestato. * 4' , - ** vano. In questa fausta circostanza vennero distribuite interessanti pubblicazioni a stampa, fra le quali ne notiamo una del cav. prof. Alessandro D' Ancoua, una del prof. Alessandro Paoli ed una terza del cav. prof. Augiolo Forti, oltre a vari componimenti poetici di diversi autori. Alle ore 6 poin• gli sposi partivano per il viaggio di nozze fra i più lieti aagurii di felicità dei pa.renti e degli amici, ai qtudi u main° anche i nostri. e ** Lo stesso giorn ainnauzia che il giorno 9 corrente il professore Selvino Salvini, essendo a Pisa, si portò a visitare l'istituto musicale della Società dei Con- Dai RR. carabinieri vennero arrestati i fratelli Eugenio e Gaetano F. che, in Volterra, avevano ucciso a sassate certo Sebastiano G., fatto che raccontammo nel passato numero. ** * La mattina del 9 certo Gustavo C. entrava nella caserma dei carabinieri in via Palestro e estratto un revolver e un portafoglio li depositava sopra un tavolo; poscia si dava a percorrere i corridoi del Quartiere. Ritenuto per pazzo venne preso da due carabinieri e condotto all'Ospedale. ** * Il 4 corrente un tal Paolo G. sottofattore alla tenuta di Bruciano (Volterra) se ne tornava solo, a cavallo, dalla fiera di Frassine. Mentre traversava il bosco di Montalto (Pomarance) da persona nascosta tra gli alberi gli venne esploso alle spalle un colpo di fucile carico a quadrettoni. Die di questi gli produssero altrettante non lievi ferite; uno amtuortito dal capotto, una semplice contusione. Sino ad ora non si è scoperto l' autore dell'attentato; ma si hanno dei forti sospetti sopra due individui di Lntignano i quali, tempo addietro, a causa della divisione dei raccolti, ebbero delle questioni col sotto-fattore G. ** * Mentre Gintavo C. scapolo di 32 anni si trovava in luogo detto Colletti, circa le ore 9 a n tiineridiaae d- 1 9 corrente, a discorrere con 1111P ragazza sua fidanzata, il fratello di lei che 11911 vede di buon Occhio tali amori, arinatoei di un fucile ad una canna si fece incontro al C. e, giunto alla distanza di circa 50 passi, lasciò andare la botta. I proiettili di cui era carica quell'arnie non colpirono il C. che fece a tempo a gettarsi in un fosso prima che il colpo partisse. Nella giornata del 10, ignoti ladri entrarono in casa della signora S. in via del Campano e le rubarono vani oggetti d'oro e d'argento per un valore di lire 2622. In quel giorno in casa non era nessuno. A tuttora non è stato possibile scoprire nè aver traccia alcuna degli auteri del furto. ** * In Savereto accad le. un incendio in di certo Francesco G. producendogli un danno .1i 270 lire; e un altro incendio accadde in S. Martino (Cascina) nei pagliai di certo Giovanni G. con un danti() di 670 lire. Casa I signori Ernesto Suggi ed Emilio Venezi bauuo aperto, uel Lungarno Mediceo preseti il caffè Pietromani, una bottega di parrucchiere piccola ma pulita, comoda, elegante. La bottega apparteneva prima al Papini conosciutissium in Pisa da una elicatela numerosa e che ora si è ritirato dagli affari. La clieut .1a, del Papini coniinueranno ad averla di ceno il Sue,rgi e il Veuezi ai quali augurierno molti gai,degni. * Abbiamo ricevuto dal signor cav. Puzzolini una lettera di risposta alla dichiarazione del cav. Remaggi. La mancanza ;ti spazio ci impedisce di pubblicarla; la daremo nel proseimo numero. •:.:*: ;::: *• ::::::::::: NOTIZIE TEATRALI R. Teatro già dei Ravvivati. Abbiamo avuta per due sere consecutive la celebre attrice signora GIACINTA PEZZANA-GUALTIERI, la quale in unione alla sua compagnia ha racita.ta la produzione, tradotta dal francese, che ha per titolo: La Principessa Giorgio, e la commedia di Leo Castelntievo, intitolata: Cuor morto. In entrambe queste produzioni la signora Pezzana non è stata inferiore alla sua fama di grande artista. Il pubblico (sebbene non molto numeroso a causa del cattivo tempo) l'ha applaudita freneticamente chiamandola parecchie volte al proscenio. La signora Pezzana ha lasciato vivo desiderio di sè, e speriamo di udirla di nuovo, e più lungamente. L. . - attendente a casa, di san Giovanni al Gatano Lungaccini Egisto dei KR. Spedali 1, di Pisa Balestri Dante d'Angiolo 4, di sant' Ermete Mariani Lorenzo di Vincenzo 4, di san Giovanni al GaLano - Orlandi vedova Cecahi Rosa q. Andrea 70, bracciante, di Pisa - Trivella Francesco q. Matteo, coniugalo 68, mendicante, di Casciavola - Vincenti nei Guarnieri Torella q. Giov. Batta. 35, tessitrice, di Bientina - Banani Natale di Pietro Ci, d'Oratoio - Palme Giuseppe q. Giuseppe, coniugato 67, possidente, di san Michele degli Scalzi - Chiaverini Angiolo q. Francesco, vedovo 76, 4piante, di san Giovanni al fiutano baleni Pietro dei RR Spedali 1, di Pisa - SViiii Luisa dei alt. Spedali 1, di Pisa - Galligani Lu•enzo <1. Francesco, celibe 37, guardia doganale, di Ascoli Piceno - Di Gaddo N'alletta di Modesto 8, di san otovallui ai Gatatio. E più 1-1 al disotto di un anno. Cambiamenti di residenza. Zanni Elisabetta q. Carlo, da Pisa a Livorno - Partimi °amano q. Pasquale, da Pisa a FireuzeGozziai Oresle di Ferdinando, da Pisa a Firenzeabraini Giovauni q. Pasquale, da Bagni sua Giuliano a Pia - Pauli Bernardo q. Agostino, Porta Carratica (Pistoia) a Pisa - Lazzeri Leopoldo di Giuseppe, da Chiaravalle a Pisa maucci Luigi di Banieri, da Lucca a Pisa - Castellani Cesare q. Giuseppe, da Colle di Vai n' Elsa a Pisa - Degli innocenti Itaiiteri q. Giuseppe, da Bagni San Giuliano a Pisa. STAI' 0 CIVILE Nostre inforatazio2ili Nascite delunziatr Maschi 33 - Femmine 36. Matrimoni. Pdradussi Cesare di Leone. impiegato coma. rola, coi Carrara Einma del cav. Attilio, attendente a casa, ambedue celibi, di Pisa - Cordoni Gaetano di Semplici°, hracaiante, con Cassola Angusta d'Angiolo, tessitrice, ambedue celibi, di Barbaricina - Di Gaddo Lerma d'Angiolo, brac- ciante, con Mari mi Augasta di Vincenzo. attendente a casa, ambedue celibi, di san Giovanni al Gatano - Gori Virgilio di Pasquale, barrocciaio. con Caverai Coneetta di Gustavo, tessitrice, ambedue celibi, di Pisa - Ricamai Luigi q,. Lorenio, con Bellatalla Ainabilla q. Arcangelo, ambedue celibi, braccianti, 1i san Giovanni al Gatano Santucei Ettore di Giovanni, fornaio, con Ber- mieri Giuseppa di Bernardo, tessitrice, ambedue celibi, di san Giovanili al Gatano - Donati Vincenzo d'Angiolo, celibe, peroo ingegnere, di san Prospero (Cascina), con Vincentelli Annida fu Aniceto, nubile, benestante. di Pisa - Tambellini Lorenzo di Paolo, celibe, ingegnere, di Fi- renze con Domenici Giuseppa tli Pasquale, nubile, possidente, di Barbaricina- Orselli Kr:murala (h) d'Angiolo, bracciante, con !Scellini Elisa q. Angelo, sarta, ambedue celibi, di san Giovanni al Gitano - Simoncinidi Francesco, Cer/iji con Vili Maria kina q. Damenica, ambedue ce.Jibi, domestici, di Pisa - Cinacchi D linenieu di Giuseppe, celibe, calzolaro. di san Michele degli Saalzi, con Grossi Domanica q. Luigi, domestica, di Pisa - Marcacei Bettedelto di Michele, con Stefaniai Cesira, 11 Jacopo, ambedue celibi. colo If, di san Giovituni al Gitana - Conti Antonio di Giuseppe, celibe, impiegato di Pisa, •cori Lanini Rosa q. Francesco, nubile, himestante, iii Pisii, - Paoli Ein lin di Luigi, cane, bracciante, di Rarbaricina con Camiai iI i la d' Anaub•le. bracciante, di Camino (naatii san Gai!tnria) - iir. zi.ini k oactipe q. [rari. celibe falegnan , e, iii Piga. con 1.azz , mi Erbesla di Va- !vittima ntible, tessit•ice, di santo Saiito extra d celibe, '111 'etti - <>Ifiesala vetraio, di Cone di Val d' Elsa, con Giani Diomira di O aseppe, itu'ille cucitrice, siin Marco alle Cupi) lie - Cantaagai I1 irloloininao li Pie- tra, vedovo, that -ire, di Prato. co i Lazzariiii !sonni' q Calestitio, il eine, 91:en lente e Ciiti i, CU 9. ti ig - aro, con Basoni Assuma di Gamaiiiii, aileadeafe a casa, Pi•a a iihe ne celibi, di Piaa - Guidi Sabati•lo di Pietro. con Starti& Cesira q. Giaseppe, ambedue braccianti, della Ma lonoa dell' ACTIki (Pi- • - MInoLLI Aagalica 41i Stefano, vedovo, ma- iatore. cli Riglione,con Bianchi Gelsornina li Fardman Io, nubile, tessitrice, ti Oratoio - Nencioni Omero q. Baldassarre, vedovo, con Tacchi Teresa q Giovanni, nubile, ambedue camerieri, di Pa morgantini Teodoro di Matleo, scullore, con Pieroni Gitistina q. Giuseppe, attendente e casa, ambedue celibi, d: Pisa, </o• - t Poli Alfredo di Verdinando, di anni 1, di - Laminaci Giuseppe q. l'iter° CnnOlg ah/ 69, • Sidente, di Pisisiliberli Meautto ti i 1.u. izo 2 ) di san biasio in Cannicei Bargbini Valente q. Angm'o, tu ti i ilii t. i 39. <li 'i .a - Star !dai Diarniro ItiiuI, , <li san G ovanal !ano - Grochi Giovarmi di Giuselipa ra di Pisa..:liornini Alfredo di Antunio 2, di pis aHa,_ Annan Ore•te 2 di Pisa - Cammini An- ininziatit di Catena aei u,,tr,,,b) I,j aia Giovanni iii Gatano- Ester di Luigi 26, lira-isole, <h san Nlat<a) ano Cappelle- liellandi tielmi 11.1.4 i q. 1.•., 01,01.1:3 50, atteniliiinte a cisti, di man Starei are - Di :Ragno riai Capanna Ester q. Angio', o Tarigi 31, attendente a< Sant o 9defarm Sf'p i d•d ■ 1-' • inneui risa, ai i1.;,11(1, i' un ',un l'isa. t:dosargli. 40, erhaiola eilin d Dal. di e.l.nvii f:Tili- di Culle Salvati' neni ved° n D. Gadd° Lisa q.' GitiSciTe 65, Fauglia Sul disas:ro ferrov:ario informazioni: abbiamo le seguenti Il treno numero 50 proven:ente Orbetello trovavasi presso le ore 8 ant. del 14 precariamente formo sotto la stazione di Faugli;_a e mancava anco della macchina che er;t sull' altro binario che serie di baratto; quanio dalla medesima direzione comparve la macchina num. 415 di noine Massa la quale a gran veloeità, an lò a urtare nel treno fracassando due o tre carrozze nelle qua!i erano passeggieri e vi rimasero più o meno grAk'ementc ferAe le seguenti person4.': .1otonio Geppini frenatore del treno; D. An irea. Caetelli parroco di Alica (in pericolo di vita); N...poleone Macchi di Rosignzino, Caterina ve:lova. B tidi di StiverAo; Pellegrino Del Turco del Fitto di Cecina; Ilaria Garelli di Campiglia 1\1arittima; Luigi Lupi di Fucecchio; Teresa e Luigi Colò di Livorno; Antonio Biglieri fuochista della macchina 3/a.ssa; Luigi Bai-santi ispettore delle ferrovie Rotnane; Giuseppe Garelli di Canipiglia; Giovanni Bal.tocelli .1i Anti•nano e Stanislao Pistolesi guardia, del treno investito. Avvisati per telegrafo, deTvvenuto disastro si p ■rta.rono subito sulla faccia del luogo il cav. Viani consigliere delegato, l' avv. I)'Arcayne reggente la Procura del Re, l'avv. Ballorigiudic istruttore, il cav. R, ,matio capitano comandante i RR. Carabiniei.i, il .s g. Renzoni delegato di P. S. e il signor Ricci ingegnere, pruviticiale. I feriti che non erano in grAdo di poter essere trasportati vennero ricoverali nelle vieine. case. A tutti furono apprestate le pritne cure e nel pietoso ufficio Si distinsero il sindaco di Fatie. l.a il dott. Pietro Perry di Pisa che e si trovava nel treno, il doti. Vittorio B atis oni e il tloP. Angelo Bocci med:ei condotti in Fauglia. . L'autorità giudiziaria avendo iniziata di già un' inchiesta, noi ci asteniamo dal far commenti sone cause che ha n prodotto il deplorevole fallo. • ......nm***, -- SALUTE RISTABILITA SENZA 3IED1C1NE. 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Dal .dì 11 al 20 settembre 1873 incbsive , •NON PIÙ NIEMCIXE le Egualarente pref ••ib.le, al Unte, a' le cal ti ve un a,;kvany_Ig.,) biujbiu , essa è par e.Tellenza,alim ntaione che garantisca? e ijt ro tutti i „apa.,-)li —• Es-a infine economizza 50 volte mi uo Jrt.ZZo in medicine. ris Estratto di 89,030 certificati di guarigioni riballi ad ogni altro trattamento. vil mc Cura num. 78 422. a, le Scrivia lineinonte)19 seta I Serri La sua meravigliosa farina Bevalenta Arabica ha tenuto in vita mia moglie, che ne USA moderatamente già da tre anni. Si abbia i miei più sentili ringraziamenti. Prof. Pietro anevari, istituto Grillo, Serraval:e Scrivia. Cura num. 51,436. Berlino, 6 dicembre 1866. Signore - Da lungo tempo ho avuto occasione d' osa:aia:Ire la salittifara influenza della Revalen.ta, Arabica du Barry sopra i mal a ti, i di alt i r isult a ti curativi e riparatori invariabilmente ottenuti hanno giustificato la mia buona opinione della sua eiricacia, e no esilerei a cuaftrinare <paiolo sopra io ogni occasione che si presentasse. Ho rullare di presentarvi i miei distinti saluti. Angestem doli. inviaci', membro del Consigia•saidtario reale. I .4. E 'T Cura num. 73,931. de Deiaro del (lottare M jada, dolbre della Facoltà medico eltirurgi.:a membro della Università di Caedava, Spagna ecc. Certilien che ho ottenuto mercé !a Ilw:t!enta parecchie guarigioni in affezioni della massima gràvità sopra alcuni 11h01lini ibinaraut i ut questa città; cito q iena D. di Felipe Z oliao atri Cura num, 80,416. valenta de Barry. • l! fanciullo all'età di quattro anni soffriva,. senza causa apparente, d'una mitrofia eompleta,. con vomiti copiami, che resistevano albi dieta PIÙ rigorosa, a due nutrici ed a lutti i tratta-menti dell'ai te medica. La ileo,ilenta ha immediatamente arrestati i vonatt, e completainaate risiabilita la sua salute in sei settimane di tempo. Tall gli esperimenti che feci dipoi con Il Si2. II. d'Esulavell•s di Nappe con,tata :ii... oe p-rl eb ;-i v. lo stomaco pressoehe iniieramenia distrwlo, e alie da <limi ann (Area sulrrivai i ii.pousji 1lr;mt...a.1 e cronica, <aia ira:muro. diniagramento e tutte le miserie I li un penernle marasmi). :.:00 no, sOiute. torza e grassezza •nno ritornali a!io stato nalimate. fie g.° dui a Cura nurn. • Avalloa, Yonne, failaraio 1871. Debbo alla verità, o a polillo lei poveri clic mai mmli era stato possibile consaguire con 1H00 Olonzo, giovane di 20 anni che da parecchi mesi sotTro a di un arava attacco al petto. enrso di otto aniii. 'lifr 2 50: ve e'llra il tini i perfettamente ristabilitasi, quella del .signor Ra- a del peso di gei pa Cura num 19.831. nistratore della dogana di Manina, quello della signora Amelia Gomez, moglie d'un capo militare, •■ , 3%.0“ i tot no pei la Revalenla eldwro lo stesso suacesso Easa nuirisce più che la carne. ammalati solferenti gastrili e gaatralgie dichiarare che l'aso fatto della listinta durante dia ! mesi nig lia procacciato tale bene sere Colatovi!, 12 ottobre 1873. Dalt. NIantiel Saenz rie Dijada. rir so] m( Il sig. D. F. W. Beneke professore di m•dicina ;Al' Univerità iii Marliticgo fa il rapporto. seguenle alla clinica di Berlina 8 aprile 1872. • Nian diinentieber5 giammai che io sanodabilare della vita d'uno dai miei alla Re- ra Bi tatti i trattamenti ordinatimi dai me .1 ei nel Vi autorizzo a pubblicare quasta <1 chiariiAlandot. Pa aionia ti. 4, Sr: Ikil.2 4 -, kii.17, 50: kil fr. 36: - t che non hanno q cdmodo d cumrla abbiamo confaionati i Biscotti eli itevalcuta. In scatole di 1 libbra inglese L. 4, 50 — Scatole di 2 libbre inglesi L. 8, Per i viaggiatori o persone tel ofi lo LA REVALENTA AL C Poggio Umbria‘ 99 magelo t869. Dopo 20 anni di ostmatO ronzio <li orecchie e di cronico reumatismo da farmi si arti in letto tutto l'inverno, finalmente mi liberai da questi mariori, iniTce la vosirit meravigliosa fte,uateara al vosa eatt•ila digestione, debolezza e vertigini, troviiigranvantaggio con l'uso di otto giorni del-i !n deliz■o ,:a e sidutifer I farina la RevalentnArabica Non ti-mando quindi altro rimedio pili efficace di questo ai miei malori la prego spedirmene ecc. Ciocolatle. Francesco Braeoni, Sindaco. Cura mirti. 67,324. Sassari ISirdegiri) I ghigno 1Rii9. Da lungo tempo oppressa da malattia ner- Notai , ' PIETRO PORCHEDDU prassi, l'avv. S'arma Esiti, Sindaco di Sassari. 1=3 3.-azzi: itt POLVERE: scatole per 1.2 tazz- fr. 2.50; per 24, fr. 4, 50; per 48, fr. 8; per 12 O, fr. 17,50; per 2'SS fr. 36; per 576, fr. 65.1n TAVOLETTE: fr. 1,30; fr 2,50; fr. 4,50; fr. 8. Ogni scatola eontiene liostro stampato colle istruzioni sal modo di preparare e fare uso della 'levali:n/a l)n Barry, e le regole generali dieteticlie per gli ammalati. CASA 13ari. -y 1Jt. 3 arry e Go aip., 2 Via T.au naso Orns,i, - uditori in tutte te a ii'ltitha, pres‘a i principali f Pli4.k,Rossini ;masso i Ciiiversiia • Carrai larinat'la ntTni A, diaieniii SIENA G ietano faiadni , P. Petrin Lei:intim) Ftrititinirs; %la Tortala:uni -- Drogheria Casini!. Torii:datanti - esare .'aira. e 112•1 dra.bieri, is ila"o •zia<fo, 1 i -- A lolfqu , tardim, %1:1 i- armai:14 e Proneris11;:m1;i droghieri. trina 'i-ti o Mercato Nuovo - Drogheria Art no. via della Ninna - G. Gualtierotti, via Gnieciarilini, I Giov. 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