ANNO III
Sabato 16 Ottobre 1875
NUM. 82
.■••••
DIREZIONE
Via CasteliettoN.° 2, Primo Piano.
'
I manoscritti che s'inviano alla Direùonc
non si restituiscono, ne si rende. ragione
della ricusa di stamparli: non si accettano
scritti auonimi. — Le lettere non trancate
non si ricevono.
P'isa 1 5 Ottobre
.L'Imperatore di Gorizia 111 Italia
In questi giorni i periodici tatti
d' Italia non si occupano che di una
sola cosa: della venuta a Milano dell' Imperatorg Guglielmo.
Il nostro giornale che si pubblica
due sole volle la settimana ha preferito non occuparsi, in sino ad ora, del
grande avvenimento: che potevamo dir
noi che già, non tosse stato detto e
ripetuto dalla Ga3 zet1a d'Italia giornale così letto in Pisa? La visita di
un imperatore di Germania a un re
d'Italia è ceri() un fatto tra i più solenni che la Storia annovererà. Un
tempo quelli imperatori scendevano tra
noi come dominatori per conquistarci;
è la prima volti che uno d'essi scende
in Italia quale am•co.
È naturale dnnque che s ne faccia
tutto questo chiasso e che i giornali
empiano le loro colonne di notizie,
(li informazioni, di programuii che vengono letti con curiosità somma quasi
con avidità.
44.9J a bb I ica re2,
e.44iklifeleiJil&iiiii,a11.9..
pea cofriedo dei nostri lettori il 'programma uf,iciale delle‘ feste milanesi
e l' avviso pubblicalo dalla D.rezione
delle Ferrovie dell' Alta Ecco
il programma:
-
.
.
Giorno 18 — solenne ingresso —
pranzo di famiglia a Corte, al quale
sarà inviteto il Sindaco — alla sera
illuminazione a bengala del Duomo;
giorno 19
grande rassegna in
Piazza d'Armi — ricevimento a Corte
— Piattizo di 'gala nella sala della Cariatidi — illurninezione fantastica della
piazz t del Duomo e della Scala, non
—
2APPENDIG)61
PAOLO LUIGI COURIER
Courier aveva scoperto fin dal 1807,
iii-dl'Abbadia di „Monte Csino in Firenze,
un manoscritto dei Pastorali di Longo
Sofista; manoscritto, il quale fu poi trasportato nella biblioteca Mediceo-Laurenziana. Ritornato a Firenze nel 1809, volle
copiare da quel manoscritto ciò che
cava nei libri stampati. Si fece aiutare
nel lavoro dai signori Del Furia e Benciui, impiegati entrambi nella biblioteca
suddetta. Lavorando con essi, egli, per inavvertenza, fece nel manoscritto uila macchia
d'inchiostro, la quale cunprì una ventina di parole nella parte inedita g'à
lui trascritta. Sembra, a quanto dice egli
stesso, che mettesse sul naamoscritto un
foglio di carta, il quale di sotto era sporcato d'inchiostro. Il Del Furia rimase (ed
era naturale) dispiacentissinio dell'accaduto, e non meno dispiacente ne fu il Cou-
-
..
della CI
ai
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rti
AMMLNISTRAZIONE
Libreria Nistri
Le associazioni hanno il principio
l.° ed il 16 d'ogni mese, con pagamento
anticipato di lire 8 per un anno e di lire 5
per sci mesi.
Un Numero separato centesimi lo,
arretrati centesimi 20.
il
AtiirdiNiSTRATIVO -POLITICO - SCIENTIFICO - LETTERARIO
SI PUBBLICA OGNI MERCOLEDÌ E
SABATO DI CIASCUNA SETTIMANA
per le diverse linee; l'orario dei quali
treni sarà pubblicato mediante appositi' avvisi.
. Nel prossimo numero pubblicheremo
la descrizione dell' arrivo dell' Imperatoretasqualè un nostro corrispondente
speciale c' invierà da Milano.
che della Galleria Vittorio Emanuele,
spettacolo di gala alla Scala: i sovrani
saranno nella gran loggia;
g,orno 20 — gran caccia a Monza
—•alla sera spettacolo alla Scala, assistendo le Corti dai palchetti Privati;-giorno 21 — visita ai monumenti
della città. — alla sera gran ballo a
Corte;
giorno 22 — partenza.
Ed ecco 1' avviso della Strada Ferrata:
lu occasione delle feste ehe nei giorni 18, 19, 20, 21 e 22 corrente ottobre, avranno luogo a Milano per
l'arrivo di S. M. l' Imperatore di GerMALI ia. La Direzione delle Ferrovie
dell'Alta Italia ha disposto che le staziotti nominate in apposito quadro pubblicato dalla Direzione generale delle
ferrovie dell'Alta Italia, (listribuiranno
biglietti di andata e ritorno con riduzioni progressive secomki le distanze.
La distribuzione (lei biglietti avrà
principio il giorno 15 e continuerà ti io
a tutto il giorno 22.
Il ritorno sarà facoltativo nei giorni
dal 15 al 24 e non potrà essere protratto oltre il giorno 25.
bigliet ti sara.u.now,getti _allteese
norme e discipline cM, regelatio i- bighetti normali di andata e ritorno.
Nei prezzi indicati trovasi compresa
l'imposta governi a va del 13 per 100.
L'ainannistrazioae non accorderà verun rimborso a quei viaggiatori che
per insufficienza di posti dovessero sabre in carrozze di classe inferiore a
quella del loro biglietto.
Per maggior comodo poi degli accorrenti, avvertrsi che durante il corso
delle feste in giorni da determinarsi,
saranno effettuati nelle ultime ore pomeridiane dei treni speciali (t:t Milano
La Ruilliblin AMABILE
Jules Simon è un uomo di lettere,
un illustre pubblicista, una delle pia
belle individualità della Francia: ciò
nei toglie però che egli qualche volta
faccia dei sogni celor di rosa, e fabbrichi castelli deliziosi negli spazi
immaginarj.
N‘.1 suo discorso pronunziato a Cette,
or sano pochi giorni, egli ha detto che
per far durare lungamente la Repubblica bis ignerebbe renderla amabile.
E il signor Juies Stnjti nen ha tutti
i torti: rendete intatti una cosa qaalunque, che non piaccia alr universale, bella, graziosa , piacevole ed
amabile, e vedrete che la pubblica
opinione, di contraria che era, diverrà
.subito favorevole. E fin vi non abhiarrnrnnlla iii eontrarioa1M1 bisogna
pero vedere se tutte le cose che non
sono amabili possono divenir tali col
tempo . Una vecchia settuagenaria,
una gobba, una guercia possono benissimo, per le qualità del loro spirito,
rendersi amabili a chi le avvicina;
ma una forma di governo che, in un
dato paese, ha fatto per tre volte
sempre cattiva prova, è segno manifesto che non le è mai riuscito di rendersi amabile, tua anzi disaggradevole
alla inagg,ioranza della Nozione.
Dal 179:3 al 1795, dal 1795 al
rier, il quale promise al Del Furia di dargli
il Bibliotecario accusava il Courier di aver
insudiciato a bulla posta il manoscritto,
di avergli poi negata quella copia che
prima gli aveva promesse, e di aver pure
involata quella che in parte fatta ne aveva,
per suo studio e diletto, il vice-bibliotecario Bencini.
tutta la parte inedita trascritta, scrivendogli, per suo discarico, sulla parte intatta
del foglio macchiato, la dichiarazione seguente: t Ce nzorceau, de papier posé par
megarde dans le .1Ianuscript pour servir de
marque, s'est trouvé taché d'encre; la fatele
en est tonte à moi qui ai fait celle etourderie, en fói de quoi j'ai signé
« Florence, 10 novembre 1809
« COURIER. »
Questo avvenimento, a dire il vero,
avrebbe fatto poco rumore, se il Courier,
non avesse risposto agli attacchi dei pedanti (cuistres), così appellando egli il
Del Furia ed il suo ajuto, che lo perseguitavano. La risposta fu fatta sotto il
titolo di Lettera al signor Renouard, libraio di Parigi, il quale si era trovato
presente alla scoperta del manoscritto di
Longo; e fu dessa una lettera, ripiena di
quel fiele satirico, di quela vena d' insolenza Uil po' abbandonata, e pur tuttavia di
buon gusto, di cui uon si erano veduti
altri modelli dopo le risp iste di Voltaire
Fréron e a Desfontaiues.
Dopo breve tempo, il bibliotecario Del
Furia e il vice-bibliotecario Beucini deziarono Courier al mondo sapiente, come
reo di avere annientato quel brano di
greco inedito, per inercanLeggiare sulla
copia, o per impedire che si potesse verificare la scoperta che egli si attribaiva.
Il DA Furia stampò nel febbrai 1810
un opuscolo intito!ato: Della scoperta e
subitanea perdita di una parte inedita del
primo libro de' Pdstorali di Longo, fatta
in un codice dell'Abbazia fiorentina, ora
esigente nella pubblica imperane Biblioteca
Mediceo-Laurenziana. In questo opuscolo
-
.
In questa risposta, Courier chiama il
Del Furia semplicemeute Furia, ed il
commendator Tommaso Pucciui, ciambel-
sotto Borgo
Avvisi ed inserzioni centesimi 15
i o linea o spazio di un ea.
1799, dal 1799 al 101, la Francia
vide una Repubblica che, in soli un .
dici anni, prese tre differenti caratteri:
prima la Convenzione; poi il birettorio, •
quindi il Consolato che, Come tutti
sanno, fu l'avanguardia della tirannia
imperiale. '
Caduto Napoleone, ai 'francesi stanchi di guerre e deaiderosi di pace,
;(enbrò amabile il governo di Lui:i X1'111, l'autore, della Carta costiinzionale: poi, morto questo re, i
giornali cantarono in coro, e primo fra
tutti il Journal des Débals, che il
re Carlo X era oltre ogni dire amabile e che amabilissimo doveva essere il suo regno; ma le tre giornate
del luglio 1830 guastarono l' idillio;
e allora il solito giornalismo, anspice
sempre il Journal des Débats, gridò la croce addosso al ramo pritnogenito dei Borboni, e praclamò seriamente che il sessagenario duca d'Orlaans era. più amabile del piccolo duca
di Bordeaux, che aveva appena dieci
-
anni.
Dopo il 1830, molti furono i lì2,11 ici
della monarchia di Luglio: malevisa
all'estero, odiata all'interno da tre
partiti, che le avevano giurata una
guerra a morte, essa cadde più ignominiosamente del ramo primogenito; e
il 24 febbraio 1818 ft trovata, dal
buon pinolo di Parigi, assai pii amabile la repubblica che il governo degli
Orleauesi.
Ma che repubblica fu mai quella ?
Domandatelo all'Italia, .e specialmente
ai tritetiviri della Repubblica Romana,
ed a quei siciliani, c‘M avevano voImito sattrarsi :d gioro dei Barboni, e
che avevano sperat, nella protezione
di Francia! La Repubblica Francese
bombardò amabilmente Roma; ed il
-
lano della principessa B iciocchi e direttore
della huperial Galleria di Firenze, il sig.
Puzzini o Pulcini: poi3hè questo signore
aveva egli pure inorridito (come narra il
Del Furia) all'annunzio della catastrofe
dell'inchiostro. Non rega il Courier di
aver promesso al Dal Furia la copia autentica fatta sull' originale greco, e soggiunge: La si disdegnò dapprima, come
non potendo tener luogo dell'originale, e
quindi la si pretese; ma allora io aveva
le mie buone ragioni per non darla.
Scagliandosi poi contro il Dal Furia
scrisse queste parole che non sono scevre
di esagerazione: « P signor Furia è un
pedante, giù, calzolaio come suo padre,
guardiano d'una biblioteca che egli dovrebbe ancora spazzare, che fa ogni giorno dei cattivi libri non avendo mai potuto fare delle buoue scarpe; ellenista
quasi niuna abilità, che ha ottocento franchi di stipendio; copiatore di greco per
quelli che lo pagano; allievo e successore
del signor • Baudini, la cui ignoranza, è
celebre a. •
'
suo governo conferì, con amabilità
senza pari, le più alte insegne della
Legion d'Onore al generale Filangeri
che, in nome di Ferdinando II, aveva
bombardata Palermo, distrutta Messina, insanguinata Catania, messe a
ferro e fuoco le più nobili terre dell'isola!
Tre anni dopo, il Nipote dell'Uomo
che aveva fatto il colpo di Stato del
18 brumaio, ne faceva uno esso pure:
e, dopo pochi mesi, quasi tutti i francesi trovarono amabile l'Impero, piú
ehe amabile l' imperatore, amabilissima l'Imperatrice. La campagna d'Italia del 1859 fece perdere all' Impero
un quarto della sua amabilità; quella
del 1866 fra•l'Austria e la Prussia
gliene fece perdere un altro quarto;
e la guerra del 1870 gli tolse a dirittura l'altra metà. Ed allora gli
abitanti del Cervello del mondo trovarono amabile il monoculo Gambetta,
l'arruffato Giulio Favre, e il trascurato conte di Keratry, il quale, per
far dimenticare il suo titolo di nobiltà,
portava il soprabito unto, e sdegnava
di lavarsi le mani.
Ma dopo pochi mesi, a Parigi si
cambiò di pensiero: la Comune fu creduta più amabile della Repubblica
gambettiana; Felice Pyat, Rochefort,
e compagnia bella, furono di una
amabilità senza pari: domandatelo alle Tuilleries, n11' lle.ael de Ville,
al Louvre, alla Colonna di Vendòue,
a Moasigtor Darby ed ai generali
Clement e Thoma.s!
Finito il breve regno di questi amabili signori, successe quello meno non
amabile del vecchio Thiers, il quale
durò per qualche tempo a fecondare col i
sangue comunardo il funebre altipiano
di Satory.
E dopo Thiers si trovò amabile il
moderno Ba.jardo (rubo l'espressione al
conte di Chambord) il quale dichiarò,
senza tante ambagi, che avrebbe fatto
rispettare l'ordite e le leggi (compreso
lo stato d' assedio) dalle amabilissime
baionette dei suoi soldati.
Li signor Jules Simon, il quale crede sal 'serio che in Francia es'sta attualmente la Repubblica, si contenterel)be che questa si rendesse auvtbi/e;
siccome il Del Furia aveva riportato
in cian al suo opuscolo il fac-sintile della
pagina macchiata d'inchiostro, il Courier
nella sua lettera a1 Renoua.rd assicurò che
la m icellia era il doppio di quella fitta
da lui nel 1809, aggiungendo ancora che
era stata ingrandita a bella posta.
Questa risposta di Paolo Luigi fece un
grande scalpore: egli manifestò in questo
breve lavoro il suo gran talento di pantfletario; e la satira ivi versata a piene
mani contro il Pucciui ed il Del Furia,
fu causa indite tta della morte del primo
e della malattia del secondo.
Dobbiaino però convenire che se i Bibliotecarii di Firenze diedero un peso soverchio al pité d' encre, come lo chiama
il Courier, anche quest'ultimo esagerò
nella sua risposta, dando dell'ignorante a
tutto pasto, ora a qursto ed ora a quello,
e scendendo perfino a denigrare la città
di Firenze, quasi fossa una tana di gente
leggiera e priva d'ogui coltura a Tanto può
la passioue sull'animo dell'uomo, da farlo
divenire ingiusto su tutto e con tutti!
ed allora, dice lui, la Repubblica è
assicurata in perpetuo. Però il signor
Simon (sempre in questione di amabilità) ha fatto i conti senza l' oste,
o, per meglio dire, senza gli osti:
vale a dire senza i bonapartisti che
trovano più amabile il Principe Imperiale; senza i legittimisti che trovano più aniabile il Conte di Chambord;
senza i Comunardi che trovano più
amabili Pyat e Rochefort; senza i
Conservatori di tutti i partiti che trovano, almeno per ora, amabilissimo il
Duca di Magenta! Ad eccezione di
queste poche persone, a tutto il resto
dei francesi si può benissimo rendere
amabile la Repubblica. Ed un tal
compito spetta di diritto al sig. Jules
Simon, il quale, colla storia alla mano,
dimostrerà ai suoi concittadini quanto
sia amabile una forma di governo,
che non ebbe mai un carattere serio
e positivo in Francia.
L. CAPPELLETTI.
NOSTRE CORRISPONDENZE
Seravezza, 4 ottobre.
In una corrispondenza seravezzese pubblicata tempo indietro dal giornale La
Nazione era detto che in occasione del
Centenario di Michelangelo. persona di
cui non ricordo il nome avrebbe pubblicato un lavoro sulla dimora di quel
sommo nella Versilia e sui lavori da lui
qua compiti — Il ceutenario venne con
tutta la sequela delle feste che lo accompagnarono, passò e finì senza che il lavoro quasi promesso al pubblico vedesse
la luce, Quando si lesse quella corrispondeuza e quella promessa vi fu chi pensò
che quell'anounzio avrebbe potuto essere
uno svegliane° pel nostro Municipio a
far ciò che non fu fatto in modo che si
è dato luogo a commenti che potranno
forse essere tacciati di poco benevoli, ma
non già di esagerati ed ingiusti — Si
sperava infatti che il unstro Manicipio,
somiglianza di quanto fa fatto pel centenario di Dante, avrebbe mandato i suoi
rappresentanti a Firenze ad onorari: 1
memoria del divino Miehelan,gelo e lo si
sperava con buona rag,inue riflettendo che
a quel graude dobbiamo il tracciato e la
esecuzione di una delle più utili vie,
quella del Monte Altissimo. la scoperta e
Il siguor Armando Carrel, il quale ha
scritto una breve ma elegante biografia
di Paolo Luigi, ha detto saggiamente che
vi era molto di fantastico e di diserdinato
nella sua carriera militare. Ma, per una
condiscendenza di uomo di parto, non h t
rilevato la vera sorgente di tali bizzarrie.
Questa sorgente era l'orgoglio, altra qualità di certi spiriti inapplicabili e nati
per una eterna negazione. Era per il
sentimento esagerato della propria personalità, di se medesima inebriata, che
Courier cercava, in questa specie di fanetistun di artista, una singolarità della
quale egli si faceva una superiorità assoluta. Vi era più affettazione di quel che
nnn si pensi in quella pretese distrazioni
di dotto e di antiquario, in quell' oblio
della disciplina e dei doveri del suo grado; e i calcoli dell' attore occupavano una
gran parte in questa condotta, in cui
Armando Carrel non ha lasciato vedere
che l'originalità dell'uomo.
Il sig. Alfredo Nettement, nel secondo
volume della sua Histoire de la littérature
la escavazione delle prime cave dei marmi che fanno ora la prosperità e la ricchezza del nostro paese, in cui anche oggi può vedersi la casa da lui abitata di
quel tempo — Invece può ognuno figurarsi qual bella impressione facesse il silenzio inqualificabile del nostro Municipio
che in quella circostanza si mostrò così
non curante da far credere che avesse
preso il Centenario di Michelangelo per
quello di Confucio o di altri più estraneo
ancora alla Versilia. Non è dunque tanto
ingiusto chi non sa trovare scuse per
questo procedere che è rimasto per molti
difficile a spiegarsi e a paragonarsi a
quello tenuto in occasione, come poèo sopra io diceva,' del centenario dell'Alighieri — È bensì vero che quando si celebrò
questo ultimo altri amministratori avevamo che vogliosi o no nulla trascuravano di quanto poteva recare lustro e decoro al paese. Ora uomini di senno sperimentato e armati predare virtù cittadine sono a capo della nostra amministrazioue; ma che ameremmo forniti maggiormente di quella rara e preziosa energia che non dovrebbe mai far difetto a
chi vuol reggere le sorti di un paese e
che unita ad un certo tatto pratico e a
larghezza di vedute, costituisce la dote
migliore dei pubblici funziouarii: chè il
contentarsi solo di essere onesti e leali,
qualità certo preziosissime, non basta per
condurci nella via del progresso e della
civiltà nè il solo galantomistno ad additarci i bisogni di un popolo e il modo di
soddisfarvi — E a darne un esempio:
Non è stato mai possibile far comprendere ai nostri egregi consiglieri comunali,
persone d'altro lato rispettabilissime e
senza eccez:.one, che incremento della
pubblica istruzione è aumento di pubblica ricchezza. E i fatti che a dispetto di
tutto e di tutti sono di una logica inesorabile vengono tutto giorno a dimostrare la giustezza di questa osservazione.
Qiianto infatti non è ora di danno al
paese il non avere voluto prima di quattro o cinque anni fa istituire fra noi una
scuola di Belle-arti, di non averle mai
voluto dire regolamenti meno barocchi e
più consentanei alla natura di quella istituzione e soccorsi più larghi e più efficaci?
Basti. per avere -nue rispneta guardare
ai seni vantaggi che colgono ora dalle
loro .accademie di Belle arti le vicine
Carrara, 'essa e Pietrasauta che ricevono ora ad usura i frutti del danaro
e delle cure spesa con tanto senno intorno alle loro ticcadetnie. Qua invece per
franpise sous la Restauration, fa un
quadro bellissimo di Courier e delle sue
opere. Giudicandolo benevolmente, ma con
giustizia, viene poscia a dire queste parole: « Cesare diceva: io vorrei essere il
primo in un villaggio, piuttosto che il
.secondo in Roma. Ideavi un'intiera razza
di Cesari mancati (nanqués) che si fabbricano un villaggio nel seno di Rema
stess a per occuparvi il primo posto. Così
faceva Paolo Luigi Courier. Nani patir:lido
far meglio oppure così bene, sul campo
di battaglia, come limiti bravi militari cai
quali si - trovava,' volle almeno fare altrimenti. Egli disse: — Io sarò Diogene, non
potendo essere Alessandro; — rivoltando
Così questa frase che è di una vanità veramente satanica e che, più ancora degli onori
divini pretesi nell'Asia, rivela tutto l'orgoglio che si agitava nel cuore del re di
Macedonia. In una parola, non poteudo
accupare la sommità della scala, egli volle
almeno non sssere classato: evitò di prender posto nella gerarchia, e fu un'eccezione ».
mania di economizzare si è giunti al
punto di creare a questa scuola nostra
una vita tisica e gratna onde averne poi
dei resultati nulli o presso che nulli —
che se invece prima fosse stata istituita e
quando lo fu, soccorsa più largamente di
quello fu fatto , Seravezza ne risentisebbe già preziosi vantaggi perché il
commercio dei marmi lavorati, a cui solo
una accademia di Belle arte può dar vita
e sostegno non 'sarebbe una incognita o
una rarità fra noi diminuendo così la
importanza del commercio nostro. L'industria del Marmo non si alimenta solo col
segar blocchi o col frullonare quadretto e
quali utili possa ricavare dalle arti decorative lo mostri a chi noi credesse Pietrasanta che quasi esclusivamente smercia
marmi lavorati e per somme vistose.
Così se aucor qua si fosse avuto a suo
tempo la provvida generosità di alcune
migliaia di lire di più verso quella istituzione coglieremmo già i frutti ubertosi
di un agire più seunato e più saggio e
se non affatto eliminati vedremmo certo
diminuiti non poco gli imbarazzi dei nostri egregi Consiglieri comunali costretti
ora ad andare in cerca di strane ed ipotetiche tasse pel manco di reali e fruttiferi cespiti di entrate.
Se a me, che non condivido i poetici
lirismi di qualche corrispondente ottimista
sul paese modello ed altre simili amenità
e che
parlo per ver dire
Non per odio d'altrui uè per disprezzo
se a me, diceva, piace il constatare che
le nostre finanze sono in uno stato se non
brillante soddisfacente almeno, piace ancora osservare che non furono fatte che
le spese di pura e semplice necessità
e che le ottantamila lire ( salvo errore )
che il Comune ritrasse dalla vendita
delle cave del Monte Costa sono già affatto esaurite d'onde la risultanza di un
deficit fino ad ora non avvertito perchè
dissituultato dall' incasso e dalla spesa
delle rate annuali di pagamento di quella
Pornma. Questo deficit un commercio più
florido ( e panni aver già dimostrato
quanto a farlo tale avrebbe potuto contribuire la nostra scuola di B d)e arti
meglio diretta) avrebbe se non del tutto
colmato però in gran parte con sadisfa zioue nostra e più sedi vantaggi pie( ti i
stro paese.
Che se si prende a considerare la cosa
sotto un altro aspetto usi pi La:: osservare
com.: aia vano, dannoso farse, il vnlersi
n tscoudere che troppa sona cresciuti i
Courier, dopo la famosa lettera a Renouard, si trovò in grandi impicci, perchè
si venne a sapere che l'uomo dalla macchia d'inchiostro era un capo squadrone
che aveva abbandonato l' annata. Il ministro dell'interno voleva perseguitarlo
come ladro di greco; e quello della guerra
pretendeva farlo giudicare come dis:rtore.
Tuttavia gli riuscì tirarsene fuori, ma a
condizione di non scrivere più centra
chicchesia: prudenza che egli seppe scrupolosamente osservare. Iufatti non fece
altro che viaggiare e studiare sino alla
pace. Egli viaggiava nel 1812, all' epoca
della cospirazione ' di Mallet.. Essendo privo di passaporto, fu arrestato come sospetto; poi fu rilasciato, riconoscendo che
non si mischiava puuto di politica. E fu
questa la sua ultima questione col regime
militare imi.
LICURGO CAPPELLHTTI.
• (Continua.)
"
,
bisogni delle popolazioni e che troppo
imperiosa è la necessità di soddisfarvi ( e
qui parlo in geuerale) perchè si possa ragionevolmente passarvi sopra con la più
deplorevole noucuranza avendo la ingenua convinzione di aver fatto ciò nonostante il proprio dovere e meritato il titolo di abili amministratori — E la pubblica istruzione e fra noi appunto, e più
'fra noi che fra altri, dotata di cotesto
carattere di imperiosa necessità nè possiamo assolutamente sottrarci dal soddisfarvi se non vogliamo che il nostro paese
entri definitivaniente in quella via di indolente apatia e di regresso morale che
accenna a voler percorrere; a meno che
si debbano ritenere per indizii di cresceste
-civiltà e di morale progresso i gesuiti in
missioni quasi permanenti e i successi del
circolo cattolico onde nel paese che fu dimora gradita a Massimo d' Azeglio e rifugio a• Poerio il notturno scampanio
delle chiese e le prediche di qualche frate
fanatico sono succedute ai liberi convegni dei rifugiati del treutuno e ai nobili
.sensi dei seravezzesi d'allora.
Certo che se. paragoniamo le nostre finanze e quelle dei nostri vicini di Pietrasanta, Stazzema e Viareggio abbiamo anche troppe ragioni di chiamarci contenti
poichè pur troppo! le condizioni finanziarie di quei comuni sono in un tale stato
di anarchia nei due pritni in ispecie da
non trovarsi chi sappia fin da ora prevedere in qual modo si potrà rimediare a
sì fatto sconcio.
Ma intanto si domanderà, quali le cause
di cotesta decadenza morale e materiale?
Troppe e svariate e gravi sono desse, nè
come altri vogliono se ne può del tutto
incolpare la autorità centrale, quantunque
la sua condotta in faccia a molte delle
difficoltà che ad ogni piè sospinto impacciano il camino alle nostre amministrazioni non potrebbe esser sempre giustificata seriamente — Ed essa stessa è forse
costretta come tutti gli uomini a subir
la influenza di molte cause ( non 'ultime
fra queste le differenze di carattere e di
tendenze non che di posizione topografica)
alle quali non si può sfuggire nonostante
una profonda conoscenza delle cose e
-degli ordinamenti amministrativi.
Entrare ora in questa lunga e spinosa
• uistione avrebbe per effetto di portar
troppo in lungo uua corrispondenza già
.assai estesa — Perciò rimetto la cosa ad
altra mia siecessiva per la quale vi prego
della ospitalità ch e. vi piacque concedere
alla prea,ente.
--
-
frldnífea7M=SILME-M2, 2
La inerte repentina di Carlo del
Gaspero Balestri, ha rattristato indicibilmente i suoi amici e
crediamo che la notizia della sua morte
non possa a meno di eccitare una impressione dolorosa nella città intiera,
imperoccche egli era universalmente
conosciute e amato.
Nato di mediocre condizione sociale
nel subbrgo di San Marco di questa
città, Carlo iìalestri senza il
°arredo ■li peregrine istruzioni, con la
sola enere.ia del suo validissimo ingegao, con l'attività sa indefessa aveva
saputo ancora giovanissimo procurarsi
onestamente una discreta posizione,
quando per le sue rare qualità di
niente, per la l'outà, lealtà e delicate z za somma che lo d.stinguono, fu
ricercato di far parte della Società
Romanelli e Compagni per l' accollo
in larga scala di grandi costruzioni.
Non tardò Carlo a dimostrare
singolare attitudine in queste svaria-
tissime imprese, nelle quali difficili e
delicatissimi uffici gli venivan con
grandissima fiducia affidati, e finalmente raccolse meritati frutti di larghi
guadagni, giusto compenso di 35 anni
di indefettibile lavoro.
Ma sventuratamente la morte lo ha
colpito nei giorni più belli della sua
vita! — Partito per Siena la sera di
sabato, 9 ottobre 1875 nell' atto in
cui stava per entrare nella sua abitazione, alle ore 11 pomeridiane,
colpito da repentino malore, senza
quasi proferire parola, cadeva fulminato dalla morte in braccio ad alcuni
suoi familiari esterrefatti per l' impensato infortunio.
La salma di Lui è stata trasportata
in Pisa.
Povero Carlo! — a soli 47 anni
d'età, dopo che avevi meritato di godere in pace i frutti delle tue onorevoli fatiche, abbandoni la terra.!
Di te non potranno narrarsi straordinarie imprese, ma sulla tua tomba
si potrà scrivere con verità, che fosti
ottimo marito, e padre affettuoso e
solerte del tuo unico figlio, — non mai
estraneo alle altrui sventure, cortese
e familiare con tutti, sincero sempre,
lealissimo, lieto compagno ed amico
degli amici, non irascibile anzi facile
al perdono, e come gemma preziosa
che adorni la tua memoria questo segnatamente si potrà sempre affermare;
che la fiducia in te riposta non fu ingannata giammai, perché la più sincera onestà fu la costante tua guida.
Alcuni amici.
Ltsr*
3Ezb i s
Lunedì mattina I I corrente, scrive la
Provincia, alle ore 9, 30, veniva celebrato
nell'Uffizio comunale il matrimonio civile
fra l'avv. David Supino figlio del cav. Moisè
e la signorina Regina Perugia figlia del
cav. Cesare. Al mezzogiorno aveva luogo
alella casa del sig. Perugia la cerimonia,
All' una e altra assistevano
come testimoni il cav. prof. Francesco
Euonamici ed il dott. Enrico Aghib.
La scritta nuziale era stata firmata
nella sera precedente, e tanto a questa
quanto alla cerimouia civile e religiosa
intervennero non poche signore e distinti
personaggi, fra i quali l'avo materno della
sposa, conerneudatore Barone De Parente
di Trieste.
Lo splendido trattamento dato dalla
famiglia del signor Perugia stava a dimostrare la piena soddisfazione per la
incontrata parentela con la famiglia dei
signori Supino che da gran tempo i sistessi errandemente stima&mori Perugia
n
r.
cordi e restò pienamente soddisfatto della
montatura del medesimo, per cui fece i
più vivi elogi della Giunta Direttiva.
Il professore Salviui, in seguo della sua
simpatia per quell'Istituto, si offrì di regalare il busto dell'immortale Rossini da
esso scolpito, offerta che venne con riconoscenza accettata.
La Giunta direttiva adunatasi nella sera
stessa deliberò di nominare a socio onorario lo stesso professore Salvini.
Nel tempo medesimo nominò pure a
socio onorario il cav. prof. Alessandro
Lanfredini, direttore dell' Accademia di
Belle Arti.
*sa *
Abbiamo ricevuto, raccolti in un' opuscoletto, la Relazione della Commissione
nominata allo scopo di formulare un programma per la Società protettrice dell'Infanzia, e il progetto di statuto della società istessa. Ambo erano comparsi già
nelle colonne della Provincia di Pi,sa.
Con piacere abbiamo preso cognigione sì
della relazione che del progetto di statuto e ci sembra che i promotori di questa
nascente società abbiano ben compresa
l'importanza dell'impegno che si sono assunti, ed abbiano ben scelto il cammino
nel quale dovranno guidare i primi passi
della nuova istituzione. Ci sembra superfluo parlare delle utilità che potrà la medesima arrecare al paese: ci sembra anno
superfluo lo spender molte parole per invitar la cittadinanza a corrispondere con
premura e con zelo agli sforzi degli egregi
promotori. Senza dubbio essi avranno bisogno che il paese rispouda alla loro generosa iniziativa con fargli ottenere solidi
e duraturi appoggi, con danaro, oggetti
ed auco l'opera attiva ,lei cittadini: avranno bisogno di grande incoraggiamento
perchè il loro vasto programma possa un
poco alla volta porsi in effettuazione: ed
* 4' *
essi, noi ne siamo sicuri, non avranno
A coloro che trovavano esagerarati i
indarno sperato nella cooperazione cittanostri entusiasmi per gli attori della comdina.
pagnia drammatica Pietriboni, dedichiamo
Vogliamo divenire una nazione forte
queste righe che togliamo dal Fanfulla:
potente, per braccia, per intelligenze? Ebe La Calunma di Scribe, seguì ieri sera
bene, coltiviamola fin da quando essa è
al Valle le sorti prospere del Bicchier
bambina. Sono i giovani germogli che
, d'acqua....
possiamo sperare di coltivare rigogliosi,
Ma già è un vero flagello questo di
sono le giovani vite che educate fisicadover tutti giorni sciogliere un inno pie- .
mente e moralmente non possono rendere
tribouiauo ! Mi faccia il piacere il capofrustranee le cure di chi le sorveglia.
comico di ordinare ai suoi subordinati, al
Ben di cuore adunque lodiamo il penBersi, al Novelli e agli altri, di recitare
siero benefattore dei promotori di questa
maluccio una sera. Che sugo a sentirli
società: bene di cuore faccianr) gli auguri
eternamente lodati? e
i più ardenti perchè possa questa fiorire
E li altri giornali di Roma non fanno
fra noi; e saremo ben lieti ss poi remo
che ripetere sempre quanto scrive Fonalla medesima mostrarci pronti a convafeala ogni giorno.
lidare con fatti, i voti sinceri che per la
*
* *
sua prosperità presentemente facciamo.
Tra padre e figlio B. piccoli possidenti
** *
di Vicopisauo insorse una questione per
causa d' interessi. Il figliolo, dato di piIn Ripafratta, il 10 corrente, due cugini B. si presero a parole con diversi
glio a un pennato con questo colpì nella
giovani contadini. Uu di questi tirò un testa il padre producendogli una leggiera
colpo di stile in una coscia del B. Luigi
ferita guaribile in 7 o 8 giorni. Il fericausandogli una grave ferita. Il f,ritore tore si è reso latitante.
*
non è stato per anco arrestato.
* 4'
,
-
**
vano.
In questa fausta circostanza vennero
distribuite interessanti pubblicazioni a
stampa, fra le quali ne notiamo una del
cav. prof. Alessandro D' Ancoua, una
del prof. Alessandro Paoli ed una terza
del cav. prof. Augiolo Forti, oltre a vari
componimenti poetici di diversi autori.
Alle ore 6 poin• gli sposi partivano
per il viaggio di nozze fra i più lieti aagurii di felicità dei pa.renti e degli amici,
ai qtudi u main° anche i nostri.
e
**
Lo stesso giorn ainnauzia che il giorno 9 corrente il professore Selvino Salvini, essendo a Pisa, si portò a visitare
l'istituto musicale della Società dei Con-
Dai RR. carabinieri vennero arrestati
i fratelli Eugenio e Gaetano F. che, in
Volterra, avevano ucciso a sassate certo
Sebastiano G., fatto che raccontammo nel
passato numero.
** *
La mattina del 9 certo Gustavo C. entrava nella caserma dei carabinieri in via
Palestro e estratto un revolver e un portafoglio li depositava sopra un tavolo;
poscia si dava a percorrere i corridoi del
Quartiere. Ritenuto per pazzo venne preso
da due carabinieri e condotto all'Ospedale.
** *
Il 4 corrente un tal Paolo G. sottofattore alla tenuta di Bruciano (Volterra)
se ne tornava solo, a cavallo, dalla fiera
di Frassine. Mentre traversava il bosco
di Montalto (Pomarance) da persona nascosta tra gli alberi gli venne esploso
alle spalle un colpo di fucile carico a
quadrettoni. Die di questi gli produssero
altrettante non lievi ferite; uno amtuortito dal capotto, una semplice contusione.
Sino ad ora non si è scoperto l' autore
dell'attentato; ma si hanno dei forti sospetti sopra due individui di Lntignano
i quali, tempo addietro, a causa della divisione dei raccolti, ebbero delle questioni
col sotto-fattore G.
** *
Mentre Gintavo C. scapolo di 32 anni
si trovava in luogo detto Colletti, circa
le ore 9 a n tiineridiaae d- 1 9 corrente, a
discorrere con 1111P ragazza sua fidanzata,
il fratello di lei che 11911 vede di buon
Occhio tali amori, arinatoei di un fucile
ad una canna si fece incontro al C. e,
giunto alla distanza di circa 50 passi,
lasciò andare la botta. I proiettili di cui
era carica quell'arnie non colpirono il C.
che fece a tempo a gettarsi in un fosso
prima che il colpo partisse.
Nella giornata del 10, ignoti ladri entrarono in casa della signora S. in via
del Campano e le rubarono vani oggetti
d'oro e d'argento per un valore di lire
2622. In quel giorno in casa non era
nessuno. A tuttora non è stato possibile
scoprire nè aver traccia alcuna degli auteri del furto.
** *
In Savereto accad le. un incendio in
di certo Francesco G. producendogli
un danno .1i 270 lire; e un altro incendio accadde in S. Martino (Cascina) nei
pagliai di certo Giovanni G. con un danti() di 670 lire.
Casa
I signori Ernesto Suggi ed Emilio Venezi bauuo aperto, uel Lungarno Mediceo preseti il caffè Pietromani, una bottega di parrucchiere piccola ma pulita,
comoda, elegante.
La bottega apparteneva prima al Papini conosciutissium in Pisa da una elicatela numerosa e che ora si è ritirato dagli affari. La clieut .1a, del Papini coniinueranno ad averla di ceno il Sue,rgi e il
Veuezi ai quali augurierno molti gai,degni.
*
Abbiamo ricevuto dal signor cav. Puzzolini una lettera di risposta alla dichiarazione del cav. Remaggi. La mancanza
;ti spazio ci impedisce di pubblicarla; la
daremo nel proseimo numero.
•:.:*:
;:::
*•
:::::::::::
NOTIZIE TEATRALI
R. Teatro già dei Ravvivati.
Abbiamo avuta per due sere consecutive
la celebre attrice signora GIACINTA PEZZANA-GUALTIERI, la quale in unione alla
sua compagnia ha racita.ta la produzione,
tradotta dal francese, che ha per titolo:
La Principessa Giorgio, e la commedia
di Leo Castelntievo, intitolata: Cuor morto.
In entrambe queste produzioni la signora
Pezzana non è stata inferiore alla sua
fama di grande artista. Il pubblico (sebbene non molto numeroso a causa del cattivo tempo) l'ha applaudita freneticamente
chiamandola parecchie volte al proscenio.
La signora Pezzana ha lasciato vivo
desiderio di sè, e speriamo di udirla di
nuovo, e più lungamente. L.
.
- attendente a casa, di san Giovanni al Gatano Lungaccini Egisto dei KR. Spedali 1, di Pisa Balestri Dante d'Angiolo 4, di sant' Ermete Mariani Lorenzo di Vincenzo 4, di san Giovanni
al GaLano - Orlandi vedova Cecahi Rosa q. Andrea 70, bracciante, di Pisa - Trivella Francesco
q. Matteo, coniugalo 68, mendicante, di Casciavola - Vincenti nei Guarnieri Torella q. Giov.
Batta. 35, tessitrice, di Bientina - Banani Natale
di Pietro Ci, d'Oratoio - Palme Giuseppe q. Giuseppe, coniugato 67, possidente, di san Michele
degli Scalzi - Chiaverini Angiolo q. Francesco,
vedovo 76, 4piante, di san Giovanni al fiutano baleni Pietro dei RR Spedali 1, di Pisa - SViiii
Luisa dei alt. Spedali 1, di Pisa - Galligani Lu•enzo <1. Francesco, celibe 37, guardia doganale,
di Ascoli Piceno - Di Gaddo N'alletta di Modesto 8, di san otovallui ai Gatatio.
E più 1-1 al disotto di un anno.
Cambiamenti di residenza.
Zanni Elisabetta q. Carlo, da Pisa a Livorno -
Partimi °amano q. Pasquale, da Pisa a FireuzeGozziai Oresle di Ferdinando, da Pisa a Firenzeabraini Giovauni q. Pasquale, da Bagni sua Giuliano a Pia - Pauli Bernardo q. Agostino,
Porta Carratica (Pistoia) a Pisa - Lazzeri Leopoldo di Giuseppe, da Chiaravalle a Pisa maucci Luigi di Banieri, da Lucca a Pisa - Castellani Cesare q. Giuseppe, da Colle di Vai n' Elsa
a Pisa - Degli innocenti Itaiiteri q. Giuseppe,
da Bagni San Giuliano a Pisa.
STAI' 0 CIVILE
Nostre inforatazio2ili
Nascite delunziatr
Maschi 33 - Femmine 36.
Matrimoni.
Pdradussi Cesare di Leone. impiegato coma.
rola, coi Carrara Einma del cav. Attilio, attendente a casa, ambedue celibi, di Pisa - Cordoni
Gaetano di Semplici°, hracaiante, con Cassola
Angusta d'Angiolo, tessitrice, ambedue celibi, di
Barbaricina - Di Gaddo Lerma d'Angiolo, brac-
ciante, con Mari mi Augasta di Vincenzo. attendente a casa, ambedue celibi, di san Giovanni al
Gatano - Gori Virgilio di Pasquale, barrocciaio.
con Caverai Coneetta di Gustavo, tessitrice, ambedue celibi, di Pisa - Ricamai Luigi q,. Lorenio,
con Bellatalla Ainabilla q. Arcangelo, ambedue
celibi, braccianti, 1i san Giovanni al Gatano Santucei Ettore di Giovanni, fornaio, con Ber-
mieri Giuseppa di Bernardo, tessitrice, ambedue
celibi, di san Giovanili al Gatano - Donati Vincenzo d'Angiolo, celibe, peroo ingegnere, di san
Prospero (Cascina), con Vincentelli Annida fu
Aniceto, nubile, benestante. di Pisa - Tambellini Lorenzo di Paolo, celibe, ingegnere, di Fi-
renze con Domenici Giuseppa tli Pasquale, nubile, possidente, di Barbaricina- Orselli Kr:murala
(h) d'Angiolo, bracciante, con !Scellini Elisa q.
Angelo, sarta, ambedue celibi, di san Giovanni
al Gitano - Simoncinidi Francesco,
Cer/iji
con Vili Maria kina q. Damenica, ambedue ce.Jibi, domestici, di Pisa - Cinacchi D linenieu di
Giuseppe, celibe, calzolaro. di san Michele degli
Saalzi, con Grossi Domanica q. Luigi,
domestica, di Pisa - Marcacei Bettedelto di Michele, con Stefaniai Cesira, 11 Jacopo, ambedue
celibi. colo If, di san Giovituni al Gitana - Conti
Antonio di Giuseppe, celibe, impiegato di Pisa,
•cori Lanini Rosa q. Francesco, nubile, himestante,
iii Pisii, - Paoli Ein lin di Luigi, cane, bracciante, di Rarbaricina con Camiai iI i la d' Anaub•le. bracciante, di Camino (naatii san
Gai!tnria) - iir. zi.ini k oactipe q. [rari. celibe
falegnan , e, iii Piga. con 1.azz , mi Erbesla di Va-
!vittima ntible, tessit•ice, di santo Saiito extra
d celibe,
'111 'etti - <>Ifiesala
vetraio, di Cone di Val d' Elsa, con Giani Diomira di O aseppe, itu'ille cucitrice, siin Marco
alle Cupi) lie - Cantaagai I1 irloloininao li Pie-
tra, vedovo, that -ire, di Prato. co i Lazzariiii !sonni' q Calestitio, il eine, 91:en lente e Ciiti i, CU
9. ti ig - aro, con
Basoni Assuma di Gamaiiiii, aileadeafe a casa,
Pi•a
a iihe ne celibi, di Piaa - Guidi Sabati•lo di Pietro. con Starti& Cesira q. Giaseppe, ambedue
braccianti, della Ma lonoa dell' ACTIki (Pi- • - MInoLLI Aagalica 41i Stefano, vedovo, ma-
iatore. cli Riglione,con Bianchi Gelsornina li Fardman Io, nubile, tessitrice, ti Oratoio - Nencioni
Omero q. Baldassarre, vedovo, con Tacchi Teresa
q Giovanni, nubile, ambedue camerieri, di Pa
morgantini Teodoro di Matleo, scullore, con Pieroni Gitistina q. Giuseppe, attendente e casa, ambedue celibi, d: Pisa,
</o• - t
Poli Alfredo di Verdinando, di anni 1, di
- Laminaci Giuseppe q. l'iter° CnnOlg ah/ 69,
• Sidente, di Pisisiliberli Meautto ti i
1.u.
izo 2 ) di san biasio in Cannicei Bargbini
Valente q. Angm'o, tu ti i ilii t. i 39. <li 'i .a - Star !dai Diarniro ItiiuI, , <li san G ovanal
!ano - Grochi Giovarmi di Giuselipa ra di Pisa..:liornini Alfredo di Antunio 2, di pis aHa,_
Annan Ore•te 2 di Pisa - Cammini
An-
ininziatit di
Catena aei
u,,tr,,,b) I,j aia Giovanni iii Gatano-
Ester di Luigi 26, lira-isole,
<h san Nlat<a) ano Cappelle- liellandi
tielmi
11.1.4 i q. 1.•., 01,01.1:3 50, atteniliiinte
a
cisti, di man
Starei are - Di :Ragno riai Capanna
Ester q. Angio', o Tarigi 31, attendente a<
Sant o 9defarm
Sf'p i d•d ■ 1-' •
inneui
risa, ai
i1.;,11(1,
i' un ',un
l'isa.
t:dosargli. 40, erhaiola
eilin d
Dal. di
e.l.nvii f:Tili-
di Culle Salvati' neni ved° n D. Gadd° Lisa q.' GitiSciTe 65,
Fauglia
Sul disas:ro ferrov:ario informazioni:
abbiamo le seguenti
Il treno numero 50 proven:ente
Orbetello trovavasi presso le ore 8 ant.
del 14 precariamente formo sotto la
stazione di Faugli;_a e mancava anco
della macchina che er;t sull' altro binario che serie di baratto; quanio
dalla medesima direzione comparve la
macchina num. 415 di noine Massa la
quale a gran veloeità, an lò a urtare
nel treno fracassando due o tre carrozze nelle qua!i erano passeggieri e
vi rimasero più o meno grAk'ementc
ferAe le seguenti person4.': .1otonio Geppini frenatore del treno; D. An irea.
Caetelli parroco di Alica (in pericolo
di vita); N...poleone Macchi di Rosignzino, Caterina ve:lova. B tidi di StiverAo; Pellegrino Del Turco del Fitto
di Cecina; Ilaria Garelli di Campiglia
1\1arittima; Luigi Lupi di Fucecchio;
Teresa e Luigi Colò di Livorno; Antonio Biglieri fuochista della macchina
3/a.ssa; Luigi Bai-santi ispettore delle
ferrovie Rotnane; Giuseppe Garelli di
Canipiglia; Giovanni Bal.tocelli .1i Anti•nano e Stanislao Pistolesi guardia,
del treno investito.
Avvisati per telegrafo, deTvvenuto
disastro si p ■rta.rono subito sulla faccia del luogo il cav. Viani consigliere
delegato, l' avv. I)'Arcayne reggente
la Procura del Re, l'avv. Ballorigiudic istruttore, il cav. R, ,matio capitano
comandante i RR. Carabiniei.i, il .s g.
Renzoni delegato di P. S. e il signor
Ricci ingegnere, pruviticiale.
I feriti che non erano in grAdo di
poter essere trasportati vennero ricoverali nelle vieine. case. A tutti furono
apprestate le pritne cure e nel pietoso
ufficio Si distinsero il sindaco di Fatie. l.a il dott. Pietro Perry di Pisa che
e
si trovava nel treno, il doti. Vittorio
B atis oni e il tloP. Angelo Bocci med:ei condotti in Fauglia.
.
L'autorità giudiziaria avendo iniziata
di già un' inchiesta, noi ci asteniamo
dal far commenti sone cause che ha n
prodotto il deplorevole fallo.
• ......nm***,
--
SALUTE RISTABILITA SENZA 3IED1C1NE. La deliziosa Farina di Salute
Du Barry REVALENTA ARA.BECA risana lo stomaco, i nervi, il fegato,
le reni, intestini, vessica, membrana mucosa, cervello, bile e sangue i
più
ammalati. 30 anni di successo — 75,500 cure annuali.
eva lenta
rab i oa
risana lo stomaco, i nervi, i polmoni, fegato, glandole, ves ,aca, reni, cervello, sangue e
membrana mucosa, ridona l'appetito con buona digestione e sonno riparatala?, combattendo,
da 28 anni a questa parte con invariabile suúcesso le cattive digestioni (dispepsie) gastriti
gastro - enterite, gastralgie, costipazioni abituali, emorroiiii, flatulanze., paipitazioui, diarrea,
dissenteria, gonflarnenti, vertigiui, ronzio nelie orecrhie, aciduità, pituita, mali di capo,.
emicrania, sordità, nausea e vomiti dopo il pasto e in tempo di gravidanza, dolori, congestioni,
infiammazione degli intestini, e della vessica; crampi e spasimi di stomaco, insonnie, tlussioni
di petto, sensazioni anormali di caldo e freddo, tosse, oppressioni, asma, bronchiti, etisia
(cousunzione) cla,striti, eruzioni cutanee, accessi, ulcerazioni, tuelaaiconia, nervosità, estenua
mento deperimento, reumatismi, gotta, febbri, grippi?, raffreddori, catarro, rismIdarnent0,,
isterismo, nevralgia, epilessia, paralisìa ded.I. vecchiaia, anemia, s clorosi, .
vizi e povertà del sangue, d e b,..lezza, sudori diurni e notturni, idropisia, diabete.,
gravella,_
della ginla, del fiato e della vpce; te malattie generali dei
sop:iressiOni 11. inami lauza fre3c1i•zia e .1' eii Tgaa :l ui va ga
.
ritenzione d't,ritia e disordini
ruicin li e d e , I , d onn ,..
Dal .dì 11 al 20 settembre 1873 incbsive
,
•NON PIÙ NIEMCIXE
le
Egualarente pref ••ib.le, al Unte, a' le cal ti ve un
a,;kvany_Ig.,)
biujbiu , essa
è par e.Tellenza,alim ntaione che garantisca? e ijt ro tutti i „apa.,-)li —•
Es-a infine economizza 50 volte mi uo Jrt.ZZo in medicine.
ris
Estratto di 89,030 certificati di guarigioni riballi ad ogni altro trattamento.
vil
mc
Cura num. 78 422.
a,
le Scrivia lineinonte)19 seta I Serri
La sua meravigliosa farina Bevalenta Arabica ha tenuto in vita mia moglie, che ne USA
moderatamente già da tre anni. Si abbia i miei
più sentili ringraziamenti.
Prof. Pietro anevari, istituto Grillo,
Serraval:e Scrivia.
Cura num. 51,436.
Berlino, 6 dicembre 1866.
Signore - Da lungo tempo ho avuto occasione d' osa:aia:Ire la salittifara influenza della
Revalen.ta, Arabica du Barry sopra i mal a ti, i di alt i r isult a ti curativi e riparatori invariabilmente ottenuti hanno giustificato la mia
buona opinione della sua eiricacia, e no esilerei
a cuaftrinare <paiolo sopra io ogni occasione che
si presentasse.
Ho rullare di presentarvi i miei distinti saluti.
Angestem doli. inviaci', membro
del Consigia•saidtario reale.
I .4.
E 'T
Cura num. 73,931.
de Deiaro del (lottare M
jada, dolbre della Facoltà medico eltirurgi.:a
membro della Università di Caedava, Spagna ecc.
Certilien che ho ottenuto mercé !a Ilw:t!enta
parecchie guarigioni in affezioni della massima
gràvità sopra alcuni 11h01lini ibinaraut i ut
questa città; cito q iena D. di Felipe Z oliao atri Cura num, 80,416.
valenta de Barry.
• l! fanciullo all'età di quattro anni soffriva,.
senza causa apparente, d'una mitrofia eompleta,.
con vomiti copiami, che resistevano albi dieta
PIÙ rigorosa, a due nutrici ed a lutti i tratta-menti dell'ai te medica. La ileo,ilenta ha immediatamente arrestati i vonatt, e completainaate
risiabilita la sua salute in sei settimane di
tempo. Tall gli esperimenti che feci dipoi con
Il Si2. II. d'Esulavell•s di Nappe con,tata
:ii... oe p-rl eb ;-i v. lo stomaco
pressoehe iniieramenia distrwlo, e alie da <limi
ann (Area sulrrivai i ii.pousji 1lr;mt...a.1 e cronica,
<aia ira:muro. diniagramento e tutte le miserie
I li un penernle marasmi). :.:00 no,
sOiute. torza e
grassezza •nno ritornali a!io stato nalimate.
fie
g.°
dui
a
Cura nurn.
•
Avalloa, Yonne,
failaraio 1871.
Debbo alla verità, o a polillo lei poveri
clic mai mmli era stato possibile consaguire con
1H00 Olonzo, giovane di 20 anni che da parecchi
mesi sotTro a di un arava attacco al petto.
enrso di otto aniii.
'lifr 2 50:
ve
e'llra il tini i
perfettamente ristabilitasi, quella del .signor Ra-
a del peso di
gei
pa
Cura num 19.831.
nistratore della dogana di Manina, quello della
signora Amelia Gomez, moglie d'un capo militare,
•■ , 3%.0“
i
tot
no
pei
la Revalenla eldwro lo stesso suacesso Easa nuirisce più che la carne.
ammalati solferenti gastrili e gaatralgie dichiarare che l'aso fatto della listinta durante
dia ! mesi nig lia procacciato tale bene sere
Colatovi!, 12 ottobre 1873.
Dalt. NIantiel Saenz rie Dijada.
rir
so]
m(
Il sig. D. F. W. Beneke professore di
m•dicina ;Al' Univerità iii Marliticgo fa il
rapporto.
seguenle alla clinica di Berlina 8 aprile 1872.
• Nian diinentieber5 giammai che io
sanodabilare della vita d'uno dai miei
alla Re-
ra
Bi
tatti i trattamenti ordinatimi dai me .1 ei nel
Vi autorizzo a pubblicare quasta <1 chiariiAlandot.
Pa
aionia
ti. 4, Sr: Ikil.2
4 -,
kii.17, 50:
kil fr. 36: - t
che non hanno q cdmodo d cumrla abbiamo confaionati i Biscotti eli itevalcuta.
In scatole di 1 libbra inglese L. 4, 50 — Scatole di 2 libbre inglesi L. 8,
Per i viaggiatori o persone
tel
ofi
lo
LA REVALENTA AL C
Poggio Umbria‘ 99 magelo t869.
Dopo 20 anni di ostmatO ronzio <li orecchie e
di cronico reumatismo da farmi si arti in letto
tutto l'inverno, finalmente mi liberai da questi
mariori, iniTce la vosirit meravigliosa fte,uateara
al
vosa eatt•ila digestione, debolezza e vertigini,
troviiigranvantaggio con l'uso di otto giorni del-i
!n deliz■o ,:a e sidutifer I farina la
RevalentnArabica
Non ti-mando quindi altro rimedio pili efficace di
questo ai miei malori la prego spedirmene ecc.
Ciocolatle. Francesco Braeoni, Sindaco.
Cura mirti. 67,324.
Sassari ISirdegiri) I ghigno 1Rii9.
Da lungo tempo oppressa da malattia ner-
Notai , ' PIETRO PORCHEDDU
prassi, l'avv. S'arma Esiti, Sindaco di Sassari.
1=3 3.-azzi: itt POLVERE: scatole per 1.2 tazz- fr. 2.50; per 24, fr. 4, 50; per 48, fr. 8;
per 12 O, fr. 17,50; per 2'SS fr. 36; per 576, fr. 65.1n TAVOLETTE: fr. 1,30; fr 2,50; fr. 4,50; fr. 8.
Ogni scatola eontiene liostro stampato colle istruzioni sal modo di preparare e fare
uso della 'levali:n/a l)n Barry, e le regole generali dieteticlie per gli
ammalati.
CASA 13ari. -y 1Jt. 3 arry e Go aip., 2 Via T.au naso Orns,i,
-
uditori in tutte te
a ii'ltitha, pres‘a i principali f
Pli4.k,Rossini ;masso i Ciiiversiia
• Carrai larinat'la
ntTni A, diaieniii
SIENA G ietano faiadni
,
P. Petrin
Lei:intim)
Ftrititinirs; %la Tortala:uni -- Drogheria Casini!.
Torii:datanti - esare .'aira. e 112•1 dra.bieri,
is ila"o •zia<fo, 1 i
-- A lolfqu , tardim, %1:1
i- armai:14
e
Proneris11;:m1;i
droghieri.
trina 'i-ti o
Mercato Nuovo - Drogheria Art no. via della
Ninna - G. Gualtierotti, via Gnieciarilini, I Giov. Nlaruarnto. farm. - Clarnie•i, Piazza del
uomo.
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Farmacia Genianaai
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