PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE Anno III - N. 3 - Ottobre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona Approvato lo schema del regolamento di applicazione del divieto di fumo Le iniziative dell’A.S.L. 2 per sensibilizzare utenti e dipendenti che accedono alle sue strutture e agli ospedali L’ASL2 savonese ha approvato con deliberazione nr.88 del 24/01/2002 lo schema di regolamento di applicazione del divieto di fumo nell’ambito dell’azienda, prevedendo l’attuazione di iniziative finalizzate al coinvolgimento ed alla sensibilizzazione dei dipendenti e degli utenti che accedono alle strutture della ASL2 sull’opportunità di una puntuale osservanza del divieto di fumo L’impegno dell’Azienda si è indirizzato sia verso un obiettivo di controllo e responsabilizzazione, come previsto dalla normativa nazionale ed in assonanza alle direttive della Regione Liguria, sia verso un’azione educativa ed informativa anche in collaborazione con strutture tecniche e professionali interne ed esterne alla ASL. Meritevole di nota è sicuramente il progetto avviato con il Liceo Artistico Martini di Savona, formalizzato tramite convenzione nel giugno di quest’anno e finalizzato alla realizzazione di un sistema di comunicazione sui temi della dipendenza da tabacco. Il progetto, mirato inizialmente alla campagna contro il fumo negli ospedali, è caratterizzato dalla realizzazione di messaggi grafici elaborati dagli studenti del liceo da collocare negli ospedali e nelle strutture Il ruolo del Liceo artistico di Savona e la prevenzione nelle scuole della nostra provincia Ubaldo Fracassi Direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese ambulatoriali dell’azienda, la quale si impegna a fornire, in comodato d’uso, alcuni strumenti informatici utilizzando i fondi del Dipartimento di Salute Mentale. Nella giornata mondiale contro il fumo, nell’atrio dell’Ospedale S. Paolo, è stata organizzata una prima manifestazione caratterizzata dalla comunicazione visiva. I ragazzi hanno illustrato, attraverso loro disegni, il senso della giornata ed in particolare l’obiettivo dell’ospedale “Libero dal Fumo”. La collaborazione con il liceo Martini di Savona è tutt’oggi in corso e sempre legato all’ambito scolastico, è in programmazione un’iniziativa di promozione ed educazione alla salute sulla prevenzione dell’abitudine al fumo rivolta agli studenti delle scuole medie inferiori. Il piano, che verrà realizzato con il coinvolgimento dell’Unità Operativa Consultoriale, su indicazione della Regione Liguria e nell’ambito del Progetto Europeo HPH, è centrato su un concorso che preveda la produzione, da parte dei ragazzi, di spot cinematografici rivolti ai coetanei. Ulteriori interventi di prevenzione sempre in ambito scolastico verranno posti in essere dal Dipartimento per le dipendenze che gestirà anche un Ambulatorio per la cura della dipendenza da tabagismo e Gruppi di sostegno in aiuto a chi decide di smettere di fumare. Sono in programma, inoltre, una serie di iniziative volte a monitorare l’effettiva applicazione delle disposizioni legislative nei diversi presidi aziendali e a divulgare informazioni attraverso l’elaborazione di opuscoli da realizzarsi in collaborazione anche con la Lega italiana per la lotta contro i tumori. Evidente la priorità data dall’ASL2 alla funzione educativa, nell’ambito delle proprie competenze, in merito alla lotta contro il fumo data l’importanza di un approccio non repressivo, ma di coinvolgimento ed aiuto nell’interesse e nella tutela della salute di tutti. 2 Il laboratorio di emodinamica del S. Paolo di Savona SN cardiologia, ed Negli ultimi anni il indirettamente “bisogno” di indaIn aumento la richiesta di prestazioni cardiologiche dell’ospedale, gini emodinamirendendo autonoche è considerema e completa la volmente aumengestione della cartato in rapporto diopatia ischemiall’invecchiamenca; ha diminuito il to della popolaziodisagio dei ne, al trend delle pazienti cardiopacardiopatie -carattici che dovevano terizzato da una recarsi o essere minore mortalità trasferiti a Genova ma da maggiore e Prevista per il 2003 per tali esami. E più complessa non ultimo, ha morbilità - e ad un l’angioplastica in fase acuta di infarto miocardico consentito un più moderno congrande risparmio cetto di “salute” Paolo Bellotti economico per la che prevede nel paziente con car- Direttore U.O. Cardiologia degli Ospedali di Savona, Cairo M., Albenga nostra ASL, considerando che il diopatia ischemica Pietro Bellone valore delle prel’utilizzo della c o r o n a r og r a f i a , Dirigente Medico U.O. Cardiologia dell’Ospedale S. Paolo Savona stazioni effettuate in questi primi non solo a scopo mesi è stato di diagnostico ma anche e principalmente a scopo tera- il numero degli esami è destinato circa 700.000 euro, pari a peutico. La conoscenza dell’anato- ancora ad aumentare. Le corona- 1.355.3890 di vecchie lire. mia permette infatti, in casi selezio- rografie del 1999, di cui circa 500- In meno di 8 mesi sono state eseguinati, di rivascolarizzare un vaso 600 di pazienti della nostra ASL, te 400 coronarografie e da aprile, coronario ristretto o chiuso da plac- sono state eseguite nelle seguenti dopo un breve periodo di rodaggio, è che aterosclerotiche mediante un strutture: Ospedale Galliera: 501; iniziata anche l’attività interventisti“palloncino”, armato o meno di una Università di Genova (DIMI): 809; ca (fig. 1). In 5 mesi sono state fatte griglia metallica (stent), inserito in Ospedale S. Martino: 2170; Clinica 63 procedure di rivascolarizzazione una arteria periferica (angioplastica convenzionata Villa Azzurra di mediante angioplastica, con l’imcoronarica). Rapallo: 849. Nel 2000 anche gli pianto di oltre 80 stent coronarici per Negli Stati Uniti si stima un fabbiso- ospedali di Imperia, Lavagna e stabilizzare la lesione trattata. Tutte gno di 700 esami coronarografici Sampierdarena si sono poi dotati di le procedure sono state portate a ogni 100.000 abitanti. In Italia, nel una sala di emodinamica. temine con successo e senza compli1999, sono state eseguite 300 coro- Attualmente nella nostra regione canze di rilievo. La popolazione stunarografie per 100.000 abitanti, nei sono operanti complessivamente diata è risultata costituita prevalente147 laboratori di emodinamica cen- otto centri, incluso il nostro: 4 a mente da pazienti ricoverati al San siti dal Gruppo Italiano Studi Genova, 1 a Rapallo, 1 a Lavagna e 1 Paolo, una discreta percentuale è giunta comunque anche dagli altri Emodinamici (GISE). Se confronta- ad Imperia. ospedali della provincia, da Genova ti ai dati americani, risulta evidente e da fuori regione (fig.2). che il numero degli esami in Italia è L’emodinamica a Savona La potenzialità di crescita del nostro significativamente inferiore alle attese ed è quindi prevedibile che Nel febbraio 2001 è stata inoltrata laboratorio di emodinamica è ancora crescerà nei prossimi anni. Sempre alla Fondazione De Mari CARISA molto alta e può far fronte, senza in tema di numeri, è inoltre previsto una richiesta di fondi per all’acqui- particolari problemi, a tutte le esiche il 20-30% dei pazienti che ese- sto di un angiografo per la cardiolo- genze di coronarografie ed angioplaguono la coronarografia necessitino gia, e, nel settembre dello stesso stiche della provincia. Già in questo poi di angioplastica coronarica. anno, è stato finanziato l’acquisto primo anno raggiungeremo l’obiettidell’apparecchiatura: un angiografo vo di circa 600-700 procedure, di cui L’emodinamica in Liguria digitale Toshiba, di ultima genera- oltre 90 angioplastiche, diventando zione, che rappresenta il meglio cosi il 4° laboratorio della Liguria In Liguria il numero delle coronaro- della moderna tecnologia in tema di per carico di lavoro. Attualmente l’organico dell’emodigrafie è andato progressivamente angiografi dedicati. aumentando nel corso degli anni, Dall’11 gennaio 2002 è iniziata uffi- namica è composto da quattro medipassando dalle 3.252 del 1996 alle cialmente l’attività del Laboratorio ci, affiancati da altrettanti infermieri 4.329 del 1999. Tuttavia, tenendo di Emodinamica. Una data storica professionali e da un tecnico di conto che nella nostra regione si per vari motivi: ha rappresentato il radiologia (tab. I). In pratica, il concentra un’elevata percentuale di giusto coronamento del lavoro svol- reparto ha incrementato il proprio anziani, che è noto necessitano più to dai medici del reparto; ha consen- organico di una sola unità medica e di altri di prestazioni cardiologiche, tito una importante crescita della di 4 infermieri rispetto alla pianta L’emodinamica una realtà ormai consolidata al S. Paolo SN Il laboratorio di emodinamica del S. Paolo di Savona 3 organica, mentre il personale tecnico ci è stato messo a disposizione dalla radiologia. Per il prossimo anno la cardiologia si propone di raggiungere due importanti obiettivi: - il consolidamento dell’attività diagnostica ed interventistica; - l’avvio dell’angioplastica in fase acuta di infarto miocardico, creando un turno di guardia attiva emodinamica nelle 24 ore. Tale servizio, attualmente disponibile solo negli ospedali Galliera e San Martino di Genova, proietterà il nostro reparto in una posizione di primissimo piano a livello regionale. Fig. 1 - Distribuzione mensile delle coronarografie e delle angioplastiche Fig. 2 - Luoghi di provenienza dei pazienti sottoposti a procedure emodinamiche Tab.1 - Personale della sala di emodinamica Cardiologi P. Bellone (Responsabile) A. Gandolfo D. Bartolini A. Rolandi Infermieri Professionali A. Carratino A. Falco V. Marte E. Rapetti Gruppo dei Tecnici di Radiologia S. Barranca F. Dagliano P. Ferraris C. Poli 4 Brevi cenni storici L’inizio dell’attività di Chirurgia ,Urologia ed Andrologia Pediatrica a Savona avvenne in una fredda mattina del 15 gennaio del 1998 . La Divisione , con tutto il personale medico e tutto lo strumentario chirurgico dedicato venne trasferita con delibera della Giunta Regionale dall’E.O. Ospedali Galliera , dove venivano chiuse le divisioni pediatriche nell’ambito della programmazione regionale , all’Ospedale S. Paolo di Savona. La Divisione venne fondata al S.Filippo del Galliera in Genova per volere della Duchessa di Galliera nel 1888 ed è pertanto , insieme a quella del Bambin Gesù di Roma , la prima fondata in Italia sul modello delle strutture Inglese (Sick Children Hospital – Londra) e Francese ( Hospital des enfants malades – Parigi) . Oltre alle risorse umane e strumentali venne assegnato un budget economico consistente per la sistemazione e l’acquisto di materiali mancanti e per il completamento della sede prescelta . La sede venne stabilita , in accordo con la dirigenza della Asl 2 e dei Responsabili Medici e Tecnici dell’Ospedale S.Paolo , vicino al blocco operatorio sul lato est del monoblocco centrale, tenendo conto della precipua necessità di poter disporre di sale operatorie limitrofe e della centralità dei Servizi. Lo spazio , relativamente sufficiente per 5 pazienti in ricovero ordinario e di uno in Day Hospital con la permanenza fissa della madre ( secondo le norme internazionali per la tutela dell’infanzia ) , veniva opportunamente attrezzato creando anche tre letti dotati di monitoraggio e dei presidi necessari per una terapia chirurgica postoperatoria pediatrica più adeguata , in caso di necessità negli interventi maggiori , gestita direttamente dall’equipe chirurgica ,data l’acquisizione e l’espletamento di questa attività nei numerosi anni passati insieme all’E.O. Galliera. . Proseguendo l’attività svolta precedentemente dallo stesso staff la Divisione , come attestato dalle casistiche operatorie presenti al Galliera dal 1974 al 1998 , sarebbe stata così in grado di svolgere tutti i tipi di chirurgia ed urologia pediatrica di ogni ordine e gravità. L’attività della Unità operativa complessa sta man mano crescendo anche per l’attività continuata dell’Ambulatorio sito presso l’Ospedale Galliera di Genova e per gli Ambulatori successi- SN Attualità ospedaliera Adesione ai compiti istituzionali del General Cuncil dell’Unione europea dei medici U.E.M.S. del 27.10.1995 Un ospedale a misura di bambino per i problemi chirurgici ed urologici Nel 2001 l’Unità operativa ha ricoverato 520 piccoli pazienti, svolto 410 interventi, eseguite 2500 visite ambulatoriali e 247 consulenze. Giuseppe Romagnoli Direttore U.O. complessa di Chirurgia ,Urologia ed Andrologia Pediatrica dell’Ospedale S.Paolo di Savona vamente aperti in Val Bormida , presso l’Ospedale di Cairo , ed ad Albenga . In questo modo si viene incontro alle esigenze della popolazione della ASL 2 dislocando l’attività ambulatoriale presso le zone di maggior affluenza. Nel contempo si è istituita , con grande sacrificio degli Operatori , un servizio di pronta disponibilità continuo con due chirurghi pediatri in modo da non esservi interruzioni tra l’attività istituzionale elettiva e quella d’urgenza particolarmente frequente nel periodo estivo. I compiti istituzionali (Documento approvato dal General Council dell’Unione Europea dei Me- dici specialisti U.E.M.S., 27/10/1995 ) alcuni punti essenziali: 1) Il campo della chirurgia pediatrica abbraccia la chirurgia dell’individuo in accrescimento. Include il trattamento e la cura pre e post operatoria da prima della nascita alle fasi dello sviluppo. 2) La chirurgia pediatrica dovrebbe essere svolta in strutture dove siano disponibili tutte le strutture e le competenze mediche per la cura del bambino malato. L’Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica deve essere diretta da uno specialista in chirurgia pediatrica. 3) Il Chirurgo pediatra è un chirurgo specificatamente preparato per la cura dei bambini 4) Tutti i bambini dovrebbero essere SN trattati in un ambiente ospedaliero appropriato per il loro gruppo di età e la loro patologia. I servizi dell’Unità Operativa L’unità operativa complessa di Chirurgia , Urologia ed Andrologia Pediatrica si occupa di tutte le malformazioni ed anomalie congenite ed acquisite che interessano la sfera chirurgica dalla nascita ai 14 anni di età. L’attività del reparto per esperienza e competenze specialistiche si articola in vari moduli organizzativi che si occupano di : - chirurgia gastrointestinale (esofagea ,gastrica , ileale ,colica ed anorettale) - urologia pediatrica ( tutte le malformazioni dell’apparato urinario, calcolosi , tumori etc) - andrologia pediatrica ( malformazioni genitali, ipospadia,criptorchidismo) - chirurgia plastica pediatrica ( labbro leporino, palatoschisi , lesioni cutanee etc.) - chirurgia polmonare ( malformazioni e patologie acquisite) - chirurgia vascolare congenita ed acquisita (angiomi , linfangiomi , fistole a-v , trombosi etc) - videolaparochirurgia in collaborazione con la Chirurgia Generale - Urodinamica pediatrica in collaborazione con l’U.O. Complessa di Urologia - Manometria intestinale pediatrica - Videoendoscopia urologica pediatrica - Diagnostica pediatrica per immagini in collaborazione con il Dipartimento delle Immagini - Criochirurgia - Ingegneria dei Tessuti in campo urologico (attività clinica e di ricerca in collaborazione con Istituzioni Italiane e Straniere) Le attività assistenziali prevalenti , come si deduce dalla precedente elencazione , sono il trattamento delle affezioni chirurgiche dall’epoca neonatale alla pubertà. Gli ambulatori specialistici si occupano di : Attualità ospedaliera Chirurgia Pediatrica generale Urologia Pediatrica Andrologia Pediatrica Sepsi delle vie urinarie Chirurgia Gastrointestinale Counseling prenatale Criptorchidismo in collaborazione con la U.O. di endocrinologia pediatrica Studio delle malformazioni complesse in collaborazione con esperti genetisti Progetto “ Ospedale Amico“ Dato che gli Ospedali spesso non vengono progettati pensando ai Bambini tutto il Personale della U.O. di Chirurgia ed Urologia Pediatrica (medici, vigilatrici d’infanzia, infermiere professionali, ausiliari ) affiancato dall’importane aiuto dei Pediatri di famiglia , dell’AVO e della Fondazione Vito Elio Petrucci cerca di contribuire ad una serena permanenza in Reparto. Ogni Bambino vive con la propria mamma che ha ,accanto al proprio figlio , un letto a disposizione e può mangiare in ospedale rimanendo cosi’ costantemente vicino al bambino. Il Personale coordinato dalla Caposala ,oltre all’assistenza diretta , si premura di risolvere ogni problema che dovesse emergere durante il ricovero. Le stanze a tre letti sono dotate di servizi igienici autonomi ed i bambini possono giocare liberamente tra di loro o con i loro Genitori non ponendo limiti , se non di sicurezza e di spazi, alle loro necessità. E’ in funzione un servizio sia di guardia attiva che di pronta disponibilità di due chirurghi 24/24 ore garantendo in tempi estremamente rapido qualunque intervento di emergenza dovesse presentarsi. In particolare l’AVO svolge un importante lavoro di collaborazione e di so- 5 stegno. Dal momento del nostro arrivo ha dimostrato grande sensibilità e si è fatta anche promotrice di molte utili iniziative e di un bellissimo libro (da cui sono tratte le immagini inserite nel testo) che illustra ai piccoli pazienti quale sarà l’evento che li attende , spiegando con chiarezza ogni momento dell’atto chirurgico a cui saranno sottoposti. La fiducia nei bambini si acquista non mentendo mai e spiegando con semplicità, chiarezza ed ottimismo ogni cosa. Esprimendo in numeri la nostra attività a Savona nel 2001 abbiamo avuto: Ricoveri : 520 Interventi : 410 Visite Ambulatoriali : 2500 Pronti Soccorsi : 1904 Consulenze : 247 Day Hospital : 73 Questo significa che circa 5000 bambini sono stati curati dalla nostra struttura e non hanno dovuto rivolgersi in altra sede creando disagi alle famiglie. I dati dei primi mesi del 2002 mostrano un aumento rilevante in proiezione di quelli dell’anno scorso. Attualmente , grazie al particolare interessamento per tutto il settore pediatrico del Direttore Generale Avvocato Ubaldo Fracassi e di tutta la Dirigenza , medica ed amministrativa, della ASL 2 e dell’ Ospedale S. Paolo si sta elaborando un programma dipartimentale di ampio respiro che poggia le sue basi su una stretta collaborazione tra tutte le strutture che si interessano di problemi pediatrici medici e chirurgici. 6 Solidarietà sociosanitaria SN Forse non tutte le il mondo delle Per il trapianto di midollo osseo che serve a curare coppie di genitori in “Banche di sangue attesa di un bambidi cordone ombelila leucemia e molte altre malattie soprattutto a vantaggio no sanno che il loro cale” congelato, dei piccoli pazienti pediatrici momento di gioia con il compito di potrebbe essere raccogliere, analizfonte di felicità anzare e conservare che per un’altra nel tempo il sangue persona. del cordone ombeAvrete sicuramente licale. sentito parlare di Da alcuni anni trapianto di midollo presso il Servizio di osseo che serve a Immunoematologia curare leucemia e e Trasfusionale, Gisella Benvenuto molte altre malattie dell’Ospedale San Direttore Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Martino di Genova, del sangue. E’ di recente, però, diretto dal Prof. Angela Perata che alle tecniche di Valbonesi, è attiva trapianto midollare una “Banca del corDirigente Medico del Servizio di Immunoematologia già disponibili si è done ombelicale”. e Medicina Trasfusionale aggiunta, soprattutNel dicembre 2001 to a vantaggio dei la proficua collabopiccoli pazienti pediatrici, razione precedentemente la possibilità di ricorrere al instauratasi tra le Divisiotrapianto utilizzando sanni di Ostetricia e Ginecogue recuperato dal cordone logia, Pediatria e Neonataombelicale, considerato logia ed il Servizio di materiale “a perdere”, e Immunoematologia e Medestinato all’inceneritore. dicina Trasfusionale delE’ questo un nuovo apl’Ospedale San Paolo, si è proccio terapeutico per paconcretizzata con l’avvio zienti selezionati che non della raccolta del sangue hanno un donatore familiadi cordone ombelicale nelre compatibile, e per i quala nostra Azienda Sanitali il trapianto di queste celria. lule costituisce l’unica La procedura di donazione speranza di guarigione. del sangue funicolare si Il cordone ombelicale, inarticola in pochi momenti fatti, contiene una quota principali: cospicua di cellule staminei mesi che precedono il nali emopoietiche, progeparto il personale ostetrico nitrici di ogni altra specie della Divisione di Ostetricellulare del sangue: sono cia e Ginecologia indirizza cellule che hanno la caratle possibili donatrici presteristica di crescere e poter so il Centro Trasfusionale dare origine a globuli rosdove ha luogo il colloquio si, globuli bianchi e piadurante il quale viene racstrine. La fonte principale di cellule staminali è il micolta l’anamnesi ed il condollo osseo, ma il sangue senso alla donazione; del cordone ombelicale subito dopo la nascita, nelpuò costituire una imporla sala parto, il personale tante alternativa. ostetrico provvede alla Il trapianto di sangue da raccolta del sangue del cordone ombelicale, inolcordone ombelicale; tre, presenta alcuni vantagcontestualmente il pediagi che consistono in minotra che visita il neonato ri problemi di compatibilità con il Il sangue del cordone ombelicale offre compila una scheda che accompagnerà ricevente ed un numero inferiore di vantaggi anche in termini di rapidità di la sacca raccolta; complicanze: ciò a causa dell’ancora impiego essendo immediatamente dis- trascorsi 6 mesi dal parto la donatrice parziale sviluppo del sistema immuni- ponibile nei congelatori delle “banche dovrà eseguire un prelievo per analisi di tario del neonato, per cui, è più diffici- del cordone” dove è già stato sottoposto controllo presso il Centro Trasfusionale le che le cellule immunitarie del sangue ai test infettivologici e alla tipizzazione ed il neonato una visita pediatrica presdel cordone stesso, rispetto alle cellule cellulare, a differenza di quello da do- so il Nido. ottenute dal sangue midollare di un natore che richiede dei tempi maggiori A fine agosto 2002 sono state 120 le adulto, riconoscano come estranei i tes- dovuti al reperimento del donatore stes- sacche di sangue di cordone ombelicasuti e le cellule del ricevente, svilup- so ed al successivo prelievo. le inviate dal Servizio Trasfusionale alpando la “reazione di rigetto verso l’ola “Banca del Cordone Ombelicale” A tale scopo sono state istituite in tutto dell’Ospedale San Martino di Genova. spite” (GVHD). La donazione di sangue del cordone ombelicale SN COME AVVIENE LA DONAZIONE DI SANGUE DI CORDONE OMBELICALE? Il sangue del cordone ombelicale può essere facilmente prelevato dopo il parto senza alcun rischio per la madre e per il neonato. Infatti la raccolta avviene dopo la resezione del cordone ombelicale e cioè quando il bambino respira già autonomamente. Questa procedura non comporta alcuna modifica alla normale assistenza alla puerpera e al neonato. Il sangue del cordone ombelicale viene raccolto in una sacca sterile e inviato alla più vicina banca del cordone. COME SI DIVENTA DONATRICI DI SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE? La donna disponibile alla donazione di sangue cordonale dovrà acconsentire alla raccolta sottoscrivendo un modulo di consenso. Durante il colloquio con il medico del Servizio Trasfusionale, alla donatrice verrà sottoposto un questionario per la raccolta dell’anamnesi al fine di evidenziare malattie genetiche degne di nota. Per escludere, infine, la presenza di malattie trasmissibili con la donazione, al momento del parto, le verrà prelevato un campione di sangue: anche il sangue cordonale, infatti, può trasmettere malattie, e per questo motivo alcuni esami verranno ricontrollati, alla donatrice, dopo 6 mesi dal parto. Per concludere, cosa bisogna fare per diventare donatrici di sangue del cordone ombelicale nella nostra provincia? Le Mamme in attesa di un bambino che desiderano diventare donatrici possono rivolgersi al personale ostetrico dell’Ospedale San Paolo che darà tutte le informazioni riguardo le finalità e modalità di raccolta. Saranno fornite tutte le opportune informazioni contattando: Divisione di Ostetricia Ostetrica Sig.ra Gaiero Eleonora telefono 0198404338 Ginecologo Dr. Bracco Walter telefono 0198404345 Ginecologo Dr.ssa Russo Anna telefono 0198404345 Centro Trasfusionale Il Personale Medico telefono 0198404400 Dirigenza ospedaliera 7 Le aziende saniterie disciplinano la loro organizzazione con un atto di diritto privato previsto dal Decreto legislativo 502/1992. Dal giugno scorso l’avv. Rosavio Bellasio è il Direttore gestionale del S. Paolo di Savona e del S. Giuseppe di Cairo Montenotte La nomina del dott. Teresiano De Franceschi per lo stesso ruolo all’Ospedale S.M. Misericordia di Albenga, da parte del Direttore generale, risale al febbraio scorso La A.S.L. 2 savonese ha approvato, nel novembre dello scorso anno, l’Atto Aziendale, come previsto dal D.Lgs.502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, documento attraverso il quale le aziende sanitarie disciplinano con atto di diritto privato la loro organizzazione ed il funzionamento. Una delle principali novità introdotte con l’Atto Aziendale della nostra Azienda (Capo III art.27), conformemente all’autonomia organizzativa prevista dalle disposizioni nazionali e Rosavio Bellasio. regionali in materia di sanità, prevede la nomina, per ogni presidio ospedaliero, di un direttore con funzioni gestionali quale presupposto alla separazione tra la funzione di committente (ASL) e l’erogazione di servizi (Ospedale). Il direttore del presidio è responsabile della gestione della struttura ospedaliera con funzioni delegate da parte del Direttore Generale ragguagliate di norma alle funzioni di Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera. E’ pertanto responsabile dei risultati di gestione e dell’equilibrio tra costi e produzione. Si tratta di un incarico di natura fiduciaria di durata triennale, che ha per oggetto il perseguimento degli obiettivi, nell’ambito degli indirizzi strategici dell’Azienda, attraverso il monitoraggio dei budget ed il controllo dei percorsi e delle procedure al fine di una migliore utilizzazione delle risorse umane e tecnologiche e di una sempre maggiore qualità ed efficienza dell’assistenza ospedaliera. L’Azienda, con deliberazione del Direttore Generale n.151 del 12.02.2002, ha nominato il dott. Teresiano De Franceschi quale direttore gestionale del presidio ospedaliero di Albenga, incarico conferito considerate le sue capacità professionali emerse sia nello svolgimento dei compiti affidati nell’ambito della funzione di staff della Direzione sanitaria sia come componente del gruppo di lavoro incaricato dello studio di fattibilità del nuovo ospedale. Successivamente il Direttore Generale ha provveduto a nominare dal 1° giugno 2002 l’avv. Rosavio Bellasio Direttore Gestionale dell’Ospedale S. Paolo di Savona e dell’Ospedale S. Giuseppe di Cairo Montenotte. L’avv. BellaTeresiano De Franceschi. sio ha conseguito una vastissima esperienza in materia amministrativa in particolare nel ramo sanitario: ha ricoperto infatti la carica di Presidente dell’Ospedale S. Corona di Pietra Ligure, Presidente della Commissione Sanità in Regione Liguria, membro del Consiglio Sanitario Nazionale ed in particolare Assessore Regionale alla Sanità ed ai Servizi Sociali. La figura peraltro innovativa del Direttore Gestionale, è volta a favorire il decentramento delle responsabilità organizzative considerato il numero rilevante di unità operative e dipartimenti che caratterizzano i presidi ospedalieri. L’ASL2 savonese avvalendosi dell’esperienza e delle capacità di questi professionisti otterrà sicuramente, tra l’altro, un’ottimizzazione delle performance ed un più efficiente sistema di controllo dei costi al fine di migliorare le prestazioni richieste dalla popolazione. I migliori auguri di buon lavoro da parte della redazione di Sanità Notizie. Giampiero Storti Direttore Editoriale di “Sanità Notizie” 8 Donazione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Savona Il 19 luglio presso l’Ospedale di Cairo Montenotte, alla presenza del Direttore Generale ASL2 Savonese avv. Ubaldo Fracassi, del Presidente della Fondazione De Mari - CARISA dott. Luciano Pasquale, del Sindaco di Cairo Montenotte dott. Osvaldo Chebello e del Direttore Gestionale dell’Ospedale di Savona e di Cairo Montenotte avv. Rosavio Bellasio è stata inaugurata la donazione della Fondazione De Mari – CARISA relativa ad apparecchiature destinate al Servizio di Radiodiagnostica ed alla Divisione di Chirurgia generale del presidio ospedaliero della Valbormida. All’evento erano inoltre presenti, fra gli altri, il Direttore Dipartimento Diagnostica per immagini dott. Michele Oliveri, il Direttore U.O. Radiodiagnostica Ospedale Cairo Montenotte, dott. Piero Biscaldi, il Direttore U.O. Chirurgia Generale Ospedale Cairo Montenotte dott. Andrea Piccardo, ed il Direttore Sanitario del presidio dott. Vincenzo Furfaro. Le apparecchiature donate: un Ecotomografo multidisciplinare che permette l’uso dei mezzi di contrasto ed un apparecchio per termoablazione in radiofrequenza per i tumori primitivi e secondari del fegato. Gli strumenti sono di ultima generazione e dotano l’Ospedale di Cairo Montenotte di at- Inaugurate all’Ospedale di Cairo M.tte le apparecchiature per radiodiagnostica e chirurgia trezzature di avanguardia per la diagnosi e la cura della popolazione. L’Ecografo multidisciplinare (Euro 95.000), che consente un’applicazione in diversi campi della patologia d’apparato, consiste infatti in una delle attrezzature più moderne ed innovative stante anche la possibilità dell’uso combinato con mezzo di contrasto. L’insieme di tali caratteristiche permette un appropriato studio di lesioni SN “focali” d’organo, vedi ad esempio il fegato, il rene, ecc… ed inoltre consente di non inviare sempre il paziente all’impegno sia personale, sia tecnologico nell’uso di macchine pesanti quali la T.C. Spirale o la Risonanza Magnetica. La seconda strumentazione donata è l’apparecchio per termoablazione in radiofrequenza (Euro 20.600) per i tumori primitivi e secondari del fegato che utilizza una nuova metodica, nota anche con il termine RFA, che consiste in una tecnica di recente acquisizione e dai risultati molto promettenti. Questo tipo di metodica può essere eseguita durante un intervento di chirurgia aperta, per via laparoscopica ed in casi selezionati anche per via percutanea ed è attuabile anche in combinazione con la chirurgia resettiva epatica tradizionale. Secondo le casistiche internazionali numericamente più rappresentative, la maggior parte dei pazienti è stata trattata per carcinoma colonrettale diffuso al fegato o per carcinoma epatico primitivo. Vengono trattati inoltre anche pazienti portatori di molti altri tipi di cancro che hanno metastatizzato al fegato quando tale organo sia l’unica sede in cui sia stato possibile riscontrare la presenza del tumore. M.S. Nella foto: Osvaldo Chebello, Ubaldo Fracassi, Luciano Pasquale, Piero Biscaldi e sulla destra, l’ecotomografo multidisciplinare. (Foto gentilmente concessa dal “Corriere di Cairo e Valbormida”). SN Attualità farmaceutica 9 Nel numero di (Dati ISTAT Giugno di Sanità 2001), il livello L’importanza delle segnalazioni spontanee delle reazioni Notizie abbiamo ottimale di segnainiziato a parlare avverse da farmaci da parte di medici, farmacisti e cittadini lazioni dovrebbe di Farmacovigiessere di: lanza , sottoli468/anno per la neando l’imporLiguria e di tanza della 81/anno per la segnalazione provincia di Saspontanea delle vona. reazioni avverse Dai dati riportati, da farmaci è evidente la si(ADR’s) da parte tuazione di grave del medico, del sottosegnalazione farmacista e del esistente nella noMolto basso in Liguria e nella nostra provincia il numero di cittadino. schede relative a medicine che provocano reazioni indesiderate stra realtà territoRicordiamo la deriale. finizione di ADR Da Marzo 2002 è Gianluigi Figini dell’OMS in uso attivo il Centro Direttore U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese da circa 30 anni: di Farmacovigi“Reazione indesilanza della Asl n. Marco Bessero derata e dannosa Dirigente Farmacista U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese 2 Savonese presche si verifica in so la U.O. FarElena Farulla risposta ad un farmaceutica TerriFarmacista maco somminitoriale (Via strato a dosaggi Collodi, 13 - Sanormali per la vona ) che aderiprofilassi, la diagnosi o la terapia di nei casi gravi, il ritiro dal commer- sce al progetto regionale di Rete per una malattia o per la modificazione cio. la Farmacovigilanza e per l’InforPer questi obiettivi, un sistema di mazione sul Farmaco. di una funzione fisiologica.” La segnalazione spontanea rappre- Farmacovigilanza deve gestire un Il Centro per la Farmacovigilanza senta un sistema internazionalmen- adeguato numero di segnalazioni. della Asl n. 2 Savonese rappresenta te accettato, che consente di identi- Quale è il livello ottimale? il punto di raccolta delle schede di gold standard per un efficiente Il ficare precocemente una sospetta segnalazione, il trait d’union con il ADR di un farmaco in commercio, sistema di Farmacovigilanza è fis- Ministero della Salute e l’industria di evidenziare eventuali effetti col- sato in 300 segnalazioni all’anno farmaceutica ed inoltre un riferilaterali e/o interazioni con altri far- per milione di abitanti, di cui il mento a disposizione dei medici per maci non riscontrati durante la spe- 30% di natura grave. l’informazione sul farmaco. Solo rispettando queste condizioni rimentazione clinica e monitorare Effettivamente è in atto un cambial’incremento di reazioni indesidera- si può avere una ragionevole certez- mento culturale nei confronti delte già note. In conseguenza a ciò, le za che ADRs importanti siano iden- l’impiego dei farmaci e si sta comAutorità Sanitarie attueranno prov- tificate in tempi brevi. prendendo come la segnalazione di vedimenti quali l’invio di “Dear In Italia il tasso di segnalazione è reazioni avverse faccia parte di un Doctor Letter”, la modifica del “ri- basso e lontano dal valore ideale e processo formativo e di attenzione assunto caratteristiche prodotto”, ci colloca agli ultimi posti in Euro- alla sicurezza dei farmaci. l’inserimento nel foglietto illustra- pa, seguiti solo da Austria, Porto- La provincia di Savona sta rispontivo di avvertenze o controindica- gallo, Grecia. dendo positivamente a questi sezioni, la modifica della posologia o, La fonte delle segnalazioni è ripar- gnali, anche se il tasso di segnalatita tra medici di medicina generale, medici ospedalieri e farmacisti, come illustrato in tabella 4. Considerando il tasso gold standard di 300 segnalazioni/milione di abiU.O. Farmaceutica Territoriale tanti ed una popolazione residente Via Collodi, 13 • 17100 Savona di 1.560.748 in Liguria e di Tel. 019 8405707 • Fax 019 8405792 270.000 nella provincia di Savona L’A.S.L. 2 Savonese ha attivato in via Collodi il Centro di Farmacovigilanza 10 zione è ancora lontano dal livello ottimale. Ci auspichiamo che al nostro impegno si unisca quello di medici, farmacisti e cittadini al fine di creare una sinergia che porti ad incrementare sempre di più questo processo in atto a cui è inevitabilmente legato un miglioramento delle abitudini prescrittive ed in generale un miglioramento per la salute dei cittadini. Sui prossimi numeri di Sanità Notizie verranno pubblicati gli aggiornamenti sull’argomento. Attualità farmaceutica SN SN Attualità farmaceutica 11 SCHEDA DI SEGNALAZIONE DI SOSPETTA REAZIONE AVVERSA (da compilarsi a cura del medico o farmacista) 1. INIZIALI PAZIENTE 2. ETA’ 3. SESSO 4. DATA INSORGENZA REAZIONE 7. DESCRIZIONE DELLE REAZIONI ED EVENTUALE DIAGNOSI* 6. CODICE MINISTERO SANITA’ 5. ORIGINE ETNICA 8. GRAVITA’ DELLA REAZIONE MORTE HA PROVOCATO O HA PROLUNGATO L’OSPEDALIZZAZIONE HA PROVOCATO INVALIDITÀ GRAVE O PERMANENTE HA MESSO IN PERICOLO LA VITA DEL PAZIENTE 10. ESITO RISOLTA * Se il segnalatore è un farmacista, riporti soltanto la descrizione della reazione avversa, se è un medico anche l’eventuale diagnosi RISOLTA CON POSTUMI PERSISTENTE 9. ESAMI STRUMENTALI E/O DI LABORATORIO RILEVANTI MORTE: 11. SPECIFICARE SE LA REAZIONE E’ PREVISTA NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DOVUTA ALLA REAZIONE AVVERSA SI IL FARMACO POTREBBE AVER CONTRIBUITO NO NON DOVUTA AL FARMACO COMMENTI SULLA RELAZIONE TRA FARMACO E REAZIONE CAUSA SCONOSCIUTA INFORMAZIONI SUL FARMACO 12. FARMACO SOSPETTO (I) (NOME SPECIALITA’ MEDICINALE)* 13. LA REAZIONE E’ MIGLIORATA DOPO LA SOSPENSIONE DEL FARMACO? SI SI A) NO N O B) C) *nel caso di prodotti biologici, indicare il numero di lotto 14. DOSAGGIO (I) GIORNALIERO (I) 15. VIA DI SOMMINISTRAZIONE 16. DURATA DELLA TERAPIA DAL AL A) A) A) B) B) B) C) C) C) 17. RIPRESA DEL FARMACO SI NO RICOMPARSA DEI SINTOMI SI NO 18. INDICAZIONI PER CUI IL FARMACO E’ STATO USATO 19. FARMACO (I) CONCOMITANTE (I) E DATA(E) DI SOMMINISTRAZIONE 20. CONDIZIONI CONCOMITANTI E PREDISPONENTI 21. LA SCHEDA E’ STATA INVIATA ALLA: AZIENDA PRODUTTRICE ASL US L DIREZIONE SANITARIA MINISTERO DELLA SANITA’ INFORMAZIONE SUL SEGNALATORE 22. FONTE OSPEDALIERO OSPEDALIERO MEDICO DI BASE FARMACISTA FARMACISTA SPECIALISTA ALTRO 24. DATA COMPILAZIONE ASL 26. CODICE USL 23. NOME ED INDIRIZZO DEL MEDICO O FARMACISTA N. ISCRIZIONE ORDINE PROFESSIONALE- PROVINCIA ALTRO 25. FIRMA 27. FIRMA RESPONSABILE INFORMAZIONE SULLA DITTA FARMACEUTICA NOME E INDIRIZZO FONTE DELLA SEGNALAZIONE STUDIO CLINICO LETTERATURA PERSONALE SANITARIO NUMERO DI REGISTRO TIPO DI RAPPORTO: DATA IN CUI LA SEGNALAZIONE E’ PERVENUTA ALL’IMPRESA INIZIALE SEGUITO DI ALTRO RAPPORTO DATA DI QUESTO RAPPORTO SN Attualità farmaceutica 12 Effetti indesiderati da farmaci (da compilarsi a cura del cittadino) 1) Quale reazione indesiderata ha osservato? _____________________________________ 2) Quando? _____________________________________ 3) Quanto è durata? _____________________________________ 4) Quali medicinali stava prendendo? a) fiale 5) Quante volte al di? _____________________________________ _____________________________________ b) supposte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _____________________________________ c) uso locale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _____________________________________ d) per bocca _______________________________ _____________________________________ ______________________________________________ _____________________________________ ______________________________________________ _____________________________________ 6) Da quanto tempo? 7) Per quale disturbo? a) ___________________________________________ _____________________________________ b) ___________________________________________ _____________________________________ c) ___________________________________________ _____________________________________ d) ___________________________________________ _____________________________________ e) ___________________________________________ _____________________________________ 8) Il farmaco le è stato prescritto dal medico? 9) L’aveva già preso in passato? 10) Ha mai avuto la stessa reazione? 11) Con quale medicinale? SI SI SI NO NO NO _____________________________________ 12) Chi è il suo medico curante? (cognome, nome, indirizzo e telefono) __________________________________________________________________________________________________ 13) Lo ha informato? 14) Come è stata curata la reazione? - sospeso il medicinale - ridotta la dose - altre (specificare) SI NO SI SI NO NO _____________________________________ 15) Adesso la reazione è scomparsa? SI Completamente Data _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ NON del tutto USL n. NO _____________________________ FIRMA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Indirizzo e n. tel. del paziente _______________________________________________________________________ Osservazioni del medico della USL a cui viene riferito il caso: ______________________________________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________________________________ FIRMA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ SN 13 toraggio è stato di 83 unità con complessivi 7.530 addetti come da tab.1: esse sono state individuate tramite sorteggio tra le attività lavorative con numero di addetti superiore a 5, sia del settore pubblico sia del settore privato, in base a una griglia definita per ramo di attività e dimensione rappresentativa della realtà lavorativa della provincia. Una prima osservazione si riferisce alle caratteristiche del campione che si è così delineato: il settore dei servizi risulta avere un peso rilevante nella nostra provincia. Una seconda osservazione è di merito: il dato savonese è in sintonia con quello nazionale, ossia si registra una buona adesione formale alla norma, ma la qualità degli adempimenti messi in essere lascia spesso a desiderare. Si tenga conto che oggetto principale dell’indagine sono state le modalità di attivazione del “sistema prevenzione” all’interno delle aziende in base al dettato normativo e quindi prevalentemente gli aspetti organizzativi aziendali finalizzati alla prevenzione. Si prendono qui in esame alcuni aspetti tra i più innovativi e significativi della norma in questione. Valutazione dei rischi. Le aziende hanno assolto formalmente all’obbligo valutativo Paola Oreste Direttore U.O. P.S.A.L Si è conclusa nella provincia di Savona l’indagine sull’applicazione del DLgs 626/94 relativo al miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori di cui si è riferito nel n. 3 del 2000. L’iniziativa è parte di un progetto nazionale delle Regioni e Provincie Autonome inserito nel 1999 dal Ministero della Sanità tra i programmi speciali di sperimentazione: ha visto la partecipazione attiva di 13 Regioni, tra cui la Liguria, distribuite lungo tutta la penisola. L’operazione ha una grande valenza: per la prima volta in Italia (esperienza senza precedenti anche in Europa) si è realizzata, in modo coordinato e integrato, da parte dei servizi pubblici una valutazione dei livelli applicativi e dell’impatto sulla organizzazione delle imprese di una norma fondamentale in materia di prevenzione. Ciò è avvenuto in forma standardizzata (tutte le regioni hanno utilizzato la stessa scheda informativa), in modo omogeneo sul territorio nazionale (la rilevazione dei dati è stata preceduta da una fase formativa per tutti gli operatori delle Asl gestita da un gruppo di coordinamento nazionale di esperti) e con valenza scientifica (modalità di scelta del campione e di elaborazione dati). I risultati ottenuti ricambiano l’impegno profuso da centinaia di operatori dei servizi di prevenzione delle Asl: il report definitivo dei dati relativi all’intero campione nazionale di aziende (la rilevazione in altre Asl non è ancora conclusa: a luglio scorso il campione nazionale esaminato rappresentava l’85% circa) sarà presentato ufficialmente a inizio anno prossimo, ma sono già possibili alcune osservazioni sulla base dell’ampio campione già disponibile. La Regione Liguria partecipa all’iniziativa con il monitoraggio di 433 aziende che rappresentano un campione statisticamente significativo della sua realtà produttiva, suddiviso sempre in modo statisticamente corretto tra le cinque Asl territoriali: gli operatori dell’U.O. PSAL dell’Asl n. 2 “savonese” hanno già completato il lavoro e i dati riportati nelle tabelle sono conclusivi. Una classificazione di merito delle aziende (ovviamente in modo anonimo) in base al livello riscontrato di adeguamento alla norma, “insufficiente”, “sufficiente” e “buono”, sarà effettuato a livello regionale per ragioni di significatività statistica: è prevista infatti ai primi di febbraio una iniziativa pubblica a cura della Regione nel corso della quale saranno presentati e discussi i risultati dell’intero progetto e le prospettive future. Per quanto riguarda la provincia di Savona possiamo riferire in questa sede in forma più descrittiva e sintetica la situazione emersa anche a confronto con il dato nazionale. Il campione di aziende oggetto del moni- Tab. 2a - Formazione per lavoratori con compiti speciali n. aziende Tab. 2b - Argomenti della formazione n. aziende (m ac ch in te e) cn ic i( im pi an ti) t ec te cn ni ci ici (lo (a ca ttr ez li) za tu re po rta tili ) er go no di m sp ici on ib ilit à/ us in te pr o rv DP oc e ed nt I io ur e rg (p an er izz co at nd ivi i zio pr oc ni ed or di ur pr na e oc pe rie ed rm ) ur a e nu pe t en rs zio itu no ne az rm i o e ni ig di ie ni em ch er e ... /c om po rta m en ta li in fo rm st az ru io ttu ni re di f co or m nt ro az llo io ne /v ig ila nz a in t.. . te cn ici st e ur tt ru r ni di a o tr al a rn te in ne io ni io az li ta a e nz en az rm nz ila ig /v fo rm fo in am rt ge er e) on zi en em po om /c llo ro nt co e ch io i iv ri I P D i ic at na di or ut an m ni so zz ni ga or io iz r pe az tu si ni ie ig di e m no r pe e ur ed nd co ti /u m ) ili at no go rt li) ca ti) e) in an lo po tà ili ib on en rv te in er (p oc pr e ur ed oc pr e ur ed oc pr sp di er re tu i( ic pi im i( cn te za ez tr at i( ic cn te ch ac m ic cn te i( ic cn te 14 Sicurezza e salute sul lavoro SN Tab.3a - Programma interventi migliorativi: settori coinvolti (aziende oltre 10 addetti) 35 30 25 20 15 10 5 0 Tab.3b - Programma interventi migliorativi: settori coinvolti (aziende fino a 10 addetti) 16 14 12 10 8 6 4 2 0 SN Sicurezza e salute sul lavoro 15 Tab. 4a - Nomina rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza (aziende fino a 10 addetti) Tab. 4b - Nomina rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza (aziende oltre 10 addetti) Tab. 5a - Nomina Medico Competente (aziende fino a 10 addetti) Tab. 5b - Nomina Medico Competente (aziende oltre 10 addetti) 20% non necessario 53% non necessario 47% si 80% si con un buon livello di coerenza con la situazione reale, usando nel 62,5% dei casi il metodo dell’analisi del ciclo produttivo, valutato come quello più efficace. Inoltre il 53% delle piccole aziende (sotto i 10 addetti) non ha usufruito della possibilità di autocertificare tale adempimento, ma ha provveduto ad elaborare il “documento di valutazione” vero e proprio. A fronte di ciò, tuttavia, ben il 34% di aziende non dispone di adeguate procedure di sicurezza nella conduzione della propria attività. L’informazione ai lavoratori si è rivelata una attività svolta in modo sufficiente. Anche la formazione, aspetto considerato ormai unanimemente decisivo ai fini della prevenzione, è ancora molto carente: il 65% delle aziende a sei anni di distanza dall’entrata in vigore della legge non ha ancora portato a termine iniziative formative per i lavoratori, ma le ha solo programmate (tab. n.2a e 2b). Proseguendo nell’analisi troviamo, quale dato certamente positivo, che il 71% delle aziende esaminate ha formulato un piano di interventi migliorativi. Tuttavia in sintonia con quanto si verifica a livello nazionale, alcuni fattori rendono tali programmi assai poco efficaci: ad esempio il non aver coinvolto tutte le figure aziendali utili, il non aver definito con precisione responsa- bilità attuative e sistemi di controllo interni. Nella tab. n. 3 si vedono gli aspetti maggiormente interessati da questi programmi. Per quanto riguarda poi l’attivazione del sistema prevenzione nel suo complesso, così come delineato dalla norma di cui rappresenta la novità organizzativa principale, si nota che nella maggior parte dei casi le aziende si sono limitate ad effettuare le nomine obbligatorie previste (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Medico Competente, Responsabile squadra di emergenza), delegando gli aspetti della sicurezza senza integrarli invece nella gestione aziendale complessiva. Nelle aziende piccolissime (sotto i 10 addetti) i datori di lavoro hanno deciso nel 76% dei casi di svolgere direttamente i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione: tale scelta non sembra essere risultata efficace, ricoprire contemporaneamente due ruoli ben distinti e con finalità talora conflittuali non sempre aiuta la prevenzione. Si sono evidenziati un largo ricorso (78%) a consulenti esterni, il dato nazionale è ancora superiore, specie per aspetti specifici (piano di emergenza, corsi antincendio, ecc.) e una non completa designazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) che non sono presenti nel 25% delle aziende, percentuale che supera il 50% se ci si riferisce alle aziende con meno di 10 addetti: anche questo dato è sovrapponibile a quello nazionale (tab.4a e 4b). La sorveglianza sanitaria sembra essere l’attività meglio gestita, nel 66% è stato nominato il medico competente (non sempre obbligatorio) che è coinvolto in vari momenti finalizzati alla prevenzione: probabilmente pesa positivamente il fatto che trattasi di figura non “nuova” in ambito aziendale (tab.5a e 5b). Dal complesso dei risultati si può affermare inoltre che la dimensione aziendale rappresenta una discriminante forte nell’applicazione del decreto che certamente meglio si attaglia alle aziende medie e grandi. Questi dati, che saranno a disposizione di tutti in forma completa, non hanno solo un significato di lettura della realtà locale, ma offrono importanti indicazioni per meglio finalizzare l’attività di prevenzione: tutti i soggetti coinvolti nel processo preventivo, pur con ruoli e funzioni diversi, possono disporre di informazioni più puntuali circa i fattori su cui concentrare attenzione e risorse per ottenere maggiori risultati in termini di salute. 16 Un modello di collaborazione tra scuola e ospedale SN Progetto di bioetica “I diritti del bambino malato” Il progetto di Bioetica denominato “i diritti del bambino malato” è un lavoro interdisciplinare che, la classe IV del Liceo M.G.Rossello (indirizzi sperimentali-Biologico e Psico-Pedagogico), intende sviluppare in collaborazione con il Dottor Amnon Cohen, Direttore della Divisione di Pediatria presso l’Ospedale San Paolo di Savona. L’obbiettivo del progetto è quello di analizzare i bisogni del bambino ospedalizzato, mediante un approccio sia di carattere teorico con ricerca di documentazione, sia di carattere sperimentale presso il Reparto con interviste e colloqui, seguendo questionari specifici realizzati dagli stessi alunni. Esistono già documenti che sanciscono i diritti del bambino malato, ma sono redatti da adulti e spesso non sono adeguati allo stesso. Il progetto rappresenta quindi un’occasione per testare la validità di tali documenti e riproporre una nuova Carta dei diritti del bambino malato, realizzata dagli studenti, guidati dagli Operatori Sanitari. Il lavoro è inoltre stato suddiviso in varie fasi: • Raccolta ed elaborazione di materiale scritto in letteratura medica mondiale. • Raccolta ed elaborazione di materiale scritto o tramite interviste con Istituzioni Internazionali quali ONU, UNICEF, partiti politici, rappresentanti dei mondi della religione etc. • Realizzazione di un questionario • Realizzazione di interviste V^ Classe Liceo “M.G.Rossello” Indirizzo sperimentale Biologico e Psicopedagogico Divisione di Pediatria Ospedale S. Paolo di Savona tramite colloqui con minori, genitori e Operatori Sanitari presso la Divisione di Pediatria • Elaborazione dei dati raccolti • Redazione del documento definitivo. Gli argomenti da affrontare sono: • la tutela del bambino malato mediante ricerca e analisi della documentazione esistente • realtà del bambino ospedalizzato at- traverso un’analisi della struttura ospedaliera nel contesto locale e con raffronto con le altre realtà ospedaliere di Pediatria. L’ambito di valutazione riguardo la possibilità di avere vicino la famiglia durante la degenza, di proseguire la vita scolastica in ospedale e di essere curati anche in presenza di malattie rare. Il lavoro di ricerca , l’analisi e la redazione dei questionari si è svolto durante l’anno in corso e si completerà entro la fine del prossimo anno scolastico. Il lavoro di tirocinio,colloqui e interviste è iniziato già durante il periodo estivo, all’interno del progetto didattico “Alternanza Scuola / Lavoro” con un numero di 4-5 studenti che Hanno collaborato con la struttura ospedaliera del reparto di Pediatria, mediante una convenzione tra l’ASL-2 e il Liceo M.G. Rossello di Savona. Responsabili dell’area di progetto sono la Prof.ssa Repetto Chiara, il Prof. Peirone Paolo, la Prof.ssa Suor Laura e la Prof.ssa Orenda Marina e il Dottor Prof. Amnon Cohen. Oltre al Primario di Pediatria hanno preso parte al progetto la Prof.ssa Battaglia, il Prof. Gian Franco Ricci, la Prof.ssa Benvenuto, il Prof. Ferrando, il Prof. Giberti, la proff.ssa Lombardi Ricci e il dottor Rolando, psicologo dell’età evolutiva. Il questionario è stato proposto in Ospedale dai seguenti studenti: Agnese Alberto, Boffano Luigi, Craviotto Giada, Grazioli Michela e Perini Silvia. SN In ambito clinico l’eccesso di variabilita’ nell’erogazione di cure a pazienti ricoverati e’ un problema aperto, ben noto a livello internazionale e nazionale. Esso rappresenta la causa piu’ conosciuta di spreco di risorse. La partecipazione dell’A.S.L. 2 al programma di ricerca sanitaria 17 ressa 17 Unità Operative Ospedaliere delle regioni Piemonte , Sicilia e Marche al quale partecipano le Unità Operative di medicina I e II dell’Ospedale San Paolo e di medicina dell’Ospedale di Albenga, la U.O.Chir u r g i a dell’Ospedale di Cairo con il coordinamento dell’Ufficio Qualita’ della II ASL “ del Savonese “. In particolare gli studi Oscur e Temistocle hanno rilevato quanto sia importante in Italia la valenza epidemiologica della patologia scompenso cardiaco e la non omogeneita’ dell’utilizzo delle risorse tecnologiche ed assistenziali. Studio sperimentale e prospettico di efficacia ed efficienza dell’adozione di profili assistenziali I profili di assistenza sono piani interdisciplinari di cura, creati per rispondere a specifici problemi clinici, tendono a minimizzare la pratica clinica non appropriata ed i relativi “ costi superflui “ e vengono adattati alle risorse presenti a livello locale. Sulla base della piu’ autorevole evidenza ( la revisione sistematica di sperimentazioni cliniche) essi definiscono la migliore sequenza di azioni , nel tempo ottimale, degli interventi rivolti a Pazienti con particolari diagnosi e condizioni . Sono applicati allo scompenso cardiaco e all’intervento di ernioplastica per il Gruppo di lavoro Anna Apicella Responsabile Ufficio Qualità lo centrale e regionale una leva di cambiamento organizzativo prioritaria nel processo di razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Il progetto sperimentale ha quindi come obiettivo : 1) analizzare con indicatori multidimensionali lo stato dell’arte del trattamento dello scompenso cardiaco e dell’ernioplastica prima dell’introduA differenza delle linee guida i profili zione dei profili assistenziali spostano l’attenzione delle 2) formare gli operatori interessati diverse figure professionali preposte alper elaborare ed implementare dei l’assistenza dal semplice “ caso clinico “ profili assistenziali basati sull’EBM ( al “ paziente “ con bisogni complessi, , evidence based medicine) non solamente sanitari, favorendo in tal 3) dimostrare il miglioramento della modo l’approccio multidisciplinare ed il efficacia e dell’efficienza clinica e orlavoro d’equipe. ganizzativa derivato dalla reingegneEssi possono essere un importante rizzazione dei percorsi. strumento per il miglioramento della Si tratta di un percorso che utilizza pratica clinica e dell’efficienza deluna metodologia propria dei sistemi l’organizzazione. qualita’ che si inserisce in una ottica Inoltre la costruzione dei profili puo’ es- Il progetto e’ uno studio policentrico su integrata dei tre aspetti che definiscosere un potente innesco di processi di scala nazionale, prospettico , che inte- no la qualita’ sanitaria : Qualita’ Organizzativa, Tecniaggiornamento e di formazione perma- U.O. PARTECIPANTI ALLO STUDIO E MEMBRI DEL GRUPPO DI LAVORO: co – Professionale e Qualita’ Percepinente del personale Medicina I Ospedale S. Paolo Savona ta. coinvolto. I profili di assisten- Direttore Dr. F. Bonanni - Dr. Monachesi - C.S.P. Locati - C.S.G. Galimberti Lo studio e’ iniziato za sono stati adottati Medicina II Ospedale S. Paolo Savona in importanti Ospe- Direttore Dr. G. Menardo - Dr. H. Martines - C.S.L. Marinelli - C.S.G. Proietti nell’autunno del 2001 e si compone dali in tutto il mon- Medicina Ospedale S.M. Misericordia di cinque fasi , glodo ( fra essi il Karo- Albenga balmente durera’ linska Hospital di Direttore Dr. R.Tassara - Dr.ssa P. Faletti - Dr. R. Durante - C.S.G.Vullo circa tre anni. Stoccolma, il Tri- Chirurgia Ospedale S.Giuseppe Una prima fase osHealth Inc, di CinCairo servazionale durancinnati, Il St.Joseph Direttore Dr. A. Piccardo - Dr. Calvi - C.S.L. Piccardi te la quale verra’ Health Center deleseguita, a cura dei l’Ontario ). Rilevatori PRUO (Protocollo Revisione Uso Ospedale): medici e dei capo La legge finanziaria - Dr. M. Anselmo (Dirigente Medico U.O. Medicina Savona) sala delle Unità 662/97 identificava - Dr.ssa A. Piazza (Dirigente Medico Direzione Medica Ospedale S. Paolo) infine nella costru- - Dr. R. Tassara (Direttore U.O. Medicina Albenga) (segue a pag. 18, zione dei profili - Dr.ssa E. Filiberti (Dirigente Medico U.O. Oculistica Savona) colonna 1) d’assistenza a livelI profili assistenziali rientrano quindi a pieno titolo nei programmi di miglioramento delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario nazionale secondo gli standard piu’ recenti del Sistema Qualita’ ( norme VISION 2000) in una logica basata sull’analisi ed il miglioramento dei processi assistenziali . Il Ministero della Sanita’ ha finanziato un progetto sperimentale relativo all’attuazione di un profilo assistenziale per lo scompenso cardiaco e all’intervento di ernioplastica, basato su un progetto della Agenzia Sanitaria della Regione Marche. 18 STUDIO SPERIMENTALE (segue da pag. 17, colonna 3) Operative partecipanti, una raccolta dei dati relativi ai processi assistenziali in atto nelle strutture ospedaliere. Alla fine di questa fase tutti i dati saranno analizzati secondo alcuni indicatori che sono stati cosi’ identificati: • appropriatezza dell’utilizzo del ricovero ospedaliero per tutte le giornate di degenza ( P.R.U.O. protocollo revisione uso ospedale ) • appropriatezza dell’utilizzo delle tecnologie sanitarie • efficacia per i Pazienti ricoverati ( indicatori di esito clinico e monitoraggio degli effetti indesiderati ) • appropriatezza dell’utilizzo del trattamento terapeutico • costi della degenza ( rapporto DRG / durata della degenza ) • qualita’ percepita dai cittadini, dalle loro famiglie e dagli operatori ( questionari, interviste, focus group ). Si avvierà un processo analitico volto a precisare l’omogeneita’ dell’assistenza in base all’utilizzo delle risorse umane e tecnologiche e a definire , sulla base dei risultati ottenuti, gli indicatori di processo o di esito effettivamente utilizzabili. Seguirà una seconda fase di formazione rivolta agli operatori interessati . Durante la terza fase avverrà la costruzione di un profilo assistenziale per lo scompenso cardiaco e per l’intervento di ernioplastica, fondati sulla medicina basata sull’evidenza . Successivamente avverrà l’applicazione del profilo nelle singole realta’ ospedaliere per un periodo definito di sperimentazione. Seguirà una fase di rilevazione degli stessi indicatori. L’analisi finale consentira’ quindi di verificare se i correttivi introdotti avranno modificato in meglio gli indicatori . I risultati attesi del progetto sono il miglioramento del processo assistenziale allo scompenso cardiaco e all’intervento di ernioplastica in termini di personalizzazione dell’assistenza, efficacia diagnostica e terapeutica, efficienza intesa come uniformita’ di comportamenti definiti dallo schema tipo e la riduzione degli sprechi. Membri del Comitato Scientifico Nazionale di Coordinamento del progetto: Dr.ssa Anna Apicella Responsabile Ufficio Qualità Dr.ssa Antonella Piazza Dirigente Medico Direzione Sanitaria Ospedale S.Paolo Savona Dr.Alfredo Gandolfo Dirigente Medico U.O.Cardiologia SN Emergenza veterinaria Colonie di piccioni urbanizzati: sintetica analisi delle problematiche indotte e valutazione delle strategie di controllo Bruno De Felice Veterinario Responsabile N.O. Igiene Urbana e Zootecnica Le popolazioni di colombi che vivono stabilmente in territorio urbano discendono dal colombo domestico che, a sua volta, riconosce i propri antenati in quello selvatico (Columba livia): molteplici sono state le occasioni di inurbamento di questi volatili; per accennarne alcune possiamo citare i colombi fuggiti dalle colombaie od abbandonati, gli animali sopravvissuti ai tiri a volo, i colombi viaggiatori dispersi e quelli liberati volontariamente dall’uomo nel corso di manifestazioni o con l’intenzione di utilizzarli come “arredamento” urbano. Ciò ha determinato che, attualmente, quella del colombo è la specie maggiormente inurbata anche per la sua straordinaria capacità di adattamento all’habitat cittadino che gli permette di trarre il massimo vantaggio e ricavare il maggior utile possibile dalle risorse a disposizione. L’ambiente urbano, inol- tre, influisce in modo determinante sul comportamento naturale del colombo modificandone alcune caratteristiche: la presenza di valori medi di temperatura più alti nell’ambito cittadino (c.d. cupola climatica), la maggior durata delle ore di luce garantita dall’illuminazione artificiale, la molteplicità delle fonti alimentari disponibili (volontariamente fornite o costituite da avanzi dispersi e rifiuti di alimenti), la ridotta presenza di predatori naturali, determinano un maggior successo riproduttivo che si estrinseca in un aumento delle covate e, consequenzialmente, dei nuovi nati all’anno; l’ampia e, spesso, esuberante, disponibilità di cibo permette, altresì, che anche gli individui più deboli, destinati altrimenti a soccombere per selezione naturale, trovino, comunque, possibilità di sostentamento e di vita. Come inevitabile ricaduta le colo- SN nie di avifauna urbanizzata sono attualmente costituite da un numero eccessivo di individui, determinando fenomeni di sovrappopolamento: una densità è ritenuta sovrabbondante e causa di stress ambientale quando raggiunge o supera 300-400 individui/kmq (Ballarini et al., 1989). Gli inevitabili effetti negativi del sovraffollamento sono riconducibili al degrado igienico ambientale (lordura da guano dei marciapiedi, cornicioni, facciate, abiti, autoveicoli), ai danni arrecati a monumenti e fabbricati (deperimento dei materiali lapidei e dei materiali da costruzione) e, soprattutto, ai rischi sanitari per i cittadini in quanto il colombo è potenziale vettore di numerosi agenti patogeni, microbici (salmonellosi – ornitosi / chlamydiosi – borrelliosi), virali (pseudopeste aviare) – protozoari (toxoplasmosi) – micotici (aspergillosi – cryptococcosi), pericolosi in quanto trasmissibili all’uomo, in special modo alle le fasce di popolazione a rischio: bambini, anziani, donne in gravidanza, immunodepressi in generale. Numerose sono anche le patologie, di natura soprattutto parassitaria, che con elevata frequenza vengono rilevate nei monitoraggi sanitari delle colonie di piccioni urbanizzati: seppure non costituiscano un pericolo sanitario di contagio diretto per l’uomo, non giustificano, comunque, la convivenza di quest’ultimo con popolazioni animali non sane (vedi tabella). Il problema dell’inurbamento del colombo, tutt’altro che territorialmente e geograficamente limitato, risulta ampiamente distribuito: si stima che in tutte le città del mondo vivano 500 milioni di colombi (A. Dinetti e U. Gallo-Orsi, 1998). Le dimensioni del fenomeno hanno fatto sì che nel corso degli anni siano state molteplici e diversificate le metodologie applicate nel tentativo di risolvere i problemi connessi alla presenza dei volatili in città, volendo illustrarle, sinteticamente, le distinguiamo in metodi diretti ed indiretti. Tra i primi elenchiamo: cattura e successiva spostamento o soppressione; sterilizzazione tramite mangime antifecondativo; sterilizzazione chirurgica dei soggetti di sesso maschile; incremento dei predatori naturali (falco pellegrino – allocco – taccola). Tra quelli indiretti: restauro degli immobili cittadini con chiusura dei sottotetti, dei barbacani e dei fori pontiari, per impedire od ostacolare l’accesso ai siti di nidificazione e di sosta; apposizione di dissuasori d’appog- Emergenza veterinaria 19 AGENTE PATOGENO REPERTI POSITIVI SALMONELLA SP. 5 110 14 109 4* 112 CHLAMYDIA PSITTACI TOXOPLASMI GONDI CRYPTOCOCCUS NEOFORMANS PARAMIXOVIRUS PESTOSO NEMATODI E CESTODI SPP. % 2,24 49,11 6,25 48,67 6,78 50 TABELLA: ESITI DEI CONTROLLI LABORATORISTICI MIRATI ALLA DIAGNOSI EZIOLOGICA DELLE MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE EFFETTUATI SU N. 224 CAMPIONI (*SOLO NEL CASO DELLA PSUDO PESTE AVIARE I CAMPIONI SONO STATI 59) PRELEVATI DA COLOMBI URBANIZZATI, PROVENIENTI DA COLONIE DISTINTE PER DIVERSA UBICAZIONE, NEL TERRITORIO COMUNALE DI SAVONA NEL PERIODO OTTOBRE / DICEMBRE 1997. gio meccanici nei luoghi di posa dei volatili; azioni di disturbo: ultrasuoni – luci – versi di rapaci predatori; limitazione delle fonti di alimentazione: divieto di somministrazione di alimenti da parte di cittadini zoofili e chiusura degli accessi ai siti di stoccaggio di granaglie o di altri alimenti appetibili per i colombi. A fronte dei plurimi sistemi di contenimento elencati, a tutt’oggi i risultati ottenuti non hanno mai raggiunto appieno gli obiettivi sperati: o perché dopo tempi più o meno brevi dal termine dell’intervento le colonie ristabiliscono la loro consistenza numerica, o perché si ottiene unicamente lo spostamento del fenomeno dal luogo oggetto di trattamento ad un altro, ove si ricreano le stesse problematiche. I princìpi su cui basare i piani di contenimento demografico delle popolazioni di avifauna urbanizzata, alla luce delle esperienze finora raccolte, devono tenere conto di questa evidenza: nessun metodo applicato singolarmente ed una tantum risulta efficace, i piani di intervento devono necessariamente ricorrere all’azione sinergica derivante dall’applicazione di metodologie diverse che comprendano azioni dirette ed indirette: le prime opportunamente ripetute con cadenze pianificate in base al costante monitoraggio della consistenza numerica delle colonie ed all’osservazione delle ricadute ambientali; diligentemente codificate, scrupolosamente applicate e temporalmente protratte, senza soluzione di continuità, le seconde. Infine, vorrei proporre una considerazione dei già citati dr. Dinetti e dr. Gallo-Orsi: sostituire le leggi naturali con i princìpi di una morale umana che vuole salvare a tutti i costi tutti gli individui va contro natura, comportando in ultima istanza conseguenze negative per gli stessi animali. SN Attualità ambientale 20 Attività decennale della Stazione di Monitoraggio Aerobiologico di Alassio A.S.L. 2 Savonese e sue implicazioni sanitarie riguardo al 2002. Andrea Fiorina Dirigente medico pneumologo Responsabile della Stazione di rilevamento aerobiologico SV3 Presentazione del centro: Il centro di rilevamento aerobiologico di Alassio (SV) svolge un’attività pneumologica e allergologica altamente qualificata. I dati aerobiologici ricavati dal monitoraggio vengono usati per preparare bollettini settimanali in cui sono contenuti i dati qualitativi e quantitativi delle particelle aerodisperse catturate in atmosfera. Viene utilizzata una metodica standard (UNI U53000810) che consente di misurare le concentrazioni giornaliere in aria di 55 tipi di pollini e 19 tipi di spore fungine. I dati ottenuti si sono rivelati utilissimi per migliorare e ottimizzare la qualità dell’assistenza medica specialistica pneumo-allergologica, sia diagnostica che terapeutica. Per gli scopi predetti viene utilizzato un campionatore aerobiologico fisso, di fabbricazione inglese (Burkard), in funzione quotidiana continua dal 1991, posizionato su un alto terrazzo della struttura sanitaria a circa 18 metri dal suolo, sul lato sinistro di in una valle che si apre in direzione NORD-SUD verso il Mar Ligure a circa 200 metri in linea d’aria dal litorale, ad una latitudine di 44° 00’ ed ad una longitudine di 8° 10’ . In tutti questi anni sono stati sempre rilevati contemporaneamente anche i principali dati meteorologici: la temperatura massima, minima, la pressione atmosferica, l’umidità; la temperatura media è stata di circa 13°C nei mesi più freddi (gennaio) e di circa 27°C nei mesi più caldi (agosto) confermando le caratteristiche di mitezza del clima mediterraneo della zona. I dati completi del monitoraggio aerobiologico sono stati sempre regolarmente forniti all’Associazione Italiana di Aerobiologia in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna con cadenza settimanale partecipan- do ad un programma di studi italiano ed europeo che ha raccolto una quantità di dati scientifici unica al mondo per qualità e quantità. I dati sono stati diffusi in televisione, in televideo sui canali nazionali, in internet, su riviste scientifiche, su quotidiani e localmente con locandine e con consulenza a medici e pazienti o turisti. La vegetazione circostante il centro di campionamento è tipicamente mediterranea e vi si annoverano: lecci, olivi, lentischi, carrubi, quercioli, noccioli, ontani, pittosfori, ginestre, mimose, eucalipti, eriche, cipressi, tuje, ecc. … ed in abbondanza parietaria e graminacee: talvolta nel monitoraggio aeropollinico si riscontrano anche pollini inconsueti di regioni lontane, in quanto la città di Alassio nel passato è stata per molti anni abitata da Inglesi che nelle loro ville avevano coltivato piante provenienti da paesi tropicali (albero del pepe, cedri, ecc.). La pollinazione in questa zona è strettamente correlata con l’andamento della temperatura, dei venti, della piovosità e con variabilità elevata negli anni: questi bizzarri ed incostanti fenomeni biologici rendono indispensabile continuare a monitorare la situazione aerobiologica locale che diventa di significativa utilità per tutto il ponente ligure, per i nostri pazienti e per il nostro paese. In questo centro è nata nel 1996 l’idea di costruire un apparecchio campionatore personale per particelle aerodisperse (PARTRAP FA 52) capace di campionare vicino al pazien- SN te allergico con gli stessi volumi della sua respirazione per verificare esattamente che cosa respirasse durante la sua vita di relazione, durante la terapia e quindi quantificare quale fosse effettivamente l’impatto ambientale sull’andamento della sua malattia allergica. Sono stati inoltre condotti alcuni studi approfonditi per valutare la differenza di concentrazione di particelle aerodisperse lungo una linea di campionamento verticale dal suolo fino a 18 metri di altezza comparandoli con quelli ottenuti con il campionatore fisso Burkard: i risultati ottenuti sono stati sorprendenti e hanno messo in risalto la necessità di effettuare dei campionamenti personali, quando clinicamente necessario, per evidenziare le pollinosi “da vicinato”, la situazione ambientale vicino al singolo paziente, ben diversa in termini quantitativi rispetto a quella generale evidenziata dal campionatore fisso collocato sul tetto dell’ospedale. Anche davanti alla triste prospettiva di una guerra batteriologica scatenabile in qualunque momento da bioterroristi, questo apparecchio (PARTRAP FA 52) ha saputo fornire una risposta rapida, economica, capillare per evidenziare con celerità i patogeni e la loro concentrazione nell’ambiente. In un libro sull’antrace distribuito gratuitamente all’inizio del 2002 a cura della Farmindustria italiana a 120000 medici, un capitolo di rilievo circa la metodica di campionamento con l’apparecchio predetto ha riscosso notevoli successi a livello internazionale. L’apparecchio campionatore per particelle aerodisperse PARTRAP FA 52 è stato Attualità ambientale 21 da tempo brevettato in Europa, In USA, in Canada, e sta ottenendo risultati soddisfacenti in tutto il mondo con oltre un centinaio di lavori scientifici e comunicazioni pubblicati a livello internazionale. Sviluppi e prospettive future del centro di monitoraggio aerobiologico di Alassio: Il centro lavora con la consueta precisione aggiornando il personale in modo continuo per raggiungere gli obiettivi di un’alta qualità. I dati aerobiologici saranno in futuro correlati statisticamente con quelli meteorologici in vista di poter azzardare delle previsioni attendibili, chimera forse dell’aerobiologo? Si spera di poter in tempi relativamente brevi di riuscire ad ottenere un quadro completo dell’andamento pollinico e micologico degli ultimi 10 anni della zona. Calendario pollinico con valutazione della media degli ultimi anni nel ponente ligure Negli ultimi anni si sono rilevati per le specie botaniche più significative della nostra regione: Corylaceae (nocciolo, ontano), Gramineae (erbe dei prati), Urticaceae (parietaria, gamba rossa, ortiche), i seguenti andamenti per le Corylacee una fioritura da marzo a maggio con picchi in aprile, per le Gramineae una fioritura da aprile a maggio, per le Urticaceae una fioritura quasi perenne da febbraio a novembre con picchi variabili a seconda delle condizioni climatiche annuali. Vedi grafici allegati. 22 L’influenza, malattia ormai conosciuta ampiamente da tutta la popolazione anche se spesso confusa con le semplici patologie delle prime vie respiratorie, si manifesta con diffusione di tipo epidemico, prevalentemente nel periodo invernale. Da anni ormai nella nostra regione, e nell’intero territorio italiano, il culmine epidemico viene registrato nel periodo compreso tra la fine di Gennaio ed il mese di Febbraio. In Italia l’influenza rappresenta la terza causa di morte per patologie infettive; ciò è dovuto alle complicanze serie conseguenti all’infezione. La vaccinazione rimane ad oggi il mezzo migliore, in termini di costoefficacia e costo-beneficio, per contrastare e prevenire tale patologia . Il ricorso all’ospedalizzazione per il trattamento delle forme influenzali, anche non complicate, comporta serie ripercussioni sulla ricettività dei reparti di medicina, con possibili conseguenti disfunzioni operative. Non solo per l’anziano, ove il rischio è legato alle complicanze, ma pure in soggetti di tutte le età, l’impiego del vaccino permette il controllo della morbosità dell’infezione, determinando la sostanziale riduzione dei sintomi e del periodo di malattia. In tema di economia sanitaria il controllo dell’infezione e delle conseguenti complicanze determina una dimostrata riduzione della spesa farmaceutica ed ospedaliera. Inoltre, laddove si riuscisse a stimolare in modo rilevante la sensibilità della popolazione attiva , l’impiego di una profilassi vaccinale antinfluenzale comporterebbe, oltre ad una migliore qualità di vita, una sensibile riduzione della spesa sociale per la minor perdita di ore lavorate. Come tutti gli anni il Ministero della Salute, con propria circolare, indi- Organizzazione sanitaria Prevenzione e controllo dell’influenza. Campagna di vaccinazione 2002-2003 Maria Paola Briata Direttore f.f. U.O. Igiene Sanità Pubblica ca la tipologia del vaccino antinfluenzale che, per la stagione 200203, sarà così costituito: • Antigene analogo al ceppo A/Mosca/10/99 (H3N2) • Antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N1) • Antigene analogo al ceppo B/Hong Kong/330/2001 Le categorie di soggetti ai quali i servizi territoriali di prevenzione, in collaborazione con i medici di Medicina Generale ed i pediatri di libera scelta, dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale sono le seguenti: Soggetti di età pari o superiore a 65 anni Soggetti in età infantile ed adulta affetti da: • Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico • Malattie degli organi emopoie- SN tici • Diabete ed altre malattie dismetaboliche • Sindromi da malassorbimento intestinale • fibrosi cistica • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva Si rammenta che la zona di somministrazione del vaccino raccomandata nell’adulto è quella del muscolo deltoide; si rammenta inoltre che la somministrazione può avvenire contemporaneamente ad altri vaccini, purché con siringhe diverse ed in sedi di inoculazione diverse. Durante la campagna vaccinale 2001-02 la ASL 2 Savonese ha impiegato 49000 dosi di vaccino antinfluenzale. L’andamento epidemico della malattia degli ultimi tre anni, monitorato dai medici sentinella, ha evidenziato una netta riduzione dei casi legati ad una maggiore diffusione della vaccinazione (vedi grafico).Il periodo ottimale per l’avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, più precisamente dalla metà ottobre sino alla fine di novembre. Ad esclusione dell’età infantile, per i soggetti di tutte le età è sufficiente la somministrazione di una sola dose di vaccino, in quanto la maggior parte della popolazione nel corso degli ultimi anni è stata infettata dai ceppi di virus influenzale che sono previsti in circolazione per la stagione 2002/2003. SN ALL’ATTENZIONE DEI LETTORI E DEI DIPENDENTI DELL’A.S.L. 2 1 - Riceve “Sanità Notizie”? sempre spesso qualche volta raramente mai 2 - Legge “Sanità Notizie”? sempre spesso qualche volta raramente mai 3 - Se ha letto “Sanità Notizie” come valuta l’informazione? Semplice (alla portata di tutti) sempre spesso qualche volta raramente mai Completa (quando si tratta un argomento non vengono tralasciate informazioni importanti) sempre spesso qualche volta raramente mai Chiara (comprensibile) sempre spesso qualche volta raramente mai Efficace (raggiunge obiettivi) sempre spesso qualche volta raramente mai 4 “Sanità Notizie” suscita il suo interesse? sempre spesso qualche volta raramente mai 5 - Secondo Lei “Sanità Notizie” riesce a dare notizie utili e interessanti? sempre spesso qualche volta raramente mai Un questionario per verificare il gradimento di “Sanità Notizie” Si pensa di proporre ai nostri Lettori (utenti e dipendenti dell’A.S.L. n. 2 Savonese) la compilazione di un questionario per verificare, anche attraverso questo strumento, l’utilità e il gradimento di “Sanità Notizie”. Il questionario rigorosamente anonimo, una volta letto e compilato va inviato al seguente indirizzo: Redazione di “Sanità Notizie” presso Via Collodi, 13 17100 Savona • I dipendenti possono utilizzare i canali interni dell’A.S.L. • Gli utenti possono portare il questionario in busta chiusa o inviarlo per posta all’indirizzo predetto. 6 - Secondo Lei “Sanità Notizie” riesce a sensibilizzare il lettore alla missione dell’azienda? sempre spesso qualche volta raramente mai 23 7 - Quali argomenti vorrebbe fossero trattati con maggior frequenza? novità diagnostiche novità terapeutiche nuove tecniche chirurgiche notizie veterinarie notizie farmacologiche notizie amministrative e organizzative altro ........................................................... 8 - Quale periodicità dovrebbe avere “Sanità Notizie”? settimanale mensile trimestrale altro ........................................................... 9 - Chi dovrebbe scrivere con maggior frequenza su “Sanità Notizie”? i medici dei servizi dell’A.S.L.2 i medici di famiglia dell’A.S.L.2 i medici liberi professionisti della provincia di Savona i medici di altre A.S.L. e di altre città gli utenti gli infermieri i dirigenti e impiegati dell’ASL i medici di altre A.S.L. e di altre città altro ........................................................... (si possono dare più risposte) 10 - Quale giudizio dà su “Sanità Notizie”, giunta al terzo anno di vita? ottimo buono sufficiente insufficiente altro ........................................................... 11 - Ha letto su “Sanità Notizie” articoli che le sono stati personalmente utili? si no altro ........................................................... 12 - Se si, in quale ambito? diagnostico terapeutico amministrativo organizzativo altro ........................................................... 13 - Come riceve o trova “Sanità Notizie”? per posta in ospedale in farmacia dal medico di famiglia presso gli ambulatori A.S.L.2 CENTRI DI PRENOTAZIONE DELL’A.S.L. 2 SAVONESE INFORMATIZZATI Albenga: Piazza del Popolo Alassio: Via Adelasia Finale Ligure: Via Torino, 22 Loano: Via Stella, 34 Carcare: Via del Collegio,18 Cairo: Corso Dante, 33 Millesimo: Piazza Pregliasco Savona: Via Collodi, 13 (Fonte: U.O. Assistenza di base e specialistica) Savona: Via Genova (c/o Ospedale) Albisola: Via Conradi, 74 Celle: Via S. Giacomo e S. Filippo Varazze: Via IV Novembre, 13 Sassello: Via Zunini, 1 Vado Ligure: Via alla Costa Spotorno: Via Europa SN Informazione medica 24 ESENZIONI TICKETS PARTECIPAZIONE ED ESENZIONE ALLA SPESA SANITARIA PER PRESTAZIONI DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO E PER ALTRE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE EROGATE IN REGIME AMBULATORIALE Importi dovuti fino a € 36,15 (£. 70.000) per ricetta CATEGORIE ASSISTITI Bambini sotto i 6 anni – Anziani sopra i 65 anni di età Con redditi familiari fino a € 36.151,98 annui (£.70.000.000) Fascia di età intermedia: 6 – 65 anni Soggetti che svolgono Servizio Civile (L.230/98, L.64/2001) Malattie croniche e invalidanti previste dal D.M. 28/5/1999 n° 329 e successive modificazioni: per prestazioni correlate alla patologia e allegate al D.M. per prestazioni non correlate alla patologia Malattie rare previste dal D.M. 18/5/2001 n° 279 per le prestazioni finalizzate alla diagnosi e le indagini genetiche sui familiari e per le prestazioni relative al trattamento, monitoraggio e prevenzione degli aggravamenti per prestazioni correlate alla patologia per prestazioni non correlate alla patologia Invalidi di guerra con pensione diretta vitalizia Grandi invalidi per servizio Invalidi civili al 100% Grandi invalidi del lavoro Invalidi di guerra dalla 6° all’8° categoria per prestazioni correlate alla patologia per prestazioni non correlate alla patologia Titolari di pensione sociale e loro familiari a carico Pensionati al minimo oltre i 60 anni e loro familiari a carico, disoccupati e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a € 8.263,31 (£. 16.000.000); fino a € 11.362,05 (£. 22.000.000) con il Coniuge a carico e incrementato di € 516,46 (£. 1.000.000) per Ciascun figlio a carico Invalidi del Lavoro sotto i 2/3 Infortunati INAIL e malattie professionali Invalidi di Servizio dalla 6° all 8° categoria per prestazioni correlate alla patologia per prestazioni non correlate alla patologia Invalidi civili oltre i 2/3 Invalidi del lavoro oltre i 2/3 Invalidi per servizio dalla 2° alla 5° categoria Ciechi e sordomuti di cui agli artt. 6 e 7 Lg. 482/68 Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata Donne in stato di gravidanza secondo protocollo diagnostico D.M. 10 settembre 98 Nessuno SI Nessuno Nessuno SI Nessuno SI Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno SI Nessuno Nessuno Nessuno SI Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno (Fonte: U.O. Assistenza di Base e Specialistica) EDITORE DIREZIONE Ubaldo Fracassi Direttore generale AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 S AV O N E S E Periodico trimestrale di informazione dell’ASL n. 2 del Savonese I dati riferiti ai destinatari di “Sanità Notizie” vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per nessun motivo Mario Carminati Direttore Amministrativo Franco Vairo Direttore sanitario © Copyright ASL n. 2 Savonese Via Manzoni, 14 - 17100 Savona Tel. 019 84041 C.F. e P. IVA 01062990096 Stampa: Coop Tipograf C.so Viglienzoni, 78 r. 17100 Savona Tel. 019 804947 - Fax 019 806657 e-mail: [email protected] REDAZIONE Direttore editoriale: Giampiero Storti e-mail: [email protected] Direttore responsabile: Mario Lorenzo Paggi Hanno collaborato a questo numero: Ubaldo Fracassi, Paolo Bellotti, Pietro Bellone, Roberto Carloni, Amnon Cohen, Giuseppe Romagnoli, Gisella Benvenuto, Angelo Perata, Giampiero Storti, Gianluigi Figini, Marco Bessero, Elena Farulla, Paola Oreste, Vª Classe Liceo “M. G. Rossello”, Anna Apicella, Bruno De Felice, Andrea Fiorina, Alessia Zunino, Morena Scurani I disegni della copertina sono stati realizzati dai ragazzi delle classi 4ªA e 4ªC del Liceo Artistico “A. Martini” di Savona. Si ringrazia per la fattiva e cortese collaborazione gli Arch. M. Gay e M. Boero. Questo numero è stato stampato e distribuito gratuitamente in 9.500 copie.