PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE
Anno III - N. 3 - Ottobre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona
Approvato lo schema del regolamento di
applicazione del divieto di fumo
Le iniziative dell’A.S.L. 2
per sensibilizzare utenti e
dipendenti che accedono alle
sue strutture e agli ospedali
L’ASL2 savonese ha approvato con deliberazione nr.88
del 24/01/2002 lo schema di
regolamento di applicazione
del divieto di fumo nell’ambito dell’azienda, prevedendo l’attuazione di iniziative
finalizzate al coinvolgimento ed alla sensibilizzazione
dei dipendenti e degli utenti
che accedono alle strutture
della ASL2 sull’opportunità
di una puntuale osservanza
del divieto di fumo
L’impegno dell’Azienda si è
indirizzato sia verso un
obiettivo di controllo e responsabilizzazione, come
previsto dalla normativa nazionale ed in assonanza alle
direttive della Regione Liguria, sia verso un’azione
educativa ed informativa anche in collaborazione con
strutture tecniche e professionali interne ed esterne alla ASL.
Meritevole di nota è sicuramente il progetto avviato
con il Liceo Artistico Martini di Savona, formalizzato
tramite convenzione nel
giugno di quest’anno e finalizzato alla realizzazione di
un sistema di comunicazione sui temi della dipendenza
da tabacco.
Il progetto, mirato inizialmente alla campagna contro
il fumo negli ospedali, è caratterizzato dalla realizzazione di messaggi grafici
elaborati dagli studenti del
liceo da collocare negli
ospedali e nelle strutture
Il ruolo del Liceo artistico di Savona e la prevenzione nelle scuole della nostra provincia
Ubaldo Fracassi
Direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese
ambulatoriali dell’azienda,
la quale si impegna a fornire, in comodato d’uso, alcuni strumenti informatici utilizzando i fondi del
Dipartimento di Salute Mentale.
Nella giornata mondiale
contro il fumo, nell’atrio
dell’Ospedale S. Paolo, è
stata organizzata una prima
manifestazione caratterizzata dalla comunicazione visiva. I ragazzi hanno illustrato, attraverso loro disegni, il
senso della giornata ed in
particolare l’obiettivo dell’ospedale “Libero dal Fumo”.
La collaborazione con il liceo Martini di Savona è tutt’oggi in corso e sempre legato all’ambito scolastico, è
in programmazione un’iniziativa di promozione ed
educazione alla salute sulla
prevenzione dell’abitudine
al fumo rivolta agli studenti
delle scuole medie inferiori.
Il piano, che verrà realizzato
con il coinvolgimento dell’Unità Operativa Consultoriale, su indicazione della
Regione Liguria e nell’ambito del Progetto Europeo
HPH, è centrato su un concorso che preveda la produzione, da parte dei ragazzi,
di spot cinematografici rivolti ai coetanei.
Ulteriori interventi di prevenzione sempre in ambito
scolastico verranno posti in
essere dal Dipartimento per
le dipendenze che gestirà
anche un Ambulatorio per la
cura della dipendenza da tabagismo e Gruppi di sostegno in aiuto a chi decide di
smettere di fumare.
Sono in programma, inoltre,
una serie di iniziative volte a
monitorare l’effettiva applicazione delle disposizioni
legislative nei diversi presidi aziendali e a divulgare informazioni attraverso l’elaborazione di opuscoli da
realizzarsi in collaborazione
anche con la Lega italiana
per la lotta contro i tumori.
Evidente la priorità data dall’ASL2 alla funzione educativa, nell’ambito delle proprie competenze, in merito
alla lotta contro il fumo data
l’importanza di un approccio non repressivo, ma di coinvolgimento ed aiuto nell’interesse e nella tutela
della salute di tutti.
2
Il laboratorio di emodinamica del S. Paolo di Savona
SN
cardiologia, ed
Negli ultimi anni il
indirettamente
“bisogno” di indaIn aumento la richiesta di prestazioni cardiologiche
dell’ospedale,
gini emodinamirendendo autonoche è considerema e completa la
volmente aumengestione della cartato in rapporto
diopatia ischemiall’invecchiamenca; ha diminuito il
to della popolaziodisagio
dei
ne, al trend delle
pazienti cardiopacardiopatie -carattici che dovevano
terizzato da una
recarsi o essere
minore mortalità
trasferiti a Genova
ma da maggiore e
Prevista per il 2003
per tali esami. E
più
complessa
non ultimo, ha
morbilità - e ad un
l’angioplastica in fase acuta di infarto miocardico
consentito
un
più moderno congrande risparmio
cetto di “salute”
Paolo Bellotti
economico per la
che prevede nel
paziente con car- Direttore U.O. Cardiologia degli Ospedali di Savona, Cairo M., Albenga nostra ASL, considerando che il
diopatia ischemica
Pietro Bellone
valore delle prel’utilizzo
della
c o r o n a r og r a f i a ,
Dirigente Medico U.O. Cardiologia dell’Ospedale S. Paolo Savona stazioni effettuate
in questi primi
non solo a scopo
mesi è stato di
diagnostico
ma
anche e principalmente a scopo tera- il numero degli esami è destinato circa 700.000 euro, pari a
peutico. La conoscenza dell’anato- ancora ad aumentare.
Le corona- 1.355.3890 di vecchie lire.
mia permette infatti, in casi selezio- rografie del 1999, di cui circa 500- In meno di 8 mesi sono state eseguinati, di rivascolarizzare un vaso 600 di pazienti della nostra ASL, te 400 coronarografie e da aprile,
coronario ristretto o chiuso da plac- sono state eseguite nelle seguenti dopo un breve periodo di rodaggio, è
che aterosclerotiche mediante un strutture: Ospedale Galliera: 501; iniziata anche l’attività interventisti“palloncino”, armato o meno di una Università di Genova (DIMI): 809; ca (fig. 1). In 5 mesi sono state fatte
griglia metallica (stent), inserito in Ospedale S. Martino: 2170; Clinica 63 procedure di rivascolarizzazione
una arteria periferica (angioplastica convenzionata Villa Azzurra di mediante angioplastica, con l’imcoronarica).
Rapallo: 849. Nel 2000 anche gli pianto di oltre 80 stent coronarici per
Negli Stati Uniti si stima un fabbiso- ospedali di Imperia, Lavagna e stabilizzare la lesione trattata. Tutte
gno di 700 esami coronarografici Sampierdarena si sono poi dotati di le procedure sono state portate a
ogni 100.000 abitanti. In Italia, nel una
sala
di
emodinamica. temine con successo e senza compli1999, sono state eseguite 300 coro- Attualmente nella nostra regione canze di rilievo. La popolazione stunarografie per 100.000 abitanti, nei sono operanti complessivamente diata è risultata costituita prevalente147 laboratori di emodinamica cen- otto centri, incluso il nostro: 4 a mente da pazienti ricoverati al San
siti dal Gruppo Italiano Studi Genova, 1 a Rapallo, 1 a Lavagna e 1 Paolo, una discreta percentuale è
giunta comunque anche dagli altri
Emodinamici (GISE). Se confronta- ad Imperia.
ospedali della provincia, da Genova
ti ai dati americani, risulta evidente
e da fuori regione (fig.2).
che il numero degli esami in Italia è
L’emodinamica a Savona
La potenzialità di crescita del nostro
significativamente inferiore alle
attese ed è quindi prevedibile che
Nel febbraio 2001 è stata inoltrata laboratorio di emodinamica è ancora
crescerà nei prossimi anni. Sempre alla Fondazione De Mari CARISA molto alta e può far fronte, senza
in tema di numeri, è inoltre previsto una richiesta di fondi per all’acqui- particolari problemi, a tutte le esiche il 20-30% dei pazienti che ese- sto di un angiografo per la cardiolo- genze di coronarografie ed angioplaguono la coronarografia necessitino gia, e, nel settembre dello stesso stiche della provincia. Già in questo
poi di angioplastica coronarica.
anno, è stato finanziato l’acquisto primo anno raggiungeremo l’obiettidell’apparecchiatura: un angiografo vo di circa 600-700 procedure, di cui
L’emodinamica in Liguria
digitale Toshiba, di ultima genera- oltre 90 angioplastiche, diventando
zione, che rappresenta il meglio cosi il 4° laboratorio della Liguria
In Liguria il numero delle coronaro- della moderna tecnologia in tema di per carico di lavoro.
Attualmente l’organico dell’emodigrafie è andato progressivamente angiografi dedicati.
aumentando nel corso degli anni, Dall’11 gennaio 2002 è iniziata uffi- namica è composto da quattro medipassando dalle 3.252 del 1996 alle cialmente l’attività del Laboratorio ci, affiancati da altrettanti infermieri
4.329 del 1999. Tuttavia, tenendo di Emodinamica. Una data storica professionali e da un tecnico di
conto che nella nostra regione si per vari motivi: ha rappresentato il radiologia (tab. I). In pratica, il
concentra un’elevata percentuale di giusto coronamento del lavoro svol- reparto ha incrementato il proprio
anziani, che è noto necessitano più to dai medici del reparto; ha consen- organico di una sola unità medica e
di altri di prestazioni cardiologiche, tito una importante crescita della di 4 infermieri rispetto alla pianta
L’emodinamica
una realtà ormai consolidata
al S. Paolo
SN
Il laboratorio di emodinamica del S. Paolo di Savona
3
organica, mentre il personale tecnico
ci è stato messo a disposizione dalla
radiologia.
Per il prossimo anno la cardiologia si
propone di raggiungere due importanti obiettivi:
- il consolidamento dell’attività diagnostica ed interventistica;
- l’avvio dell’angioplastica in fase
acuta di infarto miocardico, creando
un turno di guardia attiva emodinamica nelle 24 ore. Tale servizio,
attualmente disponibile solo negli
ospedali Galliera e San Martino di
Genova, proietterà il nostro reparto
in una posizione di primissimo piano
a livello regionale.
Fig. 1 - Distribuzione mensile delle coronarografie e delle angioplastiche
Fig. 2 - Luoghi di provenienza dei pazienti sottoposti a procedure emodinamiche
Tab.1 - Personale della sala di emodinamica
Cardiologi
P. Bellone (Responsabile)
A. Gandolfo
D. Bartolini
A. Rolandi
Infermieri Professionali
A. Carratino
A. Falco
V. Marte
E. Rapetti
Gruppo dei Tecnici di Radiologia
S. Barranca
F. Dagliano
P. Ferraris
C. Poli
4
Brevi cenni storici
L’inizio dell’attività di Chirurgia ,Urologia ed Andrologia Pediatrica a Savona avvenne in una fredda mattina del
15 gennaio del 1998 . La Divisione ,
con tutto il personale medico e tutto lo
strumentario chirurgico dedicato venne trasferita con delibera della Giunta
Regionale dall’E.O. Ospedali Galliera
, dove venivano chiuse le divisioni pediatriche nell’ambito della programmazione regionale , all’Ospedale S.
Paolo di Savona.
La Divisione venne fondata al S.Filippo del Galliera in Genova per volere
della Duchessa di Galliera nel 1888 ed
è pertanto , insieme a quella del Bambin Gesù di Roma , la prima fondata in
Italia sul modello delle strutture Inglese (Sick Children Hospital – Londra)
e Francese ( Hospital des enfants malades – Parigi) .
Oltre alle risorse umane e strumentali
venne assegnato un budget economico
consistente per la sistemazione e l’acquisto di materiali mancanti e per il
completamento della sede prescelta .
La sede venne stabilita , in accordo
con la dirigenza della Asl 2 e dei Responsabili Medici e Tecnici dell’Ospedale S.Paolo , vicino al blocco operatorio sul lato est del monoblocco
centrale, tenendo conto della precipua
necessità di poter disporre di sale operatorie limitrofe e della centralità dei
Servizi.
Lo spazio , relativamente sufficiente
per 5 pazienti in ricovero ordinario e di
uno in Day Hospital con la permanenza fissa della madre ( secondo le norme internazionali per la tutela dell’infanzia ) , veniva opportunamente
attrezzato creando anche tre letti dotati di monitoraggio e dei presidi necessari per una terapia chirurgica postoperatoria pediatrica più adeguata , in caso
di necessità negli interventi maggiori ,
gestita direttamente dall’equipe chirurgica ,data l’acquisizione e l’espletamento di questa attività nei numerosi anni passati insieme all’E.O.
Galliera. .
Proseguendo l’attività svolta precedentemente dallo stesso staff la Divisione ,
come attestato dalle casistiche operatorie presenti al Galliera dal 1974 al 1998
, sarebbe stata così in grado di svolgere tutti i tipi di chirurgia ed urologia pediatrica di ogni ordine e gravità.
L’attività della Unità operativa complessa sta man mano crescendo anche
per l’attività continuata dell’Ambulatorio sito presso l’Ospedale Galliera di
Genova e per gli Ambulatori successi-
SN
Attualità ospedaliera
Adesione ai compiti istituzionali del General Cuncil
dell’Unione europea dei medici U.E.M.S. del 27.10.1995
Un ospedale a misura di
bambino per i problemi
chirurgici ed urologici
Nel 2001 l’Unità operativa ha ricoverato 520
piccoli pazienti, svolto 410 interventi,
eseguite 2500 visite ambulatoriali e 247 consulenze.
Giuseppe Romagnoli
Direttore U.O. complessa di Chirurgia ,Urologia
ed Andrologia Pediatrica dell’Ospedale S.Paolo di Savona
vamente aperti in Val Bormida , presso
l’Ospedale di Cairo , ed ad Albenga .
In questo modo si viene incontro alle
esigenze della popolazione della ASL
2 dislocando l’attività ambulatoriale
presso le zone di maggior affluenza.
Nel contempo si è istituita , con grande sacrificio degli Operatori , un servizio di pronta disponibilità continuo
con due chirurghi pediatri in modo da
non esservi interruzioni tra l’attività
istituzionale elettiva e quella d’urgenza particolarmente frequente nel periodo estivo.
I compiti istituzionali
(Documento approvato dal General
Council dell’Unione Europea dei Me-
dici specialisti U.E.M.S., 27/10/1995 )
alcuni punti essenziali:
1) Il campo della chirurgia pediatrica abbraccia la chirurgia dell’individuo in accrescimento. Include
il trattamento e la cura pre e post
operatoria da prima della nascita
alle fasi dello sviluppo.
2) La chirurgia pediatrica dovrebbe
essere svolta in strutture dove siano disponibili tutte le strutture e le
competenze mediche per la cura
del bambino malato. L’Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica deve essere diretta da uno
specialista in chirurgia pediatrica.
3) Il Chirurgo pediatra è un chirurgo
specificatamente preparato per la
cura dei bambini
4) Tutti i bambini dovrebbero essere
SN
trattati in un ambiente ospedaliero
appropriato per il loro gruppo di
età e la loro patologia.
I servizi dell’Unità Operativa
L’unità operativa complessa di Chirurgia , Urologia ed Andrologia Pediatrica si occupa di tutte le malformazioni
ed anomalie congenite ed acquisite che
interessano la sfera chirurgica dalla
nascita ai 14 anni di età.
L’attività del reparto per esperienza e
competenze specialistiche si articola
in vari moduli organizzativi che si occupano di :
- chirurgia gastrointestinale (esofagea ,gastrica , ileale ,colica ed
anorettale)
- urologia pediatrica ( tutte le malformazioni dell’apparato urinario,
calcolosi , tumori etc)
- andrologia pediatrica ( malformazioni genitali, ipospadia,criptorchidismo)
- chirurgia plastica pediatrica ( labbro leporino, palatoschisi , lesioni
cutanee etc.)
- chirurgia polmonare ( malformazioni e patologie acquisite)
- chirurgia vascolare congenita ed
acquisita (angiomi , linfangiomi ,
fistole a-v , trombosi etc)
- videolaparochirurgia in collaborazione con la Chirurgia Generale
- Urodinamica pediatrica in collaborazione con l’U.O. Complessa di
Urologia
- Manometria intestinale pediatrica
- Videoendoscopia urologica pediatrica
- Diagnostica pediatrica per immagini in collaborazione con il Dipartimento delle Immagini
- Criochirurgia
- Ingegneria dei Tessuti in campo
urologico (attività clinica e di ricerca in collaborazione con Istituzioni Italiane e Straniere)
Le attività assistenziali prevalenti , come si deduce dalla precedente elencazione , sono il trattamento delle affezioni chirurgiche dall’epoca neonatale
alla pubertà.
Gli ambulatori specialistici si occupano di :
Attualità ospedaliera
Chirurgia Pediatrica generale
Urologia Pediatrica
Andrologia Pediatrica
Sepsi delle vie urinarie
Chirurgia Gastrointestinale
Counseling prenatale
Criptorchidismo in collaborazione con
la U.O. di endocrinologia pediatrica
Studio delle malformazioni complesse
in collaborazione con esperti genetisti
Progetto “ Ospedale Amico“
Dato che gli Ospedali spesso non vengono progettati pensando ai Bambini
tutto il Personale della U.O. di Chirurgia ed Urologia Pediatrica (medici, vigilatrici d’infanzia, infermiere professionali, ausiliari ) affiancato
dall’importane aiuto dei Pediatri di famiglia , dell’AVO e della Fondazione
Vito Elio Petrucci cerca di contribuire
ad una serena permanenza in Reparto.
Ogni Bambino vive con la propria
mamma che ha ,accanto al proprio figlio , un letto a disposizione e può
mangiare in ospedale rimanendo cosi’
costantemente vicino al bambino. Il
Personale coordinato dalla Caposala
,oltre all’assistenza diretta , si premura
di risolvere ogni problema che dovesse emergere durante il ricovero.
Le stanze a tre letti sono dotate di servizi igienici autonomi ed i bambini
possono giocare liberamente tra di loro o con i loro Genitori non ponendo
limiti , se non di sicurezza e di spazi,
alle loro necessità.
E’ in funzione un servizio sia di guardia attiva che di pronta disponibilità di
due chirurghi 24/24 ore garantendo in
tempi estremamente rapido qualunque
intervento di emergenza dovesse presentarsi.
In particolare l’AVO svolge un importante lavoro di collaborazione e di so-
5
stegno. Dal momento del nostro arrivo
ha dimostrato grande sensibilità e si è
fatta anche promotrice di molte utili
iniziative e di un bellissimo libro (da
cui sono tratte le immagini inserite nel
testo) che illustra ai piccoli pazienti
quale sarà l’evento che li attende ,
spiegando con chiarezza ogni momento dell’atto chirurgico a cui saranno
sottoposti. La fiducia nei bambini si
acquista non mentendo mai e spiegando con semplicità, chiarezza ed ottimismo ogni cosa.
Esprimendo in numeri la nostra attività a Savona nel 2001 abbiamo avuto:
Ricoveri : 520
Interventi : 410
Visite Ambulatoriali : 2500
Pronti Soccorsi : 1904
Consulenze : 247
Day Hospital : 73
Questo significa che circa 5000 bambini sono stati curati dalla nostra
struttura e non hanno dovuto rivolgersi in altra sede creando disagi alle famiglie.
I dati dei primi mesi del 2002 mostrano un aumento rilevante in proiezione
di quelli dell’anno scorso. Attualmente , grazie al particolare interessamento per tutto il settore pediatrico del
Direttore Generale Avvocato Ubaldo
Fracassi e di tutta la Dirigenza , medica ed amministrativa, della ASL 2 e
dell’ Ospedale S. Paolo si sta elaborando un programma dipartimentale di
ampio respiro che poggia le sue basi su
una stretta collaborazione tra tutte le
strutture che si interessano di problemi
pediatrici medici e chirurgici.
6
Solidarietà sociosanitaria
SN
Forse non tutte le
il mondo delle
Per il trapianto di midollo osseo che serve a curare
coppie di genitori in
“Banche di sangue
attesa di un bambidi cordone ombelila leucemia e molte altre malattie soprattutto a vantaggio
no sanno che il loro
cale” congelato,
dei piccoli pazienti pediatrici
momento di gioia
con il compito di
potrebbe
essere
raccogliere, analizfonte di felicità anzare e conservare
che per un’altra
nel tempo il sangue
persona.
del cordone ombeAvrete sicuramente
licale.
sentito parlare di
Da alcuni anni
trapianto di midollo
presso il Servizio di
osseo che serve a
Immunoematologia
curare leucemia e
e
Trasfusionale,
Gisella Benvenuto
molte altre malattie
dell’Ospedale San
Direttore Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Martino di Genova,
del sangue.
E’ di recente, però,
diretto dal Prof.
Angela Perata
che alle tecniche di
Valbonesi, è attiva
trapianto midollare
una “Banca del corDirigente Medico del Servizio di Immunoematologia
già disponibili si è
done ombelicale”.
e Medicina Trasfusionale
aggiunta, soprattutNel dicembre 2001
to a vantaggio dei
la proficua collabopiccoli pazienti pediatrici,
razione precedentemente
la possibilità di ricorrere al
instauratasi tra le Divisiotrapianto utilizzando sanni di Ostetricia e Ginecogue recuperato dal cordone
logia, Pediatria e Neonataombelicale, considerato
logia ed il Servizio di
materiale “a perdere”, e
Immunoematologia e Medestinato all’inceneritore.
dicina Trasfusionale delE’ questo un nuovo apl’Ospedale San Paolo, si è
proccio terapeutico per paconcretizzata con l’avvio
zienti selezionati che non
della raccolta del sangue
hanno un donatore familiadi cordone ombelicale nelre compatibile, e per i quala nostra Azienda Sanitali il trapianto di queste celria.
lule costituisce l’unica
La procedura di donazione
speranza di guarigione.
del sangue funicolare si
Il cordone ombelicale, inarticola in pochi momenti
fatti, contiene una quota
principali:
cospicua di cellule staminei mesi che precedono il
nali emopoietiche, progeparto il personale ostetrico
nitrici di ogni altra specie
della Divisione di Ostetricellulare del sangue: sono
cia e Ginecologia indirizza
cellule che hanno la caratle possibili donatrici presteristica di crescere e poter
so il Centro Trasfusionale
dare origine a globuli rosdove ha luogo il colloquio
si, globuli bianchi e piadurante il quale viene racstrine. La fonte principale
di cellule staminali è il micolta l’anamnesi ed il condollo osseo, ma il sangue
senso alla donazione;
del cordone ombelicale
subito dopo la nascita, nelpuò costituire una imporla sala parto, il personale
tante alternativa.
ostetrico provvede alla
Il trapianto di sangue da
raccolta del sangue del
cordone ombelicale, inolcordone ombelicale;
tre, presenta alcuni vantagcontestualmente il pediagi che consistono in minotra che visita il neonato
ri problemi di compatibilità con il Il sangue del cordone ombelicale offre compila una scheda che accompagnerà
ricevente ed un numero inferiore di vantaggi anche in termini di rapidità di la sacca raccolta;
complicanze: ciò a causa dell’ancora impiego essendo immediatamente dis- trascorsi 6 mesi dal parto la donatrice
parziale sviluppo del sistema immuni- ponibile nei congelatori delle “banche dovrà eseguire un prelievo per analisi di
tario del neonato, per cui, è più diffici- del cordone” dove è già stato sottoposto controllo presso il Centro Trasfusionale
le che le cellule immunitarie del sangue ai test infettivologici e alla tipizzazione ed il neonato una visita pediatrica presdel cordone stesso, rispetto alle cellule cellulare, a differenza di quello da do- so il Nido.
ottenute dal sangue midollare di un natore che richiede dei tempi maggiori A fine agosto 2002 sono state 120 le
adulto, riconoscano come estranei i tes- dovuti al reperimento del donatore stes- sacche di sangue di cordone ombelicasuti e le cellule del ricevente, svilup- so ed al successivo prelievo.
le inviate dal Servizio Trasfusionale alpando la “reazione di rigetto verso l’ola “Banca del Cordone Ombelicale”
A tale scopo sono state istituite in tutto dell’Ospedale San Martino di Genova.
spite” (GVHD).
La donazione di sangue
del cordone ombelicale
SN
COME AVVIENE
LA DONAZIONE
DI SANGUE DI CORDONE
OMBELICALE?
Il sangue del cordone ombelicale può
essere facilmente prelevato dopo il parto senza alcun rischio per la madre e
per il neonato. Infatti la raccolta avviene dopo la resezione del cordone ombelicale e cioè quando il bambino respira già autonomamente. Questa
procedura non comporta alcuna modifica alla normale assistenza alla puerpera e al neonato. Il sangue del cordone ombelicale viene raccolto in una
sacca sterile e inviato alla più vicina
banca del cordone.
COME SI DIVENTA
DONATRICI DI SANGUE DEL
CORDONE OMBELICALE?
La donna disponibile alla donazione di
sangue cordonale dovrà acconsentire
alla raccolta sottoscrivendo un modulo
di consenso.
Durante il colloquio con il medico del
Servizio Trasfusionale, alla donatrice
verrà sottoposto un questionario per la
raccolta dell’anamnesi al fine di evidenziare malattie genetiche degne di
nota. Per escludere, infine, la presenza
di malattie trasmissibili con la donazione, al momento del parto, le verrà prelevato un campione di sangue: anche il
sangue cordonale, infatti, può trasmettere malattie, e per questo motivo alcuni esami verranno ricontrollati, alla donatrice, dopo 6 mesi dal parto.
Per concludere, cosa bisogna fare per
diventare donatrici di sangue del cordone ombelicale nella nostra provincia?
Le Mamme in attesa di un bambino che
desiderano diventare donatrici possono
rivolgersi al personale ostetrico dell’Ospedale San Paolo che darà tutte le informazioni riguardo le finalità e modalità di raccolta.
Saranno fornite tutte le opportune informazioni contattando:
Divisione di Ostetricia
Ostetrica Sig.ra Gaiero Eleonora
telefono 0198404338
Ginecologo Dr. Bracco Walter
telefono 0198404345
Ginecologo Dr.ssa Russo Anna
telefono 0198404345
Centro Trasfusionale
Il Personale Medico
telefono 0198404400
Dirigenza ospedaliera
7
Le aziende saniterie disciplinano la loro organizzazione con un
atto di diritto privato previsto dal Decreto legislativo 502/1992.
Dal giugno scorso l’avv. Rosavio Bellasio
è il Direttore gestionale del S. Paolo di Savona
e del S. Giuseppe di Cairo Montenotte
La nomina del dott. Teresiano De Franceschi per lo stesso
ruolo all’Ospedale S.M. Misericordia di Albenga,
da parte del Direttore generale, risale al febbraio scorso
La A.S.L. 2 savonese ha approvato, nel novembre dello scorso anno, l’Atto Aziendale,
come previsto dal D.Lgs.502/92 e successive
modificazioni ed integrazioni, documento
attraverso il quale le aziende sanitarie disciplinano con atto di diritto privato la loro organizzazione ed il funzionamento.
Una delle principali novità introdotte con
l’Atto Aziendale della nostra Azienda
(Capo III art.27), conformemente
all’autonomia organizzativa prevista
dalle
disposizioni
nazionali e
Rosavio Bellasio.
regionali in
materia di sanità, prevede la nomina, per
ogni presidio ospedaliero, di un direttore con
funzioni gestionali quale presupposto alla separazione tra la funzione di committente
(ASL) e l’erogazione di servizi (Ospedale).
Il direttore del presidio è responsabile della
gestione della struttura ospedaliera con funzioni delegate da parte del Direttore Generale ragguagliate di norma alle funzioni di Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera.
E’ pertanto responsabile dei risultati di gestione e dell’equilibrio tra costi e produzione.
Si tratta di un incarico di natura fiduciaria di
durata triennale, che ha per oggetto il perseguimento degli obiettivi, nell’ambito degli
indirizzi strategici dell’Azienda, attraverso il
monitoraggio dei budget ed il controllo dei
percorsi e delle procedure al fine di una migliore utilizzazione delle risorse umane e
tecnologiche e di una sempre maggiore qualità ed efficienza dell’assistenza ospedaliera.
L’Azienda, con deliberazione del Direttore
Generale n.151 del 12.02.2002, ha nominato
il dott. Teresiano De Franceschi quale direttore gestionale del presidio ospedaliero di
Albenga, incarico conferito considerate le
sue capacità professionali emerse sia nello
svolgimento dei compiti affidati nell’ambito
della funzione di staff della Direzione sanitaria sia come componente del gruppo di lavoro incaricato dello studio di fattibilità del
nuovo ospedale.
Successivamente il Direttore Generale ha
provveduto a nominare dal 1° giugno 2002
l’avv. Rosavio Bellasio
Direttore Gestionale dell’Ospedale S.
Paolo di Savona e dell’Ospedale S.
Giuseppe di
Cairo Montenotte.
L’avv. BellaTeresiano De Franceschi.
sio ha conseguito una vastissima esperienza in materia
amministrativa in particolare nel ramo sanitario: ha ricoperto infatti la carica di Presidente dell’Ospedale S. Corona di Pietra Ligure,
Presidente della Commissione Sanità in Regione Liguria, membro del Consiglio Sanitario Nazionale ed in particolare Assessore Regionale alla Sanità ed ai Servizi Sociali.
La figura peraltro innovativa del Direttore
Gestionale, è volta a favorire il decentramento delle responsabilità organizzative considerato il numero rilevante di unità operative e
dipartimenti che caratterizzano i presidi
ospedalieri.
L’ASL2 savonese avvalendosi dell’esperienza e delle capacità di questi professionisti otterrà sicuramente, tra l’altro, un’ottimizzazione delle performance ed un più efficiente
sistema di controllo dei costi al fine di migliorare le prestazioni richieste dalla popolazione.
I migliori auguri di buon lavoro da parte della redazione di Sanità Notizie.
Giampiero Storti
Direttore Editoriale di “Sanità Notizie”
8
Donazione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Savona
Il 19 luglio presso l’Ospedale di Cairo Montenotte, alla presenza del Direttore Generale ASL2 Savonese avv.
Ubaldo Fracassi, del Presidente della
Fondazione De Mari - CARISA dott.
Luciano Pasquale, del Sindaco di
Cairo Montenotte dott. Osvaldo Chebello e del Direttore Gestionale dell’Ospedale di Savona e di Cairo Montenotte avv. Rosavio Bellasio è stata
inaugurata la donazione della Fondazione De Mari – CARISA relativa ad
apparecchiature destinate al Servizio
di Radiodiagnostica ed alla Divisione
di Chirurgia generale del presidio
ospedaliero della Valbormida.
All’evento erano inoltre presenti, fra
gli altri, il Direttore Dipartimento
Diagnostica per immagini dott. Michele Oliveri, il Direttore U.O. Radiodiagnostica Ospedale Cairo Montenotte, dott. Piero Biscaldi, il Direttore
U.O. Chirurgia Generale Ospedale
Cairo Montenotte dott. Andrea Piccardo, ed il Direttore Sanitario del
presidio dott. Vincenzo Furfaro.
Le apparecchiature donate: un Ecotomografo multidisciplinare che permette l’uso dei mezzi di contrasto ed
un apparecchio per termoablazione in
radiofrequenza per i tumori primitivi
e secondari del fegato. Gli strumenti
sono di ultima generazione e dotano
l’Ospedale di Cairo Montenotte di at-
Inaugurate
all’Ospedale
di Cairo M.tte
le apparecchiature
per
radiodiagnostica
e chirurgia
trezzature di avanguardia per la diagnosi e la cura della popolazione.
L’Ecografo multidisciplinare (Euro
95.000), che consente un’applicazione in diversi campi della patologia
d’apparato, consiste infatti in una delle attrezzature più moderne ed innovative stante anche la possibilità dell’uso combinato con mezzo di
contrasto.
L’insieme di tali caratteristiche permette un appropriato studio di lesioni
SN
“focali” d’organo, vedi ad esempio il
fegato, il rene, ecc… ed inoltre consente di non inviare sempre il paziente all’impegno sia personale, sia tecnologico nell’uso di macchine pesanti
quali la T.C. Spirale o la Risonanza
Magnetica.
La seconda strumentazione donata è
l’apparecchio per termoablazione in
radiofrequenza (Euro 20.600) per i
tumori primitivi e secondari del fegato che utilizza una nuova metodica,
nota anche con il termine RFA, che
consiste in una tecnica di recente acquisizione e dai risultati molto promettenti. Questo tipo di metodica può
essere eseguita durante un intervento
di chirurgia aperta, per via laparoscopica ed in casi selezionati anche per
via percutanea ed è attuabile anche in
combinazione con la chirurgia resettiva epatica tradizionale.
Secondo le casistiche internazionali
numericamente più rappresentative,
la maggior parte dei pazienti è stata
trattata per carcinoma colonrettale
diffuso al fegato o per carcinoma epatico primitivo. Vengono trattati inoltre
anche pazienti portatori di molti altri
tipi di cancro che hanno metastatizzato al fegato quando tale organo sia
l’unica sede in cui sia stato possibile
riscontrare la presenza del tumore.
M.S.
Nella foto: Osvaldo Chebello, Ubaldo Fracassi, Luciano Pasquale, Piero Biscaldi e sulla destra, l’ecotomografo multidisciplinare.
(Foto gentilmente concessa dal “Corriere di Cairo e Valbormida”).
SN
Attualità farmaceutica
9
Nel numero di
(Dati
ISTAT
Giugno di Sanità
2001), il livello
L’importanza delle segnalazioni spontanee delle reazioni
Notizie abbiamo
ottimale di segnainiziato a parlare
avverse da farmaci da parte di medici, farmacisti e cittadini lazioni dovrebbe
di Farmacovigiessere
di:
lanza , sottoli468/anno per la
neando l’imporLiguria
e
di
tanza
della
81/anno per la
segnalazione
provincia di Saspontanea delle
vona.
reazioni avverse
Dai dati riportati,
da
farmaci
è evidente la si(ADR’s) da parte
tuazione di grave
del medico, del
sottosegnalazione
farmacista e del
esistente nella noMolto basso in Liguria e nella nostra provincia il numero di
cittadino.
schede relative a medicine che provocano reazioni indesiderate stra realtà territoRicordiamo la deriale.
finizione di ADR
Da Marzo 2002 è
Gianluigi
Figini
dell’OMS in uso
attivo il Centro
Direttore U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese
da circa 30 anni:
di Farmacovigi“Reazione indesilanza della Asl n.
Marco Bessero
derata e dannosa Dirigente Farmacista U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese 2 Savonese presche si verifica in
so la U.O. FarElena
Farulla
risposta ad un farmaceutica TerriFarmacista
maco somminitoriale
(Via
strato a dosaggi
Collodi, 13 - Sanormali per la
vona ) che aderiprofilassi, la diagnosi o la terapia di nei casi gravi, il ritiro dal commer- sce al progetto regionale di Rete per
una malattia o per la modificazione cio.
la Farmacovigilanza e per l’InforPer questi obiettivi, un sistema di mazione sul Farmaco.
di una funzione fisiologica.”
La segnalazione spontanea rappre- Farmacovigilanza deve gestire un Il Centro per la Farmacovigilanza
senta un sistema internazionalmen- adeguato numero di segnalazioni. della Asl n. 2 Savonese rappresenta
te accettato, che consente di identi- Quale è il livello ottimale?
il punto di raccolta delle schede di
gold
standard
per
un
efficiente
Il
ficare precocemente una sospetta
segnalazione, il trait d’union con il
ADR di un farmaco in commercio, sistema di Farmacovigilanza è fis- Ministero della Salute e l’industria
di evidenziare eventuali effetti col- sato in 300 segnalazioni all’anno farmaceutica ed inoltre un riferilaterali e/o interazioni con altri far- per milione di abitanti, di cui il mento a disposizione dei medici per
maci non riscontrati durante la spe- 30% di natura grave.
l’informazione sul farmaco.
Solo
rispettando
queste
condizioni
rimentazione clinica e monitorare
Effettivamente è in atto un cambial’incremento di reazioni indesidera- si può avere una ragionevole certez- mento culturale nei confronti delte già note. In conseguenza a ciò, le za che ADRs importanti siano iden- l’impiego dei farmaci e si sta comAutorità Sanitarie attueranno prov- tificate in tempi brevi.
prendendo come la segnalazione di
vedimenti quali l’invio di “Dear In Italia il tasso di segnalazione è reazioni avverse faccia parte di un
Doctor Letter”, la modifica del “ri- basso e lontano dal valore ideale e processo formativo e di attenzione
assunto caratteristiche prodotto”, ci colloca agli ultimi posti in Euro- alla sicurezza dei farmaci.
l’inserimento nel foglietto illustra- pa, seguiti solo da Austria, Porto- La provincia di Savona sta rispontivo di avvertenze o controindica- gallo, Grecia.
dendo positivamente a questi sezioni, la modifica della posologia o, La fonte delle segnalazioni è ripar- gnali, anche se il tasso di segnalatita tra medici di medicina generale,
medici ospedalieri e farmacisti, come illustrato in tabella 4.
Considerando il tasso gold standard
di 300 segnalazioni/milione di abiU.O. Farmaceutica Territoriale
tanti ed una popolazione residente
Via Collodi, 13 • 17100 Savona
di 1.560.748 in Liguria e di
Tel. 019 8405707 • Fax 019 8405792
270.000 nella provincia di Savona
L’A.S.L. 2 Savonese
ha attivato in via Collodi il
Centro di Farmacovigilanza
10
zione è ancora lontano dal livello
ottimale.
Ci auspichiamo che al nostro impegno si unisca quello di medici, farmacisti e cittadini al fine di creare
una sinergia che porti ad incrementare sempre di più questo processo
in atto a cui è inevitabilmente legato un miglioramento delle abitudini
prescrittive ed in generale un miglioramento per la salute dei cittadini.
Sui prossimi numeri di Sanità Notizie verranno pubblicati gli aggiornamenti sull’argomento.
Attualità farmaceutica
SN
SN
Attualità farmaceutica
11
SCHEDA DI SEGNALAZIONE DI SOSPETTA REAZIONE AVVERSA
(da compilarsi a cura del medico o farmacista)
1. INIZIALI PAZIENTE
2. ETA’
3. SESSO
4. DATA INSORGENZA REAZIONE
7. DESCRIZIONE DELLE REAZIONI ED EVENTUALE DIAGNOSI*
6. CODICE MINISTERO SANITA’
5. ORIGINE ETNICA
8. GRAVITA’ DELLA REAZIONE
MORTE
HA PROVOCATO O HA PROLUNGATO L’OSPEDALIZZAZIONE
HA PROVOCATO INVALIDITÀ GRAVE O PERMANENTE
HA MESSO IN PERICOLO LA VITA DEL PAZIENTE
10. ESITO
RISOLTA
* Se il segnalatore è un farmacista, riporti soltanto la descrizione della reazione avversa, se è un medico anche
l’eventuale diagnosi
RISOLTA CON POSTUMI
PERSISTENTE
9. ESAMI STRUMENTALI E/O DI LABORATORIO RILEVANTI
MORTE:
11. SPECIFICARE SE LA REAZIONE E’ PREVISTA NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO
DOVUTA ALLA REAZIONE AVVERSA
SI
IL FARMACO POTREBBE AVER CONTRIBUITO
NO
NON DOVUTA AL FARMACO
COMMENTI SULLA RELAZIONE TRA FARMACO E REAZIONE
CAUSA SCONOSCIUTA
INFORMAZIONI SUL FARMACO
12. FARMACO SOSPETTO (I)
(NOME SPECIALITA’ MEDICINALE)*
13. LA REAZIONE E’ MIGLIORATA DOPO LA
SOSPENSIONE DEL FARMACO?
SI
SI
A)
NO
N
O
B)
C)
*nel caso di prodotti biologici, indicare il numero di lotto
14. DOSAGGIO (I)
GIORNALIERO (I)
15. VIA DI SOMMINISTRAZIONE
16. DURATA DELLA TERAPIA
DAL
AL
A)
A)
A)
B)
B)
B)
C)
C)
C)
17. RIPRESA DEL FARMACO
SI
NO
RICOMPARSA DEI SINTOMI
SI
NO
18. INDICAZIONI PER CUI IL FARMACO E’ STATO USATO
19. FARMACO (I) CONCOMITANTE (I) E DATA(E) DI SOMMINISTRAZIONE
20. CONDIZIONI CONCOMITANTI E PREDISPONENTI
21. LA SCHEDA E’ STATA INVIATA ALLA:
AZIENDA PRODUTTRICE
ASL
US
L
DIREZIONE SANITARIA
MINISTERO DELLA SANITA’
INFORMAZIONE SUL SEGNALATORE
22. FONTE
OSPEDALIERO OSPEDALIERO
MEDICO DI BASE
FARMACISTA FARMACISTA
SPECIALISTA
ALTRO
24. DATA COMPILAZIONE
ASL
26. CODICE USL
23. NOME ED INDIRIZZO DEL MEDICO O FARMACISTA
N. ISCRIZIONE ORDINE PROFESSIONALE- PROVINCIA
ALTRO
25. FIRMA
27. FIRMA RESPONSABILE
INFORMAZIONE SULLA DITTA FARMACEUTICA
NOME E INDIRIZZO
FONTE DELLA SEGNALAZIONE
STUDIO CLINICO
LETTERATURA
PERSONALE SANITARIO
NUMERO DI REGISTRO
TIPO DI RAPPORTO:
DATA IN CUI LA SEGNALAZIONE E’ PERVENUTA
ALL’IMPRESA
INIZIALE
SEGUITO DI ALTRO RAPPORTO
DATA DI QUESTO RAPPORTO
SN
Attualità farmaceutica
12
Effetti indesiderati da farmaci (da compilarsi a cura del cittadino)
1) Quale reazione indesiderata ha osservato?
_____________________________________
2) Quando?
_____________________________________
3) Quanto è durata?
_____________________________________
4) Quali medicinali stava prendendo?
a) fiale
5) Quante volte al di?
_____________________________________
_____________________________________
b) supposte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
_____________________________________
c) uso locale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
_____________________________________
d) per bocca
_______________________________
_____________________________________
______________________________________________
_____________________________________
______________________________________________
_____________________________________
6) Da quanto tempo?
7) Per quale disturbo?
a)
___________________________________________
_____________________________________
b)
___________________________________________
_____________________________________
c)
___________________________________________
_____________________________________
d)
___________________________________________
_____________________________________
e)
___________________________________________
_____________________________________
8) Il farmaco le è stato prescritto dal medico?
9) L’aveva già preso in passato?
10) Ha mai avuto la stessa reazione?
11) Con quale medicinale?
SI
SI
SI
NO
NO
NO
_____________________________________
12) Chi è il suo medico curante? (cognome, nome, indirizzo e telefono)
__________________________________________________________________________________________________
13) Lo ha informato?
14) Come è stata curata la reazione?
- sospeso il medicinale
- ridotta la dose
- altre (specificare)
SI
NO
SI
SI
NO
NO
_____________________________________
15) Adesso la reazione è scomparsa?
SI Completamente
Data _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
NON del tutto
USL n.
NO
_____________________________
FIRMA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Indirizzo e n. tel. del paziente
_______________________________________________________________________
Osservazioni del medico della USL a cui viene riferito il caso:
______________________________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________________________
FIRMA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
SN
13
toraggio è stato di 83 unità con complessivi 7.530 addetti come da tab.1: esse sono
state individuate tramite sorteggio tra le attività lavorative con numero di addetti superiore a 5, sia del settore pubblico sia del
settore privato, in base a una griglia definita per ramo di attività e dimensione rappresentativa della realtà lavorativa della
provincia.
Una prima osservazione si riferisce alle
caratteristiche del campione che si è così delineato: il settore dei servizi risulta
avere un peso rilevante nella nostra provincia.
Una seconda osservazione è di merito: il
dato savonese è in sintonia con quello nazionale, ossia si registra una buona adesione formale alla norma, ma la qualità
degli adempimenti messi in essere lascia
spesso a desiderare. Si tenga conto che
oggetto principale dell’indagine sono state
le modalità di attivazione del “sistema
prevenzione” all’interno delle aziende in
base al dettato normativo e quindi prevalentemente gli aspetti organizzativi aziendali finalizzati alla prevenzione.
Si prendono qui in esame alcuni aspetti tra
i più innovativi e significativi della norma
in questione.
Valutazione dei rischi. Le aziende hanno
assolto formalmente all’obbligo valutativo
Paola Oreste
Direttore U.O. P.S.A.L
Si è conclusa nella provincia di Savona
l’indagine sull’applicazione del DLgs
626/94 relativo al miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori di cui
si è riferito nel n. 3 del 2000. L’iniziativa
è parte di un progetto nazionale delle Regioni e Provincie Autonome inserito nel
1999 dal Ministero della Sanità tra i programmi speciali di sperimentazione: ha visto la partecipazione attiva di 13 Regioni,
tra cui la Liguria, distribuite lungo tutta la
penisola.
L’operazione ha una grande valenza: per la
prima volta in Italia (esperienza senza precedenti anche in Europa) si è realizzata, in
modo coordinato e integrato, da parte dei
servizi pubblici una valutazione dei livelli
applicativi e dell’impatto sulla organizzazione delle imprese di una norma fondamentale in materia di prevenzione.
Ciò è avvenuto in forma standardizzata
(tutte le regioni hanno utilizzato la stessa
scheda informativa), in modo omogeneo
sul territorio nazionale (la rilevazione dei
dati è stata preceduta da una fase formativa per tutti gli operatori delle Asl gestita da
un gruppo di coordinamento nazionale di
esperti) e con valenza scientifica (modalità di scelta del campione e di elaborazione
dati).
I risultati ottenuti ricambiano l’impegno
profuso da centinaia di operatori dei servizi di prevenzione delle Asl: il report definitivo dei dati relativi all’intero campione
nazionale di aziende (la rilevazione in altre
Asl non è ancora conclusa: a luglio scorso
il campione nazionale esaminato rappresentava l’85% circa) sarà presentato ufficialmente a inizio anno prossimo, ma sono
già possibili alcune osservazioni sulla base
dell’ampio campione già disponibile.
La Regione Liguria partecipa all’iniziativa con il monitoraggio di 433 aziende che
rappresentano un campione statisticamente significativo della sua realtà produttiva,
suddiviso sempre in modo statisticamente
corretto tra le cinque Asl territoriali: gli
operatori dell’U.O. PSAL dell’Asl n. 2
“savonese” hanno già completato il lavoro
e i dati riportati nelle tabelle sono conclusivi.
Una classificazione di merito delle aziende (ovviamente in modo anonimo) in base
al livello riscontrato di adeguamento alla
norma, “insufficiente”, “sufficiente” e
“buono”, sarà effettuato a livello regionale
per ragioni di significatività statistica: è
prevista infatti ai primi di febbraio una
iniziativa pubblica a cura della Regione nel
corso della quale saranno presentati e discussi i risultati dell’intero progetto e le
prospettive future.
Per quanto riguarda la provincia di Savona possiamo riferire in questa sede in forma più descrittiva e sintetica la situazione
emersa anche a confronto con il dato nazionale.
Il campione di aziende oggetto del moni-
Tab. 2a - Formazione per lavoratori
con compiti speciali
n. aziende
Tab. 2b - Argomenti della formazione
n. aziende
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14
Sicurezza e salute sul lavoro
SN
Tab.3a - Programma interventi migliorativi: settori coinvolti
(aziende oltre 10 addetti)
35
30
25
20
15
10
5
0
Tab.3b - Programma interventi migliorativi: settori coinvolti
(aziende fino a 10 addetti)
16
14
12
10
8
6
4
2
0
SN
Sicurezza e salute sul lavoro
15
Tab. 4a - Nomina rappresentanti
Lavoratori per la Sicurezza
(aziende fino a 10 addetti)
Tab. 4b - Nomina rappresentanti
Lavoratori per la Sicurezza
(aziende oltre 10 addetti)
Tab. 5a - Nomina Medico Competente
(aziende fino a 10 addetti)
Tab. 5b - Nomina Medico Competente
(aziende oltre 10 addetti)
20% non
necessario
53%
non
necessario
47%
si
80% si
con un buon livello di coerenza con la situazione reale, usando nel 62,5% dei casi il
metodo dell’analisi del ciclo produttivo,
valutato come quello più efficace. Inoltre
il 53% delle piccole aziende (sotto i 10 addetti) non ha usufruito della possibilità di
autocertificare tale adempimento, ma ha
provveduto ad elaborare il “documento di
valutazione” vero e proprio.
A fronte di ciò, tuttavia, ben il 34% di
aziende non dispone di adeguate procedure di sicurezza nella conduzione della
propria attività.
L’informazione ai lavoratori si è rivelata
una attività svolta in modo sufficiente.
Anche la formazione, aspetto considerato
ormai unanimemente decisivo ai fini della
prevenzione, è ancora molto carente: il
65% delle aziende a sei anni di distanza
dall’entrata in vigore della legge non ha
ancora portato a termine iniziative formative per i lavoratori, ma le ha solo programmate (tab. n.2a e 2b).
Proseguendo nell’analisi troviamo, quale
dato certamente positivo, che il 71% delle
aziende esaminate ha formulato un piano
di interventi migliorativi. Tuttavia in sintonia con quanto si verifica a livello nazionale, alcuni fattori rendono tali programmi
assai poco efficaci: ad esempio il non aver
coinvolto tutte le figure aziendali utili, il
non aver definito con precisione responsa-
bilità attuative e sistemi di controllo interni. Nella tab. n. 3 si vedono gli aspetti
maggiormente interessati da questi programmi.
Per quanto riguarda poi l’attivazione del
sistema prevenzione nel suo complesso,
così come delineato dalla norma di cui
rappresenta la novità organizzativa principale, si nota che nella maggior parte dei
casi le aziende si sono limitate ad effettuare le nomine obbligatorie previste (Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione, Medico Competente, Responsabile squadra di emergenza), delegando
gli aspetti della sicurezza senza integrarli
invece nella gestione aziendale complessiva. Nelle aziende piccolissime (sotto i 10
addetti) i datori di lavoro hanno deciso nel
76% dei casi di svolgere direttamente i
compiti di Responsabile del Servizio di
Prevenzione: tale scelta non sembra essere
risultata efficace, ricoprire contemporaneamente due ruoli ben distinti e con finalità talora conflittuali non sempre aiuta la
prevenzione.
Si sono evidenziati un largo ricorso
(78%) a consulenti esterni, il dato nazionale è ancora superiore, specie per
aspetti specifici (piano di emergenza,
corsi antincendio, ecc.) e una non completa designazione dei Rappresentanti
dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
che non sono presenti nel 25% delle
aziende, percentuale che supera il 50%
se ci si riferisce alle aziende con meno
di 10 addetti: anche questo dato è sovrapponibile a quello nazionale (tab.4a e
4b).
La sorveglianza sanitaria sembra essere
l’attività meglio gestita, nel 66% è stato
nominato il medico competente (non
sempre obbligatorio) che è coinvolto in
vari momenti finalizzati alla prevenzione:
probabilmente pesa positivamente il fatto
che trattasi di figura non “nuova” in ambito aziendale (tab.5a e 5b).
Dal complesso dei risultati si può affermare inoltre che la dimensione aziendale rappresenta una discriminante forte
nell’applicazione del decreto che certamente meglio si attaglia alle aziende medie e grandi.
Questi dati, che saranno a disposizione
di tutti in forma completa, non hanno solo un significato di lettura della realtà locale, ma offrono importanti indicazioni
per meglio finalizzare l’attività di prevenzione: tutti i soggetti coinvolti nel
processo preventivo, pur con ruoli e funzioni diversi, possono disporre di informazioni più puntuali circa i fattori su cui
concentrare attenzione e risorse per ottenere maggiori risultati in termini di salute.
16
Un modello di collaborazione tra scuola e ospedale
SN
Progetto
di bioetica
“I diritti
del bambino
malato”
Il progetto di Bioetica denominato “i
diritti del bambino malato” è un lavoro
interdisciplinare che, la classe IV del
Liceo M.G.Rossello (indirizzi sperimentali-Biologico e Psico-Pedagogico), intende sviluppare in collaborazione con il Dottor Amnon Cohen,
Direttore della Divisione di Pediatria
presso l’Ospedale San Paolo di Savona.
L’obbiettivo del progetto è quello di
analizzare i bisogni del bambino ospedalizzato, mediante un approccio sia di
carattere teorico con ricerca di documentazione, sia di carattere sperimentale presso il Reparto con interviste e
colloqui, seguendo questionari specifici realizzati dagli stessi alunni.
Esistono già documenti che
sanciscono i diritti del bambino malato, ma sono redatti da
adulti e spesso non sono adeguati allo stesso. Il progetto
rappresenta quindi un’occasione per testare la validità di
tali documenti e riproporre
una nuova Carta dei diritti del
bambino malato, realizzata
dagli studenti, guidati dagli
Operatori Sanitari.
Il lavoro è inoltre stato suddiviso in varie fasi:
• Raccolta ed elaborazione di
materiale scritto in letteratura medica mondiale.
• Raccolta ed elaborazione di
materiale scritto o tramite
interviste con Istituzioni Internazionali quali ONU,
UNICEF, partiti politici,
rappresentanti dei mondi
della religione etc.
• Realizzazione di un questionario
• Realizzazione di interviste
V^ Classe Liceo “M.G.Rossello”
Indirizzo sperimentale
Biologico e Psicopedagogico
Divisione di Pediatria
Ospedale S. Paolo di Savona
tramite colloqui con minori, genitori
e Operatori Sanitari presso la Divisione di Pediatria
• Elaborazione dei dati raccolti
• Redazione del documento definitivo.
Gli argomenti da affrontare sono:
• la tutela del bambino malato mediante ricerca e analisi della documentazione esistente
• realtà del bambino ospedalizzato at-
traverso un’analisi della struttura
ospedaliera nel contesto locale e con
raffronto con le altre realtà ospedaliere di Pediatria.
L’ambito di valutazione riguardo la possibilità di avere vicino la famiglia durante la degenza, di proseguire la vita scolastica in ospedale e di essere curati
anche in presenza di malattie rare.
Il lavoro di ricerca , l’analisi e la redazione dei questionari si è svolto durante
l’anno in corso e si completerà entro la
fine del prossimo anno scolastico.
Il lavoro di tirocinio,colloqui e interviste
è iniziato già durante il periodo estivo,
all’interno del progetto didattico “Alternanza Scuola / Lavoro” con un numero
di 4-5 studenti che Hanno collaborato con la struttura ospedaliera del reparto di Pediatria,
mediante una convenzione tra
l’ASL-2 e il Liceo M.G. Rossello di Savona.
Responsabili dell’area di progetto sono la Prof.ssa Repetto
Chiara, il Prof. Peirone Paolo,
la Prof.ssa Suor Laura e la
Prof.ssa Orenda Marina e il
Dottor Prof. Amnon Cohen.
Oltre al Primario di Pediatria
hanno preso parte al progetto
la Prof.ssa Battaglia, il Prof.
Gian Franco Ricci, la Prof.ssa
Benvenuto, il Prof. Ferrando,
il Prof. Giberti, la proff.ssa
Lombardi Ricci e il dottor Rolando, psicologo dell’età evolutiva.
Il questionario è stato proposto in Ospedale dai seguenti
studenti: Agnese Alberto,
Boffano Luigi, Craviotto Giada, Grazioli Michela e Perini
Silvia.
SN
In ambito clinico
l’eccesso di variabilita’ nell’erogazione
di cure a pazienti ricoverati e’ un problema aperto, ben
noto a livello internazionale e nazionale. Esso rappresenta
la causa piu’ conosciuta di spreco di
risorse.
La partecipazione dell’A.S.L. 2 al programma di ricerca sanitaria
17
ressa 17 Unità
Operative Ospedaliere delle regioni
Piemonte , Sicilia e
Marche al quale
partecipano le Unità
Operative di medicina I e II dell’Ospedale San Paolo
e di medicina dell’Ospedale di Albenga, la U.O.Chir u r g i a
dell’Ospedale di
Cairo con il coordinamento dell’Ufficio Qualita’ della
II ASL “ del Savonese “.
In particolare gli
studi Oscur e Temistocle hanno rilevato quanto sia importante in Italia la
valenza epidemiologica della patologia scompenso cardiaco
e la non omogeneita’ dell’utilizzo delle
risorse tecnologiche ed assistenziali.
Studio sperimentale
e prospettico di efficacia
ed efficienza dell’adozione
di profili assistenziali
I profili di assistenza sono piani interdisciplinari di cura, creati per
rispondere a specifici problemi clinici, tendono a minimizzare la pratica
clinica non appropriata ed i relativi
“ costi superflui “ e
vengono adattati
alle risorse presenti a livello locale.
Sulla base della piu’ autorevole evidenza ( la revisione sistematica di sperimentazioni cliniche) essi definiscono la migliore sequenza di azioni , nel
tempo ottimale, degli interventi rivolti a Pazienti con particolari diagnosi
e condizioni .
Sono applicati allo scompenso cardiaco
e all’intervento di ernioplastica
per il Gruppo di lavoro
Anna Apicella
Responsabile Ufficio Qualità
lo centrale e regionale una leva di cambiamento organizzativo prioritaria nel
processo di razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Il progetto sperimentale ha quindi
come obiettivo :
1) analizzare con indicatori multidimensionali lo stato dell’arte del trattamento dello scompenso cardiaco e
dell’ernioplastica prima dell’introduA differenza delle linee guida i profili
zione dei profili
assistenziali spostano l’attenzione delle
2) formare gli operatori interessati
diverse figure professionali preposte alper elaborare ed implementare dei
l’assistenza dal semplice “ caso clinico “
profili assistenziali basati sull’EBM (
al “ paziente “ con bisogni complessi, ,
evidence based medicine)
non solamente sanitari, favorendo in tal
3) dimostrare il miglioramento della
modo l’approccio multidisciplinare ed il
efficacia e dell’efficienza clinica e orlavoro d’equipe.
ganizzativa derivato dalla reingegneEssi possono essere un importante
rizzazione dei percorsi.
strumento per il miglioramento della
Si tratta di un percorso che utilizza
pratica clinica e dell’efficienza deluna metodologia propria dei sistemi
l’organizzazione.
qualita’ che si inserisce in una ottica
Inoltre la costruzione dei profili puo’ es- Il progetto e’ uno studio policentrico su integrata dei tre aspetti che definiscosere un potente innesco di processi di scala nazionale, prospettico , che inte- no la qualita’ sanitaria : Qualita’ Organizzativa, Tecniaggiornamento e di
formazione perma- U.O. PARTECIPANTI ALLO STUDIO E MEMBRI DEL GRUPPO DI LAVORO: co – Professionale
e Qualita’ Percepinente del personale
Medicina I Ospedale S. Paolo Savona
ta.
coinvolto.
I profili di assisten- Direttore Dr. F. Bonanni - Dr. Monachesi - C.S.P. Locati - C.S.G. Galimberti
Lo studio e’ iniziato
za sono stati adottati Medicina II Ospedale S. Paolo Savona
in importanti Ospe- Direttore Dr. G. Menardo - Dr. H. Martines - C.S.L. Marinelli - C.S.G. Proietti nell’autunno del
2001 e si compone
dali in tutto il mon- Medicina Ospedale S.M. Misericordia
di cinque fasi , glodo ( fra essi il Karo- Albenga
balmente durera’
linska Hospital di Direttore Dr. R.Tassara - Dr.ssa P. Faletti - Dr. R. Durante - C.S.G.Vullo
circa tre anni.
Stoccolma, il Tri- Chirurgia Ospedale S.Giuseppe
Una prima fase osHealth Inc, di CinCairo
servazionale durancinnati, Il St.Joseph
Direttore Dr. A. Piccardo - Dr. Calvi - C.S.L. Piccardi
te la quale verra’
Health Center deleseguita, a cura dei
l’Ontario ).
Rilevatori PRUO (Protocollo Revisione Uso Ospedale):
medici e dei capo
La legge finanziaria - Dr. M. Anselmo (Dirigente Medico U.O. Medicina Savona)
sala delle Unità
662/97 identificava - Dr.ssa A. Piazza (Dirigente Medico Direzione Medica Ospedale S. Paolo)
infine nella costru- - Dr. R. Tassara (Direttore U.O. Medicina Albenga)
(segue a pag. 18,
zione dei profili - Dr.ssa E. Filiberti (Dirigente Medico U.O. Oculistica Savona)
colonna 1)
d’assistenza a livelI profili assistenziali rientrano quindi
a pieno titolo nei programmi di miglioramento delle prestazioni erogate
dal Servizio Sanitario nazionale secondo gli standard piu’ recenti del Sistema Qualita’ ( norme VISION 2000)
in una logica basata sull’analisi ed il
miglioramento dei processi assistenziali .
Il Ministero della Sanita’ ha finanziato un progetto sperimentale relativo
all’attuazione di un profilo assistenziale per lo scompenso cardiaco e all’intervento di ernioplastica, basato
su un progetto della Agenzia Sanitaria della Regione Marche.
18
STUDIO SPERIMENTALE
(segue da pag. 17, colonna 3)
Operative partecipanti, una raccolta dei
dati relativi ai processi assistenziali in
atto nelle strutture ospedaliere.
Alla fine di questa fase tutti i dati saranno analizzati secondo alcuni indicatori che sono stati cosi’ identificati:
• appropriatezza dell’utilizzo del ricovero ospedaliero per tutte le giornate
di degenza ( P.R.U.O. protocollo revisione uso ospedale )
• appropriatezza dell’utilizzo delle tecnologie sanitarie
• efficacia per i Pazienti ricoverati ( indicatori di esito clinico e monitoraggio degli effetti indesiderati )
• appropriatezza dell’utilizzo del trattamento terapeutico
• costi della degenza ( rapporto DRG /
durata della degenza )
• qualita’ percepita dai cittadini, dalle
loro famiglie e dagli operatori ( questionari, interviste, focus group ).
Si avvierà un processo analitico volto
a precisare l’omogeneita’ dell’assistenza in base all’utilizzo delle risorse umane e tecnologiche e a definire , sulla base dei risultati ottenuti, gli indicatori di
processo o di esito effettivamente utilizzabili.
Seguirà una seconda fase di formazione
rivolta agli operatori interessati .
Durante la terza fase avverrà la costruzione di un profilo assistenziale per lo
scompenso cardiaco e per l’intervento
di ernioplastica, fondati sulla medicina
basata sull’evidenza .
Successivamente avverrà l’applicazione del profilo nelle singole realta’ ospedaliere per un periodo definito di sperimentazione.
Seguirà una fase di rilevazione degli
stessi indicatori. L’analisi finale consentira’ quindi di verificare se i correttivi introdotti avranno modificato in meglio gli indicatori .
I risultati attesi del progetto sono il
miglioramento del processo assistenziale allo scompenso cardiaco e all’intervento di ernioplastica in termini di personalizzazione dell’assistenza, efficacia
diagnostica e terapeutica, efficienza intesa come uniformita’ di comportamenti definiti dallo schema tipo e la riduzione degli sprechi.
Membri del Comitato Scientifico Nazionale di Coordinamento del progetto:
Dr.ssa Anna Apicella Responsabile Ufficio Qualità
Dr.ssa Antonella Piazza Dirigente Medico Direzione Sanitaria Ospedale
S.Paolo Savona
Dr.Alfredo Gandolfo Dirigente Medico
U.O.Cardiologia
SN
Emergenza veterinaria
Colonie di piccioni urbanizzati:
sintetica analisi delle
problematiche indotte e
valutazione delle strategie
di controllo
Bruno De Felice
Veterinario Responsabile N.O. Igiene Urbana e Zootecnica
Le popolazioni di colombi che vivono
stabilmente in territorio urbano discendono dal colombo domestico che, a sua
volta, riconosce i propri antenati in
quello selvatico (Columba livia): molteplici sono state le occasioni di inurbamento di questi volatili; per accennarne
alcune possiamo citare i colombi fuggiti dalle colombaie od abbandonati, gli
animali sopravvissuti ai tiri a volo, i colombi viaggiatori dispersi e quelli liberati volontariamente dall’uomo nel corso di manifestazioni o con l’intenzione
di utilizzarli come “arredamento” urbano. Ciò ha determinato che, attualmente, quella del colombo è la specie maggiormente inurbata anche per la sua
straordinaria capacità di adattamento
all’habitat cittadino che gli permette di
trarre il massimo vantaggio e ricavare il
maggior utile possibile dalle risorse a
disposizione. L’ambiente urbano, inol-
tre, influisce in modo determinante sul
comportamento naturale del colombo
modificandone alcune caratteristiche:
la presenza di valori medi di temperatura più alti nell’ambito cittadino (c.d.
cupola climatica), la maggior durata
delle ore di luce garantita dall’illuminazione artificiale, la molteplicità delle
fonti alimentari disponibili (volontariamente fornite o costituite da avanzi dispersi e rifiuti di alimenti), la ridotta
presenza di predatori naturali, determinano un maggior successo riproduttivo
che si estrinseca in un aumento delle
covate e, consequenzialmente, dei nuovi nati all’anno; l’ampia e, spesso, esuberante, disponibilità di cibo permette,
altresì, che anche gli individui più deboli, destinati altrimenti a soccombere
per selezione naturale, trovino, comunque, possibilità di sostentamento e di
vita. Come inevitabile ricaduta le colo-
SN
nie di avifauna urbanizzata sono attualmente costituite da un numero eccessivo di individui, determinando fenomeni di sovrappopolamento: una densità è
ritenuta sovrabbondante e causa di
stress ambientale quando raggiunge o
supera 300-400 individui/kmq (Ballarini et al., 1989).
Gli inevitabili effetti negativi del sovraffollamento sono riconducibili al
degrado igienico ambientale (lordura
da guano dei marciapiedi, cornicioni,
facciate, abiti, autoveicoli), ai danni arrecati a monumenti e fabbricati (deperimento dei materiali lapidei e dei materiali da costruzione) e, soprattutto, ai
rischi sanitari per i cittadini in quanto il
colombo è potenziale vettore di numerosi agenti patogeni, microbici (salmonellosi – ornitosi / chlamydiosi – borrelliosi), virali (pseudopeste aviare) –
protozoari (toxoplasmosi) – micotici
(aspergillosi – cryptococcosi), pericolosi in quanto trasmissibili all’uomo, in
special modo alle le fasce di popolazione a rischio: bambini, anziani, donne in
gravidanza, immunodepressi in generale. Numerose sono anche le patologie,
di natura soprattutto parassitaria, che
con elevata frequenza vengono rilevate
nei monitoraggi sanitari delle colonie
di piccioni urbanizzati: seppure non costituiscano un pericolo sanitario di contagio diretto per l’uomo, non giustificano, comunque, la convivenza di
quest’ultimo con popolazioni animali
non sane (vedi tabella).
Il problema dell’inurbamento del colombo, tutt’altro che territorialmente e
geograficamente limitato, risulta ampiamente distribuito: si stima che in tutte le città del mondo vivano 500 milioni di colombi (A. Dinetti e U.
Gallo-Orsi, 1998). Le dimensioni del
fenomeno hanno fatto sì che nel corso
degli anni siano state molteplici e diversificate le metodologie applicate nel
tentativo di risolvere i problemi connessi alla presenza dei volatili in città,
volendo illustrarle, sinteticamente, le
distinguiamo in metodi diretti ed indiretti.
Tra i primi elenchiamo:
cattura e successiva spostamento o
soppressione;
sterilizzazione tramite mangime antifecondativo;
sterilizzazione chirurgica dei soggetti di sesso maschile;
incremento dei predatori naturali
(falco pellegrino – allocco – taccola).
Tra quelli indiretti:
restauro degli immobili cittadini
con chiusura dei sottotetti, dei barbacani e dei fori pontiari, per impedire od ostacolare l’accesso ai siti di
nidificazione e di sosta;
apposizione di dissuasori d’appog-
Emergenza veterinaria
19
AGENTE PATOGENO
REPERTI POSITIVI
SALMONELLA SP.
5
110
14
109
4*
112
CHLAMYDIA PSITTACI
TOXOPLASMI GONDI
CRYPTOCOCCUS NEOFORMANS
PARAMIXOVIRUS PESTOSO
NEMATODI E CESTODI SPP.
%
2,24
49,11
6,25
48,67
6,78
50
TABELLA: ESITI DEI CONTROLLI LABORATORISTICI MIRATI ALLA DIAGNOSI EZIOLOGICA DELLE MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE EFFETTUATI SU N. 224 CAMPIONI (*SOLO NEL CASO DELLA PSUDO PESTE
AVIARE I CAMPIONI SONO STATI 59) PRELEVATI DA COLOMBI URBANIZZATI, PROVENIENTI DA COLONIE DISTINTE PER DIVERSA UBICAZIONE,
NEL TERRITORIO COMUNALE DI SAVONA NEL PERIODO OTTOBRE / DICEMBRE 1997.
gio meccanici nei luoghi di posa dei
volatili;
azioni di disturbo: ultrasuoni – luci
– versi di rapaci predatori;
limitazione delle fonti di alimentazione: divieto di somministrazione
di alimenti da parte di cittadini zoofili e chiusura degli accessi ai siti di
stoccaggio di granaglie o di altri alimenti appetibili per i colombi.
A fronte dei plurimi sistemi di contenimento elencati, a tutt’oggi i risultati ottenuti non hanno mai raggiunto appieno gli obiettivi sperati: o perché dopo
tempi più o meno brevi dal termine dell’intervento le colonie ristabiliscono la
loro consistenza numerica, o perché si
ottiene unicamente lo spostamento del
fenomeno dal luogo oggetto di trattamento ad un altro, ove si ricreano le
stesse problematiche.
I princìpi su cui basare i piani di contenimento demografico delle popolazioni
di avifauna urbanizzata, alla luce delle
esperienze finora raccolte, devono tenere conto di questa evidenza: nessun
metodo applicato singolarmente ed una
tantum risulta efficace, i piani di intervento devono necessariamente ricorrere all’azione sinergica derivante dall’applicazione di metodologie diverse
che comprendano azioni dirette ed indirette: le prime opportunamente ripetute
con cadenze pianificate in base al costante monitoraggio della consistenza
numerica delle colonie ed all’osservazione delle ricadute ambientali; diligentemente codificate, scrupolosamente applicate e temporalmente protratte,
senza soluzione di continuità, le seconde.
Infine, vorrei proporre una considerazione dei già citati dr. Dinetti e dr. Gallo-Orsi: sostituire le leggi naturali con i
princìpi di una morale umana che vuole salvare a tutti i costi tutti gli individui va contro natura, comportando in
ultima istanza conseguenze negative
per gli stessi animali.
SN
Attualità ambientale
20
Attività decennale della Stazione
di Monitoraggio Aerobiologico di Alassio
A.S.L. 2 Savonese e sue
implicazioni sanitarie riguardo al 2002.
Andrea Fiorina
Dirigente medico pneumologo Responsabile della Stazione di rilevamento aerobiologico SV3
Presentazione del centro:
Il centro di rilevamento aerobiologico di Alassio (SV) svolge un’attività
pneumologica e allergologica altamente qualificata. I dati aerobiologici ricavati dal monitoraggio vengono
usati per preparare bollettini settimanali in cui sono contenuti i dati qualitativi e quantitativi delle particelle
aerodisperse catturate in atmosfera.
Viene utilizzata una metodica standard (UNI U53000810) che consente di misurare le concentrazioni giornaliere in
aria di 55 tipi di pollini e
19 tipi di spore fungine.
I dati ottenuti si sono rivelati utilissimi per migliorare e ottimizzare la
qualità dell’assistenza
medica
specialistica
pneumo-allergologica,
sia diagnostica che terapeutica. Per gli scopi
predetti viene utilizzato
un campionatore aerobiologico fisso, di fabbricazione inglese (Burkard), in funzione
quotidiana continua dal
1991, posizionato su un
alto terrazzo della struttura sanitaria a circa 18
metri dal suolo, sul lato
sinistro di in una valle
che si apre in direzione
NORD-SUD verso il
Mar Ligure a circa 200
metri in linea d’aria dal litorale, ad
una latitudine di 44° 00’ ed ad una
longitudine di 8° 10’ . In tutti questi
anni sono stati sempre rilevati contemporaneamente anche i principali
dati meteorologici: la temperatura
massima, minima, la pressione atmosferica, l’umidità; la temperatura
media è stata di circa 13°C nei mesi
più freddi (gennaio) e di circa 27°C
nei mesi più caldi (agosto) confermando le caratteristiche di mitezza
del clima mediterraneo della zona.
I dati completi del monitoraggio aerobiologico sono stati sempre regolarmente forniti all’Associazione
Italiana di Aerobiologia in collaborazione con il Consiglio Nazionale
delle Ricerche (CNR) di Bologna
con cadenza settimanale partecipan-
do ad un programma di studi italiano
ed europeo che ha raccolto una
quantità di dati scientifici unica al
mondo per qualità e quantità. I dati
sono stati diffusi in televisione, in televideo sui canali nazionali, in internet, su riviste scientifiche, su quotidiani e localmente con locandine e
con consulenza a medici e pazienti o
turisti.
La vegetazione circostante il centro
di campionamento è tipicamente mediterranea e vi si annoverano: lecci,
olivi, lentischi, carrubi, quercioli,
noccioli, ontani, pittosfori, ginestre,
mimose, eucalipti, eriche, cipressi,
tuje, ecc. … ed in abbondanza parietaria e graminacee: talvolta nel monitoraggio aeropollinico si riscontrano anche pollini inconsueti di
regioni lontane, in
quanto la città di
Alassio nel passato
è stata per molti
anni abitata da Inglesi che nelle loro
ville avevano coltivato piante provenienti da paesi tropicali (albero del
pepe, cedri, ecc.).
La pollinazione in
questa zona è strettamente correlata
con l’andamento
della temperatura,
dei venti, della piovosità e con variabilità elevata negli
anni: questi bizzarri ed incostanti fenomeni biologici
rendono indispensabile continuare a
monitorare la situazione aerobiologica locale che diventa di significativa
utilità per tutto il ponente ligure, per
i nostri pazienti e per il nostro paese.
In questo centro è nata nel 1996 l’idea di costruire un apparecchio campionatore personale per particelle
aerodisperse (PARTRAP FA 52) capace di campionare vicino al pazien-
SN
te allergico con gli stessi
volumi della sua respirazione per verificare esattamente che cosa respirasse durante la sua vita di
relazione, durante la terapia e quindi quantificare
quale fosse effettivamente
l’impatto ambientale sull’andamento della sua
malattia allergica. Sono
stati inoltre condotti alcuni studi approfonditi per
valutare la differenza di
concentrazione di particelle aerodisperse lungo
una linea di campionamento verticale dal suolo
fino a 18 metri di altezza
comparandoli con quelli
ottenuti con il campionatore fisso Burkard: i risultati ottenuti sono stati sorprendenti e hanno messo
in risalto la necessità di
effettuare dei campionamenti personali, quando
clinicamente necessario,
per evidenziare le pollinosi “da vicinato”, la situazione ambientale vicino
al singolo paziente, ben
diversa in termini quantitativi rispetto a quella generale evidenziata dal
campionatore fisso collocato sul tetto dell’ospedale. Anche davanti alla triste prospettiva di una
guerra batteriologica scatenabile in qualunque momento da bioterroristi,
questo apparecchio (PARTRAP FA 52) ha saputo
fornire una risposta rapida, economica, capillare
per evidenziare con celerità i patogeni e la loro
concentrazione nell’ambiente. In un libro sull’antrace distribuito gratuitamente all’inizio del 2002
a cura della Farmindustria
italiana a 120000 medici,
un capitolo di rilievo circa
la metodica di campionamento con l’apparecchio
predetto ha riscosso notevoli successi a livello internazionale. L’apparecchio campionatore per
particelle aerodisperse
PARTRAP FA 52 è stato
Attualità ambientale
21
da tempo brevettato in
Europa, In USA, in Canada, e sta ottenendo risultati soddisfacenti in tutto il
mondo con oltre un centinaio di lavori scientifici e
comunicazioni pubblicati
a livello internazionale.
Sviluppi e prospettive future del centro di monitoraggio aerobiologico di
Alassio:
Il centro lavora con la
consueta precisione aggiornando il personale in
modo continuo per raggiungere gli obiettivi di
un’alta qualità. I dati aerobiologici saranno in futuro correlati statisticamente
con
quelli
meteorologici in vista di
poter azzardare delle previsioni attendibili, chimera forse dell’aerobiologo?
Si spera di poter in tempi
relativamente brevi di riuscire ad ottenere un quadro completo dell’andamento
pollinico
e
micologico degli ultimi
10 anni della zona.
Calendario pollinico con
valutazione della media
degli ultimi anni nel ponente ligure
Negli ultimi anni si sono
rilevati per le specie botaniche più significative
della nostra regione:
Corylaceae (nocciolo, ontano), Gramineae (erbe
dei prati), Urticaceae (parietaria, gamba rossa, ortiche), i seguenti andamenti per le Corylacee
una fioritura da marzo a
maggio con picchi in
aprile, per le Gramineae
una fioritura da aprile a
maggio, per le Urticaceae
una fioritura quasi perenne da febbraio a novembre con picchi variabili a
seconda delle condizioni
climatiche annuali. Vedi
grafici allegati.
22
L’influenza, malattia ormai conosciuta ampiamente da tutta la popolazione anche se spesso confusa
con le semplici patologie delle prime vie respiratorie, si manifesta
con diffusione di tipo epidemico,
prevalentemente nel periodo invernale.
Da anni ormai nella nostra regione,
e nell’intero territorio italiano, il
culmine epidemico viene registrato
nel periodo compreso tra la fine di
Gennaio ed il mese di Febbraio.
In Italia l’influenza rappresenta la
terza causa di morte per patologie
infettive; ciò è dovuto alle complicanze serie conseguenti all’infezione.
La vaccinazione rimane ad oggi il
mezzo migliore, in termini di costoefficacia e costo-beneficio, per contrastare e prevenire tale patologia . Il
ricorso all’ospedalizzazione per il
trattamento delle forme influenzali,
anche non complicate, comporta serie ripercussioni sulla ricettività dei
reparti di medicina,
con possibili conseguenti disfunzioni
operative.
Non solo per l’anziano, ove il rischio è legato alle complicanze, ma pure in
soggetti di tutte le
età, l’impiego del
vaccino permette il
controllo della morbosità dell’infezione,
determinando la sostanziale riduzione dei sintomi e del periodo di malattia.
In tema di economia sanitaria il controllo dell’infezione e delle conseguenti complicanze determina una
dimostrata riduzione della spesa farmaceutica ed ospedaliera. Inoltre,
laddove si riuscisse a stimolare in
modo rilevante la sensibilità della
popolazione attiva , l’impiego di una
profilassi vaccinale antinfluenzale
comporterebbe, oltre ad una migliore qualità di vita, una sensibile riduzione della spesa sociale per la minor perdita di ore lavorate.
Come tutti gli anni il Ministero della Salute, con propria circolare, indi-
Organizzazione sanitaria
Prevenzione e controllo
dell’influenza.
Campagna
di vaccinazione
2002-2003
Maria Paola Briata
Direttore f.f. U.O.
Igiene Sanità Pubblica
ca la tipologia del vaccino antinfluenzale che, per la stagione 200203, sarà così costituito:
• Antigene analogo al ceppo A/Mosca/10/99
(H3N2)
• Antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N1)
• Antigene analogo al ceppo
B/Hong Kong/330/2001
Le categorie di soggetti ai quali i
servizi territoriali di prevenzione, in
collaborazione con i medici di Medicina Generale ed i pediatri di libera
scelta, dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale sono le seguenti:
Soggetti di età pari o superiore a
65 anni
Soggetti in età infantile ed adulta
affetti da:
• Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa la
malattia asmatica), circolatorio,
uropoietico
• Malattie degli organi emopoie-
SN
tici
• Diabete ed altre malattie dismetaboliche
• Sindromi da malassorbimento
intestinale
• fibrosi cistica
• malattie congenite o acquisite
che comportino carente produzione di anticorpi
• patologie per le quali sono programmati importanti interventi
chirurgici
soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto
rischio
bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva
Si rammenta che la zona di somministrazione del vaccino raccomandata nell’adulto è quella del muscolo
deltoide; si rammenta inoltre che la
somministrazione può avvenire contemporaneamente ad
altri vaccini, purché
con siringhe diverse
ed in sedi di inoculazione diverse.
Durante la campagna
vaccinale 2001-02 la
ASL 2 Savonese ha
impiegato 49000 dosi
di vaccino antinfluenzale.
L’andamento
epidemico della malattia degli ultimi tre
anni, monitorato dai medici sentinella, ha evidenziato una netta riduzione dei casi legati ad una maggiore
diffusione della vaccinazione (vedi
grafico).Il periodo ottimale per l’avvio della campagna di vaccinazione
antinfluenzale è quello autunnale,
più precisamente dalla metà ottobre
sino alla fine di novembre. Ad esclusione dell’età infantile, per i soggetti di tutte le età è sufficiente la somministrazione di una sola dose di
vaccino, in quanto la maggior parte
della popolazione nel corso degli ultimi anni è stata infettata dai ceppi di
virus influenzale che sono previsti in
circolazione per la stagione
2002/2003.
SN
ALL’ATTENZIONE DEI LETTORI E DEI DIPENDENTI DELL’A.S.L. 2
1 - Riceve “Sanità Notizie”?
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
2 - Legge “Sanità Notizie”?
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
3 - Se ha letto “Sanità Notizie” come valuta
l’informazione?
Semplice (alla portata di tutti)
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
Completa (quando si tratta un argomento non
vengono tralasciate informazioni importanti)
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
Chiara (comprensibile)
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
Efficace (raggiunge obiettivi)
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
4
“Sanità Notizie” suscita il suo interesse?
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
5 - Secondo Lei “Sanità Notizie” riesce a dare notizie utili e interessanti?
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
Un questionario
per verificare il
gradimento di
“Sanità Notizie”
Si pensa di proporre ai nostri
Lettori (utenti e dipendenti dell’A.S.L. n. 2 Savonese) la compilazione di un questionario per
verificare, anche attraverso
questo strumento, l’utilità e il
gradimento di “Sanità Notizie”.
Il questionario rigorosamente
anonimo, una volta letto e compilato va inviato al seguente indirizzo:
Redazione di “Sanità Notizie”
presso
Via Collodi, 13
17100 Savona
• I dipendenti possono utilizzare i
canali interni dell’A.S.L.
• Gli utenti possono portare il
questionario in busta chiusa o
inviarlo per posta all’indirizzo
predetto.
6 - Secondo Lei “Sanità Notizie” riesce a sensibilizzare il lettore alla missione dell’azienda?
sempre
spesso
qualche volta
raramente
mai
23
7 - Quali argomenti vorrebbe fossero trattati
con maggior frequenza?
novità diagnostiche
novità terapeutiche
nuove tecniche chirurgiche
notizie veterinarie
notizie farmacologiche
notizie amministrative e organizzative
altro ...........................................................
8 - Quale periodicità dovrebbe avere “Sanità
Notizie”?
settimanale
mensile
trimestrale
altro ...........................................................
9 - Chi dovrebbe scrivere con maggior frequenza su “Sanità Notizie”?
i medici dei servizi dell’A.S.L.2
i medici di famiglia dell’A.S.L.2
i medici liberi professionisti
della provincia di Savona
i medici di altre A.S.L. e di altre città
gli utenti
gli infermieri
i dirigenti e impiegati dell’ASL
i medici di altre A.S.L. e di altre città
altro ...........................................................
(si possono dare più risposte)
10 - Quale giudizio dà su “Sanità Notizie”,
giunta al terzo anno di vita?
ottimo
buono
sufficiente
insufficiente
altro ...........................................................
11 - Ha letto su “Sanità Notizie” articoli che
le sono stati personalmente utili?
si
no
altro ...........................................................
12 - Se si, in quale ambito?
diagnostico
terapeutico
amministrativo
organizzativo
altro ...........................................................
13
- Come riceve o trova “Sanità Notizie”?
per posta
in ospedale
in farmacia
dal medico di famiglia
presso gli ambulatori A.S.L.2
CENTRI DI PRENOTAZIONE DELL’A.S.L. 2 SAVONESE INFORMATIZZATI
Albenga: Piazza del Popolo
Alassio: Via Adelasia
Finale Ligure: Via Torino, 22
Loano: Via Stella, 34
Carcare: Via del Collegio,18
Cairo: Corso Dante, 33
Millesimo: Piazza Pregliasco
Savona: Via Collodi, 13
(Fonte: U.O. Assistenza di base e specialistica)
Savona: Via Genova (c/o Ospedale)
Albisola: Via Conradi, 74
Celle: Via S. Giacomo e S. Filippo
Varazze: Via IV Novembre, 13
Sassello: Via Zunini, 1
Vado Ligure: Via alla Costa
Spotorno: Via Europa
SN
Informazione medica
24
ESENZIONI TICKETS
PARTECIPAZIONE ED ESENZIONE ALLA SPESA SANITARIA
PER PRESTAZIONI DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO E PER ALTRE
PRESTAZIONI SPECIALISTICHE EROGATE IN REGIME AMBULATORIALE
Importi dovuti fino a
€ 36,15 (£. 70.000) per ricetta
CATEGORIE ASSISTITI
Bambini sotto i 6 anni – Anziani sopra i 65 anni di età
Con redditi familiari fino a € 36.151,98 annui (£.70.000.000)
Fascia di età intermedia: 6 – 65 anni
Soggetti che svolgono Servizio Civile (L.230/98, L.64/2001)
Malattie croniche e invalidanti previste dal D.M. 28/5/1999 n° 329 e successive modificazioni:
per prestazioni correlate alla patologia e allegate al D.M.
per prestazioni non correlate alla patologia
Malattie rare previste dal D.M. 18/5/2001 n° 279 per le prestazioni finalizzate
alla diagnosi e le indagini genetiche sui familiari e per le prestazioni relative
al trattamento, monitoraggio e prevenzione degli aggravamenti
per prestazioni correlate alla patologia
per prestazioni non correlate alla patologia
Invalidi di guerra con pensione diretta vitalizia
Grandi invalidi per servizio
Invalidi civili al 100%
Grandi invalidi del lavoro
Invalidi di guerra dalla 6° all’8° categoria
per prestazioni correlate alla patologia
per prestazioni non correlate alla patologia
Titolari di pensione sociale e loro familiari a carico
Pensionati al minimo oltre i 60 anni e loro familiari a carico, disoccupati
e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a
€ 8.263,31 (£. 16.000.000); fino a € 11.362,05 (£. 22.000.000) con il Coniuge a carico
e incrementato di € 516,46 (£. 1.000.000) per Ciascun figlio a carico
Invalidi del Lavoro sotto i 2/3
Infortunati INAIL e malattie professionali
Invalidi di Servizio dalla 6° all 8° categoria
per prestazioni correlate alla patologia
per prestazioni non correlate alla patologia
Invalidi civili oltre i 2/3
Invalidi del lavoro oltre i 2/3
Invalidi per servizio dalla 2° alla 5° categoria
Ciechi e sordomuti di cui agli artt. 6 e 7 Lg. 482/68
Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata
Donne in stato di gravidanza secondo protocollo diagnostico D.M. 10 settembre 98
Nessuno
SI
Nessuno
Nessuno
SI
Nessuno
SI
Nessuno
Nessuno
Nessuno
Nessuno
Nessuno
SI
Nessuno
Nessuno
Nessuno
SI
Nessuno
Nessuno
Nessuno
Nessuno
Nessuno
Nessuno
(Fonte: U.O. Assistenza di Base e Specialistica)
EDITORE
DIREZIONE
Ubaldo Fracassi
Direttore generale
AZIENDA SANITARIA
LOCALE 2
S AV O N E S E
Periodico trimestrale
di informazione dell’ASL
n. 2 del Savonese
I dati riferiti ai destinatari di
“Sanità Notizie”
vengono utilizzati esclusivamente per
l’invio della pubblicazione
e non vengono ceduti a terzi
per nessun motivo
Mario Carminati
Direttore Amministrativo
Franco Vairo
Direttore sanitario
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e-mail: [email protected]
REDAZIONE
Direttore editoriale: Giampiero Storti
e-mail: [email protected]
Direttore responsabile: Mario Lorenzo Paggi
Hanno collaborato a questo numero:
Ubaldo Fracassi, Paolo Bellotti, Pietro Bellone, Roberto Carloni, Amnon Cohen,
Giuseppe Romagnoli, Gisella Benvenuto, Angelo Perata, Giampiero Storti, Gianluigi Figini, Marco Bessero, Elena Farulla, Paola Oreste, Vª Classe Liceo “M. G.
Rossello”, Anna Apicella, Bruno De Felice, Andrea Fiorina, Alessia Zunino, Morena Scurani
I disegni della copertina sono stati realizzati dai ragazzi delle classi 4ªA e 4ªC del
Liceo Artistico “A. Martini” di Savona.
Si ringrazia per la fattiva e cortese collaborazione gli Arch. M. Gay e M. Boero.
Questo numero è stato stampato e distribuito gratuitamente in 9.500 copie.
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Le iniziative dell`ASL 2 per sensibilizzare utenti e