Risveglio Pentecostale - Anno LXIV - numero 11 - Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Risveglio
novembre 2010
“La tua parola è una
lampada al mio piede
e una luce sul mio
sentiero” (Salmo 119:105)
P
E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
“Ecco, ti ho posto
davanti una porta
aperta, che nessuno
può chiudere, perché,
pur avendo poca
forza, hai serbato
la mia parola e non
hai rinnegato il mio
nome” [Apocalisse 3:8]
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Pubblicato dal Consiglio
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sta­le ga­rantisce l’assoluta riservatezza
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tronico presso la sede del giornale e
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la corrispondenza relativa al mensile
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mati im­pegnano esclu­si­va­men­te i lo­ro
au­tori. I manoscritti non pub­blicati non
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Comitato di Redazione Risveglio Pente­
costale - Cristiani Oggi: Vincenzo Spec­
chi (sostituto del presidente ex officio),
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Domenico Modugno, Elio Varricchione
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Io so in Chi
L’apostolo Paolo nella seconda
epistola a Timoteo 1:12 afferma:
“Io so in chi ho creduto”. Queste
sue parole ci danno lo spunto per
alcune riflessioni.
Ci sono tre categorie di persone: chi non sa in chi credere, chi
ha creduto nella persona o nella
professione di fede sbagliata e, infine, chi come l’apostolo Paolo sa
in chi ha creduto.
COLORO CHE NON SANNO IN CHI
CREDERE
Solitamente il motivo di questa
posizione è nell'affermazione che
le religioni sono tante e che tutte
pretendono di presentare la verità
e di parlare in nome di Dio. Ascoltando il messaggio proposto tutte sembrano avere tutte, vantano
una storia millenaria, tutte si fanno forti dell’estensione geografica, della diffusione numerica dei
loro aderenti e della dimensione
profetica del loro fondatore.
A chi credere dunque?
Come districarsi in mezzo alla
babele dei tanti diversi messaggi.
Ognuno vuole tirarti dalla propria parte.
Come decidere? Chi non sa in
chi credere di solito conclude dicendo che forse è meglio non decidere e rimanere nel numero di
chi non prende posizione, ma questo sicuramente non conduce da
nessuna parte; non solo non fa incontrare Dio ma, soprattutto, non
ha un futuro.
COLORO CHE HANNO CREDUTO NELLA PERSONA SBAGLIATA
O NELLA PROFESSIONE DI FEDE
SBAGLIATA
Sono quelli che hanno una “fede religiosa” ereditata da qualcuno, non frutto di una personale
esperienza. La professione di fede non reca alcuna soddisfazione
di ordine spirituale, è seguita per
abitudine senza trovare la pace interiore, né la presenza di Dio nei
cuori o la certezza della salvezza.
Pur tuttavia credono che questa fede sia l’espressione più alta
ho creduto!
“Io so” non implica il convincimento della mente, ma una vera
e propria esperienza con Cristo,
un incontro personale e individuale senza il quale non si può
affermarlo.
La migliore forma di religione
non può offrire alcuna sicurezza,
solo Cristo la può accordare!
Lo abbiamo conosciuto e Lo
abbiamo incontrato perché abbiamo udito la Sua voce rivolta al
nostro cuore e da quel momenCOLORO CHE COME PAOLO
to camminiamo con questa fede
POSSONO DIRE: “IO SO IN CHI
nell’anima.
HO CREDUTO!”
Questa è la fede che rende innon
creduto
Costoro hanno
perché i nostri piedi socrollabili,
già in una religione ma in una
no fermi sulla roccia che è Cristo.
Persona: “Io so in chi ho creduLa nostra vita può contare sulto”.
promesse e sull’assicuraSue
le
in
so
“Io
dire:
Noi possiamo
Gesù ci ha dato che sache
zione
chi ho creduto” solo quando abbiamo incontrato personalmen- rà con noi fino alla consumazione
te Cristo e sappiamo quindi di chi dei secoli.
Chi ha sperimentato “in chi ho
parliamo e chi Lui è, proprio copuò sfidare il mondo
creduto”
me l’apostolo Paolo che inconsenza temerlo.
trò Gesù sulla via di Damasco e
Un antico cristiano messo sotfu abbagliato dalla luce della Sua
cui un giudice aveva
accusa,
to
voce.
Sua
la
udì
presenza e
della verità e per nulla al mondo
sarebbero disposti a cambiarla.
Questa era la posizione di Saulo da Tarso, poi divenuto l’apostolo Paolo, che in nome di Dio
e della “religione” si era votato
anima e corpo a perseguitare il
Cristo e i suoi seguaci, naturalmente sbagliando. In questa categoria ci sono sicuramente persone in buona fede.
[2 TIMOTEO 1:12]
detto che il mondo era contro di
lui, rispose con fermezza che se
il mondo era contro di lui, lui era
contro il mondo.
La sua fede in Cristo non vacillò neppure per un momento perrchè sapeva in chi aveva creduto!
Abbiamo questa fede nella
persona del Cristo?
È l’unica fede che mette al sicuro la nostra anima nelle molte
e varie difficoltà della vita.
Se crediamo in Cristo, non siamo come le canne agitate dal
vento, in balia delle filosofie degli uomini e delle dottrine che intossicano l’anima.
Sappiamo e siamo certi che
il Signor Gesù Cristo ci condurrà dove ci ha promesso, cioè nel
Suo regno glorioso, come dice
terminando l'apostolo: “Io so in
chi ho creduto e sono persuaso
che Egli è potente a custodire il
mio deposito per quel giorno”.
in questo numero
IO SO IN CHI HO CREDUTO
XXXV INCONTRO NAZIONALE
Davide Praticò ................................. pag.2-3 GIOVANILE ADI-IBI
Luca Marino .................................. pag.12-13
IMPIGLIATI NELLA RETE
Angelo Gargano ...............................pag.4-7 GIOVANI ALLEGRI
Rodolfo Arata . .............................. pag.14-15
TUTTI PAZZI PER FACEBOOK
Alessandro Cravana ............................pag.8 UNA ESISTENZA
TRASFORMATA
IL VASAIO
Antonio Basile . ............................ pag.16-17
Fortunato Saja ................................. pag.9-11
Davide Praticò
novembre 2010
NOTIZIE DALL'ESTERO .............pag.17-19
LETTERE ALLA REDAZIONE . ...... pag.19
NOTIZIE
DALLE NOSTRE COMUNITÀ.....pag.20-23
APPUNTAMENTI ............................pag.24
Per notizie aggiornate consultate il sito
www.assembleedidio.org
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Impigliati nella rete
Stiamo assistendo a una evoluzione tecnologica della
Rete, il Web 2.0, che dà la possibilità di interagire,
di partecipare e creare nuovi contenuti, accessibili da
altri, consentendo di comunicare in modo bilaterale
(chat, groups, forum, blog, Social-Network, ecc...). Internet, da mezzo di scambio e apprendimento, si è trasformata in un mezzo di comunicazione potentissimo,
ricco di prospettive, ma anche di pericoli. È importante quindi fermarsi a riflettere sul nostro comportamento nello “spazio virtuale”.
Scopo di queste righe non è dare risposte a tutte
le domande o soluzioni a tutte le problematiche, ma
cercare di capire, imparare a identificare le potenzialità
vere e i pericoli possibili, sapersi districare nell’utilizzo
di questo mezzo per comunicare.
L’attenzione, nel Web 2.0, si sposta dai “contenitori”
ai “contenuti”. L’uso richiede la condivisione di parti
della nostra vita, dei comportamenti e questo, volendo
o no, influenzerà anche la nostra testimonianza di fede.
Una definizione di Web 2.0 di fatto non esiste, ma
possiamo capire insieme la differenza dalla prima versione. “Il Web 2.0 è una nuova visione di Internet che
influenza il nostro modo di lavorare ed interagire con
le informazioni in rete; non è un software specifico, né
un marchio registrato da Microsoft o Google, ma un
insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e
innovativo” (scrive Robin Good su http://www.businessonline.it). Il cambiamento dell’approccio di cui si
parla in questa definizione è dovuto al nuovo ruolo del
WEB 2.0.
L’interazione degli utenti con le informazioni contenute nelle singole pagine permette una nuova esperienza di navigazione. I dati inseriti, letti o “postati” diventano parte integrante della pagina stessa, acquisendo
una loro identità. La rete diventa un insieme di siti capaci di interagire tra loro e di elaborare, collettivamente, le informazioni. Per esempio su un social network
potremmo trovare il servizio cartografico che permette
di vedere l’esatta posizione di un locale, fornendoci i
dati per raggiungerlo, unito alla possibilità di far partire una chiamata per una prenotazione, mostrando
anche i commenti sul locale di altri utenti lasciati in
un forum specializzato in critica gastronomica. Tutto
da una unica pagina web.
Le informazioni inserite dal proprietario del locale
vengono utilizzate dal social network che, integrando i
servizi cartografici, ne offre uno nuovo, non previsto
dal propietario del locale.
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Le informazioni acquisiscono identità e vengono
elaborate, spesso, anche inconsapevolmente. Molti
programmi o applicazioni che esistevano con il Web
1.0 si sono “evoluti” in altri programmi dove è più
facile l’interazione tra gli utenti e dove i dati hanno
un’identità propria e possono essere modificati da
chiunque.
Gli sviluppatori ora puntano sul coinvolgimento
dell’utente e sull’interazione sociale
I siti vengono realizzati seguendo, e sfruttando, alcuni principi fondamentali:
• l’intelligenza collettiva: è il principio fondamentale
che distingue i vecchi siti, sempre gestiti da una redazione, dai nuovi servizi web come Wikipedia, YouTube,
Flickr, nei quali ogni utente può inserire e condividere
qualcosa di “suo”.
• l’importanza della distribuzione delle informazioni:
le nuove tecnologie separano nettamente forma e contenuti. Gli utenti non devono elaborare pagine Web,
ma possono pubblicare con semplicità testi, immagini,
video, audio (informazioni spesso “troppo” personali).
• web è inteso come piattaforma: questa peculiarità
permette l’uso di software senza averli installati sul
proprio PC; ne sono un esempio i molti giochi on-line.
• partecipazione degli utenti e pieno coinvolgimento
degli stessi: gli utenti sono anche gli autori dei contenuti, possono cambiarli, suddividerli per tema, esprimere
una valutazione di importanza o di gradimento.
• Really Simple Sindycation: gli RSS permettono
agli utenti di ottenere aggiornamenti automatici non
appena un sito cambia; basta semplicemente iscriversi
al feed RSS del sito, e non appena il contenuto varia,
l’utente viene tempestivamente informato.
• la facilità d’uso: i servizi sono intuitivi, facili da
usare e “seguono” le persone ovunque, grazie alla possibilità d’uso tramite palmari e smartphone.
Internet basato sul Web 2.0 fonda il suo successo
sulla partecipazione e interattività, quindi sull’uso che
ne viene fatto. Senza scadere in opinioni catastrofiste,
è importante non sottovalutare alcune “patologie”
comportamentali che sono riconducibili ad un uso del
mezzo scorretto e senza controllo. Internet ha dato origine a nuove dipendenze e disordini comportamentali;
basti pensare che all’ospedale Molinette di Torino è
attivo un ambulatorio per la disintossicazione da Internet.
Quali, quindi, le giuste attitudini d’utilizzo per
un giovane cristiano?
Un giovane credente può seguire alcuni importanti consigli che la Bibbia
mostra e che sono utili anche per l’uso di
una tecnologia così moderna. In modo
particolare il Nuovo Testamento esorta a
non imitare il mondo (Mat.5:14). Questo
principio biblico ben si applica all’uso di
Internet come diretta espressione del nostro
comportamento pubblico. Con la parola
“mondo” intendiamo il sistema sociale, l’insieme dei comportamenti stabiliti dalla morale
comunemente accettata ma non per questo coerente con l’etica Biblica.
Un giovane discepolo di Gesù sa quanto può
essere deleterio per la sua vita spirituale imitare
il “mondo” e conosce bene la fine eterna di quanti non seguono l’etica e la morale gradita a Dio
(Rom. 8:6-9). La nostra “navigazione”, grazie al
cambio tecnologico, rientra a pieno titolo tra i comportamenti che influenzano la nostra testimonianza
e, se non facciamo attenzione, rischiamo di imitare il
mondo senza neanche accorgercene.
Salomone, il grande Re d’Israele, fece un errore
simile consentendo l’ingresso di culti pagani e idoli
all’interno del proprio Regno (I Re 11:2). Prestiamo
perciò attenzione al nostro comportamento in rete
(internet) perché questo può influenzare la nostra testimonianza di fede, facendoci assomigliare sempre più al
mondo e sempre meno a Cristo. Un giovane cristiano,
nella navigazione, incontrerà certamente contenuti e
informazioni che cercheranno di mettere in dubbio la
validità di alcuni valori fondamentali; ma noi siamo
chiamati a difendere i valori caratteristici del Cristianesimo e concentrare la nostra attenzione in ciò che ha
un serio e proficuo risvolto spirituale (Col.3:1-2).
L’apostolo Paolo consigliava a Timoteo di evitare
“discorsi vuoti” (I Timoteo 6:20) ma di rivolgere i
suoi interessi a ciò che ha un fondamento vero e reale.
Quando, nella navigazione, si incontrano Forum, Blog
nei quali siamo invitati a lasciare un Post, come commento, prestiamo attenzione a che cosa scriviamo. Le
nostre parole devono testimoniare la nostra fede e la
nostra esperienza di salvezza: evitiamo le polemiche,
gli argomenti scabrosi, i toni irriverenti e le battute che
si prestano a equivoche interpretazioni. Piuttosto dedichiamo il nostro tempo a cose utili e spirituali, a quelle
attività che edificano la nostra vita spirituale invece di
metterla a rischio (II Tim.2:15).
Un giovane cristiano può rendere sempre una sana
testimonianza (I Pietro 2:9-10). Il Web 2.0 offre risorse
sia per offrire il proprio supporto spirituale che per potersi formare (oltre che informare).
Viene offerta quindi una duplice possibilità: prelevare informazioni e inserirle; è quest’ultima attività
che può rappresentare un fattore di rischio elevato
perché la maggior parte degli utenti inserisce nella
rete materiale proveniente dalla propria vita personale.
Dobbiamo essere consapevoli che esporre la nostra
vita è una grande responsabilità. Noi siamo chiamati a
rappresentare Cristo e non dimentichiamo che siamo
il “profumo” del nostro Salvatore in questo mondo (II
Cor.2:15). Per questo siamo chiamati a usare discernimento per capire che cosa stiamo leggendo, che cosa
pubblichiamo.
Vigiliamo!
Lo spazio virtuale può divenire facilmente una via
di fuga dalle nostre responsabilità, dal dovere di curare
gli affetti e la comunicazione in famiglia. Facilmente
occupa il tempo che dovremmo dedicare a Dio e al
prossimo (famiglia, studio, lavoro, chiesa, bisognosi,
non credenti, ecc…). Possiamo affermare che Dio ci ha
creato esseri socievoli, capaci di costruire relazioni ma
è importante che non abbassiamo mai la guardia!
Dalla Bibbia possiamo imparare che Giosuè fu
gabbato dopo aver sottovalutato una relazione (Giosuè
10:6)! Questi esempi hanno lo scopo di aiutarci a sviR i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - N ov e m b r e 2 0 1 0
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luppare un atteggiamento consapevole nei confronti diventa ben presto un aspetto negativo. Infatti è sì
delle “macchinazioni del nemico delle anime nostre”
positivo che su internet si possa trovare tutte le noti(II Cor.2:11).
zie che desideriamo ma è anche vero che dobbiamo
fare attenzione alle fonti da cui attingiamo e sopratIl Web 2.0 ha molte potenzialità e aspetti po- tutto non possiamo solo scaricare la prima cosa che
sitivi, ma ha anche molti aspetti negativi.
compare nella nostra ricerca.
“Tradisci su Facebook? Il divorzio ti aspetta” è un
Nell’articolo del 6 ottobre scorso, “Troppo intertitolo giornalistico emblematico pubblicato su La
net e si diventa cavernicoli”, Nicholas Carr, scritStampa. Molte volte non si pensa alle conseguenze tore americano studioso di tecnologie e economia,
che si celano dietro al “vivere” su internet; qui tutto sostiene che passare troppe ore su Internet degrada
è vissuto come un gioco, non rendendosi conto che la materia grigia fino a portarla a diventare reattiva
è realtà. Anzi, molto spesso, proprio su internet si
solo come quella di un uomo delle caverne, costrettende a essere più sinceri mettendo a nudo il nostro to a tenere d’occhio ogni movimento intorno a sé
essere interiore. Essendo facile ormai divulgare con- e incapace di focalizzarsi in modo approfondito,
tenuti sulla rete, non si fa caso alle conseguenze che rinunciando alla creatività. Perciò la rete internet
questi posso arrecare non solo a se stessi, ma anche
è positiva e dà informazioni inesauribili, ma dobal prossimo. Dobbiamo renderci conto che possiabiamo fare attenzione a non essere schiacciati da
mo essere visti da tutti e tutto quello che facciamo
queste, soprattutto dobbiamo mantenere uno stato
o produciamo su internet deve essere moderato e
mentale capace a distinguere sempre le informazioconsono alla nostra vita di cristiani. Spesso uno
ni utili da quelle dannose!
“scherzo” fatto a un amico su Facebook può arreca“Molinette, ambulatorio per i malati di Facebore danni irreparabili. Niente è più nascosto e tutto è ok” titola un articolo de La Stampa del 13 marzo
alla luce e alla portata di tutti. Una fotografia pub- scorso che presenta l’ambulatorio per «nuove» che
blicata su internet di due persone insieme può far
si occupa - e si preoccupa - dei social network. Non
finire matrimoni e fidanzamenti. L’articolo citato
solo: in ambulatorio sono seguiti i casi di assueparla proprio di questo e di come ormai gli avvocati fazione in genere da Internet, dal videopoker, ai
guardino alle pagine internet dei loro assistiti e delle videogiochi e gioco d’azzardo. L’attenzione degli
controparti per poter vincere le cause di divorzio
psichiatri è concentrata però in particolare sui netscatenate da internet.
work così tanto di moda, a iniziare da quello per an“Otto ore on line ci rubano la vita” è il titolo di
tonomasia, il sito del giovane (e miliardario) Mark
un altro articolo de La Stampa del 13 maggio in cui Zuckerberg. «Ambulatorio per “nuove” dipendenviene messo in evidenza come, al giorno d’oggi, i
ze», si legge sui volantini affissi un po’ ovunque in
giovani della nostra società, passano troppo tempo ospedale. «Le nuove dipendenze - spiega il professor
su internet, e siano loro stessi ad ammetterlo. Chi
Munno - sono quelle senza droga.
per giocare online, chi per parlare con amici, chi
Il Salmo 133 dichiara: “Quant’è buono…che i
semplicemente per perdere tempo; ormai è diventa- fratelli vivano insieme!” Questa affermazione contieta una moda o addirittura una droga per i giovani. ne un incoraggiamento di grande attualità.
Prima abbiamo elogiato il fatto che gli utenti posL’uso della tecnologia per costruire i nostri rapsono partecipare alla “vita” su internet attivamente, porti li trasforma in eventi mediati da un mezzo
ma questo è anche un aspetto negativo. Infatti, il
che rischia di isolarci. La community non potrà mai
fatto stesso che siano stimolati a partecipare nel
sostituire la comunione fraterna. Un “post” o una
cambiamento e nella costruzione di Internet tiene
“mail” non potranno mai sostituire una sana stretta
legati a questo e per molti giovani è l’inizio di didi mano.
pendenza dal mezzo.
Coltiviamo quindi le nostre relazioni preferendo
L’articolo del 9 agosto scorso pubblicato su Reil confronto immediato all’interno della Comunità
pubblica “G-dipendenti e copioni, bocciati i giovani Cristiana e non perdiamo mai di vista di coltivare il
del web” mostra la tendenza a fidarsi troppo delle
rapporto più importante, quello con Dio, che inevinotizie reperite sul web, senza cercare bene le fonti
tabilmente condizionerà tutti gli altri.
e senza valutare bene quello che si trova. Se la valorizzazione dell’intelligenza collettiva può essere
Angelo Gargano
vista come aspetto positivo, ma non si fa attenzione,
e Gruppo Giovanile della Chiesa di Torino
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Nel mese di marzo i Social Network
e i servizi di comunicazione su internet hanno ottenuto un grande riscontro di adesioni. Spicca l’entusiasmo
per Facebook che ha superato per numero di contatti persino Google, primatista fra i motori di ricerca. Fra tanti nominativi registrati non mancano
credenti, in cerca di dialogo e svago o
di occasioni per testimoniare della loro fede.
Alcune riflessioni in proposito sono
doverose, per farne un uso equilibrato e non rimanere impigliati nella rete
informatica o naufragare tra i gorghi
di risucchio mondano della “navigazione”. In mezzo ad una marea di gente
che cerca visibilità, che brama apparire per sentirsi viva o considerata, c’è il
rischio di farsi trascinare nell’esibizionismo e finanche nella finzione, a partire dalla “faccia” e dal nome da inserire nel profilo personale. Facebook (alcuni mettevano una foto sulla copertina del quaderno) tra la gioventù statunitense era un diario personale da condividere con altri.
Per degli inconsci meccanismi del
“villaggio globale” si è portati a mettere in “piazza”, ogni giorno di più, cose personali e fatti d’intimità familiare,
contagiati da una dilagante sfrontatezza. Questo perché, nella necessità di
attirare molti “amici”, la password non
ufficiale pare sia “stupire”.
Perseguire tale fine induce a deporre, poco alla volta, come si fa con la zavorra, i principi di etica e modestia cristiana.
Nei gruppi di discussione, dalla Chat,
ovvero la stanza virtuale per chiacchierare, ai forum con accesso regolato, si
crea, come per una legge di condizionamento emotivo, un abbassamento della soglia di lucidità morale per cui spesso le cose trattate sono banalizzate, ridicolizzate.
Così può anche capitare di imbattersi in chi si presenta in modo, a dir poco,
eccentrico ed egocentrico. Come il giovane che appare seminudo con il versetto di Giovanni 3:16 accanto. Qualcuno si spinge oltre… Com’è possibile invitare le persone a un incontro religioso
chiamato “God’s party”?
Nella barca di chi si lascia trasportare in questo modo dal mezzo utilizzato
verso il rilassamento spirituale c’è ancora Cristo nella Sua signoria e santità?
Quanti vi salgono, dove saranno condotti?
Così facendo, l’uso improprio del social forum degenera in una comunicazione falsata della Persona e del messaggio del Redentore.
Altro aspetto correlato è il pericolo
della nociva esposizione di dati e immagini, in un mondo perverso dove chiunque, spacciando una falsa identità, può
approfittare di confidenze e sfoghi ingenuamente rilasciati.
Mentre si attraversano tempeste
coniugali o adolescenziali, situazioni di
frattura e incomunicabilità tra le pareti domestiche, si può venire spinti ad
aprirsi, con “amici” idealizzati ma sconosciuti di presenza, lanciando SOS che
possono far approdare a distruttive intromissioni nella vita della coppia o familiare.
È lecito avere una valvola di sfogo nel
comunicare su internet, ma ove si finisce per dare eccessivo spazio a cose secondarie a danno della propria consa-
crazione cristiana, ciò è un male, una
dipendenza, una barriera spirituale!
Quei credenti che passano ore e ore
sulla rete, di giorno e di notte, ma non
trovano il tempo per frequentare gli
incontri di edificazione spirituale e servizio cristiano, stanno ampliando i loro
rapporti umani o desistendo dall’approfondire quelli cristiani? È normale
non parlare con gli altri nella vita comunitaria e poi chiedere “amicizia” su
internet? Facebook costituisce un opportunità per ampliare la comunione
fraterna o diviene un insana alternativa ad essa, che distrae da veraci rapporti e li sommerge?
L’apostolo Giovanni afferma: “Avrei
molte cose da scriverti, ma non voglio
farlo con inchiostro e penna. Perché
spero di vederti presto e allora parleremo a voce” (3 Giov.13-14).
C’è urgente bisogno non di amicizie
cristiane virtuali o relazioni più confidenziali, bensì virtuose, coltivate nel
concreto esercizio della comune fede
nel Signore, della tangibile manifestazione del frutto della Sua vita in noi,
che ci unisce in vincoli celesti.
Le parole chiave sono ancora: decoro, umiltà, pazienza, amore e, innanzitutto, verità (cfr. Efe.4:1-6).
Gli strumenti tecnologici possono risultare utili per le relazioni sociali e per
annunciare Cristo, ma soltanto la Sua
Parola, la comunione con Dio, infinitamente superiore a qualunque potere
satellitare, mantiene spiritualmente vivi, in reale comunicazione con i redenti
e sobri in ogni rapporto umano per testimoniare del Salvatore nella potenza
dello Spirito Santo.
Alessandro Cravana
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“Ecco la parola che fu rivolta a Geremia
da parte del Signore: «Àlzati, scendi in casa
del vasaio, e là ti farò udire le mie parole».
Allora io scesi in casa del vasaio, ed ecco egli
stava lavorando alla ruota; il vaso che faceva
si guastò, come succede all'argilla in mano
del vasaio; da capo ne fece un altro come a lui
parve bene di farlo. La parola del Signore mi
fu rivolta in questi termini: «Casa d'Israele,
non posso io fare di voi quello che fa questo
vasaio?», dice il Signore. «Ecco, quel che l'argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano
mia, casa d'Israele!”
Nel testo, Dio dice al profeta: “Alzati,
scendi in casa del vasaio” ed è li che vogliamo andare per ascoltare la voce di Dio.
Geremia è un profeta, ma anche un uomo
che ama la sua nazione la quale, nonostante tutti i messaggi da parte dell'Eterno, si
allontana sempre più da Dio. Per questo
motivo il cuore di Geremia è spezzato dal
dolore. Iddio vede la tristezza del suo servo
e per consolarlo gli dice: “Ecco, Io voglio
farti vedere e farti comprendere qualcosa,
scendi nella casa del vasaio”. Dio vuole mostrare a Geremia l'amore che Egli ha per il
popolo d’Israele.
Nel piccolo laboratorio del vasaio troviamo almeno tre cose: il vasaio, la ruota e
l'argilla.
Per prima cosa troviamo il vasaio, e riconosciamo che egli è tale perché sugli scaffali ci sono dei bei vasi già fatti e perché con
le sue mani egli sta lavorando l’argilla.
Poi possiamo vedere la ruota su cui il vasaio lavora l’argilla. La ruota è azionata da
un sistema di ingranaggi ai quali il vasaio
con un piede su un pedale imprime energia. La ruota gira secondo la velocità che il
vasaio ritiene necessaria.
Poi su una tavola possiamo vedere
dell'argilla; l'argilla non ha una particolare
forma, è ammassata, forma un cumulo;
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l'argilla da se stessa non può fare nulla, non
può cambiare la sua forma e se rimane non
lavorata indurisce e diventa inservibile.
Quando Geremia giunge dal vasaio, egli
sta facendo un vaso e, con la sua abilità, fa
muovere la ruota alla velocità desiderata e
usa le sue mani per plasmare l’argilla e per
formare il vaso. Sta trasformando un pezzo
di argilla in qualcosa che poi diverrà utile
e bello. La massa informe viene lavorata e
modellata. Che cosa può pensare Geremia?
L'ho già visto fare questo lavoro! “Che cosa
vorrà dirmi Dio? Perché mi ha fatto venire
qui? Che cosa vuole insegnarmi per mezzo
di questo vasaio?” Geremia è lì e guarda
con attenzione, aspettando la voce di Dio.
Anche a noi, che siamo andati con Geremia, che cosa vorrà dirci Dio riguardo al
vasaio, alla ruota e all’argilla?
Il Signore dice in Isaia 64:8 “Tuttavia,
Signore, tu sei nostro padre; noi siamo l'argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti
opera delle tue mani.”
Mentre guardiamo il vasaio, possiamo
immaginare come Dio operi con l'argilla
della nostra vita. Quanto intelligente è il
vasaio! Con quale gentilezza forma quel
vaso da una argilla informe e crea qualcosa
di bello e di utile. Oggi il Sommo vasaio,
Dio, è all'opera! Egli sa fare vasi gloriosi,
pezzi unici che gli uomini possono guardare per comprendere la grandezza dell’artista.
La Bibbia fin dalle prime pagine mostra
come Dio, il Grande vasaio, prese la polvere della terra e con intelligenza formò
il primo uomo. Dio è ancora all'opera e
sta guardando te e me perché Egli ha uno
scopo, un pensiero nella Sua mente, e sta
formando le nostre vite come dei vasi che
contengano preziosi tesori eterni. Eravamo
come argilla, senza bellezza alcuna, ma un
giorno le mani del Vasaio ci hanno preso
e trasformato in figli di Dio.
L’opera Sua continuerà nelle
nostre vite sino a che saremo
simili al Figliuolo di Dio. Il
vasaio è ancora all'opera.
Geremia vede la ruota su cui
si lavora, mentre gira intorno
al suo asse. Così anche la nostra vita si può dire che giri;
sappiamo che l’anno è diviso
in stagioni che vengono, passano e poi ritornano di nuovo.
La natura lavora come un cerchio anche sul nostro corpo. In
questa ruota possiamo vedere
le circostanze della nostra
vita che forse però è soltanto
conseguenza degli eventi che
accadono ogni giorno? Soltanto fatalità?
Oppure tutte le cose hanno uno scopo?
La vita è più che una semplice ruota,
perché la ruota è mossa dal Sommo vasaio!
Quante situazioni si presentano nella nostra esistenza! Momenti di pianto, momenti di dolore, momenti di gioia e momenti
di difficoltà!
C'è qualcosa di più della buona o avversa fortuna. Il Vasaio non fa girare la ruota
senza uno scopo. Che cosa vediamo in
questa ruota? Soltanto una opportunità che
passa via? O c'è qualcosa in più che ci porterà ad essere completati secondo un piano
divino?
Per i non credenti la vita gira a vuoto, e
consisnte nel mangiare, bere, dormire, è
notte e giorno, è susseguirsi di stagioni che
vengono e vanno, ma per il credente questa ruota è qualcosa di differente, perché
crediamo fermamente. “Or sappiamo che
tutte le cose cooperano al bene di quelli che
amano Dio, i quali sono chiamati secondo il
suo disegno” (Rom.8:28). Così tutte le lacrime, come tutte le gioie e tutte le difficoltà
non sono dovute al caso, ma esse stanno
cooperando per un piano Eterno. A volte
ci lamentiamo della ruota pensando che, se
vivessimo in un posto differente, saremmo
cristiani migliori, se non dovessimo andare
in quel posto a lavorare sarebbe meglio;
quanti se e quanti ma! Dobbiamo ricordare a noi stessi che, quando ci lamentiamo
della nostra ruota, ci stiamo lamentando
di Dio, perché come la ruota da sola non fa
nulla e viene controllata dal vasaio, così è
necessario essere mossi soltanto da Dio.
Geremia vide l'argilla. “Ricòrdati che mi
hai plasmato come argilla, e tu mi fai ritornare in polvere” (Giobbe10:9). Dio ha fatto
l'uomo con la polvere della terra e, solo dopo averlo formato, ha soffiato l’alito della
vita, facendolo diventare un'anima vivente.
Quanto poco valiamo! Ma Dio vede le meravigliose possibilità che possono emergere
dall'argilla, dopo che l’ha formata ed ha
soffiato lo Spirito.
Che cosa farà di noi il Vasaio quando ci
metterà sulla ruota? Quali sono i Suoi programmi per la nostra vita? Ogni pezzo di
argilla può essere lavorato e formato, ma il
vasaio non farà tutti i vasi uguali.
Alcuni pezzi di argilla risultano più
plasmabili e il vasaio da quella parte di
argilla farà un vaso particolare, nella Sua
intelligenza sa come trattare ognuno di noi
individualmente. Formerà questi vasi per
fare una collezione unica e spendente per
l’eternità.
Mentre il vasaio lavora e l’argilla prende
forma, all’improvviso il vaso si rompe nelle
esperte mani del maestro. Egli ferma la
ruota e scopre il motivo per cui il vaso si è
rotto. Quelle mani intelligenti toccano l'argilla, ed ecco un corpo estraneo, qualcosa
di duro, viene trovato al suo interno.
Geremia, che sta guardando con attenzione e vede il vaso rompersi, nota anche
che il vasaio non butta via l’argilla ma ne fa
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un altro, come sembra bene a lui. Dio sta parlando a Geremia della nazione d’Israele.
Ma a noi che cosa sta dicendo Dio?
Spesso Dio vede un difetto nella nostra vita
quando non stiamo agendo come Lui desidera.
Mi rende felice sapere che Dio ricomincia a
formare un nuovo vaso.
Iddio dopo aver parlato tante volte al re Saul
alla fine lo dovette rigettare, perché Egli non
può completare l’opera se l'argilla non risponde
alla sua azione.
Quando leggo di Giona che, sbagliando, fuggì lontano da Dio, posso vedere come Dio, pur
sapendo dell'errore di Giona, nella Sua grazia e
nella Sua benignità, gli offrì un'altra opportunità.
Paolo e Barnaba presero con loro per un viaggio missionario Giovanni Marco, che però non
ce la fece a vivere da missionario e tornò a casa,
provocando un'aspra contesa fra Paolo e Barnaba. Poi, più avanti, Paolo disse: "Mandami Giovanni Marco, perché egli mi è molto utile". Ebbe
un'altra opportunità!
Il grande Vasaio è all'opera e, se scopre qualche difetto penetrato nella nostra vita, invece di
gettare via l'argilla, lo toglierà e rifarà il vaso di
nuovo, affinché possa essere bello.
Quante volte Dio è stato misericordioso con
noi! Quante volte ha parlato a ciascuno di noi!
Quante volte è stato benigno nel parlare e dare la
soluzione per i problemi che abbiamo affrontato!
Qualche volta sarà sembrata amara, ma quella di
Dio è l’unica cura per continuare a vivere.
C’è qualcosa che sta impedendo l'opera del
vasaio nella tua vita? Lo Spirito Santo che convince di peccato ti ha parlato continuamente e
ancora non hai risposto, rimandando l’appello
del Signore?
Ancora ora il Vasaio ti sta dicendo: “Io non
voglio gettare via la tua argilla, io voglio fare una
opera nuova; non voglio metterti da parte, io voglio riprenderti di nuovo nelle mie mani e fare di
te qualcosa di meraviglioso; voglio togliere da te
ogni ribellione e togliere dalla tua vita quel peccato che ti corrompe”.
Quello che non permette la lavorazione
dell’argilla non è sempre visibile esteriormente:
forse quando Geremia guarda al lavoro del vasaio non vede il problema, perché non c'è soltanto
una parte esterna del vaso, ma anche una interna.
Le mani del maestro formano sia la parte
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esterna del vaso sia quella interna. Anche se
Geremia non riesce a vedere il problema esteriormente, il vasaio sa dov'esso sia.
Alcuni peccati che rovinano la nostra vita sono peccati segreti, come un problema con qualcuno, con un fratello, con una sorella che noi
non siamo disposti a perdonare; qualche volta
abbiamo agito in modo peccaminoso: eravamo
lontani dagli altri credenti e pensavamo che nessuno lo avrebbe saputo, ma sappiamo perfettamente che Dio non ha approvato le nostre azioni
ed il nostro cuore non è in pace con Lui (il vasaio conosce la parte esteriore, ma anche la parte
interiore della nostra vita). Geremia si meraviglia
dell'opera del vasaio, lo vede iniziare, lo vede
spezzare quel vaso, ma lo vede anche rifare.
Il grande Vasaio non vuole distruggere, non
vuole mettere da parte, anche se lo meriteremmo, ma, per la Sua grazia, Egli sta dicendo: “Io
voglio iniziare di nuovo con la tua vita”.
Giacobbe era un imbroglione: ingannò il padre, lo zio e chissà quante altre persone, ma una
notte Dio ha lottato con lui e l'imbroglione è
stato cambiato divenendo Israele, il Principe.
“Ma ora così parla il Signore il tuo Creatore, o
Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele!” (Isaia
43:1).
Quanto tempo passò dalla creazione di Giacobbe sino alla formazione di Israele!
Pietro rinnegò il suo Signore dicendo: “Non
conosco quell’uomo”, arrivando anche a imprecare
e a giurare.
Ma il Signore ritornò per riabilitarlo e nel
giorno della Pentecoste ne fece uno straordinario
predicatore; non ha preso né Giovanni, né Matteo, né Natanaele per quell’evento particolare.
Anche se Pietro era venuto meno, il Vasaio l'aveva rifatto nuovo.
Quando Geremia guarda il vasaio, può chiedere: “Ma dov'è il disegno su cui sta lavorando?
Io non vedo nessun disegno, nessun progetto”.
Il vasaio potrebbe dire: “Geremia, il progetto è
nella mia mente. Io so quello che voglio fare e le
mie mani formeranno quella figura; con questo
pezzo di argilla sarà fatto un bel vaso”.
Dio ha un piano per ciascuno, Gli permetteremo di portare a compimento l'opera Sua in noi?
Dio dice a Geremia: “Casa d'Israele, non posso
io fare di voi quello che fa questo vasaio?”.
Non può il Vasaio può fare la stessa cosa con
noi? GlieLo permetteremo?
Fortunato Saja
XXXV INCONTRO NAZIONALE
GIOVANILE ADI-IBI
quelli che viviamo e che la Bibbia definisce “gli ultimi
giorni” quando “gli uomini saranno egoisti, amanti del
denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione
naturale, mancanti di fede, calunniatori, intemperanti,
spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della
pietà, ma avendone rinnegata la potenza (II Timoteo 3:25). L’apostolo Paolo, nel brano citato, sembra compiere
un percorso a ritroso: dal frutto alla radice dell’albero,
dall’egoismo alle forme della pietà. Sì, all’origine della
crisi morale e spirituale del nostro mondo malato vi è
proprio la religiosità formale, soltanto esteriore, senza
alcuna interiore trasformazione, un culto caratterizzato
da riti e non da consacrata partecipazione, un’adorazione
L’ISTITUTO BIBLICO ITALIANO
vuota senza alcun contatto reale, priva cioè di comunioLa motivazione dell’Incontro è stata quella di far conoscere ai giovani le finalità dell’Istituto Biblico Italiano e ne vera, personale e profonda con Dio, capace di trasforincoraggiare le nuove generazioni allo studio della Parola mare il carattere e la vita dei credenti.
di Dio. La Scuola Biblica è un’Istituzione delle Assemblee
GLI STUDI BIBLICI
di Dio in Italia, che si propone di offrire ad ogni credente
Attraverso gli studi biblici, i fratelli Salvatore Cusumala possibilità di approfondire la propria conoscenza biblino, Giovanni Villari, Renato Mottola e Vincenzo Specchi
ca e formarsi nel servizio cristiano. I giorni dell’Incontro
hanno analizzato la natura, l’origine, l’ampiezza e l’efsono utili per quanti avvertono nel proprio cuore la
ficacia della Pietà e sono stati di grande insegnamento
chiamata da parte del Signore. Sono molti i giovani che
nel corso degli anni, incoraggiati in giorni come questi, si ed incoraggiamento. Per tanti giovani il tema della pietà
cristiana è risultato nuovo e interessante e molti sono
sono impegnati nel ministerio cristiano.
stati i commenti, le riflessioni e gli approfondimenti che
hanno seguito gli studi anche durante le ore serali. In
IL TEMA
Il tema dell’Incontro ci è stato suggerito dalle parole di tempi moderni la “pietà” viene generalmente indicata
come “compassione”, ma il termine più antico indicava
Pietro: “Aggiungete alla vostra fede… la pietà” (II Pietro
“devozione” e “fedeltà religiosa” e dal punto di vista bi1: 5,6). Tema, come ricordato dai fratelli del comitato
organizzatore, quanto mai attuale in tempi difficili come blico la pietà indica la sottomissione alla volontà di Dio e
Ogni anno alla fine del mese di Ottobre si giunge ad un
evento tanto atteso dai giovani credenti italiani: l’Incontro Nazionale Giovanile. Dal 29 ottobre al 1 novembre,
presso il Teatro Tenda di Fiuggi, organizzato dall’Istituto
Biblico Italiano si è svolto il XXXV Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI. La località di Fiuggi, rinomata per le acque
termali, è anche conosciuta per la calma e la tranquillità
che regnano nel verde paesaggio. Nei giorni del raduno,
però, la cittadina è stata scossa dalla presenza di circa
4.000 credenti provenienti da ogni parte d’Italia. Non è
stata certamente una novità per gli abitanti di Fiuggi che
ormai, in questo periodo, sono abituati ad una pacifica
invasione evangelica.
R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - N ov e m b r e 2 0 1 0
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il timore stesso di Dio. La pietà è virtù cristiana componente
del carattere divino impresso nel cuore del credente per grazia. Si concretizza nell’intento devoto di piacere a Dio e si sintetizza nell’opera soggettiva di salvezza. Per questo la pietà:
non si impara, si riceve; non si subisce, si esercita; non si imita,
si vive. La pietà è “fede in azione” nella nostra vita interiore
e nella nostra vita sociale, nel nostro rapporto con Dio e nel
nostro rapporto con il prossimo.
le persone non udenti. In questi ultimi anni, infatti, il Signore
sta sensibilizzando vari credenti, in diverse zone d’Italia, permettendo loro di raggiungere con il messaggio dell’Evangelo
chi non può ascoltare con l’udito, ma può ascoltare con il
cuore. Ci ha incoraggiato poi sapere che le pubblicazioni delle
Assemblee di Dio in Italia, Risveglio Pentecostale e Cristiani
Oggi, sono disponibili in formati leggibili dai non vedenti con il
computer.
I CULTI
Nei culti di adorazione mattutini si sono succeduti i fratelli
Enzo Iavarone e Bruno Carchedi. Il primo, prendendo spunto
da II Corinzi 5:11 “Consapevoli dunque del timore che si deve
avere del Signore…”, ha posto l’attenzione sulla consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, di vivere una vita santa e
vivere fedelmente al servizio del Signore. Il secondo, leggendo da Giudici 8:13-21, ha analizzato la figura del giovane Ieter,
figlio di Gedeone, un giovane soldato senza coraggio né forza,
incapace di partecipare e combattere in una guerra già vinta,
evidenziando il pericolo sempre presente per le nuove generazioni di credenti: essere spettatori, ma non protagonisti
nell’opera di Dio.
La predicazione della Parola di Dio nei culti serali e in quello
conclusivo è stata ministrata dal pastore Greg Mundis, missionario in Austria dal 1980, per sette anni Direttore delle
Missioni per l’Europa Centrale e, a partire dal 1998, Direttore
per l’intera Europa delle Missioni estere delle Assemblee
di Dio degli Stati Uniti d’America. Il predicatore attraverso I
Cronache 6:33 ha focalizzato la nostra attenzione su “…Eman
il cantore, figlio di Ioel, figlio di Samuele…”, sottolineando
l’ininfluenza dei nostri vissuti sulla grazia di Dio. L’amore di Dio
verso di noi non ha limiti e la Sua grazia fa la differenza nella
nostra vita. Nel capitolo 7 del Vangelo di Giovanni ha ricordato le parole di Gesù: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.
Chi crede in me, come ha detto la Scrittura fiumi d’acqua viva
sgorgheranno dal suo seno”, evidenziando la necessità di
vivere una vita di comunione con Cristo per essere ripieni di
Spirito Santo. Leggendo Filippesi 1:12-18 ci ha portati a riflettere sulla necessità della prigionia di Paolo per il progresso
dell’Evangelo, sottolineando come il coraggio di Paolo abbia
incoraggiato gli altri credenti ad “annunciare senza paura la
Parola di Dio”; il coraggio incoraggia. Nel vangelo di Luca al
capitolo 4 ha presentato la persona di Gesù Cristo, ripieno di
Spirito Santo, condotto dallo Spirito Santo, nella potenza dello
Spirito Santo e unto di Spirito Santo, sottolineando la necessità di continuare a vivere la potenza della Pentecoste anche
nei nostri giorni. La guida dello Spirito Santo, l’unzione del
messaggio predicato e lo zelo del fratello Mundis sono stati di
grande incoraggiamento e benedizione per le migliaia di giovani presenti, che hanno risposto con entusiasmo e decisione
all’invito della Parola di Dio.
Non si può descrivere in queste righe ciò che ogni partecipante all’Incontro ha ricevuto direttamente dalle mani di Dio.
Non è possibile rappresentare con parole quello che avviene
nel cuore dell’uomo quando Dio salva, libera, guarisce e battezza nello Spirito Santo. La speranza è che il racconto di ciò
che il Signore ha operato faccia crescere nei nostri cuori il desiderio di essere uomini e donne di Dio.
Luca Marino
LE NOVITÀ
Novità di quest’anno è stata la partecipazione di fratelli e
sorelle non udenti, che per la prima volta hanno potuto seguire i culti e gli studi biblici grazie alla disponibilità di due sorelle
che attraverso il linguaggio dei segni (LIS) hanno interpretato
e trasmesso la Parola di Dio. Un sogno realizzato per tanti credenti sordi che auspicano sia questo solo l’inizio di una grande
opera non solo edificativa ma soprattutto evangelistica tra
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GIOVANI ALLEGRI
Il libro dell’Ecclesiaste raccoglie le
riflessioni di un grande re che, giunto nell’ultima fase della sua vita, guarda indietro e, con amaro pessimismo,
dichiara che “tutto è vanità”. La vita gli
aveva offerto tutto: salute, ricchezze, potere, pace. Eppure conclude i suoi giorni con la mestizia nel cuore. Non si può
dire che abbia sprecato la sua vita e tuttavia non ne è soddisfatto.
Noi che conosciamo la storia biblica non fatichiamo a capire che alla base della sua insoddisfazione ci fu il suo
progressivo allontanamento dal Signore.
L’inizio del suo regno era stato benedetto: aveva ereditato uno stato prospero, aveva ricevuto da Dio la garanzia
della Sua guida e della Sua benedizione.
A poco a poco però i compromessi
della politica, l’attrazione verso i piaceri della carne, il progressivo venir meno
della sua devozione personale indebolirono sempre di più la sua vita spirituale
e tutto divenne privo di vero significato.
Nel capitolo conclusivo di questo suo
libro Salomone si rivolge espressamente
ai giovani dicendo loro: “Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza,
e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni
della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo
gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che per
tutte queste cose Dio ti chiamerà in giudizio” (Eccl.12:1).
Desidero sottolineare la prima parte di questo verso come un invito sincero perché i giovani vivano lietamente il
tempo della loro giovinezza.
Non è un fatto scontato, perché sono tanti i giovani che sono tristi, privi
di entusiasmo, apatici, sfiduciati. E duole il cuore vedere persone che sono nel
pieno delle forze fisiche, che non sono
Eccl.12:1-10
ancora oberate dal peso del lavoro, della
famiglia e delle altre responsabilità della
vita, trascorrere i loro giorni stancamente o nella tristezza.
“Rallegrati o giovane, gioisca il tuo
cuore, bandisci da esso la tristezza” è l’invito che l’Ecclesiaste ti rivolge, caro giovane.
Sicuramente ogni giovane è disposto
ad accettare questo invito, ma come fare
per vivere lietamente, col cuore allegro?
Amicizie, gite, svaghi e passatempi,
feste e divertimenti solo in parte possono dare gioia.
Basta leggere il secondo capitolo
dell’Ecclesiaste per avere una testimonianza penetrante dell’impossibilità di
trovare gioia duratura nei piaceri terreni.
Senza contare poi che spesso la ricerca ed il soddisfacimento di tali piaceri portano l’uomo lontano dalle vie di
Dio, nella strada del peccato, dell’immoralità, della corruzione.
Perciò il monito che accompagna
l’invito alla gioia e alla spensieratezza
è: “Sappi che, per tutte queste cose, Dio ti
chiamerà in giudizio”. Questo monito,
più che come una minaccia, deve suonare come un avviso da parte di Dio.
L’uomo raccoglie quello che semina e vivere una vita in contrasto con il consiglio divino produrrà sempre frutti amari.
Una gioia duratura, profonda, vera,
passa per le vie del Signore.
La grazia di Dio, il perdono dei peccati, l’accettazione di Gesù quale personale Salvatore, la decisione di fare la volontà di Dio sono fonte di gioia inesauribile.
Basta leggere il libro degli Atti per
vedere che ogni volta che il messaggio
R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - N ov e m b r e 2 0 1 0
13
dell’Evangelo raggiunge i singoli e le collettività, immancabilmente con esso giunge
l’allegrezza.
L’ubbidienza ai comandamenti del Signore, un costante ed attivo servizio cristiano consolidano e rinnovano ogni giorno la
gioia interiore. Vero è che seguire il Signore
comporta anche delle rinunce che talvolta
possono essere motivo di sofferenza o di tristezza, ma è altrettanto vero che non ci sarà alcuna gioia vissuta fuori dalla volontà di
Dio che potrà dare la piena soddisfazione
interiore che dà invece l’ubbidienza.
Di Mosè è detto che preferì “essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per
breve tempo i piaceri del peccato; stimando gli
oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa” (Ebr.11:25,26).
Altra componente essenziale per vivere
allegramente la propria giovinezza è imparare, come fece Paolo, ad esser contento dello
stato in cui ci si trova (Fil.4:11).
Molta sofferenza, nelle persone in generale e nei giovani in particolare, dipende spesso non tanto dal fatto di disubbidire apertamente al consiglio di Dio e di agire in modo peccaminoso, ma proprio dal fatto che
si vorrebbe quel che non si ha e non si sa vivere lieti con quel che si ha. E si desiderano
quindi diverse condizioni di vita o di studio
o di lavoro, oggetti e beni di consumo sempre in gran quantità e sempre dell’ultima
generazione, amicizie e comitive per una vita che sia una sorta di vacanza perenne.
Ricorda, caro giovane, che “la pietà, con
animo contento del proprio stato, è un grande
guadagno” (1 Tim.6:6).
Il libro dell’Ecclesiaste si chiude con le
seguenti parole: “Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: temi Dio e osserva
i suoi comandamenti, perché questo è il tutto
per l’uomo” (Eccl.12:15).
Ascolta la testimonianza di quanti, compreso chi scrive, hanno vissuto la loro vita
nelle vie del Signore fin dalla giovinezza e,
guardando indietro, ringraziano Dio di essersi rivelato loro durante gli anni della gioventù e mai hanno rimpianto di avere dato spazio al Signore e alla Sua Parola lungo
tutto il corso della loro vita.
Gioisci anche tu in compagnia del Signore!
Rodolfo Arata
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ARTICOLI DI FEDE
diante la preghiera, l’unzione
dell’olio e l’imposizione delle mani
(Isa.53:4-5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24;
Mar.16:17-18; Giac.5:14-16).
Crediamo al battesimo nello Spi­
rito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita,
che si manifesta, secondo le Scrit­
ture, con il segno del parlare in altre
lingue e, praticamente, con una vita
di progressiva santificazione, nell’ubCrediamo nell’unico vero Dio, E­ter­ bidienza a tutta la verità delle Sacre
no, Onnipotente, Creatore e Signo­ Scritture, nella potenza del­l’an­nun­
re di tutte le cose e che nella Sua u­ cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al mondo
nità vi sono tre distinte Per­sone: Pa­ (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46;
dre, Fi­glio e Spirito San­to (Efe.4:6;
11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20;
Matt.28:19; Luca 3: 21-22, I Gio­v.5:7). Gio­v.16:13; Matt.28:19-20).
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come la ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra
condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21;
Ro­m.1:16; I Tes­s.2:13).
Crediamo che il Signore Gesù Cri­
sto fu concepito dallo Spirito Santo
e assunse la natura umana in seno
di Maria vergine. Vero Dio e vero
uomo (Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
Crediamo ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei cristiani
che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano
per l’edificazione, l’esortazione e la
consolazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della soCrediamo nella Sua vita senza pecca- cietà umana (I Cor.12:4-11; Gal.5:22;
to, nei Suoi miracoli, nella Sua morte Ebr.13:15; Rom.12:1).
vicaria, come “prezzo di riscatto per
tutti” gli uomini, nella Sua resurre- Crediamo ai ministeri del Signore
zione, nella Sua ascensione alla de- glo­rificato, quali strumenti autorestra del Padre, quale unico mediato- voli di guida, d’insegnamento, di e­
re, nel Suo personale e imminente dificazione e di servizio nella comuritorno per i redenti e poi sulla terra nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi
in potenza e gloria per stabilire il Suo forma gerarchica (Efe.1:22-23; 4:11regno (I Pie.2:22; II Cor.5:21; Atti 2:22; 13; 5:23; Col.1:18).
I Pie.3:18; Rom.1:4; 2:24; I Cor.15:4;
Atti 1:9-11, Gio­v.14:1-3; I Cor.15:25; I Crediamo all’attualità e alla validità
delle deliberazioni del Con­cilio di Ge­
Tim.2:5).
ru­sa­lem­me, riportate in Atti 15:28Crediamo all’esistenza degli angeli 29; 16:4.
creati tutti puri e che una parte di
Crediamo alla resurrezione dei morquesti, caduti in una corruzione e
ti, alla condanna dei reprobi e alla
perdizione irreparabili, per diretta
azione di Satana, angelo ribelle, sa- glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede fino alla firanno con lui eternamente puniti
ne (Atti 24:15; Matt.25:46; 24:12,13).
(Mat­t.25:41; Efe.6:11-12).
Celebriamo il battesimo in acqua
Crediamo che soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue per immersione, nel nome del Pa­
di Cristo, unico Sommo Sa­cer­do­te, dre e del Figliolo e dello Spirito San­
siano indispensabili per la purifica- to, per coloro che fanno professione
zione dal peccato di chiunque Lo ac­ della propria fede nel Si­gnore Gesù
Cristo come personale Salvatore
cetta come personale Sal­va­tore e
(Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I
Pie.1:18,19; Efe.2:8).
Celebriamo la cena del Signore o
Crediamo che la rigenerazione (nuo­ San­ta Cena, sotto le due specie del
pa­ne e del vino, rammemorando così
va nascita) per opera dello Spi­rito
la morte del Signore e annunziandoSan­­to è assolutamente essenziale
per la sal­vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; ne il ritorno, amministrata a chi­un­
que sia stato battezzato secondo le
Tito 3:5).
regole dell’Evangelo e vive una vita
degna e santa davanti a Dio e alla soCrediamo alla guarigione divina, secondo le Sacre Scritture me- cietà (I Cor.11:23-29; Luca 22:19-20).
Una
Esistenza
trasformata
Atti 3:1-11
La Chiesa era agli albori della attività evangelistica, ed ecco il primo miracolo manifestatosi per la
fede in Gesù.
Luca ci tramanda dettagliatamente questo miracolo senza tralasciare alcun particolare di quanto
raccontatogli dai testimoni oculari.
Infatti anche nel suo vangelo troviamo diverse parabole e miracoli che non sono menzionati in
quelli di Matteo e Marco.
Si era all’inizio della Chiesa, dopo la Pentecoste,
e già si erano convertite 3000 persone in seguito al
discorso che Pietro pronunciò per lo Spirito Santo.
Fu la prima evangelizzazione in massa all’aperto.
Nel primo verso, Luca ci presenta Pietro, Giovanni e un uomo zoppo, povero e in critiche condizioni che chiedeva l’elemosina.
Era soggetto ai suoi accompagnatori che lo deponevano alla “Porta Bella” del Tempio di Gerusalemme.
La porta era di una bellezza straordinaria; in forte contrasto con tanta miseria!
Da questa scena si può notare l’allontanamento
del popolo d’Israele dal Suo creatore; infatti, la Parola di Dio insegna così: “Nondimeno, non vi sarà
alcun bisognoso tra voi” (Deut.15:4).
Non era la prima volta che i discepoli passavano
davanti a quell’uomo ma, quel pomeriggio furono
attirati particolarmente dal suo atteggiamento, così Pietro, a nome anche di Giovanni, prese l’iniziativa e disse: “Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma
quello che ho, te lo do” (v.6).
Si ricordò delle parole di Gesù riguardo al fico
seccato: “Io vi dico in verità: se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quello che è stato fatto al
fico; ma se anche diceste a questo monte: togliti di là e
gettati nel mare, sarebbe fatto” (Matt.21:21).
Pietro non fu tentato di spostare le montagne,
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ma lì, ai suoi piedi, v’era una montagna di sofferenza da rimuovere, delle catene da spezzare per dare la libertà a un uomo provato dalla malattia e dalla miseria!
Lo prese per la mano destra, dicendo: “Nel nome di Gesù il
nazareno alzati e cammina”. Luca è preciso, usa termini medici (cnf. v.7-8).
Quell’uomo aveva sempre guardato le persone dal basso verso l'alto a causa della sua condizione fisica, ora poteva
guardarle negli occhi senza dover più alzare il capo. Finalmente poteva entrare nel tempio e lodare il Signore assieme
agli altri!
Altro che oro e argento, secondo la legge non avrebbe mai
potuto entrare! “Nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi ha una deformità
per difetto o per eccesso” (Lev.21:18-19).
I poveri potevano entrare, ma lui no, troviamo nel Vangelo di Marco 12:42-43 una povera donna vedova che entrò
nel Tempio e diede come offerta solo due spiccioli; era povera, ma senza difetti fisici.
Possiamo paragonare questo miracolo alla nostra vita. Prima di incontrare Gesù, spiritualmente eravamo legati dalla
legge del peccato, che ci teneva lontani da Dio e dal luogo di
benedizione. Ora, mediante il sacrificio di Gesù, abbiamo la
libertà di accostarci al luogo Santo (Ebrei 10:19).
Gesù ci accetta con tutti i nostri difetti fisici e ci salva!
Ora dobbiamo essere una testimonianza! Come fu lo zoppo per quelli che abitualmente andavano a prelevarlo per
portarlo a casa; con meraviglia lo videro addirittura saltare,
non più con le mani stese orizzontalmente per chiedere l’elemosina, ma con le mani alzate verticalmente (verso l’alto) per
lodare il Signore. “La Tua benignità è cosa buona più che la vita, le mie labbra ti loderanno. Così ti benedirò in vita mia, io
alzerò le mie mani nel Tuo nome” (Sal.63:3-4).
Quel miracolo fu un incentivo e un’opportunità per predicare Cristo agli abitanti di quel luogo. Il risultato fu che il
numero dei fedeli salì intorno ai cinquemila.
La manifestazione dell’opera dello Spirito Santo attrae le
anime alla salvezza.
Preghiamo il nostro Signore Gesù affinché ci faccia essere
sempre una testimonianza per quelli che ci circondano!
Antonio Basile
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Notizie dall'estero
A STOCCOLMA
LA CONFERENZA MONDIALE
PENTECOSTALE
Dal 24 al 27 agosto 2010 si è svolta a
Stoccolma la XXII Conferenza Mondiale
Pentecostale. A questo importante appuntamento triennale hanno preso parte circa
2000 delegati e responsabili di chiese e
denominazioni del variegato mondo pentecostale e carismatico, provenienti da settantaquattro nazioni.
3.000 posti su quattro livelli e fu realizzato
negli anni ’30, nel periodo della Grande
Depressione.
“Abbiamo bisogno che il vento dello Spirito Santo soffi sul movimento pentecostale
per rinnovare lo zelo evangelistico e conferire la potenza necessaria per affrontare le
sfide di questo secolo”, ha detto il fratello
James Leggett, per anni
Soprintendente Generale
della International Pentecostal Holiness Church
(IPHC) e Presidente
uscente del comitato della
Conferenza Mondiale
Pentecostale.
Tema della conferenza,
trattato dai vari oratori
nelle sessioni congiunte o
separate, è stato: “Preparare se stessi, preparare gli
altri, preparare la chiesa”
con riferimento specifico
al testo biblico di Efesini
4:12,13 “…per il perfezionamento dei santi in vista
dell'opera del ministero e dell'ediLa Svezia ha ospitato l’evento per la seficazione del corpo di Cristo, fino a che tutti
conda volta, esattamente dopo cinquantagiungiamo all'unità della fede e della piena
cinque anni, in una sede simbolo dell’opera conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uopentecostale in Svezia: la storica chiesa
mini fatti, all'altezza della statura perfetta di
Filadelfia di Stoccolma (di cui fu pastore,
Cristo”.
ininterrottamente dal 1911 al 1958, il fra“È impressionante notare in questo
tello Levi Pethrus, uno dei maggiori pionie- incontro la partecipazione di un elevato
ri del movimento pentecostale nel mondo). numero di giovani in rappresentanza di
L’edificio che ha ospitato tutte le sessioni
organizzazioni e opere pentecostali sparse
della conferenza, ha una capienza di 2.300- nel mondo”, ha affermato Doug Beacham,
R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - N ov e m b r e 2 0 1 0
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direttore esecutivo delle World Missions Ministries. “Gli esponenti pentecostali più anziani
hanno posto molta enfasi sulla preghiera e sulla
necessità di mobilitare e spronare i giovani credenti di fede pentecostale per essere efficaci comunicatori del Vangelo in questo secolo”.
Di questo parere è anche il fratello Leggett
che ha asserito: “Uno dei maggiori compiti che
noi pentecostali dobbiamo affrontare è accertarci che cento anni dopo Azusa Street, rimaniamo
fedeli nel tramandare alle nuove generazioni la
realtà e la potenza della pentecoste”. Ha poi soggiunto: “Il movimento pentecostale ha bisogno
di continue effusioni di Spirito Santo, se vuole
seguitare ad essere efficace nel ventunesimo secolo”.
Oltretutto, i giorni della Conferenza sono
stati utili a rinnovare rapporti di comunione fraterna e a instaurarne nuovi. Le Assemblee di Dio
in Italia hanno partecipato all’incontro con una
propria delegazione costituita dai fratelli Felice
A. Loria, Vincenzo Specchi e Eliseo Fragnito,
esprimendo così, praticamente, la volontà di
continuare ad essere parte integrante di questa
comunione di chiese pentecostali nel mondo,
pur con le necessarie connotazioni che caratterizzano le varie opere nazionali. È indubbio che
gli incontri avuti con i maggiori responsabili
delle opere pentecostali di molti paesi e di chiese
consorelle siano stati preziosi e produrranno benefici effetti nelle relazioni future.
Il risveglio pentecostale nato ad Azusa Street
nel 1906 si è sviluppato rapidamente e oggi rappresenta un quarto dei due miliardi di cristiani
nel mondo.
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Secondo uno studio condotto all’inizio
dell’anno da Barna Group, negli Stati Uniti
circa il 25 per cento dei cristiani si dichiara pentecostale o carismatico. Tuttavia è proprio in alcune nazioni dell’Africa, dell’Asia e dell’America
Latina che si assiste a un’espansione vertiginosa
della testimonianza pentecostale.
Nei paesi del mondo occidentale, viceversa,
tranne qualche rara eccezione, si manifestano i
segnali preoccupanti di una tendenza opposta.
Non è un caso, se per la prima volta a conferma ed espressione di una mutata realtà, per i
prossimi tre anni è stato chiamato a presiedere
il comitato della conferenza un appartenente al
“Sud del mondo”. Il fratello Prince Guneratnam,
pastore della Calvary Church di Kuala Lumpur
in Malaysia e Soprintendente Generale emerito
delle Assemblee di Dio di quella nazione, succede al fratello James Leggett alla guida del comitato della Conferenza Mondiale Pentecostale.
Di fronte al’’imperante edonismo e materialismo della società occidentale, non bisogna
commettere l’errore di addebitare totalmente a
tali sfavorevoli condizioni ambientali il minor
impatto della testimonianza pentecostale nel
Nord del mondo, rispetto al Sud. Soltanto su noi
e non su altri risiede la responsabilità.
Occorre una esperienza spirituale genuina
come quella dei discepoli nella sala di sopra nel
giorno della pentecoste e poi uscire dalle chiese
per portare per le strade quello che abbiamo
ricevuto. Un’opera che è nata e si è formata nel
soprannaturale deve essere portata avanti unicamente con la “potenza dall’alto”.
Eliseo Fragnito
Notizie dall'estero
CONVEGNO DELLE ASSEMBLEE
DI DIO DEL MONDO 2011
“Avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò il mio spirito sopra ogni persona” (Atti 2:17)
Sono migliaia i pastori e i delegati internazionali che si riuniranno in India, a Chennai dal 6 al 9 febbraio 2011 per le Celebrazioni 2011 della Assemblee di Dio di tutto il mondo. Questo
evento è stato programmato affinché il maggior numero di
fratelli della grande famiglia delle Assemblee di Dio sparsa sulla
terra avesse l’opportunità di riunirsi per ringraziare Dio per la
Sua grande grazia del passato e del presente e per chiedere la
Sua benedizione per il futuro.
Viviamo in tempi in cui Dio si muove attraverso tutte le nazioni rivelando la Sua potenza e la Sua gloria alla generazione
di questo mondo che è perduta. Questo appuntamento per i
membri delle Assemblee di Dio di tutto il mondo rappresenta
una grande opportunità per tutti i responsabili dell’opera di
Cristo di ricercare la presenza e la potenza dello Spirito Santo in
modo
da poter
adempiere al grande mandato del Signore di fare discepoli fra tutte le
nazioni. La nostra preghiera è che il Signore della mèsse mandi,
nel corso di questi giorni di incontri e ancor più nei giorni a venire, una meravigliosa nuova effusione del Suo Spirito sulla Sua
Chiesa di tutto il mondo.
Attendiamo per questi giorni a Chennai, in India, anche la
delegazione delle Assemblee di Dio in Italia per sperimentare
insieme, ancora una volta, il tocco del Signore e per glorificare il
nome di Gesù Cristo. Pregate per noi!
Per il Comitato Esecutivo
delle Assemblee di Dio Mondiali
David Mortelliti
Lettere alla redazione
"Al Signore appartiene le terra e tutto quello che è in essa…"
(Salmo 24:1)
Carissimi del Risveglio Pentecostale, la pace del Signore sia
con tutti voi. Vi voglio ringraziare per questo anno trascorso
e per come siete stati puntuali nel mandarmi il giornale che è
tanto di benedizione per il nostro gruppo.
Dio vi benedica e faccia prosperare l’opera delle vostre mani.
Vi mando questo assegno per il nuovo abbonamento e per l’offerta. Al Signore sia tutta la gloria, con tanto affetto vi abbraccio
nell’amore del Signore.
Pace dalla sorella Lia Sicurello.
Bristol 05/11/2010
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Notizie dalle nostre Comunità
EVANGELIZZAZIONE E BATTESIMI A CATANZARO LIDO E SATRIANO (CZ)
L’unica pausa è stata quella della durata del turno di campeggio,
poi di nuovo tutti in piazza a distribuire opuscoli, cantare testimoniare e a predicare la parola di Dio. Anche quest’anno centinaia
di persone in quasi tutti i paesi della nostra diaspora sono state
raggiunte dal messaggio di salvezza. Emozione e grande interesse
ha suscitato la testimonianza in piazza della conversione dell’ex
sindaco ad uno di questi culti all’aperto dell’anno scorso a Caraffa
di Catanzaro. Imprenditori, ingegneri, avvocati, semplici
operai, casalinghe e disoccupati, tutti uniti, con zelo ed
entusiasmo, hanno testimoniato di come il Signore si è
rivelato ai loro cuori. I numerosi culti all’aperto non solo
hanno portato beneficio spirituale ai tanti ascoltatori,
ma prodotto incoraggiamento e maggiore unità fra
i credenti e soprattutto i giovani. Ora che la stagione
estiva è alla fine e si cambierà metodo di evangelizzazione, vogliamo chiedere a tutti di pregare il Signore
per il seme sparso, affinché anche quest’anno porti
frutto per la Sua sola gloria.
Dopo il servizio di battesimi di luglio a Catanzaro Lido,
ancora a Satriano il giorno 19 settembre altre otto anime hanno fatto patto col Signore. Tre di esse sono della
comunità di Catanzaro Lido, tre di Satriano (CZ), una di
Gasperina (CZ) e una della missione di Caraffa (CZ). A
Dio la gloria per questi preziosi frutti che ci dà grazia di
raccogliere, infatti in soli due anni ben 25 credenti hanno testimoniato della loro fede nel Signore attraverso il
battesimo. Ringraziamo Dio per la Parola che ci è stata predicata in
occasione dei battesimi dal fratello Pietro Friio, pastore della comunità di Petilia Policastro e diaspora, la quale ha ristorato le anime
dei credenti e chiamato a riflettere le molte anime nuove presenti
per l’occasione. Al Signore nostro Gesù Cristo siano la lode, la gloria
ed il servizio da noi tutti.
Severino Nicastro
EVANGELIZZAZIONE AD ARTENA (RM)
Sabato 25 settembre è stato un giorno di festa e di gioia per la comunità di Genazzano. Ringraziamo il Signore, infatti, che ci ha dato
grazia di organizzare un culto ad Artena (RM) in un capannone
gentilmente
messo a disposizione di una famiglia di credenti dove già da tempo saltuariamente effettuiamo dei culti “in casa” a Lode e gloria
del nostro Dio. Il Signore ci ha benedetto e abbiamo visto diverse
persone interessate che hanno partecipato
ascoltando la Parola del Signore predicata
dal fratello Antonio Fenicia. I giovani del coro
delle comunità di Frattaminore (NA) e Orta di
Atella (CE) hanno cantato alla gloria del Signore e testimoniato di quanto Gesù ha fatto per
loro. La Parola predicata ci ha ricordato che, se
poniamo la nostra fede in Gesù, Egli non mancherà di donare abbondanti benedizioni.
A fine culto ci siamo poi trattenuti per un’agape fraterna e siamo poi tornati alle nostre case
incoraggiati da Dio a continuare a predicare
l’Evangelo con franchezza.
Francesco Alboreto
BATTESIMI A BRA (CN)
Carissimi, ringraziamo il Signore per tutte le cose che ci dona nel
Suo grande amore, rendendo partecipi tutti i fratelli e le sorelle
della nostra gioia per i battesimi che si sono tenuti il giorno 26
settembre 2010 nel nuovo locale di culto della chiesa di Bra (CN)
sito in Corso IV Novembre, 25.
Davanti a Dio ed alla sua chiesa sono scesi nelle acque battesimali due sorelle e tre fratelli, testimoniando della loro personale
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salvezza in Cristo Gesù. Il nostro grande desiderio è che il Signore
allarghi la tesimonianza di Gesù nella grande provincia di Cuneo. Al
momento essa è presente nella città di Cuneo, Alba, Bra, Racconigi,
Fossano, Mondovì.
Ultimamente si è aggiunto anche il piccolo centro di Cavallermaggiore.
Francesco Laurendi
BATTESIMI A VERONA
Ringraziamo il Signore per come porta avanti la Sua Opera e per come ancora una volta ci ha dato la gioia di vedere nuove anime accettarLo come Signore e Salvatore e quindi testimoniare della Sua
Grazia attraverso l’ubbidienza al battesimo per immersione.
Desideriamo rendervi partecipi della nostra gioia di domenica 26
settembre quando, oltre al consueto culto mattutino, abbiamo celebrato un culto di battesimi pomeridiano insieme alle comunità
di Villafranca di Verona e San Bonifacio accompagnate dai rispettivi conduttori (Glauco Rabitti e Giorgio Bosi). Una bella “festa” nella quale abbiamo visto scendere nelle acque battesimali 27 credenti appartenenti alle tre comunità (rispettivamente 14,6,7). La gioia
è stata grande per l’alto numero di giovani che così hanno testimoniato della salvezza in Cristo e ringraziamo il Signore anche perché tra questi erano inclusi quattro coniugi “frutto” della recente
missione di San Giovanni Lupatoto (Vr). Il messaggio della Parola di
Dio (Romani 6:1-7) è stato predicato dal pastore Gigi Borelli, che ha
esposto la necessità per ogni uomo di identificarsi con la morte, la
sepoltura e la risurrezione di Gesù (identificazione concretamente adempiuta per mezzo della fede all’atto della salvezza ma simbolicamente espressa con il battesimo per immersione, quale testimonianza pubblica). Tantissima è stata la partecipazione da parte di
amici e parenti dei neofiti (nessun posto vuoto!) e pertanto la nostra preghiera è che questa bella occasione di testimonianza ci faccia vedere presto altre anime conquistate a Cristo per l’annuncio
della Parola. “Essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete
anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che
ha risuscitato lui dai morti. E voi, che eravate morti ne' falli e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Egli ha vivificati con lui, avendoci perdonato tutti i falli, avendo cancellato l'atto accusatore scritto in
precetti, il quale ci era contrario; e quell'atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce" (Colossesi 2:12-14)
Antonio Fabio Briguglio
EVANGELIZZAZIONE E BATTESIMI A FELINA (RE)
Il supremo mandato di Cristo Gesù alla Sua Chiesa - “Andate per tutto
il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura. Chi avrà' creduto
e sarà' stato battezzato, sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà
condannato” (Marco 16:15-16) - ci mette davanti alla responsabilità di
parlare agli altri di Cristo, invitando i peccatori, i bisognosi, gli ammalati a incontrarLo come personale Salvatore per essere alleviati dai loro pesi con l'invito che Gesù stesso rivolge agli uomini: “Venite a me voi tutti che siete travagliati ed Io vi darò riposo”
(Matteo 11:28). Questo è stato il sentimento che ci ha spinto ad
organizzare 4 giorni di evangelizzazione a Felina dal 15 al 18
settembre,con la struttura dei gazebi, prestata dalla comunità
di Reggio Emilia. In questa occasione abbiamo visto delle persone che sono venute a Cristo. Sono state serate meravigliose,
lo Spirito Santo è stato con noi e ha riempito i fratelli di una
fresca unzione. I pastori che si sono alternati per l'annuncio
della Parola sono stati: Nicola Mancini, Lorenzo Framarin, Fabio
Briguglio e Giuseppe Carlucci. Con le parole non possiamo raccontare le benedizioni ricevute, poiché il Signore ha fatto cose
grandi, risvegliando le coscienze di molti. Condividiamo poi la
gioia avuta nel servizio battesimale tenutosi il 3 ottobre nella
comunità di Felina durante il quale tre giovani neofiti sono scesi nelle acque battesimali confessando pubblicamente la propria fede in Gesù Cristo. Alcuni intervenuti per la prima volta
hanno avuto l'opportunità di ascoltare insieme alla fratellanza
la parola del Signore, che per l'occasione è affidata al fratello Strano
Spiridione, pastore della comunità di Rimini e Diaspora. Il Signore ci
ha benedetto grandemente e siamo certi che continuerà a portare
avanti l'opera che ha iniziato in questa zona.
Francesco Bozzi
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Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA TEVEROLA (CE)
Cari fratelli, desideriamo comunicare con grande gioia che
il 26 settembre il Signore ci ha concesso di trascorrere una giornata
in comunione fraterna con le missioni di Teverola (Ce), godendo
delle benedizioni celesti. La mattina ci siamo ritrovati assieme nel
locale di culto di Santa Maria Capua Vetere per celebrare un servizio battesimale. II Signore ci ha dato grazia di vedere scendere
nelle acque battesimali tre neofiti appartenenti alla missione
di Teverola, i quali hanno dichiarato la propria appartenenza
a Cristo, testimoniando pubblicamente di avere accettato
Gesù come personale Salvatore. Il messaggio della Parola è
stato amministrato dal fatello Francesco Turco, incaricato della stessa missione di Teverola. Per l’occasione erano presenti,
oltre ai fratelli della Chiesa di Santa Andrea, Teano e Caiazzo,
molti parenti e amici, con i quali abbiamo anche condiviso il
pranzo e trascorso il primo pomeriggio in armonia, parlando
della salvezza che Gesù offre a tutti coloro che vanno a Lui
con cuore sincero. Abbiamo concluso la giornata con il culto
di Santa Cena. La Parola ci è stata amministrata dal fratello
Franco Russo, incaricato per la missione di Teano. Ringraziato
sia Iddio per ogni Suo favore. Preghiamo che Egli possa portare avanti l’opera Sua con altre salvezze, battesimi di Spirito
Santo e guarigioni.
Cesare Turco
NUOVO LOCALE DI CULTO A GENOVA
Sabato 2 ottobre, alla presenza di quasi 150 persone, la chiesa di
Genova ha dedicato il suo secondo locale di culto nella città. La
possibilità concreta di coronare quello che era a tutti gli effetti
un grande desiderio di tutti è arrivata all’inizio del mese di luglio,
quando è stato individuato un locale in una posizione apparsa subito “strategica”: di fronte all’ospedale regionale S. Martino e ad un
centro commerciale (CCOP), a due passi dalla Casa dello studente,
ad un chilometro dalla centrale stazione ferroviaria di Brignole e a
poco più di tre dall’importante ospedale pediatrico Gaslini.
Un’occasione imperdibile, una benedizione di Dio, che in meno di
un mese ci ha portato ad iniziare i lavori di adeguamento di quella
che sarebbe stata la “chiesa del centro-est”, dove abita circa il 40%
dei credenti, mentre l’attuale locale è nel centro-ovest, nel quartiere Sampierdarena. Il nuovo locale del quartiere San Martino d’Albaro darà la possibilità a tanti fratelli di Genova, soprattutto ai più
anziani ma anche a quelli che lavorano fino a tardi, di frequentare i
culti durante la settimana e non soltanto la domenica. Inoltre, sarà
più facile venire in chiesa anche per quei fratelli e simpatizzanti
che giungono a Genova per curarsi o per studiare, soprattutto
se si considera chi non è abituato a muoversi nelle grandi città.
Nell’impegno preso, uno sforzo
economico non indifferente
per una comunità di poco più
di 100 credenti battezzati, ha
un ruolo rilevante anche il grande desiderio di evangelizzare
in modo più capillare la città.
Genova si estende sulla costa
ligure per 35 Km e per di più è
una città dalla viabilità difficile,
come dimostrano i recenti fatti
di cronaca, perciò risulta particolarmente difficile proporre ad
amici e parenti di spostarsi di 10
o 20 Km in città per venire ad
un culto. Insieme alle campagne
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evangelistiche con la tenda (l’ultima in ordine di tempo è terminata
il 9 settembre scorso) e ai gazebo allestiti nei vari quartieri della
città (il prossimo dicembre verrà distribuito in città il calendario
cristiano 2011), il un nuovo locale testimonia del felice momento
evangelistico della chiesa. Gli indirizzi dove poter offrire il culto al
Signore a Genova sono perciò i seguenti: Genova centro-ovest
(quartiere Sampierdarena), Via E. Degola 20, riunioni di venerdì (ore
19:00) e di domenica (ore 17:30); Genova centro-est (quartiere S.
Martino d’Albaro), Corso A. Gastaldi 136j, riunioni di mercoledì e di
sabato (ore 19:30).
Chiediamo a tutti di continuare a pregare per la prosperità della
chiesa di Genova.
Vincenzo Martucci
BATTESIMI A TORRE DEL GRECO (NA)
"Il Signore ha fatto cose grandi per noi , e noi siamo nella gioia" (Salmo 126:3). Siamo grati e riconoscenti al Signore per l'opera che
Egli sta compiendo nella città di Torre del Greco. L'Evangelo si sta
spandendo sempre di più producendo in tanti una conversione
vera e profonda. Dio ci ha dato grazia
negli ultimi mesi di intensificare l'opera di evangelizzazione attraverso dei
culti all'aperto e l'installazione di una
tenda, dove per dieci sere abbiamo
offerto i nostri culti per la gloria di
Dio. Per l'occasione si sono alternati
diversi pastori delle nostre chiese, che
attraverso la predicazione della parola
di Dio hanno edificato la nostra vita.
Inoltre ci ha concesso il 26 Settembre
2010 di avere un servizio di battesimi
in cui diciotto neofiti hanno testimoniato della loro fede in Cristo Gesù.
Grande è stata la nostra gioia nel vedere che la parola di Dio predicata per
l'occasione dal fratello Davide Di Iorio,
pastore della comunità di Napoli - Via
Carafa, ha toccato i numerosi presenti. Sicuri e certi che il nostro
Signore Gesù Cristo continuerà a benedire la Sua opera, salutiamo
con affetto tutti i nostri fratelli.
Raimondo Mennella
BATTESIMI A TORINO – VIA CUNIBERTI
Il 3 ottobre è stato un giorno di grande festa per la chiesa di Torino, Via Cuniberti. Abbiamo avuto la gioia di
tenere un culto di battesimi, durante il quale due
fratelli hanno fatto patto
con il Signore. Commoventi sono state le
testimonianze dei neofiti,
che, semplicemente ed
efficacemente, hanno
raccontato della loro esperienza personale con Cristo. Penetrante
è stata la predicazione della Parola di Dio, affidata al fratello Calogero Palumbo, pastore delle chiese di Paternò (CT) e Centuripe
(EN), il quale ha meditato su un brano tratto dal Libro di Ruth, nel
quale è emerso il grande amore del nostro Redentore. Desideriamo rendere tutta la Gloria al Signore per la Sua Opera in mezzo a
noi. Egli sta continuando a chiamare altri alla salvezza, sta liberando, continuerà altresì e guarire e a battezzare nello Spirito Santo!
A Lui la lode in eterno!
Stefano Zedda
BATTESIMI A MONTESANO SCALO (SA)
Siamo grati a Dio per il fatto che il giorno 10 ottobre 2010 nella
comunità di Montesano Scalo sono scesi nelle acque battesimali
tre credenti, uno della comunità di Montesano Scalo e due della
comunità di Atena Lucana, accettando Gesù come personale salvatore. Dopo i battesimi abbiamo celebrato la Santa Cena, insieme
a tutte le comunità del Vallo di Diano. Dio ci ha benedetto grandemente.
Luigi Di Santo
NOTIZIE DA TERMINI IMERESE (PA)
Esprimiamo gratitudine al Signore per le benedizioni che Egli ha
concesso alla nostra comunità in questi mesi. Domenica 13 giugno
abbiamo avuto la gioia di veder scendere nelle acque battesimali
un giovane credente. Il locale di culto era gremito di fedeli e in
molti hanno modo di ascoltare per la prima volta la predicazione
della Parola di Dio portata dal fratello Antonino Mancuso, pastore
a Milena e Campofranco (CL). A questo primo culto di battesimi è
seguito un secondo celebrato domenica 19 settembre, nel quale
un altro giovane ha confessato pubblicamente la sua fede in Cristo
Gesù: ancora una volta abbiamo gioito nel Signore. Per l’occasione
abbiamo avuto la gradita visita dei fratello Antonio Messina, conduttore della comunità di Cattolica Eraclea (AG) il quale ci ha esposto il consiglio della Parola del Signore tratto da Atti 16:25-34. Il
Signore ci ha concesso, inoltre, la gioia di tenere domenica 27 giugno un incontro fraterno con le comunità circonvicine di Collesano,
Trabia, Campofelice di Roccella e Cerda; predicatore e relatore dello
studio biblico dell’incontro è stato il fratello Giuseppe Tagliavia,
pastore della comunità di Montelepre (PA). Preghiamo il Signore
perché ci conceda di vedere altre anime salvate e liberate.
Listì Giovanni
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appuntamenti
CONVEGNO PASTORI
E CONSIGLI DI CHIESA
NORD EST
Sabato 20 novembre 2010, presso il C.C.E.
Poggiale (BO), si terrà il Convegno Pasto­
ri e Consigli di Chiesa della Zona Italia
Nord Est
INCONTRO PROVINCIALE FOGGIA
Sabato 4 dicembre 2010 si terrà un Incon­
tro Provinciale delle chiese della provin­
cia di Foggia a Sannicandro (FG), presso
il locale di culto sito in Via dei Peligni
trav. Via Gramsci. Il predicatore al culto
serale sarà il pastore Fulvio Tarabella
INCONTRO PROVINCIALE TARANTO
Sabato 20 novembre 2010 alle ore 18 si
terrà a Crispiano (TA) un Incontro dellle
chiese della provincia di Taranto
CONVEGNO PASTORALE
PUGLIA E BASILICATA
Mercoledì 8 dicembre 2010 si terrà il
Convegno Pastorale della Zona Puglia e
Basilicata
INCONTRO GIOVANILE NORD OVEST
Sabato 27 novembre 2010, presso il locale
di culto della chiesa di Arona (NO), si ter­
rà l'Incontro Giovanile Zona Italia NordOvest. Ospite il pastore Silvio Dello Buono
INCONTRO FRATERNO ITALIA CENTRALE
Mercoledì 8 dicembre 2010, a Roma, pres­
so il locale di culto di Via E. Repetti, si
terrà l'Incontro Fraterno della zona Italia
Centrale e Sardegna. Ospite il pastore
Guerino Perugini
RADUNO FRATERNO TOSCANA
Mercoledì 8 dicembre 2010, a Empoli,
presso il Palazzo delle Esposizioni, si
terrà il Raduno Fraterno delle chiese ADI
della Toscana. Ospite il pastore Angelo
Gargano
RIUNIONE PASTORI E CONSIGLIERI
NORD OVEST
Sabato 11 dicembre 2010, a Torino-Via
Spalato 9a, si terrà una Riunione per Pa­
stori e Consiglieri di Chiesa della zona
Italia Nord Ovest
PRENOTA LE TUE COPIE
DEL CALENDARIO 2011
RISVEGLIO PENTECOSTALE
E CRISTIANI OGGI
prenotazione entro il 26 novembre
A Dio piacendo, anche quest’anno, il Calendario 2011 di Risveglio Pentecostale e Cristiani Oggi sarà abbinato al numero di dicembre
2010 di Risveglio Pentecostale.
È possibile prenotarne copie aggiuntive entro il 26 novembre 2010 richiedendole alla re­
dazione per fax allo 049.612565, con una email
[email protected] oppure anche telefonicamen­
te allo 049.605127
da richiedere a ADI-Media, Via della Formica 23 - 00155 Roma,
Tel.06.2284970, fax 06.2251432, e-mail: [email protected]
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Mensile a carattere religioso pubblicato
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di Dio in Ita­lia, che fin dal 1946 ha lo scopo d’essere, con l’aiu­
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