L’apprendimento delle
lingue nell’Unione europea
Europe Direct
Comune di Trieste - Assessorato alla Comunicazione
Fonti:
Commissione Europea - Direzione Generale Educazione e Formazione
Agenzia Nazionale per i Giovani
Agenzia del Programma di Apprendimento Permanente
Rete Eurodesk
Consiglio d’Europa
Si ringraziano le scuole di lingue e le istituzioni che hanno contribuito alla
realizzazione del presente opuscolo.
Le pubblicazioni citate all’interno di questo opuscolo si possono trovare all’interno dei seguenti siti:
http://bookshop.europa.eu/
ec.europa.eu/publications
Stampato nel 2009
da Tipografia Mosetti - Trieste
Comune di Trieste
Europe Direct,
l’ufficio d’informazione europea di Trieste
L’Europe Direct Trieste, gestito dal Comune di Trieste in convenzione con la Direzione generale Comunicazione della
Commissione europea, è stato inaugurato il 23 giugno 1999. E’ un centro europeo d’informazione che ha l’obbiettivo di
diffondere l’informazione comunitaria. Si
conoscono le tematiche principali della
Ue e faremo sempre del nostro meglio
per fornire delle risposte immediate, ma
qualora non fossimo in grado, faremo il
possibile per aiutarvi a trovare l’informazione.
Europe Direct
Trieste
Comune di Trieste
via della Procureria
2/A 34121 Trieste
tel.: 040 675 41 41
fax: 040 675 41 42
[email protected]
www.retecivica.trieste.it/eud
ORARIO PER IL PUBBLICO
lunedì-venerdì 9.00-12.30
martedì e giovedì 14.30-17.00
Siamo esperti del PROGRAMMA
GIOVENTU’ IN AZIONE (ente d’invio
del Servizio Volontario Europeo) e disponibili a dei partenariati per progetti su
questo tema.
Organizziamo regolarmente delle campagne promozionali in regione e, grazie a scambi giovanili, corsi di formazione e partenariati, abbiamo moltissimi contatti con enti ed associazioni in giro per l’Italia, l’Europa e non solo.
SEGNALIAMO AI + GIOVANI:
• la possibilità di accedere al database EURES, che propone opportunità di lavoro in Europa;
• come fare e dove rivolgersi per un tirocinio presso le istituzioni europee;
• il Servizio Volontario Europeo (SVE).
A SCUOLE & INSEGNANTI OFFRIAMO:
• visite con conferenze / lezioni nelle scuole. Molte pubblicazioni e poster gratuiti.
A DISPOSIZIONE DI TUTTI I CITTADINI:
• dépliant, pubblicazioni, poster, carte geografiche, CD ed ancora altro materiale prodotto
dall’Ufficio Pubblicazioni della Commissione europea;
• possibilità di accedere ad internet (ma solo siti ufficiali della Ue) e di abbonarsi alle nostre
newsletter.
PER GLI ENTI PUBBLICI E LE ASSOCIAZIONI:
• come aprire (in convenzione con il nostro ufficio) un “Punto Europa”, cioè uno
sportello informativo simile al nostro, in
un altro comune della regione;
• dépliant, DVD, poster, presentazioni
Powerpoint (gratuiti) per ogni conferenza / convegno su tematiche
europee.
3
26 settembre:
giornata europea delle lingue
In Europa per ragioni culturali e lavorative, l’apprendimento delle lingue straniere è molto importante. Per i
singoli, può aprire la porta ad una carriera più gratificante, dare la possibilità di vivere, studiare o lavorare all’estero, e persino di fare delle vacanze più piacevoli. Per
le società, la disponibilità di personale con competenze
linguistiche può aprire la porta ai mercati europei e mondiali. Ma soprattutto la lingua fa parte dell’identità e della
cultura di un popolo. Conoscere le lingue straniere aiuta a
capire altri popoli e ad irrobustire il senso di appartenenza
europeo.
Dalle inchieste
“Eurobarometro” della
Commissione è emerso che
in alcuni paesi europei
quasi tutti parlano almeno
due lingue, a dimostrazione
del fatto che la conoscenza
di più lingue è possibile per
chiunque, e non è riservata
ad un’élite. Poiché l’Ue
auspica che tutti i suoi
cittadini abbiano accesso ai
vantaggi offerti dalle competenze linguistiche, l’apprendimento delle lingue è
una componente essenziale
dei programmi Ue di istruzione e formazione.
Proprio per questo l’Unione
Alcuni gadget del Consiglio d’Europa per la
europea ha creato il proEDL (European Day of Languages)
gramma “Languages Key
Activity” (ex programma
Lingua).
Questo programma contribuisce a finanziare la collaborazione tra istituzioni di diversi paesi per la preparazione di
materiale innovativo per l’apprendimento delle lingue. Inoltre, sostiene progetti che
sensibilizzano le persone in merito ai piaceri e ai vantaggi che derivano dalla conoscenza
delle lingue.
Grazie all’Anno Europeo delle lingue organizzato dalla
Commissione e dal Consiglio d’Europa dal 2001 il settore linguistico ha acquisito un rilievo mai conosciuto
prima. In tutta Europa, il 26 settembre, in occasione
della Giornata europea delle lingue, si organizzano
manifestazioni di vario tipo, rivolte prevalentemente al
grande pubblico.
Info e contatti:
EDL - 26 settembre
http://edl.ecml.at/
Consiglio d’Europa
www.coe.int
4
L’importanza
delle lingue straniere
L’apprendimento di una lingua straniera è un vero e proprio investimento per il futuro, ma si sa, studiarla e sentirsi abili nel parlarla non è sempre facile.
Le lingue sono molto di più che semplici parole, sono lo
strumento che consente di vivere la cultura.
Molti europei comprendono l’importanza e i vantaggi che
ne derivano, soprattutto in ambito personale e professionale. Sapere un’altra lingua è un valore aggiunto per tutti
coloro che hanno voglia di scoprire quello che c’è al di
fuori del territorio nazionale. Non vi sono regole nell’apprendimento delle lingue, tutti possono farlo indipendentemente dall’età e dalla preparazione culturale ma, prima
si inizia lo studio di una lingua, più risulta facile impararla.
Perchè imparare un’altra lingua
Saper sostenere una conversazione in una lingua straniera
è utile a molti scopi — studiare all’estero, viaggiare, stabilire contatti d’affari e stringere amicizie internazionali — oltre ad aprire ogni sorta di opportunità di lavoro.
La Commissione europea, per incoraggiare l’apprendimento delle lingue straniere, ha creato
programmi, opuscoli, siti e moltissime iniziative a livello nazionale ed internazionale. Alcuni
esempi: il Programma di Apprendimento Permanente, la Giornata Europea delle Lingue,
quiz e giochi per grandi e piccini ma anche finanziamenti per andare a fare un’esperienza di
lavoro o studio all’estero.
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landa.
Una lingua, tante lingue
Nell’Unione europea ci sono 23 lingue ufficiali. Infatti, quando
un paese diviene membro dell’Ue la sua lingua nazionale diventa
automaticamente lingua ufficiale dell’Ue. Con l’entrata di nuovi
12 Stati membri, dal 2004 al 2007, le lingue ufficiali sono passate
da 11 a 23 concentrando l’attenzione sul ruolo delle lingue nell’Ue.
Questo ha spinto a creare ,nel 2007, la pluralità degli idiomi come
nuova area politica, consentendo a ciascun cittadino europeo di utilizzare la propria lingua per ogni contatto con le istituzioni europee.
In questo modo l’Unione europea si assicura che non si creino
discriminazioni tra i cittadini. All’interno del Parlamento europeo, per
esempio, i deputati possono riLe principali motivazioni per
volgersi all’assemblea parlando
imparare una lingua straniera
la loro lingua madre. Il lavoro di
andare in vacanza
interpretazione e traduzione che
all'estero
4%
ci sta dietro rappresenta dunque
18%
soddisfazione
una grande responsabilità per
35%
personale
l’Ue.
avere un lavoro
migliore
comprendere
persone di altre
culture
studiare all'estero
5
16%
27%
Eurobarometro 2006
Pubblicazioni sulle lingue
targate “Ue”
Queste e molte altre pubblicazioni
le potete trovare su:
http://bookshop.europa.eu/
ec.europa.eu/publications
6
Le lingue
dell’Unione europea
Il primo regolamento della Comunità che trattava la tematica
delle lingue ufficiali venne approvato nel 1958 (modificato
ogni volta che un nuovo paese diveniva membro dell’Ue).
Tale regolamento stabiliva che le lingue ufficiali con le quali si
doveva lavorare all’interno delle istituzioni europee fossero:
l’olandese, il tedesco, il francese, l’inglese e l’italiano.
Da allora il numero delle lingue ufficiali è aumentato, da 4 nel
1958 a 23 nel 2007 con l’entrata nell’Unione europea di 19
nuovi paesi.
Come abbiamo detto, all’interno delle istituzioni dell’Ue tutti i documenti e le relazioni sono
tradotte nelle 23 lingue ufficiali, tranne che all’interno della Commissione europea dove le
lingue di lavoro: sono tre:francese, inglese e tedesco.
Quale lingua?
Inglese, tedesco, spagnolo, francese, bulgaro o svedese? Quale lingua è meglio imparare
per avere maggiori opportunità?
Si sa, l’inglese è la lingua conosciuta e parlata dalla maggior parte della popolazione europea (ben il 38%), seguita dal tedesco e dal francese (14 % entrambi) e dallo spagnolo
(6%). Ma vi siete mai chiesti quali siano i paesi più poliglotti?
E’ stato dimostrato che gli Stati membri più piccoli, che spesso hanno più di una lingua ufficiale, vantano maggiori conoscenze linguistiche. I più poliglotti sono i lussemburghesi (99%
della popolazione parla più di una lingua), a seguire gli slovacchi (97%) e i lettoni (95%).
Solo pochi stati hanno registrato una maggioranza di monolingui, e l’Italia è tra questi.
Le lingue ufficiali dell’Ue dal 1958 ad oggi
7
Lingue minoritarie
Con 23 lingue ufficiali, tre alfabeti ed oltre una
sessantina di altri idiomi parlati quotidianamente,
l'Unione europea è oggi una delle comunità linguisticamente più complesse del pianeta. Si calcola
che ben 40 milioni di cittadini dell'Unione usino
regolarmente una lingua regionale o minoritaria
solitamente tramandata da una generazione all'altra. La definizione consueta di lingua regionale o
minoritaria è quella utilizzata nella Carta europea
(ECRML: European Charter for Regional or Minority
Languages). Per la Carta, una lingua minoritaria
è innanzitutto una lingua che si distingue nettamente dalle altre lingue parlate dal resto di
una popolazione di uno Stato. La Carta utilizza così il concetto di “ lingue che sono […]
tradizionalmente usate in un certo territorio di uno Stato dagli abitanti che rappresentano
un gruppo numericamente più piccolo del resto della popolazione e, […] diverse dalle lingue
ufficiali dello Stato”.
Le lingue minoritarie in Italia e nel FVG
Le lingue parlate in Italia sono sottoposte a diversi provvedimenti legislativi nazionali, regionali ed europei che ne regolano
l'uso e ne garantiscono la tutela.
L'art. 6 della Costituzione Italiana stabilisce che: "La Repubblica
tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".
Oltre al tedesco ed al francese, parificate nelle regioni in cui si
parlano (Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta), alla lingua italiana,
il Parlamento italiano ha riconosciuto ufficialmente altre dieci
lingue minoritarie storiche.
La legge di tutela prevede l'uso di tali lingue negli uffici pubblici
ed il loro insegnamento nelle scuole. Nella regione FVG, per esempio, le lingue ufficiali oltre
all’italiano, sono il tedesco, il friulano e lo sloveno.
LUOGHI IN CUI SI PARLA
LINGUA MINORITARIA
Albanese
Provincia di Pescara; Provincia di Potenza; Province di Catanzaro, Cosenza
e Crotone; Provincia di Avellino; Provincia di Campobasso, Province di
Foggia e Taranto, Provincia di Palermo.
Francese
Valle d'Aosta
Francoprovenzale
Valle d'Aosta; Valli Piemontesi, Piemonte, Celle San Vito e Faeto Puglia
Catalano
Alghero
Croato
Provincia di Campobasso
Friulano
Province di Udine, Pordenone e Gorizia; Venezia
Greco
Provincia di Reggio Calabria; Salento,
Ladino
Province di Bolzano e Trento; Provincia di Belluno
Occitano
Valli Occitane del Piemonte e della Liguria; Guardia Piemontese
Sardo
Sardegna
Sloveno
Province di Udine, Gorizia e Trieste
Tedesco
Trentino Alto Adige
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L’importanza di conoscere
le lingue
Una delle caratteristiche principali dell’Unione europea è la
diversità linguistica, proprio per questo uno degli obbiettivi
dell’Ue è sviluppare la conoscenza delle lingue. Con più di
500 milioni di cittadini con origini etniche, culturali e linguistiche diverse, è molto importante riuscire a comprendersi
e comunicare con gli altri. La conoscenza di un’altra lingua
oltre che la propria è un trampolino di lancio per nuove opportunità ed esperienze, soprattutto all’interno dell’Ue. Per lavorare assieme, gli europei non possono fare a meno delle
lingue. Per questo motivo, la Commissione europea sta attuando numerose iniziative per
promuovere il multilinguismo. Iniziative come il Programma di Apprendimento Permanente (Lifelong Learning Program, LLP), il Programma Language Key Activity (ex Programma Lingua), Programma Gioventù in Azione, il programma Cultura e molti altri.
Due, meglio di uno!
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politico
Parlare una seconda lingua apre nuovi orizzonti e i cittadini
europei lo sanno bene! Da un sondaggio di “Eurobarometro”
negli ultimi anni la percentuale di cittadini che parlano una o
due lingue straniere sono in aumento, specialmente in alcuni
stati. Però, se fino ad alcuni anni fa la conoscenza di una
sola lingua straniera, come per esempio l’inglese, era sufficiente per vedersi aprire le porte dell’Ue, questo ora non
basta più. L’Unione europea considera ambizioso ma essenziale l’obiettivo “1 + 2” ovvero, “lingua madre +2”.
L’insegnamento delle lingue
L’insegnamento delle lingue dovrebbe cominciare in tenera età e durare tutto l’arco della
vita ma, per far si che questo abbia un senso, è importante che gli insegnanti abbiano una
formazione specifica. Imparare a memoria le regole grammaticali non è sufficiente, l’apprendimento delle lingue è qualcosa di più, è la porta d’accesso che permette di avvicinarsi
e spaziare in diverse culture. La scuola quindi non si limita semplicemente ad insegnare le
lingue, ma di fatto prepara gli alunni ad inserirsi in una società aperta alle culture europee
in seno alla quale essi verranno immancabilmente in contatto con individui di paesi e tradizioni diverse. Oltre
alle lezioni frontali in classe (apprendimento formale), sono essenziali anche
le opportunità di utilizzare le competenze linguistiche con viaggi all’ estero, con “pen friend” o con film in lingua
(apprendimento non-formale/informale). Ricordiamo che l’Italia è uno dei
pochi stati che per film in lingua straniera, non utilizza il sottotitolaggio ma
la traduzione sistematica dei film. Anche per questo, forse, gli italiani hanno
un livello di conoscenza delle lingue inferiore rispetto agli altri)
9
L’apprendimento formale,
non formale ed informale
Si sa, spesso ci si confonde tra apprendimento
formale, non formale ed informale, proprio per
questo affrontiamo una volta per tutte questi tre
concetti molto importanti.
Le iniziative europee nell’istruzione e la formazione sottolineano l’importanza ed il ruolo crescente
dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
In particolare mettono in evidenza la
complementarietà tra l’apprendimento formale,
non formale ed informale per la realizzazione di
ciascuno, la cittadinanza attiva, l’inclusione
sociale e l’occupabilità.
Formale e non- formale
In Europa, la maggior parte dei cittadini ha ricevuto nella propria
vita una qualche forma di scolarizzazione formale. Questo tipo
d’istruzione si basa normalmente su una relazione “verticale” tra
studente e insegnante. Se parlando di apprendimento formale ci
viene in mente il professore, il banco di scuola, i libri e le interrogazioni, con l’istruzione non-formale si pensa a qualcosa al di
fuori del curriculum scolastico. L’apprendimento non formale
infatti può essere sintetizzato con la formula “learning by doing”,
ovvero imparare direttamente sul campo.
Non-formale o informale?
Talvolta si fa confusione tra apprendimento nonformale e informale.
Si considera “informale” l’apprendimento spontaneo, come avviene nella vita di tutti i giorni e
non sempre intenzionalmente (avviene generalmente durante iniziative per giovani e per il tempo
libero, nelle attività di gruppo tra pari e nel
volontariato); mentre con “non-formale” si intende un apprendimento pianificato ed ideato da un
educatore, formatore o animatore che offre anche
sostegno durante l’intero processo di apprendimento
(le attività si svolgono su base volontaria e progettata).
Un esempio? Il Programma di Apprendimento Permanente o il Programma Gioventù in Azione costituiscono uno strumento chiave per l’apprendimento nonformale ed informale in una dimensione europea.
Erasmus, Servizio Volontario Europeo, scambi giovanili, Leonardo da Vinci, Comenius...sono
tutte opportunità offerte dall’Unione europea per partecipare e sviluppare iniziative di
cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione non-formale.
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Testo a cura di: Alliance Française
Una lingua,
una cultura,
una scelta per il futuro
Le Français c’est facile, c’est chic !
Perché imparare il francese?
4 Buoni motivi per imparare:
1 Un passaporto per i tuoi studi all’estero
Grazie agli accordi franco-italiani si può seguire un doppio percorso per ottenere l’Esame di Maturità / le Baccalauréat.
Si
chiama ESABAC !
Una vera formazione bilingue e biculturale
Grazie al francese puoi proseguire i tuoi studi superiori in Francia
o in un paese francofono.
Approfitta dell’ERASMUS, ci sono più di 2000 accordi interfacoltà
tra Francia e Italia.
Seconda destinazione in Europa per studiare
Doppio diploma che ti apre le porte del mondo del lavoro in chiave
internazionale.
2 Francia / Italia: un legame forte
Ci sono più di 540 imprese italiane installate in Francia, ci sono
350000 italiani che vivono e lavorano in Francia e ci sono 1100
imprese francesi in Italia .
3 Il francese lingua ufficiale e lingua di lavoro
- in 29 paesi (Canada, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Vietnam,
Nuova Caledonia, Costa d’Avorio, Marocco, Algeria, Tunisia ecc….)
- in tutte le istituzioni dell’Unione europea, negli organismi internazionali e nelle grandi ONG (OCDE, ONU, UNESCO)
- il francese è utile per lavorare nel campo dell’alta tecnologia,
della diplomazia, della ricerca e dei beni culturali
4 Il francese terra di cultura
Dalla gastronomia al cinema alla letteratura il francese si respira
ovunque.
Da Beirut alle Antille, dal Canada a Parigi, il francese ti aiuta a
viaggiare, a capire, a divertirti, a sognare.
L’Alliance Française di Trieste ti aspetta !
Alliance Française di Trieste
DELF/DALF | CORSI DI LINGUA | MEDIATECA | ATTIVITA’ CULTURALI
piazza sant’antonio nuovo, 2 | 34122 trieste | T e F: 040. 634619
e-mail: [email protected] | [email protected]
www.alliancefrancaise.trieste.it
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Testo a cura di: British School
To be or not to be
“Quando arrivai a Trieste per la prima volta, conoscevo solo tre parole di italiano: non solo
poche, ma anche malamente pronunciate. Oggigiorno, la mia ‘loquela’ da Lungarno viene
largamente ammirata, soprattutto dai fans di Alberto Sordi /Ollio. Ricordo di essere andato,
uno dei primi giorni, ad un ristorante, armato del mio fido dizionario tascabile. In Inghilterra
abbiamo un’ottima pietanza che consiste in pollo arrosto ripieno, e ‘pollo’ era una delle tre
parole che conoscevo. Così ordinai ‘pollo’ con mal riposta sicurezza. Il cameriere me ne elencò
sei diversi piatti; e dato che non avevo capito nulla feci il classico errore del ‘pollo’. Cercai
‘stuffed’ (farcito o ripieno) sul dizionario, e con eloquenza shakespeariana chiesi educatamente: ‘per favor, un pollo imbalsamato’ e sorrisi. Un dizionario tascabile non è mai stato sufficiente per comunicare con successo!”
L’Inglese è certamente diventata la ‘lingua franca’ del mondo del lavoro, della scienza e
tecnologia, delle comunicazioni, e in gran parte anche del viaggiare. E’ parlata da 1.2 bilioni
di persone in tutto il mondo; e secondo le proiezioni, questo numero raddoppierà nei prossimi 15 anni.
Allora due sono le domande essenziali:
Devo imparare l’inglese (e solo inglese)?
La risposta è un po’ in ‘politichese’: sì e no. ‘Sì’, imparate l’inglese.
Senza inglese non andate da alcuna parte. Ma ‘no’, certamente
non solo inglese.
La prima lingua che uno deve imparare molto bene è la propria
lingua madre. Dovete poi rendervi conto che data la interrelazione
della maggior parte delle lingue europee (indo-europee) l’imparare
un’altra lingua pone le basi di molte altre. Come imparavo l’italiano, riuscivo a elaborare anche lo spagnolo e portoghese, migliorare la lettura del francese e anche capire un po’ di rumeno. Inoltre,
l’Inglese ha una struttura speciale, semplificata, con un vasto
vocabolario – oltre un milione di parole – che la fa qualificare in
modo unico come lingua franca. Non solo, 40% dell’Inglese è
basato sul latino, 40% è germanico, e il resto attinge da quasi
ogni lingua del mondo.
...e fino a che livello?
Imparate il tedesco, francese, spagnolo, russo, la lingua del vostro vicino, qualsiasi lingua,
anche per divertimento, e arricchirete voi stessi, le vostre potenzialità e la vostra cultura.
Le lingue non minacciano – sono le persone che lo fanno. Le lingue arricchiscono. E sono
un gran divertimento. E una fonte di liberazione; e più parole sapete e più concetti e idee
avrete.
Non dovete necessariamente imparare una lingua al completo – spesso una capacità parziale è sufficiente. Per molti professionisti la capacità di leggere giornali, dati e manuali in
un’altra lingua è più che sufficiente.
Anche questa domanda ha due risposte – che si seguono linearmente nel tempo. Dovete
raggiungere un livello B1-B2 per un livello minimo di comunicazione autonoma. Ma dovete
raggiungere i livelli più alti possibili C1, e teoricamente C2, se volte studiare o lavorare in
un mondo anglosassone. Questo richiede tempo, serietà e qualità.
Ricordatevi inoltre che alcune cose non si possono mai tradurre molto bene. Provate con il
titolo, Ci sono dei momenti che è giusto usare l’originale.
British School FVG
Via Torrebianca, 18 34132 Trieste
Tel: 040 369.369 Fax: 040 76.000.75
[email protected] www.british-fvg.net
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Testo a cura di: Goethe - Institut
Il tedesco, una marcia in
più nello studio e nel lavoro
“Die Grenzen meiner Sprache sind die Grenzen meiner Welt”
I confini della mia lingua sono i confini del mio mondo (Wittgenstein)
Il cittadino europeo è multilingue
In Europa ci sono 23 lingue ufficiali e la conoscenza di almeno due
lingue comunitarie, oltre alla lingua madre, è uno degli obiettivi
prioritari dell’Unione. La diversità linguistica è una componente fondamentale dell’identità europea, e anche gli istituti di cultura come il
Goethe-Institut promuovono e sostengono il plurilinguismo. Nell’Unione europea, dopo l’inglese, il tedesco è la lingua più diffusa con ben
100 milioni di cittadini di madrelingua tedesca. In Europa sono sei i
Paesi in cui il tedesco è lingua ufficiale: Germania, Austria, Svizzera,
Liechtenstein, Lussemburgo, Belgio e in Italia nell’Alto Adige.
Con il tedesco, una marcia in più nello studio e nel lavoro
La Germania è il primo partner commerciale dell’Italia e chi parla
tedesco ha maggiori opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro,
soprattutto in quello del turismo dato che i tedeschi rappresentano il
55% del flusso turistico nel Belpaese. Conoscere questa lingua significa poter accedere alle Università in Germania, Austria e Svizzera, o agli istituti scientifici e
ricerca, come ad esempio il prestigioso Max Planck. Il tedesco, oltre ad essere un’importante lingua scientifica è la seconda lingua più utilizzata in internet. Negli ultimi anni gli studenti Erasmus hanno dimostrato di apprezzare sempre più le città tedesche, in
particolare Berlino, che oltre ad essere una delle maggiori capitali culturali europee resta anche una delle mete più ambite dai giovani turisti.
La cultura e la storia: 20 anni fa cadeva il Muro di Berlino
La letteratura, la musica, il cinema e la filosofia sono “beni d’esportazione”
della Germania apprezzati in tutto il mondo. In particolare la grande tradizione cinematografica che, partendo dall’Espressionismo a oggi, ha dato
molti capolavori alla produzione internazionale. Non ultimi i successi di film
come “Goodbye Lenin” di Wolfgang Becker e “Le vite degli altri” di Florian
Henckel von Donnersmarck, quest’ultimo vincitore del Premio Oscar come miglior film
straniero nel 2007. Entrambi i film trattano il tema della Germania divisa, una divisione
cancellata 20 anni fa, il 9 novembre del 1989, dalla caduta del Muro di Berlino. Un anno
ideale, questo per visitare la Germania, che ospiterà importanti eventi e manifestazioni
culturali per celebrare la ricorrenza.
Il Goethe-Institut
Il Goethe-Institut è l’Istituto Culturale della Repubblica Federale di Germania. Presente in
tutto il mondo, in Italia ha sede nelle città di Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma,
Torino e Trieste. Per avere maggiori informazioni sullo studio della lingua tedesca e sulla
vita culturale in Germania, venite a conoscerci su www.goethe.de/italia.
Per i corsi di tedesco a Trieste e la certificazione nel Friuli Venzia Giulia, contattate il
Goethe-Zentrum Triest (www.goethezentrumtriest.it)
Siete proprio sicuri di non sapere nulla
di tedesco?? Provate i nostri giochi
online su www.goethe.de/tedesco e
Goethe-Institut Triest
resterete sorpresi dal risultato!
via Beccaria, 6 34133 Trieste Tel. 040 635763
Viel Spaß – buon divertimento!
[email protected] www.goethe.de/trieste
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In quante lingue sapete dire “buongiorno”?
Giochetto semplice semplice, provate a capire di che nazionalità sono i saluti
presenti qui sotto.....
A-Danese
B-Estone
C-Finlandese
D- Ceco
E-Francese
F-Inglese
G-Irlandese
H-Lettone
I-Ungherese
J-Lituano
K-Maltese
L-Olandese
M-Polacco
N-Portoghese
O-Rumeno
P-Slovacco
Q-Sloveno
R-Spagnolo
S-Svedese
T-Tedesco
1-Zivijo
2-Hallo
3-Dia dhuit
4-Hei
5-Bonjour
6-Hello
7-Ahoj
8-Sveiki
9-Hej
10-Bongu
11-Hallo
12-Szia
13-Olà
14-Buna ziua
15-Czesc
16-Hola
17-Hej
18-Tere
19-Labas
20-Ahoj
A 9- B 18 - C 4 - D 7 - E 5 - F 6 - G 3 - H 8 - I 12 - J 19 - K 10 - L 2 - M 15 - N 13 - O 14 - P 20 - Q 1 R 16 - S 17 - T 11
Risposte:
14
I programmi europei
La valorizzazione delle diverse culture ed usanze, l’apprendimento delle lingue straniere ed il sentirsi cittadini attivi: sono questi alcuni obbiettivi che l’Unione europea si
prefigge di portare avanti attraverso diverse iniziative e programmi europei. Sono proprio
questi che danno la possibilità a grandi e piccini di avvicinarsi maggiormente ad una nuova
cultura e all’apprendimento di una nuova lingua.
Fare una lista di tutti i programmi finanziati dall’Ue è un po’ difficile e magari noioso, per
questo abbiamo deciso di trattare solo quelli che, a nostro giudizio, sono i più importanti: il
Programma di Apprendimento Permanente (LLP) e il Programma Gioventù in Azione (YIA).
Questi due programmi offrono ai cittadini europei l’opportunità di svolgere dei periodi tempo
all’estero, collaborando con associazioni/enti presenti sul territorio nazionale e instaurando
delle importanti partnership.
Il programma di apprendimento permanente.
Tale programma si rivolge a studenti della scuola dell’obbligo, dell’università, a dottorandi o
ricercatori, ma non solo, si rivolge anche ad amministrazioni, ONG, istituti d’istruzione, autorità locali o regionali e molti altri. L’obiettivo generale è contribuire, attraverso l’apprendimento permanente, lo sviluppo della comunità quale società
avanzata basata sulla conoscenza. Il programma si propone di
promuovere gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione all’interno della Ue.
I sottoprogrammi:
Comenius: Per l’istruzione scolastica
Erasmus: Per l’istruzione superiore e alta formazione
Leonardo da Vinci: formazione iniziale e continua
Grundtvig: educazione per adulti
Programma Trasversale: Sviluppo politico, apprendimento
delle lingue, nuove tecnologie
Programma Jean Monnet: sostiene l’insegnamento, la
ricerca e la riflessione nel campo dell’integrazione europea
e le istituzioni europee.
Info:www.programmallp.it
Programma Gioventù in Azione
Tale programma mira a rispondere a livello europeo alle esigenze dei giovani, dall’adolescenza all’età adulta. L’obiettivo principale è contribuire in modo significativo
all’acquisizione di competenze tramite l’apprendimento non formale in una dimensione europea.
Pensato per giovani dai 13 ai 30 anni, il programma Gioventù in Azione promuove la cittadinanza
attiva e la partecipazione dei giovani, la varietà
culturale e l’inserimento dei giovani con minori opportunità.
Le azioni:
Azione 1: Gioventù per l’Europa
Azione 2: Servizio Volontario Europeo (SVE)
Azione 3: Gioventù nel mondo
Azione 4: Strutture di sostegno per giovani
Azione 5: Sostegno alla cooperazione europea nel
settore della gioventù
Info: www.gioventuinazione.it
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Esperienza di vita Erasmus...
...a Lione!
Nell’anno accademico 2004-2005 ho avuto la possibilità di
partecipare al progetto Erasmus presso l’Université
Lumière di Lione.
La decisione di vivere un anno all’estero era già maturata
negli anni del Liceo, quando numerosi scambi con scuole
tedesche, francesi e irlandesi avevano fatto nascere in me
la curiosità di conoscere meglio un’altro Paese europeo.
Così, dopo aver raccolto informazioni sul progetto di
interscambio universitario, ho deciso di partire per la
Francia, dove avrei potuto approfondire le mie conoscenze in campo artistico oltre che a praticare una lingua
straniera e scoprire una cultura che, seppure molto
vicina alla nostra, si è rivelata ricca di sfumature.
La diversa cultura e lingua
Vivere con altri studenti in una residenza universitaria
è stata un’esperienza unica e che credo si rivelerà fondamentale nella mia vita. In pochi metri quadrati si mescolavano lingue, culture, profumi, musiche che non sono mai entrate in conflitto, mostrando come la cooperazione e il
rispetto possono creare un ambiente stimolante per tutti.
Inizialmente avevo pensato di seguire uno dei corsi di lingua organizzati dall’Università di
Lione per noi studenti stranieri, ma passare il mio tempo libero insieme ad altri studenti
francesi discutendo di qualsiasi argomento (musica, politica, differenze culturali e sociali) si
è rivelato assai più fruttuoso, sia dal punto di vista linguistico che umano. Inoltre, condividendo la maggior parte del tempo con studenti provenienti da diverse parti del mondo, è stato spontaneo imparare altre lingue, in particolare lo spagnolo.
Erasmus, non solo studio
Ho approfittato di questo periodo per viaggiare; naturalmente le
prime mete sono state quelle tipicamente turistiche come Parigi,
In pochi metri
Strasburgo, Avignone, ma con il passare del tempo ho potuto
quadrati si mescolavaavventurarmi in regioni meno conosciute, accompagnata dai
no lingue, culture, profumiei
amici francesi. L’importanza di questa esperienza si è
mi, musiche che non
subito
manifestata al rientro in Italia. L’abilità linguistica e la
sono mai entrate in
capacità
di comprendere un’altra cultura mi hanno permesso di
conflitto
svolgere un tirocinio di formazione al Centre Culturel Français di
Torino, la mia città, e di partecipare come Team Leader nell’organizzazione degli eventi del C.I.O. durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006.
Nel futuro spero di continuare a far fruttare questa esperienza anche in campo lavorativo,
lavorando in altri Paesi o comunque
stringendo rapporti con realtà diverse da quella italiana…perché dopo
ESN - Erasmus Student Network
l’Erasmus la mia vita è cambiata e i
Hai fatto l’Erasmus o stai per partire? Questa rete di
miei orizzonti si sono allargati, tanto
associazioni universitarie è nata per promuovere le
che lo scambio e il confronto
mobilità studentesca e
sono oramai una parte fondacreare un servizio di
informazione e sostegno
mentale del mio stesso carattediretto a studenti in
re.
Elena
partenza o arrivo con una
borsa di studio LLP. Info:
www.esn.org
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Esperienza di vita SVE...
...ad Ankara!
Mi chiamo Mayla, ho concluso da pochi mesi il
Servizio Volontario Europeo (SVE) in Turchia.
La possibilità offerta da questo progetto è vivere e
lavorare in un paese straniero totalmente immersi
in un'altra cultura; una sorta di "vita in prestito" a scadenza che da nuovissime possibilità ma
pone anche molte sfide.
Ci vuole molto spirito di adattamento e, specie
all'inizio, ottimismo e pazienza. Ci si può sentire soli
e lontani dal proprio ambiente; ma nella mia esperienza il senso di solitudine iniziale è stato presto
mitigato da mille piccole conquiste e colmato da
nuove facce, luoghi, viaggi ed esperienze.
Lo SVE è anche, a mio parere, un'occasione di
introspezione: il confronto con un'altra cultura fa emergere più chiaramente gli aspetti del
nostro ambiente che ci influenzano, viene più facile poi distinguere tra quello che siamo e
quello che ci è stato inculcato. Non che da questo ne emerga una rivoluzione personale, ma
almeno una maggiore consapevolezza ed elasticità mentale.
Dove posso andare con lo SVE?
La lingua turca
Ho scelto la Turchia come meta perché da anni mi
interesso alla sua storia e cultura; c'ero già stata in
precedenza come turista e come studentessa ma volevo
soggiornarvi più a lungo per impararne la lingua.
La mia permanenza è stata scandita dal progressivo
miglioramento delle mie capacità espressive e di comprensione. Sebbene arrivata ad Ankara masticassi un
po' di turco, le prime settimane sono state un disastro:
se riuscivo a leggere racconti o testi di canzoni non
riuscivo invece a raccapezzarmi nelle conversazioni
attorno a me. La fase successiva mi ha vista comprendere maggiormente i discorsi ma continuare ad essere
incapace di esprimermi se non in tempi biblici, ancora
attenta a pensare ad ogni singolo suffisso grammaticale. Infine, dopo qualche mese, mi sono ritrovata a
parlare in modo più fluente, grazie al tempo e alla pratica costante, alle canzoni, all'aver
lasciato da parte la paura di fare strafalcioni e grazie alla gentilezza di molti amici turchi
che pazientemente mi hanno aiutata nell'apprendimento, rendendo il tutto molto più piacevole ed informale del mero studio dei voluminosi libri di grammatica.
Parlare turco in Turchia offre allo straniero la possibilità di avvicinarsi realmente a
una cultura estremamente ospitale e aperta. Molte volte, ad esempio, mi sono trovata
nei panni di "ospite internazionale"
nelle case di persone appena incontrate, oggetto di domande curiose
ExisT - Ex Italian SVE Trieste
sull'Europa, sull'Italia, sulle mie
Hai fatto lo SVE o lo vorresti fare? Allora contatta
impressioni e partecipe a discussioni
ExisT. Quest’associazione nazionale si rivolge a volone racconti di vita. Questo è solo un
tari ed Ex Volontari Europei. Il suo scopo principale è
piccolo esempio di come la lingua,
dare un supporto ai volontari SVE e creare una piattaforma di comunicazione e reti di scabio di esperienze
veicolo della cultura e della storia
con gli ex volontari.
del paese, ne offra uno sguardo più
Info:
profondo.
www.exist-youth.eu
Mayla
I 27 paesi membri, paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvagia), Turchia,
Europa sudorientale (Albania, Bosnia
e Herz., Croazia, ERYdMacedonia,
Montenegro,Serbia) Europa dell’Est e
Caucaso (Armenia, Azerbaigian,
Bielorussia, Georgia, Moldavia,
F.Russa, Ucraina) Paesi partner mediterranei (Algeria, Egitto, Isrlaele,
Giordania, Libano, Marocco,
APalestinese Cisgiordania e Striscia
Gaza, Siria, Tunisia).
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Tanti siti per apprendere
le lingue divertendosi
La DG Istruzione e Cultura della Commissione
europea - portale del multilinguismo
http://ec.europa.eu/education/languages/
index_en.htm
La DG Traduzione della Commissione europea
http://ec.europa.eu/dgs/translation
Il portale Lingue in Europa
http://europa.eu/languages/it/home
Il portale della giornata europa delle lingue
http://edl.ecml.at
Il centro europeo di lingue moderne di Graz
www.ecml.at
Il centro multilingue in appoggio all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue straniere
www.linguanet-europa.org
Sito divertente dove imparare le basi di una
lingua straniera
www.travlang.com
Sito pieno di link e collegamenti ad ogni
tipologia di dizionari
www.yourdictionary.com
Corsi on-line e video per principianti e non in
tantissime lingue
www.bbc.co.uk/languages
Sito con traduzioni automatiche e anche con
l’ascolto della pronuncia, per niente male
www.wordreference.com
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L’apprendimento delle
lingue nell’Unione europea
www.retecivica.trieste.it/eud
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