Electron Beam Lithography e le sue applicazioni A.A. 2010 - 2011 RIPARTIZIONE IV STUDENTI SETTORE PROGRAMMI INTERNAZIONALI Laurea in Ingegneria delle Nanotecnologie Esame: Microscopie e Tecniche di Nanocaratterizzazione Docente: Marco Rossi Studente: Stefano Gay SOMMARIO • • • • • • • Introduzione Caratteristiche Generali Tecniche EBL Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Interfacciamento EBL/PC Esempi di Applicazioni Bibliografia e link utili Sommario Pagina 2 INTRODUZIONE Introduzione Pagina 3 Obiettivi Obiettivi: 1. Creare strutture di spessore anche 1/100 della lunghezza d’onda della luce visibile, migliorando lo stato dell’arte ottenibile con la fotolitografia 2. Mantenere sugli standard attuali la produttività 3. Abbassare possibilmente tempi e costi Idea: utilizzo di una lunghezza d’onda molto inferiore rispetto a quella usata oggi in litografia: sfruttare gli elettroni al posto dei fotoni Chiave del problema/soluzione: Gli elettroni sono particelle cariche con poca massa! Introduzione Pagina 4 Obiettivi L’E-beam lithography è una tecnica litografica dove per impressionare un film di resist questo viene esposto a un sottile fascio di elettroni con determinata energia. Gli elettroni avviano una serie di reazioni chimiche all’interno del resist (esattamente come avviene oggi nella fotolitografia attraverso i fotoni) che ne modificano le proprietà chimiche, permettendo un etching selettivo delle parti esposte o non esposte (resist positivo o negativo) Introduzione Pagina 5 Gli elettroni sono particelle cariche con poca massa! • Pregi: – – – – l’alto rapporto carica/massa permette di focalizzarli con modesti campi elettrici e magnetici Possono penetrare sottili layer di materiale senza rovinare il reticolo atomico (molto più pesante) o lasciare sulla superficie elementi indesiderati L’elettrone arriva sulla superficie, deposita la propria energia, e si allontana verso zone a potenziale più positivo del wafer, lasciando una superficie esposta ma per il resto imperturbata La lunghezza d’onda nella litografia ottica (UV) usata correntemente è tipicamente 193-436 nm mentre quella di un elettrone a 100 keV è circa 4 pm, e permette quindi una risoluzione molto superiore Pagina scritta in un quadrato di 6 µm tramite EBL [5] Introduzione Pagina 6 Gli elettroni sono particelle cariche con poca massa! • Difetti: – – – – Avendo gli elettroni una massa molto bassa è necessario lavorare in vuoto per evitare lo scattering causato dai gas presenti in aria Inoltre bisogna evitare qualsiasi tipo di disturbo elettromagnetico all’interno della camera che piegherebbe il fascio verso direzione indesiderate È possibile usare solo lenti elettrostatiche o magnetiche a causa della diffrazione che causerebbe il passaggio attraverso un solido (ad esempio vetro) Gli elettroni sono sottoposti a scattering (elastico o inelastico) quando entrano nel resist o nel substrato, che causa un’esposizione del resist ben oltre le parti dove il raggio incide Introduzione Pagina 7 CARATTERISTICHE GENERALI Caratteristiche generali Pagina 8 Sorgenti elettroniche • Emettitori a effetto termoionico, a effetto di campo a freddo (CFE) e Schottky gun 1. Per modellare le sorgenti termoioniche si può utilizzare l’equazione di Richardson Con EA funzione lavoro; come si vede convengono punte con bassa funzione lavoro e alta temperatura di fusione 2. Per le sorgenti di tipo field emission si usa il modello di Fowler-Nordheim dove l’equazione può essere scritta, in forma generale come [2] L’emissione è indipendente dalla temperatura, richiede un alto vuoto, le punte hanno lunga vita e ottime prestazioni 3. Gli emettitori Schottky hanno una funzione lavoro che dipende sia dal campo applicato che dalla temperatura. Il catodo può essere modellato in modo simile alle sorgenti termoioniche considerando l’abbassamento ∆W della barriera di potenziale dovuta al campo applicato Con F dimensione della punta, W funzione lavoro, ε costante dielettrica nel vuoto [1]. Possono produrre correnti superiori comparati ai sistemi FEG. Caratteristiche generali Pagina 9 Beam Blanker • • • • È un bias DC (42V tra due elettrodi piani paralleli) perpendicolare alla direzione del fascio elettronico, in modo che gli elettroni siano deviati dall’asse e quindi “bloccati” dall’apertura sottostante. Il fascio deve essere bloccato per non esporre il resist durante il movimento verso la zona successiva del pattern Non tutti gli EBL dispongono di questo stage, in questo caso il fascio viene semplicemente diretto verso una zona “neutra” del campione (dove non ha importanza se e quanto il wafer viene esposto) I moderni blanker lavorano con un tempo di switch intorno ai 50 ns e sono ottimizzati per ottimizzare l’efficienza con beam tra 1 e 40 kV [20] Caratteristiche generali Pagina 10 Ottiche elettroniche avanzate • • • • • • Gli elettrodi di allineamento permettono di piegare e ruotare il fascio lungo l’asse della colonna Il condensatore di zoom permette all’utente di cambiare la corrente del fascio senza modificare il piano focale Lo stigmatore aiuta a correggere le asimmetrie delle lenti elettroniche Il focus e lo stigmatore dinamici permettono correzioni real time Il deflettore, costituito da più stage, con 2 digital to analog converter uno ottimizzato per indirizzi a pochi bit (per il sub field), uno per il main field con un indirizzamento più ampio. Le ottiche elettroniche permettono all’EBL di scrivere aree di circa 2 mm. I pattern maggiori richiedono parti meccaniche (per spostare il fascio) e un controllo per far si che i vari pattern siano allineati. Il controllo accurato viene fatto tramite interferometro laser che risolve cambiamenti di posizione fino a 0.3-0.6 nm [3] Caratteristiche generali Pagina 11 Effetto di prossimità • • • • • Gli elettroni soffrono due scattering, elastico (back-scattering) e inelastico (forwardscattering) Questo dipende in misura importante dall’energia dell’elettrone all’arrivo sulla superficie del campione Per energie molto basse lo scattering è molto elevato e l’elettrone poco penetrante Aumentando l’energia la traiettoria dell’elettrone risulta più lineare e l’elettrone penetra molto più in profondità Per campi molto elevati (>250 kV) il fascio può causare danni a livello atomico al substrato. Questo è un limite pratico all’aumento eccessivo di campo In figura una simulazione montecarlo delle situazioni descritte [4] Caratteristiche generali Pagina 12 Effetto di prossimità • Distribuzione dell’energia di un fascio di elettroni incidente (con r distanza radiale dal punto di incisione, a e b costanti di profondita del forward e back scattering e n la frazione dell’energia totale che subisce backscattering) [6] • Modello approssimato per il forward scattering con σ e t entrambi misurati in micron e E in keV. • Nb: A causa del forward scattering è necessario un resist sottile e elettroni a alta energia In figura una simulazione montecarlo delle situazioni descritte [4] Caratteristiche generali Pagina 13 PMMA • • • • • • • • • • Il Polymethyl methacrylato (PMMA (C5O2H8)n) è lo standard resist di tipo positivo usato nella EBL Commercialmente in vendita disciolto in un solvente tipo clorobenzene o anisole (meno velenoso) È un materiale plastico formato da polimeri del metacrilato di metile, estere dell'acido metacrilico Permette elevata risoluzione con l’EBL È un resist di tipo positivo, ma può essere usato come negativo aumentando le dosi di esposizione [7] Ha bassa sensitività e bassa resistenza a etching di tipo secco (es RIE) Ha inoltre un’ottima compatibilità e aderenza con quasi qualunque tipo di superficie, e una volta aderito rimane sul campione fintanto che non viene rimosso Non è sensibile alla luce bianca Permette risultati ben riproducibili L’esposizione al fascio elettronico rompe il polimero in segmenti come si vede in figura Caratteristiche generali Pagina 14 Gaussian round e variable shaped beam • • Due sono le geometrie di fascio più comunemente usate: Gaussian round beam e variable-shaped beam Gaussian round beam – – – – • Simmetria circolare L’intensità è approssimabile a una distribuzione gaussiana Necessita una dimensione molto inferiore alla risoluzione richiesta, in particolare sugli angoli di figure rettangolari Essendo in genere di diametro molto piccolo è utilizzato quando si necessita di alta risoluzione Variable-shaped beam – – – – Forma generalmente rettangolare Ideale per disegnare spigoli e angoli rettangolari. Fasci di dimensioni più ampia rispetto alla prima tipologia Maggiore Throughput Caratteristiche generali Pagina 15 Sistemi Raster e Vector • 2 possibili approcci allo scanning: Raster e Vector • Raster – – • Viene fatto scorrere lo scan su e giù lungo tutta la maschera (parti bianche comprese) e dei controlli elettronici accendono e spengono il fascio È stata la prima tecnica a essere sviluppata, ed è più semplice da realizzare a livello software Vector – – – Il fascio è diretto solo sulle aree da esporre Viene scannerizzata un’area molto minore, quindi vengono impiegati tempi inferiori È la tecnica oggi più usata Schema di sistema raster (b) e vector (c) Caratteristiche generali Pagina 16 Implementare un sistema Vector • • • • Modifica di un SEM per ottenere un sistema di EBL con Vector Scanning L’elemento fondamentale sono i DACs (digital to analog converter), che vanno in genere da 12 a 16 bit, usati per guidare le bobine per lo scan dell’apparecchio Il fascio viene acceso e spento tramite un blanker elettrostatico o magnetico In figura vediamo un tipico schema della tecnica Vector: – – – – – • Il pattern viene scritto tramite raster in una singola zona Il fascio viene spento Tramite schede dedicate (anche se recentemente si affermano sempre di più i sistemi software, grazie all’aumento delle prestazioni dei PC [21]) vengono calcolate le coordinate della zona successiva da lavorare, e inviate al DAC Si sposta il campione tramite un vettore verso una seconda zona da scrivere Il fascio viene riacceso e si stampa una seconda parte di pattern In genere si usano due tipi di DAC: – – Uno a 16 bit che dirige il fascio tra una zona e l’altra Uno a 12 bit che dirige il fascio all’interno di una singola zona. Da notare che quest’ultimo è ovviamente molto più veloce del precedente [13] Caratteristiche generali Pagina 17 Un esempio: l’NPGS • • • • • La conversione del SEM realizzata società J.C.NABITY si basa su una scheda a 16 bit usata per generare la deviazione del fascio lungo x e y, e per controllare una seconda scheda per l’accensione/spegnimento del fascio. La scheda è guidata via software tramite un sistema Windows La particolarità di questo sistema è che il raster può essere interamente definito dall’utente, permettendo di stampare lungo linee ad esempio parallele al lato di un poligono È possibile lavorare anche in coordinate polari L’allineamento viene fatto calcolando la correlazione tra il marker misurato e mark pattern definito dall’utente, ed è quindi completamente automatizzato È possibile importare formati GDSII, CIF e vari DXF (file CAD) [13, 21] Caratteristiche generali Pagina 18 Il movimento del fascio • • • • Il fascio viene mosso tramite una combinazione di deflettori elettromagnetici e meccanici I primi possono muovere il fascio fino a circa 1 mm di distanza Le parti meccaniche spostano il fascio per distanze superiori Se il set up non è corretto possono causarsi errori visibili in figura Due tipologie di errore Patterning di una maschera Caratteristiche generali Pagina 19 Noise Problem • • • • • • La frequenza della linea che alimenta il microscopio è il problema principale sentito dal microscopio/EBL Tipiche interferenze sono quelle causate da disturbi sulla linea elettrica, ma anche luci a fluorescenza, frequenza di refresh dei monitor PC, e altri apparati elettrici Le soluzioni sono, oltre a spostare la sorgente del problema ove possibile, schermare l’apparecchio con schermature passive per la frequenza problematica, o installare una schermatura magnetica attiva per compensare il campo indesiderato L’analisi delle frequenze presenti per localizzare la sorgente può essere fatta con un digital gauss meter Anche il rumore acustico può essere in alcuni casi problematico, soprattutto quando si lavora a bassa velocità di scan e alte risoluzioni La soluzione è porre lo strumento in camera ragionevolmente silenziosa e in caso ricoprire le pareti della camera (o circondare lo strumento) con pannelli fonoassorbenti (ad es neoprene)[21] Caratteristiche generali Pagina 20 Costi • • • • • EBL è attraente per prodotti con basso volume di produzione Le maschere, usate ad esempio per la fotolitografia, la tecnica più usata attualmente, hanno costi e tempi elevati che incidono pesantemente sul costo finale dei prodotti con basso volume di produzione (<1000 wafers/set di maschere) Per questo tipo di prodotti l’EBL essendo una litografia a scrittura diretta appare l’ideale Di contro non è performante se il volume di produzione è elevato. La fotolitografia infatti riesce a trasferire contemporaneamente ampie parti di maschera in parallelo, mentre l’EBL è un processo, per così dire, in serie Un esempio: considerando una tecnologia a 22nm lavorata con tecnica raster per far si che le linee siano tutte visibili, occorre che i pixel con cui si lavora abbiano dimensioni non superiori a 11x11nm, che significano 8.26x10^11 pixel in un quadrato di un centimetro. Scrivendo alla velocità di un miliardo di pixel al secondo per scrivere completamente un singolo wafer da 300 mm di diametro ci vorrebbe circa una settimana [6] Caratteristiche generali Pagina 21 Le opportunità per l’industria dei semiconduttori • La litografia oggi incide circa il 40% sui costi dei prodotti di nuova generazione con half pitch a 130 nm. Questo è causato sia dagli espositori legati alla lunghezza d’onda, che divengono a ogni passo esponenzialmente più complessi, e quindi costosi, sia all’aumento di tempo di produzione e costo delle maschere. Le figure in basso mostrano proprio questo trend, illustrando che prezzo e tempi delle maschere si sono moltiplicati di un fattore 4.2 e 6 dalla generazione a half pitch 150 verso quella a 60 nm • Prendendo in considerazione produzione e costi è possibile fare una stima. In tabella è presentato un caso di esempio usando EBL (ML2, “maskless”) per tecnologia a 45 nm. Caratteristiche generali Pagina 22 Le opportunità per l’industria dei semiconduttori • Si prevede l’uso dell’EBL solo per i pattern critici, ed è limitato solo a un 10% della capacità della fab per applicazione di prototipo. Basandosi su queste ipotesi in figura vediamo i costi per wafer in funzione del numero di prototipi iniziati a settimana. • Fino al 66% dei costi di litografia possono essere risparmiati. A destra la riduzione dei costi con l’EBL rispetto al risparmio su varie maschere. Aumentando il budget previsto per le maschere, la tecnica diventa più attrattiva. Questo vale soprattutto nei primi anni di un nuovo passo tecnologico dove le maschere sono più costose. • Simili studi sono stati condotti e pubblicati negli ultimi anni da diverse organizzazioni e compagnie [16,17], con conclusioni molto simili a quelle presentate, confermando che questa litografia non è più solo una soluzione da “Ricerca e Sviluppo”, ma anche un’opzione economica per il mercato dei semiconduttori [15] Caratteristiche generali Pagina 23 TECNICHE EBL Tecniche EBL Pagina 24 Tecniche EBL Per risolvere il problema del basso throughput, e quindi dei costi. Oltre alla scrittura tramite singolo fascio, vista finora, sono stati considerati altri approcci che implementano un certo livello di parallelismo: 1. Scrittura diretta con fasci multipli 2. Projection cell lithography 3. Scattering-mask electron-projection lithography Tecniche EBL Pagina 25 Sistemi Multi Fascio L’idea è quella di lavorare con più fasci in parallelo per aumentare la produzione Due tipologie: 1. Fasci multipli I fasci sono proiettati lungo una singola colonna. Una matrice è usata per generare fasci separati Per evitare un eccessivo riscaldamento della matrice gli elettroni che arrivano sul piatto hanno energia inferiore rispetto a quella con cui arriveranno sui wafer Tecniche EBL Pagina 26 Sistemi Multi Fascio 2. Fasci separati usando una serie di aperture per formare singoli fasci uniformi e collimati Una matrice di deflettori è usata per bloccare selettivamente il fascio Per minimizzare il riscaldamento del wafer si usando fasci di elettroni da 5keV generalmente, che portano però un notevole forward scattering a meno di usare strati di fotoresist molto sottoili Per raggiungere una produzione di oltre 10 wafer l’ora sono stati proposti sistemi di questo tipo con 10000 fasci, che implementano anche la ridondanza in caso che alcuni raggi non funzionino correttamente. Tecniche EBL Pagina 27 Sistemi Multi Fascio • • • • • Uno dei problemi nell’uso delle tecnologie multifascio è l’aumento della temperatura sul wafer, che risulta in un aumento di espansione termica del wafer stesso, creando errori di scrittura La temperatura aumenta di un ΔT su un’area A di Silicio esposta per un tempo t con una legge del tipo Con h spessore del wafer, ρ e c densità e calore specifico del Silicio e P il flusso di potenza sulla sezione esposta (l’energia che non viene portata via sotto forma di calore) In figura vediamo l’analisi di due casi limite: substrato in Silicio completamente isolato termicamente e substrato sempre in Silicio al di sotto del quale il calore viene trasportato via istantaneamente Ovviamente è possibile, almeno in parte, compensare questo problema tramite opportuno apparato software che faccia deflettere il raggio opportunamente Tecniche EBL Pagina 28 Cell Projection Lithography • • • • • • • Un secondo modo di diminuire i tempi di processo è quello di usare delle maschere Il fascio è nell’ordine dei µm (5X5 ad esempio) Si aumenta la produzione di un fattore oltre 2500 La maschera viene posta sull’apertura più vicina al campione Tramite le ottiche elettroniche è possibile anche ridurre la dimensione del pattern rispetto alla maschera usata È una tecnica particolarmente usata quando si hanno molte parti ripetitive ad esempio nelle celle di memoria Questa tecnica ha le potenzialità di aumentare il throughput fino al limite del riscaldamento del wafer come discusso in precedenza Tecniche EBL Pagina 29 Scattering mask electron projection • • • • • Uno dei problemi della tecnica cell projection è il limite della dimensione del fascio. Aumentando le dimensioni infatti aumenta la superficie esposta, mentre non varia l’energia con cui gli elettroni devono arrivare sul wafer. Di conseguenza una quantità di energia sempre più elevata arriva e viene trattenuta sulla maschera causandone il riscaldamento Questa tecnica propone una soluzione al problema Quasi tutti gli elettroni passano attraverso la maschera Invece di essere assorbiti, nelle zone dove la maschera non deve lasciar passare elettroni, gli elettroni subiscono lo scattering da materiali con alto numero atomico come il tungsteno, il tantalio ecc Sul piano focale dove si trova l’apertura, alcuni elettroni passano e arrivano sul substrato, ma solo una piccola frazione degli elettroni iniziali Nelle regioni dove la maschera è “aperta” gli elettroni passano praticamente senza scattering Tecniche EBL Pagina 30 INTERFACCIAMENTO EBL/PC Interfacciamento EBL/PC Pagina 31 Realizzazione di un sistema software per allineamento • • • • • È possibile modificare un SEM (Scanning Electron Microscope) per usarlo anche come EBL Lo strumento è così in grado sia di fabbricare i dispositivi sia di ispezionarli Particolarmente importante è lo stage da aggiungere al microscopio per l’allineamento alla nanoscala. Questo si compone di un PC e un DSP (processatore di segnali digitali) in modo da far interagire il software direttamente con routines dedicate per il DSP, implementando diverse funzioni per la fotografia e la litografia Inoltre sono necessari convertitori Analogico/Digitale e Digitale/Analogico per processare i dati I/O tra PC e SEM, e amplificatori per il segnale Lo stage di allineamento controlla sia i movimenti dello stage che la direzione del fascio: – – – l’allineamento comincia muovendo lo stage sul campione Lo strumento acquisisce l’immagine e la compara con un’immagine acquisita precedentemente usando una crosscorrelazione per determinare l’offset relativo tra le due immagini, in base al quale viene regolata l’ottica elettronica Per minimizzare la dose a cui è esposto il resist l’allineamento viene fatto campionando il campione con una matrice sparsa di numeri Interfacciamento EBL/PC Pagina 32 Realizzazione di un sistema software per allineamento Alcuni dispositivi realizzati • • • • Lo strumento realizza sia spessori che allineamento con accuratezza nanometrica Questo sistema compensa agli errori nel posizionamento dello stage, evitando la necessità di stage costosi Evita, ovviamente, errori causati dalle tolleranze delle maschere, in quanto non sono presenti Usando l’immagine del campione stesso per allineare, non servono ulteriori marks per l’allineamento come nella fotolitografia [12] Interfacciamento EBL/PC Pagina 33 Acquisizione immagine e controllo scan digitale • • 1. 2. 3. 4. • • • Un’altra idea interessante è quella di utilizzare un microcontroller per controllare automaticamente un sistema SEM/EBL tramite PC Vediamo i problemi: I vecchi SEM acquisivano e inviavano i dati in analogico piuttosto che in digitale Il controllo della direzione del fascio L’integrazione con il PC che sia il più possibile versatile Costi ridotti mantenendo performance elevate Il sistema proposto prevede un interconnessione tramite porta USB, ormai uno standard sui PC Tra PC e SEM vi è un’interface unit (IU) che permette le conversioni Analogico/Digitale Tutte le funzionalità critiche a livello di tempo (es i tempi di esposizione) sono attuate dal software del microcontroller che garantisce il corretto funzionamento Interfacciamento EBL/PC Pagina 34 Acquisizione immagine e controllo scan digitale • • • • • • Il cuore dell’unità è il data acquisition system ADuC912 (Analog Device) a 12 bit che incorpora un ADC (convertitore Analogico/Digitale) a 8 canali, un doppio DAC, un instruction set a 8 bit e una memoria da 8kb Flash/EE, oltre a vari altri blocchi funzionali 8 canali dell’ADC vengono usati per l’input del SEM 2 DAC per controllare nelle due direzioni x e y il fascio elettronico 32 kb di memoria addizionale sono usati per il buffering delle coordinate x e y per la posizione del fascio e per il tempo di stazionamento del fascio sul campione (ad es il tempo di esposizione nell’EBL) È necessario un condizionamento dei segnali analogici perché l’ADC input voltage (nel range di 0 : 2.5V) sia compatibile con il range dei segnali del detector (-12V : +12V nel caso specifico, ma dipende ovviamente dal SEM usato); stessa cosa per il segnale di output del DAC.Questo compito viene delegato a circuiti amplificatori come in figura a) e b) A destra lo schema circuitale della IU Interfacciamento EBL/PC Pagina 35 Acquisizione immagine e controllo scan digitale • • • La parte software comprende due parti: un applicazione per PC e un programma a basso livello integrato su microcontroller che comunica tramite USB I compiti con criticità temporali sono tutti gestiti da questo secondo software, mentre i controlli a alto livello e l’interfaccia con l’utente è gestita dall’applicazione PC Il programma per microcontroller è scritto in assembler e permette diverse modalità di utilizzo: – – – – • • • • Single point mode, viene posizionato il fascio in un punto e inviata l’informazione al pc tramite un singolo canale Fast raster scan mode, per osservazioni rapide e a bassa risoluzione Scan mode, risoluzione a 12 bit D/A (max 4096 x 4096 in D/A units) con parametri l’angolo in alto a sinistra e in basso a destra della zona da analizzare EBL mode, con parametri la posizione del beam (2 x 12 bit) il tempo di pausa sul punto (16 bit) e i bit di controllo (8 bit); totale 6 bytes per punto. Il microcontroller legge uno dopo l’altro i dati su RAM e attua l’azione corrispondente. L’ultimo bit è da implementare per lo switch on/off del fascio La comunicazione dei dati con il PC avviene ancora una volta tramite USB attraverso driver free (D2XX) che permette di scrivere in diversi linguaggi di programmazione come C, Delphi, Visual Basic, ecc, per diversi sistemi operativi (Windows, Linux, Mac, ecc), garantendo ampia versatilità L’applicazione non richiede un numero elevato di risporse (2GHz/256MB PC) I dati acquisiti tramite microscopio (12-bit per pixel) possono essere convertiti praticamente in ogni formato immagine, mentre i file per EBL possono essere CAD ma anche semplici BMP con intensità di pixel usata per controllare il tempo di esposizione. Per evitare perdita di informazione nella conversione da 12 bit RAW data verso BMP o JPG a 8 bit ogni intensità di pixel viene trasformata come segue (con floor intero più vicino a x < di x) [14] Interfacciamento EBL/PC Pagina 36 Acquisizione immagine e controllo scan digitale Interfacciamento EBL/PC Pagina 37 TECNICHE LITOGRAFICHE PER LA MICRO/NANO TECNOLOGIA Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 38 Fotolitografia • • • • E’ la tecnica oggi più comunemente usata Utilizza la luce per trasferire un pattern da una maschera su un prodotto chimico sensibile alla luce (fotoresist) Una volta rimosso il resist (impressionato o non impressionato a seconda del tipo positivo o negativo) il pattern viene trasferito sul substrato In generale segue i passi in tabella: – – – – – • Pregi: – – – • Viene depositato uno strato omogeneo di resist Tramite riscaldamento viene fatto evaporare il solvente presente nel resist Tramite un espositore il resist viene esposto a luce in genere ultravioletta Più stretta è la lunghezza d’onda usata, maggiore sarà la risoluzione Infine il resist viene rimosso tramite uno sviluppo specifico Alta produzione (anche 180 wafer all’ora) Alta versatilità Possibilità di ridurre le dimensioni del pattern da trasferire tramite l’ottica Difetti – – – Limiti di risoluzione legati alla lunghezza d’onda usata Costi aggiuntivi dovuti alle maschere Difficile ottenere bordi ben definiti Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 39 Extreme Ultraviolet Lithography • • • • Per scendere sotto la lunghezza d’onda della luce visibile si può usare l’alto UV Le sorgenti per queste lunghezze d’onda sono tuttora un problema. Si va dai Sincrotroni, che però non rendono un sufficiente ammontare energetico per un’industria a alto volume di produzione (rimanendo a costi contenuti) oppure sorgenti più compatte come le sorgenti al plasma LPP Queste ultime sono concettualmente laser pulsati a alta intensità focalizzati su un materiale che creano un plasma contenente ioni fortemente carichi. Quando gli elettroni si ricombinano con gli ioni vengono emessi fotoni ad alta energia Pregi – • Risoluzione fino a 20nm Difetti – – – – – Per ottenere una lunghezza d’onda di 13,5 nm occorrono laser per generare il plasma con potenza elevatissima, nell’ordine di 10^11 W/cm^2 Circa 4 wafer all’ora Solo in vuoto e particolare attenzione all’ottica visto che ogni strato di materiale assorbe una notevole quantità di energia (le ottiche di oggi assorbono il 96% della luce emessa dalla sorgente) Il plasma danneggia la parte di ottica a contatto A causa dell’alto assorbimento del resist nell’EUV c’è un riscaldamento molto superiore della superficie Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 40 Proximity X-ray Lithography • • • • • • • • Questa litografia usa raggi x sempre allo scopo di utilizzare fotoni con una lunghezza d’onda corta Non esistono materiali usabili per costruire lenti o specchi per i raggi x quindi la litografia è inevitabilmente 1:1 Le maschere hanno spessori < 2µm e sono formate da una membrana che sostiene il pattern vero e proprio Tipici materiali per le parti scure sono Carburo di Silicio e Nitruro di Silicio mentre per le parti trasparenti TaN o Ta4B Per anni un problema è stato la mancanza di sorgenti puntiformi di raggi e quindi il sorgere di shift del pattern in funzione della posizione sulla maschera e della distanza dalla sorgente Oggi questo problema si risolve usando come sorgente di fascio un sincrotrone Siccome oltre ai raggi x le sorgenti emettono anche a lunghezze d’onda superiori, è necessario un filtro, tipicamente in Berillio, che lascia passare solo lunghezze d’onda inferiori ai 15 A Per evitare fenomeni di diffrazione il gap tra maschera e wafer deve essere tipicamente inferiore ai 100nm Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 41 Proximity X-ray Lithography • Pregi: – – – – • Lunghezza d’onda ridotta Possibile risoluzione intorno ai 20nm Produzione fino a 50 wafer all’ora Nessun bisogno di ottica Difetti – – – Pattern solo 1:1 Maschere complicate e che necessitano di un bassissimo numero di difetti Sorgenti costose Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 42 Ion projection • • • • • • • • L’idea di questa tecnica è usare un fascio di ioni al posto di uno elettronico Gli ioni subiscono uno scatter inferiore rispetto agli elettroni nei solidi, e questo significa maggiore risoluzione Di contro, avendo massa notevolmente superiore (circa tre ordini di grandezza), necessitano una forza molto superiore per essere accelerati Gli ioni vengono prodotti da una sorgente e resi uniformi su tutta la maschera tramite un sistema di lenti L’energia del raggio è tipicamente >250keV Le uniche maschere usabili sono a stencil, al contrario del caso elettronico Inoltre avendo gli ioni energia elevata sulla maschera si deposita una grande quantità di energia Pregi: – • Buona risoluzione e penetrazione attraverso il resist Difetti – – Alta energia richiesta per accelerare gli ioni Riscaldamento e danneggiamento della maschera Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 43 Imprint Lithography • • È una tecnica senza proiezione del pattern dalla maschera al substrato Fondamentalmente è un processo di microstampaggio: Una base di materiale liquido viene stesa sul wafer e il template è premuto sul liquido per imprimere il pattern. Per far solidificare il resist si può esporre a luce ultravioletta (SFIL) o aumentare temperatura e pressione (NIL la tecnica più usata oggi) • Pregi: – – – • Risoluzione estremamente alta (strutture a 20 nm sono state realizzate con ottimo controllo sui difetti) Costi ridotti dalla mancanza totale di ottica rispetto alle tecniche step and scan Maschere non eccessivamente sottili (in genere in vetro rigido) Difetti – – La produzione è molto lenta rispetto alle altre tecniche a causa della natura prettamente meccanica della tecnica Maschere necessariamente 1X Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 44 Directed Self-Assembly • • • • • • • Il principio sfruttato è quello di usare alcune molecole che tendono spontaneamente ad assemblarsi in pattern regolari Si basa sull’uso di catene polimeriche composte di blocchi immiscibili legati tra loro Ad esempio un blocco può contenere Silicio mentre l’altro essere puro idrocarburo. Tramite plasma si rimuove l’idrocarburo lasciando solo il materiale contenente Silicio Volendo usare due idrocarburi si possono usare poliestere e polimetilmetacrilato Per fare in modo che il processo di auto assemblamento segua un pattern preesistente sul wafer si può stendere sul wafer un materiale che attira uno dei blocchi Successivamente si attacca questo materiale tramite un processo litografico standard L’uso di un film sottostante per guidare l’assemblamento viene chiamato chemical epitaxy È possibile creare array di forme molto diverse usando blocchi di differenti forme e dimensioni [6] Tecniche Litografiche per la Micro/Nano Tecnologia Pagina 45 ESEMPI DI APPLICAZIONI Esempi di Applicazioni Pagina 46 Quantum Magnetic Disk (QMD) • • • • • In questo tipo di memorie ogni bit è rappresentato da un cilindro a singolo dominio magnetico di dimensioni nanometriche immerso in una matrice non magnetica, su un disco Questa applicazione si basa su cilindri di nickel in una matrice si SiO2 È molto importante che i cilindri abbiano distanze tra loro costanti, dimensioni assolutamente uniformi e predefinite, e soprattutto il più possibile ridotte per aumentare la densità di bit a disposizione I cilindri, a causa delle dimensioni nanometriche e di un alto valore di aspect ratio, si magnetizzano in modo quantizzato lungo l’asse e hanno solo due stati stabili, uguali in modulo ma opposti in direzione Le dimensioni, l’aspect ratio e il materiale di cilindri e matrice ne definiscono le proprietà magnetiche, e quindi il campo necessario da applicare per invertire (flip) lo stato magnetico (e quindi il corrispondente bit) [7] Esempi di Applicazioni Pagina 47 Quantum Magnetic Disk (QMD) • • • • • • • • La realizzazione di questi nanopillar con diametro di 50 nm è stata possibile, almeno inizialmente, solo attraverso l’EBL Dopo aver evaporato su un substrato di Si 10 nm di Ti e 50 di Au e 10 di Cr (come etch stop layer) si depositano 200nm di SiO2 tramite PECVD Ancora 25nm di Cr da usare come maschera per il dry etch e 70nm di PMMA 950K A questo punto si utilizza l’EBL per effettuare il pattern (puntiforme) sul PMMA Il fascio usato ha diametro di 4 nm Si sviluppa il PMMA in cellosolve:metanolo(3:7) e si effettua l’etch finale per trasferire il pattern sullo strato di Cr Il PMMA si rimuove tramite plasma a ossigeno e infine si utilizza un RIE per raggiungere le dimensioni volute dei pillar Il Nickel riempie i pori tramite elettrodeposizione [8] Esempi di Applicazioni Pagina 48 Quantum Magnetic Disk (QMD) • • • • L’uso dell’EBL è fondamentale per l’alta risoluzione e bassa difettosità che permette. Queste qualità sono infatti fondamentali per le proprietà magnetiche dei dipoli magnetici La densità raggiunta è 65 Gbit/in^2 (circa 10,4 Gbit/cm^2) Lavori più recenti riportano buoni risultati usando al posto dell’EBL la NanoImprint Lithography (figure in basso) Il motivo è l’elevato aumento di produzione, nonostante si mantenga un buon controllo su dimensioni e errori, avvicinando quindi la possibilità di produrre su larga scala [9,10] Esempi di Applicazioni Pagina 49 Isole Nanometriche Semiconduttrici per SED • • • • Un altro recente uso della litografia EBL è nella realizzazione di nanoisole per dispositivi a singolo elettrone (SED) Questi dispositivi si basando sul trasferimento controllato di singoli elettroni tra isole conduttive di dimensioni nanometriche Dispositivi SED vengono oggi studiati per realizzare transistor, elettrometri, detector di singolo fotone, ecc A questa scala gli effetti di quantizzazione dell’energia aumentano di importanza, aumentando l’energia richiesta per portare un nuovo elettrone su un’isola. La somma dell’energia di caricamento e dell’energia cinetica quantizzata deve essere diverse volte superiore a kT, per rendere il dispositivo poco sensibile al rumore termico (la barriera di potenziale a queste scale è legata essenzialmente all’effetto del Coulomb Blockade, ovvero l’aumento della resistenza differenziale per tensioni applicate tendenti a zero) Esempi di Applicazioni Pagina 50 Isole Nanometriche Semiconduttrici per SED • • • • • • • Le isole di semiconduttore vengono fabbricate su un’interfaccia cresciuta epitassialmente di AlGaAs/AlAs/GaAs, usando un EBL a alta risoluzione e ossidazione selettiva di livelli di AlGaAs ricchi di Al Tramite EBL viene stampato il pattern sul substrato. L’energia di lavoro è di 2,5kV In questo modo vengono realizzate isole e fili con dimensioni tra i 50 e i 300 nm su PMMA La rimozione del PMMA viene effettuata tramite wet etching facendo attenzione a non attaccare gli strati sottostanti Successivamente si effettua l’ossidazione selettiva in vapore d’acqua a 300°C che selettivamente assida l’Al La differente velocità di ossidazione per concentrazioni diverse di Al permette di produrre isole con dimensioni inferiori a quelle dell’EBL Si ottengono isole con un interno semiconduttivo circondato da uno strato di allumina Esempi di Applicazioni Pagina 51 Isole Nanometriche Semiconduttrici per SED • • • In figura a) e b) vediamo isole puntiformi e filiformi In figura c) e d) vediamo due sezioni di nanofili, dove l’area scura mostra l’area attaccata dall’etching (la regione AlGaAs) La selettività dell’etching, a seconda del contenuto di Al, permette velocità anche di 1nm/min, permettendo quindi la realizzazione di isole di dimensioni e spessori ridotti [11] Esempi di Applicazioni Pagina 52 Realizzazione di maschere per la NIL • • • • La Nano Imprint Lithography si sta rivelando sempre più interessante come tecnica litografica per sviluppare a livello industriale applicazioni con dimensioni estremamente ridotte. Recentemente è stato dimostrato che è possibile realizzare tramite NIL memorie RAM con half pitch a 20 nm. L’uso della NIL rende queste strutture già appetibili industrialmente in quanto, una volta realizzata la maschera, è possibile realizzare una produzione massiva. Il problema principale della NIL in particolare per strutture così ridotte è proprio la maschera. La forma complessa di questi pattern richiede l’uso di litografia convenzionale ed è vicino ai limiti di risoluzione dei moderni EBL. Come resist (negativo) è necessario usare il polistirene in quanto il PMMA non resiste altrettanto bene ai processi RIE, necessari a trasferire la maschera sugli strati sottostanti (Cr). Una volta preparata la maschera risulta delle dimensioni previste e pressoché priva di difetti. può essere stampata su PMMA e curata tramite ultravioletto per stampare il pattern su substrato. Il pattern ottenuto dopo il processo di stampaggio (in figura) ha un’area di cella 14 volte inferiore di quella che si realizza allo stato dell’arte con la fotolitografia [18]. Esempi di Applicazioni Pagina 53 Proximity Effect Correction per realizzare nanoantenne • • • • L’avanzare della nanotecnologia porta alla necessità di ridurre sempre più le dimensioni controllate. Uno degli ambiti di ricerca dove questo tema è più sentito sono i dispositivi a nanoantenna Questi dispositivi, ispirati alle classiche antenne a radio-frequenza, sono realizzati in dimensioni ridotte per avere frequenze risonanti nel visibile o nell’infrarosso Le antenne a farfalla “bow-tie” sono tra le più indicate perché sono relativamente a banda larga, sono poco dipendenti dalla polarizzazione e permettono di inserire un rettificatore all’interno dell’antenna stessa (diodo Metallo-Isolante-Metallo, l’elettrone passa per effetto tunnel attraverso la giunzione rettificando l’onda elettronica) Di contro l’architettura del dispositivo richiede grande accuratezza, in particolare la giunzione che deve avere dimensioni < 5nm per rettificare in modo efficiente Esempi di Applicazioni Pagina 54 Proximity Effect Correction per realizzare nanoantenne • • • • • Si sceglie di utilizzare un Proximity Effect Correction PEC basandosi sulla modulazione del fascio per migliorare la risoluzione de pattern. In questa tecnica viene controllata la “dose” di elettroni su ogni pixel in modo che il fattore di contrasto di esposizione per ogni punto lungo un bordo sia non eccedente un certo valore e il totale della dose della parte interna deve essere maggiore di un valore prefissato rispetto alla dose della parte esterna Per fare questo bisogna controllare l’effetto di prossimità. Come funzione da inserire nell’algoritmo viene usata la distribuzione di energia vista in precedenza dove si tiene conto sia del forward che del backscattering La dose assorbita viene approssimata come la convoluzione della distribuzione dell’energia dovuta allo scattering e la matrice di dose applicata (esposizione voluta) Lo scopo non è tanto di avere una esposizione ideale, quanto di superare una certa soglia di livello di contrasto ai margini del pattern. Questo viene fatto assicurando una certa soglia di esposizione lungo i bordi Essendo quindi i bordi il punto cruciale del processo il problema dell’effetto di prossimità viene ridefinito come un problema di ottimizzazione lineare con vincoli su cui è possibile applicare algoritmi classici, come l’algoritmo del Simplesso, arrivando a calcolare la matrice di esposizione ideale Esempi di Applicazioni Pagina 55 Proximity Effect Correction per realizzare nanoantenne • Dalle simulazioni (a sinistra senza PEC a destra con) notiamo che viene aumentata la dose lungo i margini e gli angoli e i bordi più ripidi (figure d) Esempi di Applicazioni Pagina 56 Proximity Effect Correction per realizzare nanoantenne • • • • Infine il dispositivo viene realizzato. La scelta dei parametri del PEC viene fatta procedendo per raffinamenti successivi nonostante esistano anche metodi analitici (come le simulazioni Monte Carlo) e sperimentali Il processo di fabbricazione è schematizzato in figura Il problema principale non usando il PEC è la formazione di ponti all’interno del gap. Lo stesso problema, anche se in misura ridotta, si presenta usando PEC presenti commercialmente (RAITH) Ottimi risultati si ottengono applicando invece gli algoritmi visti in precedenza (figure a destra in basso; da notare la prima struttura con gap di appena 2 nm) [19] Esempi di Applicazioni Pagina 57 Il futuro della Litografia • • Le tecniche litografiche descritte sono ancora in larga parte allo stadio sperimentale e richiedono del tempo per vedere se saranno usabili per produzioni in larga scala Gli obiettivi principali sono: 1. Raggiungere e superare il livello di produttività che la fotolitografia permette oggi 2. Abbattere i costi che oggi questa propone nelle sue forme più avanzate, e specialmente per produzioni di basso volume dove i costi delle maschere risultano proibitivi 3. Abbassare i limiti di risoluzione 4. Controllo dei difetti Esempi di Applicazioni Pagina 58 Alcuni dispositivi realizzati tramite EBL Esempi di Applicazioni Pagina 59 BIBLIOGRAFIA E LINK UTILI Bibliografia e link utili Pagina 60 Bibliografia • • • • • • • • • [1] Thermionic field emission at electrodeposited Ni-Si Schottky barriers, Solid-State Electronics, Volume 52, Issue 7, M.E. Kiziroglou, X. Li, A.A. Zhukov, P.A.J. de Groot, C.H. de Groot, July 2008, Pages 1032-1038 [2] Physics of generalized Fowler-Nordheim-type equations, Richard G. Forbes, J. Vac. Sci. Technol. B 26, 788 (2008) [3] Handbook of nanofabrication – First Edition (2010) , Copyright 2010 Elsevier B.V. - Gary P. 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