febbraio 2015 Biblio news Una capitale dell’arte del ‘900 Per le arti figurative, nel secolo scorso Milano è stata un po’ la Parigi d’Italia. Infatti a Milano è nato il Futurismo di Marinetti e Boccioni, per poi diffondersi in Francia e Russia. A Milano hanno avuto le radici il Novecento di Sironi, Funi e Carrà e lo Spazialismo di Fontana, il Chiarismo di Lilloni. Negli stessi anni attorno alla rivista Corrente di Treccani nasceva un cenacolo in cui si riunivano De Grada, Cassinari e Morlotti e i collezionisti più illuminati aprivano le loro case agli artisti preferiti. Di tutto ciò rimangono numerose testimonianze cha vale la pena conoscere. Il Museo del ‘900 Prima dell’ingresso alle sale che raccolgono le collezioni permanenti, in un piccolo spazio dedicato, è esposto il Quarto Stato, opera simbolo del movimento operaio di Pelizza da Volpedo. È esposto fuori del perimetro del museo perché è stato dipinto a cavallo tra l‘800 e il ‘900 e soprattutto perché ancora intriso della cultura pittorica dell’800: è lì a fare da riferimento immediatamente percepibile dell’atmosfera artistica da cui è sbocciata l’arte del ‘900. Appena varcato l’ingresso il visitatore si trova davanti agli occhi una serie di piccoli quadri, esposti al di fuori da un percorso logico, che possono essere visti come una specie di sommario dei principali artisti del ‘900 e delle più importanti tendenze, visto che vi troviamo Kandinsky, Klee, Mondrian, Matisse, un inusuale Braque fauve insieme a uno più tipico cubista che si ricollega immediatamente a un Picasso stilisticamente molto simile, la Bouteille de Bas 12-14, a ricordo del periodo in cui i due artisti erano in stretto contatto. Di Picasso sono presenti altri due quadri: un paesaggio del 1908 e la Femme nue che ricorda immediatamente le Demoiselles d’Avignon. Completano la sala tre ritratti di Modigliani, tra cui quello molto noto di Paul Guillaume (1916) e un Morandi metafisico (1918). Ma c’è un filo logico che lega tutte queste opere: la loro provenienza. Sono infatti tutte appartenute al noto collezionista Jucker che tanto ha contribuito all’arricchimento della collezione del Museo. La presenza di tanti protagonisti della pittura internazionale non deve però trarre in inganno: il Museo del ‘900 è essenzialmente dedicato agli artisti italiani. La presenza di questi grandi artisti serve a mettere in prospettiva la collezione del Museo rispetto alla scena internazionale. Nella sala successiva troviamo uno degli artisti icona del Museo, ossia Umberto Boccioni, qui rappresentato da ben 19 quadri, molti dei quali provenienti dalla collezione di Ausonio Canavese, uno degli altri storici donatori delle collezioni comunali. Tra essi spicca il mille volte riprodotto Elasticità (1912), uno dei capolavori del Futurismo e la sua scultura più rappresentativa ossia Forme uniche della discontinuità nello spazio (1913). E poi altri Futuristi: Carrà (Cavaliere rosso del 1913), Balla (Bambina moltiplicato balcone del 1913), un bel collage di Soffici del 1914, e Dinamismo di una danzatrice di Severini (tipicamente Futurista). Diciamo che i Futuristi ci sono quasi tutti, con l’eccezione di Depero, Pelizza da Volpedo - Il Quarto Stato Umberto Boccioni - Elasticità (1912) Carlo Carrà - Cavaliere rosso (1913) Le Civiche Raccolte e l’arte del ‘900 Quello che attualmente è noto come il Museo del ‘900 ha radici che risalgono agli anni ’20 del secolo scorso, quando le opere delle Civiche Raccolte, a partire dall’Ottocento, andarono a costituire la Galleria d’Arte Moderna nella Villa Reale. Questo nucleo originario andò progressivamente ingrandendosi grazie a donazioni, come quella della collezione Ausonio Canavese del 1934, ricca soprattutto di opere futuriste in particolare di Boccioni. Nel 1954 la parte delle opere del ‘900 fu trasferita in una struttura contigua battezzata Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC). La collezione si arricchì negli anni grazie a importanti donazioni, come quelle di Carrà (1969), Marini (1973 e 1984), Melotti (1979 e 1981) e Boschi -Di Stefano (1974). Trasferita per un breve periodo in un’ala di Palazzo Reale, la collezione nel 2010 trovò la sua attuale collocazione nel Palazzo dell’Arengario, spazio prestigioso, collocato in modo ottimale su Piazza Duomo, ma non certo ideale per essere trasformato in un museo in grado di esporre un numero notevole di opere e accogliere molti visitatori: la stessa guida del museo lo definisce “luogo affascinante ma museograficamente difficile e di estensione contenuta”. Oltre che al Museo del ‘900, importanti testimonianze del mecenatismo milanese si trovano alla Galleria d’Arte Moderna (collezione Vismara e alcune opere della collezione Grassi), alla casa-museo Boschi-Di Stefano, alla Pinacoteca di Brera (donazione Jesi e alcune opere del lascito Vitali). Molto interessante anche la sezione dedicata alle opere del Novecento delle collezioni Intesa San Paolo esposte nella sede milanese delle Gallerie d’Italia, nel palazzo sede storica della Banca Commerciale in Piazza della Scala. 2 insufficientemente rappresentato da una sola opera e non certo delle sue più significative. Per apprezzare appieno il vero valore di Depero bisogna recarsi a Rovereto e visitare il museo a lui dedicato e le collezioni del Mart! Sempre nella sala 2 troviamo un Fontana del 1959, che sembra essere stato il primo quadro a presentare quei tagli che sarebbero poi diventati la cifra identificatrice dell’artista. La sala 3 è dedicata a Morandi, ben rappresentato da Paesaggio del 1913 e dalle più tipiche nature morte con vasi e bottiglie degli anni ’40. Prima di salire al livello superiore si passa da una saletta dedicata a De Chirico (Il figliol prodigo – 1922). Il secondo livello è dedicato soprattutto alle sculture di Arturo Martini, che con la scelta del non-finito evocano i calchi in gesso di Pompei, collocate nella prima saletta e anche nel secondo spazio più vasto dedicato al periodo tra le due guerre, talvolta definito “ritorno all’ordine” con quadri di Carrà (Estate – 1930), Casorati, Guidi, Funi, Rosai, Sironi (I costruttori – 1929), Soffici che spesso risentono di influenze post-impressioniste. Da notare un Morandi (Il grano, 1935) quasi astratto. Troviamo poi una serie di piccole sculture di Fontana, Marini, Manzù e la Signorina seduta, bronzo dorato e colorato di Fontana del 1934. Infine una Grande natura morta di De Pisis, veramente grande! Una saletta che raccoglie alcune sculture di Fausto Melotti anticipa la sezione dedicata all’astrattismo dove si ammirano opere di Dorazio, Burri, Tancredi, Manzoni. Su questo livello si passa a spazi del contiguo Palazzo Reale che ospitano opere di Arte Cinetica e soprattutto la sezione dedicata a Marino Marini, estesa su 4 sale, che ben documenta i principali aspetti della produzione dell’artista, sia come scultore che come pittore, con opere acquisite da due donazioni, del 1973 e del 1984, particolarmente apprezzabili dato che esiste un Museo dedicato all’artista pistoiese nella sua città natale. Il livello superiore è la parte più spettacolare del Museo per la vista del Duomo attraverso le enormi vetrate che caratterizzano la parte superiore dell’Arengario, particolarmente notevole al tramonto quando le guglie assumono un colore dorato. In questa loggia è ospitata una delle opere più caratteristiche di Fontana, la grande struttura al neon realizzata per la IX Triennale, mentre anche il soffitto è un’opera d’arte ossia il Soffitto spaziale anch’esso di Fontana creato per la sala da pranzo dell’Hotel del Golfo di Procchio, Isola d’Elba (1956). Altre opere di Fontana, attualmente ricollocate nella mostra temporanea Klein Fontana Milano Parigi 1957-1962, si trovano in altre sale, in particolare nella sala che contiene le opere del periodo 1951-1962, provenienti da una donazione dei coniugi Boschi-Di Stefano e da un deposito della Fondazione Lucio Fontana. Lucio Fontana: Struttura al neon realizzata per la IX Triennale (1951) 3 Yves Klein Lucio Fontana Milano Parigi 1957-1962 Nelle sale del Museo del ‘900, sovrapposta alle collezioni permanenti, fino al prossimo 15 marzo si può ammirare la mostra Yves Klein Lucio Fontana - Milano Parigi 1957-1962 che racconta il particolare rapporto tra i due artisti attraverso oltre 90 opere e una ricchissima documentazione di fotografie, filmati d’epoca e carte d’archivio. Le date indicano i punti estremi di questo rapporto, ossia l’anno della scoperta da parte di Fontana dell’arte di Klein grazie a una mostra presso la galleria Apollinaire di Milano, e l’anno della morte prematura dell’artista francese a soli 34 anni. In questi 5 anni Fontana inizia con l’essere un ammiratore dell’arte di Klein - e uno dei due soli acquirenti delle opere esposte nella mostra citata-, per diventarne un sincero amico con frequenti incontri soprattutto a Parigi dove Fontana raggiunge una fama internazionale grazie anche al supporto di Klein, per finire come uno dei principali collezionisti delle opere dell’amico dopo la sua scomparsa. Nel percorso della mostra i due artisti sembrano dialogare con le loro opere. Così il Portrait relief de Claude Pascal di Klein viene presentato vicino al Campione olimpico di Fontana, un monocromo blu dipinto nel 1932 ossia ben prima dell’incontro con Klein. Il punto più spettacolare della mostra è nella loggia all’ultimo piano dove sotto la grande struttura al neon realizzata da Fontana per la IX Triennale (1951) e davanti alla facciata del Duomo che si vede al di là delle vetrate è stato collocato Pigment pur, presentata nel maggio del 1957 alla Galerie Colette Allendy di Parigi, come fosse una specie di grande tappeto color Ibk (International Blue Klein) ispirato ai blu di Giotto, che Klein aveva provveduto a brevettare, dimostrando un sicuro istinto di marketing. Infine una curiosità: tra le opere esposte anche l’Ex voto che Klein aveva lasciato a Cascia presso il Santuario dedicato a Santa Rita di cui l’artista francese era particolarmente devoto: una cassetta contenente tre pigmenti rosa, oro e l’immancabile blu. Yves Klein: Portrait relief de C. Pascal Lucio Fontana: Campione olimpico Yves Klein: Antropometrie Cosa trovi in biblioteca Fontana, Lucio Lucio Fontana e la sua eredità Musei Bignami, Silvia La Collezione Jucker nel Museo del Novecento Lista Giovanni Futurismo 1909-2009 Museo del Novecento, Milano Museo del Novecento: la collezione Mattioli Rossi, Laura Boccioni: pittore scultore futurista Arte del ‘900 Pasquali, Marilena Giorgio Morandi: l’immagine dell’assenza Carrà, Carlo L’opera completa di Carlo Carrà Poli, Francesco La scultura del ‘900 Covacich, Mauro L'arte contemporanea spiegata a tuo marito Sironi, Mario Mario Sironi De Chirico, Giorgio De Chirico Per i ragazzi Boccioni, Umberto Una storia blu oltremare De Maria, Luciano Filippo Tommaso Marinetti e il Futurismo 4 Il Museo del ‘900 e Expo 2015 Informazioni utili Gli orari di apertura al pubblico del Museo sono i seguenti: lunedì 14.30 - 19.30 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 19.30 giovedì e sabato 9.30 - 22.30 Il Museo del Novecento dal 1° maggio al 31 ottobre riorganizzerà i propri percorsi per includere prestiti in arrivo da importanti musei italiani specializzati nell’arte del Novecento. Il programma, battezzato Il museo ideale. Capolavori dell’arte del Novecento italiano si propone di riunire nel museo milanese quanto di meglio il secolo scorso ha generato in Italia. Come spiega la direttrice, Marina Pugliese questo museo ideale “mostrerà i suoi tesori arricchiti con i prestiti degli altri musei più importanti d’Italia di arte italiana del XX secolo. L’idea è quella di costituire una sorta di museo ideale e considerando che Expo è un’occasione per tutta Italia e non solo per Milano, ci è sembrato doveroso lavorare in un’ottica di rete”. Una collaborazione che include la Galleria d’arte moderna di Roma e di Torino, il Museo di arte moderna e contemporanea (Mart) di Trento e Rovereto e la Galleria Ca’ Pesaro di Venezia. “Con un’attenzione particolare - conclude Marina Pugliese - su alcune specificità più milanesi, come il patrimonio futurista”. Ultimo ingresso consentito: un'ora prima della chiusura del Museo Tariffe Fino al 15 marzo, per tutta la durata della mostra Yves Klein / Lucio Fontana Milano-Parigi 1957-1962, le tariffe per l'ingresso al museo sono le seguenti: Biglietto intero: 10 euro Biglietto ridotto: 8 euro – 5 euro Ingresso gratuito Ragazzi fino ai 12 anni compiuti Portatori di handicap Possessori di CardOttoNoveCento Il Fondo De Micheli Biglietto cumulativo: offre un ingresso libero in ogni museo civico per 3 giorni ed è in vendita online (senza costi di prevendita) e nelle biglietterie a 12 euro Gli appassionati dell’arte del ‘900 hanno proprio qui a Segrate una straordinaria risorsa per approfondire l’argomento. Si tratta del fondo librario di Ada e Mario De Micheli, dal giugno 2014 ospitato nella biblioteca di Cascina Ovi, che comprende 24.000 volumi – tra monografie, opuscoli, cataloghi di mostre – e 230 testate di riviste. Oltre ai volumi, e alla fototeca personale di De Micheli, 50 faldoni contengono i manoscritti e i dattiloscritti di numerosi testi del grande critico. Le opere non possono essere concesse in prestito, data la loro fragilità -molte sono pezzi unici- ma possono essere consultate su appuntamento nella sede di via Olgia dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30. Per informazioni è possibile chiamare il numero: 02 26950716 o scrivere all'indirizzo di posta elettronica: [email protected] Il fondo partecipa alla rete del Servizio Bibliotecario Nazionale ed è accessibile online tramite il catalogo del Polo regionale lombardo. Didattica Il programma della sezione didattica del Museo del ‘900 prevede una ricca serie di iniziative – visite guidate, itinerari tematici e laboratori didattici – rivolte a scuole di ogni ordine e grado, ai gruppi, a famiglie e singole persone. Sono disponibili i seguenti servizi (su prenotazione) tutti curati da Civita: Visite guidate alla collezione per gruppi e scuole Costi (gruppi di massimo 30 persone) € 70 – durata 1 ora € 85 – durata 1 ora e mezza € 100 – durata 2 ore € 115 – durata 2 ore e mezza Laboratori didattici Costi (per un massimo di 25 partecipanti): € 90 Visite guidate alla collezione per singoli visitatori Tutte le domeniche alle 15.30 e alle 17.30 e i giovedì alle 19.00 Costo: € 5 a persona Informazioni e prenotazioni: Civita - tel. 02.43353522 e-mail: [email protected] 5 Casa museo Boschi-Di Stefano Basta spostarsi poche centinaia di metri dal caos di piazza Lima, per scoprire la tranquilla via Jan, dove, al numero 15, Piero Portaluppi negli anni ’30 del secolo scorso ha costruito un elegante edificio Art Deco. È qui che, al secondo piano, si trova uno degli esempi più interessanti del collezionismo milanese del ‘900. Infatti in un appartamento al secondo piano dove vissero Antonio Boschi e Marieda Di Stefano si possono ammirare, stipate in ogni angolo disponibile, bagno compreso, 300 opere delle oltre 2000 che costituiscono la collezione che misero insieme, pezzo per pezzo, nel corso della loro vita. Come in tutte le collezioni di questo tipo, gli artisti sono presenti secondo i gusti dei proprietari e le occasioni che hanno avuto di acquistare le opere dagli stessi autori che frequentavano la casa milanese. Prevalgono i quadri ma anche la scultura è presente con opere di Arturo Martini, Lucio Fontana e una scultura in ferro di Roberto Crippa (Prometeo, 1956) oltre che alcune ceramiche della padrona di casa. Le opere sono disposte in un ordine prevalentemente cronologico ma cercando di tenerle riunite secondo le correnti di appartenenza. Nell’anticamera sono presenti artisti del primo novecento: Achille Funi, Ardengo Soffici, Gino Severini, Arturo Tosi e soprattutto Piero Marussig, che con 10 opere è uno dei meglio rappresentati. Tra i prediletti anche Mario Sironi, presente con 31 opere nella sala 5, del periodo 1917-47. Notevole in particolare Gasometro del 1930, soggetto trattato diverse volte dall’artista milanese, Grande composizione (1947) e Venere dei prati, una tecnica mista olio e collage del 1919. Oltre a Sironi, il gruppo Novecento è ben rappresentato anche da opere di Piero Marussig, di Gino Severini (Natura morta, 1930) e Achille Funi. In quella che fu la sala da pranzo, si possono ammirare opere di Giorgio Morandi degli anni 1940-41 raffiguranti Paesaggi e Fiori e di Filippo De Pisis. In una vetrinetta sono poi custodite, oltre a un piccolo Concetto Spaziale, Mario Sironi - Grande composizione (1947) Massimo Campigli - Donne salutanti (1931) Il collezionismo illuminato di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano Remo Brindisi - I coniugi Boschi Antonio Boschi, ingegnere novarese e inventore, classe 1896, dirigibilista durante la Grande Guerra e musicofilo, sposa nel 1927 Marieda Di Stefano, milanese, classe 1901, appassionata ceramista, allieva dello scultore Luigi Amigoni. Li accomuna una grande passione per l’arte del loro tempo e una totalizzante propensione per il collezionismo che li farà raccogliere oltre 2000 opere. La loro casa, pregevole edificio progettato da Piero Portaluppi, diventa uno dei più vivaci cenacoli milanesi animato da artisti come Martini, Funi, Sironi, Fontana, De Pisis, Carrà, De Chirico, Morandi. Dopo la morte di Marieda (1968) Antonio dispone una prima donazione al Comune di Milano (1974). Una seconda donazione comprendente tutte le altre opere viene disposta per lascito testamentario alla sua morte (1988) ma solo nel 2003, dopo la risoluzione di una lunga vertenza giudiziaria con gli eredi Boschi, la Casa Museo Boschi Di Stefano viene finalmente aperta al pubblico: oggi è visitabile a titolo tutto gratuito dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18 grazie alla presenza dei Volontari lombardi del Touring Club Italiano. 6 Giorgio De Chirico - Facitori di trofei (1927-28) alcune sculture di Lucio Fontana di piccole dimensioni su temi religiosi (una Deposizione, alcuni Crocefissi, un Angelo) che ci ricordano l’interesse di Fontana per l’arte religiosa che nel 1955 lo spinse a presentare un suo progetto per la quinta porta del Duomo di Milano, che fu poi realizzata da Luciano Minguzzi. Antonio Boschi fu un grande ammiratore e collezionista di Lucio Fontana come dimostra il fatto che un’intera sala (la 9, quella che fu lo studio di Antonio Boschi) è a lui dedicata con 20 opere risalenti agli anni dal 1951 al 1960. Fontana non è l’unico rappresentante dello spazialismo, movimento da lui fondato nel 1946 che intendeva portare l’arte al di là del naturalismo: nella sala 10 infatti sono raccolte anche opere di Roberto Crippa e Gianni Dova. Nella stanza che fu il soggiorno sono esposte opere della cosiddetta Scuola di Parigi, denominazione che individua quel gruppo di artisti non francesi che vissero e lavorarono a Parigi nel periodo tra le due guerre. Tra essi Picasso, Chagall e Mondrian, ma anche molti italiani che qui sono ben rappresentati da Giorgio De Chirico, con opere come Facitori di trofei e La scuola dei gladiatori. Interessanti anche L’Annunciazione di Savinio e Donne salutanti di Massimo Campigli. Nel corridoio sono esposte opere della corrente dei Chiaristi (Umbero Lilloni, Pio Semeghini, Francesco De Rocchi), mentre troviamo testimonianze dell’arte Informale (Emilio Vedova, Giulio Turcato, Piero Manzoni) nell’ultima sala, la 11. Informazioni utili Casa-Museo Boschi Di Stefano via G. Jan, 15 - 20129 Milano T 0220240568 [email protected] Orari d’apertura da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 prenotazione obbligatoria per i gruppi (massimo 18 persone) Ingresso libero Piero Marussig - Villa al Mare Visite guidate a cura di Milanoguida Lucio Fontana - Concetto spaziale (1956) 7 Biblioteca Comunale Sistema Bibliotecario Milano Est Biblioteca Comunale - Sede centrale Centro Civico Verdi - Via XXV Aprile 20090 Segrate Tel. 02 26902374 / 02 26902366 [email protected] [email protected] La Biblioteca Comunale di Segrate, presente sul territorio dal 1970, garantisce a tutti i cittadini la possibilità di informarsi attraverso la consultazione e il prestito di libri, quotidiani, periodici, dvd, cd musicali, cd-rom e risorse digitali. In Biblioteca è possibile navigare in internet da postazioni multimediali fisse oppure attraverso la rete wireless gratuita e accedere alla biblioteca digitale per consultare online quotidiani italiani e stranieri, banche dati professionali, risorse audio e video, e-book. CALENDARIO DEGLI INCONTRI febbraio / marzo 2015 Giovedì 5 febbraio - 173° incontro Si parla de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati Giovedì 5 marzo – 174° incontro Si parla di Marina Bellezza di Silvia Avallone La biblioteca organizza iniziative per promuovere la lettura coinvolgendo lettori di tutte le età, dai bambini agli adulti, e favorisce lo scambio tra culture diverse e l’accesso alle risorse informative e culturali da parte di tutti i cittadini, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Centro Civico Giuseppe Verdi via XXV Aprile, Segrate Ore 21.00 Ingresso libero GRUPPO DI LETTURA SEGRATE [email protected] Coordinamento e organizzazione Biblioteca Comunale di Segrate (MI) Tel. 02 26902374 - www.bibliomilanoest.it La Biblioteca Comunale, con le sue sedi decentrate, possiede circa 64.000 volumi e circa 6500 cd e dvd. Fa parte del Sistema Bibliotecario Milano Est che dispone di circa 760.000 documenti che si possono richiedere con il servizio di prestito interbibliotecario. Referenti: Emanuela Zanini / Roberto Spoldi Associazione D COME DONNA Tel. e fax. 02 2133039 / Referente: Enza Orlando Coordinatore Roberto Spoldi Seguici su facebook www.bibliomilanoest.it 8