MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • Settembre 2014 • Numero 12 SPED. IN ABB. POSTALE 70% - FILIALE DI TORINO - II SEM. 2014 COLLEZIONI / COLLECTIONS LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI. PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI) / THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS. FIRST PART (LIVING CETACEANS) M E M O R I E MUSEOLOGIA SCIENTIFICA Settembre 2014 • Numero 12 LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI. PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI) THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS. FIRST PART (LIVING CETACEANS) Luigi Cagnolaro, Nicola Maio, Vincenzo Vomero (eds) Cop vol.12_10-9-2014_2_Layout 1 30/10/14 15.38 Pagina 2 ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUSEI SCIENTIFICI • ANMS Editore Editor Vincenzo Vomero Segreteria di Redazione Managing Editor Giancarla Malerba Editori Associati Associ ate Editors c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma E-mail: [email protected] Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” dell’Università di Torino, C.so M. d’Azeglio, 52. 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I-38100 Trento E-mail: [email protected] A.A.: Museo Civico di Storia Naturale, Lungadige Porta Vittoria, 9. I-37129 Verona E-mail: [email protected] Europa 360° - Giovanni Pinna Viale Cassiodoro, 1. I-20145 Milano. E-mail: [email protected] Comitato scientifico Editorial board Luigi Amodio - Città della Scienza, Napoli Patrik Blandin - Professeur du Museum National d'Histoire Naturelle, Paris Angelo Brugnoli - Museo Civico di Storia Naturale, Verona Pietro Corsi - Faculty of History, University of Oxford Elisabetta Falchetti - Museo Civico di Zoologia, Roma Wolf Peter Fehlhammer - Muenchen Giuliana Forneris - Torino Gianluca Forti - Museo del Fiore, Acquapendente Alberto Garlandini - Musei e Servizi Culturali, Regione Lombardia, Milano Giacomo Giacobini - Museo di Anatomia Umana, Università di Torino Daniele Jalla - Servizio Musei, Comune di Torino Johanna Kovar-Eder - Staatliches Museum fuer Naturkunde, Stuttgart Leo Kriegsman - National Museum of Natural History, (Naturalis), Leiden Svante Lindqvist - Nobel Museum, Stockolm Giorgio Manzi - Museo di Antropologia, Università La Sapienza, Roma Vittorio Marchis - Dipartimento di Meccanica, Politecnico di Torino Alessandro Minelli - Dipartimento di Biologia, Università degli Studi, Padova Mara Miniati - Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze Giuseppe Muscio - Museo Civico di Storia Naturale, Udine Giovanni Pratesi - Museo di Storia Naturale, Università degli Studi, Firenze Gloria Svampa - UIZA, Roma Paolo Tongiorgi - Università di Modena e di Reggio Emilia Augusto Vigna Taglianti - Museo di Zoologia, Università la Sapienza, Roma Traduzioni/Translations: Peter W. Christie ([email protected]) Direttore Responsabile Gino Tomasi,Trento PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 1 MUSEOLOGIA SCIENTIFICA M E M O R I E LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI. PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI) THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS. FIRST PART (LIVING CETACEANS) a cura di Luigi Cagnolaro, Nicola Maio, Vincenzo Vomero PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 2 PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 3 “La Verità è trasparenza dell’essere in sintonia creativa con ogni divenire” "Truth is the transparency of being in creative harmony with any change" Luigi Cagnolaro, Fisiosofia, 12 novembre 2013 Così Luigi Cagnolaro definiva la sua filosofia naturale e di vita. A causa delle sua cecità quasi totale, aveva iniziato a registrare su cassette magnetiche il suo pensiero, ma la sua morte ha fermato quest’ultima impresa culturale assieme alla redazione avanzatissima di quest’opera sulle collezioni di Cetacei dei musei italiani e del volume monografico della gloriosa “Fauna d’Italia” di Calderini. With these words, Luigi Cagnolaro defined his natural philosophy and outlook on life. Because of his almost total blindness, he started recording his thoughts on audiotapes, but his death stopped this cultural undertaking as well as the highly advanced editing of this work on the cetacean collections of Italian museums and of the monographic volume of Calderini’s glorious “Fauna d’Italia”. PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 4 PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 5 ISSN 1972-6848 Editoriale Il progetto CollMap e il Catalogo delle raccolte di Cetacei nei musei italiani The CollMap project and the catalogue of Cetacean collections in Italian museums Vincenzo Vomero Tre anni fa in una delle tante telefonate di lavoro con Luigi Cagnolaro, uno degli ultimi direttori di grandi musei italiani, gli raccontavo di alcune nuove tendenze della politica culturale dell’ Associazione Nazionale Musei Scientifici, sodalizio al quale era molto legato. Il discorso venne immediatamente sul forte impegno dell’ANMS verso quello che io continuo a considerare il “core business” di ogni museo scientifico e cioè le collezioni. Gli raccontai della nuova Collana delle Memorie ANMS dedicata alla descrizione delle collezioni naturalistiche nazionali (era da poco stata pubblicata una prima Memoria sulle collezioni di Rettili) e gli presentai in assoluta anteprima il nuovo progetto CollMap che aveva la grandissima ambizione di porre l’accento sull’intero patrimonio di collezioni biologiche conservate nei musei scientifici italiani, identificando, elencando e descrivendo tutti i nuclei di raccolte zoologiche e botaniche, grandi e piccole, storiche ed attuali, e mappandole geograficamente e tassonomicamente. I soli metadati, quindi, ma che avrebbero riempito un gap museologico ormai insostenibile; in realtà ancora oggi nessuno di noi addetti ai lavori ha esatta cognizione dell’intero patrimonio nazionale di collezioni naturalistiche, della sua distribuzione sul territorio e della sua copertura tassonomica. Luigi fu talmente preso da queste notizie che, sebbene già in pensione da alcuni anni, ci offrì tutto il suo patrimonio di conoscenze di vecchio museologo (la sua carriera iniziata al Museo di Genova, aveva avuto il suo apice alla direzione del Museo Civico di Storia Naturale di Milano) e di ricercatore zoologo ancora attivissimo e ancora stimolatore e catalizzatore delle ricerche di tantissimi giovani e non più giovani. Fu così che gli feci la proposta di trasformare tutta la sua conoscenza nel campo della zoologia dei Cetacei in un volume di Museologia Scientifica Memorie sulle raccolte di Cetacei conservate nei musei italiani. Chi avrebbe potuto fare meglio di lui che aveva visitato tutte le raccolte italiane studiando identificando e misurando una quantità impressionante di materiale osteologico e non! Era o non era il cetologo italiano per antonomasia? Era o non era lui il primo autore di pressoché tutti i più importanti studi recenti pubblicati su questi straordinari mammiferi marini? La sua reazione fu assolutamente prevedibile e con la sua ben nota signorilità e razionalità si schernì con parole simili a queste: “mi sento assolutamente onorato per questa proposta che coronerebbe una vita di studi e di ricerche, ma non posso accettare; sono vecchio e con questa infermità agli occhi che mi rende quasi completamente cieco. Non posso farcela, il lavoro è troppo grande per le mie forze. Vi ringrazio ma non posso”. Io continuai con tutte le armi che erano in mio possesso per convincerlo ma non ci fu modo. Ero riuscito però a motivarlo e a stimolarlo veramente al massimo e, infatti, trascorse un solo giorno e mi richiamò e col un tono umile quasi di uno studente che si offre per una tesi di laurea, ma con un impeto e una eccitazione che gli avevo già visto altre volte, mi disse che ci aveva ripensato, che l’opera era troppo importante per non farla, che avrebbe messo a disposizione tutte le sue conoscenze e capacità e che avrebbe iniziato immediatamente ma con l’aiuto concreto di alcuni colleghi (ricordo che contemporaneamente era fortemente impegnato anche nella redazione del volume Cetacei della fauna D’Italia di Calderini). Concluse dicendo che l’ANMS, con questa proposta, gli aveva fatto un enorme regalo permettendogli di completare una intera vita di ricerche e di studi museali. Si commosse e pianse. Che uomo! Da quel momento si trasformò in un giovane iperattivo ma lucidissimo, sbozzò l’intera opera, ne decise la strutturazione e infine chiese dei collaboratori. Fu così che si decise di dividere l’opera in due volumi di memorie, uno dedicato alle collezioni di Cetacei attuali e uno a quelle di Cetacei fossili, si individuarono poi i musei da coinvolgere e gli specialisti da contattare, si diede una strutturazione ai singoli contributi e lui stesso fu coautore di parecchi lavori. Il compito editoriale fu comunque arduo (i due volumi che abbiamo prodotto assommano a oltre 500 pagine), Coordinare e controllare così tanti musei e così tanti autori è stato più difficile del previsto e il tempo necessario per concludere il lavoro superò il termine che ci eravamo dati. Luigi Cagnolaro però non ha mai avuto un’esitazione, ha continuato a lavorare duramente risolvendo una grande quantità di problemi, scientifici ma anche di tipo “diplomatico”, ha riletto ogni lavoro, parola per parola, con grandissima difficoltà perché ormai, pressoché cieco, lavorava con un sistema hardware e soft- 5 PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 6 ware che gli permetteva di leggere e scrivere. A complicare il tutto comparve anche una gravissima patologia. L’entusiasmo però non lo ha abbandonato mai, anche nei ultimi momenti più difficili. Il suo unico assillo fu il tempo. Negli ultimi tempi diceva spesso: “Presto, Vincenzo, facciamo presto. Non ho più molto tempo a disposizione”. E infatti Luigi Cagnolaro ci ha lasciato il 26 luglio 2014, con le ultime bozze di stampa fresche di tipografia. Three years ago in one of my many work-related telephone calls with Luigi Cagnolaro, one of the last directors of major Italian museums, I recounted some new directions in the cultural policy of the Italian Association of Scientific Museums (ANMS), an association dear to his heart. The dialogue turned immediately to the ANMS’s strong commitment to what I still consider the “core business” of every scientific museum, i.e. the collections. I mentioned the new series of ANMS Memorie dedicated to the description of our country’s naturalistic collections (a first memoir on the reptile collections had just been published) and he was the first person I told about the new CollMap project whose great aim was to focus on the entire patrimony of biological collections conserved in the Italian scientific museums, identifying, listing and describing all the zoological and botanical collections, large and small, historical and current, and mapping them geographically and taxonomically. Hence only metadata, but which would fill a by now untenable museological gap; indeed, even today none of us museum workers has precise knowledge of the entire national patrimony of naturalistic collections, of its geographical distribution and its taxonomic coverage. Luigi was so excited by this news that, although already retired for several years, he offered all his wealth of knowledge as an old museologist (his career began in the museum of Genoa and reached its zenith as director of Milan’s Museum of Natural History), as a still active zoological researcher and as a stimulator and catalyst of studies by many young and not so young researchers. Therefore, I proposed that he transform all his knowledge in the field of cetacean biology into a volume of the Museologia Scientifica Memorie on the cetacean collections in Italian museums. Who could have done a better job than the man who had visited all the Italian collections, studying identifying and measuring an enormous amount of osteological material and more? Was he or was he not the Italian cetologist par excellence? Was he or was he not the senior author of almost all the most important recent studies published on these extraordinary marine mammals? His reaction was completely predictable and with his well-known elegance and rationality he demurred with words like these: “I’m very honoured by this proposal, which would be the crowning achievement of a lifetime of study and research, but I cannot accept; I’m old and with poor eyesight that makes me almost completely blind. I can’t do it, the work would be too exhausting for me. Thank you very much but I just can’t do it.” I persisted with all the weapons at my disposal to convince him, but there was no way. Yet I was able to motivate and stimulate him to the fullest and indeed after only one day he called back and with a humble tone, almost like a student offering himself for an undergraduate thesis but with a passion and excitement that I had already seen at other times, he said that he had changed his mind, that the work was too important not to do it, that he would make available all his knowledge and abilities, that he would begin immediately but with the practical help of some colleagues (I recall that at the same time he was heavily involved in the preparation of the cetaceans volume of Calderini’s Fauna d’Italia). He finished by saying that with this proposal the ANMS had given him a huge gift allowing him to complete a lifetime of research and museum studies. He was overcome with emotion and cried. What a man! From that moment on he turned into a hyperactive but lucid young man, he made an outline of the whole work, decided on its structure and contacted his collaborators. He decided to divide the work into two volumes of memoirs, one dedicated to the collections of living cetaceans and one to those of fossil cetaceans, he identified the museums to be involved in the project and the specialists to contact, he gave a structure to the individual contributions and he coauthored several articles. Nonetheless the editorial task was difficult (the two volumes we have produced amount to over 500 pages). Coordinating and checking on so many museums and so many authors was more difficult than expected and the time needed to finish the job exceeded the time limit we had set. Yet Luigi Cagnolaro never hesitated once; he continued to work hard, solving many problems, both scientific ones and “diplomatic” ones. He re-read each article word for word but with great difficulty because by now, almost blind, he was working with a hardware and software system that allowed him to read and write. To complicate matters even more he suffered a very serious illness. However, his enthusiasm never waned, even in the most difficult final moments. His only worry was the time remaining. In the last period he often said: “Hurry, Vincenzo, let’s finish soon. I don’t have much time left.” In fact, Luigi Cagnolaro passed away on 26 July 2014, with the last proofs fresh off the printing press. 6 PAG 1-7_PAGINE INIZIALI+EDITORIALE 12_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.45 Pagina 7 Luigi Cagnolaro 7 PAG 8-12_Prefazione_Cagnolaro_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.46 Pagina 8 MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 8-12 ISSN 1972-6848 Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali) Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds) I Cetacei e i musei Italiani: un grandioso patrimonio zoologico tra ricerca scientifica e valorizzazione storica Cetaceans and Italian museums: scientific research and historical valorization of a great zoological patrimony Luigi Cagnolaro Museo di Storia Naturale di Milano, corso Venezia, 55. I-20121 Milano. Nicola Maio Dipartimento di Biologia, Complesso Universitario di Monte S. Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II. Edificio 7, via Cinthia, 21. I-80126 Napoli. E-mail: [email protected] Vincenzo Vomero Museo Civico di Zoologia, via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma. E-mail: [email protected] Nell’ambito del grande sviluppo degli studi naturalistici e della conseguente rinascita dei musei e della presa di coscienza sulla conservazione naturalistica che ha avuto luogo nella seconda metà del secolo scorso, un ruolo molto significativo ha visto protagonisti i Cetacei che hanno motivato impegnative ricerche scientifiche e valorizzazione museologica. Gli studi nel settore hanno concretamente contribuito a sviluppare in modo rilevante le raccolte zoologiche di molti musei con un incremento delle collezioni cetologiche per i mari italiani che non aveva mai avuto analoghi precedenti. Di conseguenza si è realizzata una specifica produzione di nuovi lavori di ricerca e catalografici, che hanno posto il nostro Paese in una posizione di grande rilievo anche in ambito internazionale. Di ciò molto opportunamente l’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici) si e fatta attiva interprete, promuovendo la pubblicazione di questa Memoria dedicata alla documentazione del vasto patrimonio di collezioni dei cetacei esistenti nei musei italiani, al fine di renderne edotta la comunità scientifica e promuoverne la più conveniente valorizzazione. La memoria è suddivisa in due parti separate, la prima dedicata alle raccolte dei cetacei attuali, e la seconda a quelle dei cetacei fossili (a cura di G. Bianucci e V. Vomero). Si è voluto espressamente porre in luce in modo unitario il grande valore dell’intero patrimonio museologico al riguardo, che fa dell’Italia una comunità scientifica di grande prestigio e potenzialità di sviluppo per la ricerca naturalistica. In quest’opera si è cercato di porgere una visione unitaria della cetologia italiana con una memoria omogenea seppur stesa in due tomi, secondo criteri specialistici. In particolare con la memoria dedicata ai cetacei fossili viene presentato per la prima volta l’intero patrimonio conservato nei musei italiani, frutto di scoperte e raccolte che si sono accumulate dal 1700 fino ai nostri giorni. L’Italia rappresenta una delle aree a più elevata concentrazio- 8 LUIGI CAGNOLARO - NICOLA MAIO - VINCENZO VOMERO By motivating important scientific studies and museological interventions, cetaceans played a significant role in the development of naturalistic research and the consequent revival of museums and nature conservation awareness in the second half of the 20th century. Studies in this field have enhanced the zoological collections of many museums, leading to an unprecedented increase of the cetological collections from Italian seas. This resulted in new research and cataloguing works that have put Italy in a prominent position internationally. The ANMS (Italian Association of Scientific Museums) is promoting this work through the publication of this “Memoria” documenting the vast patrimony of cetacean collections in Italian museums. The aim is to make the scientific community aware of this material and to promote its most effective exploitation. The “Memoria” is divided into two separate parts, the first devoted to the collections of extant cetaceans and the second to those of fossil cetaceans (edited by G. Bianucci and V. Vomero). The intention is to highlight the great value of the entire museological patrimony of cetacean specimens which renders Italy a scientific community of great prestige and potential for the development of naturalistic research. In this work we have tried to convey a unified vision of Italian cetology with a consistent memoir written in two parts according to specialist criteria. The part dedicated to fossil cetaceans represents the first presentation of the entire patrimony conserved in Italian museums, the result of discoveries and collections from the 18th century to the present day. Italy has one of the highest concentrations of fossil cetaceans in the world and the part dealing with them provides important information for palaeontologists and all those interested in the evolutionary history of cetaceans. A work of this magnitude is unparalleled in the rest of PAG 8-12_Prefazione_Cagnolaro_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.46 Pagina 9 ne di cetacei fossili al mondo e la memoria dedicata ai cetacei fossili fornirà pertanto un aiuto importante per i paleontologi e per tutti quelli che sono interessati alla storia evolutiva dei cetacei. Un’opera di tale portata non ha pari nel resto del mondo. Uno specifico precedente storico risale a Pierre-Joseph van Beneden (Mechelen, 19 dicembre 1809 - Leuven, 8 gennaio 1894), zoologo e paleontologo belga, oggi giustamente considerato il padre della cetologia moderna (fig. 1), il quale realizzò, nel 1868, un primo catalogo dei reperti osteologici di Cetacei fossili e attuali dei più importanti musei del mondo, nel quale incluse anche alcuni musei italiani come Bologna, Firenze, Pisa, Trieste e Torino (van Beneden, 1868). Riferimenti a reperti cetologici dei musei italiani sono poi ripresi nelle sue due più note monografie dedicate all’osteologia dei Cetacei attuali e fossili, realizzata in collaborazione con il famoso zoologo francese Paul Gervais (1816–1879) e alla storia naturale dei Cetacei europei (van Beneden & Gervais, 1880; van Beneden, 1889). In Italia il primo vasto analogo contributo risale a Corrado Parona (Corteolona, Pavia, 1848 - Genova, 1922), zoologo e anatomocomparato che insegnò nell’Università di Cagliari e in quella di Genova, che pubblicò due repertori degli spiaggiamenti storici dei grandi Cetacei (Misticeti e capodogli) sulle nostre coste con riferimenti ai reperti conservati nei musei (Parona, 1897, 1909). In precedenza riferimenti a reperti museali italiani sono citati anche dagli studiosi italiani, Emilio Cornalia (18241882) nella “Fauna d’Italia“ (1872) ed Enrico Hillyer Giglioli (1845-1909) nel suo “Elenco” (1880) e dallo zoologo tedesco Julius Victor Carus (1823-1903), nel secondo volume della sua opera “Prodromus faunae mediterraneae” (1893). Più di recente trattazioni dedicate ai cetacei che comprendevano anche studi supportati dai reperti museali sono stati realizzati da Enrico Tortonese (1963), e più ampiamente da Augusto Toschi nella prima edizione della Fauna d’Italia sui Mammiferi (1965), e dal francese Marcel Paulus (1966). Riguardo alla raccolta storica di reperti museali merita particolare menzione l’attività svolta da Sebastiano Richiardi (1834-1904), prima all’Università di Bologna e poi a quella di Pisa, dove sviluppò un programma sistematico di acquisizione di scheletri da varie parti del mondo creando la più grande raccolta cetologica italiana per numero di specie e diversità tassonomica oggi conservata nella Certosa di Calci (Braschi et al., 2007). Svolsero ruoli significativi per l’incremento delle collezioni dei musei romani anche Antonio Carruccio (1839-1923) e Giuseppe Tamino (1910-2004). Nel solco di questa ricca eredità plurisecolare di studi del settore la vivace stagione degli ultimi decenni, di cui siamo stati in gran parte protagonisti, ha promosso nuove forme di coordinamento per la ricerca scientifica, quali il Centro Studi Cetacei della Società Italiana di Scienze Naturali, finalizzate al recupero e alla raccolta dei Cetacei spiaggiati con la pubblicazione dei the world. A specific historical precedent is provided by Pierre-Joseph van Beneden (Mechelen, 19 December 1809 - Leuven, 8 January 1894), a Belgian zoologist and palaeontologist now rightly considered the father of modern cetology (fig. 1). In 1868 he created the first catalogue of fossil and living cetaceans in the world’s most important museums, which also included Italian museums such as those of Bologna, Florence, Pisa, Trieste and Turin (van Beneden, 1868). References to cetological specimens in Italian museums later appeared in his two most famous monographs, the first on the osteology of living and fossil cetaceans written in collaboration with the famous French zoologist Paul Gervais (1816-1879) and the second on the natural history of European cetaceans (van Beneden & Gervais, 1880; van Beneden, 1889). In Italy, the first large contribution was by Corrado Parona (Corteolona, Pavia, 1848 - Genoa, 1922), a zoologist and comparative anatomist who taught at the universities of Cagliari and Genoa. He published two inventories of historical strandings of large cetaceans (baleen whales and sperm whales) on Italian shores, with references to specimens housed in museums (Parona, 1897, 1909). Earlier references to Italian museum specimens were made by the Italian scholars Emilio Cornalia (1824-1882) in “Fauna d’Italia” (1872) and Enrico Hillyer Giglioli (1845-1909) in his “Elenco” (1880) and by the German zoologist Julius Victor Carus (1823-1903) in the second volume of his “Prodromus Faunae mediterraneae” (1893). More recent treatises on cetaceans that included studies based on museum specimens were by Enrico Tortonese (1963), more broadly by Augusto Toschi in the first edition of “Fauna d’Italia: Mammalia” (1965), and by the French Marcel Paulus (1966). With regard to the historical collection of museum specimens, particular mention must be given to the work of Sebastiano Richiardi (1834-1904), first at the University of Bologna and then at that of Pisa, where he began the systematic acquisition of skeletons from various parts of the world, creating the largest Italian cetological collection in terms of number of species and taxonomic diversity, now housed in the Certosa di Calci (Braschi et al., 2007). Antonio Carruccio (1839-1923) and Giuseppe Tamino (1910-2004) played an important part in increasing the collections of Roman museums. Following this rich centuries-old heritage of cetological studies, the intense work in the last few decades (in which we have been active participants) has promoted new forms of coordination for scientific research, e.g. the Centre for Cetacean Studies of the Italian Society of Natural Sciences. The aims are the recovery and collection of stranded cetaceans with the publication of annual reports, as well as studies on the biology of cetaceans and their role in the promotion of the protection of marine ecosystems, the latter aims pursued I CETACEI E I MUSEI ITALIANI 9 PAG 8-12_Prefazione_Cagnolaro_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.46 Pagina 10 rendiconti annuali e agli studi sulla biologia dei cetacei e sul loro ruolo nell’ambito della promozione della tutela degli ecosistemi marini, queste ultime finalità perseguite in modo specifico anche dall’Istituto Tethys. Nell’ambito di questi studi è stato realizzato il primo consuntivo sistematico delle raccolte di cetacei dei musei italiani (Cagnolaro, 1996), notevolmente ampliato e aggiornato da Cagnolaro et al. (2012). Negli ultimi anni sono stati condotti studi anche da Notarbartolo di Sciara et al. (2003), Reeves e Notarbartolo Di Sciara G. (2006) e Bearzi et al. (2011). Attualmente è in stampa la nuova edizione del volume dei Cetacei della Fauna D’Italia (Cagnolaro et al., in stampa) che costituisce una trattazione molto approfondita sull’intera cetofauna italiana e mediterranea in genere. Va rilevato come nella loro imponenza e tipicità di strutture anatomiche i Cetacei costituiscano un materiale impareggiabile per la documentazione delle trasformazioni evolutive nel corso della loro lunghissima storia da mammiferi terrestri a perfetti dominatori dei mari. Per questo motivo didatticamente le sale espositive con Cetacei sono di maggior attrattiva per il pubblico e di elevato impatto emotivo (sono considerati “animali totem” in gergo museologico), e possono fungere da prestigioso materiale documentario sia per la ricerca sia per la didattica. Ne consegue una corposa storia sui loro studi, sui recuperi dei loro reperti, con una vivace aneddotica, che ha sempre rappresentato motivo di vasto interesse a tutti i livelli e di coinvolgimento emotivo del pubblico. Di tutto ciò la presente memoria risulta fedele interprete attraverso una accuratissima analisi di tutte le raccolte museali italiane. In questa monografia, rispetto alle due precedenti rassegne, per la prima volta vengono anche elencati i reperti anatomici non osteologici fissati in liquido e preparati a secco. Grazie alla vincolante partecipazione dei curatori dei musei interessati, sono prese in esame e dettagliatamente documentate storia e consistenza patrimoniale di 72 raccolte non solo dei grandi musei, ma, per la prima volta, anche di altre istituzioni analoghe minori, purché pubbliche. L’opera mette in luce inediti profili storici di grandi, medi e piccoli musei che erano ancora in parte sconosciuti se non agli studiosi dei rispettivi istituti. A questo merito di documentazione la Memoria coniuga una più estesa documentazione biografica su tanti zoologi che hanno operato nelle sedi descritte. Inoltre ai profili umani si abbinano anche nuove documentazioni sulla storia delle strutture dei musei medesimi, sul travaglio della loro formazione e sulle loro fortune. La Memoria, infatti, espone in ordine regionale da nord a sud ed alle isole una completa documentazione catalografica di tutte le raccolte di cetacei attuali che c’è stato dato di individuare. Solo in pochi casi si sono raccolti dati su enti scolastici e analoghi, che possiedono dei reperti di cetacei, anche se di più limitata importanza. 10 LUIGI CAGNOLARO - NICOLA MAIO - VINCENZO VOMERO specifically by the Tethys Institute. These studies led to the first systematic inventory of the cetacean collections of Italian museums (Cagnolaro, 1996), greatly expanded and updated by Cagnolaro et al. (2012). In recent years, studies have also been conducted by Notarbartolo di Sciara et al. (2003), Reeves and Notarbartolo di Sciara (2006), and Bearzi et al. (2011). The new edition of the volume on cetaceans of “Fauna d’Italia” (Cagnolaro et al., in press) constitutes a very thorough analysis of the entire Italian and Mediterranean cetacean fauna. Because of their size and typical anatomical structures the cetaceans provide incomparable material for documentation of the evolutionary transformations during the course of their long history from land mammals to perfect masters of the seas. For this reason, the exhibition halls housing cetaceans are the most attractive ones to the public and have a high emotional impact (in museological jargon, cetaceans are considered “totem animals”). These specimens can also function as prestigious documentary material for both research and teaching. Consequently there is an extensive history of studies on cetaceans and of the recoveries of their remains, with a lively collection of anecdotes that have fuelled the widespread interest at all levels and the emotional involvement of the public. This memoir provides a faithful account of this through a careful analysis of all the Italian museum collections. Unlike the previous two inventories, it also lists non-osteological anatomical specimens fixed in liquid and dry preparations. Thanks to the participation of the curators of the concerned museums, the volume examines and documents in detail the history and makeup of 72 collections, not only of large museums but, for the first time, also of smaller public institutions. The work includes historical profiles of large, medium and small museums that were largely unknown except to the researchers of the respective institutions. The “Memoria” combines this important documentation with a more extensive biographical account of many zoologists who have worked in the described museums. In addition to the human profiles there is new information on the history of the museums, the difficulties in their establishment and their fates. Indeed the volume presents in regional order (from north to south and the islands) a complete catalogue of all the collections of extant cetaceans identified thus far. Only in a few cases have data been collected on educational institutions that possess cetacean specimens, albeit of lesser importance. The work also makes an important contribution to the history of many museums through documentation of the zoological research resulting from the often poorly known efforts of the many scholars who participated in the origin and development of the relative institutions. This aspect seems worthy of particular emphasis, with the due recognition of many PAG 8-12_Prefazione_Cagnolaro_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.46 Pagina 11 Il lavoro svolto ha realizzato pure un importante contributo per la storia di molti musei attraverso la documentazione delle ricerche zoologiche, con un apporto spesso inedito, del grande impegno di molti studiosi che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dei relativi istituti. Questo aspetto ci pare degno di particolare sottolineatura, con il giusto riconoscimento di molti naturalisti, i cui meriti non sempre sono stati adeguatamente apprezzati. Nel suo complesso la memoria offre una grande panoramica anche in ambito geografico con una rilevante presenza di raccolte spesso poco o per nulla note agli studiosi. In particolare si è cercato, attraverso uno standard di trattazione il più esauriente possibile, di valorizzare realtà museali anche di entità minore, con una sorprendente scoperta di un patrimonio cetologico molto interessante quale quello meglio posto in luce in Puglia, in Sicilia e in Sardegna. La ricca documentazione è certamente idonea a fornire agli studiosi adeguati riferimenti per sviluppare ogni eventuale indagine, nella prospettiva delle tecniche sempre più affinate, grazie anche alla vastissima bibliografia citata nella nostra opera, che trova in questo contesto una sintesi sinora inedita. Un altro pregio dell’opera può essere rappresentato dalla accurata selezione iconografica che riguarda in primo luogo gli esemplari di volta in volta selezionati per il loro significato e, inoltre gli edifici e gli spazi espositivi, infine, si è cercato di riportare una abbondante ritrattistica tratta dalle biografie dei più qualificati zoologi che si sono occupati del settore cetacei. Fig. 1. Ritratto di Van Beneden (riportato in, Hamoir, 2002). Portrait of Van Beneden (included in: Hamoir, 2002). naturalists whose merits have not always been adequately appreciated. The memoir also provides a broad geographical overview, with a significant presence of collections that were poorly known (or even unknown) by researchers. In particular, an attempt was made to apply the most comprehensive standard possible to valorize even the smallest museums, with the surprising discovery of very interesting cetological collections such as those in Puglia, Sicily and Sardinia. The rich documentation can certainly provide researchers with adequate references to plan new studies using increasingly refined research techniques. Indeed, the vast bibliography cited in the volume constitutes an unprecedented synthesis of the literature in this field. Another merit of the work is the careful selection of images, primarily concerning the most important specimens but also buildings and exhibition spaces. In addition, we have tried to include many portraits taken from the biographies of the most important zoologists who have studied cetaceans. BIBLIOGRAFIA / REFERENCES BEARZI G., PIERANTONIO N., AFFRONTE M., HOLCER D., MAIO N. & NOTARBARTOLO DI SCIARA G., 2011 Overview of sperm whale Physeter macrocephalus mortality events in the Adriatic Sea, 1555–2009. Mammal Review, 41(4): 276-293. DOI: 10.1111/j.13652907.2010.00171.x. BRASCHI S., CAGNOLARO L., NICOLOSI P., 2007. Catalogo dei Cetacei attuali del Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università di Pisa, alla Certosa di Calci. Note osteometriche e ricerca storica. Atti Soc. tosc. Sci. nat., Mem., Serie B, 114:1-22. CAGNOLARO L., 1996 - Profilo sistematico e tipologico delle raccolte di Cetacei attuali dei musei italiani. Museol. sci., 13-Suppl.: 193-212. CAGNOLARO L., COZZI B., NOTARBARTOLO DI SCIARA G., PODESTÀ M. (eds), in stampa. Mammalia IV. Cetacea. Fauna d ‘Italia, XLIX. Calderini, Bologna. CAGNOLARO L., PODESTÀ M., AFFRONTE M., AGNELLI P., CANCELLI F., CAPANNA E., CARLINI R., CATALDINI G., COZZI B., INSACCO G., MAIO N., MARSILI L., NICOLOSI P., OLIVIERI V., POGGI R., RENIERI T., WURTZ M., 2012 - Collections of extant Cetaceans in Italian museums and other scientific institutions. A comparative review. Atti Soc. it. Sci. nat. Museo civ. St. nat. Milano, 153(2): 145-202. CARUS V.J., 1893. Prodromus faunae mediterraneae sive descriptio animalium maris mediterranei incolarum. Vol. 2. Brachiostomata, Mollusca, Tunicata, Vertebrata. E. Schweizerbart’sche Verlagsllandlung (E. Koch), Stuttgart, 719 pp. CORNALIA E., 1872. Fauna d’Italia. Parte I. Catalogo descrittivo dei Mammiferi osservati fino ad ora in Italia. 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Hayez, Imprimeur de Academie Royale des Sciences, des Lettre set des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles. 664 pp. PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 363 MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 363-374 ISSN 1972-6848 Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali) Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds) Catalogo dei cetacei attuali del Museo Civico e del Museo del Mare di Gallipoli (Lecce) Giorgio Cataldini Museo del Mare, via Sant’Angelo. I-73014 Gallipoli (LE). E-mail: [email protected] RIASSUNTO Si vuole offrire un quadro completo della Collezione di Cetacei presenti nel Museo Civico e Museo del Mare di Gallipoli (LE). In particolare sono degni di nota gli scheletri di specie come Balenottera comune (Balaenoptera physalus), pescata dalla tonnara gallipolina nel 1894 e le vertebre di Capodoglio (Physeter macrocephalus) di cui si è potuto ragionevolmente accreditare la provenienza (1887), Delfino comune (Delphinus delphis) e Tursiope (Tursiops truncatus) anche questi risalenti alla seconda metà del XIX sec. In tempi recenti (dal 1997 al 2012), la collezione si è arricchita di altre specie come Zifio (Ziphius cavirostris), due esemplari spiaggiati nel 2002 e Grampo (Grampus griseus), tre esemplari di cui un feto quasi a termine, partorito prematuramente. Completano la collezione tre esemplari di Stenella striata (Stenella coeruleoalba). Il presente catalogo è stato redatto grazie ad un lavoro iniziato nel 1987 e concluso dopo diversi anni. In un primo tempo tale impegno è stato rivolto alla valorizzazione delle raccolte ottocentesche del Museo Civico (fondato nel 1879 da Emanuele Barba) per cui si è resa necessaria una ricerca sulle fonti storiche d’archivio per conoscere la storia delle collezioni. Inoltre sono stati effettuati interventi di recupero, riordino e restauro dei reperti osteologici. In un secondo momento l’impegno più significativo è stato indirizzato verso l’arricchimento della collezione cetologica. Questo obiettivo si è concretizzato nel 2007 con l’istituzione del Museo del Mare che ospita collezioni naturalistiche di provenienza locale tra cui hanno grossa rilevanza proprio i reperti di cetacei spiaggiati nel Salento dal 1998 ad oggi. Parole chiave: Cetacei, collezioni osteologiche, Museo Civico-Museo del Mare (Gallipoli, Puglia, Italia). ABSTRACT The Catalogue of Cetaceans present in the Civic Museum and in the Museum of the Sea of Gallipoli (Apulia, Italy). The Civic Museum, founded by Emanuele Barba in 1879, and the Museum of the Sea (2007) have got the most important collection of Cetaceans in Apulia. The specimens are very interesting from a historical point of view. The skeleton of a Fin Whale (Balaenopetera physalus), caught in tunny-fishing nets in 1894 and the vertebrae of a Sperm Wahle (Physeter macrocephalus) dating back to 1887, are particularly noteworthy. A Short-beacked Common Dolphin (Delphinus delphis) and a Common Bottlenose Dolphin (Tursiops truncatus) also date back to the second half of the 19th century. Since 1998 the collection has grown richer with species come ashore in Salento, such as Cuvier’s beaked whale (Ziphius cavirostris), and Risso’s dolphin (Grampus griseus). Three other species of Striped dolphin (Stenella coeruleoalba) are added to the collection. The 19th century collection of the Civic Museum have been put to better account by an archive research on historical sources in order to know their history. The osteological collection have also been restored and rearranged. This catalogue has been compiled thanks to researches started in 1987 and finished after several years. Key words: Cetaceans, osteological collections, Civic Museum-Museum of the Sea (Gallipoli, Apulia, Italy). INTRODUZIONE Il Museo Civico e il Museo del Mare di Gallipoli, nella loro unitarietà, in quanto afferenti allo stesso Ente Civico, possiedono una Collezione di Cetacei interessante dal punto di vista storico ed attuale ed è tra le più interessanti della Puglia (Cagnolaro et al., 2012). Essa consta di 16 esemplari appartenenti a 7 generi e 7 specie comprendenti sia scheletri interi che reperti parziali, tutti di provenienza locale. Il nucleo storico della collezione, da sempre ospitata nel Museo Civico, è costituito da scheletri parziali di Balenottera comune, Tursiope e Delfino comune, e da reperti di cranio di Stenella striata, vertebre di Balenottera comune e Capodoglio. Dallo studio delle CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 363 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 364 poche fonti d’archivio e documenti storici consultati, non sempre facilmente reperibili, si è potuto far risalire la loro origine alla seconda metà del XIX secolo. Nel 2007 è stato istituito il Museo del Mare con l’intento di ospitare i Cetacei spiaggiati lungo le coste del Salento a partire dal 1998. In particolare la collezione di Cetacei si è arricchita di due esemplari di Zifio, tre esemplari di Grampo, tre esemplari di Stenella e un esemplare di Tursiope. Il presente lavoro ha lo scopo di elaborare un catalogo che raccolga i risultati delle indagini storiche compiute sui reperti ottocenteschi e, inoltre, dia un quadro complessivo dello studio osteometrico dei materiali cetologici della Collezione evidenziandone, anche, la consistenza quantitativa e la composizione sistematica. MATERIALI E METODI Il presente catalogo è il risultato di un lavoro svolto a fasi alterne che è iniziato nel 1987 ed è stato portato a termine dopo diversi anni. L’obiettivo originario era quello della valorizzazione delle raccolte ottocentesche del Museo Civico tra cui quella dei cetacei si presentava come la più rappresentativa ma anche bisognosa di più immediati interventi. In un primo tempo si è reso necessario svolgere uno studio ricognitivo sui reperti cetologici finalizzato alla valutazione dell’effettivo stato di conservazione delle singole specie e alla redazione di un progetto complessivo di recupero e restauro. Parallelamente è stata condotta una ricerca documentaria sulle fonti storiche d’archivio, concernenti l’acquisizione dei materiali con notizie originali sulla storia della formazione della collezione. Il lavoro si è svolto, quindi, sotto due profili: storicodocumentario e cetologico. Il primo è stato rivolto essenzialmente ai reperti ottocenteschi del Museo Civico al fine di delinearne la provenienza, le eventuali operazioni di recupero effettuate e i criteri di esposizione al momento della conservazione. Lo studio di indagine storica si è sviluppato su fonti bibliografiche e d’archivio. Sono stati esaminati elenchi manoscritti redatti in forme varie, editi ed inediti, riferiti anche a singoli esemplari, lettere, atti amministrativi (delibere comunali, relazioni). In particolare i documenti reperiti fanno parte dell’Archivio Comunale di Gallipoli (ACG), dell’Albo dei Donatori (AD) e dell’Inventario (IN) del 1962 del Museo Civico di Gallipoli; sono stati trovati articoli anche presso la Biblioteca delle Donne di Bologna e la Biblioteca Comunale Centrale “Palazzo Sormani” di Milano. Dal punto di vista cetologico si è proceduto all’esame dello stato di completezza dei reperti osteologici. A tal fine si è proceduto al confronto con esemplari delle stesse specie presenti in alcuni musei scientifici italiani (Cagnolaro, 1977). Sono stati condotti dettagliati rilevamenti di tutte le componenti anatomiche, con ripetute fasi di esame e misurazioni osteometriche, sia sugli esemplari storici, sui quali, al momento del recu- 364 GIORGIO CATALDINI pero, non era mai stata compiuta alcuna indagine scientifica, sia su quelli acquisiti negli anni recenti. I dati così ottenuti hanno permesso l’identificazione di tutte le ossa e la loro precisa topografia scheletrica. Ciò ha permesso di individuare reperti osteologici estranei a determinate specie e ne ha garantito una esatta risistemazione in fase di montaggio. Su alcuni scheletri che si presentavano in condizioni critiche di precarietà sono stati effettuati immediati interventi di restauro grazie, anche, al patrocinio e interessamento di Enti, Associazioni locali e singole persone, sia pure in forma occasionale; perciò ogni specifico intervento ha richiesto tempi abbastanza lunghi. Per ogni esemplare è stata redatta una scheda di rilevamento con una serie di misure riguardanti i diversi settori anatomici dello scheletro. Solo per le specie spiaggiate dal 1996 in poi sono state redatte anche schede standard di rinvenimento riportanti i dati generali e schede biometriche (Cagnolaro et al., 1983). Il lavoro di recupero, sgrassamento e preparazione osteologica degli animali spiaggiati negli anni recenti e il lavoro di pulitura del materiale osseo degli scheletri ottocenteschi è stato essenziale per permettere dapprima un approfondito studio delle componenti scheletriche e, successivamente, un accurato assemblaggio e montaggio degli scheletri delle varie specie. Per quanto riguarda lo studio osteologico si è fatto riferimento a Van Beneden & Gervais (1880), Omura et al. (1962), Paulus (1962), Cagnolaro (1965, 1977), Cagnolaro et al. (1983), Rommel (1990), Nicolosi et al. (1994, 1996), Braschi et al. (2007). PROFILO STORICO DELLE ISTITUZIONI MUSEO CIVICO - MUSEO DEL MARE Il Museo Civico di Gallipoli fu fondato nel 1879 per ospitare le collezioni naturalistiche e di reperti archeo-zoologici donati al Comune dal medico, letterato e naturalista Emanuele Barba (fig. 1) che ne fu anche il primo Direttore (Fiorito, 1888; Ernesto Barba, 1899; per una bibliografia completa v. AA.VV., 1888). Dalla sua nascita il Museo Civico ha subito alterne vicende che talvolta hanno avuto ripercussioni negative sulle collezioni scientifiche. La struttura museale fu allocata in alcune sale al primo piano del Seminario, concesse in comodato per sei anni dal Vescovo. Questi locali ospitavano anche il Liceo Ginnasio e la Scuola Tecnica, insieme alla Biblioteca Comunale, fondata nel 1823. L’inaugurazione del Museo avvenne il 16 marzo 1879 ed in quell’occasione fu istituito anche l’Osservatorio di Meteorologia dei Proff. Rocco Mazzarella, Felice Leopizzi e Luigi Frezza. Veniva a costituirsi, in tal modo, un vero e proprio centro culturale di comoda fruizione, soprattutto per gli studenti. L’importanza di questo evento è fortemente evidenziato dal fatto che vi furo- PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 365 Fig. 1. Emanuele Barba (foto G. Cataldini). no grandi festeggiamenti che coinvolsero l’intera cittadinanza. Di questo avvenimento resta la testimonianza di un opuscolo dal titolo “Festa Civica” oltre a molti articoli di stampa da cui emerge un forte senso di appartenenza alla propria terra e alla storia collettiva estrinsecata per l’occasione intorno al MuseoBiblioteca (Consiglio, 1879). Questo sentimento si manifestò con forza ed efficacia dopo pochi anni quando si paventò la possibilità di trasferire il Museo in altra sede. Durante il discorso di apertura, il prof. E. Barba, “per concorso di titoli nominato dal Municipio Bibliotecario a vita” (fino al 1887, anno della sua morte) traccia le linee di sviluppo delle due istituzioni, Museo e Biblioteca le cui alterne vicende da quel momento si intrecceranno per sempre. “Se vi è giorno di mia vita, nel quale fossi andato altero di esser nato in questa piccola ma ridente cittaduccia, egli è questo, o gentili; perché oggi in ciascuno di voi veggo un rappresentante della civiltà del nostro tempo, perché tutti qui adunati a celebrare l’inaugurazione di un Tempietto della Scienza, la quale fu, è e sarà l’unica dominatrice del mondo...” e più oltre indicava la vera e fondamentale funzione del Museo-Biblioteca: “…potrete scegliere a seconda i vostri bisogni intellettuali, perchè là è una farmacia morale, che alla varietà dei morbi corrisponde la varietà de’ farmaci”. I cittadini numerosi visitarono con interesse e curio- sità le sale di quell’istituzione che doveva essere, come diceva Barba, il loro “Panteon municipale” (Barba, 1879). Se da un lato il Direttore G. Consiglio testimonia la cura e la scientificità con cui vengono raccolti e conservati i reperti, raccolti in oltre trent’anni di ricerche (Fiorito, 1888), dal Prof. Barba, a raccontare la consistenza del Museo é Linda Maddalozzo (1879), giornalista e scrittrice di Bologna. “Io non vi parlerò, mie buone lettrici, né di anemoscopi, né di termografi, di anemometri o d’ozonometri, di barometri e psicrometri a ventilatore, […] ma alcun che piuttosto vo’ dirvi del gabinetto di storia naturale. […] I tre regni della natura hanno quivi numerosi loro rappresentanti. Accanto allo scheletro immane della balena, al formidabile del pesce cane e al muso prolungato e tagliente siccome lama, del pesce spada, si trovano tutte specie di molluschi de’ quali va ricco il mar Ionio; dagli acefali agli pteropodi; di ogni sorta polipi, dalla spugna al corallo, dai ricci di mare alle stelle sue. Vicino ai fiori, che drizzano il loro stelo nell’ambiente leggiero dell’aria e sotto il raggio del sole, posano l’erbe che rendono bello il fondo delle scogliere, che recingono la vaga Gallipoli. Là coi fiori gli uccelli e con gli uccelli e coi fiori, farfalle svariate dalle ali di rubino e di perle e che non temono più la lingua del poco discosto africano camaleonte. Anche i cheloni vi sono, e accanto al camaleonte, vedesi la tartaruga, immagine della lentezza”. Trascorsi i sei anni di comodato previsti, il nuovo Vescovo Garfagnini con tenace intransigenza e “con inquità d’animo indegna dei cosidetti ministri di Dio” si rifiutò di rinnovare la concessione intimando la restituzione dei locali del Seminario. Il 16 agosto 1885 scoppiò una vera e propria sollevazione popolare, con in testa il Sindaco e tutto il Consiglio Comunale, che al grido di “viva la Scienza, viva la civiltà” cercò di sfondare il portone del Vescovado, ma la forza pubblica lo impedì. Così il Vescovo, dopo due ore di patteggiamenti coi dimostranti, si vide costretto a rinnovare la concessione per altri dieci anni senza obbligo di corrispettivo (v. fonti documentarie 1, 2). Nel 1896, alla scadenza del comodato (v. fonti documentarie 3, 4) tutti i reperti furono rimossi e accatastati in una stanza del Seminario a disposizione del Comune. Il deposito rimase chiuso per due anni durante i quali andarono perduti molti reperti scientifici: “Un vero massacro scientifico e letterario!...”(Ernesto Barba, 1899). Il 14 marzo 1899 fu riaperto al pubblico il MuseoBiblioteca nella sede attuale appositamente costruita con il ricavo (8000 lire) della vendita del Monastero di Santa Teresa (v. fonti documentarie 5). Il lavoro di trasporto, riordino dei reperti e l’allestimento, iniziato nel 1898, fu affidato all’Avv. Ernesto Barba, figlio di Emanuele, nominato Direttore ad honorem per un anno (v. fonti documentarie 6). La relazione del 1904 del Bibliotecario Luigi Consiglio CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 365 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 366 Fig. 2. Scheletri di Grampo rispettivamente dell’individuo prematuro, spiaggiato a Torre S. Giovanni nel 2007 (in secondo piano) e dell’adulto (♀) spiaggiatosi a Gallipoli nel 2008 (foto G. Cataldini). (v. fonti documentarie 7) fornisce un’idea della disposizione, con la Biblioteca al pianoterra e il Museo al primo piano, e questa organizzazione delle due strutture rimane invariata fino alla fine degli anni ’50. Negli anni che seguirono la riapertura ufficiale al pubblico, il Museo-Biblioteca visse periodi alterni di attività e di interesse, andando incontro nella prima metà del ‘900 ad un lento ma inesorabile declino, testimoniato da venti anni di completo abbandono e dieci di chiusura al pubblico fino al 1962, quando, su iniziativa del sindaco Zacà, si restaurò l’edificio e si cercò di dare ordine ai reperti museali sotto la direzione dell’allora segretario comunale G. Del Pozzo (Colopi, 1995). Il Museo fu nuovamente riaperto al pubblico nel 1965, come ricorda una lapide murata sulla porta d’ingresso ma i lavori, pur se eseguiti con dedizione ed entusiasmo, non furono condotti secondo criteri scientifici e risultarono superficiali se non, in alcuni casi, dannosi. Di quel riordino comunque rimane una descrizione del museo redatta dallo stesso Del Pozzo (1965). Sul finire degli anni ’80 fu redatto un primo elenco sistematico dei reperti naturalistici del Museo (Cataldini, 1989), successivamente aggiornato. Infatti nell’ottobre del 2001 viene redatto il Catalogo Generale del Museo Civico, su incarico del Comune di Gallipoli (prot. n. 12985 del 28/5/98 rep. n. 2079), all’interno del Progetto “Attivazione dei processi cognitivi del Patrimonio Museale”, con le seguenti specifiche: “Verifica degli inventari esistenti del patrimonio museale, ricognizione storica delle collezioni museali antiche e loro selezione, completamento delle inventariazioni esistenti e trasferimento su supporto informatico, schedatura dei reperti appartenenti alle Collezioni Malacologica, Talassologica, Zoologica, Entomologica e alla raccolta costituente l’Erbario ” (Cataldini, 2001, lavoro non pubblicato). 366 GIORGIO CATALDINI Solo dalla metà dagli anni ‘90 in poi il Museo Civico è stato oggetto di concreta attenzione. In occasione del Convegno ANMS tenutosi a Lecce, dopo una visita al Museo-Biblioteca il 27 settembre 1993, i soci approvarono una mozione a sostegno di iniziative di conservazione e ristrutturazione della stessa struttura museale e delle sue collezioni (Anonimo, 1995). Negli anni successivi sono stati effettuati restauri conservativi, riordini e recupero di alcune collezioni (v. fonti documentarie 8, 9, 10) e grazie ad un serio interessamento dell’Amministrazione comunale è ormai regolarmente aperto e fruibile per tutto l’arco dell’anno. Nel 2007 è stato istituito il Museo del Mare in un’ala di Palazzo Rocci, sede del Municipio, per ospitare soprattutto reperti di cetacei spiaggiati nel Salento dal 1998 ad oggi. (v. fonti documentarie 11). Ciò è stato possibile grazie anche all’attiva collaborazione con il Centro Studi Cetacei che ha organizzato, sin dal 1986, una vasta rete di segnalazioni e interventi per il monitoraggio degli esemplari spiaggiati lungo le coste italiane ed il loro recupero a fini di ricerca e per i musei (Borri et al., 1997). Tale attività di ricerca è continuata, dal 2006, nell’ambito della Banca Dati Spiaggiamenti del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Università di Pavia e con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Fondamentale è risultata, inoltre, la collaborazione con studiosi di Musei italiani operanti nel settore. CATALOGO DEI REPERTI CETOLOGICI Il catalogo riporta per ogni esemplare, elencato in ordine tassonomico, una serie di dati identificativi: numero di inventario, nome scientifico, nome italiano e nome inglese, tipologia di conservazione e collocazione, dati osteometrici essenziali, sesso, evento, loca- PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 367 lità e data di provenienza, note e fonti bibliografiche. In generale si adottano le seguenti sigle: LT: lunghezza totale dello scheletro montato; LTC: lunghezza totale dell’esemplare in carne al recupero; LCB: lunghezza condilo-basale; S.i.: senza informazioni; BDS: Banca Dati Spiaggiamenti (Monitoraggio degli spiaggiamenti di cetacei sulle coste italiane); C.S.C.: Centro Studi Cetacei. Ordine Cetacea Brisson, 1762 Sottordine Mysticeti Flower, 1864 Famiglia Balaenopteridae Gray, 1864 Balaenoptera Lacépède, 1804 Balaenoptera physalus (Linnaeus, 1758) (= Balaena boops Linnaeus 1758) Balenottera comune Fin Whale • Inv. 3464 Scheletro parziale con cranio, posizionato in assetto anatomico. Completo di fanoni (n. 306, non montati) (L.C.B. 277,5). Gallipoli (LE) 20 settembre 1894, pescato dalla Tonnara di Gallipoli (Parona 1897, 1909; Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7); Bello, 1990; Cagnolaro, 1996) (v. nota storica). Preparazione osteologica e restauro conservativo: G. Cataldini. Conservato presso il Museo Civico. • Inv. CET/11 Otto vertebre (4 cervicali e 4 dorsali) (tab. 1). Trattasi di individuo adulto. S.i., probabilmente spiaggiatosi nel dintorni di Gallipoli prima del 1879. (L. Maddalozzo, 1879; Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7) (v. nota storica). Conservato presso il Museo del Mare. • Inv. CET/01 Vertebra lombare (Largh. Max. 78 cm Lungh. Max. 16,5 cm Alt. Max. 55,5 cm). Gallipoli (LE), marzo 1988. G. Bianco e E. Barba Legit. Conservato presso il Museo del Mare. Sottordine Odontoceti Flower, 1867 Famiglia Delphinidae Gray, 1821 Delphinus Linnaeus, 1758 Delphinus delphis Linnaeus, 1758 Delfino comune Short-beacked Common Dolphin • Inv. 3461 Scheletro parziale con cranio, montato in vetrina (L.T. 1,80 m; L.C.B. 42,5 cm). Gallipoli (LE) ?, seconda metà XIX sec. (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7); Bello, 1990). Conservato presso il Museo Civico. Grampus Gray, 1828 Grampus griseus (G. Cuvier, 1812) Grampo Risso’s Dolphin • Inv. CET/07 Scheletro completo, esposto parzialmente disarticolato (L.T.C.1,34 m; L. T. rachide 90,5 cm; LCB 28,5 cm). ♀. Spiaggiato vivo e deceduto subito dopo a Torre S. Giovanni, comune di Ugento (LE), 29 agosto 2007. (BDS: ID 10880). Preparazione osteologica e montaggio scheletro: G. Cataldini. Si tratta di un feto quasi a termine nato in seguito a parto prematuro, con incompleta ossificazione delle vertebre e della gabbia toracica. Al momento dello spiaggiamento era evidente un’alterazione muscolare a livello codale. Conservato presso il Museo del Mare (fig. 2). • Inv. CET/08 Scheletro completo montato in vetrina (L.T. C. 3,05 m; L.T. 2,805 m; LCB 50,5 cm). ♀. Spiaggiato vivo sulla scogliera e deceduto subito dopo il ricovero in darsena. Gallipoli (LE), 28 marzo 2008. (BDS: ID 11017). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare (fig. 2). • Inv. CET/10 Scheletro completo montato in vetrina (L.T. C. 2,49 m; LCB 49,5 cm). ♂. Spiaggiato a Torre Chianca, comune di Lecce (LE) il 29 febbraio 2012. (BDS: ID 11546). Preparazione osteologica e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. Stenella Gray, 1866 Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833) Stenella striata Striped Dolphin • Inv. 3449 Cranio senza mandibola e senza denti. (L.C.B. 41 cm) S.i. Conservato presso il Museo Civico. N N2 Tipo LUCOV LACOV ALCOV ALCAN LACAN 3 3 C 6.3 33.0 20.0 // 17.0 4 4 C 6.7 30.5 20.5 // 17.1 6 6 C 7.7 29.6 21.4 // 17.3 7 7 C 8.8 30.1 22.3 (4) 10.8 17.4 8 1 D 13.4 31.0 21.4 9.3 17.7 10 3 D 19.5 30.0 21.2 13.7 16.0 13 6 D 21.5 29.0 21.0 // 11.2 15 8 D 23.7 31.5 21.9 // // Tab.1. Osteometria della colonna vertebrale. N = numero progressivo assoluto; N2 = numero progressivo per settore; LUCOV = lungh. corpo vertebrale; LACOV = largh. c. v.; ALCOV = alt. c. v.; ALCAN = alt.canale vertebrale; LACAN = largh. c. v. (Nicolosi et al.,1996). CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 367 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 368 N N2 Tipo ALMAX LAMAX LUCOV LACOV ALCOV ALCAN LACAN ALAPS LUAPS LAAPS 19 1 L 49 // 17.2 21.0 20.4 10.8 6.5 32.5 10.2 4.2 20 2 L 48 // 18.5 23.5 21.5 9.7 6.2 31.5 10.0 4.1 21 3 L // // 18.5 23.4 22.2 9.4 5.9 // // 4.0 22 4 L // // 19.0 23.2 23.2 8.8 5.5 // // // 23 5 L 42.3 // 19.2 // 22.8 8.2 5.3 28.5 8.0 3.6 24 6 L 41.0 // 19.8 // 23.5 7.7 5.0 26.5 8.8 3.5 25 7 L // // 20.5 // 23.2 7.2 // // // // 26 8 L 40.0 // 20.8 // 23.4 7.0 4.8 25.5 9.0 2.6 27 1 Ca // // // // // // // // // // 28 2 Ca // // 21.5 25.5 24.2 6.5 4.4 // // // 29 3 Ca // // 22.0 25.0 25.0 6.0 4.3 // // // 30 4 Ca // // 21.3 25.5 24.8 5.5 4.3 // // // 31 5 Ca // // 21.3 25.6 24.0 5.0 3.8 // // // 32 6 Ca // // 21.1 24.5 24.5 3.5 3.0 // // // 33 7 Ca // // 20.1 23.8 24.8 2.8 2.7 // // // 34 8 Ca // // 19.5 23.3 24.6 2.5 2.5 // // // 35 9 Ca // // 18.9 21.5 // // // // // // 36 10 Ca // // 12.6 21.0 23.8 // // // // // Tab.2. Osteometria della colonna vertebrale. N = numero progressivo assoluto; N2 = numero progressivo per settore; LUCOV = lungh. corpo vertebrale; LACOV = largh. c. v.; ALCOV = alt. c. v.; ALCAN = alt.canale vertebrale; LACAN = largh. c. v.; ALAPS = alt. apofisi spinosa; LUAPS = lungh. a. s.: LAAPS = largh. a.s. (Nicolosi et al.,1996). • Inv. CET/03 Scheletro completo, montato in vetrina (L.T.C. 1,88 m; L.T. 1,785 m; LCB 43,5 cm). ♂. Spiaggiato a Torre Rinalda, comune di Trepuzzi (LE) il 5 dicembre 1999. (BDS: ID 9711; CSC, 2001). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini, G. Galasso. Conservato presso il Museo del Mare. • Inv. CET/04 Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C. 1,94 m; L.T. 1,85 m; LCB 43 cm). ♀. Spiaggiato a Gallipoli (LE) il 27 gennaio 2000. (BDS: ID 9715; CSC, 2002). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. • Inv. CET/09 Es. juv. Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C. 1,07 m; L.T. 96 cm; LCB 27,5 cm). ♀. Spiaggiato a Torre Chianca, Lecce (LE) il 27 febbraio 2011. (BDS: ID). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. Tursiops Gervais, 1855 Tursiops truncatus (Montagu, 1821) Tursiope Common Bottlenose Dolphin • Inv. 3462 Scheletro parziale con cranio, montato (L.T. 2,69 m. L.C.B. 56,0 cm). Gallipoli (LE) ?, seconda metà XIX sec. (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7)). Conservato presso il Museo Civico. 368 GIORGIO CATALDINI • Inv. CET/02 Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C. 1,85 m; L.T. 1,75 m; L.C.B. 40,5 cm). ♂. Spiaggiato a Gallipoli (LE) il 21 maggio 1998. (BDS: ID 3769; CSC, 2000). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. Famiglia Physeteridae Gray, 1821 Physeter Linnaeus, 1758 Physeter macrocephalus Linnaeus, 1758 (= P. catodon Linnaeus, 1758) Capodoglio Sperm Whale • Inv. CET/12 Diciasette vertebre (8 lombari, 9 codali). (tab. 2). Ugento (LE), 1887? (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7); Parona, 1897) (v. nota storica). Conservato presso il Museo del Mare. Famiglia Ziphiidae Gray, 1865 Ziphius G. Cuvier, 1823 Ziphius cavirostris G. Cuvier, 1823 Zifio Cuvier’s Beaked Whale • Inv. CET/05 Scheletro completo montato (L.T.C. 4,55; L.T. 4,43 m; L.C.B. 78,5 cm). ♀. Spiaggiato in località Masseria Cesine-Pagliare, comune di Vernole (LE) il 26 marzo 2002. (BDS: ID 10619; CSC, 2004). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 369 • Inv. CET/06 Scheletro completo montato (L.T.C. 4,68 m; L.T. 4,55 m; L.C.B. 81,5 cm). ♀. Spiaggiato in località Torre Vado, comune di Morciano di Leuca (LE) il 12 aprile 2002. (BDS: ID 10620; CSC, 2004). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare. NOTE STORICHE SUGLI ESEMPLARI • 3464 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758) Il 21 aprile 2011 alla riapertura del Museo Civico di Gallipoli, dopo tre mesi di normale chiusura per manutenzione dei locali, i visitatori hanno potuto osservare la nuova esposizione dello scheletro di Balenottera comune. L’esemplare, negli ultimi anni oggetto di attenzione e interesse per il pubblico, completamente restaurato, in corretta disposizione anatomica e, infine, scientificamente valorizzato, fa bella mostra di sé al centro della sala al pianterreno del Museo, dopo un lunghissimo periodo, protrattosi per oltre un secolo, durante il quale era stato trascurato dal punto di vista scientifico e non messo in giusto rilievo dal punto di vista ostensivo. Si tratta della balenottera che il 20 settembre 1894 incappò nelle reti della tonnara, in vicinanza del Porto di Gallipoli come risulta dai documenti d’Archivio del Museo e dell’Archivio Comunale di Gallipoli. Le fonti principali sono il Verbale di Giunta Municipale del 24 settembre 1894 che delibera di recuperare lo scheletro della balenottera (v. fonti documentarie 12) e una relazione di Luigi Consiglio (1904; v. fonti documentarie 7), Prefetto del MuseoBiblioteca, che riporta lo stato di abbandono dello scheletro a 10 anni dalla cattura. Inoltre Parona (1897) dà conto di un articolo apparso su “Il Secolo” di Milano in cui viene descritto l’avvenimento. Dal Verbale di Giunta risulta che la Cittadinanza si interessò all’avvenimento così eccezionale ed espresse ardentemente il desiderio di conservare lo scheletro nel Museo Civico vista anche la disponibilità dell’appaltatore della tonnara a donarlo al Municipio. Il Sindaco Simone Pasca Raymondo accolse favorevolmente l’istanza dei gallipolini e con atto di Giunta Comunale stanziò la somma di lire 150 per la preparazione e successiva conservazione dello scheletro del cetaceo. “L’anno milleottocentonovantaquattro, il giorno ventiquattro del mese di Settembre in Gallipoli, nel palazzo di residenza del Municipio. Convocata la Giunta Municipale nelle forme volute, si è la medesima riunita nelle persone dei Signori Cav Simone Pasca Raymondo, Sindaco Presidente, Ravenna Bernardo, Vincenzo Brenna e Barba Ernesto, Assessori con l’assistenza del sottoscritto Segretario Comunale [...] 488 - Ritenuto che in vicinanza di questo Porto, e precisamente nel mare della Tonnara veniva pescato ed ucciso, nel giorno venti corrente, un balenotto o giovane balena; Ritenuto che molti cittadini hanno espresso il desiderio che lo scheletro di questo mammifero, che l’appaltatore della Tonnara è disposto a dare in dono al Municipio, sia depositato in questo Museo Civico; Ritenuto che ad un tal fine sono necessarie delle operazioni di preparazione atte a garantirne la conservazione; Ritenuto che le operazioni medesime importano una spesa, la quale si calcola, in via approssimativa, in £ 150; [...] Delibera [...] 1° di approvare la spesa prevista in lire centocinquanta per la preparazione dello scheletro del balenotto, testè pescato nel mare della tonnara, necessaria per la sua conservazione in questo Museo Civico, spesa che verrà sostenuta sulla categoria 43 - Fondo per le impreviste - del bilancio del corrente esercizio. 2° di disporre che al fondo delle impreviste siano aggiunte le lire centocinquanta, stornandole dalla categoria 29 articolo 3 - manutenzione di strade” (v. fonti documentarie, 12). Fig. 3. Scorcio della sala centrale del Museo Civico dopo la riapertura del 1965. Al centro lo scheletro di balenottera comune (foto G. Cataldini). CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 369 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 370 Fig. 4. Lo scheletro della Balenottera comune pescata dalla tonnara di Gallipoli nel 1904 dopo la ricomposizione del 1965 (foto G. Cataldini). Si può dire che questa eccezionale cattura ebbe una rilevanza non solo locale ma addirittura nazionale tanto da indurre un giornalista (V. [anonimo], 1894) della Gazzetta milanese “Il Secolo” a recarsi a Gallipoli per vedere di persona “lo spaventoso mostro marino” e fare una cronaca pubblicata nel giro di una settimana. “Son giunto qui per vedere la balena catturata ed uccisa il 20 settembre in questo mare a pochi metri dalla città, nella tonnara, il bacino chiuso dove si fa la pesca di una gran quantità di tonni. Lo spaventoso mostro marino è stato rimorchiato per una parte sulla riva; l’altra parte s’allunga in mare, nelle onde insanguinate e dal continuo efflusso dell’immenso animale, che sta per essere preso d’assalto da una folla di popolani accorsi con coltelli. Un ordine sindacale permette l’assalto. E’ una carne quella della balena che non fa male; i sanitari comunali ne hanno fatto cuocere un grosso pezzo che è stato trovato di buon sapore. Il colossale animale è lungo una ventina di metri. Ha la forma nell’insieme del corpo d’una immensa ma imperfetta ellisse, quasi come due coni uniti l’un l’altro per le basi. La massima larghezza, che è alla testa, dove si nota un rigonfiamento, può avere un diametro di 7 od 8 metri [sic!]. L’apertura della bocca è lunga 2 metri. I fanoni, le lamine ossee di cui è contornato l’interno della bocca delle balene ed al cui numero si può calcolare in qualche modo l’età, potevano essere un 500. Ecco come questo colosso del mare venne catturato. La mattina del 20 settembre si scatenò un furioso temporale che naturalmente sconvolse il mare e cagionò una furiosa ma breve tempesta. 370 GIORGIO CATALDINI Un marinaio sorpreso, non trovò altro sicuro asilo che il seno della tonnara. Stando colà vide arrivare il formidabile pesce che pacificamente prese posto nel vasto seno di mare, forse, per ripararsi dai furori della tempesta. Il marinaio spaventato, dapprima, come meglio poté, chiuse la comunicazione della tonnara; e poi, quando il tempo glielo permise, si diresse su Gallipoli. Quivi raccontò l’accaduto. Sei barconi furono allestiti in poco tempo e oltre 50 marinai partirono armati. Giunti nella tonnara, la balena fu trovata riversata, tanto che lasciava vedere una buona parte del bianco ventre. I marinai con lunghi coltelli, passando vicino al mostro, gli infersero numerosi colpi. Ad un tratto il mare a loro d’intorno si colorò in rosso. Ma la possanza del gran gigante del mare, d’un tratto si fece manifesta. Un grido terrorizzato ed un tonfo inaudito prodotto da un colpo della formidabile coda, fu udito fin da lungi. In quel momento dagli sfiatatoi posti sulla gobba uscì una fontana altissima d’acqua, e si videro sommersi e sconquassarsi tre barche. Fortunatamente tutti i marinai sono salvi. La balena intanto si agitava e mandava grida spaventose di dolore: dopo un paio d’ore dall’inizio della lotta era morta.” Le fasi di preparazione e conservazione dello scheletro non furono compiute in maniera corretta e le ossa furono depositate, senza alcun ordine anatomico, in alcuni ambienti del Museo per dieci anni. Trascorso questo periodo Luigi Consiglio, Prefetto del MuseoBiblioteca, si adoperò a pulire ulteriormente le ossa cui fu data solo una sistemazione logistica: “Scaffale 24 [...] Nella stanza di questo Scaffale, ultima del Museo si vede lo scheletro del balenotto preso dalla tonnara di Gallipoli nel 1894. Si conosceva benissimo che nel Museo esistesse detto scheletro, ma nessuno sapeva com’è la forma di tal Cetaceo. Nell’angolo della stanza si vedeva un ammasso di ossami di varie forme e di un colore giallognolo che tramandavano un odore spiacevole specialmente le Vertebre, ed una materia oleosa, che colava da queste ossa, tanto che ne macchiava il pianterreno della stanza. Questo carcame era formato da alga sminuzzata ed imputridita che unita con arena s’insinuava fra il vuoto di quegli ossami. Questa fanghiglia copriva certi pezzi ossei a guisa di pettini formati di laminette ossee, strettamente riunite alla base, e dall’altro estremo finienti in un pelame setoloso e ruvido. Che fare in tanto disordine? L’oratore, coadiuvato da Stefano e dal Bidello si accinsero al restauro. Si separarono quelle ossa, e si posero a parte quelle che dovevano combaciare fra loro. Si prese della calce sciolta nell’acqua e si posero in infusione quelle vertebre in N° 64, e tenendole per più giorni e stropicciandole, si pulirono da quel colore e si purificarono. Operazione questa durata per molto PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 371 tempo, perché quelle ossa non capivano tutte insieme nel tinello, quindi a due a 3 alla volta si operarono, e così si sono ordinate nella stanza situandole verticalmente. Peccato che di queste il mare ne disperse N° 6, dette caudate, perché attaccate alla coda anche dispersa dal mare - era lunga metri 4. Si compose la testa del Cetaceo con la mandibola per averne un’idea, e nella gran bocca si posero tutte le costole a fascio ed una pinna pettorale senza metatarsio [sic!] che pure si perdè. Quelli pezzi poi formati di laminette osse, come detto, sono i così detti vol. [volgarmente] Fanoni in N° 13, l’altri dispersi che Linneo chiama: Curneas laminas nigrisculas splendentes et oblungas. E veramente che furono trovati splendenti. Erano gli ossi di Balena tanto ricercati dalle navi baleniere. Questi fanoni ora si son messi in mostra su di un piano di tavola, attaccata sul muro, essendo i veri ossi di Balena tanto ricercati.” Durante la chiusura degli anni del dopoguerra, le vertebre della balenottera si trovavano adagiate alla rinfusa sulle scale di un mezzano. Nella metà degli anni ‘60 lo scheletro fu adagiato al centro della sala principale del Museo con l’intento, certamente encomiabile, ma non scientificamente corretto, di dargli finalmente una adeguata ricomposizione anatomica (fig. 3-4). Tra il 1987 ed il 1995 con la collaborazione del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, nella persona del Dott. Luigi Cagnolaro, fu iniziato uno studio anatomo-osteologico che si concretizzò, in un primo tempo, il 5 marzo 1995, con la corretta seriazione anatomica dello scheletro (Moggi, 1995). L’occasione fu data dal Seminario di studi “Un Museo per il territorio: Il Museo-Biblioteca di Gallipoli”, promosso dall’Assessorato alla Cultura, che si svolse a Gallipoli dal 3 al 5 marzo 1995. A conclusione delle tre giornate di studio, il Dott. Cagnolaro, ha tenuto un’interessante e coinvolgente lezione sulla struttura anatomica dei cetacei ponendo l’accento sulla stretta relazione esistente tra morfologia e funzione. Al termine si è effettuata una ricognizione anatomica e riposizionamento dello scheletro della balenottera con il coordinamento dello stesso dott. Cagnolaro. Durante i lavori è stato anche ripreso privatamente un video amatoriale per documentare il concorso entusiastico e la costruttiva collaborazione di una decina di studenti liceali che facevano parte del Laboratorio didattico del Museo naturalistico-Acquario (nella Torre S. Giovanni la Pedata) dell’Associazione Salento Ambiente. Hanno fattivamente collaborato anche i relatori del seminario: A. Coppola (Assessore alla Cultura), G. Moggi (Museo Botanico di Firenze e Presidente A.N.M.S.), G. Pinna (Direttore Museo di Storia Naturale di Milano), D. Valli (Rettore Università del Salento), A. L. De Nitto (Università del Salento), L. Colopi (Architetto), G. Giangreco (Sovrintendenza B.A.A.S.S.), G. Cataldini ed il custo- de del Museo, Sig. Mimino Polo. (v. anche articolo di G. Albahari, Rivive una balenottera di fine Ottocento; Gazzetta del Mezzogiorno, 7 marzo 1995). Il prosieguo di tale lavoro si è svolto a fasi alterne proprio per consentire una puntuale verifica e, all’occorrenza, ridefinizione delle misurazioni osteometriche e della sistemazione dei materiali osteologici, e ha permesso la definizione ed il compimento dello studio anatomico della balenottera dal punto di vista storico e cetologico e l’attuale disposizione dello scheletro a cura dello scrivente ultimata nel periodo gennaio/aprile 2011 (fig. 5). • Inv. CET/11 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758) Queste otto vertebre possono essere considerate i resti dell’ “immane balena” citata da L. Maddalozzo (1879). Sono state trovate confuse con quelle del capodoglio e quindi, per consuetudine, erroneamente attribuite a quest’ultima specie. Tenendo conto delle misurazioni effettuate sulle 8 vertebre si può pensare che esse appartengano ad un individuo lungo almeno 18 metri. In tal modo, la loro datazione sarebbe anteriore al 1879. • Inv. CET/01 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758) La vertebra è stata ritrovata, nelle reti di tremaglio, da alcuni pescatori a circa 5 miglia ad ovest dell’isola S. Andrea, Gallipoli (LE), a una profondità di circa 30 metri. • Inv. 3461 - Delphinus delphis Linnaeus, 1758 • Inv. 3462 - Tursiops truncatus (Montagu, 1821) Le uniche notizie relative a questi due esemplari sono tratte da Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7): “Scaffale 20 - [...] Si vedono poi a dritta di questo scaffale due piani in marmo affissi sul muro, con due sche- Fig. 5. Lo scheletro di Balenottera comune dopo il restauro e la ricollocazione del 2011 (foto G. Cataldini). CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 371 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 372 letri di Delfini: il piccolo sul piano superiore, e lo più grande sospeso sul piano inferiore. [...] Fra lo scaffale 20-21 si veggono due piani in marmo affissi sul muro su de’ quali poggiano due Scheletri di Delfino. E per amor del vero in questa relazione si deve rassegnare, che non si conoscevano questi due pesci [sic!]. Solo si vedevano confuse le ossa di ciascuno sul piano, ma distaccate specie le vertebre, le costole, le teste, e poste in Massa (il Consiglio utilizza questa parola non solo per indicare lo stato di abbandono dei reperti ma anche per ricordare, giocando col termine, il nome del suo predecessore, responsabile, a suo giudizio, dello stato di confusione del Museo) in ciascuno piano. Si son dovute legare con filo di ferro, e mettere ciascuno pezzo al suo posto, quindi su due sostegni mettere il 1° Delfino elevato dal piano di marmo, ed il 2° più grande sospenderlo sotto il primo piano. Questo restauro s’è fatto in molti giorni di tempo per pulire gli ossi e quindi connetterli come si vede.” Per le cattive condizioni di conservazione questi due delfini sono stati oggetto di una urgente operazione di pulizia e montaggio nel 1999 (lettera del Lions Club Gallipoli al Sindaco di Gallipoli del 31.05.99 e Lettera del Sindaco di Gallipoli, Avv. F. Fasano al Presidente del Lions Club Gallipoli. Oggetto: Intervento di restauro delfini Museo Civico della specie Tursiope e Delfino comune del 9 giugno 1999). • Inv. CET/12 - Physeter macrocephalus Linnaeus 1758 (= P. catodon, Linnaeus 1758) Di queste 17 vertebre riferisce L. Consiglio (1904)(v. fonti documentarie 7): “Scaffale 23 - [...] nell’angolo a sinistra di questa stanza vi si vede lo spinale, non intiero di un Capidoglio trovato sulla spiaggia del mare di Ugento; ma si pose in quel posto verticalmente, senza avere prima imbalsamato o purificato con calce le vertebre”. Questo Capodoglio potrebbe essere uno dei sette individui della specie spiaggiati, pochi anni prima, nel 1887, presso le Secche di Ugento a largo di Torre S. Giovanni, a sud di Gallipoli (LE). Parona (1897) dà notizia che di tale avvenimento fu avvertito anche il Sindaco di Gallipoli, Comm. G. Ravenna. Si può ragionevolmente pensare che almeno uno di questi se non intero almeno alcune parti, fosse recuperato contrariamente a quanto credeva Parona. CONSIDERAZIONI FINALI La Collezione di Cetacei presenti nelle istituzioni museali gallipoline è costituita da 16 esemplari comprendenti 7 specie appartenenti a 4 famiglie, ritrovati tutti nel mare che bagna il Salento in condizioni diverse e nell’arco temporale di oltre un secolo. Il presente lavoro ha ricostruito la storia degli esemplari risalenti alla seconda metà del XIX secolo e, per la prima volta, ne ha messo in risalto attraverso le misurazioni osteometriche, le caratteristiche anatomomorfologiche. 372 GIORGIO CATALDINI Particolarmente importante è Balaenoptera physalus l’unico esemplare, quasi completo, tra quelli presenti nei musei italiani, proveniente dal Golfo di Taranto. Una volta recuperato, per oltre un secolo il suo scheletro è stato conservato disarticolato, in preda alla polvere e all’incuria del tempo, o assemblato in maniera del tutto approssimata. Ciò si spiega col fatto che questo esemplare, anche se al momento della cattura sortì un effetto emotivo notevole presso la cittadinanza tanto da richiederne la musealizzazione, ebbe, però, scarsissimo interesse nel mondo scientifico non essendo stato studiato e montato. Dall’esame delle fonti storiche risulta che le parti scheletriche mancanti si persero al momento della scarnificazione, tra cui la pinna sinistra e le ultime vertebre codali che normalmente vanno prese con le parti molli della pinna codale: pertanto le ossa che si possono vedere oggi sono quelle recuperate nel 1894. I dati osteometrici desunti dalle ricerche effettuate negli ultimi anni hanno permesso di ipotizzare fondatamente la lunghezza dell’esemplare di circa 12,70 metri o poco più, e non di 20 m come riportato nell’articolo della descrizione della pesca, invero alquanto pittoresca, in cui, peraltro, il “colossale animale” risultava avere “una larghezza massima di 7-8 metri”, valore esagerato, frutto di valutazioni superficiali. Un altro risultato ottenuto nello svolgimento di questo studio è l’individuazione di alcune vertebre di una balenottera, di cui non si conosceva l’esistenza nel Museo, perché confuse con le vertebre di capodoglio spiaggiatosi a Torre S. Giovanni e di cui ne è stata accertata la storia più probabile. Da notare anche la presenza di Delphinus delphis, risalente all‘800, specie ormai poco comune nei nostri mari, e due esemplari subadulti di Ziphius cavirostris, specie non comune, trovati nel 2002 spiaggiati sulle coste del Salento. E’ vivamente auspicabile che l’Amministrazione comunale voglia assicurare la debita conservazione dei preziosi materiali e ne promuova la più opportuna valorizzazione a scopo scientifico ed educativo. RINGRAZIAMENTI Ringrazio per il convinto e sincero sostegno, il Dott. Francesco Errico, Sindaco di Gallipoli; il Dott. A. Trovato, Commissario Prefettizio; la Dott.ssa Maria Teresa De Lorenziis e l’Ing. Giuseppe Cataldi, Dirigenti comunali. Un ringraziamento alla Dott.ssa P. Renna, Servizi Museo e Biblioteca, e alla Dott.ssa A. De Marini, Servizi Turismo e Spettacoli, per la cortese disponibilità; ai tecnici comunali Sig. Pietro Cortese e Sig. Vincenzo Spano per gli utili suggerimenti e per i problemi logistici risolti. Un vivo apprezzamento al Dott. Giorgio De Giorgi, Dirigente Servizio Veterinario Area C/ASL Lecce, al personale della Capitaneria di Porto di Gallipoli, al Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato, alla Squadra PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 373 Nautica della Polizia di Stato, al Comando dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza di Gallipoli per il supporto dato. Un grazie speciale alla dott.ssa. Flegra Bentivegna, Acquario Stazione Zoologica “A.Dohrn” Napoli, alla Dott.ssa Michela Podestà e al Sig. Ermanno Bianchi, Museo di Storia Naturale di Milano, al Dott. Nicola Maio, del Dipartimento di Biologia dell’Università “Federico II” di Napoli, per gli utili suggerimenti. Un particolare, sincero ringraziamento al Sig. Gino Galasso per il faticoso compito della dissezione degli animali spiaggiati, per la pulitura delle ossa e per la collaborazione nell’allestimento. Ringrazio nel modo più sentito il Dott. Marco Borri, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sezione Zoologica “La Specola” e l’Ing. Giuseppe Carmone, Ufficio Tecnico Comunale di Gallipoli, per la condivisione della fase progettuale e per il proficuo supporto tecnico-scientifico durante la realizzazione delle strutture ostensive. Infine al Dott. Luigi Cagnolaro, già Direttore del Museo di Storia Naturale di Milano, esprimo profonda riconoscenza per il materiale bibliografico fornito, per i preziosi suggerimenti e perchè negli anni ha incoraggiato incessantemente questo progetto. BIBLIOGRAFIA ANONIMO, 1995. Cronaca di un Convegno. Atti Conv. A.N.M.S. “Il Patrimonio scientifico salentino. Una ricchezza da conoscere, conservare, valorizzare, Lecce 25-27 settembre 1993”. Museol. sci. 12(1-2): 131-136. AA.VV., 1888. Albo ad Emanuele Barba, Tipografia G. Campanella, Lecce. BARBA EMANUELE, 1879. Per la inaugurazione della Biblioteca Comunale di Gallipoli, in La Festa Civica del 16 marzo 1879 in Gallipoli, Tipografia Editrice Salentina, Lecce, pp. 17-23 BARBA ERNESTO, 1899. Per la riapertura della Biblioteca e del Museo di Gallipoli, 14 Marzo 1899. Tip. Stefanelli, Gallipoli, 9 pp. BELLO G., 1990. I cetacei dei mari di Puglia. Umanesimo della Pietra, 5: 5-16. BORRI M., CAGNOLARO L., PODESTÀ M., RENIERI T. (eds.), 1997. Il Centro Studi Cetacei: dieci anni di attività 1986 - 1995. Natura, Milano, 88 (1): 1-93. BRASCHI S., CAGNOLARO L., NICOLOSI P., 2007. Catalogo dei Cetacei attuali Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università di Pisa, alla Certosa di Calci. Note osteometriche e ricerca storica. Atti Soc. tosc. Sci. Nat., Mem., Serie B, 114: 1-22 CAGNOLARO L., 1965. Osservazioni su di un giovanissimo Ziphius cavirostris G. Cuv. arenatosi a Genova il 20 aprile 1964 (Cetacea, Ziphiidae). Atti Soc. it. Sci. nat. Museo. civ. St. nat. Milano, 54: 377-382. 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Milano, 145/2004(1): 155-169. COLOPI L., 1995. Museo Civico e Biblioteca Comunale di Gallipoli: lettura di un documento museografico e proposta di intervento conservativo. Museol. sci., 12(1-2): 159-166. CONSIGLIO G., 1879. La Festa del 16 marzo 1879 in Gallipoli. Relazione. In: La Festa Civica del 16 marzo 1879 in Gallipoli, Tipografia Editrice Salentina, Lecce, pp. 3-11. DEL POZZO G., 1965. Il Museo Civico e la Biblioteca Comunale di Gallipoli. Tip. Stefanelli, Gallipoli, 79 pp. CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI 373 PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 374 FIORITO A.,.1888. Parole del Dott. Antonio Fiorito. In: AA.VV., Albo ad Emanuele Barba, Tipografia G. Campanella, Lecce 1888, pp. 10-17. MADDALOZZO L.,.1879. Nel piccolin talora il buon si trova. La Donna, 22 aprile. Bologna, p. 104. MOGGI G., 1995. Un Convegno per la valorizzazione del Museo Civico di Gallipoli (Lecce) 3-5 marzo 1995. 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Gallipoli 11 novembre 1895 4) Lettera dal Vescovado di Gallipoli. oggetto: Biblioteca Comunale, Gallipoli, 2 dicembre 1895, cat. IX, cl. 8, b. 29. 5) Delibera del 6 marzo 1895, oggetto: Cessione a Monsignor Vescovo dell’ex Monastero di S. Teresa, cat. IX, cl. 8, b. 30, fasc. 2. 6) Lettera del Sindaco di Gallipoli ad Ernesto Barba, oggetto: Trasloco del Museo Civico nei nuovi locali della Biblioteca Comunale di Gallipoli 17 giugno 1898, cat. IX, cl. 8a , b. 30, fasc. 2. 7) CONSIGLIO L., “Relazione sui lavori di restauro del Museo e Biblioteca”, Gallipoli, 4 ottobre 1904, cat. IX, cl. 8, b 29, fasc 1. 8) Delibera di Giunta Comunale n. 375 del 1 giugno 1994, oggetto: Progetto per la valorizzazione dei beni culturali a Gallipoli. Costituzione “Gruppo di Studio”. 9) COLOPI L. “Progetto stralcio per il potenziamento della fruizione del Museo-Biblioteca. relazione tecnica”, Gallipoli 20 aprile 1997. 10) ACG. Delibera G.M. n. 309 del 12 giugno 1997, oggetto: Progetto stralcio per il Potenziamento della Fruizione del Museo-Biblioteca di Gallipoli. 11) Delibera C.S. n.175 del 11/12/2007, oggetto: Istituzione del Museo del Mare. 12) Verbale della Delibera di Giunta Municipale n. 488 del 24 settembre1894 oggetto: spesa di lire centocinquanta per la preparazione del balenotto da conservare nel Museo Civico. Biblioteca Comunale e Museo Civico di Gallipoli 13) Albo dei Donatori (1866- ) 14) Inventario del Museo Civico di Gallipoli del 1962. 374 GIORGIO CATALDINI PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 406 MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 406-417 ISSN 1972-6848 Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali) Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds) Un catalogo nazionale delle collezioni cetologiche italiane A national catalogue of the Italian Cetacean collections Nicola Maio Dipartimento di Biologia, Complesso Universitario di Monte S. Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II, Edificio 7, via Cinthia, 21. I-80126 Napoli. E-mail: [email protected] Luigi Cagnolaro Museo Civico di Storia Naturale di Milano, corso Venezia, 55. I-20121 Milano. Giancarla Malerba Sistema Museale di Ateneo, Università di Torino, corso Massimo d’Azeglio, 52. I-10126 Torino. E-mail: [email protected] Vincenzo Vomero Museo Civico di Zoologia, via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma. E-mail: [email protected] Una delle maggiori preziosità delle nostre istituzioni scientifiche di conservazione risiede nelle collezioni. Questo vale anche per le importanti collezioni cetologiche italiane rispetto alle quali l’imperativo categorico è quello di assicurarne un futuro, assicurare un livello di conservazione ottimale ai materiali, permetterne e anzi, favorirne e invogliarne lo studio, e usarle, infine, anche per la comunicazione ai nostri pubblici più diversi. La pubblicazione di due volumi dedicati al patrimonio di Collezioni di Cetacei conservati nei musei italiani rientra nella politica editoriale dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) che, con la collana di Museologia Scientifica Memorie “Collezioni / Collections”, intende valorizzare e mettere a disposizione della comunità scientifica e dei gestori della biodiversità italiana le grandi raccolte dei nostri musei ma soprattutto si pone come obiettivo convincere i nostri amministratori dell’importanza pura e applicata e dell’attualità delle collezioni di cetacei italiane, sia per le ricerche tassonomiche e filogenetiche, sia per gli studi e gli interventi di tutela e di gestione dei nostri mari (Vomero, 2013a). Questi volumi, come gli altri delle Memorie dell’ANMS dedicati alle collezioni, si prefiggono dunque, un ruolo basilare ed essenziale di comunicazione pubblica a tutti i livelli e soprattutto verso le autorità politiche e amministrative pubbliche, nazionali e locali. Si rivolge inoltre, al nascente mondo dell’imprenditoria privata che sempre più spesso mette nella giusta luce le problematiche legate alla salvaguardia della biodiversità marina, e soprattutto agli ambienti europei ed internazionali di gestione dei dati delle collezioni museali al cui interno l’Italia è così poco rappresentata, ai grandi progetti internazionali di supporto agli studi sulla biodiversità come ad esempio Life Watch, al mondo della ricerca e al mondo della comunicazione al grande pubblico (fig. 1). Questi due volumi rientrano, infine, pienamente nelle finalità del Progetto nazionale CollMap recentemente finanziato dal 406 One of the main treasures of Italian scientific institutions involved in cultural heritage conservation is their collections. This applies in particular to the important Italian cetacean collections. The categorical imperative is to guarantee their future, ensuring an optimal preservation of the materials, allowing and indeed encouraging their study, and using them for scientific communication to our various audiences. The publication of two volumes dedicated to the patrimony of cetacean collections conserved in Italian museums Fig. 1. Particolare del cranio del Capodoglio esposto nel Museo di Storia Naturale di Milano. Detail of skull of Sperm Whale exposed in the Natural History Museum of Milan. NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 407 Ministero dell’Università (MIUR). CollMap è uno specifico progetto di censimento e mappatura dei metadati dell’immenso patrimonio di esemplari biologici e dei relativi dati ambientali presenti nelle numerose collezioni conservate nei musei scientifici (Vomero, 2013b). Il patrimonio cetologico dei musei italiani riveste dunque, un valore primario per la ricerca scientifica, un ambito di crescente interesse, in particolare, per la ricerca sulla fauna del Mediterraneo ed i mutamenti pregressi ed in atto, nel cui quadro i Cetacei rivestono ruoli molto significativi. Per questo scopo è particolarmente importante che i Musei, abbiano pubblicato nella presente monografia i cataloghi dei loro reperti cetologici, per facilitare l’opera degli studiosi, specie se ben documentati, antichi e recenti, la cui attendibilità e precisione deriva dalla idoneità delle raccolte. Il quadro che emerge dai dettagliati rendiconti elaborati pone in luce la rilevante entità delle raccolte cetologiche dei musei italiani, unitamente alla cospicua sua rappresentatività tassonomica, in particolare per la cetofauna mediterranea. Rispetto ai dati esposti da Cagnolaro (1996) e da Cagnolaro et al. (2012), nella presente monografia sono stati presi in considerazione anche i reperti anatomici, nonché nuove raccolte non considerate nei precedenti lavori. In Cagnolaro et al. (2012) erano citati 1033 reperti (41 specie), conservati in 53 sedi, in questa monografia, complessivamente sono stati riportati 1827 reperti (+ 21 modelli), rappresentativi di 42 specie, conservati in 71 sedi e/o collezioni (fig. 2). Hanno contribuito alla realizzazione del volume 131 autori (in diversi casi alcuni autori hanno collaborato alla stesura di più articoli). Inoltre, una piccola differenza nel conteggio dei reperti e delle specie dipende anche dal fatto che numerose errate determinazioni sono state corrette e aggiornate. Tali dati hanno inoltre permesso anche di correggere ed, in diversi casi di integrare, i dati riportati nei 20 rendiconti pubblicati dal Centro Studi Cetacei dal 1986 al 2005. Analizzando i dati aggiornati, la regione più rappresentata in Italia per numero di enti è risultata la Puglia (11), ma si tratta soprattutto di piccole collezioni o singoli reperti, mentre quella con maggior numero di reperti conservati è la Toscana con 423 reperti. Le regioni non rappresentate sono Valle d’Aosta, Umbria, Molise, Basilicata e Calabria. Il museo con il maggior numero di specie rappresentate (28) è il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, il museo con più reperti conservati (302 esemplari e 7 modelli/calchi) è il Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova. I reperti più antichi, con una certa attendibilità nella datazione, sono conservati a Milano, Roma, Calci e Bologna: tra gli odontoceti, il cranio di Tursiope risalente al XVII secolo della raccolta “Manfredo Settala” conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano è il più antico Delfinide, e la vertebra di Capodoglio di Fiumicino forms part of the editorial policy of the Italian Association of Scientific Museums (ANMS). With the series of Museologia Scientifica Memorie “Collezioni/Collections”, the ANMS aims to promote the large collections in our museums and to make them available to the scientific community and the managers of Italian biodiversity; but above all we wish to convince Italian administrators of the pure and applied importance and topicality of the Italian cetacean collections, both for taxonomic and phylogenetic research and for studies and interventions for the protection and management of our seas (Vomero, 2013a). Therefore, the purpose of the volumes, like that of the other ANMS Memorie dedicated to collections, is the fundamental and essential role of public communication at all levels and especially toward national and local politicians and public administrations. The volumes are also addressed to the emerging world of private enterprise, which is increasingly focusing on issues related to the protection of marine biodiversity, and especially to European and international bodies dealing with museum collection data management (within which Italy is so poorly represented), to large international projects supporting biodiversity studies such as Life Watch, and to communities involved in research and communication to the general public (fig. 1). Finally, these two volumes meet the aims of the national CollMap Project recently funded by the italian Government. CollMap is a specific project of censusing and mapping the metadata of the immense patrimony of biological specimens and related environmental data present in the numerous collections housed in scientific museums (Vomero, 2013b). The cetacean patrimony in Italian museums is of primary importance for scientific research, especially for studies on the Mediterranean fauna and on past and present changes, in which cetaceans play very significant roles. Hence it is particularly important that the museums have published the catalogues of their cetacean specimens in this monograph in order to facilitate the work of researchers; the catalogues, both old and new, are especially valuable if well documented, and their reliability and accuracy derives from the adequacy of the collections. The picture that emerges from the detailed catalogues highlights the significant size of the cetacean collections of Italian museums as well as their broad taxonomic representation, particularly regarding the Mediterranean cetacean fauna. With respect to the data presented by Cagnolaro (1996) and Cagnolaro et al. (2012), this monograph also considers anatomical specimens and new collections not dealt with in previous works. Cagnolaro et al. (2012) reported 1033 specimens (41 species) housed in 53 locations, whereas this monograph includes 1827 specimens (plus 21 models) representing 42 species housed in 71 locations and/or collections (fig. 2). The UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 407 PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 408 Fig. 2. a) Cartina dell’Italia che mostra le regioni in base alla diversa concentrazione di reperti di Cetacei conservati. Il grafico a torta riporta le macroregioni con le rispettive percentuali. b) Istogramma Regioni/n. reperti. c) Cartina dell’Italia che mostra le regioni in base alla diversa concentrazione di enti che conservano Cetacei. Il grafico a torta riporta le macroregioni con le rispettive percentuali. b) Istogramma Regioni/n. enti. a). Map of Italy showing the regions on the base of different concentration of stored specimens of Cetaceans. The pie chart shows the macro-regions with their respective percentages. b) Histogram Regions / n. specimens. c). Map of Italy showing the regions on the base of different concentration of institutions with stored specimens of Cetaceans. The pie chart shows the macro-regions with their respective percentages. d) Histogram Regions / n. institutions. (Roma) del 1702 della collezione del Museo Kircheriano conservato nel Museo di Anatomia comparata di Roma è il più antico tra i reperti della specie; tra i misticeti lo scheletro della Balenottera Comune di Populonia (Livorno) del 1713 conservato nel Museo di Storia Naturale di Pisa (Calci) e il cranio della Balenottera minore (detta del Mondini) risalente al 1771 conservato nel Museo di Anatomia Comparata di Bologna, risultano i più antichi per le specie di appartenenza. A proposito della Balenottera di Mondini, degna di nota è la corretta posizione anatomica della mandibola illustrata nella tavola originale inedita del cranio conservata negli archivi del Museo di Bologna: tale corretta posizione, a differenza dei testi storici e dei montaggi normalmente effettuati nei musei di tutto il mondo, è stata di recente messa in evidenza da Lambertsen (1995) e Fontaine 408 volume is the work of 131 authors (in several cases some authors have contributed to more than one article). Moreover, a small difference in the count of the specimens and the species depends on the fact that a number of erroneous determinations were corrected and updated. These data have also permitted the correction, and in several cases supplementation, of the information contained in the 20 reports published by the Centre for Cetacean Studies from 1986 to 2005. An analysis of the updated data reveals that the most represented Italian region in terms of the number of institutions is Puglia (11), although we are dealing mainly with small collections or individual specimens, while the region with the greatest number of specimens (423) is Tuscany. Unrepresented regions are Valle d’Aosta, Umbria, Molise, Basilicata and Calabria. The museum with the largest number of species (28) is NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 409 (2005). Se l’attribuzione della vertebra di Capodoglio, conservata nel Museo di Anatomia Comparata di Roma (fig. 3), all’esemplare di Torre Astura (antecedente alle collezioni settecentesche dell’Archiginnasio), fosse confermata, si tratterebbe dell’esemplare di Cetaceo più antico conservato in Italia, perché anteriore al 1628. Probabilmente la stessa osservazione va fatta anche per la vertebra di Capodoglio conservata nel Museo Civico di Zoologia di Roma. L’ esemplare mediterraneo di Balenottera Comune più grande conservato in Italia, in base alla lunghezza condilo-premascellare del cranio, è una femmina spiaggiata a Piombino nel 1990, il cui scheletro è conservato presso il Museo Provinciale di Livorno con una misura in carne di 19,5 m. L’esemplare di Capodoglio mediterraneo conservato presso il Museo di Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, con i suoi circa 16 metri di lunghezza, è il più grande per la specie conservato in Italia. Dall’esposizione sistematica si evince, tra l’altro, che i reperti più rari di origine mediterranea sono sicuramente: Eubalaena glacialis di Taranto conservato nel Museo Zoologico di Napoli, il Mesoplodon europaeus del Museo di Storia Naturale di Milano, i due Kogia sima di Comiso e Siena, i quattro Steno bredanensis (due di Comiso, uno di Firenze e uno di Milano) e il cranio di Orcinus orca di Firenze. Per quanto riguarda gli esemplari di Phocoena phocoena non vi è certezza sulla loro origine mediterranea. Tra i reperti non mediterranei Fig. 3. Vertebra di Capodoglio conservata nel Museo di Anatomia Comparata dell’Università di Roma. Vertebra of Sperm Whale stored in the Comparative Anatomy Museum of the University of Rome. the Museum of Natural History, University of Florence, while the one with the most specimens (302 plus 7 models/casts) is the “Giacomo Doria” Civic Museum of Natural History in Genoa. The earliest acquired specimens, with a certain reliability of dating, are conserved in Milan, Rome, Calci and Bologna: among the odontocetes, the bottlenose dolphin skull dating to the 17th century “Manfredo Settala” collection in Milan’s Pinacoteca Ambrosiana is the oldest delphinid while the sperm whale vertebra from Fiumicino (Rome) dating to 1702 in the collection of the Kircherian Museum housed in Rome’s Museum of Comparative Anatomy is the oldest of the specimens of that species; among the mysticetes, the fin whale skeleton from Populonia (Livorno) dating to 1713 in the Museum of Natural History of Pisa (Calci) and the skull of the common minke whale (also called Mondini’s whale) dating to 1771 in Bologna’s Museum of Comparative Anatomy are the oldest specimens of their species. Noteworthy in regard to Mondini’s whale is the correct anatomical position of the mandible illustrated in the unpublished original plate of the skull conserved in the archives of the Bologna museum: this correct position, unlike that in historical texts and mounts normally effected in museums throughout the world, was highlighted by Lambertsen (1995) and Fontaine (2005). If the attribution of the sperm whale vertebra in Rome’s Museum of Comparative Anatomy (fig. 3) to the Torre Astura specimen (antecedent to the 18th century collections of the Archiginnasio) is confirmed, it will be the oldest cetacean specimen conserved in Italy since it predates 1628. The same can probably be said for the sperm whale vertebra in Rome’s Museum of Zoology. The largest Mediterranean fin whale specimen in Italy (based on the skull’s condyle-premaxilla length) is a female stranded at Piombino in 1990, whose skeleton is in the Provincial Museum of Livorno (intact body length of 19.5 m). The Mediterranean sperm whale specimen (ca. 16 m long) in the Museum of Comparative Anatomy, University of Bologna, is the largest of the species conserved in Italy. In terms of systematics, the rarest Mediterranean specimens are definitely Eubalaena glacialis from Taranto housed in the Zoology Museum of Naples, Mesoplodon europaeus in Milan’s Museum of Natural History, the two Kogia sima of Comiso and Siena, the four Steno bredanensis (two in Comiso, one in Florence and one in Milan) and the skull of Orcinus orca in Florence. There is no certainty concerning the Mediterranean origin of the specimens of Phocoena phocoena. The following non-Mediterranean specimens are the only examples of their species conserved in Italy: Balaenoptera borealis, Mesoplodon bowdoini, Neophocaena phocaenoides, Cephalorhynchus hectori and Lagenorhynchus albirostris in Calci, Sousa cf. teuszii in Livorno, Globicephala macrorhynchus, Indopacetus pacificus, UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 409 PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 410 vanno citati come esemplari unici in Italia: Balaenoptera borealis, Mesoplodon bowdoini, Neophocaena phocaenoides, Cephalorhynchus hectori e Lagenorhynchus albirostris di Calci, Sousa cfr. teuszii di Livorno, Globicephala macrorhynchus, Indopacetus pacificus, Tursiops aduncus, Stenella frontalis e Delphinus capensis di Firenze e Mesoplodon densirostris di Genova Civico. Questo volume rappresenta anche una importante fonte di dati sugli spiaggiamenti storici, sia dal punto di vista archivistico che da quello iconografico (fig. 4), dati che possono risultare particolarmente utili per confronti con gli spiaggiamenti di gruppo recenti (cfr. Gargano, FG, nel 2009, Mazzariol et al., 2011; Vasto, CH, nel 2014, ecc.). In base ai dati raccolti, viene inoltre, confermata la maggior diffusione di D. delphis risalente a periodi anteriori agli anni ‘60-70 del XX secolo rispetto a S. coeruleoalba, tale diffusione ha subito un netto calo a partire dalla metà del secolo scorso, in concomitanza col forte incremento della Stenella striata. Molto significativa è risultata la presenza dei reperti di neonati di Delfino comune, di Stenella striata e di Tursiope rinvenuti lungo le coste italiane, dato che testimonia la riproduzione di queste specie nei nostri mari anche in epoca storica. Da quanto esposto si deduce, analogamente a quanto già notato nel 1996 e nel 2012, che le collezioni di Cetacei in Italia sono prevalentemente conservate in poche Regioni. Infatti quattro regioni (Toscana, Fig. 4. Tavole della Balena di Taranto riportate da Capellini (a) e da Gasco (b). Plates of “Balena di Taranto” illustrated by Capellini (a) and by Gasco (b). 410 Tursiops aduncus, Stenella frontalis and Delphinus capensis in Florence, and Mesoplodon densirostris in Genoa’s Civic Museum. This volume is also an important source of data on historical strandings, both from the archival and iconographic point of view (fig. 4). Such data may be particularly useful for comparisons with recent mass strandings (cf. Gargano, Foggia, in 2009, Mazzariol et al., 2011; Vasto, Chieti, 2014, etc.). The data also confirm the wider distribution of Delphinus delphis with respect to Stenella coeruleoalba prior to the 1960s-70s. This distribution has markedly declined since the middle of the last century in conjunction with the strong increase of the striped dolphin. The presence of infant specimens of the common dolphin, striped dolphin and bottlenose dolphin found along Italian coasts is very important since they document breeding by these species in our seas also in historical times. From the presented data it can be deduced that the cetacean collections in Italy are found mainly in a few regions, as previously noted in 1996 and 2012. Indeed, four regions (Tuscany, Liguria, Veneto and Lombardy) have ca. 70% of the total patrimony and six locations alone (Genoa, Milan, Siena, Florence, Venice and Calci) house more than 50% of it (fig. 1). To properly assess these statistical results we must take into account several factors (not necessarily linked to the geographical location or the ancient historical origins of the museums). These factors are related primarily to the presence or absence of scholars (either recent or past ones) who have dedicated themselves to the study of cetaceans and to their conservation and display in museums (as noted in the introduction to this volume) and ultimately to the political-academic management of the museums, especially those that have created the largest collections, and to their choices for research and education in the various fields of zoology and their investment of resources for the recovery of carcasses stranded on coasts both near to and far from them. We must also consider the presence, at least in historical times, of research institutions, especially universities: hence regions such as Lombardy and Piedmont (even though not by the sea) have substantial collections while regions such as Molise, Basilicata and Calabria (on the sea) have none. Finally, the passionate, committed and well-informed participation of many museum professionals at the Centre for Cetacean Studies of the Italian Society of Natural Sciences has meant that, within a quarter of a century, it has been possible to collect in Italy an amount of material and data unmatched by what had been achieved in the past. The museums and institutions mentioned in the monograph have made their enormous wealth of data available to the entire scientific community interested in pursuing scientific studies and research (also in the applied field) with both old and new techniques and methodologies. The information will also facilitate NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 411 Liguria, Veneto e Lombardia) detengono circa il 70% del patrimonio complessivo, e 6 sedi (Genova, Milano, Siena, Firenze, Venezia e Calci) ne hanno da sole oltre il 50% (fig. 1). Per valutare correttamente queste risultanze statistiche bisogna tener conto di molteplici fattori (non necessariamente legati all’ubicazione geografica o all’antica origine storica dei musei): tali fattori sono riconducibili, in primo luogo, alla presenza o meno di studiosi (sia recenti che del passato), che si sono dedicati allo studio dei Cetacei e alla loro musealizzazione, come rilevato nella premessa di questo volume, ed in ultima analisi, alla gestione politico-accademica dei musei, in particolare di quelli che hanno creato le maggiori collezioni, ed alle loro scelte per la ricerca e la didattica nei diversi settori della zoologia e del loro investimento di risorse per il recupero dalle carcasse spiaggiate sui litorali di loro pertinenza e non solo. Va inoltre tenuto conto anche della presenza sul territorio, almeno in epoca storica, di enti di ricerca, soprattutto universitari: per tali motivazioni, regioni come Lombardia e Piemonte (non bagnate dal mare) hanno cospicue collezioni e regioni, come il Molise, la Basilicata e la Calabria (bagnate dal mare), non ne possiedono nessuna. Infine, l’appassionata, convinta e consapevole partecipazione di tanti museologi al Centro Studi Cetacei della Società Italiana di Scienze Naturali ha fatto sì che, nel giro di un quarto di secolo, si potesse radunare in Italia una quantità di materiali e di dati che non trovano riscontro con quanto realizzato nel passato. I musei e le strutture che figurano nella monografia hanno messo a disposizione l’enorme patrimonio di dati a tutto il mondo scientifico interessato ad approfondire studi e ricerche, anche in campo applicativo, con tecniche e metodologie sia vecchie che nuove e per favorire quella opportuna e seria divulgazione che trova proprio nei musei il luogo ottimale per trasmettere al grande pubblico i risultati delle più recenti scoperte nell’ambito naturalistico e in particolare, nel vasto campo delle tematiche della biodiversità marina. timely and serious popularization, and museums are the optimal place to convey to the public the results of the most recent discoveries in natural history and particularly in the broad field of marine biodiversity. BIBLIOGRAFIA / REFERENCES CAGNOLARO L., 1996. Profilo sistematico e tipologico delle raccolte di Cetacei attuali dei musei italiani. Museologia Scientifica, 13-Suppl.: 193-212. CAGNOLARO L., PODESTÀ M., AFFRONTE M., AGNELLI P., CANCELLI F., CAPANNA E., CARLINI R., CATALDINI G., COZZI B., INSACCO G., MAIO N., MARSILI L., NICOLOSI P., OLIVIERI V., POGGI R., RENIERI T., WURTZ M., 2012. Collections of extant Cetaceans in Italian museums and other scientific institutions. A comparative review. Atti Soc. it. Sci. nat. Museo civ. St. nat. Milano, 153(2): 145-202. FONTAINE P.-H. 2005. Baleines et phoques biologie et écologie. Èditions MultiMondes, Québec, 432 pp. LAMBERTSEN R., 1995. Frontomandibular stay of Balaenopteridae - a Mechanism for Momentum Recapture during Feeding. Journal of mammalogy, 76 (3): 877 - 899. MAZZARIOL S., G. DI GUARDO, A. PETRELLA, L. MARSILI, C. M. FOSSI, C. LEONZIO, N. ZIZZO, S. VIZZINI, S. GASPARI, G. PAVAN, M. PODESTÀ, F. GARIBALDI, M. FERRANTE, C. COPAT, D. TRAVERSA, F. MARCER, S. AIROLDI, A. FRANTZIS, Y. DE BERNALDO QUIRÓS, B. COZZI AND A. FERNÁNDEZ, 2011. Sometimes sperm whales (Physeter macrocephalus) cannot find their way back to the high seas: A multidisciplinary study on a mass stranding. PLoS ONE, 6(5): e19417. VOMERO V., 2013a. La Strategia Nazionale per la Biodiversità e l’ “impedimento tassonomico”. The National Biodiversity Strategy and the“taxonomic impediment” Museologia Scientifica Memorie, 9: 3-6. VOMERO V., 2013b. Biodiversità, banche dati tassonomiche e Musei scientifici. Il progetto nazionale CollMap come premessa per il lancio di un istituto diffuso italiano di tassonomia. Museologia Scientifica Memorie, 9: 21-27. UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 411 PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 412 Prospetto sistematico dei reperti di Cetacei attuali esistenti nei Musei ed in analoghe raccolte scientifiche in Italia Systematic overview of living Cetaceans specimens preserved in museums and other scientific collections in Italy Ordine Cetacea Brisson, 1762 Gen. sp. UD 1 vertebra, NA (Sorrento) 1 costa. Sottordine Mysticeti Flower, 1864 Gen. sp. TO ossa apparato uditivo, PV 3 fanoni, 1 pene, 3 vertebre, 1 vescica urinaria, TS 1 osso timpanico, 7 fanoni, MO 1 fanone, BO 2 peni, ossa, LU 2 vertebre. Famigia Neobalaenidae Gray, 1873 Caperea Gray, 1864 Caperea marginata (Gray, 1846), Caperea, Pygmy Right Whale FI bulla timpanica. Famiglia Balaenidae Gray, 1821 NA (Università) 1 occipitale, 1 pene. Balaena Linnaeus, 1758 Balaena mysticetus Linnaeus, 1758, Balena della Groenlandia, Bowhead Whale BG 2 fanoni, PV 2 fanoni, 3 reperti ossei, FI ossa diverse, SI 2 fanoni, NA (Università) bulla timpanica. Eubalaena Gray, 1864 Eubalaena glacialis (Miiller, 1776), Balena Franca Nordatlantica, North Atlantic Right Whale, MI reperti ossei, VE 1 fanone, BO 1 mandibola, PI 1 scheletro, FI 1 modello, NA (Università) 1 scheletro, LE (Istituto Costa) 1 campione di olio. Famiglia Balaenopteridae Gray, 1864 Balaenoptera Lacépède, 1804 Balaenoptera sp. PV 1 feto in liquido, 1 emimandibola, FI ossa varie, BO (Zoologia), fanoni, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 cranio, RM (Anatomia Comparata) 1 femore, TA 1 vertebra, CA (Scienze della vita) campione di pelle in liquido, TP 1 cranio. Balaenoptera acutorostrata Lacépède, 1804, Balenottera minore, Common Minke Whale GE 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, GE (anatomia comparata) 1 stomaco a secco, BO 1 cranio, ossa, PI 1 scheletro, materiale osseo vario, preparati anatomici (apparato respiratorio, reni, cuore, derma, arco aortico, laringe, bronchi), FI 1 scheletro, 1 cranio, 1 mandibola, 1 tassidermia, LI 1 scheletro juv., RM (Anatomia Comparata) 1 fanone, 1 bulla timpanica, RM (Civico di Zoologia) 1 scheletro, RM (collegio Nazareno) 1 scheletro, NA (Università) 2 scheletri, parti anatomiche, TA 2 vertebre. Balaenoptera borealis Lesson, 1828, Balenottera boreale, Sei Whale PI reperti ossei. Balaenoptera musculus (Linnaeus, 1758), Balenottera azzurra, Blue Whale PI 1 scheletro, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 emimandibola. Balaenoptera physalus (Linnaeus, 1758), Balenottera comune, Fin Whale TO 2 scheletri, 2 fanoni, 1 pinna in liquido MI 4 scheletri, reperti ossei, PV 1 scheletro, TN 1 scheletro (ex Livorno), TS 1 scheletro, TV 1 feto in liquido, 2 bulle timpaniche, VR 1 scheletro, PD (veterinaria) 1 cranio, 1 scheletro in prep., VE 1 scheletro (ex Napoli), gruppo di fanoni su matrice, GE 2 scheletri, 13 reperti anatomici, BO 1 cranio, coste, FE fanoni, RN (Oltremare) 1 scheletro (ex Fondazione Cetacea), RN 1 femore, materiale osseo, PI 5 scheletri, 1 cranio, 1 mandibola, FI 1 scheletro, 6 crani, 5 mandibole, LI 3 scheletri, 1 scheletro neonato, 1 mandibola, SI 2 1 scheletro, ossa varie, fanoni, PE 1 scheletro, RM (Anatomia. Comparata) 2 scheletri, 1 cranio, vertebre, 1 cranio, RM (Civico di Zoologia) 1 scheletro, 2 fanoni, preparati anatomici in liquido (lingua, midollo spinale), NA (Università) 1 scheletro, ossa varie, NA (Sorrento) 1 emimandibola, SA 1 vertebra, TA 1 emimandibola, 1 occhio in liquido, BA (Veterinaria) 1 cranio, 1 scapola, LE (Gallipoli) 1 scheletro, 9 vertebre, LE (Istituto Costa) 1 cranio, CA (Scienze della vita) 1 scheletro, 1 cranio, SS (Veterinaria) 1 scheletro juv., RG (Comiso) 2 scheletri, 1 cranio, 1 mascellare, 2 vertebre, PA 2 vertebre. Balaenoptera edeni Anderson, 1878, balenottera di Bryde, Bryde’s Whale TV 1 costa. Megaptera Gray, 1846 Megaptera novaeangliae (Borowski, 1781), Megattera, Humpback Whale TO 1 cranio, omeri e scapola, PI 1 scheletro, FI 1 scheletro, 1 cranio, 1 mandibola. Sottordine Odontoceti Flower, 1867 Famiglia Delphinidae Gray, 1821 Gen. sp. PV 2 naturalizzati, 2 feti in liquido, VR 2 mandibole, vertebre, 6 feti, SP 1 tassidermia, 1 feto, RM (Anatomia Comparata) feto in liquido, NA (Università) 3 preparati (reperti ossei) NA (Stazione Zoologica) 1 feto, 1 esemplare in liquido, 1 testa in liquido, CA (Scienze della vita) 1 feto in liquido. Cephalorhynchus Gray, 1846 Cephalorhynchus eutropia Gray, 1846, Cefalorinco eutropia, Chilean Dolphin FI 2 crani, 2 mandibole. Cephalorhynchus hectori (Van Beneden, 1881), Cefalorinco di Hector, Hector’s Dolphin PI 1 scheletro. Delphinus Linnaeus, 1758 Delphinus capensis Gray, 1828, Delfino comune dal lungo rostro, Long- beaked Common Dolphin FI 1 cranio, 1 mandibola. Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1 412 NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 413 Delphinus delphis Linnaeus, 1758, Delfino commune, Shortbeacked Common Dolphin TO 4 crani, neonato in liquido, 1 apparato uditivo, 2 cervelli in liquido, 1 pene, 1 cistifellea, 1 timo, 1 sfiatatoio, 2 cuori, 2 apparato digerente, 1 rostro in liquido, MI 1 scheletro, 3 crani, reperti in liquido, BG 1 cranio, PV 3 crani, PV 1 scheletro, 1 tassidermia del capo, 1 pinna caudale, 1 arto, 1 feto in liquido, 1 laringe in liquido, 2 cuori in liquido, 2 reni in liquido, 2 pinne caudali, 2 cervelli in liquido, 2 occhi in liquido, 1 cassa timpanica in liquido, 1 trachea, 1 ioide, TS 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, vertebre, 2 scapole, 2 mandibole e mascelle, TV 1 cranio, 1 tassidermia, 1 cervello in liquido, VR 2 crani, 5 vertebre, 1 arto anteriore, PD (Zoologia) 1 scheletro juv., 1 cranio, 1 tassidermia, VE 1 cranio juv., 1 emimandibola, 1 tassidermia juv., preparati a secco (intestino, polmoni, arterie, mesogastrio, aorta, stomaci, mesentere, sezione cervelletto, apparato genitale femminile), GE 3 scheletri, 9 crani, 2 naturalizzati, 4 preparati in liquido, 2 modelli, GE (anatomia comparata) 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, 1 cervello in liquido, PR 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, RE 1 tassidermia, BO 3 cranio, materiale osseo, 3 preparati anatomici, BO (Zoologia) 1 tassidermizzato, FE 1 cranio, 1 tassidermia, PI 3 scheletri, preparati anatomici (apparato digerente, milza, apparato riproduttore, apparato urogenitale, rene), FI 2 scheletri, 7 crani, 5 mandibole, 6 naturalizzati, 3 feti, LI 1 scheletro, 1 cranio, SI 1 cranio, 1 tassidermia, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 scheletro, RM (Anatomia. Comparata) 1 scheletro, 2 crani, RM (Civico di Zoologia) 5 scheletri, 1 cranio, 1 tassidermia, 2 calchi, NA (Università) 1 scheletro, 4 crani, 7 preparati anatomici (midollo spinale, 2 cuori, bronchi e polmoni, stomaco e esofago, apparato digerente, apparato urogenitale), NA (Ist. Della Porta-Porzio) 1 tassidermia, NA (Ischia) 1 scheletro, TA juv. in liquido, LE (Gallipoli) 1 scheletro, LE (Parenzan) 1 tassidermia, LE (Istituto Costa) 1 cranio, LE (Ist. De Giorgi) 1 cranio, CA (Scienze della vita) 1 cranio, CA (Pula) 1 scheletro, SS (Collezione Zoologica) 1 cranio, RG (Comiso) 4 scheletri, 1 cranio, PA 1 scheletro, 1 scheletro privo di cranio, 1 cranio, 2 naturalizzati juv., reperti anatomici (1 stomaco, 1 laringe). Delphinus delphis ponticus (Barabash, 1935) GE 4 feti. Globicephala Lesson, 1828 Globicephala macrorhynchus Gray, 1846, Globicefalo di Gray, Short-finned Pilot Whale FI 1 cranio, 1 mandibola. Globicephala melas (Traill, 1809), Globicefalo, Long-finned Pilot Whale TO 1 cranio, MI 5 scheletri, reperti in liquido, VR 1 cranio, PD (veterinaria) 1 scheletro, GE 2 scheletri, 6 crani, 5 reperti anatomici, 2 modelli, GE (anatomia comparata) 2 preparati anatomici a secco (stomaco, intestino), SP 1 scheletro, FE 1 tassidermia, PI 1 scheletro, preparati anatomici(apparato riproduttore, laringe), FI 1 scheletro, 2 crani, 2 mandibole, LI 1 scheletro, 1 scheletro neonato, 1 cranio, SI 2 scheletri, RM (Civico di Zoologia) 1 scheletro, 1 cranio, bulle timpaniche, NA (Università) 1 scheletro, 1 colonna vertebrale, CA (Scienze della vita) 1 cranio, CA (Pula) 1 scheletro, RG (Comiso) 1 scheletro. Grampus Gray, 1828 Grampus griseus (G. Cuvier, 1812), Grampo, Risso’s Dolphin TO 1 cranio, MI 2 scheletri, 2 crani, TS 1 scheletro, 1 cra- nio, 1 ioide, 1 tassidermia, TV 2 crani, PD (Zoologia) 1 scheletro, reperti anatomici, PD (veterinaria) 1 scheletro, 2 in prep., VE 1 tassidermia, preparati a secco (mesentere, 5 intestini, 5 intestino crasso, 5 intestino tenue, 1 intestino retto, 2 cuori, 2 polmoni, 1 rene, aorta, esofago, stomaco, sezione fegato, milza,), preparati in liquido (midollo, occhi, cervelletto, lingua, testicolo, vescica urinaria, vescicola seminale, pene, 3 sezioni pene, bronchi, polmoni, laringe e trachea, intestino tenue, ghiandole linfatiche, 5 reti mirabili, denti, omento), GE 11 scheletro, 4 crani, 2 naturalizzati, 1 esemplare in liquido, 8 reperti anatomici, BO 1 scheletro, RN 1 scheletro 1 cranio, PI 3 scheletri, 1 cranio, preparati anatomici (stomaco, intestino), FI 3 scheletri, 6 crani, 5 mandibole, 2 naturalizzati, LI 2 scheletri, 3 crani, SI 10 scheletri, 1 tassidermia, 1 feto, GR 1 scheletro, PE 2 scheletri, 1 cranio, RM (Civico di Zoologia) 5 scheletri, 2 crani, arto toracico, denti, vertebre e dischi intervertebrali, NA (Università) 1 scheletro, NA (Portici), 1 modello, FG 2 scheletri, TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 3 scheletri, SS (Veterinaria) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG (Comiso) 1 scheletro, 3 crani, 1 feto, TP 1 scheletro, PA 2 crani. Lagenorhynchus Gray,1846 Lagenorhynchus acutus (Gray, 1828), Lagenorinco acuto, Atlantic White-sided Dolphin PI 1 scheletro, NA (Università) 1 scheletro. Lagenorhynchus albirostris (Gray, 1846), Lagenorinco rostrobianco, White-beaked Dolphin PI 1 scheletro. Lagenorhynchus obscurus (Gray, 1828), Lagenorinco scuro, Dusky Dolphin FI 1cranio, 1 tassidermia. Orcaella Gray, 1866 Orcaella brevirostris (Gray, 1866), Orcella, Irrawaddy Dolphin GE 1 scheletro, PI 1 scheletro. Orcinus Fitzinger, 1860 Orcinus orca (Linnaeus, 1758), Orca, Killer Whale PV 1 cranio, 1 ioide, MO 1 cranio, 1 reperto anatomico, PI 2 scheletri, 2 feti, FI 1 cranio, 1 modello, BO (Zoologia), 1 mandibola. Pseudorca Reinhardt, 1862 Pseudorca crassidens (Owen, 1846), Pseudorca, False Killer Whale MI 1 scheletro, 1 cranio, GE 1 scheletro, 1 tassidermia, PI 2 crani, FI 2 crani, 1 mandibola, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 cranio, CA (Pula) 1 cranio, ME (Acquario) 1 cranio, ME (Museo Cambria) 1 cranio. Sousa Gray, 1866 Sousa chinensis (Osbeck, 1765), Susa indo pacifica, Indo-Pacific Hump-backed Dolphin, GE 1 cranio, LI 1 cranio, RM (Anatomia Comparata) 1 cranio, RM (collegio Nazareno) 1 cranio. Stenella Gray, 1866 Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833), Stenella striata, Striped Dolphin TO (Carmagnola) 1 scheletro MI 34 scheletri, 57 crani, 2 reperti ossei, 2 reperti in liquido, 5 esemplari congelati, BG 1 scheletro, UD 1 scheletro, TS 1 cranio, PD (veterinaria) 2 scheletri, VE 1 scheletro, GE 28 scheletri, 4 naturalizzati, 59 crani, 25 reperti, 11 preparati in liquido, 1 Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1 UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 413 PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 414 modello, GE (anatomia comparata) 2 scheletri, 3 crani, SP 1 cranio, PR 2 crani, MO 1 cranio, 1 mandibola, BO 1 cranio, FE 1 scheletro, RN 3 scheletri, 2 crani, PI 1 scheletro, 3 crani, vertebre, FI 10 scheletri, 13 crani, 12 mandibole, 1 tassidermia, LI 15 scheletri, 6 crani, ossa varie, SI 73 scheletri, 1 cranio, GR 1 cranio, PE 2 scheletri, RM (Anatomia. Comparata) 2 crani, vertebre, RM (Civico di Zoologia) 17 scheletri, 17 crani, feto in liquido, preparati anatomici (lingua, apparato riproduttore maschile), NA (Università) 1 scheletro, 5 crani, 1 tassidermia, 1 anatomia del capo, NA (Portici) 1 scheletro, 1 modello, NA (Ischia) vertebre, SA 2 crani, FG 2 scheletri, LE (Gallipoli) 3 scheletri, 1 cranio, LE (Calimera) 1 cranio, LE (Istituto Costa) 1 cranio, SS (Veterinaria) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG (Comiso) 1 scheletro, 7 crani, 1 mandibola, 1 tassidermia, 1 feto, 1 cuore, TP 2 scheletri, ME (Acquario) 1 cranio, ME (Veterinaria)1 scheletro, 1 cranio, ME (Museo Cambria) 1 tassidermia juv., PA 1 cranio. Stenella frontalis (G. Cuvier, 1829), Stenella maculata atlantica, Atlantic Spotted Dolphin FI 1 cranio, 1 modello. Stenella longirostris (Gray, 1828), Stenella dal lungo rostro, Longsnouted Spinner Dolphin FI 1 cranio, 1 modello. Steno Gray, 1846 Steno bredanensis (Lesson, 1828), Steno, Rough-toothed Dolphin MI 1 scheletro, GE (anatomia comparata) 1 cranio, BO 1 cranio, FI 1cranio, 1 modello, RG (Comiso) 2 scheletri. Tursiops Gervais, 1855 Tursiops aduncus (Ehrenberg, 1833), Tursiope indo-pacifico, Indo Pacific Bottlenose Dolphin FI 1 mandibola. Tursiops truncatus (Montagu, 1821), Tursiope, Bottlenose Dolphin TO 3 scheletri, 1 cranio, 1 mandibola, 2 apparato uditivo, 1 pene, MI 5 scheletri, 6 crani, 1 reperto in liquido 1 tassidermia, MI (Pinacoteca) 1 cranio, BG 1 scheletro, PV 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, UD 1 scheletro, 2 mandibole, 1 pinna caudale mummificata, TS 1 scheletro, 5 crani, 3 naturalizzati, TV 1 tassidermia, VR 1 scheletro, 4 crani, 4 coste, 2 arti anteriori, PD (Zoologia) 2 crani, PD (veterinaria) 9 scheletri, 14 scheletri quasi completi, 1 in preparazione, VE 1 scheletro, 8 crani, 5 mandibole, 2 naturalizzati, vertebre, ossa pelviche, colonna vertebrale, denti, preparati a secco (intestino crasso, 2 polmoni, 2 stomaci, intestino tenue), preparati in liquido (lingua, cervello, 2 campioni di cute, rene, 2 cuori, 2 campioni di mucosa intestinale, vertebra), GE 7 scheletri, 14 crani, 1 tassidermia, 5 preparati, GE (anatomia comparata) 7 crani, arti anteriori e scapole, 2 preparati anatomici, SP 1 tassidermia, MO 1 scheletro, 1 cranio, 2 naturalizzati, 1 feto, 2 reperti anatomici, RE 1 tassidermia, BO 2 scheletri, 2 crani, BO (veterinaria) 1 scheletro, FE 1 scheletro, 1 cranio, 1 arto anteriore, RN 2 scheletri, 17 crani, LU 1 scheletro, PI 4 scheletri, 2 scheletri senza cranio, preparati anatomici ( stomaco, cuore, milza, laringe, intestino, derma, sezione del capo), FI 7 scheletri, 11 crani, 10 mandibole, 4 naturalizzati, 3 feti, ossa varie, LI 6 scheletri, 2 crani, SI 41 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, PE 4 scheletri, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 scheletro, 1 juv., in liquido, RM (Anatomia. Comparata) 1 scheletro, 1 cranio, RM (Civico di Zoologia) 4 scheletri, 8 crani, 3 calchi, NA (Università) 4 crani, 2 naturalizzati, preparati anatomici (1 encefalo, 2 cuori, 8 apparati digerenti), NA (Ist. Della Porta-Porzio) 1 cranio, NA (Città della Scienza) 1 cranio, FG 1 scheletro, TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 2 scheletri, BA (Scalera Liaci) 1 cranio, BA (veterinaria) vertebre, BA (Museo De Romita) 1 cranio, LE (Parenzan) 1 neonato in liquido, CA (Scienze della vita) 1 cranio, SS (Veterinaria) 1 scheletro, CA (Geologia e Paleontologia) 1 cranio, NU (Belvì) 1 cranio, NU (Bonassai) 1 scheletro, CT 1 tassidermia juv., RG (Comiso) 3 crani, TP 1 scheletro, PA 3 crani. Famiglia Monodontidae Gray, 1821 Delphinapterus Lacépède, 1804 Delphinapterus leucas (Pallas, 1776), Beluga, Beluga- White Whale TO 1 cranio, 2 feti in liquido, 1 ioide, PV 1 cranio, PI 2 scheletri, NA (Università) 3 crani, 1 feto in liquido. Monodon Linnaeus, 1758 Monodon monoceros Linnaeus, 1758, Narvalo, Narwhal TO 1 dente, MI 2 denti, BG 1 cranio, PV 2 crani, 4 denti, TS 1 scheletro, VR 1 dente, PD (Zoologia) 1 dente, VE 2 vertebre, 2 denti, GE 3 reperti, PR 1 dente, MO 2 denti, BO 1 cranio, BO (Zoologia), 2 denti, PI 2 scheletri, 1 feto, RM (Anatomia. Comparata) 1 dente, RM (Civico di Zoologia) 2 denti, NA (Università) 4 denti, CA (Scienze della vita) 1 dente, RG (Comiso) 1 calco di dente, PA 2 denti. Famiglia Phocoenidae Gray, 1825 Neophocaena Palmer, 1899 Neophocaena phocaenoides (G. Cuvier, 1829), Neofocena, Finless Porpoise PI 1 scheletro. Phocoena G. Cuvier, 1816. Phocoena phocoena (Linnaeus, 1758), Focena comune, Harbor Porpoise MI 1 scheletro, LECCO 1 tassidermia, BG 2 scheletri, PV 1 scheletro feto, 1 cranio, TS 1 tassidermia, PI 1 scheletro, FI 1 cranio, 1 mandibola, 1 modello, SI 2 crani, RM (Civico di Zoologia) 2 crani, NA (Università) 1 feto, TA 1 tassidermia. Famiglia Physeteridae Gray, 1821 Kogia Gray, 1846 Kogia sima (Owen, 1866), Cogia di Owen, Dwarf Sperm Whale SI 1 scheletro, RG (Comiso) 1 scheletro. Physeter Linnaeus, 1758. Physeter mapcrocephalus Linnaeus, 1758 (= P. catodon Linnaeus,1758), Capodoglio, Sperm Whale TO 1 cranio, 1 mandibola, MI 2 scheletri, 3 reperti ossei, BG 1 scheletro, PV 1 reperto di spermaceti, UD 2 denti, TS 1 scheletro, denti, 1 tassidermia di pinna caudale, VR 2 coste, 1 pene a secco, PD (Zoologia) 1 scheletro, VE 3 scheletri (1 ex Napoli), 1 costola, 1emimandbola, 1 mascellare, GE 1 scheletro, 16 reperti, GE (anatomia comparata) 3 denti, PR 1 mandibola, RE 1 tassidermia juv., BO 1 scheletro, 1 bulla timpanica, RN 1 scapola, denti, PI 2 scheletri, 1 mandibola, 2 peni, FI 1 scheletro, 2 crani, 2 mandibole, 1 modello, LI 2 scheletri, 2 crani, SI 4 mandibole, 2 denti, vertebre caudali, PE 2 scheletri, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 scapola, costole, 1 vertebra, 2 dischi intervertebrali, RM (Anatomia. Comparata) 1 scheletro,, 2 vertebre, 1 mandibola, 5 denti, 1 radio, 1 vertebra cervicale, 1 costa, preparati anatomici (valvola mitrale, arco aortico, vescica urinaria, 1 pene), RM (Civico di Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1 414 NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 415 Zoologia) 1 scheletro, 1 vertebra caudale, NA (Università) 1 scheletro, ossa varie, NA (Capri) 4 coste, NA (Ischia) 1 mascellare superiore, BA (Scalera Liaci) 2 vertebre, LE (Gallipoli) vertebre lombari, LE (Parenzan) 13 vertebre, LE (Istituto Costa) 1 cranio, coste, arto anteriore, CA (Pula) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG (Comiso) 2 mandibole, 5 vertebre, ioide, 1 dente, 1 emapofisi, 1 occhio in liquido, TP 1 scheletro, ME (Acquario) 1 cranio incompleto,1 scapola, ME (Museo Cambria) 1 cranio (frammento), PA 1 scheletro, 2 emimandibole, 19 denti. Famiglia Platanistidae Gray, 1846 Platanista Wagler, 1830 Platanista gangetica (Roxburgh, 1801), Platanista del Gange, Gange’s Susu GE 1 scheletro, PI 1 scheletro, laringe, FI 1 tassidermia Famiglia Iniidae Gray,1846 Pontoporia Gray, 1846 Pontoporia blainvillei (Gervais & d’Orbigny, 1844), Pontoporia, Franciscana GE 1 scheletro, FE 1 cranio, PI 1 scheletro, RG (Comiso) 1 scheletro. Famiglia Ziphiidae Gray, 1865 Hyperoodon Lacépède, 1804 Hyperoodon ampullatus (Forster, 1770), Iperodonte boreale, Northern Bottlenosed Whale PI 1 scheletro, NA (Università) 1 cranio. Indopacetus Moore, 1968 Indopacetus pacificus (Longman, 1926), Mesoplodonte di Longman, Longman’s Beaked Whale FI 1 cranio, 1 modello. Mesoplodon Gervais, 1850 Mesoplodon bowdoini Andrews, 1908, Mesoplodonte di Bowdoin, Andrews’ Beaked Whale PI 1 scheletro, FI 1 modello. Mesoplodon densirostris (de Blainville, 1817), Mesoplodonte di Sowerby, Blainville’s Beaked Whale GE 1 cranio. Mesoplodon europaeus (Gervais, 1855), Mesoplodonte di Gervais, Gervais’ Beaked Whale MI 1 scheletro. Ziphius G. Cuvier, 1823 Ziphius cavirostris G. Cuvier, 1823, Zifio, Cuvier’s Beaked Whale MI 2 scheletri, 4 crani, 1 reperto osseo, PD (veterinaria) 1 scheletro, 2 crani, GE 3 scheletri, 7 crani, 1 tassidermia, 7 reperti anatomici, 2 modelli, GE (anatomia comparata) 1 scheletro, PI 1 scheletro incompleto, 1 cranio, FI 2 scheletri, 2 crani, 2 modelli, SI 4 scheletri, PE 1 scheletro, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 cranio, RM (Civico di Zoologia) 3 crani, TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 2 scheletri, LE (Parenzan) 1 cranio, CA (Scienze della vita) 1 cranio, RG (Comiso) 3 scheletri, 1 cranio, TP 1 scheletro, ME (Acquario) 1 scheletro, PA 1 cranio. Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1 UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 415 PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 416 Legenda delle sigle utilizzate (in ordine alfabetico) Key to abbreviations used (in alphabetical order) AP (S.B. Tronto) Museo Ittico “Augusto Capriotti” San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) BA (Museo De Romita) Museo Naturalistico Vincenzo De Romita, Istituto Tecnico per Geometri Pitagora, Bari BA (Scalera Liaci) Museo Lidia Scalera Liaci del Dipartimento di Biologia, Università Aldo Moro, Bari BA (Veterinaria) Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università Aldo Moro, Bari BG Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo BO Museo di Anatomia comparata dell’Università di Bologna BO (Zoologia) Museo di Zoologia, Università di Bologna BO (Veterinaria) Museo di Anatomia degli Animali Domestici, Università di Bologna CA (Geologia e Paleontologia) Museo Sardo di Geologia e Paleontologia del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Università di Cagliari CA (Pula) Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità, Pula, Cagliari CA (Scienze della Vita) Museo di Scienze della Vita e dell'Ambiente, Università di Cagliari CT Museo Zoologico del Dipartimento di Scienze Biologiche Zoologiche e Ambientali, Sezione di Biologia Animale, Università di Catania FE Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara FG Museo Provinciale di Storia Naturale, Foggia FI Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze GE Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova GE (Università) Museo di Anatomia comparata dell’Università di Genova GR Museo di Storia Naturale della Maremma, Grosseto LC Museo di Scienze Naturali di Lecco LE (Calimera) Museo di Storia Naturale del Salento, Calimera, Lecce LE (Gallipoli) Museo Civico e Museo del Mare di Gallipoli LE (Ist. De Giorgi) Liceo Scientifico Cosimo de Giorgi, Lecce LE (Istituto Costa) Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Oronzo Gabriele Costa” di Lecce LE (Parenzan) Museo di Biologia Marina Parenzan, Università del Salento, Lecce LI Museo di Storia Naturale del Mediterraneo della Provincia di Livorno LU Liceo classico N. Machiavelli di Lucca ME (Acquario) Acquario Civico di Messina CESPOM ME (Cambria) Museo Zoologico F. Cambria del Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia marina, Università di Messima ME (Veterinaria) Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie Università degli Studi di Messina MI Museo di Storia Naturale di Milano MI (Pinacoteca) Raccolta “Manfredo Settala” conservata nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano MO Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena NA (Capri) Museo Centro Caprense Ignazio Cerio, Capri, Napoli NA (Città della Scienza) Fondazione IDIS, Città della Scienza, Napoli NA (Della Porta Porzio) Istituto tecnico statale Gian Battista Della Porta-Porzio Napoli NA (Ischia) Complesso Museale di Villa Arbusto, Lacco Ameno, Ischia, Napoli NA (Portici) Museo del Mare, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Portici, Napoli NA (Sorrento) Basilica Pontificia S. Antonio Abbate, Sorrento, Napoli continua 416 NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 417 NA (Stazione Zoologica) Museo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli NA (Università) Museo Zoologico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II NU (Belvì) Museo di Scienze Naturali di Belvì, Nuoro PA Museo Zoologico Doderlain, Università degli Studi di Palermo PD Museo di Zoologia dell’Università di Padova PD (Veterinaria) Museo di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova PE Museo del Mare di Pescara PI (Calci) Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa, Calci PR Museo di Storia naturale dell’Università di Parma PV Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia RE Musei civici di Reggio Emilia RG (Comiso) Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, Ragusa RM (Museo Civico) Museo civico di Zoologia di Roma RM (Nazareno) Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma RM (Università) Museo di Anatomia Comparata “Battista Grassi” dell’Università di Roma “La Sapienza” RN Fondazione Cetacea onlus, Rimini RN (Oltremare) Parco Oltremare di Riccione SA Museo Vivo del Mare di Pioppi, Pollica, Salerno SI Accademia dei Fisiocritici di Siena SP Musei civici della Spezia SS (Bonassai) Museo didattico del Centro di Recupero animali selvatici dell'Ente Forestale della Sardegna, Bonassai, Sassari SS (Collezione Zoologica) Collezione Zoologica del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio, Università di Sassari SS (Veterinaria) Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università di Sassari TA Istituto Sperimentale Talassografico A. Cerruti, Taranto TN MUSE di Trento TO Musei di Zoologia e Anatomia comparata dell’Università di Torino TO (Carmagnola) Muse Civico di Storia Naturale di Carmagnola TP Istituto per l'Ambiente Marino Costiero, CNR U.O.S. di Capo Granitola, Trapani TS Museo Civico di Storia Naturale di Trieste TV Collezione zoologica “Giuseppe Scarpa” di Trevis UD Museo Friulano di Storia Naturale di Udine VE Museo di Storia Naturale di Venezia VR Museo di Storia Naturale di Verona Tabella 1 UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE 417 ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUSEI SCIENTIFICI • ANMS Consiglio Direttivo (2013-2016) Informazioni FAUSTO BARBAGLI, Firenze (presidente) CARLA MARANGONI, Roma (vicepresidente) ANNA MARIA MIGLIETTA, Lecce (segretario) GIANCARLA MALERBA, Torino (economo) ALESSANDRO BLASETTI, Camerino - MC (consigliere) MONICA CELI, Montebelluna - TV (consigliere) GIOVANNI PINNA, Milano (consigliere) Rivista semestrale e supplementi aperiodici pubblicati dall’ANMS Sede della Segreteria Operativa dell’Associazione: • Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università di Firenze Via Romana, 17. I-50125 Firenze Tel. 333 3206570 - Fax 055 225325. E-mail: [email protected] Sede della Redazione: • c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma Tel. 338 4340344. E-mail: [email protected] Sede Legale: • Via La Pira, 4. I-50121 Firenze Abbonamento annuo: € 100.00 (Italia ed estero) Le richieste di abbonamento debbono essere indirizzate alla Segreteria Operativa dell’ANMS [email protected] Autorizzazione del Tribunale di Verona, 12 ottobre 1984 - Reg. n. 626 Progetto grafico a cura della BM&B associati s.r.l. EDITORIALE • Il progetto CollMap e il Catalogo delle raccolte di Cetacei nei musei italiani PREFAZIONE • I Cetacei e i musei Italiani: un grandioso patrimonio zoologico tra ricerca scientifica e valorizzazione storica LE COLLEZIONI POSTFAZIONE • La collezione di cetacei dei Musei di Zoologia e di Anatomia comparata dell’Università di Torino • Lo scheletro di Stenella coeruleoalba conservato nel Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola (Torino) • Catalogo dei cetacei attuali del Museo di Storia Naturale di Milano • La focena comune del Museo di Storia Naturale di Lecco • I Cetacei presenti nelle collezioni del Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo • La collezione di cetacei del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia • I reperti cetologici del Museo di Storia Naturale di Venezia tra collezionismo storico e valorizzazione • I cetacei del Museo di Storia Naturale di Verona • I cetacei del Museo di Zoologia dell’Università di Padova • Le collezioni cetologiche del Museo di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova • I cetacei della collezione zoologica “Giuseppe Scarpa” di Treviso • Lo scheletro di balenottera comune, Balaenoptera physalus, esposto al MUSE (MUseo delle ScienzE di Trento): un caso insolito di cetaceo in un museo alpino • I Cetacei delle collezioni del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste • Cetacei nelle collezioni teriologiche del Museo Friulano di Storia Naturale (Udine) • I Cetacei del Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova • La collezione cetologica del Museo di Anatomia comparata dell’Università di Genova • La formazione delle raccolte di Cetacei dei musei civici della Spezia • La collezione cetologica del Museo di Anatomia comparata dell’Università di • Lo scheletro di Tursiops truncatus del Museo di Anatomia degli animali domestici dell’Università di Bologna • Cetacei attuali nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma • Cetacei del Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia • I cetacei nelle collezioni dei Musei civici di Reggio Emilia • I cetacei del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara • La collezione cetologica della Fondazione Cetacea onlus (Riccione) • La Balenottera comune conservata al Parco Oltremare di Riccione • La collezione dei Cetacei attuali del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze: indagine storica e revisione sistematica • Lo scheletro di tursiope del Gabinetto di Storia Naturale presso il Liceo Classico N. Machiavelli di Lucca • Il patrimonio di Cetacei attuali del Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa (Certosa di Calci). Profilo storico e catalogo della collezione • La collezione osteologica di cetacei del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo della Provincia di Livorno • La collezione di Cetacei dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena • I cetacei presenti nelle collezioni del Museo di Storia Naturale della Maremma (Grosseto) • La collezione cetologica del Museo Ittico “Augusto Capriotti” di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) • La collezione cetologica del Museo del Mare di Pescara • La collezione cetologica del Museo di Anatomia Comparata “Battista Grassi” dell’Università di Roma “Sapienza” (Mammalia, Cetacea) • Cetacei e conservatori del Museo Civico di Zoologia di Roma: una tradizione storica italiana • I Cetacei del Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma • La collezione cetologica del Museo Zoologico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Catalogo aggiornato e ragionato • Tre reperti cetologici del Museo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli • I reperti cetologici conservati presso enti scientifici e religiosi della Campania • I Cetacei del Gabinetto di Scienze Naturali “Cosimo De Giorgi” dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Oronzo Gabriele Costa“ di Lecce • Catalogo dei cetacei attuali del Museo Civico e del Museo del Mare di Gallipoli (Lecce) • Il patrimonio delle raccolte cetologiche minori della Puglia • Il patrimonio cetologico dei musei e delle raccolte scientifiche della Sardegna • Il patrimonio delle raccolte cetologiche museali della Sicilia • Un catalogo nazionale delle collezioni cetologiche italiane ISSN 1972-6848 Indice