MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • Settembre 2014 • Numero 12
SPED. IN ABB. POSTALE 70% - FILIALE DI TORINO - II SEM. 2014
COLLEZIONI / COLLECTIONS
LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI. PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI) / THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS. FIRST PART (LIVING CETACEANS)
M E M O R I E
MUSEOLOGIA SCIENTIFICA
Settembre 2014 • Numero 12
LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI.
PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI)
THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS.
FIRST PART (LIVING CETACEANS)
Luigi Cagnolaro, Nicola Maio, Vincenzo Vomero (eds)
Cop vol.12_10-9-2014_2_Layout 1 30/10/14 15.38 Pagina 2
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUSEI SCIENTIFICI • ANMS
Editore
Editor
Vincenzo Vomero
Segreteria di Redazione
Managing Editor
Giancarla Malerba
Editori Associati
Associ ate Editors
c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma
E-mail: [email protected]
Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” dell’Università di Torino,
C.so M. d’Azeglio, 52. I-10126 Torino (Italy). E-mail: [email protected]
Museologia descrittiva e storica - Guido Moggi
c/o Museo di Storia Naturale Sez. Botanica “F. Parlatore”,
Via La Pira, 4. I-50121 Firenze. E-mail: [email protected]
Tecniche di conservazione delle collezioni - Fausto Barbagli
Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, Sezione di Zoologia "La Specola",
Via Romana, 17. I-50125 Firenze. E-mail: [email protected]
Museografia - Vincenzo Vomero
c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma
E-mail: [email protected]
Educazione / Formazione - Monica Celi
Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna,
Via Piave, 51. I-31044 Montebelluna (Treviso). E-mail: [email protected]
Comunicazione - Vincenzo Vomero
c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma
E-mail: [email protected]
Professionalità / Gestione - Michele Lanzinger, Alessandra Aspes
M.L.: Museo Tridentino di Scienze Naturali, Via Calepina, 14. I-38100 Trento
E-mail: [email protected]
A.A.: Museo Civico di Storia Naturale, Lungadige Porta Vittoria, 9. I-37129 Verona
E-mail: [email protected]
Europa 360° - Giovanni Pinna
Viale Cassiodoro, 1. I-20145 Milano. E-mail: [email protected]
Comitato scientifico
Editorial board
Luigi Amodio - Città della Scienza, Napoli
Patrik Blandin - Professeur du Museum National d'Histoire Naturelle, Paris
Angelo Brugnoli - Museo Civico di Storia Naturale, Verona
Pietro Corsi - Faculty of History, University of Oxford
Elisabetta Falchetti - Museo Civico di Zoologia, Roma
Wolf Peter Fehlhammer - Muenchen
Giuliana Forneris - Torino
Gianluca Forti - Museo del Fiore, Acquapendente
Alberto Garlandini - Musei e Servizi Culturali, Regione Lombardia, Milano
Giacomo Giacobini - Museo di Anatomia Umana, Università di Torino
Daniele Jalla - Servizio Musei, Comune di Torino
Johanna Kovar-Eder - Staatliches Museum fuer Naturkunde, Stuttgart
Leo Kriegsman - National Museum of Natural History, (Naturalis), Leiden
Svante Lindqvist - Nobel Museum, Stockolm
Giorgio Manzi - Museo di Antropologia, Università La Sapienza, Roma
Vittorio Marchis - Dipartimento di Meccanica, Politecnico di Torino
Alessandro Minelli - Dipartimento di Biologia, Università degli Studi, Padova
Mara Miniati - Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze
Giuseppe Muscio - Museo Civico di Storia Naturale, Udine
Giovanni Pratesi - Museo di Storia Naturale, Università degli Studi, Firenze
Gloria Svampa - UIZA, Roma
Paolo Tongiorgi - Università di Modena e di Reggio Emilia
Augusto Vigna Taglianti - Museo di Zoologia, Università la Sapienza, Roma
Traduzioni/Translations: Peter W. Christie ([email protected])
Direttore Responsabile
Gino Tomasi,Trento
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MUSEOLOGIA SCIENTIFICA
M E M O R I E
LE COLLEZIONI DI CETACEI DEI MUSEI ITALIANI.
PARTE PRIMA (CETACEI ATTUALI)
THE CETACEAN COLLECTIONS OF ITALIAN MUSEUMS.
FIRST PART (LIVING CETACEANS)
a cura di
Luigi Cagnolaro, Nicola Maio, Vincenzo Vomero
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“La Verità è trasparenza dell’essere in sintonia creativa con ogni divenire”
"Truth is the transparency of being in creative harmony with any change"
Luigi Cagnolaro, Fisiosofia, 12 novembre 2013
Così Luigi Cagnolaro definiva la sua filosofia naturale e di vita. A causa delle sua cecità quasi totale, aveva iniziato a registrare su cassette magnetiche il suo pensiero, ma la sua morte ha fermato quest’ultima impresa culturale
assieme alla redazione avanzatissima di quest’opera sulle collezioni di Cetacei dei musei italiani e del volume
monografico della gloriosa “Fauna d’Italia” di Calderini.
With these words, Luigi Cagnolaro defined his natural philosophy and outlook on life. Because of his almost total
blindness, he started recording his thoughts on audiotapes, but his death stopped this cultural undertaking as well
as the highly advanced editing of this work on the cetacean collections of Italian museums and of the monographic volume of Calderini’s glorious “Fauna d’Italia”.
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ISSN 1972-6848
Editoriale
Il progetto CollMap e il Catalogo delle raccolte di Cetacei
nei musei italiani
The CollMap project and the catalogue of Cetacean
collections in Italian museums
Vincenzo Vomero
Tre anni fa in una delle tante telefonate di lavoro con Luigi Cagnolaro, uno degli ultimi direttori di grandi
musei italiani, gli raccontavo di alcune nuove tendenze della politica culturale dell’ Associazione Nazionale
Musei Scientifici, sodalizio al quale era molto legato. Il discorso venne immediatamente sul forte impegno
dell’ANMS verso quello che io continuo a considerare il “core business” di ogni museo scientifico e cioè le
collezioni. Gli raccontai della nuova Collana delle Memorie ANMS dedicata alla descrizione delle collezioni
naturalistiche nazionali (era da poco stata pubblicata una prima Memoria sulle collezioni di Rettili) e gli presentai in assoluta anteprima il nuovo progetto CollMap che aveva la grandissima ambizione di porre l’accento sull’intero patrimonio di collezioni biologiche conservate nei musei scientifici italiani, identificando, elencando e descrivendo tutti i nuclei di raccolte zoologiche e botaniche, grandi e piccole, storiche ed attuali, e
mappandole geograficamente e tassonomicamente. I soli metadati, quindi, ma che avrebbero riempito un gap
museologico ormai insostenibile; in realtà ancora oggi nessuno di noi addetti ai lavori ha esatta cognizione
dell’intero patrimonio nazionale di collezioni naturalistiche, della sua distribuzione sul territorio e della sua
copertura tassonomica.
Luigi fu talmente preso da queste notizie che, sebbene già in pensione da alcuni anni, ci offrì tutto il suo patrimonio di conoscenze di vecchio museologo (la sua carriera iniziata al Museo di Genova, aveva avuto il suo
apice alla direzione del Museo Civico di Storia Naturale di Milano) e di ricercatore zoologo ancora attivissimo e ancora stimolatore e catalizzatore delle ricerche di tantissimi giovani e non più giovani.
Fu così che gli feci la proposta di trasformare tutta la sua conoscenza nel campo della zoologia dei Cetacei in
un volume di Museologia Scientifica Memorie sulle raccolte di Cetacei conservate nei musei italiani. Chi
avrebbe potuto fare meglio di lui che aveva visitato tutte le raccolte italiane studiando identificando e misurando una quantità impressionante di materiale osteologico e non! Era o non era il cetologo italiano per
antonomasia? Era o non era lui il primo autore di pressoché tutti i più importanti studi recenti pubblicati su
questi straordinari mammiferi marini?
La sua reazione fu assolutamente prevedibile e con la sua ben nota signorilità e razionalità si schernì con
parole simili a queste: “mi sento assolutamente onorato per questa proposta che coronerebbe una vita di studi
e di ricerche, ma non posso accettare; sono vecchio e con questa infermità agli occhi che mi rende quasi completamente cieco. Non posso farcela, il lavoro è troppo grande per le mie forze. Vi ringrazio ma non posso”.
Io continuai con tutte le armi che erano in mio possesso per convincerlo ma non ci fu modo. Ero riuscito però
a motivarlo e a stimolarlo veramente al massimo e, infatti, trascorse un solo giorno e mi richiamò e col un
tono umile quasi di uno studente che si offre per una tesi di laurea, ma con un impeto e una eccitazione che
gli avevo già visto altre volte, mi disse che ci aveva ripensato, che l’opera era troppo importante per non farla,
che avrebbe messo a disposizione tutte le sue conoscenze e capacità e che avrebbe iniziato immediatamente
ma con l’aiuto concreto di alcuni colleghi (ricordo che contemporaneamente era fortemente impegnato anche
nella redazione del volume Cetacei della fauna D’Italia di Calderini). Concluse dicendo che l’ANMS, con
questa proposta, gli aveva fatto un enorme regalo permettendogli di completare una intera vita di ricerche e
di studi museali. Si commosse e pianse.
Che uomo! Da quel momento si trasformò in un giovane iperattivo ma lucidissimo, sbozzò l’intera opera, ne
decise la strutturazione e infine chiese dei collaboratori.
Fu così che si decise di dividere l’opera in due volumi di memorie, uno dedicato alle collezioni di Cetacei
attuali e uno a quelle di Cetacei fossili, si individuarono poi i musei da coinvolgere e gli specialisti da contattare, si diede una strutturazione ai singoli contributi e lui stesso fu coautore di parecchi lavori.
Il compito editoriale fu comunque arduo (i due volumi che abbiamo prodotto assommano a oltre 500 pagine),
Coordinare e controllare così tanti musei e così tanti autori è stato più difficile del previsto e il tempo necessario per concludere il lavoro superò il termine che ci eravamo dati.
Luigi Cagnolaro però non ha mai avuto un’esitazione, ha continuato a lavorare duramente risolvendo una
grande quantità di problemi, scientifici ma anche di tipo “diplomatico”, ha riletto ogni lavoro, parola per
parola, con grandissima difficoltà perché ormai, pressoché cieco, lavorava con un sistema hardware e soft-
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ware che gli permetteva di leggere e scrivere. A complicare il tutto comparve anche una gravissima patologia. L’entusiasmo però non lo ha abbandonato mai, anche nei ultimi momenti più difficili.
Il suo unico assillo fu il tempo. Negli ultimi tempi diceva spesso: “Presto, Vincenzo, facciamo presto. Non ho
più molto tempo a disposizione”.
E infatti Luigi Cagnolaro ci ha lasciato il 26 luglio 2014, con le ultime bozze di stampa fresche di tipografia.
Three years ago in one of my many work-related telephone calls with Luigi Cagnolaro, one of the last directors of major
Italian museums, I recounted some new directions in the cultural policy of the Italian Association of Scientific Museums
(ANMS), an association dear to his heart. The dialogue turned immediately to the ANMS’s strong commitment to what
I still consider the “core business” of every scientific museum, i.e. the collections. I mentioned the new series of ANMS
Memorie dedicated to the description of our country’s naturalistic collections (a first memoir on the reptile collections had
just been published) and he was the first person I told about the new CollMap project whose great aim was to focus on
the entire patrimony of biological collections conserved in the Italian scientific museums, identifying, listing and
describing all the zoological and botanical collections, large and small, historical and current, and mapping them
geographically and taxonomically. Hence only metadata, but which would fill a by now untenable museological gap;
indeed, even today none of us museum workers has precise knowledge of the entire national patrimony of naturalistic
collections, of its geographical distribution and its taxonomic coverage.
Luigi was so excited by this news that, although already retired for several years, he offered all his wealth of knowledge
as an old museologist (his career began in the museum of Genoa and reached its zenith as director of Milan’s Museum of
Natural History), as a still active zoological researcher and as a stimulator and catalyst of studies by many young
and not so young researchers.
Therefore, I proposed that he transform all his knowledge in the field of cetacean biology into a volume of the Museologia
Scientifica Memorie on the cetacean collections in Italian museums. Who could have done a better job than the man who
had visited all the Italian collections, studying identifying and measuring an enormous amount of osteological material
and more? Was he or was he not the Italian cetologist par excellence? Was he or was he not the senior author of almost
all the most important recent studies published on these extraordinary marine mammals?
His reaction was completely predictable and with his well-known elegance and rationality he demurred with words like
these: “I’m very honoured by this proposal, which would be the crowning achievement of a lifetime of study and research,
but I cannot accept; I’m old and with poor eyesight that makes me almost completely blind. I can’t do it, the work would
be too exhausting for me. Thank you very much but I just can’t do it.”
I persisted with all the weapons at my disposal to convince him, but there was no way. Yet I was able to motivate and
stimulate him to the fullest and indeed after only one day he called back and with a humble tone, almost like a student
offering himself for an undergraduate thesis but with a passion and excitement that I had already seen at other times, he
said that he had changed his mind, that the work was too important not to do it, that he would make available all his
knowledge and abilities, that he would begin immediately but with the practical help of some colleagues (I recall that at
the same time he was heavily involved in the preparation of the cetaceans volume of Calderini’s Fauna d’Italia). He
finished by saying that with this proposal the ANMS had given him a huge gift allowing him to complete a lifetime of
research and museum studies. He was overcome with emotion and cried.
What a man! From that moment on he turned into a hyperactive but lucid young man, he made an outline of the whole
work, decided on its structure and contacted his collaborators. He decided to divide the work into two volumes of memoirs,
one dedicated to the collections of living cetaceans and one to those of fossil cetaceans, he identified the museums to be
involved in the project and the specialists to contact, he gave a structure to the individual contributions and he coauthored several articles.
Nonetheless the editorial task was difficult (the two volumes we have produced amount to over 500 pages). Coordinating
and checking on so many museums and so many authors was more difficult than expected and the time needed to finish
the job exceeded the time limit we had set.
Yet Luigi Cagnolaro never hesitated once; he continued to work hard, solving many problems, both scientific ones and
“diplomatic” ones. He re-read each article word for word but with great difficulty because by now, almost blind, he was
working with a hardware and software system that allowed him to read and write. To complicate matters even more he
suffered a very serious illness.
However, his enthusiasm never waned, even in the most difficult final moments. His only worry was the time remaining.
In the last period he often said: “Hurry, Vincenzo, let’s finish soon. I don’t have much time left.”
In fact, Luigi Cagnolaro passed away on 26 July 2014, with the last proofs fresh off the printing press.
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Luigi Cagnolaro
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MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 8-12
ISSN 1972-6848
Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali)
Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds)
I Cetacei e i musei Italiani: un grandioso
patrimonio zoologico tra ricerca scientifica
e valorizzazione storica
Cetaceans and Italian museums: scientific research
and historical valorization of a great zoological patrimony
Luigi Cagnolaro
Museo di Storia Naturale di Milano, corso Venezia, 55. I-20121 Milano.
Nicola Maio
Dipartimento di Biologia, Complesso Universitario di Monte S. Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II. Edificio 7,
via Cinthia, 21. I-80126 Napoli. E-mail: [email protected]
Vincenzo Vomero
Museo Civico di Zoologia, via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma. E-mail: [email protected]
Nell’ambito del grande sviluppo degli studi naturalistici e della conseguente rinascita dei musei e della presa
di coscienza sulla conservazione naturalistica che ha
avuto luogo nella seconda metà del secolo scorso, un
ruolo molto significativo ha visto protagonisti i
Cetacei che hanno motivato impegnative ricerche
scientifiche e valorizzazione museologica.
Gli studi nel settore hanno concretamente contribuito
a sviluppare in modo rilevante le raccolte zoologiche di
molti musei con un incremento delle collezioni cetologiche per i mari italiani che non aveva mai avuto analoghi precedenti. Di conseguenza si è realizzata una
specifica produzione di nuovi lavori di ricerca e catalografici, che hanno posto il nostro Paese in una posizione di grande rilievo anche in ambito internazionale.
Di ciò molto opportunamente l’ANMS (Associazione
Nazionale Musei Scientifici) si e fatta attiva interprete,
promuovendo la pubblicazione di questa Memoria
dedicata alla documentazione del vasto patrimonio di
collezioni dei cetacei esistenti nei musei italiani, al fine
di renderne edotta la comunità scientifica e promuoverne la più conveniente valorizzazione.
La memoria è suddivisa in due parti separate, la prima
dedicata alle raccolte dei cetacei attuali, e la seconda
a quelle dei cetacei fossili (a cura di G. Bianucci e V.
Vomero). Si è voluto espressamente porre in luce in
modo unitario il grande valore dell’intero patrimonio
museologico al riguardo, che fa dell’Italia una comunità scientifica di grande prestigio e potenzialità di sviluppo per la ricerca naturalistica. In quest’opera si è
cercato di porgere una visione unitaria della cetologia
italiana con una memoria omogenea seppur stesa in
due tomi, secondo criteri specialistici. In particolare
con la memoria dedicata ai cetacei fossili viene presentato per la prima volta l’intero patrimonio conservato
nei musei italiani, frutto di scoperte e raccolte che si
sono accumulate dal 1700 fino ai nostri giorni. L’Italia
rappresenta una delle aree a più elevata concentrazio-
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LUIGI CAGNOLARO - NICOLA MAIO - VINCENZO VOMERO
By motivating important scientific studies and
museological interventions, cetaceans played a
significant role in the development of naturalistic
research and the consequent revival of museums and
nature conservation awareness in the second half of the
20th century. Studies in this field have enhanced the
zoological collections of many museums, leading to an
unprecedented increase of the cetological collections
from Italian seas. This resulted in new research and
cataloguing works that have put Italy in a prominent
position internationally. The ANMS (Italian
Association of Scientific Museums) is promoting this
work through the publication of this “Memoria”
documenting the vast patrimony of cetacean collections
in Italian museums. The aim is to make the scientific
community aware of this material and to promote its
most effective exploitation.
The “Memoria” is divided into two separate parts, the
first devoted to the collections of extant cetaceans and
the second to those of fossil cetaceans (edited by G.
Bianucci and V. Vomero). The intention is to highlight
the great value of the entire museological patrimony of
cetacean specimens which renders Italy a scientific
community of great prestige and potential for the
development of naturalistic research. In this work we
have tried to convey a unified vision of Italian
cetology with a consistent memoir written in two parts
according to specialist criteria. The part dedicated to
fossil cetaceans represents the first presentation of the
entire patrimony conserved in Italian museums, the
result of discoveries and collections from the 18th
century to the present day. Italy has one of the highest
concentrations of fossil cetaceans in the world and the
part dealing with them provides important information
for palaeontologists and all those interested in the
evolutionary history of cetaceans.
A work of this magnitude is unparalleled in the rest of
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ne di cetacei fossili al mondo e la memoria dedicata ai
cetacei fossili fornirà pertanto un aiuto importante per
i paleontologi e per tutti quelli che sono interessati
alla storia evolutiva dei cetacei.
Un’opera di tale portata non ha pari nel resto del
mondo. Uno specifico precedente storico risale a
Pierre-Joseph van Beneden (Mechelen, 19 dicembre
1809 - Leuven, 8 gennaio 1894), zoologo e paleontologo belga, oggi giustamente considerato il padre della
cetologia moderna (fig. 1), il quale realizzò, nel 1868,
un primo catalogo dei reperti osteologici di Cetacei
fossili e attuali dei più importanti musei del mondo, nel
quale incluse anche alcuni musei italiani come
Bologna, Firenze, Pisa, Trieste e Torino (van Beneden,
1868). Riferimenti a reperti cetologici dei musei italiani sono poi ripresi nelle sue due più note monografie
dedicate all’osteologia dei Cetacei attuali e fossili, realizzata in collaborazione con il famoso zoologo francese Paul Gervais (1816–1879) e alla storia naturale
dei Cetacei europei (van Beneden & Gervais, 1880;
van Beneden, 1889). In Italia il primo vasto analogo
contributo risale a Corrado Parona (Corteolona,
Pavia, 1848 - Genova, 1922), zoologo e anatomocomparato che insegnò nell’Università di Cagliari e in
quella di Genova, che pubblicò due repertori degli
spiaggiamenti storici dei grandi Cetacei (Misticeti e
capodogli) sulle nostre coste con riferimenti ai reperti
conservati nei musei (Parona, 1897, 1909). In precedenza riferimenti a reperti museali italiani sono citati
anche dagli studiosi italiani, Emilio Cornalia (18241882) nella “Fauna d’Italia“ (1872) ed Enrico Hillyer
Giglioli (1845-1909) nel suo “Elenco” (1880) e dallo
zoologo tedesco Julius Victor Carus (1823-1903), nel
secondo volume della sua opera “Prodromus faunae
mediterraneae” (1893). Più di recente trattazioni dedicate ai cetacei che comprendevano anche studi supportati dai reperti museali sono stati realizzati da Enrico
Tortonese (1963), e più ampiamente da Augusto Toschi
nella prima edizione della Fauna d’Italia sui Mammiferi
(1965), e dal francese Marcel Paulus (1966).
Riguardo alla raccolta storica di reperti museali merita
particolare menzione l’attività svolta da Sebastiano
Richiardi (1834-1904), prima all’Università di Bologna
e poi a quella di Pisa, dove sviluppò un programma
sistematico di acquisizione di scheletri da varie parti
del mondo creando la più grande raccolta cetologica
italiana per numero di specie e diversità tassonomica
oggi conservata nella Certosa di Calci (Braschi et al.,
2007). Svolsero ruoli significativi per l’incremento delle
collezioni dei musei romani anche Antonio Carruccio
(1839-1923) e Giuseppe Tamino (1910-2004).
Nel solco di questa ricca eredità plurisecolare di studi
del settore la vivace stagione degli ultimi decenni, di
cui siamo stati in gran parte protagonisti, ha promosso
nuove forme di coordinamento per la ricerca scientifica, quali il Centro Studi Cetacei della Società Italiana
di Scienze Naturali, finalizzate al recupero e alla raccolta dei Cetacei spiaggiati con la pubblicazione dei
the world. A specific historical precedent is provided by
Pierre-Joseph van Beneden (Mechelen, 19 December
1809 - Leuven, 8 January 1894), a Belgian zoologist
and palaeontologist now rightly considered the father
of modern cetology (fig. 1). In 1868 he created the first
catalogue of fossil and living cetaceans in the world’s
most important museums, which also included Italian
museums such as those of Bologna, Florence, Pisa,
Trieste and Turin (van Beneden, 1868). References to
cetological specimens in Italian museums later
appeared in his two most famous monographs, the first
on the osteology of living and fossil cetaceans written
in collaboration with the famous French zoologist
Paul Gervais (1816-1879) and the second on the
natural history of European cetaceans (van Beneden &
Gervais, 1880; van Beneden, 1889). In Italy, the first
large contribution was by Corrado Parona
(Corteolona, Pavia, 1848 - Genoa, 1922), a
zoologist and comparative anatomist who taught at
the universities of Cagliari and Genoa. He published
two inventories of historical strandings of large
cetaceans (baleen whales and sperm whales) on Italian
shores, with references to specimens housed in museums
(Parona, 1897, 1909). Earlier references to Italian
museum specimens were made by the Italian scholars
Emilio Cornalia (1824-1882) in “Fauna d’Italia”
(1872) and Enrico Hillyer Giglioli (1845-1909) in
his “Elenco” (1880) and by the German zoologist
Julius Victor Carus (1823-1903) in the second
volume of his “Prodromus Faunae mediterraneae”
(1893). More recent treatises on cetaceans that
included studies based on museum specimens were by
Enrico Tortonese (1963), more broadly by Augusto
Toschi in the first edition of “Fauna d’Italia:
Mammalia” (1965), and by the French Marcel
Paulus (1966).
With regard to the historical collection of museum
specimens, particular mention must be given to the
work of Sebastiano Richiardi (1834-1904), first at
the University of Bologna and then at that of Pisa,
where he began the systematic acquisition of skeletons
from various parts of the world, creating the largest
Italian cetological collection in terms of number of
species and taxonomic diversity, now housed in the
Certosa di Calci (Braschi et al., 2007). Antonio
Carruccio (1839-1923) and Giuseppe Tamino
(1910-2004) played an important part in increasing
the collections of Roman museums.
Following this rich centuries-old heritage of cetological
studies, the intense work in the last few decades (in
which we have been active participants) has promoted
new forms of coordination for scientific research, e.g.
the Centre for Cetacean Studies of the Italian Society
of Natural Sciences. The aims are the recovery and
collection of stranded cetaceans with the publication of
annual reports, as well as studies on the biology of
cetaceans and their role in the promotion of the
protection of marine ecosystems, the latter aims pursued
I CETACEI E I MUSEI ITALIANI
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rendiconti annuali e agli studi sulla biologia dei cetacei
e sul loro ruolo nell’ambito della promozione della
tutela degli ecosistemi marini, queste ultime finalità
perseguite in modo specifico anche dall’Istituto Tethys.
Nell’ambito di questi studi è stato realizzato il primo
consuntivo sistematico delle raccolte di cetacei dei
musei italiani (Cagnolaro, 1996), notevolmente
ampliato e aggiornato da Cagnolaro et al. (2012).
Negli ultimi anni sono stati condotti studi anche da
Notarbartolo di Sciara et al. (2003), Reeves e
Notarbartolo Di Sciara G. (2006) e Bearzi et al. (2011).
Attualmente è in stampa la nuova edizione del volume dei Cetacei della Fauna D’Italia (Cagnolaro et al.,
in stampa) che costituisce una trattazione molto
approfondita sull’intera cetofauna italiana e mediterranea in genere.
Va rilevato come nella loro imponenza e tipicità di
strutture anatomiche i Cetacei costituiscano un materiale impareggiabile per la documentazione delle trasformazioni evolutive nel corso della loro lunghissima
storia da mammiferi terrestri a perfetti dominatori dei
mari. Per questo motivo didatticamente le sale espositive con Cetacei sono di maggior attrattiva per il pubblico e di elevato impatto emotivo (sono considerati
“animali totem” in gergo museologico), e possono fungere da prestigioso materiale documentario sia per la
ricerca sia per la didattica. Ne consegue una corposa
storia sui loro studi, sui recuperi dei loro reperti, con
una vivace aneddotica, che ha sempre rappresentato
motivo di vasto interesse a tutti i livelli e di coinvolgimento emotivo del pubblico. Di tutto ciò la presente
memoria risulta fedele interprete attraverso una accuratissima analisi di tutte le raccolte museali italiane. In
questa monografia, rispetto alle due precedenti rassegne, per la prima volta vengono anche elencati i reperti anatomici non osteologici fissati in liquido e preparati a secco.
Grazie alla vincolante partecipazione dei curatori dei
musei interessati, sono prese in esame e dettagliatamente documentate storia e consistenza patrimoniale
di 72 raccolte non solo dei grandi musei, ma, per la
prima volta, anche di altre istituzioni analoghe minori,
purché pubbliche.
L’opera mette in luce inediti profili storici di grandi,
medi e piccoli musei che erano ancora in parte sconosciuti se non agli studiosi dei rispettivi istituti. A questo merito di documentazione la Memoria coniuga una
più estesa documentazione biografica su tanti zoologi
che hanno operato nelle sedi descritte. Inoltre ai profili umani si abbinano anche nuove documentazioni
sulla storia delle strutture dei musei medesimi, sul travaglio della loro formazione e sulle loro fortune. La
Memoria, infatti, espone in ordine regionale da nord a
sud ed alle isole una completa documentazione catalografica di tutte le raccolte di cetacei attuali che c’è stato
dato di individuare. Solo in pochi casi si sono raccolti
dati su enti scolastici e analoghi, che possiedono dei
reperti di cetacei, anche se di più limitata importanza.
10
LUIGI CAGNOLARO - NICOLA MAIO - VINCENZO VOMERO
specifically by the Tethys Institute. These studies led to
the first systematic inventory of the cetacean
collections of Italian museums (Cagnolaro, 1996),
greatly expanded and updated by Cagnolaro et al.
(2012). In recent years, studies have also been
conducted by Notarbartolo di Sciara et al. (2003),
Reeves and Notarbartolo di Sciara (2006), and
Bearzi et al. (2011). The new edition of the volume on
cetaceans of “Fauna d’Italia” (Cagnolaro et al., in
press) constitutes a very thorough analysis of the entire
Italian and Mediterranean cetacean fauna.
Because of their size and typical anatomical structures
the cetaceans provide incomparable material for
documentation of the evolutionary transformations
during the course of their long history from land
mammals to perfect masters of the seas. For this reason,
the exhibition halls housing cetaceans are the most
attractive ones to the public and have a high emotional
impact (in museological jargon, cetaceans are
considered “totem animals”). These specimens can also
function as prestigious documentary material for both
research and teaching.
Consequently there is an extensive history of studies on
cetaceans and of the recoveries of their remains, with a
lively collection of anecdotes that have fuelled the
widespread interest at all levels and the emotional
involvement of the public. This memoir provides a
faithful account of this through a careful analysis of
all the Italian museum collections. Unlike the previous
two inventories, it also lists non-osteological
anatomical specimens fixed in liquid and dry
preparations.
Thanks to the participation of the curators of the
concerned museums, the volume examines and
documents in detail the history and makeup of 72
collections, not only of large museums but, for the first
time, also of smaller public institutions. The work
includes historical profiles of large, medium and small
museums that were largely unknown except to the
researchers of the respective institutions. The
“Memoria” combines this important documentation
with a more extensive biographical account of many
zoologists who have worked in the described museums.
In addition to the human profiles there is new
information on the history of the museums, the
difficulties in their establishment and their fates. Indeed
the volume presents in regional order (from north to
south and the islands) a complete catalogue of all the
collections of extant cetaceans identified thus far. Only
in a few cases have data been collected on educational
institutions that possess cetacean specimens, albeit of
lesser importance. The work also makes an important
contribution to the history of many museums through
documentation of the zoological research resulting from
the often poorly known efforts of the many scholars
who participated in the origin and development of the
relative institutions. This aspect seems worthy of
particular emphasis, with the due recognition of many
PAG 8-12_Prefazione_Cagnolaro_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 16.46 Pagina 11
Il lavoro svolto ha realizzato pure un importante contributo per la storia di molti musei attraverso la documentazione delle ricerche zoologiche, con un apporto
spesso inedito, del grande impegno di molti studiosi
che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dei
relativi istituti. Questo aspetto ci pare degno di particolare sottolineatura, con il giusto riconoscimento di
molti naturalisti, i cui meriti non sempre sono stati adeguatamente apprezzati.
Nel suo complesso la memoria offre una grande panoramica anche in ambito geografico con una rilevante
presenza di raccolte spesso poco o per nulla note agli
studiosi. In particolare si è cercato, attraverso uno standard di trattazione il più esauriente possibile, di valorizzare realtà museali anche di entità minore, con una sorprendente scoperta di un patrimonio cetologico molto
interessante quale quello meglio posto in luce in Puglia,
in Sicilia e in Sardegna.
La ricca documentazione è certamente idonea a fornire agli studiosi adeguati riferimenti per sviluppare ogni
eventuale indagine, nella prospettiva delle tecniche
sempre più affinate, grazie anche alla vastissima bibliografia citata nella nostra opera, che trova in questo
contesto una sintesi sinora inedita.
Un altro pregio dell’opera può essere rappresentato
dalla accurata selezione iconografica che riguarda in
primo luogo gli esemplari di volta in volta selezionati
per il loro significato e, inoltre gli edifici e gli spazi
espositivi, infine, si è cercato di riportare una abbondante ritrattistica tratta dalle biografie dei più qualificati zoologi che si sono occupati del settore cetacei.
Fig. 1. Ritratto di Van Beneden (riportato in,
Hamoir, 2002). Portrait of Van Beneden (included in: Hamoir, 2002).
naturalists whose merits have not always been
adequately appreciated.
The memoir also provides a broad geographical
overview, with a significant presence of collections that
were poorly known (or even unknown) by researchers.
In particular, an attempt was made to apply the most
comprehensive standard possible to valorize even the
smallest museums, with the surprising discovery of
very interesting cetological collections such as those in
Puglia, Sicily and Sardinia.
The rich documentation can certainly provide
researchers with adequate references to plan new studies
using increasingly refined research techniques. Indeed,
the vast bibliography cited in the volume constitutes an
unprecedented synthesis of the literature in this field.
Another merit of the work is the careful selection of
images, primarily concerning the most important
specimens but also buildings and exhibition spaces. In
addition, we have tried to include many portraits taken
from the biographies of the most important zoologists
who have studied cetaceans.
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MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 363-374
ISSN 1972-6848
Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali)
Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds)
Catalogo dei cetacei attuali del Museo Civico
e del Museo del Mare di Gallipoli (Lecce)
Giorgio Cataldini
Museo del Mare, via Sant’Angelo. I-73014 Gallipoli (LE). E-mail: [email protected]
RIASSUNTO
Si vuole offrire un quadro completo della Collezione di Cetacei presenti nel Museo Civico e Museo del Mare di
Gallipoli (LE). In particolare sono degni di nota gli scheletri di specie come Balenottera comune (Balaenoptera
physalus), pescata dalla tonnara gallipolina nel 1894 e le vertebre di Capodoglio (Physeter macrocephalus) di cui si è
potuto ragionevolmente accreditare la provenienza (1887), Delfino comune (Delphinus delphis) e Tursiope (Tursiops
truncatus) anche questi risalenti alla seconda metà del XIX sec. In tempi recenti (dal 1997 al 2012), la collezione
si è arricchita di altre specie come Zifio (Ziphius cavirostris), due esemplari spiaggiati nel 2002 e Grampo (Grampus
griseus), tre esemplari di cui un feto quasi a termine, partorito prematuramente. Completano la collezione tre
esemplari di Stenella striata (Stenella coeruleoalba).
Il presente catalogo è stato redatto grazie ad un lavoro iniziato nel 1987 e concluso dopo diversi anni. In un
primo tempo tale impegno è stato rivolto alla valorizzazione delle raccolte ottocentesche del Museo Civico (fondato nel 1879 da Emanuele Barba) per cui si è resa necessaria una ricerca sulle fonti storiche d’archivio per conoscere la storia delle collezioni. Inoltre sono stati effettuati interventi di recupero, riordino e restauro dei reperti
osteologici.
In un secondo momento l’impegno più significativo è stato indirizzato verso l’arricchimento della collezione
cetologica. Questo obiettivo si è concretizzato nel 2007 con l’istituzione del Museo del Mare che ospita collezioni naturalistiche di provenienza locale tra cui hanno grossa rilevanza proprio i reperti di cetacei spiaggiati nel
Salento dal 1998 ad oggi.
Parole chiave:
Cetacei, collezioni osteologiche, Museo Civico-Museo del Mare (Gallipoli, Puglia, Italia).
ABSTRACT
The Catalogue of Cetaceans present in the Civic Museum and in the Museum of the Sea of Gallipoli (Apulia, Italy).
The Civic Museum, founded by Emanuele Barba in 1879, and the Museum of the Sea (2007) have got the most
important collection of Cetaceans in Apulia. The specimens are very interesting from a historical point of view. The
skeleton of a Fin Whale (Balaenopetera physalus), caught in tunny-fishing nets in 1894 and the vertebrae of a
Sperm Wahle (Physeter macrocephalus) dating back to 1887, are particularly noteworthy. A Short-beacked Common
Dolphin (Delphinus delphis) and a Common Bottlenose Dolphin (Tursiops truncatus) also date back to the second
half of the 19th century. Since 1998 the collection has grown richer with species come ashore in Salento, such as Cuvier’s
beaked whale (Ziphius cavirostris), and Risso’s dolphin (Grampus griseus). Three other species of Striped dolphin
(Stenella coeruleoalba) are added to the collection. The 19th century collection of the Civic Museum have been put to
better account by an archive research on historical sources in order to know their history. The osteological collection
have also been restored and rearranged. This catalogue has been compiled thanks to researches started in 1987 and
finished after several years.
Key words:
Cetaceans, osteological collections, Civic Museum-Museum of the Sea (Gallipoli, Apulia, Italy).
INTRODUZIONE
Il Museo Civico e il Museo del Mare di Gallipoli, nella
loro unitarietà, in quanto afferenti allo stesso Ente
Civico, possiedono una Collezione di Cetacei interessante dal punto di vista storico ed attuale ed è tra le
più interessanti della Puglia (Cagnolaro et al., 2012).
Essa consta di 16 esemplari appartenenti a 7 generi e
7 specie comprendenti sia scheletri interi che reperti
parziali, tutti di provenienza locale.
Il nucleo storico della collezione, da sempre ospitata
nel Museo Civico, è costituito da scheletri parziali di
Balenottera comune, Tursiope e Delfino comune, e da
reperti di cranio di Stenella striata, vertebre di
Balenottera comune e Capodoglio. Dallo studio delle
CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI
363
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poche fonti d’archivio e documenti storici consultati,
non sempre facilmente reperibili, si è potuto far risalire la loro origine alla seconda metà del XIX secolo.
Nel 2007 è stato istituito il Museo del Mare con l’intento di ospitare i Cetacei spiaggiati lungo le coste del
Salento a partire dal 1998. In particolare la collezione
di Cetacei si è arricchita di due esemplari di Zifio, tre
esemplari di Grampo, tre esemplari di Stenella e un
esemplare di Tursiope.
Il presente lavoro ha lo scopo di elaborare un catalogo che raccolga i risultati delle indagini storiche compiute sui reperti ottocenteschi e, inoltre, dia un quadro
complessivo dello studio osteometrico dei materiali
cetologici della Collezione evidenziandone, anche, la
consistenza quantitativa e la composizione sistematica.
MATERIALI E METODI
Il presente catalogo è il risultato di un lavoro svolto a
fasi alterne che è iniziato nel 1987 ed è stato portato
a termine dopo diversi anni. L’obiettivo originario era
quello della valorizzazione delle raccolte ottocentesche del Museo Civico tra cui quella dei cetacei si presentava come la più rappresentativa ma anche bisognosa di più immediati interventi. In un primo tempo
si è reso necessario svolgere uno studio ricognitivo sui
reperti cetologici finalizzato alla valutazione dell’effettivo stato di conservazione delle singole specie e
alla redazione di un progetto complessivo di recupero
e restauro. Parallelamente è stata condotta una ricerca
documentaria sulle fonti storiche d’archivio, concernenti l’acquisizione dei materiali con notizie originali
sulla storia della formazione della collezione.
Il lavoro si è svolto, quindi, sotto due profili: storicodocumentario e cetologico. Il primo è stato rivolto
essenzialmente ai reperti ottocenteschi del Museo
Civico al fine di delinearne la provenienza, le eventuali operazioni di recupero effettuate e i criteri di esposizione al momento della conservazione.
Lo studio di indagine storica si è sviluppato su fonti
bibliografiche e d’archivio. Sono stati esaminati elenchi manoscritti redatti in forme varie, editi ed inediti,
riferiti anche a singoli esemplari, lettere, atti amministrativi (delibere comunali, relazioni). In particolare i
documenti reperiti fanno parte dell’Archivio
Comunale di Gallipoli (ACG), dell’Albo dei Donatori
(AD) e dell’Inventario (IN) del 1962 del Museo Civico
di Gallipoli; sono stati trovati articoli anche presso la
Biblioteca delle Donne di Bologna e la Biblioteca
Comunale Centrale “Palazzo Sormani” di Milano.
Dal punto di vista cetologico si è proceduto all’esame
dello stato di completezza dei reperti osteologici. A
tal fine si è proceduto al confronto con esemplari delle
stesse specie presenti in alcuni musei scientifici italiani (Cagnolaro, 1977). Sono stati condotti dettagliati
rilevamenti di tutte le componenti anatomiche, con
ripetute fasi di esame e misurazioni osteometriche, sia
sugli esemplari storici, sui quali, al momento del recu-
364
GIORGIO CATALDINI
pero, non era mai stata compiuta alcuna indagine
scientifica, sia su quelli acquisiti negli anni recenti. I
dati così ottenuti hanno permesso l’identificazione di
tutte le ossa e la loro precisa topografia scheletrica.
Ciò ha permesso di individuare reperti osteologici
estranei a determinate specie e ne ha garantito una
esatta risistemazione in fase di montaggio.
Su alcuni scheletri che si presentavano in condizioni
critiche di precarietà sono stati effettuati immediati
interventi di restauro grazie, anche, al patrocinio e
interessamento di Enti, Associazioni locali e singole
persone, sia pure in forma occasionale; perciò ogni
specifico intervento ha richiesto tempi abbastanza
lunghi.
Per ogni esemplare è stata redatta una scheda di rilevamento con una serie di misure riguardanti i diversi
settori anatomici dello scheletro. Solo per le specie
spiaggiate dal 1996 in poi sono state redatte anche
schede standard di rinvenimento riportanti i dati
generali e schede biometriche (Cagnolaro et al.,
1983).
Il lavoro di recupero, sgrassamento e preparazione
osteologica degli animali spiaggiati negli anni recenti
e il lavoro di pulitura del materiale osseo degli scheletri ottocenteschi è stato essenziale per permettere
dapprima un approfondito studio delle componenti
scheletriche e, successivamente, un accurato assemblaggio e montaggio degli scheletri delle varie specie.
Per quanto riguarda lo studio osteologico si è fatto
riferimento a Van Beneden & Gervais (1880), Omura
et al. (1962), Paulus (1962), Cagnolaro (1965, 1977),
Cagnolaro et al. (1983), Rommel (1990), Nicolosi et
al. (1994, 1996), Braschi et al. (2007).
PROFILO STORICO DELLE ISTITUZIONI
MUSEO CIVICO - MUSEO DEL MARE
Il Museo Civico di Gallipoli fu fondato nel 1879 per
ospitare le collezioni naturalistiche e di reperti
archeo-zoologici donati al Comune dal medico, letterato e naturalista Emanuele Barba (fig. 1) che ne fu
anche il primo Direttore (Fiorito, 1888; Ernesto Barba,
1899; per una bibliografia completa v. AA.VV., 1888).
Dalla sua nascita il Museo Civico ha subito alterne
vicende che talvolta hanno avuto ripercussioni negative sulle collezioni scientifiche.
La struttura museale fu allocata in alcune sale al primo
piano del Seminario, concesse in comodato per sei
anni dal Vescovo. Questi locali ospitavano anche il
Liceo Ginnasio e la Scuola Tecnica, insieme alla
Biblioteca Comunale, fondata nel 1823. L’inaugurazione del Museo avvenne il 16 marzo 1879 ed in quell’occasione fu istituito anche l’Osservatorio di Meteorologia dei Proff. Rocco Mazzarella, Felice Leopizzi e Luigi Frezza. Veniva a costituirsi, in tal modo,
un vero e proprio centro culturale di comoda fruizione, soprattutto per gli studenti. L’importanza di questo
evento è fortemente evidenziato dal fatto che vi furo-
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 365
Fig. 1. Emanuele Barba (foto G. Cataldini).
no grandi festeggiamenti che coinvolsero l’intera cittadinanza. Di questo avvenimento resta la testimonianza di un opuscolo dal titolo “Festa Civica” oltre a
molti articoli di stampa da cui emerge un forte senso
di appartenenza alla propria terra e alla storia collettiva estrinsecata per l’occasione intorno al MuseoBiblioteca (Consiglio, 1879).
Questo sentimento si manifestò con forza ed efficacia
dopo pochi anni quando si paventò la possibilità di
trasferire il Museo in altra sede.
Durante il discorso di apertura, il prof. E. Barba, “per
concorso di titoli nominato dal Municipio Bibliotecario a vita” (fino al 1887, anno della sua morte)
traccia le linee di sviluppo delle due istituzioni, Museo
e Biblioteca le cui alterne vicende da quel momento si
intrecceranno per sempre.
“Se vi è giorno di mia vita, nel quale fossi andato altero di esser nato in questa piccola ma ridente cittaduccia, egli è questo, o gentili; perché oggi in ciascuno di
voi veggo un rappresentante della civiltà del nostro
tempo, perché tutti qui adunati a celebrare l’inaugurazione di un Tempietto della Scienza, la quale fu, è e
sarà l’unica dominatrice del mondo...” e più oltre indicava la vera e fondamentale funzione del Museo-Biblioteca: “…potrete scegliere a seconda i vostri bisogni
intellettuali, perchè là è una farmacia morale, che alla
varietà dei morbi corrisponde la varietà de’ farmaci”.
I cittadini numerosi visitarono con interesse e curio-
sità le sale di quell’istituzione che doveva essere, come
diceva Barba, il loro “Panteon municipale” (Barba,
1879).
Se da un lato il Direttore G. Consiglio testimonia la
cura e la scientificità con cui vengono raccolti e conservati i reperti, raccolti in oltre trent’anni di ricerche
(Fiorito, 1888), dal Prof. Barba, a raccontare la consistenza del Museo é Linda Maddalozzo (1879), giornalista e scrittrice di Bologna.
“Io non vi parlerò, mie buone lettrici, né di anemoscopi, né di termografi, di anemometri o d’ozonometri, di
barometri e psicrometri a ventilatore, […] ma alcun
che piuttosto vo’ dirvi del gabinetto di storia naturale.
[…] I tre regni della natura hanno quivi numerosi loro
rappresentanti. Accanto allo scheletro immane della
balena, al formidabile del pesce cane e al muso prolungato e tagliente siccome lama, del pesce spada, si
trovano tutte specie di molluschi de’ quali va ricco il
mar Ionio; dagli acefali agli pteropodi; di ogni sorta
polipi, dalla spugna al corallo, dai ricci di mare alle
stelle sue. Vicino ai fiori, che drizzano il loro stelo
nell’ambiente leggiero dell’aria e sotto il raggio del
sole, posano l’erbe che rendono bello il fondo delle
scogliere, che recingono la vaga Gallipoli. Là coi fiori
gli uccelli e con gli uccelli e coi fiori, farfalle svariate
dalle ali di rubino e di perle e che non temono più la
lingua del poco discosto africano camaleonte. Anche i
cheloni vi sono, e accanto al camaleonte, vedesi la tartaruga, immagine della lentezza”.
Trascorsi i sei anni di comodato previsti, il nuovo
Vescovo Garfagnini con tenace intransigenza e “con
inquità d’animo indegna dei cosidetti ministri di Dio”
si rifiutò di rinnovare la concessione intimando la
restituzione dei locali del Seminario. Il 16 agosto 1885
scoppiò una vera e propria sollevazione popolare, con
in testa il Sindaco e tutto il Consiglio Comunale, che
al grido di “viva la Scienza, viva la civiltà” cercò di
sfondare il portone del Vescovado, ma la forza pubblica lo impedì. Così il Vescovo, dopo due ore di patteggiamenti coi dimostranti, si vide costretto a rinnovare
la concessione per altri dieci anni senza obbligo di
corrispettivo (v. fonti documentarie 1, 2).
Nel 1896, alla scadenza del comodato (v. fonti documentarie 3, 4) tutti i reperti furono rimossi e accatastati in una stanza del Seminario a disposizione del
Comune. Il deposito rimase chiuso per due anni durante i quali andarono perduti molti reperti scientifici:
“Un vero massacro scientifico e letterario!...”(Ernesto
Barba, 1899).
Il 14 marzo 1899 fu riaperto al pubblico il MuseoBiblioteca nella sede attuale appositamente costruita
con il ricavo (8000 lire) della vendita del Monastero di
Santa Teresa (v. fonti documentarie 5). Il lavoro di trasporto, riordino dei reperti e l’allestimento, iniziato
nel 1898, fu affidato all’Avv. Ernesto Barba, figlio di
Emanuele, nominato Direttore ad honorem per un
anno (v. fonti documentarie 6).
La relazione del 1904 del Bibliotecario Luigi Consiglio
CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI
365
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 366
Fig. 2. Scheletri di Grampo rispettivamente dell’individuo prematuro, spiaggiato a Torre S. Giovanni nel 2007
(in secondo piano) e dell’adulto (♀) spiaggiatosi a Gallipoli nel 2008 (foto G. Cataldini).
(v. fonti documentarie 7) fornisce un’idea della disposizione, con la Biblioteca al pianoterra e il Museo al primo
piano, e questa organizzazione delle due strutture rimane invariata fino alla fine degli anni ’50.
Negli anni che seguirono la riapertura ufficiale al pubblico, il Museo-Biblioteca visse periodi alterni di attività e di interesse, andando incontro nella prima metà
del ‘900 ad un lento ma inesorabile declino, testimoniato da venti anni di completo abbandono e dieci di
chiusura al pubblico fino al 1962, quando, su iniziativa del sindaco Zacà, si restaurò l’edificio e si cercò di
dare ordine ai reperti museali sotto la direzione dell’allora segretario comunale G. Del Pozzo (Colopi,
1995). Il Museo fu nuovamente riaperto al pubblico
nel 1965, come ricorda una lapide murata sulla porta
d’ingresso ma i lavori, pur se eseguiti con dedizione ed
entusiasmo, non furono condotti secondo criteri
scientifici e risultarono superficiali se non, in alcuni
casi, dannosi. Di quel riordino comunque rimane una
descrizione del museo redatta dallo stesso Del Pozzo
(1965). Sul finire degli anni ’80 fu redatto un primo
elenco sistematico dei reperti naturalistici del Museo
(Cataldini, 1989), successivamente aggiornato. Infatti
nell’ottobre del 2001 viene redatto il Catalogo
Generale del Museo Civico, su incarico del Comune
di Gallipoli (prot. n. 12985 del 28/5/98 rep. n. 2079),
all’interno del Progetto “Attivazione dei processi
cognitivi del Patrimonio Museale”, con le seguenti
specifiche: “Verifica degli inventari esistenti del patrimonio museale, ricognizione storica delle collezioni
museali antiche e loro selezione, completamento delle
inventariazioni esistenti e trasferimento su supporto
informatico, schedatura dei reperti appartenenti alle
Collezioni Malacologica, Talassologica, Zoologica,
Entomologica e alla raccolta costituente l’Erbario ”
(Cataldini, 2001, lavoro non pubblicato).
366
GIORGIO CATALDINI
Solo dalla metà dagli anni ‘90 in poi il Museo Civico
è stato oggetto di concreta attenzione. In occasione
del Convegno ANMS tenutosi a Lecce, dopo una visita al Museo-Biblioteca il 27 settembre 1993, i soci
approvarono una mozione a sostegno di iniziative di
conservazione e ristrutturazione della stessa struttura
museale e delle sue collezioni (Anonimo, 1995). Negli
anni successivi sono stati effettuati restauri conservativi, riordini e recupero di alcune collezioni (v. fonti
documentarie 8, 9, 10) e grazie ad un serio interessamento dell’Amministrazione comunale è ormai regolarmente aperto e fruibile per tutto l’arco dell’anno.
Nel 2007 è stato istituito il Museo del Mare in un’ala
di Palazzo Rocci, sede del Municipio, per ospitare
soprattutto reperti di cetacei spiaggiati nel Salento dal
1998 ad oggi. (v. fonti documentarie 11). Ciò è stato
possibile grazie anche all’attiva collaborazione con il
Centro Studi Cetacei che ha organizzato, sin dal
1986, una vasta rete di segnalazioni e interventi per il
monitoraggio degli esemplari spiaggiati lungo le coste
italiane ed il loro recupero a fini di ricerca e per i
musei (Borri et al., 1997). Tale attività di ricerca è continuata, dal 2006, nell’ambito della Banca Dati
Spiaggiamenti del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Università di Pavia e con il Museo
Civico di Storia Naturale di Milano. Fondamentale è
risultata, inoltre, la collaborazione con studiosi di
Musei italiani operanti nel settore.
CATALOGO DEI REPERTI CETOLOGICI
Il catalogo riporta per ogni esemplare, elencato in
ordine tassonomico, una serie di dati identificativi:
numero di inventario, nome scientifico, nome italiano
e nome inglese, tipologia di conservazione e collocazione, dati osteometrici essenziali, sesso, evento, loca-
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lità e data di provenienza, note e fonti bibliografiche.
In generale si adottano le seguenti sigle: LT: lunghezza totale dello scheletro montato; LTC: lunghezza
totale dell’esemplare in carne al recupero; LCB: lunghezza condilo-basale; S.i.: senza informazioni; BDS:
Banca Dati Spiaggiamenti (Monitoraggio degli spiaggiamenti di cetacei sulle coste italiane); C.S.C.:
Centro Studi Cetacei.
Ordine Cetacea Brisson, 1762
Sottordine Mysticeti Flower, 1864
Famiglia Balaenopteridae Gray, 1864
Balaenoptera Lacépède, 1804
Balaenoptera physalus (Linnaeus, 1758) (= Balaena boops
Linnaeus 1758)
Balenottera comune
Fin Whale
• Inv. 3464
Scheletro parziale con cranio, posizionato in assetto
anatomico. Completo di fanoni (n. 306, non montati)
(L.C.B. 277,5). Gallipoli (LE) 20 settembre 1894,
pescato dalla Tonnara di Gallipoli (Parona 1897, 1909;
Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7); Bello, 1990;
Cagnolaro, 1996) (v. nota storica). Preparazione osteologica e restauro conservativo: G. Cataldini.
Conservato presso il Museo Civico.
• Inv. CET/11
Otto vertebre (4 cervicali e 4 dorsali) (tab. 1). Trattasi
di individuo adulto. S.i., probabilmente spiaggiatosi
nel dintorni di Gallipoli prima del 1879. (L.
Maddalozzo, 1879; Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7) (v. nota storica). Conservato presso il
Museo del Mare.
• Inv. CET/01
Vertebra lombare (Largh. Max. 78 cm Lungh. Max.
16,5 cm Alt. Max. 55,5 cm). Gallipoli (LE), marzo
1988. G. Bianco e E. Barba Legit. Conservato presso il
Museo del Mare.
Sottordine Odontoceti Flower, 1867
Famiglia Delphinidae Gray, 1821
Delphinus Linnaeus, 1758
Delphinus delphis Linnaeus, 1758
Delfino comune
Short-beacked Common Dolphin
• Inv. 3461
Scheletro parziale con cranio, montato in vetrina (L.T.
1,80 m; L.C.B. 42,5 cm). Gallipoli (LE) ?, seconda metà
XIX sec. (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7);
Bello, 1990). Conservato presso il Museo Civico.
Grampus Gray, 1828
Grampus griseus (G. Cuvier, 1812)
Grampo
Risso’s Dolphin
• Inv. CET/07
Scheletro completo, esposto parzialmente disarticolato (L.T.C.1,34 m; L. T. rachide 90,5 cm; LCB 28,5 cm).
♀. Spiaggiato vivo e deceduto subito dopo a Torre S.
Giovanni, comune di Ugento (LE), 29 agosto 2007.
(BDS: ID 10880). Preparazione osteologica e montaggio scheletro: G. Cataldini. Si tratta di un feto quasi a
termine nato in seguito a parto prematuro, con incompleta ossificazione delle vertebre e della gabbia toracica. Al momento dello spiaggiamento era evidente
un’alterazione muscolare a livello codale. Conservato
presso il Museo del Mare (fig. 2).
• Inv. CET/08
Scheletro completo montato in vetrina (L.T. C. 3,05
m; L.T. 2,805 m; LCB 50,5 cm).
♀. Spiaggiato vivo sulla scogliera e deceduto subito
dopo il ricovero in darsena. Gallipoli (LE), 28 marzo
2008. (BDS: ID 11017). Preparazione e montaggio
scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo
del Mare (fig. 2).
• Inv. CET/10
Scheletro completo montato in vetrina (L.T. C. 2,49
m; LCB 49,5 cm).
♂. Spiaggiato a Torre Chianca, comune di Lecce (LE)
il 29 febbraio 2012. (BDS: ID 11546). Preparazione
osteologica e montaggio scheletro: G. Cataldini.
Conservato presso il Museo del Mare.
Stenella Gray, 1866
Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833)
Stenella striata
Striped Dolphin
• Inv. 3449
Cranio senza mandibola e senza denti. (L.C.B. 41 cm)
S.i. Conservato presso il Museo Civico.
N
N2
Tipo
LUCOV
LACOV
ALCOV
ALCAN
LACAN
3
3
C
6.3
33.0
20.0
//
17.0
4
4
C
6.7
30.5
20.5
//
17.1
6
6
C
7.7
29.6
21.4
//
17.3
7
7
C
8.8
30.1
22.3 (4)
10.8
17.4
8
1
D
13.4
31.0
21.4
9.3
17.7
10
3
D
19.5
30.0
21.2
13.7
16.0
13
6
D
21.5
29.0
21.0
//
11.2
15
8
D
23.7
31.5
21.9
//
//
Tab.1. Osteometria della colonna vertebrale. N = numero progressivo assoluto; N2 = numero progressivo per settore;
LUCOV = lungh. corpo vertebrale; LACOV = largh. c. v.; ALCOV = alt. c. v.; ALCAN = alt.canale vertebrale;
LACAN = largh. c. v. (Nicolosi et al.,1996).
CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI
367
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 368
N
N2
Tipo
ALMAX
LAMAX
LUCOV
LACOV
ALCOV
ALCAN
LACAN
ALAPS
LUAPS
LAAPS
19
1
L
49
//
17.2
21.0
20.4
10.8
6.5
32.5
10.2
4.2
20
2
L
48
//
18.5
23.5
21.5
9.7
6.2
31.5
10.0
4.1
21
3
L
//
//
18.5
23.4
22.2
9.4
5.9
//
//
4.0
22
4
L
//
//
19.0
23.2
23.2
8.8
5.5
//
//
//
23
5
L
42.3
//
19.2
//
22.8
8.2
5.3
28.5
8.0
3.6
24
6
L
41.0
//
19.8
//
23.5
7.7
5.0
26.5
8.8
3.5
25
7
L
//
//
20.5
//
23.2
7.2
//
//
//
//
26
8
L
40.0
//
20.8
//
23.4
7.0
4.8
25.5
9.0
2.6
27
1
Ca
//
//
//
//
//
//
//
//
//
//
28
2
Ca
//
//
21.5
25.5
24.2
6.5
4.4
//
//
//
29
3
Ca
//
//
22.0
25.0
25.0
6.0
4.3
//
//
//
30
4
Ca
//
//
21.3
25.5
24.8
5.5
4.3
//
//
//
31
5
Ca
//
//
21.3
25.6
24.0
5.0
3.8
//
//
//
32
6
Ca
//
//
21.1
24.5
24.5
3.5
3.0
//
//
//
33
7
Ca
//
//
20.1
23.8
24.8
2.8
2.7
//
//
//
34
8
Ca
//
//
19.5
23.3
24.6
2.5
2.5
//
//
//
35
9
Ca
//
//
18.9
21.5
//
//
//
//
//
//
36
10
Ca
//
//
12.6
21.0
23.8
//
//
//
//
//
Tab.2. Osteometria della colonna vertebrale. N = numero progressivo assoluto; N2 = numero progressivo per settore;
LUCOV = lungh. corpo vertebrale; LACOV = largh. c. v.; ALCOV = alt. c. v.; ALCAN = alt.canale vertebrale;
LACAN = largh. c. v.; ALAPS = alt. apofisi spinosa; LUAPS = lungh. a. s.: LAAPS = largh. a.s. (Nicolosi et al.,1996).
• Inv. CET/03
Scheletro completo, montato in vetrina (L.T.C. 1,88
m; L.T. 1,785 m; LCB 43,5 cm).
♂. Spiaggiato a Torre Rinalda, comune di Trepuzzi
(LE) il 5 dicembre 1999. (BDS: ID 9711; CSC, 2001).
Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini, G.
Galasso. Conservato presso il Museo del Mare.
• Inv. CET/04
Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C. 1,94 m;
L.T. 1,85 m; LCB 43 cm).
♀. Spiaggiato a Gallipoli (LE) il 27 gennaio 2000.
(BDS: ID 9715; CSC, 2002). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il
Museo del Mare.
• Inv. CET/09
Es. juv. Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C.
1,07 m; L.T. 96 cm; LCB 27,5 cm).
♀. Spiaggiato a Torre Chianca, Lecce (LE) il 27 febbraio
2011. (BDS: ID). Preparazione e montaggio scheletro:
G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare.
Tursiops Gervais, 1855
Tursiops truncatus (Montagu, 1821)
Tursiope
Common Bottlenose Dolphin
• Inv. 3462
Scheletro parziale con cranio, montato (L.T. 2,69 m.
L.C.B. 56,0 cm). Gallipoli (LE) ?, seconda metà XIX
sec. (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7)).
Conservato presso il Museo Civico.
368
GIORGIO CATALDINI
• Inv. CET/02
Scheletro completo montato in vetrina (L.T.C. 1,85 m;
L.T. 1,75 m; L.C.B. 40,5 cm).
♂. Spiaggiato a Gallipoli (LE) il 21 maggio 1998. (BDS:
ID 3769; CSC, 2000). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del Mare.
Famiglia Physeteridae Gray, 1821
Physeter Linnaeus, 1758
Physeter macrocephalus Linnaeus, 1758 (= P. catodon Linnaeus,
1758)
Capodoglio
Sperm Whale
• Inv. CET/12
Diciasette vertebre (8 lombari, 9 codali). (tab. 2).
Ugento (LE), 1887? (Consiglio, 1904; v. fonti documentarie 7); Parona, 1897) (v. nota storica).
Conservato presso il Museo del Mare.
Famiglia Ziphiidae Gray, 1865
Ziphius G. Cuvier, 1823
Ziphius cavirostris G. Cuvier, 1823
Zifio
Cuvier’s Beaked Whale
• Inv. CET/05
Scheletro completo montato (L.T.C. 4,55; L.T. 4,43 m;
L.C.B. 78,5 cm).
♀. Spiaggiato in località Masseria Cesine-Pagliare,
comune di Vernole (LE) il 26 marzo 2002. (BDS: ID
10619; CSC, 2004). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del
Mare.
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• Inv. CET/06
Scheletro completo montato (L.T.C. 4,68 m; L.T. 4,55
m; L.C.B. 81,5 cm).
♀. Spiaggiato in località Torre Vado, comune di
Morciano di Leuca (LE) il 12 aprile 2002. (BDS: ID
10620; CSC, 2004). Preparazione e montaggio scheletro: G. Cataldini. Conservato presso il Museo del
Mare.
NOTE STORICHE SUGLI ESEMPLARI
• 3464 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758)
Il 21 aprile 2011 alla riapertura del Museo Civico di
Gallipoli, dopo tre mesi di normale chiusura per
manutenzione dei locali, i visitatori hanno potuto
osservare la nuova esposizione dello scheletro di
Balenottera comune.
L’esemplare, negli ultimi anni oggetto di attenzione e
interesse per il pubblico, completamente restaurato, in
corretta disposizione anatomica e, infine, scientificamente valorizzato, fa bella mostra di sé al centro della
sala al pianterreno del Museo, dopo un lunghissimo
periodo, protrattosi per oltre un secolo, durante il
quale era stato trascurato dal punto di vista scientifico
e non messo in giusto rilievo dal punto di vista ostensivo.
Si tratta della balenottera che il 20 settembre 1894
incappò nelle reti della tonnara, in vicinanza del Porto
di Gallipoli come risulta dai documenti d’Archivio del
Museo e dell’Archivio Comunale di Gallipoli.
Le fonti principali sono il Verbale di Giunta
Municipale del 24 settembre 1894 che delibera di
recuperare lo scheletro della balenottera (v. fonti
documentarie 12) e una relazione di Luigi Consiglio
(1904; v. fonti documentarie 7), Prefetto del MuseoBiblioteca, che riporta lo stato di abbandono dello
scheletro a 10 anni dalla cattura. Inoltre Parona (1897)
dà conto di un articolo apparso su “Il Secolo” di
Milano in cui viene descritto l’avvenimento.
Dal Verbale di Giunta risulta che la Cittadinanza si
interessò all’avvenimento così eccezionale ed espresse
ardentemente il desiderio di conservare lo scheletro
nel Museo Civico vista anche la disponibilità dell’appaltatore della tonnara a donarlo al Municipio. Il
Sindaco Simone Pasca Raymondo accolse favorevolmente l’istanza dei gallipolini e con atto di Giunta
Comunale stanziò la somma di lire 150 per la preparazione e successiva conservazione dello scheletro del
cetaceo.
“L’anno milleottocentonovantaquattro, il giorno ventiquattro del mese di Settembre in Gallipoli, nel palazzo di residenza del Municipio.
Convocata la Giunta Municipale nelle forme volute, si
è la medesima riunita nelle persone dei Signori Cav
Simone Pasca Raymondo, Sindaco Presidente,
Ravenna Bernardo, Vincenzo Brenna e Barba Ernesto,
Assessori con l’assistenza del sottoscritto Segretario
Comunale [...]
488 - Ritenuto che in vicinanza di questo Porto, e precisamente nel mare della Tonnara veniva pescato ed
ucciso, nel giorno venti corrente, un balenotto o giovane balena;
Ritenuto che molti cittadini hanno espresso il desiderio che lo scheletro di questo mammifero, che l’appaltatore della Tonnara è disposto a dare in dono al
Municipio, sia depositato in questo Museo Civico;
Ritenuto che ad un tal fine sono necessarie delle operazioni di preparazione atte a garantirne la conservazione;
Ritenuto che le operazioni medesime importano una
spesa, la quale si calcola, in via approssimativa, in £
150; [...]
Delibera
[...]
1° di approvare la spesa prevista in lire centocinquanta per la preparazione dello scheletro del balenotto,
testè pescato nel mare della tonnara, necessaria per la
sua conservazione in questo Museo Civico, spesa che
verrà sostenuta sulla categoria 43 - Fondo per le
impreviste - del bilancio del corrente esercizio.
2° di disporre che al fondo delle impreviste siano
aggiunte le lire centocinquanta, stornandole dalla
categoria 29 articolo 3 - manutenzione di strade” (v.
fonti documentarie, 12).
Fig. 3. Scorcio della sala centrale del Museo
Civico dopo la riapertura del 1965. Al centro lo scheletro
di balenottera comune (foto G. Cataldini).
CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI
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Fig. 4. Lo scheletro della Balenottera comune
pescata dalla tonnara di Gallipoli nel 1904 dopo
la ricomposizione del 1965 (foto G. Cataldini).
Si può dire che questa eccezionale cattura ebbe una
rilevanza non solo locale ma addirittura nazionale
tanto da indurre un giornalista (V. [anonimo], 1894)
della Gazzetta milanese “Il Secolo” a recarsi a Gallipoli
per vedere di persona “lo spaventoso mostro marino”
e fare una cronaca pubblicata nel giro di una settimana. “Son giunto qui per vedere la balena catturata ed
uccisa il 20 settembre in questo mare a pochi metri
dalla città, nella tonnara, il bacino chiuso dove si fa la
pesca di una gran quantità di tonni.
Lo spaventoso mostro marino è stato rimorchiato per
una parte sulla riva; l’altra parte s’allunga in mare, nelle
onde insanguinate e dal continuo efflusso dell’immenso animale, che sta per essere preso d’assalto da una
folla di popolani accorsi con coltelli.
Un ordine sindacale permette l’assalto. E’ una carne
quella della balena che non fa male; i sanitari comunali ne hanno fatto cuocere un grosso pezzo che è stato
trovato di buon sapore.
Il colossale animale è lungo una ventina di metri. Ha
la forma nell’insieme del corpo d’una immensa ma
imperfetta ellisse, quasi come due coni uniti l’un l’altro
per le basi. La massima larghezza, che è alla testa,
dove si nota un rigonfiamento, può avere un diametro
di 7 od 8 metri [sic!]. L’apertura della bocca è lunga 2
metri. I fanoni, le lamine ossee di cui è contornato l’interno della bocca delle balene ed al cui numero si può
calcolare in qualche modo l’età, potevano essere un
500.
Ecco come questo colosso del mare venne catturato.
La mattina del 20 settembre si scatenò un furioso temporale che naturalmente sconvolse il mare e cagionò
una furiosa ma breve tempesta.
370
GIORGIO CATALDINI
Un marinaio sorpreso, non trovò altro sicuro asilo che
il seno della tonnara. Stando colà vide arrivare il formidabile pesce che pacificamente prese posto nel
vasto seno di mare, forse, per ripararsi dai furori della
tempesta. Il marinaio spaventato, dapprima, come
meglio poté, chiuse la comunicazione della tonnara; e
poi, quando il tempo glielo permise, si diresse su
Gallipoli. Quivi raccontò l’accaduto.
Sei barconi furono allestiti in poco tempo e oltre 50
marinai partirono armati.
Giunti nella tonnara, la balena fu trovata riversata,
tanto che lasciava vedere una buona parte del bianco
ventre. I marinai con lunghi coltelli, passando vicino
al mostro, gli infersero numerosi colpi. Ad un tratto il
mare a loro d’intorno si colorò in rosso. Ma la possanza del gran gigante del mare, d’un tratto si fece manifesta. Un grido terrorizzato ed un tonfo inaudito prodotto da un colpo della formidabile coda, fu udito fin
da lungi.
In quel momento dagli sfiatatoi posti sulla gobba uscì
una fontana altissima d’acqua, e si videro sommersi e
sconquassarsi tre barche. Fortunatamente tutti i marinai sono salvi.
La balena intanto si agitava e mandava grida spaventose di dolore: dopo un paio d’ore dall’inizio della
lotta era morta.”
Le fasi di preparazione e conservazione dello scheletro non furono compiute in maniera corretta e le ossa
furono depositate, senza alcun ordine anatomico, in
alcuni ambienti del Museo per dieci anni. Trascorso
questo periodo Luigi Consiglio, Prefetto del MuseoBiblioteca, si adoperò a pulire ulteriormente le ossa cui
fu data solo una sistemazione logistica: “Scaffale 24 [...] Nella stanza di questo Scaffale, ultima del Museo
si vede lo scheletro del balenotto preso dalla tonnara
di Gallipoli nel 1894. Si conosceva benissimo che nel
Museo esistesse detto scheletro, ma nessuno sapeva
com’è la forma di tal Cetaceo. Nell’angolo della stanza si vedeva un ammasso di ossami di varie forme e di
un colore giallognolo che tramandavano un odore
spiacevole specialmente le Vertebre, ed una materia
oleosa, che colava da queste ossa, tanto che ne macchiava il pianterreno della stanza.
Questo carcame era formato da alga sminuzzata ed
imputridita che unita con arena s’insinuava fra il vuoto
di quegli ossami. Questa fanghiglia copriva certi pezzi
ossei a guisa di pettini formati di laminette ossee,
strettamente riunite alla base, e dall’altro estremo
finienti in un pelame setoloso e ruvido.
Che fare in tanto disordine?
L’oratore, coadiuvato da Stefano e dal Bidello si accinsero al restauro. Si separarono quelle ossa, e si posero
a parte quelle che dovevano combaciare fra loro. Si
prese della calce sciolta nell’acqua e si posero in infusione quelle vertebre in N° 64, e tenendole per più
giorni e stropicciandole, si pulirono da quel colore e si
purificarono. Operazione questa durata per molto
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 371
tempo, perché quelle ossa non capivano tutte insieme
nel tinello, quindi a due a 3 alla volta si operarono, e
così si sono ordinate nella stanza situandole verticalmente.
Peccato che di queste il mare ne disperse N° 6, dette
caudate, perché attaccate alla coda anche dispersa dal
mare - era lunga metri 4.
Si compose la testa del Cetaceo con la mandibola per
averne un’idea, e nella gran bocca si posero tutte le
costole a fascio ed una pinna pettorale senza metatarsio [sic!] che pure si perdè.
Quelli pezzi poi formati di laminette osse, come
detto, sono i così detti vol. [volgarmente] Fanoni in
N° 13, l’altri dispersi che Linneo chiama: Curneas
laminas nigrisculas splendentes et oblungas. E veramente che furono trovati splendenti. Erano gli ossi di
Balena tanto ricercati dalle navi baleniere. Questi
fanoni ora si son messi in mostra su di un piano di
tavola, attaccata sul muro, essendo i veri ossi di Balena
tanto ricercati.”
Durante la chiusura degli anni del dopoguerra, le vertebre della balenottera si trovavano adagiate alla rinfusa sulle scale di un mezzano. Nella metà degli anni
‘60 lo scheletro fu adagiato al centro della sala principale del Museo con l’intento, certamente encomiabile,
ma non scientificamente corretto, di dargli finalmente
una adeguata ricomposizione anatomica (fig. 3-4). Tra
il 1987 ed il 1995 con la collaborazione del Museo
Civico di Storia Naturale di Milano, nella persona del
Dott. Luigi Cagnolaro, fu iniziato uno studio anatomo-osteologico che si concretizzò, in un primo
tempo, il 5 marzo 1995, con la corretta seriazione
anatomica dello scheletro (Moggi, 1995). L’occasione
fu data dal Seminario di studi “Un Museo per il territorio: Il Museo-Biblioteca di Gallipoli”, promosso
dall’Assessorato alla Cultura, che si svolse a Gallipoli
dal 3 al 5 marzo 1995. A conclusione delle tre giornate di studio, il Dott. Cagnolaro, ha tenuto un’interessante e coinvolgente lezione sulla struttura anatomica
dei cetacei ponendo l’accento sulla stretta relazione
esistente tra morfologia e funzione. Al termine si è
effettuata una ricognizione anatomica e riposizionamento dello scheletro della balenottera con il coordinamento dello stesso dott. Cagnolaro. Durante i lavori è stato anche ripreso privatamente un video amatoriale per documentare il concorso entusiastico e la
costruttiva collaborazione di una decina di studenti
liceali che facevano parte del Laboratorio didattico
del Museo naturalistico-Acquario (nella Torre S.
Giovanni la Pedata) dell’Associazione Salento
Ambiente. Hanno fattivamente collaborato anche i
relatori del seminario: A. Coppola (Assessore alla
Cultura), G. Moggi (Museo Botanico di Firenze e
Presidente A.N.M.S.), G. Pinna (Direttore Museo di
Storia Naturale di Milano), D. Valli (Rettore
Università del Salento), A. L. De Nitto (Università del
Salento), L. Colopi (Architetto), G. Giangreco
(Sovrintendenza B.A.A.S.S.), G. Cataldini ed il custo-
de del Museo, Sig. Mimino Polo. (v. anche articolo di
G. Albahari, Rivive una balenottera di fine Ottocento;
Gazzetta del Mezzogiorno, 7 marzo 1995).
Il prosieguo di tale lavoro si è svolto a fasi alterne proprio per consentire una puntuale verifica e, all’occorrenza, ridefinizione delle misurazioni osteometriche e
della sistemazione dei materiali osteologici, e ha permesso la definizione ed il compimento dello studio
anatomico della balenottera dal punto di vista storico
e cetologico e l’attuale disposizione dello scheletro a
cura dello scrivente ultimata nel periodo gennaio/aprile 2011 (fig. 5).
• Inv. CET/11 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758)
Queste otto vertebre possono essere considerate i
resti dell’ “immane balena” citata da L. Maddalozzo
(1879). Sono state trovate confuse con quelle del
capodoglio e quindi, per consuetudine, erroneamente
attribuite a quest’ultima specie. Tenendo conto delle
misurazioni effettuate sulle 8 vertebre si può pensare
che esse appartengano ad un individuo lungo almeno
18 metri. In tal modo, la loro datazione sarebbe anteriore al 1879.
• Inv. CET/01 - Balaenoptera physalus (Linnaeus 1758)
La vertebra è stata ritrovata, nelle reti di tremaglio, da
alcuni pescatori a circa 5 miglia ad ovest dell’isola S.
Andrea, Gallipoli (LE), a una profondità di circa 30
metri.
• Inv. 3461 - Delphinus delphis Linnaeus, 1758
• Inv. 3462 - Tursiops truncatus (Montagu, 1821)
Le uniche notizie relative a questi due esemplari sono
tratte da Consiglio, 1904 (v. fonti documentarie 7):
“Scaffale 20 - [...] Si vedono poi a dritta di questo scaffale due piani in marmo affissi sul muro, con due sche-
Fig. 5. Lo scheletro di Balenottera comune dopo
il restauro e la ricollocazione del 2011 (foto G. Cataldini).
CATALOGO DEI CETACEI ATTUALI DEL MUSEO CIVICO E DEL MUSEO DEL MARE DI GALLIPOLI
371
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 372
letri di Delfini: il piccolo sul piano superiore, e lo più
grande sospeso sul piano inferiore. [...] Fra lo scaffale
20-21 si veggono due piani in marmo affissi sul muro
su de’ quali poggiano due Scheletri di Delfino. E per
amor del vero in questa relazione si deve rassegnare,
che non si conoscevano questi due pesci [sic!]. Solo si
vedevano confuse le ossa di ciascuno sul piano, ma
distaccate specie le vertebre, le costole, le teste, e
poste in Massa (il Consiglio utilizza questa parola non
solo per indicare lo stato di abbandono dei reperti ma
anche per ricordare, giocando col termine, il nome del
suo predecessore, responsabile, a suo giudizio, dello
stato di confusione del Museo) in ciascuno piano. Si
son dovute legare con filo di ferro, e mettere ciascuno
pezzo al suo posto, quindi su due sostegni mettere il
1° Delfino elevato dal piano di marmo, ed il 2° più
grande sospenderlo sotto il primo piano. Questo
restauro s’è fatto in molti giorni di tempo per pulire gli
ossi e quindi connetterli come si vede.”
Per le cattive condizioni di conservazione questi due
delfini sono stati oggetto di una urgente operazione di
pulizia e montaggio nel 1999 (lettera del Lions Club
Gallipoli al Sindaco di Gallipoli del 31.05.99 e Lettera
del Sindaco di Gallipoli, Avv. F. Fasano al Presidente
del Lions Club Gallipoli. Oggetto: Intervento di
restauro delfini Museo Civico della specie Tursiope e
Delfino comune del 9 giugno 1999).
• Inv. CET/12 - Physeter macrocephalus Linnaeus 1758 (=
P. catodon, Linnaeus 1758)
Di queste 17 vertebre riferisce L. Consiglio (1904)(v.
fonti documentarie 7): “Scaffale 23 - [...] nell’angolo a
sinistra di questa stanza vi si vede lo spinale, non intiero di un Capidoglio trovato sulla spiaggia del mare di
Ugento; ma si pose in quel posto verticalmente, senza
avere prima imbalsamato o purificato con calce le vertebre”. Questo Capodoglio potrebbe essere uno dei
sette individui della specie spiaggiati, pochi anni
prima, nel 1887, presso le Secche di Ugento a largo di
Torre S. Giovanni, a sud di Gallipoli (LE). Parona
(1897) dà notizia che di tale avvenimento fu avvertito
anche il Sindaco di Gallipoli, Comm. G. Ravenna. Si
può ragionevolmente pensare che almeno uno di questi se non intero almeno alcune parti, fosse recuperato
contrariamente a quanto credeva Parona.
CONSIDERAZIONI FINALI
La Collezione di Cetacei presenti nelle istituzioni
museali gallipoline è costituita da 16 esemplari comprendenti 7 specie appartenenti a 4 famiglie, ritrovati
tutti nel mare che bagna il Salento in condizioni
diverse e nell’arco temporale di oltre un secolo. Il presente lavoro ha ricostruito la storia degli esemplari
risalenti alla seconda metà del XIX secolo e, per la
prima volta, ne ha messo in risalto attraverso le misurazioni osteometriche, le caratteristiche anatomomorfologiche.
372
GIORGIO CATALDINI
Particolarmente importante è Balaenoptera physalus l’unico esemplare, quasi completo, tra quelli presenti nei
musei italiani, proveniente dal Golfo di Taranto. Una
volta recuperato, per oltre un secolo il suo scheletro è
stato conservato disarticolato, in preda alla polvere e
all’incuria del tempo, o assemblato in maniera del
tutto approssimata. Ciò si spiega col fatto che questo
esemplare, anche se al momento della cattura sortì un
effetto emotivo notevole presso la cittadinanza tanto
da richiederne la musealizzazione, ebbe, però, scarsissimo interesse nel mondo scientifico non essendo
stato studiato e montato. Dall’esame delle fonti storiche risulta che le parti scheletriche mancanti si persero al momento della scarnificazione, tra cui la pinna
sinistra e le ultime vertebre codali che normalmente
vanno prese con le parti molli della pinna codale: pertanto le ossa che si possono vedere oggi sono quelle
recuperate nel 1894. I dati osteometrici desunti dalle
ricerche effettuate negli ultimi anni hanno permesso
di ipotizzare fondatamente la lunghezza dell’esemplare di circa 12,70 metri o poco più, e non di 20 m come
riportato nell’articolo della descrizione della pesca,
invero alquanto pittoresca, in cui, peraltro, il “colossale animale” risultava avere “una larghezza massima di
7-8 metri”, valore esagerato, frutto di valutazioni
superficiali.
Un altro risultato ottenuto nello svolgimento di questo studio è l’individuazione di alcune vertebre di una
balenottera, di cui non si conosceva l’esistenza nel
Museo, perché confuse con le vertebre di capodoglio
spiaggiatosi a Torre S. Giovanni e di cui ne è stata
accertata la storia più probabile.
Da notare anche la presenza di Delphinus delphis, risalente all‘800, specie ormai poco comune nei nostri
mari, e due esemplari subadulti di Ziphius cavirostris,
specie non comune, trovati nel 2002 spiaggiati sulle
coste del Salento.
E’ vivamente auspicabile che l’Amministrazione comunale voglia assicurare la debita conservazione dei preziosi materiali e ne promuova la più opportuna valorizzazione a scopo scientifico ed educativo.
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio per il convinto e sincero sostegno, il Dott.
Francesco Errico, Sindaco di Gallipoli; il Dott. A.
Trovato, Commissario Prefettizio; la Dott.ssa Maria
Teresa De Lorenziis e l’Ing. Giuseppe Cataldi,
Dirigenti comunali. Un ringraziamento alla Dott.ssa
P. Renna, Servizi Museo e Biblioteca, e alla Dott.ssa A.
De Marini, Servizi Turismo e Spettacoli, per la cortese disponibilità; ai tecnici comunali Sig. Pietro
Cortese e Sig. Vincenzo Spano per gli utili suggerimenti e per i problemi logistici risolti. Un vivo
apprezzamento al Dott. Giorgio De Giorgi, Dirigente
Servizio Veterinario Area C/ASL Lecce, al personale
della Capitaneria di Porto di Gallipoli, al Comando
Stazione del Corpo Forestale dello Stato, alla Squadra
PAG 363-374_LE_Cataldini_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.21 Pagina 373
Nautica della Polizia di Stato, al Comando dei
Carabinieri e alla Guardia di Finanza di Gallipoli per
il supporto dato.
Un grazie speciale alla dott.ssa. Flegra Bentivegna,
Acquario Stazione Zoologica “A.Dohrn” Napoli, alla
Dott.ssa Michela Podestà e al Sig. Ermanno Bianchi,
Museo di Storia Naturale di Milano, al Dott. Nicola
Maio, del Dipartimento di Biologia dell’Università
“Federico II” di Napoli, per gli utili suggerimenti. Un
particolare, sincero ringraziamento al Sig. Gino
Galasso per il faticoso compito della dissezione degli
animali spiaggiati, per la pulitura delle ossa e per la
collaborazione nell’allestimento.
Ringrazio nel modo più sentito il Dott. Marco Borri,
Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze,
Sezione Zoologica “La Specola” e l’Ing. Giuseppe
Carmone, Ufficio Tecnico Comunale di Gallipoli, per
la condivisione della fase progettuale e per il proficuo
supporto tecnico-scientifico durante la realizzazione
delle strutture ostensive.
Infine al Dott. Luigi Cagnolaro, già Direttore del
Museo di Storia Naturale di Milano, esprimo profonda riconoscenza per il materiale bibliografico fornito,
per i preziosi suggerimenti e perchè negli anni ha
incoraggiato incessantemente questo progetto.
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1885 del Prefetto di Lecce. Gallipoli, 8 agosto 1885,
cat, IX, cl, 8, b.29.
2) Concessione del Vescovo Garfagnini per i locali del
seminario. Gallipoli, 24 agosto 1885.
3) Lettera dal Vesovado di Gallipoli, oggetto:
Biblioteca Comunale e locale dalla stessa occupato.
Gallipoli 11 novembre 1895
4) Lettera dal Vescovado di Gallipoli. oggetto:
Biblioteca Comunale, Gallipoli, 2 dicembre 1895, cat.
IX, cl. 8, b. 29.
5) Delibera del 6 marzo 1895, oggetto: Cessione a
Monsignor Vescovo dell’ex Monastero di S. Teresa,
cat. IX, cl. 8, b. 30, fasc. 2.
6) Lettera del Sindaco di Gallipoli ad Ernesto Barba,
oggetto: Trasloco del Museo Civico nei nuovi locali
della Biblioteca Comunale di Gallipoli 17 giugno
1898, cat. IX, cl. 8a , b. 30, fasc. 2.
7) CONSIGLIO L., “Relazione sui lavori di restauro del
Museo e Biblioteca”, Gallipoli, 4 ottobre 1904, cat. IX,
cl. 8, b 29, fasc 1.
8) Delibera di Giunta Comunale n. 375 del 1 giugno
1994, oggetto: Progetto per la valorizzazione dei beni
culturali a Gallipoli. Costituzione “Gruppo di Studio”.
9) COLOPI L. “Progetto stralcio per il potenziamento
della fruizione del Museo-Biblioteca. relazione tecnica”, Gallipoli 20 aprile 1997.
10) ACG. Delibera G.M. n. 309 del 12 giugno 1997,
oggetto: Progetto stralcio per il Potenziamento della
Fruizione del Museo-Biblioteca di Gallipoli.
11) Delibera C.S. n.175 del 11/12/2007, oggetto:
Istituzione del Museo del Mare.
12) Verbale della Delibera di Giunta Municipale n.
488 del 24 settembre1894 oggetto: spesa di lire centocinquanta per la preparazione del balenotto da conservare nel Museo Civico.
Biblioteca Comunale e Museo Civico di Gallipoli
13) Albo dei Donatori (1866- )
14) Inventario del Museo Civico di Gallipoli del 1962.
374
GIORGIO CATALDINI
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MUSEOLOGIA SCIENTIFICA MEMORIE • N. 12/2014 • 406-417
ISSN 1972-6848
Le collezioni di Cetacei dei musei italiani. Prima parte (Cetacei attuali)
Luigi Cagnolaro, Nicola Maio e Vincenzo Vomero (eds)
Un catalogo nazionale delle collezioni
cetologiche italiane
A national catalogue of the Italian Cetacean collections
Nicola Maio
Dipartimento di Biologia, Complesso Universitario di Monte S. Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II, Edificio 7,
via Cinthia, 21. I-80126 Napoli. E-mail: [email protected]
Luigi Cagnolaro
Museo Civico di Storia Naturale di Milano, corso Venezia, 55. I-20121 Milano.
Giancarla Malerba
Sistema Museale di Ateneo, Università di Torino, corso Massimo d’Azeglio, 52. I-10126 Torino. E-mail: [email protected]
Vincenzo Vomero
Museo Civico di Zoologia, via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma. E-mail: [email protected]
Una delle maggiori preziosità delle nostre istituzioni
scientifiche di conservazione risiede nelle collezioni.
Questo vale anche per le importanti collezioni cetologiche italiane rispetto alle quali l’imperativo categorico è quello di assicurarne un futuro, assicurare un livello di conservazione ottimale ai materiali, permetterne
e anzi, favorirne e invogliarne lo studio, e usarle, infine, anche per la comunicazione ai nostri pubblici più
diversi. La pubblicazione di due volumi dedicati al
patrimonio di Collezioni di Cetacei conservati nei
musei italiani rientra nella politica editoriale dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) che,
con la collana di Museologia Scientifica Memorie
“Collezioni / Collections”, intende valorizzare e mettere a disposizione della comunità scientifica e dei
gestori della biodiversità italiana le grandi raccolte dei
nostri musei ma soprattutto si pone come obiettivo
convincere i nostri amministratori dell’importanza
pura e applicata e dell’attualità delle collezioni di cetacei italiane, sia per le ricerche tassonomiche e filogenetiche, sia per gli studi e gli interventi di tutela e di
gestione dei nostri mari (Vomero, 2013a). Questi
volumi, come gli altri delle Memorie dell’ANMS dedicati alle collezioni, si prefiggono dunque, un ruolo
basilare ed essenziale di comunicazione pubblica a
tutti i livelli e soprattutto verso le autorità politiche e
amministrative pubbliche, nazionali e locali. Si rivolge inoltre, al nascente mondo dell’imprenditoria privata che sempre più spesso mette nella giusta luce le
problematiche legate alla salvaguardia della biodiversità marina, e soprattutto agli ambienti europei ed
internazionali di gestione dei dati delle collezioni
museali al cui interno l’Italia è così poco rappresentata, ai grandi progetti internazionali di supporto agli
studi sulla biodiversità come ad esempio Life Watch,
al mondo della ricerca e al mondo della comunicazione al grande pubblico (fig. 1). Questi due volumi rientrano, infine, pienamente nelle finalità del Progetto
nazionale CollMap recentemente finanziato dal
406
One of the main treasures of Italian scientific
institutions involved in cultural heritage conservation
is their collections. This applies in particular to the
important Italian cetacean collections. The categorical
imperative is to guarantee their future, ensuring an
optimal preservation of the materials, allowing and
indeed encouraging their study, and using them for
scientific communication to our various audiences. The
publication of two volumes dedicated to the patrimony
of cetacean collections conserved in Italian museums
Fig. 1. Particolare del cranio del Capodoglio
esposto nel Museo di Storia Naturale di Milano.
Detail of skull of Sperm Whale exposed in the Natural History Museum
of Milan.
NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO
PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 407
Ministero dell’Università (MIUR). CollMap è uno
specifico progetto di censimento e mappatura dei
metadati dell’immenso patrimonio di esemplari biologici e dei relativi dati ambientali presenti nelle numerose collezioni conservate nei musei scientifici
(Vomero, 2013b).
Il patrimonio cetologico dei musei italiani riveste dunque, un valore primario per la ricerca scientifica, un
ambito di crescente interesse, in particolare, per la
ricerca sulla fauna del Mediterraneo ed i mutamenti
pregressi ed in atto, nel cui quadro i Cetacei rivestono
ruoli molto significativi. Per questo scopo è particolarmente importante che i Musei, abbiano pubblicato
nella presente monografia i cataloghi dei loro reperti
cetologici, per facilitare l’opera degli studiosi, specie
se ben documentati, antichi e recenti, la cui attendibilità e precisione deriva dalla idoneità delle raccolte.
Il quadro che emerge dai dettagliati rendiconti elaborati pone in luce la rilevante entità delle raccolte cetologiche dei musei italiani, unitamente alla cospicua
sua rappresentatività tassonomica, in particolare per la
cetofauna mediterranea. Rispetto ai dati esposti da
Cagnolaro (1996) e da Cagnolaro et al. (2012), nella
presente monografia sono stati presi in considerazione anche i reperti anatomici, nonché nuove raccolte
non considerate nei precedenti lavori. In Cagnolaro et
al. (2012) erano citati 1033 reperti (41 specie), conservati in 53 sedi, in questa monografia, complessivamente sono stati riportati 1827 reperti (+ 21 modelli),
rappresentativi di 42 specie, conservati in 71 sedi e/o
collezioni (fig. 2). Hanno contribuito alla realizzazione del volume 131 autori (in diversi casi alcuni autori
hanno collaborato alla stesura di più articoli). Inoltre,
una piccola differenza nel conteggio dei reperti e
delle specie dipende anche dal fatto che numerose
errate determinazioni sono state corrette e aggiornate. Tali dati hanno inoltre permesso anche di correggere ed, in diversi casi di integrare, i dati riportati nei
20 rendiconti pubblicati dal Centro Studi Cetacei dal
1986 al 2005.
Analizzando i dati aggiornati, la regione più rappresentata in Italia per numero di enti è risultata la Puglia
(11), ma si tratta soprattutto di piccole collezioni o
singoli reperti, mentre quella con maggior numero di
reperti conservati è la Toscana con 423 reperti. Le
regioni non rappresentate sono Valle d’Aosta, Umbria,
Molise, Basilicata e Calabria. Il museo con il maggior
numero di specie rappresentate (28) è il Museo di
Storia Naturale dell’Università di Firenze, il museo
con più reperti conservati (302 esemplari e 7
modelli/calchi) è il Museo Civico di Storia Naturale
“Giacomo Doria” di Genova. I reperti più antichi, con
una certa attendibilità nella datazione, sono conservati a Milano, Roma, Calci e Bologna: tra gli odontoceti, il cranio di Tursiope risalente al XVII secolo della
raccolta “Manfredo Settala” conservato nella
Pinacoteca Ambrosiana di Milano è il più antico
Delfinide, e la vertebra di Capodoglio di Fiumicino
forms part of the editorial policy of the Italian
Association of Scientific Museums (ANMS). With
the series of Museologia Scientifica Memorie
“Collezioni/Collections”, the ANMS aims to promote
the large collections in our museums and to make them
available to the scientific community and the managers
of Italian biodiversity; but above all we wish to
convince Italian administrators of the pure and applied
importance and topicality of the Italian cetacean
collections, both for taxonomic and phylogenetic
research and for studies and interventions for the
protection and management of our seas (Vomero,
2013a). Therefore, the purpose of the volumes, like that
of the other ANMS Memorie dedicated to collections,
is the fundamental and essential role of public
communication at all levels and especially toward
national and local politicians and public
administrations. The volumes are also addressed to the
emerging world of private enterprise, which is
increasingly focusing on issues related to the protection
of marine biodiversity, and especially to European and
international bodies dealing with museum collection
data management (within which Italy is so poorly
represented), to large international projects supporting
biodiversity studies such as Life Watch, and to
communities involved in research and communication
to the general public (fig. 1). Finally, these two
volumes meet the aims of the national CollMap Project
recently funded by the italian Government. CollMap
is a specific project of censusing and mapping the
metadata of the immense patrimony of biological
specimens and related environmental data present in the
numerous collections housed in scientific museums
(Vomero, 2013b).
The cetacean patrimony in Italian museums is of
primary importance for scientific research, especially
for studies on the Mediterranean fauna and on past
and present changes, in which cetaceans play very
significant roles. Hence it is particularly important
that the museums have published the catalogues of their
cetacean specimens in this monograph in order to
facilitate the work of researchers; the catalogues, both
old and new, are especially valuable if well
documented, and their reliability and accuracy derives
from the adequacy of the collections.
The picture that emerges from the detailed catalogues
highlights the significant size of the cetacean
collections of Italian museums as well as their broad
taxonomic representation, particularly regarding the
Mediterranean cetacean fauna. With respect to the
data presented by Cagnolaro (1996) and Cagnolaro
et al. (2012), this monograph also considers
anatomical specimens and new collections not dealt
with in previous works. Cagnolaro et al. (2012)
reported 1033 specimens (41 species) housed in 53
locations, whereas this monograph includes 1827
specimens (plus 21 models) representing 42 species
housed in 71 locations and/or collections (fig. 2). The
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Fig. 2. a) Cartina dell’Italia che mostra le regioni in base alla diversa concentrazione di reperti di Cetacei conservati.
Il grafico a torta riporta le macroregioni con le rispettive percentuali. b) Istogramma Regioni/n. reperti. c) Cartina dell’Italia
che mostra le regioni in base alla diversa concentrazione di enti che conservano Cetacei. Il grafico a torta riporta le macroregioni
con le rispettive percentuali. b) Istogramma Regioni/n. enti.
a). Map of Italy showing the regions on the base of different concentration of stored specimens of Cetaceans. The pie chart shows the macro-regions with their
respective percentages. b) Histogram Regions / n. specimens. c). Map of Italy showing the regions on the base of different concentration of institutions with
stored specimens of Cetaceans. The pie chart shows the macro-regions with their respective percentages. d) Histogram Regions / n. institutions.
(Roma) del 1702 della collezione del Museo
Kircheriano conservato nel Museo di Anatomia comparata di Roma è il più antico tra i reperti della specie;
tra i misticeti lo scheletro della Balenottera Comune
di Populonia (Livorno) del 1713 conservato nel
Museo di Storia Naturale di Pisa (Calci) e il cranio
della Balenottera minore (detta del Mondini) risalente
al 1771 conservato nel Museo di Anatomia
Comparata di Bologna, risultano i più antichi per le
specie di appartenenza. A proposito della Balenottera
di Mondini, degna di nota è la corretta posizione anatomica della mandibola illustrata nella tavola originale inedita del cranio conservata negli archivi del
Museo di Bologna: tale corretta posizione, a differenza dei testi storici e dei montaggi normalmente effettuati nei musei di tutto il mondo, è stata di recente
messa in evidenza da Lambertsen (1995) e Fontaine
408
volume is the work of 131 authors (in several cases
some authors have contributed to more than one
article). Moreover, a small difference in the count of the
specimens and the species depends on the fact that a
number of erroneous determinations were corrected and
updated. These data have also permitted the correction,
and in several cases supplementation, of the
information contained in the 20 reports published by
the Centre for Cetacean Studies from 1986 to 2005.
An analysis of the updated data reveals that the most
represented Italian region in terms of the number of
institutions is Puglia (11), although we are dealing
mainly with small collections or individual specimens,
while the region with the greatest number of specimens
(423) is Tuscany. Unrepresented regions are Valle
d’Aosta, Umbria, Molise, Basilicata and Calabria.
The museum with the largest number of species (28) is
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(2005). Se l’attribuzione della vertebra di Capodoglio,
conservata nel Museo di Anatomia Comparata di
Roma (fig. 3), all’esemplare di Torre Astura (antecedente alle collezioni settecentesche dell’Archiginnasio), fosse confermata, si tratterebbe dell’esemplare
di Cetaceo più antico conservato in Italia, perché
anteriore al 1628. Probabilmente la stessa osservazione va fatta anche per la vertebra di Capodoglio conservata nel Museo Civico di Zoologia di Roma.
L’ esemplare mediterraneo di Balenottera Comune più
grande conservato in Italia, in base alla lunghezza
condilo-premascellare del cranio, è una femmina
spiaggiata a Piombino nel 1990, il cui scheletro è conservato presso il Museo Provinciale di Livorno con
una misura in carne di 19,5 m. L’esemplare di
Capodoglio mediterraneo conservato presso il Museo
di Anatomia Comparata dell’Università di Bologna,
con i suoi circa 16 metri di lunghezza, è il più grande
per la specie conservato in Italia.
Dall’esposizione sistematica si evince, tra l’altro, che i
reperti più rari di origine mediterranea sono sicuramente: Eubalaena glacialis di Taranto conservato nel
Museo Zoologico di Napoli, il Mesoplodon europaeus del
Museo di Storia Naturale di Milano, i due Kogia sima di
Comiso e Siena, i quattro Steno bredanensis (due di
Comiso, uno di Firenze e uno di Milano) e il cranio di
Orcinus orca di Firenze. Per quanto riguarda gli esemplari di Phocoena phocoena non vi è certezza sulla loro
origine mediterranea. Tra i reperti non mediterranei
Fig. 3. Vertebra di Capodoglio conservata
nel Museo di Anatomia Comparata dell’Università di Roma.
Vertebra of Sperm Whale stored in the Comparative Anatomy Museum
of the University of Rome.
the Museum of Natural History, University of
Florence, while the one with the most specimens (302
plus 7 models/casts) is the “Giacomo Doria” Civic
Museum of Natural History in Genoa. The earliest
acquired specimens, with a certain reliability of dating,
are conserved in Milan, Rome, Calci and Bologna:
among the odontocetes, the bottlenose dolphin skull
dating to the 17th century “Manfredo Settala”
collection in Milan’s Pinacoteca Ambrosiana is the
oldest delphinid while the sperm whale vertebra from
Fiumicino (Rome) dating to 1702 in the collection of
the Kircherian Museum housed in Rome’s Museum of
Comparative Anatomy is the oldest of the specimens of
that species; among the mysticetes, the fin whale
skeleton from Populonia (Livorno) dating to 1713 in
the Museum of Natural History of Pisa (Calci) and
the skull of the common minke whale (also called
Mondini’s whale) dating to 1771 in Bologna’s
Museum of Comparative Anatomy are the oldest
specimens of their species. Noteworthy in regard to
Mondini’s whale is the correct anatomical position of
the mandible illustrated in the unpublished original
plate of the skull conserved in the archives of the
Bologna museum: this correct position, unlike that in
historical texts and mounts normally effected in
museums throughout the world, was highlighted by
Lambertsen (1995) and Fontaine (2005). If the
attribution of the sperm whale vertebra in Rome’s
Museum of Comparative Anatomy (fig. 3) to the
Torre Astura specimen (antecedent to the 18th century
collections of the Archiginnasio) is confirmed, it will be
the oldest cetacean specimen conserved in Italy since it
predates 1628. The same can probably be said for the
sperm whale vertebra in Rome’s Museum of Zoology.
The largest Mediterranean fin whale specimen in Italy
(based on the skull’s condyle-premaxilla length) is a
female stranded at Piombino in 1990, whose skeleton is
in the Provincial Museum of Livorno (intact body
length of 19.5 m). The Mediterranean sperm whale
specimen (ca. 16 m long) in the Museum of
Comparative Anatomy, University of Bologna, is the
largest of the species conserved in Italy.
In terms of systematics, the rarest Mediterranean
specimens are definitely Eubalaena glacialis from
Taranto housed in the Zoology Museum of Naples,
Mesoplodon europaeus in Milan’s Museum of
Natural History, the two Kogia sima of Comiso and
Siena, the four Steno bredanensis (two in Comiso, one
in Florence and one in Milan) and the skull of Orcinus
orca in Florence. There is no certainty concerning the
Mediterranean origin of the specimens of Phocoena
phocoena. The following non-Mediterranean
specimens are the only examples of their species
conserved in Italy: Balaenoptera borealis,
Mesoplodon bowdoini, Neophocaena phocaenoides,
Cephalorhynchus hectori and Lagenorhynchus
albirostris in Calci, Sousa cf. teuszii in Livorno,
Globicephala macrorhynchus, Indopacetus pacificus,
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vanno citati come esemplari unici in Italia: Balaenoptera
borealis, Mesoplodon bowdoini, Neophocaena phocaenoides,
Cephalorhynchus hectori e Lagenorhynchus albirostris di
Calci, Sousa cfr. teuszii di Livorno, Globicephala
macrorhynchus, Indopacetus pacificus, Tursiops aduncus,
Stenella frontalis e Delphinus capensis di Firenze e
Mesoplodon densirostris di Genova Civico.
Questo volume rappresenta anche una importante
fonte di dati sugli spiaggiamenti storici, sia dal punto
di vista archivistico che da quello iconografico (fig.
4), dati che possono risultare particolarmente utili per
confronti con gli spiaggiamenti di gruppo recenti (cfr.
Gargano, FG, nel 2009, Mazzariol et al., 2011; Vasto,
CH, nel 2014, ecc.). In base ai dati raccolti, viene
inoltre, confermata la maggior diffusione di D. delphis
risalente a periodi anteriori agli anni ‘60-70 del XX
secolo rispetto a S. coeruleoalba, tale diffusione ha subito un netto calo a partire dalla metà del secolo scorso,
in concomitanza col forte incremento della Stenella
striata. Molto significativa è risultata la presenza dei
reperti di neonati di Delfino comune, di Stenella striata e di Tursiope rinvenuti lungo le coste italiane, dato
che testimonia la riproduzione di queste specie nei
nostri mari anche in epoca storica.
Da quanto esposto si deduce, analogamente a quanto
già notato nel 1996 e nel 2012, che le collezioni di
Cetacei in Italia sono prevalentemente conservate in
poche Regioni. Infatti quattro regioni (Toscana,
Fig. 4. Tavole della Balena di Taranto riportate
da Capellini (a) e da Gasco (b).
Plates of “Balena di Taranto” illustrated by Capellini (a) and by Gasco (b).
410
Tursiops aduncus, Stenella frontalis and Delphinus
capensis in Florence, and Mesoplodon densirostris in
Genoa’s Civic Museum.
This volume is also an important source of data on
historical strandings, both from the archival and
iconographic point of view (fig. 4). Such data may be
particularly useful for comparisons with recent mass
strandings (cf. Gargano, Foggia, in 2009, Mazzariol
et al., 2011; Vasto, Chieti, 2014, etc.). The data also
confirm the wider distribution of Delphinus delphis
with respect to Stenella coeruleoalba prior to the
1960s-70s. This distribution has markedly declined
since the middle of the last century in conjunction with
the strong increase of the striped dolphin. The presence
of infant specimens of the common dolphin, striped
dolphin and bottlenose dolphin found along Italian
coasts is very important since they document breeding
by these species in our seas also in historical times.
From the presented data it can be deduced that the
cetacean collections in Italy are found mainly in a few
regions, as previously noted in 1996 and 2012.
Indeed, four regions (Tuscany, Liguria, Veneto and
Lombardy) have ca. 70% of the total patrimony and
six locations alone (Genoa, Milan, Siena, Florence,
Venice and Calci) house more than 50% of it (fig. 1).
To properly assess these statistical results we must take
into account several factors (not necessarily linked to
the geographical location or the ancient historical
origins of the museums). These factors are related
primarily to the presence or absence of scholars (either
recent or past ones) who have dedicated themselves to
the study of cetaceans and to their conservation and
display in museums (as noted in the introduction to
this volume) and ultimately to the political-academic
management of the museums, especially those that have
created the largest collections, and to their choices for
research and education in the various fields of zoology
and their investment of resources for the recovery of
carcasses stranded on coasts both near to and far from
them. We must also consider the presence, at least in
historical times, of research institutions, especially
universities: hence regions such as Lombardy and
Piedmont (even though not by the sea) have
substantial collections while regions such as Molise,
Basilicata and Calabria (on the sea) have none.
Finally, the passionate, committed and well-informed
participation of many museum professionals at the
Centre for Cetacean Studies of the Italian Society of
Natural Sciences has meant that, within a quarter of a
century, it has been possible to collect in Italy an
amount of material and data unmatched by what had
been achieved in the past.
The museums and institutions mentioned in the
monograph have made their enormous wealth of data
available to the entire scientific community interested in
pursuing scientific studies and research (also in the
applied field) with both old and new techniques and
methodologies. The information will also facilitate
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Liguria, Veneto e Lombardia) detengono circa il 70%
del patrimonio complessivo, e 6 sedi (Genova,
Milano, Siena, Firenze, Venezia e Calci) ne hanno da
sole oltre il 50% (fig. 1). Per valutare correttamente
queste risultanze statistiche bisogna tener conto di
molteplici fattori (non necessariamente legati all’ubicazione geografica o all’antica origine storica dei
musei): tali fattori sono riconducibili, in primo luogo,
alla presenza o meno di studiosi (sia recenti che del
passato), che si sono dedicati allo studio dei Cetacei e
alla loro musealizzazione, come rilevato nella premessa di questo volume, ed in ultima analisi, alla gestione
politico-accademica dei musei, in particolare di quelli
che hanno creato le maggiori collezioni, ed alle loro
scelte per la ricerca e la didattica nei diversi settori
della zoologia e del loro investimento di risorse per il
recupero dalle carcasse spiaggiate sui litorali di loro
pertinenza e non solo. Va inoltre tenuto conto anche
della presenza sul territorio, almeno in epoca storica,
di enti di ricerca, soprattutto universitari: per tali
motivazioni, regioni come Lombardia e Piemonte
(non bagnate dal mare) hanno cospicue collezioni e
regioni, come il Molise, la Basilicata e la Calabria
(bagnate dal mare), non ne possiedono nessuna.
Infine, l’appassionata, convinta e consapevole partecipazione di tanti museologi al Centro Studi Cetacei
della Società Italiana di Scienze Naturali ha fatto sì
che, nel giro di un quarto di secolo, si potesse radunare in Italia una quantità di materiali e di dati che non
trovano riscontro con quanto realizzato nel passato. I
musei e le strutture che figurano nella monografia
hanno messo a disposizione l’enorme patrimonio di
dati a tutto il mondo scientifico interessato ad
approfondire studi e ricerche, anche in campo applicativo, con tecniche e metodologie sia vecchie che
nuove e per favorire quella opportuna e seria divulgazione che trova proprio nei musei il luogo ottimale
per trasmettere al grande pubblico i risultati delle più
recenti scoperte nell’ambito naturalistico e in particolare, nel vasto campo delle tematiche della biodiversità marina.
timely and serious popularization, and museums are
the optimal place to convey to the public the results of
the most recent discoveries in natural history and
particularly in the broad field of marine biodiversity.
BIBLIOGRAFIA / REFERENCES
CAGNOLARO L., 1996. Profilo sistematico e tipologico
delle raccolte di Cetacei attuali dei musei italiani.
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CAGNOLARO L., PODESTÀ M., AFFRONTE M., AGNELLI
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COZZI B., INSACCO G., MAIO N., MARSILI L., NICOLOSI
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UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE
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Prospetto sistematico dei reperti di Cetacei attuali
esistenti nei Musei ed in analoghe raccolte scientifiche in Italia
Systematic overview of living Cetaceans specimens preserved
in museums and other scientific collections in Italy
Ordine Cetacea Brisson, 1762
Gen. sp.
UD 1 vertebra, NA (Sorrento) 1 costa.
Sottordine Mysticeti Flower, 1864
Gen. sp.
TO ossa apparato uditivo, PV 3 fanoni, 1 pene, 3 vertebre, 1 vescica urinaria, TS 1 osso timpanico, 7 fanoni, MO
1 fanone, BO 2 peni, ossa, LU 2 vertebre.
Famigia Neobalaenidae Gray, 1873
Caperea Gray, 1864
Caperea marginata (Gray, 1846), Caperea, Pygmy Right Whale
FI bulla timpanica.
Famiglia Balaenidae Gray, 1821
NA (Università) 1 occipitale, 1 pene.
Balaena Linnaeus, 1758
Balaena mysticetus Linnaeus, 1758, Balena della Groenlandia,
Bowhead Whale
BG 2 fanoni, PV 2 fanoni, 3 reperti ossei, FI ossa diverse,
SI 2 fanoni, NA (Università) bulla timpanica.
Eubalaena Gray, 1864
Eubalaena glacialis (Miiller, 1776), Balena Franca Nordatlantica,
North Atlantic Right Whale,
MI reperti ossei, VE 1 fanone, BO 1 mandibola, PI 1 scheletro, FI 1 modello, NA (Università) 1 scheletro, LE
(Istituto Costa) 1 campione di olio.
Famiglia Balaenopteridae Gray, 1864
Balaenoptera Lacépède, 1804
Balaenoptera sp.
PV 1 feto in liquido, 1 emimandibola, FI ossa varie, BO
(Zoologia), fanoni, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 cranio,
RM (Anatomia Comparata) 1 femore, TA 1 vertebra, CA
(Scienze della vita) campione di pelle in liquido,
TP 1 cranio.
Balaenoptera acutorostrata Lacépède, 1804, Balenottera minore,
Common Minke Whale
GE 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, GE (anatomia
comparata) 1 stomaco a secco, BO 1 cranio, ossa, PI 1
scheletro, materiale osseo vario, preparati anatomici (apparato respiratorio, reni, cuore, derma, arco aortico, laringe, bronchi), FI 1 scheletro, 1 cranio, 1 mandibola, 1 tassidermia, LI 1 scheletro juv., RM (Anatomia Comparata) 1
fanone, 1 bulla timpanica, RM (Civico di Zoologia) 1
scheletro, RM (collegio Nazareno) 1 scheletro, NA
(Università) 2 scheletri, parti anatomiche, TA 2 vertebre.
Balaenoptera borealis Lesson, 1828, Balenottera boreale, Sei
Whale
PI reperti ossei.
Balaenoptera musculus (Linnaeus, 1758), Balenottera azzurra, Blue
Whale
PI 1 scheletro, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 emimandibola.
Balaenoptera physalus (Linnaeus, 1758), Balenottera comune, Fin
Whale
TO 2 scheletri, 2 fanoni, 1 pinna in liquido MI 4 scheletri, reperti ossei, PV 1 scheletro, TN 1 scheletro (ex
Livorno), TS 1 scheletro, TV 1 feto in liquido, 2 bulle timpaniche, VR 1 scheletro, PD (veterinaria) 1 cranio, 1 scheletro in prep., VE 1 scheletro (ex Napoli), gruppo di fanoni su matrice, GE 2 scheletri, 13 reperti anatomici, BO 1
cranio, coste, FE fanoni, RN (Oltremare) 1 scheletro (ex
Fondazione Cetacea), RN 1 femore, materiale osseo, PI 5
scheletri, 1 cranio, 1 mandibola, FI 1 scheletro, 6 crani, 5
mandibole, LI 3 scheletri, 1 scheletro neonato, 1 mandibola, SI 2 1 scheletro, ossa varie, fanoni, PE 1 scheletro, RM
(Anatomia. Comparata) 2 scheletri, 1 cranio, vertebre, 1
cranio, RM (Civico di Zoologia) 1 scheletro, 2 fanoni,
preparati anatomici in liquido (lingua, midollo spinale),
NA (Università) 1 scheletro, ossa varie, NA (Sorrento) 1
emimandibola, SA 1 vertebra, TA 1 emimandibola, 1
occhio in liquido, BA (Veterinaria) 1 cranio, 1 scapola, LE
(Gallipoli) 1 scheletro, 9 vertebre, LE (Istituto Costa) 1
cranio, CA (Scienze della vita) 1 scheletro, 1 cranio, SS
(Veterinaria) 1 scheletro juv., RG (Comiso) 2 scheletri, 1
cranio, 1 mascellare, 2 vertebre, PA 2 vertebre.
Balaenoptera edeni Anderson, 1878, balenottera di Bryde, Bryde’s
Whale
TV 1 costa.
Megaptera Gray, 1846
Megaptera novaeangliae (Borowski, 1781), Megattera, Humpback
Whale
TO 1 cranio, omeri e scapola, PI 1 scheletro, FI 1 scheletro, 1 cranio, 1 mandibola.
Sottordine Odontoceti Flower, 1867
Famiglia Delphinidae Gray, 1821
Gen. sp.
PV 2 naturalizzati, 2 feti in liquido, VR 2 mandibole, vertebre, 6 feti, SP 1 tassidermia, 1 feto, RM (Anatomia
Comparata) feto in liquido, NA (Università) 3 preparati
(reperti ossei) NA (Stazione Zoologica) 1 feto, 1 esemplare in liquido, 1 testa in liquido, CA (Scienze della vita) 1
feto in liquido.
Cephalorhynchus Gray, 1846
Cephalorhynchus eutropia Gray, 1846, Cefalorinco eutropia,
Chilean Dolphin
FI 2 crani, 2 mandibole.
Cephalorhynchus hectori (Van Beneden, 1881), Cefalorinco di
Hector, Hector’s Dolphin
PI 1 scheletro.
Delphinus Linnaeus, 1758
Delphinus capensis Gray, 1828, Delfino comune dal lungo rostro,
Long- beaked Common Dolphin
FI 1 cranio, 1 mandibola.
Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1
412
NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO
PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 413
Delphinus delphis Linnaeus, 1758, Delfino commune, Shortbeacked Common Dolphin
TO 4 crani, neonato in liquido, 1 apparato uditivo, 2 cervelli in liquido, 1 pene, 1 cistifellea, 1 timo, 1 sfiatatoio, 2
cuori, 2 apparato digerente, 1 rostro in liquido, MI 1 scheletro, 3 crani, reperti in liquido, BG 1 cranio, PV 3 crani,
PV 1 scheletro, 1 tassidermia del capo, 1 pinna caudale, 1
arto, 1 feto in liquido, 1 laringe in liquido, 2 cuori in liquido, 2 reni in liquido, 2 pinne caudali, 2 cervelli in liquido,
2 occhi in liquido, 1 cassa timpanica in liquido, 1 trachea,
1 ioide, TS 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, vertebre, 2
scapole, 2 mandibole e mascelle, TV 1 cranio, 1 tassidermia, 1 cervello in liquido, VR 2 crani, 5 vertebre, 1 arto
anteriore, PD (Zoologia) 1 scheletro juv., 1 cranio, 1 tassidermia, VE 1 cranio juv., 1 emimandibola, 1 tassidermia
juv., preparati a secco (intestino, polmoni, arterie, mesogastrio, aorta, stomaci, mesentere, sezione cervelletto, apparato genitale femminile), GE 3 scheletri, 9 crani, 2 naturalizzati, 4 preparati in liquido, 2 modelli, GE (anatomia
comparata) 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, 1 cervello
in liquido, PR 1 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, RE 1
tassidermia, BO 3 cranio, materiale osseo, 3 preparati anatomici, BO (Zoologia) 1 tassidermizzato, FE 1 cranio, 1
tassidermia, PI 3 scheletri, preparati anatomici (apparato
digerente, milza, apparato riproduttore, apparato urogenitale, rene), FI 2 scheletri, 7 crani, 5 mandibole, 6 naturalizzati, 3 feti, LI 1 scheletro, 1 cranio, SI 1 cranio, 1 tassidermia, AP (S. Benedetto del Tronto) 1 scheletro, RM
(Anatomia. Comparata) 1 scheletro, 2 crani, RM (Civico
di Zoologia) 5 scheletri, 1 cranio, 1 tassidermia, 2 calchi,
NA (Università) 1 scheletro, 4 crani, 7 preparati anatomici (midollo spinale, 2 cuori, bronchi e polmoni, stomaco e
esofago, apparato digerente, apparato urogenitale), NA
(Ist. Della Porta-Porzio) 1 tassidermia, NA (Ischia) 1 scheletro, TA juv. in liquido, LE (Gallipoli) 1 scheletro, LE
(Parenzan) 1 tassidermia, LE (Istituto Costa) 1 cranio, LE
(Ist. De Giorgi) 1 cranio, CA (Scienze della vita) 1 cranio,
CA (Pula) 1 scheletro, SS (Collezione Zoologica) 1 cranio, RG (Comiso) 4 scheletri, 1 cranio, PA 1 scheletro, 1
scheletro privo di cranio, 1 cranio, 2 naturalizzati juv.,
reperti anatomici (1 stomaco, 1 laringe).
Delphinus delphis ponticus (Barabash, 1935)
GE 4 feti.
Globicephala Lesson, 1828
Globicephala macrorhynchus Gray, 1846, Globicefalo di Gray,
Short-finned Pilot Whale
FI 1 cranio, 1 mandibola.
Globicephala melas (Traill, 1809), Globicefalo, Long-finned Pilot
Whale
TO 1 cranio, MI 5 scheletri, reperti in liquido, VR 1 cranio, PD (veterinaria) 1 scheletro, GE 2 scheletri, 6 crani,
5 reperti anatomici, 2 modelli, GE (anatomia comparata)
2 preparati anatomici a secco (stomaco, intestino), SP 1
scheletro, FE 1 tassidermia, PI 1 scheletro, preparati anatomici(apparato riproduttore, laringe), FI 1 scheletro, 2
crani, 2 mandibole, LI 1 scheletro, 1 scheletro neonato, 1
cranio, SI 2 scheletri, RM (Civico di Zoologia) 1 scheletro, 1 cranio, bulle timpaniche, NA (Università) 1 scheletro, 1 colonna vertebrale, CA (Scienze della vita) 1 cranio,
CA (Pula) 1 scheletro, RG (Comiso) 1 scheletro.
Grampus Gray, 1828
Grampus griseus (G. Cuvier, 1812), Grampo, Risso’s Dolphin
TO 1 cranio, MI 2 scheletri, 2 crani, TS 1 scheletro, 1 cra-
nio, 1 ioide, 1 tassidermia, TV 2 crani, PD (Zoologia) 1
scheletro, reperti anatomici, PD (veterinaria) 1 scheletro,
2 in prep., VE 1 tassidermia, preparati a secco (mesentere,
5 intestini, 5 intestino crasso, 5 intestino tenue, 1 intestino retto, 2 cuori, 2 polmoni, 1 rene, aorta, esofago, stomaco, sezione fegato, milza,), preparati in liquido (midollo,
occhi, cervelletto, lingua, testicolo, vescica urinaria, vescicola seminale, pene, 3 sezioni pene, bronchi, polmoni,
laringe e trachea, intestino tenue, ghiandole linfatiche, 5
reti mirabili, denti, omento), GE 11 scheletro, 4 crani, 2
naturalizzati, 1 esemplare in liquido, 8 reperti anatomici,
BO 1 scheletro, RN 1 scheletro 1 cranio, PI 3 scheletri, 1
cranio, preparati anatomici (stomaco, intestino), FI 3 scheletri, 6 crani, 5 mandibole, 2 naturalizzati, LI 2 scheletri, 3
crani, SI 10 scheletri, 1 tassidermia, 1 feto, GR 1 scheletro, PE 2 scheletri, 1 cranio, RM (Civico di Zoologia) 5
scheletri, 2 crani, arto toracico, denti, vertebre e dischi
intervertebrali, NA (Università) 1 scheletro, NA (Portici),
1 modello, FG 2 scheletri, TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 3
scheletri, SS (Veterinaria) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG
(Comiso) 1 scheletro, 3 crani, 1 feto, TP 1 scheletro, PA 2
crani.
Lagenorhynchus Gray,1846
Lagenorhynchus acutus (Gray, 1828), Lagenorinco acuto, Atlantic
White-sided Dolphin
PI 1 scheletro, NA (Università) 1 scheletro.
Lagenorhynchus albirostris (Gray, 1846), Lagenorinco rostrobianco, White-beaked Dolphin
PI 1 scheletro.
Lagenorhynchus obscurus (Gray, 1828), Lagenorinco scuro, Dusky
Dolphin
FI 1cranio, 1 tassidermia.
Orcaella Gray, 1866
Orcaella brevirostris (Gray, 1866), Orcella, Irrawaddy Dolphin
GE 1 scheletro, PI 1 scheletro.
Orcinus Fitzinger, 1860
Orcinus orca (Linnaeus, 1758), Orca, Killer Whale
PV 1 cranio, 1 ioide, MO 1 cranio, 1 reperto anatomico,
PI 2 scheletri, 2 feti, FI 1 cranio, 1 modello, BO
(Zoologia), 1 mandibola.
Pseudorca Reinhardt, 1862
Pseudorca crassidens (Owen, 1846), Pseudorca, False Killer Whale
MI 1 scheletro, 1 cranio, GE 1 scheletro, 1 tassidermia, PI
2 crani, FI 2 crani, 1 mandibola, AP (S. Benedetto del
Tronto) 1 cranio, CA (Pula) 1 cranio, ME (Acquario) 1
cranio, ME (Museo Cambria) 1 cranio.
Sousa Gray, 1866
Sousa chinensis (Osbeck, 1765), Susa indo pacifica, Indo-Pacific
Hump-backed Dolphin,
GE 1 cranio, LI 1 cranio, RM (Anatomia Comparata) 1
cranio, RM (collegio Nazareno) 1 cranio.
Stenella Gray, 1866
Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833), Stenella striata, Striped
Dolphin
TO (Carmagnola) 1 scheletro MI 34 scheletri, 57 crani, 2
reperti ossei, 2 reperti in liquido, 5 esemplari congelati,
BG 1 scheletro, UD 1 scheletro, TS 1 cranio, PD (veterinaria) 2 scheletri, VE 1 scheletro, GE 28 scheletri, 4 naturalizzati, 59 crani, 25 reperti, 11 preparati in liquido, 1
Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1
UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE
413
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modello, GE (anatomia comparata) 2 scheletri, 3 crani, SP
1 cranio, PR 2 crani, MO 1 cranio, 1 mandibola, BO 1 cranio, FE 1 scheletro, RN 3 scheletri, 2 crani, PI 1 scheletro,
3 crani, vertebre, FI 10 scheletri, 13 crani, 12 mandibole,
1 tassidermia, LI 15 scheletri, 6 crani, ossa varie, SI 73
scheletri, 1 cranio, GR 1 cranio, PE 2 scheletri, RM
(Anatomia. Comparata) 2 crani, vertebre, RM (Civico di
Zoologia) 17 scheletri, 17 crani, feto in liquido, preparati
anatomici (lingua, apparato riproduttore maschile), NA
(Università) 1 scheletro, 5 crani, 1 tassidermia, 1 anatomia
del capo, NA (Portici) 1 scheletro, 1 modello, NA (Ischia)
vertebre, SA 2 crani, FG 2 scheletri, LE (Gallipoli) 3 scheletri, 1 cranio, LE (Calimera) 1 cranio, LE (Istituto Costa)
1 cranio, SS (Veterinaria) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG
(Comiso) 1 scheletro, 7 crani, 1 mandibola, 1 tassidermia,
1 feto, 1 cuore, TP 2 scheletri, ME (Acquario) 1 cranio,
ME (Veterinaria)1 scheletro, 1 cranio, ME (Museo
Cambria) 1 tassidermia juv., PA 1 cranio.
Stenella frontalis (G. Cuvier, 1829), Stenella maculata atlantica,
Atlantic Spotted Dolphin
FI 1 cranio, 1 modello.
Stenella longirostris (Gray, 1828), Stenella dal lungo rostro, Longsnouted Spinner Dolphin
FI 1 cranio, 1 modello.
Steno Gray, 1846
Steno bredanensis (Lesson, 1828), Steno, Rough-toothed Dolphin
MI 1 scheletro, GE (anatomia comparata) 1 cranio, BO 1
cranio, FI 1cranio, 1 modello, RG (Comiso) 2 scheletri.
Tursiops Gervais, 1855
Tursiops aduncus (Ehrenberg, 1833), Tursiope indo-pacifico,
Indo Pacific Bottlenose Dolphin
FI 1 mandibola.
Tursiops truncatus (Montagu, 1821), Tursiope, Bottlenose
Dolphin
TO 3 scheletri, 1 cranio, 1 mandibola, 2 apparato uditivo,
1 pene, MI 5 scheletri, 6 crani, 1 reperto in liquido 1 tassidermia, MI (Pinacoteca) 1 cranio, BG 1 scheletro, PV 1
scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, UD 1 scheletro, 2 mandibole, 1 pinna caudale mummificata, TS 1 scheletro, 5
crani, 3 naturalizzati, TV 1 tassidermia, VR 1 scheletro, 4
crani, 4 coste, 2 arti anteriori, PD (Zoologia) 2 crani, PD
(veterinaria) 9 scheletri, 14 scheletri quasi completi, 1 in
preparazione, VE 1 scheletro, 8 crani, 5 mandibole, 2
naturalizzati, vertebre, ossa pelviche, colonna vertebrale,
denti, preparati a secco (intestino crasso, 2 polmoni, 2 stomaci, intestino tenue), preparati in liquido (lingua, cervello, 2 campioni di cute, rene, 2 cuori, 2 campioni di mucosa intestinale, vertebra), GE 7 scheletri, 14 crani, 1 tassidermia, 5 preparati, GE (anatomia comparata) 7 crani, arti
anteriori e scapole, 2 preparati anatomici, SP 1 tassidermia, MO 1 scheletro, 1 cranio, 2 naturalizzati, 1 feto, 2
reperti anatomici, RE 1 tassidermia, BO 2 scheletri, 2
crani, BO (veterinaria) 1 scheletro, FE 1 scheletro, 1 cranio, 1 arto anteriore, RN 2 scheletri, 17 crani, LU 1 scheletro, PI 4 scheletri, 2 scheletri senza cranio, preparati anatomici ( stomaco, cuore, milza, laringe, intestino, derma,
sezione del capo), FI 7 scheletri, 11 crani, 10 mandibole,
4 naturalizzati, 3 feti, ossa varie, LI 6 scheletri, 2 crani, SI
41 scheletro, 1 cranio, 1 tassidermia, PE 4 scheletri, AP (S.
Benedetto del Tronto) 1 scheletro, 1 juv., in liquido, RM
(Anatomia. Comparata) 1 scheletro, 1 cranio, RM (Civico
di Zoologia) 4 scheletri, 8 crani, 3 calchi, NA (Università)
4 crani, 2 naturalizzati, preparati anatomici (1 encefalo, 2
cuori, 8 apparati digerenti), NA (Ist. Della Porta-Porzio) 1
cranio, NA (Città della Scienza) 1 cranio, FG 1 scheletro,
TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 2 scheletri, BA (Scalera Liaci)
1 cranio, BA (veterinaria) vertebre, BA (Museo De
Romita) 1 cranio, LE (Parenzan) 1 neonato in liquido, CA
(Scienze della vita) 1 cranio, SS (Veterinaria) 1 scheletro,
CA (Geologia e Paleontologia) 1 cranio, NU (Belvì) 1 cranio, NU (Bonassai) 1 scheletro, CT 1 tassidermia juv., RG
(Comiso) 3 crani, TP 1 scheletro, PA 3 crani.
Famiglia Monodontidae Gray, 1821
Delphinapterus Lacépède, 1804
Delphinapterus leucas (Pallas, 1776), Beluga, Beluga- White Whale
TO 1 cranio, 2 feti in liquido, 1 ioide, PV 1 cranio, PI 2
scheletri, NA (Università) 3 crani, 1 feto in liquido.
Monodon Linnaeus, 1758
Monodon monoceros Linnaeus, 1758, Narvalo, Narwhal
TO 1 dente, MI 2 denti, BG 1 cranio, PV 2 crani, 4 denti,
TS 1 scheletro, VR 1 dente, PD (Zoologia) 1 dente, VE 2
vertebre, 2 denti, GE 3 reperti, PR 1 dente, MO 2 denti,
BO 1 cranio, BO (Zoologia), 2 denti, PI 2 scheletri, 1
feto, RM (Anatomia. Comparata) 1 dente, RM (Civico di
Zoologia) 2 denti, NA (Università) 4 denti, CA (Scienze
della vita) 1 dente, RG (Comiso) 1 calco di dente, PA 2
denti.
Famiglia Phocoenidae Gray, 1825
Neophocaena Palmer, 1899
Neophocaena phocaenoides (G. Cuvier, 1829), Neofocena, Finless
Porpoise
PI 1 scheletro.
Phocoena G. Cuvier, 1816.
Phocoena phocoena (Linnaeus, 1758), Focena comune, Harbor
Porpoise
MI 1 scheletro, LECCO 1 tassidermia, BG 2 scheletri, PV
1 scheletro feto, 1 cranio, TS 1 tassidermia, PI 1 scheletro,
FI 1 cranio, 1 mandibola, 1 modello, SI 2 crani, RM
(Civico di Zoologia) 2 crani, NA (Università) 1 feto, TA 1
tassidermia.
Famiglia Physeteridae Gray, 1821
Kogia Gray, 1846
Kogia sima (Owen, 1866), Cogia di Owen, Dwarf Sperm Whale
SI 1 scheletro, RG (Comiso) 1 scheletro.
Physeter Linnaeus, 1758.
Physeter mapcrocephalus Linnaeus, 1758 (= P. catodon
Linnaeus,1758), Capodoglio, Sperm Whale
TO 1 cranio, 1 mandibola, MI 2 scheletri, 3 reperti ossei,
BG 1 scheletro, PV 1 reperto di spermaceti, UD 2 denti,
TS 1 scheletro, denti, 1 tassidermia di pinna caudale, VR
2 coste, 1 pene a secco, PD (Zoologia) 1 scheletro, VE 3
scheletri (1 ex Napoli), 1 costola, 1emimandbola, 1
mascellare, GE 1 scheletro, 16 reperti, GE (anatomia comparata) 3 denti, PR 1 mandibola, RE 1 tassidermia juv., BO
1 scheletro, 1 bulla timpanica, RN 1 scapola, denti, PI 2
scheletri, 1 mandibola, 2 peni, FI 1 scheletro, 2 crani, 2
mandibole, 1 modello, LI 2 scheletri, 2 crani, SI 4 mandibole, 2 denti, vertebre caudali, PE 2 scheletri, AP (S.
Benedetto del Tronto) 1 scapola, costole, 1 vertebra, 2
dischi intervertebrali, RM (Anatomia. Comparata) 1 scheletro,, 2 vertebre, 1 mandibola, 5 denti, 1 radio, 1 vertebra
cervicale, 1 costa, preparati anatomici (valvola mitrale,
arco aortico, vescica urinaria, 1 pene), RM (Civico di
Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1
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NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO
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Zoologia) 1 scheletro, 1 vertebra caudale, NA (Università)
1 scheletro, ossa varie, NA (Capri) 4 coste, NA (Ischia) 1
mascellare superiore, BA (Scalera Liaci) 2 vertebre, LE
(Gallipoli) vertebre lombari, LE (Parenzan) 13 vertebre,
LE (Istituto Costa) 1 cranio, coste, arto anteriore, CA
(Pula) 1 scheletro, CT 1 cranio, RG (Comiso) 2 mandibole, 5 vertebre, ioide, 1 dente, 1 emapofisi, 1 occhio in
liquido, TP 1 scheletro, ME (Acquario) 1 cranio incompleto,1 scapola, ME (Museo Cambria) 1 cranio (frammento), PA 1 scheletro, 2 emimandibole, 19 denti.
Famiglia Platanistidae Gray, 1846
Platanista Wagler, 1830
Platanista gangetica (Roxburgh, 1801), Platanista del Gange,
Gange’s Susu
GE 1 scheletro, PI 1 scheletro, laringe, FI 1 tassidermia
Famiglia Iniidae Gray,1846
Pontoporia Gray, 1846
Pontoporia blainvillei (Gervais & d’Orbigny, 1844), Pontoporia,
Franciscana
GE 1 scheletro, FE 1 cranio, PI 1 scheletro, RG (Comiso)
1 scheletro.
Famiglia Ziphiidae Gray, 1865
Hyperoodon Lacépède, 1804
Hyperoodon ampullatus (Forster, 1770), Iperodonte boreale,
Northern Bottlenosed Whale
PI 1 scheletro, NA (Università) 1 cranio.
Indopacetus Moore, 1968
Indopacetus pacificus (Longman, 1926), Mesoplodonte di
Longman, Longman’s Beaked Whale
FI 1 cranio, 1 modello.
Mesoplodon Gervais, 1850
Mesoplodon bowdoini Andrews, 1908, Mesoplodonte di Bowdoin,
Andrews’ Beaked Whale
PI 1 scheletro, FI 1 modello.
Mesoplodon densirostris (de Blainville, 1817), Mesoplodonte di
Sowerby, Blainville’s Beaked Whale
GE 1 cranio.
Mesoplodon europaeus (Gervais, 1855), Mesoplodonte di Gervais,
Gervais’ Beaked Whale
MI 1 scheletro.
Ziphius G. Cuvier, 1823
Ziphius cavirostris G. Cuvier, 1823, Zifio, Cuvier’s Beaked Whale
MI 2 scheletri, 4 crani, 1 reperto osseo, PD (veterinaria) 1
scheletro, 2 crani, GE 3 scheletri, 7 crani, 1 tassidermia, 7
reperti anatomici, 2 modelli, GE (anatomia comparata) 1
scheletro, PI 1 scheletro incompleto, 1 cranio, FI 2 scheletri, 2 crani, 2 modelli, SI 4 scheletri, PE 1 scheletro, AP
(S. Benedetto del Tronto) 1 cranio, RM (Civico di
Zoologia) 3 crani, TA 1 cranio, LE (Gallipoli) 2 scheletri,
LE (Parenzan) 1 cranio, CA (Scienze della vita) 1 cranio,
RG (Comiso) 3 scheletri, 1 cranio, TP 1 scheletro, ME
(Acquario) 1 scheletro, PA 1 cranio.
Per dettagli sulle sigle utilizzate vedere tabella 1
UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE
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Legenda delle sigle utilizzate (in ordine alfabetico)
Key to abbreviations used (in alphabetical order)
AP (S.B. Tronto)
Museo Ittico “Augusto Capriotti” San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
BA (Museo De Romita)
Museo Naturalistico Vincenzo De Romita, Istituto Tecnico per Geometri
Pitagora, Bari
BA (Scalera Liaci)
Museo Lidia Scalera Liaci del Dipartimento di Biologia,
Università Aldo Moro, Bari
BA (Veterinaria)
Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università Aldo Moro, Bari
BG
Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo
BO
Museo di Anatomia comparata dell’Università di Bologna
BO (Zoologia)
Museo di Zoologia, Università di Bologna
BO (Veterinaria)
Museo di Anatomia degli Animali Domestici, Università di Bologna
CA (Geologia e Paleontologia)
Museo Sardo di Geologia e Paleontologia del Dipartimento di Scienze
Chimiche e Geologiche, Università di Cagliari
CA (Pula)
Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità, Pula, Cagliari
CA (Scienze della Vita)
Museo di Scienze della Vita e dell'Ambiente, Università di Cagliari
CT
Museo Zoologico del Dipartimento di Scienze Biologiche Zoologiche
e Ambientali, Sezione di Biologia Animale, Università di Catania
FE
Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara
FG
Museo Provinciale di Storia Naturale, Foggia
FI
Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
GE
Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova
GE (Università)
Museo di Anatomia comparata dell’Università di Genova
GR
Museo di Storia Naturale della Maremma, Grosseto
LC
Museo di Scienze Naturali di Lecco
LE (Calimera)
Museo di Storia Naturale del Salento, Calimera, Lecce
LE (Gallipoli)
Museo Civico e Museo del Mare di Gallipoli
LE (Ist. De Giorgi)
Liceo Scientifico Cosimo de Giorgi, Lecce
LE (Istituto Costa)
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Oronzo Gabriele Costa” di Lecce
LE (Parenzan)
Museo di Biologia Marina Parenzan, Università del Salento, Lecce
LI
Museo di Storia Naturale del Mediterraneo della Provincia di Livorno
LU
Liceo classico N. Machiavelli di Lucca
ME (Acquario)
Acquario Civico di Messina CESPOM
ME (Cambria)
Museo Zoologico F. Cambria del Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia
marina, Università di Messima
ME (Veterinaria)
Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie Università
degli Studi di Messina
MI
Museo di Storia Naturale di Milano
MI (Pinacoteca)
Raccolta “Manfredo Settala” conservata nella Pinacoteca Ambrosiana
di Milano
MO
Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università degli Studi
di Modena e Reggio Emilia, Modena
NA (Capri)
Museo Centro Caprense Ignazio Cerio, Capri, Napoli
NA (Città della Scienza)
Fondazione IDIS, Città della Scienza, Napoli
NA (Della Porta Porzio)
Istituto tecnico statale Gian Battista Della Porta-Porzio Napoli
NA (Ischia)
Complesso Museale di Villa Arbusto, Lacco Ameno, Ischia, Napoli
NA (Portici)
Museo del Mare, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno,
Portici, Napoli
NA (Sorrento)
Basilica Pontificia S. Antonio Abbate, Sorrento, Napoli
continua
416
NICOLA MAIO - LUIGI CAGNOLARO - GIANCARLA MALERBA - VINCENZO VOMERO
PAG 406-417_Cagnolaro, Maio, Vomero_Postfazione_RIVISTA ANMS DEF 30/10/14 17.36 Pagina 417
NA (Stazione Zoologica)
Museo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
NA (Università)
Museo Zoologico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
NU (Belvì)
Museo di Scienze Naturali di Belvì, Nuoro
PA
Museo Zoologico Doderlain, Università degli Studi di Palermo
PD
Museo di Zoologia dell’Università di Padova
PD (Veterinaria)
Museo di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova
PE
Museo del Mare di Pescara
PI (Calci)
Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa, Calci
PR
Museo di Storia naturale dell’Università di Parma
PV
Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia
RE
Musei civici di Reggio Emilia
RG (Comiso)
Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, Ragusa
RM (Museo Civico)
Museo civico di Zoologia di Roma
RM (Nazareno)
Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma
RM (Università)
Museo di Anatomia Comparata “Battista Grassi” dell’Università di Roma
“La Sapienza”
RN
Fondazione Cetacea onlus, Rimini
RN (Oltremare)
Parco Oltremare di Riccione
SA
Museo Vivo del Mare di Pioppi, Pollica, Salerno
SI
Accademia dei Fisiocritici di Siena
SP
Musei civici della Spezia
SS (Bonassai)
Museo didattico del Centro di Recupero animali selvatici dell'Ente Forestale
della Sardegna, Bonassai, Sassari
SS (Collezione Zoologica)
Collezione Zoologica del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio,
Università di Sassari
SS (Veterinaria)
Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università di Sassari
TA
Istituto Sperimentale Talassografico A. Cerruti, Taranto
TN
MUSE di Trento
TO
Musei di Zoologia e Anatomia comparata dell’Università di Torino
TO (Carmagnola)
Muse Civico di Storia Naturale di Carmagnola
TP
Istituto per l'Ambiente Marino Costiero, CNR U.O.S. di Capo Granitola,
Trapani
TS
Museo Civico di Storia Naturale di Trieste
TV
Collezione zoologica “Giuseppe Scarpa” di Trevis
UD
Museo Friulano di Storia Naturale di Udine
VE
Museo di Storia Naturale di Venezia
VR
Museo di Storia Naturale di Verona
Tabella 1
UN CATALOGO NAZIONALE DELLE COLLEZIONI CETOLOGICHE ITALIANE
417
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUSEI SCIENTIFICI • ANMS
Consiglio Direttivo
(2013-2016)
Informazioni
FAUSTO BARBAGLI, Firenze (presidente)
CARLA MARANGONI, Roma (vicepresidente)
ANNA MARIA MIGLIETTA, Lecce (segretario)
GIANCARLA MALERBA, Torino (economo)
ALESSANDRO BLASETTI, Camerino - MC (consigliere)
MONICA CELI, Montebelluna - TV (consigliere)
GIOVANNI PINNA, Milano (consigliere)
Rivista semestrale e supplementi aperiodici pubblicati dall’ANMS
Sede della Segreteria Operativa dell’Associazione:
• Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università di Firenze
Via Romana, 17. I-50125 Firenze
Tel. 333 3206570 - Fax 055 225325. E-mail: [email protected]
Sede della Redazione:
• c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18. I-00197 Roma
Tel. 338 4340344. E-mail: [email protected]
Sede Legale:
• Via La Pira, 4. I-50121 Firenze
Abbonamento annuo: € 100.00 (Italia ed estero)
Le richieste di abbonamento debbono essere indirizzate alla Segreteria
Operativa dell’ANMS
[email protected]
Autorizzazione del Tribunale di Verona, 12 ottobre 1984 - Reg. n. 626
Progetto grafico a cura della BM&B associati s.r.l.
EDITORIALE
• Il progetto CollMap e il Catalogo delle raccolte di Cetacei nei musei italiani
PREFAZIONE
• I Cetacei e i musei Italiani: un grandioso patrimonio zoologico tra ricerca scientifica
e valorizzazione storica
LE COLLEZIONI
POSTFAZIONE
• La collezione di cetacei dei Musei di Zoologia e di Anatomia comparata dell’Università di Torino
• Lo scheletro di Stenella coeruleoalba conservato nel Museo Civico di Storia Naturale
di Carmagnola (Torino)
• Catalogo dei cetacei attuali del Museo di Storia Naturale di Milano
• La focena comune del Museo di Storia Naturale di Lecco
• I Cetacei presenti nelle collezioni del Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo
• La collezione di cetacei del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia
• I reperti cetologici del Museo di Storia Naturale di Venezia tra collezionismo storico e valorizzazione
• I cetacei del Museo di Storia Naturale di Verona
• I cetacei del Museo di Zoologia dell’Università di Padova
• Le collezioni cetologiche del Museo di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova
• I cetacei della collezione zoologica “Giuseppe Scarpa” di Treviso
• Lo scheletro di balenottera comune, Balaenoptera physalus, esposto al MUSE (MUseo delle ScienzE
di Trento): un caso insolito di cetaceo in un museo alpino
• I Cetacei delle collezioni del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste
• Cetacei nelle collezioni teriologiche del Museo Friulano di Storia Naturale (Udine)
• I Cetacei del Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova
• La collezione cetologica del Museo di Anatomia comparata dell’Università di Genova
• La formazione delle raccolte di Cetacei dei musei civici della Spezia
• La collezione cetologica del Museo di Anatomia comparata dell’Università di
• Lo scheletro di Tursiops truncatus del Museo di Anatomia degli animali domestici dell’Università
di Bologna
• Cetacei attuali nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma
• Cetacei del Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università degli Studi di Modena
e Reggio Emilia
• I cetacei nelle collezioni dei Musei civici di Reggio Emilia
• I cetacei del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara
• La collezione cetologica della Fondazione Cetacea onlus (Riccione)
• La Balenottera comune conservata al Parco Oltremare di Riccione
• La collezione dei Cetacei attuali del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze:
indagine storica e revisione sistematica
• Lo scheletro di tursiope del Gabinetto di Storia Naturale presso il Liceo Classico N. Machiavelli di Lucca
• Il patrimonio di Cetacei attuali del Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa (Certosa di Calci).
Profilo storico e catalogo della collezione
• La collezione osteologica di cetacei del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo della Provincia
di Livorno
• La collezione di Cetacei dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena
• I cetacei presenti nelle collezioni del Museo di Storia Naturale della Maremma (Grosseto)
• La collezione cetologica del Museo Ittico “Augusto Capriotti” di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
• La collezione cetologica del Museo del Mare di Pescara
• La collezione cetologica del Museo di Anatomia Comparata “Battista Grassi” dell’Università di Roma
“Sapienza” (Mammalia, Cetacea)
• Cetacei e conservatori del Museo Civico di Zoologia di Roma: una tradizione storica italiana
• I Cetacei del Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma
• La collezione cetologica del Museo Zoologico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Catalogo aggiornato e ragionato
• Tre reperti cetologici del Museo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
• I reperti cetologici conservati presso enti scientifici e religiosi della Campania
• I Cetacei del Gabinetto di Scienze Naturali “Cosimo De Giorgi” dell’Istituto Tecnico Commerciale
e per Geometri “Oronzo Gabriele Costa“ di Lecce
• Catalogo dei cetacei attuali del Museo Civico e del Museo del Mare di Gallipoli (Lecce)
• Il patrimonio delle raccolte cetologiche minori della Puglia
• Il patrimonio cetologico dei musei e delle raccolte scientifiche della Sardegna
• Il patrimonio delle raccolte cetologiche museali della Sicilia
• Un catalogo nazionale delle collezioni cetologiche italiane
ISSN 1972-6848
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Catalogo Cetacei Gallipoli estratto