Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Numero 3 - Anno LXIII
Marzo 2009
«Il vento soffia dove vuole
e tu ne odi il rumore, ma non sai
né da dove viene né dove va;
così è di chiunque è nato dallo Spirito»
(Giovanni 3:8)
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Pubblicato dal Consiglio
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Martucci, Elio Varricchione.
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
Raccogliete...
L’abbondanza materiale dei nostri tempi può indurci a fare
quello che mai avrebbero fatto i nostri nonni.
Non è raro il caso di pasti consumati a metà e gettati nell’immondizia, o di pane che con troppa facilità viene buttato via, solo perché consumato in parte.
Le frasi “Che vuoi che sia?” o “Non essere esagerato!” nel passato non troppo lontano ancora non era stata coniata!
Nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 6, viene riportato l’episodio in cui il Signore Gesù sfamò una folla immensa, moltiplicando ciò che un giovane ragazzo aveva messo a Sua disposizione:
cinque pani e due pesci.
Dopo il pasto, Gesù fu molto attento nell’esortare i discepoli
affinché i pezzi avanzati non venissero messi nel dimenticatoio.
Dal poco Gesù creò l’abbondanza, dalla fame produsse la
soddisfazione.
I morsi della fame svanirono lasciando spazio al ristoro, alla
forza.
Che ognuno di noi possa essere come quel giovane, disposto
a dare ciò che aveva nelle mani del Maestro; allora sì, vedremo il
miracolo di Dio compiersi anche nella nostra vita, perché la benedizione di Dio è quella che arricchisce.
Giovani, coraggio, doniamoci a Cristo e vedremo la gloria di
Dio!
Non furono messi dei limiti alla folla, “quanti ne vollero”
(v.11), ma tutti poterono mangiare abbondantemente, perché non
c’era il timore che il miracolo fosse insufficiente.
Dopo che tutti si furono saziati, furono riempite dodici ceste
pieni di pani (v.13).
che nulla si perda
Non dimentichiamoci che Gesù non è limitato dalla vastità
del bisogno, non è messo in difficoltà di fronte ad una così grande richiesta, la potenza di Gesù è senza limiti.
Se siamo in grande bisogno, chiediamo senza dubitare!
Perfino le acque del mar Rosso non riuscirono a frenare la
potenza di Dio!
Chiediamo a Gesù di soddisfare il nostro bisogno e, per
quanto grande possa essere, Egli sarà in grado di soddisfarlo
pienamente.
L’ordine che Gesù diede ai discepoli fu: “Raccogliete i pezzi
avanzati, che nulla se ne perda”.
Quei pezzi avanzati, frutto del Suo amore e della Sua potenza, dovevano essere conservati con cura, nulla doveva essere
trascurato o abbandonato!
Facciamo tesoro di tutti i benefici che il Signore ci largisce:
ama i tuoi fratelli, ringrazia Dio per la Sua Chiesa, non trascurare
la lettura della Bibbia, esercitati nella preghiera ed avrai un buon
deposito prezioso e duraturo, che arricchirà la tua vita e renderà
limpide le tue scelte.
Preghiamo il Signore che ciascuno non viva nella penuria per
aver sprecato occasioni “irripetibili”, ma raccolga dinnanzi a Dio,
in preghiera, la “buona parte che non ci sarà tolta”.
SOMMARIO
Marzo 2009
Editoriale - D.Dicuzzo
Raccogliete...
che nulla si perda........ pag.2
Giovani operosi
R. Arata .......................... pag.4
La stabilità della famiglia
A. Walker ....................... pag.6
Perché desideriamo andare
in cielo
S. Caporaletti ................. pag.8
Uno di loro ..................pag.11
Domenico Dicuzzo
Pescatori di uomini
P. Perone....................pag.12
I segni
della nuova nascita
T. Incandela.................pag.14
Promossi Alla Gloria
Francesco Grasso........pag.15
Notizie Dalle Chiese
All’Estero e in Italia. .pag.16
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
Giov a ni operosi
Ge t t a il t uo pa ne s ul l e acque , perc hé
Il verso citato si riferisce in primo luogo all’attività
del seminatore. Quando il terreno, dopo le piogge
autunnali, è impregnato di acqua, viene effettuata la
semina. Il frumento (il pane) viene gettato nel terreno
umido (le acque) e, dopo i tempi naturali dello sviluppo e della crescita, si raccoglie il grano maturo.
Dal punto di vista spirituale questo verso ha una
sua importante applicazione.
Il pane gettato alle acque diventa simbolo della
Parola di Dio che viene annunciata mediante la predicazione e la testimonianza personale e il frutto di
questa proclamazione viene visto talvolta a distanza
di anni.
Vi sono tante testimonianze di credenti che, nel
passato, hanno ricevuto il messaggio dell’Evangelo in
qualche momento della loro vita.
Questo messaggio è rimasto nei loro cuori, infruttuoso, per tanto tempo, fino a che, nel momento in
cui è stato accettato dai cuori, ha prodotto il suo frutto di salvezza e di benedizione.
da della noia, dell’apatia, della superficialità; dispiace
vederli trascinare la loro esistenza senza un impegno
deciso che dia un senso ed un indirizzo alla loro vita.
Gettare il pane sulle acque significa investire nel
futuro, con la fiducia che la fatica non sarà vana.
Il contadino che sparge il seme nel terreno rinuncia ad una parte del frumento da cui potrebbe trarre
un utile immediato perché ha fiducia che alcuni mesi
più tardi ne avrà un utile maggiore.
C’è una perdita immediata che sarà compensata da
un guadagno futuro.
Si cominci con la preparazione
Ci si impegni nello studio e nell’acquisizione di
tutte quelle competenze, anche extrascolastiche, che
possono dare una solida base su cui fondare il proprio futuro lavorativo.
So quanto sia grande la frustrazione di tanti giovani alla ricerca infruttuosa di un posto di lavoro, specie
in tempi di crisi come quelli attuali o in aree depresse
come quelle del meridione d’Italia, ma senza preparaLa Parola esorta all’operosità fiduciosa
zione di base e senza impegno tutto sarà ancora più
I giovani in particolare ne traggano ispirazione per difficile.
la loro vita. Dispiace vedere tanti giovani divenire preLa fiducia nell’Iddio che provvede deve procedere
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
dopo molto te mpo lo r i t rover a i
di pari passo con la serietà del proprio impegno.
Si investa nei valori umani
Di Gesù fu detto che cresceva in grazia davanti a
Dio e davanti agli uomini.
Ognuno di noi ha il suo temperamento, ma valori
come la sincerità, la lealtà, la generosità, la disponibilità, l’amore per gli altri produrranno sempre frutti
benedetti.
Vivere guidati da tali valori significa creare attorno
alla propria persona l’affetto, la stima, l’apprezzamento, il rispetto degli altri, tutte cose che in un modo o
nell’altro ci torneranno utili nel futuro.
E soprattutto investiamo nei valori spirituali
Ormai la maggior parte dei giovani che frequentano le nostre comunità sono nati nell’ambito del mondo evangelico.
Vale sempre la pena di ricordare che la vera fede
non è cosa che si possa trasmettere da padre in figlio,
ma esperienza personale e scelta di vita che ognuno
deve fare.
Investire nel campo spirituale significa acquisire
l’insegnamento del Signore e far sì che esso diventi la
Ecclesia s te 11:1
bussola che orienta i nostri comportamenti.
Significa impegnarsi attivamente nell’opera di Dio.
Non a caso l’opera del Signore è paragonata ad un
campo da coltivare, con le molteplici attività che esso
richiede.
C’è lavoro per tutti, perché il campo è grande e gli
operai sono pochi.
In particolare è vasto il campo dell’evangelizzazione e ognuno deve sentire il dovere di dare il suo
contributo con la testimonianza personale e con la
collaborazione alle attività evangelistiche della chiesa.
Il lavoro è duro, perché il messaggio dell’Evangelo
viene spesso rigettato o semplicemente ignorato in
questo mondo che ha una visione sempre più materiale delle cose.
Sembra talvolta che perdiamo il nostro tempo e
le nostre energie, ma, come il contadino ritroverà a
distanza di tempo il frutto della sua fatica, così anche
noi ritroveremo il frutto del lavoro speso nel campo
del Signore: “Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni” (Sal.126:6).
Rodolfo Arata
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La stabilità della
Nella Bibbia troviamo i principi che guidano ogni sposo a iniziare bene la costruzione di una famiglia. È importante sapere come arrivare
alle nozze, ma è di grande importanza conoscere come ci si deve comportare anche dopo.
Ai giorni nostri, purtroppo, il divorzio viene considerato una conquista della società civile, invece è sempre esistito.
Già nel Vangelo di Matteo (19:3-12) i farisei, chiedendo a Gesù delucidazioni sulla legittimità e sulle modalità del divorzio, cercavano il Suo
parere in merito alla gravità dei fatti che potevano autorizzarlo.
Gesù richiamò l’attenzione di tutti sui principi biblici alla base della formazione della famiglia.
Dio unisce e desidera che i coniugi si uniscano
sempre di più con il passare degli anni.
Risposarsi equivale a commettere adulterio, cosa
che Dio condanna nei Comandamenti. Non Dio, ma
gli uomini tendono a dividere. Quando si affrontano
problemi nella vita matrimoniale bisogna fare attenzione alle persone che vogliono offrire consigli: chi
sono, quali scopi hanno e quale esempio danno?
Anche ai discepoli giungeva nuovo il fatto che il
matrimonio fosse, agli occhi di Dio, una scelta unica
e definitiva. In qualsiasi matrimonio potrebbe esserci qualche incomprensione poiché non conosciamo a
fondo l’altra persona e ci vogliono anni di vita coniugale per questo, ma non scoraggiamoci!
Dobbiamo dimenticare il modello hollywoodiano
del matrimonio, quello tra due persone che s’incontrano e vivono sempre felici e contente.
La verità biblica è che, mentre viviamo insieme in
comunione con il Signore, veniamo modellati in modo da unirci sempre più a Lui e al nostro coniuge.
Certo, questo lavoro è facilitato da una scelta attenta e guidata dal Signore, da una fede in comune, dalla constatazione di essere una stessa carne nei desideri e nei progetti per la vita.
Ecco perché nella formazione della famiglia si deve
lavorare per la sua stabilità.
Il matrimonio non è un salto nel buio, ma un passo di fede che porta ad un cammino compiuto dall’uno con l’altra, e da entrambi con il Signore.
Come lavorare per la stabilità della famiglia?
Il matrimonio è un patto che lega due persone, come il patto tra Dio ed Israele. Bisogna guardarsi dalla
slealtà, dal tradimento nei confronti del patto.
Il migliore modo per evitare la separazione e il divorzio è prendere sul serio le promesse scambiate
durante le nozze. Il Signore parla molto chiaramente:
“Io odio il ripudio… chi ripudia copre di violenza la
sua veste.” (Malachia 2:16).
Bisogna poi proseguire come all’inizio. La gioia
dell’innamoramento vero non deve scemare con il
passare del tempo, ma l’uomo deve continuare a corteggiare la moglie per non essere tentati: “Sia bene-
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famiglia
detta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua
gioventù. Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue
carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti
di un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?” (Proverbi 5:18-20). Il riferimento alla sposa della
gioventù indica chiaramente che questa esortazione è
indirizzata anche alle persone sposate da tempo.
Con le nozze si pone il primo fondamento dell’unione familiare, ma l’edificio è ancora tutto da costruire: “La casa si costruisce con la saggezza e si rende stabile con la prudenza; mediante la scienza, se ne
riempiono le stanze di ogni specie di beni preziosi e
gradevoli.” (Proverbi 24:3).
Le qualità necessarie per edificare ed arredare la
“casa” spirituale della nostra famiglia vengono da Dio:
“Il Signore infatti dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l’intelligenza.” (Proverbi 2:6).
Tutti saremo in grado di edificare se lavoreremo seguendo le Sue direttive di lavoro.
Non dobbiamo edificare in un ambiente ostile.
L’insegnamento tratto da Colossesi 3:12-15 (che si riferisce in primo luogo alla chiesa) si applica anche
in famiglia: “Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio,
santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.
Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda,
se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore
vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati
chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.”
Alcuni matrimoni potranno indebolirsi, fino anche
a rovinarsi per la reciproca mancanza di perdono dei
piccoli e grandi torti. Per restare insieme sarà necessario, in modo particolare, coltivare un’attitudine di perdono: impegnamoci personalmente lavorando assieme al Signore per la stabilità del nostro matrimonio.
Andrea Walker
Articoli
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come la ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola
della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21;
Ro­m.1:16; I Tes­s.2:13).
Crediamo nell’unico vero Dio, E­ter­
no, Onnipotente, Creatore e Signo­re
di tutte le cose e che nella Sua u­nità
vi sono tre distinte Per­sone: Pa­dre, Fi­
glio­lo e Spirito San­to (Efe.4:6; Matt.
28:19; Luca 3: 21-22, I Gio­v.5:7).
di
Fede
Crediamo al battesimo nello Spi­rito
Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che
si manifesta, secondo le Scrit­ture,
con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di
progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre
Scritture, nella potenza del­l’an­nun­
cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al mondo
(Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46;
11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20;
Gio­v.16: 13; Matt.28:19-20).
Crediamo che il Signore Gesù Cri­
sto fu concepito dallo Spirito Santo
e assunse la natura umana in seno
di Maria vergine. Vero Dio e vero
uomo (Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
Crediamo ai carismi e alle grazie
dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione
e la consolazione della comunità criCrediamo nella Sua vita senza pec- stiana e, conseguentemente, della società umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22;
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Ebr.13:15; Rom.12:1).
morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua
resurrezione, nella Sua ascensione al- Crediamo ai ministeri del Signore
la destra del Padre, quale unico me- glo­rificato, quali strumenti autorediatore, nel Suo personale e immi- voli di guida, d’insegnamento, di e­
nente ritorno per i redenti e poi sulla dificazione e di servizio nella comuterra in potenza e gloria per stabilire nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi
il Suo regno (I Pie. 2:22; II Cor.5:21; forma gerarchica (Efe.1: 22-23; 4:11Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. 1:4; 2:24; 13; 5:23; Col.1:18).
I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Gio­v.14:1-3; I
Crediamo all’attualità e alla validiCor. 15:25; I Tim.2:5).
tà delle deliberazioni del Con­cilio di
Crediamo all’esistenza degli ange- Ge­ru­sa­lem­me, riportate in Atti 15:28li creati tutti puri e che una parte
29; 16:4.
di questi, caduti in una corruzione
e perdizione irreparabili, per diret- Crediamo alla resurrezione dei
ta azione di Satana, angelo ribelle, morti, alla condanna dei reprobi e
saranno con lui eternamente puniti alla glorificazione dei redenti, i qua(Mat­t.25:41; Efe.6:11-12).
li hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46;
Crediamo che soltanto il ravvedi- 24:12,13).
mento e la fede nel prezioso sangue
di Cristo, unico Sommo Sa­cer­do­te, Celebriamo il battesimo in acqua
siano indispensabili per la purifica- per immersione, nel nome del Pa­
zione dal peccato di chiunque Lo
dre e del Figliolo e dello Spirito San­
ac­cetta come personale Sal­va­tore
to, per coloro che fanno professione
e Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I della propria fede nel Si­gnore Gesù
Pie.1:18, 19; Efe.2:8).
Cristo come loro personale Salvatore
Crediamo che la rigenerazione (nuo­ (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
va nascita) per opera dello Spi­rito
Celebriamo la cena del Signore o
San­­to è assolutamente essenziale
San­ta
Cena, sotto le due specie del
per la sal­vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23;
pa­ne
e
del vino, rammemorando coTito 3:5).
sì la morte del Signore e annunzianCrediamo alla guarigione divina, done il ritorno, amministrata a chi­un­
secondo le Sacre Scritture median- que sia stato battezzato secondo le
te la preghiera, l’unzione dell’olio e regole dell’Evangelo e vive una vita
l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; degna e santa davanti a Dio e alla
Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17- società (I Cor.11:23-29; Luca 22:1918; Giac.5: 14-16).
20).
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cielo
Perché
Desideriamo
Andare In
Viviamo in tempi difficili sia per il mondo, in cui i
conflitti si moltiplicano, sia per la chiesa, in riferimento
alla quale Gesù disse: “Molti si scandalizzeranno, e si
tradiranno e si odieranno a vicenda. E molti falsi profeti
sorgeranno e sedurranno molti. E perché l’iniquità sarà
moltiplicata, la carità dei più si raffredderà” (Mat.24:912).
In tempi come questi c’è un popolo che aspetta la
piena redenzione e vuole andare verso il cielo, sapendo
che, quando queste cose cominciano ad avvenire, è il
momento di guardare in alto: “Rialzatevi, levate il capo,
perché la vostra redenzione è vicina” (Luca 21:28).
Lo vogliamo davvero? Perché?
Abbiamo sulla terra, come veri credenti nati di nuovo, tantissimi impegni per l’edificazione della chiesa
e per l’evangelizzazione del mondo, ma, mentre traffichiamo finché Egli venga, l’occhio della fede è aperto, il
cuore in attesa, la mente salda.
Nel mondo vi è paurosa attesa, perché le cose si
complicano sempre di più, ma la chiesa ha la beata
speranza e aspetta l’apparizione della gloria del nostro
grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù, “il quale ha dato se stesso per noi affin di riscattarci da ogni iniquità”
(Tito 2:13,14).
I credenti di ogni tempo hanno desiderato il
cielo
Abramo nella sua vita di ogni giorno anelava al cielo, alla città celeste, vera ed eterna “il cui architetto e
costruttore è Dio”, come noi “bramiamo nuovi cieli e
nuova terra in cui abiterà la giustizia” (Ebrei 11:14.16;
II Pie.3:13).
Giobbe, nella sofferenza, lo desiderava ardentemen
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
te: “Ma io so che il mio Redentore vive, e che alla fine si
leverà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà
distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Iddio.
Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno gli occhi
miei, non quelli di un altro... il cuore, dalla brama, mi
si strugge in seno!” (Giobbe 19:25-27).
Stefano, nella sua morte, vide il Signore e chiese che
il suo spirito fosse accolto nel cielo: “Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio.
... E lapidavano Stefano che invocava Gesù e diceva:
Signor Gesù, ricevi il mio spirito”. (Atti 7:56-59).
Gesù è la vita nostra
Per l’apostolo Paolo il cielo era una ragione di vita che lo faceva correre come in una gara, protendersi avanti, pur di compiere il corso, completare la corsa,
testimoniare dell’Evangelo della grazia, non tenendo
conto della sua vita, e raggiungere la gloria (Atti 24:20;
Filipp. 3:12-14,20-21).
La Sua vita era Cristo; non viveva più per se stesso, ma, morto al mondo e al peccato, Cristo viveva in
lui (Gal.2:20; Filip.1:21) e al termine della sua vita, dopo aver combattuto il combattimento e finita la corsa,
aspettava la corona che il Signore avrebbe dato a tutti
quelli che amano la Sua apparizione (II Tim.4:6-8).
Cristo è degno di lode perché diede la Sua vita per
avere la mia, perse la Sua vita per trovare la mia, lasciò
la Sua vita per prendere la mia, mise la Sua vita per recuperare la mia, depose la Sua vita per elevare la mia
(Giov.10:11,14,15; Apo.5:9-10).
Cristo è l’eletto di Dio, come dichiarò il Padre (Luca
9:35), perciò anch’io Lo voglio eleggere a Pietra angolare, eletta e preziosa, della mia vita.
Cristo è l’atteso; Egli apparirà a quanti avranno amato la Sua apparizione. Egli verrà!
Paolo desiderava andare con Gesù, perché sapeva
che il paradiso è un luogo di gloria, lo aveva appreso
dalla Scrittura (I Cor.2:9) e dalla sua esperienza personale, con una visione di cose ineffabili (II Cor.12:2-4).
Un popolo appartato
Mentre tutti cercano il proprio interesse per egoismo, sulla terra c’è un popolo che ha l’animo alle cose
di sopra, aspira alle cose di lassù (Col.3:1,2). Un popolo
che, come Naboth, non è disposto per nessuna ragione
a rinunciare alla propria eredità, che non vuol trasgredire alla Parola di Dio costi quel che costi (I Re 21:16,18).
Guardiamolo bene questo popolo, questa festante
assemblea, questo esercito con a capo il Principe della pace; è un popolo che non è contato nel novero delle nazioni, numerosissimo come la polvere, e va verso il
cielo. Dio è con lui e gli dona forza, esso adora Dio con
la semplicità tipica dei redenti, esso è benedetto! Si distingue fra tutti, infatti è appartato e disperso fra i popoli; le sue leggi son diverse da quelle d’ogni altro popolo (Num.23:9,10,21,22; Ester 3:8).
Mentre tutti i popoli hanno la loro religione, questo
popolo ha il Libro di Dio.
Mentre tutti i popoli hanno il sangue dei loro eroi,
questo popolo è sotto il sangue di Cristo.
Mentre tutti i popoli hanno i loro riti per avvicinarsi
alla divinità, questo popolo confida nella grazia di Dio.
Mentre tutti i popoli hanno delle persone in cui sperano, questo popolo ha Cristo, speranza di gloria.
Mentre tutti i popoli hanno desiderio di vivere per
ciò che è terreno, questo popolo è straniero e pellegrino, va verso il cielo.
Mentre tutti i popoli hanno desiderio di appartenere ad un gruppo, questo popolo è chiamato “il popolo
di Dio”, di Cristo. “Mentre tutti i popoli camminano ciascuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome dell’Eterno, del nostro Dio, in perpetuo” (Michea 4:5)
Gesù è il Signore della gloria
Mentre qui sulla terra regna il principe di questo
mondo, Satana, l’usurpatore, colui che opera negli uomini ribelli a Dio, ci consola la promessa che là regna
il vero Re, Gesù, che non ha nulla in comune con il nemico. Là Gesù è seduto, Re eterno, Sovrano glorificato in eterno, sul Suo trono di gloria, Egli è colui che ha
potestà assoluta in cielo e in terra.
Gesù è vincitore sulla morte
Per quali ragioni il credente non teme la morte?
Perché può cantare: “Or vivere è Cristo, sol Cristo per
me, se anche il Giordan passerò, non temo la morte
la prova il dolor, sempre pace godrò in Gesù”? Perché
Cristo ha vinto la morte, ne ha distrutto il potere, annientata la forza, spezzata la catena della paura e tutto questo ci è mostrato, manifestato, espresso mediante l’Evangelo della vita, la Buona Notizia di Cristo (II
Tim.1:10; I Cor.15:54,55; Ebrei 2:15).
Perché il credente è legato a Cristo, che ha vinto la
morte ed ha anche trionfato su di essa, mediante la Sua
resurrezione dai morti. Egli vive!
Ecco l’annuncio della Buona Novella dell’Evangelo!
Quando ogni credente unito a Cristo per fede passa
per la morte fisica, la sua anima e lo spirito rigenerato
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vanno con Gesù. L’esempio di Stefano ci viene in aiuto
anche in questo caso (Atti 7:54-60).
Noi vinciamo la morte, non abbiamo più paura di
passare il Giordano, perché dinanzi al nostro capitano il fiume si prosciugherà e, come il nostro novello
Giosuè vi è passato fino a toccare il fondale per poi risalire dall’altro lato vittorioso, così anche noi seguiamo
il nostro precursore, il vero capitano, il vero principe,
il Capo dell’esercito dell’Eterno, il risorto e trionfante
Signore Gesù (Giosuè 3:15-17).
Gesù vuole che ci prepariamo
Con fede. Anche il credente dunque, per la fede in
Cristo, vince il male, il peccato, il mondo e perfino la
morte, ed esclama: Chi ci separerà dall’amore di Cristo?
…Io son persuaso che né morte, né vita,… né cose presenti, né cose future… né alcun’altra creatura potranno
separarci dall’amore di Dio, ché è in Cristo Gesù nostro
Signore (Romani 8:38). La fede comprende la nuova nascita, la certezza della vita eterna, l’appartenenza alla
famiglia di Dio.
Con amore. Il sigillo dell’amore di Cristo nel nostro
cuore ci aiuta a vincere la morte e non sarà spento dalle prove della vita: Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte… I suoi ardori sono ardori di fuoco,
fiamma dell’Eterno. Le grandi acque non potrebbero
spegnere l’amore, e dei fiumi non potrebbero sommergerlo. Se uno desse tutti i beni di casa sua in cambio
dell’amore, sarebbe del tutto disprezzato (Cantico dei
Cantici 8:6-7). Ecco perché l’amore di Dio è il vestito
ideale del credente, il vincolo della perfezione, infatti
per mezzo di esso siamo legati al Signore per l’eternità
(Col.3:14).
Con purezza, in vesti bianche. Siano le tue vesti
bianche in ogni tempo, continuamente, mentre servi e
aspetti lo Sposo celeste.
La Chiesa di Cristo, formata da tutti i veri credenti
nati di nuovo, si purifica nell’attesa del Suo ritorno, infatti tutti quelli che hanno questa speranza si purificano
come Gesù è puro, perché desiderano vederLo faccia
a faccia e sanno che senza la santificazione, vale a dire
il processo di purificazione e perfezionamento di coloro che sono nati di nuovo, non si può vedere il Signore
(Isaia 52:11; I Giov.3:2,3; Ebrei 12:14).
Con l’unzione. Lo Spirito Santo illumina e guida il
credente nel penetrare a fondo la Parola di Dio ma anche nel metterla in pratica; Egli ci dà, dunque, le forze
per vivere in modo coerente e fedele. Nella parabola di
Gesù, lo Spirito Santo, figurato dall’olio, era indispensabile per essere pronti a ricevere lo Sposo che arrivava;
era un elemento invisibile, nascosto dentro, ma neces10
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
sario perché la lampada facesse luce.
Quando Gesù verrà in una parte della terra sarà
notte e i credenti dormiranno, mentre nell’altra parte
ognuno sarà al lavoro, sveglio, attivo; ebbene, tutti dovranno avere l’olio dell’unzione dentro di sé, per aver
luce spirituale ed uscire incontro allo Sposo che viene
(Matteo 25:1-13).
Impegnato nel servizio. Beato quel servitore che il
Padrone, quando verrà, troverà così occupato, impegnato, attivo.
Servire il Signore è l’impegno di condurre anime al
Signore, vegliare diligentemente sul proprio stato spirituale e sulla propria fede… si tratta di un’amministrazione, quindi occorre un esame costante per edificare
bene la nostra santissima fede e rendere buona testimonianza nel mondo; con quale risultato?
Eccolo: quelli che ne avranno condotti molti alla giustizia, risplenderanno come stelle in sempiterno,
perché non hanno avuto paura di esporre se stessi, ma
son rimasti vincitori per la fede nel sangue dell’Agnello
(I Pie.4:10; II Cor.13:5).
Gesù vuole che Lo aspettiamo
Noi aspettiamo Gesù come la sposa aspetta lo sposo. Basta leggere il Cantico dei Cantici e lasciare che
il nostro amore per il Signore e la Sua apparizione aumentino in noi.
Lo aspettiamo, infatti, con vero desiderio:
• di essere con Lui, perché il Suo nome è un profumo
che si spande, ed ella esclama: Attirami a te!
• di essere pasturati da Lui: O tu che il mio cuore ama,
dimmi dove meni a pascere il tuo gregge… perché sarei
io come una donna sperduta?
• di ammiraLo: Come sei bello, amico mio, come sei
amabile!
• di essere riparati e protetti alla Sua ombra: Qual è un
melo tra gli alberi del bosco, tal è l’amico mio tra i giovani. Io desidero sedermi alla sua ombra… l’insegna
che spiega su di me è amore.
• di sentire la Sua voce: Ecco la voce del mio amico!
Eccolo che viene … il mio amico parla e mi dice: levati
amica mia, mia bella, e vientene.
• di appartenerGli per sempre: Il mio amico è mio ed io
sono sua, di lui che pastura il gregge tra i gigli.
• della Sua apparizione: Prima che spiri l’aura del giorno, torna amico mio.
Amen! Vieni Signore Gesù!
Simone Caporaletti
Uno di loro
“Questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni,
spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue e fuoco, e vapor
di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il
giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2: 17-21).
Ci sono persone quasi ovunque
i cui cuori sono tutti in fiamme
con il fuoco disceso a Pentecoste,
che li ha fatti tutti acclamare:
sta ardendo ora nel mio cuore –
Tutta la gloria al suo nome! –
e sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
Essi erano riuniti nell’alto solaio,
e pregavano tutti nel Suo nome,
furono battezzati nello Spirito Santo
e la potenza per il Suo servizio giunse.
Ora, quel che Egli fece per loro quel giorno
farà lo stesso per te,
e sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
Uno di loro (uno di loro), uno di loro (uno di loro)
sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
Uno di loro (uno di loro), uno di loro (uno di loro)
sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
Vieni, fratello, cerca questa benedizione
che purificherà il tuo cuore dal peccato,
che farà suonare le campane di gioia
e manterrà l’anima in fiamme.
Sta ardendo ora nel mio cuore –
Sebbene queste persone potrebbero non essere istruite, Tutta la gloria al suo nome! –
né vantare una fama nel mondo,
e sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
hanno tutti ricevuto la loro Pentecoste,
attraverso la fede nel nome di Gesù;
Rimane poco da aggiungere per commentare le pae stanno raccontando ora, in lungo e in largo,
role del fratello Isaiah G. Martin, della cui vita non si
che la Sua potenza è ancora la stessa,
hanno notizie certe.
e sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
Di lui si sa che verso la fine del XIX secolo fu attivo
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nel Movimento di Santità e che nel XX secolo ricevette
il battesimo dello Spirito Santo.
Questo canto reca una data di estrema importanza:
1906, anno in cui la benedizione Pentecostale fu riversata sui credenti nati di nuovo, diciannove secoli dopo
l’era apostolica.
Il fratello I.G. Martin ci riporta, in questo canto, la
testimonianza oculare di ciò che accadde in quell’ormai lontano 1906.
Mentre le testimonianze reperibili nei vari libri sulla storia del Movimento Pentecostale riportano i fatti
che accaddero in quel lontano giorno, il canto del fratello Martin ci riporta l’emozione, la gioia, l’orgoglio
e l’entusiasmo di essere, proprio lui, uno di loro, uno
dei credenti nati di nuovo che, dopo diciannove lunghi, lunghissimi secoli, sperimentava la benedizione
Pentecostale.
Il fratello Martin sapeva di entrare nella Storia, ma
non la storia dell’uomo fatta di date, di guerre, di trattati di pace, di nascite e di morti.
Il fratello Martin aveva realizzato di entrare nella
Storia scritta da Dio stesso, la storia che il Signore aveva rivelato un tempo ai profeti come Gioele, e che ora
avrebbe rivelato ai bambini, ai vecchi, ai servi e alle
serve.
Il fratello Martin aveva fatto un passo verso gli
“Ultimi Giorni”, in cui Dio avrebbe versato il Suo
Spirito su “ogni carne”. Significativa, per questo, è l’insistente ripetizione della parola nella versione inglese
all, tutti.
Lo Spirito Santo, “la benedizione Pentecostale”, non
è solo per i re, per i presidenti, o per chi fa la storia
umana, ma per tutti. Per ognuno di noi.
Il fratello Martin sapeva tutto ciò, nel lontano 1906.
Eppure, quel 1906 non dovrebbe essere così lontano dai nostri cuori. Dio aveva mandato la benedizione
Pentecostale sulla Sua Chiesa, donando ai credenti una
potenza che avevano conosciuto solo attraverso il racconto biblico.
Oggi l’abitudine e la paura di “insolite” manifestazioni stanno soffocando l’entusiasmo di una benedizione che si dovrebbe rinnovare giorno dopo giorno,
per purificare i nostri cuori, e per “far suonare le campane di gioia”.
In italiano, purtroppo, non esiste una versione di
questo canto, eppure anche noi, durante ogni culto,
dovremmo poter dire: “Ci sono persone quasi ovunque
i cui cuori sono tutti in fiamme con il fuoco disceso a
Pentecoste, che li ha fatti tutti acclamare. Sta ardendo
ora nel mio cuore – Tutta la gloria al suo nome! – e sono felice di poter dire: “Sono uno di loro!”
*
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R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
“Or passeggiando lungo il mare della Galilea, egli
vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo
fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano pescatori. E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò
pescatori d’uomini. Ed essi, lasciate prontamente le
reti, lo seguirono” (Matteo 4:18-20).
La passeggiata
Non fu una comune passeggiata sul lungomare
per distendere i nervi o per disperdere le preoccupazioni nelle onde del mare. Paolo, l’apostolo, ci ricorda che l’esercizio fisico è utile a poca cosa, mentre la devozione è utile a tutte le cose. Forse oggi
anche molti credenti sarebbero inclini a non appoggiare questa “arcana e polverosa” convinzione di
Paolo: forse trovi il tempo per la passeggiata, per la
palestra, per la pay TV, ma il tuo cuore è appassionato per le cose del Signore? Gesù non stava semplicemente passeggiando, ma stava per fare un vero e
proprio reclutamento.
La selezione
Gesù stava cercando i collaboratori. Non li selezionò tra i colti e gli istruiti, ma chiamò con Sé operai impegnati, ricchi di manualità, pronti ad alzarsi
ancora quando è buio e a trascorrere numerose ore
in veglie notturne, pronti al lavoro di squadra.
Vogliamo riconoscere che, pur essendoci forse in
mezzo a noi credenti che posseggono qualche titolo
di studio o qualche abilità professionale, rimaniamo
pur sempre uomini limitati che, per la Sua grazia,
hanno il privilegio di essere chiamati al Suo servizio.
Pescatori d’uomini
Le qualità spirituali sono essenziali per poter servire
la santa chiesa di Cristo, ma non vogliamo diventare degli
“operai specializzati” solo in un certo settore del servizio,
bensì lasciamo fare allo Spirito Divino il Suo glorioso lavoro:
quello di modellarci e renderci umili e mansueti, pronti e disposti a tutto.
L’invito
Gesù non promise un’attività lavorativa comoda e redditizia, non parlò di un posto nel cielo, di peccato, di croce,
di potenza o di troni da occupare; il Reclutatore disse loro
semplicemente che sarebbero diventati pescatori di uomini.
• “venite dietro”: si sarebbero dovuti spogliare della proprie capacità, proclamando Gesù come loro guida. Per andare dietro bisognava dare piena disponibilità a lasciare ogni
cosa in cambio di quello che non conoscevano. Andare dietro significava confessare la propria miseria spirituale a favore delle ricchezze in Cristo Gesù.
• “vi farò”: non avrebbero appreso una tecnica di persuasione, bensì il Maestro avrebbe insegnato loro a “pescare” uomini con vera passione e dedizione.
• “pescatori di uomini”: la calzante similitudine avverte che si sarebbero imbattuti in tempeste spirituali dalle onde più grandi di quelle che fino a quel punto avevano conosciuto. Avrebbero trascorso notti insonni, anziché a pescare con la lampada esposta al bordo della barca per attirare
i pesci, in preghiera con lacrime, illuminati dalle promesse
della Parola di Gesù. Avrebbero rassettato le reti della conoscenza biblica e della sana testimonianza, le avrebbero sentite riempirsi e avrebbero avvertito il dolore dei muscoli del
cuore, causato dal peso comportato di ogni singola anima
pescata dalla grazia. Avrebbero dovuto, come ogni buon pe-
scatore, fare la propria cernita, esercitare un limpido discernimento spirituale, perché durante la pesca nelle reti della salvezza poteva entrare di tutto. Avrebbero potuto, come
ogni pescatore, stare sereni, perché sarebbero vissuti del lavoro che svolgevano. Gesù non fornì loro altra spiegazione,
il resto lo avrebbero imparato con Lui, una remata dopo l’altra.
Gesù non ci ha salvato per rinchiuderci in un “religioso
silenzio” di un eremo solitario, ma vuole trasformarci in pescatori d’uomini pronti di giorno, quanto di notte, pronti alla
bonaccia, quanto alla tempesta.
La prontezza
La potenza tanto attesa non arriverà se non saremo disposti a tutto, pur di “pescare” nuove anime con l’evangelizzazione. Quella potenza glorifica Cristo, mette in azione,
conferisce gioia, entusiasmo e franchezza alla testimonianza.
La potenza dello Spirito Santo non è necessaria a chi ha
deciso di restare immobile come una statua nella teca di un
santuario.
Quei discepoli, quei due fratelli, senza sapere che cosa li
attendeva, senza ancora aver ricevuto potenza dall’alto, senza aver affrontato un corso di studi, senza avere il sostegno
di una chiesa, senza automobile, senza locale di culto… fecero di Gesù e delle Sua chiamata l’ottimo motivo per salpare nelle acque della missione più gloriosa della loro vita!
Puoi anche tu lasciare prontamente le reti del tuo amor
proprio, per fare altrettanto e seguire Gesù?
Paolo Perone
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I segni
della nuova
nascita
Il credente nato di nuovo ha fame della parola di
Dio
“Io sono il pane della vita” (Giov.6:48). Un credente ha
fame della Parola di Dio! La Parola di Dio rappresenta il
La Bibbia, la Parola di Dio, descrive che cosa è la nuova nutrimento spirituale senza il quale non si può vivere per
nascita e sottolinea la sua importanza nella vita del credente. il Signore!
“Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”
Coloro che non sono nati di nuovo indirizzano il lo(Giov.3:3). La nuova nascita è l’opera compiuta dallo Spirito ro appetito verso altre cose. La direzione verso la quale si
Santo che compunge i cuori ed opera in coloro che, ricono- dirige questo appetito indica se Gesù è vivente nel proscendosi sporchi di peccato e bisognosi della grazia di Dio, prio cuore. Chi è nato di nuovo non può correre dietro al
accettano Gesù Cristo come personale Salvatore. “Se dunque mondo; Gesù diventa lo scopo della sua vita!
uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie soIl cristiano nato di nuovo si chiede: “A quale distanza
no passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Cor.5:17)
mi devo tenere dal mondo? Come posso servire meglio il
Signore?” “O gente adultera, non sapete che l’amicizia del
Il credente nato di nuovo sa di esserlo
mondo è inimicizia verso Dio? Chi vuole essere amico del
“Lo spirito stesso attesta insieme al nostro spirito che siamondo si rende nemico di Dio” (Giac.4:4).
mo figliuoli di Dio” (Rom.8:16). Un credente nominale che
non è nato di nuovo potrebbe anche cercare di vivere un
Il credente nato di nuovo è oggetto di attacchi
cristianesimo formale, ma lo vivrà solo nell’esteriore, senL’avversario farà il possibile per separare dal Signore
za Cristo, senza la Sua grazia e senza il Suo perdono. La so- l’uomo nato di nuovo, cercando di indurlo a peccare. Il
la certezza di essere salvati ci viene data dalla Parola di Dio: vero figlio di Dio sta costantemente all’erta contro il re“Vedete di quale amore ci è stato largo il Padre dandoci di
gno delle tenebre “Rivestitevi della completa armatura di
essere chiamati figliuoli di Dio e tali siamo” (1Giov.3:1).
Dio onde possiate star saldi contro le insidie del maligno”
(Efe.6:10). Il figlio di Dio sa che il Signore l’ha lasciato su
La vita del credente nato di nuovo non può restare na- questa terra perché porti ad altre anime ancora schiave
scosta
l’annuncio della vera libertà di “Tutto l’Evangelo”. Gesù
Quando una persona è nata di nuovo, questo non può
disse: “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io
restare nascosto a nessuno! Gesù disse: “Li riconoscerete dai ho vinto il mondo” (Gv.16:33).
loro frutti” (Matteo 7:16). Colui che è nato di nuovo brama
essere un testimone di Gesù, e la sua testimonianza sarà evi- Il credente nato di nuovo è vittorioso
dente nella propria vita! Il cristiano nato di nuovo manifeGesù riportò vittoria su Satana, sul peccato e sulla
sterà Gesù in ogni suo comportamento perché Cristo, memorte. Tutti coloro che sono in Cristo Gesù sono anch’esdiante lo Spirito Santo, abita nel suo cuore: “E faccia sì che
si vincitori. Il credente, per il sacrificio della croce, riceCristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori” (Efe.3:17)
ve per grazia la vita eterna. “E io do loro la vita eterna”
“Gesù gli rispose: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e (Giovanni 10:28). Il credente ringrazia Dio per la vittoria
il Padre mio l’amerà e noi verremo da lui e dimoreremo pres- in Cristo Gesù. “Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoso di lui” (Giov.14:23).
ria per mezzo di nostro Signore Gesù Cristo” (1 Cor.15:57).
Il credente nato di nuovo ha un’attitudine di preghiera
Come non possiamo vivere senza respirare, così la vita spirituale ha bisogno della preghiera. Chi è nato di nuovo
pregherà anche se l’avversario delle anime cercherà di ostacolarne i momenti di preghiera personale e la partecipazione alle riunioni. Solo perseverando nella preghiera si accrescerà sempre più il desiderio di volgersi, del continuo, a Dio.
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R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
I frutti meravigliosi della nuova nascita si possono così sintetizzare: salvezza, pienezza, attesa. Salvati dal peccato, dal potere del maligno, dalla morte, ripieni di Spirito
Santo, in una gioiosa ed operosa attesa del ritorno di
Gesù, camminiamo in questa nuova vita che Cristo ci ha
dato.
Tommaso Incandela
promossi alla gloria
Francesco
GRASSO
1922-2 0 0 9
“Quanto a me e alla casa mia,
serviremo l’Eterno” (Giosuè 24:15).
Questo verso della Parola di Dio
è stato sempre vivo nel cuore di
Francesco Grasso.
La sua vita è stata sostenuta e
condotta dall’immenso valore di
servire l’Eterno.
Per poco più di 70 anni, fin dall’incontro con la Parola, la sua vita
è stata un’attenta e scrupolosa scelta giorno per giorno per il Signore
Cristo Gesù.
Poco più che ragazzo – aveva 16
anni – lo Spirito Santo fece breccia
nel suo cuore ed egli sperimentò la
nuova nascita con semplice fede.
Fu immerso nelle acque battesimali testimoniando a familiari, parenti e conoscenti che Cristo era il
Suo unico e personale Salvatore.
Ai suoi genitori non piacque la
decisione che Francesco aveva preso per Cristo, tanto che, come conseguenza di quella scelta, gli imposero nel 1939 di abbandonare la casa paterna. Seguirono anni difficili.
Giunto a Roma cercò la Chiesa,
dove venne accolto dalla famiglia
del Signore; tra cui i pastori Gigetto
Arcangeli e Nello Gorietti.
Erano tempi di fermento per la
cristianità, e il Vangelo non poteva
essere vissuto con serenità fuori dei
canoni della religione ufficiale.
Nel corso di un incontro di preghiera, mentre in ginocchio insieme ad altri fratelli in fede cantava
inni di lode al Signore, gli venne
intimato: “Mani in alto!”
Tutti i fratelli presenti furono
arrestati e tradotti al carcere di
Regina Coeli. Dopo circa trenta
giorni il giudice li prosciolse, perché “non era un misfatto pregare
in ginocchio il Signore” e nessuna
pena fu loro comminata. Francesco
rimase saldo nella fede, sicuro
che la sua sorte era nelle mani del
Signore.
Dopo la guerra si trasferì prima
in Argentina e poi in Svizzera, sempre fedele all’Eterno e alla sua scelta, insieme alla sua sposa Elidia
(che lo ha preceduto nella casa del
Padre nell’aprile 2008).
Giunto a Milano, nel 1961 avviò
l’opera della Chiesa ADI a Nova
Milanese, che ha curato con tanto
amore fino al 1982.
Dopo proseguì nell’opera del
Signore avviando la Chiesa a
Monza e a Milano Ticinese sino al
1994, quando dovette lasciarne la
conduzione per motivi di salute.
Negli anni durante i quali i suoi
familiari on erano interessati alla fede, lui si ritrovava al mattino a
leggere la Parola con un insistente
pensiero nel cuore: “Quanto a me e
alla casa mia, serviremo l’Eterno”.
Ed ecco che le risposte arrivarono: i genitori Giuseppe e Franca,
ben avanti negli anni, si convertirono all’Evangelo e dichiararono con
il battesimo dinanzi alla Chiesa che
il loro cuore apparteneva a Dio.
Alle lacrime di gioia per la salvezza dei suoi, seguì dapprima il
dolore per la loro dipartita e poi il
conforto del Consolatore: erano andati alla Casa del Padre Celeste dove lui li avrebbe raggiunti se fosse
rimasto fedele sino alla fine.
Poi toccò al resto della famiglia: i
fratelli, le sorelle e i cognati, quasi
tutti ricevettero il Signore, assieme
a figli, nuore e generi.
Nell’adolescenza, anche i quattro
figli di Francesco donarono il proprio cuore al Signore e realizzarono
il battesimo nello Spirito Santo.
Dopo di loro, oggi anche i figli
dei figli temono il Signore e ripetono a loro volta le parole del nonno:
“Quanto a me e alla casa mia, serviremo l’Eterno”.
Ormai bisnonno, Francesco ha
avuto la gioia di vedere la quinta
generazione avvicinarsi a Cristo: i
pronipoti attualmente frequentano
la Scuola Domenicale.
La prima domenica di gennaio,
durante il culto di Santa Cena nel
locale di Milano-Ticinese, ha invitato i presenti alla consacrazione e
alla lode al Signore: è stato il suo
saluto alla Chiesa che aveva servito
e amato con tanta dedizione.
La vita di Francesco Grasso è stata ogni giorno una scelta per l’Eterno.
Il 17 gennaio 2009 ha concluso
la sua corsa, soddisfatto, perché il
Signore, che è fedele alle Sue promesse, ha risposto alla richiesta del
suo cuore: “Quanto a me e alla casa mia, serviremo l’Eterno”.
Roberto Grasso
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Notizie dalle Chiese all’estero
DELEGAZIONE ADI IN SPAGNA
logia) istituita sempre nell’anno 1963 nella città di La Carlota in provincia di CordoTra il 19 e il 22 febbraio u.s. nella ridente ba; e pubblica la rivista ufficiale dell’opera:
cittadina di Gandia - 78.000 abitanti, situa- “Kerigma” (annunciare, proclamare).
ta a 65 km a sud di Valencia e 116 a nord
L’Opera è strutturata in sette Dipartimendi Alicante tra lo splendido mare ad Ovest ti: Departamento de Accion Social, per scodelle Baleari e le montagne - in una strut- pi e interventi umanitari; Dipartimento di
tura alberghiera moderna, a pochi passi da Letteratura; di Orazione che organizza inuna spiaggia linda e dorata, si è tenuto il V contri nazionali di preghiera; di Istruzione,
Congresso FADE (Federacion da Asamblea e di Evangelismo. C’è infine il Dipartimende Dios de Espana).
to delle Missioni e quello de’ Jovenes Fade,
Erano rappresentate opere delle Assemper la gioventù.
blee di Dio di sette nazioni: Portogallo, Brasile, Argentina, Paraguai,
Isole Canarie, Svezia e Italia. Erano anche presenti missionari che
svolgono il loro servizio in Marocco, Romania, Perù, Bolivia e Burkina Faso. C’era anche il fratello Paul
Trementozzi, direttore delle missioni delle Assemblies of God USA nel
Sud Europa e altri missionari statunitensi.
Il tema, molto attuale, tratto da Atti 7:17, “Vivamos el tiempo de la promesa”, è stato sviluppato nelle predicazioni che si sono succedute.
Predicatore ufficiale del convegno è stato il fratello David Mohan,
presidente delle Assemblee di Dio
dell’India e pastore della New Life
Church di Madras, da lui stesso fondata nel 1973. In questa chiesa (circa 40.000 membri e un centinaio
tra pastori e operai cristiani a pieno tempo) vengono celebrati 13 culti nei giorni di domenica.
Il fratello Mohan ha vivamente esortato il corpo pastorale precisando le responsabilità dei servitori di Dio, perché vivano una vita
santa in tutti gli aspetti e le espressioni del- Il Consiglio Generale delle Chiese della loro esistenza. Solo se separati da ogni
le Assemblee di Dio in Italia, dietro invidistrazione e tentazione di questo mondo, to del Comitato Esecutivo della FARE nelpotremo consacrarci interamente alla pala persona del suo presidente, fratello Juan
rola e alla preghiera. Questo ci permetterà Carlos Escobar, ha inviato il fratello Angedi adempire fedelmente la chiamata di Dio lo Gargano, pastore della chiesa di Torino
nella nostra vita e di ottenere la vittoria in e chi scrive quali rappresentanti ADI. Attesi
tutte le sfide che incontriamo.
al nostro arrivo all’aeroporto di Valencia da
Le Assemblee di Dio in Spagna hanno
un pastore incaricato, distintamente ospiavuto inizio con sei chiese di fede penteco- tati e con cura seguiti per tutto il periodo
stale nel 1963. Nel 2003 si è passati ad una del congresso, abbiamo goduto di un’accostruttura più di tipo congregazionalista. In glienza affabile e generosa.
questi ultimi anni, quella che oggi viene in- I lavori, a tratti alleggeriti da un pacato
dicata come la FARE, ha avuto un notevo- gusto ironico, sono stati saggiamente e orle sviluppo: conta oltre 205 chiese dislocate dinatamente presieduti dal fratello Frank
in gran parte del territorio iberico; gode di Ford, un ministro del Vangelo di origine inuna scuola biblica (Centro Superior de Teo- glese, da oltre 40 anni in Spagna.
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Nonostante alcuni argomenti all’ordine
del giorno fossero difficili da dipanare e facili nel suscitare forti toni divergenti, sono
stati affrontati dal corpo ministeriale, sempre, con sereno equilibrio e maturo rispetto reciproco. Particolarmente fraterna e significativa è stata la riunione della delegazione ADI con il Comitato Esecutivo della FARE. All’insegna della cordialità e della sincerità i fratelli ci hanno per l’ennesima volta manifestato il loro piacere e la loro gioia ringraziandoci per la nostra presenza tra loro. Da parte nostra,
espresso il nostro apprezzamento cristiano, sono state pure sottolineate le nostre diversità metodiche nei modi e nei costumi
di condurre gli stessi culti. Ma
non saranno queste a separarci
dal rimanente del popolo di Dio
sparso nel mondo. Certe diversità spesso potrebbero valorizzare
e arricchire i contenuti delle diverse anime del popolo di Dio;
purché, tanto le une che le altre,
rimangano ancorate alla fedele Parola e ferme nella fede che
una volta e per sempre è stata
tramandata ai santi.
Il fratello Escobar e il resto dei
fratelli dell’Esecutivo ci hanno
aperto le braccia e anche il cuore, ci hanno espresso il loro desiderio di intensificare i rapporti di comunione con le Assemblee di Dio in Italia. Impegnatici a trasmettere i loro sentimenti
ai fratelli del Consiglio Generale delel Chiese ADI, ci siamo domandati se la nostra opera, più
matura e con un bagaglio storico di esperienze decennali, possa essere in qualche modo di aiuto, incoraggiamento, sostegno, ad opere più giovani come, in questo caso, quella delle Assemblee
di Dio di Spagna. D’altra parte, nel passato ci si era prospettata la possibilità di intensificare i rapporti di comunione e collaborazione con le fratellanze dell’area mediterranea. Chissà che non sia arrivato il tempo di offrire con maggiore determinazione
ed energie il nostro migliore contributo allo sviluppo delle missioni oltre che nazionali, pure estere? Domenica 22, grati a Dio
per l’esperienza vissuta, siamo rientrati nella nostra Italia. A Dio ogni lode e gloria.
Antonino Mortelliti
Notizie dalle nostre Comunità
TENDA “BUONA NOVELLA”
boratori. Durante tutta la durata della missione evangelistica i fedeli, a turno, hanno
Grazie a Dio, dopo molto tempo dalla pri- collaborato nella sorveglianza, nella musima evangelizzazione nella città di Vibo
ca, nella distribuzione di letteratura cristiaValentia, è stato possibile organizzare una
na, nell’intrattenimento dei bambini che ci
missione evangelistica con la tenda dal 26
hanno accompagnato con affetto dal priagosto al 4 settembre 2008. I membri delmo giorno di evangelizzazione. Ogni matla comunità locale hanno partecipato con
tina, infatti, puntuali alle ore 10.30, venivaentusiasmo e zelo alle attività connesse alno sotto la tenda per assistere agli studi bil’evangelizzazione, si sono impegnati senblici, adeguati alla loro età. Anche qui molte
za stancarsi nella distribuzione di volantisorelle si sono impegnate con gioia.
ni evangelistici in tutti i quartieri della città,
A coronamento del lavoro svolto, il Signore
casa per casa, sulle automobili, nelle attività ha elargito le Sue benedizioni sera dopo secommerciali; i manifesti propagandistici so- ra, culto dopo culto su tutti i partecipanno stati affissi anche nei paesi circonvicini e ti, con gioia e speranza per tutti i visitatori e
l’invito è risuonato attraverso la radio e la re- amici che hanno risposto all’invito.
te televisiva.
I gruppi delle varie Comunità calabresi che
Sia ringraziato Dio per quanti si sono im- con i loro pastori ci hanno fatto visita nelle
pegnati nel montaggio della tenda con il ca- serate di culto, sono stati di sostegno, esorro fratello Francesco Lerose e tutti i collatandoci e rallegrandoci con il canto corale e
BATTESIMI A CAMPOBASSO
Con grande gioia vi scriviamo per farvi partecipi delle benedizioni che il Signore
sta donando alla nostra comunità in questo
TORINO, VIA CUNIBERTI
Desideriamo ringraziare il Signore per la
Sua infinita bontà. Il 9 novembre 2008 un
giovane ha dichiarato pubblicamente la sua
fede in Cristo scendendo nelle acque battesimali. Si tratta di uno dei tanti figli di creINCONTRO PROVINCIALE
A MARGHERITA DI SAVOIA (FG)
Con gioia e ringraziamento al Signore comunichiamo a tutta la fratellanza che il 15
con la meditazione della Parola del Signore.
Siamo certi che il messaggio dell’Evangelo ha compunto il cuore di chi ha ascoltato l’annuncio della “Buona Novella” e continuiamo a pregare perché il seme caduto sul
terreno possa presto germogliare e portare
del frutto alla Gloria del nostro caro Padre
Celeste. “Se ne va con lacrime colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.”
(Salmo126:6).
Giuseppe Pelaggi
periodo. Sabato 27 settembre abbiamo avuto un servizio battesimale nel quale quattro
giovani hanno dato testimonianza della loro
scelta di servire il Signore. È stato veramente
un giorno di festa per tutta la comunità e il
Signore non è mancato con la Sua presenza,
benedicendoci grandemente. Per l’occasione
è stato con noi il fratello Pasquale Contrino,
pastore a Boscoreale e Angri, che Dio ha
guidato in modo particolare per parlare
con chiarezza ai cuori. Domenica 28, abbiamo avuto il privilegio di celebrare la Santa
Cena, ricordando la morte di Cristo. La pre-
senza di Dio è stata tangibile e lo strumento usato da Lui in questo giorno è stato il
fratello Salvatore Pirrera, pastore a Pescara.
Sono stati momenti di unità e allegrezza per
tutti i credenti della chiesa. Voglia il Signore
continuare a benedire grandemente questi
giovani, riempiendoli di Spirito Santo e facendoli crescere nelle Sue vie sempre più.
Preghiamo il Signore che voglia continuare
a benedirci, a farci prosperare, a salvare ancora nelle nostre zone, affinché il Suo nome
sia glorificato.
Domenico Colangelo
denti della nostra comunità. Preghiamo
che la sua testimonianza possa attrarne altri al Salvatore. In molti hanno potuto udire il messaggio del Vangelo annunziato dal
fratello Michele Mango, pastore ad Arona
e diaspora. Sappiamo che il Signore continuerà a portare avanti l’opera Sua facendola
prosperare. novembre scorso si è svolto nella comunità di Margherita di Savoia un incontro delle
Chiese della provincia di Foggia.
Hanno partecipato numerosi credenti dei
paesi limitrofi e tante anime nuove hanno
ascoltato per la prima volta il messaggio della parola di Dio portato per l’occasione dal
fratello Ubaldo Braida, responsabile della
comunità di Ruvo di Puglia (BA).
La Parola è stata predicata dal testo di
Giovanni 12:30-32. Gesù, annunciando la
Sua crocifissione, ha detto che nell’essere
stato innalzato dalla terra ha attirato tutti a
Sé. È il Suo grande e infinito amore che ci
attira e ci invita a camminare nella luce.
È stato un motivo di gioia anche ascoltare
la corale della comunità di Trinitapoli (FG),
invitata per l’occasione.
Il Signore ci ha benedetti grandemente in
quanto è stata tangibile la Sua presenta e Lo
ringraziamo per come ha guidato ogni cosa. A Dio l’onore, la gloria e la crescita dell’opera Sua.
Salvatore Santoro
Stefano Zedda
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
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Notizie dalle nostre Comunità
EVANGELIZZAZIONE
ALL’OSPEDALE AD ASTI
piazza dell’ospedale per cantare inni di lode
a Dio, raccontare delle testimonianze personali e annunciare il “lieto messaggio delIl Signore Gesù è “…colui che apre e nes- la salvezza” attraverso la predicazione delsuno chiude, che chiude e nessuno apre”
la Parola di Dio. Grazie alla grande disponi(Apocalisse 3:7). È quanto ha sperimentabilità dell’azienda ospedaliera è stato possito la chiesa di Asti sabato 15 novembre, in
bile far echeggiare il messaggio della vita in
occasione di un culto speciale tenuto nella
un luogo dove vi è dolore e sofferenza, ma
nuovissima struttura ospedaliera della città. anche disperazione e morte. Qualsiasi penConcepito in maniera innovativa, il moder- siero assumerebbe in un contesto simile una
no nosocomio di Asti offre un ampio spaparticolare valenza, tanto più la Parola della
zio, una vera e propria piazza al coperto,
Vita! Il culto all’ospedale è stata un’altra meche è stata messa a disposizione della nostra ravigliosa possibilità che Dio ci ha concesso,
chiesa per ospitare non meno di 300 perma non la prima. Da qualche anno, infatti,
sone, comodamente sedute. Dopo aver fat- la chiesa di Asti ha ottenuto il permesso di
to sapere della manifestazione al maggior
mettere a disposizione, nelle sale d’aspetto
numero di concittadini attraverso i giornadei vari reparti, delle copie di Cristiani Oggi
li, l’affissione di locandine e la distribuzioper chi fruisce dei servizi ospedalieri. Nel
ne di opuscoli, sabato 15 novembre la nostra mese di dicembre è stata attuata ancora una
chiesa e la sua corale si sono ritrovate nella nuova iniziativa: distribuire gratuitamente,
BATTESIMI A CROTONE
con l’ausilio di un banchetto, il calendario
cristiano “La Parola giorno per giorno 2009”
a quanti si recano all’ospedale. Aiutateci a
pregare, perché il seme della Parola cresca e
porti frutto alla gloria di Dio.
Enzo Martucci
e diaspora. Diciannove credenti (tredici sorelle e sei fratelli) sono scesi nelle acque battesimali confessando la loro fede in Cristo
Gesù e il loro desiderio di essere fedeli a
Dio nel servirLo secondo l’insegnamento
della Parola. La maggior parte dei neofiti sono giovani, di età compresa tra i sedici e i
diciannove anni. Questo evento corona un periodo di risveglio con decine di battesimi nello Spirito Santo e una benedetta campagna di evangelizzazione attraverso la tenda. Le testimonianze di questi fratelli hanno edificato i credenti e toccato i cuori di molte persone presenti per la prima volta tra noi. Il
messaggio della Parola di Dio è stato esposto dal fratello Aniello Esposito, pastore a
Portici (NA), invitato per l’occasione. Il fratello, meditando sul testo di Filippesi 1:311, ci ha incoraggiati a nutrire la stessa fiducia dell’apostolo Paolo, sapendo che l’opera
di salvezza avvenuta nei battezzandi e negli
altri credenti è di origine divina, che è solo l’inizio di altre benedizioni, in quanto Dio
continua ad operare, che è un’opera dal valore eterno.
Convinti che Dio ha in serbo per la Sua
Chiesa ancora abbondanti benedizioni, continuiamo a pregare affinché, da parte nostra,
possiamo compiere l’opera che Lui ci ha affidato per l’unica Sua gloria.
Abele Trosino
te, dopo aver testimoniato per una settimana intera al marito di ciò che Gesù aveva
Con immensa gioia vogliamo rendere par- fatto per lei ed in lei, sono tornati insieme e
tecipe la fratellanza della grazia che dome- Dio ha salvato anche lui. La gioia più grannica 23 novembre 2008 il Signore ci ha da- de è stata quella di vedere il cinema-teatro
to di vedere scendere nelle acque battesima- comunale colmo in tutti i suoi posti che soli una giovane coppia, marito e moglie, che no stati occupati non solo dai membri della
nel cinema-teatro comunale di Priverno, in locale comunità, ma da fratelli e sorelle che
ottemperanza al comandamento di Gesù,
sono venuti a trovarci da diverse chiese delhanno testimoniato dell’opera compiuta da la zona e da parenti ed amici dei neofiti che
Cristo nella loro vita. Particolarmente tocsono stati particolarmente toccati dal mescante è stata la testimonianza della giovasaggio della Parola di Dio, annunciata dal
ne sorella che da anni era alla ricerca del
fratello Antonio Campisi, pastore a Sonnino
Signore e che, dopo aver ascoltato Radio
Scalo (LT) e Terracina (LT). Siamo stati, inolEvangelo per circa tre mesi, si è informata
tre, grandemente benedetti dalle testimodell’indirizzo della comunità di Priverno ed nianze e da alcuni cantici presentati dal couna domenica sera, chiesto il coraggio all’
ro formato da una rappresentanza degli stuOnnipotente, come da lei stesso raccontato, denti dell’ Istituto Biblico Italiano, venuti in
è venuta in chiesa e durante quella riunione visita nella cittadina privernate proprio per
il Signore l’ha salvata. La domenica seguen- questa benedetta occasione. Al termine del-
la riunione ci siamo trattenuti ed edificati insieme con un’agape fraterna, durante la quale abbiamo continuato a testimoniare dell’opera di Dio nelle nostre vite. Ringraziamo
il Signore per come ci ha onorati con la Sua
presenza e per come ha rallegrato il cuore
di noi tutti, i quali continuiamo a confidare
nella Sua fedeltà affinché Egli voglia continuare a salvare nuove anime e portare avanti l’opera Sua non solo in queste zone, ma
in tutto il Lazio ed in ogni parte della nostra
Nazione.
Francesco Alboreto
È una grande gioia poter condividere col
popolo del Signore le grandi opere che Dio
continua a compiere in mezzo a noi.
Domenica 16 novembre è stato un giorno
di grande festa per la comunità di Crotone
BATTESIMI A PRIVERNO (LT)
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R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
BATTESIMI AD ANCONA
particolarmente benedetti dalle testimonianze, dai cantici
È con gioia che rendiaòo partecipe la fra- presentati dai nostri giovani,
tellanza delle buone notizie sull’opera di
ma, soprattutto, dalla predicaDio nel Capoluogo marchigiano e dintorzione della Parola di Dio, tratni. Mentre continuano i molti impegni pre- ta dal Vangelo di Luca capitosi dalla comunità nell’Evangelizzazione del- lo 1:5-25. Il messaggio esposto
la zona, (il nuovo campo di Fabriano, dodal fratello Graziano Leardini,
ve quasi tutte le settimane siamo incopastore a Cesena, ha ricordaraggiati nel vedere nuove anime interesto ai credenti la gloriosa espesate al Vangelo; le riunioni in casa a Jesi,
rienza della liberazione dalAncona Sud e Marotta) domenica 25 novem- la sterilità spirituale e dall’onta del peccato,
bre abbiamo potuto celebrare un culto di
la trasformazione in nuova vita, esuberante
Battesimi. Sei i credenti che, grati al Signore e consacrata, la necessità della pienezza deled emozionati, hanno confessato pubblica- lo Spirito Santo e del portare frutto. Ai tanmente il ravvedimento, il perdono dei pec- ti presenti in sala per le prime volte, è stato
cati e la nuova nascita in Cristo. Siamo stati rivolto l’invito a credere ed accettare l’Unico
BATTESIMI A PULSANO (TA)
Liberatore e Salvatore, Gesù Cristo, l’Unico
capace di cambiare in gioia e vita il malessere e la tristezza dell’animo umano quanto
mai attuali nei nostri tempi. Dando a Dio la
gloria, salutiamo tutti i fratelli nell’amore del
Signore, invitandoli a pregare per noi.
Vincenzo Maria Santoro
con la tenda. Per l’occasione la predicazione
della Parola è stata affidata al fratello Angelo
Rotundo, pastore a Tito (PZ). La domenica successiva abbiamo commemorato
la morte del Signore insieme al fratello
Martino Lamanna, pastore a Castellaneta
(TA). Chiediamo a tutti i fratelli lettori di
pregare per i genitori ed i familiari presenti, che hanno manifestato interesse
per le cose di Dio, e noi tutti ci aspettiamo che il nostro Signore, “Colui che può,
mediante la potenza che opera in noi,
fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo…”, faccia l’opera completa.
Giovanni Attorre
le perché è la base del nostro rapporto con
Dio, di quello con la fratellanza, ma
Il 29 novembre scorso i credenti
anche deldelle chiese abruzzesi si sono ritrola buona tevati insieme con il desiderio di ascolstimonianza
tare il consiglio della Parola di Dio.
verso coloIn tempi nei quali si rischia di essero che evanre inghiottiti dalla superficialità e l’atgelizziativismo del mondo circostante, abbiamo. Dio, infatti, ci ha generati spiritualmenmo di nuovo scelto la parte buona che non te donandoci la salvezza, ma come buon
ci sarà tolta (Luca 10:42). L’appuntamento
Padre non si limita a dare vita bensì desiè stato fissato per il pomeriggio presso un
dera guidare ogni credente sulla via dellocale storico della bella cittadina di Vasto
la santificazione per assomigliare a Cristo
(CH). Qui il fratello Pasquale Puopolo, pa- Gesù. La nostra preghiera è che ognuno di
store della comunità locale e a Gissi (CH),
noi non sia un figlio ribelle ai preziosi preha aperto la riunione invocando la benedi- cetti che il Padre nostro celeste ci ha donati
zione del Signore. Abbiamo iniziato medinella Scrittura, ma che appartenga a coloro
tando la Parola di Dio con lo studio bibliche, nella propria vita quotidiana, li mettono
co esposto dal fratello Felice Leveque, pagioiosamente in pratica. Il tempo dello stustore a Grosseto. Il tema è stato tratto da II dio biblico è volato e, dopo un breve interTimoteo 3:16 “Ogni scrittura è ispirata da
vallo, ci siamo ritrovati per celebrare il culDio e utile a insegnare, a riprendere, a cor- to al Signore. Le testimonianze ed i canti del
reggere, a EDUCARE alla giustizia” . Proprio coro delle comunità di Gissi e Vasto hanno
l’aspetto dell’educazione è fondamentapreparato i cuori a ricevere la Parola di Dio.
Il fratello Leveque ha meditato I Samuele
2:27-36, ed il Signore ci ha voluto ricordare il
grande privilegio di appartenere a Dio, che
ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e ci
ha chiamati a servirLo per essere un popolo di sacerdoti. L’invito è stato quello di non
disprezzare tali ricchezze, come fece Eli,
non prendendo posizione contro l’immoralità dei propri figli: in una cristianità sempre
più complice della mondanità, vogliamo vivere per onorare in ogni cosa il nostro Dio.
Ciò è possibile per questa promessa di Dio:
“Io mi susciterò un sacerdote fedele …” (verso 35) che è Cristo Gesù il Signore, potente
a soccorrere in ogni tentazione. La Parola di
Dio, guidata dallo Spirito Santo, ha esortato noi tutti alla fedeltà nel servizio cristiano.
Sia ringraziato il Signore per come si è preso
cura di ogni dettaglio della giornata, anche
con l’accoglienza premurosa dei credenti di
Gissi e Vasto. La nostra richiesta è che Dio
continui ad operare ed a suscitare un popolo redento e fedele in questa regione particolarmente bisognosa del puro e semplice
messaggio dell’Evangelo.
Roberto Vella
Siamo felici di comunicare che sabato 29
novembre sono scesi nelle acque battesimali della nostra comunità quattro giovani. Due di loro, figli di credenti, dopo qualche anno di frequenza ai culti come simpatizzanti, hanno sentito di dover fare patto col Signore. Gli altri due sono giovanissimi figli di non credenti che, nella commozione dei loro genitori presenti al servizio
di culto, hanno testimoniato di essere stati compunti nel cuore durante la campagna
di evangelizzazione tenutasi l’estate scorsa
INCONTRO REGIONALE
DELLE CHIESE D’ABRUZZO
A VASTO (CH)
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a r z o 2 0 0 9
19
8 per mille!
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane
Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
“Facciamo del bene a tutti”
[Galati 6:10]
Il tuo “otto per mille” può sostenere le attività
di assistenza sociale. Le Chiese Cristiane Evan­
geliche “As­semblee di Dio in Italia” per mezzo del­
l’otto per mille dell’IRPEF sostengono le attività
di assistenza so­ciale dell’Istituto Evangelico Beta­
nia-Em­maus, im­pegnato nell’assistenza all’infan­
zia bi­so­gnosa e agli anziani; dell’Istituto Evange­
lico Be­tesda, struttura di accoglienza e riposo per
anziani; del Centro Kades, co­munità terapeutica
per il re­cupero e la ri­a­bilitazione di quanti han­
no problemi di di­pendenza da droghe, alcool e
medicinali.
I progetti di soccorso, di aiuto sociale e
umanitario. Il S.E.A.S. (Servizio Evangelico di Assistenza Sociale), diretto dalle “As­semblee di Dio in
Italia”, sta sostenendo programmi di aiuto umani­
tario a favore delle popolazioni in Africa - Burkina
Faso, Ruanda, Mali, Niger; Asia Sud-Est India, Sri
Lanka, Thailandia e Indonesia, oltre alle of­ferte a
favore dell’Associazione Italiana Contro le Leuce­
mie, dell’Associazione Italiana per la Ri­cerca sul
Cancro, della Missione Evangelica contro la Leb­
bra, e all’assistenza a favore di individui e famiglie
in condizioni di particolari necessità.
Come assegnare il proprio “otto per mille” alle
Assemblee di Dio in Italia. A chi sceglie di desti­
nare l’otto per mille dell’IRPEF alle iniziative di
assistenza sociale e di aiuto umanitario nel mon­
do attuate dalle Assemblee di Dio in Italia, e riceve
i mo­del­li C.U.D. (ex 101, 201, certificati di pensio­
ne...) ma non è tenuto a presentarli, sug­geriamo
di: 1) firmare la copia del mo­dello nella casella:
“Assemblee di Dio in Italia”; 2) firmare in fondo alla
copia del modello dove è scritto: “Firma”; 3) inse­
rire la copia in una busta dove deve essere scrit­
to: “Scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF”; 4) sulla busta utilizzata scrivere il proprio
codice fiscale, cognome, nome e indirizzo; 5) con­
segnare la busta chiusa allo sportello di una ban­
ca o di un ufficio postale dopo averla debitamen­
te firmata in corrispondenza dei lembi di chiusu­
ra. Nel caso che venga presentato il Mo­dello 730
o Unico (ex 740), compilare l’apposito modulo che
si troverà all’interno dello stesso e inserirlo nel­
la busta di cui sopra. Le scelte non determinano
nessuno aumento delle imposte da pagare!
Le Chiese Cristiane Evangeliche “As­sem­blee di
Dio in Italia ” garantiscono che ogni eurocent,
corrisposto dallo Stato ai sensi e per gli effet­
ti della Legge 22.11. 1988, n.517, sarà utilizzato
solo per fini di carattere sociale ed umanitario.
La trasparenza è assicurata anche dal continuo
ag­giornamento sull’utilizzazione dei fondi con
adeguata informazione diffusa dai no­stri mezzi di
comunicazione.
Servizio Evangelico Assistenza Sociale
Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in
Italia” Via dei Bruzi, 11 - 00185 Roma - Tel.06.491518 06.491165 - Fax 06.4463591
Sostieni il Centro Kades anche con il 5 per mille!
Nella scheda per la scelta della de­stinazione del 5
per mille dell’IRPEF del Modello Unico, del Model­
lo 730 o del CUD, firma nel riquadro “Sostegno del
volontariato, delle Organizzazioni Non Lu­crative
di Utilità Sociale, delle associazioni di promozione
sociale, delle associazioni e fondazioni” per asse­
gnare il 5 per mille del­l’IRPEF al Centro Kades
indicando il Codice Fiscale del beneficiario
01361460064
Il Centro Kades opera ormai da oltre 30 anni nel
campo delle tossicodipendenze, alcolismo e dei
comportamenti patologici. Il Centro Kades adotta
un programma simile a tante altre comunità
terapeutiche, con la differenza che affronta le
diverse problematiche degli utenti con l’ausilio
della Parola di Dio che rimane attuale, vivente ed
efficace. Dal 2002 ha preso vita l’attività dell’Unità
di Strada: degli operatori escono tutte le settima­
ne con un camper; il loro compito è dare a quanti
vengono contattati una speranza, testimoniando
è possibile essere liberati dalla tossicodipenden­
za, dall’alcolismo e da altri disturbi.
Centro Kades onlus
Associato alle Assemblee di Dio in Italia
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Questo numero di Risveglio Pen­te­co­stale è consultabile
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ne Evangeliche A.D.I.: www.assembleedidio.org
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20
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Marzo 2009 - Assemblee di Dio in Italia