Parchi tematici 4 Il Forum di questo numero è composto dagli interventi di Franco Barazzoni architetto e socio fondatore di BAUSAA BAUStudio Architects Associates e di Matteo Vercelloni, architetto e docente presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Completa la rubrica un’intervista a Maurizio Frisoni, amministratore di General Display, società di produzione e progettazione nel campo dei parchi a tema, realizzata da Antonio Borghi. Ringraziamo tutti i partecipanti per la loro collaborazione. “Theme parks design” di Franco Barazzoni Come spesso succede, le cose arrivano per caso. Nel 1977 frequentavo il terzo anno del DAMS di Bologna (esami con Umberto Eco, Renato Barilli, Thomas Maldonado, ecc.) e mi sarei probabilmente occupato di Industrial Design, se la voglia di mantenermi autonomamente agli studi non mi avesse fatto incontrare la SDC di Reggio Emilia, leader mondiale nella costruzione di attrezzature per parchi divertimento. Iniziai con la presunzione di chi aveva fino ad allora considerato quello delle “giostre” un ambiente di livello minore. Mi resi conto molto presto che il mondo con cui ero entrato in contatto era invece qualcosa di straordinario. Dai primi piccoli lavori di scenografia e design, si passò in breve tempo a lavori più consistenti, a volte completamente estranei al settore. Il più eccentrico fu un campo militare mobile, costituito da bilici estensibili che la SDC (grazie alla tecnologia delle abitazioni mobili dei giostrai) realizzò per la Libia. Poi vennero i primi parchi completi. Ne realizzammo sette per l’Algeria. Certo, all’inizio erano più Luna Park che veri e propri “Amusement Parks”, molto semplici, ma oltre alle giostre dovevano contenere ristoranti, chioschi, e tutti i servizi che permettevano al parco di funzionare: uffici, magazzini, officina, ecc. Il mio diploma di geometra mi aiutò molto. Nel 1980 la commessa di un grosso parco in Cina (ShenZhen), fece decidere alla società di istituire un settore di “Theme Parks Design” veramente specializzato e professionale. Mi chiesero se ero disponibile a recarmi negli Stati Uniti per studiare ed imparare lavorando a fianco dei consulenti specializzati della loro consociata americana. Decisi di andare, lasciare il DAMS ed iscrivermi alla UTA per laurearmi in Architettura Ambientale. Gli anni passati negli Stati Uniti ed i parchi realizzati sono stati fondamentali per la mia formazione, senza di quelli non avrei mai potuto capire veramente come si progetta un parco a tema. Sono troppe le differenze che esistono fra l’architettura tradizionale e quella dei parchi a tema e gli americani, con tutti i loro difetti, in questo campo sono assolutamente ineguagliabili. Il parco a tema è sì una grande città in miniatura, ma funzionale ad un giorno e non ai secoli. È necessario situarla dal punto di vista ambientale e rendere compatibile il suo collocamento. Poi, come una città, ha bisogno delle opere di urbanizzazione, degli impianti, delle infrastrutture che la facciano funzionare, dei diversi tipi di viabilità, degli edifici di servizio, dei ristoranti, dei negozi, degli alberghi, dei teatri, delle aree verdi, dei giardini, e di tante altre cose. Solo da ultimo vengono le giostre, le attrazioni. Tutto questo in ambiente scenografico “tematizzato”. Ed è l’interazione e la “compatibilità” fra costruzione, aspetto scenografico funzionale al divertimento, ma soprattutto investimento necessario che complica le cose. A questo si aggiunge l’imperativo categorico della “ottimizzazione”, cioè del miglior risultato al costo più basso, che porta ad una minuziosa scelta delle metodologie e dei materiali di costruzione, che solo conoscendo profondamente l’ambiente si può adottare. Il parco a tema è un po’ a metà fra l’architettura tradizionale e quella cinematografica. Non è come quest’ultima utilizzata solo poche ore, ma non lo è neanche in pianta stabile. A volte accade che per uno stesso elemento, sia necessario l’utilizzo di più materiali: per esigenza di robustezza (dove sia raggiungibile dal pubblico), di leggerezza (per le parti alte), o di costo (se in più esemplari o esemplare unico). Il materiale principe è la “Gunite” (dall’inglese gun) uno speciale calcestruzzo alleggerito, che viene spruzzato con una pistola (gun appunto) e poi modellato. Per i parchi all’aperto è molto utilizzata in quanto oltre ad essere praticamente indistruttibile, può essere pigmentata e non avere bisogno di pitturazione. In caso di danneggiamento lo strato interno ha lo stesso colore. Dopo i molti Luna Park della fine degli anni Settanta, gli Amusement (sette in Algeria, otto in Irak), le partecipazioni progettuali a Magic Mountain e Six Flags negli USA, Gardaland e Mirabilandia in Italia (e molti altri nel mondo) degli anni Ottanta e dell’inizio dei Novanta, il primo progetto completamente realizzato da BAUSAA è stato il parco a tema “Al Qurum” di Muscat in Oman nella seconda metà dei ’90. Un parco “piccolo” (circa 50.000 mq) se si pensa alle normali dimensioni, ma completo e con tutti gli elementi del parco a tema. Ancora più importante all’inizio del nuovo millennio è stato il parco a tema “AlHokairLand” di Riyadh in Arabia Saudita (100.000 mq): i cinque continenti rappresentati in differenti aree tematiche, un centro commerciale ed il FEC (Family Entertainment Center), vero e proprio parco a tema indoor realizzato all’interno ed in sinergia con il centro commerciale. Ed è proprio nel settore dei FEC che BAUSAA ha operato molto negli ultimi anni, realizzandone sul territorio dell’ex USSR, ed in Arabia Saudita. FORUM GLI INTERVENTI 5 Intervista a Maurizio Frisoni a cura di Antonio Borghi Milioni di visitatori, me compreso, hanno visitato l’Italia in Miniatura dalla sua inaugurazione nel 1970 ad oggi, in famiglia o in comitiva, accompagnati dai genitori o professori, attraversando con un misto di stupore e ilarità le oltre duecento riproduzioni in scala dei principali monumenti architettonici. Qualche anno dopo, alcuni di quegli stessi visitatori si saranno soffermati di fronte ad una vetrina di un negozio Prada - orgoglio del made in Italy in giro per il mondo - ad ammirare scintillanti carillon, giganteschi ingranaggi o quinte traslucenti, o avranno assistito ad uno spettacolo di danza di Aterballetto, con le scenografie di Fabrizio Plessi, ma pochissimi tra loro sanno che tra queste realtà - tra loro 6 distanti anni luce - esiste un inaspettato legame. Il trait d’union tra il parco tematico romagnolo e varie espressioni della creatività all’avanguardia in Italia è General Display, azienda amministrata da Maurizio Frisoni al quale chiediamo di raccontarci come ha avuto inizio la sua attività. General Display è un “laboratorio seriamente magico” come qualcuno ci ha definito. Nato oltre 30 anni fa per la realizzazione dei modelli di Italia in Miniatura, oggi é una società di progettazione integrale, in grado di elaborare progetti e realizzare manufatti per parchi a tema, attrazioni, exhibits, elementi di arredo, modelli, miniature, prototipazione rapida e così via. La nostra attività è frutto di un’integrazione sapiente tra l’originaria formazione artigianale, tecnologie avanzate e lavorazioni innovative sia nella progettazione che nell’esecuzione. Agli albori le miniature erano realizzate a mano secondo interpretazioni piuttosto personali del- le proporzioni e dell’estetica, quindi non era raro vedere campanili sottilissimi ed altissimi oppure edifici tutt’altro che slanciati. Col tempo si sono affinate le tecniche di rilevamento, restituzione grafica, lavorazione, così come l’uso di materiali che sono diventati sempre più affidabili. Ora le nostre miniature sono il frutto di tecniche diverse che contribuiscono a realizzare un modello di grande qualità garantendone persino i pezzi di ricambio. Questa evoluzione non ha interessato unicamente il settore delle miniature, ma anche quello della progettazione, elettronica, meccanica, ecc., quindi, se oggi dovessimo realizzare la Monorotaia “Arcobaleno” inaugurata nel 1987 avrebbe delle caratteristiche ben diverse. C’è da dire poi che, nel tempo, all’oggetto quale iniziale ambito di competenza di General Display si è aggiunto lo spazio. Sono così nate le prime attrazioni come il Luna Park della Scienza oppure Venezia (la riproduzione del Canal Grande in scala 1:5) presso il parco Italia in Miniatura. Le immagini che illustrano questo numero di AL ci sono state gentilmente fornite da S.e.p.a.r. spa. Esse si riferiscono al parco tematico Italia in Miniatura di Rimini e sono state realizzate a partire dagli anni ‘70 sino ai giorni nostri. Il parco si compone di 270 miniature di monumenti e paesaggi italiani ed europei fedelmente riprodotti, di 5.000 alberi in miniatura e numerose attrazioni: Venezia (Canal Grande, navigabile, in scala 1:5), Scuola Guida Interattiva, Luna Park della Scienza, Sling Shot (fionda che scaglia in un secondo a 55 m di altezza), Cannonacqua, Monorotaia, Piazza Italia, ecc. Il parco è aperto dalle 9.30 al tramonto fino al 1 novembre 2009 con tutte le attrazioni in funzione, e fino al 31 dicembre per la sola mostra delle miniature. Italia in Miniatura si trova a 8 km dal casello di Rimini Nord sull’A14. Info: www.italiainminiatura.it; tel. 0541736.736. FORUM GLI INTERVENTI 7 Per quali motivi i parchi di tutto il mondo si rivolgono a voi? Recentemente abbiamo progettato l’attrazione intitolata “Italian Tour” all’interno del progetto Ferrari Experience di Abu Dhabi per la Jack Rouse Associates proprio perchè abbiamo una grande esperienza in parchi, attrazioni ed, in questo caso specifico, in miniature dei più grandi monumenti architettonici d’Italia. Come già detto, l’incredibile esperienza maturata nella realizzazione di miniature, la padronanza nel coniugare alta artigianalità e tecnologia avanzata, ed il saper integrare tecniche di fabbricazione, materiali e processi rappresentano senza dubbio il nostro punto di forza unitamente a preziosi contatti internazionali che questo tipo di lavoro comporta. C’è da aggiungere che il nostro staff composto da architetti, ingegneri, artigiani ed artisti con esperienza pluridecennale è molto apprezzato per l’approccio in- novativo e creativo al lavoro, per la capacità di interagire in modo stimolante con il cliente e per saper arricchire le proprie competenze professionali con l’entusiasmo, ingrediente fondamentale per il nostro tipo di lavoro. Grazie a tutto questo le nostre miniature e le nostre microanimazioni sono ora in Francia, Germania, Brasile, Canada e così via. Oltre a ingegnerizzare e produrre qualsiasi tipo di modellini, prototipi e marchingegni la vostra azienda ha all’attivo diversi brevetti. Occupandoci principalmente di pezzi unici e/o piccole serie di prodotti realizzati con tecniche originali ed innovative, si rende spesso necessario il brevetto o quantomeno la certificazione. La Maurite SP2 ne è un esempio; dovendo riprodurre la tana dell’orso in roccia all’interno del museo di Spormaggiore serviva un materiale leggero che garantisse la 8 fedeltà della ricostruzione nel rispetto delle norme. È nata così la miscela della Maurite SP2, una resina acrilica bicomponente addittivata con inerti gessosi e silicei, che abbiamo poi utilizzato nella scenografia di “Romeo and Juliet” di Aterballetto e nella Hall del Golden Palace Hotel di Torino, entrambi progettati da Fabrizio Plessi così come, con tre tipi di finiture diverse, nel Centro Commerciale Orio al Serio per Cogestil su progetto dello studio londinese Benoit. Questo materiale ha il pregio di poter essere colato in stampi che possono riprodurre qualsiasi superficie dimostrando un’estrema libertà nell’utilizzo. Un altro esempio è invece un sistema di binari modulare per i treni in scala che produciamo. Dopo un’attenta analisi ci siamo resi conto che i prodotti in commercio erano o troppo rigidi, o troppo grandi, o deperibili in esterno e così abbiamo brevettato un sistema che risponde alle nostre esigenze. Come è avvenuto il passaggio dalle attrazioni agli allestimenti commerciali, museali e teatrali? Sicuramente la flessibilità e professionalità maturata nel gestire progetti complessi ci ha avvicinato a nuove realtà. Così come l’utilizzo di materiali innovativi e la continua sperimentazione ci rendono sempre aperti a nuovi contatti. In questo senso General Display si interessa a tutto ciò che ha a che fare con l’esporre inteso come “mostrare” ma anche “narrare” con strumenti e metodi originali, coinvolgendo ambiti colti, commerciali, ludici, e così via. Creare esperienze scientifiche per il Luna Park della scienza, ad esempio, avvicina ai musei e viceversa; creare pannelli in roccia che sembra vera e pesa come il legno torna utile nel teatro oppure in un centro commerciale. I collegamenti e gli scambi sono infiniti spaziando agilmente tra entertainment, edutainment, exhibit, ecc. Tra le vostre realizzazioni troviamo anche i sistemi espositivi per le vetrine di Prada, uno dei vostri fiori all’occhiello. In genere lavoriamo per Prada in occasione di progetti particolari che richiedono molta collaborazione, creatività FORUM GLI INTERVENTI 9 e professionalità. Si parte dalle loro idee e si lavora insieme per ottenere il prodotto finito. È stato così per le vetrine Carillon, per gli ingranaggi e cucù di corso Venezia, numerosi prototipi e così via. Si tratta di un tipo di lavoro molto coinvolgente ed utile per noi perché ci spinge verso sfide in ambiti nuovi molto interessanti. Lo sconfinamento nell’arte contemporanea è una scelta o un caso? Finora il nostro coinvolgimento nell’arte contemporanea è sempre stato di tipo tecnico e comunque rientrano sempre nei casi dei “progetti impossibili” a noi cari. Ne è un esempio la riproduzione 10 volte più grande del bozzetto originale della opera intitolata “Melilla” di Miguel Ortiz Berrocal in fibra di carbonio, oppure il muro di roccia per Fabrizio Plessi lungo 7 metri, o lavori eseguiti per Massimo Pulini, Francesco Vezzoli, ecc. Attualmente i confini tra arte e tecnologia possono essere molto labili e noi ci adoperiamo per renderli quasi inesistenti… Tornando alle radici, la vostra attività principale è ancora lo sviluppo di attrazioni per l’Italia in Miniatura: che cosa uscirà dal vostro cilindro nei prossimi anni? Italia in Miniatura, che ora conta oltre 500.000 visitatori all’anno, sta progettando l’ampliamento del parco, che porterà al raddoppio della superficie (da 12,5 a oltre 25 ettari) e all’introduzione di imponenti attrazioni interattive. General Display sta lavorando ad una riproduzione in scala 1:1,33 (cioè 3/4 dell’originale) dell’antica Pompei, ricostruita nel suo aspetto originale, dove sarà possibile muoversi all’interno di case, strade e templi abitati da “animatronici” che simulano scene di vita quotidiana. Di sera, con il favore dell’oscurità, si assisterà a una spettacolare riproduzione dell’ultimo giorno di Pompei, invasa dal fiume di magma e fumo di un Vesuvio improvvisamente tornato in eruzione. Quando si dice un finale col botto! 10 FORUM GLI INTERVENTI 11 12 The Theme Park. Dalla città del tempo libero alla città reale: note sul mutamento di un modello insediativo di Matteo Vercelloni I primi Theme Park, nati inizialmente come diretta trasposizione dell’universo cinematografico e dei cartoon disneyani in senso lato, si devono a Walt Disney e hanno conosciuto dal 1955 (anno di inaugurazione della prima Disneyland angelena) ad oggi una crescita esponenziale sia dal punto di vista del successo di pubblico (40 milioni di visitatori all’anno solo per le attrazioni americane), sia per crescita urbanistica e architettonica, sviluppandosi in Florida con gli interventi di Disneyworld, Epcot e MGM Studios, sino ad approdare a Parigi con il grande complesso di EuroDisney, oggi “Disneyland Paris” (1992), dopo la replica di Magic Kingdom in Giappone (Tokyo 1983) e l’apertura del gemello di Hong Kong (2006) per la Cina del nuovo millennio. Caratteristica comune dei parchi Disney, corredati da complessi alberghieri anch’essi “a tema” e da palazzi per uffici progettati da architetti di fama internazionale invitati a interpretare e a partecipare all’atmosfera disneyana, è il loro carattere autonomo e indipendente; sorta di “luoghi di fondazione” radicati paradossalmente proprio nell’assenza di un luogo di riferimento, e proprio per questo ripetibili e riproducibili in ogni parte del mondo, per non dire dell’universo. Nell’accezione data al termine da Michel Foucault potremmo classificare i grandi parchi Disney nella famiglia delle Eterotopie, “sorta di luoghi fuori da tutti i luoghi e, tuttavia, effettivamente localizzabili”, o più specificatamente nelle “Eterotopie della compensazione”, nel senso che il legame che questi luoghi altri, costruiti da Disney e dalla famosa Disney Imagineering, “hanno in rapporto allo spazio restante, una funzione che si svolge tra due poli estremi. Da una parte, assolvono il compito di creare uno spazio d’illusione che denunci come più illusorio tutto lo spazio reale, tutti i posizionamenti all’interno dei quali la vita è frammentata. Dall’altra, hanno la funzione di formare un altro spazio, un altro spazio reale, altrettanto perfetto, meticoloso e ben disposto, quanto il nostro è disordinato, mal congegnato e allo stadio di abbozzo” (M. Foucault). La formula del Theme Park si è poi sviluppata in esempi ‘”locali”, il parco di Asterix in Francia, Legoland in Danimarca, sino ai più nostrani Gardaland e Mirabilianda nel nostro Paese, agglomerazioni di attrazioni spontanee via via cresciute nel tempo seguendo il modello disneyano (Jungleland, Fantasyland, Adventureland, Frontierland e Tomorrowland) delle diverse zone a soggetto più o meno identificato. Si tratta di una formula sperimentata e ripetuta con un certo successo secondo specifici elementi di attrazione turistica che vedremo probabilmente ripetersi anche nel nuovo millennio in forme più o meno evolute. Ciò che appare interessante è lo slittamento, la contaminazione del modello del Theme Park nella città reale. La “città rassicurante” e “a tema” trova in realtà principalmente e inizialmente nell’architettura del villaggio turistico, nella formula della “Resort totale”, il terreno più fecondo e di massima espressione per poi ritornare a proporsi nella città reale, o meglio a margine e lontana da essa, offrendo sul mercato un prodotto di tipo innovativo, che se da un lato garantisce servizi (sicurezza, pulizia, controllo) e atmosfere simili a quelle trovate nelle vacanze tutto compreso, formula nove giorni-sette notti, dall’altro estende il sogno di un “luogo altro” legato al piacere della vacanza, alla vita di ogni giorno. Si configurano così delle cittadine residenziali “a misura d’uomo”, il cui paradigma di riferimento, nella comunicazione, è appunto il villaggio turistico, luogo sicuro (a ingresso controllato) dove tutti si preoccupano del nostro benessere e di realizzare i nostri sogni. L’esempio più eloquente di tale tendenza è indubbiamente la cittadina di “Celebration” costruita tra il 1987/97 dalla Disney Imageneering, nei pressi di Disneyworld in Florida, che peraltro contravviene ai dettami futuribili e sperimentali pensati da Walt Disney negli studi per il famoso Project X (1966). “Celebration” ricorre invece a semplici casette “in stile”, su modello della casa di Mickey Mouse, visitabile poco lontano all’interno dell’enclave del Theme Park. Le rassicuranti casette in legno colorato a tinte pastello di “Celebration” sono affiancate da edifici pubblici e per uffici griffati dagli archistar internazionali. Molti sono gli esempi ormai realizzati, soprattutto in America, ma anche in Europa e nell’Asia, di questi piccoli “paradisi residenziali”, in realtà veri e propri “fortini”, scenograficamente ineccepibili, supercontrollati, asfissianti nella loro celata veste di gated community. Contestualismo, regionalismo, situazionismo, memoria storica ritrovata e reinterpretata; sembrano essere questi alcuni riferimenti per comprendere la serie di nuove piccole città, pensate in modo “più umano” rispetto alla brutalità della crescita della città reale. “Seaside”, una piccola città per le vacanze costruita nella prima metà degli anni ‘80 in Florida, nel tratto di costa che va da Pensacola a Panama City lungo il Golfo del Messico, appare di grande significato sia per scelte urbanistiche, sia per soluzioni architettoniche di tipo linguistico e volumetrico. Significativo però è anche il fatto che l’intera città è stata impiegata quale set cinematografico per il film The Truman Show, presentandola quindi come città artificiale, “set nel set” , della vicenda dello “show 24 ore su 24” che caratterizza la vicenda del film. “Autentico” e “contraffatto” non sono più riferimenti contrastanti, FORUM GLI INTERVENTI 13 14 quanto piuttosto concetti che si miscelano in una sintesi abitabile rassicurante e seducente. “Seaside” e gli interventi seguenti (“Kentlands”, “Windsor”, “Bamberton”, solo per citare alcuni progetti firmati dagli architetti Andres Duany e Elizabeth Plater-Zyberk, già appartenenti al gruppo “Arquitectonica” di Miami) si caratterizzano per la formula del low rise-high density (edifici da tre a cinque piani con densità medio-alte, costruiti formando corti interne o semplicemente affiancati a definire le strade e gli isolati), la pratica di disegno residenziale urbano che ha conosciuto il maggior successo dal punto di vista della qualità ambientale. Gli edifici residenziali rispecchiano e rileggono le tipologie del sud come le case di Charleston, quelle porticate del Vieux Carré di New Orleans, la residenza neoclassica di prima della guerra di Secessione con i colonnati-veranda a scandire la facciata segnata dal timpano sopra l’ingresso. Inutile dire che “Seaside”, come altri interventi dello stesso genere, ha conosciuto un grande successo di mercato visto che il solo terreno è stato valutato 400.000 dollari l’acro, circa dieci/venti volte il costo dei terreni limitrofi. Riferimenti significativi di questo modo di progettare “a scala umana” e con figure storiche assunte come modello di riferimento per sedurre il mercato vanno rintracciati anche nell’opera di François Spoerry, l’architettoscenografo francese autore del famoso “Port Grimaud”, villaggio provenzale per le vacanze costruito negli anni ‘70 nelle vicinanze di Saint Tropez. Nell’Orange County angelena, l’Irvine Company ha costruito intorno al famoso Campus universitario, una serie di insediamenti residenziali “a tema” dove le immagini che li pubblicizzano giocano su diversi registri: un primo schema è quello “shop-live-work-play” (compra-vivi-lavora-divertiti) e comprende le varianti familiari, terza età, vita sociale, passioni sportive e, argomento essenziale, architetture residenziali calde e accoglienti, abbellite da mille variazioni stilistiche ormai fatte poltiglia dal logorio delle infinite ripetizioni e copiature, ma comunque “in stile”, cioè di qualsiasi forma e aspetto purché non riconoscibili come moderne. Un opuscolo pubblicitario per la promozione di un nuovo hotel a cinque stelle nell’isola di Tenerife, l’Hotel “Villa Cortés” del Gruppo “Europe Hotels”, illustra, in una significativa sequenza cinematografica la demolizione dell’Hotel precedente; l’Hotel Europe costruito in perfetto linguaggio tardomodernista. Al suo posto sorgerà la nuova costruzione, di sapore moresco, dai colori pastello, sorta di abile bricolage stilistico-compositivo, in linea con un ingenuo “bisogno della storia”, quale infantile appagamento artificiale, categoria irrinunciabile per il nuovo turismo di massa, traslata in chiave residenziale, nella mutazione evolutiva del Theme Park, nella città reale. FORUM GLI INTERVENTI 15 16 FORUM GLI INTERVENTI 17 Rassegna parchi tematici a cura di Annalisa Bergo 18 Lombardia • Bergamo Minitalia Leolandia Park Capriate San Gervasio www.minitalia.com (vedere articolo pp. 20-21) Le Cornelle Valbrembo www.lecornelle.it Nato come parco-rifugio per specie in via d’estinzione si è poi tramutato in parco faunistico, integrato negli ultimi anni con alcune attrazioni classiche riprese dai lunapark. • Brescia Adamello Adventure Vezza d’Oglio www.adamelloadventure.it Parco avventura situato nel Parco Regionale dell’Adamello. Si tratta di una struttura sportiva con percorsi di abilità in sospensione, integrati in aree boschive tramite l’installazione di cavi, piattaforme aeree in legno e cordame. Acquasplash Franciacorta Cortefranca www.acquasplash.it Si estende su una superficie di 40.000 mq. della quale oltre 2000 mq. sono di acqua azzurra dove si tuffano complessivamente 700 m di scivoli. Waterland - Le Ninfee Desenzano del Garda www.parcowaterland.it Il parco acquatico è immerso in una delle oasi del lago di Garda. Molteplici attrazioni, la maggior parte slegate dal tema acquatico, pensate soprattutto per i bambini. • Como Jungle Raider Park Civenna www.jungleraiderpark.com (vedere articolo p. 23) • Cremona Parco Della Preistoria Rivolta D’Adda www.parcodellapreistoria.it (vedere articolo pp. 25-26) • Lecco Jungle Raider Park Margno loc. Pian delle Betulle (vedere articolo pp. 26-28) • Lodi Parco Acquatico Lodisplash Cornegliano Laudense www.lodisplash.it Il parco acquatico del Lodigiano, oltre ai classici scivoli, è caratterizzato dalla spiaggia di sabbia e palme e da un’ ampia area verdeggiante. Parco Ittico Paradiso Zelo Buon Persico www.parcoittico.it Esteso su 130.000 metri quadrati, il parco si è formato nel passati dal fiume Adda che, deviando il suo corso, ha ritagliato un territorio ricco di sabbie e ghiaie. Sono stati ricreati numerosi ambienti fluviali e palustri modificando il corso dei canali progettati per l’allevamento e ripopolati di nuove specie ittiche e arboree. • Milano (vedere articolo pp. 31-32) Novo Village Cinisello Balsamo www.novovillage.com Luna Europark Idroscalo Segrate www.lunaeuropark.it Città Satellite – Greenland Limbiate Gardaland Waterpark (Ex Aquatica) Milano www.gardalandwaterpark.it Acquaneva Inzago www.aquaneva.it Parco acquatico di modeste dimensioni, inserito in un’area verdeggiante nella quale si collocano anche una spiaggia ed un parco avventura. • Pavia Cowboyland Voghera www.cowboyland.it L’unico parco a tema western in Italia. Il parco si sviluppa su un’area di 30.000 mq e comprende una serie di attrazioni classiche proposte in “stile western”. Inoltre, ospita animali “da fattoria” e molte specie che vivono oltre oceano. Ondasplash Zerbolò www.ondasplash.it Situato nello splendido scenario dell’oasi naturale del Parco del Ticino, Ondasplash è un parco acquatico di medie dimensioni costruito sul classico connubio aree divertimento per famiglie e aree relax. Oasi di Sant’Alessio Sant’Alessio con Vialone www.oasisantalessio.it (vedere articolo pp. 32-33) Veneto Gardaland Castelnuovo del Garda (Verona) www.gardaland.it Si estende su una superficie di 600.000 mq ed al suo interno si trovano attrazioni meccaniche, tematiche e acquatiche. Ha anche una propria struttura ricettiva. Ogni anno viene visitato da più di 2,8 milioni di persone. Fondato da un imprenditore locale, influenzato dai parchi americani, è stato inaugurato nel 1975 ed a metà degli anni ‘80 era già il parco divertimenti italiano più famoso. Nel 2005 Gardaland è stato classificato al quinto posto dalla rivista Forbes nella classifica dei migliori dieci parchi di divertimento del mondo con il miglior fatturato. Canevaworld Resort Acquaparadise Movieland Studios Lazise sul Garda (Verona) www.canevaworld.it Canevaworld Resort è un polo d’intrattenimento che si compone di quattro aree indipendenti: Aquaparadise, Movieland Studios, Medieval Times e Rock Star Restaurant. La struttura nasce negli anni ’60 con la costruzione di una sala da ballo e di impianti sportivi. Nella prima metà degli Emilia Romagna Mirabilandia Savio - località Mirabilandia (Ravenna) www.mirabilandia.it Inaugurato nel 1992, per estensione superficiale è il più grande parco divertimenti italiano. La superficie complessiva dell’area è di 850.000 mq, di cui 400.000 occupati dal parco tematico-meccanico, 100.000 mq dal parco acquatico e i restanti da parcheggi o aree di espansione. Mirabilandia (“Terra delle meraviglie”) si compone di due zone: parco tematico (suddiviso in sette aree) e parco acquatico (aperto nel 2003). Il sito era in origine una ex cava, senza alcuna presenza di alberi, in seguito, l’attenzione mostrata per le specie animali e vegetali presenti ha fatto ottenere al parco il patrocinio del Ministero dell’ambiente. Italia in Miniatura Rimini www.italiainminiatura.com Acquafan Riccione (Rimini) www.aquafan.it Acquario di Cattolica Cattolica (Rimini) www.acquariodicattolica.it Toscana Parco di Pinocchio Collodi Pescia (Pistoia) www.pinocchio.it Il Parco, inaugurato nel 1956, non è un classico parco di divertimento, ma piuttosto il risultato della collaborazione di artisti e dall’ unione fra arte e ambiente: attraverso un percorso letterario, scandito da mosaici, edifici e sculture immerse nel verde, prendono vita gli episodi tratti dai racconti di Pinocchio. Il Parco stesso ospita diverse attività culturali, tra cui mostre d’arte e d’illustrazioni ispirate alla lettura per ragazzi e alla Storia di Pinocchio, laboratori di creazione burattini, spettacoli di burattini, marionette e cantastorie che arricchiscono la visita del Parco. Altri esempi in Europa • Danimarca Legoland Billund www.legoland.dk 50 milioni di mattoncini colorati compongono le attrazioni di questo parco sempre molto frequentato (1 milione e mezzo di visitatori all’anno) e ricco di attività ludiche. Altri Legoland sono sorti in seguito (a Windsor, in Inghilterra, in California e recentemente anche in Germania), ma questo di Billund, sorto nel 1968, è il capostipite. • Francia Disneyland Park Paris Marne-la-Vallèe (Parigi) www.disneylandparis.com Inaugurato nel 1992, è il primo parco a tema Disney in Europa e il quarto nel mondo. Copre una superficie attuale di 19 Kmq ed è collegato al centro di Parigi dalla metropolitana di superficie. È formato da due parchi a tema Disney, Disneyland Park e Walt Disney Studios Park. Al suo interno, sono stati costruiti 6 hotel tematizzati in stile Disney con ambientazioni differenti, più un ranch a pochi chilometri dai parchi. Nel 2007, il resort ha contato 14,5 Milioni di visitatori all’anno, con una media di 40.000 visitatori al giorno. Parc Asterix Plailly (Picardie) www.parcasterix.com Posizionato a meno di 50 Km da Disneyland park, Parc Asterix è il secondo parco divertimenti francese per importanza mondiale. Il parco è ricco di roller coaster, anche molto particolari, ispirato alle celebri storie dell’eroe francese Asterix. Vulcania Clermont Ferrand (Auvergne) www.vulcania.com Con i suoi 57 ettari, il parco si configura come un viaggio al centro della terra, con effetti speciali e pretese scientifiche, come la lava che scorre dietro le vetrate per stupire gli oltre 500 mila visitatori annuali. Il progetto vede la prestigiosa firma dell’architetto austriaco Hans Hollein. Il cono, simbolo del parco che richiama la forma classica di un vulcano, raggiungendo un’altezza massima di 28 m, è l’unico elemento visibile dai dintorni. Coperto di pietra lavica all’esterno, per integrarsi con il paesaggio punteggiato da reali vulcani, all’interno ha pareti trattate con vapore di titanio, creando contrasto materiale e cromatico, che simboleggia la conflagrazione dei vulcani. Il pubblico, attraverso una lunga spirale, viene calato nel cratere, 35 metri sotto terra: fumarole, rivoli incandescenti, effetti sonori, scosse di terremoto dovrebbero dare la sensazione virtuale di un’esplorazione scientifica, secondo una formula ludico-educativa. La Cité De La Villette Parigi www.cite-sciences.fr La Villette comprende un grande parco tematico, la Cité des Sciences et de l’Industrie, dove sono presentate con grande chiarezza e originalità, i progressi scientifici e tecnici del XX secolo, la Gèode (cinema con schermo emisferico che fu il primo e il più grande al mondo, nel suo genere), la Cité de la Musique, la Grande Halle (uno spazio per festival e spettacoli), lo Zénith (dedicato a concerti rock o varietà). Futuroscope Poitiers (Poitou Cherentes) www.futuroscope.com Parco divertimenti, secondo per dimensioni in Francia, orientato alla multimedialità: si tratta dell’unico luogo in cui si trovano tutti i tipi di schermo IMAX (normal, dome, 3D, dome 3D e flying-carpet-style) La frequentazione del parco era nel 2008 di 1,61 milioni di visitatori. 19 FORUM GLI INTERVENTI anni ’80 inizia ad evolvere in un vero parco divertimento: viene aperta al pubblico una delle prime strutture italiane che presenta una serie di piscine nelle quali approdano percorsi di acquascivoli di forma diversa ed una delle prime piscine ad onde d’Europa. Nel 2002 viene realizzato, in un’area adiacente l’attuale «Movieland Studios», il primo parco divertimenti cinematografico italiano dedicato alle grandi produzioni hollywoodiane, ispirato a corrispondenti strutture americane.