PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ORDINARI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE SPS/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 10 del 12 gennaio 2010, reso noto per via telematica e pubblicato nella G.U. -4^ serie speciale- n 10 del 5.2.2010, e integrata, a seguito delle dimissioni di un commissario, con D.R. n. 74 del 15 febbraio 2010, pubblicato sulla G.U. – 4° serie speciale n. 29 del 13 aprile 2010 e resa nota anche per via telematica). ALLEGATO n. 1 al verbale di seconda seduta GIUDIZI SULL’ATTIVITÀ DEI CANDIDATI GIUDIZI INDIVIDUALI DEI COMMISSARI CANDIDATO: Prof. Adelina Rita BISIGNANI Profilo scientifico-didattico Nata a Triggiano (Ba) il 22/05/1963 Laureata in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari il 24.7.1991. Dall’a.a. 1993/94 ha svolto attività seminariale presso la Cattedra di storia delle dottrine politiche della medesima Facoltà. Il 20 novembre 1996 è entrata in servizio presso l’Università di Bari come collaboratore tecnico – area funzionale tecnico-scientifica e socio-sanitaria, per le esigenze della suddetta Cattedra. Dal 1 novembre 2001 in ruolo presso l’Università di Bari come ricercatore confermato per il settore SPS/02-Storia delle dottrine politiche, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, dall’anno accademico 2002-2003 ha ottenuto l’affidamento del corso di Storia delle dottrine politiche. Dal 1 novembre 2006 è in servizio presso la medesima Facoltà nel ruolo di professore associato per il settore SPS/02. Dall’a.a. 1996-97 all’a.a. 1999-2000 ha fatto parte del Collegio docenti del corso di perfezionamento in Filosofia e politica della cultura europea del ‘900- Università di Bari. Dall’a.a. 1998-99 è membro del Collegio docenti del corso di perfezionamento in Filosofia e didattica della filosofia. Ai fini della valutazione comparativa in oggetto presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie: - Democrazia e sovranità, Bari, Palomar, 1996; - Ideologie politiche del ’68, Cassano Murge, Messaggi edizioni, 1999; - Ortega y Gasset tra Europa e Mediterraneo, Bari, Graphis, 2004. Volumi a cura: - Croce e il partito politico, Bari, Palomar, 2000 Articoli: - Su alcune interpretazioni del pensiero di C. Schmitt, “Paradigmi”, settembre-dicembre 1998, pp. 537-549; 1 - Filosofia e scrittura in Carl Schmitt, in Forme di scrittura filosofica, a cura di F. De Natale, Milano, FrancoAngeli, 2001, pp. 72-83; Il problema della pace nel secondo dopoguerra, “Trimestre”, 2006, pp. 59-87; Il concetto di spazio politico in relazione alla formazione e alla crisi dello Stato-Nazione, “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia”, Bari, 2006, pp. 423-459. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Adelina Rita Bisignani è professore associato per il settore SPS/02 presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bari dal 1 novembre 2006. In precedenza, tra il novembre 1996 e l’ottobre 2001, vi ha ricoperto il ruolo di collaboratore tecnico per le esigenze della cattedra di Storia delle dottrine politiche, cui collaborava per attività seminariali dal 1993/94, e dal 1 ottobre 2001, quello di ricercatore universitario confermato, sempre per il settore SPS/02. Dal 2002/2003 tiene il corso di Storia delle dottrine politiche. Dal 1996 svolge attività didattica in corsi di perfezionamento. La Candidata presenta ai sensi del bando tre monografie, un volume a cura, tre articoli e una nota critica, dati alle stampe tra il 1996 e il 2006 e pienamente attinenti alle discipline comprese nel settore SPS/02. Gli interessi di studio della Candidata si muovono all’interno del pensiero politico del ‘900, focalizzando in particolare le tematiche della crisi dello Stato-nazione, della sovranità, della democrazia liberale quali emergono nelle opere dei più significativi esponenti del pensiero filosofico e politico europeo del secolo XX, con particolare riferimento a Weber, C. Schmitt, Horkheimer, Adorno, Arendt, Bataille, Ortega y Gasset, per giungere all’esame delle ideologie e degli esiti dei movimenti giovanili del ’68, e del rapporto delle diverse anime del movimento italiano con i maîtres à penser del marxismo e dell’operaismo di quegli anni. Nei due articoli più recenti (2006), la Candidata allarga l’orizzonte tematico delle sue ricerche, analizzando in rapidi panorami di sintesi, frutto anche del suo lavoro didattico, il problema della pace quale affrontato nel pensiero politico del secondo dopoguerra (sono richiamate le posizioni di Schmitt, Jaspers, Sartre, Aron, Ortega y Gasset) e le trasformazioni del concetto di spazio politico tra età moderna e Novecento. Un Novecento il cui variegato pensiero politico appare alla Candidata prevalentemente influenzato, sollecitato, e in qualche modo accomunato, dall’ attenzione e preoccupazione per il fenomeno della società di massa. Nel saggio Il concetto di spazio politico in relazione alla formazione e alla crisi dello Stato-Nazione, finalizzato a una riflessione storica sul tema dell’identità europea, ritroviamo richiami a Schmitt, Ortega y Gasset e alle culture della crisi, ma anche al pensiero di classici quali Grozio, Kant, Hegel, Tocqueville. Nel loro insieme i titoli scientifici della prof. Bisignani oggetto della presente valutazione mettono in luce un’apprezzabile operosità e la capacità di intrecciare ricostruzione storiografica e analisi critica dei testi pervenendo a “letture” di sintesi ben costruite ed argomentate. E’ apprezzabile il dominio critico della vasta materia affrontata. La maggior parte dei lavori è collocata in sedi editoriali di piena dignità scientifica, anche se per lo più di dimensione locale. Ritengo che la prof. Adelina Bisignani possa essere presa in considerazione nella procedura in oggetto. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Dopo aver svolto attività seminariale e aver fatto parte del collegio dei docenti di alcuni corsi di perfezionamento dal 1996 al 2000, nel 2001 diviene ricercatore confermato in Storia delle dottrine 2 politiche presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bari e nel 2006 diventa prof. Associato. Dal 2002 ha insegnato Storia del pensiero politico moderno. La sua area di ricerca e la sua produzione scritta sono orientate verso il pensiero politico contemporaneo. Attenta alle premesse filosofiche dei vari autori considerati (la sua laurea era stata in filosofia), le tematiche prevalentemente affrontate sono quelle dello stato-nazione e della sua crisi, della sovranità, della rappresentanza, dei partiti, della pace e della guerra, degli spazi politicamente definiti. Le pubblicazioni presentate (3 brevi libri, alcuni saggi e una curatela) segnalano continuità nella ricerca; sono caratterizzati da una presenza accentuata di comparazioni e di confronti (tracciati con decisione e piglio sintetico) e dalla ricerca di nessi e differenze, finalizzati in parte all’uso didattico. Le case editrici hanno carattere prevalentemente locale. Complessivamente il lavoro è partecipato e apprezzabile. Giudizio del Prof. Simona FORTI Ricercatrice di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari dal 2001, è docente di II fascia presso la stessa Facoltà, dal 2006. Ha partecipato come relatrice a una decina di convegni sul pensiero politico contemporaneo, dedicati all’opera di Gramsci, di Croce, al problema del partito politico e dell’idea di nazione. Insegna Storia del pensiero politico moderno nell’Ateneo di appartenenza. Ai fini della valutazione comparativa, la Prof.ssa Bisignani presenta 3 brevi volumi; la cura di un’antologia di scritti di un autore classico; 3 saggi pubblicati in riviste scientifiche; 1 saggio pubblicato in un volume collettaneo. La Candidata ha posto al centro delle sue ricerche il vasto panorama intellettuale dell’Europa novecentesca della prima metà del secolo, mostrando versatilità e curiosità scientifiche. I primi percorsi di studio confluiscono nella monografia Democrazia e sovranità, pubblicata nel 1996 a Bari, presso l’editore Palomar, che purtroppo non sempre garantisce una diffusione nazionale. La Prof.ssa Bisignani rivisita i topoi della critica primo-novecentesca alla democrazia e alla società di massa, contestualizzandoli entro il quadro generale della crisi dello Stato-Nazione. Anche se con uno sguardo forse troppo sintetico, le posizioni complesse di autori come Weber, Schmitt, Kelsen, e altri intellettuali cosiddetti “della crisi”, vengono messe in relazione tanto con le situazioni storiche quanto con le premesse teoriche. Ne emerge una sintesi utile che a grandi linee riesce a dare conto dei nodi centrali del dibattito storiografico, italiano e internazionale. A tale filone di ricerca affluiscono anche i seguenti saggi Su alcune recenti interpretazioni del pensiero di Carl Schmitt, in “Paradigmi”, a. XVI, n. 48, settembre-dicembre 1998, pp. 537-549; Filosofia e scrittura in Carl Schmitt, in Forme di scrittura filosofica. Elementi di teoria e didattica, a cura di F. De Natale, Milano, Franco Angeli, 2001, pp. 72-83. Anche se rivolto ad un uso didattico-seminariale, il saggio Ideologie politiche del ’68, pubblicato nel 1999 per le Grafiche Messaggi, Cassano Murge (Bari), va menzionato almeno per l’utile ricostruzione che fornisce dal punto di vista di una possibile mappatura del pensiero politico di quegli anni. In particolare, una mappatura veloce, e a tratti forse troppo sintetica, delle diverse recezioni e trasformazioni, nell’Italia di quel torno di tempo, del marxismo eterodosso e del neoidealismo. Più attinente alla Storia delle Dottrine politiche, sebbene sempre in funzione didattica, è invece la cura dell’antologia di scritti crociani, Croce. Il Partito Politico, Bari, Palomar 2000. In essa 3 vengono raccolti articoli di Benedetto Croce relativi al ruolo del ‘partito politico’; articoli scritti in un arco di tempo che va dal 1911 al 1947. Lo scopo è quello di mostrare in che maniera l’esperienza storica del fascismo italiano porti il filosofo a rivedere le proprie posizioni sulla vita politica in relazione allo ‘spirito di partito’. E’ del 2004 il volumetto Ortega y Gasset tra Europa e Mediterreaneo, di pp. 127, pubblicato presso le Edizioni B.A. Graphis, di rilevanza locale. Il lavoro ripercorre l’itinerario intellettuale di José Ortega y Gasset mettendo in luce il legame che la filosofia politica dell’autore spagnolo intrattiene coi grandi pensatori dell’inizio del Novecento tedesco: Husserl e Heidegger, in particolare. Il tentativo della Prof.ssa Bisignani è quello di liberare l’autore de La ribellione delle masse dal giudizio consolidato che lo racchiude nel novero dei ‘pensatori della crisi’, anti-moderni per sfiducia nella razionalità dei nuovi soggetti politici. Ne emerge il quadro di una filosofia orteghiana segnata sostanzialmente da tre preoccupazioni: l’idea di modernizzazione della Spagna; il ripensamento della nozione di sovranità in relazione alla nuova idea di Europa (di derivazione husserliana); un più generale pensiero del rapporto tempo/storia che non sarebbe per nulla riducibile a quello di matrice heideggeriana. Nonostante il lavoro sia forse eccessivamente sintetico, rispetto alla vastità dei temi trattati, e nonostante la bibliografia discussa sia limitata, esso dimostra una sua originalità che si accompagna ad una chiarezza e vivacità espositive degne di apprezzamento positivo. Meno specifico è il contenuto del saggio Il concetto di spazio politico in relazione alla formazione e alla crisi dello Stato-Nazione, pubblicato nel 2006 negli “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia”, XLIX, pp. 423-459, nel quale vengono brevemente esposte le tesi di alcuni classici della filosofia politica – da Grozio a Tocqueville – e le ipotesi interpretative di studi recenti. Dello stesso anno è il saggio Il problema della pace nel secondo dopoguerra, in “Trimestre”, XXXIX, nn. 1-2, pp. 59-87, dove al centro dell’attenzione sta il problema del conflitto e dell’idea di Europa soprattutto in Ortega y Gasset e Capitini. Per i suoi contenuti, la produzione scientifica della Candidata appare per lo più attinente al ssd SPS/02 ed è caratterizzata da una sufficiente continuità, anche se trova collocazione presso editori locali, non in grado di garantire un’adeguata circolazione nella comunità scientifica. Credo che ai fini del conseguimento di una piena maturità scientifica sarebbe utile che la Prof.ssa Bisignani unisse alle sue indubbie vivacità e curiosità intellettuali, anche la pazienza per un lavoro di scavo approfondito. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari dal 1° novembre 2001, poi Professore di seconda fascia presso la stessa Facoltà. Dopo aver collaborato alle attività della cattedra di Storia delle dottrine politiche, dall’a.a. 2002/2003 insegna Storia del pensiero politico moderno. Ha partecipato in qualità di relatrice a diversi convegni sul pensiero politico contemporaneo. Presenta ai fini della valutazione comparativa in oggetto tre brevi monografie, un volume antologico e quattro articoli pubblicati su riviste o in volumi collettanei. Per i suoi contenuti la produzione scientifica della Candidata è attinente al settore scientificodisciplinare di riferimento (SPS/02) ed è caratterizzata da una sufficiente continuità, anche se trova collocazione presso editori locali, non in grado di garantirne un’adeguata circolazione nella comunità scientifica nazionale. La produzione presentata testimonia di un percorso di ricerca dominato dall’interesse per il pensiero politico contemporaneo, con una particolare attenzione al dibattito europeo dei primi 4 decenni del Novecento. Nella monografia Democrazia e sovranità (Bari, Palomar,1996) la Candidata affronta la crisi dello Stato-nazione ottocentesco attraverso lo sguardo di alcuni dei suoi più acuti interpreti, da Weber a Schmitt, da Horkheimer e Adorno a Hannah Arendt. Il volume privilegia però un taglio prevalentemente ricostruttivo, in cui non è dato riconoscere un autonomo sforzo di problematizzazione teorica. Analoghe considerazioni ispira la monografia Ortega y Gasset tra Europa e Mediterraneo (Bari, Graphis, 2004), nonostante l’attenzione manifestata per lo sfondo filosofico della riflessione del pensatore spagnolo. Completano la produzione della Candidata alcune pubblicazioni di carattere eminentemente didattico (l’antologia Croce. Il partito politico, Bari Palomar, 2000, il volumetto Ideologie politiche del ’68, Messaggi, 1999) difficilmente classificabili come autentici contributi di ricerca. Nel complesso, l’impressione tratta è quella di una ricerca in fieri, ancora in attesa di una piena maturazione sul piano metodologico e interpretativo. Alla luce della complessiva attività didattica e scientifica della Candidata si ritiene comunque che possa essere presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI La Candidata presenta un curriculum didattico positivamente apprezzabile e una produzione scientifica le cui principali linee di ricerca sono costituite dal pensiero politico di Benedetto Croce, dalla riflessione di Ortega y Gasset, dalla questione dello spazio politico, oltre che dal rapporto fra democrazia e sovranità. Le quattro monografie, unitamente alla serie di saggi e articoli, documentano un’attività regolare nel tempo, caratterizzata da un’efficace illustrazione tematica di snodi cruciali nello svolgimento del pensiero politico contemporaneo. CANDIDATO: Prof. Gabriele CARLETTI Profilo scientifico-didattico Nato a Teramo il 27.5.1955. Laureato in Scienze politiche presso l’Università “Gabriele D’Annunzio”. Dal 1979-80 al 1983-84 addetto alle esercitazioni presso la cattedra di Storia delle dottrine politiche- Facoltà di Scienze politiche- Università Abruzzese “Gabriele D’Annunzio”. Dal 1° novembre 1984 in ruolo presso la stessa Università (Facoltà di Scienze politiche), come ricercatore per il gruppo disciplinare Storia delle dottrine politiche. Dall’a.a 1984-85 ha tenuto per affidamento l’insegnamento di Storia delle dottrine politiche, cui si è aggiunta, dall’a.a. 1992-93 all’a.a.1998-99, la supplenza del corso di Storia del pensiero politico italiano, sempre presso la Facoltà di Scienze politiche della sede teramana dell’ Università “G. D’Annunzio”, dal 1 novembre 1993 divenuta Università di Teramo. Dal 1 novembre 1999 è stato chiamato, presso la stessa, nel ruolo di professore associato per il settore SPS/02, con conferma in data 1 novembre 2002. Negli a.a. 2002-2003, 2003-2004 e 2004-2005 ha insegnato Storia del pensiero politico presso la Facoltà di Scienze della comunicazione di detto Ateneo. Nello stesso periodo è stato rappresentante dei docenti nel Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo e Presidente del corso di laurea specialistica in Scienze della comunicazione sociale e istituzionale. Dal febbraio 2007 è docente di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo; vi ha inoltre l’incarico di responsabile per la didattica. 5 Dal febbraio 2001 all’ottobre 2007 è stato coordinatore del Dottorato di ricerca in Pensiero politico e comunicazione nella storia, con sede amministrativa presso l’Università di Teramo. Dal 2005 è coordinatore della redazione della rivista “Trimestre”, organo scientifico del Dipartimento di Storia e critica della politica. Ne ha curato alcuni fascicoli monografici dedicati a tematiche di storia del pensiero politico. Nel 2004 ha organizzato presso l’Università di Teramo, con il patrocinio dell’Associazione Italiana degli Storici delle Dottrine Politiche, il convegno “La politica prima di Machiavelli”, curando la pubblicazione dei relativi Atti. Ai fini della valutazione comparativa in oggetto presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie: - Melchiorre Delfico. Riforme politiche e riflessione teorica di un moderato meridionale, Pisa, Edizioni ETS, 1996; - Dante politico. La felicità terrena secondo il pontefice, il filosofo, l’imperatore, Pescara, ESA, 2006; Articoli: - Antonio Gramsci e la critica della teoria psicoanalitica, “Trimestre”, XIII, n. 4; XIV, n.1, 1980-81, pp.71-98; - A proposito dell’antisocialismo di Rosmini, “Trimestre”, XV, 1982, 1-2, pp. 25-50; - A proposito di un’anonima dissertazione. Note sulla presunta partecipazione di Melchiorre Delfico al concorso del 1796, in Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia, “Trimestre”, fascicolo monografico a cura di G. Carletti, XXXIII, 2000, 1-2, pp. 107-124; - Delfico interprete di Machiavelli, in Machiavelli e la cultura politica del meridione d’Italia, a cura di G. Borrelli, Napoli, Archivio della Ragion di Stato, 2001, pp. 192-205; - Impero, stati particolari e identità nazionale in Dante, “Il pensiero politico”, XXVI, 2003, pp. 307-321; - Alle origini della metapolitica. Dante prima del pensiero moderno, in Vocabulum juris. Omaggio a Francesco Mercadante, a cura di G. Sorgi, Torino, Giappichelli, 2005, pp. 6787; - Rousseau nel pensiero politico degli illuministi meridionali, “Trimestre”, fascicolo monografico per i 40 anni della rivista a cura di G. Carletti, XL, 2007, 1-4, pp. 59-87; - Dante e la teoria dei ‘duo magna luminaria’, in Prima di Machiavelli. Itinerari e linguaggi della politica tra il XIV e il XVI secolo, a cura di G. Carletti, Pescara, ESA, 2007, pp. 55-72. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Il Candidato, dal 1 novembre 1999 (conferma 1 novembre 2002) è professore associato per il settore SPS/02, presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo. Dall’inizio degli anni ‘80 ha dedicato, presso la medesima Facoltà, un consistente impegno didattico, dapprima come esercitatore, poi come ricercatore affidatario di corsi ufficiali, ad insegnamenti facenti capo al settore della Storia delle dottrine politiche. Nel ruolo di professore associato ha insegnato per un triennio (2002-2005) Storia del pensiero politico presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo, tornando poi a svolgere i suoi compiti didattici presso la Facoltà di Scienze politiche. Dal febbraio 2001 all’ottobre 2007 è stato coordinatore del Dottorato di ricerca in Pensiero politico e comunicazione nella storia. Dal 2005 è coordinatore della redazione della rivista “Trimestre” di cui ha curato diversi fascicoli monografici. Ha partecipato con regolarità agli incontri scientifici organizzati dalla Associazione Italiana degli Storici delle Dottrine politiche e 6 sotto il patrocinio di quest’ultima nel 2004 ha organizzato il convegno “La politica prima di Machiavelli. Itinerari e linguaggi della politica fra il XIV e il XVI secolo” curando la pubblicazione dei relativi Atti. La produzione scientifica presentata dal Candidato ai sensi del bando, frutto di un’attività di ricerca svolta con regolarità nell’arco di poco meno di un trentennio, comprende due monografie, sette articoli e un’ampia nota critica, ed è di piena pertinenza del settore SPS/02. Nel suo insieme essa fornisce un contributo significativo al progresso della conoscenza di aspetti e momenti diversificati del pensiero politico italiano, tra il XIV e il XX secolo. Dopo l’iniziale interesse per aspetti peculiari, efficacemente individuati, dell’opera di Gramsci e di Rosmini, di cui danno conto i due saggi giovanili dei primi anni ‘80, già pregevoli per maturità di scrittura, padronanza di metodo e autonomia critica, le indagini del prof. Carletti si sono per anni concentrate sulla figura di Melchiorre Delfico e sul contesto intellettuale del Settecento meridionale, sfociando nell’eccellente monografia del 1996, compiuta e originale ricostruzione del pensiero politico dello scrittore teramano, nel saggio del 2000 che esclude convincentemente l’ipotesi della partecipazione di Delfico al concorso lombardo del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia”, nel contributo del 2001 sul Delfico interprete di Machiavelli e infine nell’articolo del 2007 Rousseau nel pensiero politico degli illuministi meridionali, che considera e mette a raffronto un’ampia gamma di fonti. Nel corso degli anni 2000 il Candidato ha coltivato con intensità e perizia un terzo filone di studio, rivolto a una articolata ricostruzione del pensiero politico di Dante. Oltre che in alcuni articoli e saggi apparsi fra il 2003 e il 2007, tali ricerche hanno trovato approdo nel volume del 2006 Dante politico. La felicità terrena secondo il pontefice, il filosofo l’imperatore: una monografia apprezzabile, come del resto tutti gli altri lavori del Candidato, per densità, chiarezza di scrittura e argomentazione, intelligenza del confronto con i testi e con la storiografia, capacità di sintesi e rigore di metodo. La produzione scientifica presentata dal prof. Gabriele Carletti è sicuramente pregevole per consistenza, pertinenza disciplinare, originalità, e rivela una radicata padronanza delle metodologie proprie del settore scientifico-disciplinare SPS/02; notevole il contributo innovativo da essa fornito. Tutti i lavori sono pubblicati in sedi editoriali qualificate e in collane o riviste ben note alla comunità scientifica italiana. Il prof. Gabriele Carletti, sia per la qualità dei suoi titoli scientifici, sia per l’impegno didattico e scientifico-organizzativo profuso nelle posizioni universitarie via via occupate nell’ambito del settore s.d. SPS/02, merita di essere tenuto in particolare considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Nell’arco della sua carriera accademica ( diventa ricercatore in Storia delle dottrine politiche nel 1984 e prof. associato nel 1998) ha insegnato Storia del pensiero politico italiano, Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo e Storia delle dottrine politiche; ha ricoperto inoltre vari incarichi accademici. Le sue ricerche e si focalizzano sulle figure di Melchiorre Delfico e Dante e sui temi dell’Illuminismo Italiano, della Restaurazione, del Risorgimento, della cultura politica meridionale. Le pubblicazioni presentate sono costituite da due monografie: la prima su M. Delfico (1996), la seconda su Dante (2006). Dei saggi 3 vertono su Dante, 2 su Delfico mentre gli altri vertono su Rosmini, Gramsci e gli illuministi italiani. Nessuno scritto dal 1982 al ’96. 7 Questa produzione testimonia un generale interesse per il pensiero politico italiano anche in epoche assai distanti tra loro e si concreta in scritti dal prevalente compito espositivo, che comunque intendono ampliare le conoscenze e le documentazioni della disciplina. Giudizio del Prof. Simona FORTI Il prof. Gabriele Carletti mostra un percorso formativo, di ricerca e di didattica del tutto attinente al ssd SPS-02. Ricercatore in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università “G. D’Annunzio”, dal 1984, è professore associato in Storia delle dottrine politiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università di Teramo, dal 1999. Oltre ad aver insegnato Storia delle dottrine politiche e Storia del pensiero politico, ha ricoperto gli insegnamenti di Storia del pensiero politico italiano. E’ stato coordinatore del Dottorato di ricerca in “Pensiero politico e comunicazione nella storia”, avente sede amministrativa presso l’Università di Teramo. E’ membro della redazione della rivista “Trimestre” dal 1980, ne è coordinatore dal 2005. Ai fini della valutazione comparativa, il Candidato presenta 2 monografie; 1 volume collettaneo curato; 7 articoli su riviste di diffusione nazionale. I testi risultano tutti pertinenti al ssd Sps-02. Si nota una certa discontinuità riguardo alle date di pubblicazione. L’interesse di ricerca del Candidato è per lo più rivolto al pensiero politico italiano. La prima monografia Melchiorre Delfico. Riforme politiche e riflessione teorica di un moderato meridionale, di 222 pp., è stata pubblicata dalle Edizioni ETS di Pisa, di diffusione nazionale, nel 1996. I due articoli relativi allo stesso autore, rispettivamente usciti su “Trimestre” nel 2000 e in un volume collettaneo nel 2001, riprendono sostanzialmente alcune argomentazioni contenute nel volume del 1996. Questo insieme di lavori ripercorre quell’itinerario di ricerca, tradizionale, ma solido, che negli ultimi decenni del secolo scorso ha chiarito le posizioni intellettuali e politiche dei pensatori dell’illuminismo italiano. Risultano significativi i richiami ai lavori di Franco Venturi, e dei suoi allievi, come punto di differenziazione ermeneutico importante nei confronti di una storiografia, quale quella di Croce e Gentile, che ancora negava il profilo autonomo del Settecento italiano. Il lavoro è accurato e chiaro, attento ad inserire la figura del pensatore teramano nell’ambito di un più ampio contesto sia storico sia teorico. L’analisi dei dati biografici non rimane mai mera descrizione fattuale, ma viene messa in relazione con le diverse influenze europee che, volta per volta, si stratificano nelle opere delficine. Qualche perplessità in più solleva, a mio parere, il lavoro di ricerca dedicato al pensiero politico di Dante. La monografia Dante politico. La felicità terrena secondo il pontefice, il filosofo, l’imperatore, di pp. 157, è stata pubblicata nel 2006 dalle Edizioni Scientifiche Abruzzesi, di Pascara, di diffusione locale. Il testo del Professor Carletti è una sintesi del pensiero politico dantesco, scritta in modo chiaro ed efficace, di stampo storico-ricostruttivo. Benché dichiari di non voler prendere in considerazione solo il De Monarchia, in realtà il lavoro si incentra soprattutto su quest’opera: gli altri scritti danteschi, infatti, rimangono sullo sfondo. Tocca molti dei problemi cruciali dell’ermeneutica dantesca, ma spesso non vi si addentra fino in fondo per cercare di sciogliere i nodi in questione, come ad esempio quello relativo al modo in cui tomismo, agostinismo e averroismo si coniugano in Dante, tema assai dibattuto dagli studiosi del pensiero politico dell’autore della Commedia. Ed anche sul tema cruciale della potestas temporale del papa, l’autore sembra dilungarsi sulle posizioni di Croce e Gentile, senza entrare nel vivo della questione. Inoltre, cita una vasta letteratura secondaria e diverse linee storiografiche, ma soprattutto di ambito italiano, per la verità non troppo recenti. Probabilmente se avesse seguito alcune interpretazioni internazionali del poeta fiorentino, soprattutto gli studi di scuola tedesca più recenti, da quelli di Jürgen Miethke a quelli di Thomas Ricklin, e alcuni studi anglosassoni, tra cui 8 almeno quelli di A. K. Cassell, la prospettiva del prof. Carletti sarebbe stata più ampia. Lo stesso dicasi per i due articoli dedicati a ‘Dante politico’, confluiti poi nel volume. Nonostante i rilievi sopra espressi, giudico il Professor Gabriele Carletti, per il suo impegno didattico e scientifico, meritevole di essere preso in considerazione per questa valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Ricercatore in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “G. D’Annunzio” dal 1° novembre 1984, poi Professore di seconda fascia nello stesso raggruppamento disciplinare presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo, ha insegnato Storia del pensiero politico italiano, Storia del pensiero politico e Storia delle dottrine politiche. Dal febbraio 2001 all’ottobre 2007 è stato coordinatore del Dottorato di ricerca in “Pensiero politico e comunicazione nella storia”, con sede amministrativa presso l’Università degli Studi di Teramo. Membro dal 1980 della redazione della rivista “Trimestre”, edita dal Dipartimento di Storia e Critica della Politica dell’Università degli Studi di Teramo, ne è dal 2005 il coordinatore. Il Candidato presenta ai fini della valutazione comparativa in oggetto due monografie e otto saggi editi su riviste e volumi collettanei. Risulta inoltre curatore di due numeri monografici della rivista «Trimestre» - il fascicolo n. XXIII/1-2, 2000 che raccoglie gli atti del convegno Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia, svoltosi a Teramo il 2 e 3 maggio del 1997 e il fascicolo n. XXXX/1-4, 2007, dedicato al quarantennale della stessa rivista – nonché del volume Prima di Machiavelli. Itinerari e linguaggi della politica tra il XIV e il XVI secolo (Pescara, 2007), che raccoglie gli atti del Convegno La politica prima di Machiavelli, svoltosi a Teramo dal 29 al 30 aprile 2004. La produzione scientifica del Candidato è attinente al settore scientifico-disciplinare di riferimento (SPS/02), anche se trova collocazione presso editori di non primissimo piano a livello nazionale o addirittura di carattere locale. Emergono, inoltre, alcune lacune sul piano della continuità temporale, sebbene le pubblicazioni degli ultimi anni denotino una maggiore regolarità nello svolgimento dell’attività di ricerca. Caratterizzato sin dall’inizio da una particolare attenzione per il pensiero politico italiano, il lavoro scientifico del Candidato trova nella sua prima fase un privilegiato tema di ricerca nell’opera del riformatore illuminista Melchiorre Delfico, al quale egli ha dedicato la monografia Melchiorre Delfico. Riforme politiche e riflessione teorica di un moderato meridionale (Pisa, ETS, 1996), oltre a due articoli che ripropongono nella sostanza linee di analisi già presenti nel volume. Tale ricerca rientra a pieno titolo nella direttrice di indagine storiografica che nel corso degli ultimi decenni si è dedicata ad una sempre più puntuale esplorazione del variegato universo intellettuale dell’Illuminismo italiano, con particolare riferimento alle sue ricadute politico-istituzionali. Il taglio prescelto, quello della biografia intellettuale e politica, appare idoneo a valorizzare dal punto di vista storiografico la specificità di una figura che pur non appartenendo al novero dei grandi protagonisti della vita intellettuale dell’epoca, è rappresentativo sotto diversi aspetti della cultura politica del Mezzogiorno d’Italia, nei cruciali decenni della seconda metà del Settecento. Nel corso degli ultimi anni il Candidato ha concentrato la sua attenzione sul pensiero politico di Dante Alighieri, al quale ha dedicato due saggi e la monografia Dante politico. La felicità terrena secondo il pontefice, il filosofo, l’imperatore (Pescara, ESA, 2006). Al centro dell’analisi è, in particolare, la concezione dantesca dell’Impero universale così come è sviluppata nel più celebre dei suoi testi politici, il trattato De Monarchia. Nel confronto con tale opera il Candidato privilegia 9 un registro eminentemente storico-ricostruttivo, che – anche alla luce delle più recenti linee di ricerca impostesi a livello internazionale - non sembra però dare pienamente conto della complessità teorica e concettuale del tema indagato. Sulla base della complessiva attività didattica e scientifica svolta e in considerazione dei criteri di giudizio individuati dalla Commissione, ritengo che il Candidato Gabriele Carletti possa essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI Il Candidato presenta un curriculum didattico apprezzabile assai positivamente anche per l’operosità e una produzione scientifica scandita con regolarità dal progressivo affinamento degli strumenti metodologici e dall’approfondimento di temi appartenenti in modo specifico alla Storia delle dottrine politiche. Nella sua attività di ricerca, concentrata nei più recenti lavori su Dante, il Candidato si è dedicato all’analisi del pensiero politico italiano fra la Restaurazione e il fascismo e, soprattutto, alla cultura politica dell’Italia meridionale tra il Sette e l’Ottocento, alla cui riscoperta e analisi sistematica egli ha offerto contributi molto significativi. Il Candidato merita di essere tenuto nella più alta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Claudio CRESSATI Profilo scientifico-didattico Nato a Udine il 4 maggio 1958. Laureato in Scienze politiche presso l’Università di Pisa nel 1991, ha parimenti conseguito con lode il diploma del corso ordinario e del corso di perfezionamento – Sezione Giurisprudenza e Scienze politiche presso la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, ottenendo due borse di ricerca presso l’Università di Cambridge e la London School of Economics, nonché, dopo la laurea, una borsa di studio annuale all’Università di Losanna. Nel 1989 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia del diritto e dottrine politiche presso l’Università di Padova. Negli a.a. 1986-87, 1987-88 e 1988-89 è stato professore a contratto di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Economia dell’Università di Udine. Dal settembre 1989 al 31.10.2000 ha ricoperto il ruolo di ricercatore universitario per il gruppo disciplinare Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Udine, tenendo per supplenza vari insegnamenti a partire dal 1993-94. Dal 1 novembre 2000 è in servizio nel ruolo di professore associato presso la facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Udine - Corso di laurea in Relazioni pubbliche (sede di Gorizia), confermato in detto ruolo al termine del prescritto triennio. Tiene insegnamenti anche presso il corso di laurea specialistica in Relazioni pubbliche delle istituzioni (sede di Gorizia) e dall’a.a.2006-2007 presso il corso di laurea specialistica in Studi europei (sede di Udine). 10 Dall’a.a. 1992/93 è titolare di corsi Jean Monnet sull’integrazione europea; nell’a.a. 1995-96 ha ottenuto in tale ambito una cattedra settennale in Storia e istituzioni dell’Unione Europea; nel 2006-2007 una cattedra quinquennale di Governo e politiche dell’Unione europea. Dal 1994 al 2001 è stato docente incaricato dapprima come Gastprofessor, e successivamente, come Lehrbeauftragter, dell’insegnamento di Civiltà ed economia in Italia, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Klagenfurt. Dall’a.a. 1999-2000 fa parte del Consiglio del master europeo “Euroculture”, di cui dal 2006-2007 è Direttore presso l’Università di Udine. E’ membro del Consiglio di Amministrazione dell’International University Institute for European Studies di Gorizia. Dal 2000-2001 ricopre l’insegnamento di Storia dell’integrazione europea presso il master in “Communications and Methods of European policy Making” presso la sede goriziana dell’Università di Trieste. E’ stato responsabile scientifico di varie attività di ricerca nel settore degli Studi europei, tra le quali un programma riguardante il federalismo di Lionel Robbins (1996). Ha svolto una fitta attività didattica e convegnistica all’estero prevalentemente su tematiche economiche e istituzionali riguardanti l’Unione Europea. Ai fini della valutazione comparativa in oggetto presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie - La libertà e le sue garanzie.Il pensiero politico di John Stuart Mill, Bologna, Il Mulino, 1988; - L’Europa necessaria. Il federalismo liberale di Luigi Einaudi, Torino, Giappichelli, 1992. Curatele: - La politica della libertà (in collaborazione con P. Barrotta), Roma, Libro Aperto, 2005 - L’identità plurale. Storia, cultura e società a Gorizia, Trieste, Parnaso, 2006. Articoli: - Vilfredo Pareto e John Stuart Mill, “Il pensiero politico”, XVIII, 1985, pp. 39-54; - Einigung, Föderalisierung, Zerfall? Italien und die Lega Nord, “Ethnos-Nation”, II, 1994, pp. 19-28; - Federalism and Regionalism in Italy; Historical and Constitutional Aspects, I: Federal Conceptions in EU Member States. Traditions and Perspectives, ed. F. Knipping, BadenBaden, Nomos Verlagsgesellschaft, 1994, pp. 95-108; - Edward Coke, Benjamin Disraeli, Robert Filmer, Giacomo I, Richard Hooker, Luddismo, in Enciclopedia del pensiero politico, a cura di R. Esposito e C. Galli, Bari, Laterza, 2000; - The European Union: a Federal State in Progress? In D. Nováckoná (ed altri), Europska Integracia, Bratislava, Eurounion, 2000, pp. 21-35; - The Emerging European Constitution. Historical Trends and Political Models, in “Siegener periodicum zur Internationalen Empirischen Literaturwissenschaft”, XXI, 2002, pp. 203214. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Il Candidato presenta ai sensi del bando due monografie, due volumi a cura (uno dei quali in collaborazione con altro curatore, alcune brevi voci dell’Enciclopedia del pensiero politico a cura di R. Esposito e C. Galli, e cinque articoli. Di questa produzione solo una parte, ovvero quella risalente agli anni ’80 e ai primi anni ’90, già giudicata con pieno favore dalla sottoscritta in quanto membro della Commissione giudicatrice che nel 1999 ha ritenuto il Candidato idoneo a ricoprire il ruolo di professore associato, attiene alle discipline del settore SPS/02, mentre quella 11 successiva, comunque ferma al 2002, ha una prevalente attinenza alla storia, alle istituzioni e alle politiche dell’integrazione europea, campo disciplinare cui il prof. Cressati, seppure professore associato di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Udine dal 1 novembre 2000, ha dedicato nel corso dell’ultimo quindicennio il suo impegno prevalente, scientifico e didattico, in campo nazionale e internazionale, con risultati che dal suo curriculum risultano decisamente brillanti e proficui. Con l’auspicio che il prof. Cressati torni in futuro a coltivare con regolarità e intensità studi di storia del pensiero politico, pur in assenza di una soddisfacente continuità e attualità dell’attività di ricerca nel settore s.d. specifico oggetto della presente procedura, ritengo che egli possa essere comunque preso in considerazione ai fini della comparazione finale. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Nella sua carriera accademica ha insegnato Storia delle dottrine politiche (dal 1986 come professore a contratto, poi come ricercatore, dal 1989, e come professore associato dal 1999), e parallelamente (da un certo momento in avanti) Storia e istituzioni dell’UE, Governo e politiche dell’UE, Storia dell’integrazione Europea. Ha svolto anche attività didattiche all’estero (Germania e Nord Europa). Presenta un’ampia lista di interventi a convegni e tavole rotonde (soprattutto in Italia). Conosce bene Francese, Inglese e Tedesco. Ha avuto vari incarichi nell’amministrazione Universitaria e altre esperienze amministrative. La sua attività di ricerca si è rivolta allo studio del pensiero liberale nell’Ottocento e del federalismo liberale e si è venuta spostando verso la politologia e lo studio delle istituzioni Europee. Presenta due brevi libri, su J.S. Mill e su L. Einaudi; due curatele, una delle quali è poco congruente con la Storia delle dottrine politiche, mentre l’altra è un’antologia in cui l’introduzione di 14 pp. è a 4 mani con Pierluigi Barrotta; e 6 saggi alcuni dei quali inclinano verso le problematiche dell’Unione Europea. Si tratta di scritti chiari e documentati che dosano bene l’analisi dei testi, il quadro storico e la problematica teorica, contribuendo degnamente allo sviluppo della disciplina. Giudizio del Prof. Simona FORTI Ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia del diritto presso l’Università di Padova. Ha condotto soggiorni di ricerca all’Università di Losanna, all’Università di Cambridge e alla London School of Economics. Ricercatore in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze politiche, Università di Udine, dal 1989, è professore associato per il ssd SPS-02 dal 2000. Dall’a.a. 1999-2000 fa parte del Consiglio del Master Europeo Euroculture e dal 2006-2007 ne è direttore presso l’Università di Udine. Insegna Storia delle dottrine politiche, Storia e Istituzioni dell’Unione Europea, all’Università di Udine. Inoltre, insegna Storia dell’Integrazione Europea al “Master in Communication and Methods of European Policy Making”, presso l’Università di Gorizia, sede di Trieste. Ha avuto esperienze di insegnamento presso istituzioni straniere: in Germania, in Pakistan, in Thailandia, in Slovacchia, nella Repubblica Ceca. Ha partecipato, come relatore, a 33 convegni, molti dei quali dedicati alla cultura dell’Unione Europea. E’ stato responsabile di progetti di ricerca finanziati dal CNR e responsabile di ricerca PRIN. 12 Ai fini della valutazione comparativa, il Prof. Cressati presenta 2 monografie; un volume co-curato; 3 articoli pubblicati su riviste; 2 articoli pubblicati in volumi collettanei (tra cui 1 pubblicato a Bratislava da Eurounion ed 1 a Baden-Baden da Nomos Verlag); alcune voci di enciclopedia relative alla storia del pensiero politico. Nel 1988 pubblica la monografia La libertà e le sue garanzie. Il pensiero politico di John Stuart Mill, presso il Mulino, editore di diffusione nazionale e internazionale. Attinente al ssd Storia delle Dottrine politiche, il volume espone in modo chiaro e lineare le tesi principali di Mill riguardo al rapporto tra libertà individuale e istituzioni politiche. La bibliografia è ampia e aggiornata anche se non sempre riceve un’ampia discussione nel corpo del testo. Successivamente i suoi interessi si rivolgono agli studi europei, passando per l’analisi del pensiero di Luigi Einaudi, forse l’ultimo lavoro di ricerca con una reale attinenza al ssd SPS-02. La monografia L’Europa necessaria. Il federalismo liberale di Luigi Einaudi, è pubblicata nel 1992, presso l’editore torinese Giappichelli, di diffusione nazionale. Si registra una certa discontinuità nel suo percorso scientifico: dagli inizi degli anni Novanta sino all’inizio del 2000 pubblica qualche saggio sulla ‘questione europea’ e solo nel 2005 cura, insieme a P. Barrotta, La politica della libertà, pubblicato presso l’editore di Ravenna Libro Aperto, di diffusione locale. Nonostante i rilievi sopra riportati, ritengo che la produzione scientifica del Candidato sia meritevole di essere presa in considerazione per la valutazione comparativa in oggetto. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Ricercatore universitario in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Udine dal settembre 1989, poi Professore di seconda fascia presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere della stessa Università. Ha insegnato Storia delle dottrine politiche, Storia e istituzioni dell’Unione Europea e Governo e politiche dell’Unione Europea nell’ateneo di appartenenza, nonché Storia dell’integrazione europea nel Master in Communication and Methods of European Policy Making presso la sede goriziana dell’Università di Trieste. Ha avuto, inoltre, numerose esperienze didattiche presso Università straniere. Componente dall’a.a. 1999/2000 del Consiglio del Master europeo Euroculture, dall’a.a. 2006/07 ne è il direttore presso l’Università di Udine. Membro del Consiglio di amministrazione dell’International University Institute for European Studies (IUIES) di Gorizia, ha svolto numerosi incarichi istituzionali nell’Ateneo di appartenenza. E’ stato responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca regionali, nazionali ed europei e ha partecipato, in qualità di relatore, a numerosi convegni nazionali e internazionali. Presenta ai fini della valutazione comparativa in oggetto due monografie, cinque saggi e sei voci di enciclopedia. Risulta inoltre curatore del volume L’identità plurale. Storia, cultura e società a Gorizia (Treste, 2006) e co-curatore del volume La Politica della Libertà (Ravenna, 2005). La produzione scientifica del Candidato gode di una buona collocazione editoriale a livello nazionale e internazionale. Per i suoi contenuti essa appare però solo in parte attinente al settore scientifico-disciplinare di riferimento (SPS/02). Le pubblicazioni testimoniano di un impegno di ricerca discontinuo, che sembra ridursi sensibilmente a partire dall’inizio degli anni Novanta. I suoi principali interessi di ricerca nel settore di riferimento riguardano il pensiero politico di John Stuart Mill, al quale il Candidato ha dedicato un saggio (Vilfredo Pareto e John Stuart Mill, 1988) e la monografia La libertà e le sue garanzie (Bologna, il Mulino, 1988), in cui il confronto con la 13 concezione milliana della libertà diviene l’occasione per una esaustiva ricostruzione della genesi del suo sistema di pensiero, sviluppata con rigore metodologico e consapevolezza storica. Di minor rilievo sotto questo profilo appare invece il volume L’Europa necessaria. Il federalismo liberale di Luigi Einaudi (Torino, Giappichelli, 1992), considerato il taglio eminentemente biografico attribuito al lavoro di ricostruzione. Sulla base della complessiva attività didattica e scientifica del Candidato, si ritiene comunque che possa essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI L’attività didattica svolta dal Candidato, presso l’Ateneo di Udine e presso università straniere, è consistente. Nell’ambito della ricerca scientifica, caratterizzata da un’ampia e interessante pluralità di temi, per quanto attiene direttamente il settore SPS/02 la produzione rimane prevalentemente circoscritta all’analisi del pensiero politico di John Stuart Mill e della riflessione di Luigi Einaudi, come documentano le due monografie giovanili L’Europa necessaria e La libertà e le sue garanzie. Il Candidato risulta meritevole di essere tenuto in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Roberto GIANNETTI Profilo scientifico-didattico Nato a Pontremoli (MS), il 16.09.1959. Laureato in Scienze politiche nell’Università di Pisa il 4.3.1985. Il 18.2.1992 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filosofia politica (sede amministrativa: Università di Pisa). Per l’a.a. 1995-96 ha ottenuto l’assegnazione di una borsa per attività di ricerca post-dottorato (Classe Scienze sociali – Settore scienze politiche) presso la Scuola Superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa. Il 23.12.1995 è entrato in ruolo come ricercatore universitario per il settore SPS/02 presso l’Università di Pisa – Facoltà di Scienze politiche, ruolo nel quale è stato confermato con D.R. in data 20.5.1999. Dal 13.12.2002 è professore associato per il settore SPS/02 presso la medesima Università (confermato in data 15.9.2006). E’ membro del Consiglio della Scuola di Dottorato in Scienze politiche e sociali, Corso in Geopolitica, con sede amministrativa nell’Università di Pisa. Nel 1990 ha svolto un trimestre di studio presso il Political Science Department dell’Università di Rochester, N.Y. (USA). Ha partecipato a tre progetti PRIN (2002, 2004, 2006). E’ membro del Comitato scientifico del “Bollettino telematico di filosofia politica”. Ai fini della valutazione comparativa in oggetto presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie - Rivoluzione, democrazia, legittimità nel pensiero politico di Guglielmo Ferrero, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1989; 14 - Interesse e spirito pubblico. Note su Tocqueville, Pisa, Giardini, 1994; L’utopia di un liberale aristocratico. Saggi sul pensiero politico di John Stuart Mill, Pisa, ETS, 2002; - Tra liberaldemocrazia e socialismo. Saggi sul pensiero politico di Norberto Bobbio, Pisa, Edizioni Plus, 2006. Articoli - Alexis de Tocqueville: nuove categorie di interpretazione, “Il Politico”, LXIX, 1994, pp. 297-320; - Un ‘libéral d’une espèce nouvelle’: riflessioni su liberalismo e democrazia nel pensiero di Tocqueville, “Il pensiero politico”, XXXI, 1998, pp. 46-72; - Costituzionalismo e democrazia in John Stuart Mill, “Trimestre”, XXXI, 1998, pp. 217249; - John Stuart Mill e la religione dell’umanità, “Il pensiero politico”, XXXV, 2002, pp. 2050; - Alle origini della democrazia deliberativa: deliberazione e democrazia da Rousseau a Mill, “Bollettino telematico di filosofia politica”, dicembre 2005, pp. 1-31; - Élites, democrazia e transizione democratica nel pensiero di Tocqueville (1850-1856), in S. AMATO (a cura di), Classe dominante, classe politica ed élites negli scrittori politici dell’Ottocento e del Novecento, vol. I, Dal 1850 alla Prima guerra mondiale, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2008, pp. 347-372. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Dal 13.12.2002 il Candidato è professore associato per il settore s.d. SPS/02 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Ha conseguito nel 1992 il titolo di dottore di ricerca in Filosofia politica (Sede amministrativa: Pisa), e dal 23.12.1995 al 12.12. 2002 ha ricoperto presso la suddetta Facoltà il ruolo di ricercatore universitario (Settore PS/02). Fa parte del Consiglio della Scuola di Dottorato in Scienze politiche e sociali dell’Università di Pisa e partecipa regolarmente a progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN 2002, 2004, 2006). Il Candidato presenta, ai sensi del bando, quattro volumi (due dei quali costituiscono raccolte di saggi), e sei articoli, tutti di pertinenza del settore s.d. SPS/02. Tale produzione, che ha ad oggetto precipuo l’approfondimento di momenti del pensiero liberale del XIX secolo e che si allarga al ‘900 con gli scritti sul Bobbio “filosofo militante” recentemente raccolti nel volume Tra liberaldemocrazia e socialismo. Saggi sul pensiero politico di Norberto Bobbio (2006), si è dipanata con regolarità, intensità e progressività di risultati nell’arco di circa un ventennio, per lo più collocandosi in sedi editoriali di buon rilievo scientifico. Notevole per capacità di rilettura critica e attenzione al contesto intellettuale e storico-politico, nonché per chiarezza ed efficacia di scrittura, è in particolare la raccolta di saggi su John Stuart Mill, dal titolo L’utopia di un liberale aristocratico. Saggi sul pensiero politico di John Stuart Mill (2002), che mette a fuoco con ricchezza di riferimenti, anche molto puntuali, alle fonti coeve, tra le quali centrale è naturalmente Tocqueville, altro autore privilegiato nelle ricerche del Candidato, il problema delle oscillazioni e delle aporie presenti nell’opera milliana con particolare riferimento al tema dei rischi della società di massa e agli interventi proposti per contrastarli, alla riforma religiosa auspicata da Mill e al progetto politico contenuto nelle Considerazioni sul governo rappresentativo. Nel suo complesso la produzione scientifica presentata dal prof. Giannetti lo rivela studioso serio e laborioso, dotato di maturi strumenti analitici e storiografici, con una predilezione per lo studio dei classici. Tale orientamento a prediligere lo studio di autori molto “frequentati” sia in chiave di 15 storia del pensiero politico, sia in chiave di interpretazione filosofico-politica, pur comportando maggiori difficoltà in relazione alle possibilità di innovazione, mette in luce notevoli doti di acribia critica nel lavoro sulle fonti, pieno dominio della vasta letteratura storiografica e interpretativa, con cui il Candidato non manca di confrontarsi, e un’indubbia capacità di “leggere” originalmente i testi considerati. Per i suoi titoli scientifici e per il suo curriculum il prof. Giannetti merita di essere preso in considerazione nella presente procedura. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Conseguito il dottorato in Filosofia politica nel ’92, divenuto ricercatore nel 1995 e prof. Associato nel 2002, nel corso della sua carriera accademica ha insegnato Storia delle dottrine politiche, Storia del pensiero politico moderno, Storia del pensiero politico contemporaneo, Dottrina dello stato. Ha partecipato a 3 progetti di ricerca nazionali (PRIN). Ha preso parte a numerosi convegni e seminari svoltisi in Italia. Studi e ricerche sono rivolte al pensiero politico dell’Ottocento e del Novecento con particolari riferimenti al filone liberale, alle idee liberaldemocratiche e al socialismo. Presenta infatti un libro su G. Ferrero, informato e ben svolto, del 1989; uno su Tocqueville (del 1994) che approfondisce in particolare sui temi dell’individuo, dell’associazionismo, delle credenze e della religione; una raccolta di saggi su J.S. Mill, del 2002 (con tre saggi rimaneggiati e due nuovi) e una raccolta su Bobbio (2006) ben documentata. Presenta inoltre alcuni articoli e due note bibliografiche per due libri del Mulino relativi al pensiero di Marx. I suoi scritti si avvalgono di una prosa sostenuta e teoricamente ben attrezzata, di argomentazioni dettagliate e ponderate e di un forte gusto per l’analisi. Il confronto con le interpretazioni altrui è assai ricco e vasta è la conoscenza della letteratura italiana ed estera sui temi studiati. Si tratta dunque di un contributo scientifico importante e maturo. Giudizio del Prof. Simona FORTI Ricercatore in Storia delle dottrine politiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, dal 1995, è Professore di seconda fascia presso la stessa Facoltà, dal 2002. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia politica, presso l’Università di Pisa, nel 1992; ha svolto attività di ricerca post-dottorato, grazie ad una borsa di studio, presso La Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento, S. Anna, di Pisa. Ha partecipato come relatore a 9 convegni, tenutisi presso università italiane. Ha partecipato a 3 progetti di ricerca PRIN. E’ membro del comitato scientifico del “Bollettino telematico di filosofia politica”; del comitato scientifico della collana di testi e studi Methexis delle Edizioni Plus di Pisa. Ha insegnato Storia delle dottrine politiche, Storia del pensiero politico, Storia del pensiero politico moderno, Storia del pensiero politico contemporaneo e Dottrina dello Stato, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. E’ membro del Consiglio della Scuola di dottorato in Scienze politiche e sociali, Corso di Geopolitica, dell’Università di Pisa. Ai fini della valutazione comparativa, presenta 4 volumi; 4 saggi editi in volumi collettanei; 9 saggi pubblicati in riviste scientifiche. 16 La ricerca del prof. Giannetti segue un percorso coerente e sicuro che lo porta ad interessarsi a quegli autori che pur legati per così dire ad un progetto politico liberale di questo sanno vedere i punti critici, relativi soprattutto al tipo di razionalità presupposta. Forse non ancora prodotto di una piena maturità scientifica, il volume Rivoluzione, Democrazia, Legittimità nel pensiero politico di Guglielmo Ferrero, di pp. 165, pubblicato nel 1988 per ESI di Napoli, dimostra comunque la serietà e la solidità di impostazione del Candidato, impostazione che si esprimerà appieno nei testi: Interesse e spirito pubblico. Note su Tocqueville, del 1994, Pisa, Giardini Editori, di pp. 153, e L’Utopia di un liberale aristocratico. Saggi sul pensiero politico di John Stuart Mill, del 2002, di pp. 238, pubblicato a Pisa, per le Edizioni ETS. Argomenti così discussi, come il pensiero di John Stuart Mill e di Alexis de Tocqueville, vengono posti ad oggetto della ricerca del Prof. Giannetti attraverso un lavoro ermeneutico intelligente ed accurato. Anche l’ormai sterminata bibliografia sull’opera milliana riceve un’adeguata discussione. E’ del 2006 la raccolta di saggi dedicati al pensiero di Norberto Bobbio, intitolata Tra liberaldemocrazia e socialismo. Saggi sul pensiero di Norberto Bobbio, Pisa, Edizioni PLUS, di pp. 207. E’ una ricostruzione chiara ed ordinata delle posizioni teoriche e politiche del pensatore torinese. Per i suoi contenuti la produzione scientifica del Candidato appare attinente al ssd SPS/02. Soprattutto con la monografia su John Stuart Mill essa apporta un contributo apprezzabile alla Storia delle Dottrine politiche e come tale meritevole di un’attenta considerazione. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Ricercatore in Storia delle dottrine politiche dal 23 dicembre 1995 presso l’Università di Pisa, poi Professore di seconda fascia presso la stessa Università. Nella sua attività didattica ha insegnato Storia delle dottrine politiche, Storia del pensiero politico, Storia del pensiero politico moderno, Storia del pensiero politico contemporaneo e Dottrina dello Stato. E’ membro del Consiglio della Scuola di dottorato in Scienze politiche e sociali, Corso di Geopolitica, dell’Università di Pisa. Ha preso parte a tre progetti di ricerca di rilevanza nazionale e partecipato a diversi convegni e seminari in qualità di relatore. E’ membro del comitato scientifico del “Bollettino telematico di filosofia politica”, del comitato scientifico della collana di testi e studi Methexis delle Edizioni Plus di Pisa. Presenta ai fini della valutazione comparativa in oggetto quattro volumi e sei saggi e contributi pubblicati su riviste o in volumi collettanei. Per i suoi contenuti la produzione scientifica del Candidato appare attinente al settore scientificodisciplinare di riferimento (SPS/02), anche se trova collocazione presso editori non sempre di grande visibilità a livello nazionale. Essa testimonia di una sufficiente continuità dell’impegno di ricerca, con alcune interruzioni nella prima fase della carriera. La produzione presentata testimonia dell’iniziale interesse del Candidato per il pensiero politico di Guglielmo Ferrero, esplorato a partire dalla riflessione sulle forme di legittimazione del potere, in un quadro ricostruttivo sufficientemente attento al complessivo contesto teorico-politico dell’epoca (Rivoluzione, democrazia, legittimità nel pensiero politico di Guglielmo Ferrero, Napoli, ESI, 1989). Dall’inizio degli anni Novanta il Candidato ha concentrato le sue ricerche sulla storia del pensiero liberal-democratico ottocentesco, soffermandosi in particolare sul contributo teorico di Alexis de Tocqueville e di John Stuart Mill. Al primo sono dedicati una breve monografia (Interesse e spirito pubblico. Note su Tocqueville, Pisa, Giardini, 1994) e tre saggi (Alexis de 17 Tocqueville: nuove categorie di interpretazione, 1994 e Un “libéral d’une espèce nouvelle”: riflessioni su liberalismo e democrazia nel pensiero di Tocqueville, 1998, e Élites, democrazia e transizione democratica nel pensiero di Tocqueville (1850-1856), 2008) che nella loro scansione temporale testimoniano di un duraturo interesse per l’impianto categoriale e i modelli di analisi socio-politica presenti alla base della teorizzazione dell’autore. In tale linea di ricerca, il Candidato dimostra un’ampia conoscenza del più recente dibattito in campo storico-politico e teorico-politico, anche se l’attenzione per questioni di taglio specificamente metodologico ed epistemologico fa passare talvolta in secondo piano la prospettiva storiografica. Di taglio più tradizionale appaiono i contributi dedicati al pensiero politico di Stuart Mill ( la monografia L’utopia di un liberale aristocratico. Saggi sul pensiero politico di John Stuart Mill, Pisa, ETS, 2002, e i saggi Costituzionalismo e democrazia in John Stuart Mill, 1998 e John Stuart Mill e la religione dell’umanità, 2002), in cui il Candidato dimostra comunque una apprezzabile capacità di problematizzazione anche teorica dei testi indagati e una costante attenzione alle molteplici opzioni interpretative in campo nel più recente dibattito sull’autore. Gli altri contributi presentati per la presente valutazione comparativa (la raccolta Tra liberaldemocrazia e socialismo. Saggi sul pensiero poltico di Norberto Bobbio, 2006 e il saggio Alle origini della democrazia deliberativa: deliberazione e democrazia da Rousseau a Mill, 2005) confermano l’ampio spettro di interessi del Candidato e il suo rigore metodologico. Per quanto premesso e in considerazione dei criteri di valutazione adottati da questa commissione ritengo che il Prof. Roberto Giannetti possa essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI Il Candidato presenta un buon curriculum didattico e un curriculum scientifico che, pienamente inserito nel settore SPS/02, è arricchito da soggiorni all’estero e dalla partecipazione a numerosi progetti di ricerca nazionali. Degna di menzione è anche la sua attività di traduttore di importanti opere di teoria politica. La sua attività scientifica si concentra, nelle quattro monografie che – insieme con i saggi – documentano la continuità della produzione scientifica, su Tocqueville, John Stuart Mill, Guglielmo Ferrero e Norberto Bobbio. L’insieme delle pubblicazioni dimostra le spiccate capacità di approfondimento critico dei temi trattati. Il Candidato risulta pertanto meritevole di essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. 18 CANDIDATO: Prof. Cataldo Giuseppe NICOSIA Profilo scientifico-didattico Nato a Gagliano Castelferrato (EN) il 1-10-1950. Laureato in Scienze Politiche nell’Università di Catania il 25 giugno 1976. Nell’a.a. 1976-77 “esercitatore” di Storia delle dottrine politiche presso l’Istituto Universitario di Magistero di Catania, dal 1978 al 1981 ha collaborato a una ricerca CNR diretta dai proff. Claudio Leonardi e Vincenzo Sciacca. Dal 17.11.1983 al 31 ottobre 2002 ha ricoperto il ruolo di ricercatore universitario presso la Facoltà di Scienze politiche di Catania (confermato nel 1988); il 1.11.2002 ha preso servizio presso la stessa in qualità di professore associato per il settore SPS/02 (conferma in data 1.11.2005), tenendovi gli insegnamenti di Storia del pensiero politico moderno (Corso di laurea in Scienze storiche), di Storia del pensiero costituzionale (Corso di laurea specialistica in Storia contemporanea) e Storia delle dottrine politiche (Corsi di laurea in Scienze della comunicazione e in Scienze della pubblica amministrazione- sede di Caltanissetta). E’ inoltre docente di Storia del pensiero politico presso l’Istituto Superiore della Polizia di Stato di Roma. Dal 1998 al 2001 ha insegnato per supplenza Storia della filosofia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia e di Scienza delle comunicazioni dell’Università di Roma “La Sapienza”. Fa parte del Consiglio dei docenti del dottorato di ricerca in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche del Mediterraneo con sede amministrativa presso l’Università di Catania. Nell’aprile 1988 ha fruito di una borsa di studio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America per una visita di studio alle istituzioni politiche e accademiche statunitensi. Nel 1990-91 ha diretto una ricerca finanziata dal C.N.R. per lo svolgimento del programma “Sismondi e la politica europea”. Ha partecipato quale componente di unità di ricerca a numerosi progetti PRIN coordinati da docenti del settore SPS/02 (1994-95, 1998, 2001, 2003, 2005) ed è stato responsabile di progetti di ricerca di Ateneo (2003 e 2004). Dal 1996 al 1999 ha fatto parte del Senato accademico dell’Università di Catania quale rappresentante eletto dei ricercatori. Dal dicembre 1998 al febbraio 2007 ha fatto parte del Consiglio Universitario Nazionale, quale rappresentante eletto per l’area delle scienze politicosociali (area 14) . In tale veste è stato nominato componente della Corte di disciplina nazionale dei professori e dei docenti universitari, nonché della commissione per la revisione degli ordinamenti didattici e ha coordinato quella sulle equipollenze. E’ delegato del Rettore dell’Università di Catania per i rapporti con il Ministero dell’Università per la didattica e la ricerca. Ai fini della valutazione comparativa in oggetto presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie: - Sismondi. Costituzionalismo e libertà, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2002; - Jacques Necker. Dalla monarchia assoluta alla monarchia esecutiva, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2008. Articoli: - Costituzione libertà democrazia nel linguaggio politico di Sismondi, in I linguaggi politici delle rivoluzioni in Europa, a cura di E. Pii, Firenze, Olschki, 1992, pp. 371-383; - Opinioni di Melchiorre Gioia e Sismondo Sismondi sulle cose italiane, in “Trimestre”, XXXIII, 2000, pp. 157-171; - Sismondi e Mazzini, in Mazzini e gli scrittori poliitci europei, a cura di S. Mastellone, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2005, pp. 291-298; 19 - Natura e funzione del potere esecutivo per Jacques Necker, in Studi in memoria di Enzo Sciacca, vol. I, Sovranità, Democrazia, Costituzionalismo, a cura di F. Biondi Nalis, Milano, Giuffré, 2008, pp. 491- 498. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Il prof. Nicosia è dal 1 novembre 2002 professore associato per il settore SPS/02 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania (confermato nel 2005). Il suo curriculum evidenzia un’intensa attività didattica nelle discipline del settore SPS/02, anche al livello dottorale, esperienza di direzione di ricerca e un pluriennale impegno in qualità di rappresentante dell’Area 14 presso il Consiglio Nazionale Universitario. Ai fini della presente valutazione comparativa il Candidato ha scelto di presentare, ai sensi del bando, due monografie e quattro articoli, apparsi tra il 1992 e il 2008, che danno conto delle sue ricerche più recenti sull’opera politica di Jean-Charles de Sismondi e di Jacques Necker. Si tratta di lavori di sicuro interesse e novità, che, fondati anche sull’esame di scritture d’archivio, individuano, lumeggiano e originalmente commentano proposte e progetti inerenti l’organizzazione del potere e in particolare le tematiche di teoria costituzionale presenti nell’opera dei due scrittori ginevrini. Di Sismondi, in un primo articolo apparso nel 1992 sono analizzate, contestualizzate e messe a raffronto due opere di argomento politico-costituzionale, dal titolo molto simile, ma assai diverse nella struttura e nella metodologia d’indagine, scritte a quarant’anni di distanza l’una dall’altra: le Recherches sur les constitutions des peuples libres (1797-1801), rimaste a lungo inedite, e le Études sur les constitutions des peuples libres (1837), mentre nel volume del 2002, Sismondi. Costituzionalismo e libertà, dopo una ricostruzione di sintesi sulla figura complessiva dell’autore, Nicosia, richiamando le diverse stesure manoscritte delle Recherches, una delle quali pubblicata da Marco Minerbi nel 1965, prende in esame la versione più completa dell’opera (solo nel 1998 edita a cura di Roberta di Reda), comprendente le analisi critico-ideologiche delle costituzioni d’Inghilterra, della Francia dell’anno III e degli Stati Uniti d’America. Su di esse la monografia si sofferma nei capitoli IV, V e VI, mettendo in luce gli aspetti istituzionali della concezione sismondiana della libertà civile e politica, le influenze intellettuali in essa riconoscibili e i suoi tratti di originalità, In appendice è pubblicata la trascrizione dal manoscritto, conservato nell’Archivio Sismondi della Biblioteca Comunale di Pescia, del testo ‘De la Constitution des États Unis d’Amérique’. Gli altri due studi dedicati a Sismondi riguardano rispettivamente un opuscolo anonimo edito a Parigi nel 1846 contenente la dissertazione di Melchiorre Gioia scritta per il “famoso concorso” del 1796 e gli ultimi due capitoli della Storia delle repubbliche italiane di Sismondi, e la ricostruzione puntuale del breve e problematico rapporto personale e politicointellettuale tra Mazzini e il ginevrino, che l’esule genovese conobbe personalmente e frequentò a Ginevra nel 1831. Dalle ricerche su Sismondi scaturisce il successivo interesse del Candidato per la figura di Jacques Necker, mentore del giovane Sismondi nel cenacolo di Coppet. Le ricerche del Candidato si concentrano in particolare sulla sua critica degli esiti dispotici della Rivoluzione francese, critica anch’essa espressa in termini di teoria costituzionale nello scritto Du pouvoir exécutif des grands États, che costituisce oggetto centrale della monografia del 2008 dedicata al pensiero politico del ministro ginevrino. Ne sono messe in luce le interessanti analogie con alcuni tratti del saggio tocquevilliano del 1836, La Francia prima e dopo il 1789. Le pubblicazioni prodotte dal Candidato, per quanto in numero inferiore al “tetto” massimo contemplato dal bando, sono di integrale pertinenza al settore s.d. SPS/02, frutto di un metodo di indagine sicuro e appropriato, originali e innovative sia nelle tematiche prescelte sia nei risultati conseguiti. La loro collocazione editoriale è pienamente soddisfacente e tale da assicurarne ampia circolazione presso la comunità scientifica. 20 Il Candidato, in considerazione dei suoi titoli scientifici e del suo curriculum merita di essere preso in attenta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Divenuto ricercatore nel 1983 e prof. Associato nel 2002, ha insegnato Storia del pensiero politico moderno, Storia delle dottrine politiche, Storia del pensiero costituzionale e Storia della filosofia contemporanea. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca (soprattutto a partire dagli anni 90) e a numerosi convegni e seminari svoltisi in Italia. Ha avuto vari incarichi amministrativi e di rappresentanza negli organi universitari locali e nazionali. Le principali tematiche dei suoi studi riguardano il pensiero politico liberale europeo con attenzione alle problematiche istituzionali e ai modelli costituzionali. Il libro su Sismondi (del 2002) ha un carattere prevalentemente espositivo e ricorre largamente allo strumento della citazione. Ed espositivo risulta anche quello su Necker (2008) dove la storia e la cronaca non mancano di spazio e dove le appendici riproducono scritti e documenti. Anche i saggi presentati (4) ruotano in gran parte attorno a questi due personaggi. Una produzione che intende contribuire alla documentazione e alla conoscenza della disciplina. Giudizio del Prof. Simona FORTI Il Prof. Cataldo Giuseppe Nicosia, ricercatore di Storia delle dottrine politiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università di Catania, dal 1983, è Professore associato di Storia delle dottrine politiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università di Catania, dal 2002. Tiene un corso di Storia del pensiero politico nell’Istituto Superiore della Polizia di Stato di Roma. Dal 1998 al 2001 ha tenuto la supplenza di Storia della filosofia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia e Scienza delle comunicazioni dell’Università di Roma “La Sapienza”. E’ membro del collegio docenti del Dottorato di ricerca in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche del Mediterraneo, Università di Catania. Ha collaborato a ricerche finanziate dal C.N.R; ha partecipato a progetti di ricerca P.R.I.N. Ai fini della valutazione scientifica, il Candidato presenta 2 monografie; 5 saggi pubblicati in raccolte collettanee, di diffusione nazionale; 4 saggi pubblicati su riviste di diffusione nazionale, tutti attinenti al ssd SPS-02. Le date di pubblicazione dei suoi lavori rilevano una discontinuità nell’attività di ricerca scientifica tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio del 2000. L’interesse del Candidato si è rivolto in gran parte al pensiero di Jean Charles Sismondi. La monografia Sismondi. Costituzionalismo e libertà, è apparsa nel 2002 a Firenze, presso il Centro Editoriale Toscano. In realtà, il Prof. Nicosia, delle 202 pp. totali, ne dedica quasi 90 alla trascrizione del IV libro degli Essais sur les constitutions des peuples libres: non un testo inedito (come del resto l’autore stesso riconosce), ma un testo già pubblicato in italiano a cura di R. Di Reda, per Roma, Jouvence, nel 1998, edizione rispetto alla quale non si evidenziano sostanziali mutamenti. Le pagine che precedono tale trascrizione ricostruiscono in modo veloce il profilo della biografia politica di Sismondi. Obbiettivo del lavoro sarebbe quello di mettere in luce la teoria costituzionale sismondiana, comparando gli scritti giovanili con quelli maturi. In realtà questo confronto, nonché il ruolo di antesignano che la teoria sismondiana dovrebbe giocare rispetto alla scienza politica, non trovano un’articolata argomentazione. Il Prof. Nicosia, in alcuni passaggi, richiama il lettore alla mancanza di originalità del pensatore ginevrino, senza spiegare il 21 motivo che ciononostante lo ha portato alla scelta di farne l’oggetto privilegiato di una consistente parte del proprio lavoro di ricerca. Per quanto riguarda la continuazione del proprio percorso scientifico, il Prof. Nicosia ha fatto confluire le sue ricerche nella monografia intitolata Jacques Necker. Dalla monarchia assoluta alla monarchia esecutiva, pubblicato nel 2008, presso il Centro Editoriale Toscano, Firenze. Anche in questo caso, delle 186 pp. complessive 30 sono occupate da un’appendice iconografica -- le immagini sono tratte dalla biografia di Ghislain de Diesbach – e da una trascrizione di stralci dell’opera di Necker, Du pouvoir esecutif dans les Grands Etats. Per il resto, si tratta di un’esposizione piana della biografia del ‘banchiere-ministro’ che per lo più segue le linee ricostruttive dell’opera della figlia, M.me De Staël, dedicata al padre, e dell’opera relativamente recente di G. De Diesbach. Il testo è ricco di citazioni testuali, talmente diffuse che a volte non risultano compiutamente collegate le une alle altre. La perplessità maggiore riguarda tuttavia il modo in cui i problemi vengono trattati. L’interessante questione dell’influenza di Necker sulla successiva riflessione liberale, così come il cruciale problema della sua opposizione alla pratica e al pensiero rivoluzionari, sono posti, ma non vengono approfonditi. Ed anche le recenti ricerche internazionali – numerosissime e non più ignorabili – sul ruolo dei molti intellettuali durante il processo rivoluzionario non sono tenute nel debito conto. Nonostante i rilievi critici che ho cercato sinteticamente di esporre, ritengo che la produzione scientifica del Candidato possa essere presa in considerazione ai fini della valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania dal 17 novembre 1983, poi professore di seconda fascia nello stesso raggruppamento disciplinare presso la stessa facoltà, ha svolto un’intensa attività didattica presso diverse sedi universitarie. È membro del collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche del Mediterraneo dell’Università di Catania. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca di interesse nazionale. E’ stato inoltre coordinatore di una ricerca CNR e due progetti di ricerca di Ateneo. Tra il 2004 e il 2005 è stato relatore a diversi convegni di rilievo nazionale. Ha inoltre organizzato il convegno in memoria di Enzo Sciacca “Sovranità, Democrazia, Costituzionalismo” svoltosi presso l’Università di Catania dal 22 al 24 febbraio 2007. Presenta ai fini della valutazione comparativa in oggetto due monografie e quattro saggi pubblicati su riviste o volumi collettanei. Risulta inoltre curatore del volume Il mito della Rivoluzione italiana (Milano, Angeli, 1991). Per i suoi contenuti la produzione scientifica del Candidato appare attinente al settore scientificodisciplinare di riferimento (SPS/02), anche se trova collocazione presso editori di non primissimo piano a livello nazionale. Emergono inoltre lacune sul piano della continuità temporale, particolarmente evidenti nella fase centrale dell’arco cronologico in considerazione. La prima parte del percorso di ricerca del Candidato è stato caratterizzato da un preponderante interesse per il pensiero politico di Jean Charles Sismondi, che lo ha condotto a lavorare a lungo sui manoscritti di analisi politica custoditi presso la Biblioteca comunale di Pescia. Il principale risultato dell’attività svolta è la monografia Sismondi. Costituzionalismo e libertà, pubblicata nel 2002 presso il Centro Editoriale Toscano e specificamente centrata sulla teoria costituzionale sismondiana. In verità, quasi la metà del volume (pp. 111-202) è dedicata alla trascrizione della 22 seconda redazione del Libro IV (De la constitution des États Unis d’Amérique) degli Essais sur la constitution des peuples libres, conservato in manoscritto presso l’Archivio di Pescia, ma già pubblicato in italiano a cura di Roberta Di Reda (Roma, Jouvance, 1998). Tale testo è preceduto da un’agile ricostruzione della biografia intellettuale e politica di Sismondi (Cap. 1, 2 e 3) e da una sintetica esposizione dei contenuti dei libri III, IV e V della stessa opera (Capp. 4, 5 e 6), in cui non è dato rilevare contributi all’approfondimento e alla contestualizzazione del pensiero politico dell’Autore. L’ultima fase delle ricerche del Candidato è stata dedicata alla ricostruzione del pensiero politicocostituzionale di Necker e trova, al momento, il suo esito più significativo nella monografia Jacques Necker. Dalla monarchia assoluta alla monarchia esecutiva (Firenze, CET, 2008). Anche in questo caso, il confronto con le opere teoricamente più significative dell’Autore tende a risolversi in una mera esposizione del loro contenuto argomentativo, sostenuto da un ampio ricorso alla citazione diretta, senza un vero e proprio sforzo di contestualizzazione e problematizzazione storica dei testi indagati. Decisamente scarno l’impianto bibliografico, nonostante l’enorme quantità di contributi sul laboratorio politico-costituzionale della Rivoluzione francese usciti in Italia e all’estero nel corso degli ultimi trent’anni. Sulla base della complessiva attività didattica e scientifica svolta e in considerazione dei criteri di giudizio individuati dalla Commissione, ritengo che il Candidato possa comunque essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI Il Candidato, insieme con un curriculum didattico da valutare assai positivamente, presenta un curriculum scientifico particolarmente caratterizzato, oltre che dai temi specifici di indagine, dalla partecipazione a importanti progetti di ricerca nazionali e da numerose relazioni a convegni. La sua attività scientifica si concentra sul pensiero politico liberale tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, riservando specifica attenzione all’ambito del costituzionalismo. Le due recenti monografie documentano non solo una piena appartenenza alla Storia delle dottrine politiche, ma anche il conseguimento di risultati che significativamente contribuiscono alla comunicazione con discipline contigue. Il Candidato risulta meritevole di essere preso in attenta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Merio SCATTOLA Profilo scientifico-didattico Nato a Bassano del Grappa (Vicenza) il 9.2.1962. Laureato in Filosofia presso l’Università di Padova il 12 dicembre 1986. Il 16 luglio 1992 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche (sede amministrativa: Università di Torino). Dal 25 settembre 1992 professore di ruolo di Storia e filosofia presso il Liceo Classico “G.B. Brocchi” di Bassano del Grappa, ha ottenuto per il quadriennio 2000-2004 un assegno di ricerca presso il Dipartimento di Lingue e letterature anglo-germaniche e slave dell’Università di Padova. Conseguita nel 2002 l’idoneità a professore associato per il settore scientifico-disciplinare SPS/02 e vincitore nel 2004 di concorso per un posto di ricercatore universitario per il settore 23 s.d. L-Lin/13-Letteratura tedesca, dal 1 gennaio 2005 è entrato in servizio nel ruolo di ricercatore per detto settore presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Padova. Il 1 dicembre 2006 è stato chiamato dalla medesima Facoltà a ricoprire il ruolo di professore associato per il settore s.d. SPS/02-Storia delle dottrine politiche. Abilitato all’insegnamento nella scuola media secondaria in numerose classi di concorso riguardanti materie letterarie, latino, storia e filosofia, in ambito universitario ha tenuto corsi di Lettura e traduzione di testi filosofici in tedesco (1997), Introduzione alla lingua tedesca e Lingua tedesca (2004-2005, 2005-2006, 2006-2007) Letteratura tedesca (2006-2007, 20072008), Storia delle dottrine politiche (2006-2007, 2007-2008) presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Padova, ed ha svolto attività di docenza in diverse sedi estere: Istituto di letteratura tedesca moderna dell’Università di Giessen (1997), Institut für deutsche Philologie, Università di Greifswald (1999), Dottorato interdisciplinare “España y Europa: historia intelectual de un dialogo”, Università di Murcia (2004-2006), “Internationales Graduiertenkolleg 1067- Politische Kommunikation”, Università di Francoforte sul Meno (2006, 2006-2007,2007-2008). Tra il 1993 e il 2006 ha fruito di numerose borse di ricerca in Italia e all’estero e di assegni di ricerca: borsa post-dottorato biennale presso il Dipartimento di Studi politici dell’Università di Torino (1993-94); borsa della Herzog August Bibliothek Wolfenbüttel (1995), Borsa semestrale CNR presso il Max-Plank-Institut für Europäische Rechtsgeschichte di Francoforte sul Meno (1996), borsa trimestrale dello stesso Max-Plank-Institut (1997), rinnovata per alcuni mesi anche negli anni 2002, 2004, 2006, borsa annuale della Alexander von Humboldt StiftungArea Germanistica presso l’Institut für deutsche Philologie dell’Università di Greifswald (1999 e 2001); assegno di ricerca biennale presso il Dipartimento di Lingue e letterature anglogermaniche dell’Università di Padova (2000-2002; 2002-2004), nonché altre borse di ricerca per periodi più brevi. Ha regolarmente collaborato a progetti di ricerca di interesse nazionale tra il 1987 e il 20062008. Tra il 1990 e il 2006 ha regolarmente svolto soggiorni di ricerca all’estero. Ha organizzato e diretto convegni e incontri di studio presso l’Università di Padova (2002, 2007) e a Wolfenbüttel (1998). Autore di otto monografie, di una settantina di articoli, in parte pubblicati all’estero, e di alcune traduzioni, ai fini della valutazione comparativa in oggetto, ai sensi del bando presenta le seguenti pubblicazioni: Monografie e volumi: - La nascita delle scienze dello Stato. August Ludwig Schlözer (1735-1809) e le discipline politiche del Settecento tedesco, Milano, Franco Angeli, 1994; Das Naturrecht vor dem Naturrecht. Zur Geschichte des ‘ius naturae’ im 16. Jahrhundert, Tübingen, Max Niemeyer Verlag, 1999; L’utopia delle passioni. Ordine della società e controllo degli affetti nell’Isola di Felsenburg’ (1731-1745) di Johann Gottfried Schnabel, Padova, Unipress, 2002; Dalla virtù alla scienza. La fondazione e la trasformazione della disciplina politica nell’età moderna, Milano, Franco Angeli, 2003; L’ordine del sapere. La bibliografia politica tedesca del Seicento, numero monografico di “Archivio della Ragion di Stato”, 10-11, 2002-2003; Krieg des Wissens - Wissen des Krieges. Konflikt Erfahrung und System der literarischen Gattungen am Beginn der Frühen Neuzeit, Padova, Unipress, 2006; Teologia politica, Bologna, Il Mulino, 2007. 24 Articoli: - Before and After Natural Law. Models of Natural Law in Ancient and Modern Times, in T. J. Hochstrasser e P. Schrıder (a cura di), Early Modern Natural Law Theories. Contexts and Strategies in the Early Enlightenment, Dordrecht, Boston, London, Kluwer Academie Publishers, 2003, pp. 1-30; - Storia dei concetti e storia delle discipline politiche, in “Storia della storiografia”, 49, 2006, pp. 95-124; - Eine intrakonfessionelle Debatte. Wie die spenische Spätscholastik die politische Theologie des Mittelalters mit der Hilfe des Aristoteles revidierte, in A. Fidora, J. Fried, M. LutzBachmann e L. Schorn-Schütte (a cura di), Politischer Aristotelismus und Religion im Mittelalter und Früher Neuzeit, Berlin, Akademie Verlag, 2007, pp. 139-161. Giudizio del Prof. Anna DEL GROSSO Dal 1 dicembre 2006 il Candidato è professore associato per il settore SPS/02 presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, avendo conseguito l’idoneità a tale ruolo nel 2002. Vincitore nel 2004 di un concorso di ricercatore universitario per il settore s.d. L-Lin/13- Lingua e letteratura tedesca ha preso servizio in tale ruolo presso la stessa Facoltà il 1 gennaio 2005, svolgendo in questo ambito una intensa attività didattica. Dal 1987 collabora regolarmente a progetti di ricerca di interesse nazionale e ha organizzato e diretto convegni e incontri di studio. Il Candidato si segnala per un’intensa e non comune operosità scientifica. Fra le sue numerose pubblicazioni, in buona parte scritte in lingua tedesca e frutto di regolari e frequenti soggiorni di ricerca, finanziati con borse di studio, presso prestigiosi istituti scientifici esteri, presenta, ai sensi del bando, sei volumi e quattro articoli, in buona parte riconducibili, per il loro contenuto, al settore s.d. SPS/02. Oggetto prevalente delle indagini del Candidato è il sapere accademico tedesco, nelle sue varie articolazioni, filosofiche, giuridiche, politologiche e anche letterarie, quale si viene sviluppando tra la seconda metà del XVI secolo e il XVIII secolo; l’esame del suo rapporto con la seconda Scolastica, soprattutto in relazione alla tematica del diritto naturale (quest’ultima fatta oggetto di una vasta, approfondita e originale disamina nella monografia del 1999, Das Naturrecht vor dem Naturrecht. Zur Geschichte des ‘jus naturae’ im 16. Jahrhundert, che propone una nuova considerazione delle fonti di Grozio e del giusnaturalismo moderno), ripreso nel volume del 2006 Krieg des Wissens- Wissen des Krieges con specifico riguardo all’epistemologia e al problema della guerra, ha condotto il Candidato a dedicare di recente una breve panoramica di sintesi alla peculiare revisione dell’ aristotelismo operata dai principali esponenti della scuola di Salamanca. Il contributo più significativo del prof. Scattola dal punto di vista della novità e della consistenza degli apporti conoscitivi, dell’impianto e del commento critico, nonché della rispondenza alle metodologie proprie delle discipline del settore SPS/02 resta senza dubbio la ricca monografia su Schlözer e la nascita delle scienze dello Stato nella Germania del Settecento (1999), rielaborazione della sua tesi di Dottorato in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche, eccellente nella sua accurata ricostruzione di un sistema interrelato di sapere e pensiero politico collettivo che è al tempo stesso un humus cultural-accademico di grande fecondità. Dal ricchissimo filone di ricerca così aperto è scaturito il successivo corposo volume Dalla virtù alla scienza. La formazione e la trasformazione della disciplina politica nell’età moderna (2003), che presenta, esamina, classifica e mette a confronto la congerie di opere dedicate alla politica e al suo insegnamento dai professori tedeschi del Sei-Settecento, esponendone i principali contenuti. Ne risulta una sorta di possente e prezioso repertorio ragionato - di cui risulta preparazione la ricchissima bibliografia “politica” tedesca del Seicento, raccolta in un numero monografico del periodico “Archivio della 25 Ragion di Stato” (2002/2003) – alla luce del quale sono individuati protagonisti, caratteri, contenuti, modalità, finalità e trasformazioni dell’insegnamento della politica nel mondo tedesco. Nei volumi sull’Isola di Felsenberg di Schnabel e Krieg des Wissens-Wissen des Krieges (2006), anch’essi originali e pregevoli per lo scavo nelle fonti e il maturo confronto con una vasta bibliografia critica, domina sempre più l’interesse per la storia del sapere accademico e dei suoi generi letterari, con specifica attenzione alla formazione e al confronto, documentato da un ricco panorama di fonti e letteratura, fra le tradizioni politiche. In particolare la monografia del 2006, individuati alcuni caratteri comuni alla trattatistica della Scuola di Salamanca e a quella prodotta dalla cultura universitaria tedesca del tardo Cinquecento e primo Seicento, ancora pre-moderne, li mette a raffronto con quelli attribuiti a una successiva serie di scritti, sempre prevalentemente tedeschi e accademici, riconducibili al filone del giusnaturalismo moderno, sviluppando una riflessione argomentata sulla rottura epocale che il passaggio alla modernità segna tanto nella concezione del sapere e del metodo scientifico, quanto nella trattazione del tema della guerra e più in generale del conflitto. Tali lavori evidenziano un crescente interesse per i fenomeni culturali e per lo sviluppo di “letture” storiografiche di sintesi, intento rispetto al quale le opere politiche sono utilizzate e richiamate soprattutto come materiali di lavoro distinti in grandi categorie, piuttosto che come oggetto di analisi storiografica specifica. Se si esclude la monografia su Schlözer, non emerge nel resto della produzione del Candidato l’interesse ad indagare in modo approfondito la figura e il pensiero di singoli autori. Pregevole per compiutezza e capacità di sintesi è infine la monografia Teologia politica edita nell’ottima collana “Lessico della politica” de Il Mulino (2007). I lavori del Candidato sono pubblicati in sedi ora di piena dignità scientifica, ora prestigiose e di larga diffusione internazionale. Il prof. Merio Scattola merita di essere preso in particolare considerazione nella procedura in oggetto. Giudizio del Prof. Vittore COLLINA Insegnante di ruolo presso il liceo classico di Bassano del Grappa; dottore di ricerca in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche nel ’92; dal 2000 la sua carriera accademica vede il combinarsi di attività relative alla Letteratura tedesca da un lato e alla Storia delle dottrine politiche dall’altro (è nel 2002 che consegue l’idoneità come prof. Associato in questa disciplina). Svolge vari incarichi di insegnamento in Italia e in Germania; fin dal 1987 partecipa a numerose ricerche e svolge vari soggiorni di ricerca all’estero. Al centro dei suoi interessi scientifici sta il pensiero politico Tedesco del Seicento e del Settecento e i temi che risultano più sondati sono quelli della guerra e della pace, della legge di natura, della teologia politica e del formarsi in età moderna della politica come scienza. Fatta salva L’utopia delle passioni, dove prevale la cornice letteraria e più limitati sono i contenuti di tipo politico-sociale, gli altri 6 volumi presentati (di mole consistente e due dei quali in Tedesco) sono il risultato di un lavoro potente di documentazione, di analisi, di riflessione e di sapiente costruzione teorica. I saggi (in lingua Inglese, Italiana e Tedesca) corredano tematiche già trattate o aggiungono nuove prospettive. Si tratta di una produzione scientifica di prim’ordine, che rivela piena maturità e grande maestria. 26 Giudizio del Prof. Simona FORTI Il prof. Merio Scattola mostra un percorso formativo, di ricerca e di didattica articolato e intenso, che si è svolto principalmente tra Italia e Germania. Ha conseguito nel 1992 il titolo di dottore di ricerca in “Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche” presso l’Università di Torino; tra il 2000 e il 2004 è stato titolare di un assegno di ricerca presso il Dipartimento di Lingue e letterature anglo-germaniche e slave dell’Università di Padova; nel 2002 ha ottenuto l’idoneità a Professore di Seconda Fascia, nel ssd SPS/02 – Storia delle dottrine politiche; nel 2004 ha vinto il concorso per Ricercatore universitario per il ssd L-Lin/13 Letteratura tedesca, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova; nel 2006 ha preso servizio come Professore associato nel ssd SPS/02 – Storia delle dottrine politiche -- nella stessa Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, dove insegna tuttora. Ha ottenuto numerose borse di studio in Italia – dall’Università di Torino e da quella di Padova -- e soprattutto da istituzioni straniere. In particolare si segnalano, per rilevanza e prestigio scientifico, i soggiorni di ricerca sostenuti presso: a) Herzog August Bibliothek, di Wolfenbüttel, nel 1995; b) Max-Planck-Institut für Europäische Rechtsgeschichte, di Francoforte sul Meno, nel 1996, nel 2002, nel 2004 e nel 2006; c) “Erasmus-Centre for Early-Modern Studies”, Università di Rotterdam, nel 2006. Il Prof. Merio Scattola ha svolto, inoltre, attività di docenza presso: a) Università di Giessen, nel 1997; Università di Greifswald, nel 1999; Università di Murcia, tra il 2004 e il 2006; Università di Frankfurt a. Main, tra il 2006 e il 2008. Fino alla data di scadenza del Bando in questione (luglio 2008) ha pubblicato 7 monografie; è stato curatore e co-curatore di 2 volumi collettanei; ha curato l’edizione di un autore classico J. Althusius; ha pubblicato 64 articoli su riviste e in volumi collettanei; 15 recensioni. E’ intervenuto come relatore a 18 convegni in Italia e a 25 convegni all’estero; è stato organizzatore e coorganizzatore di 3 convegni internazionali. Ai fini della valutazione scientifica, il Candidato presenta 7 volumi; 2 saggi pubblicati in volumi collettanei; 1 saggio pubblicato su rivista. I testi appaiono del tutto attinenti al ssd SPS-02. Le date di pubblicazione dei lavori testimoniano un’assoluta e intensa continuità di produzione. Si può individuare nella monografia del 1994, intitolata La nascita delle scienze dello stato. August Ludwig Schlözer (1735-1809) e le discipline politiche del settecento tedesco, l’origine vera e propria del percorso scientifico del Candidato. Il volume, di 312 pp, è stato pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli di Milano, di diffusione nazionale. Si tratta della ricostruzione rigorosa, puntuale, e basata sempre direttamente su fonti primarie, del pensiero politico di un autore che assume un ruolo cruciale per la comprensione del panorama politico-culturale dell’epoca. Ne emerge un disegno intellettuale nitido e ordinato, capace di dar conto tanto delle particolarità storiche e dottrinali in questione quanto del contesto problematico teorico più generale. Analizzare le opere e il pensiero di Schlözer, insomma, mostra di essere un punto d’osservazione privilegiato per comprendere il destino delle dottrine politiche tedesche tra il XVI e il XVIII secolo: le continuità tra le discipline, così come le differenze, cronologiche e logiche, interne allo sviluppo delle scienze della politica. Questo sguardo duplice, attento al contesto storico-filologico e al contempo alla problematizzazione teorica e concettuale, rimane un segno costante dello stile scientifico del Candidato, stile che si completa grazie al riferimento e alla discussione – sempre aggiornati -- delle ipotesi storiografiche principali. Il problema della trasformazione del pensiero politico durante l’arco di questi secoli rimane il nucleo centrale di altri pregevoli lavori del Prof. Scattola. Negli scritti principali vengono infatti seguite le vie lungo le quali, in particolare nei territori tedeschi, si va strutturando, tra ‘600 e ‘800, 27 una nuova organizzazione delle scienze politiche (in particolare la cameralistica, le dottrine dello Stato). L’emergere di nuovi fenomeni sociali e istituzionali – forse a volte troppo velocemente sintetizzati dal Candidato con la formula “modernità” -- vengono indagati nella loro connessione con il rinnovamento di categorie giuridiche, politiche e filosofiche. Sono analizzati, quindi, i processi culturali che conducono, da un lato, alla differenziazione interna delle discipline politiche entro le cosiddette “scienze dello Stato”, dall’altro lato, al maturare del giusnaturalismo moderno, teso tra la filosofia pratica aristotelica e la delineazione dell’autorità sovrana dello Stato. Alla configurazione delle discipline interne alle ‘scienze dello Stato’, oltre alla monografia già menzionata, è dedicato anche il volume del 2003, Dalla virtù alla scienza. La fondazione e la trasformazione della disciplina politica nell’età moderna, di 582 pp., con una bibliografia tra le più complete sull’argomento, pubblicata anch’essa dalla casa editrice Franco Angeli. Rilevante anche il saggio del 2006, Storia dei concetti e storia delle discipline politiche, pubblicato nella rivista “Storia della Storiografia”, n. 49, di diffusione nazionale e internazionale. Quanto all’analisi della complessa tradizione del diritto naturale, essa trova uno dei suoi primi e compiuti esiti nel volume Das Naturrecht vor dem Naturrecht. Zur Geshichte des ius naturae im 16. Jahrhundert del 1999, di 251 pp., pubblicato presso la casa editrice a diffusione internazionale Max Niemeyer, Tübingen e l’articolo Before and After Natural Law: Models of Natural Law in Ancient and Modern Times, in Early Modern Natural Law Theories, curato da T.J. Hochstrasser e P. Schröder, pubblicato dalla casa editrice Kluwer Academic Publisher, di diffusione internazionale, nel 2003. In questi testi, il Candidato dà prova di uno spettro di competenze molto ampio. Il lungo percorso del diritto naturale viene seguito – nelle sue scansioni storiche e concettuali – dai suoi esordi, in alcune nozioni aristoteliche e nella tradizione giuridica romana, sino alla giurisprudenza del XVI secolo e alle specificazioni del diritto naturale moderno. La capacità di sintesi dimostrata dal Prof. Scattola non lascia mai spazio alle generalizzazioni indistinte così come l’approccio sistematico e tipologico viene sempre accompagnato dall’acribia nei confronti delle fonti. Un’acribia filologica e storiografica che trova conferma nel lavoro pubblicato in “Archivio della Ragion di Stato”, nn.10-11, 2002-2003, riguardante i repertori relativi a La bibliografia politica tedesca del Seicento. Un discorso a parte merita la monografia Krieg des Wissens – Wissen des Krieges. Konflikt, Erfahrung und System der Literarischen Gattungen am Beginn der Frühen Neuzeit, del 2006, pp. 208, pubblicato presso Unipress, Padova. Si tratta di una ricerca che tramite la questione della guerra, e in particolare della dottrina della guerra giusta, interseca i diversi piani del pensiero politico della prima modernità. Non solo analizza i presupposti delle dottrine della guerra giusta che passano attraverso la ‘sistematizzazione’ della “Scuola di Salamanca”, ma coglie in queste trattazioni lo spunto per differenziare e caratterizzare i vari generi della ‘comunicazione politica’. Un problema, quest’ultimo, in parte già affrontato nel volume L’utopia delle passioni. Ordine della società e controllo degli affetti nell’ “Isola di Felsenburg” (1731-1745) di Johann Gottfried Schnabel, di pp. 249, pubblicati presso Unipress, Padova, in cui l’utopia dello scrittore tedesco viene analizzata sia come genere di historia ficta, forma di conoscenza storica, tipica del Settecento tedesco, sia come una dottrina dell’ordine politico e sociale. I lavori del 2007, dedicati al problema della “Teologia politica”, testimoniano della piena e profonda maturità intellettuale del Candidato. La monografia Teologia politica, di pp. 224, pubblicata dalla casa editrice il Mulino, di diffusione nazionale e internazionale, ricostruisce le peripezie della locuzione dalle origini sino al Novecento. Come nel resto della produzione del Prof. Scattola, anche in questo lavoro, in cui l’arco temporale in oggetto estende enormemente la propria portata, il livello speculativo dell’indagine non sacrifica alla problematicità di un tema così complesso né la profondità dei contenuti né il rigore della trattazione. In un’organizzazione sistematica delle diverse accezioni che connotano il lemma, trovano posto accuratezza e acume ermeneutico nei confronti delle fonti primarie. Un buon esempio delle sue capacità interpretative é il saggio Eine innerkonfessionelle Debatte. Wie die Spanische Spätscholastik die Politische 28 Theologie des Mittelalters mit der Hilfe des Aristoteles revidierte, pubblicato nel volume Politischer Aristotelismus und Religion in Mittelalter und Früher Neuzeit, a cura di A. Fidora, J. Fried, M. Lutz-Bachmann, L. Schorn-Schütte, per la prestigiosa casa editrice internazionale Akademie Verlag, di Berlino. Per la continuità dell’impegno, per l’attinenza al ssd in questione, per l’operosità, per la qualità dei lavori presentati, per il rilievo scientifico internazionale raggiunto, giudico il Professor Merio Scattola assolutamente meritevole di essere preso in considerazione in questa valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Luca SCUCCIMARRA Addottoratosi in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche presso l’Università di Torino nel 1991, a partire dal 1993 ha svolto un’intensa attività di ricerca in Italia e all’estero, avvalendosi tra l’altro del sostegno finanziario di prestigiose istituzioni tedesche come il MaxPlanck-Institüt für Europäische Rechtsgeschichte e la Alexander von Humboldt-Stiftung. Ricercatore Universitario nel settore scientifico-disciplinare Letteratura tedesca (L-Lin/13) presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Padova dal 1° gennaio 2005, poi professore associato per il settore scientifico-disciplinare Storia delle dottrine politiche presso la stessa Facoltà. Ha partecipato a diversi progetti di ricerca di interesse nazionale e preso parte in qualità di relatore a numerosi convegni nazionali e internazionali. E’ membro del Centro Interuniversitario di Ricerca per il Lessico Politico e Giuridico Europeo, del direttivo della Althusius-Gesellschaft e della redazione delle riviste “Foedus”, “Arbitrium” e “Grotiana”. Presenta per la valutazione comparativa in oggetto 7 monografie (due delle quali in tedesco) e tre articoli su rivista o in volumi monografici (di cui uno in tedesco ed uno in inglese). Risulta inoltre co-curatore del volume Politische Begriffe und historisches Umfeld in der Politica methodice digesta des Johannes Althusius (Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2002) e autore di una grande quantità di articoli e contributi pubblicati su riviste e volumi collettanei, in Italia e all’estero. Nel complesso, la produzione del Candidato colpisce per ampiezza e continuità temporale. I testi presentati appaiono pienamente attinenti al settore scientifico-disciplinare di riferimento (SPS-02) e trovano per lo più collocazione presso case editrici italiane e tedesche di comprovata notorietà e circolazione. Nella loro varietà, i temi di volta in volta indagati testimoniano inoltre di un percorso di ricerca perfettamente in linea con i trends evolutivi – metodologici ma non solo – impostisi nel campo degli studi storico-politici negli ultimi due decenni. La produzione scientifica presentata propone come privilegiato campo di ricerca del Candidato la storia del discorso politico in Germania nei secoli della prima modernità, secondo una prospettiva analitico-ricostruttiva attenta sia alle forme di organizzazione del sapere che alle sue concrete ricadute politico-istituzionali. In tale contesto, una particolare attenzione è riservata alle complesse vicende del giusnaturalismo tedesco, assunto come direttrice evolutiva principale della teorizzazione politica in un arco cronologico che va dall’inizio della riforma protestante (Das Naturrecht von dem Naturrecht, Tübingen, 1999) sino alla grande stagione dell’Aufklärung (La nascita delle scienze dello Stato, Milano, 1994). L’imponente lavoro di analisi e sistematizzazione delle fonti – in sé non privo di una qualche rigidità classificatoria – che è alla base di tali ricerche trova la sua più esplicita espressione nel volume Dalla virtù alla scienza (Milano, 2003), dedicato proprio alla ricognizione delle diverse forme assunte dalla «disciplina politica» nell’organizzazione del sapere della Germania sei-settecentesca, e – ad un diverso livello – nella capillare Bibliografia politica tedesca del Seicento pubblicata nel n. 10-11/2003 dell’Archivio della Ragion di Stato. 29 Il livello di piena maturazione metodologica e scientifica raggiunto dal Candidato nel corso del suo itinerario di ricerca trova adeguata dimostrazione nelle sue più recenti pubblicazioni: il volume Krieg des Wissens – Wissen des Krieges (Padova 2006), una sofisticata indagine sui presupposti di costituzione delle diverse forme di «dottrina della guerra» della prima Modernità, e soprattutto il saggio Teologia politica (Bologna, 2007), in cui il confronto storico-concettuale con un’espressione-chiave del dibattito contemporaneo diviene l’occasione per un originale e meditato percorso ricostruttivo sulle forme storiche di articolazione del discorso razionale sull’«origine» o il «fondamento» della politica. Sulla base di quanto esposto e in considerazione dei criteri di giudizio individuati dalla Commissione, ritengo che il Candidato Merio Scattola, per l’originalità e l’innovatività della sua produzione scientifica e il rigore metodologico in essa dimostrato, debba essere preso in particolare considerazione ai fini della procedura di valutazione comparativa in oggetto. Giudizio del Prof. Lorenzo ORNAGHI Il Candidato dispone di un curriculum didattico e un curriculum scientifico caratterizzati in modo rilevante dalla componente internazionale. Numerosi sono i periodi di ricerca e i seminari presso rilevanti istituzioni scientifiche straniere, in particolare tedesche; intensa e significativa è la partecipazione a progetti di ricerca internazionali. Le pubblicazioni scientifiche presentate, tra cui spiccano sette monografie (due in lingua tedesca), sono dedicate specialmente alla nascita delle scienze dello Stato in Germania, al giusnaturalismo, alla politica e al disciplinamento nella modernità. I lavori, che metodologicamente si muovono nel solco di orientamenti filosofici ormai consolidatisi e ricompresi nel campo della teoria politica e della ricostruzione del pensiero politico, sono pubblicati da case editrici autorevoli o accolti in volumi e da riviste di prestigio. Il Candidato risulta meritevole di essere preso in attenta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 16 settembre 2010 - Prof. Anna DEL GROSSO………………. - Presidente - Prof. Vittore COLLINA…………………. - Componente - Prof. Simona FORTI…………………..…- Componente - Prof. Lorenzo ORNAGHI……………..…- Componente - Prof. Luca SCUCCIMARRA…………..…- Segretario 30 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ORDINARI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE SPS/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 10 del 12 gennaio 2010, reso noto per via telematica e pubblicato nella G.U. -4^ serie speciale- n 10 del 5.2.2010, e integrata, a seguito delle dimissioni di un commissario, con D.R. n. 74 del 15 febbraio 2010, pubblicato sulla G.U. – 4° serie speciale n. 29 del 13 aprile 2010 e resa nota anche per via telematica). ALLEGATO n. 2 al verbale di seconda seduta GIUDIZI SULL’ATTIVITÀ DEI CANDIDATI GIUDIZI COLLEGIALI CANDIDATO: Prof. Adelina Rita BISIGNANI Le pubblicazioni mettono in luce le capacità di conseguire interpretazioni di sintesi, intrecciando la ricostruzione storiografica con l’analisi critica dei testi. A giudizio della Commissione le indubbie vivacità e curiosità intellettuali della Candidata meriterebbero di essere completate da un più accurato lavoro di scavo storiografico e una maggiore autonomia interpretativa. La Commissione ritiene peraltro che la Candidata possa essere presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Gabriele CARLETTI La produzione scientifica presentata dal Candidato dimostra padronanza delle metodologie proprie del settore SPS/02 e appare rilevante per i contributi offerti alla interpretazione sistematica della cultura politica dell’Italia meridionale tra il Sette e l’Ottocento. La Commissione ritiene il Candidato sicuramente meritevole di attenzione nella presente valutazione comparativa, anche alla luce del notevole impegno profuso nel lavoro didattico e organizzativo all’interno delle istituzioni universitarie. CANDIDATO: Prof. Claudio CRESSATI La Commissione, che apprezza per rigore metodologico e scavo storiografico i primi lavori del Prof. Cressati dedicati a temi classici della storia del pensiero politico, unanime rileva nella sua più recente attività scientifica la sostanziale carenza di linee di ricerca specificamente attinenti al settore scientifico-disciplinare di riferimento. La Commissione ritiene comunque che il Prof. Cressati possa essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Roberto GIANNETTI La produzione scientifica presentata dal Prof. Giannetti lo rivela studioso serio e laborioso, dotato di maturi strumenti analitici e storiografici e mostra la sua indubbia capacità di leggere in modo originale i testi considerati. La Commissione ritiene pertanto che il Candidato sia da prendere in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. 31 CANDIDATO: Prof. Cataldo GIUSEPPE NICOSIA Le pubblicazioni prodotte dal Candidato si soffermano su snodi di particolare rilevanza del dibattito politico-costituzionale sette-ottocentesco. Tenuto altresì conto dell’impegno didattico e organizzativo nelle istituzioni universitarie, anche a livello nazionale, la Commissione ritiene che il Candidato sia da prendere in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: Prof. Merio SCATTOLA La produzione scientifica presentata dal Candidato rivela una notevole padronanza delle metodologie proprie del settore SPS/02 e appare particolarmente rilevante per i contributi offerti alla ricostruzione sistematica della storia delle discipline politiche nell’Europa della prima età moderna. La Commissione, sottolineando il rilievo assunto dai suoi lavori in campo internazionale ritiene il Candidato decisamente meritevole di attenzione nella presente valutazione comparativa,. Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 16 settembre 2010 - Prof. Anna DEL GROSSO………………. - Presidente - Prof. Vittore COLLINA…………………. - Componente - Prof. Simona FORTI…………………..…- Componente - Prof. Lorenzo ORNAGHI……………..…- Componente - Prof. Luca SCUCCIMARRA…………..…- Segretario 32 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ORDINARI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE SPS/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 10 del 12 gennaio 2010, reso noto per via telematica e pubblicato nella G.U. -4^ serie speciale- n 10 del 5.2.2010, e integrata, a seguito delle dimissioni di un commissario, con D.R. n. 74 del 15 febbraio 2010, pubblicato sulla G.U. – 4° serie speciale n. 29 del 13 aprile 2010 e resa nota anche per via telematica). ALLEGATO “A” al verbale di terza seduta RELAZIONE FINALE La Commissione, nominata con D.R. n. 10 del 12 gennaio 2010, reso noto per via telematica e pubblicato nella G.U. -4^ serie speciale- n 10 del 5.2.2010, e integrata, a seguito delle dimissioni di un commissario, con D.R. n. 74 del 15 febbraio 2010, pubblicato sulla G.U. – 4° serie speciale n. 29 del 13 aprile 2010 e resa nota anche per via telematica, così composta: - Prof. Anna Maria DEL GROSSO…………. - Presidente - Prof. Vittore COLLINA …………………. - Componente - Prof. Simona FORTI……………………..…- Componente - Prof. Lorenzo ORNAGHI………………..…- Componente - Prof. Luca SCUCCIMARRA……………..…- Segretario ha svolto i suoi lavori secondo il seguente schema: - Seduta preliminare per via telematica - Prima seduta - Seconda seduta - Terza seduta giorno 17 maggio 2010, dalle ore 15.00 alle ore 15.30; giorno 15 settembre 2010, dalle ore 14.00 alle ore 19.30; giorno 16 settembre 2010, dalle ore 9.00 alle ore 14.00; giorno 16 settembre 2010, dalle ore 15.00 alle ore 18.30; La Commissione ha tenuto complessivamente n. 4 riunioni, iniziando i lavori il 17 maggio 2010 e concludendoli il 16 settembre 2010. Nella seduta preliminare (verbale seduta preliminare con allegato 1) la Commissione ha stabilito i criteri di massima per la valutazione comparativa dei titoli presentati dai candidati. Nella prima seduta (verbale prima seduta) ha provveduto ad esaminare le pubblicazioni ed i titoli presentati dai candidati. Nella seconda seduta (verbale seconda seduta con allegati n. 1 e n. 2) ha provveduto alla enunciazione dei giudizi individuali (allegato n. 1) e poi di quelli collegiali (allegato n. 2) sull’attività di ciascun Candidato.. Nella terza seduta (verbale terza seduta con allegato A) la Commissione si è riunita per procedere alla valutazione comparativa dei candidati sulla base dei giudizi collegiali già espressi, al fine di formulare i giudizi complessivi finali (allegato A) per ognuno dei partecipanti alla procedura e, sulla base della valutazione comparativa, a dichiararne le idoneità nelle persone del Prof. Gabriele CARLETTI e del Prof. Merio SCATTOLA. Ha, quindi, elaborato la relazione finale (allegato B). Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 16 settembre 2010 33 - Prof. Anna DEL GROSSO………………. - Presidente - Prof. Vittore COLLINA…………………. - Componente - Prof. Simona FORTI…………………..…- Componente - Prof. Lorenzo ORNAGHI……………..…- Componente - Prof. Luca SCUCCIMARRA…………..…- Segretario 34