AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 20/8/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio. INDICE AUSL RAVENNA 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Forli CONCORDO con Balzani soltanto quando afferma che bisogna lavorare affinché i... 6 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna NONOSTANTE sia già trascorso Ferragosto, anche nella nostra provincia non ac... 8 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Bocconi sospetti nel parco di Savio 9 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Nessun afflusso anomalo di cittadini «a rischio» 10 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena E' ARRIVATO tardi il picco dell'estate. Il secondo scorcio agostano sci... 11 20/08/2011 L Unita - Bologna Fascicolo elettronico in sanità 12 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Enogastronomia e musica live al Parco fluviale della città d'acque 13 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Due prelievi di cornee 14 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Torna l'incubo dei bocconi avvelenati 15 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Polpette avvelenate, torna l'incubo 16 20/08/2011 Corriere di Romagna - Forlì «No alla Provincia unica» 17 20/08/2011 L'Informazione di Bologna Cup 2000 lancia il fascicolo sanitario elettronico «Così si elimina la burocrazia e si abbattono i costi» 18 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Via al Festival con 130 giovani cantanti in gara 19 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Eseguiti due prelievi di cornee 20 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Nei primi 6 mesi del 2011 una cinquantina i casi di avvelenamento in provincia 21 19/08/2011 Corriere.it 00:20 Cup, ecco il primo sportelloper il fascicolo sanitario elettronico 22 20/08/2011 L'Informazione - MODENA glio qui discutere l'equità della manovra,... 23 20/08/2011 L'Informazione - MODENA Cup 2000 lancia il fascicolo sanitario elettronico «Così si elimina la burocrazia e si abbattono i costi» 24 20/08/2011 Corriere di Bologna - BOLOGNA Cup, ecco il fasciolo elettronico Aperto il primo sportello 25 SANITÀ NAZIONALE 20/08/2011 Corriere della Sera - ROMA Tbc, negativi i test sui primi 23 neonati 27 20/08/2011 Corriere della Sera - ROMA Malformazione non «vista» Morto 12 giorni dopo la nascita 28 20/08/2011 La Repubblica - Palermo Allarme sangue, pazienti in rivolta "Troppa burocrazia per le trasfusioni" 29 20/08/2011 La Repubblica - Genova Asl 3, una spalla fidata per Bedogni Reinaudo direttore amministrativo 30 20/08/2011 La Repubblica - Genova Esenzione ticket, stop all'autocertificazione 31 20/08/2011 La Repubblica - Genova La rivoluzione del ticket 32 20/08/2011 La Repubblica - Roma Le mamme: "Perché non ci chiamate subito?" 33 20/08/2011 La Repubblica - Roma Allarme Tbc, la procura apre un fascicolo 34 20/08/2011 La Repubblica - Firenze Piscine e palestre hi tech: "Così vi cureremo" 35 20/08/2011 La Repubblica - Torino Cancellata la seconda facoltà di medicina 37 20/08/2011 La Repubblica - Bari Il buco sanità tocca quota 340 milioni 39 20/08/2011 La Repubblica - Bari "Poveri" per evitare il ticket: 41 denunce 40 20/08/2011 Il Messaggero - ROMA «Troppo tempo per i test non vogliamo aspettare» 41 20/08/2011 Il Messaggero - ROMA E in ospedale cinque vite salvate grazie alla donazione di organi 42 20/08/2011 Il Messaggero - ROMA Polverini: «Contro la Tbc serve più prevenzione» 43 20/08/2011 Il Messaggero - ROMA Tubercolosi, subito più controlli 44 20/08/2011 Il Messaggero - Nazionale «Ai medici dico: lavate le mani più spesso» 45 20/08/2011 Il Messaggero - Nazionale L'infermiera in isolamento allo Spallanzani «È italiana, brava e attaccata al suo lavoro» 46 20/08/2011 Il Messaggero - Nazionale Tbc in ospedale, indaga la procura negativi i primi test su 23 neonati 47 20/08/2011 Il Giornale - Genova Esenzione ticket sui farmaci, ci vuole il certificato 49 20/08/2011 Il Secolo XIX - GENOVA Contagiati dal morbillo, emergenza all'Ist 50 20/08/2011 Il Secolo XIX I MEDICI: «SOLITA CONFUSIONE A DANNO DI TUTTI I PAZIENTI» 51 20/08/2011 Il Secolo XIX Ticket, pagano anche i malati cronici 52 AUSL RAVENNA 19 articoli 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Forli Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato CONCORDO con Balzani soltanto quando afferma che bisogna lavorare affinché i... CONCORDO con Balzani soltanto quando afferma che bisogna lavorare affinché i feudi e i privilegi delle consorterie del passato non siano intoccabili ma purtroppo per lui questi feudi e consorterie in Emilia trattino Romagna non sono il passato ma un presente che vede, da sempre, tutto in mano ai soliti noti del Pd e Forlì nell'angolo tanto che non esprime politicamente neppure un Assessore Regionale. Rispetto la proposta del sindaco Balzani ma la Provincia unica di Romagna non ha senso. Le Province o si sopprimono oppure si lasciano come sono visto che accorpando tre grosse Province con oltre trecentomila abitanti ciascuna, come sono Forlì-Cesena (395.489 abitanti) , Ravenna (392.458) e Rimini (329.302), significherebbe soltanto creare una sub-regione con 1.117.249 abitanti, senza però avere nessuna prerogativa di questo ente. Ricordo che per creare una nuova Regione servono almeno 1.000.000 di abitanti. Quindi, invece di questa fantomatica super Provincia senza poteri, si faccia la RegioneRomagna, sarebbe sicuramente una soluzione migliore, che darebbe risposte puntuali ai cittadini e riconoscerebbe finalmente l'identità romagnola. Luca Bartolini consigliere regionale Pdl )PROVINCIA UNICA 2 È una proposta vecchia, meglio la regione Romagna IN QUESTI giorni è tornato di moda parlare dell'utilità delle Province ed ha fatto scalpore la proposta del sindaco di Forlì di unificare quelle romagnole. Nulla di nuovo sotto il sole. L'art. 114, comma 1 della Costituzione, afferma che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Questo non impone la compresenza di tutti i livelli istituzionali sul medesimo territorio: e siccome il livello statale non è sopprimibile, le regioni sono specificatamente elencate in Costituzione e ai Comuni sono garantite le funzioni amministrative di base, la distribuzione territoriale di Province e Città metropolitane appare più modulabile. Pertanto pare logico che dove verrà istituita la Città metropolitana (visto che i problemi delle aree metropolitane hanno una loro specificità) la Provincia non avrà più senso di esistere. In definitiva se tutti concordano che il territorio di ciascuna Provincia abbia un'estensione e comprenda una popolazione tale da consentire l'ottimale esercizio delle funzioni previste per il livello di governo di area vasta, oppure sulla soppressione di Province in base all'entità della popolazione di riferimento, all'estensione del territorio di ciascuna Provincia e al rapporto tra la popolazione e l'estensione del territorio, oppure all' attribuzione ad una o più Province contigue nell'ambito della stessa Regione delle funzioni e delle corrispondenti risorse umane e strumentali della Provincia da sopprimere, unitamente all'individuazione di una disciplina transitoria che assicuri la continuità dell'azione amministrativa e dei servizi ai cittadini, perché non riconoscere alla soppressione delle Province romagnole ed alla creazione della Regione Romagna con ovvio ridimensionamento dell'Emilia, il fondamentale ruolo politico-istituzionale che potrebbe rivestire unitamente alla riduzione dei costi? Stefano Gagliardi consigliere provinciale Pdl )PROVINCIA UNICA 3 Raccolta firme dell'Idv per l'abolizione AL DI LÀ del pur benvenuto dibattito sulla Provincia Unica di Romagna c'è chi il problema lo affronta alla radice concretamente e da subito. Oggi pomeriggio ci saranno tavoli dell'Italia dei Valori davanti ad alcuni supermercati forlivesi per iniziare la raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare per l'eliminazione di tutte le Province. Tale iniziativa è doverosa visto che il parlamento nella sua quasi interezza ha bocciato poco tempo la proposta di eliminazione delle province, sempre presentata dall'Idv. Oggi è finito il tempo della moltiplicazione delle possibilità che spessano avvitano le cose in percorsi ad ostacoli continui. Oggi è il tempo della semplificazione e a chi dice che le funzioni delle Province sono importanti rispondo che non si vogliono cancellare le funzioni che restanto importanti , ma organizzare meglio, contenendo i costi, Regioni e Comuni. Giancarlo Biserna Italia dei Valori Forlì - Cesena )PROVINCIA UNICA 4 La proposta di Balzani non è riformatrice IL SINDACO di Forlì considera interlocutorie e degne di risposta solo le critiche di un uomo prestigioso come Roberto Pinza, non risponde certo alle critiche del AUSL RAVENNA 6 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Forli Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato segretario del Pd di Ravenna, del sottoscritto o di Massimo Bulbi, e di tutta l'opposizione del forlivese, anzi bolla come interessati conservatorismi le posizioni dei dirigenti del Pd che non sono d'accordo con lui, ma l'on.Pinza no, merita una risposta nel merito. A dire il vero qualche tempo fa lo aveva messo tra i vecchi arnesi della politica, ma oggi, capendo la sostanza di un' obiezione che sostanzialmente afferma che è un progetto senza utilità e che non produce nessun effetto "l'innovatore" vuole coinvolgerlo in un dibattito cui non da risposte di merito, ma corregge il giudizio da rottamatore dato a suo tempo sull'uomo di punta del Pd forlivese. Ma è veramente innovativa, riformatrice la proposta di Balzani in un momento in cui sembra montare nell'opinione pubblica e nei mass media la consapevolezza dell 'inutilità dell'istituzione Provincia e quindi la possibilità della sua soppressione? La mia risposta è che non solo non è riformatrice, ma trasformista perchè aggancia speranze di resistenza in un ente che viene definito inutile. Se poi aggiungiamo che i sostenitori di quella proposta, deputati e non, fanno finta di ignorare che mentre per comuni e regione esistono precise regole costituzionali in materia di referendum soppressivi, per le Province sia per le fusioni che per la soppressione esistono iter parlamentari previsti dagli art. 133 e 138 della costituzione insuperabili.Quindi 'boutade' a far credere uno spirito riformatore che invece è solo conservatorismo mascherato. Se poi, come io credo le Province sono enti con poche deleghe e dopo l'avvento delle regioni e l'auspicabile accorpamento dei comuni, sostanzialmente enti inutili, fare una grande provincia non le rende meno inutili, anzi produce nessun risparmio di costi se non qualche consigliere ed assessore in meno, e toglie la forza politica di tre o quattro province nei confronti della regione Emilia- Romagna. Widmer Valbonesi AUSL RAVENNA 7 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato NONOSTANTE sia già trascorso Ferragosto, anche nella nostra provincia non ac... NONOSTANTE sia già trascorso Ferragosto, anche nella nostra provincia non accenna a diminuire l'intensa ondata di calore di origine nordafricana che in pratica si sta protraendo dall'inizio del mese. «In effetti - spiega Roberto Ghiselli di Meteoromagna.com - dopo una prima decade di agosto con temperature massime appena sopra la media stagionale, da un paio di giorni a questa parte la colonnina di mercurio è costantemente risalita fino a raggiungere picchi di 38 gradi e oltre, ossia valori di sette, otto gradi sopra la media climatologica del periodo». Quali le massime di ieri? «La località in assoluto più calda è stata Faenza, in zona San Biagio, dove intorno alle 16.45 si sono registrati ben 38.7 gradi. Seguono Voltana con 38.6°, Ravenna (zona Centro iperbarico, nella capannina dell'Associazione volontari protezione civile) con 38.5°, Lugo con 38.3°, Alfonsine e Bagnacavallo con 38.1°, Faenza centro (Osservatorio Torricelli) con 37.8°, Ravenna centro con 36°, Porto Corsini con 32.9° e Cervia con 31.4°. Segnatamente a queste ultime due località di mare si tratta di valori decisamente inusuali. I valori percepiti dal corpo umano si sono aggirati intorno ai 40, 41 gradi, con un tasso di umidità del 35, 40 per cento». Ormai abbiamo raggiunto i tre-quarti della stagione estiva. E' possibile tracciare un seppur parziale bilancio? «Salvo improbabili mutamenti su grande scala, l'estate 2011 sarà archiviata come una stagione particolarmente calda e siccitosa. Giugno è trascorso con valori di temperatura media di circa un grado superiore alla norma climatologica. Luglio, dopo una prima metà particolarmente calda e un'ultima decade piovosa e fresca, ha invece chiuso in perfetta media. Infine, agosto è destinato a essere archiviato con temperature assai superiori alla media climatologica». E a livello di precipitazioni? «Sono state molto scarse, soprattutto nella pianura lughese e in generale nella parte settentrionale della provincia. Altrove si sono verificati alcuni episodi piovosi, soprattutto in luglio, che hanno limitato il fenomeno siccitoso». Previsioni? «Oggi e domani avremo ancora cielo sereno, o poco nuvoloso, con temperature stazionarie, o in lieve locale aumento. I venti saranno a regime di brezza e i mari poco mossi. Uno scenario che appare destinato a proseguire per buona parte della prossima settimana. A rincarare la 'dose' ci penserà il ristagno della massa d'aria nordafricana che, accompagnato da un aumento del tasso di umidità, oltre a far percepire al nostro corpo temperature superiori rispetto a quelle reali, di notte trasformerà i centri urbani in enormi sudari, rendendo assai difficoltoso il riposo». Luigi Scardovi AUSL RAVENNA 8 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 10 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato ALLARME IN VIA RONDONI UN CANE E' STATO COLTO DA MALESSERE Bocconi sospetti nel parco di Savio E' intervenuta la Municipale: i cibi ora saranno analizzati dall' Ausl IL QUARTIERE che circonda il parco di via Rondoni a Savio è molto tranquillo, ma si sente abbaiare di continuo. «Il 90 per cento dei residenti in questa zona è padrone di almeno un cane», spiega un ex allenatore cinofilo che vive davanti al parco. «Ma ai pochi cittadini senza cane noi amanti degli animali diamo fastidio, e così siamo in perenne lotta. Portiamo i nostri cani nel parco di via Rondoni, che è incolto, incurato e non frequentato. Per questo, spesso li lasciamo scorazzare senza guinzaglio. Ma chi non ha un cane si lamenta e chiama i vigili a fare multe». IERI mattina, però, sembra che qualcuno abbia esagerato: alle 12.30 la Polizia municipale di Ravenna ha ricevuto la segnalazione di un uomo il cui cane era stato colto da malessere in seguito all'ingestione di un boccone presumibilmente avvelenato. Recatesi sul posto, le forze dell'ordine hanno rinvenuto decine di bocconi sparsi per il parco di via Rondoni. E mentre si è in attesa degli esami del servizio veterinario dell'Ausl, i residenti del quartiere sono indignati: «Stavolta qualcuno ha esagerato, non c'è motivo per fare male agli animali. Che se la prendano con noi!», continua l'ex allenatore cinofilo. Saverio Colella, un altro residente, ha però dei dubbi sull'avelenamento: «Anche il mio cane ha ingerito dei bocconi la stessa mattina, ma non ha subìto conseguenze», spiega mentre lo accarezza. «Il fatto sarebbe però molto grave - continua -. Noi padroni di cani stiamo richiedendo da anni che il comune di Ravenna delimiti questa area incolta per permettere ai cani di circolare senza guinzaglio, ma nessuno ci ascolta. Abbiamo cominciato da poco una raccolta di firme». In via Rondoni i cani sono molto amati, tanto che, afferma per tutti la signora Graziella, «siamo disposti a contribuire economicamente per la costruzione dell'area autorizzata, e dopo questo grave atto siamo pronti a raccogliere ancora più forze per far valere il nostro diritto di lasciare liberi i cani». FORSE, però, un buon guinzaglio non guasterebbe lo stesso: la scorsa settimana, bisbiglia un residente, «un cane lasciato libero ne ha azzannato un altro, uccidendolo, e c'è una denuncia penale in corso». Il migliore amico dell'uomo, insomma, in via Rondoni sta provocando litigi a non finire. Alex Giuzio Image: 20110820/foto/8297.jpg AUSL RAVENNA 9 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) Nessun afflusso anomalo di cittadini «a rischio» L'ONDATA di caldo africano sembra non aver avuto particolari effetti sulla popolazione anziana. Almeno fino a ieri, i reparti di Pronto soccorso di Ravenna, Faenza e Lugo non avevano rilevato alcun anomalo afflusso di cittadini 'a rischio' per patologie correlate al gran caldo. La situazione migliore è stata rilevata all'ospedale di Lugo. L'andamento non preoccupante è dovuto in buona parte all'attivazione, già da giugno, di un piano di monitoraggio delle 'fasce più fragili' che vede in azione Ausl, tutti i servizi sanitari e sociali, strutture residenziali, volontariato e protezione civile. Le direzioni sanitarie sono tenute a fornire giorno per giorno ai servizi socio-sanitari l'elenco degli ultra75enni dimessi e che potrebbero vivere situazioni di disagio. Poi ci sono 893 cittadini che erano 'sconosciuti' ai servizi, ma considerati fragili e quindi tenuti sotto controllo: 122 ad alto rischio, 771 a rischio medio-alto. AUSL RAVENNA 10 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato OSPEDALI 20/08/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena Pag. 12 (diffusione:165207, tiratura:206221) E' ARRIVATO tardi il picco dell'estate. Il secondo scorcio agostano sciorina afa e temperature massime elevate. Le previsioni indicano che andrà avanti così per alcuni giorni. Dai 31 gradi di martedì, ieri alle 16,20 la colonnina meteo dell'aeroporto, posta all'ombra, segnava 38,4°: record per l'estate 2011. Per tutta la giornata di ieri in città ci si è mantenuti sopra i 20°. Valgono più che mai i consigli e le avvertenze dispensate dall'opuscolo della campagna 'Difendersi dal caldo', distribuito a migliaia di copie in ambulatori, farmacie e ospedali. Sono rivolti soprattutto agli anziani, ma non solo. Bere almeno 2 litri d'acqua al giorno, non uscire fra le 12 e le 17, fare pasti leggeri, evitare il flusso diretto di condizionatori e ventilatori: sono i principali suggerimenti, ripetuti spesso dagli esperti. LE CONDIZIONI climatiche possono rivelarsi un problema per gli anziani malati. A Forlì e dintorni sono circa seicento quelli seguiti dall'assistenza domiciliare, altri 2 mila i pazienti dei medici di famiglia sottoposti a un periodico monitoraggio delle condizioni di salute. «Abbiamo spedito una lettera a tutti i medici in cui si chiede di prestare un'attenzione particolare agli anziani appena dimessi dall'ospedale o affetti da patologie croniche. Del resto i medici già effettuano visite programmate dice Maria Luisa Milandri, responsabile cure domiciliari negli ospedali di comunità dell'Ausl di Forlì - . La rete comprende anche gli assistenti sociali del Comune e gli operatori di quartiere (il numero è 0543.712786, ndr), tutti in grado di segnalare i casi che possono destare preoccupazioni. Negli ultimi giorni sono in crescita i problemi di disidratazione: gli anziani non avvertono la sete, per cui si ricorre alle flebo». Nel depliant 'Difendersi dal caldo' ci sono gli indirizzi cui rivolgersi se ci si trova in difficoltà e i numeri di telefono utili (la guardia medica risponde allo 0543.731601). Gli stessi centri sociali, aperti presso le circoscrizioni, possono offrire un riparo al fresco. Di giorno sono aperti anche i centri comunali per anziani di via Campo di Marte (tel.0543.554865) e di Vecchiazzano, in via Castel Latino 1 (tel.0543.86422). INTANTO si fa sentire la siccità e sono vietati i prelievi idrici da tutti i fiumi e i laghi romagnoli. Il Servizio Tecnico di Bacino ha rilevato che la portata è inferiore al deflusso minimo vitale e per tutelare l'equilibrio ambientale dei corsi d'acqua sono sospesi gli attingimenti, anche per l'irrigazione. Sta scendendo anche il livello della diga di Ridracoli, ieri giunto 22 metri sotto la soglia di tracimazione. I tecnici di Romagna Acque al momento sono tranquilli: a seguito delle intense precipitazioni invernali e primaverili, per almeno due mesi, ottobre compreso, non ci saranno problemi. Poi, si conta sulla ripresa delle piogge. Dall'inizio d'agosto il bacino dispensa in media 2 mila 200 litri al secondo, contro un fabbisogno romagnolo (trainato dalla riviera) di quasi 6 mila litri, che raggiunge l'apice di 6 mila 500 il venerdì e il sabato sera. FIUMI in secca e invaso che si restringe: da Romagna Acque si rinnova l'appello a un uso responsabile e moderato dell'acqua, evitando di utilizzare la risorsa di Ridracoli per innaffiare le piante o lavare le automobili. Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti e preferire la doccia al bagno sono fra i metodi più semplici per risparmiare acqua. AUSL RAVENNA 11 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato E' ARRIVATO tardi il picco dell'estate. Il secondo scorcio agostano sci... 20/08/2011 L Unita - Bologna Pag. 3 (diffusione:54625, tiratura:359000) È attivo nella sede di via Borgo San Pietro il primo sportello per la distribuzione del fascicolo sanitario elettronico ai cittadini della provincia di Bologna. Lo annuncia il direttore di Cup2000, Mauro Moruzzi. Agosto servirà per il rodaggio. Da settembre il servizio a regime, che servirà anche a gestire la complessa partita dei nuovi ticket in sanità per fasce di reddito. AUSL RAVENNA 12 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Fascicolo elettronico in sanità 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 11 Enogastronomia e musica live al Parco fluviale della città d'acque RIOLO TERME. Scatta il conto alla rovescia per la nuova edizione 2011 di Frogstock, il festival della città d'acque della collina faentina che quest'anno compie il suo diciottesimo compleanno. Una kermesse che a suon di performance live, divertimento e ottima gastronomia riempie, da ormai vent'anni, l'ar ea del parco fluviale di Riolo sul finire di agosto. E così da mercoledì 24 a sabato 27 agosto si terranno i quattro giorni di iniziative. E tutte le sere nel parco fluviale sarà possibile cenare nello stand della Pro loco bevendo ottima birra. In collaborazione con il Sert di Faenza ci si potrà inoltre sottoporre al controllo volontario dell'a lc oo l- te st con la possibilità di pernottamento gratuito presso il "Frogstock rock camp" allestito dai volontari della Protezione civile di Riolo Terme. Partita come una scommessa da parte dell'ass ociazione "Clips rag & rock", Frogstock in tutti questi anni è cresciuto ospitando sul proprio palco mostri sacri della cultura rock internazionale. Tra gli altri si ricorda l'edizione del 2001 con il concerto dei Deep Purple ed ancora Simple Minds (2003), Jethro Tull (2009) oltre a nomi della scena musicale italiana del calibro di Daniele Silvestri, Subsonica, Negrita, Piero Pelù, Almamegretta, 99 posse e molti altri. Oggi headliner sarà il grande ritorno, dopo la sua prima apparizione riolese nel 2006, di Caparezza. Per questo 2011, si parte mercoledì 24 agosto con la prima edizione del Black widow records night. Alle ore 20, con ingresso gratuito, è previsto l'inizio concerti. Sul main stage saliranno i gruppi dell'etichetta genovese: Witche's Brew, Buttered Bacon Biscuits, e Wicked Minds. Come sempre al termine del concerto si potrà continuare ad ascoltare buona musica nel Joker disco bar con il rock del dj Bracco. La seconda serata, a ingresso libero, quella di giovedì 25 agosto, si tingerà di atmosfere sonore oscure. Dopo gli Speed Stroke e gli Hideweaver sul palco salirà infatti il power metal della band toscana dei Labyrinth. Chiuderà la serata l'after show il sound del dj God's friend. Venerdi 26 agosto si terrà invece l'unica serata a pagamento (15 euro). Dalle ore 20 il Sogno eretico del rapper di Molfetta alias Caparezza non mancherà di far ballare i presenti a suon di contaminazioni tra il rock e l'hip hop italico. L'after show sarà guidato dal dj Volti. Una chiusura con il botto è quella di sabato 27 agosto. Dalle ore 20, con ingresso libero, ci si potrà tuffare nel passato con la riedizione del fatidico Monster of rock che si tenne a Mosca 20 anni fa. Un tributo fatto di cover band per gli amanti dell'hard rock che vedrà sul main stage le migliori tribute band sul mercato dei mostri sacri dell'hard rock ed heavy metal. Si parte con i Corvi neri (Black crows tribute band) per proseguire con il suono martellante degli Hostle (Pantera tribute band) passando attraverso le inossidabili sonorità dei Damage Incorporated (Metallica tribute band) fino ad arrivare all'esplosivo show degli Acidi C (Ac/Dc tribute band). After show con il dj Malva. Riccardo Isola Riolo Terme si appresta a vivere la grande kermesse giovanile AUSL RAVENNA 13 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato RIOLO TERME 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 9 Due prelievi di cornee FAENZA. Nella mattinata di venerdì all'ospedale sono stati eseguiti due prelievi di c o r n e e e f f e t t u a t o dall'unità operativa di Oculistica del presidio ospedaliero faentino. «La sensibilità e la generosità immediata, dimostrata dai parenti, hanno dato la possibilità di compiere il prelievo - si afferma dall'Ausl -. Ringraziamo i familiari per la grande solidarietà umana dimostrata». AUSL RAVENNA 14 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato OSPEDALE 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 5 Torna l'incubo dei bocconi avvelenati Polpette ritrovate dalla Municipale in un parco di Savio, cane intossicato RAVENNA. Quattro polpette avvelenate lasciate in un parco pubblico di Savio dove in tanti portano i propri cani per la solita sgambata quotidiana. Un gesto davvero ignobile che ieri poteva costare la vita a un cane salvato in extremis dal proprio padrone. I fatti sono stati denunciati alla polizia municipale di Ravenna verso le 12,30 di ieri in via Famiglia Rondoni, strada in cui si trova una zona verde attrezzata per i migliori amici dell'uomo. Poco prima un signore si era recato nel recinto con il proprio cane, dopo pochi minuti ha capito che qualcosa non andava nel comportamento di "fido" e si è avvicinato. In bocca all'animale ha notato qualcosa di strano, carne macinata mischiata con altro, insomma polpette. Un ritrovamento troppo strano in un luogo del genere, difficile pensare che qualcuno potesse aver perso per sbaglio parte della spesa. E così il sesto senso dell'uomo ha evitato il peggio al quadrupede: il padrone ha letteralmente estratto il resto della bocca del cane che, per fortuna, non aveva ingoiato tutta la polpetta. Subito dopo è partita la chiamata alla centrale operativa della Municipale che si è recata sul posto con una pattuglia, sono stati proprio loro a fugare ogni dubbio agli altri padroni di cani. Poco lontano, disseminati in tutto il parchetto, c'erano altre tre polpette, tutte uguali, tutte confezionate dalla stessa mano criminale e malata. Difficile pensare che si tratti di un caso, ma nonostante tutto il materiale raccolto è stato inviato così come previsto da un protocollo specifico al s e r v i z i o v e t e r i n a r i o dell'Ausl. Solo nei prossimi giorni sarà possibile capire quale tipo di veleno sia stato utilizzato per portare a termine quel disegno perverso. Il cane è stato poi portato da un veterinario per una visita di controllo e da quanto appreso nel pomeriggio non è in pericolo di vita. Purtroppo non è la prima volta che a Ravenna accadono episodi del genere, l'ultimo era stato segnalato alla Municipale solo nel luglio scorso. A lato, il parco a Savio (foto Fiorentini) AUSL RAVENNA 15 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato IL CASO 20/08/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 1 Polpette avvelenate, torna l'incubo Cane intossicato a Savio salvato in extremis dal padrone RAVENNA. Quattro polpette avvelenate lasciate in un parco pubblico di Savio dove in tanti portano i propri cani per la solita sgambata quotidiana. Un gesto davvero ignobile che ieri poteva costare la vita a un cane salvato in extremis dal proprio padrone. SERVIZIO a pagina 6 AUSL RAVENNA 16 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Ignobile gesto in un parco pubblico, i bocconi sono stati affidati dalla Municipale all' Ausl 20/08/2011 Corriere di Romagna - Forlì Pag. 4 «No alla Provincia unica» Luca Bartolini, consigliere regionale Pdl: «Molto meglio puntare alla Regione» «Accorpare tre realtà non è ipotizzabile Lo prova l' Area Vasta » FORLÌ. «Concordo con il sindaco Balzani solo quando afferma che bisogna lavorare affinché i feudi e i privilegi delle consorterie del passato non siano intoccabili ma purtroppo per lui questi feudi e consorterie in Emilia trattin o R o m agna non sono il passato ma un pres e n t e c h e vede, da sempre, tutto in mano ai soliti noti del Pd e Forlì nell'angolo, tanto che non esprime politicamente neppure un assessore regionale capace di rappresentare il nostro territorio nella giunta di Errani». Anche il consigliere regionale del Pdl, Luca Bartolini, dice la sua sulla proposta del primo cittadino di istituire una Provincia unica della Romagna. «Una idea che rispetto - prosegue - ma la Provincia unica di Romagna non ha senso. Le Province o si sopprimono oppure si lasciano come sono, visto che accorpandone tre con oltre 300mila abitanti ciascuna, come sono Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, significherebbe solo creare una sub-regione con 1.117.249 abitanti, senza però avere nessuna prerogativa di questo ente». E', quindi, ad una nuova entità regionale che Bartolini preferisce pensare. «Si faccia la Regione Romagna - dichiara - sarebbe una soluzione migliore, che darebbe risposte puntuali ai cittadini e riconoscere bbe finalmente l'id enti tà romagnola. La super Provincia che vorrebbe Balzani ha gli stessi confini de ll 'Area Vasta sanitaria, che ha già dimostrato di essere condizionata dalle lotte per il potere. Con la super Provincia si crea solo un appendice dell 'Emilia ancora più controllabile da Bologna. La mia non è filosofia, ma realismo, non perdiamo tempo attorno a proposte balzane che non hanno fondamento e senso pratico: lo vediamo come la sinistra gestisce l'Ar ea Vasta in sanità, nei trasporti pubblici, per gli aeroporti; le tre Province non si sanno raccordare, non sanno prendere scelte comuni, ed è quindi impensabile che si possano fondere in un solo ente». AUSL RAVENNA 17 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato IL DIBATTITO 20/08/2011 L'Informazione di Bologna Pag. 19 Cup 2000 lancia il fascicolo sanitario elettronico «Così si elimina la burocrazia e si abbattono i costi» È attivo da una settimana il primo sportello per la distribuzione del Fascicolo sanitario elettronico ai cittadini della provincia di Bologna, all'interno delle sede di Cup2000 in via Borgo di San Pietro. Ad annunciare la «buona notizia», ai primi di agosto, era stato il direttore generale di Cup2000, Mauro Moruzzi, sul proprio blog. La decisione di aprire il primo sportello già in agosto, si legge nel post, è stata presa dall'Ausl di Bologna. «Poi, a partire da settembree ottobre- annuncia Moruzzi - anche tutti i punti Cup svolgeranno questo importante servizio». Con la città svuotata dal caldo agostano, nel frattempo, per il primo sportello si tratta di un periodo di «rodaggio», si spiega dal Cup: pochissime, infatti, le persone che finora si sono presentate in via di Borgo San vra economica che prevede nuovi ticket in sanità scrive infatti Moruzzi sul blog- Asle Regioni devono mettere in moto una gigantesca macchina burocratica (costosissima) per la certificazione e autocertificazione dei redditi dei cittadini utenti e per la riscossione dei ticket». Moruzzi aggiunge: «Non voglio qui discutere l'equità della manovra, limitandomi ad osservare che essa, ancora una volta, tende a pesare prevalentemente su fasce di cittadini che pagando regolarmente le tassee hanno un reddito trasparente». Il direttore di Cup2000, però, sottolinea che «se riuscissimo a distribuire rapidamente il Fse a tutti i cittadini dell'Emilia Romagna (e delle altre, poche, regioni che hanno costruito le reti per questo scopo) lo stesso fascicolo - si legge sul blog potrebbe automaticamente recepire e comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito, nonché effettuare il pagamento online del ticket, come per altro è già possibile fare nella nostra regione». In conclusione, «un risparmio non indifferente - assicura Moruzzi - di soldi e passaggi bu roc ratici». Pietro per chiedere il Fascicolo. Del resto, si sottolinea sempre dal Cup, non è ancora partita una campagna di informazione ad hoc per pubblicizzare il nuovo servizio. Moruzzi, intanto, ribadisce le potenzialità del Fascicolo anche alla luce delle recenti novità in campo nazionale. «Dopo che il Governo ha varato la mano- AUSL RAVENNA 18 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Renderà più semplice l'autocertificazione del reddito per la riscossione del ticket 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 21 (diffusione:30000) SOLAROLO - Da lunedì 22 torna "Solarolo Festival", il concorso per i nuovi talenti della musica; la novità di questa edizione è la "Categoria Giovani" aperta ai baby cantanti da 6 a 15 anni. La kermesse si svolge in 6 serate, dal 22 al 27 agosto serata della finalissima: nelle tre serate di audizioni (22, 23, 24 agosto) gli aspiranti cantanti sottopongono i loro brani al giudizio di una giuria di esperti; da queste selezioni vengono scelti i cantanti che vanno alle semifinali (25 e 26 agosto) dove una successiva selezioni screma il campo per i finalisti; infine, il vincitore potrà accederà direttamente al Contest Tour di Castrocaro Festival 2012; mentre la miglior band che potrà esibirsi sul palco del Mei 2011, a settembre. Gli iscritti al Festival solarolese sono più di 130. Lo ha annunciato ieri alla presentazione dell'evento il regista Jonathan Paladini, direttore artistico della kermesse. "Siamo entusiasti per il numero di iscritti, che arrivano da tutte le regioni italiane, dalla Sicilia al Trentino; questo rappresenta già un grande successo". I concorrenti saranno ascoltati da una giuria qualificata di cui fan parte Tony Vandoni (direttore artistico Radio Italia Solo Musica Italiana), Rossella Diaco (Rai International), Maurizio Seymandi, Andrea Mingardi, Francesco Mogol, Francesca Fabbri Fellini (nipote di Federico Fellini) e Giordano Sangiorgi patron del Mei. Nella serata finale è in giuria Mara Maionchi che riceverà il video con le esibizioni di tutti gli artisti intervenuti al Festival. Molti gli ospiti: il 22 agosto tornano Valeria Crescenzi vincitrice dell'edizione 2010, e gli Atomici; il 23 i Btwins, prodotti da Mogol, che han partecipato all'ultimo Sanremo; il 24 c'è Kiero, vincitore a Castrocaro 2011, e Gabriella Culletta da Amici; il 25 il tenore Maurizio Tassani e i soprani Federica Balucani e Giosiana Pizzardo cantano alcune arie celebri della tradizione nel corso della serata dedicata ai 150 anni d'Italia; il 26 arrivano Alessandro Casillo, rivelazione di "Io Canto", e Alessandro Ristori. Sabato 27 la finale con Mara Maionchi, Andrea Mingardi e Valentina Cenci finalista a Castrocaro 2010. "Quest'anno avremo un palco molto imponente e tecnologico, con molte sorprese - ha spiegato Paladini -. E si esibiranno anche un corpo di ballo e le band dal vivo. La piazza di Solarolo diventerà un grande set televisivo". "Sono 127 gli sponsor che si sono avvicinati al nostro progetto e credono in questo investimento come promozione del loro marchio - ha annunciato Enzo Pichetti presidente di Solarolo Eventi -. Speriamo di intensificare la collaborazione con le istituzioni, specie con la Provincia di Ravenna. Va detto inoltre che il mondo del volontariato ha risposto benissimo alla nostra richiesta di collaborazione: c'è un grande coinvolgimento di associazioni come Proloco, Avis, Protezione Civile, Croce Rossa, e anche di singole persone molte delle quali si alzano alle 6 del mattino per prestare il loro aiuto lavorando fino a mezzanotte". "Sono lieto che anche quest'anno l'iniziativa si ripeta - ha detto il sindaco Fabio Anconelli -, questa manifestazione anche attraverso la tivù fa conoscere Solarolo. Stiamo valutando la possibilità di creare intese con le realtà economiche dei comuni limitrofi per supportare l'evento». Le serate (ora d'inizio: le 21) sono presentate da Daniele Perini e Federica Ferrero; le tre serate finali vengono trasmesse da Teleromagna in differita e in interconnessione con 160 emittenti in tutto il mondo. AUSL RAVENNA 19 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Via al Festival con 130 giovani cantanti in gara 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 20 (diffusione:30000) FAENZA - Nella mattinata di ieri all'ospedale civile sono stati eseguiti due prelievi di cornee effettuati dall'unità operativa oculistica del Presidio stesso. Il personale di Oculistica ha partecipato fattivamente all'intera operazione. La sensibilità e la generosità immediata, dimostrata dai parenti, hanno dato la possibilità di compiere gli interventi che permetteranno di restituire la vista a due persone in attesa da mesi. AUSL RAVENNA 20 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Eseguiti due prelievi di cornee 20/08/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 14 (diffusione:30000) RAVENNA - Una cinquantina di episodi in meno di otto mesi, l'ultimo dei quali conclusosi con una corsa disperata alla clinica veterinaria più vicina. L'allarme bocconi avvelenati non cessa e, anzi, quanto avvenuto ieri mattina al parco pubblico di via Rondoni a Savio con un cucciolo di meticcio che è stato colto da malore dopo aver ingerito un'esca killer - riporta tristemente in auge il fenomeno avvelenamenti. L'allarme, come detto, è scattato ieri mattina attorno alle 12.30. A seguito della segnalazione, gli agenti hanno raggiunto l'area verde, trovandola disseminata di bocconi, poi sequestrati e consegnati al servizio veterinario dell'Ausl per esami di laboratorio. Proprio ad inizio anno il Corpo Forestale provinciale ha avviato un monitoraggio - sulla base delle linee guida diffuse dalla Regione - dei casi di avvelenamento di animali registrati nel Ravennate. Ebbene, solo nei primi 6 mesi del 2011, le segnalazioni provenienti dai vari Comuni del territorio sarebbero un centinaio e di queste ben 46 sarebbero quelle positive - ossia con presenza accertata di veleno nelle esche sequestrate. I bocconi avvelenati si ritrovano con maggior frequenza in campagna ma, in alcuni casi, come quello di ieri, anche in cortili privati e in parchi pubblici. A guidare la triste classifica degli avvelenamenti è Ravenna con 43 segnalazioni (20 positive), segue Faenza (16, 8), Lugo (8, 3), Russi (6, 4), Fusignano (4, 3), Bagnacavallo (4, 1), Brisighella (3, 2), Alfonsine (3, 1). Nel caso di rinvenimento di bocconi avvelenati, o altro materiale sospetto, animali deceduti o con sintomatologia sospetta, occorre informare tempestivamente il proprio veterinario e le autorità preposte. Ciò rientra nelle procedure stabilite dalla Regione proprio per contrastare gli avvelenamenti di cani, gatti e animali selvatici. Le nuove linee guida hanno lo scopo di rendere ancor più efficiente ed efficace il sistema per monitorare il fenomeno, favorirne la prevenzione e dare maggiore consistenza agli interventi di repressione. Viene perciò introdotto un unico percorso operativo, a partire dalla raccolta dei reperti fino all'identificazione e all'analisi di bocconi avvelenati o di animali deceduti, fino agli interventi di bonifica e messa in sicurezza delle aree. L'obiettivo è quello di pervenire ad una mappatura e al censimento degli avvelenamenti, dei prodotti tossici utilizzati e dei tipi di esca adottati. I cittadini sono pertanto invitati a segnalare ogni caso sospetto. AUSL RAVENNA 21 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Nei primi 6 mesi del 2011 una cinquantina i casi di avvelenamento in provincia 19/08/2011 00:20 Corriere.it Sito Web Bologna È attivo da una settimana il primo sportello per la distribuzione del Fascicolo sanitario elettronico ai cittadini della provincia di Bologna, all'interno della sede di Cup2000 in via Borgo di San Pietro. Ad annunciare la «buona notizia», ai primi di agosto, era stato il direttore generale di Cup2000, Mauro Moruzzi, sul proprio blog. La decisione di aprire il primo sportello giá in agosto, si legge nel post, è stata presa dall'Ausl di Bologna. «Poi, a partire da settembre e ottobre - annuncia Moruzzi - anche tutti i punti Cup svolgeranno questo importante servizio». Con la città svuotata dal caldo agostano, nel frattempo, per il primo sportello si tratta di un periodo di «rodaggio», spiegano dal Cup: pochissime, infatti, le persone che finora si sono presentate in via di Borgo San Pietro per chiedere il Fascicolo. Del resto, si sottolinea sempre dal Cup, non è ancora partita una campagna di informazione ad hoc per pubblicizzare il nuovo servizio. Moruzzi, intanto, ribadisce le potenzialità del Fascicolo anche alla luce delle recenti novità in campo nazionale. «Dopo che il Governo ha varato la manovra economica che prevede nuovi ticket in sanitá- scrive infatti Moruzzi sul blogAsl e Regioni devono mettere in moto una gigantesca macchina burocratica (costosissima) per la certificazione e autocertificazione dei redditi dei cittadini utenti e per la riscossione dei ticket». Il direttore di Cup2000, però, sottolinea che «se riuscissimo a distribuire rapidamente il Fse a tutti i cittadini dell'Emilia Romagna (e delle altre, poche, regioni che hanno costruito le reti per questo scopo) lo stesso fascicolo - si legge sul blog - potrebbe automaticamente recepire e comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito, nonché effettuare il pagamento on line del ticket, come per altro è già possibile fare nella nostra regione». In conclusione, «un risparmio non indifferente - assicura Moruzzi - di soldi e passaggi burocratici». 19 agosto 2011CONDIVIDI LE TUE OPINIONI SU CORRIERE DI BOLOGNA.IT AUSL RAVENNA 22 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Cup, ecco il primo sportelloper il fascicolo sanitario elettronico 20/08/2011 L'Informazione - Modena Pag. 29 glio qui discutere l'equità della manovra, limitandomi ad osservare che essa, ancora una volta, tende a pesare prevalentemente su fasce di cittadini che pagando regolarmente le tasse e hanno un reddito trasparente». Il direttore di Cup2000, però, sottolinea che «se riuscissimo a distribuire rapidamente il Fse a tutti i cittadini dell'Emilia Romagna (e delle altre, poche, regioni che hanno costruito le reti per questo scopo) lo stesso fascicolo - si legge sul blog potrebbe automaticamente recepire e comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito, nonché effettuare il pagamento online del ticket, come per altro è già possibile fare nella nostra regione». In conclusione, «un risparmio non indifferente - assicura Moruzzi - di soldi e passaggi b u ro c ra t i c i » . AUSL RAVENNA 23 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato glio qui discutere l'equità della manovra,... 20/08/2011 L'Informazione - Modena Pag. 29 Cup 2000 lancia il fascicolo sanitario elettronico «Così si elimina la burocrazia e si abbattono i costi» È attivo da una settimana il primo sportello per la distribuzione del Fascicolo sanitario elettronico ai cittadini della provincia di Bologna, all'interno delle sede di Cup2000 in via Borgo di San Pietro. Ad annunciare la «buona notizia», ai primi di agosto, era stato il direttore generale di Cup2000, Mauro Moruzzi, sul proprio blog. La decisione di aprire il primo sportello già in agosto, si legge nel post, è stata presa dall'Ausl di Bologna. «Poi, a partire da settembre e ottobre - annuncia Moruzzi - anche tutti i punti Cup svolgeranno questo importante servizio». Con la città svuotata dal caldo agostano, nel frattempo, per il primo sportello si tratta di un periodo di «rodaggio», si spiega dal Cup: pochissime, infatti, le persone che finora si sono presentate in via di Borgo San Pietro per chiedere il Fascicolo. Del resto, si sottolinea sempre dal Cup, non è ancora partita una campagna di informazione ad hoc per pubblicizzare il nuovo servizio. Moruzzi, intanto, ribadisce le potenzialità del Fascicolo anche alla luce delle recenti novità in campo nazionale. «Dopo che il Governo ha varato la manovra economica che prevede nuovi ticket in sanità scrive infatti Moruzzi sul blog Asl e Regioni devono mettere in moto una gigantesca macchina burocratica (costosissima) per la certificazione e autocertificazione dei redditi dei cittadini utenti e per la riscossione dei ticket». Moruzzi aggiunge: «Non vo- AUSL RAVENNA 24 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Renderà più semplice l'autocertificazione del reddito per la riscossione del ticket 20/08/2011 Corriere di Bologna - Bologna Pag. 7 (diffusione:11265) È attivo il primo sportello per la distribuzione del fascicolo sanitario elettronico nella sede di Cup2000, in via Borgo di San Pietro. Ad annunciarlo il direttore generale di Cup, Mauro Moruzzi, sul suo blog: «Da settembre tutti i punti Cup svolgeranno questo servizio». Il fascicolo si spera potrà essere utile per comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito in vista degli annunciati rincari dei ticket. AUSL RAVENNA 25 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Cup, ecco il fasciolo elettronico Aperto il primo sportello SANITÀ NAZIONALE 23 articoli 20/08/2011 Corriere della Sera - Roma Pag. 3 (diffusione:619980, tiratura:779916) I bimbi nati a luglio dovranno ripetere gli esami. La Procura apre un'indagine Precauzioni Ottimismo al Gemelli: «Tutto procede regolarmente». La Regione dedica 4 linee all'emergenza Clarida Salvatori Sull'allarme tubercolosi al Gemelli la procura di Roma apre un fascicolo di indagine. E anche se nel procedimento non figura ancora alcuna ipotesi di reato, nei prossimi giorni il procuratore aggiunto, Leonardo Frisani, potrebbe rubricarlo come lesioni personali colpose. Sulla vicenda dell'infermiera del policlinico affetta da Tbc, nessuna denuncia, per la verità, è arrivata agli uffici di piazzale Clodio ma nulla esclude che il magistrato possa disporre atti urgenti per avere «un quadro più chiaro della situazione». Dal fronte sanitario, arriva invece la prima buona notizia: tutti i negativi i risultati dei test ematici effettuati giovedì sui primi 23 bambini richiamati e sottoposti a controlli preventivi. Ma, se per quelli nati a marzo il pericolo è ormai scampato, i piccoli partoriti nel mese di luglio dovranno comunque ripetere il test fra tre mesi. «Si tratta di una precauzione ulteriore - spiega Alberto Zuppa, neonatologo -. Per loro, gli appuntamenti per questa seconda verifica sono già stati fissati». Ad oggi quindi, la piccola Serena, cinque mesi, nata al Gemelli il 22 marzo e ricoverata dal 15 luglio nel reparto di Malattie infettive pediatriche del Bambino Gesù, resta l'unico caso sospetto di contagio. E il «sospetto» è d'obbligo, almeno finché non si avrà la certezza che il caso dell'infermiera e quello della bimba sono riconducibili ad uno stesso ceppo della malattia. «Le ricerche al riguardo sono già state avviate assicura Costantino Romagnoli, primario del reparto di Neonatologia del Gemelli -, ma si tratta di test genetici e come tali richiedono almeno un paio di settimane di tempo prima di conoscerne l'esito». Nel frattempo, nell'ambulatorio dedicato all'emergenza Tbc, vanno avanti a ritmo serrato i controlli sui 1271 bambini nati nella struttura tra il primo marzo e il 25 luglio. Ieri, altri 25 piccoli pazienti (che sommati a quelli di giovedì, arrivano a quota 50) sono stati sottoposti alla visita. «Nessuno di loro presenta sintomi clinici evidenti della Tbc, proprio come ci aspettavamo - afferma con una vena di ottimismo Filippo Berloco, della direzione sanitaria del Policlinico -. Per quel che ci riguarda tutto procede regolarmente». E per tranquillizzare le famiglie dei neonati, ovviamente allarmate dalla situazione, l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, da ieri ha potenziato le linee telefoniche e dedicato quattro numeri all'emergenza tubercolosi: si tratta dello 06.68352830 e dello 06.68352820, ma anche del 366.6620408 e del 366.6620407 (reperibili per altro sul sito www.regione.lazio.it e su quello www.asl-rme.it/new/index.php), aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, mentre il sabato dalle 9 alle 13. Le telefonate che arriveranno verranno gestite direttamente dalla Asl Roma E, che sarà a disposizione per tutte le informazioni del caso e anche per prenotare le visite di controllo. «Abbiamo ritenuto necessario aiutare in questo modo le famiglie e venire così incontro alle esigenze dei pazienti - racconta Enrico Di Rosa, direttore del Servizio di igiene pubblica della Asl RmE -. Finora hanno chiamato anche molte mamme di bambini nati in periodi precedenti a quello preso in considerazione e a rischio, oppure quelle che, pur avendo partorito tra marzo e luglio, ancora non sono state contattate per i controlli». E non solo. «C'è anche qualche pediatra che chiama per sapere come si deve comportare se riscontra un caso sospetto». RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: Governatrice Renata Polverini, presidente della Regione Lazio SANITÀ NAZIONALE 27 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Tbc, negativi i test sui primi 23 neonati 20/08/2011 Corriere della Sera - Roma Pag. 3 (diffusione:619980, tiratura:779916) Malformazione non «vista» Morto 12 giorni dopo la nascita I genitori lo avrebbero voluto chiamare Riccardo. Sarebbe stato il loro primo figlio, in quanto una precedente gravidanza si era interrotta con un aborto. Ma il bambino, nato con un parto cesareo nell'ospedale Belcolle di Viterbo, alle 19,14 del primo agosto scorso, è morto 12 giorni dopo al Bambino Gesù di Roma, dove era stato trasportato poche ore dopo la nascita per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico necessario a correggere una grave malformazione cardiaca. Un problema che non era stato diagnosticato dall'ecografia morfologica eseguita dalla madre Isabella, infermiera, diabetica, in una struttura privata. Dopo il parto, il bambino era stato trasferito come da routine nel reparto di pediatria. È lì che i medici stilano la diagnosi: «trasposizione dei grandi vasi». Solo un intervento di altissima specializzazione, forse, potrebbe salvarlo. All'1,30 di notte, il trasferimento a Roma su un'ambulanza attrezzata, giunta appositamente dal Bambino Gesù. Nel corso della stessa notte viene eseguito l'intervento. Nei giorni successivi, però emergono problemi al cervelletto causati dalla scarsa ossigenazione. Le condizioni di Riccardo peggiorano progressivamente. Il 12 agosto, il decesso. «Nostro figlio è morto - dicono ora i genitori - per la concomitanza di una serie di circostanze: dall'ecografia morfologica che non ha rilevato il problema cardiaco al ritardo con il quale è stato trasferito da Viterbo a Roma: dalle 19,14 all'1,30 del mattino, cioè oltre sei ore dopo il parto». A loro dire avrebbe contribuito anche il fatto che l'ospedale di Belcolle, pur essendo il principale nosocomio della Tuscia, non è dotato di strutture per curare casi come quelli di Riccardo. Ad avviso di Massimo Palumbo, primario del reparto di pediatria di Belcolle, il bambino forse si sarebbe potuto salvare se la malformazione fosse stato diagnosticato durante la gestazione e la mamma fosse stata ricoverata in un centro specializzato. RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: Ospedale I genitori pensano che il piccolo Riccardo sia stato portato al Bambino Gesù in ritardo SANITÀ NAZIONALE 28 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Viterbo I genitori: troppi ritardi 20/08/2011 La Repubblica - Palermo Pag. 8 (diffusione:556325, tiratura:710716) Allarme sangue, pazienti in rivolta "Troppa burocrazia per le trasfusioni" Un milione l'anno per avere sacche dalle altre regioni Le associazioni "Spreco evitabile" LORENZO TONDO INTERVENTI chirurgici che saltano, associazioni mobilitate per sensibilizzare i donatori, l'emergenza trasfusioni nelle province e le odissee quotidiane dei malati per una sacca di piastrine. L'ultima vittima della guerra del sangue in Sicilia è un paziente anemico di 80 anni, morto lo scorso 10 agosto a Ragusa perché, secondo le accuse, i medici avrebbero effettuato in ritardo una trasfusione. E mentre i Nas indagano sulla vicenda, i pazienti siciliani puntano l'indice sulla nuova normativa emanata a maggio dall'assessorato per la Salute che renderebbe ancora più complicate le pratiche per la distribuzione delle sacche salvavita. Ne parlaa Repubblica Clelia Megna, madre di Giulio, 22enne affetto da una grave forma di leucemia, alle prese con la burocrazia del sangue a Palermo. «Lo scorso luglio portai mio figlio al reparto trasfusionale di Villa Sofia - racconta - Aveva la febbre alta e perdeva sangue dal naso. Lì i medici mi dissero che non potevano aiutarmi. E che dovevo portare mio figlio al pronto soccorso del Cervello. Poi mi chiesero se avevo le ricette, che senza quelle non avrebbero potuto effettuare la trasfusione. Mi venne un colpo! Quali ricette? Prima c'era bisogno solo di una richiesta del medico di famiglia». Dal 7 maggio, con la riforma dell'assessorato di Massimo Russo, per ottenere il sangue i pazienti devono munirsi di un documento in cui il medico trascrive il tipo di sacca e il numero di unità richiesto. Poi bisognerà far timbrare una seconda richiesta all'ufficio ticket in cui si fa riferimento al gruppo Abo, Rh, fenotipo, Kell, prove di compatibilità e controllo gruppo della sacca. Il medico curante dovrà infine specificare il numero di esenzione per patologia. Le richieste incomplete saranno punite con l'addebito degli esami al personale (200 euro), in questo caso ai medici. «Contattai alcuni farmacisti chiedendo loro di aiutarmi a reperire tutti i documenti - continua - Ma non fu facile. Era sabato e tantissimi erano già in ferie. Intanto portai mio figlio d'urgenza al Cervello. La febbre aumentava e con essa la perdita di sangue dal naso. Aveva bisogno di una trasfusione». Giulio, dopo un'attesa di 2 ore al pronto soccorso, verrà ricoverato in ospedale per 8 giorni. A causa dei ritardi per la trasfusione e il conseguente calo di globuli bianchi, si ammalerà gravemente di polmonite. Giulio oggi, sostenuto dalla madre, continua a lottare. E come lui le migliaia di pazienti siciliani bisognosi di sangue. E se Mimmo Scaglione, membro del tavolo tecnico del Centro regionale sangue, abbassa i toni e parla di «situazione stabile», la Thalassa denuncia «un'emergenza cronica» e una regione che «non riesce a soddisfare per tutto l'anno le richieste di sangue dei suoi malati». Nel 2010 la Sicilia ha acquistato circa 7000 sacche dalle altre regioni, in particolare dal Veneto e dall'Emilia Romagna per un valore complessivo di un milione di euro da conteggiare nel nuovo accordo sulla mobilità delle prestazioni sanitarie. «Uno spreco», dicono le associazioni dei donatori, secondo le quali la Sicilia «avrebbe gli strumenti per rendersi autosufficiente ed evitare quindi di comprare sangue in altre regioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA PER SAPERNE DI PIÙ www.talassa.it www.regione.sicilia.it Foto: Un prelievo di sangue SANITÀ NAZIONALE 29 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato CRONACA 20/08/2011 La Repubblica - Genova Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Asl 3, una spalla fidata per Bedogni Reinaudo direttore amministrativo (a. zun.) UN ESPERTO di questioni legali: è la figura professionale che il direttore generale della Asl 3 Genovese, Corrado Bedogni, ha voluto avere accanto come direttore amministrativo nella Asl del capoluogo ligure. La scelta è stata annunciata ieri. Dunque, il nuovo direttore amministrativo della Asl è l'avvocato Piero Giuseppe Reinaudo, attuale responsabile della struttura complessa servizio legale dell'Asl 1 di Cuneo. Entrerà in carica il primo settembre e firmerà un contratto triennale. Anche Bedogni viene dalla stessa Asl piemontese: evidentemente ha voluto accanto una persona molto fidata. Qualcuno anche particolarmente avvezzo a muoversi nei meandri della materia legale, visto che le questioni di questo tipo alla Asl3 non mancano. Appena arrivatoa Genova, ai primi di agosto, il nuovo direttore generale si era trovato sul tavolo la polemica sulla nuova sede di via Degola, acquistata con un contratto chiavi in mano dal predecessore, la dottoressa Renata Canini, per unificare tutti gli uffici della Asl sparsi per la città. Poi si è capito che lo spazio non era sufficiente e il 29 giugno, ventiquattro ore prima della fine del suo mandato, è stata approvata una delibera che modificava i termini del contratto originario. Davantia polemichee iniziative politiche, Bedogni pare che avesse subito chiesto lumi all'ufficio legale. Ufficio dove peraltro sempre il 29 giugno, a fine mandato, Renata Canini aveva cambiato il ruolo di uno dei componenti, passandolo da dirigenziale a professionale: non è un riconoscimento in termini economici ma impedisce che questo professionista possa essere spostato in altri uffici. A parte le divagazioni, il nuovo direttore amministrativo della Asl 3, Reinaudo, 51 anni, ha sempre lavorato in strutture sanitarie ed ospedaliere piemontesi, sia come dirigente del servizio legale sia come responsabile del personale. Marco Damonte Prioli, il direttore amministrativo che era stato chiamato da Renata Canini, dovrebbe tornare ad Imperia. Voci ad ora non confermate lo davano in procinto di andare all'Evangelico sempre come direttore amministrativo, in affiancamento al direttore generale che oggi svolge i due ruoli, ma con un unico stipendio. L'ospedale di Circonvalmonte in una fase di crisi delle risorse della sanità ligure si troverebbe con uno stipendio in più da pagare, ma la manovra potrebbe essere anche letta come una sorta di affiancamento. Renata Canini, invece, come previsto, è finita dalla parte opposta della Liguria rispetto a Damonte Prioli: direttore amministrativo della Asl 5 spezzina, governata dal genovese Gianfranco Conzi. Foto: Corrado Bedogni SANITÀ NAZIONALE 30 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato La nomina Il direttore generale ha scelto un esperto di problemi legali proveniente da Cuneo 20/08/2011 La Repubblica - Genova Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Giro di vite contro gli evasori: arriva a casa il tesserino da mostrare in farmacia AVA ZUNINO LA REGIONE mette in campo le regole contro i furbetti che evadono il ticket in farmacia, autodichiarandosi esenti per motivi di reddito: scatteranno dal primo novembre prossimo, quando non basterà più l'autocertificazione. Anzi, non servirà proprio, né per i farmaci né per le prestazioni specialistiche, come visitee analisi. E intanto parte anche la manovra che riguarda la compartecipazione alla spesa sanitaria dei malati cronici: coloro i quali hanno un reddito superiore ai 36 mila e 100 euro dovranno pagare il ticket di 36,15 euro per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e di laboratorio. E dovranno anche pagare il ticket sui farmaci (da 2 a 4 euro a ricetta) che adoperano abitualmente per la loro malattia. «È una misura di equità - dice l'assessore regionale alla salute Claudio Montaldo - Facendo pagare il ticket ai redditi superiori ai 36 mila e 100 euro, entrano nelle casse della sanità un po' più di risorse con cui poter dare più servizi a tutti». La manovra che scatta il prossimo primo novembre ha anche uniformato tutti i criteri delle esenzioni basate sul reddito. Dal primo novembre in farmacia e negli ambulatori bisognerà mostrare il tesserino che attesta l'esenzione e che verrà spedito a casa a chi ne ha diritto: il tesserino con il codice della persona che dovrà essere riportato sulle ricette e sulle richieste di analisi, verrà spedito direttamente a casa di chi ha dichiarato redditi tali per cui ha diritto a non pagare alcun ticket. Dunque, non occorre fare nulla. Tutto sarà spedito a domicilio entro il prossimo 15 ottobre. Se per quella data chi ha un reddito basso non avrà ancora ricevuto nulla, potrà rivolgersi alla Asl di appartenza autocertificando il proprio reddito per ottenere un certificato provvisorio. Inutile barare perché alla sua scadenza, il 31 marzo 2012, arriverà il tesserino rilasciato a chi ne ha diritto, in base ai dati incrociati sul reddito. Il tesserino inoltre sarà valido sia per i farmaci che per le prestazioni specialistiche ambulatoriali. Chi ha diritto all'esenzione da reddito?I bambini con meno di 6 anni e gli anziani con più di 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro. Gli esenti: i titolari di pensioni sociali e i loro familiari a carico; i disoccupati e loro familiari a carico; gli appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,3 euro incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e con ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; i titolari di pensioni al minimo di età superiorea 60 annie familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro incrementato fino a 11.362,05 euro con il coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. Le nuove regole IL TESSERINO DELL'ESENZIONE Arriverà a domicilio entro il 15 ottobre: contiene il codice che andrà segnato sulle ricette e sulle richieste di analisi e visite. Sarà valido dal primo novembre 2011 I MALATI CRONICI Dal primo novembre i malati cronici che hanno un reddito superiore ai 36mila e 100 euro dovranno pagare il ticket su prestazioni ambulatoriali, esami e anche sui farmaci I FARMACI Dal primo novembre prossimo, chi è esente per reddito non potrà autocertificarlo in farmacia ad ogni acquisto: dovrà mostrare il tesserino IL PRONTO SOCCORSO Per il codice bianco il ticket è 25 euro, esclusi trauma e avvelenamenti acuti. Il ticket sale a 36,15 euro per prestazioni diagnostiche oltre alla visita del medico IL REDDITO Sono esenti dai ticket gli over 65 e i bambini entro i 6 anni di famiglie con reddito entro i 36.100 euro. I malati cronici con reddito sopra a questa cifra, pagheranno i ticket PER SAPERNE DI PIÙ www.regione.liguria.it www.asl3.liguria.it SANITÀ NAZIONALE 31 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Esenzione ticket, stop all'autocertificazione 20/08/2011 La Repubblica - Genova Pag. 1 (diffusione:556325, tiratura:710716) La rivoluzione del ticket Sanità, giro di vite contro gli evasori: stop all'autocertificazione S ZUINO CATTANO le manovre contro l'evasione dei ticket: dal primo novembre in Liguria non basterà più l'autocertificazione dell'esenzione per motivi di reddito, né in farmacia per l'acquisto dei farmaci, né per le visitee le prestazioni specialistiche. Bisognerà mostrare un tesserino che verrà spedito a domicilio a chi ha diritto all'esenzione: contiene un codice da inserire sulle ricette e sulle richieste di visite ed esami. Scatta anche la manovra di compartecipazione alla spesa sanitaria per i malati cronici: se hanno un reddito superiore ai 36 mila e 100 euro annui dovranno pagare il ticket sui farmaci (da 2 a 4 euro a ricetta) e sulle prestazioni specialistiche, anche al pronto soccorso, e gli esami. A PAGINA V SANITÀ NAZIONALE 32 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Un tesserino con un codice da inserire sulle ricette e sulle richieste di esami verrà spedito al domicilio di chi ha diritto all'esenzione. 20/08/2011 La Repubblica - Roma Pag. 2 (diffusione:556325, tiratura:710716) Le mamme: "Perché non ci chiamate subito?" "È incredibile che non ci siano controlli interni per evitare il contagio con i sanitari" FRANCESCA ROMALDO ARRIVANO poco alla volta. Una coppia ogni mezz'ora. Qualcuno è tornato apposta dalle vacanzee altri partiranno subito dopo la visita. Sono preoccupati, arrabbiati. Aspettano pazientemente che arrivi il loro turno. Sono i genitori dei bambini a rischio tubercolosi nati al policlinico Gemelli tra marzo e luglio. Venticinque neonati ogni giorno, fin quando non saranno esaminati tutti. Le mamme si salutano nella sala d'aspetto al piano terra. Molte hanno partorito negli stessi giorni e si conoscono. «Noi non sapevamo nulla. Ieri ci hanno chiamato dall'Asl per chiederci di venire in ospedale. Mezz'ora dopo anche il mio principale ha telefonato per avvertirmi». George Ignat è il padre di Mattei, uno degli oltre 1000 bambini a rischio. Viene dalla Romania. Con la moglie, Nicoleta, è arrivato all'ambulatorio alle 15. «Viviamo fuori Roma, a un'ora di macchina». A ottobre dovrà tornare in ospedale per un nuovo controllo. «Non siamo preoccupati perché il bambino non ha nessun sintomo ma siamo felici che ci abbiano chiamato». Nella sala d'aspetto incontrano una coppia di amici. Anche il loro bambino è nato a luglio. «È incredibile che non ci siano seri controlli interni per evitare il contagio - commentano polemici - Le infermiere sono a contatto con i bambini ventiquattro ore su ventiquattro. Dovrebbero tutelarci». Poco più in là Carla Guasco aspetta la sorella all'uscita della saletta dei prelievi. Hanno portato qui Chiara. Ha quattro mesi, il viso tondo e pochi capelli biondi. «Quando abbiamo sentito la notizia al telegiornale abbiamo immediatamente chiamato in ospedale. Parlare con qualcuno è stato difficile. Il centralino era sempre occupato. Finalmente ci hanno risposto e ci hanno detto che le prime analisi sarebbero state fatte ai neonati di marzo e luglio. Per mia nipote, nata ad aprile, avremmo dovuto aspettare, ma nessuno ha saputo dirci quanto. Abbiamo insistito per venire prima possibile. La paura è tantissima. Fortunatamente hanno acconsentito a visitarla oggi». I genitori di Chiara non sono gli unici a lamentarsi per la poca informazione. «Mio figlio ha provato a telefonare tutto il giorno per avere chiarimenti, ma il centralino era irraggiungibile commenta il nonno di Antonio, nato a marzo - L'ospedale avrebbe dovuto avvertire le famiglie e invece non ha fatto nulla. È vergognoso che debba leggere sui giornali una notizia così importante per la salute di mio nipote». Tania Oliva arriva trafelata in ambulatorio. È dell'Equador, vive in Italia da tanti anni e ha partorito a giugno. «Ho provato - racconta - a telefonare ma il numero sembrava disattivo. Ero spaventatissimae non sapevo cosa fare». E' corsa in ospedale anche perché in questi mesi ha cambiato numero di telefono. «Avevo il terrore che non riuscissero a contattarmi. Ho paura anche per lei», dice indicando una bambina riccia che si nasconde dietro la sua gamba.È la figlia maggiore. «Mi hanno detto che dovrò venire qui a settembre. Spero mi chiamino presto. Vivere con quest'ansia è terribile». SANITÀ NAZIONALE 33 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Le reazioni Venticinque al giorno le visite all'ambulatorio del Gemelli. "Dopo aver sentito la tv, abbiamo insistito per venire. Avevamo tanta paura" 20/08/2011 La Repubblica - Roma Pag. 2 (diffusione:556325, tiratura:710716) Allarme Tbc, la procura apre un fascicolo Si ipotizza il reato di lesioni colpose. Negativi i primi test su 23 bambini Migliorano le condizioni della piccola ricoverata al Bambino Gesù ANGELA MARIA ERBA MAURO FAVALE NON c'è ancora nessuna ipotesi di reato e neppure un indagato. Ma la Procura di Roma ha aperto ieri un fascicolo sull'allarme tubercolosi scattato al policlinico Gemelli. I magistrati di piazzale Clodio vogliono vederci chiaro sulla vicenda dell'infermiera affetta da tbc e sull'eventuale legame con il caso della bimba di 5 mesi ricoverata per la stessa malattia al Bambin Gesù. Per ora non sono escluse le lesioni personali colpose. Nel mirino degli inquirenti potrebbero finire le eventuali responsabilità della direzione sanitaria: il procuratore aggiunto Leonardo Frisani vuole accertare che siano stati rispettati tutti i controlli per garantire lo stato di salute del personale medico e che non siano state omesse procedure per evitare il contagio. In Procura non sono ancora giunte denunce, ma gli inquirenti sembrano orientati a disporre alcuni atti urgenti per avere un «quadro più chiaro della situazione». E mentre la procura indaga, anche ieri sono proseguiti i test su 25 dei 1271 bambini nati al Gemelli tra il primo marzo e il 25 luglio. Questo il periodo preso in considerazione dallo studio epidemiologico, fino all'ultimo giorno in cui ha lavorato l'infermiera ammalata di Tbc. Intanto la bimba ricoverata al Gemelli è in buone condizioni e sta costantemente migliorando. I controlli effettuati ieri non hanno portato alla luce nuovi casi di infezione. Lo ha comunicato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che sta gestendo la comunicazione sulla vicenda. «Sono tutti negativi i test effettuati sui primi 23 bambini sottoposti giovedì ai controlli», ha spiegato la governatrice. «Tutto procede regolarmente: oggi come ieri non abbiamo trovato alcun bambino con sintomi clinici evidenti della Tbc, proprio come del resto ci aspettavamo», afferma Filippo Berloco, della direzione sanitaria del Gemelli. Il medico ha poi spiegato: «Per certi versi il fatto di ritardare una visita ci consente in qualche caso di evitare per un neonato un secondo prelievo di sangue». Intanto l'Assessorato alla Salute della Regione Lazio, ha potenziato le linee telefoniche per agevolare le richieste di informazioni da parte delle famiglie dei bambini nati al Gemelli. Sono attive- spiega la Regione - le seguenti linee dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 17 e il sabato dalle ore 9 alle ore 13 presso le quali è possibile ricevere informazioni o prenotare visite: 06/68352830; 06/68352820; 366/6620408; 366/6620407. Infine la direzione sanitaria dell'ospedale, con una nota, suggerisce ai genitori di attendere con pazienza le chiamate da parte dell'Asl. Allarme Tbc 06/6 8352830 06/6 8352820 366/6620 408 366/6620 407 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ dalle ore 9 alle ore 17 SABA TO dalle ore 9 alle ore 13 SANITÀ NAZIONALE 34 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato CRONACA IL CASO GEMELLI 20/08/2011 La Repubblica - Firenze Pag. 7 (diffusione:556325, tiratura:710716) Piscine e palestre hi tech: "Così vi cureremo" Viaggio nella maxi struttura per la riabilitazione. Da domani il trasloco La luce Ci vogliono ambienti ariosi, qui si viene per recuperare. Potremo fare ricerca, con un grande laboratorio MICHELE BOCCI IMPATTO ambientale ridotto, 186 posti letto modernissimi, ampi spazi comuni, palestre, piscine e tanta tecnologia. La nuova casa delle persone che devono recuperare dopo un infarto, un ictus o una frattura è pronta. Da domani il Don Gnocchi di Pozzolatico inizia a spostarsi nella sua nuova sede, accanto all'ospedale di Torregalli. Per tirarla su ci sono voluti appena due anni, un tempo da record. E' costata 62 milioni di euro e fa brillare gli occhi al suo direttore, Francesco Converti, quando porta a visitare la struttura. Il passaggio dal vecchio centro a quello nuovo è anche un salto nel tempo. Nel giro di una settimana, tanto durerà il trasloco, verranno guadagnati decenni in fatto di spazi e strumentazioni. «Finalmente abbiamo una sede degna della nostra storia, dove potremo fare anche ricerca, una delle nostre missioni - spiega Converti Per fare un esempio, avevamo un laboratorio da 100 metri quadri, adesso è da 2mila». Il Don Gnocchi è un Ircss (un istituto di ricerca e cura) a carattere religioso che si «ispira ai principi della carità cristiana e della promozione integrale della persona». Ha sedi in più regioni. Lavora quasi esclusivamente in convenzione. La Toscana per il centro fiorentino versa ogni anno circa 12 milioni di euro. La nuova struttura diventerà, secondo i piani della sua dirigenza, un punto di riferimento anche per altre regioni. Ovviamente l'essere accanto a Torregalli darà anche una corsia preferenziale a questo ospedale. Il nuovo centro è di tre piani, di cui uno interrato e la superficie è di 24mila metri quadri. I pazienti troveranno posto in aree diverse a seconda della loro gravità. «Adesso potremo prendere anche chi esce dalla terapia subintensiva», dice sempre Converti, che aspetta per l'inaugurazione, prevista ad ottobre quando il centro lavorerà a pieno regime, la statua di Don Gnocchi da sistemare accanto all'ingresso. Ogni stanza, a partire da quelle dove si faranno le attività riabilitative è dotata di grandi finestre, gli spazi, dai corridoi alle camere dei degenti, sono molto ampi. «Qui si viene per recuperare spiega il direttore - Ci vuole luce e ci vogliono ambienti ariosi». C'è ovviamente anche la possibilità di sistemare i parenti in camere dove la degenza media è di tre settimane. Ogni particolare è stato studiato pensando alle condizioni dei ricoverati e in certi casi, soprattutto per l'allestimento delle palestre, si sono seguiti i consigli dei dipendenti di Pozzolatico, che hanno suggerito come disporre la strumentazione, ad esempio le prese dell'ossigeno. Ci sono moderni sistemi di interfono che collegano le camere alle aree degli infermieri, c'è un collegamento in rete che permette di conoscere i parametri di ogni paziente ricoverato da qualunque computer del personale (230 lavoratori di cui 25 medici), ci sono strumenti modernissimi per fare riabilitazione. Dalle telecamere e i sensori che registrano la camminata dei malati neurologici per evidenziare problemi e progressi alle piscine speciali. All'ingresso oltre all'accoglienza ci sono bar e negozi. Con il Don Gnocchi che si sposta, la struttura di Pozzolatico tornerà in mano alla Regione, che ne è proprietaria dal 1958. Non si conosce ancora quale sarà il futuro dell'immobile, che però difficilmente avrà un cambio di destinazione. Ecco il centro all'avanguardia L'ACQUA La piscina è uno strumento molto importante per la riabilitazione LE PALESTRE Nella struttura ci sono più palestre, diverse a seconda dei problemi dei pazienti L'ESTERNO La struttura è inserita nella collina con un basso impatto ambientale GLI AMBIENTI I corridoi, come le camere, sono ampie per permettere libertà di movimento SANITÀ NAZIONALE 35 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Il nuovo Don Gnocchi 20/08/2011 La Repubblica - Firenze Pag. 7 (diffusione:556325, tiratura:710716) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Foto: LA NUOVA SEDE Il direttore Francesco Converti nella struttura Don Gnocchi a Torregalli SANITÀ NAZIONALE 36 20/08/2011 La Repubblica - Torino Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Cancellata la seconda facoltà di medicina Ci sarà un'unica "school of medicine" divisa tra Molinette e San Luigi Polemico l'attuale preside Furlan: "In tre anni eravamo saliti alla diciottesima posizione, sullo stesso piano del San Raffaele di Milano" SARA STRIPPOLI UN CAMBIO totale di prospettiva nella medicina universitaria torinese alle prese con la delicata operazione della Città della salute e della riforma del sistema sanitario regionale. A soli tre anni di vita, scompare fra le polemiche la seconda facoltà di medicina, quella che ha sede al San Luigi Gonzaga. Con il nuovo Statuto che dovrebbe essere approvato entro il 30 settembre, l'Università degli Studi avrà una sola facoltà (che si chiamerà «school of medicine»), articolata però nei due poli attuali Molinette e San Luigi di Orbassano. La decisione compare nero su bianco nella bozza di Statuto uscita dalla maratona della commissione e dalla successiva riunione del Senato Accademico che il 29 luglio ha tenuti tutti incollati alle sedie fino a tarda ora per discutere e votare, articolo per articolo, il nuovo testo. La parola fine sulla breve storia della facoltà diretta da Pier Maria Furlan, fra l'altro prossimo alla pensione, può essere considerata definitiva e nasce in un contesto di riorganizzazione profonda dell'Ateneo. «La scuola di medicina - si legge nella bozza - è articolata in due Poli inseriti nel contesto delle due aziende ospedaliero-universitarie dell'Ateneo. La Scuola ha autonomia didattica e organizzativa». Ci sarà un direttore unico espressione di un polo e un direttore vicario, nominato fra i rappresentanti dell'altro polo didattico. Ma Pier Maria Furlan, attuale preside della seconda facoltà di medicina, annuncia battaglia dura e non risparmia attacchi a corso Bramante. «Questa è una scelta di grande mediocrità e invidia. Scriverò una lettera aperta al rettore, al Senato e alla commissione - annuncia - perché in questo modo si trasforma il San Luigi in un polo dipendente dalle Molinette perdendo per strada le caratteristiche di una facoltà universitaria, ben lontana, per organizzazione e struttura, dalla confusione che regnaa Torino». La tesi di Furlan è che in quella riunione del Senato Accademico molti abbiano votato senza rendersi conto di quello che stavano decidendo. In tre anni, incalza ancora il preside del San Luigi «siamo saliti alla diciottesima posizione, sullo stesso piano del San Raffaele di Milano mentre le Molinette, per di più in questo momento in cui deve gestire la partita della Città della salute, nonè in grado di offrire una condizione didattica pari a quella del San Luigi. Se non bastasse avevamo presentato una proposta innovativa per avere una "facoltà di medicina e psicologia" che non è stata neppure discussa». Il preside della seconda facoltà non nasconde poi che sia stata la presenza della facoltà a convincere l'assessorato alla Sanità a portare al San Luigi la centrale operativa del 118: «Mi pare evidente che questo sia stato un aspetto determinante - dice - visto che noi siamo stati l'unica facoltà a rendere obbligatorio il 118 per tutti gli studenti». Ezio Ghigo, preside della prima facoltà di medicina, è convinto che la scelta possa portare vantaggi ad entrambi i due futuri poli universitari uniti in un'unica «school of medicine»: «Penso di aver avuto parte attiva nella nascita della seconda facoltà - premette - non posso quindi in alcun modo essere sospettato di non credere in quel progetto». Sulle critiche del collega Furlan, Ghigo replica sereno: «Non ho mai creduto che docenti e ricercatori delle Molinette siano migliori di quelli del San Luigi, ma allo stesso modo non credo che i contenuti di San Luigi siano migliori di quelle di Molinette. Al San Luigi invidio le ottime strutture ma questo nulla ha a che vedere con i contenuti dell'offerta didattica. D'altronde tutti conoscono le carenze strutturali in cui lavoriamo da anni». Sono sicuro che senza questa scelta, il San Luigi, dove si trova un numero minimo di scuole di specialità «sarebbe stato impoverito. Credo che l'esistenza di un'unica facoltà articolata in due poli possa far bene anche al San Luigi». La scheda PRIMA FACOLTÀ La facoltà del San Luigi di Orbassano nasce il 1° ottobre del 2008. Sono 650 gli studenti che frequentano SECONDA FACOLTÀ La prima facoltà di medicina è frequentata da 356 studenti SANITÀ NAZIONALE 37 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato CRONACA 20/08/2011 La Repubblica - Torino Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) SANITÀ NAZIONALE 38 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato per ogni anno di corso di laurea in medicina CORSI E SPECIALITÀ Molinette ha 26 corsi di laurea e 48 scuole di specialità. San Luigi ha quattro corsi e 6 scuole di specialità Foto: IN PENSIONE Pier Maria Furlan, attuale preside della seconda facoltà al San Luigi di Orbassano (a sinistra) 20/08/2011 La Repubblica - Bari Pag. 3 (diffusione:556325, tiratura:710716) Il buco sanità tocca quota 340 milioni È DI 340 milioni di euro il valore del piano di rientro dal deficit sanitario per la Puglia. Oltre al taglio dei 18 ospedali e all'accorpamento di alcuni reparti, le misure prevedono tra l'altro il blocco del turn over e della stabilizzazione dei precari. In più è stata incrementata l'addizionale Irpef: da 0,9 a 1,2 per cento sui redditi fino a 28mila euro, e da 0,9 a 1,4 per cento per i redditi superiori ai 28mila euro annui. Il gettito previsto è di 103 milioni di euro. Altri 42 milioni sono previsti in entrata dopo l'introduzione del ticket di un euro a ricetta che si aggiunge al ticket sui farmaci, il cui regime è cambiato il primo luglio scorso. A non pagare più due euro per ogni confezioni, saranno i nuclei familiari che vivono con 18mila euro all'anno di reddito (incrementato di mille euro per ogni figlio a carico). Ticket dimezzato, invece, per le famiglie con 23 mila euro di reddito e gli ultrasessantacinquenni con 36mila euro di reddito. SANITÀ NAZIONALE 39 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato La scheda 20/08/2011 La Repubblica - Bari Pag. 3 (diffusione:556325, tiratura:710716) Policlinico, imprenditori e professionisti scoperti della Finanza: "Il giro è enorme" Tra i truffatori ci sono anche commercianti ingegneri, architetti e avvocati FRANCESCA RUSSI PER il fisco avevano un reddito di 80mila euro. Per il servizio sanitario invece guadagnavano 8mila euro. Uno zero che fa la differenza. Perché tra 80mila e 8mila c'è di mezzo il ticket. E i ricchi imprenditori baresi non avevano nessuna intenzione di pagare la tassa di 36 euro prevista per le visite specialistiche negli ospedali pubblici. Così dichiaravano il falso. Presentavano al Policlinico di Bari autocertificazioni da indigenti e ottenevano esami tecnici e visite in corsia a costo zero. I furbetti del ticket sono stati però smascherati dalla guardia di finanza. Sono in tutto 41 gli evasori del servizio sanitario denunciati dalle fiamme gialle. I militari del gruppo Bari hanno infatti incrociato le autocertificazioni presentate alla Asl e le dichiarazioni dei redditi consegnate all'Agenzia delle Entrate: dal confronto è emersa la sproporzione. I 41 "indigenti" sotto gli 8mila euro in realtà percepivano redditi dieci volte superiori. Non avevano dunque sicuramente diritto all'esenzione dal pagamento del ticket. Eppure, stando alle carte, avevano prenotato ed effettuato al Policlinico di Bari visite dermatologiche, radiografie ed esami del sangue senza sborsare neanche un euro. Si tratta soprattutto di imprenditori, commercianti, ingegneri, architetti, avvocati. Liberi professionisti con il cud a quattro zeri. I falsi poveri scovati dalla guardia di finanza sono stati denunciati a piede libero all'autorità giudiziaria per i reati di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale e falsità in atti. «L'evasione del ticket sanitario è un fenomeno di grandi dimensioni spiega il colonnello Mercurino Mattiace comandante del gruppo Bari della guardia di finanza - su cui stiamo concentrando le nostre indagini». Non è infatti la prima retata contro i furbetti del ticket messa a segno dai finanzieri baresi. A giugno i militari hanno scoperto e denunciato altre 41 persone che avevano usufruito di cure mediche sempre al Policlinico di Bari senza pagare la tassa regionale. E anche in quel caso a finire sotto la lente di ingrandimento degli investigatori erano stati liberi professionisti dagli alti redditi. «I pazienti truffano il sistema sanitario nazionale producendo false autocertificazioni in cui dichiarano di essere nella fascia di reddito esente dal ticket - continua ancora il colonnello Mattiace - i controlli che portiamo avanti d'intesa con gli enti ci forniscono un dato emblematico: quasi l'80-90 per cento delle autocertificazioni che analizziamo sono irregolari e non corrispondono al reddito reale». Le indagini sugli evasori del ticket rientrano nel protocollo d'intesa sottoscritto dal comando regionale della guardia di finanza e la Regione Puglia. In tutto il 2010, secondo i dati ufficiali forniti dalla guardia di finanza, sono stati 2723 i pugliesi che hanno compilato false dichiarazioni economiche per poter ricevere cure mediche senza pagare il ticket. Una truffa al sistema sanitario che ha provocato danni per 27 milioni di euro. I controlli, lo impone la stretta della manovra finanziaria, verranno ulteriormente incentivati nei prossimi mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA I nodi I CONTROLLI La guardia di finanza incrocia le autocertificazioni Asl e i redditi dell'Agenzia delle Entrate GLI EVASORI Sono 41 i furbetti che dichiaravano redditi bassi alla Asl per non pagare il ticket sugli esami al Policlinico di Bari I DANNI La truffa ammonta a circa 6mila euro. In tutto il 2010 i danni al servizio sanitario pugliese sono di 27 milioni Foto: VERIFICHE Ci sono anche alcuni imprenditori tra le 41 persone persone denunciate dalla Guardia di finanza di Bari per aver autocertificato redditi bassi per non pagare SANITÀ NAZIONALE 40 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato "Poveri" per evitare il ticket: 41 denunce 20/08/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 35 (diffusione:210842, tiratura:295190) «Troppo tempo per i test non vogliamo aspettare» Al centro prelievi decine di famiglie in ansia: nessuno ci ha avvertiti LAURA BOGLIOLO «Mia moglie è isterica, io sono preoccupatissimo: la nostra bimba è nata il 23 marzo, un giorno dopo la piccola che è stata contagiata dall'infermiera malata di tubercolosi». Papà Fabio aspetta da un'ora nel laboratorio di medicina preventiva del Policlinico Gemelli dove un'équipe di medici fa il test sui piccoli nati tra marzo e luglio, quelli che presumibilmente sono entrati in contatto con l'infermiera che avrebbe contagiato una bimba di 5 mesi. Fabio non ha ancora ricevuto alcuna telefonata. La procedura prevede che la Asl Roma E chiami i genitori per prenotare la visita di controllo. «Abbiamo chiesto al nostro pediatra di fare il test - dice ma ci ha detto che non può, è stato bloccato, perché altrimenti tutta Roma, presa dal panico, chiederebbe di fare le analisi». Volti tesi, gesti scaramantici, anche ieri la sala d'attesa del laboratorio creato al Gemelli per verificare il contagio su altri piccoli era affollato di genitori in ansia. Venticinque le visite al giorno. «Quanto dovrò aspettare per sapere se mia figlia è malata? Ho provato a chiamare la Asl Roma E ma non risponde mai nessuno, le sembra un comportamento corretto?» aggiunge Fabio. Nella saletta d'attesa al terzo piano della struttura ci sono i genitori che sono stati chiamati per fare le analisi, ma anche quelli che non hanno ricevuto nessuno squillo: vogliono sapere quando il figlio verrà sottoposto al test, quando finirà l'incubo. «Sono agitatissima - dice Chiara, mentre culla la piccola Serena nata il 13 marzo - possibile che le infermiere non vengano vaccinate? È una vergogna. Possibile che non usino mascherine e guanti?». No, non li usano. Lo conferma mamma Sara, di Albano. «Quali mascherine? Quali guanti? Nessuno li usava - dice non mi aspettavo proprio che in un ospedale come il Gemelli potessero succedere cose del genere, è una vergogna». Suo figlio, Joshua, è nato a maggio. «Ma dobbiamo trasferirci in Egitto - spiega Sara per questo abbiamo chiesto di anticipare la visita». Perché ieri a sfilare nell'ambulatorio c'erano i bimbi nati a marzo. Per quelli nati a maggio si dovrà aspettare settembre. «Così mi hanno riferito i medici» spiega nonna Emilia, che è venuta di persona a chiedere informazioni perché non sapeva chi chiamare. E' la sentinella della sua famiglia: il figlio e il nipotino sono in vacanza fuori Roma. I genitori continuano a chiedere: «Come mai quell'infermeria non era vaccinata?». Lo spiega Laura Pennazzi, 26 anni, mamma della piccola Aurora di 3 mesi, ma anche ostetrica al Gemelli: «Mi hanno vaccinata quando sono stata assunta tre anni fa, ogni anno ci fanno fare le analisi, ma non è previsto il test per la tubercolosi. Non colpevolizzo l'infermeria, poteva succedere a chiunque di essere contagiati, magari semplicemente prendendo la metro. L'ospedale è sicuro, si tratta solo di un caso isolato». Verso le 13 c'è un allarme. Una mamma informa: «Mi hanno detto che anche se il test risulta negativo, non è detto che il piccolo non abbia la tubercolosi, è possibile le persone infette non sviluppino subito la malattia». Cresce l'ansia. Cresce la rabbia. Papà Giancarlo racconta: «L'ospedale controllerà solo i bimbi presenti al nido quando lo era anche quell'infermiera: e se mio figlio fosse stato in contatto con qualche bimbo contagiato dall'infermiera malata? Perché non fare il test a tutti? Davvero il Gemelli mi vuole far credere che ha problemi di costi?». Foto: Il centro prelievi (foto BARSOUM TOIATI) SANITÀ NAZIONALE 41 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato I GENITORI 20/08/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 35 (diffusione:210842, tiratura:295190) Cinque vite salvate dagli organi di una ragazza di 14 anni morta per un arresto cardiocircolatorio. La giovane si era sentita male mentre faceva il bagno nelle acque del Lago del Salto, in provincia di Rieti, lo scorso 16 agosto. In una notte, grazie al centro di coordinamento per le attività di donazione degli organi del Policlinico Gemelli, cuore, fegato e reni della ragazza sono stati inviati in diversi ospedali della Penisola e trapiantati su ragazzini malati che da tempo aspettavano una speranza di vita. La ragazzina era sfuggita al controllo dei genitori e, dopo aver pranzato con la famiglia, era entrata in acqua. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. La famiglia ha subito acconsentito alla donazione degli organi regalando la vita a cinque giovanissimi. Grazie allo sforzo di coordinamento fra il Policlinico Gemelli e altri ospedali è stato possibile fare arrivare il cuore, il fegato (diviso in due con una tecnica che permette di utilizzarne una parte sola che poi ricresce) e i reni, a cinque bambini in vari luoghi d'Italia, ha spiegato Ciro D'Alò, coordinatore per le attività di donazione degli organi del Policlinico Gemelli. Da una equipe dell'ospedale Monaldi di Napoli è stato prelevato il cuore. Dai medici del Bambin Gesù è stato il fegato che è stato diviso in due parti. Una parte è stata impiantata in un bambino dell'ospedale pediatrico romano mentre un'altra parte è stata portata all'Ismett di Palermo. I due reni sono stati inviati al nord, uno agli ospedali riuniti di Bergamo e l'altro al San Martino di Genova. Foto: Le culle di neonati in un nido di un ospedale romano SANITÀ NAZIONALE 42 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato E in ospedale cinque vite salvate grazie alla donazione di organi 20/08/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 35 (diffusione:210842, tiratura:295190) Polverini: «Contro la Tbc serve più prevenzione» La governatrice: controlli a partire dalle scuole. Vertice con Fazio «Rischiamo il ritorno di malattie che sembravano ormai vinte» MAURO EVANGELISTI «Sono convinta che la reazione della Regione, dell'Asl Roma E e del Policlinico Gemelli in questa vicenda sia stata efficiente e tempestiva. Tutti speriamo che i neonati che saranno sottoposti ai test non abbiano problemi. Per fortuna la piccola ricoverata al Bambino Gesù, ci dicono, sta meglio. L'allarmismo è del tutto ingiustificato. Però una lezione forse dovremmo apprenderla da questo caso dell'infermiera che ha contratto la tubercolosi: dobbiamo pensare di rialzare la guardia, di aumentare i controlli, anche per queste patologie emergenti o riemergenti». A parlare è Renata Polverini, presidente della Regione e commissario per la Sanità del Lazio. Nei giorni scorsi in Regione è stata istituita un'unità di crisi per trattare il caso dell'infermiera di neonatologia del Gemelli risultata malata di tubercolosi. Ma ora si tenta di guardare anche oltre all'emergenza. «Sul quale, sia chiaro - commenta Renata Polverini - è quanto mai inopportuno eccedere in allarmismo. A noi in questo momento interessa dare rassicurazioni a bimbi che sono nati nel periodo compreso fra marzo e luglio. Per questo abbiamo velocizzato al massimo i test e al Policlinico Gemelli stanno facendo uno sforzo straordinario». In linea di massima, i test saranno eseguiti a ritmo di 25 bambini al Gemelli, ma in casi particolari non verranno rifiutati neppure in altri ospedali. E comunque si tenterà di accelerare per concludere prima dei tre mesi previsti inizialmente. Aggiunge Filippo Berloco, della direzione sanitaria del Gemelli: «Tutto procede regolarmente: oggi come ieri non abbiamo trovato alcun bambino con sintomi clinici evidenti della Tbc, proprio come del resto ci aspettavamo. Diciamolo, c'è un allarme esagerato». Con queste premesse, c'è anche da registrare il miglioramento delle condizioni della bimba nata al Gemelli e ricoverata al Bambino Gesù. Fino a quando non saranno completate le analisi, non è corretto ipotizzare un nesso fra l'infermiera e la bambina di cinque mesi. Ieri molti genitori domandavano: come mai i dipendenti del Gemelli, soprattutto coloro che vengono a contatto con i neonati, non sono sottoposti a controlli periodici e non vengono vaccinati per la tubercolosi? Spiega il professor Costantino Romagnoli, direttore del dipartimento di Scienze pediatriche del Gemelli: «In nessun ospedale del mondo si fa, se non in quelli di zone altamente a rischio. Per la tubercolosi, teniamo conto che di fatto il vaccino ormai è poco diffuso e comunque la sua efficacia è discutibile. I test si fanno solo quando compaiono determinati sintomi, sarebbe insostenibile farli con frequenza. Anche perché la diffusione della tubercolosi è molto limitata, a differenza di quanto avveniva in passato». Conferma il direttore sanitario dell'Asl Roma E, Maria Teresa Sacerdote: «Al Gemelli tutte le procedure sono state seguite in modo corretto, non ci sono elementi che ci possano fare pensare a qualche mancanza». Ora però il ragionamento che si fa all'assessorato alla Sanità della Regione Lazio (che fa capo direttamente al presidente Renata Polverini), è quello di ripensare le procedure previste per alcune malattie che sembravano scomparse, anche se poi qualsiasi decisione andrà concordata con il Ministero della Salute. Lunedì Renata Polverini chiamerà il ministro Ferruccio Fazio. Il mondo sta cambiando, si viaggia molto di più e allo stesso tempo persone da altri paese arrivano in Italia. In una quotidianità globalizzata anche la diffusione di alcune malattie è una ipotesi che non va sottovalutata. Un mese e mezzo fa, al Cara (centro di accoglienza per rifugiati) di Civitavecchia era stato registrato un caso di tubercolosi polmonare in un uomo proveniente dal Ghana. «E teniamo conto della quota di clandestini che non passano dalle strutture sanitarie - dice Renata Polverini senza allarmismi o stupide cacce alle streghe, andremo a rafforzare i controlli. A partire dalle scuole». Foto: L'entrata del Policlinico Gemelli dove un'infermiera malata di tubercolosi ha infettato una neonata di cinque mesi SANITÀ NAZIONALE 43 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Infermiera malata , al Gemelli proseguono i controlli sui bimbi IL CASO 20/08/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 33 (diffusione:210842, tiratura:295190) Tubercolosi, subito più controlli Polverini: alzare la guardia anche nelle scuole. Vertice con il ministro Fazio «Sono convinta che la reazione della Regione, dell'Asl Roma E e del Policlinico Gemelli in questa vicenda sia stata efficiente e tempestiva», dice Renata Polverini, che da presidente della Regione e commissario per la sanità nel Lazio sta affrontando il caso dell'infermiera del Gemelli malata di tubercolosi e dei timori di contagio, con i test a 1.270 bimbi. Polverini ora però riflette sulla prevenzione contro la tubercolosi: «Pensavamo tutti fosse debellata, ma in un mondo che cambia è corretto non abbassare la guardia e aumentare i controlli. A partire anche dalle scuole». Ma la Regione non può decidere da sola, lunedì il presidente Renata Polverini ne parlerà con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Intanto, al centro prelievi i genitori dei bambini chiedono di fare in fretta: «Non si può aspettare fino a settembre». Bogliolo ed Evangelisti all'interno SANITÀ NAZIONALE 44 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Il contagio al Gemelli, si accelera sui test ai neonati. L'ansia dei genitori in ambulatorio: attesa troppo lunga 20/08/2011 Il Messaggero - Ed. Nazionale Pag. 9 (diffusione:210842, tiratura:295190) «Ai medici dico: lavate le mani più spesso» «Nei grandi ospedali è più facile infettarsi perché vengono usate tecnologie avanzate» ELENA CASTAGNI ROMA - Premette che il termine «infezioni ospedaliere» è obsoleto: Gaetano Maria Fara, professore emerito di Igiene all'università La Sapienza, quando è con i suoi colleghi le chiama «infezioni legate all'attività sanitaria». Perché questa novità? «I ricoveri sono diventati più corti e le infezioni contratte in ospedale si manifestano quando il malato è già stato dimesso. E questo fa sembrare che i casi siano diminuiti, invece non sono stati semplicemente contati». L'ultimo è stato particolarmente grave. «Certo, ma è un caso particolare, la tubercolosi non è una vera e propria infezione ospedaliera, poteva essere presa anche fuori». Quali sono allora quelle specifiche degli ospedali? «Quelle che colpiscono persone rese particolarmente deboli dalla loro malattia, o dagli interventi subiti, oppure dai farmaci somministrati, in particolare quando viene abbassato il sistema immunitario. Poi ci sono le infezioni causate da interventi che superano le barriere di protezione, come l'introduzione di un semplice catetere». Perché tante infezioni in ospedale? «Faccio un esempio per farmi capire. Prendiamo l'aspergillosi, è un fungo banale che si trova in tutte le cantine, ma lì non dà fastidio a nessuno. In un reparto di rianimazione, invece, arriva a colpire le vie respiratorie del paziente. Sono i batteri dell'ambiente che soggiornano in ospedale e che a contatto con gli antibiotici sono diventati ancora più forti e resistenti». Dove colpiscono maggiormente? «Nelle rianimazioni, nei reparti di attività chirurgica e in quelli di malattie immunodeprimenti, in particolare nelle ematologie. E' a rischio anche chi subisce un trapianto perché viene abbassato il sistema immunitario per la buona riuscita dell'intervento». Le più diffuse? «Le infezioni da gram negativi, come l'escherichia coli e la serratia che nelle rianimazioni possono dare polmoniti o colpire le vie urinarie, fino a causare le setticemie. Poi quelle da gram positivi, soprattutto stafilococchi e streptococchi e quelle dei miceti, in particolare la candida». Il bonus alla clinica Mangiagalli per far lavare le mani agli infermieri la dice lunga su come si diffondono le infezioni. «Sì, e la questione riguarda anche i medici: si è notato che hanno particolare riluttanza a lavarsi le mani in continuazione perché non si rendono conto del tipo di pericolo. Sono ricchi di tecnologie, non pensano che una cosa banale come disinfettarsi le mani possa dare avvio al contagio». Sono state messe sotto accusa anche le cravatte dei medici. «In quel caso, si può ovviare con un camice che si chiude dietro». Più casi nei grandi o nei piccoli ospedali? «Nei grandi ospedali, e non perché ci siano meno controlli, anzi, il contrario, ma perché vengono utilizzate tecnologie avanzate». Come si rimedia? «In ogni ospedale esiste un comitato contro le infezioni di cui fanno parte il direttore sanitario, il capo degli infermieri, un rappresentante del laboratorio e dell'ufficio tecnico. Questo comitato ha il braccio operativo nelle infermiere epidemiologiche che controllano tutti i malati per vedere se ci sono infezioni». Funziona? «Sì, copre tutti i grandi ospedali e molti dei piccoli. Comunque una certa quota di infezioni ospedaliere - direi tra il 5 e l'8 per cento, quasi tutte alle vie urinarie - è inevitabile». Foto: Il professor Fara SANITÀ NAZIONALE 45 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato L'INTERVISTA L'8 per cento dei pazienti contrae infezioni in corsia. Fara, professore di Igiene: basterebbe qualche accortezza per evitarlo 20/08/2011 Il Messaggero - Ed. Nazionale Pag. 9 (diffusione:210842, tiratura:295190) M.Ev. ROMA - La tosse, la febbre, la preoccupazione, fino alla diagnosi della tbc e il ricovero all'istituto Spallanzani. Per l'infermiera del reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli tutto comincia con dei sintomi banali, di quelli che ognuno di noi incontra nel corso della sua vita e di fronte ai quali difficilmente pensa che sia di fronte a qualcosa di differente da un malanno o da una fase di debolezza. E' il 25 luglio quando l'infermiera del reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli resta a casa in malattia. La diagnosi della Tbc arriva successivamente, una decina di giorni fa, e da quel momento di mette in moto la macchina dei controlli concordata da Policlinico Gemelli, l'Asl Roma E e la Regione Lazio. La donna, che ha attorno ai quarant'anni, è sposata e ha un figlio. Anche i suoi familiari sono stati sottoposti ai controlli, per verificare se anche loro fossero stati contagiati, ma per fortuna stanno bene. Al Policlinico Gemelli ovviamente fanno il massimo perché ne sia rispettata la privacy (come è giusto che sia), ciò che tutti confermano è che si tratta di un'infermiera italiana, esperta, molto brava ed attaccata al suo lavoro. Attualmente è ricoverata in isolamento all'Istituto Spallanzani, uno dei centri di eccellenza per quanto riguarda le malattie infettive. Per fortuna, comunque, le due condizioni non destano alcuna preoccupazione. Chi conosce l'infermiera, racconta che già qualche tempo prima era stata a casa in malattia. Per questo, almeno inizialmente, vengono chiamati per i controlli i bimbi nati al Gemelli in coincidenza del periodo in cui la donna era in servizio. Per gli altri, le verifiche avverranno successivamente. Va sempre ricordato che il contagio non è automatico, non basta avere toccato o incontrato una persona malata di tubercolosi: non è affatto scontato, anzi i primi test per ora sono rassicuranti. Di solito il contagio può avvenire con la saliva, per uno starnuto o un colpo di tosse. L'immunologo Fernando Aiuti spiega: «La tubercolosi polmonare deve essere in forma aperta per essere contagiosa. Devono esserci lesioni a livello polmonare produttive. E l'infezione può avvenire per via aerea, con dei colpi di tosse o uno starnuto, ma anche con la semplice respirazione, perché si produce l'emissione di quelle che vengono chiamate goccioline di goccioline di Flügge, di fatto delle microgocce di saliva disperse in aeroso. Però i due soggetti devono essere ravvicinati, almeno a mezzo metro, un metro. E deve esserci una certa ripetitività. Ma attenzione: a differenza del virus dell'influenza in cui il contagio è altamente probabile, la trasmissione del bacillo della tubercolosi non è così scontata». In altri termini: il contatto fra l'infermiera e i neonati non dà di per se certezze che ci sia stato il contagio. Le cifre 30% 46% 10% 60% 25% di cui di euro 100 milioni EVITABILI 5-8% in modo improprio la stima del costo sociale dell'epidemia 4.500/7.000 ANTIBIOTICI 34,2% 5,5% 10% 7,3% 4,9% con ricoveri oltre i 10 giorni 450-700 mila i morti che queste provocano cateteri vescicali cateteri vascolari drenaggi aperti I pazienti sotto terapia antibiotica ANSACENTIMETRI le infezioni contratte negli ospedali ogni anno 135-210.000 infezioni 1.350-2.100 decessi PAZIENTI RICOVERATI CHE CONTRAGGONO UN'INFEZIONE I FATTORI DI RISCHIO I REPARTI PIÙ A RISCHIO Terapia intensiva Medicina QUANTO I MORTI CAUSATI DA INCIDENTI STRADALI I dati sulle infezioni contratte in corsia SANITÀ NAZIONALE 46 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato L'infermiera in isolamento allo Spallanzani «È italiana, brava e attaccata al suo lavoro» 20/08/2011 Il Messaggero - Ed. Nazionale Pag. 9 (diffusione:210842, tiratura:295190) Tbc in ospedale, indaga la procura negativi i primi test su 23 neonati Saranno accelerati i controlli. Polverini: ne parlerò con il ministro Nuove analisi per capire se ci sia collegamento tra l'operatrice malata e la bimba contagiata MAURO EVANGELISTI ROMA - Inchiesta della procura sull'infermiera del nido del Policlinico Gemelli malata di tubercolosi, ipotesi di reato ipotizzato: lesioni personali colpose. Un atto formale, per ora, che corre parallelo ai controlli che vanno avanti a ritmo di 25 al giorno sui bimbi nati al Gemelli su 1.270 bimbi nati al policlinico universitario, tra marzo e luglio. I primi 23 test hanno dato esito negativo, i neonati non sono stati contagiati, anche se per quelli nati più di recente in forma cautelare sarà necessario un richiamo succ e s s i v a m e n te. Per ora c'è un unico caso sospetto: è quello della bimba di cinque mesi, Serena, nata al Gemelli e ricoverata al Bambino Gesù dal 15 luglio. A lei è stata diagnosticata la Tbc, ma secondo gli esperti non è possibile oggi dire con certezza che vi sia un collegamento con l'infermiera del Gemelli malata. «Per avere conferme definitive serviranno test ad hoc, per individuare il Dna e il genoma dei bacilli», aveva spiegato il professor Costantino Romagnoli, direttore del dipartimento di Scienze pediatriche del Gemelli. «Ma servirà ancora tempo, allo stato possiamo dire che il collegamento fra i due casi è possibile ma non è accertato», ha confermato ieri Maria Teresa Sacerdote, direttore sanitario dell'Asl Roma E, dove è stata allestita una unità di crisi sul Gemelli. In realtà una buona notizia c'è: Serena sta molto meglio e potrebbe essere dimessa già la prossima settimana. Resta la preoccupazione dei genitori dei bimbi che in questo momento vengono sottoposti ai test. Dopo i primi 23 per i quali il responso è stato negativo, lunedì arriveranno gli altri esiti. Osserva il presidente della Regione, Renata Polverini, che sta seguendo in prima persona tutta la vicenda (è anche commissario per la sanità nel Lazio): «Nessun allarmismo, perché sarebbe fuori luogo. Ma applicazione seria delle procedure. In prospettiva, al dobbiamo pensare anche di alzare la guardia contro la Tbc, evitare che via sia una nuova diffusione, rafforzare le procedure di prevenzione. Lunedì ne parlerò con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio». Per quanto riguarda il caso del Gemelli, c'è l'intenzione, per quanto possibile, di velocizzare i tempi: forse si riuscirà a concludere i test prima dei tre mesi preventivati. Lo sforzo fatto al Gemelli, dal punto di vista organizzativo, malgrado il periodo di ferie (a cui qualche medico ha rinunciato), è stato importante; basti pensare che il laboratorio riceve ogni due ore i test per dare, nel giro di 24 ore, il responso. «Bisogna essere chiari nello spiegare alle persone cosa si sta facendo - ricorda il professor Romagnoli - Chi viene a contatto con il bacillo, può avere tre tipi di reazione. Nel caso migliore il sistema delle sue difese reagisce, e a quel punto diviene immune. Altrimenti, il bacillo può restare latente, ma la persona non è malata. Il terzo caso, anche per ragioni contingenti di debolezza del soggetto, è appunto quello della malattia. Nel caso di un neonato, certo, c'è attenzione maggiore». Anche l'immunologo Fernando Aiuti, che è presidente della Commissione sanità del Campidoglo, conferma che la reazione del Gemelli di fronte alla diagnosi della tubercolosi per una sua infermiera, è stata corretta: «Non sono d'accordo con chi teme che l'infezione nei neonati potrebbe essere più grave perché il sistema immunitario non sarebbe completamente maturo. Tutte le ricerche dimostrano che le difese immunitarie si sviluppano dalle prime settimane di vita e proprio per questo si praticano le vaccinazioni nei neonati. I vaccini sono sempre in grado di stimolare una capacità di fabbricare anticorpi e di dare risposte cellulari adeguate. Solo per i neonati prematuri ci potrebbero essere preoccupazioni, ma la terapia antitubercolare riesce quasi sempre a sconfiggere il bacillo se l'infezione è diagnosticata in tempo». L'apertura di un'inchiesta da parte della procura della Repubblica, comunque, sembra non preoccupare il Gemelli. «E' un atto dovuto - osserva il professor Romagnoli - stiamo parlando di lesioni personali dolose. Ma sarebbe paradossale che in qualche modo si potesse addossare una qualche responsabilità alla struttura e tantomeno alla infermiera che si è ammalata. E spero proprio che a nessuno venga in mente di parlare di malasanità: semmai qui è stato fatto tutto al meglio per organizzare una reazione a quanto è successo». SANITÀ NAZIONALE 47 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato IL CASO I pm romani hanno ipotizzato il reato di lesioni personali colpose 20/08/2011 Il Messaggero - Ed. Nazionale Pag. 9 (diffusione:210842, tiratura:295190) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Foto: Il Policlinico Agostino Gemelli di Roma SANITÀ NAZIONALE 48 20/08/2011 Il Giornale - Genova Pag. 2 (diffusione:192677, tiratura:292798) Esenzione ticket sui farmaci, ci vuole il certificato Dal 1° novembre non basterà più la firma sulla ricetta per evitare il pagamento della quota fissa Ci vorrà un certificato per ottenere l'esenzione dal ticket sulle medicine: la Regione Liguria ha fatto finalmente - conoscere le novità per il riconoscimento dell'agevolazione. Dal primo novembre 2011 occorrerà essere in possesso di una documentazione che attesti lo stato di esenzione. Entro il 15 ottobre chi ha diritto riceverà un tesserino nominativo di esenzione per reddito che riporterà un codice da porre sulla ricetta. Chi non ricevesse il tesserino entro quella data potrà autocertificare la propria posizione alla Asl di appartenenza e ottenere il rilascio di un certificato provvisorio valido fino al 31 marzo 2012 con il codice di esenzione. In sostanza, dal 1 novembre non si dovrà più apporre nessuna firma sulla ricetta, ma occorrerà essere in possesso del certificato. In questo modo la Regione ha uniformato i criteri di esenzione da reddito: valgono gli stessi criteri sia per prestazioni farmaceutiche, sia per la specialistica ambulatoriale. Secondo le nuove regole, hanno diritto all'esenzione da reddito i cittadini con meno di 6 anni e con più di 65 anni appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro, titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico, disoccupati e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,3 euro incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e con ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico, titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro incrementato fino a 11.362,05 euro con il coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. I pazienti con patologie croniche che abbiano un reddito familiare complessivo superiore ai 36.151,98 euro pagheranno una quota fissa di 2 euro fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Per il pronto soccorso ospedaliero in codice bianco è previsto il pagamento di 25 euro esclusi trauma e avvelenamenti acuti. Come previsto dalle disposizioni della manovra finanziaria nazionale, tutti gli assistiti non aventi diritto all'esenzione devono provvedere al pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Il pagamento del ticket di 36,15 euro quando vengano erogate prestazioni diagnostiche, di laboratorio, strumentali e terapeutiche oltre alla visita del medico si applica anche ai pazienti cronici con un reddito superiore ai 36.151,98 euro. SANITÀ NAZIONALE 49 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA REGIONE LIGURIA FA QUALCOSA CONTRO LE FRODI 20/08/2011 Il Secolo XIX - Genova Pag. 24 (diffusione:103223, tiratura:127026) Contagiati dal morbillo, emergenza all'Ist Scattate le misure di prevenzione: malati trasferiti in stanze singole, intensificati i controlli sugli altri pazienti GUIDO FILIPPI DUE CASI in meno di ventiquattro ore e all'Ist è allarme morbillo. L'ospedale si è mobilitato e ha fatto scattare tutte le procedure di emergenza ma, tra giovedì pomeriggio e ieri, il livello di preoccupazione è salito alle stelle e, nonostante tutti gli interventi di prevenzione, non si può ancora scongiurare l'ipotesi che il virus possa aver contagiato altri ricoverati dal momento che i tempi di incubazione sono di circa dieci giorni. Le possibilità di altri casi non molto ridotte, almeno secondo l'ospedale, ma non possono essere escluse almeno per 72 ore. È vero che, in questi giorni, nella palazzina sulla collina dell'ospedale San Martino, i pazienti nei reparti sono una quarantina, mentre di solito sono oltre ottanta, ma quasi tutti i ricoverati sono in cura per malattie oncologiche: le loro difese immunitarie sono molto basse rispetto alla media e quindi rischiano di venire attaccati dal virus. I malati contagiati sono due uomini sopra i settant'anni che sono all'Ist da almeno una ventina di giorni e sono ricoverati nello stesso reparto, ma non nella stessa stanza. Si tratta comunque di due pazienti delicati le cui condizioni sono peggiorate negli ultimi due giorni, anche perchè sono vulnerabili ad ogni tipo di infezione. Sono costantemente tenuti sotto controllo, ma non vengono curati con farmaci ad hoc perché non ci sono antivirali dedicati. L'istituto (nonostante il clima di smobilitazione per la fusione con il San Martino) si è subito mobilitato: è stato informato il direttore generale pro tempore Antonio Moratti e sono stati allertati gli infettivologi del San Martino e gli specialisti di Igiene dell'Università che hanno subito messo in atto tutte le azioni per difendere l'Ist dall'attacco del virus. La prima mossa è stata quella di trasferire i due malati in insolamento, in un due stanze ad un letto per evitare che possano contagiare altri ricoverati. Nel frattempo i medici e gli infermieri del reparto hanno preso tutte le precauzioni possibili. Hanno dovuto utilizzare guanti monouso perché il contatto può favorire il passaggio della malattia. Non bisogna dimenticare che, come sottolineano gli infettivologi, il morbillo è un virus che ha una capacità di contagio molto elevata. Tanto per fare un esempio, se una persona con l'influenza può contagiarne altre due, una con il morbillo arrivare ad essere trasmesso anche a quindici persone. Nel frattempo i medici dell'Ist hanno ovviamente intensificato i controlli sugli altri ricoverati, ma finora nessuno ha avuto sintomi che possono far pensare al morbillo e non è stata disposta nessuna profilassi specifica. Ma come è riuscito il virus ad entrare all'Ist? Gli infettivologi (diretti dal professor Claudio Viscoli) sospettano che il virus possa essere stato portato in corsia dai parenti di un ricoverato e che si sia manifestato dopo una decina di giorni di incubazione. Negli ultimi due anni c'è stato un picco di casi di morbillo in città, soprattutto persone sopra la quarantina che non sono rientrate nella campagna di vaccinazione scattata nei primi anni Novanta e negli ultimi tre mesi ci sono stati quattro ricoveri al San Martino. È però la prima volta che il morbillo entra in Foto: L'ingresso dell'ist a San Martino SANITÀ NAZIONALE 50 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato DUE RICOVERATI ULTRASETTANTENNI COLPITI DAL VIRUS NELL'ARCO DI APPENA VENTIQUATTRO ORE 20/08/2011 Il Secolo XIX Pag. 11 (diffusione:103223, tiratura:127026) I MEDICI: «SOLITA CONFUSIONE A DANNO DI TUTTI I PAZIENTI» G. FIL. GENOVA. «Sarà la solita confusione perché è facile firmare le delibere, ma l'applicazione sul campo è un'altra cosa. Alla fine, come sempre, a farne le spese saranno i pazienti. Chissà quanti non riceveranno il tesserino entro il 31 ottobre? Temo tanti e dovranno pagare il ticket». Angelo Canepa è il presidente provinciale della Fimmg (il sindacato dei medici di famiglia). Non vuole fare la Cassadra ma te che l'ultima manovra porterà solo nubi nere ai pazienti liguri. «Temo che le Asl non riusciranno a portare a termine una mole così pesante di lavoro». Gli elenchi dei liguri che risultano esenti ticket (secondo la dichiarazione dei redditi compilata nel 2010), arriveranno, entro settembre - secondo la delibera della giunta - a tutti i medici mutualisti e ai pediatri di libera scelta. Sottolinea che i tempi per la spedizione dei tesserini per l'esenzione sono ristretti e contesta la Regione. «È stata una delle ultime a mettersi in regola con le direttive nazionale sulla certificazione delle esenzioni. Se un ligure va in una farmacia del Piemonte e della Lombardia e vuole firmare la ricetta per l'esenzione, lo guardano stupiti e si mettono a ridere». Ma c'è un'altra scadenza alle porte: la ricetta elettronica, il cui esordio ufficiale era previsto per i primi di settembre. Tutto rinviato di qualche mese e polemiche su più fronti. Canepa che venti giorni fa ha avuto un acceso scambio di opinioni con Montaldo non ha voglia di parlare dell'argomento («Lasciamo perdere, è meglio», ma poi apre un capitolo del libro dei veleni: «La regioje non ha un sistema informatico all'altezza. Se va bene si parte nel 2012». SANITÀ NAZIONALE 51 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA FIMMG: LE ASL NON RIUSCIRANNO A PORTARE A TERMINE IL LAVORO 20/08/2011 Il Secolo XIX Pag. 11 (diffusione:103223, tiratura:127026) Ticket, pagano anche i malati cronici Stangata per chi ha un reddito superiore a 36 mila euro. Arriva il tesserino anti-furbetti GUIDO FILIPPI GENOVA. Un tesserino per smascherare i furbetti che non pagano il ticket e una stangata (addio esenzioni) per chi è cardiopatico, diabetico o asmatico cronico ma ha un reddito annuo superiore ai 36 mila euro. Il doppio giro di vite viene servito dalla Regione che qualche giorno dopo Ferragosto decide di pubblicizzare le novità che sono state approvate nella riunione di giunta di venerdì 5 agosto dopo la manovra del governo di inizio luglio. L'assessore Montaldo non vuole sentir parlare di stangata sui malati cronici che scatterà il primo novembre e parla di «manovra di grande equità. Non paga le prestazioni sanitarie chi ha un reddito medio o alto. Mi sembra giusto no? In questo modo recuperiamo un po' di soldi per continuare a garantire i servizi. Perché purtroppo la situazione è pesante e anche noi saremo costretti a tagliare ma con questa operazione di riordino potremmo recuperare alcuni milioni di euro». Sottolinea che tutte le Regioni hanno messo mano alle esenzioni sui ticket e «la Liguria come l'Emilia ha introdotto il criterio delle esenzioni per i cronici legato al reddito». In pratica con la nuova manovra un cardiopatico cronico che ha un reddito annuo lordo di almeno 36 mila euro non avrà più diritto alle esenzioni e dovrà pagare il ticket per le medicine, per le visite specialistiche, per le ricette e anche il pronto soccorso (solo in caso di codice bianco). L'altra grande novità è la guerra ai furbetti che firmano e non pagano un centesimo. Ora sono migliaia ma quasi sempre riescono a farla franca; quando però vengono scoperti dai carabinieri del Nas, finiscono nei guai e vengono denunciati per truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale. Presto però la musica cambia in tutta Italia e per non pagare il ticket sulle medicine, sulla diagnostica e sulle visite specialistica non basterà più una firma sul retro della ricetta bianca. Da martedì 1 novembre servirà un tesserino che attesta il diritto all'esenzione. Sulla carta sempre tutto facile, ma da settembre sarà il grande caos perchè il pallino passa in mano alle Asl che avranno sessanta giorni di tempo per organizzare tutto. La delibera della giunta regionale è chiarissima: entro il 15 ottobre i liguri inseriti nell'elenco dell'Agenzia delle entrate (come aventi diritto all'esenzione del ticket) dovranno ricevere dalla Asl un tesserino nominato: una documento, simile al codice fiscale, che riporta il codice di esenzione che inserire sulla ricetta rossa che viene compilata dal medico di famiglia. Che come il pediatra dovrà ricevere l'elenco degli assistiti esenti ticket. In due mesi, le Asl dovranno inviare migliaia di tessere a domicilio. E chi non le riceverà entro il 15 ottobre? Qui iniziano le complicazioni, le code e le perdite di tempo. Dovrà andare in uno degli sportelli della Asl e ritirare un certificato provvisorio (valido fino al 31 marzo 2012). Ma non è finita. I redditi per le esenzioni si riferiscono alle dichiarazioni del 2010 sui redditi del 2009 perché il ministero dell'Economia e della Finanze è in ritardo di un anno e quindi chi ritiene di aver un reddito inferiore a quello dichiarato nel 2010 deve passare un'altra mezza giornata all'Agenzia delle entrate per dimostrarlo. La scadenza è il 31 ottobre: dall'1 novembre chi non ha il tesserino ( o il certificato provvisorio) paga il ticket. I ticket e le esenzioni Sono esenti da ticket disoccupati (iscritti nell'elenco dei centri per l'impiego) e loro familiari a carico 4appartenenti a famiglie con un reddito inferiore a 8.263,31 euro, con un reddito fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e altri 516,46 euro per ogni figlio a carico 3cittadini con meno di 6 anni e più di 65 anni che appartengono a un nucleo familiare con un reddito complessivo fino a 36.151,98 euro titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico 1 2 Ticket sulla specialistica e P. Soccorso 2tutti i cittadini non esenti pagano una quota fissa di 10 euro sulla ricetta per prestazioni ambulatoriali tutti i non esenti pagano un ticket di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso 3I ragazzi con meno di 14 anni non pagano il ticket per le prestazioni pronto soccorso in codice bianco 5tutti i non esenti pagano un ticket complessivo di 36,15 euro in caso di prestazioni diagnostiche e di laboratorio pagano il ticket di pronto soccorso i malati cronici con reddito superiore ai 36.151,98 euro Ticket sui farmaci tutti i cittadini esclusi dalle esenzioni per reddito pagano il ticket sulla ricetta i malati cronici con un reddito familiare complessivo SANITÀ NAZIONALE 52 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA REGIONE RENDE NOTI I CRITERI. MONTALDO REPLICA ALLE CRITICHE: «MANOVRA DI GRANDE EQUITÀ» 20/08/2011 Il Secolo XIX Pag. 11 (diffusione:103223, tiratura:127026) SANITÀ NAZIONALE 53 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato superiore ai 36.151.98 euro pagano una quota fissa di due euro , fino a un massimo di quattro euro per ricetta GRAFICI IL SECOLO XIX