Comunità di valle, Fassa al voto il Trentino www.provincia.tn.it Mensile della Provincia autonoma di Trento aprile 2010 anno XLVI – numero 298 Oh che bel castello… Castel Thun riapre i battenti. Viaggio nella sua storia INNOVAZIONE Fibre ottiche e larga banda > pagine 18-20 STORIE Le api di Lorenzo per l’Africa > pagine 36-37 NAZ/220/2008 il Trentino – aprile 2010 2 Salute L’argomento Simbolo di tutta una terra Notizie Riservato ai golosi Ecco la casa intelligente 3 12 15 16 Innovazione 750 km di cavidotti 18 Documento La situazione ambientale 22 Elogio della sobrietà In lotta con l’allergia 38 40 Scienze Piante officinali crescono L’insetto stecco e i suoi amici 42 44 Culture La cultura vi dà appuntamento L’immigrazione in bianco e nero Passar le acque 46 50 54 Musiche Economie La carica dei 101 26 Le nostre band suonano il rock Biblioteca Territorio 16 maggio, Fassa al voto Lungo il labile confine Quando la pietra è viva 28 32 34 Storie Le mie api per l’Africa 56 58 Europa Fondo, rapporto finale Un premio a basso consumo 60 62 36 Questo numero de il Trentino è stato chiuso in redazione il 31 marzo 2010. Volete ricevere IL TRENTINO ad un indirizzo diverso? C’è un indirizzo da modificare? Ci sono più destinatari nella stessa famiglia? Non volete più ricevere la rivista? Dubbi, domande, curiosità, chiarimenti, consigli, critiche, suggerimenti, [email protected] complimenti? Il numero verde e l’indirizzo email sono a vostra disposizione. il Trentino Rivista mensile della Provincia autonoma di Trento Anno XLVI – numero 298 aprile 2010 Piazza Dante n. 15, 38122 Trento Tel. 0461 494684-37 www.riviste.provincia.tn.it Direttore responsabile: Giampaolo Pedrotti Coordinatore editoriale: Carlo Martinelli Redazione: Pier Francesco Fedrizzi, Mauro Neri, Marco Pontoni, Lorenzo Rotondi, Fausta Slanzi, Arianna Tamburini, Corrado Zanetti Vanda Campolongo, Marina Malcotti, Elisabetta Valduga, Silvia Vernaccini Amministrazione: Lara Degasperi, Mariarosa Pontalti Hanno collaborato: Paola Bertoldi, Silvia Ceschini, Sandra Chighizola, Roberta Corazza, Fabio De Santi, Giorgia Fasanelli, Silvia Gadotti, Davide Modena, Alessia Negriolli, Rossella Saltini, Ierma Sega, Francesco Suomela Girardi, Paolo Zammatteo, Riccardo Zanoner In copertina: Castel Thun – foto di Romano Magrone Fotografie: Archivio: Ufficio stampa Provincia autonoma di Trento; APT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena (La Presse); Castello del Buonconsiglio-Monumenti e collezioni provinciali©; Ceii; Iasma; Museo Tridentino Scienze Naturali; Soprintendenza Beni librari archivistici archeologici; Soprintendenza per i Beni storico artistici; Workerbee.it - Pietro Lorenzi; AgFBernardinatti, Piero Cavagna, Romano Magrone, Hugo Munoz, Corrado Poli, Marco Simonini, Gianni Zotta Impaginazione: Artimedia - Trento Stampa: S.I.E. Spa Società Iniziative Editoriali - Trento Registrazione del Tribunale di Trento n. 100 del 13.08.1963 – iscrizione nel R.O.C. n. 480 il Trentino – aprile 2010 L’argomento 3 Simbolo di tutta una terra Castel Thun, una storia che ritorna al futuro Francesco Suomela Girardi S e la potenza dei simboli alberga in quel “più di senso”, in quell’accumulo di significati appannaggio delle intuizioni di una comunità, è certo che il manufatto di Castel Thun sintetizzi e coaguli intorno a sé non solo la storia e la cronaca di un casato, ma in parte considerevole anche quella di tutta una terra e della suo più longevo istituto temporale – il Principato vescovile – che non a caso proprio qui, nel 1800, di fatto si estinse con la morte del presule Pietro Vigilio Thun. «Dopo quello del Buon Consiglio, Castel Thun è il più bello e grandioso della provincia» aveva scritto Carlo Perini sulla “Gazzetta di Trento” nel 1858, in occasione della la visita dell’arciduca Carlo Lodovico d’Austria, per un giorno ospite nella residenza anaune di Matteo Thun. A noi non può che sembrare curioso il fatto che un tale simbolo dinastico, così evocativo, debba la sua fortuna iconografica nell’arte soprattutto a un dipinto di Roberto Garavaglia (notizie 1829-1855), pittore lombardo la cui produzione ci sarebbe altrimenti pressoché ignota, se questi non fosse stato appunto anche l’autore, oltre ad alcuni disegni di medesimo soggetto, di quell’olio raffigurante una Veduta panoramica con Castel Thun, tanto lirica quanto malinconicamente presaga delle tristezze che l’Ottocento avrebbe riservato alla sua proprietà. Se il tempo dei Thun si è fissato nei secoli nel «bellissimo Castel Belvisino», allo stesso modo è proprio il quadro citato a eternare, meglio di qualunque altro documento, le funzioni immateriali di questa splendido maniero, «intatto quantunque riposto fra balze boschi e burroni», imponente e al tempo stesso ameno nel dilatato paesaggio. Ecco, la Storia si è sedimentata qui, su questa tela del 1844, e da questo verone dipana le sue affabulazioni. Di lì a breve sarebbe stato poi il suo stesso committente, il conte Matteo II (18131892), figura affascinante quanto contraddittoria, già mecenate, collezionista e «conservatore dei monumenti edili» per la Commissione centrale di Vienna, ad avviare la lenta e sofferta liquidazione di un ricchissimo patrimonio mobile, dalle collezioni d’arte, alla rinomata argenteria, a parte di quello archivistico. Il prezzo anche morale della passione politica, dalle simpatie per la Giovine Italia, fino al finanziamento delle imprese garibaldine, si sarebbe Roberto Garavaglia, Veduta panoramica con Castel Thun, olio su tela, cm 148 x 186, 1844. misurato di lì a breve con il dissesto finanziario e la necessità di rinunciare al palazzo di Trento in via Larga, acquistato dal Comune nel 1871. Ancor più indiziaria e premonitrice, allora, ci sembra la lunga gestazione del dipinto di Garavaglia, come dimostrano numerose lettere dell’artista, che in Castel Thun aveva soggiornato nell’estate del 1840, giuntovi con una lettera di presentazione del celebre ritrattista Giuseppe Molteni. A voler ripristinare l’antica grandezza del castello, anche con alcuni interventi di restauro, furono in seguito, dal 1926, i nuovi proprietari del ramo boemo del lignaggio, il conte Franz de Paula Guidobald Thun Hohenstein 4 il Trentino – aprile 2010 e in seguito suo figlio, Zdenko Franz, l’ultimo che qui risiedette. «Non è possibile indicare un altro caso in cui storia della famiglia, storia edilizia, storia del gusto e dell’educazione si sommano in modo così felice da produrre un esempio (difficilmente riscontrabile anche fuori dal Trentino) a tutto tondo della posizione e della funzione del ceto dirigente nobiliare dell’età moderna». Di qui – questo il parere della Commissione consultiva istituita nel 1986 per valutare l’acquisto del monumento – la necessità della “conservazione ‘globale’ di un simile patrimonio”. Solo nel 1992, e siamo all’attualità, dopo anni di trattative per una destinazione museale dell’immobile, la Provincia autonoma di Trento poté finalmente acquisire alla pubblica proprietà il castello e il suo antico contenuto – sorta di “grande agglomerato documentario” – marcandone conseguentemente la conversione funzionale. Oggi, a distanza di quasi vent’anni, la Porta spagnola si apre finalmente al pubblico, segnando quello che indubbiamente resterà nella memoria come l’evento culturale del 2010 in Trentino, ma al tempo stesso anche come un punto fermo, l’ap- Paolo Paoletti (Padova, 1671 ca. Udine 1735), Natura morta con piatto, frutta e fiori (particolare), olio su tela, cm 86 x 113,5. La Stanza del Vescovo, al terzo piano, con la monumentale porta intarsiata e il grandioso letto a baldacchino. La scenografica Porta Spagnola, nel maestoso bugnato (1566), venne fatta costruire da Giorgio Thun al ritorno dal suo viaggio in Spagna al seguito dell’imperatore Carlo V. prodo di un’eccezionale recupero, per quanto non definitivo dopo le dispersioni soprattutto ottocentesche, di una straordinaria quanto ingombrante eredità. Una lunga e non sempre facile rincorsa, verso questo 17 aprile, che ha coinvolto in primo luogo il Castello del Buonconsiglio monumenti e collezioni provinciali, di cui Castel Thun è una delle sedi territoriali (con i castelli di Beseno e Stenico) e tre Soprintendenze (per i Beni architettonici, per i Beni storico-artistici, per i Beni librari, archivistici e archeologici), ma anche la politica, le amministrazioni locali e la società civile. D’altra parte, se una storia della famiglia Thun a tutt’oggi può avvalersi unicamente di contributi introduttivi, restando in gran parte incompiuta l’indagine sulle carte d’archivio, basterebbe una rapida rassegna della “galleria degli antenati”, ancora visibile alla metà del secolo scorso nelle riproduzioni in bianco e nero della Sala da pranzo del castello avito, per capire come quest’ultimo sia stato, nei secoli, il “punto nevralgico” dell’intero sistema familiare, cui tutti i suoi esponenti guardarono come a “un luogo di origine da preservare e custodire”. il Trentino – aprile 2010 Gli infiniti sentieri della tutela, della ricerca, dei restauri e in parte già della valorizzazione, hanno prodotto risultati, spesso importanti oltre il nostro cotesto locale, di cui è impossibile non solo comprendere tutta la portata, ma anche difficile enumerare i dati quantitativi, vista la dilatazione cronologica ed estensiva degli ambiti interessati di questo grande e multiforme progetto. Basterebbero, a illustrare l’assunto, solo alcuni esempi del passato più vicino, a cominciare dalla mostra del 2007 di Casa de Gentili a Sanzeno, Arte e potere dinastico. Le raccolte di Castel Thun dal XVI al XIX secolo, prima grande rassegna dedicata al collezionismo thuniano, in un excursus ricco di inediti attraverso la celebre quadreria e gli oggetti di arte decorativa, non meno preziosa nella sua Castel Thun è una preziosa testimonianza dell’evoluzione storica dei caratteri costruttivi e stilistici dell’architettura castellana, a partire dalla costruzione del nucleo medievale, fino alle attuali forme di fastosa residenza. 5 appendice dedicata ai materiali d’archivio e alla biblioteca del maniero. Ancora, tra le tappe di avvicinamento al presente, andrebbe citato per il 2008 il ponderoso lavoro di Emanuela Rollandini, Matteo Thun e le arti. Le collezioni il palazzo e il castello attraverso il suo epistolario (1828-1890), edito dalla Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e frutto di una pluriennale ricerca promossa dal Castello del Buonconsiglio. A questo ulteriore tassello nel campo della ricerca storico-artistica, si è aggiunta poi, l’anno scorso, la mostra “Quadri a fiori e frutti”. Dipinti di natura morta in Castel Thun e nei musei trentini, dedicata ad alcune tele di squisita fattura di due grandi maestri del genere come Giacomo da Castello e Paolo Paoletti. Infine, come non ricordare la recente scoperta sul mercato antiquario di Il monumento I lavori di restauro della Soprintendenza per i Beni architettonici Dirigente: arch. Sandro Flaim Funzionari: arch. Michela Cunaccia, arch. Andrea Brugnara, arch. Michela Favero All’indomani dell’acquisizione di Castel Thun da parte della Provincia autonoma di Trento (1992), l’allora Servizio Beni Culturali avviò da subito un complesso piano di interventi finalizzati al restauro e all’utilizzo a scopi museali del manufatto. Dal 1993 al 2003 sono stati realizzati i lavori di “urgenza”, con l’obiettivo prioritario di arrestare il degrado strutturale del complesso, nonché quelli rivolti a consentire una prima apertura al pubblico delle parti esterne del castello. Per quanto riguarda il restauro generale di Castel Thun, venne intrapresa un’articolata campagna diagnostica preliminare con lo scopo di acquisire i dati funzionali all’orientamento dei lavori. Un grave problema riguardava la presenza di umidità nei locali interrati, del piano terra e del primo piano. Nel 2001 si dava quindi inizio ai lavori di deumidificazione delle murature e di risanamento degli intonaci, consistenti nella creazione di un cunicolo aerato lungo il perimetro del palazzo comitale e nella predisposizione di un impianto funzionante per elettro-osmosi. Nel 2007 venne dato avvio ai progetti relativi all’impiantistica per l’illuminazione interna, mentre si dava inizio al restauro e al recupero del secondo e del terzo piano del palazzo comitale, nonché di parte delle due torri sulla prima cinta muraria, della torre di Basilio e della Biblioteca. Quasi tutti questi lavori sono stati portati a termine nel 2009, anno in cui sono statati restaurati i locali esterni presso il loggiato dei Cannoni per porvi i corpi di accesso della biglietteria, dei servizi igienici e dello spazio family. A causa delle forti nevicate dell’inverno 2008-2009 proprio il Loggiato dei cannoni e parte del palazzo comitale sono stati interessati dal restauro e da un parziale rifacimento dei manti di copertura. Per l’inaugurazione del castello sono stati portati inoltre a termine gli impianti di illuminazione esterna e il restauro del corridoio al primo piano, detto di San Giorgio. In collaborazione con il Castello del Buonconsiglio sono stati sistemati anche i viali, il verde e le pavimentazioni esterne. A Castel Thun si sta ultimando il nuovo locale caffetteria situato nella torre di Basilio, nonché il recupero delle fontane storiche. Ulteriori lavori verranno eseguiti anche dopo l’apertura al pubblico del castello, come il riutilizzo funzionale del “cantinone” (previsto per la fine del 2011) o il risanamento delle facciate del castello (previsto per il 2012). Quest’ultimo, infine, sarà preceduto, a partire da questa primavera, dal restauro della vicina e antichissima chiesetta di San Martino e della bella cappella di San Giovanni Nepomuceno. 6 il Trentino – aprile 2010 Archivio provinciale di Trento, Archivio Thun di Castel Thun, Pergamena, 1629, Vienna. L’imperatore Ferdinando II nomina conti i “domini” Volfango Teodorico, Rodolfo, Cristoforo Riccardo, Giovanni Giacomo e Massimiliano (del fu Ercole Thun). Archivio provinciale di Trento, Archivio Thun di Castel Thun, Pergamena, 1745, Trento. Il “dominus” conte Domenico Antonio (del fu Giovanni Vigilio) Thun, principe vescovo di Trento, investe il “dominus” conte (Vigilio) Basilio, suo fratello, cavaliere dell’ordine di Malta. Scorcio tra le mura del castello. due delle dodici colubrine fatte fondere dal conte Sigismondo Thun (1554) con il metallo donatogli dall’imperatore Ferdinando I d’Austria? (cfr. il Trentino, marzo 2010). Sono, queste, solo alcune testimonianze del lavoro in progress lungo la strada tortuosa ma obbligata che ha traghettato il complesso di Castel Thun verso la sua seconda vita, il suo nuovo ruolo di museo di se stesso. Ai lunghi e spesso difficili lavori ascrivibili all’attività istituzionale della tutela (restauri, campagne di catalogazione, ordinamenti archivistici e librari), gratificato negli anni da non poche scoperte, ha poi fatto seguito la non meno delicata fase di progettazione dell’allestimento dei percorsi interni di visita – con tutte le ovvie criticità legate all’ostensione di opere d’arte e di arredi di un contesto in origine residenziale – e di tutti quegli adattamenti funzionali necessari perché un edificio di origini private potesse essere destinato alla fruizione pubblica. Nel percorso espositivo curato dal personale del Castello del Buonconsiglio gli ormai immancabili contributi multimediali, oltre alla ricostruzione tridimensionale delle fasi costruttive dal castello, questa volta sono stati tarati su un approccio decisamente più narrativo, quasi “cinematografico”. Un segno, questo, in qualche modo anticipatore della futura filosofia progettuale nella gestione del museo chiamato, in virtù del suo indissolubile legame con il territorio, a farsi contenitore e cassa di risonanza di un grande racconto e di modalità divulgative al tempo stesso rigorose ma più friendly. Già calendarizzati alcuni appuntamenti istituzionali in cui il castello fungerà da sede di rappresentanza (qui verrà ospitata anche una delle prossime sedute dell’Euregio). Certo molto andrà fatto perché Castel Thun diventi un volano culturale per l’intera valle, ben oltre la funzione di cartolina, per quanto spettacolare. Ma questo è il tempo festoso di una nuova realtà, di una restituzione importante e di un positivo bilancio che registra lo straordinario lavoro istituzionale in sinergia e collaborazione, a partire da quello in prima fila di decine di funzionari. «Mai dimenticherò le care rimembranze, le forti impressioni e gli elevati pensieri che mi ispirarono le tue rocche e le tue sale!». A distanza di un secolo e mezzo, dopo la visita ammirata agli interni del Castel Belvisino, anche noi, di certo, saremo ispirati dai sentimenti che dettarono al Perini questo commiato. il Trentino – aprile 2010 Veduta area di Castel Thun. La storia costruttiva del castello L a data di fondazione di un castrum sul promontorio di Belvisino, tra Vigo di Ton e Toss, è ignota. Secondo l’ipotesi di Gian Maria Tabarelli questo fu dato in feudo ai de Tono dal Principe vescovo Corrado di Beseno (di questo nucleo originario oggi restano visibili alcune parti nelle cantine, dove peraltro sono evidenti le prime fondazioni scavate nella viva roccia). TURRIS PRIMO ARCE ADIUNCTA 1422: il primo radicale potenziamento della rocca, iniziato nel XIV secolo, sarebbe stato portato a termine nel secolo successivo dai figli e dai nipoti di Guarimberto, periodo a cui risale anche il mastio a nord, come recita l’iscrizione sulla lapide della torre. È nel corso del Cinquecento, dopo l’incendio del 1528, come testimonia un documento (1531), che il castello subì, per opera di maestranze lombarde, la trasformazione da architettura militare a palazzo signorile. Progressivamente verranno realizzate la “porta blasonata” del ponte levatoio (1541), le torri della Polvere (1564), di Basilio e della Biblioteca, la rivisitazione in chiave rinascimentale del palazzo, il colonnato a difesa dell’accesso e la maestosa Porta spagnola (1566), voluta da Giorgio Thun. Nel 1569 un nuovo incendio costerà questa volta la vita a Cristoforo Sigismondo Thun. Nel corso del Seicento ulteriori restauri, dovuti ai fratelli Francesco Agostino e Sigismondo Alfonso Thun (1668-1677), segneranno una profonda riorganizzazione interna del maniero, fase a cui è da ascrivere anche la cosiddetta Stanza del vescovo, magnifica «opera seicentesca di boiserie alpina». Nel 1691 verrà ricostruita la torre settentrionale (a seguito di altro incendio). I lavori settecenteschi di ammodernamento inclusero, oltre alla sostituzione dei soffitti lignei con quelli tuttora visibili, la realizzazione della scala di accesso ai piani (1746) e i lavori di sopraelevazione del palazzo comitale, voluti da Tommaso Giovanni Thun. Dopo il saccheggio dei Francesi (1797) Castel Thun conobbe nel corso dell’Ottocento la lunga decadenza che si protrasse fino al 1926, quando Matteo III Thun lo vendette alla linea boema di Tetschen del casato. Dal 1982, anno di morte del conte Zdenko, la dimora è rimasta a oggi disabitata. Fabbrica di carrozze W. Brozik di Pilsen/Plzen, Carrozza Brougham Cupè con attacco a pariglia,1875-1892 ca. 7 8 il Trentino – aprile 2010 La famiglia Thun L a linea Thun di Castel Thun, che oggi prosegue con i nipoti di Matteo III (1882-1945), ebbe la sua origine con Luca Thun (1485-1559), fratello del più illustre rappresentante del lignaggio di tutto il Cinquecento, quel Sigismondo “l’Oratore”, che fu ambasciatore imperiale durante il Concilio, ma soprattutto che coordinò le strategie di ingresso dei Thun nelle dignità della chiesa locale. Questa linea espresse tre principi vescovi: Sigismondo Alfonso (1668-1677), Domenico Antonio (1730-1758) e Pietro Vigilio (1776-1800). La famiglia Thun, originaria della bassa Val di Non, documentata a partire dal 1050, è tra le più antiche della nobiltà trentina (il nome “de Tono” o “de Thono” fu poi variato nella forma tedesca “Thun” o “Thunn”). Vassalli prima dei signori di Flavon e poi degli Appiano, estesero progressivamente il loro potere dai primi castelli nel territorio dell’attuale comune di Ton (Visione, S. Pietro, Castelletto e Belvisino) in particolare alle valli di Non e di Sole (castelli di Braghèr, Castelfondo, Altaguardia e Caldés). Dopo essere stati annessi alla matricola nobiliare tirolese (1472), furono elevati al rango baronale nel 1530 e poi a quello di conti del Sacro Romano Impero per concessione di Ferdinan- A fianco: Pittore trentino, Ritratto del principe vescovo Sigismondo Alfonso Thun, olio su tela, cm 94 x 73,8, 1670-1679. Sotto: Pittore tirolese, Scudetto con stemma Thun, olio su rame, 1663. do II d’Asburgo (1629). A questo periodo risale anche l’istituzione della linea boema il cui capostipite, Giovanni Cipriano (1569-1531), ricevette i possedimenti dal fratello Cristoforo Simone, che aveva combattuto durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648). A sinistra: Giuseppe Molteni (1800-1867), Ritratto di Matteo Thun, Vienna, Collezione Mathäus Thun- Hohenstein. A destra: Giovanni Battista Lampi, Ritratto del principe vescovo Pietro Vigilio Thun, olio su tela, cm 164 x 128, 1776. il Trentino – aprile 2010 9 A sinistra: Pittore veneto, Paesaggio con cane e veduta di Castel Thun, olio su tela, cm 96 x 119, 1750-1770 ca. A destra: Particolare della decorazione dell’atrio con gli stemmi Thun e Arsio. In basso: Archivio provinciale di Trento, Biblioteca Thun di Castel Thun, Edizione del 1745 della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Archivio provinciale di Trento, Biblioteca Thun di Castel Thun, Edizione del 1740 del De iure venandi diatriba di Johann Wilhelm von Göbel. L’archivio e la biblioteca Gli interventi di tutela e valorizzazione della Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici Dirigente: dott. Livio Cristofolini Funzionari: dott. Armando Tomasi, Direttore dell’Archivio provinciale di Trento L’Archivio Thun di Castel Thun, oggi custodito presso quello provinciale di Trento, come già aveva avuto modo di sostenere nel 1856 Tommaso Gar – giudizio poi ripreso da Albino Casetti nella sua Guida storico-archivistica del Trentino (1961) – è certamente uno dei più significativi complessi documentari del nostro territorio. Nell’introduzione al saggio L’archivio del castello di Thun sempre il Gar si era spinto a dichiarare che non è possibile scrivere una “storia coscienziosa” del Principato di Trento e della Contea del Tirolo senza aver preso “accurata notizia” delle “suppellettili di carta e pergamena” custodite nel maniero anaune. A darcene adeguata cognizione basterebbero i semplici dati di consistenza: 1.788 pergamene, 1.257 registri e circa 250 buste di atti sciolti. È su questo materiale, in primo luogo, che si è concentrata l’attività della Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici, a partire dal 1992, attraverso sistematiche campagne di intervento volte alla tutela e poi alla valorizzazione di tale patrimonio. Se l’ordinamento e l’inventariazione dei car- teggi, avviata nel 2007, è ancora in corso (a causa della mole di questa sezione, una vera miniera di dati per la ricerca storica futura), già da cinque anni i regesti e le immagini digitali del fondo pergamenaceo, nonché l’inventario dei registri, sono stati resi consultabili on-line (all’indirizzo http://www. trentinocultura.net). Dell’Archivio Thun conservato presso l’Archivio di Stato di Litomerice, sezione di Děčìn (Repubblica Ceca), consistente in 1.772 pergamene e 197 buste di carteggio, un primo censimento è stato effettuato a partire dal 1996. Tale documentazione, suddivisa in sei serie e un’appendice, è di estrema rilevanza per la storia sia della famiglia sia del territorio trentino: numerosi gli atti di investitura e le nomine imperiali, così come la documentazione attestante il ruolo “pubblico” dei vari membri della casata (dai conchiusi delle diete, al carteggio di personaggi in vario modo imparentati con i Thun), nonché quella relativa all’amministrazione patrimoniale. Tra il 2002 e il 2008, allo scopo di rendere fruibile anche questi materiali, si è proceduto con le campagne di microfilmatura, fotografia e digitalizzazione che hanno prodotto oltre 8.000 immagini digitali delle pergamene (dotate di oltre 550 sigilli) e circa 110.000 immagini digitali dei microfilm relativi al carteggio. È stato così possibile ricostruire, almeno virtualmente, l’unitarietà originaria dell’archivio precedente allo smembramento ottocentesco. Anche la biblioteca della famiglia Thun, ora consultabile presso l’Archivio provinciale di Trento, è stata sottoposta a una serie di interventi per garantirne la conservazione e l’utilizzo, culminati quindi nella completa catalogazione nell’ambito del Catalogo Bibliografico Trentino (http:// www.trentinocultura.net/catalogo/ cat_biblio/cat_biblio_h.asp). La preziosa raccolta conta circa 9.500 unità (tra monografie, periodici e opuscoli editi dalla fine del XV alla fine del XX secolo) e rispecchia gli interessi e il prestigio della famiglia. Molte le opere di diritto, di storia, di scienze naturali, filosofia e letteratura, affiancate da quelle di storia locale e dai manuali di agricoltura e di economia domestica. 10 il Trentino – aprile 2010 Il museo In basso a sinistra: Cappella di San Giorgio, particolare degli affreschi (prima del restauro). A destra: Monogrammista “A.P.”, Ritratto di Dorothea Khuen Belasi Liechtenberg, olio su tela, cm 195,5 x 116, 1593. Intorno all’inaugurazione di Castel Thun (17 aprile, ore 15.30), fino al 25 aprile, lo staff del Castello del Buonconsiglio ha organizzato un ricco calendario di appuntamenti (musica, degustazioni, attività per bambini, maratone letterarie) e di visite guidate. Informazioni: Tel. 0461.657816 http://new.buonconsiglio.it/index.php/it/Castel-Thun Orario: – dal 18 aprile al 3 maggio 2010 ore 9.30-17.00 dal martedì alla domenica – dal 4 maggio al 7 novembre 2010 ore 10.00-18.00 dal martedì alla domenica – dall’8 novembre al 30 novembre 2010 ore 9.30-17.00 dal martedì alla domenica – dal 1 dicembre al 31 dicembre 2010 aperto il sabato e la domenica ore 9.30-17.00, dal martedì al venerdì su prenotazione. Chiuso i lunedì non festivi, 25 dicembre e il 1 gennaio 2011. Tariffe: intera € 5,00; ridotta € 3,00; promozionale 4 sedi € 8,00; attività didattica per famiglie € 7,00; servizio didattico per scolaresche € 2,00; servizio visite guidate per gruppi organizzati in orario € 50,00; servizio visite guidate per gruppi organizzati fuori orario € 60,00; visite guidate a orario fisso € 2,00. Le decorazioni pittoriche e le collezioni di Castel Thun Il multiforme lavoro della Soprintendenza per i Beni storico-artistici Dirigente: dott.ssa Laura Dal Prà Funzionari: dott.ssa Raffaella Colbacchini, arch. Giovanni Dellantonio, dott. Elvio Mich, dott. Alessandro Pasetti Medin, arch. Ermanno Tabarelli de Fatis «La stanza ove si apparecchiava il convito era tutta vestita di dipinti, fra i quali molti di gran valore»: così, alla metà dell’Ottocento, Carlo Perini iniziava la descrizione della Sala da pranzo di Castel Thun, nell’ormai celebre articolo che fotografava, per l’ultima volta, lo splendore della dimora nobiliare prima che la fine del secolo lo spogliasse, drammaticamente, di parte sostanziale delle collezioni. Castel Thun, raro esempio di dimora arredata, conserva a tutt’oggi un’eccezionale raccolta artistica, frutto di un secolare mecenatismo, e una straordinaria ricchezza di arredi e di suppellettili, in buona parte ora ricollocati nella suggestiva sequenza di salotti e di camere. Alla quadreria appartengono, oltre ai ritratti di famiglia, paesaggi, nature morte, dipinti di soggetto religioso e mitologico, alcuni a firma di grandi autori dell’arte italiana (Jacopo Bassano, Camillo Procaccini, Giacomo da Castello, Giuseppe Maria Crespi, Giovanni Battista Lampi) e mitteleuropea (Kohl, Vollmer, Achenbach, Heinlein per il XIX secolo). Rinascimento, Settecento, Impero e Biedermaier convivo- no nelle sale: una straordinaria ricchezza di pezzi, stipi, cassettoni, credenze, divani, poltrone, stufe a olle, argenteria, porcellane, vetri da tavola, armi bianche, forzieri, sculture in alabastro. Il catalogo delle suppellettili sarebbe impressionante, ma adeguato alle aspettative del visitatore di una simile residenza. E come non citare la bellissima boiserie e le altre decorazioni lignee della Stanza del vescovo. Ancora, non meno eloquente del glorioso passato, è la singolare collezione di carrozze e di slitte. Su questo variegato patrimonio, notevole anche nei soli numeri (oltre 150 i dipinti su tela e su tavola, quasi 600 i soli mobili restaurati), si è concentrata a partire dal 1996 l’attività, svolta in buona parte in diretta amministrazione, della Soprintendenza per i Beni storico-artistici. Importanti i risultati scientifici, soprattutto dallo catalogazione della quadreria, ma la capillarità e l’omogeneità degli interventi è misurabile anche negli episodi “minori”, come l’integrazione coerente delle tappezzerie, dove quelle originali non erano più recuperabili, e l’elettrificazione dei lampadari. Un capitolo a sé stante è rappresentato dai restauri conclusi delle decorazioni pittoriche della cappella di S. Giorgio, affreschi oggi in corso di studio anche sotto il profilo storico-artistico e archivistico, e dell’androne, dove campeggiano, parzialmente conservati, gli stemmi Thun. Una menzione è d’obbligo anche per le carte da parati del secondo e terzo piano, in particolare quelle più pregiate del cosid- detto “stanzino”, della fine del Settecento e di probabile manifattura francese, che al momento non è stato ancora possibile ricollocare, a causa di una serie di fessurazioni nella superficie muraria. Quasi a commento di questo importante patrimonio, che si spalancherà agli occhi del pubblico, in occasione dell’apertura di Castel Thun sono stati ideati dallo staff del Buonconsiglio anche due piccoli percorsi espositivi sull’iconografia del maniero, in pittura e nella grafica, e sui ritratti dei più illustri rappresentanti della famiglia anaune. 12 il Trentino – aprile 2010 La Paganella si rinnova La Giunta provinciale ha preso atto che i comuni di Andalo, Fai della Paganella e Zambana hanno approvato la loro partecipazione alla società Paganella 2001 s.p.a. per un importo, per ogni singola amministrazione, pari ad euro 499.999,80, intendendo in tal modo prender parte alla realizzazione del programma pluriennale di ammodernamento di impianti di risalita e delle piste da sci dell’Altopiano della Paganella. Con la medesima deliberazione l’esecutivo provinciale ha concesso a ciascuno dei comuni di Andalo, Fai della Paganella e Zambana un contributo di 474.999,81 euro, pari al 95% della spesa ammessa. I fondi dell’Apiae Assegnati dalla Provincia all’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche i fondi per l’attività 2010. Il finanziamento è pari a euro 6.809.253,95. L’Agenzia è stata istituita con la legge finanziaria del marzo 2009 e nasce dall’aggregazione delle strutture deputate alla gestione degli interventi agevolativi in favore dell’economia trentina, agricoltura esclusa. I settori interessati sono dunque quelli dell’artigianato, del commercio, della cooperazione, dell’industria e del turismo. Scopo dell’Apiae è rendere più efficace l’attività di concessione ed erogazione di aiuti, contributi e agevolazioni finanziarie comunque denominati a favore degli imprenditori. Notizie La Manifattura del futuro È stato presentato a Rovereto il progetto per quella che è stata chiamata “la rinascita” della Manifattura Tabacchi, storica sede produttiva, oggi chiusa e in futuro destinata, nelle intenzioni, ad essere polo di produzione ma anche innovazione e ricerca. «La fabbrica – ha detto il presidente di Manifattura Domani, Gianluca Salvatori – era un tempo un oggetto costruito per durare negli anni, come le piramidi. La Manifattura ne è un esempio con i suoi 150 anni di vita. Oggi le fabbriche sono più simili alle tende dei nomadi, sono fatte anche per spostarsi. Sullo sfondo di questa trasformazione ci sono i territori e le persone. Con cosa possiamo sostituire una fabbrica costruita come una piramide in una realtà che non è più la stessa? Non si può che sostituirla con un sistema che metta in rete tanti soggetti. Un sistema di relazioni tra imprese ed altre realtà che si ancorino al territorio». L’obiettivo, ha aggiunto, è lo stesso di un tempo ma con altre forme, quelle che anche noi conosciamo grazie ai distretti industriali. Vogliamo creare una rete di collaborazioni e sinergie che superino il limite del destino della singola fabbrica, che può spostarsi o chiudere. «In Trentino si è fatta la scelta di investire sul tema dell’energia, della green economy – ha spiegato Salvatori – e in questo ambito si possono trovare vocazioni e specializzazioni come le costruzioni a basso impatto e le energie rinnovabili». Manifattura ospiterà anche formati nuovi di industria, imprese manifatturiere, servizi, laboratori, luoghi per la formazione. Troveranno posto università e ricerca ma anche funzioni pubbliche e servizi per la comunità e la città. Tra aprile e maggio sarà presentato il master plan, a giugno ci saranno i primi insediamenti. Il 24 aprile è previsto un incontro con i progettisti che stanno lavorando al ridisegno degli spazi. Fibra ottica per tre La Giunta provinciale ha approvato l’accordo di programma con la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Consorzio BIM Piave di Belluno per il completamento della dorsale di distribuzione est dell’infrastruttura in fibra ottica della Provincia autonoma di Trento. L’intervento consentirà di completare la dorsale, collegando alla fibra ottica “trentina” i comuni veneti di Sovramonte, Lamon, Fonzaso, Arsiè e Cismon del Grappa e si realizzerà grazie alla sinergia di tutti gli enti interessati, consentendo in tal modo di migliorare la qualità della vita della popolazione dei comuni delle tre province, la competitività delle imprese insediate in questi territori ed elevando lo standard dei servizi. Università a colori La Giunta provinciale ha deliberato di indire una selezione per l’assegnazione di otto borse di studio a favore di oriundi trentini all’estero che intendono frequentare i corsi dell’Università degli Studi di Trento. Le otto borse di studio, che rientrano nell’iniziativa denominata “Università a colori”, avranno un onere complessivo di 110mila euro che saranno così suddivisi: 45mila euro per l’anno 2010 e 65mila euro per il 2011. Stalking: come difendersi Comportamenti indesiderati, molesti e persistenti con i quali una persona perseguita un’altra invadendone la vita privata: è lo stalking, un fenomeno sociale di cui solo ultimamente si è capita la gravità e a cui l’ordinamento risponde con sanzioni penali, civili e, se commesso sul luogo di lavoro, anche disciplinari. L’assessore provinciale alla solidarietà internazionale e alla convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami e la Consigliera di parità, Eleonora Stenico hanno presentato un vademecum per riconoscere lo stalking e sapere come reagire e a chi rivolgersi. Il libretto è in distribuzione presso gli uffici della Consigliera di parità, in via Jacopo Aconcio 5 a Trento, ma sarà distribuito anche presso consultori, biblioteche, uffici pubblici e ospedali. Insistenza, ripetitività delle condotte moleste, forte pressione psicologica, l’esistenza di un precedente rapporto tra vittima e persecutore sono gli elementi che caratterizzano lo stalking. Lo stalker, secondo le statistiche, è prevalentemente un uomo con un’età media di 36 anni, nella maggior parte dei casi single, con un buon livello di scolarità e spesso disoccupato. Attese sotto casa, pedinamenti, telefonate insistenti, continui messaggi, bigliettini, sms, e-mail, regali indesiderati, fino alle minacce e ai danneggiamenti: questo è il repertorio classico dello stalker. Nel vademecum sono riportare dieci regole per difendersi. Conoscere bene le persone con cui ci si relaziona, graduare la diffusione dei propri dati e dei propri recapiti in funzione della conoscenza del partner, manifestare il proprio dissenso di fronte a comportamenti indesiderati, annotarli e tenere traccia, e quindi prova, delle azioni moleste, se necessario modificare le proprie abitudini e prendere accorgimenti per la sicurezza propria e dell’abitazione sono alcuni dei consigli riportati nell’opuscolo. il Trentino – aprile 2010 Aiuti ai malati di SV e SLA «Un provvedimento fortemente voluto, nel segno di una sanità pubblica che vuole e deve stare vicina ai cittadini malati e alle loro famiglie, specie quando le patologie sono di estrema e dolorosa gravità». Così Ugo Rossi, assessore alla salute e politiche sociali, sottolinea la valenza della delibera che la Giunta provinciale ha approvato. Si tratta di “Interventi sanitari ed assistenziali per le persone in stato vegetativo o a minima responsività e per le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica”. Quelle che in sigla vengono definite SV e SLA (quest’ultima, a livello nazionale, resa tristemente nota dal fatto che è la malattia che ha colpito anche alcuni celebri ex sportivi). Ebbene, con la delibera adottata – che pone il Trentino all’avanguardia in Italia in questo campo – dal primo aprile, per le persone in stato vegetativo o a minima responsività e per le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica ci sono significative novità. Anzitutto l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa da parte dell’utente (retta alberghiera), nei casi di ricovero in RSA. Inoltre il riconoscimento di un contributo, pari a 6mila euro l’anno, per il sostenimento delle spese assistenziali a favore di quelle persone che, pur in possesso dei requisiti previsti per l’ingresso in RSA, decidono di optare per il mantenimento a domicilio. Nuovo test sul Papilloma virus A partire dall’8 marzo viene sperimentato nell’ambito di un progetto pilota strategico del Ministero della salute un test per la ricerca del Papilloma virus (HPV), che potrebbe offrire garanzie ancora migliori per la tutela della salute della donna. Saranno 8.135 le donne scelte casualmente tra i 35 e i 64 anni di età che verranno invitate dall’unità operativa di anatomia patologica dell’ospedale S. Chiara di Trento, a sottoporsi al controllo nell’ambito del programma per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero effettuando, oltre al normale pap test un test per la ricerca del Papilloma virus umano (HPV). Il progetto sperimentale ha la finalità di valutare la possibilità di sostituire in futuro il classico pap test dando maggiore sicurezza sugli esiti dell’esame; un progetto che è portato avanti anche a Reggio Emilia e a Torino. 13 Informarsi sui cambiamenti della scuola Nella home page del portale Vivoscuola è possibile accedere alle informazioni sui vari indirizzi di studio della scuola secondaria di II grado ed ai macrosettori della formazione professionale di base in Trentino, cliccando sul banner Orientamento guida 2010/2011. Il prodotto è stato pensato con un taglio comunicativo adatto agli adolescenti, utilizzando i linguaggi informatici e multimediali. La struttura delle schede, suddivise per scuole, è stata pensata anche per facilitare la comparabilità delle diverse offerte in termini di contenuti disciplinari. I quadri orari completi sono in visione sempre nel sito, ciccando sul link Riforma della scuola superiore – percorsi del secondo ciclo d’istruzione. Discipline obbligatorie e nuovi quadri orari. All’interno delle stesse schede sono stati inseriti gli indirizzi di posta elettronica e i link che permettono di accedere ad informazioni dirette in relazione ai progetti educativi d’istituto. Con il gioco Creascuola ciascun ragazzo può stabilire le materie della propria scuola ideale e cercare in Trentino quella che le si avvicina di più. C’è un elenco di materie che, utilizzando il mouse, si possono trascinare in una libreria virtuale. Una volta inserite, cliccando, saranno visualizzati i percorsi di studi che corrispondono maggiormente alle scelte fatte. La quantità di libri che apparirà negli scaffali corrisponde al carico orario settimanale di ciascuna materia. www.vivoscuola.it Riabilitazione di eccellenza al CeRin La Giunta provinciale ha prorogato fino al 30 giugno 2011 la fase sperimentale del Centro di riabilitazione neurocognitiva (CeRin), autorizzando l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ad erogare le prestazioni del Centro ai pazienti non residenti in provincia di Trento, senza la preventiva autorizzazione dell’azienda sanitaria di residenza. Con questo provvedimento si vuole favorire la crescita del CeRin a livello nazionale nell’ambito delle neuroscienze, con importanti ricadute sul sistema della ricerca e della cura trentino. Trapianti, collaborazione con Innsbruck Numerosi gli operatori sanitari che, insieme ai rappresentati delle associazioni trentine, hanno accolto la delegazione austriaca venuta all’ospedale S. Chiara di Trento per presentare ufficialmente ai colleghi trentini il nuovo direttore della chirurgia dei trapianti e della chirurgia viscerale e toracica del Policlinico universitario di Innsbruck, Johann Pratschke. «Una collaborazione importante, quella con il centro di Innsbruck, che ci ha permesso di raggiungere risultati tra i migliori in Italia in questo settore – ha detto Franco Debiasi, direttore generale reggente dell’Apss. In conclusione un saluto speciale ai colleghi dal nuovo primario Johann Pratschke, 45 anni, notevole carriera alle spalle nel settore trapianti, che conferma la voglia di proseguire nella logica di superare gli inevitabili ostacoli che un progetto così importante può incontrare». Iasma sempre più internazionale Nel comitato scientifico di Progress in Physical Geography, prestigiosa rivista scientifica internazionale di geografia fisica e scienze della terra, spicca anche il nome dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, rappresentato dal ricercatore Duccio Rocchini. Rocchini opera nell’area Ambiente del Centro Ricerca e Innovazione, sotto la supervisione di Markus Neteler, occupandosi di ricerca nei settori telerilevamento ed ecologia spaziale applicati alle Landscape Genetics, ovvero alla relazione tra diversità genetica e variabili ecologiche e geografiche. Oltre alla profonda esperienza maturata nel proprio specifico ambito di studio, le numerose collaborazioni strette dal prof. Rocchini con vari istituti di Europa e Stati Uniti segnano un ulteriore arricchimento nella rete di contatti internazionali del Centro Ricerca e Innovazione. Il futuro dell’edilizia sostenibile Sarà un grande convegno internazionale a inaugurare il percorso per il lancio di LEED ITALIA, il primo caso di “localizzazione” nazionale del sistema di rating della sostenibilità degli edifici più diffuso nel mondo. La manifestazione trentina, organizzata da GBC-Green Building Council Italia in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, è dedicata al mondo delle istituzioni, delle costruzioni, delle tecnologie innovative e della committenza illuminata. Le tappe: il 14 aprile a Trento, l’11 giugno a Milano e il 23 settembre a Roma, in occasione del World Green Building Day e a Bologna in occasione del SAIE. Interlocutori saranno oltre ai 300 soci, esponenti delle istituzioni legate alla gestione del territorio, aziende, professionisti dell’edilizia, dell’architettura e dell’urbanistica, con il mondo del Real Estate e dei grandi investitori. Tel. 0464.443458 Cell. 348.7120287 www.gbcitalia.org 14 il Trentino – aprile 2010 Fly Ski Shuttle, servizio utile Dall’inizio della stagione invernale a fine febbraio sono stati 2.888 i turisti che hanno scelto il servizio Fly Ski Shuttle per raggiungere, dagli aeroporti di Bergamo, Treviso, Verona e Venezia le piste del Trentino aderenti all’iniziativa. I dati aggiornati parlano chiaro: il servizio transfer Fly Ski Shuttle è sempre più apprezzato dai turisti che d’inverno scelgono le stazioni sciistiche trentine. Grazie a questo servizio, d’inverno la vacanza in Trentino comincia già in aeroporto, visto che il turista al momento dello sbarco è accolto da una hostess, che lo accompagna al pullman diretto verso la località sciistica prescelta. L’obiettivo del progetto è quello di rendere più accessibili i luoghi di vacanza agli appassionati che si servono dei voli nazionali ed internazionali, evitando loro inconvenienti con i trasporti di linea spesso poco funzionali. Notizie Rinasce l’Ospedale di Mezzolombardo La Giunta provinciale ha approvato la delibera che delinea le indicazioni programmatiche per la nuova configurazione dei servizi della struttura sanitaria di Mezzolombardo. Quel nuovo ospedale S. Giovanni che diventerà realtà entro tre anni; il 26 gennaio scorso lo sgombero. È stato inoltre costituito il gruppo di lavoro preposto alle attività tecnico amministrative legate alla realizzazione di questo intervento. Si ricorda come la struttura sanitaria S. Giovanni costituisce il riferimento di primo livello per una comunità – i comuni della Rotaliana e Altopiano della Paganella – che rappresenta un bacino d’utenza di circa 32.000 persone. A questa comunità è necessario garantire un’offerta sanitaria adeguata. La nuova configurazione attribuita consentirà al S. Giovanni di Mezzolombardo di continuare a costituire, nell’ambito del Servizio sanitario provinciale, un nodo strutturale della rete sanitaria trentina caratterizzato da specifici elementi innovativi sul piano organizzativo ed operativo. Valanghe: utile l’opuscolo informativo “Attenzione, anche le valanghe frequentano la montagna”: questo il titolo di un pieghevole predisposto dalla Protezione civile della Provincia autonoma di Trento in distribuzione in tutto il territorio. Avvicinandosi la primavera, il rischio di valanghe causate dal brusco aumento delle temperature diventa elevato. La Protezione civile raccomanda dunque a tutti gli amanti della neve, in particolare a coloro che praticano lo scialpinismo, a chi va con le ciaspole, ma anche ai semplici “passeggiatori”, di non “abbassare la guardia” e di seguire sempre le regole fondamentali: informarsi su dove è meglio andare consultando il bollettino valanghe; muoversi correttamente sul terreno; proteggersi sempre con a.r.va., pala e sonda. I bollettini valanghe sono pubblicati sul sito www.meteotrentino.it e sono consultabili telefonicamente chiamando lo 0461.238939. Un altro sito da consultare è www.aineva.it. Dalla Russia con promozione Sochi 2014-Fiemme 2013: i due grandi avvenimenti sportivi diventano sempre più vicini ed in tal senso Trentino e Russia stanno lavorando per definire un vero e proprio accordo di co-marketing. L’occasione per un nuovo passo avanti in questa direzione l’ha offerta la fiera internazionale del turismo Intourmarket 2010 svoltasi a Mosca, dove è stato presente anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai che ha ricambiato la visita di qualche mese fa del viceministro Gennady Pilipenko. «La firma che abbiamo apposto a Trento in calce al nostro protocollo di intesa – ha esordito Pilipenko – ha aperto una prospettiva che qui in Russia molti investitori vedono con interesse». Non si tratta dunque solo di tematiche turistiche, ma anche di possibili campi di collaborazione su altri settori economici, come pure formativi e culturali in genere. Del resto, lo scenario che si apre guardando ad Est è impressionante per la sua vastità e per le sue potenzialità. I grandi numeri, in termini di dimensioni territoriali, di popolazione, di risorse disponibili ma anche di fabbisogni, sembrano però richiedere un know-how che a quanto pare il piccolo Trentino è riuscito a capitalizzare. Ecco perché l’ipotesi di un forte gemellaggio per promuovere congiuntamente i Campionati del Mondo che la Val di Fiemme attende tra tre anni e le Olimpiadi di Sochi nel 2014 appare allettante e concreta. Scambio dati con ICAR L’indotto della Juventus È di 4,3 milioni di euro il giro d’affari dell’indotto economico legato al ritiro precampionato svolto dalla Juventus nel luglio 2009 a Pinzolo, in val Rendena. Un dato certamente sorprendente quanto gratificante per i promotori di questo importante momento di promozione sportivo-territoriale (Trentino spa, Apt di ambito, Comune di Pinzolo con il sindaco William Bonomi e l’assessore al turismo del Trentino Tiziano Mellarini), frutto di una ricerca-indagine svolta dall’Osservatorio provinciale per il turismo e coordinata da Gianfranco Betta. Al via il Parco archeo-minerario di Primiero La Giunta provinciale ha approvato la delibera che dà il via libera al finanziamento al Comune di Transacqua relativo al parco minerario del Primiero e, più in particolare, all’area mineraria di Transacqua. Il finanziamento – un milione e 140mila euro – rientra nell’ambito del Fondo per gli investimenti di rilevanza provinciale. Il progetto “Parco archeo-minerario di Primiero” prevede il recupero dell’area mineraria di Transacqua - galleria Friole e la ristrutturazione di Villa Caneva (I° lotto). La Giunta provinciale ha approvato lo schema di piano attuativo 2010 del progetto di Interoperabilità e Cooperazione Applicativa tra le Regioni denominato ICAR. Si tratta di un progetto che crea le condizioni infrastrutturali e definisce le modalità per far collaborare e interagire i diversi sistemi informatici delle regioni e degli enti pubblici. In pratica il progetto ICAR è servito per costruire le regole con cui le amministrazioni regionali possono scambiarsi dati e informazioni per via telematica per fornire servizi sempre migliori ai cittadini. Oggi, grazie a ICAR, l’interoperabilità ha trovato applicazione in vari settori, come ad esempio quello del pagamento delle tasse automobilistiche e della gestione dei dati anagrafici. il Trentino – aprile 2010 15 Riservato ai golosi “Dulcis in Fondo” ritorna in Val di Non S e volete trascorrere un insolito weekend all’insegna del dolce Trentino, appuntamento in Val di Non sabato 24 e domenica 25 aprile con la seconda edizione di Dulcis in Fondo, la manifestazione dedicata all’artigianato dolciario che offre un ricco programma di iniziative per tutta la famiglia. Quest’anno tema dell’evento sarà il castello, in omaggio a Castel Thun, la storica dimora di una delle casate tra le più antiche e potenti dell’intera Regione, che, dopo anni di restauro, verrà riaperta al pubblico per mostrare il fascino delle sue 150 stanze arredate con mobili originali d’epoca. Nata con l’intento di promuovere il comparto del dolce artigianale, Dulcis in Fondo lo scorso anno ha riscosso un grande successo con oltre 6.000 visitatori in due giornate. La nuova edizione convoglia all’interno della manifestazione tante e diverse realtà artigianali d’eccellenza, provenienti anche da altre province italiane. Protagonisti saranno dolci di ogni tipo, pro- dotti di pasticceria e di pasta fresca, cioccolatini, distillati, mieli, liquori e gelati: golose creazioni artigianali che si potranno anche acquistare direttamente dai produttori all’interno del percorso espositivo. L’edizione 2010 prevede tante iniziative adatte a grandi e piccini. Sono assolutamente da non perdere le dimostrazioni dell’arte pasticcera ad opera delle Scuole Alberghiere della Provincia di Trento, che si concluderanno con la degustazione guidata dei dolci realizzati in abbinamento ad un buon bicchiere di vino; le lezioni di cucina con lo chef trentino Cristian Bertol, vincitore de “l’Uovo d’Oro” nella scorsa edizione del programma televisivo “La Prova del Cuoco”. I bambini possono divertirsi con i laboratori creativi: giochi di manipolazione e impasto, composizioni fantasiose e momenti di dolci racconti si alterneranno per la gioia di tutti i piccoli ospiti. Sono proposti per gli addetti ai lavori semina- RICETTA PRIMA CLASSIFICATA dell’edizione 2009 del Concorso “I Biscotti della mamma” «Dulcis in Fondo», che ha esordito lo scorso maggio presso il Palanaunia di Fondo in Val di Non, ha fatto assaporare il lato più delizioso del Trentino. La manifestazione dedicata all’artigianato dolciario ha rappresentato una vetrina eccezionale per tutte quelle aziende che hanno saputo e voluto mettersi in gioco. Tra tutte le iniziative, grande successo ha avuto il concorso “I biscotti della mamma” per il quale mamme, nonne e zie hanno dato il via ad una appassionante sfida in cucina. Le cinquantanove ricette che hanno partecipato alla gara sono state raccolte in un libro. Potrete così riassaporare quei golosi momenti in attesa della prossima edizione di “Dulcis in Fondo”. Di seguito la ricetta che ha vinto il primo premio nell’edizione 2009: FROLLINI AL BURRO CON CONFETTURA DI MELE COTOGNE Michela Calliari e Flavia Segna – Malosco Ingredienti per l’impasto: 400 g di farina bianca, 100 g di fecola di patate, 200 g di zucchero, 250 g di burro, 2 uova, ½ bustina di vanillina, 5 g di lievito in polvere, profumo di arancia Ingredienti per la farcitura: confettura di mele cotogne, zucchero a velo Al lavoro: formate una fontana con la farina e la fecola e mettete nel centro gli altri ingredienti. Impastate sino a formare una pasta liscia ed omogenea, copritela e lasciatela riposare in un luogo fresco per almeno 30 minuti. Stendete l’impasto e tirate una sfoglia non troppo sottile, quindi tagliatela con gli stampini. Cuocete i biscotti nel forno a 180° fino a quando non saranno leggermente dorati. Farcite poi la metà dei biscotti con la confettura di mele cotogne, quindi sovrapponeteli ai biscotti rimanenti e spolverizzate con abbondante zucchero a velo. ri e incontri con professionisti del settore, tra i quali anche il noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio. A tutti gli appuntamenti si può partecipare gratuitamente, previa iscrizione in loco. Tel. 0461.420530 www.dulcis-in-fondo.blogspot.com www.ceii.it nnn 16 il Trentino – aprile 2010 Notizie Ecco la casa intelligente L’alloggio domotico dell’ITEA si mostra al pubblico Alessia Negriolli Fotoservizio: Agf Bernardinatti L’ alloggio domotico di piazza Garzetti a Trento, oggetto di una recente partnership tra ITEA, PAT, FBK, Ateneo e Opera universitaria – che ne hanno promosso le potenzialità tecnologiche – apre i battenti al pubblico. Già avviati i primi contatti con alcune cooperative trentine, tra cui “Handicrea” e “La Rete”. L’e-welfare a sostegno dell’utenza debole: prosegue l’impegno di ITEA sul fronte della “domotica”. La campagna promossa dall’Istituto per l’edilizia abitativa ha ricevuto grande impulso nell’ottobre 2009 dall’accordo sottoscritto con la Provincia autonoma di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Ateneo e Opera universitaria per dare avvio a nuovi scenari di sperimentazione tecnologica di settore. A cinque mesi dalla convenzione, ITEA lancia l’apertura al pubblico dell’alloggio di piazza Garzetti (civico 6, int. 3) per 41 giornate l’anno fino a dicembre 2010. L’obiettivo è semplice, presentare alla gente comune e agli addetti ai lavori – ricercatori, imprenditori, tecnici – i risultati ottenuti nel campo della progettazione di apparati domotici e dimostrare dal vivo l’intera gamma delle loro funzionalità. L’appartamento di piazza Garzetti è infatti una summa delle strumentazioni più sofisticate di settore e i visitatori potranno testare con mano e verificare tutte le apparecchiature ivi contenute che, in sintesi, hanno tre grandi obiettivi: essere di supporto ai soggetti non autosufficienti; ottimizzare il comfort ambientale; contenere i consumi energetici. L’Opera universitaria ha provveduto ad assicurare la presenza di alcuni studenti universitari “150 ore” che, previa frequenza di un corso di formazione a cura di un tecnico di ITEA, turneranno nell’arco delle 8 ore e avranno il compito di organizzare le visite di gruppo. Queste ultime dovranno rispettare un numero massimo di 15 persone, una durata media di 15-20 minuti e il seguente orario: 10.00-18.00. Finalità implicita del progetto è creare una rete di sinergie sul territorio, in particolare tra coloro che sono attivi in prima linea in questo settore. ITEA ha infatti già avviato alcuni contatti con le cooperative di categoria, tra le quali IL CALENDARIO DELLE APERTURE – Festival dell’Economia: 4-5-6 giugno – Feste vigiliane: 26-27 giugno – Fiera Idee Casa: dall’1 al 7 novembre – Mercatini di Natale / Fiera di S. Lucia: dal 29 novembre al 19 dicembre – Primo lunedì del mese: 5/4, 3/5, 7/6, 6/9, 4/10, 8/11 Info: Tel. 0461.803264; 0461.803286 e-mail: [email protected] il Trentino – aprile 2010 “Handicrea” e “La Rete”. Entrambe hanno dato testimonianza di avere le stesse motivazioni e le stesse necessità. Grazie ai centri dislocati sul territorio provinciale, ai contatti già consolidati con le imprese produttrici trentine e conoscendo bene le caratteristiche delle diverse forme di disabilità, le cooperative possiedono un quadro 17 aggiornato delle esigenze dei loro utenti e sono in grado, dunque, di fornire testimonianza diretta dei dispositivi dei quali maggiormente necessitano. Saranno quindi organizzate da ITEA visite con le persone disabili, che hanno scelto la strada di una vita autonoma e che intendono investire in quest’ambito e dotare le loro case dei dispositivi domotici. «La nostra Società – ha dichiarato la presidente ITEA Aida Ruffini – possiede a tutt’oggi in Trentino circa 80 alloggi domotici abitati da single e da famiglie. Gli utenti co-partecipano assieme all’impresa di costruzioni alla fase finale di realizzazione degli appartamenti, chiedendo specifici adattamenti a seconda delle necessità personali. E, dunque, grazie all’introduzione in itinere nell’alloggio di apparecchiature domotiche ad hoc, si abbattono di non poco i costi di post-intervento e di manutenzione». nnn ITEA, le 10 regole del vivere bene Nel mese di marzo è stato presentato il nuovo decalogo sul regolamento di condominio riformulato con un linguaggio moderno e in positivo. All’insegna del motto “Educare è meglio che reprimere”, il testo ha scelto l’uso della prima persona plurale “NOI” per stimolare il senso di appartenenza e di responsabilità di fronte alle regole. A breve sarà tradotto in quattro lingue. Trasformare i cosiddetti “doveri di convivenza” in “regole comuni di convivenza”, ispirate ad una logica di collaborazione e condivisione con i propri utenti. È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo centrale cui mira ITEA con il nuovo “Patto comune di Solidarietà e Convivenza”. Si tratta di una rivisitazione in chiave moderna dei vecchi cartelli affissi sui condomini Itea risalenti agli anni Cinquanta: questi ultimi verranno finalmente sostituiti e a presentare la nuova iniziativa c’è ora un patto, redatto nelle 4 lingue straniere più utilizzate dagli utenti – italiano, inglese, francese, arabo – che la presidente Aida Ruffini sta presentando a tutti i “capiscala” degli edifici dell’Istituto. Con loro sono stati organizzati tre incontri a Trento, Rovereto e Riva del Garda, che hanno riscosso ottimi risultati e registrato una grande adesione con oltre un centinaio di presenze ad ogni riunione. “Rispettiamo tutti e tutti ci rispetteranno”: già il primo punto riassume lo spirito del nuovo regolamento. Tali norme riconoscono gli inquilini Itea come i primi responsabili della cura del condominio, in modo da rafforzare la buona convivenza e, soprattutto, arrivare ad un’accettazione e interiorizzazione più consapevole delle norme di vita comune. Aida Ruffini ha elogiato in particolare il ruolo dei referenti condominiali: «Grazie a voi per l’impegno costante che dimostrate nel contribuire al mantenimento del benessere e della pace nei vostri caseggiati. Dalla condivisione di questo patto deve nascere la consapevolezza di essere attori nella gestione dell’immobile in cui si vive». Allo stesso modo lo slogan dell’iniziativa, “non il solito luogo comune”, vuole esortare tutti gli inquilini sia a rendere ‘speciale’ la propria abitazione e gli spazi comuni, sia a un reale impegno nell’applicazione del Patto, affinché non rimanga il “solito luogo comune”, ma si traduca in azioni condivise e sostenute quotidianamente. Al termine di ogni incontro il dibattito si è concentrato sui temi più diversi e sono emersi una pluralità di elementi di criticità: da quelli generali, come le difficoltà che fiduciari e ispettori riscontrano nel far rispettare le regole, fino a problemi più dettagliati, quali parcheggi esterni, pulizie, rumori molesti, rifiuti, animali domestici e i noti problemi relazionali tra inquilini. «Per superare questi ostacoli – ha proseguito Aida Ruffini – è necessario stabilire un dialogo e cambiare le modalità di comunicazione. Infatti, i divieti portano spesso a reazioni emotive negative: è importante, quindi, che il messaggio trasmesso sia chiaro e porti ciascun inquilino a cogliere il significato profondo delle regole di convivenza e a riflettere sulle reali conseguenze della violazione delle norme per la collettività». 18 il Trentino – aprile 2010 INNOVAZIONE DIGITALE COMUNICAZIONE 750 km di cavidotti Così il Trentino digitale si mette in rete Giorgia Fasanelli Fotoservizio: Marco Simonini L e tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno cambiando sempre più la nostra società. Per accompagnare questo cambiamento, il ruolo del settore pubblico è fondamentale: per i servizi, per il sostegno dell’offerta e della domanda, per l’infrastrutturazione. In particolare, da una parte si deve avere la capacità di valorizzare e sviluppare il proprio capitale umano, le proprie competenze, le realtà di valore presenti sul territorio; dall’altra bisogna creare le infrastrutture idonee. Questo comporta l’adozione di azioni, convinte e durature, che permettano al Trentino di superare il cosiddetto digital divide, trasformandolo in un fattore di impulso e traino verso la crescita. Che il problema del digital divide e dell’accesso a Internet sia un tema caldo è noto a tutti. La Commissione Europea lo dice da anni: la larga banda è un elemento chiave per lo sviluppo delle aree geografiche svantaggiate e a rischio di isolamento. Cosa vuol dire questo? Che una zona difficile da raggiungere, sia per la morfologia del territorio che per la scarsa densità abitativa che la rende poco attrattiva, può beneficiare di una rete di alto livello per contrastare l’isolamento e mantenere il contatto con il mondo esterno. Un quadro che si adatta anche al nostro Trentino, caratterizzato per la presenza di molte zone a scarsa densità abitativa e montane, dove alto è il rischio di spopolamento e marginalizzazione. Dove, soprattutto, l’intervento degli operatori privati non contribuisce a colmare l’isolamento reale: troppo costoso infrastrutturare, e numericamente poco importanti gli utenti da raggiungere. Da qui la necessità dell’intervento pubblico, che non risponde alle logiche di mercato ma a quelle di offrire ai propri cittadini benessere e un’alta qualità della vita, anche grazie all’accesso ad Internet e alla diffusione delle nuove tecnologie. Avere Internet a larga banda (20 Mbps) o ultra larga banda (100 Mbps) viene oggi visto come una comodità al pari della luce. Ciò implica la necessità di infrastrutture simili proprio a quelle per portare la luce in casa: una rete di dorsale che corre lungo tutto il territorio e reti di distribuzione locali nelle aree comunali (ultimo miglio). Quello che in apparenza 2012 èchel’anno porterà ovunque l’accesso internet a larga banda sembra un “semplice servizio” necessita di un lavoro preparatorio e di una regia complessa, di adeguati tempi per la realizzazione e di costi che nessun operatore avrebbe mai messo in campo. Per questo la Provincia sta realizzando un’opera di oltre 750 km di cavidotti (come dire da Trento a Napoli) che costituirà la rete di dorsale. L’intervento è partito nel 2006 e si completerà nel 2011. A questo si affiancano altri progetti, per far fronte alle sempre più pressanti richieste della collettività: dall’affitto dell’infrastruttura in fibra ottica già disponibile per collegare le sedi della pubblica amministrazione sul territorio, alla rete wireless per diffondere la possibilità di accedere a Internet. Due ulteriori iniziative si stanno mettendo in campo. La prima prevede un bando di gara per l’estensione delle reti pubbliche esistenti. L’obiettivo è il Trentino – aprile 2010 19 DOVE SIAMO OGGI La dorsale in fibra ottica 750 km di cavi – 435 km di tratte realizzate – 106 km di tratte in fase di realizzazione – 172 km di tratte in appalto. La rete WiNet – una delle reti wireless più estese d’Europa 767 impianti realizzati – 1.188 apparati radio installati – oltre 400 utenze pubbliche attivate – oltre duemila utenze private collegate. I collegamenti in fibra ottica – sedi della Provincia, Catasto e Libro fondiario, Agenzia del Lavoro – Azienda Sanitaria quello di portare, su tutto il territorio, l’accesso Internet a larga banda 20 Mbps, in modo tale da coprire tutte le aree del Trentino in modo stabile e adeguato, entro i primi mesi del 2012. La seconda prevede la creazione di una società mista per la realizzazione delle infrastrutture di distribuzione (ultimo miglio) in fibra ottica. Il compito di questa società, che sarà costituita con la collaborazione di operatori di telecomunicazione e di enti che dispongono di infrastrutture (come le munici- – Università degli Studi di Trento e Opera Universitaria – Tecnofin Trentina, Centro Tecnofin Rovereto, Trentino Spa – centri di ricerca: Fondazione Bruno Kessler, Centro Microsoft, Fondazione Mach – Phoenix Informatica Bancaria – operatori televisivi: RTTR, TCA, Rai – Comune di Trento. I sistemi VoIP per il telefono sulla rete internet oltre 200mila euro risparmiati sui canoni e 650mila euro di risparmio sugli scatti telefonici – 19 sedi della Provincia – Consiglio Provinciale – Comune di Trento – Opera Universitaria – Trentino SPA. palizzate), sarà di portare nella quasi totalità delle case trentine dei collegamenti in fibra ottica in grado di supportare servizi ad altissima qualità (come la banda ultra larga 100 Mbps, la TV via cavo, fonia evoluta, telemedicina...). Trentino in Rete: un cappello per tante iniziative L’obiettivo di Trentino in Rete è semplice: portare Internet ad alta velocità in tutto il Trentino. Da una parte con la fibra ottica, che fornisce a tutti un accesso veloce, semplice e sicuro alla società dell’informazione; dall’altra con tecnologie wireless, per accelerare la copertura delle aree non raggiunte da alcun servizio xDSL, in attesa dell’arrivo dei cavi in fibra. La rete in fibra ottica rappresenta la dorsale da cui parte la connettività verso tutta la nostra provincia. Grazie agli oltre 750 chilometri di cavi che si andranno a posare, la dorsale raggiungerà con una connessione velo- ce e affidabile tutto il Trentino. La rete è stata disegnata per collegare tra loro le sedi della pubblica amministrazione sparse sul territorio, che possono così scambiarsi dati e collaborare in modo sicuro, con notevoli ricadute sui tempi e sull’efficienza della burocrazia. Un altro risultato concreto raggiunto grazie alla fibra deriva dalla messa in rete di tutti gli ospedali trentini, che grazie all’infrastruttura disponibile hanno potuto offrire alla popolazione nuovi servizi di telemedicina, con diagnosi più veloci, consulti a distanza e minori spostamenti a carico dei cittadini. Sulla rete in fibra ottica si appoggia WiNet, la rete Internet senza fili del Trentino, che grazie ad un sistema di antenne garantisce appunto la connessione nelle zone non raggiunte da alcun servizio di collegamento veloce e porta Internet nelle case e nelle aziende dei trentini, garantendo la copertura dell’ul- 20 il Trentino – aprile 2010 timo miglio. Infatti, la rete è pubblica e gestita da Trentino Network, che a sua volta affitta lo spazio per navigare agli operatori privati di mercati. Questi possono così offrire a cittadini e aziende del territorio abbonamenti per navigare in Internet. Le domande di Trentino in Rete Cos’è Internet e la rete web? Internet è un insieme di reti di computer sparse in tutto il mondo e collegate tra loro, a cui possono accedere migliaia di persone (utenti) per scambiarsi informazioni. Alla base del funzionamento di Internet vi è il collegamento tra due (o più) reti di computer attraverso una via di accesso (gateway). Il collegamento alla via di accesso è garantito da un provider. Chi è il provider? Il provider (o operatore) è la INNOVAZIONE DIGITALE COMUNICAZIONE società con la quale mi abbono per collegarmi alla rete. Una volta attivata la connessione tra il mio computer e quello del provider (host), posso navigare in Internet e quindi comunicare con tutti gli altri computer in rete. Cos’è la larga banda? Per larga banda si intende una trasmissione di dati caratterizzata dall’invio simultaneo di più dati per aumentare l’effettiva velocità di trasmissione. Il termine è oggi diventato sinonimo di una connessione più veloce di quella assicurata con un normale modem. Cos’è l’ultimo miglio? Con ultimo miglio si intende la tratta di cavo che collega la dorsale, che garantisce la connettività, alla casa o azienda da cui si vuole navigare in Internet. È quindi il tratto di strada che collega il mio computer alla rete di Internet. Perché devo installare un’antenna in casa per navigare in Internet? Le reti senza fili, o wireless, garantiscono la connettività estendendo o collegando reti esistenti. A partire dalla fonte di banda (per noi, la rete in fibra ottica), diffondono la rete sul territorio attraverso antenne che catturano il segnale. Poiché il segnale arriva via radio, come per la televisione o la radio appunto, per portarlo in casa devo installare un dispositivo che catturi tale segnale e lo renda disponibile. Le antenne sono pericolose per la salute? Le tecnologie usate dalla rete WiNet operano nella banda a 5,4 GHz per la modalità HiperLAN e a 2,4 GHz per la modalità WiFi. Tali emissioni sono confrontabili con i valori riscontrabili nell’utilizzo dei telefoni cellulari, con la differenza che in quest’ultimo caso la fonte è a diretto contatto con l’orecchio. Che vantaggi mi offre la fibra ottica? La fibra ottica può trasportare enormi quantità di informazioni in modo affidabile e a velocità molto superiori rispetto ai cavi in rame tradizionali. Consente il trasferimento di informazioni attraverso la propagazione di impulsi luminosi, garantendo così l’immunità da interferenze elettromagnetiche e migliori prestazioni. Quanto ci metto a scaricare un file mp3 oppure a ricevere una mail con 5 foto di buona qualità (circa 5 megabyte)? – modem tradizionale: circa 2 ore – collegamento WiFi o ADSL lite: circa 3-4 minuti – collegamento HiperLAN o ADSL plus: circa 30-40 secondi nnn Abbiamo tutti 5 sensi. Chi sa accogliere le diversità ne ha uno in più. Se hai senso civico, 6 una forza per tutta la società. PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Più senso civico, più comunità. 22 il Trentino – aprile 2010 Documento La situazione ambientale Valsugana, ecco la sintesi dei risultati delle analisi D opo alcune settimane dense di polemiche, anche mediatiche, e dopo l’incontro pubblico – tenutosi al palasport di Borgo Valsugana – dai toni molto accesi, torniamo sulla questione dell’inquinamento ambientale in Valsugana e sulle responsabilità dell’acciaieria di Borgo. Lo facciamo presentando innanzitutto in maniera sintetica i dati che emergono dai controlli straordinari che la Giunta provinciale, il 10 dicembre 2009, ha deciso di far eseguire. Si tratta di dati comunque importanti, a prescindere dall’esito dell’inchiesta che sta conducendo la Procura, e dal futuro stesso dell’Acciaieria Valsugana. Nelle schede gli approfondimenti relativi ad ogni singola “voce” (terreni, acqua e aria, elementi di origine animale e dati sul registro dei tumori). Sintesi dei risultati delle analisi sulla situazione ambientale della Valsugana Su incarico della Provincia, sono stati programmati ed effettuati dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente i seguenti controlli: 1. controlli del terreno nel Comune di Borgo Valsugana e nei Comuni limitrofi; 2. controlli dell’aria e dell’acqua nel Comune di Borgo Valsugana; 3. controlli delle emissioni dell’Acciaieria Valsugana. Parallelamente, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha condotto analisi su elementi di origine animale e ha approfondito i dati relativi alle malattie connesse con l’inquinamento registrate in zona. I dati sulla presenza di diossine e furani (cioè delle sostanze inquinanti più pericolose) nei terreni della Valsugana non sono preoccupanti. Per semplificare quello che viene illustrato più diffusamente nelle schede, basterebbe dire che se il limite da non superare è pari a 10, la media dei valori riscontrati nei terreni vicini all’acciaieria (e anche in quelli più lontani, ma comunque interessati all’emissione delle sostanze in questione) è di circa 1. Inoltre non è mai stata rilevata la presenza delle diossine più pericolose (in particolare la cosiddetta “diossina di Seveso”); i tipi di diossina rilevati in Valsugana sono da 100 a 1000 volte meno nocivi di quest’ultima. In generale, la situazione della Valsugana appare simile a quella delle altre zone del Trentino. Lo stesso vale per l’acqua e l’aria (bassissime risultano in particolare le concentrazioni di diossine e furani misurate sulle emissioni dai camini dell’acciaieria). L’Azienda provinciale per i servizi sanitari è stata incaricata di integrare le analisi già esistenti con altri campionamenti di alimenti di origine animale e di valutare i dati epidemiologici relativi a malattie potenzialmente connesse con l’inquinamento ambientale in zona: il tutto per capire se vi fosse una situazione di emergenza sanitaria. I nuovi accertamenti effettuati su latte, grasso animale e pesci in una serie di aziende ubicate nel bacino di interesse dell’Acciaieria Valsugana hanno potuto escludere in tutti i casi il superamento dei limiti comunemente accettati. Inoltre non risulta assolutamente per la Bassa Valsugana e Tesino un quadro “peggiore” rispetto ad altre aree del Trentino, per quanto riguarda la diffusione di tumori nell’uomo. Tutti i dati sono stati analizzati da un gruppo di esperti di livello nazionale (tra questi l’Istituto superiore di sanità), ovviamente esterni all’Amministrazione provinciale, che ne hanno confermato la validità. Lo sforzo della Provincia autonoma di Trento e delle altre Amministrazioni pubbliche interessate, comunque, non può esaurirsi qui: continuerà l’impegno al fine di migliorare l’ambiente del Trentino e le condizioni di lavoro in quei contesti, industriali e non, che vedono la presenza di sostanze anche solo potenzialmente nocive per la salute, con l’impiego di sempre maggiori risorse sia sul versante dei monitoraggi e dei controlli, sia su quello della prevenzione del rischio, sia sul piano prettamente tecnologico. Tutto ciò anche nell’ambito del Tavolo di lavoro istituito dalla Provincia con i sindaci della valle, che sarà aperto al contributo di tutti: un Tavolo attorno al quale sarà esaminato il futuro della Valsugana e il ruolo che l’acciaieria potrà avere – o non avere – al suo interno. I dati di cui ci occupiamo in questo servizio sono disponibili sul sito internet della Provincia (www.provincia.tn.it) e presso gli uffici provincia interessati. Situazione dei terreni Le analisi condotte sui terreni sono le più importanti, perché nel terreno le sostanze si depositano e rimangono a lungo, “registrando” gli effetti prodotti dall’inquinamento nel corso degli anni. I controlli riguardavano la verifica della concentrazione dei il Trentino – aprile 2010 termini più semplici, se la soglia di rischio è a 10, la media riscontrata nelle zone analizzate è di circa 1. Non c’è differenza tra la media rilevata nel Comune di Borgo Valsugana e la media degli altri comuni. È stata analizzata anche la composizione delle diossine e dei furani che ha portato sì a valori variabili nei campioni, ma tutti concordi nell’evidenziare la presenza quasi esclusiva delle diossine e dei furani eptacloro e octacloro (sempre sotto le soglie di legge): composti che presentano tossicità molto più bassa dei più pericolosi derivati tetracloro. Per completezza specifichiamo che la famiglia dei composti chimici denominati diossine e furani, che si generano in quasi tutte le combustioni, è composta da quasi 200 sostanze: di queste solo 7 sono riconosciute come tossiche e solo 1 (la “diossina di Seveso”, come ripetiamo non presente nelle rilevazioni effettuate) è stata riconosciuta cancerogena. Ecco nel dettaglio i valori di riferimento per ogni punto di prelievo. Vediamo come i valori medi risultano – come già detto – assai bassi; si registra un’unica “punta” di 4,009 ng/kg, comunque inferiore di circa la metà rispetto al limite di tossicità. Nella tabella della pagina seguente anche tutte le coordinate relative ai punti di campionamento – con annessa data (dal 15 al 17 dicembre) e ora del prelievo effettuato dai tecnici – in maniera tale da microinquinanti inorganici ed organici, ossia: – metalli, – IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), – PCB (Poli Cloro Bifenili), – Policloro dibenzodiossine (PCDD) – sono queste le sostanze comunemente indicate come diossine – Policloro dibenzofurani (PCDF). Sono stati eseguiti 29 prelievi di terreno, la maggior parte nelle zone adiacenti all’acciaieria e nei Comuni limitrofi a Borgo Valsugana, in un paio di casi anche sui terreni di comuni volutamente distanti (Centa San Nicolò, Trento). Sono stati analizzati campioni di terreno ricavato con prelievi effettuati fino a 10 cm. di profondità. I prelievi, naturalmente sono stati fatti a norma di legge; non avrebbe avuto senso analizzare foglie o fili d’erba, perché i dati così ricavati non avrebbero avuto valore. Ad ogni modo, la diossina e le altre sostanze, se si depositano anche sulle foglie o su altre superfici analoghe, poi, per effetto degli eventi atmosferici (pioggia, vento ecc.) ricadono sul terreno e successivamente lo penetrano. Per questo è sul terreno che, ovunque, le analisi vengono effettuate. I dati evidenziano valori variabili ma nettamente inferiori al limite di 10 ng/kg (10 nanogrammi per chilogrammo di terreno) espressi come tossicità equivalente per terreni agricoli (100 ng/kg è invece il limite per terreni industriali). In pratica, e detto in POLICLORODIBENZO DIOSSINE 10 10 POLICLORODIBENZO FURANI 9 8 EQUIVALENTE DI TOSSICITà (I-TEQ) ng/kg (su s.s.) 6 5 4,009 4 3 4,009 2,777 2,220 2,022 2 2,119 1,779 1,240 O O SI M AS M IA ED IN M M IM O -G RI GN TO NO 20 ET IG 19 - GR O O OV ED DA L PE NU AG N OS EL A LL 17 - VI ST 0,114 18 - O OV TE 14 - CA NU LV E 0,181 0,136 16 - V. LV E TE CA ST EL V. O RG 13 15 - V. O RG 9- BO RG O 10 - BO V. V. O RG BO BO 6- V. O O RG RG BO BO 4- 5- V. V. O O 0,426 0,430 0,279 0,114 RG RG 0,662 0,607 0,336 0,281 BO V. NO BO HI EG NC 12 - O NO EG NC RO 11 - O GN CE ON RO -R 22 7- CO GN VI LE CE ON -R 24 - 23 E IN IC O RG EV PE -L 25 E CO LÓ NI 26 - O RG IN S. PE 21 - CE NT A O NT NT RE RE -T -T 29 28 27 - 1/ A ET AB IT 0,148 2- 0,287 0 0,947 0,838 0,757 0,338 1- 0,580 0,680 0,711 3- 0,755 RC 0,856 TO 1 LI M ng/kg (su s.s.) 7 23 24 il Trentino – aprile 2010 Documento rendere possibile qualsivoglia verifica sui dati forniti. Ricordiamo ancora che presso gli uffici provinciali sono disponibili informazioni più dettagliate rispetto a quelle che riportiamo in questo servizio, che ovviamente non ha un carattere di dettaglio. Situazione dell’aria e delle acque Vediamo ora in sintesi i risultati della seconda parte di analisi effettuate dall’Appa. Per effettuare l’analisi dell’aria sono stati scelti due siti per il prelievo dei campioni. Il primo sito è posto ad Ovest dell’Acciaieria Valsugana di Borgo Valsugana, a circa 900 metri, presso la “pescicoltura Cappello”; il secondo ad Est, a circa 1500 metri dal sito della fabbrica, nel cantiere comunale in Via per Olle. Sono state programmate due campagne di controllo. La prima campagna di prelievi, in un periodo di sospensione dell’attività dell’impianto, è stata effettuata dal 4 gennaio 2010 all’8 gennaio 2010. La seconda è stata effettuata dall’1 febbraio 2010 al 5 febbraio 2010, durante la normale attività dell’acciaieria. Per i dettagli tecnici relativi alle modalità di prelievo rimandiamo alla documentazione disponibile in Provincia e nel sito internet. Le analisi effettuate hanno permesso di quantificare sia la quantità totale per metro cubo come equivalente di tossicità, sia le quantità dei singoli congeneri tossici di PCDD e di PCDF. L’unità di misura utilizzata per esprimere le concentrazioni di PCDD e di PCDF in aria, è il femtogrammo (fg) che è pari a 10 alla meno 15 grammi. In sintesi, le concentrazioni di policloro dibenzodiossine e policloro dibenzofurani riscontrate nell’aria campionata nel Comune di Borgo Valsugana rientrano negli intervalli di valori rilevati in Italia e altrove nel mondo Le emissioni dell’Acciaieria Valsugana Nell’estate 2009, secondo un progetto che ha comportato la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA 2009) approvata nel 2007, l’Acciaieria Valsugana ha proceduto ad un adeguamento complessivo dell’impianto di Borgo Valsugana, attraverso la razionalizzazione con incremento delle portate aspirate, l’ampliamento della cappa sovra-forno, il miglioramento del quenching, il potenziamento del sistema filtrante. L’intervento consente una maggiore captazione delle emissioni secondarie e, attraverso la riconfigurazione del quenching, inibisce la riformazione delle diossine. In pratica, le polveri che prima sfuggivano all’aspirazione erano pari a 80,5 kg/h, quelle che sfuggono ora alla captazione sono pari a 32,5 kg/h, come è possibile rilevare dalla seguente tabella. La riduzione delle emissioni complessive è, in altre parole, pari a decine di chilogrammi all’ora. La revisione dell’AIA, dunque, non ha comportato, come qualcuno sostiene, un aumento delle emissioni, ma è risultata essere funzionale all’adozione di tecnologie più sofisticate per la “cattura” delle polveri emesse dall’acciaieria. Le emissioni del particolato nelle autorizzazioni AIA AIA del 30.10.2007 Emissioni orarie [kg/h] convogliate diffuse (1) stimate autorizzate misurate complessive 2,88 ~1,5 ~80,5 ~82 Emissioni giornaliere [kg/giorno] (16,5h/giorno) convogliate complessive diffuse stimate autorizzate misurate 47,52 ~24,75 ~1.328,25 ~1.353 (1) captazione 95% (CRIAL, Regione Lombardia) (2) captazione 98% (IPPC 2006) AIA del 19.08.2009 Emissioni orarie [kg/h] convogliate diffuse (2) stimate autorizzate misurate complessive 6,75 ~2,5 ~32,5 ~35 Emissioni giornaliere [kg/giorno] (16,5h/giorno) convogliate complessive diffuse stimate autorizzate misurate 111,375 ~41,25 ~536,25 ~577,5 il Trentino – aprile 2010 ma in modo particolare sono confrontabili con le concentrazioni riscontrate a Trento. Anche in questo caso non c’è dunque una situazione di pericolo immediato per la salute o di emergenza ambientale in Valsugana. Il che, naturalmente, non significa che non vi siano sostenze che possono dar luogo a inquinamento, determinate da tutta una serie di cause fra cui anche – ma non solo – l’attività della fonderia. Significa che non esiste in Valsugana una situazione significativamente diversa e più grave rispetto ad altre zone del Trentino (o del Nord est italiano, o dell’Europa). Nei campioni di aria analizzati è stata riscontrata la presenza preponderante dei seguenti congeneri: octacloro dibenzodiossine, eptacloro dibenzodiossine, e in misura minore eptacloro dibenzofurani, octacloro dibenzofurani. La composizione dei congeneri di policloro dibenzodiossine e policloro dibenzofurani rilevate in aria è simile a quanto riscontrato nei terreni prelevati nel Comune di Borgo e nei Comuni limitrofi. Durante la normale attività dell’Acciaieria Valsugana sono stati effettuati anche dei controlli delle emissioni. Dall’1 febbraio al 4 febbraio 2010, dalle ore 20.00 al mattino successivo, sono stati effettuati sui due camini dell’acciaieria i campionamenti per la verifica di una serie di parametri; i controlli hanno evidenziato non solo, per tutti i parametri sia di concentrazione che di flusso di massa, il rispetto dei limiti di legge (Autorizzazione integrata ambientale – 2009 e Tabella B del TULP-Testo unico leggi provinciali) ma, per quanto riguarda diossine e furani, concentrazioni 384 volte (camino E1) e 333 volte (camino E2) più basse del valore limite; esse rappresentano dunque circa lo 0,3% del limite. Veniamo ora alle analisi sulle acque. Durante la normale attività dell’acciaieria, dall’1 febbraio al 4 febbraio 2010, sono stati effettuati dei controlli per la verifica delle acque di scarico. Lo scarico non è mai stato attivo durante il periodo dei controlli. Sono stati prelevati due campioni di acqua il giorno 4 febbraio 2010. Il primo campione è stato prelevato nella vasca di ricircolo dell’acqua all’interno dell’acciaieria mentre il secondo prelievo è stato effettuato nella roggia denominata “Rosta Fredda” dopo l’immissione dello scarico dell’acciaieria. Sono stati prelevati anche i sedimenti in tre punti della roggia “Rosta Fredda”; un prelievo è stato effettuato a monte e due prelievi a valle dello scarico dell’acciaieria. Nei due campioni di acqua l’analisi non ha quantificato la presenza di policloro dibenzodiossine e policloro dibenzofurani (limite di quantificazione 0,5 pg/l espressi come equivalente di tossicità). A livelli molto bassi, nel campione di acqua prelevato all’interno dell’Acciaieria Valsugana, sono stati rilevati octacloro dibenzodiossina e octacloro dibenzofurano mentre, nel campione della roggia, octacloro dibenzodiossina. A titolo di comparazione, il limite per le acque di scarico degli inceneritori è pari a 300 pg/l espressi come tossicità equivalente, mentre 4 pg/l, sempre espressi come tossicità equivalente, è il valore fissato dalla legge per le acque sotterranee. Situazione su elementi di origine animale e dati del Registro Tumori di popolazione. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha svolto, come già detto, una campagna di accertamenti su latte, grasso pararenale bovino e pesci in una serie di aziende (sette) ubicate nel bacino di interesse dell’Acciaieria Valsugana. In un’azienda è stato prelevato il grasso da un bovino e in una pescicoltura è stato prelevato un campione di muscolo di trota. In tali casi si è provveduto ad effettuare campionamenti ufficiali alla ricerca di PCB (composti organici inquinanti avvicinabili per tossicità alla diossina) e di metalli pesanti. Gli esiti delle analisi – realizzate in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Padova – escludono superamenti dei limiti di accettabilità. Qualora fosse stata rilevata la presenza di residui di PCB si sarebbe proceduto anche al dosaggio delle diossine, come concordato con il laboratorio di riferimento. Riguardo all’insorgenza di tumori, in base al Registro tumori e ai dati relativi ai tumori dei tessuti molli, risulta che (nel periodo preso in considerazione, 1999-2002) non emerge per la Bassa Valsugana e Tesino un quadro “peggiore” rispetto ad altre aree territoriali. Viene evidenziato solo un lieve “eccesso” (peraltro ai limiti della significatività statistica) relativamente ai decessi per tumori del capo collo, eccesso peraltro non riconducibile all’attività dell’acciaieria. Va anche rilevato come, anche in passato, non siano mai state segnalate all’Azienda sanitaria, né da medici di base, né dall’ospedale di Borgo, né da altre autorità preposte, situazioni anomale per quanto riguarda la salute della popolazione della valle. nnn 25 26 il Trentino – aprile 2010 Economie La carica dei 101 Premiate le microattività imprenditoriali Davide Modena U n’agenzia in franchising per i servizi informativi via sms e una gastronomia che abbina piatti tipici trentini e sardi. Sono le due “partita Iva n. 100” e “101”, aperte rispettivamente da Ada Rosa Balzan, 34 anni, e Gian Franco Mulas, 39 anni, simbolicamente premiati da Trentino Sviluppo il 24 marzo scorso. Un incontro che è servito per fare il punto su cinque anni di animazione imprenditoriale e per presentare il team di agenti di sviluppo che moltiplica le proprie forze, passando da quattro ad otto persone. «L’Area animazione territoriale – spiega Patrizia Ballardini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – è nata nel 2005 con l’obiettivo di accompagnare i territori periferici in un percorso di sviluppo imprenditoriale, a partire da una visione che vede la promozione dell’autoimprenditorialità quale strumento centrale della politi- ca di sviluppo della montagna. Quando siamo partiti c’era parecchio scetticismo. Abbiamo dimostrato con i fatti che per fare impresa non è necessario essere grandi, servono piuttosto buone idee, tanta determinazione e delle reti che consentano una divisione sociale del rischio». Percorsi fatti “su misura” Il percorso di assistenza a chi vuole avviare un’attività, o a chi semplicemente ha un sogno imprenditoriale nel cassetto e vuole valutarne la fattibilità, inizia solitamente con degli incontri serali nei comuni in occasione dei quali, tramite appositi questionari, viene censita la domanda di imprenditorialità. 174 idelComuni Trentino coinvolti nel progetto di Trentino Sviluppo CINQUE ANNI IN CIFRE 174 i comuni trentini coinvolti nell’attività di animazione territoriale 2.359 i partecipanti alle serate informative 341 partecipanti agli incontri di formazione 180 piani di impresa elaborati 100 attività avviate di cui: – 62% maschi, 38% femmine – 85% occupati, 15% disoccupati – 22% nel turismo, 21% artigianato, 16% commercio. Vengono poi organizzati dei colloqui individuali sul territorio con gli aspiranti imprenditori per verificare nei singoli casi l’effettiva motivazione alla base della “voglia d’impresa”, a cui fanno seguito gli incontri di assistenza tecnica all’elaborazione del job plan (non un classico business plan) per far percepire l’importanza di pianificare la propria attività attraverso approfondimenti mirati su temi quali strategia d’impresa, amministrazione e finanza, verifica dei piani elaborati e feedback. Conclusa la fase di assistenza tecnica tocca agli aspiranti imprenditori determinare, secondo le specifiche esigenze di ciascuno, se come e quando decidere di avviare la propria nuova attività. Solo a quel punto parte l’ultima fase di assistenza del team di agenti di sviluppo, quella del cosiddetto “accompagnamento”: gli aspiranti imprenditori sono accompagnati presso gli uffici provinciali o comunali e dalle associazioni di categoria presenti sul territorio per la necessaria richiesta di autorizzazioni, permessi, obblighi I premiati, Gian Franco Mulas e Ada Rosa Balzan, con al centro Patrizia Ballardini e Sergio Remi. di legge, ecc. «Il nostro – sottolinea Sergio Remi, coordinatore del progetto – non è un intervento di sportello o finalizzato esclusivamente alla creazione di impresa. Quello che vogliamo fare è accompagnare il processo economico che stiamo vivendo e che sta mettendo in crisi i meccanismi tradizionali di accesso al mercato del lavoro. Vogliamo supportare un processo di imprenditorializzazione del lavoro in cui la creazione di impresa è solo una ricaduta, il risultato finale più tangibile ma non l’unico, perché anche chi oggi sceglie un lavoro alle dipendenze è chiamato ad interpretarlo con uno spirito di iniziativa e di intraprendenza tipico dell’autoimpiego». I numeri dell’“impresa” A partire da maggio 2005 il progetto di animazione imprenditoriale promosso da Trentino Sviluppo ha coinvolto 174 comuni trentini, realizzando altrettante serate dedicate al senso e alle modalità del “fare impresa” che hanno coinvolto 2.359 persone (età media 36 anni; 48% donne). Nello specifico vi hanno partecipato tutti i comuni obiettivo 2 e phasing out del periodo di programmazione 2000-2006, parte dei il Trentino – aprile 2010 comuni delle Giudicarie e della Val Rendena, della Val di Sole, parte dei comuni della Vallagarina fra cui Rovereto e le sue circoscrizioni. Altri numeri significativi sono le 606 idee di impresa presentate, le 80 giornate di formazione, i 180 piani di impresa elaborati con il supporto degli esperti di Trentino Sviluppo, 100 dei quali si sono concretizzati nell’apertura di una vera e propria partita Iva, quindi nel sostanziale avvio dell’attività. Cento micro-attività radicate al territorio tra le quali c’è davvero un po’ di tutto: dal centro estetico al salone di parrucchiera, dall’asilo nido privato al Bed & Breakfast, dall’affittacamere alla coltivazione di erbe officinali, dallo studio naturalistico all’ufficio tecnico specializzato in energie rinnovabili, dal servizio di toelettatura cani all’allevamento di pappagalli, dal servizio pubblicitario via sms alla gastronomia tipica trentina e sarda. Una curiosità: la prima “partita Iva” aperta? Un asilo nido privato a Pieve di Bono, ormai cinque anni fa. “Leader Mobile”: la pubblicità corre via sms Si chiama Ada Rosa Balzan, ha 34 anni ed è laureata in sociologia, con master in marketing e comunicazione. Ha lasciato il posto fisso per realizzare il suo sogno: quello di avviare un’attività tutta sua, da gestirsi autonomamente, in sintonia con il percorso di studi effettuato. È così che a gennaio 2010 Ada ha deciso di fare il grande passo: quello di aprire a Rovereto un’attività specializzata nella fornitura di servizi di marketing e comunicazione mobile sui telefoni cellulari. Mission dell’attività: aumentare visibilità e fatturato delle aziende attraverso un servizio a basso costo, flessibile e che permette di instaurare una soluzione diretta con il cliente/utente. Le iniziative di comunicazione basate sull’utilizzo degli sms possono essere molteplici: dalla segnalazione di offerte speciali alla realizzazione di vere e proprie campagne pubblicitarie di specifici prodotti/servizi. «L’aiuto di Trentino Sviluppo è stato fondamentale – spiega Ada Rosa Balzan – in quanto lo staff di animazione imprenditoriale mi ha seguito in tutto l’iter necessario per aprire un’attività. Mi ha aiutato prima di tutto a verificare la fattibilità della mia idea imprenditoriale, ad elaborare un piccolo business plan, e mi ha messo in contatto con un funzionario provinciale per avere delle informazioni sulla possibilità di accedere o meno ai finanziamenti. Ma soprattutto mi è stato vicino psicologicamente: avviare un’attività non è semplice ed avere qualcuno a fianco che ti consiglia e ti indirizza è fondamentale. Ti senti meno sola e più preparata a prendere delle decisioni». “Assaporando”, tra canederli e malloreddus Anche Gian Franco Mulas, 39 anni, dopo anni di esperienza lavorativa nel settore della grande distribuzione organizzata, trasferitosi dalla Sardegna in Trentino per motivi familiari ha deciso di fare il “grande passo”. A gennaio 2010 nasce “As- PER SAPERNE DI PIù Info: vuoi avviare un’attività o verificare la fattibilità di una tua idea imprenditoriale? Puoi contattarci direttamente dal sito internet www.trentinosviluppo.it alla sezione contatti e compilando l’apposito modulo, oppure telefonando al numero 0464.443111. Prossimamente: il prossimo percorso di animazione imprenditoriale prenderà avvio nella Piana Rotaliana nel periodo compreso tra fine aprile ed inizio maggio 2010. 27 saporando”, una gastronomia take-away specializzata nella produzione di piatti tipici nazionali ma anche sardi – dal culurgiones ai malloreddus – assolutamente inedita per la città di Rovereto. Grande attenzione per le tradizioni locali, ma anche per quelle del luogo d’origine, accurata scelta delle materie prime per una produzione “a chilometro zero” e amore per il proprio lavoro sono solo alcuni degli “ingredienti” dell’attività di Gian Franco che in questi giorni sta ultimando i preparativi al locale di piazza Malfatti, lungo l’asse Mart-Casa Depero, così da poter alzare le serrande entro il prossimo maggio. «Sono venuto a conoscenza di questo servizio di Trentino Sviluppo – spiega Gian Franco Mulas – grazie ad una serata informativa organizzata a Rovereto. Ho seguito tutto il percorso, dalla partecipazione alle serate di formazione, all’assistenza nell’elaborazione del job plan. Ma l’aiuto per me più importante è stato l’affiancamento che ho ricevuto in tutto il percorso autorizzativo. Non è semplice muoversi nei meandri della burocrazia». nnn 28 il Trentino – aprile 2010 Territorio 16 maggio, Fassa al voto Guida alla prima elezione di una Comunità di valle Riccardo Zanoner C on l’approvazione della legge provinciale 10 febbraio 2010, n. 1, il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato lo Statuto del “Comun general de Fascia”, nel testo varato dal collegio dei sindaci e quindi approvato dai consigli comunali della Valle di Fassa. In verità tale iter particolare era già stato previsto nell’ambito della riforma istituzionale (L.P. 16 giugno 2006, n. 3 – “Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino”) che all’art. 19 reca “Disposizioni speciali per le popolazioni di lingua ladina, mochena e cimbra” stabilendo l’adozione dello Statuto del Comun General de Fascia mediante deliberazione da parte dei sette comuni della valle e la conseguente approvazione, senza modificazioni, con legge provinciale. La stessa legge menzionava inoltre alcuni aspetti inerenti lo Statuto e fra questi merita sicuramente sottolineare l’individuazione degli organi, le rispettive attribuzioni, le modalità di formazione, elezione e di funzionamento. In virtù di tali facoltà quindi è stato deciso che per la Valle di Fassa le elezioni per il Comun General dovevano coincidere, anche in prima applicazione, con quelle dei consigli comunali e pertanto il 16 maggio prossimo la popolazione fassana, oltre ad andare a votare per il proprio comune come nel resto della Provincia, sarà chiamata ad esprimersi, per la prima volta in tutto il Trentino, anche per la propria comunità di valle, ovvero il “Comun General de Fascia”, eleggendo direttamente il “Procurador” e nove membri del “Consei General”. Ma cerchiamo di capire un po’ meglio il significato di questa terminologia che a prima vista può sembrare estranea alle definizioni comunemente utilizzate per individuare organi e funzioni delle istituzioni e degli enti amministrativi. GLI ORGANI DEL “COMUN GENERAL DE FASCIA” Dallo Statuto risulta chiaro che gli organi previsti per il Comun General de Fascia sono quattro ed ognuno svolge un ruolo ben preciso. Nel contempo bisogna sottolineare che, in sede di prima applicazione, sono state previste alcune modalità specifiche adottate al fine di agevolare la nascita del nuovo ente che andrà a sostituire l’attuale Comprensorio Ladino di Fassa. Tali modalità riguardano in particolar modo la prima elezione e la seguente composizione di quello che sarà il “Consei general”, che nel linguaggio corrente corrisponde all’assemblea dell’ente. L CONSEI GENERAL: quest’organo, che come detto corrisponde all’assemblea, è anche l’organo più democratico e rappresentativo: qui infatti sono presenti i consiglieri, in parte eletti direttamente dalla popolazione ed, in parte, nominati dai Riforma istituzionale. Lo stato di attuazione territorio per territorio 1. Valle di Fiemme 2. Primiero 3. Bassa Valsugana 4. Alta Valsugana STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il giorno 25 ottobre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 21 dicembre sono stati eletti Presidente (Cons. Walter Cappelletto) e organo esecutivo (Maurizio Zeni, Roberto Bonelli, Fabio Vanzetta, Silvano Longo, Alma Demattio) DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI Decreto del Presidente della Provincia n. 1 di data 7 gennaio 2010 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 18 gennaio 2009 ELEZIONI ORGANI Il 16 febbraio 2009 eletti Presidente (Cristiano Trotter) e organo esecutivo (Andreina Stefani, Luca Gadenz, Luigi Boso, Paolo Meneguz, Carla Scalet) DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI Decreto del Presidente della Provincia n. 34 di data 26 febbraio 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI Decreto del Presidente della Provincia n. 202 di data 22 dicembre 2009. Decorrenza: 1 gennaio 2010 STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 17 gennaio 2010 ELEZIONI ORGANI – DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI – DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 19 settembre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 26 ottobre 2009 eletto il Presidente (Diego Moltrer). In data 4 novembre eletto l’organo esecutivo (Pierino Carestia, Marco Fruet, Alma Fox, Walter Moser, Mauro Nadalini, Renato Nisco) DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI Decreto del Presidente della Provincia n. 190 di data 5 novembre 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – il Trentino – aprile 2010 7 Consigli comunali. Il Consei general è composto dal Procurador (Presidente) e da altri 30 membri che, in sede di prima applicazione, vengono designati nel seguente modo: 9 saranno eletti direttamente dalla popolazione di tutto il territorio; 1 di essi sarà il primo candidato Procurador non eletto a tale carica, ossia colui che ottiene il secondo maggior numero di preferenze; 7 saranno i Sindaci dei comuni di Fassa ed i rimanenti 14 saranno nominati in numero di 2 da ogni Consiglio comunale, assicurando che uno dei due nominati rappresenti la minoranza consiliare. Merita inoltre sottolineare che il Presidente a capo dell’organo assembleare, denominato “President del Consei general”, sarà eletto al suo interno e avrà il compito di convocare e presiedere l’assemblea. In futuro invece, ovvero con le prossime elezioni del 2015, i Sindaci non faranno più parte di diritto del Consei general ed i loro 7 posti verranno ricoperti da altrettanti consiglieri eletti direttamente dalla popolazione; in tal modo la rappresentatività comunitaria dell’organo assembleare sarà ulteriormente rafforzata, in quanto la maggioranza dei consiglieri, 16 su 30, saranno eletti direttamente dalla popolazione. Competenze del Consei General: tale organo oltre a deliberare sugli atti attribuiti alla competenza dell’assemblea delle comunità, secondo quanto prevede la legge di riforma istituzionale, dovrà deliberare sui regolamenti, sugli atti di indirizzo, ivi compresi i piani ed i programmi, sugli schemi delle intese a carattere generale relativi a materie e compiti di rilevanza per tutta la valle come ad esempio la tutela e la conservazione del patrimonio storico, usi e costumi locali, tutela e promozione della lingua ladina, volontariato sociale, corpi dei vigili del fuoco locali, nonché sulle mozioni di censura al Procurador o ai componenti del “Consei de Procura”. L CONSEI DE PROCURA: sarà l’organo esecutivo del Comun general de Fascia, deputato ad operare concretamente per perseguire le finalità e gli indirizzi proposti dal Consei general. Tale organismo è 29 composto dal Procurador, al quale spetta il compito di convocarlo e presiederlo, e da altri componenti nominati dal Procurador stesso, nel numero massimo di sei, che possono essere scelti anche al di fuori del Consei general. Competenze del Consei de Procura: sono attribuiti al Consei de Procura tutti quei compiti e quelle funzioni non espressamente riservati dallo statuto al Consei general, al Procurador del Comun General ed al President del Consei general. L CONSEI DI OMBOLC: si tratta di un organismo che ripropone la precedente “Conferenza dei Sindaci” già prevista dallo Statuto del Comprensorio, e che avrà compiti eminentemente “politici”, di raccordo e di intesa in vista soprattutto del trasferimento di competenze dai comuni al Comun general. L Consei di Ombolc comprende i 7 Sindaci dei comuni della Valle di Fassa ed è presieduto dal Procurador al quale spetta anche il compito di convocarlo e presiederlo. Competenze del Consei di Ombolc: 5. Cembra 6. Val di Non 7. Val di Sole 8. Giudicarie STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 26 aprile 2009 ELEZIONI ORGANI Il 4 giugno 2009 eletti Presidente (Simone Santuari) e organo esecutivo (Ivo Erler, Letizia Campestrini, Ezio Giacomozzi, Maria Rita Cattani) DECRETO ATTI FONDAMENTALI Il 17 luglio 2009 è stato adottato l’atto di indirizzo ai neo-costituiti organi della Comunità di Cembra, prima comunità che si “stacca” dal C5. È stato nominato il Commissario straordinario per il Comprensorio Valle dell’Adige, Guido Ghirardini DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 6 settembre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 14 ottobre 2009 eletti Presidente (Rolando Valentini) e organo esecutivo (Armando Abram, Ivan Battan, Giovanni Formolo, Stefano Graiff, Nadia Ianes) DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI Decreto del Presidente della Provincia n. 183 di data 26 ottobre 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il 17 gennaio 2010 ELEZIONI ORGANI Il 22 febbraio 2010 eletto il Presidente (Pierantonio Cristoforetti). Il 23 marzo 2010 eletto l’organo esecutivo (Cristina Podetti, Ivana Pretti, Giovanni Sonna, Michele Bontempelli, Italo Zambotti). DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI – DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il giorno 9 maggio 2009 ELEZIONI ORGANI L’11 giugno 2009 eletti Presidente (Raffaele Armani) e organo esecutivo (Bruno Simoni, Monica Mattevi, Catia Maria Amistadi, Franco Luconi) DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI Decreto del Presidente della Provincia n. 130 di data 25 giugno 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI Decreto del Presidente della Provincia n. 203 di data 22 dicembre 2009. Decorrenza: 1 gennaio 2010 30 il Trentino – aprile 2010 Territorio 1 VALLE DI FIEMME 5 CEMBRA 9 ALTO GARDA E LEDRO 13 ROTALIANA 2 PRIMIERO 6 VAL DI NON 10 VALLAGARINA 14 PAGANELLA 3 BASSA VALSUGANA 7 VAL DI SOLE 11 LADINO DI FASSA 15 VAL D’ADIGE 4 ALTA VALSUGANA 8 GIUDICARIE 12 ALTOPIANO DI FOLGARIA, LAVARONE E LUSERNA 16 VALLE DEI LAGHI questo organo assume una funzione che è come detto “politica” nel senso che il suo ruolo è soprattutto propositivo; esso deve formulare proposte al Consei general concernenti in particolar modo i seguenti atti: a) gli atti di indirizzo a carattere generale; b) i piani, i programmi, gli schemi delle intese a carattere generale; c) gli atti generali per la gestione unitaria dei servizi; d) il progetto di gestione unitaria delle funzioni previste dal medesimo statuto all’art. 4. L PROCURADOR: questo termine, recuperato dagli antichi documenti riguardanti la storia della “Comunità di Fassa”, identifica il rappresentante ufficiale del Comun General de Fascia, ossia il Presidente della comunità che viene eletto direttamente a suffragio universale nell’ambito di un unico collegio per il territorio della Valle di Fassa. Competenze del Procurador: al Procurador spettano tutte quelle funzioni previste dallo statuto del C.G.F. nonché tutte quelle attribuite ai Presidenti delle comunità di valle, così come contemplate nella 9. Alta Garda e Ledro 10. Vallagarina 11. Ladino di Fassa STATUTO DELLA COMUNITà Approvato dal collegio dei sindaci. In fase di approvazione da parte dei consigli comunali ELEZIONE ASSEMBLEA – ELEZIONI ORGANI – DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI – DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato dal collegio dei sindaci. In fase di approvazione da parte dei consigli comunali ELEZIONE ASSEMBLEA – ELEZIONI ORGANI – DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI – DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Lo statuto è stato approvato con legge provinciale 10 febbraio 2010, n. 1, come previsto dall’articolo 19 della legge di riforma istituzionale ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni degli organi del Comun General de Fascia si terranno nel mese di maggio 2010, contemporaneamente al turno elettorale generale per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali ELEZIONI ORGANI – DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI – DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – 12. Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’Assemblea sono state effettuate il giorno 22 novembre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 17 dicembre 2009 eletti presidente (Michele Ciech) e organo esecutivo (Maria Rosita Bertoldi, Ruggero Carbonari, Flavio Nicolussi Neff) DECRETO ATTI FONDAMENTALI Decreto del Presidente della Provincia n. 2 di data 8 gennaio 2010 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – il Trentino – aprile 2010 legge di riforma istituzionale. Fra i suoi compiti rientra anche quello di convocare e presiedere sia il Consei de Procura che il Consei di Ombolc. In caso di morte, dimissioni volontarie, impedimento permanente oppure a seguito di mozione di censura votata dal Consei general avverso il Procurador, si deve ricorrere a nuove elezioni sia per il rinnovo del Procurador che del Consei general. LE MODALITÀ DI VOTAZIONE DEL “COMUN GENERAL DE FASCIA” Per la Valle di Fassa, a differenza di quanto è stato previsto per le altre comunità di valle del Trentino, lo statuto stabilisce che le elezioni del Consei general nonché del Procurador del C.G.F. devono avvenire, anche in prima applicazione, contemporaneamente al turno generale per l’elezione dei consigli comunali e dei sindaci. Ciò significa pertanto che il 16 maggio prossimo la popolazione fassana sarà chiamata ad esprimersi in due sensi: da una parte per il proprio comune e dall’altra per il Comun General de Fascia. Ogni elettore quindi si troverà a disporre di 2 schede elettorali: una destinata al voto per il proprio comune e ad esprimere sindaco e consiglieri, fino a due preferenze; la seconda inedita e creata appositamente per eleggere il Comun General de Fascia dove in una sezione dovrà essere indicato il voto per uno dei candidati alla carica di Procurador mentre nell’altra sezione l’elettore dovrà scrivere una sola preferenza per uno dei candidati a membro del Consei general. Merita altresì sottolineare che non è possibile candidarsi contemporaneamente a Sindaco di uno dei sette Comuni di Fassa ed a membro del Consei general (art. 25, comma 1, dello statuto del C.G.F.) e nemmeno a Procurador ed a membro dello stesso Consei general. Un’ultima particolarità in sede di prima applicazione; le candidature sono soltanto individuali, ovvero coloro che candidano alla carica di Procurador o di componente del Consei general non si presentano con alcun tipo di lista, né con contrassegni o simboli di lista, né nuovi né tradizionali o 31 corrispondenti a gruppi o partiti politici già costituiti, né con programmi politici o di governo. Inoltre, in conseguenza di tale peculiarità che non contempla la presenza di liste, non trovano applicazione nemmeno le norme che fanno riferimento alla quote da riservare ai generi maschile e femminile per assicurare la parità di accesso alle cariche elettive. Le candidature devono essere appoggiate o sostenute da almeno 80 elettori iscritti nelle liste elettorali di almeno 2 comuni della Valle di Fassa. Per le candidate di genere femminile le sottoscrizioni necessarie sono ridotte a 60. nnn 13. Rotaliana 14. Paganella 15. Val d’Adige 16. Valle dei Laghi STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il giorno 22 gennaio 2010 ELEZIONI ORGANI Il 9 marzo 2010 eletti Presidente (Guido Moser) e organo esecutivo (Germana Comunello, Vittorio Tonazzo, Gianluca Tait e Maria Pia Gottardi) DECRETO ATTI FONDAMENTALI Decreto del Presidente della Provincia n. 37 di data 29 marzo 2010. DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il giorno 8 novembre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 9 dicembre 2009 eletti Presidente (Paolo Nicolussi) e organo esecutivo (Silvano Bottamedi, Mariangela Detomaso, Enrico Viola, Arduino Zeni) DECRETO ATTI FONDAMENTALI Decreto del Presidente della Provincia n. 213 di data 30 dicembre 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – Al territorio Val d’Adige non corrisponde una comunità. I comuni del territorio (Trento, Aldeno, Cimone e Garniga) svolgeranno le funzioni in forma associata sulla base di una convenzione STATUTO DELLA COMUNITà Approvato ELEZIONE ASSEMBLEA Le elezioni dell’assemblea sono state effettuate il giorno 11 ottobre 2009 ELEZIONI ORGANI Il 2 dicembre 2009 eletti Presidente (Luca Maccabelli) e organo esecutivo (Agostino Depaoli, Mariano Bosetti, Paola Aldrighetti, Alessandro Bassetti, Antonio Barbetta) DECRETO ATTI FONDAMENTALI Decreto del Presidente della Provincia n. 201 di data 16 dicembre 2009 DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI – 32 il Trentino – aprile 2010 Territorio Lungo il labile confine Tracce di storia tra Ledro e le valli lombarde Arianna Tamburini P er lungo tempo, le montagne che racchiudono a sud la valle di Ledro hanno svolto il ruolo di demarcazione tra i territori appartenenti all’Impero (prima Sacro Romano Impero Germanico e, dopo il 1805, Impero d’Austria) e le terre d’Italia. Questo confine accrebbe la propria importanza nella seconda metà dell’Ottocento quando, con la perdita della Lombardia in seguito alla seconda guerra di indipendenza, divenne frontiera tra la monarchia danubiana e quella sabauda. Dalla piccola Valvestino, incuneata nelle valli lombarde, la linea di demarcazione toccava monte Caplone e la dorsale di Tremalzo, per proseguire attraverso Bocca val Marza fino al monte Nota e all’omonimo, importante, passo che, nei secoli, ha sempre rappresentato un valico di confine; basti ricordare gli scontri a fuoco che le com- pagnie di Sizzeri (Schützen) locali sostennero per fronteggiare l’avanzata del generale Medavy, nel corso della campagna di invasione gallo-ispanica del 1703. Da passo Nota, la demarcazione tra l’Impero d’Austria e il Regno d’Italia seguiva i crinali montuosi, toccando i passi di Bestana e di Bocca dei Fortini, per continuare lungo il monte Carone e le cime minori, fino a Punta dei Larici e al lago di Garda, tra paesaggi subalpini contaminati dal clima mediterraneo e scorci emozionanti sul Benaco. Il confine tra gli Stati rimase tale fino al 1915, ovvero fino allo scoppio del conflitto italoaustriaco. L’Austria, che presagiva da tempo un’aggressione da parte italiana, non aveva tuttavia fortificato quella frontiera, sia 421 èdelil numero sentiero SAT dove inizia il nostro itinerario per la natura morfologica che ne impediva una facile difesa, sia per non innescare la guerra con l’Italia. La linea di difesa austro-ungarica era, invece, stata allestita sulle montagne, ben più formidabili, che si ergono come baluardi a nord della val di Ledro, dal Nozzolo al Cadria e, seguendo la testata della val Concei, dalla Bocca di Trat fino alla Rocchetta. A sud di questo fronte erano stati lasciati solamente avamposti di osservazione e i piccoli distaccamenti della Gendarmeria e della Guardia di Finanza, per controllare le vie di transito. Proprio per questo, ad esclusione di alcuni irrilevanti scontri fra tali reparti, lungo l’effettivo confine fra i due Stati Dall’alto in senso orario: la caserma della Guardia di finanza austriaca, presso Bocca Bestana. Vasca per la raccolta di una piccola venuta d’acqua, situata presso Bocca dei fortini. La strada di raccordo dei valichi posti lungo il confine tra l’Impero d’AustriaUngheria e l’Italia, realizzata dall’esercito italiano nelle prime fasi del conflitto. non vi fu alcun episodio bellico di rilievo. Con l’apertura del fronte trentino, le truppe italiane occuparono pertanto le creste lasciate praticamente incustodite dall’esercito austroungarico. Vennero costruire alcune strade che salivano da Tremosine e seguivano le pendici montuose collegando le diverse selle collocate lungo il confine, furono predisposti capisaldi dove collocare le artiglierie. Il fondovalle divenne, invece, terra di nessuno, con pattugliamenti da parte di entrambi gli eserciti, anche se a partire dal 1916, l’esercito italiano iniziò a spingersi verso i paesi della valle. Fu, comunque, una guerra di posizione quella combattuta in val di Ledro, fatta di piccole il Trentino – aprile 2010 33 Uno scorcio di passo Nota, imbiancato dalle abbondanti nevicate dell’inverno. In centro: piccola opera in caverna, realizzata lungo la strada di raccordo dei valichi di confine. Sotto: il panorama sul lago di Ledro e sulle cime che chiudono a settentrione l’omonima valle, visto dal sentiero che da Pur sale a passo Nota. incursioni, scontri di pattuglie e cannoneggiamenti che gli eserciti si scambiavano dalle rispettive creste montuose presidiate. Il nostro itinerario di guerra ha inizio presso la località di Pur (669 metri), sulla sponda meridionale del lago di Ledro, dove si diparte il sentiero SAT n. 421 verso passo Nota. Bisogna prestare attenzione soprattutto nel primo tratto, e seguire con cura le indicazioni SAT per non sbagliare percorso alle diverse biforcazioni. Il sentiero n. 421 segue il crinale di destra della valle e, per un tratto, affianca un torrente percorrendone una ramificazione. Per raggiungere il valico di passo Nota (1.208 metri) ci vogliono circa due ore. Una targa in ferro, posizionata nel 2003 in occasione del 300° anniversario, ricorda l’opposizione dei bersaglieri tirolesi alle truppe gallo-ispaniche guidate dal generale Medavy, nel corso della campagna di invasione del Tirolo meridionale comandata dal duca di Vendôme. A passo Nota si può visitare il vicino cimitero militare italiano, che si trova in direzione sud valicando la sella. Procedendo, invece, lungo una strada forestale verso il vicino passo di Bestana, si raggiunge la piccola caserma della Guardia di Finanza austriaca che, nonostante un oblio di novant’anni, si è conservata in buono stato. L’escursione prosegue in quota lungo un’agevole strada realizzata durante la Grande Guerra dall’esercito italiano la quale, con andamento pressoché pianeggiante, conduce in circa mezz’ora di cammino a Bocca dei Fortini (1.243 metri). Nel corso dell’itinerario si aprono a tratti piccole caverne, mentre nella cresta sovrastante rimangono i resti delle trincee scavate dai soldati dell’esercito italiano. La piacevole passeggiata è ripagata dalla vista eccezionale sul versante montuoso, che scende aspro e selvaggio fino al lago di Garda, e dal panorama che si gode sul Benaco e sulla catena del Baldo. Sovrasta Bocca dei Fortini il monte Carone, presidiato durante la Grande Guerra dall’esercito italiano. Il ritorno a Pur può avvenire dallo stesso itinerario (2 ore e 30 minuti), oppure dalla più lunga strada forestale che, passando lungo il fianco della val Rivoltél, riscende al lago di Ledro, presso l’abitato di Legos (frazione di Molina di Ledro). Qui si incontrano altre piccole opere fortificatorie, fra cui una vasca per la raccolta dell’acqua potabile. A Legos, costeggiando lo specchio lacustre, si fa ritorna alla località di Pur. nnn 34 il Trentino – aprile 2010 Territorio Quando la pietra è viva Sant’Orsola Terme, museo minerario e arte popolare Paolo Zammatteo museo “pietra viva” Sant’Orsola Terme – Aperto: Sabato 14.30-18.00 / Domenica 9.00-12.30 Per altri orari telefonare al 339.8159225 N el novembre 2009 è stato aperto al pubblico un nuovo spazio espositivo, il museo “Pietra Viva” di Sant’Orsola Terme. L’edificio restaurato è stato la prima sede comunale: all’interno varie testimonianze della cultura locale, dalle miniere all’emigrazione stagionale, dalle macchine idrauliche che un tempo facevano vivere l’alto corso del Fersina agli strumenti delle lavorazioni artigianali del luogo, offrono un palinsesto suggestivo e di visita agile e istruttiva grazie all’iniziativa dei fratelli Lino e Mario Pallaoro, conosciuti soprattutto per la loro attività come cercatori di cristalli. Straordinari sono gli esempi di mineralizzazione collocati elegantemente nei locali al piano terreno: notevole la ricostruzione di un geode dolomitico, una nicchia naturale piena di cristalli, e bravi sono i due curatori nel trasmettere la loro passione e informazioni di fruizione immediata. Il percorso prosegue presentando i minerali utili usati nella storia in valle del Fersina: sono tutti materiali altrettanto piacevoli e istruttivi, anche interattivi, intorno alle altre attività locali, dalla lavorazione del legno alla presenza di opifici lungo il torrente, ai generi commercializzati dai venditori ambulanti, i kròmeri, che, grazie a un particolare editto di Maria Teresa d’Austria, facevano la spola fino in Boemia dove compravano gli argenti e i granati indossati poi dalle nostre nonne. Un angolo ospita la collezione degli attrezzi e dei fogli di lavorazione redatti da Pietro Crepaz di Sant’Orsola, che nei primi cinquant’anni del Novecento fu titolare della più importante calzoleria di Trento. La costruzione regala al visitatore anche un’altra testimonianza. Pietro Albertini era un pittore decoratore di Lavis (come il più famoso Carlo, nato nel 1889, che lavorò a fianco di Carlo Segatta nelle chiese della Valle di Cembra). Pietro usa lo smalto murale, utilizzando come base il bianco di piombo che mescola con gli ossidi minerali, dalle ematiti alla malachite all’azzurrite, per ottenere tutta la gamma di tinte che va dal blu/nero alle ocre, dal rosso al verde. È di Albertini il “ciclo profano” dedicato al clima che si respirava nel secolo del progresso: contemporaneo all’ideazione della ferrovia della Valsugana, è datato 1851. A fianco: sala comunale con affreschi di Pietro Albertini. Sopra: bolla di quarzo ametista (a sinistra) e interno di un geode di quarzi e periclino (a destra). I riquadri dipinti, che si susseguono nella stanza comunale, non rappresentano scene religiose – se non come citazione di folklore – o lavori agresti, i soggetti che erano consueti fin dai tempi del Ciclo dei Mesi di Torre Aquila a Trento (XIV-XV secolo). Al loro posto c’è la cronaca: il “Dos di S. Orsola” si alterna ai ritratti di “donPaoli” e del gendarme “… di Salorno”: la “Colonna di fero di Parigi”, omaggio alla tecnica delle costruzioni del secolo, si alterna alla veduta naïf di “Sananatonio” (Padova). L’equilibrio del disegno dimostra, al di là della semplicità apparente, una buona preparazione nel colore e una originale capacità di astrazione. L’apparato decorativo è elegante e consono all’immediatezza del contesto rurale; ma è anche attento alle speranze, al divenire. È il 1850 con i suoi protagonisti, che viene emblematizzato: i luoghi non sono necessariamente Parigi, Padova o Rialto, ma le immagini di ciò che essi rappresentano idealmente, la loro interpretazione figurata. Il tutto è incorniciato da fregi naturalistici e floreali, spontanei e sciolti nella loro esecuzione ma molto delicati e per nulla ovvi. nnn il Trentino – aprile 2010 35 36 il Trentino – aprile 2010 Storie Le mie api per l’Africa La storia di Lorenzo, stregato dal continente nero Rossella Saltini CHI è, chi fa cosa S eduto al tavolino del bar, dietro una tazza di caffè, Pietro Lorenzi è un avventore come tanti. Jeans scuri e camicia bordeaux, l’arancio della montatura degli occhiali che contrasta con il grigio dei capelli. Sorriso franco e sguardo vivace, una stretta di mano decisa e rassicurante che rivela finalmente l’Africa: un braccialetto di perline che scivola fuori dal polsino della camicia. «Artigianato Samburu – spiega con orgoglio – le donne di questa tribù del nord del Kenya creano collane, anelli e braccialetti fuori dalle loro capanne o al pascolo con il bestiame». E allora cominciamo a parlare di Africa, del continente che ha stregato Pietro Lorenzi un trentennio addietro. Pietro, il suo primo viaggio in Africa risale al 1980, gli anni in cui scopre la sua vocazione di naturalista. Un caso? No, assolutamente. Una logica conseguenza. Cosa intende? Io sono nato e cresciuto a Mori, negli anni in cui l’agricoltura era una delle attività principali, la terra ha sempre avuto una parte importante nella mia formazione, anche se in età giovanile ho svolto attività che di agricolo avevano poco: idraulico, bruciatorista, assistente pubblicitario per una ditta di elettrodomestici. Poi, finalmente, un lavoro stagionale come operaio forestale. Finalmente… Sì, questo lavoro mi impegnava da marzo a ottobre, avevo i mesi invernali a disposizione e l’Africa era un sogno accarezzato da tempo. Volevo provare il “Mal d’Africa” e vedere con i miei occhi i contrasti della natura africana. Nel 1980 il mio primo viaggio in Kenya. E lì… Ho incontrato Padre Adriano Bonfanti, missionario comboniano nel villaggio di Kasekeu. Proprio a Kasekeu comincia la mia opera di volontariato. Alla missione lavoravo dal lunedì al venerdì, mentre il fine settimana ero impegnato a studiare l’habitat dei serpenti velenosi. Come mai i serpenti? I rettili e gli anfibi mi hanno sempre affascinato. Quando ho sentito che i tempi erano maturi per approfondire questo interesse sono passato alla ricerca “sul campo”. Inoltre il settore dei rettili e degli anfibi era, all’epoca, In alto: Pietro Lorenzi con ragazzo Samburu. A fianco: uno “sguardo” sull’apicoltura. Pietro Lorenzi (3 giugno 1955), è naturalista dal 1978. Esperto in didattica e ricerca naturalistica. Dal 1980 al 2009 ha effettuato 18 viaggi in Kenya. Nel corso di questi viaggi ha prestato attività come volontario presso diverse missioni ed ha operato con progetti legati all’apicoltura e all’agricoltura. Ritiene che la conoscenza di nuove tecniche si debba tradurre in una condivisione di competenze pratiche, legate alle attività già conosciute dalle popolazioni locali, piuttosto che all’utilizzo dei mezzi sofisticati di cui dispone il mondo occidentale. Dal 1987 al 2006 ha tenuto lezioni naturalistiche a più di 65mila studenti. Da 15 anni è conservatore onorario del Museo Civico di Rovereto nella sezione Vertebrati. www.workbee.it un’area zoologica poco sviluppata in regione. Quindi il mio lavoro in Africa è poi proseguito con lo studio in ambito trentino. E questo mi ha portato ad insegnare nei centri di formazione della Provincia a Candriai e al Tonale e a ricevere la nomina di conservatore onorario del Museo Civico di Rovereto nella sezione Vertebrati. E le api? Sono legate in qualche modo alla sua attività di insegnante? Sì, grazie a Ezio Ruz, insegnante di apicoltura a Candriai, ho preso confidenza con arnie, cellette e favi. Alla fine degli anni ’90, dopo un corso, sono diventato apicoltore per hobby. Poi nel 2000 qualche puntura di troppo, uno shock anafilattico e un ricovero al S. Chiara. il Trentino – aprile 2010 37 LA PIANTA CONTRO LA FAME Com’è cambiato il suo approccio al mondo delle api? Quest’episodio ha messo la parola fine alla mia attività di apicoltore, ma non ha smorzato la mia curiosità. Durante il viaggio in Kenya del 2005 porto avanti la mia attività di naturalista grazie alla missione di Loyangalani e, nel contempo, mi metto a studiare le api africane di montagna. Sul monte Kulal vengono ancora usati i tronchi cavi e di arnie non c’è traccia. Torno in Italia con un progetto: raccogliere fondi per un intervento di apicoltura e agricoltura razionale nella zona del Kulal, a sud del lago Turkana. E chi la sostiene in tutto ciò? È “Serenella” a promuovere la raccolta, l’Associazione che ha sponsorizzato altri miei progetti umanitari (“Un amo per la vita” – per aiutare i pescatori che vivono in prossimità della Missione della Consolata di Loyangalani – e “Portiamo la luce dove non c’è – lampioncini solari per l’Africa). Nel 2007 viene fondata la prima associazione locale di apicoltori del monte Kulal, nel villaggio di Gatab, progetto tuttora in essere grazie al sostegno del Gruppo Alpini di Villa Lagarina e dei genitori di Andrea Bettini, prematuramente scomparso. In alto: sul monte Kulal con un apicoltore Samburu. A fianco: arnia tradizionale con favi. Nel box: pianta di Moringa. E nel 2009 di nuovo Kenya e api? Sì, due mesi di ricerca con il CEFA (Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura), una Ong italiana che opera nelle zone dell’Africa orientale subsahariana. Cosa nasce da questa collaborazione? Un gran bel lavoro. Con Flavio Braidotti, responsabile CEFA per la regione di Homabay, a sud del Lago Vittoria, abbiamo redatto un manuale in lingua inglese, scaricabile da internet: “APICULTURE IN SUB SAHARIAN AFRICA”. Un progetto importante e innovativo, perché si tratta del primo manuale in cui si parla di apicoltura in questa zona dell’Africa. Importante perché le api presentano caratteristiche differenti a seconda dell’habitat in cui vivono. In cosa consistono queste differenze? Le arnie, per esempio. A Nairobi La Moringa Oleifera è una pianta che cresce spontanea nelle zone vulcaniche della Rift Valley, dove la popolazione si nutre perlopiù di pesce lacustre. La Moringa è una pianta a “rotazione continua” (sono presenti contemporaneamente fiori, frutti, semi e foglie). I suoi fiori bianchi, molto apprezzati dalle api per l’abbondanza di nettare e polline, sono anche commestibili per l’uomo. I baccelli compaiono sulla pianta dopo la fioritura e, una volta lessati in acqua, hanno il gusto dei fagiolini; possiedono, inoltre, un elevato potere nutritivo. I semi, estratti crudi dai baccelli maturi, possono essere mangiati come ceci oppure tostati. Dai semi della Moringa si ricava un olio adatto al condimento dei cibi o utilizzabile come combustibile. Caratteristica di quest’olio è la totale assenza di fumo durante la combustione. La polvere ricavata dai semi della Moringa Oleifera ha proprietà antimicrobiche e antibiotiche; la polvere di Moringa o i semi preventivamente frantumati fanno precipitare i microrganismi contenuti nell’acqua che risulta così purificata. Pietro Lorenzi si sta adoperando affinché venga portato avanti un progetto che collochi nella Rift Valley alcuni vivai di questa preziosa pianta. si trovano arnie per l’allevamento di api africane costruite con le dimensioni delle arnie razionali europee. Ma l’ape europea è più grande di quella africana… Verrebbe da pensare che il piccolo stia meglio nel grande. No, si tratta di far star bene le api. Dare troppo spazio alle api africane con l’utilizzo di arnie troppo grandi crea stress. Le api sono portate a diminuire sia la produzione di miele che l’impollinazione, fattore molto importante per l’agricoltura africana. Da qui i prototipi di arnia? Sì, ho realizzato due modelli che tengano conto delle reali necessità delle api africane. Li porterò con me nel corso del mio prossimo viaggio e li sperimenterò direttamente sul monte Kulal presso il villaggio di Gatab, dove sta per essere ultimato il centro di formazione agraria e di apicoltura voluto dagli Alpini di Villa Lagarina, dai genitori di Andrea Bettini e dall’Associazione Serenella. Lorenzi, una ventina di viaggi del 1980 ad oggi, la sua opera di volontario tra passato e presente. Quali le sue considerazioni. Le associazioni, oltre che finanziare i progetti, dovrebbero seguirli direttamente per qualche anno, perché c’è un problema di ricambio troppo frequente nella gestione degli interventi. La durata triennale suggerita dalla CEE spesso non è sufficiente, la durata quinquennale garantirebbe migliori risultati. nnn 38 il Trentino – aprile 2010 Salute Elogio della sobrietà Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica fine settimana. I giovani bevono inoltre più frequentemente con modalità molto pericolose per la salute: bevendo per esempio grosse quantità in brevi periodi di tempo (ad es. in una serata). Sandra Chighizola N e abbiamo letti tanti di elogi, ma questo dedicato alla sobrietà intesa come stile di vita non legato solamente all’alcol ci sembra un messaggio importante che coinvolge non solo fasce di popolazione, ma tutta la nostra società. È un messaggio che arriva come ogni anno dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e, in provincia di Trento, dal Servizio educazione alla salute e di riferimento per le attività alcologiche dell’Apss. Ne parliamo con Roberto Pancheri (foto) che con determinazione crede in un possibile cam- biamento con l’assunzione di responsabilità della famiglia e del mondo degli adulti, partendo da dati ben precisi. Dottor Pancheri, innanzitutto qual è la dimensione del problema alcol, in Trentino? Secondo i risultati del sistema di monitoraggio Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) del 2008, in Trentino la percentuale di persone che riferisce di aver bevuto almeno una unità di bevanda alcolica (l’unità alcolica corrisponde a una lattina di birra, o un bicchiere di vino, o un bicchierino di liquore), nel mese precedente all’intervista, è risultata del 68% contro una percentuale del 59% delle altre Asl a livello nazionale, i bevitori fuori pasto il 15% (per le altre Asl l’8%) e i forti bevitori il 13% contro il 10% delle altre Asl. In Trentino, poi, la percentuale di consumatori di alcol è maggiore dal punto di vista statistico negli uomini e nei giovani, il 55% degli intervistati consuma alcol durante tutta la settimana, mentre il 45% prevalentemente durante il Viste le cifre e i dati in nostro possesso la domanda logica è: che fare? Proibire, continuare ad educare, intervenire, prevenire, dove e quando? Parlare di proibizionismo non ha senso ed è fuorviante, il problema è la regolamentazione e la capacità di introdurre dei correttivi tipo la difficoltà di accesso, alzare i prezzi e soprattutto lavorare sui giovani coinvolgendo le famiglie, un cambio di cultura insomma, quello che abbiamo definito elogio della sobrietà. Se noi genitori incominciamo ad interrogarci sui problemi legati al consumo di alcol dobbiamo incominciare a riflettere sul bere di tutti noi. Il problema centrale, come dicevo, è poi quello con i giovani con i quali dobbiamo parlare e con le famiglie, facciamo numerosi interventi di educazione nelle scuole a vari livelli usando un approccio differente. Abbiamo anche fatto un intervento mirato sui genitori e il ri- sultato è stato molto buono. Una parte di genitori, di solito i padri, sono tendenzialmente propensi a permettere che i figli, quando vogliono o ne abbiano occasione, facciano uso di bevande alcoliche, sostenendo che tutti sono passati attraverso questa strada trovando poi l’equilibrio. Altri genitori, solitamente le madri, più attenti alle conseguenze del bere, adotterebbero un approccio più rigoroso, di maggiore controllo o addirittura di proibizione, constatando però che i figli ubbidiscono finché “devono”. Una cosa è certa, l’esempio dei genitori è in grado di orientare il comportamento dei figli, anche se quest’ultimo è influenzato anche da fattori esterni alla famiglia, quali l’atteggiamento degli amici, la pressione della pubblicità e in genere la cultura che caratterizza la società. Il peso di quanto le abitudini dei genitori possano influenzare i figli è messo in evidenza dai dati di un’indagine ISTAT. Dallo studio emerge che in un nucleo familiare in cui il capofamiglia sia astemio la probabilità che i figli siano anch’essi astemi è pari al 44%, mentre in quelli in cui il capofamiglia ha consu- SERVIZI DI ALCOLOGIA DELL’AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI Distretto di Fiemme: via De Gasperi, 12 - Predazzo - Tel. 0462.508800-809 Distretto di Primiero: via Roma, 1 - Tonadico - Tel. 0439764444 Distretto Bassa Valsugana e Tesino: viale Vicenza, 186 - Borgo Valsugana - Tel. 0461 755614 Distretto Alta Valsugana: via S. Pietro, 4 - Pergine Valsugana - Tel. 0461.515342/343/344 Distretti di Trento e Valle dei Laghi, Rotaliana, Cembra e Paganella: via Rosmini, 16 - Trento Tel. 0461 235825 Distretto Val di Non: via Degasperi, 31 - Cles - Tel. 0463 660282 Distretto Val di Sole: via IV Novembre, 8 - Malé - Tel. 0463 909446 Distretto Giudicarie e Rendena: via Ospedale, 10 - Tione - Tel. 0465 339730 Distretto Alto Garda e Ledro: via Rosmini, 5 - Riva del Garda - Tel. 0464 582670 Distretto Vallagarina: via S. Giovanni Bosco, 6 - Rovereto - Tel. 0464 403611 Distretto Ladino di Fassa: strada di Prè de Gejia, 4 - Pozza di Fassa - Tel. 0462 761000-17 il Trentino – aprile 2010 mi bassi il rischio è pari al 29%. Questo significa che se il capofamiglia non consuma alcolici il suo comportamento ha una maggiore ricaduta, in frequenza di non consumo o di consumi a basso rischio nei figli. La sobrietà del capofamiglia, vista come valore positivo invece che privazione, è quindi un investimento a ricaduta immediata per la famiglia e per la comunità, mentre insegnare ai figli a bere significa aumentare il numero di chi consuma moderatamente e di chi potrebbe avere consumi pericolosi di alcol. Qual è dunque la soluzione, visto che permettere sembra essere un ruolo passivo, mentre proibire sembra essere educativamente povero? Una strada potrebbe essere quella di evitare di focalizzare l’attenzione sulla sostanza e uscire dai limiti del proibire o del permettere, adottando una prospettiva di promozione della sobrietà, nei confronti dell’alcol come della vita. PUB E DISCO Un’iniziativa interessante, partita ormai da circa sette anni, è quella del progetto pub e disco, meglio conosciuto come “Frena l’alcol fai correre la vita” di cui sono protagonisti una quindicina di giovani operatori che utilizzano la peer education (educazione tra pari) per «sensibilizzare e informare sui danni legati al consumo di alcolici e alle conseguenze della guida in stato di ebbrezza – dice France- sca Cenname dell’ associazione A.M.A. onlus, Auto Mutuo Aiuto. Il nostro progetto prevede – continua Francesca – lo spostamento di due operatori su un camper nei luoghi di incontro dei giovani come bar, discoteche, feste campestri. Alla fine dei vari colloqui con questi ragazzi e ragazze è prevista anche la prova dell’etilometro. In quanto alle cifre del nostro lavoro, dipende dalle stagioni e dai luoghi scelti: ad esempio in estate si può arrivare anche a 200 contatti per sera. La presenza del camper avviene in due modi o su richiesta del gestore o dell’organizzatore 39 della festa oppure su un programma predefinito». A Francesca chiediamo il giudizio su questa esperienza e soprattutto sui risultati: «ormai i ragazzi sul territorio hanno imparato a conoscerci, se i primi anni avevano un po’ di timore a salire sul camper adesso hanno più confidenza e riusciamo facilmente a instaurare un rapporto; le nozioni tecniche le conoscono, ma è necessario lavorare di più sul comportamento e sulla effettiva consapevolezza di quello che comporta l’abuso di sostanze alcoliche e poi mettersi alla guida. Quello che riscontriamo è una grave carenza ad esempio sulle nuove normative del codice della strada, non sempre si rendono conto delle conseguenze, non sempre basta pagare una multa, come molti credono, ma si rischia anche il carcere. Le sanzioni attualmente sono molto severe e noi cerchiamo di spiegarlo chiaramente». nnn Alcool e guida: sanzioni La quantità di alcool presente nel sangue (alcolemia) viene misurata tramite l’etilometro. Se si supera il limite di 0,5 (grammi/litro) di alcool nel sangue le sanzioni possono essere: – tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 500 a 2000 euro, sospensione della patente da tre a sei mesi, confisca amministrativa se si tratta di ciclomotore o motoveicolo; – tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3200 euro, arresto fino a sei mesi, sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno, confisca amministrativa se si tratta di ciclomotore o motoveicolo; – tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, arresto da tre mesi ad un anno, sospensione della patente da uno a due anni, confisca penale del veicolo… Se vuoi capire e saperne di più, partecipa a questo percorso formativo. Az. prov. Servizi Sanitari, Trento Per informazioni e iscrizioni: Associazione A.M.A. auto mutuo aiuto via Torre d’Augusto 2/1, Trento Tel.: 0461.239640 - Fax: 0461.222951 Sito: www.automutuoaiuto.it - E-mail: [email protected] 40 il Trentino – aprile 2010 Salute In lotta con l’allergia Pollini & Co., ecco come vanno affrontati Roberta Corazza O ltre il 25% della popolazione soffre di allergia, nello specifico di rinite allergica, con punte che superano il 40% nell’età pediatrica. In primavera la comparsa dei pollini coincide con la comparsa di sintomi che fanno sì che un numero crescente di persone si rivolga al medico o al farmacista. Lo abbiamo fatto anche noi e abbiamo incontrato Romano Nardelli allergologo e direttore dell’Unità operativa di pneumologia dell’ospedale di Arco. Dottor Nardelli, cos’è l’allergia? L’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue. Sostanze come pollini, derivati animali, acari, muffe, alimenti, sostanze chimiche o farmaci, veleno di imenotteri, provocano in alcuni soggetti reazioni a volte anche molto violente. Gli allergeni, così sono definite queste sostanze, interagiscono con l’organismo del soggetto allergico, producendo anticorpi specifici di classe IgE. Questi anticorpi si legano sia agli allergeni sia alle cellule effettrici presenti nei nostri tessuti, come ad esempio le mucose del naso o dell’apparato respiratorio, scatenando un processo infiammatorio responsabile in ultimo dei caratteristici sintomi dell’allergia. Come si manifestano le allergie ai pollini? Le allergie ai pollini sono tra le più frequenti, hanno una ricorrenza stagionale, principalmente primaverile-estiva – in Trentino da febbraio a ottobre – e colpiscono prevalentemente giovani adulti, anche se possono interessare persone da zero a novant’anni. I pollini per poter dare sensibilizzazione allergica devono essere di piccole dimensioni (pochi micron), spesso non visibili ad occhio nudo, prodotti e liberati in grande quantità dalle piante e trasportati dal vento. La reazione allergica, conseguente alla sensibilizzazione dell’individuo, dipende quindi dalla loro presenza ed è proporzionale alla concentrazione nell’aria. Il sintomo più frequente è l’oculorinite caratterizzata da irritazione oculare, bruciore, lacrimazione, fotofobia e da raffreddore associato a prurito nasale. Il 15-20% dei rinitici associa un sintomo bronchiale che è l’asma. L’asma è caratterizzata da difficoltà di respiro, costrizione toracica, tosse e respiro sibilante. Da noi, ma anche nel resto d’Italia, le allergie più diffuse sono quelle dovute ai pollini degli alberi (nocciolo, betulla, ontano, carpino), delle graminacee, del cipresso ed altre cupressacee (es. siepi, tuie), della parietaria e in alcune zone dell’olivo. Un’altra pianta che può provocare reazioni allergiche è l’ambrosia, una pianta infestante, che negli ultimi anni si sta espandendo nelle regioni padane ma fortunatamente non ancora in Trentino. Spesso in stretta relazione con la pollinosi si associa una “sindrome orale” (irritazione, edema e bruciore 25% della popolazione soffre in particolare di rinite allergica delle mucose) mangiando frutta fresca come mele, pere, ciliegie. Questa evenienza non è una vera allergia, ma è legata al fatto che le mucose orali riconoscono il frutto come polline: tipica è la correlazione mela/polline della betulla. In genere la cottura risolve il problema. Allergici si nasce o si diventa? Esistono delle cause a cui sono attribuibili le allergie? Si nasce con la predisposizione ad essere allergici o la si acqui- sisce. L’allergia è più frequente nei figli delle persone allergiche e negli anni spesso l’allergico si sensibilizza a più allergeni (polisensibilizzazione). In genere la sintomatologia tende ad attenuarsi dopo i 65-70 anni. È vero, peraltro, che dal dopoguerra il numero degli allergici è cresciuto in modo tale che l’ipotesi genetica da sola non basta a giustificarlo. La causa risiede quindi in numerosi fattori. Tra di essi spicca sicuramente il maggiore inquinamento ambientale e il fumo di sigaretta, che favoriscono entrambi lo sviluppo dell’infiammazione facilitando la penetrazione degli allergeni e amplificando i sintomi clinici. Inoltre l’inquinamento può contribuire a modificare i comportamenti delle piante: ad esempio le betulle producono più polline con gamete maschile, più allergenico di quello femminile. Esiste poi “l’ipotesi igienica” che suggerisce che la causa delle allergie sia stata l’introduzione delle vaccinazioni di massa nei bambini e il maggior livello di igiene presente nella nostra società, che consente al nostro sistema immunitario, meno impegnato a difenderci dai germi, di dedicarsi ad attività non utili all’organismo. Come viene diagnosticata un’allergia e in cosa consiste la terapia? È necessario accertare a quali pollini la persona è sensibilizzata. Il medico o il pediatra di famiglia, primi referenti dei paziente con i sintomi allergici, possono prescrivere una visita allergologica e i “prick test”, prove allergologiche cutanee. Questi test si eseguono ponendo sull’avambraccio una goccia il Trentino – aprile 2010 contenente l’allergene e graffiando con un’apposita lancetta la cute. Se il paziente è sensibilizzato alla sostanza testata, dopo quindici minuti circa, compare un gonfiore simile alla puntura di una zanzara. In genere le prove allergologiche vanno effettuate in anticipo o successivamente rispetto alla stagione dei pollini, per poter ottimizzare la terapia farmacologica ed eventualmente somministrare il vaccino. La scelta dei farmaci da utilizzare nelle terapie contro le allergie viene spesso effettuata sulla base della gravità di sintomi e della soglia di scatenamento. Attualmente disponiamo di farmaci efficaci nel controllare i sintomi come gli antistaminici e i broncodilatatori e di farmaci curativi, che controllano l’infiammazione allergica come il cortisone e in alcuni casi gli antileucotrienici. Ogni persona ha una propria soglia di scatenamento della reazione allergica e spesso la terapia, sia essa con i farmaci o specifica desensibilizzante – il vaccino – è personalizzabile. L’allergologo può poi decidere se utilizzare, oltre ai farmaci, l’unica terapia allergene mirata, cioè l’immunoterapia specifica desensibilizzante (ITS), il cosiddetto vaccino. L’ITS può essere eseguita per via iniettiva, sotto stretto controllo medico, 41 oppure con una autosomministrazione del paziente, attraverso gocce sublinguali o compresse contenenti l’allergene. La terapia deve essere eseguita per almeno tre anni consecutivi e mediamente dà una copertura che dura oltre dieci anni. Le visite allergologiche e i “prick test” vengono eseguiti nelle strutture dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e sono prenotabili al Cup (numero telefonico: 848 816 816) per le strutture di Trento, Rovereto, Tione e Pergine Valsugana e al numero 0464.582412 per Arco. nnn Servizio informazione pollini: notizie aggiornate anche via sms Pollini in volo, è tempo di allergie primaverili. Il mese di aprile si caratterizza quest’anno per la massiccia presenza in atmosfera dei pollini di betulla e carpino nero, seguiti dalle graminacee e dalla parietaria. Occhio dunque ai sintomi allergici quali rinite, congiuntivite e asma bronchiale. Avere a disposizione corrette informazioni circa la diffusione di queste particelle biologiche nell’atmosfera di una certa località, le relative concentrazioni ed i periodi di comparsa durante l’anno diventa quindi fondamentale. Per la provincia di Trento, le analisi dei pollini presenti in aria sono svolte ininterrottamente da venti anni presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige dove è attivo un Centro di monitoraggio aerobiologico che controlla giornalmente la presenza dei pollini nell’aria e divulga le informazioni attraverso la pubblicazione del bollettino pollini per garantire una corretta e tempestiva informazione dei pazienti e dei medici. Il centro aderisce alla Rete italiana di monitoraggio in aerobiologia, coordinata dall’Associazione italiana di aerobiologia. A San Michele è installato un campionatore che funziona aspirando giornalmente un volume d’aria costante: i campioni raccolti vengono analizzati al microscopio per l’identificazione e la conta dei pollini catturati. Tali analisi consentono di caratterizzare lo spettro pollinico di una zona, di redigere un elenco dei tipi di polline presenti e di calcolare le relative concentrazioni giornaliere, espresse come numero di particelle per metro cubo d’aria. I dati di concentrazione vengono settimanalmente elaborati per la realizzazione e la divulgazione delle informazioni. I canali informativi sono diversi: – il bollettino dei pollini, aggiornato settimanalmente sul portale www.iasma.it al link http://pollini.iasma. it. Qui è possibile accedere al database dei pollini ed ottenere un grafico con le concentrazioni giornaliere del tipo di polline e per l’anno selezionati; si può inoltre consultare l’archivio storico dei bollettini e accedere ad una rubrica con il commento dell’allergologo. – le informazioni sull’andamento dei pollini sono reperibili anche attraverso i servizi di segreteria telefonica (0461.238939) e di self-fax (0461.237089) messi a disposizione da Meteotrentino. – si può inoltre ricevere il bollettino pollini nella propria casella di posta elettronica iscrivendosi alla newsletter, cliccando nello spazio grigio in alto a destra nella pagina iniziale del portale dell’Istituto e selezionando la casella “Newsletter bollettino dei pollini”. – l’informazione pollinica via SMS si può ottenere: tramite il sistema “Meucci” realizzato dai tecnici dell’Istituto Agrario, inviando un messaggio al numero 335.1019034 e digitando il codice QPOL (il servizio è al costo di un normale SMS); da Meteotrentino, inviando al 482344 “Pollini” – per richieste estemporanee – o “Pollini on” per abbonarsi al servizio; il bollettino pollini viene inviato alle farmacie ed è infine consultabile anche alla pagina 587 del televideo di RAI 3. Silvia Ceschini 42 il Trentino – aprile 2010 Scienze Piante officinali crescono Un nuovo strumento per valorizzare la montagna Silvia Ceschini C amomilla, lavanda, melissa, malva, timo, rosmarino. Le piante officinali sono utilizzate dai tempi più remoti come alimento, per aromatizzare vivande, per preparare infusi e tisane, ma anche per la cura e il benessere del corpo. Oggi, però, possono rappresentare anche un nuovo strumento per valorizzare la montagna. «Un numero sempre maggiore di agricoltori – spiega Flavio Kaisermann, tecnico dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – le coltiva nei propri orti per poi trasformarle e commercializzar- le sottoforma di tisane, prodotti alimentari come sali e confetture alle erbe, ma anche cosmetici, soprattutto sali da bagno e creme». L’utilizzo di tali prodotti si è particolarmente diffuso presso le varie strutture ricettive in ambiente rurale, nei mercati agricoli di prossimità ed attraverso reti commerciali dedicate. A Vigalzano di Pergine Valsugana, nella sede periferica dell’Istituto Agrario, si è svolto recentemente un convegno sulle esperienze di coltivazione delle piante officinali ed aromatiche, in cui sono intervenuti i tecnici del progetto speciale “produzioni ortoflorofrutticole” dal Centro Trasferimento Tecnologico dell’Istituto Agrario, ricercatori e operatori del settore provenienti da varie regioni alpine. «Con l’adozione di una serie di provvedimenti normativi nel corso dell’anno 2008 la Provincia ha voluto favorire lo sviluppo del settore delle piante officinali» afferma Federico Bigaran, dell’Ufficio produzioni biologiche della Provincia autonoma di Trento. È stato creato un albo dei produttori e un apposito marchio, “Trentinerbe”, per valorizzare le produzioni trentine, qualificare i prodotti e garantire il consumatore attraverso controlli rigorosi. Attualmente operano in provincia di Trento due associazioni di coltivatori di erbe officinali, “Montagna & Benessere” e “Florere”, ma anche numerosi singoli produttori. Per coltivare le piante officinali è necessaria un’adeguata preparazione ed il compendio normativo ha previsto l’istituzione di specifici corsi formativi. Come quello organizzato per il secondo anno dall’Istituto di San Michele, che ha registrato un elevato numero di iscritti. nnn 44 il Trentino – aprile 2010 Scienze L’insetto stecco e i suoi amici Al Museo di scienze uno spazio per gli animali vivi O rmai da anni, nei mesi primaverili, il Museo Tridentino di Scienze Naturali ospita al suo interno con grande successo alcune specie di animali vivi. Il contatto con gli animali costituisce per i bambini un’opportunità unica, molto emozionante, per vivere il museo e per questo motivo il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha deciso di dotarsi di un’area permanente che possa dare ai bambini la possibilità di interagire con gli animali guardandoli da vicino, toccandoli con mano ed ascoltando le spiegazioni di un esperto zoologo che spiegherà loro le caratteristiche e le abitudini delle specie ospitate. La nuova sezione, che verrà inaugurata il 30 aprile 2010 alle 15.00, sarà composta di tante piccole nicchie inserite all’interno di un’area completamente rinnovata e allestita con una colorata scenografia (di volta in volta modificabile) che riprodurrà un elegante giardino con una sorta di cattedrale vegetale. Dentro questa struttura saranno ospitati permanentemente una coppia di diamanti mandarini, alcuni pulcini, insetti foglia, insetti stecco, formiche tagliafoglia, tartarughe e, a seconda dei periodi e delle singole iniziative correlate, altri piccoli animali. L’intento è quello di dialogare di scienza e natura con il pubblico giovane, indirizzandolo verso un corretto com- portamento nei confronti degli animali e stimolando in loro un atteggiamento responsabile e attento. Cosa si potrà vedere All’interno dello spazio, una voliera bianca ospiterà una coppia di diamanti mandarini, di cui i bambini potranno osservare la deposizione delle uova, la nascita e le cure pa- rentali. Un formicaio con formiche esotiche (acromyrmex) affiancherà e integrerà il formicaio più tradizionale con specie autoctone, esposto nelle sale permanenti. Al suo interno le formiche saliranno al suolo alla ricerca di alimenti (foglie e fiori freschi), per poi riscendere nel sottosuolo. Qui i pezzi di foglia tagliata verranno sistemati in due camere del nido, dove saranno usati per assemblare delle lettiere. Su queste lettiere le formiche faranno crescere il micelio di un fungo. Un’incubatrice dalla capienza di 126 uova, accoglierà invece i pulcini fino alla loro schiusa ed un’apposita struttura li conterrà nei giorni successivi, per ammirare la loro crescita giorno per giorno. Una strana gabbia, dotata di vegetazione all’interno, sarà invece la casa di alcuni insetto stecco e insetto foglia, due specie mimetiche (l’insetto stecco è di forma allungata e somiglia a un ramoscello, mentre l’insetto foglia è fogliforme e ha i colori di una foglia). Anche in questo caso sarà visibile l’aspetto riproduttivo. Infine, nel cortile del museo, saranno ospitate per alcuni mesi le tartarughe. Le femmine, dopo l’accoppiamento deporranno le uova nel terreno, all’interno del loro recinto e, passate alcune settimane, sarà possibile assistere all’emozionante momento della schiusa. nnn 46 il Trentino – aprile 2010 Culture La cultura vi dà appuntamento Ben 81 opportunità, ecco il calendario completo INIZIATIVE DI UN SOLO GIORNO 16 APRILE 2010 Ala, Auditorium della Cassa Rurale Bassa Vallagarina Viale G. F. Malfatti, 1 ore 20.30 Presentazione del volume “Meraviglie del bosco trentino” di Walter Nicoletti e Marco Simonini. Saranno presenti gli autori. Promuove la Biblioteca Comunale di Ala, in collaborazione con il CAI SAT Sezione di Ala. Canal San Bovo, Zortea, Casa della Cultura Ecomuseo del Vanoi ore 20.30 Conferenza “Il restauro della Cappella di Santa Romina ai masi di Lozen”. Relatori: Fabio Campolongo, Domenico Maistri, Adriana Stefani, Diego Voltolini. La cappella seicentesca si caratterizza per il sorprendente cromatismo delle sue facciate ed è stata oggetto di un intervento di restauro che ha interessato anche l’altare ligneo. Promuove la Soprintendenza per i Beni architettonici. Riva del Garda, Museo di Riva del Garda, Sala conferenze Piazza Battisti, 3/a ore 21.00 Presentazione del volume “I rifugi antiaerei di Riva del Garda e di Arco” di Paola Maroni e Valentina Zanoni. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico. Trento, Ridotto del Teatro Sociale Via Oss Mazzurana, 19 ore 9.30-13.45 / 14.45-17.30 Convegno internazionale “Lo Spettacolo del Territorio. Centri Culturali: esperienze a confronto”. Dall’esperienza della Provincia e del Centro Culturale Santa Chiara, un’analisi dei diversi modelli di centri culturali importanti a livello internazionale. Promuovono: Provincia Autonoma di Trento, Delegazione AGIS Tre Venezie, Centro Servizi Culturali S. Chiara. Trento, Sala stampa della Giunta Piazza Dante, 15 ore 17.00 Cerimonia premiazione tesi di laurea. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici. Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas Piazza C. Battisti ore 17.30 Conferenza “50 anni di archeologia a La Vela di Trento”. Relatore Elisabetta Mottes. Le scoperte effettuate in uno dei luoghi simbolo per gli studi di archeologia del territorio delle Alpi. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici. Trento, Sala Filarmonica Via Verdi, 30 ore 18.00 Concerto “I Violini di Strada-Antiche musiche da ballo del Trentino”. I violinisti di Ponte Caffaro con Renato Morelli e il Trio Barocco. Ingresso libero. Promuove la Società Filarmonica di Trento con International Inner Wheel - Club di Trento. 17 APRILE 2010 Cles, Auditorium del Polo Scolastico Via IV Novembre ore 17.00 Favola musicale Pierino e il lupo di S. Prokofiev. Orchestra Haydn di Trento e Bolzano. Promuovono: Servizi Culturali Val Di Non e di Sole C. Eccher, Soc. Coop. di Cles, Associazione Culturale Mons. C. Eccher di Smarano, Comune di Cles. Riva del Garda, Museo di Riva del Garda, Sala conferenze Piazza Battisti, 3/a ore 17.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda – Rifugiarsi nel cuore della città. Videoinstallazione dedicata ai rifugi antiaerei di Riva del Garda e di Arco. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico, in collaborazione con l’associazione R. Pinter. Riva del Garda, Biblioteca Civica di Riva del Garda Piazza Garibaldi, 5 ore 18.00 “Magistro Martino di Rossi, coquo expertissimo in questa arte e como legeray prudentissimo”. Colloqui gastronomici con Massimo Montanari, Università di Bologna, e Tiziana Di Masi, attrice. Accompagnamento musicale di Laura Buzzone, arpa. Promuovono: Comuni di Arco e riva del Garda - Servizio Attività Culturali Intercomunale di Arco e Riva del Garda. Rovereto, Mart Corso Bettini, 43 ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”. Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart. Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero Via Portici, 38 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas Piazza C. Battisti ore 9.30-12.30 / 15.00-18.00 “Tessera dopo tessera: come costruire un mosaico”. Laboratorio gratuito per bambini (dai 7 anni) e ragazzi. Prenotazione entro le ore 17 del giorno precedente al tel. 0461.230171. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Vigo di Ton, Castel Thun ore 14.00 Lo Scrigno del Castello. Inaugurazione del murales. Realizzato da Paola de Manincor, che racconta la storia vero-fantastica del Castello e della vita dei Conti che l’hanno abitato, e del suggestivo percorso a piedi che dalla piazza di Vigo di Ton conduce a Castel Thun. Intervento del Corpo bandistico Basso Noce - Banda dei 7 Comuni. Promuovono: Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, Pro Loco Ton, Comune di Ton. Vigo di Ton, Castel Thun ore 15.30 Cerimonia inaugurale di Castel Thun. La Provincia Autonoma di Trento apre al pubblico Castel Thun, la magnifica dimora principesca della Valle di Non, residenza per secoli della famiglia Thun, una delle più potenti del Trentino e della mitteleuropa. L’evento è il risultato di quasi vent’anni di studi, restauri, recuperi e acquisizioni che hanno coinvolto l’Assessorato alla Cultura, il Castello del Buonconsiglio, le Soprintendenze provinciali ai Beni architettonici, ai Beni storico-artistici e ai Beni librari, archivistici e archeologici. Ingresso gratuito. Dalle ore 16.00 visite al castello per gruppi di 40 persone. Ingresso gratuito al Castello dal 18 al 25 aprile, per la Settimana della Cultura. 18 APRILE 2010 Campodenno, fraz. Quetta Chiesa di Sant’Egidio ore 10.30 Presentazione del volume “I Re Magi e l’eremita. La chiesa di Quetta” curato ed edito dalla Soprintendenza per i Beni Storico-artistici. Relatore Laura dal Prà. I risultati di uno studio condotto a più mani sulla storia e le opere d’arte dell’antica chiesa di Quetta in Val di Non. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni Storico-artistici. il Trentino – aprile 2010 Riva del Garda, Auditorium della Scuola Musicale Civica Via F. Guella ore 11.00 Matinée musicali 2010 – Amarc(h)ord, viaggio nostalgico fra memorie e visioni musicali. Concerto “Nel salotto di casa Schumann – omaggio a R. Schuman nel 200° della nascita” con degustazione di vini e prodotti tipici dell’Alto Garda. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda - Servizio Attività Culturali Intercomunale di Arco e Riva del Garda. Rovereto, Mart Corso Bettini, 43 ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”. Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart. Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero Via Portici, 38 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4.00. Promuove Mart. Rovereto, Osservatorio Astronomico di Monte Zugna ore 14.00-18.00 Osservatorio Astronomico di Monte Zugna. Osservazione del Sole. Su prenotazione, per gruppi di minimo 10 persone. Tel. 0464.452800. Ingresso ridotto € 2,00. Promuove Museo Civico di Rovereto. Trento, Palazzo delle Albere Via R. da Sanseverino, 45 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Eugenio Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Trento, Museo Diocesano Tridentino Piazza Duomo, 18 ore 15.30 Percorso guidato gratuito “Andrea Pozzo: le opere del Museo Diocesano Tridentino e la chiesa di San Francesco Saverio”. Le quattro Prospettive dell’artista gesuita esposte presso il Museo e visita alla chiesa di San Francesco Saverio. Promuove il Museo Diocesano Tridentino. Vigo di Ton, Castel Thun ore 9.30-16.00 Percorsi d’arte e musica con gli allievi del Conservatorio Bonporti di Trento. Per gruppi di 40 persone. Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni al tel. 0461.492811. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, in collaborazione con il Conservatorio Bonporti di Trento. Vigo di Ton, Castel Thun ore 14.30-17.00 “Le pietre nobili raccontano”. Maratona letteraria sulle leggende del Trentino, a cura di Mauro Neri e Michele Comite. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 19 APRILE 2010 Rovereto, Auditorium Melotti presso il Mart Corso Bettini, 43 ore 10.00 per studenti Liceo, ore 20.45 per il pubblico Musical “Il giorno perduto”. Opera originale, realizzata interamente con allievi del Liceo e delle Scuole. Promuovono: Scuole Musicali Zandonai e Novák, Liceo Rosmini, Comune di Rovereto. Trento, Archivio di Stato Via Maestri del Lavoro, 4 ore 10.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti documentarie. Gradita prenotazione al Tel. 0461.829008. Promuove Archivio di Stato di Trento. 20 APRILE 2010 Torbole sul Garda, Sede di Ingarda Trentino S.p.A. Azienda per la promozione turistica Via Pescicoltura ore 17.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda - Rifugiarsi nel cuore della città. Letture e testimonianze dirette sul bunker di Torbole. Promuovono: MAG - Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico, Comune di Nago-Torbole, in collaborazione con il Gruppo culturale Nago Torbole. Trento, Archivio di Stato Via Maestri del Lavoro, 4 ore 15.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti documentarie. Gradita prenotazione al nr. tel. 0461.829008. Promuove Archivio di Stato di Trento. Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas Piazza C. Battisti ore 17.30 Voci dal mondo greco e latino “Era il più saggio e il più giusto. Processo a morte di Socrate”. Recital con Alessio Dalla Costa, Massimo Lazzeri, Alfonso Masi. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici. Trento, Castello del Buonconsiglio ore 18.00 Presentazione delle audioguide di Castel Thun. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. Vigo di Ton, Castel Thun ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 47 21 APRILE 2010 Civezzano, Chiesa di Santa Maria Assunta ore 17.30 Conferenza “L’arte della luce nelle vetrate cinquecentesche della Pieve di Civezzano”. Viene illustrato il restauro effettuato dalla Soprintendenza per i Beni Storico-artistici. Relatori Giovanni Dellantonio e Roberto Perini. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni storico-artistici. Trento, Archivio di Stato Via Maestri del Lavoro, 4 ore 15.00 “L’archivio della famiglia Arz-Arsio della Val di Non: note di ricerca”. Conversazione del prof. Marco Bettotti, studioso e ricercatore storico. Intervento del Presidente dell’Associazione Culturale G. B. Lampi Alta Anaunia, prof. Costantino Pellegrini. Promuove Archivio di Stato di Trento. Vigo di Ton, Castel Thun ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 22 APRILE 2010 Arco, Convento dei Cappuccini Via San Francesco ore 15.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda – Rifugiarsi nel cuore della città. Letture e testimonianze dirette sul bunker presso il convento dei Cappuccini. Promuove MAG Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico. Brentonico, Biblioteca comunale Via Roberti, 5/a ore 18.00 MusicaLibri. Letture di brani con intermezzi musicali. Promuove la Biblioteca comunale di Brentonico. Storo, Chiesa di San Floriano ore 20.30 Conferenza “Il tesoro degli emigranti. Il restauro dell’oreficeria della chiesa di San Floriano di Storo”. Relatori Daniela Floris e Roberto Perini. Promuove la Soprintendenza per i Beni storico-artistici. Tassullo, Castel Valer ore 18.00 Conferenza “Alla scoperta dell’archivio Spaur di Castel Valer: dalle pergamente alle lettere di Carlo Antonio Pilati”. Interventi di Livio Cristofolini, Stefania Franzoi, Serena Luzzi. Prenotazione obbligatoria: tel. 0461.494471/73. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici. Trento, Archivio di Stato Via Maestri del Lavoro, 4 ore 15.00 “Tesori musicali in Archivio di Stato di Trento: le musiche dell’Archivio Buffa”. Conversazione del prof. Antonio Carlini, storico e musicologo. Accompagnamento musicale. Promuove Archivio di Stato di Trento. 48 il Trentino – aprile 2010 Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 16.30 Battaglia Spaziale. In compagnia della Costellazione Andromeda, del cavaliere Jedi e del pianeta Terra i bambini dovranno risolvere divertenti indovinelli per salvare le sorti del nostro pianeta. Per bambini dai 6 ai 10 anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Trento, Castello del Buonconsiglio ore 18.00 Presentazione del documentario dedicato a Castel Thun. A cura di Filmwork. Immagini, ricordi, testimonianze di una nobile famiglia e del suo castello. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 18.30 Aperitivo con le stelle: sotto il segno del Toro. Una chiacchierata fra un bicchiere di vino e un caffè, per confrontarsi con astronomi e psicologi in merito al valore scientifico dell’astrologia. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Vigo di Ton, Castel Thun ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 23 APRILE 2010 Arco, Auditorium di Palazzo Panni Via Segantini, 9 ore 21.00 Rilke ad Arco. Presentazione del volume edito da MAG – Dipartimento storico archeologico in collaborazione con l’Associazione Il Sommolago. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico. Trento, Archivio di Stato Via Maestri del Lavoro, 4 ore 10.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti documentarie. Gradita prenotazione al nr. tel. 0461.829008. Promuove Archivio di Stato di Trento. Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas Piazza C. Battisti ore 17.30 “Ci sono anche dei castelli contro i barbari…”. In-certe realtà archeologiche nelle Alpi e sulle Alpi trentine. Il sito archeologico di monte san Martino nel Lomaso. Relatore Enrico Cavada. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici. Trento, Castello del Buonconsiglio ore 18.00 “Il castello nascosto. Indagine su Castel Thun”. Presentazione del filmato in 3D a cura di Stefano Benedetti e Carlo Andrea Postinger. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. Vigo di Ton, Castel Thun ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 24 APRILE 2010 Arco, Rilke Promenade ore 15.00 Rilke ad Arco. Passeggiata poetica sul tracciato delle Rilke Promenade. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storicoarcheologico. Palù del Fersina, Sede dell’Istituto Culturale Mòcheno Loc. Tolleri, 67 ore 20.30 Conoscere e rivalutare i saperi naturalistici locali: il sentiero etnobotanico del Filzerhof. Serata di approfondimento sul tema delle piante coltivate o selvatiche tradizionalmente utilizzate in Valle dei Mòcheni/Bersntol. Promuove l’Istituto Culturale Mòcheno. Rovereto, Mart Corso Bettini, 43 ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”. Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart. Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero Via Portici, 38 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Trento, Biblioteca comunale – Sezione bambini e ragazzi Passaggio Peterlongo ore 8.30-18.30 Nati per leggere. Mostra di libri per bambini. Laboratorio “Mio fratello rinoceronte” per genitori e bambini con Gek Tessaro alle 10.00 e alle 14.15. Spettacolo “Priscilla e Gurdulù” con Gek Tessaro alle ore 17.00. Su prenotazione nr. 0461.275559. Promuove Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Trento, Sala della Filarmonica Via Verdi, 30 ore 18.30 Concerto con il Coro Giovanile e l’Orchestra da Camera della Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento e gli allievi dell’Istituto Musicale in Lingua Tedesca di Dobbiaco (BZ). Promuove Associazione Culturale i Minipolifonici di Trento. Vigo di Ton, Castel Thun ore 11.00 Presentazione dell’installazione multimediale “Il principe e la sirena” a cura di Francesco Pisanu. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. 25 APRILE 2010 Fierozzo S. Felice, Filzerhof - Bersntoler Museum ore 15.00 Visite guidate gratuite al Filzerhof. Apertura gratuita della sede museale con visite guidate, alle ore 15.00, 15.45, 16.30, 17.15. Promuove l’Istituto Culturale Mòcheno. Riva del Garda, Auditorium della Scuola Musicale Civica Via F. Guella ore 11.00 Matinée musicali 2010 – Amarc(h)ord, viaggio nostalgico fra memorie e visioni musicali. Concerto “Domenica è sempre domenica – musica italiana in jazz” con degustazione di vini e prodotti tipici dell’Alto Garda. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda - Servizio Attività Culturali Intercomunale di Arco e Riva del Garda. Rovereto, Mart Corso Bettini, 43 ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”. Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart. Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero Via Portici, 38 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Sanzeno, Trento Museo Retico ore 14.30 e 16.00 I Reti e le antiche genti della Val di Non. Visita guidata gratuita per conoscere il “misterioso” popolo dei Reti. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici. Trento, Palazzo delle Albere Via R. da Sanseverino, 45 ore 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Eugenio Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. il Trentino – aprile 2010 Vigo di Ton, Castel Thun ore 9.30-16.00 Percorsi d’arte e musica con gli allievi del Conservatorio Bonporti di Trento. Per gruppi di 40 persone. Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni al nr. 0461.492811. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, in collaborazione con il Conservatorio Bonporti di Trento. INIZIATIVE PER L’INTERA SETTIMANA 16-25 APRILE 2010 Civezzano, Biblioteca comunale Via Battisti, 1 lunedì-venerdì: 14.30-18.30, giovedì anche 10.00-12-00, mercoledì anche 20.00-20.30 Altri mondi in biblioteca: libri di viaggio, esplorazione, etnografia. Mostra di libri sul tema del viaggio. Promuove la Biblioteca Intercomunale di Civezzano-Fornace. Rovereto, Museo Civico di Rovereto Borgo S. Caterina, 41 ore 9.00-12.00 / 15.00-18.00, lunedì chiuso Mostra permanente Dal Dato al Pensato, mostra temporanea L’ora blu. Il racconto degli insetti e mostra temporanea Orsi, Halbherr, Gerola. L’archeologia italiana nel Mediterraneo alla nuova sede espositiva di Palazzo Alberti. Ingresso al Museo ridotto € 2,00. Nei due week-end spettacolo al Planetario ore 16.45. Rovereto, Mart Corso Bettini, 43 ore 10.00-18.00, venerdì 10.00-21.00, lunedì chiuso “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”. Le affascinanti relazioni tra arte e teatro nel XIX secolo attraverso circa duecento opere tra dipinti, bozzetti, scene teatrali. Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero Via Portici, 38 ore 10.00-18.00, lunedì chiuso Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”. Nella Casa d’Arte Futurista Depero, il Mart propone nuovi spunti di ricerca e riflessione sulle avanguardie artistiche di ieri e di oggi. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. San Michele all’Adige, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina Via Mach, 2 ore 9.00-12.30 / 14.30-18.00, lunedì chiuso Collezione permanente. Visite guidate gratuite alle ore 14.30 sabato 17 e 24 e domenica 18 e 25 anche alle ore 10.00. Ingresso ridotto. Promuove museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Trento, Palazzo delle Albere Via R. da Sanseverino, 45 ore 10.00-18.00, lunedì chiuso “Eugenio Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart. Trento, Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni Via Lidorno, 3 ore 10.00-13.00 / 14.00-18.00, lunedì chiuso Oltre alla prestigiosa collezione permanente, il Museo ospita la Mostra-concorso di modellismo statico “Città di Trento”. Ingresso ridotto € 2,00. Promuovono: Museo Tridentino di Scienze Naturali e Gruppo modellistico trentino di studio e ricerca storica. Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina, 14 ore 10.00-18.00, lunedì chiuso SPAZIALE! L’astronomia in mostra. Un viaggio coinvolgente nell’astronomia, dai suoi esordi fino al futuro. Mostra aperta fino al 30/6. Ingresso ridotto € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali. Trento, Biblioteca comunale – Sezione bambini e ragazzi Passaggio Peterlongo lunedì-venerdì ore 14.30-18.30, sabato 8.30-18.30 Nati per leggere. Mostra di libri per bambini, accompagnata da letture e laboratori. Dal lunedì al venerdì alle 17.00 e sabato alle 16.00, letture per bambini di 3-7 anni. Ingresso libero, prenotazione nr. 0461.275559. Promuove Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento. INIZIATIVE DI PIù GIORNI 16-25 APRILE 2010 Besenello, Castel Beseno ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. Stenico, Castello di Stenico ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. San Michele all’Adige, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina Via Mach, 2 ore 9.00-18.00 Festa degli Ecomusei del Trentino. Per la promozione della realtà ecomuseale trentina. Ingresso al Museo € 1,00. Promuovono: Ecomusei del Trentino, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Trento, Castello del Buonconsiglio Via B. Clesio, 5 ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. Vigo di Ton, Castell Thun ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali. “ Ama la cultura, adorala, lusingala. Ti dimostreranno che non serve a niente. È quello il momento in cui si mostrerà divina “ Trento, Museo Diocesano Tridentino Piazza Duomo, 18 ore 15.30 Percorso guidato gratuito “Andrea Pozzo: le opere del Museo Diocesano Tridentino e la chiesa di San Francesco Saverio”. Le quattro Prospettive dell’artista gesuita esposte presso il Museo e visita alla chiesa di San Francesco Saverio. Promuove il Museo Diocesano Tridentino. 49 (anonimo) 50 il Trentino – aprile 2010 Culture L’immigrazione in bianco e nero Le foto di Enrico Fuochi Ierma Sega « Tanti volti, tante storie ma, in realtà la storia è una sola perché, se le raggruppiamo, le storie sono tutte uguali». È questo, il “messaggio” di Enrico Fuochi con la mostra fotografica FotoStorie di ordinaria immigrazione appena conclusasi a Trento. Ospitata a palazzo Thun, patrocinata dalla Provincia autonoma di Trento e dal Comune di Trento, FotoStorie di ordinaria immigrazione è stata un’esposizione complessa, e non solo per il tema affrontato. Con un approccio a più livelli che invitava il visitatore a guardare, ascoltare, leggere e parlare e una colonna sonora particolare – la canzone Ragazzo dell’Europa di Gianna Nannini sulla quale, incessante, si dipana il dialogo delle persone ritratte che, nella loro lingua, hanno prestato alla mostra le proprie parole. Come in altre occasioni, il libro/catalogo ha accostato immagini a scritti, piccoli racconti dell’autore nati istintivamente dopo l’incontro con gli immigrati ritratti nelle sue foto. In ultimo, la presenza costante in mostra di Fuochi ha regalato a tutti quelli che lo desideravano le sue indicazioni per la visita, le motivazioni delle sue scelte e del suo approccio. Come è successo a noi… Enrico Fuochi, perché una mostra su un tema tanto “scottante”? Noi italiani, popolo di emigranti, viviamo ora il fatto sociale dell’immigrazione che non è più un fenomeno ma una quotidianità. Personalmente credo che l’immigrazione vada accettata e regolamentata ma non combattuta. Se vogliamo risolve- 1. re il problema va fatto un lavoro complesso, non di facciata ma concreto. L’altro giorno i quotidiani titolavano “Espulsi anche gli irregolari che hanno dei figli a scuola”. Mi ha scioccato quella notizia. Affrontiamo il problema: perché chi ha dei figli a scuola è ancora irregolare? I giornali non hanno parlato di questo. Alla presentazione del mio libro, la professoressa Giovanna Gadotti ha lanciato una provocazione chiedendo “Cosa fanno i media per l’immigrazione?”. È facile lanciare un messaggio forte quando ci sono dei fatti negativi ed è facile demonizzare. Io ho voluto far conoscere la faccia pulita dell’immigrazione. Nella sua veste di fotografo lei è un’interprete della realtà. È stato intenzionale stimolare la riflessione dei visitatori? Certo, e spero di essere riuscito a trasmettere, a chi ha visto le immagini e letto il libro, le sensazioni che io ho avuto nell’approciarmi e rapportarmi a queste persone. In questa direzione, secondo me è emblematica, e mi ha colpito in maniera particolare, la storia della signora Olga. Nel suo paese d’origine, l’Ucraina, era dirigente in un’azienda con ottantacinque dipendenti. La ditta, una birreria, è fallita negli anni Novanta. Lei ha perso casa e lavoro ed è arrivata in Italia. A Trento fa la badante. Anche se ho visto la malinconia nei suoi occhi, lei dice di essere felice perché riesce a mandare dei soldi a casa e può tenere anche qualcosa per se. È una storia che deve far pensare. il Trentino – aprile 2010 51 2. 4. 3. Ha incontrato difficoltà o diffidenze particolari nel fare i suoi ritratti? Inizialmente ho trovato molte chiusure, è normale e comprensibile: anch’io sarei diffidente se incontrassi qualcuno che mi vuole fotografare. Ho ritratto le persone integrate, non ho ripreso i malavitosi però non ho voluto nemmeno dare un’immagine troppo buonista. Ho esposto anche fotografie che richiamano problematiche importanti: prostituzione, irregolarità e clandestinità. Fenomeni indotti che io chiamo “lato oscuro”. Non sono voluto scendere in campo politico, non era il mio scopo. In un commento che ho letto sul quaderno delle firme presente in mostra, un visitatore ha scritto: “Questa è la faccia pulita dell’internazionalismo”. È un giudizio che mi è piaciuto molto. I miei non sono scatti rubati, non faccio reportage e nemmeno istantanee. Non ho voluto fare un catalogo di volti e nemmeno un catalogo geografico. Ho un approccio diverso. Sono storie normali di vita vissuta, di immigrati che sono venuti qua da noi, in Trentino. Le fotografie sono state fatte a Caldonazzo, Riva del Garda, Trento. 5. Mi sono imposto di dare un’immagine il più possibile obiettiva dell’immigrazione e non ho ripreso soltanto i lavori più qualificanti come possono essere il farmacista, il medico, il ricercatore. Ho parlato delle problematiche che l’immigrazione porta, ho ritratto tutte le classi sociali: l’operaio, la badante, lo stalliere del maneggio di Caldonazzo… Nella pagina a fianco Enrico Fuochi e la copertina del suo libro FotoStorie di ordinaria immigrazione. 1. 2. 3. 4. 5. Shad (studente) – Gwadar, Pakistan Don Dante Clauser – Punto d’Incontro Ameur – El Haouarua, Tunisia Jack Caola – Inghilterra Tina Paulino (Atleta: 800 metri piani) –Maputo, Mozambico. 52 il Trentino – aprile 2010 Culture 7. 6. In quanto tempo ha completato il suo percorso fotografico? Non mi è servito molto tempo. L’idea l’avevo già da qualche anno, da quando l’immigrazione ha iniziato a essere sui giornali e mi sono detto “Devo fare qualcosa”. Lo scorso anno, a febbraio, ho affrontato il problema. 6. Mbassa – Senegal 7. Aboulkheir Breigheche (Imam e Presidente Alleanza Islamica d’Italia) – Tall, Damasco 8. Ivez Fabian Quintana (Centrocampista Calcio Trento) – Mendoza, Argentina. Quale è la foto che dà avvio alla mostra? La mostra inizia con la fotografia di Jack Caola, moleta di Pinzolo. Una persona interessantissima con la quale ho passato quasi una giornata. Nato in Inghilterra, ha avuto una vita molto travagliata. I fratelli sono stati deportati, lui ha lavorato con il padre, ha fatto studi classici, è tornato in Italia dove si è sposato con Agnese, è ritornato in Inghilterra. Anche il primo racconto del libro prende spunto dall’emigrazione degli italiani. Sono molto affezionato anche al ritratto di don Dante Clauser: non voleva saperne di farsi fotografare ma dopo un mese l’ho convinto. È un punto fermo nella realtà trentina e l’ho ritratto mentre apre la porta del suo punto d’incontro. Altre foto e altre storie? Alain, del Camerun, farmacista ai Solteri. Ha fatto tanti sacrifici ma adesso è stato ripagato. Mi ha detto di sentirsi trentino al 100%. Sahd e Sarmad, 8. fratellini pakistani che ho ritratto a scuola. Sono felici, scherzano coi compagni di classe, sono perfettamente integrati nel contesto di classe. Ameur, tunisino in Italia da due anni. Si è iscritto alla facoltà di matematica di Povo, ha superato tutti gli esami, è contento, si è integrato in università, ha degli amici italiani, rispetta i propri usi e costumi, conserva le sue abitudini religiose. Aboulkheir Breigheche, Imam e presidente dell’Alleanza islamica d’Italia, mi ha aiutato ad approciarmi con alcune delle persone fotografate. Tina Paulino, atleta degli 800 metri piani e Ivez Fabian Quintana, centrocampista del Calcio Trento: due professionisti dello sport. Riguardo agli aspetti, per così dire meno belli, c’è una fotografia che a me piace moltissimo ispirata alla clandestinità. In primo piano un ragazzo di colore, sfuocato, una figura che traspare ma non appare. Ci sono dei bianchi con un viso poco comunicativo. Dietro c’è la città, aggressiva, l’ambiente dentro cui l’irregolare si trova a muoversi. Ecco, io credo che i clandestini debbano trovare spazio nella loro società, essere aiutati da onlus e associazioni. Non ha senso che il Trentino – aprile 2010 53 OPERAZIONE ASCOLTO Oggi più che mai il fenomeno migratorio ci pone, in Trentino e più in generale in Italia, di fronte ad un bivio che richiede una scelta netta e responsabile… Per questo ho voluto subito avviare una “operazione ascolto” sul territorio nei confronti dei diversi soggetti che a vario titolo si occupano del fenomeno migratorio: associazioni di italiani e di immigrati, settore pubblico, privato sociale, rappresentanti delle diverse confessioni religiose. Sono convinta che questo momento di incontro e confronto abbia infatti rappresentato una proficua occasione per raccogliere riflessioni, spunti e suggerimenti utili per orientare le politiche della convivenza e dell’integrazione. Lia Giovanazzi Beltrami Assessore alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di Trento 9. 11. per le stampe “tradizionali” che ho sempre fatto da solo, gli attacchi di asma che mi prendono dopo ore trascorse a respirare gli acidi, mi stanno convertendo al digitale. 10. escano dalla loro società e debbano poi sbattere la testa a destra e sinistra come moscerini impazziti. Le foto della mostra sono tutte in bianco e nero e per la maggior parte realizzate senza l’uso del digitale. Come mai? Se si esclude una mostra che ho fatto nel 1987 presso lo Studio d’arte Andromeda dove ho “giocato” con i colori di Trento, il blu e il giallo, ho sempre e solo fotografato in bianco e nero perché si presta meglio a raccontare quello che io voglio, non distrae, concentra l’attenzione sull’essenza dell’immagine, è astrazione assoluta. Solo da poco mi sono avvicinato al digitale, come è provato in una piccola sezione della mostra. I passi da gigante fatti dal digitale, la difficoltà a reperire i materiali Un’anticipazione dei suoi progetti futuri? In questi anni ho fatto due libri, FotoGrafie, con la summa dei miei trent’anni di attività in ambito fotografico e FotoStorie dove parlo di immigrazione. Se un giorno diventerò nonno mi piacerebbe pubblicare FotoFiabe. Attualmente sto lavorando a un progetto organizzativo e di restauro. Nel cassetto di un’amica di famiglia ho trovato delle lastre su vetro completamente inedite della Spedizione Nobile che sto restaurando. Sono state realizzate da suo suocero, il medico della spedizione, un odontoiatra che esercitava a Trento. Lastre su vetro 9x12 che mi affascinano solo a guardarle. Sono felice di prestare la mia opera per questo lavoro di restauro e sono già avviati gli accordi per un libro e una mostra. nnn 9. Dr. Alain (farmacista) – Jaounde, Camerun 10.Olga (badante) – Ternopyl, Ucraina 11.Sarmad (studente, fratello di Shad) – Gwadar, Pakistan. 54 il Trentino – aprile 2010 Culture Passar le acque Terme, sorgenti, turismo e cure Paola Bertoldi P assar le acque è un’espressione divenuta ormai una frase celebre, che in passato indicava l’abitudine a frequentare le stazioni termali per immergersi nelle tiepide acque. Quella delle terme è una storia antichissima: gli affreschi di Pompei e le grandi costruzioni della Roma imperiale ci mostrano lo sfarzo delle strutture, le cronache classiche raccontano l’importanza sociale di questi luoghi, all’interno dei quali trovavano spazio anche biblioteche, teatri, sale di studio. Ma la tradizione termale rappresenta, fin da tempi remoti, una pagina importante anche della storia del Trentino, dalle cui montagne sgorgano migliaia di sorgenti, una delle sue più grandi ricchezze. Al giorno d’oggi nella nostra provincia ci sono otto stazioni termali, distribuite in maniera omogenea sul territorio: tutte vantano un’acqua con proprietà specifiche. Ci sono le acque arsenicali-ferrugginose, la sorgente oligominerale effervescente naturale, l’acqua bicarbonato calcio magnesiaca e così via. «Le acque sono tali quali le rocce da cui scorrono», scriveva Plinio il Vecchio. Infatti, la notevole va- Prosegue con la T di Terme la visita alla mostra “Storicamente ABC”, 21 parole per ripercorrere la storia del Trentino, aperta alle Gallerie di Piedicastello ACQUE DA LEGGENDA La scoperta delle fonti termali in Trentino affonda le sue radici in tempi lontani e, come succede spesso in questi casi, la memoria si confonde con leggenda. Si racconta infatti che fu un giovane pastore, chiamato “el Bastianel dei Michi” a scoprire le sorgenti di Rabbi: le sue capre avevano un pelo lucidissimo e iniziarono a produrre grandi quantità di latte. Il pastorello le seguì e scoprì che si abbeverava ogni giorno ad una sorgente d’acqua dal sapore strano, acidulo: era la fonte minerale ferruginosa. Allo stesso modo, sembra che la fama delle proprietà terapeutiche delle acque di Comano si diffuse a inizio dell’Ottocento, quando un contadino guarì miracolosamente dalla scabbia dopo aver sciacquato il raccolto della canapa con le mani a lungo immerse nella tiepida sorgente sotto al villaggio. A quanto pare, anche i benefici dei bagni di fieno del Bondone si devono alle fatiche di un contadino. Nonostante un forte mal di schiena, l’uomo si era recato sui prati per lo sfalcio dell’erba e alla sera fu costretto a coricarsi in un giaciglio di fieno non ancora essiccato. Il mattino seguente, temendo di svegliarsi in un bagno di sudore, si accorse con stupore che il mal di schiena era sparito. rietà di formazioni geologiche del Trentino spiega la presenza di tanti differenti tipi di acque termali. Senza dimenticare che sul Monte Bondone si trova un centro che non si avvale delle risorse idriche: è la cosiddetta fitobalneoterapia, cioè i bagni di fieno di Garniga Terme. Sebbene i ritrovamenti archeologici documentino un utilizzo talvolta molto antico di alcune sorgenti (Comano era conosciuta dai tempi di Augusto), il loro momento di gloria esplose senza dubbio nel corso dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento. Nel diciottesimo secolo iniziarono ad essere pubblicate le prime guide mediche che mettevano l’attenzione sulle doti terapeutiche delle acque e nel secolo successivo nacquero e fiorirono In alto: cartolina R. Stabilimento Termale di Vetriolo (Fondazione Museo Storico del Trentino). Centrale: acqua minerale di Roncegno, fine 1800. A fianco: depliant pubblicitario in bianco e nero delle Terme Levico-Vetriolo post 1950, collezione privata. in Trentino i centri termali di Levico, Vetriolo e Roncegno in Valsugana, Comano nelle Valli Giudicarie, Pejo e Rabbi in val di Sole. Sfruttando la nuova tendenza della belle époque vennero costruiti grandi stabilimenti termali per raccogliere le acque, attrezzati per le cure balneari e per ospitare i primi forestieri. Ma chi erano i fruitori di questo nuovo turismo? Naturalmente solo una ristretta élite poteva permettersi di intraprendere lunghi viaggi e soggiornare per settimane in queste località. Si trattava per lo più della nobiltà e dell’alta borghesia proveniente dai territori dell’Impero austro-ungarico: le testimonianze dell’epoca mettono in evidenza eventi speciali, come la visita a Pejo e Rabbi dell’arciduchessa d’Austria Maria Elisabetta, figlia dell’imperatrice, o quando, presso l’Albergo Alpino di Garniga, «pernottò Sua Altezza I.R., il Serenissimo Signor Arciduca Eugenio, accompagnato da il Trentino – aprile 2010 A sinistra: manifesto pubblicitario delle Terme di Roncegno (Treviso, Museo civico L. Bailo, collezione Salce). A destra: cartolina delle Terme di Comano, stazione idrominerale (Fondazione Museo Storico del trentino). Sotto: antica fonte Rabbi, da Il Trentino illustrato, 1932. sua eccellenza il Tenente Maresciallo Catinelli e da numerosissimo seguito». A Dimaro, dopo la visita del 1894 di Francesco Giuseppe, l’albergo dove l’imperatore aveva alloggiato prese il nome di “Albergo Corona”. Nei centri termali gli ospiti potevano sottoporsi alle cure balneari e idropiniche ma anche rilassarsi passeggiando nell’ambiente alpino, godere del clima, del paesaggio e dell’aria salubre. Negli stessi anni prese il via l’imbottigliamento dell’acqua, che veniva spedita in tutta Europa e anche più lontano; l’acqua “forte” di Levico venne venduta perfino in Cina e qualche bottiglia proveniente da Pejo è stata rinvenuta a Mosca. Il sempre più consistente flusso turistico ebbe ripercussioni sotto diversi aspetti, in primis l’urbanistica. Nel giro di pochi anni sorsero grand-hotel, alberghi e pensioni più modeste, ma anche chiese e luoghi di culto, parchi, viali, caffè, sale da ballo e strutture per lo sport. Gli abitati furono riorganizzati attorno alle attività termali e in alcune zone assunsero una fama internazionale. Fu grazie alle Terme che nel 1894 l’imperatore elevò Levico al rango di città. Parallelamente furono migliorate le vie di comunicazione: strade, ponti, trasporti. La costruzione della ferrovia della Valsugana rappresentò una svolta fondamentale per alcune località. E la promozione assunse un ruolo di primo piano. Vennero diffuse in varie lingue le guide medico-turistiche che pubblicizzavano i luoghi di cura, complete di dati sulla composizione delle acque e sulle cure offerte, ma ricche anche di informazioni storiche e geografiche. Il tutto nello stile dell’epoca: una cartolina assicurava che «i malati di pelle che invano cercarono guarigione e sollievo nelle diverse stazioni termali, hanno trovato nelle miracolose acque di Comano risultati insperati e perfino la guarigione». Mentre Levico-Vetriolo era «la stazione balneare climatica più importante del Trentino sulla linea Trento-Venezia». Abbondavano 55 LETTERE DEL POETA La storia annovera molti personaggi illustri che hanno celebrato le proprietà delle acque di Comano. Fra questi c’è anche, inaspettatamente, il poeta trentino Andrea Maffei. Ecco il testo di una lettera inviata all’amico editore Felice Lemonnier, scritta il giorno di Natale del 1868: Caro Felice, Sono proprio contento che l’ottima signora Annina migliori, benché non abbia mai dubitato che un incomodo del tutto locale potesse avere conseguenze gravi. Ti ripeto che le Terme di Comano, luogo vicino a Riva, per questi mali sono una panacea, e sono sicuro che la cura di quest’acqua la risanerebbe radicalmente. Ma di ciò ne parleremo al mio ritorno costà. il tuo Andrea Maffei depliants con le offerte collaterali garantite dai vari centri per il divertimento dei clienti: «concerti regolari dell’orchestra del Comitato di Cura, concerti artistici e serate di beneficenza, balli di famiglia negli hotel, garden parties, serenate sul lago di Levico, fuochi artificiali, vasi della fortuna, giuoco delle bocce, birilli russi, ground per tennis». Le località termali facevano a gara per attirare i turisti anche servendosi del parere di illustri medici che lodavano gli effetti benefici dell’una o dell’altra stazione. Questo grande sviluppo dei centri termali non fece che incrementare l’afflusso di persone nei luoghi di cura. Ne erano attratti anche i religiosi, come racconta una testimonianza di fine Settecento: sembra che la vicinanza del convento dei Cappuccini di Malé alle “acque accidole” lo avesse reso una delle destinazioni più ambite dai frati a tal punto che nel 1774 intervennero i superiori. Furono emanate una serie di misure restrittive e si impose, fra l’altro, «che nissuno possa fare la cura di dette accidole senza licenza del G.Provinciale; che ognuno si accontenti di una cura di 15 giorni; che a chi è permessa la bibita delle acque non si intende data anche la licenza dei bagni; che ognuno debba fare la cura nel Convento di Malè, restando proibito di portarsi allo Stabilimento». Oggi la società è molto cambiata e lo sono anche le località per le cure balneari. Ma la tradizione continua, alla ricerca della miglior armonia tra forma fisica e salute psicologica. Molti anni fa, all’alba del termalismo trentino, si usava lo slogan In aqua et in montibus vita: se il latino è passato di moda, il fascino delle acque termali non sembra perdere il suo potere. nnn 56 il Trentino – aprile 2010 Le nostre band suonano il rock Terza tappa del nostro viaggio attraverso la realtà del rock trentino. Dopo Alchimia, N.A.N.O. e Nurse! Nurse! Nurse! nel numero di febbraio e Pape Satan, Resando e Tryaxis nel numero di marzo questa nostra “ricognizione” propone questa volta altri tre gruppi. Buona musica a tutti! A cura di Fabio De Santi Fedeltà obliqua “Devi False Friends Genere: power-pop psichedelico a bassa fedeltà amare per poter suonare L. Armstrong “ Line up: Michele Bertamini: chitarra; Marcello Bonazza: basso; Massimo Giovannini: batteria. Discografia, riconoscimenti e live: oltre ad una serie di demo ormai dimenticati, è stata pubblicata in free downolad su netlabel Peteran Records nel 2008 la raccolta “The Unavoidable Light”, ora non più online per trapasso della suddetta label. I riconoscimenti, molto sporadici, sono esclusivamente limitati a qualche critico di webzine che apprezza i suoni sbilenchi. Pezzi forti: “Italians”, “The Sun”, “Terrific” e “Like a Spider”, che faranno parte del prossimo demo “Only Rock Will Survive Us!” La curiosità: forse l’unica vera caratteristica peculiare della band, oltre al quasi completo disinteresse che li circonda, è di non sopportare la musica “leggera” italiana, in qualsiasi forma e connotazione; peccato che siamo italiani anche noi... i False Friends sono molto più bravi e ricercati per rilasciare interviste che per suonare dal vivo, infatti fanno, quando va bene, due date all’anno, sempre qualcuna in più dei Beatles periodo 6670, ma sempre maledettamente poche... Coordinate Internautiche: http://www.myspace.com/ falsefriendss il Trentino – aprile 2010 57 TERZOLIVELLO Genere: Rock / new wave Line up: Denis Cappelletti: voce; Andrea Sadler: batteria; Loris Travaglia: basso; Francesco Nardelli: chitarra. Discografia, riconoscimenti e live: nel 2003 nasce la musica dei Terzolivello, nel 2006 esce L’EP “Synapsy” e nel 2007 L’EP “Waiting for tavor”. L’anno seguente firmano per l’agenzia di management “Alkemist Fanatix Europe” mentre nel 2009 ecco “The Silent City” che verrà distribuito a metà marzo 2010 per Alkemist / Warner Chappell sotto l’etichetta inglese Copro Records. Pezzi forti: Cherry Slot, Heartbreak Hotel, Bellatrix Smile. La curiosità: il disco “The silent city” contiene 10 brani, sulla copertina del disco però ne sono indicati 11. Così i fan che saranno in grado di scoprire e utilizzare nel corretto modo il titolo del brano fantasma avranno accesso a contenuti speciali inediti e mai pubblicati. Coordinate Internautiche: www.terzolivello.com, www.myspace.com/3livello VETROZERO Genere: rock obliquo Line up: Glauco Gabrielli: voce e chitarra; Alessio Zeni: basso; Daniele Bonvecchio: batteria. Discografia, riconoscimenti e live: hanno all’attivo un cd e il loro brano “Biarso” ha vinto come miglior brano il concorso altoatesina Upload 2008. Pezzi forti: Grisou, Una pistola non dice: salve!, il Mostro. La curiosità: hanno registrato nel 2009 il loro primo videoclip ufficiale del brano “Il mostro” per la regia di Marco Menestrina. Il video ha trovato attenzione a livello nazionale attivando nella rosa dei 12 finalisti della VII edizione del premio Roma Videoclip 2009 intitolata “Il cinema incontra la musica” per videoclip indipendenti promossa e organizzata dalla RomArtEventi. Coordinate Internautiche: http://www.myspace.com/ vetrozero TG GIOVANI in onda «Quello che mi porto dentro è la voglia di condividere quello che ho provato» così Maria Vittoria parla dell’esperienza “Treno della Memoria”. «Guardavamo gli affitti l’altro giorno, allucinanti; per i ragazzi è comunque dura» è il commento di una ragazza sulla questione “bamboccioni”. «Non ci vuole nulla di particolare, solo tanta voglia di fare e di mettersi in gioco» dicono i giovani che prendono parte alla formazione del Servizio Civile. Nel Tg Giovani, un programma realizzato dall’Ufficio Stampa in collaborazione con le Politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento, sono soprattutto loro a parlare. Il microfono registra il parere e i consigli dei ragazzi che hanno preso parte alle iniziative rivolte ai giovani. Di cosa si parla? Un po’ di tutto. Dallo sport alla musica. Dal cinema ai viaggi all’estero. Dai gemellaggi tra scuole alle mostre. E poi ancora, corsi di formazione, teatro, convegni, premi. In primo piano sono spesso anche questioni di attualità: la polemica sui cosiddetti bamboccioni per esempio, ma anche il mito del posto fisso e le nuove tecnologie. Il tono è spesso leggero ma l’obiettivo è serio: mettere in evidenza opportunità. Di studio, lavoro, impegno, divertimento. Un concentrato di possibilità che va in onda su RTTR ogni quindici giorni, il sabato alle 13.45 e alle 18.10 e il lunedì alle 14.15. Il Tg Giovani è ovviamente – e non poteva essere altrimenti – anche online. Tutte le puntate sono visibili sul sito www.politichegiovanili.provincia.tn.it/ tg_giovani/ e sul canale Youtube della Provincia. 58 n il Trentino – aprile 2010 Agnese Tomassetti, Mettiti nella mia pelliccia, Erickson, Trento, Collana “Capire con il cuore”, 2009 pp. 90, euro 15 Vedere la vita dal punto di vista degli animali non è difficile, anzi, basta ascoltare i buoni sentimenti che muovono il nostro cuore, riflettere su come ogni animale sappia assecondare i ritmi della natura e rispettare i propri simili. Con Mettiti nella mia pelliccia l’autrice, che è pure l’illustratrice del libro, invita infatti i bambini – ma dovrebbero leggerlo molti adulti – a rispettare gli animali e, attraverso loro, a ravvisare la necessità di ricoprire ancora l’esistenza umana di un sano senso ecologico. n Mauro Neri, La lanterna del principe, pp. 192, euro 13,50; Lo sciamano scomparso, Egon, Rovereto, 2009, pp. 184, euro 13,50. Sono i primi due volumi della collana “La mia biblioteca trentina” che nel giro di qualche anno andrà a comprendere 12 titoli. Attraverso il racconto l’autore, grande divulgatore di storie tra i bambini e gli adolescenti, riesce così a far appassionare i giovani lettori alla storia del Trentino, cominciata mille anni orsono con le popolazioni primitive e proseguita nella civiltà del Medioevo, nei personaggi del Rinascimento, dell’illuminismo, dell’impero asburgico. Piccole storie affascinanti che trovano un supporto “più scientifico” nelle schede di approfondimento che le accompagnano. (Per gli insegnanti: PAT, Dipartimento istruzione, Tel. 0461.497233). n Paolo Marini, Dalla diligenza alla corriera, U.C.T., Trento, 2009, pp. 258, euro 40 Paolo Marini, trentino, da sempre colleziona modellini di autobus da tutto il mondo; con questa pubblicazione, sottotitolata Storia del trasporto pubblico passeggeri nella Provincia di Trento, intende proprio coinvolgere il lettore nella sua passione per il trasporto su gomma. Tante le foto, storiche e non che, dai primi del Novecento agli inizi del nostro terzo Millennio, attirano la curiosità, muovono l’emozione. Tra i capitoli, la linea “internazionale” Rovereto-Schio, la nascita della STAT e dell’ISAT, gli autoservizi della linea Trento-Malé, la Società Automobilistica Atesina. Biblioteca A cura di Silvia Vernaccini n Aldo Riccadonna, Briciole scettiche del XX secolo, Albatros Il Filo, Roma, 2009, pp. 276, euro 17 Il particolare di un dipinto raffigurante Icaro, eroe greco simbolo di chi tenta di compiere azioni fuori dalla propria portata, compare sulla copertina di questo corposo libro scritto da Aldo Riccadonna, professore di filosofia e collaboratore con la Facoltà di Filosofia dell’Università di Trento. Briciole scettiche del XX secolo raccoglie infatti, sotto l’etichetta “scetticismo”, i pensieri di alcuni autori del Novecento – Musill, Borges, Feyerabend, Proust, Pasolini – che riecheggiano ciò che fu detto secoli fa: l’invito è a non prendersela se altri la pensano in modo diverso dal nostro, a non prendere se stessi troppo sul serio. n Roberto Piumini et al., L’invenzione di Kuta. La scrittura e la storia del libro manoscritto, Carthusia, Milano, 2009, pp. 74, euro 14,90 Gli autori di questo libro – Roberto Piumini per i testi, Adriana Paolini per la ricerca storica e iconografica e Monica Zani per i disegni – hanno senz’altro vinto la scommessa di aver catturato l’attenzione del pubblico di giovani lettori sulla storia della scrittura: pagine graficamente curate e accattivanti che restituiscono ai bambini il fascino di questa importante invenzione dell’umanità. Il libro è uscito con il sostegno della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento (che lo fornisce a chi progetta Laboratori di storia della scrittura) e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. n Sandra Frizzera, Le tante voci dell’amore, Edizioni31, Trento, 2010, pp. 336, euro 14 «È un grande racconto dedicato alla fiducia nelle tante voci dell’amore, questo: è una scommessa sulla possibilità dell’uomo di essere più forte della sventura, della malattia, della solitudine…» scrive Mauro Neri nella prefazione a quest’ultimo libro scritto da Sandra Frizzera, generosa autrice trentina. Le tante voci dell’amore è infatti un romanzo che si articola in più protagonisti e più famiglie – e tra questi è pure riconoscibile il suo alter ego – sulle cui vicende si intrecciano atteggiamenti di generosità, di gelosia e di speranza, tutti comunque superati dal vincente sentimento dell’amore. il Trentino – aprile 2010 n Elisabetta Postal, Chiaroscuri. Appunti di vita, Curcu & Genovese, Collana Poesia, Trento, 2010, pp. 80, euro 8 «Le parole spesso assomigliano a quelle radure incantate nelle quali, inaspettatamente, ci si viene a trovare nel bosco. Ci sono molte sfumature, nascoste nelle parole: ognuno colga quella che preferisce e che si accorda meglio col suo sentire» scrive l’autrice nella nota introduttiva a questa sua raccolta di poesie. Sono brevi e lirici appunti su alcuni passaggi della vita che Elisabetta, ormai nonna, avverte con particolare emozione: sentimenti, pensieri e preghiere che si muovono in un susseguirsi evocativo di versi. n Mauro Marcantoni, Danilo Fenner, Giorgio Postal, Fondazione Museo storico del Trentino, Trento, 2010, pp. 260, euro 18 All’uomo politico trentino Giorgio Postal è dedicato quest’ultimo libro della “Collana ‘900 testimonianze”, una linea editoriale che raccoglie lo spaccato di una storia non ancora lontana. L’intento, come sottolinea il professor Antonino Zichichi nella prefazione, non è «storiografico, ma di registrare “in diretta” le esperienze dei protagonisti di questi anni riportandole in forma di narrazione». Gli autori sono entrambi giornalisti: Marcantoni, direttore dal 1999 di IASA di Trento e Fenner, direttore della società di comunicazione xgroup di Rovereto. n Giorgio Nicoletti, Valle di Non, Curcu & Geonovese, Trento, 2010, pp. 200, euro 12 Questa agile pubblicazione dedicata alla Valle di Non rientra, assieme ad altre guide dedicate alle diverse realtà territoriali della nostra provincia, nella collana “Viaggio in Trentino”. L’autore – Giorgio Nicoletti, appassionato conoscitore del Trentino – descrive questa valle ricca di storia e angoli di natura paese per paese, proponendo escursioni e suggerimenti gastronomici. Non mancano le informazioni utili relative ad eventi e manifestazioni turistiche oltreché, ovviamente, agli esercizi ricettivi. Alessandro Dionigi, Raimondo Maria Pavarin, Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani, Erikson, Collana “Capire con il cuore”, Trento, 2010, pp. 220, euro 14 «Quando ci sei dentro alla grande, proprio che consumi tutti i giorni, lì per farti non guardi in faccia a nessuno, vai a rubare anche al tuo migliore amico» è una delle tante allarmanti dichiarazioni che si leggono in Sballo, una guida per aiutare genitori ed educatori a muoversi nell’universo della sempre più estrema trasgressione adolescenziale. Gli autori, docente di Pedagogia il primo e direttore dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano dipendenze Patologiche di Bologna il secondo, spiegano così i significati del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani. n n 59 Joe Teresienstadio, Abba! Pater! Ossia In cerca del Gran Padre, anastatica Fondazione Museo Storico del Trentino-Alcione, Trento, 2010 (Arti Grafiche A. Scotoni, Trento, 1924), pp. 424, euro 15 (tavole degli artisti UCAI sezione Trento) Joe Teresienstadio, ovvero don Giuseppe Maurina (1872-1949), figura straordinaria del clero trentino, è l’autore di quest’opera che, solo a sfogliarla, risulta immensa: un poema epico-didascalico in 134 canti narranti la storia dell’universo, dalla venuta di Adamo alla prima guerra mondiale. Una ricchezza di nozioni legate al mondo naturale così come alla filosofia, alla fisica o alla religione: un viaggio verso la bellezza del creato che Maurina prese a scrivere durante i 26 duri mesi di prigionia a Teresienstadt, in Boemia, e che completò alla fine della Grande Guerra, al suo ritorno in Trentino. n Astrid Mazzola, Kosovo tutto ok Il Margine, Trento, 2010, pp. 256, euro 17 Con appassionato entusiasmo e in collaborazione con il Tavolo Trentino con il Kosovo, la giovane giornalista Astrid Mazzola si è immersa nella sofferta e ancora sofferente realtà del Kosovo, povero territorio montuoso nei Balcani, per cercare di capire come vivono oggi i giovani. Dopo il bombardamento del 1999 – “scontro di civiltà” tra cristiani e musulmani – sono gli Albanesi, nel 2008, a proclamarsi Stato indipendente, senza però ricevere il riconoscimento dalla Serbia: lacerazioni che non scalfiscono comunque l’opinione pubblica internazionale, per la quale “in Kosovo tutto è ok!”. 60 il Trentino – aprile 2010 Europ.a. Fondo, rapporto finale A compimento sette anni di programmazione I n questi giorni è stato presentato alla Commissione europea il Rapporto finale di esecuzione del Programma Operativo Fondo sociale europeo 2000-2006. Il Fondo sociale europeo è uno dei Fondi strutturali previsti dall’Unione europea al fine di rafforzare la coesione economica e sociale al suo interno e ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie Regioni europee. Esso è destinato a sostenere misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione, a sviluppare le risorse umane, l’integrazione sociale nel mercato del lavoro, la parità tra uomini e donne e favorire uno sviluppo economico e sociale duraturo. Il Rapporto finale di esecuzione risulta l’adempimento ultimo per la conclusione degli interventi finanziati dal Fondo sociale europeo nel periodo considerato: con la presentazione di tale documento si porta a compimento di fatto il settennio di programmazione 2000-2006. L’obiettivo del Rapporto è quello di fornire una serie di informazioni che facciano il punto sui principali risultati raggiunti nell’ambito della gestione ed attuazione delle politiche cofinanziate con risorse comunitarie. È un documento di cruciale importanza che ha anche la finalità di fare una sintesi delle azioni messe in campo per migliorare l’efficacia e l’efficienza di tale Fondo strutturale: riporta le informazioni sull’attuazione degli Assi prioritari e delle Misure d’intervento, sulla loro esecuzione finanziaria, sull’amministrazione e gestione degli interventi, nonché una panoramica dei risultati dell’intero programma. Il Programma operativo Fse 2000-2006 della Provincia autonoma di Trento, come quello delle altre Regioni italiane, si è articolato in sei Assi prioritari, corrispondenti ai cinque obiettivi globali individuati dal Regolamento del Fondo sociale europeo, ai quali se ne è aggiunto un sesto finalizzato al rafforzamento del sistema di gestione, monitoraggio, valutazione, informazione e controllo del Programma stesso. Questi obiettivi globali si suddividevano a loro volta in una serie di obiettivi specifici che hanno trovato attuazione attraverso una o più Misure di intervento. Il Programma operativo 2000-2006 ha presentato una consistenza finanziaria complessiva, a livello di risorse programmate, di poco più di 230 milioni di euro, importo comprensivo del contributo privato delle aziende beneficiarie degli aiuti. Questa la ripartizione: – 45% Fondo sociale europeo, – 44% Stato, – 11% Provincia autonoma di Trento. Tali risorse sono state pienamente utilizzate nel corso della programmazione 2000-2006, dando luogo anche ad un numero maggiore di interventi rispetto a quanto originariamente previsto, interventi aggiuntivi che potranno beneficiare di eventuali prossime economie provenienti da mancati utilizzi dei Fondi da parte di altre Regioni italiane. Attraverso queste risorse finanziarie, nel corso dei sette anni della programmazione, in provincia di Trento sono stati approvati complessivamente 6.457 interventi, di questi quelli destinati alle persone (interventi formativi, incentivi, Work Experience, percorsi integrati) hanno coinvolto 98.500 soggetti. I destinatari raggiunti rappresentano una quota superiore al 40% della popolazione potenzialmente interessata dal Programma, corrispondente alle forze lavoro in provincia di Trento (circa 230mila unità nel 2007). Tale riuscita attuativa risulta nettamente superiore all’obiettivo iniziale, che si prefiggeva una copertura del 30% delle forze lavoro. All’interno della variegata tipologia di interventi proposti a valere sul Programma operativo, per motivi di sintesi si segnala- no solo alcune azioni innovative che, sebbene proposte per la prima volta nel corso del settennio 2000-2006, hanno riscontrato un evidente successo di pubblico, tanto da richiederne la riproposizione anche nell’attuale periodo 2007-2013. Tra le nuove attività formative proposte si segnala, visti i numeri raggiunti, l’offerta formativa in ambito informatico e linguistico realizzata attraverso lo strumento dei buoni formativi. Tale strumento è stato introdotto allo scopo di coinvolgere un numero crescente di cittadini trentini in percorsi di formazione lungo tutto l’arco della vita, così come richiesto a livello comunitario, a partire dai soggetti più deboli sul mercato del lavoro. I buoni formativi sono stati attivati nell’ottobre 2003 e fino a settembre 2008, data di conclusione momentanea della loro applicazione, hanno riscosso un enorme successo: per capirne la consistenza, basti pensare che le richieste di assegnazione sono state 47.402. I buoni assegnati, in base ad un meccanismo di priorità che privilegiava gli utenti più deboli, sono stati complessivamente 36.564. Di questi ne sono stati utilizzati complessivamente 23.788, praticamente tutti positivamente conclusi, ed hanno visto la realizzazione di 2.510 attività formative (1.310 corsi di lingue e 1.200 corsi di informatica). Tra i destinatari di tali interventi si segnala una netta prevalenza femminile, una quota significativa di persone di mezza età (compreso un buon numero di over 45enni), una netta prevalenza di persone occupate e con un titolo di studio differenziato (più di un quarto in possesso della sola scuola dell’obbligo, il Trentino – aprile 2010 a cura del Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale e del Centro di Documentazione Europea 61 Procura della Repubblica, migliora la qualità La Giustizia come servizio efficiente per il cittadino e come promozione e tutela dei suoi diritti. Con tale obiettivo è stato presentato lo scorso 15 marzo, presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento, il progetto con cui la Procura della Repubblica di Trento intende riorganizzazione i propri processi lavorativi e ottimizzare le proprie risorse finanziarie ed umane. All’evento di presentazione dell’iniziativa hanno portato il loro contributo il Procuratore Capo dott. Stefano Dragone, il Sostituto Procuratore dott. Pasquale Profiti, il dirigente generale del Dipartimento Innovazione, Ricerca e ICT dott. Sergio Bettotti, il dirigente del Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale dott.ssa Nicoletta Clauser, il Presidente di FORMIT dott. Giovanni Bisogni e lo staff di esperti che seguiranno le singole fasi del progetto. Tale iniziativa si colloca nell’ambito del programma “Diffusione di best practices presso gli uffici giudiziari italiani” promosso dal Ministero della Giustizia, dal Dipartimento della Funzione pubblica e da diciotto tra Regioni e Province autonome, tra cui la Provincia autonoma di Trento. Il sistema di amministrazione della giustizia italiano è caratterizzato da una grande complessità di attori istituzionali e di regole pensate dal legislatore per garantire una funzione sociale di fondamentale importanza per la società. Le norme che garantiscono il rispetto dei principi di indipendenza, equità di trattamento, rispetto dei diritti fondamentali, correttezza delle procedure, hanno però bisogno di adeguati modelli e strumenti organizzativi per una loro efficace ed efficiente applicazione. Da sempre l’impegno maggiore è stato profuso nell’indispensabile rispetto delle regole amministrative. Negli ultimi anni il sistema giustizia ha invece cercato di migliorarsi in termini di efficacia, non solo attraverso la modifica delle norme, ma anche tramite un genuino cambiamento organizzativo, un mutamento di atteggiamenti, di concezioni, di processi di lavoro, di modi di intendere l’Amministrazione e il suo funzionamento. un 55% con diploma o qualifica professionale e circa il 17% con la laurea). Alle attività formative realizzate dal Programma, si devono aggiungere altri dispositivi destinati alla promozione delle pari opportunità di genere e in particolare alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Ci si riferisce in particolare ai servizi erogati con i buoni di servizio o di accompagnamento destinati alla conciliazione tra lavoro e cura dei figli. Questi titoli con- Partendo da tali premesse, la Provincia autonoma di Bolzano ha finanziato, con risorse del Fondo sociale europeo, un progetto pilota destinato alla Procura della Repubblica di Bolzano, volto al miglioramento organizzativo dei processi lavorativi e all’ottimizzazione delle risorse materiali disponibili. I risultati di tale iniziativa sono stati talmente positivi da essere riconosciuti quale buona pratica anche a livello europeo. Il buon esito della sperimentazione ha indotto quindi la Provincia di Bolzano e il Ministero della Giustizia a promuovere il trasferimento di tale buona pratica presso altri Uffici giudiziari italiani, attraverso il cofinanziamento del Fondo sociale europeo. Il progetto “Diffusione di best practices presso gli uffici giudiziari italiani” ha coinvolto ad oggi diciotto regioni italiane che hanno finanziato le attività di cambiamento organizzativo e di innovazione di 95 uffici giudiziari sparsi su tutto il territorio nazionale. Le finalità che la Procura di Trento si è prefissata di raggiungere attraverso tale iniziativa sono: – la semplificazione e il conseguimento di un maggior grado di trasparenza nei processi organizzativi interni ed esterni nonché un abbassamento dei livelli di spesa; – l’avvicinamento degli uffici giudiziari al cittadino, il miglioramento della qualità dei servizi e la predisposizione di un bilancio dell’attività dell’ufficio giudiziario. Attraverso quest’ultimo strumento i costi sostenuti dalla procura verranno rapportati ai risultati ottenuti in termini di: a) recupero di denaro sottratto alla collettività dalla commissione del reato, b) lotta ai traffici illeciti, c) tutela dei beni collettivi (ambiente e territorio) ed individuali (salute sui luoghi di lavoro, tutela degli spazi di libertà). Alla preliminare individuazione delle esigenze della Procura di Trento farà seguito una riorganizzazione dei processi, che sarà supportata dal potenziamento e dalla diffusione di nuove tecnologie. Fra gli obiettivi che la Procura si pone vi sono anche la definizione di una“Carta dei sentono ai beneficiari di acquisire, a fronte di un contributo finanziario personale pari ad almeno il 10% del valore nominale del Buono, servizi di educazione e cura di minori con età fino a 16 anni, o fino a 18 anni nel caso di minori riconosciuti in stato di handicap. I buoni di servizio, erogati a partire da ottobre 2005 fino a dicembre 2008, sono stati 5.198, di cui 5.052 conclusi. Questo dispositivo ha riscosso un indubbio successo presso la popolazione trentina, tanto da servizi”, che individuerà l’impegno nei confronti degli utenti, ed il raggiungimento degli standard qualitativi ISO 9001:2008 nei principali processi amministrativi. Infine, verranno migliorati anche gli aspetti comunicativi con il cittadino-utente attraverso la creazione di un sito web dedicato esclusivamente alla Procura della Repubblica di Trento, che fornirà informazioni utili al cittadino e metterà a disposizione servizi on line. L’attuazione del progetto è stata assegnata ad esperti e tecnici di FORMIT, Fondazione per la ricerca sulla Migrazione ed Integrazione delle Tecnologie. Durante l’evento di presentazione dell’iniziativa il dirigente generale dott. Sergio Bettotti ha centrato il suo intervento sull’importanza per la pubblica amministrazione di rivedere i modi e i tempi di lavoro, tenendo in considerazione il possibile impiego delle nuove tecnologie, al fine di determinare sensibili cambiamenti nei processi lavorativi. Ha quindi sottolineato la rilevanza del progetto in quanto, per la prima volta, viene riservata un’attenzione peculiare ai processi di lavoro interni delle amministrazioni pubbliche. Ha fatto seguito l’intervento del Sostituto Procuratore, dott. Pasquale Profiti, il quale, rivolgendosi ad un pubblico composto prevalentemente da dipendenti amministrativi della Procura di Trento, ha affermato che quella che sta partendo è una sfida da intraprendere, perché costituisce un modo per far capire alla comunità quali sono i problemi della Procura, per render conto pubblicamente di come sono gestite le risorse pubbliche e per trovare metodologie di lavoro che permettano all’amministrazione di essere più efficiente e trasparente e ai dipendenti di trovare maggiore soddisfazione nello svolgimento del lavoro. L’iniziativa è cofinanziata dal Fondo sociale europeo nell’ambito del programma operativo della Provincia autonoma di Trento 2007/2013. assumere ormai una valenza strategica all’interno dell’offerta di servizi realizzata grazie al contributo del Fondo sociale europeo; per questo sono stati riproposti e potenziati anche nell’attuale programmazione Fse 2007-2013. Infine, lo Sportello di Orientamento Formativo Territoriale, ora divenuta Struttura Multifunzionale “Ad Personam”. La Provincia autonoma di Trento, allo scopo di garantire la trasparenza nei confronti dei destinatari potenziali e assicura- re loro la migliore informazione per la partecipazione agli interventi cofinanziati dal Fondo sociale europeo, ha attivato questa struttura di orientamento formativo accessibile a tutti in permanenza che, a partire dal 2003, è stato strutturata a livello territoriale con 11 Sportelli nelle rispettive sedi comprensoriali. Nel corso del periodo 2004-2008, sono stati più di 267mila gli accessi degli utenti a tale servizio. nnn 62 il Trentino – aprile 2010 Europ.a. Un premio a basso consumo Edifici innovativi, vince Mezzocorona I l progetto europeo ILETE, acronimo di “Initiative for Low Energy Training in Europe” vede coinvolti in una “Iniziativa per la formazione sugli edifici a basso consumo in Europa” sette Regioni partner tra le quali la Provincia autonoma di Trento che partecipa attraverso l’Agenzia provinciale per l’energia (APE). I partner intendono muoversi molto rapidamente verso una significativa riduzione del consumo energetico nelle costruzioni attraverso azioni volte a colmare la mancanza di formazione. Nell’ambito del progetto è stato istituito il Premio ILETE, concorso sugli edifici a basso consumo energetico, da tenersi in ogni regione partner; i progetti regionali vincitori concorreranno per il premio finale a livello europeo. Obiettivo del concorso è la conoscenza e la divulgazione delle buone pratiche progettuaIl Centro polivalente Sottodossi di Mezzocorona. li e realizzative degli edifici; in provincia di Trento, il Bando di concorso ha previsto di valutare, oltre alle prestazioni energetiche, anche l’innovazione tecnologica, la coerenza con le architetture del territorio e gli aspetti comunicativi. In funzione di tali criteri, è stato previsto di premiare congiuntamente, per ogni progetto, il committente, il progettista e l’impresa più significativamente coinvolta. I lavori presentati, 12 progetti tutti di alto livello qualitativo, sono stati giudicati da una commissione composta da esperti e rappresentati delle professioni e delle associazioni di categoria che, oltre a decretare il vincitore, ha ritenuto di segnalare anche altre realizzazioni che si sono distinte per specifiche caratteristiche. Lo scorso 20 marzo, nell’ambito del Convegno sulle tematiche del “Costruire edifici a basso consumo”, è avvenuta la premiazione ufficiale del vincitore del Premio e dei progetti segnalati. Il progetto vincitore è il Centro Polivalente Sottodossi a Mezzocorona. Si tratta di una nuova costruzione, commissionata dal Comune di Mezzocorona. Il progettista è l’arch. Paolo Bertotti e l’impresa esecutrice è la ILLE Prefabbricati SpA. Preme segnalare che l’opera realizzata è stata finanziata a valere sul Programma Operativo 2007-2013 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale-FESR della Provincia autonoma di Trento” (bando n. 1/2007 riguardante la realizzazione e ristrutturazione di edifici pubblici secondo gli standard del basso consumo energetico e del basso impatto ambientale). Il convegno, coordinato da Roberto Bertoldi, direttore dell’Ape, ha permesso anche di fare il punto delle altre iniziative promosse all’interno del Progetto ILETE. Il consorzio ha individuato tre obiettivi primari: – progettazione e realizzazione di 8 seminari universitari sugli aspetti tecnico-scientifici, curati da un gruppo europeo di esperti di ciascun partner; – realizzazione di un kit di formazione; – informazione verso tutti i gruppi interessati; opuscoli sugli argomenti di ILETE; eventi e premi a livello regionale ed europeo; centri regionali della conoscenza e della formazione. Alberto Pacher, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, intervenendo al convegno, ha sottolineato che «il risparmio energetico degli edifici con l’alta sostenibilità ambientale è una linea di tendenza che si rafforza sempre di più, anche in Trentino. Il processo di diffusione di metodologie progettuali si rafforza e ne sono indicatore diretto lo spazio che queste metodologie hanno trovato all’interno della stessa manovra anticongiunturale della Provincia e le centinaia di domande all’Ape per contributi di sostegno al settore. Ma a renderci maggiormente fiduciosi è il fatto che queste sensibilità si svincolano sempre più dal solo sostegno pubblico ed entrano nelle logiche di mercato. Rafforzare questi processi di rete è la direzione giusta, perché la cosiddetta green economy è fatta soprattutto delle tante piccole iniziative che anche in Trentino si fanno strada». www.energia.provincia.tn.it nnn il Trentino – aprile 2010 a cura del Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale e del Centro di Documentazione Europea 63 L’Europa per voi 112, L’emergenza europea Immaginate di essere in visita in uno Stato membro dell’UE o di trovarvi nel vostro paese e di aver bisogno di contattare l’ambulanza, i vigili del fuoco o la polizia. Sapreste quale numero di emergenza chiamare? In un’Unione europea in cui si viaggia sempre di più per lavoro o per piacere, milioni di persone potrebbero trovarsi in tale situazione. Per fortuna, non c’è bisogno di cercare o ricordare i numeri di emergenza di ogni Stato membro dell’UE. Basta ricordarsene uno solo: il 112! Si può chiamare gratuitamente il 112 per contattare i servizi di emergenza in tutta l’Unione europea, da rete fissa o mobile. Un operatore qualificato risponderà alla chiamata. A seconda del paese, l’operatore gestirà la vostra richiesta direttamente o vi metterà in contatto con il servizio competente (l’ambulanza, i vigili del fuoco o la polizia). Per saperne di più: http://ec.europa.eu/ information_society/activities/112/index_it.htm Tirocini e Formazione Professionale La Giunta provinciale ha approvato il progetto “Tirocinio formativo in un Paese europeo per giovani con qualifica o diploma professionale”, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, Ufficio Fondo Sociale Europeo a seguito del finanziamento da parte dell’Agenzia nazionale LLP-ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), che intende promuovere la cooperazione transnazionale fra i Centri e/o gli Istituti di formazione professionale locali e partner europei, in modo da innovare e qualificare l’offerta di formazione professionale iniziale provinciale, e per promuovere anche in questa filiera formativa la mobilità dei giovani allievi. Otto sono i Centri e gli Istituti professionali trentini coinvolti. Si tratta dell’ENAIP di Trento; dell’Opera Armida Barelli; dell’Istituto di Formazione Professionale Servizi alla Persona e del Legno “S. Pertini”; del Centro di Formazione Professionale “G. Veronesi”; della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all’Adige; del Centro di Formazione Professionale Università Popolare Trentina; della casa madre dell’istituto delle Figlie della Carità Canossiane; dell’Istituto pavoniano Artigianelli per le arti grafiche. Il progetto si rivolge a 80 giovani che conseguiranno la qualifica di formazione professionale (corso triennale) o il diploma professionale (quarto anno) al termine dell’anno formativo 2009-2010, di età non superiore ai 20 anni. 9 MAGGIO FESTA DELL’EUROPA Il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa. È una giornata di festa comune che vuole ricordare il 9 maggio dell’anno 1950, giorno in cui lo spettro delle guerre tra i paesi europei ha iniziato a diventare un incubo del passato. Quel giorno il ministro francese degli Affari esteri, Robert Schuman, convocò la stampa presso la sede del Ministero a Parigi per una comunicazione importante. In questo suo discorso fece la proposta, nota come la dichiarazione Schuman, di creare una federazione europea indispensabile per mantenere la pace. Questa proposta è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea. «…La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano (…) Il governo francese propone di mettere l’insieme della produzione francotedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei (…) Questa proposta, mettendo in comune le produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace…». La proposta era molto coraggiosa per quel tempo, se si pensa che i paesi europei erano appena usciti da una guerra che aveva seminato lutti, odi e rancori. Da allora la costruzione dell’Unione europea ha continuato ad andare avanti e tutti i paesi che hanno scelto di aderirvi hanno anche adottato i valori di pace e solidarietà e democrazia su cui essa si basa. Questi valori si realizzano grazie allo sviluppo economico e sociale e all’equilibrio del contesto ambientale e delle varie regioni, i soli fattori che possono garantire un livello di qualità della vita diffuso equamente tra i cittadini. Come qualsiasi opera umana di pari portata, l’integrazione dell’Europa non sarà realizzata né in un giorno né in qualche decennio, le lacune sono ancora numerose, le imperfezioni evidenti. La meta da raggiungere è costruire un’Europa che rispetti la libertà e l’identità di ciascuno dei popoli che la compongono, gestita in comune applicando il principio per cui «ciò che può essere meglio fatto in comune, deve esserlo». Solo l’unione dei popoli può garantire all’Europa la sovranità sul suo destino e il suo prestigio nel mondo. L’Unione europea è all’ascolto e al servizio dei cittadini. Pur mantenendo la sua specificità, le sue abitudini di vita, la sua lingua, ogni cittadino deve tuttavia sentirsi a casa nella patria europea nella quale può circolare liberamente. Europeana: pensare la cultura Europeana è la biblioteca multimediale on line europea che, grazie alla digitalizzazione delle opere culturali europee, permette l’accesso al materiale conservato in musei, biblioteche e archivi stranieri senza bisogno di viaggiare o sfogliare centinaia di pagine per trovare un’informazione. La finalità fissata dalla Commissione europea per Europeana è di rendere le risorse informative europee più facili da usare in rete facendo da interfaccia unica per raggiungere le collezioni di opere custodite in forma digitale sui server delle biblioteche nazionali. Europeana si fonda sul ricco patrimonio culturale europeo, combinando il contesto multiculturale e multilingue con il progresso tecnologico e i nuovi modelli di business. Originariamente conosciuta come rete della Biblioteca digitale europea – European Digital Library Network, EDLnet – nasce dalla collaborazione di 100 rappresentanti di organizzazioni per il patrimonio culturale e la conoscenza ed esperti di tecnologie dell’informazione provenienti da tutta Europa ed è finanziata dalla Commissione europea e dagli Stati membri dell’UE. Anche l’Italia partecipa per sostenere la digitalizzazione del patrimonio culturale e scientifico europeo. Attualmente il sito permette di accedere a circa 6 milioni di oggetti digitali custoditi da musei e gallerie, archivi, biblioteche, collezioni audiovisive di tutta Europa quali: Immagini - dipinti, disegni, mappe, foto e immagini di oggetti museali Testi - libri, giornali, lettere, diari e documenti d’archivio Suoni - musica e parole da cilindri, nastri, dischi e trasmissioni radiofoniche Video - film, notiziari e trasmissioni televisive Per saperne di più: http://www.europeana.eu/portal/