Comunità di valle, Fassa al voto
il Trentino
www.provincia.tn.it
Mensile della Provincia autonoma di Trento
aprile 2010
anno XLVI – numero 298
Oh che bel castello…
Castel Thun riapre i battenti. Viaggio nella sua storia
INNOVAZIONE
Fibre ottiche
e larga banda
> pagine 18-20
STORIE
Le api di Lorenzo
per l’Africa
> pagine 36-37
NAZ/220/2008
il Trentino – aprile 2010
2
Salute
L’argomento
Simbolo di tutta una terra
Notizie
Riservato ai golosi
Ecco la casa intelligente 3
12
15
16
Innovazione
750 km di cavidotti
18
Documento
La situazione ambientale
22
Elogio della sobrietà
In lotta con l’allergia
38
40
Scienze
Piante officinali crescono
L’insetto stecco e i suoi amici
42
44
Culture
La cultura vi dà appuntamento
L’immigrazione in bianco e nero
Passar le acque
46
50
54
Musiche
Economie
La carica dei 101
26
Le nostre band suonano il rock
Biblioteca
Territorio
16 maggio, Fassa al voto
Lungo il labile confine
Quando la pietra è viva
28
32
34
Storie
Le mie api per l’Africa
56
58
Europa
Fondo, rapporto finale
Un premio a basso consumo
60
62
36
Questo numero de il Trentino è stato chiuso in redazione il 31 marzo 2010.
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il Trentino
Rivista mensile della Provincia autonoma di Trento
Anno XLVI – numero 298
aprile 2010
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Direttore responsabile: Giampaolo Pedrotti
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Redazione: Pier Francesco Fedrizzi, Mauro Neri,
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Hanno collaborato: Paola Bertoldi, Silvia Ceschini,
Sandra Chighizola, Roberta Corazza, Fabio De Santi,
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Francesco Suomela Girardi, Paolo Zammatteo,
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In copertina: Castel Thun – foto di Romano Magrone
Fotografie: Archivio: Ufficio stampa Provincia autonoma
di Trento; APT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena
(La Presse); Castello del Buonconsiglio-Monumenti e
collezioni provinciali©; Ceii; Iasma; Museo Tridentino Scienze
Naturali; Soprintendenza Beni librari archivistici archeologici;
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Lorenzi; AgFBernardinatti, Piero Cavagna, Romano Magrone,
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Registrazione del Tribunale di Trento n. 100
del 13.08.1963 – iscrizione nel R.O.C. n. 480
il Trentino – aprile 2010
L’argomento
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Simbolo di tutta una terra
Castel Thun, una storia che ritorna al futuro
Francesco Suomela Girardi
S
e la potenza dei simboli alberga in quel “più
di senso”, in quell’accumulo di significati appannaggio delle intuizioni di una comunità,
è certo che il manufatto di Castel Thun sintetizzi e
coaguli intorno a sé non solo la storia e la cronaca
di un casato, ma in parte considerevole anche quella di tutta una terra e della suo più longevo istituto temporale – il Principato vescovile – che non a
caso proprio qui, nel 1800, di fatto si estinse con la
morte del presule Pietro Vigilio Thun.
«Dopo quello del Buon Consiglio, Castel Thun
è il più bello e grandioso della provincia» aveva
scritto Carlo Perini sulla “Gazzetta di Trento” nel
1858, in occasione della la visita dell’arciduca Carlo
Lodovico d’Austria, per un giorno ospite nella residenza anaune di Matteo Thun.
A noi non può che sembrare curioso il fatto che
un tale simbolo dinastico, così evocativo, debba la
sua fortuna iconografica nell’arte soprattutto a un
dipinto di Roberto Garavaglia (notizie 1829-1855),
pittore lombardo la cui produzione ci sarebbe altrimenti pressoché ignota, se questi non fosse stato
appunto anche l’autore, oltre ad alcuni disegni di
medesimo soggetto, di quell’olio raffigurante una
Veduta panoramica con Castel Thun, tanto lirica
quanto malinconicamente presaga delle tristezze
che l’Ottocento avrebbe riservato alla sua proprietà. Se il tempo dei Thun si è fissato nei secoli nel
«bellissimo Castel Belvisino», allo stesso modo è
proprio il quadro citato a eternare, meglio di qualunque altro documento, le funzioni immateriali
di questa splendido maniero, «intatto quantunque
riposto fra balze boschi e burroni», imponente e al
tempo stesso ameno nel dilatato paesaggio.
Ecco, la Storia si è sedimentata qui, su questa
tela del 1844, e da questo verone dipana le sue affabulazioni. Di lì a breve sarebbe stato poi il suo
stesso committente, il conte Matteo II (18131892), figura affascinante quanto contraddittoria,
già mecenate, collezionista e «conservatore dei
monumenti edili» per la Commissione centrale di
Vienna, ad avviare la lenta e sofferta liquidazione di
un ricchissimo patrimonio mobile, dalle collezioni
d’arte, alla rinomata argenteria, a parte di quello
archivistico. Il prezzo anche morale della passione
politica, dalle simpatie per la Giovine Italia, fino al
finanziamento delle imprese garibaldine, si sarebbe
Roberto Garavaglia, Veduta
panoramica con Castel Thun,
olio su tela, cm 148 x 186, 1844.
misurato di lì a breve con il dissesto finanziario e
la necessità di rinunciare al palazzo di Trento in
via Larga, acquistato dal Comune nel 1871. Ancor
più indiziaria e premonitrice, allora, ci sembra la
lunga gestazione del dipinto di Garavaglia, come
dimostrano numerose lettere dell’artista, che in
Castel Thun aveva soggiornato nell’estate del 1840,
giuntovi con una lettera di presentazione del celebre ritrattista Giuseppe Molteni. A voler ripristinare l’antica grandezza del castello, anche con alcuni
interventi di restauro, furono in seguito, dal 1926, i
nuovi proprietari del ramo boemo del lignaggio, il
conte Franz de Paula Guidobald Thun Hohenstein
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il Trentino – aprile 2010
e in seguito suo figlio, Zdenko Franz, l’ultimo che
qui risiedette.
«Non è possibile indicare un altro caso in cui
storia della famiglia, storia edilizia, storia del gusto
e dell’educazione si sommano in modo così felice
da produrre un esempio (difficilmente riscontrabile anche fuori dal Trentino) a tutto tondo della posizione e della funzione del ceto dirigente nobiliare
dell’età moderna». Di qui – questo il parere della
Commissione consultiva istituita nel 1986 per valutare l’acquisto del monumento – la necessità della
“conservazione ‘globale’ di un simile patrimonio”.
Solo nel 1992, e siamo all’attualità, dopo anni
di trattative per una destinazione museale dell’immobile, la Provincia autonoma di Trento poté finalmente acquisire alla pubblica proprietà il castello
e il suo antico contenuto – sorta di “grande agglomerato documentario” – marcandone conseguentemente la conversione funzionale.
Oggi, a distanza di quasi vent’anni, la Porta
spagnola si apre finalmente al pubblico, segnando
quello che indubbiamente resterà nella memoria
come l’evento culturale del 2010 in Trentino, ma
al tempo stesso anche come un punto fermo, l’ap-
Paolo Paoletti (Padova, 1671 ca. Udine 1735), Natura morta
con piatto, frutta e fiori
(particolare), olio su tela,
cm 86 x 113,5.
La Stanza del Vescovo, al terzo
piano, con la monumentale porta
intarsiata e il grandioso letto
a baldacchino.
La scenografica Porta Spagnola,
nel maestoso bugnato (1566),
venne fatta costruire da Giorgio
Thun al ritorno dal suo viaggio
in Spagna al seguito
dell’imperatore Carlo V.
prodo di un’eccezionale recupero, per quanto non
definitivo dopo le dispersioni soprattutto ottocentesche, di una straordinaria quanto ingombrante
eredità.
Una lunga e non sempre facile rincorsa, verso
questo 17 aprile, che ha coinvolto in primo luogo
il Castello del Buonconsiglio monumenti e collezioni provinciali, di cui Castel Thun è una delle
sedi territoriali (con i castelli di Beseno e Stenico) e
tre Soprintendenze (per i Beni architettonici, per i
Beni storico-artistici, per i Beni librari, archivistici
e archeologici), ma anche la politica, le amministrazioni locali e la società civile.
D’altra parte, se una storia della famiglia Thun a
tutt’oggi può avvalersi unicamente di contributi introduttivi, restando in gran parte incompiuta l’indagine sulle carte d’archivio, basterebbe una rapida
rassegna della “galleria degli antenati”, ancora visibile alla metà del secolo scorso nelle riproduzioni
in bianco e nero della Sala da pranzo del castello
avito, per capire come quest’ultimo sia stato, nei
secoli, il “punto nevralgico” dell’intero sistema familiare, cui tutti i suoi esponenti guardarono come
a “un luogo di origine da preservare e custodire”.
il Trentino – aprile 2010
Gli infiniti sentieri della tutela, della ricerca, dei
restauri e in parte già della valorizzazione, hanno
prodotto risultati, spesso importanti oltre il nostro cotesto locale, di cui è impossibile non solo
comprendere tutta la portata, ma anche difficile
enumerare i dati quantitativi, vista la dilatazione
cronologica ed estensiva degli ambiti interessati di
questo grande e multiforme progetto.
Basterebbero, a illustrare l’assunto, solo alcuni
esempi del passato più vicino, a cominciare dalla
mostra del 2007 di Casa de Gentili a Sanzeno, Arte
e potere dinastico. Le raccolte di Castel Thun dal
XVI al XIX secolo, prima grande rassegna dedicata
al collezionismo thuniano, in un excursus ricco di
inediti attraverso la celebre quadreria e gli oggetti di arte decorativa, non meno preziosa nella sua
Castel Thun è una preziosa
testimonianza dell’evoluzione
storica dei caratteri costruttivi
e stilistici dell’architettura
castellana, a partire dalla
costruzione del nucleo medievale,
fino alle attuali forme di fastosa
residenza.
5
appendice dedicata ai materiali d’archivio e alla biblioteca del maniero. Ancora, tra le tappe di avvicinamento al presente, andrebbe citato per il 2008 il
ponderoso lavoro di Emanuela Rollandini, Matteo
Thun e le arti. Le collezioni il palazzo e il castello
attraverso il suo epistolario (1828-1890), edito dalla
Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e frutto di una pluriennale ricerca promossa dal Castello
del Buonconsiglio. A questo ulteriore tassello nel
campo della ricerca storico-artistica, si è aggiunta
poi, l’anno scorso, la mostra “Quadri a fiori e frutti”.
Dipinti di natura morta in Castel Thun e nei musei
trentini, dedicata ad alcune tele di squisita fattura
di due grandi maestri del genere come Giacomo da
Castello e Paolo Paoletti. Infine, come non ricordare la recente scoperta sul mercato antiquario di
Il monumento
I lavori di restauro della Soprintendenza per i Beni architettonici
Dirigente: arch. Sandro Flaim
Funzionari: arch. Michela Cunaccia, arch. Andrea Brugnara, arch. Michela Favero
All’indomani dell’acquisizione di Castel Thun
da parte della Provincia autonoma di Trento
(1992), l’allora Servizio Beni Culturali avviò
da subito un complesso piano di interventi
finalizzati al restauro e all’utilizzo a scopi
museali del manufatto. Dal 1993 al 2003
sono stati realizzati i lavori di “urgenza”, con
l’obiettivo prioritario di arrestare il degrado
strutturale del complesso, nonché quelli
rivolti a consentire una prima apertura al
pubblico delle parti esterne del castello.
Per quanto riguarda il restauro generale
di Castel Thun, venne intrapresa un’articolata campagna diagnostica preliminare
con lo scopo di acquisire i dati funzionali
all’orientamento dei lavori. Un grave problema riguardava la presenza di umidità
nei locali interrati, del piano terra e del
primo piano. Nel 2001 si dava quindi inizio
ai lavori di deumidificazione delle murature
e di risanamento degli intonaci, consistenti
nella creazione di un cunicolo aerato lungo
il perimetro del palazzo comitale e nella
predisposizione di un impianto funzionante
per elettro-osmosi.
Nel 2007 venne dato avvio ai progetti relativi all’impiantistica per l’illuminazione interna, mentre si dava inizio al restauro e al
recupero del secondo e del terzo piano del
palazzo comitale, nonché di parte delle due
torri sulla prima cinta muraria, della torre di
Basilio e della Biblioteca. Quasi tutti questi
lavori sono stati portati a termine nel 2009,
anno in cui sono statati restaurati i locali
esterni presso il loggiato dei Cannoni per
porvi i corpi di accesso della biglietteria, dei
servizi igienici e dello spazio family.
A causa delle forti nevicate dell’inverno
2008-2009 proprio il Loggiato dei cannoni e parte del palazzo comitale sono stati
interessati dal restauro e da un parziale
rifacimento dei manti di copertura. Per
l’inaugurazione del castello sono stati portati inoltre a termine gli impianti di illuminazione esterna e il restauro del corridoio al
primo piano, detto di San Giorgio. In collaborazione con il Castello del Buonconsiglio
sono stati sistemati anche i viali, il verde e le
pavimentazioni esterne. A Castel Thun si sta
ultimando il nuovo locale caffetteria situato
nella torre di Basilio, nonché il recupero delle fontane storiche. Ulteriori lavori verranno
eseguiti anche dopo l’apertura al pubblico
del castello, come il riutilizzo funzionale del
“cantinone” (previsto per la fine del 2011)
o il risanamento delle facciate del castello
(previsto per il 2012).
Quest’ultimo, infine, sarà preceduto, a partire da questa primavera, dal restauro della
vicina e antichissima chiesetta di San Martino e della bella cappella di San Giovanni
Nepomuceno.
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il Trentino – aprile 2010
Archivio provinciale di Trento,
Archivio Thun di Castel Thun,
Pergamena, 1629, Vienna.
L’imperatore Ferdinando II
nomina conti i “domini” Volfango
Teodorico, Rodolfo, Cristoforo
Riccardo, Giovanni Giacomo
e Massimiliano (del fu Ercole
Thun).
Archivio provinciale di Trento,
Archivio Thun di Castel Thun,
Pergamena, 1745, Trento.
Il “dominus” conte Domenico
Antonio (del fu Giovanni Vigilio)
Thun, principe vescovo di Trento,
investe il “dominus” conte (Vigilio)
Basilio, suo fratello, cavaliere
dell’ordine di Malta.
Scorcio tra le mura del castello.
due delle dodici colubrine fatte fondere dal conte
Sigismondo Thun (1554) con il metallo donatogli dall’imperatore Ferdinando I d’Austria? (cfr. il
Trentino, marzo 2010).
Sono, queste, solo alcune testimonianze del
lavoro in progress lungo la strada tortuosa ma obbligata che ha traghettato il complesso di Castel
Thun verso la sua seconda vita, il suo nuovo ruolo
di museo di se stesso. Ai lunghi e spesso difficili
lavori ascrivibili all’attività istituzionale della tutela
(restauri, campagne di catalogazione, ordinamenti
archivistici e librari), gratificato negli anni da non
poche scoperte, ha poi fatto seguito la non meno
delicata fase di progettazione dell’allestimento dei
percorsi interni di visita – con tutte le ovvie criticità legate all’ostensione di opere d’arte e di arredi
di un contesto in origine residenziale – e di tutti
quegli adattamenti funzionali necessari perché un
edificio di origini private potesse essere destinato
alla fruizione pubblica.
Nel percorso espositivo curato dal personale
del Castello del Buonconsiglio gli ormai immancabili contributi multimediali, oltre alla ricostruzione
tridimensionale delle fasi costruttive dal castello,
questa volta sono stati tarati su un approccio decisamente più narrativo, quasi “cinematografico”. Un
segno, questo, in qualche modo anticipatore della
futura filosofia progettuale nella gestione del museo chiamato, in virtù del suo indissolubile legame
con il territorio, a farsi contenitore e cassa di risonanza di un grande racconto e di modalità divulgative al tempo stesso rigorose ma più friendly. Già
calendarizzati alcuni appuntamenti istituzionali
in cui il castello fungerà da sede di rappresentanza
(qui verrà ospitata anche una delle prossime sedute
dell’Euregio). Certo molto andrà fatto perché Castel Thun diventi un volano culturale per l’intera
valle, ben oltre la funzione di cartolina, per quanto
spettacolare. Ma questo è il tempo festoso di una
nuova realtà, di una restituzione importante e di
un positivo bilancio che registra lo straordinario
lavoro istituzionale in sinergia e collaborazione, a
partire da quello in prima fila di decine di funzionari.
«Mai dimenticherò le care rimembranze, le forti impressioni e gli elevati pensieri che mi ispirarono le tue rocche e le tue sale!». A distanza di un
secolo e mezzo, dopo la visita ammirata agli interni del Castel Belvisino, anche noi, di certo, saremo
ispirati dai sentimenti che dettarono al Perini questo commiato.
il Trentino – aprile 2010
Veduta area di Castel Thun.
La storia costruttiva
del castello
L
a data di fondazione di un castrum sul promontorio di Belvisino, tra Vigo di Ton e Toss,
è ignota. Secondo l’ipotesi di Gian Maria Tabarelli questo fu dato in feudo ai de Tono dal Principe vescovo Corrado di Beseno (di questo nucleo
originario oggi restano visibili alcune parti nelle
cantine, dove peraltro sono evidenti le prime fondazioni scavate nella viva roccia). TURRIS PRIMO
ARCE ADIUNCTA 1422: il primo radicale potenziamento della rocca, iniziato nel XIV secolo, sarebbe stato portato a termine nel secolo successivo
dai figli e dai nipoti di Guarimberto, periodo a cui
risale anche il mastio a nord, come recita l’iscrizione sulla lapide della torre.
È nel corso del Cinquecento, dopo l’incendio del
1528, come testimonia un documento (1531), che
il castello subì, per opera di maestranze lombarde,
la trasformazione da architettura militare a palazzo
signorile. Progressivamente verranno realizzate la
“porta blasonata” del ponte levatoio (1541), le torri della Polvere (1564), di Basilio e della Biblioteca,
la rivisitazione in chiave rinascimentale del palazzo, il colonnato a difesa dell’accesso e la maestosa
Porta spagnola (1566), voluta da Giorgio Thun. Nel
1569 un nuovo incendio costerà questa volta la vita
a Cristoforo Sigismondo Thun. Nel corso del Seicento ulteriori restauri, dovuti ai fratelli Francesco
Agostino e Sigismondo Alfonso Thun (1668-1677),
segneranno una profonda riorganizzazione interna
del maniero, fase a cui è da ascrivere anche la cosiddetta Stanza del vescovo, magnifica «opera seicentesca di boiserie alpina».
Nel 1691 verrà ricostruita la torre settentrionale
(a seguito di altro incendio). I lavori settecenteschi
di ammodernamento inclusero, oltre alla sostituzione dei soffitti lignei con quelli tuttora visibili, la
realizzazione della scala di accesso ai piani (1746)
e i lavori di sopraelevazione del palazzo comitale,
voluti da Tommaso Giovanni Thun. Dopo il saccheggio dei Francesi (1797) Castel Thun conobbe
nel corso dell’Ottocento la lunga decadenza che si
protrasse fino al 1926, quando Matteo III Thun lo
vendette alla linea boema di Tetschen del casato.
Dal 1982, anno di morte del conte Zdenko, la dimora è rimasta a oggi disabitata.
Fabbrica di carrozze W. Brozik
di Pilsen/Plzen, Carrozza
Brougham Cupè con attacco
a pariglia,1875-1892 ca.
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il Trentino – aprile 2010
La famiglia Thun
L
a linea Thun di Castel Thun, che oggi prosegue
con i nipoti di Matteo III (1882-1945), ebbe la
sua origine con Luca Thun (1485-1559), fratello del più illustre rappresentante del lignaggio di
tutto il Cinquecento, quel Sigismondo “l’Oratore”,
che fu ambasciatore imperiale durante il Concilio,
ma soprattutto che coordinò le strategie di ingresso dei Thun nelle dignità della chiesa locale. Questa
linea espresse tre principi vescovi: Sigismondo Alfonso (1668-1677), Domenico Antonio (1730-1758)
e Pietro Vigilio (1776-1800). La famiglia Thun, originaria della bassa Val di Non, documentata a partire
dal 1050, è tra le più antiche della nobiltà trentina
(il nome “de Tono” o “de Thono” fu poi variato nella forma tedesca “Thun” o “Thunn”). Vassalli prima
dei signori di Flavon e poi degli Appiano, estesero
progressivamente il loro potere dai primi castelli
nel territorio dell’attuale comune di Ton (Visione, S.
Pietro, Castelletto e Belvisino) in particolare alle valli di Non e di Sole (castelli di Braghèr, Castelfondo,
Altaguardia e Caldés). Dopo essere stati annessi alla
matricola nobiliare tirolese (1472), furono elevati al
rango baronale nel 1530 e poi a quello di conti del
Sacro Romano Impero per concessione di Ferdinan-
A fianco: Pittore trentino, Ritratto
del principe vescovo Sigismondo
Alfonso Thun, olio su tela,
cm 94 x 73,8, 1670-1679.
Sotto: Pittore tirolese,
Scudetto con stemma Thun,
olio su rame, 1663.
do II d’Asburgo (1629). A questo periodo risale anche
l’istituzione della linea boema il cui capostipite, Giovanni Cipriano (1569-1531), ricevette i possedimenti
dal fratello Cristoforo Simone, che aveva combattuto
durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648).
A sinistra: Giuseppe Molteni
(1800-1867), Ritratto di Matteo
Thun, Vienna, Collezione Mathäus
Thun- Hohenstein.
A destra: Giovanni Battista Lampi,
Ritratto del principe vescovo Pietro
Vigilio Thun, olio su tela,
cm 164 x 128, 1776.
il Trentino – aprile 2010
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A sinistra: Pittore veneto,
Paesaggio con cane e veduta
di Castel Thun, olio su tela,
cm 96 x 119, 1750-1770 ca.
A destra: Particolare
della decorazione dell’atrio
con gli stemmi Thun e Arsio.
In basso: Archivio provinciale
di Trento, Biblioteca Thun di Castel
Thun, Edizione del 1745
della Gerusalemme liberata
di Torquato Tasso.
Archivio provinciale di Trento,
Biblioteca Thun di Castel Thun,
Edizione del 1740 del De iure
venandi diatriba di Johann
Wilhelm von Göbel.
L’archivio e la biblioteca
Gli interventi di tutela e valorizzazione della Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici
Dirigente: dott. Livio Cristofolini
Funzionari: dott. Armando Tomasi, Direttore dell’Archivio provinciale di Trento
L’Archivio Thun di Castel Thun, oggi custodito presso quello provinciale di Trento, come
già aveva avuto modo di sostenere nel 1856
Tommaso Gar – giudizio poi ripreso da Albino Casetti nella sua Guida storico-archivistica del Trentino (1961) – è certamente uno
dei più significativi complessi documentari
del nostro territorio. Nell’introduzione al
saggio L’archivio del castello di Thun sempre
il Gar si era spinto a dichiarare che non è
possibile scrivere una “storia coscienziosa”
del Principato di Trento e della Contea del
Tirolo senza aver preso “accurata notizia”
delle “suppellettili di carta e pergamena”
custodite nel maniero anaune. A darcene
adeguata cognizione basterebbero i semplici dati di consistenza: 1.788 pergamene,
1.257 registri e circa 250 buste di atti sciolti.
È su questo materiale, in primo luogo, che si
è concentrata l’attività della Soprintendenza
per i Beni librari, archivistici e archeologici,
a partire dal 1992, attraverso sistematiche
campagne di intervento volte alla tutela e
poi alla valorizzazione di tale patrimonio.
Se l’ordinamento e l’inventariazione dei car-
teggi, avviata nel 2007, è ancora in corso (a
causa della mole di questa sezione, una vera
miniera di dati per la ricerca storica futura),
già da cinque anni i regesti e le immagini
digitali del fondo pergamenaceo, nonché
l’inventario dei registri, sono stati resi consultabili on-line (all’indirizzo http://www.
trentinocultura.net). Dell’Archivio Thun
conservato presso l’Archivio di Stato di Litomerice, sezione di Děčìn (Repubblica Ceca),
consistente in 1.772 pergamene e 197 buste
di carteggio, un primo censimento è stato
effettuato a partire dal 1996.
Tale documentazione, suddivisa in sei serie
e un’appendice, è di estrema rilevanza per
la storia sia della famiglia sia del territorio
trentino: numerosi gli atti di investitura e le
nomine imperiali, così come la documentazione attestante il ruolo “pubblico” dei vari
membri della casata (dai conchiusi delle diete, al carteggio di personaggi in vario modo
imparentati con i Thun), nonché quella relativa all’amministrazione patrimoniale. Tra il
2002 e il 2008, allo scopo di rendere fruibile
anche questi materiali, si è proceduto con
le campagne di microfilmatura, fotografia
e digitalizzazione che hanno prodotto oltre
8.000 immagini digitali delle pergamene
(dotate di oltre 550 sigilli) e circa 110.000
immagini digitali dei microfilm relativi al
carteggio. È stato così possibile ricostruire,
almeno virtualmente, l’unitarietà originaria
dell’archivio precedente allo smembramento ottocentesco. Anche la biblioteca della
famiglia Thun, ora consultabile presso l’Archivio provinciale di Trento, è stata sottoposta a una serie di interventi per garantirne la
conservazione e l’utilizzo, culminati quindi
nella completa catalogazione nell’ambito
del Catalogo Bibliografico Trentino (http://
www.trentinocultura.net/catalogo/
cat_biblio/cat_biblio_h.asp). La preziosa
raccolta conta circa 9.500 unità (tra monografie, periodici e opuscoli editi dalla fine
del XV alla fine del XX secolo) e rispecchia
gli interessi e il prestigio della famiglia.
Molte le opere di diritto, di storia, di scienze
naturali, filosofia e letteratura, affiancate da
quelle di storia locale e dai manuali di agricoltura e di economia domestica.
10
il Trentino – aprile 2010
Il museo
In basso a sinistra:
Cappella di San Giorgio,
particolare degli affreschi
(prima del restauro).
A destra: Monogrammista “A.P.”,
Ritratto di Dorothea Khuen Belasi
Liechtenberg, olio su tela,
cm 195,5 x 116, 1593.
Intorno all’inaugurazione di Castel Thun (17 aprile, ore 15.30), fino
al 25 aprile, lo staff del Castello del Buonconsiglio ha organizzato un
ricco calendario di appuntamenti (musica, degustazioni, attività per
bambini, maratone letterarie) e di visite guidate.
Informazioni: Tel. 0461.657816
http://new.buonconsiglio.it/index.php/it/Castel-Thun
Orario:
– dal 18 aprile al 3 maggio 2010 ore 9.30-17.00 dal martedì
alla domenica
– dal 4 maggio al 7 novembre 2010 ore 10.00-18.00 dal martedì
alla domenica
– dall’8 novembre al 30 novembre 2010 ore 9.30-17.00 dal martedì
alla domenica
– dal 1 dicembre al 31 dicembre 2010 aperto il sabato e la domenica
ore 9.30-17.00, dal martedì al venerdì su prenotazione.
Chiuso i lunedì non festivi, 25 dicembre e il 1 gennaio 2011.
Tariffe: intera € 5,00; ridotta € 3,00;
promozionale 4 sedi
€ 8,00; attività didattica per famiglie € 7,00;
servizio didattico per
scolaresche € 2,00; servizio visite guidate per gruppi organizzati in
orario € 50,00;
servizio visite guidate per gruppi organizzati fuori
orario € 60,00;
visite guidate a orario fisso € 2,00.
Le decorazioni pittoriche e le collezioni di Castel Thun
Il multiforme lavoro della Soprintendenza per i Beni storico-artistici
Dirigente: dott.ssa Laura Dal Prà
Funzionari: dott.ssa Raffaella Colbacchini, arch. Giovanni Dellantonio, dott. Elvio Mich, dott. Alessandro Pasetti Medin, arch. Ermanno Tabarelli de Fatis
«La stanza ove si apparecchiava il convito
era tutta vestita di dipinti, fra i quali molti di
gran valore»: così, alla metà dell’Ottocento,
Carlo Perini iniziava la descrizione della Sala
da pranzo di Castel Thun, nell’ormai celebre
articolo che fotografava, per l’ultima volta,
lo splendore della dimora nobiliare prima
che la fine del secolo lo spogliasse, drammaticamente, di parte sostanziale delle collezioni. Castel Thun, raro esempio di dimora
arredata, conserva a tutt’oggi un’eccezionale raccolta artistica, frutto di un secolare
mecenatismo, e una straordinaria ricchezza
di arredi e di suppellettili, in buona parte
ora ricollocati nella suggestiva sequenza di
salotti e di camere. Alla quadreria appartengono, oltre ai ritratti di famiglia, paesaggi,
nature morte, dipinti di soggetto religioso
e mitologico, alcuni a firma di grandi autori
dell’arte italiana (Jacopo Bassano, Camillo
Procaccini, Giacomo da Castello, Giuseppe
Maria Crespi, Giovanni Battista Lampi) e
mitteleuropea (Kohl, Vollmer, Achenbach,
Heinlein per il XIX secolo). Rinascimento,
Settecento, Impero e Biedermaier convivo-
no nelle sale: una straordinaria ricchezza
di pezzi, stipi, cassettoni, credenze, divani,
poltrone, stufe a olle, argenteria, porcellane, vetri da tavola, armi bianche, forzieri,
sculture in alabastro. Il catalogo delle
suppellettili sarebbe impressionante, ma
adeguato alle aspettative del visitatore di
una simile residenza. E come non citare la
bellissima boiserie e le altre decorazioni lignee della Stanza del vescovo. Ancora, non
meno eloquente del glorioso passato, è la
singolare collezione di carrozze e di slitte.
Su questo variegato patrimonio, notevole
anche nei soli numeri (oltre 150 i dipinti su
tela e su tavola, quasi 600 i soli mobili restaurati), si è concentrata a partire dal 1996
l’attività, svolta in buona parte in diretta
amministrazione, della Soprintendenza per
i Beni storico-artistici. Importanti i risultati
scientifici, soprattutto dallo catalogazione
della quadreria, ma la capillarità e l’omogeneità degli interventi è misurabile anche
negli episodi “minori”, come l’integrazione
coerente delle tappezzerie, dove quelle
originali non erano più recuperabili, e l’elettrificazione dei lampadari. Un capitolo a sé
stante è rappresentato dai restauri conclusi
delle decorazioni pittoriche della cappella
di S. Giorgio, affreschi oggi in corso di studio anche sotto il profilo storico-artistico e
archivistico, e dell’androne, dove campeggiano, parzialmente conservati, gli stemmi
Thun. Una menzione è d’obbligo anche per
le carte da parati del secondo e terzo piano,
in particolare quelle più pregiate del cosid-
detto “stanzino”, della fine del Settecento
e di probabile manifattura francese, che al
momento non è stato ancora possibile ricollocare, a causa di una serie di fessurazioni
nella superficie muraria.
Quasi a commento di questo importante
patrimonio, che si spalancherà agli occhi
del pubblico, in occasione dell’apertura di
Castel Thun sono stati ideati dallo staff del
Buonconsiglio anche due piccoli percorsi
espositivi sull’iconografia del maniero, in
pittura e nella grafica, e sui ritratti dei più illustri rappresentanti della famiglia anaune.
12
il Trentino – aprile 2010
La Paganella si rinnova
La Giunta provinciale ha preso atto
che i comuni di Andalo, Fai della Paganella e Zambana hanno approvato la loro partecipazione alla società
Paganella 2001 s.p.a. per un importo, per ogni singola amministrazione, pari ad euro 499.999,80, intendendo in tal modo prender parte
alla realizzazione del programma
pluriennale di ammodernamento
di impianti di risalita e delle piste
da sci dell’Altopiano della Paganella. Con la medesima deliberazione
l’esecutivo provinciale ha concesso
a ciascuno dei comuni di Andalo,
Fai della Paganella e Zambana un
contributo di 474.999,81 euro, pari
al 95% della spesa ammessa.
I fondi dell’Apiae
Assegnati dalla Provincia all’Agenzia
provinciale per l’incentivazione delle
attività economiche i fondi per l’attività 2010. Il finanziamento è pari a
euro 6.809.253,95. L’Agenzia è stata
istituita con la legge finanziaria del
marzo 2009 e nasce dall’aggregazione delle strutture deputate alla gestione degli interventi agevolativi in
favore dell’economia trentina, agricoltura esclusa. I settori interessati
sono dunque quelli dell’artigianato,
del commercio, della cooperazione,
dell’industria e del turismo. Scopo
dell’Apiae è rendere più efficace l’attività di concessione ed erogazione
di aiuti, contributi e agevolazioni
finanziarie comunque denominati a
favore degli imprenditori.
Notizie
La Manifattura del futuro
È stato presentato a Rovereto il progetto
per quella che è stata chiamata “la rinascita” della Manifattura Tabacchi, storica
sede produttiva, oggi chiusa e in futuro
destinata, nelle intenzioni, ad essere polo
di produzione ma anche innovazione e
ricerca. «La fabbrica – ha detto il presidente di Manifattura Domani, Gianluca Salvatori – era un tempo un oggetto
costruito per durare negli anni, come le
piramidi. La Manifattura ne è un esempio con i suoi 150 anni di vita. Oggi le
fabbriche sono più simili alle tende dei
nomadi, sono fatte anche per spostarsi.
Sullo sfondo di questa trasformazione ci sono i territori e le persone. Con
cosa possiamo sostituire una fabbrica costruita come una piramide in una
realtà che non è più la stessa? Non si può che sostituirla con un sistema
che metta in rete tanti soggetti. Un sistema di relazioni tra imprese ed altre
realtà che si ancorino al territorio». L’obiettivo, ha aggiunto, è lo stesso di
un tempo ma con altre forme, quelle che anche noi conosciamo grazie ai
distretti industriali. Vogliamo creare una rete di collaborazioni e sinergie
che superino il limite del destino della singola fabbrica, che può spostarsi
o chiudere. «In Trentino si è fatta la scelta di investire sul tema dell’energia, della green economy – ha spiegato Salvatori – e in questo ambito si
possono trovare vocazioni e specializzazioni come le costruzioni a basso impatto e le energie rinnovabili». Manifattura ospiterà anche formati
nuovi di industria, imprese manifatturiere, servizi, laboratori, luoghi per
la formazione. Troveranno posto università e ricerca ma anche funzioni
pubbliche e servizi per la comunità e la città. Tra aprile e maggio sarà presentato il master plan, a giugno ci saranno i primi insediamenti. Il 24 aprile
è previsto un incontro con i progettisti che stanno lavorando al ridisegno
degli spazi.
Fibra ottica per tre
La Giunta provinciale ha approvato l’accordo di programma con
la Regione Veneto, la Provincia di
Belluno e il Consorzio BIM Piave
di Belluno per il completamento
della dorsale di distribuzione est
dell’infrastruttura in fibra ottica della Provincia autonoma di Trento.
L’intervento consentirà di completare la dorsale, collegando alla fibra
ottica “trentina” i comuni veneti di
Sovramonte, Lamon, Fonzaso, Arsiè
e Cismon del Grappa e si realizzerà
grazie alla sinergia di tutti gli enti
interessati, consentendo in tal modo
di migliorare la qualità della vita della popolazione dei comuni delle tre
province, la competitività delle imprese insediate in questi territori ed
elevando lo standard dei servizi.
Università a colori
La Giunta provinciale ha deliberato di indire una selezione per l’assegnazione di otto borse di studio a favore di oriundi trentini all’estero che intendono frequentare i corsi dell’Università degli Studi di Trento. Le otto borse
di studio, che rientrano nell’iniziativa denominata “Università a colori”,
avranno un onere complessivo di 110mila euro che saranno così suddivisi:
45mila euro per l’anno 2010 e 65mila euro per il 2011.
Stalking: come difendersi
Comportamenti indesiderati, molesti e persistenti con i quali una persona perseguita un’altra invadendone la vita privata: è lo stalking, un
fenomeno sociale di cui solo ultimamente si è capita la gravità e a cui
l’ordinamento risponde con sanzioni penali, civili e, se commesso sul
luogo di lavoro, anche disciplinari.
L’assessore provinciale alla solidarietà internazionale e alla convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami e
la Consigliera di parità, Eleonora
Stenico hanno presentato un vademecum per riconoscere lo stalking
e sapere come reagire e a chi rivolgersi. Il libretto è in distribuzione
presso gli uffici della Consigliera
di parità, in via Jacopo Aconcio 5
a Trento, ma sarà distribuito anche
presso consultori, biblioteche, uffici pubblici e ospedali. Insistenza,
ripetitività delle condotte moleste,
forte pressione psicologica, l’esistenza di un precedente rapporto
tra vittima e persecutore sono gli
elementi che caratterizzano lo stalking. Lo stalker, secondo le statistiche, è prevalentemente un uomo
con un’età media di 36 anni, nella
maggior parte dei casi single, con
un buon livello di scolarità e spesso disoccupato. Attese sotto casa,
pedinamenti, telefonate insistenti,
continui messaggi, bigliettini, sms,
e-mail, regali indesiderati, fino alle
minacce e ai danneggiamenti: questo è il repertorio classico dello stalker. Nel vademecum sono riportare
dieci regole per difendersi. Conoscere bene le persone con cui ci si
relaziona, graduare la diffusione dei
propri dati e dei propri recapiti in
funzione della conoscenza del partner, manifestare il proprio dissenso
di fronte a comportamenti indesiderati, annotarli e tenere traccia, e
quindi prova, delle azioni moleste,
se necessario modificare le proprie
abitudini e prendere accorgimenti
per la sicurezza propria e dell’abitazione sono alcuni dei consigli riportati nell’opuscolo.
il Trentino – aprile 2010
Aiuti ai malati di SV e SLA
«Un provvedimento fortemente voluto, nel segno di una sanità pubblica che vuole e deve stare vicina ai
cittadini malati e alle loro famiglie,
specie quando le patologie sono di
estrema e dolorosa gravità». Così
Ugo Rossi, assessore alla salute e
politiche sociali, sottolinea la valenza della delibera che la Giunta
provinciale ha approvato. Si tratta
di “Interventi sanitari ed assistenziali per le persone in stato vegetativo o a minima responsività e
per le persone affette da Sclerosi
Laterale Amiotrofica”. Quelle che
in sigla vengono definite SV e SLA
(quest’ultima, a livello nazionale,
resa tristemente nota dal fatto che
è la malattia che ha colpito anche
alcuni celebri ex sportivi). Ebbene,
con la delibera adottata – che pone
il Trentino all’avanguardia in Italia
in questo campo – dal primo aprile, per le persone in stato vegetativo o a minima responsività e per le
persone affette da Sclerosi Laterale
Amiotrofica ci sono significative
novità. Anzitutto l’esenzione dalla
compartecipazione alla spesa da
parte dell’utente (retta alberghiera),
nei casi di ricovero in RSA. Inoltre
il riconoscimento di un contributo,
pari a 6mila euro l’anno, per il sostenimento delle spese assistenziali
a favore di quelle persone che, pur
in possesso dei requisiti previsti per
l’ingresso in RSA, decidono di optare per il mantenimento a domicilio.
Nuovo test sul Papilloma virus
A partire dall’8 marzo viene sperimentato nell’ambito di un progetto
pilota strategico del Ministero della
salute un test per la ricerca del Papilloma virus (HPV), che potrebbe
offrire garanzie ancora migliori
per la tutela della salute della donna. Saranno 8.135 le donne scelte
casualmente tra i 35 e i 64 anni di
età che verranno invitate dall’unità
operativa di anatomia patologica
dell’ospedale S. Chiara di Trento, a
sottoporsi al controllo nell’ambito
del programma per la prevenzione
dei tumori del collo dell’utero effettuando, oltre al normale pap test un
test per la ricerca del Papilloma virus umano (HPV). Il progetto sperimentale ha la finalità di valutare
la possibilità di sostituire in futuro
il classico pap test dando maggiore
sicurezza sugli esiti dell’esame; un
progetto che è portato avanti anche
a Reggio Emilia e a Torino.
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Informarsi sui cambiamenti della scuola
Nella home page del portale Vivoscuola è possibile accedere alle informazioni sui vari indirizzi di studio della scuola secondaria di II grado ed ai
macrosettori della formazione professionale di base in Trentino, cliccando
sul banner Orientamento guida 2010/2011. Il prodotto è stato pensato con
un taglio comunicativo adatto agli adolescenti, utilizzando i linguaggi informatici e multimediali. La struttura delle schede, suddivise per scuole, è
stata pensata anche per facilitare la comparabilità delle diverse offerte in
termini di contenuti disciplinari. I quadri orari completi sono in visione
sempre nel sito, ciccando sul link Riforma della scuola superiore – percorsi del secondo ciclo d’istruzione. Discipline obbligatorie e nuovi quadri
orari. All’interno delle stesse schede sono stati inseriti gli indirizzi di posta
elettronica e i link che permettono di accedere ad informazioni dirette in
relazione ai progetti educativi d’istituto. Con il gioco Creascuola ciascun
ragazzo può stabilire le materie della propria scuola ideale e cercare in
Trentino quella che le si avvicina di più. C’è un elenco di materie che, utilizzando il mouse, si possono trascinare in una libreria virtuale. Una volta
inserite, cliccando, saranno visualizzati i percorsi di studi che corrispondono maggiormente alle scelte fatte. La quantità di libri che apparirà negli
scaffali corrisponde al carico orario settimanale di ciascuna materia.
www.vivoscuola.it
Riabilitazione di eccellenza al CeRin
La Giunta provinciale ha prorogato fino al 30 giugno 2011 la fase sperimentale del Centro di riabilitazione neurocognitiva (CeRin), autorizzando
l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ad erogare le prestazioni del
Centro ai pazienti non residenti in provincia di Trento, senza la preventiva
autorizzazione dell’azienda sanitaria di residenza. Con questo provvedimento si vuole favorire la crescita del CeRin a livello nazionale nell’ambito
delle neuroscienze, con importanti ricadute sul sistema della ricerca e della
cura trentino.
Trapianti, collaborazione con Innsbruck
Numerosi gli operatori sanitari che, insieme ai rappresentati delle associazioni
trentine, hanno accolto la delegazione
austriaca venuta all’ospedale S. Chiara
di Trento per presentare ufficialmente ai
colleghi trentini il nuovo direttore della
chirurgia dei trapianti e della chirurgia viscerale e toracica del Policlinico
universitario di Innsbruck, Johann Pratschke. «Una collaborazione importante, quella con il centro di Innsbruck, che ci ha permesso di raggiungere
risultati tra i migliori in Italia in questo settore – ha detto Franco Debiasi,
direttore generale reggente dell’Apss. In conclusione un saluto speciale ai
colleghi dal nuovo primario Johann Pratschke, 45 anni, notevole carriera
alle spalle nel settore trapianti, che conferma la voglia di proseguire nella
logica di superare gli inevitabili ostacoli che un progetto così importante
può incontrare».
Iasma sempre più internazionale
Nel comitato scientifico di Progress
in Physical Geography, prestigiosa
rivista scientifica internazionale di
geografia fisica e scienze della terra, spicca anche il nome dell’Istituto
Agrario di San Michele all’Adige,
rappresentato dal ricercatore Duccio
Rocchini. Rocchini opera nell’area
Ambiente del Centro Ricerca e Innovazione, sotto la supervisione
di Markus Neteler, occupandosi di
ricerca nei settori telerilevamento
ed ecologia spaziale applicati alle
Landscape Genetics, ovvero alla
relazione tra diversità genetica e
variabili ecologiche e geografiche.
Oltre alla profonda esperienza maturata nel proprio specifico ambito
di studio, le numerose collaborazioni strette dal prof. Rocchini con
vari istituti di Europa e Stati Uniti
segnano un ulteriore arricchimento
nella rete di contatti internazionali
del Centro Ricerca e Innovazione.
Il futuro dell’edilizia sostenibile
Sarà un grande convegno internazionale a inaugurare il percorso per
il lancio di LEED ITALIA, il primo
caso di “localizzazione” nazionale
del sistema di rating della sostenibilità degli edifici più diffuso nel
mondo. La manifestazione trentina, organizzata da GBC-Green
Building Council Italia in collaborazione con Provincia autonoma di
Trento, è dedicata al mondo delle
istituzioni, delle costruzioni, delle
tecnologie innovative e della committenza illuminata. Le tappe: il 14
aprile a Trento, l’11 giugno a Milano e il 23 settembre a Roma, in occasione del World Green Building
Day e a Bologna in occasione del
SAIE. Interlocutori saranno oltre ai
300 soci, esponenti delle istituzioni
legate alla gestione del territorio,
aziende, professionisti dell’edilizia,
dell’architettura e dell’urbanistica,
con il mondo del Real Estate e dei
grandi investitori.
Tel. 0464.443458
Cell. 348.7120287
www.gbcitalia.org
14
il Trentino – aprile 2010
Fly Ski Shuttle, servizio utile
Dall’inizio della stagione invernale a fine febbraio sono stati 2.888 i
turisti che hanno scelto il servizio
Fly Ski Shuttle per raggiungere,
dagli aeroporti di Bergamo, Treviso, Verona e Venezia le piste del
Trentino aderenti all’iniziativa. I
dati aggiornati parlano chiaro: il
servizio transfer Fly Ski Shuttle è
sempre più apprezzato dai turisti
che d’inverno scelgono le stazioni
sciistiche trentine. Grazie a questo
servizio, d’inverno la vacanza in
Trentino comincia già in aeroporto,
visto che il turista al momento dello
sbarco è accolto da una hostess, che
lo accompagna al pullman diretto
verso la località sciistica prescelta.
L’obiettivo del progetto è quello di
rendere più accessibili i luoghi di
vacanza agli appassionati che si servono dei voli nazionali ed internazionali, evitando loro inconvenienti
con i trasporti di linea spesso poco
funzionali.
Notizie
Rinasce l’Ospedale di Mezzolombardo
La Giunta provinciale ha approvato
la delibera che delinea le indicazioni
programmatiche per la nuova configurazione dei servizi della struttura
sanitaria di Mezzolombardo. Quel
nuovo ospedale S. Giovanni che diventerà realtà entro tre anni; il 26
gennaio scorso lo sgombero. È stato
inoltre costituito il gruppo di lavoro
preposto alle attività tecnico amministrative legate alla realizzazione di
questo intervento. Si ricorda come la struttura sanitaria S. Giovanni costituisce il riferimento di primo livello per una comunità – i comuni della
Rotaliana e Altopiano della Paganella – che rappresenta un bacino d’utenza di circa 32.000 persone. A questa comunità è necessario garantire un’offerta sanitaria adeguata. La nuova configurazione attribuita consentirà al
S. Giovanni di Mezzolombardo di continuare a costituire, nell’ambito del
Servizio sanitario provinciale, un nodo strutturale della rete sanitaria trentina caratterizzato da specifici elementi innovativi sul piano organizzativo
ed operativo.
Valanghe: utile l’opuscolo informativo
“Attenzione, anche le valanghe frequentano la montagna”: questo il titolo di un pieghevole predisposto dalla Protezione civile della Provincia
autonoma di Trento in distribuzione in tutto il territorio. Avvicinandosi la primavera, il rischio di valanghe causate dal brusco aumento delle
temperature diventa elevato. La Protezione civile raccomanda dunque a
tutti gli amanti della neve, in particolare a coloro che praticano lo scialpinismo, a chi va con le ciaspole, ma anche ai semplici “passeggiatori”,
di non “abbassare la guardia” e di seguire sempre le regole fondamentali: informarsi su dove è meglio andare consultando il bollettino valanghe; muoversi correttamente sul terreno; proteggersi sempre con a.r.va.,
pala e sonda. I bollettini valanghe sono pubblicati sul sito www.meteotrentino.it e sono consultabili telefonicamente chiamando lo 0461.238939.
Un altro sito da consultare è www.aineva.it.
Dalla Russia con promozione
Sochi 2014-Fiemme 2013: i due
grandi avvenimenti sportivi diventano sempre più vicini ed in tal
senso Trentino e Russia stanno lavorando per definire un vero e proprio accordo di co-marketing. L’occasione per un nuovo passo avanti
in questa direzione l’ha offerta la
fiera internazionale del turismo Intourmarket 2010 svoltasi a Mosca,
dove è stato presente anche il presidente della Provincia autonoma di
Trento Lorenzo Dellai che ha ricambiato la visita di qualche mese fa del
viceministro Gennady Pilipenko.
«La firma che abbiamo apposto a
Trento in calce al nostro protocollo di intesa – ha esordito Pilipenko
– ha aperto una prospettiva che qui
in Russia molti investitori vedono
con interesse». Non si tratta dunque solo di tematiche turistiche, ma
anche di possibili campi di collaborazione su altri settori economici,
come pure formativi e culturali in
genere. Del resto, lo scenario che
si apre guardando ad Est è impressionante per la sua vastità e per le
sue potenzialità. I grandi numeri, in
termini di dimensioni territoriali, di
popolazione, di risorse disponibili
ma anche di fabbisogni, sembrano
però richiedere un know-how che
a quanto pare il piccolo Trentino è
riuscito a capitalizzare. Ecco perché l’ipotesi di un forte gemellaggio
per promuovere congiuntamente i
Campionati del Mondo che la Val
di Fiemme attende tra tre anni e le
Olimpiadi di Sochi nel 2014 appare
allettante e concreta.
Scambio dati con ICAR
L’indotto della Juventus
È di 4,3 milioni di euro il giro d’affari dell’indotto economico legato
al ritiro precampionato svolto dalla
Juventus nel luglio 2009 a Pinzolo,
in val Rendena. Un dato certamente sorprendente quanto gratificante
per i promotori di questo importante momento di promozione
sportivo-territoriale (Trentino spa,
Apt di ambito, Comune di Pinzolo
con il sindaco William Bonomi e
l’assessore al turismo del Trentino
Tiziano Mellarini), frutto di una
ricerca-indagine svolta dall’Osservatorio provinciale per il turismo e
coordinata da Gianfranco Betta.
Al via il Parco archeo-minerario di Primiero
La Giunta provinciale ha approvato la delibera che dà il via libera al finanziamento al Comune di Transacqua relativo al parco minerario del Primiero e, più in particolare, all’area mineraria di Transacqua. Il finanziamento
– un milione e 140mila euro – rientra nell’ambito del Fondo per gli investimenti di rilevanza provinciale. Il progetto “Parco archeo-minerario di
Primiero” prevede il recupero dell’area mineraria di Transacqua - galleria
Friole e la ristrutturazione di Villa Caneva (I° lotto).
La Giunta provinciale ha approvato
lo schema di piano attuativo 2010
del progetto di Interoperabilità e
Cooperazione Applicativa tra le Regioni denominato ICAR. Si tratta di
un progetto che crea le condizioni
infrastrutturali e definisce le modalità per far collaborare e interagire
i diversi sistemi informatici delle
regioni e degli enti pubblici. In pratica il progetto ICAR è servito per
costruire le regole con cui le amministrazioni regionali possono scambiarsi dati e informazioni per via telematica per fornire servizi sempre
migliori ai cittadini. Oggi, grazie a
ICAR, l’interoperabilità ha trovato
applicazione in vari settori, come
ad esempio quello del pagamento
delle tasse automobilistiche e della
gestione dei dati anagrafici.
il Trentino – aprile 2010
15
Riservato ai golosi
“Dulcis in Fondo” ritorna in Val di Non
S
e volete trascorrere
un insolito weekend all’insegna del
dolce Trentino, appuntamento in Val di Non
sabato 24 e domenica
25 aprile con la seconda edizione di Dulcis in
Fondo, la manifestazione dedicata all’artigianato dolciario che offre
un ricco programma di
iniziative per tutta la famiglia.
Quest’anno tema dell’evento
sarà il castello, in omaggio a
Castel Thun, la storica dimora
di una delle casate tra le più
antiche e potenti dell’intera
Regione, che, dopo anni di restauro, verrà riaperta al pubblico per mostrare il fascino delle
sue 150 stanze arredate con
mobili originali d’epoca. Nata
con l’intento di promuovere il
comparto del dolce artigianale,
Dulcis in Fondo lo scorso anno
ha riscosso un grande successo con oltre 6.000 visitatori in
due giornate. La nuova edizione convoglia all’interno della
manifestazione tante e diverse
realtà artigianali d’eccellenza, provenienti anche da altre
province italiane. Protagonisti
saranno dolci di ogni tipo, pro-
dotti di pasticceria
e di pasta fresca,
cioccolatini, distillati, mieli, liquori e
gelati: golose creazioni artigianali che
si potranno anche
acquistare
direttamente dai produttori
all’interno del percorso espositivo.
L’edizione 2010 prevede tante iniziative adatte a
grandi e piccini. Sono assolutamente da non perdere le dimostrazioni dell’arte pasticcera ad
opera delle Scuole Alberghiere
della Provincia di Trento, che
si concluderanno con la degustazione guidata dei dolci
realizzati in abbinamento ad
un buon bicchiere di vino; le
lezioni di cucina con lo chef
trentino Cristian Bertol, vincitore de “l’Uovo d’Oro” nella
scorsa edizione del programma
televisivo “La Prova del Cuoco”.
I bambini possono divertirsi
con i laboratori creativi: giochi di manipolazione e impasto, composizioni fantasiose
e momenti di dolci racconti si
alterneranno per la gioia di tutti i piccoli ospiti. Sono proposti
per gli addetti ai lavori semina-
RICETTA PRIMA CLASSIFICATA dell’edizione 2009
del Concorso “I Biscotti della mamma”
«Dulcis in Fondo», che ha esordito lo scorso maggio presso il Palanaunia di Fondo in Val
di Non, ha fatto assaporare il lato più delizioso del Trentino. La manifestazione dedicata
all’artigianato dolciario ha rappresentato una vetrina eccezionale per tutte quelle
aziende che hanno saputo e voluto mettersi in gioco. Tra tutte le iniziative, grande
successo ha avuto il concorso “I biscotti della mamma” per il quale mamme, nonne e
zie hanno dato il via ad una appassionante sfida in cucina. Le cinquantanove ricette
che hanno partecipato alla gara sono state raccolte in un libro. Potrete così riassaporare
quei golosi momenti in attesa della prossima edizione di “Dulcis in Fondo”.
Di seguito la ricetta che ha vinto il primo premio nell’edizione 2009:
FROLLINI AL BURRO CON CONFETTURA DI MELE COTOGNE
Michela Calliari e Flavia Segna – Malosco
Ingredienti per l’impasto:
400 g di farina bianca, 100 g di fecola di patate, 200 g di zucchero, 250 g di burro,
2 uova, ½ bustina di vanillina, 5 g di lievito in polvere, profumo di arancia
Ingredienti per la farcitura:
confettura di mele cotogne, zucchero a velo
Al lavoro: formate una fontana con la farina e la fecola e mettete nel centro gli altri
ingredienti. Impastate sino a formare una pasta liscia ed omogenea, copritela e
lasciatela riposare in un luogo fresco per almeno 30 minuti. Stendete l’impasto e tirate
una sfoglia non troppo sottile, quindi tagliatela con gli stampini. Cuocete i biscotti nel
forno a 180° fino a quando non saranno leggermente dorati. Farcite poi la metà dei
biscotti con la confettura di mele cotogne, quindi sovrapponeteli ai biscotti rimanenti e
spolverizzate con abbondante zucchero a velo.
ri e incontri con professionisti
del settore, tra i quali anche il
noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio. A tutti
gli appuntamenti si può partecipare gratuitamente, previa
iscrizione in loco.
Tel. 0461.420530
www.dulcis-in-fondo.blogspot.com
www.ceii.it
nnn
16
il Trentino – aprile 2010
Notizie
Ecco la casa
intelligente
L’alloggio
domotico
dell’ITEA
si mostra
al pubblico
Alessia Negriolli
Fotoservizio: Agf Bernardinatti
L’
alloggio domotico di piazza Garzetti a
Trento, oggetto di una recente partnership tra ITEA, PAT, FBK, Ateneo e Opera
universitaria – che ne hanno promosso le potenzialità tecnologiche – apre i battenti al pubblico.
Già avviati i primi contatti con alcune cooperative trentine, tra cui “Handicrea” e “La Rete”.
L’e-welfare a sostegno dell’utenza debole:
prosegue l’impegno di ITEA sul fronte della “domotica”. La campagna promossa dall’Istituto per
l’edilizia abitativa ha ricevuto grande impulso
nell’ottobre 2009 dall’accordo sottoscritto con la
Provincia autonoma di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Ateneo e Opera universitaria per dare
avvio a nuovi scenari di sperimentazione tecnologica di settore.
A cinque mesi dalla convenzione, ITEA lancia
l’apertura al pubblico dell’alloggio di piazza Garzetti (civico 6, int. 3) per 41 giornate l’anno fino a
dicembre 2010. L’obiettivo è semplice, presentare
alla gente comune e agli addetti ai lavori – ricercatori, imprenditori, tecnici – i risultati ottenuti
nel campo della progettazione di apparati domotici e dimostrare dal vivo l’intera gamma delle
loro funzionalità.
L’appartamento di piazza Garzetti è infatti
una summa delle strumentazioni più sofisticate
di settore e i visitatori potranno testare con mano
e verificare tutte le apparecchiature ivi contenute
che, in sintesi, hanno tre grandi obiettivi: essere
di supporto ai soggetti non autosufficienti; ottimizzare il comfort ambientale; contenere i consumi energetici. L’Opera universitaria ha provveduto ad assicurare la presenza di alcuni studenti
universitari “150 ore” che, previa frequenza di un
corso di formazione a cura di un tecnico di ITEA,
turneranno nell’arco delle 8 ore e avranno il compito di organizzare le visite di gruppo. Queste ultime dovranno rispettare un numero massimo di
15 persone, una durata media di 15-20 minuti e il
seguente orario: 10.00-18.00.
Finalità implicita del progetto è creare una
rete di sinergie sul territorio, in particolare tra
coloro che sono attivi in prima linea in questo
settore. ITEA ha infatti già avviato alcuni contatti con le cooperative di categoria, tra le quali
IL CALENDARIO DELLE APERTURE
– Festival dell’Economia: 4-5-6 giugno
– Feste vigiliane: 26-27 giugno
– Fiera Idee Casa: dall’1 al 7 novembre
– Mercatini di Natale / Fiera di S. Lucia:
dal 29 novembre al 19 dicembre
– Primo lunedì del mese: 5/4, 3/5, 7/6, 6/9, 4/10, 8/11
Info:
Tel. 0461.803264; 0461.803286
e-mail: [email protected]
il Trentino – aprile 2010
“Handicrea” e “La Rete”. Entrambe hanno dato
testimonianza di avere le stesse motivazioni e
le stesse necessità. Grazie ai centri dislocati sul
territorio provinciale, ai contatti già consolidati
con le imprese produttrici trentine e conoscendo bene le caratteristiche delle diverse forme di
disabilità, le cooperative possiedono un quadro
17
aggiornato delle esigenze dei loro utenti e sono in
grado, dunque, di fornire testimonianza diretta
dei dispositivi dei quali maggiormente necessitano. Saranno quindi organizzate da ITEA visite
con le persone disabili, che hanno scelto la strada
di una vita autonoma e che intendono investire in
quest’ambito e dotare le loro case dei dispositivi
domotici.
«La nostra Società – ha dichiarato la presidente ITEA Aida Ruffini – possiede a tutt’oggi
in Trentino circa 80 alloggi domotici abitati da
single e da famiglie. Gli utenti co-partecipano
assieme all’impresa di costruzioni alla fase finale
di realizzazione degli appartamenti, chiedendo
specifici adattamenti a seconda delle necessità
personali. E, dunque, grazie all’introduzione in
itinere nell’alloggio di apparecchiature domotiche ad hoc, si abbattono di non poco i costi di
post-intervento e di manutenzione».
nnn
ITEA, le 10 regole del vivere bene
Nel mese di marzo è stato presentato il nuovo decalogo
sul regolamento di condominio riformulato con un
linguaggio moderno e in positivo. All’insegna del motto
“Educare è meglio che reprimere”, il testo ha scelto l’uso
della prima persona plurale “NOI” per stimolare il senso
di appartenenza e di responsabilità di fronte alle regole.
A breve sarà tradotto in quattro lingue.
Trasformare i cosiddetti “doveri di convivenza” in
“regole comuni di convivenza”, ispirate ad una logica
di collaborazione e condivisione con i propri utenti.
È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo centrale cui
mira ITEA con il nuovo “Patto comune di Solidarietà
e Convivenza”. Si tratta di una rivisitazione in chiave
moderna dei vecchi cartelli affissi sui condomini Itea
risalenti agli anni Cinquanta: questi ultimi verranno
finalmente sostituiti e a presentare la nuova iniziativa
c’è ora un patto, redatto nelle 4 lingue straniere più
utilizzate dagli utenti – italiano, inglese, francese,
arabo – che la presidente Aida Ruffini sta presentando
a tutti i “capiscala” degli edifici dell’Istituto. Con loro
sono stati organizzati tre incontri a Trento, Rovereto
e Riva del Garda, che hanno riscosso ottimi risultati e
registrato una grande adesione con oltre un centinaio
di presenze ad ogni riunione. “Rispettiamo tutti e
tutti ci rispetteranno”: già il primo punto riassume lo
spirito del nuovo regolamento. Tali norme riconoscono
gli inquilini Itea come i primi responsabili della cura
del condominio, in modo da rafforzare la buona
convivenza e, soprattutto, arrivare ad un’accettazione
e interiorizzazione più consapevole delle norme di
vita comune. Aida Ruffini ha elogiato in particolare
il ruolo dei referenti condominiali: «Grazie a voi per
l’impegno costante che dimostrate nel contribuire
al mantenimento del benessere e della pace nei
vostri caseggiati. Dalla condivisione di questo patto
deve nascere la consapevolezza di essere attori nella
gestione dell’immobile in cui si vive». Allo stesso modo
lo slogan dell’iniziativa, “non il solito luogo comune”,
vuole esortare tutti gli inquilini sia a rendere ‘speciale’
la propria abitazione e gli spazi comuni, sia a un reale
impegno nell’applicazione del Patto, affinché non
rimanga il “solito luogo comune”, ma si traduca in azioni
condivise e sostenute quotidianamente.
Al termine di ogni incontro il dibattito si è concentrato
sui temi più diversi e sono emersi una pluralità di
elementi di criticità: da quelli generali, come le difficoltà
che fiduciari e ispettori riscontrano nel far rispettare le
regole, fino a problemi più dettagliati, quali parcheggi
esterni, pulizie, rumori molesti, rifiuti, animali
domestici e i noti problemi relazionali tra inquilini. «Per
superare questi ostacoli – ha proseguito Aida Ruffini –
è necessario stabilire un dialogo e cambiare le modalità
di comunicazione. Infatti, i divieti portano spesso
a reazioni emotive negative: è importante, quindi,
che il messaggio trasmesso sia chiaro e porti ciascun
inquilino a cogliere il significato profondo delle regole
di convivenza e a riflettere sulle reali conseguenze della
violazione delle norme per la collettività».
18
il Trentino – aprile 2010
INNOVAZIONE
DIGITALE
COMUNICAZIONE
750 km di cavidotti
Così il Trentino digitale si mette in rete
Giorgia Fasanelli
Fotoservizio: Marco Simonini
L
e tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno cambiando
sempre più la nostra società.
Per accompagnare questo cambiamento, il ruolo del settore
pubblico è fondamentale: per i
servizi, per il sostegno dell’offerta e della domanda, per l’infrastrutturazione.
In particolare, da una parte si deve avere la capacità di
valorizzare e sviluppare il proprio capitale umano, le proprie
competenze, le realtà di valore
presenti sul territorio; dall’altra
bisogna creare le infrastrutture
idonee. Questo comporta l’adozione di azioni, convinte e durature, che permettano al Trentino di superare il cosiddetto
digital divide, trasformandolo
in un fattore di impulso e traino
verso la crescita.
Che il problema del digital
divide e dell’accesso a Internet
sia un tema caldo è noto a tutti. La Commissione Europea lo
dice da anni: la larga banda è un
elemento chiave per lo sviluppo
delle aree geografiche svantaggiate e a rischio di isolamento.
Cosa vuol dire questo? Che una
zona difficile da raggiungere, sia
per la morfologia del territorio
che per la scarsa densità abitativa che la rende poco attrattiva,
può beneficiare di una rete di
alto livello per contrastare l’isolamento e mantenere il contatto
con il mondo esterno.
Un quadro che si adatta anche al nostro Trentino, caratterizzato per la presenza di molte
zone a scarsa densità abitativa e
montane, dove alto è il rischio
di spopolamento e marginalizzazione. Dove, soprattutto,
l’intervento degli operatori privati non contribuisce a colmare
l’isolamento reale: troppo costoso infrastrutturare, e numericamente poco importanti gli
utenti da raggiungere.
Da qui la necessità dell’intervento pubblico, che non risponde alle logiche di mercato ma a
quelle di offrire ai propri cittadini benessere e un’alta qualità
della vita, anche grazie all’accesso ad Internet e alla diffusione
delle nuove tecnologie.
Avere Internet a larga banda (20 Mbps) o ultra larga banda (100 Mbps) viene oggi visto
come una comodità al pari della
luce. Ciò implica la necessità
di infrastrutture simili proprio
a quelle per portare la luce in
casa: una rete di dorsale che
corre lungo tutto il territorio e
reti di distribuzione locali nelle
aree comunali (ultimo miglio).
Quello che in apparenza
2012 èchel’anno
porterà
ovunque
l’accesso
internet
a larga banda
sembra un “semplice servizio”
necessita di un lavoro preparatorio e di una regia complessa,
di adeguati tempi per la realizzazione e di costi che nessun
operatore avrebbe mai messo in
campo.
Per questo la Provincia sta
realizzando un’opera di oltre
750 km di cavidotti (come dire
da Trento a Napoli) che costituirà la rete di dorsale. L’intervento è partito nel 2006 e si
completerà nel 2011. A questo
si affiancano altri progetti, per
far fronte alle sempre più pressanti richieste della collettività:
dall’affitto dell’infrastruttura in
fibra ottica già disponibile per
collegare le sedi della pubblica
amministrazione sul territorio,
alla rete wireless per diffondere
la possibilità di accedere a Internet.
Due ulteriori iniziative si
stanno mettendo in campo.
La prima prevede un bando
di gara per l’estensione delle reti
pubbliche esistenti. L’obiettivo è
il Trentino – aprile 2010
19
DOVE SIAMO OGGI
La dorsale in fibra ottica
750 km di cavi
– 435 km di tratte realizzate
– 106 km di tratte in fase di realizzazione
– 172 km di tratte in appalto.
La rete WiNet – una delle reti wireless più estese d’Europa
767 impianti realizzati
– 1.188 apparati radio installati
– oltre 400 utenze pubbliche attivate
– oltre duemila utenze private collegate.
I collegamenti in fibra ottica
– sedi della Provincia, Catasto e Libro fondiario,
Agenzia del Lavoro
– Azienda Sanitaria
quello di portare, su tutto il territorio, l’accesso Internet a larga
banda 20 Mbps, in modo tale da
coprire tutte le aree del Trentino in modo stabile e adeguato,
entro i primi mesi del 2012.
La seconda prevede la creazione di una società mista per la
realizzazione delle infrastrutture di distribuzione (ultimo miglio) in fibra ottica. Il compito
di questa società, che sarà costituita con la collaborazione di
operatori di telecomunicazione
e di enti che dispongono di infrastrutture (come le munici-
– Università degli Studi di Trento e Opera Universitaria
– Tecnofin Trentina, Centro Tecnofin Rovereto, Trentino Spa
– centri di ricerca: Fondazione Bruno Kessler, Centro Microsoft,
Fondazione Mach
– Phoenix Informatica Bancaria
– operatori televisivi: RTTR, TCA, Rai
– Comune di Trento.
I sistemi VoIP per il telefono sulla rete internet
oltre 200mila euro risparmiati sui canoni e 650mila euro di
risparmio sugli scatti telefonici
– 19 sedi della Provincia
– Consiglio Provinciale
– Comune di Trento
– Opera Universitaria
– Trentino SPA.
palizzate), sarà di portare nella
quasi totalità delle case trentine
dei collegamenti in fibra ottica
in grado di supportare servizi
ad altissima qualità (come la
banda ultra larga 100 Mbps, la
TV via cavo, fonia evoluta, telemedicina...).
Trentino in Rete:
un cappello
per tante iniziative
L’obiettivo di Trentino in Rete
è semplice: portare Internet ad
alta velocità in tutto il Trentino.
Da una parte con la fibra ottica,
che fornisce a tutti un accesso
veloce, semplice e sicuro alla società dell’informazione; dall’altra con tecnologie wireless, per
accelerare la copertura delle
aree non raggiunte da alcun servizio xDSL, in attesa dell’arrivo
dei cavi in fibra.
La rete in fibra ottica rappresenta la dorsale da cui parte la
connettività verso tutta la nostra
provincia. Grazie agli oltre 750
chilometri di cavi che si andranno a posare, la dorsale raggiungerà con una connessione velo-
ce e affidabile tutto il Trentino.
La rete è stata disegnata per collegare tra loro le sedi della pubblica amministrazione sparse
sul territorio, che possono così
scambiarsi dati e collaborare in
modo sicuro, con notevoli ricadute sui tempi e sull’efficienza
della burocrazia. Un altro risultato concreto raggiunto grazie
alla fibra deriva dalla messa in
rete di tutti gli ospedali trentini,
che grazie all’infrastruttura disponibile hanno potuto offrire
alla popolazione nuovi servizi
di telemedicina, con diagnosi
più veloci, consulti a distanza e
minori spostamenti a carico dei
cittadini.
Sulla rete in fibra ottica si
appoggia WiNet, la rete Internet senza fili del Trentino, che
grazie ad un sistema di antenne
garantisce appunto la connessione nelle zone non raggiunte
da alcun servizio di collegamento veloce e porta Internet nelle
case e nelle aziende dei trentini,
garantendo la copertura dell’ul-
20
il Trentino – aprile 2010
timo miglio. Infatti, la rete è
pubblica e gestita da Trentino
Network, che a sua volta affitta
lo spazio per navigare agli operatori privati di mercati. Questi
possono così offrire a cittadini
e aziende del territorio abbonamenti per navigare in Internet.
Le domande
di Trentino in Rete
Cos’è Internet e la rete web?
Internet è un insieme di reti
di computer sparse in tutto il
mondo e collegate tra loro, a
cui possono accedere migliaia
di persone (utenti) per scambiarsi informazioni. Alla base
del funzionamento di Internet
vi è il collegamento tra due (o
più) reti di computer attraverso
una via di accesso (gateway). Il
collegamento alla via di accesso
è garantito da un provider.
Chi è il provider?
Il provider (o operatore) è la
INNOVAZIONE
DIGITALE
COMUNICAZIONE
società con la quale mi abbono
per collegarmi alla rete. Una
volta attivata la connessione
tra il mio computer e quello del
provider (host), posso navigare
in Internet e quindi comunicare con tutti gli altri computer in
rete.
Cos’è la larga banda?
Per larga banda si intende una
trasmissione di dati caratterizzata dall’invio simultaneo di più
dati per aumentare l’effettiva
velocità di trasmissione. Il termine è oggi diventato sinonimo
di una connessione più veloce
di quella assicurata con un normale modem.
Cos’è l’ultimo miglio?
Con ultimo miglio si intende
la tratta di cavo che collega la
dorsale, che garantisce la connettività, alla casa o azienda da
cui si vuole navigare in Internet. È quindi il tratto di strada
che collega il mio computer alla
rete di Internet.
Perché devo installare un’antenna in casa per navigare in
Internet?
Le reti senza fili, o wireless,
garantiscono la connettività
estendendo o collegando reti
esistenti. A partire dalla fonte di
banda (per noi, la rete in fibra
ottica), diffondono la rete sul
territorio attraverso antenne
che catturano il segnale. Poiché
il segnale arriva via radio, come
per la televisione o la radio
appunto, per portarlo in casa
devo installare un dispositivo
che catturi tale segnale e lo renda disponibile.
Le antenne sono pericolose
per la salute?
Le tecnologie usate dalla rete
WiNet operano nella banda
a 5,4 GHz per la modalità HiperLAN e a 2,4 GHz per la
modalità WiFi. Tali emissioni
sono confrontabili con i valori riscontrabili nell’utilizzo dei
telefoni cellulari, con la differenza che in quest’ultimo caso
la fonte è a diretto contatto con
l’orecchio.
Che vantaggi mi offre la fibra
ottica?
La fibra ottica può trasportare
enormi quantità di informazioni in modo affidabile e a velocità
molto superiori rispetto ai cavi
in rame tradizionali. Consente
il trasferimento di informazioni attraverso la propagazione di
impulsi luminosi, garantendo
così l’immunità da interferenze elettromagnetiche e migliori
prestazioni.
Quanto ci metto a scaricare
un file mp3 oppure a ricevere
una mail con 5 foto di buona
qualità (circa 5 megabyte)?
– modem tradizionale: circa 2
ore
– collegamento WiFi o ADSL
lite: circa 3-4 minuti
– collegamento HiperLAN o
ADSL plus: circa 30-40 secondi
nnn
Abbiamo tutti 5 sensi.
Chi sa accogliere
le diversità
ne ha uno in più.
Se hai senso civico,
6 una forza per tutta la società.
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Più senso civico, più comunità.
22
il Trentino – aprile 2010
Documento
La situazione ambientale
Valsugana, ecco la sintesi dei risultati delle analisi
D
opo alcune settimane dense di polemiche,
anche mediatiche, e dopo l’incontro pubblico – tenutosi al palasport di Borgo Valsugana – dai toni molto accesi, torniamo sulla questione
dell’inquinamento ambientale in Valsugana e sulle
responsabilità dell’acciaieria di Borgo. Lo facciamo
presentando innanzitutto in maniera sintetica i dati
che emergono dai controlli straordinari che la Giunta provinciale, il 10 dicembre 2009, ha deciso di far
eseguire. Si tratta di dati comunque importanti, a
prescindere dall’esito dell’inchiesta che sta conducendo la Procura, e dal futuro stesso dell’Acciaieria
Valsugana. Nelle schede gli approfondimenti relativi
ad ogni singola “voce” (terreni, acqua e aria, elementi di origine animale e dati sul registro dei tumori).
Sintesi dei risultati delle analisi
sulla situazione ambientale
della Valsugana
Su incarico della Provincia, sono stati programmati
ed effettuati dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente i seguenti controlli:
1. controlli del terreno nel Comune di Borgo Valsugana e nei Comuni limitrofi;
2. controlli dell’aria e dell’acqua nel Comune di
Borgo Valsugana;
3. controlli delle emissioni dell’Acciaieria Valsugana.
Parallelamente, l’Azienda provinciale per i servizi
sanitari ha condotto analisi su elementi di origine
animale e ha approfondito i dati relativi alle malattie
connesse con l’inquinamento registrate in zona.
I dati sulla presenza di diossine e furani (cioè
delle sostanze inquinanti più pericolose) nei terreni
della Valsugana non sono preoccupanti. Per semplificare quello che viene illustrato più diffusamente
nelle schede, basterebbe dire che se il limite da non
superare è pari a 10, la media dei valori riscontrati
nei terreni vicini all’acciaieria (e anche in quelli più
lontani, ma comunque interessati all’emissione delle
sostanze in questione) è di circa 1. Inoltre non è mai
stata rilevata la presenza delle diossine più pericolose (in particolare la cosiddetta “diossina di Seveso”);
i tipi di diossina rilevati in Valsugana sono da 100 a
1000 volte meno nocivi di quest’ultima. In generale,
la situazione della Valsugana appare simile a quella delle altre zone del Trentino. Lo stesso vale per
l’acqua e l’aria (bassissime risultano in particolare
le concentrazioni di diossine e furani misurate sulle
emissioni dai camini dell’acciaieria).
L’Azienda provinciale per i servizi sanitari è stata incaricata di integrare le analisi già esistenti con
altri campionamenti di alimenti di origine animale
e di valutare i dati epidemiologici relativi a malattie
potenzialmente connesse con l’inquinamento ambientale in zona: il tutto per capire se vi fosse una
situazione di emergenza sanitaria.
I nuovi accertamenti effettuati su latte, grasso
animale e pesci in una serie di aziende ubicate nel
bacino di interesse dell’Acciaieria Valsugana hanno
potuto escludere in tutti i casi il superamento dei
limiti comunemente accettati.
Inoltre non risulta assolutamente per la Bassa
Valsugana e Tesino un quadro “peggiore” rispetto
ad altre aree del Trentino, per quanto riguarda la
diffusione di tumori nell’uomo.
Tutti i dati sono stati analizzati da un gruppo di
esperti di livello nazionale (tra questi l’Istituto superiore di sanità), ovviamente esterni all’Amministrazione provinciale, che ne hanno confermato la
validità.
Lo sforzo della Provincia autonoma di Trento e
delle altre Amministrazioni pubbliche interessate,
comunque, non può esaurirsi qui: continuerà l’impegno al fine di migliorare l’ambiente del Trentino e
le condizioni di lavoro in quei contesti, industriali e
non, che vedono la presenza di sostanze anche solo
potenzialmente nocive per la salute, con l’impiego di
sempre maggiori risorse sia sul versante dei monitoraggi e dei controlli, sia su quello della prevenzione
del rischio, sia sul piano prettamente tecnologico.
Tutto ciò anche nell’ambito del Tavolo di lavoro
istituito dalla Provincia con i sindaci della valle, che
sarà aperto al contributo di tutti: un Tavolo attorno
al quale sarà esaminato il futuro della Valsugana e il
ruolo che l’acciaieria potrà avere – o non avere – al
suo interno.
I dati di cui ci occupiamo in questo servizio
sono disponibili sul sito internet della Provincia
(www.provincia.tn.it) e presso gli uffici provincia
interessati.
Situazione dei terreni
Le analisi condotte sui terreni sono le più importanti, perché nel terreno le sostanze si depositano e
rimangono a lungo, “registrando” gli effetti prodotti
dall’inquinamento nel corso degli anni. I controlli
riguardavano la verifica della concentrazione dei
il Trentino – aprile 2010
termini più semplici, se la soglia di rischio è a 10, la
media riscontrata nelle zone analizzate è di circa 1.
Non c’è differenza tra la media rilevata nel Comune di Borgo Valsugana e la media degli altri comuni.
È stata analizzata anche la composizione delle
diossine e dei furani che ha portato sì a valori variabili nei campioni, ma tutti concordi nell’evidenziare la presenza quasi esclusiva delle diossine e dei
furani eptacloro e octacloro (sempre sotto le soglie
di legge): composti che presentano tossicità molto
più bassa dei più pericolosi derivati tetracloro. Per
completezza specifichiamo che la famiglia dei composti chimici denominati diossine e furani, che si
generano in quasi tutte le combustioni, è composta
da quasi 200 sostanze: di queste solo 7 sono riconosciute come tossiche e solo 1 (la “diossina di Seveso”,
come ripetiamo non presente nelle rilevazioni effettuate) è stata riconosciuta cancerogena.
Ecco nel dettaglio i valori di riferimento per ogni
punto di prelievo. Vediamo come i valori medi risultano – come già detto – assai bassi; si registra
un’unica “punta” di 4,009 ng/kg, comunque inferiore di circa la metà rispetto al limite di tossicità.
Nella tabella della pagina seguente anche tutte
le coordinate relative ai punti di campionamento –
con annessa data (dal 15 al 17 dicembre) e ora del
prelievo effettuato dai tecnici – in maniera tale da
microinquinanti inorganici ed organici, ossia:
– metalli,
– IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici),
– PCB (Poli Cloro Bifenili),
– Policloro dibenzodiossine (PCDD) – sono queste
le sostanze comunemente indicate come diossine
– Policloro dibenzofurani (PCDF).
Sono stati eseguiti 29 prelievi di terreno, la maggior
parte nelle zone adiacenti all’acciaieria e nei Comuni limitrofi a Borgo Valsugana, in un paio di casi
anche sui terreni di comuni volutamente distanti
(Centa San Nicolò, Trento). Sono stati analizzati
campioni di terreno ricavato con prelievi effettuati
fino a 10 cm. di profondità. I prelievi, naturalmente
sono stati fatti a norma di legge; non avrebbe avuto
senso analizzare foglie o fili d’erba, perché i dati così
ricavati non avrebbero avuto valore. Ad ogni modo,
la diossina e le altre sostanze, se si depositano anche sulle foglie o su altre superfici analoghe, poi, per
effetto degli eventi atmosferici (pioggia, vento ecc.)
ricadono sul terreno e successivamente lo penetrano. Per questo è sul terreno che, ovunque, le analisi
vengono effettuate.
I dati evidenziano valori variabili ma nettamente
inferiori al limite di 10 ng/kg (10 nanogrammi per
chilogrammo di terreno) espressi come tossicità
equivalente per terreni agricoli (100 ng/kg è invece
il limite per terreni industriali). In pratica, e detto in
POLICLORODIBENZO
DIOSSINE
10
10
POLICLORODIBENZO
FURANI
9
8
EQUIVALENTE
DI TOSSICITà (I-TEQ)
ng/kg (su s.s.)
6
5
4,009
4
3
4,009
2,777
2,220
2,022
2
2,119
1,779
1,240
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0,680 0,711
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0,755
RC
0,856
TO
1
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ng/kg (su s.s.)
7
23
24
il Trentino – aprile 2010
Documento
rendere possibile qualsivoglia verifica sui dati forniti. Ricordiamo ancora che presso gli uffici provinciali sono disponibili informazioni più dettagliate
rispetto a quelle che riportiamo in questo servizio,
che ovviamente non ha un carattere di dettaglio.
Situazione dell’aria e delle acque
Vediamo ora in sintesi i risultati della seconda parte
di analisi effettuate dall’Appa. Per effettuare l’analisi
dell’aria sono stati scelti due siti per il prelievo dei
campioni. Il primo sito è posto ad Ovest dell’Acciaieria Valsugana di Borgo Valsugana, a circa 900
metri, presso la “pescicoltura Cappello”; il secondo
ad Est, a circa 1500 metri dal sito della fabbrica,
nel cantiere comunale in Via per Olle. Sono state
programmate due campagne di controllo. La prima
campagna di prelievi, in un periodo di sospensione dell’attività dell’impianto, è stata effettuata dal 4
gennaio 2010 all’8 gennaio 2010. La seconda è stata
effettuata dall’1 febbraio 2010 al 5 febbraio 2010, durante la normale attività dell’acciaieria. Per i dettagli
tecnici relativi alle modalità di prelievo rimandiamo
alla documentazione disponibile in Provincia e nel
sito internet. Le analisi effettuate hanno permesso
di quantificare sia la quantità totale per metro cubo
come equivalente di tossicità, sia le quantità dei singoli congeneri tossici di PCDD e di PCDF. L’unità di
misura utilizzata per esprimere le concentrazioni di
PCDD e di PCDF in aria, è il femtogrammo (fg) che
è pari a 10 alla meno 15 grammi. In sintesi, le concentrazioni di policloro dibenzodiossine e policloro
dibenzofurani riscontrate nell’aria campionata nel
Comune di Borgo Valsugana rientrano negli intervalli di valori rilevati in Italia e altrove nel mondo
Le emissioni dell’Acciaieria Valsugana
Nell’estate 2009, secondo un progetto che ha comportato
la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale
(AIA 2009) approvata nel 2007, l’Acciaieria Valsugana ha
proceduto ad un adeguamento complessivo dell’impianto
di Borgo Valsugana, attraverso la razionalizzazione con
incremento delle portate aspirate, l’ampliamento della
cappa sovra-forno, il miglioramento del quenching, il
potenziamento del sistema filtrante. L’intervento consente
una maggiore captazione delle emissioni secondarie e,
attraverso la riconfigurazione del quenching, inibisce
la riformazione delle diossine. In pratica, le polveri che
prima sfuggivano all’aspirazione erano pari a 80,5 kg/h,
quelle che sfuggono ora alla captazione sono pari a 32,5
kg/h, come è possibile rilevare dalla seguente tabella. La
riduzione delle emissioni complessive è, in altre parole,
pari a decine di chilogrammi all’ora. La revisione dell’AIA,
dunque, non ha comportato, come qualcuno sostiene, un
aumento delle emissioni, ma è risultata essere funzionale
all’adozione di tecnologie più sofisticate per la “cattura”
delle polveri emesse dall’acciaieria.
Le emissioni del particolato nelle autorizzazioni AIA
AIA del 30.10.2007
Emissioni orarie [kg/h]
convogliate
diffuse (1)
stimate
autorizzate
misurate
complessive
2,88
~1,5
~80,5
~82
Emissioni giornaliere [kg/giorno] (16,5h/giorno)
convogliate
complessive
diffuse
stimate
autorizzate
misurate
47,52
~24,75
~1.328,25
~1.353
(1) captazione 95% (CRIAL, Regione Lombardia)
(2) captazione 98% (IPPC 2006)
AIA del 19.08.2009
Emissioni orarie [kg/h]
convogliate
diffuse (2)
stimate
autorizzate
misurate
complessive
6,75
~2,5
~32,5
~35
Emissioni giornaliere [kg/giorno] (16,5h/giorno)
convogliate
complessive
diffuse
stimate
autorizzate
misurate
111,375
~41,25
~536,25
~577,5
il Trentino – aprile 2010
ma in modo particolare sono confrontabili con le
concentrazioni riscontrate a Trento. Anche in questo caso non c’è dunque una situazione di pericolo
immediato per la salute o di emergenza ambientale in Valsugana. Il che, naturalmente, non significa
che non vi siano sostenze che possono dar luogo
a inquinamento, determinate da tutta una serie di
cause fra cui anche – ma non solo – l’attività della
fonderia. Significa che non esiste in Valsugana una
situazione significativamente diversa e più grave
rispetto ad altre zone del Trentino (o del Nord est
italiano, o dell’Europa). Nei campioni di aria analizzati è stata riscontrata la presenza preponderante
dei seguenti congeneri: octacloro dibenzodiossine,
eptacloro dibenzodiossine, e in misura minore eptacloro dibenzofurani, octacloro dibenzofurani. La
composizione dei congeneri di policloro dibenzodiossine e policloro dibenzofurani rilevate in aria è
simile a quanto riscontrato nei terreni prelevati nel
Comune di Borgo e nei Comuni limitrofi.
Durante la normale attività dell’Acciaieria Valsugana sono stati effettuati anche dei controlli delle
emissioni. Dall’1 febbraio al 4 febbraio 2010, dalle
ore 20.00 al mattino successivo, sono stati effettuati
sui due camini dell’acciaieria i campionamenti per
la verifica di una serie di parametri; i controlli hanno evidenziato non solo, per tutti i parametri sia di
concentrazione che di flusso di massa, il rispetto dei
limiti di legge (Autorizzazione integrata ambientale
– 2009 e Tabella B del TULP-Testo unico leggi provinciali) ma, per quanto riguarda diossine e furani,
concentrazioni 384 volte (camino E1) e 333 volte
(camino E2) più basse del valore limite; esse rappresentano dunque circa lo 0,3% del limite. Veniamo
ora alle analisi sulle acque. Durante la normale attività dell’acciaieria, dall’1 febbraio al 4 febbraio 2010,
sono stati effettuati dei controlli per la verifica delle
acque di scarico. Lo scarico non è mai stato attivo
durante il periodo dei controlli. Sono stati prelevati due campioni di acqua il giorno 4 febbraio 2010.
Il primo campione è stato prelevato nella vasca di
ricircolo dell’acqua all’interno dell’acciaieria mentre
il secondo prelievo è stato effettuato nella roggia denominata “Rosta Fredda” dopo l’immissione dello
scarico dell’acciaieria. Sono stati prelevati anche i
sedimenti in tre punti della roggia “Rosta Fredda”;
un prelievo è stato effettuato a monte e due prelievi
a valle dello scarico dell’acciaieria. Nei due campioni di acqua l’analisi non ha quantificato la presenza
di policloro dibenzodiossine e policloro dibenzofurani (limite di quantificazione 0,5 pg/l espressi come
equivalente di tossicità). A livelli molto bassi, nel
campione di acqua prelevato all’interno dell’Acciaieria Valsugana, sono stati rilevati octacloro dibenzodiossina e octacloro dibenzofurano mentre, nel
campione della roggia, octacloro dibenzodiossina.
A titolo di comparazione, il limite per le acque di
scarico degli inceneritori è pari a 300 pg/l espressi
come tossicità equivalente, mentre 4 pg/l, sempre
espressi come tossicità equivalente, è il valore fissato dalla legge per le acque sotterranee.
Situazione su elementi di origine
animale e dati del Registro Tumori
di popolazione.
L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha svolto,
come già detto, una campagna di accertamenti su
latte, grasso pararenale bovino e pesci in una serie
di aziende (sette) ubicate nel bacino di interesse
dell’Acciaieria Valsugana. In un’azienda è stato prelevato il grasso da un bovino e in una pescicoltura
è stato prelevato un campione di muscolo di trota.
In tali casi si è provveduto ad effettuare campionamenti ufficiali alla ricerca di PCB (composti organici inquinanti avvicinabili per tossicità alla diossina)
e di metalli pesanti. Gli esiti delle analisi – realizzate
in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di
Padova – escludono superamenti dei limiti di accettabilità. Qualora fosse stata rilevata la presenza di
residui di PCB si sarebbe proceduto anche al dosaggio delle diossine, come concordato con il laboratorio di riferimento.
Riguardo all’insorgenza di tumori, in base al Registro tumori e ai dati relativi ai tumori dei tessuti
molli, risulta che (nel periodo preso in considerazione, 1999-2002) non emerge per la Bassa Valsugana e Tesino un quadro “peggiore” rispetto ad altre aree territoriali. Viene evidenziato solo un lieve
“eccesso” (peraltro ai limiti della significatività statistica) relativamente ai decessi per tumori del capo
collo, eccesso peraltro non riconducibile all’attività
dell’acciaieria.
Va anche rilevato come, anche in passato, non
siano mai state segnalate all’Azienda sanitaria, né da
medici di base, né dall’ospedale di Borgo, né da altre
autorità preposte, situazioni anomale per quanto riguarda la salute della popolazione della valle.
nnn
25
26
il Trentino – aprile 2010
Economie
La carica dei 101
Premiate le microattività imprenditoriali
Davide Modena
U
n’agenzia in franchising per i servizi informativi via sms e una
gastronomia che abbina piatti
tipici trentini e sardi. Sono le
due “partita Iva n. 100” e “101”,
aperte rispettivamente da Ada
Rosa Balzan, 34 anni, e Gian
Franco Mulas, 39 anni, simbolicamente premiati da Trentino
Sviluppo il 24 marzo scorso. Un
incontro che è servito per fare
il punto su cinque anni di animazione imprenditoriale e per
presentare il team di agenti di
sviluppo che moltiplica le proprie forze, passando da quattro
ad otto persone.
«L’Area animazione territoriale – spiega Patrizia Ballardini, consigliere delegato di
Trentino Sviluppo – è nata nel
2005 con l’obiettivo di accompagnare i territori periferici in
un percorso di sviluppo imprenditoriale, a partire da una
visione che vede la promozione
dell’autoimprenditorialità quale
strumento centrale della politi-
ca di sviluppo della montagna.
Quando siamo partiti c’era parecchio scetticismo. Abbiamo
dimostrato con i fatti che per
fare impresa non è necessario
essere grandi, servono piuttosto buone idee, tanta determinazione e delle reti che consentano una divisione sociale del
rischio».
Percorsi fatti
“su misura”
Il percorso di assistenza a chi
vuole avviare un’attività, o a chi
semplicemente ha un sogno
imprenditoriale nel cassetto e
vuole valutarne la fattibilità,
inizia solitamente con degli incontri serali nei comuni in occasione dei quali, tramite appositi questionari, viene censita la
domanda di imprenditorialità.
174 idelComuni
Trentino
coinvolti
nel progetto
di Trentino
Sviluppo
CINQUE ANNI IN CIFRE
174 i comuni trentini coinvolti nell’attività di animazione territoriale
2.359 i partecipanti alle serate informative
341 partecipanti agli incontri di formazione
180 piani di impresa elaborati
100 attività avviate di cui:
– 62% maschi, 38% femmine
– 85% occupati, 15% disoccupati
– 22% nel turismo, 21% artigianato, 16% commercio.
Vengono poi organizzati dei
colloqui individuali sul territorio con gli aspiranti imprenditori per verificare nei singoli
casi l’effettiva motivazione alla
base della “voglia d’impresa”, a
cui fanno seguito gli incontri
di assistenza tecnica all’elaborazione del job plan (non un
classico business plan) per far
percepire l’importanza di pianificare la propria attività attraverso approfondimenti mirati
su temi quali strategia d’impresa, amministrazione e finanza,
verifica dei piani elaborati e
feedback.
Conclusa la fase di assistenza tecnica tocca agli aspiranti
imprenditori determinare, secondo le specifiche esigenze di
ciascuno, se come e quando decidere di avviare la propria nuova attività. Solo a quel punto
parte l’ultima fase di assistenza
del team di agenti di sviluppo,
quella del cosiddetto “accompagnamento”: gli aspiranti imprenditori sono accompagnati
presso gli uffici provinciali o
comunali e dalle associazioni di
categoria presenti sul territorio
per la necessaria richiesta di autorizzazioni, permessi, obblighi
I premiati, Gian Franco Mulas e Ada Rosa
Balzan, con al centro Patrizia Ballardini
e Sergio Remi.
di legge, ecc. «Il nostro – sottolinea Sergio Remi, coordinatore
del progetto – non è un intervento di sportello o finalizzato
esclusivamente alla creazione
di impresa. Quello che vogliamo fare è accompagnare il processo economico che stiamo
vivendo e che sta mettendo in
crisi i meccanismi tradizionali
di accesso al mercato del lavoro.
Vogliamo supportare un processo di imprenditorializzazione del lavoro in cui la creazione
di impresa è solo una ricaduta,
il risultato finale più tangibile
ma non l’unico, perché anche
chi oggi sceglie un lavoro alle
dipendenze è chiamato ad interpretarlo con uno spirito di
iniziativa e di intraprendenza
tipico dell’autoimpiego».
I numeri dell’“impresa”
A partire da maggio 2005 il
progetto di animazione imprenditoriale promosso da
Trentino Sviluppo ha coinvolto
174 comuni trentini, realizzando altrettante serate dedicate al
senso e alle modalità del “fare
impresa” che hanno coinvolto
2.359 persone (età media 36
anni; 48% donne). Nello specifico vi hanno partecipato tutti
i comuni obiettivo 2 e phasing
out del periodo di programmazione 2000-2006, parte dei
il Trentino – aprile 2010
comuni delle Giudicarie e della
Val Rendena, della Val di Sole,
parte dei comuni della Vallagarina fra cui Rovereto e le sue
circoscrizioni.
Altri numeri significativi sono le 606 idee di impresa
presentate, le 80 giornate di formazione, i 180 piani di impresa
elaborati con il supporto degli
esperti di Trentino Sviluppo,
100 dei quali si sono concretizzati nell’apertura di una vera e
propria partita Iva, quindi nel
sostanziale avvio dell’attività.
Cento micro-attività radicate
al territorio tra le quali c’è davvero un po’ di tutto: dal centro
estetico al salone di parrucchiera, dall’asilo nido privato al Bed
& Breakfast, dall’affittacamere
alla coltivazione di erbe officinali, dallo studio naturalistico
all’ufficio tecnico specializzato
in energie rinnovabili, dal servizio di toelettatura cani all’allevamento di pappagalli, dal
servizio pubblicitario via sms
alla gastronomia tipica trentina
e sarda. Una curiosità: la prima
“partita Iva” aperta? Un asilo
nido privato a Pieve di Bono,
ormai cinque anni fa.
“Leader Mobile”:
la pubblicità
corre via sms
Si chiama Ada Rosa Balzan, ha
34 anni ed è laureata in sociologia, con master in marketing
e comunicazione. Ha lasciato il
posto fisso per realizzare il suo
sogno: quello di avviare un’attività tutta sua, da gestirsi autonomamente, in sintonia con
il percorso di studi effettuato.
È così che a gennaio 2010 Ada
ha deciso di fare il grande passo: quello di aprire a Rovereto
un’attività specializzata nella
fornitura di servizi di marketing e comunicazione mobile
sui telefoni cellulari. Mission
dell’attività: aumentare visibilità e fatturato delle aziende
attraverso un servizio a basso
costo, flessibile e che permette di instaurare una soluzione
diretta con il cliente/utente.
Le iniziative di comunicazione
basate sull’utilizzo degli sms
possono essere molteplici: dalla
segnalazione di offerte speciali
alla realizzazione di vere e proprie campagne pubblicitarie di
specifici prodotti/servizi.
«L’aiuto di Trentino Sviluppo è stato fondamentale –
spiega Ada Rosa Balzan – in
quanto lo staff di animazione
imprenditoriale mi ha seguito in tutto l’iter necessario per
aprire un’attività. Mi ha aiutato
prima di tutto a verificare la fattibilità della mia idea imprenditoriale, ad elaborare un piccolo
business plan, e mi ha messo
in contatto con un funzionario provinciale per avere delle
informazioni sulla possibilità
di accedere o meno ai finanziamenti. Ma soprattutto mi è
stato vicino psicologicamente:
avviare un’attività non è semplice ed avere qualcuno a fianco
che ti consiglia e ti indirizza è
fondamentale. Ti senti meno
sola e più preparata a prendere
delle decisioni».
“Assaporando”,
tra canederli
e malloreddus
Anche Gian Franco Mulas, 39
anni, dopo anni di esperienza lavorativa nel settore della
grande distribuzione organizzata, trasferitosi dalla Sardegna
in Trentino per motivi familiari
ha deciso di fare il “grande passo”. A gennaio 2010 nasce “As-
PER SAPERNE DI PIù
Info: vuoi avviare un’attività o verificare la fattibilità di una tua idea imprenditoriale?
Puoi contattarci direttamente dal sito internet www.trentinosviluppo.it alla
sezione contatti e compilando l’apposito modulo, oppure telefonando al numero
0464.443111.
Prossimamente: il prossimo percorso di animazione imprenditoriale prenderà avvio
nella Piana Rotaliana nel periodo compreso tra fine aprile ed inizio maggio 2010.
27
saporando”, una gastronomia
take-away specializzata nella
produzione di piatti tipici nazionali ma anche sardi – dal culurgiones ai malloreddus – assolutamente inedita per la città
di Rovereto. Grande attenzione
per le tradizioni locali, ma anche per quelle del luogo d’origine, accurata scelta delle materie
prime per una produzione “a
chilometro zero” e amore per il
proprio lavoro sono solo alcuni
degli “ingredienti” dell’attività
di Gian Franco che in questi
giorni sta ultimando i preparativi al locale di piazza Malfatti,
lungo l’asse Mart-Casa Depero,
così da poter alzare le serrande entro il prossimo maggio.
«Sono venuto a conoscenza
di questo servizio di Trentino
Sviluppo – spiega Gian Franco Mulas – grazie ad una serata informativa organizzata
a Rovereto. Ho seguito tutto il
percorso, dalla partecipazione
alle serate di formazione, all’assistenza nell’elaborazione del
job plan. Ma l’aiuto per me più
importante è stato l’affiancamento che ho ricevuto in tutto
il percorso autorizzativo. Non è
semplice muoversi nei meandri
della burocrazia».
nnn
28
il Trentino – aprile 2010
Territorio
16 maggio, Fassa al voto
Guida alla prima elezione di una Comunità di valle
Riccardo Zanoner
C
on l’approvazione della legge provinciale 10 febbraio 2010, n. 1, il
Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato lo Statuto del
“Comun general de Fascia”, nel testo varato
dal collegio dei sindaci e quindi approvato
dai consigli comunali della Valle di Fassa.
In verità tale iter particolare era già stato
previsto nell’ambito della riforma istituzionale (L.P. 16 giugno 2006, n. 3 – “Norme
in materia di governo dell’autonomia del
Trentino”) che all’art. 19 reca “Disposizioni
speciali per le popolazioni di lingua ladina,
mochena e cimbra” stabilendo l’adozione
dello Statuto del Comun General de Fascia
mediante deliberazione da parte dei sette
comuni della valle e la conseguente approvazione, senza modificazioni, con legge
provinciale. La stessa legge menzionava
inoltre alcuni aspetti inerenti lo Statuto e
fra questi merita sicuramente sottolineare
l’individuazione degli organi, le rispettive
attribuzioni, le modalità di formazione,
elezione e di funzionamento.
In virtù di tali facoltà quindi è stato
deciso che per la Valle di Fassa le elezioni
per il Comun General dovevano coincidere, anche in prima applicazione, con quelle dei consigli comunali e pertanto il 16
maggio prossimo la popolazione fassana,
oltre ad andare a votare per il proprio comune come nel resto della Provincia, sarà
chiamata ad esprimersi, per la prima volta
in tutto il Trentino, anche per la propria
comunità di valle, ovvero il “Comun General de Fascia”, eleggendo direttamente il
“Procurador” e nove membri del “Consei
General”.
Ma cerchiamo di capire un po’ meglio
il significato di questa terminologia che a
prima vista può sembrare estranea alle definizioni comunemente utilizzate per individuare organi e funzioni delle istituzioni e
degli enti amministrativi.
GLI ORGANI DEL
“COMUN GENERAL DE FASCIA”
Dallo Statuto risulta chiaro che gli organi previsti per il Comun General de Fascia
sono quattro ed ognuno svolge un ruolo
ben preciso. Nel contempo bisogna sottolineare che, in sede di prima applicazione,
sono state previste alcune modalità specifiche adottate al fine di agevolare la nascita
del nuovo ente che andrà a sostituire l’attuale Comprensorio Ladino di Fassa. Tali
modalità riguardano in particolar modo la
prima elezione e la seguente composizione
di quello che sarà il “Consei general”, che
nel linguaggio corrente corrisponde all’assemblea dell’ente.
L CONSEI GENERAL: quest’organo, che
come detto corrisponde all’assemblea, è
anche l’organo più democratico e rappresentativo: qui infatti sono presenti i consiglieri, in parte eletti direttamente dalla
popolazione ed, in parte, nominati dai
Riforma istituzionale. Lo stato di attuazione territorio per territorio
1. Valle di Fiemme
2. Primiero
3. Bassa Valsugana
4. Alta Valsugana
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il giorno 25 ottobre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 21 dicembre sono stati eletti Presidente
(Cons. Walter Cappelletto) e organo
esecutivo (Maurizio Zeni, Roberto Bonelli,
Fabio Vanzetta, Silvano Longo, Alma
Demattio)
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
Decreto del Presidente della Provincia n. 1
di data 7 gennaio 2010
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 18 gennaio 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 16 febbraio 2009 eletti Presidente
(Cristiano Trotter) e organo esecutivo
(Andreina Stefani, Luca Gadenz, Luigi
Boso, Paolo Meneguz, Carla Scalet)
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
Decreto del Presidente della Provincia n.
34 di data 26 febbraio 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 202 di data 22 dicembre 2009.
Decorrenza: 1 gennaio 2010
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 17 gennaio 2010
ELEZIONI ORGANI
–
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
–
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 19 settembre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 26 ottobre 2009 eletto il Presidente
(Diego Moltrer). In data 4 novembre
eletto l’organo esecutivo (Pierino Carestia,
Marco Fruet, Alma Fox, Walter Moser,
Mauro Nadalini, Renato Nisco)
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
Decreto del Presidente della Provincia n.
190 di data 5 novembre 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
il Trentino – aprile 2010
7 Consigli comunali. Il Consei general è
composto dal Procurador (Presidente) e da
altri 30 membri che, in sede di prima applicazione, vengono designati nel seguente
modo: 9 saranno eletti direttamente dalla
popolazione di tutto il territorio; 1 di essi
sarà il primo candidato Procurador non
eletto a tale carica, ossia colui che ottiene
il secondo maggior numero di preferenze;
7 saranno i Sindaci dei comuni di Fassa ed i
rimanenti 14 saranno nominati in numero
di 2 da ogni Consiglio comunale, assicurando che uno dei due nominati rappresenti la minoranza consiliare.
Merita inoltre sottolineare che il Presidente a capo dell’organo assembleare, denominato “President del Consei general”,
sarà eletto al suo interno e avrà il compito
di convocare e presiedere l’assemblea.
In futuro invece, ovvero con le prossime elezioni del 2015, i Sindaci non faranno
più parte di diritto del Consei general ed
i loro 7 posti verranno ricoperti da altrettanti consiglieri eletti direttamente dalla
popolazione; in tal modo la rappresentatività comunitaria dell’organo assembleare
sarà ulteriormente rafforzata, in quanto la
maggioranza dei consiglieri, 16 su 30, saranno eletti direttamente dalla popolazione.
Competenze del Consei General: tale
organo oltre a deliberare sugli atti attribuiti alla competenza dell’assemblea delle
comunità, secondo quanto prevede la legge di riforma istituzionale, dovrà deliberare sui regolamenti, sugli atti di indirizzo,
ivi compresi i piani ed i programmi, sugli
schemi delle intese a carattere generale relativi a materie e compiti di rilevanza per
tutta la valle come ad esempio la tutela e la
conservazione del patrimonio storico, usi
e costumi locali, tutela e promozione della
lingua ladina, volontariato sociale, corpi
dei vigili del fuoco locali, nonché sulle mozioni di censura al Procurador o ai componenti del “Consei de Procura”.
L CONSEI DE PROCURA: sarà l’organo
esecutivo del Comun general de Fascia,
deputato ad operare concretamente per
perseguire le finalità e gli indirizzi proposti dal Consei general. Tale organismo è
29
composto dal Procurador, al quale spetta
il compito di convocarlo e presiederlo, e
da altri componenti nominati dal Procurador stesso, nel numero massimo di sei, che
possono essere scelti anche al di fuori del
Consei general.
Competenze del Consei de Procura:
sono attribuiti al Consei de Procura tutti
quei compiti e quelle funzioni non espressamente riservati dallo statuto al Consei
general, al Procurador del Comun General
ed al President del Consei general.
L CONSEI DI OMBOLC: si tratta di un
organismo che ripropone la precedente
“Conferenza dei Sindaci” già prevista dallo
Statuto del Comprensorio, e che avrà compiti eminentemente “politici”, di raccordo
e di intesa in vista soprattutto del trasferimento di competenze dai comuni al Comun general. L Consei di Ombolc comprende i 7 Sindaci dei comuni della Valle
di Fassa ed è presieduto dal Procurador al
quale spetta anche il compito di convocarlo e presiederlo.
Competenze del Consei di Ombolc:
5. Cembra
6. Val di Non
7. Val di Sole
8. Giudicarie
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 26 aprile 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 4 giugno 2009 eletti Presidente (Simone
Santuari) e organo esecutivo (Ivo Erler,
Letizia Campestrini, Ezio Giacomozzi,
Maria Rita Cattani)
DECRETO ATTI FONDAMENTALI
Il 17 luglio 2009 è stato adottato l’atto
di indirizzo ai neo-costituiti organi della
Comunità di Cembra, prima comunità
che si “stacca” dal C5. È stato nominato
il Commissario straordinario per il
Comprensorio Valle dell’Adige, Guido
Ghirardini
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 6 settembre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 14 ottobre 2009 eletti Presidente
(Rolando Valentini) e organo esecutivo
(Armando Abram, Ivan Battan, Giovanni
Formolo, Stefano Graiff, Nadia Ianes)
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 183 di data 26 ottobre 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il 17 gennaio 2010
ELEZIONI ORGANI
Il 22 febbraio 2010 eletto il Presidente
(Pierantonio Cristoforetti). Il 23 marzo
2010 eletto l’organo esecutivo (Cristina
Podetti, Ivana Pretti, Giovanni Sonna,
Michele Bontempelli, Italo Zambotti).
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
–
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il giorno 9 maggio 2009
ELEZIONI ORGANI
L’11 giugno 2009 eletti Presidente
(Raffaele Armani) e organo esecutivo
(Bruno Simoni, Monica Mattevi, Catia
Maria Amistadi, Franco Luconi)
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 130 di data 25 giugno 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 203 di data 22 dicembre 2009.
Decorrenza: 1 gennaio 2010
30
il Trentino – aprile 2010
Territorio
1 VALLE DI FIEMME
5 CEMBRA
9 ALTO GARDA E LEDRO
13 ROTALIANA
2 PRIMIERO
6 VAL DI NON
10 VALLAGARINA
14 PAGANELLA
3 BASSA VALSUGANA
7 VAL DI SOLE
11 LADINO DI FASSA
15 VAL D’ADIGE
4 ALTA VALSUGANA
8 GIUDICARIE
12 ALTOPIANO DI FOLGARIA, LAVARONE E LUSERNA
16 VALLE DEI LAGHI
questo organo assume una funzione che è
come detto “politica” nel senso che il suo
ruolo è soprattutto propositivo; esso deve
formulare proposte al Consei general concernenti in particolar modo i seguenti atti:
a) gli atti di indirizzo a carattere generale;
b) i piani, i programmi, gli schemi delle intese a carattere generale; c) gli atti generali per la gestione unitaria dei servizi; d) il
progetto di gestione unitaria delle funzioni
previste dal medesimo statuto all’art. 4.
L PROCURADOR: questo termine, recuperato dagli antichi documenti riguardanti
la storia della “Comunità di Fassa”, identifica il rappresentante ufficiale del Comun
General de Fascia, ossia il Presidente della
comunità che viene eletto direttamente a
suffragio universale nell’ambito di un unico collegio per il territorio della Valle di
Fassa.
Competenze del Procurador: al Procurador spettano tutte quelle funzioni previste dallo statuto del C.G.F. nonché tutte
quelle attribuite ai Presidenti delle comunità di valle, così come contemplate nella
9. Alta Garda e Ledro
10. Vallagarina
11. Ladino di Fassa
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato dal collegio dei sindaci.
In fase di approvazione da parte dei
consigli comunali
ELEZIONE ASSEMBLEA
–
ELEZIONI ORGANI
–
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
–
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato dal collegio dei sindaci.
In fase di approvazione da parte dei
consigli comunali
ELEZIONE ASSEMBLEA
–
ELEZIONI ORGANI
–
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
–
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Lo statuto è stato approvato con legge
provinciale 10 febbraio 2010, n. 1, come
previsto dall’articolo 19 della legge di
riforma istituzionale
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni degli organi del Comun
General de Fascia si terranno nel mese di
maggio 2010, contemporaneamente al
turno elettorale generale per il rinnovo
dei sindaci e dei consigli comunali
ELEZIONI ORGANI
–
DECRETO SOSTITUZIONE ORGANI
–
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
12. Altopiano di Folgaria,
Lavarone e Luserna
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’Assemblea sono state
effettuate il giorno 22 novembre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 17 dicembre 2009 eletti presidente
(Michele Ciech) e organo esecutivo (Maria
Rosita Bertoldi, Ruggero Carbonari, Flavio
Nicolussi Neff)
DECRETO ATTI FONDAMENTALI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 2 di data 8 gennaio 2010
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
il Trentino – aprile 2010
legge di riforma istituzionale. Fra i suoi
compiti rientra anche quello di convocare
e presiedere sia il Consei de Procura che
il Consei di Ombolc. In caso di morte,
dimissioni volontarie, impedimento permanente oppure a seguito di mozione di
censura votata dal Consei general avverso
il Procurador, si deve ricorrere a nuove elezioni sia per il rinnovo del Procurador che
del Consei general.
LE MODALITÀ DI VOTAZIONE DEL
“COMUN GENERAL DE FASCIA”
Per la Valle di Fassa, a differenza di
quanto è stato previsto per le altre comunità di valle del Trentino, lo statuto stabilisce
che le elezioni del Consei general nonché
del Procurador del C.G.F. devono avvenire,
anche in prima applicazione, contemporaneamente al turno generale per l’elezione
dei consigli comunali e dei sindaci. Ciò significa pertanto che il 16 maggio prossimo
la popolazione fassana sarà chiamata ad
esprimersi in due sensi: da una parte per
il proprio comune e dall’altra per il Comun
General de Fascia. Ogni elettore quindi si
troverà a disporre di 2 schede elettorali:
una destinata al voto per il proprio comune e ad esprimere sindaco e consiglieri,
fino a due preferenze; la seconda inedita
e creata appositamente per eleggere il Comun General de Fascia dove in una sezione dovrà essere indicato il voto per uno dei
candidati alla carica di Procurador mentre
nell’altra sezione l’elettore dovrà scrivere
una sola preferenza per uno dei candidati
a membro del Consei general.
Merita altresì sottolineare che non è
possibile candidarsi contemporaneamente
a Sindaco di uno dei sette Comuni di Fassa
ed a membro del Consei general (art. 25,
comma 1, dello statuto del C.G.F.) e nemmeno a Procurador ed a membro dello
stesso Consei general.
Un’ultima particolarità in sede di prima
applicazione; le candidature sono soltanto
individuali, ovvero coloro che candidano
alla carica di Procurador o di componente
del Consei general non si presentano con
alcun tipo di lista, né con contrassegni o
simboli di lista, né nuovi né tradizionali o
31
corrispondenti a gruppi o partiti politici
già costituiti, né con programmi politici
o di governo. Inoltre, in conseguenza di
tale peculiarità che non contempla la presenza di liste, non trovano applicazione
nemmeno le norme che fanno riferimento
alla quote da riservare ai generi maschile
e femminile per assicurare la parità di accesso alle cariche elettive. Le candidature
devono essere appoggiate o sostenute da
almeno 80 elettori iscritti nelle liste elettorali di almeno 2 comuni della Valle di
Fassa. Per le candidate di genere femminile le sottoscrizioni necessarie sono ridotte
a 60.
nnn
13. Rotaliana
14. Paganella
15. Val d’Adige
16. Valle dei Laghi
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il giorno 22 gennaio 2010
ELEZIONI ORGANI
Il 9 marzo 2010 eletti Presidente (Guido
Moser) e organo esecutivo (Germana
Comunello, Vittorio Tonazzo, Gianluca Tait
e Maria Pia Gottardi)
DECRETO ATTI FONDAMENTALI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 37 di data 29 marzo 2010.
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il giorno 8 novembre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 9 dicembre 2009 eletti Presidente (Paolo
Nicolussi) e organo esecutivo (Silvano
Bottamedi, Mariangela Detomaso, Enrico
Viola, Arduino Zeni)
DECRETO ATTI FONDAMENTALI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 213 di data 30 dicembre 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
Al territorio Val d’Adige non corrisponde
una comunità. I comuni del territorio
(Trento, Aldeno, Cimone e Garniga)
svolgeranno le funzioni in forma associata
sulla base di una convenzione
STATUTO DELLA COMUNITà
Approvato
ELEZIONE ASSEMBLEA
Le elezioni dell’assemblea sono state
effettuate il giorno 11 ottobre 2009
ELEZIONI ORGANI
Il 2 dicembre 2009 eletti Presidente
(Luca Maccabelli) e organo esecutivo
(Agostino Depaoli, Mariano Bosetti, Paola
Aldrighetti, Alessandro Bassetti, Antonio
Barbetta)
DECRETO ATTI FONDAMENTALI
Decreto del Presidente della Provincia
n. 201 di data 16 dicembre 2009
DECRETO TRASFERIMENTO FUNZIONI
–
32
il Trentino – aprile 2010
Territorio
Lungo il labile confine
Tracce di storia tra Ledro e le valli lombarde
Arianna Tamburini
P
er lungo tempo, le montagne che racchiudono a
sud la valle di Ledro hanno svolto il ruolo di demarcazione tra i territori appartenenti
all’Impero (prima Sacro Romano Impero Germanico e, dopo
il 1805, Impero d’Austria) e le
terre d’Italia. Questo confine
accrebbe la propria importanza nella seconda metà dell’Ottocento quando, con la perdita
della Lombardia in seguito alla
seconda guerra di indipendenza, divenne frontiera tra la
monarchia danubiana e quella
sabauda.
Dalla piccola Valvestino, incuneata nelle valli lombarde, la
linea di demarcazione toccava
monte Caplone e la dorsale di
Tremalzo, per proseguire attraverso Bocca val Marza fino
al monte Nota e all’omonimo,
importante, passo che, nei secoli, ha sempre rappresentato un
valico di confine; basti ricordare
gli scontri a fuoco che le com-
pagnie di Sizzeri (Schützen) locali sostennero per fronteggiare
l’avanzata del generale Medavy,
nel corso della campagna di invasione gallo-ispanica del 1703.
Da passo Nota, la demarcazione tra l’Impero d’Austria e il
Regno d’Italia seguiva i crinali
montuosi, toccando i passi di
Bestana e di Bocca dei Fortini,
per continuare lungo il monte
Carone e le cime minori, fino a
Punta dei Larici e al lago di Garda, tra paesaggi subalpini contaminati dal clima mediterraneo e
scorci emozionanti sul Benaco.
Il confine tra gli Stati rimase tale fino al 1915, ovvero fino
allo scoppio del conflitto italoaustriaco. L’Austria, che presagiva da tempo un’aggressione da
parte italiana, non aveva tuttavia
fortificato quella frontiera, sia
421 èdelil numero
sentiero
SAT dove
inizia
il nostro
itinerario
per la natura morfologica che
ne impediva una facile difesa,
sia per non innescare la guerra
con l’Italia. La linea di difesa
austro-ungarica era, invece, stata allestita sulle montagne, ben
più formidabili, che si ergono
come baluardi a nord della val
di Ledro, dal Nozzolo al Cadria
e, seguendo la testata della val
Concei, dalla Bocca di Trat fino
alla Rocchetta. A sud di questo
fronte erano stati lasciati solamente avamposti di osservazione e i piccoli distaccamenti della
Gendarmeria e della Guardia di
Finanza, per controllare le vie di
transito. Proprio per questo, ad
esclusione di alcuni irrilevanti
scontri fra tali reparti, lungo
l’effettivo confine fra i due Stati
Dall’alto in senso orario: la caserma
della Guardia di finanza austriaca,
presso Bocca Bestana.
Vasca per la raccolta di una piccola
venuta d’acqua, situata presso Bocca
dei fortini.
La strada di raccordo dei valichi posti
lungo il confine tra l’Impero d’AustriaUngheria e l’Italia, realizzata dall’esercito
italiano nelle prime fasi del conflitto.
non vi fu alcun episodio bellico di rilievo. Con l’apertura
del fronte trentino, le truppe
italiane occuparono pertanto
le creste lasciate praticamente
incustodite dall’esercito austroungarico. Vennero costruire alcune strade che salivano da Tremosine e seguivano le pendici
montuose collegando le diverse
selle collocate lungo il confine,
furono predisposti capisaldi
dove collocare le artiglierie.
Il fondovalle divenne, invece, terra di nessuno, con pattugliamenti da parte di entrambi
gli eserciti, anche se a partire
dal 1916, l’esercito italiano iniziò a spingersi verso i paesi della
valle. Fu, comunque, una guerra
di posizione quella combattuta
in val di Ledro, fatta di piccole
il Trentino – aprile 2010
33
Uno scorcio di passo Nota, imbiancato
dalle abbondanti nevicate dell’inverno.
In centro: piccola opera in caverna,
realizzata lungo la strada di raccordo
dei valichi di confine.
Sotto: il panorama sul lago di Ledro
e sulle cime che chiudono a settentrione
l’omonima valle, visto dal sentiero
che da Pur sale a passo Nota.
incursioni, scontri di pattuglie e
cannoneggiamenti che gli eserciti si scambiavano dalle rispettive creste montuose presidiate.
Il nostro itinerario di guerra ha inizio presso la località di
Pur (669 metri), sulla sponda
meridionale del lago di Ledro,
dove si diparte il sentiero SAT n.
421 verso passo Nota. Bisogna
prestare attenzione soprattutto
nel primo tratto, e seguire con
cura le indicazioni SAT per non
sbagliare percorso alle diverse
biforcazioni. Il sentiero n. 421
segue il crinale di destra della
valle e, per un tratto, affianca un
torrente percorrendone una ramificazione.
Per raggiungere il valico di
passo Nota (1.208 metri) ci vogliono circa due ore. Una targa
in ferro, posizionata nel 2003
in occasione del 300° anniversario, ricorda l’opposizione dei
bersaglieri tirolesi alle truppe
gallo-ispaniche guidate dal generale Medavy, nel corso della
campagna di invasione del Tirolo meridionale comandata dal
duca di Vendôme. A passo Nota
si può visitare il vicino cimitero
militare italiano, che si trova in
direzione sud valicando la sella.
Procedendo, invece, lungo una
strada forestale verso il vicino
passo di Bestana, si raggiunge la
piccola caserma della Guardia
di Finanza austriaca che, nonostante un oblio di novant’anni,
si è conservata in buono stato.
L’escursione prosegue in
quota lungo un’agevole strada
realizzata durante la Grande
Guerra dall’esercito italiano la
quale, con andamento pressoché pianeggiante, conduce in
circa mezz’ora di cammino a
Bocca dei Fortini (1.243 metri). Nel corso dell’itinerario si
aprono a tratti piccole caverne,
mentre nella cresta sovrastante
rimangono i resti delle trincee
scavate dai soldati dell’esercito
italiano.
La piacevole passeggiata è
ripagata dalla vista eccezionale sul versante montuoso, che
scende aspro e selvaggio fino al
lago di Garda, e dal panorama
che si gode sul Benaco e sulla
catena del Baldo. Sovrasta Bocca dei Fortini il monte Carone,
presidiato durante la Grande
Guerra dall’esercito italiano. Il
ritorno a Pur può avvenire dallo stesso itinerario (2 ore e 30
minuti), oppure dalla più lunga
strada forestale che, passando
lungo il fianco della val Rivoltél,
riscende al lago di Ledro, presso l’abitato di Legos (frazione di
Molina di Ledro). Qui si incontrano altre piccole opere fortificatorie, fra cui una vasca per la
raccolta dell’acqua potabile. A
Legos, costeggiando lo specchio
lacustre, si fa ritorna alla località di Pur.
nnn
34
il Trentino – aprile 2010
Territorio
Quando la pietra è viva
Sant’Orsola Terme, museo minerario e arte popolare
Paolo Zammatteo
museo “pietra viva”
Sant’Orsola Terme – Aperto:
Sabato 14.30-18.00 / Domenica 9.00-12.30
Per altri orari telefonare al 339.8159225
N
el novembre 2009 è stato aperto al pubblico un nuovo spazio
espositivo, il museo “Pietra Viva”
di Sant’Orsola Terme. L’edificio restaurato
è stato la prima sede comunale: all’interno
varie testimonianze della cultura locale, dalle miniere all’emigrazione stagionale, dalle
macchine idrauliche che un tempo facevano
vivere l’alto corso del Fersina agli strumenti
delle lavorazioni artigianali del luogo, offrono un palinsesto suggestivo e di visita agile e
istruttiva grazie all’iniziativa dei fratelli Lino
e Mario Pallaoro, conosciuti soprattutto per
la loro attività come cercatori di cristalli.
Straordinari sono gli esempi di mineralizzazione collocati elegantemente nei locali
al piano terreno: notevole la ricostruzione
di un geode dolomitico, una nicchia naturale piena di cristalli, e bravi sono i due curatori nel trasmettere la loro passione e informazioni di fruizione immediata. Il percorso
prosegue presentando i minerali utili usati
nella storia in valle del Fersina: sono tutti
materiali altrettanto piacevoli e istruttivi,
anche interattivi, intorno alle altre attività
locali, dalla lavorazione del legno alla presenza di opifici lungo il torrente, ai generi
commercializzati dai venditori ambulanti, i
kròmeri, che, grazie a un particolare editto
di Maria Teresa d’Austria, facevano la spola
fino in Boemia dove compravano gli argenti
e i granati indossati poi dalle nostre nonne.
Un angolo ospita la collezione degli attrezzi e dei fogli di lavorazione redatti da
Pietro Crepaz di Sant’Orsola, che nei primi
cinquant’anni del Novecento fu titolare della più importante calzoleria di Trento.
La costruzione regala al visitatore anche un’altra testimonianza. Pietro Albertini
era un pittore decoratore di Lavis (come il
più famoso Carlo, nato nel 1889, che lavorò a fianco di Carlo Segatta nelle chiese
della Valle di Cembra). Pietro usa lo smalto
murale, utilizzando come base il bianco di
piombo che mescola con gli ossidi minerali,
dalle ematiti alla malachite all’azzurrite, per
ottenere tutta la gamma di tinte che va dal
blu/nero alle ocre, dal rosso al verde.
È di Albertini il “ciclo profano” dedicato
al clima che si respirava nel secolo del progresso: contemporaneo all’ideazione della ferrovia della Valsugana, è datato 1851.
A fianco: sala comunale con affreschi di Pietro Albertini.
Sopra: bolla di quarzo ametista (a sinistra)
e interno di un geode di quarzi e periclino (a destra).
I riquadri dipinti, che si susseguono nella
stanza comunale, non rappresentano scene
religiose – se non come citazione di folklore – o lavori agresti, i soggetti che erano
consueti fin dai tempi del Ciclo dei Mesi di
Torre Aquila a Trento (XIV-XV secolo).
Al loro posto c’è la cronaca: il “Dos di
S. Orsola” si alterna ai ritratti di “donPaoli”
e del gendarme “… di Salorno”: la “Colonna
di fero di Parigi”, omaggio alla tecnica delle
costruzioni del secolo, si alterna alla veduta
naïf di “Sananatonio” (Padova).
L’equilibrio del disegno dimostra, al di
là della semplicità apparente, una buona
preparazione nel colore e una originale capacità di astrazione. L’apparato decorativo
è elegante e consono all’immediatezza del
contesto rurale; ma è anche attento alle speranze, al divenire. È il 1850 con i suoi protagonisti, che viene emblematizzato: i luoghi
non sono necessariamente Parigi, Padova o
Rialto, ma le immagini di ciò che essi rappresentano idealmente, la loro interpretazione figurata. Il tutto è incorniciato da fregi
naturalistici e floreali, spontanei e sciolti
nella loro esecuzione ma molto delicati e
per nulla ovvi.
nnn
il Trentino – aprile 2010
35
36
il Trentino – aprile 2010
Storie
Le mie api per l’Africa
La storia di Lorenzo, stregato dal continente nero
Rossella Saltini
CHI è, chi fa cosa
S
eduto al tavolino del bar,
dietro una tazza di caffè,
Pietro Lorenzi è un avventore come tanti. Jeans scuri
e camicia bordeaux, l’arancio
della montatura degli occhiali
che contrasta con il grigio dei
capelli. Sorriso franco e sguardo vivace, una stretta di mano
decisa e rassicurante che rivela
finalmente l’Africa: un braccialetto di perline che scivola fuori
dal polsino della camicia. «Artigianato Samburu – spiega con
orgoglio – le donne di questa
tribù del nord del Kenya creano
collane, anelli e braccialetti fuori
dalle loro capanne o al pascolo
con il bestiame».
E allora cominciamo a parlare di Africa, del continente
che ha stregato Pietro Lorenzi
un trentennio addietro.
Pietro, il suo primo viaggio in
Africa risale al 1980, gli anni
in cui scopre la sua vocazione
di naturalista. Un caso?
No, assolutamente. Una logica
conseguenza.
Cosa intende?
Io sono nato e cresciuto a Mori,
negli anni in cui l’agricoltura era
una delle attività principali, la
terra ha sempre avuto una parte importante nella mia formazione, anche se in età giovanile
ho svolto attività che di agricolo
avevano poco: idraulico, bruciatorista, assistente pubblicitario
per una ditta di elettrodomestici. Poi, finalmente, un lavoro stagionale come operaio forestale.
Finalmente…
Sì, questo lavoro mi impegnava
da marzo a ottobre, avevo i mesi
invernali a disposizione e l’Africa era un sogno accarezzato da
tempo. Volevo provare il “Mal
d’Africa” e vedere con i miei
occhi i contrasti della natura
africana. Nel 1980 il mio primo
viaggio in Kenya.
E lì…
Ho incontrato Padre Adriano
Bonfanti, missionario comboniano nel villaggio di Kasekeu.
Proprio a Kasekeu comincia la
mia opera di volontariato. Alla
missione lavoravo dal lunedì al
venerdì, mentre il fine settimana
ero impegnato a studiare l’habitat dei serpenti velenosi.
Come mai i serpenti?
I rettili e gli anfibi mi hanno
sempre affascinato. Quando ho
sentito che i tempi erano maturi
per approfondire questo interesse sono passato alla ricerca
“sul campo”. Inoltre il settore dei
rettili e degli anfibi era, all’epoca,
In alto: Pietro Lorenzi con ragazzo
Samburu.
A fianco: uno “sguardo” sull’apicoltura.
Pietro Lorenzi (3 giugno 1955), è
naturalista dal 1978. Esperto in
didattica e ricerca naturalistica.
Dal 1980 al 2009 ha effettuato 18
viaggi in Kenya. Nel corso di questi
viaggi ha prestato attività come
volontario presso diverse missioni
ed ha operato con progetti legati
all’apicoltura e all’agricoltura.
Ritiene che la conoscenza di nuove
tecniche si debba tradurre in una
condivisione di competenze pratiche,
legate alle attività già conosciute
dalle popolazioni locali, piuttosto
che all’utilizzo dei mezzi sofisticati
di cui dispone il mondo occidentale.
Dal 1987 al 2006 ha tenuto lezioni
naturalistiche a più di 65mila studenti.
Da 15 anni è conservatore onorario del
Museo Civico di Rovereto nella sezione
Vertebrati.
www.workbee.it
un’area zoologica poco sviluppata in regione. Quindi il mio
lavoro in Africa è poi proseguito
con lo studio in ambito trentino.
E questo mi ha portato ad insegnare nei centri di formazione
della Provincia a Candriai e al
Tonale e a ricevere la nomina
di conservatore onorario del
Museo Civico di Rovereto nella
sezione Vertebrati.
E le api? Sono legate in qualche modo alla sua attività di
insegnante?
Sì, grazie a Ezio Ruz, insegnante
di apicoltura a Candriai, ho preso confidenza con arnie, cellette
e favi. Alla fine degli anni ’90,
dopo un corso, sono diventato
apicoltore per hobby. Poi nel
2000 qualche puntura di troppo,
uno shock anafilattico e un ricovero al S. Chiara.
il Trentino – aprile 2010
37
LA PIANTA CONTRO LA FAME
Com’è cambiato il suo approccio al mondo delle api?
Quest’episodio ha messo la parola fine alla mia attività di apicoltore, ma non ha smorzato la
mia curiosità. Durante il viaggio
in Kenya del 2005 porto avanti
la mia attività di naturalista grazie alla missione di Loyangalani e, nel contempo, mi metto a
studiare le api africane di montagna. Sul monte Kulal vengono
ancora usati i tronchi cavi e di
arnie non c’è traccia. Torno in
Italia con un progetto: raccogliere fondi per un intervento di
apicoltura e agricoltura razionale nella zona del Kulal, a sud del
lago Turkana.
E chi la sostiene in tutto ciò?
È “Serenella” a promuovere la
raccolta, l’Associazione che ha
sponsorizzato altri miei progetti
umanitari (“Un amo per la vita”
– per aiutare i pescatori che vivono in prossimità della Missione della Consolata di Loyangalani – e “Portiamo la luce dove
non c’è – lampioncini solari per
l’Africa). Nel 2007 viene fondata
la prima associazione locale di
apicoltori del monte Kulal, nel
villaggio di Gatab, progetto tuttora in essere grazie al sostegno
del Gruppo Alpini di Villa Lagarina e dei genitori di Andrea
Bettini, prematuramente scomparso.
In alto: sul monte Kulal con un apicoltore
Samburu.
A fianco: arnia tradizionale con favi.
Nel box: pianta di Moringa.
E nel 2009 di nuovo Kenya e
api?
Sì, due mesi di ricerca con il
CEFA (Comitato Europeo per
la Formazione e l’Agricoltura),
una Ong italiana che opera nelle
zone dell’Africa orientale subsahariana.
Cosa nasce da questa collaborazione?
Un gran bel lavoro. Con Flavio
Braidotti, responsabile CEFA
per la regione di Homabay, a
sud del Lago Vittoria, abbiamo
redatto un manuale in lingua
inglese, scaricabile da internet:
“APICULTURE IN SUB SAHARIAN AFRICA”. Un progetto
importante e innovativo, perché
si tratta del primo manuale in
cui si parla di apicoltura in questa zona dell’Africa. Importante
perché le api presentano caratteristiche differenti a seconda
dell’habitat in cui vivono.
In cosa consistono queste differenze?
Le arnie, per esempio. A Nairobi
La Moringa Oleifera è una pianta
che cresce spontanea nelle zone
vulcaniche della Rift Valley, dove la
popolazione si nutre perlopiù di pesce
lacustre. La Moringa è una pianta a
“rotazione continua” (sono presenti
contemporaneamente fiori, frutti, semi
e foglie). I suoi fiori bianchi, molto
apprezzati dalle api per l’abbondanza di
nettare e polline, sono anche commestibili
per l’uomo. I baccelli compaiono sulla
pianta dopo la fioritura e, una volta lessati
in acqua, hanno il gusto dei fagiolini;
possiedono, inoltre, un elevato potere
nutritivo. I semi, estratti crudi dai baccelli maturi, possono essere mangiati come
ceci oppure tostati. Dai semi della Moringa si ricava un olio adatto al condimento
dei cibi o utilizzabile come combustibile. Caratteristica di quest’olio è la totale
assenza di fumo durante la combustione. La polvere ricavata dai semi della Moringa
Oleifera ha proprietà antimicrobiche e antibiotiche; la polvere di Moringa o i semi
preventivamente frantumati fanno precipitare i microrganismi contenuti nell’acqua
che risulta così purificata. Pietro Lorenzi si sta adoperando affinché venga portato
avanti un progetto che collochi nella Rift Valley alcuni vivai di questa preziosa pianta.
si trovano arnie per l’allevamento di api africane costruite con
le dimensioni delle arnie razionali europee. Ma l’ape europea è
più grande di quella africana…
Verrebbe da pensare che il piccolo stia meglio nel grande.
No, si tratta di far star bene le
api. Dare troppo spazio alle api
africane con l’utilizzo di arnie
troppo grandi crea stress. Le
api sono portate a diminuire
sia la produzione di miele che
l’impollinazione, fattore molto importante per l’agricoltura
africana.
Da qui i prototipi di arnia?
Sì, ho realizzato due modelli che
tengano conto delle reali necessità delle api africane. Li porterò
con me nel corso del mio prossimo viaggio e li sperimenterò
direttamente sul monte Kulal
presso il villaggio di Gatab, dove
sta per essere ultimato il centro
di formazione agraria e di apicoltura voluto dagli Alpini di
Villa Lagarina, dai genitori di
Andrea Bettini e dall’Associazione Serenella.
Lorenzi, una ventina di viaggi
del 1980 ad oggi, la sua opera
di volontario tra passato e presente. Quali le sue considerazioni.
Le associazioni, oltre che finanziare i progetti, dovrebbero seguirli direttamente per qualche
anno, perché c’è un problema di
ricambio troppo frequente nella gestione degli interventi. La
durata triennale suggerita dalla
CEE spesso non è sufficiente,
la durata quinquennale garantirebbe migliori risultati.
nnn
38
il Trentino – aprile 2010
Salute
Elogio della sobrietà
Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica
fine settimana. I giovani bevono
inoltre più frequentemente con
modalità molto pericolose per
la salute: bevendo per esempio
grosse quantità in brevi periodi
di tempo (ad es. in una serata).
Sandra Chighizola
N
e abbiamo letti tanti di
elogi, ma questo dedicato alla sobrietà intesa come stile di vita non legato
solamente all’alcol ci sembra un
messaggio importante che coinvolge non solo fasce di popolazione, ma tutta la nostra società.
È un messaggio che arriva come
ogni anno dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Ufficio
europeo
dell’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms) e,
in provincia di Trento, dal Servizio educazione alla salute e di
riferimento per le attività alcologiche dell’Apss. Ne parliamo
con Roberto Pancheri (foto) che
con determinazione crede in un
possibile
cam-
biamento con l’assunzione di responsabilità della famiglia e del
mondo degli adulti, partendo da
dati ben precisi.
Dottor Pancheri, innanzitutto
qual è la dimensione del problema alcol, in Trentino?
Secondo i risultati del sistema di
monitoraggio Passi (Progressi
delle aziende sanitarie per la
salute in Italia) del 2008, in
Trentino la percentuale di
persone che riferisce di
aver bevuto almeno una
unità di bevanda alcolica
(l’unità alcolica corrisponde
a una lattina di birra, o un bicchiere di vino, o un bicchierino
di liquore), nel mese precedente
all’intervista, è risultata del 68%
contro una percentuale del 59%
delle altre Asl a livello nazionale,
i bevitori fuori pasto il 15% (per
le altre Asl l’8%) e i forti bevitori
il 13% contro il 10% delle altre
Asl. In Trentino, poi, la percentuale di consumatori
di alcol è maggiore dal punto
di vista statistico
negli uomini e nei
giovani, il 55% degli
intervistati consuma
alcol durante tutta la
settimana, mentre il 45%
prevalentemente durante il
Viste le cifre e i dati in nostro
possesso la domanda logica è:
che fare? Proibire, continuare
ad educare, intervenire, prevenire, dove e quando?
Parlare di proibizionismo non
ha senso ed è fuorviante, il problema è la regolamentazione e la
capacità di introdurre dei correttivi tipo la difficoltà di accesso,
alzare i prezzi e soprattutto lavorare sui giovani coinvolgendo
le famiglie, un cambio di cultura
insomma, quello che abbiamo
definito elogio della sobrietà. Se
noi genitori incominciamo ad
interrogarci sui problemi legati
al consumo di alcol dobbiamo
incominciare a riflettere sul bere
di tutti noi. Il problema centrale,
come dicevo, è poi quello con i
giovani con i quali dobbiamo
parlare e con le famiglie, facciamo numerosi interventi di educazione nelle scuole a vari livelli
usando un approccio differente.
Abbiamo anche fatto un intervento mirato sui genitori e il ri-
sultato è stato molto buono. Una
parte di genitori, di solito i padri,
sono tendenzialmente propensi
a permettere che i figli, quando
vogliono o ne abbiano occasione, facciano uso di bevande alcoliche, sostenendo che tutti sono
passati attraverso questa strada
trovando poi l’equilibrio. Altri
genitori, solitamente le madri,
più attenti alle conseguenze del
bere, adotterebbero un approccio più rigoroso, di maggiore
controllo o addirittura di proibizione, constatando però che i figli ubbidiscono finché “devono”.
Una cosa è certa, l’esempio dei
genitori è in grado di orientare
il comportamento dei figli, anche se quest’ultimo è influenzato anche da fattori esterni alla
famiglia, quali l’atteggiamento
degli amici, la pressione della
pubblicità e in genere la cultura che caratterizza la società. Il
peso di quanto le abitudini dei
genitori possano influenzare
i figli è messo in evidenza dai
dati di un’indagine ISTAT. Dallo
studio emerge che in un nucleo
familiare in cui il capofamiglia
sia astemio la probabilità che
i figli siano anch’essi astemi è
pari al 44%, mentre in quelli in
cui il capofamiglia ha consu-
SERVIZI DI ALCOLOGIA DELL’AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI
Distretto di Fiemme: via De Gasperi, 12 - Predazzo - Tel. 0462.508800-809
Distretto di Primiero: via Roma, 1 - Tonadico - Tel. 0439764444
Distretto Bassa Valsugana e Tesino: viale Vicenza, 186 - Borgo Valsugana - Tel. 0461 755614
Distretto Alta Valsugana: via S. Pietro, 4 - Pergine Valsugana - Tel. 0461.515342/343/344
Distretti di Trento e Valle dei Laghi, Rotaliana, Cembra e Paganella: via Rosmini, 16 - Trento
Tel. 0461 235825
Distretto Val di Non: via Degasperi, 31 - Cles - Tel. 0463 660282
Distretto Val di Sole: via IV Novembre, 8 - Malé - Tel. 0463 909446
Distretto Giudicarie e Rendena: via Ospedale, 10 - Tione - Tel. 0465 339730
Distretto Alto Garda e Ledro: via Rosmini, 5 - Riva del Garda - Tel. 0464 582670
Distretto Vallagarina: via S. Giovanni Bosco, 6 - Rovereto - Tel. 0464 403611
Distretto Ladino di Fassa: strada di Prè de Gejia, 4 - Pozza di Fassa - Tel. 0462 761000-17
il Trentino – aprile 2010
mi bassi il rischio è pari al 29%.
Questo significa che se il capofamiglia non consuma alcolici
il suo comportamento ha una
maggiore ricaduta, in frequenza di non consumo o di consumi a basso rischio nei figli. La
sobrietà del capofamiglia, vista
come valore positivo invece che
privazione, è quindi un investimento a ricaduta immediata per
la famiglia e per la comunità,
mentre insegnare ai figli a bere
significa aumentare il numero
di chi consuma moderatamente
e di chi potrebbe avere consumi
pericolosi di alcol.
Qual è dunque la soluzione,
visto che permettere sembra
essere un ruolo passivo, mentre proibire sembra essere
educativamente povero?
Una strada potrebbe essere
quella di evitare di focalizzare l’attenzione sulla sostanza e
uscire dai limiti del proibire o
del permettere, adottando una
prospettiva di promozione della
sobrietà, nei confronti dell’alcol
come della vita.
PUB E DISCO
Un’iniziativa interessante, partita ormai da circa sette anni, è
quella del progetto pub e disco,
meglio conosciuto come “Frena
l’alcol fai correre la vita” di cui
sono protagonisti una quindicina di giovani operatori che
utilizzano la peer education
(educazione tra pari) per «sensibilizzare e informare sui danni
legati al consumo di alcolici e
alle conseguenze della guida in
stato di ebbrezza – dice France-
sca Cenname dell’ associazione
A.M.A. onlus, Auto Mutuo Aiuto. Il nostro progetto prevede
– continua Francesca – lo spostamento di due operatori su un
camper nei luoghi di incontro
dei giovani come bar, discoteche, feste campestri. Alla fine dei
vari colloqui con questi ragazzi e
ragazze è prevista anche la prova dell’etilometro. In quanto alle
cifre del nostro lavoro, dipende
dalle stagioni e dai luoghi scelti:
ad esempio in estate si può arrivare anche a 200 contatti per
sera. La presenza del camper avviene in due modi o su richiesta
del gestore o dell’organizzatore
39
della festa oppure su un programma predefinito». A Francesca chiediamo il giudizio su
questa esperienza e soprattutto
sui risultati: «ormai i ragazzi sul
territorio hanno imparato a conoscerci, se i primi anni avevano un po’ di timore a salire sul
camper adesso hanno più confidenza e riusciamo facilmente
a instaurare un rapporto; le nozioni tecniche le conoscono, ma
è necessario lavorare di più sul
comportamento e sulla effettiva consapevolezza di quello che
comporta l’abuso di sostanze alcoliche e poi mettersi alla guida.
Quello che riscontriamo è una
grave carenza ad esempio sulle
nuove normative del codice della strada, non sempre si rendono
conto delle conseguenze, non
sempre basta pagare una multa,
come molti credono, ma si rischia anche il carcere. Le sanzioni attualmente sono molto severe e noi cerchiamo di spiegarlo
chiaramente».
nnn
Alcool e guida: sanzioni
La quantità di alcool presente nel sangue (alcolemia) viene
misurata tramite l’etilometro. Se si supera il limite di 0,5
(grammi/litro) di alcool nel sangue le sanzioni possono essere:
– tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 500 a
2000 euro, sospensione della patente da tre a sei mesi,
confisca amministrativa se si tratta di ciclomotore o
motoveicolo;
– tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda
da 800 a 3200 euro, arresto fino a sei mesi,
sospensione della patente di guida da sei mesi
ad un anno, confisca amministrativa se si tratta di
ciclomotore o motoveicolo;
– tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000
euro, arresto da tre mesi ad un anno, sospensione della patente
da uno a due anni, confisca penale del veicolo…
Se vuoi capire e saperne di più,
partecipa a questo percorso formativo.
Az. prov. Servizi Sanitari, Trento
Per informazioni e iscrizioni:
Associazione A.M.A. auto mutuo aiuto
via Torre d’Augusto 2/1, Trento
Tel.: 0461.239640 - Fax: 0461.222951
Sito: www.automutuoaiuto.it - E-mail: [email protected]
40
il Trentino – aprile 2010
Salute
In lotta con l’allergia
Pollini & Co., ecco come vanno affrontati
Roberta Corazza
O
ltre il 25% della popolazione soffre di allergia,
nello specifico di rinite
allergica, con punte che superano il 40% nell’età pediatrica. In
primavera la comparsa dei pollini coincide con la comparsa
di sintomi che fanno sì che un
numero crescente di persone si
rivolga al medico o al farmacista. Lo abbiamo fatto anche noi
e abbiamo incontrato Romano
Nardelli allergologo e direttore
dell’Unità operativa di pneumologia dell’ospedale di Arco.
Dottor Nardelli, cos’è l’allergia?
L’allergia è una risposta anomala
del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue.
Sostanze come pollini, derivati
animali, acari, muffe, alimenti,
sostanze chimiche o farmaci,
veleno di imenotteri, provocano
in alcuni soggetti reazioni a volte anche molto violente. Gli allergeni, così sono definite queste
sostanze, interagiscono con l’organismo del soggetto allergico,
producendo anticorpi specifici
di classe IgE. Questi anticorpi
si legano sia agli allergeni sia
alle cellule effettrici presenti nei
nostri tessuti, come ad esempio
le mucose del naso o dell’apparato respiratorio, scatenando un
processo infiammatorio responsabile in ultimo dei caratteristici
sintomi dell’allergia.
Come si manifestano le allergie ai pollini?
Le allergie ai pollini sono tra
le più frequenti, hanno una ricorrenza stagionale, principalmente primaverile-estiva – in
Trentino da febbraio a ottobre
– e colpiscono prevalentemente
giovani adulti, anche se possono
interessare persone da zero a
novant’anni. I pollini per poter
dare sensibilizzazione allergica
devono essere di piccole dimensioni (pochi micron), spesso non
visibili ad occhio nudo, prodotti
e liberati in grande quantità dalle
piante e trasportati dal vento. La
reazione allergica, conseguente
alla sensibilizzazione dell’individuo, dipende quindi dalla loro
presenza ed è proporzionale alla
concentrazione nell’aria. Il sintomo più frequente è l’oculorinite caratterizzata da irritazione
oculare, bruciore, lacrimazione,
fotofobia e da raffreddore associato a prurito nasale. Il 15-20%
dei rinitici associa un sintomo
bronchiale che è l’asma. L’asma
è caratterizzata da difficoltà di
respiro, costrizione toracica,
tosse e respiro sibilante. Da noi,
ma anche nel resto d’Italia, le allergie più diffuse sono quelle dovute ai pollini degli alberi (nocciolo, betulla, ontano, carpino),
delle graminacee, del cipresso
ed altre cupressacee (es. siepi,
tuie), della parietaria e in alcune
zone dell’olivo. Un’altra pianta
che può provocare reazioni allergiche è l’ambrosia, una pianta
infestante, che negli ultimi anni
si sta espandendo nelle regioni
padane ma fortunatamente non
ancora in Trentino. Spesso in
stretta relazione con la pollinosi
si associa una “sindrome orale”
(irritazione, edema e bruciore
25% della
popolazione
soffre
in particolare
di rinite
allergica
delle mucose) mangiando frutta
fresca come mele, pere, ciliegie.
Questa evenienza non è una
vera allergia, ma è legata al fatto
che le mucose orali riconoscono
il frutto come polline: tipica è la
correlazione mela/polline della
betulla. In genere la cottura risolve il problema.
Allergici si nasce o si diventa?
Esistono delle cause a cui sono
attribuibili le allergie?
Si nasce con la predisposizione
ad essere allergici o la si acqui-
sisce. L’allergia è più frequente
nei figli delle persone allergiche
e negli anni spesso l’allergico si
sensibilizza a più allergeni (polisensibilizzazione). In genere
la sintomatologia tende ad attenuarsi dopo i 65-70 anni. È vero,
peraltro, che dal dopoguerra il
numero degli allergici è cresciuto in modo tale che l’ipotesi genetica da sola non basta a giustificarlo. La causa risiede quindi
in numerosi fattori. Tra di essi
spicca sicuramente il maggiore inquinamento ambientale e
il fumo di sigaretta, che favoriscono entrambi lo sviluppo
dell’infiammazione facilitando
la penetrazione degli allergeni
e amplificando i sintomi clinici.
Inoltre l’inquinamento può contribuire a modificare i comportamenti delle piante: ad esempio
le betulle producono più polline con gamete maschile, più
allergenico di quello femminile. Esiste poi “l’ipotesi igienica”
che suggerisce che la causa delle
allergie sia stata l’introduzione delle vaccinazioni di massa
nei bambini e il maggior livello
di igiene presente nella nostra
società, che consente al nostro
sistema immunitario, meno impegnato a difenderci dai germi,
di dedicarsi ad attività non utili
all’organismo.
Come viene diagnosticata
un’allergia e in cosa consiste la
terapia?
È necessario accertare a quali pollini la persona è sensibilizzata. Il medico o il pediatra
di famiglia, primi referenti dei
paziente con i sintomi allergici,
possono prescrivere una visita allergologica e i “prick test”,
prove allergologiche cutanee.
Questi test si eseguono ponendo sull’avambraccio una goccia
il Trentino – aprile 2010
contenente l’allergene e graffiando con un’apposita lancetta la
cute. Se il paziente è sensibilizzato alla sostanza testata, dopo
quindici minuti circa, compare
un gonfiore simile alla puntura
di una zanzara. In genere le prove allergologiche vanno effettuate in anticipo o successivamente
rispetto alla stagione dei pollini,
per poter ottimizzare la terapia
farmacologica ed eventualmente somministrare il vaccino.
La scelta dei farmaci da utilizzare nelle terapie contro le
allergie viene spesso effettuata
sulla base della gravità di sintomi e della soglia di scatenamento. Attualmente disponiamo di
farmaci efficaci nel controllare
i sintomi come gli antistaminici e i broncodilatatori e di farmaci curativi, che controllano
l’infiammazione allergica come
il cortisone e in alcuni casi gli
antileucotrienici. Ogni persona
ha una propria soglia di scatenamento della reazione allergica e
spesso la terapia, sia essa con i
farmaci o specifica desensibilizzante – il vaccino – è personalizzabile. L’allergologo può poi
decidere se utilizzare, oltre ai
farmaci, l’unica terapia allergene mirata, cioè l’immunoterapia
specifica desensibilizzante (ITS),
il cosiddetto vaccino. L’ITS può
essere eseguita per via iniettiva,
sotto stretto controllo medico,
41
oppure con una autosomministrazione del paziente, attraverso gocce sublinguali o compresse contenenti l’allergene. La
terapia deve essere eseguita per
almeno tre anni consecutivi e
mediamente dà una copertura
che dura oltre dieci anni.
Le visite allergologiche e i
“prick test” vengono eseguiti
nelle strutture dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e
sono prenotabili al Cup (numero telefonico: 848 816 816) per
le strutture di Trento, Rovereto,
Tione e Pergine Valsugana e al
numero 0464.582412 per Arco.
nnn
Servizio informazione pollini: notizie aggiornate anche via sms
Pollini in volo, è tempo di allergie primaverili. Il mese di
aprile si caratterizza quest’anno per la massiccia presenza
in atmosfera dei pollini di betulla e carpino nero, seguiti
dalle graminacee e dalla parietaria. Occhio dunque
ai sintomi allergici quali rinite, congiuntivite e asma
bronchiale.
Avere a disposizione corrette informazioni circa la
diffusione di queste particelle biologiche nell’atmosfera
di una certa località, le relative concentrazioni ed i periodi
di comparsa durante l’anno diventa quindi fondamentale.
Per la provincia di Trento, le analisi dei pollini presenti
in aria sono svolte ininterrottamente da venti anni
presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige dove
è attivo un Centro di monitoraggio aerobiologico che
controlla giornalmente la presenza dei pollini nell’aria e
divulga le informazioni attraverso la pubblicazione del
bollettino pollini per garantire una corretta e tempestiva
informazione dei pazienti e dei medici. Il centro aderisce
alla Rete italiana di monitoraggio in aerobiologia,
coordinata dall’Associazione italiana di aerobiologia. A
San Michele è installato un campionatore che funziona
aspirando giornalmente un volume d’aria costante: i
campioni raccolti vengono analizzati al microscopio per
l’identificazione e la conta dei pollini catturati. Tali analisi
consentono di caratterizzare lo spettro pollinico di una
zona, di redigere un elenco dei tipi di polline presenti e
di calcolare le relative concentrazioni giornaliere, espresse
come numero di particelle per metro cubo d’aria. I dati di
concentrazione vengono settimanalmente elaborati per
la realizzazione e la divulgazione delle informazioni. I
canali informativi sono diversi:
– il bollettino dei pollini, aggiornato settimanalmente sul
portale www.iasma.it al link http://pollini.iasma.
it. Qui è possibile accedere al database dei pollini ed
ottenere un grafico con le concentrazioni giornaliere
del tipo di polline e per l’anno selezionati; si può inoltre
consultare l’archivio storico dei bollettini e accedere ad
una rubrica con il commento dell’allergologo.
– le informazioni sull’andamento dei pollini sono
reperibili anche attraverso i servizi di segreteria
telefonica (0461.238939) e di self-fax (0461.237089)
messi a disposizione da Meteotrentino.
– si può inoltre ricevere il bollettino pollini nella propria
casella di posta elettronica iscrivendosi alla newsletter,
cliccando nello spazio grigio in alto a destra nella
pagina iniziale del portale dell’Istituto e selezionando
la casella “Newsletter bollettino dei pollini”.
– l’informazione pollinica via SMS si può ottenere:
tramite il sistema “Meucci” realizzato dai tecnici
dell’Istituto Agrario, inviando un messaggio al numero
335.1019034 e digitando il codice QPOL (il servizio è al
costo di un normale SMS); da Meteotrentino, inviando
al 482344 “Pollini” – per richieste estemporanee – o
“Pollini on” per abbonarsi al servizio; il bollettino pollini
viene inviato alle farmacie ed è infine consultabile
anche alla pagina 587 del televideo di RAI 3.
Silvia Ceschini
42
il Trentino – aprile 2010
Scienze
Piante officinali crescono
Un nuovo strumento per valorizzare la montagna
Silvia Ceschini
C
amomilla, lavanda, melissa, malva, timo, rosmarino. Le piante officinali sono utilizzate dai tempi più
remoti come alimento, per aromatizzare vivande, per preparare infusi e tisane, ma anche per
la cura e il benessere del corpo.
Oggi, però, possono rappresentare anche un nuovo strumento per valorizzare la montagna.
«Un numero sempre maggiore di agricoltori – spiega Flavio
Kaisermann, tecnico dell’Istituto
Agrario di San Michele all’Adige
– le coltiva nei propri orti per poi
trasformarle e commercializzar-
le sottoforma di tisane, prodotti
alimentari come sali e confetture alle erbe, ma anche cosmetici,
soprattutto sali da bagno e creme». L’utilizzo di tali prodotti si
è particolarmente diffuso presso
le varie strutture ricettive in ambiente rurale, nei mercati agricoli di prossimità ed attraverso
reti commerciali dedicate.
A Vigalzano di Pergine Valsugana, nella sede periferica
dell’Istituto Agrario, si è svolto
recentemente un convegno sulle
esperienze di coltivazione delle
piante officinali ed aromatiche,
in cui sono intervenuti i tecnici
del progetto speciale “produzioni ortoflorofrutticole” dal Centro Trasferimento Tecnologico
dell’Istituto Agrario, ricercatori
e operatori del settore provenienti da varie regioni alpine.
«Con l’adozione di una serie
di provvedimenti normativi nel
corso dell’anno 2008 la Provincia
ha voluto favorire lo sviluppo del
settore delle piante officinali» afferma Federico Bigaran, dell’Ufficio produzioni biologiche della
Provincia autonoma di Trento.
È stato creato un albo dei produttori e un apposito marchio,
“Trentinerbe”, per valorizzare le
produzioni trentine, qualificare i
prodotti e garantire il consumatore attraverso controlli rigorosi.
Attualmente operano in provincia di Trento due associazioni
di coltivatori di erbe officinali,
“Montagna & Benessere” e “Florere”, ma anche numerosi singoli
produttori. Per coltivare le piante officinali è necessaria un’adeguata preparazione ed il compendio normativo ha previsto
l’istituzione di specifici corsi formativi. Come quello organizzato
per il secondo anno dall’Istituto
di San Michele, che ha registrato
un elevato numero di iscritti.
nnn
44
il Trentino – aprile 2010
Scienze
L’insetto stecco e i suoi amici
Al Museo di scienze uno spazio per gli animali vivi
O
rmai da anni, nei mesi
primaverili, il Museo
Tridentino di Scienze
Naturali ospita al suo interno
con grande successo alcune
specie di animali vivi. Il contatto con gli animali costituisce
per i bambini un’opportunità
unica, molto emozionante, per
vivere il museo e per questo
motivo il Museo Tridentino di
Scienze Naturali ha deciso di
dotarsi di un’area permanente che possa dare ai bambini
la possibilità di interagire con
gli animali guardandoli da vicino, toccandoli con mano ed
ascoltando le spiegazioni di un
esperto zoologo che spiegherà
loro le caratteristiche e le abitudini delle specie ospitate.
La nuova sezione, che verrà
inaugurata il 30 aprile 2010 alle
15.00, sarà composta di tante
piccole nicchie inserite all’interno di un’area completamente rinnovata e allestita con una
colorata scenografia (di volta in
volta modificabile) che riprodurrà un elegante giardino con
una sorta di cattedrale vegetale.
Dentro questa struttura saranno ospitati permanentemente
una coppia di diamanti mandarini, alcuni pulcini, insetti
foglia, insetti stecco, formiche
tagliafoglia, tartarughe e, a seconda dei periodi e delle singole iniziative correlate, altri
piccoli animali.
L’intento è quello di dialogare di scienza e natura con il
pubblico giovane, indirizzandolo verso un corretto com-
portamento nei confronti degli
animali e stimolando in loro un
atteggiamento responsabile e
attento.
Cosa si potrà vedere
All’interno dello spazio, una
voliera bianca ospiterà una
coppia di diamanti mandarini, di cui i bambini potranno
osservare la deposizione delle
uova, la nascita e le cure pa-
rentali. Un formicaio con formiche esotiche (acromyrmex)
affiancherà e integrerà il formicaio più tradizionale con specie
autoctone, esposto nelle sale
permanenti. Al suo interno le
formiche saliranno al suolo alla
ricerca di alimenti (foglie e fiori
freschi), per poi riscendere nel
sottosuolo. Qui i pezzi di foglia tagliata verranno sistemati
in due camere del nido, dove
saranno usati per assemblare
delle lettiere. Su queste lettiere
le formiche faranno crescere il
micelio di un fungo.
Un’incubatrice dalla capienza di 126 uova, accoglierà invece i pulcini fino alla loro schiusa ed un’apposita struttura li
conterrà nei giorni successivi,
per ammirare la loro crescita
giorno per giorno.
Una strana gabbia, dotata
di vegetazione all’interno, sarà
invece la casa di alcuni insetto
stecco e insetto foglia, due specie mimetiche (l’insetto stecco
è di forma allungata e somiglia
a un ramoscello, mentre l’insetto foglia è fogliforme e ha i
colori di una foglia). Anche in
questo caso sarà visibile l’aspetto riproduttivo.
Infine, nel cortile del museo, saranno ospitate per alcuni
mesi le tartarughe. Le femmine, dopo l’accoppiamento deporranno le uova nel terreno,
all’interno del loro recinto e,
passate alcune settimane, sarà
possibile assistere all’emozionante momento della schiusa.
nnn
46
il Trentino – aprile 2010
Culture
La cultura vi dà appuntamento
Ben 81 opportunità, ecco il calendario completo
INIZIATIVE DI UN SOLO GIORNO
16 APRILE 2010
Ala, Auditorium della Cassa Rurale Bassa Vallagarina
Viale G. F. Malfatti, 1
ore 20.30 Presentazione del volume “Meraviglie del
bosco trentino” di Walter Nicoletti e Marco Simonini.
Saranno presenti gli autori. Promuove la Biblioteca Comunale
di Ala, in collaborazione con il CAI SAT Sezione di Ala.
Canal San Bovo, Zortea, Casa della Cultura
Ecomuseo del Vanoi
ore 20.30 Conferenza “Il restauro della Cappella di Santa
Romina ai masi di Lozen”. Relatori: Fabio Campolongo,
Domenico Maistri, Adriana Stefani, Diego Voltolini. La
cappella seicentesca si caratterizza per il sorprendente
cromatismo delle sue facciate ed è stata oggetto di un
intervento di restauro che ha interessato anche l’altare ligneo.
Promuove la Soprintendenza per i Beni architettonici.
Riva del Garda, Museo di Riva del Garda, Sala conferenze
Piazza Battisti, 3/a
ore 21.00 Presentazione del volume “I rifugi antiaerei
di Riva del Garda e di Arco” di Paola Maroni e Valentina
Zanoni. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico.
Trento, Ridotto del Teatro Sociale
Via Oss Mazzurana, 19
ore 9.30-13.45 / 14.45-17.30 Convegno internazionale
“Lo Spettacolo del Territorio. Centri Culturali: esperienze
a confronto”. Dall’esperienza della Provincia e del Centro
Culturale Santa Chiara, un’analisi dei diversi modelli di centri
culturali importanti a livello internazionale. Promuovono:
Provincia Autonoma di Trento, Delegazione AGIS Tre Venezie,
Centro Servizi Culturali S. Chiara.
Trento, Sala stampa della Giunta
Piazza Dante, 15
ore 17.00 Cerimonia premiazione tesi di laurea.
Promuove la Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e
archeologici.
Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza C. Battisti
ore 17.30 Conferenza “50 anni di archeologia a La Vela
di Trento”. Relatore Elisabetta Mottes. Le scoperte effettuate
in uno dei luoghi simbolo per gli studi di archeologia
del territorio delle Alpi. Ingresso libero. Promuove la
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici.
Trento, Sala Filarmonica
Via Verdi, 30
ore 18.00 Concerto “I Violini di Strada-Antiche musiche
da ballo del Trentino”. I violinisti di Ponte Caffaro con Renato
Morelli e il Trio Barocco. Ingresso libero. Promuove la Società
Filarmonica di Trento con International Inner Wheel - Club di
Trento.
17 APRILE 2010
Cles, Auditorium del Polo Scolastico
Via IV Novembre
ore 17.00 Favola musicale Pierino e il lupo di S. Prokofiev.
Orchestra Haydn di Trento e Bolzano. Promuovono: Servizi
Culturali Val Di Non e di Sole C. Eccher, Soc. Coop. di Cles,
Associazione Culturale Mons. C. Eccher di Smarano, Comune
di Cles.
Riva del Garda, Museo di Riva del Garda, Sala conferenze
Piazza Battisti, 3/a
ore 17.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda – Rifugiarsi
nel cuore della città. Videoinstallazione dedicata ai rifugi
antiaerei di Riva del Garda e di Arco. Promuovono: Comuni
di Arco e Riva del Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda –
Dipartimento storico-archeologico, in collaborazione con
l’associazione R. Pinter.
Riva del Garda, Biblioteca Civica di Riva del Garda
Piazza Garibaldi, 5
ore 18.00 “Magistro Martino di Rossi, coquo
expertissimo in questa arte e como legeray
prudentissimo”. Colloqui gastronomici con Massimo
Montanari, Università di Bologna, e Tiziana Di Masi, attrice.
Accompagnamento musicale di Laura Buzzone, arpa.
Promuovono: Comuni di Arco e riva del Garda - Servizio Attività
Culturali Intercomunale di Arco e Riva del Garda.
Rovereto, Mart
Corso Bettini, 43
ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra
“Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura
dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”.
Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart.
Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero
Via Portici, 38
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione
Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali
futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza C. Battisti
ore 9.30-12.30 / 15.00-18.00 “Tessera dopo tessera:
come costruire un mosaico”. Laboratorio gratuito per
bambini (dai 7 anni) e ragazzi. Prenotazione entro le ore
17 del giorno precedente al tel. 0461.230171. Promuove la
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre
capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino
del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose
pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto
al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze
Naturali.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 14.00 Lo Scrigno del Castello. Inaugurazione del
murales. Realizzato da Paola de Manincor, che racconta
la storia vero-fantastica del Castello e della vita dei Conti
che l’hanno abitato, e del suggestivo percorso a piedi
che dalla piazza di Vigo di Ton conduce a Castel Thun.
Intervento del Corpo bandistico Basso Noce - Banda dei 7
Comuni. Promuovono: Assessorato alla Cultura della Provincia
Autonoma di Trento, Pro Loco Ton, Comune di Ton.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 15.30 Cerimonia inaugurale di Castel Thun.
La Provincia Autonoma di Trento apre al pubblico Castel
Thun, la magnifica dimora principesca della Valle di Non,
residenza per secoli della famiglia Thun, una delle più potenti
del Trentino e della mitteleuropa. L’evento è il risultato di
quasi vent’anni di studi, restauri, recuperi e acquisizioni
che hanno coinvolto l’Assessorato alla Cultura, il Castello
del Buonconsiglio, le Soprintendenze provinciali ai Beni
architettonici, ai Beni storico-artistici e ai Beni librari,
archivistici e archeologici. Ingresso gratuito. Dalle ore 16.00
visite al castello per gruppi di 40 persone. Ingresso gratuito al
Castello dal 18 al 25 aprile, per la Settimana della Cultura.
18 APRILE 2010
Campodenno, fraz. Quetta
Chiesa di Sant’Egidio
ore 10.30 Presentazione del volume “I Re Magi e
l’eremita. La chiesa di Quetta” curato ed edito dalla
Soprintendenza per i Beni Storico-artistici. Relatore Laura
dal Prà. I risultati di uno studio condotto a più mani sulla
storia e le opere d’arte dell’antica chiesa di Quetta in Val di
Non. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni
Storico-artistici.
il Trentino – aprile 2010
Riva del Garda, Auditorium della Scuola Musicale Civica
Via F. Guella
ore 11.00 Matinée musicali 2010 – Amarc(h)ord,
viaggio nostalgico fra memorie e visioni musicali.
Concerto “Nel salotto di casa Schumann – omaggio a R.
Schuman nel 200° della nascita” con degustazione di vini e
prodotti tipici dell’Alto Garda. Promuovono: Comuni di Arco e
Riva del Garda - Servizio Attività Culturali Intercomunale di Arco
e Riva del Garda.
Rovereto, Mart
Corso Bettini, 43
ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra
“Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura
dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”.
Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart.
Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero
Via Portici, 38
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione
Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali
futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4.00. Promuove Mart.
Rovereto, Osservatorio Astronomico di Monte Zugna
ore 14.00-18.00 Osservatorio Astronomico di Monte
Zugna. Osservazione del Sole. Su prenotazione, per gruppi di
minimo 10 persone. Tel. 0464.452800. Ingresso ridotto
€ 2,00. Promuove Museo Civico di Rovereto.
Trento, Palazzo delle Albere
Via R. da Sanseverino, 45
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Eugenio
Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo”.
Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre
capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino
del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose
pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto
al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze
Naturali.
Trento, Museo Diocesano Tridentino
Piazza Duomo, 18
ore 15.30 Percorso guidato gratuito “Andrea Pozzo:
le opere del Museo Diocesano Tridentino e la chiesa di
San Francesco Saverio”. Le quattro Prospettive dell’artista
gesuita esposte presso il Museo e visita alla chiesa di San
Francesco Saverio. Promuove il Museo Diocesano Tridentino.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 9.30-16.00 Percorsi d’arte e musica con gli allievi del
Conservatorio Bonporti di Trento. Per gruppi di 40 persone.
Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni al tel. 0461.492811.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali, in collaborazione con il Conservatorio Bonporti di
Trento.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 14.30-17.00 “Le pietre nobili raccontano”. Maratona
letteraria sulle leggende del Trentino, a cura di Mauro Neri
e Michele Comite. Promuove il Castello del Buonconsiglio.
Monumenti e collezioni provinciali.
19 APRILE 2010
Rovereto, Auditorium Melotti presso il Mart
Corso Bettini, 43
ore 10.00 per studenti Liceo, ore 20.45 per il pubblico
Musical “Il giorno perduto”. Opera originale, realizzata
interamente con allievi del Liceo e delle Scuole. Promuovono:
Scuole Musicali Zandonai e Novák, Liceo Rosmini, Comune di
Rovereto.
Trento, Archivio di Stato
Via Maestri del Lavoro, 4
ore 10.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un
viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti
documentarie. Gradita prenotazione al Tel. 0461.829008.
Promuove Archivio di Stato di Trento.
20 APRILE 2010
Torbole sul Garda, Sede di Ingarda Trentino S.p.A.
Azienda per la promozione turistica
Via Pescicoltura
ore 17.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda - Rifugiarsi
nel cuore della città. Letture e testimonianze dirette sul
bunker di Torbole. Promuovono: MAG - Museo dell’Alto Garda
– Dipartimento storico-archeologico, Comune di Nago-Torbole,
in collaborazione con il Gruppo culturale Nago Torbole.
Trento, Archivio di Stato
Via Maestri del Lavoro, 4
ore 15.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un
viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti
documentarie. Gradita prenotazione al nr. tel. 0461.829008.
Promuove Archivio di Stato di Trento.
Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza C. Battisti
ore 17.30 Voci dal mondo greco e latino “Era il più
saggio e il più giusto. Processo a morte di Socrate”. Recital
con Alessio Dalla Costa, Massimo Lazzeri, Alfonso Masi.
Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari
archivistici e archeologici.
Trento, Castello del Buonconsiglio
ore 18.00 Presentazione delle audioguide di
Castel Thun. Ingresso gratuito. Promuove il Castello del
Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata
prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove
Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
47
21 APRILE 2010
Civezzano, Chiesa di Santa Maria Assunta
ore 17.30 Conferenza “L’arte della luce nelle vetrate
cinquecentesche della Pieve di Civezzano”. Viene illustrato
il restauro effettuato dalla Soprintendenza per i Beni
Storico-artistici. Relatori Giovanni Dellantonio e Roberto
Perini. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per i Beni
storico-artistici.
Trento, Archivio di Stato
Via Maestri del Lavoro, 4
ore 15.00 “L’archivio della famiglia Arz-Arsio della Val di
Non: note di ricerca”. Conversazione del prof. Marco Bettotti,
studioso e ricercatore storico. Intervento del Presidente
dell’Associazione Culturale G. B. Lampi Alta Anaunia, prof.
Costantino Pellegrini. Promuove Archivio di Stato di Trento.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata
prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove
Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
22 APRILE 2010
Arco, Convento dei Cappuccini
Via San Francesco
ore 15.00 I rifugi antiaerei dell’Alto Garda – Rifugiarsi
nel cuore della città. Letture e testimonianze dirette sul
bunker presso il convento dei Cappuccini. Promuove MAG Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storico-archeologico.
Brentonico, Biblioteca comunale
Via Roberti, 5/a
ore 18.00 MusicaLibri. Letture di brani con intermezzi
musicali. Promuove la Biblioteca comunale di Brentonico.
Storo, Chiesa di San Floriano
ore 20.30 Conferenza “Il tesoro degli emigranti. Il
restauro dell’oreficeria della chiesa di San Floriano di
Storo”. Relatori Daniela Floris e Roberto Perini. Promuove la
Soprintendenza per i Beni storico-artistici.
Tassullo, Castel Valer
ore 18.00 Conferenza “Alla scoperta dell’archivio
Spaur di Castel Valer: dalle pergamente alle lettere
di Carlo Antonio Pilati”. Interventi di Livio Cristofolini,
Stefania Franzoi, Serena Luzzi. Prenotazione obbligatoria:
tel. 0461.494471/73. Promuove la Soprintendenza per i Beni
librari, archivistici e archeologici.
Trento, Archivio di Stato
Via Maestri del Lavoro, 4
ore 15.00 “Tesori musicali in Archivio di Stato di Trento: le
musiche dell’Archivio Buffa”. Conversazione del prof. Antonio
Carlini, storico e musicologo. Accompagnamento musicale.
Promuove Archivio di Stato di Trento.
48
il Trentino – aprile 2010
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 16.30 Battaglia Spaziale. In compagnia della
Costellazione Andromeda, del cavaliere Jedi e del pianeta
Terra i bambini dovranno risolvere divertenti indovinelli per
salvare le sorti del nostro pianeta. Per bambini dai 6 ai 10
anni. Ingresso ridotto al Museo € 2,00. Promuove il Museo
Tridentino di Scienze Naturali.
Trento, Castello del Buonconsiglio
ore 18.00 Presentazione del documentario dedicato
a Castel Thun. A cura di Filmwork. Immagini, ricordi,
testimonianze di una nobile famiglia e del suo castello.
Ingresso gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio.
Monumenti e collezioni provinciali.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 18.30 Aperitivo con le stelle: sotto il segno del Toro.
Una chiacchierata fra un bicchiere di vino e un caffè, per
confrontarsi con astronomi e psicologi in merito al valore
scientifico dell’astrologia. Ingresso ridotto al Museo € 2,00.
Promuove il Museo Tridentino di Scienze Naturali.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata
prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove
Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
23 APRILE 2010
Arco, Auditorium di Palazzo Panni
Via Segantini, 9
ore 21.00 Rilke ad Arco. Presentazione del volume
edito da MAG – Dipartimento storico archeologico in
collaborazione con l’Associazione Il Sommolago. Promuovono:
Comuni di Arco e Riva del Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda –
Dipartimento storico-archeologico.
Trento, Archivio di Stato
Via Maestri del Lavoro, 4
ore 10.00 Visita guidata gratuita all’Archivio di Stato. Un
viaggio nel tempo: mille anni di storia del Trentino nelle fonti
documentarie. Gradita prenotazione al nr. tel. 0461.829008.
Promuove Archivio di Stato di Trento.
Trento, S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza C. Battisti
ore 17.30 “Ci sono anche dei castelli contro i barbari…”.
In-certe realtà archeologiche nelle Alpi e sulle Alpi trentine. Il
sito archeologico di monte san Martino nel Lomaso. Relatore
Enrico Cavada. Ingresso libero. Promuove la Soprintendenza per
i Beni librari archivistici e archeologici.
Trento, Castello del Buonconsiglio
ore 18.00 “Il castello nascosto. Indagine su Castel Thun”.
Presentazione del filmato in 3D a cura di Stefano Benedetti e
Carlo Andrea Postinger. Ingresso gratuito. Promuove il Castello
del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 15.00 Visita guidata gratuita al Castello. Consigliata
prenotazione al nr. 0461.492811. Ingresso gratuito. Promuove
Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.
24 APRILE 2010
Arco, Rilke Promenade
ore 15.00 Rilke ad Arco. Passeggiata poetica sul tracciato
delle Rilke Promenade. Promuovono: Comuni di Arco e Riva del
Garda, MAG - Museo dell’Alto Garda – Dipartimento storicoarcheologico.
Palù del Fersina, Sede dell’Istituto Culturale Mòcheno
Loc. Tolleri, 67
ore 20.30 Conoscere e rivalutare i saperi naturalistici
locali: il sentiero etnobotanico del Filzerhof. Serata di
approfondimento sul tema delle piante coltivate o selvatiche
tradizionalmente utilizzate in Valle dei Mòcheni/Bersntol.
Promuove l’Istituto Culturale Mòcheno.
Rovereto, Mart
Corso Bettini, 43
ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra
“Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura
dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”.
Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart.
Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero
Via Portici, 38
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione
Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali
futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Trento, Biblioteca comunale – Sezione bambini e ragazzi
Passaggio Peterlongo
ore 8.30-18.30 Nati per leggere. Mostra di libri per
bambini. Laboratorio “Mio fratello rinoceronte” per genitori
e bambini con Gek Tessaro alle 10.00 e alle 14.15. Spettacolo
“Priscilla e Gurdulù” con Gek Tessaro alle ore 17.00. Su
prenotazione nr. 0461.275559. Promuove Servizio Attività
Culturali della Provincia autonoma di Trento.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre
capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino
del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose
pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto
al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze
Naturali.
Trento, Sala della Filarmonica
Via Verdi, 30
ore 18.30 Concerto con il Coro Giovanile e l’Orchestra da
Camera della Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento e
gli allievi dell’Istituto Musicale in Lingua Tedesca di Dobbiaco
(BZ). Promuove Associazione Culturale i Minipolifonici di Trento.
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 11.00 Presentazione dell’installazione multimediale
“Il principe e la sirena” a cura di Francesco Pisanu. Ingresso
gratuito. Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e
collezioni provinciali.
25 APRILE 2010
Fierozzo S. Felice, Filzerhof - Bersntoler Museum
ore 15.00 Visite guidate gratuite al Filzerhof. Apertura
gratuita della sede museale con visite guidate, alle ore
15.00, 15.45, 16.30, 17.15. Promuove l’Istituto Culturale
Mòcheno.
Riva del Garda, Auditorium della Scuola Musicale Civica
Via F. Guella
ore 11.00 Matinée musicali 2010 – Amarc(h)ord, viaggio
nostalgico fra memorie e visioni musicali. Concerto
“Domenica è sempre domenica – musica italiana in jazz”
con degustazione di vini e prodotti tipici dell’Alto Garda.
Promuovono: Comuni di Arco e Riva del Garda - Servizio Attività
Culturali Intercomunale di Arco e Riva del Garda.
Rovereto, Mart
Corso Bettini, 43
ore 11.00 e 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra
“Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura
dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”.
Ingresso al Museo ridotto € 7,00. Promuove Mart.
Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero
Via Portici, 38
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla Collezione
Permanente e mostra “Compagni di viaggio. Tullio Crali
futurista”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Sanzeno, Trento
Museo Retico
ore 14.30 e 16.00 I Reti e le antiche genti della Val di
Non. Visita guidata gratuita per conoscere il “misterioso”
popolo dei Reti. Promuove la Soprintendenza per i Beni librari
archivistici e archeologici.
Trento, Palazzo delle Albere
Via R. da Sanseverino, 45
ore 15.00 Visita guidata gratuita alla mostra “Eugenio
Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e Simbolismo”.
Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 15.00 L’angolo del racconto: il mistero delle pietre
capovolte. Alla scoperta della scienza attraverso il fascino
del teatro: viaggio nella preistoria, alla scoperta di misteriose
pietre dipinte. Per bambini dai 3 agli 8 anni. Ingresso ridotto
al Museo € 2,00. Promuove il Museo Tridentino di Scienze
Naturali.
il Trentino – aprile 2010
Vigo di Ton, Castel Thun
ore 9.30-16.00 Percorsi d’arte e musica con gli allievi del
Conservatorio Bonporti di Trento. Per gruppi di 40 persone.
Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni al nr. 0461.492811.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali, in collaborazione con il Conservatorio Bonporti di
Trento.
INIZIATIVE PER L’INTERA SETTIMANA
16-25 APRILE 2010
Civezzano, Biblioteca comunale
Via Battisti, 1
lunedì-venerdì: 14.30-18.30, giovedì anche 10.00-12-00,
mercoledì anche 20.00-20.30
Altri mondi in biblioteca: libri di viaggio, esplorazione,
etnografia. Mostra di libri sul tema del viaggio. Promuove la
Biblioteca Intercomunale di Civezzano-Fornace.
Rovereto, Museo Civico di Rovereto
Borgo S. Caterina, 41
ore 9.00-12.00 / 15.00-18.00, lunedì chiuso
Mostra permanente Dal Dato al Pensato, mostra
temporanea L’ora blu. Il racconto degli insetti e mostra
temporanea Orsi, Halbherr, Gerola. L’archeologia italiana
nel Mediterraneo alla nuova sede espositiva di Palazzo
Alberti. Ingresso al Museo ridotto € 2,00. Nei due week-end
spettacolo al Planetario ore 16.45.
Rovereto, Mart
Corso Bettini, 43
ore 10.00-18.00, venerdì 10.00-21.00, lunedì chiuso
“Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura
dell’Ottocento. Da David a Delacroix da Füssli a Degas”.
Le affascinanti relazioni tra arte e teatro nel XIX secolo
attraverso circa duecento opere tra dipinti, bozzetti, scene
teatrali. Ingresso al Museo ridotto € 7,00.
Rovereto, Casa d’Arte Futurista Depero
Via Portici, 38
ore 10.00-18.00, lunedì chiuso
Collezione Permanente e mostra “Compagni di viaggio.
Tullio Crali futurista”. Nella Casa d’Arte Futurista Depero,
il Mart propone nuovi spunti di ricerca e riflessione sulle
avanguardie artistiche di ieri e di oggi. Ingresso al Museo
ridotto € 4,00.
San Michele all’Adige,
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
Via Mach, 2
ore 9.00-12.30 / 14.30-18.00, lunedì chiuso
Collezione permanente. Visite guidate gratuite alle ore
14.30 sabato 17 e 24 e domenica 18 e 25 anche alle ore
10.00. Ingresso ridotto. Promuove museo degli Usi e Costumi
della Gente Trentina.
Trento, Palazzo delle Albere
Via R. da Sanseverino, 45
ore 10.00-18.00, lunedì chiuso
“Eugenio Prati (1842-1907) tra Scapigliatura e
Simbolismo”. Ingresso al Museo ridotto € 4,00. Promuove Mart.
Trento, Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni
Via Lidorno, 3
ore 10.00-13.00 / 14.00-18.00, lunedì chiuso
Oltre alla prestigiosa collezione permanente, il Museo ospita
la Mostra-concorso di modellismo statico “Città di Trento”.
Ingresso ridotto € 2,00. Promuovono: Museo Tridentino di
Scienze Naturali e Gruppo modellistico trentino di studio e
ricerca storica.
Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14
ore 10.00-18.00, lunedì chiuso
SPAZIALE! L’astronomia in mostra. Un viaggio coinvolgente
nell’astronomia, dai suoi esordi fino al futuro. Mostra aperta
fino al 30/6. Ingresso ridotto € 2,00. Promuove il Museo
Tridentino di Scienze Naturali.
Trento, Biblioteca comunale – Sezione bambini e ragazzi
Passaggio Peterlongo
lunedì-venerdì ore 14.30-18.30, sabato 8.30-18.30
Nati per leggere. Mostra di libri per bambini,
accompagnata da letture e laboratori. Dal lunedì al venerdì
alle 17.00 e sabato alle 16.00, letture per bambini di 3-7
anni. Ingresso libero, prenotazione nr. 0461.275559.
Promuove Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma
di Trento.
INIZIATIVE DI PIù GIORNI
16-25 APRILE 2010
Besenello, Castel Beseno
ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per
famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali.
Stenico, Castello di Stenico
ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per
famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali.
San Michele all’Adige,
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
Via Mach, 2
ore 9.00-18.00 Festa degli Ecomusei del Trentino. Per
la promozione della realtà ecomuseale trentina. Ingresso al
Museo € 1,00. Promuovono: Ecomusei del Trentino, Museo degli
Usi e Costumi della Gente Trentina.
Trento, Castello del Buonconsiglio
Via B. Clesio, 5
ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per
famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali.
Vigo di Ton, Castell Thun
ore 9.30-16.00 “Chi cerca… trova”. Caccia al tesoro per
famiglie. Percorsi alla scoperta del castello. Ingresso gratuito.
Promuove il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni
provinciali.
“
Ama la cultura,
adorala,
lusingala.
Ti dimostreranno
che non
serve
a niente.
È quello il momento
in cui si mostrerà
divina
“
Trento, Museo Diocesano Tridentino
Piazza Duomo, 18
ore 15.30 Percorso guidato gratuito “Andrea Pozzo:
le opere del Museo Diocesano Tridentino e la chiesa di
San Francesco Saverio”. Le quattro Prospettive dell’artista
gesuita esposte presso il Museo e visita alla chiesa di San
Francesco Saverio. Promuove il Museo Diocesano Tridentino.
49
(anonimo)
50
il Trentino – aprile 2010
Culture
L’immigrazione
in bianco e nero
Le foto
di Enrico
Fuochi
Ierma Sega
«
Tanti volti, tante storie ma, in realtà la storia è una sola perché, se le raggruppiamo, le
storie sono tutte uguali». È questo, il “messaggio” di Enrico Fuochi con la mostra fotografica FotoStorie di ordinaria immigrazione appena
conclusasi a Trento. Ospitata a palazzo Thun,
patrocinata dalla Provincia autonoma di Trento
e dal Comune di Trento, FotoStorie di ordinaria
immigrazione è stata un’esposizione complessa, e
non solo per il tema affrontato. Con un approccio
a più livelli che invitava il visitatore a guardare,
ascoltare, leggere e parlare e una colonna sonora
particolare – la canzone Ragazzo dell’Europa di
Gianna Nannini sulla quale, incessante, si dipana
il dialogo delle persone ritratte che, nella loro lingua, hanno prestato alla mostra le proprie parole.
Come in altre occasioni, il libro/catalogo ha accostato immagini a scritti, piccoli racconti dell’autore nati istintivamente dopo l’incontro con gli
immigrati ritratti nelle sue foto. In ultimo, la presenza costante in mostra di Fuochi ha regalato a
tutti quelli che lo desideravano le sue indicazioni
per la visita, le motivazioni delle sue scelte e del
suo approccio. Come è successo a noi…
Enrico Fuochi, perché una mostra su un tema
tanto “scottante”?
Noi italiani, popolo di emigranti, viviamo ora il
fatto sociale dell’immigrazione che non è più un
fenomeno ma una quotidianità. Personalmente
credo che l’immigrazione vada accettata e regolamentata ma non combattuta. Se vogliamo risolve-
1.
re il problema va fatto un lavoro complesso, non
di facciata ma concreto. L’altro giorno i quotidiani
titolavano “Espulsi anche gli irregolari che hanno
dei figli a scuola”. Mi ha scioccato quella notizia.
Affrontiamo il problema: perché chi ha dei figli
a scuola è ancora irregolare? I giornali non hanno parlato di questo. Alla presentazione del mio
libro, la professoressa Giovanna Gadotti ha lanciato una provocazione chiedendo “Cosa fanno
i media per l’immigrazione?”. È facile lanciare un
messaggio forte quando ci sono dei fatti negativi
ed è facile demonizzare. Io ho voluto far conoscere la faccia pulita dell’immigrazione.
Nella sua veste di fotografo lei è un’interprete
della realtà. È stato intenzionale stimolare la
riflessione dei visitatori?
Certo, e spero di essere riuscito a trasmettere,
a chi ha visto le immagini e letto il libro, le sensazioni che io ho avuto nell’approciarmi e rapportarmi a queste persone. In questa direzione,
secondo me è emblematica, e mi ha colpito in
maniera particolare, la storia della signora Olga.
Nel suo paese d’origine, l’Ucraina, era dirigente in
un’azienda con ottantacinque dipendenti. La ditta, una birreria, è fallita negli anni Novanta. Lei ha
perso casa e lavoro ed è arrivata in Italia. A Trento
fa la badante. Anche se ho visto la malinconia nei
suoi occhi, lei dice di essere felice perché riesce a
mandare dei soldi a casa e può tenere anche qualcosa per se. È una storia che deve far pensare.
il Trentino – aprile 2010
51
2.
4.
3.
Ha incontrato difficoltà o diffidenze particolari nel fare i suoi ritratti?
Inizialmente ho trovato molte chiusure, è normale e comprensibile: anch’io sarei diffidente se
incontrassi qualcuno che mi vuole fotografare.
Ho ritratto le persone integrate, non ho ripreso
i malavitosi però non ho voluto nemmeno dare
un’immagine troppo buonista. Ho esposto anche
fotografie che richiamano problematiche importanti: prostituzione, irregolarità e clandestinità.
Fenomeni indotti che io chiamo “lato oscuro”.
Non sono voluto scendere in campo politico, non
era il mio scopo. In un commento che ho letto sul
quaderno delle firme presente in mostra, un visitatore ha scritto: “Questa è la faccia pulita dell’internazionalismo”. È un giudizio che mi è piaciuto
molto. I miei non sono scatti rubati, non faccio
reportage e nemmeno istantanee. Non ho voluto
fare un catalogo di volti e nemmeno un catalogo
geografico. Ho un approccio diverso. Sono storie
normali di vita vissuta, di immigrati che sono venuti qua da noi, in Trentino. Le fotografie sono
state fatte a Caldonazzo, Riva del Garda, Trento.
5.
Mi sono imposto di dare un’immagine il più possibile obiettiva dell’immigrazione e non ho ripreso soltanto i lavori più qualificanti come possono
essere il farmacista, il medico, il ricercatore. Ho
parlato delle problematiche che l’immigrazione
porta, ho ritratto tutte le classi sociali: l’operaio,
la badante, lo stalliere del maneggio di Caldonazzo…
Nella pagina a fianco Enrico Fuochi
e la copertina del suo libro FotoStorie
di ordinaria immigrazione.
1.
2.
3.
4.
5.
Shad (studente) – Gwadar, Pakistan
Don Dante Clauser – Punto d’Incontro
Ameur – El Haouarua, Tunisia
Jack Caola – Inghilterra
Tina Paulino (Atleta: 800 metri piani)
–­Maputo, Mozambico.
52
il Trentino – aprile 2010
Culture
7.
6.
In quanto tempo ha completato il suo percorso
fotografico?
Non mi è servito molto tempo. L’idea l’avevo già
da qualche anno, da quando l’immigrazione ha
iniziato a essere sui giornali e mi sono detto “Devo
fare qualcosa”. Lo scorso anno, a febbraio, ho affrontato il problema.
6. Mbassa – Senegal
7. Aboulkheir Breigheche
(Imam e Presidente Alleanza Islamica
d’Italia) – Tall, Damasco
8. Ivez Fabian Quintana (Centrocampista
Calcio Trento) – Mendoza, Argentina.
Quale è la foto che dà avvio alla mostra?
La mostra inizia con la fotografia di Jack Caola,
moleta di Pinzolo. Una persona interessantissima
con la quale ho passato quasi una giornata. Nato
in Inghilterra, ha avuto una vita molto travagliata.
I fratelli sono stati deportati, lui ha lavorato con
il padre, ha fatto studi classici, è tornato in Italia
dove si è sposato con Agnese, è ritornato in Inghilterra. Anche il primo racconto del libro prende
spunto dall’emigrazione degli italiani. Sono molto
affezionato anche al ritratto di don Dante Clauser:
non voleva saperne di farsi fotografare ma dopo
un mese l’ho convinto. È un punto fermo nella realtà trentina e l’ho ritratto mentre apre la porta del
suo punto d’incontro.
Altre foto e altre storie?
Alain, del Camerun, farmacista ai Solteri. Ha fatto tanti sacrifici ma adesso è stato ripagato. Mi ha
detto di sentirsi trentino al 100%. Sahd e Sarmad,
8.
fratellini pakistani che ho ritratto a scuola. Sono
felici, scherzano coi compagni di classe, sono perfettamente integrati nel contesto di classe. Ameur,
tunisino in Italia da due anni. Si è iscritto alla facoltà di matematica di Povo, ha superato tutti gli
esami, è contento, si è integrato in università, ha
degli amici italiani, rispetta i propri usi e costumi, conserva le sue abitudini religiose. Aboulkheir
Breigheche, Imam e presidente dell’Alleanza islamica d’Italia, mi ha aiutato ad approciarmi con
alcune delle persone fotografate. Tina Paulino,
atleta degli 800 metri piani e Ivez Fabian Quintana, centrocampista del Calcio Trento: due professionisti dello sport. Riguardo agli aspetti, per così
dire meno belli, c’è una fotografia che a me piace
moltissimo ispirata alla clandestinità. In primo
piano un ragazzo di colore, sfuocato, una figura
che traspare ma non appare. Ci sono dei bianchi
con un viso poco comunicativo. Dietro c’è la città, aggressiva, l’ambiente dentro cui l’irregolare si
trova a muoversi. Ecco, io credo che i clandestini
debbano trovare spazio nella loro società, essere
aiutati da onlus e associazioni. Non ha senso che
il Trentino – aprile 2010
53
OPERAZIONE ASCOLTO
Oggi più che mai il fenomeno migratorio ci pone, in Trentino e più in generale in Italia, di fronte ad un bivio
che richiede una scelta netta e responsabile… Per questo ho voluto subito avviare una “operazione ascolto”
sul territorio nei confronti dei diversi soggetti che a vario titolo si occupano del fenomeno migratorio:
associazioni di italiani e di immigrati, settore pubblico, privato sociale, rappresentanti delle diverse
confessioni religiose. Sono convinta che questo momento di incontro e confronto abbia infatti rappresentato
una proficua occasione per raccogliere riflessioni, spunti e suggerimenti utili per orientare le politiche della
convivenza e dell’integrazione.
Lia Giovanazzi Beltrami
Assessore alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di Trento
9.
11.
per le stampe “tradizionali” che ho sempre fatto da
solo, gli attacchi di asma che mi prendono dopo
ore trascorse a respirare gli acidi, mi stanno convertendo al digitale.
10.
escano dalla loro società e debbano poi sbattere la
testa a destra e sinistra come moscerini impazziti.
Le foto della mostra sono tutte in bianco e nero
e per la maggior parte realizzate senza l’uso del
digitale. Come mai?
Se si esclude una mostra che ho fatto nel 1987
presso lo Studio d’arte Andromeda dove ho “giocato” con i colori di Trento, il blu e il giallo, ho
sempre e solo fotografato in bianco e nero perché
si presta meglio a raccontare quello che io voglio,
non distrae, concentra l’attenzione sull’essenza
dell’immagine, è astrazione assoluta. Solo da poco
mi sono avvicinato al digitale, come è provato in
una piccola sezione della mostra. I passi da gigante
fatti dal digitale, la difficoltà a reperire i materiali
Un’anticipazione dei suoi progetti futuri?
In questi anni ho fatto due libri, FotoGrafie, con
la summa dei miei trent’anni di attività in ambito
fotografico e FotoStorie dove parlo di immigrazione. Se un giorno diventerò nonno mi piacerebbe
pubblicare FotoFiabe. Attualmente sto lavorando
a un progetto organizzativo e di restauro. Nel cassetto di un’amica di famiglia ho trovato delle lastre
su vetro completamente inedite della Spedizione
Nobile che sto restaurando. Sono state realizzate da suo suocero, il medico della spedizione, un
odontoiatra che esercitava a Trento. Lastre su vetro 9x12 che mi affascinano solo a guardarle. Sono
felice di prestare la mia opera per questo lavoro di
restauro e sono già avviati gli accordi per un libro
e una mostra.
nnn
9. Dr. Alain (farmacista) – Jaounde,
Camerun
10.Olga (badante) – Ternopyl, Ucraina
11.Sarmad (studente, fratello di Shad) –
Gwadar, Pakistan.
54
il Trentino – aprile 2010
Culture
Passar le acque
Terme, sorgenti, turismo e cure
Paola Bertoldi
P
assar le acque è un’espressione divenuta ormai una
frase celebre, che in passato indicava l’abitudine a frequentare le stazioni termali per
immergersi nelle tiepide acque.
Quella delle terme è una storia antichissima: gli affreschi di
Pompei e le grandi costruzioni
della Roma imperiale ci mostrano lo sfarzo delle strutture, le
cronache classiche raccontano
l’importanza sociale di questi
luoghi, all’interno dei quali trovavano spazio anche biblioteche, teatri, sale di studio.
Ma la tradizione termale
rappresenta, fin da tempi remoti, una pagina importante anche
della storia del Trentino, dalle
cui montagne sgorgano migliaia di sorgenti, una delle sue più
grandi ricchezze.
Al giorno d’oggi nella nostra
provincia ci sono otto stazioni
termali, distribuite in maniera
omogenea sul territorio: tutte
vantano un’acqua con proprietà
specifiche. Ci sono le acque arsenicali-ferrugginose, la sorgente oligominerale effervescente
naturale, l’acqua bicarbonato
calcio magnesiaca e così via. «Le
acque sono tali quali le rocce da
cui scorrono», scriveva Plinio il
Vecchio. Infatti, la notevole va-
Prosegue con la T di Terme
la visita alla mostra
“Storicamente ABC”, 21
parole per ripercorrere
la storia del Trentino, aperta
alle Gallerie di Piedicastello
ACQUE DA LEGGENDA
La scoperta delle fonti termali in Trentino affonda le sue radici in tempi lontani e,
come succede spesso in questi casi, la memoria si confonde con leggenda. Si racconta
infatti che fu un giovane pastore, chiamato “el Bastianel dei Michi” a scoprire le
sorgenti di Rabbi: le sue capre avevano un pelo lucidissimo e iniziarono a produrre
grandi quantità di latte. Il pastorello le seguì e scoprì che si abbeverava ogni giorno ad
una sorgente d’acqua dal sapore strano, acidulo: era la fonte minerale ferruginosa.
Allo stesso modo, sembra che la fama delle proprietà terapeutiche delle
acque di Comano si diffuse a inizio dell’Ottocento, quando un contadino guarì
miracolosamente dalla scabbia dopo aver sciacquato il raccolto della canapa con le
mani a lungo immerse nella tiepida sorgente sotto al villaggio. A quanto pare, anche
i benefici dei bagni di fieno del Bondone si devono alle fatiche di un contadino.
Nonostante un forte mal di schiena, l’uomo si era recato sui prati per lo sfalcio
dell’erba e alla sera fu costretto a coricarsi in un giaciglio di fieno non ancora essiccato.
Il mattino seguente, temendo di svegliarsi in un bagno di sudore, si accorse con
stupore che il mal di schiena era sparito.
rietà di formazioni geologiche
del Trentino spiega la presenza
di tanti differenti tipi di acque
termali. Senza dimenticare
che sul Monte Bondone si
trova un centro che non
si avvale delle risorse
idriche: è la cosiddetta
fitobalneoterapia, cioè i
bagni di fieno di Garniga Terme.
Sebbene i ritrovamenti archeologici documentino un utilizzo
talvolta molto antico di
alcune sorgenti (Comano era
conosciuta dai tempi di Augusto), il loro momento di gloria
esplose senza dubbio nel corso
dell’Ottocento e nei primi anni
del Novecento.
Nel diciottesimo secolo iniziarono ad essere pubblicate le
prime guide mediche che mettevano l’attenzione sulle doti terapeutiche delle acque e nel secolo
successivo nacquero e fiorirono
In alto: cartolina R. Stabilimento Termale
di Vetriolo (Fondazione Museo Storico
del Trentino).
Centrale: acqua minerale di Roncegno,
fine 1800.
A fianco: depliant pubblicitario in bianco
e nero delle Terme Levico-Vetriolo post
1950, collezione privata.
in Trentino i centri termali di
Levico, Vetriolo e Roncegno in
Valsugana, Comano nelle Valli
Giudicarie, Pejo e Rabbi in val
di Sole. Sfruttando la nuova tendenza della belle époque vennero costruiti grandi stabilimenti
termali per raccogliere le acque,
attrezzati per le cure balneari e
per ospitare i primi forestieri.
Ma chi erano i fruitori di
questo nuovo turismo? Naturalmente solo una ristretta élite
poteva permettersi di intraprendere lunghi viaggi e soggiornare
per settimane in queste località.
Si trattava per lo più della nobiltà e dell’alta borghesia proveniente dai territori dell’Impero austro-ungarico: le
testimonianze dell’epoca mettono in evidenza
eventi speciali, come
la visita a Pejo e Rabbi
dell’arciduchessa d’Austria Maria Elisabetta,
figlia dell’imperatrice, o
quando, presso l’Albergo Alpino di Garniga,
«pernottò Sua Altezza
I.R., il Serenissimo Signor Arciduca Eugenio, accompagnato da
il Trentino – aprile 2010
A sinistra: manifesto pubblicitario
delle Terme di Roncegno (Treviso, Museo
civico L. Bailo, collezione Salce).
A destra: cartolina delle Terme di Comano,
stazione idrominerale (Fondazione Museo
Storico del trentino).
Sotto: antica fonte Rabbi, da Il Trentino
illustrato, 1932.
sua eccellenza il Tenente Maresciallo Catinelli e da numerosissimo seguito». A Dimaro, dopo
la visita del 1894 di Francesco
Giuseppe, l’albergo dove l’imperatore aveva alloggiato prese il
nome di “Albergo Corona”. Nei
centri termali gli ospiti potevano sottoporsi alle cure balneari e
idropiniche ma anche rilassarsi
passeggiando nell’ambiente alpino, godere del clima, del paesaggio e dell’aria salubre. Negli
stessi anni prese il via l’imbottigliamento dell’acqua, che veniva
spedita in tutta Europa e anche
più lontano; l’acqua “forte” di
Levico venne venduta perfino in
Cina e qualche bottiglia proveniente da Pejo è stata rinvenuta a
Mosca. Il sempre più consistente
flusso turistico ebbe ripercussioni sotto diversi aspetti, in primis
l’urbanistica. Nel giro di pochi
anni sorsero grand-hotel, alberghi e pensioni più modeste, ma
anche chiese e luoghi di culto,
parchi, viali, caffè, sale da ballo
e strutture per lo sport. Gli abitati furono riorganizzati attorno
alle attività termali e in alcune
zone assunsero una fama internazionale. Fu grazie alle Terme
che nel 1894 l’imperatore elevò
Levico al rango di città.
Parallelamente furono migliorate le vie di comunicazione: strade, ponti, trasporti. La
costruzione della ferrovia della
Valsugana rappresentò una svolta fondamentale per alcune località. E la promozione assunse
un ruolo di primo piano. Vennero diffuse in varie lingue le guide
medico-turistiche che pubblicizzavano i luoghi di cura, complete di dati sulla composizione
delle acque e sulle cure offerte,
ma ricche anche di informazioni
storiche e geografiche.
Il tutto nello stile dell’epoca:
una cartolina assicurava che «i
malati di pelle che invano cercarono guarigione e sollievo nelle
diverse stazioni termali, hanno
trovato nelle miracolose acque
di Comano risultati insperati e
perfino la guarigione». Mentre
Levico-Vetriolo era «la stazione
balneare climatica più importante del Trentino sulla linea
Trento-Venezia». Abbondavano
55
LETTERE DEL POETA
La storia annovera molti personaggi illustri che hanno celebrato le proprietà delle
acque di Comano. Fra questi c’è anche, inaspettatamente, il poeta trentino Andrea
Maffei. Ecco il testo di una lettera inviata all’amico editore Felice Lemonnier, scritta il
giorno di Natale del 1868:
Caro Felice,
Sono proprio contento che l’ottima signora Annina migliori, benché non abbia mai
dubitato che un incomodo del tutto locale potesse avere conseguenze gravi. Ti ripeto che
le Terme di Comano, luogo vicino a Riva, per questi mali sono una panacea, e sono sicuro
che la cura di quest’acqua la risanerebbe radicalmente. Ma di ciò ne parleremo al mio
ritorno costà.
il tuo Andrea Maffei
depliants con le offerte collaterali garantite dai vari centri per
il divertimento dei clienti: «concerti regolari dell’orchestra del
Comitato di Cura, concerti artistici e serate di beneficenza, balli
di famiglia negli hotel, garden
parties, serenate sul lago di Levico, fuochi artificiali, vasi della
fortuna, giuoco delle bocce, birilli russi, ground per tennis».
Le località termali facevano a
gara per attirare i turisti anche
servendosi del parere di illustri
medici che lodavano gli effetti
benefici dell’una o dell’altra stazione. Questo grande sviluppo
dei centri termali non fece che
incrementare l’afflusso di persone nei luoghi di cura. Ne erano
attratti anche i religiosi, come
racconta una testimonianza
di fine Settecento: sembra che
la vicinanza del convento dei
Cappuccini di Malé alle “acque
accidole” lo avesse reso una delle destinazioni più ambite dai
frati a tal punto che nel 1774
intervennero i superiori. Furono emanate una serie di misure
restrittive e si impose, fra l’altro,
«che nissuno possa fare la cura
di dette accidole senza licenza
del G.Provinciale; che ognuno
si accontenti di una cura di 15
giorni; che a chi è permessa la
bibita delle acque non si intende
data anche la licenza dei bagni;
che ognuno debba fare la cura
nel Convento di Malè, restando
proibito di portarsi allo Stabilimento». Oggi la società è molto
cambiata e lo sono anche le località per le cure balneari. Ma la
tradizione continua, alla ricerca
della miglior armonia tra forma
fisica e salute psicologica. Molti
anni fa, all’alba del termalismo
trentino, si usava lo slogan In
aqua et in montibus vita: se il latino è passato di moda, il fascino
delle acque termali non sembra
perdere il suo potere.
nnn
56
il Trentino – aprile 2010
Le nostre band
suonano il rock
Terza tappa del nostro viaggio attraverso la realtà del rock trentino.
Dopo Alchimia, N.A.N.O. e Nurse! Nurse! Nurse! nel numero di febbraio e Pape Satan,
Resando e Tryaxis nel numero di marzo questa nostra “ricognizione” propone questa
volta altri tre gruppi. Buona musica a tutti!
A cura di Fabio De Santi
Fedeltà obliqua
“Devi
False Friends
Genere: power-pop psichedelico a bassa fedeltà
amare
per
poter
suonare
L. Armstrong
“
Line up: Michele Bertamini: chitarra; Marcello Bonazza: basso;
Massimo Giovannini: batteria.
Discografia, riconoscimenti e live: oltre ad una serie di demo
ormai dimenticati, è stata pubblicata in free downolad su netlabel
Peteran Records nel 2008 la raccolta “The Unavoidable Light”, ora
non più online per trapasso della suddetta label. I riconoscimenti,
molto sporadici, sono esclusivamente limitati a qualche critico di
webzine che apprezza i suoni sbilenchi.
Pezzi forti: “Italians”, “The Sun”, “Terrific” e “Like a Spider”,
che faranno parte del prossimo demo “Only Rock Will Survive Us!”
La curiosità: forse l’unica vera caratteristica peculiare della
band, oltre al quasi
completo disinteresse che li
circonda, è di non sopportare la
musica “leggera” italiana, in
qualsiasi forma e connotazione;
peccato che siamo italiani anche
noi... i False Friends sono
molto più bravi e ricercati
per rilasciare interviste che
per suonare dal vivo, infatti
fanno, quando va bene, due date
all’anno, sempre qualcuna in
più dei Beatles periodo 6670, ma sempre maledettamente
poche...
Coordinate Internautiche:
http://www.myspace.com/
falsefriendss
il Trentino – aprile 2010
57
TERZOLIVELLO
Genere: Rock / new wave
Line up: Denis
Cappelletti: voce;
Andrea Sadler: batteria;
Loris Travaglia: basso;
Francesco Nardelli:
chitarra.
Discografia, riconoscimenti e live: nel 2003 nasce la musica dei
Terzolivello, nel 2006 esce L’EP “Synapsy” e nel 2007 L’EP “Waiting
for tavor”. L’anno seguente firmano per l’agenzia di management
“Alkemist Fanatix Europe” mentre nel 2009 ecco “The Silent City”
che verrà distribuito a metà marzo 2010 per Alkemist / Warner
Chappell sotto l’etichetta inglese Copro Records.
Pezzi forti: Cherry Slot, Heartbreak Hotel, Bellatrix Smile.
La curiosità: il disco “The silent city” contiene 10 brani, sulla
copertina del disco però ne sono indicati 11. Così i fan che
saranno in grado di scoprire e utilizzare nel corretto modo il
titolo del brano fantasma avranno accesso a contenuti speciali
inediti e mai pubblicati.
Coordinate Internautiche: www.terzolivello.com,
www.myspace.com/3livello
VETROZERO
Genere: rock obliquo
Line up: Glauco Gabrielli: voce
e chitarra; Alessio Zeni: basso;
Daniele Bonvecchio: batteria.
Discografia, riconoscimenti
e live: hanno all’attivo un cd e il
loro brano “Biarso” ha vinto come
miglior brano il concorso altoatesina
Upload 2008.
Pezzi forti: Grisou, Una pistola non
dice: salve!, il Mostro.
La curiosità: hanno registrato nel
2009 il loro primo videoclip ufficiale
del brano “Il mostro” per la regia di
Marco Menestrina. Il video ha trovato
attenzione a livello nazionale attivando
nella rosa dei 12 finalisti della VII edizione del
premio Roma Videoclip 2009 intitolata “Il cinema
incontra la musica” per videoclip indipendenti
promossa e organizzata dalla RomArtEventi.
Coordinate Internautiche: http://www.myspace.com/
vetrozero
TG GIOVANI in onda
«Quello che mi porto dentro è la voglia di
condividere quello che ho provato» così Maria
Vittoria parla dell’esperienza “Treno della
Memoria”. «Guardavamo gli affitti l’altro giorno,
allucinanti; per i ragazzi è comunque dura» è
il commento di una ragazza sulla questione
“bamboccioni”. «Non ci vuole nulla di particolare,
solo tanta voglia di fare e di mettersi in gioco»
dicono i giovani che prendono parte alla
formazione del Servizio Civile.
Nel Tg Giovani, un programma realizzato
dall’Ufficio Stampa in collaborazione con le
Politiche giovanili della Provincia autonoma
di Trento, sono soprattutto loro a parlare. Il
microfono registra il parere e i consigli dei ragazzi
che hanno preso parte alle iniziative rivolte ai
giovani. Di cosa si parla? Un po’ di tutto. Dallo
sport alla musica. Dal cinema ai viaggi all’estero.
Dai gemellaggi tra scuole alle mostre. E poi
ancora, corsi di formazione, teatro, convegni,
premi. In primo piano sono spesso anche
questioni di attualità: la polemica sui cosiddetti
bamboccioni per esempio, ma anche il mito del
posto fisso e le nuove tecnologie.
Il tono è spesso leggero ma l’obiettivo è serio:
mettere in evidenza opportunità. Di studio,
lavoro, impegno, divertimento. Un concentrato di
possibilità che va in onda su RTTR ogni quindici
giorni, il sabato alle 13.45 e alle 18.10 e il lunedì
alle 14.15. Il Tg Giovani è ovviamente – e non
poteva essere altrimenti – anche online. Tutte le
puntate sono visibili sul sito
www.politichegiovanili.provincia.tn.it/
tg_giovani/
e sul canale Youtube della Provincia.
58
n
il Trentino – aprile 2010
Agnese Tomassetti,
Mettiti nella mia pelliccia,
Erickson, Trento,
Collana “Capire con il cuore”, 2009
pp. 90, euro 15
Vedere la vita dal punto di vista degli animali
non è difficile, anzi, basta ascoltare i buoni sentimenti che muovono il nostro cuore, riflettere
su come ogni animale sappia assecondare i ritmi
della natura e rispettare i propri simili. Con Mettiti nella mia pelliccia l’autrice, che è pure l’illustratrice del libro, invita infatti i bambini – ma
dovrebbero leggerlo molti adulti – a rispettare
gli animali e, attraverso loro, a ravvisare la necessità di ricoprire ancora l’esistenza umana di
un sano senso ecologico.
n
Mauro Neri,
La lanterna del principe,
pp. 192, euro 13,50;
Lo sciamano scomparso,
Egon, Rovereto, 2009,
pp. 184, euro 13,50.
Sono i primi due volumi della collana “La mia
biblioteca trentina” che nel giro di qualche
anno andrà a comprendere 12 titoli. Attraverso
il racconto l’autore, grande divulgatore di storie tra i bambini e gli adolescenti, riesce così a
far appassionare i giovani lettori alla storia del
Trentino, cominciata mille anni orsono con le
popolazioni primitive e proseguita nella civiltà
del Medioevo, nei personaggi del Rinascimento,
dell’illuminismo, dell’impero asburgico. Piccole
storie affascinanti che trovano un supporto “più
scientifico” nelle schede di approfondimento che
le accompagnano. (Per gli insegnanti: PAT, Dipartimento istruzione, Tel. 0461.497233).
n
Paolo Marini,
Dalla diligenza alla corriera,
U.C.T., Trento, 2009,
pp. 258, euro 40
Paolo Marini, trentino, da sempre colleziona
modellini di autobus da tutto il mondo; con
questa pubblicazione, sottotitolata Storia del
trasporto pubblico passeggeri nella Provincia di
Trento, intende proprio coinvolgere il lettore
nella sua passione per il trasporto su gomma.
Tante le foto, storiche e non che, dai primi del
Novecento agli inizi del nostro terzo Millennio,
attirano la curiosità, muovono l’emozione. Tra i
capitoli, la linea “internazionale” Rovereto-Schio,
la nascita della STAT e dell’ISAT, gli autoservizi
della linea Trento-Malé, la Società Automobilistica Atesina.
Biblioteca
A cura di Silvia Vernaccini
n
Aldo Riccadonna,
Briciole scettiche del XX secolo,
Albatros Il Filo, Roma, 2009,
pp. 276, euro 17
Il particolare di un dipinto raffigurante Icaro,
eroe greco simbolo di chi tenta di compiere
azioni fuori dalla propria portata, compare sulla
copertina di questo corposo libro scritto da Aldo
Riccadonna, professore di filosofia e collaboratore con la Facoltà di Filosofia dell’Università di
Trento. Briciole scettiche del XX secolo raccoglie
infatti, sotto l’etichetta “scetticismo”, i pensieri
di alcuni autori del Novecento – Musill, Borges,
Feyerabend, Proust, Pasolini – che riecheggiano
ciò che fu detto secoli fa: l’invito è a non prendersela se altri la pensano in modo diverso dal
nostro, a non prendere se stessi troppo sul serio.
n
Roberto Piumini et al.,
L’invenzione di Kuta. La scrittura e la storia
del libro manoscritto,
Carthusia, Milano, 2009,
pp. 74, euro 14,90
Gli autori di questo libro – Roberto Piumini per
i testi, Adriana Paolini per la ricerca storica e
iconografica e Monica Zani per i disegni – hanno senz’altro vinto la scommessa di aver catturato l’attenzione del pubblico di giovani lettori
sulla storia della scrittura: pagine graficamente
curate e accattivanti che restituiscono ai bambini il fascino di questa importante invenzione
dell’umanità. Il libro è uscito con il sostegno della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e
archeologici della Provincia autonoma di Trento
(che lo fornisce a chi progetta Laboratori di storia della scrittura) e del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali.
n
Sandra Frizzera,
Le tante voci dell’amore,
Edizioni31, Trento, 2010,
pp. 336, euro 14
«È un grande racconto dedicato alla fiducia nelle
tante voci dell’amore, questo: è una scommessa sulla possibilità dell’uomo di essere più forte
della sventura, della malattia, della solitudine…»
scrive Mauro Neri nella prefazione a quest’ultimo libro scritto da Sandra Frizzera, generosa
autrice trentina. Le tante voci dell’amore è infatti
un romanzo che si articola in più protagonisti e
più famiglie – e tra questi è pure riconoscibile il
suo alter ego – sulle cui vicende si intrecciano
atteggiamenti di generosità, di gelosia e di speranza, tutti comunque superati dal vincente sentimento dell’amore.
il Trentino – aprile 2010
n
Elisabetta Postal,
Chiaroscuri. Appunti di vita,
Curcu & Genovese, Collana Poesia, Trento, 2010,
pp. 80, euro 8
«Le parole spesso assomigliano a quelle radure
incantate nelle quali, inaspettatamente, ci si viene a trovare nel bosco. Ci sono molte sfumature,
nascoste nelle parole: ognuno colga quella che
preferisce e che si accorda meglio col suo sentire» scrive l’autrice nella nota introduttiva a questa sua raccolta di poesie. Sono brevi e lirici appunti su alcuni passaggi della vita che Elisabetta,
ormai nonna, avverte con particolare emozione:
sentimenti, pensieri e preghiere che si muovono
in un susseguirsi evocativo di versi.
n
Mauro Marcantoni, Danilo Fenner,
Giorgio Postal, Fondazione Museo storico
del Trentino, Trento, 2010,
pp. 260, euro 18
All’uomo politico trentino Giorgio Postal è dedicato quest’ultimo libro della “Collana ‘900 testimonianze”, una linea editoriale che raccoglie
lo spaccato di una storia non ancora lontana.
L’intento, come sottolinea il professor Antonino
Zichichi nella prefazione, non è «storiografico,
ma di registrare “in diretta” le esperienze dei
protagonisti di questi anni riportandole in forma
di narrazione». Gli autori sono entrambi giornalisti: Marcantoni, direttore dal 1999 di IASA di
Trento e Fenner, direttore della società di comunicazione xgroup di Rovereto.
n
Giorgio Nicoletti,
Valle di Non,
Curcu & Geonovese, Trento, 2010,
pp. 200, euro 12
Questa agile pubblicazione dedicata alla Valle di
Non rientra, assieme ad altre guide dedicate alle
diverse realtà territoriali della nostra provincia,
nella collana “Viaggio in Trentino”. L’autore –
Giorgio Nicoletti, appassionato conoscitore del
Trentino – descrive questa valle ricca di storia
e angoli di natura paese per paese, proponendo
escursioni e suggerimenti gastronomici. Non
mancano le informazioni utili relative ad eventi
e manifestazioni turistiche oltreché, ovviamente, agli esercizi ricettivi.
Alessandro Dionigi, Raimondo Maria Pavarin,
Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga
nei giovani,
Erikson, Collana “Capire con il cuore”, Trento, 2010,
pp. 220, euro 14
«Quando ci sei dentro alla grande, proprio che
consumi tutti i giorni, lì per farti non guardi in
faccia a nessuno, vai a rubare anche al tuo migliore amico» è una delle tante allarmanti dichiarazioni che si leggono in Sballo, una guida per
aiutare genitori ed educatori a muoversi nell’universo della sempre più estrema trasgressione
adolescenziale. Gli autori, docente di Pedagogia
il primo e direttore dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano dipendenze Patologiche di
Bologna il secondo, spiegano così i significati del
consumo di sostanze psicoattive tra i giovani.
n
n
59
Joe Teresienstadio,
Abba! Pater! Ossia In cerca del Gran Padre,
anastatica Fondazione Museo Storico
del Trentino-Alcione, Trento, 2010
(Arti Grafiche A. Scotoni, Trento, 1924),
pp. 424, euro 15
(tavole degli artisti UCAI sezione Trento)
Joe Teresienstadio, ovvero don Giuseppe Maurina (1872-1949), figura straordinaria del clero
trentino, è l’autore di quest’opera che, solo a
sfogliarla, risulta immensa: un poema epico-didascalico in 134 canti narranti la storia dell’universo, dalla venuta di Adamo alla prima guerra
mondiale. Una ricchezza di nozioni legate al
mondo naturale così come alla filosofia, alla fisica o alla religione: un viaggio verso la bellezza
del creato che Maurina prese a scrivere durante i 26 duri mesi di prigionia a Teresienstadt, in
Boemia, e che completò alla fine della Grande
Guerra, al suo ritorno in Trentino.
n
Astrid Mazzola,
Kosovo tutto ok
Il Margine, Trento, 2010,
pp. 256, euro 17
Con appassionato entusiasmo e in collaborazione con il Tavolo Trentino con il Kosovo, la giovane giornalista Astrid Mazzola si è immersa nella
sofferta e ancora sofferente realtà del Kosovo,
povero territorio montuoso nei Balcani, per cercare di capire come vivono oggi i giovani. Dopo
il bombardamento del 1999 – “scontro di civiltà”
tra cristiani e musulmani – sono gli Albanesi,
nel 2008, a proclamarsi Stato indipendente, senza però ricevere il riconoscimento dalla Serbia:
lacerazioni che non scalfiscono comunque l’opinione pubblica internazionale, per la quale “in
Kosovo tutto è ok!”.
60
il Trentino – aprile 2010
Europ.a.
Fondo, rapporto finale
A compimento sette anni di programmazione
I
n questi giorni è stato presentato alla Commissione
europea il Rapporto finale
di esecuzione del Programma
Operativo Fondo sociale europeo 2000-2006.
Il Fondo sociale europeo è
uno dei Fondi strutturali previsti dall’Unione europea al fine di
rafforzare la coesione economica
e sociale al suo interno e ridurre
il divario tra i livelli di sviluppo
delle varie Regioni europee. Esso
è destinato a sostenere misure
volte a prevenire e a combattere
la disoccupazione, a sviluppare
le risorse umane, l’integrazione
sociale nel mercato del lavoro, la
parità tra uomini e donne e favorire uno sviluppo economico
e sociale duraturo.
Il Rapporto finale di esecuzione risulta l’adempimento
ultimo per la conclusione degli
interventi finanziati dal Fondo sociale europeo nel periodo
considerato: con la presentazione di tale documento si porta a
compimento di fatto il settennio
di programmazione 2000-2006.
L’obiettivo del Rapporto è
quello di fornire una serie di informazioni che facciano il punto
sui principali risultati raggiunti nell’ambito della gestione ed
attuazione delle politiche cofinanziate con risorse comunitarie. È un documento di cruciale importanza che ha anche la
finalità di fare una sintesi delle
azioni messe in campo per migliorare l’efficacia e l’efficienza di
tale Fondo strutturale: riporta le
informazioni sull’attuazione degli Assi prioritari e delle Misure
d’intervento, sulla loro esecuzione finanziaria, sull’amministrazione e gestione degli interventi,
nonché una panoramica dei risultati dell’intero programma.
Il Programma operativo Fse
2000-2006 della Provincia autonoma di Trento, come quello
delle altre Regioni italiane, si è
articolato in sei Assi prioritari,
corrispondenti ai cinque obiettivi globali individuati dal Regolamento del Fondo sociale europeo, ai quali se ne è aggiunto un
sesto finalizzato al rafforzamento del sistema di gestione, monitoraggio, valutazione, informazione e controllo del Programma
stesso. Questi obiettivi globali si
suddividevano a loro volta in
una serie di obiettivi specifici
che hanno trovato attuazione
attraverso una o più Misure di
intervento.
Il Programma operativo
2000-2006 ha presentato una
consistenza finanziaria complessiva, a livello di risorse programmate, di poco più di 230
milioni di euro, importo comprensivo del contributo privato
delle aziende beneficiarie degli
aiuti. Questa la ripartizione:
– 45% Fondo sociale europeo,
– 44% Stato,
– 11% Provincia autonoma di
Trento.
Tali risorse sono state pienamente utilizzate nel corso della programmazione 2000-2006, dando luogo anche ad un numero
maggiore di interventi rispetto
a quanto originariamente previsto, interventi aggiuntivi che potranno beneficiare di eventuali
prossime economie provenienti
da mancati utilizzi dei Fondi da
parte di altre Regioni italiane.
Attraverso queste risorse
finanziarie, nel corso dei sette
anni della programmazione, in
provincia di Trento sono stati approvati complessivamente
6.457 interventi, di questi quelli
destinati alle persone (interventi
formativi, incentivi, Work Experience, percorsi integrati) hanno
coinvolto 98.500 soggetti. I destinatari raggiunti rappresentano una quota superiore al 40%
della popolazione potenzialmente interessata dal Programma, corrispondente alle forze
lavoro in provincia di Trento
(circa 230mila unità nel 2007).
Tale riuscita attuativa risulta
nettamente superiore all’obiettivo iniziale, che si prefiggeva una
copertura del 30% delle forze lavoro. All’interno della variegata
tipologia di interventi proposti a
valere sul Programma operativo,
per motivi di sintesi si segnala-
no solo alcune azioni innovative
che, sebbene proposte per la prima volta nel corso del settennio
2000-2006, hanno riscontrato
un evidente successo di pubblico, tanto da richiederne la riproposizione anche nell’attuale
periodo 2007-2013.
Tra le nuove attività formative proposte si segnala, visti i
numeri raggiunti, l’offerta formativa in ambito informatico e
linguistico realizzata attraverso
lo strumento dei buoni formativi. Tale strumento è stato introdotto allo scopo di coinvolgere
un numero crescente di cittadini
trentini in percorsi di formazione lungo tutto l’arco della vita,
così come richiesto a livello comunitario, a partire dai soggetti
più deboli sul mercato del lavoro. I buoni formativi sono stati
attivati nell’ottobre 2003 e fino
a settembre 2008, data di conclusione momentanea della loro
applicazione, hanno riscosso un
enorme successo: per capirne la
consistenza, basti pensare che le
richieste di assegnazione sono
state 47.402. I buoni assegnati, in
base ad un meccanismo di priorità che privilegiava gli utenti più
deboli, sono stati complessivamente 36.564. Di questi ne sono
stati utilizzati complessivamente
23.788, praticamente tutti positivamente conclusi, ed hanno
visto la realizzazione di 2.510
attività formative (1.310 corsi
di lingue e 1.200 corsi di informatica). Tra i destinatari di tali
interventi si segnala una netta
prevalenza femminile, una quota
significativa di persone di mezza
età (compreso un buon numero
di over 45enni), una netta prevalenza di persone occupate e con
un titolo di studio differenziato
(più di un quarto in possesso
della sola scuola dell’obbligo,
il Trentino – aprile 2010
a cura del Servizio
Rapporti Comunitari
e Sviluppo Locale e del Centro
di Documentazione Europea
61
Procura della Repubblica, migliora la qualità
La Giustizia come servizio efficiente per il cittadino e come
promozione e tutela dei suoi diritti.
Con tale obiettivo è stato presentato lo scorso 15 marzo,
presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di
Trento, il progetto con cui la Procura della Repubblica di
Trento intende riorganizzazione i propri processi lavorativi
e ottimizzare le proprie risorse finanziarie ed umane.
All’evento di presentazione dell’iniziativa hanno portato il
loro contributo il Procuratore Capo dott. Stefano Dragone,
il Sostituto Procuratore dott. Pasquale Profiti, il dirigente
generale del Dipartimento Innovazione, Ricerca e ICT
dott. Sergio Bettotti, il dirigente del Servizio Rapporti
Comunitari e Sviluppo Locale dott.ssa Nicoletta Clauser, il
Presidente di FORMIT dott. Giovanni Bisogni e lo staff di
esperti che seguiranno le singole fasi del progetto.
Tale iniziativa si colloca nell’ambito del programma
“Diffusione di best practices presso gli uffici giudiziari
italiani” promosso dal Ministero della Giustizia, dal
Dipartimento della Funzione pubblica e da diciotto
tra Regioni e Province autonome, tra cui la Provincia
autonoma di Trento. Il sistema di amministrazione
della giustizia italiano è caratterizzato da una grande
complessità di attori istituzionali e di regole pensate
dal legislatore per garantire una funzione sociale di
fondamentale importanza per la società. Le norme che
garantiscono il rispetto dei principi di indipendenza,
equità di trattamento, rispetto dei diritti fondamentali,
correttezza delle procedure, hanno però bisogno di
adeguati modelli e strumenti organizzativi per una loro
efficace ed efficiente applicazione. Da sempre l’impegno
maggiore è stato profuso nell’indispensabile rispetto
delle regole amministrative.
Negli ultimi anni il sistema giustizia ha invece cercato
di migliorarsi in termini di efficacia, non solo attraverso
la modifica delle norme, ma anche tramite un genuino
cambiamento organizzativo, un mutamento di
atteggiamenti, di concezioni, di processi di lavoro, di modi
di intendere l’Amministrazione e il suo funzionamento.
un 55% con diploma o qualifica
professionale e circa il 17% con
la laurea).
Alle attività formative realizzate dal Programma, si devono aggiungere altri dispositivi
destinati alla promozione delle
pari opportunità di genere e in
particolare alla conciliazione tra
tempi di vita e di lavoro. Ci si
riferisce in particolare ai servizi
erogati con i buoni di servizio o
di accompagnamento destinati alla conciliazione tra lavoro e
cura dei figli. Questi titoli con-
Partendo da tali premesse, la Provincia autonoma di
Bolzano ha finanziato, con risorse del Fondo sociale
europeo, un progetto pilota destinato alla Procura
della Repubblica di Bolzano, volto al miglioramento
organizzativo dei processi lavorativi e all’ottimizzazione
delle risorse materiali disponibili.
I risultati di tale iniziativa sono stati talmente positivi da
essere riconosciuti quale buona pratica anche a livello
europeo. Il buon esito della sperimentazione ha indotto
quindi la Provincia di Bolzano e il Ministero della Giustizia
a promuovere il trasferimento di tale buona pratica presso
altri Uffici giudiziari italiani, attraverso il cofinanziamento
del Fondo sociale europeo. Il progetto “Diffusione di best
practices presso gli uffici giudiziari italiani” ha coinvolto
ad oggi diciotto regioni italiane che hanno finanziato le
attività di cambiamento organizzativo e di innovazione di
95 uffici giudiziari sparsi su tutto il territorio nazionale.
Le finalità che la Procura di Trento si è prefissata di
raggiungere attraverso tale iniziativa sono:
– la semplificazione e il conseguimento di un maggior
grado di trasparenza nei processi organizzativi interni
ed esterni nonché un abbassamento dei livelli di
spesa;
– l’avvicinamento degli uffici giudiziari al cittadino,
il miglioramento della qualità dei servizi e la
predisposizione di un bilancio dell’attività dell’ufficio
giudiziario. Attraverso quest’ultimo strumento i costi
sostenuti dalla procura verranno rapportati ai risultati
ottenuti in termini di: a) recupero di denaro sottratto
alla collettività dalla commissione del reato, b) lotta
ai traffici illeciti, c) tutela dei beni collettivi (ambiente
e territorio) ed individuali (salute sui luoghi di lavoro,
tutela degli spazi di libertà).
Alla preliminare individuazione delle esigenze della
Procura di Trento farà seguito una riorganizzazione dei
processi, che sarà supportata dal potenziamento e dalla
diffusione di nuove tecnologie. Fra gli obiettivi che la
Procura si pone vi sono anche la definizione di una“Carta dei
sentono ai beneficiari di acquisire, a fronte di un contributo
finanziario personale pari ad almeno il 10% del valore nominale
del Buono, servizi di educazione
e cura di minori con età fino a
16 anni, o fino a 18 anni nel caso
di minori riconosciuti in stato
di handicap. I buoni di servizio,
erogati a partire da ottobre 2005
fino a dicembre 2008, sono stati 5.198, di cui 5.052 conclusi.
Questo dispositivo ha riscosso
un indubbio successo presso la
popolazione trentina, tanto da
servizi”, che individuerà l’impegno nei confronti degli
utenti, ed il raggiungimento degli standard qualitativi ISO
9001:2008 nei principali processi amministrativi. Infine,
verranno migliorati anche gli aspetti comunicativi con il
cittadino-utente attraverso la creazione di un sito web
dedicato esclusivamente alla Procura della Repubblica
di Trento, che fornirà informazioni utili al cittadino e
metterà a disposizione servizi on line. L’attuazione del
progetto è stata assegnata ad esperti e tecnici di FORMIT,
Fondazione per la ricerca sulla Migrazione ed Integrazione
delle Tecnologie. Durante l’evento di presentazione
dell’iniziativa il dirigente generale dott. Sergio Bettotti ha
centrato il suo intervento sull’importanza per la pubblica
amministrazione di rivedere i modi e i tempi di lavoro,
tenendo in considerazione il possibile impiego delle nuove
tecnologie, al fine di determinare sensibili cambiamenti
nei processi lavorativi. Ha quindi sottolineato la rilevanza
del progetto in quanto, per la prima volta, viene riservata
un’attenzione peculiare ai processi di lavoro interni delle
amministrazioni pubbliche.
Ha fatto seguito l’intervento del Sostituto Procuratore,
dott. Pasquale Profiti, il quale, rivolgendosi ad un
pubblico composto prevalentemente da dipendenti
amministrativi della Procura di Trento, ha affermato che
quella che sta partendo è una sfida da intraprendere,
perché costituisce un modo per far capire alla comunità
quali sono i problemi della Procura, per render conto
pubblicamente di come sono gestite le risorse pubbliche
e per trovare metodologie di lavoro che permettano
all’amministrazione di essere più efficiente e trasparente
e ai dipendenti di trovare maggiore soddisfazione nello
svolgimento del lavoro.
L’iniziativa è cofinanziata dal Fondo sociale europeo
nell’ambito del programma operativo della Provincia
autonoma di Trento 2007/2013.
assumere ormai una valenza
strategica all’interno dell’offerta di servizi realizzata grazie al
contributo del Fondo sociale
europeo; per questo sono stati riproposti e potenziati anche
nell’attuale programmazione Fse
2007-2013. Infine, lo Sportello di Orientamento Formativo
Territoriale, ora divenuta Struttura Multifunzionale “Ad Personam”. La Provincia autonoma di
Trento, allo scopo di garantire
la trasparenza nei confronti dei
destinatari potenziali e assicura-
re loro la migliore informazione
per la partecipazione agli interventi cofinanziati dal Fondo sociale europeo, ha attivato questa
struttura di orientamento formativo accessibile a tutti in permanenza che, a partire dal 2003,
è stato strutturata a livello territoriale con 11 Sportelli nelle rispettive sedi comprensoriali. Nel
corso del periodo 2004-2008,
sono stati più di 267mila gli accessi degli utenti a tale servizio.
nnn
62
il Trentino – aprile 2010
Europ.a.
Un premio a basso consumo
Edifici innovativi, vince Mezzocorona
I
l progetto europeo ILETE,
acronimo di “Initiative for
Low Energy Training in Europe” vede coinvolti in una “Iniziativa per la formazione sugli
edifici a basso consumo in Europa” sette Regioni partner tra le
quali la Provincia autonoma di
Trento che partecipa attraverso
l’Agenzia provinciale per l’energia (APE). I partner intendono
muoversi molto rapidamente
verso una significativa riduzione del consumo energetico nelle costruzioni attraverso azioni
volte a colmare la mancanza di
formazione.
Nell’ambito del progetto è
stato istituito il Premio ILETE,
concorso sugli edifici a basso
consumo energetico, da tenersi
in ogni regione partner; i progetti regionali vincitori concorreranno per il premio finale a
livello europeo.
Obiettivo del concorso è la
conoscenza e la divulgazione
delle buone pratiche progettuaIl Centro polivalente Sottodossi
di Mezzocorona.
li e realizzative degli edifici; in
provincia di Trento, il Bando di
concorso ha previsto di valutare,
oltre alle prestazioni energetiche, anche l’innovazione tecnologica, la coerenza con le architetture del territorio e gli aspetti
comunicativi. In funzione di
tali criteri, è stato previsto di
premiare congiuntamente, per
ogni progetto, il committente, il
progettista e l’impresa più significativamente coinvolta. I lavori
presentati, 12 progetti tutti di
alto livello qualitativo, sono stati
giudicati da una commissione
composta da esperti e rappresentati delle professioni e delle
associazioni di categoria che,
oltre a decretare il vincitore, ha
ritenuto di segnalare anche altre
realizzazioni che si sono distinte
per specifiche caratteristiche. Lo
scorso 20 marzo, nell’ambito del
Convegno sulle tematiche del
“Costruire edifici a basso consumo”, è avvenuta la premiazione
ufficiale del vincitore del Premio
e dei progetti segnalati.
Il progetto vincitore è il
Centro Polivalente Sottodossi a
Mezzocorona. Si tratta di una
nuova costruzione, commissionata dal Comune di Mezzocorona. Il progettista è l’arch. Paolo
Bertotti e l’impresa esecutrice è
la ILLE Prefabbricati SpA.
Preme segnalare che l’opera
realizzata è stata finanziata a valere sul Programma Operativo
2007-2013 del Fondo Europeo di
Sviluppo Regionale-FESR della
Provincia autonoma di Trento”
(bando n. 1/2007 riguardante la
realizzazione e ristrutturazione di edifici pubblici secondo
gli standard del basso consumo
energetico e del basso impatto
ambientale).
Il convegno, coordinato
da Roberto Bertoldi, direttore
dell’Ape, ha permesso anche di
fare il punto delle altre iniziative
promosse all’interno del Progetto ILETE. Il consorzio ha individuato tre obiettivi primari:
– progettazione e realizzazione
di 8 seminari universitari sugli aspetti tecnico-scientifici,
curati da un gruppo europeo
di esperti di ciascun partner;
– realizzazione di un kit di formazione;
– informazione verso tutti i
gruppi interessati; opuscoli sugli argomenti di ILETE;
eventi e premi a livello regionale ed europeo; centri regionali della conoscenza e della
formazione.
Alberto Pacher, vicepresidente della Provincia autonoma di
Trento, intervenendo al convegno, ha sottolineato che «il
risparmio energetico degli edifici con l’alta sostenibilità ambientale è una linea di tendenza
che si rafforza sempre di più,
anche in Trentino. Il processo
di diffusione di metodologie
progettuali si rafforza e ne sono
indicatore diretto lo spazio che
queste metodologie hanno trovato all’interno della stessa manovra anticongiunturale della
Provincia e le centinaia di domande all’Ape per contributi di
sostegno al settore. Ma a renderci maggiormente fiduciosi è
il fatto che queste sensibilità si
svincolano sempre più dal solo
sostegno pubblico ed entrano
nelle logiche di mercato. Rafforzare questi processi di rete
è la direzione giusta, perché la
cosiddetta green economy è fatta
soprattutto delle tante piccole
iniziative che anche in Trentino
si fanno strada».
www.energia.provincia.tn.it
nnn
il Trentino – aprile 2010
a cura del Servizio
Rapporti Comunitari
e Sviluppo Locale e del Centro
di Documentazione Europea
63
L’Europa per voi
112, L’emergenza europea
Immaginate di essere in visita
in uno Stato membro dell’UE o di trovarvi nel vostro
paese e di aver bisogno di contattare l’ambulanza, i
vigili del fuoco o la polizia. Sapreste quale numero di
emergenza chiamare? In un’Unione europea in cui si
viaggia sempre di più per lavoro o per piacere, milioni
di persone potrebbero trovarsi in tale situazione.
Per fortuna, non c’è bisogno di cercare o ricordare i
numeri di emergenza di ogni Stato membro dell’UE.
Basta ricordarsene uno solo: il 112! Si può chiamare
gratuitamente il 112
per contattare i servizi
di emergenza in tutta
l’Unione europea, da rete
fissa o mobile. Un operatore qualificato risponderà alla
chiamata. A seconda del paese, l’operatore gestirà la
vostra richiesta direttamente o vi metterà in contatto
con il servizio competente (l’ambulanza, i vigili del
fuoco o la polizia).
Per saperne di più: http://ec.europa.eu/
information_society/activities/112/index_it.htm
Tirocini e Formazione Professionale
La Giunta provinciale ha approvato il progetto
“Tirocinio formativo in un Paese europeo per giovani
con qualifica o diploma professionale”, promosso
dalla Provincia autonoma di Trento, Ufficio Fondo
Sociale Europeo a seguito del finanziamento da
parte dell’Agenzia nazionale LLP-ISFOL (Istituto
per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei
Lavoratori), che intende promuovere la cooperazione
transnazionale fra i Centri e/o gli Istituti di formazione
professionale locali e partner europei, in modo
da innovare e qualificare l’offerta di formazione
professionale iniziale provinciale, e per promuovere
anche in questa filiera formativa la mobilità dei giovani
allievi. Otto sono i Centri e gli Istituti professionali
trentini coinvolti. Si tratta dell’ENAIP di Trento;
dell’Opera Armida Barelli; dell’Istituto di Formazione
Professionale Servizi alla Persona e del Legno “S.
Pertini”; del Centro di Formazione Professionale “G.
Veronesi”; della Fondazione Edmund Mach - Istituto
Agrario di San Michele all’Adige; del Centro di
Formazione Professionale Università Popolare Trentina;
della casa madre dell’istituto delle Figlie della Carità
Canossiane; dell’Istituto pavoniano Artigianelli per
le arti grafiche. Il progetto si rivolge a 80 giovani che
conseguiranno la qualifica di formazione professionale
(corso triennale) o il diploma professionale (quarto
anno) al termine dell’anno formativo 2009-2010, di
età non superiore ai 20 anni.
9 MAGGIO FESTA DELL’EUROPA
Il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa. È una giornata di
festa comune che vuole ricordare il 9 maggio dell’anno 1950, giorno in
cui lo spettro delle guerre tra i paesi europei ha iniziato a diventare un
incubo del passato. Quel giorno il ministro francese degli Affari esteri,
Robert Schuman, convocò la stampa presso la sede del Ministero a
Parigi per una comunicazione importante. In questo suo discorso
fece la proposta, nota come la dichiarazione Schuman, di creare una
federazione europea indispensabile per mantenere la pace. Questa
proposta è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea.
«…La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi
creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano (…) Il governo
francese propone di mettere l’insieme della produzione francotedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel
quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi
europei (…) Questa proposta, mettendo in comune le produzioni di
base e istituendo una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che
vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della
pace…». La proposta era molto coraggiosa per quel tempo, se si pensa che i paesi europei erano appena usciti da una
guerra che aveva seminato lutti, odi e rancori. Da allora la costruzione dell’Unione europea ha continuato ad andare
avanti e tutti i paesi che hanno scelto di aderirvi hanno anche adottato i valori di pace e solidarietà e democrazia su cui
essa si basa. Questi valori si realizzano grazie allo sviluppo economico e sociale e all’equilibrio del contesto ambientale e
delle varie regioni, i soli fattori che possono garantire un livello di qualità della vita diffuso equamente tra i cittadini.
Come qualsiasi opera umana di pari portata, l’integrazione dell’Europa non sarà realizzata né in un giorno né in qualche
decennio, le lacune sono ancora numerose, le imperfezioni evidenti.
La meta da raggiungere è costruire un’Europa che rispetti la libertà e l’identità di ciascuno dei popoli che la
compongono, gestita in comune applicando il principio per cui «ciò che può essere meglio fatto in comune, deve
esserlo». Solo l’unione dei popoli può garantire all’Europa la sovranità sul suo destino e il suo prestigio nel mondo.
L’Unione europea è all’ascolto e al servizio dei cittadini. Pur mantenendo la sua specificità, le sue abitudini di vita, la
sua lingua, ogni cittadino deve tuttavia sentirsi a casa nella patria europea nella quale può circolare liberamente.
Europeana: pensare la cultura
Europeana è la biblioteca multimediale on line europea che, grazie alla digitalizzazione delle
opere culturali europee, permette l’accesso al materiale conservato in musei, biblioteche
e archivi stranieri senza bisogno di viaggiare o sfogliare centinaia di pagine per trovare
un’informazione. La finalità fissata dalla Commissione europea per Europeana è di rendere
le risorse informative europee più facili da usare in rete facendo da interfaccia unica per
raggiungere le collezioni di opere custodite in forma digitale sui server delle biblioteche
nazionali. Europeana si fonda sul ricco patrimonio culturale europeo, combinando
il contesto multiculturale e multilingue con il progresso tecnologico e i nuovi modelli di business. Originariamente
conosciuta come rete della Biblioteca digitale europea – European Digital Library Network, EDLnet – nasce dalla
collaborazione di 100 rappresentanti di organizzazioni per il patrimonio culturale e la conoscenza ed esperti di
tecnologie dell’informazione provenienti da tutta Europa ed è finanziata dalla Commissione europea e dagli Stati
membri dell’UE. Anche l’Italia partecipa per sostenere la digitalizzazione del patrimonio culturale e scientifico europeo.
Attualmente il sito permette di accedere a circa 6 milioni di oggetti digitali custoditi da musei e gallerie, archivi,
biblioteche, collezioni audiovisive di tutta Europa quali:
Immagini - dipinti, disegni, mappe, foto e immagini di oggetti museali
Testi - libri, giornali, lettere, diari e documenti d’archivio
Suoni - musica e parole da cilindri, nastri, dischi e trasmissioni radiofoniche
Video - film, notiziari e trasmissioni televisive
Per saperne di più: http://www.europeana.eu/portal/
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Oh che bel castello… - Ufficio Stampa