opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Per alleviare il bruciore o in caso di spruzzi di sostanze chimiche, lavare abbondantemente con acqua fresca e pulita. Il cotone idrofilo non va mai applicato direttamente sull'occhio. Contusioni oculari: sono più gravi quando il soggetto accusa dolore + fastidio alla luce + vista annebbiata: bendare l'occhio e avviare al pronto soccorso. Ferite oculari: evitare di far aprire e chiudere ripetutamente le palpebre per vedere la ferita: tale manovra può favorire l'uscita dell'umor vitreo: bendare l'occhio e avviare al pronto soccorso. Corpi estranei oculari (metallo, pietra, vetro, legno, ecc.): evitare sia di toglierli da soli che di lasciarli nell'occhio per più di un giorno: sciacquare con acqua abbondante, accertarsi che il corpo estraneo sia allontanato; se il caso, bendare l'occhio e avviare al pronto soccorso. Sostanze chimiche inquinanti (polveri, gas, vapori): di solito provocano irritazione, lacrimazione e starnuti : sciacquare con acqua abbondante. Schizzi di acidi (solforico, nitrico, cloridrico): sciacquare con acqua abbondante, bendare ed avviare al pronto soccorso. Schizzi di alcali (ammoniaca, calce, soda): possono essere ancora più gravi in quanto subdole e "progressive" in quanto tendono a coagulare le proteine dell'occhio: sciacquare abbondantemente con acqua (eventualmente con acqua zuccherata o con acqua e latte), bendare e avviare al pronto soccorso. 25 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 - immobilizzare l'infortunato con stecche, legni, ecc. (ricoprendoli con cotone, asciugamani, ecc.) comprendendo nell'immobilizzazione le articolazioni sotto e sovrastanti la frattura Se la frattura è aperta (esposta): - arrestare l'emorragia, ricoprire con garze e bende; - immobilizzare come per le altre fratture. PARTE INTERESSATA: COLONNA VERTEBRALE E BACINO (lesioni da sospettare in base alla gravità dell'infortunio) In questo caso spostamenti anche minino dell'infortunato possono essere pericolosi, a causa dei danni che si possono creare al midollo spinale. Attendere l'arrivo di una ambulanza e di personale esperto. Se il luogo non è raggiungibile dai mezzi di soccorso e se vi sono quattro persone, lo spostamento può essere eseguito come segue: - il primo soccorritore afferra il capo con una mano sotto il mento e l'altra sotto la nuca, tirando delicatamente la testa lungo l'asse del corpo; - il secondo afferra le caviglie e le tira delicatamente in senso opposto; - i due altri collocano le mani sotto le cosce, il bacino, la schiena e le scapole. Tutti e quattro sollevano a comando l'infortunato cercando di spostare in blocco testa, collo e tronco, mantenendolo in trazione, e lo posano su una barella rigida, anche di fortuna. Infortuni causati da elettricità Il primo provvedimento in caso di contatto con parti in tensione è quello di interrompere l'alimentazione. Se la tensione non supera i 500 V e nel caso risulti impossibile togliere immediatamente corrente, si può provvedere ad allontanare l'infortunato dalla parte in tensione avendo il soccorritore cura di isolarsi, sia dal lato della parte in tensione, sia verso terra, impiegando guanti isolanti, aste, manici, pedane isolanti, ecc.; quindi: COSA FARE - far distendere subito l'infortunato; - controllarne la respirazione e il battito cardiaco; - sistemarlo sulla posizione di fianco se è svenuto e respira; - coprire le ustioni con materiale asettico; - in assenza di respirazione e/o in assenza di battito cardiaco praticare la rianimazione( se si è in grado di farlo per aver partecipato ad un corso). Iniziare l'intervento con la massima urgenza già nel posto stesso in cui è avvenuto l'infortunio. Il trasporto presso il luogo di cura dovrà essere effettuato senza affaticare minimamente l'infortunato. - se non si è in grado di effettuare la rianimazione chiamare immediatamente il 118 Infortuni oculari L'infortunio oculare che a volte viene sottovalutato, può, invece, comportare anche gravi danni. Quando nell'occhio penetra una scheggia, è pericoloso ed errato tentare di rimuoverla. Infatti, essendo difficile raggiungerla, il tentativo di estrarla potrebbe comportare lesioni anche gravi, se interessanti la pupilla. In questi casi è necessario chiudere la palpebra, coprire l'occhio interessato con garza o benda e provvedere al trasporto dell'infortunato a un posto di pronto soccorso (oculistico). 24 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Se la causa è la perdita di sangue: - fermare le emorragie; - sdraiare il ferito a testa più bassa, collo disteso e membra inferiori un po' sollevate. Se la causa non è emorragica: - sistemare il soggetto in posizione laterale di sicurezza; - controllare ed eventualmente aiutare la respirazione allentando lacci, cinture, cravatte; - coprire e tranquillizzare. In ogni caso, provvedere con urgenza per il trasporto più idoneo. COSA NON FARE - non somministrare mai bevande. Lesioni traumatiche alle ossa ed articolazioni Le lesioni alle ossa e alle articolazioni possono essere: - Distorsione: stiramento dei legamenti dell'articolazione, eventualmente con lacerazione. - Lussazione: spostamento rispetto alla sede naturale dell'articolazione, di un capo osseo. - Frattura: rottura delle ossa con o senza spostamento (se l'osso sporge all'esterno si parla di "frattura aperta o esposta"). Queste lesioni non sono sempre facilmente distinguibili le une dalle altre: nel dubbio usare sempre la massima cautela. Salvo in caso di fratture esposte, in cui vi è il pericolo di infezione, non vi è quasi mai urgenza di minuti. In molti casi può essere utile applicare del ghiaccio pronto uso sulla zona contusa o traumatizzata, al fine di alleviare il dolore e ridurre il gonfiore (edema). PARTE INTERESSATA: CRANIO I traumi del cranio presentano sempre caratteri di particolare rilevanza (possono esserci o no perdita di coscienza, ferite al cuoio capelluto, emorragia dal naso o dalle orecchie). -COSA FARE - trasportare l'infortunato all'ospedale in posizione laterale di sicurezza; - proteggerlo dal freddo. PARTE INTERESSATA: TORACE Urti violenti o forti compressioni della gabbia toracica possono provocare lesioni ossee associate o no a lesioni interne. Dolori localizzati, accentuati dalla respirazione o da grosse difficoltà respiratorie, richiedono il trasporto all'ospedale nella posizione meno dolorosa possibile, spesso semiseduta, controllando respirazione, vomito e stato di coscienza. PARTE INTERESSATA: ARTI Se un posto di soccorso è vicino: - sollecitare il trasporto con mezzo adeguato. Non spostare, nel frattempo, l'infortunato; - coprire l'infortunato. Se il posto di soccorso è lontano: 23 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Malori e svenimenti Lo svenimento è la perdita completa dei sensi, per cui lo svenuto non reagisce se interpellato. Esso può essere determinato da molteplici cause quali: forti emozioni, mancanza di ossigeno, trauma alla testa, intossicazione, ecc. COSA FARE - accertarsi che lo svenuto respiri, in caso contrario, praticare la rianimazione ABC( Airways = disostruzione vie aeree; Breathing = ventilazione attraverso il metodo bocca a bocca, ecc.; Circulation = circolazione del sangue attraverso il massaggio cardiaco) se si è in grado di farlo per aver partecipato ad un corso, altrimenti chiamare immediatamente il 118 o gli altri numeri indicati nei cartelli appesi all’interno del luogo di lavoro; - metterlo in posizione supina con testa reclinata indietro; - allentare gli indumenti stretti (colletto, cravatta, cinghia, ecc.); - sollevare gli arti inferiori per favorire la circolazione del sangue; - aprire le finestre se in luogo chiuso e allontanare gli astanti che tendono ad affollare il luogo; - rinfrescare fronte, collo, polsi; COSA NON FARE - mai sollevare lo svenuto in posizione eretta o seduta; - mai somministrare bevande finché é privo di sensi; - mai somministrare bevande alcoliche quando lo svenuto ha ripreso i sensi. N.B. - Dopo uno svenimento è sempre opportuno far visitare dal medico la persona interessata. Shock (collasso) Si verifica uno stato di shock quando nel corpo umano si ha l'improvvisa caduta della pressione del sangue. Lo stato di shock può ingenerarsi per vari motivi; quelli di natura infortunistica possono essere: - emorragie; - ustioni estese; - lesione traumatiche gravi. Uno stato di shock si può verificare anche per un infarto miocardico o un'aritmia grave o per l'anafilassi dovuta, ad esempio, ad una puntura di imenottero (ape, vespa calabrone, ecc.) in soggetto allergico. Il colpito da shock presenta i seguenti sintomi: - pallore estremo del viso; - polso debole e molto frequente; - respiro superficiale e affrettato; - sudore freddo; - indebolimento (progressivo) dello stato di coscienza. COSA FARE - rimuovere, per quanto possibile, le cause che hanno ingenerato lo shock. 22 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 12 NORME DI BASE PER IL PRIMO SOCCORSO IN AZIENDA Lo scopo di questa dispensa è di fornire semplici informazioni su ciò che va fatto (ed anche su ciò che non va fatto) in caso d'infortunio o malore. In caso di necessità di soccorrere un collega di lavoro infortunato oppure colto da malore improvviso, per prima cosa adagiarlo su una superficie sicura, evitare ogni affollamento attorno e chiamare gli addetti che rispondono al numero 118.In attesa dell'arrivo dei mezzi di soccorso, prestare le prime attenzioni all'infortunato, mantenendo la calma, e osservando attentamente circostanze e sintomi accusati dall'infortunato (ovvero colto da malore) per riferirli ai soccorritori. Di seguito vengono considerati alcuni casi particolari Ferite - abrasioni Sono lesioni determinate da un agente vulnerante che interrompe la continuità della pelle. COSA FARE - Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di medicare la ferita; - Indossare i guanti a perdere; - Lavare a lungo con acqua e sapone prima la pelle intorno alla ferita e poi la ferita stessa (se l'acqua corrente non è disponibile, usare come detergente un disinfettante (ad es. citrosil); - Disinfettare la ferita con l'ausilio di un tampone di garza sterile imbevuto di disinfettante non irritante quale: acqua ossigenata Citrosil, o Amuchina diluita) - Applicare cerotto o garza sterile+cerotto, a seconda della grandezza della ferita. - Alla fine dell'intervento raccogliere tutto il materiale settico nel sacchetto che andrà smaltito tra i rifiuti sanitari - Se ci sono macchie di sangue lavarle o farle lavare con cloro (Amuchina, Varechina) N.B.: Per evitare il grave pericolo di infezione tetanica possibile su tutte le ferite, è auspicabile che tutti siano vaccinati contro il tetano. Alcuni lavoratori (meccanici, stabulatori, addetti alla nettezza urbana, ecc.) sono obbligati ad effettuare periodicamente dei richiami di vaccino (in genere una iniezione ogni 10 anni). Chi non fosse vaccinato deve recarsi dal medico per la profilassi antitetanica. Anche chi è già vaccinato non deve esimersi dal chiedere il parere del medico circa l'opportunità o meno di una iniezione di vaccino di richiamo, soprattutto se la ferita è frastagliata, contaminata con terriccio, ed in epoca superiore ai primi cinque anni dall'ultimo richiamo di vaccino. Per le piccole ferite superficiali, effettuare ugualmente un'accurata pulizia e medicare con garza sterile o con un cerotto già preparato da confezione multiuso. COSA NON FARE - Evitare di usare cotone per la disinfezione e la medicazione delle ferite; - Non mettere direttamente sulle ferite disinfettanti drastici come tintura di iodio, alcool iodato o alcool denaturato. 21 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 11 EMERGENZA ISTRUZIONI DI SICUREZZA LAVORATORI NON ADDETTI ALLE PROCEDURE D’EMERGENZA NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCENDIO SE SCOPRE UN INCENDIO: 1) SEGNALA TEMPESTIVAMENTE ALL’ADDETTO ALLA LOTTA ANTINCENDIO LA SITUAZIONE DI EMERGENZA; 2) SI ASTIENE DALL’EFFETTUARE INTERVENTI DIRETTI SULL’INCENDIO E SULLE PERSONE (SALVO L’IMPOSSIBILITÀ DI CONTATTARE L’ADDETTO ALLA LOTTA ANTINCENDIO) SE SENTE L’ORDINE DI EVACUAZIONE: 1) SI DIRIGE, ORDINATAMENTE, VERSO IL PUNTO DI RACCOLTA A LUI ASSEGNATO SEGUENDO LE DIRETTIVE DELL’ADDETTO ALL’EVACUAZIONE ED AVENDO CURA DI CHIUDERE, OVVIAMENTE NON A CHIAVE, LE FINESTRE E LE PORTE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO, DOPO AVER ACCERTATO CHE GLI STESSI SIANO STATI EVACUATI; 2) SE POSSIBILE ASPORTA I PROPRI EFFETTI PERSONALI; 3) SI ALLONTANA PRONTAMENTE DAI LOCALI SENZA CREARE PANICO, MANTENENDO LA CALMA ED EVITANDO DI CORRERE E DI GRIDARE; 4) SE IMMERSI NEL FUMO RESPIRARE CERCANDO DI COPRIRE IL NASO CON UN FAZZOLETTO (MEGLIO BAGNATO) O ALTRO; USCIRE STRISCIANDO LUNGO IL PAVIMENTO, DOVE L’ARIA È MENO CALDA E PIÙ RESPIRABILE; 5) PRIMA DI SUPERARE UNA PORTA CHIUSA TOCCARLA (CON CAUTELA) CON LE MANI, SE RISULTASSE CALDA NON APRIRLA; 6) SE PRENDE FUOCO IL VESTITO DI UNA PERSONA CERCARE DI AVVOLGERLA CON UN ALTRO INDUMENTO PER EVITARE CHE LE FIAMME RAGGIUNGANO LA TESTA; 7) SE SI RESTA INTRAPPOLATI DAL FUOCO, SEGNALARE ATTRAVERSO UNA FINESTRA LA PROPRIA PRESENZA, AVENDO CURA DI CHIUDERE LE PORTE TUTTO INTORNO (UNA PORTA DI LEGNO, ANCHE SE DI TIPO NORMALE, PUÒ RESISTERE PER UN CERTO TEMPO ALL’AZIONE DEL FUOCO); 8) RAGGIUNTO IL PUNTO DI RACCOLTA ASSEGNATO RESTA IN ATTESA DI COMUNICAZIONI SENZA ALLONTANARSI. 20 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 9.7. INDUMENTI DI PROTEZIONE CONTRO LE INTEMPERIE - Lavori edili all'aperto con clima piovoso e freddo 9.8. INDUMENTI FOSFORESCENTI - Lavori in cui è necessario percepire in tempo la presenza dei lavoratori 9.9. ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTICADUTA (IMBRACATURE DI SICUREZZA) - Lavori su impalcature - Montaggio di elementi prefabbricati - Lavori su piloni 9.10. ATTACCO DI SICUREZZA CON CORDA - Posti di lavoro in cabine sopraelevate di gru - Posti di lavoro in cabine di manovra sopraelevate di transelevatori - Posti di lavoro sopraelevati su torri di trivellazione - Lavori in pozzi e in fogne 9.11. PROTEZIONE DELL'EPIDERMIDE - Manipolazione di emulsioni - Concia di pellami 19 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 - Fucinatura a stampo Rimozione e frantumazione di schegge Operazioni di sabbiatura Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti corrosivi Impiego di pompe a getto liquido Manipolazione di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità delle stesse Lavori che comportano esposizione al calore radiante Impiego di laser 9.4. PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Autorespiratori Lavori in contenitori, in vani ristretti ed in forni industriali riscaldati a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno - Lavoro nella zona di caricamento dell'altoforno - Lavori in prossimità dei convertitori e delle condutture di gas di altoforno - Lavori in prossimità della colata in siviera qualora sia prevedibile che se ne sprigionino fumo di metalli pesanti - Lavori di rivestimento di forni e di siviere qualora sia prevedibile la formazione di polveri - Verniciatura a spruzzo senza sufficiente aspirazione - Lavori in pozzetti, canali ed altri vani sotterranei nell'ambito della rete fognaria - Attività in impianti frigoriferi che presentino un rischio di fuoriuscita del refrigerante 9.5. PROTEZIONE DELL'UDITO Otoprotettori - Lavori nelle vicinanze di presse per metalli - Lavori che implicano l'uso di utensili pneumatici - Attività del personale a terra negli aeroporti - Battitura di pali e costipazione del terreno - Lavori nel legname e nei tessili 9.6. PROTEZIONE DEL TRONCO, DELLE BRACCIA E DELLE MANI Indumenti protettivi - Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti corrosivi - Lavori che comportano la manipolazione di masse calde o la loro vicinanza o comunque un'esposizione al calore - Lavorazione di vetri piani - Lavori di sabbiatura - Lavori in impianti frigoriferi Indumenti protettivi difficilmente infiammabili - Lavori di saldatura in ambienti ristretti Grembiuli imperforabili - Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli - Lavori che comportano l'uso di coltelli, nel caso in cui questi siano mossi in direzione del corpo Grembiuli di cuoio - Saldatura - Fucinatura - Fonditura Bracciali - Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli Guanti - Saldatura Manipolazione di oggetti con spigoli vivi, esclusi i casi in cui sussista il rischio che il guanto rimanga impigliato nelle macchine - Manipolazione a cielo aperto di prodotti acidi e alcalini Guanti a maglia metallica - Operazione di disossamento e di squartamento nei macelli - Attività protratta di taglio con il coltello nei reparti di produzione e macellazione - Sostituzione di coltelli nelle taglierine 18 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 - Lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione - Lavori su ponti d'acciaio, su opere edili in strutture d'acciaio di grande altezza, piloni, torri, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali elettriche - Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie di miniera - Lavori in terra e in roccia - Lavori in miniere sotterranee, miniere a cielo aperto e lavori di spostamento di ammassi di sterile - Uso di estrattori di bulloni - Brillatura mine - Lavori in ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori - Lavori nei pressi di altiforni, in impianti di riduzione diretta, in acciaierie, in laminatoi, in stabilimenti metallurgici, in impianti di fucinatura a maglio e a stampo, nonché in fonderie - Lavori in forni industriali, contenitori, apparecchi, silos, tramogge e condotte - Costruzioni navali - Smistamento ferroviario - Macelli 9.2. PROTEZIONE DEL PIEDE Scarpe di sicurezza con suola imperforabile - Lavori di rustico, di genio civile e lavori stradali - Lavori su impalcature - Demolizione di rustici - Lavori in calcestruzzo ed in elementi prefabbricati con montaggio e smontaggio di armature - Lavori in cantieri edili e in aree di deposito - Lavori su tetti Scarpe di sicurezza senza suola imperforabile - Lavori su ponti d'acciaio, opere edili in strutture d'acciaio di grande altezza, piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie, laminatoi, grandi contenitori, grandi condotte, gru, caldaie e impianti elettrici Costruzione di forni, installazione di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonché montaggio di costruzioni metalliche - Lavori di trasformazione e di manutenzione Lavori in altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie e laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e a stampo, impianti di pressatura a caldo e di trafilatura - Lavori in cave di pietra, miniere a cielo aperto e rimozione in discarica - Lavorazione e finitura di pietre - Produzione di vetri piani e di vetri cavi, nonché lavorazione e finitura - Manipolazione di stampi nell'industria della ceramica - Lavori di rivestimenti in prossimità del forno nell'industria della ceramica - Lavori nell'industria della ceramica pesante e nell'industria dei materiali da costruzione - Movimentazione e stoccaggio - Manipolazione di blocchi di carni surgelate e di contenitori metallici di conserve - Costruzioni navali - Smistamento ferroviario Scarpe di sicurezza con tacco o con suola continua e con intersuola imperforabile - Lavori su tetti Scarpe di sicurezza con intersuola termoisolante - Attività su e con masse molto fredde o ardenti Scarpe di sicurezza a slacciamento rapido - In caso di rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse 9.3. PROTEZIONE DEGLI OCCHI O DEL VOLTO Occhiali di protezione, visiere o maschere di protezione - Lavori di saldatura, molatura e tranciatura - Lavori di mortasatura e di scalpellatura - Lavorazione e finitura di pietre - Uso di estrattori di bulloni - Impiego di macchine asportatrucioli durante la lavorazione di materiali che producono trucioli corti 17 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Segnalazione per la prevenzione dei rischi legati all’incendio: Deve durare nel tempo, collocata in punti appropriati e conforme alle norme e ai regolamenti in vigore (segnali di direzione delle uscite, segnalazione delle attrezzature di primo soccorso e di lotta antincendio). All a r me so no ro : − è installato in tutti gli stabilimenti dove sono riunite o occupate più di 50 persone, come pure in quelli dove sono manipolate e lavorate delle materie infiammabili (esplosivi, comburenti, materie estremamente infiammabili, materie il cui stato fisico può generare un’esplosione o una fiamma improvvisa) quale che sia la grandezza dello stabilimento; − deve essere udibile: • in qualsiasi punto dello stabilimento • con un’autonomia minima di 5 minuti • non possa essere confuso con un altro segnale 10 - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Definizioni Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. Non sono dispositivi di protezione individuale gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore, le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio, ecc. Obbligo di uso I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Requisiti dei DPI 1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475. 2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre: a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore; b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore; d) poter essere adattati all'utilizzatore secondo le sue necessità. 3. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Obblighi dei lavoratori 1. I lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'art. 77 c.4 lett h) e c.5. 2. I lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato. 3. I lavoratori: a) hanno cura dei DPI messi a loro disposizione; b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa. 4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. 5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a disposizione attrezzature di protezione individuale. 9.1. PROTEZIONE DEL CAPO (PROTEZIONE DEL CRANIO) Elmetti di protezione 16 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Classe C: fuochi di combustibili gassosi. Classe D: fuochi di metalli. EF F E T T I SU L L A SA L UT E - dovuti alla fiamma: Il contatto diretto con la fiamma ed il calore da essa irradiato provocano ustioni. - dovuti al calore I gas caldi, di combustione e non, da soli possono provocare stress da calore, disitratazione ed edemi. - conseguenti alla carenza di ossigeno La concentrazione dell’ossigeno nell’aria, per effetto della combustione, può scendere sotto il 21% della normalità. Alla diminuzione si associano via via, difficoltà di movimento, abbassamento capacità valutativa, collasso ed asfissia. - tossicità I gas prodotti in una combustione possono essere tossici sia in relazione ai materiali coinvolti sia in relazione alla quantità di ossigeno presente nel luogo dell’incendio. Al primo posto per numero di vittime è il “famigerato” ossido di carbonio (CO). L’anidride carbonica (CO2) è un gas asfissiante ad elevate concentrazioni. Tra gli altri gas più noti per la tossicità si rammentano l’idrogeno solforato, l’acido cianidrico, l’ossido di azoto, l’ammoniaca, l’anidride solforosa, ecc. - dei fumi Il termine fumo indica la fase nella quale i gas della combustione “trascinano” particelle solide o liquide che lo rendono opaco. Il fumo produce un effetto irritante degli occhi e delle vie respiratorie, riduce la visibilità con ostacolo per la evacuazione e per l’intervento dei soccorsi. - traumatici Quando all’incendio è associata una esplosione, le conseguenti onde di pressione possono provocare eventi traumatici nei soggetti esposti. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E R I DU R R E I R I S CHI Assicurare la salvaguardia delle persone: − rispettando il numero e la dimensione delle uscite di sicurezza regolamentari e controllando che le uscite siano sempre completamente libere; − installando un sistema di allarme sonoro; − assicurandosi che la resistenza delle strutture al fuoco sia adeguata, permettendo l’evacuazione; − scegliere attrezzature che non possono provocare incendi; − limitare, per quanto possibile, la quantità di materiali e di prodotti infiammabili. Inoltre, nel caso di rischio di esplosione: − isolare i locali a rischio dagli altri locali; − controllare l’atmosfera per restare sempre al di sotto del 25% dei limiti più bassi di esplosione (LIE); − evitare ogni fonte di ignizione (scelta di materiale adatto, misure contro la formazione di elettricità statica, ...). Li mi t a re i da nn i: − facilitare l’intervento dei vigili del fuoco (accessi, prese d’acqua, ...); − fornire i mezzi di prevenzione e antincendio (dispositivi di rilevamento, mezzi di estinzione, ...); − organizzare la prevenzione incendio sul posto; − informare sistematicamente i lavoratori e i nuovi assunti sui dispositivi di estinzione e di primo soccorso (localizzazione, condizioni d’uso) e svolgere delle esercitazioni periodiche; − in caso di rischio di esplosione, inoltre, prevedere mezzi per scaricare la pressione provocata dall’esplosione. P ri mi i nt erv ent i: E’ necessario prevedere degli estintori in numero sufficiente, di facile accesso e manovrabilità. Ad esempio per 200 m2 di superficie di un’attività a RISCHIO BASSO (o 150 m2 di un’attività a RISCHIO MEDIO), sono necessari almeno: − un estintore portatile a polvere (34A - 144B); − in caso di rischi particolari, un numero di estintori di tipo appropriato ai rischi. Se necessario, si potrà prevedere, dietro consiglio dei servizi competenti: − l’installazione di RIA (rubinetti di incendio armati); colonne secche o colonne umide; − impianti fissi di estinzione automatica; − impianti di rilevamento automatico di incendio; − sabbia o terra mobile con mezzi di protezione. 15 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E Ogni recipiente contenente un prodotto pericoloso deve essere etichettato da chi l'ha riempito. Il fornitore deve predisporre una scheda con i dati sulla sicurezza e deve trasmetterla all'utilizzatore. Una priorità assoluta è rappresentata dal censimento dei prodotti pericolosi per limitarne l'impiego e cercare prodotti sostitutivi meno pericolosi, soprattutto per quelli cancerogeni. Far conoscere la composizione dei prodotti o delle preparazioni pericolose (etichettatura chiara, informazione verbale o scritta, se necessario). Informare sistematicamente in anticipo ogni lavoratore sui rischi che presentano per la sua salute o la sua sicurezza, prima di utilizzarli e sulle modalità operative oltre che sulle condizioni e le precauzioni per l'uso. Limitare il numero dei lavoratori esposti all'azione dei prodotti pericolosi, controllare e rispettare i livelli di esposizione regolamentari, tener conto dei valori raccomandati (i valori limite di esposizione e i valori medi sono stati definiti per un grande numero di sostanze). Sviluppare i mezzi di protezione collettiva (captazione alla fonte, aerazione, purificazione dei locali, mezzi di rilevamento...) o quando ciò non sia possibile, utilizzare gli equipaggiamenti di protezione individuale. Predisporre una nota informativa con le avvertenze per ogni posto di lavoro che espone i lavoratori a prodotti pericolosi, per informarli sui rischi e le precauzioni da prendere. 9 - INCENDIO – ESPLOSIONE IN T RO D U ZI O N E L’incendio è una combustione che si sviluppa in modo incontrollato nel tempo e nello spazio. La combustione è una reazione chimica tra un corpo combustibile e un corpo comburente. I combustibili sono numerosi: legno, carbone, carta, petrolio, gas combustibile, ecc. Il comburente che interviene in un incendio è l’aria o, più precisamente, l’ossigeno presente nell’aria (21% in volume). Il rischio di incendio, quindi, esiste in tutti i locali. L’esplosione è una combustione a propagazione molto rapida con violenta liberazione di energia. Può avvenire solo in presenza di gas, vapori o polveri combustibili di alcune sostanze instabili e fortemente reattive o di materie esplosive. Per prevenire il rischio di incendio o di esplosione è necessario conoscere i rischi propri dell’impresa. Le cause, che possono provocare un incendio, sono: − fiamme libere (p.es. operazioni di saldatura) − particelle incandescenti (brace) provenienti da un focolaio preesistente (p.es: braciere) − scintille di origine elettrica − scintille di origine elettrostatica − scintille provocate da un urto o sfregamento − superfici e punti caldi − innalzamento della temperatura dovuto alla compressione dei gas − reazioni chimiche I diversi aspetti della combustione sono: − la combustione lenta: sprigiona un debolissimo calore e si produce senza emissione di luce (caso della ruggine di ferro, p.es.) − la combustione viva: sprigiona calore e luce; il fuoco può trasformarsi in fiamme, in incandescenza o, più frequentemente, in entrambe. Nel caso della esplosione, la propagazione può essere velocissima. La liberazione violenta di energia (in un tempo dell’ordine del millesimo di secondo) provoca delle pressioni molto forti che hanno degli effetti distruttivi enormi: deflagrazione con una velocità inferiore a quella del suono, detonazione con una velocità superiore a quella del suono. Le esplosioni si producono in alcune miscele aria-gas infiammabili o aria-materia polverulente (polvere di mina o grani, p.es.). Cla s si di f uo co : Classe A: fuochi di solidi, detti fuochi secchi. La combustione può presentarsi in due forme: − combustione viva con fiamme − combustione lenta senza fiamme, ma con formazione di brace incandescente L’agente di estinzione raccomandato è l’acqua. Classe B: fuochi di idrocarburi solidificati o di liquidi infiammabili, detti fuochi grassi. E’ controindicato l’uso di acqua a getto pieno. 14 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 In particolare ogni componente elettrico deve essere fornito degli elementi che lo identificano compiutamente (targa del costruttore, contrassegni, marcature o marchi, libretti di manutenzione ed uso, ecc.). • La manutenzione Al fine di evitare rischi connessi con l’uso di apparecchiature rotte o deteriorate occorre controllare periodicamente lo stato di conservazione delle attrezzature che si usano segnalando al servizio di manutenzione la loro sostituzione o riparazione. L’uso di componenti elettrici deteriorati (cavi spellati, custodie rotte, connessioni elettriche approssimate, prese a spina spaccate, ecc.) fa aumentare considerevolmente il rischio di contatti elettrici. • Usi impropri Particolare cura deve essere posta nell’uso proprio di apparecchiature elettriche. Un impianto o un apparecchio elettrico anche ben costruiti possono diventare pericolosi se utilizzati o conservati in maniera impropria. Valgono le seguenti avvertenze: • non effettuare mai riparazioni sugli impianti elettrici o sulle macchine se non si è in possesso delle caratteristiche di professionalità previste dalla legislazione vigente. Un impianto elettrico o una apparecchiatura nati sicuri possono, per errata riparazione, diventare pericolosi. Inoltre la manomissione di un impianto o di un componente fa perdere agli stessi la garanzia del costruttore; • non utilizzare componenti non conformi alle norme. Tutta la sicurezza di un impianto finisce quando si usano utilizzatori elettrici (ad esempio spine, adattatori, prese multiple, prolunghe, lampade portatili, ecc) non rispondenti alle norme; • non utilizzare componenti elettrici o macchine per scopi non previsti dal costruttore. In questi casi l’uso improprio del componente può ingenerare situazioni di rischio, elettrico o meccanico, non previsti all’atto della sua costruzione; • non usare apparecchiature elettriche in condizioni di rischio elettrico accresciuto (ad esempio con le mani bagnate, con i piedi immersi nell’acqua o in ambienti umidi). In questi casi possono diventare pericolose anche tensioni abitualmente non pericolose; • non lasciare apparecchiature elettriche (cavi, prolunghe, trapani, ecc.) abbandonate sulle vie di transito. In questi casi, oltre ad essere occasione di inciampo e di caduta di persone, i componenti sono soggetti a deterioramento meccanico non previsto dal costruttore con conseguenti situazioni di rischio. 8 - SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI IN T RO D U ZI O N E Numerosi prodotti chimici (sostanze, preparazioni, rifiuti) presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tali pericoli si nascondono, talvolta, sotto nomi semplici come "varechina, antigelo, inchiostro, vernice, fertilizzanti..”. Sono d'uso corrente e quotidiano in tutti i settori di attività. Il rischio deriva dal contatto dei prodotti pericolosi con l'organismo umano, in particolare per le condizioni di uso di questi prodotti. Un prodotto è pericoloso quando ha uno o più effetti nocivi sull'organismo vivente. E' tanto più pericoloso se i suoi effetti tossici sull'organismo derivano da dosi o durate di esposizione brevi. Alcuni tipi di rischi sono connessi alle proprietà dei prodotti: rischi di incidente (incendio, esplosione, dispersione), rischi di malattia. L'infiammabilità (vedere scheda incendio-esplosione) è legata al loro stato fisico: liquidi, gas, polveri, solidi polverosi. La reattività è l'affinità di due o più prodotto mescolati, che reagiscono liberando delle sostanze. Per esempio la varechina in presenza di acido, libera cloro gassoso molto tossico. La corrosività è la facilità con la quale un prodotto chimico attacca uno o più metalli. Durante il lavoro, i lavoratori possono essere esposti a sostanze, preparazioni o rifiuti pericolosi, sia in modo accidentale (esplosione, incendio, rottura di condutture, serbatoi o altri contenitori) sia in modo abituale (uso quotidiano sul posto di lavoro). Il livello di esposizione è legato alla dose assunta e al tempo durante il quale il lavoratore è stato in contatto con il prodotto o la preparazione pericolosa. EF F E T T I SU L L A SA L UT E Il corpo umano è protetto verso l'esterno dalla pelle che è un materiale vivente che, come tutti i materiali, può svolgere la sua funzione di protezione solo entro certi limiti. Vi sono tre vie principali di penetrazione dei tossici nell'organismo: la via cutanea (pelle), la respirazione (polmoni) e l’ingestione (bocca). Gli organi interni sono anch'essi dei tessuti viventi che presentano delle affinità diverse ai prodotti chimici. Nell'intossicazione acuta, gli effetti sono immediati a seguito di una esposizione di breve durata con assorbimento rapido del tossico. Nell'intossicazione cronica, gli effetti sono tardivi (da qualche giorno a diverse decine di anni) e sono conseguenti alla esposizione a dosi minime ma frequenti per lunghi periodi. Tali effetti dipendono dalla natura dei prodotti in causa, dalle operazioni eseguite (durata dell'operazione, frequenza, .....) e dalla sensibilità dell'organismo. 13 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Quando si è investiti da correnti elevate, invece, tutti i muscoli, normalmente anche quelli più lontani, vengono interessati al fenomeno; fra questi anche quelli delle fasce lombari e delle cosce (eccitazione motoria). La contrazione dei muscoli degli arti inferiori comporta violenti movimenti involontari che possono causare salti dell'infortunato con caduta lontano dal punto di contatto. • L'arresto respiratorio L' arresto viene provocato dall'entrata in contrazione dei muscoli respiratori (diaframmatici, intercostali, pettorali) con conseguente paralisi della gabbia toracica ed impedimento dei normali movimenti respiratori. In questi casi si presentano fenomeni di asfissia con progressivo impoverimento dell'ossigeno presente nei polmoni e comparsa di cianosi. Le conseguenze possono arrivare fino alla perdita di coscienza e, nei casi, più gravi alla morte dell'infortunato • L'arresto cardiaco Per comprendere il fenomeno occorre ricordare che il muscolo cardiaco si contrae ritmicamente sostenendo, in tal maniera, la circolazione del sangue nel corpo; banalizzando il discorso si può dire che il cuore si comporta come se fosse un motore. A differenza degli altri muscoli che vengono stimolati dalla attività elettrica del cervello, la contrazione dei muscoli cardiaci è provocata dal cuore stesso. Quando per un motivo qualsiasi si guasta e non è più in grado di elaborare gli stimoli elettrici necessari, il cuore si ferma e la circolazione del sangue nel corpo si arresta con tutte le gravi conseguenze che ne derivano. Si comprende facilmente come un passaggio di una corrente elettrica esterna, andando a sovrapporsi alla attività elettrica propria del cuore, getti le fasce muscolari cardiache in uno stato di confusione impedendo loro di svolgere la propria funzione. • Le ustioni Alla stregua di qualsiasi circuito elettrico anche il corpo umano quando viene attraversato dalla corrente si riscalda; se la quantità di calore sviluppata è molto alta possono aversi bruciature nei tessuti attraversati dalla corrente. E' il famoso effetto Joule. La quantità di calore sviluppato è direttamente proporzionale all’intensità di corrente che attraversa il corpo, alla sua resistenza ed alla durata del fenomeno. La parte del corpo umano maggiormente interessato a questo fenomeno è la pelle. Ma quando le intensità di corrente sono molto alte si possono verificare ustioni profonde in molti tessuti e possono essere danneggiati interi arti (braccia, spalle, arti inferiori, ecc.). Le ustioni possono essere causate anche da archi provocati da scariche elettriche prodotte da apparecchiature sotto tensione. Particolarmente pericolosi sono gli archi provenienti da apparecchiature elettriche alimentate in alta tensione. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E I rischi connessi con l’uso dell’energia elettrica sono essenzialmente: • rischi dovuti a contatti elettrici diretti (sono quelli derivati da contatti con elementi normalmente in tensione ad esempio l’alveolo di una presa, un conduttore nudo, ecc); • rischi dovuti a contatti elettrici indiretti (sono quelli derivati da contatti che avvengono con elementi finiti sotto tensione a causa del guasto (ad esempio la scossa presa quando si apre un frigorifero o si tocca un tornio o una qualsiasi altra macchina); • rischi di incendio dovuti a cortocircuiti o sovracorrenti; • rischi di esplosione (sono quelli dovuti al funzionamento degli impianti elettrici installati in ambienti particolari nei quali è possibile la presenza di miscele esplosive come ad esempio nelle raffinerie, industrie chimiche, in talune centrali termiche funzionanti a gas, nei mulini, ecc). Tutti questi rischi sono stati studiati e la prevenzione degli infortuni in questi casi si basa sull’uso di macchine ed impianti realizzati a regola d’arte, su una loro adeguata manutenzione e su un loro uso corretto. Gli impianti e le macchine Per legge le norme CEI forniscono una presunzione assoluta, anche se non esclusiva, di regola d’arte e quindi le apparecchiature e gli impianti realizzati e mantenuti secondo le indicazioni delle norme CEI sono da considerare sicuri. Gli impianti, inoltre, devono essere realizzati secondo i principi individuati dal D.M. 37/08; in particolare devono essere: • realizzati da ditte iscritte nell’apposito albo delle imprese artigiane o nel registro delle ditte presso le Camere di Commercio; • progettati a partire dai limiti previsti dalla legislazione vigente; • realizzati secondo le norme CEI o normativa equivalente; • realizzati con materiali anch’essi realizzati a regola d’arte; • verificati ai fini della sicurezza e funzionalità; • forniti di dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore completa di tutti gli allegati obbligatori. Per quanto riguarda le macchine o i componenti elettrici non è ammesso l’uso apparecchiature “anonime” per le quali non sia possibile risalire al costruttore. 12 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Una corretta applicazione dei suddetti principi di radioprotezione determina un rischio (cioè una probabilità del verificarsi di eventi indesiderabili) più basso o quanto meno confrontabile con quelli derivanti da altre attività lavorative. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E I fattori fisici che influenzano la riduzione della irradiazione esterna sono il tempo, la distanza e la schermatura. Minore è il tempo di esposizione alle radiazioni ionizzanti e minore è la dose assorbita. L’esigenza di ridurre il tempo di esposizione, non deve però determinare incidenti che potrebbero comportare, oltre ad un allungamento del tempo di lavoro, un rischio più elevato. La distanza che intercorre tra sorgente ed operatore è molto importante nel computo della dose assorbita, in quanto l’intensità della esposizione e quindi della dose assorbita si riduce notevolmente con la distanza. Uno degli organi più a rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti è l’occhio, in quanto non è un organo interno ed inoltre viene istintivamente portato a breve distanza dalla sorgente irradiante. Per attenuare il rischio di danneggiamento, laddove non è modificabile con opportuni strumenti la distanza tra la sorgente e l’operatore, è consigliabile l’interposizione di schermi protettivi (occhiali, etc.) Per minimizzare l’irradiazione interna del nostro organismo bisogna evitare di inalare o di assorbire attraverso la pelle la sorgente radioattiva. A tale scopo, l’inalazione si minimizza lavorando, laddove sia possibile, in presenza di cappe aspiranti ed evitando di fumare. Il meccanismo, attraverso il quale la radioattività si introduce nel nostro organismo con il fumo, è mediato dalla formazione di particelle carboniose durante la combustione del tabacco. In queste particelle l’elemento radioattivo in questione si assorbe concentrandosi, per poi venire introdotto nei polmoni attraverso l’aria inspirata. La contaminazione interna non è monitorabile attraverso il film badge, che è valido solo per sorgenti esterne all’organismo. Per rilevare l’entità della contaminazione interna è necessario sottoporre il lavoratore a indagini sofisticate. Per evitare l’assorbimento attraverso la pelle, sarà necessario adoperare sempre - durante le manipolazioni guanti di materiale impermeabile, che andranno immediatamente e adeguatamente eliminati, onde evitare ulteriori contaminazioni toccando oggetti che vengono utilizzati anche per altri scopi e da personale non addetto alla manipolazione di sostanze radioattive. A questo scopo, è bene ricordare che gli indumenti utilizzati nelle zone a rischio non dovranno mai essere portati al di fuori delle stesse. Al termine di una giornata lavorativa, va eseguito un accurato controllo - con opportuna strumentazione - sia delle superfici lavorative che del proprio corpo e laddove venga riscontrata una situazione anomala, provvedere con lavaggi ripetuti. Nel caso la contaminazione persista dopo i lavaggi, è bene avvisare l’autorità competente. 7 - ELETTRICITÀ IN T RO D U ZI O N E Gli effetti del passaggio della corrente elettrica nel corpo umano sono derivati da un ampio studio basato su osservazioni cliniche, ricerche bibliografiche ed esperimenti effettuati su animali, persone defunte e, in qualche caso, con correnti di breve durata, su persone vive consenzienti. In particolare sono stati studiati gli effetti sul corpo umano dell’intensità della corrente elettrica anche in funzione della sua durata, del suo percorso all’interno del corpo, delle caratteristiche elettriche dei tessuti interessati al passaggio della corrente e della forma dell'onda. In queste note si farà riferimento esclusivamente ai rischi che possono derivare dall’uso di macchine ed impianti elettrici sui posti di lavoro tenuto conto delle caratteristiche dell’energia elettrica usata in Italia. EF F E T T I SU L L A SA L UT E Il comportamento del corpo umano al passaggio della corrente elettrica I movimenti muscolari del corpo sono originati da impulsi elettrici generati dal cervello. I muscoli, stimolati da questi impulsi, reagiscono contraendosi; al di là di una visione meccanicistica del corpo, tutta la possibilità di movimento dell'uomo è correlata con la capacità fine che hanno i muscoli di reagire agli stimoli provenienti dal cervello. Le fasce muscolari, quando vengono interessate da correnti che hanno origine da sorgenti esterne al corpo, ad esempio quando si prende la “scossa”, si contraggono obbedendo anche ad esse; se la corrente "esterna" è più intensa di quella "interna" possono ingenerarsi situazioni di pericolo e le conseguenze, sul corpo umano, possono essere le più varie. Di seguito si riportano solo i fenomeni più importanti. • La contrazione muscolare E' quel fenomeno per cui i muscoli, se attraversati dalla corrente, si irrigidiscono. In sintesi si può dire che quando le correnti sono di modesta intensità i muscoli maggiormente interessati alla contrazione sono quelli posti in prossimità del punto di ingresso della corrente. Se l'ingresso della corrente elettrica avviene attraverso una mano, come normalmente succede, la contrattura dei muscoli fa stringere la mano sull’elemento in tensione (tetanizzazione). L'infortunato, pur nella consapevolezza del rischio corso, non riesce a fare nulla per distaccarsi dalla parte in tensione. 11 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 5 - VIBRAZIONI IN T RO D U ZI O N E I materiali hanno una elasticità variabile in funzione dello stato di aggregazione proprio di ogni sostanza che li compone. Una perturbazione esterna al materiale determina un moto oscillatorio, rispetto alla situazione di equilibrio, producendo le vibrazioni meccaniche. Le vibrazioni possono essere differenziate, sotto il profilo fisico, in funzione della frequenza, della lunghezza d’onda, dell’ampiezza, della velocità e dell’accelerazione. In relazione alle lavorazioni, è possibile distinguere due criteri di rischio: il primo interessa le vibrazioni con bassa frequenza (si riscontrano ad esempio nei conducenti di veicoli), il secondo interessa quelle con alta frequenza (con riscontro nelle lavorazioni che utilizzano attrezzi manuali a percussione). EF F E T T I SU L L A SA L UT E La nocività delle vibrazioni dipende dalle caratteristiche e dalle condizioni in cui vengono trasmesse: estensione della zona di contatto con l’oggetto che vibra (mani, piedi, glutei,....), frequenza della vibrazione, direzione di propagazione, tempo di esposizione. Gli effetti nocivi interessano nella maggior parte dei casi, sulla base di dati statistici, le ossa e le articolazioni della mano, del polso e del gomito; sono anche facilmente riscontrabili affaticamento psicofisico e problemi di circolazione. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E La prevenzione deve essere fondata su provvedimenti di tipo tecnico, organizzativo e medico, distinta a seconda se si è in presenza di basse o alte frequenze di vibrazione. Le misure di ordine tecnico devono tendere a diminuire la formazione di vibrazioni da parte di macchine e attrezzi (primariamente in sede di progettazione, con controlli periodici sul macchinario), e successivamente a limitarne la propagazione diretta e indiretta sull’individuo (utilizzando adeguati dispositivi di protezione individuali). Il lavoro da strumenti vibranti è da considerarsi tra quelli comportanti un maggior affaticamento psicofisico: da un punto di vista organizzativo, è opportuno introdurre turni di lavoro, avvicendamenti, ecc. Le misure di ordine medico, data la gravosità del lavoro e la possibilità che esso determini alterazioni vascolari, osteoarticolari e neuromuscolari, riguardano soprattutto le visite di assunzione, in quanto è indispensabile una selezione professionale. 6 - RADIAZIONI IONIZZANTI IN T RO D U ZI O N E Tra i tipi di inquinamento a cui l’uomo può essere sottoposto, quello dovuto a radiazioni ionizzanti è sicuramente il più subdolo in quanto non abbiamo organi sensoriali che ci allertino della sua presenza. Al contrario invece il lavoratore dell’industria chimica entrando in locali contaminati da sostanze inalabili, ha reazioni dell’apparato respiratorio e delle mucose in generale, che lo avvertono in tempo reale. Il lavoratore della industria nucleare e delle attività ad essa collegate, se non fornito di particolare strumentazione (contatori geiger) atta a rivelare la presenza di sostanze radioattive (radionuclidi), non può sapere se è in presenza di una sorgente contaminante in tempo reale. EF F E T T I SU L L A SA L UT E Per quanto concerne i danni da esposizione a radiazioni ionizzanti, la funzione più facilmente danneggiabile è quella riproduttiva (gonadi), in quanto il patrimonio genetico può essere danneggiato dalla esposizione a radiazioni. Le parti dell’organismo più aggredibili sono, invece, il midollo osseo, in quanto le cellule del sangue sono molto sensibili a questo tipo di radiazioni, e la pelle, che può essere danneggiata degenerando in malattie neoplastiche. L’esposizione alle radiazioni ionizzanti comporta per il lavoratore un rischio rappresentato dalla probabilità del verificarsi del danno biologico. Pertanto, tale considerazione ha comportato in campo mondiale, una crescente attenzione verso i problemi della protezione dell’uomo e dell’ambiente, stimolando ricerche da parte di numerose commissioni internazionali e nazionali, con l’intento di chiarire i vari aspetti dei danni causati dalle radiazioni e di studiare le tecniche e i metodi per migliorare gli standard di protezione. E’ nata così la radioprotezione, che è definibile come l’insieme di principi, tecniche e raccomandazioni volte alla salvaguardia dei singoli individui e della popolazione ed a prevenire o ridurre, entro limiti accettabili, i rischi di danni causati dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. 10 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 9 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 4 MOVIMENTAZIONE MANUALE PREVENZIONE DAL MAL DI SCHIENA DEI CARICHI E Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informazioni con particolare riguardo alla movimentazione corretta dei carichi e sui rischi che i lavoratori corrono se queste attività non vengono eseguite in maniera corretta. 1 - Caratteristiche del carico. La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio, praticamente di natura dorso-lombare, in vari casi: - il carico è troppo pesante (>25Kg); - è ingombrante o difficile da afferrare; - è collocato in posizione difficile. 2 - Sforzo fisico richiesto. Lo sforzo fisico può rappresentare un rischio (dorso-lombare) nei casi: - è eccessivo; - può essere effettuato solo con torsione del tronco; - può comportare un brusco movimento del carico; - è compiuto con instabile posizione del corpo. 3 - Esigenze connesse all’attività. L’attività può comportare un rischio (dorso-lombare) nei casi: - sforzi fisici troppo frequenti o troppo grandi di sollevamento, abbassamento, trasporto; - ritmi di lavoro troppo prolungati; - distanze eccessive. CRITERI OPERATIVI CONSIGLIATI 1 - QUANTO SOLLEVARE I pesi che si manipolano è consigliabile che siano inferiori a: - 25 kg per gli uomini; - 15 kg per le donne e adolescenti maschi; - 10 kg per adolescenti femmine. 2 - COME SOLLEVARE Per sollevare è importante conoscere la giusta posizione del corpo. - NON TENERE LE GAMBE DRITTE - PORTARE L’OGGETTO VICINO AL CORPO - PIEGARE LE GINOCCHIA - TENERE UN PIEDE PIÙ IN AVANTI DELL’ ALTRO PER AVERE PIÙ EQUILIBRIO - AVVICINARE L’OGGETTO AL CORPO - EVITARE DI RUOTARE SOLO IL TRONCO - GIRARE TUTTO IL CORPO USANDO SE SI DEVE SOLLEVARE DA TERRA SE SI DEVONO SPOSTARE GLI OGGETTI LE GAMBE - EVITARE DI INARCARE TROPPO SE SI DEVE PORRE IN ALTO UN OGGETTO LA SCHIENA - NON LANCIARE IL CARICO - USARE UNA SCALETTA 8 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 3 - RUMORE IN T RO D U ZI O N E Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti tra quelli compresi nell’igiene del lavoro. La continua meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio. Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, non e’ stato seguito da adeguate misure preventive. Come rumore può essere indicato qualsiasi suono indesiderabile. Tuttavia, e’ impossibile stabilire in via teorica se una vibrazione meccanica percettibile con l’udito sarà per l'ascoltatore un suono o un rumore, in quanto tale giudizio sarà soggettivo e pertanto variabile da persona a persona. Il rumore come trasmissione di suoni e’ un fenomeno vibratorio. I parametri più importanti per la misurazione dell’onda sonora sono l’ampiezza (rappresenta il valore che assume la pressione) e la frequenza (numero di oscillazioni compiute dalla vibrazione in un secondo). Il suono viene misurato in decibel per quel che riguarda la pressione sonora e in hertz per quel che riguarda la frequenza. L’orecchio umano trasmette i rumori al cervello che li elabora per estrarne delle informazioni utili al soggetto per la comunicazione tra gli individui. Il tempo di esposizione e la pressione sonora sono fattori fondamentali per definire l’azione biologica del rumore stesso. Data la complessità dell’azione biologica del fenomeno rumore, altri parametri possono influenzare la sua azione quali, la distribuzione delle frequenze o le caratteristiche proprie degli individui. EF F E T T I SU L L A SA L UT E Il rumore è causa di danno (ipoacusia, sordità) e comporta la malattia professionale statisticamente più significativa. Da qui la crescente attenzione al problema, prestato da tecnici e legislatori, volta alla prevenzione e alla bonifica degli ambienti di lavoro inquinati. Gli effetti nocivi che i rumori possono causare sull'uomo dipendono da tre fattori: intensità del rumore, frequenza del rumore e durata nel tempo dell’esposizione al rumore. Questi effetti possono esser distinti in: a) effetti uditivi: vanno ad incidere negativamente a carico dell'organo dell'udito provocando all'inizio fischi e ronzii alle orecchie con una iniziale transitoria riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere è bilaterale e simmetrica. Il rumore agisce sull’orecchio umano causando secondo la natura e l’intensità della stimolazione sonora: − uno stato di sordità temporanea con recupero della sensibilità dopo riposo notturno in ambiente silenzioso; − uno stato di fatica con persistenza della riduzione della sensibilità e disturbi nell’udibilità della voce di conversazione per circa 10 giorni; − uno stato di sordità da trauma acustico cronico con riduzione dell'intelligibilità del 50%. b) effetti extrauditivi: insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva, gastriti od ulcere, alterazioni tiroidee, disturbi mestruali, ecc. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E La prima cosa da fare è ridurre i livelli di rumore, intendendo con ciò anche il fatto (comportamentale) di evitare di produrre rumori inutili. E’ necessario ridurre il rumore alla fonte, cioè progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore. Limitare la propagazione delle onde sonore, isolando la sorgente sonora utilizzando per le pareti, i muri ed i soffitti degli ambienti di lavoro dei materiali assorbenti. Limitare il tempo di esposizione del lavoratore. Proteggere il lavoratore o con ambienti cabinati o mediante protezioni individuali quali cuffie (abbattono circa di 20 db l'intensità dello stimolo sonoro) o tappi alle orecchie. I lavoratori esposti ad un livello sonoro elevato devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. I lavoratori la cui esposizione quotidiana personale al rumore supera gli 85 decibel, indipendentemente dall'uso dei mezzi individuali di protezione, sono sottoposti a visita medica preventiva integrata dall’esame della funzione uditiva (per valutare l'idoneità del lavoratore alla mansione), da ripetere periodicamente. I locali, in cui le lavorazioni comportano un'esposizione personale superiore ai 85 decibel, sono provvisti di apposita segnaletica ed eventualmente, qualora il rischio lo giustifichi, sono perimetrati per una limitazione d'accesso. 7 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 ALTRI RISCHI DI CUI TENER CONTO PER UN'ATTREZZATURA DI LAVORO La valutazione dei rischi presentati dalle attrezzature di lavoro comporta la necessità di prendere in considerazione anche i rischi di origine non meccanica, come i rischi dovuti alla circolazione di apparecchi mobili o alle operazioni di sollevamento che presentano una forte percentuale di incidenti, ma anche al rumore, alle vibrazioni, alle polveri, alle radiazioni, all'elettricità, ecc. LA MANUTENZIONE PREVENTIVA Le attrezzature con l’uso si deteriorano, aggravando alcuni rischi e creandone dei nuovi.; dall'efficacia della manutenzione preventiva dipende quindi, in parte, il livello di sicurezza dei macchinari. Per questo motivo, oltre ai casi in cui la regolamentazione ha previsto delle verifiche generali periodiche, è utile controllare le attrezzature laddove l’uso possa ridurre in modo sensibile il livello di sicurezza. FORMAZIONE - ISTRUZIONE - ADDESTRAMENTO Fondamentale è la informazione sul corretto uso della macchina. Per macchine più complesse sarà necessario formare il lavoratore attraverso un apposito addestramento. Tutte le macchine rispondenti al marchio CEE sono accompagnate da un apposito libretto di istruzione da cui si desume le corrette modalità di installazione, l’uso proprio cui la macchina è destinata, le istruzioni da impartire all’operatore, la manutenzione da effettuare, ecc. 6 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 Macchine sulle quali l'operatore interviene in via continuativa nelle prossimità immediate delle parti in movimento della lavorazione. Categoria 2: Macchine sulle quali l'operatore interviene all’inizio e/o alla fine di ogni ciclo. Categoria 3: Macchine completamente automatiche durante il funzionamento. L'operatore sorveglia la macchina ed interviene direttamente sugli organi di lavoro ad intervalli relativamente lunghi (per esempio, all'inizio e alla fine della produzione, in saltuarie operazioni di settaggio o nelle operazioni di manutenzione). Casi tipici sono le macchine a comando numerico ed impianti programmabili in relazione alle esigenze di produzione, generalmente in serie, che non obbligano a lavorare vicino agli elementi mobili pericolosi. Per la prima categoria di macchine, la necessità di proteggere l'operatore è evidente, ma l'installazione di protezioni può essere presa in considerazione solo se non impediscono la buona esecuzione del lavoro; in questo caso spesso è necessario accettare il miglior compromesso possibile per limitare il rischio. La natura di questo compromesso varia a seconda del tipo di macchina. Si può agire - secondo il caso - sulla velocità, sulla forma e sulla dimensione dell'utensile, o anche sui modi di funzionamento e sulla movimentazione del pezzo da lavorare, per evitare ogni implicazione degli arti dell'operatore verso la zona pericolosa. Per la seconda categoria, gli elementi mobili di lavoro devono essere resi inaccessibili, durante la fase pericolosa, con la messa in opera di mezzi o dispositivi di protezione come: schermo fisso o mobile, barriera immateriale o ogni altro dispositivo che assicuri equivalenti condizioni di sicurezza. Quando l'operatore interviene nella zona pericolosa, deve essere sicuro che gli organi mobili di lavoro siano completamenti fermi e che sia impossibile ogni riavvio improvviso della macchina. Per quanto riguarda la terza categoria, i mezzi o i dispositivi di protezione devono assicurare una protezione completa per tutta la fase di produzione; ma è necessario, come per le macchine delle altre due categorie, stare attenti alla sicurezza degli operatori che mettono in posizione i pezzi o gli attrezzi o che compiono operazioni di regolazione, di pulizia o di manutenzione. Questi, talvolta, sono obbligati, per la natura del loro lavoro, ad intervenire su meccanismi in funzione; è opportuno in questo caso prevedere dei selettori che possono essere bloccati in ogni loro posizione, che permettono di assicurare una protezione totale nella posizione di produzione automatizzata ed una limitazione massima del rischio nelle posizioni di manutenzione o regolazione (modo di funzionamento "colpo a colpo" o a velocità ridotta). ADATTAMENTO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Per far funzionare una macchina, gli operatori hanno bisogno di avere delle informazioni (di vedere, di sentire, di toccare) per regolare, sorvegliare, anticipare gli incidenti, per risolvere gli incidenti, per controllare, ecc. Ma se i dispositivi di protezione sono stati concepiti senza tener conto delle esigenze della lavorazione, gli stessi possono risultare incompatibili con ciò che fa o che deve fare l'operatore per garantire la qualità della produzione (quantità, qualità, tempo). Se si constata che un riparo non viene mai rimesso al suo posto, allora bisogna verificare se c’è una relazione con la frequenza degli interventi: ciò potrebbe essere stato sottovalutato e, probabilmente, non è stato tenuto conto dell'ingombro, del peso, dei mezzi di fissaggio del riparo. Se ci si accorge che un dispositivo di sicurezza è neutralizzato, allora è necessario ricercare il collegamento con gli arresti-macchina: questi si moltiplicano, per esempio, quando la qualità della materia prima utilizzata è mediocre. Quando è necessario far fronte ad un ordine urgente, altro esempio, il dispositivo diventa un vincolo e rischia di essere neutralizzato. Può verificarsi che un intervento venga eseguito senza fermare la macchina. Probabilmente, i punti da cui è consentito regolare al macchina stessa e le fonti per le opportune informazioni sono lontane dal comando di arresto. Ciò porta l'operatore a non azionare il comando di arresto per perdere meno tempo e ad intervenire senza fermare la macchina, anche a causa di difficoltà di riavviamento o di perdite di materiale. I dispositivi e i mezzi di protezione sono certamente indispensabili per la sicurezza, ma la conoscenza degli incidenti o dei casi di cattiva utilizzazione deve permettere di migliorarli. RISCHI A CUI SONO ESPOSTI GLI ADDETTI ALLE REGOLAZIONI, ALLE MANUTENZIONI, ALLA MOVIMENTAZIONE, ECC. Le macchine sono pericolose anche nella fase di regolazione, di riavvio e di manutenzione. Sarà opportuno vigilare e, in particolare, tener lontani gli addetti dalla zona pericolosa ed evitare ogni intervento in questa zona in condizioni di rischio. Malgrado tutto, a causa della natura del lavoro, gli operai talvolta sono portati ad intervenire su meccanismi in movimento o che possono riavviarsi. E' necessario in questo caso prevedere dei selettori che consentano di assicurare una protezione totale durante la fase di produzione automatizzata ed una riduzione massima del rischio durante le fasi di interventi con parti in movimento (modo di funzionamento colpo a colpo, o a velocità ridotta) o con comandi a uomo presente. 5 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 2 - MACCHINE ED APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO IN T RO D U ZI O N E Le macchine, le macchine mobili e gli apparecchi di sollevamento sono all’origine di più del 10% degli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda i rischi di natura meccanica, quelli tradizionalmente conosciuti sono attualmente ben controllati, ma stanno emergendo nuovi rischi e nuove problematiche con lo sviluppo di nuove tecnologie, come nelle macchine a controllo numerico e nella robotica. La progettazione delle macchine deve tener conto dei vincoli connessi alla sicurezza dei lavoratori, vincoli che vengono imposti al fabbricante e al fornitore. Il responsabile dell'impresa deve, da parte sua, essere certo che il materiale che acquista ed installa sia conforme alle norme vigenti e che quello già esistente nei reparti è da rendere conforme alle stesse; pur tuttavia, ciò non è sempre sufficiente ai fini del raggiungimento dei una adeguata sicurezza dei macchinari e del loro uso. EF F E T T I SU L L A SA L UT E Gli effetti, connessi all’uso dei macchinari in genere, sono schematizzabili nelle grandi categorie degli infortuni e delle patologie a breve e lungo termine. I fattori, che sono implicati in questi eventi dannosi, sono quelli meccanici (cadute dall’alto, intrappolamento in parti di macchine, parti sporgenti, ...), quelli fisici (rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, elettricità, temperatura, ..), quelli chimici (gas, vapori, fumi tossici a seconda delle lavorazioni, oli minerali per manutenzione, polveri, fibre, ...) e quelli psicologici connessi all’organizzazione del lavoro e al rapporto uomo/macchina. MACCHINE Nell’ambito di tutte le aziende industriali ed artigiane, gli infortuni da macchine costituiscono l’8.5% del totale degli eventi dannosi. La sede della lesione maggiormente interessata è la mano (oltre il 66%); seguono, con percentuali molto più basse, il polso (4%), il braccio e l’avambraccio (3%), il ginocchio (3%) ed il cranio (2.5). Per quanto attiene la natura della lesione, le ferite rappresentano circa il 50% degli eventi lesivi, le contusioni il 23%, le fratture, le lussazioni, le distorsioni complessivamente il 19%. Riguardo le conseguenze, il grado percentuale medio di inabilità per postumi permanenti è il 20.4, rispetto ad una media nazionale del 19.6. MEZZI DI SOLLEVAMENTO - MACCHINE MOBILI Il 12% degli infortuni totali sono causati da questi agenti. In questi eventi, oltre alla mano (!5%), come sede della lesione è interessata la colonna vertebrale (14%), il ginocchio (11%) ed il cranio (10%). Le lesioni più frequenti sono le contusioni (44%) e le fratture, lussazioni e distorsioni (44%), con un grado percentuale medio di inabilità permanente di 20.2. I P RI N CI P I D E L LA P RE V EN ZI O N E RICEVIMENTO DI UNA NUOVA ATTREZZATURA E’ al momento dell'ordine o della redazione dei capitolati che si può agire meglio sulla prevenzione dei rischi dovuti alle macchine. I capitolati contengono, in genere, le caratteristiche del prodotto ed una formula che richiede il rispetto della normativa e delle regole dell'arte. Spesso è bene aggiungervi gli aspetti specifici dell'impresa che hanno una incidenza sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza del personale (condizioni ambientali, esperienza dei lavoratori, cambi di produzione, esigenze della clientela, ecc.). In ogni caso, il responsabile dell'impresa deve verificare che l'attrezzatura sia appropriata alla funzione a cui è dedicata, adatta alle situazioni particolari di utilizzazione e che sia correttamente installata, utilizzata e mantenuta. Infine, in caso di modifiche apportate alla macchina, queste non devono compromettere la sicurezza del personale. L'INSTALLAZIONE DELLA MACCHINA O DEL MOTORE I rischi non sono sempre attribuibili solo all'attrezzatura di lavoro, ma anche alle condizioni di installazione e alle condizioni ambientali. Le distanze tra le macchine, o tra le macchine e i fabbricati, i piani di circolazione delle macchine mobili nello stabilimento, la larghezza delle corsie di circolazione, in particolare, possono contribuire a provocare incidenti. I RISCHI MECCANICI Il livello di protezione delle parti in movimento dei macchinari (utensili da taglio, elementi mobili delle presse, ecc.) durante le fasi della lavorazione, dipende dal grado di esposizione al rischio degli operatori. Si possono quindi considerare tre grandi gruppi di macchine: Categoria 1: 4 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 1 - LOCALI E POSTI DI LAVORO I. ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA a) Gli edifici devono essere appropriati al tipo di utilizzo: - struttura e solidità (pavimenti, travi, pareti..) - spazio disponibile. b) L'organizzazione dei flussi delle persone, dei veicoli e dei materiali può essere all'origine di rischi considerevoli. E' quindi importante assicurarsi : • che vi siano le minime interferenze pericolose tra questi flussi (incroci nella circolazione dei pedoni con i veicoli, carichi che transitano al di sopra dei lavoratori...) e che la lunghezza di questi flussi sia limitata il più possibile, • che le zone dove devono spostarsi i lavoratori nell'ambito della loro attività non siano pericolose (pavimento piano e non sdrucciolevole, senza buche ne ostacoli, nessun dislivello consistente senza parapetti, porte a vento formate da pannelli trasparenti, sicurezza delle porte e dei portelli scorrevoli, oscillanti o automatiche...), • che siano state prese delle disposizioni particolari, se sussiste un pericolo (segnalazione e controllo d'accesso delle zone pericolose, segnalazione delle tubazioni con contenuto pericoloso...). c) Deve essere prevista la manutenzione delle attrezzature e dei luoghi di lavoro e deve poter essere eseguita senza rischio (accesso alle attrezzature, pulizia delle superfici vetrate, dispositivo per l'accesso, se esiste, sui tetti e misure specifiche in caso di tetti in materiale fragile...) II. LA DISPOSIZIONE DI UN LOCALE DI LAVORO PUÒ ESSERE FATTA IN TRE DIVERSE SITUAZIONI: − in occasione della costruzione di nuovi edifici − in occasione di un nuovo impianto negli stabilimenti esistenti − in occasione di lavori negli edifici che accolgono lo stabilimento. Sebbene il metodo per la sistemazione di un locale di lavoro rimanga lo stesso, le possibilità di azione sono più limitate quando si deve sistemare una costruzione esistente rispetto ad una nuova costruzione. Quindi, le disposizioni di prevenzione sono più sviluppate per i locali nuovi o recenti, in particolare per quanto riguarda la stabilità al fuoco e le uscite di sicurezza regolamentari, di vista sull'esterno e di accessibilità per i portatori di handicap. Per i locali esistenti alcune disposizioni sono obbligatorie (oculus per le porte a vento, dispositivi di allarme...) o in occasione della sistemazione comporterà le nuove disposizioni (ristrutturazione completa di un edificio, messa in conformità di una porta automatica..). In generale, nessuna sistemazione di ambiente di lavoro deve portare ad una deterioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza. I II. I L P OST O DI L A V OR O Le norme sulla corretta organizzazione dei posti di lavoro (seduti, seduti e in piedi, in piedi) esistono ed è necessario conoscerle ed utilizzarle per eliminare eventuali anomalie e determinare le migliori condizioni delle postazioni. Tuttavia, l'utilizzazione di queste norme non dispensa da una riflessione preventiva sul modo in cui l'operatore deve procedere. Esempio: l'altezza di un tavolo di lavoro sarà diversa a seconda: − dell'altezza degli oggetti lavorati, − dell'ambito dove devono agire le mani dell'operatore − del tipo di azione: gesti precisi, sollevare, spingere, direzione e consistenza delle forze esercitate, − della necessità di vedere (posizione della testa) e nello stesso tempo di agire (luoghi e posizioni rispettive delle mani). Nel caso di specie i riferimenti sono da ricondurre alla normativa sui locali pubblici o ad uso pubblico ed alle norme che disciplinano l’attività alberghiera. 3 opuscolo informativo sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 INTRODUZIONE In questo opuscolo vengono esaminati i principali rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori presenti nei luoghi di lavoro: 1 - LOCALI E POSTI DI LAVORO ___________________________________________________________ 3 2 - MACCHINE ED APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO _____________________________________ 4 3 - RUMORE ________________________________________________________________________________ 7 4 - MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI E PREVENZIONE DAL MAL DI SCHIENA 8 5 - VIBRAZIONI ____________________________________________________________________________ 10 6 - RADIAZIONI IONIZZANTI ______________________________________________________________ 10 7 - ELETTRICITÀ __________________________________________________________________________ 11 8 - SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI _______________________________________________ 13 9 - INCENDIO – ESPLOSIONE _____________________________________________________________ 14 10 - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE _________________________________________ 16 11 EMERGENZA ___________________________________________________________________________ 20 12 NORME DI BASE PER IL PRIMO SOCCORSO IN AZIENDA _____________________________ 21 Lo scopo dell’iniziativa è quello di soddisfare gli obblighi di legge (art. 36 D.Lgs.81/08), fornendo tutta una serie di informazioni generali sui potenziali rischi presenti in azienda. Tale ausilio informativo, che non è né può essere esaustivo, poiché comunque promuove la conoscenza, si auspica produca una adeguata sensibilizzazione dei lavoratori, tale da realizzare una prevenzione di natura partecipata. Infatti la “nuova” filosofia prevenzionale comunitaria, recepita con il D.Lgs. 81/08, propone tutta una serie di innovazioni concettualmente significative nel modo di operare. Tra queste si evidenzia che il lavoratore non è più il soggetto passivo della prevenzione, al contrario è prescritto espressamente ai lavoratori di aver cura della propria sicurezza e della propria salute, nonché di usare correttamente, in conformità alle istruzioni e alla formazione ricevute, i dispositivi di sicurezza, tanto collettivi che individuali, e gli altri mezzi di protezione, di segnalazione e di controllo. Tale obbligo si estende anche all’uso di macchinari, apparecchiature, utensili, sostanze e preparati pericolosi, ciò al fine di evitare che una loro utilizzazione inappropriata possa arrecare pregiudizi per la salute e la sicurezza degli altri dipendenti e delle persone eventualmente presenti nel luogo di lavoro. 2 I.I.S. - Istituto Istruzione Superiore “G. GALILEI” Viale del Lavoro, 38 60035 Jesi (AN) – Italy 0731/212913-212916 – 0731/219421 www.itasgalileijesi.it LA CONOSCENZA DEI RISCHI NEI LUOGHI DI LAVORO IIS “Galilei” informazione per studenti impegnati in attività di ALTERNANZA SCUOLA LAVORO LA PRESENTE NOTA INFORMATIVA È STATA REDATTA ALL’ESITO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI EFFETTUATA AI SENSI DEL D.LGS.81/08, IN OSSERVANZA AL DISPOSTO DELL’ART. 36. Avvertenza: la presente nota informativa non è esaustiva della complessa problematica connessa all’argomento trattato. L’Azienda infatti si riserva di approfondire l’argomento, in tempi successivi, secondo un programma che, privilegiando le azioni di natura tecnica, si ispira al principio della riduzione del rischio. 1