Anno IX
Giugno 2012 n 6
FACCE DI BRONZO
si devono rifare strada, nelle coscienze di tutti, spente
da uno straripante edonismo, le grandi passioni
I
l Presidente della Repubblica ha,
ancora una volta, seccamente, richiamato tutti i partiti del Paese, ad avviare le riforme necessarie per superare alcuni aspetti antidemocratici
dell’attuale ordinamento politico in primis
la legge elettorale.
Su quest’ultimo punto la dilazione
in atto risulta particolarmente sospetta: il
cosiddetto porcellum piace troppo, perché fa degli eletti -per graziosa scelta del
capopartito- dei docili esecutori, qualora
intendano essere ricandidati. A chi dispiace un tale potere?
Con un deplorevole silenzio si spera,
frattanto, di distrarre i cittadini prendendoli per stanchezza e rassegnazione.
Ma la cosa che fa ancor più indignare
è che, nell’attuale crisi economica, (frutto
anche di una lunga politica diseconomica di
ammiccamenti e ruffianerie varie, soprattutto a beneficio dei partiti, s’intende) che
vede piccole aziende rovinate, disoccupazione endemica, difficoltà della maggior
parte delle famiglie a tirare avanti, esodati
in cerca di campare e giovani senza prospettive… essi, i partiti, spensieratamente,
continuano a giovarsi di emolumenti e privilegi incompatibili con la decenza.
Non si parla proprio di ridimensionare i costi della politica e tantomeno quello
meno costose di una plastica facciale
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1
Editoriale
molo, ha retto, perché ci ha … comprato!
Tanto per cominciare, in questo paese,
non si è mai voluto far pagare seriamente
le tasse a nessuno. Oggi non ne saremmo
strozzati. E, poi, non hanno mai intaccato i
privilegi, le clientele con relativa dilapidazione di denaro pubblico, il malcostume
del voto di scambio e la straburocrazia. Lo
Stato ostaggio di corporazioni, suffragate
dal malcostume pubblico.
Ma davvero noi tutti siamo innocenti?
dei politici e dei loro insopportabili privilegi. Certamente una tale operazione non ci
porterebbe fuori dalla crisi ma sarebbe legge di pudore, proprio nel nome della rappresentanza che vantano nei nostri confronti: un segno concreto -e meno reclamizzatodi solidarietà e vicinanza. In questa deriva
morale perché sorprenderci, allora, delle
corruzioni all’onor della cronaca?
Neppur poche, quelle note, per la verità.
La protervia è tale da neppur far loro
percepire, come fatale, il montante discredito nel pubblico giudizio. Direi che le
ultime elezioni comunali hanno segnato,
comunque, un allontanamento, più o meno
grave, dalle formazioni attualmente rappresentate in parlamento.
L’eticità potrà tornare nella politica se
rientrerà nel sentire comune dei cittadini.
«Ma perché dovrei essere onesto, corretto…?», si chiedono non pochi?
Certamente.
Quale possibile sussulto etico se non si
rifaranno strada, nelle coscienze, spente
da uno straripante edonismo, le grandi
passioni, proprie della dignità di ogni uomo? Ce lo ha ricordato il Papa qualche
giorno fa’: ritrovare una spiritualità per
recuperare l’eticità.
R. A.
SOMMARIO
Casa Liguori, casa e cultura T. Liguori
5
Crisi ed anzianità
V. Lista
7
Comunicato Stampa
I. Maroni
8
E, tuttavia, i nostri amabili Rappresen-
Riflessioni sulla Pasqua
F. Colosimo
9
tanti, all’opposizione o nella maggioranza,
continuano il gioco sporco della più vile
demagogia verso un governo chiamato a
raccogliere i loro cocci e a fungere da
capro espiatorio dei loro peccati. Ce lo ha
ricordato, recentemente il capo della
C.E.I., il cardinale Bagnasco.
Animus e anima
A. Caccia
10
Arte, folklore e pittura
A. Didona
11
Santi di Calabria
M. Stirparo
13
Esami di stato… e dopo?
Tripodi M. T.a
15
Aggiungi un posto a tavola
W. Frisina
16
C’è una via di uscita? Il movimento di
Grillo -piaccia o no- la sta indicando:
l’eticità. Lasciamo agli altri le chiacchiere
sull’antipolitica. Parliamo piuttosto della
fine di inossidabili consorterie. Non sanno, i Grillini, fare politica? Impareranno,
non da questi che non possono, generalmente parlando, dare lezioni a nessuno.
Ma quella mala politica, non dimentichia-
Diagnosi del diabete
G. F. Paluccio
20
Composizione e poetica
A. Magno.
22
Geografia per tutti
G. Zurlo
23
San Pio e Maria
S. Pirillo
24
Caritas parrocchiale
A. Galdieri
25
Farfalle alla Rossi
T. Laratta
27
2
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Cultura
Crotone rialzati…
con l’aiuto della Madonna!
Salvatore Barresi,
l’autore
Mons. Pietro Pontieri presenta, un saggio di Mariologia
Sociale, di Salvatore Barresi, dal titolo “Con l’aiuto
della Madonna di Capocolonna, Crotone rialzati”!
miseria, con il lavoro che
manca, con un futuro incerto, senza punti di riferimenti, dove tutto è precario, dove i giovani e le
donne non pensano più al
matrimonio, o alla creazione di una famiglia e a godere della gioia di crescere
dei figli, per paura di non
pellegrinaggio al Duomo
ra e la solitudine, non dobbiamo farci soccombere,
né la scusa che il tempo
ARCIDIOCESI
CROTONE - SANTA SEVERINA
Ufficio Stampa
I
l saggio di Salvatore
Barresi, sociologo
economista, Diacono
della Chiesa di Crotone – S. Severina, è un testo
di Mariologia Sociale che
guarda alla Madonna di
Capo Colonna come modello di fede per la rinascita di Crotone. Una Crotone
dove il tempo sfugge, una
città bloccata, piena di
farcela. Nulla è più come
prima!
Sentimento comune
Tutti i crotonesi si sentono
soli, abbandonati, pieni di
paure nella solitudine. Barresi richiama alla fede i
crotonesi guardando a Maria, alla Madonna di Capo
Colonna che è presente e
che, nonostante c’è la pau-
Una città che deve ritrovare la vita
Maria; Madre e Maestra
sfugge deve renderci superficiali e distratti su ciò
che riguarda la vita in tutti
i suoi aspetti: familiari,
sociali, religiosi. Maria,
madre di Gesù, Madonna
di Capo Colonna, è un
esempio di fede, un simbolo popolare potente. Per il
sociologo Barresi la società crotonese deve riscattarsi dal peccato e deve uscire dalla contraddizione
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3
Cultura
legame tra la crescita della
ricchezza e la sua diffusione e ridistribuzione nella
società.
Pertanto
Durante il ritorno del quadro grande
negativa che vive tra la
dimensione personale e la
dimensione sociale; fra
loro non c’è relazione. A
motivo di ciò, a causa dei
peccati degli uomini, scrive Barresi, esistono nella
società strutture di peccato. Queste strutture si oppongono al retto ordine
della società e rendono più
difficile la pratica delle
virtù, facilitando i peccati
personali. Le strutture di
peccato che persistono a
Crotone debbono essere
debellate e per smontarle
bisogna cristianizzare le
relazioni professionali e
l’intera società con
l’impegno di vivere con
coerenza le norme di morale.
lonna per formare le coscienze crotonesi e rivitalizzare, a partire dalla comunità familiare, la rete
delle solidarietà, proponendo stili di vita alternativi rispetto a forme vecchie
e nuove di individualismo;
riappropriarsi della ambiente e del territorio; ritornare a pensare al lavoro
per i crotonesi con un impegno disinteressato da
personalismi per rendere
più forte e più visibile il
Infine, il breve saggio del
Diacono Sasà Barresi, conclude con un monito ad
affidarsi alla protezione
materna e richiama i cittadini di Crotone a rivedere i
loro atteggiamenti guardando alla scuola della
Madonna di Capo Colonna
e ritornare alla fede. In
ogni stagione storica
l’incontro con la parola
sempre nuova del Vangelo
è stato sorgente di civiltà,
ha costruito e arricchito il
tessuto della città di Crotone, esprimendosi nello
sviluppo sociale, economico e culturale, non da ultimo, nelle mille forme della
carità. Crotone deve rivivere una nuova stagione
del Vangelo.
Dalla Curia Vescovile
Ed una speranza
La Madonna di Capo Colonna deve aiutare il popolo crotonese a rialzarsi
prendendo posizioni nette,
inequivocabili, nella radicalità evangelica, dicendo
sempre la verità anche
quando c’è un prezzo da
pagare. Anche a costo di
essere scomodi. Terribilmente scomodi. Ripartire
dal sociale con l’aiuto della Madonna di Capo Co-
4
la Madonna all’ospedale: fedeli in preghiera con i ricoverati
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Cultura
Teresa Liguori nella giornata
delle ferrovie dimenticate
CASA LIGUORI
È’ DIVENTATA UNA
CASA DI CULTURA…!
Per una educazione e formazione del patrimonio culturale
I
l Museo
CivicoBib lio teca,
denominato
Casa
della
Teresa Liguori C u l t u r a
“Salvatore
Liguori”, inaugurato sabato
21 aprile u.s. con una significativa cerimonia organizzata dal Comune di Casabona, alla presenza di illustri
rappresentanti delle Istituzioni regionali, provinciali e
locali e di numeroso pubblico, contribuirà a rivitalizzare il centro storico e doterà
la comunità di un luogo di
aggregazione culturale e
sociale. Porterà anche nuova
occupazione tra i giovani e
contribuirà a custodire le
tradizioni e la memoria storica dell’antico borgo.
All’interno della nuova
struttura sarà ospitata anche
la sede locale di ItaliaNostra
e vi si svolgeranno attività
di educazione/formazione al
patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.
Nei prossimi giorni
Nei prossimi giorni infatti
sarà firmato un protocollo di
intesa tra il Comune ed Italia Nostra, alla presenza del
sig. Prefetto di Crotone. Un
breve cenno all’iter per arrivare alla creazione del Museo civico. Nell’ottobre
2000 la famiglia Liguori
aveva sottoscritto un atto di
donazione al Comune di
Casabona dell’immobile di
loro proprietà, “per essere
destinato a Museo CivicoBiblioteca ed intitolato alla
memoria di Salvatore Liguori”. In realtà, l’idea risale a 10 anni prinella sede, con le Autorità
ma, ottobre 1990.
La presidente di
Italia
Nostra
aveva presentato
tale proposta in
un
articolomanifesto
dal
titolo “Itinerario
storico-artistico e
paesaggistico
attraverso Casa-
bona e Zinga”, pubblicato
su Calabria-Kroton. In un
capitolo dedicato ai Beni
Culturali e Paesaggistici del
Territorio, l’associazione
auspicava che fosse realizzato un Museo civicoBiblioteca in un edificio,
possibilmente situato nel
Centro storico, augurandosi
che si potesse contare su
una solida unità di intenti
da parte della Amministrazione Comunale e della popolazione, così da superare
le prevedibili difficoltà …
Si può affermare...
Oggi si può affermare che
Italia Nostra è stata facile
profeta. Tante difficoltà
hanno in effetti caratterizzato la realizzazione di un
progetto che, all’epoca,
sapeva di utopia. L’iter
burocratico è stato lungo, a
partire dall’approvazione
della proposta di donazione da parte del Consiglio
Comunale e dalla richiesta
di un progetto completo
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Cultura
Tra vent’anni non sarete
delusi dalle cose che
avete fatto, ma da quelle
che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate porti sicuri,
catturate il vento nelle
vostre vele. Esplorate.
Sognate. Scoprite...
l’inaugurazione: T. Liguori tra il Sindaco e il Presidente della Provincia
Casabona
per il consolidamento,
recupero e restauro conservativo dell’edificio, ridotto
ormai in condizioni di degrado. Dopo il finanziamento del primo lotto dei lavori
da parte della Provincia,
questi sono stati poi completati con un secondo finanziamento da parte della
Regione, facente parte di un
programma di interventi
finalizzato alla riqualifica-
MARK TWAIN
zione dei centri storici della
Calabria. Il lungo iter ha
avuto una conclusione positiva. La famiglia Liguori
ringrazia tutti coloro che, a
partire dal Comune di Casabona, hanno contribuito
fattivamente a realizzare*
questo rilevante progetto di
promozione culturale e sociale per la comunità di
Casabona.
Crotone, 24 Aprile
Mark Twain
Protocollo d’intesa
Cerimonia per la firma del protocollo d’intesa tra il Comune
di Casabona ed ItaliaNostra alla presenza del Prefetto
Il Prefetto
M
artedì 22 maggio 2012 alle 10.30 ha avuto luogo a Casabona, nella Casa della Cultura-Museo civico
“Salvatore Liguori”, la cerimonia della firma del protocollo di intesa tra il Comune ed Italia Nostra, alla presenza del sig. Prefetto di Crotone, dott. Vincenzo Panìco.
ItaliaNostra ed il Comune si sono impegnati, in collaborazione con le scuole locali, a
programmare attività di educazione/formazione alla conoscenza ed alla tutela del pregevole patrimonio culturale/naturale e paesaggistico di Casabona e del suo territorio.
I firmatari:
Natale Carvello, Sindaco di Casabona,
Teresa Liguori Consigliera nazionale di ItaliaNostra
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Cultura
CRISI ED ANZIANITÀ
L’età avanza e con la crisi i gravami per
gli anziani aumentano notevolmente
L
a terza età è sull'orlo della povertà. La crisi col decreto "salva Italia" ha portato
aumenti in tutte le famiglie che concorreranno a far salire le uscite domestiche.
Il 2012 potrebbe diventare l'anno dell'impoverimento generale, ma più specificatamente per gli anziani che godono per lo più di pensioni misere, quindi meno
consumi più spese e sempre più vicini alla povertà.
Tasse, tasse, tasse?
Nella crisi generale chi soffre di più?
E se non basta si tira la cinghia, si mangia poco e
male, meno calorie del necessario. Sono gli anziani
che soffrono di più di questa situazione che si è venuta a creare, mentre i potenti (i politici) discutono. Sono gli anziani che hanno sentito e sentono sulle proprie spalle il peso della crisi dopo le ultime finanziarie. Il potere di acquisto delle loro pensioni è svanito
fra le dita per almeno un trenta per cento. Non parliamo dei servizi sociali locali agli anziani. Sono state
tagliate quelle poche agevolazioni di cui potevano usufruire mentre le richieste di interventi assistenziali specie quelli domiciliari aumentano per via che l'età media è aumentata e quindi anche le esigenze. Meno male che ancora resiste e riesce a supplire a tutte
queste esigenze la solidarietà del settore sociale.
Almeno lasciate il sociale...
Ed allora se non vogliamo che il mondo ci
crolli addosso, che resista almeno il sociale,
perché bene o male si può tirare ancora
avanti, non sappiamo per quanto tempo,
con la speranza che le cose migliorino aspettando che la Provvidenza ci metta una
mano. Noi cattolici dovremmo e siamo
chiamati ad aiutare la Provvidenza : non
stiamo con le mani in mano aspettando
chissà che cosa. Il Padreterno ce ne darà
certamente grazie.
Vincenzo Lista
La Marcegaglia sulla crescita del Paese
Punti salienti del provvedimento salva Italia
Completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal
primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle
pensioni per le anzianità future; anticipata l’introduzione sperimentale
dell’IMU; deliberato aumento dell’IVA in 2 punti percentuali; divieto
di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro; finanziato
un programma per accelerare l'utilizzo dei fondi europei; rifinanziato
il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di
mettere a disposizione delle PMI garanzie per circa 20 miliardi di
credito; attraverso la deducibilità dell’IRAP-lavoro favorite le imprese
che assumono lavoratori per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014.
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7
Cultura
COMUNICATO STAMPA:
ASSEMBLEA TERRITORIALE
III Congresso regionale calabrese di CittadinanzAttiva
S
i è concluso a Villa San Giovanni
(RC)il 20 maggio il III Congresso
regionale di Cittadinanzattiva.
Hanno partecipato vari esponenti
nazionali tra i quali la responsabile nazionale del TDM Dott.essa Francesca Moccia
ed il Componente
della
Direzione Nazionale Dott.
Elio
Rosati.
Erano presenti
tutti i Delegati
e i Coordinatori delle varie
Assemblee
Territoriali
della Regione
che hanno potuto riflettere
sul ruolo, sulle idee, sui programmi del
movimento che si propone di essere una
delle voci e delle esperienze più consolidate dell’attivismo civico in Italia.
Incontrarsi per essere attivi
Il Congresso è stato anche un’occasione
per parlare del modo di essere presenti
come cittadini attivi nella vita pubblica al
livello nazionale, regionale e locale con
uno sguardo forte verso l’Europa e gli
scenari internazionali. I temi trattati sono
stati: il nuovo welfare, la partecipazione
civica, le politiche dei consumatori, la
Attivi per sperare verso un futuro
tutela dei diritti, l’accesso alla giustizia, il
federalismo, la riforma elettorale, la lotta
alla corruzione , la trasparenza nella PA,
la scuola, l’educazione alla cittadinanza,
ma si è parlato soprattutto di Sanità.
A tale proposito si è costituita una Commissione che ha elaborato una mozione
sulle problematiche sanitarie da portare
alla attenzione del prossimo Congresso
Nazionale.
A conclusione dei lavori congressuali sono state tracciate le linee guida sulle varie
tematiche stabilendo gli obiettivi che si
dovranno conseguire nei prossimi anni.
Verso il Congresso Nazionale
Per il prossimo Congresso Nazionale, che
si terrà a Chianciano dal 21 al 25 giugno
c.a., sono stati eletti come Delegati Ines
Maroni e Daniela Emauele, componenti
con Saveria Magliari anche del Consiglio
Direttivo Regionale. Crotone 24 maggio
Partire dalla coscienza dei bambini
8
Ines Maroni
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Spiritualità
Riflessioni sulla Pasqua
dopo Pentecoste verso il mondo per mostrare lo Spirito di Dio in noi
L
a Pasqua sconfigga il peccato,
frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie,
i soprusi e perfino la morte, dal
versante giusto: quello del terzo giorno. Da lì le sofferenze
del mondo non saranno più
rantoli dell'agonia, ma travagli
del parto. E le stigmate lasciate
Gesù mostra il Volto del Padre
dai chiodi nelle nostre mani
saranno le feritoie attraverso le
umana splende della stessa perfezione di
quali scorgeremo fin d'ora le luci di un
Dio. La nostra, invece, privata di quella
somiglianza di cui egli ci aveva adornato,
mondo nuovo
Don Tonino Bello
Gesù ci chiede la fede nella sua ri- rimane legata alle cose terrestri e ne sofsurrezione, il cristiano risorto è, e deve friamo tutto il peso, ma non siamo capaci
essere già in questa vita un cantore dell'a- di liberarci. Come vorremmo elevarci,
more di Dio, della sua infinita misericor- salire qualche gradino verso l'alto, cominciare a parlare seriamente delle cose del
dia, un annunciatore di una festa perenne
cielo e guardarlo con fiducia come la noche si celebra in cielo e in terra per ogni
stra patria finale!
ritorno, per ognuno che risorge,ogni volta
che un figlio di Dio viene fuori dal sepol- E' l'invito pasquale che Cristo
rivolge a tutti noi. Ci chiede di rendere più
cro del suo peccato, esce dalla miseria,
viva e operante la nostra fede. Ci chiede di
dall'abbandono, si sente amato e risorge
con Cristo e con la schiera dei credenti. mettere in pratica la sua Parola e di credePer questo la Pasqua si celebra ininterrot- re in essa. Radicati nella concretezza della
realtà, con i suoi dolori e le sue sfide, è
tamente, non dura un giorno: è memoriale
sempre vivo, vero, eternamente efficace,
possibile sentire il bisogno di credere in
da vivere ora nella spe“Chi viene dal cielo”,
guardando la realtà con lo
ranza e come già possesguardo alto e ambizioso
duto nella fede. La vita
del Vangelo. La santa
nuova la possiamo attinPasqua ravviva in tutti noi
gere solo da quella forza
l'impegno di vivere in
divina, che riversata nei
nostri cuori, ci rende caCristo,nella sua risurrepaci di uscire dalla notte,
zione e nello stesso tempo
di rinascere come creatu- La carità: la dimensione dell’incontro vuole che rinnoviamo i
nostri impegni battesimali con i quali abre nuove e di essere testimoni autentici e
biamo promesso una fattiva testimoniancredibili della risurrezione di Cristo.
Le vie del Signore, le vie del cielo, za. La crescita del regno di Dio, riguarda
tutti noi. Gesù chiede ai suoi apostosono percorribili soltanto con la sua Luce,
li,come a noi, l'annuncio del Vangelo, la
altrimenti restano buie e inaccessibili.
Dalla croce, trasformata in albero di vita, storia di Cristo. E ciò può essere persino
nascerà la certezza di una vita nuova. In facile, quando il Vangelo si respira e si
ama. Se siamo aperti all'Amore la carità
quella morte ritroviamo la risurrezione.
trova spazio nel cuore e comincia a dilaGesù ci propone una rinascita e un rinnovamento conformandoci alla sua immagi- tarsi.... con noi, cercando sempre al di
la'dei nostri orizzonti.
ne di Figlio di Dio. La sua natura divina e
Fausta Colosimo
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9
Cultura
Animus e Anima
Claudel e il valore di una parabola
N
o n
esiste
u n
pieno
accordo
tra
Animus e Anima, lo spirito e
l’anima. Sono passati i tempi, è terminata la luna di
miele, durante la quale Anima aveva il diritto di parlare
a suo piacimento e Animus
l’ascoltava rapito. Dopo
tutto, non è stata forse Anima a portare la dote e a contribuire all’andamento del
«ménage»?
Ma Animus non ha accettato per lungo tempo questa
posizione subalterna e ben
presto ha manifestato la sua
vera natura, vanitosa, pedante e tirannica. Anima è
una ignorante e una sciocca,
non è mai andata a scuola,
mentre Animus conosce
un’infinità di cose, ha letto
un sacco di cose nei libri …
tutti i suoi amici dicono che
non si può parlar meglio di
quanto egli faccia …
Anima non ha più il diritto
di dire una sola parola. Sa
meglio di lei quello che ella
vuol dire. Animus non è
fedele, ma non può fare a
meno di essere geloso, perché in fondo, egli sa bene
(no, ha finito col dimenticarlo) che è Anima ad avere in
mano tutta la fortuna, lui è
un poveraccio, non vive che
di quello che gli si dà. Per
questo non smette di sfruttarla e di tormentarla per
farle cacciar fuori denari…
Ella resta silenziosa a casa, a
far da mangiare e a spazzare,
tutto come può… In fondo
Animus è un borghese, possiede abitudini regolari, desidera che gli si servano
sempre gli stessi piatti.
Ma accade una cosa strana.
Un giorno in cui Animus
era rientrato all’improvviso,
ha sentito Anima che cantava tutta soletta, da dietro la
Paul Claudel
porta chiusa, una curiosa
canzone, qualcosa che egli
non conosceva; nessuna
possibilità di riconoscere le
note, o le parole, o la chiave,
una strana e meravigliosa
canzone. Più tardi, egli ha
cercato subdolamente di
fargliela ripetere, ma Anima
finge di non capire. Ella tace
Claudel con intellettuali italiani
10
appena egli la guarda.
L’anima tace appena lo
spirito la guarda. Allora
Animus ha trovato un trucco, fa in modo da farle credere che egli non c’è … a
poco a poco Anima si rassicura, guarda, ascolta, respira, si crede sola e, senza far
rumore apre la porta al suo
amante divino.
Parafrasando a grandi linee
il testo – sarebbero necessari
giorni per una discussione
approfondita! –, Claudel, in
una metafora, descrive
l’ispirazione creativa. Distingue un Animus che si sostanzia nell’io superficiale ed
esteriore, attento ai movimenti della vita sociale e
mondana, e un’Anima che è
l’io interiore, l’essenza di un
nucleo in cui sono depositate
stille di divino che manifesta
quando Animus non la ostacola con le sue grettezze.
Ma se in Anima prevale
l’intuito, la libera e liberatoria creatività, Animus è la
razionalità, ecco perché la
combinazione tra i due è
foriera di arte. In uno scritto
di Valter Vinaghi, il poeta è
visto come un ‘mistico
mancato’: percepisce, come
il santo, una realtà altra, al di
là di quella visibile e scontata ma, se il santo attiva subito una sorta di comunione tra
Anima e Animus e traduce in
opere e azioni quella intuizione, nel poeta il suo Animus
si nasconde per ascoltare
meglio la voce di quell’io
intimo e tradurla in formule
incantatorie di parole. Pertanto, il poeta rinuncia a
vivere a fondo la sua piccola
estasi, anzi se ne astrae, per
vedere e descrivere al meglio
la voce di Anima. Ecco perché si dice che la poesia “non
prega”, ma fa pregare.
Angela Caccia
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Cultura
Arte, folklore e pittura...
Speciale Europa: Svetlana e l’arte di dipingere con il filo
S
vetlana è una giovane
signora nata in Ucraina e
qualche tempo fa, per
problemi economici, è
arrivata in Italia e oggi fa la badante, ma è molto attiva anche
nell’arte del ricamo a punto croce. Svetlana
non si limita alla tradizione popolare del
ricamo, ma la reinterpreta in modo moderno,
creando quadri, icone, tovaglie con immagini emozionanti che ricordano la sua terra.
“La mia sfida personale è la creazione di
quadri con una composizione complicata,
grande numero di colori e sfumature”. Ci
riesce benissimo: i fiori, gli animali, i paesaggi dei suoi quadri ricamati regalano allo
spettatore forti emozioni grazie all’antica,
ma sempre giovane arte.
L’abilità delle dita
La ricchezza d’immaginazione
creativa, l’abilità tecnica sono le caratteristiche principali del ricamo popolare ucraino.
Il ricamo tradizionale ucraino è una delle
forme di arte popolare più famoso e tutt’ora
praticato da molte donne. La tecnica si è
sviluppata nel corso dei secoli grazie ad una
notevole varietà di modelli e punti che sono
sopravvissuti nei secoli. Gli imparaticci di
antichi ricami tradizionali sono da apprezzare e ci fanno rimanere sbalorditi proprio per
la semplicità e la compattezza, la diversità e
l’eccellenza artistica. Sono una vera e propria fonte inesauribile per la sviluppo delle
arti e mestieri sovietici. Nei secoli scorsi il
ricamo a mano veniva eseguito per realizzare una vasta gamma di biancheria utile per la
casa. La biancheria per la casa con ricami
eseguiti a mano in ucraina davvero unici e
molto eleganti comprende una varietà infini-
Un’arte vera e propria
ta di prodotti: tovaglioli, tovaglie, rushnyk,
tende, camicette, camicie da uomo e altri
accessori.
Nel ricamo moderno ucraino i
colori variano ed anche i tipi di disegni. Le
decorazioni tradizionali vengono arricchite
da nuovi elementi e vengono realizzate composizioni molto interessanti. Molti motivi
venivano creati in una determinata zona proprio per distinguersi da altre città, alcuni
maestri moderni conservano antiche tradizioni popolari del ricamo, come l’uso di colori,
modelli, le tecniche specifiche proprio per
distinguere i propri ricami da altre regioni
d’Ucraina. Il processo di creazione del ricamo è molto affascinante. L’attività del ricamo è molto importante poiché sviluppa capacità sia di precisione che estetico creative.
La donna ucraina
infatti si è sempre
distinta per le capacità artistico creative tanto da diventare simbolo dell’arte popolare
russa. Perciò oggi Svetlana ha deciso di continuare questa tradizione anche in Italia ed è
disposta a realizzare lavori per chi è interessato.
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Cultura
Il ricamo a punto croce risale a
tempi antichissimi, tanto da non sapere
con precisione dove e quando abbia avuto
origine. Già nell'858 furono trovati, in
Asia Centrale, reperti di tale tecnica. È nel
Medioevo però che la tecnica del punto
croce comincia la sua vera storia. L'influenza dell'arte bizantina (nella Bisanzio
medievale gli abiti delle corti, i paramenti
sacerdotali e gli abiti dei facoltosi, erano
ricchi di ricami di origine persiana) si estende nell'Europa Meridionale e conquista successivamente il resto del Vecchio
Continente, grazie
all'impiego di essa
nelle vesti ecclesiastiche. In Europa, tra
il X e il XIII secolo
il ricamo a punto
croce veniva praticato dalle castellane
nelle loro lunghe
giornate passate ad
aspettare i loro uomini partiti per le
guerre sante. I disegni, per lo più copiati dai tappeti portati
dai crociati dall'Oriente, venivano fatti su tela di lino e ricamati con fili di seta o lana più o meno del
colore dello stesso tessuto. Scarso era l'utilizzo del cotone, rarissimo, a quei tempi,
e di poche varietà di colori.
Col Rinascimento il punto croce
diventa una delle basi educazionali femminili e molto usato nelle chiese per ornamenti sacri e per guarnire maniche e orli
di abiti. È in questo periodo che nasce
l'imparaticcio, ovvero un pezzo di stoffa,
generalmente di lino, sulla quale ragazze e
bambine ricamavano i propri esercizi di
punto croce per imparare tecnica e nuovi
disegni (soprattutto lettere e cifre e simboli religiosi e stilizzati); l'imparaticcio viene chiamato nei paesi anglosassoni sampler, dal latino exemplum, mentre nei paesi di lingua francese assume il nome di
marquoir, poiché il punto croce veniva
chiamato point de marque dall'usanza di
marcare cioè di apporre le proprie iniziali
sulla biancheria ricamata proprio con questo tipo di ricamo. Tali imparaticci fungo12
In Italia
Italia ancora scuole per imparare
no da vera e propria enciclopedia del ricamo, tramandabile ed estensibile di generazione in generazione, piena di spunti per
comporre nuovi decori. Diversi i materiali
impiegati, fili di seta o di lana, tele di lino
grezzo e fine: più raro il cotone, non ancora molto diffuso. Verso il 1500 iniziano a
circolare in Germania, in Francia e in Italia i primi schemi stampati con motivi
floreali e animali, disegni ancora sempre
ispirati all'Oriente.
Nel XVIII secolo i disegni diventano più raffinati e realistici raffigurando
anche soggetti paesaggistici; ma è nel XIX
secolo che si ha il vero boom del punto
croce, quando i "sampler", sempre più
complessi ed elaborati, entrano a far parte
del corredo delle giovani spose come repertorio di motivi da utilizzare nel corso
della loro vita matrimoniale. Con lo sviluppo dell'industria tessile, infatti, si possono avere varietà di tele e di fili colorati
e finalmente verranno stampati anche degli schemi colorati che renderanno più
agile il ricamo. Diventa così il passatempo
preferito dalle donne e verrà esportato
anche in America con le prime emigrazioni. XX secolo
Agli inizi del XX secolo, però, il
punto croce ha un brusco declino, perché
l'avvento dello Stile Liberty richiede tipi
di ricamo più articolati e svolazzanti. Inoltre, durante le lotte per l'emancipazione
femminile, il ricamo viene volutamente
accantonato in quanto ritenuto un'attività
troppo domestica e frustrante. È solo nei
recenti anni ottanta che torna alla ribalta:
la donna ha raggiunto i suoi obiettivi e si
avvicina nuovamente al ricamo.
Antonella Noviello Didona
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Cultura
San Leoluca da Corleone a Vibo Valentia
Santi di Calabria
nato a Corleone
(Palermo) nell’805 e
gli fu imposto il nome di battesimo di
Leone come il
padre e quando,
ventenne, entrò
nel
convento
basiliano di San
Filippo d’Argira
in territorio di Enna, assunse
il nome religioso di Luca,
da qui Leoluca.
Appena fanciullo si diede
all’agricoltura e alla pastorizia e a contatto con l’aperta
campagna cominciò ad avere i primi e significativi
contatti con il Creatore.
Come accennato prima,
appena ventenne, essendo
rimasto orfano di entrambi i
genitori, abbandonò le sue
ricchezze e i suoi agi per
ritirarsi a vita monacale
sotto la direzione di Filippo,
priore del convento basiliano. Scrive B. Sodaro:
“Filippo accolse il giovane
Leoluca con grande affabili-
È
tà. Dopo un breve periodo
di tempo gli tosò la chioma,
gli indossò l’abito monacale
e gli cinse i lombi col cilicio”. Così trascorse diversi
la Calabria fermandosi per
qualche tempo nel monastero basiliano di Vena di Vibo
Valentia. Successivamente e
per sei anni rimase, sempre
in Calabria, nel monastero
presso San Sosti, ai piedi del
monte Mula, in compagnia
dell’egumeno Cristoforo.
Insieme, maestro e discepolo, a seguito delle invasioni
San Leoluca da Corleone
anni, non solo ascoltando
orazioni e prediche di Filippo, ma imparando anche a
digiunare e a fare penitenze.
Dopo qualche anno
Dopo qualche anno di duro
ascetismo nelle campagne
ennesi, abbandonò la Sicilia
per portarsi pellegrino a
Roma, passando prima per
saracene, ripararono sulle
montagne di Mormanno
dove edificarono un cenobio
rimanendovi per ben dieci
anni assorti nel lavoro e
nella preghiera. Ancora
insieme, quindi, ritornarono
nel vecchio convento di
Vena di Vibo e qui Leoluca
operò diversi miracoli e fra i
tanti si citano: un giorno
lavorando nell’orto fu morso alla mano da vipera, ma
con la preghiera riuscì a
rimarginare all’istante la
ferita; in altra occasione
riuscì a risuscitare un cavallo che era molto utile per la
comunità monastica; ancora, un paralitico della città di
Sassano ritornò sano dopo
averlo unto con l’olio della
lampada della cappella.
Dopo alcuni anni l’abate
Cristoforo, sentendosi vicino alla fine dei suoi giorni,
fece venire nella cella i monaci e indicò successore
Vibo Valentia
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
13
Cultura
proprio Leoluca.
Morto il Cristoforo
Morto Cristoforo, il frate
corleonese ne raccolse
l’eredità spirituale e guidò la
comunità monastica con
sanità ed equità dandosi
all’assistenza morale e materiale dei contadini e ei
boscaioli, riuscendo anche a
fondare altri monasteri che
accolsero un centinaio di
religiosi. All’età di cento
anni, o forse centodue, dopo
ottanta anni vissuti da monaco, Leoluca sentiva vicino
il giorno della fine e così
chiamò vicino a sé Teodoro,
Eutemio ed altri frati, comunicando loro come successore il frate Teodoro raccomandandogli di vegliare
sopra il suo gregge. Tutto il
giorno e la notte seguenti
pregò coi frati e, il giorno
dopo, alzatosi dal giaciglio,
andò in chiesa, partecipò
alla Messa, si accostò
all’Eucarestia e diede il
bacio della pace a ciascun
confratello dicendo che
anche dopo la sua morte
sarebbe stato vicino a loro.
Il I marzo...
A mezzogiorno del 1° marzo del 915 (o forse 917),
lasciava la vita terrena davanti ai tanti frati genuflessi
in preghiera. Gli storici asseriscono che il corpo del
Santo venne tumulato a
Vibo nella chiesetta del
cenobio basiliano dove oggi
sorge la chiesa dedicata a
Santa Maria Maggiore e ad
Nives. Tuttavia le ossa
dell’abate non sono state
ancora identificate e fra’
Gerolamo da Corleone,
vissuto in odor di santità,
nel 1712 predisse che il
14
Una Corleone da scoprire
corpo del Santo sarebbe
stato ritrovato quando la
città di Vibo sarebbe stata
afflitta da gravissime calamità. San Leoluca è il protettore dell’antica Hipponion dal 1624 ed in occasione di tremendi terremoti e
pestilenze ha sempre salvaguardato la città. Durante il
sisma del 27 marzo del
1638, la vicina Soriano e il
suo maestoso monastero
domenicano furono quasi
rasi al suolo ma Vibo rimase
illesa. Anche nelle calamità
degli anni successivi
(pestilenza del 1743, nei
terremoti del 1744, 1783,
1832, 1905 e 1908 e nel
colera del 1837) il Santo
palermitano ha protetto i
Vibonesi che da sempre gli
hanno tributato onori e
grande devozione.
Oggi nel Duomo
Il Duomo di Vibo Valentia
Oggi, all’interno del Duomo
vibonese nella prima cappella di sinistra si può ammirare una tela del Santo,
opera del pittore Cannata e
nel 1744, a ringraziamento
per la liberazione dalla peste
e dal terremoto, a Vibo si
fece cesellare una statua del
protettore in argento che
però nel 1975 è stata trafugata. Don Onofrio Brindisi,
compianto arciprete del
Duomo nell’opuscolo
“Leggiamo insieme le Porte
del Tempo” dello scultore
polistenese Giuseppe Niglia,
illustrando il significato del
portale bronzeo della grande
chiesa vibonese, così scriveva: “ed ora eccoci a loro
[…] i due titolari delle porte
di bronzo: la Madonna e san
Leoluca, titolari del duomo
e titolari, giustamente, delle
Porte del Tempo. Entrambi
dolcemente mesti e assorti,
proiettati in un tempo remoto e pur presenti, come
schizzati per incanto da un
sarcofago antico, gli occhi
gonfi forse di pianto, forse
di stria o forse dilatati e
spinti in fuori da una forza
interiore che si chiama amore e ancora amore, tra gli
uomini…”.
Mimmo Stirparo
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Scuola — Istituto Gravina
E
d eccomi qui, tra i
banchi di scuola, a
svolgere uno degli
ultimi temi della
mia “carriera scolastica”.
Si, perché sto frequentando l’ultimo anno di liceo e
tra mille paure inizio ad
immaginare a come sarà il
mondo al di fuori di queste
mura, che lo ammetto mi
trasmettono sicurezza.
Penso a cosa accadrà
Dalla scuola una voce per avviare riforme e lavoro...
Esami di stato… e dopo?
quando mi troverò ad affrontare il mio percorso di
studio e quindi di vita senza avere un punto di riferimento come gli insegnanti
o di appoggio come i miei
compagni “d’avventura”.
Il distacco
Eppure questo distacco
“doloroso” dovrà esserci,
in quanto la vita non è così
semplice come tutti imma-
mio percorso di studi, mostrando ciò che ho appreso
e imparato in questi cinque
anni, tra mille emozioni,
dubbi, paure; momenti
difficili in cui volevo mollare tutto ma che con
l’aiuto delle persone che
mi vogliono bene sono
riuscita a superare e sono
ritornata sui miei passi,
sulla mia strada. Quindi mi
trovo ad un passo
dall’Università, passerò da
“studentessa liceale” a
“studentessa universitaria”.
Sarò pronta?
Esami di stato
ginano; come dice mia
madre “Nulla è dovuto!”.
Bisogna impegnarsi, imparare, crescere per poi maturare ed essere proiettati
nel mondo degli adulti.
Maturare… io quest’anno
ho la maturità! Finirò il
Ma non è la stessa cosa, la
carriera universitaria richiede maggiore preparazione, maggiore attenzione, maggiore serietà; ed io
ho paura, paura di non
riuscire ad affrontare tutto
da sola, lontano da casa,
lontano dalla mia famiglia:
sarò davvero pronta ad
affrontare il peso di responsabilità così grandi?
Al solo pensiero di essere
cresciuta e arrivata fino a
questo punto ho i brividi,
mi salgono le lacrime agli
occhi, mi rendo conto di
come il tempo sia volato
via velocemente, mi rendo
conto di come sto cambiando. Mi rendo conto
anche di come il percorso
da seguire è ancora lungo,
di come il mondo è davvero duro per una ragazza
sensibile e forse fragile
come me. Forse ho bisogno di sicurezza, che è ciò
che mi è sempre mancata,
in misura maggiore dalla
perdita di mio padre. Sto
vivendo la mia giovinezza
con il timore che ciò che
Troppi libri?
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
15
Scuola — IPSIA Barlacchi
dre, che mi sta sempre
accanto nelle piccole ma
per me grandi difficoltà
della vita. Per me ora è lei
il mio più grande punto di
riferimento; lei, così sicura
dolce, sempre con il sorriso sulle labbra, che riesce
a trasmetterti serenità anche nei momenti più difficili; vorrei tanto essere
come mia madre: una donna forte.
Una furbizia che non paga
faccio non sia motivo di
orgoglio per lui e in misura maggiore per mia ma-
Momento difficile
Penso che questo momento di transito per me, sia
difficile per chiunque, per-
ché fa parte della nostra
vita; è solo che un ragazzo
che sta per essere
“catapultato” nel mondo
degli adulti diventa insicuro, impaurito proprio come
lo sono io, che al solo pensiero degli esami di maturità mi prende un fitta allo
stomaco!
Ma non solo perché sono
gli esami più temuti nel
percorso di vita di ognuno
di noi, ma perché capisco
che anche per me è arrivato il momento di dire
“Sono diventata grande”.
Tripodi Maria Teresa V° A
S.d.F
Gli alunni dell’IPSIA Barlacchi di Crotone mettono
in scena la rivisitazione della commedia musicale
“Aggiungi un posto a tavola”con la scuola siamo noi
Aggiungi un posto a tavola
G
rande successo, lunedì
7 maggio, per la rappresentazione teatrale
messa in scena dagli
alunni dell’IPSIA Barlacchi di
Crotone. Con la rivisitazione della commedia musicale “Aggiungi un posto a
tavola”, gli alunni della scuola hanno infatti realizzato uno spettacolo capace di
“rapire” gli spettatori, per portarli in un
fantastico mondo fatto di musica e risate.
L’attività, inserita nell’ambito del progetto
“La scuola siamo noi”, ha previsto nella
giornata due rappresentazioni alle ore 9,00
e alle ore 11,30.
La manifestazione si caratterizza come
occasione di riflessione sul tema della
diffusione della pratica e della cultura
teatrale nelle scuole, in un quadro di riferimento, quello europeo, che ci richiama a
sviluppare nei cittadini alcune competenze
chiave di cittadinanza, tra le quali la conoscenza e la pratica delle arti.
La scelta del teatro come strumento di
16
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Scuola — IPSIA Barlacchi
educazione, nasce dalla consapevolezza
che il linguaggio teatrale ad uso pedagogico riesce a sviluppare competenze e motivazioni, a socializzare, a formare gruppo,
ad integrare diversità, a creare condizioni
ottimali per la crescita della persona equilibrata, riducendo la dispersione e l'abbandono scolastico.
Per la rappresentazione
Per la realizzazione della rappresentazione
gli alunni dell’istituto non hanno imparato
solo il copione, ma si sono esercitati per
stimolare le sensazioni, migliorare il controllo delle emozioni e della percezione
corporea, attraverso la gestualità e l'uso della voce”. Tanti alunni hanno dato il proprio contributo anche senza comparire sul
palcoscenico, ma partecipando alla realizzazione dei costumi e delle scenografie e
la scuola si è così ritrovata unita, con senso di responsabilità, nel farsi carico di un
progetto comune. Durante la pausa tra le
due rappresentazioni è stato possibile am-
Durante la rappresentazione
mirare all'interno della grande palestra la
mostra allestita dagli alunni della scuola
che, con estro ed inventiva e l'aiuto dei
docenti Frustaci, Bisceglie e Arrighi, hanno ridato vita a materiali inutilizzati, da
loro stessi raccolti e selezionati, per realizzare delle vere opere d'arte che rimarranno
all'interno della scuola in mostra permanente insieme a tutti gli altri lavori prodotti durante l'anno.
Personaggi ed interpreti
Dio:
Don Silvestro:
Clementina:
Ortensia:
Toto:
Crispino:
Lorenzo Rocca
Francesco Simeri
Piera Friio
Ketty Pisanelli
Alessandro Gallo
Luciano Adamo,
Marilisa Corigliano
Cardinale:
Debora Fabiano
Consolazione: Giulia Modesto
Popolo:
Svitlana Andriychuk,
Bosairy Hassan,
Pier Paola Bruno,
Viviana Cusato,
Maria Pia Lorenti,
Anna Maria Luly,
Alessia Matteo,
Francesca Morelli,
Marta Trovato
Costumi:
Rosa Guarascio
Brochure:
Salvatore Mesoraca
Regia e coreografia: Mariangela Valenti
Scenografia:
Beniamina Arrighi, Giovanni Bellizzi,
Gabriella Frustaci, Roberto Sacco
didattici tradizionali, spesso non riescono
ad evidenziare. Il Progetto Teatro ha sviluppato un laboratorio didattico che, pur essendo un momento di grande divertimento, ha avuto come finalità non di formare
attori, bensì di favorire la creatività e la
conoscenza di tutti i linguaggi espressivi
che uno spettacolo teatrale comporta, trasmettendo contenuti di natura affettiva,
introspettiva e sociale.
La trama
Don Silvestro, parroco di un immaginario
Il progetto
Per il Dirigente Scolastico, prof. Umile
Meringolo e i referenti del progetto,
prof.sse Pugliese e Ierardi, la scelta del
teatro come strumento di educazione, è
nata dalla consapevolezza che il linguaggio teatrale ad uso pedagogico riesca a
"tirar fuori" quelle capacità che i percorsi
Si è notata negli alunni una buona capacità
espressiva e relazionale
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17
Scuola — IPSIA Barlacchi
Momenti belli e gioiosi, che gli alunni dell’Istituto hanno regalato con il loro impegno
paese di montagna, riceve una telefonata
del Padreterno in persona che gli comunica l'intenzione di mandare sulla terra il
secondo diluvio universale. Come un novello Noè, riceve l'incarico di costruire
un'arca di legno, per mettere in salvo dal
uomini, proprio nella notte prima del diluvio, destinata dal Signore alla procreazione. A ristabilire l'ordine e riportare gli
uomini del paese tra le braccia delle mogli
penserà nuovamente il Signore, che ridonerà all'impotente Toto la sua virilità per
tenere impegnata Consolazione. Alla fine
il diluvio viene scongiurato proprio da
Don Silvestro, che convince Dio che è
meglio lasciar perdere. Nel gran finale si
mangia e si brinda attorno ad una tavola,
sulla quale scende una colomba bianca
che va ad occupare un posto rimasto vuoto. È per Lui che si aggiunge un posto a
tavola.
Un po’ di storia
Tra il 1973 e il 1974, Pietro Garinei e Sandro Giovannini scrissero con Iaia Fiastri
un soggetto ispirato al romanzo "After me
the deluge" ovvero "Dopo di me il diludiluvio tutti gli abitanti e gli animali del
paese. Per portare a termine il suo compito, il curato avrà bisogno dell'aiuto dei
compaesani, che non subito gli crederanno, ma saranno convinti da un miracolo
"in diretta". Di don Silvestro è perdutamente innamorata Clementina, figlia del
sindaco del paese, Crispino; quest'ultimo,
avido e miscredente, è invece ostile al
parroco e tenta di ostacolarlo in tutti i modi, creandogli non pochi problemi. Don
Silvestro non può ricambiare l'amore di
Clementina per rispettare il vincolo del
celibato ecclesiastico. La storia è impreziosita da altre figure come Consolazione,
una donna di facili costumi che giunge in
paese a distrarre dai doveri coniugali gli
18
Dorelli che fa la parte del prete durante una
delle sue tante rappresentazioni teatrali
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Scuola — IPSIA Barlacchi
vio" di Forrest, affidando la composizione
delle musiche ad Armando Trovajoli, il
grande jazzista romano che, dagli anni '50
in poi, si era specializzato in colonne sonore. In tutte le edizioni, attori e cantanti
di talento, conosciuti dal pubblico italiano
indosseranno con naturalezza, la tonaca di
Don Silvestro, portandogli in dote la sua
innata comunicativa ed esprimeranno con
simpatia, la carica vitale e ironica che ha
caratterizzato il personaggio di Consolazione in tutte le sue performance televisive e teatrali.
Giulio Scarpati interpreta la nota commedia
La prima edizione
La prima edizione di “Aggiungi un posto
Marisa Laurito e Dorelli con la loro compagnia
a tavola”, debuttò al teatro Sistina di Roma nel 1974 , con un cast d’eccezione,
Johnny Dorelli: Don Silvestro, Paolo Panelli: il Sindaco, Bice Valori: Consolazione, Ugo Maria Morosi: Toto, Daniela
Goggi: Clementina. Fin dalla sua prima
rappresentazione, ha conquistato il cuore
del pubblico che ha applaudito i suoi personaggi in ogni angolo del mondo. Rarissimo caso di commedia veramente internazionale, è stata rappresentata in oltre 50
versioni dalla Russia all’Inghilterra, dal
Brasile alla Cecoslovacchia, dall’Austria
all’Argentina e poi in Messico, in Perù e
in Spagna.
Nel 1977 la commedia venne riproposta
con lo stesso cast, unica eccezione: Jenny
Tamburi al posto di Daniela Goggi. Nel
1990 a Johnny Dorelli, nei panni di Don
Silvestro, si affiancano; Crispino: Carlo
Croccolo; Clementina: Tania Piattella;
Toto: Adriano Pappalardo; Consolazione:
Alida Chelli; il Cardinale: Carlo Piantadosi; La voce di Lassù: Riccardo Garrone.
Nel 2003 va in scena con il cast: Don Silvestro: Giulio Scarpati; Crispino: Enzo
Garinei; Ortensia: Christy; Clementina:
Martina Stella; Toto: Max Giusti; Consolazione: Chiara Noschese; il Cardinale:
Andrea Carli; La voce di Lassù: Riccardo
Garrone. La successive due edizioni fino a
quella del 2010 videro l’introduzione di
nuovi ma collaudati attori come Giulio
Scarpati e Gianluca Guidi nel ruolo di
Don Silvestro, Chiara Noschese e Marisa
Laurito nel ruolo di Consolazione, Enzo
Garinei: il Sindaco Max Giusti e Marco
Simeoli: Toto, Martina Stella, Margot
Sikabonyi e Valentina Cenni: Clementina.
Walter Frisina
Tante compagnie in tutt’Italia si prodigano
Tantissimeper
compagnie
impegnate
nella commedia
interpretare
la commedia
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
19
Salute
LA DIAGNOSI DEL
DIABETE IN ITALIA
sempre più numerosi i casi riscontrati: una spiegazione
I
n Italia il 6
-7% della
popolazione è affetta da diabete,
circa 4 milioni
Ma almeno altri 2 milioni
di persone non sanno di
averlo. A scattare la fotografia è Stefano Del Prato,
presidente eletto della Società italiana di diabetologia (Sid). "Il numero dei
diabetici senza diagnosi spiega Del Prato rimane
un'incognita. Però i calcoli
che sono stati fatti ci dicono che mediamente ogni
due pazienti ce n'è uno che
non lo sa. Quindi, dal momento che i diabetici in
Italia sono circa 4 milioni,
si può calcolare che ci
siano almeno ulteriori 2
milioni di soggetti che
hanno un'alterata tolleranza al glucosio o già un
diabete manifesto, ma non
ancora diagnosticato".
Come scoprirlo
Per scoprirlo, secondo
l'esperto, è necessario soprattutto "avere coscienza
che il diabete ci può essere
senza manifestare sintomi.
Ovviamente questo presuppone che questa condizione
vada cercata ed è sufficiente
una valutazione della glicemia. Questo esame dovrebbe essere fatto in tutti quei
soggetti che pur non avendo
20
sintomi, sono persone che
noi consideriamo a rischio
diabete: persone sovrappeso, chi ha familiari con diabete, le donne che hanno
partorito bimbi che al momento della nascita pesavano più di 4 chili, gli ipertesi.
Dagli studi
Uno studio condotto su 500
soggetti seguiti per 14 anni
ha evidenziato un maggiore
valore informativo delle
misurazioni della glicemia
postprandiale rispetto alla
consueta misurazione a
L’insulina
digiuno. Secondo tale studio
aumento della glicemia
dopo i pasti «è un fattore
altamente predittivo del
rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità, più
importante della iperglicemia a digiuno». Si calcola
che attualmente nel mondo
ci siano almeno 350-400
milioni di diabetici. "Ma
non è tanto il numero assoluto che preoccupa - spiega
Del Prato - piuttosto che
Il controllo
questo numero continua ad
aumentare. In Italia abbiamo 100-200 mila soggetti
l'anno che sviluppano diabete". Fortunatamente la ricerca scientifica sembra funzionare. "Il nostro Paese - si
è contraddistinto negli ultimi 20-30 anni per una forte
valenza di ricerca nel campo
del diabete. Siamo uno dei
Paesi che maggiormente
contribuisce in termini di
conoscenza riguardo questa
malattia, grazie anche alla
presenza delle società scientifiche che supportano questa attività".
Evitare danni cronici
Un diabete non riconosciuto
e non curato può sviluppare
complicazioni, soprattutto
croniche, che riguardano
diversi organi e tessuti, tra
cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi
periferici. Con una diagnosi, che si esegue con test
della glicemia, è possibile
stabilire se è già in corso la
patologia e quindi avviare
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Salute
la terapia. Inoltre,
anche quando i
valori non superano
i livelli stabiliti per
la definizione di
diabete, ma sono
comunque alterati
non vanno considerati una condizione
di normalità.
Il pre-diabete
Esistono infatti le
condizioni di cosiddetto "pre-diabete",
«indicano un elevato rischio di sviluppare la malattia»
inoltre,
«spesso
sono associati a
sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e si accompagnano a un maggior
rischio di eventi cardiovascolari». Il diabete è stato,
recentemente, anche al
centro delle attenzioni della
Food and drug administration (Fda), l'agenzia regolatoria americana, che segnala un aumentato rischio nei
pazienti in terapia con le
statine, farmaci usati per il
10 mila pazienti del nostro
laboratorio per l'ipertensione» sottolinea «ha confermato che chi è trattato con
le statine ha una maggiore
incidenza di diabete» ma
secondo l'esperto, «anche
se l'incremento del rischio
è notevole, è compensato
da una protezione cardiovascolare altrettanto notevole».
Stili di vita?
Diabete mellito?
controllo del ipercolesterolemia. Ma secondo alcuni, i
rischi sono ancora da dimostrare, come sostiene Bruno
Trimarco, presidente della
Società italiana per la prevenzione cardiovascolare
(Siprec). «Uno studio, in
corso di pubblicazione su
In un paese come l'Italia
dove la dieta mediterranea
dovrebbe essere un fattore
protettivo importante ed
efficace, diventano fondamentali gli stili di vita. Ne
sono ormai convinti tutti
gli esperti in materia: alimentazione scorretta, sedentarietà e il conseguente
sovrappeso, nonché l'avanzare dell'età, sono i più
importanti fattori di rischio.
Generalmente
manifesta dopo i 30-40
anni, ma si giunge alla diagnosi dopo diversi anni
poiché l'iperglicemia, cioè
l'elevato livello di zuccheri
nel sangue, si sviluppa
gradualmente. E solitamente, come spiegano gli esperti dell'Istituto superiore
di Sanità (Iss), la diagnosi
avviene casualmente o in
concomitanza con una situazione di stress fisico,
quale infezioni o interventi
chirurgici. Meglio non eccedere con lo zucchero: il
rischio, a lungo termine, è
di andare incontro a scompensi dei valori di trigliceridi nel sangue e insulinoresistenza, l'anticamera del
diabete. Il limite giornaliero consigliato dagli esperti
della Società italiana di
diabetologia (Sid) è di circa
50 grammi per gli uomini e
40 per le donne, ancora
meno per i bambini.
Gianfranco Paluccio
In genere la malattia si
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
21
Vita parrocchiale
Composizione e poetica
Una composizione libera e riflessiva da una parrocchiana
Non stancarti mai
di fare il bene
anche se ricevi il male,
ti rimarrà comunque
la soddisfazione
di non essere come gli altri.
Si sbaglia sempre.
Si sbaglia per rabbia,
per gelosia,
si sbaglia per imparare.
Imparare a non ripetere mai certi sbagli.
Si sbaglia per poter chiedere scusa,
per poter ammettere
di aver sbagliato.
Si sbaglia per crescere
e per maturare.
Si sbaglia perché
non si è perfetti
e si è umani…
quando tutto ti condanna
e ti senti insicuro,
quando il dolore e l’amarezza
invadono il tuo cuore.
Quando parlano male di te
e ti senti debole e indifeso.
Quando nella tua solitudine dici:
non ne posso più!
Ricordati che Dio è con te,
e ti consola sempre.
Tra le sue braccia amorevoli.
Antonella Magno
Scrivere è un patrimonio universale
Cuore Integro
Dio è con te!
Quando il cammino
diventa difficile,
quando il silenzio
è il tuo migliore amico,
Un’estate al mare
comunicazione importante di una mamma
M
i presento, sono una mamma di alcuni ragazzi del
catechismo. Sono molto
contenta che finalmente è
venuta l’estate. Con questa stagione
La mamma
dell’anno, anche se devo constatare che
non esistono più le mezze stagioni, ci si prende un po’ di meritata vacanza e di svago. I tempi lavorativi sono sempre più stretti, noi, persone grandi, adulte e responsabili lo sappiamo; ma
con il mare e la montagna ci sono momenti di grande relax.
Sono contenta, pertanto, che sia arrivata l’estate e ringrazio la
Redazione di avermi dato l’opportunità di comunicarvelo.
T. S.
22
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
Vita parrocchiale
San Diego e la California
La città americana, appartiene allo stato della California, ed è situata sui rilievi
che circondano l’omonimo golfo. Essa ha una base navale sull’Oceano Pacifico. E’favorita da un clima mite e scarsamente piovoso. Tra le sue risorse economiche, è prevalente la pesca del tonno e delle sardine, che da l’origine ad una fiorente
industria conserviera del pesce. Inoltre, la città possiede cantieri di riparazione delle navi
appartenenti alla Marina Militare americana, stabilimenti per la costruzione di aerei.
Questa città è anche una base navale della flotta statunitense stanziata sul Pacifico distante a circa 70 km in direzione nord-nordest. A San Diego vi è il famoso osservatorio
Astronomico del monte Palomar.
Geografia per tutti
Per saperne di più; cultura e società americana
Washington, una capitale per tutti
Oltre ad essere una città americana, essa è
l’attuale capitale degli Usa. Appartiene al distretto della Columbia ed è situata alla confluenza tra i fiumi Potomac e Anacostia. Washington gode di clima temperato con scarsa nebbiosità e piogge prevalentemente estive (oltre i
1.050 mm). E’ eminentemente amministrativa;
in essa vi è la sede della “Casa Bianca” (White
House), residenza del Presidente. Nella città si
distingue anche la presenza del Campidoglio
(Capitol), che non è altro che la sede del Congresso. All’interno della città situata sul mare
Washington
possiamo dedurre che esistano cantieri navali
sull’Anacostia e, sul Potomac, l’arsenale marittimo. Inoltre, si denotano gli uffici residenziali e delle maggiori organizzazioni americane. Washington si differenzia dalle metropoli per la caratteristica fisionomia dovuta ai suoi edifici neoclassici. E’notevole per i
suoi istituti cultuali. Tra i più importanti vi è la “Smithsonian Istitution”. Questa rappresenta un grandioso complesso di
edifici, ma con diramazioni
affiliate anche in altri stati
dell’Unione. Esso venne fondato nel 1846 da James Smithson.
Ancora si trovano presenti la
“Free Gallery” (collezioni orientali), la “National Gallery
Of
Fine
Arts”,
la
“Concoran” (arte europea e americana). Dal 1821 si può annoverare la “George Washington University”. Infine nel
1789 nacque la più’antica università della Nazione la
“Georgetown”.
La Free Gallery
Giuseppe Zurlo
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone
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Vita parrocchiale, speciale Maria e P. Pio
La salma di Padre Pio
L
a Beata Vergine
assiste P. Pio nella
sua missione di
salvare le anime
Padre Pio, è cosa nota, trascorreva tante ore nel confessionale perché doveva
riconsegnare le anime alla
Madonna, dalla quale con
un patto le aveva ricevute in
si impegnerà per tutta la
vita, ma la Mamma celeste
lo assisterà e lo illuminerà
nell’assolvere o nel rimandare indietro i peccatori.
Infatti, egli umilmente dice:
“Io, docile strumento nelle
mani della Madonna, durante tutta la mia vita ho voluto
fare un po’ di pulizia nelle
anime; queste anime ho
voluto adornarle di buoni
propositi, sia assolvendo, sia
negando l’assoluzione”. Ai
figli spirituali che dicevano:
“Padre ci affidiamo alle sue
mani, prontamente egli rispondeva: “Ed io vi affido
alla Madonna”.
L’ospedale di Padre Pio
vecchiette, prendi questa
corona e considerala; proprio per la sua apparente,
straordinaria inutilità, come
uno strumento per spalancare le porte del cielo”. Un
giorno Tina Belloni, figlia
spirituale chiese: “Padre,
come faremo quando non ci
sarete più?”. Rispose Padre
Pio: “Se ti metterai a recitare il rosario in qualunque
L’amore di San Pio
per la Madre di Dio
Seconda parte sul rapporto Padre Pio e Maria
consegna. In questa attività
Una vita spesa per gli altri
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Padre Pio e il rosario
Da alcune testimonianze di
frati, a lui molto vicini, sappiamo che recita tanti rosari
e di certo non era una recita
meccanica. A Padre Alessio
Parente, che un giorno gli
chiese perché recitasse il
Rosario e non le altre preghiere rispose: “La Madonna non mi ha mai rifiutato
una grazia, chiesta con la
recita del rosario”. Chiamava la corona: “l’arma”, poiché diceva che il rosario è
difesa dalle insidie del maligno e ci riporta sulla retta
via ed è la chiave del Paradiso. Una volta disse a Padre Pellegrino: “Tu che
consideri il rosario una preghiera adatta solo per le
chiesa ove c’è Gesù Sacramento, mi troverai lì insieme alla Madonna e a San
Giuseppe”. Ancora Padre
Pio soleva dire: “Amate la
Madonna e fatale amare”. E
ancora: “Vorrei avere una
voce si forte, per invitare i
peccatori di tutto il mondo
ad amare la Madonna”. Ai
suoi figli spirituali ripeteva:
“Raccomandiamoci alla
Madonna, che ci tenga per
mano e sotto il suo manto”.
Silvana Pirillo
la Redazione si scusa per
i ‘refusi’ nella prima
parte dell’articolo,
pubblicato nel numero
precedente
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Vita parrocchiale, servizio caritas
Caritas parrocchiale
la carità non si limita ad offrire assistenza ai fratelli ai
bisognosi materiale, ma alle necessità di tutta la persona
I
n questo tempo di gravissima crisi
alla propria vita. Riflettendo sul nostro
socio-economica, la presenza dello operato, non possiamo negare che a volte
sportello d’ascolto Caritas nella par- privilegiamo, in maniera anche frenetica,
rocchia costituisce un punto di riferi- il fare, in particolare quando la dispensa è
mento per tutta la comunità. Questo orga- semivuota. La necessità di dover far fronte
nismo ecclesiale aspira ad essere una real- alle emergenze, alla complessità emotiva
delle situazioni, legittima anche il “fare”
tà viva, dinamica, osservatorio privilegiato
e sentinella attenta del territorio, capace di ma non in modo esclusivo.
intercettare le varie realtà del tessuto sociale in cui opera. Occorre, però, fare Dovremmo chiederci
Dovremmo chiederci più spesso: siamo
chiarezza sulla missioni della Caritas e sui
valori che legittimano la sua ragion autentici operatori della CARITA’?
d’essere. E’ opinione diffusa considerare L’obiettivo a cui tende la carità non si
limita a offrire
la Caritas alla streassistenza ai fragua di un supertelli
bisognosi.
market a cui le
Questa
pratica
persone, che vivonon farebbe altro
no in condizioni
che creare una
economiche disadipendenza duragiate, si rivolgono
tura, mortificante,
per avere beni di
senza possibilità
prima necessità o
di riscatto delle
altro
sostegno.
persone che si
Certamente, si fa
rivolgono ai nofronte anche a
stri servizi. E’
questo genere di
importante avere
bisogni ma questa
Carità: educare alla reale condizione delle persone
consapevolezza
percezione è ridutdi quello che noi ci proponiamo quando
tiva e fuorviante.
esercitiamo la carità. Nella contingenza
La Caritas è...
storica che stiamo vivendo la vera carità
La Caritas è, soprattutto, luogo in cui si fa
darà ancora più frutti nella misura in cui
esercizio della carità, si aspira a privile- saremo capaci di promuovere fraternità,
giare l’essere, la relazione empatica, a
saremo disponibili alla collaborazione,
perseguire la condivisione, a riaffermare
alla partecipazione, sapremo essere creatila giustizia, a difendere la dignità che cia- vi e facilitatori della vita degli altri. E’
scuno di noi ha ricevuto in dono da Gesù.
quanto mai necessario che tutto questo
Pertanto, il paradigma che dobbiamo tener diventi una mentalità condivisa da tutta la
presente nella nostra missione di volontari
nostra comunità, per perseguire il traguarè: essere, fare, agire, educare, avere una
do dell’unità e della corresponsabilità.
visione di ampio respiro della realtà, per L’attività, le opere, gli interventi, acquiprogettare soluzioni alle emergenze , edu- steranno valore solo se riusciremo a tessecarci ed educare al rispetto di se stessi ,
re buone relazioni e a crescere nella fraterdegli altri e anche delle cose, educare al nità.
Annamaria Galdieri
lavoro, educare a ricercare il senso da dare
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Vita parrocchiale
PER L’ UTILIZZO
DELLO ‘CHALET’
1. Lo Chalet parrocchiale è a disposizione per
le esigenze dei fedeli che intendano servirsene correttamente, in uno spirito di riconoscenza verso la Comunità parrocchiale che
offre una tale disponibilità.
2. L’Utilizzo non prevede tariffe perché lo chalet non ha una finalità commerciale: tuttavia, poiché l’utilizzo comporta usura e consumi (corrente, strutture, bagno …) nonché
pulizia prima e dopo l’utilizzo, è evidente la necessità di contribuire alle spese.
3. Si coglie, da parte dei fedeli, anche l’opportunità di contribuire, non solo per gratitudine ma anche in spirito di collaborazione, al mantenimento, al completamento e alla
ottimizzazione della struttura, come pure al sostegno economico della Parrocchia.
4. La Parrocchia mette volentieri a disposizione tale struttura per favorire i parrocchiani: chiede tuttavia una adeguata sensibilità e generosità evitando l’umiliazione del
mercanteggiamento.
5. Dai collaboratori parrocchiali, amici ecc., ci si aspetta, un maggiore e più generoso
sostegno economico.
6. Il contributo economico verrà anticipato al momento della prenotazione.
7. Gli orari di utilizzo saranno concordati con i Responsabili.
8.
Poiché lo Chalet è collocato all’interno di un quartiere, si rende necessario mantenere i volumi entro limiti e orari di legge.
TEL. RESPONSABILI
Tricoli Fausto
Fausto
360854810
Muscò Giovanna
Giovanna
3284196426
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Vita parrocchiale, cucina e...
L’Arte della Cucina a cura di Tonino Laratta
presenta oggi:
Farfalle alla Rossi
Procedimento
In un frullatore, oppure robot da cucina, mettete
un mazzettino di basilico e uno di prezzemolo ben
lavati e asciugati, aggiungete una ventina di capperi debitamente
dissalati, i filetti d’acciughe e due grossi spicchi d’aglio, fate frullare il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e mettete da parte. Sfilettate le triglie e li ponete in una padella capiente con un
poco d’olio li soffriggete aggiustandole di sale, quando sono quasi
cotti, aggiungete l’impasto avendo cura di farlo sciogliere delicatamente, un poco di vino bianco secco per completare una lenta e
delicata cottura, infine una manciata di pinoli. Intanto, in una casseruola contenente 4/5 lt. d’acqua e 40 gr. di sale, cuocete le farfalle molto al dente, avendo cura di lasciare un poco d’acqua di cottura, che verserete nella padella con le farfalle cotte al dente, mantecate a lungo e molto delicatamente, spolverando un pizzico di pepe
nero macinato fresco e molto sottile. Servite il piatto molto caldo,
avendo cura di spolverare sopra il pan grattato abbrustolito, per
renderlo più gustoso e delicato.
Ingredienti
per 4 persone:
400 gr. di farfalle,
8 triglie di media
grandezza, 4/8
filetti d’acciughe
sott’olio, 80/100 gr.
di pan grattato,
basilico, prezzemolo, capperi, pinoli,
sale, olio d’oliva,
pepe nero, vino
bianco secco e
aglio q.b.
Q
UESTO PIATTO È
DEDICATO AL PROF.
ALESSANDRO ROSSI,
IN SEGNO DI
RINGRAZIAMENTO E
STIMA.
Vini consigliati: Cirò Librandi Rosato, Cirò Enotria Rosato,
Cirò S. Francesco
Tutti
verso
l’Eucarestia
Convivialità e formazione per la prima Comunione
Ragazzi, genitori e catechisti; riuniti per la
preparazione alla prima Comunione
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Durante un convegno
CELEBRAZIONI E S. MESSE:
S. Messe festive: ore 10.00
Sabato e vigilari, ore 19.00
S. Messe feriali: ore 19.00
UFFICIO PARROCCHIALE
Lunedì, Mercoledì, Venerdì:
dalle ore 17.30 alle ore 18.30
CENTRO D’ASCOLTO
Lunedì 9.00 alle 10.30
Martedì e Giovedì dalle 17.00 alle 18.00
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Giugno PDF.pub - `Santi COSMA E DAMIANO`