Anno IX Giugno 2012 n 6 FACCE DI BRONZO si devono rifare strada, nelle coscienze di tutti, spente da uno straripante edonismo, le grandi passioni I l Presidente della Repubblica ha, ancora una volta, seccamente, richiamato tutti i partiti del Paese, ad avviare le riforme necessarie per superare alcuni aspetti antidemocratici dell’attuale ordinamento politico in primis la legge elettorale. Su quest’ultimo punto la dilazione in atto risulta particolarmente sospetta: il cosiddetto porcellum piace troppo, perché fa degli eletti -per graziosa scelta del capopartito- dei docili esecutori, qualora intendano essere ricandidati. A chi dispiace un tale potere? Con un deplorevole silenzio si spera, frattanto, di distrarre i cittadini prendendoli per stanchezza e rassegnazione. Ma la cosa che fa ancor più indignare è che, nell’attuale crisi economica, (frutto anche di una lunga politica diseconomica di ammiccamenti e ruffianerie varie, soprattutto a beneficio dei partiti, s’intende) che vede piccole aziende rovinate, disoccupazione endemica, difficoltà della maggior parte delle famiglie a tirare avanti, esodati in cerca di campare e giovani senza prospettive… essi, i partiti, spensieratamente, continuano a giovarsi di emolumenti e privilegi incompatibili con la decenza. Non si parla proprio di ridimensionare i costi della politica e tantomeno quello meno costose di una plastica facciale Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 1 Editoriale molo, ha retto, perché ci ha … comprato! Tanto per cominciare, in questo paese, non si è mai voluto far pagare seriamente le tasse a nessuno. Oggi non ne saremmo strozzati. E, poi, non hanno mai intaccato i privilegi, le clientele con relativa dilapidazione di denaro pubblico, il malcostume del voto di scambio e la straburocrazia. Lo Stato ostaggio di corporazioni, suffragate dal malcostume pubblico. Ma davvero noi tutti siamo innocenti? dei politici e dei loro insopportabili privilegi. Certamente una tale operazione non ci porterebbe fuori dalla crisi ma sarebbe legge di pudore, proprio nel nome della rappresentanza che vantano nei nostri confronti: un segno concreto -e meno reclamizzatodi solidarietà e vicinanza. In questa deriva morale perché sorprenderci, allora, delle corruzioni all’onor della cronaca? Neppur poche, quelle note, per la verità. La protervia è tale da neppur far loro percepire, come fatale, il montante discredito nel pubblico giudizio. Direi che le ultime elezioni comunali hanno segnato, comunque, un allontanamento, più o meno grave, dalle formazioni attualmente rappresentate in parlamento. L’eticità potrà tornare nella politica se rientrerà nel sentire comune dei cittadini. «Ma perché dovrei essere onesto, corretto…?», si chiedono non pochi? Certamente. Quale possibile sussulto etico se non si rifaranno strada, nelle coscienze, spente da uno straripante edonismo, le grandi passioni, proprie della dignità di ogni uomo? Ce lo ha ricordato il Papa qualche giorno fa’: ritrovare una spiritualità per recuperare l’eticità. R. A. SOMMARIO Casa Liguori, casa e cultura T. Liguori 5 Crisi ed anzianità V. Lista 7 Comunicato Stampa I. Maroni 8 E, tuttavia, i nostri amabili Rappresen- Riflessioni sulla Pasqua F. Colosimo 9 tanti, all’opposizione o nella maggioranza, continuano il gioco sporco della più vile demagogia verso un governo chiamato a raccogliere i loro cocci e a fungere da capro espiatorio dei loro peccati. Ce lo ha ricordato, recentemente il capo della C.E.I., il cardinale Bagnasco. Animus e anima A. Caccia 10 Arte, folklore e pittura A. Didona 11 Santi di Calabria M. Stirparo 13 Esami di stato… e dopo? Tripodi M. T.a 15 Aggiungi un posto a tavola W. Frisina 16 C’è una via di uscita? Il movimento di Grillo -piaccia o no- la sta indicando: l’eticità. Lasciamo agli altri le chiacchiere sull’antipolitica. Parliamo piuttosto della fine di inossidabili consorterie. Non sanno, i Grillini, fare politica? Impareranno, non da questi che non possono, generalmente parlando, dare lezioni a nessuno. Ma quella mala politica, non dimentichia- Diagnosi del diabete G. F. Paluccio 20 Composizione e poetica A. Magno. 22 Geografia per tutti G. Zurlo 23 San Pio e Maria S. Pirillo 24 Caritas parrocchiale A. Galdieri 25 Farfalle alla Rossi T. Laratta 27 2 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Cultura Crotone rialzati… con l’aiuto della Madonna! Salvatore Barresi, l’autore Mons. Pietro Pontieri presenta, un saggio di Mariologia Sociale, di Salvatore Barresi, dal titolo “Con l’aiuto della Madonna di Capocolonna, Crotone rialzati”! miseria, con il lavoro che manca, con un futuro incerto, senza punti di riferimenti, dove tutto è precario, dove i giovani e le donne non pensano più al matrimonio, o alla creazione di una famiglia e a godere della gioia di crescere dei figli, per paura di non pellegrinaggio al Duomo ra e la solitudine, non dobbiamo farci soccombere, né la scusa che il tempo ARCIDIOCESI CROTONE - SANTA SEVERINA Ufficio Stampa I l saggio di Salvatore Barresi, sociologo economista, Diacono della Chiesa di Crotone – S. Severina, è un testo di Mariologia Sociale che guarda alla Madonna di Capo Colonna come modello di fede per la rinascita di Crotone. Una Crotone dove il tempo sfugge, una città bloccata, piena di farcela. Nulla è più come prima! Sentimento comune Tutti i crotonesi si sentono soli, abbandonati, pieni di paure nella solitudine. Barresi richiama alla fede i crotonesi guardando a Maria, alla Madonna di Capo Colonna che è presente e che, nonostante c’è la pau- Una città che deve ritrovare la vita Maria; Madre e Maestra sfugge deve renderci superficiali e distratti su ciò che riguarda la vita in tutti i suoi aspetti: familiari, sociali, religiosi. Maria, madre di Gesù, Madonna di Capo Colonna, è un esempio di fede, un simbolo popolare potente. Per il sociologo Barresi la società crotonese deve riscattarsi dal peccato e deve uscire dalla contraddizione Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 3 Cultura legame tra la crescita della ricchezza e la sua diffusione e ridistribuzione nella società. Pertanto Durante il ritorno del quadro grande negativa che vive tra la dimensione personale e la dimensione sociale; fra loro non c’è relazione. A motivo di ciò, a causa dei peccati degli uomini, scrive Barresi, esistono nella società strutture di peccato. Queste strutture si oppongono al retto ordine della società e rendono più difficile la pratica delle virtù, facilitando i peccati personali. Le strutture di peccato che persistono a Crotone debbono essere debellate e per smontarle bisogna cristianizzare le relazioni professionali e l’intera società con l’impegno di vivere con coerenza le norme di morale. lonna per formare le coscienze crotonesi e rivitalizzare, a partire dalla comunità familiare, la rete delle solidarietà, proponendo stili di vita alternativi rispetto a forme vecchie e nuove di individualismo; riappropriarsi della ambiente e del territorio; ritornare a pensare al lavoro per i crotonesi con un impegno disinteressato da personalismi per rendere più forte e più visibile il Infine, il breve saggio del Diacono Sasà Barresi, conclude con un monito ad affidarsi alla protezione materna e richiama i cittadini di Crotone a rivedere i loro atteggiamenti guardando alla scuola della Madonna di Capo Colonna e ritornare alla fede. In ogni stagione storica l’incontro con la parola sempre nuova del Vangelo è stato sorgente di civiltà, ha costruito e arricchito il tessuto della città di Crotone, esprimendosi nello sviluppo sociale, economico e culturale, non da ultimo, nelle mille forme della carità. Crotone deve rivivere una nuova stagione del Vangelo. Dalla Curia Vescovile Ed una speranza La Madonna di Capo Colonna deve aiutare il popolo crotonese a rialzarsi prendendo posizioni nette, inequivocabili, nella radicalità evangelica, dicendo sempre la verità anche quando c’è un prezzo da pagare. Anche a costo di essere scomodi. Terribilmente scomodi. Ripartire dal sociale con l’aiuto della Madonna di Capo Co- 4 la Madonna all’ospedale: fedeli in preghiera con i ricoverati Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Cultura Teresa Liguori nella giornata delle ferrovie dimenticate CASA LIGUORI È’ DIVENTATA UNA CASA DI CULTURA…! Per una educazione e formazione del patrimonio culturale I l Museo CivicoBib lio teca, denominato Casa della Teresa Liguori C u l t u r a “Salvatore Liguori”, inaugurato sabato 21 aprile u.s. con una significativa cerimonia organizzata dal Comune di Casabona, alla presenza di illustri rappresentanti delle Istituzioni regionali, provinciali e locali e di numeroso pubblico, contribuirà a rivitalizzare il centro storico e doterà la comunità di un luogo di aggregazione culturale e sociale. Porterà anche nuova occupazione tra i giovani e contribuirà a custodire le tradizioni e la memoria storica dell’antico borgo. All’interno della nuova struttura sarà ospitata anche la sede locale di ItaliaNostra e vi si svolgeranno attività di educazione/formazione al patrimonio culturale e paesaggistico del territorio. Nei prossimi giorni Nei prossimi giorni infatti sarà firmato un protocollo di intesa tra il Comune ed Italia Nostra, alla presenza del sig. Prefetto di Crotone. Un breve cenno all’iter per arrivare alla creazione del Museo civico. Nell’ottobre 2000 la famiglia Liguori aveva sottoscritto un atto di donazione al Comune di Casabona dell’immobile di loro proprietà, “per essere destinato a Museo CivicoBiblioteca ed intitolato alla memoria di Salvatore Liguori”. In realtà, l’idea risale a 10 anni prinella sede, con le Autorità ma, ottobre 1990. La presidente di Italia Nostra aveva presentato tale proposta in un articolomanifesto dal titolo “Itinerario storico-artistico e paesaggistico attraverso Casa- bona e Zinga”, pubblicato su Calabria-Kroton. In un capitolo dedicato ai Beni Culturali e Paesaggistici del Territorio, l’associazione auspicava che fosse realizzato un Museo civicoBiblioteca in un edificio, possibilmente situato nel Centro storico, augurandosi che si potesse contare su una solida unità di intenti da parte della Amministrazione Comunale e della popolazione, così da superare le prevedibili difficoltà … Si può affermare... Oggi si può affermare che Italia Nostra è stata facile profeta. Tante difficoltà hanno in effetti caratterizzato la realizzazione di un progetto che, all’epoca, sapeva di utopia. L’iter burocratico è stato lungo, a partire dall’approvazione della proposta di donazione da parte del Consiglio Comunale e dalla richiesta di un progetto completo Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 5 Cultura Tra vent’anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite... l’inaugurazione: T. Liguori tra il Sindaco e il Presidente della Provincia Casabona per il consolidamento, recupero e restauro conservativo dell’edificio, ridotto ormai in condizioni di degrado. Dopo il finanziamento del primo lotto dei lavori da parte della Provincia, questi sono stati poi completati con un secondo finanziamento da parte della Regione, facente parte di un programma di interventi finalizzato alla riqualifica- MARK TWAIN zione dei centri storici della Calabria. Il lungo iter ha avuto una conclusione positiva. La famiglia Liguori ringrazia tutti coloro che, a partire dal Comune di Casabona, hanno contribuito fattivamente a realizzare* questo rilevante progetto di promozione culturale e sociale per la comunità di Casabona. Crotone, 24 Aprile Mark Twain Protocollo d’intesa Cerimonia per la firma del protocollo d’intesa tra il Comune di Casabona ed ItaliaNostra alla presenza del Prefetto Il Prefetto M artedì 22 maggio 2012 alle 10.30 ha avuto luogo a Casabona, nella Casa della Cultura-Museo civico “Salvatore Liguori”, la cerimonia della firma del protocollo di intesa tra il Comune ed Italia Nostra, alla presenza del sig. Prefetto di Crotone, dott. Vincenzo Panìco. ItaliaNostra ed il Comune si sono impegnati, in collaborazione con le scuole locali, a programmare attività di educazione/formazione alla conoscenza ed alla tutela del pregevole patrimonio culturale/naturale e paesaggistico di Casabona e del suo territorio. I firmatari: Natale Carvello, Sindaco di Casabona, Teresa Liguori Consigliera nazionale di ItaliaNostra 6 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Cultura CRISI ED ANZIANITÀ L’età avanza e con la crisi i gravami per gli anziani aumentano notevolmente L a terza età è sull'orlo della povertà. La crisi col decreto "salva Italia" ha portato aumenti in tutte le famiglie che concorreranno a far salire le uscite domestiche. Il 2012 potrebbe diventare l'anno dell'impoverimento generale, ma più specificatamente per gli anziani che godono per lo più di pensioni misere, quindi meno consumi più spese e sempre più vicini alla povertà. Tasse, tasse, tasse? Nella crisi generale chi soffre di più? E se non basta si tira la cinghia, si mangia poco e male, meno calorie del necessario. Sono gli anziani che soffrono di più di questa situazione che si è venuta a creare, mentre i potenti (i politici) discutono. Sono gli anziani che hanno sentito e sentono sulle proprie spalle il peso della crisi dopo le ultime finanziarie. Il potere di acquisto delle loro pensioni è svanito fra le dita per almeno un trenta per cento. Non parliamo dei servizi sociali locali agli anziani. Sono state tagliate quelle poche agevolazioni di cui potevano usufruire mentre le richieste di interventi assistenziali specie quelli domiciliari aumentano per via che l'età media è aumentata e quindi anche le esigenze. Meno male che ancora resiste e riesce a supplire a tutte queste esigenze la solidarietà del settore sociale. Almeno lasciate il sociale... Ed allora se non vogliamo che il mondo ci crolli addosso, che resista almeno il sociale, perché bene o male si può tirare ancora avanti, non sappiamo per quanto tempo, con la speranza che le cose migliorino aspettando che la Provvidenza ci metta una mano. Noi cattolici dovremmo e siamo chiamati ad aiutare la Provvidenza : non stiamo con le mani in mano aspettando chissà che cosa. Il Padreterno ce ne darà certamente grazie. Vincenzo Lista La Marcegaglia sulla crescita del Paese Punti salienti del provvedimento salva Italia Completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future; anticipata l’introduzione sperimentale dell’IMU; deliberato aumento dell’IVA in 2 punti percentuali; divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro; finanziato un programma per accelerare l'utilizzo dei fondi europei; rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di mettere a disposizione delle PMI garanzie per circa 20 miliardi di credito; attraverso la deducibilità dell’IRAP-lavoro favorite le imprese che assumono lavoratori per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 7 Cultura COMUNICATO STAMPA: ASSEMBLEA TERRITORIALE III Congresso regionale calabrese di CittadinanzAttiva S i è concluso a Villa San Giovanni (RC)il 20 maggio il III Congresso regionale di Cittadinanzattiva. Hanno partecipato vari esponenti nazionali tra i quali la responsabile nazionale del TDM Dott.essa Francesca Moccia ed il Componente della Direzione Nazionale Dott. Elio Rosati. Erano presenti tutti i Delegati e i Coordinatori delle varie Assemblee Territoriali della Regione che hanno potuto riflettere sul ruolo, sulle idee, sui programmi del movimento che si propone di essere una delle voci e delle esperienze più consolidate dell’attivismo civico in Italia. Incontrarsi per essere attivi Il Congresso è stato anche un’occasione per parlare del modo di essere presenti come cittadini attivi nella vita pubblica al livello nazionale, regionale e locale con uno sguardo forte verso l’Europa e gli scenari internazionali. I temi trattati sono stati: il nuovo welfare, la partecipazione civica, le politiche dei consumatori, la Attivi per sperare verso un futuro tutela dei diritti, l’accesso alla giustizia, il federalismo, la riforma elettorale, la lotta alla corruzione , la trasparenza nella PA, la scuola, l’educazione alla cittadinanza, ma si è parlato soprattutto di Sanità. A tale proposito si è costituita una Commissione che ha elaborato una mozione sulle problematiche sanitarie da portare alla attenzione del prossimo Congresso Nazionale. A conclusione dei lavori congressuali sono state tracciate le linee guida sulle varie tematiche stabilendo gli obiettivi che si dovranno conseguire nei prossimi anni. Verso il Congresso Nazionale Per il prossimo Congresso Nazionale, che si terrà a Chianciano dal 21 al 25 giugno c.a., sono stati eletti come Delegati Ines Maroni e Daniela Emauele, componenti con Saveria Magliari anche del Consiglio Direttivo Regionale. Crotone 24 maggio Partire dalla coscienza dei bambini 8 Ines Maroni Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Spiritualità Riflessioni sulla Pasqua dopo Pentecoste verso il mondo per mostrare lo Spirito di Dio in noi L a Pasqua sconfigga il peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del terzo giorno. Da lì le sofferenze del mondo non saranno più rantoli dell'agonia, ma travagli del parto. E le stigmate lasciate Gesù mostra il Volto del Padre dai chiodi nelle nostre mani saranno le feritoie attraverso le umana splende della stessa perfezione di quali scorgeremo fin d'ora le luci di un Dio. La nostra, invece, privata di quella somiglianza di cui egli ci aveva adornato, mondo nuovo Don Tonino Bello Gesù ci chiede la fede nella sua ri- rimane legata alle cose terrestri e ne sofsurrezione, il cristiano risorto è, e deve friamo tutto il peso, ma non siamo capaci essere già in questa vita un cantore dell'a- di liberarci. Come vorremmo elevarci, more di Dio, della sua infinita misericor- salire qualche gradino verso l'alto, cominciare a parlare seriamente delle cose del dia, un annunciatore di una festa perenne cielo e guardarlo con fiducia come la noche si celebra in cielo e in terra per ogni stra patria finale! ritorno, per ognuno che risorge,ogni volta che un figlio di Dio viene fuori dal sepol- E' l'invito pasquale che Cristo rivolge a tutti noi. Ci chiede di rendere più cro del suo peccato, esce dalla miseria, viva e operante la nostra fede. Ci chiede di dall'abbandono, si sente amato e risorge con Cristo e con la schiera dei credenti. mettere in pratica la sua Parola e di credePer questo la Pasqua si celebra ininterrot- re in essa. Radicati nella concretezza della realtà, con i suoi dolori e le sue sfide, è tamente, non dura un giorno: è memoriale sempre vivo, vero, eternamente efficace, possibile sentire il bisogno di credere in da vivere ora nella spe“Chi viene dal cielo”, guardando la realtà con lo ranza e come già possesguardo alto e ambizioso duto nella fede. La vita del Vangelo. La santa nuova la possiamo attinPasqua ravviva in tutti noi gere solo da quella forza l'impegno di vivere in divina, che riversata nei nostri cuori, ci rende caCristo,nella sua risurrepaci di uscire dalla notte, zione e nello stesso tempo di rinascere come creatu- La carità: la dimensione dell’incontro vuole che rinnoviamo i nostri impegni battesimali con i quali abre nuove e di essere testimoni autentici e biamo promesso una fattiva testimoniancredibili della risurrezione di Cristo. Le vie del Signore, le vie del cielo, za. La crescita del regno di Dio, riguarda tutti noi. Gesù chiede ai suoi apostosono percorribili soltanto con la sua Luce, li,come a noi, l'annuncio del Vangelo, la altrimenti restano buie e inaccessibili. Dalla croce, trasformata in albero di vita, storia di Cristo. E ciò può essere persino nascerà la certezza di una vita nuova. In facile, quando il Vangelo si respira e si ama. Se siamo aperti all'Amore la carità quella morte ritroviamo la risurrezione. trova spazio nel cuore e comincia a dilaGesù ci propone una rinascita e un rinnovamento conformandoci alla sua immagi- tarsi.... con noi, cercando sempre al di la'dei nostri orizzonti. ne di Figlio di Dio. La sua natura divina e Fausta Colosimo Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 9 Cultura Animus e Anima Claudel e il valore di una parabola N o n esiste u n pieno accordo tra Animus e Anima, lo spirito e l’anima. Sono passati i tempi, è terminata la luna di miele, durante la quale Anima aveva il diritto di parlare a suo piacimento e Animus l’ascoltava rapito. Dopo tutto, non è stata forse Anima a portare la dote e a contribuire all’andamento del «ménage»? Ma Animus non ha accettato per lungo tempo questa posizione subalterna e ben presto ha manifestato la sua vera natura, vanitosa, pedante e tirannica. Anima è una ignorante e una sciocca, non è mai andata a scuola, mentre Animus conosce un’infinità di cose, ha letto un sacco di cose nei libri … tutti i suoi amici dicono che non si può parlar meglio di quanto egli faccia … Anima non ha più il diritto di dire una sola parola. Sa meglio di lei quello che ella vuol dire. Animus non è fedele, ma non può fare a meno di essere geloso, perché in fondo, egli sa bene (no, ha finito col dimenticarlo) che è Anima ad avere in mano tutta la fortuna, lui è un poveraccio, non vive che di quello che gli si dà. Per questo non smette di sfruttarla e di tormentarla per farle cacciar fuori denari… Ella resta silenziosa a casa, a far da mangiare e a spazzare, tutto come può… In fondo Animus è un borghese, possiede abitudini regolari, desidera che gli si servano sempre gli stessi piatti. Ma accade una cosa strana. Un giorno in cui Animus era rientrato all’improvviso, ha sentito Anima che cantava tutta soletta, da dietro la Paul Claudel porta chiusa, una curiosa canzone, qualcosa che egli non conosceva; nessuna possibilità di riconoscere le note, o le parole, o la chiave, una strana e meravigliosa canzone. Più tardi, egli ha cercato subdolamente di fargliela ripetere, ma Anima finge di non capire. Ella tace Claudel con intellettuali italiani 10 appena egli la guarda. L’anima tace appena lo spirito la guarda. Allora Animus ha trovato un trucco, fa in modo da farle credere che egli non c’è … a poco a poco Anima si rassicura, guarda, ascolta, respira, si crede sola e, senza far rumore apre la porta al suo amante divino. Parafrasando a grandi linee il testo – sarebbero necessari giorni per una discussione approfondita! –, Claudel, in una metafora, descrive l’ispirazione creativa. Distingue un Animus che si sostanzia nell’io superficiale ed esteriore, attento ai movimenti della vita sociale e mondana, e un’Anima che è l’io interiore, l’essenza di un nucleo in cui sono depositate stille di divino che manifesta quando Animus non la ostacola con le sue grettezze. Ma se in Anima prevale l’intuito, la libera e liberatoria creatività, Animus è la razionalità, ecco perché la combinazione tra i due è foriera di arte. In uno scritto di Valter Vinaghi, il poeta è visto come un ‘mistico mancato’: percepisce, come il santo, una realtà altra, al di là di quella visibile e scontata ma, se il santo attiva subito una sorta di comunione tra Anima e Animus e traduce in opere e azioni quella intuizione, nel poeta il suo Animus si nasconde per ascoltare meglio la voce di quell’io intimo e tradurla in formule incantatorie di parole. Pertanto, il poeta rinuncia a vivere a fondo la sua piccola estasi, anzi se ne astrae, per vedere e descrivere al meglio la voce di Anima. Ecco perché si dice che la poesia “non prega”, ma fa pregare. Angela Caccia Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Cultura Arte, folklore e pittura... Speciale Europa: Svetlana e l’arte di dipingere con il filo S vetlana è una giovane signora nata in Ucraina e qualche tempo fa, per problemi economici, è arrivata in Italia e oggi fa la badante, ma è molto attiva anche nell’arte del ricamo a punto croce. Svetlana non si limita alla tradizione popolare del ricamo, ma la reinterpreta in modo moderno, creando quadri, icone, tovaglie con immagini emozionanti che ricordano la sua terra. “La mia sfida personale è la creazione di quadri con una composizione complicata, grande numero di colori e sfumature”. Ci riesce benissimo: i fiori, gli animali, i paesaggi dei suoi quadri ricamati regalano allo spettatore forti emozioni grazie all’antica, ma sempre giovane arte. L’abilità delle dita La ricchezza d’immaginazione creativa, l’abilità tecnica sono le caratteristiche principali del ricamo popolare ucraino. Il ricamo tradizionale ucraino è una delle forme di arte popolare più famoso e tutt’ora praticato da molte donne. La tecnica si è sviluppata nel corso dei secoli grazie ad una notevole varietà di modelli e punti che sono sopravvissuti nei secoli. Gli imparaticci di antichi ricami tradizionali sono da apprezzare e ci fanno rimanere sbalorditi proprio per la semplicità e la compattezza, la diversità e l’eccellenza artistica. Sono una vera e propria fonte inesauribile per la sviluppo delle arti e mestieri sovietici. Nei secoli scorsi il ricamo a mano veniva eseguito per realizzare una vasta gamma di biancheria utile per la casa. La biancheria per la casa con ricami eseguiti a mano in ucraina davvero unici e molto eleganti comprende una varietà infini- Un’arte vera e propria ta di prodotti: tovaglioli, tovaglie, rushnyk, tende, camicette, camicie da uomo e altri accessori. Nel ricamo moderno ucraino i colori variano ed anche i tipi di disegni. Le decorazioni tradizionali vengono arricchite da nuovi elementi e vengono realizzate composizioni molto interessanti. Molti motivi venivano creati in una determinata zona proprio per distinguersi da altre città, alcuni maestri moderni conservano antiche tradizioni popolari del ricamo, come l’uso di colori, modelli, le tecniche specifiche proprio per distinguere i propri ricami da altre regioni d’Ucraina. Il processo di creazione del ricamo è molto affascinante. L’attività del ricamo è molto importante poiché sviluppa capacità sia di precisione che estetico creative. La donna ucraina infatti si è sempre distinta per le capacità artistico creative tanto da diventare simbolo dell’arte popolare russa. Perciò oggi Svetlana ha deciso di continuare questa tradizione anche in Italia ed è disposta a realizzare lavori per chi è interessato. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 11 Cultura Il ricamo a punto croce risale a tempi antichissimi, tanto da non sapere con precisione dove e quando abbia avuto origine. Già nell'858 furono trovati, in Asia Centrale, reperti di tale tecnica. È nel Medioevo però che la tecnica del punto croce comincia la sua vera storia. L'influenza dell'arte bizantina (nella Bisanzio medievale gli abiti delle corti, i paramenti sacerdotali e gli abiti dei facoltosi, erano ricchi di ricami di origine persiana) si estende nell'Europa Meridionale e conquista successivamente il resto del Vecchio Continente, grazie all'impiego di essa nelle vesti ecclesiastiche. In Europa, tra il X e il XIII secolo il ricamo a punto croce veniva praticato dalle castellane nelle loro lunghe giornate passate ad aspettare i loro uomini partiti per le guerre sante. I disegni, per lo più copiati dai tappeti portati dai crociati dall'Oriente, venivano fatti su tela di lino e ricamati con fili di seta o lana più o meno del colore dello stesso tessuto. Scarso era l'utilizzo del cotone, rarissimo, a quei tempi, e di poche varietà di colori. Col Rinascimento il punto croce diventa una delle basi educazionali femminili e molto usato nelle chiese per ornamenti sacri e per guarnire maniche e orli di abiti. È in questo periodo che nasce l'imparaticcio, ovvero un pezzo di stoffa, generalmente di lino, sulla quale ragazze e bambine ricamavano i propri esercizi di punto croce per imparare tecnica e nuovi disegni (soprattutto lettere e cifre e simboli religiosi e stilizzati); l'imparaticcio viene chiamato nei paesi anglosassoni sampler, dal latino exemplum, mentre nei paesi di lingua francese assume il nome di marquoir, poiché il punto croce veniva chiamato point de marque dall'usanza di marcare cioè di apporre le proprie iniziali sulla biancheria ricamata proprio con questo tipo di ricamo. Tali imparaticci fungo12 In Italia Italia ancora scuole per imparare no da vera e propria enciclopedia del ricamo, tramandabile ed estensibile di generazione in generazione, piena di spunti per comporre nuovi decori. Diversi i materiali impiegati, fili di seta o di lana, tele di lino grezzo e fine: più raro il cotone, non ancora molto diffuso. Verso il 1500 iniziano a circolare in Germania, in Francia e in Italia i primi schemi stampati con motivi floreali e animali, disegni ancora sempre ispirati all'Oriente. Nel XVIII secolo i disegni diventano più raffinati e realistici raffigurando anche soggetti paesaggistici; ma è nel XIX secolo che si ha il vero boom del punto croce, quando i "sampler", sempre più complessi ed elaborati, entrano a far parte del corredo delle giovani spose come repertorio di motivi da utilizzare nel corso della loro vita matrimoniale. Con lo sviluppo dell'industria tessile, infatti, si possono avere varietà di tele e di fili colorati e finalmente verranno stampati anche degli schemi colorati che renderanno più agile il ricamo. Diventa così il passatempo preferito dalle donne e verrà esportato anche in America con le prime emigrazioni. XX secolo Agli inizi del XX secolo, però, il punto croce ha un brusco declino, perché l'avvento dello Stile Liberty richiede tipi di ricamo più articolati e svolazzanti. Inoltre, durante le lotte per l'emancipazione femminile, il ricamo viene volutamente accantonato in quanto ritenuto un'attività troppo domestica e frustrante. È solo nei recenti anni ottanta che torna alla ribalta: la donna ha raggiunto i suoi obiettivi e si avvicina nuovamente al ricamo. Antonella Noviello Didona Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Cultura San Leoluca da Corleone a Vibo Valentia Santi di Calabria nato a Corleone (Palermo) nell’805 e gli fu imposto il nome di battesimo di Leone come il padre e quando, ventenne, entrò nel convento basiliano di San Filippo d’Argira in territorio di Enna, assunse il nome religioso di Luca, da qui Leoluca. Appena fanciullo si diede all’agricoltura e alla pastorizia e a contatto con l’aperta campagna cominciò ad avere i primi e significativi contatti con il Creatore. Come accennato prima, appena ventenne, essendo rimasto orfano di entrambi i genitori, abbandonò le sue ricchezze e i suoi agi per ritirarsi a vita monacale sotto la direzione di Filippo, priore del convento basiliano. Scrive B. Sodaro: “Filippo accolse il giovane Leoluca con grande affabili- È tà. Dopo un breve periodo di tempo gli tosò la chioma, gli indossò l’abito monacale e gli cinse i lombi col cilicio”. Così trascorse diversi la Calabria fermandosi per qualche tempo nel monastero basiliano di Vena di Vibo Valentia. Successivamente e per sei anni rimase, sempre in Calabria, nel monastero presso San Sosti, ai piedi del monte Mula, in compagnia dell’egumeno Cristoforo. Insieme, maestro e discepolo, a seguito delle invasioni San Leoluca da Corleone anni, non solo ascoltando orazioni e prediche di Filippo, ma imparando anche a digiunare e a fare penitenze. Dopo qualche anno Dopo qualche anno di duro ascetismo nelle campagne ennesi, abbandonò la Sicilia per portarsi pellegrino a Roma, passando prima per saracene, ripararono sulle montagne di Mormanno dove edificarono un cenobio rimanendovi per ben dieci anni assorti nel lavoro e nella preghiera. Ancora insieme, quindi, ritornarono nel vecchio convento di Vena di Vibo e qui Leoluca operò diversi miracoli e fra i tanti si citano: un giorno lavorando nell’orto fu morso alla mano da vipera, ma con la preghiera riuscì a rimarginare all’istante la ferita; in altra occasione riuscì a risuscitare un cavallo che era molto utile per la comunità monastica; ancora, un paralitico della città di Sassano ritornò sano dopo averlo unto con l’olio della lampada della cappella. Dopo alcuni anni l’abate Cristoforo, sentendosi vicino alla fine dei suoi giorni, fece venire nella cella i monaci e indicò successore Vibo Valentia Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 13 Cultura proprio Leoluca. Morto il Cristoforo Morto Cristoforo, il frate corleonese ne raccolse l’eredità spirituale e guidò la comunità monastica con sanità ed equità dandosi all’assistenza morale e materiale dei contadini e ei boscaioli, riuscendo anche a fondare altri monasteri che accolsero un centinaio di religiosi. All’età di cento anni, o forse centodue, dopo ottanta anni vissuti da monaco, Leoluca sentiva vicino il giorno della fine e così chiamò vicino a sé Teodoro, Eutemio ed altri frati, comunicando loro come successore il frate Teodoro raccomandandogli di vegliare sopra il suo gregge. Tutto il giorno e la notte seguenti pregò coi frati e, il giorno dopo, alzatosi dal giaciglio, andò in chiesa, partecipò alla Messa, si accostò all’Eucarestia e diede il bacio della pace a ciascun confratello dicendo che anche dopo la sua morte sarebbe stato vicino a loro. Il I marzo... A mezzogiorno del 1° marzo del 915 (o forse 917), lasciava la vita terrena davanti ai tanti frati genuflessi in preghiera. Gli storici asseriscono che il corpo del Santo venne tumulato a Vibo nella chiesetta del cenobio basiliano dove oggi sorge la chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore e ad Nives. Tuttavia le ossa dell’abate non sono state ancora identificate e fra’ Gerolamo da Corleone, vissuto in odor di santità, nel 1712 predisse che il 14 Una Corleone da scoprire corpo del Santo sarebbe stato ritrovato quando la città di Vibo sarebbe stata afflitta da gravissime calamità. San Leoluca è il protettore dell’antica Hipponion dal 1624 ed in occasione di tremendi terremoti e pestilenze ha sempre salvaguardato la città. Durante il sisma del 27 marzo del 1638, la vicina Soriano e il suo maestoso monastero domenicano furono quasi rasi al suolo ma Vibo rimase illesa. Anche nelle calamità degli anni successivi (pestilenza del 1743, nei terremoti del 1744, 1783, 1832, 1905 e 1908 e nel colera del 1837) il Santo palermitano ha protetto i Vibonesi che da sempre gli hanno tributato onori e grande devozione. Oggi nel Duomo Il Duomo di Vibo Valentia Oggi, all’interno del Duomo vibonese nella prima cappella di sinistra si può ammirare una tela del Santo, opera del pittore Cannata e nel 1744, a ringraziamento per la liberazione dalla peste e dal terremoto, a Vibo si fece cesellare una statua del protettore in argento che però nel 1975 è stata trafugata. Don Onofrio Brindisi, compianto arciprete del Duomo nell’opuscolo “Leggiamo insieme le Porte del Tempo” dello scultore polistenese Giuseppe Niglia, illustrando il significato del portale bronzeo della grande chiesa vibonese, così scriveva: “ed ora eccoci a loro […] i due titolari delle porte di bronzo: la Madonna e san Leoluca, titolari del duomo e titolari, giustamente, delle Porte del Tempo. Entrambi dolcemente mesti e assorti, proiettati in un tempo remoto e pur presenti, come schizzati per incanto da un sarcofago antico, gli occhi gonfi forse di pianto, forse di stria o forse dilatati e spinti in fuori da una forza interiore che si chiama amore e ancora amore, tra gli uomini…”. Mimmo Stirparo Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Scuola — Istituto Gravina E d eccomi qui, tra i banchi di scuola, a svolgere uno degli ultimi temi della mia “carriera scolastica”. Si, perché sto frequentando l’ultimo anno di liceo e tra mille paure inizio ad immaginare a come sarà il mondo al di fuori di queste mura, che lo ammetto mi trasmettono sicurezza. Penso a cosa accadrà Dalla scuola una voce per avviare riforme e lavoro... Esami di stato… e dopo? quando mi troverò ad affrontare il mio percorso di studio e quindi di vita senza avere un punto di riferimento come gli insegnanti o di appoggio come i miei compagni “d’avventura”. Il distacco Eppure questo distacco “doloroso” dovrà esserci, in quanto la vita non è così semplice come tutti imma- mio percorso di studi, mostrando ciò che ho appreso e imparato in questi cinque anni, tra mille emozioni, dubbi, paure; momenti difficili in cui volevo mollare tutto ma che con l’aiuto delle persone che mi vogliono bene sono riuscita a superare e sono ritornata sui miei passi, sulla mia strada. Quindi mi trovo ad un passo dall’Università, passerò da “studentessa liceale” a “studentessa universitaria”. Sarò pronta? Esami di stato ginano; come dice mia madre “Nulla è dovuto!”. Bisogna impegnarsi, imparare, crescere per poi maturare ed essere proiettati nel mondo degli adulti. Maturare… io quest’anno ho la maturità! Finirò il Ma non è la stessa cosa, la carriera universitaria richiede maggiore preparazione, maggiore attenzione, maggiore serietà; ed io ho paura, paura di non riuscire ad affrontare tutto da sola, lontano da casa, lontano dalla mia famiglia: sarò davvero pronta ad affrontare il peso di responsabilità così grandi? Al solo pensiero di essere cresciuta e arrivata fino a questo punto ho i brividi, mi salgono le lacrime agli occhi, mi rendo conto di come il tempo sia volato via velocemente, mi rendo conto di come sto cambiando. Mi rendo conto anche di come il percorso da seguire è ancora lungo, di come il mondo è davvero duro per una ragazza sensibile e forse fragile come me. Forse ho bisogno di sicurezza, che è ciò che mi è sempre mancata, in misura maggiore dalla perdita di mio padre. Sto vivendo la mia giovinezza con il timore che ciò che Troppi libri? Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 15 Scuola — IPSIA Barlacchi dre, che mi sta sempre accanto nelle piccole ma per me grandi difficoltà della vita. Per me ora è lei il mio più grande punto di riferimento; lei, così sicura dolce, sempre con il sorriso sulle labbra, che riesce a trasmetterti serenità anche nei momenti più difficili; vorrei tanto essere come mia madre: una donna forte. Una furbizia che non paga faccio non sia motivo di orgoglio per lui e in misura maggiore per mia ma- Momento difficile Penso che questo momento di transito per me, sia difficile per chiunque, per- ché fa parte della nostra vita; è solo che un ragazzo che sta per essere “catapultato” nel mondo degli adulti diventa insicuro, impaurito proprio come lo sono io, che al solo pensiero degli esami di maturità mi prende un fitta allo stomaco! Ma non solo perché sono gli esami più temuti nel percorso di vita di ognuno di noi, ma perché capisco che anche per me è arrivato il momento di dire “Sono diventata grande”. Tripodi Maria Teresa V° A S.d.F Gli alunni dell’IPSIA Barlacchi di Crotone mettono in scena la rivisitazione della commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola”con la scuola siamo noi Aggiungi un posto a tavola G rande successo, lunedì 7 maggio, per la rappresentazione teatrale messa in scena dagli alunni dell’IPSIA Barlacchi di Crotone. Con la rivisitazione della commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola”, gli alunni della scuola hanno infatti realizzato uno spettacolo capace di “rapire” gli spettatori, per portarli in un fantastico mondo fatto di musica e risate. L’attività, inserita nell’ambito del progetto “La scuola siamo noi”, ha previsto nella giornata due rappresentazioni alle ore 9,00 e alle ore 11,30. La manifestazione si caratterizza come occasione di riflessione sul tema della diffusione della pratica e della cultura teatrale nelle scuole, in un quadro di riferimento, quello europeo, che ci richiama a sviluppare nei cittadini alcune competenze chiave di cittadinanza, tra le quali la conoscenza e la pratica delle arti. La scelta del teatro come strumento di 16 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Scuola — IPSIA Barlacchi educazione, nasce dalla consapevolezza che il linguaggio teatrale ad uso pedagogico riesce a sviluppare competenze e motivazioni, a socializzare, a formare gruppo, ad integrare diversità, a creare condizioni ottimali per la crescita della persona equilibrata, riducendo la dispersione e l'abbandono scolastico. Per la rappresentazione Per la realizzazione della rappresentazione gli alunni dell’istituto non hanno imparato solo il copione, ma si sono esercitati per stimolare le sensazioni, migliorare il controllo delle emozioni e della percezione corporea, attraverso la gestualità e l'uso della voce”. Tanti alunni hanno dato il proprio contributo anche senza comparire sul palcoscenico, ma partecipando alla realizzazione dei costumi e delle scenografie e la scuola si è così ritrovata unita, con senso di responsabilità, nel farsi carico di un progetto comune. Durante la pausa tra le due rappresentazioni è stato possibile am- Durante la rappresentazione mirare all'interno della grande palestra la mostra allestita dagli alunni della scuola che, con estro ed inventiva e l'aiuto dei docenti Frustaci, Bisceglie e Arrighi, hanno ridato vita a materiali inutilizzati, da loro stessi raccolti e selezionati, per realizzare delle vere opere d'arte che rimarranno all'interno della scuola in mostra permanente insieme a tutti gli altri lavori prodotti durante l'anno. Personaggi ed interpreti Dio: Don Silvestro: Clementina: Ortensia: Toto: Crispino: Lorenzo Rocca Francesco Simeri Piera Friio Ketty Pisanelli Alessandro Gallo Luciano Adamo, Marilisa Corigliano Cardinale: Debora Fabiano Consolazione: Giulia Modesto Popolo: Svitlana Andriychuk, Bosairy Hassan, Pier Paola Bruno, Viviana Cusato, Maria Pia Lorenti, Anna Maria Luly, Alessia Matteo, Francesca Morelli, Marta Trovato Costumi: Rosa Guarascio Brochure: Salvatore Mesoraca Regia e coreografia: Mariangela Valenti Scenografia: Beniamina Arrighi, Giovanni Bellizzi, Gabriella Frustaci, Roberto Sacco didattici tradizionali, spesso non riescono ad evidenziare. Il Progetto Teatro ha sviluppato un laboratorio didattico che, pur essendo un momento di grande divertimento, ha avuto come finalità non di formare attori, bensì di favorire la creatività e la conoscenza di tutti i linguaggi espressivi che uno spettacolo teatrale comporta, trasmettendo contenuti di natura affettiva, introspettiva e sociale. La trama Don Silvestro, parroco di un immaginario Il progetto Per il Dirigente Scolastico, prof. Umile Meringolo e i referenti del progetto, prof.sse Pugliese e Ierardi, la scelta del teatro come strumento di educazione, è nata dalla consapevolezza che il linguaggio teatrale ad uso pedagogico riesca a "tirar fuori" quelle capacità che i percorsi Si è notata negli alunni una buona capacità espressiva e relazionale Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 17 Scuola — IPSIA Barlacchi Momenti belli e gioiosi, che gli alunni dell’Istituto hanno regalato con il loro impegno paese di montagna, riceve una telefonata del Padreterno in persona che gli comunica l'intenzione di mandare sulla terra il secondo diluvio universale. Come un novello Noè, riceve l'incarico di costruire un'arca di legno, per mettere in salvo dal uomini, proprio nella notte prima del diluvio, destinata dal Signore alla procreazione. A ristabilire l'ordine e riportare gli uomini del paese tra le braccia delle mogli penserà nuovamente il Signore, che ridonerà all'impotente Toto la sua virilità per tenere impegnata Consolazione. Alla fine il diluvio viene scongiurato proprio da Don Silvestro, che convince Dio che è meglio lasciar perdere. Nel gran finale si mangia e si brinda attorno ad una tavola, sulla quale scende una colomba bianca che va ad occupare un posto rimasto vuoto. È per Lui che si aggiunge un posto a tavola. Un po’ di storia Tra il 1973 e il 1974, Pietro Garinei e Sandro Giovannini scrissero con Iaia Fiastri un soggetto ispirato al romanzo "After me the deluge" ovvero "Dopo di me il diludiluvio tutti gli abitanti e gli animali del paese. Per portare a termine il suo compito, il curato avrà bisogno dell'aiuto dei compaesani, che non subito gli crederanno, ma saranno convinti da un miracolo "in diretta". Di don Silvestro è perdutamente innamorata Clementina, figlia del sindaco del paese, Crispino; quest'ultimo, avido e miscredente, è invece ostile al parroco e tenta di ostacolarlo in tutti i modi, creandogli non pochi problemi. Don Silvestro non può ricambiare l'amore di Clementina per rispettare il vincolo del celibato ecclesiastico. La storia è impreziosita da altre figure come Consolazione, una donna di facili costumi che giunge in paese a distrarre dai doveri coniugali gli 18 Dorelli che fa la parte del prete durante una delle sue tante rappresentazioni teatrali Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Scuola — IPSIA Barlacchi vio" di Forrest, affidando la composizione delle musiche ad Armando Trovajoli, il grande jazzista romano che, dagli anni '50 in poi, si era specializzato in colonne sonore. In tutte le edizioni, attori e cantanti di talento, conosciuti dal pubblico italiano indosseranno con naturalezza, la tonaca di Don Silvestro, portandogli in dote la sua innata comunicativa ed esprimeranno con simpatia, la carica vitale e ironica che ha caratterizzato il personaggio di Consolazione in tutte le sue performance televisive e teatrali. Giulio Scarpati interpreta la nota commedia La prima edizione La prima edizione di “Aggiungi un posto Marisa Laurito e Dorelli con la loro compagnia a tavola”, debuttò al teatro Sistina di Roma nel 1974 , con un cast d’eccezione, Johnny Dorelli: Don Silvestro, Paolo Panelli: il Sindaco, Bice Valori: Consolazione, Ugo Maria Morosi: Toto, Daniela Goggi: Clementina. Fin dalla sua prima rappresentazione, ha conquistato il cuore del pubblico che ha applaudito i suoi personaggi in ogni angolo del mondo. Rarissimo caso di commedia veramente internazionale, è stata rappresentata in oltre 50 versioni dalla Russia all’Inghilterra, dal Brasile alla Cecoslovacchia, dall’Austria all’Argentina e poi in Messico, in Perù e in Spagna. Nel 1977 la commedia venne riproposta con lo stesso cast, unica eccezione: Jenny Tamburi al posto di Daniela Goggi. Nel 1990 a Johnny Dorelli, nei panni di Don Silvestro, si affiancano; Crispino: Carlo Croccolo; Clementina: Tania Piattella; Toto: Adriano Pappalardo; Consolazione: Alida Chelli; il Cardinale: Carlo Piantadosi; La voce di Lassù: Riccardo Garrone. Nel 2003 va in scena con il cast: Don Silvestro: Giulio Scarpati; Crispino: Enzo Garinei; Ortensia: Christy; Clementina: Martina Stella; Toto: Max Giusti; Consolazione: Chiara Noschese; il Cardinale: Andrea Carli; La voce di Lassù: Riccardo Garrone. La successive due edizioni fino a quella del 2010 videro l’introduzione di nuovi ma collaudati attori come Giulio Scarpati e Gianluca Guidi nel ruolo di Don Silvestro, Chiara Noschese e Marisa Laurito nel ruolo di Consolazione, Enzo Garinei: il Sindaco Max Giusti e Marco Simeoli: Toto, Martina Stella, Margot Sikabonyi e Valentina Cenni: Clementina. Walter Frisina Tante compagnie in tutt’Italia si prodigano Tantissimeper compagnie impegnate nella commedia interpretare la commedia Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 19 Salute LA DIAGNOSI DEL DIABETE IN ITALIA sempre più numerosi i casi riscontrati: una spiegazione I n Italia il 6 -7% della popolazione è affetta da diabete, circa 4 milioni Ma almeno altri 2 milioni di persone non sanno di averlo. A scattare la fotografia è Stefano Del Prato, presidente eletto della Società italiana di diabetologia (Sid). "Il numero dei diabetici senza diagnosi spiega Del Prato rimane un'incognita. Però i calcoli che sono stati fatti ci dicono che mediamente ogni due pazienti ce n'è uno che non lo sa. Quindi, dal momento che i diabetici in Italia sono circa 4 milioni, si può calcolare che ci siano almeno ulteriori 2 milioni di soggetti che hanno un'alterata tolleranza al glucosio o già un diabete manifesto, ma non ancora diagnosticato". Come scoprirlo Per scoprirlo, secondo l'esperto, è necessario soprattutto "avere coscienza che il diabete ci può essere senza manifestare sintomi. Ovviamente questo presuppone che questa condizione vada cercata ed è sufficiente una valutazione della glicemia. Questo esame dovrebbe essere fatto in tutti quei soggetti che pur non avendo 20 sintomi, sono persone che noi consideriamo a rischio diabete: persone sovrappeso, chi ha familiari con diabete, le donne che hanno partorito bimbi che al momento della nascita pesavano più di 4 chili, gli ipertesi. Dagli studi Uno studio condotto su 500 soggetti seguiti per 14 anni ha evidenziato un maggiore valore informativo delle misurazioni della glicemia postprandiale rispetto alla consueta misurazione a L’insulina digiuno. Secondo tale studio aumento della glicemia dopo i pasti «è un fattore altamente predittivo del rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità, più importante della iperglicemia a digiuno». Si calcola che attualmente nel mondo ci siano almeno 350-400 milioni di diabetici. "Ma non è tanto il numero assoluto che preoccupa - spiega Del Prato - piuttosto che Il controllo questo numero continua ad aumentare. In Italia abbiamo 100-200 mila soggetti l'anno che sviluppano diabete". Fortunatamente la ricerca scientifica sembra funzionare. "Il nostro Paese - si è contraddistinto negli ultimi 20-30 anni per una forte valenza di ricerca nel campo del diabete. Siamo uno dei Paesi che maggiormente contribuisce in termini di conoscenza riguardo questa malattia, grazie anche alla presenza delle società scientifiche che supportano questa attività". Evitare danni cronici Un diabete non riconosciuto e non curato può sviluppare complicazioni, soprattutto croniche, che riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici. Con una diagnosi, che si esegue con test della glicemia, è possibile stabilire se è già in corso la patologia e quindi avviare Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Salute la terapia. Inoltre, anche quando i valori non superano i livelli stabiliti per la definizione di diabete, ma sono comunque alterati non vanno considerati una condizione di normalità. Il pre-diabete Esistono infatti le condizioni di cosiddetto "pre-diabete", «indicano un elevato rischio di sviluppare la malattia» inoltre, «spesso sono associati a sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e si accompagnano a un maggior rischio di eventi cardiovascolari». Il diabete è stato, recentemente, anche al centro delle attenzioni della Food and drug administration (Fda), l'agenzia regolatoria americana, che segnala un aumentato rischio nei pazienti in terapia con le statine, farmaci usati per il 10 mila pazienti del nostro laboratorio per l'ipertensione» sottolinea «ha confermato che chi è trattato con le statine ha una maggiore incidenza di diabete» ma secondo l'esperto, «anche se l'incremento del rischio è notevole, è compensato da una protezione cardiovascolare altrettanto notevole». Stili di vita? Diabete mellito? controllo del ipercolesterolemia. Ma secondo alcuni, i rischi sono ancora da dimostrare, come sostiene Bruno Trimarco, presidente della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec). «Uno studio, in corso di pubblicazione su In un paese come l'Italia dove la dieta mediterranea dovrebbe essere un fattore protettivo importante ed efficace, diventano fondamentali gli stili di vita. Ne sono ormai convinti tutti gli esperti in materia: alimentazione scorretta, sedentarietà e il conseguente sovrappeso, nonché l'avanzare dell'età, sono i più importanti fattori di rischio. Generalmente manifesta dopo i 30-40 anni, ma si giunge alla diagnosi dopo diversi anni poiché l'iperglicemia, cioè l'elevato livello di zuccheri nel sangue, si sviluppa gradualmente. E solitamente, come spiegano gli esperti dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici. Meglio non eccedere con lo zucchero: il rischio, a lungo termine, è di andare incontro a scompensi dei valori di trigliceridi nel sangue e insulinoresistenza, l'anticamera del diabete. Il limite giornaliero consigliato dagli esperti della Società italiana di diabetologia (Sid) è di circa 50 grammi per gli uomini e 40 per le donne, ancora meno per i bambini. Gianfranco Paluccio In genere la malattia si Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 21 Vita parrocchiale Composizione e poetica Una composizione libera e riflessiva da una parrocchiana Non stancarti mai di fare il bene anche se ricevi il male, ti rimarrà comunque la soddisfazione di non essere come gli altri. Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per gelosia, si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perché non si è perfetti e si è umani… quando tutto ti condanna e ti senti insicuro, quando il dolore e l’amarezza invadono il tuo cuore. Quando parlano male di te e ti senti debole e indifeso. Quando nella tua solitudine dici: non ne posso più! Ricordati che Dio è con te, e ti consola sempre. Tra le sue braccia amorevoli. Antonella Magno Scrivere è un patrimonio universale Cuore Integro Dio è con te! Quando il cammino diventa difficile, quando il silenzio è il tuo migliore amico, Un’estate al mare comunicazione importante di una mamma M i presento, sono una mamma di alcuni ragazzi del catechismo. Sono molto contenta che finalmente è venuta l’estate. Con questa stagione La mamma dell’anno, anche se devo constatare che non esistono più le mezze stagioni, ci si prende un po’ di meritata vacanza e di svago. I tempi lavorativi sono sempre più stretti, noi, persone grandi, adulte e responsabili lo sappiamo; ma con il mare e la montagna ci sono momenti di grande relax. Sono contenta, pertanto, che sia arrivata l’estate e ringrazio la Redazione di avermi dato l’opportunità di comunicarvelo. T. S. 22 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Vita parrocchiale San Diego e la California La città americana, appartiene allo stato della California, ed è situata sui rilievi che circondano l’omonimo golfo. Essa ha una base navale sull’Oceano Pacifico. E’favorita da un clima mite e scarsamente piovoso. Tra le sue risorse economiche, è prevalente la pesca del tonno e delle sardine, che da l’origine ad una fiorente industria conserviera del pesce. Inoltre, la città possiede cantieri di riparazione delle navi appartenenti alla Marina Militare americana, stabilimenti per la costruzione di aerei. Questa città è anche una base navale della flotta statunitense stanziata sul Pacifico distante a circa 70 km in direzione nord-nordest. A San Diego vi è il famoso osservatorio Astronomico del monte Palomar. Geografia per tutti Per saperne di più; cultura e società americana Washington, una capitale per tutti Oltre ad essere una città americana, essa è l’attuale capitale degli Usa. Appartiene al distretto della Columbia ed è situata alla confluenza tra i fiumi Potomac e Anacostia. Washington gode di clima temperato con scarsa nebbiosità e piogge prevalentemente estive (oltre i 1.050 mm). E’ eminentemente amministrativa; in essa vi è la sede della “Casa Bianca” (White House), residenza del Presidente. Nella città si distingue anche la presenza del Campidoglio (Capitol), che non è altro che la sede del Congresso. All’interno della città situata sul mare Washington possiamo dedurre che esistano cantieri navali sull’Anacostia e, sul Potomac, l’arsenale marittimo. Inoltre, si denotano gli uffici residenziali e delle maggiori organizzazioni americane. Washington si differenzia dalle metropoli per la caratteristica fisionomia dovuta ai suoi edifici neoclassici. E’notevole per i suoi istituti cultuali. Tra i più importanti vi è la “Smithsonian Istitution”. Questa rappresenta un grandioso complesso di edifici, ma con diramazioni affiliate anche in altri stati dell’Unione. Esso venne fondato nel 1846 da James Smithson. Ancora si trovano presenti la “Free Gallery” (collezioni orientali), la “National Gallery Of Fine Arts”, la “Concoran” (arte europea e americana). Dal 1821 si può annoverare la “George Washington University”. Infine nel 1789 nacque la più’antica università della Nazione la “Georgetown”. La Free Gallery Giuseppe Zurlo Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 23 Vita parrocchiale, speciale Maria e P. Pio La salma di Padre Pio L a Beata Vergine assiste P. Pio nella sua missione di salvare le anime Padre Pio, è cosa nota, trascorreva tante ore nel confessionale perché doveva riconsegnare le anime alla Madonna, dalla quale con un patto le aveva ricevute in si impegnerà per tutta la vita, ma la Mamma celeste lo assisterà e lo illuminerà nell’assolvere o nel rimandare indietro i peccatori. Infatti, egli umilmente dice: “Io, docile strumento nelle mani della Madonna, durante tutta la mia vita ho voluto fare un po’ di pulizia nelle anime; queste anime ho voluto adornarle di buoni propositi, sia assolvendo, sia negando l’assoluzione”. Ai figli spirituali che dicevano: “Padre ci affidiamo alle sue mani, prontamente egli rispondeva: “Ed io vi affido alla Madonna”. L’ospedale di Padre Pio vecchiette, prendi questa corona e considerala; proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno strumento per spalancare le porte del cielo”. Un giorno Tina Belloni, figlia spirituale chiese: “Padre, come faremo quando non ci sarete più?”. Rispose Padre Pio: “Se ti metterai a recitare il rosario in qualunque L’amore di San Pio per la Madre di Dio Seconda parte sul rapporto Padre Pio e Maria consegna. In questa attività Una vita spesa per gli altri 24 Padre Pio e il rosario Da alcune testimonianze di frati, a lui molto vicini, sappiamo che recita tanti rosari e di certo non era una recita meccanica. A Padre Alessio Parente, che un giorno gli chiese perché recitasse il Rosario e non le altre preghiere rispose: “La Madonna non mi ha mai rifiutato una grazia, chiesta con la recita del rosario”. Chiamava la corona: “l’arma”, poiché diceva che il rosario è difesa dalle insidie del maligno e ci riporta sulla retta via ed è la chiave del Paradiso. Una volta disse a Padre Pellegrino: “Tu che consideri il rosario una preghiera adatta solo per le chiesa ove c’è Gesù Sacramento, mi troverai lì insieme alla Madonna e a San Giuseppe”. Ancora Padre Pio soleva dire: “Amate la Madonna e fatale amare”. E ancora: “Vorrei avere una voce si forte, per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna”. Ai suoi figli spirituali ripeteva: “Raccomandiamoci alla Madonna, che ci tenga per mano e sotto il suo manto”. Silvana Pirillo la Redazione si scusa per i ‘refusi’ nella prima parte dell’articolo, pubblicato nel numero precedente Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Vita parrocchiale, servizio caritas Caritas parrocchiale la carità non si limita ad offrire assistenza ai fratelli ai bisognosi materiale, ma alle necessità di tutta la persona I n questo tempo di gravissima crisi alla propria vita. Riflettendo sul nostro socio-economica, la presenza dello operato, non possiamo negare che a volte sportello d’ascolto Caritas nella par- privilegiamo, in maniera anche frenetica, rocchia costituisce un punto di riferi- il fare, in particolare quando la dispensa è mento per tutta la comunità. Questo orga- semivuota. La necessità di dover far fronte nismo ecclesiale aspira ad essere una real- alle emergenze, alla complessità emotiva delle situazioni, legittima anche il “fare” tà viva, dinamica, osservatorio privilegiato e sentinella attenta del territorio, capace di ma non in modo esclusivo. intercettare le varie realtà del tessuto sociale in cui opera. Occorre, però, fare Dovremmo chiederci Dovremmo chiederci più spesso: siamo chiarezza sulla missioni della Caritas e sui valori che legittimano la sua ragion autentici operatori della CARITA’? d’essere. E’ opinione diffusa considerare L’obiettivo a cui tende la carità non si limita a offrire la Caritas alla streassistenza ai fragua di un supertelli bisognosi. market a cui le Questa pratica persone, che vivonon farebbe altro no in condizioni che creare una economiche disadipendenza duragiate, si rivolgono tura, mortificante, per avere beni di senza possibilità prima necessità o di riscatto delle altro sostegno. persone che si Certamente, si fa rivolgono ai nofronte anche a stri servizi. E’ questo genere di importante avere bisogni ma questa Carità: educare alla reale condizione delle persone consapevolezza percezione è ridutdi quello che noi ci proponiamo quando tiva e fuorviante. esercitiamo la carità. Nella contingenza La Caritas è... storica che stiamo vivendo la vera carità La Caritas è, soprattutto, luogo in cui si fa darà ancora più frutti nella misura in cui esercizio della carità, si aspira a privile- saremo capaci di promuovere fraternità, giare l’essere, la relazione empatica, a saremo disponibili alla collaborazione, perseguire la condivisione, a riaffermare alla partecipazione, sapremo essere creatila giustizia, a difendere la dignità che cia- vi e facilitatori della vita degli altri. E’ scuno di noi ha ricevuto in dono da Gesù. quanto mai necessario che tutto questo Pertanto, il paradigma che dobbiamo tener diventi una mentalità condivisa da tutta la presente nella nostra missione di volontari nostra comunità, per perseguire il traguarè: essere, fare, agire, educare, avere una do dell’unità e della corresponsabilità. visione di ampio respiro della realtà, per L’attività, le opere, gli interventi, acquiprogettare soluzioni alle emergenze , edu- steranno valore solo se riusciremo a tessecarci ed educare al rispetto di se stessi , re buone relazioni e a crescere nella fraterdegli altri e anche delle cose, educare al nità. Annamaria Galdieri lavoro, educare a ricercare il senso da dare Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 25 Vita parrocchiale PER L’ UTILIZZO DELLO ‘CHALET’ 1. Lo Chalet parrocchiale è a disposizione per le esigenze dei fedeli che intendano servirsene correttamente, in uno spirito di riconoscenza verso la Comunità parrocchiale che offre una tale disponibilità. 2. L’Utilizzo non prevede tariffe perché lo chalet non ha una finalità commerciale: tuttavia, poiché l’utilizzo comporta usura e consumi (corrente, strutture, bagno …) nonché pulizia prima e dopo l’utilizzo, è evidente la necessità di contribuire alle spese. 3. Si coglie, da parte dei fedeli, anche l’opportunità di contribuire, non solo per gratitudine ma anche in spirito di collaborazione, al mantenimento, al completamento e alla ottimizzazione della struttura, come pure al sostegno economico della Parrocchia. 4. La Parrocchia mette volentieri a disposizione tale struttura per favorire i parrocchiani: chiede tuttavia una adeguata sensibilità e generosità evitando l’umiliazione del mercanteggiamento. 5. Dai collaboratori parrocchiali, amici ecc., ci si aspetta, un maggiore e più generoso sostegno economico. 6. Il contributo economico verrà anticipato al momento della prenotazione. 7. Gli orari di utilizzo saranno concordati con i Responsabili. 8. Poiché lo Chalet è collocato all’interno di un quartiere, si rende necessario mantenere i volumi entro limiti e orari di legge. TEL. RESPONSABILI Tricoli Fausto Fausto 360854810 Muscò Giovanna Giovanna 3284196426 26 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone Vita parrocchiale, cucina e... L’Arte della Cucina a cura di Tonino Laratta presenta oggi: Farfalle alla Rossi Procedimento In un frullatore, oppure robot da cucina, mettete un mazzettino di basilico e uno di prezzemolo ben lavati e asciugati, aggiungete una ventina di capperi debitamente dissalati, i filetti d’acciughe e due grossi spicchi d’aglio, fate frullare il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e mettete da parte. Sfilettate le triglie e li ponete in una padella capiente con un poco d’olio li soffriggete aggiustandole di sale, quando sono quasi cotti, aggiungete l’impasto avendo cura di farlo sciogliere delicatamente, un poco di vino bianco secco per completare una lenta e delicata cottura, infine una manciata di pinoli. Intanto, in una casseruola contenente 4/5 lt. d’acqua e 40 gr. di sale, cuocete le farfalle molto al dente, avendo cura di lasciare un poco d’acqua di cottura, che verserete nella padella con le farfalle cotte al dente, mantecate a lungo e molto delicatamente, spolverando un pizzico di pepe nero macinato fresco e molto sottile. Servite il piatto molto caldo, avendo cura di spolverare sopra il pan grattato abbrustolito, per renderlo più gustoso e delicato. Ingredienti per 4 persone: 400 gr. di farfalle, 8 triglie di media grandezza, 4/8 filetti d’acciughe sott’olio, 80/100 gr. di pan grattato, basilico, prezzemolo, capperi, pinoli, sale, olio d’oliva, pepe nero, vino bianco secco e aglio q.b. Q UESTO PIATTO È DEDICATO AL PROF. ALESSANDRO ROSSI, IN SEGNO DI RINGRAZIAMENTO E STIMA. Vini consigliati: Cirò Librandi Rosato, Cirò Enotria Rosato, Cirò S. Francesco Tutti verso l’Eucarestia Convivialità e formazione per la prima Comunione Ragazzi, genitori e catechisti; riuniti per la preparazione alla prima Comunione Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone 27 Durante un convegno CELEBRAZIONI E S. MESSE: S. Messe festive: ore 10.00 Sabato e vigilari, ore 19.00 S. Messe feriali: ore 19.00 UFFICIO PARROCCHIALE Lunedì, Mercoledì, Venerdì: dalle ore 17.30 alle ore 18.30 CENTRO D’ASCOLTO Lunedì 9.00 alle 10.30 Martedì e Giovedì dalle 17.00 alle 18.00 28 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano-Crotone