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Pisa, Domenica 1 .2 Dicembre 1897.
ANNO V.
• onte di Pisa
Giornale della Città e Provincia.
••••
La riunione colla quale la Camera dei deputati, nella tornata del 4 corr., accettava un
emendamento alla legge sull' avanzamento nell' esercito, contro il parere del Ministro della
guerra, induceva questi a rassegnare le proprie dimissioni che hanno a loro volta, provocate quelle di tutto il ministero.
A quanto pare l' on. Pelloux, nel dare le sue
dimissioni e nello insistervi, era spinto da cause
più gravi di quella palese, mentre la situazione
del ministero, già scossa ed incerta, deve aver
consigliato il Di Rndini a tentare quel rimpasto che da tempo vagheggiava.
Infatti, sebbene il deputato di Caccamo non
abbia ancora ufficialmente ricevuto l'incarico
di ricomporre il ministero, si è già posto da
qualche giorno all'opera e pare che si sia trovato di accorcio collo Zanardelli il quale non
è estraneo a far parte del nuovo gabinetto ; il
che ne faciliterebbe, a quanto dicesi, la formazione.
Comunque sia, la conversione dell'on. Di
Rudini a sinistra e il suo accordo collo Zanardelli non danno affidamento sufficiente per
la formazione di un governo vitale e che possa
seriamente provvedere all' interesse vero del
paese e delle istituzioni.
Non sembra infatti facile che gli antichi amici
di Zanardelli e di Rudini possano a lungo restare concordi e non è detto che la combinazione possa troppo contare sull' appoggio della maggioranza in una Camera dove è poco di
organico, e dove i gruppi, più o meno persosonali, dominano e predominano.
Ad ogni modo vedremo la nuova amministrazione all'opera, augurando al paese che
possa e sappia far meglio di quanto non ci sia
dato oggi sperare, od in un momento di crisi
generale economica come quello che attraversiamo, riesca, ad esempio, a recare utile
in buona parte alle classi lavoratrici e lenire
il grave disagio da cui la nazione è 'afflitta e
tormentata.
6tunhaturti
Il Consiglio comunale di Pisa è convocato martedi
15 dicembre 1897 e giorni successivi alle ore 13 per
trattare alcuni affari di prima convocazione, corno:
l' appuramento dello stato patrimoniale del Comune;
la domanda del mutuo di lire 434,28(.1,51 residuo del
prestito di 20 milioni; la costruzione dei nuovi macelli e degli edifici scolastici; l'approvazione del preventivo 1898; la convenzione fra i RH. Spedali ed il
Comune; i provvedimenti per il servizio di cassa ; alcune modificazioni, aggiunte, ed illustrazioni della
tariffa daziaria.
Inoltre, già di seconda convocazione, il Consiglio
dovrà occuparsi di ben 12 fra nomine e completamenti di Commissioni per i vari Istituti.
A PROPOSITO DI UN RINVIO
Il processo per corruzione elettorale che doveva discutersi al nostro tribunale il 30 del decorso novembre,
fu rinviato all'Il gennaio del prossimo anno. A questo
primo rinvio probabilmente ne succederà un secondo
che sarà un avviamento a riporre per sempre gli incartamenti in archivio. Se così non fosse ci meraviglie- remmo. E maggiormente ci meraviglieremmo se, nell' ipotesi che il giudizio si faccia, questo portasse alla
condanna dei veri colpevoli. Perché ormai, nonostante
l'introduzione dell' azione popolare per la quale in
questi reati ogni cittadino può promuovere l'azione
penale costituendosi parte civile. i processi per corruzione elettorale stillo rarissimi : e quei pochi che
si fanno, danno nella gran maggioranza resultati negativi. La deduzione più logica, che da questo fatto
potrebbe trarsi a prima vista, sarebbe anche consolante: i reati elettorali non si perseguono o non si
riesce a colpirli perché non ci sono. Ma disgraziata-
2 possibile un rimedio? \ o, ci facciamo alcuna
illusione in prciposito. Certo atta indipendenza della
tuagigtratura ben altrimenli garantita da quel che
oggi non sia, l'abolizione della disposizione dell'art.
119. della legge elettorale politica ed un maggiore
incentivo dato all'azione popolare magari stabilendo,
come aveva autorevoltneute proposto un illustre nostro maestro, un ufficio onorario di nomina governativa cui sia data la preferenza nell'azione popolare
elettorale devolvendo le multe riscosse a favore della
locale Congregazione di carità. renderanno più facile
e proficua la persecuzione dei reati in parola. Ma
purtroppo tl fenomeno cui pid sopra ac.cennavanio
non è che un segno della corruzione generale del1 ambiente. Il male non è locale ma costituzionale.
Vano quindi il ricercarne il rimedio in riforme politiche. Il grande ammalato, ci si perdoni la frase vecchia ormai ma abbastanza espressiva. è il corpo
sociale.
Ecco perchè i reati elettorali rimangono quasi
sempre impuniti : ecco perchè ci tneraviglieremmo se
il Tribunale di Pisa, rara avis, nell' ipotesi impugnatissima che il processo avvenga, emettesse un pronunziato di condanna. DOTT. A. P.
tenza di condanna.
politica.
lorenfino
I lettori del Poate supporranno che l'attenzione del
popolo di Firenze sia ora rivolta su qualche fatto
d' importanza politica, per esempio sul cambiamento
del ministero o, per lo meno, su qualche altra importante cosa locale, come gli onori resi ad uomo
illustre. Quest' uomo illustre c'è. infatti. ed è Augusto
Conti. professore di lettere e filosofia all'Istituto di
studi superiori e arciconsolo della Crusca, al quale
l'altro giorno per il suo giubileo vennero offerti auguri. pergamene e fiori dai colleghi e dagli scolari.
Ma non è di lui che si parla dovunque. è hensi di
un bambino di circa tre anni, così piccolo e di già
arrivato al .momento della celebrità. Non che sia,
intendiamoci. un enfant prodige! H povero bimbo.
che è biondo e bellino, fu consegnato in una delle
scorse notti int un signore svizzero, certo Sprecher,
che rincasava passando presso le logge degli Uffizi.
Chi gli fece il tiro fu una signora velata la quale,
in uno stato di grande agitazione, disse che andava
a rintracciare il portafogli che aveva smarrito e che
sarebbe tornata tra poco. Il bravo sig. Sprecher aspettò lungamente ma inutilmente 1' incognita e quindi
portò a casa il bambino. indosso al quale trovò una
lettera di stile solenne che glielo raccomandava. Ora
l'autorità, i giornali, il pubblico intero si interessano
del fatto; e le discussioni. i commenti, le congetture,
i sospetti, si svolgono in ogni conversazione, in ogni
ritrovo. Ciascuno vuol dire la sua sullo strano avvenimento ma, per ora, il mistero vi distende il fitto
velo dell'ignoto. La curiosità generale si acuisce e
si continua a non parlar d' altro che del bambino e
della signora velata, di questo fatto avvenuto in circostanze tali da farlo sembrare una puntata a sensation d'un romanzo d'appendice.
Il cartellone del Teatro Pagliano annunzia che in
breve avremo l'esecuzione del Mefistofele di Boito.
Sono pure annunziati Gli Ugonotti, la Rohème e un
novissimo lavoro. Max, dovuto alla collaborazione
della signora Mary Rosselli-Nissitn col maestro Giuseppe Menichetti. .7<odolfo.
"
.
n Ponte si passa ogni domenica. .— Il pedaggio
costa un moldo. — Con mazza e scudo prima si contendevano il Ponte: oggi, per averlo, basta lo pie gado
solo. — I l li spurghi si buttano in Arno.— Alle lettere
90117.11 frane ObOil0 è vietato il libero transito.
,
userzlonis in prime, pagina 1..2. in seconda L. l;
in terza h.0, 50; in quarta L. 0,25, per ogni linea e
spazio di linea.
Uffici di Redazione
• linaminiestrazione in
Piazza dei Cavalieri, 5,jpianterreno.
[Conto corrente con la Postaj.
mente non è cosi. Pur troppo invece in questi ultimi
tempi specialmente il mercato dei suffragi ha preso
proporzioni spaventosamente enormi mai viste prima
d' ora. Ormai quasi in ogni collegio da coloro che
corrono il gran prix elettorale o dai loro allenatori,
si sente parlare di prezzo corrente di voti, di compre
fatte o da farsi, come di un mezzo di lotta consueto.
e perfettamente lecito di cui nessuno ai tempi che
corrono possa dolersi non solo ma nemmeno stupirsi. E corruttori e corrotti s'affaticano a ricercare
gli uni il modo di garantirsi da possibili inganni mediante i più raffinati mezzi di controllo, gli altri, se
coscienti, la maniera migliore di sfuggire al controllo
medesimo. Ma nè gli uni nè gli altri pensano neppur
per sogno che, cosi facendo, incorrono nella legge
penale. Gli è che nella coscienza comune s'è perduta
ormai la figura del reato di corruzione elettorale.
Esso è così intimamente collegato all' ambiente sociale attuale, è divenuto un fatto così normale che
ha perduto le caratteristiche di azione criminosa
quindi molto difficilmente potrà essere penalmente
perseguitato. E difatti può dirsi che commettano un
reato quando vendono il loro sotTragio i poveri contadini del Polesine. bruciali dalla pellagra e scheletriti dalla fame? Può dirsi che lo conunettano i lavoratori dell' agro romano, ai quali serpeggia nelle
vene la malaria e che il sole istupidisce? Può dirsi
che lo commettano i villani degli ex Stati pontifici,
a cui la riunione alla patria comune non ha impedito di rimanere più ignoranti e superstiziosi di prima?
Tutta questa povera gente, malgrado l'abilitazione
legale all elettorato. non comprende la portata dell'atto che compie. Per essi anzi la vendita del voto
rappresenta un provento abbastanza rilevante nel
loro bilancio domestico. Di fronte a questo vantaggio materiale. parlate, parlate loro di onestà elettorale. di libertà di voto, di esercizio .di un diritto sovrano. I pii, ingenui non vi capiranno: i più furbi
vi rideranno sul viso.
E non avranno torto. Essi non sono i responsabili di questo stato di cose: ad altri fatti ben più
gravi che non sia la vendita di una molecola di sovranità, spingono le tristi condizioni economiche. Chi
dell'immoralità dell' ambiente ha la triste responsabilità è il ricco che, con nessun titolo all' infuori dei
denaro. vuol procurarsi la soddisfazione di sedersi in
Parlamento al solo scopo, quando non abbia altre
mire più losche, di sedere a destra o a sinistra nell'aula di Montecitorio. Sono le così dette classi dirigenti le vere responsabili. esse chè hanno fatto perdere alle masse la coscienza di questo reato che è
dei delitti sociali il più volgare e degradante, perché
spinge il popolo ad una enorme depravazione morale.
È questa l'unica ragione per la quale le sanzioni
penali che pur la legge commina contro i corruttori
ed i corrotti restano sempre lettera morta. Non già
perché la furberia di chi si fa colpevole di tali reati.
ne renda difficile l'accertamento, o perché sia difficile colpire il momento in cui il reato si esplica o
se ne compiono gli atti.
In quest' ambiente saturo di corruzione che cosa
può fare l'autorità giudiziaria? I procuratori del Re
capiscono benissimo che il più delle volte agire contro i veri rei o contro tutti i rei sarebbe impossibile
per la loro qualità: e così non procedono o raramente. Del resto essi fanno e con ragione molto
assegnamento sull'azione dei privati. D' altro canto
dei privati chi è in grado di farsi accusatore è molto
probabiltnente il partito avversario soltamente. Ora
anch'esso assai difficilmente è immune dalla tabe
della corruzione: ha quindi convenienza a tacere.
Gli onesti imparziali amano in genere il queto vivere
e lasciano andar l'acqua per la sua china.
E come se tutto questo non bastasse, v' ha ancora
I art. 102 della legge elettorale politica, pel quale non
può procedersi per reato elettorale sino a che la
Giunta delle elezioni e la Camera dei deputati non
si sieno pronunziate in proposito. L' una e l'altra
assai di rado trovano la corruzione. Ed è naturale.
Ben pochi sono i deputati che possano dire di dovere la propria elezione a ragioni di partito o di
devozione personale esclusivamente. Senza contare
che il giudizio che la Giunta e la Camera pongono
in essere é un giudizio di pari, cioè di persone legate
coi giudicabili da vincoli di solidarietà, di classe e
d'interessi: ora é noto che per un fenomeno psicologico spiegabilissimo il giudizio dei pari è per natura
sua portato all'indulgenza.
Tutto questo contribuisce potentemente a far si
che rari sieno i procedimenti per reati elettorali, rarissimi queili che hanno per coronamento una sen-
CorOere
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Num. 50.
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LA CRISI
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eStuzietiga
Per Neralitti.
Oggi sarà tenuta, a ore 13, nell'Aula Magna del
nostro Ateneo, la commemorazione in onore del compianto prof. Filippo Serafini, la quale fu già deliberata dalla facoltà di Giurisprudenza.
Leggerà il discorso commemorativo il cotninendatore prof. Francesco Buonarnici, che al prof. Serafini,
era legato da profonda, intima amicizia.
Una prolusione.
Giovedì scorso, alla presenza del sig. Rettore e dei
prof. Mortara, Buonamici, Calisse, Pampaloni, Bianchi, Supino, Tonica°, Napodano e Tiranti, il prof. Giovanni Vacchelli, nuovo insegnante di Diritto Costituzionale, tenne la sua prolusioue sul tema: la virtù
L' argomento interessante e di attualità fu trattato
con larghezza di vedute. con critsrii serenamente obbiettivi, con erudizione, con forma corretta.
Alla fin del suo dire il giovine professore fu cordialmente complimentato dai colleghi, ed applaudito
dai numerosi studenti.
Le lezioni.
Da uaartedi scorso il prof. Napoleone Pa.sserini incomincio il suo corso di conferenze sulla viticultura.
E da martedì pure ebbero principio le lezioni di
paleogratia e di antichità medioevali.
TESTE e TASTI
La moda.
Questa settimana c'e ancora qualche cosa da dire
sulle acconciature. ed anzi c' è da ilire proprio il
dernier mot. Eccolo qua fresco fresco da Parigi Beatecoup de coulissés „. Cosi è nella fattura dell'abbigliamento " beaucoup do coulissés ,; si potrebbe dire il
trionfo delle toilettes paludate, forse poco duraturo
come quello della famosa tournure, forse effimero
addirittura come il pli soldi, come il pii accordeon.
Molte pieghe, molte pieghe " beaueoup de coulissés „;
ecco il dernier ci-i. Vesti, corsafes, di velluto, di lana,
di seta, tutti cou/isséa. Che importa di una certa pesantezza se l'effetto è grazioso? Per le maniche le
pieghettature vanno d' incanto; le pieghettature
mano poi danno all'acconciatura una linea aggraziata e tanto simpatica. Invece per i cappelli riescono
un po'gravi ; i cappelli di velluto si trasformano senz'altro in un " nid ù poussière „. Ma che impOrta se
il cappellino sta a tneraviglia é completa un artistica
Silhouette? La moda, questa tiranna irresistibile, vuole
così, e le damine eleganti hanno di saziate abnegazioni.
Fra le forme di cappellino più in voga sono senza
dubbio i toquets Impero, idolatrati da Balzac, che permettono di vedere tutta la capigliatura. Ecco un cappello seducentissimo ed al tempo stesso assassino.
Seducentissimo, perda:: non toglie nulla alla capigliatura., non copre l'aureola bionda o brusca che
idealizza una vaga testina.
Assassino, perché lascia vedere i fili d'argento...
quando ci sono.
Per concludere: i graziosissimi toquets Impero non
sono adattati per la ... seconda gioventù.
><
Il velluto.
Se ne volete rialzare il pelo compresso o schiacciato, tenete il velluto ben teso, in modo che la superficie ventilata slia al di sotto e non tocchi il corpo
gra
SU cui è appoggiato: sul rovescio applicate un lino
leggermente umido, sul quale si passa un ferro ben
caldo che vaporizza l'acqua e la fa intiltrare attraverso il pelo che in tal modo si rialza.
Poi lasciate asciugare all'aria aperta e noti toccate.
Quando il velluto è poco compresso. si può esporlo
per il rovescio all'azione del vapore acqueo. Se
untuoso o macchiato di cera, se ne inzuppa da rovescio di alcool forte e puro la parte macchiata, poi
si ripassa con un ferro posto di sopra ad un pannolino bagnato nello spirito.
}.<
La donna.
Dice Thouar: il pudore è la più attraente delle
grazie che possano abbellire mia donna; e indizio
certo della innocenza e della virtù.
<
I versi.
Me li manda Arturo Pochirii, da Pontedera.
liannOper titolo; La V'erracto
Superba ancora la sua vetta altissima
Erge noi firmamento,
Scherzando, brulla, con le nubi candide
Trasportate dal vento;
E par che quelle nubi allontanandosi
i.e mandino un saluto.
Pendii, un giorno da forte inespugnabile
Aveva combattuto.
Di que' giorni famosi te ne parlano
I neri travertini,
o Verruca, terrore de' terribili
Soldati fiorentini!
Ora, o selvaggia, ti se'fatta gelida;
Non sai pi n dominare,
E ridi a sera quando il sole tuffasi
Nell'azzurro del mare ...
Poi qnand' è notte fitta, ed a te giungono
I latrati de' cani,
Sonnecchiando dall' alto. fra le tenebre,
Ripensi a' casi umani!!
'
,„4/i4
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•,
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I proverbi.
I danari servono al povero di beneficio ed all'avaro di supplicio.
Denaro sepolto non fa guadagno.
Molti fanno prima la roba e poi la coscienza.
>-<
Un pensiero: di Beaumarchais.
La natura ha detto alla donna: sii bella se puoi;
saggia se vuoi; ma degna di stima sempre.
E resta la femminilità. Io, abbenchè non sia
mai partito in guerra, por gli occhi di nessuna
Dulcinea, borghesemente sentimentale , alla
femminilità non ho mai tolto rispetto: io m' inchino, come dinanzi alla cosa più bella e più
nobile, all' eterno femmiuino; ma persisto a domandare so non scemi per niente il fascino della
donna, anzi della fanciulla, un linguaggio che
non sia informato alla grazia, alla bontà e alla
gentilezza.
nulla
Due nomi alla settimana.
Caterina: vuol dire: sincera, pura, netta.
Cesare: comandante.
.39
>-<
La cucina.
Fettine di vitello accomodate.
Ungi l'interno di una casseruola con rettine di
lardo. Sul fondo, dopo il primo strato di lardo, disponi uno strato di fettine di vitello sottili e bene
battute, sul quale spargerai prezzemolo ben tritato,
formaggio grattugiato, spezie e sale. Disposto un secondo strato di fettine di vitello, ripeti gli altri ingredieuti e così via. Ungi l'ultimo strato col resto
del burro sciolto e fa cuocere a fuoco sotto e fuoco
sopra, per tre quarti d' ora, in capo ai quali il lardo
sarà tutto fuso.
Per l'ora della noia.
Due monoverbi e una sciarada di Cerino:
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Se un primo esce dal medio
(Che sta sotto il finale),
Come le norme vogliono
Del tutto musicale;
Avvien ohe dolce all'anima
Egli ti scende e al core,
Mentre ohi intende loda
La voce del tenore.
•
Lo Yearling Crispi.
Lo Yearling (risii, da Melton e Nlimi, è stato venduto dalla razza di Camisano al sig. A. Ferrati. Noi
complimentiamo sinceramente il nuovo proprietario
di uno dei più belli e dei più promettenti figli di
Melton. Lo tenga con cura, noi gli diciamo, poiché
Crispi, se la pratica nostra non ci tradisce, è destinato ad acquistare gran noniea.
Per 7 rami convengono in lui le caratteristiche del
suo grande avo Touchstone. E chi bene esamina questo elegante e forte puledro trova in lui qualche
cosa di superiore a tutti gli altri suoi fratelli. Ora
attendiamolo alle prove.
LE ISCRIZIONI
Spiegazione antecedente: dei monoverbi:
(Gesuita): OL-TRA-G1-0 (Oltraggio): — della sciarada:
AMO-RE (Amore).
><
Per finire.
Un bollente Achille, passando urta un signore:
— Insensato!
— Insensato? Io vi chiederò ragione .
— Io non ve la darò.
— E perché.
— E semplicissimo: perché voi ... avete torto!
;2
Premio di Pisa 1898.
E stato dichiarato forfeit per i puledri Nissa, Imera
e Arnarilis e sono rimasti inscritti : Touchstone,
Whiskey and Soda, Beginella, Giorgina. Apollo. Va
San dire, Bireno, Medoro. Punda, Sintba, Lasciadire.
Inglesina, Bellona, Juliette. Lilibeo.
TrA•Lf 11~ ph.
Per il pubblico
A dir vero la cosa non meriterebbe di esser
presa troppo sul serio ; né, se torno a discorrerne, mi vi ha obbligato alcuno, o mi hanno
impressionato certe voci di protesta oscillanti
timidamente per l'aria : no, io torno sull'argomento per impulso spontaneo, per spiegar
meglio il mio pensiero, a bella posta travisato
da qualcuno, per la mania di fare intorno a
sé dello strepito.
Ecco : io lessi in una lettera stampata e sottoscritta « una maestra » delle frasi che sulla
bella bocca di una donna non danno certo fragranza di gentilezza : e pensai che se oggi si
adoperava un tal linguaggio, in un tempo più
o meno lontano, se, seguendo il destino di tante
cose umane, si fosse progredito su quella strada,
si sarebbe giunti a mettere insieme una epistolografia nuova, della quale un nuovo Fornaciari avrebbe compilato un'antologia; e tutto
ciò (notate bene) nel futuro.
Ora io domando: dov'è in tutto questo l'offesa personale alla maestra?
E che cosa c'entrano le maestre ed i maestri? Io non mi occupo di loro, e se dovessi
occuparinone lo farei solo in quanto sono incaricati di un pubblico servizio che noi contribuenti (poco o molto non importa) paghiamo,
e sul quale in conseguenza abbiamo diritto di
sindacato e di controllo : e le associazioni di
maestri o maestre ? e quei benemeriti cittadini
che si sciolgono . . . . senza avere istituito un
dormitorio pubblico?
Se qualcuno avesse dovuto sentirsi offeso,
sarebbe stato .... il postoro, il quale in questa allegra faccenda ci fa la figura più bella,
appunto perché... non ha protestato.
Hanno parlato d'insinuazioni; a chi ? ma ci
volova proprio tanto a capire che le mio erano
semplici illazioni? Discutete la torma, e siamo
d'accordo: si potrà trova.ro più o meno ardita,
sebbene qualelo mio odierno tartaasatore ne
abbia dato saggi più arditi : ma la sostanza,
via, non maritava tanto; proprio inueh odo far
nathiny, come nella commedia di Shakespeare.
Bisogna convenire - per quella imparzialità storica
della quale ho fatta la mia religione di scrittore che Nina aveva conosciuto Pasqualino Valenti, anche
prima della morte del cavaliere, del quale egli era
«saprascripti Lionnis in cappella Sancti Andreae,
« cioè nella parrocchia stessa nella quale l'atto bat-
morto avesse avuto in Roma.
Niha poi poteva veramente meritare una passione:
non alta, grassotta, bionda, con un bel profilo aquilino e due superbi occhi neri, di una carnagione
bianca come il latte, non era un tipo molto originale,
ma era degna di piacere, e una grande espressione
di dolcezza intelligente diffusa sul suo nobile volto
destava subito in chi la vedeva una simpatia quasi
« tosimale afferma esser nato Galileo. — Per parto
« mia adunque credo di poter conchindere che, se i
« Pisani vogliono conoscere la casa nella quale nacque
« il più grande de'loro concittadini, devono cercare
« qual fosse nel 1564 la casa della parrocchia di
e S. Andrea nella quale abitava Messer Lione di Ccsituo di Ventura degli Ainuaannati». (Op.cit., p. 8-9).
1 L' anno 1564 al pisana corrisponde al 1563 dello stile
comune.
o L' atto battesimale rosi si esprime:
(lana° di Vincendo (1alilei
« fiorentino et di zn.a giuna
« sua donna fu batezato
« a di 19 ditta Compari e
« chavalieri forno al S.("' Po
o poo et nir llaverardo de
« medici; Chapella di S. 1 ° Au
Gli uomini preclari che Pisa vide nascere o dimorare fra le sue mura formano un così rilevante numero che riesce impresa superiore a qualsiasi forte
proposito il poter soddisfare allo scopo che alla Commissione è stato prefisso.
L'uomo che per altezza di mente giganteggia su
tutti in questa Pisa e nella storia scientifica dell'evo
«
moderno è Galileo. Qual' è la casa che lo vide naLibro del battesimo al Duomo. Lett. C (1564-6S), carte :36
tergo, num. 221.
scere, quali sono le mura testimoni dei suoi studi,
delle sue meditazioni, delle sue prime scoperte? La
Commissione si pose il problema, e invano ne tentò
la soluzione. Consultò recenti scritti sull'argomento,
lesse documenti di fresco rintracciati, sapientemente
vagliati e discussi da dottissime menti che pur si
Il prezzo del grano.
son date a una tale ricerca. Fu sfortunata fin qui,
Il deputato Niccolini, presenta alla Camera la see dovette dolersi dell'immane incuria, che ha lasciato guente interrogazione, della quale a nessuno potrà
cader nell'oblio luoghi tanto sacri alla storia cit- sfuggire l'importanza e l'urgenza di fronte al rietadina!
caro Sempre crescente dal grano:
La iscrizione che si vede collocata nella casa pros...Il sottoscritto chiede d'interrogare il Ministro delle
sima a S. Andrea in Chinsica, entro il giro della «finanze per sapere se non creda giunto il momento di
antica fortezza Fiorentina, ormai tutti i dotti riten- «facilitare colla riduzione del dazio doganale la intro«duzione (lei cereali esteri, resa tanto più necessaria ed
gono che non meriti piena fede.
«urgente dalla scarsità della produzione all' interno,
Il chiarissimo Prof. Clemente Lupi, riordinando «atup•avala nei suoi eijelli dall'ing ciailli sPeCulalori >••
NiCCOLINI.
l'archivio della Casa Agostini, rinvenne un prezioso
documento che si esprime in questa guisa: e Ricordo
Ma quando i desideri dell'on. Niccolini saranno
« faccio io Giuseppe Bocca, come — hoggi questo di
soddisfatti
« IX di luglio 1564 — al pisano, abbiamo appigio
« nato — a Vincenti Galilei m.° di musica — da
Tutti quei signori, ai quali
« Fiorenza, la casa era posta — nel chiaso di Mercol
31 (lei mese di Ottobre è
« canti, per anno -- uno. il quale debba accominciar
scad
u t o 1' abbonamento al
— il primo dì d'agosto 1564 — per pregio di scudi
nostro
giornale, sono pregati
« 12 d'oro l'anno — detto, de quali denari ce ne ha
cortesemente
a rinnuovarlo.
« — datto tre scudi d'oro innanzi — et uno cene ha
e da dare il p.° — di d'agosto, et 2 fra sei mesi
« et sei alla finirla (sic) dell'Anno, et noi — Iacopo
e di Fhilippo del Setaiolo c'è — intrato rnallavatore,
« come appare per cotratto — rogato da Ser Giuseppe
e di m." Simone murator sotto dì detto ».i (V. A. Favaro, Serie decima di scampoli Galileiani; Padova,
Per liberarsene.
e lo scritto del Conte A. AgoBandi, 1895, pag. 6
S'erano voluto bene.
stini Della Seta. Sulla Casa ave nacque &dile°,
Nina era rimasta vedova a 29 anni, senza avere
Pisa, Mariotti, 1893). Nell'archivio di Stato in Fiprovato Ilel matrimonio una vera soddisfazione delrenze fu rintracciato l' istrumento cui si riferisce
l'anima e dei sensi. 11 suo defunto marito era capoquesta nota. Il prelodato Prof. Lupi, continuando
sezione anziano, cavaliere. calvo, e appassionato degli
nel lavoro di riordinamento, vide pure un secondo
scacchi. L'aveva conosciuta bambina avendo abitato
documento che riferivasi ad una posteriore scritta per molti anni in una camera mobiliala, che gli afd'affitto della stessa casa indicata nella nota Bocca:
fittava la madre di Nina, perché la famiglia di Nina
e questo successivo affitto ebbe luogo in un tempo
dal pontificato di Pio VII in poi, epoca nella quale
assai prossimo al primo. Il che viene a provare o una del casato era andata sposa a un maestro di
che il primo contratto non ebbe mai effetto, o che
casa per intromissione di un cardinale che le voleva
Vincenzo Gai ilei abbandonò dopo brevissima dimora bene, era una dinastia di vedove. Il cavaliere non
la casa di cui tratta il Bocca nella sua nota. (V. era mai stato innamorato di Nina, inc. arrivato a
A. Favar), Op. cit., pag. 7). Che l'una cosa o l'altra
un' età, nella quale aveva sentito bisogno di una casa
effettivamente avvenisse lo si rileva pure dall'atto
sua, di cure affettuose. di una famiglia insomma, idea
battesimale che segna Galileo nato in chapella di
spesso a un uomo quando non è più in
.
STRIELLE E IMRE
—
s.'
Andrea.
Quale sarà stata detta chapella? Tatto fa ritenere
che debba escludersi la cappella di S. Andrea in
Chiusica, dappoichè il documento riportato non accenna a nessun titolo o grado militare di Vincenzo
Galilai: lo chiama anzi soltanto maasfro dir musica.
E d'altra parto se Vincenzo prendeva in affitto per
un anno una casa situata in via Mercanti, e se questo
avveniva pochi mesi prima che nascesse Galileo, 2 dee
ritenersi che lo stesso Vincenzo non potesse essere
astratto dopo poco tempo ad alcun servigio militare
o ad abitare in fortezza. « Tutti i documenti meglio
« accertati recano ch' egli era maestro di musica e
—
« ne teneva scuola, e sopra un documento, dal quale
« apparisce creditore verso un Bernardetto de' Medici
e dell'importo di sette pezze di drappo serico vendu« togli, si fondò la tradizione che nella mercatura
« egli fosse occupato: ignoriamo infine a quali fonti
« siasi attinta la strana notizia ch'egli era decurione,
« grado corrispondente ali' incirca a quello di sere gente della milizia, nel presidio di Pisa».
Così il chiarissimo Favaro nella più volte citata
opera. Questo famoso e benemerito cultore degli studi
Galileiani ritiene di poter risolvere il grave problema,
di aver trovato, come si esprime, il bandolo della
matassa, ragionando in questa guisa: « Vincenzo Ga« lilei era uomo di ristrettissime fortune e scarso
« doveva essere il guadagno che traeva sia dall'in« segnamento della musica, sia dall'esercizio della
e mercatura. Nessuna meraviglia dunque che, non
« potendo egli procurare alla sposa tutti gli agi dei
« quali aveva bisogno in occasione del suo primo
« parto, essa sia stata ospitata nella casa del fratello
e Lione, dove almeno due dello sue tre sorelle, dor!
Dorotea ed Ermellina, erano ancora e potevano pre« stare tutte le necessarie assistenze alla pia giovane
« sorella: e questo tanto pià perchè nel contratto di
« matrimonio era stata pattuita la somministrazione
e del vitto durante il primo anno ad ambedue gli
« sposi. Infatti, nen' atto notarile del 22 ottobre 1564
« col quale Vincenzo Galilei dà quietanza della dote
e al cognato Lione è detto: Aetu.n Pisis ii dorso
NOTE AGRICOLE
.
Itunnezria30txiec000wsty,nnannonieneteemeee.... ..„ .
1•11,
che viene
un'età da potersi formare una famiglia. da avere dei
figli propri, aveva sposata la figlia della sua padrona
di casa, un po' per egoismo e un po' per compassione,
perché la madre di Nina era morta da poco lasciando
la ragazza in una posizione un po'difficile. Nina gli
aveva fatto buona compagnia per quattro anni, in
capo ai quali il cavaliere aveva reso l' anima a Dio
e lasciato libero il suo posto a un capo-ufficio di
prima che ci aspirava da un pezzo, e spiava i progressi del mal di fegato che avvicinava di giorno in
giorno alla tomba il superiore immediato.
lontanamente nipote.
Tra il nipote e il lontano credo di avervi lasciato
indovinare che Pasqualino era molto più giovane
del cavaliere.
Aggiungerò che aveva anche molti altri vantaggi
sul marito di Nina. Era un bel giovane e faceva
l'avvocato, senza però occuparsi molto rabbiosamente
degli affari e senza procurarsi a ogni costo dei clienti,
perché godeva di una rendita di sette od ottomila
lire che bastava a fargli condurre una vita comoda
e dignitosa. Conosceva anche il mondo, aveva viaggiato, sapeva stare assai bene in società. e aveva
qualche cosa. negli atti, nelle parole nell'aspetto, che
gli imprimeva un carattere di superiorità capace di
in1pressionare la signora Nina.
E Nina s'era innamorata di Pasqualino, e aveva
fatto ben poco per nasconderglielo, sebbene il contegno di lei si fosse serbato irreprensibile.
Pasqualino aveva indovinato la segreta passione
che aveva accesa nel cuore di Nina, ma neppur egli
aveva avuto cuore di avvelenare gli ultimi giornid ell' integerrimo capo-sezione.
Però quando questo galantuomo si spense, naturalmente il primo, il solo anzi che si recò a confortare la giovane vedova fu lui, il solo parente che il
.
prepotente.
Fu precisamente nell'asciugare le lacrime sincere
e pietose che correvano giù per le gote bianche di
Nina il giorno della morte del cavaliere, che a Pasqualino venne l' idea di continuare nella santa missione di consolare la bionda e giovane vedova.
s' erano voluti bene.
Per un anno si erano amati sul serio.
Ma, purtroppo tutto al inondo finisce, e anche la
passione di Pasqualino aveva cominciato, in capo a
quell'anno, a intiepidirsi, e in capo a un anno e mezzo
si poteva dire, senza paura di passare per calunniatori, che era spenta del tutto.
Pasqualino non sapeva fingere. E Nina s'era accorta di quella freddezza.
Il peggio si è che Pasqualino neppure amava fingere. E aveva tatto di tutto per liberarsi della sua
pallida e dolce amante.
Sventuratamente Nina :-'attaccava a lui, con tanto
maggior affetto quanto più grande diventava il pericolo di perderlo.
Egli la trascurava, ed essa gli perdonava e mostrava
di volergli anche più bene.
Egli arrivava talora a strapazzarla ingiustamente,
ed essa gli chiedeva scusa.
Egli trovava modo di falle sapere che la tradiva,
ed essa buttandoglisi ai piedi, gli dila:ruttava perdono
di non saper essere abbastanza bella ed abbastanza
amante per bastare al cuore e ai sensi di lui.
Egli aveva fatto un lungo viaggio, senza scriverle
mai nulla, sperando di farsi dimenticare, e al suo rito•no l'aveva trovata alla stazione, senza ch'egli sapesse come fosse riuscita a conoscere il suo ritorno;
ve l' aveva trovata più dolce e affettuosa che mai.
E non un rimprovero pel suo silenzio e la sua cru-
deltà.
No: noti e' era !nodo di liberarsene. Aveva proprio
provato tutto. e s' era persuaso di quella verità.
Ma non ci si sapeva rassegnare, e la vita cominciava a seccarlo.
Finalmente ebbe un'idea.
E fu la più felice.
Fece annunciare il suo matrimonio.
Dunque aveva trovato questo modo per abbandonare la povera Nina ?
Tutt'altro: per liberarsi di un amante, non aveva
trovato di meglio che farne ... una moglie.
La sposò.
Un paesaggio.
Era una festa di sole, di azzurro, di verde,
benché fossimo di venerdì.
Rideva il cielo, rideva la terra, e mi misi a
ridare sgangheratamente anch' io, quantunque
mi sembrasse che il sole mi stesse un po' alto.
E pure non c'era nessuna nube su l'orizzonte.
Dal vicino villaggio, sentii l' orologio del
vecchio campanile che batteva — vigliacco! —
le dodici. Era ora del déjeuner. In fatti, vidi
lontano un treno che stava divorando Io spazio.
Gli feci : prosit ! e seguitai per i fatti miei, io
che non ho mai fatto, e nè meno allora facevo
niente.
I camini degli sparsi casolari fumavano. Estrassi un virginia e l'accesi, tirando sempre
per la mia strada. Ma non così tirava il sigaro.
Intorno a me si svolgeva una vegetazione,
—
.~coisama
=W.:
•■••
contro i precetti del Vangelo, veramente sue
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perba.
Un' oseervazione: notai che tali e quali, precisi, identici come gli uomini, anche gli alberi
hanno tutti, qual più, qual meno, i loro rami.
L'aria (ah! sgualdrina!) era pregna ... di
profumi.
Mi sceandalizzai pure parecchio, vedendo delle
contadine, vecchie per giunta, che facevano
d' ogni erba fascio. Vergogna! Alla loro età!
Gli uccelli, col canto, salutavano il sole, il
quale, a onor del vero, non si curava di rispondere. Anche gli asini ragliavano. Somari ! Credevano forse che i loro ragli potessero salire
al cielo ?
Le farfalle svolazzavano per i praticelli, come
i fanciulletti del componimento ferravilliano,
E, insieme con le api, traviate esse pure, libevano nei lieti calici dei fiori.
Tra le erbe e le fronde errava — errare non
è soltanto umano — uno zeffiretto leggero,
come questa prosa.
Pervenuto presso un ruscelletto, nel quale
si specchiavano gli olmi e i pioppi più vanitosi,
scòrsi, sotto una grande quercia che non dissimulava, come le vecchie signore, i suoi anni,
un villanello e una villanella.
Così composti e silenziosi, l'uno presso l'altra,
sotto quell'ombria che doveva esser dolce come
un candito, pareva che non si conoscessero.
Ma il ruscelletto, scivolando mogio mogio tra
le larghe foglie delle sponde, appena incontrava
un po' di ciottoli, mormorava malamente.
E pure avrebbe dovuto star zitto.
O non baciava aneli' esso, tutto il giorno, le
sponde?
COMUNICATO.
a
o
1
Si rende noto che l'agenzia di Pisa della Società.
Reale di assicurazione mutua a quota fiss:a contro i
danni d'incendio, dello scoppio del gaz-luce, del fulmine e degli apparecchi a vapore, fondata in Torino
nel 1829, è stata affidata al Signor Italo Conti, rappresentante, il quale mantiene alla medesima l'attuale
sua residenza in Via Vittorio Emanuele„ num. 1, p. p.
regolata col seguente orario:
Tutti i giorni feriali. escluso il venerdì, dalle 9 alle
2 pom. (ore 14). — Tutte le domeniche dalle 9 alle
11 ant. — Il vederdi poi l'Agente è reperibile in Pontedera, presso la Farmacia Seratini dalle 9 alle 11 ant.
Yka faRrucche e ibus
'reati-o Rossi.
e
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LD
Repertorio variato e attraente; esecuzione eticomiabile, ecco le ragioni per cui il pubblico è accorso
numeroso al Teatro Rossi dove la Compagnia SichelDe Farro seguita ad agire con continuato successo.
Dal drammatico Padrone delle P'erriere allo scapigliato Paradiso, dalla Cavallerizza alla Niobe, dalla
commedia a tesi di Paolo Ferrati all'antica arguta
concezione comica di Shakespeare, quale varietà di
•
tinte, quale gamma di note!
Il Paradiso era la novità della settimana .. e, può
dirsi, anche la novità del giorno. Ottenne un grande
successo di risate e di ... eccitazione. Crederemmo di
sciupare carta ed inchiostro ag,giu;- q,,endo altro.
Piuttosto giova rinnovare gli elogi già fatti alla
Compagnia per l' impegno che mette nella esecuzione
dei vani lavori, e in special modo alla valentissima
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signora Saporetti-Sichel. attrice intelligente e accurata,
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a fondere il gelo russo e a far vibrare l'entusiasmo
più schietto.
L'illustre attrice andò in scena con Casa paterna,
e subito dopo la prima scena conquistò il pubblico,
e in breve ne è diventata l'idolo.
Le fu degno compagno Flavio Andò, al quale ogni
sera vengono fatte grandi feste.
Ai due eletti artisti che in così lontana terra
fanno amare ed ammirare il nome d' Italia, le nostre
più vive congratulazioni.
Signora, Francese, nata ed educata a
Parigi, impartisce lezioni della propria
lingua. Tiene conversazioni di perfezionamento per chi fosse già iniziato nello
studio. Rivolgersi Via l'Arancio, I8,p.p.
-
Su e giù per la Provincia
Mercoledì sera certo Barcotti
Cascina [10].
Paolo, pregiudicato e dedito a risse e ferimenti, mentre passeggiava ricevè una ferita prodotta da scalpello, ubicata nella regione della nuca, ledente la
massa muscolare fino alla colonna vertebrale.
La ferita sebbene sia suscettibile di guarigione,
deve ritenersi grave per le probabili complicazioni
che potrebbero insorgere, tenendo conto della vicinanza dei centri enfalici.
Il fatto credesi causato da vendetta personale.
nell'ore aliti meridiane
Lari [10] ( G. i. -fu commesso un furto piuttosto rilevante nella casa
d' abitazione dei fratelli Visconti noti e facoltosi commercianti di questo paese. Furono eseguiti tre arresti.
Altri piccoli furti e tentativi di furti si sono verificati nelle località circonvicine. La causa a delinquere deve ricercarsi nella miseria che si avanza minacciosa insieme al verno.
—
11)I'F'117).A.
Io sottoscritto, come agente dei fratelli Fabio e Ottaviano Nencioni,
avverto il pubblico che non saranno
riconosciuti gli acquisti o le obbligazioni contratte in
mio nome o in nome dei detti fratelli Nencioni dal colono Salvatore Beroini o dalle altre persone della sua
famiglia; e quindi diffido chiunque dall'accordare un
Una novità.
Domani sera la compagnia Sichel-De Ferro
rappresenterà il dramma in un atto dell'avv.
Gino Gattai, intitolato : /t patto.
Non vogliamo commettere indiscrezioni, ma
possiamo fin d' ora prevedere per il forte lavoro un pieno, sincero successo.
1...,c>3.-eri_ze).
-
Notizie da Mosca annunziano il grande, caloroso
successo riportato da Tina di Lorenzo al Teatro Puruilies: successo di donua e di artieta, che è riuscita
•
~-1 Vo. li
-
• Ganni, di Livorno, appellarono. E il 22 fu discussa
alla Corte di Appello la causa.
Dotte memorie e repliche e controrepliche emisi
pubblicate da ambo le parti; notevole quella redatta
dall'avv. G. B. Bianchi della difesa. Le parti civili
erano rappresentate dal procuratore avv. Giuliano
Pucci e difese dagli avvocati Angelo Muratori e Vittorio Vaturi. Gli appellati querelati erano rappresentati dai procuratori avv. [tale Masseangeli o Giuseppe Grossi e difesi dagli avvocati Giuseppe Barbanti&eden°, Amerigo Lecci, Ugo Fortini, Enrico Marsili,
G. B. Bianchi, 'Un'ori non potè essere col
collegio della difesa avv. Giuseppe Raffaello Cerrai
impedito dal servizio militare in quei giorni. L'accusa era sostenuta dell' illustre anime Francesco
N uccorini sostituto procuratore generale.
La discussione fu lunga e vivacissima. Lo conclusioni del P. M. favorevoli agli appellati e pel rigetto
dell appello. E la sentenza fu difetti pel completo
rigetto dell'appello, dando piena vittoria alla difesa
e condannando gli appellanti parti civili alle spese
tutto del giudizio.
Pei querelali di dillintinazione.
La Cassazione ha ritenuto, come da qualche tempo
ritiene — dopo un periodo di incoscienza — che è
censurabile e nulla la sentenza la quale riliuti in
materia di diffamazione l' indagine sull' intenzione di
diffamare, dichiarando che il carattere diffamatorio
deve ricercarsi non nella intenzione, ma nella consistenza intrinseca ed obiettiva dell'imputazione fatta.
'bei ami tiipoltelori delle ware.
La Cessazione ha giudicato che ricorre il reato di
fraudolento allontanamento di oblatori dalle aste anche quando la persona che è tatta allontanare non abbia gin fatto il deposito per concorrere all'asta, bastando
per tale reato ohe si allontanino con promessa (lì corrispettivi tutti coloro che possano concorrere ed abbiano
veramente l' intenzione di concorrere agli incanti.
Per chi ama il pane ben cotto.
La Cassazione ha giudicato che si può far con-
dannare per contravvenzione agli art. 60 della Legge
sanitaria 22 dicembre 1888 e 121 del Regolamento
3 agosto 1890 i prestinai che smerciano il pane poco
cotto, quantunque non vi sia un regolamento locale
che regoli la materia.
Nella causa si faceva anche la differenza fra pane
ben cotto e pane !nal cotto, ma i giudici ritennero
che se non era zuppa era... pan bagnato!
i=s• x- irscLicr• i e
La Cessazione ritenne che il ritardo volontario a consegnare una lettera da parte d' un impiegato postale
equivale alla soppressione della stessa e non costituisoe
un semplice tentativo di questo reato.
credito qualsiasi ai detti Bernini o a qualunque altra
persona non munita di mandato speciale firmato dai
detti fratelli Nencioni o da me sottoscritto loro agente.
Livorno. Novembre 1s97.
Il dentista ALFONSO MORELLI
dalle ore 9 alle 6
riceve tutti i giorni
nel suo Gabinetto di Via Vittorio Emanuele,
Il. 8 presso la Cappelleria
Egli pratica la estrazione dei denti col
mezzo del cloruro d'etile e senza procurare
il più lieve dolore.
—
—
Grelèbriello
IL ROMANZO DEI SOCIALISTI
La casa editrice Ferrari e Pellegrini di Parma
annunzia la pubblicazione di un romanzo destinato a
sollevare molto rumore. L'Atteso di Gee) Teeseiore
sarà un grosso volume di 400 pagine, elegantissimo,
in vendita tre lire. 111 esso l'autore presenta il grande
quadro della societi nostra e l'opera del partito socialista. E la storia delle cause della rivoluzione, dello
svolgersi di questa e del trionfo del partito socialista.
E tutto ciò avviene attraverso fatti molteplici gli uni
agli altri intrecciati; fra amori e angoscia; fra lotte
e vergogne .. .. Politica, morale, sociologia, poesia
hanno ispirato il giovane autore, che con quest' opera
affronta certamente aspre battaglie.
Aprena avremo letto L'Atteso, ne daremo un ampio
ed imparziale giudizio ai nostri lettori.
che sa ritrarre con amoroso studio i vani caratteri,
tanto da riuscire ad essere un'appassionata Clara nel
Padrone delle Ferriere, una spigliata e voluttuosa
Claretta nel Paradiso; una indovinatissiina Caterina
nella Bisbetica domata di Shakespeare: alla signora
Zoppetti-Bassi che ha ritrovato qui le festose accoglienze altre volte ricevute e giustamente fattele pei
non comuni suoi meriti; alla egregia signora Barach,
madre nobile intelligente ed esperta; al bravo Vitti.
un primo attore vigoroso e simpatico, al brillantissimo
Sichel (che in ogni sera e specie nella sua serata
d' onore fu grandemente festeggiato) al De Farro,
ottimo caratterista, al Bassi, buon brillante, al Rigatti.
E devesi aggiungere che gli altri tutti, donne ed ,uomini, concorrono efficacemente alla buona esecuzione
dei vani lavori, per cui nel complesso si può esser
contenti della Compagnia e per gli elementi che la
compongono e pel suo repertorio.
Stasera l' Onore di Sudermann.
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vengono impartite Lezioni di Pianoforte e Canto.
Giudici, Giudizi e Giudicati
ISTITUTO PRIVATO ELEMENTARE
i■■
Alla Corte d'Appello.
La causa peaale per diffamazione a mezzo della
stampa, e precisamente a mezzo di conclusionali e
memorie legali pubblicate a difesa di parti in causa
civile Fiorini e Rosselmini in discussione alla Regia
Corte di Appello di Lucca, Sezione civile, che destò
tanto interesse nel mondo giudiziario e di Pisa e di
fuori, nell'agosto decorso, quando fu discussa al nostro Tribunale penale, tornò a destarlo ora che è
stata di nuovo discussa in grado di appello alla
Corte di Lucca.
Il Tribunale aveva, in virtà dell'art. 398, cod. pen.,
affermata la retta massima che non è a procedersi
per offese che sian contenute in memorie legali, e
aveva pienamente prosciolti dell'addebito stranissimo
fatto loro nelle querele Rivolti e Gauni, i coniugi
conte e contessa Odoardo e Clementina Rosselmini,
e gli avvocati loro prof. Emilio Bianchi, prof. Lodovico Mortara, Antonio Meschini e Gio. Enrico Anzilotti. la parte civile o meglio le parti civili Rivolti
VITTORINO DA FEL,TRE
(APPROVATO DAL R. (IOVERNO).
Col primo settembre questo Istituto che, fondato
dal prof. Alfredo Della Pura nell'anno 1881, fu tenuto da quel tempo lino ad oggi in tanta considerazione dalla cittadinanza pisana, si è riaperto regolarmente, per le sole Classi Elementari, nel
locale che guarda sul Borgo Largo, con ingrasso
dalla Via S. Frani:se, n. 3. p. p.
Prof. ERNESro ALIA:GRETTI Direttore
Maestra AMELIA MAllON1
Maestro ALEsseenito l ACOPI.
IZI Piè del Ponte
Dicembre i31).
In tetto il mese sono cresciuti i giorni minuti 4.
4. 12 DONI. III e] I ' Avvento. S. Melchiade I'. e M.
IS LUN. S. Lucia v. e M. Festa in S. Ni000le, in S. Michele ia Borgo, al Cavillino, in S. Martino, in S. Giovanni
rì
wit
al Gatano, in S. Marco allo Cappelle e in S. Benedetto
a Settimo.
14 MART. S. Spiridione V. e C.
15 Mmic. S. Ireneo Ab. Comincia In Novena del Natale
nelle seguenti chiese : la mattina alle ore O in S. Antonio e in S. Michele in Borgo. A ore 7 e mezzo in S. Toni..
maso e nella chiesa dei Trovatelli. alle 7 in S. Rocco,
alle 11 e mezzo in S. Pierino, S. Appollonia, S. Giovatinino, di nuovo in S. Antonio. La sera alle 10 e mezzo in
S. Stefano dei Cavalieri, nelle altre chiese parrocchiali,
in S. Torpè, e in S. Chiara. Dopo le 17 in S. Giuseppe, in
S. Ceoilia e in S. ~astiene.
IO G .0V. S. Eusebio V. e M.
17 V. S. Barbera V. e M.
le SAn.Espettazione del parto della B. V. Maria. Festa
in S. Giuseppe e in S. Cecilia.
Il giorno 17: U. Q. a ore 5 e m. 2.ì.
della sera a ore 17.
Ave Maria
11 patronato per la scuola. -- Gli alunni delle
scuole secondarie hanno risposto all'invito del patronato con tale slancio, con tale entusiasmo, che non
saranno mai abbastanza lodati; e gli alunni delle
scuole elementari hanno tutti acquistato la pagella
della scuola da centesimi 15, la quale è stata venduta unicamente a beneficio della istituzione.
11 chiarissimo Cav. Prof. Enrico Giuliani ha pure
rilasciato a beneficio del patronato il ricavato dalla
vendita di un suo opuscolo dal titolo " Una pagina
del nostro ristirgimento „.
Le schede di sottoscrizione sono state accolte con
simpatia dalla cittadinanza, la quale ha aiutato ed
aiuta efficacemente l'opera degli iniziatori.
Sarà bene però dare base solida e stabile al patronato, nominandone il Consiglio direttivo definitivainente al più presto possibile.
Un rinvio. — Quando il giornale era già in macchina il sig. Rettore della R. Università ci ha fatto
sapere che per circostanze impreviste, non ha più
luogo la commemorazione del compianto prof. Serafini, indetta per il tocco di oggi.
Il Prof. Fedeli e la Storia della Medicina. -Era sentito il bisogno che l' insegnamento della Storia
della Medicina, interrotta fino dall'epoca nella quale
l' illustre Francesco Puccinotti accoglieva un uditorio
eletto e numeroso intorno alla cattedra sua, fosse
ripreso nella nostra Università.
11 titolare per questo insegnamento, Prof. Coma.
Carlo Minati, per le sue condizioni di salute tenuto
lontano dalla cattedra, non ha potuto soddisfare agli
impegni suoi e al desiderio della facoltà. Ora il chiarissimo Prof. Carlo Fedeli ha aperto un corso libero
di Storia della Medicina; nel quale egli tratterà l'argoinento con quella competenza che la cultura vasta
e l'erudizione profonda gli consentono.
Il corso sarà tenuto in una delle aule della Scuola
Medica, nei giorni di mercoledì e giovedì, dalle ore
17 alle 18.
Le lauree. — Hanno conseguito la laurea in fisica
i signori: Luigi Napoleoni, Giovanni Procida Carnazza,
Archimede Gandolti e Vincenzo Spagnolo e i Dott. Emilio Pasquini e Guglielmo Carro-Cao.
Il prestito. — Sono stati presi gli accordi definitivi tra la nostra amministrazione comunale e il
Ministro del Tesoro per il rimaneggiamento del prestito: il Ministro esigeva che il tasso degli interessi
fosse del 3,75 per cento, ma dietro la viva insistenza
della Giunta, il tasso viene ridotto al 3,50.
Per il pane. — Dopo accurati studi la Giunta é
venuta nella persuasione che unico mezzo per ottenere un ribasso nel prezzo del pane sarebbe la sospensione temporanea del dazio comunale sulle farine.
Sembra peraltro che, nelle attuali condizioni, il bilancio non sia in grado di sopportare una diminuzione di entrata di oltre seimila lire mensili.
Un comizio. — Un manifesto del Comitato esecutivo invita le associazioni liberali ad un pubblico
comizio anticlericale per la prossima domenica.
Sono stati invitati a prendervi parte gli cm. Bovio,
Sorci e Pantano.
Inoltre, se non ci saranno difficoltà da parte dell' autorità politica, verrà scoperta una lapide a Giordono Bruno. con epigrafe dettata dall' on. Bovio.
Un grave ferimento. — L'altra mattina alcuni
coloni transitando per caso nei pressi dell'antica villa
Affiata a Campo, udirono dei gemiti partire dal giardino della medesima, ove penetrati rinvennero un
tal Quinto Papeschi di Adolfo di Biglione, gravemente
ferito in più parti della testa e del corpo da un'arma
da fuoco carica a veccioni,
Adagiato sopra un barroccio il poveretto, venne
trasportato a Ghezzano ove si recò prontamente col
carro una squadra della Croce Bianca, la quale condusse il Papeschi ai RR. Spedali.
Dalle prime indagini fatte risulterebbe che il Papeschi fosse stato trovato insieme a due sconosciuti
a cogliere dell' alloro, nel giardino della Villa, da qualcuno che ne era a guardia, il quale, avendo invano
gridato due volte il g chi va lit , avrebbe scaricato
contro il gruppo due colpi di fucile.
Il Papeschi ha perduto la vista e trovasi tuttora
in pericolo: del feritore non si ha notizia alcuna.
La salute a Pisa. — Denunzie di malattie infettive pervenute all'ufficio d'igiene municipale dal
dì • al 10 dicembre 1897.
Febbre tifoidea n. 9 (di cui 3 in città), Vaiuoloide 5,
Morbillo 4, Difterite 1, Tubercolosi 1.
ISPEZIONI: ai mercati e alle pescherie n. 17, agii
spacci di commestibili 67, alle abitazioni 7, diverse 11.
ANALISI: per sostanze alimentari n. 5, per acque potabili 40.
ConnAvvaNzuzi: alle leggi e regolamenti sanitari 3,
••
•
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Ni~1111131.7111
La Dante Alighieri a Pisa. - In una adunanza
di cittadini cospicui e di professori, tenutasi in un'aula
3
della nostra Università, fu acclamato Presidente della
sezione locale Dante Alighieri l'illustre Prof. Alessandro D'Ancona.
Ora si raccolgono le altre adesioni; e poi si nominerà il Consiglio Direttivo.
Carità,. - Di dieci lire pervenuteci, e che non
sapevamo a qual titolo assegnare nella nostra amministrazione, abbiamo fatto elargizione a nome di
tutti i redattori del Ponte alla Congregazione di Carità.
Le Cucine Economiche. - Da lunedl, 6 dicembre, sono state aperte anche alla sera, dalle 17 alle
19 e 30, le Cucine Economiche per una seconda distribuzione, e ciò in via di esperimento per tutto il
mese corrente.
Noi ci auguriamo che l'esperimento riesca: e che
la nuova disposizione, già così generalmente apprezzata, sia utile ai bisognosi edai miseri.
Tutti coloro poi che hauno mezzi per farlo, guaidino di aiutare come meglio possono, un'istituzione
così umanitaria.
Per chi cerca impiego. -- É aperto un concorso
per esami e per titoli a tre assegni per compiere il
tirocinio pratico di un anno nel commercio internazionale presso case esistenti in piazze commerciali
del regno.
Per essere ammessi al concorso bisogna presentare
entro il 31 dicembre corr. la domanda in carta builata da una lira al MiniAero di agricoltura, industria
e commercio, corredata dei documenti.
Grand Hotel Nettuno. - Col 31 di ottobre u.
è stato attivato un Servizio di Déjeuners, Pranzi e
Pensioni come appresso:
itiéiletaner a lire i,» i Pane, vino, minestra o uova,
un piatto guarnito a scelta, frutta, formaggio.
Pranzo a lire 3,40: Pane, vino, minestra, due piatti
guarniti a scelta, frutta, formaggio.
PENSIONE MENSILE. »Cleaner e Pranzo a lire 3,30
al giorno.
104Jenner: Pane, vino, minestra o uova, un piatto
guarnito a scelta, frutta, formaggio,
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3. WEBER, Inritation à la Valse
•4. Vsani, Atto III, Rigoletto
5. GOUNOD, Filemone e Bauei.
iv àttàcceillo.
noterelle Bibliografiche.
La rie et les oeuvres de I. E. Liotard. - Etude biogratique et iconografique par le professeur Humbert
e M. Alphonse Revilliod e le professeur Tilanus.
Amsterdam, C. M. Van Gogh, 1897.
Abbiamo avuto occasione di ammirare un lavoro
splendido come arte tipografica ed elevato ed utile
come sotoria dell'arte. I tre autori, dei quali abbiamo
l'onore di conoscere personalmente 1' ottimo signor
Revilliod, nel ricostruire la storia del celebre Liotard,
pittore del passato secolo che lasciò larga traccia di
sè, hanno avuto la idea felicissima di riprodurre in
fototipia tutte . le principali sue opere, e cosi è uscita
dalla tipografia Van Gogh una edizione completa e
perfetta. Prescindendo dal valore artistico e didascalico
del pittore Liotord il quale occupa un posto elevato
nella storia dell' arte, ricordiamo solo, perché in tante
sdolcinature di pittura moderna che ha scuole quanti
pennelli, come egli appartenga agli imitatori della natura. Vero discepolo di Rousseau, partiva dal concetto
che 4 tutto è bello ciò che esce dalle mani della natura „ e che le opere dell' uomo non fanno che sciupare le creazioni naturali; era dunque un realista che
però sapeva scegliere nei soggetti naturali quelli che
potevaao avere valore artistico e destare interesse.
Esempio come cittadino di operosità ed attività, proficue a sè ed agli altri. lasciò largo censo ed ebbe
in sua vita onori e premi grandissimi. Fu la sua
esistenza coronata da felice successo.
Gli autori dell'opera, investigatori e ricercatori sapianti dei lavori suoi, hanno compiuto una utile e
pregevole azione, riponendo in luce un pittore la cui
fama era fra noi alquanto passata in dimenticanza.
E questo è non piccolo titolo dì lode.
**
G. Dubitar. - O entillesscs de la langue francaise.
Sotto questo titolo sono raccolte, scelte con diligenza e buon gusto, molte espressioni gentili ingegnose e caratteristiche del linguaggio francese, e che
sono conio di complemento allo studio del linguaggio
stesso.
L'utilità di questo libretto ò evidente, poiche in
esso vi quanto basti a far sl che gli stranieri Selllbrino meno stranieri e più francesi, parlandola lingua
dei nostri cugini.
11 sig. G. Dubray ha fatto dunque opera ottima,
e gliene devono essere grati quanti amano parlare
il francese con corrette= ed eleganza.
r--1e..s
~W' 11~ p-,
STATO CIVILE Cid Vil01 f o! 1)1101 INDURTI
dal 4 al 10 dicembre 1897. 1fEri3I
MATRIMONI.
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San Piero a Grado - Bocciardi Mansueta nei Cristiani 63.
att. a casa, di S. Stefano extra-inocula - Risaliti Brighla nei
Carmignani, 70, att a casa, di Pisa
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Virginia nei Vettori, : >2. att a CASA. di S. Giovanni al Gattino
- Achenza t'orina. 6, di Pisa - Pugi Fidia, 20, celibe, falegname, di Pisa - Del Fara Lucia vedova Bimbi, 88, att.
a can, di Pisa - Pegni Annunzia ta vedova Verricelli, 65,
di S. Giovanni al Gatano - &badili Gialla, 49, nubile, att.
a Casa, di Pi ss - Giuseppe nei Macchia, 41, att. a
casa, di S. Michele degli Scalzi - Cioni Cesira nei Fabbri,
47. ah a crum, di S. Giusto in Cannicci - Fiumicelli Massima nei Gioia, FA, att. a casi, di Pisa
Ripoli Este]. vedova
Casiui, 63, att. a c..sa, di 5. Ermete - razzola Maria nei Alariaili, 20 att. a casa, di S. Giusto in Cannicei - Corsi Giuseppe, 62, celibe, bracciante, di S. Michele degli Scalzi.
<otto i cinque anni Maschi 3 - Femmine 3.
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(Ai Regi .'pedali).
Macchi Marianna nei Pretesi, 34, att. a casa, di Pungila
Bachiiii Alfea nei Nardi, 26, alt a casa, di Pisa - Magnolfì
Emilio, 62, celibe, pensionato regio, di Pisa - Martini Guglielmo, 68, celibe, stagnino, di lisa - Lugetti Guido, 29,
coniugato, intagliatore, di Vicopisano - Cerri Isolína nei Filippeschi, 35, att. a casa, di Castagneto - Fontana Fortunata
vedova Corsi, 75, att. a casa, di Marco alle Cappelle.
sette i cinque anni: Maschi I Femmine 2 - Nati morti O.
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(All' Ospizio di Afendicità).
Matteucci Giuseppe, di anni 67, vedovo. di Pisa - Baldeechi Pietro, 67, vedovo, di Riglione - Gabbiani Gaetano, 71.
vedovo, di Pisa.
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2,53" - 3,25' - 5,45 - 11.30 - 16,45 - 17' - 23,47 4
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2,52 6 - 4,30' - 4,50 - 9,10 - 11,45 - 14,20 6 - 15,20 - 20,42 - 22,32'
Genova »
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