Calendario 2015
Comune di Codognè
Patrocinio
REGIONE DEL VENETO
CHI CHE A’ UN BON PRA,
L’A’ UN TESORO E NO LO SA
Sparviero (Accipiter Nisus)
Gheppio (Falco Tinnunculus)
Poiana (Buteo Buteo)
CHI CHE A’ UN BON PRA, L’A’ UN TESORO E NO LO SA - CALENDARIO 2015
Nel nostro territorio è ancora possibile ritrovare dei brandelli di quei prati antichi sui quali i nostri nonni basarono buona parte della loro esistenza.
Il prato era fonte di reddito, di sussistenza familiare e animale, nonché un cinema all’aperto per le infinite meraviglie naturali che svelava con cadenza stagionale.
Ancora oggi, per fortuna, il prato è in grado di regalarci queste spettacolari vedute, basta saper rispettare i suoi ritmi biologici e attendere lo svernare delle gemme, scintillanti
sotto i raggi del sole, oppure lo sbocciare dei fiori e delle erbe, che inebriano lo spazio circostante di profumi e mille colori, oppure fermarsi ad ammirare i numerosi esemplari
dell’avifauna che popola il nostro territorio, elegantemente vestiti di livree iridate. Ogni stagione è viva e si manifesta con spettacolarità nei nostri prati.
Un tempo era poi normale utilizzare le erbe dei campi per l’alimentazione quotidiana. Sono numerose le piante spontanee che possiamo impiegare nella gastronomia, nella
cosmesi e nell’omeopatia, ricordandone l’impiego che ne facevano i nostri nonni.
Il prato diventa così il simbolo di un rapporto uomo-natura ecosostenibile, basato sulla riqualificazione delle cose semplici, a “portata delle nostre mani”, perché capaci di
produrre tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra esistenza.
Ecco quindi il significato del tema scelto per il calendario 2015: riportare la nostra attenzione e la nostra curiosità sull’avifauna locale e sulle erbe dei campi, perché anche ad
esse sono collegate importanti connotazioni culturali relative al nostro territorio, quali ad esempio gli usi e i costumi loro riferiti, gli aspetti linguistici dialettali, le
innumerevoli leggende popolari che li vedono protagonisti.
Riscoprire e valorizzare le nostre biodiversità è un contributo importante per conservare tutti quei “saperi” ad essi collegati che oggi sono depositati principalmente nelle
persone anziane. Speriamo che questo nostro piccolo contributo possa, in parte trasmettere alle nuove generazioni l’opportunità di venire a conoscenza di questi saperi per
poterli apprezzare e a loro volta contribuire al passaggio delle conoscenze, dall’altro possa far nascere nuove passioni e maggiore rispetto verso il nostro ambiente.
Ogni pagina del presente calendario fornirà preziose informazioni sulle specie di volatili che possiamo ritrovare nel nostro territorio e proporrà una ricetta desunta dalla
nostra tradizione, spesso con l’impiego di erbe spontanee. Gli sfondi riproducono alcuni esempi di flora autoctona.
Con l’auspicio che quanto contenuto in queste pagine contribuisca a diffondere apprezzamento e rispetto verso il nostro paese e la sua storia, si coglie l’occasione per augurare
a Voi tutti delle Serene Festività Natalizie.
Il Sindaco Avv. Roberto Bet
Numeri Utili
MUNICIPIO
tel. 0438.7931 Fax. 0438.793201
www.comune.codogne.tv.it
e.mail [email protected]
Uff.tecnico 0438.793261
Uff segreteria 0438.793220
Uff. tributi 0438.793240
Uff.anagrafe 0438.793210
Uff.messo 0438.793232
Uff.assistente sociale 0438.793205
Uff. SAVNO (rifiuti) 0438.793203
Polizia municipale 0438.793250
Biblioteca comunale tel.0438.793280
e.mail [email protected]
Poste di Codognè 0438.794732
MEDICI DI BASE
Benetton Dr.ssa Maria e Feis Dr.Alfonso
0438.1710056 (studio Roverbasso)
347.9563076 (cellulare Benetton)
339.6938593 (cellulare Feis)
Marangon Dr.ssa Anna
0438.795567 (studio)
349.6695891 (cellulare)
Burigana Dr.Vittorio
0438.795567 (studio)
348.3602571 (cellulare)
SCUOLE
Scuola Materna di Codognè 0438.794829
Scuola Materna di Cimetta 0438.794868
Scuola Primaria 0438.795078
Scuola Media 0438.794706
Ceod di Codognè 0438.795662
Stadio comunale 0438.795757
Canonica di Codognè 0438. 794704
Canonica di Cimetta 0438.794785
RINGRAZIAMENTI:
Si desidera ringraziare Sergio Marzura e i cacciatori di Codognè per il supporto fornito al fine di redigere una
panoramica, la più completa possibile, dell’avifauna locale. Un caro pensiero è altresì rivolto a Lionella Moret,
Lisa Tommasella e a tutti i volontari che con diversi ruoli hanno collaborato a questo importante progetto.
Profonda riconoscenza si esprime nei confronti delle aziende che con la loro generosità hanno sostenuto la totalità
delle spese concernenti la realizzazione del presente calendario comunale. Si ringraziano anche la Regione del
Veneto, la Provincia di Treviso, le Associazioni comunali per aver ancora una volta riconosciuto il valore di questa
iniziativa che da ben oltre un ventennio si pone a servizio della collettività, promuovendone la storia e la
tradizione.
Grazie di cuore a tutti!
NUOVA
GESTIONE
FARMACIA
Via Cadore Mare , 39
Cimetta di Codognè
S. Antonio sas
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it
Tel. 0438 794723
SANITA’
Farmacia di Codognè 0438.794723
Distretto Sanitario Vazzola 0438.662810
Guardia medica di Vazzola 0438.740124
Distretto Veterinario Conegliano 0438.73221
Ospedale di Conegliano 0438.66311 - 0438.654111
Ospedale di Vittorio Veneto 0438.665111
Ospedale Ca’ Foncello-Treviso 0422.322111
Ospedale di Oderzo 0422.7151
Ospedale di Motta di Livenza 0422.28711
SICUREZZA
Questura di Treviso 0422.577111
Carabinieri di Codognè 0438.794580
Vigili del Fuoco 115
Polizia stradale 113
Carabinieri 112
Emergenza sanitaria 118
Provincia di Treviso 0422.656000
Servizi Idrici Sinistra Piave 0438.795743 – 796010
Consorzio di bonifica Sinistra Piave 0438.795745
Asco Piave Ormelle 0438.745227 - 800383800
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
GRAPPA AL
PUNGITOPO
1 litro:
Ingredienti per o
itop
7 getti di pung
1 lt di grappa
zucchero.
2-3 cucchiai di
tà
Preparazione:
nte con capaci
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p
ci
re
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i getti,
rvi la grappa e
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V
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0 giorni. Poi tr
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re
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e filtrare.
Febbraio
Scuola Materna Cimetta
DOMENICA Festa
di Don Bosco:
1
2 LUNEDÌ
3 MARTEDÌ

4 MERCOLEDÌ
5 GIOVEDÌ
6 VENERDÌ
7 SABATO
8 DOMENICA
9 LUNEDÌ
10 MARTEDÌ
11 MERCOLEDÌ
첄
12 GIOVEDÌ
13 VENERDÌ
14 SABATO
15 DOMENICA
16 LUNEDÌ
17 MARTEDÌ
18 MERCOLEDÌ
첆
19 GIOVEDÌ
20 VENERDÌ
21 SABATO
22 DOMENICA
23 LUNEDÌ
24 MARTEDÌ
첅
25 MERCOLEDÌ
26 GIOVEDÌ
27 VENERDÌ
28 SABATO
s. Verdiana
Present. Signore
s. Biagio vescovo
vendita dolci
Presentazione del Signore
e “Candelora - Unità Pastorale
Unità Pastorale
Benedizione della gola e del cibo
s. Gilberto
s. Agata
s. Paolo Miki
s. Teodoro
s. Girolamo Emiliani
Spaccio Occhiali Vision
vs San Donà di Piave (VE)
CTG
“Aggiungi un posto a tavola”
Politeama Rossetti (TS)
SOPA COADA
Ingredienti per 10
persone:
1,5kg di piccioni; 70
0g di pane raffermo;
150g di grana
padano; 70g di burro;
5l di brodo; 0,5dl di
olio extravergine
d’oliva; qualche ram
etto di rosmarino; sa
le e pepe.
Preparazione:
Tritate finemente il ro
smarino, versatelo in
padella con un po’
di olio e aggiungete
i piccioni, tagliati in
quarti, facendoli
rosolare. Aggiustate
di sale e fate cuocere
a recipiente coperto
e a fuoco lento, bagn
ando con brodo, se ne
cessario. A cottura
ultimata, lasciate raffr
eddare, quindi separa
te la carne dalle
ossa. Unite queste ul
time al brodo, lascia
te sobbollire e poi
filtrate. Tagliate il pa
ne a fette, ungetele co
n il burro fuso e
disponetene alcune su
l fondo di una zuppie
ra. Bagnate con il
brodo filtrato, spolve
rate con il grana grat
tugiato e adagiatevi
della carne di piccio
ne a listarelle. Proseg
uite disponendo un
altro strato di fette di
pane, il brodo, il gran
a e poi la carne,
fino ad esaurimento
degli ingredienti. Con
cludete irrorando il
tutto con brodo bolle
nte e passando la zupp
iera nel forno
preriscaldato a 180°
per circa 2 ore.
s. Apollonia
Giorno del Ricordo
s. Scolastica
Pepe d’acqua (Polygonum hydropiper):
i grani delle spighe sono
una valida alternativa al pepe,
sia utilizzati freschi che essiccati.
FOLAGA
Ordine
Gruiformi
Famiglia
Rallidi
Nome scientifico
(Fulica atra)
Nome dialetale
Folaga
Molto frequente nei laghi e negli acquitrini, sverna anche in
baie riparate. Nidifica tra i canneti o altra vegetazione
acquatica. L’adulto si riconosce facilmente dalla livrea color
nero lavagna, con scudo frontale e becco bianchi. Ha le zampe
verdi con dita lombate che in volo sporgono oltre la coda. Si
nutre prevalentemente di piante acquatiche, uova di pesci,
piccoli crostacei, molluschi, girini ed altri piccoli animali. Il
nido, che il maschio e la femmina preparano già a marzo, è
piuttosto voluminoso, costruito con canne, giunchi ed altro
materiale vegetale; esso è più o meno saldamente ancorato per
evitare che venga trascinato alla deriva dalle correnti.
LOCALE: Stazionaria e nidificante, è più abbondante durante
i passi e nel periodo invernale.
Madonna di Lourdes
s. Eulalia
Scuola Materna di Codognè
Festa di Carnevale
s. Fosca
s. Valentino
CTG
Balletto “XX secolo”
Teatro Filarmonico (VR)
ss. Faustino e Giorgia
s. Giuliana
s. Alessio
Sacre Ceneri
Unità Pastorale
Mercoledi
delle ceneri
s. Corrado
s. Eleuterio
s. Pier Damiani
Ass. Naz. Alpini, Cena sociale
Spaccio Occhiali Vision
vs Volley Mareno
1a di Quaresima - s. Margherita
Folaga sull’acqua
s. Policarpo
s. Modesto
GALLINELLA D’ACQUA
Ordine
Gruiformi
s. Valburga
s. Onorina
Spaccio Occhiali Vision
vs Costa Cosema Vittorio Veneto
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
NUOVA
GESTIONE
FARMACIA
Nome dialetale
Sfòio
Molto frequente nei laghi, nei stagni e nelle paludi bordate da folta vegetazione, vive
spesso anche nei parchi. L’adulto si riconosce facilmente dall’abito barrato di bianco
sui fianchi, dalla base rossa del becco e dal bianco sottocoda con striscia centrale nera.
La coda è tenuta in posizione verticale e l’uccello l’alza e l’abbassa continuamente
quando nuota e quando cammina. Il volo è debole e ondeggiante. Spesso si tuffa e
nuota sott’acqua molto bene, cammina con grazia sul terreno. Nidifica nei cespugli
vicino all’acqua, nei canneti o in altra vegetazione acquatica; talvolta costruisce nidi
galleggianti, simili a una zattera, attaccati alla vegetazione in mezzo a fiumi, oppure
occasionalmente occupa vecchi nidi. Le uova vengono incubate da entrambi i genitori
per circa 19-22 giorni. I pulcini rimangono nel nido per 2-3 giorni e dopo 6-7 settimane
si rendono indipendenti. Normalmente vengono fatte due o tre covate all’anno.
LOCALE: Da noi è facile incontrarla essendo stazionaria e nidificante, lungo tutte le
zone più o meno umide.
s. Claudiano
s. Osvaldo Vescovo
Famiglia
Nome scientifico
Rallidi (Gallinula chloropus)
S. Antonio sas -
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it - Tel. 0438 794723
Marzo
SCANDOLI
OI BRU
FRITTATA C
1 DOMENICA
2 LUNEDÌ
3 MARTEDÌ
4 MERCOLEDÌ

5 GIOVEDÌ
6 VENERDÌ
7 SABATO
8 DOMENICA
9 LUNEDÌ
10 MARTEDÌ
11 MERCOLEDÌ
12 GIOVEDÌ
첄
13 VENERDÌ
14 SABATO
15 DOMENICA
16 LUNEDÌ
17 MARTEDÌ
18 MERCOLEDÌ
19 GIOVEDÌ
첆
20 VENERDÌ
21 SABATO
22 DOMENICA
23 LUNEDÌ
24 MARTEDÌ
25 MERCOLEDÌ
26 GIOVEDÌ
첅
27 VENERDÌ
28 SABATO
29 DOMENICA
30 LUNEDÌ
31 MARTEDÌ
4 persone:
Ingredienti per ruscandoli;
di b
8 uova; 200 g
a;
100 g di cipoll
urro qb;
e.
olio d’oliva e b
dano; sale e pep
a
p
a
n
ra
g
i
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un pizzico
2a di Quaresima - s. Albino
s. Giovino
s. Marino
s. Lucio
Cime di luppolo (Humulus lupulus)
detto “bruscandol”
(a sx) la fioritura
s. Oliva
s. Coletta
Parrocchie di Cimetta
e Cimavilla Cresime
CTG “El amor brujo” e “Cavalleria Rusticana”
Teatro Filarmonico (VR)
3a di Quaresima - beata Doriana Arthur’s Club “Donne in cammino”
in coll. con “Cimavilla Runner Team”
Festa della donna
s. Adriano
Preparazione:
a fuoco dolce in
li
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sc
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b
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Cuocete
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a
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ell’olio e burro
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e uova sbattute
ll
a
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ss
a
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cioto
epe.
zico di sale e p
grana e un piz
in padellino.
Cuocete il tutto
s. Domenico Savio
s. Emiliano
s. Costantino
s. Massimiliano
s. Rodrigo
s. Matilde
Roverbasso Club Festa dell’albero
Spaccio Occhiali Vision
vs Spes (BL)
Roverbasso Club Festa dell’albero
Parrocchia di Codognè e Roverbasso
4a di Quaresima - s. Lucrezia Cresime
MARZAIOLA
s. Eriberto
Ordine Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Anseriformi Anatidi (Anas querquedula)
Crèccola
s. Patrizio
Diffusa, ma non molto numerosa, vive in stagni, laghi e
acquitrini circondati da fitta vegetazione. Come carattere
distintivo il maschio ha un evidente sopracciglio bianco. La
femmina ha la parte anteriore delle ali chiara, ma si distingue
molto facilmente dall’Alzavola per il colore del capo. In genere
si incontra in coppie o in piccoli stormi. La voce del maschio è
un strano suono crepitante. LOCALE: specie migratrice e
nidificante, da noi poco frequente, poiché predilige spechi
acquei anche di dimensioni modeste, con acque basse e
vegetazione molto fitta.
s. Salvatore
s. Giuseppe
Scuola materna Codognè
Festa del papà
messa e vendita fiori
s. Alessandra
s. Benedetto
Scuola materna Cimetta
Happy Family’s
5a di Quaresima
Parrocchie di Cimetta
e Codognè
rito accoglienza Battesimi
CTG “XXIII Giornata
Fai di primavera”
s. Vittoriano
s. Gabriele
Annunciazione M.V. - s. Quirino
s. Felice
Alzavole in volo
s. Ruperto
s. Sisto III
Spaccio Occhiali Vision
vs Volley Annia - Quarto d’Altino
USC Codognè Festa dello Sport
Delle Palme - s. Secondo
CTG
“Camminata sentiero 1044
del lago morto” Vittorio Veneto
s. Donnino
s. Amos
ALZAVOLA
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
Ordine
Anseriformi
DALLA TORRE
IMPIANTI
31013 CODOGNÈ (TV) - Via F. Crispi, 16
Tel. +39.0438.794781 - Fax +39.0438.795491
www.dallatorreimpianti.it
NUOVA
GESTIONE
FARMACIA
S. Antonio sas -
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it - Tel. 0438 794723
Famiglia
Anatidi
Nome scientifico
(Anas crecca)
Nome dialetale
Sarsègna
Molto comune, è la più piccola delle Anatre di superficie.
D’estate vive in piccoli stagni, laghi, pantani e paludi, mentre
sverna anche in baie, laghi e acquitrini allagati. In genere
preferisce l’acqua dolce. La femmina si differenzia dalle altre
Anatre piccole per il suo specchio verde. Dal volo molto
veloce, generalmente vola in stormi serrati e solo di rado
informazioni lineari o a “V”. E’ più attiva al crepuscolo; la
voce è un breve fischio. LOCALE: essendo una migratrice
regolare la si può notare (da metà agosto a novembre), lungo
tutti gli specchi d’acqua del nostro territorio.
Aprile
I SCIOPETÌN
1 MERCOLEDÌ
2 GIOVEDÌ
3 VENERDÌ

4 SABATO
5 DOMENICA
6 LUNEDÌ
7 MARTEDÌ
8 MERCOLEDÌ
9 GIOVEDÌ
10 VENERDÌ
11 SABATO
첄
12 DOMENICA
13 LUNEDÌ
14 MARTEDÌ
15 MERCOLEDÌ
16 GIOVEDÌ
17 VENERDÌ
첆
18 SABATO
19 DOMENICA
20 LUNEDÌ
21 MARTEDÌ
22 MERCOLEDÌ
23 GIOVEDÌ
24 VENERDÌ
25 SABATO
첅
26 DOMENICA
27 LUNEDÌ
28 MARTEDÌ
29 MERCOLEDÌ
30 GIOVEDÌ
RISOTTO CO
4 persone:
Ingredienti per
300 g di riso;
etìn;
200 g di Sciop
1 cipolla;
ine di oliva;
olio extra verg
sale e pepe;
getale.
1 lt di brodo ve
s. Ugo
CTG
“I borghi più belli della Sicilia
nord orientale” (fino al 6/04)
s. Urbano
s. Riccardo
Parrocchie di Cimetta e Codognè
Battesimi
s. Isidoro
Preparazione:
con l’olio extra
a
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Soffrigg
.
vergine di oliva petìn e portare a
scio
Aggiungere lo
so e
ere quindi il ri
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g
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A
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tinuamente.
dere
mescolare con
il brodo e proce
te
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m
ta
n
le
re
Versa
le risotto.
come un norma
Pasqua
Pasqua - beata Crescenzia
Dell’Angelo - s. Diogene
beato Ermanno
Strigolo (Silene vulgaris) detto “s’ciopet” o “grisoi”
s. Giulia
s. Cleofe
s. Terenzio
s. Gemma
CTG
“Il barbiere di Siviglia”
Teatro Filarmonico (VR)
s. Zenone
BECCACCIA
Ordine
Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Caradriiformi Scolapacidi (Scolapax rusticola)
Gainàza
s. Marzio
Si distingue facilmente dal Beccaccino per la taglia superiore.
Ha un becco lungo e sottile, ali arrotondate e piumaggio
mimetico, ad imitazione delle foglie secche. Gli occhi, grandi,
sono posti molto indietro nella testa tondeggiante. Di abitudini crepuscolari, va alla ricerca del cibo all’alba e al tramonto,
mentre trascorre il giorno in un sonno leggerissimo. Il maschio
corteggia in volo la femmina con vere e proprie danze d’amore, ma dopo l’accoppiamento abbandona la compagnia, la
quale da sola si dedica alle cure parentali. Il nido, predisposto
in genere ai piedi degli alberi o al riparo del sottobosco, consiste in una semplice cavità nel terreno tappezzata di foglie.
LOCALE: specie di passo, da noi la si può incontrare da
ottobre a marzo. Predilige posti umidi con sottobosco e
radure. È una ambita preda dei cacciatori.
s. Lamberto
s. Massimo
beato Arcangelo
beato Everardo
s. Galdino
s. Socrate
Gruppo famiglia Cimetta-Cimavilla
Festa della famiglia (Cimetta)
Spaccio Occhiali Vision
vs Union Volley Jesolo
CTG Mostra“Carpaccio, Vittore e Benedetto
da Venezia all’Istria” Conegliano
Scuola materna Codognè Minimarcia
e festa della famiglia
66° Circuito del Termen (data indicativa)
s. Cristoforo
s. Anselmo
s. Leonida
s. Marolo vescovo
s. Fedele
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
Arthur’s Club
Gita sociale fino al 26/04
Roverbasso Club Pic-Nic
Ass. Artiglieri, Alpini, Combatt. e Reduci
Ann. della Liberazione. Cerimonia a Cimetta,
ann. Liberazione - s. Marco 70°
USC Festa provinciale dei Pulcini
Avis Donazioni
FRULLINO
Ordine
Caradriiformi
s. Franca
s. Liberale
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
s. Valeria
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
s. Caterina da Siena
s. Aimone
BECCACCINO
Ordine
Caradriiformi
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
Famiglia
Scolapacidi
Nome scientifico
(Gallinago gallinago)
Nome dialetale
Becanòt
Molto comune in prati, paludi e acquitrini, è il più numeroso
della specie dei Gallinago. Di piccole dimensioni, si distingue
per l’addome bianco e, quando viene fatto alzare
improvvisamente in volo, per la caratteristica andatura
a zig zag. Ha un becco piuttosto lungo. Nel volo di
corteggiamento produce un suono forte e vibrato
con le timoniere esterne (“tambureggiamento”).
Si ciba soprattutto di lombrichi, insetti e loro
larve, molluschi, crostacei, erbe e semi. In
aprile la femmina depone da 3 a 6 uova in
un nido predisposto in una cavità del
terreno non lontana dall’acqua. In
genere la femmina effettua una
sola covata all’anno. LOCALE:
frequente, nel periodo di
passo (da ottobre a marzo)
lungo le rive paludose,
prati allagati e fiumi.
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
EMMEDI
Lavorazioni Meccaniche
Via Guido Rossa, 5 - Cimavilla di Codognè
FARMACIA
Nome scientifico
(Lymnocryptes minumus)
Simile al Beccaccino, si riconosce perchè più piccolo
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
NUOVA
GESTIONE
Famiglia
Scolapacidi
S. Antonio sas -
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it - Tel. 0438 794723
Maggio
QUAGLIA
1 VENERDÌ
2 SABATO
3 DOMENICA

4 LUNEDÌ
5 MARTEDÌ
6 MERCOLEDÌ
7 GIOVEDÌ
8 VENERDÌ
9 SABATO
10 DOMENICA
첄
11 LUNEDÌ
12 MARTEDÌ
13 MERCOLEDÌ
14 GIOVEDÌ
15 VENERDÌ
16 SABATO
17 DOMENICA
첆
18 LUNEDÌ
19 MARTEDÌ
20 MERCOLEDÌ
21 GIOVEDÌ
22 VENERDÌ
23 SABATO
24 DOMENICA
첅
25 LUNEDÌ
26 MARTEDÌ
27 MERCOLEDÌ
28 GIOVEDÌ
29 VENERDÌ
30 SABATO
31 DOMENICA
Festa del lavoro - s. Giuseppe
LA
QUAGLIE AL
CTG
“Budapest” fino al 3/05
4 persone:
a;
Ingredienti per
fette di pancett
8
;
te
li
u
p
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g
e
o;
8 quagli
ia; 75 g di burr
lv
sa
;
te
vi
i
d
e
li
8 fog
pepe; polenta.
cognac; sale e
Spaccio Occhiali Vision
vs Ice Volley Piave (TV)
USC Qualificazioni Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
s. Germano
s. Giovenale
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
s. Silvano
s. Edberto
USC
Qualificazioni Torneo Allievi
beata Ida
s. Alfio
Un tempo abbondante, il suo numero è andato via via sempre
diminuendo. Tra la selvaggina, la Quaglia è l’uccello più
piccolo; è color sabbia, con dorso e fianchi fortemente striati.
Il maschio ha anche la gola striata, mentre nella femmina non
c’è. Molto difficile da far “alzare”, frulla via con volo basso e
lento, caratterizzato da rapidissimi colpi d’ala. È l’unico
gallinaceo europeo migratore e pur essendo in genere solitario,
migra in stormi. LOCALE: La specie risulta nidificante. La
sua presenza è dovuta anche da individui liberati o fuggiti
dalla cattività. La quaglia preferisce ambienti prativi o
appezzamenti incolti a vegetazione erbacea e arbustiva.
USC
Qualificazioni Torneo Allievi
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
s. Pancrazio
Madonna di Fatima
USC Qualificazioni
Torneo Allievi
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
s. Mattia
s. Ubaldo
Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Fasianidi (Coturnix coturnix)
Quàia
Scuola materna Cimetta
Festa della mamma, vendita dolci
Scuola materna Cimetta
Festa della mamma, vendita dolci
Scuola materna Codognè
Festa della mamma, vendita fiori
Scuola Primaria Elementarissima
USC Qualificazioni Torneo Esordienti
s. Geronzio
s. Torquato
USC Qualificazioni
Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
beata Gisella
beato Vivaldo
di
Preparazione:
tete all’interno
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Salate
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di
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a
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circ
aglie accompa
u
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le
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S
cognac.
ta.
con della polen
USC
Qualificazioni Torneo Allievi
s. Ciriaco
A
CACCIATOR
Ordine
Galliformi
Starne in volo
USC Quarti di finale Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
USC Quarti di finale Torneo Esordienti
Ass. Naz. Alpini 88^ Adunata Naz. Aquila
CTG “Gran Galà di danza”
Teatro Filarmonico (VR)
Ass. Naz. Alpini
88^ Adunata Naz. Aquila
Ascensione Signore - s. Pasquale Artiglieri Gita sociale
USC Qualificazioni
Torneo Allievi
s. Venanzio
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
s. Ivo
s. Bernardino da Siena
s. Valente
s. Rita da Cascia
STARNA
USC Semifinale Torneo Esordienti
Memorial Mario Gardenal
Ordine
Galliformi
È la più diffusa e più numerosa delle
Pernici europee e vive praticamente
ovunque, in terreni aperti coltivati e non
coltivati. Segni distintivi sono le piccole
dimensioni, la coda color ruggine, la fronte
e la gola di un marrone aranciato e una
macchia nocciola sul ventre. Costretta a
levarsi improvvisamente in volo, si solleva
con battiti d’ala molto rumorosi. E'
piuttosto silenziosa, tranne durante il
corteggiamento di primavera. Monogama,
la femmina prepara il nido sul terreno al
riparo di cespugli, sui margini dei boschi e
dei campi, da aprile a maggio. LOCALE:
Questa specie considerata nidificante, da
noi la si può incontrare grazie ad individui
sperduti dalle tenute private che in questi
anni si vanno ripopolando di tale pregiata
selvaggina.
Milan club Qualificazioni
Torneo Giovanissimi
USC Qualificazioni
Torneo Allievi
USC Qualificazioni
Torneo Allievi
s. Desiderio
USC Finale Torneo Esordienti
Scuola Materna Cimetta Pedala con noi
centenario della Scuola
CTG “Trento e il Muse”
Pentecoste - Maria Ausiliatrice Pro
Loco Prato in tavola
USC
Qualificazioni
Torneo Allievi
s. Ildebrando
USC
Qualificazioni
ss. Trinità - s. Filippo Neri Torneo Allievi
beata Bartolomea
s. Luciano
beata Ursula
s. Ferdinando
Milan club Semifinale
Torneo Giovanissimi
USC Quarti di finale
Torneo Allievi
USC Quarti di finale
Torneo Allievi
Scuola di Musica
Saggio di fine anno
s. Vitale
Milan club Finali Torneo Giovanissimi
Gruppo famiglia Cimetta e Cimavilla
Gita Firenze Siena San Giminiano fino al 2/06
Parrocchie Codognè e Cimetta
rito di accoglienza Battesimi
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
Via del Lavoro 1 - 31013 Codognè (TV)
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Famiglia Nome scientifico
Fasianidi (Perdix perdix)
S. Antonio sas -
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Giugno
1 LUNEDÌ

2 MARTEDÌ
3 MERCOLEDÌ
4 GIOVEDÌ
5 VENERDÌ
6 SABATO
7 DOMENICA
8 LUNEDÌ
첄
9 MARTEDÌ
10 MERCOLEDÌ
11 GIOVEDÌ
12 VENERDÌ
13 SABATO
14 DOMENICA
15 LUNEDÌ
첆
16 MARTEDÌ
17 MERCOLEDÌ
18 GIOVEDÌ
19 VENERDÌ
20 SABATO
21 DOMENICA
22 LUNEDÌ
23 MARTEDÌ
첅
24 MERCOLEDÌ
25 GIOVEDÌ
26 VENERDÌ
27 SABATO
28 DOMENICA
29 LUNEDÌ
30 MARTEDÌ
s. Giustino
Festa della Repubblica
USC
Semifinale Torneo Allievi
s. Clotilde
s. Quirino
s. Bonifacio
Unità Pastorale
Corpus Domini processione
Ass. Naz. Carabinieri
201^ Festa dell’Arma
Scuola materna Cimetta/Arthur’s Club
Teatro genitori e consegna diplomi
USC Finali Torneo Allievi
s. Norberto
Roverbasso Club
Roverbasso Pedala
CTG “Museo della Battaglia”
Corpus Domini - s. Landolfo Vittorio
Veneto
s. Melania
s. Efrem
FRITTELLE
DI ROBINIA
(FIORI DI AC
ACIA)
Ingredienti:
fiori di robinia (u
n grappolo per
ogni frittella);
farina; burro; un
pizzico di cannel
la; latte, sale.
FRITTELLE
DI S
O TRIFOGLIO AMBUCO
Ingredienti:
fiori di sambuco
o trifoglio,
farina, latte, sa
le.
Preparazione:
Preparate una
pastella non tr
oppo fluida
con tutti gli ing
redienti rispetti
vamente
elencati. Immer
getevi uno alla
volta i
grappoli di fio
ri oppure, nel ca
so del
trifoglio, un cu
cchiaio per volt
a
di fiori.
Friggeteli con
apposito olio e
prima di
servirli, spolver
ateli con lo zucc
hero.
Scuola Materna Codognè
Festa di benvenuto
per i nuovi piccoli della scuola
Sambuco (Sambucus nigra) detto “sambuc”
Fiori di Robinia (Robinia pseudoacacia)
anche detta Acacia - “fior de cassia”
MARTIN PESCATORE
Ordine Famiglia Nome scientifico Nome dialetale
Coraciiformi Alcedinidi
(Alcedo atthis)
Piombin
Abbastanza comune lungo fiumi a corso lento e ruscelli,
nonché in stagni ricchi di pesce. Segni distintivi di
questa specie sono i colori azzurro e verde del dorso e il
rosso aranciato delle parti inferiori. Notare il capo
relativamente grande, le ali, le zappe e la coda corte. Si
posa su pali e rami vicino all’acqua, spesso immobile per
lunghi periodi di tempo ma spesso anche scuotendo il
capo e la coda. Il volo è veloce e diretto, basso sul pelo
dell’acqua. Occasionalmente lo si vede fare lo “spirito
santo”. Si tuffa a capo avanti nell’acqua dal suo ramo
per catturare i pesci. LOCALE: è una specie stazionaria,
frequenta solitamente i nostri fiumi, canali e fossati di
varia portata. Nidifica su sponde verticali come argini,
scarpate con poca vegetazione dove scava gallerie e nel
fondo di esse depongono le uova, da aprile fino a luglio.
Scuola Materna Codognè
Festa di benvenuto per i nuovi
piccoli della scuola
beata Diana
Scuola Materna Codognè Festa di
benvenuto per i nuovi piccoli della scuola
Arthur’s Club Festeggiamenti
s. Barnaba
Cimavilla fino al 21/06
Dodgeball Codognè inizio torneo
Arthur’s Club Festeggiamenti
beata Jolanda
Arthur’s Club Festeggiamenti
Volley Codognè Cena sociale
Oltre Danza saggio presso Palablu
Ass. Naz. Alpini Raduno Alpino Triveneto Conegliano
s. Antonio da Padova Scuola Materna Codognè cena dei grandi
Arthur’s Club Festeggiamenti
Ass. Naz. Alpini
Raduno Alpino Triveneto Conegliano
s. Eliseo
CTG “Lido di Venezia”
s. Abramo
s. Ciro
s. Raniero
s. Marina
Arthur’s Club Festeggiamenti
serata in collaborazione con
Cimavilla Runner Team
Arthur’s Club
Festeggiamenti
s. Romualdo
Arthur’s Club
Festeggiamenti
s. Silverio
Arthur’s Club
Festeggiamenti
s. Luigi Gonzaga
UPUPA
s. Flavio
Ordine Famiglia Nome scientifico
Nome dialetale
Coraciiformi Upupidi (Upupa epops) Gaèt da montagna
beato Lanfranco
Piuttosto comune in aperta campagna ricca di alberi e
boschetti, in parchi e giardini, dove nidifica nelle cavità degli
alberi o in altri buchi artificiali. È possibile identificare
questa specie al primo sguardo, grazie alla sua cresta erettile,
al lungo becco ricurvo, all’abito marrone rosato e alle vistose
barre bianche e nere delle ali. La cresta viene spesso alzata e
abbassata. Le ali sono molto arrotondate e il volo è ondulato.
Corre bene sul terreno. Il corteggiamento è uno spettacolo
affascinante; i due partner girano in tondo battendo
lentamente le ali, rizzando la cresta e aprendo la coda. Il
nido viene in genere costruito nelle cavità degli alberi,
utilizzando poco materiale per la costruzione. Una volta nati
i piccoli emettono un odore repellente, probabilmente per
difesa. Per questo motivo il nido delle upupe emana un
odore nauseabondo e vengono esageratamente considerate
come uccelli che non hanno cura del loro nido. LOCALE:
questo magnifico uccello da noi è presente nel periodo
primaverile ed estivo, per poi ripartire verso le ragioni
africane, nelle quali trascorrerà l’inverno.
s. Giovanni Battista
s. Guglielmo
s. Vigilio
s. Cirillo
Amministrazione Comunale
inizio Notti tra le stelle
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti fino al 5/07
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti fino al 5/07
Parrocchia di Cimetta Festeggiamenti
Parrocchie Codognè e Cimetta Battesimi
Scuola Materna Codognè S. Messa fine Anno Scolastico
CTG “Expo Milano”
s. Ireneo
ss. Pietro e Paolo
ss. Protomartiri
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti fino al 5/07
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti fino al 5/07
Scuola Materna Codognè
fine Anno Scolastico
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s. Ottone
Scuola Materna Codognè
Centro estivo fino al 29/07
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti
Amministrazione Comunale
Notti tra le stelle (per tutto il mese)
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti
s. Tommaso
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti
MERCOLEDÌ
1

2 GIOVEDÌ
3 VENERDÌ
4 SABATO
5 DOMENICA
6 LUNEDÌ
7 MARTEDÌ
첄
8 MERCOLEDÌ
9 GIOVEDÌ
10 VENERDÌ
11 SABATO
12 DOMENICA
13 LUNEDÌ
14 MARTEDÌ
15 MERCOLEDÌ
첆
16 GIOVEDÌ
17 VENERDÌ
18 SABATO
19 DOMENICA
20 LUNEDÌ
21 MARTEDÌ
22 MERCOLEDÌ
23 GIOVEDÌ
첅
24 VENERDÌ
25 SABATO
26 DOMENICA
27 LUNEDÌ
28 MARTEDÌ
29 MERCOLEDÌ
30 GIOVEDÌ

31 VENERDÌ
s. Domiziano
s. Isabella
Lamio (Lamiu
m orvala) dett
o “ciucciamiel”
4 persone:
Ingredienti per
rico,
iste di buon en
,
1 kg di foglie m
rsa del pastore
o
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fa
tarassaco,
;
io, ortica, ecc…
papavero, lam
e.
olio sale e pep
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o
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a
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acqua
Preparazione:
, lessatele in poca
ie
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le
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cu
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ra.
Lavate co
re l’acqua di cottu
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polla, aggiungete
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Preparate
, aggiungendo via
ra
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avete conservato.
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e
dado e part
e.
pe prima di servir
pe
e
le
sa
di
e
at
st
Aggiu
Parrocchia di Cimetta
Festa del Patrono Festeggiamenti
s. Filomena
TEGAME
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti
s. Maria Goretti
s. Edda
s. Priscilla
s. Goffredo
s. Apollonio
s. Olga
s. Marciana
Ass. Naz. Alpini
Gita sociale Caporetto
s. Enrico
STORNO
Ordine
Passeriformi
s. Camillo
E’ un uccello abbastanza grande, caratterizzato da una
coda corta, da una livrea nera, con riflessi bronzei e
verdastri, picchiettata di bianco, dal lungo becco e
dalle ali appuntite. Gregario, vola in stormi molto folti,
a volte di migliaia di esemplari. In autunno e in inverno si riunisce in affollatissimi “dormitori”. Il nido,
costruito dal maschio e rifinito dalla femmina, viene
posto nei tetti degli edifici, in cavità di muri e di alberi.
Si nutre di insetti, larve, ragni, bacche e frutta.
LOCALE: E’ molto frequente soprattutto vicino
all’abitato.
s. Bonaventura
B.V. del Carmelo
Parrocchia di Cimetta
Festa Madonna del Carmine
s. Imerio
s. Federico
Famiglia Nome scientifico Nome dialetale
Sturnidi (Sturnus vulgaris)
Stornèl
Pro Loco Cimetta Jammin Festival
Arthur’s Club
Fuochi del Redentor con cena in barca
Festa del Redentore - s. Arsenio
s. Elia
beato Odino
s. Maddalena
s. Brigida
s. Cristina
s. Giacomo
USIGNOLO
CTG “Otello”
Teatro alla Scala (MI)
Nome scientifico Nome dialetale
(Luscinia megarhynchos)
Usignòl
Serata Cabaret
(Notti tra le Stelle)
Ordine
Famiglia
Passeriformi Muscicapidi
Gruppo Famiglia Cimetta e Cimavilla
Camminata in compagnia
Avis Donazioni
Igbo Yam Festival
s. Anna
Le parti superiori sono uniformemente marroni,
mentre quelle inferiori sono bruno biancastre. Le
dimensioni sono piuttosto grandi e la coda lunga color
nocciola o rossiccia. Molto schivo, si tiene ben nascosto
in mezzo ai cespugli, ed è più facile udirlo che vederlo.
LOCALE: specie migratrice, da noi come nidificante
arriva da aprile e rimane fino a fine settembre. E’
comune in boschetti paludosi, sottoboschi umidi,
parchi e a volte anche in boschetti più asciutti
s. Celestino
s. Serena
s. Marta
s. Pietro Crisologo
Scuola Materna Codognè
fino Centro Estivo
CTG “Don Giovanni” Arena di Verona
Scuola Materna Codognè
fino A.S. Nido Integrato
PASSERA MATTUGIA
s. Ignazio
Ordine
Passeriformi
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Nome scientifico
Ploceidi (Passeridi) (Passer montanus)
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Panegàssa
Agosto
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LVATICA
CON CREMA
DI BORLOTTI
Ingredienti per
4 persone:
350 g di pa
SABATO
1
2 DOMENICA
3 LUNEDÌ
4 MARTEDÌ
5 MERCOLEDÌ
6 GIOVEDÌ
첄
7 VENERDÌ
8 SABATO
9 DOMENICA
10 LUNEDÌ
11 MARTEDÌ
12 MERCOLEDÌ
13 GIOVEDÌ
첆
14 VENERDÌ
15 SABATO
16 DOMENICA
17 LUNEDÌ
18 MARTEDÌ
19 MERCOLEDÌ
20 GIOVEDÌ
21 VENERDÌ
첅
22 SABATO
23 DOMENICA
24 LUNEDÌ
25 MARTEDÌ
26 MERCOLEDÌ
27 GIOVEDÌ
28 VENERDÌ

29 SABATO
30 DOMENICA
31 LUNEDÌ
sta all’uovo; 1 an
atra selvatica; 20
fagioli borlotti;
0 g di
200 g di patate;
70
g
di
ci
polla; 50 g
di grana padano
; 50 g di pane gr
attugiato; 3 dl di
brodo vegetale;
burro; santoreggi
a fresca; rosmar
olio extravergine
ino;
d’oliva, sale e pe
pe.
Per la crema: in
un tegame rosola
te con un po’ d’ol
la cipolla tritata
io
e unite le patate
a tocchetti, i fagi
il brodo. Portate
ol
ie
a cottura per 30
’. Frullate il tutto
unitevi un trito di
e
rosmarino.
Per i tortelli: frul
late la polpa dell’
anatra con gran
pane grattugiato,
ae
fino ad ottenere
un composto
morbido. Stende
te le sfoglie di pa
sta all’uovo e
adagiate dei muc
chietti di compo
sto. Ricavate dei
tortelli, e cuocet
eli in acqua bolle
nt
e salata.
Serviteli conditi
con del burro fu
so, aromatizzato
santoreggia, adag
alla
iati su un letto di
crema di fagioli.
s. Alfonso
s. Eusebio
Gruppo Ornitologico
Fiera dei Osei Cimetta
s. Lidia
s. Nicodemo
Madonna della neve
beato Ottaviano
s. Gaetano
s. Domenico
BARBAGIANNI
s. Samuele
Ordine
Strigiformi
s. Lorenzo
Famiglia
Tytonidi
Nome scientifico
(Tyto alba)
Frequente, ma solo localmente, vicino agli edifici, e ruderi, è il
solo strigiforme ad avere la faccia a forma di cuore.
Generalmente notturno, caccia ratti e topi nei cortili delle
fattorie, nelle paludi e nei campi. Ha l’abitudine particolare di
abbassare il capo e muoverlo avanti e indietro. Il verso è un
soffice grido ansimato di tono crescente e stridio.
LOCALMENTE: da noi è abbastanza frequente. Sempre
presente, ma di abitudini notturne, è difficile individuarlo.
s. Chiara
s. Ilaria
s. Cassiano
s. Alfredo
Assunzione Maria
CTG
Tour della Grecia fino al 22/08
Parrocchia di Roverbasso
Festa Patronale
s. Rocco
s. Emilia
scura
dalla forma
Barbagianni
s. Elena
Barbagianni dalla forma chiara
s. Mariano
GUFO COMUNE
s. Bernardo
Ordine
Strigiformi
s. Pio X°
Famiglia
Strigidi
Nome scientifico
(Asio otus)
Ha una testa angolosa, fornita di due evidenti e lunghi ciuffi auricolari che solleva verticalmente quando è nervoso. Si riconosce dal
Gufo reale, perché è più piccolo. Il dorso è
giallo-bruno, ornato di chiazze marmorizzate
marrone grigiastro. Il battito delle ali è
accentuato, ma lento. LOCALE: E’ comune
nelle foreste di conifere e anche nei boschi
cedui, nei frutteti e nei pioppeti. Lo si può
incontrare anche nelle zone coltivate.
s. Augusta
s. Rosa
Unità Pastorale
a Tramonti fino al 30/08
s. Bartolomeo
s. Patrizia
s. Margherita
GUFO REALE
s. Monica
Ordine
Strigiformi
s. Bonomio
Famiglia
Strigidi
Unità Pastorale
Pellegrinaggio a Motta di Livenza
Gruppo Famiglia Cimetta e Cimavilla
Pedala in compagnia
Parrocchia di Codognè
rito di accoglienza
s. Aristide
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
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FARMACIA
Nome scientifico
(Bubo bubo)
E’ il più grosso dei Gufi europei, con lunghi ciuffi
auricolari ed occhi grandi color arancione. Le parti
superiori sono giallo-brunastro. Caccia di notte
mammiferi di dimensioni medie e uccelli, mentre
trascorre il giorno posato sugli alberi. Generalmente
nidifica sul terreno o tra le rocce, ma a volte anche in
alberi cavi. LOCALE: sebbene specie rara, da noi a
volte lo si incontra nei luoghi tranquilli e poco
accessibili, prevalentemente all’imbrunire, spesso a
ridosso di boschetti, canneti, steppe e colture in colte.
s. Agostino
s. Sabina
Nome dialetale
Barbajàn
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Settembre
MARTEDÌ
1
2 MERCOLEDÌ
3 GIOVEDÌ
4 VENERDÌ
첄
5 SABATO
6 DOMENICA
7 LUNEDÌ
8 MARTEDÌ
9 MERCOLEDÌ
10 GIOVEDÌ
11 VENERDÌ
12 SABATO
첆
13 DOMENICA
14 LUNEDÌ
15 MARTEDÌ
16 MERCOLEDÌ
17 GIOVEDÌ
18 VENERDÌ
19 SABATO
20 DOMENICA
첅
21 LUNEDÌ
22 MARTEDÌ
23 MERCOLEDÌ
24 GIOVEDÌ
25 VENERDÌ
26 SABATO
27 DOMENICA

28 LUNEDÌ
29 MARTEDÌ
30 MERCOLEDÌ
CREN CON BOLLITO
s. Egidio
Ingredienti per la salsa:
radice di rafano (cren); pangrattato;
aceto di vino; olio di oliva; sale e pepe.
s. Elpidio
s. Gregorio
Scuola Materna Codognè
Inizio anno scolastico
(nido e bambini nuovi)
Preparazione:
Raschiate con un coltello la radice di cren
e grattugiatela. In una terrina, mescolate
un cucchiaio di pan grattato e uno di olio
per ogni cucchiaio di radice e unite un po’
di aceto e acqua, oppure olio nella stessa
quantità. Eliminando il pangrattato e
aumentando l’aceto, si può modificare a
piacere la forza del cren.
Preparate il bollito e, una volta pronto,
tagliatelo a fette. Servite accompagnato
con la salsa al cren.
s. Rosalia
s. Vito
s. Petronio
s. Germana
Ass. Naz. Alpini
44° Raduno Alpino
al Bosco delle Penne Mozze
Scuola Materna Codognè
Inizio anno scolastico per tutti
Natività di Maria
s. Isacco
beato Damiano
CIUFFOLOTTO
Ordine Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Passeriformi Fringillidi (Pyrrhula pyrrhulla)
Subìot
Il maschio ha il groppone bianco, le parti superiori bianche e
grigie, le parti inferiori rosse e il becco corto e massiccio. La
femmina è invece di color marroncino più spento. Sverna
spesso in piccoli stormi. Ha movimenti molto lenti e cauti e si
ciba soprattutto di bacche, gemme e semi. Il volo è lento e
ondulato. Nidifica fra i sempreverdi e le siepi: la femmina
costruisce il nido con radichette, steli vegetali e licheni e lo
imbottisce con peli. LOCALE: questo bellissimo uccello, una
volta da noi molto diffuso, oggi lo si incontra solo di rado, a
copie o in piccoli gruppi familiari, prevalentemente durante il
periodo invernale.
s. Diomede
Nome di Maria
s. Maurilio
beato Rolando
Rafano (Armoracia rusticana) “Cren”
B.V. Addolorata
s. Cornelio
s. Roberto
CROCIERE
ss. Sofia e Irene
s. Gennaro
s. Candida
Ordine Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Passeriformi Fringillidi (Loxia curvirostra) Bech in crose
CTG Pellegrinaggio Regionale,
le sette chiese di Lendinara (RO)
Scuola Materna Codognè
S. Messa inizio anno scolastico
vendita fiori/dolci
Parrocchia di Cimetta
rito d’accoglienza
Il maschio è rosso o rosso-arancio, la femmina è verde e i giovani
sono grigio-verdi, tutti senza barrature sulle ali. L’incrociarsi del
becco non è sempre evidente. Nidifica in qualunque stagione,
ma soprattutto da gennaio ad aprile. Lo si incontra in piccoli
stormi. Si arrampica acrobaticamente sui rami più esterni delle
conifere, rompendo le pigne per poter afferrare i pinoli. A volte
compie spostamenti su vasta scala, durante i quali raggiunge gli
angoli più remoti d’Europa, dove si ferma a nidificare per una o
due stagioni, se le condizioni ambientali sono favorevoli.
LOCALE: poiché predilige ambienti ricchi di conifere, da noi è
raro. Lo si può incontrare solo quando scarseggia il cibo nelle
loro zone, allora compie spostamenti su vasta scala. Sono uccelli
facili da addomesticare.
s. Matteo
s. Maurizio
s. Lino
s. Gerardo
beato Ladislao
s. Nilo
s. Marcello
ACA Cimetta cena della selvaggina
Scuola Materna di Cimetta
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CTG il trenino rosso del Bernina
fino al 27/09
Scuola Materna di Cimetta
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Parrocchia di Cimavilla e Arthur’s Club
Festa Patronale Madonna della Mercede
Festa delle Famiglie
Parrocchia di Codognè Battesimi
FROSONE
Ordine
Passeriformi
s. Michele
s. Girolamo
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
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31018 Gaiarine
Tel. 0434 756911
FARMACIA
Nome scientifico
(Coccothraustes coccothraustes)
Nome dialetale
Frisòn
Ha un becco molto grosso e massiccio e la coda corta. La disposizione del piumaggio
ha un caratteristico disegno bianco sulle ali, molto evidente in volo. Generalmente si
incontra solo, in coppia o in gruppi familiari. Il nido viene preparato con stecchi,
radichette e licheni sui rami orizzontali delle piante, preferibilmente vicino al tronco.
Il maschio si preoccupa di alimentare la compagnia durante il periodo della cova. Si
ciba in prevalenza di semi e frutti di piante selvatiche e coltivate. LOCALE:
migratore, è relativamente comune all’epoca dei passi da ottobre a novembre. E’
tuttavia difficile incontrarlo perché è molto schivo e trascorre la maggior parte del
tempo tra il fogliame delle cime degli alberi.
s. Venceslao
NUOVA
GESTIONE
Famiglia
Fringillidi
S. Antonio sas -
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it - Tel. 0438 794723
Ottobre
GIOVEDI
1
2 VENERDI
3 SABATO
첄
4 DOMENICA
5 LUNEDI
6 MARTEDI
7 MERCOLEDI
8 GIOVEDI
9 VENERDI
10 SABATO
11 DOMENICA
12 LUNEDI
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13 MARTEDI
14 MERCOLEDI
15 GIOVEDI
16 VENERDI
17 SABATO
18 DOMENICA
19 LUNEDI
첅
20 MARTEDI
21 MERCOLEDI
22 GIOVEDI
23 VENERDI
24 SABATO
25 DOMENICA
26 LUNEDI

27 MARTEDI
28 MERCOLEDI
29 GIOVEDI
30 VENERDI
31 SABATO
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti Madonna
del Rosario fino al 18/10
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
s. Remigio
ss. Angeli Custodi
s. Cipriano
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
Scuola Materna Cimetta S. Messa
di inizio anno con coro dei genitori
s. Francesco d’Assisi
s. Placido
Parr. Codognè Festeggiamenti
Inizio Anno Unità Pastorale
CTG “La Venezia di Vivaldi”
Ass. Trevisani nel Mondo
Festeggiamenti
Oltredanza inizio attività
s. Bruno
Auser
inizio corsi università popolare
e attività motorie
B.V. del Rosario - s. Sergio
s. Dimitri
s. Dionigi
s. Daniele
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
qua.
COTOGNATA
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giorni). Tagliatela
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Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
FANELLO
Ordine
Passeriformi
Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Fringillidi (Carduelis cannabina)
Faganèl
Il maschio presenta il capo grigio e il dorso marrone scuro;
d’estate ha il petto e la fronte carminio. La femmina e il
giovane assomigliano al Fanello nordico, ma le macchie
bianche sulle ali e sulla coda sono molto più evidenti. Il becco
è scuro anche d’inverno. In autunno e inverno è gregario e i
suoi stormi sono spesso misti con altri fringillidi. Il volo è
meno ondulato di quello del Cardellino. Cinguetta mentre
vola. Posato canta allo scoperto con un piacevole e vario
cinguettio. LOCALE: da noi lo si incontra in autunno e in
inverno nel periodo dello svernamento, in aperta campagna e
lungo i fossati, tra le siepi.
Amministrazione Comunale e Associazioni
Codognè tra Natura e Agricoltura.
15^ Festa della Mela Cotogna
Parrocchia di Codognè Festeggiamenti
s. Firmino
s. Serafino
s. Edoardo
s. Fortunato
s. Teresa
s. Edvige
beata Gabriella
s. Luca
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
ZIGOLO GIALLO
Parrocchia di Codognè
Festeggiamenti
Ordine Famiglia
Passeriformi Emberizidi
Parrocchia di Codognè Festeggiamenti
Festa della famiglia
e Anniversari di Matrimonio
Nome scientifico Nome dialetale
(Emberiza citrinella)
Smiàrdo
Il capo è giallo e striato, il groppone marrone e nocciola, le
timoniere esterne sono bianche. Le femmine e i soggetti
immaturi hanno colore più spento, in genere sono più striati e
vengono confusi facilmente con le femmine dei giovani del
Zigolo nero, ma il loro groppone è nocciola e non marrone. In
autunno e in inverno si riuniscono in stormi spesso insieme a
Fringuelli, Zigoli e affini. LOCALE: una volta abbastanza
comune, oggi lo si incontra più raramente. Predilige le zone
cespugliose e le radure dei boschi. D’inverno lo si può trovare
anche in campi aperti e coltivati.
s. Laura
s. Irene
s. Orsola
s. Giovanni Paolo II
s. Romano
s. Raffaele
s. Miniato
Ass. Naz. Alpini
25° Fondazione Gruppo.
Serata Culturale c/o Biblioteca
Ass. Naz. Alpini
25° Fondazione Gruppo.
Serata Corale c/o Palablu
TORDO BOTTACCIO
Ordine
Famiglia
Nome scientifico Nome dialetale
Passeriformi Muscicapidi (Turdidi) (Turdus philomelos)
Zìt
Il dorso uniformemente marrone, le parti inferiori macchiettate e le
copritrici alari inferiori color camoscio, lo rendono facilmente riconoscibile dagli altri Tordi. Vive generalmente solitario o in coppia, tranne
durante la migrazione che avviene da fine settembre a ottobre. Nidifica
da aprile a luglio tra cespugli, siepi e sugli alberi. Il nido è costruito dalla
femmina utilizzando erbe, radici , stecchi e creta. LOCALE: da noi, essendo migratore lo troviamo da settembre a ottobre, tra i vigneti e lungo le
siepi più fitte, dove si ciba in prevalenza di insetti e loro larve, molluschi,
ragni, lombrichi e frutti.
Ass. Naz. Alpini 25° Fondazione Gruppo.
Cerimoniale conclusivo
Avis Donazioni
Parrocchia di Cimetta Battesimi
s. Folco
s. Fiorenzo
s. Simone Apostolo
s. Narciso
beato Angelo d’Acri
s. Volfango
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di Toffolo Renzo & C.
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Novembre
1 DOMENICA
2 LUNEDI
첄
3 MARTEDI
4 MERCOLEDI
5 GIOVEDI
6 VENERDI
7 SABATO
8 DOMENICA
9 LUNEDI
10 MARTEDI
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11 MERCOLEDI
12 GIOVEDI
13 VENERDI
14 SABATO
15 DOMENICA
16 LUNEDI
17 MARTEDI
18 MERCOLEDI
첅
19 GIOVEDI
20 VENERDI
21 SABATO
22 DOMENICA
23 LUNEDI
24 MARTEDI

25 MERCOLEDI
26 GIOVEDI
27 VENERDI
28 SABATO
29 DOMENICA
30 LUNEDI
SPEZZATINO
Ognissanti
Comm. Defunti - s. Giusto
s. Silvia
s. Carlo - Unità Naz.le
Ass. Naz. Alpini,
Ass. Combattenti e Reduci
Festa Unità Naz. e Forze Armate
97° Ann. della Vittoria
Ceod Castagnata
s. Zaccaria
s. Leonardo
Scuola Materna Cimetta Castagnata
Arthur’s Club Castagnata
CTG “Il flauto magico”
Teatro Filarmonico (VR)
Avis Donazioni,
Parrocchia Codognè Comitato S. Ubaldo
Festa del ringraziamento a S. Ubaldo
s. Ernesto
s. Claudio
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AGLI AROM
4 persone:
Ingredienti per
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sale e pepe.
s. Oreste
LUCHERINO
Ordine
Passeriformi
Famiglia
Fringillidi
Nome scientifico
(Carduelis spinus)
Nome dialetale
Lugherìn
E’ verdastro, striato, con macchie gialle sui lati della coda e
barrature gialle sulle ali. E’ molto più piccolo e più striato
del Verdone. Comune, nidifica in boschi misti o di conifere.
Al di fuori del periodo della riproduzione, lo si vede
soprattutto fra le betulle o i frassini. In autunno e in inverno
si riunisce in stormi spesso con gli Organetti. Vola in gruppi
serrati. Ha una caratteristica voce sibilante; canta
cinguettando posato in alto o in volo. È una specie facile da
addomesticare. LOCALE: frequenta le nostre zone solo nel
periodo di passo, tra novembre e febbraio.
s. Leone
s. Martino
s. Renato
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente,
Campocervaro
s. Diego
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente,
CTG “Histoire de Manon”
s. Venerando
Teatro La Scala (MI)
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente,
Ass. Naz. Alpini
Avvento Ambrosiano
Gita Pellegrinaggio
s. Valerio
TORDELLA
s. Lisa
s. Oddone
s. Fausto
s. Edmondo
Parrocchia Cimetta Festegg. S. Clemente,
Ass. Naz. Carabinieri Virgo Fidelis
Parrocchia Codognè Festa Madonna della Salute
Madonna della Salute CTG Cena Sociale
s. Clemente
Nome dialetale
Merlo gaiòn
Ordine
Passeriformi
Famiglia
Muscicapidi (Turdidi)
Ha alcuni tratti in comune con il Tordo bottaccio, ma se ne
distingue per il dorso grigiastro e la parte ventrale fortemente
macchiettata. È il solo turdide ad avere le timoniere esterne
di colore bianco nella parte terminale. Questo uccello è di
carattere molto timido nonostante la sua vivacità. Ha una
funzione importante nella propagazione di alcuni vegetali
poiché contribuisce a disperde i semi di cui si nutre. Nidifica
sulle biforcazioni dei rami più alti. Il nido viene costruito con
fili d’erba, muschio e radichette, cementato con fango e
foderato con foglie e soffici steli. Il canto assomiglia a quello
del Merlo, ma è più breve (forse per questo prende il nome
dialettale di “merlo gaiòn”). LOCALE: un tempo era molto
frequente nelle nostre zone, oggi lo si incontra raramente, in
autunno e in inverno, quando scende in piccoli gruppi spesso
unendosi alle Cesene.
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente,
s. Cecilia
Nome scientifico
(Turdus viscivorus)
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente,
Campocervaro
Parrocchia di Cimetta
Festeggiamenti S. Clemente, Campocervaro
CTG Tour dell’Oman fino al 30/11
s. Flora
s. Erasmo
CARDELLINO
Ordine
Passeriformi
s. Valter
Ass. Naz. Alpini
19^ Giornata
della Colletta Alimentare
1a di Avvento - s. Saturnino
s. Andrea
Parrocchia di Codognè
Festa Patronale S. Andrea
Uffici comunali chiusi
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
Via Roma, 22 - S.P. Cadore Mare
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NUOVA
GESTIONE
FARMACIA
Nome scientifico
(Carduelis carduelis)
Nome dialetale
Gardein
L’adulto è inconfondibile: l’abito è molto simile in entrambi i sessi, ma la
femmina si riconosce perché ha meno rosso sulla faccia. Il giovane è
marroncino e striato. La livrea ha caratteristiche macchie gialle sulle ali,
particolarmente evidenti in volo. Al di fuori della stagione della riproduzione,
è gregario e lo si incontra in piccoli gruppi, a volte misti con altri Fringillidi.
Spesso cerca il cibo (semi) su cardi selvatici e piante simili, arrampicandosi
agilmente su di esse. Il suo volo è molto ondulato. Canta posato allo scoperto,
con un armonioso cinguettio. LOCALE: specie sedentaria, lo si trova
ovunque. Comune in tutti i tipi di aperta campagna con gruppi di alberi e di
arbusti, in parchi e giardini. Sverna anche in mezzo ai campi.
s. Virgilio
s. Ippolito
Famiglia
Frigillidi
S. Antonio sas -
di Toffolo Renzo & C.
www.farmaciacodogne.it - Tel. 0438 794723
Dicembre
1 MARTEDI
2 MERCOLEDI
첄
3 GIOVEDI
4 VENERDI
5 SABATO
6 DOMENICA
7 LUNEDI
8 MARTEDI
9 MERCOLEDI
10 GIOVEDI
첆
11 VENERDI
12 SABATO
13 DOMENICA
14 LUNEDI
15 MARTEDI
16 MERCOLEDI
17 GIOVEDI
첅
18 VENERDI
19 SABATO
20 DOMENICA
21 LUNEDI
22 MARTEDI
23 MERCOLEDI
24 GIOVEDI

25 VENERDI
26 SABATO
27 DOMENICA
28 LUNEDI
29 MARTEDI
30 MERCOLEDI
31 GIOVEDI
COTECHINO
4 persone:
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Ingredienti per
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s. Eligio
s. Viviana
s. Saverio
s. Barbara
s. Giulio
Ass. Artiglieri Festa di S. Barbara
con S. Messa e Cena Sociale
Roverbasso Club e Parrocchie
San Nicolò
2a di Avvento - s. Nicola
s. Ambrogio
Parrocchia di Codognè
Immacolata Concezione:
Festa Patronale e Processione
Immacolata
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Preparazione:
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3 ore a fuoco le
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dal misto d’erbe
accompagnato
s. Siro
N.S. di Loreto
Amministrazione Comunale
Magie di Natale a Codognè
(per tutto il mese: concerto di Natale,
laboratori creativi, scambio saluti
in piazza, attività varie)
s. Damaso
s. Amalia
3a di Avvento - s. Lucia
CINCIALLEGRA
Ordine
Passeriformi
Famiglia
Paridi
Nome scientifico
(Parus major)
Nome dialetale
Parùsoa
È immediatamente riconoscibile per la testa e il collo di un
blu-nero lucente e per le due ampie macchie bianche sulle
guance. Il ventre è di colore giallo-limone, ma diviso da una
marcata striscia nera che scende dalla gola ed è più larga nel
maschio che nella femmina. La voce è più forte di quella delle
altre Cince. Quasi sempre, quando non canta, è impegnata
nella ricerca di cibo; esamina tutte le fessure e le crepe sugli
alberi per scovarvi insetti, ragni e larve, ma si alimenta anche
di semi, frutta e bacche. Il nido viene costruito nelle cavità
degli alberi e nelle tane di altri animali, ma si adatta anche a
nidi artificiali. Durante il periodo della cova, la femmina
viene alimentata dal maschio. Quest’ultimo deve poi
provvedere anche al nutrimento dei piccoli (in genere sono da
otto a dodici) che nascono dopo una quindicina di giorni. Le
cinciallegre quando sono in grado di volare migrano a stormi
in altre zone, mentre quelle anziane rimangono fedeli alla
zona di cova e spesso utilizzano il medesimo nido anche per
diversi anni. LOCALE : da noi è presente ovunque e per tutto
il periodo dell’anno. Preferisce boschetti, parchi e giardini.
Parrocchie Codognè e Cimetta
Rito di Accoglienza, Battesimi
s. Pompeo
s. Cristiana
s. Adelaide
s. Olimpia
s. Alverio
Scuola Materna Cimetta
Recita di Natale
s. Dario
Scuola Materna
Codognè
4a di Avvento - s. Liberato Festa di Natale
CINCIA MORA
Ordine
Passeriformi
s. Severino
s. Demetrio
Famiglia
Paridi
Nome scientifico
(Parus ater)
Si riconosce facilmente per il capo nero e il piumaggio bianco
sulle guance e sulla parte dorsale del collo. Le ali sono barrate
da una doppia stria bianca e sottile e il piumaggio è di colore
grigio-oliva sul dorso e biancastro sul ventre. Il nido viene
costruito nelle cavità degli alberi o nei muri, ma anche nelle
tane degli altri animali. Molto diffuso nei boschi di conifere e
in quelli misti.
Ceod Messa di fine anno
e scambio auguri
s. Vittoria
s. Adele
santo Natale
CINCIARELLA
s. Stefano
Ordine
Passeriformi
santi Innocenti
s. Davide
CTG Creta
fino al 3/01/2016
s. Silvestro
Se esposto al pubblico attenersi alle disposizioni del D.P.R. n. 639 del 26/10/72
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NUOVA
GESTIONE
Nome scientifico Nome dialettale
(Parus caeruleus)
Parusoìn
Più piccola della Cinciallegra, è facilmente riconoscibile per il cappuccio
azzurro, il mento scuro, una stretta fascia alare bianca e il dorso
prevalentemente blu. Di carattere piuttosto aggressivo, è inconfondibile
quando ricerca il cibo, esplorando in modo caratteristico i tronchi degli
alberi. Nidifica nelle cavità degli alberi e in nicchie di varia natura. Costruisce
il nido con muschio, foglie secche ed erba e lo tappezza con peli e piume.
Depone in genere da sette a dodici. Solo la femmina è incaricata della cova.
LOCALE : E’ molto comune nei boschi, nei parchi, nei giardini e nei canneti.
Sacra Famiglia
s. Eugenio
Famiglia
Paridi
Via XIX Luglio, 3/A
Cimetta di Codognè (TV)
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di Toffolo Renzo & C.
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Gennaio 2016
E
ISTA DI ERB
INSALATA M
1 VENERDÌ
첄
2 SABATO
3 DOMENICA
4 LUNEDÌ
5 MARTEDÌ
6 MERCOLEDÌ
7 GIOVEDÌ
8 VENERDÌ
9 SABATO
첆
10 DOMENICA
11 LUNEDÌ
12 MARTEDÌ
13 MERCOLEDÌ
14 GIOVEDÌ
15 VENERDÌ
16 SABATO
첅
17 DOMENICA
18 LUNEDÌ
19 MARTEDÌ
20 MERCOLEDÌ
21 GIOVEDÌ
22 VENERDÌ
23 SABATO

24 DOMENICA
25 LUNEDÌ
26 MARTEDÌ
27 MERCOLEDÌ
28 GIOVEDÌ
29 VENERDÌ
30 SABATO
31 DOMENICA
4 persone:
Ingredienti per
cola selvatica;
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lata di stagion
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Epifania del Signore
s. Raimondo
s. Severino
s. Giuliano
Batt. del Signore - s. Aldo
s. Igino papa
s. Modesto
s. Ilario
beato Amedeo
s. Mauro
s. Tiziano
s. Antonio abate
s. Prisca
FRINGUELLO
Ordine Famiglia Nome scientifico Nome dialettale
Passeriformi Fringillidi (Fringilla coelebs)
Zavatòl
s. Mario
E’ uno dei più comuni uccelli europei e nidifica in boschi cedui e
di conifere, in parchi e giardini. Sverna anche in stormi in aperta
campagna. Ha evidenti barrature bianche sulle ali e le timoniere
esterne sono bianche. La livrea del maschio è blu e rossa, mentre
quella della femmina e del giovane è verdastra. In autunno e
inverno lo si vede spesso in stormi più o meno grandi, formati
per lo più da individui dello stesso sesso. Si nutre sul terreno e
canta stando posato piuttosto allo scoperto, emettendo un canto
melodioso, breve e un po’ stridulo, con molte variazioni a
seconda delle aree geografiche. Durante la stagione riproduttiva
lo si incontra in coppie e nidifica nelle biforcazioni dei rami con
un caratteristico nido a coppa, composto da piccoli ciuffi d’erba
e muschio. LOCALE: lo si incontra in tutto il periodo dell’anno.
ss. Fabiano e Sebastiano
s. Agnese
s. Vincenzo
s. Emerenziana
s. Francesco di Sales
conversione s. Paolo
ALLODOLA
ss. Timoteo e Tito
Ordine
Passeriformi
s. Angela Merici
Nome scientifico
(Alauda Arvensis)
Ha una leggera cresta corta e arrotondata ed una coda piuttosto lunga, di colore scuro con del
bianco molto evidente sulle penne timoniere esterne. Il corpo è prevalentemente marrone, a chiazze
o striature nere, con il petto di bianco fulvo con larghe striature. La testa è di color sabbia a macchie
marroni. Al di fuori del periodo della riproduzione, la si incontra in piccoli gruppi. Sovente rimane
a lungo nello stesso punto del cielo, spesso così in alto che non è possibile vederla ad occhio nudo. Si
nutre di semi di erbacce, piante tenere, piccoli insetti. La femmina in aprile costruisce il nido sul
terreno con erbe e crini. LOCALE: è una specie stazionaria e nidificante. Durante il periodo
invernale, da ottobre a novembre, aumenta notevolmente la presenza nel nostro territorio.
s. Tommaso d’Aquino
s. Costanzo
s. Martina
s. Giovanni Bosco
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Le nostre erbe quotidiane
Prof. Antonio Todaro
(Padova, maggio 2005)
Sul finire del XVI secolo, il medico e naturalista Costanzo
Felici indirizzò ad Ulisse Aldrovandi una lettera "Sopra
l'insalata e piante che vengono per il cibo del'homo in
qualunque modo in varie vivande". La lettera si presenta
come un vero e proprio testo gastronomico e botanico che ci
consente di ricavare una notevole quantità di informazioni
sulla cultura alimentare del tempo e sui rapporti che il mondo
colto di allora intesseva con il mondo delle piante.
Scorrendola si nota come l'autore si soffermi sulle piante
allora ritenute utili per l'uomo; sugli effetti fisiologici del loro
uso; "in quanta varietà si condiscono"; " a che tempo si
devono magnare ... che l'herbe o le piante ... sono infinite e li
paesi molti e gl'huomini inumerabili e gli gusti diversi e le
proprietà individual molte" tanto che "in un luoco piace una
cosa che in un altro d'un'altra diversa si consuma per cibo, e
parimenti si vede che in un luoco una pianta è reputata per
veneno, altrove poi è presa per cibo,..poi si vede che ad uno
piace un'herba, l'altro la proibisce e danna..".
La sensazione che si ricava è quella di una "scienza"
gastronomica e botanica prevalentemente empirica, legata
agli usi e alle consuetudini. Molte delle piante citate vivevano
negli orti e ora, se sono sopravvissute, vivono, dimenticate,
nei boschi e negli incolti tramandando un senso di lunga
continuità con la storia, insieme alla capacità di attendere. Ciò
BORSA DEL PASTORE
(Capsella bursa pastoris)
consente di ritenere che la cultura dell'alimentazione sia nata
più che dalla frequentazione di testi, dalla frequentazione del
territorio e degli uomini che abitavano i luoghi usando le
risorse naturali dell'incolto e individuando e scegliendo quei
prodotti che meglio degli altri riuscivano a soddisfare le
esigenze di cibo. Nel tempo molte di quelle risorse vennero
abbandonate e dimenticate, altre divennero simbolo di una
mensa che rivelava uno stato sociale. Fu così che l'orzo, il
miglio, il panico, il grano saraceno divennero simbolo di una
povera polenta; la segala e la spelta di pane nero; la cipolla,
l'aglio, le rape e i porri di ortaggi rusticani. Al ceto nobiliare e
borghese spettavano cibi più raffinati, carni e pesci migliori,
frutti degli alberi e spezie che provenivano da paesi sempre
più lontani. Appare così una società che lentamente si divise
definendo una "geografia sociale" che emerge sempre più
evidente dai ricettari, dalla letteratura popolare, dalle
documentazioni di archivio. Un esempio lo offre Piero De
Crescenzi che, fra il Trecento e il Quattrocento, annota che il
frumento è il cereale migliore per preparare il pane, tuttavia,
ai contadini, che lavorano molto e necessitano di molte
energie conviene insegnare a nutrirsi di pane confezionato
con cereali meno fini quali il sorgo, che va bene anche ai
porci, ai buoi, ai cavalli, di zuppe pesanti, di cibi non raffinati
poiché il loro stomaco grossolano non riuscirebbe ad
assimilarli. Verrebbe da chiedersi in questa gerarchia di cibi,
ad esempio se l'aglio è considerato cibo vile perché mangiato
soprattutto dai contadini, o viene mangiato dai contadini
perché è considerato vile? Certamente il contadino non si
poneva questo problema, egli era talmente impegnato nella
PAPAVERO (Papaver rhoeas), detto “peverel”. Il nome del genere,
Papaver, proviene dal celtico “papa = pappa”poiché un tempo vi era
l’usanza di mescolare il lattice della pianta alla pappa dei bambini per
farli dormire più a lungo. La giovane pianta si utilizza cruda in
insalata, da sola o con altre erbe. Ancor più diffuso è l’uso della rosetta
basale bollita e saltata in padella per la preparazione di contorni,
ripieni per torte salate o ravioli, minestre. Anche i semi del fiore
vengono utilizzati, specialmente per aromatizzare il pane e i dolci.
Informazioni e curiosità
ad ausilio del lettore
Gli sfondi del presente calendario comunale rappresentano una
selezione di fioriture locali.
GENNAIO: FIORI DI CALICANTO (Chimonanthus precox)
Il nome viene dal greco e significa "fiore d'inverno" e fa
riferimento alla fioritura invernale di questi arbusti alti da 1,5 a
5 m, dalle foglie perenni o caduche. Nel tempo, si è abbastanza
diffuso sul nostro territorio.
FEBBRAIO: CROCUS
MARZO: RANUNCOLO (Ranunculus bulbosus)
Molto diffuso sul territorio, è uno dei simboli della nostra
primavera. Da noi è conosciuto anche come “Scarpetta della
Madonna”. In passato, veniva utilizzato esternamente in
medicina popolare per curare malattie reumatiche e
nevralgiche.
APRILE: MUGHETTO (Convallaria majalis)
MAGGIO: MAGGIOCIONDOLO (Laburnum anagyroides)
E’ solo apparentemente simile alla Robinia. Non va
assolutamente confuso con essa, in quanto tutta la pianta è
velenosa. Un tempo era molto diffusa a livello spontaneo.
Oggi, nella forma dell’estratto, viene impiegato
nell’omeopatia per la cura degli stati nervosi depressivi, delle
malattie gastrointestinali e della meningite. Durante la I°
Guerra Mondiale le foglie venivano usate in sostituzione del
tabacco.
GIUGNO: MALVA (malva sylvestris)
E’ un’erba storica del nostro territorio, dai numerosi impieghi.
Un tempo, le foglie fresche venivano mangiate crude o lessate,
in mescolanza con altre erbe di campo, nelle zuppe e nelle
minestre; i boccioli dei fiori erano conservati sotto aceto.
Inoltre, le foglie fresche contuse venivano applicate sulle
ferite, sulle contusioni, sulle punture degli insetti per facilitare
il riassorbimento; la radice fresca e cruda veniva masticata:
puliva i denti, preveniva la carie, disinfiammava le gengive e
toglieva il tartaro. Il decotto di foglie, misto con crusca e farina
di mais, era usato come lassativo per gli animali da cortile; le
foglie bollite e impastate con cenere di fico e grasso di maiale
curavano le ferite, provocate dal giogo, sul collo dei buoi.
Ricette di una volta:
Sciroppo di malva: Ingredienti: 300 g fiori, 600 g zucchero,
300 g acqua.
ricerca di cibo con cui riempire lo stomaco che le sue scelte si
legarono forse ai prodotti più diffusi ("tutto ciò che abbonda
è vile", annotava Isidoro di Siviglia) e a quelli con rese più
elevate.
Per questo, il confine tra il racconto dei documenti d'archivio,
le tradizioni, le favole e le mistificazioni diviene sempre più
labile e incerto.
Qualcuna delle piante usate (es. prezzemolo da radice) non è
più presente nei nostri orti. Nella loro scomparsa vi è un po'
quel segno del consumarsi della vita che chiamiamo passato e
nella effimera fugacità c'è distacco e amarezza insieme perché
ora "davanti agli occhi non avremo/ che la calma distesa del
passato/ da ripassare senza fretta/ fermando ogni tanto
l'immagine, /tornando indietro ogni tanto/ per capire meglio
ogni cosa che poteva succedere" (Roboni, 2002). Ciò accade
anche a chi va alla ricerca di piante che i documenti
assicuravano di poter incontrare e frequentare. Si sapeva che
vi erano, che vivevano nella nostra stessa aria, che si potevano
ritrovare quando lo avessimo desiderato. Ci si riprometteva di
andarle a vedere, di fotografarle, di confessarsi dubbi,
speranze, sete di verità e ci si accorge che non ci sono più.
E quando si estingue qualche specie si sente sempre un po' di
disagio, di impotenza, di vergogna per non avere potuto
frequentarla di più, per non aver avuto quella generosità che,
nello specifico, forse avrebbe potuto consentirle la
sopravvivenza e la salvaguardia di una biodiversità sempre
più in affanno. Erano presenze che davano tono ad una flora
alimurgica che tuttora sta nelle cronache delle piccole cose,
nei brevi moti del dire e nel fascino della ricerca.
PIANTAGGINE (Plantago lanceolata) anche detta “orecchie di lepre”.
Diffusissima nei nostri prati, è un efficace rimedio contro il prurito, anche
dovuto a punture di insetti. Basta sfregare con forza una foglia della pianta sul
punto esatto del prurito per far passare immediatamente l’irritazione.
Mettete in infusione i fiori freschi nell'acqua bollente tenendo
la pentola ben coperta. Lasciate raffreddare l'infuso e filtrate
avendo cura di spremere bene. Unite lo zucchero e mettete sul
fuoco portando lentamente ad ebollizione. Togliete dal fuoco e
imbottigliate, chiudendo le bottiglie quando lo sciroppo si sarà
raffreddato. Un cucchiaio da minestra calma la tosse, ma anche
il sistema nervoso. (Gorgo, giugno 1959, ricettario manoscritto
anonimo)
Rimedio per le gengive enfiate: Pigliate Radici di malva,
fatele seccare, e quando sarà secca, ponetela nel'acqua per lo
spatio di un giorno, doppo questo la metterete dentro della
carta bagnata, e la farete cuocere sotto le ceneri calde: quando
sarà cotta, di nuovo fatelo seccare, poi fregatene li denti.
(Madame Fochetti, in "Secreti overo Rimedij", 1731)
LUGLIO: CICORIA SELVATICA (Cichorium intybus)
Storicamente, le foglie basali più tenere, raccolte in primavera,
venivano mangiate cotte, da sole o miste ad altre erbe selvatiche;
tali mescolanze si cuocevano assieme per mangiarle come
zuppe, come contorno o "ripassate" in padella con olio di oliva
ed aglio. I germogli venivano sbollentati e conservati sottaceto;
le radici, tostate e macinate, erano usate come succedanee del
caffè (cafè mato). Le foglie contuse venivano applicate, come
cicatrizzanti, sulle ulcere cutanee e sui foruncoli; il decotto
veniva assunto oralmente dopo i pasti per facilitare la digestione
e come depurativo durante i cambi di stagione. Inoltre, in ambito
veterinario, le foglie, aggiunte a molliche di pane o a farina,
venivano utilizzate per alimentare i pulcini appena nati.
Ricette di una volta:
Vino alla cicoria: Macerare in un litro di vino bianco una
manciata di radici per una diecina di giorni, agitare spesso,
filtrare e bere un bicchierino prima dei pasti. Svolge un'azione
amaro-tonica.
Minestra di cicoria: Fa bollire per mezz'ora circa le lattuche
ben polite e tagliate, poi cavale e premile bene, triturale
grossan(en)te e poi mettile a cuocere in buon brodo di carne,
con un poco di graso d'arrosto o lardo ben triturato, con
mettervi il sale necessario. Ma lasciale bollir poco, perche gia
sono cotte. Poi, prima di levarle dal fuoco, gettavi dentro ova
sbattuti con formaggio, rivoltale un poco, e lasciale ancor dar
qualche bollo, acciò tutto s'incorpori bene assieme, e poi
minestra. [Lorena Carrara (a cura di), Anonimo del Settecento,
in "Raccolta di diversi potacchi, zuppe, intingoli, paste. La
cucina dei benedettini a Parma", 2007]
AGOSTO: FIORI DI AJUGA (Ajuga reptans)
In primavera, intere aree dei nostri prati si ricoprono di questa
FARINACCIO (Chenopodium album) detto “farineo” Il
nome deriva dal greco “chen = oca” e “podion = piede”
probabilmente per la forma caratteristica della foglia che
ricorderebbe il piede d’oca. In primavera, si raccolgono le
piante intere che poi saranno mangiate cotte o in insalata.
Se cotte, possono essere congelate e conservate in
congelatore, proprio come gli spinaci, di cui il sapore è
simile.
caratteristica piantina dalle infiorescenze simili a spighe. I
fiorellini presentano due varianti: viola e rosa.
SETTEMBRE: ASTRI “SETTEMBRINI”
OTTOBRE: FIORI DI COTOGNO
NOVEMBRE: ALKEKENGI (Phisalys alkekengi)
Il nome potrebbe derivare dal greco “physallis” (bolla) riferito
al calice molto gonfio. Da noi è più conosciuto come “Checarel
rosso” o “Balonsin rosso”. Commestibile è la bacca, che deve
essere però molto matura, la quale viene impiegata soprattutto
in pasticceria. Già Dioscoride, medico ai tempi di Nerone (I
d.C.), Mattioli e molti studiosi dell’antichità consigliavano i
frutti di alchechengi quale rimedio nei casi di ritenzione
urica. Si deve alla fisalina, infatti, la proprietà diuretica di
questa pianta. Viene qui riportata una strofa in rima da un
erbario rustico del ’600, l’Erbolato di Tubiolo: “L’Archachengi
gh’è po,/ que i ghe dise
scioppitti,/ que smissià ben co l’ogio e po ben fritti /i varisse
agno tuso/ co i g’ha schioppi sul muso;/ e s’à ve fe del vin, ‘l è
un remielio devin/cierto a lo mal de pria,/ ch’el ve fa pissar de
longo via”
(C’è poi l’alkekengio, che viene chiamato sc-ioppitti, che
mescolato con l’olio e poi fritto, guarisce i foruncoli dei
ragazzi; e se fate del vino, è un rimedio divino e certo per il mal
della pietra [calcolosi renale] che ve lo fa espellere.
DICEMBRE: BACCHE ROSSE (Nandina domestica)
GENNAIO 2016: FOGLIE D’ACERO (Liquidambar)
Il nostro territorio si caratterizza per la specie locale dell’acero
campestre, chiamato nel nostro dialetto “Obol”, dalle foglie
più arrotondate rispetto all’acero da giardino. Un tempo era
molto impiegato nelle siepi, anche in forma spontanea.
Ulteriori contenuti, impiegati nel presente calendario
comunale, sono stati selezionati consultando la seguente
bibliografia: Emilia Valli, La cucina del Veneto in oltre 600
ricette, Newton Compton Editori; Linda Zucchi, Le cucine
regionali - Nord (Mangiare italiano), Nuovi Edizioni della
Casa; Dino Coltro, La cucina tradizionale veneta, Newton
Compton Editori; Maria Clara Zuin, Piante alimurgiche del
Veneto. Riconoscerle, coltivarle e gustarle, Realizzazione
editoriale Veneto Agricoltura; Francesco Da Broi, Il prato è
servito, Edizioni Francesco Da Broi; Giampiero Rorato,
Cucina trevigiana. I prodotti e le ricette della Marca, Edizioni
Terra Ferma; Massimo Pandolfi, Riccardo Santolini, La natura
nel progetto educativo, Edizione Muzzio Scuola.
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