Fascicolo 8 LE COSTE E L’UOMO PROGETTO DIDATTICO: Stefano Angelini*, Maurizio Ferraris, Alessandra Gentile** SPERIMENTAZIONE DIDATTICA: Stefano Angelini, Luca Budicin*, Maurizio Ferraris, Alessandra Gentile, Roberta Parodi* TESTI: Stefano Angelini, Maurizio Ferraris, Alessandra Gentile, Roberta Parodi, Barbara Santarelli** REVISIONE TESTI: Roberta Parodi, Barbara Santarelli REDAZIONE, PROGETTO GRAFICO ED IMPAGINAZIONE: Barbara Santarelli COORDINAMENTO EDITORIALE: Luca Budicin DISEGNI: Fabrizio Boccardo *ACQUARIO DI GENOVA Area Porto Antico - Ponte Spinola Tel 010/23451 Fax 010/256160 e-mail: [email protected] 16128 GENOVA www.acquariodigenova.it **STUDIO WALDEN DI GENOVA Distacco di Piazza Marsala, 2/2 16122 GENOVA Tel 010/815469 Fax 010/812715 e-mail: [email protected] www.walden.it Ringraziamo per la collaborazione: Dorothea Costa, Matilde Massajoli, Lorenzo Montaldo, Maria Luisa Tavano, che con grande professionalità hanno reso possibile il collaudo delle molteplici attività del Progetto Mare. Giorgio Matricardi dell’Università di Genova, per la consulenza e i materiali forniti. I docenti che hanno partecipato alla sperimentazione, il cui contributo ed i cui suggerimenti sono stati determinanti e di elevata qualità per lo sviluppo del Progetto Mare: Bice Aragone, Celeste Barone, Marilena Bellati, Alessandra Beni, Maria Bertorello, Maria Grazia Calabrese, Pasqualina Campo, Rosella Capitini, Domenica Cavanna, Claudia Cuoco, Fiorenza De Marmeils, Maria Ista Devoli, Elisabeth Filipetti, Maria Antonietta Fiori, Anna Forese, Silvana Garibaldi, Anna Garulli, Maria Gianelli, Roberta Iacchetti, Marina Lagomarsino, Anna Lanza, Gabriella Lomartire, Irene Lupino, Lucio Mariconda, Gianna Mazzaron, Anna Oliva, Giancarla Oneto, Alessandro Perugi, Delia Pezzati, Tonino Piana, Rosanna Pisoni, Renata Puleo, Alessandra Repetto, Concetta Runci, Maria Angela Schenone, Laura Tabò, Fabrizio Tacchino, Maria Silvia Tafi, Loredana Trusendi, Maria Teresa Turbini, Liliana Valente, Clizia Venturelli, Daniela Verdigi, Sandra Zerbino. Tutti gli allievi che hanno collaudato le attività didattiche. La loro spontaneità e l’entusiasmo tipico dell’età hanno consentito di arricchire i materiali del Progetto Mare, grazie anche alla preziosa serie di elaborati prodotti. Fascicolo 8 LE COSTE E L’UOMO LA COLLANA DI FASCICOLI DEL PROGETTO MARE 4 Fascicolo 1 Fascicolo 2 Fascicolo 3 IL MARE E I CINQUE SENSI I MATERIALI DEL LITORALE GLI ORGANISMI DEL MARE - 1 Fascicolo 4 Fascicolo 5 Fascicolo 6 GLI ORGANISMI DEL MARE - 2 GLI ECOSISTEMI MARINI - 1 GLI ECOSISTEMI MARINI - 2 Fascicolo 7 Fascicolo 8 Fascicolo 9 I MOVIMENTI DEL MARE LE COSTE E L’UOMO LA RISORSA MARE - 1 Fascicolo 10 Fascicolo 11 Fascicolo 12 LA RISORSA MARE - 2 L’INQUINAMENTO DEL MARE LE POZZE DI SCOGLIERA PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden I FASCICOLI DEL PROGETTO MARE Istruzioni per l’uso In questa pagina illustriamo brevemente come sono strutturati i Fascicoli del Progetto Mare. Sono presenti alcune rubriche fisse che analizzano i vari aspetti degli argomenti trattati: “Chi ben comincia” (premessa comune ad ogni Fascicolo), “Il percorso, i metodi, i problemi” (i nuclei problematici relativi al Fascicolo, talvolta con parti comuni a più Fascicoli), “La parola agli allievi” (le frasi dei ragazzi, da noi raccolte al fine di individuare i possibili ostacoli per l’apprendimento di nuovi concetti), “Il Progetto Mare all’Acquario di Genova” (i percorsi strutturati realizzabili presso l’Acquario di Genova). Al di fuori dei Fascicoli sono inoltre riportati “Il glossario” e “La mappa di sintesi” (i collegamenti fra i vari Fascicoli). L’intera collana è anche dotata dell’appendice “Qualcosa in più”, in cui è possibile cogliere ulteriori “sfumature” del Progetto Mare attraverso immagini e testi integrativi. Le unità di lavoro vere e proprie trattate nei Fascicoli si compongono di moduli, a cui sono abbinati schede didattiche e inserti. Ciascuna di queste sezioni viene contrassegnata da un’icona (posta in alto a sinistra nella pagina), come rappresentato qui di seguito. MODULO ✎ SCHEDA DIDATTICA INSERTO I moduli, ad uso dei docenti, sintetizzano le attività a cui sono riferite le schede di lavoro. In essi vengono illustrati le finalità, gli obiettivi, i contenuti e le strategie, che più specificamente costituiscono la parte didattica del percorso. Così come si conviene fare in didattica, inoltre, nei moduli vengono evidenziati gli aspetti problematici per ogni tema trattato: per esempio si fa riferimento a quanto già svolto in precedenza o alla realtà quotidiana dell’allievo (Hessen parlava di “centri di interesse”; Pedemonte parla di “problema del problema”). Il modulo finale di ogni Fascicolo è dedicato alla verifica; in questo caso vengono presentate attività diverse, sviluppate però su elementi metodologici comuni. Le schede didattiche sono fotocopiabili e utilizzabili dagli allievi, come indicato dalla legenda che segue (la lettera è riportata nella porzione di pagina in alto a destra): P - schede di accertamento dei prerequisiti R - schede di raccolta dati E - schede di elaborazione dati V - schede di verifica In alcuni casi le schede possono avere doppia valenza: per esempio una scheda contrassegnata dalle sigle R/E comprende attività di raccolta e di immediata elaborazione dei dati. L’esperienza da noi maturata ci ha portato a segnalare, talvolta, anche l’uso distorto che si potrebbe fare di alcune schede. Proprio per la peculiarità del lavoro, che prevede l’articolazione delle attività sia sul campo, sia all’interno di strutture come gli Acquari, dotate di vasche in cui sono ricostruiti ambienti altrimenti inesplorabili, vengono fornite ulteriori indicazioni su dove, come e quando svolgere i cosiddetti “laboratori di ecologia sul terreno”. Ricordiamo, infine, che negli inserti vengono presentati alcuni aspetti tecnico-scientifici legati al modulo di riferimento. Nell’inserto non si vuole, comunque, esaurire l’argomento trattato, ma si vuole dar modo al docente di raccogliere le informazioni necessarie a sviluppare meglio le attività. Nel caso in cui si desiderasse un ulteriore approfondimento, ci si potrà avvalere di testi specifici e riferimenti riportati nella “Bibliografia”. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 5 CHI BEN COMINCIA... Abbiamo scelto di strutturare i Fascicoli del Progetto Mare per temi, evitando volutamente un’organizzazione curricolare, che comportasse l’utilizzo di ogni singolo Fascicolo esclusivamente durante uno specifico anno scolastico. I progetti di Educazione ambientale prevedono un’articolazione assai complessa dei temi e delle attività, che si intersecano e si completano vicendevolmente durante l’intero ciclo scolastico. È per questo motivo che l’organizzazione del materiale per temi può aiutare il docente a programmare lo sviluppo dell’intero progetto nel suo complesso, dandogli l’opportunità di scegliere di anno in anno le attività che meglio si adattano alle capacità di apprendimento dei suoi allievi. Ogni singolo tema può, dunque, essere approfondito a livelli diversi e in anni diversi, consentendo ad ogni passo successivo l’acquisizione da parte degli studenti di nuovi elementi, oltre che l’elaborazione di dati e di riflessioni sempre più complessi ed articolati. Pertanto, aumentando la complessità dell’informazione in modo parallelo ai diversi temi affrontati, diventano più “naturali” e di immediata comprensione i collegamenti tra essi. Di fondamentale importanza per il raggiungimento di questo obiettivo risulta la metodologia utilizzata: la costruzione da parte dell’allievo del proprio sapere per sperimentazione diretta ed elaborazione dei dati in prima persona (spesso si impara più ragionando che studiando!) costituisce la filosofia di base dell’intero progetto. Questi principi, d’altra parte, sono i cardini fondamentali per lo sviluppo di un comportamento consapevole e responsabile nei confronti dell’ambiente e rappresentano la finalità essenziale dell’Educazione ambientale. Avendo chiaro sin dall’inizio il piano complessivo del Progetto Mare, il docente può così programmare tutte le attività per l’intero ciclo della Scuola dell’obbligo, ferma restando la necessità di adattare e rimodellare costantemente tale programmazione, secondo la risposta della classe e dei singoli allievi durante il percorso di apprendimento. Per comprendere un ambiente occorre sviluppare la capacità di “leggere“ sistemi complessi, dapprima distinguendo i singoli elementi dell’ecosistema (gli esseri viventi, i fattori ambientali...) e poi individuando i loro reciproci rapporti (modalità di procurare l'energia, di costruire la materia, relazioni fra organismi...). 6 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden Foto A. Gentile L'idea è quella di centrare l'attività educativa non sulla trasmissione dell'informazione, ma sul superamento degli ostacoli. (R. Gagliardi) Ci sono concetti difficilmente comprensibili per gli allievi della Scuola dell’obbligo. Per esempio, l'appartenenza ad un Regno o ad un altro viene stabilita sulla base della complessità cellulare e del metabolismo (il modo con cui gli esseri viventi si procurano l'energia necessaria alla vita). Per fare ciò, è necessario introdurre i concetti di cellula e di reazioni chimiche, ed entrambi sono formalizzazioni lontane dal “vissuto” quotidiano dei ragazzi. Non sarà, dunque, questa la strada da intraprendere per studiare gli ecosistemi marini. È però vero che i bambini non sono una “tabula rasa”: sul mare e i suoi abitanti hanno già qualche nozione (che chiameremo preconoscenza), spesso trasmessa in forma spettacolare o sensazionale, e su come funziona un ambiente marino si sono già fatti qualche idea (che chiameremo rappresentazione mentale). Prima di cominciare a produrre unità didattiche, dove il lavoro sul campo si rivela un'ottima strategia di apprendimento, converrà quindi preparare (in aula) i bambini a capire e a superare gli ostacoli di quegli aspetti della biologia e dell’ecologia a cui abbiamo fatto riferimento. E, come si può dedurre dalla citazione di R. Gagliardi sopra riportata, anche questo è un elemento dominante del Progetto Mare. Infine, la sfida educativa (indubbiamente non facile) è quella di monitorare il cambiamento non solo delle conoscenze, ma anche di tutti quei valori, comportamenti ed atteggiamenti che concorrono a formare i nostri ragazzi di oggi, o meglio, gli adulti di domani. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 7 FASCICOLO 8: IL PERCORSO, I METODI, I PROBLEMI Già con i Fascicoli 2 e 3 abbiamo avuto modo di approfondire concetti non strettamente legati alla biologia marina, bensì riguardanti aspetti sui materiali e i sedimenti, sui movimenti del mare e gli effetti che ne derivano, ecc. Dal presente Fascicolo iniziamo ad approfondire le relazioni fra uomo e ambiente, cominciando dallo studio del passato e del presente per cogliere, spesso attraverso ipotesi ragionate, il futuro. Praticamente, il Fascicolo costituisce un anello di congiunzione efficace per potere affrontare ulteriori argomenti sulla gestione degli ambienti marini, quali la risorsa mare e l’inquinamento. Abbiamo articolato il nostro percorso secondo una sequenza che prevede un ordine crescente delle difficoltà: nei primi moduli individuiamo i prerequisiti utili ai fini della restituzione grafica e cartografica del lavoro (il principale strumento da noi utilizzato in questo Fascicolo per la lettura dell’ambiente); nei moduli centrali e finali partiamo dall’osservazione del paesaggio attuale, individuando l’intervento dell’uomo sulla costa, per arrivare a formulare ipotesi su quello che accadrà in futuro. Il Fascicolo costituisce un ottimo esempio di come ogni singolo tema può essere approfondito a livelli diversi e in anni diversi, consentendo ad ogni passo successivo l’acquisizione da parte degli studenti di nuovi elementi, oltre che l’elaborazione di dati e di riflessioni sempre più complessi ed articolati. Pertanto, aumentando la complessità dell’informazione in modo parallelo ai diversi moduli 8 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden affrontati, il percorso si snoda attraverso un lavoro di analisi e di lettura ed interpretazione del territorio che non può prescindere dalle diverse discipline: la storia, la geografia, l’economia, ecc. Con questo lavoro integrato offriamo, dunque, una serie di spunti sfruttabili a partire dagli allievi più piccoli per arrivare a quelli più grandi: come al solito, sarà cura del docente scegliere i temi e le attività più consone alla propria progettazione didattica. Per il presente Fascicolo ci pare appropriata la metafora dell’automobilina citata da Raul Gagliardi, intesa come insieme di concoscenze da sistemare ai fini del “funzionamento” di un processo di apprendimento molto complesso: il lavoro sulla cartografia, implicando fasi di astrazione, di deduzione e di sintesi, diventa alquanto delicato, anche per le ricorrenti difficoltà (dovute spesso alla scarsa abitudine) che si incontrano nella lettura del territorio attraverso le carte e viceversa, sia da parte degli allievi, che da parte degli adulti. Uno dei problemi incontrati è quello del recupero dei dati storici. La giovane età degli allievi non consente di disporre di esperienze dirette relativamente al territorio che li circonda. In questi casi, oltre alla ricerca bibliografica, sono di valido aiuto i materiali iconografici e le interviste a persone anziane. Attraverso la testimonianza di queste ultime è possibile, in maniera molto diretta e coinvolgente, ricostruire la storia (la geografia, l’economia, ecc.) del tratto di costa osservato, risalendo a tempi relativamente remoti (per un ragazzo, in fondo, anche parlare di cinquanta anni fa significa andare piuttosto indietro nel tempo). Foto S. Angelini Un ulteriore nucleo problematico riguarda la cartografia che, per i soliti motivi di limite logistico nello svolgere attività di immersione in mare da parte delle scolaresche, ha previsto l’impiego di carte topografiche terrestri piuttosto che di quelle nautiche. Questo comporta certamente un limite che può però essere superato abbbastanza agevolmente, lavorando in senso comparativo, anche perché siamo fermamente convinti che è la metodologia quella che conta. E la visione sistemica ormai acquisita ci può sicuramente aiutare... PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 9 LA PAROLA AGLI ALLIEVI Le frasi sotto riportate sono un esempio di come è stata impostata un’attività sulla costa, oggetto di lavoro di tutto il Fascicolo. Si noti come spontaneamente il recupero dei dati storici avviene da parte dei ragazzi facendo riferimento alle persone anziane. Un po’ di orientamento… Docente - “Da che parte sono il Levante e il Ponente? Alunni - … Quello è Portofino: non si vede benissimo perché c’è foschia. D. - “Ma se fosse più limpido si potrebbe vedere oltre Portofino?” A. - “SI!” Il docente rifà la domanda. A. - “NO!” A. - “Perché c’è il monte che ci impedisce di vedere oltre.” Morfologia costiera Stiamo osservando una costa rocciosa alta A. - “Quindi noi vediamo solo un pezzo di linea di costa, che però non si interrompe sul serio, ma continua oltre anche se noi non la vediamo.” Un tuffo nel passato… D. - “Adesso cercate di immaginare questo tratto di costa 30 anni fa. Come pensate che fosse?” A. -“C’erano molte meno case!!!” A. -“C’era più costa, perché il mare l’aveva erosa meno.” A. -“La linea di costa si vedeva un po' di più e la muraglia era più giovane, e c’erano meno case sul monte di Portofino.” A. -“Forse non c’era la passeggiata...” D. - “Immaginate ora di tornare a 100 anni fa!” A. -“Era molto molto diversa. Forse non c’era neanche la passeggiata.” A. -“Mio nonno ha più di 70 anni. Ha fatto le foto. C’erano le case (molte meno), poi subito la spiaggia e le barche.” Alunni Scuola Marconi, Classe II B, A.s. 97/98 10 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden MODULO 1 LA CARTOGRAFIA COME PREREQUISITO Come già accennato nella parte introduttiva, il lavoro viene ora indirizzato verso temi sempre più imprescindibili dall’intervento dell’uomo sul territorio. In questo modulo, in particolare, viene trattato l’approccio alla cartografia, quale strumento utilizzabile per la lettura di un ambiente. Vista la complessità e la novità dell’argomento trattato, ci sembra doverosa una premessa. Nei testi di psicologia dell’età evolutiva si dà una grande importanza al disegno ed alla rappresentazione grafica. In tali studi si evidenzia per esempio come il senso della tridimensionalità venga conquistato per gradi, e ad un’età piuttosto avanzata. Nel disegnare una casa, ai suoi primi tentativi il bambino raffigura esclusivamente la facciata. In seguito, prova a disegna- re anche un fianco dell’edificio, ma lo fa ponendolo sullo stesso piano, senza prospettiva; in realtà, nel disegnare, ha immaginato di essere lui stesso a spostarsi, ottenendo l’immagine di un’altra facciata e giustapponendola alla prima. Solo in seguito inizierà a rappresentare le altre facciate dell’edificio considerando le vie di fuga, secondo prospettive sempre più corrette. L’attività proposta dalla scheda 1 si inserisce fra quelle che condurranno negli anni seguenti alla rappresentazione cartografica, la quale, per convenzione, raffigura superfici ponendo il soggetto in modo che guardi dall’alto. Eppure un tale “punto di vista” non appartiene alla consuetudine del bambino, che viceversa possiede nella sua esperienza la visione frontale, se non anche, data la sua statura, quella da un po’ più in basso (si pensi alla rappresentazione dell’albero fatto con un grande tronco e con una chioma ridotta: il tronco è vicino agli occhi del bambino, e quindi si fa grande, la chioma è distante, e quindi viene disegnata piccola). Un punto di osservazione che, al contrario, è assente nel bambino (ma anche nell’adulto) è - come si è detto quello dall’alto, richiamato dal titolo della scheda “Se fossi un gabbiano...”. E se fossi un gabbiano, come vedrei una casa, un albero, un’imbarcazione? Nel proporre questa scheda, ci siamo resi conto di una difficoltà: le Un esempio di carta topografica. La cartografia, soprattutto in fase di approccio, necessita di indagini preliminari accurate da parte del docente per verificare lo stato di partenza degli allievi. La comprensione di una carta implica, infatti, un notevole grado di astrazione, che è fondamentale possedere fin dall’inizio del lavoro. Data la complessità dell’argomento, seppur dedicando in tal senso agli allievi più piccoli attività di preparazione, l’uso delle carte si è rivelato un ottimo strumento di lavoro per le analisi territoriali messe a punto dagli allievi più grandi. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 11 immagini riprodotte non saranno complete e soddisfacenti, perché dell’albero con molta probabilità si riuscirà a raffigurare solo la chioma; disegnando solo il tetto di una casa non si potrà sapere di quanti piani è fatta; la stessa imbarcazione avrà qualche particolare in meno. Gli allievi potranno così iniziare a riflettere sul fatto che ogni rappresentazione piana perde comunque qualche informazione, a differenza di quella tridimensionale, come potrebbe essere un plastico o un modellino di cartapesta o di creta. La scelta dei tre soggetti sopracitati, peraltro, si è basata sulla frequenza con cui essi ricorrono nei disegni degli allievi delle Scuole elementari. È consigliabile prepararsi alla compilazione di questa scheda riproducendo oggetti di scuola, posati sul banco e raffigurati mentre vengono guardati dall’alto. Il caso della riproduzione cartografica rappresenta molto bene i limiti a cui abbiamo accennato. Deve anche essere compreso che la carta è una rappresentazione ridotta della superficie terrestre: una carta che rappresentasse la superficie terrestre in dimensioni reali non sarebbe infatti di alcuna utilità. Per tale motivo, la scienza cartografica ha introdotto il concetto di scala di riduzione. Un problema del genere si è presentato anche durante la nostra sperimentazione, quando è stato affidato ai ragazzi il compito di disegnare in dimensione reale un animale a scelta, per riportarlo in seguito su un pannello di polistirolo e inserirlo in un grande diorama dell’ambiente acquatico. A Daniele era toccata la murena. Ma come fare, se il suo foglio era ben più piccolo delle dimensioni di una vera murena? L’allievo ci pensò, e decise di disegnare solo la testa, che spuntava fra due rocce. Nella scheda 2, come in quella successiva, si affronta il problema della riduzione in scala, costringendo però a una soluzione diversa da quella, peraltro originale, trovata da Daniele. La scheda infatti richiede di disegnare, nei ristretti limiti di un foglio A4, alcuni oggetti naturali di dimensioni maggiori del foglio stesso nella loro interezza. L’attività può essere svolta sia lungo un itinerario, che al ritorno in aula. Gli oggetti naturali possono essere scelti sulla base dell’elenco riportato nella scheda, o individuati fra quelli 12 osservati durante l’uscita. In tale circostanza, l’invito fatto agli allievi sarà semplicemente: “Cercate qualche cosa di più grosso della vostra scheda”. L’attività è adatta anche agli allievi più piccoli. Eseguito il disegno sarebbe interessante chiedere ai bambini di quanto (all’incirca) i loro oggetti sono stati rimpiccioliti, soprattutto se nel loro programma di matematica hanno già incontrato le moltiplicazioni, oppure viceversa, utilizzare i loro disegni per introdurre tali operazioni aritmetiche. Abbiamo già accennato a come la riduzione di una carta geografica è espressa dal concetto di scala. La scala viene in genere data da una frazione, che ha al numeratore la distanza sulla carta e al denominatore la distanza nella realtà: più la scala numerica è piccola, cioè più grande è il denominatore della frazione, più grande sarà la parte di superficie terrestre rappresentata sulla carta. Se una carta ha, per esempio, una scala di 1:5.000, vuol dire che un centimetro sulla carta corrisponde a 5.000 cm nella realtà, cioè a 50 m. La scala può essere segnata anche in modo grafico, da una strisciolina a tratti chiari e scuri (di solito lunghi 1 cm), sui quali viene scritta la distanza che un tratto di quella lunghezza rappresenta sulla carta, per esempio 50 m. La lettura di una carta geografica richiede processi di astrazione non sempre facili per un bambino: uno di questi è dato dalla proporzionalità fra le dimensioni degli oggetti rappresentati sulla carta e le loro dimensioni reali. Per aiutare il bambino a comprendere il concetto di scala, potrebbe essere problematico partire direttamente dall’interpretazione di una carta e della sua legenda; piuttosto, lo si può fare arrivando per gradi a capire che esiste la necessità di ridurre le dimensioni degli oggetti per poterli raffigurare (obiettivo della scheda precedente) e che questa necessità passa attraverso un metodo, che è quello di ridurre progressivamente e proporzionalmente le loro dimensioni. La scheda 3 propone quattro riquadri. In sequenza, ogni riquadro è alto e largo esattamente la metà di quello che lo precede, ed esattamente il doppio di quello che lo segue. Nel primo riquadro si chiede agli allievi di disegnare, a dimensioni reali, un oggetto; si può scegliere un oggetto naturale, se si usa la scheda dopo un’uscita sul territorio, oppure un oggetto PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden qualsiasi disponibile in aula. Sarebbe utile che il disegno venisse realizzato in modo che i contorni dell’oggetto si avvicinino il più possibile ai bordi del riquadro, così che l’allievo li possa usare come riferimenti per i disegni successivi. Oggetti naturali che corrispondono all’incirca a tali dimensioni sono, per esempio, un riccio di castagna, una pigna piccola, una foglia di cisto o di salvia, un fiore di rosa selvatica o di narciso, una ragnatela, una raganella, un bruco, una chiocciola, ecc. Si potrebbero anche usare più oggetti insieme (due ghiande, due castagne, cinque formiche), oppure le parti di un soggetto (la testa di un gattino, l’occhio di un pesce). Quindi si chiede all’allievo di raffigurare lo stesso oggetto, nel riquadro inferiore: aspettatevi che vi dica che non ci sta! Rispondete: “Fallo più piccolo”. E lui tenterà di farlo più piccolo. Poi di nuovo. E lui ci tenterà ancora. E poi ancora una volta. E chissà se, all’ultimo disegno, vi chiederà se potrà fare meglio la punta alla matita... Il concetto di gravità, almeno nei suoi effetti, è già presente in maniera intuitiva nel bambino: è il concetto di alto e basso. Meno immediata è l’idea di destra e sinistra. È vero che, rispetto ad una superficie orizzontale come può essere il pavimento dell’aula, l’alto e il basso hanno un preciso piano di riferimento: il valore massimo di basso è già rappresentato dallo stesso pavimento. Ma se viene trasferito ad una superficie di pendenza, come può essere il versante di un monte, lo stesso concetto può incontrare qualche difficoltà: dove si trova il punto più basso della superficie esaminata? Se, per esempio, ci immaginiamo di essere su un tratto di costa in pendenza, e stiamo considerando l’intero versante, possiamo ragionevolmente ipotizzare che il punto più basso si trovi in corrispondenza del mare. Tuttavia sappiamo che per arrivare al torrente di fondovalle, possiamo percorrere più di una strada. Allora proviamo a farci questa domanda: quale è la strada più breve per raggiungere il punto più basso? Non si tratta di una domanda banale, se pensiamo che la risposta contiene in sè il concetto di massima pendenza: e per massima pendenza si intende la direzione che tutti gli oggetti prendono su una superficie inclinata, se non incontrano ostacoli, per raggiungere il punto più basso (la direzione dell’acqua piovana, di PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo tutti i corsi d’acqua, delle frane e delle alluvioni). Inoltre, cartograficamente, la direzione della massima pendenza taglia sempre perpendicolarmente le curve di livello (vedi schede 8 e 9). Infine, sotto il profilo geomorfologico, la direzione della massima pendenza coincide anche con l’esposizione del versante rispetto ai punti cardinali (per sapere l’orientamento di un versante, infatti ci si deve mettere con le spalle rivolte verso l’alto, guardando verso il basso, e immaginando di cadere: in quale direzione?). Come si vede, dunque, dall’osservazione di una semplice esperienza, condotta in gruppi nel modo suggerito dalla scheda 4, si può cominciare ad applicare al territorio due argomenti la cui spiegazione in aula risulta alquanto riduttiva: l’orientamento (l’esposizione) e la geomorfologia dei versanti, entrambi presupposti necessari per la lettura di una carta topografica. Le schede sopra descritte si rifanno ad esperienze cartografiche perlopiù terrestri, per la maggiore facilità di realizzazione con le scolaresche rispetto ad un lavoro condotto in mare. Nell’inserto A trovate alcuni elementi ai fini della comprensione delle carte nautiche, strumenti utilizzati nella navigazione. Per completare il lavoro vi suggeriamo di rivolgervi, laddove possibile, a strutture specifiche, quali l’Istituto Idrografico della Marina, la Capitaneria di Porto, ecc., che per le loro competenze specifiche possono senz’altro contribuire ad approfondire l’argomento. In un racconto di Borges, si narra di alcuni cartografi che, per ordine dell’imperatore della Cina, ebbero il compito di riprodurre sulla carta l’intero territorio dell’impero. Per eseguire puntigliosamente il compito loro affidato, e non dimenticare proprio nulla, quei cartografi così ligi al dovere scelsero infine di riprodurre fedelmente, nelle dimensioni reali, ogni oggetto delle enormi proprietà dell’imperatore, arrivando così ad elaborare una carta grande precisamente quanto l’impero stesso. Nel suo consueto modo di dire e non dire le cose, lo scrittore argentino ci suggerisce che l’uomo non riuscirà mai a riprodurre esattamente la realtà, ma sarà costretto sempre a scegliere, a ridurre, a lavorare per modelli astratti, meno corrispondenti al vero, ma più utilizzabili per i suoi fini. Maurizio Ferraris Acquario di Genova - Studio Walden 13 ✎ Scheda 1 - SE FOSSI UN GABBIANO... Disegna un albero visto dall’alto. Disegna una casa vista dall’alto. Disegna una barca vista dall’alto. 14 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden P ✎ Scheda 2 - TUTTO IN UN FOGLIO DI QUADERNO P Disegna interamente uno degli oggetti elencati qui sotto, in modo da riempire tutto lo spazio all’interno della cornice. albero •gabbiano •cespuglio •squalo •scogliera •torrente • PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 15 ✎ Scheda 3 - ZOOMIAMO P Disegna qui il tuo oggetto a grandezza reale. ZOOM! ZOOM! ZOOM! Riusciresti a disegnarlo ancora più piccolo? SI NO Perché? .................................................................................. Che cosa è lo ZOOM? ............................................................................................ 16 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden ✎ Scheda 4 - OSSER VA LA P ALLA: DOVE ROTOLA? P/R Mettiti in un posto sicuro all’aperto con una palla e lasciala cadere. Con la bussola rileva in che direzione sta rotolando la palla. Effettua varie prove in diversi posti e descrivi le esperienze. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 17 LE CAR TE NAUTICHE A La carta nautica è indispensabile nella navigazione; è quasi impossibile, infatti, seguire una rotta senza la sua consultazione. Tutte le carte nautiche hanno elementi comuni; l'International Hydrografic Organization è l’istituto responsabile della loro standardizzazione, in modo da renderle facilmente utilizzabili da tutti i naviganti, indipendentemente dalla loro nazionalità. Tra questi elementi comuni, primaria importanza rivestono i colori. Tramite il loro uso è possibile differenziare particolari (per esempio distinguere con immediatezza la terra ferma dal mare), oppure definire diverse tipologie di informazioni. L’utilità dei diversi colori è, dunque, quella di facilitare la lettura della carta; essi consentono di visualizzare l'andamento della linea di costa con un solo colpo d'occhio, sia durante la navigazione costiera che in fase di avvicinamento a terra venendo dal largo. Per quanto riguarda il mare, oltre alla tinta piena, viene evidenziato con un bordino il limite della cosiddetta "zona di sicurezza" (riferita alle grandi navi, con grande pescaggio). Il viola è utilizzato per riportare tutte le informazioni, di carattere generale o particolare, che caratterizzano la carta nautica come strumento dedicato al navigante. In particolare, sono rappresentate in viola: le rose e i valori di declinazione magnetica; le avvertenze; le aree di navigazione regolamentata. Questo colore viene inoltre utilizzato per la rappresentazione di moltissimi simboli, nelle informazioni del titolo e in quelle a margine della carta. Il nero è il colore con cui vengono indicati gli elementi cartografici più importanti: informazioni relative alle caratteristiche geodetiche della carta (tipo di proiezione, ellissoide di riferimento ecc.); simbologia (in particolare quella relativa a eventuali pericoli come scogli affioranti o relitti); toponimi riportati sul portolano; fondali; linee batimetriche; linea di costa; qualità di fondo. Si tratta, in sostanza, di tutti i particolari della cui esistenza e posizione si ha notizia certa. Altri colori possono essere utilizzati solo in carte destinate ad usi particolari; per esempio, le coordinate Loran vengono rappresentate in verde e blu. I simboli vengono utilizzati per rappresentare molti particolari, sia naturali come gli scogli affioranti, che artificiali come le boe, 18 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden di piccolissime dimensioni rispetto alla scala della carta ma di fondamentale importanza per la sicurezza della navigazione. I simboli internazionali sono quelli presenti nelle carte della serie INT; la carta 1111 INT 001 è un opuscolo in cui sono riportati tutti i simboli, internazionali e non, con il relativo significato. Nell’area del titolo della carta nautica sono riportate tutte le informazioni relative alle sue caratteristiche e gli elementi necessari alla loro interpretazione. Tra queste, la località indica la zona coperta dalla carta, con riferimento alla città o località geografica più rilevante; la proiezione specifica il tipo di proiezione cartografica utilizzata (normalmente per le carte nautiche si usa la proiezione di Mercatore); la scala è il rapporto di riduzione impiegato per riportare sulla carta le distanze reali misurate sul terreno; il riferimento geodetico indica quale, tra le diverse approssimazioni matematiche della forma terrestre, è stata utilizzata per rappresentare la forma di quella porzione di territorio; l’indice grafico è un riepilogo della data in cui sono stati effettuati i rilievi idrografici utilizzati per la costruzione della carta; le correzioni servono per rettificare sulla carta nautica le coordinate lette con i sistemi di radionavigazione; i riferimenti per le quote altimetriche (quelle delle terre emerse) e i fondali, diversi su ogni carta; la scala grafica sia per misurare che per riportare sulla carta distanze in metri mediante l'uso del compasso. Alcune importanti informazioni sono riportate anche al di sotto della cornice della carta; in particolare si può leggere l'anno della sua edizione, le eventuali ristampe che sono state effettuate e, qualora correttamente riportati, i suoi aggiornamenti. Il concetto di aggiornamento è una delle particolarità delle carte nautiche. Gli unici organismi che hanno creato la complessa organizzazione della diffusione e distribuzione dell'informazione nautica sono gli Istituti Idrografici ufficiali. Contrariamente alle carte terrestri, che non vengono aggiornate ma integralmente sostituite quando non più aderenti alla realtà, la carta nautica è un documento che è possibile definire vivo e, se adeguatamente curato, costantemente aggiornato. È solo questo aggiornamento costante che permette di continuarlo a considerare sicuro nonostante il passare del tempo. Stralcio di una legenda di carta nautica. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 19 MODULO 2 LE COSTE E LA STORIA Foto B. Santarelli Non tutti, e tanto meno i bambini, riflettono sul fatto che il paesaggio che li circonda sia anch’esso il risultato di una presenza dell’uomo durata millenni. In Italia, il paesaggio naturale ha subito forti modifiche, non solo nella zona costiera ma anche nelle regioni dell’entroterra: in riviera sono cambiate le spiagge e i profili della costa, e lo sviluppo urbanistico ha spesso cancellato la vegetazione naturale; sulle colline e sui monti, i boschi sono stati tagliati e sostituiti da coltivazioni e da pascoli; gli alvei dei fiumi sono stati interessati da opere di contenimento e talvolta cementificati, le strade hanno tagliato i versanti e hanno consentito di raggiungere luoghi sempre più impervi. Riesce pertanto difficile immaginare che un tempo gran parte della penisola fosse uniformemente coperta da boschi e foreste. Eppure l’intervento dell’uomo è oggi il criterio fondamentale grazie al quale si interpreta un paesaggio. Va detto che tale intervento, sempre finalizzato a migliorare la qualità della vita umana, non sem- Le fasce terrazzate ricavate per le coltivazioni fanno parte della storia di una terra, la Liguria, dove le pianure sono rare e dove si alternano versanti montuosi e colline. 20 pre è stato positivo (come possono essere considerate, per esempio, le fasce terrazzate: vedi foto sotto), ma col tempo si è rivelato negativo, a volte con gravi ed irreversibili ripercussioni sull’ambiente (disboscamento, incendi, cementificazione). Per quanto ci riguarda, purtroppo, non si sa quasi nulla su alcuni aspetti prettamente naturalistici del paesaggio: la storia spesso ci racconta degli insediamenti umani, ci indica le date di costruzione delle chiese o degli acquedotti, ci mostra le carte della viabilità di un tempo, ma ben poco si conosce della storia dei boschi, della presenza degli animali, delle condizioni ambientali specifiche del luogo. Dobbiamo quindi rifarci esclusivamente alla nostra immaginazione e pensare che, in assenza di dati certi, spesso l’ecologia si avvale più del metodo storico che di quello scientifico. La scheda 5, da utilizzare per rilevare le preconoscenze degli allievi, propone, in modo schematico, quattro possibili paesaggi di una “valletta” che potrebbe essere reperibile nei dintorni della vostra scuola, da mettere in ordine cronologico. Come si noterà, gli elementi geomorfologici restano invariati; ciò che cambia è la vegetazione e la quantità e la qualità degli edifici. La compilazione della scheda non dovrebbe presentare difficoltà, tuttavia si noti che la casella in cui non compare traccia di manufatti ci mostra una valle interamente coperta da vegetazione forestale. Una volta compilata la scheda si potrebbe infatti aprire la discussione sulle modifiche dovute alla presenza umana e sul fatto che, con tutta probabilità per le nostre colline, la prima di tali modifiche sia stata il taglio del bosco. Si può anche discutere sul tipo di coltivazioni e sulla loro posizione nella valle, come pure sulla tipologia degli edifici (edifici rurali, palazzi, ecc.). La discussione dovrebbe proseguire durante l’uscita sul terreno (si veda più avanti la scheda 7) dove, da un punto panoramico, si potranno verificare e chiarire le ipotesi fatte in aula. Per l’attività sopra descritta abbiamo preso come riferimento un versante collinare, dato PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden l’ambito territoriale in cui è stata realizzata la sperimentazione del Progetto Mare (la Liguria); come al solito, nulla vieta al docente di lavorare in modo diverso (per esempio a partire da un territorio pianeggiante). La scheda 6 presenta ancora un lavoro di analisi delle preconoscenze e parte da un disegno libero, in cui l’allievo è invitato ad inserire gli elementi del paesaggio quando storicamente l’uomo non era ancora intervenuto a modificarlo. Il consiglio è quello di partire da un punto panoramico, con una vista familiare all’alunno e, possibilmente, relativa ad un ambiente costiero, su cui effettuare in seguito anche altre attività. Dopo una rapida osservazione da parte degli allievi del tratto di costa oggetto di studio, chiedete agli stessi di immaginare (e quindi di disegnare in altra sede, così da non essere più influenzati) come poteva essere quel paesaggio quando ancora l’uomo non aveva compiuto nes- suna opera. Successivamente, con la scheda 7 potete far compiere agli alunni un “ritratto” dell’esistente (in cui l’intervento dell’uomo è ben visibile): sovrapponendo il disegno fatto “prima” e quello fatto “dopo”, la classe sarà in grado di evidenziare i cambiamenti nel tempo (sicuramente sostanziali). Per poter, infine, datare tali cambiamenti diventa fondamentale arricchire il lavoro con una serie di ipotesi, che possono in seguito trovare conferma in alcune ricerche storiche, geografiche, economiche, utili a colmare e documentare gli enormi intervalli di tempo intercorrenti tra i due disegni… Un ulteriore spunto di lavoro può essere quello di realizzare, per esempio nell’ambito delle discipline di educazione tecnica ed artistica, attività di confronto tra mappe antiche e mappe recenti. Una veduta dell’ultimo tratto del torrente Bisagno (il rio genovese) tra la Foce e il Ponte di S. Agata, così come disegnata dal Torricelli e incisa su rame da Guidotti intorno al 1782. L’immagine è stata utilizzata da docenti e allievi per mettere a confronto passato e presente e per documentare i rapporti tra paesaggio rurale e paesaggio urbano di ieri e di oggi. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 21 ✎ Scheda 5 - COME CAMBIA IL P AESAGGIO Con la macchina del tempo abbiamo fatto quattro fotografie allo stesso posto in epoche diverse. Ma il fotografo è sbadato e si è dimenticato di mettere le date. Prova tu a metterle in ordine di tempo. A B C D L’ordine giusto è ............................................................................ Perchè hai scelto questo ordine? ................................................................................................. ................................................................................................. 22 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden P ✎ Scheda 6 - IL P AESAGGIO PRIMA... DELL’UOMO P Dopo aver “fotografato con gli occhi” la linea di costa che hai davanti, prova ad immaginarla prima dell’intervento dell’uomo. Ricostruisci il paesaggio con un disegno e poi ricalcalo su di un lucido. PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden 23 ✎ Scheda 7 - IL P AESAGGIO DOPO... L’UOMO R/E Rappresenta con un disegno la linea di costa che stai osservando, inserendo tutti gli elementi antropici (che rivelano la presenza e l’intervento dell’uomo). Sovrapponi il lucido della scheda precedente a questo disegno e confrontali. Quali sono le differenze? Commenta brevemente. .............................................................................................. .............................................................................................. .............................................................................................. 24 PROGETTO MARE - Fascicolo 8: Le coste e l’uomo Acquario di Genova - Studio Walden