COMUNE DI RUSSI
Sabato, 11 gennaio 2014
Sabato, 11 gennaio 2014
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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La Voce di Romagna
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cronaca
Fatture false, chieste pene per 31 anni
Da La Voce di Romagna del 2014­01­11T05:02:00
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cultura e turismo
FUSIGNANO LUGO RIOLO TERME RUSSI IMOLA
Da La Voce di Romagna del 2014­01­11T05:02:00
Weekend di proiezioni al cinema Jolly Oggi e domani ?Un fantastico viavai'
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 2014­01­11T05:54:00
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politica locale
In città 67 nuovi volontari
Da La Voce di Romagna del 2014­01­11T05:02:00
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pubblica amministrazione
Nel patto semplificazioni e contratto unico
Da Il Sole 24 Ore del 2014­01­11T07:01:00
I rincari non basteranno a far quadrare i conti
Da Il Sole 24 Ore del 2014­01­11T07:01:00
Mini­Imu, scadenza al 24 gennaio
Da Il Sole 24 Ore del 2014­01­11T07:01:00
«Nel patto di governo riforma dei ticket e riordino delle asl»
Da Il Sole 24 Ore del 2014­01­11T07:01:00
L' ufficio paga sempre il ritardo
Da Il Sole 24 Ore del 2014­01­11T07:01:00
ORSI & TORI
Da Italia Oggi del 2014­01­11T05:45:00
Le cose che dovrebbero essere fatte per rilanciare sul serio l'...
Da Italia Oggi del 2014­01­11T05:45:00
Imu, ancora un pasticcio
Da Italia Oggi del 2014­01­11T05:45:00
Mini­enti, arrivano i fondi
Da Italia Oggi del 2014­01­11T05:45:00
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sanità, sociale e servizi per l'infanzia
D.S.A, open day Agrinfanzia da Artemisia
Da La Voce di Romagna del 2014­01­11T05:02:00
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sport
Giornata di amichevoli sui campi della provincia
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 2014­01­11T05:54:00
Bassa Romagna
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 2014­01­11T05:54:00
Dovadola matricola davvero Real
Da La Voce di Romagna del 2014­01­11T05:02:00
E' un "Città di Nonantola" da record
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) del 2014­01­11T05:03:00
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Il Resto del Carlino (ed.
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La Voce di Romagna
cronaca
Fatture false, chieste pene per 31 anni
Tra i 17 imputati tre vanno i prescrizione e per uno il pm vuole l' assoluzione: per gli altri
condanne fino a 5 anni Il 18 gennaio (ore 15.30), alla Biblioteca di Russi, presentazione
del libro contro la violenza sulle donne "Voci dall' Ateneo di Bologna", a cura di Valeria
Paola Babini. Sarà presente la professoressa Valeria Paola Babini. Letture a cura de
"Le faville". Accusati volti noti del panorama economico ravennate.
Pene sommate per un totale di oltre 31 anni,
divise tra 13 imputati per i quali il pm ha
chiesto la condanna. A questi si aggiungono
altre tre persone, 'salvate' dalla prescrizione.
E' arrivato ieri il giorno della discussione per il
maxi processo scaturito da una delle più
grandi inchieste della finanza nei confronti di
una cospicua porzione del tessuto economico
ravennate. Un giro di false fatture, truffe,
dichiarazioni mendaci e anche l' ipotesi di
riciclaggio dietro un' articolata rete di società le
cui trame erano tessute da nomi importanti del
territorio, tra avvocati, imprenditori e
commercialisti. Su questi, ieri, davanti al
collegio presieduto dal giudice Milena Zavatti,
si è abbattuta la richiesta del pubblico
ministero Monica Gargiulo, che per
ripercorrere la lunga inchiesta coordinata a
suo tempo dal pm Francesco Alvino, ha
presentato una memoria di una quarantina di
pagine. Cinque anni la richiesta di condanna
più pesante, che si è abbattuta su Franco Iori,
avvocato 77enne originario di Reggio Emilia,
già noto alle cronache per passate vicende
giudiziarie. Con 27 società intestate a vari
prestanome ma di fatto a lui riconducibili,
secondo l' accusa era al vertice di un
complesso sistema di frode che consisteva
nell' emissione di fatture inesistenti, seguita dalla monetizzazione dei titoli di credito, come assegni o
circolari.
Infine il denaro contante veniva spartito con coloro che si servivano dell' operato delle cosiddette
'cartiere', società specializzate nell' emissione dei do cumenti fiscali fittizi, per dichiarare falsi bilanci e
sottrarre capitale alla tassazione. Posizioni come quella del pilota 31enne Gianluca De Lorenzi (difeso
da Ermenegildo Andrini), ravennate ma residente a Montecarlo, sono state tirate in ballo in qualità del
ruolo occupato nell' organigramma di tre società, la Columbus srl, la Cefalonia srl e la Blunbase ent. ltd,
anche queste indicate tra quelle che avrebbero emesso le fatture fittizie.
Per lui è stato chisto un anno e sei mesi.
Oppure come quella di Andrea Sansoni (avvocato Domenico Benelli), per il quale sono stati chiesti nove
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La Voce di Romagna
cronaca
mesi, con il riconoscimento dell' attenuante per l' ammontare tutto sommato modesto dei passivo fittizio.
Sulle stesse basi è stato chiesto un anno a testa per Sergio Bevoni e Pasquale Santandrea. Per Luciano
Farina (avvocato Gianluca Alni), legale rappresentante della Farina Service srl, due anni. Pena di due
anni chiesta anche per Giovanni Trezza, 61enne lecchese all' epoca dei fatti direttore generale della
Elsag spa. Sarebbe stato lui, secondo le ipotesi della procura, a predisporre la documentazione fittizia
anche qui destinata a dimostrare le prestazioni rese dalla Globalservice. E tra i vertici di tale società
compaiono Liberato Cavaliere 49enne napoletano (avvocato Achille Melchionda), co­amministratore di
fatto della Globalservice, e Patrizia Ferretti, 54enne ferrarese amministratore unico dall' ottobre 2005,
per i quali la Gargiulo ha chiesto tre anni. Stessa pena anche per un altro imputato, Antonio Vielmi,
bresciano di 44 anni titolare della "V.R".
, impresa individuale che per consentire la presunta evasione delle imposte sui redditi e sull' Iva alla
"Gie srl", avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per un totale di oltre un milione di euro.
Prescritte invece le posizioni di altre tre persone, tra le quali spicca il nome di una nota giornalista
ravennate. Sentenza attesa per la metà di maggio.
Qualcuno lo riconosce?
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La Voce di Romagna
cultura e turismo
FUSIGNANO LUGO RIOLO TERME RUSSI IMOLA
CENTRALE TEATRO OSSERVANZA Via
Venturini CRISTALLO.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
cultura e turismo
RUSSI.
Weekend di proiezioni al cinema Jolly Oggi e
domani ?Un fantastico viavai'
PROSEGUONO nel mese di gennaio le
proiezioni al cinema teatro Jolly in via Cavour
5 a Russi, nella nuova sala totalmente
digitalizzata. Oggi e domani, alle ore 21, 'Un
fantastico Viavai'.
Per il calendario ragazzi, invece, sarà
proiettato ?Free birds tacchini in fuga'. Il costo
del biglietto d' ingresso è di 5 euro per i
bambini, 7 euro per gli adulti e 6 per i ridotti.
La rinnovata sala ospiterà molti dei titoli più
importanti della stagione cinematografica
2013/2014.
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La Voce di Romagna
politica locale
In città 67 nuovi volontari
Sono 67 ­ di cui 29 donne e 38 uomini ­ le
persone che finora hanno aderito all' appello
lanciato qualche mese fa con lo slogan
"Cerchiamo te, sì, proprio te", per 'arruolare'
cittadini in attività di volontariato. L' iniziativa è
frutto di una collaborazione fra il Comune di
Ravenna, ASP Ravenna Cervia e Russi e la
coop Fare Comunità, che ha dato vita, per
conto dell' assessorato ai Servizi sociali, al
progetto "Laboriosamente", per coordinare
questa nuova forma di partecipazione. Delle
67 persone che hanno aderito, 25 ­ di cui 16
donne e 9 uomini ­ sono state o sono tuttora
impegnate in undici progetti relativi ad attività
culturali, sportive, educative, ricreative, di
sostegno solidale, promossi sia dal Comune
che da varie realtà associative. Le altre 15, di
cui 2 donne e 13 uomini, hanno invece dato la
loro disponibilità in caso di emergenza neve,
ad un piano di intervento per prestare
soccorso ed assistenza alle persone in stato di
bisogno nell' ambito di una convenzione con
alcune associazioni di Protezione civile.
Ulteriori 27 sono a disposizione per altri
progetti per i quali se ne richiederà la
necessità. L' assessorato ai Servizi sociali
ricorda che è sempre possibile aderire alla
campagna e rinnova l' appello a dare la
propria disponibilità. Per informazioni ci si può rivolgere allo sportello di via D' Azeglio 2 o chiamare lo
0544 482578 il lunedì dalle 9 alle 13 o inviare una mail a [email protected].
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Verso «Impegno 2014». Nel nuovo programma di coalizione spazio anche a un nuovo taglio dei
costi della politica: via le Province dalla Costituzione e addio al Senato.
Nel patto semplificazioni e contratto unico
GLI ALTRI TEMI Spazio al rilancio dell' industria, al riconoscimento delle unioni civili e
alla riforma del patto di stabilità interno.
Eugenio Bruno ROMA Innanzitutto lotta alla
burocrazia e misure per l' occupazione. Ma
anche taglio ai costi della politica, rilancio dell'
industria, riconoscimento delle unioni civili e
modifica del patto d i stabilità interno. Sono
alcuni dei capitoli che dovrebbero comporre il
nuovo patto di coalizione atteso entro fine
mese. Anche alla luce del faccia a faccia di ieri
tra il premier Enrico Letta e segretario del Pd,
Matteo Renzi, e in vista dell' incontro che lo
stesso presidente del Consiglio avrà con il
leader del Nuovo centrodestra, Angelino
Alfano, presumibilmente il 16 gennaio al
ritorno dal suo viaggio a Città del Messico.
Una volta trasfusi nel piano d' azione che
dovrà impegnare le menti e le azioni della
strana maggioranza nei prossimi 12 mesi,
questi temi dovrebbero tramutarsi in altrettanti
dossier da aprire il prima possibile. Stando a
quanto emerso durante il summit di ieri in cima
ai pensieri di Letta e di Renzi c' è il lavoro. Il
2014 dev' essere l' anno del rilancio del nostro
Paese. Innanzitutto sul fronte della lotta alla
disoccupazione. Per farlo è probabile che si
punti su gran parte delle ricette contenute nel
Jobs act redatto dal sindaco di Firenze. Come
l' introduzione del contratto unico (un rapporto di inserimento nel mondo del lavoro a tempo
indeterminato con tutele crescenti a seconda dell' anzianità), la revisione delle regole per la flessibilità in
uscita (leggasi articolo 18 e dintorni) e la cancellazione dell' obbligo per le imprese di iscriversi alle
Camere di commercio.
Lo stesso passaggio ­ dal Jobs act a "Impegno 2014" ­ potrebbe interessare anche l' idea di rilanciare
diversi settori produttivi.
In primis la manifattura che potrà contare sulle risorse del Fondo crescita sostenibile gestito dal
ministero dello Sviluppo economico. Ma anche edilizia, cultura, turismo, agricoltura, cibo, Ict, green
economy, nuovo welfare.
Grazie al varo di un piano industriale per ogni settore che aiuti le aziende a creare lavoro.
Sempre in tema di imprese va poi segnalata l' intenzione, confermata da Letta ai microfoni di Rainews
24 e caldeggiata anche dal Nuovo centrodestra, di cambiare passo nella lotta alla burocrazia. E qui lo
strumento normativo già c' è. Basterebbe condurre definitivamente al traguardo il ddl sulle
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
semplificazioni­bis che giace a Palazzo Madama dal 23 luglio scorso. Al suo interno è già contenuto un
nutrito pacchetto di abrogazioni e snellimenti di adempimenti in materia fiscale, lavoristica, ambientale.
A cui potrebbero aggiungersi alcune delle misure suggerite dai cittadini attraverso la consultazione
pubblica attivata da Palazzo Chigi su «le 100 procedure da semplificare», che terminerà il 20 gennaio.
All' interno di "Impegno 2014" dovrebbe trovare spazio poi un nuovo intervento sui costi della politica
che dia seguito alle proposte lanciate da Renzi nelle scorse settimane. Attraverso la presentazione di un
ddl che elimini le Province dalla Costituzione e sostituisca il Senato con una Camera delle autonomie
non eletta dai cittadini. Un veicolo che dovrebbe imbarcare anche l' attesa riforma del titolo V sulla
ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni.
Più complicata si annuncia la partita sui diritti civili. Viste le resistenze già manifestate da Alfano e dai
suoi. ragione per cui alla fine ci si potrebbe limitare a intervenire in tutela delle unioni di fatto, mettendo
da parte la spinosa questione dei matrimoni gay.
Il patto di coalizione potrebbe infine contenere anche la promessa di rimettere mano al patto di stabilità
interno. Così da dare un segnale ai sindaci, già sul piede di guerra per il calo di risorse che subiranno
con l' arrivo della Tasi e dell' imposta unica comunale sugli immobili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA LE PRIORITÀ Lavoro Spazio al Jobs act proposto da Matteo Renzi:
contratto unico, riforma della flessibilità in uscita e addio iscrizione obbligatoria alle Camere di
commercio Semplificazioni Per intensificare la lotta alla burocrazia si ripartirà dal ddl fermo al Senato
aggiornato con le misure suggerite dai cittadini Costi della politica Via le Province dalla Costituzione e
addio al Senato.
BRUNO EUGENIO
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Tasi. Le scelte dei sindaci delle grandi città.
I rincari non basteranno a far quadrare i conti
SENZA ALTERNATIVE Gli aumenti sembrano pressoché obbligati per recuperare un
gettito che si possa avvicinare a quello della vecchia Imu.
Una decisa spinta al rialzo delle aliquote sull'
abitazione principale, che però non riuscirà a
far quadrare i conti, e una dote aggiuntiva per
le detrazioni, che prova a salvare dagli
aumenti le famiglie numerose oppure quelle a
basso reddito.
È l' immagine della Tasi che si profila almeno
nelle grandi città in base alle regole scritte
nella legge di stabilità e in quelle previste dal
correttivo annunciato nei giorni scorsi dal
Governo.
Per capire problemi e prospettive è utile prima
di tutto richiamare i parametri base della Tasi,
che riguarderà i proprietari di tutti gli immobili
e, in una quota fra il 10 e il 30% a seconda
delle scelte comunali, gli inquilini.
L' aliquota standard, da applicare alla stessa
base imponibile dell' Imu, è all' 1 per mille ma
almeno nei grandi centri sembra destinata a
tramontare presto. Il tetto massimo "ordinario"
sull' abitazione principale è al 2,5 per mille ma,
in base al correttivo che il Governo deve
scrivere in un emendamento, si potrà alzare
fino al 3,3 per mille a patto che questo tassello
ulteriore sia usato esclusivamente per
finanziare detrazioni, con un sistema che
dovrà prevedere controlli (non facili, come dimostrano tutte le esperienze di entrate «vincolate» negli
enti territoriali) per assicurare questa destinazione. Lontano dall' abitazione principale, il tetto di Imu e
Tasi non potrà superare il 10,6 per mille, o l' 11,4 se il Comune caricherà su seconde case, negozi e
capannoni l' aliquota aggiuntiva per alimentare gli sconti sulle abitazioni.
Il risultato concreto delle tante variabili in gioco dipenderà dalle scelte dei Comuni e dalle possibilità
reali offerte dai bilanci. Ma su questo secondo aspetto le prime analisi sui numeri delle grandi città,
basati sulla stima delle basi imponibili ricostruita risalendo dal gettito effettivo, non sono rassicuranti. A
Roma, per esempio, l' Imu sull' abitazione principale portava nelle casse del Campidoglio circa 566
milioni, mentre la Tasi all' 1 per mille ne dovrebbe garantire circa 145: salendo al 2,5 per mille, senza
detrazioni, si arriverebbe poco sopra i 360, cioè 200 milioni in meno di quelli prodotti dall' Imu. La Tasi
non offre alla Capitale altre strade per recuperare risorse, dal momento che l' aliquota Imu sugli altri
immobili, come in tutte le altre città considerate negli esempi a fianco, ha già raggiunto il tetto del 10,6
per mille.
Questi numeri sono una preoccupazione per il sindaco Ignazio Marino e la sua squadra, ma anche per i
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
proprietari romani, che rischiano di vedersi chiedere un 2,5 per mille "lordo" (o un 3,3 per mille con
detrazioni) sulle loro abitazioni, dal momento che i 500 milioni aggiuntivi già previsti nella legge di
stabilità offrono spazio solo per sconti iper­selettivi. Identici, in proporzione, i problemi di Milano (circa
100 milioni di "buco" con la Tasi al massimo), Torino (70 milioni secondo la stima), Napoli, Genova e
così via. Si salvano Palermo (dove i valori fiscali sono bassi e l' Imu produceva poco gettito), oltre a
Bologna e Firenze, dove Imu e Tasi massima sull' abitazione principale pareggiano perché le due città
hanno tenuto l' Imu al 4 per mille. In sintesi: se l' aliquota "ordinaria" è già al 10,6 per mille, e di fatto non
permette di introdurre la Tasi sugli immobili diversi dall' abitazione principale, per pareggiare i conti con
l' Imu standard occorre la Tasi al massimo.
Solo lo spazio aggiuntivo dello 0,8 per mille, infatti, è libero dai tetti, e servirà alle detrazioni: potrà
portare 115 milioni a Roma, una cinquantina a Milano, e i numeri possono cambiare se invece di
applicarlo alle abitazioni principali i sindaci sceglieranno di caricarlo sugli altri. In quel caso, però, a
pagare saranno imprese, negozi e seconde case.
G.Tr.
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Immobili e Fisco VERSO IL PRIMO ADEMPIMENTO.
Mini­Imu, scadenza al 24 gennaio
Il ministero dell' Economia conferma il termine e dà lo stop ai rinvii decisi dai Comuni.
Gianni Trovati MILANO.
La mini­Imu, cioè il residuo dell' imposta sul
mattone del 2013 per l' abitazione principale,
va pagata entro il 24 gennaio, perché lo
prevede la legge statale. A ribadirlo è il
ministero dell' Economia, che ieri ha diffuso un
riassunto del fitto calendario fiscale in
programma quest' anno per versare la Iuc
nelle sue diverse componenti oltre alle
"ricadute" delle imposte immobiliari del 2013.
Sono proprio queste ultime ad aprire la fila
degli adempimenti, con un doppio obbligo da
soddisfare entro il 24 gennaio. Fra 12 giorni
scade prima di tutto la la mini­Imu, che
riguarda i circa 10 milioni di proprietari di
abitazione nei 2.400 Comuni in cui l' aliquota si
è alzata rispetto al 4 per mille previsto dai
parametri standard del decreto «Salva­Italia»
del 2011: entro la stessa data va versata la
maggiorazione Tares, l' una tantum statale da
30 centesimi al metro quadro che riguarda sia
i proprietari sia gli inquilini, e che andava
pagata entro il 16 dicembre (con il saldo Imu
2013 sugli immobili diversi dall' abitazione
principale) ma in molti Comuni non è stata
ancora raccolta.
Le amministrazioni locali, infatti, non sono state animate da un particolare entusiasmo nella riscossione
di una tassa che va integralmente allo Stato e spesso hanno ritardato l' avvio della macchina anche
perché il ministero dell' Economia prima ha concesso e poi ritirato la possibilità di rimandare la richiesta
ai primi mesi del 2014. La legge di stabilità ci ha messo una pezza, riaprendo i termini per la
maggiorazione e consentendo di pagarla entro il 24 gennaio senza sanzioni: resta da vedere se questa
volta tutti i Comuni "ritardatari" riusciranno a spedire in tempo i bollettini ai contribuenti.
Ma a far salire per l' ennesima volta la temperatura del dibattito sul Fisco del mattone è la mini­Imu, che
è «mini» negli importi medi in gioco ma è piuttosto ampia nella platea interessata. Tra 2012 e 2013, l'
aliquota dell' Imu sull' abitazione principale è salita in 2.400 Comuni oltre il parametro del 4 per mille. E,
dal momento che il Governo non ha trovato i fondi per abolire tutta l' imposta, chi abita in una casa di
proprietà in questi enti è chiamato a versare il 40% della differenza fra l' imposta annuale prodotta dall'
aliquota effettiva e quella determinata invece dai parametri standard.
Ai sindaci interessati il meccanismo non è mai piaciuto, e negli ultimi giorni in parecchi Comuni (in
Emilia Romagna soprattutto) si è fatta strada l' ipotesi di rinviare il versamento, per esempio al 16
giugno, quando è previsto l' acconto dell' Imu 2014 (non sull' abitazione principale non di lusso, però). L'
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Economia, ricordando via comunicato le date scritte nella legge di stabilità, chiude implicitamente la
porta a queste manovre, dal momento che la scadenza è fissata dalla legge e non è previsto un
intervento autonomo dei Comuni per modificarla. Se poi il mancato introito fosse accompagnato da un'
anticipazione di liquidità per coprire la sofferenza di cassa, gli amministratori rischierebbero di vedersi
contestare il danno erariale, dal momento che l' anticipazione produce interessi che vanno pagati.
La mini­Imu, insomma, va pagata, a meno che il suo importo (cioè il 40% della differenza fra Imu reale e
Imu standard) non superi i 12 euro: in quel caso, interviene il limite fissato dall' articolo 25 della legge
289/2002, che evita al contribuente l' obbligo di presentarsi alla cassa per micro­versamenti (nel calcolo
dell' importo minimo non contano eventuali altre pendenze del 2013).
Sull' imposta unica comunale (Iuc), che sarà la protagonista vera del Fisco locale nel 2014, la nota
ministeriale conferma poi il fatto che le date fisse del 16 giugno e del 16 dicembre riguarderanno solo l'
Imu, mentre le altre due componenti rappresentate dalla Tasi (tributo sui servizi indivisibili) e dalla Tari
(rifiuti) saranno cadenzate secondo le scelte autonome dei singoli Comuni, dando vita a una girandola
di date (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
Di norma, i sindaci dovrebbero prevedere due rate, anche in date diverse per Tasi e Tari, ma sarà
sempre possibile pagare tutto in unica soluzione al 16 di giugno. Sempre che per quella data sia tutto
chiaro.
[email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA Il calendario 24 gennaio MINI­IMU
2013 Entro il 24 gennaio va pagata la «mini­Imu», pari al 40% della differenza fra imposta reale e
imposta standard, nei 2.400 Comuni che hanno alzato l' aliquota sulla prima casa 24 gennaio
MAGGIORAZIONE TARES 2013 Sempre entro il 24 gennaio va pagata (senza sanzioni) la
maggiorazione Tares nei Comuni che non hanno attivato la riscossione dell' imposta entro il 16
dicembre ? ACCONTO TASI I Comuni devono prevedere di norma due rate per la Tasi, il nuovo tributo
sui servizi indivisibili, a sei mesi di distanza l' una dall' altra: la scelta della data è in mano al Comune ?
ACCONTO TARI Anche la scelta delle scadenze per laTari, il tributo sui rifiuti, è libera, con le stesse
regole per la Tasi. Un orientamento potrebbe essere quello degli anni scorsi per Tarsu/Tia 16 giugno
ACCONTO IMU L' Imu, che continua ad applicarsi a prime case di lusso e altri immobili, segue le
vecchie regole. Può anche essere previsto il versamento unico di Tasi e Tari ? SALDO TASI Dipende
dal Comune: l' unica certezza riguarda il fatto che deve essere fissato almeno sei mesi dopo rispetto
alla data dell' acconto ? SALDO TARI Come per la Tasi, è libero. Soprattutto nei Comuni che prevedano
più di due rate, è probabile che i saldi arrivino a fine anno (ad esempio il 16 dicembre, con l' Imu) 16
dicembre SALDO IMU A chiudere il calendario del Fisco locale sul mattone continua a essere l' Imu
ancora in vigore, che potrà essere accompagnata dagli altri saldi.
TROVATI GIANNI
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
INTERVISTADavide Faraone.
«Nel patto di governo riforma dei ticket e riordino
delle asl»
«Basta con un federalismo che non ha funzionato, con i governatori commissari di se
stessi» «Cottarelli? Pochi 32 miliardi. Sulla sanità si può tagliare pesantemente, ma l'
universalità non si tocca»
Roberto Turno ROMA Ticket, asl,
responsabilità dei medici: la sanità irrompe nel
Patto di Governo. Davide Faraone,
responsabile welfare di stretta osservanza
renziana, annuncia le proposte del Pd. Basta
con un federalismo che non ha funzionato, coi
governatori commissari di sé stessi. E stop
agli sprechi: la "cura Cottarelli" sulla spending
è fin troppo leggera. Ma che voto darebbe al
Governo? «Non classificabile, ha lavorato con
l' impostazione tecnica di chi lo ha preceduto,
anche se è tutto politico. Ora bisogna
cambiare».
Faraone, alle primarie non s' è parlato di
sanità: paura di toccare il filo spinato?
La scelta di parcellizzare il Ssn in tante piccole
unità, ha creato una deriva negativa.
Smarrendo l' unicità di un servizio che deve
essere nazionale, con un ruolo forte del
Governo e del ministero.
Basta allora con un federalismo che non
ha funzionato?
Basta. Ma salvando quanto di utile c' è stato
nel delegare alle regioni alcune competenze.
Ora recuperiamo tanto dal punto di vista
nazionale. Le regioni a volte non hanno la maturità ad esempio per accorpare le asl. O per selezionare il
management, dove servirebbero strutture esterne di valutazione, con un albo unico dei manager.
Troppo potere alle regioni? Credo di sì. Può un governatore essere commissario di sé stesso nel piano
di rientro? È stato un grave errore. Nei piani di rientro ci sono a volte parametri che con la salute hanno
poco a che fare. Il Ssn è molto collegato al Pil, ma troppo poco alla salute. Ci sta, però è diventato un
fatto quasi solo di conti.
C' è un problema di sostenibilità del Ssn?
Sicuramente. Ma partendo dal fatto che i tagli lineari non hanno funzionato. Il problema è che
spendiamo malissimo senza una selezione di merito della spesa. Un Governo intelligente sa distinguere
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
sprechi e spese indispensabili.
A quali sprechi si riferisce?
Ai privilegi professionali, allo strapotere della politica, all' autoreferenzialità dei manager. E alle gare d'
appalto, ai servizi asl, alle cure fuori regione, alla spesa privata che gli italiani devono subire. Alla
corruzione da stroncare davvero. È un elenco incredibile. Serve un intervento straordinario, ci darebbe
anche servizi migliori.
Ma presto ci sarà la spending di Cottarelli.
Cottarelli ha fatto una previsione fin troppo bassa: 32 miliardi di risparmi in tre anni sono pochini. Sulla
sanità, a patto che i risparmi restino al Ssn, si può intervenire anche pesantemente. Ma attenti: con noi l'
universalità non si tocca.
Nel Patto di maggioranza ci sarà la sanità?
Il Pd sta preparando le sue proposte. Il rischio professionale: si può fare in 3 mesi con risparmi notevoli.
La riorganizzazione delle asl, che si può fare nell' anno del patto di Governo. In 6 mesi la riforma dei
ticket secondo i redditi e l' Isee.
Operazione complicata.
Non è semplice. Ma va fatta, se è vero che si può pagare di più il ticket che la prestazione nel privato. E
se è vero che le fasce deboli non sono abbastanza tutelate. Per una forza di sinistra è un tema da
agenda di Governo. Come Pd lo faremo.
In sanità la filiera delle imprese vale il 12% del Pil: come valorizzarla?
È vero: è un motore dell' economia. L' unico livello da garantire è che ogni accreditato è parte del
sistema e deve funzionare con criteri efficaci. E i cittadini devono avere on line la possibilità di vedere
come tutto è svolto, e rispetto a questo scegliere. Non ho preclusioni verso il privato se funziona come,
o magari meglio, del pubblico.
Quanto alle industrie, rientrano nella discussione sul job act e nelle linee di sviluppo per l' Italia come
parte del sistema di sviluppo complessivo del Paese.
Un voto alla Lorenzin? Nessun voto "personale".
Questo Governo può essere finora giudicato come «nc»: non classificabile. La situazione è difficile, ma
ha avuto la tendenza a interpretare il suo ruolo con l' impostazione tecnica di quelli precedenti. Mentre
ha un presidente politico, ministri politici e pur essendo nato "di larghe intese", non vuol dire che
dovesse procedere coi tecnicismi. Bisogna cambiare.
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TURNO ROBERTO
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Pubblica amministrazione. L' atto di indirizzo per attuare la misura contenuta nel decreto del
«fare» destinata alle imprese.
L' ufficio paga sempre il ritardo
Non conta se il comportamento è dovuto a forza maggiore o a fattori scusabili LA
PROCEDURA Entro 20 giorni dalla scadenza va presentata istanza al dirigente per
fissare un nuovo termine oltre il quale scatta l' indennizzo.
Davide Colombo ROMA I titolari d' impresa e
soprattutto i loro consulenti che sono in attesa
della chiusura di un procedimento
amministrativo di cui sono già scaduti i termini
possono finalmente presentare istanza per
chiedere un indennizzo economico.
Attenzione, però: entro 20 giorni dalla
scadenza del termine dovranno rivolgersi al
dirigente dell' amministrazione t i t o l a r e d i
potere sostitutivo per concordare un nuovo
termine (pari alla metà del vecchio) per la
chiusura della pratica. S e a n c h e q u e s t o
termine non viene centrato scatta il
pagamento: 30 euro per ogni giorno di ritardo
fino a un massimo di 2mila euro da versare in
via forfettaria e automatica.
Sia pure a qualche mese di distanza dal
decreto del "fare" (n.
69 del giugno 2013), la firma del ministro
Gianpiero D' Alia alla direttiva con le linee
guida per l' indennizzo da ritardo dà il via alla
piena applicazione una delle misure forse più
simboliche dell' ultimo pacchetto di
semplificazioni.
La misura, teoricamente già efficace dal 21
agosto scorso, rimarrà in vigore per un
periodo di 18 mesi e in fase di prima applicazione varrà solo per i procedimenti amministrativi iniziati su
istanza di parte relativi all' avvio e all' esercizio dell' attività d' impresa. Non si potrà fare richiesta di
indennizzo in caso di scadenza termini per una Dia (denuncia di inizio attività) o una Scia (segnalazione
certificata inizio attività). Questo primo periodo di sperimentazione verrà monitorato dalla Funzione
pubblica con la collaborazione di Regioni, Anci e associazioni di categoria, dopodiché un successivo
regolamento dovrebbe estenderne l' applicazione anche ai cittadini. La direttiva del ministro, che «Il
Sole 24 Ore» è in grado di anticipare, arriva al termine di una campagna informativa sull' indennizzo da
ritardo condotta su radio e tv e dopo che, nei mesi scorsi, tramite la rete delle Camere di Commercio,
sono stati diffusi quattro milioni di opuscoli informativi alle imprese sulle modalità di attuazione di questa
e altre semplificazioni.
Con l' indennizzo si cerca di fare un passo in più nella direzione della deterrenza nei confronti di una Pa
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
cronicamente incapace di rispettare i tempi per l' adozione delle procedure amministrative previste,
visto che l' introduzione della figura del dirigente titolare del potere sostitutivo, che risale a due anni fa,
da sola non ha determinato una vera riduzione dei tempi di produzione di atti. Nelle linee guida si
chiarisce che l' indennizzo dovrà essere riconosciuto anche in casi di ritardi dovuti a «comportamenti
scusabili» o dovuti a «casi fortuiti» o di «forza maggiore» per le amministrazioni. In caso di
procedimenti complessi a pagare sarà la sola amministrazione responsabile del mancato rispetto dei
termini, e non tutte le altre coinvolte. Altro contenuto importante: il pagamento dell' indennizzo non farà
venir meno l' obbligo delle amministrazioni di concludere il provvedimento contestato.
Un capitolo a sé è riservato agli obblighi che le amministrazioni dovranno osservare per garantire il
massimo di trasparenza e conoscibilità dei termini e delle modalità con cui esercitare il diritto all'
indennizzo e dell' avvio del procedimento richiesto: informazioni che dovranno essere garantire sui siti
web delle amministrazioni, come previsto dai regolamenti della primavera scorsa sulla Pa trasparente.
L' obbligo di indennizzo per ritardo si applica a tutte le amministrazioni e le società controllate che
producono certificazioni o autorizzazioni e, nel caso non siano previsti termini di chiusura di un
procedimento, per le Pa statali e gli enti nazionale varrà il termine perentorio di 30 giorni. Per procedure
particolari potranno essere fissati termini di chiusura anche superiori ai 90 giorni ma mai oltre il limite
massimo di 180 giorni.
Infine i rimedi giudiziari nei casi in cui i responsabili delle amministrazioni non rispettino l' obbligo di
fissazione di nuovi termini da rispettare o non procedano al pagamento dell' indennizzo: le imprese
potranno fare ricorso al giudice amministrativo o chiedere un' ingiunzione di pagamento.
Ma se il ricorso venisse giudicato inammissibili o manifestamente infondato allora a pagare saranno i
privati. La somma da riconoscere sarà da due a quattro volte il contributo unificato.
@columbus63 © RIPRODUZIONE RISERVATA Il fac simile della richiesta AL TITOLARE DEL
POTERE SOSTITUTIVO DELL' AMMINISTRAZIONE ISTANZA EX ARTICOLO 2 comma 9­bis legge
241/1990 Il sottoscritto .. nato a. il.. e residente in . (CF o p. Iva.) in proprio (oppure in qualità di legale
rappresentante della società .. P.IVA con sede in .. via .. ) numero fax .. e indirizzo pec . per le
comunicazione d e l p r o c e d i m e n t o P R E M E S S O C H E 8 i n d a t a h a p r e s e n t a t o i s t a n z a a l l '
amministrazione (Comune, Provincia, Ministero) per ottenere un provvedimento di .. ; 8 e' trascorso il
termine per provvedere, previsto dalle norme vigenti; 8 il decorso del termine genera diritto ad un
indennizzo per ogni giorno di ritardo successivo al termine di legge; 8 che per ottenere tale indennizzo
occorre prima rivolgersi al "titolare del potere sostituivo" entro ulterioriventi giorni dalla scadenza del
termine entro cui l' amministrazione avrebbe dovuto provvedere, chiede che 1. il titolare del potere
sostitutivo provveda sull' istanza innanzi descritta; 2. il provvedimento sostitutivo avvenga entro la meta'
del termine previsto dalla legge per provvedere; 3. venga liquidato l' indennizzo spettante per ogni
giorno di ritardo.
Con salvezza di ulteriori danni.
Si chiede di essere informati dell' esito della presente istanza.
Si forniscono gli estremi bancari per l' accredito dell' importo dovuto: IBAN .. Data .. firma .. Luogo e
data Firma istante.
COLOMBO DAVIDE
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
ORSI & TORI
Bazzecole. Aspirina per curare un tumore. Totale incapacità di
comprendere che non vanno tappati i buchi ma lanciata un'
azione credibile e risolutiva. Possibile che una persona
intelligente come Enrico Letta, preparato sul piano economico,
con buone relazioni internazionali, non si convinca o non si
determini a staccare l' ossigeno all' ammalato Italia e annunci
una cura da cavallo? Invece, si traccheggia annunciando quasi
come una vittoria che parte del capitale di Poste Italiane sarà
messo sul mercato e che, trionfalmente, il Demanio è riuscito a
vendere alla Cassa depositi e prestiti (Cdp), controllata dallo
stesso governo attraverso il Tesoro, ben quasi (e neppure tutti)
i 500 milioni di immobili per tappare buchi e buchetti del
bilancio statale. No, Signor Presidente del Consiglio, così l'
Italia non si risolleverà mai. E Le suggeriamo di non vantare più
che lo spread è sceso, per qualche giorno, sotto i 200 punti.
Quella in atto è ancora una tregua di cui l' Italia sta godendo
perché gli speculatori temono i bazooka del presidente della
Bce Mario Draghi, che non a caso a ogni conferenza stampa
dopo la riunione del board a Francoforte ripete di essere pronto
a interventi massicci poiché la ripresa in Eurolandia è debole e
anche fragile.
Perda tre minuti, Signor Presidente, per leggersi il secco e
lucidissimo articolo di Paolo Savona che questo giornale ha
deciso di far diventare un manifesto di L' Italia c' è, la libera
associazione che si è creata con decine di migliaia di manager,
imprenditori, liberi professionisti, professori, sindacalisti da
quando MF­Milano Finanza e gli altri media di Class Editori,
nel pieno dell' esplosione della crisi ormai più di cinque anni fa,
lanciarono l' appello a comprare titoli di Stato, perché se lo
Stato italiano è indebitato gli italiani hanno ancora significative
quote di ricchezza.
Da allora non è passata settimana che o Guido Salerno Aletta,
o Andrea Monorchio, o Giuseppe Guarino, o Paolo Savona o
Francesco Giavazzi e Alberto Alesina non abbiano messo nero
su bianco quali sono i mali da cui l' Italia è afflitta e non abbiano
suggerito la cura da praticare. Nella visione di tutti, appunto,
non bazzecole ma cura da cavallo per recuperare una volta per
tutte la via della crescita e quella che porta al recupero di una
credibilità sostanziale sui mercati.
I mali dell' Italia sono racchiusi in poche parole: ipertassazione e iperevasione; debito pubblico alle
stelle; spesa pubblica iperbolica; bassissima crescita che non creava posti di lavoro diventata da cinque
anni recessione profonda come conseguenza finale dei mali precedenti.
C' è chi ha detto, non impropriamente, che basterebbe seguire la determinazione di Sergio Marchionne:
quando è arrivato in Fiat la casa torinese era sull' orlo del baratro assai più che l' Italia di oggi. Ha
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
rischiato: ha arraffato il miliardo di liquidità della penale contrattuale imposta a General Motors da un
abilissimo negoziatore di contratti come Paolo Fresco; si è inventato l' operazione 500; ma soprattutto
ha capito che se avesse legato il destino della Fiat alla politica di risanamento dell' amministrazione
americana avrebbe vinto. Il rischio è stato grosso, ma infilare la Fiat nel risanamento del settore
automobilistico deciso dal presidente Barack Obama è stato a un tempo segno di coraggio e comunque
voglia di rischiare. Anche il governo deve rischiare, perché il rischio suggerito dai migliori cervelli del
Paese è ampiamente calcolato.
Infatti tagliare di almeno il 3% la spesa pubblica, cioè di almeno 24 miliardi subito e annunciare un piano
in continuità di altrettanti tagli per gli anni a venire, che rischi comporta se non quello di una
impopolarità temporanea?
Tagliare il debito pubblico con un colpo secco (e non con manovre­aspirina come quelle della vendita di
pezzetti di Poste Italiane e di porzioni ridicole di immobili) che cosa comporta, se non la decisione di
costituire un grande fondo immobiliare dove richiamare tutti gli immobili dello Stato e tutti quelli che lo
Stato ha devoluto agli enti locali? Comporta forse il rischio di impugnazione da parte di Comuni e
Regioni, come alcuno paventa dato che la devoluzione del federalismo aveva comportato l' emanazione
di leggi costituzionali? In teoria è possibile, ma solo se il richiamo degli immobili degli enti locali in un
unico fondo venisse fatto senza il consenso degli enti stessi, verso i quali invece si può esercitare la
forte persuasione morale che genera il peso di oltre 500 miliardi di debiti che detti enti apportano al
debito pubblico contabilizzato da Eurostat. E comunque non è stato proprio l' ex presidente Mario Monti
a dire che l' Italia è in un percorso di guerra e quindi varare leggi retroattive (contro un principio
fondamentale del diritto) non doveva certo scandalizzare?
Ha fatto parte del percorso di guerra la retroattività della riforma Fornero sulle pensioni; ha fatto parte
del percorso di guerra rendere mendace lo Stato, con l' imposizione di una tassazione aggiuntiva
(ancorché giusta) a chi aveva usufruito dello scudo (quasi tutti evasori e quindi da vituperare) fidandosi
della garanzia di non ulteriore tassazione straordinaria di quei fondi. Con un passato recente come
questo, di cosa dovrebbe preoccuparsi il governo nel richiamare cosa pubblica per far fronte a un
debito gonfiato proprio dagli enti che hanno questi beni e che quindi dalla vendita non avranno che da
trarre vantaggio di veder scendere il loro buco di bilancio, tenuto anche conto che salvo casi rarissimi
quegli immobili non sono stati certo valorizzati o usati in maniera produttiva?
Occorre uscire dal giochino delle vendite di briciole alla Cdp e assolutamente inconsistente è anche l'
argomentazione che il mercato immobiliare è depresso: infatti, il conferimento a un fondo non comporta
la messa immediata sul mercato di quegli immobili, ma il loro inserimento in un organismo di veri
professionisti che per tre o quattro anni li ristrutturi e li valorizzi. Dove il fondo prenderebbe le risorse
per questo impegnativo lavoro? Per esempio dagli utili derivanti da quote di società che rendono che lo
Stato potrebbe apportare al fondo stesso invece che passarle alla Cassa depositi e prestiti. A
cominciare, per esempio, dalle quote di Poste Italiane, invece di metterle sul mercato.
Oppure da alcune quote di Terna e di società da privatizzare.
Insomma, la creazione di un certo flusso di liquidità per valorizzare la parte più consistente di
patrimonio pubblico che sono appunto gli immobili. E poi, ben conoscendo la propensione degli italiani
a investire nel mattone, sarebbe irrealistico pensare di collocare fra i cittadini­risparmiatori o capitalisti
quote di quel fondo se fosse palese che a guidarlo sono manager di grande livello? E sarebbe dannoso
prevedere che per i sottoscrittori del fondo ci sia una minore tassazione del normale al momento della
realizzazione del guadagno con la cessione sul mercato delle quote?
Il presidente Letta sa benissimo che i mercati reagiscono con assoluta tempestività, spesso anticipando
il materializzarsi di fatti positivi: basta che l' annuncio sia credibile. Quindi anche solo annunciando, ma
in maniera credibile, un programma come questo lo spread sì che si abbasserebbe stabilmente,
creando un immediato risparmio nel costo del debito, certamente superiore a quella che potrebbe
essere l' agevolazione fiscale per i sottoscrittori del Fondo immobiliare Italia. La ricchezza degli italiani
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
(ma al fondo sarebbero sicuramente interessati anche investitori istituzionali italiani e stranieri) è ancora
superiore agli 8.500 miliardi di euro di cui 3.500 in attività finanziarie. Raccogliere 400 miliardi non
sarebbe un' impresa impossibile specialmente se scadenziati in tre o quattro anni. Ma l' effetto di un
taglio secco del debito, che comunque sarà imprescindibile con il Fiscal compact, avrebbe effetti
straordinari, consentendo non solo di risparmiare nel pagamento degli interessi ma anche di poter
destinare tutta la riduzione fiscale proveniente dal taglio della spesa all' aumento del reddito dei
cittadini, senza il quale i consumi non riprenderanno mai.
Anche uno studente del liceo è in grado di capire come questo meccanismo sia l' unico virtuoso per
strappare l' Italia e gli italiani (specialmente giovani) a un triste destino. Solo il recupero dei consumi e
con esso degli investimenti può creare posti di lavoro in maniera significativa per ridurre la
disoccupazione e quella giovanile prima di tutto.
Le necessità del Paese sono anche altre, specialmente per poter attirare investimenti produttivi dall'
estero: il risanamento della giustizia e una reale flessibilità del lavoro in primo luogo. Ma per i processi
legislativi ci vuole tempo, anche se il ciclone Matteo Renzi potrebbe imprimere un ritmo diverso ai lavori
parlamentari. Gli altri provvedimenti economici sono nella totale disponibilità del governo, anche se per
una Costituzione pensata principalmente per evitare un nuovo duce, il governo ha poteri scarsissimi
rispetto all' esecutivo di altri Paesi.
Che soltanto la via dei tagli della spesa e del debito siano capaci di scuotere il Paese lo dimostra l'
andamento dell' economia in Gran Bretagna, come hanno opportunamente descritto Giavazzi e Alesina
di recente sul Corriere della Sera.
Il primo ministro David Cameron, conservatore convinto, ha avuto il coraggio di tagliare drasticamente
la spesa, anche attraverso il gesto impopolarissimo di licenziare 400 mila dipendenti pubblici. Il primo
impatto sull' orientamento dei cittadini votanti è stato naturalmente negativo, ma appena hanno
cominciato a mostrarsi gli effetti positivi della scelta, con una forte riduzione della disoccupazione
nonostante i 400 mila dipendenti pubblici che avevano perso il posto, Cameron ha visto crescere la sua
popolarità e il consenso dei cittadini.
Con il che si capisce che l' applicazione della ricetta ormai condivisa da quasi tutti gli economisti è
anche un ottimo investimento per i politici. I quali tuttavia devono avere più coraggio e forse anche più
spregiudicatezza: Letta e Angelino Alfano hanno la faccia dei bravi ragazzi, educati e riflessivi.
Andrebbero benissimo, ma non in tempi in cui è necessario essere perfino cattivi. Qualità che non
mancano a Renzi, il quale, se giocherà bene la partita e frenerà certe ingenuità di suoi giovani
collaboratori come la bambola dagli occhi cerulei, Maria Elena Boschi (che vorrebbe prelevare il 10% di
Eni, Enel, Terna ecc. per creare posti di lavoro), potrà rendere un reale servizio a tutto il Paese in
questa contingenza di giochi a spillino, come direbbero proprio nella città di Renzi ricordando il detto
«Con lui non giocherei neppure a spillino». Cioè non metterei in gioco neppure uno spillo, per dire il
minimo.
Ecco, attuare le privatizzazioni e la vendita degli immobili pubblici con il contagocce è l' errore peggiore
che Letta possa commettere. Il Paese non può galleggiare grazie a all' applicazione di toppe e all'
erogazione di ossigeno per un bilancio soffocato dai debiti e dalla spesa pubblica.
In questo modo si portano all' esasperazione anche coloro i quali credono ancora nella possibilità di
risalita dell' Italia. (riproduzione riservata) Paolo Panerai.
PAOLO PANERAI
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pubblica amministrazione
Tutti sono in attesa dell' intervento con il botto che però non tocchi alcun interesse costituito.
Le cose che dovrebbero essere fatte per rilanciare
sul serio l' occupazione (le elenco) purtroppo non si
trovano nel Job Act
Ho voluto aspettare di compulsare
diligentemente il Job Act di Matteo Renzi
(tempi impiegato: 15 minuti) e soppesare i
profondi commenti di economisti, sociologi,
politici ed esperti vari. Ho voluto attendere che
la Camusso chiedesse la solita patrimoniale
«redistributiva» per aumentare i redditi e,
quindi, la domanda e, quindi, il lavoro; che
Bonanni dicesse che, comunque, lui è d'
accordo e che la Fornero dicesse che il Job
Act lo avrebbe voluto scrivere lei. Ho voluto
aspettare che tutto questo accadesse per
poter dire che all' Italia non serve alcun Job
Act. E che certamente non le serve il Job Act
di Renzi che non ha scritto un libro delle buone
intenzioni, ma un manifesto politico­elettorale
utile al candidato premier, ora incidentalmente
segretario del Pd, per attribuirsi un profilo
riformista ma liberale, di sinistra ma liberista,
sul quale costruire la sua immagine di leader
pronto a scalare Palazzo Chigi alla testa di un
corteo dei liberisti di sinistra che, non
esistendo, saranno soprattutto di destra.
Ovviamente i primi a cascarci sono stati quelli
per i quali «Il liberismo è di sinistra» e che non
vedevano l' ora che qualcuno desse loro
ragione, cioè il tandem Alesina­Giavazzi che,
prima della crisi, si sono distinti nel sostenere
che della crisi era perfino pericoloso parlare, non perché non ci fosse, ma perché, a forza di temere che
ci sarebbe stata, essa ci sarebbe stata davvero. Contenti, hanno, anche loro, dato credito ad un Job Act
che è un programma politico utile solo a far tremare un governo già in bilico e mantenere impantanato il
parlamento, i partiti, i sindacati e l' opinione pubblica in una discussione che non aumenterà il numero
degli occupati. E se qualcuno pensa il contrario o è un illuso, o è in malafede o è un renziano.
Il vero Job Act di cui ha bisogno l' Italia è il taglio del costo dell' energia, che in Italia è superiore del 30%
rispetto ai concorrenti europei; un taglio deciso del cuneo fiscale (e non per quel brodino di 14 euro di
Letta) anche sforando, temporaneamente, i parametri europei; e la privatizzazione dei servizi pubblici
locali gestiti da Comuni che non riescono a chiudere i bilanci senza aumenti delle tasse ma vogliono lo
stesso continuare a gestire servizi che non sono capaci di rendere produttivi e, quindi, impossibilitati ad
assumere, senza gravare sulle spalle degli utenti­contribuenti.
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Italia Oggi
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Serve il taglio dei costi burocratici, la certezza del diritto commerciale, la velocizzazione delle procedure
giudiziarie. Serve la meritocrazia, l' abolizione del Titolo V della Costituzione e la trasparenza degli
appalti. Serve la lotta alla criminalità e all' illegalità nel campo dell' offerta di lavoro (vedi Prato). Serve l'
abolizione degli inutili e costosi centri per l' impiego pubblici, dove le offerte di impiego vengo affisse
con le puntine da disegno nella bacheca in corridoio. E serve soprattutto che i fondi europei non
vengano più dati in gestione alle automonie locali così da evitare che vengano spesi per coltivare
clientele, ovvero, per aumentare l' inefficienza e l' inefficacia dell' intervento pubblico in economia, ma
occorre che vengano gestiti da una autorità centrale sottoposta al controllo della Corte dei Conti da
manager che vengono valutati con il metodo dei risultati ottenuti e non di quelli preventivati (come si fa
ora).
Questo è il vero Job Act. Il quale certamente va accompagnato (non preceduto né seguito) da un
aumento dei diritti delle persone che ora non ne hanno alcuno a partire da quello delle donne precarie di
avere un figlio senza il terrore di essere licenziate. Ma per attribuire loro questa tutela non serve un
immaginifico Job Act, basta una legge (il ministero del Lavoro serve per questo). Capisco che una
semplice, banale, normale legge dello Stato non eccita l' immaginazione dei futuri elettori del Pd
renziano, che, dopo anni di grigiore, hanno bisogno di vedere i fuochi d' artificio sospirando «ah, se
Renzi fosse arrivato prima», ma sarebbe più semplice e veloce.
Spiace per loro dire che non serve a nulla ridurre le tipologie di contratti di lavoro per aumentare i posti
di lavoro, prima di tutto perché i tipi di contratto non sono 40 ma 15 e, in secondo luogo, perché 15 è un
numero adeguato alla eterogeneità dei modelli d' impresa che concorrono a formare il Pil del Paese il
quale è costituito, per il 92%, dal lavoro di piccole e medie imprese che non possono essere certamente
costrette ad applicare l' identico tipo contratto che applica la Fiat.
Serve smetterla con i sussidi alle imprese decotte, compresi quelli erogati perché si assumano persone
delle quali non hanno bisogno ma che sono utili per sostituire dipendenti più anziani la cui unica colpa è
quella di avere un' età che non gli consente di essere sussidiati dallo Stato. Serve l' abolizione delle
province, la licenziabilità dei dipendenti pubblici e la meritocrazia all' università. Servono molte cose.
Tutte quelle che non sono nel Job Act di Renzi.
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MARCO COBIANCHI
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11 gennaio 2014
Pagina 26
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Per errore il senato ha anticipato il termine al 24/1. Fornaro: rimedieremo.
Imu, ancora un pasticcio
Sanatoria sulla seconda rata fino al 16/6.
Fino al 16 giugno 2014 sarà possibile mettersi
in regola con la seconda rata dell' Imu 2013
versando quanto dovuto senza pagare
interessi e sanzioni. La sanatoria, concessa ai
contribuenti dalla legge di Stabilità 2014 per le
ipotesi di insufficiente versamento, continuerà
ad applicarsi nella sua versione estesa e non
in quella ridotta (fino al 24 gennaio) approvata
per errore dal senato nel corso della
conversione del dl Imu­Bankitalia. Si è trattato
di un «evidente incidente tecnico» dovuto alla
mancanza di coordinamento tra i due
provvedimenti che a distanza di pochi giorni l'
uno dall' altro hanno stabilito scadenze diverse
per la stessa sanatoria. Peccato però che tra i
tecnici del senato nessuno se ne sia accorto e
l' emendamento con la data più ravvicinata,
approvato in commissione al senato, sia stato
confermato dall' aula di palazzo Madama che
giovedì ha licenziato il testo del decreto. Ma al
pasticcio si porrà rimedio. Ad assicurarlo è lo
stesso relatore del dl Imu, Federico Fornaro
(Pd). «Si è trattato di un incidente tecnico
dovuto alla fretta con cui il senato ha dovuto
lavorare sui due testi durante la sessione di
bilancio», spiega a ItaliaOggi.
«Quando la commissione ha dato il via libera
alla sanatoria fino al 24 gennaio, non era
ancora stato presentato l' emendamento della Lega alla legge di Stabilità che ha prolungato la chance
fino al termine di versamento della prima rata 2014». «Ma i contribuenti», assicura, «devono stare
tranquilli perché resterà in vigore la possibilità di sanare gli errori nel versamento della seconda rata
dell' Imu 2013 fino al 16 giugno». La soluzione che Fornaro indica come più probabile per correggere l'
errore è quella di un emendamento al decreto Milleproroghe. Altrimenti dovrebbe essere la camera ad
intervenire, modificando il dl Imu­Bankitalia (dl 133/2013) che però a questo punto dovrebbe tornare al
senato per la terza approvazione. E i tempi sono strettissimi visto che il decreto va convertito entro il 29
gennaio.
Intanto, continua a tenere banco il nodo dei fondi che verrebbero a mancare ai comuni c o n l '
introduzione della Tasi.
Un' ipotesi a cui il governo starebbe lavorando prevede che il miliardo e mezzo mancante nei conti dei
comuni possa essere reperito dal federalismo demaniale, rendendo oneroso invece che gratuito il
passaggio dei beni statali agli enti. Un' ipotesi che Roberto Reggi, presidente della Fondazione
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11 gennaio 2014
Pagina 26
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
Patrimonio comune dell' Anci, si augura venga rigettata. «Non è accettabile che sull' altare del pasticcio
Imu­Tasi venga sacrificato il federalismo».
FRANCESCO CERISANO
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11 gennaio 2014
Pagina 26
Italia Oggi
pubblica amministrazione
6.000 campanili.
Mini­enti, arrivano i fondi
Stanno per arrivare nelle casse di 115 piccoli
comuni i p r i m i 1 0 0 m i l i o n i d i e u r o p e r i l
finanziamento del Programma «6.000
campanili». A questi, si aggiungeranno a
breve gli ulteriori 50 milioni stanziati dalla
legge di Stabilità 2014.
Nelle prossime settimane, infine, altre risorse
dovrebbero arrivare dalla riprogrammazione
dei fondi strutturali europei per il Sud.
Nei giorni scorsi, il ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, Maurizio Lupi, ha firmato il
decreto che approva la graduatoria dei comuni
ammessi alla prima tranche di finanziamento,
stanziata con il c.d. decreto del Fare (dl
69/2013): si tratta, come detto, di 115 comuni,
che si divideranno i primi 100 milioni
disponibili.
Il provvedimento è ora all' esame della Corte
dei conti. Appena ottenuto il via libera dei
giudici contabili, scatterà la stipula delle
convenzioni con i singoli enti beneficiari. Gli
uffici ministeriali sono già pronti: l' obiettivo è
accelerare al massimo i tempi del
procedimento, anche per rispettare la tabella
di marcia che prevede che gli affidamenti dei
lavori siano effettuati (a pena di revoca del
finanziamento) entro il 25 febbraio 2014 e che
pagamento del saldo finale sia disposto entro
il prossimo 31 dicembre.
A breve, poi, dovrebbe arrivare un secondo decreto con la graduatoria dei circa 60 comuni finanziati
con gli ulteriori 50 milioni di euro messi a disposizione dalla legge 147/2013.
Al Programma «6.000 campanili», infine, sarà destinata anche una parte delle risorse non spese dalle
regioni meridionali sui fondi strutturali europei relativo al ciclo di programmazione 2007­2013.
Secondo Lupi, si potrebbe arrivare addirittura ad 1 miliardo, cifra che consentirebbe di finanziarie
qualcosa come altri 1.000 interventi, su cui sono in corso le verifiche per l' inserimento nell' elenco delle
opere ammesse.
Ricordiamo che i progetti presentati sono stati complessivamente 3.600, tutti (in teoria) immediatamente
cantierabili: per questo, il governo guidato da Enrico Letta ha già annunciato la volontà di destinare
nuove risorse al Programma fra il 2014 ed il 2015.
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MATTEO BARBERO
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La Voce di Romagna
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
D.S.A, open day Agrinfanzia da Artemisia
La Onlus Agrinfanzia organizza lunedì, dalle
17 alle 19, un open day di presentazione di un
suo nuovo progetto dal titolo: "D.S.A.
(Disturbi Specifici dell' Apprendimento), una
differenza individuale, non una disfunzione". L'
incontro si terrà nei locali dell' Agriturismo
"Artemisia" a Godo di Russi, via Traversa 16. Il
progetto, che partirà a fine gennaio, si
svilupperà in tre fasi: formazione a educatori e
insegnanti della scuola primaria e secondaria
di primo grado della durata di 18 ore;
formazione gratuita alle famiglie della durata di
2 ore; doposcuola in fattoria didattica per tutti,
con percorso specifico per bambini e ragazzi
con DSA, certificati e non. Per informazioni:
340 9835045 www.agrinfanzia.it.
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11 gennaio 2014
Pagina 8
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Eccellenza.
Giornata di amichevoli sui campi della provincia
Ravenna ANCORA un sabato pomeriggio con
tanti test per le squadre di Eccellenza. Oltre al
Ravenna ­Forlimpopoli, in campo anche le
squadre di Eccellenza della nostra provincia,
in preparazione alla ripresa del campionato
del 19 gennaio. A Castiglione di Ravenna la
capolista Ribelle incontra alle 15 il Ronta di
Promozione. Al Dini e Salvalai il Massa
Lombarda incontra alle 14.30 il Bagnacavallo
di Promozione, è un' altra verifica interessante
per la truppa di mister Zaccaroni. Il Faenza è
di scena a San Pietro in Vincoli , alle 14.30,
contro la squadra di mister Capanni, quarta in
Promozione: «Giocheranno diversi ragazzi
della squadra juniores ­ spiega l' allenatore
faentino Ivo Dardozzi ­, intanto stiamo
recuperando Negrini, Varoli, Bertoni, Gavelli,
Ricci e Salvatori». Al Brigata Cremona l'
Alfonsine sfida il Cotignola protagonista di una
bella stagione in Prima categoria (è seconda e
semifinalista in Coppa): «Sarà a riposo Ceroni
a titolo precauzionale», dice l' allenatore
Orecchia. Il Russi gioca alle 15 a Savio ,
contro la squadra locale di Prima categoria:
«Tutti i giocatori sono disponibili ­ dice Paolo Bagnara, allenatore degli arancioni ­ sarà un buon test per
la ripresa del campionato».
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11 gennaio 2014
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Bassa Romagna
DOPO una breve pausa invernale, anche per
la sempre più numerosa schiera locale di
appassionati di ciclismo è tempo di ?scaldare'
i pedali. Tra meno di un mese si aprirà infatti
una stagione assai ricca di appuntamenti.
Eventi molto attesi dalle migliaia di tesserati
(nella scorsa stagione si sono registrate più di
40mila presenze) nelle numerose società che
si basano sul volontariato e che rappresentano
un esempio per tutto il mondo sportivo. Una
stagione che si annuncia molto intensa con
ben 84 eventi tra raduni e appuntamenti. I tre
Comitati Uisp Bassa Romagna, Imola­Faenza
e Ravenna hanno predisposto un calendario
cicloturistico appositamente studiato per
soddisfare tutti i gusti.
L' anno partirà sabato 15 febbraio con il
raduno della Bassa Romagna affidato al Gs
Boncellino, seguito il giorno dopo da quello
della Lega Uisp Faenza. Il 22 febbraio sarà la
volta dell' apertura per il circondario di Imola.
In occasione di questi primi appuntamenti
parte degli incassi verrà devoluta in
beneficenza. Un aspetto molto importante se
si tiene conto che il coordinamento delle Leghe Ciclismo Uisp opera in collaborazione con oltre cento
società. Gli appuntamenti proseguiranno con l' epilogo del 9 novembre del raduno Telethon a Lugo. E
proprio per quanto riguarda le chiusure stagionali, la Uisp Faenza terminerà l' attività sabato 25 ottobre,
seguita il giorno dopo da Lugo con il tradizionale ritrovo nel piazzale davanti alla sede della Uisp.
TRA I GRANDI eventi da segnalare, la 35esima edizione del ?Giro della Romagna', celebre Gran
Fondo che si disputerà domenica 11 maggio con la tradizionale organizzazione affidata all' Uc
Francesco Baracca di Lugo.
Qualche settimana prima, il 27 aprile, toccherà alla Gran Fondo ?Strada dei vini e dei sapori dei colli di
Forlì e Cesena' organizzata dalla polisportiva Bertolt Brecht di Russi. Il 13 aprile, invece, sarà la volta
della Gran Fondo ?Le Cime di Romagna' dell' Avis Faenza, mentre domenica 25 maggio scenderà in
campo l' organizzazione del Pedale Bianconero che gestirà la sua Gran Fondo ?Città di Lugo'. Il quadro
del ?Circuito Romagnolo' sarà chiuso con la ?Ercole Baldini' della Gs Ciclistica Massese l' 8 giugno.
Luigi Scardovi.
SCARDOVI LUIGI
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La Voce di Romagna
sport
SOTTO LA LENTE / LA PRIMA G AL GIRO DI BOA.
Dovadola matricola davvero Real
La neopromossa ha chiuso l' andata in fuga a più sette sul tandem Cotignola­Savarna
grazie a cifre da urlo Ben 34 gol fatti e solo otto subiti.
Ametà del campionato di Prima Categoria, la
squadra con il panettone più fragrante da
scartare nel girone G è il Real Dovadola. Dopo
quattro anni consecutivi in Seconda, la
neopromossa non solo ha disputato il girone d'
andata senza subire sconfitte, ma si è pure
accomodata in testa al gruppo, con ben 7
lunghezze di vantaggio sul tandem delle
inseguitrici Cotignola e Savarna. Trentaquattro
reti segnate e solo otto subite sono un
patrimonio statistico che lascia intendere
quanto sarà dura per le avversarie scalzare
dalla piazza di testa questa squadra Real. L'
unica delusione della stagione è stata
procurata dai rivali del Cotignola, che in
Coppa Emilia ha eliminato proprio la capolista.
Il resto è tutto da incorniciare, in una rosa che
non pare aver bisogno di alcun ritocco. Finora
è arrivato solo il secondo portiere, Mattia Betti,
classe '89, dal San Leonardo; ma dovrebbe
trattarsi del primo e ultimo acquisto.
Oltre al Cotignola, che ha strappato un inutile
1­1 in casa della capolista nell' ultimo turno di
campionato, c' è il Savarna ad essere risalito
in classifica. La squadra è stata
dichiaratamente costruita per centrare la
promozione diretta, dopo l' ottimo terzo posto
della stagione scorsa. Eppure qualcosa è
mancato in questa prima frazione di campionato, specialmente la scarsa vena realizzativa del reparto
avanzato: 24 gol segnati, ben 10 in meno di Real Dovadola e Cotignola.
Una lacuna pesante, causata dalle defezioni di Fortunato Cafà e dall' appannamento di Mirko D' Amico,
che l' anno scorso ha realizzato ben 19 reti nell' arco della stagione, mentre quest' anno è fermo a quota
5. Sebbene la difesa sia una certezza, l' assenza più significativa è quella di Ivan Tosi. Lo storico
capitano, classe 1976, di cui è nota l' esperienza nel Mezzolara e nel Massa Lombarda, è stato vittima di
un grave infortunio che lo terrà fuori dai campi fino a fine stagione.
Nel novero delle prime, chi più ha da rammaricarsi per l' andamento del suo campionato è il Reda,
capace di veleggiare in prima posizione fino all' 11ª giornata, per poi incappare nelle 5 sconfitte
consecutive che l' hanno relegato in quarta posizione, a ­11 dal primo posto. Decisiva è stata la sconfitta
casalinga contro il Villanova dello scorso 17 novembre, prima del 6­0 contro il Pinarella, sicuramente il
punto più basso di stagione.
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La Voce di Romagna
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Dunque, non può che esserci fermento nella dirigenza, che ha già provveduto all' acquisto della mezza
punta Visani, classe '91, dal Faenza, e ha nel mirino un altro paio di giocatori (una punta e un
difensore). Un contributo forse decisivo alla flessione della squadra l' hanno dato gli infortuni di Ibricic e
Leonardi, entrambi col crociato a pezzi. Il proposito per l' anno nuovo è quello di ritrovare autostima,
punto di partenza per poter conseguire i risultati di inizio stagione.
Ma ci sono squadre che se la passano decisamente peggio: il Villanova, nonostante l' impresa contro il
Reda, ha avuto una discontinuità di risultati che l' ha precipitato in penultima piazza. Mister Ferruzzi è
un sergente di ferro: richiede molto in allenamento, perché sa che il lavoro settimanale si rispecchia
spesso nel risultato del campo. Eppure non è facile ispirare stimoli nei suoi ragazzi, che faticano a
trovare equilibrio nei 90' e finiscono per imbarcare troppi gol: delle 37 reti al passivo, ben 26 sono
maturate da calcio da fermo (rigore, corner o punizione). Un dato su cui riflettere, aggravato dall'
inesperienza e dall' incapacità a gestire il risultato. Malgrado le evidenti carenze di organico, la società
non può permettersi nuovi innesti: per questo si aspetta molto dal rientro di Diego Ferrucci, difensore,
classe '79, che a settembre si è operato al menisco. Mancano minuti nelle sue gambe, ma il carisma e l'
esperienza che si porta dietro potranno iniettare fiducia e determinazione a tutta la squadra. Di questi
input avrebbero bisogno anche le Stuoie Baracca Lugo, che annaspano all' ultimo posto a quota 7 punti.
Qualche miglioramento, almeno a livello di gol incassati, si è visto: dopo le imbarcate di inizio stagione
(0­8 all' esordio contro il San Pancrazio e 5­0 contro il Civitella nella giornata successiva), la squadra si
è riassestata, se non altro nelle prestazioni difensive. Ma non è stato sufficiente: in questi giorni la
società ha deciso di esonerare il tecnico Luigi Camorani e di chiamare al suo posto Luigi Falco, il mister
che ha condotto l' Azzurra in Prima, un tecnico navigato per la categoria. Spiega il ds Giulio Angolani:
"La squadra può fare di più: il nostro obiettivo è raggiungere le squadre che sono sopra di noi e giocarci
la salvezza ai playout.
Il tempo per recuperare c' è".
La società, intanto, si è assicurata le prestazioni del giovanissimo attaccante Savorani, classe '96, e dei
centrocampisti Cipriani e Moretti. Qualcuno, tuttavia, ha già fatto le valigie: il centrocampista Angelo
Iurescia, nato nel 1980, andrà ad accasarsi al Savarna, mentre Cristian Ferri approderà ai cugini dell'
Atletico Lugo in Terza Categoria.
Federico Polverelli Dovadola e (sotto) il Reda.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
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TENNIS.
E' un "Città di Nonantola" da record
RIMINI. Sono 26 le formazioni romagnole al via
nel trofeo "Città di Nonantola", il campionato
regionale indoor maschile di 4ª categoria. Un
numero record per questo campionato che
scatterà il 17 gennaio (ore 19) con la prima
giornata della fase a gironi, ben tredici.
Vediamo i raggruppamenti dove sono inserite
le squadre romagnole. Nel 2° girone in campo
Ct Cacciari Imola A, Polisportiva Buscherini
Forlì, Ct Conselice B, Ct Massa Lombarda,
oltre a Tc Sant' Agostino e Village Tc
Molinella. Nel 3° girone spazio a Polisportiva
Circolo Sarsina, Ct Cacciari B, Ct Cesarea
Ravenna e Ct Zavaglia B Ravenna, oltre a Ct
Argenta e Country Club Villanova A. Nel 4°
girone altre quattro squadre romagnole
impegnate, Ct Cesena, Forum Tennis Forlì,
Seven Tennis Team e Ct Cervia, oltre a Tc
Budrio e Tennis Decima A.
Il 5° girone è tutto romagnolo e propone nella
prima giornata le seguenti sfide: Polisportiva
2000 Cervia ­Tc Riccione A, Tc Coriano­Ct
Zavaglia A, Ct Conselice A ­Tc
Castelbolognese.
Quasi tutto locale il 6° girone con queste sfide
per le nostre: Tennis Decima B­Ct
Gambettola, Tc Riccione B ­Tc Bagnacavallo e
Asbi Imola­Ct Casatorre.
Nell' 8° girone in campo Ct Russi, Polisportiva Cava e Ct Cerri Cattolica. (a.g.
)
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Rassegna stampa 11-01-2014