BIBLIOTECHE DAUNE La civica « Luigi Pascale » di Manfredonia Inaugurazione della nuova sede La manifestazione inaugurale della nuova sede, preceduta da un manifesto del Sindaco alla Cittadinanza, si è svolta l'otto dicembre di questo anno nel salone consiliare di Palazzo S. Domenico, innanzi a un folto pubblico di invitati, tra i quali S. E. l'Arcivescovo sipontino, Mons. Andrea Cesarano, il consigliere provinciale e presidente dell'Istituto Nazionale per le Case Popolari, avv. Berardino Tizzani, il gen.le Raffaele Castriotta, presidente della Società di Cultura « Michele Bellucci », il prof. Michele Melillo, dell'Università degli Studi di Roma. Per l'occasione aveva accettato di buon grado l'invito ad intervenire il nuovo titolare della Direzione gen.le delle Accademie e Biblioteche e per la Diffusione della cultura, gr. uff. dott. Nicola Mazzaracchio, giunto a Manfredonia da Foggia, dove il giorno innanzi aveva avuto un proficuo incontro con gli esponenti locali della cultura e della P.A. Erano in sua compagnia i dottori Carlo e Renzo Frattarolo e il dott. Maioli, tutti alti funzionari del Ministero della P.I., il soprintendente bibliografico per la Puglia e la Lucania, prof. Antonio Caterino, il provveditore agli studi di Foggia, dott. Raffaele Ferrante, il direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia, prof. Angelo Celuzza, l'assessore prof. Pasquale Ricciardelli, in rappresentanza dell'Amministrazione Provinciale di Capitanata. Il Sindaco, dottor Nicola Ferrara, che insieme con gli Assessori e numerosi Consiglieri, aveva ricevuto i graditi ospiti, ha loro rivolto il cordiale e grato saluto della Città. Egli ha ricordato che: «L’attuale cerimonia può essere compresa tra le solennità civili del popolo di Manfredonia, che dal manifesto fatto affiggere per l'occasione dalla Civica Amministrazione, ha avuto notizia dell'avvenimento. Essa conclude una lunga serie di tentativi fatti nel passato dal Comune, per soddisfare l'aspirazione dell'intera Cittadinanza. «Disporre di un luogo di incontri e di studio, per cultura generale e per preparazione specifica era una esigenza cui non si poteva più derogare e per ciò essa ha costituito un punto 99 programmatico importantissimo e la preoccupazione costante del nostro Centro-Sinistra. « La Biblioteca "Luigi Pascale" finalmente ha una degna sede e un personale sufficiente: l'Amministrazione, nonostante le note difficoltà di bilancio, comuni a tutto il Mezzogiorno, ha adempiuto la sua parte, creando in questo modo le premesse per l'intervento governativo. « Questo non si è fatto attendere, come dimostra la presenza dell'illustre Direttore generale delle Accademie e Biblioteche, al quale, - nel ricordo di quanti promossero e incrementarono l'istituzione tra mille difficoltà - col ringraziamento affido il voto che, avvalendosi sempre dell'intervento centrale, questa civica Amministrazione possa adempiere in pieno il mandato popolare, che comprende anche e soprattutto la elevazione culturale cui ha diritto ed aspira la città sveva, che ultimamente ha celebrato con dignità il settimo centenario della sua vita storica ». Dopo il Sindaco, ha parlato il prof. Cristanziano Serricchio, assessore alla P.I. presso il Comune di Manfredonia. « E’ questa una data davvero memorabile per la storia della cultura a Manfredonia, che vede finalmente riaprirsi al pubblico, dopo molti anni, la nostra Biblioteca Comunale, intestata al nome di quel filantropo e illustratore di memorie patrie che fu Luigi Pascale, che, insieme col giovane Mario Simone, salvò e raccolse il primo fondo librario della biblioteca costituito con il residuo di 620 volumi e 6 incunabuli, provenienti dal soppresso Convento dei Frati Minori della Curia Provincializia “S. Michele Arcangelo". « Nel 1926 la Biblioteca e il Museo venivano alloggiati in due sale del Palazzo Comunale, dove ebbero stentato sviluppo per mancanza di personale e di locali idonei. « Dall'aprile di quest'anno la Biblioteca è stata trasferita nella sede in via Ten. Rosa. Non a caso, pertanto, è qui tra noi, in rappresentanza del Ministro della Pubblica Istruzione, il direttore generale delle Accademie e Biblioteche, gr. uff. dott. Nicola Mazzaracchio, i cui meriti verso la Scuola e la Cultura sono assai ben noti, perché io li possa o li debba qui ricordare. Egli viene ad inaugurare oggi la nostra Biblioteca, così come nel maggio del 1962 il prof. Bruno Molajoli, direttore generale delle Antichità e Belle arti, venne a dare il via, col III Congresso Archeologico, alle manifestazioni celebrative del VII Centenario della fondazione di Manfredonia, con le quali si ponevano le premesse per la creazione nel nostro Castello del Museo del Gargano Meridionale e della Zona Sipontina. «Due istituzioni, Biblioteca e Museo, tenute a battesimo all'inizio e alla fine delle celebrazioni storiche da due illustri rappresentanti del Governo e del mondo della cultura. 100 « Non si poteva celebrare meglio, io credo, il centenario della fondazione sveva, senza veder poste in termini di concretezza due grandi realizzazioni. «In una così propizia circostanza mi sia consentito porgere a tutti il grato saluto mio e di Manfredonia, e un grazie particolare al chiarissimo dott. Mazzaracchio, che, accettando il nostro invito, ha dato il crisma della ufficialità alla cerimonia odierna e l'alto consenso della Amministrazione centrale all'opera da noi iniziata. « La sua venuta resterà viva nella nostra memoria, perché essa è per noi il segno della giusta strada intrapresa, la promessa di quell'aiuto, soprattutto morale, che sarà di conforto alla nostra azione, e infine d'incitamento affettuoso di un conterraneo, legato dal comune amore a questa terra di Puglia, così ricca di ricordi svevi e di civiltà, che noi vogliamo vedere più prospera e civilmente progredita. « Un saluto e un ringraziamento cordiale desidero porgere a nome di questa città, anche ai due fratelli Carlo e Renzo Frattarolo, nostri amati concittadini, al dott. Maioli e al caro soprintendente, pro/. Antonio Caterino, al quale va il merito di aver reso possibile, col suo consiglio e aiuto, il presente incontro, e infine un cordiale benvenuto alle gentili signore, ospiti di Manfredonia. « Un anno fa, in questa stessa sala, rappresentando l'Amministrazione Centrale in una delle nostre ricorrenti manifestazioni culturali, il dott. Carlo Frattarolo, pur lodando le nostre iniziative, constatava con animo accorato: "Manca la Biblioteca, manca nelle sue strutture fondamentali e nelle sue linee essenziali ritenute valide e idonee perché essa possa costituire un centro pulsante di vita cittadina, perché possa essere istituto di formazione e di informazione, istituto intorno al quale possa valorizzarsi la vita spirituale di Manfredonia". «Noi abbiamo mantenuto l'impegno che prendemmo allora verso la popolazione e verso di lui, impenitente innamorato di questa città. bella di luce e di mare, ricca di monumenti insigni e di storia, dolce città cara al re Manfredi, che, nelle notti di luna, "sceva cantanno sunette e canzune". « Ora Manfredonia è tutta protesa verso la realizzazione di opere indispensabili allo sviluppo economico e industriale che l'attende e per il quale la cultura è il lievito e la base insopprimibile. Questa città, che annovera tre circoli didattici, tre scuole medie e otto istituti medi superiori e varie centinaia di studenti universitari, non poteva non dare l'atteso impulso a questa essenziale istituzione culturale. A tal fine ci siamo adoperati per togliere la biblioteca alla polvere e all'angustia dello spazio in cui pigramente e svogliatamente ha vissuto per vari lunghi anni a vantaggio solo di alcuni isolati frequentatori, ignorata dalla comunità e considerata come inutile ingombro da molti deviati verso altri interessi, per darle ora il giusto posto che 101 le spetta in una società civile, per farla uscire alla luce, renderla accessibile a tutti, adulti e ragazzi, studenti e contadini, artigiani e operai, per farle cioè vivere una vita non tisica, ma continuamente potenziata, che le consenta di diventare al più presto uno strumento efficace di informazione e di studio, di buon uso del tempo libero e di formazione professionale, rivolta a vantaggio di tutta la Comunità. «Per questo l'Amministrazione ha teso tutti i suoi sforzi per dotare la Biblioteca di nuovi locali piú dignitosi e idonei, per provvedere, mediante l'opera di un direttore incaricato, al riordinamento e alla catalogazione del materiale librario di circa 7 mila volumi, ciò che ha permesso fra l'altro di individuare altri incunabuli e cinquecentine, saliti complessivamente a 96. Il notevole incremento sul bilancio comunale dei fondi per la Biblioteca, e i contributi disposti dalla Direzione Generale, su segnalazioni della Soprintendenza Bibliografica, che si è rilevata oltremodo sensibile e sollecita alle nostre istanze, hanno consentito l'acquisto di libri moderni, con i quali si è inteso iniziare l'opera di aggiornamento della Biblioteca, indispensabile per venire incontro alle varie e vaste esigenze della popolazione. « Tutto questo è stato fatto, malgrado le enormi difficoltà economiche in cui si dibatte il Comune, vincendo molti ostacoli, per assolvere ad un preciso impegno verso la cittadinanza e la cultura, consapevoli della utilità di una simile istituzione. Abbiamo così voluto porre le premesse per assicurare il potenziamento e lo sviluppo costante della nostra Biblioteca, antica aspirazione di tanti concittadini, che questa istituzione hanno vagheggiato e difeso, da Luigi Pascale a Michele Bellucci, da don Silvestro Mastrobuoni a Mario Simone e a quanti altri, come noi, sono convinti che le sorti della civiltà e della democrazia sono legate intimamente al maggiore arricchimento spirituale e ad una maggiore conoscenza strumentale, che solo il libro e, per esso, la cultura, possono promuovere negli individui come nelle masse. « Certo molto resta ancora da fare perché la Biblioteca, arricchendosi di libri adatti a tutti gli interessi e a tutti i livelli di cultura, possa servire i bisogni della popolazione. Ma noi crediamo in questa Istituzione, come crediamo nei valori della cultura e dello spirito, e siamo sicuri che non mancherà il valido aiuto della Direzione Generale e della Soprintendenza, per eliminare le presenti manchevolezze e attrezzare adeguatamente la Biblioteca in modo che essa sia non solo eco del venerabile passato, ma testimonianza della molteplice pulsante vita che oggi viviamo, segno della nobiltà dell'uomo, che nel sapere ritrova la base di ogni vero e civile progresso». Ha preso quindi la parola il prof. Caterino: «Raffaello Franchini in un suo recentissimo saggio Teoria della previsione, formula una considerazione che condividiamo 102 in pieno: " L'uomo è un essere che pensa al futuro; l'assillo di tutte le ore, di tutti i giorni è costituito per lui dalla commisurazione più o meno esatta della distanza che lo separa da eventi ipotizzati o reali, da scadenze cui deve far fronte ». Essa risente della suggestione del mito di Prometeo che ha trovato sigillo nelle opere di Esiodo e nella trilogia eschilea. Prometeo conosceva le cose future come le presenti e sapeva che vano è tentare di resistere al corso della Necessità e del Fato; eppure egli volle tentare la temeraria avventura mettendosi contro la Necessità e il Fato. « La rivolta di Prometeo è il segno di una cultura che si sgancia dalle basi tradizionali di ogni cultura arcaica e diviene il modello della civiltà tecnico-scientifica dell'Occidente; sta a rappresentare l'esigenza di una previsione progettante, che bussa ansiosamente alle porte del futuro per provvedere ai bisogni del presente, in modo da sottrarre l'esistenza umana alla incertezza e alla rischiosità di cui essa è fondamentalmente fatta. E non a caso Schubart ha parlato di cultura europeo-prometeica e di uomo prometeico, ansioso ed anticipante, agli occhi del quale il mondo appare come caos da trasformare in un tutto organico, ordinato, normato perché ne sia più agevole lo sfruttamento. «E’, codesto, il discorso serio e carico di interessi che sta pronunziando la società contemporanea, cui partecipano - come animatori e realizzatori - uomini di dottrina educati al rigore della scienza e bibliotecari, che, non più legati agli schemi e alle valutazioni del tempo che fu, ma inseriti nel clima fervido del nostro tempo, conducono un'azione ben precisa e talvolta ardita per far aderire in maniera concreta i loro istituti alla vasta gamma dei problemi della società moderna. Biblioteche e bibliotecari si sforzano di rendersi operanti sul piano sociale, politico, economico, dottrinario e scientifico. In una parola, lavorano per dare risposte chiare e concrete agli interrogativi della tematica nuova suggerita dal concetto della democrazia moderna. «Noi viviamo in un tempo in cui tutti gli uomini vantano uguali diritti, partecipano al governo della cosa pubblica o costituiscono l'opinione di base che, influenzando i responsabili di governo, decide della pace e della guerra, della giustizia e dell'ingiustizia. Viviamo, cioè, in un tempo in cui la forza di decisione e di scelta risiede nel popolo. Orbene, tutto ciò richiede che le masse, messaggere di pace e di guerra e depositarie di potere, si rendano conto dei grandi problemi che le agitano. Non solo, ma è necessario che tutte le componenti della tematica nuova testé accennata vengano a svilupparsi in maniera parallela. Se le scienze progrediscono fino a disciogliere in mille elementi l'atomo che la nostra generazione aveva appreso sui banchi di scuola essere indivisibile, non può non fare lo stesso balzo in avanti il carattere, diciamo, morale-intellettuale dell'uomo. Al103 trimenti verrebbe a determinarsi uno squilibrio tra le componenti, che senza dubbio trascinerebbe a conseguenze tragiche per l'umanità intera. «La scienza, dunque, ci conduce verso orizzonti nuovi ed ha inaugurata l’èra che abbiamo chiamata atomica e spaziale. Gli uomini già bussano alle porte della luna non per chiederle come un dì Leopardi: "Che fai tu, luna in ciel? Dimmi che fai silenziosa luna?” ma per strapparle segreti e sfruttarne le forze che per millenni sono rimaste sconosciute. In tutto il mondo va crescendo il numero dei paesi indipendenti e liberi. Ebbene, cosa succederebbe se l'uomo non fosse in grado di ricevere con coscienza adulta, cioè in tensione di amore, in clima di comprensione e in unione con Dio, di tutte le cose Creatore, i doni della natura e della libertà? E’ presto detto: da una parte, l'atomica potenziata nella sua forza esplosiva dal sadismo degli uomini potrebbe ridurre il mondo intero ad un ammasso di ceneri; dall'altra, l'esempio di popoli dilaniati da lotte fratricide è largamente dimostrativo ed eloquente. «Dunque, è indispensabile un incremento della pedagogia sociale, di massa, che, integrando quella scolastica, rinnovi gli interessi intellettuali e sentimentali di vasta risonanza nel mondo dello spirito e dell'azione volti alla disciplina del vivere nella piena consapevolezza dei valori permanenti della vita. « Ci rendiamo conto che il ruolo del maestro e quindi della Scuola è quello di fornire quadri ben costruiti che il lavoro personale dovrà poi completare. E tale lavoro non è solo ginnastica dell'intelligenza, ma acquista la fisionomia di ricerca della verità; è perfezionamento della personalità umana. Sicché il cittadino di una democrazia che voglia adempiere i suoi doveri verso la società di cui è membro ed acquisire coscienza dei suoi diritti; che voglia, per dirla con John Stuart Mill, essere considerato non come una ricchezza ma destinatario stesso della ricchezza; che intenda correre alla conquista della nuova frontiera deve sforzarsi di tenersi informato di tutto per tutta la vita. E gli strumenti più adatti per farlo sono il libro e la biblioteca, giacché il primo è un crocicchio di luoghi chiariti, la seconda istituto di comprensione tra gli uomini di ogni colore e sotto tutte le latitudini. «Come chiaramente si vede, le biblioteche occupano un posto importantissimo nella vita della società moderna e sono chiamate a svolgere un ruolo di insopprimibile, primaria necessità. « Grandissimo è il numero degli uomini che sanno e sapranno in avvenire leggere, poiché l'insegnamento non è più un privilegio di una classe o di un ceto, ma è divenuto obbligatorio per tutti. Pochi ancora, però, sono quelli che possono comprare i libri per completare la propria educazione morale ed intellettuale. Per le masse, dunque, la sola possibilità è la Biblioteca pubblica, la quale rispondendo al bisogno di istruzione 104 PATRONI DELLA CIVICA « PASCALE » DI MANFREDONIA PATRONI DELLA CIVICA « PASCALE » Michele Bellucci (Manfredonia, 1849 - Roma, 1944). Giurisperito, storiografo, musicista : ultima espressione locale dell'umanesimo meridionale. Autore di innumerevoli contributi monografici, biografici e bibliografici intorno a Siponto e Manfredonia e di musiche pregiate. queste e quelli tuttora in gran parte inediti. Possedette una raccolta quasi completa di pubblicazioni regionali, che intitolò « Biblioteca Dauna » (dispersa nel bombardamento di Ariccia, ove era stata trasferita). Fu molto generoso di consigli per la civica « Pascale », durante la sua formazione. Luigi Pascale (Manfredonia, 1850-1940). Già maestro elementare e per un trentennio segretario comunale di Manfredonia, ne riesumò il passato con quello della progenitrice Siponto, pubblicando numerosi opuscoli di storia, di agiografia, di numismatica e un vocabolarietto dialettale, tutti incentivi di ulteriori ricerche ed approfondimenti. Ispettore onorario dei monumenti e scavi, concorse decisivamente alla fondazione della civica biblioteca (poi intestata alla sua memoria), alla quale donò raccolte di vasi e altro materiale archeologico, e una collezione di monete. Don Silvestro Mastrobuoni (Cerreto Sannita, 1889 - Napoli, 1966). Canonico teologo mitrato dei rev.mo Capitolo metropolitano sipontino, dottore in utroque iure e lettere. Ispettore onorario bibliografico e alle antichità e belle arti. Direttore onorario della « Pascale » e dell'annessa raccolta archeologica. Continuatore degli studi sipontini, autore di numerose pubblicazioni storiche e agiografiche su l'antica e la nuova Siponto. Promotore con pochi sodali del Comitato pro-cultura e dell'Associazione dei professori, che nel 1944 dettero impulso decisivo alla rigenerazione di Manfredonia, investita dalla guerra. Antonio Simone (Manfredonia, 1874 - Foggia, 1954). Donatore alla « Pascale » di numerose pubblicazioni, compresa una raccolta rara del periodico napoletano « Lucifero », nel 1944 riordinò generosamente la suppellettile bibliografica e ne compilò l'inventario. Corrispondente di quotidiani e settimanali, in lunghi anni sostenne le ragioni di difesa, di sviluppo e di rinnovamento della Biblioteca. LA CIVICA « PASCALE » IN NUOVA SEDE Nel salone municipale il dott. Mazzaracchio conclude la manifestazione di Palazzo S. Domenico S.E. l’arcivescovo, mons. Cesarano, e il dott. Mazzaracchio all’ingresso della Biblioteca LA CIVICA « PASCALE » IN NUOVA SEDE Lettori che non mancheranno mai Aspetti della sala di consultazione sollecitato dai progressi economici e scientifici, consentirà agli uomini di dilatare le dimensioni del loro pensero, di coltivarsi, di avere cura della loro dignità in armonia con il livello di vita innegabilmente migliorata sotto tutti i rapporti e gli aspetti. D'altra parte, le macchine e la tecnica richiedono la qualificazione dell'operaio, il quale deve pur saper rispondere alle esigenze del suo mestiere; e l'agricoltura stessa che segue l'irreversibile processo della industrializzazione esige dall'agricoltore e finanche dal contadino preparazione e competenza. E l'operaio, l'agricoltore, il contadino, l'artigiano solo nella biblioteca trovano lo strumento della loro indispensabile, adeguata istruzione. « Una volta filosofi o poeti potevano dire: "Io sono un uomo e niente di ciò che è umano mi è estraneo". Oggi tutti gli uomini devono poter pronunziare questa frase, perché è la divisa dei tempi nuovi. «A Taranto, città dei due mari, venti giorni or sono si dava un lieto buongiorno alla prima meravigliosa colata d'acciaio, simbolo della tecnica moderna, che, moltiplicandosi, è destinata a contribuire all'incremento della ricchezza materiale della Nazione. Oggi qui, a Manfredonia, sbocco marittimo del Tavoliere della Puglia, alla presenza del Direttore Generale delle Accademie e Biblioteche e per la diffusione della Cultura comm. Mazzaracchio e di suoi autorevolissimi e validi collaboratori, tra cui due figli di questa terra, di autorità religiose e politiche e soprattutto di gran folla di popolo s'inaugura la nuova sede della biblioteca comunale. La quale dopo alterne vicende nell'arco di oltre un cinquantennio ha decisamente imboccato la via della resurrezione. « Essa è conferma di un incontro felice, antico di secoli, tra il popolo di Manfredonia e la cultura; testimonianza di fede nella vita operosa; proposito di realizzazione nel campo del pensiero e dello spirito ». Infine, il dott. Nicola Mazzaracchio, che con la sua presenza ha voluto confermare l'attaccamento filiale alla sua Terra di Puglia e il suo interessamento per i problemi del libro e della cultura in Italia, tra vivissimi applausi, ha così espresso il sentimento e i propositi che lo avevano guidato e accompagnato in questo suo primo incontro con la regione madre: « Come direttore generale delle Accademie e delle Biblioteche sono lieto di esprimere il mio piú vivo compiacimento per l'opera che la Civica Amministrazione di Manfredonia, fervidamente assecondata nei suoi sforzi dalla Soprintendenza Bibliografica per la Puglia e per la Lucania, ha ora condotto a termine, istituendo questa pubblica Biblioteca, che inizia oggi la sua attività. « Il mio sentimento di soddisfazione è tanto più intenso e vibrante in quanto il nuovo Istituto, che inauguriamo, si apre 105 in questa città che è la patria di due valorosi e cari miei collaboratori, i fratelli Carlo e Renzo Frattarolo, ed in questa nobile terra pugliese, cui io pure appartengo ed alla quale, con cuore di figlio non immemore, auguro di poter a grandi passi proseguire l'ascesa verso i nuovi e più alti traguardi del civile progresso alla pari delle altre Regioni d'Italia. «Di tale progresso la Biblioteca è certamente, insieme con la Scuola, uno dei principali strumenti, perché essa è mezzo insostituibile per l'educazione e la formazione democratica del cittadino, per la sua elevazione culturale e morale, per il suo aggiornamento professionale e per il migliore impiego del suo tempo libero. «Come la Scuola, la Biblioteca è necessaria per adeguare la società all'odierno grandioso processo di sviluppo tecnico ed economico. Ma, sopra ogni altro obbiettivo, essa deve mirare a tradurre il perfezionamento tecnico in forme ed in termini di perfezionamento umano, che si concreta nel rispetto dei supremi valori dello spirito, nella dignità e libertà della persona umana ed, infine, nell'autonoma scelta dell'attività professionale, perché ognuno abbia eguali possibilità di mettere a frutto i suoi particolari talenti, coltivare la propria particolare vocazione e divenire un cittadino socialmente utile e attivo, cioè capace di dare un proprio personale contributo al progresso dell'intera nazione. « Così intesa, la Biblioteca si pone come uno degli istituti più importanti della Comunità, la quale, in un periodo come l'attuale, dominato dal tecnicismo, dalla meccanizzazione e dalla automazione, può essere salvata dal pericolo di un deprecabile inaridimento spirituale e di un generale livellamento soltanto dai beni della cultura e quindi dalla lettura e dall'amore del libro. « Merita, dunque, amplissima lode l'iniziativa assunta dalla Amministrazione civica di Manfredonia con l'inaugurazione della nuova Biblioteca, alla quale la mia Direzione Generale non farà mancare la propria assistenza tecnica ed il proprio contributo ftnanziario. «Ma, di fronte ai limiti consentiti per questi interventi ministeriali dalle non cospicue disponibilità del bilancio statale, va pur ricordato che il concorso del Ministero ha una funzione meramente integrativa e non già sostitutiva degli oneri, che ciascuna Amministrazione locale è tenuta ad assumersi per la vita della propria biblioteca, in adempimento di un obbligo stabilito dal vigente ordinamento. «D'altra parte, si può essere certi che quando i cittadini, frequentando la loro biblioteca e trovandola accogliente ed aperta a soddisfare le loro esigenze d'informazione e di cultura, avranno imparato ad apprezzare tutti i benefici che possono trarne per l'arricchimento della propria personalità, non sarà più tanto difficile richiedere alla collettività quei sacrifici, che 106 sono necessari per assicurare il fiorente sviluppo dell'Istituto in armonia col progredire incessante del sapere scientifico e della conoscenza umana. «Con la visione di queste alte finalità, mi è caro di salutare la rinascita della Biblioteca Comunale di Manfredonia con l'auspicio latino: vivat, crescat, floreat! ». Dopo la cerimonia, svoltasi nel palazzo di Città, le autorità e tutti i presenti si sono recati, per il taglio del nastro augurale, presso i nuovi locali della Biblioteca, al primo piano di via Tenente Rosa n. 19. E' stato da tutti verificato lo sforzo sostenuto per una decorosa sistemazione della suppellettile bibliografica, cui ultimamente sono andati nuovi incrementi, subito introitati e sistemati nei moderni e funzionali scaffali metallici. Esso ha meritato l'apprezzamento dal Ministero della P. I., che ha completato con altri scaffali e mobili diversi, indispensabili ai servizi (schedari metallici, tavoli di lettura, poltroncine, scaffalatura metallica) ed ha fornito importanti strumenti di studio e di consultazione (enciclopedia, intere collezioni librarie, periodici culturali, ecc ... ). Nella rinata biblioteca « Luigi Pascale » di Manfredonia tutto, dunque, sembra essere stato predisposto per il suo buon funzionamento, ma occorre sottolineare che, essendo la biblioteca pubblica un istituto della democrazia, le sue sorti sono affidate non soltanto alla sollecitudine e alla sensibilità delle autorità preposte al governo della civica amministrazione, ma a tutti i cittadini, i quali debbono amarla e frequentarla, considerandola uno strumento indispensabile del civico progresso. 107