Legacoop campania Informa
settore pesca
anno 1° n. 2
[settembre 2009]
GIRO DELLE MARINERIE
L’Assessore
Gianfranco Nappi
incontra i pescatori campani
L
’Assessore Gianfranco Nappi,
ad un mese dal suo insediamento
quale Assessore all’Agricoltura
della Regione Campania, ha voluto
immediatamente incontrare i rappresentanti delle Associazioni di categoria e i pescatori delle marinerie campane al fine di meglio comprendere le
problematiche del
settore. Il primo
incontro si è avuto sabato 18 luglio
con le marinerie
della
Provincia
di Napoli: Portici (Granatello) e
Sorrento. Le tematiche affrontate:
pesca a strascico,
fermo pesca 2009,
portualità turistica
ed attività pescherecce a Portici,
piccola pesca artigianale e sviluppo
del pescaturismo a
Sorrento.
Sabato 25 luglio è toccato alle marinerie della Provincia di Salerno: Cetara
e San Marco di Castellabate; la discussione a Cetara si è catalizzata prevalentemente sulla pesca del tonno rosso,
che tra Salerno e Cetara concentra il
maggior numero di imbarcazioni della
flotta tonniera italiana.
Molti gli impegni assunti dall’Assessore Gianfranco Nappi: a fine luglio è stata inoltrata alla Direzione
Generale Pesca del mifap la richiesta
di autorizzazione per l’applicazione
del regime di aiuti “de minimis” a favore degli operatori del settore della
pesca Campania per i sistemi di pesca
a strascico e volante, e per una
compensazione,
una tantum, a favore degli operatori della piccola
pesca
costiera,
nel contempo nel
mese di agosto è
stata avviata una
ampia campagna
promozionale del
pescaturismo,
che ha visto la
realizzazione di
un opuscolo divulgativo con un
elenco dettagliato
di tutte le imbarcazione campane esercenti il pescaturismo e di una edizione speciale della
rivista “Campania Felix”.
Attualmente l’Assessorato sta lavorando all’organizzazione degli Stati
Generali delle Pesca e dell’Acquacoltura in programma nei giorni 26 e 27
novembre 2009 a Napoli.
Questo Bollettino è prodotto nell’ambito delle attività del
PROGETTO P.E.S.C.A. Pesca Europea Servizi Cooperazione Ambiente
VI Piano Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura
is. E/5, via Ausilio, sc. C
Centro Direzionale
80143 Napoli
Tel. 081.606.30.54
Fax 081.602.84.91
www.legacoopcampania.it
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Accordi di Programma
D.G.R. Campania n. 3438 28 novembre 2003 | D.G.R. Campania n. 2515 30 dicembre 2004
redazione: Anna Ceprano, Maria Grazia Gargiulo, Alberico Simioli
e-mail: [email protected]
foto: Maria Grazia Gargiulo
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Legacoop Campania Informa
tempi difficili per il comparto
Pesca del tonno rosso:
razionalizzare sì, eliminare no!
C
ontemporaneamente alla
chiusura, a giugno della
campagna di pesca 2009
del tonno rosso subito si è riaperto il dibattito sul futuro del
comparto.
La quota italiana è passata
dalle 4.888 tonnellate del 2005
alle 3.176 tonnellate per il 2009:
una riduzione del 36% in quattro anni, pari a oltre 1759 tonnellate di mancate catture.
Dopo il varo del piano di demolizioni per l’arresto definitivo delle attività e la definizione
di una soglia minima di tonnellaggio per l’accesso alla quota
(venticinque tonnellate che nel
2010 saliranno a cinquanta tonnellate) sono rimaste quarantanove le imbarcazioni in attività.
Ulteriori sacrifici saranno richiesti per i prossimi anni, visto
che l’iccat, organismo internazionale di gestione della pesca
del tonno rosso atlantico e mediterraneo, nell’ultimo Piano
pluriennale di razionalizzazione
approvato lo scorso novembre,
impone, tra l’altro, una ulteriore riduzione del trenta per cento
della quota comunitaria entro il
2011.
Ogni ulteriore accanimento,
dal ventilato inserimento del
tonno rosso nell’allegato cites
delle specie in estinzione fino
alla moratoria della pesca chiesta da alcuni parlamentari verdi
europei significherebbe portare
all’estinzione un intero comparto produttivo e dover contenere
con adeguate misure socioeconomiche il gravissimo impatto
occupazionale ed economico
che ne deriverebbe per le comunità costiere che dipendono da
questa attività.
Le tappe da qui a marzo
2010:
- dal 12 al 22 novembre in Brasile, riunione iccat;
- a gennaio in Consiglio Pesca la
discussione finale in merito alla
posizione della Commissione e
per mandato negoziale;
- dal 13 al 25 marzo riunione
cites a Doha in Qatar.
notizie flash
ACCORDO LEGA PESCA - RINA
In vista delle certificazioni
richieste nell’ambito dei progetti di adeguamento ed ammodernamento delle imbarcazioni da pesca e cofinanziate
dal FEP e in virtù delle certificazioni ordinarie occorrenti
alla flotta da pesca, è stata
siglata, il 30 settembre, una
convezione tra la Società Cooperativa Ulixes pesca servizi e ricerca ed il RINA per
l’apertura di un’agenzia di
servizi RINA ubicata in Penisola Sorrentina, operante su
tutto il territorio campano.
Attualmente il RINA sta provvedendo alla formazione del
personale e dal mese di novembre l’Agenzia sarà pienamente operativa.
AL VIA lo STOP STAGIONALE
PER LA PESCA DEL PESCE SPADA
rerà fino al 30 novembre lo
stop di due mesi per la pesca
del pesce spada nel Mediterraneo, in applicazione del Reg
(CE) n. 43/2009.
cooperativa campania pesca
Il 26 settembre 2009 si è
tenuta a Cava dei Tirreni la
ormai tradizionale “Festa del
Pescatore” che ha raggiunto
quest’anno la XII edizione.
È scattato il 1 ottobre e du-
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Settore Pesca
XIII COmmissione ambiente del senato
sintesi dell’intervento di Ettore ianì all’audizione delle associazioni di categoria
Tonno rosso: il punto di vista
delle associazioni di categoria
itenevamo e continuiamo
a ritenere che il tonno rosso sia una specie da tutelare attraverso l’esercizio di una
pesca responsabile e compatibile. Accettiamo l’idea di una
razionalizzazione delle attività
di pesca, ma non quella di una
loro chiusura. Da tempo, sotto
l’egida dell’iccat assistiamo al
rigido rafforzamento dei controlli e a drastici tagli di manna-
R
lendo una soglia minima di accesso alla quota: 25 tonnellate
catturate nella campagna 2008,
soglia che salirà a 50 tonnellate
per il 2010. Sono rimaste in attività 49 imbarcazioni. Numero
che scenderà a 22 entro il 2013.
Rispetto alla condivisione degli
obiettivi di tutela e agli sforzi
che il settore sta dimostrando
per garantire la sostenibilità
del prelievo, riteniamo che nul-
non giustifica tale allarmismo,
perché si può ragionevolmente
parlare di specie in sofferenza,
ma non in estinzione. Riteniamo
inoltre di essere di fronte a due
paradigmi totalmente diversi: la
cattura di tonno rosso, infatti, è
alimentazione, occupazione e
ricchezza. Per il panda e la foca
monaca si tratta di una esigenza
di tutela della biodiversità.
Le esigenze della sostenibili-
ia su quote e flotta, con ulteriori riduzioni attese nei prossimi
anni fino al 30%, in linea con
l’ultimo Piano pluriennale di ricostituzione adottato nel 2006 e
potenziato nel 2008.
Solo per promemoria, negli
ultimi tre anni la quota nazionale si è ridotta del 35%. L’Italia
ha avviato un piano nazionale
per la dismissione delle imbarcazioni e sta progressivamente
escludendo dall’assegnazione
dalle quote le imprese tonniere
di più piccole dimensioni, stabi-
la giustifichi l’inserimento del
tonno rosso nelle specie protette
dalla cites, né tra quelle a grave
rischio di estinzione dell’Allegato A, Appendice I, né tra
quelle il cui volume di scambi
internazionali sia incompatibile
con il mantenimento della popolazione dell’Allegato B, Appendici I e II cites.
Riteniamo che sia fuorviante e
mistificatorio equiparare il tonno
rosso al panda o alla foca monaca. Il dato scientifico sulla consistenza dello stock di tonno rosso
tà ambientale sono imprescindibili, ma lo sono parimenti anche
quelle della sostenibilità economica di un settore da cui dipende storicamente la sussistenza
di parti significative delle economie costiere del Mediterraneo, segnatamente nel nostro
Mezzogiorno. Inutile dire che
l’eventuale applicazione di ulteriori misure restrittive nei
confronti della commercializzazione del tonno rosso, previste dalla cites, significherebbe
portare all’estinzione un intero
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Legacoop Campania Informa
comparto produttivo e dover
contenere con misure socioeconomiche straordinarie il gravissimo impatto occupazionale ed
economico che ne deriverebbe.
Prendiamo atto con sollievo e soddisfazione che il Governo italiano ha dimostrato di
condividere questa premessa e
ha avuto la capacità politica di
far parte di quella minoranza
di blocco che ha fatto quadrato
rispetto a questa nuova offensiva e che ha consentito finora di
proseguire il confronto.
Una ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di arrivare a
iattura, il settore produttivo, o
meglio sarebbe dire,quel che ne
è rimasto, continua a richiedere
interventi ed azioni mirate, per
fronteggiare gli effetti dei drastici piani di razionalizzazione
e contenimento dello sforzo di
pesca già decisi in sede iccat ed
in corso di implementazione nei
prossimi anni.
Non va trascurato che l’adeguamento dello sforzo di pesca
deve fare i conti con l’estrema
difficoltà di riconvertire imbarcazioni di così elevate dimensioni e capacità reddituale.
Il Governo italiano ha dato il
gli equipaggi delle imbarcazioni demolite, in particolare attraverso le misure fep (art. 27) che
chiamano in causa la responsabilità diretta delle Regioni. Si
potrebbe valutare anche l’utilizzo dei natanti in programmi
di cooperazione con Paesi Terzi
extramediterranei per altre specie di tunnidi o in programmi di
ricerca volti a monitorare lo stato delle risorse.
Solo in questo modo la riduzione delle quote e le demolizioni potranno portare ad un assestamento
fisiologico sulle quote disponibili,
fino ad un rapporto costi/catture/
far transitare nei mercati solo
prodotto certificato, anche attraverso un documento di cattura,
nello spirito del bcd (Bluefin
Catch Document), validato dalla Guardia costiera. Altro paradosso che continua ad essere segnalato è quello relativo ai costi
dei controlli, che rimangono a
carico dei produttori della pesca
professionale, penalizzati così
ancora una volta nei confronti
dei pescatori abusivi e illegali.
Volendo escludere l’entrata
in vigore del divieto al commercio cites da più parti invocato, che sarebbe una insensata
via ad un piano di demolizioni che ha assorbito una grossa
fetta delle risorse per l’arresto
definitivo. Va dato atto che il
piano di riduzione della flotta,
che contempla anche l’eventuale passaggio ad altro attrezzo,
prevede anche sei mesi di pagamento per gli imbarcati. Ma
occorre nondimeno prendere
atto che tutto questo non è sufficiente per contenere l’impatto
socio-economico della regolazione e che è necessario uno
sforzo ulteriore. E’ necessario
in particolare avviare altre misure di accompagnamento per
redditività che sia accettabile per
le imprese rimaste.
Un ultima considerazione
sulla proposta, ipotizzata da più
parti, di una moratoria della pesca per un periodo prolungato
di fermo. Si tratta di una ipotesi che il settore produttivo è
pronto a prendere in considerazione, ma ad una unica condizione, chiara e non negoziabile:
che venga predisposto un piano
industriale, dotato di adeguata
copertura finanziaria, per l’integrazione del mancato reddito
sulla base dei documenti contabili degli ultimi tre anni.
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Settore Pesca
intervista a enzo della monica socio della cooperativa san raffaele di cetara
Tonno rosso:
il punto di vista del pescatore
C
osa è accaduto quest’anno nella campagna di Pesca 2009?
Non è stata una buona campagna. Le catture dichiarate e
reali sono 2.300 tonnellate su
circa 2.600 autorizzate.
I motivi del mancato pescato delle quote assegnate sono
diversi. Innanzitutto, la stagionalità tardiva, vale a dire che i
tonni sono entrati in ritardo ma,
soprattutto, il termine anticipato della campagna di pesca. Su
quest’ultimo aspetto bisogna
fare una riflessione seria. Gli
armatori ed i pescatori hanno
preso coscienza che non è più
possibile pescare, come nel
passato, senza regole e controlli. Gli stessi commercianti non
comprano tonno senza quote. Il
problema fondamentale è consentire alle imprese di pescare
le quote loro assegnate. Sarebbe auspicabile avere la possibilità di pescare almeno fino al
30 giugno o quanto meno fino
al raggiungimento della propria
quota.
Sulla questione dei controlli
vuoi fare dei rilievi?
Le recenti normative in tema
di controlli hanno funzionato,
poiché vengono effettuati sia al
momento della cattura del tonno
in alto mare, che quando viene
riversato nelle gabbie dell’impianto di allevamento, che nella
successiva commercializzazione. C’è una tracciabilità che
non presenta falle. Bisogna però
fare alcune osservazioni. Ad
esempio, è necessario un coorcontinua a pag. 6
Porto del Granatello:
c’è spazio per le attività pescherecce
È
positivo l’esito dell’incontro sull’individuazione di
spazi da destinare alle attività pescherecce nell’ambito portuale del Granatello di Portici.
Rispettando gli impegni presi
a luglio nella visita alla marineria porticese, l’Assessore Nappi
ha convocato il 10 settembre un
incontro cui hanno partecipato
la Dottoressa Daniela Lombardo, Dirigente del Settore Pesca
Regionale, il Dottor Matteo De
Simone in rappresentanza del
Settore Demanio Marittimo Regionale, l’Assessore alla Risorsa Mare del Comune di Portici
Franco Santomartino, i rappresentanti delle Associazioni di
categoria della Pesca, una delegazione di pescatori della Cooperativa Pescatori del Golfo.
I temi discussi sono stati: individuazione delle aree a terra
da destinare all’occupazione
delle attrezzature da pesca, individuazione delle aree di ormeggio per le motobarche da pesca,
ubicazione e corretto funzionamento dei punti di sbarco, sviluppo del pescaturismo.
L’Assessore Santomartino
ha individuato la possibilità di
creare strutture di ricovero per
attrezzi da pesca migliorando
la sistemazione dei cassoni già
esistenti nell’area banchina 3, al
riguardo ha sollecitato i pescatori a presentare una proposta
progettuale anche avvalendosi
delle risorse del fep, assicurando
loro tutta l’assistenza degli uffici tecnici comunali. Il Comune
da parte sua ha confermato che
nei lavori ancora in corso di
completamento del Porto parte
dei locali dell’ex Circolo nautico saranno destinati all’attività
di controllo igienico sanitario
del pescato, e che saranno destinati ai servizi di pescaturismo
l’area attualmente destinata alla
piccola pesca nonché due locali
dell’ex Casa del Comandante.
La pesca necessita sicuramente
di spazi maggiori per soddisfare le esigenze dei motopescherecci a strascico e della piccola
pesca, tuttavia la collaborazione
avviata tra Regione Campania,
Comune di Portici ed operatori
del settore – sostiene Alberico
Simioli – rappresenta una sinergia importantissima e bisogna
rimboccarsi le maniche ed avviare le progettualità.
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Legacoop Campania Informa
dinamento. È successo proprio
a mio fratello di avere tre ispezioni da vedette della Guardia
Costiera (nel caso specifico di
Vibo Valentia, Reggio Calabria
e Napoli) nella stessa giornata.
La prima alle quattro, quando
tutto l’equipaggio stava dormendo, la seconda alle nove e la
terza alle quattordici. Addirittura, in una cattura una vedetta ha
stimato una quantità completamente diversa da quella sbarcata a Vibo Marina, alla presenza
della locale Guardia Costiera.
Si è giunti quasi alle mani con
il comandante della Vedetta di
Reggio Calabria in quanto sosteneva che la sua stima valesse
più del peso reale determinato
allo sbarco, alla presenza della
citata Guardia Costiera di Vibo
Marina.
Quali proposte ritieni importanti per migliorare le attività
di controllo?
Innanzitutto, bisogna prevedere la presenza di un osservatore credibile, magari della
Guardia Costiera o del mondo
ambientale. Sarebbe preferibile
il primo, in quanto eliminerebbe
i successivi controlli in mare che
sono fastidiosi e ti fanno perde-
re tempo prezioso per raggiungere la quota tonno assegnata.
Quando il tonno catturato viene
sbarcato in banchina, il peso potrebbe essere controllato da un
altro funzionario della Guardia
Costiera. Nel momento in cui il
tonno viene travasato in gabbia,
il controllo potrebbe essere stimato sia in entrata nell’impianto di allevamento, che in uscita
quando si farà la mattanza. Con
questo sistema si otterrebbero
gli stessi risultati in termini di
controllo, con minori risorse e
costi per l’erario.
In secondo luogo, occorre istituire dei controlli mirati presso i
maggiori Mercati Ittici, soprattutto quelli siciliani e calabresi.
Si potrebbe pensare ad un obbligo di validazione dei documenti di spedizione, ivi compresi i
bcd, all’apertura del camion che
trasporta il tonno. Sarebbe un
controllo simile a quello che effettua la dogana. Questo è fondamentale perché con i controlli
odierni si è eliminata la pesca
fuori quota per i professionali,
mentre sono rimasti fuori dagli
stessi i controlli agli illegali.
Faccio un esempio. Quest’anno, le uniche barche che hanno
sbarcato il tonno morto sono
state le mie. Non ho voluto mettere i pesci in gabbia, eccetto
una pescata dell’ultimo giorno,
perché speravo, come in effetti è stato, che essendo l’unico
a sbarcare il tonno morto avrei
potuto avere un prezzo migliore
dai mercati. Il risultato è stato
che non abbiamo venduto un
tonno in Sicilia, che è la regione
di maggior consumo d’Italia, in
quanto i mercati erano saturi di
tonno. Allora, se la pesca professionale non ha potuto vendere un pesce in Sicilia, è facile
dedurre da dove sono arrivati i
pesci. Ci sono dei porti in Sicilia, non inseriti nell’elenco dei
porti autorizzati, dove si sbarca
senza avere il minimo controllo:
o si controllano tutti i porticcioli
siciliani e calabresi (cosa molto
difficile per il numero del personale occorrente); o si istituisce una barriera ai mercati dove
far entrare solo quelli certificati.
Tra l’altro, questo è il principio
con cui è nato il Bcd, avere cioè
un documento validato dalla
Guardia Costiera che attesti la
veridicità del pescato e la sua
futura tracciabilità.
Inoltre, in un Paese democra-
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Settore Pesca
tico, i controlli sulla legalità devono essere pagati dallo Stato e
non, come nel caso nostro, dalle
imprese di pesca. Paradossalmente, sarebbe come far pagare
i controlli dei poliziotti alla comunità locale dove essi operano, o il commercio di droga ai
trafficanti. I trafficanti devono
essere arrestati, e nel caso delle
imprese di pesca devono essere
severamente sanzionate in caso
di abuso.
Quali sono le tue proposte
per il futuro del settore?
Occorre un serio programma
di dismissione, accompagnato
da un piano con risorse maggiori di quelle in discussione,
per compensare i danni ed i
problemi arrecati alla categoria.
In Francia il premio di demolizione è pari a circa due milioni
di euro per natante. Noi siamo
a circa la metà. Non dobbiamo
dimenticare che in due anni è
avvenuta una rivoluzione nel
settore (controlli, diminuzione
delle quote e delle giornate di
pesca, divieto del mezzo aereo,
ecc…), in un momento particolare della congiuntura internazionale. È bene ricordare che
tutte le restrizioni sono avvenute nel momento maggiore di
investimenti degli armatori, in
un contesto di crisi internazionale che ha avuto come effetto
principale la diminuzione della
richiesta, con un drastico taglio
sui prezzi di vendita. In breve,
il settore si trova con una quota tonno quasi dimezzata a dei
prezzi di vendita di meno della
metà degli anni scorsi.
Infine, è necessario sviluppare un progetto per i 20/25 natanti che resteranno nel settore
nei prossimi due anni, per dare
occupazione ai pescatori per
almeno sei mesi. L’attuale legislazione, ed anche quella futura, prevedono una stagione di
pesca di due mesi. Se il natante
resta fermo, si dovrà sbarcare il
personale, creandogli anche la
perdita del reddito di disoccupazione per i mesi invernali. O lo
Stato si fa carico di contribuire
al pagamento dei contributi per
i restanti quattro mesi; o si avvia
un programma di cooperazione
con paesi extra-Mediterraneo
per la pesca del tonno a pinna
gialla, alletterato, od altro della
famiglia dei tunnidi; oppure si
utilizzano questi natanti per un
serio monitoraggio delle risorse
del tonno rosso nel Mediterraneo, mettendoli a disposizione
di enti o università. Queste barche non si possono convertire al
cianciolo perché troppo grandi
e soprattutto perché dovunque
andrebbero creerebbero conflitti con le altre marinerie. In
Italia le acciughe e le sardine si
pescano solo in Adriatico, immaginate che impatto sarebbe
per i porti ospitare tutti questi
natanti e che impatto avrebbe la
maggior produzione sui prezzi
del pesce azzurro.
vedendo alla formazione del
personale e dal mese di novembre l’Agenzia sarà pienamente operativa.
resta confermato quanto previsto dall’Accordo quadro del
settembre 2008: gli ammortizzatori sociali saranno riconosciuti in tutte le situazioni
in cui si renda necessario sospendere l’attività lavorativa
per cause non imputabili al
datore di lavoro. Le associazioni nazionali non demordono dal richiedere gli ammortizzatori sociali in deroga per
tutto il settore, senza alcuna
esclusione, compresi i soci lavoratori (legge 250/58).
notizie flash
ACCORDO LEGA PESCA - RINA
In vista delle certificazioni
richieste nell’ambito dei progetti di adeguamento ed ammodernamento delle imbarcazioni da pesca e cofinanziate
dal FEP e in virtù delle certificazioni ordinarie occorrenti
alla flotta da pesca, è stata
siglata, il 30 settembre, una
convezione tra la Società Cooperativa Ulixes pesca servizi e ricerca ed il RINA per
l’apertura di un’agenzia di
servizi RINA ubicata in Penisola Sorrentina, operante su
tutto il territorio campano.
Attualmente il RINA sta prov-
CASSA INTEGRAZIONE
PIù COSPICUA.
SIGLATO ACCORDO PER
ULTERIORI 10 MILIONI DI EURO
È stato siglato il 10 settembre, presso il Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, l’accordo, che
garantisce per gli ammortizzatori sociali in deroga per la
pesca, ulteriori risorse, per
10 milioni di euro. Sulla modalità di accesso ai contributi
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Legacoop Campania Informa | settore pesca
PROGETTO “CENTRI ASSISTENZA PICCOLA PESCA CAPP”
Mancano pochi mesi alla conclusione del progetto “Centri Assistenza Piccola Pesca”
(capp) finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. L’iniziativa, finalizzata a fornire informazioni e nozioni agli operatori del settore con particolare riferimento
alle nuove opportunità di sviluppo e di finanziamento correlate al Fondo Europeo Pesca (fep)
tramite l’assistenza specialistica ed individuale, ha riscosso un grande favore. L’attività dei
capp della Penisola Sorrentina, di Acciaroli, Portici e di Bacoli ha consentito di gettare le basi
per la presentazione di numerose iniziative a valere sul fep, tra cui i progetti di: ammodernamento e nuova costruzioni di impianti di mitilicoltura, creazione di un centro di spedizione
molluschi galleggiante, adeguamento di imbarcazioni a servizio degli impianti, adeguamento
di imbarcazioni da pesca, adeguamento porto peschereccio di Portici, pescaturimo ed ittiturismo.
centri assistenza piccola pesca (capp)
CAPP
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Penisola Sorrentina
Società Coop. Ulixes
Via Parsano 6/B Sorrento
Te. 0818784021
Mob. 338 4936664
09,00÷13,00
15,30÷18,00
09,00÷13,00
15,30÷18,00
09,00÷13,00
15,30÷18,00
09,00÷13,00
15,30÷18,00
09,00÷13,00
15,30÷18,00
10,00÷13,00 15,30÷20,00
Area Flegrea
Società Coop. Elisea
Via Tito, 39 Bacoli
Tel. 0818680002
Mob. 3388556492
Pollica-Acciaroli
c/o Ufficio Turistico
Mob. 3383845758
3384936664
15,30÷18,30
Area Portici. Torre del Greco,
Torre Annunziata
Mob. 3334384134
15,30÷20,00
15,30÷17,00
notizie flash
PROGETTO P.E.S.C.A :
AL VIA I CORSI DI FORMAZIONE
Si è tenuto dal 7al 28 settembre il corso di formazione
per sostenere l’esame per
l’abilitazione all’utilizzo del VHF
per operare fuori dalle tre miglia nautiche.
Il corso è stato gestito da
E.R.F.E.S. Campania, le lezio-
ni sono state tenute dal Dott.
Gennaro Vetrano presidente
della Società Cooperativa Ketos-Ricerche. Hanno partecipato al corso venticinque pescatori della Cooperativa San
Francesco di Paola di Vico
Equense e della Cooperativa
Ulixes di Sorrento. Nel mese
di Ottobre i pescatori dovranno sostenere l’esame gli au-
guriamo “in culo alla balena!”
AL VIA lo STOP STAGIONALE
PER LA PESCA DEL PESCE SPADA
È scattato il 1 ottobre e durerà fino al 30 novembre lo
stop di due mesi per la pesca
del pesce spada nel Mediterraneo, in applicazione del Reg
(CE) n. 43/2009.
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