Comune di Busseto
Trent'anni di Nido a Busseto
la Storia, i Sentimenti
a cura di
Roberta Curtarelli
in collaborazione con
Adriano Concari
A Maura Vigevani
"Il faut tout un village
pour élever un enfant
et le conduire à l'Ilge adulte"
(proverbe africain)
Nell'attività di un'Amministrazione pubblica celebrare un avvenimento importante, ricordare fatti,
persone, episodi che hanno segnato in modo positivo la storia di una comunità può capitare abbastanza
spesso, ed ogni volta questo produce certamente piacere. Ci sono però delle ricorrenze che per il
significato intrinseco che rivestono assumono valenze del tutto particolari, diverse dalle altre, e che
danno quindi, in primis agli amministratori, profondi motivi di soddisfazione.
130 anni di presenza dell'Asilo Nido nel nostro Comune sono uno di quei "momenti" positivi che
attestano la qualità della vita che si vuole portare avanti e dimostrano la bontà di certe scelte che sono
state compiute nel tempo.
Raccogliamo oggi i frutti fecondi delle felici intuizioni e della lungimiranza politica che 30 anni fa il
Sindaco Luisa Viazzani ed i suoi collaboratori ebbero nel promuovere l'istituzione, nel nostro territorio,
di un Asilo Nido. Era, quella, una delle prime esperienze di un servizio offerto alle famiglie che si
presentava del tutto nuovo, forse non da tutti, proprio per il suo carattere innovativo, subito compreso
ed accettato, ma che seppe presto imporsi per le sue qualità e che oggi, in un contesto sociale ed
economico profondamente variato, si presenta come assolutamente indispensabile ed insostituibile.
L'attenzione ai più piccoli ed alle loro famiglie connota il valore dell'impostazione politica degli
Amministratori di un Comune ,e noi siamo fieri di avere appoggiato, nei 10 anni del nostro governo a
Busseto, l'Asilo Nido e la sua crescita, per renderlo sempre più rispondente alle esigenze dei suoi
fruitori.
In questi 30 anni, è naturale, si sono succedute generazioni di bambini, molte amministrazioni che hanno
contribuito a portare avanti l'attività dell'Asilo; non sono invece cambiate le educatrici che sono ancora
le stesse del giorno dell'inizio e che proseguono, con un amore che è cresciuto nel tempo, la loro attività,
sempre sostenuta e valorizzata da una indiscutibile professionalità di cui oggi le ringraziamo dal
profondo del cuore, in un abbraccio ideale con tutti i bambini che hanno conosciuto nel corso degli anni.
Grazie a Maurizia Fedeli, Giovanna Laurini, Donatella Gemmi e Rossella Manganelli.
Ed un ringraziamento doveroso va anche a tutte le operatrici che a vario titolo hanno collaborato per il
buon funzionamento dell'Asilo Nido; non potendo citarle tutte, le accomuniamo in un ricordo corale,
intessuto di sentimenti di stima ed affetto.
Stima ed affetto che indirizziamo volentieri a chi si trova oggi sul campo e si impegna per i successi
dell'Asilo, la dott.ssa Roberta Curtarelli, responsabile dell'Ufficio Servizi alla Persona, e la pedagogista
dott.ssa Paola Miani.
Un grazie anche a tutti i genitori .che hanno creduto nella validità del servizio, ne hanno compreso
l'importanza, collaborando con l'Amministrazione Comunale quando è stato necessario.
Da parte nostra, ed il ribadirlo in questa occasione di festa acquista maggiore risalto, l'impegno è di
continuare a sostenere "il nostro Asilo Nido" perché sia sempre al passo con le esigenze nuove che via
via si presenteranno e sia un sostegno sempre più efficace per le famiglie di Busseto.
L'Assessore alla P. Istruzione
Prof Emilio Mazzera
Il Sindaco
Dr. Luca Laurini
Che soddisfazione!
di Luisa Viazzani - Sindaco dal 1978 al 1983
Aderisco molto volentieri all'invito di scrivere una pagina di ricordi, riflessioni, commenti su come ho
vissuto, 30 anni fa, nella mia qualità di Sindaco di allora, l'avvio del nostro Asilo nido.
Ho recuperato alcune foto riguardanti l'inaugurazione ufficiale. Osservandole, rivivo la soddisfazione
mia, della, Giunta e di tutto il Consiglio Comunale di allora, per l'avvio di un servizio socio-educativo,
che ritenevamo molto utile per Busseto.
L'Asilo Nido come struttura era stato realizzato dalla precedente Amministrazione.
A noi toccava metterlo in attività. Impresa non tanto facile, perchè erano ancora molto forti le riserve
mentali della gente sull'opportunità di un "Nido" a Busseto.
Si temeva da un lato il rischio di sostituirsi alla famiglia nell'allevare ed educare i bambini nei
primissimi, fondamentali, anni di vita; dall'altro però ci si rendeva conto che la donna-madre aveva
bisogno di essere concretamente aiutata a conciliare cura del figlio e lavoro.
Altri non ritenevano giusto, visto il costo della gestione, che il Comune spendesse tanto per un
servizio.che interessava "solo" alcune decine di famiglie!
Tali riserve si sono andate sciogliendo per il lavoro di informazione intenso, serio,
capillare svolto da una Commissione appositamente costituita, presieduta dall'Assessore ai Servizi
Sociali Margherita Scazzina.
E' stato stilato un Regolamento che, come obiettivo prioritario, garantiva la collaborazione costante con
la famiglia al fine di favorire l'armonico ed equilibrato sviluppo del bambino sotto tutti gli aspetti.
Si è costituito un Comitato di gestione, con la presenza prevalente dei genitori. Ma il plus-valore del
nostro Nido è stato il team di educatrici che abbiamo avuto la fortuna di avere. Si tratta di persone
competenti, ricchissime di umanità, davvero capaci di collaborare fra loro e con le famiglie. Sono ancora
in servizio oggi. Per 30 anni hanno accolto i nostri piccolissimi. Le ringrazio ancora una volta e mi
auguro che le famiglie bussetane possano contare su di loro ancora per tanti anni.
Una necessità per tutti
di Margherita Scazzina — Assessore ai Servizi Sociali dal 1978 al 1983
Non mi par vero che siano già trascorsi tre decenni dal giorno in cui a Busseto ha avuto inizio il servizio
dell'Asilo Nido.
Questa ricorrenza suscita in me da una parte un sentimento di compiacimento per una realtà bella e utile
che anch'io ho contribuito a far nascere e dall'altra la considerazione, vera oggi come lo è stata allora,
che ogni realizzazione diventa possibile quando si è tutti concordi nel perseguire il bene comune pur da
collocazioni sociopolitiche diverse.
L'Asilo Nido a Busseto è stato ritenuto già allora, infatti, un bene comune, anche se qualche timore di
carattere economico e qualche tremore sulla partecipazione o meno ha tenuto qualche volta in ansia chi
doveva decidere.
Oggi, ancor più di allora, è una necessità assoluta per le famiglie bussetane in cui le madri lavorano fuori
casa o che per svariati motivi non ce la fanno, da sole, a svolgere adeguatamente il loro ruolo educativo.
Ormai la necessità si estende anche alle famiglie immigrate i cui figli nati o giunti successivamente nel
nostro paese hanno bisogno, il più presto possibile, di imparare la nostra lingua e di comunicare con i
coetanei di qui per crescere serenamente e gioiosamente insieme, "nel rispetto logicamente del
patrimonio ideale che ciascuno reca con sè dall'ambiente familiare". L'apertura del Nido anche a loro è
totale.
Oggi, dunque, si pone l'interrogativo opposto a quello di tre decenni fa e cioè: occorrerà aumentare la
capienza dell'attuale Nido? La risposta ai futuri amministratori.
Dal 1983, fine del mio incarico di Assessore ai Servizi Sociali, io non ho più avuto molti contatti diretti
con il nido e con le educatrici.
So però che se ne parla sempre in positivo, che si apprezzano l'armonia esistente tra tutto il personale,
l'unità di intenti tra le educatrici, che hanno avuto anche la fortuna di poter lavorare ininterrottamente
insieme fin dall'inizio e di essere tutte perso. ne qualificate, appassionate e di grande cuore sia nei
confronti dei bambini che delle famiglie.
Il mio augurio allora per il futuro è questo: si continui a operare così e ancora meglio in seguito, qualora
se ne scorgesse la possibilità.
25 ottobre 1981 - Si inaugura l'Asilo Nido alla presenza del Sindaco Luisa Viazzani
e (da sinistra) Lamberto Michelazzi, il Presidente della Provincia di Parma Renato Grilli,
Adriano Concari, Antonio Pini, Margherita Scazzina, Francesco Meduri, Augusto Lamoretti
e il Dott. Angelo Cocconi Presidente della USL di Fidenza
Garanzie di serietà
di Mons. Stefano Bolzoni — Componente del Comitato di Gestione dal 1980 al 1995
Prima dell'istituzione del Nido venne richiesta la disponibilità della Parrocchia ad essere rappresentata
in seno al comitato di gestione dell'asilo stesso. Siccome per sua natura la parrocchia si interessa di
famiglie e di bambini, mi sembrava opportuno aderire all'invito. Il motivo che mi spinse a decidere fu
tuttavia un altro. Compresi che era necessario offrire garanzie circa l'utilità comune e la serietà del
nuovo servizio offerto alla cittadinanza.
Cominciò allora per me la partecipazione alle riunioni del comitato di gestione. Mi piaceva e fui molto
fedele nell'impegno.
Poi, un giorno, seppi dal giornale che alla Parrocchia era stata tolta la rappresentanza nella gestione del
Nido. Non ne conobbi mai il motivo. Mi bastò allora, come mi basta oggi, sapere che il Nido svolge
egregiamente la sua funzione.
25 ottobre 1981 - La benedizione di Mons. Stefano Bolzoni
Trent'anni di. nido: una bella storia che continua
di Adriano Concari - Amministratore Comunale negli anni '70 e '80
ANNI '70: IL CONTESTO SOCIALE E CULTURALE IN CUI NASCE IL NIDO
Gli anni Settanta del secolo scorso furono un decennio dalle tinte forti e complesse, caratterizzato da
grosse tensioni consegnate ormai alla storia.
Lo Stato italiano in quegli anni varò importanti leggi e affrontò complesse situazioni che causarono
profondi cambiamenti nella società: la legge 898 sul divorzio (1970) e relativo referendum (1974), la
legge 1204 sulla tutela della maternità (1971), la legge 1044 istitutiva degli asili nido (1971), la legge
151 sul diritto di famiglia (1975), la legge 903 sulla parità uomo/donna in materia di lavoro (1977) e la
legge 194 per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza (1978).
L'OMNI
Prima dei nidi comunali c'era l'OMNI (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia) istituita in Era
Fascista con la legge n. 2277 del 10 dicembre 1924 con lo scopo di assistere le madri e le gestanti
bisognose, successivamente con compiti di assistenza diretta tramite istituzioni proprie, vale a dire asili
nido che avevano un carattere eminentemente assistenzialistico, dove prevaleva l'aspetto igienicosanitario ed il personale stesso' era più vicino ad un modello infermieristico che educativo.
L'OMNI, cui va il merito di aver istituito i primi asili nido e di avere iniziato la diffusione di norme
sanitarie e di puericultura per la prima infanzia, fu sciolta con la legge n. 698 del 1975.
La legge n. 1044
L'asilo nido pubblico nasce con la legge n. 1044 del 6 dicembre 1971. La necessità di una struttura che si
occupasse dell'educazione della primissima infanzia ha origine dalle lotte delle donne e del movimento
operaio alla fine degli anni '60. È in quel contesto che si pone il bisogno di una nuova qualità della vita
che non riguardasse solo la sfera economica, ma coinvolgesse gli aspetti sociali e relazionali del vivere.
I principi su cui si fonda la legge sono essenzialmente due:
— il superamento di una visione privata dell'educazione della primissima infanzia;
— l'affidamento della gestione del servizio agli Enti Locali, quali soggetti pubblici più adeguati perché
vicini ai concreti bisogni dei cittadini.
L'Art. 1 sostiene: "L'assistenza negli asili nido ai bambini di età fino ai tre anni, nel quadro di una politica per
la famiglia, costituisce un servizio sociale di interesse pubblico. Gli asili nido hanno lo scopo di provvedere alla
temporanea custodia dei bambini, per assicurare una adeguata assistenza alla famiglia e anche per facilitare
l'accesso della donna al lavoro...".
La legge 1044 definisce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso
dello Stato e ne fissa i criteri per la gestione ed il controllo:
Art. 1 "Al fine di realizzare, nel quinquennio 1972/1976, la costruzione e la gestione di 3.800 asili nido, lo
Stato assegna alle Regioni fondi speciali per la concessione di contributi in denaro ai Comuni."
Art. 6 "La Regione con proprie norme legislative fissa i criteri generali per la costruzione, la gestione e il
controllo degli asili nido, tenendo presente che essi devono:
1) essere realizzati in modo da rispondere sia per localizzazione sia per modalità di funzionamento, alle esigenze
delle famiglie;
2) essere gestiti con la partecipazione delle famiglie e delle rappresentanze delle formazioni sociali organizzate nel
territorio;
3) essere dotati di personale qualificato sufficiente ed idoneo a garantire assistenza sanitaria e psicopedagogica- del
bambino;
4) possedere requisiti tecnici, edilizi ed organizzativi tali da garantire l'armonico sviluppo del bambino.
Art. 7 "La vigilanza igienica e sanitaria è affidata alle unità sanitarie locali..."
Tale cornice istituzionale delineata nel 1971 viene successivamente completato con la Legge n. 891 del
1977, che istituisce un fondo speciale per l'erogazione di contributi, da integrarsi con quelli regionali,
per la gestioni del servizio e l'adeguamento delle strutture.
Gli anni successivi vedono un'evoluzione in positivo del servizio, la sua progressiva seppur lenta
espansione e la sua connotazione sempre più educativa oltre che assistenziale.
Tra le leggi statali in materia sono da ricordare:
- la Legge 1 febbraio 1989, n. 40 - Norme in materia di finanza regionale.
- la Legge 27 maggio 1991, n. 176 - Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989
la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 - Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i
diritti delle persone handicappate
la Legge 28 agosto 1997, n. 285 - Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per
l'infanzia e l'adolescenza
la Legge 23 dicembre 1997, n. 451 - Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia
e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia
il DPR 7 aprile 1999, n. 128 - Regolamento recante norme per l'attuazione delle direttive
96/5/CE e 98/36/CE sugli alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e a bambini
- la Legge 8 novembre 2000, n. 328 - Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di
interventi e servizi sociali
A completamento del quadro legislativo vanno pure menzionate alcune delle più importanti leggi
regionali dell'Emilia-Romagna, sotto la cui giurisdizione ricade l'istituzione e il funzionamento del
nostro asilo nido:
la L. R. 14 novembre 1972, n. 11 - Finanziamento dei corsi di preparazione per il personale
degli asili nido organizzati dalle Amministrazioni provinciali della Regione
la L. R. 22 dicembre 1972, n. 14 - Concorso nelle spese sostenute dai comuni e loro consorzi
per la realizzazione e la gestione di asili nido comunali
la L. R. 7 marzo 1973, n. 15 - Determinazione dei criteri generali per la costruzione, la gestione
e il controllo degli asili nido, di cui all'articolo 6 della legge statale 6-12-1971, n. 1044
la L. R. 21 giugno 1978, n. 17 - Concessione di contributi ai comuni e loro consorzi per la
realizzazione e la gestione di asili nido comunali - modifiche alla legge regionale 7 marzo 1973, n. 15, al
regolamento regionale 27 dicembre 1973, n. 51, alla legge regionale 22 dicembre 1972, n. 14 ed alla
legge regionale 2 aprile 1977, n. 12
la L. R. 25 gennaio 1983, n. 6 - Diritto allo studio e qualificazione del sistema integrato
pubblico-privato delle scuole dell'infanzia
la L. R. 14 agosto 1989, n. 27 - Norme concernenti la realizzazione di politiche di sostegno alle
scelte di procreazione ed agli impegni di cura verso i figli
la L. R. 25 maggio 1999, n. 10 - Diritto allo studio ed all'apprend i mento per tutta la vita e
qualificazione del sistema formativo integrato
la L. R. 28 dicembre 1999, n. 40 - Promozione delle città dei bambini e delle bambine
la L. R. 10 gennaio 2000, n. 1 - Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia
la L. R 30 giugno 2003, n. 12 - Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere,
per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione
professionale, anche in integrazione tra loro
la L. R 14 aprile 2004, n. 8 - Modifiche alla legge regionale 10 gennaio 2000, n. 1 recante
"Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia"
la L. R 22 luglio 2008, n. 74 - Norme in materia di politiche per le giovani generazioni.
L'ASILO NIDO A BUSSETO: IL DECENNIO DI PREPARAZIONE
Nella nostra città, prima dell'emanazione della legge n. 1044, non c'era niente, a differenza di Parma,
Fidenza e Salsomaggiore, dove era consolidata la presenza dell'OMNI.
La nascita del Nido a Busseto ha avuto una lunga gestazione, maturata nel corso di un decennio, lungo
quasi tutti gli anni Settanta del secolo scorso.
Gli atti che registrano l'approccio all'apertura di questo importante servizio per la nostra popolazione
(relazioni, deliberazioni, verbali, ecc.) sono lì ad attestare la serietà e la profondità del lavoro intrapreso,
l'impegno degli Amministratori dell'epoca e delle componenti sociali coinvolte per dar vita al Nido. Sono
due le leggi nel mirino:
—
la legge statale 6 dicembre 1971, n. 1044 (in GU 15 dicembre 1971, n. 316) - Piano
quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato;
—
la legge regionale 22 dicembre 1972, n. 14 - Concorso nelle spese sostenute dai Comuni e loro
consorzi per la realizzazione e la gestione di asili nido comunali.
Il Comune di Busseto, Sindaco allora Mario Pini, non perde tempo: produce tempestivamente il 26
gennaio 1973 la richiesta per essere ammesso a fruire dei benefici della legge regionale suddetta ed
avvia in tal modo le procedure per essere incluso nei finanziamenti. La conferma arriva dall'inserimento
nel Piano poliennale per la Provincia di Parma degli asili nido 1973-1977, dove Busseto è collocato
al secondo posto tra gli assegnatari degli asili nido finanziati.
Intanto la Giunta Municipale con delibera n. 864 del 14 novembre 1972 si era, per così dire, messa
avanti, affidando all'arch. Leonardo Pedrelli l'incarico per l'esecuzione del progetto esecutivo di un asilo
nido nel quartiere "Paradiso", nel quale in contemporanea ed in contiguità si prevede anche la
costruzione della nuova scuola materna.
Nella seduta consiliare del 30 gennaio 1973, con delibera n. 289, viene approvato a voti unanimi il
progetto di massima degli arch. Leonardo Pedrelli e Franco Ferrari, necessario per accedere ai
finanziamenti.
Sono questi i primi atti fondamentali per dare il via all'opera, anche se l'iter è ancora lungo e si snoda
attraverso altri importanti passaggi, di cui diamo conto in sintesi.
Ottenuto il contributo regionale il 31 ottobre 1973, accantonato il progetto esecutivo redatto dagli
arch. Pedrelli e Ferrari, in quanto la spesa prevista eccede notevolmente l'importo del mutuo agevolato
garantito dalla Regione, il Consiglio Comunale, con delibera n. 458 del 27 dicembre 1974, siglata da
Nello Pedretti facente funzioni di Sindaco, bandisce un appalto concorso, sulla base di un disciplinare
preparato dai sopra citati architetti, nominane do un'apposita Commissione consiliare al fine di valutare
nel merito le offerte.
Si arriva quindi all'aggiudicazione all'impresa Carrani di Parma dei lavori di costruzione dell'asilo nido
in prefabbricato per un importo di circa 93 milioni di lire, formalizzata con delibera consiliare n. 484
del 14 marzo 1975.
Con decreto regionale n. 511 del 20 maggio 1975 viene poi assegnato al Comune di Busseto un
contributo straordinario a fondo perduto di 20 milioni di lire, che integra il mutuo di 72 milioni di lire in
via di perfezionamento col Consorzio di Credito per le OO.PP. di Roma, mutuo sostenuto dal contributo
regionale sugli interessi nella misura del 6%, concesso con decreto del Presidente della Giunta
Regionale n. 883 del 30 ottobre 1975.
Scelta la soluzione tecnica, garantita la copertura finanziaria, l'opera può ormai prendere il via. Solo
alcuni intoppi, dovuti in particolare alla crisi politica che affligge il nostro Comune negli anni successivi
(per un anno e mezzo circa, nel 1977-78, Busseto è retto da un Commissario prefettizio), causano un
rallentamento dei lavori.
Occorre pertanto giungere al 1979, quando, ricostituita l'Amministrazione Comunale sotto la guida del
Sindaco Luisa Viazzani, si delinea chiaramente il percorso che porta al decollo dell'asilo nido di Busseto.
Prende allora forma una Commissione di studio che, sotto la presidenza dell'Assessore ai Servizi Sociali,
Margherita Scazzina, dal 12 febbraio al 19 maggio 1979 si riunisce 5 volte con il compito specifico di
condurre un'indagine conoscitiva sulle utenze, sui costi di gestione, sulla collaborazione coi Comuni
vicini e via dicendo. La Commissione composta dai rappresentanti delle forze politiche (Demetrio
Bergamaschi, Francesco Meduri, Adriano Concari, Alessandra Marchi), affiancati dagli esperti (Wilma
Preti, Adriana Gelmini) compie un lavoro prezioso, sviscerando in modo serio e competente i problemi
connessi all'imminente entrata in funzione del nido. Incontra i Sindacati e i rappresentanti dei Consigli
di Fabbrica; fa opera di sensibilizzazione con manifesti, lettere e un questionario ai genitori, chiamandoli
ad una pubblica assemblea; studia la possibilità di consorziarsi coi Comuni limitrofi; stabilisce i criteri
del concorso per l'assunzione degli operatori; si documenta ed elabora. una bozza di Regolamento di
gestione da sottoporre al Consiglio Comunale. Espletati i concorsi per l'assunzione delle assistenti
d'infanzia, della cuoca e delle inservienti, tutto è ormai pronto per il via, che viene dato il 1° marzo 1980,
con l'apertura del servizio all'utenza.
TRENT'ANNI DI NIDO A BUSSETO
Non è facile condensare nelle poche pagine che compongono questo libro 30 anni di vita del Nido di
Busseto, l'arco temporale che va dal timido esordio nel 1980 alla sua consolidata presenza attuale
nell'anno 2010.
Agli inizi è davvero una scommessa, se consideriamo che all'apertura, nei primi mesi del 1980, i piccoli
iscritti sono solamente 8, accuditi da 2 educatrici (Maurizia Fedeli e Giovanna Laurini), 1 cuoca
(Giovanna Merli), 1 ausiliaria (Loredana Lodi Rizzini). La novità assoluta della "cosa" per il nostro
territorio, l'atavica diffidenza nei riguardi di un distacco precoce dei bambini in tenera età dalla famiglia,
l'idea che il loro ingresso al nido rappresenti un trauma e che la permanenza in esso appaia come la sosta
in un parcheggio sono pregiudizi difficili da superare.
Occorre tutto l'impegno del personale, accompagnato dal sostegno degli amministratori di allora, per
convincere la gente che il nido è la prima comunità educante del bambino, che si pone come
un'istituzione coadiuvante, non sostitutiva della famiglia, che le attività svolte sono mirate a promuovere
la progressiva autonomia e la naturale socializzazione dei piccoli ospiti.
Con queste premesse l'avventura prende allora quasi subito una direzione positiva: già nel maggio 1980
i bambini frequentanti diventano 13 e, pur restando all'interno di un'unica sezione, viene assunta una
terza educatrice (Donatella Gemmi).
All'inizio del 1981, cresciuti nuovamente gli iscritti, arriva la quarta educatrice (Rossélla Manganelli) e,
fatto saliente, si passa alle due sezioni, quella dei Lattanti (7) successivamente detta dei Piccoli e quella
dei Grandi (15).
Nel marzo del 1981 entra a far parte del personale anche la seconda ausiliaria (Maria Rosi), il che
consente una revisione degli orari e una completa riorganizzazione del servizio.
Nel settembre del 1981, sebbene 9 bambini siano passati alla scuola materna, il numero dei
frequentanti sale a 28. Il nido di Busseto a questo punto salpa definitivamente ed inizia un viaggio
ininterrotto, che lo porterà lontano.
A sancire il varo della navicella, le cui vele ormai sono dispiegate al vento, arriva il 25 ottobre 1981
l'inaugurazione, in una ancor tiepida giornata autunnale, con tanto di banda e i discorsi ufficiali del
Sindaco di Busseto, Luisa Viazzani, del Presidente della Provincia, Renato Grilli, e dell'Assessore ai
Servizi Sociali, Margherita Scazzina.
Proseguiremo a compilare il diario di bordo di questo lungo, affascinante, non sempre agevole percorso,
anche se lo faremo cambiando l'angolo di visuale, il punto di osservazione. La nostra non sarà più, da
questo punto in poi, una narrazione indistinta, bensì ripartita per ambiti tematici, che forse toglieranno
un po' di continuità al racconto e però consentiranno una migliore puntualizzazione e comprensione
degli avvenimenti. Di seguito tratteremo pertanto i seguenti capitoli: la struttura, la gestione, l'azione
educativa.
I primi utenti del Nido
LA STRUTTURA
L'asilo nido di Busseto sorge nel cosiddetto quartiere "Paradiso", nomen omen, in via Toscanini, accanto
alla nuova scuola materna.
Nasce bello, accogliente, sovradimensionato certamente per l'iniziale frequenza, ma funzionale, ben
arredato e ben sistemato anche come area esterna.
Quasi subito tuttavia, siamo nel giugno 1981, il Comitato di Gestione lamenta la mancanza nell'area
cortilizia di piante e di giochi, mentre per l'interno si chiedono porte a soffietto o scorrevoli, tende,
lettini a cassetto, un ventilatore, un frigor contenitore, coperte, cuscini e, soprattutto, la sostituzione
della moquette e delle piastrelle. In breve tempo l'Amministrazione Comunale soddisfa tali richieste.
Nell'estate 1984 viene sostituita la moquette con il linoleum per motivi igienico-sanitari.
Nel giugno 1985, sempre su sollecitazione del Comitato di Gestione, nonché del personale, si
propongono la revisione dell'impianto elettrico (neon e prese), l'installazione di un cancello esterno e di
vasistas, l'acquisto di paraspigoli e copritermosifoni, opere che verranno completate nell'arco di un anno.
Viene anche recuperata una lavastoviglie in ottimo stato e si dota la cucina di un nuovo frigorifero.
L'anno scolastico 1986-87 riparte con l'ambiente in buona parte ritinteggiato e la posa del cancelletto di
sicurezza all'ingresso della passerella.
Il cambiamento grosso avviene però nel 1990, allorchè il nido di Busseto è profondamente
ristrutturato, assumendo l'aspetto attuale. Durante l'inaugurazione, avvenuta il 19 dicembre di
quell'anno, sono sottolineate le novità. È stato curato in modo particolare l'ambiente, cercando di creare
un clima rilassante, in cui il bambino e gli adulti possano trovare piacevole vivere. All'ingresso è stato
allestito un angolo, che vuole dare un senso di continuità fra l'ambienté famigliare e quello del nido.
Ogni sezione fruisce di due locali: uno spazio attrezzato per le attività e per i giochi ed una stanza dei
sogni. Nella sezione dei Piccoli ci sono: l'angolo del cucù con lo specchio, che serve per vedersi ed
imparare a riconoscersi, per isolarsi; l'angolo del tappetone, dove i bambini imparano a leggere i libri;
l'angolo del movimento con pedane, scivolo, ecc. C'è poi un angolino per il gioco delle bambole dove i
bambini iniziano a far finta di... ed anche un tavolo per le attività manipolative. Nella stanza accanto c'è
la camera da letto; in cui è stato creato un angolo detto del "morbido", nel quale i bambini possono fare
attività tranquilla o farsi coccolare dall'adulto. Anche la sezione dei Grandi è suddivisa in due stanze,
organizzate però in modo diverso. Lo spazio per le attività è costituito da angoli attrezzati e stabili per
giochi strutturati, come l'angolo della cucina, del cambio, dei travestimenti, un ambiente destinato
soprattutto a giochi simbolici. C'è poi
l'angolo della lettura, dove è collocato un divano. C'è pure un tavolo per le attività grafico-pittoriche. La
stanza accanto è la camera da letto, adatta per il gioco tranquillo; sul mobile sono appoggiati i pelouches
personali che i bambini si portano a letto.
Un altro snodo cruciale, che ridisegna lo spazio esterno del nostro nido, mettendolo a disposizione di
tutta la popolazione, è il Verde Nido, così descritto nella bozza preparatoria del libretto informativo
redatta nel 1993:
"Cos'e' il Verde Nido? È il parco che circonda l'asilo nido di Busseto, uno spazio grande, verde, ricco di alberi di
ogni tipo. Ci sono alberi in fiore, alberi colle foglie rosse, alberi fatti a grotta belli per giocarci a nascondino.
Il Verde Nido è a disposizione di tutti i bambini del territorio da 0 a 3 anni e dei loro accompagnatori dal lunedì
al venerdì, dalle ore 16,30 alle ore 18,30.
I bambini avranno modo di conoscere così il giardino e i grandi spazi educativi collegati ad esso. Proprio davanti
al nido troveranno l'angolo della motricità, con un bellissimo scivolo fatto a ponte. Poco oltre, quasi di fianco
all'ingresso, potranno utilizzare la bellissima casetta di legno per i giochi simbolici: far finta di preparare la pappa
alle bambole, immaginare di essere Biancaneve e i sette nani e di vivere, pensare di giocare alla mamma.
La passerella d'ingresso divide in due parti il giardino. Nella zona posta sempre nella parte anteriore del nido c'è
un labirinto di cespugli aromatici: rosmarino, salvia, lavanda, origano, lauro, ecc. Qui ci si cimenta con i primi
orientamenti topologici.
Vicino al labirinto poi l'angolo dell'avventura consentirà ai bambini di divertirsi rincorrendosi. Di fianco alla
scuola materna lo spazio riservato alla sabbiera e al gioco dell'acqua attrarrà fatalmente i piccoli. Si tratta di una
tappa obbligata per giocare liberamente coll'acqua, fare i travasi coi contenitori, sporcarsi colla sabbia per poi
lavarsi alla fontanella e ripetere le operazioni a piacimento.
Insomma, nel Verde Nido tutti i bambini da O a 3 anni potranno trovarsi a loro agio in un ambiente sicuro e
stimolante e divertirsi un mondo!".
Nel settembre 1999 i lavori in corso causano un certo ritardo nell'apertura del servizio, che
puntualmente registriamo.
Occorre dire a questo proposito che nel corso degli anni sono numerosi gli interventi sulla struttura. Si
va dalla manutenzione straordinaria, ad esempio il rifacimento del tetto o il ritinteggio dell'edificio, a
quella ordinaria, che consiste in riparazioni all'occorrenza, minute migliorie esterne ed interne,
sostituzioni di mobili, sanitari, ecc.
In particolare nel 2001 nuove direttive regionali impongono alla struttura del Nido la separazione tra
l'ambiente cucina e quello di lavaggio delle stoviglie. I lavori di ristrutturazione portano pertanto a
ridurre sensibilmente l'atelier, ovvero il laboratorio per le attività manuali dei bambini, per ricavare la
nuova zona di servizio.
Ancora, alla fine del 2003 l'asilo nido cambia volto, ed è un segno non solo esteriore dei tempi mutati. I
lavori di tinteggio esterno sostituiscono il cupo verde bottiglia, retaggio degli austeri anni Ottanta, con
morbide e solari tinte pastello, secondo le nuove linee guida architettoniche in tema di soluzioni
pedagogiche, conferendogli in tal modo l'aspetto attuale.
Arriviamo così all'ultimo anno da noi considerato, annotando una bellissima novità. Il 26 giugno 2010
viene inaugurata la Biblioteca "Ali di carta", che ridefinisce gli spazi e gli arredi interni del nido. I
cambiamenti sono così illustrati dalla Responsabile del servizio, Roberta Curtarelli:
"Per allestire la biblioteca, nel salone centrale verrà delimitato uno spazio attiguo al mobile/libreria esistente (che
separa il salone dal refettorio). Tale libreria verrà utilizzata per custodire i libri.
L'area avrà una forma rettangolare di circa mt. 2 x 6, delimitata a nord dalla libreria da cui si estenderà un
cancelletto per l'accesso alla biblioteca, a ovest e a sud da una serie di paretine in legno di betulla alte cm. 105 e a
est dalla portafinestra che guarda al giardino interno.
All'interno dello spazio, a ridosso delle paretine verranno posizionati:
•
4 panche /contenitore, lunghe cm. 112 e alte cm 40 in betulla naturale, su cui andranno appoggiati dei
cuscini in tinte pastello;
•
un espositore per i libri alto cm. 75, di facile accesso per i bambini, dove verranno esposti il libri del mese,
ovvero solo i libri che le educatrici stanno leggendo in quel periodo, al fine di focalizzare l'attenzione del bambino
su di una tematica e non distrarlo con altre proposte.
Un tappeto azzurro ricoprirà il pavimento di tutta la zona biblioteca, sul quale verranno appoggiati altri cuscini
come morbide zone d'ascolto...
... uno spazio lettura rilassante e raccolto, senza distrazioni. Solo così il bambino potrà dedicarsi completamente,
con la mente .e con il cuore, all'ascolto delle emozioni che, per il tramite dell'Educatrice, fuoriescono da quegli
oggetti che si chiamano libri".
Non c'è bisogno di altre parole!
LA GESTIONE
Contemplata nel primo "Regolamento per la gestione e il controllo dell'asilo nido comunale",
approvato con delibera n. 56 del Consiglio Comunale del 25 maggio 1979, la gestione sociale del
nido di Busseto riflette in modo allargato e democratico i legami che il servizio intende avere con le
persone e le istituzioni interessate al suo funzionamento. Del Comitato di Gestione fanno parte i
rappresentanti dei genitori, delle forze politiche, del personale, compresa la coordinatrice interna, dei
Sindacati, della Parrocchia in un mix che cerca di interpretare i bisogni del territorio e di operare con
spirito concorde.
Il primo Comitato di Gestione, presieduto da Mario Pini, si riunisce nell'arco dell'anno 1981-82 ben 15
volte, prendendo in esame molteplici argomenti: esamina le domande d'ammissione al nido dando il
proprio parere sulla determinazione delle rette (compito poi tolto), ottiene dal Comune una revisione
migliorativa delle rette, sollecita l'aumento del personale, discute delle modalità del suo aggiornamento,
approva la programmazione pedagogico-didattica proposta dal Collettivo delle operatrici, si attiva per la
creazione di una biblioteca con testi per i genitori, propone migliorie strutturali nonché iniziative atte a
pubblicizzare il nido (le festine di Natale e di Carnevale, la redazione di un opuscolo illustrativo), si
esprime infine sul bilancio del servizio.
Nonostante le turbolenze che scuotono la compagine politico-amministrativa del nostro Comune lungo
quasi tutti gli anni Ottanta del secolo scorso, il nido di Busseto nel suo primo decennio di vita va avanti
per la sua strada, consolidando la sua presenza e marcando la sua identità tra le agenzie educative del
paese.
Nonostante la grave crisi politica che attanaglia l'Amministrazione Comunale, viene messa mano ad una
revisione globale del Regolamento del 1979, previa acquisizione delle proposte di modifica formulate dal
Comitato di Gestione, cosicché nella seduta del 12 gennaio 1983, con delibera n. 302, il Consiglio
Comunale approva, dopo un tormentato iter burocratico, un nuovo Regolamento con annessa tabella
delle rette rideterminate, che l'Assessore ai Servizi Sociali, Adriano Concari, Sindaco Francesco Meduri,
manda in vigore dal 1° gennaio 1984.
Anche il Comitato di Gestione viene rinnovato e ne diventa Presidente Ivana Veneziani.
Intanto continuano le iniziative di promozione del servizio e di apertura al territorio, fra le quali sono da
annotare nel dicembre 1983 una riuscita visita alla Casa di Riposo, che commuove gli anziani ospiti, e
l'arrivo al nido durante la festa di Natale 1985 dei rappresentanti del Centro Ricreativo Pensionati in
veste di Re Magi che recano giochi per i piccini.
Alle feste di Natale e di Carnevale s'aggiungerà quella finale dell'Estate: esse ormai sono momenti fissi
dell'exhibit del nostro nido e vedono sempre più la partecipazione attiva dei genitori per il loro
allestimento, nonché l'intervento dell'associazionismo locale, ad esempio del Comitato Carnevale. Viene
pure predisposto un opuscolo illustrativo, da inviare ai genitori dei neonati. Anche con la Scuola
Materna prende corpo negli anni una concertazione nel nome della continuità educativa, che si traduce
in periodici incontri, soprattutto nel momento cruciale del passaggio dei bambini dall'una all'altra
istituzione ed anche nella condivisione di occasioni di comune aggiornamento.
Nel marzo 1985 diventa Presidente del Comitato di Gestione Paolo Gnappi, il quale continua l'opera dei
predecessori, concentrandosi soprattutto sulla razionalizzazione delle spese, sull'alimentazione e sulle
migliorie strutturali.
Gli subentra nel gennaio 1986 Maurizio Passera ed il Comitato che presiede pone l'accento tra l'altro
sullo sviluppo morale ed affettivo dei bambini, sul rapporto con il Consultorio familiare per un utilizzo
mirato del pediatra e dello psicologo all'interno del nido. Il Carnevale al nido di quell'anno è organizzato
direttamente dai genitori, che si mascherano, suonano, ballano, giocano. Qualcuno lancia anche l'idea di
creare gli "Amici del nido", costituiti dai genitori dei bambini che sono transitati al nido di Busseto.
Si giunge all'anno 1986-87 ed il Collettivo di lavoro delle operatrici, insieme al Comitato di Gestione,
ripropone l'idea di promuovere una serie di interessanti conferenze anche per i genitori su temi quali:
gioco-giocattolo, alimentazione, incidenti, aggressività.
Nell'autunno 1986 (si veda la circ. reg. n. 16432 F 3 del 24 ottobre 1986 attuativa della L. R. 25
gennaio 1983, n. 6; poi tutta la materia verrà normata sistematicamente con le successive leggi
regionali 10 gennaio 2000, n. 1 e 4 aprile 2004, n. 8) inizia a maturare la scelta operata dalla Regione
Emilia-Romagna d'intervenire direttamente nelle spese necessarie per dotarsi di figure di
coordinamento pedagogico dei nidi nelle aree sprovviste, una scelta che avrà riflessi rilevanti sulla
gestione del servizio e sulla formazione delle operatrici. La prima coordinatrice pedagogica che opera
nel nostro territorio, pertanto anche a Busseto, lasciando una impronta positiva, è Giuseppina (Pini)
Gennari; ultimamente tale ruolo è svolto da Paola Miani.
Nel febbraio 1987 assume la delega ai Servizi Sociali l'Assessore Giuseppe Donati.
Dopo un periodo di incerto funzionamento riprende nel febbraio 1989 l'attività del Comitato di
Gestione, sotto la presidenza di Maria Antonietta Stellati, che nella sua duplice veste di madre e di
pedagogista persegue due filoni d'azione: rendere più stabili i rapporti tra il nido e i genitori,
coinvolgendoli nei progetti educativi; istituzionalizzare le relazioni con l'Ente Locale e la Direzione
Didattica per costruire linee di continuità pedagogico-didattica per la popolazione scolastica del
territorio 0-10 anni.
La legge statale 1 febbraio 1989, n. 40, togliendo il vincolo di destinazione del fondo nazionale per gli
asili nido, induce la Regione a ridefinire i criteri d'intervento, favorendo il collegamento tra i servizi
dell'infanzia in presenza di progetti relativi alla fascia d'età 0-6 anni. Il Comune di Busseto, nella persona
dell'allora Vice-Sindaco e Assessore alla Pubblica Istruzione Carduccio Pedretti (è significativo il
passaggio del servizio dell'asilo nido dall'Assessorato ai Servizi Sociali a quello della Pubblica
Istruzione), Sindaco Daniela Fiaschetti, propone l'istituzione di una sezione di raccordo tra nido e
materna per i bambini tra i 3 e i 4 anni, da collocare nella struttura del nido opportunamente adeguata e
ristrutturata. Con tale prospettiva verrà ottenuto il finanziamento regionale, sarà allargata la struttura,
anche se il raccordo non si realizzerà, se non a livello di formazione comune del personale.
Inizia il secondo decennio al nido di Busseto, Beatrice Donati il 20 dicembre 1990 assume la
Presidenza del Comitato di Gestione (è l'ultimo Presidente citato; da questo momento le notizie relative
al Comitato si fanno frammentarie, lasciando dei vuoti che solo successive, ulteriori indagini potranno
colmare) e uno dei primi atti in seno al medesimo è la discussione sulle modifiche al Regolamento, che
sono poi portate all'approvazione con delibera consiliare n. 15 del 21 gennaio 1991 dall'Assessore
alla P. I. Luisa Viazzani, essendo Sindaco Carduccio Pedretti. È un aggiornamento quello del
Regolamento che si rende necessario perché il precedente è in vigore da molti anni e non corrisponde
più in tutte le sue parti alle nuove esigenze. In particolare merita di essere citata la riformulazione
dell'Art. 2, su proposta di Don Stefano Bolzoni, che ben sintetizza la filosofia di fondo del servizio e
ancor oggi fa parte delle norme che regolano la vita del nido di Busseto:
"Il Nido è una comunità educante finalizzata ad integrare l'opera della famiglia nell'educazione del bambino, e a
migliorare la consapevolezza dei genitori e degli educatori. Riguardo ai bambini il Nido:
—
riconosce ed accetta la personalità ed il patrimonio ideale di ogni bambino;
—
garantisce un rapporto educativo sereno e fiducioso teso a stimolare lo sviluppo autonomo del bambino;
—
promuove l'apprendimento dei valori fondamentali quali la libertà, la verità, la socialità, la religione, la
moralità, il senso estetico;
—
favorisce la costruzione di rapporti significativi tra bambini ed adulti;
—
esprime un ambiente flessibile adatto alle caratteristiche del bambino;
—
facilita e stimola l'integrazione e lo sviluppo psicofisico dei bambini handicappati; — previene il rischio
sanitario e quello socio-ambientale. Riguardo ai genitori ed alle altre comunità educative
—
vuole favorire un reciproco rapporto di conoscenza e di esperienza".
Degna di nota è pure l'altra indicazione suggerita dal Comitato di Gestione di "... togliere dall'elenco dei
casi che hanno diritto di precedenza nell'inserimento i bimbi dei dipendenti comunali: il Comitato ritiene che,
essendo il Comune un Ente Pubblico, i suoi dipendenti non abbiano diritto a particolari privilegi rispetto ad altri
cittadini... ". Il che è tutto dire!
Un servizio complesso come quello dell'asilo nido richiede una programmazione attenta che interessa la
gestione del personale e l'articolazione dell'orario di lavoro, prefiggendosi il raggiungimento di obiettivi
validi e controllabili.
Nel Settembre 1992, a seguito della decisione dell'Amministrazione Comunale di anticipare la chiusura
pomeridiana del Nido alle ore 17,30 (anzichè alle 18,30), aumenta la compresenza del personale
educativo al mattino. Ciò consente, per iniziativa del personale educativo stesso, di aumentare il numero
dei bambini frequentanti da 24 a 28, innalzando il rapporto educatrici/bambini da 1:6 (come previsto
dalle indicazioni regionali) a 1:7; questa modifica quindi consegue l'obiettivo di ampliare il servizio verso
gli utenti con un maggior introito derivante dalle rette per l'Amministrazione.
Viene pure realizzata un'altra scelta a favore del risparmio da parte del personale ausiliario: quella di
accettare al posto dell'ausiliaria Loredana Lodi Rizzini, collocata a riposo, una sostituzione part-time con
personale volontario e non a tempo pieno; il lavoro eccedente viene "coperto" dall'ausiliaria fissa e dalla
cuoca.
Pertanto, come viene confermato dalla documentazione presa in esame dell'anno 1993-94, la struttura si
avvale di 4 educatrici. Completano il personale 1 cuoca e 2 inservienti, 1 al mattino e 1 part-time al
pomeriggio. Il nido di Busseto è suddiviso in 2 sezioni: la sezione Piccoli, che accoglie i bambini da 9 a
24 mesi; la sezione Grandi per quelli da 24 a 36 mesi.
È in carica l'Amministrazione guidata dal Sindaco Giorgio Cavitelli, che, come si evince dall'opuscolo
"Cos'è il nido?", predisposto dall'Assessore alla P. I. Alessandra Barabaschi, lo definisce "un servizio
ormai essenziale... centro privilegiato per l'educazione dei bambini piccoli nel nostro territorio".
In quel periodo intervengono alcuni fatti destinati a lasciar traccia nella vita del nido.
Innanzitutto diventa Responsabile del Servizio, nell'ambito delle competenze d'Assessorato alla P. I., la
Dott.ssa Roberta Curtarelli.
Inoltre, con le delibere consiliari n. 96 del 19 novembre 1994 e n. 35 del 30 giugno 1995, viene
approvato un nuovo Regolamento, che introduce alcune significative novità, tra le quali annotiamo il
diritto di entrata al nido per i bambini dai 9 mesi (non più 3 mesi) ai 3 anni, una diversa articolazione
dell'orario di lavoro e un dettagliato disciplinare della mensa. E però la modifica di maggior péso
riguarda il vecchio Comitato di Gestione, che viene ora denominato Consiglio di Gestione, dal quale
spariscono i rappresentanti del Sindacato e della Parrocchia, nonché del coordinatore interno del nido,
mentre entra a farne parte come membro di diritto l'Assessore alla P. I.; anche la durata delle cariche
viene rideterminata.
Detto per inciso, tutte le Amministrazioni di diverso colore politico che negli ultimi 30 anni hanno retto
le sorti del Comune di Busseto, hanno inteso lasciare qualche traccia del loro interessamento per l'asilo
nido, generalmente di segno migliorativo, a volte opinabile come, a nostro avviso, ci appare il suddetto
restringimento del Consiglio di Gestione.
Nel 1995-96, continuando un impegno già assunto negli anni precedenti, è inserito nel nostro asilo un
bambino portatore di handicap, senza diminuire il numero dei bambini accettati ed evitando di creare
disagio all'utenza.
Un ulteriore aggiornamento del Regolamento si ha con la delibera consiliare n. 23 del 25 marzo
1996.
Nel 1997 la "storica" cuoca del nido di Busseto, Giovanna Merli, va in pensione ed è sostituita da Paola
Belletti.
Nuove integrazioni al Regolamento, presentate dal Consigliere delegato Gotti Cristina, sono contenute
nella delibera consiliare n. 45 del 30 giugno 1999, Sindaco Luigi Mazzetta. Si tratta di modifiche
relative alle ammissioni dei bimbi al servizio,
La cuoca Giovanna Merli alle prese con bambini e tortellini
all'orario anticipato di chiusura, alle nuove norme di semplificazione in materia di autocertificazione.
Nel 2000-01 la coordinatrice pedagogica Pinì Gennari è costretta a limitare il suo impegno
professionale; il Comune di Busseto si attiva per mantenere la sua preziosa collaborazione ed il rischio di
perderla al momento rientra, anche se di lì a poco la medesima sarà sostituita da Paola Miani.
L'opera di pubblicizzazione del nido, che ogni anno si ripete con le festine, l'informazione sulla stampa, i
vari opuscoli, quell'anno s'arricchisce di una nuova iniziativa, mutuata dagli ordini scolastici superiori,
vale a dire "Porte aperte al nido", una giornata dedicata ai genitori invitati a visitare la struttura e a
prendere contezza dell'offerta formativa.
La nuova Amministrazione del Sindaco Luca Laurini, con Maura Vigevani Consigliere delegato alla P.
I., con la delibera consiliare n. 58 del 27 dicembre 2001 effettua un'importante modifica dell'Art. 5
del Regolamento, introducendo su richiesta di almeno 4 famiglie l'orario prolungato, dalle 16,00 alle
17,30, con personale aggiuntivo e con retta mensile fissa a parte.
La delibera del Consiglio Comunale n. 14 dell'Il aprile 2002 dota il servizio di un nuovo
"Regolamento di funzionamento dell'asilo nido comunale". Il Consigliere Maura Vigevani lavora in
sintonia con il Consiglio di Gestione e produce un atto di notevole rilevanza, .che modifica radicalmente
in alcune parti i precedenti Regolamenti, recependo nuove disposizioni legislative (ad esempio la L. n.
675/96 o della privacy), ordinamentali (v. la riforma della Pubblica Amministrazione), nonché
orientamenti pedagogici rivisitati.
Viene eliminato dai criteri di ammissione il reddito familiare, sono rivisti in generale i criteri di
ammissione dando priorità ai portatori di handicap, valutando il disagio familiare, considerando una
maggiore artièolazione nei punteggi per l'attività lavorativa dei genitori, creando tre Graduatorie, dei
residenti, dei non residenti, di riserva.
Scompare quindi ogni riferimento al Consiglio di Gestione in ordine alla determinazione delle rette e
alle misure da adottare per i ritardatari abituali all'arrivo al nido. Sono indizi di un cambiamento più
sostanziale, che porta ad un'assunzione di peso sempre maggiore da parte degli Uffici Amministrativi e
ad una contemporanea perdita di incidenza della Gestione Sociale. Nel Consiglio di Gestione entrano
senza diritto di voto il Responsabile del Servizio Istruzione, che assume le funzioni di segretario; e il
Coordinatore pedagogico esterno. Non solo il Presidente, ma anche l'Assessore alla P. I. può convocare
e presiedere le adunanze del Consiglio. Il fatto inoltre che dai compiti del nuovo Consiglio di Gestione
scompaiano due punti importanti, quali la presa in esame delle iscrizioni e la possibilità di formulare
proposte relative alla disciplina del servizio e alla modifica del Regolamento, riflette ulteriormente il
mutamento del clima politico-amministrativo in cui opera il servizio.
Anche nel Capitolo dedicato al Personale intervengono modifiche, che normano la nuova realtà. Si
prevede il supporto di operatori aggiuntivi, professionalmente idonei in
caso di inserimento di bambini portatori di handicap, ai sensi dell'art. 7 della L. R. 1/2000. Rimane sulla
carta il coordinatore interno come tramite con l'Amministrazione, ma con funzioni assai più ridotte di
prima, di natura prettamente burocratica.
Sono invece riconfermate le importanti attribuzioni del Gruppo di Lavoro (il vecchio Collettivo di
Lavoro) e del Coordinamento pedagogico esterno, che vede aggiungere alle sue funzioni pure quella di
coordinare il servizio proponendo la distribuzione degli incarichi e dei turni del personale.
Alle cuoche e alle operatrici è poi demandata l'osservanza del Manuale di Autocontrollo Igienico.
In tema di coordinamento pedagogico, val la pena sottolineare che a partire dal 2002-03 e fino ad oggi
è in vigore tra i Comuni di Busseto, Fidenza, Fontevivo e Noceto una convenzione per la- qualificazione
intercomunale dei servizi per la prima infanzia.
Il "Verde Nido" non è solo il giardino con i suoi spazi educativi, aperto dai primi anni Novanta alla
fruizione di tutti i bambini da O a 3 anni, pur se non iscritti. Nel 2003-04, come dichiara il Consigliere
delegato alla P. I., Maura Vigevani, diventa la risposta
alle crescenti richieste dei genitori dei bimbi frequentanti, impegnati nel lavoro anche
nei mesi estivi, e l'offerta ai bimbi medesimi di un nuovo momento di crescita negli
spazi verdi esterni del nido. Naturale prosecuzione del modello educativo del servizio di asilo nido, da
quell'anno sarà aperto continuativamente nel mese di luglio e gestito dalla cooperativa Pro.Ges di
Parma con il coordinamento pedagogico di Paola Miani.
Nel 2004-2005 riprendono gli incontri di formazione, promossi dall'Assessorato alla P. I. e indirizzati
anche ai genitori, dei quali si dà conto nel capitolo successivo.
Il mondo cambia ed anche il nido di Busseto s'adegua, ormai viaggia in rete, online, ritagliandosi un suo
spazio definito nel sito del Comune, che dal 2005-06 la Responsabile del Servizio, Roberta Curtarelli,
amplia e arricchisce di sempre nuovi contenuti.
Nel 2007 l'ausiliaria Maria Rosi è collocata a riposo e al suo posto viene assunta Monica Gandolfi. Come
aiuto cuoca part-time entra al nido Nadia Gandelli.
L'anno successivo il servizio di pulizia pomeridiano viene esternalizzato.
L'ultima modifica al Regolamento del nido è fatta con delibera consiliare n. 27 del 14 maggio 2008,
su iniziativa dell'Assessore alla P. I. Emilio Mazzera, subentrato alla compianta consorte Maura
Vigevani, e stabilisce che tra i criteri di ammissione si favoriscono i nuclei monogenitoriali,
Indipendentemente dalle cause che hanno portato a tale situazione, mentre prima tale criterio si
valutava solo come conseguenza di divorzio, decesso o carcerazione.
Il Prof. Emilio Mazzera, Assessore alla Pubblica Istruzione, illustra il nuovo regolamento
L'AZIONE EDUCATIVA
Nel libretto "Il Nido di Busseto", edito il 10 ottobre 1981 a cura del Comitato di Gestione, si
delineano i tratti fondanti dell'azione educativa, messa in campo già a partire dal primo piano di lavoro
molto dettagliato elaborato dalle educatrici nel Novembre 1980.
Nell'opuscolo c'è un'iniziale, fondamentale sottolineatura di un momento assai delicato com'è quello
dell'inserimento. Si prosegue elencando i vari tipi di attività praticate, in particolare quelle graficopittorica e plastico-manipolativa, capaci di promuovere determinate abilità, il tutto iscritto in una buona
programmazione consegnata al piano di lavoro annuale e basata sul continuo confronto tra i livelli di
sviluppo dei bambini e l'offerta formativa, quindi sulla verifica e sulla valutazione dell'iter educativo
percorso.
Si richiama poi l'aggiornamento, inteso come "formazione permanente", che sta alla base della
professionalità delle operatrici: "...Lavorare secondo un progetto educativo che si ispiri alla formazione
permanente vuol dire tener conto di tutte le componenti e cioè: intervenire secondo una logica di programmazione
rispetto alle varie attività, al lavoro con i bambini, al lavoro del collettivo, al lavoro con le famiglie, ai rapporti col
territorio e con le altre istituzioni".
Sono 120 le ore che nel 1980-81 il personale del nido di Busseto dedica all'aggiornamento, un impegno
che non sarà mai dismesso negli anni a venire.
I temi affrontati in quegli anni sono pertinenti, cruciali, "caldi". Con le operatrici del nido e delle scuole
materne la dott. Anna Ambrogi tratta della psicologia del bambino della scuola della prima infanzia, dei
rapporti educatore-bambino-famiglia, dei rapporti all'interno del personale, la dott. Anna Maria
Valentini della famiglia e della sua trasformazione nel contesto della società odierna, il prof. Mario
Calidoni della programmazione nella scuola dell'infanzia.
A Noceto e a Fidenza i nidi della zona si confrontano intanto sulle tematiche attinenti il servizio e sullo
sviluppo neuromotorio del bambino.
Sono poi programmati incontri con gli esperti, cominciando a coinvolgere anche le famiglie. Così è per
"L'educazione del bambino nella famiglia e nella scuola dell'infanzia" (prof. Mario Calidoni), "La
socializzazione del bambino" (dott. Mirko Moroni), "L'alimentazione del bambino da O a 3 anni" (dott.
Francesca Cassaro)
Infine c'è da segnalare in quel periodo un forte riferimento al rapporto costante, anche se a volte
conflittuale, instaurato con le altre istituzioni (Sindacato, Consultorio famigliare, Scuole Materne,
Parrocchia, Associazioni territoriali) e con gli amministratori comunali.
Dal 1981-82, con lo sdoppiamento delle sezioni, i piani di lavoro diventano due, uno per i Lattanti, uno
per i Grandi.
L'andamento delle iscrizioni dei bambini, specialmente nei primi anni di vita del nido, è una
preoccupazione costante della struttura, ma rappresenta anche un importante indice di gradimento che il
servizio registra. I numeri segnalano un trend costantemente positivo, come si evince dal grafico
inerente l'arco temporale che va dal settembre 1983 al maggio 1984, alla fine del quale gli iscritti sono
27; in questo, come negli anni successivi, nei mesi di massima frequenza, viene assunta un'educatrice di
supporto alle quattro in organico.
Spigolando nelle programmazioni educative delle due sezioni (Piccoli e Grandi) di quegli anni, vi
ritroviamo i cardini del successo del nido di Busseto. Il primo è la convinzione che programmare rende
più sicura e concreta l'azione educativa. Poi matura l'idea che l'educazione del bambino non è un fatto
solo privato, ma la sintesi di scambi continui tra il nido, la famiglia e la comunità: riprendendo le parole
della giornalista, psicologa e teologa Agnès Auschitzka, è chiaro che i genitori, anche se sono buoni e
bravi, non possono essere i soli a fissare i divieti e i limiti. "Il faut tout un village pour élever un enfant et le
conduire à l' age adulte", dice un proverbio africano, sottolineando che l'urgenza di una solidarietà
educativa è indubitabile. Infine si appalesa la necessità di costanti riferimenti alle più avanzate teorie
pedagogiche e a metodologie scientificamente fondate e flessibilmente contestualizzate.
Si comincia a tematizzare l'apprendimento, privilegiando annualmente un nucleo attorno al quale far
ruotare il percorso formativo. Ad esempio, nel 1984-85 si pone al centro dell'interesse l'educazione
scientifica osservando la crescita delle piante, praticando singolari esperienze (pigiatura, castagnata,
visita alla stalla, al forno, all'alveare, alla fabbrica del legno, ecc.). Nascono pure i primi prodotti, come
l'Antologia del nido".
Continua la partecipazione delle operatrici ai Corsi d'aggiornamento, che nel 1984 e 1985 sono tenuti
dalla psicomotricista Enrica Craviari: sono occasioni molto fruttuose d'incontro e di confronto con gli
altri nidi della zona e da esse sortiscono iniziative degne di nota, come la drammatizzazione delle favole
coi burattini e lo studio di tecniche per la creazione degli stessi burattini e di libri per bambini con
materiali vari. Degno di nota è pure l'incontro "Incidenti ai nostri figli: come intervenire", promosso dal
Direttore didattico Giorgio Gallicani nell'ambito dell'Educazione alla Salute, rivolto alle insegnanti del
Nido, delle Materne e delle Elementari di Busseto e condotto dai medici Francesca Cassaro, Luisa
Mainardi, Pio Zantedeschi.
Anche la rivista specializzata a carattere nazionale "Bambini" inizia a pubblicare articoli e immagini del
nido di Busseto.
A fine giugno 1985 i bambini iscritti superano la trentina e anche negli anni a venire le iscrizioni si
stabilizzeranno attorno a questa cifra, con liste d'attesa accettabili.
Al termine del 1985-86 le attività svolte con i Lattanti sono raccolte in un giornalino dal titolo
"Osservazioni della sezione Piccoli", mentre la sezione Grandi produce un Calendario illustrativo
delle attività svolte. Quell'anno l'aggiornamento è tenuto dalle ortofoniste dell'USL.
A dispetto degli scossoni politico-amministrativi, nel 1986-87 la vita del nido scorre tranquilla e serena
e di ciò dà conto la programmazione annuale, ancora una volta assunta come il metodo di operare con il
bambino più adatto ad estrinsecare le possibilità che egli ha in sé e che acquisisce tramite l'interazione
sociale. La sua partitura è a ciò finalizzata, sicché le azioni educative portate a compimento nelle aree
linguistica, percettiva e manuale, nonché le di-verse esperienze (pigiatura, castagnata, Natale) e
l'approfondimento sulla fiaba infiorettano un'altra tappa del viaggio del nido di Busseto. Anche
l'aggiornamento ha uno scatto positivo sotto la guida del dott. Ezio Compagnoni, che approfondisce i
problemi educativi conseguenti alle relazioni tra adulti-bambini, bambino-bambino, bambino-gruppo.
Particolare interesse suscitano inoltre gli incontri aperti anche ai genitori e dedicati a tematiche
particolarmente sentite: "Gioco/giocattolo" (prof. Giovanni Genovesi), "Alimentazione" (dott.
Francesca Cassaro), "Incidenti" (dott. Rinamarj Cavalli), "Aggressività" (dott. Silvia Sangiorgi).
Negli anni che vanno dal 1987 al 1990 la percezione del positivo andamento della struttura, ben inserita
nella vita della comunità bussetana, dà ulteriore impulso all'azione educativa. Ancora una volta
l'aggiornamento ne è il motore: l'équipe del
Laboratorio educativo e didattico di Parma, guidato da Elisabetta Campanini e Maria Adele Azzi, mette
a punto e propone la tecnica della narrazione animata, del gioca-storie e del gioco simbolico, che le
nostre educatrici assimilano, lavorando sulle favole ispirate ai libri di Attilio e Karen, come "Il pulcino e
il lupo", "Le avventure di Margherita", "Checca e i suoi piccoli", i cui esiti vengono ripresi con la
telecamera.
Poste come obiettivo nella programmazione le capacità da sviluppare nei bambini, alle ormai consuete
esperienze s'aggiungono il giro in treno Busseto-Fidenza e il bagno nella piscina del Mondo Blu del
1989 e le uscite dal gelataio e nella pizzeria Camoscino del 1990.
Viene dato inoltre particolare spazio al linguaggio corporeo, un'attività che s'accompagna all'esperienza
sensoriale e alla comunicazione, con l'inserimento anche di brani musicali e della contactimprovvisazione, mirati a portare in luce i vissuti interiori dei piccoli in funzione catartica.
Seguendo l'aggiornamento fatto col Prof. Ezio Compagnoni nel 1989-90 incentrato sull'utilizzo degli
spazi nel nido, in correlazione con la ristrutturazione dell'immobile allora in corso, le operatrici
partecipano attivamente all'individuazione di ambienti più idonei per le attività dei bambini: gli angoli
della psicomotricità, della drammatizzazione, delle bambole, della lettura, ecc.
Sempre quell'anno risultano di notevole interesse gli incontri sulla continuità educativa 0-6 anni per
insegnanti e genitori, finanziati dall'Amministrazione Comunale, organizzati dalla Direzione didattica in
collaborazione con la scuola ma terna "G. Verdi" e l'asilo nido di Busseto. Nello specifico la dott.
Angiola Fox tratta "La comunicazione bambino-adulto e adulto-bambino", "Vedere ascoltare, parlare",
"Come utilizzare i mezzi tecnologici - Il bambino e la televisione". "Finalità e prospettive dell'Asilo
Nido" è il tema sviluppato dal Direttore didattico Paolo Quintavalla e dalla pedagogista Maria
Antonietta Stellati, mentre la dott. Maria Luisa Cantarelli conclude le serate immaginando l'"Asilo Nido
come ambiente di conoscenza".
Il secondo decennio al nido di Busseto riparte dall'offerta formativa di qualità, che ha caratterizzato
anche il primo periodo della sua vita. Nella bozza preparatoria del libretto informativo del 1993
leggiamo: "...da quasi un quindicennio ad oggi... gli aggiornamenti continui, i contatti costanti colle altre
istituzioni educative e colle équipes specializzate hanno posto il nido di Busseto come centro privilegiato per
l'educazione dei bambini piccali nel nostro territorio. La finalità principale che il nido si propone è quindi quella
di accompagnare la crescita equilibrata del bambino sul piano affettivo, cognitivo e sociale. Inoltre esso vuole
proporsi come spazio culturale e di aggregazione per le famiglie che usufruiscono del servizio, promovendo
momenti di incontro e di scambio tra loro. Infine si intende divulgare l'insieme delle attività educative che sono
sviluppate al suo interno, affinchè venga sempre meglio conosciuto e possa diventare strumento prezioso di crescita
culturale e luogo fondamentale di riflessione sulle problematiche infantili per tutti".
Riprendendo il racconto anno per anno, nel piano di lavoro 1990-91 scopriamo che pure le routines
quotidiane (accettazione, pasto, cambio, sonno, merenda, uscite) diventano momenti educativi, che
'aiutano i piccoli ad acquisire concetti fondamentali (tempo, spazio) e ad ottenere maggiore fiducia in sé
stessi.
Si rafforza l'idea che un personale sempre più preparato professionalmente consente al servizio di essere
più efficiente e rispondente alle richieste dell'utenza. Soccorre allo scopo, come al solito,
l'aggiornamento, che coinvolge non solo le educatrici, ma anche le ausiliarie e la cuoca. Le prime
trattano con la coordinatrice pedagogica Pinì Gennari il tema del libro al Nido, poi nel 1991-92
l'utilizzo e le proposte di materiali (l'attività e la relazione con essi), inoltre lo sviluppo neurologico del
bambino nel primo anno di vita; le seconde approfondiscono gli argomenti dell'igiene alimentare ed
ambientale nel 1990-91, delle funzioni educative del personale ausiliario l'anno successivo.
"La storia di Natale", tratta dal. Vangelo secondo Luca e adattata per i piccini, viene portata in scena
nella festina natalizia. "Pik Badaluk" è il libro letto e rappresentato a fine anno.
Ma andiamo a un po' a zonzo in questi anni Novanta, finali del Millennio, rintracciando qua e là nelle
varie attività messe in cantiere e nei prodotti confezionati con cura ed amore dalle operatrici le
motivazibni di fondo e i sentimenti che li animano.
Siamo nel 1992-93 e per Natale succede qualcosa di veramente speciale: Babbo Natale si busca una gran
tosse, le renne si ammalano di morbillo e allora è Mamma Natale ad inforcare la sua supér-bici-velox e a
consegnare i doni.
Anche la festa del papà entra poi in pianta stabile nel novero delle ricorrenze da celebrare.
Nel Laboratorio di pittura, come frutto del progetto "Dal segno al colore" conseguente
all'aggiornamento sull'attività grafico-pittorica dei bambini frequentanti l'asilo nido, nasce il libro "La
storia di Maky".
L'anno dopo, 1993-94, prende corpo il Cesto dei tesori e gli oggetti che contiene (cucchiai, caffettiere,
imbuti, fischietti, tappi e chi più ne ha più ne metta) sono veri e propri mezzi d'apprendimento.
Si parte poi da un animaletto caro e simpatico e su questo s'inventa una storia semplice o una filastrocca,
magari si scrive un libro. Quell'anno i bambini e le educatrici si sbizzarriscono davvero e dalla loro
fantasia e creatività nascono: "L'albero dei colori", "Il libro morbido della frutta", "Nel bosco c'è"
(costruito con la tecnica della bocca tridimensionale), "Martina e il drago Serafino" rappresentato dai
genitori nella festa dell'Estate, "Il lombrico Brillino". È il caso di dire che a tenere l'aggiornamento è
stata Renata Gostoli, l'autrice dei giochi interattivi e dei testi della trasmissione RAI "L'Albero
Azzurro": un'esperta davvero stimolante!
1994-95. Ancora una volta la festa di Natale assume un rilievo particolare: nel salone del nido è
collocato uno sfondo integratore con i personaggi del presepio, davanti al quale i bambini cantano
vecchie filastrocche e rappresentano scene della tradizione; viene pure allestita una piccola Mostra di
santini e letterine natalizie d'antan.
Altra atmosfera alla festa d'Estate, che diventa la festa del mare, entro il quale navigano sirene, polipi,
meduse, squali, cavallucci e stelle marine interpretati dai piccoli. Sono i personaggi del "Libro del
mare", confezionato con la tecnica "a strappo", utilizzando farina gialla, sassi, conchiglie, ecc.
Corona l'annata la gita a Gardaland con tanto di genitori e nonni, estesa anche ai bambini del paese non
iscritti al nido.
Un altro passo ed eccoci al 1995-96, contrassegnato dalla storia de "La tartaruga Timoteo", punto di
partenza e d'arrivo dell'anno. Raccontata durante l'inserimento dei bambini all'asilo, con al centro un
personaggio amico e simpatico che aiuta ad elaborare la separazione e a costruire nuovi legami
(relazione triangolare), diventa il libro-dono di fine anno, che accompagnerà i piccoli a casa anche
durante la pausa estiva.
Sul tema fondamentale dell'amicizia viene costruito e tiene banco un altro libro, "piccolo blu e piccolo
giallo".
È anche l'anno in cui Karl Popper con il saggio "Televisione, cattiva maestra" suscita grande scalpore e
le educatrici ne traggono spunto per compilare per i genitori una Scheda di osservazione dei
comportamenti dei figli.
"Ci sono due case vicine", una verde e .una bianca, adagiate su un unico, grande prato e circondate da
alberi di ogni specie e da giochi che aspettano con impazienza i bambini. Nel 1996-97 la loro storia
diventa un libro speciale, fatto con le carte veline colorate e bagnate, premute quindi e stropicciate dalle
manine dei piccoli. Un libro nel quale il gatto Pericle, il pettirosso Pippo, il gufo Saggio, la gazza
Lucicchia e il cane Bobo salutano i bambini che escono dall'asilo nido per andare alla scuola materna.
Le educatrici sono le attrici della rappresentazione della favola di Cappuccetto Rosso alla festa
dell'Estate, arricchita pure dalla consegna ai bimbi del logo di Milli al circo.
1997-98. Che cosa può fare un povero cronista, al quale viene a mancare la materia prima, nel nostro
caso le carte, i documenti, dalla cui consultazione faticosamente cerca di rintracciare gli elementi
necessari per riscrivere momenti salienti del passato e farli rivivere nella maniera più vicina alla
trascorsa realtà effettuale?
Poco può fare, se non cambiare registro al suo racconto, passando dalla narrazione annalistica alla spy
story, reinventando in base agli scarsi indizi che è riuscito a recuperare una storia credibile.
Per l'anno anzidetto ha a disposizione solamente tre fonti minime.
La prima è costituita dagli appunti scritti a mano per una riunione con i genitori, datata 28 aprile 1998,
dove in sintesi si dà conto della programmazione annuale, ricorrendo a parole-chiave quanto mai
illuminanti dei percorsi seguiti. Si parla di inserimenti con il loro carico di difficoltà superate, di
strutturazione degli angoli e degli spazi comunicativi (cesto dei tesori, giocone, cucù, travasi, lettura,
ecc.) connessi alle abilità da promuovere, di dieta, di alimentazione, soprattutto si connota un quadro del
bambino 0-3 anni all'interno del quale le fasi dell'esperienza sensomotoria, dell'egocentrismo,
dell'opposizione, dell'evoluzione del linguaggio sono delineate nella loro complessità.
Il secondo indizio è dato dalla filastrocca "Indovina chi c'è nell'asilo con me?", che riprende
precedenti attività di narrazioni animate, come suggeriscono i personaggi evocati: la paperina gialla,
Cecco il bell'uccellino, Micio musetto, Verde ranocchia che parlar non sa, cagnon Ciabatta, la farfalla
vanitosa, il coniglio salterino, la nuvola Panna.
Infine la terza fonte, vale a dire un articolo della Gazzetta di Parma del 19 dicembre 1997, titolato
"All'asilo nido si pigia - Come in una cantina", che accenna ad una delle tante esperienze che i piccini
fanno al nido, la pigiatura, per dire anche la castagnata, il gioco con la farina e via elencando.
Insomma, basta poco per pennellare una tela essenziale di vita vissuta, nel nostro caso per avere un'idea
completa e precisa di ciò che nell'anno considerato è stato fatto al nido di Busseto: è stato formulato un
piano pedagogico-didattico, sono state individuate le attività da svolgere, si è dato corso concretamente
ad una didassi conseguente.
La gita all'area protetta di Isola Giarola conclude le uscite programmate nell'anno 1998-99. Nella lanca
del Po i bimbi ritrovano cose a loro note, perché già dentro le fiabe lette, come il bosco e le sue voci, gli
animali, camminano sul ponte sospeso sopra l'acqua, arrivano alla casa dei pavoni. La sollecitazione al
piacere della lettura viene dall'aggiornamento tenuto da Marco Papotti, direttore di Parmalnfanzia.
Alla festa finale i bambini cantano brani del "Canzoniere del nido", le educatrici mettono in scena la
storia contenuta nel libro "Paolino e la strega Teodora", che era stato esposto alla Mostra "Il giardino
dei libri" allestita dalle scuole nei locali del Monte di Pietà.
Anche l'anno successivo, 1999-2000, i libri costruiti al nido sono accolti nella seconda edizione della
Mostra denominata "Libri ...in cantiere". Le nuove entrées sono: "Dove la fa?", "Orso Lallo e ... i
colori" e, non poteva mancare nell'imminenza di fine Millennio, "Che paura aver paura!".
Registriamo ancora per quell'anno e per l'anno successivo l'input di corsi di formazione particolarmente
stimolanti, quali il "Laboratorio di costruzione dei libri" con Rosamaria Savoldi, il Sistema HACCP
(Hazard Analysis and Critica! Control Points) svolto da Giorgio Fagetti, presenti le ausiliarie e la cuoca,
il Corso sul libro tenuto da Cristina Sanviti, "Come documentare al nido" (con le ausiliarie e la cuoca)
con Ivana Pinardi.
2000-01. Inizia il terzo Millennio, che per il nido significa entrare nel suo terzo decennio di vita, ma
soprattutto a Busseto si celebra il primo Centenario della morte del Maestro. A questo punto anche il
nido di Busseto si colora di ...Verdi!
Per l'occasione speciale viene creata la favola "Volpina, ladra a tempo di musica a Busseto", rivolta
sia ai bambini e alle famiglie dell'asilo sia ai piccoli ospiti che giungono a Busseto attratti dalle
manifestazioni verdiane. Combinate le fotografie di singolari scorci di Busseto con il disegno a cera degli
elementi fantastici aggiunti, rielaborato il tutto con il programma informatico PageMaker, ricevuto il
sostegno appassionato della psicologa Cristina Sanviti, che suggerisce le motivazioni e le
caratterizzazioni tipiche dell'età infantile per la storia, i bambini del Nido di Busseto sono ricevuti dal
nuovo Sindaco di Busseto, Luca Laurini, al quale presentano il libro, quindi sono nominati da lui "suoi
consiglieri speciali".
Il progetto educativo 2001-02 della sezione Piccoli riserva un posto particolare all'inserimento,
all'accoglienza, alla ricongiunzione genitore-bambino. Sono temi affrontati con i necessari presupposti
pedagogici (v. i riferimenti a Winnicot, Bruner, Mahler) e descritti nella precisa sequenza delle loro fasi
operative. Tra le attività si privilegia la scoperta delle cose buone da mangiare, un argomento che si
presta al conoscere e al fare dei piccoli e fa nascere tra loro interazioni piacevoli. Tutte le attività
esplorative riguardai-1ff gli alimenti sono condensate nel libro illustrato "Io e la pappa".
Dal canto suo la sezione Grandi nella sua progettazione intende dare del Nido l'immagine di un luogo
dove il bambino possa trovare un contesto che favorisca al meglio il suo sviluppo affettivo-relazionale e
dove alla famiglia sia possibile reperire degli spunti con cui confrontarsi. • Nell'arco dell'anno vengono
svolte diverse attività, tra le quali si segnalano la pigiatura, le varie festine, la manipolazione con vari
materiali (farina, cioccolato in polvere, tempere, zucchero), i giochi in giardino; alla festa di chiusura ai
bambini grandi è consegnato un cappellino per "Diploma".
Anche in quell'anno i corsi d'aggiornamento sono particolarmente coinvolgenti: "Progettare per
l'infanzia" con l'arch. Lucia Francesca Gazzaneo e "Riciclacreando" con la maestra d'arte Carmen
Dorigo rientrano nell'offerta formativa alle educatrici. Così anche il cosiddetto Progetto 0-10, centrato
sul tema "L'accoglienza nei servizi educativi. Una possibile esperienza fra nido, materna, elementare",
tenuto da Benedetta Gazza e da Pinì Gennari, in cui ci si prova a definire quali siano le modalità più
opportune per trasmettere sicurezza e tranquillità nei bambini, soprattutto nei momenti di approccio ad
esperienze nuove, inoltre a stabilire un rapporto di fiducia nei confronti dei genitori, evitando relazioni
rigide per arrivare a costruire una vera "alleanza".
Nel 2002-03 segnaliamo il Calendario 2003, molto bello, elaborato dalla sezione Piccoli in modo
personalizzato, azzurro per i maschi, rosa per le femmine.
La programmazione della sezione Grandi pone al centro dell'attenzione la scoperta della natura e
dell'ambiente: il cielo, la terra, i colori, le foglie, gli odori, i sapori. A fine anno viene drammatizzata la
favola "Rina va alla fattoria" e il libro costruito al computer "Fare al nido" accompagna i bimbi che
passano alla scuola materna.
La dott. Elisabetta Andreoli tiene l'aggiornamento su questi temi: "Come leggere le emozioni dei
bambini e risolvere i conflitti", "Regole e limiti: autoritarismo e permissivismo", "Effetti psicologici della
fruizione televisiva nella fascia di età 0-6 anni".
L'esigenza è quella di ottenere nella nuova sezione Piccoli dell'anno 2003-04 un sempre maggior grado
di distensione. Le educatrici individuano nel gioco con l'acqua e nell'ascolto della musica il filo
conduttore per realizzare l'obiettivo, che comporta un articolato progetto di attività e che porta alla
confezione di un elegante volumetto, "Voci, suoni, silenzi - Suonare l'acqua e ascoltare".
Le educatrici della sezione Grandi titolano il loro Progetto Continuità "Il viaggio continua...", che
codifica anche per gli anni a venire i due importanti cambiamenti che i bambini del nido affrontano: il
primo riguarda il passaggio dal nido alla scuola materna; il secondo interessa il trasferimento degli
interni dalla sezione Piccoli alla sezione Grandi. Nella festa finale i bimbi che passano alla scuola
materna sono salutati con le "Filastrocche: giocattolo sonoro fatto di parole in libertà", che
rappresentano il compendio delle attività annuali.
Le educatrici della neonata sezione Piccoli del 2004-05 incontrano subito i genitori per proporre il tema
cruciale su cui innestare la progettazione dell'intero anno, vale a dire l'inserimento. "Momenti di un
anno trascorso nella sezione Piccoli" racchiude le perle del rapporto instaurato tra le operatrici e la
famiglia. Compaiono le ansie dei genitori ("...Le prime volte che lasciavo il mio bambino uscivo con un grosso
sconforto, pensando se era la scelta giusta o no..."), le loro aspettative ("...Che il nido ci assicurasse un supporto
nell'educazione della nostra bimba..."), le loro riflessioni alla luce dell'esperienza vissuta ("...Questa
esperienza ha dato alla nostra famiglia un senso di unità ancora più accentuata..."), infine le parole delle
educatrici ("...Instaurare una buona relazione con i bambini e i loro genitori è l'obiettivo principale del nostro
progetto educativo...").
Il progetto dei Grandi dal canto suo è teso a favorire la psicomotricità e l'educazione musicale; a fine
anno il prodotto è un fascicolo accattivante intitolato "Movimenti, sguardi, emozioni: parlare col
corpo e ascoltare la musica dell'anima".
L'anno è ricco di iniziative: le consuete attività legate alle stagioni (pigiatura, castagnata, ecc.); le festine,
tra cui spicca quella di Carnevale, dove arrivano i musicisti Giulio e Romano a suonare la fisarmonica e
la tastiera; gli incontri di continuità del nido con la scuola materna, nei quali a farla da padrona è la
storia de "L'elefantino Rosa"; la drammatizzazione alla festa dell'Estate de "Il pettirosso Pippo" nel
nuovo teatrino costruito da Marco Baistrocchi, con musica dal vivo eseguita dai chitarristi Donnino
Loffi e Massimo Compiani.
L'Assessorato alla P. I. è più che mai attivo: degna di nota è la serata del 6 giugno 2005 con Maria Adele
Azzi e Paola Miani, che intrattengono i genitori sul tema "Crescere è faticoso — è come salire una scala:
ogni gradino che fai è fatto di scoperte e fatiche".
Nel 2005-06 nella sezione Piccoli si ritorna a porre l'accento sulle routines e il frutto di tutto il lavoro
svolto è racchiuso a fine anno nell'opuscolo "Crescere attraverso le routines" e nel DVD "Momenti al
Nido...".
Si riparte anche nella sezione Grandi, nella quale viene lanciato il progetto dell'anno, le cui risultanze
sono contenute nel volumetto finale "Insieme verso l'autonomia". Stralciamo: "INSIEME: educatori e
famiglia perché, collaborando con obiettivi comuni, si aiutano i bambini e le bambine nel loro lungo cammino verso
il raggiungimento dell'autonomia 'pratica' e 'psicologica'... L'AUTONOMIA per il bambino vuol dire
consapevolezza di sé nell'ambiente... che consenta di poter lasciare le tracce del loro percorso e della loro storia al
nido... Tracce che verranno raccolte in una "VALIGIA DEI RICORDI" che servirà loro per affrontare il viaggio
verso la Scuola dell'Infanzia".
Continuano gli incontri promossi dall'Amministrazione Comunale e rivolti sia agli operatori sia ai
genitori. La psicoterapeuta Maria Luisa Cantarelli parla delle paure dei bambini, la pedagogista Paola
Miani intrattiene su "La magia del libro", un tema inserito nel più ampio progetto nazionale "Nati per
leggere".
Avvicinandoci rapidamente ai nostri giorni, annotiamo nel 2006-07 la riproposizione delle molteplici,
buone pratiche educative consolidatesi nel corso dei decenni e alcune novità.
La sezione Piccoli vive serenamente i suoi passaggi obbligati (inserimenti, interiorizzazione delle
routines, scansione delle attività), terminando l'anno con importanti momenti di intersezione, durante i
quali sono accolti nella nuova, prossima sezione i bimbi ché restano al nido.
La novità della sezione Grandi, con i riferimenti cognitivi derivati dalle teorie di Wigotskij e Bruner, è
la messa in cantiere del progetto "I nonni vanno al nido", che costituisce "...la risposta di una pedagogia
nuova che coinvolge la famiglia, soprattutto i nonni, che fanno da cuscino tra il Nido e la famiglia appunto,
rendendoli più partecipi... Aprire il Nido ai nonni permette ai piccoli di sperimentare la relazione con queste figure
significative e insostituibili, depositarie di conoscenza, di modi di fare, di esperienza, che sanno inventare,
raccontare, dialogare e poi hanno a disposizione una grande magia, il tempo, un tempo lungo per i bambini e per le
cose". La disponibilità dei nonni, come si può notare sfogliando l'opuscolo conclusivo e il DVD creato
appositamente, è totale ed entusiastica. I Grandi potranno così andare tranquillamente alla scuola
materna con la loro "piccola borsa dei ricordi".
Sezione Grandi 2006/2007: i nonni "giocano" al Nido
Purtroppo l'altra novità, molto triste, è che Maura ci lascia. Le operatrici, alla festa dell'Estate, nel
giugno 2007, le dedicano un commosso pensiero:
"Ancora l'anno scorso Maura Vigevani, il nostro Assessore che abbiamo accompagnato nella sua malattia e che
abbiamo pianto solo alcuni giorni fa, era in mezzo a noi e aveva portato il suo saluto alla festa finale dell'estate.
La vogliamo ricordare con tanto rimpianto mediante queste parole. Ci manchi, ci manca la tua amicizia leale, la
tua umanità, la tua determinatezza, il tuo altruismo, il tuo essere dentro le cose. Abbiamo nostalgia delle tue
improvvisate al nido. Ti brillavano gli occhi quando lasciavi che le mani curiose dei bambini esplorassero e
vuotassero la tua borsa magica. E ridevi con spontaneità. Un giorno ci hai portato dei gattini abbandonati. I
bambini ti erano tutti intorno per accarezzarli. Tu eri lì e, sorridendo, fantasticavi, definendoti la nonna di tutti.
Così intensamente non te lo abbiamo mai detto: ti vogliamo tanto bene!"
Siamo nel 2007-08 e la sezione Piccoli, sulla scia del corso di formazione tenuto dalla naturopata
Raffaella Petronelli su "Il massaggio del bambino: strumento di comunicazione e relazione", impronta le
sue attività sul tema e produce a fine anno l'opuscolo "Il tocco, le coccole, le carezze silenziose
emozioni", inoltre un DVD di "Momenti al nido...".
I Grandi a loro volta sono aiutati nel percorso di crescita e di socializzazione, documentato nel libretto
"Passo dopo passo...", da Orsoleo, un simpatico e buffo orsetto, che intraprende un lungo viaggio e
durante il cammino incontra molti amici divertenti. Il progetto di sezione si completa con
l'approfondimento del tema della genitorialità, raccontato per immagini nell'opuscolo "Al nido con
papà", con tanto di cena finale.
Nella citazione di Hodding Carter "Esistono due eredità durevoli che possiamo sperare di lasciare ai nostri
bambini: una- le radici, l'altra le ali" è condensato il senso del progetto della sezione Piccoli del 2008-09,
contenuto nella raccolta finale "Dedicato ai genitori di..." e incentrato sulla graduale separazione dalla
famiglia e sul sereno inserimento al nido per costruire nuove relazioni, infine sul ricongiungimento con i
genitori.
La sezione Grandi segue un percorso insieme alle famiglie dentro ai vari linguaggi del cibo collegato
alla cucina interna al nido, alle cuoche e alle operatrici. Protagonisti diventano in tal modo i bambini e le
loro famiglie, che entrano al nido a turno per cucinare cose buone insieme ai piccoli. Il cibo in questo
modo è il tramite mediante il quale si amplia la relazione umana all'interno dell'asilo. Alla festa finale
viene rappresentato dai genitori lo spettacolo "Ti ho visto!", ricavato da un testo di Mireille d'Allancé,
inoltre sono consegnati ai bambini i prodotti multimediali "L'Arcobaleno dei Sapori" e "Momenti al
nido...". La cena con menu a sorpresa dei bimbi accompagnati da mamma e papà conclude l'annata.
Per quanto concerne l'aggiornamento, viene trattato il tema delle nuove tipologie famigliari con la dott.
Cristina Chiari.
2009-10. Gli incontri di formazione cbn i genitori, tenuti presso l'Assistenza Pubblica da illustri medici
del Distretto di Fidenza dell'AUSL di Parma, riguardano un argomento molto sentito, "Emergenza
pediatrica: le istruzioni salva-bimbi utili ai grandi".
Come sempre l'aggiornamento, "Dalla formazione di educatrici ed insegnanti al fare dei bambini in
Fidenza ed oltre", condotto da Fulvia Rizonico, Maria Pia Bizzi, Laura Parenti, offre gli stimoli giusti
per il lavoro annuale.
La sezione Piccoli dà vita ad un Laboratorio di costruzione di libri gioco, libri tattili, coinvolgendo i
genitori nella confezione e nella presentazione dei medesimi ai figli. Al termine viene creato un DVD
con testi, immagini e musica intitolato "Un laboratorio di libri per esplorare e volare".
La sezione Grandi, nell'ambito delle attività racchiuse nell'opuscolo "Siamo cresciuti insieme", è
fortemente coinvolta nel progetto "Biblioteca-Ali di carta", all'interno del quale la Responsabile del
nido, Roberta Curtarelli, evidenzia le motivazioni profonde sottese alla creazione della Biblioteca del
nido:
"Leggere al Nido è una pratica quotidiana, a cui vengono dedicati vari momenti delle attività della giornata. Il
libro è uno strumento educativo attraverso il quale le Educatrici sviluppano la relazione con il bambino e
favoriscono i processi cognitivi. I personaggi delle storie si prestano ad essere imitati ed interpretati permettendo un
gioco speculare. Attraverso la drammatizzazione il bambino entra in contatto con le proprie emozioni e impara a
riconoscere sentimenti, paure e passioni".
Il logo della Biblioteca, che raffigura i bambini portati in un volo fantastico sulle "ali" della pagina
illustrata, mette il sigillo sul primo trentennio del viaggio del nido d'Infanzia (così ora viene chiamato)
di Busseto, un itinerario non sempre lineare, a tratti accidentato, ricco tuttavia di scoperte, suggestioni,
emozioni, che speriamo riaffiorino nella mente di molti che avranno la pazienza di scorrere queste
pagine.
L'auspicio è che anche i prossimi decenni, sulle ali di un'avventura così affascinante, siano forieri di
altrettanto successo!
Le novità gestionali degli anni duemila
di Roberta Curtarelli — Responsabile Servizi alla Persona del Comune di Busseto
Al Nido nell'ultimo decennio si assiste ad un'accelerazione nei cambiamenti e nell'introduzione di novità
gestionali, in parte dovute ad innovazioni legislative ma soprattutto prodotte da una crescente
consapevolezza del ruolo fondamentale del Nido nella cultura dell'infanzia, oltre che dal desiderio di
rispondere alle mutate esigenze delle famiglie di Busseto.
Nel 2001, con la neoeletta Amministrazione Laurini, la Prof.ssa Maura Vigevani, Consigliere delegato
alla Pubblica Istruzione, promuove la revisione dei criteri di ammissione all'Asilo Nido. Lavorando di
concerto anche con i rappresentanti dei genitori elimina il criterio del reddito, che fino ad allora favoriva
l'accesso al Nido delle famiglie meno abbienti (la ratio era che maggiori disponibilità economiche
potevano permettere altre soluzioni, ad es. la baby sitter). Ritiene che ogni famiglia, indigente o abbiente
che sia, debba poter accedere al servizio educativo, privilegiando invece le mamme lavoratrici, o con altri
figli, o con altri carichi assistenziali familiari, oltre all'assoluta priorità data ai bambini portatori di
handicap.
Al centro la Prof.ssa Maura Vigevani, Consigliere e poi Assessore alla Pubblica Istruzione
Intanto in un giorno prestabilito durante il periodo delle iscrizioni, il Nido comincia ad aprire le sue
porte ai genitori che vogliono visitarlo e conoscere le educatrici a cui lasceranno i loro bambini.
Nell'autunno 2001 arriva al nido l'ausiliaria part-time Paola Demaldè. Nel frattempo la volontaria Auser
Anna Dotti, che per tanti anni ha collaborato con il personale ausiliario, si ritira per motivi familiari.
Nel 2002 il parziale rinnovo di un accordo con alcuni Comuni del territorio porta al Nido di Busseto una
nuova Coordinatrice Pedagogica. Ma partiamo dagli antefatti. Sulla base delle indicazioni e dei
finanziamenti regionali, nel 1988 i Comuni di Busseto, Fidenza, Salsomaggiore, Noceto e Fontevivo
avevano istituito nei rispettivi nidi la funzione del Coordinamento Pedagogico al fine di supportare con
una figura specialistica l'attività didattica delle educatrici. Effettuata la selezione dal Comune di Fidenza
(capofila), viene incaricata dall'1/6/1990 la D.ssa Giuseppina (Pini) Gennari, la quale svolge per anni,
fino al 31/12/2001, un'encomiabile attività di indirizzo e sostegno a tutto il personale dei Nidi
convenzionati, oltre che di consulenza per le Amministrazioni Comunali.
Per la sua conoscenza del servizio e della struttura, viene richiesta la consulenza di Pinì anche nel 2002
quando il vicesindaco Barbara Toscani promuove la progettazione dell'ampliamento del nido, curata dal
Geom. Roberto Dejana. Ciò ai fini della
I bambini del Nido in visita alla Scuola dell'Infanzia di Busseto
creazione di un eventuale nido sovracomunale, ma le amministrazioni vicine non sono interessate ed il
progetto resta sulla carta.
Successivamente Finì viene incaricata dal Comune di Fidenza anche di funzioni amministrative e
pertanto sul territorio si rende necessaria la presenza di una seconda figura professionale. Nel 2002 i
Comuni di Busseto, Fidenza, Noceto e Fontevivo approvano una convenzione che incarica Pinì per i nidi
di Fidenza e la D.ssa Paola Miani nei restanti Nidi. Paola ha svolto e svolge tuttora la sua funzione con
grande professionalità e costituisce un irrinunciabile punto di riferimento per il nostro personale
educativo. La convenzione,-ancora vigente nel 2010 anche se Fontevivo vi ha rinunciato nel 2007, ha
consentito di ottenere finanziamenti regionali per i corsi di aggiornamento del personale, oltre che per
espletare nel 2006 e nel 2008 le selezioni sovracomunali per il reclutamento di educatrici supplenti.
Fino al 2001 le mamme che volevano lasciare i bambini al nido oltre le 16.00 e fino alle 17.30 potevano
farlo solo per documentati motivi di lavoro e comunque ciò gra-
Il Prof. Corrado Mingardi accoglie in Biblioteca la visita dei bambini del Nido
vava sugli orari di servizio delle educatrici. Nel 2002 il servizio di orario prolungato viene strutturato ed
ottimizzato: tutte le mamme possono richiedere il servizio senza giustificazioni e pagando una retta
aggiuntiva, anche perché si recluta personale aggiuntivo dedicato a questa fascia oraria. Viene assunta
così a tempo determinato l'educatrice Annetta Patroni, già supplente in parecchie occasioni.
Successivamente, per le nuove indicazioni sulle assunzioni di personale, il servizio di orario prolungato
verrà affidato ad una cooperativa socio-educativa.
Le modifiche regolamentari sull'orario prolungato hanno una significativa ricaduta sulla qualità del
servizio in generale, in quanto anticipare di un'ora al mattino il turno di lavoro di due educatrici
significa maggiore compresenza e quindi la possibilità di ampliare e approfondire il progetto educativo.
Sempre nel 2002 prende l'avvio un importante servizio a supporto di genitori ed insegnanti della fascia
0/10 anni, il Centro "Teniamoci per mano", dove la psicoterapeuta Maria Adele Azzi, su appuntamento,
presta consulenza gratuita agli adulti in difficoltà relazionali nella loro funzione genitoriale e educativa.
Questi sono gli anni in cui trova applicazione la nuova normativa in materia di diritto degli Enti locali,
che sancisce la separazione tra le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, svolte da Sindaco,
Assessori e Consiglieri, e la gestione di uffici e servizi, svolte dai Responsabili di area. Il Testo Unico
degli Enti Locali del 2000, il Contratto nazionale del pubblico impiego 1999/2001 e il D. Lgs.
165/2001 sono tasselli di un complesso iter normativo che porta nei Comuni la figura del Responsabile
con funzioni dirigenziali. Tale figura, limitatamente al proprio settore di competenza, agisce in qualità di
rappresentante legale dell'Ente, emana atti (determine) che impegnano il Comune verso l'esterno, ha una
capacità polifunzionale di coordinamento di vari uffici e servizi, ha un rilevante grado di autonomia
gestionale ed organizzativa ma anche elevata responsabilità di prodotto e di risultato.
Sulla base del bilancio comunale, Sindaco e Assessori con il Piano Esecutivo di Gestione annuale gli
affidano un budget finanziario, un pool di risorse umane e di beni strumentali con cui organizzare i
servizi dell'ente e gestirli con autonomi poteri di spesa.
L'Assessore dà le direttive e verifica l'operato del Responsabile, il quale adotta provvedimenti concreti di
gestione e compie azioni quotidiane di organizzazione, controllo e problem solving. Entrambi possono
avvalersi dei pareri del Segretario Comunale, consulente legale dell'Ente.
Il Responsabile deve dunque perseguire il raggiungimento degli obiettivi fissati annualmente dagli
organi politici, improntando la sua azione a criteri di economicità, efficacia, efficienza e trasparenza,
nella profonda consapevolezza di essere al servizio del cittadino. Agisce sulla base di un incarico
fiduciario temporaneo conferito dal Sindaco, incarico che può essere revocato o non rinnovato in quanto
annualmente sottoposto a valutazione. In caso di gravi inadempienze nella gestione della propria area,
ne risponde in prima persona anche 1i fronte alle autorità giudiziarie o fiscali.
Tuttavia, al di là della precisa distinzione dei compiti, tra Assessore e Responsabile rimane di fatto
fondamentale il rapporto di collaborazione ed il confronto costante per adottare le scelte strategiche
migliori a vantaggio della cittadinanza. Più che una separazione dei compiti, come dice la legge, mi piace
definirla sinergia, a volte sintonia, come mi è capitato di sperimentare con le figure politiche incontrate
in questi anni di lavoro in Comune.
Personalmente mi sono occupata delle funzioni amministrative inerenti il nido fin dal 1994, ma dal 1°
Marzo 2003 il Sindaco Laurini mi conferisce l'incarico di Responsabile dell'Area Servizi alla Persona,
comprendente i servizi educativi e scolastici e i servizi socio-assistenziali. Ciò comporta la responsabilità
gestionale dell'organizzazione e del funzionamento dell'asilo, oltre che il coordinamento del personale
educativo ed ausiliario. Il background culturale e le passate esperienze professionali nel settore
scolastico favoriscono il mio approccio alla nuova funzione, improntato all'empatia e alla profonda
consapevolezza della funzione educativa del servizio, riconoscendo altresì la sostanziale "diversità" del
ruolo contrattuale delle educatrici da quello degli altri dipendenti comunali. Di converso il personale del
nido trova nella figura del Responsabile un punto di riferimento costante, al di là del turn over degli
organi politici.
Musica al Nido con il Maestro Donnino Loffi
Presso lo Sportello Iscrizioni, la collaboratrice amministrativa Mirella Borlenghi mi supporta
nell'attività di relazione con l'utenza del nido con cortesia e professionalità.
Nel frattempo l'asilo nido sbarca sul web. Il desiderio di dare maggiore visibilità a questo importante
servizio per la cittadinanza mi porta a creare alcune pagine dedicate sul sito ww.comune.busseto.pr.it:
ora i genitori possono conoscere la struttura e acquisire informazioni sulle modalità di funzionamento
del nido anche on line.
Nell'autunno del 2003 l'applicazione della normativa sull'ISEE (Indicatore della Situazione Economica
Equivalente) cambia le modalità di calcolo delle rette a carico delle famiglie. L'ISEE, calcolato dall'Inps
o dai Patronati, rappresenta la capacità economica complessiva di una famiglia, data non solo dal reddito
da lavoro ma anche
dalla titolarità di beni mobili e immobili e dalle rendite finanziarie. Tutti gli Enti pubblici devono ormai
tener conto di questo indicatore per erogare prestazioni a tariffa agevolata.
L'estate 2004 vede l'avvio di un nuovo servizio integrativo: le famiglie possono usufruire nel mese di
luglio del servizio estivo antimeridiano "VerdeNido", con attività anche all'aperto nella piscina
gonfiabile collocata nel giardino posteriore. Le famiglie lo avevano richiesto, pertanto l'utenza è da
subito numerosa. Le attività con i bambini vengono affidate alle educatrici di una cooperativa socioeducativa, mentre la refezione e le pulizie sono garantite dal personale dipendente.
Nel luglio 2005 si conclude la stesura di due importanti documenti ad uso del personale del nido ma
soprattutto dei genitori.
Uno è l'Alimentazione al Nido, con cui viene rivisto il servizio refezione, introducendo diversi menù
stagionali,
Mirella Borlenghi allo Sportello Iscrizioni
articolati su otto settimane e suddivisi per fasce d'età (9/12 mesi e 12/36 mesi), prevedendo l'utilizzo
anche di prodotti biologici. Vengono inoltre illustrati criteri e modalità adottati nel servizio, nella
consapevolezza che le buone abitudini alimentari acquisite nella prima infanzia costituiscono un' fattore
determinante per la salute dell'adulto.
L'altro opuscolo che viene redatto è sulle Norme igienico sanitarie da osservare a tutela dei bambini
inseriti nella comunità infantile. Entrambi i documenti, che vengono consegnati ogni anno ai nuovi
utenti, sono stati realizzati con la preziosa collaborazione della Pediatra di Busseto Dott. Rinamary
Cavalli e della Pediatra di comunità del Distretto Ausl di Fidenza Dott. Àchilla Gorni.
Nella primavera 2006 Luca Laurini, riconfermato Sindaco, conferisce la delega di Assessore alla Cultura
e alla P. Istruzione alla Prof.ssa Maura Vigevani, la quale con il consueto impegno ed entusiasmo si
appresta a realizzare nuovi progetti. Purtroppo il 12 giugno 2007 la prematura scomparsa di Maura
lascia un triste vuoto nell'Amministrazione Comunale e tocca profondamente anche il servizio asilo nido.
Laurini il 4 luglio 2007 conferisce l'incarico di Assessore esterno alla Cultura e P. Istruzione al Prof.
Emilio Mazzera, già Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Busseto, il quale, anche per
l'affezione al Nido dimostrata dalla compianta moglie, ne porta avanti l'operato con dedizione e
sensibilità.
Nell'autunno 2007 vengono predisposti altri due importanti documenti ad uso interno ma aperti in
consultazione anche agli utenti.
Si tratta del Manuale di Autocontrollo Igienico (metodo HACCP) che riporta tutte le operazioni di
pulizia, di conservazione e manipolazione al fine di garantire la sicurezza igienica degli alimenti
somministrati al nido, mentre con il Manuale di rintracciabilità alimentare gli operatori registrano
quotidianamente tutti i dati sulla provenienza delle materie prime, utili in caso di indagine su eventuali
prodotti a rischio o dannosi per la salute dei bambini.
Il crescente impegno per le nuove procedure igienico-sanitarie, unitamente all'esigenza di sostituire per
eventuali assenze l'unica cuoca Paola Belletti, inducono l'Amministrazione Comunale ad assumere
nell'autunno 2007 l'aiuto cuoca part-time Nadia Gandelli.
Contemporaneamente, dopo il pensionamento dell'ausiliaria Maria Rosi, in organico al nido dal 1981,
viene assunta Monica Gandolfi, che provvede al riordino e alla sanificazione di tutti gli ambienti.
Inoltre, a seguito di trasferimento presso gli uffici comunali dell'ausiliaria part-time Paola Demaldè, il
servizio di pulizia pomeridiano per motivi di opportunità gestionale viene esternalizzato.
In concomitanza con l'assegnazione agli studenti liceali meritevoli della Borsa di Studio "Maura
Vigevani" (istituita nel 2008), un'affezionata e generosa cittadina di Busseto dona al nido per due anni di
seguito alcuni giocattoli in memoria di Maura. La delicatezza del gesto ci induce a rispettarne il voluto
anonimato.
La presenza nella società bussetana di nuclei familiari monogenitoriali porta
Il Sindaco Luca Laurini si congratula con l'ausiliaria Maria Rosi per il suo impegno al Nido
l'Assessore Mazzera, nel maggio 2008, a promuovere la modifica del Regolamento vigente articolando
meglio tale casistica in relazione ai criteri di ammissione al Nido. Viene dunque concessa la priorità di
ingresso al Nido ai genitori single indipendentemente dalla causa, e non più come prima solo in caso di
decesso o divorzio dal coniuge.
Nel frattempo l'Azienda Usl sospende la convenzione per l'inserimento lavorativo di Monica Cremona,
la quale per tanti anni ha supportato il personale di cucina e ausiliario e ora, per motivi familiari,
interrompe la sua collaborazione con il nido.
Un convegno sulle emergenze pediatriche, organizzato a maggio 2010 dall'Assessore ai Servizi SocioSanitari Giovanna Gambazza, coinvolge anche il personale del nido in alcune dimostrazioni pratiche,
tenute dal Dott. Marco Cardini, su come intervenire in caso di emergenza con azioni di primo soccorso
in una comunità infantile.
A giugno 2010 viene inaugurato un nuovo servizio interno: la Biblioteca "Ali di carta".
Leggere al nido è da sempre una pratica quotidiana. Ora esiste uno spazio dedicato, ben definito e
raccolto dove le educatrici raccontano i libri ai bambini e che prevede anche un vero e proprio servizio di
prestito. Ciò consente al bambino di rivivere a casa le emozioni provate al nido ma soprattutto
promuove anche nel contesto familiare il libro come strumento relazionale - affettivo tra l'adulto e il
bambino.
Durante l'inaugurazione, Emilio Mazzera, visibilmente commosso, annuncia l'acquisto di circa 40 libri
per bambini e genitori come personale donazione alla biblioteca del Nido, in memoria di Maura.
Nella lettera che accompagna il dono si legge:
Un libro apre il mondo
Un libro riabbraccia il passato...
Il desiderio di testimoniare il nostro amore per Maura e di tenere vivo il suo ricordo presso chi l'ha conosciuta più
da vicino ci ha portato a questa scelta: donare la metà dei libri che compongono la nuova biblioteca dell'Asilo Nido,
dedicandoli alla sua memoria.
Maura ha sempre amato, in modo profondo e convinto, il libro, come strumento di cultura, di progresso, di civiltà e
nel suo, purtroppo breve, impegno amministrativo, ha visto nell'Asilo Nido un luogo ed un'istituzione da
valorizzare e per il quale ha profuso tante energie.
Asilo Nido e libri, un binomio positivo e formativo che racchiude la sensibilità e la passione civica che Maura ha
sentito e vissuto intensamente, anche se per poco tempo.
"E' il fiore all'occhiello dell'Amministrazione" era solita ripetere parlando dell'Asilo Nido, e per questo siamo
contenti che una parte di lei, in qualche modo, rimanga qui, tra i libri, a disposizione dei piccoli ospiti che lei ha
sempre sentito vicino ed ai quali auguriamo di poter iniziare un lungo cammino nella vita, aiutati anche
dall'educazione dell'Asilo Nido e confortati dalla lettura dei suoi libri. Emilio Mazzera e famiglia.
26 giugno 2010 - L'inaugurazione della Biblioteca "Ali di Carta"
con l'Assessore Emilio Mazzera, Roberta Curtarelli e il Sindaco Luca Laurini
Un edificio fatto di relazioni
di Pini Gennari — Pedagogista del Nido dal 1990 al 2001
Ricordare la mia esperienza a Busseto mi permette di fare un bel viaggio nella memoria, nei pensieri e
nelle esperienze che ho vissuto come coordinatrice pedagogica.
Infatti al nido ho incontrato persone speciali che hanno sempre dimostrato la capacità di "fare gruppo",
di confrontarsi e di ripartire per accrescere sempre le proprie competenze; persone che hanno saputo e
sanno sfidare il nuovo, lasciare il consueto per avventurarsi in percorsi di ricerca, che sanno guardare la
propria professionalità attraverso la conoscenza, la passione, la scoperta, l'emozione. Il loro sapere si è
sempre concretizzato nella capacità di rapportarsi con una quotidianità fatta di delicatezze, di attenzioni,
di riflessioni, di scambi nei confronti dei bambini e delle loro famiglie.
La loro azione educativa ha sempre richiamato la "società bussetana" e il mondo politico a riflettere su
un servizio dei bambini e per i bambini che non era, e non è, solo accudimento, risposta sociale, incontro
con i genitori per una comune progettazione educativa, ma consiste anche nel saper offrire ai bambini e
alle bambine occasioni di sperimentare e allargare gli orizzonti tramite la scoperta, l'incontro, il
contatto, la comunicazione,. la conoscenza di altre persone oltre il proprio nucleo familiare. La loro
attenzione nei confronti dell'infanzia è stata e continua ad essere cultura, progetto, impegno.
Le persone che hanno "abitato" e che abitano il nido, con differenti funzioni, sono riuscite a costruirlo
come un edificio fatto di pensieri, di incontri, di relazioni, di scambi, di riflessioni.
Voglio ringraziare con affetto e stima tutto il personale del nido (educatrici e ausiliarie); in particolare
voglio ringraziare anche alcune persone che hanno sempre considerato i bambini come soggetti che
hanno dei diritti e che mi hanno aiutato e guidato nel mio lavoro: Luisa (primo Sssessore nella mia
iniziale esperienza lavorativa), Maura (ultimo Assessore con cui ho collaborato), Roberta che, con il suo
paziente e competente lavoro, ha sempre sostenuto il nido dimostrando di credere profondamente nei
valori dell'infanzia.
La voglia di mettersi in gioco
di Paola Miani — Pedagogista del Nido dal 2002
Quando nel 2002 sono entrata per la prima volta al Nido di Busseto ho avuto immediatamente la
piacevole sensazione di sentirmi accolta e soprattutto ho letto nel gruppo educativo, e non solo, una
voglia di confrontarsi, di mettersi in ascolto e una grande voglia di uscire e mettersi in gioco con altre
esperienze che non fossero solo quelle della provincia di Parma.
L'immagine è quella di un nido che esprime, attraverso i gesti, un'idea di ambiente ospitale dove
l'accoglienza è alla base delle prassi quotidiane e dove gli educatori sono capaci di fare posto, di
riconoscere l'altro da sé con tutto ciò che esso porta. Così è stato anche nei miei confronti. La voglia di
farsi attraversare e di essere attenti all'altro è la modalità che ci continua ad accompagnare in questi
anni di lavoro insieme. Il confronto, l'attenzione, il cambiamento, la curiosità espressa dal gruppo
educativo sono state le parole chiave che, inizialmente, mi hanno fatto scegliere una modalità diversa di
progetti formativi per il personale educativo.
Così l'idea di uscire da Busseto per incontrare e conoscere altre ed altri educatori di nidi ha suscitato
ancora di più nel gruppo la voglia di sperimentare nuove prassi educative. E se il nido è un servizio
finalizzato a sostenere la crescita delle bambine e dei bambini accanto ed "insieme"alle loro famiglie,
viene da sé che genitori ed educatori siano chiamati, oggi più che mai, a costruire una cultura
dell'infanzia attraverso il rapporto dialettico e il confronto tra i diversi punti di vista.
E' da qui che in questi ultimi anni siamo partite per sperimentare nuovi progetti che vedono le famiglie, i
bambini, gli educatori, le cuoche, il personale ausiliario coprotagonisti di progetti in cui le relazio' ni si
sono intrecciate con sfumature e colori così diversi da creare momenti di scambio e confronto
enormemente arricchenti.
Inoltre la conoscenza e la collaborazione sempre più approfondita di questo gruppo ha permesso e mi
permetterà sempre di più di garantire le necessarie sinergie per favorire i vari tipi di continuità. Questo
non solo all'interno delle sezioni di nido, ma anche con le scuole dell'infanzia presenti sul territorio,
favorendo così progetti di sperimentazione di nuove prassi organizzative e metodologiche da mettere in
atto nella pratica quotidiana.
Le pedagogiste del Nido: Pinì Gennari e Paola Miani
I ricordi delle educatrici...
UN VIAGGIO FELICE
di Maurizia Fedeli - Educatrice dal 1980
Ho iniziato a svolgere il lavoro di educatrice presso gli asili nido di Parma. Ho scelto questa professione
perché amo la semplicità e la spontaneità del mondo dell'infanzia.
Ricordo il mio primo incontro con i bambini, la commozione che ho provato quando li ho presi in
consegna per la prima volta. Ero in ansia, cercavo i loro sguardi e speravo che non fossero troppo tristi,
mi ponevo domande del tipo: avrei saputo corrispondere alle loro attese e a quelle delle loro famiglie,
possedendo io allora solamente conoscenze di tipo teorico e non avendo ancora un'esperienza pratica sul
campo? Poi i bambini con i loro sorrisi, con i loro abbracci mi hanno accolta, chiamandomi "tata" ed io
mi sono sentita immediatamente in sintonia ed ho acquistato fiducia.
Tante emozioni hanno poi attraversato la mia vita, ma la più intensa è stata quella di operare nel nido di
Busseto.
Sentivo la forte responsabilità e la fatica di contribuire ad avviare, insieme alle mie colleghe, un nuovo
servizio educativo per il nostro paese. Il cammino di crescita educativa è stato importante e mi ha
regalato una grande ricchezza interiore.
Mi commuove ancora oggi incontrare bambini e famiglie, sapendo che i genitori ci affidano il dono più
prezioso che hanno, la loro creatura unica e meravigliosa. Non c'è nulla di più importante che scoprire la
bellezza della vita che cresce, cogliere le prime parole, seguire i primi passi dei bimbi, condividendoli con
i papà e con le mamme.
Dopo tanti anni mi piace pensare al tempo trascorso al nido di Busseto come ad un viaggio felice, che
non vorrei mai interrompere.
UNA SECONDA FAMIGLIA
di Giovanna Laurini - Educatrice dal 1980
Trent'anni al Nido! Quante emozioni. Come spiegare l'ansia di una ragazza poco più che ventenne che,
insieme a colleghe mai viste prima si trovava a dar vita ad un servizio nuovo per Busseto, dove ancora
non si conosceva la valenza educativa del Nido e dove al momento c'erano solo sette bambini iscritti. La
stessa ansia, gli stessi timori ricordo di averli letti anche nello sguardo delle mie future colleghe. Ma
non avevamo solo questo in comune: in tutte noi c'erano entusiasmo, grinta, passione e tanta tanta
volontà.
Non è stato un percorso semplice, ma giorno dopo giorno l'abbiamo vissuto insieme, con
determinazione, responsabilità, mettendo in campo ognuna di noi la propria esperienza, le proprie
capacità e sostenendoci a vicenda.
Nel "nostro Nido" abbiano condiviso momenti importanti, sorrisi e pianti nella certezza di trovare
comunque appoggio, comprensione, solidarietà, come una seconda famiglia.
Siamo cresciute insieme con un obiettivo comune: creare un ambiente sereno, accogliente, stimolante
dove fare stare al meglio i "nostri bambini".
Bambini: ecco sono proprio loro che mi fanno amare tanto questo lavoro e sono da stimolo per fare
sempre meglio.
Non è sempre facile, capita di sentirsi stanche, ma il sorriso di un bambino, un altro che ti allunga le
braccine per farsi coccolare.... sono emozioni intense, profonde che ti danno la carica per ricominciare
proprio come trent'anni fa.
UNO SPAZIO NEL CUORE
di Donatella Gemmi - Educatrice dal 1980
Mi emoziona ripensare a quando ventenne, priva di esperienza, sono stata catapultata in una realtà di
adulti e bambini.
Inizialmente ero spaventata, mi sentivo inadeguata ma poi, giorno dopo giorno, ho condiviso e costruito
con le mie colleghe un progetto, un'attenzione, un ascolto che mi ha permesso di accogliere e contenere i
miei bambini e le loro famiglie.
Per me fare l'educatrice ha significato crescere interiormente, analizzare ogni istante le mie emozioni,
condividerle, rielaborarle, creare uno spazio nella mente e nel cuore che mi ha permesso di ospitare
bambini e famiglie.
E' bello leggere negli occhi delle mamme e dei papà quella fiducia che rende i loro figli liberi, sicuri,
capaci di esplorare e progredire verso l'autonomia e la crescita affettiva e intellettuale.
Oggi sono una persona diversa che cerca sempre di tenere spalancata la finestra ' sul giardino dei
sentimenti, delle emozioni, dell'entusiasmo e della creatività.
LO STESSO ENTUSIASMO
di Rossella Manganelli - Educatrice dal 1981
Mi riesce difficile riassumere in poche righe tutte le emozioni che ho provato e che sento tuttora
lavorando al Nido.
Quando ho iniziato ero la più giovane del gruppo e con tanto entusiasmo e un po' d'incoscienza ho
cominciato a fare ciò che avevo sempre desiderato: lavorare con e per i bambini. L'aver trovato un
gruppo di persone che condividevano i miei stessi valori cioè il grande rispetto e amore verso i bambini e
le loro famiglie ha reso più facile il mio " lavoro".
In tutti questi anni ho incontrato tanti bimbi che con la loro innocenza, i loro sguardi, le loro "scoperte"
hanno piacevolmente ripagato l'impegno e la fatica che comporta il mio lavoro.
Grazie alle persone che ho incontrato e che mi hanno fatto crescere professionalmente, ai bimbi, alle loro
famiglie e soprattutto alle mie colleghe, provo ancora verso i l mio lavoro, seppur in modo diverso e
sicuramente più cosciente, l'entusiasmo di trent'anni fa.
Le Educatrici:
da sinistra Donatella Gemmi, Maurizia Fedeli, Giovanna Laurini e Rossella Manganelli
La parola alle ausiliarie
BRAVE RAGAZZE
di Giovanna Merli - Cuoca dal 1980 al 1997
Trent'anni sono passati ormai da quel 1° marzo; ricordo ancora la prima volta che ho varcato la soglia
dell'Asilo nido e di fronte a me c'era un caos tremendo.
Eravamo in quattro quel giorno: due insegnanti, Maurizia Fedeli e Giovanna Laurini, l'inserviente
Loredana Lodi Rizzini e io cuoca. In una settimana dovevamo organizzarci per riordinare tutto e poter
aprire il servizio ai primi bambini.
Con l'aiuto degli operai comunali, tanta volontà da parte nostra di riuscirci, il nido di Busseto ha
cominciato a funzionare. In me c'erano una grande insicurezza e paura che col tempo e a contatto con i
bambini si sono dissolte e hanno forgiato in meglio il mio carattere. La difficoltà più grande è stata
quella di vincere la diffidenza dei genitori e dei cittadini essendo a quel tempo il nido un servizio nuovo e
il personale molto giovane, ma piano piano tutto si è risolto. Ho prestato servizio per 17 anni e poi per
gravi motivi familiari ho dovuto lasciare il mio posto; se da un lato ero contenta perchè ero molto stanca
dall'altro un grande rammarico non mi ha più abbandonato perchè l'amicizia, la complicità, il legame con
il personale è stato molto forte, anche se non sono mancati gli screzi, i battibecchi, piccole scaramucce
che poi venivano dissolti davanti a una tazzina di caffè. Brave ragazze, nonostante gli anni siano passati
per me rimanete sempre le ragazze del nido.
POSSO TORNARE?
di Maria Rosi— Ausiliaria dal 1981 al 2007
Ho lavorato al nido per quasi trent'anni. Quando ha iniziato, la mia esperienza con i bambini era
solamente come mamma ma ero giovane e piena d'entusiasmo.
Con il mio lavoro di ausiliaria ho scoperto come il mondo dei bambini sia affascinante! Mi ricordo, con
nostalgia, quando mi sedevo in mezzo ai bambini e ascoltavo i loro racconti buffi e innocenti.
Credo nel mio piccolo di aver trasmesso loro affetto, sicurezza e serenità.
Sono in pensione da qualche anno e non c'è giorno che non ripensi a tutti quei bei momenti trascorsi
anche con le mie colleghe del nido con le quali ho sempre avuto un rapporto di profondo affetto, amicizia
e stima: anche loro fanno parte della mia famiglia.
Al nido ho trascorso 30 anni meravigliosi!
P.S. Mi prendete ancora in servizio?
UNA SANA CRESCITA
di Paola Belletti - Cuoca dal 1997
La mia esperienza come cuoca è iniziata nel 1997 e nonostante tutte le mie paure e incertezze sono stati
proprio i bambini che mi hanno aiutato a crescere e a voler fare sempre meglio.
Loro guardano, osservano, criticano. Danno e vogliono tanto tanto affetto. Sento la grande
responsabilità di dare a loro una sana alimentazione ma vederli nel refettorio mangiare con tanto piacere
e giocosità mi ripaga di tutte le mie ansie.
Pensare di contribuire ad una sana crescita è lo stimolo maggiore per il mio lavoro quotidiano.
UN PIACEVOLE RITORNO
di Nadia Gandelli - Aiuto cuoca dal 2007
Mi considero doppiamente forttinata perché ho vissuto questo tipo di esperienza prima come mamma
portando le mie due figlie e adesso dando la mia collaborazione come aiuto cuoca.
La mia passione per la buona cucina mi ha portato in questo ambiente bellissimo, dove con i colori, le
forme, i gusti e i profumi riusciamo a sorprendere e a incantare questi teneri "cuccioli". Tutti i bambini
nella loro diversità sono meravigliosi.
IL SORRISO DI UN BAMBINO
di Monica Gandolfi - Ausiliaria dal 2007
Lavoro al Nido da tre anni. Il mondo dei bambini è meraviglioso e speciale. Qui sto imparando quanto
sia importante educarli e crescerli dal punto di vista pedagogico oltre che amarli ed accettarli per quello
che sono lasciandoli liberi di esprimersi.
Tutto questo ho potuto farlo anche grazie a quattro educatrici che, con la loro competenza ed
esperienza, mi rendono tutto più facile e chiaro.
Se ogni tanto mi capita di essere triste, basta il sorriso di un bambino, un'espressione del viso o una
piccola parola detta nel loro modo buffo che tutto sembra più bello e sopportabile.
Mi ritengo molto fortunata! Grazie a tutti loro anche per me questi anni sono stati un grande momento
di crescita.
Da sinistra: l'aiuto cuoca Nadia Gandelli, l'ausiliaria Monica Gandolfi e la cuoca Paola Belletti
La famiglia co-protagonista del. progetto educativo
di Roberta Curtarelli - Responsabile dei Servizi alla Persona
Le nostre pedagogiste ci hanno sempre insegnato che al Nido non entra un bambino ma entra una
mamma con in braccio un bambino.
Perciò da sempre si progettano interventi di sostegno alla relazione madre / bambino, facendo del nido
un contesto accogliente, rassicurante, di confronto e di supporto al difficile percorso genitoriale:
Ma in questi ultimi anni sono state proprio le famiglie ad esprimere il bisogno di essere sostenute, a
fronte della consapevolezza di una crescente complessità della loro funzione educativa.
Le educatrici hanno così iniziato ad affiancare alle consuete modalità di partecipazione (assemblee,
incontri di sezione, colloqui individuali, incontri a tema con esperti esterni) nuove forme di
collaborazione con le famiglie: ogni anno vengono organizzati diversi laboratori che prevedono il
coinvolgimento di mamme, papà e nonni in alcune attività mirate, in una condivisione di esperienze di
"gioco guidato" con il proprio e con gli altri bambini.
La famiglia non è più considerata semplice utente fruitore di un servizio, bensì coprotagonista della
pratica educativa.
Così abbiamo visto mamme costruire libri, preparare dolci, usare le tempere, papà cuochi e
raccontafavole, e ancora coltivare verdure e fare caldarroste, nonni pigiare l'uva e innaffiare piantine,
nonne cucire burattini e vestitini alle bambole, impastare la pizza e accarezzare pulcini veri.
Modi informali di stare insieme per aiutare le famiglie a confrontarsi e ad esplorare, con le educatrici e
con i bambini, i significati del crescere e dell'educare al grande gioco della vita.
I pensieri delle nonne, delle mamme, dei. papà..
"Sono la nonna di M., ma dopo essere stata coinvolta e aiutata ad essere consapevole del mio ruolo, mi
sento un po' la nonna di tutti questi cuccioli, che ruotano intorno al mio piccolo nipote.
Ho trovato in questo nido un'atmosfera che aiuta a crescere nonni e nipoti in un clima di grande
serenità. Le insegnanti ci contagiano con il loro entusiasmo proponendo progetti che stanno fra la favola
e la realtà.
Sono molto contenta che oggi il mio nipotino e domani la mia nipotina abbiano l'opportunità di entrare
nella vita sociale accompagnate da persone motivate, attente, affettuose, professionali". La nonna di M..
Il nido è stato un'esperienza bellissima sia per M. che per la sua mamma. Ho visto M. crescere, diventare
sempre più indipendente... e tutto questo grazie al nido e alle due splendide tate, che M. ha avuto la
fortuna di incontrare nel suo cammino.
Con il nido si cresce e non crescono solo i bambini, ma anche le mamme.
La mamma di M.
È stato sicuramente molto bello coinvolgere i famigliari nelle attività del nido. Inizialmente ero scettica
sul fatto che bimbi piccoli, visto che non mi conoscevano, potessero relazionarsi con me. Invece, per
fortuna, al di là delle mie preoccupazioni, i bimbi erano tranquilli e molto curiosi, interagiVano, sicuri e
sereni.
Un'esperienza che certamente ripeterei e, vedendo le splendide foto scattate da quel nonno speciale, mi
diverto e mi emoziono nuovamente. La mamma di L.
L'ansia, l'apprensione, la paura di qualcosa di sconosciuto e di nuovo, ma verso il quale nutrivo grandi
aspettative, si sono dissolte in pochi attimi. La Vostra accoglienza, la pacatezza, la serietà, l'atteníione, la
professionalità, l'umana simpatia hanno reso me, la mia bambina e il resto della famiglia, tranquilli.
L'esperienza vissuta come percorso di crescita, come gioia dei distacco e del ritrovarsi credo abbiano
contribuito in maniera indelebile a costruire "le fondamenta" della vita futura di S.. Sarete per sempre
una parte di noi, la gioia e l'allegria, i canti, i giochi, le favole, i disegni, i segni, le voci tutto fuso a far
parte del nostro futuro. La mamma di S.
Grazie per averci sempre accolto sorridendo, per avere ascoltato con pazienza, senza mai farci sentire
giudicati, le nostre ansie e paure.
Grazie per le canzoni, i libri, le storie, le feste e i giochi che avete condiviso con i nostri bimbi e con noi.
Ma soprattutto grazie per avere insegnato a noi genitori ( a me mamma in particolare) la lezione più
importante, e cioè che i bambini, queste meravigliose creature, per crescere non hanno bisogno solo
delle braccia di papà e mamma, ma di condividere il loro tempo e i loro spazi con i loro coetanei in un
ambiente che stimoli la loro infinita curiosità.
Noi vi porteremo sempre nei nostri cuori, e l'augurio più bello che possiamo fare ai nostri figli è quello
di incontrare sempre nel loro percorso scolastico e di vita, persone belle come voi, insegnanti motivate,
appassionate del proprio mestiere e con un amore infinito per i propri allievi. I genitori di M. e G.
Che bella esperienza è stata entrare nella casa accogliente del nostro nido per preparare un pranzo
speciale. Unica è stata l'esperienza di intimità e serenità che si è impressa nella mia memoria di papà. È
stata una mattinata di vera gioia. Il papà di L.
Ci avete accompagnato mano nella mano in questa grande avventura che è la vita. Ci avete sempre
accolto con un sorriso, con una carezza amorosa, con una coccola e con questo ci avete permesso di
vivere in un luogo sereno. Ci avete insegnato a convivere e condividere con gli altri bimbi, che mano a
mano sono diventati "i nostri amici", ci avete insegnato il rispetto reciproco.
Ci avete aiutato a diventare un po' più sicuri di noi stessi e quindi insegnato ad avere fiducia nelle nostre
capacità, ci avete guidato verso la nostra autonomia, e quindi reso un po' più forti nell'affrontare il
futuro. Grazie per essere state, insieme alle nostre famiglie, nostre compagne di viaggio! I bambini della
Sezione 2004/2005/2006
Sono passati due anni dall'inizio di questa esperienza ed è anche grazie al vostro impegno che i nostri
bambini sono sereni, equilibrati ed educati, poiché fare la maestra non è solo una scelta professionale ma
una scelta di vita e i traguardi che nel tempo si raggiungono coi bambini non sono avanzamenti di
carriera ma esperienza e capacità emotiva di penetrare nel loro mondo, educarli, proteggerli ed amarli.
Così preparate i nostri e vostri piccoli ad affrontare il mondo e noi genitori ogni giorno, nei loro gesti vi
rivediamo e vi ringraziamo per l'ottimo lavoro svolto.
Insieme a voi abbiamo visto i nostri figli cambiare, progredire, muovere i primi passi, pronunciare le
prime parole, recitare filastrocche e canzoncine e mangiare da soli alla conquista delle posate. Questo,
per genitori che lavorano e loro malgrado non possono passare l'intera giornata coi propri figli è una
grande soddisfazione; apprezziamo il vostro lavoro e commossi ringraziamo le maestre, la coordinatrice,
le cuoche e tutto il personale che lavora all'interno dell'asilo per offrire e raggiungere il servizio
migliore. Sono solo poche parole per ingraziarvi dell'ottimo lavoro svolto e di tutto l'amore e la passione
che siete riusciti a trasmettere ai nostri figli. Un ringraziamento particolare alla Dott.ssa Roberta
Cuttarelli, al Prof. Emilio Mazzera e a tutta l'Amministrazione Comunale per l'eccellenza del nostro
asilo nido. Grazie di cuore a tutti. I genitori della Sezione 2006/2007/2008
Conclusioni
Il complesso percorso di trent'anni di attività ha portato ad identificare l'asilo nido di Busseto come uno
spazio educativo e di socializzazione per i bambini ma, al tempo stesso, come punto di riferimento degli
adulti per una riflessione generale sulla cultura dell'infanzia.
La qualità del nostro servizio è l'encomiabile risultato dell'impegno e della passione di tanti attori
protagonisti, a partire da tutte le Amministrazioni Comunali che hanno profuso energie e investito
risorse orientate al costante miglioramento del servizio; la Parrocchia e tutte le parti sociali
componenti del consiglio di gestione, in particolare negli anni dell'avvio del nuovo servizio; le
coordinatrici pedagogiche che hanno seguito il lavoro quotidiano di tutto il personale, sostenendolo
nelle difficoltà e accompagnandolo verso sempre nuove progettualità; i formatori che periodicamente
hanno approfondito i vari aspetti della pratica educativa rimettendo sempre in gioco il ruolo degli
operatori; il personale amministrativo comunale che con costante attenzione ne ottimizza gli aspetti
organizzativi e gestionali; e soprattutto il personale che ha lavorato e lavora nel servizio, perché la
dedizione, la passione, l'impegno e la professionalità dimostrati hanno portato il Nido di Busseto ad
essere considerato un fiore all'occhiello non solo tra i. servizi comunali ma anche tra i servizi per
l'infanzia del territorio regionale.
Ringraziamenti
Si ringraziano tutte le persone che ci hanno dedicato il loro tempo e con la loro testimonianza hanno reso possibile
la realizzazione di questo libro.
Un particolare riconoscimento al Prof. Adriano Concari , solerte custode di fatti e documenti di storia locale,
amabile narratore delle vicende bussetane oltre che della "mission" educativa dell'Asilo Nido, e a Rino Sivelli , i
cui scatti hanno immortalato momenti significativi della vita al Nido, regalando preziosi ricordi agli adulti di
domani.
E la storia continua...