Distretto 2041
ROTARY CLUB MILANO EST
Anno di fondazione 1958
ANNO ROTARIANO 2013/2014
E.SINNONA
Presidente
BOLLETTINO NUMERO 10 del 30 ottobre 2013
CALENDARIO DELLE CONVIVIALI
Presidente uscente A.GASPARRI
V. Presidente
G.C. MAGGI
G.OTTAVIANI
F.RICCHI
Presidente eletto
A.GIEBELMANN
Segretario
V. Segretario
G.SIANO
C.VISMARA
R. GERARD
P. RATTI
Tesoriere
V. Tesoriere
Consiglieri
Prefetto
Vice Prefetto
Mercoledì 06 Novembre 2013
Ore 12,45 – Istituto Alberghiero Carlo Porta - Via Uruguay, 26/2
(il club organizzerà un pullman per il trasferimento)
Progetto gastronomia sostenibile
Professor Francesco Antonio Malaspina
Mercoledì 13 novembre 2013 – Westin Palace
Ore 12,45 – Professor Alberto Fossati
La cittadinanza come scelta di libertà a proposito di ius soli
R. CHINI
P. CHIUMENTI
A. DAMIANI
S. DE PASQUALE
R. FABBRINI
G. FOSSATI
R. PERDOMI
E. SCARPELLINI
Mercoledì 20 novembre 2013 – Palazzo Cusani
Ore 18,30 Consiglio Direttivo
Ore 20,00 Interclub con Gruppo3
Parliamo di Rotary con l’A.G. – Rotary Foundation
G. PERETTI
P. CANZIANI
Mercoledì 27 novembre – Westin Palace
Ore 12,30 – Assemblea del Club
Club Gemellati
LYON SUD NYON
Club contatto
SAO PAULO LESTE
INNER WHEEL
Milano Est
Presidente
P. SANTORO LAROSA
Riunioni conviviali
The Westin Palace
Segreteria:02/40.09.15.62
[email protected]
www.rotarymilanoest.org
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PRESENZA SOCI: 43
SINNONA – ADAMOLI
ALESSANDRO –ALIBONI
BARBETTA – BEZZI
BRAMIERI –CALOGERO
CALDI - CANZIANI
CATANZARO - CHINI
CAVALIERE
PADRE CORTI
DE PASQUALE
FOSSATI – GASPARRI
GERMANI – GIEBELMANN
GIOVANNOZZI – LEVI
LOVATTI - MACCHERONI
MAGGI – MEUCCI
NOTO –OVANI INVERNIZZI
PAGANINI – PERDOMI
RICCHI - ROMANO
ROMANIELLO - SARDI
SCAGLIONE- SCARPELLINI
SCAVIA - SCIORELLI
SIANO – SPREAFICO
SPINELLI - TAMMARO
VIGANO’ - VISMARA
Alla conviviale del 23.11era
presente Aldo Tammaro
OSPITI DELLA PRESIDENZA
dr. Pietro Kuciukian
Console Repubblica Armena
-Sandra Grigioni
-Cinzia Resti
OSPITI DEI RISPETTIVI
CONIUGI
Marilena Adamoli
Armanda Paganini
Orietta Scaglione
Mercoledì 30 ottobre presso la chiesa di S. Bartolomeo sono stati
ricordati i nostri Soci defunti. La messa a suffragio è stata
concelebrata da Padre Corrado Corti nostro Socio Onorario.
Il Presidente, dopo aver letto “San Martino del Carso” di Ungaretti
“Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro
Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto
Ma nel cuore nessuna croce manca.
E’ il mio cuore il paese più straziato.”
ha ricordato ad uno ad uno i numerosi Soci che non sono più con noi:
Domenico Acquarone, Ermanno Amori, Giovan Battista Arista, Mario Baccani,
Federico Bazzi, Gianluigi Barni, Carlo Baruffi, Antonio Baslini, Giovanni Bodio,
Giancarlo Bolognesi, Giovanni Carini, Piero Chiaveri, Nemo Cova, Enrico Crespi,
Sergio De Mari, Ariodante Erba, Augusto Erba, Ambrogio Facchetti, Secondo
Fasolis, Virgilio Floriani, Alfonso Giordano, Oreste Gualdoni, Arturo Grigioni,
Riccardo Gavazzi, Francesco Groppelli, Remo Invernizzi, Pierfranco Lanfranconi,
Mario Lucioni, Guglielmo Magatti, Gaudenzio Molina, Edoardo Morello, Cajo
Plinio Odescalchi, Francesco Ogliari, Francesco Orsenigo, Giovanni Ossari,
Marcello Ottaviani, Domenico Parisi, Piero Pietri, Giuseppe Prisco, Enrico Resti,
Camillo Ripamonti, Walter Ruffini, Franco Russo, Ernesto Santoro, Franco
Sponzilli, Franco Spreafico, Antonio Tescari, Giorgio Veneroni, Mario Zambelli.
La conviviale, dopo gli inni e il saluto alle bandiere, ha avuto come
oratori Eugenio Adamoli che ha ricordato Peppino Prisco,
impostando il ricordo su tre linee: l’alpino, il professionista e
...l'interista!
Per la prima consegna ai Soci un opuscolo, scritto dallo stesso Prisco,
a ricordo della sua partecipazione alla Campagna di Russia e delle
terribili sofferenze patite con i suoi commilitoni. Dalla fine della guerra
in poi, sarà sempre presente ai raduni delle "penne nere"e a dicembre
non mancherà mai alla S.Messa degli Alpini sul sagrato del Duomo di
Milano.
Come professionista, fu protagonista indiscusso del Foro Milanese.
Presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, protagonista di
numerosi, importanti processi.
Entrò nel nostro Club nel 1966 e vi rimase sino all'anno della sua
morte (2001).
Memorabile poi la passione calcistica per i nerazzurri,per i quali fu un
idolo e un torrente inesauribile di battute umoristiche nei confronti di
milanisti e Juventini.
Ci piace concludere così: Ciao Peppino! Gli amici del Milano Est
non ti dimenticheranno!
Chi volesse portargli un fiore,troverà la sua tomba nel Cimitero di
Arcisate (Varese).
Gianni Fossati già docente all’Alta Scuola di Comunicazione
dell’Università Cattolica di Milano ricorda Giancarlo Bolognesi.
“ La mia è soltanto una testimonianza e un ricordo vivissimo di un
caro amico, di un rotariano esemplare di un docente illuminato.
Consentitemi tuttavia di condividere una brevissima
riflessione
chiedendo scusa ai meno giovani del Milano Est che di queste
notazioni non avrebbero alcun bisogno avendo apprezzato Giancarlo
Bolognesi anche come Presidente del Club nell’anno 1986-1987.
Sbaglierebbe in ogni caso chi pensasse
da parte mia a una
commemorazione poiché parliamo di una persona presente che vive
attraverso le sue opere che lo hanno reso punto di riferimento
culturale nel nostro Paese, in Europa e nel mondo. E la presenza
dell’amico Pietro Kuciukian, Console della Repubblica D’Armenia a
Milano, con il quale condividerò il tempo che mi è stato accordato, lo
testimonia in modo ancora più autorevole e, vorrei dire, istituzionale.
Bolognesi nasce a Milano il 20 0ttobre del 1923, frequenta il liceo
classico Berchet, dove ha come compagno di classe quel Lorenzo
Milani Comparetti, che diventerà famoso per la scuola di Barbiana e
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SAVE THE DATE
Mercoledì 12 novembre
-ore 13,00-14,00
Bosco del Centenario
* * *
Sabato 23 novembre
-ore 9,30-13,00- Univ.IULM
Seminario della Rotary
Foundation
* * *
Mercoledì 11 dicembre
-Prenatalizia del Club
-Concerto di Natale
in Duomo
per il suo libro “ Esperienze Pastorali “ prima con il nulla osta del
Vescovo di Camerino Mons. Giuseppe D’Avack poi ritirato dal S.
Uffizio nel 1965 sotto il Pontificato di Giovanni XXIII che tuttavia non
consentì mai di metterlo all’indice.
Si iscrive alla Cattolica come matricola nel novembre del ’41 e si laurea
nel 1945 in lettere classiche.
In Cattolica rimane prima come schedatore, in seguito con diverse
qualifiche come assistente volontario e addetto alle esercitazioni di
glottologia. In seguito diventerà fondatore e direttore dell’Istituto di
glottologia. Con il Rettore Lazzati è anche Pro- Rettore e presidente
dell’Opera Universitaria.
- Membro dell’Accademia Nazionale delle scienze della
Repubblica d’Armenia
- Professore dell’Università di Yerevan
- Presidente dell’Istituto Lombardo
Accademia di Scienze e
Lettere
- Accademico dei Lincei
Membro di altre accademie e istituzioni scientifiche ha pubblicato in
Italia e all’estero numerosi lavori riconducibili alla linguistica storica e
comparata indoeuropea, con particolare riguardo alle lingue classiche,
germaniche e soprattutto dell’area linguistica e culturale armena e
iranica.
Ma soprattutto un protagonista testimone dell’Ateneo cattolico per
circa 60 anni.
Di lui ho netta la convinzione di una persona che ha saputo tenere viva
e alta la memoria delle ragioni delle sue scelte iniziali come uomo,
come docente e come cattolico dando testimonianza autentica di un
ideale che era anche quello del fondatore Padre Gemelli. Una scelta
fatta anche di ragioni ideali: formare dei professionisti che fossero
buoni cristiani e che anche sul piano sociale potessero incidere nella
società dal di dentro. Uomo e docente che guardò sempre con grande
attenzione ai maestri e ai colleghi che si ispiravano nella Facoltà di
lettere e filosofia al “francescanesimo”: il Rettore Franceschini,
Billanovich., la Vanni Rovighi, Padre Cantalamessa solo per citarne
alcuni. Oggi saremmo tentati di dire: “ quasi profeticamente”.
Nel 2007 lo abbiamo ricordato con molti amici del Club e in
particolare, Nicola Sardi, Alberto Cova, Eugenio Adamoli, realizzando
in Cattolica un convegno internazionale in suo onore con il Rettore
Ornaghi e tra gli altri, il Preside di Lettere e Filosofia Pizzolato e l’amica
Celestina Milani . Convegno che ha consentito anche la pubblicazione
nel 2009 con il contributo del Milano Est di un’opera fondamentale del
nostro Giancarlo: la “Storia delle linguistica e linguistica storica”.
Arrivarono testimoni ed ex allievi da tutta Italia e da oltre Atlantico. Il
seme gettato dal nostro Giancarlo Bolognesi è germogliato è ha dato
frutti davvero copiosi.”
N.B. A margine dell’intervento di Gianni Fossati, il socio Demetrio
Spinelli ha fornito un prezioso ricordo apparso sul Corriere della Sera
del 2003 dal titolo illuminante “ I fuoriclasse del 1942” intesi come gli
allievi eccellenti del Liceo Berchet. Inutile dire che accanto a Dino
Fabbri, Armando Cillario e Bai vi era il nostro Giancarlo Bolognesi del
quale si sottolineava la particolare vocazione in termini di eccellenza
agli studi classici.
Il Presidente invita Marilena Adamoli a dare il suo contributo al ricordo
del “suo professore”. Il suo dotto commovente pensiero ha commosso
tutti.
Emanuela Scarpellini, la nostra professoressa di Storia
contemporanea, ha così tracciato il ricordo di Remo Invernizzi.
“ I suoi nonni nel 1875 facevano i mandriani a Pasturo, sulle
montagne di Lecco, e per trovare fieno fresco si spingevano fino a
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Pozzuolo Martesana alle porte di Milano. E' lì che nacque suo padre e
da lì prese anche le mosse un’impresa familiare che si sviluppò nel
tempo, passando dal nonno allo zio, destinata a diventare una delle
principali industrie dell’agroalimentare nell’Italia del miracolo
economico.
Il nostro socio Remo Invernizzi nacque a Bellinzago Lombardo nel
1916; si sarebbe poi sposato con Anna Tornaghi e avrebbe avuto
cinque figlie. La sua vita non fu facile sin dalla prima età: Remo doveva
recarsi alla scuola elementare ogni giorno percorrendo tre chilometri a
piedi o in biciletta. Anche più avanti, quando frequenterà il Collegio S.
Carlo di Milano, dovrà alzarsi presto di mattina (alla 6) e ritornare in
paese alle 20, per poi mangiare e svolgere i compiti per il giorno dopo.
Fin da giovanissimo, dall’età di nove-dieci anni, cominciò a collaborare
con l’azienda familiare; si può dire che sia cresciuto e maturato in
quell’ambiente, soprattutto insieme al cugino Romeo. Remo lavora
prima a Melzo, poi al deposito di Milano, poi nel 1939 si reca a Napoli
per sondare le possibilità di vendita, per spostarsi infine a Caravaggio
alla fine della guerra, e poi di nuovo a Melzo.
La latteria che portava il nome del nonno Carlo aveva aperto infatti a
Melzo, all' ingresso del paese, nel 1914. Pochi isolati più in là il
concorrente di villaggio era lo stesso che lo sarebbe stato decenni dopo
sui mercati globali: Egidio Galbani. I cugini Romeo e Remo capiscono
che per farsi largo servono sì buoni formaggi teneri, ma anche un
marchio: i prodotti con il nome di famiglia nascono nel 1928. E' la
prima di varie invenzioni pubblicitarie, sviluppate con notevole
anticipo sui tempi dell' Italia industriale. Si fa tutto in casa: all'
interno dell' azienda viene creata un' agenzia pubblicitaria. Nascono la
mucca Carolina, che dominerà i caroselli per anni, il toro Annibale, la
bambola Susanna «tutta panna», i gattini Geo e Gea, Camillo il
coccodrillo. E non mancano innovative strategie di marketing: sulle
spiagge della Versilia o della riviera romagnola, gli elicotteri di
Invernizzi lanciavano migliaia di mucche Caroline o bambole Susanna
già gonfiate.
I risultati furono eccezionali: la Invernizzi continuava a guadagnare; in
oltre ottanta anni di storia ha chiuso una sola volta in "rosso" (nel
1947).
Ma arrivarono anche i tempi difficili, dovuti soprattutto ai problemi
legati alla successione. E nel 1985 fu proprio Remo Invernizzi, a 68
anni, azionista di minoranza dell' azienda di cui fino al 1982 era stato
direttore generale e amministratore delegato, ad annunciare la vendita
dell' azienda agli americani della Kraft "non tanto per i soldi, ma
perché erano gli unici ad assicurare la continuità della gestione e tutte
le garanzie per i 2.700 dipendenti".
Oggi l’Invernizzi appartiene al gruppo multinazionale Lactalis, dove
rappresenta uno dei fiori all’occhiello della produzione ed esportazione
in tutto il mondo. Anche in questo, Invernizzi sembra avere anticipato i
tempi, aprendo la porta all’aspetto migliore della globalizzazione, quella
che permette rafforzare il lavoro nei luoghi di produzione e aprire i
mercati a livello globale.
Ed è così che lo vogliamo ricordare: come grande rotariano e come
imprenditore innovativo.”
Grazie ad Adamoli, Fossati e Scarpellini per l’impegno
partecipazione nel ricordare i nostri, sempre importanti, Soci.
e
la
Il 31 ottobre è mancato un Socio storico del Club l’architetto
ingegnere Vittore Ceretti, Past President, Probiviro. E’ entrato nel
Milano Est nel 1965 ed ha retto il Club per due anni dal 1978 al 1980.
Di lui Sergio Romano, sul Corriere della Sera del 1° novembre, scrive:
“Vittore Ceretti, ingegnere con il sogno alpino nel cassetto”
Vittore Ceretti scomparso l’altro giorno all’età di ottantanove anni,
aveva una professione e una straordinaria somma di talenti, interessi,
4|P a g i n a
vocazioni. Negli ambienti economici era noto come l’ingegnere Ceretti,
titolare di uno dei migliori studi professionali milanesi, esperto di
urbanistica, promotore di convegni, autore di grandi progetti fra cui
quella della Scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi. In
questa veste lo conoscevano le grandi aziende, gli architetti, le società
edilizie, le maestranze di cui dirigeva i lavori sino al completamento
dell’opera.
Ma in altri ambienti era conosciuto per la sua insaziabile curiosità di
viaggiatore e la sua capacità di scoprire, dovunque andasse, quanto di
nuovo, originale e diverso fosse stato realizzato negli anni precedenti.
Era egualmente attratto dai grattacieli del Dubai e dalle piccole aziende
di provincia umbra, dalle linee funzionali di una grande fabbrica e da
quelle eleganti di un nuovo museo o di una grande sala di concerti.
Nato nel 1924, aveva fatto gli studi nel collegio rossiniano di
Domodossola e si era iscritto al Politecnico di Milano. Quando si laureò
nel 1950, aveva già alle sue spalle parecchie esperienze: un periodo di
lavoro in miniera, la guerra partigiana nella provincia di Verbania con
la Brigata Perotti, la battaglia della galleria del Finero, l’internamento
in Svizzera.
I suoi primi viaggi all’estero furono a Vienna e a Francoforte nel 1952 e
nel 1953. Dove altri vedevano soltanto rovine, Vittore Ceretti vedeva
nuovi quartieri urbani e nuovi distretti industriali. Ingegneria e
architettura sono mestieri “sociali” destinati spesso a collaborare o a
scontrarsi con la politica.
Ceretti fu consigliere liberale del comune di Milano dal 1964 al 1970,
negli anni in cui il sindaco era Pietro Bucalossi e il segretario del Pil
Giovanni Malagodi.
Più tardi proseguì la sua attività pubblica in altre vesti presiedendo
commissioni urbanistiche, collegi professionali, società di studi o
promuovendo iniziative culturali come gli incontri annuali nel castello
Belgiojoso di Caidate.
Passò tutta la sua vita fra il cemento e l’acciaio, ma la sua grande
passione era la montagna. La descriveva con delicata tenerezza in
acquarelli che sembrano usciti dall’album di un viaggiatore inglese
dell’Ottocento, ma studiava con gli strumenti dello storico e
dell’antropologo. Aveva un progetto. Se ne avesse avuto il tempo
avrebbe cercato di dimostrare che fra le molte nazioni europee vi è
anche una nazione alpina che attraversa la Francia, la Svizzera, l’Italia
e l’Austria. Gli sarebbe piaciuto raccontare la storia e spiegare come
quelle popolazioni, benché coinvolte l’una contro l’altra in tutte le
guerre del continente, avessero conservato tratti comuni. La sua casa
in Engadina era una base da cui partire per nuove scoperte.
La sua casa sul lago di Varese era il luogo in cui l’architetto costruiva
il paesaggio con i suoi fiori e le sue piante.
Non so se abbia mai scritto poesie in versi, ma ogni anno, rima di
Natale, mandava agli amici una poesia di ceramica: una piastrella
quadrata su cui era composta una rappresentazione astratta del
presepe. Toccava al destinatario capire dove fossero collocati i
protagonisti e quale fosse l’avvenimento dell’anno a cui Ceretti si era
ispirato.
Qualche lettore potrebbe pensare che nella Milano dell’economia,
dell’industria e della finanza questo singolare personaggio dovesse
sentirsi straniero. Commetterebbe un errore. Il Politecnico milanese,
nel corso della sua storia, è sempre stato, da Carlo Cattaneo in poi, il
luogo dove la tecnica e la fantasia non hanno mai smesso di dormire
nello stesso letto.
Non so se Vittore Ceretti abbia mai conosciuto e frequentato Carlo
Emilio Gadda, laureato in ingegneria nel 1920. Se avessero avuto
occasione di frequentarsi, si sarebbero capiti.”
5|P a g i n a
Il 1° novembre è mancato il professor dottore Gianluca Ottaviani,
Past President, Vice Presidente, guida e memoria storica del Club, al
quale appartiene dal 1994.
Ha sempre dedicato tempo, pensieri e fattiva collaborazione all’attività
del Milano Est.
Con entusiasmo è stato promotore dell’Inner Wheel Milano Est.
Il Presidente, nella Chiesa di San Bartolomeo gremita di Amici, così
l’ha salutato:
“Speravo di non dover mai svolgere questo compito.
La ferrea volontà di Gianluca e i progressi della medicina mi avevano
portato a credere in un esito diverso della malattia.
Saluto oggi Gianluca Socio, Past President, Vice Presidente attuale del
Rotary Club Milano Est.
La voce è la mia ma è presente in chiesa la quasi totalità dei soci a
dimostrare la stima, l’amicizia, l’affetto per Gianluca persona che
coniugava molte doti personali e doni di natura.
L’intelligenza, la capacità matematica, non appena si parlava di numeri
il suo viso si illuminava.
Il garbo, il servizio per gli altri, la generosità, l’ospitalità, l’amicizia
affettuosa.
Gianluca molti ci hai dato, molto di te rimarrà per sempre con noi.
Un abbraccio da tutti gli amici rotariani.”
Così il Vice Presidente della pro Focette, ha voluto ricordare il “ suo
Presidente”
“ Non è facile quando da un altare si deve ricordare un amico, ma
vorrei dire di più nel caso di Gianluca, per molti dei presenti un
fratello, il nostro Presidente.
E sì, proprio un fratello,una persona con la quale abbiamo condiviso
passioni, speranze, progetti, ma in particolare ci ha unito l’affetto e
l’attaccamento a questa terra come la definiva lui “la nostra Focette”
Uomo di indubbie qualità morali ed etiche, rappresentava quello che di
meglio è la sembianza umana. Persona educata e gentile, quale era lui,
ha rappresentato in questi ultimi anni un punto di riferimento per la
vita sociale di Focette, ed in particolare dobbiamo essergli grati per gli
insegnamenti che Gianluca ci ha saputo dare.
Insegnamenti che vanno dalla sua ineguagliabile tolleranza, al suo
stile, alla sua forma che nascondeva una grande sostanza, e non
ultime la sua umanità e la sua grande generosità che era propria insita
in lui.
Uomo di grande cultura (vorrei ricordare i suoi passati come docente
all’Università Bocconi di Milano collega dell’ex Presidente del Consiglio
Mario Monti e al Politecnico di Torino oltre al suo Studio di matematica
attuariale di Milano che solo pochi in Italia possono gratificarsi di tale
prestigio).
Come Presidente, come uomo ormai pubblico qui a Focette, sapeva
nascondere la sua generosità attraverso
le opere silenziose che
insieme alla moglie portava a termine anche attraverso i club di
servizio a cui Gianluca e Ettorina appartengono.
Il suo ultimo insegnamento, forse quello più importante è stato quello
di farci partecipi della sua malattia.
Con grande dignità, con senso di umiltà ci ha avvicinato al suo
calvario.
Ne parlava dimostrando una forza, una serenità che era dettata da una
fede incrollabile nell’Essere Supremo che lo ha accompagnato fino ad
oggi davanti al Grande Architetto dell’Universo.
La sua vita è stata una vita integra, i valori della sua famiglia, la
correttezza sul lavoro, il volontariato come missione verso gli altri, la
sua Milano e in particolare la sua Focette.
….. Grazie Gianluca uomo di altri tempi.”
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA
Dopo la visita del 23 ottobre scorso il Governatore Paolo Zampaglione
invia una lettera di ringraziamento al Presidente
con vive
congratulazioni al Club e l’incoraggiamento a fare sempre più grande
il nostro Milano Est, come da testo che segue:
Caro Ettore,
permettimi di ringraziarti ancora per la cordiale e fattiva accoglienza che il
Rotary Club Milano Est ha voluto riservare a Simonetta Tiezzi, a Michele
Catarinella, e al sottoscritto in occasione della visita dello scorso 23 ottobre.
Un particolare apprezzamento concedimelo per lo spirito di collaborazione e
condivisione che ho vissuto, prima con te, quindi con il tuo ottimo Consiglio e
infine durante la riunione conviviale.
Grazie alla centralità dell’attività progettuale del club e alla sua grande tradizione
di gestione dei progetti, sono certo che la vostra forte determinazione ad
affrontare il nuovo anno ed il futuro con grande volontà di azione e condivisione,
porterà il vostro Club a rimanere un punto di riferimento del nuovo distretto
metropolitano della “Grande Milano”.
I piccoli miglioramenti che abbiamo individuato in un ancor più diretto
coinvolgimento dei soci nei progetti di service, e nell’attenzione al processo di
cooptazione di soci giovani nel Club, senza dimenticare il consolidamento del
rapporto con il vostro Rotaract, saranno il completamento di un ottimo percorso.
Che sia quindi un grande anno rotariano per il Rotary Club Milano Est, per i suoi
Consiglieri e per te!
Con amicizia.
Paolo
COMUNICAZIONI DELLA SEGRETERIA
Sabato 16 novembre – riprendono i nostri “Sabato Amico”.
Organizzato dall’Amico Sciorelli,
con la collaborazione dell’Amico
Cavaliere allo spazio Forma potremo visitare la mostra “una passione
fotografica”.
Per terminare in allegra compagnia ci si potrà soffermare alla vineria
“Viola” per degustare il menù prenotato da Gianalfredo.
(programma allegato)
* * * *
9 e 10 novembre l’ABR presenta la quinta edizione del Mercatino per
raccogliere fondi attraverso l’esposizione di abiti e oggetti vintage,
chiedendo come sempre l’aiuto di tutti
* * * *
Si
allega
la
presentazione
dell’Istituto
Professionale
per
l’Ecogastronomia e l’ospitalità alberghiera ”Carlo Porta”. Un’eccellenza
nella formazione turistico alberghiera.
* * * *
7|P a g i n a
27 novembre – ore 15,30 presso la Biblioteca Nazionale Braidense
Giornata di Studi su Orio Vergani, fondatore dell’Accademia Italiana
della Cucina.
Convegno promosso dall’Accademia Italiana della Cucina in
collaborazione con la Biblioteca Nazionale Braidense.
Partecipano: Ada Gigli Marchetti (docente di Storia contemporanea,
Università degli Studi di Milano), Giovanni Ballarini (Presidente
dell’Accademia Italiana della Cucina), Silvia Morgana (docente di Storia
della lingua italiana, Università degli Studi di Milano).
Modera Gianni Fossati (giornalista e consigliere di Presidenza
dell’Accademia Italiana della Cucina).
Figura di un uomo di vasti e multiformi interessi culturali: giornalista,
scrittore, commediografo, saggista, critico e precursore dei
fotoreporter anche se più noto al grande pubblico come cronista
sportivo. (allegato).
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