Distretto 2041 ROTARY CLUB MILANO EST Anno di fondazione 1958 ANNO ROTARIANO 2013/2014 E.SINNONA Presidente BOLLETTINO NUMERO 10 del 30 ottobre 2013 CALENDARIO DELLE CONVIVIALI Presidente uscente A.GASPARRI V. Presidente G.C. MAGGI G.OTTAVIANI F.RICCHI Presidente eletto A.GIEBELMANN Segretario V. Segretario G.SIANO C.VISMARA R. GERARD P. RATTI Tesoriere V. Tesoriere Consiglieri Prefetto Vice Prefetto Mercoledì 06 Novembre 2013 Ore 12,45 – Istituto Alberghiero Carlo Porta - Via Uruguay, 26/2 (il club organizzerà un pullman per il trasferimento) Progetto gastronomia sostenibile Professor Francesco Antonio Malaspina Mercoledì 13 novembre 2013 – Westin Palace Ore 12,45 – Professor Alberto Fossati La cittadinanza come scelta di libertà a proposito di ius soli R. CHINI P. CHIUMENTI A. DAMIANI S. DE PASQUALE R. FABBRINI G. FOSSATI R. PERDOMI E. SCARPELLINI Mercoledì 20 novembre 2013 – Palazzo Cusani Ore 18,30 Consiglio Direttivo Ore 20,00 Interclub con Gruppo3 Parliamo di Rotary con l’A.G. – Rotary Foundation G. PERETTI P. CANZIANI Mercoledì 27 novembre – Westin Palace Ore 12,30 – Assemblea del Club Club Gemellati LYON SUD NYON Club contatto SAO PAULO LESTE INNER WHEEL Milano Est Presidente P. SANTORO LAROSA Riunioni conviviali The Westin Palace Segreteria:02/40.09.15.62 [email protected] www.rotarymilanoest.org 1|P a g i n a PRESENZA SOCI: 43 SINNONA – ADAMOLI ALESSANDRO –ALIBONI BARBETTA – BEZZI BRAMIERI –CALOGERO CALDI - CANZIANI CATANZARO - CHINI CAVALIERE PADRE CORTI DE PASQUALE FOSSATI – GASPARRI GERMANI – GIEBELMANN GIOVANNOZZI – LEVI LOVATTI - MACCHERONI MAGGI – MEUCCI NOTO –OVANI INVERNIZZI PAGANINI – PERDOMI RICCHI - ROMANO ROMANIELLO - SARDI SCAGLIONE- SCARPELLINI SCAVIA - SCIORELLI SIANO – SPREAFICO SPINELLI - TAMMARO VIGANO’ - VISMARA Alla conviviale del 23.11era presente Aldo Tammaro OSPITI DELLA PRESIDENZA dr. Pietro Kuciukian Console Repubblica Armena -Sandra Grigioni -Cinzia Resti OSPITI DEI RISPETTIVI CONIUGI Marilena Adamoli Armanda Paganini Orietta Scaglione Mercoledì 30 ottobre presso la chiesa di S. Bartolomeo sono stati ricordati i nostri Soci defunti. La messa a suffragio è stata concelebrata da Padre Corrado Corti nostro Socio Onorario. Il Presidente, dopo aver letto “San Martino del Carso” di Ungaretti “Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca. E’ il mio cuore il paese più straziato.” ha ricordato ad uno ad uno i numerosi Soci che non sono più con noi: Domenico Acquarone, Ermanno Amori, Giovan Battista Arista, Mario Baccani, Federico Bazzi, Gianluigi Barni, Carlo Baruffi, Antonio Baslini, Giovanni Bodio, Giancarlo Bolognesi, Giovanni Carini, Piero Chiaveri, Nemo Cova, Enrico Crespi, Sergio De Mari, Ariodante Erba, Augusto Erba, Ambrogio Facchetti, Secondo Fasolis, Virgilio Floriani, Alfonso Giordano, Oreste Gualdoni, Arturo Grigioni, Riccardo Gavazzi, Francesco Groppelli, Remo Invernizzi, Pierfranco Lanfranconi, Mario Lucioni, Guglielmo Magatti, Gaudenzio Molina, Edoardo Morello, Cajo Plinio Odescalchi, Francesco Ogliari, Francesco Orsenigo, Giovanni Ossari, Marcello Ottaviani, Domenico Parisi, Piero Pietri, Giuseppe Prisco, Enrico Resti, Camillo Ripamonti, Walter Ruffini, Franco Russo, Ernesto Santoro, Franco Sponzilli, Franco Spreafico, Antonio Tescari, Giorgio Veneroni, Mario Zambelli. La conviviale, dopo gli inni e il saluto alle bandiere, ha avuto come oratori Eugenio Adamoli che ha ricordato Peppino Prisco, impostando il ricordo su tre linee: l’alpino, il professionista e ...l'interista! Per la prima consegna ai Soci un opuscolo, scritto dallo stesso Prisco, a ricordo della sua partecipazione alla Campagna di Russia e delle terribili sofferenze patite con i suoi commilitoni. Dalla fine della guerra in poi, sarà sempre presente ai raduni delle "penne nere"e a dicembre non mancherà mai alla S.Messa degli Alpini sul sagrato del Duomo di Milano. Come professionista, fu protagonista indiscusso del Foro Milanese. Presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, protagonista di numerosi, importanti processi. Entrò nel nostro Club nel 1966 e vi rimase sino all'anno della sua morte (2001). Memorabile poi la passione calcistica per i nerazzurri,per i quali fu un idolo e un torrente inesauribile di battute umoristiche nei confronti di milanisti e Juventini. Ci piace concludere così: Ciao Peppino! Gli amici del Milano Est non ti dimenticheranno! Chi volesse portargli un fiore,troverà la sua tomba nel Cimitero di Arcisate (Varese). Gianni Fossati già docente all’Alta Scuola di Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano ricorda Giancarlo Bolognesi. “ La mia è soltanto una testimonianza e un ricordo vivissimo di un caro amico, di un rotariano esemplare di un docente illuminato. Consentitemi tuttavia di condividere una brevissima riflessione chiedendo scusa ai meno giovani del Milano Est che di queste notazioni non avrebbero alcun bisogno avendo apprezzato Giancarlo Bolognesi anche come Presidente del Club nell’anno 1986-1987. Sbaglierebbe in ogni caso chi pensasse da parte mia a una commemorazione poiché parliamo di una persona presente che vive attraverso le sue opere che lo hanno reso punto di riferimento culturale nel nostro Paese, in Europa e nel mondo. E la presenza dell’amico Pietro Kuciukian, Console della Repubblica D’Armenia a Milano, con il quale condividerò il tempo che mi è stato accordato, lo testimonia in modo ancora più autorevole e, vorrei dire, istituzionale. Bolognesi nasce a Milano il 20 0ttobre del 1923, frequenta il liceo classico Berchet, dove ha come compagno di classe quel Lorenzo Milani Comparetti, che diventerà famoso per la scuola di Barbiana e 2|P a g i n a SAVE THE DATE Mercoledì 12 novembre -ore 13,00-14,00 Bosco del Centenario * * * Sabato 23 novembre -ore 9,30-13,00- Univ.IULM Seminario della Rotary Foundation * * * Mercoledì 11 dicembre -Prenatalizia del Club -Concerto di Natale in Duomo per il suo libro “ Esperienze Pastorali “ prima con il nulla osta del Vescovo di Camerino Mons. Giuseppe D’Avack poi ritirato dal S. Uffizio nel 1965 sotto il Pontificato di Giovanni XXIII che tuttavia non consentì mai di metterlo all’indice. Si iscrive alla Cattolica come matricola nel novembre del ’41 e si laurea nel 1945 in lettere classiche. In Cattolica rimane prima come schedatore, in seguito con diverse qualifiche come assistente volontario e addetto alle esercitazioni di glottologia. In seguito diventerà fondatore e direttore dell’Istituto di glottologia. Con il Rettore Lazzati è anche Pro- Rettore e presidente dell’Opera Universitaria. - Membro dell’Accademia Nazionale delle scienze della Repubblica d’Armenia - Professore dell’Università di Yerevan - Presidente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere - Accademico dei Lincei Membro di altre accademie e istituzioni scientifiche ha pubblicato in Italia e all’estero numerosi lavori riconducibili alla linguistica storica e comparata indoeuropea, con particolare riguardo alle lingue classiche, germaniche e soprattutto dell’area linguistica e culturale armena e iranica. Ma soprattutto un protagonista testimone dell’Ateneo cattolico per circa 60 anni. Di lui ho netta la convinzione di una persona che ha saputo tenere viva e alta la memoria delle ragioni delle sue scelte iniziali come uomo, come docente e come cattolico dando testimonianza autentica di un ideale che era anche quello del fondatore Padre Gemelli. Una scelta fatta anche di ragioni ideali: formare dei professionisti che fossero buoni cristiani e che anche sul piano sociale potessero incidere nella società dal di dentro. Uomo e docente che guardò sempre con grande attenzione ai maestri e ai colleghi che si ispiravano nella Facoltà di lettere e filosofia al “francescanesimo”: il Rettore Franceschini, Billanovich., la Vanni Rovighi, Padre Cantalamessa solo per citarne alcuni. Oggi saremmo tentati di dire: “ quasi profeticamente”. Nel 2007 lo abbiamo ricordato con molti amici del Club e in particolare, Nicola Sardi, Alberto Cova, Eugenio Adamoli, realizzando in Cattolica un convegno internazionale in suo onore con il Rettore Ornaghi e tra gli altri, il Preside di Lettere e Filosofia Pizzolato e l’amica Celestina Milani . Convegno che ha consentito anche la pubblicazione nel 2009 con il contributo del Milano Est di un’opera fondamentale del nostro Giancarlo: la “Storia delle linguistica e linguistica storica”. Arrivarono testimoni ed ex allievi da tutta Italia e da oltre Atlantico. Il seme gettato dal nostro Giancarlo Bolognesi è germogliato è ha dato frutti davvero copiosi.” N.B. A margine dell’intervento di Gianni Fossati, il socio Demetrio Spinelli ha fornito un prezioso ricordo apparso sul Corriere della Sera del 2003 dal titolo illuminante “ I fuoriclasse del 1942” intesi come gli allievi eccellenti del Liceo Berchet. Inutile dire che accanto a Dino Fabbri, Armando Cillario e Bai vi era il nostro Giancarlo Bolognesi del quale si sottolineava la particolare vocazione in termini di eccellenza agli studi classici. Il Presidente invita Marilena Adamoli a dare il suo contributo al ricordo del “suo professore”. Il suo dotto commovente pensiero ha commosso tutti. Emanuela Scarpellini, la nostra professoressa di Storia contemporanea, ha così tracciato il ricordo di Remo Invernizzi. “ I suoi nonni nel 1875 facevano i mandriani a Pasturo, sulle montagne di Lecco, e per trovare fieno fresco si spingevano fino a 3|P a g i n a Pozzuolo Martesana alle porte di Milano. E' lì che nacque suo padre e da lì prese anche le mosse un’impresa familiare che si sviluppò nel tempo, passando dal nonno allo zio, destinata a diventare una delle principali industrie dell’agroalimentare nell’Italia del miracolo economico. Il nostro socio Remo Invernizzi nacque a Bellinzago Lombardo nel 1916; si sarebbe poi sposato con Anna Tornaghi e avrebbe avuto cinque figlie. La sua vita non fu facile sin dalla prima età: Remo doveva recarsi alla scuola elementare ogni giorno percorrendo tre chilometri a piedi o in biciletta. Anche più avanti, quando frequenterà il Collegio S. Carlo di Milano, dovrà alzarsi presto di mattina (alla 6) e ritornare in paese alle 20, per poi mangiare e svolgere i compiti per il giorno dopo. Fin da giovanissimo, dall’età di nove-dieci anni, cominciò a collaborare con l’azienda familiare; si può dire che sia cresciuto e maturato in quell’ambiente, soprattutto insieme al cugino Romeo. Remo lavora prima a Melzo, poi al deposito di Milano, poi nel 1939 si reca a Napoli per sondare le possibilità di vendita, per spostarsi infine a Caravaggio alla fine della guerra, e poi di nuovo a Melzo. La latteria che portava il nome del nonno Carlo aveva aperto infatti a Melzo, all' ingresso del paese, nel 1914. Pochi isolati più in là il concorrente di villaggio era lo stesso che lo sarebbe stato decenni dopo sui mercati globali: Egidio Galbani. I cugini Romeo e Remo capiscono che per farsi largo servono sì buoni formaggi teneri, ma anche un marchio: i prodotti con il nome di famiglia nascono nel 1928. E' la prima di varie invenzioni pubblicitarie, sviluppate con notevole anticipo sui tempi dell' Italia industriale. Si fa tutto in casa: all' interno dell' azienda viene creata un' agenzia pubblicitaria. Nascono la mucca Carolina, che dominerà i caroselli per anni, il toro Annibale, la bambola Susanna «tutta panna», i gattini Geo e Gea, Camillo il coccodrillo. E non mancano innovative strategie di marketing: sulle spiagge della Versilia o della riviera romagnola, gli elicotteri di Invernizzi lanciavano migliaia di mucche Caroline o bambole Susanna già gonfiate. I risultati furono eccezionali: la Invernizzi continuava a guadagnare; in oltre ottanta anni di storia ha chiuso una sola volta in "rosso" (nel 1947). Ma arrivarono anche i tempi difficili, dovuti soprattutto ai problemi legati alla successione. E nel 1985 fu proprio Remo Invernizzi, a 68 anni, azionista di minoranza dell' azienda di cui fino al 1982 era stato direttore generale e amministratore delegato, ad annunciare la vendita dell' azienda agli americani della Kraft "non tanto per i soldi, ma perché erano gli unici ad assicurare la continuità della gestione e tutte le garanzie per i 2.700 dipendenti". Oggi l’Invernizzi appartiene al gruppo multinazionale Lactalis, dove rappresenta uno dei fiori all’occhiello della produzione ed esportazione in tutto il mondo. Anche in questo, Invernizzi sembra avere anticipato i tempi, aprendo la porta all’aspetto migliore della globalizzazione, quella che permette rafforzare il lavoro nei luoghi di produzione e aprire i mercati a livello globale. Ed è così che lo vogliamo ricordare: come grande rotariano e come imprenditore innovativo.” Grazie ad Adamoli, Fossati e Scarpellini per l’impegno partecipazione nel ricordare i nostri, sempre importanti, Soci. e la Il 31 ottobre è mancato un Socio storico del Club l’architetto ingegnere Vittore Ceretti, Past President, Probiviro. E’ entrato nel Milano Est nel 1965 ed ha retto il Club per due anni dal 1978 al 1980. Di lui Sergio Romano, sul Corriere della Sera del 1° novembre, scrive: “Vittore Ceretti, ingegnere con il sogno alpino nel cassetto” Vittore Ceretti scomparso l’altro giorno all’età di ottantanove anni, aveva una professione e una straordinaria somma di talenti, interessi, 4|P a g i n a vocazioni. Negli ambienti economici era noto come l’ingegnere Ceretti, titolare di uno dei migliori studi professionali milanesi, esperto di urbanistica, promotore di convegni, autore di grandi progetti fra cui quella della Scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi. In questa veste lo conoscevano le grandi aziende, gli architetti, le società edilizie, le maestranze di cui dirigeva i lavori sino al completamento dell’opera. Ma in altri ambienti era conosciuto per la sua insaziabile curiosità di viaggiatore e la sua capacità di scoprire, dovunque andasse, quanto di nuovo, originale e diverso fosse stato realizzato negli anni precedenti. Era egualmente attratto dai grattacieli del Dubai e dalle piccole aziende di provincia umbra, dalle linee funzionali di una grande fabbrica e da quelle eleganti di un nuovo museo o di una grande sala di concerti. Nato nel 1924, aveva fatto gli studi nel collegio rossiniano di Domodossola e si era iscritto al Politecnico di Milano. Quando si laureò nel 1950, aveva già alle sue spalle parecchie esperienze: un periodo di lavoro in miniera, la guerra partigiana nella provincia di Verbania con la Brigata Perotti, la battaglia della galleria del Finero, l’internamento in Svizzera. I suoi primi viaggi all’estero furono a Vienna e a Francoforte nel 1952 e nel 1953. Dove altri vedevano soltanto rovine, Vittore Ceretti vedeva nuovi quartieri urbani e nuovi distretti industriali. Ingegneria e architettura sono mestieri “sociali” destinati spesso a collaborare o a scontrarsi con la politica. Ceretti fu consigliere liberale del comune di Milano dal 1964 al 1970, negli anni in cui il sindaco era Pietro Bucalossi e il segretario del Pil Giovanni Malagodi. Più tardi proseguì la sua attività pubblica in altre vesti presiedendo commissioni urbanistiche, collegi professionali, società di studi o promuovendo iniziative culturali come gli incontri annuali nel castello Belgiojoso di Caidate. Passò tutta la sua vita fra il cemento e l’acciaio, ma la sua grande passione era la montagna. La descriveva con delicata tenerezza in acquarelli che sembrano usciti dall’album di un viaggiatore inglese dell’Ottocento, ma studiava con gli strumenti dello storico e dell’antropologo. Aveva un progetto. Se ne avesse avuto il tempo avrebbe cercato di dimostrare che fra le molte nazioni europee vi è anche una nazione alpina che attraversa la Francia, la Svizzera, l’Italia e l’Austria. Gli sarebbe piaciuto raccontare la storia e spiegare come quelle popolazioni, benché coinvolte l’una contro l’altra in tutte le guerre del continente, avessero conservato tratti comuni. La sua casa in Engadina era una base da cui partire per nuove scoperte. La sua casa sul lago di Varese era il luogo in cui l’architetto costruiva il paesaggio con i suoi fiori e le sue piante. Non so se abbia mai scritto poesie in versi, ma ogni anno, rima di Natale, mandava agli amici una poesia di ceramica: una piastrella quadrata su cui era composta una rappresentazione astratta del presepe. Toccava al destinatario capire dove fossero collocati i protagonisti e quale fosse l’avvenimento dell’anno a cui Ceretti si era ispirato. Qualche lettore potrebbe pensare che nella Milano dell’economia, dell’industria e della finanza questo singolare personaggio dovesse sentirsi straniero. Commetterebbe un errore. Il Politecnico milanese, nel corso della sua storia, è sempre stato, da Carlo Cattaneo in poi, il luogo dove la tecnica e la fantasia non hanno mai smesso di dormire nello stesso letto. Non so se Vittore Ceretti abbia mai conosciuto e frequentato Carlo Emilio Gadda, laureato in ingegneria nel 1920. Se avessero avuto occasione di frequentarsi, si sarebbero capiti.” 5|P a g i n a Il 1° novembre è mancato il professor dottore Gianluca Ottaviani, Past President, Vice Presidente, guida e memoria storica del Club, al quale appartiene dal 1994. Ha sempre dedicato tempo, pensieri e fattiva collaborazione all’attività del Milano Est. Con entusiasmo è stato promotore dell’Inner Wheel Milano Est. Il Presidente, nella Chiesa di San Bartolomeo gremita di Amici, così l’ha salutato: “Speravo di non dover mai svolgere questo compito. La ferrea volontà di Gianluca e i progressi della medicina mi avevano portato a credere in un esito diverso della malattia. Saluto oggi Gianluca Socio, Past President, Vice Presidente attuale del Rotary Club Milano Est. La voce è la mia ma è presente in chiesa la quasi totalità dei soci a dimostrare la stima, l’amicizia, l’affetto per Gianluca persona che coniugava molte doti personali e doni di natura. L’intelligenza, la capacità matematica, non appena si parlava di numeri il suo viso si illuminava. Il garbo, il servizio per gli altri, la generosità, l’ospitalità, l’amicizia affettuosa. Gianluca molti ci hai dato, molto di te rimarrà per sempre con noi. Un abbraccio da tutti gli amici rotariani.” Così il Vice Presidente della pro Focette, ha voluto ricordare il “ suo Presidente” “ Non è facile quando da un altare si deve ricordare un amico, ma vorrei dire di più nel caso di Gianluca, per molti dei presenti un fratello, il nostro Presidente. E sì, proprio un fratello,una persona con la quale abbiamo condiviso passioni, speranze, progetti, ma in particolare ci ha unito l’affetto e l’attaccamento a questa terra come la definiva lui “la nostra Focette” Uomo di indubbie qualità morali ed etiche, rappresentava quello che di meglio è la sembianza umana. Persona educata e gentile, quale era lui, ha rappresentato in questi ultimi anni un punto di riferimento per la vita sociale di Focette, ed in particolare dobbiamo essergli grati per gli insegnamenti che Gianluca ci ha saputo dare. Insegnamenti che vanno dalla sua ineguagliabile tolleranza, al suo stile, alla sua forma che nascondeva una grande sostanza, e non ultime la sua umanità e la sua grande generosità che era propria insita in lui. Uomo di grande cultura (vorrei ricordare i suoi passati come docente all’Università Bocconi di Milano collega dell’ex Presidente del Consiglio Mario Monti e al Politecnico di Torino oltre al suo Studio di matematica attuariale di Milano che solo pochi in Italia possono gratificarsi di tale prestigio). Come Presidente, come uomo ormai pubblico qui a Focette, sapeva nascondere la sua generosità attraverso le opere silenziose che insieme alla moglie portava a termine anche attraverso i club di servizio a cui Gianluca e Ettorina appartengono. Il suo ultimo insegnamento, forse quello più importante è stato quello di farci partecipi della sua malattia. Con grande dignità, con senso di umiltà ci ha avvicinato al suo calvario. Ne parlava dimostrando una forza, una serenità che era dettata da una fede incrollabile nell’Essere Supremo che lo ha accompagnato fino ad oggi davanti al Grande Architetto dell’Universo. La sua vita è stata una vita integra, i valori della sua famiglia, la correttezza sul lavoro, il volontariato come missione verso gli altri, la sua Milano e in particolare la sua Focette. ….. Grazie Gianluca uomo di altri tempi.” 6|P a g i n a COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA Dopo la visita del 23 ottobre scorso il Governatore Paolo Zampaglione invia una lettera di ringraziamento al Presidente con vive congratulazioni al Club e l’incoraggiamento a fare sempre più grande il nostro Milano Est, come da testo che segue: Caro Ettore, permettimi di ringraziarti ancora per la cordiale e fattiva accoglienza che il Rotary Club Milano Est ha voluto riservare a Simonetta Tiezzi, a Michele Catarinella, e al sottoscritto in occasione della visita dello scorso 23 ottobre. Un particolare apprezzamento concedimelo per lo spirito di collaborazione e condivisione che ho vissuto, prima con te, quindi con il tuo ottimo Consiglio e infine durante la riunione conviviale. Grazie alla centralità dell’attività progettuale del club e alla sua grande tradizione di gestione dei progetti, sono certo che la vostra forte determinazione ad affrontare il nuovo anno ed il futuro con grande volontà di azione e condivisione, porterà il vostro Club a rimanere un punto di riferimento del nuovo distretto metropolitano della “Grande Milano”. I piccoli miglioramenti che abbiamo individuato in un ancor più diretto coinvolgimento dei soci nei progetti di service, e nell’attenzione al processo di cooptazione di soci giovani nel Club, senza dimenticare il consolidamento del rapporto con il vostro Rotaract, saranno il completamento di un ottimo percorso. Che sia quindi un grande anno rotariano per il Rotary Club Milano Est, per i suoi Consiglieri e per te! Con amicizia. Paolo COMUNICAZIONI DELLA SEGRETERIA Sabato 16 novembre – riprendono i nostri “Sabato Amico”. Organizzato dall’Amico Sciorelli, con la collaborazione dell’Amico Cavaliere allo spazio Forma potremo visitare la mostra “una passione fotografica”. Per terminare in allegra compagnia ci si potrà soffermare alla vineria “Viola” per degustare il menù prenotato da Gianalfredo. (programma allegato) * * * * 9 e 10 novembre l’ABR presenta la quinta edizione del Mercatino per raccogliere fondi attraverso l’esposizione di abiti e oggetti vintage, chiedendo come sempre l’aiuto di tutti * * * * Si allega la presentazione dell’Istituto Professionale per l’Ecogastronomia e l’ospitalità alberghiera ”Carlo Porta”. Un’eccellenza nella formazione turistico alberghiera. * * * * 7|P a g i n a 27 novembre – ore 15,30 presso la Biblioteca Nazionale Braidense Giornata di Studi su Orio Vergani, fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina. Convegno promosso dall’Accademia Italiana della Cucina in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Braidense. Partecipano: Ada Gigli Marchetti (docente di Storia contemporanea, Università degli Studi di Milano), Giovanni Ballarini (Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina), Silvia Morgana (docente di Storia della lingua italiana, Università degli Studi di Milano). Modera Gianni Fossati (giornalista e consigliere di Presidenza dell’Accademia Italiana della Cucina). Figura di un uomo di vasti e multiformi interessi culturali: giornalista, scrittore, commediografo, saggista, critico e precursore dei fotoreporter anche se più noto al grande pubblico come cronista sportivo. (allegato). 8|P a g i n a