ORGANIZZIAMOCI
Quando, nella recente festa di san Bassiano, la nostra
Associazione è stata insignita con la Benemerenza Civica per l’impegno sui temi della solidarietà, ecco, nel ricevere la targa, ho pensato che non ero da solo. Ora,
sarebbe persino riduttivo ammettere che, in quel momento, c’erano idealmente con me i tanti soci, e gli amici, e i sostenitori, e l’affetto della città di Lodi.
La riflessione era, infatti, a più
ampi giri: verteva sull’idea del
volontariato e dell’impegno che
tante persone mettono affinché
nella società non ci siano più discriminati, sofferenti, emarginati, e bambini senza affetti e senza sogni.
Da molti anni mi occupo di volontariato; conosco molti volontari,
la loro dedizione e l’impegno profuso e, tuttavia, noto che gli obiettivi, le azioni tra un’associazione ed un’altra e un’altra ancora, si sfiorano soltanto, rimangono marginali e gli sforzi profusi,
molto spesso, non sono pari al
risultato ottenuto.
Ecco allora la necessità e convinzione di aggregarsi in un organismo che riunisca coloro che ritengono importante concentrare
le forze, confrontarsi con maggiore costanza, allargare
ad altre realtà le proprie proposte.
Il Forum del Terzo Settore sembra proprio rispondere
a queste esigenze; può essere il mezzo per abbattere il
recinto del proprio orticello: un luogo dove confrontarsi
e legittimarsi a vicenda, verificare affinità omogenee e
sinergie nelle iniziative.
Il percorso che si compie da soli può essere più o meno
lungo; quello condiviso ipoteca mete lontane!
C’è un altro elemento che non va assolutamente sottovalutato: l’unione fra le associazioni realizza una forza
di rappresentatività, e dunque di pressione, davanti agli
Enti Istituzionali, in particolare quelli territoriali, o le
ASL che normalmente sono interlocutori prioritari rispetto alle nostre istanze.
Il volontariato piace alla gente,
ma può anche essere scomodo
per taluni: perché obbliga a dare
risposte, non consente rinvii di
sorta, costringe a fare delle
scelte. So per esperienza personale che anche la più nobile attività di volontariato può trovare
delle resistenze: a volte si ha
l’impressione di trovarsi innanzi
muri di gomma, scivolosi, inaccessibili. Ecco, le associazioni possono, collegate ed unite, costituire un deterrente ed un monito
verso chiunque intenda alzare un
muro di gomma.
Per questo, vorrei che il 2005
disegnasse un nuovo scenario,
dove ciascuna associazione senta
come proprie le tematiche di un’altra, e dove reciprocità significhi anche sostegno e soccorso
tra chiunque sia impegnato nel
volontariato. La proposta immediata è quella di realizzare un passaparola, dove la parola chiave, appunto, sia:
“Organizziamoci”.
Organizziamoci per consolidare le forze e la cultura
della solidarietà, per affinare l’ascolto laddove una voce
ci chiami, organizziamoci per migliorarci, per dare e
offrire di più.
Natale
ASSOCIAZIONE AMICI DI SERENA ONLUS
Via Cavour 60 - 26900 LODI - CF 92535520156
Sito Internet www.amicidiserena.it - E-mail [email protected] - Tel./Fax 0371 425 001
Registro Generale del Volontariato - Regione Lombardia - sez. A fg. 662 progr. 2644 d.p.g.r 48046/99
Conto Corrente 13036.43 - Banca Monte dei Paschi di Siena - V.le Pavia - Lodi (ABI 1030 - CAB 20301 - CIN Z)
Conto Corrente Postale 28126167
AAS 2005
EVENT I ASSO C I AZI O NE
COSA ABBIAMO FATTO NEL 2004 ?
2
Una rapidissima rassegna degli eventi che ci
hanno coinvolti nel 2004.
6 GENNAIO: “La befana sotto il canestro”,
organizzata dalla Pallacanestro Fanfulla.
iniziativa
nelle
scuole
FEBBRAIO:
elementari e medie di Graffignana per
la diffusione della “cultura della
donazione”.
14 MARZO: “Marcia degli Alpini con
ADMO e per ADMO”, organizzata dai
Marciatori Lodigiani AVIS AIDO
ADMO e dall’Associazione Alpini.
20 MARZO: in piazza con le “Colombe
per la Vita” ADMO.
18 APRILE: l’Associazione partecipa a “Cento
strade per giocare”, organizzata da Legambiente:
restituire per un giorno una via cittadina ai
bambini ed ai loro giochi.
APRILE:
Assemblea
Generale
24
dell’Associazione, presso il Centro
Ricreativo “L’ortica”.
5-11 MAGGIO: nel corso di una missione
in Bielorussia compiuta dal Presidente
con un gruppo di Soci viene siglato con il
Dipartimento Educazione della Provincia
di Dobrush l’accordo per l’avvio del
Progetto Tizzi e viene consegnato al
Priut di Lagunì lo scuolabus donato dal
Comune di Secugnago.
16 MAGGIO: “Sesta Ciclopasseggiata Insieme per
la Vita”, organizzata dai CRAL del Comune di Lodi,
dell’ASTEM e dell’ABB; dal Circolo
ENAL dell’Ospedale Maggiore, con la
Società Sportiva Pedale Lodigiano 1951,
il C.O.N.I. e la F.C.I ; 35 km nel
territorio
lodigiano,
fino
all’Ipermercato “Il Gigante”, che ha
offerto il rinfresco finale.
18-23 MAGGIO: Laus Open Games,
abbiamo partecipato all’organizzazione
dell’ospitalità in famiglia di atleti
proveniente anche dall’estero.
6 GIUGNO: presso il Parco Isola Carolina
“Festa
Naturambiente”,
ormai
tradizionale
appuntamento per creare sensibilità sui problemi
delle aree inquinate dal disastro di Cernobyl e
raccogliere fondi per ospitare i “Bambini di
Cernobyl”; grande partecipazione di Associazioni,
animazione dei ragazzi dell’Einaudi, saggio dei
Pionierini della Croce Rossa, “Matto Baratto”,
“Bancarella del Riutilizzo”, stand gastronomico di
“Fenacom 50 è più”, gran finale con i cori Gospel di
Musicarte.
PER TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE: ospitalità per
32 bambini bielorussi con tre accompagnatrici;
mese come sempre intensissimo, inclusa una
settimana al mare per i bambini, le
accompagnatrici ed un nutrito gruppo
per la gestione e l’animazione.
12 SETTEMBRE: partecipazione alla
“Festa del Volontariato” organizzata dal
LAUSVOL.
19 SETTEMBRE: spettacolo “Regalati una
stella” in Piazza della Vittoria a Lodi.
25 SETTEMBRE: fiaccolata per la
“Giornata del Donatore”, quest’anno in
collaborazione con UNICEF “Per non
dimenticare” i bambini dell’Ossezia e tutte le
violenze sui minori; nella stessa occasione i
“Bambini di Cernobyl” hanno salutato e ringraziato
la città.
SETTEMBRE: inizia la campagna di
solidarietà a favore di Dafne.
OTTOBRE: si stampa il libro fotografico
“San Colombano, un borgo insigne” di
Giuseppe Lanzani con foto dei primi del
‘900 grazie al contributo di Well Time”
di San Colombano.
16 OTTOBRE: a “Le Gerette” di S.
Colombano spettacolo “I Musicals”,
organizzato da “Well Time” e dal Gruppo
Amatoriale “Ciack si gira”.
28 NOVEMBRE: in piazza con “Un panettone per la
vita” per ADMO
4 dicembre: “Serata Magica” al
Teatrino dell’Informagiovani, offerta da
“Magiclab” di Melegnano.
4 e 5 DICEMBRE: partecipazione al
“Mercartino di Natale” a Montanaso
Lombardo.
5 DICEMBRE: partecipazione delle nostre
Socie alla manifestazione “I Talenti
delle Donne”.
8 DICEMBRE: partecipazione alla “Festa
del Volontariato” di Pieve Fissiraga.
DICEMBRE: insieme ai dipendenti de “Il
Gigante” di Lodi si offrono gadget a favore di
Dafne.
DICEMBRE: realizzazione di “biglietti di auguri di
Natale” proposti a vari enti pubblici e privati.
DICEMBRE:
la ditta “Centredil” dona
23
all’Associazione un Renault Kangoo che verrà
utilizzato principalmente per il trasporto di
bambini malati.
. . . E SENZ’ALTRO CE NE SIAMO
DIMENTICATI ALCUNI !
CHI SIAMO
L’Associazione Amici di Serena è nata nel 1999,
come prosecuzione del Comitato Amici di Serena,
sorto nel 1993, ed è iscritta nel Registro delle
Associazioni di Volontariato della Regione
Lombardia.
L’Associazione ha per fine di promuovere servizi al
bambino, quali:
❀
❀
❀
❀
diffusione della cultura della donazione,
sostegno alle attività di ricerca nel campo
delle malattie infantili,
assistenza temporanea al bambino malato
con particolare riferimento alle leucemie,
solidarietà verso bambini che vivono in
situazioni
difficili
(contaminazione
ambientale, guerre, catastrofi, povertà)
realizzando azioni positive per la promozione
dei diritti dell’infanzia, per lo sviluppo del
benessere e della qualità della vita, per la
valorizzazione delle caratteristiche culturali
ed etniche nel rispetto di ogni diversità,
❀
attività a carattere culturale e ricreativo
particolarmente orientate ai bambini.
L’Associazione conta attualmente oltre 300 soci.
ONLUS
L’Associazione Amici di Serena è iscritta nei
Registri Generali del Volontariato della Regione
Lombardia e della Provincia di Lodi .
Ai sensi del D. Lgs. 460/97 l’Associazione è quindi
ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità
Sociale) di diritto; fra l’altro ciò le dà la possibilità
di rilasciare a persone sia fisiche che giuridiche, a
fronte di donazioni, certificazioni per la
detrazione fiscale degli importi donati.
Sul nostro Sito Internet
www.amicidiserena.it
trovate foto, documenti
e “NEWS”sempre aggiornate
AAS 2005
Gennaio
➣ Reclutamento famiglie per “Progetto Cernobyl”.
➣ Promozione della “Cultura della Donazione” con
le atlete della Pallacanestro Fanfulla.
➣ Assegnazione dell’Attestato di Benemerenza
Civica del Comune di Lodi.
Febbraio
➣ Reclutamento famiglie per ospitalità atleti dei
“Laus Open Games”.
➣ Incontro con gli studenti dell’Einaudi per
animazione ai bambini di Cernobyl.
Marzo
➣ Il 6, partecipazione alla manifestazione “I
Talenti delle Donne”.
➣ Il 12, spettacolo teatrale “Arsenico e vecchi
merletti” organizzato dal Leo Club Barbarossa
di Lodi per il Progetto “Bambino Malato”.
➣ “Una Colomba per la Vita” per ADMO.
➣ Il 28, “Marcia degli Alpini con ADMO per
ADMO” a Cavenago d’Adda.
Aprile
➣ Il 17, partecipazione a “100 strade per
giocare” promossa da Legambiente.
➣ Dal 23 al 2/5 missione in Bielorussia per il
Progetto Tizzi a Dobrush.
Maggio
➣ Dal 2 al 8, ospitalità atleti dei “Laus Open
Games”.
➣ Il 14, Assemblea Generale dell’Associazione
presso il Centro Ricreativo L’Ortica.
➣ Ciclopasseggiata “Insieme per la Vita” coi
CRAL di vari enti del lodigiano (data da
definire).
Giugno
➣ Il 5: Festa “Naturambiente” all’Isola Carolina.
➣ Dal 10 al 12 torneo di scacchi “Città di Lodi”
organizzato da “Le nuvole” a favore
dell’Associazione.
Settembre
➣ Ospitalità bambini di Cernobyl.
➣ L’11, festa del Volontariato promossa da
Lausvol all’Isola Carolina.
➣ Il 25, Giornata del Donatore ADMO-AIDOAVIS con Fiaccolata.
Dicembre
➣ “Un Panettone per la Vita” per ADMO ed “Un
panettone per un Sorriso” per i bambini di
Cernobyl.
Queste sono le iniziative già programmate; ne
abbiamo in previsione molte altre nei vari paesi
del lodigiano per promuovere i nostri progetti e
nella scuole per promuovere la “Cultura della
Donazione”.
A SSO C I A ZI O NE A MI C I DI SER ENA
E PER IL 2005 ?
3
GRAZIE
C O NO SC ERE PER DO NARE
IO, DONATRICE
Ripenso alla donazione di midollo osseo come ad un susseguirsi di forti emozioni vissute e condivise con i miei cari e
con tutti i colleghi del Centro
Trasfusionale presso cui lavoro da alcuni anni.
La mia iscrizione all’ADMO
risale a circa dieci anni fa; lo
studio delle leucemie, dei linfomi e delle possibili guarigioni dopo un trapianto di midollo
sano, mi hanno convinto seriamente a fare questa scelta.
Salvare la vita di una persona
malata o perlomeno provarci:
mi sono spesso chiesta se
questa cosa sarebbe mai potuta accadere! Una curiosa e
diversa occasione di farsi dono agli altri.
Sono trascorsi molti anni e la
telefonata, così tanto attesa
e mai arrivata nei primi tempi,
c’è stata a marzo del 2004:
“Lei è risultata compatibile
con un paziente; le chiediamo
la disponibilità per poter proseguire nelle indagini, accertare la completa compatibilità
e il suo stato di salute.” Queste sono state le parole della
biologa, responsabile ADMO,
che si è occupata della mia
donazione.
Non ho esitato; l’emozione è
stata molto forte e così difficile da esprimere a parole.
Dopo una serie di controlli
fatti anche per la tutela della
mia salute, è arrivato il giorno
tanto atteso dell’espianto.
Non ho mai avuto paura; i medici e gli infermieri del Centro Trapianti di Milano mi
hanno aiutata con la loro grande umanità e sensibilità, con
la loro assistenza ed attenzione, sia prima che dopo.
Si è trattato, proprio come mi
era stato spiegato durante i
vari colloqui fatti, di un prelievo di midollo dalle creste
iliache in anestesia generale.
Ho avuto la conferma che il
trapianto del midollo aveva
avuto successo a dicembre,
quando mi è giunta una bellissima lettera di ringraziamento (naturalmente in anonimato).
Sento si di aver dato, con
questo gesto, “ la speranza di
credere alla vita”, ma so anche di aver ricevuto più di
quanto ho donato !
Benedetta
Le parole che stiamo scrivendo in
questa lettera escono dal profondo
del nostro cuore, dalla nostra anima
e dai nostri pensieri.
Potrebbe
sembrare pura e semplice retorica
ma non è così. La ringraziamo per il
gesto fatto per una persona che è
la nostra vita, la nostra speranza,
alla quale dedichiamo tutti noi stessi. Ha passato momenti terribili e,
anche con il nostro aiuto, ha trovato
la forza per reagire, per crederci
fino in fondo, la forza di non mollare mai.
Ma in questa situazione (che purtroppo è la seconda) avevamo bisogno di un aiuto esterno, ringraziamo
coloro che dal cielo hanno pregato
per lui, che ci hanno dato la possibilità di “trovare” ciò di cui c’era assoluta necessità.
Non avremo la possibilità di incontrarci per ringraziare di persona,
ma ogni mattina, quando apriamo gli
occhi, sappiamo che qualcuno non
distante da noi ci ha dato la speranza di credere nella vita, il dono più
grande. Grazie, l’augurio che le facciamo è che la vita le riservi la gioia,
la speranza, l’amore che noi proviamo ogni giorno per nostro figlio.
AAS 2005
FARSI CONOSCERE
4
Le manifestazioni organizzate per ADMO hanno
come scopo primario di creare sensibilità sul problema della donazione di midollo osseo; la raccolta
di fondi, importante per sostenere la ricerca e
l’acquisto di attrezzature ospedaliere, non avrebbe senso se il numero di potenziali donatori diminuisse.
Nel 2004 l’Associazione Amici di Serena, aderendo alle manifestazioni “Una colomba per la vita” e
“Un panettone per la vita”, ha distribuito, a fronte di un contributo economico, 576 colombe a Pasqua e 1488 panettoni e pandori a Natale.
Sempre numerose le manifestazioni organizzate
da Marco a S. Colombano: dai gerani, offerti in
aprile in collaborazione con i fioristi locali, agli
spettacoli, alle altre iniziative di sensibilizzazione.
E’ continuata nel 2004 e proseguirà nel 2005 la
collaborazione con alcune Scuole Medie Superiori,
allo scopo di informare gli studenti delle ultime
due classi sulle concrete possibilità di combattere
la leucemia attraverso il trapianto di midollo osseo
e di sollecitare di conseguenza l’adesione ai programmi di tipizzazione dell’ADMO; questi incontri
sono solitamente tenuti da un biologo competente,
con la partecipazione di un donatore di midollo,
che racconta in prima persona la propria esperienza, e spesso anche di una persona guarita grazie
ad una donazione.
Parlando di donazione ci si trova, spesso, a dover
lottare con un pericoloso nemico: l’informazione
scorretta o incompleta, oppure la non comprensione dei termini della vicenda.
Molti giovani chiedono: la donazione di midollo osseo è uguale alla donazione di midollo spinale? Sono la stessa cosa? E’ vero che, se dono il midollo,
rischio di rimanere paralizzato?
Non si considera che il nostro
organismo possiede due differenti tipi di midollo con diversa localizzazione anatomica: quello spinale e quello osseo.
Proviamo a pensare cosa accadrebbe nel momento in cui si venisse a toccare la spina dorsale e
quindi il midollo spinale: si avrebbero inesorabilmente lesioni e
quindi paresi (paralisi) più o meno
estese; il midollo spinale, il cui
compito è quello di mettere in
comunicazione il nostro cervello
con le terminazioni motorie, non è
trapiantabile, altrimenti avremmo
già risolto la grave problematica delle paresi.
Viceversa, il midollo osseo, utilizzato per il trapianto in pazienti affetti da gravi forme di leucemie e malattie congenite del sistema emopoietico,
si presenta a prima vista come sangue e la sua sede naturale è all’interno delle ossa piatte (bacino,
cranio, sterno e scapole) e le estremità delle ossa
lunghe (omero e femore); il prelievo a scopo di
trapianto è effettuato dalle “creste iliache posteriori” localizzate sopra i glutei.
Il midollo osseo è prevalentemente costituito dalle componenti ematiche che troviamo nel circolo
sanguigno, ma contiene anche una componente cellulare importantissima, quella midollare, costituita
dalle “cellule progenitrici” deputate alla produzione di globuli rossi,
di globuli bianchi e di piastrine.
Queste cellule sono anche in grado di rigenerarsi molto velocemente e quindi nel giro di pochi
giorni il numero di cellule midollari
del donatore torna alla normalità:
non è assolutamente vero che donare midollo osseo significa privarsene per sempre.
Varie campagne informative sono
state organizzate per fare chiarezza.
Nel 2004 ADMO ha indetto un
concorso nazionale sull’argomento
“Il midollo osseo non è il midollo spinale” e tra i
molti poster ne è stato premiato uno molto chiaro,
intitolato “un bacino per ADMO”, che evidenzia
esattamente dove viene effettuato il prelievo.
Dott. Alberto Degiuli
Resp. Centro di Tipizzazione HLA- A.O. Lodi
C O NO SC ERE PER DO NARE
UN BACINO PER ADMO
Per la donazione di midollo osseo è stabilito un
limite di età, oltre il quale le probabilità di riuscita
di un trapianto calano sensibilmente; ciò significa
che, fosse anche solo per mantenere l’attuale
numero di donatori, è necessario averne ogni anno
un numero non indifferente di nuovi.
Se poi si pensa che le probabilità di trovare un
donatore compatibile sono ovviamente maggiori
con l’aumentare dei potenziali donatori, si capisce
che è essenziale fare ogni sforzo per creare
sensibilità e per raccogliere adesioni.
Nel 2004 il Centro Donatori di Lodi LO01 ha
continuato la propria attività, effettuando 84
nuove iscrizioni di donatori, 84 tipizzazioni di II°
livello e 28 di III° livello; complessivamente, dal
1998, il Centro ha effettuato 1902 nuove
iscrizioni, 464 tipizzazioni di II° livello e 70 di
III° livello; i donatori noti sul nostro territorio
sono 25.
Il numero di donatori richiamati per il II° e III°
livello è più che positivo, mentre è preoccupante il
basso numero di nuove iscrizioni, assolutamente
insufficienti a rimpiazzare coloro che raggiungono
il limite di età per la donazione.
Il donatore di midollo osseo offre la propria
disponibilità, nel caso raro di compatibilità con un
paziente, a sottoporsi al prelievo che, seppur
fastidioso, non comporta alcuna conseguenza per
la salute. La sua disponibilità, gratuita e anonima,
non ha limiti geografici; egli viene, infatti, a far
parte dell'insieme dei donatori di tutto il mondo.
Il donatore di midollo osseo, una volta chiamato a
rispondere della propria disponibilità, ha la
consapevolezza di poter contribuire al tentativo di
salvare la vita di un individuo ben preciso, spesso
di un bambino, e di essere, il più delle volte, l’unico
al mondo che potrebbe farlo.
E’ essenziale che i giovani capiscano l’importanza di
tutto ciò e si offrano, numerosi e convinti di ciò
che fanno, per diventare donatori.
AAS 2005
MAI ABBASSARE LA GUARDIA ! ! !
5
AAS 2005
P R O G ET T O C ER NO B Y L
LA PRIMA VOLTA
6
L’idea di ospitare un bambino bielorusso mi
frullava nel capo già da qualche anno; conoscevo
una signora che ne ospitava uno tutti gli anni, ma
l’aspirazione rimaneva in un angolino: mi sembrava
un impegno troppo grande, temevo di non essere
all’altezza, vista anche la nostra non più verde età.
Poi, nell’estate del 2003, provai a parlarne con mio
marito: lo trovai subito d’accordo! In autunno
prendemmo contatto con l’Associazione che opera
a Codogno; andai ad una riunione e mi sentii
toccata dai racconti dei
partecipanti,
dalla
d oc um e nta z i o ne
s ul l e
conseguenze dell’esplosione
della centrale nucleare di
Cernobyl nell’86.
Insomma,
confermai
ult eri ormente
il
mi o
proposito. Capii, peraltro,
che non potevo appoggiarmi
all’organizzazione
di
Codogno, vista la distanza,
e presi contatto, d’intesa
con mio marito, con
l’Associazione “ Amici di
Serena” di Lodi.
Prime
r i u n i o ni :
che
entusiasmo da parte degli
orga ni z za t ori
e
c he
programma concreto e ben delineato!
Optammo per l’ospitalità di una bambina, visto
che, essendo nonna di due bimbe ed essendo
cresciuta in un famiglia di donne, la cosa mi
sembrava più facile.
Ne parlammo con nostro figlio Andrea e lo
trovammo d’accordo. Ci fu un breve corso per
imparare qualche frase in russo: i nostri sforzi
sono serviti soprattutto a farci consultare
continuamente il frasario che ci è stato fornito
con risultati molto spesso esilaranti per la
difficoltà della pronuncia!
Il 30 Agosto, di mattina presto, un po’ trepidanti,
ci trovammo insieme ad altri genitori sul piazzale
in attesa dell’arrivo del pullman: ne scese un
gruppo di bambini; bei bambini quasi tutti biondi,
con faccette stanche e un po’ timorosi di quanto li
aspettava.
Riconobbi la “nostra” bambina, Cristina, dalla
fotografia che ci era stata fornita: sembrava un
pulcino spennacchiato. Mi avvicinai, e nel farle una
carezza ebbi in cambio un piccolo sorriso!
Il mese iniziò così: è stato
un susseguirsi di impegni
c reat i
ma gi stralm ente
dall’Associazione; giornate
piene per i bambini e per
noi, soprattutto dopo le
17.30 quando tornavano a
casa dai vari impegni
quotidiani.
Giochi in giardino col nostro
cane, e mio figlio Andrea,
magicamente
ritornato
ragazzo allegro con lei,
feste e buonumore: tante
risate in una casa ormai
tranquilla, e giochi con le
carte, scacchi e computer.
La piccola Cristina era un
prodigio di intelligenza e di
prontezza nell’imparare !
Da allora l’amicizia continua con lettere da parte
di Cristina e della sua mamma e da parte nostra . .
. e brevissime telefonate forzatamente sintetiche
data la difficoltà della lingua.
E’ stata un’esperienza straordinaria: molto
positiva, non solo per la piccola bielorussa, ma
anche per tutti noi, resa possibile da una perfetta
organizzazione da parte degli “ Amici di Serena” e
da una partecipe collaborazione della mia famiglia.
Rosalba
In dieci anni,
con il supporto
dell’Associazione Amici di Serena,
148 famiglie hanno generosamente ospitato,
a Lodi ed in 20 altri Comuni del Lodigiano,
284 bambini e ragazzi,
dei quali 48 operati per tumore alla tiroide,
con 26 accompagnatrici ed accompagnatori.
Come tutti gli anni a Lodi, nel mese di Settembre,
si è svolta la manifestazione del “Palio dei Rioni”,
ma questa volta c’era una grande novità: la partecipazione alla “corsa dei puledrin”dei Bambini di
Cernobyl provenienti dalla zona di Dobrush.
La formazione bielorussa era facilmente riconoscibile, non solo per le maglie gialle con la bandiera nazionale, ma soprattutto per le caratteristiche fisiche dei bambini: biondi e chiari di carnagione. Il fantino, il più piccolo di tutti, aveva una
maglia larghissima ed un caschetto che gli cadeva
a pennello; gli altri compagni di squadra, che spingevano il “puledrin”, erano diversi ragazzetti, dai
dieci ai dodici anni, agili e veloci nella corsa. Insomma, sulla carta i nostri amici si potevano ritenere tra i favoriti (questa è sicuramente un’opinione di parte).
Quando sono stati chiamati a presentarsi al pubblico di Lodi erano orgogliosi di gridare il loro
nome per farsi conoscere. Iniziata la corsa, i bimbi si sono cimentati con tanta energia, anche se il
puledrin non voleva saperne di correre nella direzione prestabilita. Alla fine, tra una curva larga
ed una stretta, la squadra dell’est è riuscita a
tagliare il traguardo, tra l’entusiasmo divertito e
gli applausi del pubblico di Lodi. A gara conclusa, i
ragazzini hanno conquistato una meritata medaglia, fieri di portarla in Bielorussia.
E’ stata una bella giornata per tutti, anche per noi
famiglie ospitanti, che facevamo il tifo come se
fosse proprio la nostra squadra del cuore.
FORZA DOBRUSH, VI ASPETTIAMO PER LA
CORSA DEI PULEDRIN DEL 2005 !!!!
Paola e Roberto
P R O G ET T O C ER NO B Y L
DOBRUSH, RIONE DI LODI
Per noi è abbastanza ovvio pensare che un
bambino bielorusso non abbia mai visto il mare,
meno ovvio pensare che non abbia mai visto una
montagna; eppure è così: il paesaggio bielorusso è
fatto di pianure e colline, il cui punto più alto
raggiunge la quota di 350 m.
Ormai la televisione ha reso tutto ovvio e
scontato, anche in Bielorussia, e nessun bambino
lancia più un urlo quando vede il mare per la prima
volta, anche se si capisce che un po’ di sgomento
c’è.
L’approccio con la montagna è più progressivo, si
comincia a vederla prima da lontano, poi man mano
più da vicino, e quando si pongono i piedi sul
sentiero ci si è quasi abituati; mentre al mare il
rapporto con l’acqua, per chi non sa nuotare, è più
difficile e pericoloso, qui tutti possono “sfidare”
la salita, mettersi in prima posizione, andare
avanti, e non è facile tenere un po’ di ordine in
testa al gruppo; c’è chi anche si mette in coda e
mugugna, ma non è mai una cosa tragica.
Fra gli appuntamenti tradizionali di settembre c’è
quindi la gita in montagna, con il supporto
indispensabile di alcuni Soci del Club Alpino
Italiano che non solo trovano una meta adeguata
e ci accompagnano, ma anche organizzano “giochi”
che hanno sempre un enorme successo: una breve
scalata con tanto di imbragatura, fune di
sicurezza e caschetto, un ponte di corda, ecc.; e
quando è il momento di tornare a valle bisogna
insistere, e non poco, perchè la fila in attesa per
la scalata o per il ponte è sempre lunga.
Siamo grati a queste persone, che già nel corso di
tutto l’anno diffondono l’amore per la montagna
fra i nostri ragazzi dell’Alpinismo Giovanile ed a
settembre ci offrono anche per un supplemento
“bielorusso”.
Giorgio
AAS 2005
LA MONTAGNA, QUESTA SCONOSCIUTA
7
AAS 2005
P R O G ET T O C ER NO B Y L
ANIMATORI ALLA PROVA DEL FUOCO
8
Il
nostro
Istituto
(Istituto
Professionale “Luigi Einaudi” di Lodi)
non aveva mai fatto partecipare ad
un’esperienza così significativa i suoi
allievi.
L’esperienza alla quale ci
riferiamo è il “Progetto Cernobyl”
dell’Associazione Amici di Serena.
Anche se eravamo solamente in terza
superiore, i nostri professori ci hanno
voluto
mettere
alla
prova
proponendoci di seguire i bambini,
durante tutto il mese di settembre,
nelle varie strutture di Lodi e
dintorni
che
hanno
aderito
all’iniziativa e trascorrendo con loro
la settimana di soggiorno al mare
animando le loro giornate con giochi e passatempi.
Al mare sono andati Giuseppe e Jessica che
ritengono, anche a distanza di tempo, che questa
esperienza sia stata molto significativa ed abbia
permesso loro di misurarsi di fronte ad una
situazione reale; all’inizio erano impauriti, perchè
avevano
constatato
quanto
sia
difficile
intrattenere persone di cui non si conosce la
lingua, ma poi, grazie all’aiuto prezioso
dell’interprete Yulia, sono riusciti a far emergere
le proprie capacità.
A Lodi si sono alternate Maria Gloria, Elisa,
Debora, Aurora, Laura, Antonia, Serena, Selena,
Pamela, Miriam, Ambra, Marta e Gloria: tutte
dicono di aver avuto inizialmente paura, ma poi,
con lo spirito di gruppo e l’aiuto dell’interprete, le
paure
si
sono
calmate
e
l’esperienza
dell’animazione è stata splendida.
Ci auguriamo veramente che i
bambini di Cernobyl si siano trovati
come a casa loro, grazie anche al
nostro
contributo;
noi,
come
animatori, abbiamo cercato di fare
del nostro meglio.
Vorremmo porgere i nostri più
sentiti e sinceri ringraziamenti
all’Associazione ed a quanti operano
per l’ospitalità dei bambini, perchè
questa esperienza ci ha permesso di
capire e conoscere realtà lontane da
noi
ed
il
vero
significato
dell’animazione
con
persone
“speciali”.
Siamo pronti a ripetere anche nel
2005
questa
collaborazione,
all’insegna della solidarietà, del
divertimento e dell’allegria.
La classe 4° ASS
Il corso “Servizi Sociali” dell’Istituto Einaudi forma, attraverso un triennio di qualifica ed un successivo
biennio post-qualifica, operatori e tecnici dei servizi sociali, dotati di specifiche competenze
professionali per l’inserimento nelle strutture sociali operanti sul territorio, dove essi intervengono a
sostegno di giovani e di anziani, di singoli individui e di famiglie.
La collaborazione fra l’Istituto a l’Associazione, regolamentata da un’apposita Convenzione, è iniziata nel
mese di aprile 2004, con incontri fra l’Associazione e gli studenti interessati; successivamente si sono
tenute alcune lezioni sui rudimenti della lingua russa ed incontri per spiegare l’iniziativa di ospitalità.
Giunti a Lodi siamo rimasti subito colpiti dalla
spontaneità con la quale siamo stati accolti, dalla
simpatica frenesia di coloro che ci hanno
immediatamente coinvolto nell’attività facendoci
sentire parte del gruppo.
Non staremo qua a parlare di quanto è stato bello
essere coinvolti in prima persona nel Progetto
Cernobyl, di quanto ci abbia arricchito aver
trascorso quasi un mese a fianco di quei bambini .
. . ma ciò che ora ci pungola maggiormente la
coscienza sono riflessioni diverse, forse legate di
più a certe nostre paure, a certi dubbi che, nati
in sordina, sono poi diventati il cardine dei nostri
pensieri.
Cosa rimarrà ai quei bambini dei trenta giorni
trascorsi qui?
Quale messaggio siamo riusciti a far arrivare a
loro? Questa esperienza in Italia riuscirà a
trasmettere loro un messaggio positivo, di fiducia
nel futuro, oppure l’essere stati catapultati in un
qualsiasi angolo dell’opulento occidente, rischia
invece di acuire le loro problematiche, e di far
travisare quello che invece si auspicava giungesse
loro? Siamo riusciti a infondere sicurezza e
serenità? A far capire che non sono soli, che ci
sono persone che hanno a cuore il loro futuro?
E’ questo ciò di cui hanno bisogno, non di
conoscere un’Italia vuota di valori ma piena di
regali . . . una specie di “paese della cuccagna” . . .
Ovviamente le difficoltà linguistiche acuiscono
queste incomprensioni, ma noi dobbiamo far di
tutto per ascoltare e rispondere solo ai veri
bisogni di questi piccoli: solo così potremo dire di
aver trasmesso un messaggio umano di solidarietà
e speranza.
Chiara e Michele
LA FUGA
Un Paese non viene impoverito solo per la fuga
fisica dei suoi abitanti, ma, ancora di più, quando
coloro che restano si pongono dei modelli di vita
estranei, che non potranno mai realizzare, invece
di agire nel proprio contesto per il miglioramento
delle proprie condizioni.
In Bielorussia il bambino vive in un ambiente nel
quale è forte la disgregazione sociale e quindi si
perde la capacità di trasmettere i valori
tradizionali; quando arriva in Italia rimane
affascinato da quello che gli appare come un
mondo di favola, visto solo nelle pubblicità
televisive.
L’ostacolo della lingua impedisce sia di avere un
rapporto chiaro e diretto con il bambino, sia di
comprendere come le accompagnatrici lo mettono
in relazione con il mondo in cui si trova.
Ed allora è forte il rischio che il bambino si porti a
casa l’impressione che esista un Paese dove tutto
è facile, dove tutto si può avere, si porti a casa,
insomma, il germe di un desiderio di fuga che
potrebbe in un domani farne un disadattato nel
proprio Paese.
L’ospitalità, così come è condotta da moltissimi
gruppi, noi inclusi, dedica una forte attenzione a
questo problema; ci si rende tuttavia conto che è
indispensabile che le nostre azioni di aiuto vengano
concretizzate in loco e con un forte contributo
locale, dando attenzione anche alla conservazione
dei valori tradizionali, importante elemento di
aggregazione sociale.
Giorgio
AAS 2005
Nell’intricato panorama di associazioni di
volontariato, onlus, ong e affini, orientarsi non è
affatto scontato, né semplice. Ce ne siamo resi
conto la scorsa primavera ed estate, dopo aver di
comune accordo pensato che sarebbe stato
proprio bello riuscire ad impiegare un po’ del
nostro tempo libero in qualcosa di utile per gli
altri, a partecipare ad un progetto a noi
accessibile senza dover attraversare oceani . .
.Tra chi richiedeva procedure di selezione al
limite della fobia, tra chi neanche rispondeva, alla
fine ci siamo imbattuti nel sito degli Amici di
Serena, e leggendo tra le iniziative ci siamo
appassionati a questa associazione, e abbiamo
deciso di tentare.
P R O G ET T O C ER NO B Y L
E DOMANI ?
9
AAS 2005
P R O G ET T O C ER NO B Y L
UNA RICERCA COINVOLGENTE
10
Un giorno, il mio insegnante di canto mi diede da
studiare tre o quattro canzoni, avvisandomi che
avremmo dovuto cantarle, insieme ai bambini
bielorussi, la settimana successiva, in piazza
Duomo a Lodi, in occasione della fiaccolata
organizzata dall’Associazione Amici di Serena.
In realtà avevo notato che una delle mie amiche,
una volta all’anno, ospitava un bambino della
Bielorussia per circa un mese, ma non mi ero mai
preoccupata delle motivazioni che spingevano la
sua famiglia a farlo.
Decisi di collegare l’argomento che avevo scelto
per la mia tesina di maturità (l’affido) con
l’Associazione che aveva organizzato quella
magnifica serata.
Mi misi in contatto con Annalisa che,
cordialmente, mi aiutò sia a ritrovare il materiale
utile per ciò che mi serviva sia a comprendere i
gravi problemi che affliggono i bambini bielorussi
dopo l’esplosione di Chernobyl.
Naturalmente la mia ricerca mi aiutò molto ad
avvicinarmi al problema ed anche ad aprirmi il
cuore: mentre lavoravo, riflettevo; mi rincuorava
il pensiero delle persone che fanno sacrifici per
aiutare i poveri bambini ad evitare o a superare
gravi malattie.
Vedere quei ragazzini sorridere e divertirsi
mentre cantavano con noi mi faceva sentire ad un
metro da terra perché sapevo che, anche solo per
qualche minuto, avevo contribuito alla loro gioia.
Devo ammettere che inizialmente le motivazioni
che mi avevano spinto a costruire la mia ricerca
attorno all’Associazione “Amici di Serena” erano
abbastanza banali, perchè mi serviva “solo per
l’esame di stato”; poi, man a mano che la mia
tesina aumentava di volume, anche le mie
conoscenze crescevano di pari passo, e con loro la
voglia di saperne sempre di più; guardavo le foto,
leggevo articoli scritti sul Cittadino o su altri
giornali, osservavo i programmi ed intanto pensavo
a quanto queste persone si impegnano per aiutare
il prossimo in difficoltà.
A quel punto il mio scopo non era più concludere la
ricerca, ma ampliarla, andare sempre più nei
particolari perché non volevo, terminandola, far
cessare anche il mio interesse nei confronti di
tutto ciò che ne faceva parte.
Ora come ora non so cosa mi riserverà il futuro,
potrei diventare un’animatrice per i bambini in
difficoltà oppure occuparmi di faccende
totalmente differenti, comunque so che questo
anno, passato informandomi su un’Associazione
tanto benevola, mi ha aiutato a crescere e a
rendermi conto di quanto la mia infanzia sia stata
felice rispetto a quella di altri bambini che
convivono ogni giorno con malattie, rischi e
povertà.
Alice
Ecco, allora, l’idea di rivolgersi alla comunità
lodigiana, già in passato chiamata ad appelli di
solidarietà, con una richiesta di aiuto.
Da Ossago, dai comuni limitrofi, da tutto il
lodigiano, in poco tempo, sono sorte innumerevoli
iniziative spontanee, che nel giro di poche
settimane hanno permesso di raccogliere i fondi
necessari per volare a New York e realizzare il
sogno di far guarire Dafne. Un sogno, che non era
più solamente dei suoi famigliari, ma di tutta la
comunità
lodigiana;
una
comunità
che
all’occorrenza sa sempre dare prova di generosità,
coraggio ed altruismo; una comunità, per
sensibilità ed attenzione, alla quale attribuirei la
definizione di “cittadella della solidarietà”. Dafne,
adesso, ne è diventata il simbolo, l’emblema, per
tutti i bambini con problemi di salute, e per tutti
coloro che s’impegnano per promuovere la salute
dei fanciulli.
Natale
AIUTOOO !
- Aiutoooo ! - Quante madri vorrebbero gridare
questa richiesta per il proprio figlio ammalato in
modo grave. Il pudore, ed anche a volte i sensi di
colpa, impediscono ciò; ed il dramma si consuma in
famiglia tra mille difficoltà e problemi.
Oggi esistono
sul territorio
molte
Associazioni che si
occupano
di
assistere ammalati, di sollevare la famiglia, che ha
già molti problemi, da qualche incombenza.
La nostra Associazione negli
anni si è indirizzata ad aiutare i bambini ammalati
di leucemia e di tumori in genere, rimanendo vicina
alla famiglia ed occupandosi del trasporto del paziente nei luoghi di cura. Inoltre, quando ci viene
richiesto, siamo in grado di dare consigli e supporto per i problemi relativi alla leucemia.
Abbiamo una rete di volontari, a cui va la nostra
infinita gratitudine, che è disponibile, tutti i giorni, per trasportare i bambini nei vari ospedali, pre-
valentemente al San Gerardo di Monza ed al San
Matteo di Pavia. Fino all’anno scorso il servizio
veniva effettuato con le autovetture dei volontari,
che si assumevano tutti i rischi del caso; da quest’anno una gradita sorpresa: un’impresa di Lodi, la
CENTREDIL,
ci ha donato
un’autovettura
adatta al trasporto dei ragazzi, che vedete in foto.
Alla CENTREDIL ed ai suoi
clienti
che
hanno permesso questo regalo, un sentito ringraziamento da tutti
gli Amici di Serena e dai piccoli pazienti fruitori
del servizio; un grazie anche all’Agenzia INA Assitalia di Marco Cortellazzi, che ci ha donato un anno di assicurazione.
Il trasporto di bambini nel 2004 ha coinvolto
13 volontari, che hanno compiuto 160 viaggi,
percorrendo oltre 13.000 km
AAS 2005
Chi non conosce la storia di questa bimba? Chi non
ha contribuito con un gesto, una sottoscrizione,
un’iniziativa alla richiesta di aiuto dei suoi
genitori? Credo che oramai tutti, nel lodigiano ed
oltre, siano partecipi della vicenda di Dafne, della
sua malattia, dei suoi interventi chirurgici al
Medical Center di New York e del suo felice
ritorno.
Certo che all’inizio nessuno poteva prevedere
l’esito finale di questa storia!
M’immagino il dramma che si sono trovati ad
affrontare i genitori di Dafne: la bimba aveva
bisogno di essere operata al cervello il più presto
possibile per una sclerosi tuberosa che metteva a
rischio la sua vita ed in Italia non c’era un
ospedale che garantisse la buona riuscita
dell’intervento. L’unica soluzione era rivolgersi
all’estero, in America, ma servivano 250.000
dollari, una cifra che nemmeno ipotecando la loro
casa sarebbero riusciti a raccogliere.
PRO G ET T O B AMBI NO MAL AT O
DAFNE, UN SIMBOLO
11
AAS 2005
PRO G ET T O HU MU S
FACCIAMO IL PUNTO
12
Come noto, il progetto si divide in due settori:
agronomico e sociopedagogico; a che punto sono
arrivati?
Nella primavera del 2004 sono giunti in Italia a
Imola presso l’Istituto Sperimentale Mario
Neri due agronomi bielorussi per uno stage di
aggiornamento professionale durato tre settimane.
La serra pilota che si trova presso l’Istituto
Nii Radiologhi a Gomel ha raggiunto il suo scopo: il primo esperimento di produzione di verdura non contaminata utilizzando le tecniche
del ”fuori suolo” è terminato alla fine di settembre 2004. In un mese e mezzo sono stati
raccolti
350
Kg. di cetrioli
utilizzando la
tecnica
del
“substrato”
con l’idrocomputer e 25 kg.,
fra prezzemolo
ed
insalata,
utilizzando la
tecnica
del
“floating
system”. Ora
continuerà la
sua
funzione
come
centro
didattico
e
sperimentale per l’esecuzione di stage e di tirocinio pratico per gli agronomi locali.
Si è dato avvio al progetto esecutivo per la
realizzazione della serra di 2.000 metri quadrati a Dubovy Log.
Il corso scolastico sulla radioprotezione, già
effettuato nel villaggio di Dubovy Log, è stato
riproposto nel villaggio di Sivitsa, provincia di
Volozhin. Il Ministero della Pubblica Istruzione della Bielorussia sta valutando la possibilità
di estendere questa esperienza, inserendola
nella programmazione ufficiale degli istituti
scolastici delle zone contaminate.
Nella provincia di Chechersk verranno distribuite 5.000 copie dell’opuscolo, già realizzato
per gli abitanti di Dubovy Log, dal titolo:
”Raccomandazioni per la gestione in sicurezza
della vita in condizioni di contaminazione radioattiva”.
Insieme a queste iniziative dirette sul progetto,
sono stati avviati anche interventi miranti a far
conoscere maggiormente i problemi e le azioni che
si intendono avviare per affrontarli:
E’ stata portata in Italia
dalla Bielorussia, grazie al contributo degli
“Amici di Serena”, la mostra di artisti locali
“26 Aprile” sui segni che la radioattività ha
lasciato negli animi delle persone. Questa mostra è circolata in parecchie città italiane ed è
stata inaugurata a Torino il 26 marzo 2004 alla
presenza di numerose personalità politiche,
bielorusse e del volontariato; per gli Amici di
Serena erano presenti Natale e Maristella.
Grazie al sodalizio col Circolo
Gaia di Legambiente Torino, è stato
realizzato un convoglio umanitario
con farmaci alla
volta dell’ospedale
di Dobrush e dei
FAP
territoriali
della provincia di
Dobrush (fra cui
Dubovy Log). Sono
stati
consegnati
363 colli di farmaci (fra cui 1.440
flaconi per fleboclisi, 2.000 confezioni di antinfiammatori, ecc.)
e presidi (fra cui 10.000 deflussori) per un peso complessivo di 24 quintali ed un valore di
30.000 euro.
Con l’Associazione “Il Cavallo Bianco” di Roma
si è avviata una collaborazione per un progetto,
nell’orfanotrofio (Internat) bielorusso di Begoml, tendente a creare percorsi di autonomie
ed imprenditorialità giovanile verso la deistituzionalizzazione manicomiale e l’integrazione
sociale e culturale (parte dei bambini dell’internato di Begoml sono classificati come
“oligofrenici”).
Il lavoro svolto comprende anche il continuo aggiornamento
del
Sito
Internet
www.progettohumus.it che nel 2004, con oltre
50.000 visite e più di 1.800.000 accessi e l’invio di
newsletter ad oltre 7.500 indirizzi, ha permesso
una più ampia divulgazione del messaggio del Progetto.
Ora speriamo di raccogliere quanto seminato!
Daniele
problemi scarseggiano (non ci sono psicologipedagoghi) e spesso i bambini quando e se
ritornano in famiglia, ritrovano gli stessi problemi
di quando sono stati allontanati.
Il nostro progetto vuole aiutare la provincia di
Dobrusch a risolvere (almeno in parte) questi
problemi. Aiuteremo
anche materialmente
il Priut provinciale di
Lagugnì
e
di
conseguenza
i
bambini
che
vi
vengono
ospitati,
pagheremo
lo
stipendio
a
due
psicologi-pedagoghi
che
dovranno
monitorare
la
provincia per trovare
e capire le varie
emergenze famigliari
ma
anche
per
trovare
“famiglie
bene” disposte ad
ospitare
temporaneamente
bambini in difficoltà
e così diffondere
nella provincia la
cultura
dell’affido
famigliare che ora
non esiste.
Dal settembre 2004
queste due persone
lavorano
per
il
progetto
ed
il
prossimo aprile una
nostra delegazione si
recherà a Dobrusch
per capire e controllare il “lavoro fatto” e per
cercare di risolvere qualche problema sorto nella
svolgimento del progetto stesso.
Vorremmo anche trovare altri ambiti di
intervento, magari con l’aiuto di altri Comitati che
ospitano bambini da Dobrusch e che saranno con
noi in Bielorussia. Ma questo è il futuro: al
presente posso dire che si è aperto un conto
corrente a Dobrusch dove verseremo i fondi man
mano che il progetto andrà avanti. Laggiù contano
molto su di noi: le idee che portiamo e che
abbiamo in testa sono molte, speriamo di poterle
realizzare tutte.
Gigi.
AAS 2005
L’anno scorso, più o meno di questi tempi, ha
mosso i primi passi nella provincia di Dobrusch
(Bielorussia) il Progetto Tizzi. Dopo 2, 3 anni di
preparativi, scambi di idee, riunioni, telefonate
varie, quell’idea nata dalla sensibilità di alcune
persone della nostra associazione ha preso corpo:
è diventata realtà.
Con l’aiuto decisivo
dell’Erbolario, una
delegazione
degli
“Amici di Serena” si
è recata a Dobrusch
e ha donato a
questa
provincia
della
Bielorussia
(tra
le
più
contaminate
della
reazione
della
disgrazia
di
Cernobyl)
aiuti
umanitari ed uno
Scuolabus.
La consegna del
pulmino e la firma
della
convenzione
per regolarne l’uso è
stato praticamente
l’inizio operativo del
nostro impegno a
Dobrusch. Impegno
concretizzato
nel
dicembre
scorso
con la firma vera e
propria
del
progetto.
Come
associazione siamo
molto
legati
a
questa
provincia
Bielorussa: da lì
provengono i bambini che ospitiamo a settembre, lì
vive anche la nostra ormai carissima amica
Ludmilla ed è stata proprio lei a darci l’input per
iniziare il nostro progetto.
A Dobrusch e provincia, come del resto in tutta la
Bielorussia, c’è “l’emergenza famiglie”. Nella
campagna ma anche nelle città c’è tanta gente
povera, senza lavoro, alcolizzata e depressa. A
farne le spese sono soprattutto i più deboli: i
bambini. Molti vengono allontanati dalle famiglie e
ospitati in strutture temporanee (Priut, casa di
prima accoglienza) oppure mandati in orfanotrofi,
di cui purtroppo in Bielorussia è piena.
Le
strutture statali che vengono incontro a questi
PRO G ET T O T I ZZI
E’ IN MARCIA
13
AAS 2005
O L T R E L ’ O SPIT AL I T A’
I PROGETTI DI LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’
14
L’Associazione Amici di Serena si è sempre appoggiata a Legambiente Solidarietà, di cui condivide
le scelte, per organizzare l’accoglienza dei
“Bambini di Cernobyl”; in questo modo ha potuto
conoscere, e quando possibile condividere, i vari
Progetti che Legambiente Solidarietà ha avviato
nel tempo per trasferire in loco la propria azione
di aiuto verso la popolazione bielorussa ed in
particolare verso i bambini.
Oltre al Progetto Humus
ed al nostro Progetto
Tizzi, in cui diamo ampio
aggiornamento su queste
pagine,
Legambiente
Solidarietà è presente
con altri progetti; tutti
hanno in comune la condivisione ed il coinvolgimento delle istituzioni locali compresa l’organizzazione e la gestione attraverso protocolli d’intesa
che stabiliscono in modo chiaro compiti e responsabilità.
Progetto FAP: ha lo scopo di fornire medicinali di
base ai punti medici di numerosi villaggi della provincia di Cecersk; infatti in generale è disponibile
almeno un infermiere che può far funzionare il
punto medico del villaggio per un paio di giorni alla
settimana, mentre mancano i medicinali ed i materiali fondamentali; le liste
del materiale necessario
vengono preparate in collaborazione con il primario
dell’ospedale di Cecersk e
l’acquisto viene effettuato sul mercato locale.
Progetto Rugiada: è nato
per ospitare localmente in
una struttura situata in
area non radioattiva i
bambini che abitano in
aree contaminate, ma non
possono uscire dalla Bielorussia in quanto privi di cittadinanza e quindi di
passaporto; sono i bambini di famiglie che sono
entrate illegalmente in Bielorussia arrivando dalle
aree più disastrate dell’ex Unione Sovietica e si
sono installate nelle zone ad alta radioattività
sgomberate dopo la catastrofe di Cernobyl.
Progetto Cigno: si può dire che è la continuazione
del Progetto Rugiada; esso prevede la ristrutturazione di un sanatorio in zona non contaminata della
provincia di Osipovici, nella Regione di Moghilev.
Oggi la struttura è gestita dalle autorità sanitarie
regionali, ospita dai 30 ai 40 bambini ogni mese e,
come tanti centri di risanamento bielorussi, rischia di essere chiusa entro la fine del 2005 per
mancanza di fondi per lavori di ristrutturazione
non più procrastinabili. Attraverso il recupero
degli immobili e l’ampliamento degli stessi il Progetto Cigno si pone l’obiettivo di continuare ad
accogliere i bambini, garantendo, per quanto riguarda
l’abbattimento
delle sostanze radioattive, gli stessi benefici di
un soggiorno all’estero. A
lavori completati, Legambiente Solidarietà sarà
impegnata nella gestione
della struttura attraverso l’impiego di personale
locale.
Progetto Vetka: è nato l’anno scorso per dare
supporto ed assistenza all’ospedale di Vetka, particolarmente per quanto riguardava attrezzature
e materiali per cure dentistiche. L’impianto dentistico comprato in Bielorussia, dopo l’adeguamento
dei locali, è perfettamente operativo; il primario
ha richiesto la fornitura di un apparato per le cure
dentarie portatile, per i bambini dei villaggi rurali
che hanno difficoltà a
raggiungere l’ospedale.
Progetto Bronnitsa: riguarda la ristrutturazione
degli
impianti sanitari
della Scuola di Bronnitsa,
provincia
di
BudaKosheljovo. Questo intervento ha fatto sì che la
scuola non venisse chiusa
ed è stato seguito prevalentemente dal Comitato
Cernobyl di Mariano Comense; si vorrebbe estenderlo ad altre scuole.
Interventi in Russia: sono allo studio interventi
nella provincia di Novozybkov dove esistono ampie
zone contaminate da cui la maggior parte dei bambini non è mai uscita; il problema immediato è
rafforzare i rapporti di partnerariato con l’associazione russa “Druzhbà”, dotandola di strumenti
informatici per facilitarle l’operatività e la selezione dei bambini per i soggiorni in Italia.
AAS 2005
Dal 18 al 23 maggio 2004 a Lodi ed in altri 4
comuni del Lodigiano (Casalpusterlengo, Codogno,
Lodivecchio e Borghetto Lodigiano) si è tenuta la
3° edizione dei “Laus Open Games”, meeting
sportivi nazionali ed internazionali ad inviti
riservati ad atleti disabili mentali. Hanno
partecipato all’evento 145 atleti provenienti da
diverse regioni italiane (Veneto, Friuli, Sicilia,
Sardegna, Lombardia) e da due paesi europei
(Slovenia e Svizzera) oltre che, naturalmente, dal
Lodigiano.
E’ stata una grande settimana di sport che ha
visto la realizzazione di tornei di bocce, tennis e
di un grande meeting di atletica leggera. Ma, oltre
alla parte sportiva, due sono stati gli elementi
importanti e positivi che hanno
contraddistinto l’iniziativa:
l’organizzazione dell’evento, in
tutte le sue fasi, è stata
condivisa da
un numero
altissimo
di
realtà
istituzionali, sociali, sportive
del
Lodigiano;
dall’Amministrazione
Provinciale ai diversi Comuni
ospiti della manifestazione,
dall’Azienda Sanitaria locale
all’Azienda Ospedaliera, dal
LAUSVOL
ad
alcune
cooperative sociali e comunità
di recupero, dalla UISP alla
croce Rossa ed alla Protezione
Civile, tutti hanno dato il loro
contributo
concreto
alla
riuscita dell’iniziativa
tutte le delegazioni sono state
ospitate, gratuitamente, presso famiglie del
territorio o presso strutture messe a
disposizione
per
l’occasione
(reparti
ospedalieri,
foresteria dell’Osservatorio
Astronomico, Comunità di recupero, oratori,
colonie), decine di persone si sono
preoccupate di organizzare colazioni, pranzi
e cene e di partecipare al trasporto degli
atleti e degli accompagnatori. Inoltre, ogni
comune ospite ha organizzato una serata di
festa per gli atleti e di incontro con la
comunità locale. Una grande dimostrazione di
affetto e di sensibilità della comunità
lodigiana in tutte le sue espressioni!!!
Anche l’Associazione Amici di Serena ha
collaborato all’iniziativa, soprattutto per quanto
riguardava il reclutamento delle famiglie, infatti,
sono stati 14 i nuclei familiari di diversi comuni
del Lodigiano che hanno ospitato uno o più atleti
per l’intera settimana di gare.
E’ stata per tutti, salvo qualche legittima
preoccupazione iniziale, una bellissima esperienza
che ha fatto nascere tanti rapporti di amicizia
tra i ragazzi e le famiglie coinvolte.
Alla luce di questo primo, importante risultato si
pensa di sviluppare ulteriormente il discorso
dell’ospitalità presso famiglie in occasione
dell’edizione 2005 dei “Laus Open Games” che si
terranno dal 2 al 8 maggio prossimi. Sarà un
nuovo, grande appuntamento di sport, festa ed
amicizia.
Alessandra e Claudio
O L T R E L ’ O SPIT AL I T A’
LAUS OPEN GAMES
15
AAS 2005
SO LI DARI ET A’
REGALATI UNA STELLA
16
Sicuramente l’enorme successo di “Regalati una
stella” è dovuto alla vincente unione di sport,
solidarietà e musica che quest’iniziativa ha
proposto alla città di Lodi.
Il 19 Settembre in Piazza Duomo hanno suonato e
cantato, sul palco di Radio
Italia, diciassette grandi
nomi della musica italiana
che hanno potuto soddisfare
un pubblico eterogeneo dal
punto di vista sia dell’età, sia
dei gusti musicali: i classici
Pooh e Ron, il pop-rock del
cantautore
politicamente
impegnato Edoardo Bennato
e il pop leggero delle nuove
proposte come Luca DiRisio,
Simone e Helena.
Tra
le
altre
stelle
(presentate da Roberto da
Crema “Il Baffo” e da
Fiorella Felissati) ricordiamo
anche Db Boulevard, i
Ragazzi
Italiani,
Zero
Assoluto.
La componente sportiva di
questo
grande
evento
(trasmesso da Video Italia solo musica italiana in
differita su Sky e in diretta radiofonica da Radio
Italia s.m.i ) ha dato la possibilità alla squadra di
pallavolo femminile Pulcher Volley di presentarsi
alla città di Lodi; le disavventure successive della
Pulcher nulla tolgono al valore di questa serata.
L’intuizione dei dirigenti della società sportiva, in
particolare del suo presidente Fernando Du Chene
de Vere, era straordinaria: parlare di solidarietà
in un momento di festa collettiva.
L’aspetto solidale dell’iniziativa ha permesso di
devolvere all’Associazione Amici di Serena le
offerte ricavate tramite gli sponsor, i punti di
raccolta posizionati ai quattro angoli della piazza
e gli SMS inviati dai cellulari TIM: le offerte
sono anche arrivate in differita, quando lo
spettacolo è stato trasmesso sul circuito
satellitare, ed è singolare questo concorso
silenzioso, da più parti d’Italia, in nome del
sostegno al bambino ammalato, che era il fine
della serata benefica!
Erano in cinquemila (o forse più) a riempire la
Piazza del Duomo . . . questo può bastare a farci
capire come sia stata accolta e apprezzata
“Regalati una stella” dai cittadini lodigiani.
Insomma, Lodi ha dato tanto a quest’iniziativa del
tutto singolare per il suo territorio e per la
tipologia di manifestazioni che lo animano, ma, allo
stesso tempo, come succede quasi sempre nelle
azioni solidali, anche l’evento è riuscito a donare
qualcosa ai lodigiani e alla città stessa. Infatti,
anche se l’atto solidale del
“dare” può non avere in sé lo
scopo o l’intenzione del
“ricevere”, volenti o nolenti
si ottiene sempre qualcosa
in cambio: gratitudine, un
sorriso,
la
semplice
soddisfazione
che
è
intrinseca nel donare o nella
consapevolezza di aver fatto
qualcosa di fondamentale
per qualcuno.
“Regalati una stella” cos’ha
dato in cambio alla città di
Lodi ?
Senza
dubbio
le
ha
permesso di rivalutare la
Piazza Duomo dandole quella
ventata di ”vita” che troppo
spesso le è mancata: grazie
alle
prospettive
delle
riprese delle telecamere di
Video Italia ci si è resi conto della bellezza del
centro della città e della possibilità che la piazza
stessa potrebbe offrire per altre eventuali e
future iniziative.
E ai Lodigiani?
Oltre ad aver regalato loro una bella e particolare
serata (decisamente fuori dalla media), ha
risvegliato in loro lo spirito solidale riuscendo a
coinvolgerli con successo nella manifestazione e
nel suo vero significato.
Anna
priorità all'educazione integrale scolastica dei
figli in età scolastica che non hanno avuto la
possibilità di studiare nelle scuole pubbliche per
mancanza di mezzi finanziari.
Siamo 315 membri effettivi, tutti portatori di
handicap fisico e sociale. Così, con questo
coraggio, nel tentativo di risolvere i problemi
specifici di questa categoria dei membri di
ADAME, osiamo chiedere ai fratelli italiani una
collaborazione fraterna . . . “
La prima iniziativa di questa Associazione è stata
la costruzione e la gestione di una scuola
elementare per i figli degli handicappati, che in
realtà è frequentata anche da altri bambini della
zona. La scuola è stata semidistrutta nel 2003 da
un tifone ed è stata ricostruita grazie
all'intervento degli Amici di Serena; nella foto si
vedono i lavori di ricostruzione. Oggi frequentano
la scuola circa 100 alunni.
L'obiettivo che persegue
ADAME è quello di dare un
minimo
di
autonomia
economica ai propri soci,
valorizzando le capacità, le
competenze
e
la
professionalità dei singoli per
creare una serie di laboratori, di occasioni di
lavoro e quindi di reddito.
Così sono nati piccoli ma significativi progetti, la
maggior parte ancora da definire, ma che vale la
pena tentare di realizzare: c'è già chi lavora a
uncinetto, chi lavora la latta e l'idea è quella di
fabbricare secchi per i pozzi dell'acqua, chi,
ancora, sa riparare le biciclette. Importante
anche l'idea di costituire una
c o o pe ra t i va a g ri c ol a pe r
valorizzare le donne vedove che
rischiano l'emarginazione sociale
a causa della loro condizione.
Ma il sogno di Paolo Amerigo e
dei suoi compagni è quello di
poter costruire una sorta di
centro sociale in cui far confluire
tutte queste iniziative. E' un
sogno ambizioso non solo per i
costi, ma soprattutto, per
l'impegno organizzativo che
richiede.
Anche per gli Amici del Marajò
l'impegno sarebbe molto forte,
ma unendo le forze con altri,
penso che potremmo essere in
grado di dare una risposta
positiva ai nostri amici africani, almeno per una
parte del progetto.
E mentre il sogno continua e si spera possa
diventare presto realtà, ADAME ha messo a punto
un progetto concreto di recupero delle
carrozzelle che servono ai soci con problemi
motori per potersi spostare con autonomia.; noi
condividiamo e sosteniamo questo progetto.
Nell'ottobre del 2003 il tifone aveva distrutto la
scuola ed aveva messo in seria difficoltà
l’esistenza stessa di ADAME, l'aiuto degli Amici
di Serena non solo ha permesso la ricostruzione
della scuola, ma dato all’Associazione la possibilità
di poter continuare ad esistere.
Oggi, infatti, è riconosciuta dal governo della
provincia di Nampula come persona giuridica, con
decreto 186/2004 del 5 aprile 2004.
Piero
AAS 2005
Lo scorso ottobre sono stato nuovamente in
Mozambico con Elena e Patrizia per seguire da
vicino i progetti realizzati con il sostegno degli
Amici del Marajò. A Nampula abbiamo incontrato i
soci di ADAME ed il loro presidente Americo
Paolo Julio, che ci hanno consegnato un messaggio,
di cui traduciamo una parte.
“. . . ADAME (associazione handicappati per
vincere la povertà che soffriamo) è una
associazione di persone portatrici di handicap
fisico, senza fini di lucro, che lottano per la
difesa dei propri diritti e si sforzano di trovare
soluzioni ai problemi che li affliggono, avendo lo
scopo di inserimento sociale dei suoi membri.
Dalla sua fondazione nel 1998 lavora per
soddisfare le necessità dei propri membri, dando
SO LI DARI ET A’
NOTIZIE DALL’AFRICA
17
AAS 2005
SO LI DARI ET A’
PER NON DIMENTICARE . . . BESLAN
18
La tradizionale fiaccolata per la “Giornata del
Donatore” che si è tenuta il 25 settembre 2004 e
che nell’anniversario della nascita di Serena
conclude anche l’esperienza lodigiana dei Bambini
di Cernobyl, si è arricchita quest’anno di un
significato particolare.
L’ Unicef di Lodi e
l’Associazione Amici di Serena, che condividono
ideali e speranze e da sempre collaborano, hanno
pensato di ricordare durante la fiaccolata i
bambini di Beslan in Ossezia, così ferocemente
colpiti alcune settimane prima.
Mai la barbarie umana era arrivata a tanto: colpire
le persone più deboli e indifese per antonomasia, i
bambini per l’appunto, nel loro santuario più sacro,
la scuola, e per giunta nel primo giorno dell’anno
scolastico. Quel primo giorno di scuola che nei
paesi dell’Est costituisce un motivo di festa cui
partecipano i genitori e tutta la comunità locale, si
è trasformato in una tragedia immane, con migliaia
di persone sequestrate e centinaia di bambini
morti. Le immagini di quei volti terrorizzati hanno
fatto il giro del mondo ed hanno fortemente
impressionato (e talvolta traumatizzato) anche i
nostri bambini, le nostre famiglie, le nostre
scuole.
Ecco perché la proposta dell’Unicef e degli Amici
di Serena è stata accolta con grande slancio e
sensibilità: molte scuole hanno partecipato con
striscioni e cartelli infoltendo il corteo che ha
attraversato la città, illuminata dalle torce che
vista la grande adesione non sono bastate per
tutti.
“Per non dimenticare”, era lo slogan della
manifestazione. Per non dimenticare i bambini
innocenti barbaramente uccisi assieme ai loro
genitori; ma anche per condannare ogni forma di
violenza e terrorismo che in questo caso ha
raggiunto l’apice dell’efferatezza.
Le nostre Associazioni, è stato detto dai relatori
al termine della fiaccolata, sono sorte per aiutare
i bambini e le loro famiglie segnati da un tragico
destino e da una natura a volte crudele
(malattie,calamità naturali, ecc.) ed anche da
scelte sbagliate della “società dei grandi” (vedi
incidente di Cernobyl, squilibri immensi tra nord e
sud del mondo, ecc.).
Mai avremmo immaginato di dover tutelare i
bambini dall’odio degli uomini e dalla mano violenta
dell’uomo sull’uomo.
Durante la serata è stato annunciata anche la
seconda parte dell’iniziativa, un albero in ogni
scuola per i bambini dell’Ossezia” che si è
realizzata nelle settimane successive con la
piantumazione contemporanea in tutte le scuole.
Particolarmente sentita la partecipazione alla
fiaccolata da parte dei bambini Bielorussi presenti
in piazza a conclusione della loro permanenza in
Italia, anche per la comune appartenenza alla
grande famiglia dell’est europeo. Già avevano
ricordato qualche giorno prima, durante il loro
soggiorno al mare, i bambini di Beslan; in questa
occasione si sono uniti ai coetanei lodigiani in un
immenso abbraccio di solidarietà.
Un grande monito, un grande impegno, una grande
responsabilità (soprattutto per noi grandi) “… per
non dimenticare …”, e perché non accada mai più.
Stefano
Sono state erogate diverse donazioni in danaro,
fra le quali spicca il contributo dato a Medici
Senza Frontiere in occasione del maremoto del
sud-est asiatico; si è continuata la sponsorizzazione dei Marciatori Lodigiani.
La gestione dei panettoni e colombe ADMO e delle uova Maria Letizia Verga è “passante”; l’apparente discrepanza fra entrate ed uscite è dovuta
al fatto che gli importi relativi ai panettoni vengono movimentati intorno alla fine dell’anno.
Come sempre il bilancio non
mostra la realtà più importante: il “capitale umano” che è
alla base di tutte le iniziative
e resterà sempre fondamentale ed insostituibile; è indispensabile che i Soci prendano coscienza di tale fatto e
contribuiscano alle molteplici
attività in funzione delle proprie capacità ed esperienze e
del proprio tempo disponibile.
AAS 2005
Questo è il Rendiconto Economico
globale dell’Associazione per il 2004.
Ancora una volta il bilancio dell’anno è in attivo; la maggior parte delle entrate viene da privati, sotto
forma sia di donazioni, sia di partecipazione a manifestazioni, spettacoli o iniziative quali la sottoscrizione a premi.
E’ tuttavia sensibile anche il contributo degli Enti Pubblici, dovuto
in gran parte al finanziamento dato
dalla Provincia di Lodi a due Progetti dell’Associazione.
Come già nel 2003 si sono accantonate risorse per Progetti che nel
2005 avranno un concreto avvio: il
Progetto Tizzi (per il quale sono disponibili circa 18.000 Euro) ed un’importante realizzazione del Progetto Bambino Malato.
L’Associazione ha partecipato attivamente alla raccolta di fondi per
Dafne, ricevendo nel 2004 oltre
26.800 Euro ed erogando 30.000
Euro in anticipo sulle donazioni che
stavano arrivando.
La voce di spesa che ha maggior risalto è sicuramente quella per il
“Progetto Cernobyl” che nel 2004
ha chiuso il proprio bilancio in pareggio, grazie anche ad alcune donazioni di peso (Dipendenti Endesa Tavazzano, Comune di Lodi, Comune di S. Martino in Strada, gettone di presenza devoluto dal
Consiglio Comunale di Lodi), ma soprattutto grazie
alla miriade di piccole donazioni raccolte attraverso la sottoscrizione a premi, la Festa Naturambiente, la partecipazione a numerose manifestazioni (la bancarella di Monica, Vittoria, Sondra,
Annalisa).
R EN D I C O N T O ECO N O M I C O
I SOLDI NON SONO TUTTO, ANZI . . .
19
RINGRAZIAMENTI
AAS 2005
20
Questa pagina, ormai tradizionalmente dedicata ai ringraziamenti, diventa ogni anno più fitta di nomi
di persone, enti ed istituzioni che ci hanno aiutato e sostenuto nelle varie iniziative.
Il vostro aiuto è stato veramente prezioso e questo lungo elenco è per noi anche un termometro ideale per misurare
ciò a cui teniamo di più, il diffondersi dei sentimenti di solidarietà e di partecipazione ai problemi dei meno fortunati.
A voi tutti va la gratitudine delle persone che siamo riusciti ad aiutare grazie alla vostra generosità e collaborazione.
Gli oltre 300 Soci dell’Associazione.
Gli acquirenti di 8.000 biglietti della Sottoscrizione a Premi.
Le famiglie che hanno ospitato i Bambini di Cernobyl: Destefani di Boffalora d’Adda, Celsa e Invernizzi di Brembio, Cerea e Visigalli di Casalmaiocco,
Rossi di Cadilana, Tempella di Crespiatica, Alquati, Anelli, Armanini, Boffi, Canavero, Caserini, Comacchio, Cracolici, De Luca, Fischetti, Manfredi,
Marsico, Moroni, Padovani, Pastore, Prevosti, Samarati, Soffientini, Volpi e Zanaboni di Lodi, Negri di Montanaso, Florio di Mulazzano Quartiano, Destro
di Ossago e Marchetti di S. Martino in Strada.
La squadra del mare: Angela, Annalisa, Daniela, Gessica, Giusy, Maristella, Mirella, Ottavia, Patrizia, Sondra, Vittoria, Aldo, Angelo, Daniele, Ermanno,
Gigi, Giorgio, Giuseppe, Natale, Stefano; un ringraziamento speciale a Barbara, Carlotta, Letizia, Martina, Rafaela, Lele, Luigi.
I ragazzi dell’Einaudi: Giuseppe Andriani, Antonia Ardemagni, Selena Baini, Debora Bedetti, Aurora Boldrini, Marta Capozzoli, Serena Carenzi, Gloria
Catenio, Gessica Colombo, Pamela Gargiulo, Elisa Gerardi, Miriam Losi, Ambra Rabizzi, Maria Gloria Ramaioli, Laura Tesini.
Gli amici di Brembio, Massalengo
e Secugnago, Guido Agosti, Milly
Aimi, Mara Allovisio, Antonietta
Albanesi,
Arianna
Angeloni,
Donata Avellino, Maria Baffelli,
Carolina Barcia Piva, Mari
Belfiore,
Antonella
Bellini,
Lorena Bernasconi, Giovanna
Bersani, Salvatore Berzaga,
Antonio Betti, Secondo Bignami,
Luciano
Boaretto,
Luciana
Bombelli,
Giuseppe
Bonzi,
Modesta
Boselli,
Ernesta
Brambilla, Angela Brunelli, Fabio
Bruschi, Vanda Bruttomesso,
Paolo Calvaresi, Maria Grazia
Canevara, Rosangela Capoferro,
Anna Capuzzo, Cristina Carli,
Alessandro Carminati, Cristiano
e Emilio Carnaghi, Anna Rita
Carrà, Bruna Caserini, Gianmarco
Cavaliere, sig. Ceccoli e Autisti
del Comune di Lodi, Costante
Ceresa, Tamara Chelibji, Angela
Cheregi, Marcello Chiarenza,
Osvaldo e Carmela Chiola, Lia Cipolla, Antonio Clerici, Antonio Corsano, Manuela
Costantini e Riccardo Beria, Angelo Caserini, Pasquale Ciampi, Antonio Clerici,
Luigi Dalcerri, Marco Dalcerri, Laura Dalla Vecchia, Chiara e Alberto Dassisti,
Antonio Dattilo, Alberto De Ambrogi, Marco Degano, Paola Del Pero, Giusy e
Amedeo Devoti, Dipendenti Agenzia delle Entrate di Lodi, Dipendenti Biblioteca
Comunale di Lodi, Dipendenti del Comune di Montanaso Lombardo, Dipendenti
Centri SNAM di Sala Consilina - Melizzano - Salerno, Dipendenti Gruppo
Arcobaleno di Casalmaiocco, Dipendenti degli Ipermercati “Il Gigante” di Varallo
Pombia - Cinisello - Mariano Comense - Daverio, Francesco Di Mundo, Dipendenti
Ufficio Postale di Castiglione d’Adda, Mario Dragoni, Marco Fattori, Barbara
Favini, Enrico Fazio, Giacomo Ferliga, Anna Ferrara, Roberto Ferrario, Giancarlo
Falautano, Famiglie Bombelli - Servidati - Cremonesi - Poiani - Cuccia, Paola
Esposti, Barbara Favini, Andrea Ferraccioli, Fabrizio Ferrari, Giovanni Ferrari,
Maria Fiocchi, Kevin Paolo Fiorentini, Luca Franco, Enzo Galli, Gianni Gandoni,
Genitori della “Sacra Famiglia”, Gestore del bar del Parco Ittico Paradiso, Gestori
del Rifugio “Alpe Corte”, Luca Gialdini, Giorgio Gobbato, Rosa Grechi, Anna
Filomena Gina Grosso, Battista Grosso, Claudio Guarnieri, Achille Guercilena,
Iscritti “Millennium Dance” di Sordio, Famiglia Emilio Joli, Francesco Lambri,
Arnaldo Landi e Signora, Romina Laurenti, Lavoratori OCE Milano, Claudia
Leccese, Claudia Licini, Famiglie Livraghi - Nobile, Maria Locatelli, Eugenio
Lombardo, Luciana Lorenzetti, Laura Lovattini, Emanuele Maffi, Ugo Maffi,
Andrea Maggio, Carla Maiocchi, A. Maria Marchesi, Franco Marchioro, Antonio
Marenzi, Fabrizia Martinenghi, Stefano Mattiello, Irene Mazzi, Liliana Messa,
Ettore Migliorini, Paolo Milza, Simona Moro, Annalisa Negri, Michele Papa, Rev. G.
Franco Pizzamiglio Parroco di Tavazzano , Tullio Parmigiani, Angelo Edoardo
Parolini, Francesca Pea, Mario Pederzoli, Giampiero Perani, Gianni Piatti, Laura
Pietrantoni, Paola Pinoli, Carolina e Cristina Pizzochera, Giovanni Podda, Sorelle
Postini, Paolo Poggi, Valentina Polloni, Bruno Pozzan, Edoardo Querzola, Giuseppe
Quintini, le ragazze della Locanda di Lalla, Maria Raimondi, Roberto e Paola
Resemini, Riccardo Riccardi, Silvia e Tiziano Ricci, Danila Rizzi, Adolfo Robione,
Vera Rossetti, Enzo Salvardi, Giovanna Salzer, Giusi Santus, Francesco Sarzana,
Elena Savi, Pierangela Scacchi, Chiara Scislowski, Mirella Scotti, Mariella Secchi,
Faustino Simoncini, Mariangela Simoni, Gaudenzio Sozzi, Roberto Spaliviero, Rosa
e Francesca Spingardi, Laura Stefanoni, Anna Strangolini, Inga Suraci, Valerio
Tagliaferri, Andrea Tansini, Egidio Tansini, Rosanna Tarenzi, Angelo Tavazzi,
Nadia Tondo, Margherita Tortini, Luisa Trinchi, Carlo Vigorelli, Angelo Visigalli,
Ernesto Volpi, Alberto Zancanaro, Serena Zanol, Fausto Zenone, Teresa Zauli,
IV Circolo Didattico, Scuola Elementare di Borgo S. Giovanni, Scuola Elementare
di Brembio, Scuola Elementare di Secugnago, Scuola Elementare “Madre Cabrini”
di Lodi, Scuola Elementare “De Amicis” di Lodi, Scuola Elementare “Don Gnocchi”
di Lodi, Scuola Elementare “G. Pascoli” di Lodi, Scuola Elementare “Maria
Ausiliatrice” di Lodi, Scuola Materna di Pieve Fissiraga, Istituto Professionale “L.
Einaudi” di Lodi, I.T.I.S. “A. Volta” di Lodi.
“Adda Market 63” La Loggia, ADMO, AIDO, ALAO, Amici del Marajò, “Amici del
Vecchio Cortile” di Paullo, ADICA, AGESCI, Amnesty International, “Armando e
Maria Rosa”, ASL della
Provincia
di
Lodi,
Associazione
“AIUTIAMOLI”,
Associazione Alpini Sezione
di
Lodi,
Associazione
Culturale
“Adelante”,
Associazione di Solidarietà
Dipendenti
Endesa
Tavazzano,
Associazione
“FENACOM
50 e più”,
Associazione “Maria Madre
della
Provvidenza”,
Associazione Panificatori di
Lodi, Associazione Sportiva
“No Limits”, AUSER Lodi,
AUSER
Secugnago,
Autoscuola Minojetti, AVIS
Comunale Lodi, A.V.U.L.S.S.,
Azienda Ospedaliera della
Provincia di Lodi, Banca
Popolare
Commercio
&
Industria, Bar Galli di Borgo
S.G., Basket Fanfulla, “Il
Bazar
di
Angela”
di
Massalengo, BCC Centropadana di Guardamiglio, BENNET di S. Martino in Strada,
“Bottega dei Mestieri Teatrali” con il regista Giulio Cavalli gli Attori ed i Tecnici,
Bravi & Subinaghi, Calzificio Vegas di Rezzato, Carrozzeria Ferrari, Cartoleria
“Carisma” di Massalengo, Centro Commerciale Lodi, Centro Donna, Ceramica
Artistica Lodigiana “Vecchia Lodi” di Pisati, Centro Ippico “Fornelli” di Secugnago,
Centro Ottico Europeo, Cighetti Antonio e Luigi SNC Castiglione d’Adda, Circolo
Cooperativo di S. Martino in Strada, Circolo ENAL Ospedale Maggiore di Lodi, “Il
cittadino” di Lodi, COGED Coordinamento Genitori Democratici, Comitato Soci
COOP Lodi, Club Alpino Italiano di Lodi, Commissione Odontoiatri della Provincia
di Lodi, Compagnia Filodrammatica “I Soliti”, Comune di Brembio, Comune di
Crespiatica, Comune di Galgagnano, Comune di Graffignana, Comune di Lodi,
Comune di Montanaso Lombardo, Comune di S. Martino in Strada, Comune di
Secugnago, Cooperativa Sociale “Il Pellicano” di Monte Oliveto, C.O.N.I Lodi,
Consiglio Comunale di Lodi, Consiglio di Zona Porta Cremonese, Cooperativa “Le
Pleiadi”, Cooperativa “L’Ortica”, Cooperativa Nord Sud, CRAL ABB, CRAL ASTEM,
CRAL “ottobre 77” del Comune di Lodi, Croce Rossa Italiana Lodi, Democratici di
Sinistra, Ditta ALLOGEL di Brembio, Ditta Giovanni Ferrari di Ossago, “Donne in
campo”, DSM Bakery Ingredients, Elettromeccanica “3B”, EMERGENCY Lodi,
Erboristeria “Natur’Amica”, Farmacia Manfrini, F.C.I., FIBA CISL, Fiorista Casali,
Fondo Solidarietà Atos Origin, Fototime, Gastone Cicli, Gastronomia F.lli Rusconi
di S. Angelo Lodigiano, Gelateria “Umberto”, GI EFFE SRL, Gioielleria Antoniazzi,
G.I.S. Lodi, Gruppo Cartofilo “Settebello”, Gruppo Famiglie parr. S. Lorenzo,
Gruppo Famiglie parr. S. Maria Addolorata, Gruppo d’Intesa Associazioni
Lodigiane pro Handicappati, Gruppo Ecologico Ludevegino, Gruppo Sportivo
Marciatori Lodigiani, Help Line - Instrumentation Laboratory Milano, “I Girasoli”
di Paola e Rosa, Ipermercato “Il Gigante” di Lodi, ISAC S.R.L., IVASET
Informatica, “La Stella Alpina”, LAUSVOL, L’Erbolario, Legambiente Lodi, Lions
Club S. Angelo Lodigiano, “Locanda del Grillo” di Caselle Lurani, “Locanda di Lalla”
di Secugnago, Locatelli Intimo, “Lodi in Volley”, LT - Lavorazioni Tessili - di S.
Angelo Lodigiano, Maiocchi Fiori, Marazzina Group di Mairano, Mariani Volley,
Mobilificio Marchesi di Secugnago, Movimento contro la fame nel mondo,
MUSICARTE Lodi, “Nuova Emar” di Somaglia, Oreficeria Rizzi, Ottica Ostinelli
Patrizio, PACTIV SpA di Ossago Lodigiano, Parco Ittico Paradiso di Zelo Buon
Persico, Pionierini della Croce Rossa, “Primaora”, Pro Loco di S. Rocco al Porto,
Provincia di Lodi, Protezione Civile Lodi, PUBLITAU SRL, Rete Lilliput, S.S. Pedale
Lodigiano 1951, Provincia di Lodi, Pulcher Volley, Questura di Lodi, Reparti di
Oculistica Pediatria Chirurgia Oncologia e Radiologia dell’Ospedale Maggiore di
Lodi, “Ricci e Capricci” di Massalengo, Alberto e i Ragazzi de “Il Gigante”,
S.CO.M.E.S. di Castiglione d’Adda, Società Sportiva Canottieri Adda, Società
Sportiva “Wasken Boys”, “SPAZIO AMICO”, Sport Market, STAR Lodi,
Tipografia “La Grafica”, UISP, UNICEF Comitato Provinciale, UPIM Lodi, Well
Time S. Colombano, V.I.M.E.L., WWF Alto Lodigiano.
NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DI SERENA
NUMERO UNICO - MARZO 2005 - STAMPATO IN PROPRIO
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