ORGANIZZIAMOCI Quando, nella recente festa di san Bassiano, la nostra Associazione è stata insignita con la Benemerenza Civica per l’impegno sui temi della solidarietà, ecco, nel ricevere la targa, ho pensato che non ero da solo. Ora, sarebbe persino riduttivo ammettere che, in quel momento, c’erano idealmente con me i tanti soci, e gli amici, e i sostenitori, e l’affetto della città di Lodi. La riflessione era, infatti, a più ampi giri: verteva sull’idea del volontariato e dell’impegno che tante persone mettono affinché nella società non ci siano più discriminati, sofferenti, emarginati, e bambini senza affetti e senza sogni. Da molti anni mi occupo di volontariato; conosco molti volontari, la loro dedizione e l’impegno profuso e, tuttavia, noto che gli obiettivi, le azioni tra un’associazione ed un’altra e un’altra ancora, si sfiorano soltanto, rimangono marginali e gli sforzi profusi, molto spesso, non sono pari al risultato ottenuto. Ecco allora la necessità e convinzione di aggregarsi in un organismo che riunisca coloro che ritengono importante concentrare le forze, confrontarsi con maggiore costanza, allargare ad altre realtà le proprie proposte. Il Forum del Terzo Settore sembra proprio rispondere a queste esigenze; può essere il mezzo per abbattere il recinto del proprio orticello: un luogo dove confrontarsi e legittimarsi a vicenda, verificare affinità omogenee e sinergie nelle iniziative. Il percorso che si compie da soli può essere più o meno lungo; quello condiviso ipoteca mete lontane! C’è un altro elemento che non va assolutamente sottovalutato: l’unione fra le associazioni realizza una forza di rappresentatività, e dunque di pressione, davanti agli Enti Istituzionali, in particolare quelli territoriali, o le ASL che normalmente sono interlocutori prioritari rispetto alle nostre istanze. Il volontariato piace alla gente, ma può anche essere scomodo per taluni: perché obbliga a dare risposte, non consente rinvii di sorta, costringe a fare delle scelte. So per esperienza personale che anche la più nobile attività di volontariato può trovare delle resistenze: a volte si ha l’impressione di trovarsi innanzi muri di gomma, scivolosi, inaccessibili. Ecco, le associazioni possono, collegate ed unite, costituire un deterrente ed un monito verso chiunque intenda alzare un muro di gomma. Per questo, vorrei che il 2005 disegnasse un nuovo scenario, dove ciascuna associazione senta come proprie le tematiche di un’altra, e dove reciprocità significhi anche sostegno e soccorso tra chiunque sia impegnato nel volontariato. La proposta immediata è quella di realizzare un passaparola, dove la parola chiave, appunto, sia: “Organizziamoci”. Organizziamoci per consolidare le forze e la cultura della solidarietà, per affinare l’ascolto laddove una voce ci chiami, organizziamoci per migliorarci, per dare e offrire di più. Natale ASSOCIAZIONE AMICI DI SERENA ONLUS Via Cavour 60 - 26900 LODI - CF 92535520156 Sito Internet www.amicidiserena.it - E-mail [email protected] - Tel./Fax 0371 425 001 Registro Generale del Volontariato - Regione Lombardia - sez. A fg. 662 progr. 2644 d.p.g.r 48046/99 Conto Corrente 13036.43 - Banca Monte dei Paschi di Siena - V.le Pavia - Lodi (ABI 1030 - CAB 20301 - CIN Z) Conto Corrente Postale 28126167 AAS 2005 EVENT I ASSO C I AZI O NE COSA ABBIAMO FATTO NEL 2004 ? 2 Una rapidissima rassegna degli eventi che ci hanno coinvolti nel 2004. 6 GENNAIO: “La befana sotto il canestro”, organizzata dalla Pallacanestro Fanfulla. iniziativa nelle scuole FEBBRAIO: elementari e medie di Graffignana per la diffusione della “cultura della donazione”. 14 MARZO: “Marcia degli Alpini con ADMO e per ADMO”, organizzata dai Marciatori Lodigiani AVIS AIDO ADMO e dall’Associazione Alpini. 20 MARZO: in piazza con le “Colombe per la Vita” ADMO. 18 APRILE: l’Associazione partecipa a “Cento strade per giocare”, organizzata da Legambiente: restituire per un giorno una via cittadina ai bambini ed ai loro giochi. APRILE: Assemblea Generale 24 dell’Associazione, presso il Centro Ricreativo “L’ortica”. 5-11 MAGGIO: nel corso di una missione in Bielorussia compiuta dal Presidente con un gruppo di Soci viene siglato con il Dipartimento Educazione della Provincia di Dobrush l’accordo per l’avvio del Progetto Tizzi e viene consegnato al Priut di Lagunì lo scuolabus donato dal Comune di Secugnago. 16 MAGGIO: “Sesta Ciclopasseggiata Insieme per la Vita”, organizzata dai CRAL del Comune di Lodi, dell’ASTEM e dell’ABB; dal Circolo ENAL dell’Ospedale Maggiore, con la Società Sportiva Pedale Lodigiano 1951, il C.O.N.I. e la F.C.I ; 35 km nel territorio lodigiano, fino all’Ipermercato “Il Gigante”, che ha offerto il rinfresco finale. 18-23 MAGGIO: Laus Open Games, abbiamo partecipato all’organizzazione dell’ospitalità in famiglia di atleti proveniente anche dall’estero. 6 GIUGNO: presso il Parco Isola Carolina “Festa Naturambiente”, ormai tradizionale appuntamento per creare sensibilità sui problemi delle aree inquinate dal disastro di Cernobyl e raccogliere fondi per ospitare i “Bambini di Cernobyl”; grande partecipazione di Associazioni, animazione dei ragazzi dell’Einaudi, saggio dei Pionierini della Croce Rossa, “Matto Baratto”, “Bancarella del Riutilizzo”, stand gastronomico di “Fenacom 50 è più”, gran finale con i cori Gospel di Musicarte. PER TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE: ospitalità per 32 bambini bielorussi con tre accompagnatrici; mese come sempre intensissimo, inclusa una settimana al mare per i bambini, le accompagnatrici ed un nutrito gruppo per la gestione e l’animazione. 12 SETTEMBRE: partecipazione alla “Festa del Volontariato” organizzata dal LAUSVOL. 19 SETTEMBRE: spettacolo “Regalati una stella” in Piazza della Vittoria a Lodi. 25 SETTEMBRE: fiaccolata per la “Giornata del Donatore”, quest’anno in collaborazione con UNICEF “Per non dimenticare” i bambini dell’Ossezia e tutte le violenze sui minori; nella stessa occasione i “Bambini di Cernobyl” hanno salutato e ringraziato la città. SETTEMBRE: inizia la campagna di solidarietà a favore di Dafne. OTTOBRE: si stampa il libro fotografico “San Colombano, un borgo insigne” di Giuseppe Lanzani con foto dei primi del ‘900 grazie al contributo di Well Time” di San Colombano. 16 OTTOBRE: a “Le Gerette” di S. Colombano spettacolo “I Musicals”, organizzato da “Well Time” e dal Gruppo Amatoriale “Ciack si gira”. 28 NOVEMBRE: in piazza con “Un panettone per la vita” per ADMO 4 dicembre: “Serata Magica” al Teatrino dell’Informagiovani, offerta da “Magiclab” di Melegnano. 4 e 5 DICEMBRE: partecipazione al “Mercartino di Natale” a Montanaso Lombardo. 5 DICEMBRE: partecipazione delle nostre Socie alla manifestazione “I Talenti delle Donne”. 8 DICEMBRE: partecipazione alla “Festa del Volontariato” di Pieve Fissiraga. DICEMBRE: insieme ai dipendenti de “Il Gigante” di Lodi si offrono gadget a favore di Dafne. DICEMBRE: realizzazione di “biglietti di auguri di Natale” proposti a vari enti pubblici e privati. DICEMBRE: la ditta “Centredil” dona 23 all’Associazione un Renault Kangoo che verrà utilizzato principalmente per il trasporto di bambini malati. . . . E SENZ’ALTRO CE NE SIAMO DIMENTICATI ALCUNI ! CHI SIAMO L’Associazione Amici di Serena è nata nel 1999, come prosecuzione del Comitato Amici di Serena, sorto nel 1993, ed è iscritta nel Registro delle Associazioni di Volontariato della Regione Lombardia. L’Associazione ha per fine di promuovere servizi al bambino, quali: ❀ ❀ ❀ ❀ diffusione della cultura della donazione, sostegno alle attività di ricerca nel campo delle malattie infantili, assistenza temporanea al bambino malato con particolare riferimento alle leucemie, solidarietà verso bambini che vivono in situazioni difficili (contaminazione ambientale, guerre, catastrofi, povertà) realizzando azioni positive per la promozione dei diritti dell’infanzia, per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita, per la valorizzazione delle caratteristiche culturali ed etniche nel rispetto di ogni diversità, ❀ attività a carattere culturale e ricreativo particolarmente orientate ai bambini. L’Associazione conta attualmente oltre 300 soci. ONLUS L’Associazione Amici di Serena è iscritta nei Registri Generali del Volontariato della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi . Ai sensi del D. Lgs. 460/97 l’Associazione è quindi ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) di diritto; fra l’altro ciò le dà la possibilità di rilasciare a persone sia fisiche che giuridiche, a fronte di donazioni, certificazioni per la detrazione fiscale degli importi donati. Sul nostro Sito Internet www.amicidiserena.it trovate foto, documenti e “NEWS”sempre aggiornate AAS 2005 Gennaio ➣ Reclutamento famiglie per “Progetto Cernobyl”. ➣ Promozione della “Cultura della Donazione” con le atlete della Pallacanestro Fanfulla. ➣ Assegnazione dell’Attestato di Benemerenza Civica del Comune di Lodi. Febbraio ➣ Reclutamento famiglie per ospitalità atleti dei “Laus Open Games”. ➣ Incontro con gli studenti dell’Einaudi per animazione ai bambini di Cernobyl. Marzo ➣ Il 6, partecipazione alla manifestazione “I Talenti delle Donne”. ➣ Il 12, spettacolo teatrale “Arsenico e vecchi merletti” organizzato dal Leo Club Barbarossa di Lodi per il Progetto “Bambino Malato”. ➣ “Una Colomba per la Vita” per ADMO. ➣ Il 28, “Marcia degli Alpini con ADMO per ADMO” a Cavenago d’Adda. Aprile ➣ Il 17, partecipazione a “100 strade per giocare” promossa da Legambiente. ➣ Dal 23 al 2/5 missione in Bielorussia per il Progetto Tizzi a Dobrush. Maggio ➣ Dal 2 al 8, ospitalità atleti dei “Laus Open Games”. ➣ Il 14, Assemblea Generale dell’Associazione presso il Centro Ricreativo L’Ortica. ➣ Ciclopasseggiata “Insieme per la Vita” coi CRAL di vari enti del lodigiano (data da definire). Giugno ➣ Il 5: Festa “Naturambiente” all’Isola Carolina. ➣ Dal 10 al 12 torneo di scacchi “Città di Lodi” organizzato da “Le nuvole” a favore dell’Associazione. Settembre ➣ Ospitalità bambini di Cernobyl. ➣ L’11, festa del Volontariato promossa da Lausvol all’Isola Carolina. ➣ Il 25, Giornata del Donatore ADMO-AIDOAVIS con Fiaccolata. Dicembre ➣ “Un Panettone per la Vita” per ADMO ed “Un panettone per un Sorriso” per i bambini di Cernobyl. Queste sono le iniziative già programmate; ne abbiamo in previsione molte altre nei vari paesi del lodigiano per promuovere i nostri progetti e nella scuole per promuovere la “Cultura della Donazione”. A SSO C I A ZI O NE A MI C I DI SER ENA E PER IL 2005 ? 3 GRAZIE C O NO SC ERE PER DO NARE IO, DONATRICE Ripenso alla donazione di midollo osseo come ad un susseguirsi di forti emozioni vissute e condivise con i miei cari e con tutti i colleghi del Centro Trasfusionale presso cui lavoro da alcuni anni. La mia iscrizione all’ADMO risale a circa dieci anni fa; lo studio delle leucemie, dei linfomi e delle possibili guarigioni dopo un trapianto di midollo sano, mi hanno convinto seriamente a fare questa scelta. Salvare la vita di una persona malata o perlomeno provarci: mi sono spesso chiesta se questa cosa sarebbe mai potuta accadere! Una curiosa e diversa occasione di farsi dono agli altri. Sono trascorsi molti anni e la telefonata, così tanto attesa e mai arrivata nei primi tempi, c’è stata a marzo del 2004: “Lei è risultata compatibile con un paziente; le chiediamo la disponibilità per poter proseguire nelle indagini, accertare la completa compatibilità e il suo stato di salute.” Queste sono state le parole della biologa, responsabile ADMO, che si è occupata della mia donazione. Non ho esitato; l’emozione è stata molto forte e così difficile da esprimere a parole. Dopo una serie di controlli fatti anche per la tutela della mia salute, è arrivato il giorno tanto atteso dell’espianto. Non ho mai avuto paura; i medici e gli infermieri del Centro Trapianti di Milano mi hanno aiutata con la loro grande umanità e sensibilità, con la loro assistenza ed attenzione, sia prima che dopo. Si è trattato, proprio come mi era stato spiegato durante i vari colloqui fatti, di un prelievo di midollo dalle creste iliache in anestesia generale. Ho avuto la conferma che il trapianto del midollo aveva avuto successo a dicembre, quando mi è giunta una bellissima lettera di ringraziamento (naturalmente in anonimato). Sento si di aver dato, con questo gesto, “ la speranza di credere alla vita”, ma so anche di aver ricevuto più di quanto ho donato ! Benedetta Le parole che stiamo scrivendo in questa lettera escono dal profondo del nostro cuore, dalla nostra anima e dai nostri pensieri. Potrebbe sembrare pura e semplice retorica ma non è così. La ringraziamo per il gesto fatto per una persona che è la nostra vita, la nostra speranza, alla quale dedichiamo tutti noi stessi. Ha passato momenti terribili e, anche con il nostro aiuto, ha trovato la forza per reagire, per crederci fino in fondo, la forza di non mollare mai. Ma in questa situazione (che purtroppo è la seconda) avevamo bisogno di un aiuto esterno, ringraziamo coloro che dal cielo hanno pregato per lui, che ci hanno dato la possibilità di “trovare” ciò di cui c’era assoluta necessità. Non avremo la possibilità di incontrarci per ringraziare di persona, ma ogni mattina, quando apriamo gli occhi, sappiamo che qualcuno non distante da noi ci ha dato la speranza di credere nella vita, il dono più grande. Grazie, l’augurio che le facciamo è che la vita le riservi la gioia, la speranza, l’amore che noi proviamo ogni giorno per nostro figlio. AAS 2005 FARSI CONOSCERE 4 Le manifestazioni organizzate per ADMO hanno come scopo primario di creare sensibilità sul problema della donazione di midollo osseo; la raccolta di fondi, importante per sostenere la ricerca e l’acquisto di attrezzature ospedaliere, non avrebbe senso se il numero di potenziali donatori diminuisse. Nel 2004 l’Associazione Amici di Serena, aderendo alle manifestazioni “Una colomba per la vita” e “Un panettone per la vita”, ha distribuito, a fronte di un contributo economico, 576 colombe a Pasqua e 1488 panettoni e pandori a Natale. Sempre numerose le manifestazioni organizzate da Marco a S. Colombano: dai gerani, offerti in aprile in collaborazione con i fioristi locali, agli spettacoli, alle altre iniziative di sensibilizzazione. E’ continuata nel 2004 e proseguirà nel 2005 la collaborazione con alcune Scuole Medie Superiori, allo scopo di informare gli studenti delle ultime due classi sulle concrete possibilità di combattere la leucemia attraverso il trapianto di midollo osseo e di sollecitare di conseguenza l’adesione ai programmi di tipizzazione dell’ADMO; questi incontri sono solitamente tenuti da un biologo competente, con la partecipazione di un donatore di midollo, che racconta in prima persona la propria esperienza, e spesso anche di una persona guarita grazie ad una donazione. Parlando di donazione ci si trova, spesso, a dover lottare con un pericoloso nemico: l’informazione scorretta o incompleta, oppure la non comprensione dei termini della vicenda. Molti giovani chiedono: la donazione di midollo osseo è uguale alla donazione di midollo spinale? Sono la stessa cosa? E’ vero che, se dono il midollo, rischio di rimanere paralizzato? Non si considera che il nostro organismo possiede due differenti tipi di midollo con diversa localizzazione anatomica: quello spinale e quello osseo. Proviamo a pensare cosa accadrebbe nel momento in cui si venisse a toccare la spina dorsale e quindi il midollo spinale: si avrebbero inesorabilmente lesioni e quindi paresi (paralisi) più o meno estese; il midollo spinale, il cui compito è quello di mettere in comunicazione il nostro cervello con le terminazioni motorie, non è trapiantabile, altrimenti avremmo già risolto la grave problematica delle paresi. Viceversa, il midollo osseo, utilizzato per il trapianto in pazienti affetti da gravi forme di leucemie e malattie congenite del sistema emopoietico, si presenta a prima vista come sangue e la sua sede naturale è all’interno delle ossa piatte (bacino, cranio, sterno e scapole) e le estremità delle ossa lunghe (omero e femore); il prelievo a scopo di trapianto è effettuato dalle “creste iliache posteriori” localizzate sopra i glutei. Il midollo osseo è prevalentemente costituito dalle componenti ematiche che troviamo nel circolo sanguigno, ma contiene anche una componente cellulare importantissima, quella midollare, costituita dalle “cellule progenitrici” deputate alla produzione di globuli rossi, di globuli bianchi e di piastrine. Queste cellule sono anche in grado di rigenerarsi molto velocemente e quindi nel giro di pochi giorni il numero di cellule midollari del donatore torna alla normalità: non è assolutamente vero che donare midollo osseo significa privarsene per sempre. Varie campagne informative sono state organizzate per fare chiarezza. Nel 2004 ADMO ha indetto un concorso nazionale sull’argomento “Il midollo osseo non è il midollo spinale” e tra i molti poster ne è stato premiato uno molto chiaro, intitolato “un bacino per ADMO”, che evidenzia esattamente dove viene effettuato il prelievo. Dott. Alberto Degiuli Resp. Centro di Tipizzazione HLA- A.O. Lodi C O NO SC ERE PER DO NARE UN BACINO PER ADMO Per la donazione di midollo osseo è stabilito un limite di età, oltre il quale le probabilità di riuscita di un trapianto calano sensibilmente; ciò significa che, fosse anche solo per mantenere l’attuale numero di donatori, è necessario averne ogni anno un numero non indifferente di nuovi. Se poi si pensa che le probabilità di trovare un donatore compatibile sono ovviamente maggiori con l’aumentare dei potenziali donatori, si capisce che è essenziale fare ogni sforzo per creare sensibilità e per raccogliere adesioni. Nel 2004 il Centro Donatori di Lodi LO01 ha continuato la propria attività, effettuando 84 nuove iscrizioni di donatori, 84 tipizzazioni di II° livello e 28 di III° livello; complessivamente, dal 1998, il Centro ha effettuato 1902 nuove iscrizioni, 464 tipizzazioni di II° livello e 70 di III° livello; i donatori noti sul nostro territorio sono 25. Il numero di donatori richiamati per il II° e III° livello è più che positivo, mentre è preoccupante il basso numero di nuove iscrizioni, assolutamente insufficienti a rimpiazzare coloro che raggiungono il limite di età per la donazione. Il donatore di midollo osseo offre la propria disponibilità, nel caso raro di compatibilità con un paziente, a sottoporsi al prelievo che, seppur fastidioso, non comporta alcuna conseguenza per la salute. La sua disponibilità, gratuita e anonima, non ha limiti geografici; egli viene, infatti, a far parte dell'insieme dei donatori di tutto il mondo. Il donatore di midollo osseo, una volta chiamato a rispondere della propria disponibilità, ha la consapevolezza di poter contribuire al tentativo di salvare la vita di un individuo ben preciso, spesso di un bambino, e di essere, il più delle volte, l’unico al mondo che potrebbe farlo. E’ essenziale che i giovani capiscano l’importanza di tutto ciò e si offrano, numerosi e convinti di ciò che fanno, per diventare donatori. AAS 2005 MAI ABBASSARE LA GUARDIA ! ! ! 5 AAS 2005 P R O G ET T O C ER NO B Y L LA PRIMA VOLTA 6 L’idea di ospitare un bambino bielorusso mi frullava nel capo già da qualche anno; conoscevo una signora che ne ospitava uno tutti gli anni, ma l’aspirazione rimaneva in un angolino: mi sembrava un impegno troppo grande, temevo di non essere all’altezza, vista anche la nostra non più verde età. Poi, nell’estate del 2003, provai a parlarne con mio marito: lo trovai subito d’accordo! In autunno prendemmo contatto con l’Associazione che opera a Codogno; andai ad una riunione e mi sentii toccata dai racconti dei partecipanti, dalla d oc um e nta z i o ne s ul l e conseguenze dell’esplosione della centrale nucleare di Cernobyl nell’86. Insomma, confermai ult eri ormente il mi o proposito. Capii, peraltro, che non potevo appoggiarmi all’organizzazione di Codogno, vista la distanza, e presi contatto, d’intesa con mio marito, con l’Associazione “ Amici di Serena” di Lodi. Prime r i u n i o ni : che entusiasmo da parte degli orga ni z za t ori e c he programma concreto e ben delineato! Optammo per l’ospitalità di una bambina, visto che, essendo nonna di due bimbe ed essendo cresciuta in un famiglia di donne, la cosa mi sembrava più facile. Ne parlammo con nostro figlio Andrea e lo trovammo d’accordo. Ci fu un breve corso per imparare qualche frase in russo: i nostri sforzi sono serviti soprattutto a farci consultare continuamente il frasario che ci è stato fornito con risultati molto spesso esilaranti per la difficoltà della pronuncia! Il 30 Agosto, di mattina presto, un po’ trepidanti, ci trovammo insieme ad altri genitori sul piazzale in attesa dell’arrivo del pullman: ne scese un gruppo di bambini; bei bambini quasi tutti biondi, con faccette stanche e un po’ timorosi di quanto li aspettava. Riconobbi la “nostra” bambina, Cristina, dalla fotografia che ci era stata fornita: sembrava un pulcino spennacchiato. Mi avvicinai, e nel farle una carezza ebbi in cambio un piccolo sorriso! Il mese iniziò così: è stato un susseguirsi di impegni c reat i ma gi stralm ente dall’Associazione; giornate piene per i bambini e per noi, soprattutto dopo le 17.30 quando tornavano a casa dai vari impegni quotidiani. Giochi in giardino col nostro cane, e mio figlio Andrea, magicamente ritornato ragazzo allegro con lei, feste e buonumore: tante risate in una casa ormai tranquilla, e giochi con le carte, scacchi e computer. La piccola Cristina era un prodigio di intelligenza e di prontezza nell’imparare ! Da allora l’amicizia continua con lettere da parte di Cristina e della sua mamma e da parte nostra . . . e brevissime telefonate forzatamente sintetiche data la difficoltà della lingua. E’ stata un’esperienza straordinaria: molto positiva, non solo per la piccola bielorussa, ma anche per tutti noi, resa possibile da una perfetta organizzazione da parte degli “ Amici di Serena” e da una partecipe collaborazione della mia famiglia. Rosalba In dieci anni, con il supporto dell’Associazione Amici di Serena, 148 famiglie hanno generosamente ospitato, a Lodi ed in 20 altri Comuni del Lodigiano, 284 bambini e ragazzi, dei quali 48 operati per tumore alla tiroide, con 26 accompagnatrici ed accompagnatori. Come tutti gli anni a Lodi, nel mese di Settembre, si è svolta la manifestazione del “Palio dei Rioni”, ma questa volta c’era una grande novità: la partecipazione alla “corsa dei puledrin”dei Bambini di Cernobyl provenienti dalla zona di Dobrush. La formazione bielorussa era facilmente riconoscibile, non solo per le maglie gialle con la bandiera nazionale, ma soprattutto per le caratteristiche fisiche dei bambini: biondi e chiari di carnagione. Il fantino, il più piccolo di tutti, aveva una maglia larghissima ed un caschetto che gli cadeva a pennello; gli altri compagni di squadra, che spingevano il “puledrin”, erano diversi ragazzetti, dai dieci ai dodici anni, agili e veloci nella corsa. Insomma, sulla carta i nostri amici si potevano ritenere tra i favoriti (questa è sicuramente un’opinione di parte). Quando sono stati chiamati a presentarsi al pubblico di Lodi erano orgogliosi di gridare il loro nome per farsi conoscere. Iniziata la corsa, i bimbi si sono cimentati con tanta energia, anche se il puledrin non voleva saperne di correre nella direzione prestabilita. Alla fine, tra una curva larga ed una stretta, la squadra dell’est è riuscita a tagliare il traguardo, tra l’entusiasmo divertito e gli applausi del pubblico di Lodi. A gara conclusa, i ragazzini hanno conquistato una meritata medaglia, fieri di portarla in Bielorussia. E’ stata una bella giornata per tutti, anche per noi famiglie ospitanti, che facevamo il tifo come se fosse proprio la nostra squadra del cuore. FORZA DOBRUSH, VI ASPETTIAMO PER LA CORSA DEI PULEDRIN DEL 2005 !!!! Paola e Roberto P R O G ET T O C ER NO B Y L DOBRUSH, RIONE DI LODI Per noi è abbastanza ovvio pensare che un bambino bielorusso non abbia mai visto il mare, meno ovvio pensare che non abbia mai visto una montagna; eppure è così: il paesaggio bielorusso è fatto di pianure e colline, il cui punto più alto raggiunge la quota di 350 m. Ormai la televisione ha reso tutto ovvio e scontato, anche in Bielorussia, e nessun bambino lancia più un urlo quando vede il mare per la prima volta, anche se si capisce che un po’ di sgomento c’è. L’approccio con la montagna è più progressivo, si comincia a vederla prima da lontano, poi man mano più da vicino, e quando si pongono i piedi sul sentiero ci si è quasi abituati; mentre al mare il rapporto con l’acqua, per chi non sa nuotare, è più difficile e pericoloso, qui tutti possono “sfidare” la salita, mettersi in prima posizione, andare avanti, e non è facile tenere un po’ di ordine in testa al gruppo; c’è chi anche si mette in coda e mugugna, ma non è mai una cosa tragica. Fra gli appuntamenti tradizionali di settembre c’è quindi la gita in montagna, con il supporto indispensabile di alcuni Soci del Club Alpino Italiano che non solo trovano una meta adeguata e ci accompagnano, ma anche organizzano “giochi” che hanno sempre un enorme successo: una breve scalata con tanto di imbragatura, fune di sicurezza e caschetto, un ponte di corda, ecc.; e quando è il momento di tornare a valle bisogna insistere, e non poco, perchè la fila in attesa per la scalata o per il ponte è sempre lunga. Siamo grati a queste persone, che già nel corso di tutto l’anno diffondono l’amore per la montagna fra i nostri ragazzi dell’Alpinismo Giovanile ed a settembre ci offrono anche per un supplemento “bielorusso”. Giorgio AAS 2005 LA MONTAGNA, QUESTA SCONOSCIUTA 7 AAS 2005 P R O G ET T O C ER NO B Y L ANIMATORI ALLA PROVA DEL FUOCO 8 Il nostro Istituto (Istituto Professionale “Luigi Einaudi” di Lodi) non aveva mai fatto partecipare ad un’esperienza così significativa i suoi allievi. L’esperienza alla quale ci riferiamo è il “Progetto Cernobyl” dell’Associazione Amici di Serena. Anche se eravamo solamente in terza superiore, i nostri professori ci hanno voluto mettere alla prova proponendoci di seguire i bambini, durante tutto il mese di settembre, nelle varie strutture di Lodi e dintorni che hanno aderito all’iniziativa e trascorrendo con loro la settimana di soggiorno al mare animando le loro giornate con giochi e passatempi. Al mare sono andati Giuseppe e Jessica che ritengono, anche a distanza di tempo, che questa esperienza sia stata molto significativa ed abbia permesso loro di misurarsi di fronte ad una situazione reale; all’inizio erano impauriti, perchè avevano constatato quanto sia difficile intrattenere persone di cui non si conosce la lingua, ma poi, grazie all’aiuto prezioso dell’interprete Yulia, sono riusciti a far emergere le proprie capacità. A Lodi si sono alternate Maria Gloria, Elisa, Debora, Aurora, Laura, Antonia, Serena, Selena, Pamela, Miriam, Ambra, Marta e Gloria: tutte dicono di aver avuto inizialmente paura, ma poi, con lo spirito di gruppo e l’aiuto dell’interprete, le paure si sono calmate e l’esperienza dell’animazione è stata splendida. Ci auguriamo veramente che i bambini di Cernobyl si siano trovati come a casa loro, grazie anche al nostro contributo; noi, come animatori, abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Vorremmo porgere i nostri più sentiti e sinceri ringraziamenti all’Associazione ed a quanti operano per l’ospitalità dei bambini, perchè questa esperienza ci ha permesso di capire e conoscere realtà lontane da noi ed il vero significato dell’animazione con persone “speciali”. Siamo pronti a ripetere anche nel 2005 questa collaborazione, all’insegna della solidarietà, del divertimento e dell’allegria. La classe 4° ASS Il corso “Servizi Sociali” dell’Istituto Einaudi forma, attraverso un triennio di qualifica ed un successivo biennio post-qualifica, operatori e tecnici dei servizi sociali, dotati di specifiche competenze professionali per l’inserimento nelle strutture sociali operanti sul territorio, dove essi intervengono a sostegno di giovani e di anziani, di singoli individui e di famiglie. La collaborazione fra l’Istituto a l’Associazione, regolamentata da un’apposita Convenzione, è iniziata nel mese di aprile 2004, con incontri fra l’Associazione e gli studenti interessati; successivamente si sono tenute alcune lezioni sui rudimenti della lingua russa ed incontri per spiegare l’iniziativa di ospitalità. Giunti a Lodi siamo rimasti subito colpiti dalla spontaneità con la quale siamo stati accolti, dalla simpatica frenesia di coloro che ci hanno immediatamente coinvolto nell’attività facendoci sentire parte del gruppo. Non staremo qua a parlare di quanto è stato bello essere coinvolti in prima persona nel Progetto Cernobyl, di quanto ci abbia arricchito aver trascorso quasi un mese a fianco di quei bambini . . . ma ciò che ora ci pungola maggiormente la coscienza sono riflessioni diverse, forse legate di più a certe nostre paure, a certi dubbi che, nati in sordina, sono poi diventati il cardine dei nostri pensieri. Cosa rimarrà ai quei bambini dei trenta giorni trascorsi qui? Quale messaggio siamo riusciti a far arrivare a loro? Questa esperienza in Italia riuscirà a trasmettere loro un messaggio positivo, di fiducia nel futuro, oppure l’essere stati catapultati in un qualsiasi angolo dell’opulento occidente, rischia invece di acuire le loro problematiche, e di far travisare quello che invece si auspicava giungesse loro? Siamo riusciti a infondere sicurezza e serenità? A far capire che non sono soli, che ci sono persone che hanno a cuore il loro futuro? E’ questo ciò di cui hanno bisogno, non di conoscere un’Italia vuota di valori ma piena di regali . . . una specie di “paese della cuccagna” . . . Ovviamente le difficoltà linguistiche acuiscono queste incomprensioni, ma noi dobbiamo far di tutto per ascoltare e rispondere solo ai veri bisogni di questi piccoli: solo così potremo dire di aver trasmesso un messaggio umano di solidarietà e speranza. Chiara e Michele LA FUGA Un Paese non viene impoverito solo per la fuga fisica dei suoi abitanti, ma, ancora di più, quando coloro che restano si pongono dei modelli di vita estranei, che non potranno mai realizzare, invece di agire nel proprio contesto per il miglioramento delle proprie condizioni. In Bielorussia il bambino vive in un ambiente nel quale è forte la disgregazione sociale e quindi si perde la capacità di trasmettere i valori tradizionali; quando arriva in Italia rimane affascinato da quello che gli appare come un mondo di favola, visto solo nelle pubblicità televisive. L’ostacolo della lingua impedisce sia di avere un rapporto chiaro e diretto con il bambino, sia di comprendere come le accompagnatrici lo mettono in relazione con il mondo in cui si trova. Ed allora è forte il rischio che il bambino si porti a casa l’impressione che esista un Paese dove tutto è facile, dove tutto si può avere, si porti a casa, insomma, il germe di un desiderio di fuga che potrebbe in un domani farne un disadattato nel proprio Paese. L’ospitalità, così come è condotta da moltissimi gruppi, noi inclusi, dedica una forte attenzione a questo problema; ci si rende tuttavia conto che è indispensabile che le nostre azioni di aiuto vengano concretizzate in loco e con un forte contributo locale, dando attenzione anche alla conservazione dei valori tradizionali, importante elemento di aggregazione sociale. Giorgio AAS 2005 Nell’intricato panorama di associazioni di volontariato, onlus, ong e affini, orientarsi non è affatto scontato, né semplice. Ce ne siamo resi conto la scorsa primavera ed estate, dopo aver di comune accordo pensato che sarebbe stato proprio bello riuscire ad impiegare un po’ del nostro tempo libero in qualcosa di utile per gli altri, a partecipare ad un progetto a noi accessibile senza dover attraversare oceani . . .Tra chi richiedeva procedure di selezione al limite della fobia, tra chi neanche rispondeva, alla fine ci siamo imbattuti nel sito degli Amici di Serena, e leggendo tra le iniziative ci siamo appassionati a questa associazione, e abbiamo deciso di tentare. P R O G ET T O C ER NO B Y L E DOMANI ? 9 AAS 2005 P R O G ET T O C ER NO B Y L UNA RICERCA COINVOLGENTE 10 Un giorno, il mio insegnante di canto mi diede da studiare tre o quattro canzoni, avvisandomi che avremmo dovuto cantarle, insieme ai bambini bielorussi, la settimana successiva, in piazza Duomo a Lodi, in occasione della fiaccolata organizzata dall’Associazione Amici di Serena. In realtà avevo notato che una delle mie amiche, una volta all’anno, ospitava un bambino della Bielorussia per circa un mese, ma non mi ero mai preoccupata delle motivazioni che spingevano la sua famiglia a farlo. Decisi di collegare l’argomento che avevo scelto per la mia tesina di maturità (l’affido) con l’Associazione che aveva organizzato quella magnifica serata. Mi misi in contatto con Annalisa che, cordialmente, mi aiutò sia a ritrovare il materiale utile per ciò che mi serviva sia a comprendere i gravi problemi che affliggono i bambini bielorussi dopo l’esplosione di Chernobyl. Naturalmente la mia ricerca mi aiutò molto ad avvicinarmi al problema ed anche ad aprirmi il cuore: mentre lavoravo, riflettevo; mi rincuorava il pensiero delle persone che fanno sacrifici per aiutare i poveri bambini ad evitare o a superare gravi malattie. Vedere quei ragazzini sorridere e divertirsi mentre cantavano con noi mi faceva sentire ad un metro da terra perché sapevo che, anche solo per qualche minuto, avevo contribuito alla loro gioia. Devo ammettere che inizialmente le motivazioni che mi avevano spinto a costruire la mia ricerca attorno all’Associazione “Amici di Serena” erano abbastanza banali, perchè mi serviva “solo per l’esame di stato”; poi, man a mano che la mia tesina aumentava di volume, anche le mie conoscenze crescevano di pari passo, e con loro la voglia di saperne sempre di più; guardavo le foto, leggevo articoli scritti sul Cittadino o su altri giornali, osservavo i programmi ed intanto pensavo a quanto queste persone si impegnano per aiutare il prossimo in difficoltà. A quel punto il mio scopo non era più concludere la ricerca, ma ampliarla, andare sempre più nei particolari perché non volevo, terminandola, far cessare anche il mio interesse nei confronti di tutto ciò che ne faceva parte. Ora come ora non so cosa mi riserverà il futuro, potrei diventare un’animatrice per i bambini in difficoltà oppure occuparmi di faccende totalmente differenti, comunque so che questo anno, passato informandomi su un’Associazione tanto benevola, mi ha aiutato a crescere e a rendermi conto di quanto la mia infanzia sia stata felice rispetto a quella di altri bambini che convivono ogni giorno con malattie, rischi e povertà. Alice Ecco, allora, l’idea di rivolgersi alla comunità lodigiana, già in passato chiamata ad appelli di solidarietà, con una richiesta di aiuto. Da Ossago, dai comuni limitrofi, da tutto il lodigiano, in poco tempo, sono sorte innumerevoli iniziative spontanee, che nel giro di poche settimane hanno permesso di raccogliere i fondi necessari per volare a New York e realizzare il sogno di far guarire Dafne. Un sogno, che non era più solamente dei suoi famigliari, ma di tutta la comunità lodigiana; una comunità che all’occorrenza sa sempre dare prova di generosità, coraggio ed altruismo; una comunità, per sensibilità ed attenzione, alla quale attribuirei la definizione di “cittadella della solidarietà”. Dafne, adesso, ne è diventata il simbolo, l’emblema, per tutti i bambini con problemi di salute, e per tutti coloro che s’impegnano per promuovere la salute dei fanciulli. Natale AIUTOOO ! - Aiutoooo ! - Quante madri vorrebbero gridare questa richiesta per il proprio figlio ammalato in modo grave. Il pudore, ed anche a volte i sensi di colpa, impediscono ciò; ed il dramma si consuma in famiglia tra mille difficoltà e problemi. Oggi esistono sul territorio molte Associazioni che si occupano di assistere ammalati, di sollevare la famiglia, che ha già molti problemi, da qualche incombenza. La nostra Associazione negli anni si è indirizzata ad aiutare i bambini ammalati di leucemia e di tumori in genere, rimanendo vicina alla famiglia ed occupandosi del trasporto del paziente nei luoghi di cura. Inoltre, quando ci viene richiesto, siamo in grado di dare consigli e supporto per i problemi relativi alla leucemia. Abbiamo una rete di volontari, a cui va la nostra infinita gratitudine, che è disponibile, tutti i giorni, per trasportare i bambini nei vari ospedali, pre- valentemente al San Gerardo di Monza ed al San Matteo di Pavia. Fino all’anno scorso il servizio veniva effettuato con le autovetture dei volontari, che si assumevano tutti i rischi del caso; da quest’anno una gradita sorpresa: un’impresa di Lodi, la CENTREDIL, ci ha donato un’autovettura adatta al trasporto dei ragazzi, che vedete in foto. Alla CENTREDIL ed ai suoi clienti che hanno permesso questo regalo, un sentito ringraziamento da tutti gli Amici di Serena e dai piccoli pazienti fruitori del servizio; un grazie anche all’Agenzia INA Assitalia di Marco Cortellazzi, che ci ha donato un anno di assicurazione. Il trasporto di bambini nel 2004 ha coinvolto 13 volontari, che hanno compiuto 160 viaggi, percorrendo oltre 13.000 km AAS 2005 Chi non conosce la storia di questa bimba? Chi non ha contribuito con un gesto, una sottoscrizione, un’iniziativa alla richiesta di aiuto dei suoi genitori? Credo che oramai tutti, nel lodigiano ed oltre, siano partecipi della vicenda di Dafne, della sua malattia, dei suoi interventi chirurgici al Medical Center di New York e del suo felice ritorno. Certo che all’inizio nessuno poteva prevedere l’esito finale di questa storia! M’immagino il dramma che si sono trovati ad affrontare i genitori di Dafne: la bimba aveva bisogno di essere operata al cervello il più presto possibile per una sclerosi tuberosa che metteva a rischio la sua vita ed in Italia non c’era un ospedale che garantisse la buona riuscita dell’intervento. L’unica soluzione era rivolgersi all’estero, in America, ma servivano 250.000 dollari, una cifra che nemmeno ipotecando la loro casa sarebbero riusciti a raccogliere. PRO G ET T O B AMBI NO MAL AT O DAFNE, UN SIMBOLO 11 AAS 2005 PRO G ET T O HU MU S FACCIAMO IL PUNTO 12 Come noto, il progetto si divide in due settori: agronomico e sociopedagogico; a che punto sono arrivati? Nella primavera del 2004 sono giunti in Italia a Imola presso l’Istituto Sperimentale Mario Neri due agronomi bielorussi per uno stage di aggiornamento professionale durato tre settimane. La serra pilota che si trova presso l’Istituto Nii Radiologhi a Gomel ha raggiunto il suo scopo: il primo esperimento di produzione di verdura non contaminata utilizzando le tecniche del ”fuori suolo” è terminato alla fine di settembre 2004. In un mese e mezzo sono stati raccolti 350 Kg. di cetrioli utilizzando la tecnica del “substrato” con l’idrocomputer e 25 kg., fra prezzemolo ed insalata, utilizzando la tecnica del “floating system”. Ora continuerà la sua funzione come centro didattico e sperimentale per l’esecuzione di stage e di tirocinio pratico per gli agronomi locali. Si è dato avvio al progetto esecutivo per la realizzazione della serra di 2.000 metri quadrati a Dubovy Log. Il corso scolastico sulla radioprotezione, già effettuato nel villaggio di Dubovy Log, è stato riproposto nel villaggio di Sivitsa, provincia di Volozhin. Il Ministero della Pubblica Istruzione della Bielorussia sta valutando la possibilità di estendere questa esperienza, inserendola nella programmazione ufficiale degli istituti scolastici delle zone contaminate. Nella provincia di Chechersk verranno distribuite 5.000 copie dell’opuscolo, già realizzato per gli abitanti di Dubovy Log, dal titolo: ”Raccomandazioni per la gestione in sicurezza della vita in condizioni di contaminazione radioattiva”. Insieme a queste iniziative dirette sul progetto, sono stati avviati anche interventi miranti a far conoscere maggiormente i problemi e le azioni che si intendono avviare per affrontarli: E’ stata portata in Italia dalla Bielorussia, grazie al contributo degli “Amici di Serena”, la mostra di artisti locali “26 Aprile” sui segni che la radioattività ha lasciato negli animi delle persone. Questa mostra è circolata in parecchie città italiane ed è stata inaugurata a Torino il 26 marzo 2004 alla presenza di numerose personalità politiche, bielorusse e del volontariato; per gli Amici di Serena erano presenti Natale e Maristella. Grazie al sodalizio col Circolo Gaia di Legambiente Torino, è stato realizzato un convoglio umanitario con farmaci alla volta dell’ospedale di Dobrush e dei FAP territoriali della provincia di Dobrush (fra cui Dubovy Log). Sono stati consegnati 363 colli di farmaci (fra cui 1.440 flaconi per fleboclisi, 2.000 confezioni di antinfiammatori, ecc.) e presidi (fra cui 10.000 deflussori) per un peso complessivo di 24 quintali ed un valore di 30.000 euro. Con l’Associazione “Il Cavallo Bianco” di Roma si è avviata una collaborazione per un progetto, nell’orfanotrofio (Internat) bielorusso di Begoml, tendente a creare percorsi di autonomie ed imprenditorialità giovanile verso la deistituzionalizzazione manicomiale e l’integrazione sociale e culturale (parte dei bambini dell’internato di Begoml sono classificati come “oligofrenici”). Il lavoro svolto comprende anche il continuo aggiornamento del Sito Internet www.progettohumus.it che nel 2004, con oltre 50.000 visite e più di 1.800.000 accessi e l’invio di newsletter ad oltre 7.500 indirizzi, ha permesso una più ampia divulgazione del messaggio del Progetto. Ora speriamo di raccogliere quanto seminato! Daniele problemi scarseggiano (non ci sono psicologipedagoghi) e spesso i bambini quando e se ritornano in famiglia, ritrovano gli stessi problemi di quando sono stati allontanati. Il nostro progetto vuole aiutare la provincia di Dobrusch a risolvere (almeno in parte) questi problemi. Aiuteremo anche materialmente il Priut provinciale di Lagugnì e di conseguenza i bambini che vi vengono ospitati, pagheremo lo stipendio a due psicologi-pedagoghi che dovranno monitorare la provincia per trovare e capire le varie emergenze famigliari ma anche per trovare “famiglie bene” disposte ad ospitare temporaneamente bambini in difficoltà e così diffondere nella provincia la cultura dell’affido famigliare che ora non esiste. Dal settembre 2004 queste due persone lavorano per il progetto ed il prossimo aprile una nostra delegazione si recherà a Dobrusch per capire e controllare il “lavoro fatto” e per cercare di risolvere qualche problema sorto nella svolgimento del progetto stesso. Vorremmo anche trovare altri ambiti di intervento, magari con l’aiuto di altri Comitati che ospitano bambini da Dobrusch e che saranno con noi in Bielorussia. Ma questo è il futuro: al presente posso dire che si è aperto un conto corrente a Dobrusch dove verseremo i fondi man mano che il progetto andrà avanti. Laggiù contano molto su di noi: le idee che portiamo e che abbiamo in testa sono molte, speriamo di poterle realizzare tutte. Gigi. AAS 2005 L’anno scorso, più o meno di questi tempi, ha mosso i primi passi nella provincia di Dobrusch (Bielorussia) il Progetto Tizzi. Dopo 2, 3 anni di preparativi, scambi di idee, riunioni, telefonate varie, quell’idea nata dalla sensibilità di alcune persone della nostra associazione ha preso corpo: è diventata realtà. Con l’aiuto decisivo dell’Erbolario, una delegazione degli “Amici di Serena” si è recata a Dobrusch e ha donato a questa provincia della Bielorussia (tra le più contaminate della reazione della disgrazia di Cernobyl) aiuti umanitari ed uno Scuolabus. La consegna del pulmino e la firma della convenzione per regolarne l’uso è stato praticamente l’inizio operativo del nostro impegno a Dobrusch. Impegno concretizzato nel dicembre scorso con la firma vera e propria del progetto. Come associazione siamo molto legati a questa provincia Bielorussa: da lì provengono i bambini che ospitiamo a settembre, lì vive anche la nostra ormai carissima amica Ludmilla ed è stata proprio lei a darci l’input per iniziare il nostro progetto. A Dobrusch e provincia, come del resto in tutta la Bielorussia, c’è “l’emergenza famiglie”. Nella campagna ma anche nelle città c’è tanta gente povera, senza lavoro, alcolizzata e depressa. A farne le spese sono soprattutto i più deboli: i bambini. Molti vengono allontanati dalle famiglie e ospitati in strutture temporanee (Priut, casa di prima accoglienza) oppure mandati in orfanotrofi, di cui purtroppo in Bielorussia è piena. Le strutture statali che vengono incontro a questi PRO G ET T O T I ZZI E’ IN MARCIA 13 AAS 2005 O L T R E L ’ O SPIT AL I T A’ I PROGETTI DI LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’ 14 L’Associazione Amici di Serena si è sempre appoggiata a Legambiente Solidarietà, di cui condivide le scelte, per organizzare l’accoglienza dei “Bambini di Cernobyl”; in questo modo ha potuto conoscere, e quando possibile condividere, i vari Progetti che Legambiente Solidarietà ha avviato nel tempo per trasferire in loco la propria azione di aiuto verso la popolazione bielorussa ed in particolare verso i bambini. Oltre al Progetto Humus ed al nostro Progetto Tizzi, in cui diamo ampio aggiornamento su queste pagine, Legambiente Solidarietà è presente con altri progetti; tutti hanno in comune la condivisione ed il coinvolgimento delle istituzioni locali compresa l’organizzazione e la gestione attraverso protocolli d’intesa che stabiliscono in modo chiaro compiti e responsabilità. Progetto FAP: ha lo scopo di fornire medicinali di base ai punti medici di numerosi villaggi della provincia di Cecersk; infatti in generale è disponibile almeno un infermiere che può far funzionare il punto medico del villaggio per un paio di giorni alla settimana, mentre mancano i medicinali ed i materiali fondamentali; le liste del materiale necessario vengono preparate in collaborazione con il primario dell’ospedale di Cecersk e l’acquisto viene effettuato sul mercato locale. Progetto Rugiada: è nato per ospitare localmente in una struttura situata in area non radioattiva i bambini che abitano in aree contaminate, ma non possono uscire dalla Bielorussia in quanto privi di cittadinanza e quindi di passaporto; sono i bambini di famiglie che sono entrate illegalmente in Bielorussia arrivando dalle aree più disastrate dell’ex Unione Sovietica e si sono installate nelle zone ad alta radioattività sgomberate dopo la catastrofe di Cernobyl. Progetto Cigno: si può dire che è la continuazione del Progetto Rugiada; esso prevede la ristrutturazione di un sanatorio in zona non contaminata della provincia di Osipovici, nella Regione di Moghilev. Oggi la struttura è gestita dalle autorità sanitarie regionali, ospita dai 30 ai 40 bambini ogni mese e, come tanti centri di risanamento bielorussi, rischia di essere chiusa entro la fine del 2005 per mancanza di fondi per lavori di ristrutturazione non più procrastinabili. Attraverso il recupero degli immobili e l’ampliamento degli stessi il Progetto Cigno si pone l’obiettivo di continuare ad accogliere i bambini, garantendo, per quanto riguarda l’abbattimento delle sostanze radioattive, gli stessi benefici di un soggiorno all’estero. A lavori completati, Legambiente Solidarietà sarà impegnata nella gestione della struttura attraverso l’impiego di personale locale. Progetto Vetka: è nato l’anno scorso per dare supporto ed assistenza all’ospedale di Vetka, particolarmente per quanto riguardava attrezzature e materiali per cure dentistiche. L’impianto dentistico comprato in Bielorussia, dopo l’adeguamento dei locali, è perfettamente operativo; il primario ha richiesto la fornitura di un apparato per le cure dentarie portatile, per i bambini dei villaggi rurali che hanno difficoltà a raggiungere l’ospedale. Progetto Bronnitsa: riguarda la ristrutturazione degli impianti sanitari della Scuola di Bronnitsa, provincia di BudaKosheljovo. Questo intervento ha fatto sì che la scuola non venisse chiusa ed è stato seguito prevalentemente dal Comitato Cernobyl di Mariano Comense; si vorrebbe estenderlo ad altre scuole. Interventi in Russia: sono allo studio interventi nella provincia di Novozybkov dove esistono ampie zone contaminate da cui la maggior parte dei bambini non è mai uscita; il problema immediato è rafforzare i rapporti di partnerariato con l’associazione russa “Druzhbà”, dotandola di strumenti informatici per facilitarle l’operatività e la selezione dei bambini per i soggiorni in Italia. AAS 2005 Dal 18 al 23 maggio 2004 a Lodi ed in altri 4 comuni del Lodigiano (Casalpusterlengo, Codogno, Lodivecchio e Borghetto Lodigiano) si è tenuta la 3° edizione dei “Laus Open Games”, meeting sportivi nazionali ed internazionali ad inviti riservati ad atleti disabili mentali. Hanno partecipato all’evento 145 atleti provenienti da diverse regioni italiane (Veneto, Friuli, Sicilia, Sardegna, Lombardia) e da due paesi europei (Slovenia e Svizzera) oltre che, naturalmente, dal Lodigiano. E’ stata una grande settimana di sport che ha visto la realizzazione di tornei di bocce, tennis e di un grande meeting di atletica leggera. Ma, oltre alla parte sportiva, due sono stati gli elementi importanti e positivi che hanno contraddistinto l’iniziativa: l’organizzazione dell’evento, in tutte le sue fasi, è stata condivisa da un numero altissimo di realtà istituzionali, sociali, sportive del Lodigiano; dall’Amministrazione Provinciale ai diversi Comuni ospiti della manifestazione, dall’Azienda Sanitaria locale all’Azienda Ospedaliera, dal LAUSVOL ad alcune cooperative sociali e comunità di recupero, dalla UISP alla croce Rossa ed alla Protezione Civile, tutti hanno dato il loro contributo concreto alla riuscita dell’iniziativa tutte le delegazioni sono state ospitate, gratuitamente, presso famiglie del territorio o presso strutture messe a disposizione per l’occasione (reparti ospedalieri, foresteria dell’Osservatorio Astronomico, Comunità di recupero, oratori, colonie), decine di persone si sono preoccupate di organizzare colazioni, pranzi e cene e di partecipare al trasporto degli atleti e degli accompagnatori. Inoltre, ogni comune ospite ha organizzato una serata di festa per gli atleti e di incontro con la comunità locale. Una grande dimostrazione di affetto e di sensibilità della comunità lodigiana in tutte le sue espressioni!!! Anche l’Associazione Amici di Serena ha collaborato all’iniziativa, soprattutto per quanto riguardava il reclutamento delle famiglie, infatti, sono stati 14 i nuclei familiari di diversi comuni del Lodigiano che hanno ospitato uno o più atleti per l’intera settimana di gare. E’ stata per tutti, salvo qualche legittima preoccupazione iniziale, una bellissima esperienza che ha fatto nascere tanti rapporti di amicizia tra i ragazzi e le famiglie coinvolte. Alla luce di questo primo, importante risultato si pensa di sviluppare ulteriormente il discorso dell’ospitalità presso famiglie in occasione dell’edizione 2005 dei “Laus Open Games” che si terranno dal 2 al 8 maggio prossimi. Sarà un nuovo, grande appuntamento di sport, festa ed amicizia. Alessandra e Claudio O L T R E L ’ O SPIT AL I T A’ LAUS OPEN GAMES 15 AAS 2005 SO LI DARI ET A’ REGALATI UNA STELLA 16 Sicuramente l’enorme successo di “Regalati una stella” è dovuto alla vincente unione di sport, solidarietà e musica che quest’iniziativa ha proposto alla città di Lodi. Il 19 Settembre in Piazza Duomo hanno suonato e cantato, sul palco di Radio Italia, diciassette grandi nomi della musica italiana che hanno potuto soddisfare un pubblico eterogeneo dal punto di vista sia dell’età, sia dei gusti musicali: i classici Pooh e Ron, il pop-rock del cantautore politicamente impegnato Edoardo Bennato e il pop leggero delle nuove proposte come Luca DiRisio, Simone e Helena. Tra le altre stelle (presentate da Roberto da Crema “Il Baffo” e da Fiorella Felissati) ricordiamo anche Db Boulevard, i Ragazzi Italiani, Zero Assoluto. La componente sportiva di questo grande evento (trasmesso da Video Italia solo musica italiana in differita su Sky e in diretta radiofonica da Radio Italia s.m.i ) ha dato la possibilità alla squadra di pallavolo femminile Pulcher Volley di presentarsi alla città di Lodi; le disavventure successive della Pulcher nulla tolgono al valore di questa serata. L’intuizione dei dirigenti della società sportiva, in particolare del suo presidente Fernando Du Chene de Vere, era straordinaria: parlare di solidarietà in un momento di festa collettiva. L’aspetto solidale dell’iniziativa ha permesso di devolvere all’Associazione Amici di Serena le offerte ricavate tramite gli sponsor, i punti di raccolta posizionati ai quattro angoli della piazza e gli SMS inviati dai cellulari TIM: le offerte sono anche arrivate in differita, quando lo spettacolo è stato trasmesso sul circuito satellitare, ed è singolare questo concorso silenzioso, da più parti d’Italia, in nome del sostegno al bambino ammalato, che era il fine della serata benefica! Erano in cinquemila (o forse più) a riempire la Piazza del Duomo . . . questo può bastare a farci capire come sia stata accolta e apprezzata “Regalati una stella” dai cittadini lodigiani. Insomma, Lodi ha dato tanto a quest’iniziativa del tutto singolare per il suo territorio e per la tipologia di manifestazioni che lo animano, ma, allo stesso tempo, come succede quasi sempre nelle azioni solidali, anche l’evento è riuscito a donare qualcosa ai lodigiani e alla città stessa. Infatti, anche se l’atto solidale del “dare” può non avere in sé lo scopo o l’intenzione del “ricevere”, volenti o nolenti si ottiene sempre qualcosa in cambio: gratitudine, un sorriso, la semplice soddisfazione che è intrinseca nel donare o nella consapevolezza di aver fatto qualcosa di fondamentale per qualcuno. “Regalati una stella” cos’ha dato in cambio alla città di Lodi ? Senza dubbio le ha permesso di rivalutare la Piazza Duomo dandole quella ventata di ”vita” che troppo spesso le è mancata: grazie alle prospettive delle riprese delle telecamere di Video Italia ci si è resi conto della bellezza del centro della città e della possibilità che la piazza stessa potrebbe offrire per altre eventuali e future iniziative. E ai Lodigiani? Oltre ad aver regalato loro una bella e particolare serata (decisamente fuori dalla media), ha risvegliato in loro lo spirito solidale riuscendo a coinvolgerli con successo nella manifestazione e nel suo vero significato. Anna priorità all'educazione integrale scolastica dei figli in età scolastica che non hanno avuto la possibilità di studiare nelle scuole pubbliche per mancanza di mezzi finanziari. Siamo 315 membri effettivi, tutti portatori di handicap fisico e sociale. Così, con questo coraggio, nel tentativo di risolvere i problemi specifici di questa categoria dei membri di ADAME, osiamo chiedere ai fratelli italiani una collaborazione fraterna . . . “ La prima iniziativa di questa Associazione è stata la costruzione e la gestione di una scuola elementare per i figli degli handicappati, che in realtà è frequentata anche da altri bambini della zona. La scuola è stata semidistrutta nel 2003 da un tifone ed è stata ricostruita grazie all'intervento degli Amici di Serena; nella foto si vedono i lavori di ricostruzione. Oggi frequentano la scuola circa 100 alunni. L'obiettivo che persegue ADAME è quello di dare un minimo di autonomia economica ai propri soci, valorizzando le capacità, le competenze e la professionalità dei singoli per creare una serie di laboratori, di occasioni di lavoro e quindi di reddito. Così sono nati piccoli ma significativi progetti, la maggior parte ancora da definire, ma che vale la pena tentare di realizzare: c'è già chi lavora a uncinetto, chi lavora la latta e l'idea è quella di fabbricare secchi per i pozzi dell'acqua, chi, ancora, sa riparare le biciclette. Importante anche l'idea di costituire una c o o pe ra t i va a g ri c ol a pe r valorizzare le donne vedove che rischiano l'emarginazione sociale a causa della loro condizione. Ma il sogno di Paolo Amerigo e dei suoi compagni è quello di poter costruire una sorta di centro sociale in cui far confluire tutte queste iniziative. E' un sogno ambizioso non solo per i costi, ma soprattutto, per l'impegno organizzativo che richiede. Anche per gli Amici del Marajò l'impegno sarebbe molto forte, ma unendo le forze con altri, penso che potremmo essere in grado di dare una risposta positiva ai nostri amici africani, almeno per una parte del progetto. E mentre il sogno continua e si spera possa diventare presto realtà, ADAME ha messo a punto un progetto concreto di recupero delle carrozzelle che servono ai soci con problemi motori per potersi spostare con autonomia.; noi condividiamo e sosteniamo questo progetto. Nell'ottobre del 2003 il tifone aveva distrutto la scuola ed aveva messo in seria difficoltà l’esistenza stessa di ADAME, l'aiuto degli Amici di Serena non solo ha permesso la ricostruzione della scuola, ma dato all’Associazione la possibilità di poter continuare ad esistere. Oggi, infatti, è riconosciuta dal governo della provincia di Nampula come persona giuridica, con decreto 186/2004 del 5 aprile 2004. Piero AAS 2005 Lo scorso ottobre sono stato nuovamente in Mozambico con Elena e Patrizia per seguire da vicino i progetti realizzati con il sostegno degli Amici del Marajò. A Nampula abbiamo incontrato i soci di ADAME ed il loro presidente Americo Paolo Julio, che ci hanno consegnato un messaggio, di cui traduciamo una parte. “. . . ADAME (associazione handicappati per vincere la povertà che soffriamo) è una associazione di persone portatrici di handicap fisico, senza fini di lucro, che lottano per la difesa dei propri diritti e si sforzano di trovare soluzioni ai problemi che li affliggono, avendo lo scopo di inserimento sociale dei suoi membri. Dalla sua fondazione nel 1998 lavora per soddisfare le necessità dei propri membri, dando SO LI DARI ET A’ NOTIZIE DALL’AFRICA 17 AAS 2005 SO LI DARI ET A’ PER NON DIMENTICARE . . . BESLAN 18 La tradizionale fiaccolata per la “Giornata del Donatore” che si è tenuta il 25 settembre 2004 e che nell’anniversario della nascita di Serena conclude anche l’esperienza lodigiana dei Bambini di Cernobyl, si è arricchita quest’anno di un significato particolare. L’ Unicef di Lodi e l’Associazione Amici di Serena, che condividono ideali e speranze e da sempre collaborano, hanno pensato di ricordare durante la fiaccolata i bambini di Beslan in Ossezia, così ferocemente colpiti alcune settimane prima. Mai la barbarie umana era arrivata a tanto: colpire le persone più deboli e indifese per antonomasia, i bambini per l’appunto, nel loro santuario più sacro, la scuola, e per giunta nel primo giorno dell’anno scolastico. Quel primo giorno di scuola che nei paesi dell’Est costituisce un motivo di festa cui partecipano i genitori e tutta la comunità locale, si è trasformato in una tragedia immane, con migliaia di persone sequestrate e centinaia di bambini morti. Le immagini di quei volti terrorizzati hanno fatto il giro del mondo ed hanno fortemente impressionato (e talvolta traumatizzato) anche i nostri bambini, le nostre famiglie, le nostre scuole. Ecco perché la proposta dell’Unicef e degli Amici di Serena è stata accolta con grande slancio e sensibilità: molte scuole hanno partecipato con striscioni e cartelli infoltendo il corteo che ha attraversato la città, illuminata dalle torce che vista la grande adesione non sono bastate per tutti. “Per non dimenticare”, era lo slogan della manifestazione. Per non dimenticare i bambini innocenti barbaramente uccisi assieme ai loro genitori; ma anche per condannare ogni forma di violenza e terrorismo che in questo caso ha raggiunto l’apice dell’efferatezza. Le nostre Associazioni, è stato detto dai relatori al termine della fiaccolata, sono sorte per aiutare i bambini e le loro famiglie segnati da un tragico destino e da una natura a volte crudele (malattie,calamità naturali, ecc.) ed anche da scelte sbagliate della “società dei grandi” (vedi incidente di Cernobyl, squilibri immensi tra nord e sud del mondo, ecc.). Mai avremmo immaginato di dover tutelare i bambini dall’odio degli uomini e dalla mano violenta dell’uomo sull’uomo. Durante la serata è stato annunciata anche la seconda parte dell’iniziativa, un albero in ogni scuola per i bambini dell’Ossezia” che si è realizzata nelle settimane successive con la piantumazione contemporanea in tutte le scuole. Particolarmente sentita la partecipazione alla fiaccolata da parte dei bambini Bielorussi presenti in piazza a conclusione della loro permanenza in Italia, anche per la comune appartenenza alla grande famiglia dell’est europeo. Già avevano ricordato qualche giorno prima, durante il loro soggiorno al mare, i bambini di Beslan; in questa occasione si sono uniti ai coetanei lodigiani in un immenso abbraccio di solidarietà. Un grande monito, un grande impegno, una grande responsabilità (soprattutto per noi grandi) “… per non dimenticare …”, e perché non accada mai più. Stefano Sono state erogate diverse donazioni in danaro, fra le quali spicca il contributo dato a Medici Senza Frontiere in occasione del maremoto del sud-est asiatico; si è continuata la sponsorizzazione dei Marciatori Lodigiani. La gestione dei panettoni e colombe ADMO e delle uova Maria Letizia Verga è “passante”; l’apparente discrepanza fra entrate ed uscite è dovuta al fatto che gli importi relativi ai panettoni vengono movimentati intorno alla fine dell’anno. Come sempre il bilancio non mostra la realtà più importante: il “capitale umano” che è alla base di tutte le iniziative e resterà sempre fondamentale ed insostituibile; è indispensabile che i Soci prendano coscienza di tale fatto e contribuiscano alle molteplici attività in funzione delle proprie capacità ed esperienze e del proprio tempo disponibile. AAS 2005 Questo è il Rendiconto Economico globale dell’Associazione per il 2004. Ancora una volta il bilancio dell’anno è in attivo; la maggior parte delle entrate viene da privati, sotto forma sia di donazioni, sia di partecipazione a manifestazioni, spettacoli o iniziative quali la sottoscrizione a premi. E’ tuttavia sensibile anche il contributo degli Enti Pubblici, dovuto in gran parte al finanziamento dato dalla Provincia di Lodi a due Progetti dell’Associazione. Come già nel 2003 si sono accantonate risorse per Progetti che nel 2005 avranno un concreto avvio: il Progetto Tizzi (per il quale sono disponibili circa 18.000 Euro) ed un’importante realizzazione del Progetto Bambino Malato. L’Associazione ha partecipato attivamente alla raccolta di fondi per Dafne, ricevendo nel 2004 oltre 26.800 Euro ed erogando 30.000 Euro in anticipo sulle donazioni che stavano arrivando. La voce di spesa che ha maggior risalto è sicuramente quella per il “Progetto Cernobyl” che nel 2004 ha chiuso il proprio bilancio in pareggio, grazie anche ad alcune donazioni di peso (Dipendenti Endesa Tavazzano, Comune di Lodi, Comune di S. Martino in Strada, gettone di presenza devoluto dal Consiglio Comunale di Lodi), ma soprattutto grazie alla miriade di piccole donazioni raccolte attraverso la sottoscrizione a premi, la Festa Naturambiente, la partecipazione a numerose manifestazioni (la bancarella di Monica, Vittoria, Sondra, Annalisa). R EN D I C O N T O ECO N O M I C O I SOLDI NON SONO TUTTO, ANZI . . . 19 RINGRAZIAMENTI AAS 2005 20 Questa pagina, ormai tradizionalmente dedicata ai ringraziamenti, diventa ogni anno più fitta di nomi di persone, enti ed istituzioni che ci hanno aiutato e sostenuto nelle varie iniziative. Il vostro aiuto è stato veramente prezioso e questo lungo elenco è per noi anche un termometro ideale per misurare ciò a cui teniamo di più, il diffondersi dei sentimenti di solidarietà e di partecipazione ai problemi dei meno fortunati. A voi tutti va la gratitudine delle persone che siamo riusciti ad aiutare grazie alla vostra generosità e collaborazione. Gli oltre 300 Soci dell’Associazione. Gli acquirenti di 8.000 biglietti della Sottoscrizione a Premi. Le famiglie che hanno ospitato i Bambini di Cernobyl: Destefani di Boffalora d’Adda, Celsa e Invernizzi di Brembio, Cerea e Visigalli di Casalmaiocco, Rossi di Cadilana, Tempella di Crespiatica, Alquati, Anelli, Armanini, Boffi, Canavero, Caserini, Comacchio, Cracolici, De Luca, Fischetti, Manfredi, Marsico, Moroni, Padovani, Pastore, Prevosti, Samarati, Soffientini, Volpi e Zanaboni di Lodi, Negri di Montanaso, Florio di Mulazzano Quartiano, Destro di Ossago e Marchetti di S. Martino in Strada. La squadra del mare: Angela, Annalisa, Daniela, Gessica, Giusy, Maristella, Mirella, Ottavia, Patrizia, Sondra, Vittoria, Aldo, Angelo, Daniele, Ermanno, Gigi, Giorgio, Giuseppe, Natale, Stefano; un ringraziamento speciale a Barbara, Carlotta, Letizia, Martina, Rafaela, Lele, Luigi. I ragazzi dell’Einaudi: Giuseppe Andriani, Antonia Ardemagni, Selena Baini, Debora Bedetti, Aurora Boldrini, Marta Capozzoli, Serena Carenzi, Gloria Catenio, Gessica Colombo, Pamela Gargiulo, Elisa Gerardi, Miriam Losi, Ambra Rabizzi, Maria Gloria Ramaioli, Laura Tesini. Gli amici di Brembio, Massalengo e Secugnago, Guido Agosti, Milly Aimi, Mara Allovisio, Antonietta Albanesi, Arianna Angeloni, Donata Avellino, Maria Baffelli, Carolina Barcia Piva, Mari Belfiore, Antonella Bellini, Lorena Bernasconi, Giovanna Bersani, Salvatore Berzaga, Antonio Betti, Secondo Bignami, Luciano Boaretto, Luciana Bombelli, Giuseppe Bonzi, Modesta Boselli, Ernesta Brambilla, Angela Brunelli, Fabio Bruschi, Vanda Bruttomesso, Paolo Calvaresi, Maria Grazia Canevara, Rosangela Capoferro, Anna Capuzzo, Cristina Carli, Alessandro Carminati, Cristiano e Emilio Carnaghi, Anna Rita Carrà, Bruna Caserini, Gianmarco Cavaliere, sig. Ceccoli e Autisti del Comune di Lodi, Costante Ceresa, Tamara Chelibji, Angela Cheregi, Marcello Chiarenza, Osvaldo e Carmela Chiola, Lia Cipolla, Antonio Clerici, Antonio Corsano, Manuela Costantini e Riccardo Beria, Angelo Caserini, Pasquale Ciampi, Antonio Clerici, Luigi Dalcerri, Marco Dalcerri, Laura Dalla Vecchia, Chiara e Alberto Dassisti, Antonio Dattilo, Alberto De Ambrogi, Marco Degano, Paola Del Pero, Giusy e Amedeo Devoti, Dipendenti Agenzia delle Entrate di Lodi, Dipendenti Biblioteca Comunale di Lodi, Dipendenti del Comune di Montanaso Lombardo, Dipendenti Centri SNAM di Sala Consilina - Melizzano - Salerno, Dipendenti Gruppo Arcobaleno di Casalmaiocco, Dipendenti degli Ipermercati “Il Gigante” di Varallo Pombia - Cinisello - Mariano Comense - Daverio, Francesco Di Mundo, Dipendenti Ufficio Postale di Castiglione d’Adda, Mario Dragoni, Marco Fattori, Barbara Favini, Enrico Fazio, Giacomo Ferliga, Anna Ferrara, Roberto Ferrario, Giancarlo Falautano, Famiglie Bombelli - Servidati - Cremonesi - Poiani - Cuccia, Paola Esposti, Barbara Favini, Andrea Ferraccioli, Fabrizio Ferrari, Giovanni Ferrari, Maria Fiocchi, Kevin Paolo Fiorentini, Luca Franco, Enzo Galli, Gianni Gandoni, Genitori della “Sacra Famiglia”, Gestore del bar del Parco Ittico Paradiso, Gestori del Rifugio “Alpe Corte”, Luca Gialdini, Giorgio Gobbato, Rosa Grechi, Anna Filomena Gina Grosso, Battista Grosso, Claudio Guarnieri, Achille Guercilena, Iscritti “Millennium Dance” di Sordio, Famiglia Emilio Joli, Francesco Lambri, Arnaldo Landi e Signora, Romina Laurenti, Lavoratori OCE Milano, Claudia Leccese, Claudia Licini, Famiglie Livraghi - Nobile, Maria Locatelli, Eugenio Lombardo, Luciana Lorenzetti, Laura Lovattini, Emanuele Maffi, Ugo Maffi, Andrea Maggio, Carla Maiocchi, A. Maria Marchesi, Franco Marchioro, Antonio Marenzi, Fabrizia Martinenghi, Stefano Mattiello, Irene Mazzi, Liliana Messa, Ettore Migliorini, Paolo Milza, Simona Moro, Annalisa Negri, Michele Papa, Rev. G. Franco Pizzamiglio Parroco di Tavazzano , Tullio Parmigiani, Angelo Edoardo Parolini, Francesca Pea, Mario Pederzoli, Giampiero Perani, Gianni Piatti, Laura Pietrantoni, Paola Pinoli, Carolina e Cristina Pizzochera, Giovanni Podda, Sorelle Postini, Paolo Poggi, Valentina Polloni, Bruno Pozzan, Edoardo Querzola, Giuseppe Quintini, le ragazze della Locanda di Lalla, Maria Raimondi, Roberto e Paola Resemini, Riccardo Riccardi, Silvia e Tiziano Ricci, Danila Rizzi, Adolfo Robione, Vera Rossetti, Enzo Salvardi, Giovanna Salzer, Giusi Santus, Francesco Sarzana, Elena Savi, Pierangela Scacchi, Chiara Scislowski, Mirella Scotti, Mariella Secchi, Faustino Simoncini, Mariangela Simoni, Gaudenzio Sozzi, Roberto Spaliviero, Rosa e Francesca Spingardi, Laura Stefanoni, Anna Strangolini, Inga Suraci, Valerio Tagliaferri, Andrea Tansini, Egidio Tansini, Rosanna Tarenzi, Angelo Tavazzi, Nadia Tondo, Margherita Tortini, Luisa Trinchi, Carlo Vigorelli, Angelo Visigalli, Ernesto Volpi, Alberto Zancanaro, Serena Zanol, Fausto Zenone, Teresa Zauli, IV Circolo Didattico, Scuola Elementare di Borgo S. Giovanni, Scuola Elementare di Brembio, Scuola Elementare di Secugnago, Scuola Elementare “Madre Cabrini” di Lodi, Scuola Elementare “De Amicis” di Lodi, Scuola Elementare “Don Gnocchi” di Lodi, Scuola Elementare “G. Pascoli” di Lodi, Scuola Elementare “Maria Ausiliatrice” di Lodi, Scuola Materna di Pieve Fissiraga, Istituto Professionale “L. Einaudi” di Lodi, I.T.I.S. “A. Volta” di Lodi. “Adda Market 63” La Loggia, ADMO, AIDO, ALAO, Amici del Marajò, “Amici del Vecchio Cortile” di Paullo, ADICA, AGESCI, Amnesty International, “Armando e Maria Rosa”, ASL della Provincia di Lodi, Associazione “AIUTIAMOLI”, Associazione Alpini Sezione di Lodi, Associazione Culturale “Adelante”, Associazione di Solidarietà Dipendenti Endesa Tavazzano, Associazione “FENACOM 50 e più”, Associazione “Maria Madre della Provvidenza”, Associazione Panificatori di Lodi, Associazione Sportiva “No Limits”, AUSER Lodi, AUSER Secugnago, Autoscuola Minojetti, AVIS Comunale Lodi, A.V.U.L.S.S., Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, Banca Popolare Commercio & Industria, Bar Galli di Borgo S.G., Basket Fanfulla, “Il Bazar di Angela” di Massalengo, BCC Centropadana di Guardamiglio, BENNET di S. Martino in Strada, “Bottega dei Mestieri Teatrali” con il regista Giulio Cavalli gli Attori ed i Tecnici, Bravi & Subinaghi, Calzificio Vegas di Rezzato, Carrozzeria Ferrari, Cartoleria “Carisma” di Massalengo, Centro Commerciale Lodi, Centro Donna, Ceramica Artistica Lodigiana “Vecchia Lodi” di Pisati, Centro Ippico “Fornelli” di Secugnago, Centro Ottico Europeo, Cighetti Antonio e Luigi SNC Castiglione d’Adda, Circolo Cooperativo di S. Martino in Strada, Circolo ENAL Ospedale Maggiore di Lodi, “Il cittadino” di Lodi, COGED Coordinamento Genitori Democratici, Comitato Soci COOP Lodi, Club Alpino Italiano di Lodi, Commissione Odontoiatri della Provincia di Lodi, Compagnia Filodrammatica “I Soliti”, Comune di Brembio, Comune di Crespiatica, Comune di Galgagnano, Comune di Graffignana, Comune di Lodi, Comune di Montanaso Lombardo, Comune di S. Martino in Strada, Comune di Secugnago, Cooperativa Sociale “Il Pellicano” di Monte Oliveto, C.O.N.I Lodi, Consiglio Comunale di Lodi, Consiglio di Zona Porta Cremonese, Cooperativa “Le Pleiadi”, Cooperativa “L’Ortica”, Cooperativa Nord Sud, CRAL ABB, CRAL ASTEM, CRAL “ottobre 77” del Comune di Lodi, Croce Rossa Italiana Lodi, Democratici di Sinistra, Ditta ALLOGEL di Brembio, Ditta Giovanni Ferrari di Ossago, “Donne in campo”, DSM Bakery Ingredients, Elettromeccanica “3B”, EMERGENCY Lodi, Erboristeria “Natur’Amica”, Farmacia Manfrini, F.C.I., FIBA CISL, Fiorista Casali, Fondo Solidarietà Atos Origin, Fototime, Gastone Cicli, Gastronomia F.lli Rusconi di S. Angelo Lodigiano, Gelateria “Umberto”, GI EFFE SRL, Gioielleria Antoniazzi, G.I.S. Lodi, Gruppo Cartofilo “Settebello”, Gruppo Famiglie parr. S. Lorenzo, Gruppo Famiglie parr. S. Maria Addolorata, Gruppo d’Intesa Associazioni Lodigiane pro Handicappati, Gruppo Ecologico Ludevegino, Gruppo Sportivo Marciatori Lodigiani, Help Line - Instrumentation Laboratory Milano, “I Girasoli” di Paola e Rosa, Ipermercato “Il Gigante” di Lodi, ISAC S.R.L., IVASET Informatica, “La Stella Alpina”, LAUSVOL, L’Erbolario, Legambiente Lodi, Lions Club S. Angelo Lodigiano, “Locanda del Grillo” di Caselle Lurani, “Locanda di Lalla” di Secugnago, Locatelli Intimo, “Lodi in Volley”, LT - Lavorazioni Tessili - di S. Angelo Lodigiano, Maiocchi Fiori, Marazzina Group di Mairano, Mariani Volley, Mobilificio Marchesi di Secugnago, Movimento contro la fame nel mondo, MUSICARTE Lodi, “Nuova Emar” di Somaglia, Oreficeria Rizzi, Ottica Ostinelli Patrizio, PACTIV SpA di Ossago Lodigiano, Parco Ittico Paradiso di Zelo Buon Persico, Pionierini della Croce Rossa, “Primaora”, Pro Loco di S. Rocco al Porto, Provincia di Lodi, Protezione Civile Lodi, PUBLITAU SRL, Rete Lilliput, S.S. Pedale Lodigiano 1951, Provincia di Lodi, Pulcher Volley, Questura di Lodi, Reparti di Oculistica Pediatria Chirurgia Oncologia e Radiologia dell’Ospedale Maggiore di Lodi, “Ricci e Capricci” di Massalengo, Alberto e i Ragazzi de “Il Gigante”, S.CO.M.E.S. di Castiglione d’Adda, Società Sportiva Canottieri Adda, Società Sportiva “Wasken Boys”, “SPAZIO AMICO”, Sport Market, STAR Lodi, Tipografia “La Grafica”, UISP, UNICEF Comitato Provinciale, UPIM Lodi, Well Time S. Colombano, V.I.M.E.L., WWF Alto Lodigiano. NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DI SERENA NUMERO UNICO - MARZO 2005 - STAMPATO IN PROPRIO