Disposizioni per la raccolta funghi epigei spontanei nel parco nazionale (approvate con Delibera di Consiglio Direttivo n° 12 del 22/04/2010) Art. 1 - Finalità e principi. 3. La presente disciplina regolamenta la raccolta dei funghi epigei spontanei nel territorio del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla Legge 23 Agosto 1993, n° 352, dal D.M.A. del 14/12/1990 “Perimetrazione provvisoria e misure provvisorie di salvaguardia del Parco Nazionale del Monte Falterona, Campigna e delle Foreste Casentinesi” ed in particolare da quanto stabilito nell’art. 6 della Legge 6 dicembre 1991, n° 394, nonché delle esigenze di tutela ambientale e di sviluppo economico e sociale delle collettività ricadenti all’interno del Parco Nazionale. 4. Nel territorio del Parco Nazionale la raccolta dei funghi epigei spontanei è comunque subordinata ad obiettivi generali di conservazione dell’integrità territoriale e degli equilibri degli ecosistemi. Gli effetti della raccolta sugli ecosistemi del Parco Nazionale saranno costantemente monitorati attraverso indagini scientifiche al fine di verificare la compatibilità della raccolta con le finalità di conservazione. Art. 2 - Raccolta dei funghi. 1. Per “raccolta”, ai sensi della presente disciplina, si intende la raccolta dei funghi epigei spontanei di qualunque specie. 2. E’ vietata la raccolta dei funghi decomposti e di quelli tossici, nonché il danneggiamento o la distruzione volontaria di funghi o parti di funghi di qualsiasi specie. 3. La raccolta dei funghi è comunque vietata nelle aree del Parco Nazionale ricadenti in zona “A” (Riserve Integrali) come da cartografia di Piano, ed in altre aree eventualmente individuate dall’Ente Parco. 4. Per ragioni di salvaguardia degli speciali valori naturalistici e conformemente al particolare regime di tutela ad esse attri- buito, la raccolta dei funghi nelle Riserve Biogenetiche dello Stato interne al Parco Nazionale è soggetta a speciale regime sanzionatorio, secondo quanto previsto dalla presente disciplina. 5. La raccolta dei funghi nelle aree autorizzate del territorio del Parco Nazionale è consentita esclusivamente previa autorizzazione dell’Ente Parco, secondo le modalità e nei limiti stabiliti nella presente disciplina. Omissis Art. 4 - Limiti alla raccolta. 1. L’autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco consente la raccolta sino ad un massimo di Kg. 5 (cinque) di funghi al giorno di qualsiasi specie per i residenti nel perimetro e nei comuni del Parco e di Kg. 3 (tre) per tutti gli altri (salvo il caso di un singolo esemplare o un cespo di esemplari concresciuti di maggior peso), di cui non più di 1 (uno) kg di Amanita caesarea (Ovolo buono) ed 1 (uno) kg di Calocybe gambosa (Prugnolo). Omissis Art. 5 - Modalità di raccolta. PARCO NAZIONALE FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E CAMPIGNA 1. La raccolta dei funghi epigei spontanei è consentita esclusivamente nei seguenti giorni: • Residenti all’interno del perimetro del Parco ed equiparati: tutti i giorni della settimana. •Residenti nei Comuni del Parco: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. •Residenti nelle Comunità ed Unioni Montane del Parco: martedì, giovedì, sabato e domenica. •Residenti nei restanti territori: martedì e giovedì. Tali raccoglitori potranno effettuare la raccolta anche di sabato e domenica ma limitatamente ai giorni pari o dispari, a seconda della scelta da loro effettuata secondo quanto previsto al successivo punto. le opere di regimazione delle acque, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e dei paesaggi e per le pratiche colturali autorizzate e fermo restando comunque l’obbligo dell’integrale ripristino anche naturalistico dello stato dei luoghi. 7. Per ragioni di carattere ecologico e sanitario è vietata la raccolta dell’Amanita caesarea (Ovolo Buono) allo stato di ovulo chiuso, cioè con le lamelle non visibili e non esposte all’aria. i sogg Nazion dalle g no ess 3. Pe funghi necess co; la g dovrà veglian bale, la nalme per la e guid 2. Per ragioni di contenimento dell’eccessivo afflusso di raccoglitori nei giorni di fine settimana, i raccoglitori residenti al di fuori delle Comunità Montane del Parco dovranno, in fase di acquisizione dell’autorizzazione annuale, effettuare la scelta di cui al punto precedente indicando nella 9. Fatto salvo il caso di esemplari con- causale del versamento, in modo definitivo per l’anno in corso e con scrittura non alterabile, se nei fine settimana (ovvero nei giorni di sabato e domenica) intendono essere autorizzati per i soli giorni con data dispari o per quelli con data pari. Non è ammessa in nessun caso l’acquisizione di due autorizzazioni riportanti scelte diverse a nome della stessa persona. cresciuti in cui almeno un individuo supera le dimensioni minime sotto indicate, è vietata la raccolta per le specie di seguito elencate di esemplari con dimensioni minime del cappello inferiori a : • cm. 4 (quattro) per il genere Boletus ; • cm. 2 (due) per l’Hygrophorus marzuolus (Dormiente), per la Calocybe gambosa (Prugnolo) e per il Cantharellus cibarius (Gallinaccio) . mento discipl Parco ogni a senta sull’att mero d giorna 10. La raccolta è inoltre vietata nei giardini e nei terreni di pertinenza degli immobili ad uso abitativo, salvo che ai proprietari o possessori; infine la raccolta è vietata: nelle aree a verde pubblico, per una distanza di m. 20 dal margine della carreggiata di strade statali e provinciali, nelle aree a discarica, nelle aree industriali e artigianali. 1. Le del te sono numer dell’En parten cizi co giorna rini, da Omissis Art. 8 - Raccolta dei funghi a scopo educativo IN S Omissis 3. La raccolta è ammessa esclusivamente nei boschi e nei terreni non coltivati nei quali sia consentito l’accesso. La raccolta può essere esercitata solo nelle ore diurne, dal sorgere del sole fino al tramonto. 8. La raccolta della Calocybe gambosa (Prugnolo), per ragioni di salvaguardia della specie, è ammessa solo a partire dal 15 aprile di ogni anno. 4. I funghi devono essere raccolti inte- ri, compresa la parte infissa nel terreno. Eventuali resti di micelio asportati con la raccolta devono essere ripuliti sul posto. 5. Nella raccolta è vietato l’uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino o l’apparato radicale della vegetazione. 2. I funghi raccolti devono essere riposti in contenitori rigidi od a rete, aerati ed idonei a garantire la diffusione delle spore. E’ vietato l’uso di sacchetti o buste in plastica. 6. E’ vietata la raccolta e l’asportazione, anche a fini di commercio, della cotica superficiale del terreno, salvo che per 1. Le guide ambientali ed escursionistiche formate e riconosciute dall’Ente Parco (Guide Esclusive) e quelle formate e riconosciute dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, che abbiano frequentato e superato il percorso formativo appositamente predisposto dal Parco Nazionale, possono accompagnare nel territorio del Parco Nazionale gruppi di massimo 10 persone per l’effettuazione di attività di raccolta dei funghi a scopo educativo. 2. La raccolta dei funghi effettuata dalle persone accompagnate dalle guide abilitate, dovrà rispettare i limiti e le norme previste nella presente disciplina per 4. L’a cui al vocata Art. te d Resid Resid Resid ed Un Resid La ver lamen www ue, per rdinaria e pratistando pristino uoghi. gico e manita di ovuvisibili e mbosa dia deldal 15 ri con- o supecate, è seguito oni mi- tus ; marzuoe gamharellus giardini mmobili rietari o ta: nelstanza giata di ee a diianali. a sco- ursioniall’Ente ormate Romauentato positazionale, orio del mo 10 ività di tivo. ta dalguide le norna per i soggetti residenti nei comuni del Parco Nazionale. I raccoglitori accompagnati dalle guide come sopra descritte, possono essere anche minorenni. 3. Per l’effettuazione della raccolta dei funghi ai sensi del presente articolo non è necessaria l’autorizzazione dell’Ente Parco; la guida che accompagna i raccoglitori dovrà però mostrare al personale di sorveglianza, in base a semplice richiesta verbale, la ricevuta fiscalmente valida, nominalmente rilasciata al singolo raccoglitore per la prestazione di accompagnamento e guida, ai sensi della vigente normativa. ospiti che risiedano per almeno una notte nelle predette strutture. 2. I predetti tesserini dovranno essere compilati a cura del gestore della struttura, riportando i dati del raccoglitore, della giornata di raccolta e della struttura ricettiva che ha ceduto il tesserino. Tali dati andranno riportati anche sulla matrice del tesserino stesso. 3. Contestualmente alla cessione di tali autorizzazioni il gestore della struttura ricettiva dovrà consegnare copia delle presenti norme e del materiale informativo eventualmente prodotto e distribuito dal Parco. 4. L’abilitazione alla guida per l’attività di cui al presente articolo potrà essere revocata a seguito di accertato comporta- 4. Il gestore della struttura dovrà impegnarsi a dimostrare, dietro semplice richie- mento contrario alle norme della presente disciplina ed alla restante normativa del Parco Nazionale. Entro il 31 dicembre di ogni anno ciascuna guida abilitata presenta all’Ente Parco una breve relazione sull’attività svolta con l’indicazione del numero di raccoglitori accompagnati e delle giornate di raccolta effettuate. sta verbale del personale di sorveglianza del Parco Nazionale, che il soggetto al quale è stata ceduta l’autorizzazione sia effettivamente registrato come soggiornante presso la struttura stessa. Il gestore della struttura dovrà inoltre restituire al Parco Nazionale le matrici dei tesserini ceduti debitamente compilate, per le verifiche del caso. Art. 9 - Raccolta dei funghi da parte degli ospiti di attività ricettive 1. Le strutture ricettive situate all’interno del territorio del Parco Nazionale possono acquistare presso l’Ente Parco un numero limitato (definito con appositi atti dell’Ente e diversificato in relazione all’appartenenza o meno al circuito degli Esercizi consigliati dal Parco) di autorizzazioni giornaliere, sotto forma di appositi tesserini, da cedere esclusivamente ai propri Art. 1O Violazioni e sanzioni 1. (…) In caso di violazione alle norme delle presenti disposizioni il personale accertante eroga (…) il pagamento di una somma da € 25,00 a € 1032,00, (…) salvo il fatto che la violazione stessa non costituisca infrazione più grave; si procede inoltre alla confisca di quanto raccolto in difformità dalla presente disciplina. sicuri a cercar funghi Scegli gli itinerari in funzione delle tue capacità fisiche e tecniche e documentati sulle caratteristiche del percorso: l’orografia del terreno va considerata con molta attenzione. L’accesso al bosco gioca anch’esso un ruolo importante. L’orografia del terreno non va trascurata: pendii scoscesi, canali e balze rocciose devono essere considerati con la massima attenzione. Non intraprendere un’escursione in montagna da solo. Comunica in ogni caso, ad una persona di fiducia, l’itinerario che prevedi di percorrere. Informati sulle previsioni meteorologi- che, e osserva sul posto costantemente l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. Se hai qualche dubbio sul percorso, torna indietro. A volte è meglio rinunciare che rischiare l’insidia del maltempo. Provvedi ad abbigliamento ed equipaggiamento idoneo all’impegno e alla lunghezza dell’escursione (pantaloni lunghi, giacca impermeabile ed antivento, guanti, cappello, scarponi da montagna) Non dimenticare di inserire nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni di emergenza (telo termico, lampada frontale, telefonino con batteria carica, bussola e/o altimetro, carta topografica, GPS, generi di conforto alimentare ecc.) insieme ad un piccolo kit di pronto soccorso. Per evitare problemi con insetti o altri In caso di emergenza contatta: Rispondi in modo chiaro alle domande che ti verranno poste. Ricorda: il tempo che viene “speso” in una accurata intervista è tempo guadagnato nelle fasi di soccorso. Una volta interrotta la chiamata, rimani dove è disponibile la copertura del segnale cellulare e attendi l’arrivo dei mezzi di soccorso. Omissis IN SINTESI Quantità giornaliere Giorni di raccolta Residenti nel Parco 5 Kg di cui non più di: 1 kg di Ovolo buono e 1 kg di Prugnolo Tutti i giorni Residenti nei Comuni del Parco 5 Kg di cui non più di: 1 kg di Ovolo buono e 1 kg di Prugnolo Martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica Residenti nelle Comunità ed Unioni Montane del Parco 3 Kg di cui non più di: 1 kg di Ovolo buono e 1 kg di Prugnolo Martedì, giovedì, sabato e domenica Residenti nei restanti territori 3 Kg di cui non più di: 1 kg di Ovolo buono e 1 kg di Prugnolo Martedì, giovedì, sabato o domenica (limitatamente ai giorni pari o dispari a seconda della scelta effettuata) La versione integrale del presente regolamento si può scaricare dal sito Internet www.parcoforestecasentinesi.it oppure richiedere agli uffici e alle strutture informative dell’Ente Parco. animali porta sempre pantaloni lunghi e non raccogliere funghi senza aver prima ispezionato la zona. Nel bosco è facile perdere l’orientamento fino a perdersi, in particolare in caso di nebbia o al sopraggiungere del buio. In caso di smarrimento è sempre consigliabile ritornare sui propri passi finché si è in tempo evitando di perdere tempo prezioso per la tua sicurezza. Se sei costretto a trascorrere la notte nel bosco cerca un posto tranquillo al riparo dal vento e dal freddo e ricorda di lasciare un segnale ben visibile ai soccorritori. In caso di difficoltà o incidenti cerca di non farti prendere dall’ansia o dal panico, cerca di mantenere la calma e la concentrazione. SAST -Soccorso Alpino Speleologico Toscano Stazione Monte Falterona - Mugello reperibile 24h - tel. 335.281002 Stazione Casentino Valtiberina reperibile 24h - tel. 335.6462306 SAER – Soccorso Alpino Speleologico Emilia Romagna Stazione Monte Falco - reperibile 24h tel. 800.848.088 le foreste la passione fibrille, verruche, gambi smilzi o paffuti, odori soavi o maligni… Si apre così una seconda sfida dopo quella della scoperta, la sfida che può fare la differenza tra un’avventura conclusasi nella gloria della cucina o nel dolore: la fatica del riconoscimento, ci si mette anche quella, dopo l’ansiosa gara della ricerca.Organismi inauditi, i funghi, che in certi momenti riescono ad assorbire tutto il nostro tempo ed i nostri pensieri, e richiedono mente lucida e preparata, studio e dibattiti, esperienza e abnegazione, se no è meglio lasciar perdere. Ma chi lo dice? Molti pensano solo al porcino e a pochi altri, e tutto diventa più semplice e riposante, forse la filosofia vincente! Cosa siano i funghi tutti lo sanno: un Vi è mai capitato di camminare con lo sguardo fisso a terra, concentrati solo sui propri passi, e di fermarsi improvvisamente alzando lo sguardo verso le chiome degli alberi e l’ambiente che ci circonda? A volte ci si sorprende nel trovarsi immersi in una immensa foresta e di essere circondati da un ecosistema complesso, con propri tempi e proprie regole. Spesso quando si è concentrati su un piccolo aspetto, tendiamo a dimenticare l’insieme, e capita spesso andando a funghi di non accorgersi dei molti e diversi ambienti che possiamo incontrare lungo il nostro percorso. Partiamo dalle quote superiori ai 900-1000 m. La passione per i funghi difficilmente passa. Chi ha imparato a scoprirli nelle loro nicchie al fondo del bosco da segni a volte impercettibili, un pacco di foglie sospinte, una superficie levigata sospetta che emerge dalla lettiera fradicia profumata di pioggia, sentirà un tuffo al cuore per la scoperta: un tesoro nascosto e fugace, che non aspetta e che non viene lasciato aspettare. Gioielli di svariatissimo tipo, dai mille lineamenti: colori difficili da esprimere, mutevoli, pennellate acquose o decise, viscidumi e secrezioni, rivestimenti sericei cangianti, filamenti, anelli fissi o scorrevoli, granulazioni, trabecole, A quest’altezza troveremo come ambiente naturale l’abieti-faggeta, un tipo di bosco con strato arbustivo assente o poco consistente in cui il faggio tende a mischiarsi con l’abete bianco ed altre latifoglie. Nelle zone in cui il bosco si è potuto conservare nei suoi caratteri naturali potremmo trovare tra le altre specie acero montano, acero riccio, acero opalo, frassino maggiore, tiglio selvatico e olmo montano. Al di sopra dei 1300-1400 m il faggio tenderà invece a dominare su ogni altra specie arborea, creando un bosco monospecifico con la sola presenza di pochi esemplari di acero montano, di abete bianco e di sorbo degli uccellatori. Passando invece alle zone basso montane l’ambiente che è possibile incontrare è quello dei querceti e dei boschi misti tificiali”, perché modellato dall’uomo nel corso dei secolo. L’Abetina, ad esempio, rappresenta il risultato della secolare lotta al faggio operata dall’uomo. Questo ambiente, pur non essendo del tutto naturale, suscita spesso intense emozioni per il portamento e l’altezza che può raggiungere l’abete bianco. Le abetine non sono però l’unico esempio. Potremmo trovarci infatti, in alcuni casi, a dover attraversare un bosco di Castagno, una specie da sempre favorita dall’uomo per i suoi frutti e per il legname, anche in zone non adatte alle sue caratteristiche ecologiche. L’uomo in questo caso interviene mantenendo una certa distanza fra gli alberi e asportando lo strato arbustivo e la lettiera per favorire la raccolta delle castagne. Altri boschi artificiali sono inoltre quelli fungo è un fungo! Mai nessuna categoria di organismi immobili ha suscitato tanta attrazione e spontaneo riconoscimento come gruppo speciale. Gli studiosi ne hanno ormai sancito la peculiarità: non vegetali, come un tempo si diceva, ma ovviamente neppure animali, sebbene qualcosa li ricordi, se non altro la consistenza che è quella di una carne, che a volte perfino “sanguina”. Ma i “fissati” che ad ogni autunno attendono al varco questi fantasmi del bosco già lo sapevano: non c’è nient’altro di simile in natura, un connubio di grazia aliena, elusività, lusinghe culinarie e fascinoso pericolo che non lascia scampo all’innamoramento. I funghi comunque rimangono nei libri di Botanica, se non altro per diritto ac- di latifoglie. Questa tipologia forestale è caratterizzata dalla presenza di cerro nelle zone più fresche ed umide e di roverella nelle zone più calde e secche, entrambe accompagnate da numerose altre specie come il carpino nero, il carpino bianco, il castagno, l’acero campestre, l’acero di monte e l’orniello. In questi ambienti lo strato arbustivo è solitamente ben presente e costituito prevalentemente da nocciolo, biancospini, prugnolo, corniolo e sanguinello, ginepro, rosa selvatica, rovi e ginestra dei carbonai. Oltre a queste due principali tipologie boschive che rappresentano, con molte sfumature, la condizione naturale delle rispettive fasce altitudinali, esistono alcuni particolari boschi che potremmo definire in qualche modo “ar- derivanti da azioni di rimboschimento, effettuati negli anni passati spesso con specie alloctone, ovvero non originarie del luogo, come l’abete rosso, l’abete di Douglas e diverse specie di pini tra cui il pino nero. Questi boschi possono mostrare caratteri variabili da luogo a luogo, potranno essere del tutto artificiali, con rinnovazione e flora spontanea assenti, o già diversificati, con rinnovazione abbondante di specie legnose ed erbacee spontanee. PER APPRoFondimEnTi: Carta Escursionistica, scala 1:25.000, SELCA, Firenze A Piedi nel Parco, Comunicazione, Forlì Carta della Vegetazione e itinerari botanici nel Parco, scala 1:50.000, SELCA, Firenze quisito: tanto da qualche parte bisogna parlarne e tanto vale lasciarli nella vecchia casa. Per di più essi hanno per le piante una forte simpatia. È vero che è un affetto interessato, perché c’è in ballo la loro vita, ma la cosa riguarda anche il bosco, perché anch’esso ne trae vantaggio. Per cui il contratto è belle che fatto! Molti funghi avvinghiano le radichette degli alberi con le loro ife sotterranee e così ricevono il nutrimento dalla linfa. Ma questo cibo non è gratis, bisogna dare qualcosa in cambio, sostanze che stimolano la crescita degli alberi e soprattutto acqua nei periodi siccitosi, quando le radici non ce la fanno più a prelevarla, mentre le ife sono più efficienti. Ci sono poi i funghi spazzini, ugualmente importanti per il bosco, perché consumano la lettiera di foglie ed aghi, e fanno piazza pulita dei rametti caduti e degli alberi morti restituendo al suolo, in sinergia con altri organismi decompositori, i minerali e la sua fertilità. Lo fanno per nutrirsi, degradando il legno a sostanze assimilabili: un altro modo di sbarcare il lunario, un’altra funzione ecologica che cade a fagiolo. In questa categoria figurano anche i funghi legnosi e duraturi che spuntano dai tronchi morti: una scena che è la massima espressione della naturalità di un bosco veramente selvaggio. È impensabile un bosco senza funghi: tutti si aspettano di vederli, chi per studio chi per fini più pratici, o per tutte e due le cose. Prof. Davide Ubaldi ettiera pulita morti on altri ali e la si, desimilanario, cade urano ri che scena della e selsenza rli, chi o per Ubaldi il MeraViglioso MonDo Dei funghi Le Foreste Casentinesi hanno una straordinaria biodiversità fungina e nell’Atlante dei Funghi del Parco, pubblicato e distribuito dall’Ente, risultano descritte 845 specie! Molte specie che si sono in seguito rivelate quasi comuni nel Parco sono rarissime altrove, e questo non fa che incrementare il valore naturalistico di questi boschi. Le segnalazioni di molte specie, come Antrodiella parasitica, Ceriporia herinkii, Ceriporiopsis guidella (specie nuova), Cheimonophyllum candidissimum, Crepidotus cinnabarinus, Crustomyces expallens, Cystostereum Flammulaster limulatus, Galerina triscopa, Gyrophanopsis polonensis, Hydropus trichoderma, Leucogyrophana pinastri, Lentinus adhaerens, Lindtneria chordulata, Metulodontia nivea, Mucronella calva, M. flava, Mycenella variispora, Mycoacia nothophagi, Oligoporus cerifluus, Podofomes trogii, Rhodotus palmatus, Sparassis brevipes, Stereum insignitum, Trechispora hymenocystis, T. fastidiosa, Vuilleminia alni e altre ancora, sono molto rare e vantano pochissime segnalazioni italiane. Tra le particolarità riscontrate è ecologicamente interessante Inonotus dr- murrayi, Dentipellis fragilis, Filobasidiella lutea, Fomitopsis labyrinthica (specie nuova), Pholiota albocrenulata, Pycnoporellus fulgens, Radulomyces sulphureo-isabellinus, Skeletocutis kuehneri, rappresentano le prime e uniche italiane; tra queste, in particolare la poliporacea Pycnoporellus fulgens, in alcune stagioni, si è rivelata addirittura comune sugli abeti bianchi del Parco sia sul versante romagnolo, in particolare a Sasso Fratino, sia sul versante toscano. Altre specie, come Antrodiella fissiliformis, Bondarzewia mesenterica, Ceriporia alchuana, Ceriporiopsis gilvescens, C. pannocincta, Chrysomphalina grossula, Chlorencoelia versiformis, Clitocybula lacerata, Conocybe aeruginosa, Cristinia gallica, yadeus, noto parassita radicale delle querce, rinvenuto qui in più di un’occasione alla base di Abies alba. Da segnalare ancora Abortiporus biennis e Pleurotus ostreatus, specie che si sviluppano normalmente sul legno di latifoglie, che sono state rinvenute in più occasioni su Abies alba. Infine la scoperta più recente riguarda addirittura una nuova specie, chiamata dalla scopritrice - la Dr.ssa Bernicchia dell’Università di Bologna - Botryobasidium sassofratinoense in onore della Riserva di Sasso Fratino, dove è stata rinvenuta questa specie lignicola. PER APPRoFondimEnTi: Atlante illustrato dei funghi del Parco, autore: Fabio Padovan nuMeri utili Sede Ente Parco Via G. Brocchi, 7 – 52015 Pratovecchio (AR) Tel. 0575/50301 – Fax 0575/504497 Corpo Forestale dello Stato - CTA CTA Pratovecchio - Tel. 0575/582706 0575/581401 CTA S. Sofia - Tel. 0543/970769 Sede Comunità del Parco Via P. Nefetti, 3 – 47018 S. sofia (FC) Tel. 0543/971375 – Fax 0543/973034 [email protected] www.parcoforestecasentinesi.it A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura dell’Ente Parco. Si ringrazia il Prof. Davide Ubaldi dell’Università di Bologna per il testo “La passione”. Centro Visita di Badia Prataglia Tel. 0575/559477 Centro Visita di Bagno di Romagna Tel. 0543/911304