INDICE A San Giacomo di Russi il ritmo dei Balcani 28/03/13 2 Ravenna e Dintorni Skate, parkour, graffiti: le periferie da vivere 28/03/13 3 Ravenna e Dintorni ELOGIO DELLA MUSICA POPOLARE 28/03/13 5 Ravenna e Dintorni Dalla pineta alla città d’acque 28/03/13 6 Ravenna e Dintorni Favole, tango, incanti da Bourne a Morris 28/03/13 7 Ravenna e Dintorni L’Africa e l’ultimo imperatore 28/03/13 8 Ravenna e Dintorni «Lo skateboard? È un’arte» 28/03/13 9 Ravenna e Dintorni Il gran finale dell’Inno al teatro di Beppe Aurilia 28/03/13 10 Ravenna e Dintorni IL LIBERTY IN ROMAGNA: CONFERENZA DEL FAI E DEL MAR CON ANDREA SPEZIALI 28/03/13 Ravenna e Dintorni Sport e gioco all’aperto in tre parchi cittadini 28/03/13 12 Ravenna e Dintorni Due week end alla scoperta delle dune della riviera 04/04/13 Ravenna e Dintorni Le “dune del Delta” col via libera del Comune diventano un vero zoo con felini, rettili e scimmie 04/04/13 Ravenna e Dintorni UNA LIBRERIA ALLO SPARTACO 04/04/13 Ravenna e Dintorni Poca spesa, molta resa: boom di presenze al Mar 10/04/13 Il Resto del Carlino Ravenna «Una follia non così lontana dalla realtà» Ecco perché la mostra piace tanto 10/04/13 Il Resto del Carlino Ravenna Gli affreschi strappati, da Pompei a Tiepolo 10/04/13 Il Resto del Carlino Ravenna Tutti i film dei grandi festival E’ un ‘Mosaico’ da non perdere 10/04/13 Il Resto del Carlino Ravenna Bimbi a lezione tra mucche e campi di grano così la fattoria disintossica dalla città 10/04/13 La Repubblica Spiaggia di sera? “Un danno per le aziende” 10/04/13 14 18 19 21 22 Il Resto del Carlino Ravenna Gli incentivi della green economy per imprese e cittadini 10/04/13 13 17 Ravenna e Dintorni CLAUDIO SPADONI PRESENTA BORDERLINE 04/04/13 11 23 24 25 27 La Voce di Romagna Ravenna Pagina 1 di 27 press LinE RAVENNA N TORN Direttore Responsabile: Fausto Piazza 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. A San Giacomo di Russi il ritmo dei Balcani Si intola "Romagna Ballkani-ca" la rassegna di concerti dedicata alle struggenti melodie e ai forsennati ritmi della musicale popolare bandistica dell'area balcanica e dell'est europeo in cartellone dal 12 al 14 luglio nel cortile del suggestivo Palazzo San Giacomo a Russi. Un omaggio alle musiche da "matrimoni e funerali" rese famose dai film edi Emir Kusturika e alla tradizione ebraica Klezmer. Protagonisti delle serate, tutte da ballare, artisti di fama internazionale o progetti ancora inediti per l'Italia come Transglobal Underground meets Fanfara Tirana, gli statunitensi Klezmatics e, dalla Serbia, Boban Marko Markovic Orkestar (nella foto). Pagina 1 venna Festival Pagina 2 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 NT( )RN Direttore Responsabile: Fausto Piazza 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Skate, parkour, graffiti: le periferie da vivere Skate, graffiti, parkour. Anche la periferia dell'occidente si sta sempre più colorando di discipline artistiche e sportive che danno un nuovo senso agli spazi urbani. Giovani che si reinventano l'uso da fare di muri abbandonati o elementi di arredo urbano e che si organizzano per poter trasmettere e diffondere competenze che hanno spesso acquisito da autodidatti, grazie anche alle nuove tecnologie. Abbiamo incontrato e conosciuto alcuni dei protagonisti di questa scena ravennate attivissima, foriera di idee e progetti, incoraggiata spesso dall'amministrazione comunale che vede queste espressioni creative giovanili come fenomeni da valorizzare che non devono però perdere la loro carica "sovversiva" e spontanea, per non snaturare se stesse. SERVIZI ALLE PAGINE 8 10 - Pagina 1 Pagina 3 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE 28/03/2013 RAVENNA !ft); N rl'ORN Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Fausto Piazza di Andrea Alberizia Nel cortile di casa costruì la prima rampa da skateboard e venne tutta sbagliata. Era il 19 89 e Marco Morigi aveva undici anni. Gli errori di quella rampa però servirono a qualcosa un po' di anni dopo: Morigi, nel frattempo diventato geometra, è stato infatti il progettista dello skatepark a Marina di Ravenna che dal 2000 al 2008 ospitò lo Slamtrick, tra i principali eventi di skate italiani con una cinquantina di atleti in gara e una tribuna da mille posti nelle edizioni all'apice. «Riempivamo tre alberghi a Marina con partecipanti, staff, collaboratori e turisti. Avevamo un budget da circa 100mila euro coperti dalla Slamjam, un marca di abbigliamento di Ferrara». Poi la crisi. E così il park è stato smantellato un pezzo alla volta venendo poi trasferito da altre parti. Morigi e altri ravennati della sua generazione cominciarono a salire sulla tavola ritrovandosi allo Scintilla Park: «Era il punto di ritrovo di quelli più bravi...», ricorda sorridendo. Oggi è un parcheggio dietro al circolo Mama's in zona borgo San Rocco. Era la seconda metà degli anni Ottanta e lo skateboard arrivava in Italia dall'America attraverso qualche rivista specializzata acquistata oltreoceano e qualche rarissima videocassetta Vhs importata e poi vista e rivista passando da un videoregistratore all'altro: «Praticamente si consumavano a forza di guardarle e sfogliarle. Erano gli unici mezzi che avevamo per imparare». E il sogno americano contaminava le giovani menti degli skater ravennati: «Via Basento per noi era diventata Rasento street». Era un'epoca d'oro: nel 1988 all'interno del Pala Costa si realizzò anche un contest. Poi con l'i- Diffusione: n.d. Il geometra che fa saltare gli skater La prima rampa progettata a 11 anni ,,,. \ e.:. «Dalle foto a mio figlio al libro sulle cadute» :::&:::*::::*::: Per passare il tempo mentre il figlio di otto anni si divertiva con Io skate, su rampe e dossi ha cominciato a fotografarlo e alla fine quelle foto per passare il tempo sono diventate un libro. Il 46enne ravennate Michele Bada insegna fotografia all'Accademia di belle arti a Ravenna ed è l'autore di "Tricks and ndls", volume fotografico presentato alla galleriaA rgenticale scorse settimane e a Cesena, dove Bada vive, il 29 marzo. «Sono sempre stato un fotografo da cavalletto, paesaggi ed elementi architettonici. Non mi ero mai cimentato con soggetti in movimento. È stata una bella esperienza. Ma nulla della classica fotografia di skateboard: «I miei scatti non sono quasi mai dedicati alle evoluzioni venute bene ma sono pii' che altro dedicate alle cadute o agli errori perché è stato questo l'aspetto che mi ha colpito in particolare: mirando al risultato perfetto bisogna provare e riprovare, cadendo e sbagliando per rialzarsi e ricominciare. E come padre nessun timore nel vedere il figlio su una tavola? ,Se cade si fa male ma non credo sia niente di irrimediabile. Cerco di fargli usare sempre le protezioni e poi penso che potrebbe farsi male in molti altri sport,. nizio degli anni Novanta il movimento italiano andò in declino e nemmeno Ravenna, nonostante per quei tempi fosse una piazza importante in materia, riuscì a evitare la flessione. Una decina di anni dopo lo skate italiano conobbe una nuova giovinezza ma non è mai riuscito a sdoganarsi da un'etichetta negativa: «In America e in Svezia esistono i campus al college per insegnare lo skateboarding come una vera attività fisica. In Italia invece è da sempre visto come qualcosa di pericoloso, di rumoroso. qualcosa da vietare e per cui non andavano fatte strutture. Tutt'oggi è vietato andare per strada in skate o fare evoluzioni in certi spazi aperti». Nei piani dello sviluppo urbanistico cittadino è prevista la realizzazione di uno skatepark (Morigi ne ha progettati numerosi in tutta Ttalia) all'interno del parco Baroni() che dovrà sorgere nella zona est della città, dietro le l'oste di via Meucci: «Fa parte dell'ultimo stralcio dei lavori. Chissà quando arriverà mai a essere realizzato». Ma tra le ambizioni di Morigi c'è quella di una piazza pensata per lo skate nella futura darsena di città «oppure sarebbe molto suggestivo anche dentro al Sigarone che dovrebbe essere recuperato». Attraverso l'associazione Marianna — collegata anche a Giorgio Zattoni, skater celebre a livello monidiale — è stata presentata anche una proposta nell'ambito del percorso di partecipazione popolare "La darsena che vorrei": «Sono molte le città che negli ultimi tempi hanno iniziato a pensare all'arredo urbano come qualcosa che possa attirare anche l'interesse degli skater. Barcellona è una città piena di angoli pensati in questo modo e il risultato è che quasi tutti i grandi skater professionisti americani hanno una casa in quella città e ci passano almeno una settimana all'anno. Ma non solo i professionisti. Chi ama lo skate e ha l'occasione frequenta molto Barcellona. Diventa anche un motore per il turismo». Poi oggi trovare lo spot giusto per i trick li termini che nel gergo indicano i luoghi più adatti e le evoluzioni acrobatiche) è diventato fin troppo facile: «Basta andare su internet e con Street View di Google Maps capisci subito se c'è lo spazio adatto. Ma internet ha aiutato molto in generale lo skate anche perché facilità la diffusione dei contenuti. Vhs e riviste sono un ricordo». Pagina 8 li geometra che la saltare gli skater La prima rampa progettata a 11 armi Pagina 4 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 28/03/2013 RAVENNA )1 NT( ÌRNI press LinE Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Fausto Piazza \ L " "\\\ `\\\, \ \ \\\ \\ • \ ' \\N \\\\ Diffusione: n.d. "\\‘ . \\\ \‘ \ \ Musica colta e popolare, cultura "alta" e "bassa". Ormai da anni il Ravenna Festival fa interagire questi due temi con progetti paralleli, intrecci e sconfinamenti spesso originali, a volte anche spregiudicati. Con esiti sorprendenti. Quest'anno il folclore musicale, in particolare quello romagnolo, nei suoi addentellati con il rito delle feste nell'aia, delle balere e del cosiddetto "liscio" diventa poprio il tema portante del festival. Con la rievocazione di un protagonista assoluto come il maestro Secondo Casadei e i legami da sempre noti ma non sempre esplorati fino in fondo fra musica accademica e tradizione folclorica. E qui il cerchio si chiude, nel celebrare il genio di Verdi anche come grande autore "popolare", conosciuto, amato e suonato anche fuori dai teatri dell'opera. Il tema della musica da ballo romagnola, che ancora prima di Casadei fu originata da Carlo Brighi (detto Zaclén) sarà esplorata da diversi interpreti ma anche vissuta direttamente attraverso momenti di festa e occasioni di ballo, grazie a un palco, una pista e una "cassa armonica" per le esibizioni bandistiche in un Balera ai Giardini Pubblici, Lo spazio, allestito dal 25 giugno al 10 luglio, prevede oltre una decina di appuntamenti con concerti di musicisti dei nostri giorni che saranno chiamati a re-interpretare in chiave attuale lo sterminato repertorio del "liscio" romagnolo, anche "contaminandolo" con altre tradizioni musicali quali quella delle brass band balcaniche, il jazz, la musica klezmer. Ma anche vere proprie feste danzanti con musica dal vivo a suon di valzer, polke, mazurke... e tango. Da sottolineare anche due appuntamenti sinfonici, il 23 giugno (al Pala De André) con "Un classico giro di valzer", concerto sulle arie del celebre ballo da Weber a Casadei, passando per Strauss, eseguito dall'Orchestra Cherubini diretta dal maestro Franza Bartolomey; mentre il 2 7 giugno (sempre al pala De André) è in programm "Secondo a nessuno", un omaggio diretto alle composizioni di Secondo Casadei, arrangiate da Giorgio Babbini. Sul palco l'Orchestra Grande Evento e la Cherubini con la partecipazione di solisti come Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia e Simone Zanchini. Pagina 4 venna Festival AUSICA Pagina 5 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 NT( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. CONCERn.r.REKMNG.. Dalla pineta alla città d'acque Dopo lo strepitoso successo delle scorse edizioni quest'anno il Festival propone ben due percorsi all'insegna del rapporto fra arte e natura, musica e paesaggio, per la serie dei "concerti trekking", realizzati in collaborazione con l'associazione sportiva Romagna Trail. Il primo appuntamento, in programma il 5 giugno, nella giornata mondiale dell'ambiente, attraverserà la più grande e storica delle pinete ravennati quella di San Vitale, ai margini della piallassa Baiona, alla ricerca del mitico Mazapegul. Il secondo appuntamento, invece, è previsto il 16 giugno lungo un percorso urbano sulle tracce dell'antica "Ravenna città d'accque", con l'animazione musicale di Napolincanto, le installazioni di Luigi Berardi e le guide archeologiche di RavennaAntica. Pagina 2 Pagina 6 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 pressunE RAVENNA )1 N rl'ORN 28/03/2013 Periodicità: settimanale Direttore Responsabile: Fausto Piazza Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. progetto speciale DANZA E LI.ET.IN Favole, tango, incanti da Bourne a Morris La danza occupa uno spazio speciale nel cartellone del Ravenna Festival 2013 con una selezione di proposte in grado di emozionare e divertire il pubblico. Dopo l'anteprima a febbraio con Alchemy dei Momix di Moses Pendleton, si inizia col "botto" dal 3 0 maggio al 2 giugno al teatro Alighieri: la prima italiana di Sleeping Beauty, l'ultima creazione di Matthew Bourne, con la sua compagnia New Adventures e il pluripremiato scenografo - costumista Lez Brotherson, sulle immortali musiche di Ciajkovskij. Lo spettacolo, che ha registrato il tutto esaurito al teatro Sadler's Well di Londra, fa seguito all'indimenticabile Swan Lake (il Lago con i cigni maschi, reso ancora più noto dal film Billy Elliot), con cui il più famoso e acclamato coreografo inglese si è guadagnato la gloria, e completa il trittico ciajkovskijano, composto anche dal recente Schiaccianoci. La popolare vicenda della principessa addormentata nel bosco, resa immortale da Perrault prima e da Walt Disney Poi, viene fatta iniziare da Bourne nel 1890, l'anno del balletto di Ciajkovskij coreografato da Marius Petipa, in una affascinante cornice gotica inizialmente molto dark e poi elegantemente e luminosamente edwardiana, per concludersi a sorpresa ai nostri giorni. Con strepitose scenografie, costumi, luci e il suono surround', Bourne riesce a raccontare un magico mondo di fate leggiadre e streghe malefiche, vampiri , che rimandano in modo ironico a Twilight e all'eterna lotta del bene contro il male, un grande amore che resiste al passare del tempo, e molto altro ancora scandito dalle note trascinanti e appassionate del più grande compositore di musiche per balletto che sia mai esistito. Ci si sposta al Pala De André il 21 giugno, con l'arrivo - sempre da Londra in esclusiva per il festival - di un'al- RIC. CI: RICOSTRUZIONE DI TRE COREOGRAFIE CONTEMPORANE ITALIANE ANNI 130-'90 Tra le novità del Ravenna Festival 2013, vi è l'adesione al, progetto Ric.Ci (Reonstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta), ideato da Ma rinella G uatterin i, che prevede la messa ín scena di tre basilari lavori della danza post-moderna: Duetto di Virgilio Sieni e Alessandro Certini, La Boule de Neige di Fabrizio Nlonteverde e Calore di Enzo Cosimi..«Ric.Ci nasce da una riflessione sull'odier"Sleeping Beauty" di Matthew Bourne na situazione 'daliana - spiega Guatterin i -, con l'obiettivo di dare risalto e ricordare un passato dimenticato ma nel quale invece risiedono i germi di una creatività e progettualítà già chiaramente delineate». Duetto - L'impor- tanza della trasmigrazione degli ultimi sciamani è un'o- tra produzione firmata Sadler's Wel1s, Men in Motion, galà-rassegna dei grandi ruolo maschili nel balletto classico e moderno, concepito dal famoso danzatore ucraino Ivan Putrov, primo ballerino vincitore di numerosi premi fra cui il Prix de Lausanne. Nella stessa location, il 6 luglio, è la volta di uno dei maggiori coreografi attivi oggi a livello internazionale, Sidi Larbi Cherkaoui, che propone la sua interpretazione del tango con Milonga - A Tango Project. L'artista già noto per gli splendidi Sutra e Babel, sarà affiancato da un cast selezionato tra i migliori danzatori e musicisti argentini, nel ricreare l'atmosfera e l'essenza della milonga così come della new wave portefia della tango fusion dance. «Ciò che più mi attira del tango è l'eterno abbraccio fra i ballerini», spiega l'artista. L'Il luglio l'appuntamento è con il coreografo statunitense Mark Mor- pera del 1989. Nella nuova versione, è un condensato racconto gestuale dove con intelligenza g danza pura si lega ag IIa narrativa e al folklore l ue danzatori suggerisco .nodue l lotta di due a , utilizzando oggetti gueri e reminescenze dell'arte povera. Liberamente tratto da Les enfants terribles ch Jean Cocteau, La 13oule de Neige è una produzione del 1985, in cui si sviluppava un filone della danza contemporanea italiana dedicato M rapporto con la letteratura, Oggi Monteverde affida aí giovanissimi del Balletto di Toscana Junior una coreografia simile a un concerto a quattro voci. Risale al 1982, l'opera "aurorale" Calore con cui Cosimi sbalordiva gli spettatori trent'anni fa, con picchi di danza pura e la negazione di ogni codice. Uno straordinario ritorno, affidato a un quartetto di giovani, in cui l'ondivaga regressione all'infanzia e l'avanzamento verso l'adolescenza, si esprime in una coreografia ben strutturata. ris, per la prima volta in Italia, con il suo Dance Group per presentare alcune delle sue raffinate creazioni su musiche di Bach, Hummel, Henry Cowell e Lou Harrison, rigorosamente eseguite dal vivo, caratteristica essenziale che definisce l'idea stessa di danza dell'artista. Definito dal "Time" come il "coreografo più straordinariamente dotato nell'era post-Balanchine», Morris è in grado di stupire con le sue risposte alla musica, con la sua danza che trabocca di gioia, da abile incantatore. (Ro. Be.) Pagina 7 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 3 press LinE RAVENNA )1 Nfr-r( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza I 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. .M.USRCS....E....U.NZA..„.....„... L'Africa e l'ultimo imperatore La Classica Orchestra Afrobeat con Baba Sissoko La Classica Orchestra Afrobeat — un ensemble da camera di dodici elementi, in grado di unire musica colta e popolare — rilegge l'opera "Regard Sur Le Passé", suite musicale in due parti realizzata nel 1969 dalla Bembeya Jazz National (probabilmente la più grande tra le orchestre africane di tutti i tempi) per narrare le gesta dell'ultimo grande imperatore africano, l'Almamy Samory Toure dell'impero Wassoulou. Si tratta di una produzione del Ravenna Festival che sarà presentata in prima assoluta domenica 9 giugno al teatro Alighieri di Ravenna. Ospiti d'eccezione la cantante e performer maliana Fatoumata Diawara e dal celebre cantante e percussionista maliano Baba Sissoko. L'Africa sarà protagonista al Ravenna Festival anche il 13 giugno all'Alighieri con il coreografo e danzatore Fernando Anuang'a e i Maasai Vocals, insieme nel suggestivo progetto "Voices & Feelings", e con il balletto classico rivisto in stile sudafricano da Dada Masilo, con il suo Swan Lake, il 2 luglio al Pala De André. Pagina 4 SERVIZI APPOGGIO OF E RIMORCHIO Pagina 8 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE RAVENNA 28/03/2013 Periodicità: settimanale NTORN Direttore Responsabile: Fausto Piazza Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. CES.P.E.EM «Lo skateboard? È un'arte» Zattoni, 3 7 enne ravennate tra i big mondiali, lasciò il calcio per la tavola «È una forma d'arte, un modo personale di esprimere la tua fantasia e il tuo stile». Tu chiamalo, se vuoi, skate. Pensieri e parole di Giorgio Zattoni, 3 Tenne ravennate che ha passato gli ultimi venticinque anni sulle ruote di uno skateboard fino all'olimpo mondiale di questa «forma d'arte»: nel 2004 è stato il secondo uomo sulla Terra, cinque anni dopo il mostro sacro americano Tony Hawk, a chiudere un 900. Per i comuni mortali trattasi di un'evoluzione acrobatica in cui lo skater compie due giri completi e un mezzo (900 gradi) in aria: <Salti fino a circa tre metri dalla rampa che è già alta quattro metri e mezzo. Insomma — se la ride Giorgio —, se cadi male la botta la senti». Ed è anche caduto, ci mancherebbe: «Bisogna dimenticare in fretta altrimenti ti senti frenato la volta successiva». Per completare il 900, estremo a quei tempi, c'è voluta fatica: «Ci ho lavorato tre-quattro anni. Ogni volta che andavo sulla rampa chiamavo gli amici per le foto e per il video, è facile immaginare quanti rullini e quanti nastri sono andati bruciati...». Aveva dodici anni quando per caso gli capitò in mano uno skate. Se vivi a Savarna alla fine degli anni Ottanta non è che hai molte alternative: «0 giocavi a calcio o andavi al bar». E Giorgio giocava a calcio. Ma quel concetto di gioco di squadra gli piaceva fino a un certo punto: «Lo skate è qualcosa in cui sci da solo, individuale, ti mette alla prova contro te stesso». Poi, manco a dirlo, la sua passione per lo stiate l'ha alimentata un film: «Thrashin' del 1986», pietra miliare del genere. In Italia arrivò con il sottotitolo «Corsa al massacro», tanto per aggiungere quel pizzico di scavezzacollo che da sempre accompagna l'immagine dello skate. Ma i genitori hanno sempre sostenuto Giorgio con serenità. E la passione diventa totale: «A scuola durante le lezioni sui quaderni disegnavo le rampino per lo stiate...». E la passione totale diventa stile di vita: «Ho sempre avuto la sensazione di vivere di skate. Economicamente è stato possibile per gli anni vissuti in America da professionista grazie agli sponsor ma quando non era possibile facevo altro. Ho lavorato in palestra e in officina. Però non ho mai dubitato che stessi vivendo per lo skate». Continuando a farlo tuttora: nei giorni scorsi si è classificato terzo a un contest in Svezia. Dopo tanta esperienza in giro per il mondo Zattoni è tornato a vivere a Savarna. A Mezzano il Marianna skatepark dove chiuse il 900 (spettacolari le immagini visibili su Youtabe): «Ravenna era una zona forte e seguita, soprattutto ai tempi dello Sla mi rick. Se ci fossero più spazi credo che ci sarebbe più praticanti. Non sarebbe bello vedere uno skatepark accanto ad ogni altalena?». Andrea Alberizia A lezione per stare in equilibrio sulle ruote A Ponte Nuovo la scuola per bambini, in città lo spazio Bonobolabo Sogna una Ravenna un po' californiana dove i giovani si spostano in città sullo skateboard: «In qualche quartiere c'è già qualcuno che lo usa per andare a scuola», dice il 37enne Marco Miccoli. Da tre anni, insieme all'amico Marco Morigi, ha lanciato a Ponte Nuovo una scuola di avviamento allo skate. «Insegniamo la tecnica di base e poi lasciamo ogni ragazzo libero di sperimentare perché è così che deve essere lo skate. L'importante è fare attenzione alla sicurezza». Una cinquantina di bambini ogni anno nel piccolo skatepark all'aperto costruito dal Comune nel 2003: «CI piacerebbe creare le nuove leve performare una comunità». Che forse ha trovato un nuovo punto di ritrovo. A gennaio in via Centofanti ha inaugurato Bonobolabo, spazio di Miccoli che prova a sommare diverse anime: il negozio di attrezzatura specifica, il laboratorio, lo spazio coperto per andare sullo skate anche nel periodo invernale e un'area espositiva. «AI mattino insegno informatica all'Engim e al pomeriggio sono in negozio. Abbiamo inaugurato con un'esposizione dedicata alle tavole artistiche». In parallelo anche iniziative con finalità sociali: «Progetti per cercare di favorire la socializzazione anche tra ragazzi con problemi familiari». Ma fare skate a Ravenna, assicura Marco, non è facile: «Eppure basterebbe poco per adattare l'arredo urbano alle esigenze dello skate. Ad esempio la nuova piazza Kennedy non potrebbe avere degli elementi funzionali sia per chi passeggia che per chi va in skate? Oppure penso a via Cilia dove è stato fatto un parco verde con una piccola collinetta: sarebbe bastato farci una rampetta di cemento liscio...». (and.a.) Pirini, il writer di "Sono Solo" «Street art? Troppa burocrazia» Con i graffiti sui muri della città ha smesso da una decina di anni ma i suoi lavori della saga "Sono Solo" la ricordano in molti. «Non era la mia firma, "Sono solo" era il titolo»: Filippo l'iridi, 29enne ravennate, dopo i tempi da writer con circa duecento graniti ora preferisce camminare sulle strade delle installazioni urbane, alcune realizzate come vere e proprie incursioni da pirata solitario. In totale una ventina, quelle ufficialmente pubblicizzate. Non come l'ultima: «tin mesetto fa. Ho lavorato quattro-cinque ore di notte su un'area di quattro- cento metri quadrati. Ma potrò aggiungerla al conto delle altre solo fra un paio di anni quando tutto sarà passato. Ora non posso dire cosa ho fatto o dove perché potrei rischiare una denuncia». Come già successo in passato ai tempi dei murales: «L'ex sindaco fece partire un'indagine e arrivarono al mio nome. Denuncia penale e multa di qualche migliaio di curo». Poi lo spray sul muro è cominciato a stare stretto a Pirini: «L'espressione bidimensionale non mi bastava più. Preferisco l'installazione urbana in cui ci sia un'interazione con i cittadini». Sotto i portici di via Gordini nel 2008 tirò su un muro di scatolon i di cartone che bloccò il transito dei pedoni: «Poi la gente si rese conto che si poteva fare una breccia nel muro, spostò gli scatoloni e cominciò ad attraversare il Pagina 9 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 L'architettura che influenza l'uso degli spazi Lo sviluppo architettonico di Barcellona negli anni Ottanta. Questo sarebbe il modello giusto, almeno come approccio, per una Ravenna che volesse pensare i suoi futuri nuovi spazi urbani con una capacità di socializzazione e aggregazione. La pensa così, in sintesi, l'architetto ravennate Alberto Giorgio Cassavi, intellettuale e docente all'Accademia di belle arti di Venezia, quando si parla delle conseguenze che gli interventi architetionici possono (o non possono) avere sulla ditadinanza e il modo in cui questa vive la città. «A Barcellona decisero di applicare un'idea forte per il rinnovamento privilegiando piazze e spazi aperti, anche piccoli, con aree verdi. A volte si è trattato anche S010 di piccoli spazi di risulta, recuperati e resi agibili per favorirne l'utilizzo». La riflessione dello studioso si volge inevitabilmente al comparto della darsena di città, il quartiere che pia di t utti atteso (almeno nelle volontà dell'amministrazione comunale) da un restyling totale. <Dall'inizio si è detto che si vuole fare qualcosa di nuovo. Prendendo come esempio due luoghi recentemente realizzati in quella zona, mi auguro che lo sviluppo complessivo sia più ispirato a progetti come quello di Cino Zucchi sul Candiano e meno a quelli di via Bosi Maramotti,. Ilriferimento alla torre sulla sponda destra del Gandiano e al quartiere residenziale ricavato nella traverso di via Trieste: «Quello sul Candiamo è senza dubbio un segno architettonico importante. Ed è stata creata una piazzetta condominiale che è davvero uno spazio diverso rispetto al resto della città, non sembra nemmeno Ravenna: offre ottimi spunti per diventare un luogo per eventi pubblici con un arco che diventa una splendida cornice sul canale u. Ma se si guarda 0 spazi ravennati potenzialmente rapaci di agevolare la socializzazione il pensiero di GIURA va a due luoghi oggi poco utilizzati: «Piazza Marsala, in via Salara, e la corte ricavata al quartiere San Giuseppe. Soprattutto la prima e perfetta con panchine i? spazi disposti in modo da facilitare iL gruppo». Una propensione alla socializzazione invece sembrerebbe mancare dai progetti per la futura piazza Kennedy pedonale: «Dalle immagini che sono state pubblicate non sembrerebbe proprio 1111 posto pensato per la socializzazione. Ma non conosco i dettagli del progetto». A fare la differenza però non può essere solo il progettista. «Barcellona viene presa come riferimento da molti e in effetti ha degli interventi di una qualità talmente elevata che agli occhi di un italiano sembrano quasi insopportabili visto a cosa siamo abituati nel nostro Paese. La buona programmazione ci vorrebbe sempre a prescindere poi serve la vita della città per riempirla, serve che ci sia qualcosa che porta la gente in quelli spazi,. (and.a.) muro». Quel muro, come molte altre installazioni di Pirini comprese nella declinazione più generale di street art, venne realizzato senza richiedere alcun permesso: «Ovviamente non era nulla di pericoloso: scatole di cartone, mica una bomba. Però servirebbero un numero esagerato di autorizzazioni e il risultato è che la burocrazia ostacola queste forme di espressione». Con il tempo Pirini ha anche collaborato con istituzioni culturali come ad esempio la Biblioteca Classense: paradosso è che alcune proposte fatte a livello istituzionale furono accantonate proprio per la difficoltà di ottenere i permessi». Ravenna troppo provinciale? «Non dipende dalla dimensione della città, dalla mentalità di chi deve rilasciare queste autorizzazioni. Ci sono città anche più piccole in cui è più facile trovare sostegno per certe forme espressive». (and.a.) RAVENNA )1 NT( -nzNi press LinE Direttore Responsabile: Fausto Piazza I 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. TEATRO Al IGHIFRI Il gran finale dell'Inno al teatro di Beppe Aurilia Ultimo appuntamento del progetto "Inno al teatro", la rassegna di Beppe Aurilia Teatro, che giovedì 28 marzo alle 21 porterà in scena all'Alighieri lo spettacolo S.S.S. Siamo senza soldi con oltre cento attori cresciuti nei laboratori teatrali. In pratica si tratta dell'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, totalmente riscritta da Aurilia, S.S.S. Siamo senza soldi risaffronta il tema di una situazione di grave crisi economica dove cresce la disoccupazione In scena anche quarantacinque danzatori di hip hop e brekdance con i maestri Lisa Galli, Mirco Picchetti, Andrea Massetti, Pagina 15 Pagina 10 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 \Y1 Direttore Responsabile: Fausto Piazza 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. ART F/2 IL LIBERTY IN ROMAGNA: CONFERENZA DEL FAI E DEL MAR CON ANDREA SPEZIALI La Delegazione Fai di Ravenna, con il Museo d'Arte della Città, organizza una conferenza sul "Liberty in Romagna", la corrente artistica che si diffuse tra la fine dell' 800 e i primi del '900 sul territorio nazionale, lasciando significative testimonianze anche in ambito locale. L'appuntamento è per mercoledì 3 aprile — alle 16 nella sala multimediale del Mar — Andrea Speziali presenterà al pubblico immagini e documenti storici ri. Presiederanno l'incontro Claudia Passi Angelini, capo delegazione FAI e Claudio Spadoni, direttore artistico del Mar. Pagina 15 Pagina 11 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 NT( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza I V.3.NRZIATIVA 28/03/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. ...... Sport e gioco all'aperto in tre parchi cittadini Per due mesi, un pomeriggio ci settimana, fino alla festa del 26 maggio Riportare i bambini a fare attività fisica e a giocare all'aperto, trascorrendo il tempo in modo divertente, creativo e sano: è l'obiettivo del progetto "Io fuori gioco", portato avanti dal Comune di Ravenna con Arci, associazione La Lucertola, Csi, Legambiente - circolo Matelda e Uisp, per favorire l'accesso e l'uso degli spazi urbani adibiti al gioco ai bambini della città. Nei mesi di aprile e maggio due operatori saranno presenti dalle 16 alle 18 ogni lunedì (tranne 11 aprile) al parco Mani Fiorite; ogni mercoledì (trannel'l maggio) ai giardini Pubblici e ogni venerdì al parco John Lennon (Villaggio Anic). Il progetto ha avuto una sorta di prova generale l'ottobre scorso, ai giardini pubblici, e ora si ripropone in una forma più ampia e articolata, che coinvolge appunto tre parchi cittadini per un periodo di due mesi. Le attività programmate culmineranno con una festa-evento in celebrazione della "Giornata mondiale del Gioco", prevista domenica 26 maggio nel parco Mani Fiorite e strada adia- Gente. La piazza e il parco saranno animati dalle 14 alle 18 da quattro operatori messi a disposizione dalle realtà promotrici del progetto e da tutti gli attori del territorio a cui si è chiesto e si chiederà di partecipare: Casa delle Culture, Associazione Terra Mia, Centro Sociale La Quercia, genitori e insegnanti di una sezione della scuola materna Mani Fiorite, Edu_Care Fiab Ravenna. Farà parte della giornata anche una pedalata, nella quale alcuni operatori accompagneranno i bambini in giro per la zona per diffondere la cultura della mobilità ciclabile cittadina. • ‘s,‘•• \\Z, .••:-'s " • - Pagina 18 Pagina 12 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 NT( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza 04/04/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. :kR Due week end alla scoperta delle dune della riviera La Provincia organizza, nell'ambito della manifestazione Green Days — Sagra del Tartufo, che si terrà i prossimi due week end di aprile (6-7 e 13-14 aprile) una serie di laboratori didattici per bambini dai 5 ai 10 anni e alcune escursioni nelle zone dunali e umide della nostra riviera. L'iniziativa fa parte del progetto europeo "Be-Natur" finanziato dal Programma di cooperazione transnazionale South East Europe per favorire una migliore gestione e implementazione dei siti Natura 2000, con azioni sviluppate in collaborazione con partner stranieri (www.be-natur.it ). L'obiettivo è far scoprire ai bambini e alle famiglie gli ambienti naturali del nostro territorio, con attività didattiche che comprendano la scoperta, l'esplorazione, il gioco. In particolare, a tutti i bambini sarà consegnata una brochure e un piccolo gadget per diventare "piccoli studiosi naturalisti". Le escursioni, aperte a tutti e di facile accessibilità condurranno i visitatori in aree di straordinaria importanza ambientale, come le dune costiere o gli habitat umidi. Info: www.provincia.ra.it, per le adesioni è possibile prendere contatti con il Centro Visite Cubo Magico Bevanella (cell. 335 5632818). Pagina 17 Pagina 13 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE RAVENNA NTORN 04/04/2013 Periodicità: settimanale Direttore Responsabile: Fausto Piazza Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. I £11.NDIANA.............................. Le "dune del Delta" col via libera del Comune diventano un vero zoo con felini, rettili e scimmie di Luca Manservisi Ha riaperto nel weekend di Pasqua lo zoo di Ravenna, quello che secondo i proprietari non era uno zoo, «perché non ci sono gabbie», ma che ora è diventato almeno a tutti gli effetti un safari. A partire dal nome. Non più "Le dune del Delta", ma semplicemente "Safari Ravenna", appunto. «Il parco era stato chiamato in quel modo in una prima fase di marketing per ancorarlo il più possibile al territorio — spiega il direttore Osvaldo Paci — ma poi è emerso che si creava confusione con il Parco del Delta del Po, le persone ci telefonavano perché non capivano. Abbiamo quindi dovuto correggere il tiro e un'accurata indagine di mercato che abbiamo commissionato ci ha rivelato che le mamme per cercare in internet un parco con gli animali per portarci i loro figli, sulla tastiera digitano ancora le parole zoo e safari». Ed ecco quindi che sul sito compaiono quelle tre lettere, zoo, accanto a "Safari Ravenna", e gli effetti si sono già visti. «Abbiamo fatto 16mila visite sul sito in pochi giorni e il primo weekend di apertura è andato in linea con le previsioni...». Ma non è solo questione di nome: per cercare di attirare visitatori (l'anno scorso, quello del debutto, furono 150mila, circa la metà rispetto alle attese) oltre a instaurare un legame di marketing più stretto con la vicina Mirabilandia, sono ora di più e più interessanti — almeno per il target di clientela a cui si rivolge — gli animali presenti. Rispetto alle zebre e agli gnu, che in una prima fase del progetto sarebbero dovuti essere gli esemplari più esotici (stando almeno alle dichiarazioni dei politici), ora solo nel percorso del safari (4 chilometri da compiere in auto o a bordo di un trenino) sono presenti anche leoni, tigri, elefanti, giraffe e ip popotami (e altri animali già previsti come bisonti, cammelli, struzzi, lama e antilopi, per esempio). E nel corso di questa stagione arriveranno anche i primati (lemuri e babbuini) e rettili e anfibi (coccodrilli, iguane, pitoni, boa, varani) sfrattati dal rettilario di San Marino, che il safari di Ravenna ha accolto anche su invito di Striscia la notizia, con tanto di servizio sulla celebre trasmissione di Canale 5. In totale, insomma, più di 450 animali di 40 specie diverse, quasi il doppio di quelli dell'anno scorso e questo grazie anche al via libera dell'Amministrazione comunale che, con una delibera passata quasi sotto silenzio e approvata lo scorso 19 febbraio con il solo voto contrario dell'assessore Valentina Morigi, ha di fatto abbattuto i paletti che lo stesso Comune (insieme agli altri enti preposti) aveva invece posto nel 2006 rilasciando la Valutazione di Impatto Ambientale (Via). Ouel documento, lo ricordiamo, prevedeva la presenza tiamo testualmente, "una modifica significativa all'impatto ambientale del progetto". Ogni variazione, quindi, sarebbe dovuta essere preventivamente sottoposta a una nuova valutazione del Comune di Ravenna e degli altri enti per un'altra, complicata, Via. Un vincolo rigido all'espansione del parco, che ora non esiste più. Lo scorso feb- braio infatti la giunta ha sostituito quella parte del documento con un'altra dove gli animali non vengono più considerati in numero di esemplari, ma in peso vivo. Ora la potenzialità massima del parco faunistico è di 150.000 chili (contro i circa 70mila previsti dalla Via e già presenti l'anno scorso) e viene La giunta cancella i vincoli della Via sul numero e le specie degli animali L'assessore: «Non erano nostre competenze, se ne occupi il ministero» di un massimo di 168 esemplari di specie ben definite (niente animali esotici o feroci, a parte 30 "extra" che dovevano categoricamente essere oggetto di ricerche scientifiche, feriti o sequestrati, e che è poi il caso di leoni, tigri, giraffe ed elefanti entrati nel parco già nel 2012 a stagione in corso) e considerava ogni modifica a quel numero e a quelle specie di animali, ci- Pagina 14 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 press unE RAVENNA >I NTORN 04/04/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Fausto Piazza Diffusione: n.d. N ARRIVO UN CUCCIOLO DI LEONE ra le novità della nuova stagione dello zoosafa - n una di carattere tecnologico: sarà possi. , bile in auto consultare un tablet che inform erà visitatori sulle caratteristiche di ogni animale che si presenterà loro davanti, Oltre alle nuove specie in arrivo, al, parco c e poi grane attesa per una leonessa che a breve darà alla luce un cucciolo di leone, ...\:.. ::•,,. :.2`.. ,:•. .•:.•:::ià::2z:::::,:: ,::,::•:' . •,:.s. . \ ▪ :‘,... . -N\l" E"su.... ',, ,\\Z. , -%>...: ‹. ' ''s •z:••\.• •Sl ‘s,s,. .\ . ss.„::...\\:. , ..,.,`N\...., \,....‘ •• ' . "› ''. •z,,, , •••\ \•,z‘ \ , -\\.\\ • \ •. :s. \ \ .„,, , ...,:•••..„ \ \ • • ' \ \.. • ,,,,..s. ' , .:U., n's.‘`,„ lzl.,zl› \ `...s.:i .u , .,,,, :..,.„,,x\. \,.... , .:.‘.\\\, • •\ •\:':•'"`: ',: • :::\ , ..".",\ \ •• \, :s \ .,,.. \,.. \.\ ‘.., . :.:\ . ••\ \ , ,. \ ., \ . •:,....›. :S. \\ " ••k•>\„ z.,,,,,\ .\••:„ .„. , \ -••• . •••: 's• \ • •• '......‘:,.......••••••••••:.,.. \ .:::‘, .;:„......:„:::,:m ~•:,:,,,,,, ,. specificato che «le attività interne al parco faunistico relative alla gestione degli animali ospitati (specie introdotte, benessere delle stesse, ecc.) dovranno essere ricondotte alle competenze ministeriali previste dal D.Lgs 73/2005 e smi e/o alle specifiche competenze sanitarie e veterinarie». L'Amministrazione, in pratica, se ne lava definitivamente le mani, lascian- do che a decidere sulle nuove specie introdotte sia il ministero. «Fondamentalmente - ci spiega l'attuale assessore all'Ambiente, Guido Guerrieri, firmatario della delibera - il procedimento di Via del 2006 andava oltre le specifiche competenze del Comune. Abbiamo valutato che non ne saremmo venuti più fuori se ogni volta che moriva un uc- cello, faccio un esempio, ci fosse stato bisogno di un procedimento di Via per sostituirlo con un altro animale. Sono sempre state scelte di competenza del ministero, quelle sulle specie animali». Ricostruendo la lunga storia di questo progetto, è ora evidente come il Comune, nel 2006 abbia quasi tentato (sotto le pressioni delle associazioni animaliste) di dissuadere i promotori dal realizzare l'opera inserendo un vincolo alle specie autorizzate. Ora invece che il parco è stato ugualmente aperto, Palazzo Merlato non vuole mettere il bastone tra le ruote di quella che resta comunque un'attività privata e un'attrazione turistica del territorio. «Adesso dobbiamo preoccuparci che lavorino nel modo migliore conferma Guerrieri -, che l'attività "\\ Sono i bambini già prenotati per h le scuole le vis visite didattiche per lmesi ldi aprile maggio e (metà) giugno. Le richieste sono arrivate da Emilia Romagna Veneto Marche, Toscana Umbria e Repubblica di San Marmo. Nelle due foto una giraffa e due leoni all'interno del parco faunistico ravennate Pagina 15 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE RAVENNA DINTORNI Direttore Responsabile: Fausto Piazza vada bene e che soprattutto facciano quello che devono fare nel bene degli esemplari presenti. La delibera prevede le massime garanzie per gli animali e per quello che mi risulta vengono trattati con i guanti, come noto non ci sono gabbie e all'interno del parco, c'è una struttura veterinaria e di assistenza di alto livello...». «Il Comune nel 2006 — è la versione del direttore del parco, Osvaldo Paci — ha inserito quei vincoli sulle specie di animali, ma non erano questioni di sua competenza. Ora, dopo le nostre proteste, sono stati giustamente rimossi». E tra l'altro, secondo Paci, il progetto non è mai stato modificato: checché ne dicano i politici le specie previste in realtà sono sempre state quelle 40 che saranno presenti a regime quest'anno. «Un conto è il progetto approvato per la Via dal Comune, che come detto non aveva le competenze. Un altor il progetto presentato al ministero, che è stato sempre lo stesso. Ora, finalmente, dopo dieci anni, dallo scorso dicembre abbiamo ricevuto nero su bianco i documenti che ci danno la licenza di giardino zoologico (lo scorso maggio il parco aveva aperto facendo leva sul silenzio assenso di Roma, ndr) e naturalmente abbiamo il via libera per tutte le specie presenti». Arrivate o in dirittura di arrivo grazie anche a nuovi ricoveri da realizzare o già realizzati, a un parco più grande (ora si estende su 45 ettari, contro i 33 dell'anno scorso) e soprattutto grazie alle collaborazioni con tante università italiane per progetti di studio e salvaguardia della specie. Adesso lo zoo è completo. I LA 5 NLSTRA RAD C 1E L'assessore Piaia ora è a favore Morigi: «Vanificati gli sforzi Lo zoosafari era stato bocciato» Nel 2006 furono i due assessori di Rifondazione Comunista a votare contro il progetto dello zoosafari in occasione della Valutazione di Impatto Ambientale. Ora, nel corso dell'ultimo passaggio in giunta (che raccontiamo in queste due pagine), a votare contro è stata solo Valentina Morigi, assessore di Sel (ex di Rifondazione), mentre Giovanna Piaia dei Comunisti italiani (ma che rappresenta in giunta anche Rifondazione, essendosi presentati i due partiti insieme alle ultime Amministrative) ha votato a favore sul progetto di ampliamento del parco. Nel 2006 si astenne. «Ma ora è un'altra fase— ci dichiara quella che ora è anche assessora ai Diritti degli animali — lo zoo c'è e deve fare prevalere l'aspetto didattico-educativo e conoscitivo della vita animale. Se ne poteva fare a meno certo ma ora meglio farlo funzionare bene per il successo dell'impresa che offre anche lavoro, pur monitorando con tutti gli strumenti pubblici di controllo il benessere animale». Resta coerente con le sue posizioni invece l'assessore Morigi: «Ero contraria allo zoo safari quando ero consigliera comunale, lo resto ora da assessore. Il percorso fatto dal Comune inizia più di dieci anni fa— dice Morigi — conia costituzione di una commissione etica, di alto profilo, che boccia lo zoosafari e richiede, per tramite della giunta di allora, che il nuovo progetto abbia una forte valenza scientifica e una grande attinenza con l'habitat autoctono. Oggi quel parere e quel percorso, vengono in parte vanificati con l'atto presentato di recente in giunta». Pagina 16 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 04/04/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. press LinE RAVENNA )1 NT( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza 04/04/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. .() UNA LIBRERIA ALLO SPARTACO Giovedì 4 aprile apre la libreria/infoshop "La Escondida" (la nascosta), nome della leggendaria isola dell'opera di Corto Maltese "La ballata del mare salato". Sarà punto di distribuzione delle case editrici: Derive Approdi, Eleutera, NDA press , Agenzia X, Sensibili Alle Foglie, BFS, Nautilus. Al suo interno si trovano inoltre autoproduzioni artistiche e musicali, opuscoli e libri su svariati temi: precariato sociale, femminismo e genders, no tav, beni comuni, antifascismo, diritti dei migranti, lotte studentesche, storia ed archivi dei movimenti sociali, lotte ambientali, veganismo, eccetera. La Escondida libreria/infoshop si trova all'interno del centro sociale Spartaco di via Chiavica Romea. Sarà aperta tutti i martedì pomeriggio, durante il mercatino Grass e durante tutte le iniziative del centro sociale. Il programma di giovedì partirà alle 19.30 con un buffet vegan e l'inaugurazione e presentazione della libreria e delle iniziative future. A seguire concerto Restless Yellow Flower. Seguirà un programma di presentazioni di libri. Pagina 10 Pagina 17 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE RAVENNA )1 NT( -nzNi Direttore Responsabile: Fausto Piazza 04/04/2013 Periodicità: settimanale Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. i ..ìì • I I o CLAUDIO SPADONI PRESENTA BORDERLINE Martedì 9 aprile, alle 18, la Sala D'Attorre di Casa Melandri ospiterà un incontro dedicato alla mostra Borderline - Artisti tra normalità e follia da Bosch a Dalì, dallArt Brut a Basquiat, in corso al Museo d'Arte della Città di Ravenna fino al 16 giugno. Ne parlerà il curatore, Claudio Spadoni. Pagina 14 Aro,mcl the Rock, band iV1326.1., emergenti [do chiude Pagina 18 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 ■ ;:-= press unE il Resto del Carlino RAVENNA Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 10/04/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Poca spesa, molta resa: boom di presenze al Mar Rorderline' supera i 2a000 visitatori. Spadoni: «Il tema attira, ma non mi aspettavo un tale risultato» di ANNAMARIA CORRADO A DUE MESI dall'inaugurazione la mostra Torderline ha già superato i 20mila visitatori. Un risultato che inorgoglisce il curatore e direttore scientifico del Mar, Claudio Spadoni. Anche perché, con questi numeri a metà aprile, non è escluso che Torderline' superi i risultati della mostra finora più fortunata del Mar, almeno dal punto di vista dei visitatori. E cioè quella su Roberto Longhi che, nel 2003, arrivò a quota 55mila. Spadoni, cosa attribuisce successo di questa mostra? «Difficile spiegarlo. Sicuramente il tema è molto interessante. Ne ero convinto sin dall'inizio, ma ad essere sincero non credevo fino a questo punto. Tanto più che la nostra non è una mostra di quelle 'furbe', cacchiappaturistr. A volte conta anche la fortuna». 5 spieghi meglio. «Ad esempio il manifesto si è rivelalo particolarmente efficace. Ne abbiamo fatti di più belli, ma questo ha fatto scattare meccanismi PRECEDENTI Finora La mostra del Mar più gettonata è stata quella di Longhi nel 2003 nom, ondata meglio., A questo punto Torderldne potreb,be superarla. «E stata la prima grande mostra del Mar. Ci avevamo lavorato per anni, la curiosità di pubblico e addetti ai lavori era tanta C'era a nome di Longhi ad attirare e gli artisti. Costò di più e -lutto il personale del museo era impegnato lì. L'ufficio stampa aveva una persona che si occupava esclusivamente delle prenotazioni. Oggi siamo in inferiorità numerica non solo rispetto alla mostra da Longhi, ma anche a quelle venute dopo». risultati però d sono stati anche questa -volta, nonostante le 'flstrettezze'. «E una bella soddisfazione e credo che anche il 'passa parola' funzioni. Ovviamente quando è positivo. Da tanto avevo desiderio di fare questa mostra, ma continuavo a girarci attorno pensando a come affrontare il tema senza banalizzarlo. Credo che alla fine ci siamo riusciti». In che modo? «Torderline' pone molti quesiti e allo stesso tempo ha diversi livelli di lettura. Si rivolge ad un pubblico eterogeneo, che va dagli addetti ai lavori fino agli adolescenti. Persino ai bambini». di seduzione non facilmente prevedibili. Ce li hanno addirittura copiati. Sicuramente il successo non è dovuto al fatto che abbiamo incrementato la promozione». 5 riferisce al budget? «Sì. Delle grandi mostre del Mar 'Borderline' è probabilmente quella costata meno. Sappiamo qual è la situazione. Abbiamo dovuto economizzare su tutto, sfruttato le condizioni favorevoli per i prestiti, i rapporti di amicizia, di fiducia. Siamo riusciti ad ottenere oltre quaranta lavori provenienti dalla collezione dell'Art Brut di. Losanna con una spesa veramente esigua, di poche migliaia di CUro», Les mostro del 2003 dedicato a Roberto Longhi con suoi 55mila visitatori è quella, fiPagina 19 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 10/04/2013 il Resto del Carlino press unE RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi stra di quest'anno è ealizzata con meno lamenti rispetto recedenti. Anche it ale del Museo noi sì è andato figliando CAPOLAVORI Giovani visitatori ammirano un quadro di Ligabue , ., KATIA PEZZI VIA DI ROMA L'attività aumenta e La differenza si vede. Il fenomeno è ancora più evidente rispetto agii altri anni M ROSA SABELLA VIA CESAREA I clienti arrivano, bevono IL caffè, poi ci chiedono dov'è il Museo. Molti vengono da fuori, ma non mancano i ravennati IL DISAGIO DEL CORPO A sinistra 'Senza titolo' di Tancredi Parmeggiani, in alto una scultura in legno di Eugenio Santoro, anche questa 'Senza titolo' (Foto Gomiti) Pagina 20 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Diffusione: n.d. press unE 10/04/201 3 il Resto del Carlino RAVENNA Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. :WWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWW, V:Sr7,'WU IN TANTI DA FUORI REGIONE «Una follia non, così lontana dalla realtà» i Ecco perché la mostra piace tanto TUTTI 'pazzi' per gli artisti folli. I visitatori escono soddisfatti dalla mostra `Borderline'. Ma cosa spinge turisti da tutta Italia a raggiungere via di Roma per entrare all'interno del Museo d'arte di Rave n na? Ad aver riscosso l'interesse è proprio il tema. »Inconsueto, ma estremamente vicino alla realtà» come definito da Francesca, una turista di Prato in visita alla città, venuta a conoscenza della mostra grazie ai cartelloni pubblicitari e ai giornali locali. «In effitti spiega Francesca se ci pensiamo bene il periodo storico che stiamo vivendo da qualche anno è assolutamente fbile. In ogni caso devo dire che la mostra è veramente molto bella e sto scoprendo autori di cui non avevo mai sentito nemmeno nominare il nome», NON È però solo il giornale locale a pubblicizzare l'esposizione, ma anche le più esperte riviste d'arte e, ancora più fondamentale, il passa parola. Ne è un esempio il lughese Mauro Frontali, ap- pubblicità hanno portato anche Cesare Cangiotti da Pesaro e Patrizia Cohen da Torino verso la strada che porta alla mostra degli artisti folli. «Sono solo all'inizio della mostra — afferma Cesare ma devo dire che per ora mi è sembrata molto interessante». Patrizia preferisce invece soffermarsi sul tema definendolo «particolarmen.te suggestivo». passionato d'arte, il quale racconta di aver appreso di 'Borderline' tramite un giornale specializzato che ne recensiva il contenuto, ma anche attraverso la bocca degli amici entusiasti. «Per ora devo dire che si tratta di un percorso veramente ben costruito e molto piacevole da osservare» commenta Mauro dopo aver appena terminato la prima sala espositiva. La lettura delle recensioni e la LA MOSTRA sembra però aver trovato l'apprezzamento anche degli stessi ravennati che, fino ad oggi, non erano abituati a queste opere del tutto fuori dall'ordinario. Lo conferma la stessa Barbara Costantini, giunta alla mostra insieme a Gia:n.franco, Giovanna e Landolfo. I quattro devono ancora mettere piede nelle stanze del Mar, ma non nascondono che la 'promozione' di Vittorio Sgarbi ha dato quella spinta in più per recarsi in via di Roma 13. a.eic. Nella foto un momento dell'allestimento \ PATRIZIA COHEN MARIO FRONTALI TORINO LUGO Ho scoperto tramite La lettura dei giornali e devo dire che per ora l'ho trovata davvero molto suggestiva Passa parola e recensioni entusiaste, così ho saputo della mostra. E devo dire che è davvero ben fatta CESARE CANGIOTTI FRANCESCA PESARO PRATO Leggendo un giornale specializzato sono venuto a conoscenza della mostra e ho pensato di venire Inconsueta, ma molto vicina alla realtà. Ricorda il periodo storico che stiamo attraversando Pagina 21 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE il Resto del Carlino RAVENNA Direttore Responsabile: Giovanni Morandi L.V2S E G1A SI PENSA AL 2014 Gli affreschi strappati, da Pompei a Tiepolo MENTRE TORDERIANE è in pieno svolgimento Claudio Spadoni è già al lavoro per la mostra che il Museo d'arte della città ospiterà il prossimo anno. Sara dedicata alla storia degli affreschi strappati, da Pompei ed Ercolano fino al Novecento. «Sono più di due anni che ci stiamo lavorando spiega Spadoni e ci saranno opere strepitose, partendo da quelle provenienti dal Museo archeologico di Napoli, per arrivare a Correggi°, ai Carracci, a Tiepolo, passando per Giotto e Paolo Uccello. Solo per citare alcuni nomi». Insonna una mostra quasi monumentale, particolarmente impegnativa, anche dal punto di vista dell'allestimento, viste le notevoli dimensioni della maggior parte delle opere. «La prima in assoluto di questo genere», assicura Spadoni. E aggiunge: «È quella che Roberto Longhi avrebbe voluto realizzare nel 1958, e che non è mai stata finta. Come dire che il cerchio si chiude e, ancora una volta, si torna a uno dei più grandi maestri della storia e della critica d.ell'arte italiana». NON A CASO infatti l'avvio del nuovo corso del Museo, nel 2003, fu affidato ad una grande mostra dedicata al percorso critico di Roberto Longhi. La prima di una serie che avrebbe portato il direttore, Claudio Spadoni, ad indagare le figure di primo piano della critica dell'arte italiana. Dopo Longhi, nel 2005, toccò a Francesco Arcangeli e, nel 2008, a Corrado Ricci. L'ultimo protagonista, nel 2012, è stato Giovanni Testori. Mostre che hanno portato nelle sale del Museo opere degli artisti più prestigiosi, da Rosso Fiorentino a Gauguin, passando per Caravaggio. Le mostre hanno sempre ottenuto un buon riscontro di pubblico. Finora la più gettonata stata quella di Longhi con 55mila visitatori, tra quelle in pole position sono sicuramente quella dedicata all'Artista viaggiatore del 2009, con circa .17mila visitatori e quella sui Preraffaelliti del 2010 (45mila). 'Miseria. e splendore della carne' del 201 2 e 'L'Italia s'è desta' del 2011, si attestano entrambe attorno ai 30mila visitatori. Pagina 22 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 10/04/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. press LinE il 10/04/2013 Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Diffusione: n.d. L'EVENTO UN CONVEGNO DELLA CONFARTIGIANATO DEDICATO AGLI STRUMENTI MENO NOTI, L'OPPORTUNITÀ DEI 'CERTIFICATI BIANCHI' Gli incentivi della green economy per * prese e citta SI È svolto lunedì sera il seminario tecnico 'Strumenti e incentivi finanziari per interventi dì risparmio ed efficienza energetica', organizzalo dalla Confartigianato della provincia di Ravenna con il contributo della Camera dì commercio di Ravenna. Nel corso del convegno sono stati illustrati alcuni degli incentivi per la green economy meno noti, ma su cui vi sono concrete risorse per privati e imprese, quali il fondo rotativo regionale, il conto termico e i certificali bianchi. Paolo Zecchini di Teknologica ha illustrato gli aspetti relativi al 'Conto termico', tra opportunità e criticità, le modalità di accesso al contributo, i soggetti interessati, paragonandolo agli altri incentivi esistenti. Zecchini ha inoltre evidenziato come lo sviluppo della normativa impiantistica porterà sempre maggiori opportunità nel settore della manutenzione degli impianti e delle strutture. Successivamente Maurizio Cottignola, responsabile Credito di Confarti& nato, ha esposto gli elementi relativi al fondo rotativo regionale per la green economy, soffermandosi sugli aspetti procedurali per le imprese che decidono di investire su risparmio ed efficienza energetica sia per gli edifici che per i processi. Il seminario si è concluso con la relazione di Davide Dosi di Linea CO2 (associata a Confartigia- e i nato e l'unica ESCO in provincia di Ravenna ad essere accreditata a operare nella borsa dei titoli energetici) sul tema dei 'Certificali bianchi' e dei contributi che possono ottenere, in tempi rapidi, soprattutto le imprese che dal 2007 al 2012 hanno realizzato 'cappotti termici' e infissi, ma anche installato caldaie. Il convegno ha ribadito l'impegno della Confartigianato della provincia di Ravenna nel settore della green economy, attraverso una costante informazione alle aziende e formazione agli imprenditori e addetti sulle principali novità del settore e sulle opportunità, dirette e indirette, nel campo del risparmio e dell'efficienza energetica. Pagina 21 c tcrac ae se ,c rcr,n' c»gc. la qnruil-'1 ° Il ,;erm ■ In4L,.-:.;Igur ■■ Pagina 23 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE 10/04/2013 il Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi Tuffi i film dei grandi festival E' un 'Mosaico' da non perdere La kennesse ai cinema Corso dal .13 al 20 aprile UN'OCCASIONE quasi unica di vedere film premiati nei migliori festival internazionali e che, con tutta probabilità, non saranno distribuiti nelle sale italiane. E' il Mosaico d'Europa Film Festiva!, la manifestazione organizzata dall'ufficio attività cinematografiche del Comune che si terrà dal 13 al 20 al Corso di via di Roma. Tra i dieci titoli proposti in questa settima edizione ci sono lo spagnolo `Blancanieves' di Pabio Berger, gli inglesi 'Broken', debutto cinematografico del regista teatrale Rufus Norris, e Shell' di Scott Graham. `Klip', esordio della regista serba Mala Milos, è la storia a tinte forti dell'adolescente Tassia, mentre il noir danese ‘Kapringed di Tobias Lindholmun è terribile e cinico gioco tra la vita e la morte per l'equipaggio di una nave da carico dirottata. Miglior film al Festival di Sarajevo 2012, 'Everybody in Our Family', del rumeno Radu jude, parla di una coppia separata in lotta per la figlia. Dal Portogallo arriva 'Sangue do rneu Sangue', thriller di joà- o Canili°, mentre `Zaytoun' di. Eran Riklins, acclamato regista de La sposa siriana e II giardino di Limoni, è la storia di un'amicizia sullo sfondo della guerra libanese, Infine dalla lontana Islanda arriva 'Vulcano' di Rifilar Rtinarsson, storia d'amore che deve làre i conti con le scelte del passato per affrontare il futuro. polavoro di Kim Ki-duk, 'L'isola', sonorizzato dal vivo dai Ronin, L'omaggio ai maestri del cinema europeo avrà per protagonista Marco Bellocchio. A lui il festival assegna il premio 'Mosaico'. Del regista citami() verrà proiettato 'Vincere' del 2009, con Filippo Tinti e Giovanna Mezzogiorno (15 aprile). «NON CI PIACE — ha spiegato il direttore artistico del. Festival, Alberto Achilli — rimanere inprigion.ati in sezioni, preferiamo avere libertà di scelta. Quello su cui focalizziamo l'attenzione è la qualità dei film. La manifestazione, accanto al concorso, proporrà numerosi eventi speciali e collaterali. Quest'anno abbiamo deciso di lanciarci sulle ultime opere dei grandi maestri, e non soltanto europei. A partire da Zang imou, con il colossal 'The Flowers of War', per poi rientrare in Europa con registi come Kaurismaki, Greenaweay. Solo per citarne alcuni». Di Leos Carax verrà proiettato l'ultimo e complesso film, 'Holy Motors' (19 aprile), Il debutto del festival, il 1.3 aprile, sarà con il ca- SEMPRE a Bellocchio è dedicato l'appuntamento del 18 aprile con il documentario di Fabrizio Varesco, 'Né padri né madri. Il cinema di Marco Bellocchio'. Tra gli ospiti della manifestazione lo scrittore Antonio Moresco che, itisieme al regista jonny Cos tan tino, il 19 aprile sarà in sala per presentare firmamento'. La giuria è composta dal semiologo Paolo Fabbri, dal critico cinematografico e saggista Massimo Causo e dal filmaker, produttore Jonny Costantino. Il festival è organizzato in collaborazione con la Fice e con l'associazione culturale Ravenna eine ma ,P rogram ma completo: www.inefilit. SULLO SCHERMO In alto Eva 'Broken' dí Rufus Norris Mendes e Denis Lavant nell'ultimo film di Leos Carax A destra Marco Bellocchio a lui sarà dedicato l'omaggio del festival ai maestri Co. Un'immagine del film di Resnais 'The fiowers of war' di Yimou q11-10ei LinlidlP1 1r,' Pagina 24 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 E al Xiosat-o" ti, 11, 11 per kr? pressunE la Repubblica 10/04/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Bimbi a lezione tra mucche e campi di grano così la fattoria disintossica dalla città Boom delle aziende agricole aperte allefarnigli e: "Qui scoprono la terra " CORRADO ZUNINO ROMA— Sono tante, 2134 in tutta Italia, e sono l' ultima fas e della ricerca di un equilibrio nuovo tra cittadino e campagna. Sono le fattorie didattiche e insegnano agli urbanizzati qual è la pianta del basilico e come il formaggio pecorino derivi dal latte. Spesso i visitatori delle fattorie non lo sanno. Sono duemilacentotrentaquattro, e fanno una media di Szauz atm deemCa bikziarzCkkraM OksZ":: e si ,:nekk coRCaAo can gn aniniab venti per ogni provincia italiana. Nelle ultime stagioni, che sono le sei stagioni della crisi economica e del ritorno a molte origini, la crescita delle fattorie didattiche ha avuto il profumo del boom. Dice il censimento: 330 in Emilia Romagna, antesignana al solito, 285 in Piemonte, 278 in Campania. Il profumo è acre, certo, perché le fattorie che vogliono reinsegnare la natura hanno gli animali dentro, attorno, eppure sempre più famiglie si prenotano per il weekend, sempre più insegnanti calendarizzano la gita in fattoria, sempre più scout raggiungono le campagne per dormire nell'ex stalla riattata. Nell'Italia che ha abbracciato l'industrializzazione p o st-b ellica come una liberazione dal p eso della terra, sempre troppo bassa per essere amata, le fattorie didattiche hanno impiegato settant'anni per nascere e altri trenta per diffondersi. In questo segmento i pionieri sono stati gli scandinavi, all'inizio del Novecento diedero un tetto alle idee del movimento delle quattro acca (Head, Health, Heart, Hand): al centro dello sviluppo dei giovani dovevano esserci l'agricoltura e lavo glia di imp arare facendo. Oggi il 4H — testa, salute, cuore, terra — ha sei milioni e mezzo di membri nel mondo. Nel 1997 fu una società no profit, Alimos, ora companya tutti gli effetti, a portare in Italia le fattorie didattiche. Dopo quindici anni di esperienze, il nostro quadro si rivela vasto e profondo. Agriturismi e aziende agricole, senza fermare lafiliera della loro produzione, sono diventate scuole naturali a cielo aperto capaci di crea- re un collegamento virtuoso tra le città e la campagna. Fra queste fasce si scopre qual è l'origine (misteriosa) di un olio in bottiglia. Un alveare, con le dovute protezioni, qui può essere studiato dall'interno partecipando alle fasi di estrazione del miele dal favo. I più volenterosi possono dare una mano nella pulizia della stalla. Salvatore Collura è il tenutario della fattoria Carcaci, a 75 chilometri da Palermo, a ventiquattro da Corleone, a tre dal primo negozio. L' azienda didatticaagrituristica si trova all'interno della riserva naturale orientata di Monte Carcaci. Si dorme solo con mezzi propri: camper, tenda, sacco a pelo e per quest'ultimi a disposizione c' è la vecchia stalla. «Nella nostra struttura, del 1918, ricreiamo la civiltà dei contadini del primo Novecento. Gli studenti visitano la riserva, guardano un filmato dell'agricoltura sicilianain via di estinzione. In una stanza scoprono gli attrezzi della terra: l'aratro, la zappa, il ritune per trasportare la paglia, il clivu per togliere lo stelo del grano. E quando mostriamo il grano, gli adolescenti non lo riconoscono. La trasformazione in farina, l'impasto, l'accensione, del forno a legna: ecco la via del pane. A tavola facciamo assaggiare le tabische: grano schiacciato e condito con origano, cipolla, pecorino, pomodoro, olio di oliva. I ragazzini fanno ooh, si accorgono che si può vivere senza plastica». La giornata di lezione nella riserva costa cinque euro, quindici pranzo compreso. La Regione Sicilia ha finanziato il progetto Carcaci—il prossimo passo è la costruzione di un mulino in AzAtivz m.= è ZOkakkaM CM1ZZUZbA; az,Nkdd n,ka CalZa COSakMZ za pietra— con 400 mila euro. «Tutti spesi con attenzione». Le fattorie da scuola si stanno incuneando nelle città. La Fattorietta è un' énclave dietro Città del Vaticano: unafattoria didattica urbana che racconta un' antica realtà di campi e di fabbricatra strade dissestate e palazzi a otto piani. «I nostri nonni coltivavano la terra e fabbricavano i mattoni per San Pietro». C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 23 gunbia bionetramucche c campi cligrano cosila fattoriadishnossicadalla.cittii Pagina 25 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 la Repubblica press LinE 10/04/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Il fondatore di Slow Food Carlo Petrini: "Dal contatto con la natura passa anche la lotta all'obesità infantile" "Un modo divertente per diventare consumatori responsabili" ROMA — Da Bogotà, in altura e senza fiato, Carlo Petrini inventore dello slow food dice: «Le fattorie didattiche sono la forma più diretta per educare i ragazzi alla responsabilità e alla conoscenza della cultura alimentare. Le fattorie didattiche sono meglio di tante lezioni, un'integrazione naturale». Perché questa forte crescita negli ultimi anni? «La forza delle fattorie didattiche è quella di mettere in connessione gli studenti con i produttori e i contadini, il loro carattere, i prodotti che realizzano. Ora bisogna fare un altro passo in avanti: dovrebbero aprirsi all'esterno i lavoratori della produzione alimentare. Mai come in questo momento sentiamo l'esigenza di conoscere, è l'unico strumento per non restare consumatori passivi». Partiamo da zero, o quasi. «L'ignoranza è impressionante, bisogna rieducare a riconoscere un albero, un animale. La cattiva conoscenza alimenta fenomeni tragici. La crescita dell'obesità infantile è un guasto in tutto il mondo, l'approccio con il consumo alimentare brutale fa perdere ogni rapporto con la natura. Qui in Colombia l'obesità infantile in un anno è aumentata del 4 p er cento». In Italia c'è la tendenza di lobby e criminalitàad appropriarsi delle cose nuove e sostenibili. «Se la sostenibilità diventa un business non è un male, l'importante è che ci siano ricadute per la società civile. I furbacchioni non ce la faranno. La risposta diffusa è un grande fiume carsico». (c. z.) C RIPRODUZIONE RISERVATA Le fattorie didattiche 2,a à. „,k,cerca di educare La fattoria didattica è un agriturismo„,„,,, o un'azienda agricola la persona alla vita rurale .,,‘‘‘ ?'prevede il coinvolgimento attivo dei partecipanti `,...\-.. L« «ek:«e Le attività sono previste nei fine settimana per coppie e famiglie Le attività proposte sono tenute da personale specializzato si studiano gli ::uàma si raccolgono si prepara si munge una si estrae si pulisce la CMi delle 44: (Head, Health, Heart, Hand) O Armi 70 le prime nel bacino Mediterraneo e in Italia o 1990 Durante la settimana,' per le scolaresche La e«ffiaaz.'gne La qualifica di fattoria didattica è conferita dalle Regioni sulla base del rispetto di alcuni parametri, definiti da un documento che è chiamato nasce la rete europea European Federation of City Farms (Efcf) 1997 Rete delle fattorie didattiche romagnole 6 i di fattorie 46 Fattorie biologiche Mercati el contadino La ~a Pagina 23 gunbia lezionetra.mucche c campi cligrano cosi la fattoriadishnossicadalla.cittii Inizi del '900 nascono in Norvegia; Danimarca e Svezia secondo la filosofia del movimento giovanile nordamericano Club Pagina 26 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE FOC E 10/04/2013 DI ROMAGNA RAVENNA FAENZA LUGO & IMOLA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Stefano Andrini Diffusione: n.d. Spiaggia di sera? "Un danno per le aziende" MOVIMENTO 5 STELLE L'amministrazione incassa un nuovo "no" sull'apertura degli stabilimenti balneari in notturna Il Movimento 5 Stelle interviene sul tema caldo della città: l'apertura della spiaggia durante la sera, "Le nostre linee guida sono dal global al local, dal macro al micro. Il micro-local deve innestarsi a sua volta in un sistema integrato e proprio il micro-local ci fa esprimere forti dubbi su come si possa, a livello europeo, generare politiche che in nome della libera concorrenza, mettono in crisi aziende famigliari. Libera concorrenza, o libero mercato, espressioni con cui erroneamente si intende un mero laissez-faire, hanno creato situazioni catastrofi- che, come quelle che ci hanno portato a questa crisi. Se il Movimento 5 Stelle non avesse avuto questo straordinario risultato, il governo non avrebbe mai sbloccato più quaranta miliardi di euro, per saldare i debiti della pubblica amministrazione con le aziende - spiega il portavoce Alessandro Marconi - Venendo al sistema integrato, appare scontato che l'amministrazione si deve far carico di creare ricchezza nel proprio comune, e non spostarla da un comparto all'altro. Quanto questa decisione inciderà sulle nostre aziende, lo scopriremo solo a stagione terminata. Eapertu- ra serale della spiaggia, quando in un momento di oggettiva prosperità della nostra economia non avrebbe generato paure, in un momento delicato come questo porta con sè una componente aleatoria. Siamo comunque sicuri che in merito alla metodologia con cui il Pd gestirà la scelta, sarà foriera di ulteriori danni. Saremmo degli irresponsabili se ci limitassimo ad aspettare la fine della stagione, per annotare quanto avessimo o meno ragione, avanziamo invece la proposta alle categorie di contattarci per capire le problematiche e formulare un piano di rinascita". Pagina 23 CERVIA Fronte comune in difesa del segretario faniart Aihtlag AcQ, II gusto della Pagina 27 di 27 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 ione