INDICE
A San Giacomo di Russi il ritmo dei Balcani
28/03/13
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Ravenna e Dintorni
Skate, parkour, graffiti: le periferie da vivere
28/03/13
3
Ravenna e Dintorni
ELOGIO DELLA MUSICA POPOLARE
28/03/13
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Ravenna e Dintorni
Dalla pineta alla città d’acque
28/03/13
6
Ravenna e Dintorni
Favole, tango, incanti da Bourne a Morris
28/03/13
7
Ravenna e Dintorni
L’Africa e l’ultimo imperatore
28/03/13
8
Ravenna e Dintorni
«Lo skateboard? È un’arte»
28/03/13
9
Ravenna e Dintorni
Il gran finale dell’Inno al teatro di Beppe Aurilia
28/03/13
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Ravenna e Dintorni
IL LIBERTY IN ROMAGNA: CONFERENZA DEL FAI E DEL MAR CON ANDREA SPEZIALI
28/03/13
Ravenna e Dintorni
Sport e gioco all’aperto in tre parchi cittadini
28/03/13
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Ravenna e Dintorni
Due week end alla scoperta delle dune della riviera
04/04/13
Ravenna e Dintorni
Le “dune del Delta” col via libera del Comune diventano un vero zoo con felini, rettili e scimmie
04/04/13
Ravenna e Dintorni
UNA LIBRERIA ALLO SPARTACO
04/04/13
Ravenna e Dintorni
Poca spesa, molta resa: boom di presenze al Mar
10/04/13
Il Resto del Carlino Ravenna
«Una follia non così lontana dalla realtà» Ecco perché la mostra piace tanto
10/04/13
Il Resto del Carlino Ravenna
Gli affreschi strappati, da Pompei a Tiepolo
10/04/13
Il Resto del Carlino Ravenna
Tutti i film dei grandi festival E’ un ‘Mosaico’ da non perdere
10/04/13
Il Resto del Carlino Ravenna
Bimbi a lezione tra mucche e campi di grano così la fattoria disintossica dalla città
10/04/13
La Repubblica
Spiaggia di sera? “Un danno per le aziende”
10/04/13
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Il Resto del Carlino Ravenna
Gli incentivi della green economy per imprese e cittadini
10/04/13
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Ravenna e Dintorni
CLAUDIO SPADONI PRESENTA BORDERLINE
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La Voce di Romagna Ravenna
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
28/03/2013
Periodicità: settimanale
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
A San Giacomo di Russi il ritmo dei Balcani
Si intola "Romagna Ballkani-ca" la rassegna di concerti dedicata
alle struggenti melodie e ai forsennati ritmi della musicale popolare
bandistica dell'area balcanica e dell'est europeo in cartellone dal
12 al 14 luglio nel cortile del suggestivo Palazzo San Giacomo a
Russi. Un omaggio alle musiche da "matrimoni e funerali" rese famose dai film edi Emir Kusturika e alla tradizione ebraica Klezmer.
Protagonisti delle serate, tutte da ballare, artisti di fama internazionale o progetti ancora inediti per l'Italia come Transglobal Underground meets Fanfara Tirana, gli statunitensi Klezmatics e, dalla Serbia, Boban Marko Markovic Orkestar (nella foto).
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
28/03/2013
Periodicità: settimanale
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Diffusione: n.d.
Skate, parkour,
graffiti: le periferie
da vivere
Skate, graffiti, parkour. Anche
la periferia dell'occidente si sta
sempre più colorando di discipline
artistiche e sportive che danno un
nuovo senso agli spazi urbani.
Giovani che si reinventano l'uso
da fare di muri abbandonati o elementi di arredo urbano e che si organizzano per poter trasmettere e
diffondere competenze che hanno
spesso acquisito da autodidatti,
grazie anche alle nuove tecnologie. Abbiamo incontrato e conosciuto alcuni dei protagonisti di
questa scena ravennate attivissima, foriera di idee e progetti, incoraggiata spesso dall'amministrazione comunale che vede queste
espressioni creative giovanili come fenomeni da valorizzare che
non devono però perdere la loro
carica "sovversiva" e spontanea,
per non snaturare se stesse.
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Periodicità: settimanale
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
di Andrea Alberizia
Nel cortile di casa costruì la prima
rampa da skateboard e venne tutta
sbagliata. Era il 19 89 e Marco Morigi
aveva undici anni. Gli errori di quella
rampa però servirono a qualcosa un
po' di anni dopo: Morigi, nel frattempo diventato geometra, è stato infatti
il progettista dello skatepark a Marina di Ravenna che dal 2000 al 2008
ospitò lo Slamtrick, tra i principali
eventi di skate italiani con una cinquantina di atleti in gara e una tribuna da mille posti nelle edizioni all'apice. «Riempivamo tre alberghi a Marina con partecipanti, staff, collaboratori e turisti. Avevamo un budget da
circa 100mila euro coperti dalla
Slamjam, un marca di abbigliamento
di Ferrara». Poi la crisi. E così il park è
stato smantellato un pezzo alla volta
venendo poi trasferito da altre parti.
Morigi e altri ravennati della sua
generazione cominciarono a salire
sulla tavola ritrovandosi allo Scintilla
Park: «Era il punto di ritrovo di quelli
più bravi...», ricorda sorridendo. Oggi
è un parcheggio dietro al circolo Mama's in zona borgo San Rocco. Era la
seconda metà degli anni Ottanta e lo
skateboard arrivava in Italia dall'America attraverso qualche rivista
specializzata acquistata oltreoceano
e qualche rarissima videocassetta
Vhs importata e poi vista e rivista
passando da un videoregistratore all'altro: «Praticamente si consumavano a forza di guardarle e sfogliarle.
Erano gli unici mezzi che avevamo
per imparare».
E il sogno americano contaminava
le giovani menti degli skater ravennati: «Via Basento per noi era diventata
Rasento street». Era un'epoca d'oro:
nel 1988 all'interno del Pala Costa si
realizzò anche un contest. Poi con l'i-
Diffusione: n.d.
Il geometra che fa saltare gli skater
La prima rampa progettata a 11 anni
,,,. \
e.:.
«Dalle foto a mio figlio
al libro sulle cadute»
:::&:::*::::*:::
Per passare il tempo mentre il figlio di otto anni si divertiva con Io skate, su rampe e dossi ha cominciato a fotografarlo e alla fine quelle foto per passare il tempo sono
diventate un libro. Il 46enne ravennate Michele Bada insegna fotografia all'Accademia di belle arti a Ravenna ed
è l'autore di "Tricks and ndls", volume fotografico presentato alla galleriaA rgenticale scorse settimane e a Cesena, dove Bada vive, il 29 marzo. «Sono sempre stato
un fotografo da cavalletto, paesaggi ed elementi architettonici. Non mi ero mai cimentato con soggetti in movimento. È stata una bella esperienza. Ma nulla della
classica fotografia di skateboard: «I miei scatti non sono
quasi mai dedicati alle evoluzioni venute bene ma sono
pii' che altro dedicate alle cadute o agli errori perché è
stato questo l'aspetto che mi ha colpito in particolare:
mirando al risultato perfetto bisogna provare e riprovare,
cadendo e sbagliando per rialzarsi e ricominciare. E come padre nessun timore nel vedere il figlio su una tavola?
,Se cade si fa male ma non credo sia niente di irrimediabile. Cerco di fargli usare sempre le protezioni e poi penso
che potrebbe farsi male in molti altri sport,.
nizio degli anni Novanta il movimento italiano andò in declino e nemmeno Ravenna, nonostante per quei
tempi fosse una piazza importante in
materia, riuscì a evitare la flessione.
Una decina di anni dopo lo skate italiano conobbe una nuova giovinezza
ma non è mai riuscito a sdoganarsi
da un'etichetta negativa: «In America e in Svezia esistono i campus al college per insegnare lo skateboarding
come una vera attività fisica. In Italia
invece è da sempre visto come qualcosa di pericoloso, di rumoroso. qualcosa da vietare e per cui non andavano fatte strutture. Tutt'oggi è vietato
andare per strada in skate o fare evoluzioni in certi spazi aperti». Nei piani
dello sviluppo urbanistico cittadino è
prevista la realizzazione di uno skatepark (Morigi ne ha progettati numerosi in tutta Ttalia) all'interno del parco Baroni() che dovrà sorgere nella
zona est della città, dietro le l'oste di
via Meucci: «Fa parte dell'ultimo
stralcio dei lavori. Chissà quando arriverà mai a essere realizzato». Ma tra
le ambizioni di Morigi c'è quella di
una piazza pensata per lo skate nella
futura darsena di città «oppure sarebbe molto suggestivo anche dentro
al Sigarone che dovrebbe essere recuperato». Attraverso l'associazione
Marianna — collegata anche a Giorgio Zattoni, skater celebre a livello
monidiale — è stata presentata anche
una proposta nell'ambito del percorso di partecipazione popolare "La
darsena che vorrei": «Sono molte le
città che negli ultimi tempi hanno
iniziato a pensare all'arredo urbano
come qualcosa che possa attirare anche l'interesse degli skater. Barcellona è una città piena di angoli pensati
in questo modo e il risultato è che
quasi tutti i grandi skater professionisti americani hanno una casa in
quella città e ci passano almeno una
settimana all'anno. Ma non solo i
professionisti. Chi ama lo skate e ha
l'occasione frequenta molto Barcellona. Diventa anche un motore per il
turismo». Poi oggi trovare lo spot giusto per i trick li termini che nel gergo
indicano i luoghi più adatti e le evoluzioni acrobatiche) è diventato fin
troppo facile: «Basta andare su internet e con Street View di Google Maps
capisci subito se c'è lo spazio adatto.
Ma internet ha aiutato molto in generale lo skate anche perché facilità la
diffusione dei contenuti. Vhs e riviste
sono un ricordo».
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li geometra che la saltare gli skater
La prima rampa progettata a 11 armi
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RAVENNA
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
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Diffusione: n.d.
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Musica colta e popolare, cultura "alta" e
"bassa". Ormai da anni il Ravenna Festival
fa interagire questi due temi con progetti paralleli, intrecci e sconfinamenti spesso originali, a volte anche spregiudicati. Con esiti
sorprendenti. Quest'anno il folclore musicale, in particolare quello romagnolo, nei suoi
addentellati con il rito delle feste nell'aia,
delle balere e del cosiddetto "liscio" diventa
poprio il tema portante del festival. Con la
rievocazione di un protagonista assoluto come il maestro Secondo Casadei e i legami
da sempre noti ma non sempre esplorati fino
in fondo fra musica accademica e tradizione
folclorica. E qui il cerchio si chiude, nel celebrare il genio di Verdi anche come grande
autore "popolare", conosciuto, amato e suonato anche fuori dai teatri dell'opera.
Il tema della musica da ballo romagnola, che
ancora prima di Casadei fu originata da Carlo
Brighi (detto Zaclén) sarà esplorata da diversi interpreti ma anche vissuta direttamente attraverso momenti di festa e occasioni di ballo, grazie a
un palco, una pista e una "cassa armonica" per
le esibizioni bandistiche in un Balera ai Giardini Pubblici, Lo spazio, allestito dal 25 giugno
al 10 luglio, prevede oltre una decina di appuntamenti con concerti di musicisti dei nostri giorni che saranno chiamati a re-interpretare in
chiave attuale lo sterminato repertorio del "liscio" romagnolo, anche "contaminandolo" con
altre tradizioni musicali quali quella delle brass
band balcaniche, il jazz, la musica klezmer. Ma
anche vere proprie feste danzanti con musica dal
vivo a suon di valzer, polke, mazurke... e tango.
Da sottolineare anche due appuntamenti sinfonici, il 23 giugno (al Pala De André) con "Un
classico giro di valzer", concerto sulle arie del
celebre ballo da Weber a Casadei, passando per
Strauss, eseguito dall'Orchestra Cherubini diretta dal maestro Franza Bartolomey; mentre
il 2 7 giugno (sempre al pala De André) è in programm "Secondo a nessuno", un omaggio diretto alle composizioni di Secondo Casadei, arrangiate da Giorgio Babbini. Sul palco l'Orchestra Grande Evento e la Cherubini con la partecipazione di solisti come Gianluigi Trovesi,
Gianni Coscia e Simone Zanchini.
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venna Festival
AUSICA
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CONCERn.r.REKMNG..
Dalla pineta alla città d'acque
Dopo lo strepitoso successo delle scorse edizioni
quest'anno il Festival propone ben due percorsi all'insegna del rapporto fra arte e natura, musica e
paesaggio, per la serie dei "concerti trekking", realizzati in collaborazione con l'associazione sportiva Romagna Trail. Il primo appuntamento, in programma
il 5 giugno, nella giornata mondiale dell'ambiente,
attraverserà la più grande e storica delle pinete ravennati quella di San Vitale, ai margini della piallassa Baiona, alla ricerca del mitico Mazapegul.
Il secondo appuntamento, invece, è previsto il 16 giugno lungo un percorso urbano sulle tracce dell'antica "Ravenna città d'accque", con l'animazione musicale di Napolincanto, le installazioni di Luigi Berardi e le
guide archeologiche di RavennaAntica.
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progetto speciale
DANZA E LI.ET.IN
Favole, tango, incanti
da Bourne a Morris
La danza occupa uno spazio speciale nel cartellone del
Ravenna Festival 2013 con
una selezione di proposte in
grado di emozionare e divertire il pubblico. Dopo l'anteprima a febbraio con Alchemy dei
Momix di Moses Pendleton, si
inizia col "botto" dal 3 0 maggio al 2 giugno al teatro Alighieri: la prima italiana di
Sleeping Beauty, l'ultima creazione di Matthew Bourne,
con la sua compagnia New
Adventures e il pluripremiato
scenografo - costumista Lez
Brotherson, sulle immortali
musiche di Ciajkovskij. Lo
spettacolo, che ha registrato il
tutto esaurito al teatro Sadler's Well di
Londra, fa seguito all'indimenticabile
Swan Lake (il Lago con i cigni maschi,
reso ancora più noto dal film Billy Elliot), con cui il più famoso e acclamato
coreografo inglese si è guadagnato la
gloria, e completa il trittico ciajkovskijano, composto anche dal recente
Schiaccianoci. La popolare vicenda della principessa addormentata nel bosco, resa immortale da Perrault prima
e da Walt Disney Poi, viene fatta iniziare da Bourne nel 1890, l'anno del balletto di Ciajkovskij coreografato da
Marius Petipa, in una affascinante
cornice gotica inizialmente molto dark
e poi elegantemente e luminosamente
edwardiana, per concludersi a sorpresa ai nostri giorni. Con strepitose scenografie, costumi, luci e il suono surround', Bourne riesce a raccontare un
magico mondo di fate leggiadre e streghe malefiche, vampiri , che rimandano in modo ironico a Twilight e all'eterna lotta del bene contro il male, un
grande amore che resiste al passare del
tempo, e molto altro ancora scandito
dalle note trascinanti e appassionate
del più grande compositore di musiche
per balletto che sia mai esistito.
Ci si sposta al Pala De André il 21
giugno, con l'arrivo - sempre da Londra in esclusiva per il festival - di un'al-
RIC. CI: RICOSTRUZIONE DI TRE COREOGRAFIE
CONTEMPORANE ITALIANE ANNI 130-'90
Tra le novità del Ravenna Festival 2013, vi è l'adesione al, progetto Ric.Ci (Reonstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta), ideato da Ma rinella G uatterin i, che prevede la messa ín scena di tre basilari lavori della
danza post-moderna: Duetto di Virgilio Sieni e Alessandro
Certini, La Boule de Neige di Fabrizio Nlonteverde e Calore
di Enzo Cosimi..«Ric.Ci nasce
da una riflessione sull'odier"Sleeping Beauty" di Matthew Bourne
na situazione 'daliana - spiega Guatterin i -, con l'obiettivo di dare risalto e ricordare
un passato dimenticato ma
nel quale invece risiedono i
germi di una creatività e progettualítà già chiaramente
delineate». Duetto - L'impor-
tanza della trasmigrazione
degli ultimi sciamani è un'o-
tra produzione firmata Sadler's Wel1s, Men in Motion, galà-rassegna dei
grandi ruolo maschili nel balletto classico e moderno, concepito dal famoso
danzatore ucraino Ivan Putrov, primo ballerino vincitore di numerosi
premi fra cui il Prix de Lausanne.
Nella stessa location, il 6 luglio, è la
volta di uno dei maggiori coreografi attivi oggi a livello internazionale, Sidi
Larbi Cherkaoui, che propone la sua
interpretazione del tango con Milonga
- A Tango Project.
L'artista già noto
per gli splendidi Sutra e Babel, sarà affiancato da un cast
selezionato tra i migliori danzatori e
musicisti argentini,
nel ricreare l'atmosfera e l'essenza
della milonga così
come della new wave portefia della
tango fusion dance.
«Ciò che più mi attira del tango è l'eterno abbraccio fra i
ballerini», spiega
l'artista.
L'Il luglio l'appuntamento è con il
coreografo statunitense Mark Mor-
pera del 1989. Nella nuova
versione, è un condensato
racconto gestuale dove con
intelligenza g
danza pura si lega ag IIa
narrativa e al folklore l ue
danzatori suggerisco .nodue
l
lotta di due
a
, utilizzando oggetti gueri
e reminescenze dell'arte povera. Liberamente tratto da Les enfants terribles ch Jean
Cocteau, La 13oule de Neige è una produzione del 1985, in
cui si sviluppava un filone della danza contemporanea italiana dedicato M rapporto con la letteratura,
Oggi Monteverde affida aí giovanissimi del Balletto di Toscana Junior una coreografia simile a un concerto a quattro voci. Risale al 1982, l'opera "aurorale" Calore con cui Cosimi
sbalordiva gli spettatori trent'anni fa, con picchi di danza pura e la negazione di ogni codice. Uno straordinario ritorno,
affidato a un quartetto di giovani, in cui l'ondivaga regressione all'infanzia e l'avanzamento verso l'adolescenza, si
esprime in una coreografia ben strutturata.
ris, per la prima volta in
Italia, con il suo Dance
Group per presentare alcune delle sue raffinate
creazioni su musiche di
Bach, Hummel, Henry
Cowell e Lou Harrison, rigorosamente eseguite dal
vivo, caratteristica essenziale che definisce l'idea
stessa di danza dell'artista. Definito dal "Time"
come il "coreografo più
straordinariamente dotato nell'era post-Balanchine», Morris è in grado di
stupire con le sue risposte
alla musica, con la sua
danza che trabocca di gioia, da abile incantatore. (Ro. Be.)
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28/03/2013
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L'Africa e l'ultimo imperatore
La Classica Orchestra Afrobeat con Baba Sissoko
La Classica Orchestra Afrobeat — un
ensemble da camera di dodici elementi, in
grado di unire musica colta e popolare —
rilegge l'opera "Regard Sur Le Passé", suite musicale in due parti realizzata nel
1969 dalla Bembeya Jazz National (probabilmente la più grande tra le orchestre
africane di tutti i tempi) per narrare le gesta dell'ultimo grande imperatore africano, l'Almamy Samory Toure dell'impero
Wassoulou. Si tratta di una produzione
del Ravenna Festival che sarà presentata
in prima assoluta domenica 9 giugno al
teatro Alighieri di Ravenna. Ospiti d'eccezione la cantante e performer maliana Fatoumata Diawara e dal celebre cantante e percussionista maliano Baba Sissoko.
L'Africa sarà protagonista al Ravenna Festival anche il 13 giugno all'Alighieri con il coreografo e danzatore Fernando Anuang'a e i Maasai Vocals, insieme
nel suggestivo progetto "Voices & Feelings", e con il balletto classico rivisto in stile sudafricano da Dada Masilo, con il suo Swan Lake, il 2 luglio al Pala De André.
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SERVIZI APPOGGIO OF
E RIMORCHIO
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Periodicità: settimanale
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Tiratura: n.d.
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CES.P.E.EM
«Lo skateboard? È un'arte»
Zattoni, 3 7 enne ravennate tra i big mondiali, lasciò il calcio per la tavola
«È una forma d'arte, un modo personale di esprimere la tua fantasia e il
tuo stile». Tu chiamalo, se vuoi, skate. Pensieri e parole di Giorgio Zattoni, 3 Tenne ravennate che ha passato
gli ultimi venticinque anni sulle ruote di uno skateboard fino all'olimpo
mondiale di questa «forma d'arte»:
nel 2004 è stato il secondo uomo sulla Terra, cinque anni dopo il mostro
sacro americano Tony Hawk, a chiudere un 900. Per i comuni mortali
trattasi di un'evoluzione acrobatica
in cui lo skater compie due giri completi e un mezzo (900 gradi) in aria:
<Salti fino a circa tre metri dalla rampa che è già alta quattro metri e mezzo. Insomma — se la ride Giorgio —, se
cadi male la botta la senti». Ed è anche caduto, ci mancherebbe: «Bisogna dimenticare in fretta altrimenti
ti senti frenato la volta successiva».
Per completare il 900, estremo a quei
tempi, c'è voluta fatica: «Ci ho lavorato tre-quattro anni. Ogni volta che
andavo sulla rampa chiamavo gli
amici per le foto e per il video, è facile
immaginare quanti rullini e quanti
nastri sono andati bruciati...».
Aveva dodici anni quando per caso gli capitò in mano uno skate. Se vivi a Savarna alla fine degli anni Ottanta non è che hai molte alternative: «0 giocavi a calcio o andavi al
bar». E Giorgio giocava a calcio. Ma
quel concetto di gioco di squadra gli
piaceva fino a un certo punto: «Lo
skate è qualcosa in cui sci da solo, individuale, ti mette alla prova contro
te stesso». Poi, manco a dirlo, la sua
passione per lo stiate l'ha alimentata
un film: «Thrashin' del 1986», pietra
miliare del genere. In Italia arrivò
con il sottotitolo «Corsa al massacro», tanto per aggiungere quel pizzico di scavezzacollo che da sempre accompagna l'immagine dello skate.
Ma i genitori hanno sempre sostenuto Giorgio con serenità.
E la passione diventa totale: «A
scuola durante le lezioni sui quaderni disegnavo le rampino per lo stiate...». E la passione totale diventa stile di vita: «Ho sempre avuto la sensazione di vivere di skate. Economicamente è stato possibile per gli anni
vissuti in America da professionista
grazie agli sponsor ma quando non
era possibile facevo altro. Ho lavorato in palestra e in officina. Però non
ho mai dubitato che stessi vivendo
per lo skate». Continuando a farlo
tuttora: nei giorni scorsi si è classificato terzo a un contest in Svezia. Dopo tanta esperienza in giro per il
mondo Zattoni è tornato a vivere a
Savarna. A Mezzano il Marianna
skatepark dove chiuse il 900 (spettacolari le immagini visibili su Youtabe): «Ravenna era una zona forte e
seguita, soprattutto ai tempi dello
Sla mi rick. Se ci fossero più spazi credo che ci sarebbe più praticanti. Non
sarebbe bello vedere uno skatepark
accanto ad ogni altalena?».
Andrea Alberizia
A lezione per stare in equilibrio sulle ruote
A Ponte Nuovo la scuola per bambini, in città lo spazio Bonobolabo
Sogna una Ravenna un po' californiana dove i
giovani si spostano in città sullo skateboard: «In
qualche quartiere c'è già qualcuno che lo usa per
andare a scuola», dice il 37enne Marco Miccoli.
Da tre anni, insieme all'amico Marco Morigi, ha
lanciato a Ponte Nuovo una scuola di avviamento
allo skate. «Insegniamo la tecnica di base e poi lasciamo ogni ragazzo libero di sperimentare perché è così che deve essere lo skate. L'importante
è fare attenzione alla sicurezza». Una cinquantina
di bambini ogni anno nel piccolo skatepark all'aperto costruito dal Comune nel 2003: «CI piacerebbe creare le nuove leve performare una comunità». Che forse ha trovato un nuovo punto di ritrovo. A gennaio in via Centofanti ha inaugurato
Bonobolabo, spazio di Miccoli che prova a sommare diverse anime: il negozio di attrezzatura
specifica, il laboratorio, lo spazio coperto per andare sullo skate anche nel periodo invernale e
un'area espositiva. «AI mattino insegno informatica all'Engim e al pomeriggio sono in negozio. Abbiamo inaugurato con un'esposizione dedicata alle tavole artistiche». In parallelo anche iniziative
con finalità sociali: «Progetti per cercare di favorire la socializzazione anche tra ragazzi con problemi familiari». Ma fare skate a Ravenna, assicura
Marco, non è facile: «Eppure basterebbe poco
per adattare l'arredo urbano alle esigenze dello
skate. Ad esempio la nuova piazza Kennedy non
potrebbe avere degli elementi funzionali sia per
chi passeggia che per chi va in skate? Oppure
penso a via Cilia dove è stato fatto un parco verde
con una piccola collinetta: sarebbe bastato farci
una rampetta di cemento liscio...». (and.a.)
Pirini, il writer di "Sono Solo"
«Street art? Troppa burocrazia»
Con i graffiti sui muri della città ha
smesso da una decina di anni ma i
suoi lavori della saga "Sono Solo" la
ricordano in molti. «Non era la mia
firma, "Sono solo" era il titolo»: Filippo l'iridi, 29enne ravennate, dopo i
tempi da writer con circa duecento
graniti ora preferisce camminare sulle strade delle installazioni urbane, alcune realizzate come vere e proprie incursioni da pirata solitario. In totale
una ventina, quelle ufficialmente
pubblicizzate. Non come l'ultima: «tin
mesetto fa. Ho lavorato quattro-cinque ore di notte su un'area di quattro-
cento metri quadrati. Ma potrò aggiungerla al conto delle altre solo fra
un paio di anni quando tutto sarà passato. Ora non posso dire cosa ho fatto
o dove perché potrei rischiare una denuncia». Come già successo in passato ai tempi dei murales: «L'ex sindaco
fece partire un'indagine e arrivarono
al mio nome. Denuncia penale e multa di qualche migliaio di curo». Poi lo
spray sul muro è cominciato a stare
stretto a Pirini: «L'espressione bidimensionale non mi bastava più. Preferisco l'installazione urbana in cui ci
sia un'interazione con i cittadini».
Sotto i portici di via Gordini nel 2008
tirò su un muro di scatolon i di cartone
che bloccò il transito dei pedoni: «Poi
la gente si rese conto che si poteva fare una breccia nel muro, spostò gli
scatoloni e cominciò ad attraversare il
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L'architettura
che influenza
l'uso degli spazi
Lo sviluppo architettonico di Barcellona negli anni
Ottanta. Questo sarebbe il modello giusto, almeno come approccio, per una Ravenna che volesse pensare i
suoi futuri nuovi spazi urbani con una capacità di socializzazione e aggregazione. La pensa così, in sintesi,
l'architetto ravennate Alberto Giorgio Cassavi, intellettuale e docente all'Accademia di belle arti di Venezia,
quando si parla delle conseguenze che gli interventi architetionici possono (o non possono) avere sulla ditadinanza e il modo in cui questa vive la città. «A Barcellona decisero di applicare un'idea forte per il rinnovamento privilegiando piazze e spazi aperti, anche piccoli,
con aree verdi. A volte si è trattato anche S010 di piccoli
spazi di risulta, recuperati e resi agibili per favorirne
l'utilizzo». La riflessione dello studioso si volge inevitabilmente al comparto della darsena di città, il quartiere che pia di t utti atteso (almeno nelle volontà dell'amministrazione comunale) da un restyling totale.
<Dall'inizio si è detto che si vuole fare qualcosa di nuovo. Prendendo come esempio due luoghi recentemente
realizzati in quella zona, mi auguro che lo sviluppo
complessivo sia più ispirato a progetti come quello di
Cino Zucchi sul Candiano e meno a quelli di via Bosi
Maramotti,. Ilriferimento alla torre sulla sponda destra del Gandiano e al quartiere residenziale ricavato
nella traverso di via Trieste: «Quello sul Candiamo è
senza dubbio un segno architettonico importante. Ed è
stata creata una piazzetta condominiale che è davvero
uno spazio diverso rispetto al resto della città, non
sembra nemmeno Ravenna: offre ottimi spunti per diventare un luogo per eventi pubblici con un arco che diventa una splendida cornice sul canale u. Ma se si guarda 0 spazi ravennati potenzialmente rapaci di agevolare
la socializzazione il pensiero di GIURA va a due luoghi
oggi poco utilizzati: «Piazza Marsala, in via Salara, e la
corte ricavata al quartiere San Giuseppe. Soprattutto
la prima e perfetta con panchine i? spazi disposti in modo da facilitare iL gruppo». Una propensione alla socializzazione invece sembrerebbe mancare dai progetti per
la futura piazza Kennedy pedonale: «Dalle immagini
che sono state pubblicate non sembrerebbe proprio 1111
posto pensato per la socializzazione. Ma non conosco i
dettagli del progetto». A fare la differenza però non può
essere solo il progettista. «Barcellona viene presa come
riferimento da molti e in effetti ha degli interventi di
una qualità talmente elevata che agli occhi di un italiano sembrano quasi insopportabili visto a cosa siamo
abituati nel nostro Paese. La buona programmazione ci
vorrebbe sempre a prescindere poi serve la vita della
città per riempirla, serve che ci sia qualcosa che porta
la gente in quelli spazi,. (and.a.)
muro». Quel muro, come molte altre
installazioni di Pirini comprese nella
declinazione più generale di street art,
venne realizzato senza richiedere alcun permesso: «Ovviamente non era
nulla di pericoloso: scatole di cartone,
mica una bomba. Però servirebbero
un numero esagerato di autorizzazioni e il risultato è che la burocrazia
ostacola queste forme di espressione».
Con il tempo Pirini ha anche collaborato con istituzioni culturali come ad
esempio la Biblioteca Classense:
paradosso è che alcune proposte fatte
a livello istituzionale furono accantonate proprio per la difficoltà di ottenere i permessi». Ravenna troppo provinciale? «Non dipende dalla dimensione della città, dalla mentalità di chi
deve rilasciare queste autorizzazioni.
Ci sono città anche più piccole in cui è
più facile trovare sostegno per certe
forme espressive». (and.a.)
RAVENNA
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I
28/03/2013
Periodicità: settimanale
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
TEATRO Al IGHIFRI
Il gran finale
dell'Inno al teatro
di Beppe Aurilia
Ultimo appuntamento del progetto "Inno al teatro", la rassegna di Beppe Aurilia Teatro, che
giovedì 28 marzo alle 21 porterà
in scena all'Alighieri lo spettacolo S.S.S. Siamo senza soldi con oltre cento attori cresciuti nei laboratori teatrali. In pratica si tratta
dell'Opera da tre soldi di Bertolt
Brecht, totalmente riscritta da
Aurilia, S.S.S. Siamo senza soldi
risaffronta il tema di una situazione di grave crisi economica dove cresce la disoccupazione In
scena anche quarantacinque
danzatori di hip hop e brekdance
con i maestri Lisa Galli, Mirco
Picchetti, Andrea Massetti,
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
28/03/2013
Periodicità: settimanale
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
ART F/2
IL LIBERTY IN ROMAGNA: CONFERENZA
DEL FAI E DEL MAR CON ANDREA SPEZIALI
La Delegazione Fai di Ravenna, con il Museo d'Arte
della Città, organizza una conferenza sul "Liberty in
Romagna", la corrente artistica che si diffuse tra la fine dell' 800 e i primi del '900 sul territorio nazionale,
lasciando significative testimonianze anche in ambito
locale. L'appuntamento è per mercoledì 3 aprile — alle
16 nella sala multimediale del Mar — Andrea Speziali
presenterà al pubblico immagini e documenti storici
ri. Presiederanno l'incontro Claudia Passi Angelini, capo delegazione FAI e Claudio Spadoni, direttore artistico del Mar.
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I V.3.NRZIATIVA
28/03/2013
Periodicità: settimanale
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
......
Sport e gioco all'aperto in tre parchi cittadini
Per due mesi, un pomeriggio ci settimana, fino alla festa del 26 maggio
Riportare i bambini a fare attività
fisica e a giocare all'aperto, trascorrendo il tempo in modo divertente,
creativo e sano: è l'obiettivo del progetto "Io fuori gioco", portato avanti
dal Comune di Ravenna con Arci, associazione La Lucertola, Csi, Legambiente - circolo Matelda e Uisp, per favorire l'accesso e l'uso degli spazi urbani adibiti al gioco ai bambini della
città.
Nei mesi di aprile e maggio due operatori saranno presenti dalle 16 alle
18 ogni lunedì (tranne 11 aprile) al
parco Mani Fiorite; ogni mercoledì
(trannel'l maggio) ai giardini Pubblici e ogni venerdì al parco John Lennon
(Villaggio Anic).
Il progetto ha avuto una sorta di
prova generale l'ottobre scorso, ai
giardini pubblici, e ora si ripropone in
una forma più ampia e articolata, che
coinvolge appunto tre parchi cittadini
per un periodo di due mesi.
Le attività programmate culmineranno con una festa-evento in celebrazione della "Giornata mondiale del
Gioco", prevista domenica 26 maggio
nel parco Mani Fiorite e strada adia-
Gente. La piazza e il parco saranno animati dalle 14 alle 18 da quattro operatori messi a disposizione dalle realtà
promotrici del progetto e da tutti gli attori del territorio a cui si è chiesto e si
chiederà di partecipare: Casa delle
Culture, Associazione Terra Mia, Centro Sociale La Quercia, genitori e insegnanti di una sezione della scuola materna Mani Fiorite, Edu_Care Fiab Ravenna.
Farà parte della giornata anche una pedalata, nella quale alcuni operatori
accompagneranno i bambini in
giro per la zona
per diffondere la
cultura della mobilità ciclabile
cittadina.
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04/04/2013
Periodicità: settimanale
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Due week end alla scoperta
delle dune della riviera
La Provincia organizza, nell'ambito della manifestazione Green Days —
Sagra del Tartufo,
che si terrà i prossimi due week end di
aprile (6-7 e 13-14
aprile) una serie di
laboratori didattici
per bambini dai 5 ai
10 anni e alcune
escursioni nelle zone dunali e umide
della nostra riviera.
L'iniziativa fa parte
del progetto europeo "Be-Natur" finanziato dal Programma di cooperazione transnazionale South East
Europe per favorire una migliore gestione e implementazione dei siti
Natura 2000, con azioni sviluppate
in collaborazione con partner stranieri (www.be-natur.it ).
L'obiettivo è far scoprire ai bambini e alle famiglie gli ambienti naturali del nostro territorio, con attività didattiche che comprendano la
scoperta, l'esplorazione, il gioco. In
particolare, a tutti i bambini sarà
consegnata una brochure e un piccolo gadget per diventare "piccoli
studiosi naturalisti".
Le escursioni, aperte a tutti e di
facile accessibilità condurranno i
visitatori in aree di straordinaria
importanza ambientale, come le dune costiere o gli habitat umidi.
Info: www.provincia.ra.it, per le
adesioni è possibile prendere contatti con il Centro Visite Cubo Magico Bevanella (cell. 335 5632818).
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NTORN
04/04/2013
Periodicità: settimanale
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Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
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Le "dune del Delta" col via libera del Comune
diventano un vero zoo con felini, rettili e scimmie
di Luca Manservisi
Ha riaperto nel weekend di Pasqua
lo zoo di Ravenna, quello che secondo
i proprietari non era uno zoo, «perché
non ci sono gabbie», ma che ora è diventato almeno a tutti gli effetti un safari. A partire dal nome. Non più "Le
dune del Delta", ma semplicemente
"Safari Ravenna", appunto. «Il parco
era stato chiamato in quel modo in
una prima fase di marketing per ancorarlo il più possibile al territorio — spiega il direttore Osvaldo Paci — ma
poi è emerso che si creava confusione
con il Parco del Delta del Po, le persone ci telefonavano perché non capivano. Abbiamo quindi dovuto
correggere il tiro e un'accurata indagine di mercato che abbiamo commissionato ci ha rivelato
che le mamme per cercare in internet un parco
con gli animali per portarci i loro figli, sulla tastiera digitano ancora le
parole zoo e safari». Ed
ecco quindi che sul sito
compaiono quelle tre lettere, zoo, accanto a "Safari Ravenna", e gli effetti si sono già
visti. «Abbiamo fatto 16mila visite sul
sito in pochi giorni e il primo weekend
di apertura è andato in linea con le
previsioni...». Ma non è solo questione di nome: per cercare di attirare visitatori (l'anno scorso, quello del debutto, furono 150mila, circa la metà
rispetto alle attese) oltre a instaurare
un legame di marketing più stretto
con la vicina Mirabilandia, sono ora
di più e più interessanti — almeno per il
target di clientela a cui si rivolge — gli
animali presenti.
Rispetto alle zebre e agli gnu, che in
una prima fase del progetto sarebbero
dovuti essere gli esemplari più esotici
(stando almeno alle dichiarazioni dei
politici), ora solo nel percorso del safari (4 chilometri da compiere in auto o
a bordo di un trenino) sono presenti
anche leoni, tigri, elefanti, giraffe e ip
popotami (e altri animali già previsti
come bisonti, cammelli,
struzzi, lama e antilopi,
per esempio). E nel corso
di questa stagione arriveranno anche i primati
(lemuri e babbuini) e rettili e anfibi (coccodrilli,
iguane, pitoni, boa, varani) sfrattati dal rettilario di San Marino, che il
safari di Ravenna ha accolto anche su invito di
Striscia la notizia, con
tanto di servizio sulla celebre trasmissione di Canale 5.
In totale, insomma, più di 450 animali di 40 specie diverse, quasi il doppio di quelli dell'anno scorso e questo
grazie anche al via libera dell'Amministrazione comunale che, con una
delibera passata quasi sotto silenzio e approvata lo scorso 19 febbraio con il solo voto contrario dell'assessore Valentina Morigi, ha di fatto abbattuto i paletti che lo stesso Comune (insieme agli altri enti preposti)
aveva invece posto nel 2006 rilasciando la Valutazione di Impatto
Ambientale (Via). Ouel documento,
lo ricordiamo, prevedeva la presenza
tiamo testualmente, "una modifica significativa all'impatto ambientale del
progetto". Ogni variazione, quindi,
sarebbe dovuta essere preventivamente sottoposta a una nuova valutazione del Comune di Ravenna e degli altri enti per un'altra,
complicata, Via. Un vincolo rigido all'espansione del parco, che
ora non esiste più. Lo scorso feb-
braio infatti la giunta ha sostituito quella parte del documento con un'altra dove gli animali
non vengono più considerati in
numero di esemplari, ma in peso
vivo. Ora la potenzialità massima del parco faunistico è di
150.000 chili (contro i circa
70mila previsti dalla Via e già
presenti l'anno scorso) e viene
La giunta cancella
i vincoli della Via
sul numero e le
specie degli animali
L'assessore:
«Non erano nostre
competenze, se ne
occupi il ministero»
di un massimo di 168 esemplari di
specie ben definite (niente animali
esotici o feroci, a parte 30 "extra" che
dovevano categoricamente essere oggetto di ricerche scientifiche, feriti o
sequestrati, e che è poi il caso di leoni,
tigri, giraffe ed elefanti entrati nel parco già nel 2012 a stagione in corso) e
considerava ogni modifica a quel numero e a quelle specie di animali, ci-
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>I NTORN
04/04/2013
Periodicità: settimanale
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
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N ARRIVO UN CUCCIOLO DI LEONE
ra le novità della nuova stagione dello zoosafa -
n una di carattere tecnologico: sarà
possi.
,
bile in auto consultare un tablet che inform
erà
visitatori sulle caratteristiche di ogni animale che
si presenterà loro davanti,
Oltre alle nuove specie in arrivo, al, parco c e poi
grane attesa per una leonessa che a breve darà
alla luce un cucciolo di leone,
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specificato che «le attività interne al parco faunistico relative alla gestione degli animali ospitati (specie introdotte, benessere delle stesse, ecc.)
dovranno essere ricondotte alle competenze ministeriali previste dal D.Lgs
73/2005 e smi e/o alle specifiche
competenze sanitarie e veterinarie».
L'Amministrazione, in pratica, se ne
lava definitivamente le mani, lascian-
do che a decidere sulle nuove specie
introdotte sia il ministero.
«Fondamentalmente - ci spiega
l'attuale assessore all'Ambiente,
Guido Guerrieri, firmatario della
delibera - il procedimento di Via del
2006 andava oltre le specifiche competenze del Comune. Abbiamo valutato che non ne saremmo venuti più
fuori se ogni volta che moriva un uc-
cello, faccio un esempio, ci fosse stato
bisogno di un procedimento di Via per
sostituirlo con un altro animale. Sono
sempre state scelte di competenza del
ministero, quelle sulle specie animali». Ricostruendo la lunga storia di
questo progetto, è ora evidente come il
Comune, nel 2006 abbia quasi tentato (sotto le pressioni delle associazioni
animaliste) di dissuadere i promotori
dal realizzare l'opera inserendo un
vincolo alle specie autorizzate. Ora invece che il parco è stato ugualmente
aperto, Palazzo Merlato non vuole
mettere il bastone tra le ruote di quella che resta comunque un'attività privata e un'attrazione turistica del territorio. «Adesso dobbiamo preoccuparci che lavorino nel modo migliore conferma Guerrieri -, che l'attività
"\\
Sono i bambini già prenotati
per
h le scuole
le vis
visite didattiche per lmesi ldi aprile
maggio
e (metà) giugno. Le richieste sono arrivate da
Emilia Romagna Veneto Marche, Toscana
Umbria e Repubblica di San Marmo.
Nelle due
foto una
giraffa e
due leoni
all'interno
del parco
faunistico
ravennate
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DINTORNI
Direttore Responsabile: Fausto Piazza
vada bene e che soprattutto facciano
quello che devono fare nel bene degli
esemplari presenti. La delibera prevede le massime garanzie per gli animali
e per quello che mi risulta vengono
trattati con i guanti, come noto non ci
sono gabbie e all'interno del parco, c'è
una struttura veterinaria e di assistenza di alto livello...».
«Il Comune nel 2006 — è la
versione del direttore del
parco, Osvaldo Paci — ha inserito quei vincoli sulle specie di
animali, ma non erano questioni
di sua competenza. Ora, dopo le
nostre proteste, sono stati giustamente rimossi». E tra l'altro, secondo Paci, il progetto non è mai
stato modificato: checché ne dicano i politici le specie previste in
realtà sono sempre state quelle
40 che saranno presenti a regime
quest'anno. «Un conto è il progetto approvato per la Via dal Comune, che come detto non aveva
le competenze. Un altor il progetto presentato al ministero, che è
stato sempre lo stesso. Ora, finalmente, dopo dieci anni, dallo
scorso dicembre abbiamo ricevuto nero su bianco i documenti
che ci danno la licenza di giardino zoologico (lo scorso maggio il
parco aveva aperto facendo leva sul
silenzio assenso di Roma, ndr) e
naturalmente abbiamo il via libera per tutte le specie presenti».
Arrivate o in dirittura di arrivo
grazie anche a nuovi ricoveri da
realizzare o già realizzati, a un
parco più grande (ora si estende
su 45 ettari, contro i 33 dell'anno scorso) e soprattutto grazie alle collaborazioni con tante università italiane per progetti di
studio e salvaguardia della specie. Adesso lo zoo è completo.
I LA 5 NLSTRA RAD C 1E
L'assessore Piaia ora è a favore
Morigi: «Vanificati gli sforzi
Lo zoosafari era stato bocciato»
Nel 2006 furono i due assessori di Rifondazione
Comunista a votare contro il progetto dello zoosafari
in occasione della Valutazione di Impatto Ambientale. Ora, nel corso dell'ultimo passaggio in giunta (che
raccontiamo in queste due pagine), a votare contro è
stata solo Valentina Morigi, assessore di Sel (ex di
Rifondazione), mentre Giovanna Piaia dei Comunisti
italiani (ma che rappresenta in giunta anche Rifondazione, essendosi presentati i due partiti insieme alle
ultime Amministrative) ha votato a favore sul progetto di ampliamento del parco. Nel 2006 si astenne.
«Ma ora è un'altra fase— ci dichiara quella che ora è
anche assessora ai Diritti degli animali — lo zoo c'è e
deve fare prevalere l'aspetto didattico-educativo e conoscitivo della vita animale. Se ne poteva fare a meno
certo ma ora meglio farlo funzionare bene per il successo dell'impresa che offre anche lavoro, pur monitorando con tutti gli strumenti pubblici di controllo il
benessere animale».
Resta coerente con le sue posizioni invece l'assessore Morigi: «Ero contraria allo zoo safari quando
ero consigliera comunale, lo resto ora da assessore. Il
percorso fatto dal Comune inizia più di dieci anni fa—
dice Morigi — conia costituzione di una commissione
etica, di alto profilo, che boccia lo zoosafari e richiede,
per tramite della giunta di allora, che il nuovo progetto abbia una forte valenza scientifica e una grande attinenza con l'habitat autoctono. Oggi quel parere e
quel percorso, vengono in parte vanificati con l'atto
presentato di recente in giunta».
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04/04/2013
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
04/04/2013
Periodicità: settimanale
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
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UNA LIBRERIA ALLO SPARTACO
Giovedì 4 aprile apre la
libreria/infoshop "La Escondida"
(la nascosta), nome della leggendaria isola dell'opera di Corto
Maltese "La ballata del mare salato". Sarà punto di distribuzione
delle case editrici: Derive Approdi, Eleutera, NDA press , Agenzia
X, Sensibili Alle Foglie, BFS, Nautilus. Al suo interno si trovano
inoltre autoproduzioni artistiche
e musicali, opuscoli e libri su svariati temi: precariato sociale, femminismo e genders, no tav, beni
comuni, antifascismo, diritti dei
migranti, lotte studentesche, storia ed archivi dei movimenti sociali, lotte ambientali, veganismo, eccetera. La Escondida libreria/infoshop si trova all'interno del centro sociale Spartaco di
via Chiavica Romea. Sarà aperta
tutti i martedì pomeriggio, durante il mercatino Grass e durante tutte le iniziative del centro sociale.
Il programma di giovedì partirà
alle 19.30 con un buffet vegan e
l'inaugurazione e presentazione
della libreria e delle iniziative future. A seguire concerto Restless
Yellow Flower. Seguirà un programma di presentazioni di libri.
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Direttore Responsabile: Fausto Piazza
04/04/2013
Periodicità: settimanale
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CLAUDIO SPADONI PRESENTA BORDERLINE
Martedì 9 aprile, alle 18, la Sala D'Attorre di
Casa Melandri ospiterà un incontro dedicato alla
mostra Borderline - Artisti tra normalità e follia da
Bosch a Dalì, dallArt Brut a Basquiat, in corso al
Museo d'Arte della Città di Ravenna fino al 16
giugno. Ne parlerà il curatore, Claudio Spadoni.
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Aro,mcl the Rock, band
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il Resto del Carlino
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Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
10/04/2013
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Poca spesa, molta resa: boom di presenze al Mar
Rorderline' supera i 2a000 visitatori. Spadoni: «Il tema attira, ma non mi aspettavo un tale risultato»
di ANNAMARIA CORRADO
A DUE MESI dall'inaugurazione la mostra Torderline ha già
superato i 20mila visitatori. Un risultato che inorgoglisce il curatore e direttore scientifico del Mar,
Claudio Spadoni. Anche perché,
con questi numeri a metà aprile,
non è escluso che Torderline' superi i risultati della mostra finora
più fortunata del Mar, almeno dal
punto di vista dei visitatori. E
cioè quella su Roberto Longhi
che, nel 2003, arrivò a quota 55mila.
Spadoni, cosa attribuisce
successo di questa mostra?
«Difficile spiegarlo. Sicuramente
il tema è molto interessante. Ne
ero convinto sin dall'inizio, ma
ad essere sincero non credevo fino a questo punto. Tanto più che
la nostra non è una mostra di quelle 'furbe', cacchiappaturistr. A volte conta anche la fortuna».
5 spieghi meglio.
«Ad esempio il manifesto si è rivelalo particolarmente efficace. Ne
abbiamo fatti di più belli, ma questo ha fatto scattare meccanismi
PRECEDENTI
Finora La mostra del Mar
più gettonata è stata
quella di Longhi nel 2003
nom, ondata meglio., A questo punto Torderldne potreb,be superarla.
«E stata la prima grande mostra
del Mar. Ci avevamo lavorato per
anni, la curiosità di pubblico e addetti ai lavori era tanta C'era a nome di Longhi ad attirare e gli artisti. Costò di più e -lutto il personale del museo era impegnato lì.
L'ufficio stampa aveva una persona che si occupava esclusivamente delle prenotazioni. Oggi siamo
in inferiorità numerica non solo
rispetto alla mostra da Longhi,
ma anche a quelle venute dopo».
risultati però d sono stati anche questa -volta, nonostante
le 'flstrettezze'.
«E una bella soddisfazione e credo che anche il 'passa parola' funzioni. Ovviamente quando è positivo. Da tanto avevo desiderio di
fare questa mostra, ma continuavo a girarci attorno pensando a come affrontare il tema senza banalizzarlo. Credo che alla fine ci siamo riusciti».
In che modo?
«Torderline' pone molti quesiti e
allo stesso tempo ha diversi livelli
di lettura. Si rivolge ad un pubblico eterogeneo, che va dagli addetti ai lavori fino agli adolescenti.
Persino ai bambini».
di seduzione non facilmente prevedibili. Ce li hanno addirittura
copiati. Sicuramente il successo
non è dovuto al fatto che abbiamo
incrementato la promozione».
5 riferisce al budget?
«Sì. Delle grandi mostre del Mar
'Borderline' è probabilmente
quella costata meno. Sappiamo
qual è la situazione. Abbiamo dovuto economizzare su tutto, sfruttato le condizioni favorevoli per i
prestiti, i rapporti di amicizia, di
fiducia. Siamo riusciti ad ottenere
oltre quaranta lavori provenienti
dalla collezione dell'Art Brut di.
Losanna con una spesa veramente esigua, di poche migliaia di CUro»,
Les mostro del 2003 dedicato
a Roberto Longhi con suoi
55mila visitatori è quella, fiPagina 19 di 27
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il Resto del Carlino
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Periodicità: Quotidiano
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Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
stra di quest'anno è
ealizzata con meno
lamenti rispetto
recedenti. Anche it
ale del Museo
noi sì è andato
figliando
CAPOLAVORI Giovani visitatori ammirano un quadro di Ligabue
,
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KATIA PEZZI
VIA DI ROMA
L'attività aumenta
e La differenza si vede.
Il fenomeno è ancora
più evidente rispetto
agii altri anni
M ROSA SABELLA
VIA CESAREA
I clienti arrivano, bevono
IL caffè, poi ci chiedono
dov'è il Museo. Molti
vengono da fuori, ma
non mancano i ravennati
IL DISAGIO DEL CORPO A
sinistra 'Senza titolo' di Tancredi
Parmeggiani, in alto una scultura
in legno di Eugenio Santoro, anche
questa 'Senza titolo' (Foto Gomiti)
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il Resto del Carlino
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Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
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V:Sr7,'WU IN TANTI DA FUORI REGIONE
«Una follia non, così
lontana
dalla
realtà»
i
Ecco perché la mostra piace tanto
TUTTI 'pazzi' per gli artisti folli.
I visitatori escono soddisfatti dalla mostra `Borderline'. Ma cosa
spinge turisti da tutta Italia a raggiungere via di Roma per entrare
all'interno del Museo d'arte di Rave n na? Ad aver riscosso l'interesse è proprio il tema. »Inconsueto,
ma estremamente vicino alla realtà» come definito da Francesca,
una turista di Prato in visita alla
città, venuta a conoscenza della
mostra grazie ai cartelloni pubblicitari e ai giornali locali. «In effitti spiega Francesca se ci pensiamo bene il periodo storico che
stiamo vivendo da qualche anno è
assolutamente fbile. In ogni caso
devo dire che la mostra è veramente molto bella e sto scoprendo autori di cui non avevo mai sentito
nemmeno nominare il nome»,
NON È però solo il giornale locale a pubblicizzare l'esposizione,
ma anche le più esperte riviste
d'arte e, ancora più fondamentale, il passa parola. Ne è un esempio il lughese Mauro Frontali, ap-
pubblicità hanno portato anche
Cesare Cangiotti da Pesaro e Patrizia Cohen da Torino verso la strada che porta alla mostra degli artisti folli. «Sono solo all'inizio della
mostra — afferma Cesare ma
devo dire che per ora mi è sembrata molto interessante». Patrizia
preferisce invece soffermarsi sul
tema definendolo «particolarmen.te suggestivo».
passionato d'arte, il quale racconta di aver appreso di 'Borderline'
tramite un giornale specializzato
che ne recensiva il contenuto, ma
anche attraverso la bocca degli
amici entusiasti. «Per ora devo dire che si tratta di un percorso veramente ben costruito e molto piacevole da osservare» commenta
Mauro dopo aver appena terminato la prima sala espositiva.
La lettura delle recensioni e la
LA MOSTRA sembra però aver
trovato l'apprezzamento anche degli stessi ravennati che, fino ad oggi, non erano abituati a queste
opere del tutto fuori dall'ordinario. Lo conferma la stessa Barbara
Costantini, giunta alla mostra insieme a Gia:n.franco, Giovanna e
Landolfo. I quattro devono ancora mettere piede nelle stanze del
Mar, ma non nascondono che la
'promozione' di Vittorio Sgarbi
ha dato quella spinta in più per recarsi in via di Roma 13.
a.eic.
Nella foto un momento
dell'allestimento
\
PATRIZIA COHEN
MARIO FRONTALI
TORINO
LUGO
Ho scoperto tramite La
lettura dei giornali e devo
dire che per ora l'ho trovata
davvero molto suggestiva
Passa parola e recensioni
entusiaste, così ho saputo
della mostra. E devo dire
che è davvero ben fatta
CESARE CANGIOTTI
FRANCESCA
PESARO
PRATO
Leggendo un giornale
specializzato sono venuto a
conoscenza della mostra e
ho pensato di venire
Inconsueta, ma molto vicina
alla realtà. Ricorda il
periodo storico che stiamo
attraversando
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il Resto del Carlino
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L.V2S
E G1A SI PENSA AL 2014
Gli affreschi strappati,
da Pompei a Tiepolo
MENTRE TORDERIANE è in pieno svolgimento Claudio Spadoni è
già al lavoro per la mostra che il Museo d'arte della città ospiterà il prossimo anno. Sara dedicata alla storia degli affreschi strappati, da Pompei ed
Ercolano fino al Novecento. «Sono più di due anni che ci stiamo lavorando spiega Spadoni e ci saranno opere strepitose, partendo da quelle
provenienti dal Museo archeologico di Napoli, per arrivare a Correggi°, ai
Carracci, a Tiepolo, passando per Giotto e Paolo Uccello. Solo per citare
alcuni nomi». Insonna una mostra quasi monumentale, particolarmente
impegnativa, anche dal punto di vista dell'allestimento, viste le notevoli
dimensioni della maggior parte delle opere. «La prima in assoluto di questo genere», assicura Spadoni. E aggiunge: «È quella che Roberto Longhi
avrebbe voluto realizzare nel 1958, e che non è mai stata finta. Come dire
che il cerchio si chiude e, ancora una volta, si torna a uno dei più grandi
maestri della storia e della critica d.ell'arte italiana».
NON A CASO infatti l'avvio del nuovo corso del Museo, nel 2003, fu affidato ad una grande mostra dedicata al percorso critico di Roberto Longhi.
La prima di una serie che avrebbe portato il direttore, Claudio Spadoni,
ad indagare le figure di primo piano della critica dell'arte italiana. Dopo
Longhi, nel 2005, toccò a Francesco Arcangeli e, nel 2008, a Corrado Ricci. L'ultimo protagonista, nel 2012, è stato Giovanni Testori. Mostre che
hanno portato nelle sale del Museo opere degli artisti più prestigiosi, da
Rosso Fiorentino a Gauguin, passando per Caravaggio. Le mostre hanno
sempre ottenuto un buon riscontro di pubblico. Finora la più gettonata
stata quella di Longhi con 55mila visitatori, tra quelle in pole position
sono sicuramente quella dedicata all'Artista viaggiatore del 2009, con circa .17mila visitatori e quella sui Preraffaelliti del 2010 (45mila). 'Miseria. e
splendore della carne' del 201 2 e 'L'Italia s'è desta' del 2011, si attestano
entrambe attorno ai 30mila visitatori.
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L'EVENTO UN CONVEGNO DELLA CONFARTIGIANATO DEDICATO AGLI STRUMENTI MENO NOTI, L'OPPORTUNITÀ DEI 'CERTIFICATI BIANCHI'
Gli incentivi della green economy per * prese e citta
SI È svolto lunedì sera il seminario tecnico 'Strumenti e incentivi
finanziari per interventi dì risparmio ed efficienza energetica', organizzalo dalla Confartigianato
della provincia di Ravenna con il
contributo della Camera dì commercio di Ravenna. Nel corso del
convegno sono stati illustrati alcuni degli incentivi per la green economy meno noti, ma su cui vi sono concrete risorse per privati e
imprese, quali il fondo rotativo regionale, il conto termico e i certificali bianchi.
Paolo Zecchini di Teknologica
ha illustrato gli aspetti relativi al
'Conto termico', tra opportunità e
criticità, le modalità di accesso al
contributo, i soggetti interessati,
paragonandolo agli altri incentivi
esistenti. Zecchini ha inoltre evidenziato come lo sviluppo della
normativa impiantistica porterà
sempre maggiori opportunità nel
settore della manutenzione degli
impianti e delle strutture.
Successivamente Maurizio Cottignola, responsabile Credito di
Confarti& nato, ha esposto gli elementi relativi al fondo rotativo regionale per la green economy, soffermandosi sugli aspetti procedurali per le imprese che decidono
di investire su risparmio ed efficienza energetica sia per gli edifici che per i processi.
Il seminario si è concluso con la
relazione di Davide Dosi di Linea CO2 (associata a Confartigia-
e
i
nato e l'unica ESCO in provincia
di Ravenna ad essere accreditata a
operare nella borsa dei titoli energetici) sul tema dei 'Certificali
bianchi' e dei contributi che possono ottenere, in tempi rapidi, soprattutto le imprese che dal 2007
al 2012 hanno realizzato 'cappotti
termici' e infissi, ma anche installato caldaie.
Il convegno ha ribadito l'impegno della Confartigianato della
provincia di Ravenna nel settore
della green economy, attraverso
una costante informazione alle
aziende e formazione agli imprenditori e addetti sulle principali novità del settore e sulle opportunità, dirette e indirette, nel campo
del risparmio e dell'efficienza
energetica.
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Tuffi i film dei grandi festival
E' un 'Mosaico' da non perdere
La kennesse ai cinema Corso dal .13 al 20 aprile
UN'OCCASIONE quasi unica di vedere film premiati nei migliori festival internazionali e che, con tutta probabilità, non saranno distribuiti nelle sale italiane. E' il Mosaico d'Europa Film Festiva!, la manifestazione organizzata
dall'ufficio attività cinematografiche
del Comune che si terrà dal 13 al 20 al
Corso di via di Roma. Tra i dieci titoli
proposti in questa settima edizione ci
sono lo spagnolo `Blancanieves' di Pabio Berger, gli inglesi 'Broken', debutto
cinematografico del regista teatrale
Rufus Norris, e Shell' di Scott
Graham. `Klip', esordio della regista
serba Mala Milos, è la storia a tinte forti
dell'adolescente Tassia, mentre il noir
danese ‘Kapringed di Tobias Lindholmun è terribile e cinico gioco tra la vita
e la morte per l'equipaggio di una nave
da carico dirottata. Miglior film al Festival di Sarajevo 2012, 'Everybody in
Our Family', del rumeno Radu jude,
parla di una coppia separata in lotta per
la figlia. Dal Portogallo arriva 'Sangue
do rneu Sangue', thriller di joà- o Canili°, mentre `Zaytoun' di. Eran
Riklins, acclamato regista de La sposa
siriana e II giardino di Limoni, è la storia di un'amicizia sullo sfondo della
guerra libanese, Infine dalla lontana
Islanda arriva 'Vulcano' di Rifilar
Rtinarsson, storia d'amore che deve làre i conti con le scelte del passato per
affrontare il futuro.
polavoro di Kim Ki-duk, 'L'isola', sonorizzato dal vivo dai Ronin, L'omaggio ai maestri del cinema europeo avrà
per protagonista Marco Bellocchio. A
lui il festival assegna il premio 'Mosaico'. Del regista citami() verrà proiettato 'Vincere' del 2009, con Filippo Tinti
e Giovanna Mezzogiorno (15 aprile).
«NON CI PIACE — ha spiegato il direttore artistico del. Festival, Alberto
Achilli — rimanere inprigion.ati in sezioni, preferiamo avere libertà di scelta.
Quello su cui focalizziamo l'attenzione
è la qualità dei film. La manifestazione,
accanto al concorso, proporrà numerosi
eventi speciali e collaterali. Quest'anno
abbiamo deciso di lanciarci sulle ultime opere dei grandi maestri, e non soltanto europei. A partire da Zang imou, con il colossal 'The Flowers of
War', per poi rientrare in Europa con registi come Kaurismaki, Greenaweay.
Solo per citarne alcuni». Di Leos Carax
verrà proiettato l'ultimo e complesso
film, 'Holy Motors' (19 aprile), Il debutto del festival, il 1.3 aprile, sarà con il ca-
SEMPRE a Bellocchio è dedicato l'appuntamento del 18 aprile con il documentario di Fabrizio Varesco, 'Né padri né madri. Il cinema di Marco Bellocchio'. Tra gli ospiti della manifestazione lo scrittore Antonio Moresco che, itisieme al regista jonny Cos tan tino, il 19
aprile sarà in sala per presentare firmamento'. La giuria è composta dal semiologo Paolo Fabbri, dal critico cinematografico e saggista Massimo Causo
e dal filmaker, produttore Jonny Costantino.
Il festival è organizzato in collaborazione con la Fice e con l'associazione culturale Ravenna eine ma ,P rogram ma completo: www.inefilit.
SULLO
SCHERMO
In alto Eva
'Broken' dí Rufus Norris
Mendes
e Denis Lavant
nell'ultimo film
di Leos Carax
A destra Marco
Bellocchio
a lui sarà dedicato
l'omaggio
del festival
ai maestri
Co.
Un'immagine del film di Resnais
'The fiowers of war' di Yimou
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la Repubblica
10/04/2013
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Bimbi a lezione tra mucche e campi di grano
così la fattoria disintossica dalla città
Boom delle aziende agricole aperte allefarnigli e: "Qui scoprono la terra "
CORRADO ZUNINO
ROMA— Sono tante, 2134 in tutta Italia, e sono l' ultima fas e della
ricerca di un equilibrio nuovo tra
cittadino e campagna. Sono le
fattorie didattiche e insegnano
agli urbanizzati qual è la pianta
del basilico e come il formaggio
pecorino derivi dal latte. Spesso i
visitatori delle fattorie non lo
sanno. Sono duemilacentotrentaquattro, e fanno una media di
Szauz atm deemCa
bikziarzCkkraM
OksZ":: e si ,:nekk
coRCaAo
can gn aniniab
venti per ogni provincia italiana.
Nelle ultime stagioni, che sono le
sei stagioni della crisi economica
e del ritorno a molte origini, la
crescita delle fattorie didattiche
ha avuto il profumo del boom.
Dice il censimento: 330 in Emilia
Romagna, antesignana al solito,
285 in Piemonte, 278 in Campania. Il profumo è acre, certo, perché le fattorie che vogliono reinsegnare la natura hanno gli animali dentro, attorno, eppure
sempre più famiglie si prenotano
per il weekend, sempre più insegnanti calendarizzano la gita in
fattoria, sempre più scout raggiungono le campagne per dormire nell'ex stalla riattata.
Nell'Italia che ha abbracciato
l'industrializzazione p o st-b ellica come una liberazione dal p eso
della terra, sempre troppo bassa
per essere amata, le fattorie didattiche hanno impiegato settant'anni per nascere e altri trenta per diffondersi. In questo segmento i pionieri sono stati gli
scandinavi, all'inizio del Novecento diedero un tetto alle idee
del movimento delle quattro acca (Head, Health, Heart, Hand):
al centro dello sviluppo dei giovani dovevano esserci l'agricoltura e lavo glia di imp arare facendo. Oggi il 4H — testa, salute,
cuore, terra — ha sei milioni e
mezzo di membri nel mondo.
Nel 1997 fu una società no profit,
Alimos, ora companya tutti gli effetti, a portare in Italia le fattorie
didattiche. Dopo quindici anni
di esperienze, il nostro quadro si
rivela vasto e profondo. Agriturismi e aziende agricole, senza fermare lafiliera della loro produzione, sono diventate
scuole naturali a cielo
aperto capaci di crea-
re un collegamento virtuoso tra
le città e la campagna. Fra queste
fasce si scopre qual è l'origine
(misteriosa) di un olio in bottiglia. Un alveare, con le dovute
protezioni, qui può essere studiato dall'interno partecipando
alle fasi di estrazione del miele
dal favo. I più volenterosi possono dare una mano nella pulizia
della stalla.
Salvatore Collura è il tenutario
della fattoria Carcaci, a 75 chilometri da Palermo, a ventiquattro
da Corleone, a tre dal primo negozio. L' azienda didatticaagrituristica si trova all'interno della riserva naturale orientata di Monte Carcaci. Si dorme solo con
mezzi propri: camper, tenda,
sacco a pelo e per quest'ultimi a
disposizione c' è la vecchia stalla.
«Nella nostra struttura, del 1918,
ricreiamo la civiltà dei contadini
del primo Novecento. Gli studenti visitano la riserva, guardano un filmato dell'agricoltura sicilianain via di estinzione. In una
stanza scoprono gli attrezzi della
terra: l'aratro, la zappa, il ritune
per trasportare la paglia, il clivu
per togliere lo stelo del grano. E
quando mostriamo il grano, gli
adolescenti non lo riconoscono.
La trasformazione in farina,
l'impasto, l'accensione, del
forno a legna: ecco la via del pane. A tavola facciamo assaggiare
le tabische: grano schiacciato e
condito con origano, cipolla, pecorino, pomodoro, olio di oliva. I
ragazzini fanno ooh, si accorgono che si può vivere senza plastica». La giornata di lezione nella
riserva costa cinque euro, quindici pranzo compreso. La Regione Sicilia ha finanziato il progetto Carcaci—il prossimo passo è
la costruzione di un mulino in
AzAtivz m.= è
ZOkakkaM CM1ZZUZbA;
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CalZa
COSakMZ za
pietra— con 400 mila euro. «Tutti spesi con attenzione».
Le fattorie da scuola si stanno
incuneando nelle città. La Fattorietta è un' énclave dietro Città
del Vaticano: unafattoria didattica urbana che racconta un' antica realtà di campi e di fabbricatra
strade dissestate e palazzi a otto
piani. «I nostri nonni coltivavano
la terra e fabbricavano i mattoni
per San Pietro».
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la Repubblica
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10/04/2013
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Il fondatore di Slow Food Carlo Petrini: "Dal contatto con la natura passa anche la lotta all'obesità infantile"
"Un modo divertente per diventare consumatori responsabili"
ROMA — Da Bogotà, in altura e senza fiato, Carlo Petrini inventore dello
slow food dice: «Le fattorie didattiche
sono la forma più diretta per educare
i ragazzi alla responsabilità e alla conoscenza della cultura alimentare.
Le fattorie didattiche sono meglio di
tante lezioni, un'integrazione naturale».
Perché questa forte crescita negli
ultimi anni?
«La forza delle fattorie didattiche è
quella di mettere in connessione gli
studenti con i produttori e i contadini, il loro carattere, i prodotti che realizzano. Ora bisogna fare un altro
passo in avanti: dovrebbero aprirsi
all'esterno i lavoratori della produzione alimentare. Mai come in questo momento sentiamo l'esigenza di
conoscere, è l'unico strumento per
non restare consumatori passivi».
Partiamo da zero, o quasi.
«L'ignoranza è impressionante,
bisogna rieducare a riconoscere un
albero, un animale. La cattiva conoscenza alimenta fenomeni tragici. La
crescita dell'obesità infantile è un
guasto in tutto il mondo, l'approccio
con il consumo alimentare brutale fa
perdere ogni rapporto con la natura.
Qui in Colombia l'obesità infantile in
un anno è aumentata del 4 p er cento».
In Italia c'è la tendenza di lobby e
criminalitàad appropriarsi delle cose nuove e sostenibili.
«Se la sostenibilità diventa un business non è un male, l'importante è
che ci siano ricadute per la società civile. I furbacchioni non ce la faranno.
La risposta diffusa è un grande fiume
carsico».
(c. z.)
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Le fattorie didattiche
2,a à.
„,k,cerca di educare
La fattoria didattica
è un agriturismo„,„,,,
o un'azienda
agricola
la persona alla vita rurale
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?'prevede
il coinvolgimento
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dei partecipanti
`,...\-..
L« «ek:«e
Le attività
sono previste
nei fine settimana
per coppie
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Le attività proposte
sono tenute da personale
specializzato
si studiano
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si raccolgono
si prepara
si munge
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si estrae
si pulisce
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delle 44:
(Head, Health, Heart, Hand)
O Armi
70
le prime nel bacino
Mediterraneo e in Italia
o 1990
Durante
la settimana,'
per le
scolaresche
La e«ffiaaz.'gne
La qualifica
di fattoria didattica
è conferita dalle Regioni
sulla base del rispetto
di alcuni parametri, definiti
da un documento
che è chiamato
nasce la rete europea
European Federation
of City Farms (Efcf)
1997
Rete delle fattorie didattiche
romagnole
6
i
di fattorie
46
Fattorie
biologiche
Mercati
el contadino
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Inizi del '900
nascono in Norvegia;
Danimarca e Svezia
secondo la filosofia
del movimento giovanile
nordamericano Club
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FOC E
10/04/2013
DI
ROMAGNA
RAVENNA
FAENZA LUGO
& IMOLA
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Direttore Responsabile: Stefano Andrini
Diffusione: n.d.
Spiaggia di sera?
"Un danno per le aziende"
MOVIMENTO 5 STELLE L'amministrazione incassa un nuovo "no"
sull'apertura degli stabilimenti balneari in notturna
Il Movimento 5 Stelle interviene
sul tema caldo della città: l'apertura della spiaggia durante la sera,
"Le nostre linee guida sono dal
global al local, dal macro al micro. Il micro-local deve innestarsi
a sua volta in un sistema integrato e proprio il micro-local ci fa esprimere forti dubbi su come si
possa, a livello europeo, generare
politiche che in nome della libera
concorrenza, mettono in crisi aziende famigliari. Libera concorrenza, o libero mercato, espressioni con cui erroneamente si intende un mero laissez-faire, hanno creato situazioni catastrofi-
che, come quelle che ci hanno
portato a questa crisi. Se il Movimento 5 Stelle non avesse avuto
questo straordinario risultato, il
governo non avrebbe mai sbloccato più quaranta miliardi di euro, per saldare i debiti della pubblica amministrazione con le aziende - spiega il portavoce Alessandro Marconi - Venendo al sistema integrato, appare scontato
che l'amministrazione si deve far
carico di creare ricchezza nel
proprio comune, e non spostarla
da un comparto all'altro. Quanto
questa decisione inciderà sulle
nostre aziende, lo scopriremo solo a stagione terminata. Eapertu-
ra serale della spiaggia, quando
in un momento di oggettiva prosperità della nostra economia
non avrebbe generato paure, in
un momento delicato come questo porta con sè una componente aleatoria. Siamo comunque sicuri che in merito alla metodologia con cui il Pd gestirà la scelta, sarà foriera di ulteriori danni.
Saremmo degli irresponsabili se
ci limitassimo ad aspettare la fine
della stagione, per annotare
quanto avessimo o meno ragione, avanziamo invece la proposta
alle categorie di contattarci per
capire le problematiche e formulare un piano di rinascita".
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CERVIA
Fronte comune
in difesa
del segretario
faniart Aihtlag
AcQ,
II gusto della
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mercoledì 10 - Ravenna Intorno