Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi Le mura su Internet Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi ANNO LIII- N. 4 N Trasporto urbano otiamo che, ormai da settimane, si è innescata una polemica tra l’amministrazione comunale da una parte e Cipa-Circoscrizioni dall’altra. Il primo motivo è dato dalla riforma voluta dalla giunta di autorizzare gli autobus extra-urbani a penetrare il territorio urbano e servire tutti i centri scolastici. Meno spese e minor disagio per gli alunni. La Cipa protesta perché perde passeggeri e subisce concorrenza; accetta l’abbonamento unico e propone parcheggi scambiatori extra-urbani “Parò” e simili – per salvare il suo territorio ed eliminare il maggior inquinamento apportato dagli autobus che circolerebbero in città in sostituzione di quelli della Cipa, i quali, invece, sono quasi tutti a metano e con capienza per oltre cento studenti ogni autobus contro i 40-50 dei bus extra-urbani. La soluzione Cipa non risolve però il disagio degli alunni, costretti allo scambio alle porte della città. Il secondo motivo è dato dal prossimo appalto del settore sulla base della normativa regionale e provinciale. E’ prevista un’ampia Riorganizzazione del Servizio di Trasporto Pubblico Urbano che dovrebbe entrare in vigore nella prossima estate. La Cipa lamenta il fatto di non essere stata messa in condizione di esprimere il proprio parere e, in questo, è appoggiata dalle Prima e Seconda Circoscrizione che attendono di poter dire la loro. Il nuovo piano prevede la riduzione di 90 mila chilometri all’anno e quindi il licenziamento di quattro autisti. La giunta comunale garantisce che, con la riforma, tutto il servizio – personale e mezzi – verrà inglobato dalla ditta vincitrice dell’asta. Che il servizio di trasporto urbano abbia bisogno di una profonda revisione, non c’è dubbio: basti pensare allo spreco, a prescindere dalla volontà di questo o di quello, che c’è con gli autobus vuoti o semivuoti, salvo due ore di punta. Che il piano Sintagma risolva tutti i problemi è punto interrogativo solo pensando ai riferimenti troppo datati su cui poggiano le varie soluzioni. Un auspicio: che cessi la guerra fra Cipa-Circoscrizioni e amministrazione comunale. Un problema tecnico può essere risolto nelle forme migliori stando tutti intorno allo stesso tavolo. Settimanale d’informazione Euro 1 contiene IR DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 la prima enciclica un anno a kiev Il Quadrilatero contestato DOMENICA 5 FEBBRAIO 2006 domenica 12 febbraio concerto al pergolesi Dio è carità Deus charitas est La rivoluzione fallita Prosit, Amadeus! 3 7 5 Giornata per la vita Domenica 5 febbraio La vita umana è un dono che precede il creato e l’uomo: l’uomo lo riceve, non lo inventa: non può manipolarlo come fosse una proprietà esclusiva Le manifestazioni si svolgeranno nelle varie parrocchie In Cattedrale ore 16 Accoglienza dei bambini delle scuole materne con esibizioni di canti, balletti, sketch vari ore 18 Santa Messa celebrata da Mons. Vescovo Padre Oscar Serfilippi e animata dalla Corale Pergolesiana diretta da Mons. Roberto Vigo. In piazza per la pace L a città di Jesi si conferma sempre più “città della Pace”. Dopo l’incontro con i giovani della locride al PalaTriccoli nel giorno dell’Epifania, domenica 12 febbraio saranno i ragazzi dell’Azione Cattolica jesina a manifestare per la pace con un grande marcia che, partendo dalle varie parrocchie, si snoderà per le vie del centro cittadino fino ad arrivare a San Pietro Martire alle ore 12.30. Saranno coinvolti tutti i giovani dagli undici ai quattordici anni ma chiunque desideri aderire lo può già fare sul sito azionecattolicajesi.it. La Marcia sarà un momento per stare insieme, fare gruppo e celebrare la libertà d’espressione. Chi parteciperà, inoltre, contribuirà alla raccolta di fondi per l’associazione “Insieme per costruire” che si occupa di adozioni a distanza. Il pomeriggio poi, sarà il turno del settore Giovanissimi (quindici-diciotto anni) che ha realizzato una mostra dal titolo “Lasciamoci in Pace”, tutta incentrata sul rapporto con gli immigrati nella nostra città. L’iniziativa girerà nelle settimane successive in tutte le scuole superiori jesine con l’obiettivo di far riflettere i giovani sul rispetto dell’altro. Il voto dei palestinesi Terremoto politico in Medio Oriente “A bbiamo vinto anche grazie al sacrificio dei miei tre figli (tre kamikaze). Sono morti per la Palestina”. Parla una mamma, una delle tante con figli “martiri”, e promette che non tradirà mai la lotta armata, fino a che Israele non sarà scomparso. E’ questa l’attesa di quanti, con il loro voto, hanno permesso l’inaspettato trionfo del partito Hamas, in tutto il mondo considerato il braccio terroristico dei palestinesi, responsabile di oltre 350 attentati contro Israele, con migliaia di morti o feriti. In Palestina, dunque, grazie agli accordi di Oslo, gli organizzatori del terrorismo conquistano democraticamente il potere stracciando ogni speranza di dialogo tentata dal partito di Arafat - Al Fatah - da sempre al governo. Siamo di fronte ad un terremoto politico che farà sentire le sue onde di guerra in tutto il Me- dio Oriente. E la prima di queste temute onde si abbatterà proprio su Israele che voterà a marzo dopo aver tentato, grazie alla coraggiosa politica del moribondo Sharon, un cammino di pace legato a non pochi sacrifici: avremo di nuovo il ritorno dell’estrema destra? E quindi fondamentalismi, l’un contro l’altro armati? Perché per Hamas il ritiro degli israeliani da Gaza è il risultato, non della politica di Sharon, ma della violenza delle due intifade e del sangue dei kamikaze. L’Occidente, esterrefatto, deve prendere atto che con lo strumento tecnico della democrazia – le elezioni - anche i partiti della violenza e della guerra ad oltranza possono impadronirsi del potere. E non è la prima volta che accade nella storia. Con la maggioranza assoluta in mano – 76 deputati su 132 – potrà fare bello e cattivo tempo. Ma dovrà pur governare. Gestire i campi di raccolta, l’acqua, gli alimenti, le scuole, la produzione ecc. E se gli immensi aiuti dell’Occidente e quelli di alcuni paesi arabi venissero meno per mancanza di fiducia in Hamas? Potrebbe verificarsi un pericoloso isolamento della Palestina incoraggiato solo dall’Iran, cioè un rischio incalcolabile per la pace nel mondo. Ma allora Israele venderà cara la pelle fino ad usare la bomba atomica. C’è una sola speranza. Quel che seppe fare Sharon trascinando la destra a ragionare e a concedere, potrebbe – fra qualche tempo – saper fare Hamas trascinando tutta l’ala terroristica verso una graduale intesa con Israele. In nome dell’interesse di tutti, ma soprattutto nell’interesse proprio della Palestina. Altrimenti la sua vittoria di oggi diventerà un boomerang di sangue. Vittorio Massaccesi 2 Speciale Giornata per la Vita 5 Febbraio 2006 28° Giornata per la Vita Il messaggio del consiglio episcopale permanente Rispettare la vita a cura di Siro Borocci* l messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la “28ª” Giornata per la vita” afferma che l’uomo è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. L’uomo, quindi, deve accogliere la vita come dono da custodire e da far crescere, non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. La vita umana viene prima di tutte le istituzioni. La persona realizza se stessa quando riconosce la dignità della vita e le resta fedele, come valore primario rispetto a tutti i beni dell’esistenza, che conserva la sua preziosità anche di fronte ai momenti di dolore e di fatica. L’uomo vuole essere libero e felice, ma deve realizzare la sua aspirazione rispettando la vita. Questo vale per tutti, ma in modo spe- valorizzati quegli aspetti della stessa legge 194, che si pongono sul versante della tutela della maternità e dell’aiuto alle donne che si trovano in difficoltà di fronte ad una gravidanza. Il rispetto della vita, infatti, comincia dalla tutela della vita di chi è più debole e indifeso. Nessuno può dirsi padrone e signore assoluto della vita propria, a maggior ragione di quella altrui. Rispettare la vita, in questo contesto, significa anche fare tutto il possibile per salvarla. Rispettare la vita significa, ancora, mettere al primo posto la persona. La persona gov- I ciale per i giovani, alcuni dei quali talvolta ricercano la libertà e la felicità con espressioni esasperate o estreme: uso di droghe, assunzione di stimolanti nella pratica sportiva, eccesso di alcool,…dicono soprattutto indifferenza per la vita. La società deve impegnarsi per aiutare questi giovani a ritrovare fiducia in se stessi e quindi speranza e amore alla vita; deve superare, ad esempio, l’attuale prevalente precarietà nei nuovi rapporti di lavoro: un lavoro stabile è la premessa per guardare con serenità al futuro. La mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità condizionano le scelte dei coniugi sul numero dei figli; inoltre resta grave il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l’aborto. Vanno erna la tecnica, e non viceversa; la persona, e non la ricerca o il profitto, è il fine. Se nel cuore cerchi la libertà e aspiri alla felicità, rispetta la vita, sempre e a ogni costo. *Presidente del Centro Promozionale Famiglia promuovere i valori della vita, del matrimonio e dell’amore Consultorio “La Famiglia” spirito di servizio, at- tà che permette ad un bambino, tento ai bisogni reali che attraversa momenti di diffidelle persone che ogni coltà, di vivere in un ambiente giorno si rivolgono a sereno; questa struttura. Tali operatori, oltre a possedere qualifiche “Per fortuna professionali specifiche, che c’è un vicino” hanno conseguito una formazione ulteriore all’autunno scorso sta atnell’ambito della consutuando il progetto “Per lenza familiare secondo fortuna che c’è un vicino”, i principi dell’analisi un’esperienza di solidarietà nel Transazionale di E. Ber- volontariato familiare, cioè una ne, attraverso un corso relazione di aiuto tra le famitriennale gestito dalla glie, un sostegno alla genitoriaScuola per Consulenti lità attuato da singole persone o Familiari Ucipem di Roma. nuclei familiari che vengono in aiuto del bambino quando i genitori non possono essere preChe cosa fa il Consultorio senti. (per ricevere informazioni più approfondite sul progetto, agire consultoriale si esplica così in ci si può rivolgere al Consultodue settori principali: rio, piazza Federico II, 8; tel./fax - il primo settore è la consulenza ai sin- 0731.64464). goli, alle coppie, alle famiglie; i vari di- Lo spirito del Consultorio è una mano ste, valori e sostegno a tutti coloro che sagi, problemi che gli utenti esprimono, tesa agli altri, aperta, non vuota, dispo- vorranno condividere le speranze, le vengono affrontati con un atteggiamen- nibile, che offre professionalità, propo- gioie e le sofferenze della vita. to aperto e non giudicante, usando come metodo principale l’ascolto attivo ed empatico e il rispetto delle libere ed auAsterisco tonome scelte dell’utente. Si attiva così una relazione di aiuto che valorizza la persona stessa, il suo potersi chiarire, la sua responsabilizzazione, la ricerca di soluzioni che, maturate dal di dentro, possono essere durature. L’altro settore d’inura la condandopo” qualcuno vuotervento, molto imna di don Oreste le introdurre in Italia portante, riguarda gli Benzi (nella foto), fonil secondo preparato aspetti di informadatore della Comunità progettato e realizzione, formazione, Papa Giovanni XXIII zato apposta con lo prevenzione, rivolti a sulla pillola abortiva scopo di uccidere un gruppi consistenti di Ru486. «Avvantaggia essere umano». In tal popolazione; da qui i gli sfruttatori delle modo, «le donne sanumerosi convegni a prostitute: una vera e ranno ancora più sole carattere cittadino ed propria carneficina». - aggiunge don Benzi i tantissimi interventi Don Benzi, da anni - costrette ad abortire presso gruppi, assoimpegnato nella lotta nel segreto delle loro ciazioni, scuole, reaalla prostituzione e stanze, porteranno per lizzati in questi anni nella protezione delle sempre da sole il peso di attività. donne, non ha dubbi: di questa ferita». Questa dimensione «l’avvio della speriIl sacerdote impegnato “promozionale” del mentazione del farmaco RU486 costitui- nella lotta al racket della prostituzione Consultorio Familiasce un’ulteriore offesa alle donne italia- appoggia totalmente quanto detto dal re nei confronti della famiglia di oggi e ne e una nuova violenza ai bambini non cardinale Ruini all’assemblea generale di domani, è attenta ai cambiamenti e ancora nati». dei Assisi. «Da tempo mi sembra che i portatrice di occasioni e stimoli perché Il fondatore della comunità non usa vescovi siano una delle poche voci in maturino le iniziative e le individualità mezzi termini: «È scandaloso che si pos- Italia che si levano in difesa della vita, verso un maggior benessere interpersosa abortire - sottolinea - ma è ancora della famiglia, del matrimonio - prosenale, familiare e sociale. più scandaloso che l’aborto con questa gue - e a proposito di matrimonio, saCon questa finalità, dall’anno 2003 il pillola lo possa praticare ogni donna in rebbe il caso di ricordare a tutti l’artiConsultorio Familiare svolge una fattiva casa propria, nella propria famiglia, li- colo 29 della costituzione italiana, un collaborazione con l’Ambito Territoriale beramente, come se il bambino che ha articolo che nessuno dovrebbe disattenSociale IX della Vallesina. in grembo sia un oggetto usa e getta. È dere. Chi si pone contro questo articolo Nel 2004 ha realizzato il progetto uno schifo». si pone fuori legge». “Una famiglia in più”, relativo all’affido: Per don Benzi, dunque, «con l’introduun’esperienza di volontariato e solidariezione della famosa “pillola del giorno Giacomo Galeazzi D l Centro Promozionale Famiglia IE’ (C.P.F.) nasce a Jesi il 23 febbraio 1979. una istituzione democratica avente natura di libera Associazione di volontariato (onlus) che intende promuovere i valori della vita, del matrimonio, della sessualità e dell’amore secondo il progetto cristiano. Per attuare le proprie finalità, si avvale della struttura denominata Consultorio Familiare “La Famiglia” con sede in Jesi, piazza Federico II, 8. Scopo principale del Consultorio Familiare è di garantire prestazioni psico-socio-sanitarie integrate, gratuite, rivolte a tutti i cittadini, in cui la persona viene accolta nella sua globalità, nella sua complessità esistenziale, nel pieno rispetto dei suoi diritti e valori. Mentre la risposta tecnologica della nostra società tende a settorializzare e spezzettare l’individuo sempre più in una “frammentazione dell’io”, il Consultorio Familiare tenta di rispondere in un modo globale ed articolato alle varie problematiche della persona. Ciò che anima, da più di venticinque anni di attività sul territorio della Vallesina, i tanti operatori (medici, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, sociologi, avvocati, consulenti familiari) che a vario titolo hanno prestato e prestano la loro opera, sempre volontaria, è uno L’ * La pillola del giorno dopo D Vita ecclesiale Prima enciclica di Benedetto XVI ci nessuno che soffra per mancanza del necessario. Al contempo però la “caratas-agape” travalica le frontiere della Chiesa; la parabola del buon samaritano rimane come criterio di misura, impone l’universalità dell’amore che si volge verso il bisognoso incontrato “per caso”, chiunque egli sia. La fine del sogno marxi sta e la dottrina sociale della Chiesa Il marxismo aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale: attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore. Questo sogno è svanito. Nella situazione difficile nella quale oggi ci troviamo anche a causa della globalizzazione dell’economia, la dottrina sociale della Chiesa è diventata un’indicazione fondamentale che propone orientamenti validi bel al di là dei confini di essa: questi orientamenti devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell’uomo e del suo mondo. sere realizzato. In questa situazione il contatto vivo con Cristo è l’aiuto decisivo per restare sulla retta via: né cadere in una superbia che disprezza l’uomo e non costruisce nulla, né abbandonarsi alla rassegnazione che impedirebbe di lasciarsi guidare dall’amore e così servire l’uomo. La preghiera come V Domenica del Tempo Ordinario Dal vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: “Tutti ti cercano!”. Egli disse loro: “Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni. mezzo per attingere sempre di nuovo forza da Cristo diventa qui un’urgenza del tutto concreta. In Maria il modello del l’amore possibile Chi va verso Dio non si allontana dagli uomini. In nessuno lo vediamo meglio che in Maria. Le testimonianze di gratitudine, tributate a lei in tutti i continenti e in tutte le culture, sono il riconoscimento di quell’amore puro che non cerca se stesso, ma semplicemente vuole il bene. La devozione dei fedeli mostra, al contempo, l’intuizione infallibile di come un tale amore sia possibile: lo diventa grazie alla più intima unione con Dio, in virtù della quale si è totalmente pervasi da Lui, una condizione che permette a chi ha bevuto alla fonte dell’amore di Dio di diventare egli stesso una sorgente “da cui sgorgano fiumi di acqua viva”. Come guardare alla sproporzione tra i no stri sforzi e i bisogni del mondo? L’esperienza della smisuratezza del bisogno può, da un lato, spingerci nell’ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema. Dall’altro lato, essa può diventare tentazione all’inerzia sulla base dell’impressione che, co- (sintesi tratta dal quotimunque, nulla possa es- diano “Avvenire”) Corrispondenza dallo Zambia Nel segno del gemellaggio Fr Anselmo al nostro Vescovo Mons. Training Centre, la scuola di cuciSerfilippi: to, va avanti abbastanza bene e quest’anno intendiamo registrarla ad un Carissimo Padre Oscar, ente parastatale (Teveta) in modo spero la presente ti trovi bene psico- che venga riconosciuta ufficialmente. logicamente, fisicamente e spiritual- Pensiamo che quando sarà riconomente. E’ l’inizio di un nuovo anno e sciuta anche il numero degli iscritti tutti dobbiamo cominciarlo in piena sarà superiore, perchè come scuola forma. privata non si può fare tanta pubQui le cose vanno avanti lentamente blicità. Gli esami comunque, sono come al solito, eccetto il trascorrere riconosciuti dallo Stato. Gli iscritti degli anni che invece corrono veloci. non sono stati molti in passato, ma In parrocchia, a Kaniki, ci sarebbe da io sono ugualmente contento perfare molto di più di quanto non si rie- ché abbiamo aiutato delle persone, sca. Con il noviziato e tante altre pic- soprattutto ragazze, che ne avevano cole attività nell’ambito della vita. Di veramente bisogno. comunità e della provincia, è un po’ Nel prossimo febbraio incominceredifficile seguire le varie attività pasto- mo anche il corso di scuola per adulti rali della parrocchia. Sto cercando in analfabeti. Sono molti gli interessati, questo periodo di dedicare più ener- ma dubito che saranno molti a pargie del solito alla vita sacramentale tecipare, perchè gli adulti sono imdei fedeli. Non è una cosa sempli- pegnati in famiglia. L’edificio ha una ce per diverse ragioni, ma l’ostacolo grande richiesta per ritiri, seminari principale credo siano le distanze, di studio, incontri vari. Ora che abperchè la parrocchia ha un territorio biamo abilitato la cucina le richieste molto vasto. aumenteranno di sicuro. Per quanto riguarda Kaniki Skills Penso anche che la popolazione di 5 febbraio 2006 e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto Il cristianesimo e la cor di Dio con il suo popolo e poreità viceversa. Si rimprovera al cristianesimo del passato di essere Un passo oltre l’orizzon stato avversario della cor- te del sentimento poreità; di fatto, tendenze L’amore non è soltanto un in questo senso ci sono sentimento. I sentimenti sempre state. Ma il nodo vanno e vengono. Il sendi esaltare il corpo, a cui timento può essere una noi oggi assistiamo, è in- meravigliosa scintilla inigannevole. L’eros degrada- ziale, ma non è la totalità to a puro “sesso” diventa dell’amore. Proprio delmerce, una semplice “cosa” la maturità dell’amore è che si può comperare e coinvolgere tutte le potenvendere. L’apparente esal- zialità dell’uomo. L’incontro con le manifestazioni visibili dell’amore di Dio può suscitare in noi il sentimento della gioia di chi si riconosce amato. Ma tale incontro chiama in causa anche la nostra volontà e in nostro intelletto. Il riconoscimento del Dio vivente è una via verso l’amore, e il sì della nostra volontà alla sua unisce intelletto, volontà e sentimento nell’atto totalizzante dell’amore. Ed è un processo che rimane continuamente in cammino perché l’amore non è mai tazione del corpo può ben “concluso” e completato. presto convertirsi in odio verso la corporeità. La Seconda parte fede cristiana, al contraCaritas: rio, ha considerato l’uomo l’esercizio dell’amore sempre come essere unida parte della Chiesa duale, nel quale spirito e quale materia si compenetrano “Comunità d’amore” a vicenda. Sì, l’eros vuole sollevarci “in estasi” verso Dimensione irrinuncia il Divino, condurci al di là bile aperta ad ogni uo di noi stessi, ma proprio mo per questo richiede un La carità non è per la cammino di ascesa, di ri- Chiesa una specie di attinunce, di purificazioni e di vità di assistenza sociale guarigioni. che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma apparEros e matrimonio tiene alla sua natura, è Nell’orientamento fonda- espressione irrinunciabile to nella Creazione, l’eros della sua stessa essenza. rimanda l’uomo al ma- La Chiesa è la famiglia di trimonio, ad un legame Dio nel mondo. In questa caratterizzato da unicità famiglia non deve esser- 3 Vangelo Deus charitas est Dio è carità Prima parte L’unione dell’amore nella creazione e nella storia della salvezza 5 Febbraio 2006 Kaniki aumenterà, perchè a due chilometri di distanza. nel territorio del Congo hanno appena aperto una nuova miniera, certamente avrà un influsso anche nel territorio zambiano che è al confine, per cui la parrocchia di Kaniki ne sarà influenzata. Si vedrà. Come vedi, l’insegnante e le ragazze del corso di quest’anno, che si sono appena diplomate, hanno voluto mostrarti un saggio di quello che hanno imparato. Certamente non è all’altezza delle migliori mode italiane, ma se pensi che queste ragazze non avevano mai visto o preso in mano un ago, penso che abbiano fatto grandi progressi. Non ho visto il contenuto del pacco, ma mi risulta che ci sia un indumento fatto con stoffa che originariamente era bianca e che hanno tinteggiato loro prima di utilizzarla. Questo tipo di tinteggiatura qui va molto di moda. Un affettuosissimo saluto e tantissimi auguri di Buon Anno. Per questo infatti sono venuto Tre gli scenari in cui vediamo Gesù: una casa privata, uno spazio affollato, un luogo solitario. Gesù entra nella casa di Pietro e guarisce la suocera del discepolo che “era a letto con la febbre”: il suo amore è personale e Lui non disdegna di venire “a casa mia”, di entrare nel mio mondo, nella sfera dei miei affetti, nelle difficoltà del mio vivere. Si fa prossimo a chi è nel dolore (“accostandosi”…. “prendendola per mano”….) e conforta, rafforza, rialza. “La sollevò”, leggiamo, ma il verbo greco usato dall’evangelista è eghéiro, lo stesso che ricorre per la Risurrezione, dunque: la fece risorgere, la risvegliò alla vita. Poi esce, e ancora guarisce e libera “molti” che si sono radunati davanti alla porta della città di Cafaranao: attraverso Gesù, Dio vuole andare incontro a tutta l’umanità sofferente, che lo cerca e lo attende, che ripone in Lui la sua speranza. Certamente lo avranno acclamato, gli si saranno accalcati intorno, ma Gesù si sottrae alle acclamazioni e agli entusiasmi della folla, ad ogni tentazione del successo. Ecco che lo ritroviamo “in un luogo deserto”, al mattino seguente, “quando ancora era buio”. Prega, o meglio, è in una prolungata, continua preghiera, come ci suggerisce il verbo greco (proséucheto). È alla volontà del Padre che Lui vuole aderire, e per quella volontà sa andare “altrove”. “Tutti ti cercano”, gli dicono i discepoli; “andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là”, risponde. Gesù non si lascia “catturare” dagli uomini come essi desidererebbero, la sua persona nasconde un mistero più grande, un progetto più alto di qualunque terrena guarigione. Che insegnamento per noi, che vorremmo impossessarci di Dio piegandolo ai nostri desideri! Che cerchiamo più noi stessi della sua volontà; che ci accomodiamo sui successi ottenuti e non abbiamo il coraggio di andare dove lui ci spinge. Per testimoniare la potenza di quel regno che offre una salvezza eterna. Adriana Borgognoni 4 5 Febbraio 2006 Cultura, spettacoli e dintorni Per inserzioni e pubblicità su Voce della Vallesina rivolgersi all’amministrazione del settimanale Jesi - piazza Federico II, 6 (giorni feriali dalle ore 9 alle 12) telefono e fax 0731208145 email [email protected] Al Teatro dell’Opera di Roma, presente Ciampi Ruggeri nel “Don Giovanni” G ianpiero Ruggeri, baritono majolatese in carriera, ha partecipato ai grandi spettacoli organizzati, in tutto il mondo, per le celebrazioni del 250° anniversario della nascita Wolfgang Amadeus Mozart. Era nel cast del “Don Giovanni”, che ha inaugu- mossi sulla scena aggiungendo alla voce, una recitazione che non è sempre propria dei cantanti. Grandissimo successo di pubblico, già ottenuto con la diretta radiofonica in Euroradio, con collegamenti anche con l’Argentina ed altri Stati extra ognuno di noi, ascoltandola, ne ricava aspetti e pezzetti di verità soggettivi. Il mio personaggio, Masetto – ha aggunto- è simpatico perché è semplice, ma non banale; si arrabbia come tutti, ma la sua caratteristica è la dolcezza con cui perdona Zerlina e si fa riconquistare. Masetto, grazie alla sua saggezza popolare, è l’unico che sta con i piedi per terra, sa come va il mondo, stavolta è toccato a lui subire”. Avendo ascoltato per radio la diretta radiofonica, aggiungiamo una nota sulla “divina” Mariella Devia, che, dopo aver saltato una frase del recitativo, con orchestra e direttore fermi, dopo un attimo di gelo ha ripreso da sola senza orchestra portando il recitativo fino in fondo senza che i più percepissero il rischio corso. Marco Palmolella Nella foto, Franco Zeffirelli e Gianpiero Ruggeri; nella foto piccola Ruggeri nel ruolo di “Masetto” rato la stagione lirica al Teatro del- europei. Dal 18 gennaio, sera dell’Opera di Roma, il “Costanzi”. Rug- la “prima”, al 24 ultimo spettacolo in geri interpretava il ruolo di Masetto. programma, c’è stato il tutto esaurito, Con lui: Marco Vinco (Don Giovanni), tanto che la direzione del teatro è staMariella Devia (Donna Anna), Raul ta costretta ad aggiungere una nuova Gimenez (Don Ottavio), Alessandro recita per il giorno 25. Corbelli (Leporello), Darina Takova Gianpiero Ruggeri, Laura Cherici e (Donna Elvira), Laura Chierici (Zer- Alessandro Corbelli hanno ottenuto lina) e Alessandro Guerzoni (il Com- un successo di simpatia, oltre che per mendatore); direzione di Hubert Sou- la voce, per il modo con cui hanno dant, regia di Franco Zeffirelli. dato vita ai personaggi interpretati: Alla serata inaugurale erano presenti popolari, brillanti, esuberanti, Zerliil presidente della Repubblica, Car- na, Masetto e Leporello hanno potuto lo Azelio Ciampi insieme alla signo- esibire liberamente i loro sentimenti ra Franca, il sindaco di Roma Wal- in pubblico, in quanto ter Veltroni, l’on. Gianni Letta, Piero non appartenevano alla Marrazzo ed uno stuolo di vip rap- nobiltà come gli altri presentanti vari settori della società personaggi del “Don italiana. Giovanni”. Ruggeri ha interpretato tante vol- “Don Giovanni, il diste, in vari ruoli, il “Don Giovanni”; a soluto punito, - ci ha Napoli (anche in quell’occasione alla raccontato Ruggeri - è presenza di Ciampi), a Torino, Tokio un’opera simbolo; per e Colonia; ma, per l’impatto visivo e spiegare la magia di teatrale, quest’edizione anniversaria questa musica si sono ha suscitato grandissimi consensi. scomodati anche i Unanime l’approvazione riservata alla grandi filosofi: notissistraordinaria regia di Franco Zeffirelli, mo è il saggio di Seren ma bravi anche i cantanti che si sono Aabye Kierkegaard, ma Al concerto degli “Amici della Musica” Cavatine, canzoni, cantares… N el salotto più bello della città, la Galleria Pianetti quanto mai accogliente nel freddo pomeriggio di domenica 15 gennaio, gli “Amici della Musica” hanno ascoltato il soprano Rossella Marcantoni e il chitarrista Luigi Travaglini in un concerto di musiche rare in gran parte dedicate ad autori del ‘900. Non il primo in programma, tuttavia. A Mauro Giuliani (nella foto), compositore e chitarrista pugliese vissuto prevalentemente a Vienna tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800, appartengono le ‘Sei cavatine’. Sono fuggevoli illuminazioni di sentimenti amorosi in cui affiorano riferimenti ad un manierismo riconducibile a Mozart e premonizioni di belcantismo belliniano e donizettiano. Tutt’altro stile negli altri autori, contemporanei e di diversa nazio- nalità: spagnolo un maestro della dodecafonia, R. Gerhard (‘Cantares’); ungherese l’eclettico F. Farkas (‘Cinque canzoni dei trovatori’); brasiliano l’antiaccademico, fertilissimo musicista e musicologo H. Villa-Lobos (‘Bachianas brasileiras n. 5’). Ancora spagnolo Manuel De Falla con le poetiche ‘Siete canciones populares españolas’ ( ci piacerebbe ascoltare molto altro di questo grande ‘verista’ spagnolo). Incisività drammatica e pathos, lirismo e nostalgia hanno impresso all’interpretazione i due artisti di cui pure è risultata evidente la diversità e complementarità del temperamento. Fervidi applausi per entrambi e due ‘bis’: l’ultimo, ‘Adela’ di J. Rodrigo, autore del famosissimo ‘Concierto de Aranjuez’. Augusta Franco Cardinali Settimanale di ispirazione cattolica Associato alla FISC Direttore responsabile Giuseppe Luconi Direzione, redazione amministrazione e pubblicità Piazza Federico II, 8 60035 Jesi telefono e fax: 0731 208145 E-mail: [email protected] Sito: www.vocedellavallesina.it Abbonamento annuo normale: 35 euro di amicizia: 50 euro sostenitore: 100 euro direttamente in redazione (tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11) o a mezzo posta (su c/c 13334602) Registrazione Tribunale Ancona n. 143 del 10.1.1953 Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it A ¬ntra' /unt i Omologazione al basso di Riccardo Ceccarelli N on si va per il sottile in ogni campagna elettorale. Quella già incominciata rispetta la tradizione, forse l’aggrava. Del tutto inutile risulta l’appello ad abbassare i toni, a non usare le questioni giudiziarie per attaccare gli avversari: altre volte si è fatto così, nelle ricostruzioni storiche infatti si tende ad avere la memoria corta e “si ricostruisce”, anche la storia più recente, a seconda del proprio comodo. Se da una parte Piero Fassino rimprovera a Berlusconi “di proseguire nella strategia di delegittimazione” nei confronti dei Democratici di Sinistra, bisogna ricordare, dall’altra, che per tanto tempo il centrosinistra ha parlato di “governo non legittimo”, fino alle recenti espressioni di Paolo Flores d’Arcais che scrive “quando ritornerà finalmente la democrazia in Italia”. Come si vede si ricambia pan per focaccia. Non c’è da meravigliarsi più di tanto. Preoccupa a mio avviso invece la terminologia usata con un rincorrersi di parole come “menzogna” e “bugia” che quali palle da tennis vengono rilanciate da un campo all’altro. Un linguaggio che non tiene affatto conto né dell’onorabilità dei contendenti che, pur nella logica del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, dovrebbero avere il senso delle misura e della verità, né della pubblica opinione che di questo linguaggio adotta inavvertitamente stile e connotazioni. Ormai la parola d’ordine del centrosinistra nei confronti del governo, arrivato a fine mandato, è quella di “fallimento”, di conseguenza si afferma che in caso di vittoria verrà azzerata la maggior parte delle leggi nel frattempo varate, come se uscissimo, ricordando le espressioni di Flores d’Arcais, da un regime totalitario, quando giornalisti, come Ferruccio de Bortoli ed altri analisti non ligi al Cavaliere, a proposito del “contratto” con gli italiani, affermano che “i traguardi raggiunti non sono pochi”. L’esagerazione catastrofista da un parte e l’esagerazione ottimista dall’altra hanno preso il sopravvento sull’obiettività, sulla misura, sull’analisi e sul confronto, lasciando spazio solo ad una demonizzazione radicale o ad un osanna a volte acritico. Stando così le cose, può il cittadino con il suo voto, decidere con serenità non solo sui fatti, ma sui traguardi e sui programmi da concretizzare? Questi ancora non ci sono. Quando arriveranno si sarà consolidato ulteriormente un clima di sfiducia che certamente non gioverà a quella democrazia da tutti invocata, minata però al suo interno dal discusso comportamento di alcuni protagonisti. Le proposte ed i programmi saranno allora secondari. Ridotto sarà il coinvolgimento delle idee. I confronti rischieranno di diventare, nonostante un formale à plomb, solitari e vincitori monologhi o degenerare in risse come quella tra Antonio Tequila e Adriano Pappalardo di domenica 22: una Tv spazzatura, omologata al basso. Si guarderà al tempo occupato sui teleschermi per dare l’illusione dell’imparzialità. La differenza dovrebbe essere fatta dalla credibilità delle proposte, dalle speranze che si sapranno suscitare, dalle risposte che si proverà a dare in chiave non solamente economica e nazionale. Su questo si giocherà il futuro delle due coalizioni e dei relativi partiti, ma soprattutto il prossimo futuro di tutti. Al momento dubito che ci riescano. Rischiano di implodere in se stesse di fronte allo sguardo attonito di una parte e all’applauso dell’altra. Questo accade quando manca una radice o un’anima. In Italia come in Europa. Cultura, spettacoli e dintorni 5 Febbraio 2006 Concerto per il compleanno di Mozart Prosit, Amadeus! I l 27 gennaio 1756, alle otto di sera, nasceva Wolfagang Mozart, sotto il segno zo diacale dell’Acquario. E’ suo padre Leopold che lo fa così registrare, tanto meticolosa mente da far supporre che già sognasse, o presagisse , che suo figlio sarebbe diventa to un ‘wunderkind’. Al fonte della Collegiata di Salisburgo il bambino sarà battezzato con una lunga serie di nomi: Johannes, Chrisostomus, Wolf gang, Theophilus, che sarà poi tradotto in tedesco in Gottlieb, poi ancora in latino in Ama deus e infine abbreviato in Amadé. Come se non bastasse, con il sacramento della Cresi ma fu aggiunto anche il nome di Siegmund. Superfluo elencare i vari diminutivi e vez zeggiativi con i quali il bambino veniva chia mato in famiglia. Tutto sta a dire comunque che egli venne accolto alla nascita con grande affetto e tenerezza. Nella ricorrenza di questo compleanno la Filarmonica Marchi giana ha dedicato al compositore il terzo concerto della Stagio ne, con musiche esclu sivamente mozartiane e tra le più illuminanti della sua arte. Strumento privilegia to di Mozart fu il pia noforte. Ne preferì la versione più moderna esistente allora, quella dei pia noforti Stein. Ne studiò tutte le risorse, ne reinventò il trat tamento timbrico, lo impiegò spesso in orchestra o come strumento solista. Dalla sua innovazione sarebbe derivato tutto il pianismo successivo. Per il concerto del 25 gennaio la Filarmonica Marchigiana ha ospitato, quale solista e maestro concertatore, Melvyn Tan, virtuoso di fama interna zionale di fortepiano, prima ancora che di pianoforte. Con questo strumento ha presen tato, da solista, due ‘Fantasie’, la K 397 e la K 475 e, con or chestra, i ‘Concerti’ K 466 e il K 467. Le composizioni ri salgono al 1797, anno magico, fertilissimo per Mozart. Compiuta autonomia d’ispi razione è nelle ‘Fantasie’, dove tutti gli stilemi del passato si allontanano per accogliere freschi fermenti romantici. Nei due ‘Concerti’ invece si è pensato potesse essere indivi duato un itinerario spirituale che, partendo da una dram matica consapevolezza del male (K 466) conducesse alla conquista del Bene (K 467). ‘Cuore’ di questo percorso ideale è il 2° movimento del primo Concerto. ‘Corrente d’Acheronte’, è sta to definito e rappresentazione di terribili forze demoniache sotterranee. L’impressione è probabilmente derivata da un’interpretazione molto vivi da. In questo caso non è stata la stessa. La partitura, filtrata con raffinata sensibilità, trasfi gurata, ha suggerito, se mai, le evanescenti nebbie dei Campi Elisi e non cupi abissi inferna li. Tanto può l’ambiguità del linguaggio della musica. Solo della musica? Anche la paro la può variare di significato, a seconda dell’inflessione e del tono. E’ risultato invece più esplici to nei significati il K 467, dove effettivamente il superamento del male attraverso il dolore culmina nella rivelazione di una gioiosa vitalità. La squisita purezza stilistica dell’esecuzione ha suscitato lunghi applausi da parte del pubblico, raramente tanto nu meroso come in questa occa sione. Davvero una bella festa di compleanno. Cin cin, Mo zart! Anzi, ‘Prosit, Amadeus!’. Augusta Franco Cardinali Programma innovativo della Fondazione Museo multimediale per Federico II L a Fondazione Federico II Hohenstau fen di Jesi ha reso noto un innovativo programma di massima delle attività ed iniziative per il 2006. Accantonati i pro getti con scarsa o nulla possibilità di at tuazione, la Fondazione punta ora tutte le sue risorse umane e materiali su un ambi zioso progetto pluriennale: la realizzazio ne a Jesi di un Museo multimediale–in terattivo su Federico II. Sarebbe la prima iniziativa del genere non solo in Italia, ma anche in Europa, con indubbio riflesso po sitivo sul flusso turistico non solo locale. Le menti organizzatrici della Fondazio ne hanno previsto almeno tre anni per la concretizzazione del progetto. È prope deutico innanzitutto il potenziamento e la riorganizzazione del Centro studi federi ciani, cuore propulsivo del Museo. Per en trambe le strutture la Fondazione auspica il reperimento in tempi brevi di una sede adeguata possibilmente al centro di Jesi. Altri obiettivi inderogabilmente connessi al progetto sono il rinnovamento e po tenziamento delle attrezzature informati che e la creazione di una sia pur minima struttura organizzativa. Dato che le esi gue risorse finanziarie della Fondazione sono ben lungi dal permettere tutto que sto, bisognerà bussare a molte porte, sia del settore pubblico che di quello priva to, cercando di coinvolgere fra gli altri la Comunità Europea, lo Stato, la Regione, le Amministrazioni provinciali, i Comu ni marchigiani, le banche, le Università regionali ed imprenditori anche stranieri. La consulenza di prestigiosi medioevisti iscritti alla Fondazione assicurerà al Mu seo un carattere scientifico. Nel programma del 2006 si preannuncia “una contrazione delle tradizionali atti vità”. Questo implica che molto proba bilmente saranno cancellati alla data del bilancio di previsione gli iscritti non in re gola con il pagamento della quota annuale. Verranno comunque attuate attente cam pagne di reclutamento-soci e si cercherà di coinvolgere ancora di più gli enti locali e soprattutto le scuole jesine, auspicando che restino in programma tutti i convegni preannunciati: il primo, alla fine di feb braio, verterà su Federico II e l’astronomia, e vedrà come relatori gli scrittori Ernesto Fagioli e Morena Poltronieri. Grazie ad un socio tedesco, Peter Reck, è stato inoltre finalmente realizzato il sito www.fondazionefedericoIIjesi.it, con lo statuto, le pubblicazioni, i premi, il monu mento, le attività svolte e quelle in corso, ecc. La Fondazione vorrebbe infine che nel 2006 fosse possibile eseguire, magari in forma oratoria, il poema lirico sinfo nico Il segreto del Tempio, del compianto maestro Oliver Kuscas, (il maestro Osval do Topa). Cristina Franco In esclusiva al teatro Pergolesi La notte magica del circo F unamboli e trapezisti, lanciatori di asce e di clavette, fate e “regine della notte” che giocano, sulla punta delle dita, con biglie di cristallo leggere come bolle di sapone: una contorsionista che si aggrovi- glia come un serpente, un ballerino che danza su un’enorme palla rotolata sopra un tappeto rosso fluttuante; un clown coperto di nacchere, fischietti e campanelli come ‘‘o pazzariello”. Questo e tanto altro c’è in “Nomade” che le Cirque Éloize ha portato in esclusiva interregionale al Pergolesi il 28 gennaio e, in ben altri due spettacoli, il 29. La compagnia è internazionale: un’unica grande famiglia di artisti-acrobati canadesi, svizzeri, francesi, polacchi, guineani. Circo nel teatro, non sotto la tenda questa volta, perché lo spettacolo va oltre una serie di numeri di alta acrobazia. L’atmosfera è quella di una notte magica dove, con stupore, la luna sorge all’orizzonte, immensa come ai tropici; dove “il cielo è più grande”, i sogni e le fiabe possono realizzarsi, poesia e amore possono sbocciare per incanto. E’ appunto una storia d’amore il leit motiv che procede tra mille follie, fino a concludersi in una festa di nozze a cui tutti prendono parte con danze scatenate. E c’è anche, dall’inizio alla fine, una musica zigana eseguita con pochi strumenti, ma straordinariamente fresca, vitale, travolgente. Nostalgica o prorompente di allegria regge, suggerisce, commenta tutto, coinvolge tutti. Davvero ci si può convincere che, se in passato, specie in epoca romantica, dal folklore musicale zigano hanno tratto ispirazione i più grandi compositori europei, anche oggi da questo stesso genere molto sarebbe da attingere. Pubblico in visibilio, applausi a non finire. A piccoli, grandi, giovani e non più giovani questo circo palpitante di stelle, musica, poesia è piaciuto moltissimo. Anche a Fellini, che era presente in spirito. Augusta Franco Cardinali (foto Anna V.Vincenzoni) 6 Speciale “Sampietrina” 5 Febbraio 2006 Don Clemente: così lo ricordano i Sampietrini Mons. Ciattaglia e la Sampietrina Non solo guitti R oma, 9 gennaio 2006 il parroco a comprenderci, a farci Ancora un anniversario della capire e indirizzarci: a prepararci ai morte di Mons. Clemente Ciattaglia sacrifici, a superare le difficoltà, ad che a Jesi è subito collegato con la insistere e a puntare in alto. CercanSampietrina. do di farlo senza tradire i valori di Mi hanno chiesto: “Che fine ha fatto fondo nei quali ci aveva insegnato a la Sampietrina? I ragazzi teatranti di credere. allora, sono diventati uomini, ma la Pur profondamente grato, non vodomanda conteneva un interrogati- glio idealizzare Don Clemente, ma vo più profondo. Significava: “Che prendere occasione per ricordare cosa hanno combinato nella vita? Gli insegnamenti di Don Clemente sono serviti? Quale il risultato ottenuto?” Quasi un riscontro per verificare - a cose fatte - cosa è successo. Se a suo tempo è stato difficile passare dal teatrino parrocchiale al Pergolesi, lo è stato molto di più per trovarsi un lavoro qualificato. Quei ragazzi del rione San Pietro, di famiglie operaie si sono fatti strada e sono diventati funzionari, professionisti, dirigenti, imprenditori. Non sono stati da meno quelli quanto sia importante il ruolo che che non avevano titoli scolastici; svolgono nei confronti dei giovani hanno saputo ugualmente conqui- parrocchie e parroci. stare stima, considerazione e rico- Stiamo vivendo momenti molto difprire, di fatto, mansioni superiori ficili: la scuola e la famiglia spesso alle loro categorie sindacali. Si sono non sono presenti come dovrebbeformate famiglie salde, sane, co- ro e questo enfatizza ancor di più struite sui valori religiosi e civili che l’essenzialità del loro ruolo. Sono le famiglie prima e la parrocchia poi, convinto che il grande recupero, la avevano instillato. “riscossa”, abbia nei parroci e nelle Ho voluto parlare di noi per arric- parrocchie uno dei più importanti chire, dati alla mano, il “medagliere punti di forza. di Don Clemente”, certificando la dimensione di un suo successo. Noi Antonio Paoletti eravamo ragazzi come tanti: è stato Giorgio Bezzeccheri Capo, consigliere, critico Agrochimica giardinaggio e agricoltura Via Roma, 6 - Località Macine tel. 0731.813058 - 60032 CASTELPLANIO (AN) - Settore agricoltura Settore vinicolo Laboratorio analisi vini Giarninaggio Macchine e attezzi Impianti di irrigazione Da un vecchio armadio ... Q ualche settimana fa un discreto numero di amici si vede arrivare da Roma un opuscolo fotocopiato di una settantina di pagine curato dall “antico” sampietrino Giuseppe Valeri, oggi un pezzo grosso a Roma. Egli, rovistando all’interno di un vecchio armadio della parrocchia che per tanti anni fu di don Clemente, si è ritrovato tra le mani tante lettere originali dei sampietrini di una sessantina di anni fa, quelli, per intenderci, che, galvanizzati dall’indimenticabile parroco, si imposero a Jesi e nella Vallesina con straordinarie rappresentazioni teatrali – la “Sampietrina” – nell’immediato dopo guerra e che costituirono un affiatatissimo gruppo parrocchiale della Gioventù Cattolica. Il servizio militare prima, l’avanzare dell’età poi e, infine, il trasferimento di don Clemente a Roma come vice assistente dei Laureati Cattolici dispersero gradualmente l’affiatamento e la comitiva. Che però lasciarono un segno ancora presente nella memoria di tanti per le capacità di iniziativa di quei giovani e per la loro presenza in prima linea in diverse opere della diocesi. La raccolta delle lettere curata da Valeri porta esattamente questo titolo: “Corrispondenza rinvenuta in un vecchio armadio della parrocchia di San Pietro apostolo in Jesi relativa ai soci di Azione Cattolica durante la loro vita militare prima e lavorativa poi…”. La corrispondenza vede la presenza dei giovani Franco e Aurelio Selvaggio, Umberto Raffaeli, Francesco Ciattaglia, Giorgio Bezzeccheri, Alberto Paesani, Sante Vigo, Marcello Bazzeccheri, Antonio Paoletti, Elio Gentiloni, Primo Cardinali e Plauto Pela. Delle quaranta lettere noi daremo la sintesi di alcune e i brani più significativi di altre. Spiccano su tutte quelle – numerosissime – di Giorgio Bezzeccheri e merita un elogio l’azione del curatore Valeri che, appunto, già da allora era l’addetto a rispondere a tutti in nome e per conto della Sampietrina, quasi consigliere delegato alla consolazione dei lontani. v.m. I giovani della Sampietrina in una foto del 1951 Le lettere di Giorgio Bezzeccheri sono “Quanto al copione da presentare… dodici: nove da Lecce e da Braccia- l’immaginavo! Finché c’è qualcuno no (servizio militare) e tre da Genova, che punge, che preme, s’arriva a Segrate, Milano (lavoro). Le prime qualche cosa; quando ci si affida piene di entusiasmo e di consigli per alla propria volontà, ci si dimentii suoi amici, le seconde appesantite ca e si trascura…. ” Manca la vodalla crudezza dell’impatto con il lontà del Capo? Aiutalo ad essere lavoro e con le delusioni della vita. forte… E non demonizzare tutti Ecco alcuni stralci. con frasi salate, anche se giuste (non sempre!)”…. ” Domenica siaDal servizio militare (1949-‘50): mo andati a Castellana… le grotte! Altro che Frasassi!… Ma non ha per fare critiche”. quel valore che Frasassi ha per me, per noi tutti. Vi ricordate che cor- Dal mondo del lavoro (1955-58): “ se con don Clemente per non far Vi mando questo assegno che avrei desistere i più fiacchi?”… ”Sei sin- voluto fosse di 15 anziché di 10, ma cero quando parli, ma non ragioni quassù… è guadagnare come un quando agisci… I quattro pugni a operaio a Jesi”… .”La mia quindi Fonteavellana non te l’avrei dati è ancora la paura della sicurezza… per ciò che avevi fatto, ma perché Ho avuto proposte di lavoro, ma…( desideravo che comprendessi non stroncature dei politici del tempo, essere quello il momento e il luogo oggi defunti). …” Lettere di altri “sampietrini” Franco e Aurelio Selvaggio (militari 1949-’50): “E tu Francesco, a quando gli sponsali? Voglio sperare che verrai a trovarci con la tua metà, per il viaggio di nozze. Facci sapere quando sarà il lieto evento affinché ti possiamo ricordare al Signore”… ”Carissimo don Clemente, mi scuserà se Le dedico poco spazio, spero si accontenti lo stesso. La ringrazio delle buone parole che mi rivolge e le chiedo di ricordarmi sempre al Signore, così da indicarmi la via retta e seguire le sue leggi…” Umberto Raffaeli (militare 1950, dalla Somalia): “La Somalia si trova nella stessa situazione dell’Italia. Ci sono due potenti partiti, uno democratico e maggioritario, composto da poveri e uno da capitalisti sovvenzionati dal P.C. il quale fomenta disordini…”. Francesco Ciattaglia (ospedale di Bologna 1949): “In qualunque assemblea o conferenza si assista, anche se non riusciamo a comprendere tutto, ciò che si è sentito non cadrà mai nel vuoto, perché la nostra mente si sforzerà di apprendere sempre più quello che non sa, fino ad esserne soddisfatta”... .”Ricordiamoci sempre di coloro che soffrono e domani ne avremo un grande merito quando ci presenteremo davanti a Dio…”. quale piacere abbia ricevuto la tua lettera davvero inaspettata. Saprai certamente come la posta sia sempre gradita,…e la tua in special modo mi è stata particolarmente cara perché era un po’ la voce della Sampietrina. Particolarmente cara perché mi giungeva da uno “nuovo” (permettimi di chiamarti così) della nostra filodrammatica. Segno evidente che le nostre Marcello Bezzeccheri (mili- attività, le nostre fatiche, le tare 1950): nostre questioncelle interne, “Noi non abbiamo stoviglie, oltre a tutto hanno contribuinon laviamo biancheria per- to a qualche cosa…”. ché ogni pezzo è numerato, non laviamo o puliamo gabi- Primo Cardinali (dal luogo netti, non sturiamo i lavandi- di lavoro, Centro di cultura ni: tutto questo sia ben chiaro dell’Università Cattolica-Pasa chi diceva il contrario. Sia- so della Mendola 1953) – mo in una scuola di speciali- “Tra i 70 componenti del persti. Ci sono campi da tennis, sonale, la direzione ha affidadi pattinaggio, di pallavolo, to a me l’incarico, fino a dopo di pallacanestro e di calcio, i Santi, di barista della Tavercompresa anche una piscina na tirolese e del controllo di di m. 30x15x2,5….”. tutti gli alberghi di proprietà del suddetto centro, attualAntonio Paoletti (militare mente chiusi… Vorrei sapere 1951): come vanno le cose laggiù in “Carissimo Savino, non puoi parrocchia. E’ partito don Cleneanche immaginare con mente?…”. Varie Poggio San Marcello Volontariato e pace L’amministrazione comunale di Poggio San Marcello ha deciso di continuare nel 2006 il proprio impegno nel sociale proponendo alla cittadinanza una serie di conferenze-dibattito sul tema “Volontariato e pace”. Il primo incontro si svolgerà domenica 5 febbraio alle ore 9,30 presso la sala consiliare ed avrà come tema “La vita, dalla nascita alla morte”, prendendo spunto dalla 28^ “Giornata della Vita” Al dibattito saranno presenti i dottori Primo Luigi Bini e Grechi, indimenticati e stimati primari di pediatria e ginecologia dell’ospedale di Jesi, ai quali tanta riconoscenza devono molti abitanti della Vallesina ed oltre. Gli stessi presenteranno la loro esperienza di medici in aiuto dei bambini e delle donne e daranno consigli per affrontare le principali patologie diffuse nella popolazione femminile e infantile. L’amministrazione comunale, nella persona del sindaco dr. Tiziano Consoli, provvederà a premiare alla carriera i due medici per l’indiscusso valore umano e professionale guadagnato in quasi mezzo secolo di attività. La presenza di tutti i bambini del paese nati nel 2005 sarà una nota lieta ed una testimonianza di quanto per l’amministrazione sia importante il tema trattato. Interverranno al dibattito anche Enzo Paoletti, responsabile dell’ufficio di Jesi dell’associazione di volontariato “Movimento per la vita”, di prossima apertura . Saranno inoltre presenti i responsabili dell’associazione “Amici dello Iom” di Jesi impegnati in favore dei malati terminali oncologici trattati a domicilio, Anche per le due associazioni di volontariato il Sindaco provvederà a conferire il riconoscimento per alti meriti civili. Interverranno anche i responsabili della “Casa famiglia” di Castelbellino della comunità di Don Benzi ed una rappresentanza del Consultorio “La Famiglia” di Jesi. M. Cristina Coloso Pro malati di lebbra Mostra vendita Il Gruppo Amici di Roul Follereau di Jesi comunica che la XXXII mostra-vendita pro malati di lebbra resterà aperta presso il Palazzo dei Convegni dal 5 al 9 febbraio 2006 - orario : 9-12, 16-19. Il Gruppo ringrazia tutti coloro che vorranno contribuire alla buona riuscita della mostra. Domenica prossima Assemblea Aido Il Gruppo “Walter Bendia” di Jesi dell’Aido – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Cornee, Tessuti e Cellule - ha convocato per le ore 9 di domenica 12 febbraio l’assemblea annuale ordinaria, che si terrà nella sede di via dell’Asilo. 1/bis. All’ordine del giorno: 1) relazione morale e finanziaria; 2) presentazione bilanci: consuntivo 2005, preventivo 2006 ; 3) Dibattito con iscritti e simpatizzanti. Il Consiglio direttivo dell’Aido invita tutta la cittadinanza a partecipare all’assemblea, rinnovando ad iscritti e simpatizzanti la richiesta della loro disponibilità a collaborare alla vita del Gruppo con suggerimenti, proposte ed opinioni in merito alle iniziative da intraprendere per diffondere lo spirito di solidarietà riguardo al trapianto di organi, cornee, tessuti e cellule. Su Rai Tre il Festival Pergolesi Spontini Ha preso il via domenica 29 gennaio, alle ore 17, la programmazione nel palinsesto musicale di Radio Tre dei concerti del Festival Pergolesi Spontini tenutisi nei teatri della Vallesina lo scorso settembre. In onda, nel programma “Domenica in concerto”, l’esecuzione musicale registrata il 7 settembre scorso al “Ferrari” di San Marcello con il violinista Fabio Biondi ed “Europa Galante”, ensemble di strumenti d’epoca. 5 Febbraio 2006 Il punto: Un anno a Kiev – 1 La rivoluzione fallita I opo tre turni elettorali avvelenati da tensioni e brogli un anno fa, in Ucraina, il popolo della “Rivoluzione arancione” esultava per la vittoria. Un’affermazione sofferta e meritata quella del 26 dicembre 2004. Un successo limpido avallato da ben dodicimila osservatori Osce. Cinque giorni dopo la folla che occupava la gelida Maidan Nezalezhnosti, la centralissima piazza dell’Indipendenza, scandiva a gran voce “Pora! Pora!“: “E’ tempo! E’ ora!”. Il 2005 si preannunciava politicamente importante e determinante per dare il via ad una gestione differente della “cosa D pubblica”. Quella notte di Capodanno la soddisfazione, l’entusiasmo, la commozione di quanti avevano sperato di poter cambiare era palpabile a Kiev. Tra musiche e luci colorate gli occhi della gente erano tutti sul palco e sui megaschermi. I comizi appassionati, le invettive contro il regime del presidente uscente Leonjd Kuchma, l’esibizione delle prove dell’arroganza e dei brogli della parte avversa scaldavano i cuori di quanti riconoscevano nella bionda e pasionaria Yulia Tymoshenko e nello sfigurato Viktor Yushchenko i loro indiscussi paladini. Il candidato filo-russo Viktor Yanukovych - cresciuto all’interno delle logiche del potere sovietico e legato al Donets’ky Clan, la potente lobby affaristica figlia del- l’oligarchia russa - con stato. A settembre (u.s.) l’11,72 per cento di voti i due leader della Rivoin meno era stato bat- luzione si sono scagliatuto. ti l’uno contro l’altro. Il L’affermazione dell’elet presidente Yushchenko torato filo-occidenta- e il primo ministro le incoraggiava nuove Tymoshenko si sono aspettative, non ulti- scambiati la pesante ma (almeno per mol- accusa di corruzione. ti ucraini) quella di Ne è nato uno scontro rendersi sempre meno drammatico che ha indipendente dal “Gran- nescato una crisi devade fratello russo”. Un stante per la stabilità e passaggio epocale, nel- la credibilità del Paese. le intenzioni, che sup- La prima mossa del portato da una serie di presidente è stata quelriforme avrebbe porta- la di dimissionare in to l’Ucraina negli stan- tronco il governo della dard europei e, prima o bionda Yulia che lo acpoi, traghettata nell’Ue. cusava di essere circonSecondo il romanziere dato da uomini corrotti. Andrej Kurkov si pre- Poi Yushchenko ha ucsentava l’occasione “di cusato la Tymoshenko uscire dalla genetica - la donna più ricca passività sovietica”. Dal d’Ucraina a capo di un 23 gennaio 2005 Viktor impero basato sul busiYushchenko - fondato- ness del gas - di usare il re della Banca centrale potere ai fini personali. ucraina, primo mini- Chi sperava di poter stro sotto la presidenza incominciare a vivere Kuchma e molto vicino in un “mondo diverso”, al Fondo monetario in- dopo soli sette mesi di ternazionale - è il nuo- governo post-rivoluziovo presidente di quella nario, è disorientato. repubblica. Negli entusiasti di un Il tanto auspicato “nuo- anno fa oggi convivono vo corso” però non c’è sentimenti contrastan- ti. L’orgoglio di aver vissuto la Rivoluzione, ma anche la delusione per i risultati che ha prodotto: un sogno infranto da troppe risse e l’amarezza per una vittoria tanto bella quanto rovinata dagli stessi vincitori. Un pasticcio, quello di Kiev, che la gente comune, con chiarezza, imputa ad errori concreti. “Per me la Rivoluzione è fallita” dice un’anziana donna. “I prezzi salgono, ma gli stipendi e le pensioni restano fermi”. Da anni si aggiunge il sistematico, sciagurato smantellamento del sistema sanitario pubblico che ha aggravato le già non facili condizioni di vita di cospicue fasce della popolazione. “Hanno dimostrato di non essere preparati a governare insieme “ aggiunge una giovane bionda “e alla fine se ne avvantaggerà Yanukovych”. Massimo F. Frittelli (1 . continua) La memoria del dolore Un messaggio di speranza I l teatro studio Valeria Moriconi ha ospi- polo ebreo dalla schiavitù d’Egitto. Il film tato venerdì 27 gennaio il secondo even- “Rosenstraβe” (2003 – Germania-Olanda, to della rassegna cinematografica ”Resistere! Resistere! Resistere!”, promossa dall’Arci a dall’amministrazione comunale per diffondere nel territorio quel cinema d’autore che troppo spesso le programmazioni imprenditoriali escludono. Alla cittadinanza, che è affluita numerosa, è stato proposto un modo approfondito per vivere la “Giornata della memoria” della Shoah di quest’anno. Il film è stato coronato dall’introduzione del prof. Michele Contadini, che ha chiarito il significato del tutto particolare della memoria ebraica, fondata sulla sperimentazione personale e quotidiana della memoria della liberazione del po- regia di Margarethe Von Trotta) ha saputo emozionare il pubblico con un messaggio a più prospettive: quella di una cultura della memoria che vive nell’oggi le ferite ancora aperte del passato; quella di una cultura della speranza,che non lascia l’ultima parola al bieco errore, ma ricerca la verità, la giustizia e la dignità di ognuno; e infine la prospettiva dell’amore che trasversalmente contagia e fonda la vita di giovani e anziani, di ebrei e di “ariani”, di credenti e di atei. Gli spunti di riflessione che l’iniziativa ha offerto hanno ribadito ancora che non è futile tornare ogni anno a onorare la memoria di questo tragico evento. Soprattutto perché non è mai superfluo sperare. Lucia Curzi Castelbellino Mons. Vecerrica alla Marcia della Pace U na serata mite, il 28 gennaio, ha favorito la riuscita della Marcia della Pace, organizzata dalla Zona Pastorale di Cupramontana. Contemporaneamente si sono messi in viaggio i parrocchiani di Pantiere, Stazione, Pianello Vallesina, Monteroberto, Majolati Spontini, Scisciano, Poggio Cupro e Cupramontana, attesi nella chiesa di San Marco dai residenti di Castelbellino. Su invito del Vescovo di Jesi, Mons. Oscar Serfilippi, presentanza dei residenti di Mons. Giancarlo Vecerrica, tutti i Comuni della Vicaria noto al grande pubblico an- - tra questi i sindaci di Castelche per essere il promotore bellino e Majolati - don Giudel pellegrinaggio Macerata- liano Fiorentini e don MauriLoreto, ha percorso in pre- zio Fileni, a nome dei parroci ghiera, insieme ai residenti, il presenti, hanno accolto i parpercorso Stazione–Capoluo- tecipanti e ringraziato il Vego. Alle ore 21, nella chiesa scovo per la sua disponibilità. parrocchiale di San Marco, Don Maurizio ha brevemengremita da una foltissima rap- te ricordato le motivazioni e la storia di l’unico che riempie la vita” e questa ma- “il nemico della vita è la mennifestazione. zogna, che a volte nasconde le Mons.Vecer- sembianze del maligno”. rica, Vescovo Al quarto argomento: “Che di Fabriano, cosa si deve fare nella vita?”. ha portato ha risposto con due indicaquattro ele- zioni. 1) La disponibilità a ciò menti di ri- che è vero, la disponibilità del flessione. Ri- cuore;. 2) “Per dire sì bisogna cordando un essere aiutati, alcune persosuo recente ne risultano determinanti in viaggio in positivo nella vita di ciascuno Terra Santa e di noi; l’aiuto ci giunge dalla scalata al la Comunità cristiana, dalla monte Sinai, parrocchia, per questo non ha spiegato bisogna mai tradire la noquesta mas- stra comunità”. Al termine, sima: “Non siate vagabondi, dopo alcune preghiere e canti, ma pellegrini”, sottolineando Mons. Vecerrica ha impartito che l’essere pellegrini pre- la benedizione. suppone partire determinati Fuori della chiesa, nella bella per una meta, in opposizio- piazza, i parrocchiani di Cane al vagabondare. Pertanto stelbellino hanno offerto vino quando riceviamo dei mes- caldo e ciambellone, partisaggi che non indicano mete colarmente graditi da coloro visibili dobbiamo diffidare. Il che hanno ripercorso, a piedi, secondo e il terzo dei temi il tratto fino alle loro case. trattati sono stati: “Gesù è Fotoservizio Marco Palmolella Jesi e Vallesina 5 Febbraio 2006 “Premio Vallesina” Alto riconoscimento Con un telegramma a firma del segretario generale dott. Gaetano Gilfuni, spedito il 23 gennaio dal Quirinale al presidente dell’Associazione organizzatrice, il sindaco di Monsano, Gianluca Fioretti, il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha concesso l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica alla terza edizione del “Premio Vallesina” che si terrà a Jesi nel giugno prossimo. “Si tratta di un riconoscinemto – ha dichiarato il presidente Fioretti. - che premia l’intero territorio, ci inorgoglisce e che deve rappresentare il miglior viatico nell’organizzazione della prossima edizione”. Contemporaneamente il presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, dott. Giuseppe Zamberletti, ha fatto pervenire alla segreteria del “Premio” una sua lettera con la quale concede il patrocinio all’iniziativa per il grande valore culturale, sociale ed economico che l’associazione si è sempre prefissata. Ricordiamo che il “Premio Vallesina” ha scelto di rivolgere l’attenzione anche agli imprenditori che hanno raggiunto significativi risultati fuori i confini nazionali. Formazione cristiana al matrimonio Questi i prossimi corsi di formazione cristiana al matrimonio: dall’8 febbraio: a Jesi, parrocchia di Santa Maria del Piano, ogni mercoledì, alle ore 21 (telef. 0731.58636) dal 13 al 18 febbraio: a San Marcello, sala parrocchiale (Palazzo Marcelli), ore 21. dal 20 febbraio, a Cupramontana, Casa dottrina cristiana, ogni lunedì e giovedì, alle ore 21 (telef. 0731.789040) L’avv. Conti è il nuovo difensore civico L’avv. Francesco Conti è il nuovo difensore civico del Comune di Jesi. Nominato il 21 gennaio scorso, resterà in carica per tre anni. E’ il quinto difensore civico di Jesi; prima di lui hanno ricoperto l’incarico Fabio Fittajoli (1993-1996), Pietro Panettieri (19961999), Gianluca Mucelli (1999-2002) e Samuele Animali (2002-2005), quest’ultimo nominato giorni fa difensore civico della Regione Marche. Il difensore civico in base ai principi costituzionali del buon andamento e della imparzialità dell’azione amministrativa, vigila sull’operato del Comune, delle aziende autonome e speciali, delle istituzioni, dei gestori dei servizi pubblici di competenza comunale e degli enti controllati dal Comune. Interviene d’ufficio o su richiesta dei cittadini (singoli o associati), contro illegittimità, abusi, ritardi, omissioni e disfunzioni degli uffici e degli organi elettivi del Comune (sindaco, giunta, Consiglio) e degli altri enti da esso controllati. Il suo intervento è gratuito e non richiede particolari formalità. Va ricordato anche che il difensore civico non è un magistrato, nè può assistere il cittadino dinnanzi all’autorità giudiziaria e non interviene nei rapporti tra privati. Il suo ufficio è nel Palazzo del Comune. Il difensore civico riceve il lunedì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30; il sabato dalle 9,30 alle 12,30. La segreteria è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9,30 alle 13.30 Conferenze all’Archeoclub Jesi Venerdì 3 febbraio, alle ore 18, nella sede di Jesi dell’Archeoclub, la prof. ssa Fernanda Degano parlerà su “La cultura dei popoli della città nell’età antica”. Venerdì 10, alle ore 18, sempre all’Archeoclub il prof. Gianfranco Paci, docente presso l’Università degli studi di Macerata, tratterà il tema: “Nascita, evoluzione ed amministrazione delle città romane in territorio marchigiano”. SERVIZI SOCIALI Ventuno Comuni fianco a fianco La Vallesina si unisce I ventuno Comuni della Vallesina fianco a fianco in materia di servizi sociali. 105 mila abitanti che potranno contare su un’Azienda Speciale Consor- tile, una delle tre forme indicate dalla Regione Marche per la riorganizzazione istituzionale degli ambiti territoriali sociali. Si tratta del primo progetto che prende vita in tutta la regione, finalizzato a fornire un’unica risposta in materia di anziani, diversamente abili, minori. L’operatività dell’Azienda che ha raccolto l’adesione dei Comuni verrà sancita formalmente solo a fine anno, compatibilmente ai singoli bilanci. Ma il percorso di studio e ricerca dell’Ambito nianza di Giuseppe Territoriale Sociale IX – quello Milanese, che ha già che appunto comprende tutti i attuato questo tipo Comuni della Vallesina e vede di gestione accentrala città di Jesi capofila - è un ta dei servizi sociali: lavoro iniziato mol- si tratta dell’Azienda to prima, come ha “Offerta Sociale” di spiegato l’assessore ai Vimercate (Milano) servizi sociali di Jesi di cui è presidente, Paolo Cingolani. azienda che conta 29 “Comincia adesso la Comuni. fase più delicata - ha Un convegno molto aggiunto l’assessore atteso che ha visto la - perché dovremo ve- partecipazione di molti addetti dere quale dei modelli ai lavori: operatori sociali dei di azienda consortile Comuni, di altri enti, del terzo sia più idoneo alla no- settore, rappresentanti dei sinstra realtà”. E alcune dacati e naturalmente assessori risposte all’incertezza e sindaci. Questi ultimi in parsulla validità dell’azienda sono ticolare hanno espresso la proemerse nella giornata di sabato pria soddisfazione per un lavo28 gennaio al teatro-studio “Va- ro che risale al 2002. “Quattro leria Moriconi” in un seminario anni fa abbiamo iniziato ad afdi approfondimento sul tema. frontare la questione - ha spieSono intervenuti alcuni do- gato Milena Mazzarini, sindaco centi del Dipartimento Scien- di Montecarotto - in un Comuze Sociali e del Dipartimento ne che si è mostrato particolarManagement e Organizzazione mente attento ai bisogni sociali Industriale dell’Università Poli- dei cittadini”. tecnica delle Marche che han- “Va sottolineata - ha proseguito no mostrato un accurato studio Roberto Ragaini, assessore ai circa la fattibilità dell’Azienda. servizi sociali di Castelplanio A loro si è affiancata la testimo- - la realtà composita dei 21 Co- muni che costituiscono l’Azienda: occorre una volontà forte e una particolare attenzione ai costi per quella che è un’esperienza formidabile per la Regione Marche”. Dello stesso parere il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi “Si apre oggi un lavoro che ha alle sue spalle un percorso molto lungo. L’Ambito Territoriale della Vallesina è l’unico della Regione Marche che nel tempo ha fatto scelte importanti: non solo quella di creare un’azienda consortile, ma anche di farla coincidere con il territorio dell’Asl allo scopo di creare un unico distretto sociosanitario”. Fotoservizio Giorgia Barboni MAJOLATI Nel 155° anniversario della morte Le celebrazioni di Spontini Domenica scorsa, a Maiolati, è stato celebrato il CLV anniversario della morte di Gaspare Spontini. La Reggenza delle “Opere Pie Spontini”, in collaborazione con il Comune, ha curato i festeggiamenti e il ricordo del musicista. Per tutto il fine settimana numerosi majolatesi, ma anche visitatori e studiosi, hanno potuto visitare gratuitamente il museo Spontini, arricchito da nuove acquisizioni. Dopo il consueto omaggio floreale. La Reggenza, insieme alla Giunta Comunale, ha partecipato alla celebrazione della messa commemorativa nella chiesa di San Giovanni; presenti anche molti giunti da Moje, Jesi e da altre località marchigiane. Suggestiva, al termine del rito funebre, l’esecuzione, a cura dalla “Società Filarmonica Gaspare Spontini”, della marcia funebre, tratta dal terzo atto de “La Vestale”. In occasione degli anniversari della nascita e della morte di Spontini, l’amministrazione cerca di aumentare la dotazione delle tre sezioni culturali: archivio, biblioteca e mu- seo Spontini: così è stato anche in questa occasione. Come molti sapranno, la Casa Spontini, a partire dalla morte di Celeste Erard, ha ospitato tante istituzioni: il municipio, l’organizzazione del fascio, la scuola elementare e le abitazioni di famiglie indigenti; solo nel 1951 è diventata un museo. Nella stanza del sindaco, erano esposti due busti in gesso, uno di Spontini, l’altro di Vittorio Emanuele II, questo ultimo, per varie ragioni, era ridotto in frammenti (se ne erano contati ben 127). In quest’occasione, a cura di Melissa Ceriachi, l’amministrazione comunale ha restaurato e restituito il busto in gesso di Vittorio Emanuele II. Il museo è rimasto aperto fino a tarda sera registrando continue visite di turisti e di majolatesi. Marco Palmolella Programma docenti e temi Gli incontri 2006 alla Petrucciana A nche questo anno la Biblioteca Diocesana P.M. Petrucci intende offrire alla cittadinanza occasioni culturali di livello qualificato puntando l’attenzione, anche se con angolature originali, sul tema della Speranza che interesserà non poco la Chiesa italiana. Il millennio che si è chiuso si era aperto sul tema della speranza con la terza età, quella dell’amore, annunciata da Gioacchino da Fiore. Le attese deluse hanno fini- sponde ad una domanda che to per laicizzare il tema della il filosofo greco Platone pone speranza fino alla crisi delle nel “Fedone”. Chi ci guiderà ideologie e della scienza, nella - si chiede - nella terza via di sua pretesa di unica assoluta navigazione, quella a mare verità, alla fine del XX secolo. aperto sulle domande di senSu quali nuovi sentieri con- so della vita? In Platone si avdurre la speranza per non ri- vertiva quasi una invocazione cadere in progetti ideologici o e cioè che solo un Dio può in fondamentalismi religiosi? guidarci. Sant’Agostino, commentando Per Agostino, Dio ha già riil Vangelo di Giovanni, ri- sposto, calando in mare la zattera della sal- vano Petrosino, docente di fivezza, cioè la losofia teoretica all’Università croce di Cristo, Cattolica di Milano: “Il Sacrisegno dell’amore ficio Sospeso”; misericordioso di mercoledì 29 marzo - prof Dio. ssa Adriana Valerio, storica, Gli incontri (tut- teologa, docente di storia del ti alle ore 18,15), Cristianesimo all’Università aperti a tutti i Federico II di Napoli: “Doncittadini, si ter- na e profezia: speranza della ranno nei locali Chiesa”; della Biblioteca venerdì 21 aprile - prof. Petrucciana in Paolo di Benedetti, docente di via Santoni, se- giudaismo e di antico testacondo il seguente mento presso le Università di calendario: Urbino e di Trento “Il Qohelet mercoledì 15 “ un commento; febbraio - prof. Rinaldo Ot- marzo – prof. G. Marconi, tone, filosofo teologo : “La docente di letteratura critragedia antica tra dispera- stiana antica nella Pontificia zione e speranza”; Università Gregoriana, all’Anlunedì 27 febbraio - prof gelicum, alla Lumsa e all’UniCarlo Ferrucci, docente di versità del Molise “La Prima storia delle dottrine estetiche lettera di Pietro” presso l’Università di Roma La direzione della Biblioteca Tor Vergata: “Tragedia e spe- annuncia la presentazione, a ranza ne “I Beati” di M. Zam- breve, degli atti del convegno biano”; del 2001 sul Cardinale Pevenerdì 10 marzo - prof. Sil- trucci. “Mistica e Poesia”. Varie Cinquecento anni al servizio della Casa di Pietro Le Guardie Svizzere C elebrato, domenica 22 gennaio, con la Santa Messa Solenne nella Cappella Sistina e la benedizione del Santo Padre durante l’Angelus delle 12, l’anniversario di nascita dell’esercito più antico del mondo: la Guardia Svizzera Pontificia. Cinquecento anni - i suoi - dedicati, nel quadro significativo della storia del Cattolicesimo romano, al servizio della Casa di Pietro. Numerosi avvenimenti - di cui, il più importante, il “Sacco di Roma”, compiuto dalle truppe dell’imperatore Carlo V il 6 maggio del 1527, durante il quale caddero in battaglia per il Papa e la Chiesa, centoquarantasette delle centottantanove Guardie - hanno contrassegnato la sua storia che ricorda, tra gli episodi di maggiore rilievo accaduti nel contesto diplomatico e militare europeo dei seco- gli eventi più importanti messi in calendario per il Giubileo della Guardia Svizzera, una mostra inedita, dal titolo “La Guardia Svizzera Pontificia. 500 anni di storia, arte vita”, p ro m o s sa dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e dal Comando della Guardia Svizzera Pontificia, che sarà inaugurata mercoledì 29 marzo al Braccio di Carlomagno in Vaticano, e racconterà - attraverso dipinti, disegni, manoscritti, miniature, incisioni, medaglie, monete, do cumenti, oggetti, uniformi, li trascorsi, il congedo del divise, corazze, armi e ar1798 al momento dell’occu- mature, e col supporto di pazione francese di Roma; la un video - l’operato della fine degli Stati Pontifici nel Guardia Svizzera, votato 1870; la creazione nel 1929 esclusivamente a servire la dello Stato della Città del Chiesa attraverso la tutela Vaticano dai Patti Latera- del Pontefice quale vicario nensi; l’occupazione nazista di Cristo. di Roma nel 1943-1944. Tra “Un esercito armato che non deve usare le sue armi” come raccomandò Pio X un giorno - “Il nostro cannone deve rimanere al suo posto, in cantina, poiché il Vaticano non verrà difeso con i cannoni”. Fondata nel 1506 da Papa Giulio II della Rovere - nel periodo della fioritura dell’esercito mercenario svizzero - con centocinquanta uomini giunti a piedi da Lucerna lungo la via Francigena, oggi conta su un Corpo composto da centodieci cittadini svizzeri maschi, di religione cattolica, di altezza superiore a centosettantaquattro centimetri e adeguata formazione professionale, impegnati anche, nelle mattine dei giorni di riposo, in esercitazioni, allenamenti, seminari… Colpisce particolarmente di questo piccolo “esercito”, la divisa dai colori sgargianti e insoliti, “quasi un costu- me di stile rinascimentale, con i colori dei Medici, su cui si favoleggia un’idea di Michelangelo”. Attualmente, le uniformi sono state realizzate sullo stile del XVI secolo, “ossia quello i cui caratteri essenziali possono essere attribuiti, in buona parte, a Raffaello”. Il 7 aprile, invece, avrà inizio una marcia celebrativa che riporterà in Roma il 4 maggio – attraverso un cammino di settecentoventitrè chilometri lungo la via Francigena – un’ottantina di ex-Guardie Svizzere, in ricordo dello storico ingresso che sarà suggellato dal solenne giuramento di fedeltà al Pontefice delle nuove Guardie il 6 maggio – com’è di consuetudine ogni anno e che eccezionalmente questa volta avverrà nel pomeriggio in Piazza San Pietro e sarà aperto al pubblico. Paola Cocola VIGILI DEL FUOCO Un concorso per fotoamatori Obiettivo sicurezza “Vigili del fuoco: obiettivo sicurezza” è il titolo del concorso fotografico indetto dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Ancona con il patrocinio del Comune di Jesi. Una iniziativa interessante che sicuramente catturerà gli appassionati di foto e quanti vorranno vedere “su carta patinata” il quotidiano lavoro dei nostri vigili del fuoco, lavoro potremmo dire eroico, basato su interventi celeri, a volte di importanza vitale. Il concorso, aperto a tutti, prevede premi in denaro per i primi tre classificati; la premiazione si svolgerà il 25 febbraio alle ore 16 presso il Palazzo dei Convegni. Le foto migliori verranno poi selezionate e inserite nell’ambito della manifestazione: “Incontro della città di Jesi con i vigili del fuco e mostre correlate”, una sessione di tre appuntamenti: precisamente il 24, 25 e 26 febbraio, sempre al Palazzo dei Convegni. Venerdì 24 febbraio, con apertura alle 9, la prima esposizione, che comprenderà modellini di automezzi antichi e recenti dei vigili del fuoco, una collezione di divise, elmetti, stemmi e attrezzature attestanti l’evoluzione nel tempo del corpo dei vigili del fuoco, un tuffo nella storia che certamente desterà l’attenzione dei più piccoli e susciterà commozione negli occhi e nei cuori dei più anziani che rivedranno frammenti della storia passata. Colori, divise, vecchi camion e ormai superate attrezzature, un puzzle di emozioni e ricordi che ci catapulteranno nell’Italia degli anni passati, magari quella del boom economico o in quella della povera gente contadina. Esposte anche foto e documenti sull’operato del fondatore del corpo dei vigili del fuoco, il prefetto Alberto Piombini di Jesi, nel 33° della sua scomparsa. Un ulteriore importante appuntamento sarà l’inaugurazione del museo intitolato “Percorso del fuoco e della misura” 5 Febbraio 2006 9 Moie I bambini e la pace Sabato 28 gennaio i bambini dei gruppi di catechismo della parrocchia di Moie hanno presentato in chiesa, durante l’incontro di catechismo, i loro canti, cartelloni, riflessioni sul tema della pace, ed in particolare sul messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha scritto per la Giornata Mondiale della Pace, dal titolo “Nella verità, la pace”. Al termine, il parroco don Gianni Giuliani, insieme ad alcuni bambini, ha consegnato una copia del messaggio al sindaco, Giancarlo Carbini che ha apprezzato l’iniziativa ed ha rivolto un invito a tutti ad essere costruttori di pace tutti i giorni e negli ambienti in cui ci troviamo. E’ questa una iniziativa che si ripete da diversi anni a Moie attraverso la quale la parrocchia si impegna a far conoscere ai bambini il valore della pace attraverso le parole del Santo Padre. (Fotoservizio Beatrice Testadiferro) Alla Colonnara Latini confermato presidente Colonnara al rinnovo dei vertici aziendali. Nel segno della continuità e come forte segnale di stima per il lavoro di coordinamento e promozione svolto sin dal 2000, è stato riconfermato alla presidenza Massimiliano Latini. Giunto ormai al suo terzo mandato triennale ha riscosso ancora la fiducia dei centocinquanta soci cooperativi, che durante la riunione fissata il 23 gennaio scorso a Cupramontana lo hanno votato a grande maggioranza. Nel Consiglio di amministrazione, inoltre, un rientro molto atteso. Quello di Carlo Pigini Campanari, enologo molto conosciuto nella nostra regione, chiamato ad assumere le funzioni di amministratore delegato e già collaboratore per 27 anni della storica azienda vitivinicola cuprense che ha guidato al successo nel periodo a cavallo degli anni novanta. Un triennio che si apre, dunque, con le migliori intenzioni: far conoscere e apprezzare sempre di più quei prodotti che sanno perfettamente raccontare la tradizione di Colonnara, promuovendo e valorizzando sul mercato italiano ed estero il tanto amato vino dei Castelli di Jesi. Protezione Civile a Monsano e Belvedere sito in Jesi in via Leopardi 15/b che rimarrà aperto durante i tre giorni della manifestazione con visite guidate dalle 9 alle 20. Di grande importanza anche la commemorazione di Bruno Mancini Bruno, capo reparto morto tragicamente in servizio: a lui verrà intitolata la sede del distaccamento di Jesi in via Gallodoro. Sabato 25 febbraio la manifestazione proseguirà con l’esposizione delle foto partecipanti al concorso e, come si è detto, la premiazione dei vincitori. Il giorno seguente in piazza della Repubblica esposizione di automezzi del locale Distaccamento dei Vigili del fuoco, un appuntamento ormai imperdibile per i cittadini e gli amanti della storia, una storia fatta di passione, dedizione e sacrificio. Omar Frezzi Foto Candolfi Il 23 gennaio scorso, al “Paradise Play Center” di Monsano è stato inaugurato un corso teorico pratico di primo livello Bls (Basic Life Support) per operatori di Protezione Civile organizzato dalla Regione Marche. Articolato in lezioni teorico pratiche di primo soccorso e logistica di protezione civile, il corso sarà tenuto da istruttori della Croce Gialla di Chiaravalle. Alfio Zenobi, Marianna Fioretti e Paolo Grassini coordinati dal presidente Mara Baldelli. Le lezioni si terranno a Monsano e Belvedere Ostrense,. dove gli istruttori divideranno i volontari in gruppi a seconda del livello di preparazione (alcuni hanno già effettuato corsi “Blsd” per l’uso del defibrillatore semi automatico. Nell’Associazione Finanzieri Il 12 febbraio, alle ore 11,30, nella sede di piazza Federico II, avrà luogo l’assemblea dei soci della sezione della Vallesina dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia. All’ordine del giorno, fra l’altro, la presentazione del nuovo consiglio direttivo e la relazione del presidente. 10 Jesi e Vallesina 5 Febbraio 2006 viaggio nelle cronache Da Jesi a Bari il burattino di Collodi Da una settimana all’altra vo della Fondazione Colocci. Il master è rivolto a laureati jn discipline giurìdiche, economiche, politiche e sociologiche. Strutturato per favorire la partecipazione di allievi lavoratori, il master viene svolto il venerdì pomeriggio a Macerata, presso la Facoltà di Giurisprudenza ed il sabato mattina a Jesi, presso la sede della Fondazione Colocci. Messaggio del Papa ai sindaci Moie: nuove strutture per la scuola dell’infanzia E’ dal lontano 1940 che a Moie una scuola dell’infanzia si occupa della formazione dell’assistenza di bambini in età prescolare dai tre ai sei anni. E’ stata istituita da don Egidio Lorenzetti, parroco di Moie dai primi del 1900 fino al 1960, e ricordato per molte altre opere benefiche realizzate nel paese. La scuola, che è sempre stata gestita dalle suore, ha ottenuto da qualche anno la parità ed attualmente funziona con due sezioni nelle quali insegnano una suora carmelitana, la direttrice ed una insegnante laica che da molti anni presta servizio nella stessa scuola: entrambe apprezzate e stimate dai genitori dei piccoli allievei e dalla popolazione. L’edificio che ospita la scuola è stato di recente ristrutturato, messo a norma secondo le attuali normative in materia di sicurezza e dotato di nuovo materiale didattico. Quest’anno, grazie ad un sostanzioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, si è dotata di moderne attrezzature per l’accoglienza e la facilitazione dell’apprendimento degli alunni portatori di handicap. Il parroco don Gianni Giuliani e tutta la comunità parrocchiale esprimono la loro gratitudine alla Fondazione che ha permesso così alla scuola di essere attenta alle esigenze di tutti i bambini. Iniziative per i nostri missionari Per più di venti anni il gruppo missionario diocesano ha allestito una mostra vendita il cui ricavato era destinato per i missionari originari della nostra diocesi. Con rammarico quest’anno ha dovuto rinunciare all’iniziativa. Ora chiedono la collaborazione di tutta la Chiesa Jesina per poter continuare ad aiutare i nostri missionari per far sentire loro che il legame non viene meno. La parrocchia di San Pietro Martire ha già risposto con entusiasmo, organizzando da domenica 5 febbraio un pranzo di beneficenza per tutti i missionari della diocesi. Sullo schermo del Circolo Cittadino Domenica 5 febbraio alle ore 17, presso il teatro polivalente di Castelplanio, si svolgerà una iniziativa organizzata dalle parrocchie di Castelplanio e Poggio san Marcello con la consegna del messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace ai sindaci delle due amministrazioni comunali. Il prof. Giancarlo Galeazzi, preside dell’Istituto Marchigiano di Scienze religiose di Ancona e direttore dell’Istituto marchigiano “Maritain”, proporrà una riflessione alla quale seguiranno testimonianze, video e canti di pace e la recita “I tre doni” dei bambini di quinta elementare Maiolati: i lavori al ponte sull’Esino Al via i lavori sul ponte del fiume Esino, la struttura che collega Moie con il capoluogo collinare e porta all’imbocco della statale 76. I lavori riguardano il rifacimento completo e il rafforzamento del ponte in modo da consentire il transito dei mezzi pesanti. La carreggiata di conseguenza sarà allargata con due corsie da 3,5 metri e due banchine laterali da 1,35 metri ognuna. I lavori saranno appaltati entro questo mese e avranno la durata prevista di otto mesi. Sbarbati confermato direttore delle Muse Nella seduta del 13 gennaio, i consiglieri di amministrazione della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona hanno confermato all’unanimità lo jesino Silvano Sbarbati come direttore per il prossimo triennio. Tutti i consiglieri sono stati concordi nel riconoscergli il merito di avere contribuito a raggiungere gli obiettivi culturali del massimo dorico. “Infatti – si legge nel comunicato stampa - in poco più di tre anni di attività in continua crescita (il 2005 ha registrato ben 788 aperture tra Muse e Sperimentale, con un budget complessivo di gestione al di sotto dei cinque milioni di euro) la Fondazione ha riportato l’opera lirica ad Ancona. Una grande figura storica Riceviamo: Sfogliando il “Corriere A driatico” del 19 gennaio scorso mi sono soffermata in particolare sull’annuncio del concorso indetto dall’ing. Gennaro Pieralisi sulla figura del padre Egisto e le sue “Saluti da Jesi”: l’immagine qui sopra riprodotta è tratta dal documentario “Saluti da Jesi”, uno dei tre documentari realizzati da Geniale Olivieri (con commento di Giuseppe Luconi) che saranno proiettati domenica 5 febbraio alle ore 17,15, nella sala del lampadario del Circolo Cittadino. Gli altri due documentari si intitolano: “Jesi, inaugurazioni e dintorni” e “Sui banchi di scuola” (inedito). E’ ormai nella tradizione questo in- macchine olearie; tutto quecontro annuale di Olivieri con i suoi concittadini, ai sto mi ha fatto fare un balquali è offerta l’occasione per vivere o rivivere – nella zo nel passato a tutte quelle successione delle immagini proiettate sullo scherno del volte che a casa ho sentito Circolo Cittadino, avvenimenti, aspetti e volti di un parlare di queste “macchipassato jesino più o meno lontano. ne olearie”, perchè mio zio Mazzinio ha dedicato alla loro efficienza la maggior Diritto ed economia all’Università di Jesi parte della sua esistenza. La sua competenza tecnica, la II 13 gennaio ha preso il via la prima edizione del ma- laboriosità sono stati senz’alster di secondo livello in diritto ed economia delle pic- tro validi e proficui supporti cole e medie imprese, organizzato dall’Università degli per il buon andamento della Studi di Macerata, con il contributo della Fondazione Maip che muoveva, allora, i Cassa di Risparmio dì Jesi ed il supporto organizzati- primi passi nel mondo della produttività industriale. Mio zio sarà stato pure una formichina in questo “gigante” che tale azienda è diventata, ma senza dubbio molto necessaria. Pertanto con umiltà mi permetto di lodare l’iniziativa intrapresa dall’ing. Pieralisi; inoltre a margine di ciò, mi viene spontaneo ricordare il contributo fattivo di tutte quelle figure che attorno alla Maip si sono adoperate con lodevole sforzo e che ora non ci sono più ma che hanno lasciato un munifico patrimonio per tutti noi e un insegnamento per tanti giovani che stanno per avviarsi al mondo del lavoro e che parteciperanno al suddetto concorso. Termino queste mie “due righe” ringraziando queste grandi figure del passato: in primis il capostipite della Maip che ha saputo portare lavoro e prosperità alla nostra cara Jesi ricordata dal nostro grande e amato Imperatore Federico Il come la sua Betlemme. Rosanna Ponzelli Pinocchio, amico mio Quando Pinocchio ha bussato alla porta della sezione, l’ha accolto il silenzio attonito di trentasei pupille. Lo conoscono, quel tipo dal nasone smisurato… ne hanno parlato nonni e genitori, s’è visto “ s m a t teggiare” persino in qualche film e nei cartoni… non ha nulla a che vedere con le evoluzioni delle splendide creature guerriere, tecnologicamente sofisticate, che popolano i loro sogni e giochi… eppure, nell’estrema essenzialità delle sue fattezze, nella semplicità dei suoi ornamenti - un vestitino di carta, poi! - lui li interessa, ne sentono addosso tutta l’attrazione, il fascino… Lo provocano con paroline stuzzicanti, gli fanno mille domande e trepidano per le sue risposte, lo toccano - senza smettere di guardarlo - con la punta delle dita, gli tirano una gamba, poi l’altra, gli strattonano un braccio… Pinocchio, ad un certo punto, perde i pantaloncini...ed è il finimondo: tra risate e gridolini di gioia, è ormai uno di loro… il bel burattino, costruito dalle mani magiche e inarrestabili di una maestra di Jesi Giusi Bellagamba - torna a rivivere le sue avventure tra i bambini di Bari: molti ne ha già conosciuti, e tutti uguali a lui… no, forse un tantinello più fortunati perché il naso a loro non è mai cresciuto per davvero...! Come loro, è “sempre in movimento, anche se fermo - scrive nel suo libro Io un po’ Pinocchio Roberto Benigni - Un corpo incompleto mescolato al mondo, agli animali, alle cose. Tutto cuore. Esuberante fino allo sfinimento. Si stupisce di tutto. Tutto è la prima volta... E’ sempre amoroso, gentile ed educato. Non vuol fare ciò che non gli piace. Sobbalza per ogni intravista. Non si dimentica di nessuno. Affettuoso, tocca tutto e tutti. Impetuo- so e buffo, mai vendicativo sempre riconoscente. Piange spesso perché le sue prove sono crudeli. Appena superate le dimentica. Non sa cos’è la morte, vuole vivere. Elegante. Sgangherato e aristocratico. Urla, ma tutti ridono. È gentile e tutti ridono. È bello. Gli occhi sempre in movimento…Geppetto, il suo babbo, non ha nessuna arma per frenare Pinocchio se non la più potente: è il babbo!... Le sue bugie sono bugie di spensieratezza, di allegria e di gioia… gioco, divertimento, voglia di vivere… Pinocchio corre sempre, corre, corre, non si sa verso che cosa, in tutte le valli del mondo, tutti lo vogliono fermare. Ogni tanto affronta delle prove, le supera, se le dimentica e continua a correre. Nella sua corsa continua, Pinocchio cerca la felicità. Non è importante trovare la felicità, importante è cercarla… è come cercare la verità… Nella sua “cattiveria”… sta la sua grandezza. Se non fosse bugiardo, cattivo, capriccioso, ruvido, legnoso, bizzoso - ma le sue non sono le bizze di un ragazzo viziato - , se fosse soltanto puro e innocente, non ci piacerebbe…”. È la bellezza della “crescita”! E in effetti, Pinocchio piace a tutti, grandi e piccini, e ognuno in cuor suo non può non ritrovarsi in almeno uno dei suoi mille volti, e sentirlo vicino vicino - dolcemente compreso da questa somiglianza - , riferimento spensierato e autentico nel viaggio della vita. Fotoservizio Paola Cocola Banca Marche: crescono i pagamenti elettronici Il 2005 è stato un anno di soddisfazioni per Banca Marche anche nel campo dei pagamenti con moneta elettronica. Le operazioni effettuate dai possessori di carte di credito Banca Marche hanno superato i 270 milioni di euro con un incremento del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Significativo l’incremento del numero di Carte Revolving, la carta di credito che offre la possibilità di finanziare gli acquisti con comodi rimborsi rateali mensili (+64 per cento carte richieste rispetto al 2004). Notevoli anche i risultati ottenuti con le carte prepagate: 16 mila (+28 per cento) carte di debito Shop&Go emesse sul circuito PagoBancomat, e le 5 mila carte di credito CartaSi Eura. 12 Jesi e Vallesina 5 Febbraio 2006 L’intervento del sindaco Quadrilatero e Vallesina Dal sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi: C aro direttore, a proposito del l’editoriale sulla Quadrilate ro apparso sull’ultimo numero di “Voce”, chiedo gentile ospitalità per le seguenti riflessioni. Tutti sappiamo quanto sia impor tante potenziare le infrastrutture viarie delle Marche e nessuno mette in dubbio pertanto le finalità del la Quadrilatero Spa. Aggiungo: chi pensa che il sì o il no alla Quadrila tero sia dettato da ragioni politiche (e dunque favorevole il centrodestra, contrario il centrosinistra) cade in errore, anche perché il primo pro getto della Quadrilatero nasce nel 1998 con un governo di centrosini stra. Le mie perplessità, fatte proprie dal Consiglio comunale, sono di due aspetti e li semplifico al massimo per tentare di farli comprendere meglio ai lettori. Il primo, se vogliamo anche egoi stico: una superstrada da Ancona a Roma senza strozzature - tanto per citare un’opera - è o no un benefi cio per l’intera comunità marchigia na, o quantomeno della provincia di Ancona? Ebbene, se lo è, perché sono chiamati a concorrere alle spe se solo quei Comuni nei cui territori passa tale tratta e non tutti? Perché Jesi è chiamata a pagare di tasca propria (“regalando” circa 18 ettari di terreno) per “bucare” le gallerie di Frasassi o di Fossato di Vico ed altre città, come ad esempio Ancona, no? Forse che i cittadini di Ancona non traggono lo stesso beneficio degli jesini da questa opera? E teniamo presente che le strade della Quadri latero sono già finanziate per l’80 per cento dallo Stato, chiamando i Comuni a concorrere per il restante 20 per cento! La seconda, più complessa. Jesi è comunque pienamente disponibile a fare la propria parte, ma si domanda: perché un soggetto terzo, la Quadri latero Spa, è titolata a decidere dove, come e cosa cementificare nei 18 et tari che Jesi deve dare per finanziare la realizzazione delle strade? E per ché la stessa Quadrilatero Spa è ti tolata a decidere dove, come e cosa cementificare in tutte le altre terre che i Comuni dovrebbero assegna re? Non è più giusto che su questo decidano sia il Comune, sia soprat tutto realtà sovracomunali come la Provincia o la Regione, le quali - mi corre l’obbligo di correggerla - non sono affatto favorevoli a questa im postazione della Quadrilatero Spa? Le faccio un esempio: tra le prime ipotesi circolate, la Quadrilatero Spa avrebbe proposto di utilizzare l’area di Falconara e Chiaravalle per un grande polo fieristico che sorgerà a 15 chilometri dalla fiera di Ancona e di utilizzare l’area di Fabriano per una piastra logistica simile per di mensioni a quella dell’interporto di Jesi che dista appena 40 chilometri. Sono certamente strutture che ge nerano grandi risorse per finanziare le strade. Ma sono queste le opere effettiva mente necessarie per lo sviluppo delle Marche? O si tratta di inuti li doppioni? Non si corre il rischio che, per massimizzare i profitti, si facciano scelte che poi penalizzano di fatto quello stesso sviluppo eco nomico che una moderna rete in frastrutturale vuole assicurare? Aggiungo: qualora un Comune fos se contrario, e dunque venissero a mancare la quota parte per finan ziare interamente una strada, chi mi assicura che quella strada non rimarrà una incompiuta? Come vede, le perplessità sono molte e, credo, motivate. Jesi non è Moje di Maiolati Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri Santina Buoncompagni Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo, inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito. ANCONA Via Matteotti 9 tel e fax 071.201297 e-mail [email protected] SENIGALLIA Via A. Costa 27 tel e fax 071.60597 e-mail [email protected] Parlando di …Vino!!! P roseguono anche nel mese di e del cibo, apprezzare e valutare febbraio, ogni mercoledì alle nuovi vini nelle loro particola ore 21.30, presso l’Osteria del rità e differenze identificandole le Delizie, a Moje, gli incontri nei loro specifici territori, ma finalizzati alla conoscenza del soprattutto per vivere momenti vino e di tutto quel mondo cul di aggregazione in serena ami turale che ad esso si collega. Un cizia. Insomma una simpatica “viaggio tra i vini ed i prodotti e gioiosa occasione per meglio gastronomici marchigiani” per essere consapevoli di quello che scoprirli, conoscerli, apprezzar si beve e si mangia indagandone li. Gli incontri sono guidati da i risvolti culturali e le tecniche esperti che mettono a disposi produttive e commerciali. Un zione le proprie conoscenze per viaggio col suo fascino partico educarsi al saper bere e a trova lare che riserva continue novità. re quell’equilibrio necessario per Per questo trova appassionati meglio gustare i prodotti della “viaggiatori”. nostra terra. L’ini ziativa è decollata nel mese di otto bre ed ha trovato una risposta ricca di entusiasmo da parte dei parteci panti, tanto da tro vare continuazione nei mesi anche del nuovo anno. Il mercoledì sera al l’Osteria delle Deli zie è ormai un’occa sione attesa per sco prire di volta in vol ta storie e curiosità del mondo del vino dunque sull’Aventino o, quantome no, se di Aventino si vuole parlare, lo è in buona compagnia, visto che queste posizioni sono pienamente condivise dalle Regioni Marche ed Umbria, da molte Province e da tan tissimi Comuni. Lei obietterà: ma ci sono città come Fabriano che hanno subito detto sì! Io rispetto la scelta di Fabriano, che vive un forte isolamento infrastrut turale e necessita di queste opere. Ma non è questo il punto: non vo glio una guerra tra poveri. Deside ro piuttosto che la regia di questa operazione sia affidata al territorio, e dunque alle istituzioni pubbliche che hanno il dovere di garantire una adeguata rete infrastrutturale e ser vizi effettivamente funzionali alla nostra regione. Con la speranza di essere stato suf ficientemente chiaro, la saluto cor dialmente. Sono riflessioni, quelle del sindaco (che ringrazio per l’intervento e per la chiarezza della sua esposizione), che aiutano a capire le dimensioni e la complessità del progetto “Quadrilatero”: un progetto che, proprio per le sua ampiezza e composizione, coinvolge un po’ tutti, ai più vari livelli e interessi. Di fronte a decisioni e contestazioni – si chiede a questo punto l’uomo della strada – se i “no” sono irreversibili, che succede? (gi elle) Dal presidente Ciampi Commenda al prof. Ginesi I l presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al prof. Ar mando Ginesi l’ono rificenza di com mendatore dell’ordi ne “Al merito della Repubblica italiana”. Ciampi ha ritenuto di dover premiare le benemerenze acqui site, in ambito cultu rale internazionale, dal critico d’arte jesino, presidente onorario dell’Associazione Mar che Russia. Il riconoscimento segue quello che, motu proprio, sempre il capo dello Sta to, conferì al prof. Ginesi nel 2001, come uf ficiale dello stesso ordine. In questo periodo il prof. Ginesi sta ulti mando di scrivere il volume Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti (con la colla borazione di una equipe di esperti compo sta da Giancarlo Bassotti, Lucio Del Gobbo, Annalisa Filonzi, Gabriele Tinti) che vedrà la luce, per i tipi della Federico Motta Editore, nel prossimo autunno. Sta anche lavorando alla realizzazione di una mostra - L’Arte Italiana attraverso i grandi marchigiani - della quale è ideatore e curatore, che si svolgerà a fine anno a Mosca, presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. delle nno amo r i ggio uppo che arte e di suo bini nno eare La dere cate a! E’ arvi e vi tate oggi: que”. erca enni tate, utta 13 Varie 5 Febbraio 2006 è scomparso il 27 gennaio Guerri Giuseppe (Via, da Via del Prato a Via Marconi) Jesi, 1870-1932. Fondatore della ditta omonima nel 1898. Dopo lunga e variegata attività di carradore, meccanico, progettista e commerciante, edificò il suo vero stabilimento nel 1915: la Fabbrica di Macchine Agricole Giuseppe Guerri fu il primo e riuscito tentativo di fare industria in senso stretto da parte di uno jesino. Costruito pressoché autarchicamente dalla genialità del titolare durante il primo conflitto mondiale, con i suoi 20.000 metri quadrati, di cui oltre la metà coperti e 400 dipendenti, lo stabilimento di via XXIV Maggio toccò da subito i vertici nazionali di settore e gettò il seme emulativo nell’industrializzazione di un settore già da tempo presente a Jesi. Con la morte prematura del fondatore e del figlio Guerrino, la ditta entrò in progressiva obsolescenza, lasciando il posto alla Sima e alla Gherardi. Guglielmi (Vicolo, da Via Pergolesi a Via Fiorenzuola) Nel vicolo sorge il palazzo della famiglia Guglielmi. Vi appartennero Antonio (1680-1765), arcivescovo di Urbino, e Piergirolamo, nominato cardinale nel 1759. Honorati Ranieri (Via, da Via Leopardi a Via Contuzzi) Nato a Jesi nel 1884 dal marchese Luciano (sindaco della città) e dalla marchesa Erminia (infaticabile animatrice di ogni opera di beneficenza), sull’esempio del fratello maggiore, Onorato, prescelse la carriera delle armi e dalla scuola militare di Modena uscì sottotenente del reggimento Cavalleggeri di Catania. Combatté in Libia, dove gli fu riconosciuta una medaglia di bronzo al valor militare e nel primo conflitto mondiale dove gli fu conferita una seconda medaglia di bronzo. Il 13 dicembre 1917, al comando di un battaglione di alpini col grado di maggiore, sul Monte Fontanel, “dopo strenua difesa della linea affidatagli, già sconvolta da tre giorni di furioso bombardamento, premuto dal nemico in forze preponderanti, gli contrastava disperatamente il passo, contrattaccandolo. Ferito, continuava a combattere strenuamente finché, colpito di nuovo e a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo” (dalla motivazione per la concessione della medaglia d’argento al valor militare). Imbriani Matteo (Via, da Via del Torrione a Via XXIV Maggio) Patriota e uomo politico (Napoli, 1843 - San Martino Valle Caudina, Avellino, 1901). Dopo gli studi militari, partecipò alla seconda e alla terza guerra d’indipendenza e fu tra i garibaldini in Sicilia. Aderì poi al partito repubblicano e fu un acceso sostenitore dell’irredentismo. Deputato alla camera dal 1889, allineato all’ala più radicale, fu avversario di Crispi. Si allontanò dalla vita politica nel 1897. Ricordo di Pietro Politi la perdita dell’amabile e impareggiabile jesino doc, autore, tra l’altro, della traduzione in dialetto jesino della Costituzione italiana. Pietro Politi era stato per anni consigliere e assessore comunale della Democrazia Cristiana; dal 22 aprile al 17 maggio del 1971, quale assessore anziano, aveva svolto le funzioni di sindaco; qui, in una foto storica, del 1956: Pietro (il primo in basso, a destra) nell’aula consiliare del Comune, con i consiglieri della Dc. Alla sua destra, Giuseppe Pirani. In seconda fila, da sinistra: Sparaciari, Leonello Mancia, Alfonso Contadini e Alvise Cherubini; in terza fila, sempre da sinistra: Baldassarre >Barrovecchio, Cleto Merli, Flaviano Celli e Ugo Bordoni. “Venuta la sera di quel giorno, Gesù disse loro: “Passiamo all’altra sponda”. A 74 anni di età, il 27 gennaio scorso, è mancato all’affetto della moglie Silvia Pennacchietti, delle sorelle Maria Piera e Maria Pia e di tutti i suoi cari, il geom. Pietro Politi. La santa Messa di commiato e suffragio è stata concelebrata da mons. Attilio Pastori, padre Fulvio Garrone e fratel Ludovico Albanesi. Annunci (veri) letti nelle bacheche delle parrocchie Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un’area attrezzata per i bambini! Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E’ un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti. Mons. Pastori nell’omelia, incentrata sull’Amore di Dio, ha evidenziato le grandi doti dell’estinto, auspicando che ogni famiglia abbia un tale padre, un tale cittadino e ogni comunità un tale cristiano. “Voce” si unisce al cordoglio dell’intera città, manifestatosi nella partecipazione corale al corteo funebre, svoltosi lungo il corso Matteotti, accompagnato dalla “sua” banda cittadina, per iom Istituto oncologico marchigiano L’associazione che fa del bene S ono ormai trascorsi dieci lunghi anni ma lo I.O.M di Jesi (Istituto oncologico marchigiano) prosegue la sua instancabile lotta per aiutare le famiglie che hanno bisogno di assistenza ai loro cari malati. Un’attività, quella dello I.O.M, cominciata nel 1996 e attivissima su tutto il territorio di Jesi e della Vallesina. Sino ad oggi sono stati curati ed assistiti oltre 700 pazienti. L’associazione si è presa cura anche dei familiari dei malati, per questo gode della fiducia e della stima di intere famiglie. Fortissima è quindi l’integrazione totale tra pubblico e privato, garantendo l’assistenza ai malati da parte di una equipe di infermieri professionale e specializzata nella cura dei disagi e delle sofferenze dei pazienti oncologici. L’attività dello I.O.M è assistita e aiutata dalla professionalità dei medici di famiglia, dei primari delle aziende ospedaliere e da undici infermieri coordi- nati e diretti dal servizio di dall’associazione stessa, dai oncologia e da un gruppo volontari, dalle convenzioni di collaboratori socio-sani- stipulate con la Asur Zona tari. Gli infermieri dell’as- Territoriale n.5 e dalla quosociazione, su richiesta dei tidiana e preziosa collamedici di famiglia, portano borazione con i medici di nelle case dei pazienti più famiglia e con gli ospedali gravi dedizione, professio- della regione. nalità e amore. Il personale Naturalmente non vanno è attrezzato e, sempre sotto dimenticate tutte quelle controllo medico, possono persone di Jesi e della Valintervenire direttamente lesina che, grazie alle loro sul paziente operando per- donazioni e alle adesioni, fino trasfusioni di sangue. rendono possibile e operaLo scopo primario dello tivo lo I.O.M. I.O.M è quello di alleviare “Dieci anni sono un traguaril più possibile le sofferen- do importante - dice Anna ze che il malato oncolo- Quaglierei, fondatrice dello gico incontra nel difficile I.O.M di Jesi - nonostante cammino della sua malattia la stanchezza non cala l’ene sorreggere psicologica- tusiasmo, faremo cose immente la famiglia del pa- portanti e vorremmo che ziente. Il servizio erogato ogni mese ci fossero iniziadall’associazione è enor- tive per farci conoscere nei memente importante per Comuni della Vallesina e la nostra realtà locale e - va fare del bene..”. Fa bene tansottolineato - è interamen- tissimo: se ti guardi attorno te gratuito. ti accorgi che il dolore è di Tutto questo è possibile tutti e se puoi fare qualcograzie ad una “radice forte” sa per una vita che finisce formata da un instancabile allora ti rendi conto cosa Consiglio direttivo, da un vuol dire “Ama il prossimo Comitato tecnico-scienti tuo come te stesso”-. fico, da infermieri pagati Omar Frezzi castelplanio con il contributo del Comune e di privati Nuove divise per la banda H a rinnovato la propria sistente per il gruppo banimmagine “L’Auro- distico, affrontata con molti ra”, la banda comunale di sacrifici economici con lo Castelplanio e Poggio San scopo non solo di rinnovaMarcello. Dopo vent’anni di re il guardaroba, ma anche attività il corpo bandistico, per poter disporre di divise fondato nel 1986 dal mae- per inuovi arrivati, che ogni stro Aurelio Cantiani, si è anno vengono preparati alrifatto il look indossando l’attività bandistica dagli aple nuove divise. Il completo, positi corsi di orientamento composto da giacca e pan- musicale organizzati dai taloni grigi, camicia bianca comuni. e cravatta rosso bordeaux, Ancora un passo avanti per è stato indossato per la pri- “L’Aurora”, sempre più apma volta dai musicanti del- prezzata e richiesta nei pael’”Aurora” in occasione del si della Vallesina; un passo concerto di Natale a Ca- reso possibile dall’aiuto stelplanio. Una spesa con- finanziario dei Comuni (Castelplanio e Poggio San Marcello), di privati e imprese locali (Bruno Buozzi di Poggio San Marcello, la ditta Marcello Paladini di Castelplanio, la Banca delle Marche e la Banca di Credito Cooperativo di Ostra Vetere). L’Aurora riprenderà la consueta serie dei servizi con la festa a Sant’Angelo di Poggio San Marcello la domenica successiva alla Pasqua, e con la ricorrenza della Liberazione Nazionale, il 25 aprile a Castelplanio. Fabrizio Filippetti 14 Varie 5 Febbraio 2006 indirizzare a: Voce della Vallesina Piazza Federico II , 8 60035 Jesi tel e fax 0731.208145 e-mail [email protected] AGENDA IL SANTO DEL GIORNO Venerdì 3 febbraio San Biagio – Sabato 4 San Gilberto – Domenica 5 Santa Agata - Lunedì 6 Santa Dorotea – Martedì 7 San Teodoro – Santa Giuliana – Mercoledì 8 San Girolamo – Giovedì 9 Santa Apollonia – San Rinaldo - Venerdì 10 Santa Scolastica – Sabato 11 Madonna di Lourdes – Sant’Adolfo – Domenica 12 San Benedetto di Aniane – Santa Eulalia. GENDA AGENDA Venerdì 3 febbraio Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “Sotto le stelle”: il cantautore marchigiano Luca Lattanzio presenta il suo primo cd. Sabato 4 febbraio Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “Cantautori italiani” con Roberto (pianoforte) e Ingo (voce). Domenica 5 febbraio Jesi – sala del lampadario del Circolo Cittadino (ore 17,15) proiezione documentari di vita jesina realizzati da Geniale Olivieri Jesi – teatro Pergolesi (ore 17,30) per la stagione teatro ragazzi: “La bella addormentata” presentato da “La luna nel letto”, Lecce. Teatro d’attore. Lunedì 6 febbraio Jesi – Seconda Circoscrizione (ore 21) per il ciclo “Comunicazione e benessere”, conferenza della dott.ssa Chiara Pagnanelli, psicologa terapeuta, sul tema: “Dalla reazione depressiva alla offesa esistenziale”. Mercoledì 8 febbraio Jesi – Pinacoteca comunale (ore 18,15) per gli incontri di storia dell’arte, conferenza di Rodolfo Battistini su “Carlo Magini e la natura morta”. Giovedì 9 febbraio Jesi – teatro-studio Moriconi (ore 21,15) per la stagione teatro-giovani “Storie di scorie: come scavare una pattumiera nucleare” di e con Ulderico Pesce, presentato dal Centro Mediterraneo delle Arti. Venerdì 10 febbraio Sul distributore di metano Dal sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi: Provo a rispondere alla lettera “Sul distributore di metano” a me indirizzata ed apparsa sull’ultimo numero di “Voce della Vallesina”. In particolare, vorrei assicurare il lettore che non mi sono alzato una mattina ed ho deciso di firmare un’ordinanza per disciplinare la turnazione degli impianti a metano. Ho viceversa dato seguito a una legge regionale che impone al sindaco l’obbligo di emanare un’ordinanza sulla turnazione - e dunque orari di apertura e chiusura giornalieri nonché servizio per un fine settimana al mese - anche a questi distributori. Tale legge non fa distinzione se un impianto del metano sia più o meno vicino alla città. Dispone invece che in quei Comuni dove vi siano due o più impianti di metano (e a Jesi ce ne sono tre, con il quarto di prossima apertura), sussiste l’obbligo di rispettare tale normativa, così come avviene peraltro già per gli impianti a Gpl. È stato chiesto alla Regione un chiarimento, perché la turnazione, così come programmata, non garantisce il metano in tutti i fine settimana (a Jesi, tre distributori contro quattro week-end al mese). La Regione ha ribadito che la deroga è prevista esclusivamente nel caso di un solo impianto nell’intero territorio. Abbiamo contattato i sindacati dei distributori, cercan- Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “All’ombra del Vesuvio” con Giordano Tittarelli (piano) e Nanni Mancini (voce). Sabato 11 febbraio Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) per la stagione teatrale 2005-2006: “Ballet de Cuba – Noche en l’Habana”; direzione e coreografia di Nilda Guerra (esclusiva regionale) – “Una compagnia di danza, con musiche e canto dal vivo, formata da ventiquattro elementi. Più vicino al musical ch folclore tradizionale, lo spettacolo è un’esplosione di festa latino-americana” Domenica 12 febbraio Jesi – Circolo Cittadino “Sala del Lampadario” (ore 17,30) per la stagione concertistica degli “Amici della Musica”, concerto del pianista Alessandro Curzi; musiche di J.Haydn – R. Schumann – A. Scriabin do di individuare più fasce orarie giornaliere tra quelle previste dalla legge, tenendo conto del fatto che i distributori di metano, proprio per l’assenza del self-service, non hanno l’obbligo di chiusura pomeridiana e dunque i Lettori scrivono... possono effettuare l’orario be se per accorciare il percontinuato. Malgrado i sin- corso tra Jesi e Fabriano si dacati ne abbiano scelte cin- costruisse un viadotto sopra que che non arrivavano però San Vittore alla Chiuse, o un oltre le 19,.30, ho chiesto agli traforo in mezzo alle grotte uffici di inserirne altre due di Frasassi? In passato, poi, che garantissero la massima se la memoria non mi inapertura fino alle 20 o alle ganna, vi erano problemi di 21. attraversamento di Fabriano Allo stesso tempo ho chiesto per “passaggi” sopra i terreni alla Regione un incontro per di una famiglia locale molto rimettere mano alla legge e “potente” e nota. Forse adestenere in considerazione le so questi “vincoli” urbanigiuste lamentele dei cittadi- stici sono oggi venuti meno... ni, anche perché il Comune Idem dicasi per altre opere in è fortemente impegnato ad altre province della regione. incentivare l’utilizzo di im- Cordialità pianti alimentati a Gpl e metano, garantendo contributi Ospitiamo volentieri l’intera chi sceglie tali opzioni. vento del sig. Cacciamani: Capisco pertanto l’arrabbia- il giornale è aperto alle opitura del lettore, mi sia con- nioni, perché è attraverso lo cesso dire però che stavolta scambio di opinioni, conoil sindaco non ha alcuna re- scenze, esperienze che ci si sponsabilità, anzi sta facen- può orientare al meglio nelle do il possibile per alleviare il scelte. Rispettiamo, infatti, problema. A meno che non le opinioni di tutti, e quindi si voglia imputare al sindaco anche la sua, fermo restando la colpa di aver fatto rispet- naturalmente che il rispetto tare una legge. non comporta l’obbligo della Cordiali saluti, condivisione. (gi elle) Tra gli onori e gli oneri di cui deve farsi carico chi ricopre posti di responsabilità, capita – si sa – di trovare anche responsabilità di cui non è responsabile (chiedo scusa per il bisticcio di parole): capita anche a chi, nel suo piccolo, dirige un giornale. Ringrazio il sindaco per i chiarimenti: ha tutta la mia solidarietà. E insieme l’invito, anche se non necessario, a pressare la Regione perché si corregga (gi elle). A proposito del “Quadrilatero” Da Milano, il sig. Claudio Cacciamani: Relativamente all’articolo apparso su “Voce della Vallesina” del 29 gennaio “Il quadrilatero e la Vallesina”, non concordo assolutamente con quanto scritto. E’ noto, infatti, in economia (cfr. E. Mansifield, Microeconomia, Il Mulino, 1986), che esistono i “merit goods”, la cui gestione deve essere lasciata in capo al pubblico. Tali sono i beni pubblici, quali le strade. Una società con criteri privatistici non può sostituire o rappresentare in toto gli interessi dei cittadini. L’ottimizzazione privatistica non coincide quasi mai con quella pubblica. Il bene comune non sempre è misurabile con criteri privati. Cosa ne sareb- Parroco del Duomo per più di cinquant’anni L’archivio storico della Pretura Dal critico d’arte prof. Armando Ginesi: Perdere parti di storia significa impoverire il territorio. Secoli di documentazione della pretura (oggi Tribunale) di Jesi costituiscono un patrimonio di valore incalcolabile sul quale gli storici di oggi e di domani possono e potranno lavorare per capire l’evolversi della società attraverso i tempi. Leggo che questo materiale non sarebbe di proprietà della città, bensì del Tribunale di Ancona per cui si violerebbe addirittura la legge se, da parte pubblica, si spendesse denaro per ospitarlo come si conviene. E’ probabile. Non sarebbe la prima volta in cui il legislatore agisce al di fuori del senso comune (quella che i greci antichi chiamavano la doxa) e a danno della cultura: con i piedi, insomma, anziché con la testa. Prendo atto del possibile impedimento di natura, diciamo così, giuridica. Ma mi chiedo, da inesperto in codici e pandette, se fino a poco tempo fa la comunità jesina lo ha conservato, questo materiale, ha forse agito al di fuori della legge? E dovrà essere castigata per questo? Mi chiedo ancora: è possibile che non esistano soluzioni Una foto e una poesia per don Igino Foto-ricordo di Don Igino Mosci, con i suoi parrocchiani di allora, foto scattata nel suo venticinquesimo anniversario di sacerdozio. Don Igino è stato parroco della Cattedrale per più di cinquant’anni, da tutti amato per la sua grande umanità e disponibilità verso tutti. Nel terzo anniversario della scomparsa, domenica scorsa è stata celebrata in Cattedrale una Santa Messa. Il nipote Tarcisio gli ha dedicato questa poesia: e mesto; / sei vissuto di fede e di vangelo, / per cui sei volato dritto in Cielo! / Rivedo la tua vita in varie tappe: / da piccino tra aratri, vanghe e zappe; / adolescente eri in seminario, / alternando lo studio col rosario. / Nel Quaranta eri servo del Signore, / qual sacerdote d’anime pastore. / Rammento io la tua consacrazione / e nonno e nonna pieni di emozione. / Nella capanna consumammo il pranzo, / tra odor di fieno e nella stalla il manzo. / Del sacerdoIn memoria di zio Don Igino zio i venticinque anni, / fu festa Io ti ricordo, umile e modesto, dalle suore, senza affanni. / La / in questo giorno molto triste “Messa d’Oro” avvenne nel No- vanta, / di festa ne facemmo proprio tanta. / Il rito di “Diamante” è recente, / fu anche quello alquanto commovente! / Officiasti le esequie ai tuoi parenti, / ti mozzavan la voce i sentimenti. / Oggi ti fanno ala i tuoi “nipoti” / che per sempre saranno a te devoti. / Dal Cielo, assieme a tutti i nostri avi, / che da vivi anche tu tanto li amavi, / benedici i superstiti mortali: / preservali, se puoi, da tutti i mali! Tarcisio tecniche capaci di aggirare l’ostacolo, ove ostacolo (legale, quanto insulso), ci sia? E’ possibile che al problema non si possa rispondere in altro modo che alzando le mani in segno di resa precipitosa e incondizionata? E se si provasse a resistere, verbo che, nel caso in questione, diventa sinonimo di “ragionare”? Non vorrei che si ripetesse quel che sta accadendo per via degli sciagurati tagli ai fondi destinati alla cultura scaturiti dalla Finanziaria allorché, subito dopo l’annuncio del provvedimento (ripeto, a mio giudizio, sciagurato) ci si è precipitati – da parte di troppi amministratori di destra e di sinistra – ad adeguarvisi, senza la minima opposizione che non fosse parolaia, velleitaria e demagogica. Ora, nel caso dell’Archivio della Pretura di Jesi, non vorrei che ci si riparasse frettolosamente dietro un paravento normativo illogico con l’unico risultato di recare danno alla cultura e, nella fattispecie, al patrimonio storico di una città che, di questo passo, rischia di perdere pezzi anno dopo anno. Immagino quanto soffrirebbe, per questa storia, il compianto professor Raffaele Molinelli se fosse vivo e quanto ne uscirebbe vulnerata la sua grande sensibilità di storico. L’argomento riguarda, oltre la cultura in sé, l’ambiente forense? Ebbene, chiediamo ai nostri avvocati una o più idee idonee ad aggirare l’ostacolo di legge. Dovrebbe essere il loro mestiere risolvere questioni di questo genere. Ai politici, invece, chiediamo meno zelo burocratico, meno schematismo e più fantasia e, magari, un po’ più di coraggio civico e di perseveranza. Ad arrendersi, con dignità se proprio tutto è perduto, c’è sempre tempo. 15 Sport CALCIO I paladini di San Gaspare 5 Febbraio 2006 CALCIO Eccellenza calcio Affollamento nei primi posti S ei squadre nelle tre poltrone di capoclassifica. E tra queste una Jesina che non segna con la Civitanovese (0-0). Scontato il poker del Real con la Truentina (4-1). C ontinuiamo con la presentazione delle squadre dei giovanissimi del Centro Sportivo Italiano. E’ il turno della compagine dell’Oratorio San Gaspare del Bufalo, partecipante al Campionato Nazionale Csi, Calcio a 5, categoria Juniores. Da sinistra, in piedi: Marco Ardizzone, Romeo Spadaccini, Marco Spadaccini (allenatore.), Michele Pieroni, Andrea Rocchi (dirigente.), Matteo Viserta, Matteo Ballerini e Ignazio Spadaccini (dirigente.); in ginocchio: Giacomo Paoloni, Stanislaw Karlinskiy e Stefano Carletti. Real Vallesina Facile la previsione di una vittoria a Moie sul fanalino Castel di Lama (Truentina, dal fiume ascolano). Gli ultimi della classe venivano da una inaspettata vittoria sul Fossombrone e i nostri si sono lanciati immediatamente all’assalto, quasi a spazzar via illusioni: all’8’ Belelli, al 25’ Gabrielloni, al 31’ Busca hanno portato l’incontro sul 3-0 ineccepibile. Nella ripresa, i truentini provano a reagire con Aloisi al 73’; ma è solo un episodio ingannevole. Difatti il Real riprende la sarabanda e fa poker all’86’ con Amarilli (4-1). Da segnalare la bella prestazione del centrocampista Idone, giovanissimo jesino. Oggi ci aspetta il solido Fermignano. Jesina Ai Leoncelli manca il gol! Sarà la nebbia aumentata dai fumogeni dei tifosi, ma ancora il pur bravo mister Ceccarini resta deluso per mancanza di segnature. Né Chicco, né Castorina, né Doris Fuakuputu riescono a districarsi tra le maglie difensive del Citanò e forse anche dalla tensione ingigantita da attese di un pubblico che ha superato il migliaio di presenze. I nostri ci provano in molti modi, ma non riescono a decollare, anzi più l’incontro va avanti e più crescono i tiri da lontano! Spiacevole il comportamento provocatorio del civitanovese Ventresini, culminato con un’entrataccia di Malavenda, che si è buscato il cartellino rosso. Oggi si va a Lucrezia. Vir Prima categoria Due derby nostrani che vanno ai pa- VOLLEY E mercoledì il ritorno di Coppa. BASKET Ingaggiato Kabba U L droni di casa: Castelplanio–Borgo Jesi 2-0; Cupramontana–San Marcello 1-0. La Spes batte il Marotta (3-2). A Montecarotto non si è giocato. A Santa Maria Nuova, corsara la Falconarese (1-2). Seconda categoria Bel risultato per la Sampaolese opposta al Cerreto (2-1). Fortemente l’Aesina contro l’Usap (4-0). All’Aurora i tre punti contro il Collemarino (2-1). A Filottrano il Monsano per poco non realizza il pareggio (2-1). Terza categoria Castelbellino rafforza il primo posto, battendo (6-0) l’Accademio calcio. Senza gol Pianello -Virtus Jesi (0-0). Libertas batte il Piandigiano (3-2). Poggio San Marcello supera l’Argignano (2-1). Non disputata la partita Acli San Giuseppe-Leonessa Montoro. In arrivo la pericolante Arzano A Fabriano per il derby na Monte Schiavo Banca Marche dalle mille risorse cade nel derby ma risorge quattro giorni dopo a Chieri. Domenica scorsa le “prilline” hanno domato le tenaci piemontesi, sconfitte al tie break (parziali: 25-19, 25-22, 27-29, 22-25, 19-17) grazie ad una prova corale. Dopo essere andate in vantaggio 2-0, le rossoblù avevano subito la rimonta delle torinesi, avanti anche nel quinto set 12-9. Togut e Kilic (nella foto) però, hanno ribaltato il risultato. Mercoledì 25 gennaio era arrivata la terza sconfitta stagionale per Togut e compagne, battute in casa dal Pesaro con un secco 3-0 (parziali: 25-23, 25-23, 25-20). La classifica dopo la terza 3 punti. a Sicc Bpa prosegue la Oggi, domenica 5 febbraio, sua scalata della clasle rossoblù ricevono al Pa- sifica. Domenica scorsa i laTriccoli la visita della ma- gialloverdi al PalaTriccoli tricola Arzano (ore 17.30), si sono sbarazzati del Sasoramai con un piede in A2. sari, battuto 100 a 92. “E’ La formazione campana al- stata una partita impegnatilenata da Simonetta Avalle, va – ha detto coach Banchi subentrata all’esonerato Pi- – contro un avversario che scopo, punta le sue residue veniva da una lunga striscia speranze di salvezza sulla vincente”. Mercoledì 25 gencoppia Quaranta-Cella e naio la Sicc ha ufficializzato sulla fantasia della regista l’ingaggio di Sheiku Kabba, Cacciatori. All’andata finì 3- guardia statunitense di 188 1 per le “prilline”. Mercoledì centimetri, nato a New York 8 la Monte Schiavo gioche- il 24 maggio del ’79. “Gli rà al PalaTriccoli il ritorno chiediamo di portare l’entugiornata di ritorno: Ber- dei quarti di Coppa Italia siasmo che ha esternato per gamo, Pesaro e Novara 35 contro il Forlì (ore 20.30). questa esperienza in Italia punti, Perugia 31, Monte Mercoledì 1° febbraio si è – ha spiegato il tecnico jeSchiavo Banca Marche disputata la gara di andata sino – Da lui ci aspettiamo un contributo Jesi 30, Chieri 26, Vicenza in Romagna. importante ma non gli facciamo nessuna 18, Forlì 15, Padova 12, SanGiuseppe Papaia fretta”. teramo 9, Arzano e Tortolì (foto Candolfi) La classifica dopo il diciannovesimo turno: Nuove associazioni “Amici di Alessio” A distanza di undici mesi dalla scomparsa di Alessio Baldinelli, il conosciutissimo allenatore anconetano di basket, nei giorni scorsi è stata formalizzata la nascita dell’Associazione “Amici di Alessio”. Si è concretizzato così un lungo percorso in cui decine di persone che hanno conosciuto e apprezzato Alessio si uniscono per una serie di iniziative benefiche rivolte al mondo dell’infanzia. Dell’attività dell’associazione “Amici di Alessio” si è parlato venerdì 27 gennaio in una conferenza stampa al PalaRossini di Ancona, nella sede del Coni. Classe 1962, Baldinelli era arrivato a Jesi nel 1997. Sotto la sua guida, in tre stagioni la Sicc passò dalla serie C alla serie A2, “dalle palestre dei licei - è stato scritto - ai palazzetti dove schiacciano gli americani. E lo fece con lo stesso gruppo, i fedelissimi, cambiando qualcosa solo quando non se ne poteva fare a meno”. Poi Alessio tornò in C, prima a Civitanova Marche, poi a Osimo, conducendo la squadra a tre promozioni consecutive, dalla C1 alla Legadue tra il 1999 e il 2002. Aveva lasciato la guida della squadra nel novembre del 2004 per i problemi di salute che poi ne avevano causato il decesso. Scafati 28 punti, Imola e Caserta 26, Rimini, Sicc Bpa Jesi, Ferrara e Montegranaro 22, Sassari e Rieti 20, Pavia e Fabriano 18, Montecatini e Novara 16, Castelletto Ticino 14, Casale Monferrato 8, Trapani 4 punti. Oggi, domenica 5 febbraio, i gialloverdi sono a Fabriano per il derby (ore 18.15). Gli jesini vorranno riscattare la sconfitta di misura subita all’andata (91-90). Allenati da coach Sacchetti, i cartai hanno nel giovane capitano Cinciarini il trascinatore. Lo affiancano i due americani Thomas e Massie, oltre al naturalizzato Oliver. Gip (foto Giaccaglini) Centro Sportivo Italiano Riscoprire la funzione dello sport Lo sport oggi è un fenomeno straordinariamente diffuso in Italia, ma anche straordinariamente differenziato, poiché sono possibili tanti modi di concepire, organizzare e vivere la pratica sportiva e non tutti sono giusti per lo sviluppo di persone migliori. L’alienazione della persona atleta , che diventa “cliente” e “merce”, e produce merce-spettacolo con il criterio del massimo profitto; il proliferare dell’uso della chimica (anche nelle squadre giovanili!!!) per migliorare le prestazioni e non sentire la fatica. Sono situazioni presenti in parecchi sport poiché molti dirigenti ed allenatori non hanno a cuore la funzione educativa dell’attività sportiva. Gli atleti, non possono essere confinati al ruolo di semplici “consumatori” di sport. Praticare lo sport è importante ma non basta, occorre partire dalla promozione della persona che lo pratica: dobbiamo riscoprire la passione dell’educare attraverso lo sport. s.g.