Impôt reprisé
Tassa riscossa
Ufficio di Jesi
Le mura su Internet
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
ANNO LIII- N. 4
N
Trasporto
urbano
otiamo che, ormai da
settimane, si è innescata una polemica tra l’amministrazione comunale da
una parte e Cipa-Circoscrizioni dall’altra.
Il primo motivo è dato dalla
riforma voluta dalla giunta
di autorizzare gli autobus
extra-urbani a penetrare
il territorio urbano e servire tutti i centri scolastici.
Meno spese e minor disagio
per gli alunni. La Cipa protesta perché perde passeggeri e subisce concorrenza; accetta l’abbonamento
unico e propone parcheggi
scambiatori extra-urbani “Parò” e simili – per salvare
il suo territorio ed eliminare il maggior inquinamento
apportato dagli autobus che
circolerebbero in città in
sostituzione di quelli della
Cipa, i quali, invece, sono
quasi tutti a metano e con
capienza per oltre cento
studenti ogni autobus contro i 40-50 dei bus extra-urbani. La soluzione Cipa non
risolve però il disagio degli
alunni, costretti allo scambio alle porte della città.
Il secondo motivo è dato dal
prossimo appalto del settore sulla base della normativa regionale e provinciale.
E’ prevista un’ampia Riorganizzazione del Servizio di
Trasporto Pubblico Urbano
che dovrebbe entrare in vigore nella prossima estate.
La Cipa lamenta il fatto di
non essere stata messa in
condizione di esprimere il
proprio parere e, in questo,
è appoggiata dalle Prima e
Seconda Circoscrizione che
attendono di poter dire la
loro. Il nuovo piano prevede la riduzione di 90 mila
chilometri all’anno e quindi
il licenziamento di quattro
autisti. La giunta comunale
garantisce che, con la riforma, tutto il servizio – personale e mezzi – verrà inglobato dalla ditta vincitrice
dell’asta.
Che il servizio di trasporto urbano abbia bisogno
di una profonda revisione,
non c’è dubbio: basti pensare allo spreco, a prescindere
dalla volontà di questo o di
quello, che c’è con gli autobus vuoti o semivuoti, salvo due ore di punta. Che il
piano Sintagma risolva tutti
i problemi è punto interrogativo solo pensando ai riferimenti troppo datati su cui
poggiano le varie soluzioni.
Un auspicio: che cessi la
guerra fra Cipa-Circoscrizioni e amministrazione comunale. Un problema tecnico può essere risolto nelle
forme migliori stando tutti
intorno allo stesso tavolo.
Settimanale d’informazione
Euro 1
contiene IR
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
la prima enciclica
un anno a kiev
Il Quadrilatero contestato
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2006
domenica 12 febbraio
concerto al pergolesi
Dio è carità
Deus charitas est
La rivoluzione
fallita
Prosit,
Amadeus!
3
7
5
Giornata per la vita
Domenica 5 febbraio
La vita umana è un dono che precede il creato e l’uomo:
l’uomo lo riceve, non lo inventa: non può manipolarlo come fosse una proprietà
esclusiva
Le manifestazioni si svolgeranno nelle varie parrocchie
In Cattedrale
ore 16 Accoglienza dei bambini delle scuole materne con esibizioni di canti,
balletti, sketch vari
ore 18 Santa Messa celebrata da Mons. Vescovo Padre Oscar Serfilippi e animata
dalla Corale Pergolesiana diretta da Mons. Roberto Vigo.
In piazza
per la pace
L
a città di Jesi si conferma sempre più
“città della Pace”. Dopo
l’incontro con i giovani
della locride al PalaTriccoli nel giorno dell’Epifania, domenica 12 febbraio saranno i ragazzi
dell’Azione
Cattolica
jesina a manifestare per
la pace con un grande
marcia che, partendo
dalle varie parrocchie,
si snoderà per le vie del
centro cittadino fino
ad arrivare a San Pietro
Martire alle ore 12.30.
Saranno coinvolti tutti
i giovani dagli undici
ai quattordici anni ma
chiunque desideri aderire lo può già fare sul
sito azionecattolicajesi.it. La Marcia sarà
un momento per stare
insieme, fare gruppo
e celebrare la libertà
d’espressione. Chi parteciperà, inoltre, contribuirà alla raccolta di
fondi per l’associazione
“Insieme per costruire”
che si occupa di adozioni a distanza.
Il pomeriggio poi, sarà
il turno del settore
Giovanissimi (quindici-diciotto anni) che ha
realizzato una mostra
dal titolo “Lasciamoci
in Pace”, tutta incentrata sul rapporto con
gli immigrati nella nostra città. L’iniziativa
girerà nelle settimane
successive in tutte le
scuole superiori jesine
con l’obiettivo di far
riflettere i giovani sul
rispetto dell’altro.
Il voto dei palestinesi
Terremoto politico in Medio Oriente
“A
bbiamo vinto anche grazie al sacrificio dei
miei tre figli (tre kamikaze). Sono morti per
la Palestina”. Parla una mamma, una delle tante
con figli “martiri”, e promette che non tradirà mai
la lotta armata, fino a che Israele non sarà scomparso.
E’ questa l’attesa di quanti, con il loro voto, hanno permesso l’inaspettato trionfo del partito
Hamas, in tutto il mondo considerato il braccio terroristico dei palestinesi, responsabile di
oltre 350 attentati contro Israele, con migliaia
di morti o feriti. In Palestina, dunque, grazie
agli accordi di Oslo, gli organizzatori del terrorismo conquistano democraticamente il potere
stracciando ogni speranza di dialogo tentata
dal partito di Arafat - Al Fatah - da sempre al
governo.
Siamo di fronte ad un terremoto politico che
farà sentire le sue onde di guerra in tutto il Me-
dio Oriente. E la prima di queste temute onde
si abbatterà proprio su Israele che voterà a
marzo dopo aver tentato, grazie alla coraggiosa
politica del moribondo Sharon, un cammino
di pace legato a non pochi sacrifici: avremo di
nuovo il ritorno dell’estrema destra? E quindi
fondamentalismi, l’un contro l’altro armati?
Perché per Hamas il ritiro degli israeliani da
Gaza è il risultato, non della politica di Sharon, ma della violenza delle due intifade e del
sangue dei kamikaze. L’Occidente, esterrefatto,
deve prendere atto che con lo strumento tecnico della democrazia – le elezioni - anche i
partiti della violenza e della guerra ad oltranza possono impadronirsi del potere. E non è la
prima volta che accade nella storia.
Con la maggioranza assoluta in mano – 76 deputati su 132 – potrà fare bello e cattivo tempo. Ma dovrà pur governare. Gestire i campi
di raccolta, l’acqua, gli alimenti, le scuole, la
produzione ecc. E se gli immensi aiuti dell’Occidente e quelli di alcuni paesi arabi venissero
meno per mancanza di fiducia in Hamas? Potrebbe verificarsi un pericoloso isolamento della Palestina incoraggiato solo dall’Iran, cioè un
rischio incalcolabile per la pace nel mondo. Ma
allora Israele venderà cara la pelle fino ad usare
la bomba atomica.
C’è una sola speranza. Quel che seppe fare
Sharon trascinando la destra a ragionare e a
concedere, potrebbe – fra qualche tempo – saper fare Hamas trascinando tutta l’ala terroristica verso una graduale intesa con Israele. In
nome dell’interesse di tutti, ma soprattutto nell’interesse proprio della Palestina. Altrimenti la
sua vittoria di oggi diventerà un boomerang di
sangue.
Vittorio Massaccesi
2
Speciale Giornata per la Vita
5 Febbraio 2006
28° Giornata per la Vita
Il messaggio del consiglio episcopale permanente
Rispettare la vita
a cura di Siro Borocci*
l messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la “28ª” Giornata per la vita”
afferma che l’uomo è reso partecipe della
vita per un gesto di amore libero e gratuito
di Dio.
L’uomo, quindi, deve accogliere la vita come
dono da custodire e da far crescere, non può
manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. La vita umana viene prima di tutte
le istituzioni. La persona realizza se stessa
quando riconosce la dignità della vita e le
resta fedele, come valore primario rispetto
a tutti i beni dell’esistenza, che conserva la
sua preziosità anche di fronte ai momenti di
dolore e di fatica.
L’uomo vuole essere libero e felice, ma deve
realizzare la sua aspirazione rispettando la
vita. Questo vale per tutti, ma in modo spe-
valorizzati quegli aspetti
della stessa legge 194,
che si pongono sul versante della tutela della
maternità e dell’aiuto alle
donne che si trovano in
difficoltà di fronte ad una
gravidanza.
Il rispetto della vita, infatti, comincia dalla tutela della vita di chi è più debole e indifeso.
Nessuno può dirsi padrone e signore assoluto della vita propria, a maggior ragione
di quella altrui. Rispettare la vita, in questo
contesto, significa anche fare tutto il possibile per salvarla.
Rispettare la vita significa, ancora, mettere
al primo posto la persona. La persona gov-
I
ciale per i giovani, alcuni dei quali talvolta
ricercano la libertà e la felicità con espressioni esasperate o estreme: uso di droghe,
assunzione di stimolanti nella pratica
sportiva, eccesso di alcool,…dicono soprattutto indifferenza per la vita. La società
deve impegnarsi per aiutare questi giovani
a ritrovare fiducia in se stessi e quindi speranza e amore alla vita; deve superare, ad
esempio, l’attuale prevalente precarietà nei
nuovi rapporti di lavoro: un lavoro stabile
è la premessa per guardare con serenità al
futuro.
La mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità condizionano le scelte
dei coniugi sul numero dei figli; inoltre resta
grave il problema della soppressione diretta
di vite innocenti tramite l’aborto. Vanno
erna la tecnica, e non viceversa; la persona,
e non la ricerca o il profitto, è il fine.
Se nel cuore cerchi la libertà e aspiri alla felicità, rispetta la vita, sempre e a ogni costo.
*Presidente del Centro
Promozionale Famiglia
promuovere i valori della vita, del matrimonio e dell’amore
Consultorio “La Famiglia”
spirito di servizio, at- tà che permette ad un bambino,
tento ai bisogni reali che attraversa momenti di diffidelle persone che ogni coltà, di vivere in un ambiente
giorno si rivolgono a sereno;
questa struttura.
Tali operatori, oltre a
possedere
qualifiche “Per fortuna
professionali specifiche, che c’è un vicino”
hanno conseguito una
formazione ulteriore
all’autunno scorso sta atnell’ambito della consutuando il progetto “Per
lenza familiare secondo fortuna che c’è un vicino”,
i principi dell’analisi un’esperienza di solidarietà nel
Transazionale di E. Ber- volontariato familiare, cioè una
ne, attraverso un corso relazione di aiuto tra le famitriennale gestito dalla glie, un sostegno alla genitoriaScuola per Consulenti lità attuato da singole persone o
Familiari Ucipem di Roma.
nuclei familiari che vengono in
aiuto del bambino quando i genitori non possono essere preChe cosa fa il Consultorio
senti. (per ricevere informazioni
più approfondite sul progetto,
agire consultoriale si esplica così in ci si può rivolgere al Consultodue settori principali:
rio, piazza Federico II, 8; tel./fax
- il primo settore è la consulenza ai sin- 0731.64464).
goli, alle coppie, alle famiglie; i vari di- Lo spirito del Consultorio è una mano ste, valori e sostegno a tutti coloro che
sagi, problemi che gli utenti esprimono, tesa agli altri, aperta, non vuota, dispo- vorranno condividere le speranze, le
vengono affrontati con un atteggiamen- nibile, che offre professionalità, propo- gioie e le sofferenze della vita.
to aperto e non giudicante, usando come
metodo principale l’ascolto attivo ed
empatico e il rispetto delle libere ed auAsterisco
tonome scelte dell’utente. Si attiva così
una relazione di aiuto che valorizza la
persona stessa, il suo potersi chiarire, la
sua responsabilizzazione, la ricerca di
soluzioni che, maturate dal di dentro,
possono essere durature.
L’altro settore d’inura la condandopo” qualcuno vuotervento, molto imna di don Oreste
le introdurre in Italia
portante, riguarda gli
Benzi (nella foto), fonil secondo preparato
aspetti di informadatore della Comunità
progettato e realizzione,
formazione,
Papa Giovanni XXIII
zato apposta con lo
prevenzione, rivolti a
sulla pillola abortiva
scopo di uccidere un
gruppi consistenti di
Ru486. «Avvantaggia
essere umano». In tal
popolazione; da qui i
gli sfruttatori delle
modo, «le donne sanumerosi convegni a
prostitute: una vera e
ranno ancora più sole
carattere cittadino ed
propria carneficina».
- aggiunge don Benzi
i tantissimi interventi
Don Benzi, da anni
- costrette ad abortire
presso gruppi, assoimpegnato nella lotta
nel segreto delle loro
ciazioni, scuole, reaalla prostituzione e
stanze, porteranno per
lizzati in questi anni
nella protezione delle
sempre da sole il peso
di attività.
donne, non ha dubbi:
di questa ferita».
Questa dimensione
«l’avvio della speriIl sacerdote impegnato
“promozionale”
del
mentazione del farmaco RU486 costitui- nella lotta al racket della prostituzione
Consultorio Familiasce un’ulteriore offesa alle donne italia- appoggia totalmente quanto detto dal
re nei confronti della famiglia di oggi e
ne e una nuova violenza ai bambini non cardinale Ruini all’assemblea generale
di domani, è attenta ai cambiamenti e
ancora nati».
dei Assisi. «Da tempo mi sembra che i
portatrice di occasioni e stimoli perché
Il fondatore della comunità non usa vescovi siano una delle poche voci in
maturino le iniziative e le individualità
mezzi termini: «È scandaloso che si pos- Italia che si levano in difesa della vita,
verso un maggior benessere interpersosa abortire - sottolinea - ma è ancora della famiglia, del matrimonio - prosenale, familiare e sociale.
più scandaloso che l’aborto con questa gue - e a proposito di matrimonio, saCon questa finalità, dall’anno 2003 il
pillola lo possa praticare ogni donna in rebbe il caso di ricordare a tutti l’artiConsultorio Familiare svolge una fattiva
casa propria, nella propria famiglia, li- colo 29 della costituzione italiana, un
collaborazione con l’Ambito Territoriale
beramente, come se il bambino che ha articolo che nessuno dovrebbe disattenSociale IX della Vallesina.
in grembo sia un oggetto usa e getta. È dere. Chi si pone contro questo articolo
Nel 2004 ha realizzato il progetto
uno schifo».
si pone fuori legge».
“Una famiglia in più”, relativo all’affido:
Per don Benzi, dunque, «con l’introduun’esperienza di volontariato e solidariezione della famosa “pillola del giorno
Giacomo Galeazzi
D
l Centro Promozionale Famiglia
IE’ (C.P.F.)
nasce a Jesi il 23 febbraio 1979.
una istituzione democratica avente
natura di libera Associazione di volontariato (onlus) che intende promuovere
i valori della vita, del matrimonio, della
sessualità e dell’amore secondo il progetto cristiano.
Per attuare le proprie finalità, si avvale
della struttura denominata Consultorio
Familiare “La Famiglia” con sede in Jesi,
piazza Federico II, 8.
Scopo principale del Consultorio Familiare è di garantire prestazioni psico-socio-sanitarie integrate, gratuite, rivolte
a tutti i cittadini, in cui la persona viene accolta nella sua globalità, nella sua
complessità esistenziale, nel pieno rispetto dei suoi diritti e valori. Mentre la
risposta tecnologica della nostra società
tende a settorializzare e spezzettare l’individuo sempre più in una “frammentazione dell’io”, il Consultorio Familiare
tenta di rispondere in un modo globale
ed articolato alle varie problematiche
della persona.
Ciò che anima, da più di venticinque
anni di attività sul territorio della Vallesina, i tanti operatori (medici, psicologi,
pedagogisti, assistenti sociali, sociologi, avvocati, consulenti familiari) che a
vario titolo hanno prestato e prestano
la loro opera, sempre volontaria, è uno
L’
*
La pillola del giorno dopo
D
Vita ecclesiale
Prima enciclica di Benedetto XVI
ci nessuno che soffra per
mancanza del necessario.
Al contempo però la “caratas-agape” travalica le
frontiere della Chiesa; la
parabola del buon samaritano rimane come criterio
di misura, impone l’universalità dell’amore che
si volge verso il bisognoso incontrato “per caso”,
chiunque egli sia.
La fine del sogno marxi­
sta e la dottrina sociale
della Chiesa
Il marxismo aveva indicato
nella rivoluzione mondiale
e nella sua preparazione la
panacea per la problematica sociale: attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei
mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso
e migliore. Questo sogno
è svanito. Nella situazione difficile nella quale oggi
ci troviamo anche a causa della globalizzazione
dell’economia, la dottrina sociale della Chiesa è
diventata un’indicazione
fondamentale che propone orientamenti validi bel
al di là dei confini di essa:
questi orientamenti devono essere affrontati nel
dialogo con tutti coloro
che si preoccupano seriamente dell’uomo e del suo
mondo.
sere realizzato. In questa
situazione il contatto vivo
con Cristo è l’aiuto decisivo per restare sulla retta
via: né cadere in una superbia che disprezza l’uomo e non costruisce nulla,
né abbandonarsi alla rassegnazione che impedirebbe di lasciarsi guidare
dall’amore e così servire
l’uomo. La preghiera come
V Domenica del Tempo Ordinario
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga,
si recò in casa di Simone e di Andrea, in
compagnia di Giacomo e di Giovanni. La
suocera di Simone era a letto con la febbre
e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi,
la sollevò prendendola per mano; la febbre la
lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli
portarono tutti i malati e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Guarì molti che erano afflitti da varie
malattie e scacciò molti demoni; ma non
permetteva ai demoni di parlare, perché lo
conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e,
uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto
e là pregava. Ma Simone e quelli che erano
con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo,
gli dissero: “Tutti ti cercano!”. Egli disse loro:
“Andiamocene altrove per i villaggi vicini,
perché io predichi anche là; per questo infatti
sono venuto!”.
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle
loro sinagoghe e scacciando i demoni.
mezzo per attingere sempre di nuovo forza da Cristo diventa qui un’urgenza
del tutto concreta.
In Maria il modello del­
l’amore possibile
Chi va verso Dio non si
allontana dagli uomini. In
nessuno lo vediamo meglio che in Maria. Le testimonianze di gratitudine, tributate a lei in tutti
i continenti e in tutte le
culture, sono il riconoscimento di quell’amore puro
che non cerca se stesso,
ma semplicemente vuole
il bene. La devozione dei
fedeli mostra, al contempo, l’intuizione infallibile
di come un tale amore sia
possibile: lo diventa grazie
alla più intima unione con
Dio, in virtù della quale si
è totalmente pervasi da
Lui, una condizione che
permette a chi ha bevuto alla fonte dell’amore di
Dio di diventare egli stesso
una sorgente “da cui sgorgano fiumi di acqua viva”.
Come guardare alla
sproporzione tra i no­
stri sforzi e i bisogni del
mondo?
L’esperienza della smisuratezza del bisogno può,
da un lato, spingerci nell’ideologia che pretende
di fare ora quello che il
governo del mondo da
parte di Dio, a quanto
pare, non consegue: la soluzione universale di ogni
problema. Dall’altro lato,
essa può diventare tentazione all’inerzia sulla base
dell’impressione che, co- (sintesi tratta dal quotimunque, nulla possa es- diano “Avvenire”)
Corrispondenza dallo Zambia
Nel segno del gemellaggio
Fr Anselmo al nostro Vescovo Mons. Training Centre, la scuola di cuciSerfilippi:
to, va avanti abbastanza bene e quest’anno intendiamo registrarla ad un
Carissimo Padre Oscar,
ente parastatale (Teveta) in modo
spero la presente ti trovi bene psico- che venga riconosciuta ufficialmente.
logicamente, fisicamente e spiritual- Pensiamo che quando sarà riconomente. E’ l’inizio di un nuovo anno e sciuta anche il numero degli iscritti
tutti dobbiamo cominciarlo in piena sarà superiore, perchè come scuola
forma.
privata non si può fare tanta pubQui le cose vanno avanti lentamente blicità. Gli esami comunque, sono
come al solito, eccetto il trascorrere riconosciuti dallo Stato. Gli iscritti
degli anni che invece corrono veloci. non sono stati molti in passato, ma
In parrocchia, a Kaniki, ci sarebbe da io sono ugualmente contento perfare molto di più di quanto non si rie- ché abbiamo aiutato delle persone,
sca. Con il noviziato e tante altre pic- soprattutto ragazze, che ne avevano
cole attività nell’ambito della vita. Di veramente bisogno.
comunità e della provincia, è un po’ Nel prossimo febbraio incominceredifficile seguire le varie attività pasto- mo anche il corso di scuola per adulti
rali della parrocchia. Sto cercando in analfabeti. Sono molti gli interessati,
questo periodo di dedicare più ener- ma dubito che saranno molti a pargie del solito alla vita sacramentale tecipare, perchè gli adulti sono imdei fedeli. Non è una cosa sempli- pegnati in famiglia. L’edificio ha una
ce per diverse ragioni, ma l’ostacolo grande richiesta per ritiri, seminari
principale credo siano le distanze, di studio, incontri vari. Ora che abperchè la parrocchia ha un territorio biamo abilitato la cucina le richieste
molto vasto.
aumenteranno di sicuro.
Per quanto riguarda Kaniki Skills Penso anche che la popolazione di
5 febbraio 2006
e definitività; così, e solo
così, si realizza la sua intima destinazione. Il matrimonio basato su un amore
esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto
Il cristianesimo e la cor­ di Dio con il suo popolo e
poreità
viceversa.
Si rimprovera al cristianesimo del passato di essere Un passo oltre l’orizzon­
stato avversario della cor- te del sentimento
poreità; di fatto, tendenze L’amore non è soltanto un
in questo senso ci sono sentimento. I sentimenti
sempre state. Ma il nodo vanno e vengono. Il sendi esaltare il corpo, a cui timento può essere una
noi oggi assistiamo, è in- meravigliosa scintilla inigannevole. L’eros degrada- ziale, ma non è la totalità
to a puro “sesso” diventa dell’amore. Proprio delmerce, una semplice “cosa” la maturità dell’amore è
che si può comperare e coinvolgere tutte le potenvendere. L’apparente esal- zialità dell’uomo. L’incontro con le manifestazioni
visibili dell’amore di Dio
può suscitare in noi il sentimento della gioia di chi si
riconosce amato. Ma tale
incontro chiama in causa
anche la nostra volontà e
in nostro intelletto.
Il riconoscimento del Dio
vivente è una via verso
l’amore, e il sì della nostra
volontà alla sua unisce
intelletto, volontà e sentimento nell’atto totalizzante dell’amore. Ed è un
processo che rimane continuamente in cammino
perché l’amore non è mai
tazione del corpo può ben “concluso” e completato.
presto convertirsi in odio
verso la corporeità. La
Seconda parte
fede cristiana, al contraCaritas:
rio, ha considerato l’uomo
l’esercizio dell’amore
sempre come essere unida parte della Chiesa
duale, nel quale spirito e
quale
materia si compenetrano
“Comunità d’amore”
a vicenda. Sì, l’eros vuole sollevarci “in estasi” verso Dimensione irrinuncia­
il Divino, condurci al di là bile aperta ad ogni uo­
di noi stessi, ma proprio mo
per questo richiede un La carità non è per la
cammino di ascesa, di ri- Chiesa una specie di attinunce, di purificazioni e di vità di assistenza sociale
guarigioni.
che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma apparEros e matrimonio
tiene alla sua natura, è
Nell’orientamento fonda- espressione irrinunciabile
to nella Creazione, l’eros della sua stessa essenza.
rimanda l’uomo al ma- La Chiesa è la famiglia di
trimonio, ad un legame Dio nel mondo. In questa
caratterizzato da unicità famiglia non deve esser-
3
Vangelo
Deus charitas est
Dio è carità
Prima parte
L’unione dell’amore
nella creazione
e nella storia
della salvezza
5 Febbraio 2006
Kaniki aumenterà, perchè a due chilometri di distanza. nel territorio
del Congo hanno appena aperto una
nuova miniera, certamente avrà un
influsso anche nel territorio zambiano che è al confine, per cui la parrocchia di Kaniki ne sarà influenzata. Si
vedrà.
Come vedi, l’insegnante e le ragazze
del corso di quest’anno, che si sono appena diplomate, hanno voluto mostrarti un saggio di quello che hanno
imparato. Certamente non è all’altezza delle migliori mode italiane, ma
se pensi che queste ragazze non avevano mai visto o preso in mano un
ago, penso che abbiano fatto grandi
progressi. Non ho visto il contenuto
del pacco, ma mi risulta che ci sia un
indumento fatto con stoffa che originariamente era bianca e che hanno
tinteggiato loro prima di utilizzarla.
Questo tipo di tinteggiatura qui va
molto di moda.
Un affettuosissimo saluto e tantissimi auguri di Buon Anno.
Per questo infatti sono venuto
Tre gli scenari in cui vediamo Gesù: una
casa privata, uno spazio affollato, un luogo
solitario.
Gesù entra nella casa di Pietro e guarisce la
suocera del discepolo che “era a letto con la
febbre”: il suo amore è personale e Lui non
disdegna di venire “a casa mia”, di entrare nel
mio mondo, nella sfera dei miei affetti, nelle
difficoltà del mio vivere. Si fa prossimo a chi
è nel dolore (“accostandosi”…. “prendendola
per mano”….) e conforta, rafforza, rialza.
“La sollevò”, leggiamo, ma il verbo greco
usato dall’evangelista è eghéiro, lo stesso
che ricorre per la Risurrezione, dunque: la
fece risorgere, la risvegliò alla vita. Poi esce,
e ancora guarisce e libera “molti” che si
sono radunati davanti alla porta della città
di Cafaranao: attraverso Gesù, Dio vuole
andare incontro a tutta l’umanità sofferente,
che lo cerca e lo attende, che ripone in Lui
la sua speranza.
Certamente lo avranno acclamato, gli si
saranno accalcati intorno, ma Gesù si
sottrae alle acclamazioni e agli entusiasmi
della folla, ad ogni tentazione del successo.
Ecco che lo ritroviamo “in un luogo deserto”,
al mattino seguente, “quando ancora era
buio”. Prega, o meglio, è in una prolungata,
continua preghiera, come ci suggerisce il
verbo greco (proséucheto). È alla volontà
del Padre che Lui vuole aderire, e per quella
volontà sa andare “altrove”. “Tutti ti cercano”,
gli dicono i discepoli; “andiamocene altrove
per i villaggi vicini, perché io predichi anche
là”, risponde.
Gesù non si lascia “catturare” dagli uomini
come essi desidererebbero, la sua persona
nasconde un mistero più grande, un progetto
più alto di qualunque terrena guarigione.
Che insegnamento per noi, che vorremmo
impossessarci di Dio piegandolo ai nostri
desideri! Che cerchiamo più noi stessi della
sua volontà; che ci accomodiamo sui successi
ottenuti e non abbiamo il coraggio di andare
dove lui ci spinge. Per testimoniare la
potenza di quel regno che offre una salvezza
eterna.
Adriana Borgognoni
4
5 Febbraio 2006
Cultura, spettacoli e dintorni
Per inserzioni e pubblicità su Voce della Vallesina
rivolgersi all’amministrazione del settimanale
Jesi - piazza Federico II, 6
(giorni feriali dalle ore 9 alle 12)
telefono e fax 0731208145 email [email protected]
Al Teatro dell’Opera di Roma, presente Ciampi
Ruggeri nel “Don Giovanni”
G
ianpiero Ruggeri, baritono majolatese in carriera, ha partecipato
ai grandi spettacoli organizzati, in
tutto il mondo, per le celebrazioni del
250° anniversario della nascita Wolfgang Amadeus Mozart. Era nel cast
del “Don Giovanni”, che ha inaugu-
mossi sulla scena aggiungendo alla
voce, una recitazione che non è sempre propria dei cantanti.
Grandissimo successo di pubblico,
già ottenuto con la diretta radiofonica in Euroradio, con collegamenti anche con l’Argentina ed altri Stati extra
ognuno di noi, ascoltandola, ne ricava
aspetti e pezzetti di verità soggettivi.
Il mio personaggio, Masetto – ha aggunto- è simpatico perché è semplice,
ma non banale; si arrabbia come tutti,
ma la sua caratteristica è la dolcezza
con cui perdona Zerlina e si fa riconquistare. Masetto, grazie alla sua saggezza popolare, è l’unico che sta con i
piedi per terra, sa come va il mondo,
stavolta è toccato a lui subire”.
Avendo ascoltato per radio la diretta
radiofonica, aggiungiamo una nota
sulla “divina” Mariella Devia, che,
dopo aver saltato una frase del recitativo, con orchestra e direttore fermi,
dopo un attimo di gelo ha ripreso da
sola senza orchestra portando il recitativo fino in fondo senza che i più
percepissero il rischio corso.
Marco Palmolella
Nella foto, Franco Zeffirelli e
Gianpiero Ruggeri; nella foto
piccola Ruggeri nel ruolo di “Masetto”
rato la stagione lirica al Teatro del- europei. Dal 18 gennaio, sera dell’Opera di Roma, il “Costanzi”. Rug- la “prima”, al 24 ultimo spettacolo in
geri interpretava il ruolo di Masetto. programma, c’è stato il tutto esaurito,
Con lui: Marco Vinco (Don Giovanni), tanto che la direzione del teatro è staMariella Devia (Donna Anna), Raul ta costretta ad aggiungere una nuova
Gimenez (Don Ottavio), Alessandro recita per il giorno 25.
Corbelli (Leporello), Darina Takova Gianpiero Ruggeri, Laura Cherici e
(Donna Elvira), Laura Chierici (Zer- Alessandro Corbelli hanno ottenuto
lina) e Alessandro Guerzoni (il Com- un successo di simpatia, oltre che per
mendatore); direzione di Hubert Sou- la voce, per il modo con cui hanno
dant, regia di Franco Zeffirelli.
dato vita ai personaggi interpretati:
Alla serata inaugurale erano presenti popolari, brillanti, esuberanti, Zerliil presidente della Repubblica, Car- na, Masetto e Leporello hanno potuto
lo Azelio Ciampi insieme alla signo- esibire liberamente i loro sentimenti
ra Franca, il sindaco di Roma Wal- in pubblico, in quanto
ter Veltroni, l’on. Gianni Letta, Piero non appartenevano alla
Marrazzo ed uno stuolo di vip rap- nobiltà come gli altri
presentanti vari settori della società personaggi del “Don
italiana.
Giovanni”.
Ruggeri ha interpretato tante vol- “Don Giovanni, il diste, in vari ruoli, il “Don Giovanni”; a soluto punito, - ci ha
Napoli (anche in quell’occasione alla raccontato Ruggeri - è
presenza di Ciampi), a Torino, Tokio un’opera simbolo; per
e Colonia; ma, per l’impatto visivo e spiegare la magia di
teatrale, quest’edizione anniversaria questa musica si sono
ha suscitato grandissimi consensi. scomodati anche i
Unanime l’approvazione riservata alla grandi filosofi: notissistraordinaria regia di Franco Zeffirelli, mo è il saggio di Seren
ma bravi anche i cantanti che si sono Aabye Kierkegaard, ma
Al concerto degli “Amici della Musica”
Cavatine, canzoni, cantares…
N
el salotto più bello della città, la Galleria Pianetti quanto
mai accogliente nel freddo pomeriggio di domenica 15 gennaio,
gli “Amici della
Musica” hanno
ascoltato il soprano Rossella
Marcantoni e il
chitarrista Luigi
Travaglini in un
concerto di musiche rare in gran
parte dedicate ad
autori del ‘900.
Non il primo in
programma, tuttavia. A Mauro
Giuliani (nella
foto), compositore e chitarrista
pugliese vissuto
prevalentemente a Vienna tra la fine del ‘700 e gli
inizi dell’800, appartengono le ‘Sei
cavatine’. Sono fuggevoli illuminazioni di sentimenti amorosi in
cui affiorano riferimenti ad un manierismo riconducibile a Mozart e
premonizioni di belcantismo belliniano e donizettiano.
Tutt’altro stile negli altri autori,
contemporanei e di diversa nazio-
nalità: spagnolo un maestro della
dodecafonia, R. Gerhard (‘Cantares’); ungherese l’eclettico F. Farkas
(‘Cinque canzoni
dei
trovatori’);
brasiliano
l’antiaccademico,
fertilissimo musicista e musicologo H. Villa-Lobos (‘Bachianas
brasileiras n. 5’).
Ancora spagnolo Manuel De
Falla con le poetiche ‘Siete canciones populares
españolas’ ( ci
piacerebbe ascoltare molto altro
di questo grande
‘verista’ spagnolo).
Incisività drammatica e pathos, lirismo e nostalgia
hanno impresso all’interpretazione
i due artisti di cui pure è risultata
evidente la diversità e complementarità del temperamento. Fervidi
applausi per entrambi e due ‘bis’:
l’ultimo, ‘Adela’ di J. Rodrigo, autore del famosissimo ‘Concierto de
Aranjuez’.
Augusta Franco Cardinali
Settimanale
di ispirazione cattolica
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Giuseppe Luconi
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A ¬ntra' /unt i
Omologazione al basso
di Riccardo Ceccarelli
N
on si va per il sottile in ogni campagna elettorale. Quella già incominciata rispetta la tradizione, forse
l’aggrava. Del tutto inutile risulta l’appello ad abbassare i toni, a non usare
le questioni giudiziarie per attaccare
gli avversari: altre volte si è fatto così,
nelle ricostruzioni storiche infatti si
tende ad avere la memoria corta e “si
ricostruisce”, anche la storia più recente, a seconda del proprio comodo.
Se da una parte Piero Fassino rimprovera a Berlusconi “di proseguire nella
strategia di delegittimazione” nei confronti dei Democratici di Sinistra, bisogna ricordare, dall’altra, che per tanto
tempo il centrosinistra ha parlato di
“governo non legittimo”, fino alle recenti
espressioni di Paolo Flores d’Arcais che
scrive “quando ritornerà finalmente la
democrazia in Italia”. Come si vede si
ricambia pan per focaccia. Non c’è da
meravigliarsi più di tanto.
Preoccupa a mio avviso invece la terminologia usata con un rincorrersi di
parole come “menzogna” e “bugia” che
quali palle da tennis vengono rilanciate da un campo all’altro. Un linguaggio che non tiene affatto conto né dell’onorabilità dei contendenti che, pur
nella logica del bicchiere mezzo vuoto
o mezzo pieno, dovrebbero avere il senso delle misura e della verità, né della
pubblica opinione che di questo linguaggio adotta inavvertitamente stile
e connotazioni.
Ormai la parola d’ordine del centrosinistra nei confronti del governo, arrivato a fine mandato, è quella di “fallimento”, di conseguenza si afferma che
in caso di vittoria verrà azzerata la
maggior parte delle leggi nel frattempo
varate, come se uscissimo, ricordando
le espressioni di Flores d’Arcais, da un
regime totalitario, quando giornalisti, come Ferruccio de Bortoli ed altri
analisti non ligi al Cavaliere, a proposito del “contratto” con gli italiani, affermano che “i traguardi raggiunti non
sono pochi”.
L’esagerazione catastrofista da un parte e l’esagerazione ottimista dall’altra
hanno preso il sopravvento sull’obiettività, sulla misura, sull’analisi e sul
confronto, lasciando spazio solo ad
una demonizzazione radicale o ad un
osanna a volte acritico. Stando così le
cose, può il cittadino con il suo voto,
decidere con serenità non solo sui fatti, ma sui traguardi e sui programmi
da concretizzare? Questi ancora non
ci sono. Quando arriveranno si sarà
consolidato ulteriormente un clima di
sfiducia che certamente non gioverà a
quella democrazia da tutti invocata,
minata però al suo interno dal discusso
comportamento di alcuni protagonisti.
Le proposte ed i programmi saranno
allora secondari. Ridotto sarà il coinvolgimento delle idee. I confronti rischieranno di diventare, nonostante
un formale à plomb, solitari e vincitori
monologhi o degenerare in risse come
quella tra Antonio Tequila e Adriano Pappalardo di domenica 22: una
Tv spazzatura, omologata al basso. Si
guarderà al tempo occupato sui teleschermi per dare l’illusione dell’imparzialità.
La differenza dovrebbe essere fatta
dalla credibilità delle proposte, dalle speranze che si sapranno suscitare,
dalle risposte che si proverà a dare in
chiave non solamente economica e nazionale. Su questo si giocherà il futuro
delle due coalizioni e dei relativi partiti, ma soprattutto il prossimo futuro di
tutti. Al momento dubito che ci riescano. Rischiano di implodere in se stesse
di fronte allo sguardo attonito di una
parte e all’applauso dell’altra.
Questo accade quando manca una radice o un’anima. In Italia come in Europa.
Cultura, spettacoli e dintorni
5 Febbraio 2006
Concerto per il compleanno di Mozart
Prosit, Amadeus!
I
l 27 gennaio 1756, alle otto
di sera, nasceva Wolfagang
Mozart, sotto il segno zo­
diacale dell’Acquario. E’ suo
padre Leopold che lo fa così
registrare, tanto meticolosa­
mente da far supporre che già
sognasse, o presagisse , che
suo figlio sarebbe diventa­
to un ‘wunderkind’. Al fonte
della Collegiata di Salisburgo
il bambino sarà battezzato
con una lunga serie di nomi:
Johannes, Chrisostomus, Wolf­
gang, Theophilus, che sarà poi
tradotto in tedesco in Gottlieb,
poi ancora in latino in Ama­
deus e infine abbreviato in
Amadé. Come se non bastasse,
con il sacramento della Cresi­
ma fu aggiunto anche
il nome di Siegmund.
Superfluo elencare i
vari diminutivi e vez­
zeggiativi con i quali il
bambino veniva chia­
mato in famiglia. Tutto
sta a dire comunque
che egli venne accolto
alla nascita con grande
affetto e tenerezza.
Nella ricorrenza di
questo compleanno la
Filarmonica
Marchi­
giana ha dedicato al
compositore il terzo
concerto della Stagio­
ne, con musiche esclu­
sivamente mozartiane
e tra le più illuminanti
della sua arte.
Strumento privilegia­
to di Mozart fu il pia­
noforte. Ne preferì la
versione più moderna
esistente allora, quella dei pia­
noforti Stein. Ne studiò tutte
le risorse, ne reinventò il trat­
tamento timbrico, lo impiegò
spesso in orchestra o come
strumento solista. Dalla sua
innovazione sarebbe derivato
tutto il pianismo successivo.
Per il concerto del 25 gennaio
la Filarmonica Marchigiana
ha ospitato, quale solista e
maestro concertatore, Melvyn
Tan, virtuoso di fama interna­
zionale di fortepiano, prima
ancora che di pianoforte. Con
questo strumento ha presen­
tato, da solista, due ‘Fantasie’,
la K 397 e la K 475 e, con or­
chestra, i ‘Concerti’ K 466 e
il K 467. Le composizioni ri­
salgono al 1797, anno magico,
fertilissimo per Mozart.
Compiuta autonomia d’ispi­
razione è nelle ‘Fantasie’, dove
tutti gli stilemi del passato si
allontanano per accogliere
freschi fermenti romantici.
Nei due ‘Concerti’ invece si è
pensato potesse essere indivi­
duato un itinerario spirituale
che, partendo da una dram­
matica consapevolezza del
male (K 466) conducesse alla
conquista del Bene (K 467).
‘Cuore’ di questo percorso
ideale è il 2° movimento del
primo Concerto.
‘Corrente d’Acheronte’, è sta­
to definito e rappresentazione
di terribili forze demoniache
sotterranee.
L’impressione
è pro­babilmente derivata da
un’interpretazione molto vivi­
da. In questo caso non è stata
la stessa. La partitura, filtrata
con raffinata sensibilità, trasfi­
gurata, ha suggerito, se mai, le
evanescenti nebbie dei Campi
Elisi e non cupi abissi inferna­
li. Tanto può l’ambiguità del
linguaggio della musica. Solo
della musica? Anche la paro­
la può variare di significato, a
seconda dell’inflessione e del
tono.
E’ risultato invece più esplici­
to nei significati il K 467, dove
effettivamente il superamento
del male attraverso il dolore
culmina nella rivelazione di
una gioiosa vitalità.
La squisita purezza stilistica
dell’esecuzione ha suscitato
lunghi applausi da parte del
pubblico, raramente tanto nu­
meroso come in questa occa­
sione. Davvero una bella festa
di compleanno. Cin cin, Mo­
zart! Anzi, ‘Prosit, Amadeus!’.
Augusta Franco Cardinali
Programma innovativo della Fondazione
Museo multimediale per Federico II
L
a Fondazione Federico II Hohenstau­
fen di Jesi ha reso noto un innovativo
programma di massima delle attività ed
iniziative per il 2006. Accantonati i pro­
getti con scarsa o nulla possibilità di at­
tuazione, la Fondazione punta ora tutte le
sue risorse umane e materiali su un ambi­
zioso progetto pluriennale: la realizzazio­
ne a Jesi di un Museo multimediale–in­
terattivo su Federico II. Sarebbe la prima
iniziativa del genere non solo in Italia, ma
anche in Europa, con indubbio riflesso po­
sitivo sul flusso turistico non solo locale.
Le menti organizzatrici della Fondazio­
ne hanno previsto almeno tre anni per la
concretizzazione del progetto. È prope­
deutico innanzitutto il potenziamento e la
riorganizzazione del Centro studi federi­
ciani, cuore propulsivo del Museo. Per en­
trambe le strutture la Fondazione auspica
il reperimento in tempi brevi di una sede
adeguata possibilmente al centro di Jesi.
Altri obiettivi inderogabilmente connessi
al progetto sono il rinnovamento e po­
tenziamento delle attrezzature informati­
che e la creazione di una sia pur minima
struttura organizzativa. Dato che le esi­
gue risorse finanziarie della Fondazione
sono ben lungi dal permettere tutto que­
sto, bisognerà bussare a molte porte, sia
del settore pubblico che di quello priva­
to, cercando di coinvolgere fra gli altri la
Comunità Europea, lo Stato, la Regione,
le Amministrazioni provinciali, i Comu­
ni marchigiani, le banche, le Università
regionali ed imprenditori anche stranieri.
La consulenza di prestigiosi medioevisti
iscritti alla Fondazione assicurerà al Mu­
seo un carattere scientifico.
Nel programma del 2006 si preannuncia
“una contrazione delle tradizionali atti­
vità”. Questo implica che molto proba­
bilmente saranno cancellati alla data del
bilancio di previsione gli iscritti non in re­
gola con il pagamento della quota annuale.
Verranno comunque attuate attente cam­
pagne di reclutamento-soci e si cercherà
di coinvolgere ancora di più gli enti locali
e soprattutto le scuole jesine, auspicando
che restino in programma tutti i convegni
preannunciati: il primo, alla fine di feb­
braio, verterà su Federico II e l’astronomia,
e vedrà come relatori gli scrittori Ernesto
Fagioli e Morena Poltronieri.
Grazie ad un socio tedesco, Peter Reck, è
stato inoltre finalmente realizzato il sito
www.fondazionefedericoIIjesi.it, con lo
statuto, le pubblicazioni, i premi, il monu­
mento, le attività svolte e quelle in corso,
ecc. La Fondazione vorrebbe infine che
nel 2006 fosse possibile eseguire, magari
in forma oratoria, il poema lirico sinfo­
nico Il segreto del Tempio, del compianto
maestro Oliver Kuscas, (il maestro Osval­
do Topa).
Cristina Franco
In esclusiva al teatro Pergolesi
La notte magica del circo
F
unamboli e trapezisti, lanciatori di asce e di clavette,
fate e “regine della notte” che
giocano, sulla punta delle dita,
con biglie di cristallo leggere come bolle di sapone: una
contorsionista che si aggrovi-
glia come un serpente, un ballerino che danza su un’enorme palla rotolata sopra un
tappeto rosso fluttuante; un
clown coperto di nacchere, fischietti e campanelli come ‘‘o
pazzariello”. Questo e tanto
altro c’è in “Nomade”
che le Cirque Éloize ha
portato in esclusiva interregionale al Pergolesi il 28 gennaio e, in
ben altri due spettacoli,
il 29. La compagnia è
internazionale: un’unica grande famiglia di
artisti-acrobati canadesi, svizzeri, francesi,
polacchi, guineani.
Circo nel teatro, non
sotto la tenda questa
volta, perché lo spettacolo va oltre una serie di numeri di alta
acrobazia. L’atmosfera
è quella di una notte
magica dove, con stupore, la luna sorge all’orizzonte, immensa
come ai tropici; dove “il cielo
è più grande”, i sogni e le fiabe
possono realizzarsi, poesia e
amore possono sbocciare per
incanto.
E’ appunto una storia d’amore il leit motiv che procede
tra mille follie, fino a concludersi in una festa di nozze a
cui tutti prendono parte con
danze scatenate. E c’è anche,
dall’inizio alla fine, una musica zigana eseguita con pochi
strumenti, ma straordinariamente fresca, vitale, travolgente. Nostalgica o prorompente di allegria regge, suggerisce, commenta tutto, coinvolge tutti. Davvero ci si può
convincere che, se in passato,
specie in epoca romantica,
dal folklore musicale zigano
hanno tratto ispirazione i più
grandi compositori europei,
anche oggi da questo stesso
genere molto sarebbe da attingere.
Pubblico in visibilio, applausi
a non finire. A piccoli, grandi,
giovani e non più giovani questo circo palpitante di stelle,
musica, poesia è piaciuto moltissimo. Anche a Fellini, che
era presente in spirito.
Augusta Franco Cardinali
(foto Anna V.Vincenzoni)
6
Speciale “Sampietrina”
5 Febbraio 2006
Don Clemente: così lo ricordano i Sampietrini
Mons. Ciattaglia e la Sampietrina
Non solo guitti
R
oma, 9 gennaio 2006
il parroco a comprenderci, a farci
Ancora un anniversario della capire e indirizzarci: a prepararci ai
morte di Mons. Clemente Ciattaglia sacrifici, a superare le difficoltà, ad
che a Jesi è subito collegato con la insistere e a puntare in alto. CercanSampietrina.
do di farlo senza tradire i valori di
Mi hanno chiesto: “Che fine ha fatto fondo nei quali ci aveva insegnato a
la Sampietrina? I ragazzi teatranti di credere.
allora, sono diventati uomini, ma la Pur profondamente grato, non vodomanda conteneva un interrogati- glio idealizzare Don Clemente, ma
vo più profondo. Significava: “Che prendere occasione per ricordare
cosa hanno combinato
nella vita? Gli insegnamenti di Don Clemente sono serviti? Quale
il risultato ottenuto?”
Quasi un riscontro per
verificare - a cose fatte
- cosa è successo.
Se a suo tempo è stato difficile passare dal
teatrino parrocchiale
al Pergolesi, lo è stato
molto di più per trovarsi un lavoro qualificato.
Quei ragazzi del rione
San Pietro, di famiglie
operaie si sono fatti
strada e sono diventati
funzionari, professionisti, dirigenti, imprenditori. Non sono stati da meno quelli quanto sia importante il ruolo che
che non avevano titoli scolastici; svolgono nei confronti dei giovani
hanno saputo ugualmente conqui- parrocchie e parroci.
stare stima, considerazione e rico- Stiamo vivendo momenti molto difprire, di fatto, mansioni superiori ficili: la scuola e la famiglia spesso
alle loro categorie sindacali. Si sono non sono presenti come dovrebbeformate famiglie salde, sane, co- ro e questo enfatizza ancor di più
struite sui valori religiosi e civili che l’essenzialità del loro ruolo. Sono
le famiglie prima e la parrocchia poi, convinto che il grande recupero, la
avevano instillato.
“riscossa”, abbia nei parroci e nelle
Ho voluto parlare di noi per arric- parrocchie uno dei più importanti
chire, dati alla mano, il “medagliere punti di forza.
di Don Clemente”, certificando la
dimensione di un suo successo. Noi
Antonio Paoletti
eravamo ragazzi come tanti: è stato
Giorgio Bezzeccheri
Capo,
consigliere,
critico
Agrochimica
giardinaggio e agricoltura
Via Roma, 6 - Località Macine
tel. 0731.813058 - 60032 CASTELPLANIO (AN)
-
Settore agricoltura
Settore vinicolo
Laboratorio analisi vini
Giarninaggio
Macchine e attezzi
Impianti di irrigazione
Da un vecchio armadio ...
Q
ualche settimana fa un discreto numero di
amici si vede arrivare da Roma un opuscolo
fotocopiato di una settantina di pagine curato dall
“antico” sampietrino Giuseppe Valeri, oggi un pezzo grosso a Roma. Egli, rovistando all’interno di un
vecchio armadio della parrocchia che per tanti anni
fu di don Clemente, si è ritrovato tra le mani tante
lettere originali dei sampietrini di una sessantina di
anni fa, quelli, per intenderci, che, galvanizzati dall’indimenticabile parroco, si imposero a Jesi e nella
Vallesina con straordinarie rappresentazioni teatrali
– la “Sampietrina” – nell’immediato dopo guerra e
che costituirono un affiatatissimo gruppo parrocchiale della Gioventù Cattolica.
Il servizio militare prima, l’avanzare dell’età poi e, infine, il trasferimento di don Clemente a Roma come
vice assistente dei Laureati Cattolici dispersero gradualmente l’affiatamento e la comitiva. Che però
lasciarono un segno ancora presente nella memoria
di tanti per le capacità di iniziativa di quei giovani
e per la loro presenza in prima linea in diverse
opere della diocesi.
La raccolta delle lettere curata da Valeri porta esattamente questo titolo: “Corrispondenza
rinvenuta in un vecchio armadio della parrocchia di
San Pietro apostolo in Jesi relativa ai soci di Azione
Cattolica durante la loro vita militare prima e lavorativa poi…”.
La corrispondenza vede la presenza dei giovani
Franco e Aurelio Selvaggio, Umberto Raffaeli, Francesco Ciattaglia, Giorgio Bezzeccheri, Alberto Paesani, Sante Vigo, Marcello Bazzeccheri, Antonio
Paoletti, Elio Gentiloni, Primo Cardinali e Plauto
Pela.
Delle quaranta lettere noi daremo la sintesi di alcune
e i brani più significativi di altre. Spiccano su tutte
quelle – numerosissime – di Giorgio Bezzeccheri e
merita un elogio l’azione del curatore Valeri che, appunto, già da allora era l’addetto a rispondere a tutti
in nome e per conto della Sampietrina, quasi consigliere delegato alla consolazione dei lontani.
v.m.
I giovani della Sampietrina in una foto del 1951
Le lettere di Giorgio Bezzeccheri sono “Quanto al copione da presentare…
dodici: nove da Lecce e da Braccia- l’immaginavo! Finché c’è qualcuno
no (servizio militare) e tre da Genova, che punge, che preme, s’arriva a
Segrate, Milano (lavoro). Le prime qualche cosa; quando ci si affida
piene di entusiasmo e di consigli per alla propria volontà, ci si dimentii suoi amici, le seconde appesantite ca e si trascura…. ” Manca la vodalla crudezza dell’impatto con il lontà del Capo? Aiutalo ad essere
lavoro e con le delusioni della vita. forte… E non demonizzare tutti
Ecco alcuni stralci.
con frasi salate, anche se giuste
(non sempre!)”…. ” Domenica siaDal servizio militare (1949-‘50): mo andati a Castellana… le grotte!
Altro che Frasassi!… Ma non ha per fare critiche”.
quel valore che Frasassi ha per me,
per noi tutti. Vi ricordate che cor- Dal mondo del lavoro (1955-58): “
se con don Clemente per non far Vi mando questo assegno che avrei
desistere i più fiacchi?”… ”Sei sin- voluto fosse di 15 anziché di 10, ma
cero quando parli, ma non ragioni quassù… è guadagnare come un
quando agisci… I quattro pugni a operaio a Jesi”… .”La mia quindi
Fonteavellana non te l’avrei dati è ancora la paura della sicurezza…
per ciò che avevi fatto, ma perché Ho avuto proposte di lavoro, ma…(
desideravo che comprendessi non stroncature dei politici del tempo,
essere quello il momento e il luogo oggi defunti). …”
Lettere di altri “sampietrini”
Franco e Aurelio Selvaggio
(militari 1949-’50):
“E tu Francesco, a quando gli
sponsali? Voglio sperare che
verrai a trovarci con la tua
metà, per il viaggio di nozze.
Facci sapere quando sarà il
lieto evento affinché ti possiamo ricordare al Signore”…
”Carissimo don Clemente, mi
scuserà se Le dedico poco
spazio, spero si accontenti lo
stesso. La ringrazio delle buone parole che mi rivolge e le
chiedo di ricordarmi sempre
al Signore, così da indicarmi
la via retta e seguire le sue
leggi…”
Umberto Raffaeli (militare
1950, dalla Somalia):
“La Somalia si trova nella stessa situazione dell’Italia. Ci
sono due potenti partiti, uno
democratico e maggioritario,
composto da poveri e uno da
capitalisti sovvenzionati dal
P.C. il quale fomenta disordini…”.
Francesco Ciattaglia (ospedale di Bologna 1949):
“In qualunque assemblea o
conferenza si assista, anche se
non riusciamo a comprendere
tutto, ciò che si è sentito non
cadrà mai nel vuoto, perché
la nostra mente si sforzerà di
apprendere sempre più quello che non sa, fino ad esserne
soddisfatta”... .”Ricordiamoci
sempre di coloro che soffrono
e domani ne avremo un grande merito quando ci presenteremo davanti a Dio…”.
quale piacere abbia ricevuto
la tua lettera davvero inaspettata. Saprai certamente
come la posta sia sempre
gradita,…e la tua in special
modo mi è stata particolarmente cara perché era un po’
la voce della Sampietrina.
Particolarmente cara perché
mi giungeva da uno “nuovo”
(permettimi di chiamarti così)
della nostra filodrammatica.
Segno evidente che le nostre
Marcello Bezzeccheri (mili- attività, le nostre fatiche, le
tare 1950):
nostre questioncelle interne,
“Noi non abbiamo stoviglie, oltre a tutto hanno contribuinon laviamo biancheria per- to a qualche cosa…”.
ché ogni pezzo è numerato,
non laviamo o puliamo gabi- Primo Cardinali (dal luogo
netti, non sturiamo i lavandi- di lavoro, Centro di cultura
ni: tutto questo sia ben chiaro dell’Università Cattolica-Pasa chi diceva il contrario. Sia- so della Mendola 1953) –
mo in una scuola di speciali- “Tra i 70 componenti del persti. Ci sono campi da tennis, sonale, la direzione ha affidadi pattinaggio, di pallavolo, to a me l’incarico, fino a dopo
di pallacanestro e di calcio, i Santi, di barista della Tavercompresa anche una piscina na tirolese e del controllo di
di m. 30x15x2,5….”.
tutti gli alberghi di proprietà
del suddetto centro, attualAntonio Paoletti (militare mente chiusi… Vorrei sapere
1951):
come vanno le cose laggiù in
“Carissimo Savino, non puoi parrocchia. E’ partito don Cleneanche immaginare con mente?…”.
Varie
Poggio San Marcello
Volontariato e pace
L’amministrazione comunale di Poggio San Marcello ha deciso di continuare nel 2006 il proprio impegno
nel sociale proponendo alla cittadinanza una serie di conferenze-dibattito sul tema “Volontariato e pace”. Il
primo incontro si svolgerà domenica
5 febbraio alle ore 9,30 presso la sala
consiliare ed avrà come tema “La vita,
dalla nascita alla morte”, prendendo
spunto dalla 28^ “Giornata della Vita”
Al dibattito saranno presenti i dottori Primo Luigi Bini e Grechi, indimenticati e stimati primari di pediatria e ginecologia dell’ospedale di Jesi,
ai quali tanta riconoscenza devono
molti abitanti della Vallesina ed oltre.
Gli stessi presenteranno la loro esperienza di medici in aiuto dei bambini
e delle donne e daranno consigli per
affrontare le principali patologie diffuse nella popolazione femminile e
infantile.
L’amministrazione comunale, nella
persona del sindaco dr. Tiziano Consoli, provvederà a premiare alla carriera i due medici per l’indiscusso
valore umano e professionale guadagnato in quasi mezzo secolo di attività. La presenza di tutti i bambini del
paese nati nel 2005 sarà una nota lieta
ed una testimonianza di quanto per
l’amministrazione sia importante il
tema trattato. Interverranno al dibattito anche Enzo Paoletti, responsabile
dell’ufficio di Jesi dell’associazione di
volontariato “Movimento per la vita”,
di prossima apertura .
Saranno inoltre presenti i responsabili dell’associazione “Amici dello Iom”
di Jesi impegnati in favore dei malati
terminali oncologici trattati a domicilio, Anche per le due associazioni
di volontariato il Sindaco provvederà
a conferire il riconoscimento per alti
meriti civili. Interverranno anche i
responsabili della “Casa famiglia” di
Castelbellino della comunità di Don
Benzi ed una rappresentanza del Consultorio “La Famiglia” di Jesi.
M. Cristina Coloso
Pro malati di lebbra
Mostra vendita
Il Gruppo Amici di Roul Follereau
di Jesi comunica che la XXXII mostra-vendita pro malati di lebbra
resterà aperta presso il Palazzo dei
Convegni dal 5 al 9 febbraio 2006
- orario : 9-12, 16-19.
Il Gruppo ringrazia tutti coloro che
vorranno contribuire alla buona
riuscita della mostra.
Domenica prossima
Assemblea Aido
Il Gruppo “Walter Bendia” di Jesi dell’Aido – Associazione Italiana per la
Donazione di Organi, Cornee, Tessuti
e Cellule - ha convocato per le ore 9 di
domenica 12 febbraio l’assemblea annuale ordinaria, che si terrà nella sede
di via dell’Asilo. 1/bis. All’ordine del
giorno: 1) relazione morale e finanziaria; 2) presentazione bilanci: consuntivo 2005, preventivo 2006 ; 3) Dibattito
con iscritti e simpatizzanti.
Il Consiglio direttivo dell’Aido invita
tutta la cittadinanza a partecipare all’assemblea, rinnovando ad iscritti e
simpatizzanti la richiesta della loro disponibilità a collaborare alla vita del
Gruppo con suggerimenti, proposte
ed opinioni in merito alle iniziative da
intraprendere per dif­fondere lo spirito
di solidarietà riguardo al trapianto di
organi, cornee, tessuti e cellule.
Su Rai Tre il Festival
Pergolesi Spontini
Ha preso il via domenica 29 gennaio,
alle ore 17, la programmazione nel palinsesto musicale di Radio Tre dei concerti del Festival Pergolesi Spontini tenutisi nei teatri della Vallesina lo scorso settembre. In onda, nel programma
“Domenica in concerto”, l’esecuzione
musicale registrata il 7 settembre scorso al “Ferrari” di San Marcello con il
violinista Fabio Biondi ed “Europa Galante”, ensemble di strumenti d’epoca.
5 Febbraio 2006
Il punto: Un anno a Kiev – 1
La rivoluzione fallita
I
opo tre turni elettorali
avvelenati
da tensioni e brogli un
anno fa, in Ucraina, il
popolo della “Rivoluzione arancione” esultava per la vittoria.
Un’affermazione sofferta e meritata quella del
26 dicembre 2004. Un
successo limpido avallato da ben dodicimila
osservatori Osce. Cinque giorni dopo la folla
che occupava la gelida
Maidan Nezalezhnosti,
la centralissima piazza dell’Indipendenza,
scandiva a gran voce
“Pora! Pora!“: “E’ tempo! E’ ora!”. Il 2005 si
preannunciava politicamente importante e
determinante per dare
il via ad una gestione
differente della “cosa
D
pubblica”.
Quella notte
di Capodanno la soddisfazione,
l’entusiasmo,
la commozione
di
quanti avevano sperato
di poter cambiare era
palpabile a Kiev. Tra
musiche e luci colorate gli occhi della gente
erano tutti sul palco e
sui megaschermi. I comizi appassionati, le invettive contro il regime
del presidente uscente
Leonjd Kuchma, l’esibizione delle prove dell’arroganza e dei brogli della parte avversa
scaldavano i cuori di
quanti riconoscevano
nella bionda e pasionaria Yulia Tymoshenko
e nello sfigurato Viktor
Yushchenko i loro indiscussi paladini. Il candidato filo-russo Viktor
Yanukovych - cresciuto
all’interno delle logiche del potere sovietico e legato al Donets’ky
Clan, la potente lobby
affaristica figlia del-
l’oligarchia russa - con stato. A settembre (u.s.)
l’11,72 per cento di voti i due leader della Rivoin meno era stato bat- luzione si sono scagliatuto.
ti l’uno contro l’altro. Il
L’affermazione dell’elet­ presidente Yushchenko
torato filo-occidenta- e il primo ministro
le incoraggiava nuove Tymoshenko si sono
aspettative, non ulti- scambiati la pesante
ma (almeno per mol- accusa di corruzione.
ti ucraini) quella di Ne è nato uno scontro
rendersi sempre meno drammatico che ha indipendente dal “Gran- nescato una crisi devade fratello russo”. Un stante per la stabilità e
passaggio epocale, nel- la credibilità del Paese.
le intenzioni, che sup- La prima mossa del
portato da una serie di presidente è stata quelriforme avrebbe porta- la di dimissionare in
to l’Ucraina negli stan- tronco il governo della
dard europei e, prima o bionda Yulia che lo acpoi, traghettata nell’Ue. cusava di essere circonSecondo il romanziere dato da uomini corrotti.
Andrej Kurkov si pre- Poi Yushchenko ha ucsentava l’occasione “di cusato la Tymoshenko
uscire dalla genetica - la donna più ricca
passività sovietica”. Dal d’Ucraina a capo di un
23 gennaio 2005 Viktor impero basato sul busiYushchenko - fondato- ness del gas - di usare il
re della Banca centrale potere ai fini personali.
ucraina, primo mini- Chi sperava di poter
stro sotto la presidenza incominciare a vivere
Kuchma e molto vicino in un “mondo diverso”,
al Fondo monetario in- dopo soli sette mesi di
ternazionale - è il nuo- governo post-rivoluziovo presidente di quella nario, è disorientato.
repubblica.
Negli entusiasti di un
Il tanto auspicato “nuo- anno fa oggi convivono
vo corso” però non c’è sentimenti contrastan-
ti. L’orgoglio di aver
vissuto la Rivoluzione,
ma anche la delusione
per i risultati che ha
prodotto: un sogno infranto da troppe risse e
l’amarezza per una vittoria tanto bella quanto rovinata dagli stessi
vincitori.
Un pasticcio, quello di
Kiev, che la gente comune, con chiarezza,
imputa ad errori concreti. “Per me la Rivoluzione è fallita” dice
un’anziana donna. “I
prezzi salgono, ma gli
stipendi e le pensioni
restano fermi”.
Da anni si aggiunge il
sistematico, sciagurato
smantellamento del sistema sanitario pubblico che ha aggravato le
già non facili condizioni di vita di cospicue
fasce della popolazione. “Hanno dimostrato
di non essere preparati
a governare insieme “
aggiunge una giovane
bionda “e alla fine se ne
avvantaggerà Yanukovych”.
Massimo F. Frittelli
(1 . continua)
La memoria del dolore
Un messaggio di speranza
I
l teatro studio Valeria Moriconi ha ospi- polo ebreo dalla schiavitù d’Egitto. Il film
tato venerdì 27 gennaio il secondo even- “Rosenstraβe” (2003 – Germania-Olanda,
to della rassegna cinematografica ”Resistere! Resistere! Resistere!”, promossa
dall’Arci a dall’amministrazione comunale per diffondere nel territorio quel
cinema d’autore che troppo spesso le
programmazioni imprenditoriali escludono. Alla cittadinanza, che è affluita
numerosa, è stato proposto un modo
approfondito per vivere la “Giornata
della memoria” della Shoah di quest’anno.
Il film è stato coronato dall’introduzione del prof. Michele Contadini, che ha
chiarito il significato del tutto particolare della memoria ebraica, fondata sulla
sperimentazione personale e quotidiana
della memoria della liberazione del po-
regia di Margarethe Von Trotta) ha saputo
emozionare il pubblico con un messaggio
a più prospettive: quella di una cultura
della memoria che vive nell’oggi le ferite ancora aperte del passato; quella di
una cultura della speranza,che non lascia l’ultima parola al bieco errore, ma
ricerca la verità, la giustizia e la dignità
di ognuno; e infine la prospettiva dell’amore che trasversalmente contagia
e fonda la vita di giovani e anziani, di
ebrei e di “ariani”, di credenti e di atei.
Gli spunti di riflessione che l’iniziativa
ha offerto hanno ribadito ancora che
non è futile tornare ogni anno a onorare la memoria di questo tragico evento.
Soprattutto perché non è mai superfluo
sperare.
Lucia Curzi
Castelbellino
Mons. Vecerrica alla Marcia della Pace
U
na serata mite, il 28
gennaio, ha favorito
la riuscita della Marcia
della Pace, organizzata
dalla Zona Pastorale di
Cupramontana.
Contemporaneamente
si
sono messi in viaggio
i parrocchiani di Pantiere, Stazione, Pianello
Vallesina, Monteroberto,
Majolati Spontini, Scisciano, Poggio Cupro e
Cupramontana,
attesi
nella chiesa di San Marco dai residenti di Castelbellino.
Su invito del Vescovo di
Jesi, Mons. Oscar Serfilippi, presentanza dei residenti di
Mons. Giancarlo Vecerrica, tutti i Comuni della Vicaria
noto al grande pubblico an- - tra questi i sindaci di Castelche per essere il promotore bellino e Majolati - don Giudel pellegrinaggio Macerata- liano Fiorentini e don MauriLoreto, ha percorso in pre- zio Fileni, a nome dei parroci
ghiera, insieme ai residenti, il presenti, hanno accolto i parpercorso Stazione–Capoluo- tecipanti e ringraziato il Vego. Alle ore 21, nella chiesa scovo per la sua disponibilità.
parrocchiale di San Marco, Don Maurizio ha brevemengremita da una foltissima rap- te ricordato le motivazioni e
la storia di l’unico che riempie la vita” e
questa ma- “il nemico della vita è la mennifestazione.
zogna, che a volte nasconde le
Mons.Vecer- sembianze del maligno”.
rica, Vescovo Al quarto argomento: “Che
di Fabriano, cosa si deve fare nella vita?”.
ha portato ha risposto con due indicaquattro ele- zioni. 1) La disponibilità a ciò
menti di ri- che è vero, la disponibilità del
flessione. Ri- cuore;. 2) “Per dire sì bisogna
cordando un essere aiutati, alcune persosuo recente ne risultano determinanti in
viaggio
in positivo nella vita di ciascuno
Terra Santa e di noi; l’aiuto ci giunge dalla scalata al la Comunità cristiana, dalla
monte Sinai, parrocchia, per questo non
ha spiegato bisogna mai tradire la noquesta mas- stra comunità”. Al termine,
sima: “Non siate vagabondi, dopo alcune preghiere e canti,
ma pellegrini”, sottolineando Mons. Vecerrica ha impartito
che l’essere pellegrini pre- la benedizione.
suppone partire determinati Fuori della chiesa, nella bella
per una meta, in opposizio- piazza, i parrocchiani di Cane al vagabondare. Pertanto stelbellino hanno offerto vino
quando riceviamo dei mes- caldo e ciambellone, partisaggi che non indicano mete colarmente graditi da coloro
visibili dobbiamo diffidare. Il che hanno ripercorso, a piedi,
secondo e il terzo dei temi il tratto fino alle loro case.
trattati sono stati: “Gesù è
Fotoservizio Marco Palmolella
Jesi e Vallesina
5 Febbraio 2006
“Premio Vallesina”
Alto riconoscimento
Con un telegramma a firma del segretario generale dott. Gaetano Gilfuni,
spedito il 23 gennaio dal Quirinale al
presidente dell’Associazione organizzatrice, il sindaco di Monsano, Gianluca Fioretti, il presidente Carlo Azeglio
Ciampi ha concesso l’Alto Patronato
della Presidenza della Repubblica alla
terza edizione del “Premio Vallesina”
che si terrà a Jesi nel giugno prossimo.
“Si tratta di un riconoscinemto – ha
dichiarato il presidente Fioretti. - che
premia l’intero territorio, ci inorgoglisce e che deve rappresentare il miglior
viatico nell’organizzazione della prossima edizione”.
Contemporaneamente il presidente
della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, dott. Giuseppe Zamberletti, ha fatto pervenire alla
segreteria del “Premio” una sua lettera
con la quale concede il patrocinio all’iniziativa per il grande valore culturale, sociale ed economico che l’associazione si è sempre prefissata. Ricordiamo che il “Premio Vallesina” ha
scelto di rivolgere l’attenzione anche
agli imprenditori che hanno raggiunto
significativi risultati fuori i confini nazionali.
Formazione cristiana
al matrimonio
Questi i prossimi corsi di formazione
cristiana al matrimonio:
dall’8 febbraio: a Jesi, parrocchia di
Santa Maria del Piano, ogni mercoledì,
alle ore 21 (telef. 0731.58636)
dal 13 al 18 febbraio: a San Marcello, sala parrocchiale (Palazzo Marcelli), ore 21.
dal 20 febbraio, a Cupramontana,
Casa dottrina cristiana, ogni lunedì e
giovedì, alle ore 21 (telef. 0731.789040)
L’avv. Conti è il nuovo
difensore civico
L’avv. Francesco Conti è il nuovo difensore civico del Comune di Jesi. Nominato il 21 gennaio scorso, resterà in
carica per tre anni. E’ il quinto difensore civico di Jesi; prima di lui hanno ricoperto l’incarico Fabio Fittajoli
(1993-1996), Pietro Panettieri (19961999), Gianluca Mucelli (1999-2002)
e Samuele Animali (2002-2005), quest’ultimo nominato giorni fa difensore
civico della Regione Marche.
Il difensore civico in base ai principi
costituzionali del buon andamento e
della imparzialità dell’azione amministrativa, vigila sull’operato del Comune,
delle aziende autonome e speciali, delle istituzioni, dei gestori dei servizi
pubblici di competenza comunale e
degli enti controllati dal Comune. Interviene d’ufficio o su richiesta dei
cittadini (singoli o associati), contro
illegittimità, abusi, ritardi, omissioni
e disfunzioni degli uffici e degli organi elettivi del Comune (sindaco, giunta, Consiglio) e degli altri enti da esso
controllati. Il suo intervento è gratuito
e non richiede particolari formalità.
Va ricordato anche che il difensore
civico non è un magistrato, nè può
assistere il cittadino dinnanzi all’autorità giudiziaria e non interviene nei
rapporti tra privati. Il suo ufficio è nel
Palazzo del Comune. Il difensore civico riceve il lunedì dalle 9,30 alle 12,30
e dalle 16,30 alle 19,30; il sabato dalle
9,30 alle 12,30. La segreteria è aperta
al pubblico dal lunedì al sabato dalle
9,30 alle 13.30
Conferenze
all’Archeoclub Jesi
Venerdì 3 febbraio, alle ore 18, nella
sede di Jesi dell’Archeoclub, la prof.
ssa Fernanda Degano parlerà su “La
cultura dei popoli della città nell’età
antica”. Venerdì 10, alle ore 18, sempre all’Archeoclub il prof. Gianfranco
Paci, docente presso l’Università degli
studi di Macerata, tratterà il tema:
“Nascita, evoluzione ed amministrazione delle città romane in territorio
marchigiano”.
SERVIZI SOCIALI Ventuno Comuni fianco a fianco
La Vallesina si unisce
I
ventuno Comuni della Vallesina fianco a fianco in materia di servizi sociali. 105 mila
abitanti che potranno contare
su un’Azienda Speciale Consor-
tile, una delle tre forme indicate dalla Regione Marche per la
riorganizzazione istituzionale
degli ambiti territoriali sociali.
Si tratta del primo progetto che
prende vita in tutta la regione,
finalizzato a fornire un’unica
risposta in materia di anziani, diversamente abili, minori.
L’operatività dell’Azienda che ha
raccolto l’adesione dei Comuni
verrà sancita formalmente solo
a fine anno, compatibilmente
ai singoli bilanci. Ma il percorso
di studio e ricerca dell’Ambito nianza di Giuseppe
Territoriale Sociale IX – quello Milanese, che ha già
che appunto comprende tutti i attuato questo tipo
Comuni della Vallesina e vede di gestione accentrala città di Jesi capofila - è un ta dei servizi sociali:
lavoro iniziato mol- si tratta dell’Azienda
to prima, come ha “Offerta Sociale” di
spiegato l’assessore ai Vimercate (Milano)
servizi sociali di Jesi di cui è presidente,
Paolo Cingolani.
azienda che conta 29
“Comincia adesso la Comuni.
fase più delicata - ha Un convegno molto
aggiunto l’assessore atteso che ha visto la
- perché dovremo ve- partecipazione di molti addetti
dere quale dei modelli ai lavori: operatori sociali dei
di azienda consortile Comuni, di altri enti, del terzo
sia più idoneo alla no- settore, rappresentanti dei sinstra realtà”. E alcune dacati e naturalmente assessori
risposte all’incertezza e sindaci. Questi ultimi in parsulla validità dell’azienda sono ticolare hanno espresso la proemerse nella giornata di sabato pria soddisfazione per un lavo28 gennaio al teatro-studio “Va- ro che risale al 2002. “Quattro
leria Moriconi” in un seminario anni fa abbiamo iniziato ad afdi approfondimento sul tema. frontare la questione - ha spieSono intervenuti alcuni do- gato Milena Mazzarini, sindaco
centi del Dipartimento Scien- di Montecarotto - in un Comuze Sociali e del Dipartimento ne che si è mostrato particolarManagement e Organizzazione mente attento ai bisogni sociali
Industriale dell’Università Poli- dei cittadini”.
tecnica delle Marche che han- “Va sottolineata - ha proseguito
no mostrato un accurato studio Roberto Ragaini, assessore ai
circa la fattibilità dell’Azienda. servizi sociali di Castelplanio
A loro si è affiancata la testimo- - la realtà composita dei 21 Co-
muni che costituiscono l’Azienda: occorre una volontà forte
e una particolare attenzione ai
costi per quella che è un’esperienza formidabile per la Regione Marche”. Dello stesso parere
il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi “Si apre oggi un lavoro
che ha alle sue spalle un percorso molto lungo. L’Ambito Territoriale della Vallesina è l’unico
della Regione Marche che nel
tempo ha fatto scelte importanti: non solo quella di creare
un’azienda consortile, ma anche di farla coincidere con il
territorio dell’Asl allo scopo di
creare un unico distretto sociosanitario”.
Fotoservizio Giorgia Barboni
MAJOLATI Nel 155° anniversario della morte
Le celebrazioni di Spontini
Domenica scorsa, a Maiolati, è stato
celebrato il CLV anniversario della
morte di Gaspare Spontini.
La Reggenza delle “Opere Pie Spontini”, in collaborazione con il Comune, ha curato i festeggiamenti e
il ricordo del musicista. Per tutto il
fine settimana numerosi majolatesi,
ma anche visitatori e studiosi, hanno potuto visitare gratuitamente il
museo Spontini, arricchito da nuove acquisizioni. Dopo il consueto
omaggio floreale. La Reggenza, insieme alla Giunta Comunale, ha
partecipato alla celebrazione della
messa commemorativa nella chiesa di San Giovanni; presenti anche
molti giunti da Moje, Jesi e da altre
località marchigiane. Suggestiva, al
termine del rito funebre, l’esecuzione, a cura
dalla “Società Filarmonica Gaspare Spontini”,
della marcia funebre, tratta dal terzo atto de
“La Vestale”.
In occasione degli anniversari della nascita
e della morte di Spontini, l’amministrazione cerca di aumentare la dotazione delle tre
sezioni culturali: archivio, biblioteca e mu-
seo Spontini: così è stato anche in
questa occasione. Come molti sapranno, la Casa Spontini, a partire
dalla morte di Celeste Erard, ha
ospitato tante istituzioni: il municipio, l’organizzazione del fascio,
la scuola elementare e le abitazioni
di famiglie indigenti; solo nel 1951
è diventata un museo. Nella stanza
del sindaco, erano esposti due busti in gesso, uno di Spontini, l’altro
di Vittorio Emanuele II, questo ultimo, per varie ragioni, era ridotto
in frammenti (se ne erano contati
ben 127). In quest’occasione, a
cura di Melissa Ceriachi, l’amministrazione comunale ha restaurato e restituito il busto in gesso di
Vittorio Emanuele II.
Il museo è rimasto aperto fino a tarda sera
registrando continue visite di turisti e di
majolatesi.
Marco Palmolella
Programma docenti e temi
Gli incontri 2006 alla Petrucciana
A
nche questo anno la
Biblioteca Diocesana P.M. Petrucci intende
offrire alla cittadinanza
occasioni culturali di
livello qualificato puntando l’attenzione, anche se con angolature
originali, sul tema della
Speranza che interesserà non poco la Chiesa
italiana. Il millennio che
si è chiuso si era aperto
sul tema della speranza
con la terza età, quella
dell’amore, annunciata
da Gioacchino da Fiore.
Le attese deluse hanno fini- sponde ad una domanda che
to per laicizzare il tema della il filosofo greco Platone pone
speranza fino alla crisi delle nel “Fedone”. Chi ci guiderà
ideologie e della scienza, nella - si chiede - nella terza via di
sua pretesa di unica assoluta navigazione, quella a mare
verità, alla fine del XX secolo.
aperto sulle domande di senSu quali nuovi sentieri con- so della vita? In Platone si avdurre la speranza per non ri- vertiva quasi una invocazione
cadere in progetti ideologici o e cioè che solo un Dio può
in fondamentalismi religiosi? guidarci.
Sant’Agostino, commentando Per Agostino, Dio ha già riil Vangelo di Giovanni, ri- sposto, calando in mare la
zattera della sal- vano Petrosino, docente di fivezza, cioè la losofia teoretica all’Università
croce di Cristo, Cattolica di Milano: “Il Sacrisegno dell’amore ficio Sospeso”;
misericordioso di mercoledì 29 marzo - prof
Dio.
ssa Adriana Valerio, storica,
Gli incontri (tut- teologa, docente di storia del
ti alle ore 18,15), Cristianesimo all’Università
aperti a tutti i Federico II di Napoli: “Doncittadini, si ter- na e profezia: speranza della
ranno nei locali Chiesa”;
della Biblioteca venerdì 21 aprile - prof.
Petrucciana
in Paolo di Benedetti, docente di
via Santoni, se- giudaismo e di antico testacondo il seguente mento presso le Università di
calendario:
Urbino e di Trento “Il Qohelet
mercoledì
15 “ un commento;
febbraio - prof. Rinaldo Ot- marzo – prof. G. Marconi,
tone, filosofo teologo : “La docente di letteratura critragedia antica tra dispera- stiana antica nella Pontificia
zione e speranza”;
Università Gregoriana, all’Anlunedì 27 febbraio - prof gelicum, alla Lumsa e all’UniCarlo Ferrucci, docente di versità del Molise “La Prima
storia delle dottrine estetiche lettera di Pietro”
presso l’Università di Roma La direzione della Biblioteca
Tor Vergata: “Tragedia e spe- annuncia la presentazione, a
ranza ne “I Beati” di M. Zam- breve, degli atti del convegno
biano”;
del 2001 sul Cardinale Pevenerdì 10 marzo - prof. Sil- trucci. “Mistica e Poesia”.
Varie
Cinquecento anni al servizio della Casa di Pietro
Le Guardie Svizzere
C
elebrato, domenica 22
gennaio, con la Santa
Messa Solenne nella Cappella Sistina e la benedizione del Santo Padre durante
l’Angelus delle 12, l’anniversario di nascita dell’esercito più antico del mondo: la
Guardia Svizzera Pontificia.
Cinquecento anni - i suoi
- dedicati, nel quadro significativo della storia del Cattolicesimo romano, al servizio
della Casa di Pietro. Numerosi avvenimenti - di cui, il
più importante, il “Sacco di
Roma”, compiuto dalle truppe dell’imperatore Carlo V il
6 maggio del 1527, durante
il quale caddero in battaglia
per il Papa e la Chiesa, centoquarantasette delle centottantanove Guardie - hanno
contrassegnato la sua storia
che ricorda, tra gli episodi
di maggiore rilievo accaduti
nel contesto diplomatico e
militare europeo dei seco-
gli eventi
più importanti
messi in
calendario per il
Giubileo della
Guardia
Svizzera,
una mostra inedita, dal
titolo “La
Guardia
Svizzera
Pontificia.
500 anni
di storia,
arte vita”,
p ro m o s sa dalla
Pontificia Commissione per
i Beni Culturali della Chiesa
e dal Comando della Guardia Svizzera Pontificia, che
sarà inaugurata mercoledì
29 marzo al Braccio di Carlomagno in
Vaticano, e
racconterà
- attraverso
dipinti, disegni, manoscritti,
miniature,
incisioni,
medaglie,
monete,
do cumenti, oggetti,
uniformi,
li trascorsi, il congedo del divise, corazze, armi e ar1798 al momento dell’occu- mature, e col supporto di
pazione francese di Roma; la un video - l’operato della
fine degli Stati Pontifici nel Guardia Svizzera, votato
1870; la creazione nel 1929 esclusivamente a servire la
dello Stato della Città del Chiesa attraverso la tutela
Vaticano dai Patti Latera- del Pontefice quale vicario
nensi; l’occupazione nazista di Cristo.
di Roma nel 1943-1944. Tra “Un esercito armato che non
deve usare le sue armi” come raccomandò Pio X un
giorno - “Il nostro cannone
deve rimanere al suo posto,
in cantina, poiché il Vaticano non verrà difeso con i
cannoni”.
Fondata nel 1506 da Papa
Giulio II della Rovere - nel
periodo della fioritura dell’esercito mercenario svizzero - con centocinquanta
uomini giunti a piedi da
Lucerna lungo la via Francigena, oggi conta su un Corpo composto da centodieci
cittadini svizzeri maschi, di
religione cattolica, di altezza superiore a centosettantaquattro centimetri e adeguata formazione professionale, impegnati anche, nelle
mattine dei giorni di riposo,
in esercitazioni, allenamenti, seminari…
Colpisce particolarmente di
questo piccolo “esercito”, la
divisa dai colori sgargianti
e insoliti, “quasi un costu-
me di stile rinascimentale,
con i colori dei Medici, su
cui si favoleggia un’idea di
Michelangelo”. Attualmente, le uniformi sono state
realizzate sullo stile del XVI
secolo, “ossia quello i cui
caratteri essenziali possono
essere attribuiti, in buona
parte, a Raffaello”.
Il 7 aprile, invece, avrà inizio una marcia celebrativa
che riporterà in Roma il
4 maggio – attraverso un
cammino di settecentoventitrè chilometri lungo la via
Francigena – un’ottantina di
ex-Guardie Svizzere, in ricordo dello storico ingresso
che sarà suggellato dal solenne giuramento di fedeltà al Pontefice delle nuove
Guardie il 6 maggio – com’è
di consuetudine ogni anno e che eccezionalmente questa volta avverrà nel pomeriggio in Piazza San Pietro e
sarà aperto al pubblico.
Paola Cocola
VIGILI DEL FUOCO Un concorso per fotoamatori
Obiettivo sicurezza
“Vigili del fuoco: obiettivo sicurezza”
è il titolo del concorso fotografico
indetto dal comando provinciale dei
vigili del fuoco di Ancona con il patrocinio del Comune di Jesi. Una iniziativa interessante che sicuramente
catturerà gli appassionati di foto e
quanti vorranno vedere “su carta patinata” il quotidiano lavoro dei nostri vigili del fuoco, lavoro potremmo dire eroico, basato su interventi
celeri, a volte di importanza vitale.
Il concorso, aperto a tutti, prevede
premi in denaro per i primi tre classificati; la premiazione si svolgerà il
25 febbraio alle ore 16 presso il Palazzo dei Convegni. Le foto migliori
verranno poi selezionate e inserite
nell’ambito della manifestazione:
“Incontro della città di Jesi con i vigili del fuco e mostre correlate”, una
sessione di tre appuntamenti: precisamente il 24, 25 e 26 febbraio, sempre al Palazzo dei Convegni.
Venerdì 24 febbraio,
con apertura alle 9,
la prima esposizione, che comprenderà modellini di
automezzi antichi e
recenti dei vigili del
fuoco, una collezione di divise, elmetti,
stemmi e attrezzature attestanti l’evoluzione nel tempo
del corpo dei vigili
del fuoco, un tuffo
nella storia che certamente desterà l’attenzione dei più piccoli e susciterà
commozione negli occhi e nei cuori
dei più anziani che rivedranno frammenti della storia passata.
Colori, divise, vecchi camion e ormai superate attrezzature, un puzzle
di emozioni e ricordi che ci catapulteranno nell’Italia degli anni passati,
magari quella del boom
economico o in quella
della povera gente contadina. Esposte anche
foto e documenti sull’operato del fondatore
del corpo dei vigili del
fuoco, il prefetto Alberto Piombini di Jesi, nel
33° della sua scomparsa.
Un ulteriore importante appuntamento sarà
l’inaugurazione del museo intitolato “Percorso
del fuoco e della misura”
5 Febbraio 2006
9
Moie
I bambini e la pace
Sabato 28 gennaio i bambini dei gruppi di catechismo della parrocchia di Moie hanno presentato
in chiesa, durante l’incontro di catechismo, i loro
canti, cartelloni, riflessioni sul tema della pace, ed
in particolare sul messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha scritto per la Giornata Mondiale
della Pace, dal titolo “Nella verità, la pace”. Al termine, il parroco don Gianni Giuliani, insieme ad
alcuni bambini, ha consegnato una copia del messaggio al sindaco, Giancarlo Carbini che ha apprezzato l’iniziativa ed ha rivolto un invito a tutti
ad essere costruttori di pace tutti i giorni e negli
ambienti in cui ci troviamo. E’ questa una iniziativa che si ripete da diversi anni a Moie attraverso
la quale la parrocchia si impegna a far conoscere
ai bambini il valore della pace attraverso le parole
del Santo Padre.
(Fotoservizio Beatrice Testadiferro)
Alla Colonnara Latini
confermato presidente
Colonnara al rinnovo dei vertici aziendali. Nel
segno della continuità e come forte segnale di
stima per il lavoro di coordinamento e promozione svolto sin dal 2000, è stato riconfermato alla
presidenza Massimiliano Latini. Giunto ormai al
suo terzo mandato triennale ha riscosso ancora la
fiducia dei centocinquanta soci cooperativi, che
durante la riunione fissata il 23 gennaio scorso a
Cupramontana lo hanno votato a grande maggioranza.
Nel Consiglio di amministrazione, inoltre, un
rientro molto atteso. Quello di Carlo Pigini Campanari, enologo molto conosciuto nella nostra regione, chiamato ad assumere le funzioni di amministratore delegato e già collaboratore per 27 anni
della storica azienda vitivinicola cuprense che ha
guidato al successo nel periodo a cavallo degli
anni novanta. Un triennio che si apre, dunque,
con le migliori intenzioni: far conoscere e apprezzare sempre di più quei prodotti che sanno perfettamente raccontare la tradizione di Colonnara,
promuovendo e valorizzando sul mercato italiano
ed estero il tanto amato vino dei Castelli di Jesi.
Protezione Civile
a Monsano e Belvedere
sito in Jesi in via Leopardi 15/b che
rimarrà aperto durante i tre giorni
della manifestazione con visite guidate dalle 9 alle 20. Di grande importanza anche la commemorazione di
Bruno Mancini Bruno, capo reparto
morto tragicamente in servizio: a lui
verrà intitolata la sede del distaccamento di Jesi in via Gallodoro.
Sabato 25 febbraio la manifestazione proseguirà con l’esposizione delle foto partecipanti al concorso e,
come si è detto, la premiazione dei
vincitori. Il giorno seguente in piazza della Repubblica esposizione di
automezzi del locale Distaccamento
dei Vigili del fuoco, un appuntamento ormai imperdibile per i cittadini
e gli amanti della storia, una storia
fatta di passione, dedizione e sacrificio.
Omar Frezzi
Foto Candolfi
Il 23 gennaio scorso, al “Paradise Play Center” di
Monsano è stato inaugurato un corso teorico pratico di primo livello Bls (Basic Life Support) per
operatori di Protezione Civile organizzato dalla
Regione Marche. Articolato in lezioni teorico pratiche di primo soccorso e logistica di protezione
civile, il corso sarà tenuto da istruttori della Croce Gialla di Chiaravalle. Alfio Zenobi, Marianna
Fioretti e Paolo Grassini coordinati dal presidente
Mara Baldelli.
Le lezioni si terranno a Monsano e Belvedere
Ostrense,. dove gli istruttori divideranno i volontari in gruppi a seconda del livello di preparazione
(alcuni hanno già effettuato corsi “Blsd” per l’uso
del defibrillatore semi automatico.
Nell’Associazione
Finanzieri
Il 12 febbraio, alle ore 11,30, nella sede di piazza
Federico II, avrà luogo l’assemblea dei soci della
sezione della Vallesina dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia. All’ordine del giorno, fra l’altro, la presentazione del nuovo consiglio direttivo
e la relazione del presidente.
10
Jesi e Vallesina
5 Febbraio 2006
viaggio nelle cronache
Da Jesi a Bari il burattino di Collodi
Da una settimana all’altra
vo della Fondazione Colocci. Il master è rivolto a laureati jn discipline giurìdiche, economiche, politiche e
sociologiche. Strutturato per favorire la partecipazione di allievi lavoratori, il master viene svolto il venerdì
pomeriggio a Macerata, presso la Facoltà di Giurisprudenza ed il sabato mattina a Jesi, presso la sede della
Fondazione Colocci.
Messaggio del Papa ai sindaci
Moie: nuove strutture per la scuola dell’infanzia
E’ dal lontano 1940 che a Moie una scuola dell’infanzia
si occupa della formazione dell’assistenza di bambini
in età prescolare dai tre ai sei anni. E’ stata istituita da
don Egidio Lorenzetti, parroco di Moie dai primi del
1900 fino al 1960, e ricordato per molte altre opere benefiche realizzate nel paese. La scuola, che è sempre
stata gestita dalle suore, ha ottenuto da qualche anno
la parità ed attualmente funziona con due sezioni nelle
quali insegnano una suora carmelitana, la direttrice ed
una insegnante laica che da molti anni presta servizio
nella stessa scuola: entrambe apprezzate e stimate dai
genitori dei piccoli allievei e dalla popolazione.
L’edificio che ospita la scuola è stato di recente ristrutturato, messo a norma secondo le attuali normative in
materia di sicurezza e dotato di nuovo materiale didattico. Quest’anno, grazie ad un sostanzioso contributo
della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, si è dotata di moderne attrezzature per l’accoglienza e la facilitazione dell’apprendimento degli alunni portatori di
handicap.
Il parroco don Gianni Giuliani e tutta la comunità parrocchiale esprimono la loro gratitudine alla Fondazione che ha permesso così alla scuola di essere attenta
alle esigenze di tutti i bambini.
Iniziative per i nostri missionari
Per più di venti anni il gruppo missionario diocesano
ha allestito una mostra vendita il cui ricavato era
destinato per i missionari originari della nostra diocesi.
Con rammarico quest’anno ha dovuto rinunciare
all’iniziativa. Ora chiedono la collaborazione di tutta la
Chiesa Jesina per poter continuare ad aiutare i nostri
missionari per far sentire loro che il legame non viene meno.
La parrocchia di San Pietro Martire ha già risposto con
entusiasmo, organizzando da domenica 5 febbraio un
pranzo di beneficenza per tutti i missionari della diocesi.
Sullo schermo del Circolo Cittadino
Domenica 5 febbraio alle ore 17, presso il teatro polivalente di Castelplanio, si svolgerà una iniziativa organizzata dalle parrocchie di Castelplanio e Poggio san
Marcello con la consegna del messaggio del Papa per
la Giornata Mondiale della Pace ai sindaci delle due
amministrazioni comunali. Il prof. Giancarlo Galeazzi,
preside dell’Istituto Marchigiano di Scienze religiose di
Ancona e direttore dell’Istituto marchigiano “Maritain”,
proporrà una riflessione alla quale seguiranno testimonianze, video e canti di pace e la recita “I tre doni” dei
bambini di quinta elementare
Maiolati: i lavori al ponte sull’Esino
Al via i lavori sul ponte del fiume Esino, la struttura
che collega Moie con il capoluogo collinare e porta all’imbocco della statale 76. I lavori riguardano il rifacimento completo e il rafforzamento del ponte in modo
da consentire il transito dei mezzi pesanti. La carreggiata di conseguenza sarà allargata con due corsie da
3,5 metri e due banchine laterali da 1,35 metri ognuna.
I lavori saranno appaltati entro questo mese e avranno
la durata prevista di otto mesi.
Sbarbati confermato direttore delle Muse
Nella seduta del 13 gennaio, i consiglieri di amministrazione della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona hanno confermato all’unanimità lo jesino Silvano Sbarbati
come direttore per il prossimo
triennio. Tutti i consiglieri sono
stati concordi nel riconoscergli
il merito di avere contribuito a
raggiungere gli obiettivi culturali del massimo dorico.
“Infatti – si legge nel comunicato stampa - in poco più di tre
anni di attività in continua crescita (il 2005 ha registrato ben
788 aperture tra Muse e Sperimentale, con un budget complessivo di gestione al di sotto
dei cinque milioni di euro) la
Fondazione ha riportato l’opera lirica ad Ancona.
Una grande figura storica
Riceviamo:
Sfogliando il “Corriere A­­
driatico” del 19 gennaio
scorso mi sono soffermata
in particolare sull’annuncio
del concorso indetto dall’ing.
Gennaro Pieralisi sulla figura del padre Egisto e le sue
“Saluti da Jesi”: l’immagine qui sopra riprodotta è tratta dal documentario “Saluti da Jesi”, uno dei tre documentari realizzati da Geniale Olivieri (con commento
di Giuseppe Luconi) che saranno proiettati domenica
5 febbraio alle ore 17,15, nella sala del lampadario del
Circolo Cittadino. Gli altri due documentari si intitolano: “Jesi, inaugurazioni e dintorni” e “Sui banchi di
scuola” (inedito). E’ ormai nella tradizione questo in- macchine olearie; tutto quecontro annuale di Olivieri con i suoi concittadini, ai sto mi ha fatto fare un balquali è offerta l’occasione per vivere o rivivere – nella zo nel passato a tutte quelle
successione delle immagini proiettate sullo scherno del volte che a casa ho sentito
Circolo Cittadino, avvenimenti, aspetti e volti di un parlare di queste “macchipassato jesino più o meno lontano.
ne olearie”, perchè mio zio
Mazzinio ha dedicato alla
loro efficienza la maggior
Diritto ed economia all’Università di Jesi
parte della sua esistenza. La
sua competenza tecnica, la
II 13 gennaio ha preso il via la prima edizione del ma- laboriosità sono stati senz’alster di secondo livello in diritto ed economia delle pic- tro validi e proficui supporti
cole e medie imprese, organizzato dall’Università degli per il buon andamento della
Studi di Macerata, con il contributo della Fondazione Maip che muoveva, allora, i
Cassa di Risparmio dì Jesi ed il supporto organizzati- primi passi nel mondo della
produttività industriale.
Mio zio sarà stato pure una
formichina in questo “gigante” che tale azienda è
diventata, ma senza dubbio
molto necessaria. Pertanto
con umiltà mi permetto di
lodare l’iniziativa intrapresa
dall’ing. Pieralisi; inoltre a
margine di ciò, mi viene spontaneo ricordare il contributo fattivo
di tutte quelle figure
che attorno alla Maip
si sono adoperate con
lodevole sforzo e che
ora non ci sono più
ma che hanno lasciato un munifico patrimonio per tutti noi e
un insegnamento per
tanti giovani che stanno per avviarsi al mondo del
lavoro e che parteciperanno
al suddetto concorso.
Termino queste mie “due
righe” ringraziando queste
grandi figure del passato: in
primis il capostipite della
Maip che ha saputo portare
lavoro e prosperità alla nostra cara Jesi ricordata dal
nostro grande e amato Imperatore Federico Il come la
sua Betlemme.
Rosanna Ponzelli
Pinocchio, amico mio
Quando Pinocchio ha
bussato alla porta della
sezione, l’ha accolto il silenzio attonito di trentasei pupille. Lo conoscono,
quel tipo dal nasone smisurato… ne hanno parlato nonni
e genitori,
s’è visto
“ s m a t teggiare”
persino
in
qualche film e
nei cartoni… non
ha nulla a
che vedere con le
evoluzioni
delle
splendide
creature
guerriere,
tecnologicamente
sofisticate,
che
popolano i
loro sogni
e giochi…
eppure,
nell’estrema essenzialità
delle sue fattezze, nella
semplicità dei suoi ornamenti - un vestitino di
carta, poi! - lui li interessa, ne sentono addosso
tutta l’attrazione, il fascino…
Lo provocano con paroline stuzzicanti, gli
fanno mille domande e
trepidano per le sue risposte, lo toccano - senza smettere di guardarlo
- con la punta delle dita,
gli tirano una gamba, poi
l’altra, gli strattonano
un braccio… Pinocchio,
ad un certo punto, perde i pantaloncini...ed è
il finimondo: tra risate e
gridolini di gioia, è ormai
uno di loro… il bel burattino, costruito dalle mani
magiche e inarrestabili
di una maestra di Jesi Giusi Bellagamba - torna
a rivivere le sue avventure tra i bambini di Bari:
molti ne ha già conosciuti, e tutti uguali a lui… no,
forse un tantinello più
fortunati perché il naso a
loro non è mai cresciuto
per davvero...!
Come loro, è “sempre in
movimento, anche se fermo - scrive nel suo libro
Io un po’ Pinocchio Roberto Benigni - Un corpo
incompleto mescolato al
mondo, agli animali, alle
cose. Tutto cuore. Esuberante fino allo sfinimento. Si stupisce di tutto.
Tutto è la prima volta...
E’ sempre amoroso, gentile ed educato. Non vuol
fare ciò che non gli piace.
Sobbalza per ogni intravista. Non si dimentica di
nessuno. Affettuoso, tocca tutto e tutti. Impetuo-
so e buffo, mai vendicativo sempre riconoscente.
Piange spesso perché le
sue prove sono crudeli.
Appena superate le dimentica. Non sa cos’è la
morte, vuole vivere.
Elegante. Sgangherato e
aristocratico. Urla, ma
tutti ridono. È gentile e
tutti ridono. È bello. Gli
occhi sempre in movimento…Geppetto, il suo
babbo, non ha nessuna
arma per frenare Pinocchio se non la più potente: è il babbo!... Le
sue bugie sono bugie di
spensieratezza, di allegria e di gioia… gioco,
divertimento, voglia di
vivere… Pinocchio corre
sempre, corre, corre, non
si sa verso che cosa, in
tutte le valli del mondo,
tutti lo vogliono fermare.
Ogni tanto affronta delle prove, le supera, se le
dimentica e continua a
correre. Nella sua corsa continua, Pinocchio
cerca la felicità. Non è
importante trovare la felicità, importante è cercarla… è come cercare la
verità…
Nella sua “cattiveria”…
sta la sua grandezza. Se
non fosse bugiardo, cattivo, capriccioso, ruvido,
legnoso, bizzoso - ma le
sue non sono le bizze di
un ragazzo viziato - , se
fosse soltanto puro e innocente, non ci piacerebbe…”. È la bellezza della
“crescita”!
E in effetti, Pinocchio
piace a tutti, grandi e
piccini, e ognuno in cuor
suo non può non ritrovarsi in almeno uno dei
suoi mille volti, e sentirlo
vicino vicino - dolcemente compreso da questa
somiglianza - , riferimento spensierato e autentico nel viaggio della vita.
Fotoservizio Paola Cocola
Banca Marche:
crescono i pagamenti elettronici
Il 2005 è stato un anno di soddisfazioni per Banca Marche
anche nel campo dei pagamenti con moneta elettronica.
Le operazioni effettuate dai possessori di carte di credito
Banca Marche hanno superato i 270 milioni di euro con un
incremento del 20 per cento rispetto all’anno precedente.
Significativo l’incremento del numero di Carte Revolving,
la carta di credito che offre la possibilità di finanziare gli
acquisti con comodi rimborsi rateali mensili (+64 per cento carte richieste rispetto al 2004). Notevoli anche i risultati ottenuti con le carte prepagate: 16 mila (+28 per cento)
carte di debito Shop&Go emesse sul circuito PagoBancomat, e le 5 mila carte di credito CartaSi Eura.
12
Jesi e Vallesina
5 Febbraio 2006
L’intervento del sindaco
Quadrilatero e Vallesina
Dal sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi:
C
aro direttore, a proposito del­
l’editoriale sulla Quadrilate­
ro apparso sull’ultimo numero di
“Voce”, chiedo gentile ospitalità per
le seguenti riflessioni.
Tutti sappiamo quanto sia impor­
tante potenziare le infrastrutture
viarie delle Marche e nessuno mette
in dubbio pertanto le finalità del­
la Quadrilatero Spa. Aggiungo: chi
pensa che il sì o il no alla Quadrila­
tero sia dettato da ragioni politiche
(e dunque favorevole il centrodestra,
contrario il centrosinistra) cade in
errore, anche perché il primo pro­
getto della Quadrilatero nasce nel
1998 con un governo di centrosini­
stra.
Le mie perplessità, fatte proprie dal
Consiglio comunale, sono di due
aspetti e li semplifico al massimo
per tentare di farli comprendere
meglio ai lettori.
Il primo, se vogliamo anche egoi­
stico: una superstrada da Ancona a
Roma senza strozzature - tanto per
citare un’opera - è o no un benefi­
cio per l’intera comunità marchigia­
na, o quantomeno della provincia
di Ancona? Ebbene, se lo è, perché
sono chiamati a concorrere alle spe­
se solo quei Comuni nei cui territori
passa tale tratta e non tutti? Perché
Jesi è chiamata a pagare di tasca
propria (“regalando” circa 18 ettari
di terreno) per “bucare” le gallerie di
Frasassi o di Fossato di Vico ed altre
città, come ad esempio Ancona, no?
Forse che i cittadini di Ancona non
traggono lo stesso beneficio degli
jesini da questa opera? E teniamo
presente che le strade della Quadri­
latero sono già finanziate per l’80
per cento dallo Stato, chiamando i
Comuni a concorrere per il restante
20 per cento!
La seconda, più complessa. Jesi è
comunque pienamente disponibile a
fare la propria parte, ma si domanda:
perché un soggetto terzo, la Quadri­
latero Spa, è titolata a decidere dove,
come e cosa cementificare nei 18 et­
tari che Jesi deve dare per finanziare
la realizzazione delle strade? E per­
ché la stessa Quadrilatero Spa è ti­
tolata a decidere dove, come e cosa
cementificare in tutte le altre terre
che i Comuni dovrebbero assegna­
re? Non è più giusto che su questo
decidano sia il Comune, sia soprat­
tutto realtà sovracomunali come la
Provincia o la Regione, le quali - mi
corre l’obbligo di correggerla - non
sono affatto favorevoli a questa im­
postazione della Quadrilatero Spa?
Le faccio un esempio: tra le prime
ipotesi circolate, la Quadrilatero Spa
avrebbe proposto di utilizzare l’area
di Falconara e Chiaravalle per un
grande polo fieristico che sorgerà a
15 chilometri dalla fiera di Ancona
e di utilizzare l’area di Fabriano per
una piastra logistica simile per di­
mensioni a quella dell’interporto di
Jesi che dista appena 40 chilometri.
Sono certamente strutture che ge­
nerano grandi risorse per finanziare
le strade.
Ma sono queste le opere effettiva­
mente necessarie per lo sviluppo
delle Marche? O si tratta di inuti­
li doppioni? Non si corre il rischio
che, per massimizzare i profitti, si
facciano scelte che poi penalizzano
di fatto quello stesso sviluppo eco­
nomico che una moderna rete in­
frastrutturale vuole assicurare?
Aggiungo: qualora un Comune fos­
se contrario, e dunque venissero a
mancare la quota parte per finan­
ziare interamente una strada, chi
mi assicura che quella strada non
rimarrà una incompiuta?
Come vede, le perplessità sono
molte e, credo, motivate. Jesi non è
Moje di Maiolati
Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri
Santina Buoncompagni
Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo,
inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel
recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel
primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito.
ANCONA Via Matteotti 9
tel e fax 071.201297 e-mail [email protected]
SENIGALLIA Via A. Costa 27
tel e fax 071.60597 e-mail [email protected]
Parlando di …Vino!!!
P
roseguono anche nel mese di e del cibo, apprezzare e valutare
febbraio, ogni mercoledì alle nuovi vini nelle loro particola­
ore 21.30, presso l’Osteria del­ rità e differenze identificandole
le Delizie, a Moje, gli incontri nei loro specifici territori, ma
finalizzati alla conoscenza del soprattutto per vivere momenti
vino e di tutto quel mondo cul­ di aggregazione in serena ami­
turale che ad esso si collega. Un cizia. Insomma una simpatica
“viaggio tra i vini ed i prodotti e gioiosa occasione per meglio
gastronomici marchigiani” per essere consapevoli di quello che
scoprirli, conoscerli, apprezzar­ si beve e si mangia indagandone
li. Gli incontri sono guidati da i risvolti culturali e le tecniche
esperti che mettono a disposi­ produttive e commerciali. Un
zione le proprie conoscenze per viaggio col suo fascino partico­
educarsi al saper bere e a trova­ lare che riserva continue novità.
re quell’equilibrio necessario per Per questo trova appassionati
meglio gustare i prodotti della “viaggiatori”.
nostra terra. L’ini­
ziativa è decollata
nel mese di otto­
bre ed ha trovato
una risposta ricca
di entusiasmo da
parte dei parteci­
panti, tanto da tro­
vare continuazione
nei mesi anche del
nuovo anno.
Il mercoledì sera al­
l’Osteria delle Deli­
zie è ormai un’occa­
sione attesa per sco­
prire di volta in vol­
ta storie e curiosità
del mondo del vino
dunque sull’Aventino o, quantome­
no, se di Aventino si vuole parlare,
lo è in buona compagnia, visto che
queste posizioni sono pienamente
condivise dalle Regioni Marche ed
Umbria, da molte Province e da tan­
tissimi Comuni.
Lei obietterà: ma ci sono città come
Fabriano che hanno subito detto sì!
Io rispetto la scelta di Fabriano, che
vive un forte isolamento infrastrut­
turale e necessita di queste opere.
Ma non è questo il punto: non vo­
glio una guerra tra poveri. Deside­
ro piuttosto che la regia di questa
operazione sia affidata al territorio,
e dunque alle istituzioni pubbliche
che hanno il dovere di garantire una
adeguata rete infrastrutturale e ser­
vizi effettivamente funzionali alla
nostra regione.
Con la speranza di essere stato suf­
ficientemente chiaro, la saluto cor­
dialmente.
Sono riflessioni, quelle del sindaco
(che ringrazio per l’intervento e per
la chiarezza della sua esposizione),
che aiutano a capire le dimensioni
e la complessità del progetto “Quadrilatero”: un progetto che, proprio
per le sua ampiezza e composizione,
coinvolge un po’ tutti, ai più vari livelli e interessi. Di fronte a decisioni
e contestazioni – si chiede a questo
punto l’uomo della strada – se i “no”
sono irreversibili, che succede?
(gi elle)
Dal presidente Ciampi
Commenda al
prof. Ginesi
I
l presidente della
Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi ha
conferito al prof. Ar­
mando Ginesi l’ono­
rificenza di com­
mendatore dell’ordi­
ne “Al merito della
Repubblica italiana”.
Ciampi ha ritenuto
di dover premiare le
benemerenze acqui­
site, in ambito cultu­
rale internazionale, dal critico d’arte jesino,
presidente onorario dell’Associazione Mar­
che Russia. Il riconoscimento segue quello
che, motu proprio, sempre il capo dello Sta­
to, conferì al prof. Ginesi nel 2001, come uf­
ficiale dello stesso ordine.
In questo periodo il prof. Ginesi sta ulti­
mando di scrivere il volume Le Marche e il
XX secolo. Atlante degli artisti (con la colla­
borazione di una equipe di esperti compo­
sta da Giancarlo Bassotti, Lucio Del Gobbo,
Annalisa Filonzi, Gabriele Tinti) che vedrà la
luce, per i tipi della Federico Motta Editore,
nel prossimo autunno. Sta anche lavorando
alla realizzazione di una mostra - L’Arte Italiana attraverso i grandi marchigiani - della
quale è ideatore e curatore, che si svolgerà a
fine anno a Mosca, presso il Museo d’Arte
Moderna e Contemporanea.
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13
Varie
5 Febbraio 2006
è scomparso il 27 gennaio
Guerri Giuseppe (Via, da Via del Prato a Via Marconi)
Jesi, 1870-1932. Fondatore della ditta omonima nel 1898.
Dopo lunga e variegata attività di carradore, meccanico,
progettista e commerciante, edificò
il suo vero stabilimento nel 1915: la
Fabbrica di Macchine Agricole Giuseppe Guerri fu il primo e riuscito
tentativo di fare industria in senso
stretto da parte di uno jesino. Costruito pressoché autarchicamente
dalla genialità del titolare durante il
primo conflitto mondiale, con i suoi
20.000 metri quadrati, di cui oltre
la metà coperti e 400 dipendenti, lo
stabilimento di via XXIV Maggio
toccò da subito i vertici nazionali di
settore e gettò il seme emulativo nell’industrializzazione
di un settore già da tempo presente a Jesi. Con la morte prematura del fondatore e del figlio Guerrino, la ditta
entrò in progressiva obsolescenza, lasciando il posto alla
Sima e alla Gherardi.
Guglielmi (Vicolo, da Via Pergolesi a Via Fiorenzuola)
Nel vicolo sorge il palazzo della famiglia Guglielmi. Vi
appartennero Antonio (1680-1765), arcivescovo di Urbino, e Piergirolamo, nominato cardinale nel 1759.
Honorati Ranieri (Via, da Via Leopardi a Via Contuzzi)
Nato a Jesi nel 1884 dal marchese Luciano (sindaco della
città) e dalla marchesa Erminia (infaticabile animatrice di
ogni opera di beneficenza), sull’esempio del fratello maggiore, Onorato, prescelse la carriera delle armi e dalla
scuola militare di Modena uscì sottotenente del reggimento Cavalleggeri di Catania. Combatté in Libia, dove
gli fu riconosciuta una medaglia di bronzo al valor militare e nel primo conflitto mondiale dove gli fu conferita
una seconda medaglia di bronzo. Il 13 dicembre 1917, al
comando di un battaglione di alpini col grado di maggiore, sul Monte Fontanel, “dopo strenua difesa della linea
affidatagli, già sconvolta da tre giorni di furioso bombardamento, premuto dal nemico in forze preponderanti, gli
contrastava disperatamente il passo, contrattaccandolo.
Ferito, continuava a combattere strenuamente finché, colpito di nuovo e a morte, lasciava gloriosamente la vita sul
campo” (dalla motivazione per la concessione della medaglia d’argento al valor militare).
Imbriani Matteo (Via, da Via del Torrione a Via XXIV
Maggio) Patriota e uomo politico (Napoli, 1843 - San
Martino Valle Caudina, Avellino, 1901). Dopo gli studi
militari, partecipò alla seconda e alla terza guerra d’indipendenza e fu tra i garibaldini in Sicilia. Aderì poi al
partito repubblicano e fu un acceso sostenitore dell’irredentismo. Deputato alla camera dal 1889, allineato all’ala
più radicale, fu avversario di Crispi. Si allontanò dalla vita
politica nel 1897.
Ricordo di Pietro Politi
la perdita dell’amabile e impareggiabile jesino doc, autore, tra l’altro,
della traduzione in dialetto jesino
della Costituzione italiana.
Pietro Politi era stato per anni
consigliere e assessore comunale
della Democrazia Cristiana; dal 22
aprile al 17 maggio del 1971, quale assessore anziano, aveva svolto
le funzioni di sindaco; qui, in una
foto storica, del 1956: Pietro (il
primo in basso, a destra) nell’aula
consiliare del Comune, con i consiglieri della Dc. Alla sua destra,
Giuseppe Pirani. In seconda fila,
da sinistra: Sparaciari, Leonello
Mancia, Alfonso Contadini e Alvise Cherubini; in terza fila, sempre
da sinistra: Baldassarre >Barrovecchio, Cleto Merli, Flaviano Celli e
Ugo Bordoni.
“Venuta la sera di quel giorno, Gesù
disse loro: “Passiamo all’altra sponda”.
A 74 anni di età, il 27 gennaio scorso,
è mancato all’affetto della moglie Silvia Pennacchietti, delle sorelle Maria
Piera e Maria Pia e di tutti i suoi cari,
il geom. Pietro Politi.
La santa Messa di commiato e suffragio è stata concelebrata da mons. Attilio Pastori, padre Fulvio Garrone e
fratel Ludovico Albanesi.
Annunci (veri)
letti nelle bacheche
delle parrocchie
Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un’area attrezzata
per i bambini!
Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E’ un buon modo
per liberarvi di quelle cose
inutili che vi ingombrano
la casa. Portate i vostri
mariti.
Mons. Pastori nell’omelia, incentrata
sull’Amore di Dio, ha evidenziato le
grandi doti dell’estinto, auspicando
che ogni famiglia abbia un tale padre,
un tale cittadino e ogni comunità un
tale cristiano.
“Voce” si unisce al cordoglio dell’intera città, manifestatosi nella partecipazione corale al corteo funebre, svoltosi lungo il corso Matteotti, accompagnato dalla “sua” banda cittadina, per
iom Istituto oncologico marchigiano
L’associazione che fa del bene
S
ono ormai trascorsi dieci
lunghi anni ma lo I.O.M
di Jesi (Istituto oncologico
marchigiano) prosegue la
sua instancabile lotta per
aiutare le famiglie che hanno bisogno di assistenza ai
loro cari malati. Un’attività,
quella dello I.O.M, cominciata nel 1996 e attivissima
su tutto il territorio di Jesi e
della Vallesina.
Sino ad oggi sono stati curati ed assistiti oltre 700
pazienti. L’associazione si è
presa cura anche dei familiari dei malati, per questo
gode della fiducia e della
stima di intere famiglie.
Fortissima è quindi l’integrazione totale tra pubblico
e privato, garantendo l’assistenza ai malati da parte
di una equipe di infermieri
professionale e specializzata nella cura dei disagi e
delle sofferenze dei pazienti
oncologici.
L’attività dello I.O.M è assistita e aiutata dalla professionalità dei medici di
famiglia, dei primari delle
aziende ospedaliere e da
undici infermieri coordi-
nati e diretti dal servizio di dall’associazione stessa, dai
oncologia e da un gruppo volontari, dalle convenzioni
di collaboratori socio-sani- stipulate con la Asur Zona
tari. Gli infermieri dell’as- Territoriale n.5 e dalla quosociazione, su richiesta dei tidiana e preziosa collamedici di famiglia, portano borazione con i medici di
nelle case dei pazienti più famiglia e con gli ospedali
gravi dedizione, professio- della regione.
nalità e amore. Il personale Naturalmente non vanno
è attrezzato e, sempre sotto dimenticate tutte quelle
controllo medico, possono persone di Jesi e della Valintervenire direttamente lesina che, grazie alle loro
sul paziente operando per- donazioni e alle adesioni,
fino trasfusioni di sangue.
rendono possibile e operaLo scopo primario dello tivo lo I.O.M.
I.O.M è quello di alleviare “Dieci anni sono un traguaril più possibile le sofferen- do importante - dice Anna
ze che il malato oncolo- Quaglierei, fondatrice dello
gico incontra nel difficile I.O.M di Jesi - nonostante
cammino della sua malattia la stanchezza non cala l’ene sorreggere psicologica- tusiasmo, faremo cose immente la famiglia del pa- portanti e vorremmo che
ziente. Il servizio erogato ogni mese ci fossero iniziadall’associazione è enor- tive per farci conoscere nei
memente importante per Comuni della Vallesina e
la nostra realtà locale e - va fare del bene..”. Fa bene tansottolineato - è interamen- tissimo: se ti guardi attorno
te gratuito.
ti accorgi che il dolore è di
Tutto questo è possibile tutti e se puoi fare qualcograzie ad una “radice forte” sa per una vita che finisce
formata da un instancabile allora ti rendi conto cosa
Consiglio direttivo, da un vuol dire “Ama il prossimo
Comitato tecnico-scienti­ tuo come te stesso”-.
fico, da infermieri pagati
Omar Frezzi
castelplanio con il contributo del Comune e di privati
Nuove divise per la banda
H
a rinnovato la propria sistente per il gruppo banimmagine
“L’Auro- distico, affrontata con molti
ra”, la banda comunale di sacrifici economici con lo
Castelplanio e Poggio San scopo non solo di rinnovaMarcello. Dopo vent’anni di re il guardaroba, ma anche
attività il corpo bandistico, per poter disporre di divise
fondato nel 1986 dal mae- per inuovi arrivati, che ogni
stro Aurelio Cantiani, si è anno vengono preparati alrifatto il look indossando l’attività bandistica dagli aple nuove divise. Il completo, positi corsi di orientamento
composto da giacca e pan- musicale organizzati dai
taloni grigi, camicia bianca comuni.
e cravatta rosso bordeaux, Ancora un passo avanti per
è stato indossato per la pri- “L’Aurora”, sempre più apma volta dai musicanti del- prezzata e richiesta nei pael’”Aurora” in occasione del si della Vallesina; un passo
concerto di Natale a Ca- reso possibile dall’aiuto
stelplanio. Una spesa con- finanziario dei Comuni
(Castelplanio e Poggio San
Marcello), di privati e imprese locali (Bruno Buozzi
di Poggio San Marcello, la
ditta Marcello Paladini di
Castelplanio, la Banca delle
Marche e la Banca di Credito Cooperativo di Ostra
Vetere).
L’Aurora riprenderà la consueta serie dei servizi con la
festa a Sant’Angelo di Poggio San Marcello la domenica successiva alla Pasqua,
e con la ricorrenza della
Liberazione Nazionale, il 25
aprile a Castelplanio.
Fabrizio Filippetti
14
Varie
5 Febbraio 2006
indirizzare a: Voce della Vallesina
Piazza Federico II , 8
60035 Jesi
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AGENDA
IL SANTO DEL GIORNO
Venerdì 3 febbraio San Biagio – Sabato 4 San Gilberto – Domenica 5 Santa Agata - Lunedì 6 Santa Dorotea
– Martedì 7 San Teodoro – Santa Giuliana – Mercoledì 8
San Girolamo – Giovedì 9 Santa Apollonia – San Rinaldo - Venerdì 10 Santa Scolastica – Sabato 11 Madonna
di Lourdes – Sant’Adolfo – Domenica 12 San Benedetto
di Aniane – Santa Eulalia.
GENDA
AGENDA
Venerdì 3 febbraio
Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “Sotto le stelle”: il cantautore marchigiano Luca Lattanzio presenta il suo primo cd.
Sabato 4 febbraio
Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “Cantautori italiani” con
Roberto (pianoforte) e Ingo (voce).
Domenica 5 febbraio
Jesi – sala del lampadario del Circolo Cittadino (ore
17,15) proiezione documentari di vita jesina realizzati da
Geniale Olivieri
Jesi – teatro Pergolesi (ore 17,30) per la stagione teatro
ragazzi: “La bella addormentata” presentato da “La luna
nel letto”, Lecce. Teatro d’attore.
Lunedì 6 febbraio
Jesi – Seconda Circoscrizione (ore 21) per il ciclo “Comunicazione e benessere”, conferenza della dott.ssa Chiara
Pagnanelli, psicologa terapeuta, sul tema: “Dalla reazione depressiva alla offesa esistenziale”.
Mercoledì 8 febbraio
Jesi – Pinacoteca comunale (ore 18,15) per gli incontri di
storia dell’arte, conferenza di Rodolfo Battistini su “Carlo
Magini e la natura morta”.
Giovedì 9 febbraio
Jesi – teatro-studio Moriconi (ore 21,15) per la stagione
teatro-giovani “Storie di scorie: come scavare una pattumiera nucleare” di e con Ulderico Pesce, presentato dal
Centro Mediterraneo delle Arti.
Venerdì 10 febbraio
Sul distributore
di metano
Dal sindaco di Jesi, Fabiano
Belcecchi:
Provo a rispondere alla lettera “Sul distributore di metano” a me indirizzata ed apparsa sull’ultimo numero di
“Voce della Vallesina”.
In particolare, vorrei assicurare il lettore che non mi
sono alzato una mattina ed
ho deciso di firmare un’ordinanza per disciplinare la
turnazione degli impianti a
metano. Ho viceversa dato
seguito a una legge regionale che impone al sindaco
l’obbligo di emanare un’ordinanza sulla turnazione - e
dunque orari di apertura e
chiusura giornalieri nonché
servizio per un fine settimana al mese - anche a questi
distributori.
Tale legge non fa distinzione
se un impianto del metano
sia più o meno vicino alla
città. Dispone invece che in
quei Comuni dove vi siano
due o più impianti di metano
(e a Jesi ce ne sono tre, con il
quarto di prossima apertura),
sussiste l’obbligo di rispettare tale normativa, così come
avviene peraltro già per gli
impianti a Gpl.
È stato chiesto alla Regione
un chiarimento, perché la
turnazione, così come programmata, non garantisce il
metano in tutti i fine settimana (a Jesi, tre distributori
contro quattro week-end al
mese). La Regione ha ribadito che la deroga è prevista
esclusivamente nel caso di
un solo impianto nell’intero
territorio.
Abbiamo contattato i sindacati dei distributori, cercan-
Jesi – Enoteca regionale (ore 21) “All’ombra del Vesuvio”
con Giordano Tittarelli (piano) e Nanni Mancini (voce).
Sabato 11 febbraio
Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) per la stagione teatrale
2005-2006: “Ballet de Cuba – Noche en l’Habana”; direzione e coreografia di Nilda Guerra (esclusiva regionale)
– “Una compagnia di danza, con musiche e canto dal vivo,
formata da ventiquattro elementi. Più vicino al musical ch
folclore tradizionale, lo spettacolo è un’esplosione di festa
latino-americana”
Domenica 12 febbraio
Jesi – Circolo Cittadino “Sala del Lampadario” (ore 17,30)
per la stagione concertistica degli “Amici della Musica”,
concerto del pianista Alessandro Curzi; musiche di
J.Haydn – R. Schumann – A. Scriabin
do di individuare più fasce
orarie giornaliere tra quelle
previste dalla legge, tenendo
conto del fatto che i distributori di metano, proprio
per l’assenza del self-service,
non hanno l’obbligo di chiusura pomeridiana e dunque
i Lettori scrivono...
possono effettuare l’orario be se per accorciare il percontinuato. Malgrado i sin- corso tra Jesi e Fabriano si
dacati ne abbiano scelte cin- costruisse un viadotto sopra
que che non arrivavano però San Vittore alla Chiuse, o un
oltre le 19,.30, ho chiesto agli traforo in mezzo alle grotte
uffici di inserirne altre due di Frasassi? In passato, poi,
che garantissero la massima se la memoria non mi inapertura fino alle 20 o alle ganna, vi erano problemi di
21.
attraversamento di Fabriano
Allo stesso tempo ho chiesto per “passaggi” sopra i terreni
alla Regione un incontro per di una famiglia locale molto
rimettere mano alla legge e “potente” e nota. Forse adestenere in considerazione le so questi “vincoli” urbanigiuste lamentele dei cittadi- stici sono oggi venuti meno...
ni, anche perché il Comune Idem dicasi per altre opere in
è fortemente impegnato ad altre province della regione.
incentivare l’utilizzo di im- Cordialità
pianti alimentati a Gpl e metano, garantendo contributi Ospitiamo volentieri l’intera chi sceglie tali opzioni.
vento del sig. Cacciamani:
Capisco pertanto l’arrabbia- il giornale è aperto alle opitura del lettore, mi sia con- nioni, perché è attraverso lo
cesso dire però che stavolta scambio di opinioni, conoil sindaco non ha alcuna re- scenze, esperienze che ci si
sponsabilità, anzi sta facen- può orientare al meglio nelle
do il possibile per alleviare il scelte. Rispettiamo, infatti,
problema. A meno che non le opinioni di tutti, e quindi
si voglia imputare al sindaco anche la sua, fermo restando
la colpa di aver fatto rispet- naturalmente che il rispetto
tare una legge.
non comporta l’obbligo della
Cordiali saluti,
condivisione. (gi elle)
Tra gli onori e gli oneri di cui
deve farsi carico chi ricopre
posti di responsabilità, capita – si sa – di trovare anche
responsabilità di cui non è responsabile (chiedo scusa per
il bisticcio di parole): capita
anche a chi, nel suo piccolo,
dirige un giornale. Ringrazio
il sindaco per i chiarimenti:
ha tutta la mia solidarietà.
E insieme l’invito, anche se
non necessario, a pressare la
Regione perché si corregga (gi
elle).
A proposito
del “Quadrilatero”
Da Milano, il sig. Claudio
Cacciamani:
Relativamente
all’articolo
apparso su “Voce della Vallesina” del 29 gennaio “Il
quadrilatero e la Vallesina”,
non concordo assolutamente con quanto scritto. E’ noto,
infatti, in economia (cfr. E.
Mansifield, Microeconomia,
Il Mulino, 1986), che esistono i “merit goods”, la cui gestione deve essere lasciata in
capo al pubblico. Tali sono i
beni pubblici, quali le strade.
Una società con criteri privatistici non può sostituire
o rappresentare in toto gli
interessi dei cittadini. L’ottimizzazione privatistica non
coincide quasi mai con quella pubblica. Il bene comune
non sempre è misurabile con
criteri privati. Cosa ne sareb-
Parroco del Duomo per più di cinquant’anni
L’archivio storico
della Pretura
Dal critico d’arte prof. Armando Ginesi:
Perdere parti di storia significa impoverire il territorio.
Secoli di documentazione
della pretura (oggi Tribunale) di Jesi costituiscono un
patrimonio di valore incalcolabile sul quale gli storici
di oggi e di domani possono
e potranno lavorare per capire l’evolversi della società
attraverso i tempi.
Leggo che questo materiale
non sarebbe di proprietà della città, bensì del Tribunale di
Ancona per cui si violerebbe
addirittura la legge se, da
parte pubblica, si spendesse
denaro per ospitarlo come si
conviene. E’ probabile. Non
sarebbe la prima volta in cui
il legislatore agisce al di fuori
del senso comune (quella che
i greci antichi chiamavano la
doxa) e a danno della cultura: con i piedi, insomma, anziché con la testa.
Prendo atto del possibile
impedimento di natura, diciamo così, giuridica. Ma mi
chiedo, da inesperto in codici e pandette, se fino a poco
tempo fa la comunità jesina lo ha conservato, questo
materiale, ha forse agito al
di fuori della legge? E dovrà
essere castigata per questo?
Mi chiedo ancora: è possibile che non esistano soluzioni
Una foto e una poesia per don Igino
Foto-ricordo di Don Igino Mosci,
con i suoi parrocchiani di allora,
foto scattata nel suo venticinquesimo anniversario di sacerdozio. Don Igino è stato parroco della Cattedrale per più di
cinquant’anni, da tutti amato
per la sua grande umanità e disponibilità verso tutti. Nel terzo
anniversario della scomparsa,
domenica scorsa è stata celebrata in Cattedrale una Santa
Messa. Il nipote Tarcisio gli ha
dedicato questa poesia:
e mesto; / sei vissuto di fede e
di vangelo, / per cui sei volato
dritto in Cielo! / Rivedo la tua
vita in varie tappe: / da piccino tra aratri, vanghe e zappe; /
adolescente eri in seminario, /
alternando lo studio col rosario.
/ Nel Quaranta eri servo del Signore, / qual sacerdote d’anime
pastore. / Rammento io la tua
consacrazione / e nonno e nonna pieni di emozione. / Nella
capanna consumammo il pranzo, / tra odor di fieno e nella
stalla il manzo. / Del sacerdoIn memoria di zio Don Igino
zio i venticinque anni, / fu festa
Io ti ricordo, umile e modesto, dalle suore, senza affanni. / La
/ in questo giorno molto triste “Messa d’Oro” avvenne nel No-
vanta, / di festa ne facemmo proprio tanta. / Il rito
di “Diamante” è recente, /
fu anche quello alquanto
commovente! / Officiasti
le esequie ai tuoi parenti, /
ti mozzavan la voce i sentimenti. / Oggi ti fanno ala i
tuoi “nipoti” / che per sempre saranno a te devoti. /
Dal Cielo, assieme a tutti i
nostri avi, / che da vivi anche tu tanto li amavi, / benedici i superstiti mortali: /
preservali, se puoi, da tutti
i mali!
Tarcisio
tecniche capaci di aggirare
l’ostacolo, ove ostacolo (legale, quanto insulso), ci sia?
E’ possibile che al problema
non si possa rispondere in
altro modo che alzando le
mani in segno di resa precipitosa e incondizionata? E se
si provasse a resistere, verbo
che, nel caso in questione,
diventa sinonimo di “ragionare”?
Non vorrei che si ripetesse
quel che sta accadendo per
via degli sciagurati tagli ai
fondi destinati alla cultura
scaturiti dalla Finanziaria
allorché, subito dopo l’annuncio del provvedimento
(ripeto, a mio giudizio, sciagurato) ci si è precipitati
– da parte di troppi amministratori di destra e di sinistra – ad adeguarvisi, senza
la minima opposizione che
non fosse parolaia, velleitaria
e demagogica. Ora, nel caso
dell’Archivio della Pretura di
Jesi, non vorrei che ci si riparasse frettolosamente dietro
un paravento normativo illogico con l’unico risultato
di recare danno alla cultura
e, nella fattispecie, al patrimonio storico di una città
che, di questo passo, rischia
di perdere pezzi anno dopo
anno.
Immagino quanto soffrirebbe, per questa storia, il
compianto professor Raffaele Molinelli se fosse vivo e
quanto ne uscirebbe vulnerata la sua grande sensibilità
di storico.
L’argomento riguarda, oltre
la cultura in sé, l’ambiente
forense? Ebbene, chiediamo ai nostri avvocati una o
più idee idonee ad aggirare
l’ostacolo di legge. Dovrebbe essere il loro mestiere risolvere questioni di questo
genere. Ai politici, invece,
chiediamo meno zelo burocratico, meno schematismo
e più fantasia e, magari, un
po’ più di coraggio civico e di
perseveranza. Ad arrendersi,
con dignità se proprio tutto
è perduto, c’è sempre tempo.
15
Sport
CALCIO
I paladini di San Gaspare
5 Febbraio 2006
CALCIO Eccellenza calcio
Affollamento nei primi posti
S
ei squadre nelle tre poltrone di
capoclassifica. E tra queste una
Jesina che non segna con la Civitanovese (0-0). Scontato il poker del
Real con la Truentina (4-1).
C
ontinuiamo con la presentazione delle squadre dei
giovanissimi del Centro Sportivo Italiano. E’ il turno della compagine dell’Oratorio San Gaspare del Bufalo, partecipante al Campionato Nazionale Csi, Calcio a
5, categoria Juniores. Da sinistra, in piedi: Marco Ardizzone, Romeo Spadaccini, Marco Spadaccini (allenatore.),
Michele Pieroni, Andrea Rocchi (dirigente.), Matteo Viserta, Matteo Ballerini e Ignazio Spadaccini (dirigente.);
in ginocchio: Giacomo Paoloni, Stanislaw Karlinskiy e
Stefano Carletti.
Real Vallesina
Facile la previsione di una vittoria
a Moie sul fanalino Castel di Lama
(Truentina, dal fiume ascolano). Gli
ultimi della classe venivano da una
inaspettata vittoria sul Fossombrone
e i nostri si sono lanciati immediatamente all’assalto, quasi a spazzar
via illusioni: all’8’ Belelli, al 25’ Gabrielloni, al 31’ Busca hanno portato
l’incontro sul 3-0 ineccepibile. Nella
ripresa, i truentini provano a reagire con Aloisi al 73’; ma è solo un
episodio ingannevole. Difatti il Real
riprende la sarabanda e fa poker
all’86’ con Amarilli (4-1). Da segnalare la bella prestazione del centrocampista Idone, giovanissimo jesino.
Oggi ci aspetta il solido Fermignano.
Jesina
Ai Leoncelli manca il gol! Sarà la
nebbia aumentata dai fumogeni dei
tifosi, ma ancora il pur bravo mister
Ceccarini resta deluso per mancanza
di segnature. Né Chicco, né Castorina, né Doris Fuakuputu riescono a
districarsi tra le maglie difensive del
Citanò e forse anche dalla tensione
ingigantita da attese di un pubblico
che ha superato il migliaio di presenze.
I nostri ci provano in molti modi, ma
non riescono a decollare, anzi più
l’incontro va avanti e più crescono
i tiri da lontano! Spiacevole il comportamento provocatorio del civitanovese Ventresini, culminato con
un’entrataccia di Malavenda, che si
è buscato il cartellino rosso.
Oggi si va a Lucrezia.
Vir
Prima categoria
Due derby nostrani che vanno ai pa-
VOLLEY E mercoledì il ritorno di Coppa.
BASKET Ingaggiato Kabba
U
L
droni di casa: Castelplanio–Borgo
Jesi 2-0; Cupramontana–San Marcello 1-0. La Spes batte il Marotta
(3-2). A Montecarotto non si è giocato. A Santa Maria Nuova, corsara
la Falconarese (1-2).
Seconda categoria
Bel risultato per la Sampaolese opposta al Cerreto (2-1). For­temente
l’Aesina contro l’Usap (4-0). All’Aurora i tre punti contro il Collemarino (2-1). A Filottrano il Monsano
per poco non realizza il pareggio
(2-1).
Terza categoria
Castelbellino rafforza il primo posto, battendo (6-0) l’Accademio calcio. Senza gol Pianello -Virtus Jesi
(0-0). Libertas batte il Piandigiano
(3-2). Poggio San Marcello supera
l’Argignano (2-1). Non disputata la
partita Acli San Giuseppe-Leonessa
Montoro.
In arrivo la pericolante Arzano A Fabriano per il derby
na Monte Schiavo Banca Marche dalle mille
risorse cade nel derby ma risorge quattro giorni dopo a
Chieri. Domenica scorsa le
“prilline” hanno domato le
tenaci piemontesi, sconfitte
al tie break (parziali: 25-19,
25-22, 27-29, 22-25, 19-17)
grazie ad una prova corale.
Dopo essere andate in vantaggio 2-0, le rossoblù avevano subito la rimonta delle
torinesi, avanti anche nel
quinto set 12-9. Togut e Kilic (nella foto) però, hanno
ribaltato il risultato. Mercoledì 25 gennaio era arrivata
la terza sconfitta stagionale
per Togut e compagne, battute in casa dal Pesaro con
un secco 3-0 (parziali: 25-23,
25-23, 25-20).
La classifica dopo la terza
3 punti.
a Sicc Bpa prosegue la
Oggi, domenica 5 febbraio,
sua scalata della clasle rossoblù ricevono al Pa- sifica. Domenica scorsa i
laTriccoli la visita della ma- gialloverdi al PalaTriccoli
tricola Arzano (ore 17.30), si sono sbarazzati del Sasoramai con un piede in A2. sari, battuto 100 a 92. “E’
La formazione campana al- stata una partita impegnatilenata da Simonetta Avalle, va – ha detto coach Banchi
subentrata all’esonerato Pi- – contro un avversario che
scopo, punta le sue residue veniva da una lunga striscia
speranze di salvezza sulla vincente”. Mercoledì 25 gencoppia Quaranta-Cella e naio la Sicc ha ufficializzato
sulla fantasia della regista l’ingaggio di Sheiku Kabba,
Cacciatori. All’andata finì 3- guardia statunitense di 188
1 per le “prilline”. Mercoledì centimetri, nato a New York
8 la Monte Schiavo gioche- il 24 maggio del ’79. “Gli
rà al PalaTriccoli il ritorno chiediamo di portare l’entugiornata di ritorno: Ber- dei quarti di Coppa Italia siasmo che ha esternato per
gamo, Pesaro e Novara 35 contro il Forlì (ore 20.30). questa esperienza in Italia
punti, Perugia 31, Monte Mercoledì 1° febbraio si è – ha spiegato il tecnico jeSchiavo Banca Marche disputata la gara di andata sino – Da lui ci aspettiamo un contributo
Jesi 30, Chieri 26, Vicenza in Romagna.
importante ma non gli facciamo nessuna
18, Forlì 15, Padova 12, SanGiuseppe Papaia fretta”.
teramo 9, Arzano e Tortolì
(foto Candolfi) La classifica dopo il diciannovesimo turno:
Nuove associazioni
“Amici di Alessio”
A
distanza di undici mesi dalla
scomparsa di Alessio Baldinelli, il conosciutissimo allenatore anconetano
di basket, nei giorni scorsi è stata formalizzata la nascita
dell’Associazione
“Amici di Alessio”.
Si è concretizzato
così un lungo percorso in cui decine di persone che
hanno conosciuto
e apprezzato Alessio si uniscono per
una serie di iniziative benefiche rivolte al
mondo dell’infanzia. Dell’attività dell’associazione “Amici di Alessio” si è parlato venerdì 27 gennaio in una conferenza
stampa al PalaRossini di Ancona, nella
sede del Coni.
Classe 1962, Baldinelli era
arrivato a Jesi nel 1997.
Sotto la sua guida, in tre
stagioni la Sicc passò dalla
serie C alla serie A2, “dalle
palestre dei licei - è stato
scritto - ai palazzetti dove
schiacciano gli a­mericani. E
lo fece con lo stesso gruppo,
i fedelissimi, cambiando
qualcosa so­lo quando
non se ne poteva fare a
meno”. Poi Alessio tornò
in C, prima a Civitanova
Marche, poi a Osimo,
conducendo la squadra a
tre promozioni consecutive,
dalla C1 alla Legadue tra il 1999 e il 2002.
Aveva lasciato la guida della squadra
nel novembre del 2004 per i problemi
di salute che poi ne avevano causato il
decesso.
Scafati 28 punti, Imola e
Caserta 26, Rimini, Sicc
Bpa Jesi, Ferrara e Montegranaro 22, Sassari e
Rieti 20, Pavia e Fabriano
18, Montecatini e Novara 16, Castelletto Ticino
14, Casale Monferrato 8,
Trapani 4 punti.
Oggi, domenica 5 febbraio, i gialloverdi sono
a Fabriano per il derby
(ore 18.15). Gli jesini
vorranno riscattare la
sconfitta di misura subita all’andata (91-90). Allenati da coach Sacchetti,
i cartai hanno nel giovane capitano Cinciarini il
trascinatore. Lo affiancano i due americani Thomas e Massie, oltre
al naturalizzato Oliver.
Gip
(foto Giaccaglini)
Centro Sportivo Italiano
Riscoprire la funzione dello sport
Lo sport oggi è un fenomeno straordinariamente
diffuso in Italia, ma anche
straordinariamente differenziato, poiché sono possibili tanti modi di concepire, organizzare e vivere
la pratica sportiva e non
tutti sono giusti per lo sviluppo di persone migliori.
L’alienazione della persona
atleta , che diventa “cliente” e “merce”, e produce
merce-spettacolo con il
criterio del massimo profitto; il proliferare dell’uso
della chimica (anche nelle squadre giovanili!!!) per
migliorare le prestazioni e
non sentire la fatica. Sono
situazioni presenti in parecchi sport poiché molti
dirigenti ed allenatori non
hanno a cuore
la funzione educativa dell’attività sportiva.
Gli atleti, non
possono essere confinati al
ruolo di semplici “consumatori”
di sport. Praticare lo sport è
importante ma
non basta, occorre
partire
dalla promozione della persona
che lo pratica:
dobbiamo
riscoprire la passione dell’educare attraverso
lo sport.
s.g.
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