numero Periodico del Fondo Integrativo Sanitario per i Dipendenti del Gruppo Enel 5 speciale Per gentile concessione de “la settimana enigmistica” - Copyright riservato FISDE aprile/giugno 2006 numero 5 anno II estate — Bene, i ragazzi hanno i loro libri e i compiti delle vacanze, noi il computer portatile e il cellulare: andiamo a goderci delle ferie rilassanti! numero numero Periodico del Fondo Integrativo Sanitario per i Dipendenti del Gruppo Enel 5 5 speciale Per gentile concessione de “la settimana enigmistica” - Copyright riservato FISDE aprile/giugno 2006 numero 5 anno II estate 12 — Bene, i ragazzi hanno i loro libri e i compiti delle vacanze, noi il computer portatile e il cellulare: andiamo a goderci delle ferie rilassanti! In copertina: Speciale estate. Vignetta gentilmente concessa da “La Settimana Enigmistica” Periodico del Fondo Integrativo Sanitario per i Dipendenti del Gruppo Enel 3 FISDE 2005 - 2006 di Antonio Michelazzi 5 Il bilancio FISDE 2005 3 12 Sport e disabili L’editoriale 5 Comunicazioni ai soci 12 VoiFisde 22Le vostre lettere 23Le attività 24 Medicina preventiva Speciale estate 36 62Strutture sanitarie convenzionate di Francesco Fabbri 16 La sindrome di Goldenhar di Virginio Campanile 22 Le vostre lettere 23 Informatica e deficit visivo a cura di Enel-People Care 23 Giornata nazionale delle famiglie dei disabili FISDE 24 Il significato di una campagna di prevenzione oftalmologica di Robert P. Wright 27 Istruzioni per l’uso 28 Questionario 29 Cardiologie aperte 30 Prevenzione: partiamo dalla scuola Il problema dell’emergenza medica di Massimo Uguccioni e Franco Valagussa 32 Vinciamo insieme la vita Giornata nazionale del malato oncologico a cura di Antonia Lepore 24 23 Speciale estate 36 Cibo: questo sconosciuto! di Maria Luisa Rufi 42 39 I nevi di Simona Contini e Pietro Lippa 42 Caldo e anziani di Bruno Risoleo Periodico del Fondo Integrativo Sanitario per i Dipendenti del Gruppo Enel 44 Vacanze: evitiamo lo stress di Diego Luparelli 48 Test: e tu come vivi le vacanze? di Diego Luparelli 54 Turista o Viaggiatore? di Giovanni Longatti Pubblicazione trimestrale aprile/giugno 2006 n. 5 Anno II 57 Itinerari: Sardegna Nuragica di Giorgio Onano Registrazione Tribunale di Roma n. 224/2006 dell’08-06-2006 61 Un libro da leggere sotto l’ombrellone di Paola Epifano 61 Cibo per la mente di Alessandro Benincà 62 Strutture sanitarie convenzionate 64 www.fisde.it è on-line il sito internet del FISDE 44 57 DIRETTORE RESPONSABILE Antonio Michelazzi COMITATO DI REDAZIONE Giuseppe Bombaci Stefano Renzo Cherubini Nicola Fiore Mario Gorga Pier Luigi Loi Giovanni Maccagno Pietro Pernetti Stefano Pighini Vito Rossi COORDINAMENTO EDITORIALE Antonia Lepore DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE 00198 Roma Via Nizza, 152 Tel. 06 8305 2752 Fax 06 8305 2707 [email protected] 36 54 Fotocomposizione e Stampa LITO sas 00139 Roma Via Monte Fumaiolo, 24/28 Tel. 06 8718 1545 Fax 06 8719 4797 [email protected] Progetto grafico Jeikòn Stefano Trivellone e Francesca Mazzani Tel. 06 8718 1545 [email protected] Finito di stampare nel mese di luglio 2006 FISDE di Antonio Michelazzi 2 2 0 0 0 05 6 ▲ Antonio Michelazzi è Presidente del Consiglio di Amministrazione del FISDE dare una valutazione globale della attuale situazione del FISDE che, per il prossimo avvenire, assicu- Per quel che riguarda medicina preventiva, prose guono le campagne nel comparto oncologia e cardiovascolare, ri i nostri Soci di poter fruire delle con qualche rinforzo di un operatore sa- prestazioni sanitarie integrative con ragionevole certezza, in quanto il Fondo attraversa un periodo di gestione economica favorevole, sia con riferimento all’andamento dell’esercizio corrente, sia alle riserve ed ai loro rendimenti. nitario privato per sopperire a carenze riscontrate da parte LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ed ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri). In effetti si possono esporre i seguenti risultati: • ampliamento delle iniziative nei campi della medicina preventiva e della disabilità, con sostegno delle relative spese a totale carico FISDE; • estensione delle prestazioni FISDE ad altre Aziende del Settore Elettrico, con la messa a punto di pacchetti di assistenza sanitaria articolati e differenziati; • superamento di alcune irregolarità di comportamento, in particolare nel campo dell’odontoiatria; • distribuzione, relativamente al 2005, per la prima volta nella nostra breve storia, di un saldo straordinario, in aggiunta agli acconti ed ai saldi ordinari al 100% di quanto previsto da Tariffario e Regolamento, tenendo conto delle spese effettivamente sostenute dai Soci, dando priorità alle patologie più gravi: con tale operazione si è raggiunto un grado di copertura della spesa del 76% medio, con soglia minima al 70%. Questo risultato è il frutto della decisione di veicolare ai Soci tutto l’avanzo di gestione disponibile per l’esercizio 2005. Inoltre è stata avviata la prevenzione dentale per i bambini, agendo per mezzo della ortodonzia. Infine è in programma una iniziativa di prevenzione oculistica mirata al glaucoma, alla maculopatia, ed al distacco della retina. EDITORIALE A seguito del consolidamento del Bilancio 2005, possiamo 3 EDITORIALE 4 quanto riguarda la disabilità, si prosegue con i soggiorni specialistici invernali ed estivi, in montagna ed al mare, per giovani disabili, integrati con attività formative e riabilitative; con i week end in città d’arte; con i soggiorni per anziani in località termali, integrati con attività cultu- Per inoltre partito un programma di verifica dell’inserimento lavorativo di dipendenti Enel portatori di handicap, a cominciare con la necessità di riqualificazione dei centralinisti non vedenti od ipovedenti, che stanno seguendo un programma di formazione informati- rali; con il parent training. ca, con la collaborazione di FISDE, È Enel People Care, Sfera ed ASPHI (Fondazione per il recupero dell’ handicap attraverso la tecnologia). Infine, partirà presto un programma di borse lavoro per giovani disabili assistiti FISDE, che verranno inseriti in Aziende private o Strutture della Amministrazione pubblica con programmi lavorativi da uno a tre anni, finanziati dal FISDE. Come principale innovazione sono stati lanciati i programmi integrati “vita indipendente”, “integrazione lavorativa” e “dopo di noi” (Brindisi Ostuni, ad orientamento turismo sociale e religioso e centro servizi per il territorio, con la Diocesi e la Cooperativa La Ragnatela; Panicale, ad orientamento agriturismo, con la Comunità montana, il comune di Panicale ed il Consorzio Auriga; Fossombrone, per sinergie con l’università di Urbino e la cooperativa La Francesca, che curano il parent training intrattenendo le intere famiglie; Sicilia orientale, ad orientamento florovivaistico, con la Cooperativa Dedalus; Piemonte Val d’Aosta, per sinergie con la cooperativa ANSED). Sono semi che potranno dare frutti con la collaborazione delle famiglie, delle istituzioni, delle cooperative e del FISDE: dovranno essere costituiti nuovi soggetti giuridici (Onlus), che assumano la titolarità delle iniziative descritte, con il FISDE come socio sovventore, con diritto di controllo degli atti amministrativi e della contabilità. ultimo accenno alla comunicazione: prosegue con un certo successo la pubblicazione di NoiFisde, ed è partito dal 20 giugno il Sito internet del FISDE, che sarà progressivamente implementato in tutte le sue funzioni al servizio dei Soci. Un utto quanto illustrato mi auguro che rappresenti una soddisfazione innanzitutto per i Soci, che contribuiscono con comportamenti corretti e morigerati alla solidarietà generale, e per tutti quelli che per il FISDE lavorano, Consiglieri, Collaboratori, Service ARCA, e Fonti Istitutive. T B I L A N C I O DELL’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2005 RELAZIONE SULLA GESTIONE Assistenza sanitaria Dal 1° gennaio 2005, le prestazioni sani- Il PSAI 2005 inoltre ha previsto innovati- tarie del FISDE sono state rimborsate sulla vamente il rimborso dei tickets relativi a base del nuovo Nomenclatore-Tariffario prestazioni ammesse a rimborso dal che ha sostituito quello in vigore dal 1999, aggiornando le voci delle prestazioni – per tenere conto dei progressi scientifici e tecnici verificatisi in campo medico – ed incrementando le tariffe di riferimento, per renderle più vicine ai valori di mercato. Le altre novità del 2005 hanno riguardato il Piano Sanitario Assistenziale Integrativo (PSAI) ed il Regolamento delle prestazioni sanitarie. In particolare, per quel che concerne il PSAI, la percentuale di rimborso per la generalità delle prestazioni è stata fissata al 100% delle tariffe previste dal nuovo Nomenclatore-Tariffario FISDE, fatta eccezione per l’odontoiatria (con una percentuale massima di rimborso pari all’80%) e per le spese viaggio, soggiorno e accompagnatore con una per- PSAI e il rimborso delle spese viaggio per visite specialistiche ed accertamenti diagnostici relativi a patologie di particolare gravità. centuale massima di rimborso pari al 70% per l’interessato o al 50% per l’accompagnatore. Le modifiche sopra ricordate, aventi un carattere di maggior favore per gli iscritti, sono state applicate confermando la regolamentazione dei rimborsi adottata a partire dal 1° gennaio 2003 (caratterizzata come noto dalla liquidazione dei rimborsi in due tempi, da percentuali massime di rimborso nonché dai tetti per le prestazioni odontoiatriche). Tutto quanto sopra ha consentito, per il trascorso esercizio, la soddisfazione delle aspettative dei soci, ai quali è stato possibile riconoscere, oltre ai rimborsi a saldo di natura ordinaria anche un saldo di natura straordinaria volto a riequilibrare la differenza tra le spese effettivamente sostenute ed i rimborsi. Nella tabella 1 con riferimento agli anni 2004 e 2005, è riepilogata l’evoluzione della spesa complessiva e di quella media Tabella 1 Tipologia Soci Anni Spesa complessiva* Soci ordinari 2005** 2004 23.682.004 21.109.716 Soci straordinari Variaz. % +12 Spesa media nucleo**/*** 420 361 +16 Spesa media beneficiario**** 159 137 +16 2005*** 2004 10.784.614 9.842.994 485 388 Variaz. % +10 +25 COMUNICAZIONI AI SOCI ATTIVITÀ SVOLTA NEL 2005 5 COMUNICAZIONI AI SOCI 6 Nella tabella 2, sempre con riferimento agli stessi anni, si riporta l’evoluzione dei ricavi per contributi dei Soci straordinari e relativo livello di copertura della spesa. Tabella 1 Contributi Tipologia Soci Anni 2005 Soci straordinari 2004 Variaz. % euro 5.845.646 6.032.053 -3 13.618.337 9.842.994 +38 43 61 -30 Spesa complessivaeuro Percentuale copertura spesa Assistenza sanitaria in forma diretta Al 31.12.2005 erano in atto complessivamente 385 convenzioni con strutture sanitarie per l’erogazione di prestazioni in forma diretta così ripartite: Istituto di ricerca e cura n. 1 Casa di cura privata convenzionata n. 36 Ospedale pubblico n. 1 Casa di cura privata non convenzionata n. 13 Ospedale privato n. 2 Società odontoiatriche n. 61 Poliambulatorio n. 164 Associazioni di odontoiatri n. 24 Università privata n. Odontoiatri n. 82 1 Assistenza sanitaria in forma indiretta Per quel che attiene all’assistenza sanitaria in forma indiretta, il servizio ai soci ha continuato ad attestarsi ad un livello soddisfacente sia per i tempi di lavorazione delle pratiche e di accredito dei rimborsi, sia per la correttezza dell’istruttoria delle pratiche stesse. Ricorsi dei soci Nel corso del 2005, i ricorsi dei soci discussi dall’apposito Gruppo di lavoro (con successiva ratifica consiliare) sono stati 39. I ricorsi accolti sono stati 7, quelli respinti 32 (per 6 di questi è stata deliberata l’erogazione di un contributo straordinario). Controlli sulle prestazioni odontoiatriche Nel corso dell’anno 2005, sono stati effettuati 323 controlli di natura medico-ispettiva nei confronti di soci/aventi diritto FISDE relativamente a pratiche di rimborso per prestazioni odontoiatriche fruite in forma diretta ed in forma indiretta. In 174 casi sono state riscontrate irregolarità. In termini economici, le somme contestate rappresentano un valore estremamente rilevante (circa 450.000 Euro). Di tale somma complessiva, tuttavia, oltre 350.000 Euro sono riferibili ad una struttura di Piacenza, nei confronti della quale è stata presentata denuncia alla autorità giudiziaria. I rimanenti 100.000 Euro sono stati in parte recuperati o in fase di recupero. Persone disabili e persone in situazione di emergenza sociale 7 ■ n. 13 interventi di supporto scolastico tinuità con le precedenti iniziative e con rivolti ad altrettanti giovani disabili, incari- quelle di prossima attuazione. cando a tal fine n. 8 Cooperative specia- L’impegno del Fondo è stato caratterizzato dalla razionalizzazione e dall’affina- lizzate operanti in Liguria; ■ istruttoria delle domande di contributo mento degli interventi, con l’obiettivo di erogare un servizio di elevato profilo qualitativo. Anche nel 2005 è proseguito lo sforzo per consolidare, a livello centrale, il coordinamento delle forme e dei metodi di intervento sia per la parte clinico-scientifica che per gli aspetti applicativi ed organizzativi, nella consapevolezza che i programmi e le iniziative del FISDE devono garantire la massima utilizzazione delle strutture sanitarie e dei servizi di prevenzione del sistema pubblico, evitando sovrapposizioni o duplicazioni. Sono poi proseguite le attività di consulenza e sostegno realizzate mediante il Consulente Scientifico Generale, Prof. Paolo Meazzini, che provvede altresì al coordinamento ed alla supervisione di una rete di 22 Consulenti Territoriali. Le iniziative a favore dei disabili realizzate nell’anno 2005 sono state: ■ n. 8 soggiorni specialistici integrati invernali a cui hanno preso parte complessivamente 106 partecipanti; ■ n. 12 soggiorni specialistici integrati estivi a cui hanno preso parte complessivamente 151 partecipanti; ■ n. 3 soggiorni specialistici integrati, rivolti persone disabili in età matura: i rispettivi partecipanti sono stati 15 ad Acireale (Catania); 16 a Montegrotto Terme (Padova) e 12 a Giardini Naxos - Taormina (Catania); per piani di riabilitazione per persone in situazione di emergenza sociale; ■ assistenza e coordinamento per cinque Gruppi di Lavoro sulle seguenti tematiche: • Autonomia e Vita Indipendente della Persona Disabile; • Formazione ed Integrazione Lavorativa; • Rilevazione della Qualità della Vita della Persona Disabile e dei suoi Familiari; • Banca Dati Disabili e Cartella Personale; • Dopo di noi; ■ n. 1 modulo conclusivo ed 1 iniziale di due distinti Cicli di formazione genitori, tenuti applicando il metodo del parent training, ai quali hanno partecipato rispettivamente 13 e 12 famiglie; ■ effettuazione di un soggiorno specialistico propedeutico alla partecipazione al Progetto Eridano nonché attuazione della prima fase dello stesso Progetto Eridano per la formazione ed integrazione lavorativa rivolte ad un gruppo di 10 giovani disabili; ■ attività propedeutiche alla realizzazione del Progetto Panicale San Sebastiano ■ 84 partecipazioni di altrettanti giovani disabili al cosiddetto Programma ARCA Giovani per i quali sono stati incaricati dal FISDE anche ventidue operatori specializzati per l’assistenza di alcuni degli assistiti; ■ 12 incarichi corrispondenti ad altrettanti giovani assistiti dal FISDE in Liguria, assegnati a sei Cooperative Sociali. domiciliare, di assistenza educativa, di natura socio - assistenziale, di natura educativo - riabilitativo e socio educativo, COMUNICAZIONI AI SOCI In questo settore il FISDE ha continuato ad operare per valorizzare le interconnessioni con le altre aree di intervento del Fondo ed in una prospettiva di con- Stato patrimoniale al 31 dicembre 2005 al 31/12/2005 8 ATTIVO ANALISI PARZIALI al 31/12/2004 TOTALI TOTALI B) IMMOBILIZZAZIONI I. Immateriali 1) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno II. Materiali 1) Fabbricati 0,00 0,00 0,00 1.755.191,62 0,00 1.729,89 2.171,55 a) Mobili e arredi 9.452,95 16.877,14 b) Macchine d'ufficio 1.324,10 1.591,13 0,00 0,00 2) Attrezzature industriali e commerciali 3) Altri beni: c) Apparecchiature informatiche d) Impianti d'allarme 4.704,00 Totale III. Finanziarie 1) Depositi cauzionali 10.432,43 0,00 1.772.402,56 20.639,82 10.432,43 10.432,43 Totale Immobilizzazioni (B) 1.782.834,99 31.072,25 C) ATTIVO CIRCOLANTE II. Crediti 1) Verso soci: 12.021,57 25.759,33 a) acconti su preventivi 9.915,97 23.240,56 b) per rimborsi erogati da recuperare 2.105,60 2.518,77 2) Verso altri: a) Crediti v/o Società fuori b) Crediti v/o Società Gruppo c) Altri 353.158,73 411.421,50 4.414,22 3.703,66 40.573,51 36.271,55 Totale Crediti III. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: 114.589.337,12 1) Fondi in gestione patrimoniale 83.876.330,37 2) Quote di fondi comuni d'investimento 30.713.006,75 2) Denaro e valori in cassa 477.156,04 114.589.337,12 113.105.249,72 25.168.296,51 936.797,25 475.202,15 647,07 230,11 115.891.314,67 0,00 CONTI D'ORDINE 114.057.838,02 0,00 0,00 Risconti attivi TOTALE ATTIVO 475.432,26 936.150,18 Totale Attivo circolante (C) D) RATEI E RISCONTI Ratei attivi 365.180,30 87.936.953,21 936.797,25 IV. Disponibilità liquide: 1) Depositi bancari e postali 451.396,71 308.171,00 923,00 117.674.149,66 114.089.833,27 1.129.275,40 2.143.767,37 Stato patrimoniale al 31 dicembre 2005 al 31/12/2005 PATRIMONIO NETTO E PASSIVO ANALISI PARZIALI al 31/12/2004 TOTALI TOTALI A) PATRIMONIO NETTO I Fondo di dotazione II. Riserva di rivalutazione III. Riserve statutarie IV. Altre riserve: V. Utili portati a nuovo VI. Risultato d'esercizio 0,00 0,00 288.282,33 288.282,33 0 9.390.031,06 B) FONDI PER RISCHI ED ONERI 3) Altri fondi: a) Fondo acc.to attività istituzionali b) Fondo acc.to pratiche anni precedenti 91.583.228,64 82.193.197,58 1.196.814,45 1.202.599,21 c) Fondo acc.to pratiche 2002 da liquidare 607.877,76 d) Fondo acc.to pratiche 2003 da liquidare 1.220.783,30 e) Fondo acc.to pratiche 2004 da liquidare 463.611,68 f) Fondo acc.to pratiche 2005 da liquidare 7.569.836,96 1.384.370,91 Totale Fondi C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO 100.813.491,73 86.608.828,76 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 1.193.244,96 868.344,00 D) DEBITI I. Debiti verso banche IV. Debiti verso fornitori: a) per fatture ricevute 447.696,19 506.559,28 b) per fatture da ricevere 745.548,77 361.784,72 VIII. Debiti tributari IX. Debiti verso istituti di previdenza 12.970,71 12.970,71 19.399,78 750,00 750,00 0,00 15.365.409,93 17.203.229,67 X. Altri debiti: a) rimborsi a Soci per Assistenza Indiretta b) rimborsi a Strutture per Assistenza Diretta c) debiti v/Soci per riaccrediti da emettere d) debiti diversi 13.797.656,34 15.619.272,34 1.473.171,83 1.497.536,29 91.336,09 81.076,44 5.344,60 3.245,67 Totale debiti 16.572.375,60 18.090.973,45 E) RATEI E RISCONTI Ratei passivi 0,00 0,00 0,00 0,00 Risconti passivi 0,00 0,00 0,00 0,00 TOTALE PASSIVO 117.674.149,66 114.089.833,27 CONTI D'ORDINE 1.129.275,40 2.143.767,37 9 Conto Economico al 31 dicembre 2005 10 A) RICAVI 1) Ricavi per contributi: a) stanziamento Società b) quote associative Soci straordinari 3) Altri ricavi e proventi: a) proventi multe dip.Società Gruppo ENEL e associate al 31/12/2005 ANALISI PARZIALI 40.396.376,15 5.845.646,01 46.242.022,16 4.549,98 B) COSTI Prestazioni sanitarie : a) in forma diretta 1.220.843,95 917.179,76 833.205,39 6.781,84 285.660,66 2.138.023,71 10.572.839,81 10.053.298,81 8.845.202,36 71.718,73 4.192.329,27 2.833.722,54 258.124,49 20.626.138,62 173.512,15 744.329,52 498.329,62 529.376,29 917.841,67 7) Per servizi : a) service ARCA b) altri costi per servizi TOTALE COSTI PER SERVIZI 8) Per godimento di beni di terzi 10) Ammortamenti e svalutazioni: a) Ammort.delle immobilizz. immateriali b) Ammort.delle immobilizz. materiali 11) Oneri diversi di gestione 12) Spese per Organi Sociali TOTALE COSTI 3.469.192,19 285.660,66 8.916.921,09 400.399,48 900.088,87 2.781.416,39 99.200,00 45.817.160,45 1.385.736,52 137.933,31 533.679,80 318.063,80 355.739,61 40.320,00 476.602,58 2.138.725,08 142.500,00 35.094.908,64 6.021.950,37 6.021.950,37 5.321.779,20 332.353,49 5.654.132,69 106.140,62 63.593,16 106.140,62 63.593,16 76.344,40 95.734,03 76.344,40 95.734,03 52.180.923,03 106.297,11 8.603,07 0 8.603,07 50.305,38 94.108,34 41.008.355,23 -5.934.350,89 6.183.198,11 4.450.999,14 3.144.992,86 -3.149,46 3.141.843,40 1.027.705,91 900.088,87 2.781.416,39 99.200,00 5.160.000,00 861.950,37 0 63.593,16 76.344,40 95.734,03 894.969,20 850.436,77 772.849,90 7.284,89 943.651,43 27.482.152,27 9.178.904,88 9.513.791,62 8.330.845,36 58.210,93 7.284.176,30 Differenza tra valore e costi della produz.(A-B) C) Proventi ed oneri finanziari 16) Altri proventi finanziari: d) Altri proventi diversi dai precedenti 17) Interessi e altri oneri finanziari TOTALE PROVENTI ED ONERI FINANZIARI 3.263.671,60 1.945.547,58 106.140,62 41.155.796,54 6.032.053,14 47.187.849,68 3.703,66 3.703,66 47.191.553,34 36.827.236,01 900.088,87 2.781.416,39 99.200,00 TOTALI 46.246.572,14 839.987,23 *comprende i rimborsi per prestazioni a soggetti in situazione di emergenza sociale c1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari c2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari c3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari c4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari c7) accantonamento altre pratiche da liquidare d) prestazioni sanitarie medicina preventiva e) Servizi a soggetti portatori di handicap f) Altri servizi ai soci TOTALE COSTI PRESTAZIONI SANITARIE 46.242.022,16 4.549,98 4.549,98 TOTALE RICAVI a1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari a2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari a3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari a4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari a5) accantonamento altre pratiche da liquidare b) in forma indiretta b1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari b2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari b3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari b4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari b5) accantonamento pratiche da liquidare Soci ordinari b6) accantonamento pratiche da liquidare Soci straordinari b7) accantonamento altre pratiche da liquidare c) assistenza ai soggetti portatori di handicap* al 31/12/2004 TOTALI 4.454.285,92 -3.286,78 4.450.999,14 D) RETTIFICHE VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE E) Proventi ed oneri straordinari Proventi straordinari Oneri straordinari TOTALE PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI 1.838.165,19 57.851,14 1.780.314,05 1.780.314,05 115.643,86 47.481,93 68.161,93 Risultato prima delle imposte (A-B+C+D+E) 296.962,30 296.962,30 9.393.203,44 -8.679,97 -8.679,97 -3.172,38 288.282,33 9.390.031,06 22) Imposte sul reddito dell'esercizio 26) RISULTATO DELL'ESERCIZIO 1.780.314,05 MEDICINA PREVENTIVA fazione dal Fumo (GDF) organizzati dalla LILT, sulla base di apposita convenzione sottoscritta con tale organizzazione. non interessate dagli screening stati avviati i contatti con ANMCO della disdetta FISDE è venuta a precedenti. per pervenire (nel 2006) alla stipu- scadenza il 31 dicembre 2004. Il Nel corso del 2005, inoltre, sono la di una convenzione finalizzata al rapporto con l’ARCA è in proroga- stati avviati i contatti con la stes- completamento della campagna tio per il 2005. sa LILT per pervenire (nel 2006) alla stipula di una convenzione finalizzata alla realizzazione di una seconda campagna di prevenzione oncologica in tutto il territorio nazionale nell’arco temporale 2006/2008. di prevenzione cardiovascolare in tutto il territorio nazionale nell’arco temporale 2006/2008. Comunicazione con i soci Nel 2005, il FISDE ha compiuto un importante passo avanti nella comunicazione con i soci, dotandosi di un periodico trimestrale (NoiFisde) di cui, nel corso dell’anno, sono stati pubblicati 3 numeri. Allo stato, è in fase di completamento la realizzazione del sito Internet del FISDE. Campagna di prevenzione cardiovascolare Nel corso del 2005, l’attività di Corsi di disassuefazione dal fumo Il FISDE, al fine di integrare i programmi di medicina preventiva, ha offerto agli assistiti intenzionati a smettere di fumare la possibilità di partecipare ai Gruppi di Disassue- Service operativo La convenzione con l’Arca (stipulata nel marzo 2003), a seguito Popolazione FISDE I dati numerici dei soci FISDE sono riportati nella sintesi che segue: Soci Ordinari Straordinari Totale al 31/12/2001 70.192 38.222 al 31/12/2002 65.403 36.663 108.414 102.036 al 31/12/2003 60.780 al 31/12/2004 58.461 al 31/12/2005 56.352 31.330 25.397 23.185 92.110 83.858 79.537 I familiari a carico risultanti in anagrafica sono 92.589. Nella valutazione relativa alla consistenza dei soci straordinari, occorre evidenziare che il numero indicato è quello relativo ai soli soci che alla data del bilancio risultano regolarmente iscritti. In relazione agli obblighi previsti dal decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, avente ad ogget- to “codice in materia di privacy”, si precisa che il FISDE opera nell’osservanza della normativa in argo- mento, provvedendo, tra l'altro, alla redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza. Notizie dal CdA A seguito delle dimissioni dei Consiglieri Massimo Saotta e Giuseppe Mangione, sono subentrati rispettivamente Pietro Pernetti e Pier Luigi Loi ai quali diamo il ben- venuto e auguriamo buon lavoro. Ai Consiglieri uscenti vanno i più sentiti ringraziamenti per l’impegno ed il contributo profusi durante il loro mandato. 11 COMUNICAZIONI AI SOCI L’attività di medicina preventiva è proseguita nel corso del 2005, sempre in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), in altre 30 province medicina preventiva in campo cardiovascolare ha interessato le 12 province oggetto della convenzione sperimentale con l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). Nel corso del 2005, inoltre, sono Campagna di prevenzione oncologica Sport e disabili 12 VOI FISDE di Francesco Fabbri pprofittando dei riflettori accesi sulle Paralimpiadi invernali di Torino, mi è sembrato utile cogliere quest’opportunità per parlare dello sport per disabili e di quanto possa essere gratificante per chi lo pratica e per chi lo segue. L’importanza della pratica sportiva per i disabili fu dimostrata in Inghilterra, al termine della seconda guerra mondiale, dal dott. Ludwig Guttmann che, nella clinica “Spinal Injuries Unit” di Stoke Mandeville, vicino Londra, curava i soldati con lesioni spinali e mutilati. Il dott. Ludwig Guttmann vide che, proponendo loro un’attività sportiva, chiaramente adattata alle loro condizioni fisiche, la carica agonistica che ne scaturiva risvegliava nuove emozioni e creava nuove aspettative di vita, con notevoli benefici a sostegno delle terapie mediche. La terapia medica, prima unica soluzione, diventava così complementare alla terapia attiva, la riabilitazione veniva A ▲ Francesco Fabbri è un “elettrico” in pensione e da anni, come accompagnatore e come cronista, segue lo sport paralimpico. affrontata con uno spirito diverso, a volte con fin troppa foga, tanta era la voglia di riemergere dal baratro della disabilità passiva. Anche in Italia furono studiate queste tecniche, pioniere il dott. Antonio Maglio, padre della “sport-terapia”. Grazie alla sua opera, i suoi primi studi nel settore risalgono al 1935, nacque quello che ora si chiama C.I.P. (Comitato Paralimpico Italiano) e governa il mondo dello sport per atleti disabili. Il C.I.P. è guidato dal presidente Luca Pancalli, il quale, giovane promessa del pentathlon moderno, nel 1981, chiamato a far parte della nazionale junior in un incontro internazionale a Vienna, cadde da cavallo e a soli 17 anni rimase paralizzato agli arti inferiori e parzialmente ai superiori. Ebbene, un anno dopo Pancalli entrò in palestra con la carrozzella e, grazie alla sua voglia di rina- scere, riuscì ad entrare in nazionale ai campionati del mondo di nuoto del 1983. Il C.I.P. è suddiviso in 9 dipartimenti che raggruppano ciascuno gli sport similari, dal primo dipartimento, pallacanestro e pallanuoto, all’ottavo, ciclismo, equitazione, judo, passando dal quarto, scherma, tiro con l’arco e tiro a segno, sino al nono per disabili intellettivi e relazionali, in mezzo trovano spazio il nuoto, canoa-kayak, vela, canottaggio, waterbasket, atletica leggera, sport invernali, tennis, tennis tavolo, bocce, snowdown, torball, goalball e calcio. “ ▲ Michael Stampfer In fondo il disabile per praticare sport non ha bisogno di grandi cose, è sufficiente consentirgli l’accesso. ” al problema dei disabili, alla pari dei suoi dipenden- chi di Stoke Mandeville” ti: i più anziani ricorderan- fino al 1960 quando, in no quando, tanti anni fa, occasione delle Olimpia- rinunciammo volontaria- di di Roma, fu presentata in modo Negli altri Paesi si viaggia media- mente al pacco natalizio che l’E- sperimentale la prima Paralimpiade che, dopo Tokio 1964, divenne appuntamento fisso al termine delle Olimpiadi estive. Da allora è l’evento sportivo con il più grande numero di partecipanti dopo le Olimpiadi. L’Italia vanta numerosi atleti d’assoluto valore internazionale, cresciuti grazie all’impegno delle società e dei tecnici, a dispetto dei 500mila euro che sono stanziati a favore del C.I.P. rispetto alle cifre ben più importanti del resto d’Europa, dove, degli sportivi disabili, si parla non solo in occasione delle Paralimpiadi. mente sui 6/7 milioni di euro, con la Spagna che raggiunge gli 8 milioni, per non parlare d’altre nazioni come l’Australia ecc. In Italia sono circa 600 le società sportive per disabili, con circa 16.000 tesserati praticanti. In casa nostra lo sport Paralimpico riesce a sopravvivere grazie all’impegno di tanti appassionati che vi dedicano tempo e risorse. E grazie anche a donazioni, tra le più importanti troviamo con piacere anche ENEL-Cuore onlus, “Il cuore che illumina lo sport”, a conferma che la nostra azienda è stata sempre sensibile NEL distribuiva ai dipendenti, per devolvere la somma corrispondente a sostegno di colleghi con problemi di disabilità. Recentemente, in occasione dell’inaugurazione a Faenza di una palestra dedicata agli sportivi disabili, le olimpioniche Paola Fantato e Azzurra Ciani, commentando positivamente l’iniziativa dichiaravano che “Non è facile per un giovane disabile avvicinarsi al mondo dello sport: per prima cosa vanno vinte le resistenze della famiglia che tendono a creare, il più delle volte inavvertitamente, una sorta di VOI FISDE I primi giochi internazionali si chiamarono “Gio- 13 ▲ Azzurra Ciani VOI FISDE 14 “ Ciò che rende grandi tutti questi atleti, come i tanti che non ho potuto citare, oltre al palmares sportivo, è il modo di interpretare la vita e di affrontare le difficoltà che essa impone a chi è disabile ” ▲ Paola Fantato Olimpiadi di Atene 2004 barriera tra il congiunto e lo sport che invece può riservare enormi possibilità e soddisfazioni, poi c’è carenza nell’informazione e nelle strutture. Anche il disabile deve vincere la comprensibile paura per un mondo sconosciuto, ma che, anche se visto da un angolo diverso, è comunque bello e gratificante. In fondo il disabile per praticare sport non ha bisogno di grandi cose, è sufficiente consentirgli l’accesso”. E questo, aggiungo, è ancora più importante per i traumatizzati che si trovano improvvisamente la vita sconvolta da un evento inaspettato: per loro avvicinarsi allo sport significa rendersi conto che la vita non è finita, che può ancora restituire in parte ciò che la sorte ha negato o che il destino ha loro tolto. Indicativi sono gli esempi di Alex Zanardi, che un incidente in corsa ha privato delle gambe ma che, grazie alla forza di volontà e ad uno spirito indomito, è torna- to vincente, in pista e nella vita. Altro esempio è la tiratrice faentina di carabina Azzurra Ciani, affetta da spina bifida, è sulla carrozzella da sempre ma, a soli ventitré anni, è ormai affermata ai massimi livelli mondiali: ha all’attivo un argento europeo e un bronzo mondiale ed ha partecipato alle Paralimpiadi d’Atene 2004. Nel poco tempo libero dagli allenamenti e dallo studio (frequenta l’università a Bologna dove abita) e dagli impegni istituzionali (è consigliere nazionale del C.I.P.), pratica anche, a livello amatoriale, lo sci, la barca a vela e il nuoto. Accanto ad atleti d’assoluto valore mondiale - dal già citato Alex Zanardi a Paola Fantato, che ha partecipato anche alle Olimpiadi “normali” di tiro con l’arco oltre che alle Paralimpiadi, ad Andrea Pellegrini, oro Paralimpico nella scherma, a Stefano Lippi, un grande dell’atletica leggera, e al bolzanino Michael Stampfer, ciclista, (e questi sono solo una minima parte) - troviamo anche giova- ni promesse, come l’arciere Francesco Resta che, approdato da poco alla nazionale, ha le doti per poter emergere. Ciò che rende grandi tutti questi atleti, come i tanti che non ho potuto citare, oltre al palmares sportivo, è il modo di interpretare la vita e di affrontare le difficoltà che essa impone a chi è disabile, come riassume benissimo Stefano Lippi nel breve pensiero qui riportato. 15 A volte la vita può sembrare crudele... ingiusta, degli eventi ci segnano in maniera indelebile e ci fanno cambiare il modo di vedere ogni cosa... Il 24 febbraio 1998 la mia vita cambiò per sempre... persi una gamba in un incidente stradale e mi sembrò che qualcuno lassù mi avesse chiuso le porte del mio futuro in faccia... e invece... mi sono girato e dietro di me 1000 porte si erano aperte per regalarmi un futuro migliore, pregno di nuovi significati e di nuovi modi di vedere il mio cammino. La mia vita è cambiata sì... in meglio... ▲ Stefano Lippi VOI FISDE ▲ Andrea Pellegrini e Aldo Montano Sindrome di Goldenhar di Virginio Campanile 16 VOI FISDE Sono il papà di due splendidi bimbi gemelli di ormai quasi quattro anni che sono nati, purtroppo, affetti dalla Sindrome di Goldenhar. Ai più, compresi la maggior parte dei medici con cui ho avuto a che fare, risulta essere “sconosciuta” come, peraltro, risultano essere tali la maggior parte delle malattie cosiddette “rare” (anche se, razionalmente, la rarità si dovrebbe riferire all’incidenza della malattia e non alla sua “conoscenza” da parte degli addetti ai lavori). A questo punto vi starete chiedendo, così come l’ho fatto io la prima volta che ne ho sentito parlare, ma cos’è questa Sindrome di Goldenhar? ▲ Virgilio Campanile è un nostro Socio della Campania. Pubblichiamo volentieri il suo interessante articolo, scritto con passione e con l’intento di condividere esperienze e conoscenze su una malattia rara. La Sindrome di Goldenhar è stata descritta per la prima volta nel 1952 dal Prof. M. Goldenhar. È una sindrome polimalformativa ed è caratterizzata da anomalie oculari, microtia uni o bilaterale, ipoplasia mandibolare, microsomia emifacciale, anomalie del cavo orale, anomalie dell’apparato respiratorio, anomalie genitourinarie, anomalie cardiache, anomalie del sistema nervoso, anomalie scheletriche vertebrali e anomalie cranio-facciali. La S.d.G. ha una frequenza variabile da 1/3500 a 1/26000 nati ed interessa più spesso l’emifaccia dx (dx/sx=3/2) ed il sesso maschile (m/f=3/2). L’eziologia della S.d.G. è sconosciuta, sono stati proposti fattori genetici e ambientali come agenti causali. Sebbene la maggior parte dei casi di S.d.G. sia sporadica, sono state descritte sia le modalità di trasmissione autosomica recessiva sia quella autosomica dominante. Esiste oggi una tendenza ad accettare come origine di questa sindrome una sofferenza vascolare del mesoderma cefalico per una anomalia dell’arteria stapedia, con conseguente alterazione dello sviluppo del primo e secondo arco branchiale. Un elemento che rafforza questa teoria è la presenza della sindrome in uno solo dei gemelli omozigoti. 17 Sinonimi della malattia ■ displasia VOI FISDE oculoauricolovertebrale ■ sindrome facioauricolovertebrale FOAV ■ sindrome oculoauricolovertebrale OAV ■ microsomia emifacciale ■ sindrome del primo e secondo arco branchiale Segni e sintomi ■ Ipoplasia mandibolare-microsomia emifacciale sottosviluppo dei tessuti di una parte del viso, sottosviluppo della mandibola inferiore e superiore. Il ramo può essere sia corto che assente ed il mento tende ad inclinarsi verso quel lato. Il tessuto della guancia frequentemente è sottosviluppato il che unito al problema mandibolare crea un’asimmetria del viso. Anomalia del condilo e conseguenti problemi dentali. ■ Microtia uni o bilaterale i difetti della regione auricolare sono rappresentati dalla presenza di residui cartilaginei nella sede preauricolare nonché da assenza o malformazione del padiglione auricolare, presenza di appendici preauricolari, stenosi-atresia del condotto uditivo, sordità trasmissiva o neurosensoriale, deficit dell’udito per lesione sia dell’orecchio medio che interno. ■ Anomalie oculari cisti dermoide epibulbare, dermoide sub congiuntivale o orbitale anteriore, coloboma della palpebra superiore, blefaroptosi, anomalia del sistema lacrimale, tumori epibulbari, micro-anoftalmia, anomalia della retina, strabismo. ■ Anomalie scheletriche vertebrali ed anomalie cranio-facciali in un’alta percentuale di casi sono presenti emispondili ed emivertebre a livello lombare, toracico dorsale e cervicale, scoliosi, occipitalizzazione dell’atlante, spina bifida. In alcuni casi associata alla Sin- drome di Arnold-Chiari. Presenti malformazioni del cranio dalla parte colpita, orbita oculare molto piccola, zigomo ed osso temporale più piccoli. ■ Anomalie del cavo orale macrostomia, fistole tracheo-esofagee, atresia esofagea, malformazioni strutturali e funzionali di faringe e laringe che possono contribuire ad incrementare il rischio di ostruzione delle vie aeree, di menomazione della comunicazione e di mobilità. La S.d.G. può causare una grave apnea ostruttiva del sonno, se non viene trattata l’apnea porta a ritardo di crescita e mentale. Labbro leporino, labio palato schisi, palato ogivale. ■ Anomalie renali e genito-urinarie agenesia del rene mono e bilaterale, ipoplasia, ectopia del rene, ectopia del testicolo, criptorchidismo. ■ Anomalie cardiache tetralogia di Fallot, difetto del setto interventricolare, costrizione dell’aorta. ■ Anomalie del sistema nervoso anomalie cerebrali ipoplasia del ponte encefalico, agenesia del corpo calloso, idrocefalo, microcefalo, encefalocele. Nel 5%-15% dei casi è presente ritardo mentale. ■ Anomalie dell’apparato respiratorio alcuni bambini affetti da S.d.G. hanno dovuto effettuare una tracheotomia poco dopo la nascita. In alcuni casi la mandibola era così malformata che la lingua ostruiva il respiro durante il sonno (tracheotomia). Casi di aplasia polmonare e di ipoplasia. Segni ■ Anomalia 18 ■ Schisi vena porta ■ Appendici preauricolari (segno molto frequente) ■ Assenza parziale della mandibola/ipoplasia VOI FISDE (segno molto frequente) ■ Cisti dermoidi epibulbari (Segno molto frequente) ■ Faccia (Segno frequente) ■ Zigomi piatti/ipoplasia malare (Segno frequente) ■ Agenesia del rene/ipoplasia mono/bilaterale (Segno occasionale) ■ Anomalie del faringe/anomalie della deglutizione (Segno occasionale) stretta (Segno molto frequente) ■ Macrostomia/bocca labiale laterale larga (Segno molto frequente) ■ Anomalie del pollice (esculsa ipoplasia) (Segno occasionale) ■ Anotia/microtia (Segno occasionale) ■ Meato uditivo esterno atresico/assente (Segno molto frequente) ■ Aplasia del polmone/ipoplasia (Segno occasionale) ■ Mento appuntito (Segno molto frequente) ■ Retrognazia/micrognazia (Segno molto frequente) ■ Schisi palatina (Segno molto frequente) ■ Sordità di trasmissione/conduzione (Segno molto frequente) ■ Vertebre, anomalie di dimensione/forma (Segno molto frequente) ■ Anomalie dell'udito/sordità (Segno frequente) ■ Astigmatismo (Segno frequente) ■ Coloboma della palpebra (Segno frequente) ■ Guance con appendici (Segno frequente) ■ Microftalmia (Segno frequente) ■ Orecchie retroruotate (Segno frequente) ■ Paralisi facciale (Segno frequente) ■ Atresia dell'esofago/fistola tracheo-esofagea (Segno occasionale) ■ Cardiopatia congenita (Segno occasionale) ■ Cuore in posizione anomala/destrocardia (Segno occasionale) ■ Ectopia del rene/a ferro di cavallo (Segno occasionale) ■ Ectopia del testicolo/criptorchidismo (Segno occasionale) ■ Ghiandola mammaria ipo/aplasica (Segno occasionale) ■ Idrocefalo (Segno occasionale) ■ Ipertelorismo (Segno occasionale) ■ Pectus carinatum (Segno occasionale) ■ Ritardo mentale/psicomotorio (Segno occasionale) ■ Scoliosi (Segno occasionale) ■ Utero/vagina/anomalie (Segno occasionale) delle tube Le informazioni più importanti • Come crescono e si sviluppano i bambini con questa patologia? L'accrescimento in altezza e peso risulta solitamente nella norma. Lo sviluppo psico-motorio dei soggetti affetti è per lo più nella norma, anche se è segnalata la presenza di ritardo nell'acquisizione delle principali tappe dello sviluppo nel 10% circa dei pazienti. 19 • Come si pone la diagnosi? • Lo spettro oculo-auricolo-vertebrale è una malattia ereditaria? L'eziologia (cioè la causa) della sindrome di Goldenhar non è del tutto chiara; le anomalie presentate dai pazienti sembrano essere riconducibili ad un difetto dello sviluppo embrionale. La maggior parte dei casi di Sindrome di Goldenhar è sporadica, i soggetti affetti, in altre parole, rappresentano casi isolati nell'ambito familiare. Dalle famiglie descritte nella letteratura scientifica emerge la presenza di rari casi di ricorrenza della patologia in fratelli o di trasmissione da genitori affetti a figli. Rare sono anche le segnalazioni di associazione tra sindrome di Goldenhar e anomalie dei cromosomi. • Che rischio hanno i genitori di un bambino affetto dalla sindrome di Goldenhar di avere un altro figlio con la stessa patologia? Per una coppia di genitori che ha avuto un bambino con la sindrome di Goldenhar, il rischio di avere un altro figlio con questa patologia è solo lievemente superiore a quello della popolazione generale. • È indicato eseguire una consulenza genetica? Per una coppia che ha avuto un bambino con la sindrome di Goldenhar o per le persone adulte che la presentano, può essere utile eseguire una consulenza genetica per porre o discutere eventuali domande o dubbi riguardo la patologia (conseguenze mediche della malattia, possibilità di prevenirla o curarla, probabilità di trasmetterla) • È possibile una diagnosi prenatale della sindrome di Goldenhar? Non esiste un esame che permette di diagnosticare con sicurezza la patologia durante la gravidanza: infatti, in assenza di malformazioni fetali, i parametri della gravidanza risultano nella norma. Il riscontro di malformazioni maggiori di organi che tipicamente sono coinvolti nella sindrome di Goldenhar durante un' ecografia di controllo potrebbe essere la spia della presenza della sindrome. In questi casi è utile una valutazione mediante l'ecografia in un centro di II° livello che possa offrire anche l'ecografia fetale tridimensionale e soprattutto la consulenza di un medico genetista. • Come si può aiutare un paziente affetto dalla sindrome di Goldenhar? Le strategie terapeutiche ed assistenziali risultano complesse sia per la notevole variabilità della condizione tra diversi soggetti, sia per il coinvolgimento di diversi settori corporei, con la conseguente necessità di competenze pluridisciplinari. In linea generale, può essere utile una accurata valutazione otorinolaringoiatrica (in particolare dell'udito), una visita oculistica, una visita ortopedica comprensiva di un esame radiologico della colonna vertebrale, uno studio accurato della possibilità di trattamento delle alterazioni craniofacciali da parte di un chirurgo plastico, un eventuale intervento di tipo ortodontico, una analisi dello sviluppo psico-intellettivo del bambino, ed altre indagini, da programmare nei singoli casi, in presenza di sospetto di malformazioni a carico di organi interni. VOI FISDE La diagnosi è clinica, e perciò basata sul riscontro di un sufficiente livello di somiglianza tra le caratteristiche cliniche del paziente e quelle più frequentemente riscontrate nei soggetti affetti. È tuttora sconosciuto il difetto di base della patologia. VOI FISDE 20 “ I medici, o angeli, che non smetterò mai di ringraziare, sono: COORDINATORE SCIENTIFICO Prof. COHEN Amnon Direttore della Divisione di Pediatria e Neonatologia Ospedale S. Paolo di Savona. COLLABORATORI SCIENTIFICI Prof.ssa FIRMIN Francoise Responsabile del Reparto di Chirurgia Plastica Ricostruttiva della Clinica “Bizet” in Parigi. Specialista a livello mondiale nella ricostruzione del padiglione auricolare Prof. GIORDANETTO Joseph Specialista in Ortopedia dento-facciale Membro comitato direttivo Collegio Europeo Ortodontia Istruttore alla Fondazione Tweed (USA) Docente Università Ferrara, Istituto Gaslini, Osp. Santobono Prof. MERCIER Jacques Marie Professore cattedra chirurgia maxillo-facciale e ricostruttiva Università Nantes Primario reparto chirurgia maxillo-facciale Ospedale Nantes Specialista sulle grandi dismorfosi Dott.ssa PIOZZI Elena Direttore UO Oculistica indirizzo pediatrico Ospedale Niguarda Milano Dott.ssa LALATTA Faustina Responsabile Genetica Medica agli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano ” Le schede che precedono dovrebbero aiutare a conoscere meglio la Sindrome e tutti i diversi aspetti ad es- Nei due anni successivi, vissuti nella disperazione ed ansia più completa, siamo passati da un medico sa connessi. Magari avessi avuto all’altro senza riuscire a conosce- da subito queste informazioni! re con esattezza la malattia in cui Alla nascita dei miei bambini, i ci eravamo “imbattuti”. medici hanno avuto il coraggio, Solo dopo una visita al Bambin chiamiamolo pure così, di dire che il parto era andato bene, ma che uno dei piccoli era nato con un orecchio “accartocciato”, probabilmente per “mancanza di spazio nel grembo materno”!?! Ci pensate, scambiare una ipoplasia del ramo mandibolare, atresia del padiglione auricolare e condotto uditivo, coloboma palpebrale (tutti chiarissimi segni della Goldenhar) per una fottuta mancanza di spazio! Fortunatamente, la “sfortuna” del parto prematuro, con i conseguenti tipici problemi respiratori, ha fatto sì che i piccoli fossero ricoverati immediatamente in ospedale (ovviamente in due strutture diverse per mancanza di posti letto). Valerio, il più colpito, a causa dei segni evidenti è stato sottoposto ad Gesù di Roma, poco dopo l’inaugurazione di un “ambulatorio malattie rare”, con il primo vero approccio multidisciplinare, si è innumerevoli esami che ne hanno tracciato il quadro clinico definitivo. Lorenzo invece, che apparentemente non aveva subito danni, è stato dimesso, dopo un mese, come un bimbo sano. Solo successivamente, dopo una ecografia, abbiamo scoperto che aveva un rene solo e che anche questa anomalia era comune alla Sindrome. iniziato a parlare di Goldenhar; ed è stato un lampo di luce perché con delle ricerche mirate in internet sono riuscito ad avere le prime informazioni e stabilire i primi contatti con dei genitori con problemi e difficoltà analoghe. E questa è stata la nostra “salvezza”, in tutti i sensi. È nato così (gennaio 2004) il “Gruppo Italiano Sindrome di Goldenhar” con lo scopo innanzitutto di scambiare esperienze, consigli ed indirizzi utili per cercare di costruire qualcosa di concreto e “visibile” che possa essere di aiuto a tutti quei genitori bisognosi di aiuto. È stato creato il sito www.goldenhar.it, aperto a tutti, in cui sono riassunte tutte le nostre esperienze e problematiche. Il sito si è via via arricchito di contributi sia di altre famiglie che di illustri specialisti (in varie discipline) che si sono offerti di collaborare con noi, creando un pool di medici in grado di dare un contributo autorevole in alcuni degli aspetti più comuni e gravi della Goldenhar. modo chiaro ed estremamente semplice, con l’ausilio di esempi visivi, le tecniche di intervento adottate, le tempistiche relative e le indicazioni necessarie ad ognuno di noi per affrontare tali percorsi. Di questo incontro conserviamo molte emozioni: tenerezza verso i nostri bambini, per un circa 18 famiglie, la maggior parte delle quali non presenti a Savona nel 2004. E stiamo già pensando di organizzare (sempre con l’aiuto di Giordanetto e Cohen) un altro incontro-simposio a Savona, nel 2007, estendendo la partecipazione a specialisti interna- In tale occasione, circa 25 bimbi giorno tutti insieme senza sentir- zionali di altre branche medi- (e non) provenienti da tutta Italia ci “diversi”, speranza di poter che (otorini, ortopedici, audio- sono stati visitati dai tre speciali- dare loro il meglio e gratitudine logi ecc.) per cercare quindi di sti e le famiglie hanno potuto otte- verso chi ha saputo organizzare completare quanto più possibi- nere in maniera esaustiva tutte le notizie relative alle tecniche di intervento, tempi, modalità, relativamente alla propria specifica situazione. Come genitori, dopo esserci conosciuti reciprocamente, abbiamo sentito il bisogno di parlare in modo più approfondito del nostro gruppo e di una prospettiva di lavoro futuro, visto il crescente numero di casi e di adesioni. Abbiamo inoltre potuto confrontarci e discutere sull’esito del consulto relativo ai nostri figli. Abbiamo condiviso, in un clima di ascolto e di piena comprensione, le emozioni, le aspettative e le delusioni che ogni famiglia sta percorrendo con i propri bambini. Ancora una volta è emersa l’importanza di non essere soli, di poter condividere le nostre esperienze mediche per non commettere errori dettati dalla fretta di intervenire per risolvere al più presto il problema. Si è insistito sull’importanza di creare un ambiente familiare sereno per far crescere i nostri bambini nel modo più armonico possibile. Nel pomeriggio, inoltre, è stata organizzata una conferenza in cui gli specialisti hanno illustrato in un momento così unico ed importante. I benefici che ho tratto da quest’incontro sono enormi, e non solo sul piano medico ma anche, e soprattutto, sul piano familiare: spinti dall’euforia abbiamo organizzato il viaggio a Savona come se fosse una “vacanza”, prenden- le il pool di collaboratori scientifici del gruppo. È ormai imminente anche la nascita dell’Associazione (ONLUS) per avere un riconoscimento “ufficiale” da parte delle Istituzioni (mediche e politiche) e soprattutto per cercare di avviare dei progetti di ricerca atti ad individuare le cause doci anche il venerdì e la domenica. Ci siamo sentiti e siamo stati una famiglia “normale” per la prima volta senza preoccuparci degli sguardi altrui. Improvvisamente è scomparsa l’ansia ed il senso di rabbia e di amarezza che ci accompagnava ormai da più di due anni; ci ha pervaso un senso di serenità, consapevoli ormai di non essere più soli e di aver intrapreso la giusta strada per risolvere i problemi dei nostri cuccioli. A settembre 2005 il mio piccolo ha effettuato il primo intervento con la dott.ssa Firmin a Parigi con ottimi esiti. Abbiamo inoltre organizzato , con l’aiuto del Dott. Giordanetto, un altro incontro all’Ospedale Santobono di Napoli (20/05/06) cui ha partecipato il Dott. Mercier. È un altro importante risultato del gruppo. All’incontro hanno partecipato effettive della Sindrome. Termino invitando tutti quanti fossero interessati ad informazioni più dettagliate a visitare il nostro sito www.goldenhar.it Voglio esprimere inoltre un vivo ringraziamento sia alla Redazione di “NoiFisde” che al Dott. Vincenzo Guarracino, consulente territoriale FISDE e persona di elevato profilo professionale ed umano che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso, per l’opportunità che mi hanno dato di diffondere conoscenze ed esperienze su di una malattia rara per far sentire le persone colpite meno sole e quindi rendere la stessa malattia meno “rara”. 21 VOI FISDE Il primo risultato importante del “Gruppo” è stato l’organizzazione, con l’aiuto del Dott. Cohen, a Savona (Ospedale S. Paolo – 02/10/04) di un incontro relativo al tema “Grandi dismorfosi-diagnosi-indicazioni-timing-tipi di intervento” con la presenza dei Prof. Jordanetto, Mercier, Firmin. LevostreLettere LE VOSTRE LETTERE 22 Dopo ogni nuovo numero, riceviamo tante lettere di apprezzamento nei confronti della rivista e dei contenuti in essa trattati. Pubblichiamo, per tutte, la lettera del socio di Ancona che, fin dall’inizio, segue “NoiFisde” con grande interesse, fornendoci anche importanti spunti di riflessione. @ ✍ Ho ricevuto il quarto numero del periodico NoiFisde e desidero rinnovare il mio apprezzamento per tale pubblicazione della quale tutti i soci, e ritengo di non sbagliare, avvertivano la necessità, non solo per essere informati sulle attività e le vicende del FISDE, ma anche per mantenere un legame di amicizia e solidarietà tra i lavoratori in servizio e quelli in quiescenza. Obiettivo, quest’ultimo, che la Redazione, con sensibilità ed attenzione, sono sicuro riuscirà a conseguire. Alcune osservazioni sull’assistenza sanitaria: mi fa piacere apprendere che “grazie al comportamento vir- tuoso dei soci” anche l’esercizio 2005 si è concluso con un avanzo di gestione. Ritengo quindi che, superate le apprensioni del passato sulle prestazioni sanitarie, proseguendo in una amministrazione delle risorse sempre più oculata, anche nel programmare nuove ulteriori attività, confidando altresì in una maggiore disponibilità al finanziamento del Fondo da parte delle Società associate al FISDE, sia possibile assicurare a tutti i soci più ampi livelli di assistenza sanitaria e il miglioramento dei servizi a livello locale. Distinti saluti. Orlando De Gregori – Ancona La bacheca dei soci AAA in Puglia cercasi volontari per collaborare ad una nuova Associazione regionale di persone disabili e non. In Puglia alcuni soci FISDE stanno cercando altri soci (disabili motori e non) disponibili a collaborare come volontari con una Associazione regionale di persone “disabili e non”. Le province da coprire sono Bari, Brindisi, Foggia e Lecce. Astenersi perditempo. Per informazioni contattare Corrado (347 4423645) o Michele (340 8235348) oppure telefonare dalle ore 10.00 alle ore 13.00 di ogni giorno lavorativo i numeri verdi: 800 050415 (FINCO); 800 653398 (AISTOM). Informatica e deficit visivo a cura di Enel People Care Si stanno concludendo le prime edizioni del corso base di informatica per i dipendenti Enel con deficit visivo. Il progetto rientra in un piano di iniziative di FISDE e People Care e, consentendo il pieno utilizzo del Personal Computer, favorisce la diversificazione delle attività lavorative. 23 La realizzazione di questi primi corsi di formazione è stata possibile grazie al lavoro di tutte le Funzioni aziendali coinvolte in grazie alla Fondazione Onlus ASPHI (Avviamento e Sviluppo di Progetti per tro nelle sedi di lavoro, sono immediata- ridurre l’Handicap mediante l’informati- mente in grado di mettere in pratica ca), la cui esperienza è stata determinante nella conduzione del progetto. Il progetto formativo, compreso in un piano di iniziative di FISDE e People Care rivolto alle persone diversamente abili presenti in azienda, ha come obiettivi principali il pieno utilizzo del Personal Computer da parte degli stessi e la conseguente diversificazione delle attività lavorative. Tra maggio e giugno si sono svolte tre sessioni formative, ciascuna della durata di otto giornate, nelle quali sono state illustrate funzionalità di base del Personal Computer e degli ausili informatici, utilizzo della Posta elettronica e Internet, Intranet aziendale, Word base, Excel base. quanto appreso. Sono stati invitati a partecipare a queste prime edizioni 30 dei circa 100 dipendenti con deficit visivo. A ciascuno di essi è Il progetto complessivo ha previsto l’approvvigionamento di PC e relativi ausili per tutte le persone coinvolte. In tal modo, i partecipanti al corso, al loro rien- stata individualmente presentata l’iniziativa durante appositi incontri effettuati presso le loro sedi di lavoro. In tali occasioni sono stati recepiti suggerimenti e proposte che hanno consentito di definire il programma formativo realizzato. Il piano di iniziative prevede inoltre una fase dedicata all’analisi delle attività lavorative, e relativi sistemi informativi, cui i partecipanti potranno dedicarsi a valle dell’effettuazione degli ulteriori corsi di formazione necessari. La Funzione ICT aziendale sta già operando al fine di rendere accessibili le prime applicazioni informatiche individuate, mentre la navigazione in Internet ed i pacchetti Office lo sono già. Giornata nazionale delle famiglie dei disabili FISDE Si terrà a Roma, sabato 14 ottobre 2006, l’incontro nazionale con le famiglie dei disabili assistiti dal FISDE. Nel corso della giornata verrà effettuata una panoramica generale aggiornata delle iniziative assunte che riguardano le attività tradizionali relative ai soggiorni specialistici invernali, estivi ed ai week-end in città d’arte. Saranno illustrate anche le attività complementari culturali e di formazione che vi sono state inserite, nonché le attività del parent-training. Si parlerà poi, più in particolare, delle attività innovative che comprendono i programmi integrati di “vita indipendente”, “inserimento lavorativo” e “dopo di noi”, i programmi di verifica dell’integrazione lavorativa dei dipendenti disabili, e le borse lavoro. Su tali argomenti si aprirà un dibattito con i partecipanti all’incontro. LE ATTIVITÀ materia, ed inoltre, in modo particolare, Il significato di una campagna di prevenzione OFTALMOLOGICA di Robert P. Wright LA MEDICINA PREVENTIVA 24 { In questi ultimi anni la maggiore attenzione dei cittadini nei confronti della qualità della vita si è tradotta in un maggiore interesse per articoli divulgativi che riguardano la loro salute. Chi esercita la professione del medico ha notato la conseguenza di questa migliore informazione: aumenta la percentuale dei pazienti che si presentano a studio non perché lamentino specifici problemi ma perché vogliono escludere e, nel caso, prevenire malattie che hanno appreso essere piuttosto diffuse. ] ▲ Robert P. Wright, oculista, ha predisposto il questionario per la campagna di prevenzione oftalmologica FISDE Rimane tuttavia alto, nella nostra specialità di Oftalmologia, il riscontro di pazienti che giungono per la prima volta alla nostra attenzione vantandosi di non avere mai effettuato una visita oculistica in vita loro se si eccettua quella assolutamente sommaria per la patente che hanno sempre superato alla grande. Il motivo che li ha finalmente spinti a recarsi dall’oculista è la oramai insormontabile difficoltà a leggere senza l’ausilio di occhiali: la presbiopia. Anche qui, però, molti altri la superano individualmente comprando occhiali con lenti premontate, in farmacia o nei mercatini, perdendo così una grande occasione. Quante volte, in simili occasioni, abbiamo diagnosticato tempestivamente o, purtroppo, già un po’ troppo tardivamente, malattie serie quali il glaucoma, od una maculopatia, o lesioni retiniche periferiche potenzialmente in grado di causare un distacco di retina! Per quanto riguarda la cataratta, patologia diffusissima già oltre i 50-60 anni di età, poco male: nulla si può fare per arrestarne il decorso, quando avanza è il paziente stesso ad accorgersi che qualcosa non va (vede meno e l’ottico non ha possibilità di rimediare con lenti), e la soluzione sarà più che soddisfacente con un intervento chirurgico. Non è essenziale che venga diagnosticata al suo primo manifestarsi. 25 LA MEDICINA PREVENTIVA La maculopatia L’area centrale della retina, la più nobile ed importante (ci consente di leggere, riconoscere i volti, guidare ecc…), si chiama macula. Le Il glaucoma Per glaucoma si intende la perdita di fibre del nervo ottico sino alla sua completa atrofia. Un ruolo molto importante in questa malat- Il distacco di retina Questo è un evento relativamente raro ma grave e richiede un intervento chirurgico tempestivo. La retina si strappa in qualche malattie della macula consistono nella progressiva degenerazione e morte dei suoi recettori (i coni). Così, pur conservando sempre la nostra autonomia (il campo visivo periferico è risparmiato), diventa sempre più difficile leggere, vedere la televisione, guidare. La maggior parte di queste maculopatie sono di natura senile, ma possono colpire anche in età giovanile (forme ereditarie), od adulta (forme miopiche). tia degenerativa è svolto dalla pressione intraoculare. Quando essa supera i valori normali (il limite è generalmente posto intorno ai 21 mm di Hg), le fibre che costituiscono il nervo ottico iniziano a soffrire e poi a morire innescando un processo “a cascata” che danneggia le fibre limitrofe. Nella maggior parte dei casi, l’aumento della pressione intraoculare non causa alcun sintomo e la progressiva perdita del campo visivo è così lenta (spesso è un processo che punto della sua periferia e da lì si scolla come una carta da parati mal incollata. A volte è impossibile prevenirlo, ma spesso, nel corso di una visita oculistica, si osservano aree di retina periferica assottigliata. Se queste sono associate a miopia, a storia familiare di distacco di retina, od a sintomi soggettivi quali i lampi, possono essere isolate con una saldatura effettuata con il laser e quindi “messe al sicuro” prima che possano causare problemi . dura molti anni) da venire avvertita dal paziente solo quando il danno è già notevole. LA MEDICINA PREVENTIVA 26 Non voglio snocciolare dati di incidenza di questa o quella patologia: lo scopo di una campagna di prevenzione non è quello di spaventare, ma di rassicurare. Con tale spirito ci si deve recare, nel caso specifico, dall’oculista: per sentirsi dire che tutto va bene o che, perché tutto continui ad andare bene, bisogna fare qualcosa. Ben diverso è il discorso per quelle malattie precedentemente menzionate: si può fare molto, moltissimo, quando si riconosce in tempo il rischio. Così, non è corretto che solo coloro i quali fin da bambini hanno dovuto combattere con occhiali e/o lenti a contatto siano poi i soli a godere di tali possibilità di prevenzione grazie alla loro assidua frequentazione degli studi oculistici. E non dimentichiamoci che quell’ultima fastidiosa parte della visita (quella luce tremenda che ci viene sparata negli occhi dopo l’effetto delle gocce dilatanti!) è la parte più importante della visita e ci può rivelare anche la presenza di decine di malattie non oculari. Ecco allora che una campagna di prevenzione del glaucoma, della maculopatia o del distacco di retina assume particolare importanza per tutti coloro i quali ad occhio nudo, o con il solito vecchio paio di occhiali, “vedono benissimo”, e andranno dall’oculista solo il giorno in cui dovessero avere qualche problema. Non dite mai: “per favore, potrebbe evitare di mettermi le gocce?” Poiché i controlli da effettuare relativi ai rischi di glaucoma, maculopatia e distacco della retina sono standardizzati presso gli operatori sanitari del settore, per il programma di prevenzione oftalmologica vi proponiamo una procedura semplice ed innovativa. Abbiamo fatto preparare da un qualificato professionista una scheda unificata di raccolta dei dati, con la quale ciascun assistito potrà recarsi da un oculista di fiducia e chiedere di essere sottoposto a visita di controllo e di inserire i dati nella scheda e di sottoscriverla. La compilazione è stata predisposta in modo da impegnare pochi minuti. Il FISDE, a fronte della fattura del medico e della restituzione della scheda compilata, rimborserà la fattura a saldo (cioè senza articolare il rimborso nelle due fasi di acconto e saldo) entro il 120% della spesa ammessa dal Nomenclatore - Tariffario per le visite specialistiche, cioè entro i 72 euro. Gli assistiti che dovessero riscontrare problemi entreranno poi nel normale iter dell’assistenza sanitaria, mentre tutti gli altri potranno acquisire una ragionevole tranquillità nei confronti dei rischi citati. Le schede verranno raccolte presso il FISDE, che le utilizzerà in modo anonimo per una analisi biostatistica in materia, a supporto di successive iniziative. 27 LA MEDICINA PREVENTIVA Campagna di prevenzione malattie oftalmologiche: istruzioni per l’uso. Campagna di prevenzione malattie oftalmologiche QUESTIONARIO Sesso: M ■ F ■ Paziente: Età: fino a 40 anni ■ 41-50 anni ■ 51-60 anni ■ 61-70 anni ■ oltre 70 anni ■ Anamnesi familiare positiva per: ■ glaucoma ■ distacco di retina ■ maculopatia Anamnesi personale positiva per: ■ glaucoma ■ distacco di retina ■ maculopatia Pressione intraoculare OD: Pressione intraoculare OS: Il/la paziente è: ■ fino a 20 mmHg ■ 21-24 mmHg ■ 25-30 mmHg ■ oltre 31 mmHg ■ fino a 20 mmHg ■ 21-24 mmHg ■ 25-30 mmHg ■ Oltre 31 mmHg ■ miope ■ ipermetrope ■ presbite ■ È presente dispigmentazione maculare e/o drusen maculari ■ È presente maculopatia conclamata ■ Sono presenti distrofie retiniche periferiche regmatogene ■ Sono presenti rotture retiniche periferiche Il/la paziente necessita di sorveglianza per: ■ rischio glaucoma ■ distacco di retina ■ maculopatia Il/la paziente necessita di terapia per: ■ glaucoma ■ prevenzione distacco di retina ■ maculopatia Firma del/della paziente Firma dell’oftalmologo 29 LA MEDICINA PREVENTIVA Sulla scorta del successo riscontrato nelle precedenti edizioni, anche quest’anno Heart Care Foundation propone l’iniziativa “CARDIOLOGIE APERTE” che si sta affermando ormai come un appuntamento fondamentale per realizzare concretamente la “Cardiologia di Comunità”. La terza edizione di Cardiologie Aperte si svolgerà Domenica 24 Settembre durante la Giornata Mondiale per il Cuore 2006, promossa congiuntamente dalla World Heart Federation (WHF) e dalla Federazione Italiana di Cardiologia (FIC). Il tema prescelto questa volta è la prevenzione e la cura della salute cardiovascolare con particolare riferimento alla popolazione più anziana. Lo slogan della iniziativa è appunto MANTIENI GIOVANE IL TUO CUORE! Due sono i punti chiave per questa campagna: tità, ma anche la qualità della vita. 1) Con l’aumentare dell’età il cuore e i vasi sanguigni possono diventare meno pronti a reagire allo sforzo e ad altri stimoli e possono essere più esposti allo sviluppo di malattie. Se si mantiene uno stile di vita sano e si pratica una regolare attività fisica, i cambiamenti associati all’invecchiamento sono meno marcati e si può migliorare non solo la quan- 2) In rapporto all’età incrementa anche l’incidenza delle patologie cardiovascolari, tra cui l’infarto, la fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco. L’inabilità connessa a queste patologie può essere decisamente ridotta se i pazienti sono sensibilizzati a seguire scrupolosamente le opportune terapie e i comportamenti raccomandati. Prevenzione di Massimo Uguccioni e Franco Valagussa partiamo dalla scuola I l LA MEDICINA PREVENTIVA 30 ▲ Massimo Uguccioni cardiologo Area Prevenzione Cardiovascolare ANMCO ▲ Franco Valagussa cardiologo Presidente Nazionale Heart Care Foundation proble m a d ell’ emerg enza medica Il tema dell’emergenza medica è ora particolarmente attuale per due motivi principali: 1 l’esistenza di un sistema di emergenza medica (S.E.M.) organizzato, il 118, caso di intervento vi sia già una reciproca conoscenza ed un comune metodo per affrontare l’evento. Non è un problema da poco se si considera la reale possibilità che si verifichino dotato di attrezzature e di personale delle emergenze. Basti pensare che si è addestrato per intervenire anche nella calcolato che circa il 20% della popolazio- massima emergenza rappresentata ne generale (alunni, insegnanti, persona- dall’arresto cardiaco improvviso; 2 l’esistenza di un documento di proposta per l’organizzazione di un piano per l’emergenza medica nelle scuole. Emergenze che mettono a rischio la vita possono di fatto avvenire in ogni scuola ed in qualsiasi momento; possono essere il risultato di problemi di salute pre-esistenti, di incidenti occasionali, di disastri naturali, di violenze, di intossicazione. L’emergenza medica per eccellenza è quella della morte improvvisa cardiaca da arresto cardiaco. Frequentemente la stampa diffonde notizie di morte improvvisa, a scuola o sui campi sportivi, di giovani e ragazzi apparentemente sani: sarebbe per questo auspicabile che i le di servizio ed altre persone per diversi responsabili “decisori pubblici” e i dirigenti scolastici definissero un piano di risposta alle emergenze mediche, comprendente anche l’addestramento del personale scolastico e degli studenti, nonché l’acquisizione dei mezzi necessari per il primo soccorso. Occorrerebbe cioè che ogni scuola costruisse un piano di intervento così come avviene per il pericolo di incendio e di calamità naturali prevedibili. La scuola deve essere capace di affrontare i primi minuti di ogni emergenza medica in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del servizio di emergenza medica 118. Ed è importante che questo piano sia condiviso da tutto l’ambiente scolastico e venga predisposto con l’aiuto dei responsabili del sistema 118, così che in motivi) entra e rimane per un determinato tempo all’interno degli spazi scolastici. Le emergenze mediche hanno quindi una certa frequenza nelle scuole, che non è mai stata calcolata se non per brevi periodi e senza specificare il tipo di evento. La grandezza del problema Non abbiamo dati relativi al nostro Paese, ma la maggior parte degli insegnanti è stata testimone di alcune di queste emergenze ed ha dovuto attivare il sistema di emergenza medica per studenti o per adulti. Le emergenze possono riguardare i più piccoli e gli adolescenti o gli adulti, cioè lo staff: diverse scuole, infatti, ospitano manifestazioni con molte persone adulte durante le attività extra-scolastiche e si stima che una scuola su tre ogni anno abbia un’emergenza in persona adulta che richiede la chiamata del soccorso al 118. Le emergenze a rischio di vita in bambini e adolescenti Cause non cardiache Traumi mortali (esclusi quelli da colpi sul torace) più spesso da difficoltà respiratoria o da shock emorragico. In questi casi l’arresto cardiaco può essere secondario. Sono necessari: pronta attivazione del 118 e controllo delle emorragie. Non serve il defibrillatore. spesso da tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare. È oggi possibile affrontarlo con l’immediata realizzazione della catena della sopravvivenza. La morte improvvisa cardiaca può essere l’improvviso segno di un problema cardiaco congenito o acquisito ed, in questi casi, l’attività fisica vigorosa può La differenza delle emergenze dentro e in queste condizioni agire da elemento fuori l’ambito scolastico è costituita scatenante. soprattutto dalla prevalenza degli inciden- Il rischio di morte improvvisa cardiaca ti stradali al di fuori della scuola. La mag- durante attività atletica nella scuola è gior parte dei traumi nella scuola avvengono durante le attività sportive o ludiche. stato calcolato variare da 1 caso ogni 200.000 per anno a 1 caso ogni 347.000 per anno, quest’ultimo numero valutato anche chi non fa sport vigorosi. Altre cause di emergenza nella scuola sono: soffocamento, reazioni allergiche, svenimenti, reazioni da overdose. L’efficienza del trattamento è sempre tempo dipendente. La scuola quindi dovrebbe avere un piano di intervento che assicuri che persone addestrate identifichino l’emergenza ed agiscano prontamente. Gli insegnanti, l’eventuale personale infermieristico e gli insegnanti di educazione fisica e motoria devono conoscere i principi del primo soccorso. Il corso di primo soccorso, della durata di un giorno, comprende la rianimazione cardiopolmonare e la familiarizzazione con il defibrillatore automatico. Bambini con speciali esigenze di cura In genere sono dotati di un foglio di informazioni per le emergenze che comprende anche chi contattare. Il compito di sorveglianza, in assenza di infermiere professionale, è del singolo insegnante. Arresto cardiaco nei bambini e negli adolescenti L’arresto cardiaco è l’improvvisa cessazione dell’attività cardiaca (assenza di conoscenza, di respiro e di circolo) più Le emergenze a rischio di vita nel personale adulto Cause non cardiache Incidenti stradali durante il percorso alla o dalla scuola, cadute, assalti o violenze, cause ambientali, incendi od esplosioni. In questi casi è appropriato il primo soccorso: si tratta di stabilire a priori quando va allertato il sistema di emergenza medica 118. Arresto cardiaco negli adulti L’arresto cardiaco è la prima causa di morte negli adulti tra i 35 e 40 anni. Si possono fare stime di probabilità a seconda del numero e dell’età degli adulti, nonché delle ore di presenza nella scuola. L’incidenza è pari a 1 caso per mille persone per anno, che è il valore della popolazione adulta generale. Chi è testimone dell’arresto cardiaco deve saper riconoscere la situazione, chiamare il sistema di emergenza medica 118, ed avviare la rianimazione cardiopolmonare seguendo lo schema della catena della sopravvivenza dell’adulto, ricordando che un intervento efficace dovrebbe avvenire entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco. 31 LA MEDICINA PREVENTIVA La catena della sopravvivenza per bambini e pre-adolescenti prevede: 1 prevenzioni dei traumi e di altre cause di possibili arresto cardiaco 2 rianimazione cardiopolmonare precoce 3 pronta attivazione del S.E.M. 118 4 immediate cure avanzate LA MEDICINA PREVENTIVA 32 Vinciamo insieme a cura di Antonia Lepore Lavita Promossa dalla Federazione Italiana Associazione Volontariato in Oncologia { Oggi in Italia vivono più di 1.600.000 persone che nella loro vita sono o sono state colpite dal cancro, le stime prevedono che nel 2010 saranno circa 2.000.000. Molto si è fatto e si fa per la prevenzione e la ricerca, molto poco purtroppo si è fatto e si fa per chi convive con la malattia, anche per anni. I malati oncologici cronici rappresentano oggi la nuova disabilità di massa con una serie di bisogni espressi ed inespressi e con l'esigenza di veder riconosciute tutele giuridiche mirate alla peculiarità e complessità delle patologie neoplastiche, anche al fine di evitare la dolorosa emarginazione troppo spesso generata dall'ignoranza. È alla luce di queste considerazioni che la F.A.V.O., insieme anche a numerose altre organizzazioni non federate e con il sostegno di società scientifiche, ha richiesto ed ottenuto l'istituzione della Giornata nazionale del malato oncologico (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 gennaio 2006 - G.U. 28 febbraio 2006), da celebrare nella prima settimana di giugno, in coincidenza con quella degli USA e del Canada. ] ungi dall'essere proposta come celebrazione puramente compassionevole delle sofferenze, delle difficoltà, dei bisogni, delle esigenze e dei diritti dei malati di cancro, la Giornata è stata una vera e propria celebrazione della vita da parte di chi ha imparato ad amarla ed a difenderla con la forza del dolore, avendo paura di perderla. La Giornata, dedicata al malato, agli ex L malati, ai sopravvissuti al cancro e a tutti coloro che hanno vissuto da vicino la malattia condividendone ansie, preoccupazioni, speranze, costituisce il terzo pilastro della task force anticancro, insieme alla ricerca ed alla prevenzione. Il simbolo della Giornata è il cedro, con la sua storia più che millenaria, definito nella Bibbia come il "frutto dell'albero più bello" e dotato anche di caratteristiche terapeutiche anticancerogene. La conferenza stampa FAVO (Federazione italiana associazioni volontariato in oncologia) di presentazione della “Giornata” si è svolta a Milano il primo giugno, con il programma delle manifestazioni a Roma scientifico-Università Vita-Salute San Raffaele, l’Istituto Nazionale Tumori (INT), l’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, l’Istituto Pascale di Napoli, l’Istituto Regina Elena di Roma e il CRO - Centro sabato e domenica 3 e 4 giugno. “Oggi un milione e mezzo di italiani convive con il cancro - ha spiegato il presidente della FAVO, Francesco De Lorenzo - Ho di Riferimento Oncologico di Aviano (PD). sperimentato sulla mia pelle il dolore e la solitudine di un tumore. E da Milano, capitale dell’oncologia italiana, lancio l’appello per una maggiore attenzione ai nuovi bisogni dei pazienti, troppo spesso trascurati perché non conosciuti”. Strumenti operativi della campagna FAVO sono stati gli spot andati in onda sulle reti Mediaset dal 4 all’11 giugno. Partner scientifici della FAVO: l’Istituto 4 (10.00-13.15), giornata clou, con un’area bambini, una zona forum aperta al pubblico, stand delle associazioni aderenti alla FAVO e stand dedicati al cedro, La manifestazione si è svolta ai Giardini della Mole Adriana di Castel Sant’Angelo sabato 3 (dalle ore 16.00) e domenica simbolo della Giornata. Presidente onorario della FAVO è l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che ha ricevuto il Cedro doro. Testimonial della “Giornata” è stato l’artista Pippo Franco. 33 LA MEDICINA PREVENTIVA ▲ La FAVO nata nel 2003 e giunta a rappresentare l’80% delle associazioni di volontariato in oncologia, è raggiungibile all’indirizzo www.favo.it LA MEDICINA PREVENTIVA 34 Secondo i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’INT di Milano, nel 2005 i nuovi casi di cancro in Italia sono stati 252mila con 129mila morti, per un totale di oltre 1,7 milioni di dovere di affrontare. “Un compito in cui - ha continuato De Lorenzo - le 650 associazioni di volontariato censite dalla FAVO hanno un ruolo cruciale, all’insegna del motto Con il cittadini malati di tumore. Le previsioni malato contro il tumore”. “Al cancro oggi non va più associata la parola morte, ma la parola vita - ha per il 2010 parlano di 255mila nuovi casi con 122mila morti, per un totale di oltre 1,9 milioni di pazienti. Di tumore - avverte dunque la FAVO - ci si ammala di più, e si guarisce di più. detto Natale Cascinelli, Direttore scientifico dell’INT - Le possibilità di guarigione sono di gran lunga migliorate in tutta la ” “ I malati oncologici cronici rappresentano oggi la nuova disabilità di massa con una serie di bisogni espressi ed inespressi e con l'esigenza di veder riconosciute tutele giuridiche mirate alla peculiarità e complessità delle patologie neoplastiche, anche al fine di evitare la dolorosa emarginazione troppo spesso generata dall'ignoranza. ” “ Lungi dall'essere proposta come celebrazione puramente compassionevole delle sofferenze, delle difficoltà, dei bisogni, delle esigenze e dei diritti dei malati di cancro, la Giornata nazionale del malato oncologico è stata una vera e propria celebrazione della vita da parte di chi ha imparato ad amarla ed a difenderla con la forza del dolore, avendo paura di perderla. Ricerca e prevenzione hanno infatti portato la sopravvivenza media a oltre il 50%, ma grazie a questo successo sempre più spesso il cancro diventa malattia cronica. La fase acuta viene superata, ma le conseguenze della patologia, delle terapie e degli interventi chirurgici rimangono. E nel futuro ci si aspetta una vera disabilità di massa causata dal cancro. Si presentano cosi nuove esigenze che la società, le istituzioni e il mondo medico hanno il Penisola, anche se al Sud bisogna lavorare a una maggiore cultura della prevenzione”. “Per aiutare questo esercito di ex malati servono quindi percorsi di presa in carico e formazione omogenei in tutta Italia, per non abbandonare chi torna a casa dopo le cure”, ha aggiunto Fernando Cornelio, Direttore scientifico del Besta. “Uno scenario gestibile solo grazie alla santa alleanza fra operatori sanitari e dei casi i tumori cerebrali colpiscono i più piccoli”, ha ricordato Cornelio. “E sul fronte della riabilitazione, troppe volte negata ai malati di cancro - ha denunciato De Lorenzo - sono attivi medica del CRO. “Specie nell’informazione è impegnato il Besta, con il libretto Tumori cerebrali distribuito anche on line in migliaia di l’INT e la Fondazione Maugeri di Pavia. copia all’anno e rivolto soprattutto ai genitori dei bimbi malati, perché nel 30% famiglia e che oggi hanno ripercorso la loro storia”. “Quando mi sono ammalata di tumore al seno avevo 36 anni, un figlio di 12 e un marito dongiovanni ha raccontato Ada Burrone di Attivecomeprima Mi sono presentata a casa senza un seno e con una prognosi che non perdona, ma ho guardato in faccia la paura e sono tornata a vivere.” Reduce dal tumore e con la voce rotta da una laringectomia, Umberto Tassini dell’Ailar (Associazione italiana laringectomizzati) lavora per ridonare agli operati la facoltà di comunicare con gli altri. Tredici anni di cancro alle spalle anche per Elisabetta Iannelli di Aimac, (Associazione italiana malati di cancro, parenti e amici) che opera per informare i malati di cancro delle nuove tutele giuridiche a loro dedicate. Ma all’impegno degli Enti si affianca quello dei volontari sul campo, ex malati, che nella FAVO hanno trovato una Manuela Valaguzza Belingardi di Sottovoce ha proposto un corso gratuito di autobiografia perché scrivere è un’autoterapia. E fra le altre numerose testimonianze in sala, è un grido di aiuto quello di Francesco Diomede dell’Aistom (Associazione italiana stomizzati): “Avevo 38 anni, ero nel pieno della carriera e il tumore al retto mi ha distrutto la vita in un pugno di minuti. Lotto perché non capiti ad altri quello che è successo a me. Troppi operatori, specie al Centro-Sud, non sanno cosa sia l’umanità. Ma ne basterebbe una pillola” ha concluso “per aiutare davvero chi soffre”. 35 LA MEDICINA PREVENTIVA associazioni dei pazienti, la cui esperienza offre grandi vantaggi in termini di informazione, prevenzione e diagnosi precoce”, ha fatto eco Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di oncologia cibo questo sconosciuto! di Maria Luisa Rufi 36 SPECIALE ESTATE { La ricerca del cibo è inerente alla condizione stessa del vivere e costituisce la risposta ai bisogni imprescindibili per lo sviluppo ed il mantenimento della salute e di ogni funzione vitale. Ogni essere vivente, dai microrganismi all'uomo, deve attingere incessantemente dall'ambiente tutte le sostanze chimiche, chiamate nutrienti, indispensabili per la vita che devono essere trasformate in energia e servono per costruire e far funzionare le strutture base del nostro corpo: cellule, tessuti, organi. Una corretta assunzione giornaliera di sostanze nutritive con l'alimentazione è quindi importante per il nostro benessere fisico in modo da non far mancare al nostro organismo tutti quei nutrienti di cui ha bisogno. Allora, specialmente in questa stagione, ma è un consiglio che vale per tutto l’anno, un occhio alla bilancia, ma l'altro, di riguardo, alla salute rispettando ogni giorno le necessità del nostro corpo e l'equilibrio della nostra mente attraverso un'alimentazione corretta. ] ▲ Maria Luisa Rufi medico di base ASL RM/B è specialista in endocrinologia, omotossicologia e discipline integrate. “ Per una alimentazione equilibrata nella nostra assunzione giornaliera di cibo il 60 per cento dei nutrienti deve provenire dai carboidrati, il 25 dai grassi ed il 15 per cento dalle proteine. ” sono i nutrienti indispensabili alla nostra vita: le proteine, i carboidrati o glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l'acqua. Le proteine costituiscono le strutture base dei nostri tessuti corporei e, dopo l'acqua, rappresentano la percentuale più elevata del corpo (20 per cento circa); i carboidrati sono destinati a fornire energia ed hanno un'origine prevalentemente vegetale; i lipidi sono costituenti importanti di strutture corporee, delle membrane cellulari e del sistema nervoso; le vitamine esercitano un funzione Sei nel nostro metabolismo e rafforzano l'efficienza fisica e mentale; i minerali comprendono parecchi elementi come il calcio, costituente fondamentale dello scheletro, il ferro, il sodio, il cloro, il potassio ed il magnesio; l'acqua, infine, è la componente percentualmente più elevata del corpo e svolge imponenti funzioni di trasporto e regolazione. sa e per comodità divideremo gli alimenti in sette gruppi: 4 gruppo dei legumi: comprende fagioli, ceci, lenticchie,fave e piselli; forniscono soprattutto ferro, vitamine del gruppo B e proteine che, mangiate insieme ad alimenti presenti nel terzo gruppo, danno proteine di alta qualità simili a quelle contenute negli alimenti dei primi due gruppi 1 gruppo delle carni, pesci e uova: forniscono proteine di alta qualità, ferro ed alcune vitamine del gruppo B 2 gruppo del latte, yogurt e formaggi, forniscono soprattutto calcio, proteine ed alcune vitamine del gruppo B 3 gruppo dei cereali e tuberi: comprende pane, pasta, riso, polenta, patate e prodotti come biscotti, fette biscottate, crackers, semolino, grissini che forniscono soprattutto carboidrati, ma anche proteine di media qualità ed alcune vitamine del gruppo B 5 gruppo dei grassi da condimento come olio d'oliva, olio di semi, burro, panna margarina, lardo e strutto; forniscono grassi, acido linoleico e vitamina E 6 gruppo della frutta e dei vegetali ricchi di sali minerali e ad alto contenuto di vitamina A: carote, zucche, spinaci, albicocche, bieta, broccoli, banane, meloni, cachi, cicoria etc 7 gruppo della frutta e dei vegetali ricchi di sali minerali e ad alto contenuto di vitamina C: peperoni, fragole, arance, limoni, kiwi, mandarini, pompelmi, pomodori, lamponi, more etc Tutte queste sostanze si trovano negli alimenti che noi mangiamo ogni giorno in percentuale diver- Per un'alimentazione equilibrata nella nostra assunzione giornaliera di cibo il 60 per cento dei nutrienti deve provenire dai carboidrati, il 25 dai grassi ed il 15 per cento dalle proteine. In termini pratici ciò significa che pane pasta, patate e cereali non devo- Utilizziamo come grassi preferibilmente l'olio d'oliva limitando l'utilizzo di grassi di origine animale come burro, strutto e lardo che alzano i livelli di colesterolo; evitiamo l'uso di margarine vegetali ricche di sostanze idrogenate dannose al nostro organismo. no mai mancare dalla nostra tavola ed essere suddivisi equamente nell'arco della giornata tra colazione, pranzo e cena preferendo carboidrati complessi come il pane ed i cereali piuttosto che quelli semplici come i dolci ed i biscotti ricchi di zuccheri. I due pasti principali devono contenere una sola porzione di cibo ad alto contenuto di proteine animali come le uova, la carne, il formaggio o il pesce o di proteine vegetali come i legumi; non mischiamo quindi nello stesso pasto le uova col formaggio o la carne coi legumi o col pesce. 37 Perfetto quindi un bel piatto di pasta e fagioli con una porzione di verdure e un frutto a pranzo e carne o pesce o uova a cena con verdura e pane a cena. “ ...specialmente in questa stagione, ma è un consiglio che vale per tutto l’anno, un occhio alla bilancia, ma l'altro, di riguardo, alla salute rispettando ogni giorno le necessità del nostro corpo e l'equilibrio della nostra mente attraverso un'alimentazione corretta. ” “ Una corretta assunzione giornaliera di sostanze nutritive con l'alimentazione è quindi importante per il nostro benessere fisico, in modo da non far mancare al nostro organismo tutti quei nutrienti di cui ha bisogno. SPECIALE ESTATE 38 ” Ecco allora alcune regole da seguire per evitare eccessivi accumuli da un lato e inutili e dannose rinunce dall'altro: • Fare 3 pasti al giorno più due spuntini a base di frutta fresca o yogurt magro • Assumere pesce almeno 4 volte a settimana e limitare il consumo di formaggio a seconda del proprio valore dì colesterolemia. Per un pranzo veloce, meglio un panino con prosciutto crudo magro o bresaola o tonno al naturale e pomodoro, piuttosto che un tramezzino o una pizzetta • Preferire frutta e verdura di stagione senza cercare le arance d'estate o le albicocche d'inverno • Utilizzare olio extravergine d'oliva possibilmente a crudo insaporendo le pietanze con odori freschi, spezie e salsa di pomodoro • Bere almeno due litri di acqua non gassata al dì, possibilmente lontano dai pasti, e limitare l'uso di bevande zuccherate e gasate • Cucinare i cibi a vapore, alla piastra, al forno o bolliti, evitando o limitando le fritture e la cottura alla brace e... ! o t i t e p p a n o u b i nevi di Simona Contini e Pietro Lippa I nevi o nei, termine più comunemente usato, sono piccoli tumori benigni della pelle. Esistono numerosi tipi di nevi in dermatologia, ma quelli con maggior importanza e rilevanza medica sono i nevi melanocitici, ossia originati da una eccessiva proliferazione dei melanociti, le cellule responsabili della colorazione della cute. Si presentano come escrescenze o macchie di forma, dimensione e colorito variabile da quello della pelle fino al marrone e al nero. “ Per una diagnosi precoce è importante che ognuno venga educato ad esaminare i propri nevi imparando a riconoscere se un nevo preesistente si sta modificando. ” Compaiono generalmente nel corso della vita (nevi acquisiti) e più raramente sono presenti fin dalla nascita (nevi congeniti); possono aumentare di numero fino verso i 30 anni d’età. Dopo l’insorgenza possono persistere stabilmente per tutta la vita oppure tendere a scomparire nell’età avanzata. SPECIALE ESTATE ▲ Simona Contini, e Pietro Lippa dermatologi Servizio di dermatologia AIED Roma 39 • Nevi composti: lesioni leggermente rilevate sulla pelle • Nevi dermici: molte volte emisferici, a cupola, papillomatosi, con superificie moriforme o verrucosa, di colorito variabile, talvolta ricoperti da peli Anche la loro distribuzione è molto variabile: possono localizzarsi in qualsiasi area cutanea, compreso le mucose (cavo orale, congiuntiva e regione genitale), ma risultano prevalentemente localizzati a livello del capo, del tronco e degli arti. Di per sé il nevo non è pericoloso, ma è consigliabile tenerlo sotto controllo in quanto va differenziato dal melanoma, tumore cutaneo inizialmente del tutto simile ad un nevo, ma che, nel tempo, tende ad espandersi modificando notevolmente il proprio aspetto. I nevi acquisiti si distinguono sulla base di caratteristiche cliniche ed istologiche in: Questo tipo di tumore, altamente maligno, possiede un elevato rischio di diffusione metastatica e dunque un’altissima mortalità. • Nevi giunzionali: lesioni piane, di colore omogeneo dal marrone chiaro al nero, di forma per lo più simmetrica (rotondi o ovali) o con modeste irregolarità e limiti per lo più netti Il melanoma generalmente nasce “ex novo” su cute indenne ma esiste anche la possibilità, fortunatamente più rara, che insorga dalla trasformazione di nevi preesistenti. “ È altrettanto importante effettuare periodicamente un controllo dei nevi presso uno specialista, innanzitutto perché non tutte le lesioni scure sulla nostra pelle sono veramente nevi; e poi perché alcune di queste lesioni potrebbero presentare caratteristiche tali da renderli più inclini a degenerare verso il melanoma. ” SPECIALE ESTATE 40 Ad oggi ancora rimane sconosciuta l’eziologia di tale modificazione, ma sono stati identificati alcuni fattori di rischio che comprendono: • Evoluzione, considerando più a rischio • un’eccessiva esposizione alle lampa- In base alla suddetta regola è possibile de abbronzanti • gravi scottature da raggi solari in età infantile • brevi ed intense esposizioni solari • soggetti di pelle chiara con capelli ed occhi chiari con scarsa tendenza ad abbronzarsi • fattori genetici • elevato numero di nevi “ Di per sé il nevo non è pericoloso, ma è consigliabile tenerlo sotto controllo in quanto va differenziato dal melanoma, tumore cutaneo inizialmente del tutto simile ad un nevo, ma che, nel tempo, tende ad espandersi modificando notevolmente il proprio aspetto. ” Si deduce quindi l'importanza di una diagnosi precoce come unica metodica valida per combattere e ridurre la mortalità di questo tumore. Infatti l’individuazione del tumore nelle sue prime fasi di sviluppo e la conseguente tempestiva rimozione chirurgica rendono la prognosi ottima. i nevi recentemente insorti e che hanno cambiato aspetto in breve tempo nell’ultimo periodo. capire se un nevo sta cambiando forma, dimensione, colore e tende ad assumere nel tempo un aspetto irregolare. Un ulteriore criterio clinico da tener presente è l’eventuale presenza di prurito e/o sanguinamento spontaneo della lesione. È altrettanto importante effettuare periodicamente un controllo dei nevi presso uno specialista, innanzitutto perché non tutte le lesioni scure sulla nostra pelle sono veramente nevi; e poi perché alcune di queste lesioni potrebbero presentare caratteristiche tali da renderli più inclini a degenerare verso il melanoma. Per tale fine risulta utile la conoscenza di una semplice regola chiamata dell’ ABCDE, che insegna ad osservare, e considerare parametri di rischio, i seguenti aspetti di un nevo: Lo specialista dermatologo visita l’intera superficie cutanea del paziente con una lampada dotata di lente d’ingrandimento e in base ai criteri clinici dell’ABCDE seleziona i nei sospetti che in un secondo momento vengono analizzati con la videodermatoscopia, tecnica non invasiva né dolorosa, che consiste nell’osservazione dei nevi mediante sistemi ottici (telecamera, stereomicroscopio, videodermatoscopio) con l’apposizione di una sostanza oleosa sulla pelle. • Asimmetria (forma irregolare, asimmetrica) • Bordi (irregolari, frastagliati) • Colore (molto scuro, tendente al nero o comunque non uniforme nell’ambito della lesione o modificatosi di recente) • Dimensioni (di solito superiori a 5 mm) Dopo aver captato l’immagine del nevo con una telecamera tramite cavo a fibre ottiche questa compare sul monitor del computer, dove trova posto in un archivio o cartella clinica computerizzata dedicata al paziente. Tale collocazione apporta notevoli van- Per una diagnosi precoce è importante che ognuno venga educato ad esaminare i propri nevi imparando a riconoscere se un nevo preesistente si sta modificando. ▲ neo comune con i caratteri del neo dermico Infine consente di stampare la cartella con l’immagine ad uso del paziente. Tale metodica consente inoltre di accedere visivamente alle strutture pigmentate che stanno al di sotto della superficie cutanea e la cui valutazione permette la distinzione fra lesioni benigne e lesioni maligne con una sensibilità largamente superiore a quella dell'esame clinico: risulta pertanto adatta allo screening di massa. Tuttavia l’esame, pur essendo molto utile per rilevare i più fini e minuti dettagli strutturali del nevo non altrimenti visibili ad occhio nudo, permette una diagnosi di probabilità. ▲ nei comuni di tipo giunzionale con forma regolare e colorito omogeneo Per tale motivo il dermatologo ogni qualvolta abbia il sospetto che possa trovarsi in presenza di un melanoma o comunque di una lesione a rischio richiede l’asportazione chirurgica della stessa per sottoporla ad esame istologico, che rappresenta comunque l’unica possibilità per avere una certezza diagnostica. ▲ neo iperpigmentato con i caratteri del neo a rischio 41 SPECIALE ESTATE taggi rendendo l’immagine più facilmente consultabile nel controllo successivo e rende possibile un confronto fotografico per sovrapposizione delle due immagini (la precedente e l’attuale). ▲ neo irregolare e iperpigmenatato con i caratteri del neo a rischio 42 di Bruno Risoleo Caldo Caldo SPECIALE ESTATE eanno,anziani { Da qualche a causa delle mutate condizione climatiche, si parla di "emergenza caldo". Le alte temperature della stagione estiva associate ad un elevato tasso d’umidità dell’aria, espongono le persone anziane a notevoli rischi di complicanze. La minore sensibilità al calore e la ridotta capacità del sistema di termoregolazione dell’organismo di questi soggetti, possono determinare un innalzamento della temperatura corporea e quindi una serie di disturbi più o meno gravi (insolazione, colpo di calore, crampi ecc.) La ridotta sensazione di sete, inoltre, può comportare, facilmente, disidratazione e temibili sequele. ] ▲ Bruno Risoleo medico chirurgo è Consulente Territoriale FISDE in Calabria “ ... l’estate è anche la stagione che offre alle persone anziane delle irrinunciabili opportunità. Le lunghe e belle giornate innalzano il tono dell’umore, favoriscono le occasioni per fare movimento e per socializzare. Ossa e cute inoltre traggono indubbi vantaggi dai raggi solari. ” La parola d’ordine è, pertanto, prevenzione. Prevenire non significa rinunciare ai benefici della luce solare, ma significa adottare delle precauzioni semplici ma preziose per fronteggiare la comparsa dei disturbi. Tra le misure da adottare: • Non aspettare di avere sete per bere • Bere più liquidi (in particolare acqua) • Evitare di bere grandi quantità di bevande zuccherate • Non bere liquidi troppo freddi • Rimanere in casa o in zone ombreggiate e fresche nelle ore di maggiore insolazione (tra le 11.00 e le 16.00) • Ventilare l’abitazione anche mediante l’apertura notturna delle finestre e l’uso di ventilatori. • Se la temperatura supera i 35° è indispensabile ricorrere ai condizionatori • Indossare abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti. • Evitare l’esposizione inutile al sole diretto “ La ridotta sensazione di sete, inoltre, può comportare, facilmente, disidratazione e temibili sequele ” 43 SPECIALE ESTATE • Svolgere attività all’aria aperta limitatamente nelle ore mattutine e serali • Nel caso in cui sia necessario compiere particolari sforzi fisici introdurre proporzionalmente più liquidi • Preferire pasti leggeri , ponendo attenzione alla conservazione degli alimenti • Non sostare in automobili ferme sotto al sole • Tenere presente che alcuni farmaci quali i diuretici, gli antistaminici, gli antidepressivi e gli antiipertensivi possono interagire negativamente con il caldo. • Consultare il medico di fiducia per eventuale verifica della terapia farmacologia da assumere. • Telefonare all’autorità sanitaria locale o al Comune per conoscere i servizi cui si può rivolgere in caso di necessità Detto ciò, occorre puntualizzare che l’estate è anche la stagione che offre alle persone anziane delle irrinunciabili opportunità. Le lunghe e belle giornate innalzano il tono dell’umore, favoriscono le occasioni per fare movimento e per socializzare. Ossa e cute inoltre traggono indubbi vantaggi dai raggi solari. E allora, non resta che prepararci a vivere con “prudenza” ed “entusiasmo” quest’Estate! “ Prevenire non significa rinunciare ai benefici della luce solare, ma significa adottare delle precauzioni semplici ma preziose. ” Vacanze evitiamo Lo stress { di Diego Luparelli SPECIALE ESTATE 44 Finalmente le tanto attese vacanze, le abbiamo desiderate, sognate, fantasticate. Abbiamo contato i giorni, deciso dove passarle dopo aver consultato agenzie, amici e parenti sempre accompagnati da un sottile e subdolo stato d’ansia dettato dalla paura che possano andare male, che il tempo sia brutto, che ci possa essere una scarsa intesa con la compagnia. Non ci possiamo permettere una vacanza sbagliata, torneremmo a casa troppo delusi e svuotati di ogni energia e affronteremmo molto male la ripresa del lavoro. ] Ecco allora alcuni consigli per evitare che ciò accada 1 Evitate tante piccole vacanze di due o tre giorni da spalmare durante tutto l’anno, non sono sufficienti per riposare, sono solo un modo per staccare ma che spesso aggiungono stress allo stress. Preferite quindi periodi di almeno quindici giorni. Nei primi giorni il nostro organismo deve abituarsi a ritmi e tempi diversi e non può trarne subito un beneficio. 2 Non partite subito. Mettersi in viaggio dopo una settimana di lavoro con la fretta di arrivare non fa bene, siete già stanchi e aggiungere una notte in auto o in un aereoporto vi renderà ancora più stanchi e irritabili. Prendetevi una giornata di “decompressione” per preparare i bagagli senza fretta, per non fare nulla, per andare a salutare qualche amico, per scegliere un libro da portare via. 3 Per chi viaggia in treno o in aereo cercate di non partire come degli sherpa, trascinandovi dietro bagagli pesantissimi, portatevi via quello che vi serve e non quello che pensate potrebbe servirvi. Nella borsa a mano mettete un leggero cambio di biancheria, una maglietta e il necessaire. Può capitare una lunga attesa e potreste sentire la necessità di rinfrescarvi. I bagagli potrebbero arrivare dopo di voi e potrebbe essere fastidioso trovarsi a qualche migliaio di chilometri da casa dopo ore di viaggio senza potersi cambiare. ▲ Diego Luparelli, psicologo e psicoterapeuta, è Consulente Territoriale FISDE in Trentino Alto Adige e Veneto. 45 SPECIALE ESTATE 4 Per chi viaggia in auto, non riempitela come un conteiner perché tanto c’è posto; durante la vacanza potreste aver voglia di comprare qualcosa, sulla via del ritorno prendere qualche prodotto tipico che sareste poi costretti a tenervi sulle ginocchia per tutta la durata del viaggio. E non dimenticate, prima di partire, di far controllare la vostra auto: si dice tutti gli anni ma poi si trova sempre qualcuno in panne ai bordi di autostrade roventi. Se proprio non potete evitare i grandi esodi, quelli che rendono felici i giornalisti che d’estate hanno poco da dire, cercate percorsi alternativi, strade secondarie. Non contate sulla vostra fortuna vi troverete imbottigliati a qualche casello o all’unico cantiere aperto. una strada alternativa allungherà un po’ i tempi ma saranno momenti più rilassanti e un’occasione per vedere paesaggi inusuali, una sosta non sarà una lotta per il parcheggio o per lo scontrino ma un vero momento di riposo. 5 Per chi va nei villaggi turistici, ricordate che siete in vacanza e che le proposte di animazione e di attività sportive sono solo delle proposte, può far bene fare qualcosa ma evitate di fare tutto a tutti i costi. Una partita di calcetto o di palla a volo a 30 gradi può essere devastante per chi durante l’anno non fa nulla di simile. Una corsa coi sacchi può trasformarsi in una tragedia. Preferite attività fisiche che siano adatte a voi e soprattutto leggere. Se la sera siete stanchi e avete una gran voglia di dormire, ricordate che non siete obbligati a partecipare alla festa in pigiama o al karaoke, andate a letto tranquilli, nessuno si offenderà. SPECIALE ESTATE 46 7 Se siete all’estero non ostinatevi a cercare a tutti i costi un ristorante italiano per mangiare degli spaghetti spesso scotti, chiedete piuttosto un consiglio per poter mangiare qualcosa di tipico di quella terra. E rassegnatevi: è quasi impossibile trovare un espresso che possa competere col nostro. Attenti all’alimentazione, spesso nei villaggi vige la formula tutto compreso, anche qui non dovete mangiare e bere tutto. Se fate una buona colazione al mattino a pranzo può bastare della frutta e della verdura, vi rifarete la sera. 6 Dovunque andiate state attenti al vostro denaro e ai vostri documenti, anche nelle camere d’albergo evitate di lasciare in giro oggetti di valori. Più in generale in vacanza potete fare a meno di un anello di una collana o di un orologio a cui tenete molto. 8 Prima di partire fate un salto dal vostro medico di famiglia, ditegli dove andate e fatevi consigliare su qualche farmaco da portar via. Mal di testa, mal di denti, diarrea, eritemi solari sono eventi che possono verificarsi ed è meglio avere pronto il rimedio. 9 La televisione satellitare c’è oramai in ogni dove, provate a tenerla spenta o ad usarla pochissimo, non vi mancherà e poi in estate i palinsesti sono decisamente poco stimolanti. cando di distinguere gli odori della natura, e così per i suoni e per la musica. Fate una lunga passeggiata, senza fretta, lasciate l’orologio nel cassetto e ascoltate i vostri tempi. Cercate di sorridere di più, di essere più cordiali, siate più disponibili e se non succede nulla di grave lasciate correre. non irritatevi di fronte a qualche piccolo i colori del tramonto. Annusate l’aria cer- contrattempo. Siete in vacanza non dimenticatelo... e allora buone vacanze! Un po’ annoiati dopo aver letto i canonici e soliti consigli, adesso cercate di divertirvi con il nostro test: è un gioco psicologico che vi dirà che tipo di “vacanzieri” siete, nulla di impegnativo e può essere un pretesto per coinvolgere e sorridere con qualche vicino di ombrellone o di tavolo. Se le vostre risposte non hanno la prevalenza di una lettera rispetto ad un’altra, leggete anche gli altri profili, probabilmente il vostro modo di vivere le vacanze non è sempre lo stesso, siete accomodanti, aperti e pronti a cambiare punto di vista dimostrando ottime capacità di adattamento. Buon divertimento! 47 SPECIALE ESTATE Fate tutto quello che non avete mai il tempo di fare quando siete a casa o che fate sempre di corsa. Parlate e ascoltate la vostra o il vostro partner, se avete dei figli giocate con loro, la sera raccontatevi la giornata come un diario verbale. Fermatevi a guardare il cielo o a contare 10 e tu TEST: come vivi di Diego Luparelli SPECIALE ESTATE 48 1 A B C 2 A B C 3 A B C ? le vacanze DOVENDO SCRIVERE IL LIBRO DELLE TUE PROSSIME VACANZE COME LO INIZIERESTI? SCEGLI QUELLO CHE PREFERISCI TRA QUESTI INCIPIT DI TRE LIBRI IMMORTALI... “Quella sera la taverna El Toro, contrariamente al solito, brulicava di persone, come se qualche importante avvenimento fosse avvenuto o stesse per succedere.” (Emilio Salgari - Jolanda la figlia del corsaro nero) “Venerdì 3 agosto 1492. Partimmo venerdì 3 agosto 1492, alle otto, dalla Barra di Saltes e andammo con forte virazione fino al tramonto verso sud per 60 miglia, che sono 15 leghe, e poi ancora verso mezzodì, quarta di Sud Ovest, che era la rotta per le Canarie.” (Cristoforo Colombo - Giornale di bordo) “C'era una volta .... “Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.” (Carlo Collodi - Pinocchio) IN VACANZA NON PUOI PROPRIO FARE A MENO: della settimana enigmistica del telegiornale del quotidiano IMMAGINATI IN VACANZA, È TARDI, FA CALDO E DALLA TUA FINESTRA SENTI UN GRUPPO DI GIOVANI DIVERTITI CHE CANTANO E SUONANO, CHE FAI? incuriosito e divertito cerchi di raggiungerli compiaciuto ti affacci a guardare e ad ascoltare irritato chiudi la finestra e cerchi di dormire 4 A UNA PICCOLA ISOLA PER LE TUE VACANZE C Lampedusa 5 A B C 6 A B C 7 A SPECIALE ESTATE B 49 Elba Panarea NORMALMENTE COME GESTISCI I TUOI GIORNI DI FERIE? brevi periodi da distribuire durante l'anno metà in inverno e metà in estate tutti insieme per una lunga vacanza L’ODORE DELLA TUA VACANZA un profumo un fiore un cibo ESTATE: TEMPO DI SAGRE, DI FESTE PAESANE DI PICCOLI E GRANDI PAESI CHE SI RITROVANO IN PIAZZA. E A TE, CHE COSA AFFASCINA DI PIÙ IN UNA FIERA? le giostre B i fuochi d’artificio C le bancarelle 8 SPECIALE ESTATE 50 A B C 9 A B C “I GRANDI ESODI”, CHILOMETRI DI AUTOMOBILI IN CODA PER LE VACANZE, PER UNO DEI TRADIZIONALI PONTI O SEMPLICEMENTE PER UNA DOMENICA AL MARE O IN MONTAGNA, NELLO SCORSO ANNO TI È CAPITATO DI ESSERTI TROVATO IN UNA SITUAZIONE ANALOGA? spesso qualche volta mai IMMAGINA DI ORGANIZZARE UN VIAGGIO IN TRENO, COSA SCEGLIERESTI? il Bernina Express, alla scoperta delle Alpi Svizzere la Trans Siberiana, un'avventura attraverso la Russia l'Orient Express, una raffinata e romantica esperienza tra Venezia e Parigi “Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me, perché non dovresti parlarmi? E perché io non dovrei parlare con te?” (“A te” di Walt Whitman) 10 A B C 11 A B C PRENDENDO SPUNTO DA QUESTI VERSI DI WHITMAN, INCONTRANDO UNO STRANIERO PERCHÉ NON DOVRESTI PARLARE CON LUI? non conosco la lingua ho fretta non mi interessa CERCANDO QUALCHE IDEA PER UNA TUA VACANZA TRA QUESTE TRASMISSIONI TV QUALE TI POTREBBE DARE PIÙ SPUNTI? “pianeta Mare” (Italia 1) “Geo & Geo” (Rai Tre) “Linea Verde” (Rai Uno) 12 una macchina fotografica 51 un binocolo una guida aggiornata 13 A B C solo cucina locale un ristorantino italiano QUALE TRA QUESTI TRE FILM VORRESTI VEDERE O RIVEDERE? “Vacanze di Natale 2000” 15 A IN VACANZA IN UN PAESE ESOTICO COME TI COMPORTI CON IL CIBO? la cucina internazionale dell'albergo 14 A SPECIALE ESTATE A B C NELLA TUA BORSA DA VIAGGIO NON PUÒ ASSOLUTAMENTE MANCARE: B “Vacanze romane” C “Vacanze a Ischia” QUALE DI QUESTI TRE QUADRI DI MAGRITTE TI COLPISCE DI PIÙ? C “L'empire des lumieres II” B “Le chateau des Pyrenees” “La condition humaine” A curiosi prevalenza di risposte SPECIALE ESTATE 52 Socievoli, curiosi di conoscere gli altri e sempre aperti a nuove amicizie, vivete le vostre vacanze come un modo per stare con gli altri e per condividere nuove scoperte o il sapore antico di vecchi ritorni. Non vi interessa tanto il luogo dove trascorrerle, quanto la compagnia con cui nella solita trattoria dove andate da anni. Per voi è importante stare in compagnia, ascoltare e parlare con gli altri, ridere e divertirsi, sempre attento a creare e a mantenere nel gruppo l’affiatamento e un caldo clima di serenità e spensierata amicizia. passarle. Durante l’anno, poi, vivete con entusia- Non siete fatti per avventure solitarie, ma smo sulla scia della vostra vacanza, piuttosto per viaggi di gruppo o per mantenete i contatti con chi l’ha passa- vacanze in villaggio dove potete andare ta con voi, con i nuovi amici che avete anche da soli, ma sicuri di nuovi incontri, o con il vecchio e collaudato gruppo di amici. È facile immaginarvi impegnato a partecipare ad un qualsiasi gioco o torneo, a cantare attorno ad un falò sulla spiaggia, ad organizzare un’affollata cena in un nuovo locale appena scoperto o, meglio, conosciuto e vi piace organizzare degli incontri, delle visite nei fine settimana dove, con un po’ di nostalgia e qualche foto, potete ricordare i giorni trascorsi insieme. Una volta potreste tentare una vacanza da soli e senza distrazioni, solo per il piacere del silenzio e della scoperta. prevalenza di risposte B avventurosi Intraprendenti e avventurosi vedete le vostre vacanze come un modo per vivere nuove emozioni, sentite il bisogno di uscire dalla quotidiana e tranquilla monotonia. La vacanza per voi è un modo per mettervi alla prova e per vivere emozioni forti che solo la scoperta di nuovi orizzonti può darvi. Per voi “staccare” non è certo il riposo o il quieto oziare ai bordi di una piscina, ma è tenere la vostra mente e il vostro corpo impegnati e tesi alla scoperta di nuovi scenari. È facile immaginarvi a bordo di un fuoristrada sulle polverose piste di un deserto, o su strade sterrate all’estremo nord dell’Europa. Non vi affidate a viaggi organizzati, ma vi quella quiete di cui avete tanto bisogno. fidate solo della vostra puntigliosa e pre- Se spinti a fare un viaggio, è facile cisa pianificazione, che però non esclu- immaginare che scegliereste mete de eventuali “fuori programma” che vi minori, paesaggi solitari, da raggiungere dovessero capitare. Per soddisfare il vostro spirito e il vostro bisogno di avventura, sapete rinunciare alle solite comodità e abitudini. Non vi spaventa la fatica e l’impegno fisico, la vostra vacanza non prevede momenti di riposo, le soste devono essere molto brevi e certamente ritenete inutile spendere del tempo per mandare una cartolina o comprare un souvenir. Accanto dovete avere compagni di viaggio molto simili a voi, rischiereste altrimenti di rovinarvi o di rovinare la vacanza o di essere lasciato solo, un ipotesi che in fondo in fondo forse non vi dispiacerebbe. Cercate di non tornare a casa sfiniti e con con tappe brevi e dove tutto è magicamente organizzato, sono da escludere colazioni al sacco, alzatacce all’alba e compagnie troppo chiassose. Avete bisogno di riposare e vedete la vacanza solo come un modo per ritrovare energie. Almeno una volta cercate di arrivare alle ferie meno stressato, meno stanco, potreste trovare la voglia di vivere una vacanza diversa, con qualche imprevisto e un po’ di chiasso. il rimpianto di non essere riusciti a fare tutto quello che vi eravate programmati. C pigri prevalenza di risposte Forse siete abituati ad arrivare alla vigilia delle vostre vacanze stressati e affannati, e allora sulle vostre scelte pesano frenetiche e pesanti giornate di lavoro vissute durante tutto l’anno. È così che la vostra vacanza ideale sarà all’insegna della tradizione, del riposo e, perché no, di una sana pigrizia, “via dalla pazza folla” quindi! Ed eccovi alla ricerca di una 53 SPECIALE ESTATE sistemazione il più possibile confortevole e lontana dalla confusione e dall’affollamento, un posto non lontano dalla vostra città e facilmente raggiungibile. Non avete voglia di sorprese e, per evitarle, potreste preferire anche quest’anno lo stesso luogo di villeggiatura: quella spiaggia o quel paesino di montagna che frequentate da sempre, di cui conoscete già tutto e che ritenete unico nel potervi garantire quella tranquillità e o? Turista Viaggiatore { 54 di Giovanni Longatti SPECIALE ESTATE Da anni ormai, da quando la vacanza è diventata un fenomeno di massa, le tradizionali proposte non bastano più, ed è emersa ovunque l’esigenza di vacanze diverse, “alternative”, per chi vuole dal viaggio qualcosa in più. Ed è di questo fenomeno che vi parlerò, rifacendomi anche alla mia esperienza. ▲ Perù. Mamma con bambino al mercato. ▲ Perù. Machu Picchu. iaggio da sempre e il mio primo vero viaggio lo feci a vent’anni in Perù; da allora credo di aver attraversato tutti i modelli di vacanza, dal tutto compreso allo zaino e sacco a pelo. Ho sempre cercato di soddisfare la mia profonda esigenza di conoscere nel senso più esteso del termine, disposto a tutto pur di raggiungere una meta e coronare un sogno. E ciò mi ha portato, anche per le opportunità legate alla mia professione, a costruire vacanze per vivere un’esperienza di conoscenza di persone, paesi, civiltà nuove da portarmi a casa al ritorno, ma che allo stesso tempo lasciassero qualcosa di me, delle mie conoscenze, qualcosa di concreto ai popoli dei paesi visitati. E così, con questo spirito, ho visitato paesi soprattutto in Sud America e negli ultimi anni in Africa, collaborando in progetti di salute in varie realtà. Questo modo di concepire la vacanza, un po’ viaggio e un po’ solidarietà, mi ha portato ad organizzarmi in modo autonomo raggiungendo così per vie diverse la sede dei progetti: per esempio V ▲ Giovanni Longatti, viaggiatore, medico psichiatra, è Consulente Territoriale FISDE in Lombardia nord. ] ▲ Brasile. Veduta di Rio de Janeiro. ▲ Statua del Cristo Redentore. Rio de Janeiro. non accetta di vedere “solo quello che già conosce”, vi sono delle associazioni che propongono forme nuove e diverse di viaggiare e fare esperienze che si ispirano ai principi base del Turismo Responsabile: un modo certamente diverso da quello proposto dai tour operator tradizionali, che ha come obiettivo l’organizzazione di viaggi che contribuiscano a far vedere luoghi, terre, mari partendo dall’ascolto delle persone che vi abitano, dalle loro tradizioni, dalle loro storie. Sono sempre più convinto che un viaggio è tale se porta a favorire un incontro con la realtà che si va a visitare. Tale incontro può essere agevolato da refe- del tipo di turismo che normalmente ci viene proposto. Oggi però, anche per chi non vuole o non riesce a viaggiare in modo autonomo, o renti locali, inseriti nella realtà sociale, che accompagnano i viaggiatori in un percorso consapevole. Alle spalle di queste organizzazioni ci SPECIALE ESTATE ho raggiunto il Perù in vari anni via terra partendo dal Cile, dal Brasile, dall’Equador, dal Venezuela. Abbinando un viaggio vero e proprio ad un periodo di lavoro come medico in piccoli centri di salute o contribuendo alla formazione di personale sanitario locale, ho collaborato con piccole e grandi associazioni di volontariato. Mi rendo conto che questo è un modo di viaggiare non facilmente proponibile; occorre tempo, esperienza, capacità di adattamento, ma credo, sia il modo vero per fare una esperienza significativa. “L’occhio dello straniero vede solo quello che già conosce” recita un proverbio africano. In queste parole c’è la sintesi 55 ▲ Perù. Contadini in un campo di patate. ▲ Kenya. Villaggio Tribù Mjemps. SPECIALE ESTATE 56 ▲ Kenya. Tribù Maasai. sono sempre le associazioni di Volontariato. Infatti il momento centrale del viaggio è l’incontro con i volontari delle ONG che lavorano nei progetti di sviluppo e soprattutto con la popolazione locale. In concreto si fa in modo che la maggior parte dei soldi ricadano in loco viaggiando, dove possibile, con mezzi pubblici, L’obiettivo, quindi, in questi viaggi è quello di contemperare l’esigenza del viaggiatore con quella dei popoli dei paesi visitati per vivere la vacanza come percorso di conoscenza e di confronto: non si va ad imporre le nostre logiche, ma a confrontarsi. Come si vede quindi un modo di viag- alloggiando presso le famiglie, in strutture gestite dalle comunità dei villaggi o in piccole pensioni. Questo tipo di ospitalità consente ai viaggiatori di partecipare attivamente scegliendo di condividere la quotidianità dei paesi visitati magari anche attraverso la partecipazione a momenti di lavoro e di festa. giare organizzato e programmato, ma costruttivo, responsabile, arricchente, mai passivo, e anche solidale in quanto parte della quota è destinata a finanziare i progetti di sviluppo visitati. In definitiva, un modo di fare vacanza nel quale uno si senta sempre meno turista e sempre più viaggiatore. i t i n e r a r i sardegna nuragica 57 di Giorgio Onano S Nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas, castelli, chiese e monumenti: a tutto questo fa da cornice la luminosità del cielo, lo splendore e la limpidezza del mare, il profilo di monti, valli e colline, rocce sempre diverse, dai graniti ai basalti alle ossidiane e ancora trachiti, tufi, scisti, alla vegetazione spontanea di lentischi, cisti, mirti, corbezzoli, olivastri e tante altre specie della flora mediterranea, che emanano profumi di una intensità unica, caratteristica del nostro territorio; tutto questo conferisce un aspetto fondamentale di rara bellezza al paesaggio, da molti definito un grande museo a cielo aperto. complessi calcoli. Eppure chi li realizzò non conosceva la scrit- da molti studiosi vengono forni- tura e a malapena sapeva di al- te varie interpretazioni, ma la più tri mondi al di là del mare, do- semplice e la più elementare - ve del resto non vi è niente che e quella che più si addice - è possa essere veramente para- "mucchio di pietre, cavità, caverne o voragini". Questo potrebbe essere uno dei più logici significati del termine "nuraghe", un monumento per molti aspetti ancora oggi misterioso. La sua architettura, così originale per la forma tronco-conica, è formata da grandi pietre incastrate a contrasto l'una sull'altra, con un ingresso angusto a forma trapezoidale, che immette in un vano con copertura a tholos. Questi monumenti così arcaici, e allo stesso tempo così rustici, sopravvivono da quattro millenni. Il nuraghe - mi piace sottolinearlo - è sopravvissuto nel corso dei secoli alle catastrofi naturali e, imponente, a dispetto della moderna ingegneria edilizia, resiste ancora. Ma come facevano? Come poteva una civiltà dell'Età del Bronzo, 1600 anni prima di Cristo, in un'isola lontana come la Sardegna, aver raggiunto un tale grado di sapienza costruttiva? Ebbene, queste torri di pietra e le complesse fortezze che ne derivano dimostrano conoscenze di statica e di estetica raffinate e fanno pensare a veri e propri progetti, sostenuti da gonato a un nuraghe. La civiltà dell'antico Egitto, con le sue piramidi, quelle sì che sappiamo spiegarle, frutto di una società evoluta, complessa. Ma i nuraghi? Mistero!!! SPECIALE ESTATE iamo agli albori del III Millennio e il paesaggio della Sardegna è rimasto pressoché invariato. Parlare oggi di complessi megalitici e nuragici, con la super avanzata tecnologia e la grande ingegneria edilizia, nel collettivo immaginario è a dir poco un paradosso. Dare una spiegazione delle costruzioni nuragiche non è facile, I nuragici, popolo dedito alla pastorizia e alla guerra, per difendere il proprio territorio occupano tutte le vallate, i valichi e controllano le coste e le vie di accesso al territorio. Consci della propria civiltà, erigono complessi insediamenti e monumentali tombe, sparse in tutta l'isola. Non scrivono, ma al posto loro parlano le testimonianze monumentali ed è così che il nuraghe, oggi come ieri, resta un simbolo indelebile nella cultura del popolo sardo. ▲ Giorgio Onano, Socio straordinario di Santu Lussurgiu, un piccolo paese in provincia di Oristano, ci ha scritto più volte offrendoci interessanti suggerimenti per migliorare le attività del FISDE ed arricchire di nuovi contenuti il nostro giornale. Pubblichiamo con piacere in questo “speciale estate” il suo appassionato articolo sulla Sardegna nuragica. In Sardegna si contano circa 7000 nuraghi, di questi alcuni sono in stato di abbandono, ma molti sono quelli valorizzati e riportati alla luce con laboriosi e costosi scavi. Questi costituiscono soltanto alcuni dei tanti insediamenti perché prima di tutto mi consente di mettere in risalto la figura di un uomo, Vittorio Anedda, che è mio nonno. A lui si deve la scoperta e la paternità di questo gigantesco complesso nuragico, oggi catalogato come il più grande nuraghe della Sardegna. In secondo luogo, perché tale nuraghe si trova nel mio paese natìo, Orroli, in provincia di Abbasanta, S. Cristina a Paulilati- archeologici che fanno parte inte- Nuoro. no, il nuraghe Sant’Antine di Tor- grante del patrimonio storico-cul- ralba, S. Barbara a Macomer, il turale della Sardegna. 58 Tra questi, voglio citare il complesso villaggio nuragico di Barumini, uno dei più grandi insediamenti archeologici, il nuraghe Losa di SPECIALE ESTATE fonte. Tamuli stupisce il visitatore soprattutto per i suoi monumenti, inseriti in un ambiente incolto di rada vegetazione, che lasciano ancora trasparire l'antica maestosità di un popolo dedito alla pastorizia, alla guerriglia, al culto della religione. complesso nuragico di Tamuli, ▲ Disegno eseguito da Vittorio Anedda alla fine degli anni 40 sempre a Macomer. L'area di quest'ultimo è di un valore storicoarcheologico assai interessante: comprende, in nuraghe complesso, un villaggio di capanne, tre Tombe dei Giganti, sei betili - di cui tre lisci e tre mammellati - e una Ricordano gli anziani del paese, come in una favola, che negli an- Voglio ora ricordare un altro nuraghe che mi sta molto a cuore: il nuraghe Arrubiu di Orroli. Su questo mi voglio soffermare per dargli un giusto riconoscimento e un giusto valore, non per fare del campanilismo, ma ni remoti, nelle campagne vicine, essendo lo stesso territorio ricco di testimonianze megalitiche, molto probabilmente esisteva un nuraghe di proporzioni gigantesche, ma che nessuno era mai riuscito a trovare. ti ed esperte, affinché la scoperta fosse presa in considerazione ed effettuare così i necessari rilevamenti e anche degli scavi. Scavi che non vide mai perché, nel dicembre 1959, sopraggiunse la morte. ▲ Veduta aerea del nuraghe Arrubiu prima degli scavi. 59 SPECIALE ESTATE Così i suoi progetti, i suoi studi e tutte le sue ricerche per valorizzare il sito restarono solo un sogno nel cassetto. Sogno che si avverò solo negli anni '80, Siamo negli anni '40: mio nonno, dando concretezza alla scoperta quando ebbero inizio i primi e appassionato di archeologia, e delineando una prima configu- sistematici scavi che si sono pro- grande escursionista e ricercatore instancabile di "cose antiche", essendo anche un perito minerario amava collezionare minerali e razione del nuraghe. Dedicò gran parte del suo tempo ad abbozzare disegni, ad estenuanti ricerche, a rilevamenti e misure, così alla fine riuscì a dare una struttura ed un'immagine al monumentale complesso nuragico. Egli stesso fu sorpreso e affascinato per la scoperta e la maestosità del nuraghe, che chiamò Arrubiu per il colore rossastro delle pietre che affiorano dal suolo. In seguito prese contatti con varie strutture amministrative, con persone competen- tratti fino al 1991. Poi più nulla, anche se resta ancora molto da scoprire. raccogliere pietre rare. È in queste sue ricerche, nelle campagne di Orroli, che un bel giorno si trova a tu per tu con un grande ammasso di pietre. Subito si rende conto di aver trovato quanto gli anziani ricordavano, ed è così che hanno inizio gli studi del sito. Studi che condusse con grande entusiasmo, L'imponente struttura occupa una vasta area di circa 3.000 mq e, fino agli anni in cui ebbero inizio i lavori di scavo, è rimasta ignota ed inesplorata, coperta dai suoi stessi crolli e da una intricata ed impenetrabile boscaglia. Certo è che, se mio nonno avesse avuto la fortuna di trovarsi in ▲ Veduta del nuraghe all’inizio degli scavi (1982) ▲ Veduta del nuraghe Arrubiu dopo gli scavi. SPECIALE ESTATE 60 vita e di vedere quanto dal sottosuolo affiorava, confermando che tutto quanto da lui prospettato a suo tempo, oggi è realtà e non fantasia, si sarebbe sicuramente inorgoglito. Tutti gli studi effettuati e l’ausilio del computer hanno dato ragione ad un uomo che, con la sua ostinazione e caparbietà, oggi ha avuto il giusto riconoscimento. ▲ Veduta aerea del nuraghe alla fine degli scavi (1991) Il nuraghe Arrubiu (rosso) sorge, nel territorio di Orroli, nel Sarci- dano, al centro dell'altopiano di Pranemuru, nella zona denominata "su pranu"; coperto di rada macchia mediterranea, prende il suo nome dalla formazione di muschi e licheni di colore rossiccio che lo ricoprono. Si tratta di una fortezza a pianta complessa, con una torre centrale di cui residua un'altezza di circa 14 metri, ma che in origine comprendeva due piani e un terrazzo per un'altezza complessiva di circa 30 metri. Intorno alla torre centrale sono state erette altre 5 torri, collegate da cortine murarie ad un cortile centrale. Il bastione pentalobato è circondato da un antemurale con 7 torri e la presenza di altre torri fa pensare a un secondo antemurale; intorno poi sono situate alcune capanne. Particolarmente imponente, il nuraghe mostra ancora perfettamente conservata nella camera a piano terra della torre centrale, la tholos, ovvero la falsa cupola ottenuta dal restringimento progressivo di ciascun filare di pietra, tipico dei nuraghi. Sorto nell'Età del Bronzo, il monumento fu abbandonato (forse a causa di un crollo?) tra la fine dell'Età del Bronzo e la prima Età del Ferro (X-Vm secolo a.c.) ed è stato poi utilizzato in età romana tra il II secolo a.c. e il V secolo d.c. Lo scavo ha restituito interessanti materiali archeologici che hanno consentito di ricostruire la vita del monumento sia in età nuragica che in età romana. Questo magico e suggestivo viaggio a ritroso nel tempo nella Sardegna preistorica apre una finestra in un'isola misteriosa, che nella sua semplicità racchiude una infinità di segreti. Molti di questi argomenti sono pienamente documentati da testimonianze scritte - per valorizzare e salvaguardare al meglio la nostra storia, le nostra cultura e le molteplici tradizioni della nostra gente - in collane di testi e guide turistiche. Non so a quanti possa interessare, ma ho voluto far conoscere una parte della Sardegna antichissima, tradizioni e valori che quel popolo antichissimo e arcaico ci ha lasciato in eredità e che ancora oggi gli abitanti di quest'isola conservano, sia nei comportamenti che nel carattere, Arrivederci in Sardegna!!! Un libro da leggere sotto l’ombrellone 61 Nasce in me il desiderio di un'abbronzatura invidiabile Cibo per la mente ottenuta grazie all'esposizione ai raggi del sole, su un lettino da spiag- Il benessere passa probabilmente anche gia all'ombra di una palma. Luogo ideale per leggere un bel libro! Non sempre è facile scegliere un libro da leggere sotto l'ombrellone e perciò, con molta umiltà, vi suggerisco il romanzo di Paulo Coelho “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” edito da Bompiani. Non voglio annoiarvi però con una recensione. Vi dico soltanto che quando un amico, proponendomi di leggerlo, pronunciò questo titolo immaginai immediatamente una storia deprimente. Poi, per curiosità, iniziai - per la prima volta - la lettura. Dico “per la prima volta” poiché, in differenti periodi della mia esistenza, ho riletto con piacere questo romanzo. Il linguaggio moderno di Paulo Coelho può essere paragonato ad un vestito che mantiene l'eleganza, la vivacità e la raffinatezza nel tessuto, nei colori e nelle forme nonostante sia trascorso molto tempo dal giorno in cui lo stilista lo creò. All'apparenza, questo libro ha un contenuto leggero tipico dei romanzi rosa però, in realtà, al lettore lancia un messaggio di gioia e lascia una sensazione di pace. Anzi, la scrittura lineare e coinvolgente suscita il dispiacere di interrompere la lettura. Spero di avervi incuriosito e vi auguro un proficuo relax mentale. per Il piacere di leggere. Mantenere questa passione o addirittura scoprire cosa ci può regalare una lettura in termini di emozione, conoscenza, piacere, rappresenta certamente una bella sorpresa. Ci sono poi autori che favoriscono questo fenomeno. È un libro vecchio già di qualche anno, ma “Cent'anni di solitudine” penso sia uno di quelli che ti colpiscono al cuore e ti costringono, pur nella semplicità delle storie, ad emozionarti. L’autore, Gabriel García Márquez, è uno scrittore e giornalista colombiano, premio Nobel per la letteratura. Vi sono modi diversi di narrare una storia. La si può tessere, limpida e oggettiva come una cronaca, oppure darle confini incerti, come un mito: “Molti anni do- Paola Epifano - Socia FISDE Alessandro Benincà - Collaboratore FISDE po, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a riconoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. SPECIALE ESTATE L'arrivo dell'estate e il benefico effetto delle luci naturali infondono nella mia anima la gioia e il tono dell'umore si alza. elenco strutture sanitarie convenzionate in forma diretta STRUTTURE SANITARIE 62 Queste sono le nuove strutture sanitarie convenzionate nel periodo dal 8 marzo al 20 giugno 2006. Si aggiungono, perciò, a quelle dell’opuscolo allegato al numero 5 di NoiFisde. Veneto Toscana Poliambulatorio San Liberale POLIAMBULATORIO ODONTOIATRICO Villa Maria Beatrice Hospital CASA DI CURA PRIVATA CONVENZIONATA Piazzale Europa, 1/b 31046 Oderzo (TV) Tel. 0422 815000 Studio Dentistico Dr. Amato Aldo ODONTOIATRA Piemonte Via Roma, 73 35010 Borgoricco (PD) Tel. 049-5798452 S.M.U.D. Studio Medico Polispecialistico POLIAMBULATORIO Casa Di Cura Diaz CASA DI CURA PRIVATA NON CONVENZIONATA VIA Bogino, 23 10123 Torino Tel. 011 812432 Via A. Diaz, 9 35123 Padova Tel. 049 8810710 Villa Maria Pia Hospital CASA DI CURA PRIVATA CONVENZIONATA Strada Mongreno, 180 10132 Torino Tel. 011 8967111 Lombardia Odontomedica SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Monte Grappa, 156 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. 02 2483102 Erredi - Dental SOCIETÀ ODONTOIATRICA Viale Matteotti, 110 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. 02 26221278 Medical B Centro Polispecialistico Città di Busto Arsizio POLIAMBULATORIO Via Togliatti, 4 21052 Busto Arsizio (VA) Tel. 0331 3986029 Via Manzoni, 12 50121 Firenze Tel. 055 23571 Medical Sport Due POLIAMBULATORIO (CENTRO FISIOKINESITERAPIA) Via Donati, 3/5/9/11 51100 Pistoia Tel. 0573 366558 Villalba Hospital CASA DI CURA PRIVATA NON CONVENZIONATA Via di Roncrio, 25 40136 Bologna Tel. 051 6443011 Villa Maria Cecilia Hospital OSPEDALE PRIVATO Via Corriera, 1 48010 Cotignola (RA) Tel. 0545-217215 Casa Di Cura S. Pier Damiano Hospital CASA DI CURA PRIVATA CONVENZIONATA Via Isonzo, 10 48018 Faenza (RA) Tel. 0546 671111 Assistenza Medica Dentistica SOCIETÀ ODONTOIATRICA Dr. Bulgarelli Stefano ODONTOIATRA Via Scarlatti, 8 20124 Milano Tel. 02 29419083 Via S. Mamolo, 14/a 40136 Bologna Tel. 051 330873 Via G. Matteotti, 15 01100 Viterbo Tel. 0761 305693 Studio Dentistico Ass. Araceli ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI Via XX Settembre, 113 01030 Canepina (VT) Tel. 0761 750942 Dr. Balerna Agostino ODONTOIATRA Via Cavour, 2 01035 Gallese (VT) Tel. 0761 405735 Lazio Dr. Balerna Agostino ODONTOIATRA Ambulatorio Apollonia SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Umberto I, 13 00060 Sant'Oreste (RM) Tel. 0761 578293 Corso Matteotti, 196 00041 Albano Laziale Tel. 06 9321238 Dr. Ficola Stefano ODONTOIATRA Emilia Romagna Studio Dentistico Ass. Araceli ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI Via Regina Margherita, 111 00198 Roma Tel. 06 8551725 Studio Associato Odontoiatrico ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI Via Nizza, 46 00198 Roma Tel. 06 8411980 Kineo POLIAMBULATORIO (CENTRO FISIOKINESITERAPIA) Via Luciano Zuccoli, 13 00137 Roma Tel. 06 87201539 Dr. Farcomeni Ettore ODONTOIATRA Corso Trieste, 211 00198 Roma Tel. 06 86207339 Dr. Roberto Caracci ODONTOIATRA Via Orti Giunetti, 8 00040 Velletri (RM) Tel. 06 9640653 Dr. Balerna Agostino ODONTOIATRA P.za Oberdan, 16 01100 S. - Martino al Cimino (VT) Tel. 0761 378252 Dr. Landi Ciro ODONTOIATRA Via Riviera Liri, 49 03024 Ceprano (FR) Tel. 0775 914998 Abruzzo Studio Dentistico Dott. Roberto Del Giudice ODONTOIATRA Via Chieti, 21 (PE) Tel. 085 4216083 Campania Studio D'Ambrosio SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Berlinguer, 27 81030 Orta di Atella (CE) Tel. 081 8910209 Dr. Roberto Caracci ODONTOIATRA Studio Medico Otorinolaringoiatrico Dr. Avvisati Francesco POLIAMBULATORIO Via Giovanni XXIII, 1 02040 Poggio Mirteto Scalo (RI) Tel. 0765 26296 Via Plinio,145 80058 Torre Annunziata (NA) Tel. 081 5363411 Salus POLIAMBULATORIO 63 Alma Center Polispecialistica POLIABULATORIO Variante ss 7 bis km.45,500 80030 Mariglianella (NA) Tel. 081 8855020 Studio Associato Bianco Odontoiatria e Chirurgia Maxillo Facciale ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI Via S. Pasquale a Chiaia, 48 80121 Napoli Tel. 081 401318 Puglia Studio Dentistico Prof. Tomasicchio Vito Antonio ODONTOIATRA Via Salvatore Matarrese, 4 70124 Bari Tel. 080 5615025 Studio Dentistico Prof. Tomasicchio Vito Antonio ODONTOIATRA Via Solferino, 74 70033 Corato (BA) Tel. 080 8724219 Studio Dentistico Associato Cusmai - Scandelli ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI Via A. De Gasperi 7/I 71100 foggia (FO) Tel. 0881 684645 Calabria Errata corrige Dr. Amaddeo Bruno ODONTOIATRA Via Ciccarello Trav. IV, 16 89132 Reggio Calabria Tel. 0965 590800 Sicilia Istituto Clinico Locorotondo SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Gaetano Daita, 15 90139 Palermo Tel. 091 587861 Studio Medico Dentistico Dr. Crucitti ODONTOIATRA C.so Umberto I, 124 96010 Sortino (SR) Tel. 0931 953787 La Diagnostica CFT POLIAMBULATORIO Città di Lecce Hospital CASA DI CURA PRIVATA NON CONVENZIONATA Via Libertà, 118 94010 Catenanuova (EN) Tel. 0935 76214 Provinciale per Arnesano km 4,00 73100 Lecce Tel. 0832 229111 La Diagnostica CFT POLIAMBULATORIO Studio Prof. Dr. Micunco Nicola ODONTOIATRA Via Giuseppe Fanelli, 223/10 70125 Bari Tel. 080 5012410 Via Dante, 26/28 94012 Barrafranca (EN) Nel fascicolo “Strutture Sanitarie convenzionate in forma diretta” allegato al n 4 di NoiFisde sono contenuti degli errori che vi segnaliamo. La struttura: in realtà è: Istituto Scientifico San Luca ISTITUTO DI RICERCA E CURA PRIVATO Via Gnoletto 3 20149 - Milano tel. 02 619111 Istituto Auxologico Italiano ISTITUTO DI RICERCA E CURA PRIVATO Via Spagnoletto 3 20149 - Milano tel. 02 619111 La struttura: in realtà è: Istituto Scientifico San Michele ISTITUTO DI RICERCA E CURA PRIVATO Via Ariosto 13 20145 - Milano tel. 02 619111 Istituto Auxologico Italiano ISTITUTO DI RICERCA E CURA PRIVATO Via Ariosto 13 20145 - Milano tel. 02 619111 La struttura: in realtà è: Ferrara Medica POLIAMBULATORIO Via Bologna 85 44100 - Ferrara tel. 0532 761272 Ferrara Medica POLIAMBULATORIO MEDICO E ODONTOIATRICO Via Bologna 85 44100 - Ferrara tel. 0532 761272 La struttura: in realtà è: Odontoiatrica e Prevenzione SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Napoli 22 70123 - Bari tel. 080 5337666 Odontoiatrica e Prevenzione SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Napoli 22 70057 - S. Spirito - Bari tel. 080 5337666 C Tel. 0934 468265 Sardegna Anthea Hospital CASA DI CURA PRIVATA NON CONVENZIONATA Servizi Sanitari S.Elena SOCIETÀ ODONTOIATRICA Via Camillo Rosalba, 35/37 70124 Bari Tel. 080 5644111 Viale Colombo 189 09045 Quartu Sant'Elena Tel. 070 868249 STRUTTURE SANITARIE Via Miano, 186/204 80145 Napoli (NA) Tel. 081 5433221 64 i t . e d s i f . w w w è on-line il sito internet del FISDE uno sportello FISDE a casa vostra per utilizzare i nostri servizi ventiquattr’ore al giorno tutti i giorni dell’anno Nel sito trovate tutte le informazioni sul Fondo e sulle attività, accessibili a tutti, e i servizi on-line, per i soli Soci registrati. 2. inserire il proprio codice fiscale e uno user name provvisorio che deve essere richiesto al proprio sportello ARCA. Per la registrazione sono previste due modalità: Se il sistema riconosce il Socio, chiederà alcuni dati necessari a costruire il suo profilo, tra i quali un indirizzo di posta elettronica, e gli consentirà, nei collegamenti successivi, di usufruire dei numerosi servizi on-line a lui riservati. 1. inserire il proprio codice fiscale e il numero di una qualsiasi pratica attualmente in corso presso il FISDE; E allora, non aspettate, visitate il nostro sito, registratevi e comunicateci le vostre osservazioni!