numero
Periodico del
Fondo Integrativo
Sanitario per i
Dipendenti
del Gruppo Enel
5
speciale
Per gentile concessione de “la settimana enigmistica” - Copyright riservato
FISDE aprile/giugno 2006 numero 5 anno II
estate
— Bene, i ragazzi hanno i loro libri e i compiti delle
vacanze, noi il computer portatile e il cellulare:
andiamo a goderci delle ferie rilassanti!
numero
numero
Periodico del
Fondo Integrativo
Sanitario per i
Dipendenti
del Gruppo Enel
5
5
speciale
Per gentile concessione de “la settimana enigmistica” - Copyright riservato
FISDE aprile/giugno 2006 numero 5 anno II
estate
12
— Bene, i ragazzi hanno i loro libri e i compiti delle
vacanze, noi il computer portatile e il cellulare:
andiamo a goderci delle ferie rilassanti!
In copertina:
Speciale estate.
Vignetta gentilmente concessa
da “La Settimana Enigmistica”
Periodico del Fondo Integrativo
Sanitario per i Dipendenti
del Gruppo Enel
3 FISDE 2005 - 2006
di Antonio Michelazzi
5 Il bilancio FISDE 2005
3
12 Sport e disabili
L’editoriale
5
Comunicazioni
ai soci
12
VoiFisde
22Le vostre
lettere
23Le
attività
24 Medicina
preventiva
Speciale
estate 36
62Strutture
sanitarie
convenzionate
di Francesco Fabbri
16 La sindrome di Goldenhar
di Virginio Campanile
22 Le vostre lettere
23 Informatica e deficit visivo
a cura di Enel-People Care
23 Giornata nazionale delle famiglie dei disabili FISDE
24 Il significato di una campagna
di prevenzione oftalmologica
di Robert P. Wright
27 Istruzioni per l’uso
28 Questionario
29 Cardiologie aperte
30 Prevenzione: partiamo dalla scuola
Il problema dell’emergenza medica
di Massimo Uguccioni e Franco Valagussa
32 Vinciamo insieme la vita
Giornata nazionale del malato oncologico
a cura di Antonia Lepore
24
23
Speciale estate
36 Cibo: questo sconosciuto!
di Maria Luisa Rufi
42
39 I nevi
di Simona Contini e Pietro Lippa
42 Caldo e anziani
di Bruno Risoleo
Periodico del Fondo Integrativo
Sanitario per i Dipendenti
del Gruppo Enel
44 Vacanze: evitiamo lo stress
di Diego Luparelli
48 Test: e tu come vivi le vacanze?
di Diego Luparelli
54 Turista o Viaggiatore?
di Giovanni Longatti
Pubblicazione trimestrale
aprile/giugno 2006 n. 5 Anno II
57 Itinerari: Sardegna Nuragica
di Giorgio Onano
Registrazione Tribunale di Roma
n. 224/2006 dell’08-06-2006
61 Un libro da leggere sotto l’ombrellone
di Paola Epifano
61 Cibo per la mente
di Alessandro Benincà
62 Strutture sanitarie convenzionate
64 www.fisde.it è on-line il sito internet del FISDE
44
57
DIRETTORE RESPONSABILE
Antonio Michelazzi
COMITATO DI REDAZIONE
Giuseppe Bombaci
Stefano Renzo Cherubini
Nicola Fiore
Mario Gorga
Pier Luigi Loi
Giovanni Maccagno
Pietro Pernetti
Stefano Pighini
Vito Rossi
COORDINAMENTO EDITORIALE
Antonia Lepore
DIREZIONE, REDAZIONE
E AMMINISTRAZIONE
00198 Roma
Via Nizza, 152
Tel. 06 8305 2752
Fax 06 8305 2707
[email protected]
36
54
Fotocomposizione e Stampa
LITO sas
00139 Roma
Via Monte Fumaiolo, 24/28
Tel. 06 8718 1545
Fax 06 8719 4797
[email protected]
Progetto grafico
Jeikòn
Stefano Trivellone
e Francesca Mazzani
Tel. 06 8718 1545
[email protected]
Finito di stampare
nel mese di luglio 2006
FISDE
di Antonio Michelazzi
2 2 0 0 0 05 6
▲ Antonio Michelazzi
è Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
del FISDE
dare una valutazione globale
della attuale situazione del FISDE
che, per il prossimo avvenire, assicu-
Per
quel che riguarda medicina preventiva, prose guono le campagne nel
comparto oncologia e cardiovascolare,
ri i nostri Soci di poter fruire delle
con qualche rinforzo di un operatore sa-
prestazioni sanitarie integrative con
ragionevole certezza, in quanto il
Fondo attraversa un periodo di
gestione economica favorevole, sia
con riferimento all’andamento dell’esercizio corrente, sia alle riserve ed ai
loro rendimenti.
nitario privato per sopperire a carenze riscontrate da parte LILT (Lega Italiana per
la Lotta contro i Tumori) ed ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi
Ospedalieri).
In effetti si possono esporre i seguenti
risultati:
• ampliamento delle iniziative nei campi
della medicina preventiva e della
disabilità, con sostegno delle relative
spese a totale carico FISDE;
• estensione delle prestazioni FISDE ad
altre Aziende del Settore Elettrico, con
la messa a punto di pacchetti di assistenza sanitaria articolati e differenziati;
• superamento di alcune irregolarità di
comportamento, in particolare nel
campo dell’odontoiatria;
• distribuzione, relativamente al 2005, per
la prima volta nella nostra breve storia,
di un saldo straordinario, in aggiunta
agli acconti ed ai saldi ordinari al 100%
di quanto previsto da Tariffario e Regolamento, tenendo conto delle spese
effettivamente sostenute dai Soci,
dando priorità alle patologie più gravi:
con tale operazione si è raggiunto un
grado di copertura della spesa del 76%
medio, con soglia minima al 70%. Questo risultato è il frutto della decisione di
veicolare ai Soci tutto l’avanzo di gestione disponibile per l’esercizio 2005.
Inoltre è stata avviata la prevenzione
dentale per i bambini, agendo per
mezzo della ortodonzia.
Infine è in programma una iniziativa di
prevenzione oculistica mirata al glaucoma, alla maculopatia, ed al distacco
della retina.
EDITORIALE
A
seguito del consolidamento
del Bilancio 2005, possiamo
3
EDITORIALE
4
quanto riguarda la disabilità, si prosegue con
i soggiorni specialistici
invernali ed estivi, in montagna ed al mare,
per giovani disabili, integrati con attività
formative e riabilitative; con i week end in
città d’arte; con i soggiorni per anziani in
località termali, integrati con attività cultu-
Per
inoltre partito un programma
di verifica dell’inserimento
lavorativo di dipendenti Enel
portatori di handicap, a cominciare
con la necessità di riqualificazione
dei centralinisti non vedenti od ipovedenti, che stanno seguendo un
programma di formazione informati-
rali; con il parent training.
ca, con la collaborazione di FISDE,
È
Enel People Care, Sfera ed ASPHI
(Fondazione per il recupero dell’
handicap attraverso la tecnologia).
Infine, partirà presto un programma di
borse lavoro per giovani disabili assistiti
FISDE, che verranno inseriti in Aziende
private o Strutture della Amministrazione
pubblica con programmi lavorativi da
uno a tre anni, finanziati dal FISDE.
Come principale innovazione sono stati
lanciati i programmi integrati “vita indipendente”, “integrazione lavorativa” e “dopo
di noi” (Brindisi Ostuni, ad orientamento
turismo sociale e religioso e centro servizi per il territorio, con la Diocesi e la
Cooperativa La Ragnatela; Panicale, ad
orientamento agriturismo, con la Comunità montana, il comune di Panicale ed il
Consorzio Auriga; Fossombrone, per
sinergie con l’università di Urbino e la
cooperativa La Francesca, che curano il
parent training intrattenendo le intere
famiglie; Sicilia orientale, ad orientamento florovivaistico, con la Cooperativa
Dedalus; Piemonte Val d’Aosta, per sinergie con la cooperativa ANSED).
Sono semi che potranno dare frutti con
la collaborazione delle famiglie, delle istituzioni, delle cooperative e del FISDE:
dovranno essere costituiti nuovi soggetti giuridici (Onlus), che assumano la titolarità delle iniziative descritte, con il
FISDE come socio sovventore, con diritto di controllo degli atti amministrativi e
della contabilità.
ultimo accenno alla
comunicazione: prosegue con un certo successo la pubblicazione di NoiFisde,
ed è partito dal 20 giugno il Sito
internet del FISDE, che sarà progressivamente implementato in tutte le
sue funzioni al servizio dei Soci.
Un
utto quanto illustrato mi auguro che rappresenti una soddisfazione innanzitutto per i
Soci, che contribuiscono con comportamenti corretti e morigerati alla
solidarietà generale, e per tutti quelli che per il FISDE lavorano, Consiglieri, Collaboratori, Service ARCA, e
Fonti Istitutive.
T
B I L A N C I O
DELL’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2005
RELAZIONE SULLA GESTIONE
Assistenza sanitaria
Dal 1° gennaio 2005, le prestazioni sani-
Il PSAI 2005 inoltre ha previsto innovati-
tarie del FISDE sono state rimborsate sulla
vamente il rimborso dei tickets relativi a
base del nuovo Nomenclatore-Tariffario
prestazioni ammesse a rimborso dal
che ha sostituito quello in vigore dal 1999,
aggiornando le voci delle prestazioni –
per tenere conto dei progressi scientifici
e tecnici verificatisi in campo medico – ed
incrementando le tariffe di riferimento, per
renderle più vicine ai valori di mercato.
Le altre novità del 2005 hanno riguardato il Piano Sanitario Assistenziale Integrativo (PSAI) ed il Regolamento delle prestazioni sanitarie.
In particolare, per quel che concerne il
PSAI, la percentuale di rimborso per la
generalità delle prestazioni è stata fissata al 100% delle tariffe previste dal
nuovo Nomenclatore-Tariffario FISDE,
fatta eccezione per l’odontoiatria (con
una percentuale massima di rimborso
pari all’80%) e per le spese viaggio, soggiorno e accompagnatore con una per-
PSAI e il rimborso delle spese viaggio
per visite specialistiche ed accertamenti
diagnostici relativi a patologie di particolare gravità.
centuale massima di rimborso pari al
70% per l’interessato o al 50% per l’accompagnatore.
Le modifiche sopra ricordate, aventi un
carattere di maggior favore per gli iscritti,
sono state applicate confermando la
regolamentazione dei rimborsi adottata a
partire dal 1° gennaio 2003 (caratterizzata come noto dalla liquidazione dei rimborsi in due tempi, da percentuali massime di rimborso nonché dai tetti per le prestazioni odontoiatriche).
Tutto quanto sopra ha consentito, per il
trascorso esercizio, la soddisfazione delle
aspettative dei soci, ai quali è stato possibile riconoscere, oltre ai rimborsi a saldo
di natura ordinaria anche un saldo di natura straordinaria volto a riequilibrare la differenza tra le spese effettivamente sostenute ed i rimborsi.
Nella tabella 1 con riferimento agli anni 2004 e 2005, è riepilogata l’evoluzione della spesa complessiva e di quella media
Tabella 1
Tipologia Soci
Anni
Spesa complessiva*
Soci ordinari
2005**
2004
23.682.004 21.109.716
Soci straordinari
Variaz. %
+12
Spesa media nucleo**/***
420
361
+16
Spesa media beneficiario****
159
137
+16
2005***
2004
10.784.614 9.842.994
485
388
Variaz. %
+10
+25
COMUNICAZIONI AI SOCI
ATTIVITÀ SVOLTA NEL 2005
5
COMUNICAZIONI AI SOCI
6
Nella tabella 2, sempre con riferimento agli stessi anni, si riporta l’evoluzione dei ricavi per contributi dei Soci straordinari
e relativo livello di copertura della spesa.
Tabella 1
Contributi
Tipologia Soci
Anni
2005
Soci straordinari
2004
Variaz. %
euro
5.845.646
6.032.053
-3
13.618.337
9.842.994
+38
43
61
-30
Spesa complessivaeuro
Percentuale copertura spesa
Assistenza sanitaria in forma diretta
Al 31.12.2005 erano in atto complessivamente 385 convenzioni con strutture sanitarie per l’erogazione di
prestazioni in forma diretta così ripartite:
Istituto di ricerca e cura
n.
1
Casa di cura privata convenzionata
n.
36
Ospedale pubblico
n.
1
Casa di cura privata non convenzionata n.
13
Ospedale privato
n.
2
Società odontoiatriche
n.
61
Poliambulatorio
n. 164
Associazioni di odontoiatri
n.
24
Università privata
n.
Odontoiatri
n.
82
1
Assistenza sanitaria
in forma indiretta
Per quel che attiene all’assistenza sanitaria in forma indiretta, il servizio ai soci
ha continuato ad attestarsi ad un livello
soddisfacente sia per i tempi di lavorazione delle pratiche e di accredito dei
rimborsi, sia per la correttezza dell’istruttoria delle pratiche stesse.
Ricorsi dei soci
Nel corso del 2005, i ricorsi dei soci
discussi dall’apposito Gruppo di lavoro (con successiva ratifica consiliare)
sono stati 39. I ricorsi accolti sono stati 7, quelli respinti 32 (per 6 di questi
è stata deliberata l’erogazione di un
contributo straordinario).
Controlli sulle prestazioni
odontoiatriche
Nel corso dell’anno 2005, sono stati effettuati 323 controlli di natura medico-ispettiva nei confronti di soci/aventi diritto
FISDE relativamente a pratiche di rimborso per prestazioni odontoiatriche fruite in
forma diretta ed in forma indiretta. In 174
casi sono state riscontrate irregolarità.
In termini economici, le somme contestate rappresentano un valore estremamente rilevante (circa 450.000 Euro).
Di tale somma complessiva, tuttavia,
oltre 350.000 Euro sono riferibili ad una
struttura di Piacenza, nei confronti della
quale è stata presentata denuncia alla
autorità giudiziaria. I rimanenti 100.000
Euro sono stati in parte recuperati o in
fase di recupero.
Persone disabili
e persone in situazione
di emergenza sociale
7
■ n. 13 interventi di supporto scolastico
tinuità con le precedenti iniziative e con
rivolti ad altrettanti giovani disabili, incari-
quelle di prossima attuazione.
cando a tal fine n. 8 Cooperative specia-
L’impegno del Fondo è stato caratterizzato dalla razionalizzazione e dall’affina-
lizzate operanti in Liguria;
■ istruttoria delle domande di contributo
mento degli interventi, con l’obiettivo di
erogare un servizio di elevato profilo
qualitativo.
Anche nel 2005 è proseguito lo sforzo per consolidare, a livello centrale, il
coordinamento delle forme e dei metodi di intervento sia per la parte clinico-scientifica che per gli aspetti applicativi ed organizzativi, nella consapevolezza che i programmi e le iniziative del FISDE devono garantire la massima utilizzazione delle strutture sanitarie e dei servizi di prevenzione del
sistema pubblico, evitando sovrapposizioni o duplicazioni.
Sono poi proseguite le attività di consulenza e sostegno realizzate mediante il
Consulente Scientifico Generale, Prof.
Paolo Meazzini, che provvede altresì al
coordinamento ed alla supervisione di
una rete di 22 Consulenti Territoriali.
Le iniziative a favore dei disabili realizzate
nell’anno 2005 sono state:
■ n. 8 soggiorni specialistici integrati
invernali a cui hanno preso parte complessivamente 106 partecipanti;
■ n. 12 soggiorni specialistici integrati
estivi a cui hanno preso parte complessivamente 151 partecipanti;
■ n. 3 soggiorni specialistici integrati,
rivolti persone disabili in età matura: i
rispettivi partecipanti sono stati 15 ad
Acireale (Catania); 16 a Montegrotto
Terme (Padova) e 12 a Giardini Naxos
- Taormina (Catania);
per piani di riabilitazione per persone in
situazione di emergenza sociale;
■ assistenza e coordinamento per cinque Gruppi di Lavoro sulle seguenti
tematiche:
• Autonomia e Vita Indipendente della
Persona Disabile;
• Formazione ed Integrazione Lavorativa;
• Rilevazione della Qualità della Vita della
Persona Disabile e dei suoi Familiari;
• Banca Dati Disabili e Cartella Personale;
• Dopo di noi;
■ n. 1 modulo conclusivo ed 1 iniziale di
due distinti Cicli di formazione genitori,
tenuti applicando il metodo del parent training, ai quali hanno partecipato rispettivamente 13 e 12 famiglie;
■ effettuazione di un soggiorno specialistico propedeutico alla partecipazione al
Progetto Eridano nonché attuazione
della prima fase dello stesso Progetto
Eridano per la formazione ed integrazione lavorativa rivolte ad un gruppo di 10
giovani disabili;
■ attività propedeutiche alla realizzazione
del Progetto Panicale San Sebastiano
■ 84 partecipazioni di altrettanti giovani disabili al cosiddetto Programma
ARCA Giovani per i quali sono stati incaricati dal FISDE anche ventidue operatori specializzati per l’assistenza di
alcuni degli assistiti;
■ 12 incarichi corrispondenti ad altrettanti giovani assistiti dal FISDE in Liguria,
assegnati a sei Cooperative Sociali.
domiciliare, di assistenza educativa, di
natura socio - assistenziale, di natura educativo - riabilitativo e socio educativo,
COMUNICAZIONI AI SOCI
In questo settore il FISDE ha continuato
ad operare per valorizzare le interconnessioni con le altre aree di intervento
del Fondo ed in una prospettiva di con-
Stato patrimoniale al 31 dicembre 2005
al 31/12/2005
8
ATTIVO
ANALISI
PARZIALI
al 31/12/2004
TOTALI
TOTALI
B) IMMOBILIZZAZIONI
I. Immateriali
1) Diritti di brevetto industriale e diritti
di utilizzazione delle opere dell’ingegno
II. Materiali
1) Fabbricati
0,00
0,00
0,00
1.755.191,62
0,00
1.729,89
2.171,55
a) Mobili e arredi
9.452,95
16.877,14
b) Macchine d'ufficio
1.324,10
1.591,13
0,00
0,00
2) Attrezzature industriali e commerciali
3) Altri beni:
c) Apparecchiature informatiche
d) Impianti d'allarme
4.704,00
Totale
III. Finanziarie
1) Depositi cauzionali
10.432,43
0,00
1.772.402,56
20.639,82
10.432,43
10.432,43
Totale Immobilizzazioni (B)
1.782.834,99
31.072,25
C) ATTIVO CIRCOLANTE
II. Crediti
1) Verso soci:
12.021,57
25.759,33
a) acconti su preventivi
9.915,97
23.240,56
b) per rimborsi erogati da recuperare
2.105,60
2.518,77
2) Verso altri:
a) Crediti v/o Società fuori
b) Crediti v/o Società Gruppo
c) Altri
353.158,73
411.421,50
4.414,22
3.703,66
40.573,51
36.271,55
Totale Crediti
III. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni:
114.589.337,12
1) Fondi in gestione patrimoniale
83.876.330,37
2) Quote di fondi comuni d'investimento
30.713.006,75
2) Denaro e valori in cassa
477.156,04
114.589.337,12
113.105.249,72
25.168.296,51
936.797,25
475.202,15
647,07
230,11
115.891.314,67
0,00
CONTI D'ORDINE
114.057.838,02
0,00
0,00
Risconti attivi
TOTALE ATTIVO
475.432,26
936.150,18
Totale Attivo circolante (C)
D) RATEI E RISCONTI
Ratei attivi
365.180,30
87.936.953,21
936.797,25
IV. Disponibilità liquide:
1) Depositi bancari e postali
451.396,71
308.171,00
923,00
117.674.149,66
114.089.833,27
1.129.275,40
2.143.767,37
Stato patrimoniale al 31 dicembre 2005
al 31/12/2005
PATRIMONIO NETTO E PASSIVO
ANALISI
PARZIALI
al 31/12/2004
TOTALI
TOTALI
A) PATRIMONIO NETTO
I Fondo di dotazione
II. Riserva di rivalutazione
III. Riserve statutarie
IV. Altre riserve:
V. Utili portati a nuovo
VI. Risultato d'esercizio
0,00
0,00
288.282,33
288.282,33
0
9.390.031,06
B) FONDI PER RISCHI ED ONERI
3) Altri fondi:
a) Fondo acc.to attività istituzionali
b) Fondo acc.to pratiche anni precedenti
91.583.228,64
82.193.197,58
1.196.814,45
1.202.599,21
c) Fondo acc.to pratiche 2002 da liquidare
607.877,76
d) Fondo acc.to pratiche 2003 da liquidare
1.220.783,30
e) Fondo acc.to pratiche 2004 da liquidare
463.611,68
f) Fondo acc.to pratiche 2005 da liquidare
7.569.836,96
1.384.370,91
Totale Fondi
C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
100.813.491,73
86.608.828,76
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1.193.244,96
868.344,00
D) DEBITI
I. Debiti verso banche
IV. Debiti verso fornitori:
a) per fatture ricevute
447.696,19
506.559,28
b) per fatture da ricevere
745.548,77
361.784,72
VIII. Debiti tributari
IX. Debiti verso istituti di previdenza
12.970,71
12.970,71
19.399,78
750,00
750,00
0,00
15.365.409,93
17.203.229,67
X. Altri debiti:
a) rimborsi a Soci per Assistenza Indiretta
b) rimborsi a Strutture per Assistenza Diretta
c) debiti v/Soci per riaccrediti da emettere
d) debiti diversi
13.797.656,34
15.619.272,34
1.473.171,83
1.497.536,29
91.336,09
81.076,44
5.344,60
3.245,67
Totale debiti
16.572.375,60
18.090.973,45
E) RATEI E RISCONTI
Ratei passivi
0,00
0,00
0,00
0,00
Risconti passivi
0,00
0,00
0,00
0,00
TOTALE PASSIVO
117.674.149,66
114.089.833,27
CONTI D'ORDINE
1.129.275,40
2.143.767,37
9
Conto Economico al 31 dicembre 2005
10
A) RICAVI
1) Ricavi per contributi:
a) stanziamento Società
b) quote associative Soci straordinari
3) Altri ricavi e proventi:
a) proventi multe dip.Società Gruppo ENEL e associate
al 31/12/2005
ANALISI
PARZIALI
40.396.376,15
5.845.646,01
46.242.022,16
4.549,98
B) COSTI
Prestazioni sanitarie :
a) in forma diretta
1.220.843,95
917.179,76
833.205,39
6.781,84
285.660,66
2.138.023,71
10.572.839,81
10.053.298,81
8.845.202,36
71.718,73
4.192.329,27
2.833.722,54
258.124,49
20.626.138,62
173.512,15
744.329,52
498.329,62
529.376,29
917.841,67
7) Per servizi :
a) service ARCA
b) altri costi per servizi
TOTALE COSTI PER SERVIZI
8) Per godimento di beni di terzi
10) Ammortamenti e svalutazioni:
a) Ammort.delle immobilizz. immateriali
b) Ammort.delle immobilizz. materiali
11) Oneri diversi di gestione
12) Spese per Organi Sociali
TOTALE COSTI
3.469.192,19
285.660,66
8.916.921,09
400.399,48
900.088,87
2.781.416,39
99.200,00
45.817.160,45
1.385.736,52
137.933,31
533.679,80
318.063,80
355.739,61
40.320,00
476.602,58
2.138.725,08
142.500,00
35.094.908,64
6.021.950,37
6.021.950,37
5.321.779,20
332.353,49
5.654.132,69
106.140,62
63.593,16
106.140,62
63.593,16
76.344,40
95.734,03
76.344,40
95.734,03
52.180.923,03
106.297,11
8.603,07
0
8.603,07
50.305,38
94.108,34
41.008.355,23
-5.934.350,89
6.183.198,11
4.450.999,14
3.144.992,86
-3.149,46
3.141.843,40
1.027.705,91
900.088,87
2.781.416,39
99.200,00
5.160.000,00
861.950,37
0
63.593,16
76.344,40
95.734,03
894.969,20
850.436,77
772.849,90
7.284,89
943.651,43
27.482.152,27
9.178.904,88
9.513.791,62
8.330.845,36
58.210,93
7.284.176,30
Differenza tra valore e costi della produz.(A-B)
C) Proventi ed oneri finanziari
16) Altri proventi finanziari:
d) Altri proventi diversi dai precedenti
17) Interessi e altri oneri finanziari
TOTALE PROVENTI ED ONERI FINANZIARI
3.263.671,60
1.945.547,58
106.140,62
41.155.796,54
6.032.053,14
47.187.849,68
3.703,66
3.703,66
47.191.553,34
36.827.236,01
900.088,87
2.781.416,39
99.200,00
TOTALI
46.246.572,14
839.987,23
*comprende i rimborsi per prestazioni a soggetti in situazione di emergenza sociale
c1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari
c2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari
c3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari
c4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari
c7) accantonamento altre pratiche da liquidare
d) prestazioni sanitarie medicina preventiva
e) Servizi a soggetti portatori di handicap
f) Altri servizi ai soci
TOTALE COSTI PRESTAZIONI SANITARIE
46.242.022,16
4.549,98
4.549,98
TOTALE RICAVI
a1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari
a2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari
a3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari
a4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari
a5) accantonamento altre pratiche da liquidare
b) in forma indiretta
b1) prestazioni sanitarie a Soci ordinari
b2) prestazioni c.s. familiari a carico Soci ordinari
b3) prestazioni sanitarie a Soci straordinari
b4) prestazioni c.s. familiari a carico Soci straordinari
b5) accantonamento pratiche da liquidare Soci ordinari
b6) accantonamento pratiche da liquidare Soci straordinari
b7) accantonamento altre pratiche da liquidare
c) assistenza ai soggetti portatori di handicap*
al 31/12/2004
TOTALI
4.454.285,92
-3.286,78
4.450.999,14
D) RETTIFICHE VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE
E) Proventi ed oneri straordinari
Proventi straordinari
Oneri straordinari
TOTALE PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI
1.838.165,19
57.851,14
1.780.314,05
1.780.314,05
115.643,86
47.481,93
68.161,93
Risultato prima delle imposte (A-B+C+D+E)
296.962,30
296.962,30
9.393.203,44
-8.679,97
-8.679,97
-3.172,38
288.282,33
9.390.031,06
22) Imposte sul reddito dell'esercizio
26) RISULTATO DELL'ESERCIZIO
1.780.314,05
MEDICINA PREVENTIVA
fazione dal Fumo (GDF) organizzati dalla LILT, sulla base di apposita convenzione sottoscritta con
tale organizzazione.
non interessate dagli screening
stati avviati i contatti con ANMCO
della disdetta FISDE è venuta a
precedenti.
per pervenire (nel 2006) alla stipu-
scadenza il 31 dicembre 2004. Il
Nel corso del 2005, inoltre, sono
la di una convenzione finalizzata al
rapporto con l’ARCA è in proroga-
stati avviati i contatti con la stes-
completamento della campagna
tio per il 2005.
sa LILT per pervenire (nel 2006)
alla stipula di una convenzione
finalizzata alla realizzazione di una
seconda campagna di prevenzione oncologica in tutto il territorio
nazionale nell’arco temporale
2006/2008.
di prevenzione cardiovascolare in
tutto il territorio nazionale nell’arco temporale 2006/2008.
Comunicazione con i soci
Nel 2005, il FISDE ha compiuto un
importante passo avanti nella comunicazione con i soci, dotandosi di un periodico trimestrale (NoiFisde) di cui, nel corso dell’anno,
sono stati pubblicati 3 numeri.
Allo stato, è in fase di completamento la realizzazione del sito
Internet del FISDE.
Campagna di prevenzione
cardiovascolare
Nel corso del 2005, l’attività di
Corsi di disassuefazione
dal fumo
Il FISDE, al fine di integrare i programmi di medicina preventiva, ha
offerto agli assistiti intenzionati a
smettere di fumare la possibilità di
partecipare ai Gruppi di Disassue-
Service operativo
La convenzione con l’Arca (stipulata nel marzo 2003), a seguito
Popolazione FISDE
I dati numerici dei soci FISDE sono riportati nella sintesi che segue:
Soci
Ordinari
Straordinari
Totale
al 31/12/2001
70.192
38.222
al 31/12/2002
65.403
36.663
108.414
102.036
al 31/12/2003
60.780
al 31/12/2004
58.461
al 31/12/2005
56.352
31.330
25.397
23.185
92.110
83.858
79.537
I familiari a carico risultanti in anagrafica sono 92.589.
Nella valutazione relativa alla consistenza dei soci straordinari, occorre evidenziare che il numero indicato è quello relativo ai soli soci che
alla data del bilancio risultano regolarmente iscritti.
In relazione agli obblighi previsti
dal decreto legislativo n. 196 del
30 giugno 2003, avente ad ogget-
to “codice in materia di privacy”, si
precisa che il FISDE opera nell’osservanza della normativa in argo-
mento, provvedendo, tra l'altro,
alla redazione del Documento
Programmatico sulla Sicurezza.
Notizie
dal CdA
A seguito delle dimissioni dei Consiglieri Massimo Saotta e Giuseppe Mangione, sono subentrati
rispettivamente Pietro Pernetti e
Pier Luigi Loi ai quali diamo il ben-
venuto e auguriamo buon lavoro.
Ai Consiglieri uscenti vanno i più
sentiti ringraziamenti per l’impegno ed il contributo profusi durante il loro mandato.
11
COMUNICAZIONI AI SOCI
L’attività di medicina preventiva è
proseguita nel corso del 2005,
sempre in collaborazione con la
Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori (LILT), in altre 30 province
medicina preventiva in campo
cardiovascolare ha interessato le
12 province oggetto della convenzione sperimentale con l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).
Nel corso del 2005, inoltre, sono
Campagna
di prevenzione oncologica
Sport
e disabili
12
VOI FISDE
di Francesco Fabbri
pprofittando
dei riflettori
accesi sulle
Paralimpiadi invernali di Torino, mi è
sembrato utile cogliere quest’opportunità per parlare dello sport
per disabili e di quanto possa
essere gratificante per chi lo
pratica e per chi lo segue.
L’importanza della pratica sportiva per i disabili fu dimostrata in
Inghilterra, al termine della
seconda guerra mondiale, dal
dott. Ludwig Guttmann che,
nella clinica “Spinal Injuries Unit”
di Stoke Mandeville, vicino Londra, curava i soldati con lesioni
spinali e mutilati. Il dott. Ludwig
Guttmann vide che, proponendo
loro un’attività sportiva, chiaramente adattata alle loro condizioni fisiche, la carica agonistica
che ne scaturiva risvegliava
nuove emozioni e creava nuove
aspettative di vita, con notevoli
benefici a sostegno delle terapie
mediche. La terapia medica,
prima unica soluzione, diventava
così complementare alla terapia
attiva, la riabilitazione veniva
A
▲ Francesco Fabbri
è un “elettrico”
in pensione
e da anni, come
accompagnatore e
come cronista,
segue lo sport
paralimpico.
affrontata con uno spirito diverso,
a volte con fin troppa foga, tanta
era la voglia di riemergere dal
baratro della disabilità passiva.
Anche in Italia furono studiate
queste tecniche, pioniere il dott.
Antonio Maglio, padre della
“sport-terapia”. Grazie alla sua
opera, i suoi primi studi nel settore risalgono al 1935, nacque quello che ora si chiama C.I.P. (Comitato Paralimpico Italiano) e governa il mondo dello sport per atleti
disabili. Il C.I.P. è guidato dal presidente Luca Pancalli, il quale, giovane promessa del pentathlon
moderno, nel 1981, chiamato a
far parte della nazionale junior in
un incontro internazionale a Vienna, cadde da cavallo e a soli 17
anni rimase paralizzato agli arti
inferiori e parzialmente ai superiori. Ebbene, un anno dopo Pancalli
entrò in palestra con la carrozzella e, grazie alla sua voglia di rina-
scere, riuscì ad entrare
in nazionale ai campionati del mondo di
nuoto del 1983.
Il C.I.P. è suddiviso in
9 dipartimenti che
raggruppano ciascuno gli sport similari, dal primo
dipartimento, pallacanestro e
pallanuoto, all’ottavo, ciclismo,
equitazione, judo, passando dal
quarto, scherma, tiro con l’arco e tiro a segno, sino al nono
per disabili intellettivi e relazionali, in mezzo trovano spazio il
nuoto, canoa-kayak, vela, canottaggio, waterbasket, atletica
leggera, sport invernali, tennis,
tennis tavolo, bocce, snowdown, torball, goalball e calcio.
“
▲ Michael Stampfer
In fondo il
disabile per
praticare sport
non ha bisogno
di grandi cose,
è sufficiente
consentirgli
l’accesso.
”
al problema dei disabili,
alla pari dei suoi dipenden-
chi di Stoke Mandeville”
ti: i più anziani ricorderan-
fino al 1960 quando, in
no quando, tanti anni fa,
occasione delle Olimpia-
rinunciammo volontaria-
di di Roma, fu presentata in modo
Negli altri Paesi si viaggia media-
mente al pacco natalizio che l’E-
sperimentale la prima Paralimpiade che, dopo Tokio 1964, divenne appuntamento fisso al termine
delle Olimpiadi estive. Da allora è
l’evento sportivo con il più grande
numero di partecipanti dopo le
Olimpiadi.
L’Italia vanta numerosi atleti
d’assoluto valore internazionale,
cresciuti grazie all’impegno delle
società e dei tecnici, a dispetto
dei 500mila euro che sono stanziati a favore del C.I.P. rispetto
alle cifre ben più importanti del
resto d’Europa, dove, degli sportivi disabili, si parla non solo in
occasione delle Paralimpiadi.
mente sui 6/7 milioni di euro, con
la Spagna che raggiunge gli 8
milioni, per non parlare d’altre
nazioni come l’Australia ecc.
In Italia sono circa 600 le società
sportive per disabili, con circa
16.000 tesserati praticanti. In
casa nostra lo sport Paralimpico
riesce a sopravvivere grazie
all’impegno di tanti appassionati
che vi dedicano tempo e risorse.
E grazie anche a donazioni, tra
le più importanti troviamo con
piacere anche ENEL-Cuore
onlus, “Il cuore che illumina lo
sport”, a conferma che la nostra
azienda è stata sempre sensibile
NEL distribuiva ai dipendenti, per
devolvere la somma corrispondente a sostegno di colleghi con
problemi di disabilità.
Recentemente, in occasione dell’inaugurazione a Faenza di una
palestra dedicata agli sportivi
disabili, le olimpioniche Paola
Fantato e Azzurra Ciani, commentando positivamente l’iniziativa dichiaravano che “Non è
facile per un giovane disabile
avvicinarsi al mondo dello sport:
per prima cosa vanno vinte le
resistenze della famiglia che tendono a creare, il più delle volte
inavvertitamente, una sorta di
VOI FISDE
I primi giochi internazionali si chiamarono “Gio-
13
▲ Azzurra Ciani
VOI FISDE
14
“
Ciò che rende grandi
tutti questi atleti,
come i tanti che non ho potuto citare,
oltre al palmares sportivo,
è il modo di interpretare la vita
e di affrontare le difficoltà che essa
impone a chi è disabile
”
▲ Paola Fantato
Olimpiadi di Atene 2004
barriera tra il congiunto e lo sport
che invece può riservare enormi
possibilità e soddisfazioni, poi
c’è carenza nell’informazione e
nelle strutture. Anche il disabile
deve vincere la comprensibile
paura per un mondo sconosciuto, ma che, anche se visto da un
angolo diverso, è comunque
bello e gratificante. In fondo il
disabile per praticare sport non
ha bisogno di grandi cose, è sufficiente consentirgli l’accesso”.
E questo, aggiungo, è ancora
più importante per i traumatizzati che si trovano improvvisamente la vita sconvolta da un
evento inaspettato: per loro avvicinarsi allo sport significa rendersi conto che la vita non è finita, che può ancora restituire in
parte ciò che la sorte ha negato o che il destino ha loro tolto.
Indicativi sono gli esempi di Alex
Zanardi, che un incidente in
corsa ha privato delle gambe ma
che, grazie alla forza di volontà e
ad uno spirito indomito, è torna-
to vincente, in pista e nella vita.
Altro esempio è la tiratrice faentina di carabina Azzurra Ciani, affetta da spina bifida, è sulla carrozzella da sempre ma, a soli ventitré
anni, è ormai affermata ai massimi livelli mondiali: ha all’attivo un
argento europeo e un bronzo
mondiale ed ha partecipato alle
Paralimpiadi d’Atene 2004. Nel
poco tempo libero dagli allenamenti e dallo studio (frequenta l’università a Bologna dove abita) e
dagli impegni istituzionali (è consigliere nazionale del C.I.P.), pratica
anche, a livello amatoriale, lo sci,
la barca a vela e il nuoto.
Accanto ad atleti d’assoluto valore mondiale - dal già citato Alex
Zanardi a Paola Fantato, che ha
partecipato anche alle Olimpiadi
“normali” di tiro con l’arco oltre
che alle Paralimpiadi, ad Andrea
Pellegrini, oro Paralimpico nella
scherma, a Stefano Lippi, un
grande dell’atletica leggera, e al
bolzanino Michael Stampfer, ciclista, (e questi sono solo una minima parte) - troviamo anche giova-
ni promesse, come l’arciere Francesco Resta che, approdato da
poco alla nazionale, ha le doti per
poter emergere. Ciò che rende
grandi tutti questi atleti, come i
tanti che non ho potuto citare,
oltre al palmares sportivo, è il
modo di interpretare la vita e di
affrontare le difficoltà che essa
impone a chi è disabile, come riassume benissimo Stefano Lippi nel
breve pensiero qui riportato.
15
A volte la vita può sembrare crudele... ingiusta,
degli eventi ci segnano in maniera indelebile
e ci fanno cambiare il modo di vedere ogni cosa...
Il 24 febbraio 1998 la mia vita cambiò per sempre...
persi una gamba in un incidente stradale
e mi sembrò che qualcuno lassù
mi avesse chiuso le porte del mio futuro in faccia...
e invece... mi sono girato
e dietro di me 1000 porte si erano aperte
per regalarmi un futuro migliore,
pregno di nuovi significati
e di nuovi modi di vedere il mio cammino.
La mia vita è cambiata sì...
in meglio...
▲ Stefano Lippi
VOI FISDE
▲ Andrea Pellegrini
e Aldo Montano
Sindrome
di Goldenhar
di Virginio Campanile
16
VOI FISDE
Sono il papà di due splendidi bimbi gemelli di ormai
quasi quattro anni che sono nati, purtroppo, affetti
dalla Sindrome di Goldenhar.
Ai più, compresi la maggior parte dei medici
con cui ho avuto a che fare,
risulta essere “sconosciuta” come, peraltro,
risultano essere tali la maggior parte delle
malattie cosiddette “rare” (anche se, razionalmente,
la rarità si dovrebbe riferire all’incidenza della malattia
e non alla sua “conoscenza” da parte degli addetti ai lavori).
A questo punto vi starete chiedendo,
così come l’ho fatto io la prima volta che ne ho sentito parlare,
ma cos’è questa Sindrome di Goldenhar?
▲ Virgilio Campanile
è un nostro Socio
della Campania.
Pubblichiamo
volentieri
il suo interessante
articolo,
scritto con passione
e con l’intento
di condividere
esperienze
e conoscenze su una
malattia rara.
La Sindrome di Goldenhar è stata descritta per la prima volta nel 1952 dal Prof. M.
Goldenhar. È una sindrome polimalformativa ed è caratterizzata da anomalie
oculari, microtia uni o bilaterale, ipoplasia
mandibolare, microsomia emifacciale,
anomalie del cavo orale, anomalie dell’apparato respiratorio, anomalie genitourinarie, anomalie cardiache, anomalie del
sistema nervoso, anomalie scheletriche
vertebrali e anomalie cranio-facciali.
La S.d.G. ha una frequenza variabile da
1/3500 a 1/26000 nati ed interessa più
spesso l’emifaccia dx (dx/sx=3/2) ed il
sesso maschile (m/f=3/2).
L’eziologia della S.d.G. è sconosciuta,
sono stati proposti fattori genetici e
ambientali come agenti causali. Sebbene la maggior parte dei casi di
S.d.G. sia sporadica, sono state descritte sia le modalità di trasmissione
autosomica recessiva sia quella autosomica dominante.
Esiste oggi una tendenza ad accettare
come origine di questa sindrome una sofferenza vascolare del mesoderma cefalico per una anomalia dell’arteria stapedia,
con conseguente alterazione dello sviluppo del primo e secondo arco branchiale.
Un elemento che rafforza questa teoria è
la presenza della sindrome in uno solo dei
gemelli omozigoti.
17
Sinonimi della malattia
■ displasia
VOI FISDE
oculoauricolovertebrale
■ sindrome facioauricolovertebrale FOAV
■ sindrome oculoauricolovertebrale OAV
■ microsomia emifacciale
■ sindrome del primo e secondo arco branchiale
Segni e sintomi
■ Ipoplasia mandibolare-microsomia emifacciale
sottosviluppo dei tessuti di una parte del viso, sottosviluppo della mandibola inferiore e superiore. Il
ramo può essere sia corto che assente ed il mento
tende ad inclinarsi verso quel lato. Il tessuto della
guancia frequentemente è sottosviluppato il che
unito al problema mandibolare crea un’asimmetria
del viso. Anomalia del condilo e conseguenti problemi dentali.
■ Microtia uni o bilaterale
i difetti della regione auricolare sono rappresentati
dalla presenza di residui cartilaginei nella sede preauricolare nonché da assenza o malformazione del
padiglione auricolare, presenza di appendici preauricolari, stenosi-atresia del condotto uditivo, sordità trasmissiva o neurosensoriale, deficit dell’udito
per lesione sia dell’orecchio medio che interno.
■ Anomalie oculari
cisti dermoide epibulbare, dermoide sub congiuntivale o orbitale anteriore, coloboma della palpebra
superiore, blefaroptosi, anomalia del sistema lacrimale, tumori epibulbari, micro-anoftalmia, anomalia
della retina, strabismo.
■ Anomalie scheletriche vertebrali
ed anomalie cranio-facciali
in un’alta percentuale di casi sono presenti emispondili ed emivertebre a livello lombare, toracico
dorsale e cervicale, scoliosi, occipitalizzazione dell’atlante, spina bifida. In alcuni casi associata alla Sin-
drome di Arnold-Chiari. Presenti malformazioni del
cranio dalla parte colpita, orbita oculare molto piccola, zigomo ed osso temporale più piccoli.
■ Anomalie del cavo orale
macrostomia, fistole tracheo-esofagee, atresia esofagea, malformazioni strutturali e funzionali di faringe e laringe che possono contribuire ad incrementare il rischio di ostruzione delle vie aeree, di menomazione della comunicazione e di mobilità. La S.d.G.
può causare una grave apnea ostruttiva del sonno,
se non viene trattata l’apnea porta a ritardo di crescita e mentale. Labbro leporino, labio palato schisi, palato ogivale.
■ Anomalie renali e genito-urinarie
agenesia del rene mono e bilaterale, ipoplasia, ectopia del rene, ectopia del testicolo, criptorchidismo.
■ Anomalie cardiache
tetralogia di Fallot, difetto del setto interventricolare,
costrizione dell’aorta.
■ Anomalie del sistema nervoso anomalie cerebrali
ipoplasia del ponte encefalico, agenesia del corpo
calloso, idrocefalo, microcefalo, encefalocele. Nel
5%-15% dei casi è presente ritardo mentale.
■ Anomalie dell’apparato respiratorio
alcuni bambini affetti da S.d.G. hanno dovuto effettuare una tracheotomia poco dopo la nascita. In
alcuni casi la mandibola era così malformata che la
lingua ostruiva il respiro durante il sonno (tracheotomia). Casi di aplasia polmonare e di ipoplasia.
Segni
■ Anomalia
18
■ Schisi
vena porta
■ Appendici
preauricolari
(segno molto frequente)
■ Assenza
parziale della mandibola/ipoplasia
VOI FISDE
(segno molto frequente)
■ Cisti
dermoidi epibulbari
(Segno molto frequente)
■ Faccia
(Segno frequente)
■ Zigomi
piatti/ipoplasia malare
(Segno frequente)
■ Agenesia
del rene/ipoplasia mono/bilaterale
(Segno occasionale)
■ Anomalie
del faringe/anomalie della deglutizione
(Segno occasionale)
stretta
(Segno molto frequente)
■ Macrostomia/bocca
labiale laterale
larga
(Segno molto frequente)
■ Anomalie
del pollice (esculsa ipoplasia)
(Segno occasionale)
■ Anotia/microtia
(Segno occasionale)
■ Meato
uditivo esterno atresico/assente
(Segno molto frequente)
■ Aplasia
del polmone/ipoplasia
(Segno occasionale)
■ Mento
appuntito
(Segno molto frequente)
■ Retrognazia/micrognazia
(Segno molto frequente)
■ Schisi
palatina
(Segno molto frequente)
■ Sordità
di trasmissione/conduzione
(Segno molto frequente)
■ Vertebre,
anomalie di dimensione/forma
(Segno molto frequente)
■ Anomalie
dell'udito/sordità
(Segno frequente)
■ Astigmatismo
(Segno frequente)
■ Coloboma
della palpebra
(Segno frequente)
■ Guance
con appendici
(Segno frequente)
■ Microftalmia
(Segno frequente)
■ Orecchie
retroruotate
(Segno frequente)
■ Paralisi
facciale
(Segno frequente)
■ Atresia
dell'esofago/fistola tracheo-esofagea
(Segno occasionale)
■ Cardiopatia
congenita
(Segno occasionale)
■ Cuore
in posizione anomala/destrocardia
(Segno occasionale)
■ Ectopia
del rene/a ferro di cavallo
(Segno occasionale)
■ Ectopia
del testicolo/criptorchidismo
(Segno occasionale)
■ Ghiandola
mammaria ipo/aplasica
(Segno occasionale)
■ Idrocefalo
(Segno occasionale)
■ Ipertelorismo
(Segno occasionale)
■ Pectus
carinatum
(Segno occasionale)
■ Ritardo
mentale/psicomotorio
(Segno occasionale)
■ Scoliosi
(Segno occasionale)
■ Utero/vagina/anomalie
(Segno occasionale)
delle tube
Le informazioni più importanti
• Come crescono e si sviluppano i bambini con questa patologia?
L'accrescimento in altezza e peso risulta solitamente nella norma. Lo sviluppo psico-motorio dei soggetti affetti è per lo più nella norma, anche se è segnalata la presenza di ritardo nell'acquisizione delle
principali tappe dello sviluppo nel 10% circa dei pazienti.
19
• Come si pone la diagnosi?
• Lo spettro oculo-auricolo-vertebrale è una malattia ereditaria?
L'eziologia (cioè la causa) della sindrome di Goldenhar non è del tutto chiara; le anomalie presentate dai
pazienti sembrano essere riconducibili ad un difetto dello sviluppo embrionale. La maggior parte dei casi
di Sindrome di Goldenhar è sporadica, i soggetti affetti, in altre parole, rappresentano casi isolati nell'ambito familiare. Dalle famiglie descritte nella letteratura scientifica emerge la presenza di rari casi di ricorrenza della patologia in fratelli o di trasmissione da genitori affetti a figli. Rare sono anche le segnalazioni di associazione tra sindrome di Goldenhar e anomalie dei cromosomi.
• Che rischio hanno i genitori di un bambino affetto dalla sindrome di Goldenhar
di avere un altro figlio con la stessa patologia?
Per una coppia di genitori che ha avuto un bambino con la sindrome di Goldenhar, il rischio di avere un
altro figlio con questa patologia è solo lievemente superiore a quello della popolazione generale.
• È indicato eseguire una consulenza genetica?
Per una coppia che ha avuto un bambino con la sindrome di Goldenhar o per le persone adulte che la
presentano, può essere utile eseguire una consulenza genetica per porre o discutere eventuali domande o dubbi riguardo la patologia (conseguenze mediche della malattia, possibilità di prevenirla o curarla,
probabilità di trasmetterla)
• È possibile una diagnosi prenatale della sindrome di Goldenhar?
Non esiste un esame che permette di diagnosticare con sicurezza la patologia durante la gravidanza:
infatti, in assenza di malformazioni fetali, i parametri della gravidanza risultano nella norma. Il riscontro di
malformazioni maggiori di organi che tipicamente sono coinvolti nella sindrome di Goldenhar durante un'
ecografia di controllo potrebbe essere la spia della presenza della sindrome. In questi casi è utile una
valutazione mediante l'ecografia in un centro di II° livello che possa offrire anche l'ecografia fetale tridimensionale e soprattutto la consulenza di un medico genetista.
• Come si può aiutare un paziente affetto dalla sindrome di Goldenhar?
Le strategie terapeutiche ed assistenziali risultano complesse sia per la notevole variabilità della condizione tra diversi soggetti, sia per il coinvolgimento di diversi settori corporei, con la conseguente necessità di competenze pluridisciplinari. In linea generale, può essere utile una accurata valutazione otorinolaringoiatrica (in particolare dell'udito), una visita oculistica, una visita ortopedica comprensiva di un
esame radiologico della colonna vertebrale, uno studio accurato della possibilità di trattamento delle alterazioni craniofacciali da parte di un chirurgo plastico, un eventuale intervento di tipo ortodontico, una
analisi dello sviluppo psico-intellettivo del bambino, ed altre indagini, da programmare nei singoli casi, in
presenza di sospetto di malformazioni a carico di organi interni.
VOI FISDE
La diagnosi è clinica, e perciò basata sul riscontro di un sufficiente livello di somiglianza tra le caratteristiche cliniche del paziente e quelle più frequentemente riscontrate nei soggetti affetti. È tuttora sconosciuto il difetto di base della patologia.
VOI FISDE
20
“
I medici, o angeli, che non
smetterò mai di ringraziare, sono:
COORDINATORE SCIENTIFICO
Prof. COHEN Amnon
Direttore della Divisione
di Pediatria e Neonatologia
Ospedale S. Paolo di Savona.
COLLABORATORI SCIENTIFICI
Prof.ssa FIRMIN Francoise
Responsabile del Reparto di
Chirurgia Plastica Ricostruttiva della
Clinica “Bizet” in Parigi.
Specialista a livello mondiale nella
ricostruzione del padiglione auricolare
Prof. GIORDANETTO Joseph
Specialista in Ortopedia dento-facciale
Membro comitato direttivo
Collegio Europeo Ortodontia
Istruttore alla Fondazione Tweed (USA)
Docente Università Ferrara, Istituto
Gaslini, Osp. Santobono
Prof. MERCIER Jacques Marie
Professore cattedra chirurgia
maxillo-facciale e ricostruttiva
Università Nantes
Primario reparto chirurgia
maxillo-facciale Ospedale Nantes
Specialista sulle grandi dismorfosi
Dott.ssa PIOZZI Elena
Direttore UO Oculistica
indirizzo pediatrico
Ospedale Niguarda Milano
Dott.ssa LALATTA Faustina
Responsabile Genetica Medica
agli Istituti Clinici di Perfezionamento
di Milano
”
Le schede che
precedono dovrebbero aiutare a conoscere meglio la Sindrome e tutti i diversi aspetti ad es-
Nei due anni successivi, vissuti nella disperazione ed
ansia più completa,
siamo passati da un medico
sa connessi. Magari avessi avuto
all’altro senza riuscire a conosce-
da subito queste informazioni!
re con esattezza la malattia in cui
Alla nascita dei miei bambini, i
ci eravamo “imbattuti”.
medici hanno avuto il coraggio,
Solo dopo una visita al Bambin
chiamiamolo pure così, di dire
che il parto era andato bene, ma
che uno dei piccoli era nato con
un orecchio “accartocciato”,
probabilmente per “mancanza di
spazio nel grembo materno”!?!
Ci pensate, scambiare una ipoplasia del ramo mandibolare,
atresia del padiglione auricolare
e condotto uditivo, coloboma
palpebrale (tutti chiarissimi segni
della Goldenhar) per una fottuta
mancanza di spazio!
Fortunatamente, la “sfortuna”
del parto prematuro, con i conseguenti tipici problemi respiratori, ha fatto sì che i piccoli fossero ricoverati immediatamente in ospedale (ovviamente in
due strutture diverse per mancanza di posti letto). Valerio, il
più colpito, a causa dei segni
evidenti è stato sottoposto ad
Gesù di Roma, poco dopo l’inaugurazione di un “ambulatorio
malattie rare”, con il primo vero
approccio multidisciplinare, si è
innumerevoli esami che ne hanno tracciato il quadro clinico
definitivo.
Lorenzo invece, che apparentemente non aveva subito danni, è
stato dimesso, dopo un mese,
come un bimbo sano.
Solo successivamente, dopo
una ecografia, abbiamo scoperto che aveva un rene solo e
che anche questa anomalia era
comune alla Sindrome.
iniziato a parlare di Goldenhar; ed
è stato un lampo di luce perché
con delle ricerche mirate in internet sono riuscito ad avere le prime
informazioni e stabilire i primi contatti con dei genitori con problemi
e difficoltà analoghe.
E questa è stata la nostra “salvezza”, in tutti i sensi.
È nato così (gennaio 2004) il
“Gruppo Italiano Sindrome di Goldenhar” con lo scopo innanzitutto di scambiare esperienze, consigli ed indirizzi utili per cercare di
costruire qualcosa di concreto e
“visibile” che possa essere di aiuto
a tutti quei genitori bisognosi di
aiuto.
È stato creato il sito
www.goldenhar.it, aperto a tutti,
in cui sono riassunte tutte le nostre
esperienze e problematiche.
Il sito si è via via arricchito di
contributi sia di altre famiglie che
di illustri specialisti (in varie discipline) che si sono offerti di
collaborare con noi, creando
un pool di medici in grado di
dare un contributo autorevole
in alcuni degli aspetti più comuni e gravi della Goldenhar.
modo chiaro ed estremamente
semplice, con l’ausilio di esempi
visivi, le tecniche di intervento
adottate, le tempistiche relative e
le indicazioni necessarie ad ognuno di noi per affrontare tali percorsi. Di questo incontro conserviamo molte emozioni: tenerezza
verso i nostri bambini, per un
circa 18 famiglie, la maggior
parte delle quali non presenti a
Savona nel 2004.
E stiamo già pensando di organizzare (sempre con l’aiuto
di Giordanetto e Cohen) un altro incontro-simposio a Savona,
nel 2007, estendendo la partecipazione a specialisti interna-
In tale occasione, circa 25 bimbi
giorno tutti insieme senza sentir-
zionali di altre branche medi-
(e non) provenienti da tutta Italia
ci “diversi”, speranza di poter
che (otorini, ortopedici, audio-
sono stati visitati dai tre speciali-
dare loro il meglio e gratitudine
logi ecc.) per cercare quindi di
sti e le famiglie hanno potuto otte-
verso chi ha saputo organizzare
completare quanto più possibi-
nere in maniera esaustiva tutte le
notizie relative alle tecniche di
intervento, tempi, modalità, relativamente alla propria specifica
situazione.
Come genitori, dopo esserci conosciuti reciprocamente, abbiamo sentito il bisogno di parlare in modo più approfondito del
nostro gruppo e di una prospettiva di lavoro futuro, visto il
crescente numero di casi e di
adesioni. Abbiamo inoltre potuto confrontarci e discutere sull’esito del consulto relativo ai
nostri figli.
Abbiamo condiviso, in un clima
di ascolto e di piena comprensione, le emozioni, le aspettative e le
delusioni che ogni famiglia sta
percorrendo con i propri bambini.
Ancora una volta è emersa l’importanza di non essere soli, di
poter condividere le nostre esperienze mediche per non commettere errori dettati dalla fretta di
intervenire per risolvere al più presto il problema. Si è insistito sull’importanza di creare un ambiente familiare sereno per far crescere i nostri bambini nel modo più
armonico possibile.
Nel pomeriggio, inoltre, è stata
organizzata una conferenza in cui
gli specialisti hanno illustrato in
un momento così unico ed
importante.
I benefici che ho tratto da quest’incontro sono enormi, e non
solo sul piano medico ma anche,
e soprattutto, sul piano familiare:
spinti dall’euforia abbiamo organizzato il viaggio a Savona come
se fosse una “vacanza”, prenden-
le il pool di collaboratori scientifici del gruppo.
È ormai imminente anche la nascita dell’Associazione (ONLUS) per
avere un riconoscimento “ufficiale” da parte delle Istituzioni (mediche e politiche) e soprattutto per
cercare di avviare dei progetti di
ricerca atti ad individuare le cause
doci anche il venerdì e la domenica. Ci siamo sentiti e siamo stati
una famiglia “normale” per la
prima volta senza preoccuparci
degli sguardi altrui.
Improvvisamente è scomparsa
l’ansia ed il senso di rabbia e di
amarezza che ci accompagnava
ormai da più di due anni; ci ha
pervaso un senso di serenità,
consapevoli ormai di non essere
più soli e di aver intrapreso la giusta strada per risolvere i problemi
dei nostri cuccioli.
A settembre 2005 il mio piccolo
ha effettuato il primo intervento
con la dott.ssa Firmin a Parigi con
ottimi esiti.
Abbiamo inoltre organizzato , con
l’aiuto del Dott. Giordanetto, un
altro incontro all’Ospedale Santobono di Napoli (20/05/06) cui ha
partecipato il Dott. Mercier.
È un altro importante risultato del
gruppo.
All’incontro hanno partecipato
effettive della Sindrome.
Termino invitando tutti
quanti fossero interessati ad
informazioni più dettagliate
a visitare il nostro sito
www.goldenhar.it
Voglio esprimere inoltre un
vivo ringraziamento sia alla
Redazione di “NoiFisde” che
al Dott. Vincenzo Guarracino,
consulente territoriale FISDE
e persona di elevato profilo
professionale ed umano che
ho avuto la fortuna di
incontrare nel mio percorso,
per l’opportunità che mi
hanno dato di diffondere
conoscenze ed esperienze
su di una malattia rara per
far sentire le persone colpite
meno sole e quindi rendere
la stessa malattia
meno “rara”.
21
VOI FISDE
Il primo risultato importante del
“Gruppo” è stato l’organizzazione, con l’aiuto del Dott. Cohen, a
Savona (Ospedale S. Paolo –
02/10/04) di un incontro relativo
al tema “Grandi dismorfosi-diagnosi-indicazioni-timing-tipi di
intervento” con la presenza dei
Prof. Jordanetto, Mercier, Firmin.
LevostreLettere
LE VOSTRE LETTERE
22
Dopo ogni nuovo numero, riceviamo tante lettere di apprezzamento nei confronti
della rivista e dei contenuti in essa trattati. Pubblichiamo, per tutte, la lettera del
socio di Ancona che, fin dall’inizio, segue “NoiFisde” con grande interesse, fornendoci anche importanti spunti di riflessione.
@
✍ Ho ricevuto il quarto numero del periodico NoiFisde e desidero rinnovare il
mio apprezzamento per tale pubblicazione della quale tutti i soci, e ritengo di
non sbagliare, avvertivano la necessità,
non solo per essere informati sulle attività e le vicende del FISDE, ma anche
per mantenere un legame di amicizia e
solidarietà tra i lavoratori in servizio e
quelli in quiescenza. Obiettivo, quest’ultimo, che la Redazione, con sensibilità
ed attenzione, sono sicuro riuscirà a
conseguire. Alcune osservazioni sull’assistenza sanitaria: mi fa piacere apprendere che “grazie al comportamento vir-
tuoso dei soci” anche l’esercizio 2005
si è concluso con un avanzo di gestione. Ritengo quindi che, superate le apprensioni del passato sulle prestazioni
sanitarie, proseguendo in una amministrazione delle risorse sempre più oculata, anche nel programmare nuove ulteriori attività, confidando altresì in una
maggiore disponibilità al finanziamento
del Fondo da parte delle Società associate al FISDE, sia possibile assicurare
a tutti i soci più ampi livelli di assistenza sanitaria e il miglioramento dei servizi a livello locale. Distinti saluti.
Orlando De Gregori – Ancona
La bacheca dei soci
AAA in Puglia cercasi volontari per collaborare ad una nuova Associazione regionale di persone disabili e non.
In Puglia alcuni soci FISDE stanno cercando altri soci (disabili motori e non) disponibili a collaborare come
volontari con una Associazione regionale di persone “disabili e non”. Le province da coprire sono Bari, Brindisi, Foggia e Lecce. Astenersi perditempo. Per informazioni contattare Corrado (347 4423645) o Michele
(340 8235348) oppure telefonare dalle ore 10.00 alle ore 13.00 di ogni giorno lavorativo i numeri verdi:
800 050415 (FINCO); 800 653398 (AISTOM).
Informatica e deficit visivo
a cura di Enel People Care
Si stanno concludendo le prime edizioni del corso base di informatica
per i dipendenti Enel con deficit visivo.
Il progetto rientra in un piano di iniziative di FISDE e People Care
e, consentendo il pieno utilizzo del Personal Computer, favorisce
la diversificazione delle attività lavorative.
23
La realizzazione di questi primi corsi di formazione è stata possibile grazie al lavoro
di tutte le Funzioni aziendali coinvolte in
grazie alla Fondazione Onlus ASPHI
(Avviamento e Sviluppo di Progetti per
tro nelle sedi di lavoro, sono immediata-
ridurre l’Handicap mediante l’informati-
mente in grado di mettere in pratica
ca), la cui esperienza è stata determinante nella conduzione del progetto.
Il progetto formativo, compreso in un
piano di iniziative di FISDE e People Care
rivolto alle persone diversamente abili presenti in azienda, ha come obiettivi principali il pieno utilizzo del Personal Computer da parte degli stessi e la conseguente diversificazione delle attività lavorative.
Tra maggio e giugno si sono svolte tre
sessioni formative, ciascuna della durata
di otto giornate, nelle quali sono state illustrate funzionalità di base del Personal
Computer e degli ausili informatici, utilizzo della Posta elettronica e Internet, Intranet aziendale, Word base, Excel base.
quanto appreso.
Sono stati invitati a partecipare a queste
prime edizioni 30 dei circa 100 dipendenti con deficit visivo. A ciascuno di essi è
Il progetto complessivo ha previsto l’approvvigionamento di PC e relativi ausili
per tutte le persone coinvolte. In tal
modo, i partecipanti al corso, al loro rien-
stata individualmente presentata l’iniziativa durante appositi incontri effettuati presso le loro sedi di lavoro. In tali occasioni
sono stati recepiti suggerimenti e proposte che hanno consentito di definire il programma formativo realizzato.
Il piano di iniziative prevede inoltre una fase dedicata all’analisi delle attività lavorative, e relativi sistemi informativi, cui i partecipanti potranno dedicarsi a valle dell’effettuazione degli ulteriori corsi di formazione necessari. La Funzione ICT aziendale
sta già operando al fine di rendere accessibili le prime applicazioni informatiche individuate, mentre la navigazione in Internet ed i pacchetti Office lo sono già.
Giornata nazionale delle famiglie dei disabili FISDE
Si terrà a Roma, sabato 14 ottobre 2006, l’incontro nazionale
con le famiglie dei disabili assistiti dal FISDE. Nel corso della giornata verrà effettuata una panoramica generale aggiornata delle
iniziative assunte che riguardano
le attività tradizionali relative ai
soggiorni specialistici invernali,
estivi ed ai week-end in città
d’arte. Saranno illustrate anche
le attività complementari culturali
e di formazione che vi sono state
inserite, nonché le attività del
parent-training. Si parlerà poi,
più in particolare, delle attività
innovative che comprendono i
programmi integrati di “vita indipendente”, “inserimento lavorativo” e “dopo di noi”, i programmi
di verifica dell’integrazione lavorativa dei dipendenti disabili, e le
borse lavoro. Su tali argomenti si
aprirà un dibattito con i partecipanti all’incontro.
LE ATTIVITÀ
materia, ed inoltre, in modo particolare,
Il significato
di una campagna di prevenzione
OFTALMOLOGICA
di Robert P. Wright
LA MEDICINA PREVENTIVA
24
{ In questi ultimi anni la maggiore attenzione dei cittadini nei confronti
della qualità della vita si è tradotta in un maggiore interesse per articoli divulgativi
che riguardano la loro salute. Chi esercita la professione del medico
ha notato la conseguenza di questa migliore informazione:
aumenta la percentuale dei pazienti che si presentano a studio non perché lamentino
specifici problemi ma perché vogliono escludere e, nel caso, prevenire malattie
che hanno appreso essere piuttosto diffuse.
]
▲ Robert P. Wright,
oculista, ha
predisposto
il questionario per la
campagna
di prevenzione
oftalmologica FISDE
Rimane tuttavia alto, nella nostra specialità di Oftalmologia, il riscontro di pazienti che giungono per la prima volta alla nostra attenzione vantandosi di non avere
mai effettuato una visita oculistica in vita
loro se si eccettua quella assolutamente
sommaria per la patente che hanno
sempre superato alla grande.
Il motivo che li ha finalmente
spinti a recarsi dall’oculista
è la oramai insormontabile difficoltà a leggere
senza l’ausilio di occhiali: la presbiopia.
Anche qui, però, molti altri la superano individualmente comprando occhiali con
lenti premontate, in farmacia o nei mercatini,
perdendo così una grande
occasione. Quante volte, in simili occasioni, abbiamo
diagnosticato tempestivamente o, purtroppo, già un po’ troppo tardivamente,
malattie serie quali il glaucoma, od una
maculopatia, o lesioni retiniche periferiche
potenzialmente in grado di causare un
distacco di retina!
Per quanto riguarda la cataratta, patologia diffusissima già oltre i 50-60 anni di
età, poco male: nulla si può
fare per arrestarne il decorso, quando avanza
è il paziente stesso ad
accorgersi che qualcosa non va (vede
meno e l’ottico non
ha possibilità di rimediare con lenti), e
la soluzione sarà più
che soddisfacente
con un intervento chirurgico. Non è essenziale che venga diagnosticata al suo primo
manifestarsi.
25
LA MEDICINA PREVENTIVA
La maculopatia
L’area centrale della retina, la più
nobile ed importante (ci consente
di leggere, riconoscere i volti, guidare ecc…), si chiama macula. Le
Il glaucoma
Per glaucoma si intende la perdita di fibre del nervo ottico sino alla
sua completa atrofia. Un ruolo
molto importante in questa malat-
Il distacco di retina
Questo è un evento relativamente raro ma grave e richiede un
intervento chirurgico tempestivo.
La retina si strappa in qualche
malattie della macula consistono
nella progressiva degenerazione
e morte dei suoi recettori (i coni).
Così, pur conservando sempre la
nostra autonomia (il campo visivo
periferico è risparmiato), diventa
sempre più difficile leggere, vedere la televisione, guidare. La maggior parte di queste maculopatie
sono di natura senile, ma possono colpire anche in età giovanile
(forme ereditarie), od adulta (forme
miopiche).
tia degenerativa è svolto dalla
pressione intraoculare. Quando
essa supera i valori normali (il limite è generalmente posto intorno ai
21 mm di Hg), le fibre che costituiscono il nervo ottico iniziano a
soffrire e poi a morire innescando
un processo “a cascata” che danneggia le fibre limitrofe. Nella maggior parte dei casi, l’aumento della
pressione intraoculare non causa
alcun sintomo e la progressiva
perdita del campo visivo è così
lenta (spesso è un processo che
punto della sua periferia e da lì si
scolla come una carta da parati
mal incollata. A volte è impossibile prevenirlo, ma spesso, nel
corso di una visita oculistica, si
osservano aree di retina periferica
assottigliata. Se queste sono
associate a miopia, a storia familiare di distacco di retina, od a sintomi soggettivi quali i lampi, possono essere isolate con una saldatura effettuata con il laser e
quindi “messe al sicuro” prima che
possano causare problemi .
dura molti anni) da venire avvertita dal paziente solo quando il
danno è già notevole.
LA MEDICINA PREVENTIVA
26
Non voglio snocciolare dati di incidenza di
questa o quella patologia: lo scopo di una
campagna di prevenzione non è quello di
spaventare, ma di rassicurare.
Con tale spirito ci si deve recare, nel caso
specifico, dall’oculista: per sentirsi dire
che tutto va bene o che, perché tutto
continui ad andare bene, bisogna fare
qualcosa.
Ben diverso è il discorso per quelle
malattie precedentemente menzionate:
si può fare molto, moltissimo, quando si
riconosce in tempo il rischio.
Così, non è corretto che solo coloro i
quali fin da bambini hanno dovuto combattere con occhiali e/o lenti a contatto
siano poi i soli a godere di tali possibilità
di prevenzione grazie alla loro assidua
frequentazione degli studi oculistici.
E non dimentichiamoci che quell’ultima
fastidiosa parte della visita (quella luce tremenda che ci viene sparata negli occhi
dopo l’effetto delle gocce dilatanti!) è la
parte più importante della visita e ci può
rivelare anche la presenza di decine di
malattie non oculari.
Ecco allora che una campagna di prevenzione del glaucoma, della maculopatia o del distacco di retina assume particolare importanza per tutti coloro i quali
ad occhio nudo, o con il solito vecchio
paio di occhiali, “vedono benissimo”, e
andranno dall’oculista solo il giorno in
cui dovessero avere qualche problema.
Non dite mai:
“per favore,
potrebbe evitare
di mettermi le
gocce?”
Poiché i controlli da effettuare relativi ai rischi di
glaucoma, maculopatia e distacco della retina sono
standardizzati presso gli operatori sanitari del settore,
per il programma di prevenzione oftalmologica vi
proponiamo una procedura semplice ed innovativa.
Abbiamo fatto preparare da un qualificato
professionista una scheda unificata di raccolta dei dati,
con la quale ciascun assistito potrà recarsi da un
oculista di fiducia e chiedere di essere sottoposto a
visita di controllo e di inserire i dati nella scheda e di
sottoscriverla.
La compilazione è stata predisposta in modo da
impegnare pochi minuti.
Il FISDE, a fronte della fattura del medico e della
restituzione della scheda compilata, rimborserà la
fattura a saldo (cioè senza articolare il rimborso nelle
due fasi di acconto e saldo) entro il 120% della spesa
ammessa dal Nomenclatore - Tariffario per le visite
specialistiche, cioè entro i 72 euro.
Gli assistiti che dovessero riscontrare problemi
entreranno poi nel normale iter dell’assistenza
sanitaria, mentre tutti gli altri potranno acquisire una
ragionevole tranquillità nei confronti dei rischi citati.
Le schede verranno raccolte presso il FISDE, che le
utilizzerà in modo anonimo per una analisi biostatistica
in materia, a supporto di successive iniziative.
27
LA MEDICINA PREVENTIVA
Campagna di prevenzione
malattie oftalmologiche:
istruzioni per l’uso.
Campagna di prevenzione malattie oftalmologiche
QUESTIONARIO
Sesso: M ■ F ■
Paziente:
Età: fino a 40 anni ■ 41-50 anni ■ 51-60 anni ■ 61-70 anni ■ oltre 70 anni ■
Anamnesi familiare positiva per:
■ glaucoma
■ distacco di retina
■ maculopatia
Anamnesi personale positiva per:
■ glaucoma
■ distacco di retina
■ maculopatia
Pressione intraoculare OD:
Pressione intraoculare OS:
Il/la paziente è:
■ fino a 20 mmHg
■ 21-24 mmHg
■ 25-30 mmHg
■ oltre 31 mmHg
■ fino a 20 mmHg
■ 21-24 mmHg
■ 25-30 mmHg
■ Oltre 31 mmHg
■ miope ■ ipermetrope ■ presbite
■ È presente dispigmentazione maculare e/o drusen maculari
■ È presente maculopatia conclamata
■ Sono presenti distrofie retiniche periferiche regmatogene
■ Sono presenti rotture retiniche periferiche
Il/la paziente necessita di sorveglianza per:
■ rischio glaucoma
■ distacco di retina
■ maculopatia
Il/la paziente necessita di terapia per:
■ glaucoma
■ prevenzione distacco di retina
■ maculopatia
Firma del/della paziente
Firma dell’oftalmologo
29
LA MEDICINA PREVENTIVA
Sulla scorta del successo
riscontrato nelle precedenti
edizioni, anche quest’anno
Heart Care Foundation propone l’iniziativa
“CARDIOLOGIE APERTE”
che si sta affermando ormai
come un appuntamento fondamentale per realizzare concretamente la “Cardiologia di
Comunità”.
La terza edizione di Cardiologie Aperte si svolgerà Domenica 24 Settembre durante la
Giornata Mondiale per il
Cuore 2006, promossa congiuntamente dalla World
Heart Federation (WHF) e
dalla Federazione Italiana di
Cardiologia (FIC).
Il tema prescelto questa volta
è la prevenzione e la cura
della salute cardiovascolare
con particolare riferimento alla
popolazione più anziana. Lo
slogan della iniziativa è
appunto MANTIENI GIOVANE IL TUO CUORE!
Due sono i punti chiave per
questa campagna:
tità, ma anche la qualità
della vita.
1) Con l’aumentare dell’età
il cuore e i vasi sanguigni
possono diventare meno
pronti a reagire allo sforzo e
ad altri stimoli e possono essere più esposti allo sviluppo di malattie. Se si mantiene uno stile di vita sano e
si pratica una regolare attività fisica, i cambiamenti
associati all’invecchiamento
sono meno marcati e si può
migliorare non solo la quan-
2) In rapporto all’età incrementa anche l’incidenza delle patologie cardiovascolari,
tra cui l’infarto, la fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco. L’inabilità
connessa a queste patologie
può essere decisamente ridotta se i pazienti sono sensibilizzati a seguire scrupolosamente le opportune terapie e i comportamenti
raccomandati.
Prevenzione
di Massimo Uguccioni e Franco Valagussa
partiamo dalla scuola
I l
LA MEDICINA PREVENTIVA
30
▲ Massimo Uguccioni
cardiologo
Area Prevenzione
Cardiovascolare
ANMCO
▲ Franco Valagussa
cardiologo
Presidente Nazionale
Heart Care Foundation
proble m a
d ell’ emerg enza
medica
Il tema dell’emergenza medica è ora
particolarmente attuale per due motivi
principali:
1 l’esistenza di un sistema di emergenza
medica (S.E.M.) organizzato, il 118,
caso di intervento vi sia già una reciproca conoscenza ed un comune metodo
per affrontare l’evento.
Non è un problema da poco se si considera la reale possibilità che si verifichino
dotato di attrezzature e di personale
delle emergenze. Basti pensare che si è
addestrato per intervenire anche nella
calcolato che circa il 20% della popolazio-
massima emergenza rappresentata
ne generale (alunni, insegnanti, persona-
dall’arresto cardiaco improvviso;
2 l’esistenza di un documento di proposta per l’organizzazione di un piano
per l’emergenza medica nelle scuole.
Emergenze che mettono a rischio la vita
possono di fatto avvenire in ogni scuola
ed in qualsiasi momento; possono essere il risultato di problemi di salute pre-esistenti, di incidenti occasionali, di disastri
naturali, di violenze, di intossicazione.
L’emergenza medica per eccellenza è
quella della morte improvvisa cardiaca
da arresto cardiaco. Frequentemente la
stampa diffonde notizie di morte improvvisa, a scuola o sui campi sportivi, di
giovani e ragazzi apparentemente sani:
sarebbe per questo auspicabile che i
le di servizio ed altre persone per diversi
responsabili “decisori pubblici” e i dirigenti scolastici definissero un piano di
risposta alle emergenze mediche, comprendente anche l’addestramento del
personale scolastico e degli studenti,
nonché l’acquisizione dei mezzi necessari per il primo soccorso.
Occorrerebbe cioè che ogni scuola
costruisse un piano di intervento così
come avviene per il pericolo di incendio
e di calamità naturali prevedibili.
La scuola deve essere capace di affrontare i primi minuti di ogni emergenza
medica in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del servizio di emergenza medica
118. Ed è importante che questo piano
sia condiviso da tutto l’ambiente scolastico e venga predisposto con l’aiuto dei
responsabili del sistema 118, così che in
motivi) entra e rimane per un determinato tempo all’interno degli spazi scolastici.
Le emergenze mediche hanno quindi una
certa frequenza nelle scuole, che non è
mai stata calcolata se non per brevi periodi e senza specificare il tipo di evento.
La grandezza del problema
Non abbiamo dati relativi al nostro Paese,
ma la maggior parte degli insegnanti è
stata testimone di alcune di queste emergenze ed ha dovuto attivare il sistema di
emergenza medica per studenti o per
adulti. Le emergenze possono riguardare i più piccoli e gli adolescenti o gli adulti, cioè lo staff: diverse scuole, infatti, ospitano manifestazioni con molte persone
adulte durante le attività extra-scolastiche e si stima che una scuola su tre ogni
anno abbia un’emergenza in persona
adulta che richiede la chiamata del soccorso al 118.
Le emergenze a rischio di vita
in bambini e adolescenti
Cause non cardiache
Traumi mortali (esclusi quelli da colpi
sul torace) più spesso da difficoltà respiratoria o da shock emorragico. In
questi casi l’arresto cardiaco può essere secondario. Sono necessari: pronta attivazione del 118 e controllo delle emorragie.
Non serve il defibrillatore.
spesso da tachicardia ventricolare o
fibrillazione ventricolare. È oggi possibile
affrontarlo con l’immediata realizzazione
della catena della sopravvivenza.
La morte improvvisa cardiaca può essere l’improvviso segno di un problema
cardiaco congenito o acquisito ed, in
questi casi, l’attività fisica vigorosa può
La differenza delle emergenze dentro e
in queste condizioni agire da elemento
fuori l’ambito scolastico è costituita
scatenante.
soprattutto dalla prevalenza degli inciden-
Il rischio di morte improvvisa cardiaca
ti stradali al di fuori della scuola. La mag-
durante attività atletica nella scuola è
gior parte dei traumi nella scuola avvengono durante le attività sportive o ludiche.
stato calcolato variare da 1 caso ogni
200.000 per anno a 1 caso ogni 347.000
per anno, quest’ultimo numero valutato
anche chi non fa sport vigorosi.
Altre cause di emergenza nella scuola
sono: soffocamento, reazioni allergiche,
svenimenti, reazioni da overdose. L’efficienza del trattamento è sempre tempo
dipendente.
La scuola quindi dovrebbe avere un
piano di intervento che assicuri che persone addestrate identifichino l’emergenza ed agiscano prontamente. Gli insegnanti, l’eventuale personale infermieristico e gli insegnanti di educazione
fisica e motoria devono conoscere i
principi del primo soccorso. Il corso di
primo soccorso, della durata di un giorno, comprende la rianimazione cardiopolmonare e la familiarizzazione con il
defibrillatore automatico.
Bambini
con speciali esigenze di cura
In genere sono dotati di un foglio di
informazioni per le emergenze che comprende anche chi contattare. Il compito di sorveglianza, in assenza di infermiere professionale, è del singolo insegnante.
Arresto cardiaco
nei bambini e negli adolescenti
L’arresto cardiaco è l’improvvisa cessazione dell’attività cardiaca (assenza di
conoscenza, di respiro e di circolo) più
Le emergenze a rischio di vita
nel personale adulto
Cause non cardiache
Incidenti stradali durante il percorso alla
o dalla scuola, cadute, assalti o violenze,
cause ambientali, incendi od esplosioni.
In questi casi è appropriato il primo soccorso: si tratta di stabilire a priori quando va allertato il sistema di emergenza
medica 118.
Arresto cardiaco negli adulti
L’arresto cardiaco è la prima causa di
morte negli adulti tra i 35 e 40 anni. Si
possono fare stime di probabilità a seconda del numero e dell’età degli adulti, nonché delle ore di presenza nella
scuola. L’incidenza è pari a 1 caso per
mille persone per anno, che è il valore
della popolazione adulta generale.
Chi è testimone dell’arresto cardiaco
deve saper riconoscere la situazione,
chiamare il sistema di emergenza medica 118, ed avviare la rianimazione cardiopolmonare seguendo lo schema
della catena della sopravvivenza dell’adulto, ricordando che un intervento efficace dovrebbe avvenire entro i primi 5
minuti dall’arresto cardiaco.
31
LA MEDICINA PREVENTIVA
La catena della sopravvivenza per bambini e pre-adolescenti prevede:
1 prevenzioni dei traumi e di altre cause
di possibili arresto cardiaco
2 rianimazione cardiopolmonare precoce
3 pronta attivazione del S.E.M. 118
4 immediate cure avanzate
LA MEDICINA PREVENTIVA
32
Vinciamo
insieme
a cura di Antonia Lepore
Lavita
Promossa dalla
Federazione
Italiana
Associazione
Volontariato in Oncologia
{ Oggi in Italia vivono più di 1.600.000 persone che nella loro vita sono o sono state colpite dal cancro,
le stime prevedono che nel 2010 saranno circa 2.000.000.
Molto si è fatto e si fa per la prevenzione e la ricerca,
molto poco purtroppo si è fatto e si fa per chi convive con la malattia, anche per anni.
I malati oncologici cronici rappresentano oggi la nuova disabilità di massa
con una serie di bisogni espressi ed inespressi
e con l'esigenza di veder riconosciute tutele giuridiche mirate
alla peculiarità e complessità delle patologie neoplastiche,
anche al fine di evitare la dolorosa emarginazione troppo spesso generata dall'ignoranza.
È alla luce di queste considerazioni che la F.A.V.O., insieme anche a numerose altre organizzazioni
non federate e con il sostegno di società scientifiche, ha richiesto ed ottenuto
l'istituzione della Giornata nazionale del malato oncologico
(Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 gennaio 2006 - G.U. 28 febbraio 2006),
da celebrare nella prima settimana di giugno, in coincidenza con quella degli USA e del Canada.
]
ungi dall'essere proposta come celebrazione puramente
compassionevole delle sofferenze, delle difficoltà, dei bisogni, delle esigenze e dei diritti dei
malati di cancro, la Giornata è stata una vera e propria celebrazione
della vita da parte di chi ha imparato ad amarla ed a difenderla con
la forza del dolore, avendo paura
di perderla.
La Giornata, dedicata al malato, agli ex
L
malati, ai sopravvissuti al cancro e a tutti
coloro che hanno vissuto da vicino la
malattia condividendone ansie, preoccupazioni, speranze, costituisce il terzo
pilastro della task force anticancro,
insieme alla ricerca ed alla prevenzione.
Il simbolo della Giornata è il cedro,
con la sua storia più che millenaria,
definito nella Bibbia come il "frutto
dell'albero più bello" e dotato anche di caratteristiche terapeutiche
anticancerogene.
La conferenza stampa FAVO (Federazione italiana associazioni volontariato in
oncologia) di presentazione della “Giornata” si è svolta a Milano il primo giugno, con
il programma delle manifestazioni a Roma
scientifico-Università Vita-Salute San
Raffaele, l’Istituto Nazionale Tumori (INT),
l’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, l’Istituto Pascale di Napoli, l’Istituto
Regina Elena di Roma e il CRO - Centro
sabato e domenica 3 e 4 giugno.
“Oggi un milione e mezzo di italiani convive con il cancro - ha spiegato il presidente della FAVO, Francesco De Lorenzo - Ho
di Riferimento Oncologico di Aviano (PD).
sperimentato sulla mia pelle il dolore e la
solitudine di un tumore. E da Milano, capitale dell’oncologia italiana, lancio l’appello per una maggiore attenzione ai nuovi
bisogni dei pazienti, troppo spesso trascurati perché non conosciuti”.
Strumenti operativi della campagna
FAVO sono stati gli spot andati in onda
sulle reti Mediaset dal 4 all’11 giugno.
Partner scientifici della FAVO: l’Istituto
4 (10.00-13.15), giornata clou, con un’area bambini, una zona forum aperta al
pubblico, stand delle associazioni aderenti alla FAVO e stand dedicati al cedro,
La manifestazione si è svolta ai Giardini
della Mole Adriana di Castel Sant’Angelo sabato 3 (dalle ore 16.00) e domenica
simbolo della Giornata.
Presidente onorario della FAVO è l’ex
Presidente della Repubblica Francesco
Cossiga, che ha ricevuto il Cedro doro.
Testimonial della “Giornata” è stato l’artista Pippo Franco.
33
LA MEDICINA PREVENTIVA
▲ La FAVO
nata nel 2003
e giunta a
rappresentare l’80%
delle associazioni
di volontariato
in oncologia,
è raggiungibile
all’indirizzo
www.favo.it
LA MEDICINA PREVENTIVA
34
Secondo i dati elaborati dall’Istituto
Superiore di Sanità (ISS) e dall’INT di
Milano, nel 2005 i nuovi casi di cancro in
Italia sono stati 252mila con 129mila
morti, per un totale di oltre 1,7 milioni di
dovere di affrontare.
“Un compito in cui - ha continuato De
Lorenzo - le 650 associazioni di volontariato censite dalla FAVO hanno un ruolo
cruciale, all’insegna del motto Con il
cittadini malati di tumore. Le previsioni
malato contro il tumore”.
“Al cancro oggi non va più associata la
parola morte, ma la parola vita - ha
per il 2010 parlano di 255mila nuovi casi
con 122mila morti, per un totale di oltre
1,9 milioni di pazienti.
Di tumore - avverte dunque la FAVO - ci
si ammala di più, e si guarisce di più.
detto Natale Cascinelli, Direttore scientifico dell’INT - Le possibilità di guarigione
sono di gran lunga migliorate in tutta la
”
“
I malati
oncologici cronici
rappresentano
oggi la nuova
disabilità di massa
con una serie di
bisogni espressi
ed inespressi e
con l'esigenza di
veder riconosciute
tutele giuridiche
mirate alla
peculiarità e
complessità delle
patologie
neoplastiche,
anche al fine di
evitare la dolorosa
emarginazione
troppo spesso
generata
dall'ignoranza.
”
“
Lungi
dall'essere
proposta come
celebrazione
puramente
compassionevole
delle sofferenze,
delle difficoltà,
dei bisogni,
delle esigenze
e dei diritti
dei malati
di cancro,
la Giornata
nazionale del
malato oncologico
è stata una vera
e propria
celebrazione
della vita da parte
di chi ha imparato
ad amarla
ed a difenderla
con la forza
del dolore, avendo
paura
di perderla.
Ricerca e prevenzione hanno infatti portato la sopravvivenza media a oltre il 50%,
ma grazie a questo successo sempre più
spesso il cancro diventa malattia cronica.
La fase acuta viene superata, ma le conseguenze della patologia, delle terapie e
degli interventi chirurgici rimangono. E nel
futuro ci si aspetta una vera disabilità di
massa causata dal cancro. Si presentano cosi nuove esigenze che la società, le
istituzioni e il mondo medico hanno il
Penisola, anche se al Sud bisogna lavorare a una maggiore cultura della prevenzione”.
“Per aiutare questo esercito di ex malati
servono quindi percorsi di presa in carico e formazione omogenei in tutta Italia,
per non abbandonare chi torna a casa
dopo le cure”, ha aggiunto Fernando
Cornelio, Direttore scientifico del Besta.
“Uno scenario gestibile solo grazie alla
santa alleanza fra operatori sanitari e
dei casi i tumori cerebrali colpiscono i
più piccoli”, ha ricordato Cornelio.
“E sul fronte della riabilitazione, troppe
volte negata ai malati di cancro - ha
denunciato De Lorenzo - sono attivi
medica del CRO.
“Specie nell’informazione è impegnato il
Besta, con il libretto Tumori cerebrali
distribuito anche on line in migliaia di
l’INT e la Fondazione Maugeri di Pavia.
copia all’anno e rivolto soprattutto ai
genitori dei bimbi malati, perché nel 30%
famiglia e che oggi hanno ripercorso la
loro storia”.
“Quando mi sono ammalata
di tumore al seno avevo 36 anni,
un figlio di 12 e un marito dongiovanni ha raccontato
Ada Burrone di Attivecomeprima Mi sono presentata a casa
senza un seno e con una prognosi
che non perdona,
ma ho guardato in faccia la paura
e sono tornata a vivere.”
Reduce dal tumore e con la voce rotta
da una laringectomia,
Umberto Tassini dell’Ailar
(Associazione italiana laringectomizzati)
lavora per ridonare agli operati
la facoltà di comunicare con gli altri.
Tredici anni di cancro alle spalle
anche per Elisabetta Iannelli di Aimac,
(Associazione italiana malati di cancro,
parenti e amici) che opera
per informare i malati di cancro delle
nuove tutele giuridiche a loro dedicate.
Ma all’impegno degli Enti si affianca
quello dei volontari sul campo, ex malati, che nella FAVO hanno trovato una
Manuela Valaguzza Belingardi
di Sottovoce ha proposto
un corso gratuito di autobiografia
perché scrivere è un’autoterapia.
E fra le altre numerose testimonianze
in sala, è un grido di aiuto quello di
Francesco Diomede dell’Aistom
(Associazione italiana stomizzati):
“Avevo 38 anni,
ero nel pieno della carriera
e il tumore al retto mi ha distrutto la vita
in un pugno di minuti.
Lotto perché non capiti ad altri quello
che è successo a me.
Troppi operatori, specie al Centro-Sud,
non sanno cosa sia l’umanità.
Ma ne basterebbe una pillola”
ha concluso
“per aiutare davvero chi soffre”.
35
LA MEDICINA PREVENTIVA
associazioni dei pazienti, la cui esperienza offre grandi vantaggi in termini di
informazione, prevenzione e diagnosi
precoce”, ha fatto eco Umberto Tirelli,
Direttore del Dipartimento di oncologia
cibo
questo sconosciuto!
di Maria Luisa Rufi
36
SPECIALE ESTATE
{ La ricerca del cibo è inerente alla condizione stessa del vivere e costituisce la risposta
ai bisogni imprescindibili per lo sviluppo ed il mantenimento della salute e di ogni funzione vitale.
Ogni essere vivente, dai microrganismi all'uomo, deve attingere incessantemente dall'ambiente
tutte le sostanze chimiche, chiamate nutrienti, indispensabili per la vita
che devono essere trasformate in energia e servono per costruire e far funzionare
le strutture base del nostro corpo: cellule, tessuti, organi.
Una corretta assunzione giornaliera di sostanze nutritive con l'alimentazione
è quindi importante per il nostro benessere fisico
in modo da non far mancare al nostro organismo tutti quei nutrienti di cui ha bisogno.
Allora, specialmente in questa stagione, ma è un consiglio che vale per tutto l’anno,
un occhio alla bilancia, ma l'altro, di riguardo, alla salute
rispettando ogni giorno le necessità del nostro corpo e l'equilibrio della nostra mente
attraverso un'alimentazione corretta.
]
▲ Maria Luisa Rufi
medico di base ASL RM/B
è specialista in
endocrinologia,
omotossicologia e
discipline integrate.
“
Per una
alimentazione
equilibrata
nella nostra
assunzione
giornaliera di cibo
il 60 per cento
dei nutrienti
deve provenire
dai carboidrati,
il 25 dai grassi
ed il 15 per cento
dalle proteine.
”
sono i nutrienti
indispensabili
alla nostra vita:
le proteine, i carboidrati o glucidi,
i lipidi, le vitamine, i sali minerali e
l'acqua.
Le proteine costituiscono le strutture base dei nostri tessuti corporei e, dopo l'acqua, rappresentano la percentuale più elevata del
corpo (20 per cento circa); i carboidrati sono destinati a fornire
energia ed hanno un'origine prevalentemente vegetale; i lipidi
sono costituenti importanti di
strutture corporee, delle membrane cellulari e del sistema nervoso;
le vitamine esercitano un funzione
Sei
nel nostro metabolismo e rafforzano l'efficienza fisica e mentale; i
minerali comprendono parecchi
elementi come il calcio, costituente fondamentale dello scheletro, il
ferro, il sodio, il cloro, il potassio ed
il magnesio; l'acqua, infine, è la
componente percentualmente più
elevata del corpo e svolge imponenti funzioni di trasporto e regolazione.
sa e per comodità divideremo gli
alimenti in sette gruppi:
4 gruppo dei legumi: comprende
fagioli, ceci, lenticchie,fave e piselli; forniscono soprattutto ferro,
vitamine del gruppo B e proteine
che, mangiate insieme ad alimenti presenti nel terzo gruppo, danno
proteine di alta qualità simili a quelle contenute negli alimenti dei
primi due gruppi
1 gruppo delle carni, pesci e
uova: forniscono proteine di alta
qualità, ferro ed alcune vitamine
del gruppo B
2 gruppo del latte, yogurt e formaggi, forniscono soprattutto
calcio, proteine ed alcune vitamine del gruppo B
3 gruppo dei cereali e tuberi: comprende pane, pasta, riso, polenta,
patate e prodotti come biscotti,
fette biscottate, crackers, semolino, grissini che forniscono
soprattutto carboidrati, ma anche
proteine di media qualità ed alcune vitamine del gruppo B
5 gruppo dei grassi da condimento come olio d'oliva, olio di
semi, burro, panna margarina,
lardo e strutto; forniscono grassi,
acido linoleico e vitamina E
6 gruppo della frutta e dei vegetali ricchi di sali minerali e ad alto
contenuto di vitamina A: carote,
zucche, spinaci, albicocche,
bieta, broccoli, banane, meloni,
cachi, cicoria etc
7 gruppo della frutta e dei vegetali ricchi di sali minerali e ad alto
contenuto di vitamina C: peperoni, fragole, arance, limoni, kiwi,
mandarini, pompelmi, pomodori, lamponi, more etc
Tutte queste sostanze si trovano
negli alimenti che noi mangiamo
ogni giorno in percentuale diver-
Per un'alimentazione equilibrata
nella nostra assunzione giornaliera di cibo il 60 per cento dei
nutrienti deve provenire dai carboidrati, il 25 dai grassi ed il 15 per
cento dalle proteine. In termini
pratici ciò significa che pane
pasta, patate e cereali non devo-
Utilizziamo come grassi preferibilmente l'olio d'oliva limitando
l'utilizzo di grassi di origine animale come burro, strutto e lardo
che alzano i livelli di colesterolo;
evitiamo l'uso di margarine vegetali ricche di sostanze idrogenate
dannose al nostro organismo.
no mai mancare dalla nostra tavola ed essere suddivisi equamente
nell'arco della giornata tra colazione, pranzo e cena preferendo carboidrati complessi come il pane
ed i cereali piuttosto che quelli
semplici come i dolci ed i biscotti
ricchi di zuccheri.
I due pasti principali devono contenere una sola porzione di cibo
ad alto contenuto di proteine animali come le uova, la carne, il formaggio o il pesce o di proteine
vegetali come i legumi; non
mischiamo quindi nello stesso
pasto le uova col formaggio o la
carne coi legumi o col pesce.
37
Perfetto quindi un bel piatto di
pasta e fagioli con una porzione di
verdure e un frutto a pranzo e
carne o pesce o uova a cena con
verdura e pane a cena.
“
...specialmente
in questa stagione,
ma è un consiglio
che vale per
tutto l’anno,
un occhio alla
bilancia,
ma l'altro,
di riguardo,
alla salute
rispettando
ogni giorno
le necessità del
nostro corpo e
l'equilibrio della
nostra mente
attraverso
un'alimentazione
corretta.
”
“
Una corretta assunzione giornaliera
di sostanze nutritive con l'alimentazione
è quindi importante per il nostro benessere fisico,
in modo da non far mancare al nostro organismo
tutti quei nutrienti di cui ha bisogno.
SPECIALE ESTATE
38
”
Ecco allora alcune regole da
seguire per evitare eccessivi
accumuli da un lato e inutili e
dannose rinunce dall'altro:
• Fare 3 pasti al giorno più
due spuntini a base di frutta
fresca o yogurt magro
• Assumere pesce almeno 4 volte
a settimana e limitare il consumo
di formaggio a seconda del proprio valore dì colesterolemia.
Per un pranzo veloce, meglio un
panino con prosciutto crudo
magro o bresaola o tonno al naturale e pomodoro, piuttosto che un
tramezzino o una pizzetta
• Preferire frutta e verdura di stagione senza cercare le arance d'estate o le albicocche d'inverno
• Utilizzare olio extravergine d'oliva possibilmente a crudo insaporendo le pietanze con odori freschi, spezie e salsa di pomodoro
• Bere almeno due litri di acqua
non gassata al dì, possibilmente
lontano dai pasti, e limitare l'uso
di bevande zuccherate e gasate
• Cucinare i cibi a vapore, alla piastra, al forno o bolliti, evitando o
limitando le fritture e la cottura alla
brace e...
!
o
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i
t
e
p
p
a
n
o
u
b
i nevi
di Simona Contini e Pietro Lippa
I nevi o nei, termine più comunemente
usato, sono piccoli tumori benigni della
pelle.
Esistono numerosi tipi di nevi in dermatologia, ma quelli con maggior importanza e rilevanza medica sono i nevi melanocitici, ossia originati da una eccessiva
proliferazione dei melanociti, le cellule
responsabili della colorazione della cute.
Si presentano come escrescenze o
macchie di forma, dimensione e colorito
variabile da quello della pelle fino al marrone e al nero.
“
Per una
diagnosi precoce
è importante
che ognuno
venga educato
ad esaminare
i propri nevi
imparando
a riconoscere
se un nevo
preesistente si sta
modificando.
”
Compaiono generalmente nel corso
della vita (nevi acquisiti) e più raramente
sono presenti fin dalla nascita (nevi congeniti); possono aumentare di numero
fino verso i 30 anni d’età. Dopo l’insorgenza possono persistere stabilmente
per tutta la vita oppure tendere a scomparire nell’età avanzata.
SPECIALE ESTATE
▲ Simona Contini,
e Pietro Lippa
dermatologi
Servizio di dermatologia
AIED Roma
39
• Nevi composti: lesioni leggermente
rilevate sulla pelle
• Nevi dermici: molte volte emisferici, a
cupola, papillomatosi, con superificie
moriforme o verrucosa, di colorito variabile, talvolta ricoperti da peli
Anche la loro distribuzione è molto variabile: possono localizzarsi in qualsiasi area
cutanea, compreso le mucose (cavo
orale, congiuntiva e regione genitale), ma
risultano prevalentemente localizzati a
livello del capo, del tronco e degli arti.
Di per sé il nevo non è pericoloso, ma è
consigliabile tenerlo sotto controllo in
quanto va differenziato dal melanoma,
tumore cutaneo inizialmente del tutto
simile ad un nevo, ma che, nel tempo,
tende ad espandersi modificando notevolmente il proprio aspetto.
I nevi acquisiti si distinguono sulla base di
caratteristiche cliniche ed istologiche in:
Questo tipo di tumore, altamente maligno, possiede un elevato rischio di diffusione metastatica e dunque un’altissima
mortalità.
• Nevi giunzionali: lesioni piane, di
colore omogeneo dal marrone chiaro
al nero, di forma per lo più simmetrica
(rotondi o ovali) o con modeste irregolarità e limiti per lo più netti
Il melanoma generalmente nasce “ex
novo” su cute indenne ma esiste anche
la possibilità, fortunatamente più rara,
che insorga dalla trasformazione di nevi
preesistenti.
“
È altrettanto
importante
effettuare
periodicamente
un controllo
dei nevi presso
uno specialista,
innanzitutto perché
non tutte le lesioni
scure sulla nostra
pelle sono
veramente nevi;
e poi perché
alcune di queste
lesioni potrebbero
presentare
caratteristiche
tali da renderli
più inclini
a degenerare
verso
il melanoma.
”
SPECIALE ESTATE
40
Ad oggi ancora rimane sconosciuta l’eziologia di tale modificazione, ma sono
stati identificati alcuni fattori di rischio
che comprendono:
• Evoluzione, considerando più a rischio
• un’eccessiva esposizione alle lampa-
In base alla suddetta regola è possibile
de abbronzanti
• gravi scottature da raggi solari in età
infantile
• brevi ed intense esposizioni solari
• soggetti di pelle chiara con capelli ed
occhi chiari con scarsa tendenza ad
abbronzarsi
• fattori genetici
• elevato numero di nevi
“
Di per sé il nevo
non è pericoloso,
ma è consigliabile
tenerlo
sotto controllo
in quanto
va differenziato
dal melanoma,
tumore cutaneo
inizialmente
del tutto simile
ad un nevo,
ma che, nel tempo,
tende ad espandersi
modificando
notevolmente
il proprio
aspetto.
”
Si deduce quindi l'importanza di una diagnosi precoce come unica metodica valida per combattere e ridurre la mortalità di
questo tumore.
Infatti l’individuazione del tumore nelle sue
prime fasi di sviluppo e la conseguente
tempestiva rimozione chirurgica rendono
la prognosi ottima.
i nevi recentemente insorti e che
hanno cambiato aspetto in breve
tempo nell’ultimo periodo.
capire se un nevo sta cambiando forma,
dimensione, colore e tende ad assumere nel tempo un aspetto irregolare.
Un ulteriore criterio clinico da tener presente è l’eventuale presenza di prurito
e/o sanguinamento spontaneo della
lesione.
È altrettanto importante effettuare periodicamente un controllo dei nevi presso
uno specialista, innanzitutto perché non
tutte le lesioni scure sulla nostra pelle
sono veramente nevi; e poi perché alcune di queste lesioni potrebbero presentare caratteristiche tali da renderli più
inclini a degenerare verso il melanoma.
Per tale fine risulta utile la conoscenza di
una semplice regola chiamata dell’
ABCDE, che insegna ad osservare, e
considerare parametri di rischio, i seguenti aspetti di un nevo:
Lo specialista dermatologo visita l’intera
superficie cutanea del paziente con una
lampada dotata di lente d’ingrandimento e in base ai criteri clinici dell’ABCDE
seleziona i nei sospetti che in un secondo momento vengono analizzati con la
videodermatoscopia, tecnica non invasiva né dolorosa, che consiste nell’osservazione dei nevi mediante sistemi ottici
(telecamera, stereomicroscopio, videodermatoscopio) con l’apposizione di
una sostanza oleosa sulla pelle.
• Asimmetria
(forma irregolare, asimmetrica)
• Bordi (irregolari, frastagliati)
• Colore (molto scuro, tendente al nero
o comunque non uniforme nell’ambito
della lesione o modificatosi di recente)
• Dimensioni (di solito superiori a 5 mm)
Dopo aver captato l’immagine del nevo
con una telecamera tramite cavo a fibre
ottiche questa compare sul monitor del
computer, dove trova posto in un archivio o cartella clinica computerizzata
dedicata al paziente.
Tale collocazione apporta notevoli van-
Per una diagnosi precoce è importante
che ognuno venga educato ad esaminare i propri nevi imparando a riconoscere se un nevo preesistente si sta
modificando.
▲ neo comune con i
caratteri del neo
dermico
Infine consente di stampare la cartella
con l’immagine ad uso del paziente.
Tale metodica consente inoltre di accedere visivamente alle strutture pigmentate che stanno al di sotto della superficie cutanea e la cui valutazione permette la distinzione fra lesioni benigne e
lesioni maligne con una sensibilità largamente superiore a quella dell'esame clinico: risulta pertanto adatta allo screening di massa.
Tuttavia l’esame, pur essendo molto
utile per rilevare i più fini e minuti dettagli
strutturali del nevo non altrimenti visibili
ad occhio nudo, permette una diagnosi
di probabilità.
▲ nei comuni di tipo
giunzionale con forma
regolare e colorito
omogeneo
Per tale motivo il dermatologo ogni qualvolta abbia il sospetto che possa trovarsi in presenza di un melanoma o comunque di una lesione a rischio richiede
l’asportazione chirurgica della stessa
per sottoporla ad esame istologico, che
rappresenta comunque l’unica possibilità per avere una certezza diagnostica.
▲ neo iperpigmentato
con i caratteri del neo
a rischio
41
SPECIALE ESTATE
taggi rendendo l’immagine più facilmente consultabile nel controllo successivo
e rende possibile un confronto fotografico per sovrapposizione delle due immagini (la precedente e l’attuale).
▲ neo irregolare e
iperpigmenatato con i
caratteri del neo a
rischio
42
di Bruno Risoleo
Caldo
Caldo
SPECIALE ESTATE
eanno,anziani
{ Da qualche
a causa delle mutate condizione climatiche,
si parla di "emergenza caldo".
Le alte temperature della stagione estiva associate ad un elevato tasso d’umidità dell’aria,
espongono le persone anziane a notevoli rischi di complicanze.
La minore sensibilità al calore e la ridotta capacità del sistema
di termoregolazione dell’organismo di questi soggetti,
possono determinare un innalzamento della temperatura corporea
e quindi una serie di disturbi più o meno gravi (insolazione, colpo di calore, crampi ecc.)
La ridotta sensazione di sete, inoltre, può comportare, facilmente,
disidratazione e temibili sequele.
]
▲ Bruno Risoleo
medico chirurgo
è Consulente
Territoriale FISDE in
Calabria
“
... l’estate
è anche
la stagione
che offre alle
persone anziane
delle irrinunciabili
opportunità.
Le lunghe
e belle giornate
innalzano
il tono dell’umore,
favoriscono
le occasioni per
fare movimento
e per socializzare.
Ossa e cute inoltre
traggono indubbi
vantaggi dai raggi
solari.
”
La
parola d’ordine è, pertanto, prevenzione.
Prevenire non significa rinunciare ai benefici della luce solare, ma significa adottare delle precauzioni semplici
ma preziose per fronteggiare la comparsa dei disturbi.
Tra le misure da adottare:
• Non aspettare di avere sete per bere
• Bere più liquidi (in particolare acqua)
• Evitare di bere grandi quantità di bevande zuccherate
• Non bere liquidi troppo freddi
• Rimanere in casa o in zone ombreggiate e fresche nelle ore di maggiore
insolazione (tra le 11.00 e le 16.00)
• Ventilare l’abitazione anche mediante
l’apertura notturna delle finestre e l’uso
di ventilatori.
• Se la temperatura supera i 35° è indispensabile ricorrere ai condizionatori
• Indossare abiti leggeri, di colore chiaro,
non aderenti.
• Evitare l’esposizione inutile al sole
diretto
“
La ridotta sensazione di sete, inoltre,
può comportare, facilmente, disidratazione
e temibili sequele
”
43
SPECIALE ESTATE
• Svolgere attività all’aria aperta limitatamente nelle ore mattutine e serali
• Nel caso in cui sia necessario compiere particolari sforzi fisici introdurre proporzionalmente più liquidi
• Preferire pasti leggeri , ponendo attenzione alla conservazione degli alimenti
• Non sostare in automobili ferme sotto al
sole
• Tenere presente che alcuni farmaci quali
i diuretici, gli antistaminici, gli antidepressivi e gli antiipertensivi possono
interagire negativamente con il caldo.
• Consultare il medico di fiducia per eventuale verifica della terapia farmacologia
da assumere.
• Telefonare all’autorità sanitaria locale o
al Comune per conoscere i servizi cui si
può rivolgere in caso di necessità
Detto ciò, occorre puntualizzare che l’estate è anche la stagione che offre alle persone anziane delle irrinunciabili opportunità.
Le lunghe e belle giornate innalzano il tono dell’umore, favoriscono le occasioni per
fare movimento e per socializzare.
Ossa e cute inoltre traggono indubbi vantaggi dai raggi solari.
E allora, non resta che prepararci a vivere con “prudenza” ed “entusiasmo”
quest’Estate!
“
Prevenire
non significa
rinunciare ai benefici
della luce solare,
ma significa
adottare
delle precauzioni
semplici ma
preziose.
”
Vacanze
evitiamo
Lo stress
{
di Diego Luparelli
SPECIALE ESTATE
44
Finalmente le tanto attese vacanze,
le abbiamo desiderate, sognate, fantasticate.
Abbiamo contato i giorni, deciso dove passarle
dopo aver consultato agenzie, amici e parenti
sempre accompagnati da un sottile e subdolo stato d’ansia
dettato dalla paura che possano andare male,
che il tempo sia brutto,
che ci possa essere una scarsa intesa con la compagnia.
Non ci possiamo permettere una vacanza sbagliata,
torneremmo a casa troppo delusi e svuotati di ogni energia
e affronteremmo molto male la ripresa del lavoro.
]
Ecco allora alcuni consigli per evitare che ciò accada
1
Evitate tante piccole vacanze di due
o tre giorni da spalmare durante tutto l’anno, non sono sufficienti per riposare, sono
solo un modo per staccare ma che spesso aggiungono stress allo stress.
Preferite quindi periodi di almeno quindici giorni.
Nei primi giorni il nostro organismo deve
abituarsi a ritmi e tempi diversi e non
può trarne subito un beneficio.
2 Non partite subito. Mettersi in viaggio dopo una settimana di lavoro con la
fretta di arrivare non fa bene, siete già
stanchi e aggiungere una notte in auto o
in un aereoporto vi renderà ancora più
stanchi e irritabili.
Prendetevi una giornata di “decompressione” per preparare i bagagli senza fretta, per non fare nulla, per andare a salutare qualche amico, per scegliere un
libro da portare via.
3 Per chi viaggia in treno o in aereo cercate di non partire come degli sherpa,
trascinandovi dietro bagagli pesantissimi,
portatevi via quello che vi serve e non
quello che pensate potrebbe servirvi.
Nella borsa a mano mettete un leggero
cambio di biancheria, una maglietta e il
necessaire. Può capitare una lunga attesa e potreste sentire la necessità di rinfrescarvi. I bagagli potrebbero arrivare
dopo di voi e potrebbe essere fastidioso
trovarsi a qualche migliaio di chilometri
da casa dopo ore di viaggio senza
potersi cambiare.
▲ Diego Luparelli,
psicologo e psicoterapeuta,
è Consulente Territoriale FISDE
in Trentino Alto Adige e Veneto.
45
SPECIALE ESTATE
4 Per chi viaggia in auto, non riempitela come un conteiner perché
tanto c’è posto; durante la
vacanza potreste aver voglia
di comprare qualcosa, sulla
via del ritorno prendere qualche prodotto tipico che sareste poi
costretti a tenervi sulle ginocchia per
tutta la durata del viaggio.
E non dimenticate, prima di partire, di far
controllare la vostra auto: si dice tutti gli
anni ma poi si trova sempre qualcuno in
panne ai bordi di autostrade roventi.
Se proprio non potete evitare i grandi
esodi, quelli che rendono felici i giornalisti che d’estate hanno poco da dire,
cercate percorsi alternativi, strade
secondarie. Non contate sulla vostra
fortuna vi troverete imbottigliati a qualche casello o all’unico cantiere aperto.
una strada alternativa allungherà un po’
i tempi ma saranno momenti più rilassanti e un’occasione per vedere paesaggi inusuali, una sosta non sarà una
lotta per il parcheggio o per lo scontrino
ma un vero momento di riposo.
5 Per chi va nei villaggi turistici, ricordate che siete in vacanza e che le proposte
di animazione e di attività sportive sono
solo delle proposte, può far bene fare
qualcosa ma evitate di fare tutto a tutti i
costi. Una partita di calcetto o di palla a
volo a 30 gradi può essere devastante per
chi durante l’anno non fa nulla di simile.
Una corsa coi sacchi può trasformarsi in
una tragedia. Preferite attività fisiche che
siano adatte a voi e soprattutto leggere.
Se la sera siete stanchi e avete una gran
voglia di dormire, ricordate che non siete
obbligati a partecipare alla festa in pigiama o al karaoke, andate a letto tranquilli, nessuno si offenderà.
SPECIALE ESTATE
46
7
Se siete all’estero non ostinatevi a
cercare a tutti i costi un ristorante italiano per mangiare degli spaghetti spesso
scotti, chiedete piuttosto un consiglio
per poter mangiare qualcosa di tipico di
quella terra. E rassegnatevi: è quasi
impossibile trovare un espresso che
possa competere col nostro.
Attenti all’alimentazione, spesso nei villaggi vige la formula tutto compreso,
anche qui non dovete mangiare e bere
tutto. Se fate una buona colazione al
mattino a pranzo può bastare della frutta e della verdura, vi rifarete la sera.
6
Dovunque andiate state attenti al
vostro denaro e ai vostri documenti,
anche nelle camere d’albergo evitate di
lasciare in giro oggetti di valori. Più in
generale in vacanza potete fare a meno
di un anello di una collana o di un orologio a cui tenete molto.
8
Prima di partire fate un salto dal
vostro medico di famiglia, ditegli dove
andate e fatevi consigliare su qualche
farmaco da portar via. Mal di testa, mal
di denti, diarrea, eritemi solari sono
eventi che possono verificarsi ed è
meglio avere pronto il rimedio.
9
La televisione satellitare c’è oramai
in ogni dove, provate a tenerla spenta o
ad usarla pochissimo, non vi mancherà
e poi in estate i palinsesti sono decisamente poco stimolanti.
cando di distinguere gli odori della natura, e così per i suoni e per la musica.
Fate una lunga passeggiata, senza fretta, lasciate l’orologio nel cassetto e
ascoltate i vostri tempi.
Cercate di sorridere di più, di essere più
cordiali, siate più disponibili e se non
succede nulla di grave lasciate correre.
non irritatevi di fronte a qualche piccolo
i colori del tramonto. Annusate l’aria cer-
contrattempo.
Siete in vacanza non dimenticatelo... e allora buone vacanze!
Un po’ annoiati dopo aver letto i canonici e soliti consigli,
adesso cercate di divertirvi con il nostro test:
è un gioco psicologico che vi dirà che tipo di “vacanzieri” siete,
nulla di impegnativo e può essere un pretesto
per coinvolgere e sorridere con qualche vicino di ombrellone o di tavolo.
Se le vostre risposte non hanno la prevalenza di una lettera rispetto ad un’altra,
leggete anche gli altri profili,
probabilmente il vostro modo di vivere le vacanze non è sempre lo stesso,
siete accomodanti, aperti e pronti a cambiare punto di vista
dimostrando ottime capacità di adattamento.
Buon divertimento!
47
SPECIALE ESTATE
Fate tutto quello che non avete
mai il tempo di fare quando siete a casa
o che fate sempre di corsa.
Parlate e ascoltate la vostra o il vostro
partner, se avete dei figli giocate con
loro, la sera raccontatevi la giornata
come un diario verbale.
Fermatevi a guardare il cielo o a contare
10
e
tu
TEST: come vivi
di Diego Luparelli
SPECIALE ESTATE
48
1
A
B
C
2
A
B
C
3
A
B
C
?
le vacanze
DOVENDO SCRIVERE IL LIBRO DELLE TUE PROSSIME VACANZE COME LO INIZIERESTI?
SCEGLI QUELLO CHE PREFERISCI TRA QUESTI INCIPIT DI TRE LIBRI IMMORTALI...
“Quella sera la taverna El Toro, contrariamente al solito, brulicava di persone, come se qualche importante avvenimento fosse avvenuto o stesse per succedere.” (Emilio Salgari - Jolanda la figlia del corsaro nero)
“Venerdì 3 agosto 1492. Partimmo venerdì 3 agosto 1492, alle otto, dalla Barra di Saltes e andammo con forte virazione
fino al tramonto verso sud per 60 miglia, che sono 15 leghe, e poi ancora verso mezzodì, quarta di Sud Ovest, che era
la rotta per le Canarie.” (Cristoforo Colombo - Giornale di bordo)
“C'era una volta ....
“Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.” (Carlo Collodi - Pinocchio)
IN VACANZA NON PUOI PROPRIO FARE A MENO:
della settimana enigmistica
del telegiornale
del quotidiano
IMMAGINATI IN VACANZA, È TARDI, FA CALDO E DALLA TUA FINESTRA
SENTI UN GRUPPO DI GIOVANI DIVERTITI CHE CANTANO E SUONANO, CHE FAI?
incuriosito e divertito cerchi di raggiungerli
compiaciuto ti affacci a guardare e ad ascoltare
irritato chiudi la finestra e cerchi di dormire
4
A
UNA PICCOLA ISOLA PER LE TUE VACANZE
C
Lampedusa
5
A
B
C
6
A
B
C
7
A
SPECIALE ESTATE
B
49
Elba
Panarea
NORMALMENTE COME GESTISCI I TUOI GIORNI DI FERIE?
brevi periodi da distribuire durante l'anno
metà in inverno e metà in estate
tutti insieme per una lunga vacanza
L’ODORE DELLA TUA VACANZA
un profumo
un fiore
un cibo
ESTATE: TEMPO DI SAGRE, DI FESTE PAESANE DI PICCOLI E GRANDI PAESI
CHE SI RITROVANO IN PIAZZA. E A TE, CHE COSA AFFASCINA DI PIÙ IN UNA FIERA?
le giostre
B
i fuochi d’artificio
C
le bancarelle
8
SPECIALE ESTATE
50
A
B
C
9
A
B
C
“I GRANDI ESODI”, CHILOMETRI DI AUTOMOBILI IN CODA PER LE VACANZE, PER UNO DEI
TRADIZIONALI PONTI O SEMPLICEMENTE PER UNA DOMENICA AL MARE O IN MONTAGNA,
NELLO SCORSO ANNO TI È CAPITATO DI ESSERTI TROVATO IN UNA SITUAZIONE ANALOGA?
spesso
qualche volta
mai
IMMAGINA DI ORGANIZZARE UN VIAGGIO IN TRENO,
COSA SCEGLIERESTI?
il Bernina Express, alla scoperta delle Alpi Svizzere
la Trans Siberiana, un'avventura attraverso la Russia
l'Orient Express, una raffinata e romantica esperienza tra Venezia e Parigi
“Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
perché non dovresti parlarmi? E perché io non dovrei parlare con te?”
(“A te” di Walt Whitman)
10
A
B
C
11
A
B
C
PRENDENDO SPUNTO DA QUESTI VERSI DI WHITMAN, INCONTRANDO UNO STRANIERO PERCHÉ NON
DOVRESTI PARLARE CON LUI?
non conosco la lingua
ho fretta
non mi interessa
CERCANDO QUALCHE IDEA PER UNA TUA VACANZA TRA QUESTE TRASMISSIONI TV
QUALE TI POTREBBE DARE PIÙ SPUNTI?
“pianeta Mare” (Italia 1)
“Geo & Geo” (Rai Tre)
“Linea Verde” (Rai Uno)
12
una macchina fotografica
51
un binocolo
una guida aggiornata
13
A
B
C
solo cucina locale
un ristorantino italiano
QUALE TRA QUESTI TRE FILM VORRESTI VEDERE O RIVEDERE?
“Vacanze di Natale 2000”
15
A
IN VACANZA IN UN PAESE ESOTICO COME TI COMPORTI CON IL CIBO?
la cucina internazionale dell'albergo
14
A
SPECIALE ESTATE
A
B
C
NELLA TUA BORSA DA VIAGGIO NON PUÒ ASSOLUTAMENTE MANCARE:
B
“Vacanze romane”
C
“Vacanze a Ischia”
QUALE DI QUESTI TRE QUADRI DI MAGRITTE TI COLPISCE DI PIÙ?
C
“L'empire des lumieres II”
B
“Le chateau des Pyrenees”
“La condition humaine”
A
curiosi
prevalenza di risposte
SPECIALE ESTATE
52
Socievoli, curiosi di conoscere gli altri e
sempre aperti a nuove amicizie, vivete le
vostre vacanze come un modo per stare
con gli altri e per condividere nuove scoperte o il sapore antico di vecchi ritorni.
Non vi interessa tanto il luogo dove trascorrerle, quanto la compagnia con cui
nella solita trattoria dove andate da anni.
Per voi è importante stare in compagnia,
ascoltare e parlare con gli altri, ridere e
divertirsi, sempre attento a creare e a
mantenere nel gruppo l’affiatamento e
un caldo clima di serenità e spensierata
amicizia.
passarle.
Durante l’anno, poi, vivete con entusia-
Non siete fatti per avventure solitarie, ma
smo sulla scia della vostra vacanza,
piuttosto per viaggi di gruppo o per
mantenete i contatti con chi l’ha passa-
vacanze in villaggio dove potete andare
ta con voi, con i nuovi amici che avete
anche da soli, ma sicuri di nuovi incontri,
o con il vecchio e collaudato gruppo di
amici.
È facile immaginarvi impegnato a partecipare ad un qualsiasi gioco o torneo, a
cantare attorno ad un falò sulla spiaggia,
ad organizzare un’affollata cena in un
nuovo locale appena scoperto o, meglio,
conosciuto e vi piace organizzare degli
incontri, delle visite nei fine settimana
dove, con un po’ di nostalgia e qualche
foto, potete ricordare i giorni trascorsi
insieme.
Una volta potreste tentare una vacanza
da soli e senza distrazioni, solo per il piacere del silenzio e della scoperta.
prevalenza di risposte
B
avventurosi
Intraprendenti e avventurosi vedete le
vostre vacanze come un modo per vivere nuove emozioni, sentite il bisogno di
uscire dalla quotidiana e tranquilla
monotonia. La vacanza per voi è un
modo per mettervi alla prova e per vivere emozioni forti che solo la scoperta di
nuovi orizzonti può darvi.
Per voi “staccare” non è certo il riposo o
il quieto oziare ai bordi di una piscina,
ma è tenere la vostra mente e il vostro
corpo impegnati e tesi alla scoperta di
nuovi scenari.
È facile immaginarvi a bordo di un fuoristrada sulle polverose piste di un deserto, o su strade sterrate all’estremo nord
dell’Europa.
Non vi affidate a viaggi organizzati, ma vi
quella quiete di cui avete tanto bisogno.
fidate solo della vostra puntigliosa e pre-
Se spinti a fare un viaggio, è facile
cisa pianificazione, che però non esclu-
immaginare che scegliereste mete
de eventuali “fuori programma” che vi
minori, paesaggi solitari, da raggiungere
dovessero capitare.
Per soddisfare il vostro spirito e il vostro
bisogno di avventura, sapete rinunciare
alle solite comodità e abitudini.
Non vi spaventa la fatica e l’impegno fisico, la vostra vacanza non prevede
momenti di riposo, le soste devono essere molto brevi e certamente ritenete inutile spendere del tempo per mandare una
cartolina o comprare un souvenir. Accanto dovete avere compagni di viaggio
molto simili a voi, rischiereste altrimenti di
rovinarvi o di rovinare la vacanza o di essere lasciato solo, un ipotesi che in fondo in
fondo forse non vi dispiacerebbe.
Cercate di non tornare a casa sfiniti e con
con tappe brevi e dove tutto è magicamente organizzato, sono da escludere
colazioni al sacco, alzatacce all’alba e
compagnie troppo chiassose.
Avete bisogno di riposare e vedete la
vacanza solo come un modo per ritrovare energie.
Almeno una volta cercate di arrivare alle
ferie meno stressato, meno stanco,
potreste trovare la voglia di vivere una
vacanza diversa, con qualche imprevisto e un po’ di chiasso.
il rimpianto di non essere riusciti a fare
tutto quello che vi eravate programmati.
C
pigri
prevalenza di risposte
Forse siete abituati ad arrivare alla vigilia
delle vostre vacanze stressati e affannati, e allora sulle vostre scelte pesano frenetiche e pesanti giornate di lavoro vissute durante tutto l’anno. È così che la
vostra vacanza ideale sarà all’insegna
della tradizione, del riposo e, perché no,
di una sana pigrizia, “via dalla pazza
folla” quindi! Ed eccovi alla ricerca di una
53
SPECIALE ESTATE
sistemazione il più possibile confortevole e lontana dalla confusione e dall’affollamento, un posto non lontano dalla
vostra città e facilmente raggiungibile.
Non avete voglia di sorprese e, per evitarle, potreste preferire anche quest’anno lo stesso luogo di villeggiatura: quella spiaggia o quel paesino di montagna
che frequentate da sempre, di cui conoscete già tutto e che ritenete unico nel
potervi garantire quella tranquillità e
o?
Turista
Viaggiatore
{
54
di Giovanni Longatti
SPECIALE ESTATE
Da anni ormai, da quando la vacanza è diventata un fenomeno di massa,
le tradizionali proposte non bastano più,
ed è emersa ovunque l’esigenza di vacanze diverse, “alternative”,
per chi vuole dal viaggio qualcosa in più.
Ed è di questo fenomeno che vi parlerò, rifacendomi anche alla mia esperienza.
▲ Perù. Mamma
con bambino
al mercato.
▲ Perù. Machu Picchu.
iaggio da sempre e il mio primo vero viaggio lo
feci a vent’anni in Perù; da allora credo di aver
attraversato tutti i modelli di vacanza, dal tutto
compreso allo zaino e sacco a pelo.
Ho sempre cercato di soddisfare la mia profonda esigenza di
conoscere nel senso più esteso del termine, disposto a tutto
pur di raggiungere una meta e coronare un sogno.
E ciò mi ha portato, anche per le opportunità legate alla mia
professione, a costruire vacanze per vivere un’esperienza di
conoscenza di persone, paesi, civiltà nuove da portarmi a
casa al ritorno, ma che allo stesso tempo lasciassero qualcosa di me, delle mie conoscenze, qualcosa di concreto ai
popoli dei paesi visitati.
E così, con questo spirito, ho visitato paesi soprattutto in Sud
America e negli ultimi anni in Africa, collaborando in progetti di
salute in varie realtà.
Questo modo di concepire la vacanza, un po’ viaggio e un po’
solidarietà, mi ha portato ad organizzarmi in modo autonomo raggiungendo così per vie diverse la sede dei progetti: per esempio
V
▲ Giovanni Longatti,
viaggiatore,
medico psichiatra,
è Consulente
Territoriale FISDE
in Lombardia nord.
]
▲ Brasile. Veduta di
Rio de Janeiro.
▲ Statua del Cristo
Redentore.
Rio de Janeiro.
non accetta di vedere “solo quello che già
conosce”, vi sono delle associazioni che
propongono forme nuove e diverse di
viaggiare e fare esperienze che si ispirano ai principi base del Turismo Responsabile: un modo certamente diverso da
quello proposto dai tour operator tradizionali, che ha come obiettivo l’organizzazione di viaggi che contribuiscano a far vedere luoghi, terre, mari partendo dall’ascolto delle persone che vi abitano, dalle loro
tradizioni, dalle loro storie.
Sono sempre più convinto che un viaggio è tale se porta a favorire un incontro
con la realtà che si va a visitare. Tale
incontro può essere agevolato da refe-
del tipo di turismo che normalmente ci
viene proposto.
Oggi però, anche per chi non vuole o non
riesce a viaggiare in modo autonomo, o
renti locali, inseriti nella realtà sociale,
che accompagnano i viaggiatori in un
percorso consapevole.
Alle spalle di queste organizzazioni ci
SPECIALE ESTATE
ho raggiunto il Perù in vari anni via terra
partendo dal Cile, dal Brasile, dall’Equador, dal Venezuela. Abbinando un viaggio
vero e proprio ad un periodo di lavoro
come medico in piccoli centri di salute o
contribuendo alla formazione di personale sanitario locale, ho collaborato con piccole e grandi associazioni di volontariato.
Mi rendo conto che questo è un modo
di viaggiare non facilmente proponibile;
occorre tempo, esperienza, capacità di
adattamento, ma credo, sia il modo vero
per fare una esperienza significativa.
“L’occhio dello straniero vede solo quello che già conosce” recita un proverbio
africano. In queste parole c’è la sintesi
55
▲ Perù. Contadini in
un campo di patate.
▲ Kenya. Villaggio
Tribù Mjemps.
SPECIALE ESTATE
56
▲ Kenya.
Tribù Maasai.
sono sempre le associazioni di Volontariato. Infatti il momento centrale del viaggio è l’incontro con i volontari delle ONG
che lavorano nei progetti di sviluppo e
soprattutto con la popolazione locale. In
concreto si fa in modo che la maggior
parte dei soldi ricadano in loco viaggiando, dove possibile, con mezzi pubblici,
L’obiettivo, quindi, in questi viaggi è
quello di contemperare l’esigenza del
viaggiatore con quella dei popoli dei
paesi visitati per vivere la vacanza come
percorso di conoscenza e di confronto:
non si va ad imporre le nostre logiche,
ma a confrontarsi.
Come si vede quindi un modo di viag-
alloggiando presso le famiglie, in strutture gestite dalle comunità dei villaggi o in
piccole pensioni. Questo tipo di ospitalità consente ai viaggiatori di partecipare
attivamente scegliendo di condividere la
quotidianità dei paesi visitati magari
anche attraverso la partecipazione a
momenti di lavoro e di festa.
giare organizzato e programmato, ma
costruttivo, responsabile, arricchente,
mai passivo, e anche solidale in quanto
parte della quota è destinata a finanziare i progetti di sviluppo visitati.
In definitiva, un modo di fare vacanza nel
quale uno si senta sempre meno turista
e sempre più viaggiatore.
i t i n e r a r i
sardegna nuragica
57
di Giorgio Onano
S
Nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas, castelli, chiese e
monumenti: a tutto questo fa da
cornice la luminosità del cielo, lo
splendore e la limpidezza del mare, il profilo di monti, valli e colline,
rocce sempre diverse, dai graniti
ai basalti alle ossidiane e ancora
trachiti, tufi, scisti, alla vegetazione spontanea di lentischi, cisti,
mirti, corbezzoli, olivastri e tante
altre specie della flora mediterranea, che emanano profumi di una
intensità unica, caratteristica del
nostro territorio; tutto questo
conferisce un aspetto fondamentale di rara bellezza al paesaggio,
da molti definito un grande museo a cielo aperto.
complessi calcoli. Eppure chi li
realizzò non conosceva la scrit-
da molti studiosi vengono forni-
tura e a malapena sapeva di al-
te varie interpretazioni, ma la più
tri mondi al di là del mare, do-
semplice e la più elementare -
ve del resto non vi è niente che
e quella che più si addice - è
possa essere veramente para-
"mucchio di pietre, cavità, caverne o voragini".
Questo potrebbe essere uno dei
più logici significati del termine
"nuraghe", un monumento per
molti aspetti ancora oggi misterioso. La sua architettura, così
originale per la forma tronco-conica, è formata da grandi pietre
incastrate a contrasto l'una sull'altra, con un ingresso angusto
a forma trapezoidale, che immette in un vano con copertura a tholos.
Questi monumenti così arcaici,
e allo stesso tempo così rustici,
sopravvivono da quattro millenni. Il nuraghe - mi piace sottolinearlo - è sopravvissuto nel corso dei secoli alle catastrofi naturali e, imponente, a dispetto
della moderna ingegneria edilizia, resiste ancora.
Ma come facevano? Come poteva una civiltà dell'Età del
Bronzo, 1600 anni prima di
Cristo, in un'isola lontana come
la Sardegna, aver raggiunto un
tale grado di sapienza costruttiva? Ebbene, queste torri di pietra e le complesse fortezze che
ne derivano dimostrano conoscenze di statica e di estetica
raffinate e fanno pensare a veri
e propri progetti, sostenuti da
gonato a un nuraghe. La civiltà
dell'antico Egitto, con le sue piramidi, quelle sì che sappiamo
spiegarle, frutto di una società
evoluta, complessa. Ma i nuraghi? Mistero!!!
SPECIALE ESTATE
iamo agli albori del III
Millennio e il paesaggio della Sardegna è
rimasto pressoché invariato.
Parlare oggi di complessi
megalitici e nuragici, con la
super avanzata tecnologia e
la grande ingegneria edilizia,
nel collettivo immaginario è a
dir poco un paradosso.
Dare una spiegazione delle costruzioni nuragiche non è facile,
I nuragici, popolo dedito alla
pastorizia e alla guerra, per
difendere il proprio territorio
occupano tutte le vallate, i valichi
e controllano le coste e le vie di
accesso al territorio. Consci della
propria civiltà, erigono complessi
insediamenti e monumentali
tombe, sparse in tutta l'isola.
Non scrivono, ma al posto loro
parlano le testimonianze monumentali ed è così che il nuraghe,
oggi come ieri, resta un simbolo
indelebile nella cultura del popolo sardo.
▲ Giorgio Onano,
Socio straordinario
di Santu Lussurgiu,
un piccolo paese in
provincia di Oristano,
ci ha scritto più volte
offrendoci interessanti
suggerimenti per
migliorare le attività
del FISDE ed arricchire
di nuovi contenuti il
nostro giornale.
Pubblichiamo con
piacere in questo
“speciale estate” il
suo appassionato
articolo sulla
Sardegna nuragica.
In Sardegna si contano circa 7000
nuraghi, di questi alcuni sono in
stato di abbandono, ma molti
sono quelli valorizzati e riportati
alla luce con laboriosi e costosi
scavi.
Questi costituiscono soltanto
alcuni dei tanti insediamenti
perché prima di tutto mi consente di mettere in risalto la figura di
un uomo, Vittorio Anedda, che è
mio nonno. A lui si deve la scoperta e la paternità di questo
gigantesco complesso nuragico,
oggi catalogato come il più grande nuraghe della Sardegna.
In secondo luogo, perché tale
nuraghe si trova nel mio paese
natìo, Orroli, in provincia di
Abbasanta, S. Cristina a Paulilati-
archeologici che fanno parte inte-
Nuoro.
no, il nuraghe Sant’Antine di Tor-
grante del patrimonio storico-cul-
ralba, S. Barbara a Macomer, il
turale della Sardegna.
58
Tra questi, voglio citare il complesso villaggio nuragico di Barumini,
uno dei più grandi insediamenti
archeologici, il nuraghe Losa di
SPECIALE ESTATE
fonte. Tamuli stupisce il visitatore
soprattutto per i suoi monumenti,
inseriti in un ambiente incolto di
rada vegetazione, che lasciano
ancora trasparire l'antica maestosità di un popolo dedito alla pastorizia, alla guerriglia, al culto della
religione.
complesso nuragico di Tamuli,
▲ Disegno eseguito
da Vittorio Anedda
alla fine degli anni 40
sempre a Macomer. L'area di
quest'ultimo è di un valore storicoarcheologico assai interessante:
comprende, in nuraghe complesso, un villaggio di capanne, tre
Tombe dei Giganti, sei betili - di cui
tre lisci e tre mammellati - e una
Ricordano gli anziani del paese,
come in una favola, che negli an-
Voglio ora ricordare un altro nuraghe che mi sta molto a cuore:
il nuraghe Arrubiu di Orroli.
Su questo mi voglio soffermare
per dargli un giusto riconoscimento e un giusto valore, non
per fare del campanilismo, ma
ni remoti, nelle campagne vicine,
essendo lo stesso territorio ricco di testimonianze megalitiche,
molto probabilmente esisteva un
nuraghe di proporzioni gigantesche, ma che nessuno era mai
riuscito a trovare.
ti ed esperte, affinché la scoperta fosse presa in considerazione
ed effettuare così i necessari rilevamenti e anche degli scavi.
Scavi che non vide mai perché,
nel dicembre 1959, sopraggiunse la morte.
▲ Veduta aerea del
nuraghe Arrubiu
prima degli scavi.
59
SPECIALE ESTATE
Così i suoi progetti, i suoi studi e
tutte le sue ricerche per valorizzare il sito restarono solo un
sogno nel cassetto. Sogno che
si avverò solo negli anni '80,
Siamo negli anni '40: mio nonno,
dando concretezza alla scoperta
quando ebbero inizio i primi e
appassionato di archeologia,
e delineando una prima configu-
sistematici scavi che si sono pro-
grande escursionista e ricercatore instancabile di "cose antiche",
essendo anche un perito minerario amava collezionare minerali e
razione del nuraghe.
Dedicò gran parte del suo tempo
ad abbozzare disegni, ad estenuanti ricerche, a rilevamenti e
misure, così alla fine riuscì a dare
una struttura ed un'immagine al
monumentale complesso nuragico. Egli stesso fu sorpreso e affascinato per la scoperta e la
maestosità del nuraghe, che
chiamò Arrubiu per il colore rossastro delle pietre che affiorano
dal suolo. In seguito prese contatti con varie strutture amministrative, con persone competen-
tratti fino al 1991. Poi più nulla,
anche se resta ancora molto da
scoprire.
raccogliere pietre rare.
È in queste sue ricerche, nelle
campagne di Orroli, che un bel
giorno si trova a tu per tu con un
grande ammasso di pietre. Subito si rende conto di aver trovato
quanto gli anziani ricordavano,
ed è così che hanno inizio gli
studi del sito. Studi che condusse con grande entusiasmo,
L'imponente struttura occupa
una vasta area di circa 3.000
mq e, fino agli anni in cui ebbero inizio i lavori di scavo, è rimasta ignota ed inesplorata, coperta dai suoi stessi crolli e da
una intricata ed impenetrabile
boscaglia.
Certo è che, se mio nonno avesse avuto la fortuna di trovarsi in
▲ Veduta del
nuraghe all’inizio
degli scavi (1982)
▲ Veduta del
nuraghe Arrubiu
dopo gli scavi.
SPECIALE ESTATE
60
vita e di vedere quanto dal sottosuolo affiorava, confermando
che tutto quanto da lui prospettato a suo tempo, oggi è realtà e
non fantasia, si sarebbe sicuramente inorgoglito. Tutti gli studi
effettuati e l’ausilio del computer
hanno dato ragione ad un uomo
che, con la sua ostinazione e
caparbietà, oggi ha avuto il giusto riconoscimento.
▲ Veduta aerea del
nuraghe alla fine
degli scavi (1991)
Il nuraghe Arrubiu (rosso) sorge,
nel territorio di Orroli, nel Sarci-
dano, al centro dell'altopiano di
Pranemuru, nella zona denominata "su pranu"; coperto di rada
macchia mediterranea, prende il
suo nome dalla formazione di
muschi e licheni di colore rossiccio che lo ricoprono.
Si tratta di una fortezza a pianta
complessa, con una torre centrale di cui residua un'altezza di
circa 14 metri, ma che in origine
comprendeva due piani e un terrazzo per un'altezza complessiva di circa 30 metri. Intorno alla
torre centrale sono state erette
altre 5 torri, collegate da cortine
murarie ad un cortile centrale. Il
bastione pentalobato è circondato da un antemurale con 7
torri e la presenza di altre torri fa
pensare a un secondo antemurale; intorno poi sono situate
alcune capanne.
Particolarmente imponente, il
nuraghe mostra ancora perfettamente conservata nella camera
a piano terra della torre centrale,
la tholos, ovvero la falsa cupola
ottenuta dal restringimento progressivo di ciascun filare di pietra, tipico dei nuraghi.
Sorto nell'Età del Bronzo, il monumento fu abbandonato (forse
a causa di un crollo?) tra la fine
dell'Età del Bronzo e la prima
Età del Ferro (X-Vm secolo a.c.)
ed è stato poi utilizzato in età
romana tra il II secolo a.c. e il V
secolo d.c. Lo scavo ha restituito interessanti materiali archeologici che hanno consentito di ricostruire la vita del monumento sia in età nuragica che
in età romana.
Questo magico e suggestivo
viaggio a ritroso nel tempo nella
Sardegna preistorica apre una
finestra in un'isola misteriosa,
che nella sua semplicità racchiude una infinità di segreti. Molti di
questi argomenti sono pienamente documentati da testimonianze scritte - per valorizzare e
salvaguardare al meglio la nostra
storia, le nostra cultura e le molteplici tradizioni della nostra
gente - in collane di testi e guide
turistiche.
Non so a quanti possa interessare, ma ho voluto far conoscere
una parte della Sardegna antichissima, tradizioni e valori che
quel popolo antichissimo e arcaico ci ha lasciato in eredità e che
ancora oggi gli abitanti di quest'isola conservano, sia nei comportamenti che nel carattere,
Arrivederci in Sardegna!!!
Un libro
da leggere
sotto l’ombrellone
61
Nasce in me il desiderio di
un'abbronzatura
invidiabile
Cibo
per la mente
ottenuta grazie all'esposizione
ai raggi del sole, su un lettino da spiag-
Il benessere passa probabilmente anche
gia all'ombra di una palma.
Luogo ideale per leggere un bel libro!
Non sempre è facile scegliere un libro da
leggere sotto l'ombrellone e perciò, con
molta umiltà, vi suggerisco il romanzo di
Paulo Coelho “Sulla sponda del fiume
Piedra mi sono seduta e ho pianto” edito da Bompiani.
Non voglio annoiarvi però con una
recensione.
Vi dico soltanto che quando un amico,
proponendomi di leggerlo, pronunciò
questo titolo immaginai immediatamente una storia deprimente.
Poi, per curiosità, iniziai - per la prima
volta - la lettura. Dico “per la prima volta”
poiché, in differenti periodi della mia esistenza, ho riletto con piacere questo
romanzo.
Il linguaggio moderno di Paulo Coelho
può essere paragonato ad un vestito
che mantiene l'eleganza, la vivacità e la
raffinatezza nel tessuto, nei colori e nelle
forme nonostante sia trascorso molto
tempo dal giorno in cui lo stilista lo creò.
All'apparenza, questo libro ha un contenuto leggero tipico dei romanzi rosa
però, in realtà, al lettore lancia un messaggio di gioia e lascia una sensazione
di pace. Anzi, la scrittura lineare e coinvolgente suscita il dispiacere di interrompere la lettura.
Spero di avervi incuriosito e vi auguro un
proficuo relax mentale.
per Il piacere di leggere.
Mantenere questa passione o addirittura scoprire cosa ci può regalare una lettura in termini di emozione, conoscenza,
piacere, rappresenta certamente una
bella sorpresa.
Ci sono poi autori che favoriscono questo fenomeno.
È un libro vecchio già di qualche anno,
ma “Cent'anni di solitudine” penso sia
uno di quelli che ti colpiscono al cuore e
ti costringono, pur nella semplicità delle
storie, ad emozionarti.
L’autore, Gabriel García Márquez, è uno
scrittore e giornalista colombiano, premio Nobel per la letteratura.
Vi sono modi diversi di narrare una
storia.
La si può tessere, limpida e oggettiva
come una cronaca, oppure darle confini incerti, come un mito: “Molti anni do-
Paola Epifano - Socia FISDE
Alessandro Benincà - Collaboratore FISDE
po, di fronte al plotone di esecuzione, il
colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio
in cui suo padre lo aveva condotto a riconoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e
di canna selvatica costruito sulla riva di
un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate,
bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che
molte cose erano prive di nome, e per
citarle bisognava indicarle col dito”.
SPECIALE ESTATE
L'arrivo dell'estate e il benefico
effetto delle luci naturali infondono nella mia anima la gioia e
il tono dell'umore si alza.
elenco
strutture sanitarie
convenzionate in forma diretta
STRUTTURE SANITARIE
62
Queste sono le nuove
strutture sanitarie
convenzionate
nel periodo dal
8 marzo
al 20 giugno 2006.
Si aggiungono, perciò,
a quelle dell’opuscolo
allegato al numero 5 di
NoiFisde.
Veneto
Toscana
Poliambulatorio San Liberale
POLIAMBULATORIO
ODONTOIATRICO
Villa Maria Beatrice Hospital
CASA DI CURA PRIVATA
CONVENZIONATA
Piazzale Europa, 1/b
31046 Oderzo (TV)
Tel. 0422 815000
Studio Dentistico
Dr. Amato Aldo
ODONTOIATRA
Piemonte
Via Roma, 73
35010 Borgoricco (PD)
Tel. 049-5798452
S.M.U.D.
Studio Medico Polispecialistico
POLIAMBULATORIO
Casa Di Cura Diaz
CASA DI CURA PRIVATA NON
CONVENZIONATA
VIA Bogino, 23
10123 Torino
Tel. 011 812432
Via A. Diaz, 9
35123 Padova
Tel. 049 8810710
Villa Maria Pia Hospital
CASA DI CURA PRIVATA
CONVENZIONATA
Strada Mongreno, 180
10132 Torino
Tel. 011 8967111
Lombardia
Odontomedica
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Monte Grappa, 156
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel. 02 2483102
Erredi - Dental
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Viale Matteotti, 110
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel. 02 26221278
Medical B
Centro Polispecialistico
Città di Busto Arsizio
POLIAMBULATORIO
Via Togliatti, 4
21052 Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331 3986029
Via Manzoni, 12
50121 Firenze
Tel. 055 23571
Medical Sport Due
POLIAMBULATORIO
(CENTRO FISIOKINESITERAPIA)
Via Donati, 3/5/9/11
51100 Pistoia
Tel. 0573 366558
Villalba Hospital
CASA DI CURA PRIVATA
NON CONVENZIONATA
Via di Roncrio, 25
40136 Bologna
Tel. 051 6443011
Villa Maria Cecilia Hospital
OSPEDALE PRIVATO
Via Corriera, 1
48010 Cotignola (RA)
Tel. 0545-217215
Casa Di Cura
S. Pier Damiano Hospital
CASA DI CURA PRIVATA
CONVENZIONATA
Via Isonzo, 10
48018 Faenza (RA)
Tel. 0546 671111
Assistenza Medica Dentistica
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Dr. Bulgarelli Stefano
ODONTOIATRA
Via Scarlatti, 8
20124 Milano
Tel. 02 29419083
Via S. Mamolo, 14/a
40136 Bologna
Tel. 051 330873
Via G. Matteotti, 15
01100 Viterbo
Tel. 0761 305693
Studio Dentistico Ass. Araceli
ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI
Via XX Settembre, 113
01030 Canepina (VT)
Tel. 0761 750942
Dr. Balerna Agostino
ODONTOIATRA
Via Cavour, 2
01035 Gallese (VT)
Tel. 0761 405735
Lazio
Dr. Balerna Agostino
ODONTOIATRA
Ambulatorio Apollonia
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Umberto I, 13
00060 Sant'Oreste (RM)
Tel. 0761 578293
Corso Matteotti, 196
00041 Albano Laziale
Tel. 06 9321238
Dr. Ficola Stefano
ODONTOIATRA
Emilia Romagna
Studio Dentistico Ass. Araceli
ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI
Via Regina Margherita, 111
00198 Roma
Tel. 06 8551725
Studio Associato Odontoiatrico
ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI
Via Nizza, 46
00198 Roma
Tel. 06 8411980
Kineo
POLIAMBULATORIO
(CENTRO FISIOKINESITERAPIA)
Via Luciano Zuccoli, 13
00137 Roma
Tel. 06 87201539
Dr. Farcomeni Ettore
ODONTOIATRA
Corso Trieste, 211
00198 Roma
Tel. 06 86207339
Dr. Roberto Caracci
ODONTOIATRA
Via Orti Giunetti, 8
00040 Velletri (RM)
Tel. 06 9640653
Dr. Balerna Agostino
ODONTOIATRA
P.za Oberdan, 16
01100 S. - Martino al Cimino (VT)
Tel. 0761 378252
Dr. Landi Ciro
ODONTOIATRA
Via Riviera Liri, 49
03024 Ceprano (FR)
Tel. 0775 914998
Abruzzo
Studio Dentistico
Dott. Roberto Del Giudice
ODONTOIATRA
Via Chieti, 21 (PE)
Tel. 085 4216083
Campania
Studio D'Ambrosio
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Berlinguer, 27
81030 Orta di Atella (CE)
Tel. 081 8910209
Dr. Roberto Caracci
ODONTOIATRA
Studio Medico
Otorinolaringoiatrico
Dr. Avvisati Francesco
POLIAMBULATORIO
Via Giovanni XXIII, 1
02040 Poggio Mirteto Scalo (RI)
Tel. 0765 26296
Via Plinio,145
80058 Torre Annunziata (NA)
Tel. 081 5363411
Salus
POLIAMBULATORIO
63
Alma Center Polispecialistica
POLIABULATORIO
Variante ss 7 bis km.45,500
80030 Mariglianella (NA)
Tel. 081 8855020
Studio Associato Bianco
Odontoiatria e Chirurgia Maxillo
Facciale
ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI
Via S. Pasquale a Chiaia, 48
80121 Napoli
Tel. 081 401318
Puglia
Studio Dentistico
Prof. Tomasicchio Vito Antonio
ODONTOIATRA
Via Salvatore Matarrese, 4
70124 Bari
Tel. 080 5615025
Studio Dentistico
Prof. Tomasicchio Vito Antonio
ODONTOIATRA
Via Solferino, 74
70033 Corato (BA)
Tel. 080 8724219
Studio Dentistico Associato
Cusmai - Scandelli
ASSOCIAZIONE DI ODONTOIATRI
Via A. De Gasperi 7/I
71100 foggia (FO)
Tel. 0881 684645
Calabria
Errata corrige
Dr. Amaddeo Bruno
ODONTOIATRA
Via Ciccarello Trav. IV, 16
89132 Reggio Calabria
Tel. 0965 590800
Sicilia
Istituto Clinico Locorotondo
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Gaetano Daita, 15
90139 Palermo
Tel. 091 587861
Studio Medico Dentistico
Dr. Crucitti
ODONTOIATRA
C.so Umberto I, 124
96010 Sortino (SR)
Tel. 0931 953787
La Diagnostica CFT
POLIAMBULATORIO
Città di Lecce Hospital
CASA DI CURA PRIVATA NON
CONVENZIONATA
Via Libertà, 118
94010 Catenanuova (EN)
Tel. 0935 76214
Provinciale per Arnesano km 4,00
73100 Lecce
Tel. 0832 229111
La Diagnostica CFT
POLIAMBULATORIO
Studio Prof. Dr. Micunco Nicola
ODONTOIATRA
Via Giuseppe Fanelli, 223/10
70125 Bari
Tel. 080 5012410
Via Dante, 26/28
94012 Barrafranca (EN)
Nel fascicolo “Strutture Sanitarie convenzionate in
forma diretta” allegato al n 4 di NoiFisde sono
contenuti degli errori che vi segnaliamo.
La struttura:
in realtà è:
Istituto Scientifico San Luca
ISTITUTO DI RICERCA
E CURA PRIVATO
Via Gnoletto 3
20149 - Milano
tel. 02 619111
Istituto Auxologico Italiano
ISTITUTO DI RICERCA
E CURA PRIVATO
Via Spagnoletto 3
20149 - Milano
tel. 02 619111
La struttura:
in realtà è:
Istituto Scientifico San Michele
ISTITUTO DI RICERCA
E CURA PRIVATO
Via Ariosto 13
20145 - Milano
tel. 02 619111
Istituto Auxologico Italiano
ISTITUTO DI RICERCA
E CURA PRIVATO
Via Ariosto 13
20145 - Milano
tel. 02 619111
La struttura:
in realtà è:
Ferrara Medica
POLIAMBULATORIO
Via Bologna 85
44100 - Ferrara
tel. 0532 761272
Ferrara Medica
POLIAMBULATORIO
MEDICO E ODONTOIATRICO
Via Bologna 85
44100 - Ferrara
tel. 0532 761272
La struttura:
in realtà è:
Odontoiatrica e Prevenzione
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Napoli 22
70123 - Bari
tel. 080 5337666
Odontoiatrica e Prevenzione
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Napoli 22
70057 - S. Spirito - Bari
tel. 080 5337666
C
Tel. 0934 468265
Sardegna
Anthea Hospital
CASA DI CURA PRIVATA
NON CONVENZIONATA
Servizi Sanitari S.Elena
SOCIETÀ ODONTOIATRICA
Via Camillo Rosalba, 35/37
70124 Bari
Tel. 080 5644111
Viale Colombo 189
09045 Quartu Sant'Elena
Tel. 070 868249
STRUTTURE SANITARIE
Via Miano, 186/204
80145 Napoli (NA)
Tel. 081 5433221
64
i t
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e
d
s
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f
.
w
w
w
è
on-line
il sito internet
del FISDE
uno sportello FISDE a casa vostra
per utilizzare i nostri servizi
ventiquattr’ore al giorno
tutti i giorni dell’anno
Nel sito trovate tutte le informazioni
sul Fondo e sulle attività, accessibili
a tutti, e i servizi on-line, per i soli
Soci registrati.
2. inserire il proprio codice fiscale e
uno user name provvisorio che
deve essere richiesto al proprio
sportello ARCA.
Per la registrazione sono previste
due modalità:
Se il sistema riconosce il Socio,
chiederà alcuni dati necessari a
costruire il suo profilo, tra i quali un
indirizzo di posta elettronica, e gli
consentirà, nei collegamenti successivi, di usufruire dei numerosi
servizi on-line a lui riservati.
1. inserire il proprio codice fiscale e
il numero di una qualsiasi pratica
attualmente in corso presso il
FISDE;
E allora,
non aspettate,
visitate il nostro sito,
registratevi
e comunicateci
le vostre osservazioni!
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