“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
progetto PON-FSE C3 - Legali al sud -
DIFFERENZIARE … CHE FATICA!
Quest’anno, a scuola, co- del corso è stato, infatti,
me tutti gli altri anni, la
r e ali z z a z io n e
e
sono stati organizzati dei l’introduzione di cestini
corsi extra curriculari, adibiti proprio ai rifiuti
ognuno
con
d i f f e r e n zi a b i l i
l’intento di approche produciamo
fondire
alcuni FORSE CHI VIVE in classe, essenaspetti della so- ALLA GIORNATA zialmente carta e
NON SI
cietà di oggi.
lattine, ma il riPREOCCUPA
sultato non è staLo scopo del corDELLE
so che frequen- CONSEGUENZE to quello sperato.
nonotiamo, “Gestire i DELLE PROPRIE Infatti,
NON AZIONI
stante la presenrifiuti
contro
za dei contenitori
l’ecomafia”,
è
e dei cartelli, le
quello di increclassi
risultano
ancora
mentare l’abitudine alla
raccolta differenziata a con dei cumuli di rifiuti
scuola, creando anche posti nell’angolo in cui si
degli slogan divertenti trova il cestino. Questo ci
per rendere la raccolta è dispiaciuto molto, e
più gradevole ai nostri quindi abbiamo cercato di
compagni. Il primo passo identificare il problema;
abbiamo distribuito ai
rappresentanti di tutte le
classi dei questionari
sull’abitudine alla raccolta
differenziata e sul giudizio che hanno gli studenti
di questa importante azione
a
sostegno
dell’ambiente.
(continua a pag. 9)
ciclare: abiti, accessori,
utensili, computer, elettrodomestici, mobili, libri, contenitori, alimenti freschi o
in scatola. In Italia vengono
prodotti 32,5 milioni di rifiuti. Ogni abitante ne produce 541 Kg all’anno. Il 40%
dei rifiuti è costituito da
imballaggi (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e
vetro). Noi ragazzi del progetto sulla gestione dei ri-
http://www.vaccarinict.it/
Via Orchidea n. 9
Catania
Gennaio - Aprile 2012
Notizie di rilievo:
☺DECALOGO RIFIUTI ZERO — 3
☺COMUNI RICICLONI — 6
☺IL QUESTIONARIO — 8
☺LA MERENDA ECOLOGICA— 16
Sommario:
Recupero-Riutilizzo-Riciclo-Riduco
Con il decreto Ronchi nel
1997 è stato introdotto in
Italia il principio delle 4 R
che identifica le quattro
azioni più importanti che
ognuno di noi può fare per
contribuire a risolvere il
problema dei rifiuti: Recuperare, riutilizzare, riciclare e ridurre. Sono tante le
cose che ogni giorno possiamo non buttare via e, invece, barattare, riusare o ri-
I.S.S. G.B. Vaccarini
fiuti contro l’ecomafia abbiamo affrontato proprio
questo argomento durante
la prima lezione, in particolare abbiamo approfondito il
Riciclo e la Riduzione, e abbiamo visto che la soluzione
del problema della gestione
dei rifiuti non è semplice.
Non solo bisogna invitare gli
studenti alla raccolta
(continua a pag. 13)
OBIETTIVO —> RIFIUTI ZERO
2
OGGETTI IN CARTAPESTA
2
COMPOSTAGGIO
4
ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
5
DIFFERENZIARE A SCUOLA
6
ACQUA DA RISPETTARE
7
CESTINI PER LA CARTA
7
DIFFERENZIATA A SCUOLA
8
IL PROBLEMA E’ LA MULTA
8
GOMORRA
9
MANUALE DELLA RACCOLTA
DIFFERENZIATA A SCUOLA
9
LA “STORIA” DELLA CARTA
10
TETRAPAK
11
LA “STORIA” DEL VETRO
12
DA RIFIUTO A RISORSA
13
L’ALLUMINIO
14
FARMACI SCADUTI
15
UNA CREMA PER LE MANI
15
LE PILE SONO BELLE, MA...
15
OBIETTIVO —> RIFIUTI ZERO
Mercoledì 14 marzo,
il presidente provinciale dell’associazione “Rifiuti Zero”,
l’ingegnere Sebastiano Spina, ha tenuto
lezione
L’ingegnere Seba- u n a
stiano Spina
sull’importanza della
gestione dei rifiuti.
Nella sua presentazione, ha evidenziato la condizione attuale del
nostro pianeta e come nel corso
degli anni si stia trasformando in
una discarica. Nell’oceano Pacifico si trova addirittura un’isola di
plastica, ciò è dovuto appunto allo
scorretto smaltimento dei rifiuti.
Ormai ci stiamo trasformando in
una società di consumatori, cioè
compriamo in modo continuo oggetti che non ci servono, ma che,
in qualche modo, ci rendono felici.
Inoltre ci ha consigliato di riprendere
le sane abitudini dei nostri antenati,
poiché, prima del Novecento, non si
producevano tanti rifiuti.
Ha evidenziato le varie soluzioni che ci
permettono di rispettare l’ambiente e
di spendere sempre meno, come riparazione, recupero e riuso degli oggetti,
compostaggio, ecc ...
Un aspetto che abbiamo approfondito,
è il modo in cui si potrebbe avere un
isolamento termico: infatti, se le case
fossero avvolte da particolari materiali, potremmo evitare l’acquisto dei
climatizzatori e risparmieremo anche
sull’energia elettrica.
Abbiamo anche visto un filmato sulla
storia dei rifiuti, che fino ad un re-
cente passato si inserivano in un processo lineare, oggi dobbiamo concepire i rifiuti in un sistema ciclico e chiuso, cioè i rifiuti si dovranno trasformare in nuove risorse.
derivati dai prodotti di scarto. Queste sostanze sono poi liberate in acqua, inquinano le falde acquifere, e
nell’aria, che sta diventando sempre
meno respirabile.
La popolazione vede in questi oggetti
una fonte di felicità e soddisfazione e
tende a comprarne sempre più, favorendo le multinazionali. Dopo che questi oggetti si dimostrano inutili,
vengono accumulati nelle discariche e, molti di loro sono inceneriti, ne consegue l’inquinamento
dell’ambiente. Nell’aria viene
perfino liberata la diossina, responsabile di malattie e tumori.
Tutto questo non esisterebbe
più se la storia dei rifiuti fosse
un ciclo chiuso, quello a cui noi
dobbiamo mirare per salvaguardare il nostro futuro. Insomma,
è vero che fare la raccolta differenziata è bene, ma non produrre
rifiuti è ancora meglio.
Francesco Anzalone
Abbiamo osservato che i vari oggetti
che oggi usiamo normalmente, sono
prodotti con macchinari che producono anche sostanze chimiche tossiche,
RICICLO CREATIVO: OGGETTI IN CARTAPESTA
A febbraio abbiamo realizzato la
cartapesta, miscelando acqua, colla e
pezzi di carta.
La carta è quella che è stata raccolta durante la settimana per mezzo
dei cestini costruiti da
noi .
Siccome il mese era febbraio, abbiamo utilizzato
la cartapesta per costruire delle maschere di
carnevale, servendoci di
uno stampo di plastica
per ottenere la forma
della faccia.
Inizialmente
Pagina 2
abbiamo
messo sullo stampo una pellicola trasparente, poi abbiamo iniziato a passare strati di colla e pezzi di quotidiano e poi abbiamo applicato la cartapesta con la forma voluta. Quindi
abbiamo messo le maschere su una
base in modo per farle
asciugare.
Con la cartapesta si
può fare di tutto, rispettando allo stesso
tempo l’ambiente
Siccome sta per avvicinarsi anche il periodo pasquale e poiché, come abbiamo
imparato al corso, si deve
riutilizzare tutto ciò che è
possibile, con la cartapesta rimasta abbiamo costruito delle uova di pasqua di diverse dimensioni,
appallottolando pezzi di cartapesta
e, raggiunta la forma voluta, li abbiamo ricoperti con pezzi di carta asciutta. Nel successivo incontro, abbiamo pitturato e decorato le maschere.
Nel realizzare oggetti con la carta
abbiamo potuto notare come facendo
la raccolta differenziata ne traggono vantaggio sia noi che l’ambiente,
poiché, oltre a non produrre spazzatura, abbiamo creato degli oggetti
con le nostre mani, personalizzati …
e abbiamo sviluppato la nostra creatività e non abbiamo speso niente!
Francesco Anzalone
“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
DECALOGO RIFIUTI ZERO
1. Bere acqua del rubinetto: è controllata e ci libera dalle bottiglie di plastica.
Fuori casa una borraccia da riempire alle fontanelle pubbliche.
2. Cucina a impatto zero: minimizzare lo scarto alimentare comprando
il
il giusto, preparando porzioni ragionevoli, utilizzando gli avanzi.
3. Cambiare luoghi della spesa: scegliere i gruppi d’acquisto solidali, la vendita
diretta, i piccoli negozi di quartiere.
4. Eco-shopper: portare con se una shopping bag di stoffa o plastica
durevole è fondamentale: si evita di dover ricorrere ai sacchetti.
5. Zero imballaggi: privilegiare frutta, verdura, formaggi senza confezione, prodotti sfusi o “alla spina”, dal latte ai cereali ai detersivi e i cosmetici .
6. No all’usa e getta: acquistare sempre prodotti durevoli e di quali-
tà, abituarsi a riusare, scambiare con gli amici, farsi prestare, riparare.
7. Risparmiare carta: evitarne l’uso in casa e in ufficio, stampare solo se necessario e in modalità fronte-retro, riusare il retro dei fogli.
8. Zero rifiuti collettivi: organizzare feste ed eventi senza rifiuti in
cui tutti si portano da casa l’occorrente e non si buttano gli avanzi.
9. Autoprodurre: imparare a “fare da sé” e produrre in casa conserve, sapone, detersivo, prodotti per l’igiene personale, vestiti e perfino mobili.
10. Meno tecnologia: diminuire l’utilizzo degli apparecchi elettronici in
particolare quelli a pile non ricaricabili, e usare di più “l’energia delle
mani”.
Il decalogo è stato tratto dal libro “ZERO RIFIUTI” di Marinella Correggia, pubblicato da Altreconomia .
Nostra “nuova versione” ridisegnata da Francesco Anzalone e da Andrea Giordano
Gennaio - Aprile 2012
Pagina 3
RICICLO DELL’UMIDO: ECCO IL COMPOSTAGGIO
Il compost, detto anche terricciato o
composta, è il risultato della decomposizione e dell'umificazione di un
misto di materie organiche (come ad
esempio residui di potatura, scarti di
cucina, letame, liquame
o i rifiuti del
giardinaggio
come foglie
ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno
ed equilibrio tra gli elementi chimici
della materia coinvolta nella trasformazione.
to...), foglie verdi, rifiuti domestici
(frazione umida), limitando i residui di
origine animale e mischiandoli bene a
quelli di origine
vegetale.
Il compostaggio tecnicamente è un
processo biologico aerobico controllato dall'uomo che porta alla produzione di una miscela di sostanze umificate (il compost) a partire da residui
vegetali sia verdi che legnosi o anche
animali mediante l'azione di batteri e
funghi.
Il compost può essere utilizzato come
fertilizzante su prati o prima dell'aratura.

rifiuti carboniosi: rami derivanti
dalla
potatura
(meglio se sminuzzati con un biotrituratore, altrimenti
risulteranno poco
aggredibili da parte
dei microrganismi),
foglie secche, paglia (si terranno da
parte accuratamente queste materie
e le si mischierà man mano ai rifiuti
azotati che si produrranno di giorno in
giorno);

aria che si infiltra attraverso la
porosità prodotta dalla presenza delle
sostanze carboniose strutturanti
I residui organici compostabili sono:

rifiuti azotati: scarti vegetali, di
giardino (tagli di siepi, erba del pra-
Pagina 4
Un compost di qualità mediocre non
può essere facilmente utilizzato. Può
provocare sgradevoli odori ed essere
causa di sovracosti importanti. È dunque indispensabile che il processo di
compostaggio sia bene rispettato e
seguito.
fondi di caffè, filtri di tè, gusci di
uova, gusci di noci;
Toscano Massimiliano

IL COMPOST “GRATUITO”
lettiere biodegradabili di animali
erbivori;

carta, evitando quella stampata
(anche se oggigiorno i giornali non
contengono più sostanze tossiche) e,
soprattutto, quella patinata.

pezzi di cartone (fungono anche
da rifugio ai lombrichi);
gno di:
umidità che proviene dalle materie azotate (umide) ed eventualmente
dall'acqua piovana o apportata manualmente
Il tempo di maturazione del compost
è variabile a seconda delle condizioni
climatiche e del tipo di prodotto che si
vuole ottenere. È così possibile diminuire del 30-40 % la quantità di spazzatura; inoltre molti comuni italiani
prevedono una riduzione della tassa
sui rifiuti per coloro che dimostrano di
praticare il compostaggio;

Il suo utilizzo, con l'apporto di sostan pezzi di tessuti 100% naturali
za organica migliora la struttura
del suolo. Come attivatore biologi- Per ridurre la
co aumenta inoltre la biodiversità quantità di rifiuti, per una
della microflora nel suolo.
merenda
ecoloPer avere un buon compost, bisogica,
bisogna
gna ricordarsi che sono gli organismi decompositori del suolo a pro- usare cibo senza involucri
durlo. Essi, per vivere, hanno biso-

troppo umido si attua un rivoltamento
del materiale, per inumidirlo si versa
dell'acqua (con la canna da giardino o
con un innaffiatoio).
(lana, cotone), ecc.
2 o 3 volte all'anno bisogna rigirare il
materiale per riattivare il processo di
compostaggio.
È fondamentale mantenere il giusto
grado d'umidità del materiale, altrimenti il processo sarà rallentato se è
troppo secco o troppo umido, inoltre
in quest'ultimo caso avverranno putrefazioni indesiderate (processo anaerobico). Per asciugare un cumulo
Dentro un cestino con il fondo forato
abbiamo posto una certa quantità di
terra alternata ai residui organici umidi
che noi normalmente buttiamo nella
spazzatura, perché si pensa che non
siano riciclabili, ma in realtà lo sono.
Infine si ricopre il tutto con un ultimo
strato di terra.
La professoressa ci ha spiegato che il procedimento è
molto semplice, anche se si
deve aspettare un po’ di
tempo, tempo che poi sarà
ricambiato dai risultati ottenuti.
Per ottenere il composto
umido, si possono utilizzare
un gran numero di rifiuti
umidi, dai fondi di caffè ai resti della
spremuta di arancia. Mischiare residui di
origine animale con abbondanti porzioni
di origine vegetale. Si può utilizzare anche la buccia della frutta, preferibilmente tritata con il frullatore.
Attualmente è in un angolo lontano del
prato e sta “maturando”. Nel corso del
tempo, osserveremo i risultati trovati.
Francesco Anzalone
“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
Per ambientalismo, si intende la politica e i movimenti
sociali che operano per la
difesa ed il miglioramento
dell'ambiente e lo sviluppo
sostenibile. Le prime associazioni ambientaliste risalgono agli inizi degli anni 70 .
Politicamente, il primo Partito verde della storia nacque
in Australia nel 1972, mentre in Europa il primo partito ambientalista fu fondato
in Gran Bretagna. Tra le
principali associazioni abbiamo:
Greenpeace
WWF
Legambiente
1. GREENPEACE è un'organizzazione non governativa
ambientalista, fondata a
Vancouver nel 1971. Questa
associazione è famosa per le
sue azioni non violente, per
la difesa del clima e delle
balene. Negli ultimi anni
l’attività si è dedicata al
riscaldamento globale. Gre-
Gennaio - Aprile 2012
enpeace nasce in Italia a
pochi mesi dal disastro di
Cernobyl, mentre si preannuncia il referendum (poi
svoltosi nel 1987) sull'uso
dell'energia nucleare e la
realizzazione di nuovi impianti.
2. Il WWF è la più grande
organizzazione mondiale per
la conservazione della natura. fondato l'11 settembre
1961 in Svizzera L'associazione ha uffici in quasi novanta paesi e la sua sede
centrale si trova a Gland, in
Svizzera. La missione del
WWF è quella di contrastare
la devastazione dell'ambiente naturale del pianeta e di
contribuire alla costruzione
di un futuro in cui l'uomo
vivrà in armonia con la natura. A questo scopo il WWF si
batte per:

conservare l'insieme di
tutte le forme viventi del
pianeta;

assicurare che l'uso di
risorse naturali rinnovabili
sia sostenibile;
promuovere misure per
la riduzione dell'inquinamento e degli sprechi di
risorse.
Lega ambiente è nata
nel 1980 prendendo come esempio il movimento
antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto
il mondo occidentale negli anni ’70.
3.
LEGAMBIENTE ha
come scopo la protezione
del’ambiente così da poter vivere in un mondo
migliore.
Le basi di lega ambiente sono
puramente scientifiche così
da dare basi concrete.
L’attività
organizzata
all’interno
e
frutto
dell’impegno di migliaia
di cittadini che si prodigano per mantenere
l’attenzione sull’ emergenza ambientale del
paese. Romeo Daniel,
Stefano Nicotra
Pagina 5
COMUNI RICICLONI ANCHE IN SICILIA
Anche se si potrebbe pensare il
contrario, la Sicilia non sempre si
comporta male, in tema di rifiuti.
Ad esempio, il comune di Salaparuta raggiunge percentuali altissime di raccolta differenziata che superano il 60 per
cento. Nella nostra
regione, stando ai
dati di Legambiente
inseriti nella classifica Comuni ricicloni, vincitore assoluto è infatti proprio
il comune di Salaparuta; a seguire i
comuni di Poggioreale (58,93%), Gibellina (58,21%), Alimi-
nusa (52,42%), Santa Ninfa
(50,81%), Casteltermini (37,25%),
Isnello (35%), Scillato, Montemaggiore (33,65%) e Sciara (con il
33,29%).Per il riciclo nei capoluoghi di provincia, primo assoluto è Agrigento con il 15,85%,
a seguire Ragusa,
11,21%, Caltanissetta, 10,79%, Siracusa, 7,29%, Enna
5,15%,
Catania,
4,04%,
Palermo,
3,46%,
Messina,
2,69% e fanalino di
coda la provincia di
Trapani, di cui non
sono nemmeno pervenuti i dati. Nel
Nord Italia, che ha iniziato a differenziare i rifiuti molto tempo
prima, le percentuali sono diverse
e anche il numero di comuni è maggiore, cosa che denota maggiore
sensibilità verso il problema. Il
Nord Est si conferma una delle
zone più virtuose d’Italia per
quanto riguarda la raccolta differenziata, con 59 comuni veneti e
33 trentini tra i primi 100 posti, lo
stesso non si può dire delle città
più rappresentative e popolate,
come ad esempio Milano, ferma al
35% circa, esattamente la stessa
percentuale di raccolta differenziata registrata 15 anni fa.
Francesco Bonanno
Salvatore Lombardo
DIFFERENZIARE A SCUOLA FAREBBE LA DIFFERENZA
Oggi in Sicilia la raccolta differenziata è uno dei principali
temi di discussione. Molti abitanti non la considerano come
una cosa importante, ma se la
situazione non cambia, se non si
raggiunge la percentuale stabilita dall’UE, cioè il 35%, la nostra isola dovrà pagare una
multa perché non ha contribuito
alla salvaguardia dell’ambiente.
Per questo nella scuola che
frequento attualmente si è
creato un laboratorio, che si
occupa di gestire i rifiuti contro l’ecomafia, in cui io, altri
compagni della mia classe e altri ragazzi che frequentano
l’istituto ci impegniamo per riuscire a realizzare la raccolta
differenziata a scuola, nelle
varie classi dove già alla fine
della ricreazione i cestini sono
Pagina 6
pieni. I cestini sono quelli, pur- cendo la differenziata, poiché,
troppo, dell’indifferenziata, che visto che le discariche non sahanno
dovuto
s o s t i t u i r e ranno più utilizzate, non dovremquest’anno quelli della differen- mo pagare lo spazio che occupa
ziata, trovati
la spazzatura.
distrutti
e
In questo corso,
Evita di comprare merende
con i rifiuti
svolgiamo attività
sparsi a caso confezionate, una torta fatta come
costruire
in casa è quello che ci vuole!
alla fine del
cestini della difAndrea Giordano
passato anno
ferenziata,
coscolastico,
struire cartelloni
segno
che
che
elencano
i
ancora non si
vari vantaggi otè capito il
tenuti e sopratvero signifitutto, abbiamo il
cato
e
il
compito di convindanno
che
cere le persone a
provochiamo
condividere questa
a noi stessi,
scelta che ci resommersi da
galerà un mondo
tasse
che
migliore. Francepotremmo
sco Anzalone
evitare
fa“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
ACQUA DA RISPETTARE E PRESERVARE PER IL FUTURO
Al giorno d’oggi l’acqua e’ diventata una
risorsa insufficiente a coprire il fabbisogno di tutta la popolazione mondiale
e, più andremo avanti nel tempo, più
l’acqua sarà insufficiente perché c’è un
grosso spreco e la popolazione mondiale è in aumento. Alcuni esperti ipotizzano che per il 2025 quasi il 50% della
popolazione affronterà problemi con
l’igiene. Ce da dire che nel mondo c’e’
un grosso spreco di acqua : il 70% dell’
acqua viene utilizzata per irrigare i
campi, il 20% nelle industrie, l’8% circa
per uso domestico e la restante per97% dell’acqua, e’ acqua salata, cioè
centuale,cioè il 2% viene disperso ducontenuta nei mari e negli oceani, la
rante la distribuzione a cause di tubarestante parte, cioè il 3%, e’ quella
ture e impianti idraulici danneggiati.
dolce di cui la metà è contenuta nei
Ma non incontriamo solo in queste sighiacciai. Noi abbiamo a disposizione
tuazioni un consumo d’acqua eccessivo.
solo l’1% per soddisfare i nostri fabbiFacendo la media del consumo d’acqua
sogni giornalieri. Per porre fine a tutto
giornaliero possiamo notare le diffequesto esistono numerose possibilità e
renze, che si vengono a creare tra gli
qualcuno propone la costruzione di amstatunitensi che consumano circa 430
pie dighe artificiali in grado di contelitri a persona e gli europei invece ,
nere una grande quantità di acqua. Ma
consumano circa 170 litri a persona
al di là delle proposte, è opportuno
(tre volte meno rispetto a gli statuniacquisire comportamenti personali volti
tensi) mentre gli
a evitare sprechi e a
Per non immettere im- scegliere attività
africani hanno a diballaggi nell’ambiente, produttive anche in
sposizione circa 20
riempi la bottiglia
litri d’acqua, spesso
base alle risorse idrinociva. Il problema
dell’acqua da casa e riu- che disponibili.
dell’acqua e quello
tilizzala più volte
A scuola, stiamo lavoche più di ogni altro
rando per fare in
Andrea Giordano
evidenzia il nostro
modo che non si spresviluppo. Molti crechi acqua, e, per evidono che siccome il nostro pianeta è
tare un accumulo di bottigliette di
ricoperto per il 70% d’acqua, questa
plastica tra i rifiuti, ad utilizzare quelpuò essere utilizzata senza un fine,
la del rubinetto.
perché e’ una risorsa inesauribile , ma
Romeo Daniel, Simone Rapisarda
la maggior parte non sa che più del
I CARTONI RIUSATI COME CESTINI PER LA CARTA
IL 1 febbraio 2012, noi partecipanti al progetto “gestire i rifiuti
contro l’ecomafia” abbiamo svolto
un’attività pratica consistente nel
costruire cestini per la raccolta
della carta partendo da materiali il cui destino sarebbe stato
quello di essere
gettati
nella
spazzatura.
pena asciutti, li abbiamo rivestiti con carta decorata o cartoncini, fissati sempre con uno
strato di colla e fissando le estremità con una pinzatrice.
Poi
abbiamo
tagliato i numeri e le lettere riguardanti i nomi
delle
nostre
classi.
Abbiamo
usato
Per rifinire il
dei grandi scacestino, abtoloni come conbiamo applitenitore, questi
Cestini creati da noi
cato
dello
ultimi, sono stati
scotch rosso
ricoperti da due strati alternati alle estremità e alcune decoradi colla vinilica e tovaglioli. Ap- zioni riguardanti la raccolta dif-
Gennaio - Aprile 2012
ferenziata. Per attaccare la busta, abbiamo aggiunto due dadi
con le relative viti, una coppia
per parte, che hanno lo scopo di
reggere la busta, ovviamente
biodegradabile per poterla conferire in discarica assieme alla
carta.
Versione alternativa per il modello dei cestini è quello di utilizzare una gamba di jeans come
rivestimento al cestino formato
non da uno scatolone ma da un
tubo di cartoncino adattato al
jeans stesso.
In questo modo, abbiamo potuto
contribuire alla raccolta differenziata senza spendere niente.
Francesco Anzalone
Pagina 7
IL QUESTIONARIO PER SENSIBILIZZARE
Durante il corso,
abbiamo preparato
un questionario composto da 8 domande
relative alla raccolta
differenziata a scuola. Dopo avere valutato le risposte e
dopo aver riportato i
risultati in un grafico,
ci siamo resi conto
che le nostre sensazioni erano purtroppo esatte: neanche
una classe fa la raccolta differenziata,
ad eccezione ovviamente di quelle a cui
apparteniamo noi del
corso, mentre il tentativo dell’anno precedente si è rivelato
un fallimento. Crediamo
sarà
un’impresa
molto
difficile riuscire a
ribaltare la situazione, ma speriamo il
contrario, per avere
ancora la speranza di
vivere in un mondo
pulito nel futuro.
Questionario
1. La tua classe ha già un cestino per la raccolta differenziata?
2. Viene utilizzato? Se no, perché?
3. Credi sia utile fare la raccolta differenziata? Motiva la tua risposta.
4. Credi che in questa scuola ci sia la necessità di appositi cestini per la raccolta differenziata?
5. Secondo te, perché l’anno scorso la raccolta differenziata non ha avuto successo?
Francesco Anzalone
6. A casa fai la raccolta differenziata? Se sì, di quanti tipi di rifiuti? Quali?
7. Abiti in una zona provvista di contenitori appositi per la raccolta differenziata?
LA DIFFERENZIATA A SCUOLA
Frequentiamo il primo supe- la scuola alla raccolta differiore all’Istituto Vaccarini di renziata e dovremmo impeCatania. Appena arrivate gnarci per ridurre il consumo
abbiamo notato che gli stu- di rifiuti inutili.
denti hanno proprio un catti- Per questo abbiamo deciso
vo rapporto con i rifiuti: dap- di frequentare il corso popertutto si trovano cartacce, meridiano, Gestione dei
bottiglie, e a nessuno impor- rifiuti contro l’ecomafia,
ta che stiano per terra o che proprio sull’importanza della
la plastica e la carta possono gestione dei rifiuti, per far
essere riciclate. Inoltre, nella capire ai nostri compagni
nostra scuola i cassonetti l’importanza della raccolta
disposti nel corridifferenziata
doio non bastano
nell’ambito scoa causa del fatto Per realizzare lastico e nelle
che non vengono
un obiettivo
nostre case.
svuotati frequenserve il
Chiara Chiarentemente.
za, Clara Sanficontributo
di
Bisognerebbe far
lippo e Silvia
tanti
partecipare tutta
Spataro.
Pagina 8
IL PROBLEMA E’ LA MULTA
Il problema principale della raccolta
differenziata
dei
rifiuti, almeno nel
Comune dove risiedo, sembra più La
disorganizzazione.
essere anti igienico,
comporta il pericolo che animali rompano le buste, spargendo il contenuto
ovunque.
Dopo aver tolto i
c a s s o n e t t i
dell’indifferenziata e aver proposto la raccolta porta a porta,
il comune si è interessato a
fornire gli appositi contenitori
per la raccolta per i principali
tipi di rifiuti (carta, vetro, plastica, organico) ma dall’altra parte
c’è un infrequenza nel ritirarli.
Capita spesso che passano giorni prima del ritiro e ciò, oltre a
Catania ha una bassissima percentuale
di differenziazione
di rifiuti: solamente il 14%,
mentre la percentuale minima
imposta dall’unione europea è
il 35%.
Se entro la fine del 2012 Catania non riuscirà a raggiungere
il limite minimo, ci sarà una
multa salatissima.
Erica Moschetto e Massimiliano Toscano
“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
DIFFERENZIARE … CHE FATICA!
da pag. 1
Dai risultati del questionario, è emerso che
il problema principale è
che
differenziare è
una fatica di cui tutti
vorrebbero fare a meno.
Questo è vero non solo
per gli alunni ma anche
per i docenti e il personale scolastico, nonostante che di sostenibilità ambientale si parli
ormai ovunque.
Noi continueremo nella
nostra iniziativa cercando di coinvolgere
tutta la nostra scuola:
è importante, infatti,
che i più giovani siano
sensibilizzati alla questione, ma lo è altrettanto il fatto che vedano la differenziazione come qualcosa
che li, e ci riguarda
personalmente. Quello
che sembra davvero
incredibile, è che secondo i ragazzi di oggi
la raccolta differenziata non è un loro problema; non è una questione
da affrontare subito,
forse perché vivono alla
giornata e non si preoccupano delle conseguenze che un atteggiamento
di questo tipo produrrà
nel tempo all’ambiente in
cui dovranno vivere.
Erica Moschetto
Simone Rapisarda
Rosario Spampinato
MANUALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SCUOLA
La raccolta differenziata
è il mezzo con il quale si
sta cercando di limitare
l’inquinamento dividendo la
spazzatura secondo il materiale da cui è composto.
TIPOLOGIE DI RIFIUTI
Alluminio
La
raccolta
dell’alluminio comprende le lattine,
bombolette aerosol, scatolette e
vaschette
per
alimenti, tubetti
flessibili come i
tubetti della maionese. L’ alluminio
viene estratto in
maniere che si
stanno
esaurendo.
A
SCUOLA LA PUOI CONFERIRE AL PRIMO PIANO
ACCANTO
ALLE
MACCHINETTE
Organico
La raccolta dell’organico
comprende tutti i rifiuti
composti da materiale
naturale, animale o vegetaGennaio - Aprile 2012
le: ad esempio scarti di
cucina, scarti di frutta e
verdura, alimenti deteriorati, segatura, fondi di
caffè e filtri di tè, gusci
d’uovo, salviette di carta
unte. A SCUOLA LA PUOI
CONFERIRE AL PIANO
TERRA ACCANTO AL BAR
Carta
La raccolta della carta
comprende fogli di giornale,cartone, fazzoletti ( non
sporchi ), ecc..
Questo tipo di raccolta
differenziata serve a non
abbattere più alberi che
producono ossigeno e assorbono anidride carbonica (dannosa per l’essere
umano); la carta a Catania
viene raccolta in contenitori bianchi. A SCUOLA
LA PUOI CONFERIRE IN
SALA PROFESSORI ACCANTO ALLA FOTOCOP I A T R I C E
,
ALL’INGRESSO ACCANTO ALLE FOTOCOPIATRICE E IN 2°A
TECNOLOGICO.
Plastica
La raccolta della
plastica comprende
bottigliette,
(bicchieri no) ed
alcuni materiali da
imballaggio .
La plastica è fortemente
inquinante
quindi per ridurre
l’inquinamento viene riciclato in contenitori gialli.
A SCUOLA LA PUOI
CONFERIRE NEI CONTENITORI ACCANTO AI
DISTRIBUTORI.
Quindi cerchiamo in tutti
modi di riciclare, ne va del
tuo e del mio futuro.
Mario Porto e
Salvo Lombardo
GOMORRA
Il film “Gomorra” è tratto
dall’omonimo libro di Roberto
Saviano, il quale denuncia in esso
i crimini commessi dalla criminalità organizzata. Il primo scenario
del film è il porto di Napoli, dove
il contrabbando di merci è
all’ordine del giorno, e se per
arrivare allo scopo è necessario
eliminare qualcuno, non esiste
alcuno scrupolo che fermi la mano armata di ogni camorrista.
Il film è infatti ambientato nella
città partenopea, centro delle
attività illecite della criminalità
di stampo camorrista; in particolare, nel quartiere di Scampia,
all’interno di quell’agglomerato
urbano chiamato “le vele”,
all’interno del quale si muove il
mondo di Gomorra.
Lo spaccio di stupefacenti, lo
sfruttamento minorile, l’omicidio,
l’intimidazione e ogni tipo di crimine lì sono attività normalissime, e sembra davvero che non vi
sia modo di intervenire, a livello
di controlli e di azioni di polizia,
in quella che sembra una vera e
propria fortezza.
Saviano si sofferma anche sulle
attività legate allo smaltimento
dei rifiuti tossici o speciali, tra
le attività più lucrative delle organizzazioni mafiose; racconta,
infatti, i contatti tra le aziende
senza scrupoli del nord che, per
risparmiare, interpellano le imprese meridionali che pensano a
smaltire illecitamente e a basso
costo, i materiali pericolosi.
Lo scrittore di Gomorra, che più
che un romanzo, sembra un vero
e proprio libro – documentario,
dopo aver raccontato, pubblicandole, le azioni criminose della
Camorra, oggi vive sotto scorta,
il perché è facilmente intuibile:
quanto scritto nel volume, infatti, è stato tradotto in moltissime
lingue e ha fatto velocemente il
giro del mondo, cosa che non ha
certo fatto piacere alla Camorra!
Gabriele Privitera
Pagina 9
LA “STORIA” DELLA CARTA
“La carta è un materiale igroscopico,
costituito da materie prime fibrose
prevalentemente vegetali, unite per
feltrazione
(fenomeno che consiste nella salda
unione reciproca delle fibre cellulosiche in sospensione) ed essiccate,
inoltre questo prodotto può essere
arricchito da minerali, coloranti e
additivi diversi.
Il materiale più comunemente usato
per la produzione della carta è la
polpa di legno o di cellulosa solitamente legno tenero come per esempio di abete o di pioppo ma, a seconda degli usi, si possono utilizzare
anche altre fibre come cotone,lino e
canapa, oltre che, ovviamente, carta
riciclata Il legno è formato indicativamente da:

cellulosa (circa
45%)

Emicellulosa
(circa 30%)

Lignina (circa
20%)

Estraibili vari:
terpeni, resine e
acidi grassi(circa 5%).
Cellulosa ed emicellulosa sono polimeri del glucosio e costituiscono le
fibre del legno, mentre la lignina,
composto aromatico e polimero del
fenilpropanoide, è l'interfibra che
Pagina 10
le tiene unite. Agli albori dell'industria cartaria si creavano i fogli manualmente, poi furono sviluppate
macchine per la produzione in continuo della carta. Inizialmente si trattava di fabbriche che utilizzavano il
processo completo dal taglio degli
alberi fino alla carta (in bobina). Oggi la maggior parte delle industrie
utilizza come materia prima polpa di
cellulosa prodotta altrove (ed eventualmente carta di riciclo).
Questi dati ci fanno comprendere
perché per produrre 1 tonnellata di
carta occorrono tre tonnellate di
legno.
La lavorazione della carta si realizza
in varie fasi:
1°PREPARAZIONE DELLE FIBRE:
dove il legno viene scortecciato e
ridotto in chips
2° SBIANCAMENTO:le paste vengono
sbiancate con cloro o
biossido di carbonio
3° FORMAZIONE
DEL FOGLIO E PRESSATURA: Nelle moderne cartiere in continuo si procede
facendo drenare la soluzione di cellulosa dalla cassa di flusso
4°TRATTAMENTI SUPERFICIALI:
Per questo motivo viene utilizzata
un'ampia gamma di additivi per otte-
nere le proprietà desiderate.
5°ESSICCAMENTO: il foglio viene
essiccato passando ancora per una
seccheria e poi calandrato attraverso uno o più rulli riscaldati che riducono il foglio nello spessore desiderato.
La carta ha moltissime applicazioni,
ad esempio un foglio di carta può
diventare un documento, per memorizzare informazioni o per comunicare. La carta può così assumere un
valore per ciò che contiene, si pensi
a banconote, assegni, biglietti, ricevute e titoli, ecc.
La carta stampata può essere legata
a formare libri, opuscoli ,riviste, ecc.
Nel mondo anglosassone si usa il termine dead tree
edition (edizione
albero morto) per
La carta ha
indicare i documoltissime
menti su carta
applicazioni:
(fabbricata da
fibre vegetali) in
documenti,
contrapposizione
banconote,
a quelli conservati
assegni,
come file su supbiglietti,
porti digitali
ricevute,
(Hard disk, CD
titoli, libri,
rom ecc.). Un file
opuscoli,
su computer può
riviste, carta
essere trasferito
igienica,
su carta per mezfazzoletti e
zo della stampantovaglioli
te, ironicamente
detta - sempre
nel mondo anglosassone - mangia piante (tree eater).
Il processo inverso può essere effettuato con la scansione, eventualmente seguita dal riconoscimento
(OCR).
La carta ovviamente non ha solo queste funzioni ma anche quelle:
-Igieniche ad esempio carta igienica,
fazzoletti e tovaglioli
-D’imballaggio come ad esempio per
le buste della spesa, carta da parati
e scotch .
Mario Porto e Salvo Lombardo
“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
TETRAPAK … RISORSA CELATA E MOLTO SOTTOVALUTATA
molti a
ritenere
che non
possa essere riciclato.
Questo
non corrisponde
affatto al
vero.
Tutt’altro!
In relazione al riciclo dei rifiuti, è bene sfatare alcune credenze sbagliate.
In particolare, vorrei soffermarmi sul tetrapak, il rivoluzionario contenitore per alimenti che, dato che è composto sia di plastica che di carta, che di alluminio, sono in
Gennaio - Aprile 2012
Il tetrapak
è un prodotto molto utilizzato; funge da imballaggio per latte o i succhi di frutta, e si trova
praticamente in tutte le case.
Durante il corso che stiamo frequentando a scuola, relativo alla
gestione dei rifiuti, abbiamo potuto apprendere come, in realtà,
anche i contenitori tetrapak rappresentano una risorsa e non un
rifiuto.
Attraverso la loro lavorazione,
infatti una volta separata la
parte in cartone (che costituisce
più della metà del prodotto),
l’alluminio e la plastica presenti
vengono trasformati in una sostanza chiamata eco-allene, utilizzata successivamente per realizzare formine o giocattoli. Al
momento della lavorazione le
fibre di cellulosa, separate dal
polietilene e dall’alluminio, verranno poi utilizzate in seguito
per produrre nuova carta.
Insomma, anche del tetrapak
non si butta via nulla, per cui
ricordate di riciclarlo o, nel caso
il vostro Comune non sia predisposto, chiedete all’amministrazione come fare per smaltirlo, rispettando l’ambiente.
Noemi Gagliano
e Gabriele Privitera
Pagina 11
LA “STORIA” DEL VETRO
Da un punto di vista chimico, il termine vetro si riferisce a materiali
che sono ottenuti tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata da cristallizzazione. Nel
linguaggio comune, il termine vetro
viene utilizzato in senso più stretto, riferendosi solamente ai vetri
costituiti soprattutto da ossido di
silicio (vetri silicei), impiegati come
materiale da costruzione
(soprattutto negli infissi), nella
realizzazione di contenitori (ad
esempio vasi e bicchieri) o nella
manifattura di elementi decorativi
(come oggettistica e lampadari). La
maggior parte degli utilizzi del vetro derivano dalla sua trasparenza,
dalla sua resistenza chimica e dalla
sua versatilità: infatti, grazie
all'aggiunta di determinati elementi, è possibile creare vetri con colorazioni e proprietà chimicofisiche differenti.
Molte sono le ipotesi sulle origini
del vetro non appoggiate da prove
concrete ne circoscritte ad una
sola regione; probabilmente il primo prodotto non fu vetro vero e
proprio, ma si avvicinava di più allo
smalto vetroso.
Nel 3000 a.C. ha forse inizio in
Egitto una produzione di un vetro
preparato con sabbia, soda e ossido di rame usato per ricoprire sassolini imitanti pietre dure di colore
azzurro e verde.
Del 2000 a.C. pare sia il più antico manufatto giunto ai giorni nostri, conservato nell’Antiquarium
di Berlino. Si tratta di una canna a
mosaico attribuita alla XII dinastia egiziana.
1580 - 1345 a.C. E’ il periodo
d’oro del vetro egiziano che sotto
la XVIII dinastia raggiunge il maggior sviluppo
Nel 77 d.C. Plinio riporta la famosa leggenda della scoperta del vetro da parte di alcuni mercanti fenici, tramandando, notizie sull’arte
vetraria antica in Spagna, Siria,
Gallia, Italia e perfino India. Particolare sviluppo ebbe l’arte del ve-
tro presso i Romani, portata dagli
Egiziani, sotto il regno di Augusto.
337 d.C. Una legge di Costantino,
che includeva i “vitrarii” nelle trentacinque professioni esenti da ogni
carico pubblico ( come architetti,
medici, farmacisti ecc. ecc.) per
incoraggiarne l’arte, mette in risalto lo sviluppo dell’arte del vetro
presso i Romani.
400 d.C. Di questo periodo ci sono giunti diversi oggetti, che testimoniano lo sviluppo raggiunto
dall’arte del vetro in diversi paesi.
1612. Viene pubblicato a Firenze
il trattato: “L’Arte Vetraria distinta in sette libri” di Antonio Neri. E’
questo il primo libro, di tecnologia
vetraria, stampato al mondo.
I vari usi del vetro
Il vetro è un materiale con molteplici applicazioni, sia industriali che
domestiche:

Vetro cavo: contenitori per
alimenti, bevande, farmaci, cosmetici (imballaggi in vetro)

Vetro piano: usato ad esempio negli edifici, in interni ed
esterni
Vetro artistico: oggetti
d’arte, arredo, design

Vetro auto: finestrature dei
mezzi di trasporto

Settori specializzati: ottica, fibre
ottiche, chirurgia, lana di vetro
Smaltimento del prodotto
Il rottame di vetro depurato è
introdotto nel ciclo produttivo con
una percentuale che va dal 10% del
peso dell’impasto fino a quasi sostituire le altre componenti primarie. Grazie alla sua natura può essere rifuso infinite volte, consentendo un significativo risparmio
energetico e di materie prime.
Affinché il vetro raccolto possa
essere riciclato in vetreria è nePagina 12
“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia”
meccanica), frantumazione, vagliatura. In particolare, vengono rimossi nell’ordine:

corpi estranei di grosse dimensioni

Grazie alla sua natura può essere rifuso infinite volte
frammenti di ceramica, porcellana, pietre, corpi metallici, plastica, ecc.
cessario selezionarlo presso un
impianto di trattamento specializzato.

Il trattamento è composto di varie
operazioni di cernita (manuale o

corpi magnetici

corpi leggeri (carta, alluminio,
legno, ecc.)
corpi metallici non ferrosi
(alluminio, piombo, rame)
Recupero-Riutilizzo-Riciclo-Riduco
da pag. 1
ma occorre far capire che ognuno di
noi compra, usa e getta cose e cibi,,
non sempre indispensabili, producendo sempre più rifiuti.
Non solo invitare gli studenti alla
raccolta differenziata non è semplice, ma far capire loro qual è il vero
significato che ha il termine riciclare cioè mantenere un ambiente pulito e non inquinato per il nostro futuro e per le nuove generazioni, è molto complicato.
La città che ricicla di più è Camber-
ra (Australia) dove hanno deciso di
non avere più rifiuti entro il 2010 e
per fare questo hanno dovutoo ridurre i rifiuti, riusare gli oggetti,
riciclare tutto il possibile. Infatti
davanti alle abitazioni ci sono tanti
cassonetti colorati : Carta, Cartone,
Alluminio, Ferro, Abiti usati ecc.
Avanzi di demolizione; apparecchiature elettriche; vetro e naturalmente la plastica. In questo modo il
98% dei rifiuti viene riciclato e
non arriva alle Discariche.
Non ci credete? Ecco qualche esempio di cosa è possibile realizzare con

corpi opachi
In particolare l’efficienza nella
separazione dei corpi opachi rappresenta un limite tecnologico alla
nobilitazione del rottame: essendo
costituiti ad esempio da prodotti
non fusibili quali ceramica, vetroceramica, porcellana, sassi, ecc.
possono causare problemi in vetreria.
Il vetro ricavato dai rifiuti, non è
più un rifiuto ma una materia prima.
Francesco Anzalone
rifiuti riciclati: Con 500 lattine si
costruisce una bicicletta; con 13
scatolette in acciaio si fabbrica
una pentola; 9 scatoloni su dieci
sono prodotti con cartone riciclato;
il 60% delle bottiglie è di vetro
riciclato; l'industria Italiana del
mobile ricicla 2/3 milioni di tonnellate di legno; dalle buste di plastica
si possono fare vestiti da sposa o
costumi da bagno; tritando i bicchierini del caffè, nascono le matite.
Chiarenza Chiara,
Sanfilippo Clara
Spataro Silvia
VI RACCONTO UNA STORIA...DA RIFIUTO A RISORSA
Salve, mi chiamo Francesco e mi piacerebbe raccontare la mia storia ..
non inquinare e rendere questo mondo
un po’ migliore.
Da tempo in me regnava l’indifferenza
nell’ecologia, immaginavo fosse stupido
riciclare quando il vicino non facesse la
differenziata e magari nell’ignoranza
generale nessuno,ma riflettiamo insieme un momento … tutto ciò che compriamo è potenzialmente un rifiuto,cioè
una volta che prendiamo un qualcosa e
lo buttiamo in una pattumiera … E’ UN
RIFIUTO! Questo è un concetto che ho
imparato durante il corso sulla gestione
dei rifiuti, organizzato al “Vaccarini”.
Ho avuto la grande fortuna di “aver
imparato e di aver trasmesso”
Al corso sono stato illuminato su diversi
argomenti e di possibili soluzioni per
Gennaio - Aprile 2012
Ti chiederai probabilmente perché
dovrei, in fondo non guadagno nulla e
semmai come potrei? Uno dei
modi è riutilizzare la carta facendo maschere e
opere artistiche
in cartapesta, di
cui il guadagno
non è irrisorio,
infatti ho avuto la
fortuna di vendere una maschera in
occasione del carnevale alla somma di
“60 EURO”, soldi che, non avrei mai
potuto ricavare da carta ormai inutilizzabile da cui non avrei ricavato 1 centesimo...l’interesse sta soprattutto sul
costo iniziale, pari a 0€, ma
soprattutto al guadagno
ecologico, che è la cosa più
importante dei soldi, e se il
mondo è pulito, vivi meglio,
in salute.
Ricorda che riciclare è
fonte di soldi e di “pulizia”.
Bonanno Francesco
Pagina 13
L’ALLUMINIO SI PUO’ RICICLARE ALL’INFINITO
L'alluminio è l'elemento chimico di
numero atomico 13. Il suo simbolo è
Al .
Si tratta di un metallo duttile color
argento. E’ notevole la sua resistenza all'ossidazione, la sua morbidezza, e la sua leggerezza. L'alluminio
si estrae principalmente dai minerali di bauxite, roccia rosso bruno o
giallo, diffusa soprattutto negli
Stati Uniti, in Russia, Guyana, Ungheria, nei territori dell'ex Jugoslavia. L'alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di
produzione industriale, quali ad
esempio la fusione, la forgiatura o
lo stampaggio, è molto importante
per l'economia mondiale. Componenti strutturali fatti in alluminio sono
vitali per l'industria aerospaziale e
molto importanti in altri campi dei
trasporti e delle costruzioni nei
quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie
L'alluminio è un metallo leggero ma
resistente, inoltre non è magnetico,
non fa scintille, ed è il secondo
metallo per malleabilità e sesto per
duttilità. L'alluminio è uno degli
elementi più diffusi sulla terra ,
secondo solo a ossigeno e silicio e
paragonabile al ferro e al calcio. Le
proprietà salienti dell'alluminio
sono: elevata plasticità;basso peso specifico, pari a circa un terzo di quello
dell'acciaio o delle leghe di rame; alta
conducibilità termica ed elettrica; eccellente duttilità e malleabilità; basso potere radiante; difficile saldabilità .
Pochi elementi in natura si prestano a
costituire un numero così elevato di leghe
come l'alluminio. Per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono
all'alluminio determinati quantitativi di
elementi alliganti. Quando si combina con
altri elementi, le caratteristiche di questo metallo, che allo stato puro è tenero
e duttile, cambiano radicalmente. Basta
un solo esempio: l'ossido di alluminio o
corindone, è la sostanza naturale più dura
dopo il diamante, con durezza relativa 9
nella scala di Mohs. Per quanto riguarda
le leghe metalliche formate dall'alluminio, le peculiarità in comune per tutte
sono: bassa temperatura di fusione, basso peso specifico, elevatissima conducibilità elettrica e termica.
Pagina 14
Zinco: soprattutto se associato al
Gran parte degli elementi metallici sono
solubili nell'alluminio, tuttavia rame (Cu),
silicio (Si), magnesio , zinco , manganese
sono i leganti utilizzati per l'alluminio a
costituire le leghe madri; accanto ad essi
si possono impiegare elementi che migliorano alcuni aspetti prestazionali delle
leghe, conosciuti come correttivi. Quando
alcuni elementi vengono aggiunti da soli
all'alluminio di base si hanno leghe binarie, quando aggiunti a due a due o a tre a
tre si hanno rispettivamente leghe ternarie o leghe quaternarie. Ogni elemento
possiede il suo particolare effetto, per
esempio:
Silicio:
migliora la colabilità e riduce il
coefficiente di dilatazione;
Magnesio:
aumenta la resistenza alla
corrosione in ambiente alcalino e in mare;
Manganese: aumenta la resistenza meccanica e alla corrosione;
Rame: accresce la resistenza meccanica,
soprattutto a caldo;
magnesio, conferisce un'elevata
resistenza meccanica
Il recupero di questo metallo dai
rifiuti (attraverso il riciclaggio) è
diventato una parte importante
dell'industria dell'alluminio. Il riciclaggio dell'alluminio è una pratica
comune fin dai primi del Novecento.
Era comunque un'attività a basso
profilo fino ai primi anni sessanta
quando il riciclaggio dell'alluminio
delle lattine pose questa pratica
sotto l'attenzione pubblica. Le fonti per il riciclaggio dell'alluminio
comprendono automobili e serramenti, elettrodomestici, contenitori
e altri prodotti. Il riciclaggio è molto conveniente: infatti produrre un
chilo di alluminio pronto all'uso a
partire da scarti costa meno di 1
kWh, contro i 13÷14 circa della
produzione dal minerale. Nonostante l'alluminio sia il 3º elemento chimico in ordine d'abbondanza sulla
crosta terrestre (8,1%), è molto
raro in forma libera, per cui in passato era considerato un metallo
prezioso, con un valore superiore a
quello dell'oro. È quindi relativamente nuovo come metallo industriale e la sua produzione in quantità commerciali avviene da poco più
di 200 anni.
Quando venne scoperto l'alluminio era
estremamente difficile da separare
dalle rocce di cui faceva parte, e poiché si trovava solo legato in qualche
composto era l'elemento chimico più
difficile da ottenere, nonostante fosse uno dei più abbondanti disponibili
sulla Terra.
Attualmente uno dei più grandi produttori di alluminio è il Canada, anche
se non è uno dei maggiori produttori di
bauxite. Infatti grazie ai suoi potenti
impianti idroelettrici, dispone di grandi
quantità di energia elettrica a basso costo, quindi importa la bauxite ed esporta
l'alluminio metallico. Nonostante l'elevato costo dell'elettrolisi, l'alluminio è comunque un metallo sufficientemente
economico ed è quindi ampiamente utilizzato. L'alluminio può essere estratto
anche dall'argilla, ma il processo è più
costo.
Mario Porto e Gabriele Privitera
Titolo notiziario
UN PERICOLO PER L’ECOSISTEMA: I FARMACI SCADUTI
Quello dello smaltimento dei farmaci è un problema
sottovalutato.
Eppure, sempre più
spesso ci troviamo
i cassetti pieni di confezioni di medicinali scaduti che spesso gettiamo tra i
rifiuti indifferenziati. Invece, ogni
cosa può essere riciclata, e dunque
anche i farmaci: ad esempio, la carta
dei foglietti illustrativi e il cartone
della confezione, oppure i flaconi di
vetro o plastica che contengono le pillole.
I medicinali scaduti, invece, si conver-
tono in rifiuti speciali, perché contengono
principi attivi che possono alterare gli
ecosistemi. Non è da sottovalutare
l’importanza di smaltire i farmaci scaduti;
spesso si commette infatti l’errore di
buttarli insieme alla spazzatura comune,
mentre esiste una raccolta a parte, che ci
obbliga ad accumulare i medicinali scaduti
e a buttarli via negli appositi contenitori.
I farmaci hanno infatti sostanze chimiche
particolarmente dannose, oltre a danneggiare l’ambiente, il clima, gli equilibri biologici.
Un diverso trattamento deve essere dato
ai farmaci anti-cancro, che contengono
sostanze tossiche. Tutti gli altri farmaci
COME FARE UNA CREMA PER LE MANI
Il freddo fa male
alla pelle, soprattutto alle mani,
che puntualmente
si screpolano e si
spaccato. La soluzione è una crema
efficace. Facciamo
una scelta ecosostenibile e decidiamo
di farla in casa. Bastano pochi gesti .
Ecco gli ingredienti: 50 gr. yogurt bianco,
25 gr. di miele; 1 Limone; 10 gocce
del nostro profumo preferito.
Preparazione:
Procediamo spremendo il limone in una
ciotola. Versiamo il
miele e lo yogurt. Mescoliamo vigorosamente con un cucchiaio di
legno e, una volta amalgamato il tutto,
uniamo le 10 gocce del nostro profumo
preferito. Poniamo quindi la ciotola a raffreddare nel frigorifero. Quando la crema
si sarà raffreddata, conserviamola in un
vasetto di vetro chiuso. Per utilizzarla, applicala sulle mani, massaggiando.
Erica Moschetto e Chiara Chiarenza
vengono invece bruciati all’interno di un
termovalorizzatore che scompone le
molecole e rende il rifiuto innocuo da un
punto di vista ambientale. I fumi inquinanti vengono bloccati attraverso un
filtro. Un trattamento dunque molto
specifico e da seguire con molta cautela.
I farmaci scaduti restituiti alle farmacie. Sul sito Altroconsumo, si possono
trovare maggiori informazioni per seguire il trattamento dei farmaci scaduti: se
seguito in modo fiscale è ovvio che permette maggiore rispetto per l’ambiente
e consente un risparmio di energie e
risorse più attento e consapevole.
Salvo Lombardo e Simone Rapisarda
LE PILE SONO BELLE, MA...
La nascita della prima pila risale al
1799, quando Alessandro Volta riprese
gli studi effettuati da Luigi Galvani sulla corrente elettrica e la costruì, utilizzando un supporto di legno posto verticalmente su una base circolare, alternò dischetti di rame e zinco a un panno imbevuto di una soluzione acida
formata da acqua e acido solforico.
Sin dal loro primo sviluppo le pile sono
rimaste tra le fonti di produzione di
energia più costose e la loro produzione richiede il consumo di molto risorse
di un certo valore e spesso implicano
l’impiego di sostanze chimiche pericolose, per tal motivo si è cercato di recuperare questi elementi rigenerandoli attraverso una apposita ricarica. Tale
ricarica non può però essere effettuata
su tutti i tipi di pile pertanto non esiste
una specifica rete di riciclaggio atta a
recuperare dalle pile usate parte dei
materiali di maggiore tossicità e valore. Le leggi italiane prevedono che le
batterie esauste siano considerate a
tutti gli effetti dei rifiuti pericolosi e
che quindi l’intero ciclo di vita dello
smaltimento sia tracciato
da parte di chi genera il
rifiuto e da chi lo smaltisce. Pertanto gli eventuali
trasgressori saranno penalmente perseguibili.
Roberto Massimino e Noemi
Gagliano
Volume 1, Numero 1
Pagina 15
I.S.S. G.B. Vaccarini
Redazione
Via Orchidea n. 9
Catania
http://www.vaccarinict.it/
… agricoltura
open source…
Noemi Gagliano, Francesco Anzalone, Stefano Nicotra, Francesco Bonanno, Salvatore Lombardo, Toscano Massimiliano, Romeo Daniel, Simone Rapisarda,
Erica Moschetto , Gabriele Privitera, Mario Porto,
Roberto Massimino, Rosario Spampinato, Andrea
Giordano, ChiaraChiarenza , Clara Sanfilippo , SilviaSpataro ,
Tutor
Irene Ferrera
Giornalista
Melania Tanteri
Dirigente Scolastico
Prof. Giovanni T orrisi
Gruppi di Acquisto Solidale
LA MERENDA ECOLOGICA
Noi ragazzi partecipanti al corso
sulla gestione della raccolta differenziata,organizzato al Vaccarini,abbiamo voluto sperimentare “la
merenda ecologica”, con lo scopo di
ridurre,se non eliminare del tutto,la produzione di indifferenziata.
Fate anche voi la ,
un’occasione per produrre meno rifiuti rispettando
l’ambiente!
Il nostro compito è quello di cercare di sensibilizzare i ragazzi
dell’istituto per divenire buoni cittadini,educati al rispetto
dell’ambiente.
Gli ingredienti sono semplici: basta munirsi di cibi e bevande
che non producano rifiuti di nessun tipo (eccetto ovviamente
il compost).
La “merenda ecologica” è mangiare
un frutto,possibilmente con buccia,così non ha bisogno di essere
incartato,oppure un alimento senza
essere incartato,né imballato,che
può essere ad esempio trasportato
in contenitori di plastica dura che
possono essere facilmente lavati.
Francesco Bonanno
Vi accorgerete che si può comodamente mangiare e bere senza produrre immondizia, ma soltanto materiali riciclabili ed
eco-compatibili.
Cosa bisogna consumare :
panini, ciambelle fatte in casa, spremute, frutta e, se proprio
volete, anche pezzi di tavola calda.
Ma ricordate, il tovagliolo va nel cestino dell’umido.
Vi ricordiamo di riempire le bottiglie
da casa, non portare lattine o plastica.
Scarica

“Gestire i rifiuti contro l`ecomafia”