“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” progetto PON-FSE C3 - Legali al sud - DIFFERENZIARE … CHE FATICA! Quest’anno, a scuola, co- del corso è stato, infatti, me tutti gli altri anni, la r e ali z z a z io n e e sono stati organizzati dei l’introduzione di cestini corsi extra curriculari, adibiti proprio ai rifiuti ognuno con d i f f e r e n zi a b i l i l’intento di approche produciamo fondire alcuni FORSE CHI VIVE in classe, essenaspetti della so- ALLA GIORNATA zialmente carta e NON SI cietà di oggi. lattine, ma il riPREOCCUPA sultato non è staLo scopo del corDELLE so che frequen- CONSEGUENZE to quello sperato. nonotiamo, “Gestire i DELLE PROPRIE Infatti, NON AZIONI stante la presenrifiuti contro za dei contenitori l’ecomafia”, è e dei cartelli, le quello di increclassi risultano ancora mentare l’abitudine alla raccolta differenziata a con dei cumuli di rifiuti scuola, creando anche posti nell’angolo in cui si degli slogan divertenti trova il cestino. Questo ci per rendere la raccolta è dispiaciuto molto, e più gradevole ai nostri quindi abbiamo cercato di compagni. Il primo passo identificare il problema; abbiamo distribuito ai rappresentanti di tutte le classi dei questionari sull’abitudine alla raccolta differenziata e sul giudizio che hanno gli studenti di questa importante azione a sostegno dell’ambiente. (continua a pag. 9) ciclare: abiti, accessori, utensili, computer, elettrodomestici, mobili, libri, contenitori, alimenti freschi o in scatola. In Italia vengono prodotti 32,5 milioni di rifiuti. Ogni abitante ne produce 541 Kg all’anno. Il 40% dei rifiuti è costituito da imballaggi (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro). Noi ragazzi del progetto sulla gestione dei ri- http://www.vaccarinict.it/ Via Orchidea n. 9 Catania Gennaio - Aprile 2012 Notizie di rilievo: ☺DECALOGO RIFIUTI ZERO — 3 ☺COMUNI RICICLONI — 6 ☺IL QUESTIONARIO — 8 ☺LA MERENDA ECOLOGICA— 16 Sommario: Recupero-Riutilizzo-Riciclo-Riduco Con il decreto Ronchi nel 1997 è stato introdotto in Italia il principio delle 4 R che identifica le quattro azioni più importanti che ognuno di noi può fare per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti: Recuperare, riutilizzare, riciclare e ridurre. Sono tante le cose che ogni giorno possiamo non buttare via e, invece, barattare, riusare o ri- I.S.S. G.B. Vaccarini fiuti contro l’ecomafia abbiamo affrontato proprio questo argomento durante la prima lezione, in particolare abbiamo approfondito il Riciclo e la Riduzione, e abbiamo visto che la soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è semplice. Non solo bisogna invitare gli studenti alla raccolta (continua a pag. 13) OBIETTIVO —> RIFIUTI ZERO 2 OGGETTI IN CARTAPESTA 2 COMPOSTAGGIO 4 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE 5 DIFFERENZIARE A SCUOLA 6 ACQUA DA RISPETTARE 7 CESTINI PER LA CARTA 7 DIFFERENZIATA A SCUOLA 8 IL PROBLEMA E’ LA MULTA 8 GOMORRA 9 MANUALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SCUOLA 9 LA “STORIA” DELLA CARTA 10 TETRAPAK 11 LA “STORIA” DEL VETRO 12 DA RIFIUTO A RISORSA 13 L’ALLUMINIO 14 FARMACI SCADUTI 15 UNA CREMA PER LE MANI 15 LE PILE SONO BELLE, MA... 15 OBIETTIVO —> RIFIUTI ZERO Mercoledì 14 marzo, il presidente provinciale dell’associazione “Rifiuti Zero”, l’ingegnere Sebastiano Spina, ha tenuto lezione L’ingegnere Seba- u n a stiano Spina sull’importanza della gestione dei rifiuti. Nella sua presentazione, ha evidenziato la condizione attuale del nostro pianeta e come nel corso degli anni si stia trasformando in una discarica. Nell’oceano Pacifico si trova addirittura un’isola di plastica, ciò è dovuto appunto allo scorretto smaltimento dei rifiuti. Ormai ci stiamo trasformando in una società di consumatori, cioè compriamo in modo continuo oggetti che non ci servono, ma che, in qualche modo, ci rendono felici. Inoltre ci ha consigliato di riprendere le sane abitudini dei nostri antenati, poiché, prima del Novecento, non si producevano tanti rifiuti. Ha evidenziato le varie soluzioni che ci permettono di rispettare l’ambiente e di spendere sempre meno, come riparazione, recupero e riuso degli oggetti, compostaggio, ecc ... Un aspetto che abbiamo approfondito, è il modo in cui si potrebbe avere un isolamento termico: infatti, se le case fossero avvolte da particolari materiali, potremmo evitare l’acquisto dei climatizzatori e risparmieremo anche sull’energia elettrica. Abbiamo anche visto un filmato sulla storia dei rifiuti, che fino ad un re- cente passato si inserivano in un processo lineare, oggi dobbiamo concepire i rifiuti in un sistema ciclico e chiuso, cioè i rifiuti si dovranno trasformare in nuove risorse. derivati dai prodotti di scarto. Queste sostanze sono poi liberate in acqua, inquinano le falde acquifere, e nell’aria, che sta diventando sempre meno respirabile. La popolazione vede in questi oggetti una fonte di felicità e soddisfazione e tende a comprarne sempre più, favorendo le multinazionali. Dopo che questi oggetti si dimostrano inutili, vengono accumulati nelle discariche e, molti di loro sono inceneriti, ne consegue l’inquinamento dell’ambiente. Nell’aria viene perfino liberata la diossina, responsabile di malattie e tumori. Tutto questo non esisterebbe più se la storia dei rifiuti fosse un ciclo chiuso, quello a cui noi dobbiamo mirare per salvaguardare il nostro futuro. Insomma, è vero che fare la raccolta differenziata è bene, ma non produrre rifiuti è ancora meglio. Francesco Anzalone Abbiamo osservato che i vari oggetti che oggi usiamo normalmente, sono prodotti con macchinari che producono anche sostanze chimiche tossiche, RICICLO CREATIVO: OGGETTI IN CARTAPESTA A febbraio abbiamo realizzato la cartapesta, miscelando acqua, colla e pezzi di carta. La carta è quella che è stata raccolta durante la settimana per mezzo dei cestini costruiti da noi . Siccome il mese era febbraio, abbiamo utilizzato la cartapesta per costruire delle maschere di carnevale, servendoci di uno stampo di plastica per ottenere la forma della faccia. Inizialmente Pagina 2 abbiamo messo sullo stampo una pellicola trasparente, poi abbiamo iniziato a passare strati di colla e pezzi di quotidiano e poi abbiamo applicato la cartapesta con la forma voluta. Quindi abbiamo messo le maschere su una base in modo per farle asciugare. Con la cartapesta si può fare di tutto, rispettando allo stesso tempo l’ambiente Siccome sta per avvicinarsi anche il periodo pasquale e poiché, come abbiamo imparato al corso, si deve riutilizzare tutto ciò che è possibile, con la cartapesta rimasta abbiamo costruito delle uova di pasqua di diverse dimensioni, appallottolando pezzi di cartapesta e, raggiunta la forma voluta, li abbiamo ricoperti con pezzi di carta asciutta. Nel successivo incontro, abbiamo pitturato e decorato le maschere. Nel realizzare oggetti con la carta abbiamo potuto notare come facendo la raccolta differenziata ne traggono vantaggio sia noi che l’ambiente, poiché, oltre a non produrre spazzatura, abbiamo creato degli oggetti con le nostre mani, personalizzati … e abbiamo sviluppato la nostra creatività e non abbiamo speso niente! Francesco Anzalone “Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” DECALOGO RIFIUTI ZERO 1. Bere acqua del rubinetto: è controllata e ci libera dalle bottiglie di plastica. Fuori casa una borraccia da riempire alle fontanelle pubbliche. 2. Cucina a impatto zero: minimizzare lo scarto alimentare comprando il il giusto, preparando porzioni ragionevoli, utilizzando gli avanzi. 3. Cambiare luoghi della spesa: scegliere i gruppi d’acquisto solidali, la vendita diretta, i piccoli negozi di quartiere. 4. Eco-shopper: portare con se una shopping bag di stoffa o plastica durevole è fondamentale: si evita di dover ricorrere ai sacchetti. 5. Zero imballaggi: privilegiare frutta, verdura, formaggi senza confezione, prodotti sfusi o “alla spina”, dal latte ai cereali ai detersivi e i cosmetici . 6. No all’usa e getta: acquistare sempre prodotti durevoli e di quali- tà, abituarsi a riusare, scambiare con gli amici, farsi prestare, riparare. 7. Risparmiare carta: evitarne l’uso in casa e in ufficio, stampare solo se necessario e in modalità fronte-retro, riusare il retro dei fogli. 8. Zero rifiuti collettivi: organizzare feste ed eventi senza rifiuti in cui tutti si portano da casa l’occorrente e non si buttano gli avanzi. 9. Autoprodurre: imparare a “fare da sé” e produrre in casa conserve, sapone, detersivo, prodotti per l’igiene personale, vestiti e perfino mobili. 10. Meno tecnologia: diminuire l’utilizzo degli apparecchi elettronici in particolare quelli a pile non ricaricabili, e usare di più “l’energia delle mani”. Il decalogo è stato tratto dal libro “ZERO RIFIUTI” di Marinella Correggia, pubblicato da Altreconomia . Nostra “nuova versione” ridisegnata da Francesco Anzalone e da Andrea Giordano Gennaio - Aprile 2012 Pagina 3 RICICLO DELL’UMIDO: ECCO IL COMPOSTAGGIO Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e dell'umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione. to...), foglie verdi, rifiuti domestici (frazione umida), limitando i residui di origine animale e mischiandoli bene a quelli di origine vegetale. Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico controllato dall'uomo che porta alla produzione di una miscela di sostanze umificate (il compost) a partire da residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l'azione di batteri e funghi. Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell'aratura. rifiuti carboniosi: rami derivanti dalla potatura (meglio se sminuzzati con un biotrituratore, altrimenti risulteranno poco aggredibili da parte dei microrganismi), foglie secche, paglia (si terranno da parte accuratamente queste materie e le si mischierà man mano ai rifiuti azotati che si produrranno di giorno in giorno); aria che si infiltra attraverso la porosità prodotta dalla presenza delle sostanze carboniose strutturanti I residui organici compostabili sono: rifiuti azotati: scarti vegetali, di giardino (tagli di siepi, erba del pra- Pagina 4 Un compost di qualità mediocre non può essere facilmente utilizzato. Può provocare sgradevoli odori ed essere causa di sovracosti importanti. È dunque indispensabile che il processo di compostaggio sia bene rispettato e seguito. fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova, gusci di noci; Toscano Massimiliano IL COMPOST “GRATUITO” lettiere biodegradabili di animali erbivori; carta, evitando quella stampata (anche se oggigiorno i giornali non contengono più sostanze tossiche) e, soprattutto, quella patinata. pezzi di cartone (fungono anche da rifugio ai lombrichi); gno di: umidità che proviene dalle materie azotate (umide) ed eventualmente dall'acqua piovana o apportata manualmente Il tempo di maturazione del compost è variabile a seconda delle condizioni climatiche e del tipo di prodotto che si vuole ottenere. È così possibile diminuire del 30-40 % la quantità di spazzatura; inoltre molti comuni italiani prevedono una riduzione della tassa sui rifiuti per coloro che dimostrano di praticare il compostaggio; Il suo utilizzo, con l'apporto di sostan pezzi di tessuti 100% naturali za organica migliora la struttura del suolo. Come attivatore biologi- Per ridurre la co aumenta inoltre la biodiversità quantità di rifiuti, per una della microflora nel suolo. merenda ecoloPer avere un buon compost, bisogica, bisogna gna ricordarsi che sono gli organismi decompositori del suolo a pro- usare cibo senza involucri durlo. Essi, per vivere, hanno biso- troppo umido si attua un rivoltamento del materiale, per inumidirlo si versa dell'acqua (con la canna da giardino o con un innaffiatoio). (lana, cotone), ecc. 2 o 3 volte all'anno bisogna rigirare il materiale per riattivare il processo di compostaggio. È fondamentale mantenere il giusto grado d'umidità del materiale, altrimenti il processo sarà rallentato se è troppo secco o troppo umido, inoltre in quest'ultimo caso avverranno putrefazioni indesiderate (processo anaerobico). Per asciugare un cumulo Dentro un cestino con il fondo forato abbiamo posto una certa quantità di terra alternata ai residui organici umidi che noi normalmente buttiamo nella spazzatura, perché si pensa che non siano riciclabili, ma in realtà lo sono. Infine si ricopre il tutto con un ultimo strato di terra. La professoressa ci ha spiegato che il procedimento è molto semplice, anche se si deve aspettare un po’ di tempo, tempo che poi sarà ricambiato dai risultati ottenuti. Per ottenere il composto umido, si possono utilizzare un gran numero di rifiuti umidi, dai fondi di caffè ai resti della spremuta di arancia. Mischiare residui di origine animale con abbondanti porzioni di origine vegetale. Si può utilizzare anche la buccia della frutta, preferibilmente tritata con il frullatore. Attualmente è in un angolo lontano del prato e sta “maturando”. Nel corso del tempo, osserveremo i risultati trovati. Francesco Anzalone “Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE Per ambientalismo, si intende la politica e i movimenti sociali che operano per la difesa ed il miglioramento dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Le prime associazioni ambientaliste risalgono agli inizi degli anni 70 . Politicamente, il primo Partito verde della storia nacque in Australia nel 1972, mentre in Europa il primo partito ambientalista fu fondato in Gran Bretagna. Tra le principali associazioni abbiamo: Greenpeace WWF Legambiente 1. GREENPEACE è un'organizzazione non governativa ambientalista, fondata a Vancouver nel 1971. Questa associazione è famosa per le sue azioni non violente, per la difesa del clima e delle balene. Negli ultimi anni l’attività si è dedicata al riscaldamento globale. Gre- Gennaio - Aprile 2012 enpeace nasce in Italia a pochi mesi dal disastro di Cernobyl, mentre si preannuncia il referendum (poi svoltosi nel 1987) sull'uso dell'energia nucleare e la realizzazione di nuovi impianti. 2. Il WWF è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. fondato l'11 settembre 1961 in Svizzera L'associazione ha uffici in quasi novanta paesi e la sua sede centrale si trova a Gland, in Svizzera. La missione del WWF è quella di contrastare la devastazione dell'ambiente naturale del pianeta e di contribuire alla costruzione di un futuro in cui l'uomo vivrà in armonia con la natura. A questo scopo il WWF si batte per: conservare l'insieme di tutte le forme viventi del pianeta; assicurare che l'uso di risorse naturali rinnovabili sia sostenibile; promuovere misure per la riduzione dell'inquinamento e degli sprechi di risorse. Lega ambiente è nata nel 1980 prendendo come esempio il movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale negli anni ’70. 3. LEGAMBIENTE ha come scopo la protezione del’ambiente così da poter vivere in un mondo migliore. Le basi di lega ambiente sono puramente scientifiche così da dare basi concrete. L’attività organizzata all’interno e frutto dell’impegno di migliaia di cittadini che si prodigano per mantenere l’attenzione sull’ emergenza ambientale del paese. Romeo Daniel, Stefano Nicotra Pagina 5 COMUNI RICICLONI ANCHE IN SICILIA Anche se si potrebbe pensare il contrario, la Sicilia non sempre si comporta male, in tema di rifiuti. Ad esempio, il comune di Salaparuta raggiunge percentuali altissime di raccolta differenziata che superano il 60 per cento. Nella nostra regione, stando ai dati di Legambiente inseriti nella classifica Comuni ricicloni, vincitore assoluto è infatti proprio il comune di Salaparuta; a seguire i comuni di Poggioreale (58,93%), Gibellina (58,21%), Alimi- nusa (52,42%), Santa Ninfa (50,81%), Casteltermini (37,25%), Isnello (35%), Scillato, Montemaggiore (33,65%) e Sciara (con il 33,29%).Per il riciclo nei capoluoghi di provincia, primo assoluto è Agrigento con il 15,85%, a seguire Ragusa, 11,21%, Caltanissetta, 10,79%, Siracusa, 7,29%, Enna 5,15%, Catania, 4,04%, Palermo, 3,46%, Messina, 2,69% e fanalino di coda la provincia di Trapani, di cui non sono nemmeno pervenuti i dati. Nel Nord Italia, che ha iniziato a differenziare i rifiuti molto tempo prima, le percentuali sono diverse e anche il numero di comuni è maggiore, cosa che denota maggiore sensibilità verso il problema. Il Nord Est si conferma una delle zone più virtuose d’Italia per quanto riguarda la raccolta differenziata, con 59 comuni veneti e 33 trentini tra i primi 100 posti, lo stesso non si può dire delle città più rappresentative e popolate, come ad esempio Milano, ferma al 35% circa, esattamente la stessa percentuale di raccolta differenziata registrata 15 anni fa. Francesco Bonanno Salvatore Lombardo DIFFERENZIARE A SCUOLA FAREBBE LA DIFFERENZA Oggi in Sicilia la raccolta differenziata è uno dei principali temi di discussione. Molti abitanti non la considerano come una cosa importante, ma se la situazione non cambia, se non si raggiunge la percentuale stabilita dall’UE, cioè il 35%, la nostra isola dovrà pagare una multa perché non ha contribuito alla salvaguardia dell’ambiente. Per questo nella scuola che frequento attualmente si è creato un laboratorio, che si occupa di gestire i rifiuti contro l’ecomafia, in cui io, altri compagni della mia classe e altri ragazzi che frequentano l’istituto ci impegniamo per riuscire a realizzare la raccolta differenziata a scuola, nelle varie classi dove già alla fine della ricreazione i cestini sono Pagina 6 pieni. I cestini sono quelli, pur- cendo la differenziata, poiché, troppo, dell’indifferenziata, che visto che le discariche non sahanno dovuto s o s t i t u i r e ranno più utilizzate, non dovremquest’anno quelli della differen- mo pagare lo spazio che occupa ziata, trovati la spazzatura. distrutti e In questo corso, Evita di comprare merende con i rifiuti svolgiamo attività sparsi a caso confezionate, una torta fatta come costruire in casa è quello che ci vuole! alla fine del cestini della difAndrea Giordano passato anno ferenziata, coscolastico, struire cartelloni segno che che elencano i ancora non si vari vantaggi otè capito il tenuti e sopratvero signifitutto, abbiamo il cato e il compito di convindanno che cere le persone a provochiamo condividere questa a noi stessi, scelta che ci resommersi da galerà un mondo tasse che migliore. Francepotremmo sco Anzalone evitare fa“Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” ACQUA DA RISPETTARE E PRESERVARE PER IL FUTURO Al giorno d’oggi l’acqua e’ diventata una risorsa insufficiente a coprire il fabbisogno di tutta la popolazione mondiale e, più andremo avanti nel tempo, più l’acqua sarà insufficiente perché c’è un grosso spreco e la popolazione mondiale è in aumento. Alcuni esperti ipotizzano che per il 2025 quasi il 50% della popolazione affronterà problemi con l’igiene. Ce da dire che nel mondo c’e’ un grosso spreco di acqua : il 70% dell’ acqua viene utilizzata per irrigare i campi, il 20% nelle industrie, l’8% circa per uso domestico e la restante per97% dell’acqua, e’ acqua salata, cioè centuale,cioè il 2% viene disperso ducontenuta nei mari e negli oceani, la rante la distribuzione a cause di tubarestante parte, cioè il 3%, e’ quella ture e impianti idraulici danneggiati. dolce di cui la metà è contenuta nei Ma non incontriamo solo in queste sighiacciai. Noi abbiamo a disposizione tuazioni un consumo d’acqua eccessivo. solo l’1% per soddisfare i nostri fabbiFacendo la media del consumo d’acqua sogni giornalieri. Per porre fine a tutto giornaliero possiamo notare le diffequesto esistono numerose possibilità e renze, che si vengono a creare tra gli qualcuno propone la costruzione di amstatunitensi che consumano circa 430 pie dighe artificiali in grado di contelitri a persona e gli europei invece , nere una grande quantità di acqua. Ma consumano circa 170 litri a persona al di là delle proposte, è opportuno (tre volte meno rispetto a gli statuniacquisire comportamenti personali volti tensi) mentre gli a evitare sprechi e a Per non immettere im- scegliere attività africani hanno a diballaggi nell’ambiente, produttive anche in sposizione circa 20 riempi la bottiglia litri d’acqua, spesso base alle risorse idrinociva. Il problema dell’acqua da casa e riu- che disponibili. dell’acqua e quello tilizzala più volte A scuola, stiamo lavoche più di ogni altro rando per fare in Andrea Giordano evidenzia il nostro modo che non si spresviluppo. Molti crechi acqua, e, per evidono che siccome il nostro pianeta è tare un accumulo di bottigliette di ricoperto per il 70% d’acqua, questa plastica tra i rifiuti, ad utilizzare quelpuò essere utilizzata senza un fine, la del rubinetto. perché e’ una risorsa inesauribile , ma Romeo Daniel, Simone Rapisarda la maggior parte non sa che più del I CARTONI RIUSATI COME CESTINI PER LA CARTA IL 1 febbraio 2012, noi partecipanti al progetto “gestire i rifiuti contro l’ecomafia” abbiamo svolto un’attività pratica consistente nel costruire cestini per la raccolta della carta partendo da materiali il cui destino sarebbe stato quello di essere gettati nella spazzatura. pena asciutti, li abbiamo rivestiti con carta decorata o cartoncini, fissati sempre con uno strato di colla e fissando le estremità con una pinzatrice. Poi abbiamo tagliato i numeri e le lettere riguardanti i nomi delle nostre classi. Abbiamo usato Per rifinire il dei grandi scacestino, abtoloni come conbiamo applitenitore, questi Cestini creati da noi cato dello ultimi, sono stati scotch rosso ricoperti da due strati alternati alle estremità e alcune decoradi colla vinilica e tovaglioli. Ap- zioni riguardanti la raccolta dif- Gennaio - Aprile 2012 ferenziata. Per attaccare la busta, abbiamo aggiunto due dadi con le relative viti, una coppia per parte, che hanno lo scopo di reggere la busta, ovviamente biodegradabile per poterla conferire in discarica assieme alla carta. Versione alternativa per il modello dei cestini è quello di utilizzare una gamba di jeans come rivestimento al cestino formato non da uno scatolone ma da un tubo di cartoncino adattato al jeans stesso. In questo modo, abbiamo potuto contribuire alla raccolta differenziata senza spendere niente. Francesco Anzalone Pagina 7 IL QUESTIONARIO PER SENSIBILIZZARE Durante il corso, abbiamo preparato un questionario composto da 8 domande relative alla raccolta differenziata a scuola. Dopo avere valutato le risposte e dopo aver riportato i risultati in un grafico, ci siamo resi conto che le nostre sensazioni erano purtroppo esatte: neanche una classe fa la raccolta differenziata, ad eccezione ovviamente di quelle a cui apparteniamo noi del corso, mentre il tentativo dell’anno precedente si è rivelato un fallimento. Crediamo sarà un’impresa molto difficile riuscire a ribaltare la situazione, ma speriamo il contrario, per avere ancora la speranza di vivere in un mondo pulito nel futuro. Questionario 1. La tua classe ha già un cestino per la raccolta differenziata? 2. Viene utilizzato? Se no, perché? 3. Credi sia utile fare la raccolta differenziata? Motiva la tua risposta. 4. Credi che in questa scuola ci sia la necessità di appositi cestini per la raccolta differenziata? 5. Secondo te, perché l’anno scorso la raccolta differenziata non ha avuto successo? Francesco Anzalone 6. A casa fai la raccolta differenziata? Se sì, di quanti tipi di rifiuti? Quali? 7. Abiti in una zona provvista di contenitori appositi per la raccolta differenziata? LA DIFFERENZIATA A SCUOLA Frequentiamo il primo supe- la scuola alla raccolta differiore all’Istituto Vaccarini di renziata e dovremmo impeCatania. Appena arrivate gnarci per ridurre il consumo abbiamo notato che gli stu- di rifiuti inutili. denti hanno proprio un catti- Per questo abbiamo deciso vo rapporto con i rifiuti: dap- di frequentare il corso popertutto si trovano cartacce, meridiano, Gestione dei bottiglie, e a nessuno impor- rifiuti contro l’ecomafia, ta che stiano per terra o che proprio sull’importanza della la plastica e la carta possono gestione dei rifiuti, per far essere riciclate. Inoltre, nella capire ai nostri compagni nostra scuola i cassonetti l’importanza della raccolta disposti nel corridifferenziata doio non bastano nell’ambito scoa causa del fatto Per realizzare lastico e nelle che non vengono un obiettivo nostre case. svuotati frequenserve il Chiara Chiarentemente. za, Clara Sanficontributo di Bisognerebbe far lippo e Silvia tanti partecipare tutta Spataro. Pagina 8 IL PROBLEMA E’ LA MULTA Il problema principale della raccolta differenziata dei rifiuti, almeno nel Comune dove risiedo, sembra più La disorganizzazione. essere anti igienico, comporta il pericolo che animali rompano le buste, spargendo il contenuto ovunque. Dopo aver tolto i c a s s o n e t t i dell’indifferenziata e aver proposto la raccolta porta a porta, il comune si è interessato a fornire gli appositi contenitori per la raccolta per i principali tipi di rifiuti (carta, vetro, plastica, organico) ma dall’altra parte c’è un infrequenza nel ritirarli. Capita spesso che passano giorni prima del ritiro e ciò, oltre a Catania ha una bassissima percentuale di differenziazione di rifiuti: solamente il 14%, mentre la percentuale minima imposta dall’unione europea è il 35%. Se entro la fine del 2012 Catania non riuscirà a raggiungere il limite minimo, ci sarà una multa salatissima. Erica Moschetto e Massimiliano Toscano “Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” DIFFERENZIARE … CHE FATICA! da pag. 1 Dai risultati del questionario, è emerso che il problema principale è che differenziare è una fatica di cui tutti vorrebbero fare a meno. Questo è vero non solo per gli alunni ma anche per i docenti e il personale scolastico, nonostante che di sostenibilità ambientale si parli ormai ovunque. Noi continueremo nella nostra iniziativa cercando di coinvolgere tutta la nostra scuola: è importante, infatti, che i più giovani siano sensibilizzati alla questione, ma lo è altrettanto il fatto che vedano la differenziazione come qualcosa che li, e ci riguarda personalmente. Quello che sembra davvero incredibile, è che secondo i ragazzi di oggi la raccolta differenziata non è un loro problema; non è una questione da affrontare subito, forse perché vivono alla giornata e non si preoccupano delle conseguenze che un atteggiamento di questo tipo produrrà nel tempo all’ambiente in cui dovranno vivere. Erica Moschetto Simone Rapisarda Rosario Spampinato MANUALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SCUOLA La raccolta differenziata è il mezzo con il quale si sta cercando di limitare l’inquinamento dividendo la spazzatura secondo il materiale da cui è composto. TIPOLOGIE DI RIFIUTI Alluminio La raccolta dell’alluminio comprende le lattine, bombolette aerosol, scatolette e vaschette per alimenti, tubetti flessibili come i tubetti della maionese. L’ alluminio viene estratto in maniere che si stanno esaurendo. A SCUOLA LA PUOI CONFERIRE AL PRIMO PIANO ACCANTO ALLE MACCHINETTE Organico La raccolta dell’organico comprende tutti i rifiuti composti da materiale naturale, animale o vegetaGennaio - Aprile 2012 le: ad esempio scarti di cucina, scarti di frutta e verdura, alimenti deteriorati, segatura, fondi di caffè e filtri di tè, gusci d’uovo, salviette di carta unte. A SCUOLA LA PUOI CONFERIRE AL PIANO TERRA ACCANTO AL BAR Carta La raccolta della carta comprende fogli di giornale,cartone, fazzoletti ( non sporchi ), ecc.. Questo tipo di raccolta differenziata serve a non abbattere più alberi che producono ossigeno e assorbono anidride carbonica (dannosa per l’essere umano); la carta a Catania viene raccolta in contenitori bianchi. A SCUOLA LA PUOI CONFERIRE IN SALA PROFESSORI ACCANTO ALLA FOTOCOP I A T R I C E , ALL’INGRESSO ACCANTO ALLE FOTOCOPIATRICE E IN 2°A TECNOLOGICO. Plastica La raccolta della plastica comprende bottigliette, (bicchieri no) ed alcuni materiali da imballaggio . La plastica è fortemente inquinante quindi per ridurre l’inquinamento viene riciclato in contenitori gialli. A SCUOLA LA PUOI CONFERIRE NEI CONTENITORI ACCANTO AI DISTRIBUTORI. Quindi cerchiamo in tutti modi di riciclare, ne va del tuo e del mio futuro. Mario Porto e Salvo Lombardo GOMORRA Il film “Gomorra” è tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano, il quale denuncia in esso i crimini commessi dalla criminalità organizzata. Il primo scenario del film è il porto di Napoli, dove il contrabbando di merci è all’ordine del giorno, e se per arrivare allo scopo è necessario eliminare qualcuno, non esiste alcuno scrupolo che fermi la mano armata di ogni camorrista. Il film è infatti ambientato nella città partenopea, centro delle attività illecite della criminalità di stampo camorrista; in particolare, nel quartiere di Scampia, all’interno di quell’agglomerato urbano chiamato “le vele”, all’interno del quale si muove il mondo di Gomorra. Lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento minorile, l’omicidio, l’intimidazione e ogni tipo di crimine lì sono attività normalissime, e sembra davvero che non vi sia modo di intervenire, a livello di controlli e di azioni di polizia, in quella che sembra una vera e propria fortezza. Saviano si sofferma anche sulle attività legate allo smaltimento dei rifiuti tossici o speciali, tra le attività più lucrative delle organizzazioni mafiose; racconta, infatti, i contatti tra le aziende senza scrupoli del nord che, per risparmiare, interpellano le imprese meridionali che pensano a smaltire illecitamente e a basso costo, i materiali pericolosi. Lo scrittore di Gomorra, che più che un romanzo, sembra un vero e proprio libro – documentario, dopo aver raccontato, pubblicandole, le azioni criminose della Camorra, oggi vive sotto scorta, il perché è facilmente intuibile: quanto scritto nel volume, infatti, è stato tradotto in moltissime lingue e ha fatto velocemente il giro del mondo, cosa che non ha certo fatto piacere alla Camorra! Gabriele Privitera Pagina 9 LA “STORIA” DELLA CARTA “La carta è un materiale igroscopico, costituito da materie prime fibrose prevalentemente vegetali, unite per feltrazione (fenomeno che consiste nella salda unione reciproca delle fibre cellulosiche in sospensione) ed essiccate, inoltre questo prodotto può essere arricchito da minerali, coloranti e additivi diversi. Il materiale più comunemente usato per la produzione della carta è la polpa di legno o di cellulosa solitamente legno tenero come per esempio di abete o di pioppo ma, a seconda degli usi, si possono utilizzare anche altre fibre come cotone,lino e canapa, oltre che, ovviamente, carta riciclata Il legno è formato indicativamente da: cellulosa (circa 45%) Emicellulosa (circa 30%) Lignina (circa 20%) Estraibili vari: terpeni, resine e acidi grassi(circa 5%). Cellulosa ed emicellulosa sono polimeri del glucosio e costituiscono le fibre del legno, mentre la lignina, composto aromatico e polimero del fenilpropanoide, è l'interfibra che Pagina 10 le tiene unite. Agli albori dell'industria cartaria si creavano i fogli manualmente, poi furono sviluppate macchine per la produzione in continuo della carta. Inizialmente si trattava di fabbriche che utilizzavano il processo completo dal taglio degli alberi fino alla carta (in bobina). Oggi la maggior parte delle industrie utilizza come materia prima polpa di cellulosa prodotta altrove (ed eventualmente carta di riciclo). Questi dati ci fanno comprendere perché per produrre 1 tonnellata di carta occorrono tre tonnellate di legno. La lavorazione della carta si realizza in varie fasi: 1°PREPARAZIONE DELLE FIBRE: dove il legno viene scortecciato e ridotto in chips 2° SBIANCAMENTO:le paste vengono sbiancate con cloro o biossido di carbonio 3° FORMAZIONE DEL FOGLIO E PRESSATURA: Nelle moderne cartiere in continuo si procede facendo drenare la soluzione di cellulosa dalla cassa di flusso 4°TRATTAMENTI SUPERFICIALI: Per questo motivo viene utilizzata un'ampia gamma di additivi per otte- nere le proprietà desiderate. 5°ESSICCAMENTO: il foglio viene essiccato passando ancora per una seccheria e poi calandrato attraverso uno o più rulli riscaldati che riducono il foglio nello spessore desiderato. La carta ha moltissime applicazioni, ad esempio un foglio di carta può diventare un documento, per memorizzare informazioni o per comunicare. La carta può così assumere un valore per ciò che contiene, si pensi a banconote, assegni, biglietti, ricevute e titoli, ecc. La carta stampata può essere legata a formare libri, opuscoli ,riviste, ecc. Nel mondo anglosassone si usa il termine dead tree edition (edizione albero morto) per La carta ha indicare i documoltissime menti su carta applicazioni: (fabbricata da fibre vegetali) in documenti, contrapposizione banconote, a quelli conservati assegni, come file su supbiglietti, porti digitali ricevute, (Hard disk, CD titoli, libri, rom ecc.). Un file opuscoli, su computer può riviste, carta essere trasferito igienica, su carta per mezfazzoletti e zo della stampantovaglioli te, ironicamente detta - sempre nel mondo anglosassone - mangia piante (tree eater). Il processo inverso può essere effettuato con la scansione, eventualmente seguita dal riconoscimento (OCR). La carta ovviamente non ha solo queste funzioni ma anche quelle: -Igieniche ad esempio carta igienica, fazzoletti e tovaglioli -D’imballaggio come ad esempio per le buste della spesa, carta da parati e scotch . Mario Porto e Salvo Lombardo “Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” TETRAPAK … RISORSA CELATA E MOLTO SOTTOVALUTATA molti a ritenere che non possa essere riciclato. Questo non corrisponde affatto al vero. Tutt’altro! In relazione al riciclo dei rifiuti, è bene sfatare alcune credenze sbagliate. In particolare, vorrei soffermarmi sul tetrapak, il rivoluzionario contenitore per alimenti che, dato che è composto sia di plastica che di carta, che di alluminio, sono in Gennaio - Aprile 2012 Il tetrapak è un prodotto molto utilizzato; funge da imballaggio per latte o i succhi di frutta, e si trova praticamente in tutte le case. Durante il corso che stiamo frequentando a scuola, relativo alla gestione dei rifiuti, abbiamo potuto apprendere come, in realtà, anche i contenitori tetrapak rappresentano una risorsa e non un rifiuto. Attraverso la loro lavorazione, infatti una volta separata la parte in cartone (che costituisce più della metà del prodotto), l’alluminio e la plastica presenti vengono trasformati in una sostanza chiamata eco-allene, utilizzata successivamente per realizzare formine o giocattoli. Al momento della lavorazione le fibre di cellulosa, separate dal polietilene e dall’alluminio, verranno poi utilizzate in seguito per produrre nuova carta. Insomma, anche del tetrapak non si butta via nulla, per cui ricordate di riciclarlo o, nel caso il vostro Comune non sia predisposto, chiedete all’amministrazione come fare per smaltirlo, rispettando l’ambiente. Noemi Gagliano e Gabriele Privitera Pagina 11 LA “STORIA” DEL VETRO Da un punto di vista chimico, il termine vetro si riferisce a materiali che sono ottenuti tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata da cristallizzazione. Nel linguaggio comune, il termine vetro viene utilizzato in senso più stretto, riferendosi solamente ai vetri costituiti soprattutto da ossido di silicio (vetri silicei), impiegati come materiale da costruzione (soprattutto negli infissi), nella realizzazione di contenitori (ad esempio vasi e bicchieri) o nella manifattura di elementi decorativi (come oggettistica e lampadari). La maggior parte degli utilizzi del vetro derivano dalla sua trasparenza, dalla sua resistenza chimica e dalla sua versatilità: infatti, grazie all'aggiunta di determinati elementi, è possibile creare vetri con colorazioni e proprietà chimicofisiche differenti. Molte sono le ipotesi sulle origini del vetro non appoggiate da prove concrete ne circoscritte ad una sola regione; probabilmente il primo prodotto non fu vetro vero e proprio, ma si avvicinava di più allo smalto vetroso. Nel 3000 a.C. ha forse inizio in Egitto una produzione di un vetro preparato con sabbia, soda e ossido di rame usato per ricoprire sassolini imitanti pietre dure di colore azzurro e verde. Del 2000 a.C. pare sia il più antico manufatto giunto ai giorni nostri, conservato nell’Antiquarium di Berlino. Si tratta di una canna a mosaico attribuita alla XII dinastia egiziana. 1580 - 1345 a.C. E’ il periodo d’oro del vetro egiziano che sotto la XVIII dinastia raggiunge il maggior sviluppo Nel 77 d.C. Plinio riporta la famosa leggenda della scoperta del vetro da parte di alcuni mercanti fenici, tramandando, notizie sull’arte vetraria antica in Spagna, Siria, Gallia, Italia e perfino India. Particolare sviluppo ebbe l’arte del ve- tro presso i Romani, portata dagli Egiziani, sotto il regno di Augusto. 337 d.C. Una legge di Costantino, che includeva i “vitrarii” nelle trentacinque professioni esenti da ogni carico pubblico ( come architetti, medici, farmacisti ecc. ecc.) per incoraggiarne l’arte, mette in risalto lo sviluppo dell’arte del vetro presso i Romani. 400 d.C. Di questo periodo ci sono giunti diversi oggetti, che testimoniano lo sviluppo raggiunto dall’arte del vetro in diversi paesi. 1612. Viene pubblicato a Firenze il trattato: “L’Arte Vetraria distinta in sette libri” di Antonio Neri. E’ questo il primo libro, di tecnologia vetraria, stampato al mondo. I vari usi del vetro Il vetro è un materiale con molteplici applicazioni, sia industriali che domestiche: Vetro cavo: contenitori per alimenti, bevande, farmaci, cosmetici (imballaggi in vetro) Vetro piano: usato ad esempio negli edifici, in interni ed esterni Vetro artistico: oggetti d’arte, arredo, design Vetro auto: finestrature dei mezzi di trasporto Settori specializzati: ottica, fibre ottiche, chirurgia, lana di vetro Smaltimento del prodotto Il rottame di vetro depurato è introdotto nel ciclo produttivo con una percentuale che va dal 10% del peso dell’impasto fino a quasi sostituire le altre componenti primarie. Grazie alla sua natura può essere rifuso infinite volte, consentendo un significativo risparmio energetico e di materie prime. Affinché il vetro raccolto possa essere riciclato in vetreria è nePagina 12 “Gestire i rifiuti contro l’ecomafia” meccanica), frantumazione, vagliatura. In particolare, vengono rimossi nell’ordine: corpi estranei di grosse dimensioni Grazie alla sua natura può essere rifuso infinite volte frammenti di ceramica, porcellana, pietre, corpi metallici, plastica, ecc. cessario selezionarlo presso un impianto di trattamento specializzato. Il trattamento è composto di varie operazioni di cernita (manuale o corpi magnetici corpi leggeri (carta, alluminio, legno, ecc.) corpi metallici non ferrosi (alluminio, piombo, rame) Recupero-Riutilizzo-Riciclo-Riduco da pag. 1 ma occorre far capire che ognuno di noi compra, usa e getta cose e cibi,, non sempre indispensabili, producendo sempre più rifiuti. Non solo invitare gli studenti alla raccolta differenziata non è semplice, ma far capire loro qual è il vero significato che ha il termine riciclare cioè mantenere un ambiente pulito e non inquinato per il nostro futuro e per le nuove generazioni, è molto complicato. La città che ricicla di più è Camber- ra (Australia) dove hanno deciso di non avere più rifiuti entro il 2010 e per fare questo hanno dovutoo ridurre i rifiuti, riusare gli oggetti, riciclare tutto il possibile. Infatti davanti alle abitazioni ci sono tanti cassonetti colorati : Carta, Cartone, Alluminio, Ferro, Abiti usati ecc. Avanzi di demolizione; apparecchiature elettriche; vetro e naturalmente la plastica. In questo modo il 98% dei rifiuti viene riciclato e non arriva alle Discariche. Non ci credete? Ecco qualche esempio di cosa è possibile realizzare con corpi opachi In particolare l’efficienza nella separazione dei corpi opachi rappresenta un limite tecnologico alla nobilitazione del rottame: essendo costituiti ad esempio da prodotti non fusibili quali ceramica, vetroceramica, porcellana, sassi, ecc. possono causare problemi in vetreria. Il vetro ricavato dai rifiuti, non è più un rifiuto ma una materia prima. Francesco Anzalone rifiuti riciclati: Con 500 lattine si costruisce una bicicletta; con 13 scatolette in acciaio si fabbrica una pentola; 9 scatoloni su dieci sono prodotti con cartone riciclato; il 60% delle bottiglie è di vetro riciclato; l'industria Italiana del mobile ricicla 2/3 milioni di tonnellate di legno; dalle buste di plastica si possono fare vestiti da sposa o costumi da bagno; tritando i bicchierini del caffè, nascono le matite. Chiarenza Chiara, Sanfilippo Clara Spataro Silvia VI RACCONTO UNA STORIA...DA RIFIUTO A RISORSA Salve, mi chiamo Francesco e mi piacerebbe raccontare la mia storia .. non inquinare e rendere questo mondo un po’ migliore. Da tempo in me regnava l’indifferenza nell’ecologia, immaginavo fosse stupido riciclare quando il vicino non facesse la differenziata e magari nell’ignoranza generale nessuno,ma riflettiamo insieme un momento … tutto ciò che compriamo è potenzialmente un rifiuto,cioè una volta che prendiamo un qualcosa e lo buttiamo in una pattumiera … E’ UN RIFIUTO! Questo è un concetto che ho imparato durante il corso sulla gestione dei rifiuti, organizzato al “Vaccarini”. Ho avuto la grande fortuna di “aver imparato e di aver trasmesso” Al corso sono stato illuminato su diversi argomenti e di possibili soluzioni per Gennaio - Aprile 2012 Ti chiederai probabilmente perché dovrei, in fondo non guadagno nulla e semmai come potrei? Uno dei modi è riutilizzare la carta facendo maschere e opere artistiche in cartapesta, di cui il guadagno non è irrisorio, infatti ho avuto la fortuna di vendere una maschera in occasione del carnevale alla somma di “60 EURO”, soldi che, non avrei mai potuto ricavare da carta ormai inutilizzabile da cui non avrei ricavato 1 centesimo...l’interesse sta soprattutto sul costo iniziale, pari a 0€, ma soprattutto al guadagno ecologico, che è la cosa più importante dei soldi, e se il mondo è pulito, vivi meglio, in salute. Ricorda che riciclare è fonte di soldi e di “pulizia”. Bonanno Francesco Pagina 13 L’ALLUMINIO SI PUO’ RICICLARE ALL’INFINITO L'alluminio è l'elemento chimico di numero atomico 13. Il suo simbolo è Al . Si tratta di un metallo duttile color argento. E’ notevole la sua resistenza all'ossidazione, la sua morbidezza, e la sua leggerezza. L'alluminio si estrae principalmente dai minerali di bauxite, roccia rosso bruno o giallo, diffusa soprattutto negli Stati Uniti, in Russia, Guyana, Ungheria, nei territori dell'ex Jugoslavia. L'alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, la forgiatura o lo stampaggio, è molto importante per l'economia mondiale. Componenti strutturali fatti in alluminio sono vitali per l'industria aerospaziale e molto importanti in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie L'alluminio è un metallo leggero ma resistente, inoltre non è magnetico, non fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità e sesto per duttilità. L'alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra , secondo solo a ossigeno e silicio e paragonabile al ferro e al calcio. Le proprietà salienti dell'alluminio sono: elevata plasticità;basso peso specifico, pari a circa un terzo di quello dell'acciaio o delle leghe di rame; alta conducibilità termica ed elettrica; eccellente duttilità e malleabilità; basso potere radiante; difficile saldabilità . Pochi elementi in natura si prestano a costituire un numero così elevato di leghe come l'alluminio. Per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono all'alluminio determinati quantitativi di elementi alliganti. Quando si combina con altri elementi, le caratteristiche di questo metallo, che allo stato puro è tenero e duttile, cambiano radicalmente. Basta un solo esempio: l'ossido di alluminio o corindone, è la sostanza naturale più dura dopo il diamante, con durezza relativa 9 nella scala di Mohs. Per quanto riguarda le leghe metalliche formate dall'alluminio, le peculiarità in comune per tutte sono: bassa temperatura di fusione, basso peso specifico, elevatissima conducibilità elettrica e termica. Pagina 14 Zinco: soprattutto se associato al Gran parte degli elementi metallici sono solubili nell'alluminio, tuttavia rame (Cu), silicio (Si), magnesio , zinco , manganese sono i leganti utilizzati per l'alluminio a costituire le leghe madri; accanto ad essi si possono impiegare elementi che migliorano alcuni aspetti prestazionali delle leghe, conosciuti come correttivi. Quando alcuni elementi vengono aggiunti da soli all'alluminio di base si hanno leghe binarie, quando aggiunti a due a due o a tre a tre si hanno rispettivamente leghe ternarie o leghe quaternarie. Ogni elemento possiede il suo particolare effetto, per esempio: Silicio: migliora la colabilità e riduce il coefficiente di dilatazione; Magnesio: aumenta la resistenza alla corrosione in ambiente alcalino e in mare; Manganese: aumenta la resistenza meccanica e alla corrosione; Rame: accresce la resistenza meccanica, soprattutto a caldo; magnesio, conferisce un'elevata resistenza meccanica Il recupero di questo metallo dai rifiuti (attraverso il riciclaggio) è diventato una parte importante dell'industria dell'alluminio. Il riciclaggio dell'alluminio è una pratica comune fin dai primi del Novecento. Era comunque un'attività a basso profilo fino ai primi anni sessanta quando il riciclaggio dell'alluminio delle lattine pose questa pratica sotto l'attenzione pubblica. Le fonti per il riciclaggio dell'alluminio comprendono automobili e serramenti, elettrodomestici, contenitori e altri prodotti. Il riciclaggio è molto conveniente: infatti produrre un chilo di alluminio pronto all'uso a partire da scarti costa meno di 1 kWh, contro i 13÷14 circa della produzione dal minerale. Nonostante l'alluminio sia il 3º elemento chimico in ordine d'abbondanza sulla crosta terrestre (8,1%), è molto raro in forma libera, per cui in passato era considerato un metallo prezioso, con un valore superiore a quello dell'oro. È quindi relativamente nuovo come metallo industriale e la sua produzione in quantità commerciali avviene da poco più di 200 anni. Quando venne scoperto l'alluminio era estremamente difficile da separare dalle rocce di cui faceva parte, e poiché si trovava solo legato in qualche composto era l'elemento chimico più difficile da ottenere, nonostante fosse uno dei più abbondanti disponibili sulla Terra. Attualmente uno dei più grandi produttori di alluminio è il Canada, anche se non è uno dei maggiori produttori di bauxite. Infatti grazie ai suoi potenti impianti idroelettrici, dispone di grandi quantità di energia elettrica a basso costo, quindi importa la bauxite ed esporta l'alluminio metallico. Nonostante l'elevato costo dell'elettrolisi, l'alluminio è comunque un metallo sufficientemente economico ed è quindi ampiamente utilizzato. L'alluminio può essere estratto anche dall'argilla, ma il processo è più costo. Mario Porto e Gabriele Privitera Titolo notiziario UN PERICOLO PER L’ECOSISTEMA: I FARMACI SCADUTI Quello dello smaltimento dei farmaci è un problema sottovalutato. Eppure, sempre più spesso ci troviamo i cassetti pieni di confezioni di medicinali scaduti che spesso gettiamo tra i rifiuti indifferenziati. Invece, ogni cosa può essere riciclata, e dunque anche i farmaci: ad esempio, la carta dei foglietti illustrativi e il cartone della confezione, oppure i flaconi di vetro o plastica che contengono le pillole. I medicinali scaduti, invece, si conver- tono in rifiuti speciali, perché contengono principi attivi che possono alterare gli ecosistemi. Non è da sottovalutare l’importanza di smaltire i farmaci scaduti; spesso si commette infatti l’errore di buttarli insieme alla spazzatura comune, mentre esiste una raccolta a parte, che ci obbliga ad accumulare i medicinali scaduti e a buttarli via negli appositi contenitori. I farmaci hanno infatti sostanze chimiche particolarmente dannose, oltre a danneggiare l’ambiente, il clima, gli equilibri biologici. Un diverso trattamento deve essere dato ai farmaci anti-cancro, che contengono sostanze tossiche. Tutti gli altri farmaci COME FARE UNA CREMA PER LE MANI Il freddo fa male alla pelle, soprattutto alle mani, che puntualmente si screpolano e si spaccato. La soluzione è una crema efficace. Facciamo una scelta ecosostenibile e decidiamo di farla in casa. Bastano pochi gesti . Ecco gli ingredienti: 50 gr. yogurt bianco, 25 gr. di miele; 1 Limone; 10 gocce del nostro profumo preferito. Preparazione: Procediamo spremendo il limone in una ciotola. Versiamo il miele e lo yogurt. Mescoliamo vigorosamente con un cucchiaio di legno e, una volta amalgamato il tutto, uniamo le 10 gocce del nostro profumo preferito. Poniamo quindi la ciotola a raffreddare nel frigorifero. Quando la crema si sarà raffreddata, conserviamola in un vasetto di vetro chiuso. Per utilizzarla, applicala sulle mani, massaggiando. Erica Moschetto e Chiara Chiarenza vengono invece bruciati all’interno di un termovalorizzatore che scompone le molecole e rende il rifiuto innocuo da un punto di vista ambientale. I fumi inquinanti vengono bloccati attraverso un filtro. Un trattamento dunque molto specifico e da seguire con molta cautela. I farmaci scaduti restituiti alle farmacie. Sul sito Altroconsumo, si possono trovare maggiori informazioni per seguire il trattamento dei farmaci scaduti: se seguito in modo fiscale è ovvio che permette maggiore rispetto per l’ambiente e consente un risparmio di energie e risorse più attento e consapevole. Salvo Lombardo e Simone Rapisarda LE PILE SONO BELLE, MA... La nascita della prima pila risale al 1799, quando Alessandro Volta riprese gli studi effettuati da Luigi Galvani sulla corrente elettrica e la costruì, utilizzando un supporto di legno posto verticalmente su una base circolare, alternò dischetti di rame e zinco a un panno imbevuto di una soluzione acida formata da acqua e acido solforico. Sin dal loro primo sviluppo le pile sono rimaste tra le fonti di produzione di energia più costose e la loro produzione richiede il consumo di molto risorse di un certo valore e spesso implicano l’impiego di sostanze chimiche pericolose, per tal motivo si è cercato di recuperare questi elementi rigenerandoli attraverso una apposita ricarica. Tale ricarica non può però essere effettuata su tutti i tipi di pile pertanto non esiste una specifica rete di riciclaggio atta a recuperare dalle pile usate parte dei materiali di maggiore tossicità e valore. Le leggi italiane prevedono che le batterie esauste siano considerate a tutti gli effetti dei rifiuti pericolosi e che quindi l’intero ciclo di vita dello smaltimento sia tracciato da parte di chi genera il rifiuto e da chi lo smaltisce. Pertanto gli eventuali trasgressori saranno penalmente perseguibili. Roberto Massimino e Noemi Gagliano Volume 1, Numero 1 Pagina 15 I.S.S. G.B. Vaccarini Redazione Via Orchidea n. 9 Catania http://www.vaccarinict.it/ … agricoltura open source… Noemi Gagliano, Francesco Anzalone, Stefano Nicotra, Francesco Bonanno, Salvatore Lombardo, Toscano Massimiliano, Romeo Daniel, Simone Rapisarda, Erica Moschetto , Gabriele Privitera, Mario Porto, Roberto Massimino, Rosario Spampinato, Andrea Giordano, ChiaraChiarenza , Clara Sanfilippo , SilviaSpataro , Tutor Irene Ferrera Giornalista Melania Tanteri Dirigente Scolastico Prof. Giovanni T orrisi Gruppi di Acquisto Solidale LA MERENDA ECOLOGICA Noi ragazzi partecipanti al corso sulla gestione della raccolta differenziata,organizzato al Vaccarini,abbiamo voluto sperimentare “la merenda ecologica”, con lo scopo di ridurre,se non eliminare del tutto,la produzione di indifferenziata. Fate anche voi la , un’occasione per produrre meno rifiuti rispettando l’ambiente! Il nostro compito è quello di cercare di sensibilizzare i ragazzi dell’istituto per divenire buoni cittadini,educati al rispetto dell’ambiente. Gli ingredienti sono semplici: basta munirsi di cibi e bevande che non producano rifiuti di nessun tipo (eccetto ovviamente il compost). La “merenda ecologica” è mangiare un frutto,possibilmente con buccia,così non ha bisogno di essere incartato,oppure un alimento senza essere incartato,né imballato,che può essere ad esempio trasportato in contenitori di plastica dura che possono essere facilmente lavati. Francesco Bonanno Vi accorgerete che si può comodamente mangiare e bere senza produrre immondizia, ma soltanto materiali riciclabili ed eco-compatibili. Cosa bisogna consumare : panini, ciambelle fatte in casa, spremute, frutta e, se proprio volete, anche pezzi di tavola calda. Ma ricordate, il tovagliolo va nel cestino dell’umido. Vi ricordiamo di riempire le bottiglie da casa, non portare lattine o plastica.