ISMETT, Palermo, 23.03.2012
Enrico Geraci
Problemi etici
nella Ricerca Clinica
La maggior parte dei problemi etici
nella ricerca clinica si configura nello
ambito dei rapporti fra Medici Ricercatori, Pazienti arruolati nella ricerca,
Comunità (comprendente gli altri pa
zienti, presenti e futuri) e Industria
(dei farmaci, dei devices) che spesso
promuove e molto spesso finanzia la
ricerca clinica.
Schematicamente tali rapporti
si possono raffigurare ponendo al
centro i Ricercatori…
Possono emergere per i Ricercatori
problemi etici di scelta fra il bene dei
Pazienti arruolati nella ricerca e il be
ne della Comunità. In questi casi pre
ferisco parlare di conflitto di valori
(ne vedremo un esempio più in là)…
Ma più frequentemente entrano
in competizione il bene dei Pazien
ti e quello dell’ Industria, oppure
il bene dei Pazienti e quello dei Ri
cercatori, e allora si deve parlare
di conflitto di interessi…
- Il conflitto di valori ha sempre
implicazioni etiche, più o meno proble
matiche.
- Il conflitto di interessi può costi
tuire un problema etico, ma talora im
plica piuttosto problemi di correttezza
professionale (ricercatori) o commercia
le (industria), e in qualche caso si può
sconfinare in comportamenti illeciti,
configuranti ‘solo’ una frode scientifi
ca o persino un vero e proprio reato.
Mentre è chiaro a tutti che l’industria
persegue prioritariamente il profitto, sì
che si tende a guardare con grande at
tenzione ai connessi potenziali conflitti
d’interessi, non sempre si tiene adegua
to conto del fatto che i ricercatori han
no interessi di carriera e di prestigio, e
che possono anche essere tentati da be
nefici economici …
Ma non sempre l’esistenza di un con
flitto di interessi in questo contesto
rende impossibile la partecipazione
ad un trial clinico come ricercatore.
Dipende dalla natura e dall’ intensità
del conflitto. Ad esempio, è sicuro im
pedimento un forte legame con l’ in
dustria finanziatrice (possesso di azio
ni, etc), mentre è accettato che il can
didato ricercatore abbia tenuto confe
renze rimunerate da quell’ industria.
Anni sessanta del 1900 : due
interventi fondamentali sulla
ricerca clinica non-etica :
SPECIAL ARTICLE
------------ETHICS AND CLINICAL RESEARCH
HENRY K. BEECHER, M.D.
NEJM 1966; 274: 1354-1360
Commentava 22 esempi di ricerca clini
ca non-etica, con particolare attenzione
ai problemi del ‘consenso informato’.
“Abitualmente i pazienti non intendo
no rischiare consapevolmente la loro sa
lute o la loro vita per il bene della ‘scien
za’. Ogni esperto sperimentatore lo sa.
Quando tali rischi vengono corsi ed è co
involto un numero considerevole di pazi
enti, si deve assumere che il consenso in
formato non è stato ottenuto da tutti.”
M. H. Pappworth
Human Guinea Pigs – here and now
Experimentation on man
Routledge & Kegan Ltd, London, 1967
“Lo sperimentatore non deve conside
rare, proporre o intraprendere alcun
esperimento [sull’uomo] ove questo sia
tale che - in circostanze identiche a
quelle riguardanti il paziente - lo spe
rimentatore esiterebbe a sottoporvi sè
stesso, o membri della sua famiglia o al
tre persone per le quali egli senta rispet
to e affetto.”
Giulio Maccacaro (dalla Prefazione alla
edizione italiana del Pappworth, 1971) :
A. Sperimentazione nell’ uomo :
Necessaria (ma tipo B. o C. ?)
B. Sperimentazione sull’ uomo :
Abituale ma da condannare.
C. Sperimentazione con l’ uomo :
Auspicabile ma molto difficile.
In seguito, i protagoni
sti della vicenda sono di
venuti i Comitati Etici…
I Comitati Etici
per la Ricerca Clinica
(con particolare riferimento al
trial clinico randomizzato (RCT,
da Randomized Clinical Trial)
I Comitati Etici per la Ricerca Clinica
hanno come compito fondamentale la
protezione dei pazienti arruolati negli
studi. Sono ovviamente chiamati a pro
nunciarsi sugli eventuali conflitti di
valori (Pazienti / Comunità), ma buona
parte del loro impegno consiste nel pro
teggere sia i pazienti che l’ integrità del
la ricerca dai conflitti di interessi (Ri
cercatori / Pazienti / Industria).
Comitati etici per i
Trial Clinici Randomizzati
1) Comitato Etico interno al trial, chia
mato da qualche tempo Data and Safe
ty Monitoring Board (DSMB).
2) Comitati Etici esterni al trial , di
singoli Ospedali, di gruppi di Ospeda
li, di Policlinici, o anche a livello centra
le regionale, detti in Italia di solito Co
mitati Etici Locali ma in campo inter
nazionale chiamati Institutional Revi
ew Boards (IRBs).
Comitato etico interno al trial
DSMB (Data and Safety
Monitoring Board)
Il DSMB è il comitato etico indipen
dente interno al trial. Si occupa solo di
quel dato trial, collaborando con lo Ste
ering Committee prima, durante e an
che dopo la fine dello studio.
Il DSMB esamina il protocollo del tri
al prima che lo studio inizi e può richie
dere modifiche prima di approvarlo,
poi garantisce il corretto svolgimento
della ricerca, e infine controlla l’appro
priatezza dell’ elaborazione dei dati e
della presentazione dei risultati.
I DSMB vennero introdotti nella ri
cerca clinica negli anni ‘60 del 1900
dall’NIH (USA) per monitorare i dati
delle analisi ad interim* nei trial clini
ci onde proteggere i pazienti arruolati.
*risultati parziali raccolti in un dato mo
mento (abitualmente prestabilito) duran
te lo svolgimento dello studio.
In seguito i compiti del DSMB si sono
estesi agli altri aspetti etici e a quelli me
todologici del trial.Tuttavia la sicurezza
dei pazienti rimane il compito principale
del DSMB, che a tal fine si tiene informa
to, nel corso dello studio, sui risultati di
eventuali analoghe ricerche altrui che
via via vengano resi noti, e valuta in mo
do esclusivo e indipendente i risultati del
le analisi ad interim del proprio trial…
In base a tali informazioni / valuta
zioni il DSMB può raccomandare :
a) che lo studio prosegua invariato;
b) che venga modificato in itinere il
Protocollo;
c) che il trial venga chiuso in anticipo.
Quando è necessario un DSMB
# Quando un trial potrebbe rivelare dif
ferenze significative in tangible human
outcomes (concrete [gravi] conseguen
ze per l’ uomo) : ad esempio, nei trial
cardiologici, quando gli end points sono
la morte, l’ infarto, l’ ictus.
# Quando uno dei trattamenti da testa
re nel trial comporta notoriamente pos
sibili effetti collaterali gravi.
# Quando il rischio dei trattamenti da
testare nel trial non è ben conosciuto
(ad esempio, negli studi di terapia geni
ca) e potrebbe essere alto.
# Quando un trial valuta una terapia
già nota, ma per un nuovo impiego,
specie se si sa che tale terapia compor
ta un significativo profilo di rischio.
Ma un DSMB può essere comun
que istituito anche in altri casi…
Circa 1800 pazienti avviati a CABG
elettivo, vennero randomizzati ad uno
dei tre seguenti gruppi :
1) Pazienti che ricevettero (senza sa
perlo) la preghiera di suffragio, dopo
essere stati informati che avrebbero po
tuto riceverla o non riceverla.
2) Pazienti che non ricevettero (sen
za saperlo) la preghiera, dopo essere
stati informati che avrebbero potuto
riceverla o non riceverla.
3) Pazienti che ricevettero la
preghiera dopo essere stati infor
mati che l’avrebbero ricevuta.
Primary end point : any compli
cation within 30 days of CABG.
Risultati del trial STEP pubblicati nel
l’ aprile 2006 (Benson H et al, Am
Heart J 2006; 151: 934 -942) :
“Conclusions : Intercessory prayer
itself had no effect on complicationfree recovery from CABG, but certain
ty of receiving the intercessory prayer
was associated with a higher incidence
of complications.”
Composizione del DSMB
A questo proposito non vi è accordo
unanime nella comunità della ricerca
clinica, se non sul fatto che il numero
dei componenti deve essere limitato.
Un DSMB con più di 5 o 6 membri
rischia di lavorare male (difficoltà di
riunirsi, problemi nelle comunicazioni
tra i membri, etc.)…
Di certo devono far parte del DSMB
clinici esperti nel campo concernente
quel dato trial ma anche competenti
in metodologia della ricerca clinica,
nonché uno statistico. Si discute sulla
presenza di un esperto in bioetica e di
un laico rappresentante dei pazienti
arruolandi nel trial.
Comunque il DSMB può avvalersi,
quando lo giudica opportuno, di speci
fici consulenti temporanei.
Il DSMB è rigorosamente indipenden
te. I suoi membri non devono avere for
ti legami (di carriera, economici, etc)
con i ricercatori o con i finanziatori del
trial. La sorveglianza del DSMB su etici
tà e correttezza metodologica del trial
si esercita:
1. Nelle fasi preliminari dello studio.
2. Durante lo svolgimento del trial.
3. Dopo la conclusione dello studio.
Compiti del DSMB
nelle fasi preliminari
dello studio
# Verifica della equipoise di parten
za, della potenziale utilità del progetto
(per i pazienti arruolandi e/o per i pa
zienti futuri) e della sua praticabilità,
nonché dell’ assenza di incompatibili
tà culturali, religiose, etniche.
# Verifica dell’ adeguatezza metodolo
gica del Protocollo del trial.
# Verifica dell’assenza di inaccet
tabili conflitti di interessi nei ricer
catori.
# Verifica della correttezza della
procedura per il Consenso Infor
mato.
Equipoise
Per ovvi motivi etici è necessario che i
ricercatori di un trial clinico randomiz
zato siano, in partenza, in una condizio
ne di incertezza sulla rispettiva effica
cia dei trattamenti che verranno con
frontati nel trial. Nel mondo della ricer
ca clinica tale condizione è chiamata
equipoise (bilanciamento, equilibrio)…
Ma non è necessario che ogni singolo
ricercatore sia ‘in equipoise’ prima che
il trial inizi, purchè esista nella comunità clinica una diffusa incertezza sul ri
spettivo valore dei trattamenti che si vo
gliono testare : si parla allora di clini
cal equipoise.
Ovviamente le cose non sempre sono
semplici : si veda il caso del trial COU
RAGE (2007), che dimostrò che, nella
cardiopatia ischemica stabile , la tera
pia solo medica non è inferiore agli in
terventi coronarici percutanei (PCI :
angioplastica, stent, etc). Il trial venne
iniziato tardi perché molti cardiologi
interventisti lo giudicavano non-etico
(insufficiente equipoise).
Consenso informato nella
Ricerca Clinica
_____________________________
Approaches to Informed Consent
Gianni Tognoni, MD and Enrico Geraci, MD
Controlled Clin Trials 1997; 18: 621-627
Ai pazienti da arruolare vanno forni
te esaurienti informazioni su : scopo
della ricerca, procedure, potenziali ri
schi e benefìci, possibili alternative. E’
importante fare in modo che il paziente
comprenda bene le informazioni fonite
gli, onde possa decidere davvero libera
mente se partecipare allo studio…
Ma vi sono situazioni nelle quali non
è possibile ottenere un valido consenso
direttamente dal paziente, e si deve ri
correrre ad un surrogato : ai genitori
nei trial condotti nei bambini, a fami
liari nel caso di persone mentalmente
incapaci, etc.
Una situazione di particolare difficol
tà è quella dei trial clinici randomizzati
che si intendano condurre in pazienti in
condizioni di emergenza, come ad es.
nell’ infarto miocardico acuto in fase
iniziale. Sottoporre tali pazienti ad una
corretta procedura per ottenerne il con
senso comporterebbe per loro due tipi
di danno :
1) In una persona già molto preoccu
pata, ma inizialmente non pienamen
te informata, l’apprendere di avere un
infarto provocherebbe quasi certamen
te ulteriore grave ansia o angoscia.
2) La procedura per il consenso, se è
eseguita seriamente, consuma tempo e
comporterebbe un nocivo ritardo nel
ricevere la terapia potenzialmente sal
vavita (trombolisi o PCI primario).
Nel primo trial GISSI (1986), che ha
onorato nel mondo la Cardiologia Ita
liana (prima dimostrazione dell’effica
cia della trombolisi precoce nell’ infar to
miocardico acuto), lo Steering Com
mittee, presieduto da Fausto Rovelli
(Co-chair Gianni Tognoni) si assunse
formalmente la responsabilità di fare
a meno del consenso informato dei pa
zienti, per non danneggiarli…
Altrimenti, per rispettare l’ autono
mia dei pazienti (principio etico cui fa
capo il ‘consenso informato’), si sareb
be dovuto rinunciare ad eseguire uno
studio che si auspicava potesse arreca
re, se positivo, un grande beneficio al
la Comunità.
Si era in una chiara condizione di con
flitto di valori (Pazienti vs Comunità)
risolto in favore della Comunità…
Vi furono critiche, che però si spense
ro quando fu evidente l’ importanza del
beneficio per la Comunità derivato dal
GISSI (in seguito chiamato GISSI-1).
Pochi mesi fa vi è stato su questo tema
un intervento autorevole e deciso :
Effect of consent rituals
on mortality in
emergency care research
(Letter)
Ian Roberts, David Prieto-Merino, Halee
ma Shakur, Iain Chalmers, John Nicholl
Clinical Trials Unit, London School of Hy
giene and Tropical Medicine
Lancet 2011; 377: 1071-2
“We argue that the need for an urgent
trial treatment, even in patients who
are conscious and whose relatives are
available, by itself excludes the possibi
lity of fully informed consent.
If consent rituals delay the start of a
trial treatment such that the treatment
effect could be reduced or obscured,
we maintain that seeking consent is ac
tually unethical.”
A proposito di consenso nella
ricerca, è interessante prendere
atto di una proposta avanzata
pochi anni fa da alcuni eminen
ti eticisti (non mi risulta finora
in odore di realizzazione…) :
The Obligation to Participate
in Biomedical Research
GO Schaefer, EJ Emanuel, A Wertheimer
JAMA, July 1, 2009
“L’ opinione che attualmente pre
vale è che la partecipazione alla ricer
ca biomedica non sia un preciso dove
re. Ma alcuni commentatori hanno
avanzato motivi contrari a questa po
sizione, e noi proponiamo adesso un
nuovo argomento ‘di bene pubblico’
per un obbligo a partecipare [da sog
getto / paziente] a tale ricerca…
La ricerca biomedica è infatti un
bene pubblico, [i cui risultati sono]
a disposizione di ogni individuo an
che se egli non vi ha partecipato…
La partecipazione alla ricerca bio
medica è un mezzo di rilevanza cri
tica per supportare un importante
bene pubblico. Di conseguenza, tut
ti hanno l’obbligo di parteciparvi…
La norma sociale corrente è che gli
individui partecipano solo se essi han
no buone ragioni per farlo. L’ argo
mento ‘bene pubblico’ implica invece
che gli individui debbano partecipare
alla ricerca biomedica [come sogget
ti / pazienti] tranne nel caso in cui ab
biano un buon motivo per non farlo.
Questo cambio di posizione dovrebbe
essere di grande aiuto al progresso della
ricerca biomedica, con la prospettiva di
rendere la società significativamente più
in salute e longeva.”
Department of Bioethics, The Clinical
Center, National Institutes of Health
Bethesda, Maryland
“Questo articolo chiede un cambiamen
to culturale e morale, non uno legale”
PAUSA
Compiti del DSMB
nel corso dello studio
Per proteggere i pazienti arruolati il
DSMB deve prestare grande attenzione
ad eventuali variazioni, interne o ester
ne al trial, che possano venire a modificare in misura critica la condizione di
equipoise di partenza. Infatti in tal caso,
se il trial continuasse come programma
to, i pazienti di un braccio non fruireb
bero del miglior trattamento adesso ac
certato…
Chiusura precoce di un RTC
L’ eventuale percezione di importanti
variazioni dell’ equipoise mentre lo stu
dio è in corso (ad es. se una analisi ad
interim mostra la netta superiorità di
uno dei trattamenti) deve imporre al
DSMB di prendere in seria considera
zione la chiusura anticipata del trial…
Va ricordato che all’ epoca della lo
ro istituzione il compito dei DSMB e
ra, appunto, solo quello di proporre,
quando opportuno, l’ interruzione pre
coce del trial in base ai risultati delle
proprie analisi ad interim.
N.B. Attualmente si può interrompere
un trial anche nel caso che ripetute ana
lisi ad interim dimostrino che non vi sa
ranno vincitori (chiusura per ‘futilità’).
Ma la chiusura anticipata di un RCT
perchè uno dei trattamenti si dimostra
già in itinere chiaramente superiore, ri
chiede delicate valutazioni etiche, stati
stiche e pratiche. Pertanto il DSMB
non si deve basare solo sull’ analisi ad
interim dei dati del proprio trial, ma de
ve tenere anche conto :
a) Dell’ intero contesto del trial : enti
tà dei potenziali vantaggi o rischi per
i pazienti; rilevanza dei risultati del
trial per la pratica clinica generale;
aspetti organizzativi, pratici, economi
ci.
b) Delle notizie che giungono dallo
esterno : risultati di altri RCT analo
ghi che intanto si sono conclusi (che po
trebbero mostrare chiari vantaggi o
svantaggi del trattamento sperimenta
le) ; risultati di metaanalisi di prece
denti studi analoghi ; eventuale eviden
ziazione di effetti collaterali inaccetta
bili del nuovo farmaco studiato ; etc.
Si noti che i dati ‘esterni’, se da una
parte possono contribuire alla chiusu
ra anticipata di un trial, dall’ altra do
vrebbero rendere il DSMB guardin
go sulla validità della propria analisi
ad interim nei casi in cui essa indur
rebbe alla chiusura precoce del trial
mentre i dati esterni non depongono
in tal senso.
In taluni casi la risposta del DSMB
ai risultati dell’ analisi ad interim e/o
dei dati ‘esterni’ può consistere non
nella chiusura anticipata del trial ma
nella modifica in itinere del Protocollo dello studio. (In tal caso va rinno
vato il ‘consenso informato’)…
Un esempio è rappresentato da quan
to accadde nel trial GISSI-Prevenzio
ne, svoltosi in Italia negli anni novan
ta del 1900 e noto soprattutto per
aver mostrato che gli acidi grassi poli
insaturi omega-3 riducono il rischio
di morte improvvisa nel post-infarto
negli infartuati a rischio globale me
dio o basso (come erano i pazienti ar
ruolati in quel trial)…
Ma il GISSI-Prevenzione studiava an
che la pravastatina contro placebo nei
pazienti post-infarto. E vi furono deli
cati problemi decisionali quando, piut
tosto presto nel corso del trial (iniziato
nel 1993), furono disponibili i risultati
di due altri grandi studi in parte simi
li : dapprima quelli del 4S (1994), con
dotto con simvastatina, poi…
quelli del CARE (1996), con pravasta
tina. Entrambi mostravano chiara
mente che le statine riducono morbi
lità e mortalità in pazienti con cardio
patia ischemica o in individui ad alto
rischio di contrarre tale patologia…
Io facevo parte dello Steering Commit
tee del GISSI-Prevenzione, e Luigi Pa
gliaro era il Chairman del DSMB…
[Quando arrivarono i dati del 4S e
del CARE non era ancora disponibile
la prima analisi ad interim del GISSIPrevenzione]
DSMB e Steering Committee decisero
dapprima, in risposta al 4S, di modifi
care il Protocollo escludendo i pazien
ti con colesterolemia > 250 mg/dl. Ma
dopo il CARE il ramo pravastatina
venne chiuso definitivamente.
Indebite ingerenze dell’industria:
a) Pressione per interrompere precocemente il trial : 1. Perché l’industria non
ritiene più che il suo farmaco possa vin
cere (“soldi sprecati”). 2. Perché nella
analisi ad interim il nuovo farmaco sem
bra vincente e l’ industria non vuole cor
rere il rischio che proseguendo il trial la
superiorità non venga confermata.
b) Pressione per non interrompere il
trial benchè sia diventato evidente che
il nuovo trattamento è superiore (per
analisi ad interim e/o per l’ arrivo di
dati esterni), onde trarre il massimo
vantaggio promozionale…
Molto grave fu il caso, negli anni ’80 ’90 del 1900, dei trial sugli allora nuovi
e costosi trombolitici (rt-PA, APSAC)
nell’ infarto miocardico acuto, trial por
tati avanti (o addirittura iniziati) contro
placebo quando era già evidente, grazie
ad analoghi trial eseguiti con la ben me
no costosa streptochinasi, che la trombo
lisi tempestiva nell’infarto acuto è salva
vita…
A metà dei pazienti con infarto acuto
arruolati in tali trial (i pazienti del brac
cio placebo) venne dunque negata una
terapia salvavita di ormai provata effi
cacia, la trombolisi, onde poter dimo
strare facilmente anche la validità dei
nuovi trombolitici molto più costosi del
la streptochinasi…
I risultati di questi trial gravemen
te non-etici vennero tutti pubblicati
nelle maggiori riviste mediche, e in
tutti i casi veniva dichiarato che era
stato ottenuto dai pazienti il ‘consen
so informato’! E con ben poche cri
tiche.Una mia lettera di energica pro
testa, pubblicata sul JACC, non eb
be grande eco…
Enrico Geraci (letter):
Unethical placebo assignment in
clinical trials of thrombolysis.
J Am Coll Cardiol 1992; 20: 1902-3
Compiti del DSMB
alla fine del trial
Sorveglianza su :
# Scorretto assemblaggio e inappropria
ta valutazione dei risultati dello studio.
# Scorrette modalità di presentazione
dei risultati.
# Ritardo nella pubblicazione, o rinun
cia alla pubblicaz., di risultati negativi.
# Diffusione precoce di risultati favore
voli, senza il vaglio di peer reviewers.
Spesso vi è incertezza su come elaborare e presentare i risultati di un trial :
Analisi intention-to-treat o per-proto
col ? Riduzione relativa o assoluta de
gli end points ? Etc.
Tuttavia tali dubbi non sempre sono
genuini, e la scelta del modo ottimale
per elaborare i dati spesso è marketdriven (interessi dell’industria) e/o gui
data dal desiderio dei ricercatori di va
lorizzare al massimo il proprio lavoro.
Possono esservi dubbi sulle modalità di
applicazione dei risultati dei trial alla
pratica clinica. Un problema frequente
è : applicarli solo ai pazienti trial-like o
anche ad altre categorie di pazienti ?
I problemi concernenti il trasferimen
to rapido e appropriato dei risultati
della ricerca alla pratica clinica hanno
portato recentemente negli USA alla
creazione di un certo numero di “Trans
lational Medicine Institutes (TMIs)” de
dicati a questo fine.
Comitato etico esterno al trial
IRB (Institutional
Review Board)
L’IRB (Institutional Review Board, o
Comitato Etico Locale) si occupa di tutte le ricerche cliniche cui partecipa quel
la data istituzione (Ospedale, Istituto
universitario, etc.). Inoltre l’IRB si occu
pa anche di altri aspetti bioetici per con
to di quella istituzione : testamento bio
logico, cure palliative, etc.
Per quanto riguarda i trial clinici ran
domizzati l’ IRB ne esamina il protocol
lo, approvandolo o meno. A tal fine…
...oltre a vagliare i criteri generali di
appropriatezza del protocollo (equipoi
se, consenso informato, etc.), l’ IRB è
chiamato a verificare che quel proto
collo sia compatibile con la realtà locale : caratteristiche epidemiologiche, et
niche, religiose degli arruolandi; strut
ture operative dell’ istituzione; etc.
L’IRB controlla poi lo svolgimento lo
cale della ricerca e collabora con lo Ste
ering Committee nei trial multicentrici.
Si noti che l’ IRB di solito non è in
grado di analizzare approfonditamen
te la letteratura medica pertinente (o
altra eventuale documentazione) per
ogni trial cui partecipa la propria isti
tuzione ( soprattutto durante lo svolgi
mento del trial) come può fare invece il
DSMB, che si occupa solo di un trial…
L’ Institutional Review Board
può approvare o meno eventuali
modifiche apportate in itinere al
protocollo di un trial multicentrico
(se non approva deve far ritirare
la propria istituzione dallo studio),
ma abitualmente non viene coinvol
to nell’iter decisionale per l’eventu
ale chiusura anticipata del trial.
Concludo con due esempi di
grave offesa alla correttezza del
la ricerca clinica, l’ uno triste
mente autentico, l’altro soltanto
virtuale ma eloquente…
The code of silence
Peter Wilmhurst, Lancet 1997; 349: 567-569
“Il Dott. John Darsee, cardiologo,
lavorava nel dipartimento diretto
da Eugene Braunwald ad Harvard.
Egli aveva pubblicato un numero
prodigioso di articoli scientifici,
molti dei quali erano fraudolenti.
Venne scoperto nel 1981…
Anche il Dott. Robert Slutsky,
cardiologo in California, commi
se analoghe frodi scientifiche,
che furono scoperte nel 1985…
Nel novembre del 1982 Slutsky
mi aveva detto di avere sempre
pensato che i lavori di Darsee fos
sero molto sospetti, dato che Dar
see era il solo a pubblicare più di
lui…”
HARLOT*
How to Achieve positive Results with
out Lying to Overcome the Truth
* Prostituta
Articolo scherzoso (ma non troppo) di
D. Sackett e A. Oxman, pubblicato nel
BMJ del 20.12.2003, nel quale vengono
offerti i servigi dell’ agenzia HARLOT
agli sponsor industriali di trial clinici
“che non vogliano mettere a rischio
l’accettazione dei loro prodotti affi
dandosi all’ incertezza della scienza
obiettiva”…
Nell’articolo vengono proposti tra l’al
tro i Me-Too Protocols, con i quali,
“purchè il vostro farmaco anch’ io
non sia molto peggio di un sorso
d’acqua tridistillata, noi vi garantia
mo un trial positivo”
[Tanto sarcasmo non suscitò grandi ri
mostranze. Evidentemente non manca
vano buoni motivi per generarlo]
Scarica

Presentazione di PowerPoint