La Corona dei Sette Dolori è un invito alla contemplazione orante dell’icona di Maria Addolorata, come modello e aiuto per avvicinare il mistero
del dolore attraverso la speranza della fede.
Alla sua scuola s’impara a stare presso la croce, sperando contro ogni speranza, a partecipare consapevolmente alla passione di Cristo per
vivere la sua risurrezione; a prendere parte alle
infinite croci degli uomini per recare conforto e
cooperazione redentrice.
Ecco, allora, l’importanza della Corona dei
Sette Dolori della Vergine: insieme alla passione
di Cristo, che si protrae nel tempo, la Corona dei
Sette Dolori aiuta a far memoria della passione
dell’uomo; diventa, cioè, urgente comprendere e
alleviare il dolore umano con il cuore compassionevole della Vergine, capace di accogliere la
sofferenza di ogni uomo per recarvi conforto e
cooperazione redentrice.
isbn 9 7 8 - 8 8 - 8 4 0 4 - 0 4 3 - 5
€ 1,50
Il Rosario
dei Sette Dolori
della Vergine
SHALOM
Testo: Padre Gianni Sgreva cp
©
Editrice Shalom - 28.11.2003, 22° Anniversario della prima
apparizione a Kibeho
© 2008 Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, per gentile concessione
ISBN 9 7 8 8 8 8 4 0 4 0 4 3 5
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Indice
Introduzione ����������������������������������������������� 5
Come si prega il Rosario
dei Sette Dolori .................................... 19
Inizio del Rosario ����������������������������������� 20
Primo Dolore ........................................ 25
Secondo Dolore .................................... 29
Terzo Dolore ......................................... 33
Quarto Dolore ....................................... 37
Quinto Dolore ....................................... 41
Sesto Dolore ......................................... 45
Settimo Dolore ..................................... 49
Stabat Mater ............................................ 51
Litanie dell’Addolorata .......................... 55
Altre preghiere all’Addolorata ������������� 59
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Introduzione
Un pò di storia
Storicamente la Corona dei Sette Dolori è nata in
stretta connessione con il Rosario, di cui riprende il
ritmo e la struttura. Essa è il frutto collaudato di una
spiritualità mariana molto diffusa nell’ordine dei Servi di Maria, alla fine del 1500 (in particolare, fin dal
suo comparire per la prima volta in Fiandra nel 1482
per iniziativa del sacerdote Jean de Coudenberghe) e
agli inizi del 1600.
In un opuscolo, pubblicato nel 1678 da fra Lorenzo Giusti da Firenze, viene descritto il modo di recitare la Corona. Gli elementi rituali sono quelli che
abbiamo ancora oggi: introduzione, enunciazione del
dolore, un Padre nostro, 7 Ave Maria in ricordo delle lacrime sparse dalla Beata Vergine Maria nei suoi
dolori, una parte dello Stabat Mater e una preghiera
come conclusione.
Perché questo Rosario, che potrebbe essere definito un “Rosario doloroso”, è stato chiamato “Corona
dei Sette Dolori della Vergine”?
Nella simbologia biblica, il numero sette suggerisce l’idea di pienezza e di totalità per cui, riferendo
alla Vergine sette dolori, gli autori medievali non volevano certo limitare gli episodi dolorosi della Madre
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di Gesù a sette, bensì volevano indicare che Maria è
stata la personificazione del dolore.
Teologicamente la Corona dei Sette Dolori è un
invito alla contemplazione orante dell’icona di Maria Addolorata, come modello e aiuto per avvicinare
il mistero del dolore attraverso la speranza della fede.
Alla sua scuola si impara a stare presso la croce,
sperando contro ogni speranza, a partecipare consapevolmente alla Passione di Cristo per vivere la sua
risurrezione; a prendere parte alle infinite croci degli
uomini per recare conforto e cooperazione redentrice.
È in questo contesto che nasce la Corona dei Sette
Dolori. Preghiera che ha avuto una vasta risonanza
popolare e ormai da parecchi secoli è entrata a far
parte del vissuto affettivo di tanti fedeli che hanno
trovato in essa una compagna cordiale ed illuminante
nel faticoso cammino della vita, spesso segnata dal
mistero del dolore.
Pregare con la Corona dell’Addolorata significa
vivere con la Madre di Cristo la tragica realtà del dolore: Maria ci insegna che ciò che conta è il credere
nella sofferenza redentrice di Cristo: è qui la fonte di
tutta la fecondità della Chiesa.
Ecco, allora, l’importanza della Corona dei Sette
Dolori della Vergine: insieme alla passione di Cristo,
che si protrae nel tempo, la Corona dei Sette Dolori aiuta a far memoria della passione dell’uomo; di6
venta, cioè, urgente comprendere e alleviare il dolore
umano con il cuore compassionevole della Vergine,
capace di accogliere la sofferenza di ogni uomo per
recarvi conforto e cooperazione redentrice.
Il richiamo della Vergine in Rwanda
Il Rosario dei Sette Dolori della Vergine Maria fa
parte delle devozioni mariane relativamente antiche
dell’Ordine dei Servi di Maria.
Ci fu un tempo in cui anche in Rwanda era conosciuto questo Rosario, ma unicamente presso le suore
Benebikira prima degli anni 1960; fu introdotto da
madre Teresa Kamugisha, la prima superiore generale
rwandese di questa Congregazione.
Ma dalla fine del suo mandato questo Rosario, assai poco conosciuto e soprattutto assai male accettato
dalle suore, cadde nell’oblio.
È la veggente Marie Claire Mukangango che ne
parla di nuovo come di un messaggio affidatole dalla
Vergine Maria a Kibeho.
Finora, nonostante le lunghe ricerche che sono
state fatte da una commissione ad hoc, non c’è alcuna
prova che Marie Claire conoscesse già tale Rosario
prima dell’inizio delle apparizioni.
Questo Rosario merita di essere diffuso tra i cristiani,
senza soppiantare tuttavia il santo Rosario. Si tratta di
un esercizio di pietà tra molti altri ammessi dalla Chiesa.
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